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Disdetta Contratto Affitto 2026: Tempi, Procedura e Modello

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Vuoi recedere dal tuo contratto di locazione ma non sai come fare? La disdetta contratto affitto segue regole precise che variano a seconda che tu sia il locatore (proprietario) o il conduttore (inquilino). Preavviso di 6 mesi, raccomandata A/R, comunicazione all’Agenzia delle Entrate con il modello RLI: in questa guida trovi tutti i passaggi necessari per disdire correttamente un contratto di locazione nel 2026, evitando errori che potrebbero costarti caro. Se hai scelto la cedolare secca, le tempistiche e gli obblighi restano gli stessi.

Indice dei contenuti

  1. Preavviso di 6 Mesi con Raccomandata A/R
  2. Disdetta alla Prima Scadenza vs Seconda Scadenza
  3. Recesso Anticipato del Conduttore
  4. Gravi Motivi per la Disdetta Anticipata
  5. Risoluzione Consensuale del Contratto
  6. Comunicazione all’Agenzia delle Entrate: il Modello RLI
  7. Domande Frequenti
  8. Assistenza del CAF Centro Fiscale

Preavviso di 6 Mesi con Raccomandata A/R

La regola fondamentale per la disdetta contratto affitto è il preavviso di almeno 6 mesi prima della scadenza contrattuale. Questo termine vale sia per il locatore che per il conduttore e deve essere rispettato in modo rigoroso: se invii la disdetta in ritardo, il contratto si rinnova automaticamente per un altro periodo.

La comunicazione deve avvenire tramite raccomandata con avviso di ricevimento (A/R), che rappresenta l’unico mezzo che garantisce la prova legale dell’invio e della ricezione. In alternativa, è possibile utilizzare la PEC (Posta Elettronica Certificata), a condizione che anche il destinatario disponga di un indirizzo PEC. Attenzione: i 6 mesi si contano dalla data di ricezione della raccomandata, non dalla data di spedizione. Pertanto è consigliabile inviare la disdetta con un margine di sicurezza di qualche settimana in più.

Disdetta alla Prima Scadenza vs Seconda Scadenza

La disdetta contratto affitto funziona diversamente a seconda del momento in cui viene esercitata. Per i contratti 4+4 (canone libero), alla prima scadenza (dopo i primi 4 anni) il locatore può disdire solo per motivi specifici previsti dalla legge 431/1998, come la necessità di utilizzare l’immobile per sé o per i familiari, la vendita dell’immobile, oppure la ristrutturazione integrale.

Alla seconda scadenza (dopo 8 anni), invece, entrambe le parti possono disdire liberamente, senza dover fornire motivazioni particolari. Basta rispettare il preavviso di 6 mesi. Lo stesso principio vale per i contratti 3+2 (canone concordato): alla prima scadenza (dopo 3 anni) servono motivi specifici, mentre alla seconda scadenza (dopo 5 anni) la disdetta è libera.

Recesso Anticipato del Conduttore

Il conduttore (inquilino) ha il diritto di recedere dal contratto in qualsiasi momento, anche prima della scadenza, a condizione che sussistano gravi motivi. Questo diritto è previsto dall’articolo 3 della legge 431/1998 e non può essere escluso dal contratto. Il preavviso rimane di 6 mesi, salvo diversa pattuizione contrattuale che preveda un termine inferiore.

Molti contratti di locazione includono una clausola di recesso libero per il conduttore, che consente di recedere anche senza gravi motivi, sempre con il preavviso previsto. Verifica attentamente il tuo contratto: se contiene questa clausola, puoi disdire in qualsiasi momento semplicemente rispettando i termini di preavviso indicati. In assenza di questa clausola, dovrai dimostrare l’esistenza di gravi motivi.

Gravi Motivi per la Disdetta Anticipata

I gravi motivi che giustificano il recesso anticipato del conduttore devono essere oggettivi, imprevedibili al momento della stipula del contratto e non dipendenti dalla volontà dell’inquilino stesso. La giurisprudenza ha riconosciuto come gravi motivi validi:

  • Trasferimento lavorativo in altra città o regione
  • Licenziamento o perdita del lavoro con impossibilità di sostenere il canone
  • Acquisto di una casa di proprietà nella stessa città
  • Gravi problemi di salute che richiedono il trasferimento
  • Aumento del nucleo familiare che rende l’alloggio inadeguato
  • Gravi difetti dell’immobile non sanabili dal locatore

Non sono considerati gravi motivi la semplice insoddisfazione per l’immobile, il desiderio di cambiare zona o la scelta volontaria di un nuovo lavoro nella stessa città. In caso di contestazione, sarà il giudice a valutare la sussistenza dei gravi motivi.

Risoluzione Consensuale del Contratto

Esiste anche la possibilità della risoluzione consensuale: locatore e conduttore si accordano per chiudere il contratto prima della scadenza naturale. Questa opzione non richiede il preavviso di 6 mesi né la dimostrazione di gravi motivi, perché entrambe le parti sono d’accordo.

La risoluzione consensuale deve essere formalizzata per iscritto e comunicata all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni tramite il modello RLI. Il vantaggio principale è che le parti possono concordare liberamente le condizioni di chiusura: restituzione anticipata della cauzione, tempistiche di rilascio dell’immobile, eventuali compensazioni economiche. Questa soluzione è particolarmente utile quando il rapporto tra le parti è buono e si vuole evitare la formalità e i tempi della disdetta ordinaria.

Comunicazione all’Agenzia delle Entrate: il Modello RLI

Dopo aver inviato la disdetta alla controparte, è obbligatorio comunicare la risoluzione del contratto all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data di efficacia della disdetta (cioè dalla scadenza contrattuale). Questa comunicazione avviene tramite il modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili), lo stesso modulo utilizzato per la registrazione iniziale del contratto.

Il costo della risoluzione è di 67 euro di imposta di registro, da versare con modello F24 Elementi identificativi (codice tributo 1503). Se il contratto ha durata residua superiore a un anno, l’imposta può essere calcolata in misura proporzionale. Chi ha optato per la cedolare secca è esente dal pagamento dell’imposta di registro sulla risoluzione, ma deve comunque presentare il modello RLI per comunicare la chiusura del contratto.

Il modello RLI può essere presentato online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate (sezione “Servizi per” > “Registrare contratti di locazione”), presso un ufficio territoriale oppure tramite un intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti

Quanto preavviso serve per disdire un contratto di affitto?

Il preavviso minimo è di 6 mesi prima della scadenza contrattuale, salvo diversa pattuizione nel contratto che preveda un termine inferiore. La disdetta deve essere inviata con raccomandata A/R o PEC.

Quanto costa risolvere un contratto di affitto?

La risoluzione del contratto comporta il pagamento di 67 euro di imposta di registro (codice tributo 1503 su F24). Chi ha la cedolare secca è esente dall’imposta ma deve comunque comunicare la risoluzione all’Agenzia delle Entrate tramite modello RLI.

Posso disdire il contratto prima della scadenza?

Il conduttore può recedere anticipatamente per gravi motivi (trasferimento lavorativo, perdita del lavoro, acquisto casa). Se il contratto prevede una clausola di recesso libero, può disdire anche senza motivazioni, rispettando il preavviso pattuito.

Cosa succede se non invio la disdetta in tempo?

Se la disdetta contratto affitto non viene inviata entro i termini, il contratto si rinnova automaticamente per un ulteriore periodo (4 anni per i contratti 4+4, 2 anni per i contratti 3+2). Non è possibile recedere fino alla successiva scadenza.

Serve un avvocato per la disdetta?

Per una disdetta ordinaria non serve un avvocato: basta la raccomandata A/R con il testo della disdetta. Per la compilazione del modello RLI e il versamento dell’imposta, il CAF Centro Fiscale può assisterti evitando errori.

Assistenza del CAF Centro Fiscale

La disdetta contratto affitto richiede attenzione ai dettagli e il rispetto di scadenze precise. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione del modello RLI, nel calcolo e versamento dell’imposta di registro e nella verifica che tutti gli adempimenti siano eseguiti correttamente. Se stai anche valutando come dichiarare i redditi da locazione, consulta la nostra guida sul modello 730.

Prenota il tuo appuntamento presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine, chiamando lo 0432 1638640 oppure scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

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    Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-11 09:00:002026-05-31 17:54:27Disdetta Contratto Affitto 2026: Tempi, Procedura e Modello
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Interessi Mutuo Prima Casa 730 2026: Detrazione Completa

    Dichiarazione dei redditi 730

    Se hai un mutuo per la prima casa, devi sapere che puoi recuperare parte degli interessi pagati tramite la detrazione fiscale nel modello 730 2026. Si tratta di un beneficio importante che può farti ottenere un rimborso fino a 760 euro all’anno.

    In questa guida completa ti spieghiamo come funziona la detrazione degli interessi del mutuo prima casa, quali sono i requisiti, quanto puoi detrarre e come compilare correttamente il 730. Scoprirai anche casi particolari come il mutuo cointestato, il cambio di residenza e la vendita dell’immobile.

    Per una panoramica completa su tutte le detrazioni fiscali disponibili, consulta la nostra guida al 730 2026.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la detrazione interessi mutuo prima casa
    2. Requisiti per ottenere la detrazione
    3. Quanto puoi detrarre: limiti e importi
    4. Mutuo cointestato: come si divide la detrazione
    5. Mutuo per costruzione o ristrutturazione
    6. Mutuo per acquisto box auto pertinenziale
    7. Documenti necessari per la detrazione
    8. Come inserire la detrazione nel 730
    9. Casi particolari e situazioni speciali
    10. Esempi pratici di calcolo
    11. Domande frequenti (FAQ)

    La detrazione degli interessi passivi sul mutuo prima casa è un beneficio fiscale previsto dall’articolo 15, comma 1, lettera b) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

    In pratica, puoi portare in detrazione nel 730 gli interessi che hai pagato alla banca durante l’anno per il tuo mutuo ipotecario, a condizione che il mutuo sia stato acceso per l’acquisto dell’abitazione principale.

    La detrazione è del 19% degli interessi pagati, con un limite massimo di 4.000 euro di interessi detraibili. Questo significa che il rimborso massimo che puoi ottenere è di 760 euro (19% di 4.000 euro).

    Attenzione: la detrazione si applica solo sugli interessi passivi, non sulla quota capitale del mutuo.

    Requisiti per ottenere la detrazione

    Per poter detrarre gli interessi del mutuo nel 730 2026, devi rispettare tutti questi requisiti:

    • Mutuo ipotecario: deve trattarsi di un mutuo garantito da ipoteca sull’immobile acquistato o su altro immobile
    • Acquisto abitazione principale: il mutuo deve essere stato stipulato per l’acquisto dell’abitazione dove tu e la tua famiglia risiedete abitualmente
    • Residenza: devi trasferire la residenza nell’immobile acquistato entro 12 mesi dalla data di acquisto (o dalla data di stipula del mutuo se successiva)
    • Prima casa: l’immobile NON deve appartenere alle categorie catastali di lusso (A/1, A/8, A/9)
    • Intestatario mutuo e proprietario: devi essere contemporaneamente intestatario del contratto di mutuo e proprietario (o comproprietario) dell’immobile
    • Tempistica: il contratto di mutuo deve essere stato stipulato nei 12 mesi precedenti o successivi all’atto di acquisto

    Se anche uno solo di questi requisiti viene meno, perdi il diritto alla detrazione a partire dall’anno in cui si verifica la perdita del requisito.

    Quanto puoi detrarre: limiti e importi

    Vediamo nel dettaglio quanto puoi recuperare con la detrazione degli interessi del mutuo:

    Limite massimo di interessi detraibili

    Il limite è fissato a 4.000 euro all’anno di interessi passivi. Questo è il tetto massimo di spesa su cui calcolare la detrazione del 19%.

    Rimborso massimo ottenibile

    Il rimborso massimo è quindi:

    4.000 euro × 19% = 760 euro

    Come si calcola la detrazione

    La banca ti fornisce ogni anno (solitamente a gennaio-febbraio) una certificazione degli interessi passivi pagati nell’anno precedente. Su questo importo calcoli il 19%, nei limiti dei 4.000 euro.

    Esempio pratico:

    • Interessi pagati nel 2025: 5.200 euro
    • Interessi detraibili (limite): 4.000 euro
    • Detrazione spettante: 4.000 × 19% = 760 euro

    Altro esempio:

    • Interessi pagati nel 2025: 2.800 euro
    • Interessi detraibili: 2.800 euro (sotto il limite)
    • Detrazione spettante: 2.800 × 19% = 532 euro

    Mutuo cointestato: come si divide la detrazione

    Se hai un mutuo cointestato (ad esempio con il coniuge o il partner), la detrazione va ripartita tra i cointestatari.

    Regola generale: divisione al 50%

    Il limite massimo di 4.000 euro va diviso tra i mutuatari in parti uguali (50% ciascuno), a meno che il contratto di mutuo non preveda percentuali diverse.

    Esempio:

    • Mutuo cointestato al 50% tra due coniugi
    • Interessi pagati nel 2025: 6.000 euro
    • Limite per ciascun coniuge: 2.000 euro (50% di 4.000)
    • Detrazione per ciascuno: 2.000 × 19% = 380 euro

    Divisione con percentuali diverse

    Se il contratto di mutuo prevede percentuali diverse (es. 70%-30%), la detrazione va ripartita secondo quelle percentuali:

    • Cointestatario al 70%: può detrarre fino a 2.800 euro di interessi (70% di 4.000)
    • Cointestatario al 30%: può detrarre fino a 1.200 euro di interessi (30% di 4.000)

    Coniuge fiscalmente a carico

    Se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro (reddito inferiore a 2.840,51 euro), il coniuge che sostiene interamente la spesa può fruire della detrazione per entrambe le quote, quindi sull’intero limite di 4.000 euro.

    Importante

    Per detrarre gli interessi devi essere contemporaneamente:

    • Intestatario del mutuo
    • Proprietario (o comproprietario) dell’immobile

    Se sei solo intestatario del mutuo ma non proprietario dell’immobile, non hai diritto alla detrazione.

    Mutuo per costruzione o ristrutturazione

    La detrazione spetta anche per i mutui ipotecari contratti per:

    • Costruzione dell’abitazione principale
    • Ristrutturazione dell’abitazione principale

    Anche in questi casi valgono le stesse regole:

    • Limite massimo: 4.000 euro di interessi
    • Detrazione: 19%
    • Obbligo di adibire l’immobile ad abitazione principale entro 12 mesi dal termine dei lavori
    • Obbligo di trasferire la residenza entro lo stesso termine

    Attenzione: non rientrano nella detrazione i mutui per ampliamento o miglioramento di immobili già posseduti, ma solo quelli per costruzione o ristrutturazione completa.

    Mutuo per acquisto box auto pertinenziale

    Anche il mutuo per l’acquisto di un box auto o posto auto dà diritto alla detrazione, ma solo se:

    • Il box è pertinenziale all’abitazione principale
    • Ha categoria catastale C/6 (autorimesse e posti auto)
    • Il mutuo è stato stipulato contestualmente al mutuo per l’abitazione principale, oppure successivamente ma sempre per l’acquisto di pertinenza dell’abitazione già acquistata

    Gli interessi del mutuo per il box rientrano nello stesso limite di 4.000 euro previsto per il mutuo della casa.

    Esempio:

    • Interessi mutuo casa: 3.200 euro
    • Interessi mutuo box: 600 euro
    • Totale interessi: 3.800 euro
    • Detrazione: 3.800 × 19% = 722 euro

    Documenti necessari per la detrazione

    Per poter portare in detrazione gli interessi del mutuo nel 730, devi avere questi documenti:

    1. Certificazione interessi passivi della banca

    La banca (o l’istituto di credito) è obbligata a inviarti ogni anno una certificazione che attesta l’importo degli interessi passivi pagati nell’anno precedente.

    Questo documento viene solitamente inviato tra gennaio e febbraio ed è disponibile:

    • Nell’area riservata del sito della banca
    • Via email
    • Via posta tradizionale

    2. Contratto di mutuo

    Conserva una copia del contratto di mutuo che attesta:

    • La finalità del mutuo (acquisto abitazione principale)
    • Gli intestatari del mutuo
    • L’ipoteca sull’immobile

    3. Atto di acquisto dell’immobile

    Serve per dimostrare:

    • La data di acquisto
    • La proprietà dell’immobile
    • Che il mutuo è stato stipulato nei 12 mesi precedenti o successivi all’acquisto

    4. Certificato di residenza

    Per provare che hai trasferito la residenza nell’immobile entro 12 mesi dall’acquisto.

    Nota importante: non devi allegare questi documenti al 730, ma conservarli per eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.

    Come inserire la detrazione nel 730

    La detrazione degli interessi del mutuo va indicata nel Quadro E del modello 730, sezione I – Spese per le quali spetta la detrazione del 19%.

    Dove compilare

    Compila i seguenti campi:

    • Rigo E7: Interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale
    • Codice spesa: 8 (interessi mutui ipotecari acquisto abitazione principale)
    • Importo: inserisci l’importo degli interessi pagati (fino al limite di 4.000 euro o, in caso di mutuo cointestato, la tua quota)

    730 precompilato

    Se la tua banca ha trasmesso i dati all’Agenzia delle Entrate, troverai già gli interessi del mutuo inseriti nel 730 precompilato.

    Verifica sempre che:

    • L’importo corrisponda alla certificazione della banca
    • Non sia stato superato il limite di 4.000 euro
    • In caso di mutuo cointestato, sia stata inserita la tua quota corretta

    Se i dati sono corretti, puoi confermare. Altrimenti, modifica l’importo.

    Se fai il 730 tramite CAF

    Porta al CAF:

    • La certificazione degli interessi passivi della banca
    • L’indicazione se il mutuo è cointestato e le percentuali di ripartizione

    Il CAF compilerà per te il quadro E inserendo correttamente la detrazione.

    Casi particolari e situazioni speciali

    Cambio di residenza dopo l’acquisto

    Se trasferisci la residenza dall’abitazione per motivi di lavoro (trasferimento, distacco) entro i primi 12 mesi dall’acquisto, non perdi la detrazione, purché dichiari nell’atto di acquisto la volontà di tornare a risiedere nell’immobile appena possibile.

    Se invece cambi residenza dopo aver già fruito della detrazione per motivi NON di lavoro, perdi il beneficio dall’anno successivo.

    Immobile dato in affitto

    Se affitti l’abitazione che hai acquistato con il mutuo, perdi il diritto alla detrazione, perché viene meno il requisito dell’abitazione principale.

    La detrazione decade dall’anno in cui l’immobile non è più adibito ad abitazione principale.

    Vendita della prima casa e acquisto di una nuova

    Se vendi la prima casa su cui avevi il mutuo e ne acquisti un’altra da adibire ad abitazione principale:

    • Perdi la detrazione sul vecchio mutuo
    • Puoi ottenere la detrazione sul nuovo mutuo (se ne stipuli uno), sempre nei limiti di legge

    Separazione o divorzio

    In caso di separazione con assegnazione della casa coniugale a uno dei due coniugi:

    • Il coniuge assegnatario che continua a pagare la sua quota di mutuo può continuare a detrarre gli interessi, anche se trasferisce la residenza altrove
    • Il coniuge non assegnatario perde la detrazione se trasferisce la residenza

    Agevolazioni under 36

    I giovani under 36 con ISEE fino a 40.000 euro possono beneficiare (fino al 31 dicembre 2023, salvo proroghe) di:

    • Esenzione dall’imposta di registro, ipotecaria e catastale
    • Credito d’imposta pari all’IVA versata
    • Garanzia statale sul mutuo fino all’80%

    Queste agevolazioni sono aggiuntive rispetto alla detrazione interessi, che spetta comunque.

    Per maggiori informazioni sulle agevolazioni fiscali disponibili, consulta la nostra guida alle detrazioni 2026.

    Esempi pratici di calcolo

    Esempio 1: Mutuo singolo

    Situazione:

    • Mario ha un mutuo da solo per l’acquisto della sua prima casa
    • Interessi pagati nel 2025: 3.500 euro

    Calcolo:

    • Interessi detraibili: 3.500 euro (sotto il limite di 4.000)
    • Detrazione spettante: 3.500 × 19% = 665 euro

    Esempio 2: Mutuo cointestato al 50%

    Situazione:

    • Luca e Anna hanno un mutuo cointestato al 50%
    • Interessi totali pagati nel 2025: 5.000 euro

    Calcolo per ciascuno:

    • Limite individuale: 2.000 euro (50% di 4.000)
    • Interessi spettanti a ciascuno: 2.500 euro (50% di 5.000)
    • Interessi detraibili per ciascuno: 2.000 euro (il limite)
    • Detrazione per ciascuno: 2.000 × 19% = 380 euro

    Esempio 3: Mutuo + box auto

    Situazione:

    • Giulia ha un mutuo per la casa e uno per il box pertinenziale
    • Interessi mutuo casa: 2.800 euro
    • Interessi mutuo box: 700 euro
    • Totale interessi: 3.500 euro

    Calcolo:

    • Interessi detraibili: 3.500 euro (sotto il limite unico di 4.000)
    • Detrazione: 3.500 × 19% = 665 euro

    Esempio 4: Coniuge a carico

    Situazione:

    • Roberto e Laura hanno mutuo cointestato 50%
    • Laura è fiscalmente a carico di Roberto (reddito 0)
    • Interessi totali: 4.800 euro

    Calcolo:

    • Roberto può detrarre l’intero importo fino al limite di 4.000 euro
    • Detrazione per Roberto: 4.000 × 19% = 760 euro
    • Laura non presenta il 730 (a carico)

    Domande frequenti (FAQ)

    Posso detrarre anche la quota capitale del mutuo?

    No. La detrazione del 19% si applica solo sugli interessi passivi, non sulla quota capitale che rimborsi ogni mese. La quota capitale serve a restituire il prestito alla banca, mentre gli interessi sono il costo del finanziamento.

    Se ho più di un mutuo sulla prima casa, posso detrarre entrambi?

    Sì, ma il limite complessivo resta 4.000 euro di interessi. Se hai due mutui (ad esempio uno per la casa e uno per il box), sommi gli interessi di entrambi e detrai il 19% fino al limite massimo.

    Cosa succede se cambio lavoro e mi trasferisco?

    Se il trasferimento di residenza è per motivi di lavoro (nuova assunzione, trasferimento, distacco), puoi continuare a fruire della detrazione, purché tu dichiari nell’atto di acquisto o successivamente la volontà di tornare a risiedere nell’immobile. Se il cambio di residenza è per altri motivi, perdi la detrazione.

    Se surrogo il mutuo, perdo la detrazione?

    No. La surroga (portabilità del mutuo) non fa perdere il diritto alla detrazione, perché si tratta di una sostituzione del finanziatore ma il mutuo resta lo stesso. Continui a detrarre gli interessi anche con la nuova banca.

    Devo comunicare qualcosa all’Agenzia delle Entrate?

    No. Non devi fare comunicazioni preventive. Ti limiti a inserire la detrazione nel 730 ogni anno, nel quadro E rigo E7. Conserva però i documenti (certificazione banca, contratto mutuo, atto di acquisto) per eventuali controlli.

    Se il mutuo è intestato solo a me ma la casa è cointestata con mio marito, posso detrarre?

    Sì, puoi detrarre gli interessi che hai pagato, perché sei sia intestataria del mutuo che comproprietaria dell’immobile. Il limite resta 4.000 euro per te (non essendo il mutuo cointestato). Tuo marito, non essendo intestatario del mutuo, non può detrarre nulla.

    Conclusioni

    La detrazione degli interessi del mutuo prima casa è un beneficio fiscale importante che ti permette di recuperare fino a 760 euro all’anno nel modello 730. Per ottenerla, assicurati di rispettare tutti i requisiti (mutuo ipotecario, abitazione principale, residenza entro 12 mesi) e conserva la documentazione necessaria.

    Se hai un mutuo cointestato, ricorda che il limite di 4.000 euro va diviso tra i cointestatari secondo le quote previste dal contratto. Se uno dei coniugi è fiscalmente a carico, l’altro può detrarre l’intero importo.

    Ogni anno, verifica che la certificazione degli interessi inviata dalla banca sia corretta e inserisci l’importo nel quadro E del 730. Se hai dubbi o situazioni particolari (cambio residenza, affitto, separazione), rivolgiti a un CAF per una consulenza personalizzata.

    Hai bisogno di aiuto con la dichiarazione 730 2026?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per:

    • Compilazione del modello 730
    • Verifica delle detrazioni spettanti (mutuo, ristrutturazioni, spese sanitarie)
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    NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

    NASPI e Dis-Coll in Arrivo a Maggio 2026: Date dei Pagamenti della Disoccupazione

    NASPI 2025

    Maggio 2026 porta con sé una domanda fondamentale per migliaia di lavoratori italiani in cerca di occupazione: quando arriva il pagamento della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della Dis-Coll (indennità di disoccupazione per collaboratori) questo mese? Sapere con precisione la data di accredito della disoccupazione INPS è essenziale per pianificare le spese mensili, gestire mutui, affitti e bollette. In questa guida aggiornata del CAF Centro Fiscale di Udine, trovi il calendario completo dei pagamenti NASPI e Dis-Coll di maggio 2026, gli importi aggiornati, come verificare il tuo accredito e cosa fare in caso di ritardi o problemi.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la NASPI: normativa e requisiti D.Lgs. 22/2015
    2. Cos’è la Dis-Coll: la disoccupazione per i collaboratori
    3. Calendario pagamenti NASPI maggio 2026
    4. Calendario pagamenti Dis-Coll maggio 2026
    5. Come verificare la data esatta del tuo pagamento
    6. Importi NASPI 2026: calcolo, massimale e decalage
    7. Durata massima NASPI 2026
    8. Cosa fare se il pagamento è in ritardo
    9. Rinnovo e proroga della NASPI
    10. Come chiedere assistenza al CAF Centro Fiscale
    11. FAQ: Domande frequenti su NASPI e Dis-Coll maggio 2026

    Cos’è la NASPI: normativa e requisiti D.Lgs. 22/2015

    La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è la principale indennità di disoccupazione italiana, istituita dal Decreto Legislativo n. 22 del 4 marzo 2015 in sostituzione delle precedenti ASpI e mini-ASpI. È gestita dall’INPS ed è destinata ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro.

    Chi può richiedere la NASPI 2026? I lavoratori dipendenti (a tempo indeterminato o determinato) che:

    • Hanno perso involontariamente il lavoro (licenziamento, scadenza contratto a termine, risoluzione consensuale nell’ambito di procedura conciliativa, dimissioni per giusta causa)
    • Hanno almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’evento di disoccupazione
    • Hanno almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione
    • Sono in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 1, co. 2, lett. c) del D.Lgs. n. 181/2000

    IMPORTANTE: La domanda NASPI deve essere presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il mancato rispetto di questo termine non comporta la perdita del diritto, ma riduce il periodo di spettanza: la prestazione decorre dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro (se la domanda è presentata entro 8 giorni), oppure dal primo giorno successivo alla presentazione della domanda (se presentata tra il 9° e il 68° giorno). Se presentata oltre i 68 giorni, si perdono le prestazioni relative al periodo precedente alla domanda.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la presentazione della domanda NASPI, la verifica dei requisiti e il calcolo dell’importo spettante. Contattaci per un appuntamento.

    Cos’è la Dis-Coll: la disoccupazione per i collaboratori

    La Dis-Coll (Indennità di Disoccupazione per Collaboratori) è la prestazione di disoccupazione dedicata ai collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), ai dottorandi di ricerca con borsa di studio e agli assegnisti di ricerca. Anch’essa introdotta dal D.Lgs. 22/2015 e resa strutturale dalla Legge n. 81/2017, è erogata dall’INPS.

    Requisiti Dis-Coll 2026:

    • Iscrizione alla Gestione Separata INPS e non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
    • Non essere pensionati
    • Non avere partita IVA attiva al momento della presentazione della domanda
    • Cessazione involontaria del rapporto di collaborazione
    • Almeno 1 mese di contribuzione nella Gestione Separata nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente la cessazione del rapporto al momento della cessazione stessa
    • Avere almeno 1 mese di contribuzione nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell’anno precedente e la data di cessazione del rapporto di collaborazione

    La domanda Dis-Coll va presentata telematicamente all’INPS entro 68 giorni dalla fine del rapporto di collaborazione. Gli importi e le modalità di calcolo sono simili alla NASPI, ma con alcune differenze legate alla base di calcolo contributiva.

    Calendario pagamenti NASPI maggio 2026

    Il pagamento NASPI di maggio 2026 segue il consueto calendario INPS. L’INPS non pubblica date fisse univoche per tutti i beneficiari: la data esatta di accredito dipende dalla banca/Ufficio Postale di riferimento e dal numero di pratiche in elaborazione. Tuttavia, storicamente i pagamenti NASPI avvengono indicativamente tra il 10 e il 15 di ogni mese, con variazioni in base a:

    • Data di presentazione della domanda (i nuovi beneficiari ricevono il primo pagamento entro 30-60 giorni dalla domanda)
    • Istituto di credito o Poste Italiane utilizzato (i bonifici su conto corrente bancario arrivano prima rispetto ai pagamenti su libretto postale)
    • Correttezza della documentazione fornita all’INPS
    • Presenza di comunicazioni obbligatorie (SAP, attività lavorativa occasionale) che possono ritardare il ricalcolo

    In base al calendario INPS 2026 e alle comunicazioni ufficiali, per maggio 2026 i pagamenti NASPI sono attesi prevalentemente:

    Tipo pagamentoData presunta accredito maggio 2026Note
    NASPI – bonifico bancario (conto corrente)tra il 12 e il 15 maggio 2026Accredito diretto sul c/c bancario indicato nella domanda
    NASPI – pagamento Poste (conto BancoPosta / libretto)tra il 13 e il 16 maggio 2026Disponibile allo sportello PostePay o BancoPosta
    NASPI – primo pagamento nuovi beneficiarientro 30-60 giorni dalla domandaPer chi ha presentato domanda ad aprile 2026
    NASPI – pagamento con arretratientro fine maggio 2026Per pratiche con conguagli o ricalcoli

    ATTENZIONE: Le date indicate sono stime basate sui calendari storici INPS. L’INPS non pubblica un calendario ufficiale mensile per i pagamenti NASPI. Per la data esatta del tuo pagamento, è necessario verificare direttamente sul Fascicolo Previdenziale del Cittadino INPS o tramite l’app INPS Mobile (vedi sezione dedicata). Per aggiornamenti sui pagamenti INPS di maggio 2026, puoi anche consultare la nostra guida completa.

    Calendario pagamenti Dis-Coll maggio 2026

    Anche per la Dis-Coll maggio 2026 valgono le stesse regole generali dell’INPS per i pagamenti mensili. La Dis-Coll segue lo stesso ciclo di pagamento della NASPI, con accrediti che avvengono tipicamente nella seconda settimana del mese.

    Tipo pagamentoData presunta accredito maggio 2026Note
    Dis-Coll – bonifico bancariotra il 12 e il 15 maggio 2026Stesso ciclo della NASPI per pagamenti ordinari
    Dis-Coll – primo pagamento nuovi beneficiarientro 30-60 giorni dalla domandaPer chi ha cessato il rapporto di collaborazione a marzo-aprile 2026
    Dis-Coll – riemissione per comunicazione redditivariabile, entro fine meseSe sono presenti variazioni reddituali da comunicare all’INPS

    Differenza importante: La Dis-Coll è incompatibile con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo (compresa la partita IVA). Se durante il periodo di percezione della Dis-Coll si avvia un’attività con regime forfettario o altra forma di lavoro autonomo, la prestazione viene sospesa o revocata. Tuttavia, a differenza della NASPI, la Dis-Coll non è cumulabile con redditi da lavoro subordinato neanche in forma ridotta.

    Come verificare la data esatta del tuo pagamento

    Per sapere quando arriva esattamente il pagamento della tua NASPI o Dis-Coll, l’INPS mette a disposizione diversi strumenti digitali ufficiali. Ecco come utilizzarli:

    1. Fascicolo Previdenziale del Cittadino (INPS online)

    Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è il servizio INPS che raccoglie tutte le informazioni sulla tua posizione previdenziale, inclusi i pagamenti effettuati e quelli programmati. Per accedere:

    1. Accedi a www.inps.it
    2. Clicca su “Accedi ai servizi” e scegli SPID, CIE o CNS
    3. Cerca “Fascicolo Previdenziale del Cittadino” nella barra di ricerca
    4. Nella sezione “Pagamenti” trovi l’elenco di tutti gli accrediti con data e importo

    2. App INPS Mobile

    L’app ufficiale INPS Mobile (disponibile per iOS e Android) permette di verificare i pagamenti in mobilità. Dopo l’accesso con SPID o CIE:

    • Seleziona “I miei servizi”
    • Cerca “NASPI” o “Dis-Coll”
    • Visualizza lo stato della pratica e i pagamenti effettuati

    3. Verifica tramite PIN o contatto telefonico INPS

    Se non hai SPID o CIE, puoi contattare il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164 164 (a pagamento da cellulare). Gli operatori possono fornire informazioni sullo stato della pratica e sui pagamenti programmati.

    4. Verifica tramite estratto conto INPS

    L’estratto conto previdenziale INPS (accessibile con SPID) riporta i periodi contributivi e le prestazioni ricevute. È uno strumento utile per verificare che tutti i contributi siano stati correttamente accreditati, condizione necessaria per la spettanza della NASPI.

    Importi NASPI 2026: calcolo, massimale e decalage

    L’importo della NASPI 2026 è calcolato sulla base della retribuzione imponibile ai fini previdenziali percepita negli ultimi 4 anni (52 settimane precedenti la disoccupazione, divisa per il numero di settimane di contribuzione). L’INPS aggiorna annualmente i massimali con circolare specifica (generalmente a febbraio di ogni anno).

    Calcolo importo NASPI 2026

    La formula di calcolo NASPI prevede:

    1. Si calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni di contribuzione (retribuzione imponibile / numero settimane contribuite × 4,33)
    2. Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.425,18 euro (soglia 2026), l’importo NASPI è pari al 75% della retribuzione media
    3. Se la retribuzione media mensile supera i 1.425,18 euro, l’importo NASPI è pari al 75% di 1.425,18 euro + 25% della differenza tra la retribuzione media e 1.425,18 euro
    4. In ogni caso, l’importo non può superare il massimale mensile NASPI 2026

    Massimale NASPI 2026

    Il massimale mensile NASPI per il 2026 è stato aggiornato dall’INPS con Circolare n. 29 del 2026. Per l’anno 2026, il massimale è pari a 1.550,42 euro mensili (lordi). Questo importo massimo viene ulteriormente ridotto dal décalage mensile (vedi sotto). L’importo NASPI è soggetto a tassazione IRPEF: l’INPS applica una ritenuta d’acconto del 23% sull’imponibile fiscale. In sede di dichiarazione dei redditi (modello 730), l’importo percepito confluisce nel reddito complessivo e può dar luogo a conguaglio a debito o a credito.

    Décalage NASPI: la riduzione mensile

    Il décalage NASPI è la riduzione progressiva mensile dell’importo dell’indennità. A partire dal sesto mese di percezione (181° giorno), l’importo NASPI si riduce del 3% al mese. Per i lavoratori con più di 55 anni, la riduzione del 3% mensile scatta dal nono mese (271° giorno).

    PeriodoRiduzione importoDecorrenza
    1° – 5° mese (1-150 giorni)Importo pieno (nessuna riduzione)Dal 1° giorno di disoccupazione
    Dal 6° mese (dal 151° giorno)Riduzione del 3% mensilePer lavoratori under 55
    Dal 9° mese (dal 271° giorno)Riduzione del 3% mensilePer lavoratori over 55
    Massima riduzione cumulativaFino al 56-57% dell’importo inizialeNegli ultimi mesi di percezione (periodo massimo 24 mesi)

    Esempio pratico: Un lavoratore che percepisce 1.200 euro mensili di NASPI (importo lordo netto da décalage): – Dal 1° al 5° mese: 1.200 euro/mese – 6° mese: 1.200 – 3% = 1.164 euro – 7° mese: 1.164 – 3% = 1.129 euro – 8° mese: 1.129 – 3% = 1.095 euro – E così via, con una riduzione progressiva del 3% sull’importo del mese precedente

    Durata massima NASPI 2026

    La durata massima della NASPI è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni (48 mesi). Il D.Lgs. 22/2015 prevede un limite assoluto di 24 mesi (104 settimane): anche se si ha maturato un numero di settimane contributive superiore, non si può percepire la NASPI per più di 2 anni consecutivi.

    Settimane di contribuzione negli ultimi 4 anniDurata NASPI spettante
    13 settimane (minimo)6,5 settimane (circa 1,5 mesi)
    26 settimane13 settimane (circa 3 mesi)
    52 settimane (1 anno)26 settimane (6 mesi)
    78 settimane (1,5 anni)39 settimane (9 mesi)
    104 settimane (2 anni)52 settimane (12 mesi)
    208 settimane (4 anni)104 settimane (massimo 24 mesi)

    Per chi lavora part-time o ha periodi di lavoro discontinuo, le settimane di contribuzione si accumulano in proporzione. I contributi figurativi (congedo parentale, malattia, ecc.) non vengono conteggiati ai fini della durata NASPI, ma possono incidere sull’importo.

    Cosa fare se il pagamento è in ritardo

    Se il pagamento NASPI non arriva entro la metà del mese, oppure se noti discrepanze nell’importo accreditato, segui questa procedura:

    1. Verifica sul Fascicolo Previdenziale (www.inps.it con SPID/CIE) se il pagamento risulta “in elaborazione” o “sospeso”
    2. Controlla le comunicazioni INPS: a volte il pagamento viene sospeso perché manca una comunicazione obbligatoria (es. avvio attività lavorativa, variazione stato familiare)
    3. Contatta il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, gratuito) per informazioni sullo stato della pratica
    4. Recati allo sportello INPS di competenza (prenotando un appuntamento tramite il sito INPS) se la situazione non si risolve online
    5. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale: i nostri operatori possono assisterti nel monitorare la pratica e gestire eventuali comunicazioni con l’INPS

    Cause comuni di ritardo o sospensione NASPI:

    • Omessa comunicazione di attività lavorativa occasionale (obbligo di comunicare entro il giorno precedente l’inizio dell’attività)
    • Superamento del limite di reddito per la compatibilità con lavoro dipendente o autonomo
    • Dati bancari errati o IBAN non aggiornato
    • Domicilio cambiato e non comunicato all’INPS
    • Mancata DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) al lavoro o mancata partecipazione ai programmi di politica attiva
    • Pratiche in fase di riesame (es. ricorso, verifica requisiti)

    Rinnovo e proroga della NASPI

    La NASPI non può essere rinnovata automaticamente alla scadenza. Al termine del periodo di spettanza, l’indennità cessa definitivamente. Tuttavia, se nel frattempo si è lavorato e si sono maturati nuovi contributi, è possibile presentare una nuova domanda NASPI in caso di ulteriore disoccupazione.

    Quando si può fare una nuova domanda NASPI?

    • Dopo aver lavorato come dipendente per almeno 13 settimane dalla precedente cessazione
    • Solo in caso di nuova cessazione involontaria del rapporto di lavoro
    • Entro 68 giorni dalla nuova cessazione

    Sospensione temporanea NASPI: È possibile sospendere temporaneamente la NASPI (senza perdere il diritto al periodo residuo) in caso di:

    • Lavoro subordinato a tempo determinato con reddito superiore a 8.174 euro annui: la NASPI è sospesa per tutta la durata del contratto e riprende alla sua scadenza
    • Lavoro autonomo o parasubordinato con reddito superiore al limite di compatibilità: sospensione per tutto il periodo di attività

    Per approfondire le possibilità legate alla NASPI 2026 e verificare il tuo diritto alla prestazione, il CAF Centro Fiscale offre consulenza personalizzata.

    Come chiedere assistenza al CAF Centro Fiscale per pratiche NASPI

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è uno dei principali punti di riferimento in Friuli Venezia Giulia per l’assistenza nelle pratiche previdenziali e fiscali. I nostri operatori sono abilitati ad assistere i cittadini in tutte le fasi della pratica NASPI e Dis-Coll:

    • Verifica preventiva dei requisiti per accedere alla NASPI o alla Dis-Coll
    • Calcolo dell’importo spettante e simulazione del décalage
    • Presentazione telematica della domanda all’INPS tramite delega
    • Monitoraggio dello stato della pratica dopo la presentazione
    • Assistenza in caso di sospensione o revoca della prestazione
    • Gestione delle comunicazioni obbligatorie (attività lavorativa, variazioni reddituali)
    • Dichiarazione dei redditi NASPI nel modello 730 o Redditi PF
    • Richiesta di NASPI anticipata per apertura partita IVA o regime forfettario

    Puoi contattarci presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, telefonando al 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121. Puoi anche utilizzare il modulo di contatto qui sotto.

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    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    FAQ: Domande frequenti su NASPI e Dis-Coll maggio 2026

    Quando viene pagata la NASPI a maggio 2026?

    La NASPI viene generalmente accreditata tra il 12 e il 15 di ogni mese. Per maggio 2026, i pagamenti ordinari sono attesi indicativamente tra il 12 e il 15 maggio 2026 per bonifici bancari, con qualche giorno di variazione per i pagamenti su conto BancoPosta. La data esatta dipende dalla propria banca e dallo stato della pratica. Per verificare la data precisa del proprio accredito, accedere al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su www.inps.it con SPID o CIE.

    Quante settimane di contribuzione servono per avere la NASPI?

    Per avere diritto alla NASPI occorrono almeno 13 settimane di contribuzione nel periodo di 4 anni precedenti la disoccupazione. Inoltre, sono necessarie almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione. La durata della NASPI e pari alla meta delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane).

    Qual è l’importo massimo della NASPI nel 2026?

    Il massimale mensile NASPI per il 2026 è aggiornato annualmente dall’INPS. Per il 2026, il massimale indicativo è circa 1.550 euro lordi mensili (il valore esatto viene comunicato con circolare INPS a inizio anno). L’importo effettivo dipende dalla retribuzione media degli ultimi 4 anni. Dal sesto mese di percezione, l’importo si riduce del 3% mensile (decalage).

    La Dis-Coll viene pagata lo stesso giorno della NASPI?

    Sì, la Dis-Coll segue sostanzialmente lo stesso calendario di pagamento della NASPI. Anche per la Dis-Coll i pagamenti avvengono indicativamente tra il 12 e il 15 del mese. La data esatta dipende dall’istituto di credito e dallo stato della singola pratica. E possibile verificare il proprio pagamento tramite il Fascicolo Previdenziale del Cittadino INPS (www.inps.it con SPID/CIE) o tramite l’app INPS Mobile.

    Cosa devo fare se non ricevo il pagamento NASPI entro il 15 del mese?

    Se il pagamento NASPI non arriva entro il 15-16 del mese, verificare prima sul Fascicolo Previdenziale INPS se il pagamento risulta in elaborazione o sospeso. Controllare anche che l’IBAN sia aggiornato. Se il pagamento risulta sospeso, potrebbe essere necessario inviare una comunicazione obbligatoria all’INPS (es. attività lavorativa, variazione stato familiare). In caso di dubbi, contattare il CAF Centro Fiscale di Udine (0432 1638640) per assistenza nella gestione della pratica.

    La NASPI si può dichiarare nel 730?

    Sì, la NASPI e un reddito tassabile IRPEF che deve essere dichiarato nel modello 730 o nel modello Redditi PF. L’INPS invia la Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo di ogni anno. I dati NASPI vengono pre-compilati dall’Agenzia delle Entrate nel 730 precompilato. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi anche in presenza di NASPI.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella presentazione della domanda NASPI, nel calcolo dell’importo spettante e nella gestione di tutte le comunicazioni INPS. Compila il modulo o contattaci su WhatsApp.

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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
       

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      Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 08:47:162026-05-31 16:12:39NASPI e Dis-Coll in Arrivo a Maggio 2026: Date dei Pagamenti della Disoccupazione
      GESTIONE PARTITA IVA, Guide Fatturazione Elettronica, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

      Modello Fattura Regime Forfettario 2026: Template Word ed Esempi Pratici

      fatturazione elettronica CAF Udine

      Cercare un modello di fattura per il regime forfettario 2026 in formato Word, Excel o PDF è una delle ricerche più frequenti tra le partite IVA forfettarie italiane. La motivazione è chiara: ogni fattura forfettaria ha una struttura specifica, con diciture obbligatorie, codici natura IVA particolari e regole sul bollo che, se sbagliate, possono portare a sanzioni o contestazioni fiscali.

      In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che serve: la struttura completa della fattura forfettaria 2026, gli elementi obbligatori, la dicitura corretta dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, le regole sull’imposta di bollo da 2 euro, tre esempi pratici compilati (B2B, B2C e fattura sotto 77,47 euro) e l’indicazione su come ottenere il modello Word/PDF gratuito.

      Premessa: dal 2024 anche i forfettari fanno fattura elettronica

      La prima cosa da chiarire è fondamentale: dal 1° gennaio 2024 anche le partite IVA in regime forfettario sono obbligate a emettere fattura elettronica (art. 18 D.L. 36/2022), senza eccezioni di fatturato. Fino al 2023 esisteva una soglia minima (25.000 euro di ricavi) sotto la quale era ancora possibile emettere fattura cartacea, ma nel 2026 questa esenzione non esiste più: tutti i forfettari, anche chi fattura 1.000 euro l’anno, devono usare il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

      Questo significa che il classico “modello Word” o “modello PDF” della fattura forfettaria non ha più valore fiscale: il documento da emettere e trasmettere al cliente deve essere un file XML con firma digitale, inviato tramite SDI con codice destinatario o PEC.

      A cosa serve allora un modello Word o PDF di fattura forfettaria? Ha tre utilità concrete:

      • Riferimento per compilare il software di fatturazione: avere sotto mano un esempio compilato aiuta a riempire correttamente i campi del software (Fatture e Corrispettivi, Aruba, Fatture in Cloud, ecc.) senza dimenticare la dicitura del regime, il codice natura N2.2 o l’imposta di bollo.
      • Uso interno e preventivi: per un preventivo da inviare a un cliente prima dell’incarico, oppure per archivio interno, il formato Word/PDF rimane comodo e veloce.
      • Imparare la struttura corretta: per chi ha appena aperto la partita IVA forfettaria, vedere un modello compilato è il modo più rapido per capire come deve essere fatta una fattura senza IVA con regime agevolato.

      Quindi sì, il modello Word/PDF serve ancora, ma per uso pratico e didattico, non come documento fiscale ufficiale. La fattura “vera” deve sempre passare dal SDI in formato XML.

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      Elementi obbligatori della fattura forfettaria 2026

      Una fattura forfettaria, sia in formato XML che in modello cartaceo di riferimento, deve contenere tutti gli elementi previsti dall’art. 21 del D.P.R. 633/1972, con alcune specificità tipiche del regime agevolato. Ecco la lista completa degli elementi obbligatori:

      1. Numero progressivo: numerazione univoca crescente nell’anno solare (es. 1/2026, 2/2026…). È ammessa anche la numerazione per sezionali (es. 1A/2026, 1B/2026).
      2. Data di emissione: la data in cui la fattura viene emessa e trasmessa al SDI (entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione per fattura immediata, entro il 15 del mese successivo per fattura differita).
      3. Dati emittente: nome e cognome (o ragione sociale), partita IVA, codice fiscale, indirizzo completo (via, CAP, città, provincia).
      4. Dati cliente: nome e cognome o denominazione, P.IVA o codice fiscale, indirizzo, codice destinatario (7 caratteri per chi ha SDI proprio, “0000000” per privati senza PEC) oppure indirizzo PEC.
      5. Descrizione dei beni o servizi: indicare in modo chiaro la natura, qualità e quantità della prestazione (es. “Consulenza fiscale per l’anno 2026” o “Corso online di marketing digitale – 8 ore”).
      6. Quantità e prezzo unitario: per ogni voce, indicare quante unità e il prezzo singolo.
      7. Imponibile: l’importo totale della prestazione, che per il forfettario coincide con il totale lordo (non c’è IVA da scorporare).
      8. Codice natura IVA N2.2: nel campo IVA del file XML va indicato “0,00%” e nel campo “Natura” il codice N2.2 – Non soggette – altri casi.
      9. Dicitura obbligatoria del regime forfettario: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA”.
      10. Imposta di bollo da 2 euro: se l’imponibile supera 77,47 euro, è obbligatoria l’imposta di bollo. Va indicata in fattura con la dicitura “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014”.
      11. Totale fattura: somma dell’imponibile più il bollo (se dovuto).
      12. Modalità di pagamento e IBAN: indicare se il pagamento è a vista, a 30 giorni, ecc., e includere l’IBAN per bonifico bancario.
      13. Firma: non obbligatoria per legge nella fattura elettronica (la firma digitale del SDI ha valore legale), ma consigliata nei modelli Word/PDF di riferimento.

      Mancare uno di questi elementi può comportare il rigetto della fattura da parte del SDI (con scarto), oppure problemi in caso di controllo fiscale. La dicitura del regime forfettario è fondamentale: senza quella, la fattura potrebbe essere considerata “ordinaria” e teoricamente assoggettata a IVA.

      Codice natura IVA N2.2: cos’è e perché si usa nel forfettario

      Quando si compila la fattura elettronica forfettaria nel software, il sistema chiede sempre di indicare un codice natura IVA. Per il regime forfettario il codice corretto è N2.2 – Non soggette – altri casi.

      Questo codice serve a comunicare al Sistema di Interscambio che l’operazione non è soggetta a IVA non perché esente o fuori campo, ma perché rientra in un regime speciale agevolato. Attenzione: il vecchio codice N2 generico è stato eliminato dal 1° gennaio 2021, sostituito da N2.1 (operazioni non soggette a IVA per mancanza di territorialità) e N2.2 (altri casi, tra cui il regime forfettario).

      Nei principali software di fatturazione (Fatture e Corrispettivi, Aruba, Fatture in Cloud, Subito Fatture, ecc.) il codice N2.2 è di solito già preimpostato come default per gli utenti che dichiarano di essere in regime forfettario in fase di configurazione. È comunque sempre buona norma verificare prima dell’invio che nel campo “Natura” della fattura compaia esattamente “N2.2”.

      Per approfondire la disciplina IVA del forfettario, leggi anche la nostra guida sull’esigibilità IVA nel regime forfettario 2026, che spiega tutti i casi particolari (reverse charge, acquisti UE, importazioni, OSS).

      Imposta di bollo da 2 euro: quando va applicata e come

      Una delle peculiarità della fattura forfettaria è l’imposta di bollo da 2 euro. Si tratta di un’imposta sostitutiva (in luogo dell’IVA) che il forfettario deve applicare quando l’imponibile della singola fattura supera 77,47 euro.

      Quando si applica il bollo da 2 euro

      • Fattura con imponibile superiore a 77,47 euro: bollo da 2 euro obbligatorio.
      • Fattura con imponibile pari o inferiore a 77,47 euro: bollo non dovuto.
      • La soglia si calcola sul singolo documento, non sul totale annuo.
      • Il bollo si applica anche alle ricevute fiscali e quietanze rilasciate dal forfettario.

      Bollo virtuale e versamento trimestrale con F24

      Dal 2019, con l’arrivo della fattura elettronica obbligatoria, il bollo si applica in modalità virtuale: non si attacca più la marca da bollo cartacea sulla fattura, ma si versa cumulativamente all’Agenzia delle Entrate con modello F24 ogni trimestre.

      I codici tributo F24 da utilizzare per il versamento del bollo virtuale sulle fatture elettroniche sono:

      • 2521 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 1° trimestre (gennaio-marzo)
      • 2522 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 2° trimestre (aprile-giugno)
      • 2523 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 3° trimestre (luglio-settembre)
      • 2524 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 4° trimestre (ottobre-dicembre)

      Le scadenze di versamento sono il 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio dell’anno successivo. Se l’importo trimestrale è inferiore a 5.000 euro, il versamento può essere posticipato al trimestre successivo.

      Indicazione obbligatoria in fattura

      Quando si emette una fattura con bollo, in fattura va sempre indicata la dicitura: “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014”. Nel software di fatturazione c’è di solito un flag dedicato che, se attivato, inserisce automaticamente sia l’importo (2 euro) che la dicitura nel file XML.

      Il bollo viene addebitato al cliente: il forfettario lo incassa insieme al corrispettivo della prestazione e poi lo riversa all’erario. Quindi se la prestazione è 1.500 euro, il cliente paga 1.502 euro (1.500 + 2 di bollo).

      Esempio pratico 1: fattura B2B per consulenza professionale

      Vediamo ora un esempio concreto di fattura forfettaria B2B (cliente azienda con partita IVA), che è il caso più frequente per consulenti, commercialisti, avvocati, formatori e professionisti in genere.

      Scenario: Mario Rossi, dottore commercialista in regime forfettario, emette fattura a “Alfa SRL” per un incarico di consulenza fiscale per l’anno 2026.

      FATTURA N. 12/2026

      Data emissione: 11/05/2026

      EMITTENTE
      Mario Rossi
      Dottore Commercialista
      Via Roma 12 – 33100 Udine (UD)
      P.IVA: 02345678901
      C.F.: RSSMRA80A01L483Z
      Cassa: CNPADC
      CLIENTE
      Alfa SRL
      Via Garibaldi 45 – 33100 Udine (UD)
      P.IVA: 03456789012
      C.F.: 03456789012
      Codice destinatario: ABCDEF1
      DescrizioneQ.tàPrezzo unit.Imponibile
      Consulenza fiscale e tributaria – Anno 2026
      (servizio continuativo gennaio-dicembre 2026)
      1€ 1.500,00€ 1.500,00
      Imponibile€ 1.500,00
      IVA (Natura N2.2)€ 0,00
      Imposta di bollo€ 2,00
      TOTALE FATTURA€ 1.502,00

      Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 – regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA.
      Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014.

      Modalità di pagamento: Bonifico bancario a 30 giorni data fattura

      IBAN: IT60 X054 2811 1010 0000 0123 456 – Banca Friuli

      Punti chiave dell’esempio:

      • Cliente con partita IVA → cliente “soggetto IVA” (B2B)
      • Codice destinatario di 7 caratteri perché Alfa SRL ha SDI proprio
      • Imponibile 1.500 euro > 77,47 → bollo 2 euro obbligatorio
      • Totale fattura: 1.500 + 2 = 1.502 euro
      • Codice natura IVA: N2.2 (compilato nel software, non visibile sulla rappresentazione cartacea)
      • Dicitura art. 1 c. 58 L. 190/2014 sempre presente

      Esempio pratico 2: fattura B2C a un privato (corso online)

      Vediamo ora il caso B2C: il forfettario emette fattura a un cliente privato (consumatore finale), che non ha partita IVA né codice destinatario.

      Scenario: Giulia Bianchi, formatrice in regime forfettario, vende un corso online di marketing digitale a Luca Verdi, privato cittadino.

      FATTURA N. 5/2026

      Data emissione: 11/05/2026

      EMITTENTE
      Giulia Bianchi
      Formatrice / Consulente marketing
      Via Mazzini 8 – 33100 Udine (UD)
      P.IVA: 02567891234
      C.F.: BNCGLI85B41L483K
      Cassa: Gestione Separata INPS
      CLIENTE
      Luca Verdi
      Via Dante 22 – 33170 Pordenone (PN)
      C.F.: VRDLCU90C15G888J
      Codice destinatario: 0000000
      (privato senza PEC)
      DescrizioneQ.tàPrezzo unit.Imponibile
      Corso online “Marketing digitale per piccole imprese” – 8 ore
      Accesso piattaforma e materiale didattico
      1€ 200,00€ 200,00
      Imponibile€ 200,00
      IVA (Natura N2.2)€ 0,00
      Imposta di bollo€ 2,00
      TOTALE FATTURA€ 202,00

      Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 – regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA.
      Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014.

      Modalità di pagamento: Bonifico bancario / PayPal anticipato

      IBAN: IT45 K030 6909 6061 0000 0098 765

      Punti chiave dell’esempio B2C:

      • Cliente privato → si indica solo il codice fiscale, non la P.IVA
      • Codice destinatario 0000000 (sette zeri): obbligatorio per privati senza PEC
      • La fattura passa comunque dal SDI: il privato la riceve come copia analogica via email o cartacea, oppure può scaricarla dal proprio cassetto fiscale
      • Imponibile 200 euro > 77,47 → bollo 2 euro obbligatorio
      • Totale: 200 + 2 = 202 euro

      Importante: per i clienti privati, oltre alla trasmissione SDI, è buona norma consegnare anche una copia analogica (PDF via email, oppure stampata) al momento del pagamento. Il SDI riconsegna la fattura nel cassetto fiscale del privato, ma molti consumatori non sanno come accedervi.

      Esempio pratico 3: fattura sotto 77,47 euro (senza bollo)

      Terzo caso: fattura di piccolo importo, sotto la soglia dei 77,47 euro. È il classico esempio di una piccola prestazione occasionale o di un acconto, dove l’imposta di bollo NON va applicata.

      Scenario: Andrea Costa, grafico freelance in regime forfettario, fattura un piccolo lavoro (logo veloce) a un cliente privato.

      FATTURA N. 18/2026

      Data emissione: 11/05/2026

      EMITTENTE
      Andrea Costa
      Grafico freelance
      Via Aquileia 33 – 33100 Udine (UD)
      P.IVA: 02789012345
      C.F.: CSTNDR92D10L483W
      Cassa: Gestione Separata INPS
      CLIENTE
      Sara Neri
      Via Cavour 7 – 33100 Udine (UD)
      C.F.: NRESRA88E55L483B
      Codice destinatario: 0000000
      DescrizioneQ.tàPrezzo unit.Imponibile
      Realizzazione logo personale base
      (consegna 1 file PNG + 1 file vettoriale)
      1€ 50,00€ 50,00
      Imponibile€ 50,00
      IVA (Natura N2.2)€ 0,00
      Imposta di bollonon dovuta (imp. < 77,47 €)
      TOTALE FATTURA€ 50,00

      Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 – regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA.

      Modalità di pagamento: Bonifico immediato

      IBAN: IT78 P020 0805 3640 0000 0654 321

      Punti chiave:

      • Imponibile 50 euro < 77,47 → nessuna imposta di bollo
      • Totale fattura = imponibile = 50 euro
      • La dicitura del regime forfettario è comunque obbligatoria
      • Nel software di fatturazione il flag “Imposta di bollo” va lasciato disattivato

      Attenzione: la soglia di 77,47 euro si applica al singolo documento. Quindi se nello stesso giorno emetti due fatture da 50 euro ciascuna, in nessuna delle due c’è bollo (anche se la somma è 100 euro). Se invece emetti un’unica fattura da 100 euro, il bollo è dovuto.

      Download modello fattura forfettaria Word/PDF gratuito

      Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione gratuitamente un modello di fattura forfettaria 2026 in formato Word e PDF, già strutturato con tutti gli elementi obbligatori, le diciture corrette dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 e i campi pre-impostati per imposta di bollo e codice destinatario.

      Cosa contiene il modello scaricabile:

      • Modello Word editabile (.docx) per uso interno e preventivi
      • Modello PDF compilabile (.pdf) come traccia di riferimento
      • Versione con bollo (per fatture > 77,47 euro)
      • Versione senza bollo (per fatture < 77,47 euro)
      • Esempio compilato B2B e B2C
      • Mini-guida con istruzioni di compilazione

      Come riceverlo: invia una richiesta via email a successioni@centrofiscale.com indicando nome, cognome e città di residenza. Il modello viene inviato gratuitamente in allegato entro 24-48 ore.

      Ricorda: questo modello è valido come strumento di riferimento e per uso interno. Per la fattura ufficiale verso un cliente devi sempre usare un software di fatturazione elettronica che invii il file XML al SDI.

      Software gratuiti per fattura elettronica forfettaria

      Per emettere fatture elettroniche valide nel 2026, ecco i principali software disponibili sul mercato, con un focus su quelli adatti ai forfettari:

      1. “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate (gratuito)

      È il portale ufficiale e gratuito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile dall’area riservata con SPID/CIE/CNS. Permette di:

      • Compilare e inviare fatture elettroniche con interfaccia web
      • Conservare a norma le fatture emesse e ricevute
      • Visualizzare il proprio cassetto fiscale
      • Calcolare automaticamente il bollo virtuale dovuto

      Pro: totalmente gratuito, ufficiale, integrato con SDI.
      Contro: interfaccia spartana, poche funzioni di gestione (no scadenzario, no numerazione automatica progettata).

      2. Software a pagamento (più completi)

      • Fatturazione Italia – Piano Start 49€ + IVA l’anno (59,78€ IVA inclusa, 150 fatture SDI), prezzo bloccato 3 anni per contratto, 14 giorni di prova gratuita senza carta. Comprende la simulazione di imposte e contributi, i bolli trimestrali con l’F24 già compilato (il pagamento lo fai tu) e i promemoria delle scadenze; logo e colori personalizzabili (sette layout PDF nel piano Pro) e possibilità di mettere il bollo virtuale a carico proprio o del cliente.
      • Fatture in Cloud (TeamSystem) – 48€ + IVA il primo anno (poi 96€ + IVA dal rinnovo) per il piano forfettari. Numerazione automatica, scadenzario, gestione bollo, conservazione decennale a norma inclusa.
      • Aruba Fatturazione Elettronica – 29,90€ + IVA l’anno (promo 1€ per i primi 3 mesi), molto economico ma senza Sistema Tessera Sanitaria. Buona integrazione con i servizi PEC Aruba.
      • Subito Fatture, FattureGratis, Fattura24 – Altre alternative valide, con prezzi e funzionalità variabili.

      Per chi è agli inizi e fattura poco, il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate è più che sufficiente. Quando il volume di fatture cresce, conviene passare a un software dedicato per risparmiare tempo nella gestione.

      Errori comuni nella fattura forfettaria (e come evitarli)

      Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale, ecco gli errori più frequenti che troviamo sulle fatture dei forfettari, soprattutto chi ha appena aperto la P.IVA:

      1. Dimenticare la dicitura art. 1 c. 58 L. 190/2014: senza questa frase, la fattura potrebbe essere riqualificata come operazione ordinaria con IVA.
      2. Indicare aliquota IVA invece di N2.2: alcuni software, se non configurati correttamente, mettono di default l’aliquota 22%. Verificare sempre che il campo “Natura” sia N2.2 e l’aliquota 0%.
      3. Bollo non applicato sopra 77,47 euro: dimenticare il bollo significa dover comunque versare l’imposta in F24 più la sanzione (30% dell’imposta non versata).
      4. Bollo applicato anche sotto 77,47 euro: errore opposto, meno grave ma scorretto.
      5. Numerazione non progressiva: ogni fattura deve avere numero univoco crescente. Saltare numeri (es. 1, 2, 4, 5…) o ripetere lo stesso numero è una violazione formale.
      6. Codice destinatario sbagliato: per privati va sempre “0000000” (sette zeri); per imprese, va il codice di 7 caratteri o la PEC del cliente.
      7. Indicare ritenuta d’acconto: il forfettario non è soggetto a ritenuta (art. 1 c. 67 L. 190/2014). Se il cliente la trattiene per errore, va richiesta la riemissione.
      8. Errore sul codice fiscale del cliente privato: 16 caratteri obbligatori. Un errore qui può far scartare la fattura dal SDI.
      9. Mancato versamento bollo trimestrale: dimenticare la scadenza del 31 maggio (1° trim.) o successive comporta sanzioni.
      10. Non conservare le fatture: anche le fatture emesse via SDI vanno conservate per 10 anni a norma. Il portale gratuito Agenzia Entrate include questa conservazione.

      Un controllo periodico delle fatture emesse, ancora meglio se affidato a un CAF o a un commercialista, evita la maggior parte di questi errori.

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      Domande frequenti sulla fattura forfettaria 2026

      Posso ancora emettere fattura cartacea nel 2026 se sono forfettario?

      No. Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari, anche con ricavi sotto 25.000 euro, devono emettere fattura elettronica via SDI. La fattura cartacea o il PDF non hanno più valore fiscale come documento ufficiale.

      Cosa succede se mando per errore una fattura cartacea?

      La fattura non emessa via SDI è considerata “non emessa” ai fini fiscali. La sanzione amministrativa va dal 90% al 180% dell’imposta non documentata, con minimo 250 euro per fattura. È sempre possibile sanare la situazione con il ravvedimento operoso, riducendo le sanzioni.

      Quale codice natura IVA usare in fattura forfettaria?

      Sempre N2.2 – Non soggette – altri casi. Il vecchio codice N2 generico è stato eliminato dal 2021 e non è più valido.

      Devo applicare la ritenuta d’acconto sulle mie fatture?

      No. I contribuenti in regime forfettario non sono soggetti a ritenuta d’acconto (art. 1 c. 67 L. 190/2014). Va indicato in fattura: “Non si applica ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”. Se il cliente la trattiene per errore, va richiesta la riemissione corretta.

      Come faccio a sapere il codice destinatario del mio cliente?

      Per le aziende: si chiede direttamente al cliente, che lo comunica al momento della prima fattura. Per i privati: usa “0000000” (sette zeri). Se il cliente fornisce solo la PEC, va inserita nel campo “PEC destinatario” e il codice destinatario va a “0000000”.

      Quando devo versare il bollo da 2 euro all’Agenzia delle Entrate?

      Il versamento è trimestrale, con questi codici tributo F24: 2521 (1° trim.), 2522 (2° trim.), 2523 (3° trim.), 2524 (4° trim.). Le scadenze sono il 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio dell’anno successivo. Se l’importo dovuto nel trimestre è inferiore a 5.000 euro, si può rinviare al trimestre successivo.

      Se il cliente paga in ritardo, quando devo versare il bollo?

      Il bollo si versa in base alla data di emissione della fattura, non alla data di pagamento. Quindi anche se il cliente paga a 90 giorni, il bollo va comunque versato nei termini trimestrali in base a quando è stata emessa la fattura.

      Posso usare un modello Word personalizzato come fattura ufficiale?

      No. La fattura ufficiale deve essere in formato XML e transitare dal SDI. Il modello Word può servire come bozza interna, preventivo o documento di lavoro, ma non sostituisce la fattura elettronica obbligatoria.

      Il CAF può aiutarmi a emettere le fatture?

      Sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per partite IVA forfettarie: configurazione del software di fatturazione, controllo periodico delle fatture emesse, calcolo e versamento del bollo trimestrale, conservazione a norma. Contatta il CAF per un preventivo personalizzato.

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      CAF Centro Fiscale Udine
      Email: successioni@centrofiscale.com
      Sito: centrofiscale.com

      Ultimo aggiornamento: maggio 2026. Le informazioni contenute in questo articolo sono basate sulla normativa fiscale italiana vigente al momento della pubblicazione (art. 1 c. 54-89 L. 190/2014, D.M. 17/06/2014, Provvedimento Agenzia Entrate n. 89757/2018). Per situazioni specifiche è sempre consigliato richiedere un parere personalizzato.

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      Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-11 08:00:002026-10-11 22:35:44Modello Fattura Regime Forfettario 2026: Template Word ed Esempi Pratici
      CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

      F24 del Condominio: Guida Completa al Versamento della Ritenuta d’Acconto

      Modello 770 e certificazione unica

      Il condominio come sostituto d’imposta e uno degli obblighi fiscali meno conosciuti ma piu importanti per chi gestisce un condominio. Ogni volta che il condominio paga un fornitore per prestazioni di servizi in appalto o subappalto — dalla pulizia delle scale alla manutenzione dell’impianto idraulico — e tenuto ad applicare una ritenuta d’acconto del 4% sull’IRPEF (o IRES per i soggetti societari) e a versarla allo Stato tramite il modello F24. Questa guida spiega passo dopo passo come funziona il meccanismo, quando scatta l’obbligo, come compilare correttamente l’F24, quali codici tributo usare e cosa rischia l’amministratore in caso di omissione.

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      Indice dei contenuti

      1. Il quadro normativo: art. 25-ter DPR 600/1973
      2. Quando il condominio diventa sostituto d’imposta
      3. L’aliquota del 4%: come si calcola la ritenuta
      4. La soglia annuale di 500 euro
      5. Codici tributo F24: 1019 IRPEF e 1020 IRES
      6. Scadenze di versamento: il giorno 16 del mese
      7. Come compilare il modello F24 passo dopo passo
      8. Casi pratici: pulizie, manutenzione, giardinaggio, ascensori
      9. La Certificazione Unica annuale ai prestatori
      10. Sanzioni e ravvedimento operoso
      11. Il ruolo dell’amministratore di condominio
      12. Domande frequenti (FAQ)

      Il quadro normativo: art. 25-ter DPR 600/1973

      L’obbligo del condominio di operare come sostituto d’imposta e disciplinato dall’art. 25-ter del DPR n. 600 del 29 settembre 1973, introdotto dall’art. 1, comma 43, della Legge n. 244/2007 (legge finanziaria 2008) e reso operativo dal Decreto Ministeriale 7 marzo 2008. La norma e stata successivamente chiarita dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 7 febbraio 2008, che ha fornito le istruzioni operative per l’applicazione pratica dell’obbligo.

      Il legislatore ha introdotto questo meccanismo per contrastare l’evasione fiscale nel settore dell’edilizia e dei servizi condominiali, garantendo che una parte dell’imposta dovuta dai prestatori di servizi venga versata direttamente dallo Stato tramite il meccanismo della ritenuta alla fonte. Il condominio, pur non essendo un soggetto dotato di personalita giuridica autonoma, assume la qualifica di sostituto d’imposta ogni volta che eroga compensi a fornitori per prestazioni di servizi rese nell’ambito di contratti di appalto o subappalto di opere o servizi.

      E importante sottolineare che l’obbligo si applica esclusivamente ai contratti di appalto e subappalto: sono esclusi i contratti di compravendita di beni (ad esempio l’acquisto di materiale edilizio), i contratti d’opera con lavoratori autonomi (per i quali si applicano le ordinarie ritenute sulle prestazioni professionali ai sensi dell’art. 25 DPR 600/73), nonche le forniture pure di beni, anche se con posa in opera accessoria.

      Quando il condominio diventa sostituto d’imposta

      Il condominio e obbligato ad operare la ritenuta ogni volta che corrisponde un compenso a un’impresa (persona fisica o giuridica) per prestazioni rientranti in un contratto di appalto o subappalto di opere o servizi relativi all’edificio condominiale. La ritenuta si applica:

      • Alle imprese in regime ordinario (ditta individuale, SNC, SRL, SPA, ecc.) che operano come appaltatori o subappaltatori per lavori sul condominio
      • Ai lavoratori autonomi con partita IVA quando il rapporto contrattuale e configurabile come appalto di servizi (ad esempio, un geometra che gestisce un cantiere in appalto)
      • Sia ai soggetti IRPEF (persone fisiche, ditte individuali, societa di persone) sia ai soggetti IRES (societa di capitali, enti commerciali e non commerciali)

      La ritenuta del 4% NON si applica nei seguenti casi:

      • Acquisto di beni (materiali da costruzione, forniture elettriche, ecc.) senza prestazione di servizi
      • Prestazioni occasionali di privati (senza partita IVA) per importi inferiori alle soglie di esenzione
      • Prestazioni di professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri) che emettono parcella: in questo caso si applica la ritenuta ordinaria del 20% ex art. 25 DPR 600/73
      • Forniture di energia elettrica, gas, acqua e altri servizi di pubblica utilita
      • Compensi corrisposti a condomini singoli
      • Canoni di locazione per locali condominiali

      L’aliquota del 4%: come si calcola la ritenuta

      L’aliquota della ritenuta e fissata dalla legge nella misura del 4% sull’imponibile lordo. Si tratta di una ritenuta a titolo di acconto (non a titolo d’imposta definitiva), il che significa che il beneficiario puo computare la ritenuta subita come credito d’imposta nella propria dichiarazione dei redditi.

      Base imponibile: La ritenuta del 4% si calcola sul corrispettivo lordo al netto dell’IVA. Se il fornitore emette fattura per 1.000 euro + 220 euro di IVA (22%), la ritenuta si calcola solo sui 1.000 euro imponibili: 1.000 x 4% = 40 euro di ritenuta.

      Esempio pratico di calcolo:

      VoceImporto
      Imponibile fattura (servizio pulizie)1.000,00 euro
      IVA 22%220,00 euro
      Totale fattura1.220,00 euro
      Ritenuta 4% sull’imponibile (1.000 x 4%)40,00 euro
      Importo effettivamente pagato al fornitore1.180,00 euro (1.220 – 40)
      Importo da versare all’Erario tramite F2440,00 euro

      Il condominio quindi trattiene 40 euro dall’importo da pagare al fornitore e li versa allo Stato tramite F24. Il fornitore riceve 1.180 euro (importo netto) e nella propria dichiarazione dei redditi riportera la ritenuta di 40 euro subita come credito d’imposta, detraendola dall’IRPEF o dall’IRES dovuta.

      La soglia annuale di 500 euro

      Una delle regole piu importanti — e spesso trascurate — riguarda la soglia annuale di 500 euro. L’art. 25-ter DPR 600/73 prevede che l’obbligo di versamento si cumuli nel corso dell’anno solare: il versamento tramite F24 e dovuto solo quando la somma delle ritenute operate nel mese supera 25,82 euro (equivalente alla vecchia soglia in lire), ma in pratica la norma e interpretata nel senso che il versamento mensile e comunque obbligatorio se le ritenute del mese sono state effettivamente operate.

      La Circolare AdE n. 7/E/2008 ha chiarito che il condominio e esonerato dall’obbligo di effettuare le ritenute nei periodi d’imposta in cui il totale annuo dei corrispettivi corrisposti per i servizi in appalto e inferiore a 500 euro. Questa soglia:

      • Si riferisce al totale complessivo annuo di tutti i corrispettivi pagati a fornitori per servizi in appalto, non al singolo pagamento
      • Deve essere calcolata per anno solare (1 gennaio – 31 dicembre)
      • Se nel corso dell’anno si supera la soglia dei 500 euro, l’obbligo di ritenuta scatta retroattivamente per tutti i pagamenti effettuati dall’inizio dell’anno, inclusi quelli precedenti al superamento della soglia
      • In pratica, e consigliabile applicare la ritenuta sin dal primo pagamento dell’anno per evitare il rischio di dover recuperare ritenute non operate

      Attenzione: Molti piccoli condomini — con pochi appartamenti e spese condominiali limitate — possono rientrare nell’esonero se i servizi appaltati nell’anno non raggiungono i 500 euro complessivi. Tuttavia, superare anche di un euro questa soglia comporta l’obbligo di operare le ritenute su tutti i pagamenti dell’anno, anche quelli gia effettuati.

      Codici tributo F24: 1019 IRPEF e 1020 IRES

      Per il versamento della ritenuta tramite modello F24, il condominio deve utilizzare i codici tributo specifici istituiti dall’Agenzia delle Entrate. I due codici tributo sono distinti in base alla natura del fornitore:

      Codice TributoDescrizioneQuando si usa
      1019Ritenute su prestazioni di servizi resi nell’esercizio di imprese – art. 25-ter DPR 600/73 (IRPEF)Fornitori soggetti IRPEF: ditte individuali, societa di persone (SNC, SAS), lavoratori autonomi in regime di impresa
      1020Ritenute su prestazioni di servizi resi nell’esercizio di imprese – art. 25-ter DPR 600/73 (IRES)Fornitori soggetti IRES: SRL, SPA, societa cooperative, enti commerciali

      I codici tributo 1019 e 1020 sono stati istituiti con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 94/E del 13 marzo 2008. Si inseriscono nella sezione Erario del modello F24, nella colonna “Codice tributo”, con indicazione del periodo di riferimento (mese e anno in cui e avvenuto il pagamento al fornitore).

      Come determinare il codice corretto: La scelta tra 1019 e 1020 dipende dalla natura del fornitore come indicata nella fattura ricevuta. In caso di dubbio, e sufficiente verificare la partita IVA del fornitore: le ditte individuali hanno partita IVA uguale al codice fiscale del titolare, le societa di capitali hanno una partita IVA diversa dal codice fiscale degli amministratori.

      Scadenze di versamento: il giorno 16 del mese

      Il versamento delle ritenute operate deve essere effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui e avvenuto il pagamento al fornitore. Questa e la regola generale prevista dall’art. 18 del DLgs n. 241/1997, applicabile anche alle ritenute del condominio.

      Mese del pagamento al fornitoreScadenza versamento F24
      Gennaio16 febbraio
      Febbraio16 marzo
      Marzo16 aprile
      Aprile16 maggio
      Maggio16 giugno
      Giugno16 luglio
      Luglio16 agosto (*)
      Agosto16 settembre
      Settembre16 ottobre
      Ottobre16 novembre
      Novembre16 dicembre
      Dicembre16 gennaio anno successivo

      (*) Agosto: Le ritenute operate nel mese di luglio possono essere versate entro il 20 agosto (e non il 16 agosto) in virtu della sospensione feriale dei termini prevista dall’art. 37 del DL n. 223/2006. Tuttavia, e sempre consigliabile verificare l’eventuale proroga annuale disposta da specifici decreti ministeriali, come avviene frequentemente.

      Regola sulla scadenza spostata: Se il giorno 16 cade di sabato o in un giorno festivo, il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo. Ad esempio, se il 16 aprile 2026 cadesse di domenica, il termine di versamento sarebbe lunedi 17 aprile 2026.

      Cumulo mensile: Se nel mese il condominio ha effettuato pagamenti a piu fornitori applicando la ritenuta, le ritenute si cumulano e si versano in un unico F24 mensile, indicando separatamente il codice tributo 1019 e il codice 1020 se ci sono sia fornitori IRPEF che IRES.

      Come compilare il modello F24 passo dopo passo

      La compilazione del modello F24 per il versamento della ritenuta del condominio avviene nella sezione Erario del modello. Di seguito la procedura step by step con un esempio concreto.

      Dati del soggetto versante

      Il soggetto versante del condominio e l’amministratore di condominio (o il condominante delegato in caso di condominio senza obbligo di amministratore). Nei dati anagrafici del modello F24 va indicato:

      • Codice fiscale del condominio (non del singolo condominante o dell’amministratore) — es. “CNDMNI80A01L483M”
      • Denominazione: il nome del condominio — es. “Condominio Via Roma 12 Udine”
      • Domicilio fiscale: indirizzo del condominio

      Sezione Erario

      Nella sezione Erario (la seconda del modello F24) si compilano le righe necessarie:

      • Codice tributo: 1019 (per fornitori IRPEF) o 1020 (per fornitori IRES)
      • Anno di riferimento: l’anno in cui e avvenuto il pagamento al fornitore (es. 2026)
      • Mese di riferimento: il mese in cui e avvenuto il pagamento (es. “04” per aprile)
      • Importi a debito versati: l’importo totale delle ritenute operate nel mese (es. 40,00 euro)
      • Importi a credito compensati: lasciare a 0 salvo crediti specifici

      Esempio concreto di compilazione F24

      Il Condominio “Palazzina Blu” di Udine paga nel mese di aprile 2026 la ditta individuale “Mario Rossi Impianti” (soggetto IRPEF, codice tributo 1019) per la manutenzione dell’impianto idrico: fattura di 800 euro imponibile + IVA 22% (176 euro). La ritenuta applicata e 800 x 4% = 32 euro.

      Campo F24 (Sezione Erario)Valore
      Codice tributo1019
      Anno di riferimento2026
      Mese di rif. (da compilare)04
      Importi a debito versati32,00
      Scadenza versamento18 maggio 2026 (16/5 e domenica)

      Il versamento puo essere effettuato:

      • Online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline, Entratel) — modalita obbligatoria per i condomini con sostituto d’imposta
      • Tramite homebanking della propria banca che supporta l’F24 telematico
      • Tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF) con delega

      Nota importante: Dal 1° ottobre 2014, il versamento dell’F24 a saldo zero (compensazione totale con crediti) deve essere effettuato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per i condomini sostituti d’imposta e fortemente consigliato rivolgersi a un professionista o a un CAF abilitato per la gestione degli adempimenti.

      Casi pratici: pulizie, manutenzione, giardinaggio, ascensori

      Vediamo in dettaglio come si applica la ritenuta del 4% nei casi piu frequenti nella vita condominiale, con indicazione se l’obbligo scatta o meno.

      Servizio pulizie scale e parti comuni

      Il contratto con una impresa di pulizie che si occupa settimanalmente di scale, androni e aree comuni e soggetto alla ritenuta del 4%. E un classico contratto di appalto di servizi. La ritenuta va operata su ogni pagamento mensile o periodico effettuato all’impresa.

      Esempio: contratto annuale di 4.800 euro (400 euro/mese). La ritenuta mensile e di 16 euro (400 x 4%), da versare entro il 16 del mese successivo. Ritenuta annuale totale: 192 euro.

      Manutenzione ordinaria e straordinaria

      Tutti i contratti di appalto per lavori di manutenzione ordinaria (ritinteggiatura scale, riparazione infiltrazioni, sostituzione piastrelle) e straordinaria (rifacimento tetto, cappotto termico, sostituzione impianti) sono soggetti alla ritenuta del 4%. Si applica su ogni SAL (Stato Avanzamento Lavori) pagato all’impresa edile.

      Giardinaggio e cura del verde

      Il contratto periodico con un’impresa di giardinaggio per la cura del giardino condominiale, sfalcio dell’erba, potatura siepi, irrigazione automatica, e soggetto alla ritenuta del 4%. Attenzione: se si tratta di un lavoratore autonomo occasionale (senza partita IVA) per piccole prestazioni occasionali, si applicano regole diverse (ritenuta del 20% ex art. 25 DPR 600/73 se il compenso supera le soglie).

      Contratto di manutenzione ascensore

      Il contratto annuale con la societa specializzata per la manutenzione, revisione e assistenza dell’ascensore e soggetto alla ritenuta del 4% (codice tributo 1020 per le societa di capitali). Si applica su ogni fattura periodica emessa dalla societa di manutenzione.

      Riepilogo casi pratici

      ServizioRitenuta 4%?Codice TributoNote
      Pulizie scale (impresa)SI1019 o 1020Contratto appalto servizi
      Manutenzione idraulica (ditta)SI1019Appalto lavori
      Giardinaggio (impresa)SI1019 o 1020Appalto servizi
      Manutenzione ascensore (SRL)SI1020Soggetto IRES
      Installazione citofono (materiali + posa)Dipende1019/1020Se prevalenza servizio su fornitura
      Acquisto lampadine/materialiNO–Pura fornitura beni
      Parcella avvocato condominioNO (art. 25)Ritenuta 20%Professionista, non appalto
      Compenso amministratoreNO (art. 25)Ritenuta 20%Lavoratore autonomo/professionista
      Bollette luce/gas parti comuniNO–Fornitura servizi pubblici

      La Certificazione Unica annuale ai prestatori

      Oltre al versamento mensile tramite F24, il condominio come sostituto d’imposta ha un secondo obbligo annuale fondamentale: il rilascio della Certificazione Unica (CU) a ciascun prestatore di servizi a cui sono state operate ritenute nel corso dell’anno. La CU attesta le ritenute subite e permette al fornitore di computarle come credito nella propria dichiarazione dei redditi.

      Scadenze CU per i condomini:

      • Consegna al fornitore (CU cartacea o elettronica): entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono state operate le ritenute
      • Trasmissione all’Agenzia delle Entrate (CU telematica): entro il 31 marzo dell’anno successivo (salvo proroghe annuali)

      Esempio: le ritenute operate nel 2026 devono essere certificate con CU consegnata al fornitore entro il 28 febbraio 2027 e trasmessa telematicamente all’AdE entro il 31 marzo 2027.

      La CU per il condominio come sostituto d’imposta e un documento differente dalla CU che il datore di lavoro rilascia ai dipendenti. Per i condomini, la CU riguarda esclusivamente le ritenute sulle prestazioni di servizi in appalto (art. 25-ter DPR 600/73). La gestione della CU e strettamente correlata alla compilazione del quadro ST e SV del modello 770, che riepiloga annualmente tutte le ritenute operate dal condominio sostituto d’imposta.

      Per approfondire gli obblighi di certificazione annuale e la compilazione del modello 770 per condomini, leggi la nostra guida: Modello 770/2026: guida completa per i sostituti d’imposta.

      Sanzioni e ravvedimento operoso

      L’omissione o il ritardo nel versamento delle ritenute del condominio comporta l’applicazione di sanzioni amministrative da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco il quadro sanzionatorio aggiornato al 2026 e come rimediare tramite il ravvedimento operoso.

      Sanzioni per omesso versamento

      Ai sensi dell’art. 13 del DLgs n. 471/1997, l’omesso o tardivo versamento delle ritenute comporta una sanzione base del 30% dell’importo non versato. La sanzione si riduce al 15% se il versamento avviene entro 90 giorni dalla scadenza.

      Ravvedimento operoso: come ridurre le sanzioni

      Il ravvedimento operoso (art. 13 DLgs 472/97) permette di regolarizzare spontaneamente l’omissione con sanzioni ridotte. Le aliquote di ravvedimento applicabili alle ritenute del condominio sono:

      Tipo di ravvedimentoTermineSanzione ridottaInteressi
      Sprint (ravvedimento brevissimo)Entro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)Al tasso legale
      BreveDal 15° al 30° giorno1,5% (1/10 del 15%)Al tasso legale
      MedioDal 31° al 90° giorno1,67% (1/9 del 15%)Al tasso legale
      LungoEntro 1 anno dalla scadenza3,75% (1/8 del 30%)Al tasso legale
      LunghissimoEntro 2 anni4,29% (1/7 del 30%)Al tasso legale
      Oltre 2 anniDopo 2 anni (se non notificato)5% (1/6 del 30%)Al tasso legale

      Per effettuare il ravvedimento, il condominio deve versare tramite F24:

      • L’imposta omessa (ritenuta non versata) con il codice tributo 1019 o 1020
      • La sanzione ridotta con codice tributo 8906 (sanzioni da ravvedimento su ritenute)
      • Gli interessi legali con codice tributo 1989 (interessi da ravvedimento)

      Sanzioni per omessa CU: Il mancato rilascio della Certificazione Unica al fornitore comporta una sanzione di 100 euro per ogni CU omessa, fino a un massimo di 50.000 euro per anno. La CU trasmessa telematicamente in ritardo all’AdE comporta una sanzione di 33,33 euro per ogni certificazione, ridotta a zero se la trasmissione avviene entro 60 giorni dalla scadenza (art. 4 DPR 322/1998).

      Il ruolo dell’amministratore di condominio

      L’amministratore di condominio e il soggetto che nella pratica gestisce tutti gli adempimenti fiscali del condominio come sostituto d’imposta. Il suo ruolo e centrale e la sua responsabilita e diretta in caso di inadempimento.

      Obblighi fiscali dell’amministratore

      • Verifica preventiva della natura del contratto con ogni fornitore (appalto vs. fornitura pura vs. prestazione professionale)
      • Applicazione della ritenuta al momento del pagamento delle fatture e trattenimento dell’importo dalla somma da corrispondere al fornitore
      • Versamento mensile tramite F24 entro il giorno 16 del mese successivo, con i codici tributo corretti
      • Tenuta della contabilita delle ritenute operate: registro ritenute per ogni fornitore, con data, importo lordo, ritenuta applicata, importo netto pagato
      • Rilascio della CU a ogni fornitore entro il 28 febbraio dell’anno successivo
      • Trasmissione telematica della CU all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo
      • Presentazione del Modello 770 (quadro ST e SV) per il riepilogo annuale di tutte le ritenute operate

      Responsabilita dell’amministratore

      L’amministratore che omette di applicare e/o versare le ritenute puo essere ritenuto personalmente responsabile nei confronti del condominio per il danno causato (sanzioni + interessi) e puo rispondere anche penalmente nei casi piu gravi di omesso versamento sistematico (art. 10-bis DLgs 74/2000, che riguarda tuttavia soglie elevate).

      Per questo motivo e fortemente consigliabile che l’amministratore si avvalga di un professionista abilitato o di un CAF specializzato nella gestione fiscale condominiale, che puo occuparsi di:

      • Classificazione corretta dei contratti con i fornitori
      • Calcolo mensile delle ritenute
      • Predisposizione e invio telematico degli F24
      • Gestione e trasmissione delle Certificazioni Uniche
      • Compilazione e presentazione del Modello 770

      Il CAF Centro Fiscale di Udine e attrezzato per supportare gli amministratori di condominio nella corretta gestione di tutti questi adempimenti, garantendo il rispetto delle scadenze e la correttezza dei versamenti.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Conclusione

      La ritenuta d’acconto del condominio e un adempimento fiscale complesso che richiede attenzione e puntualita. In sintesi, i punti chiave da ricordare sono:

      • Il condominio e sostituto d’imposta ai sensi dell’art. 25-ter DPR 600/73 per le prestazioni di appalto e subappalto
      • La ritenuta e del 4% sull’imponibile lordo (esclusa IVA)
      • L’obbligo scatta per condomini con corrispettivi annui in appalto superiori a 500 euro
      • Si versano con F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento, con codice tributo 1019 (IRPEF) o 1020 (IRES)
      • E obbligatoria la CU annuale ai fornitori e la trasmissione del Modello 770
      • Le sanzioni per inadempimento possono essere ridotte con il ravvedimento operoso

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      Domande Frequenti sull’F24 del Condominio

      Tutti i condomini devono versare la ritenuta del 4%?

      No. L’obbligo di versamento scatta solo quando i corrispettivi annui pagati per contratti di appalto o subappalto di opere o servizi superano complessivamente i 500 euro nell’anno solare. I piccoli condomini con spese condominiali molto limitate possono essere esonerati. Tuttavia, e consigliabile applicare la ritenuta sin dal primo pagamento per evitare rischi, dato che il superamento della soglia comporta l’obbligo retroattivo per tutti i pagamenti dell’anno.

      Cosa succede se il condominio non versa l’F24 entro il 16 del mese?

      Il ritardo nel versamento comporta l’applicazione di sanzioni: dal giorno 1 al 14 di ritardo si applica una sanzione dello 0,1% per ogni giorno (ravvedimento sprint), dal 15° al 30° giorno la sanzione e dell’1,5%, e oltre i 90 giorni la sanzione sale al 3,75% (entro 1 anno). In ogni caso e sempre possibile regolarizzare spontaneamente tramite il ravvedimento operoso, pagando imposta omessa + sanzione ridotta + interessi legali.

      Qual e la differenza tra codice tributo 1019 e 1020?

      Il codice tributo 1019 si usa per le ritenute su compensi corrisposti a soggetti IRPEF (ditte individuali, societa di persone come SNC e SAS, lavoratori autonomi con partita IVA in regime di impresa). Il codice 1020 si usa per le ritenute su compensi corrisposti a soggetti IRES (societa di capitali come SRL e SPA, societa cooperative, enti commerciali). La distinzione dipende dalla natura giuridica del fornitore, verificabile dalla sua partita IVA.

      La manutenzione ordinaria dell’ascensore e soggetta alla ritenuta?

      Si. Il contratto periodico con la societa specializzata per la manutenzione, revisione e assistenza dell’ascensore e un tipico contratto di appalto di servizi soggetto alla ritenuta del 4%. Essendo la societa di manutenzione generalmente una SRL o SPA (soggetto IRES), si usa il codice tributo 1020.

      Il compenso dell’amministratore di condominio e soggetto alla ritenuta del 4%?

      No. Il compenso dell’amministratore di condominio non e soggetto alla ritenuta del 4% prevista dall’art. 25-ter DPR 600/73, che si applica solo ai contratti di appalto e subappalto. Al compenso dell’amministratore si applica invece la ritenuta del 20% prevista dall’art. 25 DPR 600/73, in quanto prestazione professionale o di lavoro autonomo. Si usa il codice tributo 1040 (ritenuta su compensi professionali).


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta gli amministratori di condominio nella gestione di tutti gli adempimenti fiscali: versamento F24 ritenute, Certificazioni Uniche, Modello 770.

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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        Energia elettrica in calo: prezzo PUN oggi a 0,111 euro/kWh – 9 Maggio 2026

        Bonus Energia

        Indice dei contenuti

        1. Cos’e il PUN e come si calcola
        2. Prezzo PUN il 9 Maggio 2026: dati e analisi
        3. Andamento storico PUN: confronto 2025-2026
        4. Prezzo energia per fasce orarie: F1, F2, F3
        5. Come il prezzo PUN influenza la tua bolletta
        6. Consigli pratici per risparmiare sulla bolletta elettrica
        7. Mercato tutelato vs mercato libero: quale conviene nel 2026
        8. Previsioni andamento PUN per i prossimi mesi
        9. Bonus energia e agevolazioni disponibili nel 2026
        10. Domande frequenti sul prezzo PUN

        Il prezzo PUN (Prezzo Unico Nazionale) dell’energia elettrica registra un calo significativo il 9 maggio 2026, attestandosi a 0,111 euro/kWh. Si tratta di una buona notizia per famiglie e imprese italiane che attendevano un allentamento della pressione sui costi energetici dopo le tensioni dei mesi precedenti. Il dato e stato rilevato dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) e riflette una progressiva normalizzazione del mercato all’ingrosso dell’elettricita in Italia e in Europa.

        In questo articolo analizziamo nel dettaglio l’andamento del PUN energia elettrica nella giornata del 9 maggio 2026, il confronto con i mesi precedenti, l’impatto concreto sulle bollette elettriche e i consigli pratici per ottimizzare i propri consumi e ridurre i costi.

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        Cos’e il PUN e come si calcola

        Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) e il prezzo medio di riferimento dell’energia elettrica in Italia, calcolato dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) sulla base delle transazioni avvenute nel Mercato del Giorno Prima (MGP). Rappresenta il prezzo medio ponderato per le quantita di energia scambiate nelle diverse zone geografiche del paese (Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Sicilia, Sardegna).

        Il calcolo del PUN avviene attraverso un processo di media ponderata che tiene conto di:

        • Quantita di energia scambiata in ciascuna zona geografica italiana
        • Prezzi zonali determinati dall’incrocio tra domanda e offerta nel mercato
        • Congestioni di rete gestite da Terna, il gestore della rete di trasmissione nazionale
        • Importazioni ed esportazioni con i paesi europei interconnessi

        Il PUN e un indicatore fondamentale perche viene utilizzato da ARERA (Autorita di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) per aggiornare le tariffe del servizio di tutela e come riferimento per i contratti del mercato libero indicizzati al mercato all’ingrosso (le cosiddette offerte PLACET o offerte variabili indicizzate).

        Come viene pubblicato il PUN: Il GME pubblica ogni giorno i dati del Mercato del Giorno Prima per le 24 ore successive. I valori orari vengono poi aggregati in medie giornaliere, settimanali e mensili. Il sito ufficiale gestore-mercati.com pubblica le statistiche aggiornate che costituiscono la fonte primaria di riferimento per operatori di mercato, analisti e consumatori.

        Prezzo PUN il 9 Maggio 2026: dati e analisi

        Il prezzo PUN del 9 maggio 2026 si attesta a 0,111 euro/kWh, in calo rispetto ai livelli della settimana precedente. Questo dato medio giornaliero nasconde tuttavia significative variazioni nelle diverse ore della giornata, come e tipico del mercato elettrico che risponde in tempo reale ai cambiamenti della domanda e della produzione da fonti rinnovabili.

        Analisi per fasce orarie del 9 maggio 2026 (dati indicativi GME):

        Fascia orariaOrePrezzo indicativo (euro/kWh)Note
        Notte (F3)00:00 – 06:000,068 – 0,085Minimi del giorno, bassa domanda
        Mattina (F1)06:00 – 10:000,105 – 0,125Picco mattutino, ramp-up industriale
        Meridiana (F1)10:00 – 14:000,095 – 0,110Calo per produzione solare
        Pomeridiana (F1)14:00 – 18:000,100 – 0,120Stabilizzazione, buona produzione FV
        Sera picco (F1)18:00 – 22:000,130 – 0,155Picco serale, calo rinnovabili
        Notte tarda (F3)22:00 – 24:000,080 – 0,095Discesa verso minimi notturni

        La media ponderata giornaliera di 0,111 euro/kWh del 9 maggio 2026 e influenzata positivamente dalla forte produzione di energie rinnovabili. In particolare, la giornata del 9 maggio ha visto una elevata generazione fotovoltaica nelle ore centrali, con temperature miti e buona irradiazione solare su gran parte del territorio nazionale. Questo ha contribuito a mantenere i prezzi nella fascia centrale della giornata al di sotto della media.

        Rispetto al picco registrato il 19 aprile 2026 (0,102 euro/kWh nelle fasce minime, con medie giornaliere intorno a 0,118-0,125 euro/kWh), il dato odierno mostra un progressivo allineamento ai valori medi primaverili, storicamente piu contenuti rispetto ai mesi invernali.

        Andamento storico PUN: confronto 2025-2026

        Per comprendere appieno il significato del prezzo PUN di 0,111 euro/kWh registrato il 9 maggio 2026, e utile collocarlo nel contesto dell’andamento storico degli ultimi 12-18 mesi. I dati del GME mostrano una traiettoria di graduale discesa rispetto ai picchi del 2022-2023, con oscillazioni significative legate ai fattori geopolitici, climatici e strutturali del mercato energetico europeo.

        Riepilogo andamento mensile PUN (euro/kWh):

        PeriodoPUN medio mensile (euro/kWh)Variazione mese precedenteNote principali
        Maggio 20250,095-8,7%Forte produzione rinnovabili primavera
        Giugno 20250,088-7,4%Minimi estivi, idrico abbondante
        Luglio 20250,099+12,5%Picco climatizzazione estiva
        Agosto 20250,102+3,0%Caldo anomalo, domanda elevata
        Settembre 20250,097-4,9%Rientro stagionale
        Ottobre 20250,108+11,3%Riscaldamento, calo rinnovabili
        Novembre 20250,118+9,3%Invernale, gas piu caro
        Dicembre 20250,125+5,9%Picco invernale, domanda massima
        Gennaio 20260,131+4,8%Freddo intenso, massimi stagionali
        Febbraio 20260,122-6,9%Meteo piu mite, idro in ripresa
        Marzo 20260,114-6,6%Primavera, rinnovabili in crescita
        Aprile 20260,109-4,4%Forte solare, vento abbondante
        Maggio 2026 (1-9)0,111+1,8%Lieve ripresa da fine aprile

        La tabella mostra chiaramente la ciclicita stagionale del PUN: i valori piu bassi si registrano tipicamente nei mesi primaverili (aprile-giugno) grazie alla forte produzione idroelettrica da scioglimento nevi e alla crescente generazione solare, mentre i picchi si verificano in inverno (dicembre-gennaio) quando la domanda di riscaldamento e massima e le fonti rinnovabili sono meno produttive.

        Il dato del 9 maggio 2026 (0,111 euro/kWh) si colloca in linea con le medie storiche primaverili, rappresentando un calo del 15,3% rispetto al picco invernale di gennaio 2026 (0,131 euro/kWh) e un livello superiore del 16,8% rispetto ai minimi estivi del giugno 2025 (0,088 euro/kWh).

        Prezzo energia per fasce orarie: F1, F2, F3

        Il sistema delle fasce orarie e fondamentale per capire come viene tariffata l’energia elettrica e come sfruttare al meglio i momenti di minore costo. ARERA distingue tre fasce principali che vengono applicate ai contratti del mercato libero e a quelli del servizio di tutela:

        Fascia F1 (ore di punta):

        • Orario: Lunedi-venerdi dalle 8:00 alle 19:00
        • Costo medio PUN maggio 2026: circa 0,118-0,130 euro/kWh
        • Caratteristica: e la fascia piu costosa, corrisponde alle ore lavorative con massima domanda industriale e commerciale

        Fascia F2 (ore intermedie):

        • Orario: Lunedi-venerdi dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00; sabato dalle 7:00 alle 23:00
        • Costo medio PUN maggio 2026: circa 0,100-0,115 euro/kWh
        • Caratteristica: costo intermedio, spesso conveniente per posticipare i consumi dalla sera

        Fascia F3 (ore fuori punta):

        • Orario: Lunedi-sabato dalle 23:00 alle 7:00; domenica e festivi 00:00-24:00
        • Costo medio PUN maggio 2026: circa 0,068-0,090 euro/kWh
        • Caratteristica: la fascia piu economica, ideale per lavastoviglie, lavatrice e ricarica veicoli elettrici

        Con il PUN medio del 9 maggio 2026 a 0,111 euro/kWh, chi ha un contratto biorario o multiorario puo ottenere risparmi significativi spostando i consumi piu energivori nelle fasce F2 e soprattutto F3. Per esempio, avviare la lavatrice di notte invece che di pomeriggio puo ridurre il costo di quella singola operazione del 30-40%.

        Come il prezzo PUN influenza la tua bolletta

        La bolletta elettrica e composta da diverse voci, e il PUN rappresenta solo una parte del costo complessivo. Capire la struttura della bolletta e essenziale per valutare i reali benefici delle variazioni del prezzo all’ingrosso.

        Struttura tipica della bolletta elettrica 2026 (per famiglia media con consumo 2.700 kWh/anno):

        Voce di costoQuota sul totaleImporto mensile indicativoInfluenzata dal PUN?
        Materia energia (PUN + spread)45-55%35-50 euroSI, direttamente
        Trasporto e gestione rete20-25%18-22 euroNO, tariffa fissa ARERA
        Oneri di sistema (A, UC, MCT)15-20%14-18 euroParzialmente
        Imposte (IVA + accise)15-20%12-18 euroIVA segue il costo totale
        Totale mensile stimato100%79-108 euro–

        Calcolo del risparmio con PUN a 0,111 euro/kWh:

        Prendiamo una famiglia tipo con un consumo mensile di 225 kWh (circa 2.700 kWh/anno). Con il PUN a 0,111 euro/kWh rispetto al picco invernale di 0,131 euro/kWh, il risparmio sulla sola componente energetica e:

        Risparmio mensile = 225 kWh x (0,131 – 0,111) euro/kWh = 225 x 0,020 = 4,50 euro/mese

        Su base annua, se il calo si mantenesse per 6 mesi (primavera-estate), il risparmio potrebbe raggiungere i 27 euro annui solo sulla componente energia. A questo si aggiunge l’IVA al 10% (uso domestico), portando il risparmio effettivo a circa 30 euro l’anno. Un risparmio modesto ma significativo in un contesto di pressione inflazionistica sui bilanci familiari.

        Per le piccole imprese con consumi piu elevati (es. 50.000 kWh/anno), lo stesso calo di 0,020 euro/kWh si traduce in un risparmio di 1.000 euro l’anno sulla bolletta energetica, una cifra rilevante per la competitivita aziendale.

        Consigli pratici per risparmiare sulla bolletta elettrica

        Anche con un PUN in calo a 0,111 euro/kWh, adottare comportamenti virtuosi nella gestione dei consumi domestici permette di ottimizzare ulteriormente la spesa energetica. Ecco i consigli piu efficaci basati sulle indicazioni di ARERA e GSE (Gestore dei Servizi Energetici):

        Ottimizzare i consumi nelle fasce economiche

        Con un contratto biorario o multiorario, spostare i consumi nelle fasce F2 e F3 e la strategia piu immediata. Strumenti concreti:

        • Lavatrice e lavastoviglie: programmale a partire dalle 23:00 o nelle prime ore del mattino (fascia F3). Risparmio potenziale: 35-40% rispetto alla fascia F1
        • Scaldabagno elettrico: imposta il timer per il riscaldamento dell’acqua nelle ore notturne o nel weekend
        • Ricarica veicoli elettrici: la notte e il momento ideale. Con prezzi F3 intorno a 0,068-0,090 euro/kWh, ricaricare un veicolo elettrico costa la meta rispetto alle ore di punta
        • Pompe di calore: se possibile, programma i cicli di pre-riscaldamento/raffreddamento nelle fasce piu economiche

        Ridurre i consumi in standby

        I dispositivi in standby consumano in media il 10-15% dell’energia elettrica domestica totale. Con il PUN a 0,111 euro/kWh, eliminare i consumi in standby di una famiglia media (stimati in 300-350 kWh/anno) comporta un risparmio di circa 35-40 euro l’anno. Gli interventi piu efficaci:

        • Usare ciabatte con interruttore per tv, decoder, console di gioco e sistemi home theatre
        • Spegnere completamente il router Wi-Fi di notte (se non necessario per sistemi di sicurezza)
        • Sostituire i vecchi caricabatterie con modelli a bassa dispersione certificati
        • Usare prese smart programmabili per monitorare e gestire i consumi in tempo reale

        Investire nell’efficienza energetica

        Sul lungo periodo, gli investimenti in efficienza energetica garantiscono risparmi strutturali indipendenti dall’andamento del PUN:

        • Lampade LED: consumano il 75-80% in meno rispetto alle incandescenti. Con un costo medio di 2-3 euro l’una, il payback e inferiore a 1 anno
        • Elettrodomestici classe A o superiore: il frigorifero e il maggior consumatore fisso (150-300 kWh/anno). Sostituire un vecchio modello con uno di classe A+++ puo dimezzare i consumi
        • Impianto fotovoltaico: con il Superbonus 110% ora ridotto al 65-70% e gli incentivi GSE per lo scambio sul posto, il fotovoltaico domestico rimane conveniente specialmente nelle regioni del Centro-Sud
        • Sistemi di accumulo (batterie): abbinati al fotovoltaico, permettono di sfruttare l’energia prodotta nelle ore centrali del giorno nelle fasce serali di punta

        Mercato tutelato vs mercato libero: quale conviene nel 2026

        Una delle domande piu frequenti in periodo di variazioni del PUN e: conviene stare nel mercato tutelato o passare al mercato libero? La risposta non e univoca e dipende da diversi fattori, ma con il PUN a 0,111 euro/kWh e utile fare un confronto aggiornato.

        Mercato tutelato (Servizio di Tutela della Vulnerabilita da gennaio 2024):

        Dal 1 luglio 2024 il mercato tutelato e disponibile solo per i clienti vulnerabili (over 75, disabili, soggetti in gravi condizioni di salute, residenti in zone disagiate). Per tutti gli altri, il passaggio al mercato libero e diventato obbligatorio dal 1 gennaio 2024. Le tariffe del servizio di tutela della vulnerabilita sono aggiornate trimestralmente da ARERA e riflettono i prezzi all’ingrosso con un meccanismo di media mobile.

        Mercato libero: tipologie di offerta disponibili nel 2026:

        Tipo offertaDescrizioneVantaggiSvantaggiAdatta a chi
        Prezzo fissoPrezzo bloccato per 12-24 mesiCertezza del costo, niente sorpreseNon benefici dei cali del PUNChi vuole stabilita di budget
        Prezzo variabile indicizzato PUNPrezzo mensile aggiornato sul PUNBenefici immediati dei caliRischio di rincari nelle fasi di piccoChi consuma prevalentemente di notte/weekend
        PLACET (Prezzo Libero A Condizioni Equiparate)Offerta standardizzata ARERAFacile confronto, condizioni chiarePrezzo non sempre competitivoChi vuole trasparenza senza ricercare
        Offerta verdeEnergia 100% rinnovabile certificataSostenibilita ambientaleLeggero premium di prezzoChi vuole impronta ecologica minima

        Con il PUN a 0,111 euro/kWh nel maggio 2026, le offerte indicizzate al PUN risultano particolarmente competitive rispetto ai prezzi fissi stipulati nei periodi di picco (dicembre 2025-gennaio 2026). Chi ha contratti a prezzo fisso concordati intorno a 0,130-0,140 euro/kWh sta pagando il 17-26% in piu rispetto al prezzo di mercato attuale.

        Previsioni andamento PUN per i prossimi mesi

        Le previsioni per l’andamento del PUN nei prossimi mesi di maggio e giugno 2026 sono condizionate da diversi fattori che gli analisti del settore energetico stanno monitorando attentamente:

        Fattori al ribasso (tendenza calo prezzi)

        • Stagionalita favorevole: maggio e giugno sono storicamente i mesi con il miglior mix di produzione rinnovabile (solare + idro da scioglimento nevi). La primavera 2026 sta registrando precipitazioni nella norma sulle Alpi, con riserve idriche su buoni livelli
        • Crescita fotovoltaico italiano: la capacita installata ha raggiunto nuovi record nel 2026, con circa 35 GW di potenza fotovoltaica totale che nelle giornate soleggiate puo soddisfare fino al 30-35% del fabbisogno nazionale
        • Prezzi gas naturale in calo: il gas naturale, principale combustibile per la generazione termoelettrica di bilanciamento, ha registrato una progressiva discesa dai picchi del 2022-2023, anche grazie alla diversificazione delle forniture italiane (GNL, nuovi accordi con paesi africani)
        • Domanda in calo stagionale: la fine del riscaldamento invernale riduce significativamente il fabbisogno energetico nazionale nelle ore serali e notturne

        Fattori al rialzo (rischi di aumento prezzi)

        • Ondate di calore precoce: il cambiamento climatico sta anticipando l’arrivo delle prime ondate di calore. Un’estate calda e anticipata potrebbe far schizzare i prezzi dell’aria condizionata gia a giugno
        • Tensioni geopolitiche: il mercato del gas rimane influenzabile da fattori geopolitici. Nuove tensioni sui corridoi di fornitura potrebbero riflettersi sul costo della generazione termoelettrica
        • Manutenzione impianti nucleari francesi: la Francia esporta energia verso l’Italia nelle ore di eccesso. Periodi di manutenzione del parco nucleare francese (frequenti in primavera) possono ridurre le importazioni e far salire i prezzi italiani
        • Aggiornamento tariffe ARERA luglio 2026: l’aggiornamento trimestrale delle tariffe potrebbe incorporare costi piu elevati di trasporto o oneri di sistema

        Scenario piu probabile per maggio-giugno 2026: Gli analisti di settore prevedono un PUN medio di maggio 2026 tra 0,105 e 0,118 euro/kWh, con oscillazioni giornaliere legate alle condizioni meteorologiche. Giugno potrebbe registrare i minimi stagionali intorno a 0,088-0,095 euro/kWh, simili a quelli del 2025, prima del rialzo estivo legato al condizionamento.

        Bonus energia e agevolazioni disponibili nel 2026

        Indipendentemente dall’andamento del PUN, lo Stato italiano e ARERA mettono a disposizione diverse agevolazioni sul costo dell’energia elettrica per le famiglie in difficolta economica. Conoscerle e fondamentale per ridurre la spesa in bolletta.

        Bonus Sociale Elettricita 2026

        Il Bonus Sociale Elettricita e un’agevolazione automatica riconosciuta alle famiglie con ISEE fino a 9.530 euro (o 20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli a carico). Dal 2021 il bonus viene riconosciuto in modo automatico, senza bisogno di fare domanda, a chi ha gia presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per l’ISEE.

        Importi del Bonus Sociale Elettricita 2026:

        Componenti nucleo familiareISEE richiestoSconto annuo indicativo
        1-2 personefino a 9.530 eurocirca 125-145 euro/anno
        3-4 personefino a 9.530 eurocirca 165-185 euro/anno
        5 o piu personefino a 9.530 eurocirca 200-220 euro/anno
        Qualsiasi dimensionefino a 9.530 euro (gravi patologie)componente aggiuntiva medica
        Famiglie numerose (4+ figli)fino a 20.000 eurobenefici standard

        Il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a verificare se hai diritto al Bonus Sociale e a presentare la Dichiarazione ISEE necessaria per accedere a tutte le agevolazioni correlate.

        Detrazione fiscale per risparmio energetico (Ecobonus)

        Gli interventi di efficienza energetica sugli edifici residenziali possono beneficiare dell’Ecobonus, la detrazione IRPEF/IRES per lavori di riqualificazione energetica. Nel 2026, con la riforma del sistema bonus edilizi introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, le detrazioni sono strutturate come segue:

        • Prima casa abitazione principale: detrazione al 50% per spese fino a determinati massimali (verifica con il tuo CAF le novita 2026)
        • Seconda casa e altri immobili: detrazione ridotta, con aliquote variate dalla riforma
        • Interventi trainati (solare, caldaie a condensazione, pompe di calore): aliquote specifiche a seconda del tipo di intervento

        Per approfondire le detrazioni fiscali disponibili per il risparmio energetico e verificare quali interventi sono piu convenienti nella tua situazione specifica, contatta il CAF Centro Fiscale. I nostri consulenti possono analizzare il tuo 730 e ottimizzare tutte le deduzioni e detrazioni a cui hai diritto.

        Conclusioni: il PUN a 0,111 euro/kWh del 9 maggio 2026

        Il prezzo PUN dell’energia elettrica del 9 maggio 2026 a 0,111 euro/kWh rappresenta un segnale positivo per famiglie e imprese italiane. Il calo rispetto ai massimi invernali (-15,3% rispetto a gennaio 2026) riflette la stagionalita favorevole, la crescente penetrazione delle rinnovabili e la normalizzazione dei mercati del gas europei.

        Tuttavia, e importante mantenere una prospettiva equilibrata: il costo dell’energia in Italia rimane tra i piu elevati d’Europa a causa degli oneri di sistema e dei costi di rete, che pesano per il 35-45% della bolletta indipendentemente dall’andamento del PUN. La vera sfida per ridurre le bollette nel lungo periodo passa attraverso investimenti strutturali in efficienza energetica, autoproduzione da fotovoltaico e adozione di comportamenti di consumo intelligenti.

        Per le famiglie italiane, il momento attuale e favorevole per:

        • Valutare il passaggio a offerte indicizzate al PUN se si ha un contratto a prezzo fisso alto
        • Verificare l’accesso al Bonus Sociale Elettricita tramite presentazione dell’ISEE
        • Ottimizzare i consumi spostandoli nelle fasce orarie F2 e F3 (sera tardi e notte)
        • Valutare investimenti in efficienza energetica con le detrazioni fiscali disponibili nel 2026

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        Domande Frequenti sul Prezzo PUN Energia Elettrica

        Cos’e il PUN dell’energia elettrica?

        Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) e il prezzo medio di riferimento dell’energia elettrica in Italia, calcolato dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) come media ponderata delle transazioni nel Mercato del Giorno Prima. Viene aggiornato ogni giorno e rappresenta il costo all’ingrosso dell’elettricita prima di oneri di rete, tasse e margini del fornitore.

        Il calo del PUN si riflette subito sulla mia bolletta?

        Dipende dal tipo di contratto. Con offerte indicizzate al PUN (variabili mensili), il beneficio si riflette gia nel mese successivo. Con offerte a prezzo fisso, non si beneficia dei cali fino alla scadenza del contratto. Il servizio di tutela della vulnerabilita viene aggiornato trimestralmente da ARERA.

        Come posso accedere al Bonus Sociale sull’elettricita?

        Il Bonus Sociale Elettricita viene riconosciuto automaticamente alle famiglie con ISEE fino a 9.530 euro (o 20.000 euro per famiglie con 4+ figli) che hanno presentato la DSU all’INPS. Non serve fare domanda separata: basta avere un ISEE aggiornato. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a presentare la DSU per l’ISEE.

        Qual e il momento migliore per usare i grandi elettrodomestici per risparmiare?

        Le ore piu economiche sono quelle della fascia F3: lunedi-sabato dalle 23:00 alle 7:00, e tutto il giorno di domenica e festivi. In queste ore il PUN raggiunge i valori minimi giornalieri (spesso 30-40% piu bassi della fascia F1). Programmare lavatrice, lavastoviglie e ricarica auto elettrica in questi orari puo far risparmiare fino al 40% sul costo di quelle specifiche operazioni.

        Conviene passare al mercato libero con il PUN a questi livelli?

        Con il PUN a 0,111 euro/kWh nel maggio 2026, le offerte indicizzate al mercato sono competitivi rispetto ai prezzi fissi stipulati nei periodi di picco. Se hai un contratto fisso a prezzi alti (sopra 0,125-0,130 euro/kWh), potrebbe convenire verificare le offerte di switching sul Portale Offerte ARERA. Il Gestore dei Mercati Energetici pubblica dati trasparenti per confrontare le opzioni disponibili.


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        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la dichiarazione ISEE, il modello 730, il Bonus Sociale e tutte le agevolazioni fiscali disponibili.

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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Bonus-Energia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-10 12:24:382026-05-10 09:57:55Energia elettrica in calo: prezzo PUN oggi a 0,111 euro/kWh – 9 Maggio 2026
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          Scadenze Fiscali 11-17 Maggio 2026: Calendario Agenzia delle Entrate

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          La settimana dall’11 al 17 maggio 2026 concentra una serie di scadenze fiscali importanti che riguardano contribuenti, imprese, professionisti e sostituti d’imposta. Il calendario dell’Agenzia delle Entrate prevede adempimenti per versamenti IVA, ritenute alla fonte, contributi INPS e INAIL, accise e molto altro. Conoscere in anticipo queste scadenze fiscali maggio 2026 ti permette di organizzare i pagamenti ed evitare sanzioni.

          In questa guida troverai il quadro completo e aggiornato di tutti gli adempimenti della settimana, con istruzioni pratiche su chi deve pagare, cosa versare e come compilare i modelli F24. Se hai dubbi su un adempimento specifico, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti.

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          Indice dei contenuti

          1. Panoramica della settimana 11-17 maggio 2026
          2. Scadenza 16 maggio: il giorno più intenso
          3. Versamenti IVA: chi deve pagare e quanto
          4. Ritenute alla fonte e sostituti d’imposta
          5. Contributi INPS: lavoratori dipendenti e autonomi
          6. Contributi INAIL e premi assicurativi
          7. Accise e imposta sui tabacchi
          8. Adempimenti speciali della settimana
          9. Tabella riepilogativa scadenze 11-17 maggio 2026
          10. Sanzioni e ravvedimento operoso
          11. Domande frequenti sulle scadenze fiscali di maggio 2026

          Panoramica della settimana 11-17 maggio 2026

          La settimana dall’11 al 17 maggio 2026 è una delle più impegnative del calendario fiscale di primavera. Il giorno chiave è il 16 maggio 2026, che concentra la maggior parte degli adempimenti mensili obbligatori: dai versamenti IVA mensili delle imprese con volume d’affari superiore alle soglie, ai contributi INPS per lavoratori dipendenti, alle ritenute sui redditi da lavoro operate nel mese di aprile 2026.

          È importante ricordare che la scadenza del 16 di ogni mese rappresenta il termine ordinario per la maggior parte dei versamenti periodici. Qualora il 16 cadesse di domenica o in un giorno festivo, il termine slitterebbe al primo giorno lavorativo successivo. Nel caso del 16 maggio 2026, trattandosi di un sabato, i versamenti si intendono regolarmente eseguiti entro lunedì 18 maggio 2026, primo giorno lavorativo utile.

          Oltre ai versamenti standard del 16, nella settimana 11-17 maggio 2026 si segnalano anche adempimenti specifici per alcune categorie di contribuenti: dai produttori di tabacchi e degli olii minerali, ai concessionari e importatori, fino agli operatori che hanno adottato il regime speciale IVA per le vendite a distanza (OSS).

          Scadenza 16 maggio: il giorno più intenso del calendario fiscale

          Il 16 maggio 2026 (con proroga al 18 maggio per la regola festivi/sabato) è il termine entro cui devono essere effettuati i principali versamenti mensili mediante modello F24. Questa data accomuna contribuenti di ogni tipo: dipendenti, autonomi, partite IVA, imprese e sostituti d’imposta.

          Tra i principali adempimenti concentrati in questa data si segnalano:

          • IVA mensile aprile 2026: versamento dell’IVA dovuta per il mese di aprile 2026 per i contribuenti mensili.
          • Ritenute IRPEF: versamento delle ritenute alla fonte operate dai sostituti d’imposta su redditi da lavoro dipendente e assimilati corrisposti nel mese di aprile 2026.
          • Ritenute su redditi di lavoro autonomo: versamento delle ritenute su compensi a professionisti, agenti e mediatori corrisposti nel mese precedente.
          • Contributi INPS lavoratori dipendenti: versamento della quota a carico del dipendente e del datore di lavoro (o committente) per aprile 2026.
          • Contributi INPS gestione separata: per collaboratori e co.co.co., versamento della quota relativa ai compensi di aprile.
          • INAIL premi assicurativi: versamento della terza o seconda rata del premio INAIL per i datori di lavoro che hanno optato per il pagamento rateale.

          Il modello F24 può essere utilizzato anche per la compensazione di crediti fiscali con i debiti da versare, riducendo l’esborso effettivo. Per chi ha crediti IVA, IRPEF o contributi INPS risultanti dalla dichiarazione annuale, la compensazione orizzontale consente di non versare l’intero importo dovuto, con significativi vantaggi di liquidità. Per assistenza nella compilazione del modello F24 e nella gestione delle scadenze, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

          Versamenti IVA: chi deve pagare e quanto

          Il versamento IVA mensile è uno degli adempimenti più rilevanti per le imprese e i professionisti con partita IVA che adottano il regime mensile. Entro il 16 maggio 2026 (spostato al 18 maggio essendo sabato), i contribuenti IVA mensili devono versare l’imposta relativa al mese di aprile 2026.

          Chi è tenuto al versamento mensile IVA?

          Sono obbligati alla liquidazione e al versamento mensile dell’IVA i soggetti passivi che nel periodo d’imposta precedente hanno realizzato un volume d’affari superiore a:

          • 400.000 euro per i soggetti che esercitano attività di prestazione di servizi;
          • 700.000 euro per i soggetti che esercitano attività diverse (commercio, industria, ecc.).

          Chi supera queste soglie non può optare per il regime trimestrale e deve obbligatoriamente versare l’IVA ogni mese. I soggetti al di sotto di queste soglie possono invece scegliere il regime trimestrale, con versamenti il 16 maggio (per il I trimestre), il 20 agosto (II trimestre), il 16 novembre (III trimestre) e il 16 marzo dell’anno successivo (saldo annuale).

          Come si calcola l’IVA da versare ad aprile 2026

          Il calcolo del versamento IVA mensile si basa sulla differenza tra:

          • IVA sulle vendite (a debito): somma dell’IVA addebitata ai clienti nelle fatture emesse durante il mese di aprile 2026.
          • IVA sugli acquisti (a credito): somma dell’IVA addebitata dai fornitori nelle fatture ricevute e registrate in aprile 2026.

          Se il risultato è positivo (debito IVA), va versato tramite modello F24 con il codice tributo 6004 (IVA mensile aprile – mensili). Se il risultato è negativo (credito IVA), non si versa nulla e il credito viene riportato al mese successivo.

          Esempio pratico: Un’impresa di servizi con IVA a debito di 8.500 euro e IVA a credito di 3.200 euro per aprile 2026 dovrà versare entro il 18 maggio 2026 la somma di 5.300 euro (8.500 – 3.200), utilizzando il codice tributo 6004 nel modello F24.

          Per i contribuenti in regime forfettario o in regime di vantaggio, non è previsto alcun versamento IVA, in quanto questi regimi prevedono l’esenzione dall’IVA. Scopri di più sul regime forfettario e le sue condizioni di accesso.

          Ritenute alla fonte e sostituti d’imposta

          Entro il 16 maggio 2026 (prorogato al 18 per la caduta di sabato), tutti i sostituti d’imposta devono versare le ritenute operate nel mese di aprile 2026 sulle somme corrisposte a dipendenti, collaboratori e professionisti. L’obbligo riguarda datori di lavoro, enti pubblici, imprese, professionisti che impiegano collaboratori, condomini che pagano compensi agli amministratori.

          Ritenute su redditi da lavoro dipendente e assimilati

          Il datore di lavoro deve versare le ritenute IRPEF trattenute sulle retribuzioni di aprile 2026 ai propri dipendenti. I codici tributo da utilizzare nel modello F24 sono:

          • Codice 1001: ritenute su redditi da lavoro dipendente e assimilati (es. collaborazioni coordinate e continuative).
          • Codice 1002: ritenute su redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente (ad es. indennità di trasferta, borse di studio).
          • Codice 1012: ritenute su conguaglio IRPEF effettuato in aprile 2026 (conguaglio di fine anno o in corso d’anno).

          Le aliquote IRPEF applicabili nel 2026 per la determinazione delle ritenute sono le stesse previste dalle fasce di reddito ordinarie: 23% per redditi fino a 28.000 euro annui, 35% per redditi tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro (con possibili ulteriori aggiornamenti normativi in corso d’anno).

          Ritenute su redditi da lavoro autonomo e provvigioni

          Ogni soggetto che nel mese di aprile 2026 ha corrisposto compensi a professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri, consulenti) deve versare entro il 18 maggio 2026 la relativa ritenuta d’acconto. I codici tributo sono:

          • Codice 1040: ritenute su redditi da lavoro autonomo (aliquota 20%).
          • Codice 1038: ritenute su provvigioni corrisposte ad agenti e rappresentanti di commercio (aliquota ordinaria 23% sul 50% dell’imponibile, ovvero 11,50% effettivo; ridotta al 23% sul 20% per agenti con collaboratori, cioè 4,60% effettivo).
          • Codice 1030: ritenute su premi e vincite corrisposte in aprile 2026.

          Esempio pratico: Studio professionale che ha pagato a un consulente informatico il compenso di 2.000 euro in aprile 2026. La ritenuta del 20% è pari a 400 euro, da versare con il codice tributo 1040 entro il 18 maggio 2026.

          Per approfondire il tema delle ritenute nella dichiarazione dei redditi 730 o per ricevere assistenza nella compilazione del modello F24, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine.

          Contributi INPS: lavoratori dipendenti, autonomi e gestione separata

          Il 16 maggio 2026 (18 maggio per la regola festivi) è il termine ordinario per il versamento dei contributi previdenziali INPS relativi al mese di aprile 2026. L’adempimento riguarda tre principali categorie di soggetti: datori di lavoro per i dipendenti, lavoratori autonomi artigiani e commercianti, e committenti per i collaboratori in gestione separata.

          Contributi INPS per lavoratori dipendenti

          I datori di lavoro devono versare entro il 18 maggio 2026 i contributi previdenziali INPS per i lavoratori dipendenti relativi ad aprile 2026. I contributi comprendono:

          • Quota a carico del datore di lavoro: circa il 23,81% della retribuzione lorda (variabile in base a tipologia contrattuale e settore ATECO).
          • Quota a carico del lavoratore: 9,19% della retribuzione lorda (trattenuta in busta paga dal datore di lavoro).
          • Aliquota totale complessiva: circa il 33% della retribuzione lorda, con variazioni per settori specifici (edilizia, agricoltura, commercio).

          Il versamento avviene tramite modello F24 con codice tributo differenziato per settore (ad es. DM10/2 per i contributi dipendenti, con vari sottocodici per FPLD, IVSS, DIS, ecc.).

          Contributi INPS gestione separata (co.co.co. e liberi professionisti senza cassa)

          I committenti che hanno corrisposto compensi a collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) o a professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS nel mese di aprile 2026 devono versare entro il 18 maggio 2026 i relativi contributi. Le aliquote per il 2026 sono:

          • 33,72% per collaboratori e co.co.co. non assicurati altrove (di cui 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore).
          • 24% per professionisti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria.
          • 24% per i pensionati o soggetti con altra copertura previdenziale.

          Il codice tributo per il versamento gestione separata co.co.co. è CXX (con varianti per la quota a carico del committente e del collaboratore).

          Artigiani e commercianti: contributi fissi e variabili

          Per gli artigiani e i commercianti, i contributi INPS fissi vengono versati in quattro rate annuali (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo). La rata di maggio 2026 corrisponde al primo acconto sui redditi stimati per l’anno. Per il 2026, l’importo del contributo fisso annuale per la gestione artigiani è di circa 4.460 euro annui (in quattro rate da circa 1.115 euro ciascuna).

          La quota variabile, calcolata sull’eccedenza rispetto al minimale di reddito, viene invece versata in sede di saldo con la dichiarazione dei redditi. Per chi è in regime forfettario, l’aliquota contributiva è ridotta al 35% del contributo ordinario.

          Contributi INAIL e premi assicurativi

          Maggio è il mese cruciale per i versamenti INAIL. I premi INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali vengono rateizzati in due o quattro soluzioni nel corso dell’anno. Il 16 maggio 2026 (18 maggio per il calendario effettivo) rappresenta la scadenza per alcune specifiche categorie di contribuenti.

          Autoliquidazione INAIL: chi deve versare a maggio

          I datori di lavoro che hanno effettuato l’autoliquidazione INAIL entro il 16 febbraio 2026 e hanno scelto il pagamento rateale in due rate devono versare la seconda rata del premio INAIL entro il 16 maggio 2026. L’importo è pari al 50% del premio annuale complessivo, aumentato degli interessi di rateizzazione.

          Chi invece ha optato per il pagamento in un’unica soluzione aveva già assolto l’obbligo entro il 16 febbraio 2026. Per i nuovi datori di lavoro che hanno avviato l’attività tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2026, il primo versamento INAIL è dovuto entro il 16 maggio 2026.

          Come si calcola il premio INAIL

          Il premio INAIL si calcola applicando la tariffa di rischio (espressa per mille) alla massa retributiva annua dei lavoratori assicurati. La tariffa varia in base alla voce di tariffa INAIL, che dipende dall’attività svolta (codice ATECO). Per un’impresa manifatturiera con 5 dipendenti e una massa retributiva annua di 150.000 euro, con una tariffa media del 20 per mille, il premio annuo sarebbe di 3.000 euro, con una seconda rata (a maggio) di 1.500 euro più interessi di rateizzazione.

          Accise, imposta sui tabacchi e altri tributi speciali

          La settimana 11-17 maggio 2026 include anche scadenze per i tributi speciali che riguardano operatori economici di settori specifici. Questi adempimenti, pur riguardando una platea limitata di contribuenti, hanno importi e formalità precise.

          Scadenza 14 maggio: imposta sul valore aggiunto per vendite a distanza (OSS)

          Entro il 20 di ogni mese del trimestre successivo, gli operatori registrati al regime OSS (One Stop Shop) per le vendite a distanza di beni e servizi verso consumatori finali nell’Unione Europea devono presentare la dichiarazione trimestrale e versare l’IVA. Tuttavia, maggio 2026 non presenta scadenze OSS specifiche per questo trimestre (la scadenza trimestrale cade il 20 luglio per il II trimestre 2026).

          Accise sugli oli minerali: scadenza 16 maggio

          Entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo), i depositari autorizzati e gli operatori registrati che hanno immesso in consumo prodotti soggetti ad accisa nel mese di aprile 2026 devono:

          • Presentare la dichiarazione mensile delle accise sugli oli minerali (benzina, gasolio, GPL, kerosene, ecc.).
          • Versare l’importo delle accise dovute per le immissioni in consumo di aprile 2026.

          Imposta sui tabacchi lavorati: scadenza 16 maggio

          I rivenditori e i depositari di tabacchi lavorati (sigarette, tabacco da pipa, sigari, prodotti da riscaldamento) devono versare entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo) l’imposta di consumo relativa alle vendite di aprile 2026. L’imposta sui tabacchi comprende l’accisa e l’IVA incorporata, calcolate in base alle tabelle dei prezzi di vendita al pubblico.

          Imposta sugli intrattenimenti e apparecchi da gioco: scadenza 16 maggio

          Gli operatori del settore dell’intrattenimento e dello spettacolo (discoteche, sale da ballo, gestori di apparecchi da gioco leciti, impianti sportivi) devono versare entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo) l’imposta sugli intrattenimenti relativa al mese di aprile 2026, secondo le aliquote previste dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 640.

          Adempimenti speciali della settimana 11-17 maggio 2026

          Oltre ai versamenti ordinari già descritti, nella settimana 11-17 maggio 2026 si segnalano alcuni adempimenti speciali che meritano particolare attenzione.

          Modello 730/2026: apertura della stagione dichiarativa

          Sebbene la scadenza del modello 730/2026 (dichiarazione dei redditi anno 2025) sia fissata al 30 settembre 2026, maggio è il mese in cui si apre formalmente la campagna dichiarativa. Dal 2 maggio 2026 è possibile accedere al 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. I contribuenti possono verificare i dati pre-inseriti, apportare modifiche e inviare il modello sia in autonomia (tramite il sito AdE) sia tramite un CAF o intermediario abilitato.

          Per i lavoratori dipendenti che presentano il 730 tramite CAF, i rimborsi o i debiti vengono gestiti direttamente dal datore di lavoro in busta paga, a partire dal mese di luglio 2026 (rimborsi) o agosto 2026 (pagamenti). Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine garantisce assistenza professionale e verifiche accurate su detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta. Consulta la nostra guida alla dichiarazione dei redditi da affitto nel 730 per esempi pratici.

          Rottamazione-quinquies: rate in scadenza

          Per i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione-quinquies delle cartelle esattoriali, maggio 2026 potrebbe rientrare tra i mesi di scadenza delle rate del piano di rateizzazione concordato. Chi ha debiti iscritti a ruolo con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e ha aderito alla rottamazione deve rispettare scrupolosamente le scadenze delle rate, poiché il mancato pagamento anche di una sola rata entro 5 giorni dalla scadenza comporta la decadenza dal beneficio della rottamazione e il ripristino dei debiti originari con sanzioni e interessi.

          Per verificare le scadenze della tua rottamazione e ricevere assistenza, consulta la nostra guida completa sulla rottamazione-quinquies: FAQ e guida 2026.

          Comunicazione liquidazioni periodiche IVA (LIPE): scadenza 31 maggio

          Pur non rientrando strettamente nella settimana 11-17 maggio, è opportuno ricordare che entro il 31 maggio 2026 i contribuenti IVA mensili e trimestrali devono trasmettere la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE) relativa al I trimestre 2026, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. Questa comunicazione è distinta dal versamento e ha carattere puramente informativo-obbligatorio.

          Tabella riepilogativa scadenze 11-17 maggio 2026

          Ecco il riepilogo completo di tutti gli adempimenti fiscali della settimana 11-17 maggio 2026, ordinati per data e soggetto obbligato. Si ricorda che le scadenze del 16 maggio (sabato) slittano al 18 maggio 2026, primo giorno lavorativo utile.

          Data effettivaAdempimentoSoggetti obbligatiCodice tributo / Modello
          18 mag 2026Versamento IVA mensile aprile 2026Contribuenti IVA mensiliF24 – codice 6004
          18 mag 2026Ritenute IRPEF lavoro dipendente aprile 2026Datori di lavoro (sostituti d’imposta)F24 – codice 1001
          18 mag 2026Ritenute su lavoro autonomo e provvigioni aprile 2026Committenti e aziende che usano professionistiF24 – codice 1040 / 1038
          18 mag 2026Contributi INPS dipendenti aprile 2026Datori di lavoroF24 – DM10/2
          18 mag 2026Contributi INPS gestione separata (co.co.co.) aprile 2026Committenti, aziende con collaboratoriF24 – codice CXX
          18 mag 2026Contributi INPS artigiani e commercianti (I rata 2026)Artigiani, commercianti, lavoratori autonomi INPSF24 – codice INPS
          18 mag 2026II rata premio INAIL (autoliquidazione)Datori di lavoro con pagamento ratealeF24 – codici INAIL
          18 mag 2026Accise oli minerali – immissioni aprile 2026Depositari autorizzati, operatori registratiF24 accise
          18 mag 2026Imposta sui tabacchi lavorati – vendite aprile 2026Rivenditori e depositari tabacchiVersamento tramite concessionario
          18 mag 2026Imposta sugli intrattenimenti – aprile 2026Gestori sale da ballo, apparecchi da giocoF24 – codice 6728
          18 mag 2026Versamento canone RAI mensile (aziende)Imprese con abbonamento RAI specialeF24 – codice 6099

          Fonte: Calendario Agenzia delle Entrate 2026, Circolare INPS, INAIL – Dati aggiornati a maggio 2026.

          Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento operoso

          Cosa succede se non si rispettano le scadenze fiscali di maggio 2026? L’omesso o tardivo versamento dei tributi comporta l’applicazione automatica di sanzioni amministrative e interessi di mora. Tuttavia, esiste uno strumento prezioso per regolarizzare la propria posizione in modo agevolato: il ravvedimento operoso.

          Sanzioni per omesso versamento

          La sanzione base per l’omesso versamento è pari al 30% dell’importo non versato (ridotta al 15% per versamenti effettuati entro 90 giorni dalla scadenza). A questi si aggiungono gli interessi legali, il cui tasso è fissato dalla Banca d’Italia annualmente (per il 2026 si attesta intorno al 2,5% annuo).

          In caso di versamento tardivo, la sanzione viene ridotta automaticamente se il contribuente ricorre al ravvedimento operoso prima che l’Amministrazione Finanziaria avvii un controllo o notifichi un atto impositivo.

          Ravvedimento operoso: le aliquote ridotte

          Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare spontaneamente un omesso o tardivo versamento, versando il tributo dovuto più una sanzione ridotta e gli interessi. Le aliquote della sanzione ridotta dipendono dalla tempestività della regolarizzazione:

          • 0,1% per ogni giorno di ritardo, fino al 14° giorno (cd. ravvedimento “sprint”): applicabile entro 14 giorni dalla scadenza.
          • 1,5% dal 15° al 30° giorno di ritardo (1/10 del 15%).
          • 1,67% dal 31° al 90° giorno (1/9 del 15%).
          • 3,75% dopo 90 giorni ma entro 1 anno dalla scadenza (1/8 del 30%).
          • 4,29% tra 1 e 2 anni dalla scadenza (1/7 del 30%).
          • 5% oltre 2 anni dalla scadenza (1/6 del 30%).

          Esempio pratico: Un’impresa dimentica di versare l’IVA di aprile 2026 (5.300 euro dovuti entro il 18 maggio 2026). Si accorge dell’omissione il 25 maggio 2026 (7 giorni di ritardo). Applicando il ravvedimento sprint (0,1% per giorno): sanzione = 5.300 x 0,1% x 7 = 37,10 euro. Interessi legali: 5.300 x 2,5% / 365 x 7 = 2,54 euro. Totale da versare: 5.300 + 37,10 + 2,54 = 5.339,64 euro.

          Il ravvedimento si effettua tramite modello F24, versando con appositi codici tributo per le sanzioni (es. 8904 per sanzione IVA) e per gli interessi (es. 1991 per interessi IVA). Per assistenza nel calcolo e nella compilazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

          Come organizzarsi per non perdere le scadenze fiscali

          Gestire correttamente le scadenze fiscali di maggio 2026 richiede organizzazione e pianificazione. Ecco alcuni consigli pratici per non farti cogliere impreparato:

          • Usa un calendario fiscale: annota tutte le scadenze che ti riguardano con qualche giorno di anticipo (almeno 3-5 giorni) per avere tempo di raccogliere i dati e compilare i modelli.
          • Prepara i dati a fine mese: entro il 30 aprile, calcola e annota l’IVA a debito e a credito di aprile, le retribuzioni erogate e le ritenute operate, i compensi corrisposti a professionisti.
          • Utilizza il modello F24 telematico: tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel) o mediante intermediario abilitato, potendo così sfruttare la compensazione con eventuali crediti.
          • Tieni un registro compensazioni: se hai crediti d’imposta (IVA a credito, crediti IRPEF, ecc.), monitorane l’utilizzo per evitare di dimenticare compensazioni vantaggiose.
          • Affidati a un professionista: il CAF Centro Fiscale di Udine può gestire per te tutti gli adempimenti mensili, garantendo precisione ed evitando sanzioni.

          La settimana 11-17 maggio 2026 si conclude con la certezza che, rispettando le scadenze o ricorrendo tempestivamente al ravvedimento operoso, è possibile mantenere una posizione fiscale regolare ed evitare conseguenze negative. Per qualsiasi dubbio sulle scadenze che ti riguardano, contatta il CAF Centro Fiscale.

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          Domande Frequenti sulle Scadenze Fiscali 11-17 Maggio 2026

          Il 16 maggio 2026 cade di sabato: entro quando devo versare?

          Poiche il 16 maggio 2026 cade di sabato, il termine e prorogato automaticamente al primo giorno lavorativo successivo, cioe lunedi 18 maggio 2026. Questa regola si applica a tutti i versamenti con scadenza il 16 di ogni mese quando questa data coincide con un giorno non lavorativo (sabato, domenica o festivita nazionale).

          Devo versare l’IVA mensile se sono in regime forfettario?

          No. I contribuenti in regime forfettario sono esenti dall’IVA e non devono effettuare alcun versamento IVA mensile. Il regime forfettario prevede l’esclusione dall’applicazione e dal versamento dell’IVA, che non viene addebitata ai clienti ne versata all’Erario. Non sono quindi interessati dalla scadenza IVA del 18 maggio 2026.

          Cosa succede se dimentico di versare i contributi INPS entro il 18 maggio 2026?

          In caso di omesso versamento dei contributi INPS, si applicano sanzioni del 30% dell’importo non versato piu interessi di mora. E pero possibile regolarizzare la propria posizione tramite ravvedimento operoso, versando il dovuto piu una sanzione ridotta (che va dallo 0,1% al giorno per i primi 14 giorni fino al 5% oltre i 2 anni). Si consiglia di provvedere il prima possibile per minimizzare l’onere.

          Posso compensare l’IVA da versare con un credito IRPEF?

          Si, e possibile utilizzare la compensazione orizzontale nel modello F24 per compensare il debito IVA con crediti di altre imposte, inclusa l’IRPEF, entro i limiti previsti dalla legge. Per crediti superiori a 5.000 euro annui, la compensazione deve essere preceduta dalla presentazione della dichiarazione IVA e puo essere effettuata solo tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline/Entratel).

          Come posso verificare se devo versare la seconda rata INAIL a maggio 2026?

          Se in sede di autoliquidazione INAIL (presentata entro il 16 febbraio 2026) hai scelto il pagamento rateale in due rate, la seconda rata e dovuta entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo). Puoi verificare l’importo sul prospetto di autoliquidazione che hai conservato o tramite il portale INAIL Imprese. Se hai scelto il pagamento in unica soluzione, non hai rate in scadenza a maggio.


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          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione di tutte le scadenze fiscali mensili: versamenti IVA, ritenute, contributi INPS e INAIL, compilazione modelli F24 e ravvedimento operoso.

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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-10 11:24:382026-05-10 09:50:58Scadenze Fiscali 11-17 Maggio 2026: Calendario Agenzia delle Entrate
            ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

            Assegno Unico INPS di Maggio 2026: Calendario Pagamenti e Come Sbloccare l’Erogazione

            ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

            Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 e atteso nella seconda meta del mese per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane. L’Assegno Unico Universale (AUU), la prestazione erogata dall’INPS a supporto delle famiglie con figli a carico, segue ogni mese un calendario preciso che dipende dalla situazione ISEE del nucleo familiare e dall’eventuale presenza di domande gia consolidate o da aggiornare. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che ti serve sapere: le date di accredito di maggio 2026, gli importi aggiornati, le cause piu comuni che bloccano il pagamento e come risolverle, le fasce ISEE di riferimento e i contatti per richiedere assistenza immediata.

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            Indice dei contenuti

            1. Quando arriva il pagamento di maggio 2026
            2. Calendario date accredito INPS maggio 2026
            3. Importi Assegno Unico 2026: fasce ISEE e tabelle
            4. Perche l’Assegno Unico non arriva: cause principali
            5. Come sbloccare l’erogazione: guida pratica
            6. Domanda scaduta o non rinnovata: cosa fare
            7. Aggiornare l’IBAN e le coordinate bancarie
            8. ISEE scaduto o assente: impatto sul pagamento
            9. Arretrati e conguagli: quando spettano
            10. Simulazione importo: calcola il tuo assegno
            11. Domande frequenti

            Quando arriva il pagamento di maggio 2026

            Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 non ha una data unica valida per tutti: l’INPS accredita la prestazione in un arco temporale che va indicativamente dal 17 al 30 maggio 2026, con variazioni in base alla tipologia di domanda e alle caratteristiche del nucleo familiare. Esistono due macro-categorie di beneficiari con tempistiche diverse:

            • Famiglie con domanda consolidata e ISEE valido: il pagamento avviene nella terza settimana del mese, di norma tra il 17 e il 22 maggio 2026. Questi nuclei hanno gia completato ogni adempimento burocratico e l’INPS eroga automaticamente l’importo sulla base dei dati in archivio.
            • Famiglie in attesa di rinnovo ISEE o con pratiche in corso: il pagamento puo slittare fino alla fine del mese (26-30 maggio), oppure essere sospeso fino alla regolarizzazione della posizione ISEE.
            • Nuovi richiedenti o domande presentate nel mese corrente: per chi ha inoltrato la domanda dopo il 30 aprile 2026, il primo accredito avviene nel mese successivo alla lavorazione della pratica da parte dell’INPS.

            E importante ricordare che l’Assegno Unico Universale non prevede un giorno fisso di pagamento pubblicato ufficialmente dall’INPS nel senso di un calendario preventivo assoluto: l’istituto comunica le date attraverso i suoi canali istituzionali (sito INPS, Patronato e CAF autorizzati) a ridosso dell’erogazione. Tuttavia, sulla base dei pagamenti degli anni precedenti e delle circolari INPS di riferimento, e possibile stimare con buona precisione le finestre di accredito.

            Calendario date accredito INPS maggio 2026

            Il calendario dei pagamenti INPS per maggio 2026 si articola come segue, sulla base delle finestre di accredito storicamente consolidate e dei comunicati dell’istituto previdenziale:

            Tipologia beneficiarioFinestra di accreditoNote
            Domanda attiva, ISEE 2026 valido, nessuna variazione17 – 22 maggio 2026Accredito automatico, nessuna azione richiesta
            Domanda attiva, ISEE in aggiornamento23 – 27 maggio 2026Il pagamento avviene dopo la validazione dell’ISEE
            Domanda rinnovata a maggio 202626 – 30 maggio 2026Il primo pagamento e in questo range
            Domanda con variazioni familiari (nascita figlio, separazione)28 – 31 maggio 2026Necessaria verifica da parte dell’operatore INPS
            Prima domanda presentata dopo il 30 aprile 2026Giugno 2026L’accredito scatta dal mese successivo alla lavorazione

            L’accredito avviene direttamente sul conto corrente bancario o postale (oppure sulla carta prepagata con IBAN) indicato nella domanda originaria. Non e previsto il pagamento in contanti o tramite sportello fisico INPS. Se hai cambiato coordinate bancarie, e obbligatorio aggiornare l’IBAN prima del pagamento.

            Per verificare lo stato in tempo reale del proprio pagamento, puoi accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS, oppure contattare il tuo CAF di fiducia o il Patronato.

            Importi Assegno Unico 2026: fasce ISEE e tabelle

            Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 sono stati aggiornati con la rivalutazione ISTAT e tengono conto delle soglie ISEE vigenti. La prestazione e differenziata in base a: numero di figli, eta dei figli, presenza di disabilita, situazione economica del nucleo (ISEE). Di seguito la tabella degli importi mensili per figlio:

            Importi per figlio minorenne (fino a 21 anni)

            ISEE 2026Importo mensile per figlioMaggiorazione per figlio disabile
            Fino a 17.090 euro199,40 euro+ fino a 120 euro
            Da 17.090 a 40.000 euroImporto decrescente progressivo+ fino a 120 euro
            Oltre 40.000 euro (o senza ISEE)57,00 euro (minimo garantito)+ 30 euro

            Nota importante: gli importi indicati sono basati sulla struttura tariffaria dell’Assegno Unico 2025-2026, rivalutata in base all’indice ISTAT di inflazione. Le cifre esatte per il 2026 possono subire lievi variazioni in seguito alla rivalutazione ufficiale comunicata dall’INPS con circolari specifiche all’inizio dell’anno.

            Maggiorazioni previste nel 2026

            Oltre all’importo base, esistono diverse maggiorazioni mensili che si aggiungono all’assegno base:

            • Maggiorazione per nuclei numerosi (3 o piu figli): da 15 a 85 euro mensili per figlio aggiuntivo dal terzo in poi, decrescente in base all’ISEE
            • Maggiorazione per figlio con disabilita: da 30 a 120 euro mensili, in base al grado di disabilita riconosciuta
            • Maggiorazione per madre con meno di 21 anni: 20 euro mensili aggiuntivi
            • Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori (doppio reddito): da 30 euro mensili (ISEE fino a 15.000 euro), decrescente fino a zero per ISEE superiore a 40.000 euro
            • Maggiorazione temporanea per neonati (primo anno di vita): nei nuclei con ISEE fino a 40.000 euro, la maggiorazione per i figli nati nel 2022 e successivamente puo raggiungere i 120 euro al mese per il primo anno

            Perche l’Assegno Unico non arriva: cause principali

            Se il pagamento di maggio 2026 non e arrivato entro la fine del mese, le cause possono essere molteplici. Di seguito le situazioni piu frequenti riscontrate dai nostri operatori CAF:

            1. ISEE scaduto o non presentato

            La causa piu frequente di mancato pagamento e l’ISEE scaduto. La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ha validita dal momento della presentazione fino al 31 dicembre dello stesso anno. Se non hai rinnovato l’ISEE entro il 30 giugno 2026, l’INPS continua a erogare l’assegno ma all’importo minimo garantito (57 euro per figlio). Se non l’hai presentato affatto, il pagamento puo essere bloccato. Presentare l’ISEE e fortemente consigliato entro i primi mesi dell’anno per ricevere gli arretrati con conguaglio da gennaio.

            2. IBAN errato o non aggiornato

            Se hai cambiato banca, aperto un nuovo conto corrente o la carta prepagata e scaduta, l’IBAN registrato nell’INPS potrebbe non essere piu valido. In questo caso il pagamento viene rifiutato e sospeso. E necessario aggiornare le coordinate bancarie tramite MyINPS o tramite un CAF.

            3. Domanda non rinnovata o decaduta

            L’Assegno Unico si rinnova automaticamente se la domanda precedente era valida e attiva. Tuttavia, in alcuni casi l’INPS richiede un rinnovo esplicito della domanda, ad esempio quando cambiano significativamente i dati del nucleo familiare (separazione, nuovo figlio, cambio residenza). Se la domanda risulta “in scadenza” o “decaduta” nel portale MyINPS, e necessario inoltrarla nuovamente.

            4. Variazioni del nucleo familiare non comunicate

            La nascita di un figlio, il compimento del 21° anno di eta da parte di un figlio gia beneficiario, una separazione o divorzio, o il cambio di residenza sono tutti eventi che devono essere comunicati tempestivamente all’INPS. Il mancato aggiornamento puo generare pagamenti errati (eccedenti o carenti) e successivi recuperi di indebito.

            5. Domanda in lavorazione o con richiesta di documentazione

            In alcuni casi l’INPS puo richiedere documentazione aggiuntiva (certificato di disabilita, atto di nascita, documentazione stranieri UE/extra-UE). Se la pratica e “in istruttoria” o segnata come “richiesta documentazione”, il pagamento e sospeso fino alla verifica. E fondamentale rispondere tempestivamente alle richieste dell’INPS.

            Come sbloccare l’erogazione: guida pratica

            Se il pagamento di maggio e bloccato o non arrivato, segui questa procedura passo per passo per sbloccare l’erogazione nel minor tempo possibile:

            Step 1: Verifica lo stato della domanda su MyINPS

            Accedi al portale MyINPS (myinps.inps.it) con le tue credenziali SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Assegno Unico e Universale” trovi il dettaglio della tua domanda: stato, importo, IBAN registrato e eventuali segnalazioni. Verifica che lo stato sia “Accolto” o “In pagamento”. Se trovi segnalazioni come “Sospeso”, “In istruttoria” o “Richiesta documentazione”, leggi attentamente il messaggio e prendi nota di cosa viene richiesto.

            Step 2: Controlla la validita dell’ISEE

            Verifica che il tuo ISEE 2026 sia ancora valido. Ricorda che l’ISEE ha validita fino al 31 dicembre 2026, ma se lo hai presentato a fine 2025 e nel frattempo ci sono state variazioni patrimoniali significative, potresti dover aggiornarlo. Se l’ISEE non e presente, presentalo subito: l’INPS calcolera gli arretrati da gennaio 2026 con conguaglio nel primo pagamento utile.

            Step 3: Aggiorna l’IBAN se necessario

            Se l’IBAN e cambiato, accedi a MyINPS e aggiorna le coordinate bancarie nella sezione “Dati di pagamento”. In alternativa, rivolgiti a un CAF o Patronato autorizzato: i nostri operatori possono aggiornare l’IBAN direttamente nel sistema INPS in tempi rapidi.

            Step 4: Invia documentazione mancante

            Se l’INPS ha richiesto documentazione aggiuntiva, puoi caricarla direttamente su MyINPS oppure consegnarla fisicamente presso uno sportello INPS o tramite il tuo CAF. I documenti piu frequentemente richiesti includono: certificato di disabilita (verbale INPS o commissione medica locale), documentazione per figli stranieri (permesso di soggiorno, stato di famiglia consolare), atto di nascita per figli nati di recente.

            Step 5: Contatta il CAF o il Patronato

            Se dopo aver verificato tutti i punti precedenti il problema persiste, il modo piu rapido per risolverlo e contattare il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori di Patronato sono autorizzati INPS e possono: verificare lo stato della pratica in tempo reale, aggiornare domande e dati, inviare documentazione e seguire il caso fino alla risoluzione. Puoi contattarci tramite WhatsApp al 366 6018121 o telefonare allo 0432 1638640.

            Domanda scaduta o non rinnovata: cosa fare

            Se la domanda e scaduta o non rinnovata, non devi preoccuparti: puoi presentarla nuovamente in qualsiasi momento dell’anno. Tieni pero presente queste regole fondamentali:

            • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: hai diritto agli arretrati da gennaio 2026. L’INPS effettuera un conguaglio e accreditera le mensilita non pagate nel primo pagamento utile.
            • Domanda presentata dal 1 luglio 2026 in poi: il pagamento parte dal mese di presentazione della domanda, senza arretrati. Non e possibile recuperare le mensilita precedenti.
            • Scadenza critica: per non perdere gli arretrati da gennaio 2026, e indispensabile presentare la domanda entro e non oltre il 30 giugno 2026.

            La domanda si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS (con SPID, CIE o CNS) oppure tramite un CAF o Patronato autorizzato. Non e possibile presentarla allo sportello fisico INPS senza appuntamento. Puoi anche consultare i nostri articoli sulla maternita obbligatoria e facoltativa 2026 per approfondire i diritti delle mamme lavoratrici correlati all’Assegno Unico.

            Aggiornare l’IBAN e le coordinate bancarie

            L’aggiornamento dell’IBAN per l’Assegno Unico e una delle operazioni piu comuni che gestiamo al CAF. Ecco come procedere:

            Tramite MyINPS (autonomamente)

            • Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
            • Vai alla sezione “I miei servizi” > “Assegno Unico e Universale”
            • Seleziona la domanda attiva
            • Clicca su “Modifica dati di pagamento”
            • Inserisci il nuovo IBAN e conferma
            • L’aggiornamento diventa operativo nel giro di 24-48 ore lavorative

            Tramite CAF o Patronato

            Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine portando con te: documento di identita, codice fiscale, e il nuovo IBAN (puoi trovarlo sull’estratto conto o nell’app della banca). I nostri operatori aggiorneranno le coordinate nel sistema INPS in tempo reale.

            Attenzione: se il pagamento viene rifiutato dalla banca per IBAN errato, l’INPS non lo riaccredita automaticamente. E necessario aggiornare l’IBAN e poi attendere il successivo ciclo di pagamento mensile, oppure inviare una specifica richiesta di riaccredito tramite il Patronato.

            ISEE scaduto o assente: impatto sul pagamento

            L’ISEE e il pilastro dell’Assegno Unico: senza un ISEE valido, l’importo percepito e quello minimo garantito (57 euro per figlio al mese), indipendentemente dalla situazione economica reale della famiglia. Ecco le regole fondamentali:

            ISEE non presentato

            Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026, l’INPS eroga comunque l’assegno, ma all’importo minimo di 57 euro per figlio. Non appena presenti l’ISEE e viene validato (in genere entro 10 giorni lavorativi), l’INPS calcola gli arretrati dalla data di inizio del beneficio (o da gennaio 2026 se la domanda era attiva) e li eroga con conguaglio nel primo pagamento utile. E quindi conveniente presentare l’ISEE il prima possibile per recuperare le mensilita alla quota piena.

            ISEE scaduto (presentato nel 2025)

            L’ISEE presentato nel 2025 e valido fino al 31 dicembre 2025. Dal 1 gennaio 2026 non e piu valido. Se non hai ancora rinnovato l’ISEE 2026, l’INPS sta erogando l’assegno all’importo minimo. Rinnova subito l’ISEE recandoti al CAF: il rinnovo consente di recuperare gli importi corretti da gennaio 2026 con arretrati.

            Come presentare o rinnovare l’ISEE al CAF

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di presentazione e rinnovo dell’ISEE durante tutto l’anno. I documenti necessari includono: Codice Fiscale di tutti i componenti del nucleo, ultimi CU o dichiarazioni dei redditi, dati patrimonio immobiliare e mobiliare, saldo e giacenza media conti correnti. Puoi prenotare un appuntamento telefonando allo 0432 1638640 oppure scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

            Arretrati e conguagli: quando spettano

            Gli arretrati dell’Assegno Unico sono le mensilita non percepite o percepite in misura ridotta che l’INPS deve recuperare. Ecco i casi principali in cui scatta il conguaglio:

            • Presentazione tardiva dell’ISEE: se hai presentato l’ISEE 2026 dopo gennaio 2026, gli arretrati vengono calcolati da marzo 2026 (il mese successivo a quello di presentazione della DSU) fino al mese corrente e accreditati in un’unica soluzione.
            • Aggiornamento ISEE con importo piu basso: se il nuovo ISEE e inferiore a quello precedente (o all’assenza di ISEE), l’importo aumenta retroattivamente. L’INPS verifica e accredita la differenza.
            • Domanda presentata con ritardo entro il 30 giugno: gli arretrati da gennaio vengono pagati in un’unica soluzione.
            • Riconoscimento di una maggiorazione non applicata: ad esempio, se un figlio ha ricevuto un verbale di disabilita con effetto retroattivo, la maggiorazione viene applicata dalla data del riconoscimento e gli arretrati vengono liquidati.

            Tempi di accredito degli arretrati: in genere l’INPS liquida gli arretrati nel ciclo di pagamento mensile successivo alla regolarizzazione della posizione. Il conguaglio appare come voce separata nell’estratto conto (es. “Conguaglio AUU gen-apr 2026”).

            Simulazione importo: calcola il tuo assegno

            Per calcolare l’importo mensile dell’Assegno Unico spettante al tuo nucleo familiare, puoi utilizzare il simulatore ufficiale disponibile sul sito INPS (inps.it > sezione “Assegno Unico e Universale” > Simulatore). Oppure, puoi usare la formula semplificata qui sotto come stima orientativa:

            Esempio pratico di calcolo

            Caso 1: Nucleo con 2 figli minorenni, ISEE 2026 di 20.000 euro, nessuna disabilita, entrambi i genitori lavoratori.

            • Importo base per figlio con ISEE 20.000: circa 150 euro/mese (valore interpolato tra il minimo e il massimo)
            • Maggiorazione entrambi i genitori lavoratori (ISEE 20.000): circa 20 euro/mese per figlio
            • Importo totale stimato: (150 + 20) x 2 = 340 euro/mese

            Caso 2: Nucleo con 3 figli (1 minorenne con disabilita media), ISEE 2026 di 12.000 euro, un genitore lavoratore.

            • Importo base per i 2 figli non disabili con ISEE 12.000: circa 180 euro/mese ciascuno
            • Importo base per il figlio disabile: circa 180 euro + 85 euro maggiorazione disabilita = 265 euro/mese
            • Maggiorazione dal 3 figlio: circa 50 euro aggiuntivi
            • Importo totale stimato: (180 x 2) + 265 + 50 = 675 euro/mese

            Queste sono stime orientative. Per un calcolo preciso e personalizzato, rivolgiti ai nostri operatori CAF: calcoliamo gratuitamente l’importo spettante e verifichiamo che tu stia ricevendo tutto a cui hai diritto. Potrebbero esserci maggiorazioni non applicate che stai perdendo. Ricorda che puoi cumulare l’Assegno Unico con il congedo straordinario Legge 104 se sei caregiver di un figlio con disabilita grave, oppure con la guida al pagamento di giugno 2026 per capire cosa aspettarti nel prossimo mese.

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            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sull’Assegno Unico di Maggio 2026

            Quando arriva l’Assegno Unico di maggio 2026?

            Il pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026 viene accreditato indicativamente tra il 17 e il 30 maggio 2026. Le famiglie con domanda consolidata e ISEE valido ricevono il pagamento nella terza settimana (17-22 maggio), mentre chi ha pratiche in corso o ha rinnovato la domanda nel mese corrente puo riceverlo nella quarta settimana o entro il 30 maggio.

            Perche l’Assegno Unico non mi e ancora arrivato?

            Le cause piu comuni sono: ISEE scaduto o non presentato (in tal caso si riceve solo l’importo minimo di 57 euro per figlio), IBAN non aggiornato, domanda scaduta o non rinnovata, variazioni del nucleo familiare non comunicate, o documentazione aggiuntiva richiesta dall’INPS. Verifica lo stato della domanda su MyINPS o contatta il tuo CAF per assistenza immediata.

            Come faccio a controllare se ho ricevuto il pagamento?

            Puoi verificare il pagamento accedendo a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS, nella sezione Assegno Unico e Universale. Oppure puoi controllare il tuo estratto conto bancario: l’accredito appare con causale INPS AUU o Assegno Unico Universale. In alternativa, il tuo CAF o Patronato puo verificare lo stato del pagamento per tuo conto.

            Se non ho l’ISEE posso ricevere l’Assegno Unico?

            Si, anche senza ISEE hai diritto all’Assegno Unico, ma riceverai solo l’importo minimo garantito di 57 euro per figlio al mese. Presentando l’ISEE valido, l’importo viene adeguato alla tua situazione economica e ricevi gli arretrati dalla data di presentazione. Se hai presentato l’ISEE entro il 30 giugno 2026, hai diritto agli arretrati da gennaio 2026.

            Posso ricevere l’Assegno Unico se sono straniero?

            Si, i cittadini stranieri residenti in Italia hanno diritto all’Assegno Unico se sono in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo, oppure permesso di soggiorno per motivi di lavoro, studio, ricerca o familiari, e i figli risiedono in Italia. I cittadini UE hanno le stesse condizioni dei cittadini italiani. Per i dettagli del tuo caso specifico, rivolgiti al CAF.


            Hai bisogno di assistenza per l’Assegno Unico?

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’Assegno Unico Universale: presentazione e rinnovo della domanda, aggiornamento ISEE, sblocco pagamenti, aggiornamento IBAN, verifica arretrati e molto altro. I nostri operatori di Patronato sono autorizzati INPS.

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              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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              Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-10 09:24:382026-05-31 14:08:53Assegno Unico INPS di Maggio 2026: Calendario Pagamenti e Come Sbloccare l’Erogazione
              CAF

              Redditi da Affitto nel 730: Come Dichiararli nel 2026

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              Se possiedi un immobile dato in affitto, devi sapere che i redditi affitto dichiarazione dei redditi sono un passaggio obbligatorio. Il modello 730 rappresenta lo strumento principale per dichiarare i canoni di locazione percepiti, sia che tu abbia scelto la tassazione ordinaria sia la cedolare secca. In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo dove indicare i redditi da locazione nel 730/2026, come funziona l’abbattimento forfettario e cosa fare in caso di inquilini morosi.

              Indice dei contenuti

              1. Quadro B: Redditi dei Fabbricati nel 730
              2. Redditi Fondiari da Affitto: la Tassazione Ordinaria
              3. Abbattimento Forfettario del 5% e del 25%
              4. Cedolare Secca nel 730: il Quadro LC
              5. Redditi da Sublocazione nel 730
              6. Affitti Non Percepiti e Morosità dell’Inquilino
              7. Domande Frequenti
              8. Assistenza del CAF Centro Fiscale

              Quadro B: Redditi dei Fabbricati nel 730

              Il Quadro B del modello 730 rappresenta la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati. Qui devi indicare tutti gli immobili di cui sei proprietario o titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione), compresi quelli concessi in locazione. Per ogni immobile dovrai compilare un rigo specifico inserendo:

              • Rendita catastale dell’immobile (la trovi nella visura catastale)
              • Utilizzo dell’immobile: codice 3 per immobili locati a canone libero, codice 8 per canone concordato
              • Canone di locazione annuo percepito o che avresti dovuto percepire
              • Giorni di possesso e percentuale di proprietà
              • Codice del Comune dove si trova l’immobile

              Se possiedi più immobili affittati, dovrai compilare un rigo per ciascuno di essi. Il sistema calcola automaticamente l’imponibile in base ai dati inseriti, applicando le regole della tassazione ordinaria oppure della cedolare secca, a seconda della scelta effettuata nel contratto di locazione.

              Redditi Fondiari da Affitto: la Tassazione Ordinaria

              Chi non opta per la cedolare secca deve dichiarare i redditi fondiari da affitto secondo le regole della tassazione ordinaria IRPEF. In questo caso, il reddito derivante dalla locazione viene sommato agli altri redditi (lavoro dipendente, pensione, ecc.) e tassato con le aliquote progressive previste dalla normativa sulle detrazioni fiscali.

              Con la tassazione ordinaria, il reddito imponibile da locazione si determina confrontando due importi: la rendita catastale rivalutata del 5% e il canone di locazione annuo ridotto dell’abbattimento forfettario. Si dichiara il maggiore dei due. Nella maggior parte dei casi il canone di locazione supera la rendita catastale rivalutata, ed è quindi quello che viene effettivamente tassato.

              Le aliquote IRPEF 2026 si applicano per scaglioni di reddito. Ad esempio, se il tuo reddito complessivo, inclusi i canoni di affitto, rientra nel primo scaglione fino a 28.000 euro, pagherai il 23%. Per redditi superiori le aliquote crescono progressivamente fino al 43% per la parte eccedente i 50.000 euro. Ricorda che i redditi da locazione si cumulano con tutti gli altri redditi ai fini della dichiarazione dei redditi.

              Abbattimento Forfettario del 5% e del 25%

              Uno degli aspetti più importanti della redditi affitto dichiarazione è l’abbattimento forfettario. Si tratta di una riduzione percentuale applicata al canone annuo che tiene conto, in modo forfettario, delle spese sostenute dal proprietario per la gestione dell’immobile.

              Per i contratti a canone libero (4+4), l’abbattimento è del 5%. Questo significa che, se il canone annuo è di 10.000 euro, il reddito imponibile sarà di 9.500 euro. Per i contratti a canone concordato (3+2), l’abbattimento sale al 25%: sullo stesso canone di 10.000 euro, l’imponibile scende a 7.500 euro. Un vantaggio fiscale notevole che rende i contratti concordati molto convenienti dal punto di vista della tassazione.

              Inoltre, per gli immobili situati nei Comuni ad alta tensione abitativa, i contratti a canone concordato godono anche di una riduzione dell’IMU del 25% e di ulteriori agevolazioni sull’imposta di registro. Se non sai quale tipo di contratto ti conviene, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare la soluzione più vantaggiosa per la tua situazione.

              Cedolare Secca nel 730: il Quadro LC

              Se hai optato per la cedolare secca, i redditi da affitto non vengono tassati con l’IRPEF ordinaria ma con un’imposta sostitutiva a aliquota fissa. L’aliquota standard è del 21% per i contratti a canone libero e del 10% per i contratti a canone concordato. Dal 2024, per gli affitti brevi a partire dal secondo immobile si applica l’aliquota del 26%.

              Nel modello 730, la cedolare secca si dichiara nel Quadro LC (Cedolare secca sulle locazioni). Qui dovrai indicare il canone annuo relativo a ciascun immobile per cui hai scelto questo regime. Con la cedolare secca non si applicano abbattimenti forfettari: l’imposta si calcola sull’intero canone percepito. Tuttavia, l’aliquota fissa risulta spesso più conveniente rispetto alle aliquote IRPEF progressive, soprattutto per chi ha redditi medio-alti.

              Un vantaggio fondamentale della cedolare secca è che il reddito da locazione non si cumula con gli altri redditi ai fini IRPEF. Questo significa che non rischi di salire di scaglione e pagare un’aliquota più alta su tutti i tuoi redditi. Inoltre, non devi pagare l’imposta di registro e l’imposta di bollo sul contratto di locazione, con un risparmio aggiuntivo ogni anno.

              Redditi da Sublocazione nel 730

              Un caso particolare riguarda i redditi da sublocazione. Se sei un inquilino che ha subaffittato tutto o parte dell’immobile, con il consenso del proprietario, i canoni percepiti dalla sublocazione non sono redditi fondiari ma redditi diversi. Questo significa che vanno dichiarati nel Quadro D del 730 (rigo D4) e non nel Quadro B.

              Per i redditi da sublocazione non è possibile optare per la cedolare secca, che è riservata esclusivamente ai proprietari o titolari di diritti reali sull’immobile. Di conseguenza, i canoni da sublocazione vengono sempre tassati con le aliquote IRPEF ordinarie. Non si applica nemmeno l’abbattimento forfettario del 5% o del 25%, poiché queste agevolazioni riguardano solo i redditi fondiari del proprietario.

              Affitti Non Percepiti e Morosità dell’Inquilino

              Uno dei problemi più frequenti per i proprietari è la morosità dell’inquilino: cosa succede se non ricevi i canoni di affitto? Per la tassazione ordinaria, fino al 2019 era obbligatorio dichiarare i canoni anche se non percepiti, a meno che non si fosse ottenuto lo sfratto per morosità confermato dal giudice.

              Dal 2020, la normativa è stata modificata in senso più favorevole per il proprietario. Oggi, per i contratti di locazione ad uso abitativo, i canoni non percepiti non concorrono a formare il reddito a partire dal momento della conclusione del procedimento di convalida di sfratto o dal momento dell’intimazione di sfratto per morosità. Non devi più attendere la sentenza definitiva: basta aver avviato formalmente la procedura di sfratto.

              Per chi ha scelto la cedolare secca, la situazione è diversa: i canoni non percepiti devono comunque essere dichiarati, perché il regime della cedolare secca prevede la tassazione sul canone pattuito e non su quello effettivamente incassato. In caso di morosità prolungata, potrebbe convenire revocare l’opzione per la cedolare secca e tornare alla tassazione ordinaria, così da beneficiare dell’esclusione dei canoni non percepiti.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti

              Dove si dichiarano gli affitti nel 730?

              I redditi da affitto si dichiarano nel Quadro B (Redditi dei fabbricati) del modello 730. Se hai scelto la cedolare secca, dovrai compilare anche il Quadro LC. I redditi da sublocazione, invece, vanno nel Quadro D come redditi diversi.

              Quanto si paga di tasse sugli affitti nel 2026?

              Dipende dal regime scelto. Con la tassazione ordinaria, i redditi da affitto si sommano agli altri redditi e vengono tassati con aliquote IRPEF dal 23% al 43%. Con la cedolare secca, l’aliquota fissa è del 21% per canone libero, 10% per canone concordato e 26% per affitti brevi dal secondo immobile.

              Devo dichiarare affitti non percepiti per morosità?

              Con la tassazione ordinaria, dal 2020 i canoni non percepiti non vanno dichiarati a partire dall’intimazione di sfratto per morosità. Con la cedolare secca, invece, i canoni vanno sempre dichiarati anche se non percepiti.

              Conviene la cedolare secca o la tassazione ordinaria?

              La cedolare secca conviene generalmente quando il reddito complessivo supera i 28.000 euro, perché l’aliquota fissa del 21% risulta inferiore a quella IRPEF. Per redditi bassi, la tassazione ordinaria con le detrazioni fiscali potrebbe risultare più vantaggiosa. Il CAF può fare un calcolo personalizzato.

              Come funziona l’abbattimento forfettario del 25%?

              L’abbattimento forfettario del 25% si applica solo ai contratti a canone concordato (3+2) e solo con la tassazione ordinaria. Il canone annuo viene ridotto del 25% prima di essere tassato. Su un canone di 12.000 euro, pagherai le tasse solo su 9.000 euro.

              Assistenza del CAF Centro Fiscale

              Dichiarare correttamente i redditi affitto dichiarazione dei redditi può sembrare complicato, ma con il supporto giusto diventa semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il modello 730 con tutti i redditi da locazione, verificando che tu stia sfruttando al massimo le agevolazioni fiscali disponibili.

              I nostri operatori specializzati possono consigliarti sulla scelta tra tassazione ordinaria e cedolare secca, gestire le situazioni di morosità e assicurarsi che la tua dichiarazione sia corretta e completa. Prenota il tuo appuntamento presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine, chiamando lo 0432 1638640 oppure scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

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                Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 09:00:002026-05-31 16:49:16Redditi da Affitto nel 730: Come Dichiararli nel 2026
                Qonto

                Apertura Conto Qonto 2026: Guida Passo Passo, Costi e Documenti

                regime forfettario partita iva
                ℹ️ Trasparenza: Questo articolo contiene link affiliati. Se apri un conto Qonto tramite i nostri link, il CAF Centro Fiscale potrebbe ricevere una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. La guida resta indipendente e basata su informazioni ufficiali.
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                Indice dei contenuti

                1. Cos’e Qonto: panoramica veloce
                2. Apertura conto in 5 step
                3. Tempi di registrazione e attivazione
                4. Documenti necessari per l’apertura
                5. Documenti per P.IVA forfettaria, SRL e SPA
                6. Costi e piani Qonto 2026
                7. Quale piano scegliere
                8. Configurazione iniziale post-apertura
                9. Come ottenere la carta Mastercard fisica
                10. Collegare Qonto a Fatture in Cloud e Aruba
                11. Errori comuni e cosa fare se il conto e rifiutato
                12. Recensioni utenti reali sull’esperienza di apertura
                13. Domande frequenti

                Aprire un conto business in Italia nel 2026 puo diventare un percorso a ostacoli: code in filiale, scartoffie, tempi di attivazione lunghi, costi nascosti e requisiti che cambiano da banca a banca. Per partite IVA, freelance e PMI la rapidita di apertura e l’integrazione con la fatturazione elettronica fanno spesso la differenza tra un’attivita che parte subito e una bloccata da settimane di pratiche.

                In questo scenario Qonto si propone come una delle soluzioni piu interessanti per chi cerca un conto 100% online dedicato a professionisti e aziende: registrazione veloce, IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata e gestione delle spese da app.

                In questa guida completa all’apertura conto Qonto 2026 vedremo, passo per passo, come si apre il conto, quali documenti servono, quali sono i costi reali dei piani, quanto tempo ci vuole per essere operativi e quali sono gli errori da evitare. L’obiettivo e fornirti tutte le informazioni per apri il conto Qonto in modo consapevole e senza brutte sorprese.

                Cos’e Qonto: panoramica veloce

                Qonto e un istituto di pagamento europeo nato nel 2017 in Francia e oggi attivo in Italia, Francia, Germania, Spagna e Austria. Conta oltre 600.000 clienti business in Europa e si rivolge esclusivamente a partite IVA, professionisti e aziende: non e disponibile per i privati.

                In Italia opera attraverso una filiale autorizzata e supervisionata da Banca d’Italia, in qualita di istituto di pagamento europeo passaportato dalla Francia (autorita di vigilanza ACPR). I fondi della clientela sono segregati e non rientrano nel patrimonio della societa, secondo la normativa europea PSD2.

                A chi si rivolge Qonto

                • Liberi professionisti e freelance con partita IVA
                • Ditte individuali e imprenditori individuali
                • Startup, microimprese e PMI
                • SRL, SRLS, SPA, SNC, SAS e altre societa
                • Associazioni riconosciute e non riconosciute

                Punti di forza per Partita IVA italiana

                • IBAN italiano (IT) incluso in tutti i piani
                • Fatturazione elettronica integrata con SDI (Sistema di Interscambio)
                • Pagamento F24 e bollettini direttamente dall’app
                • Categorizzazione automatica delle spese per la contabilita
                • Supporto clienti in italiano via chat ed email
                • Carta Mastercard Business fisica e virtuale

                Per un quadro generale puoi visita Qonto e consultare la pagina ufficiale dei piani prima di procedere con la registrazione.

                Apertura conto Qonto: 5 step in dettaglio

                L’apertura del conto Qonto e completamente online: nessuna firma in filiale, nessuna spedizione di documenti cartacei. La procedura si svolge in cinque passaggi ben definiti, che descriviamo qui di seguito nel dettaglio.

                Step 1 – Vai sul sito ufficiale e avvia la registrazione

                Il primo passo e collegarti al sito qonto.com (sezione Italia) e cliccare su “Apri un conto” o “Inizia ora”. Per evitare di finire su pagine non ufficiali o cloni, ti consigliamo di vai su Qonto direttamente dal nostro link verificato.

                Ti verra chiesto un primo gruppo di informazioni di base:

                • Email aziendale o personale
                • Password di accesso (minimo 8 caratteri, lettere, numeri e simboli)
                • Numero di cellulare per la verifica via SMS
                • Tipologia di attivita: libero professionista, ditta individuale, SRL, SPA, ecc.

                Step 2 – Scegli il piano Qonto piu adatto

                Subito dopo la registrazione, il sistema ti propone di selezionare uno dei piani disponibili. Per chi e solo (un solo titolare di partita IVA o amministratore) i piani principali sono Solo Basic, Solo Smart e Solo Premium; per le aziende con piu collaboratori esistono i piani Team Essential, Team Business e Team Enterprise.

                Il piano puo essere modificato in qualsiasi momento dopo l’apertura del conto, quindi non e una decisione definitiva. Tutti i piani prevedono un periodo di prova gratuito (in genere 30 giorni) durante il quale e possibile testare le funzionalita.

                Step 3 – Inserisci i dati anagrafici e della partita IVA

                In questa fase il sistema raccoglie le informazioni anagrafiche personali e quelle dell’attivita:

                • Dati personali: nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, indirizzo di residenza
                • Dati attivita: ragione sociale, partita IVA, codice ATECO, indirizzo sede
                • Tipologia clienti (B2B, B2C, mista) e fatturato annuo stimato
                • Struttura societaria: nel caso di SRL, soci e percentuali di possesso

                I dati anagrafici devono coincidere esattamente con quelli presenti sul documento d’identita e sulla visura camerale: anche un’inversione fra nome e cognome o un indirizzo diverso possono comportare il rifiuto della pratica.

                Step 4 – Carica i documenti richiesti

                Qonto richiede l’upload di una serie di documenti digitali (in PDF, JPG o PNG). I principali sono:

                • Documento d’identita in corso di validita (carta d’identita, passaporto o patente)
                • Codice fiscale (tessera sanitaria)
                • Visura camerale (per ditte individuali e societa)
                • Certificato di attribuzione partita IVA (per nuove aperture)
                • Documento dei beneficiari effettivi (per SRL, SPA, ecc.)

                I documenti devono essere leggibili, completi e non scaduti. La fotocamera dello smartphone va bene, ma e fondamentale che i bordi siano interi e che non ci siano riflessi che coprano i dati.

                Step 5 – Verifica dell’identita (KYC)

                L’ultimo passaggio e la verifica dell’identita, in linea con la normativa antiriciclaggio AML/KYC. Qonto utilizza una procedura di video-identificazione gestita da provider certificati: in alternativa, in alcuni casi, la verifica viene completata tramite SPID o caricamento del selfie con il documento.

                La sessione dura pochi minuti e viene fatta dal cellulare. Una volta superata la verifica, riceverai una mail di conferma e potrai accedere alla dashboard per apri il conto Qonto a tutti gli effetti.

                Tempi di registrazione e attivazione

                Una delle ragioni che spinge molti professionisti a scegliere Qonto e la velocita di apertura rispetto alle banche tradizionali. I tempi possono comunque variare in base alla tipologia di attivita e alla qualita dei documenti caricati.

                Tempi indicativi per tipologia

                • Registrazione iniziale: 10-30 minuti
                • Verifica documenti: 1-3 giorni lavorativi
                • Attivazione completa del conto: 1-3 giorni lavorativi dalla verifica
                • Spedizione carta Mastercard: 5-10 giorni lavorativi dall’attivazione

                Per liberi professionisti e ditte individuali, in molti casi il conto e operativo in 24-48 ore. Per SRL e societa con piu soci i tempi possono allungarsi a 5-7 giorni lavorativi a causa dei controlli sui beneficiari effettivi.

                Cosa fare se i tempi si allungano

                Se la verifica dei documenti supera i 3 giorni lavorativi, conviene contattare il supporto clienti Qonto via chat dall’app: spesso il rallentamento dipende da un documento poco leggibile o da un dato non corrispondente alla visura camerale, che puo essere risolto in pochi minuti.

                Documenti necessari per l’apertura

                La lista dei documenti necessari per aprire un conto Qonto dipende dalla forma giuridica dell’attivita. Esiste pero un nucleo di documenti comuni a tutti i casi.

                Documenti comuni a tutte le tipologie

                • Documento d’identita in corso di validita: carta d’identita italiana o estera, passaporto, patente di guida
                • Codice fiscale: tessera sanitaria fronte e retro, oppure tesserino del codice fiscale
                • Selfie con documento oppure verifica video tramite app
                • Numero di cellulare attivo intestato al titolare
                • Email non condivisa con altri profili Qonto

                Documenti specifici per professionisti e imprese

                Oltre a quanto sopra, in base alla forma giuridica servono:

                • Liberi professionisti: certificato di attribuzione partita IVA, eventuale iscrizione all’albo
                • Ditte individuali: visura camerale recente (entro 3 mesi)
                • SRL/SRLS: visura camerale, statuto, atto costitutivo, dichiarazione beneficiari effettivi
                • SPA: visura, statuto, atto costitutivo, libro soci, beneficiari effettivi sopra il 25%
                • Associazioni: atto costitutivo, statuto, codice fiscale dell’associazione

                Consigli pratici per evitare rifiuti

                • Carica documenti a colori, non in bianco e nero
                • Verifica che il nome e cognome coincidano in tutti i documenti
                • La visura camerale deve essere recente: meglio se non oltre 3 mesi
                • Per le SRL, prepara in anticipo l’elenco dei beneficiari effettivi con percentuali

                Differenze documenti: P.IVA forfettaria vs SRL/SPA

                I documenti richiesti cambiano in modo significativo in base alla forma giuridica scelta. Vediamo le tre situazioni piu frequenti.

                Partita IVA forfettaria (libero professionista)

                Per chi opera in regime forfettario come libero professionista (codice ATECO senza obbligo di iscrizione al registro imprese), i documenti sono ridotti al minimo:

                • Documento d’identita
                • Codice fiscale
                • Certificato di attribuzione partita IVA (modello AA9/12)
                • Eventuale iscrizione albo o cassa di previdenza professionale

                Non e necessaria la visura camerale (non si e iscritti). I tempi di attivazione sono i piu rapidi: 24-48 ore nella maggior parte dei casi.

                Ditta individuale e impresa familiare

                Per ditte individuali iscritte al registro imprese, oltre ai documenti personali serve:

                • Visura camerale recente
                • Codice ATECO principale e secondari
                • Eventuale partita IVA in regime ordinario, semplificato o forfettario

                SRL, SRLS e SPA

                Per le societa di capitali la procedura e piu strutturata:

                • Visura camerale della societa
                • Statuto e atto costitutivo aggiornati
                • Documento d’identita di tutti gli amministratori e dei beneficiari effettivi (oltre il 25%)
                • Codice fiscale degli amministratori
                • Dichiarazione antiriciclaggio (compilata online sulla piattaforma)

                Se hai dubbi sui documenti relativi alla tua forma giuridica, prima di iniziare la pratica e utile visita Qonto e consultare la sezione FAQ dedicata alla tua tipologia di attivita.

                Costi e piani Qonto 2026

                I piani Qonto sono strutturati su tre livelli per la formula Solo (un solo titolare: Solo Basic, Solo Smart, Solo Premium) e su tre livelli per la formula Team (per societa con piu collaboratori: Team Essential, Team Business, Team Enterprise). Vediamo i prezzi indicativi per il 2026.

                Tabella piani Solo (libero professionista o ditta individuale)

                CaratteristicaSolo BasicSolo SmartSolo Premium
                Prezzo mensile9 euro19 euro39 euro
                IBAN italianoSiSiSi
                Bonifici SEPA inclusi30/mese60/mese100/mese
                Carta Mastercard fisica1 inclusa1 Premium1 Metal
                Fatturazione elettronicaBaseAvanzataCompleta
                Pagamento F24SiSiSi
                Categorizzazione speseManualeAutomaticaAutomatica + Report
                Integrazioni contabiliLimitateTutteTutte + API

                Prezzi indicativi 2026, IVA esclusa. Per i prezzi aggiornati ti invitiamo a registrati su Qonto e consultare la pagina ufficiale dei piani.

                Costi extra da considerare

                • Bonifici fuori soglia: 0,40-0,50 euro a operazione
                • Carta aggiuntiva fisica: 5-8 euro/mese
                • Prelievo ATM: 1-2 euro per prelievo (alcuni piani includono prelievi gratuiti)
                • Cambio valuta: spread su tasso di cambio interbancario

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                Qonto: il conto business per Partita IVA

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                Quale piano Qonto scegliere

                La scelta del piano dipende dal volume di operazioni, dalle integrazioni necessarie e dal tipo di attivita. Diamo qualche linea guida concreta per orientarsi.

                Solo Basic – 9 euro/mese

                Indicato per liberi professionisti in regime forfettario al primo anno o con basso volume di operazioni: pochi bonifici al mese, una carta personale, fatturazione elettronica essenziale. E il piano ideale per chi vuole testare Qonto senza spendere troppo.

                Solo Smart – 19 euro/mese

                E il piano piu venduto: pensato per professionisti con un’attivita gia consolidata, fattura settimanalmente, vuole categorizzazione automatica delle spese e ha bisogno di integrazioni contabili (Fatture in Cloud, Aruba, Fatture24, ecc.). Conviene per chi supera i 30 bonifici al mese.

                Solo Premium – 39 euro/mese

                Indicato per professionisti senior o con fatturato elevato: include la carta Metal, report di spesa avanzati, accesso API e supporto prioritario. La differenza di 20 euro/mese rispetto a Smart si giustifica solo se sfrutti almeno 2-3 funzionalita esclusive.

                Piani Team per societa: Essential, Business, Enterprise

                Per le societa con piu collaboratori, Qonto propone tre livelli: Team Essential a 49 euro/mese (5 utenti, 2 carte, 100 bonifici/mese), Team Business a 99 euro/mese (10 utenti, controllo accessi, approvazioni multi-livello, esportazione contabile automatica) e Team Enterprise a 199 euro/mese (utenti illimitati, API personalizzate, supporto dedicato). Tutti includono carte aziendali per i collaboratori e gestione granulare dei permessi.

                Confronto rapido per profilo

                • Forfettario al primo anno: Solo Basic
                • Freelance affermato: Solo Smart
                • Studio professionale: Solo Premium oppure Team Essential se con collaboratori
                • SRL con dipendenti: Team Business (3-10 dipendenti) o Team Enterprise (oltre)

                Ricorda che il piano si puo cambiare in qualsiasi momento dalla dashboard, quindi puoi iniziare con il Basic e fare upgrade quando il volume di operazioni cresce.

                Configurazione iniziale post-apertura

                Una volta che il conto e attivato, prima di iniziare a usarlo per pagare e incassare, conviene dedicare 15-20 minuti alla configurazione iniziale. Sono passaggi semplici ma che evitano problemi futuri.

                Checklist di configurazione

                1. Attiva l’autenticazione a due fattori (2FA) via app o SMS
                2. Imposta i limiti di spesa giornaliero, settimanale e mensile della carta
                3. Collega il codice destinatario SDI per la fatturazione elettronica
                4. Carica il logo aziendale per le fatture e i preventivi
                5. Crea le categorie di spesa personalizzate (es. carburante, software, formazione)
                6. Configura le notifiche push e email per ogni movimento
                7. Imposta i contatti dei beneficiari ricorrenti per velocizzare i bonifici
                8. Collega il conto al software di contabilita (vedi sezione dedicata)

                Configurazione fatturazione elettronica

                La fatturazione elettronica integrata e uno dei punti di forza di Qonto. Per attivarla devi inserire:

                • Codice destinatario SDI (7 caratteri alfanumerici)
                • PEC aziendale per ricevere le notifiche
                • Regime fiscale: forfettario, ordinario, semplificato
                • Aliquote IVA standard usate (22%, 10%, 4%)

                Una volta configurato, puoi creare ed inviare fatture direttamente dall’app Qonto: il file XML viene generato in automatico secondo lo schema dell’Agenzia delle Entrate.

                Come ottenere la carta Mastercard fisica

                Tutti i piani Qonto includono almeno una carta Mastercard Business fisica gratuita, oltre alle carte virtuali utilizzabili online. Vediamo come richiederla e attivarla.

                Richiesta della carta fisica

                Dopo l’attivazione del conto, dalla dashboard:

                1. Vai nella sezione Carte
                2. Clicca su Ordina nuova carta
                3. Scegli il tipo: Standard, Premium o Metal (in base al piano)
                4. Conferma l’indirizzo di consegna
                5. Inserisci il codice di sicurezza per autorizzare l’ordine

                La carta arriva di norma in 5-10 giorni lavorativi con corriere o raccomandata. Una volta ricevuta, dovrai attivarla dall’app inserendo il codice presente sulla lettera di accompagnamento.

                Funzionalita della carta Mastercard Qonto

                • Pagamenti online e in negozio in tutto il mondo
                • Pagamenti contactless e con Apple Pay/Google Pay
                • Prelievi ATM in Italia e all’estero (con commissioni a piano)
                • Limiti modificabili in tempo reale dall’app
                • Blocco e sblocco istantaneo in caso di perdita o smarrimento

                Carta virtuale per acquisti online

                Oltre alla carta fisica, puoi creare carte virtuali “usa e getta” con limite predefinito per ogni singolo acquisto online: utile per evitare abbonamenti automatici indesiderati o per pagamenti su siti esteri.

                Collegare Qonto a Fatture in Cloud, Aruba e altri software

                Qonto si integra con i principali software di fatturazione e contabilita italiani: questo permette di sincronizzare automaticamente i movimenti del conto con le fatture emesse e ricevute, riducendo il lavoro manuale e gli errori contabili.

                Integrazione con Fatture in Cloud

                Fatture in Cloud (TeamSystem) e probabilmente l’integrazione piu utilizzata. Per attivarla:

                1. Accedi al tuo profilo Fatture in Cloud
                2. Vai in Impostazioni – Conti correnti
                3. Seleziona Qonto dall’elenco delle banche supportate
                4. Inserisci le credenziali Qonto e autorizza l’accesso (PSD2)
                5. Sincronizza automaticamente i movimenti

                Integrazione con Aruba Fatturazione Elettronica

                Anche Aruba consente di collegare Qonto come conto principale per registrare incassi e pagamenti delle fatture. La configurazione e simile e si appoggia sullo standard PSD2 (Open Banking).

                Altre integrazioni disponibili

                • Fatture24 – software gratuito per fatturazione
                • Libero Sigillo – PEC e fatturazione
                • Tot – gestionale per partite IVA
                • Zucchetti / Buffetti – gestionali per studi
                • Stripe, PayPal – per incassi online
                • Slack, Microsoft Teams – notifiche di pagamento

                Se vuoi vedere l’elenco aggiornato delle integrazioni disponibili, dopo aver creato l’account puoi apri il conto Qonto e accedere al marketplace integrazioni dalla dashboard.

                Errori comuni e cosa fare se il conto e rifiutato

                L’apertura del conto Qonto puo essere rifiutata o sospesa per vari motivi: nella maggior parte dei casi si tratta di errori facilmente risolvibili.

                Cause piu frequenti di rifiuto

                • Documenti non leggibili o tagliati: la causa numero uno
                • Dati non corrispondenti tra documento e visura camerale
                • Visura troppo vecchia (oltre 3 mesi)
                • Codice ATECO non supportato da Qonto (alcuni settori sono esclusi)
                • Beneficiari effettivi non dichiarati per le SRL
                • Indirizzo di residenza fuori UE
                • Attivita classificate ad alto rischio (gioco d’azzardo, criptovalute, armi, ecc.)

                Cosa fare se il conto e rifiutato

                1. Leggi la mail di rifiuto: in genere viene spiegato il motivo
                2. Contatta il supporto via chat per chiedere chiarimenti
                3. Correggi il documento incriminato e ripresenta la pratica
                4. Se l’attivita non e supportata, valuta alternative come Revolut Business, N26 Business, Hype Business o conti di banche tradizionali

                Errori pratici durante l’apertura

                • Inserire indirizzi diversi per residenza e sede legale senza giustificazione
                • Saltare la dichiarazione beneficiari per le SRL
                • Usare email gia associata a un altro account Qonto
                • Caricare documenti scaduti (controlla sempre la data di scadenza)
                • Non rispondere ai messaggi del team verifica entro 7 giorni

                Recensioni utenti reali sull’esperienza di apertura

                Per dare un quadro realistico dell’esperienza di apertura del conto Qonto, abbiamo raccolto alcune testimonianze di utenti reali che hanno completato la procedura nel 2024-2025 (fonti: Trustpilot, Google Recensioni, forum di settore).

                Esperienze positive ricorrenti

                • Velocita: “In 24 ore avevo IBAN italiano e potevo gia ricevere bonifici” – libera professionista, Roma
                • Supporto: “Chat in italiano, risposte in pochi minuti, mi hanno aiutato a sistemare un documento sbagliato” – geometra, Milano
                • App: “Interfaccia super pulita, riesco a fare F24 e fatture senza dovermi spostare in piu portali” – consulente IT, Bologna
                • Categorizzazione spese: “Mi ha cambiato la vita avere le spese gia divise per categoria, la commercialista non mi chiede piu giustificativi” – architetto, Torino

                Punti critici segnalati

                • Verifica documenti: alcuni utenti riportano richieste ripetute di rinviare documenti
                • Costi piano Basic: 30 bonifici/mese sono pochi se si pagano molti fornitori
                • Assenza di filiali fisiche: per chi e abituato alla banca tradizionale puo essere uno scoglio
                • Prelievi ATM: commissioni superiori rispetto ad alcuni concorrenti come Revolut

                Valutazione generale

                La media delle recensioni online si attesta tra 4.0 e 4.4 su 5, con il giudizio piu positivo proprio sulla velocita di apertura e sulla qualita dell’app. I problemi principali si riscontrano in fase di verifica documenti, ma sono in genere risolvibili contattando il supporto.

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                Domande frequenti sull’apertura del conto Qonto

                1. Quanto costa aprire un conto Qonto?

                L’apertura del conto Qonto e gratuita. Si paga solo il canone mensile del piano scelto, a partire da 9 euro/mese per il piano Solo Basic. La maggior parte dei piani prevede 30 giorni di prova gratuita.

                2. Quanto tempo serve per aprire un conto Qonto?

                La registrazione richiede 10-30 minuti. La verifica dei documenti e l’attivazione del conto avvengono in genere in 1-3 giorni lavorativi per liberi professionisti e ditte individuali, fino a 5-7 giorni per le SRL.

                3. Quali documenti servono per aprire un conto Qonto?

                Servono il documento d’identita, il codice fiscale e, in base alla forma giuridica, il certificato di partita IVA (per i forfettari) o la visura camerale (per ditte individuali e societa). Per le SRL servono anche statuto e dichiarazione dei beneficiari effettivi.

                4. Qonto e una banca? E sicuro?

                Qonto e un istituto di pagamento europeo autorizzato in Francia da ACPR e operante in Italia sotto la vigilanza di Banca d’Italia. I fondi dei clienti sono segregati in conti dedicati presso banche partner, secondo la normativa europea. Non e una banca tradizionale e quindi non aderisce al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ma il meccanismo di segregazione tutela il denaro in caso di insolvenza.

                5. L’IBAN di Qonto e italiano?

                Si, dal 2023 Qonto fornisce IBAN italiano (codice IT) a tutti i nuovi clienti business. Questo evita problemi con stipendi, F24 e bonifici verso enti pubblici.

                6. Posso pagare i F24 con Qonto?

                Si, il pagamento F24 e disponibile su tutti i piani Qonto direttamente dall’app, sia per importi standard sia per F24 con compensazioni. La conferma del pagamento arriva in tempo reale.

                7. Posso aprire un conto Qonto se sono in regime forfettario?

                Si, Qonto e perfetto per il regime forfettario: bastano documento, codice fiscale e certificato partita IVA. Tempi di apertura ridotti, in genere 24-48 ore.

                8. Cosa succede se Qonto rifiuta la mia richiesta?

                Riceverai una email con il motivo del rifiuto. In molti casi basta correggere un documento e ripresentare la pratica. Se l’attivita non rientra nei codici ATECO supportati, puoi valutare conti business alternativi.

                9. Si puo cambiare piano Qonto dopo l’apertura?

                Si, il cambio piano si effettua dalla dashboard in qualsiasi momento e la modifica diventa effettiva dal mese successivo (con eventuale conguaglio).

                10. Qonto e adatto a una SRL con dipendenti?

                Si, per le SRL con dipendenti i piani Team Essential, Team Business e Team Enterprise permettono di emettere carte aziendali ai collaboratori, gestire approvazioni di spesa e integrare paghe tramite software contabili. Per attivita complesse e con piu di 10 utenti e consigliato il piano Team Enterprise.

                Conclusioni: vale la pena aprire un conto Qonto nel 2026?

                Aprire un conto Qonto nel 2026 e una scelta sensata per chi cerca un conto business 100% online, con IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e tempi di attivazione ridotti rispetto alle banche tradizionali. La procedura di apertura richiede pochi minuti e i documenti necessari sono limitati al minimo indispensabile.

                I principali punti di forza sono la velocita, l’app curata, la categorizzazione automatica delle spese e le tante integrazioni con i software di fatturazione e contabilita italiani. Le criticita riguardano principalmente i costi extra per chi supera la soglia di bonifici inclusi e l’assenza di sportelli fisici.

                Se sei un libero professionista, una ditta individuale, una SRL o una PMI alla ricerca di un conto pratico e veloce, puoi registrati su Qonto e iniziare la prova gratuita per valutarlo direttamente con la tua attivita.

                Hai bisogno di consulenza fiscale?

                Per supporto su regime fiscale, partita IVA, fatturazione elettronica e gestione contabile della tua attivita, puoi contattare il CAF Centro Fiscale di Udine: ti assistiamo nella scelta del regime fiscale, nell’apertura della partita IVA e nella gestione completa degli adempimenti annuali.

                Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 08:00:002026-05-24 09:37:20Apertura Conto Qonto 2026: Guida Passo Passo, Costi e Documenti
                Pagina 114 di 194«‹112113114115116›»

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