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Tutte le guide e recensioni sul conto business Qonto: apertura, funzionalita, integrazioni, prezzi e codici sconto.

Qonto

Qonto API e Integrazioni 2026: Software Compatibili (Fatture in Cloud, Shopify)

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Scelta in evidenza · Sponsor — Nel 2026 un conto business non si valuta più solo per costi e funzionalità di base: ciò che davvero fa la differenza nel workflow quotidiano è la capacità di integrarsi con il resto dello stack software aziendale. Software di fatturazione elettronica, e-commerce, gateway di pagamento, CRM, strumenti di automation: ogni minuto risparmiato su riconciliazioni manuali e copia-incolla si traduce in produttività concreta. Qonto, neobank business europea con licenza bancaria francese, ha investito molto sul fronte API e integrazioni native, posizionandosi come una delle soluzioni più aperte e developer-friendly del mercato. In questa guida analizziamo cosa permettono di fare le API di Qonto, quali sono le integrazioni native disponibili nel 2026 (Fatture in Cloud, Shopify, Stripe, Zapier e molte altre), i casi d’uso reali per developer e PMI, i costi e gli aspetti di sicurezza da considerare.

Disclosure trasparenza — Questo contenuto è una scelta in evidenza sponsorizzata. CAF Centro Fiscale può ricevere una commissione qualora tu decida di aprire un conto Qonto attraverso i link presenti nell’articolo. Questo non comporta alcun costo aggiuntivo per te e non influenza la nostra valutazione tecnica del prodotto. Le informazioni fornite hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale o di investimento personalizzata.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è un’API e perché conta per il tuo business
  2. API Qonto: cosa permettono di fare
  3. Integrazioni native più richieste
  4. Casi d’uso developer e PMI
  5. Costi API e limiti di chiamate
  6. Sicurezza API: OAuth2 e rate limiting
  7. Documentazione developer Qonto
  8. Software contabili italiani compatibili
  9. Esempio pratico: Zapier e notifiche Slack
  10. Domande frequenti

Cos’è un’API e perché conta per il tuo business

API è l’acronimo di Application Programming Interface: in termini semplici, è il “linguaggio” che permette a due software di parlarsi e scambiarsi dati in modo automatico, senza intervento umano. Quando il tuo gestionale di fatturazione “vede” un bonifico in arrivo sul conto corrente e contrassegna automaticamente la fattura come pagata, dietro le quinte sta funzionando un’API che mette in comunicazione la banca con il software contabile.

Per una PMI o un libero professionista, le API si traducono in tre vantaggi concreti: riduzione del lavoro manuale (niente più export CSV ed import in altri sistemi), aggiornamenti in tempo reale (i dati sono sempre sincronizzati) e minor rischio di errori (eliminata la trascrizione manuale degli importi). In un contesto in cui la PSD2 ha aperto i dati bancari all’interoperabilità, scegliere una banca con API moderne e ben documentate è diventato un criterio di selezione strategico.

API Qonto: cosa permettono di fare

Le API di Qonto sono REST, basate su standard JSON e accessibili tramite il dominio thirdparty.qonto.com. Sono pensate per essere consumate sia da software di terze parti (integrazioni native) sia da sviluppatori interni che vogliono costruire automazioni custom. Ecco le principali capacità esposte:

  • Lettura organizzazione e conti: recupero dati anagrafici della società, lista dei conti correnti, saldi, IBAN.
  • Lista transazioni: tutte le operazioni in entrata e uscita con metadati ricchi (causale, controparte, categoria, allegati ricevuta).
  • Membership: gestione utenti del team, ruoli, permessi.
  • Etichette e categorie: lettura e scrittura delle label personalizzate per la riconciliazione.
  • Allegati: upload e scaricamento di ricevute e giustificativi associati alle transazioni.
  • Beneficiari: gestione dei beneficiari salvati per bonifici ricorrenti.
  • Bonifici (con permessi specifici): creazione e invio di pagamenti SEPA programmatici.
  • Webhooks: notifiche push in tempo reale quando avvengono eventi (nuovo bonifico ricevuto, pagamento autorizzato, transazione completata).

Il punto di forza è la presenza dei webhooks: invece di fare polling continuo (chiamate ripetute per controllare se ci sono novità), il software riceve un avviso istantaneo da Qonto quando si verifica un evento rilevante. Questo abbatte i tempi di reazione e riduce drasticamente il numero di chiamate necessarie.

Integrazioni native più richieste nel 2026

Per chi non vuole scrivere codice, Qonto offre un marketplace di integrazioni native già pronte. Basta autorizzare il software con un OAuth e l’integrazione funziona. Ecco le più rilevanti per il mercato italiano e internazionale.

Fatture in Cloud

L’integrazione più richiesta dalle partite IVA italiane. Fatture in Cloud (TeamSystem) si collega a Qonto per automatizzare la riconciliazione tra fatture emesse e bonifici incassati: quando un cliente paga, il sistema riconosce l’importo e la causale, abbinando il movimento bancario alla fattura corrispondente. Niente più check manuali del conto, le fatture vengono contrassegnate come “pagate” automaticamente. Funziona anche in direzione opposta: i pagamenti uscenti ai fornitori vengono associati alle fatture ricevute.

Aruba Fatturazione Elettronica

Per chi usa la suite Aruba (uno dei principali provider italiani di fatturazione elettronica B2B), l’integrazione con Qonto consente la sincronizzazione automatica dei pagamenti su fatture attive e passive transitate dal SdI. È particolarmente utile per studi professionali che gestiscono molte fatture piccole.

Shopify

Gli e-commerce su Shopify possono collegare il conto Qonto per riconciliare gli incassi del gateway con i payout giornalieri/settimanali. Quando Shopify Payments versa il netto delle vendite sul conto, l’integrazione mostra in dashboard quali ordini sono coperti da quel payout, con commissioni separate ed eventuali rimborsi tracciati. Per chi vende anche su altri canali (Amazon, eBay), avere un’unica vista è essenziale.

WooCommerce

Per gli e-commerce su WordPress + WooCommerce, l’integrazione passa generalmente attraverso plugin di terze parti che usano le API Qonto, oppure tramite Zapier/Make. Il caso d’uso tipico è ricevere un bonifico bancario come metodo di pagamento e marcare automaticamente l’ordine come “completato” non appena Qonto notifica l’incasso.

Stripe

Stripe è il gateway di pagamento globale per eccellenza. L’integrazione con Qonto facilita la gestione dei payout (i versamenti netti delle commissioni Stripe sul conto bancario), permettendo di vedere in un’unica dashboard quanti pagamenti hai incassato lordi, quanto trattiene Stripe come commissione e quanto arriva effettivamente sul conto Qonto.

PayPal

I prelievi da PayPal verso il conto bancario possono essere monitorati e riconciliati. Per professionisti che usano PayPal come canale secondario (es. corsi online, consulenze internazionali), avere il match automatico tra le transazioni PayPal e i bonifici sul conto Qonto evita il classico mal di testa di fine mese.

Zapier

Zapier è la piattaforma di automation no-code più diffusa al mondo. Connette Qonto a oltre 6.000 altre app: Google Sheets, Slack, Notion, HubSpot, Airtable e molto altro. L’integrazione consente di creare “Zap” come: se arriva un bonifico superiore a 1.000 €, manda un messaggio Slack al canale #amministrazione. Lo vedremo in dettaglio nell’esempio pratico più avanti.

Make (Integromat)

Make (ex Integromat) è l’alternativa europea a Zapier, spesso preferita da utenti tecnici per la maggiore flessibilità nel design dei flussi (visual workflow builder) e per il pricing più aggressivo sui volumi alti. L’integrazione Qonto + Make consente automazioni complesse multi-step con logiche condizionali, loop e gestione errori.

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Tutte le integrazioni in un unico marketplace

Qonto offre oltre 80 integrazioni native attive nel 2026: connetti il tuo conto al tuo software preferito in pochi click, senza scrivere una riga di codice.

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Casi d’uso developer e PMI

Le API Qonto non sono solo per grandi aziende con team IT dedicati. Ci sono almeno tre macro-categorie di casi d’uso replicabili anche da PMI con un budget contenuto.

1. Riconciliazione automatica fatture-pagamenti

È il caso d’uso più frequente. Lo script (o l’integrazione no-code) ascolta i webhooks di Qonto sui bonifici in entrata, estrae il numero della fattura dalla causale (con regex o pattern matching) e marca la fattura corrispondente come saldata nel gestionale contabile. Tempo risparmiato: 2-4 ore al mese per uno studio professionale di medie dimensioni. Affidabilità: a parità di causale corretta, il match è praticamente al 100%.

2. Notifiche custom in tempo reale

Vuoi sapere subito quando arriva un pagamento da un cliente strategico, o quando un bonifico supera una certa soglia? Con i webhooks puoi inviare notifiche su Slack, Telegram, email, SMS o anche su una webapp interna. Utile per monitoraggio cash flow real-time, controlli antifrode e per il senior management che vuole essere allertato su movimenti rilevanti.

3. Dashboard custom e business intelligence

Per chi ha esigenze di reporting più sofisticate del cruscotto standard di Qonto, le API permettono di esportare i dati in BigQuery, Snowflake, Power BI, Looker, Metabase o Google Data Studio. Si possono costruire KPI personalizzati: cash flow previsto a 30/60/90 giorni, analisi spese per categoria, scoring puntualità clienti, dashboard consolidate multi-conto se hai più società del gruppo.

Costi API e limiti di chiamate

Una buona notizia: l’accesso alle API di Qonto è incluso nel canone dei piani business, senza costi aggiuntivi. Tuttavia ci sono alcune differenze tra piani:

  • Piano Basic: integrazioni native limitate, accesso API in lettura sui movimenti.
  • Piano Smart e superiori: API complete (lettura e scrittura), webhooks attivi, accesso al marketplace integrazioni completo.
  • Piano Premium / Essential / Business: limiti di chiamate più alti, supporto prioritario per problemi tecnici developer.

Sui limiti di chiamate (rate limiting), Qonto applica policy standard di settore: tipicamente alcune centinaia di richieste al minuto per token. Per la stragrande maggioranza dei casi d’uso PMI è abbondantemente sufficiente. Se prevedi volumi più alti (es. SaaS multi-tenant che integra Qonto per migliaia di utenti finali), è consigliabile contattare il supporto Qonto per concordare limiti dedicati.

Sicurezza API: OAuth2 e rate limiting

La sicurezza è un capitolo non negoziabile quando si parla di API bancarie. Qonto adotta gli standard più moderni del settore.

  • OAuth2: per le integrazioni di terze parti, l’utente autorizza esplicitamente l’accesso con un flusso a popup, esattamente come fai quando colleghi un’app a Google o Facebook. Le credenziali bancarie non vengono mai condivise con il software esterno.
  • API Token / Login + Secret Key: per gli sviluppatori interni, Qonto fornisce credenziali API gestibili dalla dashboard. Possono essere revocate in qualsiasi momento.
  • Permessi granulari (scopes): ogni token può avere solo i permessi minimi necessari (es. solo lettura, oppure lettura + creazione bonifici, ecc.).
  • HTTPS/TLS obbligatorio: tutte le chiamate avvengono su connessione cifrata.
  • IP whitelisting: opzionale, per limitare le chiamate solo a indirizzi IP autorizzati.
  • Rate limiting: protegge da abusi e attacchi DoS, con risposte HTTP 429 quando si sforano i limiti.
  • Audit log: tutte le chiamate API sono registrate e ispezionabili.
  • Conformità PSD2: per le funzioni AISP/PISP (Account Information / Payment Initiation), Qonto è conforme alle direttive europee.

Documentazione developer Qonto

La documentazione ufficiale per sviluppatori è ospitata su api-doc.qonto.com ed è pubblicamente accessibile (non serve essere già clienti per consultarla, utile in fase di valutazione tecnica preventiva). I contenuti includono:

  • Reference completa di tutti gli endpoint REST con request/response di esempio.
  • Quick start guide per ottenere le prime credenziali e fare la prima chiamata in pochi minuti.
  • Esempi di codice in più linguaggi (cURL, Python, JavaScript, PHP).
  • Documentazione dei webhooks: eventi disponibili, formato payload, gestione retry.
  • Sezione changelog con tutte le novità API e gli eventuali breaking change comunicati con preavviso.
  • Pagina di status pubblica per monitorare uptime e incidenti in corso.

Per i team tecnici è prezioso anche il fatto che Qonto pubblichi roadmap di alto livello e raccolga feedback dalla community developer, segno di un approccio “API as a product”.

Software contabili italiani che si integrano

Oltre alle integrazioni native già citate (Fatture in Cloud, Aruba), nel mercato italiano molti dei principali software contabili e gestionali si integrano con Qonto, sia direttamente sia tramite middleware come Zapier/Make.

TeamSystem

Il gruppo TeamSystem è il leader italiano dei gestionali per commercialisti e PMI. Diversi prodotti dell’ecosistema (Lynfa, Polyedro, Fatture in Cloud) supportano l’import dei movimenti bancari da Qonto, semplificando la prima nota e la riconciliazione contabile per gli studi che gestiscono molti clienti business.

Zucchetti

Zucchetti, altro big italiano del settore software gestionale, offre connettori bancari per i suoi prodotti (Ad Hoc, Mago) compatibili con CBI/CBI Globe, lo standard interbancario italiano. Qonto, con IBAN italiano IT*** disponibile sul piano Smart e superiori, può essere integrato attraverso questi standard per l’import movimenti.

Fatture web e altre soluzioni cloud

Soluzioni più leggere come Fatture web, Danea Easyfatt, Fattura24 tipicamente offrono integrazioni Qonto via API o tramite import dei tracciati CBI. Per piccoli studi e partite IVA è spesso il rapporto qualità/prezzo più favorevole.

Esempio pratico: bonifico Qonto → notifica Slack automatica con Zapier

Vediamo un caso d’uso concreto, replicabile in 10 minuti senza scrivere codice. Obiettivo: quando arriva un bonifico in entrata sul conto Qonto, ricevere automaticamente una notifica nel canale Slack #amministrazione con importo, mittente e causale.

  1. Crea un account Zapier (il piano free permette fino a 100 task al mese, sufficiente per iniziare).
  2. Crea un nuovo Zap e seleziona Qonto come trigger app.
  3. Trigger event: “New Transaction” (oppure “New Income” se vuoi solo le entrate).
  4. Connetti il tuo account Qonto: Zapier ti chiederà di autorizzare l’accesso con OAuth2. Approvi e rientri nel wizard.
  5. Filtro (opzionale ma consigliato): aggiungi uno step “Filter” per processare solo le transazioni con importo > 500 € o con specifici criteri di causale.
  6. Action: seleziona Slack, evento “Send Channel Message”.
  7. Configura il messaggio: canale = #amministrazione, testo = “Nuovo bonifico ricevuto: {importo} € da {controparte}. Causale: {causale}”.
  8. Test e attiva: Zapier permette di testare con un movimento reale. Se funziona, attivi lo Zap e da quel momento è operativo 24/7.

Tempo totale di setup: tra i 10 e i 20 minuti. Costo: gratis fino a 100 transazioni al mese, poi piani Zapier a partire da pochi euro al mese. Lo stesso pattern può essere replicato per inviare notifiche su Telegram, email, Microsoft Teams o per scrivere automaticamente in Google Sheets, Airtable, Notion.

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Domande frequenti

Le API Qonto sono incluse gratuitamente nel canone?

Sì, l’accesso alle API e la possibilità di usare le integrazioni native sono incluse nei piani business Qonto, senza costi aggiuntivi. Le funzionalità complete (lettura/scrittura, webhooks, marketplace) sono disponibili dal piano Smart in su.

Posso integrare Qonto con Fatture in Cloud anche se non sono uno sviluppatore?

Assolutamente sì. L’integrazione Qonto – Fatture in Cloud è una delle native più consolidate: si attiva con pochi click dal pannello “Integrazioni” di Qonto o dal pannello “Conti bancari” di Fatture in Cloud, autorizzando l’accesso reciproco tramite OAuth2. Non serve scrivere codice.

Posso usare le API Qonto per inviare bonifici automatici?

Sì, gli endpoint per la creazione di bonifici SEPA sono disponibili, ma richiedono permessi e autorizzazioni specifiche e sono soggetti a controlli di sicurezza aggiuntivi (es. autenticazione forte SCA per movimenti rilevanti, in conformità PSD2). È un caso d’uso più avanzato, tipico di software gestionali integrati o di automazioni di pagamento massivo (es. stipendi).

Quanti webhooks posso configurare contemporaneamente?

Qonto consente di registrare più webhook URL e di filtrarli per tipologia di evento (transazione, bonifico, membership). I limiti precisi dipendono dal piano e sono indicati nella documentazione developer. Per la maggior parte dei casi d’uso PMI un singolo webhook ben configurato è sufficiente.

Le integrazioni Qonto funzionano anche per chi vende su Shopify Italia?

Sì, l’integrazione Shopify – Qonto funziona indipendentemente dal Paese del negozio, purché il conto Qonto sia configurato correttamente con l’IBAN ricevente. È particolarmente utile per chi gestisce pagamenti in più valute, dato che Qonto offre anche conti multi-valuta sui piani superiori.

Come posso testare le API Qonto prima di andare in produzione?

Qonto offre un ambiente sandbox per gli sviluppatori, accessibile dalla developer console. È possibile creare credenziali di test, simulare transazioni e webhooks senza impattare i conti reali. Una volta validata l’integrazione, si passa alle credenziali di produzione.

Le API Qonto sono compatibili con la PSD2 e la normativa europea?

Sì. Qonto è autorizzata come istituto di pagamento con licenza bancaria francese (regolata da ACPR) e le sue API sono conformi alla PSD2, con supporto agli standard OpenBanking europei. Ciò significa che terze parti autorizzate (TPP) possono accedere ai dati di conto previo consenso esplicito dell’utente.

Cosa succede se l’API Qonto è temporaneamente non disponibile?

Qonto pubblica una pagina di status pubblica con monitoraggio in tempo reale dell’uptime delle API e di ciascun servizio. In caso di interruzione, le best practice consigliano di implementare nei propri client meccanismi di retry esponenziale, gestione delle code di richieste e fallback graceful (es. logging locale dei dati e ri-sincronizzazione successiva).

Disclosure: questo articolo è una scelta in evidenza sponsorizzata. CAF Centro Fiscale può ricevere una commissione qualora apri un conto Qonto tramite i link presenti. Le valutazioni tecniche restano indipendenti e basate sulla documentazione pubblica disponibile al 2026.

Agosto 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-10 08:00:002026-05-24 09:36:32Qonto API e Integrazioni 2026: Software Compatibili (Fatture in Cloud, Shopify)
Qonto

Bonifici Estero con Qonto 2026: Costi, Tempi, Cambio Valuta

regime forfettario partita iva

Hai una partita IVA con clienti o fornitori esteri? Web designer che fattura aziende USA, e-commerce che importa dalla Cina, consulente con contratti in Germania o agenzia con freelancer in UK: gestire bonifici esteri in modo rapido, economico e con un cambio valuta trasparente è diventato un fattore competitivo. Le banche tradizionali italiane, in questo, restano spesso indietro: commissioni opache, tempi lunghi, markup nascosti sul cambio.

In questa guida vediamo nel dettaglio come funzionano i bonifici esteri con Qonto nel 2026: differenze tra SEPA e SWIFT, costi reali per piano, tempi di accredito, gestione del cambio valuta, ricezione di pagamenti da clienti UE, USA e UK, conti multi-valuta e confronto con alternative come Wise e Revolut Business. L’obiettivo è darti gli strumenti per capire quando Qonto conviene davvero e quando, invece, è meglio affiancare un altro servizio.

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Questo articolo contiene link sponsorizzati a Qonto. Se apri un conto attraverso i nostri link potresti ricevere vantaggi promozionali e noi una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. I contenuti riflettono la nostra opinione professionale basata sull’analisi dell’offerta pubblica al pubblico al momento della pubblicazione. Verifica sempre condizioni, costi e limiti aggiornati sul sito ufficiale prima di sottoscrivere.

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Qonto: il conto business pensato per chi lavora con l’estero

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Indice dei contenuti

  1. Tipi di bonifici esteri: SEPA e SWIFT
  2. Costi bonifici esteri Qonto 2026
  3. Tempi di accredito: quanto si aspetta davvero
  4. Cambio valuta: come funziona il markup Qonto
  5. Ricevere bonifici esteri su Qonto
  6. Multi-valuta Qonto: tenere saldi in EUR, USD, GBP
  7. Casi d’uso: chi conviene davvero
  8. Confronto Qonto vs Wise vs Revolut Business
  9. Domande frequenti
  10. In sintesi

Tipi di bonifici esteri: SEPA e SWIFT

Prima di parlare di costi, è fondamentale distinguere i due grandi circuiti attraverso cui viaggiano i bonifici internazionali. La scelta non dipende dalla banca, ma dal Paese e dalla valuta di destinazione.

Bonifici SEPA (zona Euro UE)

Il SEPA (Single Euro Payments Area) copre 36 Paesi europei e permette di inviare e ricevere bonifici in euro con le stesse condizioni di un bonifico nazionale. Rientrano: tutti i Paesi UE, Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Andorra, Monaco, San Marino, Vaticano.

  • Valuta unica: solo euro (anche se il Paese non è in eurozona)
  • IBAN: obbligatorio sia per mittente che per beneficiario
  • Tempi: da pochi secondi (SEPA Instant) fino a 1 giorno lavorativo
  • Costi: per legge, non possono essere superiori a un bonifico nazionale

Bonifici SWIFT (extra-UE, tutte le valute)

Il circuito SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication) gestisce bonifici verso e da qualsiasi Paese del mondo, in qualsiasi valuta diversa dall’euro intra-SEPA. Si usa per: USA, Canada, Cina, Giappone, Australia, Emirati, ma anche UK in sterline o Svizzera in franchi.

  • Codice BIC/SWIFT: obbligatorio insieme a IBAN o numero di conto
  • Banche intermediarie: il bonifico può passare per 2-3 banche, ognuna applica una commissione
  • Tempi: da 1 a 5 giorni lavorativi
  • Costi: commissione fissa di invio + cambio valuta + eventuali charges intermediari

Costi bonifici esteri Qonto 2026

Qonto adotta una logica a piani: più sale il piano, più bonifici (anche internazionali) sono inclusi. Vediamo nel dettaglio cosa aspettarsi nel 2026.

Bonifici SEPA: gratuiti illimitati nei piani superiori

Per chi lavora prevalentemente con clienti e fornitori europei, Qonto offre bonifici SEPA inclusi senza limiti nei piani Business e superiori. Questo significa: paghi un fornitore in Germania, ricevi da un cliente in Francia, salda una fattura in Spagna, tutto senza alcuna commissione di invio aggiuntiva.

  • Piani Business e superiori: SEPA illimitati gratuiti (in entrata e in uscita)
  • SEPA Instant: generalmente disponibile, accredito in pochi secondi
  • Bonifici programmati: inclusi, utili per stipendi e canoni periodici
  • Bonifici massivi (CSV): disponibili sui piani superiori

SEPA su piani bassa fascia: 0,10-0,40 euro a operazione

Sui piani entry-level, i bonifici SEPA sono inclusi fino a una soglia mensile (tipicamente 30 operazioni); oltre quella soglia, scatta un costo unitario contenuto, indicativamente tra 0,10 e 0,40 euro a bonifico. Per una microimpresa o un freelance al primo anno, è una struttura sostenibile; ma se prevedi 100+ bonifici al mese, conviene sin da subito un piano superiore.

Bonifici SWIFT: 5-10 euro + commissione cambio

Per i bonifici verso Paesi extra-SEPA o in valute diverse dall’euro, Qonto applica un modello a due componenti:

  • Commissione fissa: indicativamente 5-10 euro per bonifico SWIFT in uscita, in base al piano e alla valuta
  • Markup sul cambio: percentuale applicata sul tasso di cambio interbancario (mid-market)
  • Eventuali charges OUR/SHA/BEN: determinano chi paga le commissioni delle banche intermediarie

Il costo totale di un bonifico SWIFT da 1.000 dollari, ad esempio, può variare da circa 10 euro a 25 euro a seconda di valuta, piano, commissioni intermediarie e markup. È un livello competitivo rispetto alle banche tradizionali italiane (che spesso applicano 15-30 euro fissi più markup superiori), ma non al pari di Wise sul fronte cambio puro, come vedremo più avanti.

Tempi di accredito: quanto si aspetta davvero

Una variabile sottovalutata ma cruciale, soprattutto se devi pagare un fornitore estero entro una scadenza o se gestisci flussi di cassa stretti.

Bonifici SEPA: stesso giorno o D+1

  • SEPA Instant: accredito in pochi secondi, 24/7, festivi inclusi (se la banca beneficiaria aderisce)
  • SEPA standard: entro fine giornata se inviato prima del cut-off, altrimenti il giorno lavorativo successivo (D+1)
  • SEPA programmato: Qonto esegue l’ordine alla data indicata, con accredito secondo le regole standard

Bonifici SWIFT: 1-5 giorni lavorativi

I tempi SWIFT dipendono da troppi fattori per dare una garanzia univoca: numero di banche intermediarie, fuso orario del Paese di destinazione, controlli antiriciclaggio, valuta usata. Una stima realistica:

  • USA, UK, Canada (USD/GBP/CAD): 1-2 giorni lavorativi
  • Eurozona in valute non-euro (CHF, NOK, SEK): 1-2 giorni
  • Asia (CNY, JPY, HKD): 2-3 giorni
  • Paesi emergenti / valute esotiche: 3-5 giorni, talvolta di più

Suggerimento operativo: per i pagamenti SWIFT con scadenza, conta sempre almeno 3 giorni lavorativi di margine.

Cambio valuta: come funziona il markup Qonto

Quando paghi in valuta diversa dall’euro, la banca applica un tasso di cambio che non è quasi mai quello “puro” che vedi su Google. Capire questo punto è cruciale per non avere brutte sorprese sull’estratto conto.

Mid-market rate + markup

Il mid-market rate (o tasso interbancario) è il punto medio tra prezzo di acquisto e di vendita di una valuta sui mercati internazionali. È il riferimento “neutro”: quello che vedi cercando “EUR USD” su Google. Le banche e i conti business applicano sopra questo tasso un markup, ovvero un margine percentuale che è il loro guadagno sul cambio.

  • Banche tradizionali: markup tipico 1,5-3% (spesso non dichiarato in modo trasparente)
  • Qonto: markup contenuto, indicativamente 0,5-1% a seconda di valuta e piano
  • Wise: markup molto basso, generalmente 0,3-0,6% sulle valute principali
  • Revolut Business: mid-market puro entro un plafond mensile (oltre il plafond scatta il markup)

Confronto Qonto vs Wise per il cambio puro

Ecco la verità senza giri di parole: per il cambio valuta puro Wise resta più conveniente. Se hai un volume importante di bonifici in dollari, sterline o franchi e l’unica variabile che conta è “quanto perdo sul cambio”, la combinazione vincente è spesso questa:

  • Qonto come conto business principale: IBAN italiano, fatturazione elettronica, gestione team, F24, integrazione con commercialista
  • Wise come conto satellite per cambio: convertire grossi importi a costo minimo, poi rientrare su Qonto via SEPA Instant

Per chi invece privilegia la semplicità di un unico conto e ha volumi medi (sotto i 10.000 euro/mese in valuta), il markup Qonto è del tutto accettabile e si compensa ampiamente con il risparmio di tempo nel non dover gestire due piattaforme separate.

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Ricevere bonifici esteri su Qonto

Spesso si sottovaluta il lato “in entrata”, ma è quello dove i clienti esteri inciampano più frequentemente. Vediamo come configurare correttamente la ricezione.

Da clienti UE: gratis SEPA

Se hai un cliente in Francia, Germania, Spagna, Olanda o qualsiasi Paese SEPA che ti paga in euro, devi semplicemente fornire il tuo IBAN Qonto e (talvolta richiesto) il codice BIC/SWIFT. Il cliente farà un bonifico SEPA standard o Instant: l’accredito è gratuito, lo vedi nello stesso giorno o D+1.

Da USA, UK e altri Paesi extra-UE: SWIFT

Per ricevere pagamenti da clienti negli Stati Uniti, in UK in sterline, in Svizzera in franchi o da qualsiasi altro Paese fuori SEPA, il cliente userà il circuito SWIFT. Cosa serve fornire:

  • IBAN Qonto (italiano IT o tedesco DE, in base alla configurazione)
  • BIC/SWIFT (es. QNTOITM2XXX o equivalente)
  • Nome titolare esatto come da contratto Qonto
  • Indirizzo completo della sede legale
  • Charges: consigliato richiedere “OUR” (il mittente paga tutte le spese) per ricevere l’importo netto pieno

Tempi e commissioni in entrata

  • SEPA in entrata: sempre gratuito, accredito stesso giorno o D+1
  • SWIFT in entrata in euro: generalmente 0-5 euro di commissione di accredito (dipende dal piano)
  • SWIFT in entrata in valuta diversa: commissione di accredito + cambio applicato (a meno di non avere il sotto-conto multi-valuta)
  • Tempi: 1-3 giorni lavorativi per la maggior parte dei Paesi

Multi-valuta Qonto: tenere saldi in EUR, USD, GBP

Una delle funzionalità più interessanti per chi lavora con l’estero è la possibilità di tenere saldi in più valute direttamente sul conto Qonto, senza convertirli ogni volta. Questo è utilissimo quando ricevi e paghi nella stessa valuta.

  • Conto principale in euro: sempre presente, IBAN italiano o tedesco
  • Sotto-conti multi-valuta: EUR, USD, GBP (e altre principali) disponibili nei piani superiori
  • Operatività: ricevi in dollari, paghi in dollari, convertili solo quando ti conviene
  • Cambio interno: quando converti, viene applicato il markup Qonto sul mid-market

Esempio pratico: un web designer che fattura 5.000 dollari al mese a un cliente USA può ricevere i pagamenti sul sotto-conto USD, accumulare il saldo, e convertire in euro solo quando il cambio è favorevole, evitando di “subire” il tasso del momento ogni mese.

Casi d’uso: chi conviene davvero

Web designer con clienti USA

Marco è un web designer di Milano in regime forfettario, fattura circa 4.000-6.000 dollari al mese a clienti tra New York e Austin. Le sue esigenze:

  • Ricevere bonifici SWIFT in dollari senza commissioni eccessive
  • Tenere il saldo in USD ed evitare conversioni continue
  • Emettere fatture estere collegate al conto
  • Tracciare ogni movimento per il commercialista

Setup ideale: Qonto piano Business o Premium con sotto-conto USD, conversioni programmate quando il cambio supera una soglia obiettivo. In alternativa per i grossi importi: bonifico USD verso Wise, conversione, rientro su Qonto.

E-commerce dropshipping con fornitori cinesi

Sara gestisce un e-commerce di accessori, paga settimanalmente fornitori in Cina e Hong Kong. Esigenze:

  • Bonifici SWIFT in dollari o in CNY ad alta frequenza
  • Tempi rapidi e tracciabili (per non bloccare le spedizioni)
  • Costi contenuti per non erodere i margini
  • Riconciliazione automatica con la piattaforma e-commerce

Setup ideale: Qonto Smart o Premium con plafond SEPA illimitato e SWIFT a costo controllato, riconciliazione collegata via API alla piattaforma e-commerce. Per pagamenti molto frequenti in CNY, Wise può affiancare come “secondo conto” specialmente se i fornitori accettano bonifici in valuta locale.

Consulente con clienti UE

Andrea è un consulente IT che fattura aziende in Germania, Francia e Paesi Bassi, importi medi 2.000-8.000 euro a fattura. Esigenze:

  • Bonifici SEPA in entrata gratuiti e immediati
  • IBAN europeo “amico” per evitare frizioni con i clienti tedeschi
  • Fatturazione elettronica integrata
  • Reverse charge IVA gestito correttamente

Setup ideale: Qonto Solo o Standard sufficiente nella maggior parte dei casi, con IBAN italiano. Se i clienti tedeschi insistono per un IBAN DE, è possibile attivare l’opzione di IBAN tedesco. Reverse charge gestito tramite il software di fatturazione integrato.

Confronto Qonto vs Wise vs Revolut Business

Qonto, Wise e Revolut Business sono tutti conti business “moderni” che permettono di gestire bonifici esteri, ma con focus diversi.

CaratteristicaQontoWise BusinessRevolut Business
Conto business completoSìParzialeSì
IBAN italianoSìNo (BE/EE)No (LT)
SEPA gratis illimitatiSì (piani sup.)LimitatiSì (piani sup.)
Markup cambio0,5-1%0,3-0,6%0% (con limiti)
Multi-valutaSì (EUR/USD/GBP)40+ valute25+ valute
F24 e fatturazione elettronicaSìNoLimitato
Best forConto business completo ITCambio puro / multi-valutaAziende digital-first globali

Conclusione del confronto: per la maggioranza delle partite IVA italiane con clienti esteri, Qonto offre il miglior compromesso tra completezza del conto business (F24, fattura elettronica, IBAN IT) e capacità di gestire bonifici esteri. Wise resta imbattibile sul cambio valuta puro per chi ha grossi volumi in valuta. Revolut Business è interessante per aziende già “tech-native” che operano su molti mercati ma può creare frizioni con clienti italiani per via dell’IBAN LT.

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Domande frequenti

1. Qonto fa bonifici esteri SWIFT?

Sì, Qonto consente di inviare e ricevere bonifici SWIFT in tutte le valute principali (USD, GBP, CHF, JPY, CAD, ecc.). La commissione fissa indicativa è di 5-10 euro per bonifico in uscita, a cui si aggiunge un markup sul cambio valuta. Le tempistiche di accredito vanno da 1 a 5 giorni lavorativi a seconda di Paese e valuta.

2. Quanto costa un bonifico SEPA con Qonto?

Sui piani superiori (Business, Smart, Premium) i bonifici SEPA sono illimitati e gratuiti, sia in entrata che in uscita. Sui piani entry-level c’è una soglia mensile inclusa (tipicamente 30 operazioni), oltre la quale si applica un costo unitario indicativo di 0,10-0,40 euro a bonifico.

3. Quanto tempo ci mette un bonifico SWIFT verso gli Stati Uniti?

Generalmente 1-2 giorni lavorativi. Le tempistiche dipendono da numero di banche intermediarie, fuso orario, controlli antiriciclaggio e cut-off di invio. Per pagamenti urgenti, conta sempre almeno 3 giorni lavorativi di margine.

4. Qonto ha conti multi-valuta?

Sì, sui piani superiori è possibile attivare sotto-conti in valute diverse dall’euro (tipicamente EUR, USD, GBP). Permettono di ricevere e pagare nella stessa valuta senza conversione, e di effettuare il cambio solo quando conviene.

5. Conviene Wise rispetto a Qonto per i bonifici esteri?

Dipende dall’uso. Wise è più conveniente sul cambio valuta puro (markup più basso) ed è ottimo se hai grossi volumi in valuta estera. Qonto è migliore come conto business completo per partite IVA italiane (IBAN IT, F24, fattura elettronica, gestione team). Molti professionisti li usano insieme: Qonto come conto principale, Wise per le conversioni grosse.

6. Posso ricevere bonifici dagli USA su Qonto?

Sì. Devi fornire al cliente IBAN Qonto, codice BIC/SWIFT, nome titolare e indirizzo della sede legale. Il bonifico viaggia su circuito SWIFT con tempi di 1-2 giorni lavorativi e una commissione di accredito tipicamente di 0-5 euro più eventuale cambio se ricevi in dollari (azzerabile attivando il sotto-conto USD).

7. Cosa significano OUR, SHA, BEN nei bonifici SWIFT?

Sono codici che indicano chi paga le commissioni delle banche intermediarie. OUR: paga tutto il mittente (il beneficiario riceve l’importo netto pieno). SHA: spese condivise (mittente paga la propria banca, beneficiario paga le altre). BEN: paga tutto il beneficiario. Per ricevere l’importo pieno, chiedi al cliente di usare OUR.

8. I bonifici esteri Qonto compaiono nella fatturazione elettronica?

Sì. Qonto integra strumenti di fatturazione elettronica e permette di collegare ogni movimento (incluso il bonifico estero) alla relativa fattura emessa o ricevuta. Questo facilita il lavoro del commercialista e la riconciliazione contabile, anche con reverse charge IVA per i clienti UE.

In sintesi

Per chi gestisce bonifici esteri con regolarità, Qonto nel 2026 si conferma una scelta solida e competitiva: SEPA inclusi nei piani superiori, SWIFT in tutte le valute, multi-valuta, IBAN italiano e tutto integrato con la fatturazione elettronica. Per il cambio valuta puro su grandi volumi resta utile affiancare Wise. Per chi ha invece esigenze “italiane standard” con clienti europei, Qonto da solo copre il 100% delle necessità con un’esperienza fluida e tempi rapidi.

Hai dubbi su come gestire fiscalmente i ricavi da estero, il reverse charge UE o le ritenute USA? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna nella corretta dichiarazione e nelle scelte di pianificazione contabile per la tua partita IVA. Contattaci per una consulenza dedicata.

Agosto 6, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-06 08:00:002026-08-05 07:44:01Bonifici Estero con Qonto 2026: Costi, Tempi, Cambio Valuta
Qonto

Qonto e POS 2026: Integrazione con SumUp e Altri Lettori per Incassare con Carta

regime forfettario partita iva

Scelta in evidenza · Sponsor. Ricevere pagamenti con carta non è più un’opzione, ma una necessità per qualsiasi partita IVA che lavora a contatto con il pubblico. Dal bar al professionista, dall’estetista al negozio fisico, il POS è ormai uno strumento indispensabile tanto quanto il conto corrente. Ma cosa succede se hai scelto Qonto come banca digitale per la tua attività? Qonto non offre un POS proprietario, ma si integra perfettamente con i principali lettori di carte sul mercato (SumUp, Stripe, Nexi, myPOS), permettendoti di incassare con carta e ricevere gli accrediti direttamente sul tuo IBAN Qonto. In questa guida vediamo come funziona l’integrazione, quali sono le commissioni, i tempi di accredito e i casi d’uso pratici per ogni tipo di attività.

Disclosure trasparenza.

Questo articolo contiene link sponsorizzati a Qonto. Se apri un conto tramite i nostri link, il CAF Centro Fiscale riceve una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. La nostra opinione su Qonto resta indipendente e basata su test diretti con clienti partita IVA. Segnaliamo Qonto perché lo riteniamo realmente competitivo per chi cerca un conto business integrabile con i principali POS sul mercato.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è un POS e quando serve a una P.IVA
  2. Tipi di POS sul mercato nel 2026
  3. Qonto NON ha un POS proprio: si integra con altri
  4. Come collegare SumUp a Qonto: guida pratica
  5. Altri POS compatibili con Qonto: Stripe, PayPal, myPOS, Nexi
  6. Confronto commissioni POS principali (2026)
  7. POS e fatturazione elettronica: collegamento per tracciatura
  8. Casi d’uso pratici: quale POS scegliere con Qonto
  9. Tempi di accredito su Qonto dai vari POS
  10. Domande frequenti su Qonto e POS

Cos’è un POS e quando serve a una P.IVA

POS è l’acronimo di Point of Sale, ovvero il dispositivo (fisico o virtuale) che consente di accettare pagamenti elettronici tramite carta di debito, credito o prepagata. In Italia, dal 30 giugno 2022, tutti i titolari di partita IVA che vendono beni o servizi al pubblico sono obbligati ad accettare pagamenti con carta, pena sanzioni di 30 euro più il 4% del valore della transazione rifiutata.

Il POS serve quindi a:

  • Rispettare l’obbligo di legge per chi vende a privati consumatori;
  • Offrire un servizio moderno ai clienti che pagano sempre meno in contante;
  • Tracciare gli incassi ai fini contabili e fiscali;
  • Ridurre i rischi di gestione contante (furti, errori di cassa, depositi in banca);
  • Velocizzare l’incasso rispetto a bonifici o assegni.

Le commissioni POS sono interamente deducibili come costo di esercizio e fino al 2025 erano coperte da un credito d’imposta del 30%. Per le micropartite IVA che incassano fino a 400 euro al giorno, le commissioni sono spesso irrisorie e ampiamente compensate dai vantaggi.

Tipi di POS sul mercato nel 2026

Non tutti i POS sono uguali. Esistono quattro tipologie principali, ognuna pensata per esigenze diverse.

POS fisico tradizionale

È il classico terminale che si trova nei negozi: dispositivo collegato via cavo o WiFi, con stampante per ricevuta integrata. I principali fornitori sono Nexi, Worldline, Axerve, Banca Sella. Tipico di bar, ristoranti, supermercati, farmacie. Ha un costo mensile (10-25 euro) ma commissioni transazionali molto basse (0,5-1,2%). Adatto a chi fa volumi alti (oltre 3.000 euro al mese di incassi con carta).

POS mobile (SumUp, Square, myPOS)

Piccoli lettori bluetooth o autonomi con SIM integrata, si collegano a smartphone o tablet tramite app. Costano poco (29-89 euro una tantum, zero canone), sono perfetti per professionisti in trasferta, mercatali, fiere, eventi. Le commissioni sono fisse per transazione (1,49-1,95%). Marche più popolari: SumUp Air, SumUp Solo, Square Reader, myPOS Go, Tinaba. È la categoria più usata dalle micro partite IVA in regime forfettario.

POS virtuale (per e-commerce)

Non è un dispositivo fisico ma una integrazione software per accettare pagamenti online sul proprio sito web o piattaforma e-commerce. I principali sono Stripe, PayPal, Klarna, Satispay Business, Nexi XPay, GestPay. Le commissioni sono più alte (1,4-2,9% più 0,25 euro a transazione) per coprire i rischi di frode online. Indispensabile per chi vende online o emette link di pagamento.

POS smartphone (Apple Tap to Pay, Android Tap to Phone)

La novità degli ultimi anni: il telefono diventa il POS, senza bisogno di alcun lettore esterno. Si appoggia la carta del cliente direttamente sullo schermo dell’iPhone o di uno smartphone Android NFC, e il pagamento è istantaneo. Apple ha lanciato Tap to Pay in Italia nel 2024 (compatibile con SumUp e Stripe), Android ha la tecnologia equivalente. Zero costi hardware, commissioni standard del POS mobile collegato.

Qonto NON ha un POS proprio: si integra con altri

È importante chiarire subito un punto che spesso genera confusione: Qonto non offre un POS proprietario. A differenza di alcune banche tradizionali (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banca Sella) che vendono i loro terminali POS branded, Qonto ha scelto un modello diverso: essere una banca business orizzontalmente compatibile con i principali fornitori di POS sul mercato.

Cosa significa in pratica? Significa che con Qonto puoi:

  • Acquistare il POS che preferisci (SumUp, Stripe, Nexi, myPOS) presso il rispettivo fornitore;
  • Indicare il tuo IBAN Qonto come conto di accredito durante la registrazione del POS;
  • Ricevere gli incassi automaticamente sul conto Qonto, di solito con tempi compresi tra 1 e 2 giorni lavorativi;
  • Visualizzare le transazioni POS nell’app Qonto come bonifici in entrata identificati per fornitore (es. “SumUp Payments LTD”).

Questa scelta ha sia vantaggi che svantaggi. Il vantaggio principale è la libertà di scegliere il POS più adatto alla propria attività, senza essere vincolati a un terminale di scarsa qualità o con commissioni alte. Lo svantaggio è che devi gestire due rapporti separati (uno con la banca, uno con il fornitore POS) e in caso di problema con l’incasso devi capire se la responsabilità è del POS o della banca.

Per la maggior parte delle partite IVA, comunque, il modello Qonto è ampiamente conveniente: si combina un conto business moderno e ricco di funzioni (fatturazione, multi-utente, carte virtuali) con un POS scelto liberamente in base al volume di incassi.

Come collegare SumUp a Qonto: guida pratica

SumUp è il POS mobile più usato in Italia dalle micropartite IVA, ed è perfettamente compatibile con Qonto. Vediamo passo per passo come configurare il collegamento.

Step 1: Apertura del conto SumUp con accredito su IBAN Qonto

Quando crei l’account SumUp tramite il sito sumup.it o l’app, ti viene chiesto di indicare un IBAN per ricevere gli incassi. Inserisci il tuo IBAN Qonto (lo trovi nell’app Qonto, sezione “Conto”). SumUp accetta IBAN italiani, francesi, tedeschi e di tutti i paesi SEPA, quindi non c’è alcun problema con il fatto che Qonto sia una banca francese con IBAN italiano (ricorda: dal 2022 Qonto ha IBAN italiani IT con prefisso IT).

Step 2: Verifica dell’identità e del conto

SumUp esegue una piccola verifica dell’IBAN tramite micro-bonifico (1 centesimo) o controllo SEPA. Questa verifica richiede 1-3 giorni lavorativi. Una volta verificato, il conto SumUp è attivo e può accettare pagamenti con il tuo lettore.

Step 3: Acquisto del lettore SumUp

I modelli più venduti sono:

  • SumUp Air: 39 euro, lettore bluetooth con app smartphone obbligatoria;
  • SumUp Solo: 79 euro, lettore autonomo con SIM integrata e schermo touch;
  • SumUp Solo Lite: 49 euro, versione ridotta del Solo;
  • SumUp 3G: 99 euro, con stampante integrata, ideale per ristoranti.

Step 4: Tempistiche di accredito su Qonto

Una volta incassato un pagamento con SumUp, l’importo viene accreditato sul tuo conto Qonto in 1-2 giorni lavorativi. SumUp opera bonifici cumulativi giornalieri, quindi se durante il giorno hai incassato 500 euro suddivisi in 8 transazioni, ricevi un unico bonifico da 500 euro (al netto delle commissioni) il giorno lavorativo successivo. Nei weekend gli accrediti slittano al lunedì.

Step 5: Commissioni SumUp

SumUp applica una commissione fissa dell’1,49% per transazione, indipendentemente dal tipo di carta (Visa, Mastercard, American Express, bancomat). Non ci sono canoni mensili, né spese di installazione, né commissioni nascoste. Se incassi 100 euro, ricevi 98,51 euro su Qonto. Se incassi 1.000 euro, ricevi 985,10 euro. Per pagamenti tramite link inviato via email/WhatsApp (SumUp Payment Link), la commissione sale al 2,5%.

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Altri POS compatibili con Qonto: Stripe, PayPal, myPOS, Nexi

Oltre a SumUp, Qonto si integra con praticamente tutti i POS in commercio, sia fisici che virtuali. Vediamo i principali.

Stripe (POS virtuale e fisico)

Stripe è la piattaforma di pagamento online preferita dalle startup e dagli e-commerce. Si integra con WooCommerce, Shopify, PrestaShop, Magento e siti custom. Commissioni: 1,4% più 0,25 euro per carte SEPA, 2,5% per carte non europee. Stripe accredita su IBAN Qonto in 7 giorni dalla prima transazione (poi i tempi si riducono a 2-3 giorni). Stripe vende anche un POS fisico (Stripe Reader S700) compatibile con Qonto.

PayPal Here / Zettle by PayPal

PayPal ha integrato Zettle (acquisita nel 2018) come soluzione POS mobile. Il lettore costa 29 euro, le commissioni sono dell’1,75% per transazione. L’accredito avviene prima sul wallet PayPal, poi puoi trasferire i soldi su IBAN Qonto manualmente o impostare un trasferimento automatico giornaliero. Tempi: 1-2 giorni lavorativi.

myPOS

myPOS è un competitor diretto di SumUp con sede in Bulgaria. Offre lettori a partire da 29 euro e commissioni dell’1,75% per transazione. Il vantaggio è il conto myPOS integrato con IBAN proprio, ma puoi comunque scegliere di accreditare su IBAN Qonto. Tempi di accredito: 1 giorno lavorativo.

Nexi (POS fisico tradizionale)

Nexi è il leader italiano dei POS fisici, ex CartaSi. Compatibile al 100% con Qonto: durante l’attivazione del POS Nexi indichi l’IBAN Qonto come conto di accredito. Le tariffe Nexi variano molto: SmartPOS Mini ha canone 0 euro e commissioni 1,2-1,9%; SmartPOS Easy ha canone 9,90 euro al mese ma commissioni 0,5-0,95%. Tempi accredito: 1-2 giorni lavorativi (D+1 per le carte di debito europee, D+2 per le carte di credito).

Worldline / Axerve / Banca Sella

Tutti i grandi acquirer italiani (Worldline, Axerve, Sella Pay) accettano IBAN Qonto come conto di accredito. La procedura è sempre la stessa: durante l’attivazione del POS si indica l’IBAN business e si attendono 5-10 giorni per la verifica e l’attivazione del servizio.

Confronto commissioni POS principali (2026)

POSCosto lettoreCanone mensileCommissione transazioneTempi accredito
SumUp Air39€0€1,49%1-2 gg
SumUp Solo79€0€1,49%1-2 gg
myPOS Go29€0€1,75%1 g
Stripe Reader59€0€1,4% + 0,25€2-7 gg
PayPal Zettle29€0€1,75%1-2 gg
Nexi SmartPOS Mini0€0€1,2-1,9%1-2 gg
Nexi SmartPOS Easy0€9,90€0,5-0,95%1-2 gg

Regola pratica: per incassi inferiori a 2.000 euro al mese conviene un POS mobile come SumUp o myPOS (zero canone). Per incassi superiori conviene un POS fisico Nexi o Worldline con canone mensile ma commissioni più basse.

POS e fatturazione elettronica: collegamento per tracciatura

Dal 2023 c’è un nuovo obbligo per le partite IVA che usano POS: la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. Per chi emette scontrino elettronico (commercianti, ristoratori, parrucchieri), il POS deve essere collegato al registratore telematico per evitare disallineamenti tra incassi POS e corrispettivi dichiarati.

Per chi emette fattura elettronica (professionisti, consulenti, B2B), il collegamento POS-fattura non è obbligatorio ma fortemente consigliato per evitare errori contabili. Le piattaforme di fatturazione moderne (Fatture in Cloud, Aruba, Fatturapro, e ovviamente Qonto stesso che ha la fatturazione integrata) consentono di importare automaticamente le transazioni POS e generare la fattura corrispondente.

Qonto in particolare ha un sistema di tagging automatico delle transazioni in entrata: quando ricevi un bonifico da SumUp o Stripe, l’app lo riconosce e lo classifica come “Incassi POS”, facilitando enormemente la riconciliazione bancaria a fine mese e l’export al commercialista.

Casi d’uso pratici: quale POS scegliere con Qonto

Caso 1: Bar/ristorante con POS Nexi + Qonto

Profilo: bar in centro città, 200 transazioni al giorno, 4.500 euro di incassi giornalieri di cui 70% con carta.

Configurazione consigliata: Nexi SmartPOS Easy (canone 9,90 euro, commissione 0,75% media) + conto Qonto Business con piano Smart o Premium per gestire più carte (cassa, magazzino, gestore) e import automatico in fatturazione. Risparmio annuo rispetto a un POS bancario tradizionale: circa 800-1.200 euro.

Caso 2: Estetista a domicilio con SumUp + Qonto

Profilo: estetista in regime forfettario che lavora a domicilio dei clienti, 30-40 trattamenti al mese, ticket medio 50 euro.

Configurazione consigliata: SumUp Air (39 euro una tantum) o SumUp Solo per evitare di portare lo smartphone + conto Qonto Solo Basic (9 euro al mese) con fatturazione elettronica integrata. Total cost: ~150 euro all’anno per avere POS, conto e fatturazione gestiti da un solo dashboard.

Caso 3: E-commerce con Stripe + Qonto

Profilo: shop online di artigianato su Shopify, 80 ordini al mese, ticket medio 70 euro, 5.600 euro di fatturato mensile.

Configurazione consigliata: Stripe per pagamenti carte (1,4% + 0,25 euro) + PayPal come secondo gateway (preferito da molti clienti) + conto Qonto Business Smart per ricevere accrediti separati e tracciati. La possibilità di Qonto di creare sotto-conti dedicati permette di separare gli incassi Stripe da quelli PayPal e da quelli IVA, semplificando enormemente la contabilità.

Caso 4: Libero professionista con POS smartphone + Qonto

Profilo: consulente che incassa occasionalmente con carta, 4-5 transazioni al mese, ticket alto 200-500 euro.

Configurazione consigliata: Apple Tap to Pay abbinato a SumUp app (zero hardware) + conto Qonto Solo Standard. Il professionista usa il proprio iPhone come POS, paga la commissione SumUp dell’1,49% solo quando effettivamente incassa, e riceve tutto sul conto Qonto integrato con la fatturazione.

Tempi di accredito su Qonto dai vari POS

Riassumiamo in modo pratico i tempi di accredito sul conto Qonto dai principali POS del mercato:

  • SumUp: 1-2 giorni lavorativi (bonifico cumulativo giornaliero);
  • myPOS: 1 giorno lavorativo (uno dei più rapidi del mercato);
  • Stripe: 7 giorni la prima transazione, poi 2 giorni standard;
  • PayPal Zettle: 1 giorno (manuale o automatico, va impostato);
  • Nexi: D+1 per carte di debito europee, D+2 per carte di credito;
  • Worldline/Axerve: D+1 per la maggior parte delle transazioni;
  • Banca Sella: D+2 per carte di debito, D+3 per carte di credito.

Importante: i bonifici dei POS arrivano su Qonto in tempo reale grazie al sistema SCT Inst (Bonifici Istantanei SEPA). Una volta che il POS dispone il bonifico, Qonto lo accredita immediatamente, anche se il fornitore POS impiega alcuni giorni a processarlo.

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Domande frequenti su Qonto e POS

Qonto ha un POS proprio?

No, Qonto non vende un POS proprietario. Si integra con tutti i principali fornitori del mercato: SumUp, Stripe, Nexi, myPOS, PayPal, Worldline, Axerve. Indichi il tuo IBAN Qonto come conto di accredito durante l’attivazione del POS scelto e ricevi gli incassi sul conto.

SumUp accetta IBAN Qonto?

Sì, SumUp accetta perfettamente l’IBAN italiano IT di Qonto. La verifica iniziale richiede 1-3 giorni lavorativi tramite micro-bonifico, poi gli accrediti diventano automatici (1-2 giorni lavorativi per ogni incasso).

Quanto costa la commissione SumUp con Qonto?

SumUp applica una commissione fissa dell’1,49% per ogni transazione, indipendentemente dal tipo di carta utilizzata. Non ci sono canoni mensili né commissioni aggiuntive da parte di Qonto sull’accredito ricevuto.

Quanto tempo impiega un incasso POS ad arrivare su Qonto?

Dipende dal POS: SumUp 1-2 giorni, myPOS 1 giorno, Nexi 1-2 giorni, Stripe 2-7 giorni. Una volta che il POS dispone il bonifico, Qonto lo accredita istantaneamente grazie al sistema SCT Inst.

Posso usare Stripe con Qonto per il mio e-commerce?

Sì, l’integrazione Stripe + Qonto è molto comune per chi gestisce un e-commerce. Stripe accetta IBAN Qonto come conto di accredito, le commissioni sono dell’1,4% + 0,25 euro per carte SEPA. La prima transazione viene accreditata in 7 giorni, le successive in 2-3 giorni.

Le commissioni POS sono deducibili?

Sì, le commissioni POS sono integralmente deducibili come costo di esercizio per le imprese in contabilità ordinaria/semplificata. Per i forfettari non si deducono i costi (regime forfetario fisso) ma comunque le commissioni vengono trattenute prima dell’accredito.

Posso usare il telefono come POS con Qonto?

Sì, tramite Apple Tap to Pay (su iPhone) o Android Tap to Phone, abbinati all’app SumUp o Stripe. Il telefono diventa il POS senza bisogno di hardware esterno, e gli incassi vanno automaticamente sul conto Qonto. La commissione resta quella standard del POS associato (1,49% per SumUp).

Cosa succede se il POS si guasta?

Il rapporto contrattuale è tra te e il fornitore POS (SumUp, Nexi, Stripe), quindi devi rivolgerti al loro supporto. Qonto non ha responsabilità sul POS, ma il conto bancario continua a funzionare normalmente. Una buona pratica è tenere come backup un secondo POS (es. SumUp Air come riserva al Nexi principale) per non perdere incassi.

Articolo aggiornato a maggio 2026. Le commissioni e le condizioni dei POS possono variare nel tempo: verifica sempre i siti ufficiali dei fornitori prima dell’attivazione. Le informazioni fornite hanno scopo divulgativo e non costituiscono consulenza professionale: per la scelta del POS più adatto alla tua attività rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.

Agosto 2, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-02 08:00:002026-08-05 07:44:23Qonto e POS 2026: Integrazione con SumUp e Altri Lettori per Incassare con Carta
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Questo articolo contiene link sponsorizzati a Qonto. Se apri un conto tramite i link presenti, Centro Fiscale potrebbe ricevere una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Il contenuto resta indipendente e basato su informazioni verificate (Direttiva 2014/92/UE, normativa italiana sulla portabilita del conto).

Stai pensando di cambiare banca e passare a Qonto? Che tu provenga da una banca tradizionale (Intesa, Unicredit, BPER, Banco BPM) o da un altro fintech (Revolut, N26, Hype), la procedura di portabilita del conto e oggi gratuita, automatica e regolata dalla legge. Grazie alla Direttiva europea 2014/92/UE recepita in Italia, il trasferimento di bonifici, addebiti diretti e accrediti avviene in massimo 12 giorni lavorativi, senza che tu debba contattare singolarmente fornitori, datore di lavoro o clienti.

In questa guida vediamo passo per passo come cambiare banca per Qonto nel 2026: la procedura completa, i tempi reali, cosa migra automaticamente e cosa devi gestire manualmente, gli errori frequenti da evitare e quando il cambio conviene davvero. La guida e pensata sia per privati e liberi professionisti sia per imprese e SRL che hanno saldo, bonifici ricorrenti, RID/SDD e accrediti stipendi da trasferire.

Disclosure trasparente

Cos’e questo articolo: una guida tecnica al cambio banca verso Qonto, scritta secondo le regole della Direttiva UE 2014/92 sulla mobilita bancaria e del D.Lgs. 37/2017 di recepimento in Italia.

Affiliazione: i link a Qonto presenti in questa pagina sono link partner. Se apri un conto, Centro Fiscale puo ricevere una commissione, ma per te il prezzo non cambia (anzi, in alcuni casi accedi a promozioni dedicate).

Indipendenza editoriale: consigliamo Qonto perche e un istituto di pagamento autorizzato Banca d’Italia (Albo IP n. 36821) e perche supporta la procedura di portabilita standard SEPA.

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Indice dei contenuti

  1. Servizio bonifico SEPA: la portabilita del conto
  2. Direttiva 2014/92/UE: la cornice legale della mobilita
  3. Procedura cambio banca verso Qonto: i 5 passaggi
  4. Cosa migra automaticamente
  5. Cosa NON migra (e devi gestire tu)
  6. Comunicazione clienti del nuovo IBAN
  7. Tempi totali: 12-15 giorni lavorativi
  8. Costi: gratuiti per legge
  9. Errori frequenti e come evitarli
  10. Quando cambiare banca conviene
  11. FAQ – Domande frequenti

Servizio bonifico SEPA: la portabilita del conto

Il termine corretto in ambito bancario e “servizio di trasferimento del conto” (account switching service), comunemente chiamato portabilita del conto corrente. Si tratta di una procedura standardizzata a livello europeo che permette di spostare in modo automatico, dal vecchio istituto al nuovo, tutti i flussi finanziari ricorrenti collegati a un conto: saldo residuo, bonifici programmati, addebiti diretti SEPA (RID/SDD), accrediti stipendio o pensione.

Il principio cardine e la completa automazione: tu firmi un solo modulo presso la nuova banca (Qonto, in questo caso) e sono le due banche a comunicare tra loro tramite un canale SEPA dedicato. Non devi piu girare per uffici, mandare PEC o chiamare l’assistenza del vecchio istituto. La normativa parla di obbligo di cooperazione: la banca cedente non puo opporsi e deve trasmettere i dati entro tempi precisi.

Qonto, come istituto di pagamento autorizzato e operante nello spazio SEPA, partecipa a questo schema di portabilita esattamente come una banca tradizionale. Il tuo IBAN sara italiano (codice paese IT) e potra ricevere bonifici, accrediti F24, NoiPA, INPS senza alcuna distinzione rispetto a un conto Intesa o Unicredit.

Direttiva 2014/92/UE: la cornice legale della mobilita

La Direttiva 2014/92/UE (cosiddetta Payment Accounts Directive o PAD) e la norma europea che ha rivoluzionato la mobilita bancaria. Recepita in Italia con il D.Lgs. 15 marzo 2017 n. 37, ha introdotto tre principi fondamentali validi per tutti i conti di pagamento dei consumatori (e in larga parte estesi anche ai professionisti):

  • Diritto al trasferimento gratuito: la banca cedente non puo addebitare alcun costo per il trasferimento dei servizi di pagamento collegati al conto.
  • Tempi massimi vincolanti: 12 giorni lavorativi dalla richiesta per completare il trasferimento di bonifici e domiciliazioni.
  • Indennizzo automatico: in caso di ritardo o errore della banca, il cliente ha diritto al rimborso di spese e interessi pagati, senza dover dimostrare il danno.

La Banca d’Italia ha emanato anche specifiche Disposizioni di vigilanza in tema di trasparenza che regolano la comunicazione precontrattuale: prima della firma del modulo di portabilita, Qonto e tenuta a fornirti il foglio informativo, l’elenco delle operazioni che saranno trasferite e i tempi di completamento. Tutto e tracciato, tutto e gratuito, tutto avviene per via telematica.

Questa cornice legale e il motivo per cui oggi puoi cambiare banca senza il timore di perdere stipendi, dimenticare un’utenza non pagata o vedersi rifiutato un addebito ricorrente. La responsabilita del trasferimento corretto e sulla banca, non sul cliente.

Procedura cambio banca verso Qonto: i 5 passaggi

Il cambio banca verso Qonto si articola in cinque passaggi sequenziali. La parte attiva richiesta al cliente e ridotta al minimo: in pratica solo i punti 1 e 2. Tutto il resto (firma del modulo, comunicazione tra banche, trasferimento dei flussi) avviene in automatico secondo il calendario di legge.

1. Apri il conto Qonto (10 minuti)

L’apertura avviene interamente online tramite sito o app Qonto. Tempo necessario: 10-15 minuti reali. Servono:

  • Documento d’identita valido (carta o passaporto)
  • Codice fiscale
  • Selfie video per il riconoscimento KYC (Know Your Customer)
  • Per professionisti: numero di Partita IVA
  • Per SRL/SAS: visura camerale, statuto, dati dei beneficiari effettivi

Dopo la verifica (poche ore lavorative per privati e professionisti, 24-48 ore per societa) ricevi via email l’IBAN definitivo italiano (formato IT XX X 36821 …). A quel punto il conto e operativo per ricevere bonifici e iniziare la procedura di portabilita.

2. Comunica al vecchio istituto la migrazione

Qui c’e una buona notizia: in realta non devi comunicare nulla tu. La normativa prevede che sia la banca ricevente (Qonto) a contattare la banca cedente per conto del cliente. Quello che fai tu e autorizzare Qonto a comunicare con la vecchia banca tramite il modulo di trasferimento (passo 3). Questo passaggio sostituisce le vecchie raccomandate A/R, le PEC e le visite in filiale.

Tu puoi comunque, in via prudenziale, avvisare il tuo gestore della vecchia banca per conoscenza, ma non e un obbligo: la richiesta formale parte da Qonto.

3. Compila il modulo di trasferimento (gratuito, 12 giorni lavorativi)

Dall’app Qonto, sezione Servizi → Trasferimento conto, compili il modulo standard di portabilita. Devi indicare:

  • IBAN del conto vecchio
  • Nome della banca cedente
  • Quali servizi trasferire (saldo, bonifici uscita ricorrenti, bonifici entrata, addebiti SEPA)
  • Data di chiusura desiderata del vecchio conto (puoi tenerlo aperto in parallelo o chiuderlo automaticamente)
  • Eventuali bonifici da escludere (es. addebiti che vuoi sospendere)

La firma e digitale (OTP via SMS o riconoscimento biometrico). Da quel momento parte il cronometro dei 12 giorni lavorativi: entro questo termine il trasferimento deve essere completato, pena indennizzo automatico al cliente.

4. Trasferimento automatico di saldo, bonifici ricorrenti, RID/SDD

Nei 12 giorni lavorativi previsti dalla legge, le due banche dialogano tra loro via SEPA. Qonto riceve dalla banca cedente l’elenco completo di:

  • Saldo positivo, che viene trasferito via bonifico al nuovo IBAN
  • Bonifici ricorrenti programmati (es. affitto, rate finanziamenti, asilo dei figli)
  • Addebiti diretti SEPA Direct Debit (utenze luce, gas, telefonia, abbonamenti)
  • Bonifici entrata ricorrenti (stipendio, NoiPA, INPS, accrediti clienti abituali)

Qonto attiva tutti i servizi sul nuovo conto e contestualmente la banca cedente li disattiva sul vecchio. Per gli addebiti diretti, Qonto invia ai creditori (es. Enel, A2A, TIM) il nuovo mandato SEPA con il nuovo IBAN: i pagamenti continuano senza interruzione.

5. Comunicazione al cliente del nuovo IBAN

Al termine della procedura ricevi da Qonto una conferma scritta con:

  • Elenco di tutte le operazioni trasferite con esito (OK / da gestire manualmente)
  • Data effettiva di chiusura del vecchio conto (se richiesta)
  • Conferma trasferimento del saldo
  • Eventuali servizi non migrati con indicazione di cosa fare

Da quel momento il tuo conto principale e Qonto. Inizia la fase di comunicazione del nuovo IBAN a clienti, datore di lavoro o committenti (vedi sezione dedicata piu avanti).

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Cosa migra automaticamente

La portabilita del conto verso Qonto trasferisce in automatico i quattro flussi piu importanti della tua operativita bancaria. Vediamoli nel dettaglio.

Saldo del conto

Alla data di chiusura del vecchio conto, il saldo positivo viene trasferito via bonifico al tuo nuovo IBAN Qonto. Il giorno di valuta e quello di esecuzione, senza spese. Se sei in scoperto (saldo negativo), invece, devi sanare la posizione prima della chiusura: il vecchio istituto puo rifiutare la portabilita finche il conto non e in pari.

Bonifici programmati

Tutti i bonifici ricorrenti in uscita impostati sul vecchio conto (affitto, rate auto, abbonamenti annuali, contributi previdenziali, donazioni) vengono ricreati identici sul conto Qonto, mantenendo:

  • IBAN del beneficiario
  • Importo
  • Causale
  • Frequenza (mensile, trimestrale, annuale)
  • Data di prossima esecuzione

Domiciliazioni utenze (RID/SDD)

Le domiciliazioni dirette SEPA sono i mandati con cui autorizzi Enel, A2A, TIM, Vodafone, l’assicuratore o l’amministratore di condominio a prelevare l’importo direttamente dal conto. La portabilita comunica a tutti i creditori il nuovo IBAN: i mandati restano validi, cambia solo la coordinata bancaria di addebito. Non devi rifirmare nulla.

Stipendi e accrediti automatici

Anche i bonifici in entrata ricorrenti vengono migrati: stipendio dal datore di lavoro, accrediti NoiPA per i pubblici dipendenti, pensione INPS, rimborsi periodici. Qonto comunica il nuovo IBAN al pagatore identificato dalla banca cedente. Per maggiore sicurezza, e comunque consigliabile verificare con il datore di lavoro che la modifica sia stata recepita prima dello stipendio successivo (vedi sezione errori frequenti).

Cosa NON migra (e devi gestire tu)

La portabilita SEPA copre tutti i flussi di pagamento, ma non i prodotti accessori e non gli strumenti fisici. Ecco cosa devi gestire manualmente.

Carte di credito e debito

Le carte di pagamento sono legate fisicamente al vecchio conto e non possono essere “trasportate” sul nuovo. Una volta aperto Qonto richiedi:

  • Carte fisiche Mastercard (One, Plus, X) consegnate in 5-7 giorni lavorativi
  • Carte virtuali immediatamente attivabili dall’app per acquisti online
  • Carte aggiuntive per dipendenti o collaboratori (per i piani business)

Importante: non distruggere subito le vecchie carte. Tieni le vecchie attive almeno qualche settimana per coprire eventuali addebiti residui o transazioni in corso che la portabilita non ha ancora intercettato.

Conti deposito

Eventuali conti deposito vincolati o liberi presso la vecchia banca non vengono trasferiti. Sono prodotti separati con regole proprie. Decidi se:

  • Mantenerli aperti finche il vincolo non scade (per non perdere gli interessi maturati)
  • Chiuderli anticipatamente (con eventuale penale e perdita degli interessi)
  • Trasferire la liquidita su un nuovo conto deposito Qonto o altro istituto

Fondi, titoli, obbligazioni e dossier titoli

Qonto e un istituto di pagamento, non gestisce dossier titoli ne servizi di investimento. Se hai fondi comuni, ETF, azioni, obbligazioni o BTP presso la vecchia banca, hai due strade:

Altri prodotti che non migrano: mutui, prestiti personali, fidi, polizze vita collegate, libretti di risparmio, cassette di sicurezza. Per ciascuno, valuta se chiudere o mantenere separatamente.

Comunicazione clienti del nuovo IBAN: come gestirla

Se sei libero professionista, partita IVA, SRL o ditta individuale, hai un punto in piu da gestire dopo il cambio banca: comunicare il nuovo IBAN ai tuoi clienti, perche i bonifici dei clienti non sono pagamenti ricorrenti automatizzati e quindi non rientrano nel SEPA SDD: arrivano solo se il cliente sa dove inviarli.

Ecco una checklist operativa per non perdere incassi:

  • Aggiorna il software di fatturazione elettronica con il nuovo IBAN (Aruba, Fatture in Cloud, TeamSystem). Da quel momento ogni nuova fattura riportera l’IBAN Qonto.
  • Invia una comunicazione ufficiale via PEC o email a tutti i clienti attivi, con oggetto chiaro tipo “Aggiornamento coordinate bancarie”. Includi vecchio IBAN, nuovo IBAN e data dalla quale e attivo.
  • Aggiorna il sito web e i contratti standard dove l’IBAN e indicato.
  • Verifica i bonifici grossi in arrivo nei 30 giorni successivi: se un cliente ha gia preparato un bonifico con il vecchio IBAN, finche il vecchio conto e aperto sara accreditato li, altrimenti tornera al mittente.
  • Mantieni il vecchio conto aperto almeno 60-90 giorni per “raccogliere” bonifici di clienti distratti, poi chiudi.

Per i dipendenti privati, basta consegnare il nuovo IBAN al datore di lavoro tramite mail o portale HR. La modifica viene applicata dal mese successivo. Per i pubblici dipendenti su NoiPA la modifica si fa direttamente dal portale Self Service del Mef.

Tempi totali: 12-15 giorni lavorativi

Dal momento in cui apri il conto Qonto fino al completamento della portabilita, i tempi reali sono questi:

  • Giorno 1: apertura conto online (10 minuti) e attivazione KYC
  • Giorni 2-3: verifica identita e ricezione IBAN definitivo
  • Giorno 4: compilazione e firma digitale del modulo di portabilita
  • Giorni 5-16: finestra dei 12 giorni lavorativi per il trasferimento (la legge fissa il termine massimo, in pratica spesso si chiude prima)
  • Giorni 17-18: notifica conferma di Qonto, chiusura vecchio conto e trasferimento saldo

Quindi, dall’apertura del conto Qonto alla chiusura del vecchio: 15-18 giorni di calendario, di cui solo 12 sono giorni lavorativi vincolati per legge. Se la banca cedente sfora i tempi, hai diritto a indennizzo automatico per spese sostenute (es. bollette pagate due volte, interessi su scoperti accidentali).

Costi: gratuiti per legge

La portabilita del conto e gratuita per legge. Lo stabilisce l’art. 126-decies del Testo Unico Bancario (introdotto dal D.Lgs. 37/2017): la banca cedente non puo addebitare alcun costo per il trasferimento dei servizi di pagamento o per la chiusura del conto. Non sono ammesse:

  • Spese di chiusura del vecchio conto
  • Commissioni per trasferimento saldo
  • Penali per recesso anticipato di un conto a tempo indeterminato
  • Costi di “istruttoria portabilita” o simili dizioni creative

Sono invece dovute (e legittime):

  • Imposta di bollo annuale (34,20 euro persone fisiche, 100 euro persone giuridiche) calcolata pro-quota fino al giorno di chiusura
  • Eventuali rate residue di canoni anticipati gia maturati
  • Penali su prodotti distinti (es. recesso anticipato di un conto deposito vincolato): non rientrano nella portabilita

Lato Qonto: l’apertura del conto e gratuita, il canone dipende dal piano scelto (Standard, Smart, Premium per privati e professionisti, oppure Basic, Smart, Premium, Enterprise per societa). Tutti i piani prevedono 30 giorni di prova senza vincoli di permanenza: se cambi idea, chiudi e basta.

Errori frequenti e come evitarli

Anche se la procedura e semplificata, in pratica si ripetono alcuni errori ricorrenti che fanno perdere tempo o incassi. Eccoli con la relativa soluzione preventiva.

1. Chiudere il vecchio conto troppo presto

Se chiudi subito il vecchio conto, eventuali bonifici in arrivo da clienti distratti o residui tornano al mittente, allungando i pagamenti. Soluzione: tieni il vecchio conto aperto almeno 60-90 giorni dopo il completamento della portabilita.

2. Non avvisare il datore di lavoro

La portabilita comunica il nuovo IBAN al datore di lavoro, ma l’aggiornamento nei sistemi HR puo non essere immediato. Soluzione: invia tu stesso una mail all’ufficio paghe con il nuovo IBAN e una copia del modulo di portabilita firmato.

3. Dimenticare gli abbonamenti pagati con carta

Netflix, Spotify, Amazon Prime, palestra: questi non sono SEPA SDD ma addebiti su carta di pagamento, e quindi non vengono migrati. Se la vecchia carta viene chiusa, si bloccano. Soluzione: aggiorna manualmente la carta di pagamento in ciascun servizio prima di disattivare la vecchia.

4. Non controllare l’esito della portabilita

Qonto invia un report di esito, ma puo capitare che uno o due servizi richiedano rifirma (mandati SEPA piu vecchi, addebiti su contratti scaduti). Soluzione: leggi attentamente il report e gestisci subito gli “esclusi” prima della prima scadenza utile.

5. Saldo negativo non sanato

Se il vecchio conto e in scoperto, la banca puo rifiutare la portabilita finche non ripiani. Soluzione: prima di firmare il modulo di trasferimento, verifica il saldo e ripiana eventuale rosso (anche con un bonifico da Qonto, una volta arrivato l’IBAN definitivo).

Quando cambiare banca conviene

Cambiare banca verso Qonto conviene tipicamente in questi cinque scenari:

  • Apri partita IVA o costituisci una SRL e vuoi un conto dedicato a costi bassi, separato dal personale, con fatturazione elettronica integrata e API contabili.
  • Paghi piu di 10-15 euro al mese di canone bancario tradizionale per servizi che usi raramente (cassetta di sicurezza, bonifici allo sportello, libretti).
  • Operi in modo digitale (e-commerce, freelance, agenzia) e ti serve velocita, app efficiente e bonifici istantanei senza commissioni.
  • Hai un team o collaboratori e vuoi gestire piu utenti, carte multiple e permessi di approvazione bonifici (piani business).
  • Stai venendo da un altro fintech (Revolut, N26) e ti accorgi che ti serve un IBAN italiano vero, accettato per F24, NoiPA, INPS e Agenzia Entrate.

Quando NON conviene: se hai mutui, dossier titoli ricchi, fidi o servizi di consulenza patrimoniale gia consolidati nella banca attuale e il loro spostamento avrebbe costi/penali superiori al risparmio annuo. In questi casi, valuta un conto Qonto in parallelo (per il flusso operativo quotidiano) tenendo l’altro per i prodotti accessori.

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FAQ – Domande frequenti sul cambio banca verso Qonto

1. Quanto dura davvero la procedura di cambio banca verso Qonto?

Il termine massimo di legge per il trasferimento dei servizi di pagamento e di 12 giorni lavorativi dalla firma del modulo di portabilita (D.Lgs. 37/2017). Considerando l’apertura del conto Qonto (1-2 giorni) e la chiusura del vecchio (1-2 giorni), il processo completo dura 15-18 giorni di calendario. Se la banca cedente sfora, hai diritto a indennizzo automatico.

2. Devo chiudere il vecchio conto subito?

No, anzi: e consigliato tenerlo aperto 60-90 giorni dopo la portabilita, per “raccogliere” eventuali bonifici di clienti che usano ancora il vecchio IBAN o per gestire residui di addebiti su carta. Il vecchio conto puo restare attivo: paghi solo l’imposta di bollo pro-quota e l’eventuale canone (puoi chiedere il declassamento al conto base gratuito).

3. Il cambio banca verso Qonto e davvero gratuito?

Si, la procedura di portabilita e gratuita per legge (art. 126-decies TUB). La banca cedente non puo addebitare costi di trasferimento ne di chiusura del conto. Sono dovuti solo l’imposta di bollo pro-quota e eventuali rate maturate di canoni anticipati. Il canone Qonto, invece, dipende dal piano scelto e ha 30 giorni di prova gratuita.

4. Lo stipendio puo arrivare in ritardo durante la portabilita?

Normalmente no: la portabilita comunica il nuovo IBAN al datore di lavoro automaticamente. Per maggiore sicurezza, avvisa anche tu l’ufficio paghe via mail e tieni aperto il vecchio conto durante il primo mese. Se per qualche ragione lo stipendio arrivasse sul vecchio IBAN, viene comunque accreditato finche il conto e aperto.

5. Posso cambiare banca verso Qonto se ho un mutuo o un prestito in corso?

Si, il mutuo o il prestito non si trasferiscono automaticamente: restano alla banca originaria, che continuera ad addebitare la rata sul tuo nuovo IBAN Qonto via SEPA SDD. Se vuoi spostare anche il mutuo, e una procedura separata di “surroga” (Bersani) che richiede una nuova istruttoria con un altro istituto.

6. Le carte di credito vengono trasferite?

No, le carte di pagamento sono legate al conto fisicamente: non si trasferiscono. Quando apri Qonto richiedi le nuove carte Mastercard (fisiche o virtuali) e aggiorna manualmente la carta in tutti gli abbonamenti ricorrenti pagati con carta (Netflix, Spotify, Amazon, Google, Apple, palestra, software in cloud).

7. Posso aprire Qonto e tenere parallelamente il vecchio conto, senza fare la portabilita?

Certamente: aprire Qonto non obbliga a chiudere altre banche. Molti professionisti tengono Qonto come conto operativo principale e mantengono il conto tradizionale per mutuo, dossier titoli o cassette di sicurezza. La portabilita e un’opzione, non un obbligo.

8. Cosa succede se la banca cedente fa resistenza?

La banca cedente non puo legittimamente opporsi alla portabilita. Se ostacola la procedura o sfora i 12 giorni lavorativi, hai diritto a:

  • Indennizzo automatico per spese e interessi sostenuti per il ritardo
  • Reclamo all’Ufficio Reclami della banca, da inoltrare via PEC
  • Ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) in caso di mancata risposta entro 60 giorni dal reclamo
  • Segnalazione alla Banca d’Italia per condotte sistematiche di ostacolo

Nel 99% dei casi non e necessario nulla di tutto questo: la portabilita SEPA e ormai una procedura industriale, fluida e rispettata da tutti gli istituti italiani.

Disclaimer: questo articolo ha finalita informative e illustra la procedura di portabilita del conto secondo la Direttiva 2014/92/UE recepita con il D.Lgs. 37/2017. Le condizioni economiche dei piani Qonto possono variare; verifica sempre i fogli informativi ufficiali prima dell’apertura. I link a Qonto sono link sponsorizzati: Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per il cliente.

Luglio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-29 08:00:002026-05-24 09:36:38Cambio Banca per Qonto 2026: Procedura, Tempi e Cosa Sapere
Qonto

Qonto SRL 2026: Conto per Societa di Capitali, Apertura e Vantaggi

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Aprire una SRL significa entrare in un mondo che, dal punto di vista bancario e amministrativo, è molto diverso da quello del freelance con partita IVA individuale. La SRL è una società di capitali, dotata di personalità giuridica, con un patrimonio nettamente separato da quello dei soci, un capitale sociale formalizzato in atto costitutivo e una contabilità ordinaria che richiede bilanci, libri sociali e dichiarazioni dedicate. Tutto questo si traduce in esigenze bancarie specifiche: serve un conto intestato alla società, capace di gestire più amministratori, di accogliere il versamento del capitale sociale, di tracciare entrate e uscite con il livello di dettaglio richiesto da commercialisti e revisori.

In questo scenario, sempre più SRL italiane stanno scegliendo Qonto, il conto online dedicato a freelance, professionisti e imprese. Per le società di capitali Qonto offre piani dedicati, IBAN italiano, gestione multi-utente con permessi differenziati e integrazione con i principali software di contabilità. In questa guida vediamo nel dettaglio come aprire Qonto per una SRL nel 2026: documenti necessari, tempi, scelta del piano, gestione di più amministratori, compatibilità con il commercialista e principali casi d’uso.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è una SRL: tipi e differenze
  2. Conto bancario obbligatorio per la SRL
  3. Conto SRL vs P.IVA individuale: differenze chiave
  4. Documenti necessari per aprire Qonto SRL
  5. Tempi di apertura: 3-7 giorni lavorativi
  6. Versamento del capitale sociale
  7. Piani Qonto consigliati per SRL
  8. Multi-amministratori e firma congiunta
  9. Bilanci e tenuta contabile
  10. Compatibilità con il commercialista
  11. Casi d’uso: SRL servizi, e-commerce e holding
  12. Domande frequenti

Cos’è una SRL: tipi e differenze

La SRL (Società a Responsabilità Limitata) è una delle forme societarie più diffuse in Italia. Si tratta di una società di capitali, ossia un soggetto giuridico autonomo rispetto ai soci, dotato di patrimonio proprio e regole specifiche di funzionamento previste dal Codice civile (articoli 2462 e seguenti). La caratteristica più importante è la responsabilità limitata: i soci rispondono delle obbligazioni sociali soltanto nei limiti del capitale conferito, salvo casi particolari di responsabilità personale (ad esempio amministratori che agiscono in violazione dei loro doveri).

Nella pratica quotidiana esistono tre principali tipologie di SRL, che si distinguono per requisiti di capitale, formalità di costituzione e organizzazione interna. La scelta del tipo influenza anche i requisiti bancari: dalla cifra da versare a titolo di capitale sociale alla complessità della governance, con conseguenze dirette sulla gestione del conto business.

SRL ordinaria

È la forma classica disciplinata dall’articolo 2463 del Codice civile. Richiede un capitale sociale minimo di 10.000 euro, di cui almeno il 25% va versato al momento della costituzione (quindi 2.500 euro), mentre il resto può essere richiamato dall’organo amministrativo successivamente. La costituzione avviene per atto pubblico notarile, con statuto personalizzabile. È la forma più adatta a società con più soci, investitori esterni, attività che richiedono una struttura solida e flessibile.

SRL semplificata (SRLS)

Introdotta nel 2012 per favorire l’imprenditoria giovanile e poi estesa a tutti, la SRLS consente di costituire una SRL con un capitale sociale simbolico, da 1 a 9.999 euro, interamente versato in contanti al momento della costituzione. Lo statuto è standard, non personalizzabile, e segue il modello ministeriale. Il notaio non può modificare le clausole: questo riduce drasticamente i costi notarili (l’atto è gratuito per la parcella, restano imposte e diritti). È una soluzione pratica per partire con poco capitale, adatta a startup, micro-imprese, attività in fase di test.

SRL unipersonale

È una SRL ordinaria o semplificata con un solo socio (persona fisica o giuridica). Può essere unipersonale fin dalla costituzione oppure diventarlo successivamente, ad esempio in seguito al recesso di altri soci. La normativa prevede tutele particolari: il capitale sociale va versato integralmente al momento della costituzione (non basta il 25%) e il socio unico deve essere indicato negli atti e nella corrispondenza. La SRL unipersonale è la scelta tipica per il professionista o imprenditore individuale che vuole separare il proprio patrimonio personale da quello dell’attività.

Conto bancario obbligatorio per la SRL

Per una SRL il conto bancario non è un’opzione: è uno strumento sostanzialmente obbligatorio, sia per ragioni civilistiche sia per ragioni operative. L’articolo 2342 del Codice civile stabilisce che, in sede di costituzione, i conferimenti in denaro debbano essere versati presso una banca (o un istituto di pagamento abilitato) sotto forma di deposito vincolato a favore della costituenda società. Senza questo passaggio l’atto costitutivo non può essere perfezionato.

Anche nel caso della SRL semplificata, in cui il capitale è minimo (anche solo 1 euro), il versamento deve risultare da un canale tracciabile e poi confluire su un conto intestato alla società. Una volta costituita la SRL, il conto sociale diventa il fulcro di ogni movimento: incassi dei clienti, pagamento di fornitori, stipendi, contributi, F24, dividendi, finanziamenti soci. La normativa antiriciclaggio e gli obblighi di tracciabilità rendono di fatto impraticabile la gestione «in contanti» di una società di capitali.

Per gli amministratori, mantenere un conto societario distinto dal conto personale è anche una forma di tutela giuridica: la confusione patrimoniale tra società e socio è uno dei motivi più ricorrenti di contestazione in caso di problemi (azioni di responsabilità, fallimenti, contenzioso fiscale). Avere un conto chiaramente intestato alla SRL, con flussi tracciati e categorizzati, riduce il rischio di queste contestazioni.

Conto SRL vs P.IVA individuale: differenze chiave

Aprire un conto per una SRL non è come aprire un conto per una partita IVA individuale. Cambia l’intestatario, cambia la documentazione richiesta, cambia il livello di controllo richiesto sui movimenti. Per un freelance o un professionista, il conto può essere semplicemente cointestato a una persona fisica con partita IVA; per una SRL, il conto deve essere intestato alla società (con la sua ragione sociale, partita IVA, codice fiscale autonomo) e gestito da uno o più amministratori.

Ci sono differenze concrete che impattano la quotidianità:

  • Intestazione: il conto SRL è intestato alla società, non alla persona fisica del socio o amministratore.
  • Apertura: per la SRL serve l’atto costitutivo registrato, lo statuto, la visura camerale aggiornata; per la P.IVA individuale basta documento e codice fiscale del titolare.
  • Soggetti operativi: il conto SRL può essere gestito da più amministratori, con poteri di firma disgiunta o congiunta; il conto P.IVA individuale è gestito da un solo titolare.
  • Bilancio: la SRL deve depositare ogni anno un bilancio e tenere libri sociali; il movimento bancario va riconciliato con la contabilità ordinaria.
  • Compensi e dividendi: dal conto SRL escono compensi amministratori, dividendi, rimborsi spese, tutti soggetti a regole fiscali e contributive specifiche.

Per questi motivi un conto pensato originariamente per i privati o per i forfettari può essere insufficiente quando si passa alla SRL. Qonto, al contrario, ha sviluppato piani specifici per le società di capitali, con strumenti di governance e controllo che si adattano sia a una SRL unipersonale snella sia a una SRL ordinaria con più soci e amministratori.

Documenti necessari per aprire Qonto SRL

L’apertura di Qonto per una SRL avviene online, ma richiede una serie di documenti più ampia rispetto al conto per partita IVA individuale. Tutti i documenti devono essere caricati in formato digitale (PDF, scansione o foto leggibile) e devono risultare aggiornati. Avere a portata di mano la cartellina della SRL consegnata dal notaio dopo la costituzione velocizza notevolmente la procedura.

Atto costitutivo

È il documento, redatto da un notaio, con cui i soci formalizzano la nascita della SRL. Indica i dati anagrafici dei soci, la ragione sociale, la sede legale, l’oggetto sociale, il capitale sociale sottoscritto e versato, l’identità degli amministratori. Per Qonto serve la copia conforme dell’atto costitutivo registrato all’Agenzia delle Entrate. Per le SRL semplificate l’atto segue il modello ministeriale standard, ma resta documento essenziale per identificare la società.

Statuto sociale

Lo statuto contiene le regole di funzionamento della società: poteri degli amministratori, modalità di convocazione delle assemblee, regime di trasferimento delle quote, criteri di distribuzione degli utili. Qonto richiede lo statuto per verificare i poteri di firma e capire chi può legittimamente operare sul conto in nome della SRL. Per le SRL ordinarie lo statuto è personalizzato; per le SRLS è quello standard previsto dal Decreto del Ministero della Giustizia.

Visura camerale aggiornata

La visura camerale attesta l’iscrizione della SRL al Registro delle Imprese e ne riassume le informazioni principali: ragione sociale, sede, capitale, amministratori, poteri di rappresentanza. Per Qonto serve una visura recente (di norma non più vecchia di 6 mesi). Può essere ordinata sul portale registroimprese.it oppure richiesta tramite il commercialista. La visura permette a Qonto di verificare in tempo reale le informazioni dichiarate.

Documento d’identità dell’amministratore

Per ogni amministratore (e in alcuni casi per i soci con partecipazioni rilevanti, in ottica antiriciclaggio) servono documento d’identità in corso di validità (carta d’identità o passaporto) e codice fiscale personale. Qonto applica le procedure di KYC (Know Your Customer) previste dalla normativa antiriciclaggio europea e italiana, con verifica dell’identità tramite selfie e prova di vita. Il processo è interamente digitale.

Codice fiscale della società

La SRL ha un proprio codice fiscale, che spesso coincide con la partita IVA. Va indicato in fase di apertura e serve a identificare univocamente il soggetto giuridico nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate, l’INPS, gli enti previdenziali e le banche. Va comunicato anche l’indirizzo della sede legale, che corrisponderà all’indirizzo a cui sono inviate eventuali comunicazioni cartacee.

Documenti aggiuntivi su richiesta

In alcuni casi Qonto può richiedere documenti aggiuntivi: ad esempio una breve descrizione dell’attività svolta dalla SRL, un piano di affari sintetico, evidenza di contratti con i principali clienti o fornitori, dichiarazioni sui titolari effettivi (come previsto dal Registro dei titolari effettivi e dal D.Lgs. 231/2007). Si tratta di richieste di approfondimento standard per la compliance antiriciclaggio, in linea con quanto fanno le banche tradizionali.

Suggerimento operativo

SRL già costituita o in fase di costituzione?

Se la SRL è già iscritta al Registro Imprese, basta caricare i documenti su Qonto e l’apertura è in genere completata in 3-7 giorni lavorativi. Se invece la SRL è ancora in fase di costituzione, Qonto può ricevere il versamento del capitale sociale sul conto vincolato dedicato, da liberare poi dopo l’iscrizione al Registro Imprese.

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Tempi di apertura: 3-7 giorni lavorativi

I tempi di apertura del conto Qonto per una SRL sono più lunghi rispetto al conto per partita IVA individuale, dove l’attivazione può avvenire anche in 10 minuti. Questo perché la documentazione richiesta è più ampia e perché le verifiche antiriciclaggio sulle società di capitali sono più articolate. In media, una SRL già costituita e iscritta al Registro Imprese può aspettarsi 3-7 giorni lavorativi tra l’invio della richiesta e l’attivazione del conto.

Le tempistiche dipendono da diversi fattori. Una SRL unipersonale con un solo amministratore e documenti chiari viene istruita in tempi più rapidi. Una SRL con più soci, soprattutto se entra una persona giuridica come socio, può richiedere verifiche aggiuntive sui titolari effettivi e sulla struttura proprietaria. Le SRL appena costituite possono ricevere richieste di chiarimento sull’attività effettiva, sui clienti previsti, sull’origine del capitale.

Per accelerare l’apertura è utile preparare in anticipo: atto costitutivo, statuto, visura recente, documenti degli amministratori, codice fiscale società, oltre a una breve descrizione coerente dell’attività. Caricare documenti scaduti, scansioni illeggibili o in disaccordo con la visura è il principale motivo di rallentamento. Una volta attivato il conto, IBAN e carte sono operativi nell’arco di pochi giorni; nel frattempo si può comunque accedere al pannello e configurare utenti, permessi, integrazioni contabili.

Versamento del capitale sociale

Il versamento del capitale sociale è uno dei momenti più delicati nella vita di una SRL e ha regole precise a seconda del tipo di società. Qonto consente di gestire questo passaggio direttamente in piattaforma, sia in fase di costituzione sia successivamente per eventuali aumenti di capitale.

SRL semplificata: capitale da 1 euro a 9.999 euro

Nella SRL semplificata il capitale può partire da 1 euro e arrivare fino a 9.999 euro. Deve essere integralmente versato in denaro al momento della costituzione: non sono ammessi conferimenti in natura né differimenti. La somma confluisce su un conto vincolato a nome della costituenda società e viene liberata dopo l’iscrizione al Registro delle Imprese. Pur trattandosi di importi simbolici, va comunque rispettato il principio di tracciabilità: il versamento deve risultare da bonifico, non da contante.

SRL ordinaria: capitale minimo di 10.000 euro

Nella SRL ordinaria il capitale minimo è di 10.000 euro, ma non c’è un tetto massimo: può essere fissato anche in cifre molto più alte. Al momento della costituzione è sufficiente versare il 25% in denaro (quindi almeno 2.500 euro per il minimo legale), mentre il resto può essere richiamato in seguito. Sono ammessi anche conferimenti in natura: beni, crediti, prestazioni d’opera, purché valutati da un esperto e descritti in apposita relazione di stima.

SRL unipersonale: versamento integrale

Quando la SRL ha un socio unico, il capitale sociale, qualunque sia la sua entità, deve essere versato per intero al momento della costituzione. Anche in caso di successiva concentrazione delle quote in capo a un unico socio, eventuali decimi residui devono essere immediatamente versati. Qonto, in fase di apertura del conto, verifica la corrispondenza tra il capitale dichiarato in atto costitutivo e quello effettivamente confluito sul conto vincolato.

Piani Qonto consigliati per SRL

Qonto offre piani diversi a seconda delle dimensioni e delle esigenze. Per una SRL, i piani base studiati per i freelance possono risultare insufficienti: gestione di più utenti, ruoli e permessi, fatturazione elettronica completa, integrazione contabile avanzata diventano funzionalità essenziali, non opzionali. Per questo, per le SRL si consigliano i piani Smart Team o superiori, che includono più utenti, più carte, più bonifici inclusi e funzionalità di team management.

Smart Team: punto di partenza per SRL piccole

Il piano Smart Team è il primo piano realmente pensato per chi ha una struttura societaria. Include più utenti con ruoli differenziati (amministratore, contabile, collaboratore), più carte fisiche e virtuali, un numero più ampio di bonifici SEPA inclusi nel canone, gestione delle note spese e funzionalità base per la riconciliazione contabile. È una scelta tipica per SRL unipersonali e piccole SRL di servizi che hanno fino a 3-5 collaboratori operativi.

Premium e Essential: per SRL più strutturate

Le SRL con un volume di operazioni più elevato, più collaboratori e flussi finanziari complessi possono trovare conveniente un piano Premium o equivalente di fascia superiore. Aumentano i bonifici inclusi, le carte disponibili, le funzionalità di gestione spese, le integrazioni con software gestionali. Per SRL con e-commerce, ad esempio, conta molto la possibilità di importare automaticamente i pagamenti da gateway come Stripe o PayPal.

Come scegliere il piano giusto

Per orientarsi, conviene partire dal numero di utenti operativi (chi userà effettivamente il conto: amministratori, collaboratori, contabile interno) e dal volume di bonifici mensili. Una SRL di servizi che emette poche fatture ad alto valore avrà esigenze diverse da una SRL e-commerce che gestisce centinaia di micro-pagamenti. I piani Qonto possono essere modificati in qualsiasi momento: si può iniziare con Smart Team e fare upgrade quando l’attività cresce, senza dover cambiare conto o IBAN.

Multi-amministratori e firma congiunta

Una delle differenze più sensibili rispetto al conto di una P.IVA individuale è la gestione di più amministratori. Nelle SRL ordinarie più strutturate non è raro avere un consiglio di amministrazione composto da due, tre o più persone, con poteri di firma stabiliti nello statuto o nelle deliberazioni assembleari. Qonto consente di configurare ciascun amministratore come utente del conto, con permessi differenziati e, in alcuni piani, regole di approvazione multipla per i pagamenti.

In particolare, per le SRL con firma congiunta (cioè quando i pagamenti sopra una certa soglia richiedono l’autorizzazione di due o più amministratori), Qonto consente di impostare flussi di approvazione: un amministratore predispone il bonifico, un altro lo autorizza, e solo a quel punto il pagamento viene eseguito. Questo replica nel mondo digitale la logica della «doppia firma» tipica delle società di capitali, riducendo il rischio di pagamenti unilaterali non autorizzati.

Per ogni utente si possono definire limiti (importo massimo per bonifico, plafond carta, accesso ad alcune sezioni del pannello), audit trail (chi ha fatto cosa e quando) e ruoli specifici (amministratore, contabile, collaboratore). Questo livello di controllo è utile non solo per evitare errori, ma anche per soddisfare i requisiti di governance richiesti da statuti più complessi e per supportare le verifiche del revisore o del sindaco unico, quando previsti.

Bilanci e tenuta contabile

La SRL è soggetta alla contabilità ordinaria e all’obbligo di redigere e depositare ogni anno il bilancio d’esercizio. Il conto bancario è uno degli elementi centrali da cui si parte per costruire la contabilità: estratti conto, contabili dei bonifici, addebiti per F24, accrediti dei clienti, vanno riconciliati con la prima nota e poi confluiscono nel libro giornale, nei mastrini, nello stato patrimoniale e nel conto economico.

Qonto produce estratti conto in formato PDF e CSV, oltre a tracciati XML compatibili con i principali software contabili. Ogni movimento può essere arricchito con etichette personalizzate, ricevute allegate, riferimenti a fatture o note spese. In sede di chiusura di esercizio, questo riduce sensibilmente il lavoro manuale del commercialista: la riconciliazione bancaria, che in passato richiedeva ore di confronto, oggi può essere svolta in modo semi-automatico.

La SRL è tenuta a depositare il bilancio entro 30 giorni dalla sua approvazione (di norma entro fine aprile per i bilanci al 31/12). Avere un conto Qonto ordinato, con movimenti chiari e classificati, agevola la predisposizione della nota integrativa, dei prospetti dei flussi finanziari, della relazione sulla gestione, dove richiesti.

Compatibilità con il commercialista

Per una SRL il commercialista non è un’opzione ma un alleato indispensabile, sia per la tenuta della contabilità ordinaria sia per le scelte fiscali e societarie. Qonto è pensato per integrarsi con il flusso di lavoro tipico dello studio: esportazioni standard, condivisione di accessi in sola lettura, integrazioni con software gestionali italiani.

Si possono creare utenti specifici per il commercialista o per lo studio contabile, con permessi limitati: ad esempio sola consultazione di movimenti e download di estratti, senza possibilità di disporre bonifici. Le ricevute delle fatture passive caricate dagli amministratori restano collegate al singolo movimento, riducendo le richieste di documentazione successive. Per i bilanci e le scritture di assestamento, il commercialista può lavorare direttamente sui dati Qonto senza necessità di chiedere ogni volta estratti aggiuntivi.

Qonto si integra inoltre con strumenti di fatturazione elettronica e con i principali software gestionali italiani usati dagli studi commerciali. Per la SRL questo significa che il ciclo «fatturo → incasso → registrazione contabile» può essere quasi interamente automatizzato, lasciando al commercialista la parte di analisi e di chiusura, dove serve davvero la sua expertise.

Casi d’uso: SRL servizi, e-commerce e holding

Le esigenze di una SRL variano molto in funzione del settore. Un conto come Qonto può essere configurato in modo diverso a seconda del modello di business. Vediamo tre casi tipici, particolarmente diffusi nel tessuto economico italiano: SRL di servizi, SRL e-commerce, SRL holding.

SRL di servizi

È il caso più comune: una SRL che offre consulenze, servizi professionali, sviluppo software, comunicazione, marketing. Il flusso tipico prevede fatture B2B di importo medio-alto, incassi via bonifico, pagamenti di stipendi, contributi, fornitori. Per questa tipologia, Qonto offre fatturazione elettronica integrata, riconciliazione automatica fattura-incasso, gestione delle note spese di amministratori e collaboratori. Spesso il piano Smart Team è sufficiente, con possibilità di scalare verso piani superiori al crescere del fatturato.

SRL e-commerce

Una SRL che vende online ha esigenze diverse: tanti micro-pagamenti in entrata da gateway (Stripe, PayPal, Klarna, Satispay), pagamenti ricorrenti a fornitori esteri, gestione di rimborsi, eventuale split di pagamenti per marketplace. Qonto consente di collegare i gateway e di gestire flussi finanziari complessi senza perdere il controllo. Le carte virtuali sono utili per acquisti in dropshipping o per servizi cloud (hosting, SaaS, ads). Una SRL e-commerce in crescita può orientarsi su piani Premium o superiori, anche per disporre di più carte e maggiori bonifici inclusi.

SRL holding

Le SRL holding hanno come oggetto sociale la detenzione di partecipazioni in altre società e, spesso, attività di gestione finanziaria del gruppo. I flussi sono più rarefatti ma di importo significativo: dividendi in entrata, finanziamenti soci, eventuali apporti in c/futuro aumento capitale, distribuzione utili ai soci. Per una holding contano molto la gestione di più conti collegati, la possibilità di organizzare bonifici programmati e una governance solida (firma congiunta, approvazioni multiple). Qonto può essere usato per la gestione operativa della holding, lasciando ad altri istituti eventuali operazioni di tesoreria più complesse.

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Domande frequenti

Posso aprire Qonto per una SRL non ancora iscritta al Registro Imprese?

Sì, ma con una procedura specifica: in fase di costituzione, Qonto può ricevere il versamento del capitale sociale sul conto vincolato dedicato alla costituenda società. Il conto operativo vero e proprio viene attivato dopo che la SRL è stata iscritta al Registro Imprese e dopo che la documentazione completa (atto costitutivo, statuto, visura) è stata caricata in piattaforma. Conviene farsi assistere dal notaio e dal commercialista per coordinare i passaggi.

Qonto va bene per una SRL semplificata con capitale di 1 euro?

Sì. La SRL semplificata, anche con capitale simbolico, è comunque una società di capitali a tutti gli effetti, e Qonto offre piani adeguati. L’importo del capitale non incide sull’apertura del conto: ciò che conta sono la regolarità dei documenti (atto costitutivo, statuto standard, visura camerale) e la coerenza dell’attività dichiarata. Tipicamente si parte con il piano Smart Team.

Quanto costa Qonto per una SRL?

Il costo dipende dal piano scelto. I piani business adatti alle SRL partono in genere da fascia Smart Team e crescono fino ai piani Premium o equivalenti, in base a numero di utenti, carte, bonifici inclusi e funzionalità avanzate. Per i prezzi aggiornati conviene consultare direttamente il sito ufficiale qonto.com: i listini possono cambiare nel tempo e in base alle promozioni in corso.

Qonto sostituisce il commercialista per la SRL?

No. Qonto è un conto business con strumenti di fatturazione e riconciliazione, non un sostituto del commercialista. Per una SRL, il commercialista resta indispensabile per la tenuta della contabilità ordinaria, la redazione e il deposito del bilancio, le dichiarazioni fiscali (modello Redditi SC, IRAP, IVA), la consulenza societaria. Qonto si limita ad agevolare il flusso di dati che poi confluisce nello studio.

Posso avere più amministratori sul conto Qonto SRL?

Sì. I piani business di Qonto per SRL prevedono la possibilità di aggiungere più utenti, ognuno con ruolo e permessi differenziati: amministratore con poteri pieni, contabile con permessi di consultazione, collaboratore con limiti di importo. Nei piani superiori è possibile configurare flussi di approvazione multipla per i bonifici, replicando logiche di firma congiunta.

L’IBAN Qonto va bene per ricevere F24, dividendi e bonifici dalla PA?

Sì. Qonto fornisce un IBAN italiano (IT), accettato senza problemi per accrediti di clienti, addebiti F24, distribuzione di dividendi, pagamenti dalla Pubblica Amministrazione. La SRL può usarlo come conto principale a tutti gli effetti, anche per finalità istituzionali come la registrazione presso enti, fornitori, marketplace.

Posso passare da un conto bancario tradizionale a Qonto per la SRL?

Sì. La migrazione segue le regole standard del cambio di conto: comunicare il nuovo IBAN a clienti e fornitori, aggiornare le domiciliazioni (utenze, abbonamenti, software), modificare il riferimento bancario su cassetto fiscale e nelle comunicazioni con l’Agenzia delle Entrate (per accrediti di rimborsi). Conviene mantenere per alcuni mesi il vecchio conto attivo, in parallelo, per intercettare eventuali pagamenti residui inviati al vecchio IBAN.

Una SRL holding può usare Qonto come unico conto?

Spesso sì, ma dipende dalla complessità della holding. Per holding di piccole-medie dimensioni, con dividendi regolari e gestione interna del gruppo, Qonto può coprire la maggior parte delle esigenze grazie ai suoi strumenti di governance. Per holding con tesoreria attiva, gestione di linee di credito, finanza strutturata, conviene affiancare Qonto a un istituto bancario specializzato. Una scelta tipica è usare Qonto per la gestione operativa e una banca corporate per la tesoreria.

Luglio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-25 08:00:002026-05-24 09:36:39Qonto SRL 2026: Conto per Societa di Capitali, Apertura e Vantaggi
Conti Business (Partita IVA), Conti Correnti e Banche Online, Finanza & Servizi, Qonto

Recensione Qonto 2026: piani business e account team

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Qonto si è affermato come uno dei conti business più diffusi tra le partite IVA e le piccole imprese italiane. Con la recensione Qonto 2026 aggiornata ai nuovi piani, analizziamo tariffe, funzionalità per i team, IBAN italiano e integrazioni contabili, così da aiutarti a capire se è il conto giusto per la tua attività. Spoiler: per molti freelance e forfettari rimane una delle soluzioni più complete, ma i costi sono aumentati rispetto agli anni precedenti.

Chi è Qonto e perché ne parliamo

Qonto è una fintech franco-italiana, fondata nel 2016 e autorizzata come istituto di pagamento dalla Banca di Francia (ACPR). In Italia opera sotto la supervisione di Banca d’Italia e i depositi sono protetti dal Fondo di Garanzia dei Depositi Francesi (FGDR) fino a 100.000 euro. Ha sede a Milano per la parte italiana e vanta oltre 500.000 clienti business in Europa.

Non è una banca tradizionale, ma un conto di pagamento business: ciò significa che non eroga prestiti o mutui, ma offre tutti i servizi di operatività quotidiana (bonifici, carte, fatturazione, gestione spese).

I piani Qonto 2026: prezzi e caratteristiche

Qonto propone nel 2026 quattro piani principali, pensati per diversi stadi di crescita dell’impresa:

PianoPrezzo mensileUtenti inclusiCarte fisicheBonifici SEPA inclusi
Basic11 euro/mese11 Mastercard30/mese
Smart22 euro/mese1 + 2 extra2 Mastercard60/mese
Premium39 euro/mese1 + 4 extra3 Mastercard100/mese
Essential99 euro/meseDa 5 a 255+ Mastercard300/mese

Nota: i prezzi si riferiscono al piano annuale prepagato; il piano mensile rolling è generalmente il 20-30% più costoso. Verificare sempre il sito ufficiale Qonto per eventuali promozioni attive.

Tutti i piani includono:

  • IBAN italiano (IT) collegato al conto
  • App iOS e Android con notifiche real-time
  • Carte virtuali illimitate
  • Categorizzazione automatica delle spese
  • Accesso all’assistenza via chat

Account team: come funziona per le aziende strutturate

Una delle funzionalità più apprezzate di Qonto è la gestione dei team e dei ruoli. Dal piano Smart in su, puoi aggiungere collaboratori con permessi differenziati:

  • Admin: accesso completo (uguale al titolare)
  • Manager: può approvare pagamenti e gestire le carte del team
  • Accountant: solo lettura, ideale per il commercialista
  • Employee: gestisce solo la propria carta e le proprie spese

Il piano Essential, pensato per team da 5 a 25 persone, include anche funzionalità avanzate come la riconciliazione automatica delle note spese, la gestione dei rimborsi e l’integrazione con software di gestione HR.

IBAN italiano: un punto di forza rispetto ai competitor

Qonto assegna un IBAN con prefisso IT, un vantaggio non trascurabile per chi opera in Italia. Molti competitor fintech (come BBVA o alcune versioni di N26) assegnano IBAN con prefissi stranieri (ES, DE), che in alcuni casi generano problemi con la Pubblica Amministrazione, con i fornitori o con le domiciliazioni bancarie.

Con l’IBAN IT di Qonto puoi:

  • Ricevere bonifici da clienti e PA senza problemi di compatibilità
  • Attivare SDD (Sepa Direct Debit) per incassi ricorrenti
  • Impostare domiciliazioni utenze e canoni
  • Essere accettato da piattaforme e-commerce italiane che richiedono IBAN IT

Integrazioni contabili: Qonto si collega al tuo commercialista

Qonto offre integrazioni native con i principali software di contabilità e fatturazione italiani:

  • Fatture in Cloud (TeamSystem): sincronizzazione automatica transazioni
  • Aruba Fatturazione: esportazione movimenti in formato CSV/Cassa
  • Danea/Easyfatt: collegamento via API
  • Modulo contabile Qonto: generazione automatica delle registrazioni in partita doppia (disponibile dal piano Smart)

Inoltre, Qonto permette di esportare i movimenti in formato OFX, CSV e PDF per qualsiasi software di contabilità. Il commercialista può accedere al conto come utente Accountant, scaricando giustificativi e movimenti senza bisogno di credenziali del titolare.

Qonto per forfettari: vale la pena?

Per i freelance e partite IVA in regime forfettario, il piano Basic a 11 euro/mese è generalmente sufficiente. Le esigenze di un libero professionista forfettario sono solitamente semplici: un conto per incassare compensi e pagare spese, una carta per i pagamenti e la possibilità di esportare i movimenti per il commercialista.

Attenzione: i forfettari non hanno l’obbligo di separare le finanze personali da quelle professionali (non è richiesto un conto business dedicato per legge), ma è fortemente consigliato. Qonto, con l’IBAN IT e le integrazioni contabili, è una delle soluzioni più ordinate in questo senso.

Per confrontare le opzioni disponibili per i liberi professionisti, leggi anche: Conto corrente business per partita IVA: quale aprire nel 2026.

Pro e contro di Qonto nel 2026

PROCONTRO
IBAN italiano garantitoNessun conto deposito remunerato
App molto intuitivaCosti cresciuti rispetto al passato
Gestione team e ruoli avanzataNessun prestito o fido disponibile
Integrazioni contabili nativeSupporto solo via chat (no telefono)
Carta Mastercard inclusa in tutti i pianiPrelievi ATM a pagamento (Basic: 2 euro/operazione)
Fatturazione integrata nell’appLimite transazioni mensili per piano

Come aprire un conto Qonto

L’apertura del conto avviene interamente online in 10-15 minuti:

  1. Registrazione sul sito Qonto con email e dati personali
  2. Caricamento documento d’identità e selfie per verifica KYC
  3. Inserimento dati della partita IVA o della società
  4. Scelta del piano e del metodo di pagamento
  5. Attivazione del conto e consegna della carta fisica (3-5 giorni lavorativi)

Non è richiesto un deposito minimo iniziale. L’attivazione del conto è gratuita.

Domande frequenti su Qonto 2026

Qonto è una banca?
No, Qonto è un istituto di pagamento autorizzato, non una banca. I depositi non sono coperti dal FITD italiano ma dal FGDR francese, fino a 100.000 euro.

Posso usare Qonto come unico conto per la mia impresa?
Sì, per molte realtà (freelance, microimprese, startup) è sufficiente. Non è adatto se hai bisogno di fido, scoperto bancario o servizi di lending.

Qonto funziona per i condomini o gli enti del terzo settore?
No, Qonto è riservato esclusivamente a partite IVA, società di persone e capitali, professionisti. Non è disponibile per persone fisiche o enti non profit.

Posso cambiare piano in corso d’anno?
Sì, puoi fare upgrade in qualsiasi momento. Il downgrade è invece possibile alla scadenza del periodo di abbonamento.

Luglio 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-22 08:30:002026-06-02 08:13:14Recensione Qonto 2026: piani business e account team
Qonto

Qonto F24 e Tasse 2026: Come Pagare Imposte e Contributi dal Conto

regime forfettario partita iva

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Disclosure trasparente: questo articolo contiene link affiliati a Qonto. Se apri un conto tramite i nostri link potremmo ricevere una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Non siamo agenti né consulenti finanziari di Qonto: i contenuti sono informativi e basati sulla nostra esperienza editoriale. Verifica sempre condizioni, costi e funzionalità aggiornate sul sito ufficiale qonto.com.

Per chi gestisce una partita IVA, il pagamento del modello F24 non è un dettaglio tecnico: è un appuntamento ricorrente che ritma l’intero anno fiscale. Acconti, saldi IRPEF e IRES, IVA mensile o trimestrale, contributi INPS gestione separata o artigiani/commercianti, casse previdenziali, IMU, TARI, ritenute sui collaboratori. Sbagliare un codice tributo, dimenticare una scadenza o utilizzare un conto che non gestisce bene gli F24 può significare sanzioni, interessi e tempo perso al telefono con il commercialista.

Per questo, quando si sceglie un conto business, la gestione integrata del modello F24 dovrebbe essere uno dei criteri principali, non un’opzione di contorno. Qonto, il conto online dedicato a freelance, professionisti e PMI, integra nativamente il pagamento degli F24 nella propria piattaforma: niente passaggi al sito dell’Agenzia delle Entrate, niente Fisconline, niente home banking parallelo. In questa guida vediamo nel dettaglio come funziona la procedura, quali tipi di F24 si possono pagare, quanto tempo serve per l’addebito e quali sono gli errori più comuni da evitare.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il modello F24: ripasso veloce
  2. Qonto e F24: come funziona la procedura
  3. Tipi di F24 pagabili via Qonto
  4. Compilazione assistita e template salvabili
  5. Contributi INPS e casse previdenziali
  6. IMU, TARI e tributi locali via F24
  7. Tempi di addebito e invio all’Agenzia
  8. Conferma di pagamento e ricevuta F24
  9. Errori comuni nella compilazione
  10. Differenze con l’F24 da home banking tradizionale
  11. Domande frequenti

Cos’è il modello F24: ripasso veloce

Il modello F24 è il documento unificato con cui contribuenti, partite IVA e aziende versano in Italia la maggior parte di imposte, tasse e contributi. Si chiama «unificato» perché consente, in un unico modulo, di pagare tributi erariali, contributi previdenziali, premi INAIL, tributi locali (come IMU, TARI, addizionali) e altre voci, sfruttando anche la compensazione tra crediti e debiti.

La struttura del modello F24 prevede diverse sezioni: Erario (IRPEF, IRES, IVA, ritenute, addizionali), INPS (contributi gestione separata, artigiani, commercianti, lavoratori dipendenti), Regioni, IMU e altri tributi locali, Altri enti previdenziali e assicurativi. Ogni riga è identificata da un codice tributo, da un periodo di riferimento e dall’importo a debito o a credito.

Per le partite IVA, dal 2007 il pagamento dell’F24 deve avvenire esclusivamente in modalità telematica: o tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline/Entratel), o tramite i servizi di home banking di una banca o istituto di pagamento autorizzato. È in questo secondo binario che si inserisce Qonto, abilitato come istituto di pagamento a gestire i versamenti F24 per i propri clienti.

Qonto e F24: come funziona la procedura

La procedura per pagare un F24 da Qonto è pensata per essere rapida e accessibile anche a chi non ha mai usato Fisconline. Tutto avviene all’interno della piattaforma (sia da web sia da app mobile), nella sezione dedicata ai pagamenti fiscali. In sintesi, l’utente deve compilare le sezioni del modello, inserire i dati richiesti dall’Agenzia delle Entrate e autorizzare il pagamento con autenticazione forte (SCA, Strong Customer Authentication).

Compilazione del modello F24 nel pannello

Una volta entrati nella sezione F24 del pannello Qonto, viene proposto un modello digitale che ricalca quello cartaceo dell’Agenzia delle Entrate. L’utente sceglie il tipo di F24 (ordinario, semplificato, elide, accise) e poi compila le sezioni necessarie. I dati anagrafici del contribuente sono in genere precaricati a partire dall’intestazione del conto Qonto: codice fiscale, partita IVA, ragione sociale, indirizzo. Ciò riduce il rischio di errori di trascrizione su informazioni che, di fatto, non cambiano da una scadenza all’altra.

Codici tributo

Ogni riga richiede l’inserimento di un codice tributo: ad esempio «1040» per le ritenute IRPEF su redditi di lavoro autonomo, «6001» per l’IVA mensile, «1668» per gli interessi sul ravvedimento, e così via. Qonto integra una funzione di ricerca dei codici tributo che, digitando le prime cifre o una parola chiave, propone il codice corretto e la relativa descrizione, riducendo il rischio di confondere voci simili. Il commercialista può comunque inviare al cliente l’elenco preciso dei codici da inserire, soprattutto per gli F24 più complessi.

Importi a debito e a credito

Per ciascun codice tributo si indica un importo a debito (da versare) o, se si dispone di crediti compensabili, un importo a credito. Il modello calcola in automatico il totale dovuto, ossia la differenza tra debiti e crediti. Se la compensazione azzera il debito, l’F24 va comunque inviato (F24 a saldo zero) per registrare l’operazione presso l’Agenzia delle Entrate.

Periodo di riferimento

Ogni riga richiede l’indicazione dell’anno di riferimento e, per alcuni tributi, anche del mese o del trimestre. Per esempio: per l’IVA mensile di marzo 2026 si indicherà periodo «0326» e anno «2026»; per il saldo IRPEF 2025 in versamento a giugno 2026, anno di riferimento «2025». Anche qui l’interfaccia di Qonto suggerisce il formato corretto, riducendo il rischio di errori.

Tipi di F24 pagabili via Qonto

Una delle caratteristiche più apprezzate di Qonto è il supporto a tutti i principali tipi di F24, non solo quello ordinario. Per chi gestisce in autonomia successioni, immobili o forniture di carburanti, è un vantaggio operativo importante.

F24 ordinario

È il modello più diffuso. Viene utilizzato per la maggior parte dei tributi erariali (IRPEF, IRES, IVA, ritenute, addizionali), per i contributi INPS, per IMU e TARI, e consente di gestire sia versamenti diretti sia compensazioni complesse. La maggior parte degli F24 inviati da una P.IVA media rientra in questa categoria.

F24 semplificato

L’F24 semplificato nasce per gestire in un unico modulo i versamenti più comuni di tributi erariali, regionali e locali, con una struttura ridotta rispetto all’ordinario. È spesso utilizzato dai privati per IMU, TASI residue e altri tributi locali, ma anche le P.IVA possono trovarlo utile per pagamenti veloci e ricorrenti.

F24 elide (Elementi Identificativi)

L’F24 elide è il modello con «Elementi Identificativi», utilizzato per pagare tributi che richiedono l’indicazione di dati ulteriori, come il codice fiscale di un soggetto diverso dal contribuente o riferimenti a contratti. È il modello tipico per:

  • imposta sulle successioni;
  • imposta ipotecaria e catastale sugli atti;
  • imposta di registro su contratti di locazione;
  • tasse di concessione e altri tributi minori legati a soggetti terzi.

Poter pagare un F24 elide direttamente da Qonto significa, ad esempio, gestire l’imposta di successione senza dover ricorrere ad altri canali, una volta calcolato l’importo con il proprio commercialista o con un CAF specializzato.

F24 accise

L’F24 accise è un modello specifico per il versamento di accise, imposte di consumo e altri tributi del settore energetico, tipicamente legati a carburanti, oli minerali, gas e prodotti energetici. È usato soprattutto da imprese del settore (distributori, depositi fiscali, autotrasportatori che richiedono il rimborso accise sul gasolio). Avere questa funzionalità nel proprio conto business evita di dover mantenere aperti canali separati solo per gestire questa tipologia di pagamenti.

Compilazione assistita e template salvabili

Una funzione interessante di Qonto, soprattutto per chi paga F24 ricorrenti (IVA mensile, contributi INPS, ritenute sui collaboratori), è la possibilità di salvare modelli ricorrenti come template. Il pannello consente di duplicare un F24 già inviato e modificare solo gli importi e il periodo di riferimento, lasciando invariati i codici tributo, l’intestazione e le sezioni già configurate.

Per un’impresa con qualche collaboratore, ad esempio, il modello per le ritenute IRPEF resta identico mese per mese nella struttura: cambia solo l’importo. Avere un template significa ridurre i tempi di compilazione da diversi minuti a meno di un minuto, e diminuire drasticamente la possibilità di sbagliare un codice tributo.

Lo stesso vale per chi gestisce compensazioni standard (es. credito IVA che riduce il debito INPS), perché la struttura della compensazione viene riproposta in automatico. Resta sempre necessaria una verifica con il commercialista, ma la base è già pronta.

Risparmia tempo sugli F24 ricorrenti

Template salvabili e codici tributo precaricati

Con Qonto puoi duplicare un F24 già inviato in pochi clic, modificando solo importi e periodi. Ideale per IVA mensile, ritenute e contributi INPS ricorrenti.

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Contributi INPS e casse previdenziali

Una parte significativa degli F24 di una P.IVA italiana riguarda i contributi previdenziali. Qonto consente di gestirli senza canali separati, perché i pagamenti previdenziali confluiscono nelle apposite sezioni dell’F24 (sezione INPS o sezione «Altri enti»).

  • Gestione separata INPS (codice tributo «P10» per i professionisti senza cassa, «DPPI» per i collaboratori): tipica dei freelance e dei consulenti senza ordine professionale dedicato.
  • Artigiani e commercianti INPS (codici «AP», «AF», «CP», «CF» e simili): il versamento delle quote fisse e variabili di artigiani, commercianti e relativi familiari coadiuvanti.
  • Casse private (Cassa Forense, ENPACL, ENPAM, ENPAP, INARCASSA, CIPAG e altre): alcune di queste casse incassano direttamente, altre si appoggiano alle sezioni F24 dedicate.
  • Contributi dipendenti: per chi ha dipendenti, gli F24 mensili includono ritenute IRPEF, contributi INPS lavoratori dipendenti e premi INAIL.

In ogni caso, l’importante è mantenere coerenza tra il codice fiscale del contribuente, il codice tributo corretto e il periodo di riferimento. Qonto, in fase di compilazione, mostra avvisi quando una sezione è incompleta o quando i dati non sembrano coerenti.

IMU, TARI e tributi locali via F24

Per chi possiede immobili a uso strumentale o personale, il pagamento di IMU e TARI è un appuntamento ricorrente. Anche questi tributi rientrano nell’F24 (sezione «IMU e altri tributi locali» nel modello ordinario, oppure direttamente nel semplificato), e Qonto li gestisce nello stesso flusso.

Per l’IMU, ad esempio, occorre indicare il codice catastale del Comune, il codice tributo specifico (variabile in base alla tipologia di immobile: abitazione principale, altri fabbricati, aree fabbricabili, terreni, immobili di categoria D), il numero di immobili e l’importo dovuto. Sono dati che spesso il commercialista o il CAF calcola già per i clienti, lasciando all’intestatario il solo compito di trascriverli correttamente nel modello e procedere al versamento.

Per la TARI, in genere, vengono utilizzati codici tributo definiti dal Comune. La possibilità di salvare un template per IMU e TARI, da riusare a ogni acconto e saldo, è particolarmente utile per chi possiede più immobili e vuole ridurre il rischio di confondere comuni o categorie catastali.

Tempi di addebito e invio all’Agenzia

Una delle domande più frequenti, quando si cambia conto e si inizia a pagare F24 da una piattaforma nuova, riguarda i tempi. La buona notizia è che, con Qonto, l’esperienza tipica è vicina al «tempo reale».

  • Addebito sul conto: in genere immediato al momento dell’invio dell’F24 (o entro pochi minuti). Dal saldo del conto Qonto viene scalato l’importo totale dell’F24, e l’operazione appare in lista movimenti.
  • Invio all’Agenzia delle Entrate: avviene in giornata, secondo i tempi definiti dal sistema fiscale italiano. La data di pagamento ai fini fiscali è quella in cui l’F24 viene presentato (e contestualmente accettato dal sistema), purché il conto sia capiente.
  • Programmazione: in molti casi, l’F24 può essere inviato anche con qualche giorno di anticipo, indicando la data di scadenza. L’addebito avverrà in prossimità di quella data.

Per le scadenze fiscali importanti (16 di ciascun mese per IVA e contributi, 30 giugno e 30 novembre per acconti e saldi IRPEF, 16 giugno e 16 dicembre per IMU), è comunque buona pratica non aspettare l’ultimo giorno: una verifica anticipata della compilazione del modello, fatta con il commercialista, riduce sensibilmente il rischio di errori e dispute.

Conferma di pagamento e ricevuta F24

Dopo l’invio dell’F24, Qonto restituisce una conferma di pagamento e, in tempi brevi, una ricevuta ufficiale rilasciata dall’Agenzia delle Entrate (la cosiddetta «quietanza F24»). Si tratta del documento che attesta l’avvenuto pagamento del modello e che vale come prova in caso di controlli, contenziosi o richieste di ravvedimento.

La ricevuta è in genere disponibile in formato PDF, scaricabile direttamente dal pannello del conto. È buona pratica:

  • archiviare la ricevuta in una cartella dedicata, possibilmente per anno fiscale, sia in cloud sia in copia locale;
  • condividerla con il commercialista, soprattutto per gli F24 più complessi (compensazioni, ravvedimenti, F24 elide);
  • verificare che il numero di protocollo e la data riportata sulla ricevuta corrispondano a quanto inserito nel modello e che non vi siano anomalie segnalate.

In caso di errori bloccanti (ad esempio codice tributo non valido per la sezione scelta, dati mancanti, conto non capiente), il sistema rifiuta l’F24 e ne segnala il motivo. In caso di errori sostanziali (codici sbagliati su un F24 già pagato), occorrerà gestire una richiesta di correzione o un ravvedimento operoso: in questi casi la consulenza di un commercialista o di un CAF specializzato è spesso indispensabile.

Errori comuni nella compilazione

Anche con un’interfaccia evoluta come quella di Qonto, gli errori non sono completamente eliminabili: la compilazione resta responsabilità del contribuente. Vediamo quelli più ricorrenti.

Codice tributo errato o ambiguo

Esistono codici tributo simili tra loro, dedicati a sezioni differenti: ad esempio, codici per saldo, acconto e ravvedimento dello stesso tributo. Sbagliare codice può portare a un’imputazione errata del versamento (es. un acconto che il sistema legge come saldo). In questi casi, la sanatoria avviene tramite richiesta di correzione del modello agli uffici competenti.

Periodo di riferimento sbagliato

Indicare un anno o un mese di riferimento errato è un classico (es. usare 2025 invece di 2026 per un acconto di competenza dell’anno corrente). Anche qui è possibile chiedere la correzione, ma resta tempo perso e potenziali sanzioni.

Importi non corretti

Gli errori sugli importi spesso derivano da arrotondamenti, virgole, separatori dei decimali. Qonto guida con un formato chiaro, ma è sempre opportuno verificare l’importo finale rispetto a quanto indicato dal commercialista o dal software gestionale.

Compensazioni mal gestite

L’uso dei crediti d’imposta in compensazione richiede attenzione: ci sono limiti annuali, condizioni preventive (visto di conformità per crediti oltre certe soglie) e regole specifiche. Compensare crediti non disponibili o oltre i limiti può trasformare un F24 a saldo zero in un F24 contestabile.

Conto non capiente

Se al momento dell’invio il saldo del conto non è sufficiente, il pagamento viene rifiutato. È un errore banale, ma frequente per chi paga F24 importanti (saldi e acconti) senza aver pianificato il flusso di cassa. Una buona pratica è tenere un cuscinetto sul conto in prossimità delle scadenze fiscali principali.

Differenze con l’F24 da home banking tradizionale

Per chi viene da un home banking tradizionale, Qonto si differenzia su alcuni aspetti che, alla lunga, fanno la differenza nell’esperienza quotidiana.

  • Interfaccia pensata per le P.IVA: la sezione F24 è in primo piano, non nascosta tra decine di altri menu. La navigazione segue la logica di chi usa il modello con regolarità.
  • Compilazione assistita: codici tributo cercabili, formati guidati, suggerimenti contestuali. Negli home banking più datati, la compilazione è spesso più spartana e simile al cartaceo.
  • Template e ricorrenze: la possibilità di duplicare F24 precedenti è fluida; in molti home banking tradizionali questa funzione è assente o limitata.
  • Integrazione con i pagamenti aziendali: lo stesso conto da cui parte l’F24 gestisce bonifici, carte aziendali, spese di team, fatturazione. Questo riduce la necessità di destreggiarsi tra più ambienti.
  • Notifiche e movimenti: le ricevute e gli addebiti F24 sono visibili come ogni altro movimento del conto, con notifiche push immediate.

Resta possibile, ovviamente, continuare a usare anche i servizi diretti dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline/Entratel) per casistiche specifiche o quando è il commercialista a inviare gli F24 per conto del cliente (delega F24). I due percorsi non si escludono e, anzi, possono coesistere.

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Domande frequenti

1. Posso pagare qualsiasi F24 da Qonto?

Qonto supporta i principali tipi di modello F24 utilizzati da P.IVA e aziende: ordinario, semplificato, elide e accise. Questo copre la grande maggioranza dei versamenti tipici di un freelance o di una PMI: imposte erariali, contributi, IMU/TARI, imposte di successione, registro, ipotecaria e catastale, accise. Per casistiche molto particolari conviene comunque verificare nel pannello aggiornato e con il proprio commercialista.

2. Quanto costa pagare un F24 da Qonto?

I costi del servizio F24 dipendono dal piano sottoscritto e dalle condizioni commerciali in vigore. Su molti piani business Qonto include un certo numero di operazioni F24 nel canone mensile. Per capire la convenienza nel tuo caso specifico, è importante guardare il numero medio di F24 al mese che pensi di inviare e confrontarlo con il costo per F24 oltre soglia. Le condizioni aggiornate sono pubblicate sul sito ufficiale qonto.com.

3. Quanto tempo ci vuole per l’addebito?

Nella maggior parte dei casi, l’addebito sul conto Qonto avviene in tempo reale al momento dell’invio dell’F24, mentre l’invio all’Agenzia delle Entrate viene processato nelle ore successive, in giornata. Ai fini fiscali, fa fede la data dell’invio del modello.

4. Posso programmare un F24 con data futura?

Sì, in genere è possibile impostare una data di pagamento futura, in linea con la scadenza fiscale (es. 16 del mese). L’F24 viene preparato in anticipo e l’addebito avviene in prossimità della data scelta. È comunque essenziale assicurarsi che, in quella data, il conto sia capiente.

5. Posso compensare crediti d’imposta su Qonto?

Sì, l’F24 di Qonto consente l’inserimento di importi a credito e quindi la compensazione, esattamente come accade su altri canali telematici. Le regole sostanziali (limiti, soglie, visto di conformità, presentazione preventiva) restano quelle dell’Agenzia delle Entrate: il canale di pagamento non modifica le condizioni fiscali. Per compensazioni complesse è sempre opportuno il supporto del commercialista.

6. Cosa succede se sbaglio un codice tributo?

Se il codice tributo sbagliato è incompatibile con la sezione del modello, il sistema rifiuta l’F24. Se invece il codice è formalmente corretto ma sbagliato nel contesto, il pagamento va a buon fine, ma viene imputato a un tributo diverso. In questo caso si deve presentare una richiesta di correzione all’Agenzia delle Entrate, eventualmente con il supporto di un CAF o commercialista.

7. Posso scaricare la ricevuta F24 in PDF?

Sì. Dopo l’elaborazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, la ricevuta F24 è disponibile in formato PDF dal pannello del conto. È consigliato archiviarla per anno fiscale e condividerla con il commercialista, soprattutto per gli F24 con compensazioni o per gli F24 elide legati ad atti notarili e successioni.

8. Il CAF può aiutarmi se sbaglio un F24 pagato da Qonto?

Sì. Una volta inviato l’F24 (con qualsiasi canale), per correzioni, ravvedimenti operosi, compensazioni anomale o per la gestione di codici tributo errati, il CAF Centro Fiscale può supportare il contribuente nella ricostruzione della pratica e nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate. Il canale di pagamento (Qonto, home banking, Fisconline) non cambia le possibilità di assistenza fiscale post-pagamento.

In sintesi

Per chi gestisce in autonomia o semi-autonomia i versamenti fiscali, la qualità della gestione F24 all’interno del conto business è un criterio di scelta concreto. Qonto integra nativamente il pagamento dell’F24 nelle sue varianti principali (ordinario, semplificato, elide, accise), offre compilazione assistita, template salvabili, addebito tipicamente immediato, ricevute scaricabili e una visione integrata dei movimenti. Per le P.IVA che vogliono ridurre il numero di strumenti usati nella gestione fiscale e mantenere tutto in un unico ambiente, è un’opzione da valutare seriamente.

Il CAF Centro Fiscale di Udine non è agente né consulente finanziario di Qonto: il nostro ruolo è affiancarti come consulente fiscale nella corretta determinazione di imposte, contributi e tributi locali, nell’impostazione delle compensazioni, nella gestione di ravvedimenti e nelle relazioni con l’Agenzia delle Entrate. La scelta del conto e del canale di pagamento resta un’autonoma decisione dell’imprenditore, da prendere confrontando piani, costi e funzionalità sul sito ufficiale qonto.com. Per qualsiasi necessità di consulenza fiscale, puoi contattare il nostro studio dalla pagina contatti.

Disclosure di chiusura: articolo sponsorizzato che contiene link affiliati a Qonto. Centro Fiscale Udine non è agente né consulente finanziario di Qonto e non offre servizi di intermediazione bancaria. Le funzionalità del servizio F24 e i relativi costi possono variare nel tempo: verifica sempre le condizioni aggiornate sul sito ufficiale qonto.com prima di sottoscrivere un piano.

Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 08:00:002026-05-24 09:36:41Qonto F24 e Tasse 2026: Come Pagare Imposte e Contributi dal Conto
Qonto

Qonto per Startup 2026: Apertura Conto SRL e Innovativa con Vantaggi Specifici

regime forfettario partita iva

Le startup non sono aziende come le altre. Hanno esigenze specifiche che un conto business tradizionale spesso non riesce a coprire: necessitano di un conto operativo subito dopo la costituzione dalla SRL, devono dare accesso simultaneo a piu founder e ai primi membri del team, hanno bisogno di carte virtuali per gestire decine di subscription a tool SaaS, ricevono investimenti e fatture in valute diverse, e devono produrre documentazione bancaria pulita per la due diligence di investitori e VC.

In questa guida 2026 vediamo come Qonto si posiziona come conto business pensato per le esigenze delle startup italiane, con focus su SRL ordinarie e SRL innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese: come aprire il conto subito dopo la costituzione, quali documenti servono, quali sono i vantaggi specifici per founder pre-revenue e per scale-up con investimento gia raccolto.

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Disclosure trasparente: questo articolo contiene link sponsorizzati a Qonto. Se apri un conto attraverso i nostri link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. La nostra opinione resta indipendente: parliamo di Qonto perche lo riteniamo adatto alle esigenze delle startup italiane, ma non siamo agenti ne consulenti finanziari di Qonto e ti invitiamo sempre a verificare condizioni economiche, requisiti e tariffe aggiornate direttamente su qonto.com prima di sottoscrivere.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’e una startup innovativa
  2. Esigenze specifiche delle startup
  3. Apertura conto Qonto per SRL e startup
  4. Tempi di apertura conto
  5. Qonto per startup pre-revenue
  6. Qonto per scale-up con investimento
  7. Programma Qonto Startup
  8. Software contabili integrati
  9. Casi d’uso pratici
  10. FAQ

Cos’e una startup innovativa

La startup innovativa e una particolare categoria di SRL prevista dal D.L. 179/2012 e successive modifiche, iscritta alla sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle imprese ad alto contenuto tecnologico. L’iscrizione comporta vantaggi fiscali, contributivi e di accesso al credito, ma richiede il rispetto di requisiti precisi.

Requisiti principali

Per essere iscritta nella sezione speciale, una societa di capitali deve rispettare i requisiti dell’art. 25 D.L. 179/2012:

  • Forma giuridica: SRL, SRLS, SPA, societa cooperativa o equivalente UE/SEE
  • Costituzione recente: non oltre i 5 anni dalla costituzione
  • Sede principale: in Italia o in altro Stato UE/SEE con almeno una sede produttiva o filiale in Italia
  • Fatturato: a partire dal secondo anno, non superiore a 5 milioni di euro
  • Non distribuzione utili: non distribuisce e non ha distribuito utili
  • Oggetto sociale: sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
  • Origine: non costituita per fusione, scissione o cessione di azienda preesistente

Inoltre la startup deve rispettare almeno uno dei seguenti requisiti alternativi:

  1. Spese in R&S pari ad almeno il 15% del maggiore tra costo e valore della produzione
  2. Forza lavoro complessiva con almeno 1/3 di dottorandi/dottori di ricerca o ricercatori, oppure almeno 2/3 in possesso di laurea magistrale
  3. Titolarita o licenza di un brevetto direttamente afferente all’oggetto sociale

Esigenze specifiche delle startup

Una startup ha esigenze bancarie diverse rispetto a una P.IVA individuale o a una SRL tradizionale. Vediamo nel dettaglio le 5 funzionalita di un conto business che fanno la differenza nei primi 24-36 mesi di vita di una startup.

1. Conto subito disponibile dopo la costituzione

Subito dopo l’atto costitutivo del notaio e l’iscrizione al Registro delle Imprese, la SRL ha bisogno di un IBAN operativo per: ricevere il versamento del capitale sociale (se non gia depositato in banca pre-costituzione), pagare il primo F24 contributivo INPS dell’amministratore, sottoscrivere SaaS aziendali, attivare la PEC e i servizi di fatturazione elettronica. Una startup non puo permettersi 3-4 settimane di attesa per l’apertura di un conto: Qonto consente l’apertura completamente online, con riconoscimento via video o documento, e l’IBAN IT viene rilasciato in pochi giorni.

2. Multi-utente: founder + team

Una startup ha tipicamente 2-3 founder che gestiscono operazioni quotidiane e, dal primo o secondo anno, primi dipendenti o collaboratori che devono potersi muovere autonomamente sui pagamenti operativi. Qonto offre nativamente la gestione multi-utente con ruoli differenziati (Admin, Manager, Collaboratore, Auditor), permettendo a ciascun utente di accedere all’app con credenziali proprie, ricevere una carta dedicata, gestire un budget, ma con limiti di firma e autorizzazione differenziati. Questa funzione, su una banca tradizionale, richiede tipicamente la creazione di token, deleghe firmate dal notaio o procedure complesse.

3. Carte virtuali per tool e SaaS

Una startup nel 2026 utilizza in media 40-80 strumenti SaaS: hosting, repository codice (GitHub/GitLab), strumenti di design (Figma), CRM (HubSpot/Pipedrive), piattaforme cloud (AWS/GCP/Azure), strumenti di marketing (Google Ads, Meta Ads, LinkedIn Ads), tool di team work (Slack, Notion, Linear). Qonto consente di emettere carte virtuali illimitate, ciascuna dedicata a un singolo abbonamento o a un singolo team. Cosi quando un tool va sostituito o un dipendente lascia l’azienda, basta bloccare la carta dedicata senza dover cambiare i dati di pagamento di tutti gli altri SaaS attivi.

4. Cambio valuta per investitori e clienti esteri

Le startup italiane spesso ricevono investimenti da VC esteri (USA, UK, Germania) in dollari o sterline, oppure fatturano clienti enterprise internazionali in valuta estera. Qonto permette di emettere e ricevere bonifici in oltre 25 valute, gestire pagamenti SEPA Instant intra-UE, e di ricevere bonifici in dollari/sterline tramite il proprio IBAN europeo a costi competitivi rispetto al cambio applicato dalle banche tradizionali italiane.

5. Documentazione per due diligence

Quando una startup raccoglie un round di investimento (pre-seed, seed, Serie A), gli investitori richiedono accesso alla data room con estratti conto bancari completi, riconciliazioni, riepiloghi entrate/uscite per categoria. Qonto permette di esportare in pochi click PDF dell’estratto conto su periodi personalizzati, riepiloghi per categoria di spesa, dettagli IVA e fatture allegate alle singole transazioni. Per una banca tradizionale, ottenere lo stesso pacchetto documentale puo richiedere settimane di richieste alla filiale.

Apertura conto Qonto per SRL e startup

L’apertura di un conto Qonto per una SRL ordinaria o per una startup innovativa avviene interamente online, ma richiede una documentazione piu ampia rispetto a una P.IVA individuale, perche occorre dimostrare l’esistenza giuridica della societa, identificare i beneficiari effettivi e validare i poteri dell’amministratore.

Documenti aggiuntivi rispetto alla P.IVA individuale

Per la P.IVA individuale (ditta individuale, lavoratore autonomo, forfettario) bastano: codice fiscale, P.IVA, documento d’identita del titolare. Per una SRL o startup innovativa servono in piu i seguenti documenti.

Atto costitutivo

L’atto costitutivo e lo statuto della SRL, redatto dal notaio al momento della costituzione. Qonto richiede il caricamento del PDF firmato per verificare la denominazione sociale, il capitale sociale, l’oggetto sociale, i poteri dell’amministratore e l’eventuale nomina del collegio sindacale. Per le startup costituite con la procedura semplificata online (CONS) e ammesso anche il documento elettronico.

Visura camerale

La visura camerale ordinaria della Camera di Commercio (rilasciata recentemente, tipicamente entro 90 giorni) attesta l’iscrizione al Registro delle Imprese, l’attivita esercitata (codice ATECO), la sede legale, gli amministratori in carica. Per le startup innovative la visura riporta anche l’iscrizione alla sezione speciale, elemento utile a dimostrare i requisiti per le agevolazioni.

Documento amministratore e beneficiario effettivo

Documento d’identita in corso di validita (carta d’identita o passaporto) e codice fiscale dell’amministratore che apre il conto. Inoltre, ai fini della normativa antiriciclaggio (KYC), Qonto richiede l’identificazione del titolare effettivo (beneficial owner), ovvero la persona fisica che detiene piu del 25% delle quote sociali. Per startup con piu founder e cap table complessa, occorre dichiarare tutti i soci con quota superiore al 25% e produrre i loro documenti d’identita.

Documenti aggiuntivi per startup innovative

Per le SRL innovative iscritte alla sezione speciale, puo essere utile fornire anche: certificato d’iscrizione alla sezione speciale, auto-dichiarazione del legale rappresentante sui requisiti di startup innovativa, eventuale business plan in caso di importi rilevanti in entrata (es. round di investimento). Questa documentazione puo accelerare i controlli AML e il rilascio della carta business fisica.

Tempi di apertura del conto

I tempi di apertura di un conto Qonto per SRL e startup variano in base alla completezza della documentazione caricata e alla velocita dei controlli antiriciclaggio. In condizioni standard, la timeline tipica e la seguente:

  • Giorno 1: compilazione modulo online, caricamento documenti, video-identificazione dell’amministratore
  • Giorno 2-3: verifica dei documenti societari (atto costitutivo, visura, beneficiari effettivi)
  • Giorno 3-5: attivazione del conto, rilascio dell’IBAN IT, accesso completo all’app
  • Giorno 5-10: consegna delle carte fisiche all’indirizzo dell’amministratore o della sede legale

Le carte virtuali sono utilizzabili immediatamente all’attivazione del conto, mentre le fisiche richiedono qualche giorno per la spedizione. Per casi piu complessi (startup innovative con cap table internazionale, beneficiari effettivi residenti all’estero, importi attesi in valuta estera) i tempi possono allungarsi a 7-10 giorni lavorativi per controlli aggiuntivi. Verifica i tempi attuali aggiornati direttamente su qonto.com.

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Conto Qonto per startup pre-revenue: vantaggi

Una startup pre-revenue e una societa che non ha ancora generato fatturato significativo, tipicamente nei primi 6-18 mesi di vita: i founder lavorano al MVP, validano il prodotto, fanno qualche pilot a clienti early adopter ma il vero ricavo deve ancora arrivare. In questa fase la liquidita e limitata e ogni euro va ottimizzato.

Qonto e particolarmente adatto a questa fase per i seguenti motivi.

  • Pricing prevedibile mensile: i piani Qonto hanno costi fissi mensili, senza commissioni a sorpresa per operazione, permettendo alla startup di pianificare il burn rate con precisione
  • Piano Solo o Basic Team: per i primi mesi, una startup con 1-2 founder operativi puo partire con un piano base e fare upgrade quando arriva il primo round o il primo dipendente
  • Carte virtuali illimitate gratuite o a basso costo: la startup pre-revenue puo testare decine di tool SaaS in trial gratuiti senza paura di pagamenti dimenticati o doppi addebiti
  • Reportistica per il consulente fiscale: riepiloghi per categoria di spesa che semplificano la chiusura mensile e annuale, con conseguente riduzione dei tempi del CAF o del commercialista
  • Setup rapido senza appuntamenti in filiale: i founder possono concentrarsi sul prodotto invece che su procedure bancarie

Conto Qonto per scale-up con investimento

Quando la startup raccoglie il primo round di investimento e si trasforma in scale-up, le esigenze cambiano radicalmente: arrivano centinaia di migliaia di euro sul conto, il team cresce a 5-10-20 persone, le spese si moltiplicano, il consiglio di amministrazione richiede reporting dettagliato. In questa fase i piani Smart Team e Premium Team di Qonto offrono funzionalita pensate per questa scala.

Piano Smart Team

Pensato per startup in fase di crescita organica con un team di 3-7 persone. Include: piu utenti inclusi nel canone con ruoli differenziati, carte fisiche e virtuali per ogni membro del team, gestione approfondita di budget e progetti, esportazioni avanzate per la contabilita. Tipicamente adatto a startup che hanno superato la fase pre-revenue ma non hanno ancora raccolto un round superiore al milione.

Piano Premium Team

Pensato per scale-up con team superiori a 7-10 persone, round Serie A in corso, operativita multipaese. Include: gestione team avanzata, dashboard di controllo dei flussi, integrazione profonda con software contabili (Fatture in Cloud, TeamSystem, Zucchetti), customer care prioritario, limiti di operativita giornalieri elevati, opzioni di cambio valuta dedicate.

Nota importante: i nomi dei piani, le funzionalita incluse e i prezzi possono variare. Verifica sempre i piani attuali e i prezzi aggiornati direttamente su qonto.com prima di sottoscrivere.

Programma Qonto Startup

Qonto ha storicamente proposto un programma dedicato alle startup, pensato per offrire condizioni agevolate alle SRL innovative e alle societa al primo round di investimento, con possibili sconti sui piani business per i primi 6-12 mesi e onboarding accelerato. Il programma puo includere agevolazioni come canone scontato per i primi mesi, cashback su determinate operazioni, accesso a workshop o webinar dedicati a fondatori, network con incubatori e VC partner.

Le condizioni del programma variano nel tempo e possono cambiare in base alle partnership di Qonto con incubatori (PoliHub, H-Farm, LVenture) e con piattaforme di equity crowdfunding (Mamacrowd, CrowdFundMe, Backtowork). Per conoscere le condizioni aggiornate del programma startup, e per verificare se la tua societa ha i requisiti per accedervi (tipicamente: SRL innovativa, costituzione recente, presentazione del business plan), consulta direttamente qonto.com alla sezione dedicata alle startup oppure contatta il customer care.

Software contabili integrati per startup

Una startup nei primi 24 mesi spesso opera con un consulente fiscale o un commercialista esterno, e non ha ancora un controller interno. L’integrazione tra il conto bancario e il software contabile diventa quindi cruciale per ridurre i costi della consulenza e mantenere la cassa sempre allineata.

Qonto offre integrazione nativa o tramite API con i principali software contabili e gestionali italiani:

  • Fatture in Cloud: riconciliazione automatica fatture-pagamenti, sincronizzazione clienti e fornitori
  • TeamSystem (Lynfa, Alyante, Polyedro): esportazione dei movimenti per i gestionali contabili professionali usati dai commercialisti
  • Zucchetti Ad Hoc / Infinity: integrazione per studi commerciali e PMI strutturate
  • Aruba Fatturazione: import dei movimenti per la riconciliazione
  • Sage / Cegid: integrazioni internazionali utili per startup con holding o filiali estere
  • Zapier / Make (Integromat): integrazioni custom con CRM, tool di reporting (Notion, Airtable, Google Sheets) e tool BI (Looker Studio, Metabase)

L’esistenza dell’integrazione e l’effettiva profondita variano nel tempo. Verifica con il tuo commercialista quale software gestionale utilizza e controlla la disponibilita aggiornata delle integrazioni nel marketplace di qonto.com.

Casi d’uso pratici

Vediamo tre casi d’uso tipici di startup italiane che hanno scelto Qonto, per capire come le funzionalita del conto si applicano a settori diversi.

Caso 1: SaaS B2B per PMI manifatturiere

Profilo: SRL innovativa di Milano, 3 founder + 4 dipendenti, sviluppa una piattaforma SaaS per la manutenzione predittiva industriale. Round seed da 800K euro raccolto a inizio 2026. Esigenze: gestire 60+ subscription a tool cloud (AWS, GitHub, Linear, Figma, HubSpot), pagare gli stipendi dei dipendenti, ricevere fatture in euro dai clienti italiani e dollari da un primo cliente americano, dare carte ai 4 dipendenti per spese di trasferta e tool personali.

Configurazione tipica: piano Smart Team di Qonto, 1 founder Admin con poteri pieni, 2 founder Manager con limiti di firma, 4 dipendenti Collaboratori con carte e budget mensile dedicato. Carte virtuali illimitate per gestire le 60 subscription, una carta per ciascun dipendente con budget di 500 euro/mese per tool e trasferte. Integrazione con Fatture in Cloud per la fatturazione elettronica e con TeamSystem (usato dal commercialista) per l’export contabile.

Caso 2: Marketplace consumer pre-revenue

Profilo: SRL innovativa di Roma, 2 founder, sta sviluppando un marketplace per artigiani locali. Pre-revenue, 0 dipendenti, capitale sociale 10K euro + 50K raccolti in pre-seed da business angel. Esigenze: massima ottimizzazione del burn rate, pagamento di freelancer (sviluppatore mobile, designer UX), pagamento di pochi tool essenziali (hosting, servizi cloud, tool di marketing).

Configurazione tipica: piano base di Qonto per i primi 12 mesi, 2 founder Admin entrambi con poteri pieni, 5-6 carte virtuali per i tool principali, bonifici verso freelancer italiani ed esteri. Reportistica mensile esportata e inviata al commercialista per la chiusura. Quando arriva il round seed, upgrade a Smart Team.

Caso 3: Hardware e IoT con investitori esteri

Profilo: SRL innovativa di Bologna, 4 founder + 6 dipendenti, sviluppa dispositivi IoT per agricoltura di precisione. Round Serie A da 3 milioni di euro raccolto da un consorzio di VC italiani e tedeschi. Esigenze: ricevere bonifici in euro da VC italiani e in euro dai VC tedeschi via SEPA, pagare fornitori di componenti elettronici in Asia (in dollari), gestire una squadra di 6 persone con carte e budget dedicati, produrre reporting puntuale per il board.

Configurazione tipica: piano Premium Team di Qonto, ruoli articolati (CEO Admin, CFO Admin con report finanziari, CTO Manager su budget tech, COO Manager su budget operations, dipendenti Collaboratori), gestione cambio valuta euro-dollaro per i pagamenti ai fornitori asiatici, integrazione con TeamSystem per il consulente fiscale e con Looker Studio (via Zapier) per le dashboard del board.

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Domande frequenti

1. Posso aprire un conto Qonto subito dopo l’atto costitutivo della SRL?

Si. Una volta firmato l’atto costitutivo dal notaio e ottenuta l’iscrizione al Registro delle Imprese (con visura camerale disponibile, anche in versione preliminare), puoi avviare l’apertura online del conto Qonto. Tipicamente l’IBAN viene rilasciato in 2-5 giorni lavorativi dalla compilazione completa del modulo. Verifica i tempi attuali su qonto.com.

2. Qonto e adatto a una startup innovativa appena iscritta alla sezione speciale?

Si. Qonto accetta le SRL innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese e in alcune fasi ha proposto programmi dedicati alle startup con condizioni agevolate. Le condizioni del programma startup possono variare: verifica i benefici attualmente disponibili direttamente su qonto.com prima di aprire.

3. Quali sono i documenti necessari per aprire il conto Qonto SRL?

I documenti tipici sono: atto costitutivo della SRL, visura camerale recente, documento d’identita dell’amministratore che apre il conto, codice fiscale dell’amministratore, documenti dei beneficiari effettivi (soci con quota superiore al 25%). Per le startup innovative puo essere utile fornire anche il certificato di iscrizione alla sezione speciale.

4. Quanto costa Qonto per una startup pre-revenue?

Qonto offre piani business con canoni mensili fissi che dipendono dalle funzionalita incluse (numero utenti, numero operazioni, carte fisiche, integrazioni). Per una startup pre-revenue con 1-2 founder un piano base e tipicamente sufficiente nei primi mesi. I prezzi aggiornati e i piani disponibili sono pubblicati su qonto.com: verifica sempre direttamente prima di sottoscrivere.

5. Posso ricevere un investimento in dollari o in euro da VC esteri sul conto Qonto?

Si. Qonto consente bonifici in euro via SEPA da VC europei e operazioni di cambio valuta per ricevere bonifici in dollari, sterline o altre valute principali. La conversione avviene a tassi competitivi rispetto alle banche tradizionali italiane. Per round superiori al milione di euro o operazioni complesse, conviene avvisare in anticipo il customer care Qonto e produrre il term sheet o lo SHA come documentazione di supporto.

6. Quanti utenti possono accedere al conto Qonto della mia startup?

Il numero di utenti dipende dal piano sottoscritto. I piani per startup e team includono nativamente piu utenti con ruoli differenziati (Admin, Manager, Collaboratore, Auditor), permettendo a founder e dipendenti di accedere ciascuno con le proprie credenziali e con limiti di firma personalizzati. Per scale-up con team di 10+ persone i piani Premium Team alzano i limiti di utenti e operazioni.

7. Qonto si integra con il software contabile del mio commercialista?

Qonto si integra nativamente o via API con i principali software contabili italiani e internazionali: Fatture in Cloud, TeamSystem, Zucchetti, Aruba Fatturazione, Sage, Cegid, oltre a integrazioni custom via Zapier o Make. Verifica con il tuo commercialista quale gestionale utilizza e controlla nel marketplace di qonto.com se l’integrazione e disponibile e quali funzionalita include.

8. Qonto e una banca? I depositi della mia SRL sono garantiti?

Qonto opera in Italia come istituto di pagamento autorizzato, con normativa europea sui servizi di pagamento (PSD2) e tutela dei fondi tramite specifiche regole di segregazione (i fondi clienti sono custoditi su conti di salvaguardia presso banche regolamentate). La tutela differisce dalla classica garanzia FITD italiana fino a 100.000 euro che vale per i depositi bancari tradizionali. Per dettagli aggiornati sulla regolamentazione di Qonto e sulla tutela dei depositi, consulta la sezione legale e regolamentare di qonto.com.

Conclusione

Qonto si conferma nel 2026 come una delle soluzioni di conto business piu adatte alle startup italiane: apertura online subito dopo la costituzione della SRL, IBAN italiano IT, multi-utente nativo per founder e team, carte virtuali illimitate per la gestione dei tool SaaS, cambio valuta competitivo per investitori esteri e una documentazione bancaria pulita pronta per la due diligence di investitori e VC.

Se hai costituito una SRL o una startup innovativa e stai valutando il conto bancario migliore per partire, il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a inquadrare correttamente la situazione fiscale e contributiva della societa, gestire la fatturazione elettronica, l’F24 e la dichiarazione dei redditi della SRL e dei soci. Contattaci per una consulenza dedicata.

Disclosure: il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione se apri un conto Qonto attraverso i link sponsorizzati presenti in questo articolo. Non siamo agenti ne consulenti finanziari di Qonto e non abbiamo relazioni di affari oltre quella di affiliate marketing. Le informazioni qui contenute hanno carattere divulgativo: per condizioni economiche, requisiti aggiornati e funzionalita dei piani consulta sempre direttamente qonto.com.

Luglio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-17 08:00:002026-05-24 09:36:43Qonto per Startup 2026: Apertura Conto SRL e Innovativa con Vantaggi Specifici
Qonto

Qonto vs Aruba Business 2026: Confronto Conto Bancario Online

regime forfettario partita iva

Negli ultimi anni il mercato dei conti business online in Italia è esploso. Da un lato le neo-banche e fintech come Qonto, dall’altro player storici dell’IT italiano come Aruba S.p.A., che con Aruba Business ha lanciato il suo conto bancario online dedicato a partite IVA, professionisti e PMI. Per un freelance, un forfettario o una piccola SRL, la domanda è inevitabile: meglio Qonto o Aruba Business nel 2026?

In questa guida confrontiamo i due conti business sul piano di IBAN, costi, fatturazione elettronica, multi-utente, carte ed ecosistema, per aiutarti a scegliere quello più adatto al tuo profilo. Lo facciamo con un approccio editoriale onesto: Qonto è il nostro Sponsor e lo segnaliamo apertamente, ma valutiamo anche i punti a favore reali di Aruba Business, soprattutto se sei già cliente del loro ecosistema (PEC, dominio, hosting). La parola chiave è qonto vs aruba, ma il vero obiettivo è capire quale conto online conviene di più alla tua P.IVA.

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Questo articolo contiene link sponsorizzati a Qonto (segnalati con rel="sponsored"). Se apri un conto tramite i nostri link, centrofiscale.com può ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te. La nostra opinione resta indipendente: in questo articolo confrontiamo Qonto con Aruba Business in modo onesto, indicando i punti di forza di entrambi. Verifica sempre condizioni e prezzi aggiornati direttamente sui siti ufficiali (qonto.com, aruba.it). Il CAF Centro Fiscale non è agente di Qonto né di Aruba e non gestisce l’apertura del conto.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è Qonto
  2. Cos’è Aruba Business
  3. Confronto tabellare Qonto vs Aruba Business
  4. Punti a favore di Qonto
  5. Punti a favore di Aruba Business
  6. Casi d’uso: chi sceglie cosa
  7. Costi a un anno: simulazione concreta
  8. FAQ – Qonto vs Aruba Business

Cos’è Qonto

Qonto è una fintech europea nata in Francia nel 2017 e oggi presente in Italia, Francia, Germania, Spagna e Belgio. È specializzata in conti business per freelance, partite IVA, startup e PMI. In Italia opera con un IBAN italiano (IT), accettato senza problemi per F24, RID, INPS, Agenzia delle Entrate e bonifici verso fornitori italiani.

I tratti distintivi di Qonto sono tre: esperienza utente moderna (app mobile e web app curate, onboarding 100% digitale in pochi minuti), funzionalità avanzate per il lavoro di squadra (multi-utente nativo con ruoli e permessi, anche sui piani entry) e integrazioni con l’ecosistema gestionale italiano (Fatture in Cloud, Aruba Fatturazione, TeamSystem, Zucchetti, oltre a Sage, Cegid, Zapier, Make).

Sul fronte fiscale, Qonto include la fatturazione elettronica sui piani Smart e superiori (con invio diretto allo SDI), la categorizzazione automatica delle spese, la gestione degli scontrini con OCR e l’export CSV/Excel/PDF per il commercialista. I piani principali sono: Solo Basic da circa 9 €/mese, Solo Smart da circa 19 €/mese, Solo Premium da circa 39 €/mese (per professionisti singoli), e versioni Team da 29 €/mese in su per società. I prezzi sono indicativi: verifica sempre su qonto.com.

Cos’è Aruba Business

Aruba Business è il conto bancario online lanciato da Aruba S.p.A., lo storico provider italiano noto per domini, hosting, PEC, firma digitale, SPID e servizi cloud. Si tratta di un conto pensato per liberi professionisti, partite IVA e piccole imprese che vogliono gestire pagamenti e fatturazione in un unico ambiente, integrato con gli altri servizi Aruba.

Aruba è un marchio storico in Italia, con oltre 2,6 milioni di clienti e una forte penetrazione nel mondo PEC e domini. Per molte microimprese e professionisti italiani, Aruba è già il fornitore di casella PEC, dominio aziendale e firma digitale: avere anche il conto bancario nello stesso pannello rappresenta un vantaggio operativo notevole, perché tutto è gestito da un unico account e da un’unica fatturazione annuale.

Il conto Aruba Business offre IBAN italiano (IT), app dedicata, fatturazione elettronica integrata con il modulo Aruba Fatturazione, carta di debito e accesso ai servizi accessori (PEC, SPID, firma digitale) con eventuali sconti per chi attiva pacchetti combinati. Il modello di pricing è tipicamente annuale, con un canone aggressivo (intorno a 50 €/anno per il piano base, indicativi – verifica su aruba.it) che lo rende uno dei conti business più economici sul mercato italiano per chi ha esigenze semplici. I prezzi e le condizioni sono indicativi: verifica sempre direttamente su aruba.it/business.

Confronto tabellare Qonto vs Aruba Business

Vediamo nel dettaglio le caratteristiche dei due conti, su una serie di parametri concreti che interessano una partita IVA o una piccola società nel 2026.

CaratteristicaQontoAruba Business
IBANItaliano (IT) ✅Italiano (IT) ✅
Costo base (indicativo)Da ~9 €/mese (Solo Basic) → ~108 €/annoDa ~50 €/anno (canone annuale)
Modello pricingMensile, scalabile (Solo / Team)Annuale, semplice
Fatturazione elettronicaSì, da piano Smart (invio SDI integrato)Sì, modulo Aruba Fatturazione
Multi-utenteNativo, con ruoli e permessi (anche su piani entry)Più limitato, focus su titolare singolo
CarteMastercard fisiche e virtuali multiple, carte per dipendentiCarta di debito titolare (offerta più contenuta)
EcosistemaStand-alone con 80+ integrazioni esterneIntegrato con PEC, dominio, hosting, SPID, firma digitale Aruba
App mobileModerna, UX curata, dashboard avanzataFunzionale, più orientata al titolare singolo
Customer careStrutturato, chat in app, supporto dedicato PremiumStandard Aruba (telefono, ticket, area clienti)
Integrazione gestionaliFatture in Cloud, Aruba, TeamSystem, Zucchetti, Sage, ZapierForte con suite Aruba (PEC, dominio, fatturazione)

Prezzi e funzionalità indicativi al 2026. Verifica condizioni aggiornate su qonto.com e aruba.it/business.

Come si vede dalla tabella, sul piano IBAN, fatturazione elettronica e operatività di base i due conti sono allineati: entrambi italiani, entrambi con SDI, entrambi adatti a un forfettario o a una piccola SRL. Le differenze emergono su profondità di funzionalità (multi-utente, carte, integrazioni) ed ecosistema (stand-alone moderno per Qonto, integrato con PEC/dominio/hosting per Aruba).

Punti a favore di Qonto

Vediamo perché Qonto rappresenta una scelta in evidenza per molte partite IVA e PMI italiane nel 2026, andando oltre la semplice promessa commerciale e ragionando su 4 punti concreti.

1. App moderna e onboarding rapido

L’app Qonto (mobile e web) è progettata con un’attenzione al design e all’esperienza utente tipica delle migliori fintech europee. L’onboarding è 100% digitale: bastano un documento d’identità, un selfie e i dati della partita IVA per ricevere il conto operativo, spesso in pochi giorni. Per chi viene da una banca tradizionale (Intesa, Unicredit, BPER) la differenza in termini di velocità, chiarezza e self-service è netta.

2. Multi-utente nativo con ruoli e permessi

Qonto include il multi-utente già sui piani Solo (per il commercialista in sola lettura) e in modo più strutturato sui piani Team: puoi aggiungere collaboratori e dipendenti, assegnare ruoli (Admin, Manager, Member, Accountant), definire permessi granulari (chi vede cosa, chi può autorizzare bonifici, chi gestisce le carte). È una funzionalità che sui conti business tradizionali è spesso assente o macchinosa, e che diventa decisiva non appena hai un team di più di 2-3 persone.

3. Integrazioni più ampie con l’ecosistema software

Qonto si integra nativamente con oltre 80 software: gestionali italiani come Fatture in Cloud, Aruba Fatturazione, TeamSystem, Zucchetti, sistemi internazionali come Sage, Cegid, automazioni come Zapier e Make, e una API pubblica per integrazioni custom. Questo ti permette di costruire un workflow contabile fluido: conto bancario → riconciliazione automatica → gestionale del commercialista, senza export manuali infiniti.

4. Customer care più strutturato

Qonto offre chat in app multilingua con tempi di risposta in minuti, supporto telefonico, account manager dedicato sui piani Premium e una community e knowledge base molto curata. Per chi gestisce attività dove il flusso di pagamenti è critico (e-commerce, agenzie, consulenza B2B), avere un canale di assistenza reattivo fa una differenza concreta.

Punti a favore di Aruba Business

Detto questo, sarebbe scorretto presentare Qonto come “vincitore assoluto”. Aruba Business ha 3 punti di forza importanti che, per certi profili di utente italiano, possono spostare l’ago della bilancia.

1. Ecosistema integrato (PEC, dominio, hosting, SPID, firma digitale)

Il vero asso nella manica di Aruba è l’ecosistema. Se hai già con Aruba la casella PEC, il dominio aziendale, l’hosting del sito web, l’SPID e la firma digitale, aggiungere il conto bancario significa avere tutto in un unico pannello, con un unico login, un’unica fatturazione e un unico interlocutore. Per un libero professionista o una micro-impresa che vive dentro l’ecosistema Aruba, la riduzione di complessità è un vantaggio concreto.

2. Prezzo annuale aggressivo

Il modello di pricing di Aruba Business è annuale e molto contenuto: si parte da circa 50 €/anno per il piano base (indicativo, da verificare su aruba.it). Confrontato con i ~108 €/anno minimi del piano Solo Basic di Qonto, è una differenza del 50% circa. Per un forfettario alle prime armi, con fatturato basso e operatività semplice (poche fatture, pochi bonifici, niente team), questa differenza pesa.

3. Marchio storico in Italia

Aruba S.p.A. è un’azienda italiana, con sede in Italia, data center in Italia, conformità GDPR italiana e un brand riconosciuto da oltre 25 anni nel mondo professionale. Per chi preferisce un fornitore italiano “tradizionale” per servizi finanziari critici, e magari ha già un rapporto pluriennale con Aruba per altri servizi, la fiducia nel brand è un fattore non secondario. Aruba opera inoltre come banca a tutti gli effetti, con depositi tutelati nei limiti previsti dalla normativa italiana ed europea sui depositi bancari.

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Vuoi un conto business moderno e scalabile?

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Casi d’uso: chi sceglie cosa

Per rendere il confronto operativo, ecco tre profili tipici di partita IVA o piccola impresa italiana, e quale dei due conti tendenzialmente conviene di più.

Caso 1 – Sei già cliente Aruba (PEC, hosting, dominio): conviene Aruba Business

Profilo: Marco, geometra forfettario, ha con Aruba la casella PEC, il dominio del proprio studio, il sito web in hosting e la firma digitale. Fattura circa 35.000 €/anno, lavora da solo, usa pochi bonifici e poche fatture.

Per Marco, attivare anche Aruba Business ha senso: tutto è già nello stesso pannello, il prezzo è contenuto (~50 €/anno), non ha bisogno di multi-utente, integrazioni avanzate o team. La semplicità operativa e la continuità dell’ecosistema battono qualunque vantaggio funzionale aggiuntivo. Si potrebbe risparmiare circa 50-60 €/anno rispetto al piano Solo Basic di Qonto.

Caso 2 – Vuoi una soluzione moderna stand-alone: conviene Qonto

Profilo: Laura, copywriter freelance forfettaria, fattura circa 50.000 €/anno con clienti italiani ed esteri, vuole una app moderna, vuole gestire fatturazione elettronica direttamente dal conto, vuole dare al commercialista un accesso in sola lettura e usa Fatture in Cloud per la gestione contabile.

Per Laura, Qonto Solo Smart (intorno a 19 €/mese) è la scelta naturale: ottiene fatturazione elettronica integrata, accesso commercialista, integrazione Fatture in Cloud nativa, app curata, customer care reattivo. Il delta di prezzo (~228 €/anno vs ~50 €/anno di Aruba) è giustificato dal salto di funzionalità e di esperienza utente, soprattutto se Laura non ha già altri servizi Aruba in essere.

Caso 3 – Hai team o necessità avanzate: conviene Qonto

Profilo: Studio Verdi & Associati S.r.l., agenzia digital di 5 persone, fatturato 280.000 €/anno, gestisce campagne con budget pubblicitari, fornitori esteri, carte per dipendenti, integrazione con TeamSystem per la contabilità.

Per Verdi & Associati, Qonto Business Smart o Premium (intorno a 29-99 €/mese, da verificare su qonto.com) è quasi obbligatorio: serve multi-utente con permessi (admin, manager, contabilità), carte multiple per dipendenti e campagne ads, integrazione TeamSystem nativa, autorizzazioni bonifici. Aruba Business, in questo scenario, fa fatica a coprire le esigenze di un team strutturato.

Costi a un anno: simulazione concreta

Per dare un’idea concreta, ecco una simulazione di costi a un anno per i tre profili sopra. Tutti i prezzi sono indicativi al 2026, da verificare sui siti ufficiali.

ProfiloAruba Business (anno)Qonto (anno)Differenza
Forfettario semplice (Marco)~50 €~108 € (Solo Basic)+58 € Qonto
Freelance con fatturazione elettronica (Laura)~80 € (con modulo fatturazione)~228 € (Solo Smart)+148 € Qonto
SRL con team (Verdi & Associati)Non adatto / limitato~348-1.188 € (Team Smart/Premium)Qonto necessario

Valori indicativi. Verifica costi e funzionalità su qonto.com e aruba.it/business.

La logica è chiara: Aruba vince sul prezzo per esigenze semplici, Qonto vince su funzionalità per esigenze evolute. Il punto di equilibrio è quanto vali tu il tempo che spendi a gestire i flussi finanziari della tua attività, e se hai o no un team. Una differenza di 100-200 €/anno può sembrare significativa, ma se Qonto ti fa risparmiare 2-3 ore al mese di operatività amministrativa, il payback è quasi sempre positivo per chi fattura più di 50.000 €/anno.

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FAQ – Qonto vs Aruba Business

1. Qonto e Aruba Business hanno entrambi un IBAN italiano?

Sì. Sia Qonto che Aruba Business offrono un IBAN italiano (IT), accettato senza problemi per F24, INPS, Agenzia delle Entrate, RID, bonifici verso clienti e fornitori italiani. Su entrambi i conti puoi quindi ricevere stipendio (se sei collaboratore), pagare imposte e gestire l’operatività quotidiana di una P.IVA italiana.

2. Qual è il più economico tra Qonto e Aruba Business?

Sul piano del canone base, Aruba Business è più economico: parte da circa 50 €/anno, contro i circa 108 €/anno del piano Solo Basic di Qonto (~9 €/mese). Tuttavia il confronto va fatto a parità di funzionalità: Qonto Solo Basic include funzionalità (multi-utente, integrazioni, customer care) che su Aruba possono richiedere moduli aggiuntivi. Verifica condizioni aggiornate su entrambi i siti.

3. Posso usare entrambi i conti per la fatturazione elettronica?

Sì. Qonto include la fatturazione elettronica con invio diretto allo SDI sui piani Smart e superiori. Aruba Business integra il modulo Aruba Fatturazione, che è una delle soluzioni più diffuse in Italia per la fattura elettronica. Entrambe le soluzioni sono conformi alle regole dell’Agenzia delle Entrate.

4. Sono già cliente Aruba per la PEC e il dominio: cambia qualcosa?

Sì, cambia parecchio. Se hai già con Aruba PEC, dominio, hosting, SPID, firma digitale, attivare anche Aruba Business ti permette di gestire tutto da un unico account, con un’unica fatturazione e un unico interlocutore. Per molti professionisti italiani questa è la motivazione più forte per scegliere Aruba sul conto bancario, anche al netto delle differenze funzionali con Qonto.

5. Qonto è più adatto a un team rispetto ad Aruba Business?

Sì. Qonto ha il multi-utente nativo con ruoli e permessi (Admin, Manager, Member, Accountant) integrato nei piani Team, oltre alla possibilità di emettere carte fisiche e virtuali per dipendenti e impostare regole di autorizzazione bonifici. Aruba Business è più orientato al titolare singolo o alla micro-impresa con operatività semplice. Se hai un team di 3+ persone, Qonto è strutturalmente più adatto.

6. Qonto e Aruba sono entrambi sicuri per i miei depositi?

Entrambi operano nel rispetto della normativa europea sui servizi bancari e finanziari. Qonto è un istituto di pagamento europeo autorizzato, con depositi gestiti tramite partner bancari conformi alla normativa UE. Aruba, attraverso la propria struttura bancaria, opera secondo la normativa italiana ed europea, con tutela dei depositi nei limiti previsti dal sistema di garanzia. Per dettagli aggiornati su garanzie e tutela depositi, consulta i siti ufficiali e i fogli informativi.

7. Posso passare da Aruba a Qonto (o viceversa) senza problemi?

Sì. Aprire un conto presso uno e poi cambiare è del tutto possibile. Apri il nuovo conto (Qonto o Aruba), aggiorna le coordinate IBAN presso clienti, INPS, Agenzia delle Entrate, fornitori, e poi chiudi il vecchio conto. Considera tempi tecnici di 1-2 mesi per il pieno passaggio operativo. La portabilità dell’IBAN esiste in Italia per i conti privati, ma per i conti business la procedura è meno automatizzata: è prudente gestire il passaggio in modo manuale.

8. Posso avere entrambi i conti contemporaneamente?

Sì, è una pratica abbastanza diffusa. Alcuni professionisti tengono Aruba Business come conto “operativo” legato alla PEC e all’ecosistema Aruba (e per beneficiare del prezzo annuale contenuto), e Qonto come conto principale per la gestione moderna di entrate, uscite, integrazioni con il gestionale e team. È una soluzione che ha senso se i costi totali (~158 €/anno) sono giustificati dai vantaggi di entrambi gli ecosistemi. Valuta caso per caso, eventualmente con il tuo commercialista.

Conclusione: Qonto o Aruba Business?

La scelta tra Qonto e Aruba Business nel 2026 non è una scelta tra “buono” e “cattivo”: sono due conti business validi, con due filosofie diverse. Aruba Business è la scelta giusta per chi vuole un conto integrato nell’ecosistema Aruba, con prezzo annuale contenuto e operatività semplice. Qonto è la scelta giusta per chi vuole una piattaforma moderna, scalabile, con team e integrazioni avanzate.

Il CAF Centro Fiscale di Udine non gestisce l’apertura del conto bancario (non siamo agenti né di Qonto né di Aruba), ma supporta i clienti su regime forfettario, dichiarazione dei redditi, gestione delle fatture e adempimenti P.IVA, indipendentemente dalla banca scelta. Se hai bisogno di una consulenza fiscale per inquadrare la tua attività e capire quale strumento amministrativo (banca + gestionale) si sposa meglio con il tuo regime e le tue esigenze, puoi contattare il CAF Centro Fiscale di Udine.

Ultimo aggiornamento: 2026. Le informazioni su prezzi, piani e funzionalità di Qonto e Aruba Business sono indicative: verifica sempre le condizioni aggiornate sui siti ufficiali qonto.com e aruba.it/business prima di sottoscrivere. La decisione finale sulla scelta del conto bancario business resta tua, eventualmente in accordo con il tuo commercialista.

Luglio 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-13 08:00:002026-05-24 09:36:45Qonto vs Aruba Business 2026: Confronto Conto Bancario Online
Qonto

Qonto e Spese Aziendali 2026: Come Tracciare e Categorizzare le Uscite

regime forfettario partita iva

Tracciare e categorizzare le spese aziendali con precisione è il punto di partenza di una contabilità ordinaria che funzioni. Senza un metodo strutturato, ci si ritrova a fine mese (o peggio, a fine anno) con centinaia di transazioni anonime sull’estratto conto: un bonifico verso “Acme S.r.l.” che potrebbe essere un fornitore di software, un consulente o un cliente che ha sbagliato versamento. Una serie di addebiti carta da “Stripe”, “Google”, “Meta” senza alcuna nota su quale campagna pubblicitaria, quale cliente o quale progetto stiano alimentando. E quando il commercialista chiede l’export dell’anno per la chiusura, partono settimane di lavoro retroattivo per ricostruire le causali, scaricare gli scontrini dimenticati nei cassetti e dividere il deducibile dal non deducibile.

In questa guida vediamo come Qonto trasforma il tracking delle spese aziendali in un processo automatizzato grazie a categorizzazione automatica, etichette per progetti e clienti, allegati fotografici di scontrini e ricevute, riconciliazione bancaria, riconoscimento delle spese deducibili ed export pronto per il commercialista. La guida è pensata per partite IVA forfettarie e ordinarie, SRL, studi professionali e agenzie che vogliono passare dalla contabilità ricostruita a posteriori a un sistema in tempo reale. Vedremo le categorie pre-impostate, come crearne di personalizzate, le etichette per i progetti, il flusso degli allegati, la reportistica disponibile, l’export CSV/Excel/PDF, le integrazioni con Fatture in Cloud, Aruba e TeamSystem e due casi d’uso tipici (forfettario vs ordinario).

DISCLOSURE – Trasparenza e onestà intellettuale

Questo articolo contiene link sponsorizzati a Qonto (banca digitale francese autorizzata Banque de France, operante in Italia con IBAN italiano IT). Se apri un conto tramite i nostri link, potremmo ricevere una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo non influenza il contenuto della guida: presentiamo Qonto come scelta in evidenza per il tracking delle spese aziendali, ma indichiamo anche alternative (Revolut Business, Soldo Expense, Pleo, soluzioni gestionali separate come Fatture in Cloud Spese, TeamSystem Spese) per casi specifici. CAF Centro Fiscale non è partner ufficiale Qonto e non è responsabile dei rapporti contrattuali tra te e la banca. Verifica sempre condizioni, prezzi e funzionalità aggiornate sul sito ufficiale qonto.com prima di sottoscrivere.

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Qonto: tracking spese aziendali in tempo reale

Categorizzazione automatica, etichette per progetti e clienti, allegati scontrini fotografati con app, riconciliazione bancaria istantanea, export CSV/Excel/PDF per il commercialista, integrazioni native con Fatture in Cloud, Aruba e TeamSystem. Niente più ricostruzioni a fine anno.

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Indice dei contenuti

  1. Categorizzazione automatica Qonto: come funziona
  2. Categorie pre-impostate: marketing, viaggi, software
  3. Categorie personalizzate
  4. Etichette per progetti e clienti
  5. Allegati: scontrini e ricevute fotografati
  6. Reportistica e dashboard
  7. Export per commercialista (CSV, Excel, PDF)
  8. Riconciliazione bancaria
  9. Riconoscimento spese deducibili
  10. Integrazioni con software contabili
  11. Casi d’uso: forfettario vs ordinario
  12. FAQ: domande frequenti

Categorizzazione automatica Qonto: come funziona

La categorizzazione automatica è il cuore del sistema di tracking spese di Qonto. Ogni volta che effettui una transazione (un addebito carta, un bonifico in uscita, un prelievo allo sportello), il sistema analizza il nome del beneficiario, la causale, l’importo e la tipologia di operazione e propone in automatico una categoria di spesa. Quando paghi su Amazon Business, Qonto suggerisce “Acquisti uffici e attrezzature”. Quando addebitano Google Workspace, propone “Software e abbonamenti SaaS”. Quando paghi un volo Ryanair o ITA, finisce in “Viaggi e trasferte”. Tutto senza che tu debba fare nulla.

Il motore di matching: come Qonto riconosce le spese

Qonto utilizza un motore di matching basato su un database di milioni di merchant europei aggiornato costantemente. Per ogni transazione, il sistema confronta il nome del beneficiario con la sua libreria interna e applica la categoria più probabile. Per i fornitori più comuni (Google, Meta, Amazon, Stripe, Microsoft, Adobe, Notion, Slack, Zoom), il riconoscimento è quasi sempre corretto al primo colpo. Per fornitori italiani meno noti o per bonifici a piccoli professionisti, il sistema può chiedere conferma o lasciare la transazione “Da categorizzare”, così tu puoi assegnarla manualmente.

Apprendimento dalle tue scelte

Il sistema impara dalle tue scelte: la prima volta che ricevi un addebito da “Studio Bianchi Associati” e lo categorizzi come “Consulenze legali”, Qonto memorizza l’associazione. Tutte le volte successive, quel beneficiario verrà automaticamente classificato sotto la stessa categoria. Lo stesso vale per le etichette: se associ tutti i pagamenti di un certo cliente al progetto “Sito Web Rossi 2026”, Qonto suggerisce automaticamente quell’etichetta per le transazioni successive collegate allo stesso flusso.

Cosa fare con le transazioni “Da categorizzare”

In dashboard Qonto trovi una sezione “Da categorizzare” con tutte le transazioni che il sistema non è riuscito a classificare automaticamente. È buona pratica dedicare 5 minuti a settimana (il classico “venerdì amministrativo”) a passare in rassegna queste voci, assegnare la categoria corretta, allegare scontrino o nota e indicare il progetto/cliente. Non è un’attività gravosa: con 5-10 transazioni alla settimana ci metti meno di un caffè, ed eviti accumuli di centinaia di operazioni da sistemare in fretta a fine trimestre.

Categorie pre-impostate: marketing, viaggi, software

Qonto offre un set di categorie pre-impostate che copre la maggior parte delle voci di spesa di una piccola e media impresa italiana. Le categorie sono allineate con la logica del piano dei conti usato dai commercialisti, così l’export è già “in lingua” rispetto al gestionale dello studio. Vediamo le principali.

Marketing e pubblicità

La categoria Marketing e pubblicità raccoglie tutte le spese promozionali: campagne Meta Ads, Google Ads, TikTok Ads, LinkedIn Ads, sponsorizzazioni eventi, stampa di materiale promozionale, fee a influencer e content creator, abbonamenti a piattaforme di email marketing (Mailchimp, ActiveCampaign, Brevo) e CRM (HubSpot, Salesforce). Questa categoria è particolarmente importante per e-commerce e agenzie dove può rappresentare il 20-40% delle uscite mensili.

Viaggi e trasferte

La categoria Viaggi e trasferte include voli, treni Trenitalia/Italo, hotel, taxi/Uber/Free Now, noleggio auto Hertz/Sixt/Europcar, parcheggi aeroportuali, pedaggi autostradali Telepass, carburante per trasferte. Il riconoscimento automatico funziona benissimo per i grandi player (Booking, Airbnb, le compagnie aeree e le ferrovie europee). Per le trasferte è cruciale allegare lo scontrino o la fattura: senza quello, in caso di controllo non puoi dimostrare la natura aziendale della spesa.

Ristorazione e accoglienza

La categoria Ristorazione raccoglie pranzi e cene di lavoro, colazioni con clienti, catering per riunioni interne, consegna pasti via Glovo/Deliveroo/JustEat. Importante: la deducibilità è limitata al 75% dell’IVA in regime ordinario per le spese di ristorazione e alberghiere e si applicano i limiti di legge (art. 109 TUIR per il 75% del costo). Su Qonto puoi separare facilmente i pasti del titolare da quelli con clienti grazie alle etichette, e l’export dedicato aiuta il commercialista a calcolare la quota deducibile corretta.

Software e abbonamenti SaaS

La categoria Software e abbonamenti è una delle più affollate per le aziende digitali: Google Workspace, Microsoft 365, Adobe Creative Cloud, Notion, Slack, Zoom, Dropbox, Figma, Canva Pro, Loom, Calendly, Linear, Asana, Trello, Monday.com, Airtable, Webflow, Shopify, WooCommerce, Zapier, Make. Sono spese ricorrenti mensili o annuali che il motore di Qonto riconosce con precisione. Tieni d’occhio questa categoria: spesso le aziende scoprono di pagare due volte lo stesso strumento (vecchia versione + nuova) o servizi non più usati da mesi.

Servizi professionali

La categoria Servizi professionali raccoglie le parcelle a commercialista, avvocato, consulente del lavoro, notaio, consulenze IT, design freelance, copywriter, traduttori. Sono in genere bonifici verso partite IVA con causale “fattura n. X”. Per queste spese conviene allegare la fattura PDF direttamente alla transazione su Qonto, così quando il commercialista fa la chiusura ha tutto a portata di mano senza dover andare a cercare i documenti su SDI o nelle email.

Altre categorie disponibili

Tra le altre categorie pre-impostate trovi: Affitti e utenze (locazione ufficio, condominio, energia elettrica, gas, internet, telefonia), Cancelleria e materiali ufficio, Hardware e dispositivi (computer, monitor, periferiche), Formazione (corsi, libri, eventi), Assicurazioni, Banca e commissioni (interessi, costi POS), Tasse e contributi (F24, INPS, INAIL), Stipendi e collaboratori, Fornitori commerciali, Trasporti e spedizioni (DHL, GLS, BRT, Poste). In totale superano la trentina di voci predefinite.

Categorie personalizzate

Le categorie pre-impostate vanno bene per la maggior parte delle aziende, ma se hai un settore specifico o una contabilità interna che richiede un dettaglio maggiore, Qonto ti permette di creare categorie personalizzate. Esempi tipici: un’agenzia di marketing che vuole separare “Tools SEO” (Ahrefs, Semrush) da “Tools email” (Mailchimp, ActiveCampaign), uno studio professionale che distingue “Banche dati professionali” (Cerved, Wolters Kluwer) da “Software gestionali” (TeamSystem, Zucchetti), un e-commerce che separa “Logistica magazzino” da “Spedizioni clienti finali”, un’azienda manifatturiera che traccia “Materie prime” e “Lavorazioni esterne” come categorie distinte.

Come creare una categoria personalizzata

Dalla dashboard Qonto, sezione Spese > Categorie, puoi creare una nuova voce in pochi click: assegni un nome, scegli un colore (per visualizzazione rapida nei grafici), opzionalmente la associ a una categoria padre (così “Tools SEO” diventa sotto-categoria di “Software”). Ogni utente con ruolo Owner o Admin può creare nuove categorie; gli Employee in genere possono solo selezionarle, non crearne. Una volta create, le categorie appaiono nelle proposte automatiche e nei report.

Allinearsi al piano dei conti del commercialista

Un consiglio pratico: chiedi al tuo commercialista il piano dei conti che usa nel suo gestionale (TeamSystem, Zucchetti, Profis, Datev) e replica una struttura compatibile su Qonto. Se il commercialista ha codici contabili tipo “B.7) Costi per servizi – pubblicità” e “B.8) Costi per godimento beni di terzi”, crea categorie con nomi simili. Quando arriva l’export, lo studio fa una semplice mappatura uno-a-uno e la riclassificazione richiede minuti invece di ore. Questo è particolarmente utile per le SRL in regime ordinario con bilancio CEE.

Etichette per progetti e clienti

Le categorie rispondono alla domanda “che tipo di spesa è?” (marketing, viaggio, software). Le etichette rispondono a una domanda diversa e complementare: “per chi/per cosa stai spendendo?”. Un freelance può spendere 200 euro su Meta Ads (categoria: Marketing) per il cliente “Pizzeria Da Mario” (etichetta: cliente A) e altri 350 euro su Meta Ads per il cliente “Studio Bianchi” (etichetta: cliente B). Categoria uguale, etichetta diversa. Questo permette di calcolare la marginalità reale per cliente e fatturare correttamente i rimborsi spese.

Etichette per cliente: rifatturazione e marginalità

Per agenzie e freelance che gestiscono più clienti, le etichette per cliente sono fondamentali. Tipico esempio: un’agenzia digital fa il sito a un ristorante e gli vende anche un pacchetto Meta Ads. Per ogni euro speso in pubblicità sul cliente “Trattoria Da Luigi”, l’agenzia deve poterlo rifatturare con il proprio markup. A fine mese basta filtrare le transazioni con etichetta “Trattoria Da Luigi”, esportare il report, e si ha il totale spese da rifatturare al cliente in fattura aggiungendo il margine concordato.

Etichette per progetto: budget e consuntivo

Le etichette per progetto servono a controllare il budget di iniziative complesse: lancio di un nuovo prodotto, partecipazione a una fiera, sviluppo di un MVP per un’idea di business. Crei l’etichetta “Lancio prodotto X 2026”, la associ a tutte le spese collegate (sviluppo software, design, packaging, lancio marketing, formazione team) e a fine progetto hai il consuntivo reale da confrontare con il budget iniziale. Se hai sforato del 30% rispetto al previsto, almeno sai dove e perché.

Etichette per centro di costo

Aziende più strutturate possono usare etichette per centro di costo: “Reparto vendite”, “Reparto marketing”, “Reparto IT”, “Amministrazione”. Questo permette di valutare l’efficienza di ogni area e di calcolare il costo pieno di ciascun reparto. Funziona bene se combinato con il multi-utente Qonto: ogni dipendente ha la propria carta, etichettata automaticamente con il proprio reparto, e il consuntivo per centro di costo si forma in tempo reale senza ulteriore lavoro manuale.

Allegati: scontrini e ricevute fotografati

Il punto più dolente della contabilità tradizionale italiana sono gli scontrini cartacei: pranzi di lavoro, taxi, parcheggi, piccoli acquisti urgenti. Si stipano nei portafogli, si dimenticano in tasca delle giacche, si scoloriscono in due settimane e a fine mese il commercialista trova un sacchetto con 80 fogliettini illeggibili. Qonto risolve il problema con la fotografia istantanea via app: ogni transazione carta o bonifico ha un campo “Allega documento”, apri la fotocamera, fotografi lo scontrino e finisce collegato per sempre alla transazione.

Workflow tipico: pranzo di lavoro a Milano

Esempio concreto: sei a Milano per un appuntamento con un cliente, paghi il pranzo 65 euro al ristorante con la carta Qonto. La transazione appare in app in tempo reale (notifica push); apri l’app, prendi lo scontrino dal tavolo, lo fotografi, lo alleghi alla transazione, aggiungi una nota tipo “Pranzo cliente Rossi – chiusura preventivo 2026” e selezioni etichetta “Cliente Rossi”. Operazione completata in 30 secondi. A fine anno, quando il commercialista fa la dichiarazione, ha già tutti i giustificativi associati senza dover chiedere nulla.

Ricevute fiscali e fatture: differenze normative

Un punto importante che il commercialista CAF Centro Fiscale di Udine ribadisce sempre: in Italia, ai fini della deducibilità del costo, lo scontrino “parlante” non è sempre sufficiente. Per molte tipologie di spesa serve una fattura intestata alla partita IVA con codice destinatario per la fatturazione elettronica. Lo scontrino fotografato è ottimo per documentare l’effettiva uscita di cassa e per spese minute (caffè, parcheggi), ma per spese rilevanti dovresti sempre richiedere fattura. Qonto ti aiuta a tracciare e organizzare entrambi i documenti, ma non sostituisce il rispetto delle regole fiscali italiane.

Riconoscimento OCR del testo

Qonto utilizza tecnologia OCR (Optical Character Recognition) per leggere i dati dello scontrino fotografato: importo totale, IVA, data, ragione sociale del fornitore. Quando l’OCR funziona bene (scontrini ben stampati, foto a fuoco), il sistema confronta automaticamente l’importo dello scontrino con quello della transazione. Se non corrispondono (es. lo scontrino è da 80 euro ma la carta è stata addebitata di 100 perché hai aggiunto la mancia), il sistema segnala la differenza e tu puoi giustificarla con una nota. Questo aiuta a evitare errori di abbinamento.

Conservazione digitale a norma

Importante chiarire: l’allegato di Qonto è una copia digitale di lavoro, utilissima per organizzare la contabilità interna e per fornire il giustificativo al commercialista, ma non sostituisce la conservazione sostitutiva a norma richiesta dalla legge italiana per le fatture elettroniche e per certi documenti fiscali. La conservazione a norma richiede servizi specifici (Aruba PEC, InfoCert, Namirial) certificati AGID. Nella pratica, la stragrande maggioranza degli scontrini cartacei non richiede conservazione sostitutiva, basta tenere copia digitale. Verifica sempre con il tuo commercialista il livello di conservazione richiesto per la tua attività.

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Reportistica e dashboard

La dashboard di reportistica Qonto trasforma le transazioni etichettate e categorizzate in grafici e tabelle consultabili in pochi click. È una funzione che da sola giustifica il passaggio da una banca tradizionale (dove l’estratto conto è un PDF testuale di 30 pagine senza grafica utile) a un conto digitale moderno. Vediamo cosa offre la dashboard.

Spese per categoria: grafico a torta

Il grafico a torta delle spese per categoria mostra a colpo d’occhio dove vanno i tuoi soldi nel periodo selezionato (mese corrente, trimestre, anno, range custom). È utile per individuare squilibri: se il 45% delle uscite va in software SaaS e il 5% in marketing, qualcosa va ribilanciato. Se il “ristorazione e accoglienza” pesa il 12% del fatturato, è il caso di verificare se sia ragionevole rispetto al settore di attività.

Trend mensile delle uscite

Il grafico a barre del trend mensile mostra l’andamento delle spese mese per mese, distinguendo per categoria. Vedi subito se a settembre le spese marketing sono raddoppiate (lancio campagna stagionale), se a luglio i costi di trasferta sono crollati (ferie del team), se a dicembre c’è stato un picco di acquisti hardware. Questi trend ti aiutano nella pianificazione del budget per l’anno successivo: se sai che luglio è sempre un mese a basso fatturato e basse spese, puoi pianificare le ferie senza ansia di liquidità.

Top fornitori e top spese

La sezione Top fornitori mostra la classifica dei beneficiari verso cui hai pagato di più nel periodo. È preziosissima per negoziare condizioni: se scopri di pagare 8.000 euro all’anno a un singolo fornitore di servizi software, hai la leva per chiedere uno sconto fedeltà o valutare un competitor. La sezione Top spese individuali mostra le 10-20 transazioni più rilevanti del periodo: utile per individuare uscite straordinarie da approfondire (un acquisto hardware da 3.500 euro, un viaggio inatteso, un pagamento errato).

Filtri avanzati e personalizzazione

Tutti i grafici della dashboard possono essere filtrati e incrociati per categoria, etichetta, utente (in piani Team), periodo, intervallo di importo. Puoi creare viste come “Tutte le spese marketing del cliente Rossi nel Q1 2026” o “Tutti i pagamenti di Maria nel reparto IT del semestre”. Le viste possono essere salvate come report personalizzati e ripetute con un click ogni mese, senza dover rimettere mano ai filtri.

Export per commercialista (CSV, Excel, PDF)

L’export delle transazioni è il momento in cui il lavoro di tracking e categorizzazione produce il suo valore più tangibile: invii al commercialista un file ordinato con tutte le spese del periodo, già categorizzate, etichettate e con allegati i giustificativi. Il commercialista riceve un dato pulito, finisce la chiusura in una frazione del tempo e spesso questo si traduce in parcelle più contenute o in più tempo dedicato a consulenza vera invece che a data entry.

Export CSV: per l’import nei gestionali

Il formato CSV è quello che il commercialista preferisce quando vuole importare le transazioni nel proprio gestionale. Il file contiene una riga per transazione con colonne: data, beneficiario, importo, valuta, categoria, etichetta, nota, ID transazione. Tutti i principali gestionali italiani (TeamSystem, Zucchetti, Profis, OmniaWeb) hanno un’utility di import CSV mappabile alle proprie colonne. Una volta configurato l’import una prima volta, le importazioni successive sono questione di un click.

Export Excel: per analisi e revisione

Il formato Excel (XLSX) è preferibile quando il commercialista vuole analizzare i dati con tabelle pivot, totali per categoria, formule di controllo. Il file Qonto in Excel arriva già con intestazioni di colonna, formattazione numerica corretta (separatori italiani decimali e migliaia) e celle preimpostate per facili filtri. È il formato più usato anche per la nota integrativa al bilancio nelle SRL, dove servono dettagli analitici delle spese per voce.

Export PDF: per archivio e firma

Il formato PDF è utile per l’archivio definitivo e per i casi in cui serve un documento firmato (richieste banca per finanziamenti, pratiche legali, controllo fiscale). Il PDF Qonto include riepilogo statistico, tabella analitica delle transazioni e link agli allegati conservati su cloud Qonto. È il formato giusto da allegare alle pratiche di mutuo o di affidamento bancario: la banca vede il quadro chiaro delle spese aziendali e valuta l’affidabilità.

Export selettivo: solo deducibili, solo cliente X

Una funzione molto utile è l’export selettivo: invece di esportare tutto, applichi i filtri (per esempio “solo categoria Software” oppure “solo etichetta Cliente Rossi” oppure “solo transazioni con allegato”) e poi esporti solo il sottoinsieme. È molto comodo quando il commercialista chiede dettagli mirati (“mandami tutte le spese di rappresentanza del Q4”) o quando devi rifatturare a un cliente le spese sostenute per suo conto: filtri etichetta = cliente, esporti, alleghi alla fattura.

Riconciliazione bancaria

La riconciliazione bancaria è il processo con cui si confrontano i movimenti del conto con le scritture contabili dell’azienda, per individuare differenze, errori o operazioni non registrate. Tradizionalmente è un’attività manuale, lenta e noiosa, fatta dal commercialista a fine mese o a fine anno scaricando l’estratto conto in PDF e spuntando una a una le righe. Con Qonto la riconciliazione diventa un processo continuo e in tempo reale.

Matching automatico fattura-pagamento

Quando hai un’integrazione attiva con un gestionale di fatturazione (es. Fatture in Cloud), Qonto può fare il matching automatico tra fattura emessa e bonifico ricevuto: il sistema riconosce che il bonifico in entrata di 2.440 euro corrisponde alla fattura n. 47/2026 emessa al cliente Rossi e li abbina automaticamente. Lo stesso vale per le fatture passive: l’addebito di 122 euro a “Aruba” matcha la fattura di hosting domain dell’anno. Il commercialista trova tutto già riconciliato in fase di chiusura.

Movimenti senza fattura: alert

Qonto evidenzia i movimenti senza fattura collegata, sia in entrata sia in uscita. Per le entrate, è importante: se ricevi un bonifico da 5.000 euro senza una fattura emessa corrispondente, c’è qualcosa che non va (forse hai dimenticato di emettere fattura, forse il cliente ha pagato in anticipo per qualcosa di non fatturato, forse è un errore). Per le uscite vale lo stesso: un addebito di 800 euro senza fattura ricevuta è un campanello d’allarme da indagare prima della chiusura.

Riconciliazione F24 e contributi

Qonto consente la riconciliazione automatica degli F24 pagati direttamente dal conto: ogni F24 è marcato con la sua codifica fiscale (codice tributo, anno di riferimento, importo) e categorizzato come “Tasse e contributi”. A fine anno il commercialista ha l’elenco esatto degli F24 versati, utilissimo per la quadratura della dichiarazione. Stessa logica per i contributi INPS, premi INAIL, ritenute d’acconto: tutto categorizzato e identificabile a colpo d’occhio.

Riconoscimento spese deducibili

Una funzione molto richiesta dalle imprese italiane è il riconoscimento delle spese deducibili. La logica è semplice: non tutte le spese che fai con il conto aziendale sono deducibili al 100% dal reddito d’impresa. Alcune sono parzialmente deducibili (es. ristorazione 75%, telefonia mobile 80%, auto aziendale 20% per uso promiscuo), altre sono completamente indeducibili (multe, sanzioni, spese personali del titolare passate per errore sul conto aziendale).

Tag deducibilità: full / parziale / non deducibile

Su Qonto puoi marcare ogni transazione (manualmente o tramite categoria pre-impostata) con un tag di deducibilità: “Deducibile 100%”, “Deducibile parziale (specifica %)”, “Non deducibile”. Questo permette al commercialista di filtrare in fase di chiusura e applicare correttamente le percentuali. Non sostituisce il giudizio professionale del commercialista (che resta l’unico responsabile delle valutazioni fiscali finali), ma fornisce una pre-classificazione che velocizza la sua revisione.

Spese di rappresentanza: limiti normativi

Le spese di rappresentanza (regali a clienti, eventi promozionali, omaggi) hanno limiti specifici di deducibilità definiti dal D.M. 19 novembre 2008: in linea di massima 1,3% dei ricavi fino a 10 milioni, 0,5% per la fascia 10-50 milioni, 0,1% sopra. Su Qonto puoi creare una categoria dedicata “Spese di rappresentanza” e tracciarle separatamente dalle normali spese di marketing. A fine anno il commercialista verifica se hai sforato il limite e calcola la quota indeducibile.

Auto aziendale: uso promiscuo o esclusivo

Se l’azienda ha un’auto aziendale, le spese collegate (carburante Eni, ENI Pay, parcheggi, autostrade Telepass, manutenzione officina) hanno regole di deducibilità diverse a seconda dell’uso: 20% per uso promiscuo dell’amministratore, 70% per fringe benefit a dipendenti con assegnazione, 100% per veicoli esclusivamente strumentali (auto di rappresentanza, agenti commerciali, autoscuole). Tracciare ogni spesa carburante con etichetta “Auto X” su Qonto rende lampante il calcolo a fine anno.

Decisione finale spetta al commercialista

Sottolineiamo un punto delicato: i tag di deducibilità su Qonto sono uno strumento gestionale, non una certificazione fiscale. La decisione finale sulla deducibilità di ogni costo spetta al commercialista, che applica le norme del TUIR (DPR 917/1986) e le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate. Qonto facilita il lavoro fornendo una pre-classificazione, ma in caso di controllo è il commercialista (e tu come legale rappresentante) a dover difendere ogni voce. Usa Qonto come supporto, non come sostituto del consulente fiscale.

Integrazioni con software contabili

Le integrazioni native con i principali software di fatturazione e gestione contabile italiani sono uno dei punti più forti di Qonto rispetto ad altri conti business. Vediamo le tre integrazioni più rilevanti per il mercato italiano.

Fatture in Cloud (TeamSystem)

L’integrazione con Fatture in Cloud (gruppo TeamSystem) è probabilmente la più diffusa tra freelance e piccole SRL italiane. Una volta attivata via API, il sistema sincronizza in automatico fatture emesse e ricevute con i movimenti bancari di Qonto. Quando un cliente paga la tua fattura, vedi sia il bonifico in entrata su Qonto sia la fattura marcata come “Pagata” su Fatture in Cloud, con riferimento incrociato. Per le fatture passive (acquisti), Qonto importa automaticamente le fatture ricevute via SDI e le abbina ai pagamenti.

Aruba Fatturazione Elettronica

L’integrazione con Aruba Fatturazione Elettronica è particolarmente apprezzata da chi ha già il pacchetto Aruba (PEC, hosting, fatturazione). Il flusso è simile a Fatture in Cloud: fatture emesse e ricevute si sincronizzano con Qonto, i pagamenti si abbinano automaticamente. Punto in più: Aruba offre la conservazione sostitutiva a norma per 10 anni, certificata AGID, inclusa nei piani business. Combinazione Qonto + Aruba copre praticamente tutti gli adempimenti documentali per una piccola P.IVA.

TeamSystem: gestionali professionali

Per studi commercialisti e SRL strutturate, l’integrazione con la suite TeamSystem (Profis, Lynfa Studio, Polyedro) è la più completa: oltre a fatturazione, gestisce contabilità ordinaria, bilancio CEE, dichiarativi, paghe. Il cliente fa l’attività operativa su Qonto, lo studio scarica i dati direttamente nel proprio gestionale TeamSystem senza data entry. Per gli studi che gestiscono molti clienti Qonto, l’integrazione consente di processare 50-100 clienti in batch con risparmio di tempo enorme.

Altre integrazioni: Zucchetti, Sage, Cegid

Qonto supporta anche integrazioni con altri gestionali, italiani ed europei: Zucchetti (Omnia, Ad Hoc), Sage (più diffuso in Spagna e UK ma usato da multinazionali in Italia), Cegid (gestionale francese diffuso nel retail). Sui piani Premium Team queste integrazioni sono sempre incluse. Su piani inferiori potrebbero esserci limitazioni o costi aggiuntivi: verifica sempre la disponibilità sul tuo piano specifico su qonto.com.

Zapier e Make: automazioni custom

Per chi non ha un gestionale supportato nativamente o ha esigenze particolari, Qonto si integra con Zapier e Make (ex Integromat) permettendo automazioni personalizzate: ogni nuova spesa categoria “Marketing” viene aggiunta automaticamente a un foglio Google Sheets di controllo budget; ogni spesa con etichetta “Cliente X” genera una notifica Slack al project manager; ogni transazione sopra 1.000 euro genera un’email all’amministratore. Le possibilità sono praticamente infinite.

Casi d’uso: forfettario vs ordinario

Vediamo come il sistema di tracking spese di Qonto si adatta a due profili tipici di partita IVA italiana, con esigenze contabili e fiscali molto diverse.

Caso 1: P.IVA forfettaria – controllo gestionale

Marco è un web designer freelance in regime forfettario, fattura 55.000 euro all’anno e applica il coefficiente di redditività 67% (codice ATECO 73.11.02 per agenzie pubblicitarie). Per Marco, ai fini fiscali, le spese aziendali non sono deducibili: il regime forfettario calcola il reddito imponibile applicando un coefficiente forfait sul fatturato, senza tenere conto delle spese reali. Marco potrebbe quindi pensare che tracciare le spese su Qonto sia inutile. Sbaglierebbe.

Anche per il forfettario, il tracking spese su Qonto è prezioso per il controllo gestionale: Marco scopre di spendere 4.800 euro all’anno in software SaaS, di cui il 30% sono strumenti che non usa più; di pagare 1.200 euro all’anno di pubblicità che non genera lead; di avere un margine effettivo del 73% (più alto del 67% forfait) e quindi convenienza fiscale nel restare in regime forfettario fino a quando regge il limite di 85.000 euro. Senza Qonto, queste informazioni non emergerebbero. Il forfettario “gestionale-aware” gestisce meglio il proprio business.

Caso 2: SRL ordinaria – deducibilità e bilancio

Beta SRL è una società in regime ordinario, fatturato 320.000 euro all’anno, attività di consulenza IT con 3 dipendenti. Per Beta SRL le spese aziendali sono deducibili (con le percentuali viste sopra: 100% per software e materie prime, 75% per ristorazione, 80% per telefonia mobile, 20% auto promiscua) e impattano direttamente sul reddito imponibile IRES e IRAP. Tracciare bene le spese non è un’opzione, è un obbligo gestionale e fiscale.

L’amministratore di Beta SRL configura su Qonto: 25 categorie personalizzate allineate al piano dei conti CEE, etichette per i 4 progetti aziendali principali, ruoli per i 3 dipendenti (ognuno con la propria carta) e accesso dedicato per il commercialista. Ogni mese il commercialista fa l’export Excel, lo importa su Profis, e in poche ore chiude la contabilità mensile. A fine anno il bilancio CEE è quasi automatico, con risparmio enorme sulla parcella e zero ricostruzioni a posteriori. Tipico ROI Qonto + commercialista smart: 2.000-4.000 euro all’anno di tempo recuperato.

Quale piano Qonto scegliere

Per il forfettario singolo, il piano Solo Smart (intorno a 9-12 euro/mese) include tutto il necessario per il tracking: categorie, etichette, allegati, export, integrazione con Fatture in Cloud. Per la SRL ordinaria con dipendenti, il piano Smart Team o Premium Team (29-149 euro/mese) aggiunge multi-utente, workflow approvazione, integrazioni TeamSystem, accesso commercialista. Verifica i prezzi aggiornati su qonto.com perché possono variare e controlla le promozioni di benvenuto attive.

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FAQ: domande frequenti

Le spese aziendali su Qonto sono deducibili automaticamente?

No. Qonto è un conto corrente business e uno strumento di tracking spese, non un software fiscale che decide cosa è deducibile e cosa no. La deducibilità è stabilita dalla normativa fiscale italiana (TUIR, DPR 917/1986) e dipende dal regime fiscale della tua impresa, dalla natura della spesa, dal rispetto dei requisiti documentali. Qonto ti aiuta a tracciare, classificare ed esportare i dati, ma il commercialista è l’unico che decide cosa entra in dichiarazione come deducibile.

Posso usare Qonto se sono in regime forfettario?

Sì, Qonto è perfettamente compatibile con il regime forfettario. Nel forfettario le spese non sono deducibili (si applica il coefficiente di redditività al fatturato), ma il tracking spese resta utile per il controllo gestionale: capire dove vanno i soldi, individuare sprechi, valutare la marginalità reale, decidere se conviene restare in forfettario o passare a ordinario. Inoltre Qonto offre IBAN italiano IT, fatturazione elettronica nazionale e F24 telematico, tutte funzioni di cui il forfettario ha bisogno.

Lo scontrino fotografato su Qonto vale come giustificativo fiscale?

Lo scontrino fotografato è una copia digitale di lavoro molto utile per organizzare la contabilità interna e per fornire il documento al commercialista. Per gli scontrini “minori” (caffè, parcheggi, piccole spese) la copia digitale è in genere sufficiente. Per spese rilevanti dovresti sempre richiedere fattura intestata alla tua P.IVA con codice destinatario per la fatturazione elettronica: la fattura, non lo scontrino, è il documento che giustifica pienamente la deducibilità del costo. Verifica sempre con il tuo commercialista i requisiti documentali per il tuo settore.

Quante categorie personalizzate posso creare su Qonto?

Il numero di categorie personalizzate dipende dal piano Qonto sottoscritto. Sui piani Solo è possibile creare un numero limitato di categorie personalizzate (in genere 10-20), sui piani Smart Team il limite si alza, sui piani Premium Team le categorie sono illimitate. La maggior parte delle PMI sta comoda con 20-30 categorie totali (predefinite + personalizzate); strutture più complesse possono averne 50-80. Verifica i limiti precisi del tuo piano direttamente in dashboard o su qonto.com.

Posso modificare retroattivamente la categoria di una transazione?

Sì, puoi modificare la categoria, l’etichetta, la nota e gli allegati di qualsiasi transazione, anche quelle vecchie di mesi. La modifica si ripercuote su tutti i report e gli export futuri (se esporti il mese dopo, vedrai la categoria aggiornata). Se hai già esportato il file e l’hai inviato al commercialista, conviene avvisarlo della modifica e magari rifare un export aggiornato. Per evitare confusione, è buona pratica fissare le categorizzazioni entro la chiusura mensile e non modificare più nulla sui mesi già “chiusi” contabilmente.

Qonto distingue tra spese personali e aziendali?

Qonto è un conto business per impresa: tutte le transazioni che vi transitano sono per definizione operazioni dell’impresa. Se per errore paghi una spesa personale (es. fai la spesa al supermercato per casa) con la carta Qonto, devi rimborsare la somma al conto aziendale (o registrarla come prelievo dell’amministratore/utile a soci a seconda del regime) per non creare un buco contabile. La buona pratica è tenere conti separati: Qonto per l’azienda, conto privato per le spese personali. Mai mescolare.

Il mio commercialista può accedere direttamente a Qonto?

Sì, sui piani Team puoi creare un accesso dedicato per il commercialista con ruolo “Accountant” che permette di vedere tutte le transazioni, esportare report e dati, ma non può fare bonifici o pagamenti. È un accesso solo lettura/export molto comodo: il commercialista entra direttamente quando ha bisogno di documenti, scarica quello che gli serve, non disturba l’amministratore con richieste continue. Sui piani Solo l’accesso commercialista è limitato o non incluso: in tal caso si lavora con export inviati periodicamente.

Cosa succede se cambio banca? Posso esportare lo storico?

Sì, in qualsiasi momento puoi esportare l’intero storico delle transazioni con categorie, etichette, allegati e note. L’export può essere fatto in CSV, Excel o PDF e copre tutto il periodo da quando hai aperto il conto. Se decidi di chiudere il conto Qonto e passare a un’altra banca, scarica subito tutto lo storico (transazioni, allegati scontrini, fatture archiviate) e conservalo localmente o su cloud per i 10 anni richiesti dalla legge italiana per la documentazione fiscale. Una volta chiuso il conto, l’accesso ai dati storici potrebbe essere limitato.

Conclusione: tracking spese come pilastro della contabilità ordinaria

Tracciare e categorizzare le spese aziendali in tempo reale non è un lusso da SRL strutturate: è un pilastro della contabilità ordinaria che dovrebbe interessare ogni partita IVA, dal forfettario al regime ordinario, dal singolo freelance alla SRL con dipendenti. Qonto trasforma un’attività tradizionalmente tediosa (estratto conto da scaricare a fine anno, scontrini da ricostruire, categorizzazione manuale post-mortem) in un processo automatizzato e continuo: categorizzazione automatica, etichette per progetti e clienti, allegati fotografici di scontrini e ricevute, riconciliazione bancaria, riconoscimento spese deducibili (come supporto, non come sostituto del giudizio del commercialista), export CSV/Excel/PDF e integrazioni native con Fatture in Cloud, Aruba e TeamSystem.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste partite IVA forfettarie e ordinarie, SRL e studi professionali nella scelta degli strumenti gestionali più adatti e nell’organizzazione di una contabilità ordinata che renda le chiusure mensili e annuali un’attività veloce e priva di stress. Se hai bisogno di una consulenza per impostare correttamente le tue categorie di spesa, allinearle al piano dei conti del tuo commercialista o valutare il regime fiscale più conveniente per la tua attività, prenota un appuntamento con i nostri consulenti. Ricorda: la decisione finale sulla deducibilità dei costi e sulla classificazione fiscale spetta sempre al commercialista, che applica le norme del TUIR e le circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Luglio 9, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-09 08:00:002026-05-24 09:36:46Qonto e Spese Aziendali 2026: Come Tracciare e Categorizzare le Uscite
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