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Carburanti: proroga dello sconto accise fino al 25 agosto 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il Governo ha prorogato il taglio delle accise sui carburanti fino al 25 agosto 2026, confermando lo sconto sulle accise su benzina, gasolio, GPL e metano per autotrazione. Si tratta di un intervento che alleggerisce il costo del carburante per automobilisti, autotrasportatori e imprese, in un momento in cui i prezzi alla pompa restano ancora elevati rispetto alla media storica europea. In questo articolo analizziamo nel dettaglio cosa prevede la proroga, quali sono gli importi esatti dello sconto per tipo di carburante, quanto si risparmia in termini pratici a ogni rifornimento e cosa ci si deve aspettare dopo la scadenza del 25 agosto.

Indice dei contenuti
  1. Cos’e il taglio accise sui carburanti
  2. Normativa di riferimento: dal DL 21/2022 alle proroghe 2026
  3. Importi dello sconto: benzina, diesel, GPL e metano
  4. Proroga fino al 25 agosto 2026: cosa cambia
  5. Quanto risparmi al pieno: esempi pratici
  6. Prezzi al distributore e monitoraggio MIMIT
  7. Scadenza del 25 agosto: cosa succede dopo
  8. Domande frequenti (FAQ)

Cos’e il taglio accise sui carburanti

Le accise sui carburanti sono imposte indirette che gravano su ogni litro di benzina, gasolio, GPL e metano venduto in Italia. Rappresentano una delle voci di costo piu significative sul prezzo finale al distributore: in condizioni ordinarie, le accise incidono per circa il 35-40% del prezzo della benzina verde e in misura simile per il gasolio.

Il meccanismo del “taglio accise” introdotto nel 2022 consiste in una riduzione temporanea delle aliquote di accisa, deliberata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o con decreto-legge, che riduce l’importo delle imposte per ogni litro erogato. Non si tratta di un sussidio diretto al consumatore, ma di una riduzione dell’imposta in capo ai produttori e distributori, che viene traslata sul prezzo finale al consumo.

L’effetto pratico e immediato: il prezzo alla pompa scende dell’importo equivalente allo sconto sulle accise, maggiorato dell’IVA che si applica anche sulle accise stesse. Questo significa che uno sconto di 25 centesimi sulle accise si traduce, IVA inclusa, in un risparmio di circa 30,5 centesimi per litro per il consumatore finale.

E fondamentale comprendere la struttura del prezzo del carburante in Italia per apprezzare l’impatto del taglio accise. Il prezzo al distributore si compone di tre voci principali: la quota industriale (legata al prezzo internazionale del greggio e ai costi di raffinazione e distribuzione), le accise (imposte statali fisse per litro, indipendenti dal prezzo del greggio) e l’IVA (aliquota 22%, calcolata su quota industriale + accise). Il taglio accise agisce direttamente sulla seconda voce, riducendo le imposte fisse e quindi il totale su cui si calcola l’IVA.

Normativa di riferimento: dal DL 21/2022 alle proroghe 2026

Il taglio accise carburanti affonda le sue radici nel Decreto-Legge 21 marzo 2022, n. 21 (cosiddetto “decreto energia”), convertito con modificazioni dalla Legge 20 maggio 2022, n. 51. In quel contesto emergenziale, caratterizzato dall’impennata dei prezzi energetici conseguente al conflitto russo-ucraino, il Governo Draghi introdusse per la prima volta una riduzione straordinaria delle aliquote di accisa, fissata inizialmente in 25 centesimi al litro per benzina e gasolio.

Da quella prima misura sono seguite numerose proroghe successive, adottate da governi diversi sempre con provvedimenti d’urgenza. Il meccanismo si e cristallizzato come strumento di politica energetica: a ogni scadenza, il Consiglio dei Ministri valuta l’andamento dei prezzi internazionali del petrolio e decide se rinnovare lo sconto, modificarne l’entita o lasciarlo decadere.

Le principali tappe normative sono le seguenti:

  • DL 21/2022 (marzo 2022): primo taglio accise di 25 cent/litro su benzina e diesel, 8,5 cent/litro su GPL. Misura emergenziale per il caro carburanti post-pandemia e conflitto in Ucraina. Base normativa: modifica dell’Allegato I al D.Lgs. 504/1995 (Testo Unico Accise).
  • Proroghe 2022-2023: il taglio viene reiterato con successivi decreti, con importi che variano tra 18,3 e 25 cent/litro a seconda del periodo. Nel secondo semestre 2023 il taglio viene gradualmente ridimensionato in ragione del calo del prezzo del greggio.
  • Periodo 2024-2025: con il progressivo rientro dei prezzi petrolio verso valori piu contenuti, il taglio accise viene ridotto o sospeso per alcuni periodi. Tuttavia nuove tensioni geopolitiche e dinamiche inflazionistiche spingono a nuove attivazioni, spesso di breve durata.
  • Proroghe 2026: nel corso del 2026 il Governo ha ripristinato il taglio accise in piu occasioni, facendo leva sulla propria autonomia nell’adottare DPCM di riduzione delle accise nei limiti delle coperture disponibili. L’ultimo provvedimento proroga il taglio fino al 25 agosto 2026.

Il decreto di proroga viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e si integra nel sistema del Testo Unico delle Accise (TUA), D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504, che disciplina in via ordinaria le aliquote applicabili. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e l’autorita competente per il controllo del versamento delle accise da parte dei depositi fiscali e per l’attuazione operativa dei decreti di riduzione.

La base legale del meccanismo di riduzione temporanea delle accise si trova nell’articolo 1-bis del DL 21/2022, che ha introdotto una procedura semplificata per l’adozione di DPCM di riduzione delle aliquote, prevedendo che le risorse necessarie siano reperite dal Fondo per le emergenze energetiche o da altri stanziamenti disponibili nel bilancio dello Stato.

Importi dello sconto: benzina, diesel, GPL e metano

La proroga dello sconto accise fino al 25 agosto 2026 prevede riduzioni differenziate per tipo di carburante. Di seguito la tabella riepilogativa degli importi di riduzione delle accise rispetto alle aliquote ordinarie del Testo Unico Accise (D.Lgs. 504/1995, Allegato I).

Tipo carburanteRiduzione accisaRisparmio con IVA 22%Aliquota ordinaria TUA
Benzina verde-0,2500 euro/litro-0,305 euro/litro0,7284 euro/litro
Gasolio (diesel)-0,2500 euro/litro-0,305 euro/litro0,6174 euro/litro
GPL (gas liquido)-0,0825 euro/litro-0,1007 euro/litro0,2671 euro/litro
Metano autotrazione-0,0043 euro/m3-0,0052 euro/m30,0454 euro/m3

Nota: i valori indicati corrispondono alla riduzione applicata con il decreto di proroga. Le aliquote ordinarie del TUA restano invariate e tornano in vigore automaticamente alla scadenza del 25 agosto 2026, salvo ulteriore proroga governativa.

E importante sottolineare che lo sconto di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio non e il risparmio netto per il consumatore: poiche sull’accisa si applica l’IVA al 22%, il risparmio effettivo e di circa 30,5 centesimi per litro (0,25 euro x 1,22 = 0,305 euro/litro). Si tratta di un risparmio significativo, considerato che il prezzo medio della benzina al self service si colloca mediamente attorno a 1,80-1,90 euro/litro nel periodo estivo 2026.

Per il GPL, la riduzione e proporzionalmente piu contenuta in valore assoluto (8,25 cent/litro ante IVA, circa 10 cent/litro con IVA), ma su un prezzo medio di circa 70-75 cent/litro rappresenta comunque un’incidenza rilevante, pari a circa il 13-14% del prezzo finale.

Per il metano, la riduzione e espressa in euro per metro cubo (m3) anziche per litro. Il risparmio e modesto in valore assoluto, ma il metano e gia il carburante con il costo chilometrico piu basso tra i tradizionali, quindi il suo utilizzo resta conveniente indipendentemente dal taglio accise.

Proroga fino al 25 agosto 2026: cosa cambia

La proroga dello sconto accise fino al 25 agosto 2026 e stata deliberata dal Consiglio dei Ministri e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Si tratta di una misura di continuita rispetto ai precedenti interventi, con l’obiettivo di contenere l’impatto sui costi di mobilita per famiglie e imprese durante il periodo estivo, tradizionalmente caratterizzato da una maggiore domanda di carburante per effetto degli spostamenti turistici e della ripresa dell’attivita economica post-luglio.

Le principali caratteristiche della proroga sono:

  • Decorrenza: dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, in continuita con la precedente scadenza, senza soluzione di continuita nella riduzione.
  • Scadenza: 25 agosto 2026, ore 24:00. A partire dal 26 agosto, salvo ulteriore proroga, tornano automaticamente in vigore le aliquote ordinarie del TUA.
  • Ambito soggettivo: tutti i distributori di carburante sul territorio nazionale sono tenuti ad applicare i prezzi ridotti. La riduzione opera “alla fonte” (in capo ai depositi fiscali) e non richiede azioni da parte degli automobilisti.
  • Carburanti inclusi: benzina (incluse le benzine miscelate con biocarburanti), gasolio per autotrazione (inclusi i gasoili miscelati), GPL per autotrazione, metano per autotrazione. Non riguarda il gasolio agricolo o da riscaldamento.
  • Carburanti esclusi: kerosene (carburante aereo), gasolio marino, olio combustibile, gasolio agricolo (che ha gia un proprio regime agevolato permanente).

Dal punto di vista operativo, il decreto opera con una tecnica di accredito in conto accise: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) rilascia apposita comunicazione ai depositi fiscali per operare la riduzione delle accise versate, secondo le indicazioni delle circolari operative dell’Agenzia stessa. I distributori al dettaglio sono tenuti ad esporre i prezzi aggiornati entro le ore 8:00 del giorno successivo all’entrata in vigore del provvedimento, come previsto dall’articolo 51 della Legge 23 luglio 2009, n. 99.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) pubblica quotidianamente i prezzi medi nazionali dei carburanti sul portale Osservaprezzi Carburanti, dove e possibile verificare in tempo reale l’andamento dei prezzi alla pompa e confrontare i distributori della propria zona. La consultazione del portale e gratuita e non richiede registrazione.

Per un approfondimento sul quadro normativo completo del meccanismo taglio accise, leggi il nostro articolo dedicato: Taglio Accise Carburanti 2026: -25 Centesimi su Benzina e Diesel, che illustra in dettaglio la genesi del provvedimento e il funzionamento del sistema.

Quanto risparmi al pieno: esempi pratici

Per comprendere l’impatto concreto della proroga dello sconto accise nella vita quotidiana, e utile calcolare il risparmio effettivo a seconda del tipo di veicolo e del carburante utilizzato. Ecco quattro scenari tipici calcolati sulla base della riduzione di 25 centesimi al litro (ante IVA) su benzina e gasolio.

Scenario 1: Utilitaria a benzina (serbatoio 40 litri)

Una piccola auto a benzina con serbatoio da 40 litri beneficia di uno sconto di:

  • Riduzione accisa benzina: 0,25 euro/litro x 40 litri = 10,00 euro
  • IVA sulla riduzione (22%): 2,20 euro
  • Risparmio totale a pieno: 12,20 euro
  • Risparmio mensile (2 pieni/mese): circa 24,40 euro

Scenario 2: SUV o berlina diesel (serbatoio 60 litri)

  • Riduzione accisa diesel: 0,25 euro/litro x 60 litri = 15,00 euro
  • IVA sulla riduzione: 3,30 euro
  • Risparmio totale a pieno: 18,30 euro
  • Per un professionista che percorre 30.000 km/anno (consumi 6 l/100 km = 1.800 litri/anno): risparmio annuo circa 549 euro

Scenario 3: Furgone commerciale a gasolio (serbatoio 80 litri)

Per artigiani, corrieri e piccoli imprenditori che utilizzano veicoli commerciali:

  • Riduzione a pieno: 0,305 euro/litro x 80 litri = 24,40 euro
  • Risparmio mensile (3 pieni): circa 73,20 euro
  • Risparmio annuo (proiettato): circa 878 euro

Scenario 4: Auto a GPL (serbatoio 40 litri equivalente)

  • Riduzione accisa GPL: 0,0825 euro/litro x 40 litri = 3,30 euro
  • IVA sulla riduzione: 0,73 euro
  • Risparmio totale a pieno: circa 4,03 euro
Tipo veicoloCarburanteSerbatoioRisparmio/pienoRisparmio mensile
UtilitariaBenzina40 L12,20 euro24,40 euro (2 pieni)
Berlina/SUVDiesel60 L18,30 euro36,60 euro (2 pieni)
Furgone commercialeDiesel80 L24,40 euro73,20 euro (3 pieni)
Auto a GPLGPL40 L4,03 euro8,06 euro (2 pieni)

I valori sono calcolati sulla base della riduzione di accisa (0,25 euro/litro benzina e diesel, 0,0825 euro/litro GPL) maggiorata dell’IVA al 22%. Si tratta di stime indicative; il risparmio reale dipende dal prezzo di mercato del petrolio greggio e dalle strategie commerciali delle reti distributive nel periodo di riferimento.

Prezzi al distributore e monitoraggio MIMIT

Per effetto della proroga dello sconto accise, i prezzi medi nazionali della benzina e del gasolio risultano contenuti rispetto ai livelli che si registrerebbero con le aliquote ordinarie. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy pubblica, tramite il portale Osservaprezzi, i prezzi comunicati quotidianamente da tutti i distributori italiani, offrendo uno strumento fondamentale di trasparenza e confronto.

Il meccanismo di comunicazione obbligatoria dei prezzi e disciplinato dall’articolo 51 della Legge 23 luglio 2009, n. 99 e dal Decreto Ministeriale 15 ottobre 2010. Ogni gestore di impianto di distribuzione carburanti e tenuto a comunicare i propri prezzi entro le ore 8:00 di ogni giorno lavorativo. La mancata comunicazione o la comunicazione di prezzi falsi configura illecito amministrativo con sanzioni fino a 6.000 euro per singola violazione. L’Autorita Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e la Guardia di Finanza vigilano sul rispetto delle regole di trasparenza.

I prezzi medi nazionali indicativi nel periodo luglio-agosto 2026, con sconto accise applicato, si collocano orientativamente nei seguenti range (soggetti a variazioni significative in base al prezzo internazionale del greggio Brent e alle politiche commerciali delle singole reti distributive):

CarburantePrezzo indicativo (self service)Prezzo indicativo (servito)
Benzina verde1,800 – 1,900 euro/litro1,900 – 2,000 euro/litro
Gasolio1,680 – 1,780 euro/litro1,780 – 1,870 euro/litro
GPL0,680 – 0,740 euro/litro0,720 – 0,780 euro/litro
Metano1,300 – 1,500 euro/kg1,350 – 1,550 euro/kg

Prezzi indicativi soggetti a variazioni. Per i prezzi aggiornati in tempo reale consultare il portale Osservaprezzi MIMIT.

Per trovare il distributore piu conveniente nella propria area, gli automobilisti possono utilizzare:

  • Il portale ufficiale Osservaprezzi Carburanti MIMIT con ricerca per localita e tipo di carburante.
  • Le principali app per smartphone dedicate al confronto prezzi carburanti (disponibili su Android e iOS).
  • I sistemi di navigazione GPS che integrano i dati sui prezzi dei distributori nelle vicinanze.

Un’avvertenza importante: i prezzi al distributore variano non solo per le accise, ma anche per altri fattori quali la localizzazione (aree urbane vs autostrade vs periferia), la tipologia di impianto (branded vs pompe bianche), il metodo di pagamento accettato e i costi logistici locali. Il taglio accise riduce uniformemente la componente fiscale per tutti i distributori, ma non elimina le differenze di prezzo tra impianti.

Scadenza del 25 agosto: cosa succede dopo

La scadenza del 25 agosto 2026 rappresenta un momento cruciale per la politica energetica del Governo. Alla mezzanotte del 25 agosto, senza ulteriori provvedimenti, le aliquote di accisa torneranno automaticamente ai valori ordinari previsti dal Testo Unico Accise (D.Lgs. 504/1995, Allegato I), con un aumento dei prezzi alla pompa di circa 30 centesimi al litro (IVA inclusa) per benzina e gasolio.

Gli scenari possibili dopo il 25 agosto sono essenzialmente tre:

  • Scenario A – Ulteriore proroga: se i prezzi internazionali del petrolio o le dinamiche inflazionistiche lo rendessero opportuno, il Governo potrebbe deliberare un’ulteriore proroga con nuovo DPCM o decreto-legge. Questa e stata la dinamica prevalente negli ultimi anni: ogni scadenza viene valutata caso per caso in base al contesto macroeconomico.
  • Scenario B – Scadenza definitiva: se il contesto di mercato lo consente (prezzi petrolio stabili o in calo, inflazione sotto controllo), il Governo potrebbe decidere di non rinnovare lo sconto e di ripristinare le aliquote ordinarie. In questo caso i prezzi al distributore salirebbero repentinamente a partire dal 26 agosto.
  • Scenario C – Riduzione graduata: potrebbe essere deliberata una riduzione progressiva dello sconto (ad esempio da 25 a 15 cent/litro) come misura di phase-out graduale della misura emergenziale, per attutire l’impatto sui consumatori.

Per i consumatori e le imprese, e consigliabile monitorare nelle settimane che precedono il 25 agosto le comunicazioni ufficiali del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e del MIMIT, nonche i comunicati del Consiglio dei Ministri. La decisione di proroga o meno viene di norma presa nella settimana precedente la scadenza in corso.

Per le imprese con flotte aziendali, la scadenza del taglio accise ha riflessi anche in termini di pianificazione dei costi: conviene valutare un rifornimento maggiorato nei giorni precedenti il 25 agosto, compatibilmente con le capacita dei serbatoi, per approvvigionarsi ai prezzi ridotti. Il rimborso accise gasolio professionale (art. 24-ter TUA), pari a circa 214,18 euro per 1.000 litri per autoveicoli pesanti superiori a 7,5 tonnellate, opera indipendentemente dal taglio accise temporaneo e non e interessato dalla scadenza del 25 agosto.

Centro Fiscale monitorera l’evoluzione della normativa e aggiornerà tempestivamente questo articolo in caso di nuovi provvedimenti. Per aggiornamenti sulle principali novita fiscali che impattano le famiglie e le imprese, torna a visitarci regolarmente o seguici sui nostri canali social.

Domande frequenti (FAQ)

Lo sconto accise si applica automaticamente o devo fare domanda?

Lo sconto si applica automaticamente a ogni rifornimento: il distributore e gia obbligato ad applicare il prezzo ridotto. Non e necessaria alcuna domanda o azione da parte del consumatore. Il taglio opera direttamente sui depositi fiscali che riforniscono i distributori.

Il taglio accise vale anche per i rifornimenti in autostrada?

Si, il taglio accise si applica su tutto il territorio nazionale, inclusi i distributori in autostrada. La significativa differenza di prezzo tra distributori autostradali e quelli extraurbani dipende da altri fattori (canone concessione autostradale, costi di servizio), non dall’accisa che e identica per tutti.

Cosa succede ai prezzi il 26 agosto 2026 se non ci sono nuove proroghe?

In assenza di proroga, a partire dal 26 agosto tornano in vigore le aliquote ordinarie del Testo Unico Accise. I prezzi alla pompa aumenterebbero di circa 30-31 centesimi al litro (IVA inclusa) per benzina e gasolio, rendendo il rifornimento significativamente piu costoso.

La proroga riguarda anche il gasolio agricolo?

No. Il gasolio agricolo beneficia di un regime agevolato permanente (aliquota ridotta del TUA, specifica per usi agricoli) che e separato dal taglio accise temporaneo per autotrazione. La proroga del 25 agosto 2026 riguarda esclusivamente i carburanti per autotrazione: benzina, gasolio auto, GPL e metano per auto.

Come posso verificare se il distributore applica correttamente i prezzi ridotti?

Puoi verificare i prezzi medi nazionali e locali sul portale Osservaprezzi del MIMIT. Se sospetti che un distributore non applichi correttamente i prezzi comunicati o non esponga i prezzi previsti per legge, puoi segnalarlo alla Guardia di Finanza o all’AGCM.

Le auto aziendali detraggono l’IVA sul carburante anche con il taglio accise?

Le regole di detrazione IVA sul carburante (40% per veicoli non esclusivamente aziendali, 100% per uso esclusivamente aziendale documentabile) non cambiano con la proroga del taglio accise. Il taglio riduce la base imponibile, quindi anche l’IVA detraibile e piu bassa in valore assoluto, ma le percentuali di detrazione restano invariate. La documentazione tramite fattura elettronica obbligatoria per le spese carburante resta in vigore.


Questo articolo e stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e responsabile dei contenuti.

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Agosto 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-05 12:20:502026-08-05 10:57:46Carburanti: proroga dello sconto accise fino al 25 agosto 2026
NOTIZIE

Pagamenti INPS agosto 2026: calendario pensioni, Assegno Unico, ADI, SFL e NASpI

Pensione 2026 INPS

Agosto 2026 porta con se’ importanti novita’ per milioni di italiani che attendono i pagamenti mensili dell’INPS. Tra pensioni anticipate per le ferie di Poste Italiane, le mensilita’ di Assegno Unico Universale, le erogazioni di ADI (Assegno di Inclusione), SFL (Supporto Formazione e Lavoro) e NASpI, questo mese presenta un calendario articolato che conviene conoscere per tempo. In questa guida trovi tutte le date ufficiali, gli importi aggiornati al 2026 e le istruzioni per verificare l’accredito sul tuo conto o ritirare il contante alle Poste.

Indice dei contenuti

  1. Pensioni agosto 2026: quando arrivano i pagamenti
  2. Assegno Unico agosto 2026: date e importi
  3. ADI agosto 2026: quando arriva l’Assegno di Inclusione
  4. SFL agosto 2026: il Supporto Formazione e Lavoro
  5. NASpI agosto 2026: date di pagamento e calcolo
  6. Calendario riepilogativo pagamenti INPS agosto 2026
  7. Come verificare l’accredito INPS su MyINPS
  8. Cosa fare se il pagamento non arriva
  9. Differenze tra accredito bancario e ritiro agli sportelli Poste
  10. Domande frequenti sui pagamenti INPS di agosto 2026
  11. Come il CAF Centro Fiscale puo’ aiutarti

Pensioni agosto 2026: quando arrivano i pagamenti

Ad agosto il calendario dei pagamenti pensionistici INPS subisce uno slittamento rispetto alla data ordinaria del 1° del mese. Questo avviene perche’ il 1° agosto 2026 cade di sabato e molti uffici postali osservano chiusure o aperture ridotte per le ferie estive. L’INPS ha comunicato che il pagamento delle pensioni per agosto 2026 viene anticipato a venerdi’ 31 luglio 2026, con accrediti disponibili in banca gia’ da quella data per chi ha domiciliazione bancaria, e con apertura anticipata degli uffici postali per il ritiro in contanti.

Di seguito il riepilogo delle modalita’ di pagamento:

Modalita’ di accreditoData disponibilita’ agosto 2026Note
Accredito su conto corrente bancario1 agosto 2026Bonifico INPS elaborato entro fine luglio
Accredito su conto BancoPosta / Postepay Evolution1 agosto 2026Disponibile su app BancoPosta
Ritiro contanti agli sportelli PosteDal 1 agosto 2026Con turnazione alfabetica (vedi tabella sotto)
Ricarica carta Postamat1 agosto 2026Prelievo ATM disponibile H24

Turnazione alfabetica Poste Italiane agosto 2026

Per evitare assembramenti agli sportelli durante il periodo estivo, Poste Italiane applica la consueta turnazione alfabetica per il ritiro dei contanti. In base al cognome del pensionato, l’accesso agli uffici postali avviene nei giorni indicati:

Iniziale cognomeGiorno di accesso preferenziale
A – CVenerdi’ 1 agosto 2026
D – KSabato 2 agosto 2026 (se sportello aperto)
L – PLunedi’ 4 agosto 2026
Q – ZMartedi’ 5 agosto 2026

Nota bene: la turnazione e’ una raccomandazione organizzativa, non un obbligo. I pensionati possono recarsi in qualsiasi giorno lavorativo successivo al 1° agosto. Si consiglia comunque di rispettare il calendario per evitare code, soprattutto nelle prime giornate di agosto.

Importo pensione minima e rivalutazione 2026

Per il 2026, l’INPS ha applicato la rivalutazione automatica (perequazione) delle pensioni sulla base dell’indice ISTAT di inflazione. L’aumento e’ pari a +1,4% rispetto al 2025, in applicazione del DM MEF del 19 novembre 2025. Questo significa che:

  • Pensione minima (trattamento minimo) 2026: 611,85 euro al mese
  • Pensioni fino a 4 volte il minimo: rivalutazione piena del +1,4%
  • Pensioni tra 4 e 5 volte il minimo: rivalutazione all’85% (+1,19%)
  • Pensioni oltre 5 volte il minimo: rivalutazione al 53% (+0,74%)

Se ancora vedi sul tuo cedolino INPS l’importo vecchio (598,61 euro o 603,40 euro), controlla attraverso il portale MyINPS se e’ stata applicata la perequazione. In caso di discrepanza, rivolgiti al tuo CAF o al Patronato.

Assegno Unico agosto 2026: date e importi

L’Assegno Unico Universale (AUU) e’ il sostegno mensile erogato dall’INPS per i figli a carico fino a 21 anni (o senza limiti d’eta’ per figli con disabilita’). Per agosto 2026, i beneficiari in corso di pagamento ricevono l’accredito tra il 17 e il 19 di ogni mese, come comunicato dall’INPS nella circolare operativa di inizio anno.

Tipo beneficiarioData accredito agosto 2026Note
Beneficiari in corso (domanda gia’ attiva)17-19 agosto 2026Accredito su IBAN comunicato a INPS
Nuove domande accolte a luglio 2026Ultimo giorno lavorabile luglio/agostoPrima mensilita’ parziale o completa
Rinnovo domanda ISEE 2026Entro 30 giugno (gia’ decorso)Chi non ha rinnovato riceve importo minimo

Importi Assegno Unico 2026: quanto spetta

Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 sono stati rivalutati dall’INPS in base all’ISEE del nucleo familiare. Ecco i valori aggiornati per figlio:

Fascia ISEE 2026Importo per figlio (mensile)Note
ISEE fino a 17.090 euro199,40 euroImporto massimo (D.Lgs. 230/2021)
ISEE da 17.090 a 45.574 euroDa 57 a 199,40 euroScala progressiva decrescente
ISEE oltre 45.574 euro o senza ISEE57,00 euroImporto minimo garantito

Maggiorazioni Assegno Unico agosto 2026

Alle somme base si aggiungono le seguenti maggiorazioni mensili per figlio:

  • Figli con disabilita’: +91,42 euro/mese (importo variabile per gravita’)
  • Famiglie con 4 o piu’ figli: +18,00 euro per ogni figlio
  • Entrambi i genitori lavoratori (figli fino a 21 anni): +35,68 euro per figlio
  • Madre con meno di 21 anni: +23,68 euro per figlio

Se non hai ancora presentato o rinnovato la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per il 2026, riceverai solo l’importo minimo di 57 euro per figlio. Ti consigliamo di recarti al CAF per presentare l’ISEE e recuperare gli arretrati, calcolati dal mese di presentazione della domanda.

Approfondisci: Assegno Unico Cosa Cambia 2026: Nuovi Requisiti e Beneficiari | Pagamento Assegno Unico Agosto 2026: Date INPS, Importi e Calendario

ADI agosto 2026: quando arriva l’Assegno di Inclusione

L’Assegno di Inclusione (ADI) e’ la misura di sostegno al reddito introdotta dal D.Lgs. 48/2023 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza, destinata ai nuclei familiari con componenti in condizione di disabilita’, minori, over 60 o in situazione di fragilita’. Il pagamento di agosto 2026 avviene sulla carta ADI (Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane).

Evento ADIData agosto 2026Descrizione
Accredito beneficiari in corso27 agosto 2026Ricarica mensile su Carta di Inclusione
Prima mensilita’ nuove domande luglioFine agosto / inizio settembreDipende dalla data di sottoscrizione Patto
Rinnovo annuale (12° mese)Sospensione 1 mese poi richiesta rinnovoObbligo aggiornamento DSU e Patto

Requisiti per mantenere l’ADI ad agosto 2026

Per continuare a ricevere l’ADI ad agosto 2026, il nucleo familiare deve rispettare le seguenti condizioni:

  • ISEE valido: la DSU deve essere ancora in corso di validita’ (non scaduta)
  • Patto di Inclusione Digitale attivo: firmato presso il Comune o il Servizio Sociale competente
  • Comunicazione variazioni reddituali: qualsiasi variazione di reddito o componenti del nucleo va comunicata entro 15 giorni all’INPS
  • Presenza corsi di formazione/attivazione: per i componenti non esonerati (eta’ 18-59 anni non fragili)
  • ISEE 2026 non superiore a 9.360 euro per il nucleo familiare

Attenzione al rinnovo: dopo 18 mesi di erogazione continuativa, l’ADI si sospende per 1 mese e poi e’ rinnovabile per ulteriori 12 mesi, previa nuova presentazione della domanda con ISEE aggiornato. Se il tuo nucleo e’ vicino alla scadenza del periodo, contatta il tuo Patronato o CAF per predisporre per tempo il rinnovo.

Leggi anche: Rinnovo Assegno di Inclusione 2026: domande dal 1° agosto e prima mensilita’ al 50%

SFL agosto 2026: il Supporto Formazione e Lavoro

Il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) e’ una misura distinta dall’ADI, rivolta ai soggetti tra 18 e 59 anni non appartenenti a nuclei con componenti fragili, che possono lavorare e sono tenuti a partecipare a percorsi di formazione, riqualificazione o politiche attive del lavoro. Introdotto dal D.Lgs. 48/2023, e’ erogato per un massimo di 12 mesi.

Caratteristica SFLValore / Dettaglio
Importo mensile500 euro al mese
Durata massima12 mesi
ISEE massimo6.000 euro (nucleo familiare)
Data accredito agosto 202627 agosto 2026
Modalita’ accreditoCarta di Inclusione (Poste Italiane)
ObbligoPartecipazione attiva a corsi/tirocini

Condizioni per ricevere l’SFL ad agosto 2026

Per continuare a ricevere i 500 euro mensili di SFL, i beneficiari devono:

  • Partecipare regolarmente ai corsi di formazione o tirocini indicati dal Centro per l’Impiego (CPI) o dai servizi accreditati dalla Regione
  • Non rifiutare offerte di lavoro congrue (pena decadenza immediata)
  • Mantenere l’ISEE del nucleo entro la soglia di 6.000 euro
  • Non aver superato i 12 mesi complessivi di fruizione (anche non consecutivi)
  • Comunicare entro 30 giorni l’avvio di un’attivita’ lavorativa o autonoma

Importante: in caso di assenza ingiustificata dalle attivita’ formative, l’INPS puo’ sospendere il pagamento fino alla regolarizzazione. Se hai ricevuto una comunicazione di sospensione, contatta il Centro per l’Impiego o un Patronato per chiarire la tua posizione prima della scadenza di agosto.

NASpI agosto 2026: date di pagamento e calcolo

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e’ l’indennita’ di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Ad agosto 2026, i pagamenti NASpI seguono il calendario mensile ordinario, con accrediti previsti nella terza settimana del mese, tipicamente tra il 15 e il 25 agosto, in base alla data di elaborazione della singola pratica.

Fase NASpITempistica agosto 2026Note
Accredito mensilita’ in corso15-25 agosto 2026Variabile per pratica individuale
Riduzione del 3% dopo il 6° meseDal 7° mese in poiApplicata automaticamente da INPS
Scadenza domanda nuovi disoccupatiEntro 68 giorni dalla cessazionePerdita diritto se superi il termine

Quanto si percepisce di NASpI nel 2026

Il calcolo della NASpI per il 2026 si basa sulla retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni. Le regole sono le seguenti (D.Lgs. 22/2015):

  • Retribuzione media mensile fino a 1.480,30 euro: NASpI = 75% della retribuzione
  • Retribuzione media mensile oltre 1.480,30 euro: NASpI = 75% su 1.480,30 + 25% sulla parte eccedente
  • Massimale NASpI 2026: 1.575,42 euro al mese (lordi)
  • Riduzione del 3% a partire dal 7° mese (6° mese compiuto di percezione)
  • Durata massima: 24 mesi (meta’ delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni)

Requisiti per presentare domanda NASpI:

  • Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la disoccupazione
  • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione
  • Cessazione involontaria del rapporto di lavoro (licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa)

La domanda va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, pena la perdita del diritto alle mensilita’ pregresse. Puoi fare domanda tramite il portale INPS, un Patronato o un CAF abilitato.

Calendario riepilogativo pagamenti INPS agosto 2026

Ecco il riepilogo completo di tutte le date di pagamento INPS previste per agosto 2026:

Prestazione INPSData pagamento agosto 2026Modalita’A chi spetta
Pensioni (vecchiaia, anzianita’, invalidita’)1 agosto 2026Banca / BancoPosta / Sportello PostePensionati INPS
Assegno Unico Universale17-19 agosto 2026IBAN comunicato a INPSFamiglie con figli fino 21 anni
ADI (Assegno di Inclusione)27 agosto 2026Carta di Inclusione (Poste)Nuclei fragili con ISEE ≤ 9.360 euro
SFL (Supporto Formazione e Lavoro)27 agosto 2026Carta di Inclusione (Poste)18-59 anni in percorso formativo
NASpI15-25 agosto 2026IBAN comunicato a INPSLavoratori dipendenti disoccupati
DIS-COLL (disoccupazione co.co.co.)15-25 agosto 2026IBAN comunicato a INPSCollaboratori coordinati cessati
Assegno Ordinario di Invalidita’1 agosto 2026Banca / BancoPostaInvalidi civili con invalidita’ ≥ 74%

Come verificare l’accredito INPS su MyINPS

Per verificare se il pagamento e’ stato accreditato o per controllare il dettaglio del cedolino, puoi accedere al portale MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Le mie prestazioni” trovi tutti i dettagli dei pagamenti erogati, inclusi gli importi lordi e netti, le trattenute e le date di accredito.

  • App INPS Mobile: disponibile su iOS e Android, permette di controllare in tempo reale lo stato della prestazione
  • Cedolino pensione: scaricabile in formato PDF dal portale MyINPS (voce “Cedolino della pensione”)
  • Contact center INPS: numero verde 803.164 (da rete fissa, gratuito) oppure 06.164.164 (da cellulare, a pagamento)
  • CAF e Patronato: se hai difficolta’ ad accedere ai servizi online, rivolgiti al nostro CAF per assistenza

Cosa fare se il pagamento non arriva

Se il pagamento INPS non risulta accreditato entro qualche giorno dalla data prevista, ecco i passi da seguire:

  • Controlla il cedolino su MyINPS: verifica che la prestazione non sia stata sospesa per motivi amministrativi (es. ISEE scaduto, variazione reddito non comunicata, mancato rinnovo domanda)
  • Verifica l’IBAN comunicato: un IBAN errato o un conto chiuso puo’ causare il rimbalzo del bonifico. Aggiorna le tue coordinate bancarie sul portale INPS o tramite CAF
  • Controlla la carta ADI/SFL: la Carta di Inclusione potrebbe essere bloccata o scaduta. Rivolgiti all’ufficio postale per sbloccarla o richiederne una nuova
  • Contatta il Patronato: se il problema persiste, il Patronato puo’ aprire un’istanza presso la sede INPS competente per territorio
  • Presenta un’istanza di sollecito: attraverso il portale INPS nella sezione “Contatti” o tramite Pec alla sede INPS provinciale

Leggi anche: Bonus 500 Euro, INPS Dispone i Pagamenti: Le Date Uscite

Differenze tra accredito bancario e ritiro agli sportelli Poste

Molti pensionati si chiedono quale sia la differenza pratica tra ricevere la pensione su conto corrente bancario o su conto BancoPosta, rispetto al ritiro allo sportello postale. Ecco le principali distinzioni:

AspettoAccredito bancario/postaleRitiro allo sportello Poste
Disponibilita’Disponibile H24 dal 1° agosto (ATM, app)Solo negli orari di apertura dell’ufficio postale
File / CodeNessuna fila necessariaPossibile fila, specie nelle prime giornate
SicurezzaAlta (transazione digitale tracciata)Rischio furto per chi porta contanti a casa
TurnazioneNon si applicaTurnazione alfabetica raccomandata da Poste
CostiNessun costo per pensionati con conto baseGratuito allo sportello (nessun costo ritiro)
Accessibilita’Richiede carta Bancomat o appRichiede solo documento d’identita’

Per i pensionati che non hanno familiarita’ con le tecnologie digitali, il ritiro allo sportello rimane un’opzione valida. Ti consigliamo pero’ di considerare l’apertura di un conto base gratuito (obbligatorio per legge per le banche che offrono servizi minimi) o di attivare il libretto postale con carta Postamat, per evitare code e gestire il denaro in modo piu’ sicuro.

Domande frequenti sui pagamenti INPS di agosto 2026

Quando viene pagata la pensione di agosto 2026?

La pensione di agosto 2026 viene accreditata il 1° agosto 2026 (venerdi’), sia su conto corrente bancario che su conto BancoPosta. Per chi ritira agli sportelli di Poste Italiane, e’ consigliato seguire la turnazione alfabetica per evitare code.

Quando arriva l’Assegno Unico di agosto 2026?

Per i beneficiari con domanda attiva, l’Assegno Unico di agosto 2026 viene accreditato tra il 17 e il 19 agosto 2026. Le nuove domande accolte entro fine luglio ricevono la prima mensilita’ entro l’ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento.

Quanto spetta di ADI ad agosto 2026?

L’importo dell’ADI varia in base alla composizione del nucleo familiare e all’ISEE. Si calcola come differenza tra la soglia di 6.000 euro annui (500 euro/mese) moltiplicata per la scala di equivalenza, e il reddito familiare. A questo si aggiunge una quota per l’affitto se il nucleo e’ in locazione (max 3.360 euro annui). Il pagamento avviene il 27 agosto 2026 sulla Carta di Inclusione.

Posso ricevere sia l’ADI che l’Assegno Unico?

Si’, le due prestazioni sono cumulabili. L’ADI e’ rivolto al nucleo familiare per garantire un reddito minimo, mentre l’Assegno Unico e’ specificamente per i figli a carico. Un nucleo familiare che percepisce l’ADI puo’ ricevere anche l’Assegno Unico per i figli, purche’ vengano rispettati tutti i requisiti di entrambe le misure.

La NASpI viene pagata in anticipo ad agosto?

No, la NASpI di agosto 2026 non viene anticipata. I pagamenti NASpI seguono il calendario ordinario mensile, con accrediti tra il 15 e il 25 agosto a seconda della singola pratica. Non vi sono slittamenti dovuti alle ferie, a differenza delle pensioni pagate il 1° del mese.

Cosa succede se perdo una sessione formativa SFL ad agosto?

L’assenza ingiustificata a una sessione di formazione o tirocinio prevista dal percorso SFL puo’ portare alla sospensione del pagamento per il mese corrispondente. Se l’assenza e’ giustificata (malattia, motivi familiari urgenti), devi comunicarla tempestivamente al CPI e all’INPS con la documentazione necessaria. Dopo piu’ assenze ingiustificate, e’ prevista la decadenza definitiva dal beneficio.

Come il CAF Centro Fiscale puo’ aiutarti

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutte le pratiche legate ai pagamenti INPS: presentazione o rinnovo della domanda di Assegno Unico, ISEE per ADI e SFL, domanda di NASpI, verifica del cedolino pensione, e supporto in caso di mancati pagamenti. Il nostro Patronato e’ a tua disposizione per qualsiasi esigenza previdenziale.

Per un appuntamento o per informazioni sui nostri servizi, contattaci:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com
  • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Leggi anche: Pensione Agosto 2026: Calendario Pagamenti, Ferie Poste e Verifica Accredito | Pagamenti INPS Agosto 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

Luglio 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-30 08:17:412026-08-05 07:44:32Pagamenti INPS agosto 2026: calendario pensioni, Assegno Unico, ADI, SFL e NASpI
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Rinnovo Assegno di Inclusione 2026: domande dal 1° agosto e prima mensilità al 50%

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Chi percepisce l’Assegno di Inclusione (ADI) e ha già completato il primo ciclo di 12 o 18 mensilità deve presentare una nuova domanda di rinnovo per continuare a ricevere il sostegno. L’INPS ha da poco chiarito tempi e modalità con il messaggio n. 2437 del 22 luglio 2026: per i nuclei che hanno incassato l’ultima mensilità a luglio 2026, la finestra per il rinnovo si apre dal 1° agosto 2026. Ecco cosa cambia, quali sono i requisiti da rispettare e come funziona la prima mensilità dimezzata al 50%.

Indice dei contenuti

  1. Quando presentare la domanda di rinnovo ADI
  2. Cosa cambia nel 2026: addio al mese di sospensione
  3. Prima mensilità al 50%: come funziona
  4. Requisiti ISEE e reddituali per il rinnovo
  5. Importi dell’Assegno di Inclusione
  6. SIISL, PAD nucleo e presentazione ai Servizi sociali
  7. Come ti può aiutare il CAF

Quando presentare la domanda di rinnovo ADI

La regola indicata dall’INPS è chiara: la domanda di rinnovo può essere trasmessa solo a partire dal mese successivo a quello dell’ultimo pagamento della domanda in scadenza (la diciottesima mensilità per chi fa il primo rinnovo, la dodicesima per chi ha già rinnovato una volta). Le domande inviate nell’ultimo mese di fruizione non vengono accolte: l’istruttoria non va a buon fine.

Facciamo un esempio pratico: se un nucleo familiare ha ricevuto la dodicesima mensilità a luglio 2026, la finestra per inviare la domanda di rinnovo si apre il 1° agosto 2026. Le stesse indicazioni valgono per tutti i nuclei che raggiungeranno la scadenza del proprio ciclo nei mesi successivi: la regola resta «mese successivo all’ultimo pagamento, mai l’ultimo mese di fruizione».

A presentare la domanda può essere sia lo stesso richiedente della domanda conclusa, sia un altro componente maggiorenne del nucleo familiare. Attenzione: questa scelta non è indifferente, perché incide sull’intestazione della Carta di Inclusione e sull’eventuale emissione di una nuova tessera.

Cosa cambia nel 2026: addio al mese di sospensione

Nella disciplina originaria dell’ADI, al termine delle prime 18 mensilità il rinnovo comportava un mese di sospensione durante il quale il beneficio non veniva erogato: una vera e propria interruzione nei pagamenti che metteva in difficoltà molte famiglie già in condizioni economiche precarie.

La Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1 comma 158) elimina questo «mese scoperto»: dal 2026 il rinnovo dell’Assegno di Inclusione avviene senza sospensione. L’ADI viene corrisposto la prima volta per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e può essere rinnovato, previa nuova domanda, per periodi ulteriori di 12 mesi ciascuno, senza più l’interruzione tra un ciclo e l’altro.

Proprio perché non c’è più il mese di stop, il calendario della domanda diventa determinante: se la domanda di rinnovo viene presentata nel mese immediatamente successivo all’ultimo pagamento (con la firma del PAD nucleo nello stesso mese, quando richiesta), i pagamenti proseguono dalla competenza del mese successivo a quello dell’ultimo accredito della domanda terminata, senza interruzioni.

Prima mensilità al 50%: come funziona

Anche se il mese di sospensione non c’è più, resta in vigore una regola specifica chiarita dall’INPS con il messaggio n. 640 del 23 febbraio 2026: la prima mensilità di ogni rinnovo viene riconosciuta nella misura del 50% dell’importo mensile spettante. La riduzione riguarda solo l’avvio del nuovo periodo e si applica sia ai nuclei familiari rimasti invariati sia a quelli che hanno subito variazioni nella composizione.

Dalla seconda mensilità in poi, il beneficio torna a essere corrisposto per intero. Questa regola non si applica solo al primo rinnovo dopo i 18 mesi iniziali, ma a ogni rinnovo successivo di 12 mesi.

Un esempio per capire meglio: un nucleo familiare invariato che ha ricevuto la dodicesima mensilità a fine luglio 2026 e invia la domanda di rinnovo ad agosto vedrà il beneficio decorrere da agosto. La prima mensilità, dimezzata al 50%, arriverà nella finestra dei primi pagamenti (di norma intorno al giorno 15 del mese), mentre la mensilità piena successiva sarà accreditata nella finestra di fine mese (intorno al giorno 27), secondo il calendario fissato dal messaggio INPS n. 214 del 22 gennaio 2026.

Requisiti ISEE e reddituali per il rinnovo

Attenzione: il rinnovo non è automatico. L’INPS effettua una nuova istruttoria completa, verificando di nuovo tutti i requisiti economici e di composizione del nucleo familiare. Per accedere all’ADI serve un ISEE non superiore a 10.140 euro in corso di validità, oltre a un reddito familiare entro questi limiti:

  • 6.500 euro annui per la generalità dei nuclei familiari
  • 8.190 euro annui per i nuclei composti esclusivamente da persone over 67 o con disabilità grave
  • 10.140 euro annui per i nuclei residenti in abitazione in affitto

Sono previsti anche limiti patrimoniali: il patrimonio immobiliare non può superare 30.000 euro (esclusa l’abitazione principale ai fini IMU), mentre il patrimonio mobiliare deve rientrare tra 6.000 e 10.000 euro, a seconda della composizione del nucleo. Restano inoltre fermi i requisiti di composizione del nucleo (presenza di minorenni, persone con disabilità, over 60 o soggetti in carico ai servizi sociali) e di residenza (almeno 5 anni in Italia, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo).

Prima di inviare la domanda di rinnovo, ti consigliamo di verificare la tua posizione calcolando un nuovo ISEE 2026 aggiornato: un controllo preventivo evita il rischio di un rigetto a istruttoria già avviata. Se la tua situazione economica è cambiata di recente, valuta anche se conviene un ISEE corrente per fotografare la situazione più aggiornata.

Importi dell’Assegno di Inclusione

L’importo massimo dell’ADI corrisponde ai limiti di reddito previsti (6.500 euro annui, oppure 8.190 euro per i nuclei composti esclusivamente da over 67 o persone con disabilità grave), parametrato in base alla scala di equivalenza legata ai componenti del nucleo familiare. Per chi vive in affitto è prevista un’integrazione fino a 3.640 euro annui, ridotta a 1.950 euro per i nuclei di over 67 o con disabilità. In ogni caso, l’importo annuo dell’Assegno di Inclusione non può essere inferiore a 480 euro.

Va infine chiarito un dubbio ricorrente: il contributo straordinario di 500 euro previsto dal decreto-legge 26 giugno 2025, n. 92, era una misura aggiuntiva pensata per coprire il vecchio «mese scoperto» della sospensione, riservata ai nuclei per cui la diciottesima mensilità cadeva a novembre 2025. Con l’eliminazione della sospensione dal 2026, quella compensazione non ha più ragione di esistere: chi cerca oggi il bonus da 500 euro collegato al rinnovo non lo troverà, perché sostituito dalla nuova disciplina senza interruzioni.

SIISL, PAD nucleo e presentazione ai Servizi sociali

Se la composizione del nucleo familiare è rimasta invariata (le nascite e i decessi non contano come variazione), il richiedente non deve iscriversi di nuovo al SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa) né sottoscrivere un nuovo PAD nucleo: valgono l’iscrizione e la firma della domanda precedente. Se invece il nucleo è cambiato, occorre iscriversi nuovamente al SIISL e firmare un nuovo PAD nucleo: in questo caso la decorrenza del beneficio rinnovato si aggancia al mese di sottoscrizione del PAD, quindi ogni ritardo nella firma sposta in avanti l’intera catena degli accrediti.

Resta inoltre fermo, per tutti i nuclei che chiedono il rinnovo, l’obbligo di presentarsi presso i Servizi sociali entro 120 giorni dalla domanda o dalla sottoscrizione del PAD nucleo, a pena di sospensione dei pagamenti successivi. Il termine si applica anche ai nuclei monocomponenti e a quelli composti da persone esonerate dai percorsi di inclusione sociale e lavorativa.

Chi aveva certificazioni di svantaggio o programmi di cura e assistenza in corso deve infine riportare di nuovo gli estremi della certificazione nella domanda di rinnovo, purché ancora valida: una domanda che riporta una certificazione scaduta non prosegue l’iter.

Come ti può aiutare il CAF

Tra ISEE da aggiornare, verifica dei requisiti reddituali e patrimoniali, gestione del SIISL e del PAD nucleo, presentare correttamente la domanda di rinnovo dell’Assegno di Inclusione richiede attenzione: un errore o un ritardo può far slittare l’intera catena dei pagamenti. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nel calcolo dell’ISEE, nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda di rinnovo, così da evitare interruzioni nell’accredito.

Se hai già presentato domanda e vuoi verificare le prossime scadenze di pagamento, consulta anche il nostro calendario completo dei pagamenti INPS di agosto 2026, con tutte le date di pensioni, Assegno Unico, NASpI e Assegno di Inclusione, oppure il riepilogo dei pagamenti INPS della settimana 20-26 luglio. Per chi deve invece gestire l’ISEE in vista dell’Assegno Unico, è disponibile anche la guida su Assegno Unico e nuove tabelle ISTAT.

Hai bisogno di assistenza per il rinnovo dell’Assegno di Inclusione? Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a calcolare l’ISEE, verificare i requisiti e presentare la domanda di rinnovo senza errori né ritardi.

Luglio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 10:00:002026-08-05 07:44:45Rinnovo Assegno di Inclusione 2026: domande dal 1° agosto e prima mensilità al 50%
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Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

Per migliaia di contribuenti che hanno aderito alla rottamazione delle cartelle, il calendario 2026 segna un appuntamento da non perdere: il 31 luglio scade una nuova rata della definizione agevolata. Chi ha in piano una rata a questa data deve fare attenzione, perché il mancato pagamento comporta conseguenze pesanti e, soprattutto, irreversibili.

La rottamazione cartelle scadenza 31 luglio riguarda in particolare chi ha aderito alla cosiddetta rottamazione quater e, per alcune posizioni, alla rottamazione quinquies. Vediamo nel dettaglio cosa prevede la normativa, quali sono i margini di tolleranza concessi e cosa fare se ci si accorge di essere già in ritardo.

Indice dei contenuti

  1. Cosa scade il 31 luglio 2026
  2. Chi è coinvolto dalla scadenza
  3. Cosa succede se non paghi entro la scadenza
  4. Come mettersi in regola prima della scadenza
  5. Cosa fare se sei già decaduto dalla rottamazione

Cosa scade il 31 luglio 2026

Secondo quanto comunicato da Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione cartelle scadenza 31 luglio riguarda una delle rate previste dal piano di pagamento consegnato ai contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater, la definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e successivamente riaperta con la riammissione prevista dalla normativa più recente. Chi ha presentato domanda di riammissione o ha ancora rate residue del piano originario può trovare in questa data una scadenza importante.

È bene ricordare che, come per tutte le rate della definizione agevolata, la legge prevede una tolleranza di 5 giorni: significa che i pagamenti effettuati entro il 5 agosto 2026 vengono considerati comunque tempestivi, senza alcuna conseguenza sul beneficio. Superato questo termine, però, non ci sono ulteriori proroghe automatiche.

Per chi ha aderito anche alla più recente rottamazione quinquies, è importante verificare con attenzione il proprio piano di pagamento personale, perché le scadenze possono non coincidere con quelle della rottamazione quater. Il consiglio è sempre quello di controllare la Comunicazione delle somme dovute ricevuta da Agenzia delle Entrate-Riscossione, dove sono indicate le date esatte e gli importi di ogni singola rata.

Chi è coinvolto dalla scadenza

La scadenza del 31 luglio riguarda sia privati cittadini sia partite IVA che hanno cartelle esattoriali affidate alla riscossione e hanno scelto di aderire alla rottamazione per pagare il debito a rate, beneficiando dello stralcio di sanzioni e interessi di mora. Non tutti i contribuenti che hanno aderito, però, hanno necessariamente una rata in scadenza a fine luglio: dipende dal piano scelto al momento dell’adesione, che può prevedere un numero variabile di rate distribuite nell’arco di alcuni anni.

Immagina il caso di Marco, libero professionista con una cartella esattoriale legata a un accertamento fiscale: ha aderito alla rottamazione quater qualche anno fa e da allora paga puntualmente le rate semestrali. Se il suo piano prevede una rata al 31 luglio, per lui questa data rappresenta un appuntamento fisso da rispettare, esattamente come le precedenti. La rottamazione cartelle scadenza 31 luglio non è quindi una scadenza generalizzata per tutti gli aderenti, ma specifica per chi ha una rata in calendario in questo periodo.

Chi non è sicuro delle proprie scadenze dovrebbe verificare quanto prima la propria posizione, magari con l’assistenza di un professionista, per evitare di scoprire troppo tardi di avere una rata in scadenza proprio in questi giorni.

Cosa succede se non paghi entro la scadenza

Il punto più delicato riguarda proprio le conseguenze del mancato pagamento. La normativa sulla definizione agevolata prevede regole molto rigide: chi non paga la rata entro il termine, oppure paga in modo insufficiente o oltre i 5 giorni di tolleranza, decade automaticamente dal beneficio della rottamazione.

La decadenza dalla rottamazione significa che il contribuente perde definitivamente lo sconto su sanzioni e interessi di mora che aveva ottenuto aderendo alla misura agevolata. In pratica, l’intero debito residuo torna esigibile nella sua versione integrale, comprensiva di interessi e sanzioni che erano stati stralciati. Gli importi eventualmente già versati con le rate precedenti non vengono persi, ma vengono considerati come acconto sul debito complessivo, che però torna a essere calcolato secondo le regole ordinarie.

C’è un altro aspetto da tenere bene a mente: una volta decaduti dalla rottamazione cartelle, non è più possibile rateizzare lo stesso debito attraverso una nuova rottamazione. La legge, infatti, esclude la possibilità di accedere nuovamente alla definizione agevolata per le stesse cartelle già oggetto di decadenza. Dopo la decadenza, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può quindi riprendere le ordinarie attività di riscossione, comprese eventuali azioni cautelari o esecutive, per recuperare l’intero importo dovuto.

Esiste inoltre una distinzione utile da conoscere tra le due misure. Per la rottamazione quater (e per la riammissione), la decadenza scatta con il mancato o insufficiente pagamento della rata entro i termini, tenendo conto dei 5 giorni di tolleranza. Per la rottamazione quinquies, invece, Agenzia delle Entrate-Riscossione chiarisce che la definizione diventa inefficace in caso di omesso o insufficiente versamento della prima e unica rata prescelta, oppure di due rate anche non consecutive, o dell’ultima rata del piano rateale. In caso di dubbi sulla propria situazione specifica, è sempre consigliabile verificare la Comunicazione delle somme dovute ricevuta da Agenzia delle Entrate-Riscossione o rivolgersi a un professionista.

Come mettersi in regola prima della scadenza

Per evitare la decadenza, il pagamento della rata in scadenza il 31 luglio (o entro il 5 agosto grazie alla tolleranza) può essere effettuato con diverse modalità, indicate nella Comunicazione delle somme dovute ricevuta al momento dell’adesione o della riammissione alla rottamazione. Tra le modalità previste rientrano generalmente:

  • i moduli di pagamento (bollettini RAV) allegati alla comunicazione, utilizzabili presso banche, uffici postali, tabaccherie abilitate o sportelli bancomat;
  • il modello F24, quando previsto dal piano di pagamento;
  • i canali digitali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per chi dispone delle credenziali di accesso;
  • gli sportelli fisici, per chi preferisce un supporto diretto nella verifica dell’importo e delle scadenze residue.

Prima di procedere al pagamento, è fondamentale verificare con attenzione le rate scadute e l’importo esatto dovuto, perché un versamento insufficiente equivale, ai fini della decadenza, a un mancato pagamento. Chi ha smarrito i moduli di pagamento o non ricorda con precisione l’importo dovuto dovrebbe rivolgersi tempestivamente a un professionista per recuperare la documentazione corretta, evitando di affidarsi a calcoli approssimativi.

Chi si accorge di essere già in ritardo rispetto a rate precedenti dovrebbe muoversi subito: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di verificare l’effettiva situazione debitoria e valutare le soluzioni disponibili, prima che scattino ulteriori conseguenze.

Cosa fare se sei già decaduto dalla rottamazione

Per chi è già decaduto dal beneficio della rottamazione cartelle a causa di rate precedenti non pagate, la strada della nuova rottamazione sullo stesso debito non è percorribile. Restano però altre soluzioni previste dall’ordinamento per gestire il debito residuo senza subire immediatamente azioni esecutive.

La principale alternativa è la rateizzazione ordinaria delle cartelle esattoriali, prevista dall’articolo 19 del DPR 602/1973. A differenza della rottamazione, questa rateizzazione non prevede sconti su sanzioni e interessi, ma consente comunque di dilazionare il pagamento del debito in un numero di rate stabilito in base all’importo dovuto e alla situazione del contribuente, evitando così azioni di recupero più drastiche come pignoramenti o fermi amministrativi.

Valutare tempestivamente questa opzione, insieme a un professionista che possa verificare l’intera posizione debitoria, è il modo migliore per riprendere il controllo della situazione dopo una decadenza, evitando che il debito continui a crescere per effetto di ulteriori interessi e more.

Per chi vuole approfondire il funzionamento della misura, sono disponibili guide dedicate su come funziona la rottamazione cartelle 2026, con domanda online e scadenze, sulle modalità di pagamento della rottamazione quinquies senza SPID, sulla gestione degli esiti online e la tolleranza dei pagamenti fino al 5 agosto e sul precedente appuntamento della rottamazione quater con la rata del 31 maggio.

Hai una rata della rottamazione cartelle in scadenza il 31 luglio e vuoi essere sicuro di non perdere il beneficio? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare la tua posizione debitoria e a organizzare il pagamento entro i termini, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per un preventivo personalizzato e un supporto rapido prima della scadenza.

Luglio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 09:00:002026-08-05 07:44:48Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi
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Maternità e Paternità nel Settore Agricolo 2026: Chi ne ha Diritto e Come Fare Domanda

Maternità INPS CAF Udine

Indice dei contenuti

  1. A chi spetta la maternità e paternità nel settore agricolo
  2. Requisiti contributivi per l’indennità di maternità agricola
  3. Durata del congedo di maternità e paternità in agricoltura
  4. Come si calcola l’importo dell’indennità di maternità agricola
  5. Come e quando fare domanda all’INPS
  6. Domande frequenti sulla maternità e paternità in agricoltura
  7. Conclusione

La maternità e paternità nel settore agricolo 2026 seguono regole particolari rispetto al lavoro dipendente ordinario. Chi lavora nei campi, in una cooperativa agricola o come coltivatore diretto ha infatti diritto a specifiche tutele economiche durante la gravidanza, il parto e i primi mesi di vita del bambino, ma il calcolo dell’indennità e le procedure di domanda seguono criteri diversi da quelli applicati agli altri lavoratori dipendenti.

L’INPS ha aggiornato per il 2026 i parametri di riferimento per il calcolo dell’indennità di maternità e paternità in agricoltura, un tema che riguarda migliaia di famiglie impegnate nel settore primario in tutta Italia, incluso il Friuli Venezia Giulia. In questo articolo vediamo chi ha diritto a queste tutele, quali sono i requisiti richiesti, come funziona il calcolo dell’importo e quali passaggi seguire per presentare la domanda senza commettere errori.

A chi spetta la maternità e paternità nel settore agricolo

Il diritto alla maternità e paternità nel settore agricolo 2026 non riguarda solo i dipendenti in senso stretto, ma si estende a diverse categorie di lavoratori che operano nel comparto agricolo con inquadramenti previdenziali differenti. È importante capire in quale categoria si rientra, perché da questo dipendono sia i requisiti da rispettare sia le modalità di calcolo dell’indennità.

Le categorie che possono beneficiare delle tutele sono principalmente quattro:

  • Operai agricoli a tempo determinato (OTD): lavoratori assunti stagionalmente per periodi limitati, tipici delle attività di raccolta e coltivazione
  • Operai agricoli a tempo indeterminato (OTI): dipendenti con un contratto stabile presso un’azienda agricola
  • Coltivatrici dirette: donne titolari o partecipanti attive di un’impresa agricola familiare, iscritte alla relativa gestione previdenziale
  • Colone e mezzadre: figure storiche del mondo agricolo ancora presenti in alcune realtà territoriali, iscritte agli elenchi previsti dalla normativa di settore

Ognuna di queste categorie ha caratteristiche previdenziali proprie, e la distinzione tra OTD e OTI influisce concretamente sulle modalità con cui viene verificato il diritto alla prestazione. Chi lavora come operaio agricolo a tempo determinato ha un percorso contributivo tipicamente più frammentato nel corso dell’anno, mentre chi ha un contratto a tempo indeterminato può contare su una posizione previdenziale più continuativa.

Per chi ha già figli e vuole approfondire le tutele legate alla genitorialità anche al di fuori del settore agricolo, può essere utile consultare la guida al congedo parentale padre 2026, che spiega regole, giorni spettanti e indennità previste per i papà lavoratori.

Requisiti contributivi per l’indennità di maternità agricola

Per ottenere l’indennità di maternità nel settore agricolo, la lavoratrice deve dimostrare di avere una posizione previdenziale regolare nel comparto, con l’iscrizione negli appositi elenchi anagrafici tenuti dall’INPS per i lavoratori agricoli. Questo passaggio è fondamentale: chi non risulta correttamente iscritto come OTD o OTI nell’anno di riferimento rischia di vedersi respingere la domanda, anche se ha effettivamente lavorato nei campi.

La normativa prevede il rispetto di un certo numero di giornate di lavoro agricolo effettivo nel periodo precedente l’evento (gravidanza o nascita), verificate sulla base delle giornate denunciate dal datore di lavoro agricolo o dall’azienda. Proprio perché i requisiti possono variare in base alla categoria di appartenenza e alla situazione contributiva individuale, è sempre consigliabile far verificare la propria posizione da un professionista prima di presentare la domanda, così da evitare rigetti o ritardi nell’erogazione della prestazione.

Un aspetto che spesso genera confusione riguarda il cosiddetto principio di automaticità delle prestazioni: in alcuni casi la tutela previdenziale scatta anche se il datore di lavoro non ha versato regolarmente i contributi, purché la lavoratrice risulti comunque iscritta negli elenchi agricoli per il periodo di riferimento. Anche in questa circostanza, però, è necessaria un’attenta verifica documentale che solo un patronato esperto può gestire correttamente.

Durata del congedo di maternità e paternità in agricoltura

Per quanto riguarda la durata del congedo di maternità, le lavoratrici agricole hanno diritto alle stesse tempistiche previste per la generalità delle lavoratrici dipendenti: cinque mesi complessivi di astensione obbligatoria dal lavoro, retribuiti dall’INPS.

Il periodo può essere organizzato in due modalità principali:

  • Modalità standard: due mesi prima della data presunta del parto e tre mesi dopo la nascita del bambino
  • Modalità flessibile (1+4): un mese prima del parto e quattro mesi dopo, a condizione che il medico competente e il ginecologo attestino l’assenza di rischi per la salute della lavoratrice e del nascituro

Per quanto riguarda i papà, il congedo di paternità obbligatorio prevede dieci giorni di astensione dal lavoro, retribuiti e fruibili anche in via non continuativa entro i primi mesi di vita del figlio. A questo si può aggiungere, nei casi previsti dalla normativa, un congedo di paternità alternativo qualora la madre non possa usufruire del proprio periodo di maternità (ad esempio in caso di morte, grave infermità o abbandono del bambino).

È bene ricordare che le tutele per i papà lavoratori non si esauriscono con i dieci giorni obbligatori: esistono infatti ulteriori strumenti legati alla genitorialità condivisa. Per un quadro completo su giorni spettanti, modalità di richiesta e importi, la nostra guida al congedo parentale padre 2026 approfondisce nel dettaglio questi aspetti, validi anche per i lavoratori del comparto agricolo.

Come si calcola l’importo dell’indennità di maternità agricola

Uno degli aspetti che distingue maggiormente la maternità nel settore agricolo da quella del lavoro dipendente ordinario riguarda proprio il metodo di calcolo dell’indennità. Nel lavoro dipendente standard, l’importo della prestazione si basa sulla retribuzione effettiva percepita dalla lavoratrice. Per le lavoratrici agricole (OTD e OTI), invece, il calcolo non fa riferimento allo stipendio realmente incassato, ma a un parametro convenzionale stabilito annualmente dall’INPS.

Nello specifico, l’importo viene calcolato sul salario medio convenzionale giornaliero stabilito ogni anno da INPS per il settore agricolo, un valore di riferimento che tiene conto delle caratteristiche del lavoro agricolo e che viene aggiornato periodicamente. Questo significa che due lavoratrici con retribuzioni effettive diverse, ma inquadrate nella stessa categoria e provincia, potrebbero ricevere un’indennità di importo analogo, proprio perché il calcolo non guarda al salario reale percepito ma al parametro convenzionale di settore.

Questo meccanismo di calcolo, seppur pensato per semplificare e uniformare il trattamento nel comparto agricolo, può risultare poco intuitivo per chi non è abituato a confrontarsi con le regole previdenziali di questo settore. Per questo motivo, prima di fare qualsiasi stima sull’importo che si andrà a percepire, è sempre preferibile rivolgersi a un patronato in grado di verificare con precisione la categoria di appartenenza, la provincia di riferimento e il periodo di calcolo applicabile al proprio caso specifico.

Come e quando fare domanda all’INPS

La domanda di maternità e paternità per il settore agricolo va presentata all’INPS in modalità telematica, allegando la documentazione che attesta lo stato di gravidanza, la data presunta o effettiva del parto e la posizione previdenziale della lavoratrice o del lavoratore nel comparto agricolo. Per le lavoratrici, la domanda va inoltrata generalmente durante il periodo di gravidanza, in modo da consentire all’INPS di verificare i requisiti e liquidare l’indennità con la massima tempestività una volta iniziato il congedo.

Proprio per la complessità delle verifiche legate ai requisiti contributivi degli OTD e degli OTI, la presentazione della domanda in questo settore richiede un’attenzione particolare: un errore nella categoria dichiarata, un’incongruenza nelle giornate lavorate o una documentazione incompleta possono causare ritardi significativi nell’erogazione della prestazione, con conseguenze economiche non trascurabili per la famiglia.

Affidarsi a un patronato consente di evitare questi rischi. Il nostro team si occupa dell’intera pratica: dalla verifica della posizione previdenziale alla raccolta della documentazione necessaria, fino alla presentazione della domanda e al monitoraggio dell’iter fino alla liquidazione. Un supporto particolarmente prezioso per chi lavora in agricoltura, dove le regole previdenziali richiedono competenze specifiche che un CAF generico spesso non possiede.

Chi si avvicina alla fine della propria carriera lavorativa in agricoltura, magari dopo anni di contributi come OTD o OTI, può inoltre trovare utile la nostra guida sulla pensione anticipata 2026, per capire come e quando è possibile lasciare il lavoro prima dei 67 anni.

Domande frequenti sulla maternità e paternità in agricoltura

La coltivatrice diretta ha diritto alla maternità come le operaie agricole?
Sì, anche le coltivatrici dirette regolarmente iscritte alla gestione previdenziale agricola hanno diritto all’indennità di maternità, sebbene con modalità di calcolo e requisiti specifici legati al proprio status previdenziale, diverso da quello degli operai dipendenti (OTD e OTI).

Cosa succede se non ho maturato abbastanza giornate di lavoro agricolo nell’anno?
In questi casi è necessario verificare con attenzione la propria posizione contributiva, perché potrebbero comunque applicarsi tutele particolari come il principio di automaticità delle prestazioni. Solo un’analisi puntuale della singola situazione può stabilire l’esistenza del diritto.

Il congedo di paternità agricola è uguale a quello degli altri lavoratori dipendenti?
Sì, il congedo di paternità obbligatorio di dieci giorni si applica anche ai lavoratori agricoli dipendenti, con le medesime modalità di fruizione previste per gli altri settori.

Posso presentare la domanda di maternità agricola senza rivolgermi a un patronato?
La domanda può essere presentata solo in modalità telematica e richiede la verifica di requisiti previdenziali specifici del settore agricolo. Per questo motivo è fortemente consigliabile farsi assistere da un patronato, che può occuparsi dell’intera pratica riducendo il rischio di errori o ritardi.

Il servizio del patronato per la domanda di maternità agricola è gratuito?
Sì, l’assistenza del patronato per le pratiche previdenziali come la maternità e la paternità è gratuita per legge. Il nostro team è a disposizione per una consulenza personalizzata senza alcun costo per la verifica dei requisiti.

Conclusione

La maternità e paternità nel settore agricolo 2026 rappresentano tutele fondamentali per chi lavora nei campi, ma le regole di accesso e di calcolo richiedono competenze specifiche legate al mondo agricolo. Tra requisiti contributivi da verificare, distinzioni tra OTD e OTI e un metodo di calcolo basato sul salario medio convenzionale, districarsi da soli tra le pratiche INPS può risultare complicato.

Hai bisogno di assistenza per la domanda di maternità o paternità nel settore agricolo? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per verificare i tuoi requisiti e seguire l’intera pratica con l’INPS.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-26 11:00:002026-07-26 07:52:50Maternità e Paternità nel Settore Agricolo 2026: Chi ne ha Diritto e Come Fare Domanda
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Bonus 500 Euro, INPS Dispone i Pagamenti: Le Date Uscite

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

L’INPS ha disposto i pagamenti di diversi bonus da 500 euro destinati a lavoratori, famiglie e percettori di sostegni al reddito. Se stai aspettando un accredito sul tuo conto corrente o sulla tua Postepay Evolution, questa guida ti spiega quando arrivano i pagamenti, quali sono le date di uscita ufficiali e come verificare di avere diritto al bonus.

Negli ultimi mesi del 2026 l’INPS ha comunicato il via libera a una serie di erogazioni: dal bonus legato al Supporto Formazione Lavoro (SFL) al rimborso ISEE per le famiglie, passando per le integrazioni previste dall’Assegno di Inclusione (ADI). Vediamo tutto nel dettaglio.

Indice dei contenuti

  1. Quali Sono i Bonus INPS da 500 Euro Attivi nel 2026
  2. Bonus SFL da 500 Euro: Cos’è e Chi Può Richiederlo
  3. Le Date di Pagamento del Bonus SFL: Quando Arrivano i Soldi
  4. Come Ricevere il Bonus: Postepay, IBAN o Poste Italiane?
  5. Bonus 500 Euro e Assegno di Inclusione (ADI): Differenze e Date di Pagamento
  6. Cosa Fare se il Pagamento Non è Arrivato
  7. Come Fare Domanda per il Bonus SFL da 500 Euro
  8. INPS e il Calendario Pagamenti 2026: Tutte le Scadenze
  9. Il Bonus SFL Si Cumula con Altre Prestazioni?
  10. Come Verificare il Pagamento del Bonus SFL su MyINPS
  11. Rinnovo e Proroga del Bonus SFL: È Possibile?
  12. Domande Frequenti sul Bonus 500 Euro INPS
  13. Contatta il CAF per Supporto su Bonus e Prestazioni INPS

Quali Sono i Bonus INPS da 500 Euro Attivi nel 2026

Il termine “bonus 500 euro INPS” raggruppa in realtà diverse misure che prevedono erogazioni di circa 500 euro. Ecco le principali attive nel 2026:

  • Bonus SFL (Supporto Formazione Lavoro): indennità mensile da 500 euro per i beneficiari del programma di inclusione attiva che frequentano corsi di formazione o tirocini.
  • Integrazione ADI (Assegno di Inclusione): per alcune categorie di nuclei familiari, la quota integrativa mensile può raggiungere o superare i 500 euro.
  • Bonus INPS per lavoratori domestici: contributi e indennità per colf e badanti in specifiche situazioni.
  • Bonus una tantum per percettori NASpI: in alcuni casi l’INPS eroga integrazioni una tantum legate alla perdita del lavoro.

Ogni misura ha requisiti diversi, modalità di richiesta diverse e, soprattutto, date di pagamento diverse. Analizziamo ciascuna nel dettaglio.

Bonus SFL da 500 Euro: Cos’è e Chi Può Richiederlo

Il Supporto Formazione Lavoro (SFL) è una misura introdotta dal Decreto Lavoro (D.L. 48/2023, convertito con L. 85/2023) come alternativa al Reddito di Cittadinanza per le persone che non rientrano nei requisiti dell’ADI. In parole semplici: se sei in età lavorativa, senza gravi problemi di salute e senza figli minori o disabili nel nucleo familiare, potresti accedere all’SFL invece che all’Assegno di Inclusione.

L’indennità mensile è fissa: 500 euro al mese, erogata per tutta la durata del percorso formativo o del tirocinio, con un massimo di 12 mesi non rinnovabili.

Requisiti per Accedere all’SFL

Per avere diritto al bonus SFL da 500 euro devi rispettare tutti questi criteri:

RequisitoDettaglio
Età18-59 anni (o 60+ se non rientra in ADI)
ISEEInferiore a 6.000 euro annui
ResidenzaItalia da almeno 5 anni (ultimi 2 continuativi)
Stato occupazionaleNon occupato o occupato con reddito da lavoro inferiore a 3.000 euro annui
Nucleo familiareSenza componenti minorenni, ultra 60enni o persone con disabilità (altrimenti spetta ADI)
Adesione obbligatoriaPartecipazione attiva a percorso formativo o tirocinio

Attenzione: il bonus si sospende automaticamente se smetti di partecipare al percorso formativo senza giustificazione. Il pagamento viene erogato a mese posticipato, cioè ricevi i 500 euro per il mese di luglio a fine luglio o inizio agosto.

Le Date di Pagamento del Bonus SFL: Quando Arrivano i Soldi

L’INPS elabora i pagamenti del Supporto Formazione Lavoro con cadenza mensile. Le date di accredito dipendono dal metodo di pagamento scelto e dalla banca o ufficio postale di riferimento. Ecco il calendario aggiornato per il secondo semestre 2026:

Mese di competenzaData elaborazione INPSData accredito stimataNote
Giugno 2026Fine giugno 20261-5 luglio 2026Già erogato
Luglio 202625-31 luglio 20261-5 agosto 2026In elaborazione
Agosto 2026Fine agosto 20261-5 settembre 2026Previsto
Settembre 2026Fine settembre 20261-5 ottobre 2026Previsto

In genere il pagamento viene accreditato entro i primi 5 giorni lavorativi del mese successivo a quello di competenza. Tuttavia, ritardi possono verificarsi in caso di:

  • Verifica in corso da parte dell’INPS sulla regolarità della frequenza al percorso formativo
  • IBAN non correttamente comunicato o modificato di recente
  • Sospensione temporanea per assenza ingiustificata dal programma
  • Controllo ISEE o aggiornamento DSU in corso

Come Ricevere il Bonus: Postepay, IBAN o Poste Italiane?

L’INPS eroga il bonus SFL esclusivamente tramite bonifico bancario o postale. Non è possibile ricevere il pagamento in contanti agli sportelli INPS. Le modalità accettate sono:

  • IBAN bancario: l’accredito avviene direttamente sul conto corrente indicato in fase di domanda (o modificato successivamente tramite MyINPS)
  • Postepay Evolution: carta prepagata Poste Italiane con IBAN associato, accettata dall’INPS
  • Libretto Postale: libretto di risparmio delle Poste con IBAN

Se hai sbagliato a inserire l’IBAN durante la domanda, puoi modificarlo accedendo a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID o CIE, nella sezione “Gestione pagamenti”. La modifica viene applicata dal mese successivo.

Bonus 500 Euro e Assegno di Inclusione (ADI): Differenze e Date di Pagamento

Molti confondono il bonus SFL con l’Assegno di Inclusione (ADI). Si tratta di due misure diverse, anche se entrambe ereditate dalla riforma del Reddito di Cittadinanza. Ecco le principali differenze:

CaratteristicaSFL (bonus 500 euro)ADI (Assegno di Inclusione)
A chi spettaPersone 18-59 anni senza carichi familiari protettiNuclei con minori, over 60 o disabili
Importo base500 euro/mese fissiVariabile (da 480 a 630 euro + quota affitto)
DurataMax 12 mesi, non rinnovabile18 mesi, rinnovabile per blocchi di 12
CondizionePartecipazione a percorso formativoPatto di attivazione digitale + coinvolgimento servizi sociali
Data pagamentoEntro 5 gg lavorativi del mese successivo27 del mese di competenza (via carta ADI)

L’ADI viene erogato il 27 di ogni mese sulla Carta ADI rilasciata da Poste Italiane. Il bonus SFL, invece, viene accreditato su IBAN bancario o postale entro i primi giorni del mese successivo.

Date Pagamento ADI 2026: Calendario Aggiornato

MeseData pagamento ADINote
Luglio 202627 luglio 2026Erogato
Agosto 202627 agosto 2026In programma
Settembre 202627 settembre 2026Previsto
Ottobre 202627 ottobre 2026Previsto

Cosa Fare se il Pagamento Non è Arrivato

Se la data di pagamento prevista è passata e non hai ricevuto il bonus sul tuo IBAN o sulla Carta ADI, ecco i passaggi da seguire:

Verifica lo Stato del Pagamento su MyINPS

  1. Accedi a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Vai nella sezione “Le mie prestazioni” e seleziona la misura (SFL o ADI)
  3. Verifica lo stato: “In elaborazione”, “Pagato”, “Sospeso” o “Decaduto”
  4. Se lo stato è “Sospeso”, controlla se c’è una comunicazione INPS nella tua area personale

Contatta il CAF o il Patronato

Se non riesci a trovare informazioni chiare sul tuo profilo MyINPS, il patronato (come il CAF Centro Fiscale di Udine) può contattare l’INPS per tuo conto e verificare la causa del mancato pagamento. I patronati hanno canali preferenziali con gli istituti previdenziali e possono ottenere informazioni in tempi rapidi.

Cause Comuni di Mancato Pagamento

  • ISEE scaduto: la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) è valida fino al 31 dicembre dell’anno in cui viene presentata. Se non hai rinnovato l’ISEE, il pagamento può essere sospeso
  • Assenza dal percorso formativo: anche una sola assenza ingiustificata può causare la sospensione del bonus SFL per quel mese
  • Variazione del nucleo familiare: nuovi componenti del nucleo non comunicati all’INPS possono bloccare temporaneamente i pagamenti
  • IBAN errato o conto chiuso: se il bonifico viene rifiutato dalla banca, l’INPS lo reimposta ma occorre aggiornare i dati bancari
  • Superamento del limite reddituale: se nel corso dell’anno hai avuto redditi da lavoro superiori ai 3.000 euro, potresti non avere più diritto al bonus

Come Fare Domanda per il Bonus SFL da 500 Euro

Se non hai ancora presentato domanda ma pensi di avere i requisiti, ecco come procedere:

Passo 1: Verifica i Requisiti

Prima di tutto, assicurati di soddisfare i requisiti anagrafici, reddituali e patrimoniali. Come indicato nella tabella di sopra, il requisito fondamentale è l’ISEE inferiore a 6.000 euro. Se non hai ancora calcolato il tuo ISEE 2026, puoi farlo tramite il CAF presentando la DSU.

Passo 2: Registrati su SIISL

A differenza dell’ADI (che si richiede online o tramite CAF/patronato), per l’SFL il percorso passa obbligatoriamente attraverso il SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa), la piattaforma del Ministero del Lavoro. Devi:

  1. Registrarti su SIISL con SPID o CIE
  2. Compilare il “Patto di Attivazione Digitale” (PAD)
  3. Essere convocato dai Centri per l’Impiego (CPI) o dagli enti di formazione accreditati
  4. Iniziare il percorso formativo o di tirocinio concordato

Solo dopo l’avvio effettivo del percorso formativo l’INPS inizia a erogare i 500 euro mensili. I tempi di attesa dalla registrazione all’avvio del pagamento possono variare da 2 a 6 settimane.

Passo 3: Comunica l’IBAN a INPS

Una volta che l’INPS ha ricevuto la comunicazione sull’avvio del tuo percorso, dovrai indicare l’IBAN su cui ricevere i pagamenti. Puoi farlo tramite MyINPS oppure tramite il patronato.

INPS e il Calendario Pagamenti 2026: Tutte le Scadenze

L’INPS gestisce decine di prestazioni con calendari di pagamento differenti. Ecco una panoramica delle principali misure e delle loro date di erogazione nel corso del 2026:

Prestazione INPSData pagamento mensileModalità
Pensioni (tutte le categorie)1° giorno bancabile del meseBonifico bancario / Poste
Assegno Unico UniversaleTra il 17 e il 19 del meseBonifico IBAN
ADI (Assegno di Inclusione)27 del meseCarta ADI Poste
SFL (bonus 500 euro)Entro 5 gg lavorativi del mese successivoBonifico IBAN
NASpI (indennità disoccupazione)Tra il 15 e il 25 del meseBonifico IBAN
Cassa Integrazione Guadagni (CIG)Tra il 15 e il 20 del meseBonifico IBAN

Per controllare in tempo reale i pagamenti INPS relativi ad agosto 2026, puoi leggere il nostro articolo dedicato: Pagamenti INPS Agosto 2026: Calendario Completo.

Il Bonus SFL Si Cumula con Altre Prestazioni?

Una domanda frequente riguarda la cumulabilità del bonus SFL con altre prestazioni INPS o agevolazioni. Ecco cosa prevede la normativa:

Prestazioni Cumulabili con SFL

  • Assegno Unico Universale: se hai figli a carico, puoi continuare a percepire l’Assegno Unico anche durante il periodo SFL
  • Redditi da lavoro occasionale: puoi lavorare fino a 3.000 euro annui senza perdere l’SFL (ma devi comunicare i redditi all’INPS)
  • Borse di studio regionali e comunali: in genere non interferiscono con l’SFL

Prestazioni NON Cumulabili con SFL

  • ADI (Assegno di Inclusione): non è possibile percepire contemporaneamente SFL e ADI. Si accede all’una o all’altra misura in base alla composizione del nucleo familiare
  • NASpI o DIS-COLL: se percepisci l’indennità di disoccupazione NASpI, non puoi contemporaneamente percepire l’SFL
  • Reddito da lavoro dipendente superiore a 3.000 euro/anno: se superi questa soglia, perdi il diritto all’SFL

Come Verificare il Pagamento del Bonus SFL su MyINPS

Verificare lo stato del pagamento sul portale INPS è semplice e puoi farlo in qualsiasi momento. Segui questi passaggi:

  1. Vai su myinps.inps.it e accedi con SPID di livello 2 (o CIE/CNS)
  2. Nel menu principale, seleziona “Le mie prestazioni”
  3. Clicca su “Supporto Formazione Lavoro” o cerca nella lista delle prestazioni attive
  4. Visualizzerai la cronologia dei pagamenti con date e importi
  5. In caso di anomalie (importo diverso da 500 euro o pagamento mancante), troverai una nota esplicativa

Se il portale mostra la dicitura “Pagamento in elaborazione”, non preoccuparti: significa che l’INPS sta processando il bonifico e l’accredito avverrà entro 48-72 ore lavorative.

Rinnovo e Proroga del Bonus SFL: È Possibile?

Il Supporto Formazione Lavoro ha una durata massima di 12 mesi non rinnovabili. Questo significa che, al termine del periodo, non puoi presentare una nuova domanda per lo stesso beneficio.

Tuttavia, se la tua situazione familiare è cambiata (ad esempio hai avuto un figlio o un familiare con disabilità si è aggiunto al nucleo), potresti avere accesso all’ADI. Oppure, se hai trovato lavoro durante il percorso SFL, potresti avere diritto ad altre agevolazioni INPS per lavoratori di nuova occupazione.

Per valutare la tua situazione specifica e capire a quali bonus hai ancora diritto dopo la scadenza dell’SFL, ti consigliamo di consultare un patronato o un CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza gratuita per la verifica dei requisiti alle principali prestazioni INPS.

Domande Frequenti sul Bonus 500 Euro INPS

Quando arriva il bonus SFL di luglio 2026?

Il bonus SFL di luglio 2026 (competenza luglio) viene erogato tra il 25 luglio e il 5 agosto 2026. L’INPS elabora i pagamenti a fine mese e l’accredito sul conto avviene generalmente entro i primi 5 giorni lavorativi del mese successivo. Per verificare la data esatta, accedi a MyINPS con SPID.

Il bonus SFL è tassato?

No, il bonus SFL da 500 euro mensili non è soggetto a tassazione IRPEF. Non devi dichiararlo nel modello 730 o nel Modello Redditi come reddito imponibile. È equiparato alle prestazioni assistenziali esenti, come il Reddito di Cittadinanza che lo ha preceduto.

Posso ricevere il bonus su Postepay?

Sì, ma solo sulla Postepay Evolution (quella con IBAN associato), non sulla Postepay standard. La Postepay standard non ha un IBAN e non può ricevere bonifici bancari. Se hai solo una Postepay standard, dovrai aprire un conto corrente postale o bancario oppure richiedere la conversione in Postepay Evolution (gratuita presso gli uffici postali).

Cosa succede se salto una lezione del percorso formativo?

L’assenza non giustificata dal percorso formativo può causare la sospensione del bonus SFL per il mese interessato. Se l’assenza è giustificata (malattia documentata, gravi motivi familiari), va comunicata tempestivamente all’ente di formazione e/o al Centro per l’Impiego. Dopo tre assenze ingiustificate consecutive, il beneficio può essere decaduto definitivamente.

Posso cambiare l’IBAN per ricevere il bonus?

Sì. Puoi modificare l’IBAN in qualsiasi momento accedendo a MyINPS > Gestione pagamenti > Modifica coordinate bancarie. La modifica viene applicata dal mese successivo a quello in cui la effettui. Per sicurezza, effettua la modifica entro il 20 del mese per essere sicuro che venga recepita per il pagamento del mese corrente.

Il bonus SFL conta per l’ISEE?

Il bonus SFL non rientra nel reddito ISEE, ma viene incluso nel reddito complessivo ai fini IRPEF solo se supera determinate soglie (cosa che non avviene per 500 euro mensili esenti). Tuttavia, nella DSU per l’ISEE del 2027 (che farà riferimento al 2026) potrebbe essere necessario indicare le somme percepite come prestazioni assistenziali: ti consigliamo di verificare con il CAF al momento della presentazione della DSU.

Contatta il CAF per Supporto su Bonus e Prestazioni INPS

Gestire le pratiche con l’INPS può sembrare complicato, ma con il supporto giusto diventa molto più semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • Calcolo e presentazione dell’ISEE (DSU) per accedere ai bonus
  • Verifica dei requisiti per SFL, ADI, NASpI e altre prestazioni INPS
  • Assistenza nelle comunicazioni con l’INPS in caso di mancato pagamento
  • Aggiornamento dati bancari e pratiche patronato

Per maggiori informazioni sulle prestazioni INPS e i pagamenti di agosto 2026, consulta anche:
– Bonus 500 Euro INPS: Date Pagamenti e Come Riceverlo nel 2026
– Bonus 500 Euro SFL: Date di Uscita di Luglio 2026

Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale in Viale Giuseppe Tullio 13, Udine, oppure contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Il nostro team di esperti in patronato e fiscalità ti aiuterà a verificare la tua situazione e a ottenere i bonus a cui hai diritto.

Luglio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-25 12:59:142026-08-05 07:45:07Bonus 500 Euro, INPS Dispone i Pagamenti: Le Date Uscite
NOTIZIE

Pagamenti INPS Agosto 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Quando arrivano i pagamenti INPS ad agosto 2026? È la domanda che milioni di italiani si pongono ogni mese, soprattutto in vista del periodo estivo. In questa guida trovi il calendario completo con tutte le date di accredito per pensioni, Assegno Unico, NASpI, Assegno di Inclusione (ADI), Bonus Nido e rimborsi 730. Scopri anche come verificare lo stato dei tuoi pagamenti direttamente dal portale MyINPS.

Indice dei contenuti

  1. Indice dei Contenuti
  2. Calendario Completo Pagamenti INPS Agosto 2026
  3. Pensioni Agosto 2026: Date e Anticipo
  4. Assegno Unico Agosto 2026: Date di Pagamento
  5. NASpI Agosto 2026: Quando Arriva la Disoccupazione
  6. Assegno di Inclusione (ADI) Agosto 2026
  7. Bonus Nido: Rimborsi Agosto 2026
  8. Bonus Mamme: Esonero Contributivo Agosto 2026
  9. Rimborso 730 Agosto 2026
  10. Come Verificare i Pagamenti su MyINPS
  11. Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Agosto 2026

Indice dei Contenuti

  1. Calendario Completo Pagamenti Agosto 2026
  2. Pensioni Agosto 2026: Date e Anticipo
  3. Assegno Unico Agosto 2026
  4. NASpI Agosto 2026
  5. Assegno di Inclusione (ADI) Agosto 2026
  6. Bonus Nido: Rimborsi Agosto 2026
  7. Bonus Mamme: Esonero Contributivo
  8. Rimborso 730 Agosto 2026
  9. Come Verificare i Pagamenti su MyINPS
  10. Domande Frequenti

Calendario Completo Pagamenti INPS Agosto 2026

Ecco il riepilogo di tutti i pagamenti INPS previsti per agosto 2026. La tabella ti permette di avere una visione d’insieme delle date di accredito per ogni prestazione.

Prestazione INPSDate Pagamento Agosto 2026Note
Pensioni (conto corrente)31 luglio 2026 (anticipo)Accredito anticipato al giorno bancabile precedente
Pensioni (Poste Italiane)1 agosto 2026Ritiro allo sportello in ordine alfabetico
Assegno Unico (AUU)17-18-19 agosto 2026Pagamenti ordinari nella terza settimana
NASpI10-20 agosto 2026Variabile in base alla data di domanda
Assegno di Inclusione (ADI)27 agosto 2026Ricarica su Carta di Inclusione
Bonus NidoEntro fine agostoRimborso delle ricevute di pagamento caricate
Bonus Mamme (esonero)In busta paga di agostoEsonero contributivo applicato dal datore di lavoro
Rimborso 730Agosto-settembre 2026In busta paga (dipendenti) o cedolino pensione

Pensioni Agosto 2026: Date e Anticipo

Le pensioni di agosto 2026 seguono il consueto meccanismo di anticipo. Il 1° agosto 2026 cade di sabato, quindi i pagamenti vengono anticipati all’ultimo giorno bancabile di luglio.

Pensioni su conto corrente bancario

Chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario o postale vedrà l’importo accreditato il 31 luglio 2026 (venerdì), ovvero l’ultimo giorno bancabile del mese precedente. Questo anticipo è previsto dalla normativa vigente: quando il primo giorno del mese cade in un giorno festivo o non lavorativo, il pagamento viene anticipato.

Pensioni presso Poste Italiane (ritiro allo sportello)

Per i pensionati che ritirano la pensione allo sportello di Poste Italiane, il pagamento parte dal 1° agosto 2026. Poste Italiane organizza il ritiro in ordine alfabetico per cognome, distribuendo l’afflusso su più giorni:

  • Sabato 1 agosto: cognomi dalla A alla C
  • Lunedì 3 agosto: cognomi dalla D alla G
  • Martedì 4 agosto: cognomi dalla H alla M
  • Mercoledì 5 agosto: cognomi dalla N alla R
  • Giovedì 6 agosto: cognomi dalla S alla Z

Consiglio: se non vuoi fare la fila, considera di attivare l’accredito su conto corrente o su Carta Postamat. In questo modo riceverai la pensione in anticipo, già dal 31 luglio, senza doverti recare allo sportello.

Assegno Unico Agosto 2026: Date di Pagamento

L’Assegno Unico Universale (AUU) di agosto 2026 verrà accreditato dall’INPS nelle giornate del 17, 18 e 19 agosto 2026. Come ogni mese, l’INPS distribuisce i pagamenti su più giornate per gestire il volume delle erogazioni.

Chi riceve il pagamento il 17-18-19 agosto

  • Beneficiari con domanda già attiva: chi percepisce l’AUU da mesi precedenti riceve il pagamento nelle date indicate, senza dover fare nulla
  • Nuove domande: chi ha presentato domanda tra giugno e luglio 2026 potrebbe ricevere il primo pagamento con gli arretrati già ad agosto, oppure nella finestra successiva di settembre
  • Conguagli ISEE: chi ha presentato un nuovo ISEE aggiornato potrebbe ricevere un conguaglio (differenza rispetto all’importo minimo percepito nei mesi precedenti)

Ricorda che l’Assegno Unico spetta per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per figli disabili). L’importo varia in base all’ISEE familiare: si va da un minimo di circa 57 euro a un massimo di circa 200 euro per figlio, con maggiorazioni per famiglie numerose, figli disabili e genitori entrambi lavoratori. Per approfondire gli importi, leggi la nostra guida sulle detrazioni figli a carico 2026.

NASpI Agosto 2026: Quando Arriva la Disoccupazione

Il pagamento della NASpI di agosto 2026 è previsto nella finestra che va dal 10 al 20 agosto, come di consueto. L’INPS non fissa una data unica per tutti i beneficiari: il giorno esatto di accredito dipende dalla data in cui hai presentato la domanda e dalla elaborazione della pratica.

Tempistiche in base al tipo di pagamento

  • Pagamenti ordinari (mensilità successive alla prima): l’accredito avviene generalmente tra il 10 e il 15 agosto, con la maggior parte dei bonifici concentrati nella prima metà del mese
  • Primi pagamenti (nuove domande): chi ha presentato domanda a giugno-luglio 2026 potrebbe attendere fino a fine agosto o inizio settembre per il primo accredito. I tempi della NASpI per il primo pagamento possono raggiungere i 45-60 giorni
  • Pagamenti in ritardo: alcuni accrediti possono slittare al 18-20 agosto per verifiche documentali

Importante: la NASpI viene pagata per mensilità arretrate. Il pagamento di agosto 2026 si riferisce alla competenza del mese di luglio 2026. Ricorda inoltre che l’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per gli over 55).

Assegno di Inclusione (ADI) Agosto 2026

L’Assegno di Inclusione (ADI), la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, viene erogato il 27 agosto 2026 tramite ricarica sulla Carta di Inclusione. L’ADI è riservato ai nuclei familiari con almeno un componente in condizione di svantaggio (disabile, minorenne, over 60 o in condizioni di svantaggio certificate).

Primo pagamento o rinnovo ADI

  • Rinnovi e mensilità successive: accredito il 27 agosto per chi già percepisce la prestazione
  • Prime erogazioni: chi ha ricevuto l’esito positivo della domanda tra giugno e luglio potrebbe ricevere il primo pagamento il 15 agosto (data dedicata ai nuovi beneficiari) oppure il 27 agosto
  • Requisiti ISEE: per l’ADI è necessario un ISEE in corso di validità non superiore a 9.360 euro

L’importo dell’ADI varia in base alla composizione del nucleo familiare e al reddito. La soglia massima è di 6.000 euro annui (500 euro al mese), che può salire a 7.560 euro per nuclei composti interamente da persone over 67 o con disabili gravi.

Bonus Nido: Rimborsi Agosto 2026

Il Bonus Nido ad agosto 2026 prosegue con i rimborsi delle ricevute di pagamento caricate sulla piattaforma INPS. A differenza di altre prestazioni, il Bonus Nido non ha una data fissa di erogazione: l’INPS rimborsa le mensilità man mano che il genitore carica le ricevute di pagamento della retta dell’asilo nido.

Come funziona il rimborso ad agosto

  • Caricamento ricevute: devi caricare la ricevuta di pagamento della retta di luglio sulla piattaforma INPS dedicata
  • Tempi di rimborso: l’INPS elabora il rimborso generalmente entro 30-45 giorni dal caricamento
  • Importo: il Bonus Nido può arrivare fino a 3.600 euro all’anno (per ISEE fino a 25.000 euro) per i nuclei con almeno due figli di cui uno sotto i 10 anni. Per gli altri nuclei, l’importo varia da 1.500 a 2.500 euro annui in base all’ISEE. Per tutti i dettagli, consulta la guida sul Bonus Asilo Nido 2026

Attenzione: ad agosto molti asili nido chiudono per le vacanze estive. Se il tuo asilo resta aperto e paghi la retta, carica comunque la ricevuta per ottenere il rimborso. Se l’asilo è chiuso, non c’è nessuna ricevuta da caricare e il bonus non viene erogato per quel mese.

Bonus Mamme: Esonero Contributivo Agosto 2026

Il Bonus Mamme continua ad agosto 2026 con l’esonero contributivo applicato direttamente in busta paga. Si tratta di una riduzione dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, che si traduce in un aumento netto dello stipendio fino a 250 euro al mese.

Chi ha diritto al Bonus Mamme

  • Lavoratrici dipendenti (anche part-time) con almeno 2 figli, di cui il più piccolo sotto i 10 anni
  • Lavoratrici a tempo indeterminato: l’esonero è strutturale fino al 2026
  • Lavoratrici a tempo determinato: possono accedervi se il contratto è in corso
  • Escluse: lavoratrici domestiche (colf e badanti) e lavoratrici autonome

L’esonero viene applicato automaticamente dal datore di lavoro nella busta paga di agosto. Non serve presentare domanda all’INPS: è sufficiente comunicare al proprio datore di lavoro i codici fiscali dei figli.

Rimborso 730 Agosto 2026

Ad agosto 2026 proseguono i rimborsi del modello 730 per i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi e risultano a credito. Le tempistiche variano in base alla categoria del contribuente.

Tempistiche rimborso per categoria

  • Lavoratori dipendenti: il rimborso arriva direttamente in busta paga. Chi ha presentato il 730 entro giugno riceve il rimborso già nella busta paga di luglio o agosto. Chi ha presentato a luglio lo riceverà tra agosto e settembre
  • Pensionati: l’INPS eroga il rimborso 730 nel cedolino della pensione. Generalmente il rimborso arriva tra agosto e ottobre, in base alla data di presentazione. Il rimborso sarà visibile nella sezione “Cedolino pensione” su MyINPS
  • Senza sostituto d’imposta: chi non ha un datore di lavoro o l’INPS come sostituto riceve il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempi più lunghi (generalmente entro dicembre 2026)

Nota: per importi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi che possono allungare i tempi fino a 6 mesi dalla presentazione della dichiarazione.

Come Verificare i Pagamenti su MyINPS

Puoi controllare lo stato di tutti i tuoi pagamenti INPS direttamente online, senza dover chiamare il contact center o recarti in sede. Ecco come fare, passo dopo passo.

Procedura di verifica

  1. Accedi al sito INPS: vai su www.inps.it e clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
  2. Autenticazione: accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  3. Fascicolo previdenziale: nella barra di ricerca digita “Fascicolo previdenziale del cittadino” e seleziona il servizio
  4. Sezione Pagamenti: nel menu a sinistra, clicca su “Prestazioni” > “Pagamenti”
  5. Filtra per prestazione: seleziona la prestazione che ti interessa (Pensione, NASpI, AUU, ADI) e il periodo di riferimento

Altre modalità di verifica

  • App INPS Mobile: scarica l’app ufficiale INPS (disponibile su iOS e Android) per controllare i pagamenti direttamente dallo smartphone
  • Contact Center INPS: chiama il numero 803 164 (da fisso, gratuito) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)
  • Cedolino pensione: per i pensionati, il servizio dedicato “Cedolino pensione” su MyINPS mostra l’importo netto, le trattenute e la data di accredito
  • Patronato: puoi rivolgerti a un patronato per la verifica gratuita dello stato dei tuoi pagamenti

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Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Agosto 2026

Quando viene pagata la pensione di agosto 2026?

La pensione di agosto 2026 viene accreditata il 31 luglio 2026 per chi ha il conto corrente bancario o postale (anticipo all’ultimo giorno bancabile di luglio). Per chi ritira allo sportello di Poste Italiane, il pagamento parte dal 1° agosto con turnazione alfabetica.

Quando arriva l’Assegno Unico di agosto 2026?

L’Assegno Unico di agosto 2026 viene accreditato nelle giornate del 17, 18 e 19 agosto. Per le nuove domande o i conguagli ISEE, il pagamento potrebbe arrivare in date diverse.

La NASpI di agosto viene pagata il 15 agosto?

Il 15 agosto (Ferragosto) è festivo, quindi i pagamenti NASpI non vengono disposti in quella data. La finestra di pagamento della NASpI va generalmente dal 10 al 20 agosto, ma l’accredito può avvenire sia prima che dopo Ferragosto, in base alla lavorazione della pratica.

Come faccio a sapere se il pagamento ADI è stato disposto?

Puoi verificare lo stato del pagamento dell’Assegno di Inclusione accedendo a MyINPS con SPID o CIE. Nella sezione dedicata all’ADI troverai la voce “Pagamenti” con data e importo di ogni mensilità disposta. Il pagamento di agosto è previsto per il 27 agosto 2026.

Il rimborso 730 arriva ad agosto per tutti?

No, dipende dalla data di presentazione e dalla tipologia di contribuente. I lavoratori dipendenti che hanno presentato il 730 entro giugno ricevono il rimborso già in busta paga tra luglio e agosto. I pensionati lo ricevono nel cedolino pensione tra agosto e ottobre. Chi è senza sostituto deve attendere il rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate.

Cosa fare se il pagamento INPS non arriva?

Se il pagamento non arriva entro le date previste, segui questi passaggi: 1) Controlla su MyINPS se il pagamento è stato disposto; 2) Verifica che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto e aggiornato; 3) Contatta il Contact Center INPS al 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da cellulare); 4) Rivolgiti a un patronato per assistenza gratuita nella verifica della pratica.

Ultimo aggiornamento: luglio 2026. Le date indicate sono basate sul calendario storico INPS e potrebbero subire variazioni. Verifica sempre su www.inps.it per conferme ufficiali.

Luglio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-25 08:00:002026-08-05 07:45:15Pagamenti INPS Agosto 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
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Bonus 500 Euro SFL, INPS Dispone i Pagamenti: le Date di Uscita di Luglio 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Sul Fascicolo previdenziale INPS sono comparse in questi giorni le prime lavorazioni relative al bonus 500 euro SFL di luglio 2026. Si tratta di un segnale atteso da migliaia di beneficiari del Supporto Formazione e Lavoro, perché l’avvio delle elaborazioni anticipa solitamente di alcuni giorni l’accredito effettivo del contributo. C’è però anche un aspetto a cui prestare attenzione in vista di agosto: in alcuni casi il pagamento potrebbe non arrivare. Vediamo quali sono le date di uscita previste e chi rischia di restare senza contributo nei prossimi mesi.

Partite le lavorazioni del Supporto Formazione e Lavoro

Le lavorazioni del Supporto Formazione e Lavoro (SFL) relative al mese di luglio sono comparse sul Fascicolo previdenziale a partire dal 22 luglio 2026. Si tratta della fase in cui l’INPS elabora le disposizioni di pagamento prima dell’accredito vero e proprio: un passaggio tecnico, ma molto importante per chi aspetta il contributo.

Generalmente, quando le lavorazioni compaiono nel Fascicolo previdenziale, il pagamento arriva circa sette giorni dopo. Sulla base di questo schema ricorrente, è plausibile che gli accrediti del bonus 500 euro SFL vengano disposti intorno al 28-29 luglio 2026, salvo differenze legate alla posizione del singolo beneficiario o a eventuali rallentamenti nelle procedure INPS.

Chi può ricevere il bonus 500 euro SFL

Il Supporto Formazione e Lavoro è una misura di sostegno destinata alle persone tra i 18 e i 59 anni che si trovano in una condizione di difficoltà economica e fanno parte di nuclei familiari con un ISEE entro i 10.140 euro.

Per accedere al beneficio è necessario sottoscrivere il Patto di attivazione digitale e partecipare a percorsi di politica attiva del lavoro, come corsi di formazione, percorsi di orientamento, progetti utili alla collettività o altre iniziative previste dai servizi competenti sul territorio. Per tutto il periodo in cui il beneficiario partecipa effettivamente alle attività previste, l’INPS eroga 500 euro al mese.

Il sostegno economico, quindi, non è automatico: è strettamente collegato alla partecipazione attiva ai percorsi di formazione o alle altre misure di attivazione al lavoro stabilite dal Patto.

Come controllare lo stato del pagamento SFL

Per verificare se la propria pratica è stata lavorata, è possibile consultare il Fascicolo previdenziale del cittadino sul sito dell’INPS. Quando la lavorazione compare, nella maggior parte dei casi significa che il pagamento del bonus SFL è ormai in fase di predisposizione e l’accredito può arrivare nei giorni successivi.

Restano possibili differenze tra i vari beneficiari in base alla data di sottoscrizione del Patto e alla situazione individuale, ma l’avvio delle lavorazioni rappresenta comunque il primo segnale concreto dell’imminente pagamento di fine luglio.

Per un quadro più ampio sugli altri accrediti INPS previsti nello stesso periodo, tra cui Assegno Unico, pensioni e altri accrediti INPS di fine luglio, è possibile consultare il calendario completo dei pagamenti.

Attenzione ad agosto: il pagamento potrebbe saltare

Chi beneficia del Supporto Formazione e Lavoro deve prestare particolare attenzione ai mesi estivi. Se il corso di formazione o il percorso di attivazione viene sospeso durante il mese di agosto, anche il relativo pagamento potrebbe essere interrotto per quel periodo.

Il motivo è semplice: come detto, il contributo da 500 euro è direttamente collegato alla partecipazione effettiva alle attività formative. Se queste non vengono svolte, viene meno il presupposto che consente l’erogazione del beneficio.

Per questo è consigliabile verificare per tempo con l’ente che organizza il corso se le attività proseguiranno regolarmente durante il mese di agosto oppure se è prevista una pausa estiva, così da non trovarsi impreparati davanti a un’eventuale sospensione del pagamento.

Le lavorazioni avviate il 22 luglio 2026 fanno prevedere l’accredito del bonus SFL intorno al 28-29 luglio, ma la situazione può variare da beneficiario a beneficiario. Resta fondamentale monitorare il Fascicolo previdenziale INPS e informarsi per tempo sulla prosecuzione delle attività formative nel mese di agosto, per evitare sorprese sulla continuità del contributo.

Luglio 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-23 09:00:002026-07-23 09:00:00Bonus 500 Euro SFL, INPS Dispone i Pagamenti: le Date di Uscita di Luglio 2026
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Rimborso 730, ecco chi lo riceve ad agosto 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il mese di agosto 2026 è un momento chiave per chi ha presentato il modello 730 e attende il rimborso IRPEF. Il rimborso 730 agosto 2026 non arriva però a tutti nello stesso giorno: la data di accredito dipende dalla categoria a cui appartieni. Pensionati, percettori di NASpI e lavoratori dipendenti seguono infatti percorsi diversi, gestiti da soggetti diversi (INPS da un lato, il datore di lavoro dall’altro).

In questo articolo vediamo chi riceve il rimborso 730 ad agosto, quando arriva concretamente e perché le tempistiche possono variare anche di diverse settimane da persona a persona, pur partendo tutti dalla stessa dichiarazione dei redditi.

Cosa significa avere diritto al rimborso 730

Quando presenti il modello 730, il sistema calcola le imposte che avresti dovuto versare in base ai tuoi redditi e le confronta con quanto hai già pagato durante l’anno tramite le trattenute in busta paga o pensione. Se hai versato più del dovuto, ad esempio grazie a detrazioni fiscali per spese mediche, ristrutturazioni o familiari a carico, ti spetta un credito IRPEF: è questo il cosiddetto rimborso 730.

Il meccanismo si chiama conguaglio: in pratica, chi ti versa lo stipendio o la pensione (il cosiddetto sostituto d’imposta) riceve dall’Agenzia delle Entrate i dati della tua dichiarazione e provvede a restituirti la somma direttamente nella busta paga o nel cedolino, senza che tu debba fare nulla di ulteriore. Il rimborso 730 agosto 2026 riguarda proprio questa fase operativa: il momento in cui il credito diventa concretamente denaro sul tuo conto.

Per capire nel dettaglio come controllare se stai per ricevere un rimborso o se, al contrario, risulti a debito, ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento su come verificare il rimborso o debito IRPEF del modello 730/2026.

Pensionati: il rimborso 730 arriva con il cedolino di agosto

Per i pensionati, l’INPS agisce come sostituto d’imposta e inserisce il conguaglio 730 direttamente nel cedolino pensione di agosto. Chi ha diritto a un rimborso vedrà quindi un importo aggiuntivo rispetto alla pensione ordinaria, mentre chi risulta a debito subirà una trattenuta, solitamente rateizzata per non incidere troppo su un’unica mensilità.

Non tutti i pensionati ricevono però l’accredito lo stesso giorno: l’INPS suddivide i pagamenti in base alle lettere iniziali del cognome e al canale di riscossione (banca, Poste o altro), un meccanismo organizzativo pensato per gestire milioni di pagamenti senza sovraccaricare il sistema. Chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali segue inoltre un calendario differente rispetto a chi ha l’accredito su conto corrente.

Se vuoi conoscere nel dettaglio le date di accredito delle pensioni e capire in quale fascia rientri, trovi tutte le informazioni nel nostro articolo dedicato al pagamento delle pensioni di agosto 2026, con il calendario INPS completo. Per un’analisi più ampia del cedolino di agosto, comprensiva di eventuali avvisi INPS su redditi e altre variazioni, puoi consultare anche l’articolo su cedolino pensione agosto 2026, rimborsi 730 e conguagli.

Percettori di NASpI: il credito IRPEF sull’indennità di disoccupazione

Una situazione meno conosciuta, ma altrettanto diffusa, riguarda chi percepisce la NASpI, l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS. Anche in questo caso, se durante il periodo di disoccupazione hai continuato a percepire l’indennità e questa è stata soggetta a trattenute IRPEF, l’INPS agisce come sostituto d’imposta esattamente come farebbe un datore di lavoro.

Il rimborso 730 per i percettori di NASpI viene quindi accreditato insieme alla mensilità dell’indennità, secondo le stesse tempistiche di elaborazione previste per i pensionati. C’è però una differenza importante da tenere presente: se nel frattempo la NASpI è terminata, oppure se l’importo dell’indennità non è sufficiente a coprire l’intero conguaglio (un concetto tecnico chiamato capienza, cioè la disponibilità economica sufficiente ad assorbire il rimborso o il debito), l’INPS non può erogare la somma tramite il cedolino.

In questi casi il rimborso non va perso, ma viene gestito diversamente: l’Agenzia delle Entrate può liquidarlo con modalità alternative, che richiedono però tempi più lunghi rispetto a chi riceve tutto direttamente in busta paga o pensione. Per questo motivo, chi è stato percettore di NASpI durante l’anno dovrebbe sempre far verificare la propria posizione, per capire con esattezza come e quando arriverà l’eventuale credito.

Lavoratori dipendenti: il rimborso arriva in busta paga

Per i lavoratori dipendenti, il rimborso del modello 730 viene gestito dal proprio datore di lavoro, che riceve dall’Agenzia delle Entrate i risultati della dichiarazione e li applica direttamente sulla busta paga. Qui le tempistiche possono variare più che per pensionati e percettori di NASpI, perché entrano in gioco fattori legati all’organizzazione interna di ogni singola azienda.

Alcune aziende elaborano gli stipendi nella prima decade del mese, altre a fine mese, e questo influisce direttamente su quando il conguaglio compare in busta paga. Inoltre, se il 730 è stato presentato o corretto in ritardo rispetto alle scadenze ordinarie, il datore di lavoro potrebbe ricevere i dati aggiornati con qualche settimana di ritardo, spostando di conseguenza anche l’erogazione del rimborso al mese successivo.

Anche per i dipendenti vale il discorso della capienza: se lo stipendio non è sufficiente a coprire un conguaglio a debito elevato, la trattenuta viene suddivisa su più mensilità. Nel caso di un rimborso a credito, invece, l’importo viene solitamente erogato in un’unica soluzione, salvo importi particolarmente elevati che alcune aziende preferiscono dilazionare.

Perché le tempistiche del rimborso 730 non sono uguali per tutti

La domanda più frequente riguarda proprio questo: perché il rimborso 730 agosto 2026 non arriva a tutti nello stesso momento, pur avendo tutti presentato la dichiarazione più o meno nello stesso periodo? Le ragioni sono diverse e si intrecciano tra loro.

  • Data di elaborazione della dichiarazione: chi ha presentato il 730 nei primi giorni utili riceve solitamente i risultati prima rispetto a chi lo ha inviato a ridosso delle scadenze.
  • Tipo di sostituto d’imposta: INPS gestisce pensioni e NASpI con calendari centralizzati e uniformi, mentre ogni azienda privata organizza i cicli paga in autonomia.
  • Capienza della prestazione: se pensione, NASpI o stipendio non bastano a coprire un conguaglio, l’importo viene rateizzato o gestito con modalità diverse dall’accredito diretto.
  • Correzioni o integrazioni al 730: eventuali modifiche presentate dopo l’invio originario possono allungare i tempi di elaborazione.
  • Canale di pagamento: per i pensionati, la scelta tra accredito bancario e ritiro allo sportello postale incide sul giorno esatto di disponibilità della somma.

Capire in quale di queste situazioni ti trovi non è sempre semplice, soprattutto se hai cambiato lavoro, sei transitato dalla NASpI a un nuovo impiego, o se il tuo 730 conteneva più redditi da fonti diverse. In questi casi il rischio di errori o ritardi aumenta, ed è proprio qui che un supporto professionale fa la differenza.

Cosa fare se il rimborso 730 non arriva

Se ad agosto controlli il cedolino pensione, l’indennità NASpI o la busta paga e non trovi traccia del rimborso 730 che ti aspettavi, non allarmarti subito: come abbiamo visto, le tempistiche possono legittimamente slittare al mese successivo per una serie di motivi organizzativi. È però importante verificare che non si tratti di un errore nella dichiarazione o di un problema di trasmissione dei dati tra Agenzia delle Entrate e sostituto d’imposta.

Il CAF Centro Fiscale di Udine segue i propri clienti anche dopo la presentazione del 730, aiutandoli a monitorare lo stato del rimborso e a chiarire eventuali anomalie con l’Agenzia delle Entrate o con il sostituto d’imposta. Un controllo tempestivo permette di intervenire subito, evitando che un semplice ritardo tecnico si trasformi in un problema più complesso da risolvere.

Hai bisogno di assistenza per verificare il tuo rimborso 730 o per capire perché non lo hai ancora ricevuto? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Domande frequenti sul rimborso 730 di agosto 2026

Ecco le risposte alle domande più comuni sul rimborso 730 agosto 2026, utili per pensionati, percettori di NASpI e lavoratori dipendenti.

Domande Frequenti

Chi riceve il rimborso 730 ad agosto 2026?

Possono ricevere il rimborso 730 ad agosto 2026 i pensionati (accreditato nel cedolino pensione), i percettori di NASpI (accreditato con l’indennità di disoccupazione) e i lavoratori dipendenti (accreditato in busta paga). Non tutti lo ricevono nello stesso momento: le tempistiche dipendono dal sostituto d’imposta e dai tempi di elaborazione della dichiarazione.

Perché il rimborso 730 dei pensionati arriva prima rispetto ai dipendenti?

L’INPS gestisce pensioni e NASpI con un calendario centralizzato e uniforme per tutti i beneficiari, mentre ogni azienda privata organizza i propri cicli paga in autonomia. Questo può generare differenze di alcuni giorni o settimane tra le diverse categorie.

Cosa succede se la NASpI termina prima dell’accredito del rimborso 730?

Se la NASpI è terminata o non è sufficiente a coprire l’intero conguaglio (mancanza di capienza), l’Agenzia delle Entrate può liquidare il rimborso con modalità alternative, che richiedono tempi più lunghi rispetto all’accredito diretto sull’indennità.

Il rimborso 730 in busta paga arriva sempre ad agosto?

Non sempre. Se il 730 è stato presentato o corretto in ritardo, oppure se l’azienda elabora gli stipendi con tempistiche diverse, il rimborso potrebbe slittare al mese successivo rispetto ad agosto.

Come posso sapere se il mio rimborso 730 è stato calcolato correttamente?

Il modo più sicuro è far verificare la propria posizione da un professionista, che può controllare i dati trasmessi tra Agenzia delle Entrate e sostituto d’imposta. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza dedicata su questo tipo di controlli, sia in ufficio che online.

Luglio 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-23 08:00:002026-07-23 08:00:00Rimborso 730, ecco chi lo riceve ad agosto 2026
NOTIZIE

Come verificare il rimborso o debito Irpef del modello 730/2026

Dichiarazione dei redditi 730

Chi ha presentato il modello 730/2026 e ha come sostituto d’imposta l’INPS, anziché un datore di lavoro, può ora verificare online l’esito della propria dichiarazione. Si tratta soprattutto di pensionati e di chi percepisce prestazioni come la NASpI o altre indennità di disoccupazione. Vediamo come controllare se spetta un rimborso 730 2026 oppure se si risulta a debito con l’IRPEF.

Cos’è il conguaglio 730 per pensionati e percettori NASpI

Quando si presenta il modello 730, il risultato della dichiarazione (un rimborso da incassare oppure un debito da versare) non viene gestito direttamente dal contribuente tramite F24, come accade invece con il modello Redditi Persone Fisiche. Il conteggio finale, chiamato conguaglio, viene infatti effettuato da un soggetto terzo che l’Agenzia delle Entrate definisce sostituto d’imposta.

Per un lavoratore dipendente il sostituto d’imposta è normalmente il datore di lavoro, che applica il conguaglio direttamente in busta paga. Per chi invece percepisce una pensione, oppure una prestazione come la NASpI o un altro trattamento di disoccupazione erogato dall’ente previdenziale, il ruolo di sostituto d’imposta è svolto dall’INPS. In pratica, è l’INPS a occuparsi di applicare il conguaglio IRPEF risultante dal 730, accreditando l’eventuale rimborso oppure trattenendo l’eventuale debito.

Questo meccanismo riguarda quindi una platea molto ampia di cittadini: milioni di pensionati, ma anche chi si trova temporaneamente senza lavoro e riceve un sostegno al reddito dall’INPS. Sapere come funziona il conguaglio 730 è importante per non trovarsi impreparati davanti a una trattenuta sulla pensione o sulla prestazione, oppure per non lasciarsi sfuggire un rimborso a cui si ha diritto.

Chi invece non ha un sostituto d’imposta disponibile al momento della dichiarazione si trova in una situazione diversa, che richiede un percorso specifico per ottenere il rimborso IRPEF: ne parliamo nell’approfondimento dedicato al modello 730/2026 senza sostituto d’imposta.

Come verificare online rimborso o debito 730/2026

L’INPS mette a disposizione dei propri assistiti una sezione dedicata al conguaglio fiscale, consultabile tramite il portale MyINPS con le credenziali digitali (SPID, CIE o CNS). All’interno di questa area è possibile individuare l’esito del proprio 730/2026, verificando se si tratta di un rimborso IRPEF in proprio favore oppure di un debito da trattenere.

Le informazioni disponibili online riguardano in genere:

  • l’importo del rimborso IRPEF spettante, se presente;
  • l’eventuale debito risultante dal conguaglio, comprensivo di eventuali addizionali regionali e comunali;
  • il dettaglio delle voci che hanno determinato il risultato finale della dichiarazione;
  • le indicazioni sulle modalità con cui il conguaglio verrà applicato sulla pensione o sulla prestazione.

Va detto che la lettura di queste informazioni non è sempre immediata per chi non ha dimestichezza con il linguaggio fiscale. Comprendere la differenza tra le varie voci del modello 730, capire perché si è generato un debito oppure perché il rimborso è inferiore al previsto, richiede competenze specifiche. Per questo motivo, invece di muoversi da soli tra i portali online, è sempre consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che segue l’intera pratica della dichiarazione dei redditi e può verificare insieme al contribuente l’esito del conguaglio, spiegandone ogni singola voce.

Un altro strumento utile per orientarsi tra i documenti della dichiarazione precompilata è il portale informativo dedicato, che raccoglie in un unico punto le informazioni su 730 e modello Redditi: lo trovi nel nostro approfondimento sulla Precompilata 2026.

Tempistiche di rimborso o trattenuta del debito IRPEF

Una domanda molto comune riguarda i tempi con cui il rimborso 730 2026 viene effettivamente accreditato, oppure con cui il debito viene trattenuto dalla pensione o dalla prestazione. In linea generale, l’INPS applica il conguaglio fiscale nei mesi successivi all’elaborazione del 730, secondo un calendario che può variare in base a quando la dichiarazione è stata trasmessa e a quando l’ente riceve i dati dall’Agenzia delle Entrate.

Se il risultato della dichiarazione è un rimborso, l’importo viene generalmente accreditato insieme alla pensione o alla prestazione, in una o più mensilità, senza che il beneficiario debba fare alcuna richiesta ulteriore. Se invece il risultato è un debito IRPEF, la trattenuta viene applicata direttamente sull’importo mensile della pensione o della prestazione, secondo le regole ordinarie stabilite dalla normativa fiscale sui conguagli da sostituto d’imposta, che possono prevedere anche una rateizzazione per non gravare eccessivamente su un’unica mensilità.

Chi vuole approfondire più nel dettaglio le modalità di pagamento di un debito da 730, comprese le opzioni di rateizzazione previste dalla normativa, può leggere la nostra guida su come pagare a rate il 730 a debito. Per i pensionati, un riferimento utile è anche l’articolo dedicato alle voci che compaiono in busta paga pensione nel periodo dei conguagli fiscali: cedolino pensione e conguagli, che spiega come leggere le trattenute applicate.

È importante ricordare che i tempi di erogazione o di trattenuta non sono sempre uniformi per tutti i contribuenti: dipendono dalla data di invio del 730, da eventuali correzioni successive e dai tempi tecnici di trasmissione dei dati tra Agenzia delle Entrate e INPS. Per questo motivo, in caso di dubbi sulla propria situazione specifica, la soluzione più sicura resta quella di chiedere supporto diretto a un professionista.

Cosa fare se il conguaglio 730 non si trova o c’è un errore

Non è raro che un pensionato o un percettore di NASpI non riesca a individuare online il conguaglio relativo al proprio 730/2026, oppure noti una discrepanza tra quanto atteso e quanto effettivamente indicato. Le cause possono essere diverse: un ritardo nell’elaborazione dei dati, un errore nella dichiarazione originaria, oppure una variazione della propria posizione previdenziale nel corso dell’anno.

In questi casi, invece di procedere da soli con verifiche e correzioni sui portali online, è fondamentale rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine. Il nostro team può:

  • verificare la correttezza dei dati trasmessi nella dichiarazione 730;
  • controllare se il sostituto d’imposta indicato corrisponde effettivamente all’INPS;
  • individuare eventuali errori nel calcolo del rimborso o del debito IRPEF;
  • predisporre, se necessario, una dichiarazione integrativa o correttiva.

Affidarsi a professionisti evita il rischio di lasciare irrisolta una situazione che, se non corretta nei tempi giusti, potrebbe generare ulteriori ritardi nell’erogazione del rimborso 730 2026 o complicazioni nella gestione del debito.

Assistenza del CAF Centro Fiscale per il 730

Verificare in autonomia l’esito del proprio 730 e interpretare correttamente le voci del conguaglio non è sempre semplice, soprattutto per chi non ha familiarità con i portali dell’INPS o con il linguaggio fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intero percorso della dichiarazione dei redditi: dalla compilazione del 730 alla verifica dell’esito finale, fino alla gestione di eventuali correzioni o chiarimenti con gli enti competenti.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi o per capire se ti spetta un rimborso IRPEF? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, con un preventivo personalizzato in base alla tua situazione.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 10:00:002026-07-21 10:00:00Come verificare il rimborso o debito Irpef del modello 730/2026
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