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Come verificare il rimborso o debito Irpef del modello 730/2026

Dichiarazione dei redditi 730

Chi ha presentato il modello 730/2026 e ha come sostituto d’imposta l’INPS, anziché un datore di lavoro, può ora verificare online l’esito della propria dichiarazione. Si tratta soprattutto di pensionati e di chi percepisce prestazioni come la NASpI o altre indennità di disoccupazione. Vediamo come controllare se spetta un rimborso 730 2026 oppure se si risulta a debito con l’IRPEF.

Cos’è il conguaglio 730 per pensionati e percettori NASpI

Quando si presenta il modello 730, il risultato della dichiarazione (un rimborso da incassare oppure un debito da versare) non viene gestito direttamente dal contribuente tramite F24, come accade invece con il modello Redditi Persone Fisiche. Il conteggio finale, chiamato conguaglio, viene infatti effettuato da un soggetto terzo che l’Agenzia delle Entrate definisce sostituto d’imposta.

Per un lavoratore dipendente il sostituto d’imposta è normalmente il datore di lavoro, che applica il conguaglio direttamente in busta paga. Per chi invece percepisce una pensione, oppure una prestazione come la NASpI o un altro trattamento di disoccupazione erogato dall’ente previdenziale, il ruolo di sostituto d’imposta è svolto dall’INPS. In pratica, è l’INPS a occuparsi di applicare il conguaglio IRPEF risultante dal 730, accreditando l’eventuale rimborso oppure trattenendo l’eventuale debito.

Questo meccanismo riguarda quindi una platea molto ampia di cittadini: milioni di pensionati, ma anche chi si trova temporaneamente senza lavoro e riceve un sostegno al reddito dall’INPS. Sapere come funziona il conguaglio 730 è importante per non trovarsi impreparati davanti a una trattenuta sulla pensione o sulla prestazione, oppure per non lasciarsi sfuggire un rimborso a cui si ha diritto.

Chi invece non ha un sostituto d’imposta disponibile al momento della dichiarazione si trova in una situazione diversa, che richiede un percorso specifico per ottenere il rimborso IRPEF: ne parliamo nell’approfondimento dedicato al modello 730/2026 senza sostituto d’imposta.

Come verificare online rimborso o debito 730/2026

L’INPS mette a disposizione dei propri assistiti una sezione dedicata al conguaglio fiscale, consultabile tramite il portale MyINPS con le credenziali digitali (SPID, CIE o CNS). All’interno di questa area è possibile individuare l’esito del proprio 730/2026, verificando se si tratta di un rimborso IRPEF in proprio favore oppure di un debito da trattenere.

Le informazioni disponibili online riguardano in genere:

  • l’importo del rimborso IRPEF spettante, se presente;
  • l’eventuale debito risultante dal conguaglio, comprensivo di eventuali addizionali regionali e comunali;
  • il dettaglio delle voci che hanno determinato il risultato finale della dichiarazione;
  • le indicazioni sulle modalità con cui il conguaglio verrà applicato sulla pensione o sulla prestazione.

Va detto che la lettura di queste informazioni non è sempre immediata per chi non ha dimestichezza con il linguaggio fiscale. Comprendere la differenza tra le varie voci del modello 730, capire perché si è generato un debito oppure perché il rimborso è inferiore al previsto, richiede competenze specifiche. Per questo motivo, invece di muoversi da soli tra i portali online, è sempre consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che segue l’intera pratica della dichiarazione dei redditi e può verificare insieme al contribuente l’esito del conguaglio, spiegandone ogni singola voce.

Un altro strumento utile per orientarsi tra i documenti della dichiarazione precompilata è il portale informativo dedicato, che raccoglie in un unico punto le informazioni su 730 e modello Redditi: lo trovi nel nostro approfondimento sulla Precompilata 2026.

Tempistiche di rimborso o trattenuta del debito IRPEF

Una domanda molto comune riguarda i tempi con cui il rimborso 730 2026 viene effettivamente accreditato, oppure con cui il debito viene trattenuto dalla pensione o dalla prestazione. In linea generale, l’INPS applica il conguaglio fiscale nei mesi successivi all’elaborazione del 730, secondo un calendario che può variare in base a quando la dichiarazione è stata trasmessa e a quando l’ente riceve i dati dall’Agenzia delle Entrate.

Se il risultato della dichiarazione è un rimborso, l’importo viene generalmente accreditato insieme alla pensione o alla prestazione, in una o più mensilità, senza che il beneficiario debba fare alcuna richiesta ulteriore. Se invece il risultato è un debito IRPEF, la trattenuta viene applicata direttamente sull’importo mensile della pensione o della prestazione, secondo le regole ordinarie stabilite dalla normativa fiscale sui conguagli da sostituto d’imposta, che possono prevedere anche una rateizzazione per non gravare eccessivamente su un’unica mensilità.

Chi vuole approfondire più nel dettaglio le modalità di pagamento di un debito da 730, comprese le opzioni di rateizzazione previste dalla normativa, può leggere la nostra guida su come pagare a rate il 730 a debito. Per i pensionati, un riferimento utile è anche l’articolo dedicato alle voci che compaiono in busta paga pensione nel periodo dei conguagli fiscali: cedolino pensione e conguagli, che spiega come leggere le trattenute applicate.

È importante ricordare che i tempi di erogazione o di trattenuta non sono sempre uniformi per tutti i contribuenti: dipendono dalla data di invio del 730, da eventuali correzioni successive e dai tempi tecnici di trasmissione dei dati tra Agenzia delle Entrate e INPS. Per questo motivo, in caso di dubbi sulla propria situazione specifica, la soluzione più sicura resta quella di chiedere supporto diretto a un professionista.

Cosa fare se il conguaglio 730 non si trova o c’è un errore

Non è raro che un pensionato o un percettore di NASpI non riesca a individuare online il conguaglio relativo al proprio 730/2026, oppure noti una discrepanza tra quanto atteso e quanto effettivamente indicato. Le cause possono essere diverse: un ritardo nell’elaborazione dei dati, un errore nella dichiarazione originaria, oppure una variazione della propria posizione previdenziale nel corso dell’anno.

In questi casi, invece di procedere da soli con verifiche e correzioni sui portali online, è fondamentale rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine. Il nostro team può:

  • verificare la correttezza dei dati trasmessi nella dichiarazione 730;
  • controllare se il sostituto d’imposta indicato corrisponde effettivamente all’INPS;
  • individuare eventuali errori nel calcolo del rimborso o del debito IRPEF;
  • predisporre, se necessario, una dichiarazione integrativa o correttiva.

Affidarsi a professionisti evita il rischio di lasciare irrisolta una situazione che, se non corretta nei tempi giusti, potrebbe generare ulteriori ritardi nell’erogazione del rimborso 730 2026 o complicazioni nella gestione del debito.

Assistenza del CAF Centro Fiscale per il 730

Verificare in autonomia l’esito del proprio 730 e interpretare correttamente le voci del conguaglio non è sempre semplice, soprattutto per chi non ha familiarità con i portali dell’INPS o con il linguaggio fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intero percorso della dichiarazione dei redditi: dalla compilazione del 730 alla verifica dell’esito finale, fino alla gestione di eventuali correzioni o chiarimenti con gli enti competenti.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi o per capire se ti spetta un rimborso IRPEF? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, con un preventivo personalizzato in base alla tua situazione.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 10:00:002026-07-21 10:00:00Come verificare il rimborso o debito Irpef del modello 730/2026
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Pagamenti INPS 20-26 luglio 2026: Assegno Unico, pensioni e tutti gli accrediti in arrivo

Pensione 2026 INPS

La settimana del 20-26 luglio 2026 porta con sé una serie di importanti pagamenti da parte dell’INPS. Da nord a sud, milioni di famiglie e singoli beneficiari attendono i bonifici mensili legati a pensioni, Assegno Unico Universale, Assegno di Inclusione, NASpI e molte altre prestazioni. Ecco il calendario completo degli accrediti previsti in questa settimana.

Perché luglio è un mese chiave per i pagamenti INPS

Luglio è tradizionalmente uno dei mesi con il maggior numero di flussi di pagamento da parte dell’INPS. Questo accade per diverse ragioni: oltre alle prestazioni mensili ordinarie (pensioni, NASpI, Assegno di Inclusione), luglio coincide con il conguaglio fiscale sulle pensioni e con il ricalcolo dell’Assegno Unico Universale per le famiglie con ISEE aggiornato.

Per molti beneficiari, luglio rappresenta anche il mese in cui arrivano i cosiddetti pagamenti arretrati: l’INPS, dopo aver elaborato le domande presentate nei mesi precedenti, eroga gli importi spettanti dal mese di decorrenza della prestazione. Questo vale soprattutto per l’Assegno Unico, l’Assegno di Inclusione e alcune pensioni.

Assegno Unico Universale: accrediti luglio 2026

L’Assegno Unico Universale (AUU) è la misura di sostegno alle famiglie con figli a carico fino a 21 anni. Per il mese di luglio 2026, l’INPS ha previsto i pagamenti nella settimana del 20-26 luglio per i beneficiari che hanno presentato o rinnovato la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) aggiornata.

In questa settimana ricevono il bonifico in particolare:

  • Le famiglie che hanno aggiornato l’ISEE con DSU presentata nei mesi di maggio-giugno 2026, per le quali l’INPS ha completato l’elaborazione
  • I beneficiari con pagamento mensile ordinario la cui data di accredito cade in questa finestra
  • I nuclei familiari che ricevono gli arretrati per mesi precedenti non ancora liquidati

Quanto si riceve? L’importo varia in base all’ISEE familiare e al numero di figli. Con ISEE sotto i 17.090 euro si riceve l’importo massimo (fino a 199,40 euro per figlio), mentre con ISEE superiore a 45.574 euro si percepisce la quota minima (57 euro per figlio). Per i figli disabili sono previste maggiorazioni specifiche.

Se non hai ancora aggiornato la tua DSU per il 2026, ti consigliamo di farlo il prima possibile: un ISEE aggiornato può significare importi più alti fin dal mese successivo alla presentazione. Puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale per presentare la DSU in modo rapido e senza errori.

Pensioni e ratei: date di accredito

Le pensioni INPS vengono normalmente accreditate il primo giorno bancabile del mese. Per luglio 2026, il pagamento ordinario è già avvenuto nei primi giorni del mese. Tuttavia, nella settimana del 20-26 luglio possono arrivare:

  • Pensioni nuove o rivalutate: per chi ha ottenuto il riconoscimento della pensione di recente, l’INPS liquida i ratei arretrati dalla decorrenza
  • Supplementi e incrementi: eventuali conguagli legati a contributi tardivi o rivalutazioni automatiche
  • Pensioni estere e cumulate: i flussi con istituti previdenziali esteri seguono tempistiche diverse
  • Pensioni di invalidità civile: alcune categorie hanno scadenze di pagamento differenziate

I pensionati che ritengono di non aver ricevuto l’accredito corretto possono verificare la propria situazione accedendo al portale MyINPS oppure rivolgendosi a un CAF o patronato per l’assistenza gratuita.

Assegno di Inclusione e Supporto Formazione Lavoro

L’Assegno di Inclusione (ADI) — la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza — prevede pagamenti mensili tramite la Carta di Inclusione. Per luglio 2026, i beneficiari dell’ADI riceveranno il proprio accredito nella settimana del 20-26 luglio, salvo variazioni legate a controlli INPS o comunicazioni dei Comuni.

Allo stesso modo, i percettori del Supporto Formazione Lavoro (SFL) — la misura destinata ai componenti del nucleo familiare che possono essere attivati al lavoro e che partecipano a percorsi di orientamento e formazione — ricevono il bonifico mensile con cadenza regolare.

Se stai aspettando il pagamento dell’Assegno di Inclusione e non lo hai ancora ricevuto, verifica:

  • Che la tua Carta di Inclusione sia attiva e il conto agganciato sia operativo
  • Che non siano pendenti richieste di documentazione da parte dell’INPS o del Comune
  • Che non siano scattate sospensioni legate alla mancata partecipazione ai percorsi di attivazione lavorativa

NASpI e indennità di disoccupazione

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) viene erogata ogni mese direttamente sul conto corrente indicato dal beneficiario all’atto della domanda. Per i nuovi percettori che hanno presentato domanda a giugno-luglio 2026, i primi pagamenti arriveranno proprio in questa settimana, dopo che l’INPS ha completato le verifiche sulle settimane contributive e sulla data di cessazione del rapporto di lavoro.

L’importo della NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione. Se noti che il tuo accredito è inferiore al mese precedente e hai già superato i cinque mesi di percezione, potrebbe essere per questo motivo.

Ricorda che la NASpI decade automaticamente in caso di nuovo impiego, avvio di attività autonoma non comunicata, o raggiungimento della pensione. Hai dubbi sulla tua posizione? Il CAF Centro Fiscale offre consulenza gratuita anche per le pratiche INPS legate alla disoccupazione.

Tabella riepilogativa: tutti i pagamenti INPS 20-26 luglio 2026

Ecco un riepilogo delle principali prestazioni che possono essere accreditate nella settimana del 20-26 luglio 2026:

PrestazioneBeneficiariNote
Assegno Unico UniversaleFamiglie con figli fino a 21 anniCon DSU aggiornata o con arretrati da liquidare
Pensioni arretrate / supplementiNuovi pensionati e casi specialiRatei dalla data di decorrenza
Assegno di Inclusione (ADI)Nuclei in difficoltà economicaTramite Carta di Inclusione Postale o INPS
Supporto Formazione Lavoro (SFL)Componenti attivabili al lavoroMensile, per chi partecipa a percorsi di formazione
NASpI (nuovi pagamenti)Lavoratori disoccupatiPrime erogazioni domande giugno-luglio
Pensione di invalidità civileInvalidi civili, ciechi, sordiAlcune categorie con scadenze differenziate
ANF (Assegni Familiari)Dipendenti con figli a caricoErogati tramite datore o direttamente INPS

Come verificare il proprio pagamento INPS

Se hai diritto a uno dei pagamenti sopra elencati ma non lo hai ancora ricevuto, ecco come controllare la tua situazione:

  1. MyINPS: accedi con SPID, CIE o CNS al portale INPS personale. Trovi la sezione “I miei pagamenti” con lo storico di tutti gli accrediti
  2. App INPS Mobile: disponibile per iOS e Android, permette di verificare pagamenti e scadenze in tempo reale
  3. Numero verde INPS: chiama il 803.164 (gratuito da rete fissa) oppure lo 06 164.164 (a pagamento da mobile)
  4. CAF e Patronato: rivolgiti al tuo CAF di fiducia per un’assistenza completa e gratuita sulla tua posizione previdenziale

Se il pagamento non appare dopo 2-3 giorni lavorativi, è consigliabile aprire una segnalazione tramite il portale INPS o rivolgersi a un patronato per verificare eventuali sospensioni o problemi tecnici legati all’accredito.

Pagamenti INPS luglio 2026: cosa succede se non arriva il bonifico?

I ritardi nei pagamenti INPS possono avere diverse cause. Le più frequenti sono:

  • IBAN errato o non aggiornato: se hai cambiato banca, devi comunicare il nuovo conto all’INPS prima del pagamento
  • Documentazione mancante: l’INPS può sospendere un pagamento se attende documenti o autocertificazioni
  • Redditi non dichiarati o DSU scaduta: per l’Assegno Unico, la DSU scaduta comporta la riduzione alla quota minima o la sospensione
  • Verifiche antifrode o incrocio dati: l’INPS effettua controlli incrociati con il Fisco che possono bloccare temporaneamente alcuni bonifici
  • Problemi tecnici delle banche: in rari casi, il problema non è all’INPS ma nell’elaborazione del bonifico da parte dell’istituto di credito

Se sei in attesa di un pagamento INPS e hai bisogno di assistenza, contatta il CAF Centro Fiscale: i nostri operatori possono aiutarti a verificare la situazione e, se necessario, presentare istanze o ricorsi per ottenere quanto ti spetta.

Approfondimenti correlati

Per restare aggiornato su tutti i pagamenti INPS e i bonus in scadenza, consulta anche:

  • Pagamento Assegno Unico Agosto 2026: date INPS, importi e calendario
  • ISEE sotto i 30.000 euro: tutti i bonus dell’estate 2026 da non perdere
  • Bonus TARI 2026: sconto del 25% con i pagamenti di luglio
  • Bonus Nido 2026, pagamenti più veloci: cosa cambia per le famiglie
  • IRPEF maggiorazione 2026: scadenza 30 luglio, come pagare senza sanzioni

Hai bisogno di supporto con una pratica INPS? Il CAF Centro Fiscale è a tua disposizione per assistenza su Assegno Unico, ISEE, pensioni, NASpI e tutte le prestazioni previdenziali. Contattaci per un appuntamento.

Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-21 09:20:112026-07-21 08:46:14Pagamenti INPS 20-26 luglio 2026: Assegno Unico, pensioni e tutti gli accrediti in arrivo
NOTIZIE

Pagamenti INPS 20-26 luglio, Assegno Unico e non solo in arrivo: tutti gli accrediti

Pensione 2026 INPS

Anche la settimana dal 20 al 26 luglio porta con sé diversi pagamenti INPS luglio attesi da milioni di famiglie e lavoratori italiani. Tra gli accrediti coinvolti ci sono l’Assegno Unico per i figli a carico, l’ADI (Assegno di Inclusione), la Carta Acquisti e la Carta Dedicata a Te, oltre al Supporto Formazione e Lavoro. Vediamo insieme chi riceve cosa, con quali tempistiche indicative e come verificare lo stato del proprio pagamento.

Va detto subito che il calendario dei pagamenti INPS segue regole ordinarie che possono comunque subire piccole variazioni da un mese all’altro, in base ai giorni lavorativi e alle festività. Per questo motivo è sempre consigliabile verificare la propria posizione tramite i canali ufficiali, oppure rivolgersi a un intermediario come il CAF Centro Fiscale di Udine per avere un riscontro puntuale sulla propria pratica.

Assegno Unico: quando arriva il pagamento

L’Assegno Unico e Universale è la misura più diffusa tra quelle in pagamento in questi giorni, perché coinvolge la quasi totalità delle famiglie con figli a carico. Secondo le regole ordinarie INPS, per i beneficiari che già percepiscono la prestazione l’accredito avviene generalmente tra il 17 e il 19 del mese, mentre per le domande accolte nel corso del mese il pagamento arriva entro l’ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento. Chi ha presentato la domanda di recente, o ha avuto una variazione del nucleo familiare, potrebbe quindi vedere l’accredito proprio in questa settimana.

L’importo dell’Assegno Unico varia in base all’ISEE del nucleo familiare: con un ISEE fino a 17.090 euro spetta l’importo massimo per figlio, mentre con un ISEE oltre 45.574 euro (o in assenza di ISEE) si applica l’importo minimo. Tra queste due soglie l’assegno viene calcolato in modo progressivo. Sono previste inoltre maggiorazioni per i figli con disabilità, per le famiglie numerose con quattro o più figli, per i nuclei in cui entrambi i genitori lavorano e per le madri under 21.

Un aspetto che molte famiglie sottovalutano riguarda proprio la validità dell’ISEE: l’indicatore ha valore dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio, quindi chi non lo ha ancora rinnovato rischia di ricevere l’importo minimo anche se avrebbe diritto a una cifra più alta. Per il calendario completo di tutti gli accrediti INPS del mese, incluse pensioni, NASpI e quattordicesima, si può consultare l’approfondimento dedicato al calendario di luglio 2026, mentre per chi vuole guardare già al mese successivo è disponibile la guida sul pagamento dell’Assegno Unico di agosto 2026.

ADI – Assegno di Inclusione: gli accrediti della settimana

L’ADI, ovvero l’Assegno di Inclusione, è la misura di sostegno al reddito rivolta ai nuclei familiari in condizione di fragilità economica e sociale, in particolare quelli con componenti minorenni, disabili, over 60 o in condizioni di svantaggio. Il beneficio viene erogato tramite Carta di Inclusione, una carta prepagata utilizzabile per la spesa quotidiana e per il pagamento di alcune utenze.

Per chi ha già una posizione attiva, l’accredito mensile dell’ADI segue generalmente un calendario regolare, con i primi pagamenti concentrati nei primi giorni del mese per i beneficiari già in carico, mentre le nuove domande accolte successivamente vengono liquidate nelle settimane seguenti, non appena l’INPS completa l’istruttoria. Chi ha presentato la domanda di recente, o ha subito un rinnovo della prestazione dopo la scadenza dei 18 mesi previsti dalla normativa, potrebbe quindi ricevere l’accredito proprio in questa finestra di fine luglio, una volta completata l’istruttoria da parte dell’INPS.

È importante ricordare che l’ADI richiede il rispetto di specifici requisiti, tra cui la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale e, per i componenti del nucleo attivabili al lavoro, l’adesione ai percorsi previsti dai Centri per l’Impiego. La mancata partecipazione agli obblighi previsti può comportare la sospensione o la decadenza dal beneficio, per cui è sempre utile monitorare con attenzione le comunicazioni INPS.

Carta Acquisti e Carta Dedicata a Te: chi ne ha diritto

Tra i pagamenti attesi in questi giorni rientrano anche quelli legati alla Carta Acquisti, la carta prepagata destinata agli over 65 e alle famiglie con bambini sotto i 3 anni in condizioni economiche disagiate. Per accedere alla misura è necessario un ISEE non superiore a 8.052,75 euro, oltre ad altri requisiti reddituali e patrimoniali specifici. L’importo viene accreditato con cadenza bimestrale direttamente sulla carta.

Diversa è invece la Carta Dedicata a Te, un contributo una tantum pensato per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, riservato ai nuclei familiari con ISEE fino a 15.000 euro. A differenza dell’Assegno Unico o dell’ADI, questa misura viene gestita direttamente dai Comuni sulla base delle liste trasmesse dall’INPS, e non richiede una domanda specifica da parte del cittadino: chi rientra nei parametri viene individuato automaticamente in base ai dati ISEE già disponibili.

Anche in questo caso, avere un ISEE aggiornato e corretto è determinante per non perdere il diritto a queste prestazioni. Per un quadro più ampio di tutte le agevolazioni collegate alle soglie ISEE, comprese quelle attive in questo periodo estivo, si può consultare la guida sui bonus ISEE sotto i 30.000 euro per l’estate 2026. Chi deve invece gestire le scadenze legate alla tassa rifiuti può trovare informazioni utili nell’articolo sul bonus TARI 2026, anch’esso legato ai pagamenti di questo periodo.

Supporto Formazione e Lavoro: accrediti in arrivo

Completa il quadro dei pagamenti INPS di questa settimana anche il Supporto Formazione e Lavoro (SFL), la misura destinata alle persone tra i 18 e i 59 anni, occupabili, che non rientrano nei requisiti dell’ADI ma si trovano comunque in condizione di fragilità economica. Il beneficio è condizionato alla partecipazione a percorsi di formazione, riqualificazione professionale o progetti utili alla collettività proposti dai servizi competenti.

Anche per il Supporto Formazione e Lavoro l’erogazione avviene mensilmente, subordinata alla verifica della partecipazione effettiva alle attività previste dal patto di servizio personalizzato. I ritardi nei pagamenti, quando si verificano, sono spesso legati proprio a controlli incrociati sulla regolarità della partecipazione ai percorsi attivati, motivo per cui è importante non perdere le comunicazioni INPS relative agli appuntamenti fissati dai Centri per l’Impiego.

Come verificare lo stato del pagamento INPS

Per chi attende uno di questi accrediti, la domanda più frequente è come controllare a che punto è la propria pratica. L’INPS mette a disposizione diversi canali ufficiali per monitorare lo stato dei pagamenti, utili per capire se la domanda è stata accolta, se l’accredito è già stato disposto o se sono necessari ulteriori controlli.

  • App IO: consente di visualizzare le comunicazioni INPS relative alle prestazioni attive e lo stato dei pagamenti in corso
  • MyINPS: l’area riservata del sito INPS mostra il dettaglio delle prestazioni percepite, gli importi e le date di erogazione
  • App INPS Mobile: replica molte funzioni del portale web, comprese le notifiche push sui pagamenti
  • Contact center INPS: numero verde utile per informazioni generali, soprattutto in caso di ritardi anomali
  • CAF e patronati: possono verificare lo stato della pratica per conto del cittadino, individuando eventuali criticità

Va precisato che l’accesso a questi strumenti richiede credenziali digitali (SPID, CIE o CNS), che non tutti i beneficiari, in particolare le persone anziane o meno pratiche di strumenti informatici, hanno a disposizione o sanno utilizzare in autonomia. In questi casi il supporto di un CAF diventa fondamentale non solo per la verifica dello stato del pagamento, ma anche per la gestione di eventuali anomalie, ricorsi o integrazioni documentali richieste dall’INPS.

Assistenza del CAF per le pratiche INPS

Gestire correttamente le pratiche legate ai pagamenti INPS non è sempre semplice, soprattutto quando si sovrappongono più prestazioni come Assegno Unico, ADI, Carta Acquisti e Supporto Formazione e Lavoro, ciascuna con requisiti e tempistiche diverse. Un errore nella compilazione dell’ISEE, una domanda incompleta o una comunicazione INPS non gestita in tempo possono tradursi in ritardi nei pagamenti o, nei casi peggiori, nella perdita del beneficio.

Il CAF Centro Fiscale di Udine segue i propri assistiti in ogni fase: dalla compilazione della DSU per l’ISEE, alla presentazione delle domande di Assegno Unico, ADI e Carta Acquisti, fino al monitoraggio dello stato dei pagamenti e alla gestione di eventuali anomalie segnalate dall’INPS. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, con un preventivo personalizzato in base alla situazione di ciascun nucleo familiare.

Hai bisogno di assistenza per verificare o gestire i tuoi pagamenti INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 09:00:002026-07-21 09:00:00Pagamenti INPS 20-26 luglio, Assegno Unico e non solo in arrivo: tutti gli accrediti
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Acconti Partite IVA al 20 luglio, calcolo per IRPEF e Forfettari

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il 20 luglio 2026 è una data da segnare in rosso per chi ha la partita IVA. Entro questo termine va versato il saldo delle imposte relative al 2025 e il primo acconto delle imposte 2026, sia per chi opera in regime ordinario sia per chi è in regime forfettario. Il calcolo non è identico per tutti: cambia il rigo di riferimento della dichiarazione, cambia la base di calcolo, e si aggiungono anche i contributi previdenziali INPS. Vediamo come orientarsi con qualche esempio pratico.

Chi preferisce evitare errori di calcolo o dimenticanze può sempre rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che segue l’intera pratica dalla verifica dei righi in dichiarazione fino alla predisposizione del modello F24, sia in ufficio che online.

Perché la scadenza del 20 luglio per gli acconti partite IVA

Normalmente il saldo delle imposte dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno in corso si versano entro fine giugno. Per il 2026, però, i termini sono slittati: i titolari di partita IVA soggetti agli ISA (gli indicatori sintetici di affidabilità fiscale), chi ha cause di esclusione dagli ISA e i contribuenti forfettari possono versare senza maggiorazioni entro il 20 luglio 2026.

Chi ha bisogno di qualche settimana in più può ancora pagare fino al 20 agosto 2026, ma con una maggiorazione a titolo di interesse corrispettivo sull’importo dovuto. In entrambi i casi si tratta di una scadenza che riguarda il saldo 2025 e il primo acconto 2026 di IRPEF, imposta sostitutiva del forfettario, IRAP (dove dovuta) e i contributi INPS eccedenti il minimale. Per il quadro completo di tutti gli adempimenti del mese, consulta la nostra pagina sulle scadenze fiscali di luglio 2026.

Come si calcola l’acconto delle imposte

Il meccanismo dell’acconto è lo stesso ogni anno, cambia solo la base di calcolo. In pratica, il Fisco chiede di anticipare parte dell’imposta che si prevede di dover pagare per l’anno in corso, calcolandola sulla base di quanto dichiarato l’anno precedente. Questo perché l’Erario non vuole aspettare la dichiarazione dell’anno successivo per incassare quanto dovuto.

L’acconto delle imposte si calcola generalmente al 100% dell’imposta dell’anno precedente e può essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre, oppure suddiviso in due rate se l’importo dovuto supera una certa soglia. La ripartizione tra le due rate dipende dalla tipologia di contribuente: per i soggetti ISA (chi applica gli indici sintetici di affidabilità) e per i contribuenti forfettari – cioè proprio i destinatari della proroga al 20 luglio – le due rate sono di pari importo, 50% e 50%. In questo caso la prima rata (il 50% del totale) si versa insieme al saldo, quindi entro il 20 luglio (o 20 agosto con maggiorazione), mentre la seconda rata (il restante 50%) si versa entro il 30 novembre 2026. Solo per i contribuenti che non applicano gli ISA la ripartizione resta 40% e 60%.

Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Marco, libero professionista in regime ordinario soggetto agli ISA, abbia un’imposta di riferimento di 3.000 euro per il 2025. L’acconto 2026 sarà quindi pari a 3.000 euro complessivi: essendo un soggetto ISA, le rate sono di pari importo, cioè 1.500 euro (50%) da versare entro il 20 luglio insieme al saldo 2025, e i restanti 1.500 euro (50%) entro il 30 novembre.

Regime ordinario: il rigo RN34 del modello Redditi PF

Per chi presenta il modello Redditi Persone Fisiche in regime ordinario, il riferimento per calcolare gli acconti partite IVA al 20 luglio è il rigo RN34, cioè la differenza IRPEF dovuta risultante dalla dichiarazione. È questo importo, opportunamente elaborato secondo le regole di calcolo dell’acconto, a determinare quanto va versato come anticipo per il 2026.

Il calcolo tiene conto anche di eventuali detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta maturati nell’anno precedente, che possono ridurre l’imposta netta dovuta e, di conseguenza, anche l’acconto da versare. Chi ha avuto un’annata particolarmente diversa rispetto alla precedente – ad esempio un calo di fatturato importante – può valutare, con l’assistenza di un professionista, il cosiddetto metodo previsionale: invece di calcolare l’acconto sull’imposta dell’anno prima, lo si calcola stimando l’imposta effettiva che si prevede di dover pagare per l’anno in corso. Attenzione però: se la previsione si rivela sbagliata e si versa meno del dovuto, scattano sanzioni per insufficiente versamento.

Chi ha dubbi sui codici tributo da utilizzare nel modello F24 per versare saldo e acconto IRPEF può consultare la nostra guida ai codici tributo F24 2026, oppure affidarsi direttamente al CAF Centro Fiscale per la compilazione.

Forfettari: il rigo LM42 del modello Redditi PF

Chi lavora in regime forfettario non paga l’IRPEF ordinaria, ma un’imposta sostitutiva che riassume in un’unica aliquota IRPEF, addizionali regionali e comunali. In parole semplici, invece di pagare più tasse separate, il forfettario ne versa una sola, calcolata sul reddito imponibile determinato applicando il coefficiente di redditività della propria attività.

Per calcolare gli acconti partite IVA al 20 luglio nel caso dei forfettari, il riferimento è il rigo LM42 del modello Redditi PF, che indica l’imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente. Anche in questo caso l’acconto può essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre, oppure in due rate di pari importo (50% entro il 20 luglio, 50% entro il 30 novembre) se l’importo lo consente: per i forfettari, infatti, la ripartizione dell’acconto è sempre al 50% e 50%.

Facciamo un esempio. Supponiamo che Giulia, grafica freelance in regime forfettario con aliquota sostitutiva ordinaria, abbia versato 2.000 euro di imposta sostitutiva per il 2025 (rigo LM42). L’acconto 2026 sarà calcolato sulla stessa cifra e, trattandosi di un forfettario, ripartito in due rate uguali: 1.000 euro entro il 20 luglio e i restanti 1.000 euro entro il 30 novembre, salvo conguaglio nella dichiarazione dell’anno successivo.

Chi è forfettario da poco, o vuole capire come cambia il calcolo con le ultime modifiche normative, può approfondire con la nostra guida alle novità del regime forfettario 2026. Utile anche l’articolo su come funziona la dichiarazione precompilata 2026 per i forfettari, per capire cosa cambia nella predisposizione della dichiarazione da cui deriva anche il calcolo degli acconti.

I contributi INPS del Quadro RR versati con lo stesso F24

Oltre alle imposte, entro il 20 luglio molte partite IVA devono versare anche il saldo e il primo acconto dei contributi previdenziali INPS, calcolati nel Quadro RR del modello Redditi PF. Questo riguarda in particolare chi è iscritto alla Gestione Separata INPS (tipicamente i liberi professionisti senza cassa) e chi versa i contributi come artigiano o commerciante.

Anche per i contributi vale la stessa logica delle imposte: si versa il saldo di quanto dovuto per il 2025 (calcolato sul reddito effettivo, al netto di quanto già versato con gli acconti dell’anno scorso) e il primo acconto per il 2026, applicando l’aliquota prevista per la propria gestione di appartenenza. Le aliquote e i minimali possono cambiare da un anno all’altro con la Legge di Bilancio, quindi è sempre consigliabile far verificare l’importo esatto a chi segue la pratica, per evitare di versare somme sbagliate o insufficienti.

Un aspetto da non sottovalutare: i contributi eccedenti il minimale annuo di artigiani e commercianti, così come i contributi dovuti dagli iscritti alla Gestione Separata, seguono le stesse scadenze e maggiorazioni previste per le imposte. Chi salta il 20 luglio può ancora versare entro il 20 agosto con la maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse.

Cosa fare entro il 20 luglio per gli acconti partite IVA

Con scadenze così ravvicinate e un calcolo che richiede di incrociare più righi della dichiarazione (RN34 per l’IRPEF, LM42 per l’imposta sostitutiva forfettaria, il Quadro RR per i contributi INPS), è facile commettere errori, specialmente per chi gestisce la propria partita IVA senza un supporto professionale continuativo.

Il CAF Centro Fiscale di Udine segue i titolari di partita IVA, sia forfettari che in regime ordinario, nella verifica dei calcoli, nella predisposizione del modello F24 e nella scelta più conveniente tra pagamento in unica soluzione o rateizzazione. Ogni situazione è diversa: per questo motivo mettiamo a disposizione un preventivo personalizzato per l’assistenza fiscale, valutando caso per caso il carico di lavoro necessario.

Domande frequenti sugli acconti partite IVA al 20 luglio

Cosa succede se non pago l’acconto entro il 20 luglio 2026?
È comunque possibile versare entro il 20 agosto 2026, applicando la maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo. Oltre questa data si applicano sanzioni più elevate per omesso o insufficiente versamento.

Gli acconti delle partite IVA al 20 luglio riguardano solo l’IRPEF?
No. Riguardano anche l’imposta sostitutiva dei forfettari (rigo LM42), l’IRAP dove dovuta e i contributi previdenziali INPS del Quadro RR eccedenti il minimale.

Posso pagare l’acconto in un’unica soluzione invece che in due rate?
Sì, è possibile versare l’intero acconto in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2026, senza suddividerlo in due rate. Quando invece si sceglie la rateazione, per i soggetti ISA e i forfettari le due rate sono di pari importo (50% e 50%).

Come faccio a sapere l’importo esatto del mio acconto?
L’importo dipende dai righi RN34 o LM42 della dichiarazione dei redditi precedente, oltre che dal Quadro RR per i contributi INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica questi dati per calcolare l’importo corretto da versare con il modello F24.

La scadenza del 20 luglio vale anche per i forfettari?
Sì, riguarda sia i contribuenti in regime ordinario sia quelli in regime forfettario, oltre ai soggetti ISA e ai soci di società in trasparenza fiscale.

Hai bisogno di assistenza per calcolare e versare correttamente gli acconti della tua partita IVA? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-18 13:00:002026-07-18 12:23:50Acconti Partite IVA al 20 luglio, calcolo per IRPEF e Forfettari
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Bonus bollette 60 euro, la guida su ISEE e come ottenerlo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Da agosto 2026 potrebbe arrivare un nuovo bonus bollette 60 euro per le famiglie con ISEE superiore alle soglie del bonus sociale ordinario ma comunque contenuto. Si tratta di una misura pensata per una fascia di reddito intermedia, quella che finora restava esclusa dagli sconti energetici riservati ai nuclei più fragili. Vediamo insieme come funziona, chi può richiederlo e soprattutto cosa serve fare per ottenerlo.

Cos’è il bonus bollette 60 euro ISEE

Il bonus bollette 60 euro è un contributo economico pensato per alleggerire il peso delle spese energetiche di quelle famiglie che hanno un ISEE troppo alto per accedere al bonus sociale ordinario, ma che comunque non rientrano tra i redditi più elevati. Il bonus sociale tradizionale, infatti, è riservato a chi ha un ISEE fino a 9.796 euro (soglia in vigore dal 1 gennaio 2026, che sale a 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico). Questo nuovo contributo, invece, allarga la platea dei beneficiari fino a una soglia più alta.

Secondo quanto emerso, la misura sarebbe rivolta alle famiglie con ISEE compreso tra circa 9.796 euro e 25.000 euro, una fascia che comprende molti nuclei familiari con redditi medio-bassi che finora restavano esclusi da qualsiasi agevolazione in bolletta. Per avere un quadro completo dei requisiti e delle soglie ISEE aggiornate al 2026, può essere utile consultare la nostra guida completa all’ISEE 2026.

Un contributo volontario, non obbligatorio per tutti i fornitori

Un aspetto importante da chiarire subito riguarda la natura di questo bonus bollette: non si tratta di un obbligo di legge esteso a tutti i fornitori di energia, ma di un contributo volontario. In pratica, sono le singole aziende fornitrici di luce e gas a decidere se aderire o meno all’iniziativa, riconoscendo lo sconto ai propri clienti che rispettano i parametri ISEE previsti.

Questo significa che non tutti i clienti con ISEE nella fascia indicata riceveranno automaticamente lo sconto: dipenderà dal fatto che il proprio fornitore abbia scelto di partecipare al programma. Le compagnie che intendono aderire dovrebbero comunicare la propria decisione all’autorità di regolazione del settore energetico entro una finestra temporale definita, presumibilmente tra metà luglio e fine agosto. È quindi consigliabile verificare, tramite il proprio fornitore, se rientra tra gli operatori aderenti.

Quando arriva il bonus bollette in bolletta

Per quanto riguarda la decorrenza, il nuovo bonus bollette 60 euro dovrebbe essere applicato a partire dalle fatture relative ai consumi di agosto 2026. Lo sconto verrebbe inserito direttamente nella prima bolletta utile, in automatico, senza che il cliente debba fare alcuna richiesta separata.

Questo è un elemento centrale della misura: non è previsto un modulo da compilare o una domanda da presentare all’INPS o al proprio Comune. Il meccanismo dovrebbe funzionare in modo simile al bonus sociale, cioè tramite lo scambio automatico di dati tra INPS, l’autorità di regolazione energetica e i fornitori aderenti, che verificano la presenza di un ISEE valido collegato all’utenza domestica del richiedente.

Requisiti per il bonus bollette 60 euro ISEE

Per rientrare nella platea dei potenziali beneficiari del bonus bollette servono due condizioni principali. Vediamole nel dettaglio.

  • Avere un ISEE in corso di validità, quindi una DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) aggiornata e non scaduta, con un valore compreso nella fascia individuata dalla misura
  • Essere titolari di una utenza domestica di energia elettrica o gas, intestata direttamente al richiedente o a un componente del nucleo familiare presente nella DSU
  • Avere come fornitore una compagnia che ha scelto di aderire volontariamente all’iniziativa

Chi ha un ISEE scaduto o non aggiornato rischia di restare escluso dal beneficio, anche se rientrerebbe nei parametri economici richiesti. Per questo motivo, verificare la validità della propria attestazione ISEE è un passaggio da non sottovalutare. In alcuni casi può convenire anche valutare un ISEE corrente, utile quando la situazione reddituale è cambiata rispetto all’anno di riferimento della DSU ordinaria.

Come funziona in pratica il bonus bollette

Nella pratica, il funzionamento del bonus bollette 60 euro dovrebbe essere completamente automatico per il cliente finale. Non c’è nessuna domanda da presentare: è il sistema di scambio dati tra enti previdenziali e fornitori a individuare le utenze compatibili con i requisiti ISEE e a comunicarlo alle compagnie energetiche aderenti.

Il cliente che rientra nei parametri vedrà quindi comparire lo sconto direttamente in bolletta, senza dover effettuare alcuna operazione. L’unica accortezza, come detto, riguarda la validità dell’ISEE: senza una DSU aggiornata, il sistema non potrà verificare il diritto al beneficio. Chi ha ancora dubbi o difficoltà nella compilazione della DSU può sempre rivolgersi al CAF per un supporto nella verifica e nell’aggiornamento della pratica.

Va inoltre ricordato che questo nuovo contributo si affianca ad altre misure di sostegno già attive per le famiglie con redditi contenuti, come la Carta Dedicata a te 2026. Per chi invece vuole valutare un risparmio strutturale sui costi energetici, può essere utile anche dare un’occhiata al nostro approfondimento sul confronto tariffe luce e gas 2026.

L’aiuto del CAF per l’ISEE e la DSU

Considerato che l’accesso al bonus bollette 60 euro dipende interamente dalla presenza di un ISEE valido nella fascia corretta, il primo passo per non perdere l’agevolazione è assicurarsi che la propria DSU sia aggiornata. Il CAF Centro Fiscale di Udine può supportarti nella compilazione o nel rinnovo dell’ISEE, verificando che tutti i dati reddituali e patrimoniali siano corretti e completi, così da evitare ritardi o esclusioni indebite dal beneficio.

Restano ancora da definire alcuni dettagli attuativi della misura, come l’elenco preciso dei fornitori aderenti e le modalità operative dello scambio dati tra enti. Continueremo ad aggiornare questo articolo non appena arriveranno conferme ufficiali.

Luglio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-18 12:00:002026-07-18 09:54:41Bonus bollette 60 euro, la guida su ISEE e come ottenerlo
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Bonus esentasse nel 730/2026: quali dichiarare e quali no

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Con l’avvicinarsi della scadenza per la dichiarazione dei redditi, molti contribuenti si chiedono quali bonus e indennità percepiti nel corso del 2025 debbano essere inseriti nel 730/2026. La domanda non è banale: alcune misure sono esenti da IRPEF e non vanno dichiarate, mentre altre concorrono a formare il reddito imponibile e devono essere indicate con attenzione, pena il rischio di errori e conguagli in fase di controllo. Vediamo insieme quali sono i bonus esentasse e quali invece rientrano tra i redditi da dichiarare nel 730/2026.

Bonus esentasse 730/2026: cosa non si dichiara

Partiamo dai bonus esentasse, cioè quelle somme che la legge esclude espressamente dalla base imponibile IRPEF. Il caso più diffuso è l’Assegno Unico e Universale (AUU) per i figli a carico, erogato mensilmente dall’INPS. Si tratta di una prestazione che, per espressa previsione normativa, non concorre alla formazione del reddito complessivo: non va quindi inserita nel modello 730/2026 e non incide né sull’IRPEF dovuta né sul calcolo dell’ISEE ai fini della prestazione stessa. In pratica, chi ha percepito l’Assegno Unico nel 2025 non troverà (e non deve cercare) alcuna riga dedicata nel quadro dei redditi.

Discorso simile vale per il cosiddetto bonus Renzi, oggi trasformato nel trattamento integrativo IRPEF. Questa somma, se spettante, viene già erogata direttamente in busta paga dal datore di lavoro (sostituto d’imposta) e non richiede una dichiarazione separata come “reddito”: semmai, in fase di 730, si verifica se il trattamento integrativo è stato correttamente riconosciuto durante l’anno o se serve un conguaglio a favore del contribuente. Per approfondire questo meccanismo, il CAF Centro Fiscale ha dedicato una guida al trattamento integrativo IRPEF 2026 e al recupero del bonus Renzi nel 730.

Rientrano generalmente tra le somme esenti anche diversi bonus una tantum introdotti da specifici provvedimenti normativi (ad esempio contributi straordinari per il caro energia o per particolari categorie di famiglie), quando la norma istitutiva ne prevede espressamente la non tassabilità. In questi casi è sempre bene verificare puntualmente il testo della misura, perché non esiste una regola generale valida per ogni bonus: ogni provvedimento può stabilire un trattamento fiscale diverso.

Cosa va inserito nel 730/2026: i redditi imponibili

Sul fronte opposto troviamo le indennità che, pur avendo una funzione di sostegno al reddito, sono fiscalmente equiparate a un reddito da lavoro dipendente e devono quindi essere dichiarate nel 730/2026. L’esempio più rilevante è la NASpI, l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS. Anche se la NASpI è già soggetta a ritenuta IRPEF operata direttamente dall’INPS in qualità di sostituto d’imposta, questo non significa che non vada dichiarata: si tratta infatti di un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, che concorre alla formazione del reddito complessivo e va riportato nel Quadro C del modello 730 (o quadro RC del modello Redditi Persone Fisiche), sulla base di quanto indicato nella Certificazione Unica rilasciata dall’INPS.

In altre parole, chi ha percepito la NASpI nel corso del 2025 dovrà controllare con attenzione la propria Certificazione Unica INPS e riportare l’importo indicato nella dichiarazione, proprio come farebbe con lo stipendio di un lavoro dipendente. Questo passaggio è fondamentale anche per calcolare correttamente eventuali detrazioni per lavoro dipendente spettanti sul periodo di percezione dell’indennità. Per capire come si gestiscono questi redditi all’interno della dichiarazione, può essere utile consultare la guida sul Quadro C del 730/2026 dedicato ai redditi di lavoro dipendente.

Vale la pena ricordare che il trattamento fiscale delle indennità sostitutive di reddito (disoccupazione, malattia, maternità erogata da INPS in alcuni casi) può presentare differenze in base alla natura specifica della prestazione e alla categoria di lavoratore coinvolta. Per questo motivo, prima di compilare autonomamente il modello, è sempre consigliabile far verificare la propria posizione da un professionista, così da evitare errori che potrebbero generare successivi accertamenti o richieste di conguaglio da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Come riconoscere i bonus esentasse nella propria situazione

Per orientarsi tra le diverse misure, un primo criterio pratico è controllare se il bonus percepito compare o meno nella Certificazione Unica (CU): se un’indennità è riportata nella CU come reddito, quasi certamente andrà inserita nel 730/2026. Se invece si tratta di un contributo non fiscalmente rilevante, come l’Assegno Unico, normalmente non comparirà tra i redditi imponibili della certificazione.

Un secondo elemento utile riguarda la fonte normativa del bonus: molte misure una tantum prevedono espressamente, nel decreto o nella legge istitutiva, la clausola di esenzione fiscale. In assenza di questa indicazione, la regola generale del Testo Unico delle Imposte sui Redditi tende a considerare imponibili le somme che sostituiscono un reddito da lavoro. Tra gli aspetti da monitorare per la campagna 730/2026 rientra anche il tema dei rimborsi e conguagli sulle pensioni, un ambito in cui le tempistiche di erogazione INPS incidono direttamente sulle scadenze della dichiarazione: ne parliamo nell’approfondimento su pensioni, quattordicesima e rimborsi 730 a luglio 2026.

Va infine ricordato che gli errori nella dichiarazione di redditi esenti o, al contrario, l’omissione di indennità imponibili come la NASpI, possono generare lettere di compliance o richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per questo motivo affidarsi a un professionista che verifichi puntualmente ogni voce della Certificazione Unica resta la soluzione più sicura per evitare sorprese.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la compilazione del 730/2026, verificando caso per caso quali bonus vanno dichiarati e quali sono esenti, sia in ufficio che online. Per informazioni e un preventivo personalizzato, contattaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-18 11:00:002026-07-18 09:56:10Bonus esentasse nel 730/2026: quali dichiarare e quali no
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Fatturazione Podologo 2026: Albo, Sistema TS e Detrazioni Pazienti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Il podologo come professione sanitaria 2026
  2. Regime fiscale del podologo: forfettario, ordinario, semplificato
  3. Sistema TS podologo: trasmissione spese sanitarie
  4. Detrazione fiscale del 19% per i pazienti del podologo
  5. Listino tariffe del podologo 2026
  6. Fatturazione a pazienti diabetici e cronici
  7. Bollo da 2 euro sulla fattura del podologo forfettario
  8. Software di fatturazione consigliati per podologi

La fatturazione podologo 2026 richiede una conoscenza precisa di obblighi fiscali, deontologici e tecnici che vanno ben oltre la semplice emissione di una ricevuta. Il podologo è una professione sanitaria a tutti gli effetti, iscritta all’albo TSRM-PSTRP, e questo comporta una serie di regole specifiche su esenzione IVA, Sistema Tessera Sanitaria, marca da bollo e detrazione del 19% per i pazienti. Una gestione corretta della fatturazione podologo 2026 significa non solo evitare sanzioni, ma anche permettere ai pazienti, spesso anziani o diabetici, di portare in detrazione le spese sostenute. In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine vediamo come strutturare la fatturazione podologo 2026 in modo conforme: dall’albo professionale al regime forfettario, dal Sistema TS alla scelta del software fatturazione podologo più adatto.

Il podologo come professione sanitaria 2026

Il podologo è inquadrato come professione sanitaria ai sensi della Legge 3/2018 (Legge Lorenzin) e successivi decreti attuativi. Si tratta di un professionista che diagnostica e tratta autonomamente le patologie del piede di natura non chirurgica, con un percorso universitario specifico (Laurea L/SNT2 in Podologia). Per esercitare è obbligatoria l’iscrizione all’albo dei podologi, gestito dalla FNO TSRM-PSTRP (Federazione Nazionale degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione).

La tassa annuale di iscrizione all’albo per il 2026 è di 89 euro più 1,43 euro di costo pagoPA, importo deducibile come spesa professionale. Senza iscrizione all’albo, l’attività è considerata abusivo esercizio della professione sanitaria, con sanzioni penali e impossibilità di accedere all’esenzione IVA.

Il codice ATECO corretto per la fatturazione podologo 2026, alla luce della nuova classificazione ATECO 2025, è 86.90.29 (oppure 86.99.09 nella riclassificazione operativa indicata dagli ordini territoriali). Questo codice identifica le “Altre attività paramediche indipendenti” e rappresenta il riferimento standard per i podologi liberi professionisti.

Dal punto di vista IVA, le prestazioni del podologo iscritto all’albo sono esenti IVA ex articolo 10 n. 18 del DPR 633/1972, in quanto prestazioni sanitarie rese da soggetti abilitati. In pratica, sulla fattura non si applica l’aliquota IVA al 22%, ma si indica la dicitura di esenzione e si pone la marca da bollo da 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro.

Per chi sta aprendo l’attività ex novo, consigliamo di leggere la nostra guida su come aprire la partita IVA per professioni sanitarie.

Regime fiscale del podologo: forfettario, ordinario, semplificato

Il podologo forfettario è la scelta più diffusa per chi inizia o per chi mantiene un fatturato contenuto. Il regime forfettario 2026 prevede un limite di ricavi di 85.000 euro annui e applica un’imposta sostitutiva unica che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. In pratica, invece di pagare diverse imposte separate, il podologo partita IVA paga una sola imposta con aliquota agevolata.

L’aliquota dell’imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività se sono rispettati i requisiti di novità (non aver esercitato attività professionale nei tre anni precedenti). Il calcolo si basa sul coefficiente di redditività del 78% previsto per il codice ATECO 86.90.29 / 86.99.09: significa che il 78% del fatturato è considerato reddito imponibile, mentre il 22% è la quota forfettaria di costi riconosciuta a forfait.

Esempio pratico fatturazione podologo 2026 in forfettario: Marco è podologo a Udine, ha fatturato 50.000 euro nel 2026 ed è al terzo anno di attività (aliquota 5%). Il calcolo:

  • Ricavi: 50.000 euro
  • Reddito imponibile (78%): 39.000 euro
  • Contributi ENPAPI versati e dedotti: 6.500 euro (ipotesi)
  • Reddito netto: 32.500 euro
  • Imposta sostitutiva (5%): 1.625 euro

Chi supera la soglia degli 85.000 euro o non rispetta i requisiti accede al regime semplificato o al regime ordinario, con tassazione IRPEF a scaglioni, possibilità di dedurre i costi analitici (locazione studio, attrezzature, formazione) e obbligo di tenere la contabilità completa. Il podologo partita IVA strutturato con studio proprio spesso valuta il regime ordinario quando i costi superano il 22% riconosciuto a forfait.

La scelta del regime è strategica: il CAF Centro Fiscale di Udine analizza il tuo caso specifico considerando fatturato previsto, costi di studio, attrezzature, contributi previdenziali e ti consiglia il regime forfettario 2026 o il regime ordinario, in ufficio o online.

Sistema TS podologo: trasmissione spese sanitarie

Il Sistema TS (Tessera Sanitaria) è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze che raccoglie tutte le spese sanitarie sostenute dai cittadini italiani. La trasmissione consente all’Agenzia delle Entrate di precompilare la dichiarazione dei redditi dei pazienti, inserendo automaticamente le spese mediche detraibili nel modello 730 precompilato.

Il Sistema TS podologo è obbligatorio dal DM 1 settembre 2016 e successivo DM 13 marzo 2018, che ha esteso l’obbligo a tutte le professioni sanitarie iscritte agli albi, compresi i podologi iscritti all’albo TSRM-PSTRP.

Novità 2026: trasmissione annuale e non più semestrale. Dal 1° gennaio 2025 la trasmissione è diventata annuale. Per le spese sanitarie 2025, l’invio doveva essere effettuato entro il 2 febbraio 2026 (perché il 31 gennaio è caduto di sabato). Per le spese 2026, la scadenza di trasmissione è il 31 gennaio 2027. Si tratta di un cambiamento importante che semplifica gli adempimenti del podologo, ma richiede comunque una gestione ordinata di ogni fattura emessa.

Il podologo deve trasmettere tramite Sistema TS:

  • Dati anagrafici del paziente (codice fiscale o tessera sanitaria)
  • Importo della prestazione e modalità di pagamento
  • Data della prestazione
  • Tipologia di spesa con codice corrispondente (visita podologica, trattamento, ortesi)
  • Eventuale flag di opposizione del paziente all’invio dei dati

L’opposizione 730 è il diritto del paziente di chiedere che la spesa non venga trasmessa al Sistema TS e quindi non compaia nel 730 precompilato. Il podologo è obbligato a chiedere al paziente se intende esercitare l’opposizione e ad annotarla sulla fattura. Se il paziente si oppone, il dato non viene trasmesso, ma la spesa resta comunque detraibile al 19% indicandola manualmente in dichiarazione.

Il mancato o tardivo invio comporta sanzioni: 100 euro per ogni comunicazione errata o omessa, con tetto massimo di 50.000 euro per periodo d’imposta. Per evitare errori, molti podologi scelgono software dedicati che automatizzano la trasmissione.

Detrazione fiscale del 19% per i pazienti del podologo

La detrazione 19% podologo è uno dei principali vantaggi che il professionista può offrire ai propri pazienti. Le prestazioni del podologo iscritto all’albo rientrano tra le spese sanitarie detraibili ai sensi dell’articolo 15 comma 1 lettera c) del TUIR (DPR 917/1986). In pratica, il paziente recupera il 19% della spesa sostenuta in sede di dichiarazione dei redditi, sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro annui complessivi per tutte le spese sanitarie.

Esempio: la signora Anna, paziente diabetica seguita da un podologo a Udine, spende 800 euro l’anno per controlli e trattamenti. Considerata la franchigia di 129,11 euro, la base detraibile è di 670,89 euro. La detrazione effettiva è circa 127 euro che vengono restituiti come minor IRPEF nella dichiarazione dei redditi.

Per agevolare la detrazione 19% podologo, la fatturazione podologo 2026 deve contenere alcuni elementi essenziali:

  • Intestazione completa del paziente con nome, cognome, indirizzo e codice fiscale
  • Descrizione dettagliata della prestazione sanitaria (es. “trattamento podologico per onicocriptosi”, non semplicemente “visita”)
  • Importo distinto per ciascuna prestazione
  • Modalità di pagamento tracciabile (bonifico, carta, POS, bancomat) – obbligatoria dal 2020 per la detrazione
  • Riferimento all’iscrizione all’albo TSRM-PSTRP con numero di iscrizione
  • Dicitura di esenzione IVA ex art. 10 n. 18 DPR 633/72
  • Marca da bollo da 2 euro se importo superiore a 77,47 euro

La modalità di pagamento tracciabile è obbligatoria dal 1° gennaio 2020: le spese pagate in contanti non sono detraibili (con eccezione di farmaci, dispositivi medici e prestazioni rese da strutture pubbliche o accreditate SSN). Quindi il podologo libero professionista deve sempre incassare con strumenti tracciabili e indicarlo in fattura.

Per i pazienti che vogliono inserire le spese podologiche nel 730 dichiarazione redditi, una corretta fatturazione è quindi essenziale. Puoi approfondire anche la guida sulle detrazioni fiscali disponibili.

Listino tariffe del podologo 2026

Le tariffe del podologo partita IVA variano in base alla regione, all’esperienza professionale e al tipo di prestazione. Pur non esistendo un tariffario obbligatorio (i minimi tariffari sono stati aboliti dal DL 223/2006 Bersani), gli ordini professionali pubblicano indicazioni orientative che è utile conoscere per impostare un listino congruo.

I range di mercato 2026 per le prestazioni più diffuse sono:

  • Visita podologica iniziale: 40 – 70 euro
  • Trattamento di callosità e duroni: 35 – 60 euro
  • Onicocriptosi (unghia incarnita): 50 – 100 euro a seduta
  • Plantari su misura / ortesi siliconiche: 80 – 200 euro a seduta
  • Controllo periodico paziente diabetico: 35 – 55 euro
  • Trattamento verruche plantari: 50 – 90 euro

Nella fatturazione podologo 2026 è importante distinguere le prestazioni sanitarie pure (esenti IVA art. 10) dalle eventuali vendite di dispositivi medici (es. plantari prefabbricati, calze tecniche), che possono essere considerate cessioni di beni con regime IVA differente. La maggior parte degli ortesi su misura realizzati dal podologo nell’ambito della prestazione sanitaria resta esente IVA come prestazione professionale.

Un aspetto pratico spesso sottovalutato: il podologo forfettario deve indicare in fattura, oltre alla dicitura di esenzione IVA, anche la dicitura del regime forfettario (“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89 della Legge 190/2014 – regime forfettario”). Il forfettario non addebita IVA in fattura, ma non per esenzione, bensì per non assoggettamento al tributo.

Fatturazione a pazienti diabetici e cronici

I pazienti diabetici rappresentano una fetta significativa della clientela del podologo, perché necessitano di controlli periodici frequenti (in media ogni 2-3 mesi) per prevenire complicanze quali il piede diabetico, ulcere e infezioni. Questo crea esigenze specifiche di fatturazione podologo 2026 che meritano attenzione.

Una gestione efficiente prevede l’emissione di una fattura per singola seduta oppure, in alternativa, di una fattura per ciclo di prestazioni (es. pacchetto annuale di 6 controlli). La seconda modalità è apprezzata dai pazienti perché semplifica il pagamento e permette spesso uno sconto fedeltà, ma richiede attenzione nella trasmissione al Sistema TS: ogni singola prestazione deve essere comunque tracciata con la data effettiva di erogazione, non solo con la data del pagamento del pacchetto.

Per i pazienti anziani e cronici è particolarmente importante:

  • Verificare sempre il codice fiscale corretto (gli errori sui dati anagrafici impediscono il caricamento nel 730 precompilato)
  • Annotare in modo chiaro l’eventuale opposizione del paziente all’invio dei dati
  • Conservare copia firmata del consenso al trattamento dati sanitari (GDPR)
  • Indicare con precisione la tipologia di prestazione (alcune voci specifiche sono già configurate nei tracciati Sistema TS)

In ottica fiscale, il podologo libero professionista che lavora prevalentemente con pazienti cronici beneficia di un fatturato ricorrente e prevedibile: questa stabilità rende più semplice la pianificazione fiscale, il calcolo degli acconti e la valutazione tra regime forfettario e regime ordinario. Per la dichiarazione personale del podologo, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste con il 730 e con il modello Redditi PF.

Bollo da 2 euro sulla fattura del podologo forfettario

La marca da bollo da 2 euro sulla fattura del podologo è un obbligo che genera molti dubbi. La regola generale è chiara: la marca da bollo si applica sulle fatture superiori a 77,47 euro quando l’operazione è esente, non imponibile o non soggetta a IVA. Le prestazioni sanitarie del podologo rientrano in questa casistica perché sono esenti IVA ex art. 10 n. 18 DPR 633/72.

Per il podologo forfettario vale la stessa regola: anche se il forfettario non addebita IVA, le sue fatture sopra 77,47 euro richiedono la marca da bollo da 2 euro. L’obbligo è quindi indipendente dal regime fiscale e dipende solo dal carattere esente/non imponibile dell’operazione.

In pratica:

  • Fattura da 70 euro: nessuna marca da bollo (sotto soglia)
  • Fattura da 80 euro: marca da bollo da 2 euro obbligatoria
  • Fattura da 150 euro: marca da bollo da 2 euro obbligatoria

Il bollo può essere applicato fisicamente sulla copia cartacea della fattura (marca adesiva annullata con data) oppure assolto in modo virtuale in fattura elettronica, indicando l’apposita dicitura e versando l’importo con F24 trimestrale (codice tributo 2521).

Per le fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio nel cassetto fiscale che calcola automaticamente l’importo del bollo dovuto su base trimestrale, in base alle fatture per cui è stato indicato il flag bollo.

Chi paga il bollo? Civilmente, il bollo è in solido tra emittente e destinatario. Nella prassi, il podologo addebita i 2 euro al paziente in fattura come voce separata (“Imposta di bollo a carico del cliente”). Anche questa quota concorre alla base imponibile dei ricavi nel regime forfettario, quindi va considerata nel calcolo della soglia degli 85.000 euro.

Software di fatturazione consigliati per podologi

La scelta del software fatturazione podologo giusto fa la differenza tra una gestione fluida e ore perse ogni mese tra adempimenti, errori e correzioni. Un buon software per fatturazione podologo 2026 deve gestire in modo nativo:

  • Fatturazione elettronica verso il Sistema di Interscambio (SdI)
  • Trasmissione automatica al Sistema TS delle spese sanitarie
  • Gestione del regime forfettario con calcolo automatico di imposta sostitutiva e contributi
  • Marca da bollo virtuale e calcolo trimestrale
  • Modalità di pagamento tracciabili e flag opposizione 730
  • Numerazione progressiva e archivio digitale a norma

Fatturazione Italia: la soluzione consigliata

Tra le piattaforme che meglio rispondono alle esigenze del podologo segnaliamo Fatturazione Italia, software italiano cloud particolarmente adatto ai professionisti sanitari per diversi motivi pratici:

  • Sistema TS con 1 click: invio automatico delle spese sanitarie senza configurazioni complesse
  • Zero-config forfettario: configurazione automatica delle diciture obbligatorie del regime forfettario
  • Prezzo bloccato 5 anni: tariffa garantita senza aumenti per cinque anni, utile per il podologo partita IVA appena aperta
  • Supporto CAF integrato: assistenza diretta in caso di dubbi su adempimenti fiscali
  • Esenzione IVA art. 10: gestione nativa delle prestazioni sanitarie
  • Marca da bollo virtuale: calcolo trimestrale automatico
  • App mobile: emissione fatture direttamente dallo smartphone dopo la visita

La scelta del software fatturazione podologo è importante, ma da sola non basta: serve anche un consulente che imposti correttamente l’anagrafica, le aliquote, le diciture e che verifichi periodicamente la coerenza tra fatture emesse, registrate e trasmesse al Sistema TS. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio integrato a podologi e altri professionisti sanitari su tutto il territorio nazionale.

Conclusione

La fatturazione podologo 2026 richiede attenzione a molti dettagli che variano dalla scelta del regime fiscale alla corretta gestione del Sistema TS, dalla detrazione del 19% per i pazienti alla marca da bollo. Per un professionista sanitario che vuole concentrarsi sulla cura del paziente, delegare la gestione fiscale a un partner specializzato non è un lusso, ma una necessità.

Hai bisogno di assistenza per la fatturazione podologo 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Il nostro team è specializzato in fiscalità sanitaria e ti supporta in apertura partita IVA, scelta del regime, fatturazione elettronica, Sistema TS e dichiarazione redditi. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Domande Frequenti sulla Fatturazione del Podologo

Il podologo deve fare fattura elettronica nel 2026?

Si, dal 1 gennaio 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica e esteso anche ai professionisti sanitari che effettuano prestazioni nei confronti di persone fisiche, ma con una particolarita: le fatture per prestazioni sanitarie trasmesse al Sistema TS NON devono essere inviate al Sistema di Interscambio per il 2024-2025. Per il podologo forfettario sotto i 25.000 euro l’obbligo di fattura elettronica era inizialmente sospeso, ma dal 2024 e stato esteso a tutti i forfettari. Resta valido il divieto di emettere fattura elettronica per prestazioni che vanno al Sistema TS verso persone fisiche, salvo opposizione del paziente.

Posso applicare l’aliquota forfettaria del 5% come podologo?

Si, se sei al primo anno di attivita e rispetti i requisiti di novita: non aver esercitato attivita professionale, artistica o d’impresa nei tre anni precedenti, anche occasionalmente. L’aliquota del 5% si applica per i primi 5 anni di attivita (anno di inizio + 4 successivi). Dopo, passi automaticamente al 15%. Attenzione: la collaborazione coordinata e continuativa o l’attivita in studi associati puo escludere dal beneficio. Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.

Cosa succede se il paziente si oppone all’invio dei dati al Sistema TS?

Se il paziente esercita l’opposizione 730, il podologo NON deve trasmettere quella specifica fattura al Sistema TS. La spesa non comparira quindi nella dichiarazione precompilata del paziente, ma resta comunque detraibile al 19%: il paziente potra inserirla manualmente nel 730 o nel modello Redditi PF in sede di dichiarazione. L’opposizione va annotata in fattura e nel registro del podologo. Il diritto all’opposizione e previsto dal Garante Privacy per tutelare i dati sanitari sensibili.

Quanto costa aprire la partita IVA come podologo?

L’apertura della partita IVA e gratuita all’Agenzia delle Entrate. I costi reali sono: iscrizione all’albo TSRM-PSTRP (89 euro annui per il 2026 + tassa di prima iscrizione una tantum variabile per ordine territoriale, generalmente 100-200 euro), contributi previdenziali ENPAPI (cassa di previdenza per i podologi e altre professioni sanitarie tecniche), eventuale software gestionale e assistenza fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce tutto il pacchetto: dall’apertura alla scelta del regime, dalla fatturazione alla dichiarazione redditi, in ufficio o online in tutta Italia.


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Indice dei contenuti

  1. Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tutte le date in un colpo d’occhio
  2. Pensioni luglio 2026: accredito il 1° luglio con la quattordicesima
  3. Quattordicesima pensione 2026: chi ha diritto, requisiti e importi
  4. Assegno Unico Universale luglio 2026: data di pagamento e importi
  5. NASpI luglio 2026: quando arriva la disoccupazione
  6. Assegno di Inclusione luglio 2026: ricarica il 27 luglio
  7. Pensioni in ritardo o non accreditate: cosa fare
  8. Domande frequenti sui pagamenti INPS di luglio 2026
  9. Conclusioni: un luglio ricco di pagamenti INPS

Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tutte le date in un colpo d’occhio

L’INPS stabilisce ogni mese le date di accredito delle principali prestazioni previdenziali e assistenziali. Per luglio 2026, il calendario tiene conto dei giorni lavorativi e dell’esigenza di distribuire i pagamenti in modo da non sovraccaricare i sistemi bancari e postali. Ecco la panoramica completa:

Prestazione INPSData accredito luglio 2026Note
Pensioni (tutte le gestioni)1 luglio 2026 (martedì)Include quattordicesima per aventi diritto
Assegno Unico Universale17 luglio 2026Beneficiari in corso; nuove domande entro fine mese
NASpI / DisCollDal 15 luglio 2026Dipende dalla data di accoglimento domanda
Assegno di Inclusione (AdI)27 luglio 2026Ricarica Carta di Inclusione
Supporto Formazione Lavoro (SFL)27 luglio 2026Contestuale ad AdI
Bonus 100 euro / 500 euroLuglio 2026 (in busta paga)Per lavoratori dipendenti con requisiti IRPEF

Tutte le date si riferiscono all’accredito effettivo sul conto corrente o sul libretto postale del beneficiario. I tempi effettivi possono variare di 1-2 giorni lavorativi a seconda dell’istituto bancario o postale.

Pensioni luglio 2026: accredito il 1° luglio con la quattordicesima

Le pensioni di luglio 2026 vengono accreditate il 1° luglio 2026 (martedì), poiché il 1° luglio cade in un giorno lavorativo. I pensionati che percepiscono la pensione tramite Poste Italiane potranno ritirarla allo sportello o riceverla sul conto BancoPosta/libretto secondo le modalità concordate.

Il mese di luglio è particolarmente atteso dai pensionati perché, per chi ha i requisiti, l’INPS accredita insieme alla pensione ordinaria anche la quattordicesima mensilità, un importo aggiuntivo introdotto dalla Legge 127/2007 a favore dei pensionati a basso reddito. Vediamo nel dettaglio chi ne ha diritto e come viene calcolata.

Per verificare l’importo esatto della propria pensione di luglio, inclusa l’eventuale quattordicesima, i pensionati possono consultare il cedolino INPS online tramite il portale MyINPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. Il cedolino è disponibile di norma qualche giorno prima dell’accredito effettivo. Maggiori dettagli nella nostra guida su come consultare il cedolino pensione luglio 2026.

Cedolino pensione luglio: come scaricarlo

Per scaricare il cedolino della pensione di luglio 2026, il pensionato deve:

  1. Accedere al portale MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Andare nella sezione “Pensione” → “Cedolino della pensione”
  3. Selezionare il mese di luglio 2026
  4. Verificare la voce “Quattordicesima” nell’elenco delle componenti
  5. Scaricare il PDF per conservarlo come documento ufficiale

Quattordicesima pensione 2026: chi ha diritto, requisiti e importi

La quattordicesima mensilità della pensione è una somma aggiuntiva erogata dall’INPS ogni anno con la rata di luglio. Non è automatica per tutti i pensionati: esistono precisi requisiti di età, reddito e anzianità contributiva che devono essere soddisfatti contemporaneamente.

Requisiti anagrafici

Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che abbiano compiuto 64 anni di età entro il 31 luglio 2026 (o che li abbiano già compiuti prima). Chi compie 64 anni dopo il 31 luglio non percepirà la quattordicesima nel 2026, ma la riceverà a partire dall’anno successivo.

Requisiti reddituali: soglie e fasce 2026

Il reddito complessivo del pensionato (comprensivo di pensione e altri redditi assoggettabili a IRPEF) non deve superare determinate soglie, espresse in multipli del trattamento minimo INPS. Per il 2026, il trattamento minimo mensile INPS è pari a 611,85 euro (rivalutazione 1,4% per effetto del DM MEF 19/11/2025), per un valore annuo di 7.954,05 euro (13 mensilità).

Soglia reddituale annuaMultiplo trattamento minimoImporto quattordicesima (lavoratori dipendenti)Importo quattordicesima (autonomi)
Fino a 1,5 volte il minimo (~11.931 euro)1,5x660 euro504 euro
Da 1,5x a 2x il minimo (~15.908 euro)Da 1,5 a 2x410 euro336 euro
Oltre 2x il minimo>2xNessuna quattordicesimaNessuna quattordicesima

Nota: gli importi massimi della quattordicesima (660 euro, 504 euro, 410 euro, 336 euro) sono stabiliti per legge e variano in base all’anzianità contributiva come indicato nella tabella successiva. L’INPS verifica d’ufficio il reddito sulla base della dichiarazione dei redditi e/o dei dati del casellario pensionistico.

Requisiti contributivi per la quattordicesima

Oltre ai requisiti reddituali e anagrafici, la quattordicesima è differenziata in base all’anzianità contributiva maturata:

Anni di contribuzioneCategoriaFascia 1 (fino 1,5x min.)Fascia 2 (1,5x – 2x min.)
Meno di 15 anniLavoratori dipendenti437 euro336 euro
Da 15 a 25 anniLavoratori dipendenti546 euro410 euro
Oltre 25 anniLavoratori dipendenti660 euro410 euro
Meno di 18 anniLavoratori autonomi336 euro270 euro
Da 18 a 28 anniLavoratori autonomi420 euro336 euro
Oltre 28 anniLavoratori autonomi504 euro336 euro

La verifica dei requisiti avviene automaticamente da parte dell’INPS, che incrocia i dati presenti nel casellario delle posizioni previdenziali. I pensionati non devono presentare alcuna domanda: se hanno diritto, la quattordicesima viene accreditata automaticamente con la rata di luglio.

Esempio pratico di calcolo

Prendiamo il caso di Mario, 70 anni, ex lavoratore dipendente con 30 anni di contributi, pensione mensile di 900 euro e nessun altro reddito:

  • Reddito annuo complessivo: 900 euro x 13 = 11.700 euro
  • Soglia 1,5x trattamento minimo 2026: ~11.931 euro annui
  • Il reddito di Mario (11.700 euro) e’ inferiore alla soglia 1,5x: rientra nella prima fascia
  • Anzianità contributiva: 30 anni (oltre 25 anni per lavoratori dipendenti)
  • Quattordicesima spettante: 660 euro

Con la rata di luglio, Mario riceverà quindi: 900 euro (pensione ordinaria) + 660 euro (quattordicesima) = 1.560 euro totali.

Assegno Unico Universale luglio 2026: data di pagamento e importi

L’Assegno Unico Universale (AUU) di luglio 2026 viene accreditato tra il 17 e il 19 luglio 2026 per chi ha già l’ISEE aggiornato e ha presentato domanda nei mesi precedenti. Per i nuovi percettori o chi ha presentato domanda con ritardo, il pagamento potrebbe avvenire entro la fine del mese.

Ricordiamo che l’Assegno Unico Universale è stato introdotto con il D.Lgs. 230/2021 e spetta a tutti i nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni (senza limiti di reddito, ma con importi modulati in base all’ISEE). Per i figli disabili non ci sono limiti di età.

Importi Assegno Unico luglio 2026 per fascia ISEE

ISEE familiareImporto mensile per figlio (0-21 anni)Maggiorazione figli disabili
Fino a 17.090,61 euro (soglia minima)199,40 euro+91,42 euro (importo standard, varia per gravità)
Da 17.090,61 a 45.574,96 euroImporto decrescente (da 199,40 a 57,00 euro)Maggiorazione proporzionale
Oltre 45.574,96 euro o senza ISEE57,00 euro (importo minimo garantito)+maggiorazione disabilità standard

Gli importi 2026 tengono conto della rivalutazione ISTAT applicata a gennaio 2026. Chi non ha presentato l’ISEE o ha un ISEE scaduto percepisce solo la quota minima di 57 euro mensili per figlio.

Maggiorazioni Assegno Unico 2026: gli importi esatti

Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni per situazioni particolari. Ecco i valori aggiornati 2026:

Tipo maggiorazioneImporto mensileCondizioni
Entrambi i genitori lavoratori35,68 euro per figlioPer figli fino a 21 anni
Nuclei con 4 o più figli18 euro per figlioImporto aggiuntivo per ciascun figlio
Madri con meno di 21 anni23,68 euro per figlioEtà madre al momento della nascita
Figli con disabilità91,42 euro (valore base)Varia in base al grado di disabilità

Per verificare l’importo esatto spettante, le famiglie possono accedere al portale MyINPS o all’app INPS Mobile usando SPID, CIE o CNS. L’INPS invia anche notifiche via messaggio quando il pagamento è in elaborazione.

Per informazioni su tutti i pagamenti INPS di luglio 2026, inclusi NASpI, bonus 100/500 euro e AdI, consulta la nostra guida dedicata.

NASpI luglio 2026: quando arriva la disoccupazione

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) di luglio 2026 viene erogata a partire dal 15 luglio 2026. A differenza di pensioni e Assegno Unico, che hanno una data fissa per tutti i beneficiari, la NASpI viene pagata in base alla data di presentazione della domanda: i beneficiari ricevono il pagamento mensile nello stesso giorno del mese in cui è stata accolta la domanda originaria.

Chi ha presentato domanda NASpI il 15 di un mese, riceverà il pagamento mensile intorno al 15 del mese successivo. Sono possibili slittamenti di 1-3 giorni lavorativi legati all’elaborazione interna INPS e ai tempi bancari.

Importo NASpI luglio 2026: come si calcola

L’importo della NASpI è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni, fino a un massimale che per il 2026 è fissato a 1.575,42 euro mensili (D.Lgs. 22/2015, importo rivalutato annualmente). Se la retribuzione media supera il limite di 1.480,30 euro mensili si applica una formula riduttiva: il 75% si calcola sulla soglia e si aggiunge il 25% sulla parte eccedente.

Importante: a partire dal 7° mese di fruizione (dopo il sesto), l’importo della NASpI si riduce del 3% ogni mese. Questo meccanismo di decrescenza è stato introdotto per incentivare la reintegrazione nel mercato del lavoro. La durata massima della NASpI è di 24 mesi (pari a metà delle settimane lavorate nei 4 anni precedenti, con cap a 24 mesi).

Compatibilità NASpI con il lavoro

La NASpI presenta regole precise di compatibilità con eventuali nuove occupazioni durante il periodo di percezione:

  • Lavoro dipendente oltre 8.000 euro annui: decadenza della NASpI
  • Lavoro autonomo oltre 5.000 euro annui: riduzione dell’80% dell’eccedenza dalla NASpI
  • Partita IVA: possibilità di richiedere la NASpI Anticipata in un’unica soluzione

Assegno di Inclusione luglio 2026: ricarica il 27 luglio

L’Assegno di Inclusione (AdI), la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024, viene ricaricato sulla Carta di Inclusione (ex Carta RdC) il 27 luglio 2026. La stessa data vale per il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL).

La ricarica avviene in un’unica soluzione e i fondi sono immediatamente disponibili per prelievi ATM, pagamenti POS e acquisti nei negozi convenzionati. Ricordiamo che con la Carta di Inclusione non è possibile effettuare giochi d’azzardo, acquistare alcolici, sigarette o beni non essenziali in alcune categorie merceologiche.

Importo Assegno di Inclusione 2026

L’importo dell’AdI dipende dalla composizione del nucleo familiare e dalla situazione reddituale/patrimoniale (ISEE). Il beneficio è composto da tre componenti cumulabili:

  • Integrazione al reddito: fino a 6.000 euro annui (500 euro mensili) per il nucleo, moltiplicato per la scala di equivalenza INPS (che tiene conto del numero e della composizione dei componenti)
  • Integrazione affitto: fino a 3.360 euro annui (280 euro mensili) per chi vive in affitto con contratto regolare
  • Integrazione mutuo: fino a 1.800 euro annui (150 euro mensili) per chi ha un mutuo sulla prima casa

Per i nuclei composti esclusivamente da persone con disabilità o anziani over 60, non sono previsti obblighi di partecipazione ai percorsi di attivazione lavorativa.

Pensioni in ritardo o non accreditate: cosa fare

Se al 2 o 3 luglio la pensione non risulta ancora accreditata sul conto, è bene non allarmarsi subito: alcuni istituti bancari accreditano con 1-2 giorni di ritardo rispetto alla data INPS ufficiale. Prima di contattare l’INPS, verificare:

  1. Il cedolino su MyINPS: se compare “in elaborazione” significa che il pagamento è in corso
  2. L’estratto conto bancario aggiornato al giorno attuale
  3. Eventuali avvisi di blocco (pignoramenti, sospensioni per superamento requisiti reddituali)
  4. La correttezza dell’IBAN comunicato all’INPS (verificabile su MyINPS → Dati bancari)

Se dopo 3-4 giorni lavorativi la pensione non è ancora arrivata, è possibile:

  • Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da rete mobile, a pagamento)
  • Aprire un ticket tramite il portale MyINPS nella sezione “Contatti”
  • Recarsi presso uno sportello INPS o un CAF convenzionato per assistenza

Attenzione ai casi di pensioni erogate all’estero: l’INPS può sospendere il pagamento se il pensionato non ha inviato la dichiarazione RedEst annuale richiesta dalla normativa di riferimento.

Domande frequenti sui pagamenti INPS di luglio 2026

Quando viene pagata la pensione di luglio 2026?

La pensione di luglio 2026 viene accreditata il 1° luglio 2026 (martedì). Per i pensionati Poste Italiane che ritirano allo sportello, la distribuzione inizia dal 1° luglio seguendo l’ordine alfabetico per evitare code e assembramenti.

La quattordicesima è tassata?

Sì, la quattordicesima mensilità della pensione è soggetta a tassazione IRPEF come le altre mensilità. Tuttavia, poiché è erogata a pensionati con redditi bassi (al di sotto di 2 volte il trattamento minimo, pari a circa 15.908 euro annui nel 2026), nella pratica molti beneficiari ricadono nelle aliquote più basse o usufruiscono delle detrazioni da pensione, rendendo l’impatto fiscale minimo o nullo.

Cosa succede all’Assegno Unico se non ho rinnovato l’ISEE?

Chi non ha presentato o rinnovato la DSU/ISEE 2026 entro i termini previsti percepisce l’importo minimo garantito dell’Assegno Unico, pari a 57 euro mensili per figlio. Per ottenere l’importo pieno (fino a 199,40 euro) è necessario presentare l’ISEE aggiornato. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per la presentazione della DSU e il calcolo dell’ISEE.

Chi ha diritto alla quattordicesima pensione?

Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che:

  • Abbiano compiuto 64 anni entro il 31 luglio dell’anno in corso
  • Abbiano un reddito complessivo annuo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.908 euro nel 2026)
  • Abbiano almeno 15 anni di contribuzione (per i lavoratori dipendenti) o 18 anni (per gli autonomi)

Posso ricevere sia la pensione che l’Assegno Unico?

Sì, se il pensionato ha figli minori a carico può ricevere contemporaneamente la pensione e l’Assegno Unico Universale. Non vi è incompatibilità tra le due prestazioni. L’Assegno Unico è una misura universale che prescinde dalla natura del reddito del genitore (pensionato, lavoratore dipendente, autonomo, disoccupato).

L’Assegno di Inclusione è compatibile con un lavoro part-time?

Sì, l’AdI è compatibile con un reddito da lavoro dipendente o autonomo entro certi limiti. Se il beneficiario trova un’occupazione, deve comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. I redditi da lavoro vengono considerati nella soglia ISEE e possono ridurre l’importo del beneficio o determinarne la decadenza al superamento delle soglie di legge.

Come verifico lo stato del mio pagamento INPS?

Il modo più rapido è accedere a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS e controllare la sezione “Le mie prestazioni”. In alternativa, si può usare l’app INPS Mobile disponibile per iOS e Android. Per assistenza personalizzata, il CAF Centro Fiscale di Udine può supportare i cittadini nell’accesso ai servizi digitali INPS.

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Conclusioni: un luglio ricco di pagamenti INPS

Luglio 2026 si conferma un mese ricco di erogazioni INPS. I pensionati riceveranno la rata ordinaria già il 1° luglio, con l’aggiunta della quattordicesima per chi ha 64 anni e un reddito sotto la soglia di 2 volte il trattamento minimo (circa 15.908 euro annui nel 2026). Le famiglie con figli aspetteranno tra il 17 e il 19 luglio per l’Assegno Unico Universale, mentre i titolari di Assegno di Inclusione vedranno la ricarica il 27 luglio.

Per qualsiasi dubbio sull’importo ricevuto, sulla quattordicesima spettante o sulla gestione dell’ISEE per l’Assegno Unico, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per una consulenza personalizzata. Puoi contattarci al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121.

Consulta anche la nostra guida completa su tutti i pagamenti INPS di luglio 2026 per una visione d’insieme su NASpI, bonus 100/500 euro e le ultime novità INPS del mese.

Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-02 02:31:352026-07-03 07:54:10Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date
NOTIZIE

Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI

Pensione 2026 INPS

Luglio 2026 porta con sé importanti cambiamenti nel calendario dei pagamenti INPS. Milioni di famiglie italiane aspettano l’accredito di NASpI, Assegno Unico Universale, Assegno di Inclusione (AdI) e dei bonus da 100 e 500 euro: le date di luglio 2026 non coincidono con quelle abituali dei mesi precedenti, e conoscerle con precisione è fondamentale per pianificare il budget familiare.

In questo articolo trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di luglio 2026, con tabelle riassuntive, importi aggiornati e tutto quello che devi sapere su requisiti e scadenze.

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Indice dei contenuti

  1. Perché INPS cambia le date a luglio 2026
  2. NASpI luglio 2026: data di pagamento e importi
  3. Assegno Unico Universale luglio 2026: quando viene pagato
  4. Bonus 100 euro luglio 2026: chi lo riceve e quando
  5. Bonus 500 euro luglio 2026: Supporto Formazione Lavoro e altre misure
  6. Assegno di Inclusione (AdI) luglio 2026: date e importi
  7. Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tabella riepilogativa
  8. Come verificare i pagamenti INPS online
  9. Pensioni luglio 2026: la quattordicesima e gli aumenti
  10. Cosa cambia rispetto ai mesi precedenti: le novita’ INPS di luglio 2026
  11. FAQ
  12. Conclusione: tieni d’occhio le date INPS di luglio 2026

Perché INPS cambia le date a luglio 2026

Il calendario dei pagamenti INPS non è fisso: ogni mese l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale definisce le date di accredito in base alla disponibilità di cassa, ai giorni lavorativi bancari e alle festività. Luglio 2026 presenta alcune particolarità che spostano i pagamenti rispetto ai mesi precedenti.

In particolare, le cause principali degli spostamenti a luglio 2026 sono:

  • Luglio ha 31 giorni e i pagamenti dei sussidi di disoccupazione (NASpI) vengono erogati verso la fine del mese successivo a quello di competenza
  • Il calendario bancario di luglio 2026 non presenta festività nazionali che causino slittamenti, ma i sistemi di pagamento dell’INPS seguono un ordine preciso di priorità
  • Allineamento AdI e SFL: l’Assegno di Inclusione e il Supporto Formazione Lavoro seguono un calendario proprio, diverso da NASpI e Assegno Unico
  • Bonus una tantum: i bonus da 100 e 500 euro hanno date di erogazione legate al raggiungimento dei requisiti e alla domanda presentata

NASpI luglio 2026: data di pagamento e importi

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Il pagamento avviene su base mensile, di norma entro la fine del mese successivo a quello di competenza.

Quando viene pagata la NASpI di luglio 2026?

La NASpI relativa al mese di giugno 2026 (competenza giugno, pagata a luglio) viene tipicamente accreditata tra il 15 e il 25 luglio 2026. La data precisa dipende dall’ordine di lavorazione delle pratiche da parte dell’INPS e dalla data di presentazione della domanda.

Per verificare la propria data di pagamento, è possibile accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS e consultare l’app INPS Mobile. Il percorso è: MyINPS → Estratto conto delle prestazioni → NASpI.

DettaglioInformazione
Mese di competenzaGiugno 2026
Data indicativa pagamento15-25 luglio 2026
Metodo di verificaPortale INPS → MyINPS → Estratto conto prestazioni
Durata massima NASpIMetà delle settimane contributive negli ultimi 4 anni (max 24 mesi)
Decurtazione mensile3% a partire dal 6° mese (per under 55 anni)

Come si calcola l’importo NASpI

L’importo della NASpI si calcola sulla base della retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni divisa per le settimane contributive. La formula è:

  • Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.480,30 euro (soglia 2026, fonte INPS D.Lgs. 22/2015): la NASpI è pari al 75% della retribuzione
  • Se la retribuzione supera la soglia: la NASpI è pari al 75% della soglia più il 25% della quota eccedente, con un tetto massimo di 1.575,42 euro mensili (importo massimo 2026)

Dal sesto mese in poi, l’indennità si riduce del 3% al mese (per chi non ha compiuto 55 anni). Per gli over 55, la decurtazione parte dal nono mese.

Assegno Unico Universale luglio 2026: quando viene pagato

L’Assegno Unico Universale (AUU) è la misura a sostegno delle famiglie con figli a carico fino a 21 anni (o senza limiti di età per figli con disabilità). Viene erogato mensilmente dall’INPS a chi ne ha fatto domanda.

Data pagamento Assegno Unico luglio 2026

L’INPS eroga l’Assegno Unico Universale con cadenza mensile. Per luglio 2026 i pagamenti seguono questo calendario:

  • Domande con IBAN già noto e invariato: accredito tra il 17 e il 19 luglio 2026 (calendario standard INPS per beneficiari già in corso)
  • Domande con variazioni (nuovo IBAN, nuovi figli, cambio ISEE): accredito tra il 20 e il 28 luglio 2026
  • Nuove domande presentate entro giugno 2026: primo pagamento atteso entro fine luglio 2026

Chi ha già ricevuto il pagamento di giugno troverà anche il rateo di luglio sul proprio conto corrente o libretto postale nelle stesse date. Ricordiamo che l’INPS non invia comunicazioni via SMS o email con il giorno esatto: la verifica si fa solo tramite portale ufficiale.

Importi Assegno Unico luglio 2026: la tabella

Gli importi dell’Assegno Unico variano in base all’ISEE del nucleo familiare e all’età dei figli. Per il 2026, dopo la rivalutazione ISTAT, gli importi base (fonte INPS, D.Lgs. 230/2021) sono:

ISEE familiareFiglio minorenne (importo base mensile per figlio)Figlio 18-21 anni (importo base)
Fino a 17.090 euro199,40 euro97,60 euro
Da 17.091 a 30.000 euroDa 130 a 199,40 euro (scala mobile)Da 57 a 97,60 euro
Da 30.001 a 45.574 euroDa 57 a 130 euro (scala mobile)57 euro
Oltre 45.574 euro57 euro (importo minimo garantito)28,50 euro
ISEE non presentato57 euro (importo minimo)Non spetta

Maggiorazioni previste:

  • Figli con disabilità: maggiorazione da 91,42 euro al mese per figlio (importo base, varia per gravità e tipo di disabilità)
  • Genitori entrambi lavoratori: maggiorazione di 35,68 euro al mese per figlio fino a 21 anni (ISEE fino a 45.574 euro)
  • Famiglie numerose (3+ figli): maggiorazione per i figli dal terzo in poi, decrescente con ISEE
  • Figlio sotto 1 anno: maggiorazione aggiuntiva rispetto all’importo base
  • Madri under 21: maggiorazione di 23,68 euro per figlio al mese

Per verificare l’importo spettante e la data di accredito, accedi a INPS.it con le tue credenziali digitali e cerca la sezione Assegno Unico e Universale per i figli → Consulta i pagamenti.

Bonus 100 euro luglio 2026: chi lo riceve e quando

Il bonus 100 euro è una misura introdotta con la Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) per i lavoratori dipendenti con specifici requisiti di reddito e familiari. Non si tratta di un pagamento diretto INPS ma di un credito d’imposta erogato dal datore di lavoro in busta paga, che poi lo recupera tramite compensazione fiscale.

Requisiti per il bonus 100 euro

  • Reddito da lavoro dipendente: reddito complessivo 2025 non superiore a 20.000 euro
  • Capienza IRPEF: l’imposta lorda deve essere superiore alle detrazioni spettanti (l’IRPEF deve essere dovuta)
  • Almeno un figlio fiscalmente a carico (condizione familiare)
  • In alternativa: coniuge/convivente fiscalmente a carico con almeno un figlio a carico
  • Non è richiesta la domanda separata: il datore di lavoro lo riconosce automaticamente su dichiarazione del lavoratore

Il bonus 100 euro viene riconosciuto nella busta paga di luglio 2026 per i lavoratori a tempo determinato che ne hanno diritto nel 2026 e per chi non lo ha ricevuto a dicembre 2025 nella propria busta paga. La verifica avviene in sede di conguaglio fiscale.

Bonus 500 euro luglio 2026: Supporto Formazione Lavoro e altre misure

Nel contesto dei pagamenti INPS di luglio 2026, il riferimento al bonus 500 euro può riguardare diverse misure:

1. Supporto Formazione Lavoro (SFL): 350 euro mensili

Il Supporto Formazione Lavoro (SFL) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per i soggetti occupabili. Eroga 350 euro mensili per un massimo di 12 mesi, condizionati alla partecipazione a programmi di formazione e lavoro.

Attenzione: alcune fonti indicano erroneamente importi di 500 euro per l’SFL. L’importo corretto per il 2026 rimane 350 euro mensili, come stabilito dal D.Lgs. 48/2023 e confermato per il 2026.

2. Carta Dedicata a te: 500 euro una tantum

La Carta Dedicata a te è un voucher da 500 euro una tantum destinato alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro. È gestita dai Comuni in collaborazione con INPS e Poste Italiane. Per il 2026 è in fase di erogazione: puoi verificare se sei beneficiario consultando il sito del tuo Comune o il portale INPS. Per tutti i dettagli puoi leggere l’articolo dedicato: Carta Dedicata a te 2026: data di pagamento e requisiti.

3. Bonus una tantum per lavoratori con figli

Alcuni CCNL prevedono erogazioni una tantum di importi variabili (tra 100 e 500 euro) per i lavoratori, che i datori di lavoro erogano in busta paga. Questi non sono pagamenti INPS diretti ma benefit contrattuali.

MisuraImportoErogato daLuglio 2026
Bonus 100 euro100 euro una tantum (annuale)Datore di lavoro (credito d’imposta)Si, per chi non lo ha ricevuto
Supporto Formazione Lavoro350 euro/meseINPS direttoSi, per beneficiari SFL attivi
Assegno di InclusioneDa 480 a 760+ euro/meseINPS direttoSi (vedi sezione AdI)
Carta Dedicata a te500 euro una tantumComuni/Poste/INPSFase erogazione 2026

Assegno di Inclusione (AdI) luglio 2026: date e importi

L’Assegno di Inclusione (AdI) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per i nuclei familiari con almeno un componente in condizione di fragilità (minori, over 60, disabili, caregiver). È gestito dall’INPS e richiede rinnovo annuale del contratto di attivazione digitale (patto di inclusione).

Data pagamento AdI luglio 2026

L’INPS eroga l’Assegno di Inclusione con cadenza mensile su carta di pagamento prepagata (carta AdI). Le date di luglio 2026 seguono questo schema:

  • Beneficiari già attivi (rinnovo automatico): accredito intorno al 25-27 luglio 2026
  • Nuovi beneficiari con patto sottoscritto entro giugno: primo pagamento entro fine luglio 2026
  • Rinnovi con aggiornamento ISEE: accredito posticipato di 5-10 giorni lavorativi rispetto alla data ordinaria

Importi AdI luglio 2026

L’importo dell’Assegno di Inclusione è composto da due quote principali (D.Lgs. 48/2023):

  • Quota A (sussidio base): calcolata sulla soglia di povertà relativa, pari a 6.000 euro annui (500 euro mensili) per un singolo adulto, moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza del nucleo familiare
  • Quota B (contributo affitto): fino a 280 euro al mese per chi vive in affitto (importo ridotto a 150 euro per chi vive in sistemazione non a titolo oneroso)
Composizione nucleoParametro scala equiv.Importo mensile max (quota A)Con affitto (quota A + B)
1 adulto1,00500 euro780 euro (+ 280)
2 adulti1,40700 euro980 euro (+ 280)
2 adulti + 1 minore1,67835 euro1.115 euro (+ 280)
2 adulti + 2 minori1,93965 euro1.245 euro (+ 280)
2 adulti + 3 minori2,171.085 euro1.365 euro (+ 280)

Nota importante: l’importo effettivo è ridotto dell’eventuale reddito del nucleo familiare. Se il nucleo ha entrate da lavoro o pensione, l’AdI viene decurtato proporzionalmente. I valori indicati sono i massimali teorici per nuclei senza altri redditi.

Cosa fare se l’AdI non arriva a luglio

Se il pagamento AdI non risulta accreditato entro il 28 luglio 2026, le cause più comuni sono:

  • Scadenza del patto di attivazione digitale: va rinnovato ogni anno tramite il portale INPS o il patronato
  • ISEE scaduto: la DSU deve essere aggiornata ogni anno; se scaduta, il pagamento si sospende
  • Variazione della composizione del nucleo familiare: nascite, decessi, matrimoni vanno comunicati entro 30 giorni
  • Segnalazione di incompatibilità: ad esempio, uno dei componenti ha trovato lavoro senza comunicarlo tempestivamente

Per chiarimenti sull’AdI, rivolgiti a un patronato o CAF abilitato: puoi contattare il CAF Centro Fiscale per assistenza personalizzata nella gestione della tua pratica.

Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tabella riepilogativa

Di seguito la tabella riepilogativa con tutte le principali date di pagamento INPS previste per luglio 2026:

Prestazione INPSData indicativa luglio 2026Metodo erogazioneNote
Pensioni (tutte le tipologie)1° luglio 2026Conto corrente / Posta / CassaInclude quattordicesima per aventi diritto
Assegno Unico Universale17-19 luglio 2026IBAN indicatoVariazioni/nuovi: 20-28 luglio
NASpI (comp. giugno 2026)15-25 luglio 2026IBAN indicatoData varia per pratica
DIS-COLL (comp. giugno 2026)15-25 luglio 2026IBAN indicatoCome NASpI
Assegno di Inclusione (AdI)25-27 luglio 2026Carta AdI prepagataRinnovi: fine luglio/inizio agosto
Supporto Formazione Lavoro (SFL)25-27 luglio 2026IBAN indicatoSolo per partecipanti ai percorsi attivi
Bonus 100 euroCon busta paga luglioDatore di lavoroNon pagamento diretto INPS
Cassa Integrazione (CIG)Entro 30 luglio 2026IBAN indicatoPer pagamenti diretti INPS
Indennita di maternita/paternitaEntro 30 luglio 2026IBAN indicatoPer lavoratrici autonome e iscritte GS

Come verificare i pagamenti INPS online

Per monitorare i pagamenti INPS in tempo reale, hai a disposizione diversi strumenti ufficiali:

1. Portale INPS (inps.it)

Accedi con SPID, CIE o CNS alla sezione MyINPS. Da qui puoi consultare:

  • Estratto conto previdenziale
  • Estratto conto delle prestazioni (NASpI, AdI, SFL, Assegno Unico)
  • Calendario dei pagamenti programmati
  • Fascicolo previdenziale del cittadino

2. App INPS Mobile

Disponibile per Android e iOS, l’app INPS Mobile consente di ricevere notifiche push sullo stato dei pagamenti e accedere ai principali servizi in mobilità.

3. Call center INPS: 803 164 (da rete fissa) / 06 164164 (da cellulare)

Il servizio di assistenza telefonica INPS e’ attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00. Per domande su pagamenti NASpI e AdI e’ il canale piu’ rapido in caso di mancato accredito.

4. Patronato e CAF

Per le pratiche piu’ complesse — come il rinnovo del patto AdI, la verifica dell’ISEE aggiornato o la domanda di NASpI anticipata — ti conviene rivolgerti a un patronato o CAF abilitato. Il servizio e’ gratuito per i lavoratori e le famiglie.

Puoi consultare anche il nostro articolo sulla pensione luglio 2026: come consultare il cedolino INPS per ulteriori dettagli sull’accesso ai servizi online INPS.

Pensioni luglio 2026: la quattordicesima e gli aumenti

Un capitolo a parte meritano le pensioni di luglio 2026. Anche se non oggetto principale di questo articolo, e’ importante ricordare che i pensionati a basso reddito percepiscono a luglio la quattordicesima, una somma aggiuntiva erogata una volta l’anno (solitamente con il rateo di luglio).

Chi ha diritto alla quattordicesima:

  • Pensionati con almeno 64 anni di eta’
  • Reddito personale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS (circa 18.000 euro annui nel 2026)
  • Almeno 15 anni di contributi (per lavoratori dipendenti con pensione piu’ alta: almeno 25 anni)

Per tutti i dettagli sulle pensioni di luglio puoi leggere l’articolo dedicato: Pensioni di luglio piu’ ricche con la quattordicesima, a chi spetta: la tabella degli importi.

Cosa cambia rispetto ai mesi precedenti: le novita’ INPS di luglio 2026

Luglio 2026 porta alcune novita’ specifiche nel sistema dei pagamenti INPS rispetto ai mesi precedenti:

  • Aggiornamento automatico importi Assegno Unico: dal 1° luglio 2026, l’INPS ricalcola gli importi dell’AUU per le famiglie che hanno presentato la nuova DSU nel corso del 2026. Chi ha aggiornato l’ISEE dopo gennaio potrebbe ricevere importi diversi da luglio in poi
  • Nuove domande AdI approvate a giugno: le domande di Assegno di Inclusione approvate a giugno 2026 vengono pagate a partire da luglio, con il primo accredito sulla carta prepagata dopo la sottoscrizione del patto di attivazione digitale
  • DIS-COLL per co.co.co.: i collaboratori coordinati e continuativi che hanno perso il lavoro tra aprile e maggio 2026 potrebbero ricevere il primo pagamento della DIS-COLL a luglio 2026
  • Rivalutazione NASpI: le NASpI in corso di erogazione da piu’ di 5 mesi potrebbero subire la decurtazione mensile del 3%, con importi sensibilmente inferiori rispetto a quanto ricevuto a inizio prestazione

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FAQ

Quando viene pagata la NASpI di luglio 2026?

La NASpI di luglio 2026 (relativa alla competenza di giugno 2026) viene accreditata indicativamente tra il 15 e il 25 luglio 2026. La data precisa varia in base all’ordine di lavorazione della pratica da parte dell’INPS. Puoi verificare la data sul portale INPS accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione Estratto conto delle prestazioni.

Quando arriva l’Assegno Unico a luglio 2026?

L’Assegno Unico Universale di luglio 2026 viene pagato tra il 17 e il 19 luglio per i beneficiari con IBAN gia’ registrato e invariato. Per chi ha effettuato variazioni (nuovo IBAN, nuovi figli, aggiornamento ISEE), il pagamento puo’ arrivare tra il 20 e il 28 luglio.

A quanto ammonta il bonus 100 euro e chi lo riceve?

Il bonus 100 euro e’ riservato ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo 2025 non superiore a 20.000 euro, che abbiano IRPEF dovuta e almeno un figlio fiscalmente a carico. Viene erogato dal datore di lavoro in busta paga come credito d’imposta, non direttamente dall’INPS.

Quando viene pagato l’Assegno di Inclusione a luglio 2026?

L’Assegno di Inclusione (AdI) di luglio 2026 viene accreditato sulla carta prepagata AdI intorno al 25-27 luglio per i beneficiari gia’ attivi. I nuovi beneficiari con patto sottoscritto entro giugno ricevono il primo pagamento entro fine luglio. Se non arriva, verificare la validita’ del patto di attivazione e l’aggiornamento dell’ISEE.

Il bonus 500 euro viene pagato dall’INPS a luglio 2026?

Non esiste un unico “bonus 500 euro” erogato direttamente dall’INPS a luglio 2026. Il riferimento puo’ riguardare la Carta Dedicata a te 2026 (500 euro una tantum gestita dai Comuni) o il Supporto Formazione Lavoro (350 euro mensili, non 500). Per verificare a quali misure hai diritto, rivolgiti a un CAF o patronato.

Come faccio a sapere se ho ricevuto il pagamento INPS?

Accedi al portale INPS (inps.it) con SPID, CIE o CNS e vai in MyINPS -> Estratto conto delle prestazioni. Qui trovi tutti i pagamenti ricevuti, con data e importo. In alternativa, usa l’app INPS Mobile o chiama il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da cellulare).

Conclusione: tieni d’occhio le date INPS di luglio 2026

Luglio 2026 e’ un mese di pagamenti importanti per milioni di famiglie italiane. Ricapitolando le date chiave: le pensioni arrivano il 1° luglio (con eventuali quattordicesime), l’Assegno Unico tra il 17 e il 19 luglio (con variazioni fino al 28), la NASpI tra il 15 e il 25 luglio e l’Assegno di Inclusione tra il 25 e il 27 luglio.

Per qualsiasi dubbio su pagamenti INPS, rinnovo dell’ISEE, aggiornamento del patto AdI o domanda di NASpI, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione. Il patronato e’ gratuito per cittadini e lavoratori e puo’ aiutarti a risolvere qualsiasi problema con le pratiche INPS. Contattaci al 0432 1638640 o tramite WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 23:31:352026-07-03 07:54:18Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI
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Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TS

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La fatturazione odontoiatra 2026 presenta caratteristiche specifiche che la distinguono nettamente da quella di altre professioni sanitarie. Tra iscrizione all’Albo CAO, contributi ENPAM, invio al Sistema Tessera Sanitaria e divieto di fatturazione elettronica via SdI per le prestazioni a privati, l’odontoiatra deve gestire un quadro adempimenti complesso. In questa guida analizziamo tutto quello che serve sapere sulla fatturazione odontoiatra 2026, dalle differenze rispetto al dentista tradizionale fino agli esempi pratici di fattura corretta.

Indice dei contenuti

  1. Dentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenziali
  2. Iscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei Medici
  3. Regime fiscale dell’odontoiatra
  4. ENPAM 2026: Quota A e Quota B
  5. Sistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026
  6. Divieto fatturazione elettronica SdI per privati
  7. Struttura della fattura odontoiatra con esempio
  8. Software di fatturazione consigliati
  9. Casi particolari: odontoiatra con doppia laurea
  10. Domande frequenti

Dentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenziali

Una delle prime confusioni che incontriamo riguarda la differenza tra dentista e odontoiatra. Nel linguaggio comune i due termini sono usati come sinonimi, ma sul piano professionale e fiscale esistono differenze sostanziali. L’odontoiatra è il professionista laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria (corso quinquennale), iscritto all’Albo degli Odontoiatri (CAO) presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Il termine “dentista” è invece l’uso colloquiale che indica chi esercita la professione, ma solo gli iscritti all’Albo CAO possono legalmente esercitare.

Sul piano fiscale e previdenziale, le differenze emergono soprattutto nei seguenti aspetti: l’odontoiatra è sempre un professionista sanitario, soggetto agli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria, all’iscrizione obbligatoria all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Medici e Odontoiatri), e al rispetto della normativa sulla privacy GDPR per i dati sanitari dei pazienti. La fatturazione odontoiatra 2026 segue quindi regole specifiche del comparto sanitario, diverse da quelle applicabili ad altri professionisti.

  • Titolo abilitante: Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria
  • Albo professionale: CAO (Commissione Albo Odontoiatri)
  • Cassa previdenziale: ENPAM (Fondo Generale Quota A + Quota B)
  • Obblighi sanitari: Sistema TS, GDPR, autorizzazioni ASL
  • Codice ATECO: 86.23.00 (Attività degli studi odontoiatrici)

Iscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei Medici

L’iscrizione all’Albo degli Odontoiatri (CAO) è il prerequisito assoluto per poter esercitare la professione e quindi per emettere fatture. La CAO è una commissione interna all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia in cui il professionista intende esercitare. Senza iscrizione, qualsiasi prestazione odontoiatrica configurerebbe il reato di esercizio abusivo della professione ai sensi dell’art. 348 c.p.

I documenti necessari per l’iscrizione all’Albo CAO includono: certificato di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, attestato di abilitazione all’esercizio professionale, documento d’identità in corso di validità, codice fiscale, due fotografie formato tessera e versamento della tassa di iscrizione annuale (variabile per Ordine provinciale, generalmente tra 150 e 250 euro). Una volta iscritto, il professionista riceve il numero di iscrizione all’Albo che dovrà obbligatoriamente comparire in ogni fattura emessa.

Contestualmente all’iscrizione all’Albo, scatta l’obbligo di iscrizione all’ENPAM, che avviene in modo automatico tramite comunicazione dell’Ordine. Il neo-odontoiatra deve poi aprire la partita IVA con codice ATECO 86.23.00 presso l’Agenzia delle Entrate e iscriversi alla Camera di Commercio se esercita in forma di studio associato o societaria.

Regime fiscale dell’odontoiatra: forfettario, ordinario o semplificato

L’odontoiatra che apre partita IVA deve scegliere il regime fiscale più adatto alla propria situazione. Le opzioni principali sono tre: regime forfettario, regime semplificato e regime ordinario. La scelta incide direttamente sul carico fiscale, sugli adempimenti contabili e sulla modalità di fatturazione.

Il regime forfettario è spesso conveniente per i giovani odontoiatri che iniziano l’attività. Prevede un’imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni di nuova attività) calcolata su un reddito determinato applicando il coefficiente di redditività del 78% ai compensi incassati. Il limite di ricavi è di 85.000 euro annui. In pratica, l’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP: invece di pagare tasse separate, se ne paga una sola.

Il regime semplificato e quello ordinario diventano invece obbligatori sopra gli 85.000 euro di ricavi o quando l’odontoiatra preferisce dedurre analiticamente tutte le spese (affitto studio, attrezzature, materiali, collaboratori). In questo caso si applicano le aliquote IRPEF ordinarie e occorre tenere una contabilità più strutturata. La scelta del regime è un passaggio delicato: il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare la convenienza concreta in base ai tuoi numeri.

ENPAM 2026: Quota A e Quota B per gli odontoiatri

L’ENPAM è la cassa previdenziale obbligatoria per medici e odontoiatri. La contribuzione si articola in due voci: Quota A (contributo fisso a fasce di età) e Quota B (contributo proporzionale al reddito libero professionale). Conoscere gli importi ENPAM 2026 è essenziale per pianificare correttamente la fatturazione odontoiatra 2026 e gestire la liquidità.

La Quota A è un contributo fisso annuale, suddiviso in fasce di età. Per il 2026 gli importi sono:

  • Fino a 30 anni: 152,37 euro
  • Da 30 a 34 anni: 304,73 euro
  • Da 35 a 39 anni: 591,47 euro
  • Da 40 a 44 anni: 1.109,92 euro
  • Da 45 anni in poi: 2.049,83 euro
  • Contributo maternità: 84,26 euro (aggiuntivo per tutti gli iscritti)

La Quota B si calcola sul reddito libero professionale netto dichiarato. Per il 2026 l’aliquota è del 19,50% fino al massimale di 140.000 euro, con un’aliquota di solidarietà dell’1% sull’eccedenza. Ad esempio, un odontoiatra con reddito libero professionale di 100.000 euro paga Quota B pari a 19.500 euro; se il reddito sale a 160.000 euro, paga 27.500 euro (19,50% di 140.000 + 1% di 20.000).

È importante ricordare che la Quota A è dovuta indipendentemente dal reddito (anche con reddito zero) ed è rateizzabile in più rate annuali. La Quota B si paga in autoliquidazione tramite Modello D (dichiarazione redditi ENPAM) entro fine luglio dell’anno successivo a quello di riferimento.

Sistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026

Il Sistema Tessera Sanitaria (TS) è il portale gestito dal MEF tramite Sogei che raccoglie le spese sanitarie sostenute dai cittadini per la dichiarazione precompilata 730. Tutti gli odontoiatri sono obbligati a trasmettere i dati delle prestazioni erogate, indicando importo, tipologia e codice fiscale del paziente.

La grande novità per il 2026 riguarda la cadenza dell’invio. Dopo anni di alternanza tra invio semestrale e mensile, dal 2026 il Sistema TS prevede un invio annuale unico. Tutte le fatture emesse nel corso del 2026 dovranno essere trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa semplificazione riduce gli adempimenti periodici ma richiede maggiore attenzione nel monitorare scadenze e correttezza dei dati prima dell’invio finale.

Il paziente conserva il diritto di opposizione all’invio dei propri dati al Sistema TS. In caso di opposizione (che deve essere annotata in fattura), la prestazione non viene trasmessa e non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando manualmente la documentazione. La gestione corretta delle opposizioni è uno degli aspetti più delicati della fatturazione odontoiatra 2026.

Divieto fatturazione elettronica via SdI per privati: novita permanente

Uno degli aspetti più importanti della fatturazione odontoiatra 2026 è il divieto di fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni rese a privati cittadini. Questa misura, originariamente introdotta come temporanea per tutelare la privacy sanitaria, è stata resa permanente dal DLgs 81/2025.

In concreto, questo significa che l’odontoiatra NON deve mai inviare allo SdI le fatture emesse verso pazienti privati, anche se ha optato per la fatturazione elettronica per altre tipologie di clienti. Le fatture verso privati vanno emesse esclusivamente in formato cartaceo o PDF, e trasmesse al Sistema TS secondo le scadenze viste sopra.

Restano invece soggette alla normale fatturazione elettronica via SdI le prestazioni rese verso: aziende (B2B), pubblica amministrazione (B2G), cliniche e strutture sanitarie che non sono soggetti privati. In questi casi la fattura deve essere emessa in formato XML e trasmessa tramite SdI come per qualsiasi altro professionista.

Struttura della fattura odontoiatra con esempio pratico

La fattura odontoiatra deve contenere alcuni elementi obbligatori, alcuni comuni a tutte le fatture professionali e altri specifici del settore sanitario. Vediamo la struttura completa con un esempio pratico.

  • Intestazione professionista: nome, cognome, indirizzo studio, partita IVA, codice fiscale
  • Numero iscrizione Albo CAO e Ordine di appartenenza
  • Dati paziente: nome, cognome, indirizzo, codice fiscale
  • Numero progressivo fattura e data emissione
  • Descrizione prestazione: visita, otturazione, devitalizzazione, protesi, ecc.
  • Importo e modalità di pagamento
  • Esenzione IVA art. 10 DPR 633/72 (prestazioni sanitarie)
  • Marca da bollo da 2 euro per importi superiori a 77,47 euro
  • Eventuale annotazione opposizione TS da parte del paziente

Ecco un esempio pratico: l’odontoiatra Marco Rossi (P.IVA 01234567890, iscritto Albo CAO Udine n. 1234) emette fattura n. 45/2026 del 15 giugno 2026 alla paziente Anna Bianchi (CF BNCNNA80A41L483K) per una devitalizzazione di 350 euro. La fattura sarà esente IVA ex art. 10 DPR 633/72, con marca da bollo da 2 euro (importo > 77,47 euro), e dovrà essere trasmessa al Sistema TS entro il 1° febbraio 2027. Se la paziente si oppone all’invio, l’odontoiatra annota in fattura: “Il paziente ha manifestato opposizione all’invio dei dati al Sistema TS”.

Software di fatturazione consigliati per odontoiatri

La scelta del software di fatturazione giusto fa la differenza tra una gestione fluida e mille grattacapi. Per gli odontoiatri il software deve gestire correttamente: emissione fatture cartacee/PDF per privati, fatture elettroniche XML per aziende, integrazione con il Sistema TS, gestione opposizioni, archiviazione decennale, e idealmente anche scadenziario pagamenti e remind ai pazienti.

Tra le soluzioni più apprezzate dai professionisti sanitari segnaliamo Fatturazione Italia, una piattaforma cloud italiana che gestisce nativamente la fatturazione sanitaria con invio automatico al Sistema TS, gestione opposizioni paziente, esenzione IVA art. 10 DPR 633/72 e marca da bollo automatica sopra i 77,47 euro. Il vantaggio principale è la semplicità d’uso anche per chi non ha competenze contabili e l’assistenza in italiano.

Qualunque sia la tua scelta, verifica che il software sia conforme al GDPR per la gestione dei dati sanitari, che offra backup automatici e che mantenga le fatture in conservazione sostitutiva a norma per i 10 anni richiesti dalla normativa.

Casi particolari: odontoiatra con doppia laurea medico-chirurgo

Un caso particolare riguarda i professionisti con doppia laurea: medico chirurgo e odontoiatra. Questi professionisti, abilitati ad entrambe le professioni, possono essere iscritti contemporaneamente all’Albo dei Medici Chirurghi e all’Albo degli Odontoiatri (CAO), ma con regole specifiche sulla contribuzione ENPAM e sulla fatturazione.

Sul fronte previdenziale ENPAM, il professionista con doppia iscrizione versa una sola Quota A (quella più favorevole o quella corrispondente all’attività prevalente), mentre la Quota B si calcola sul reddito complessivo derivante da entrambe le attività. È quindi importante mantenere una contabilità separata tra le prestazioni mediche e quelle odontoiatriche per documentare correttamente i redditi.

Sul fronte fiscale, il professionista può emettere fatture indicando l’iscrizione all’Albo competente per la specifica prestazione: una visita medica generale richiama l’iscrizione all’Ordine dei Medici, una devitalizzazione richiama l’iscrizione CAO. Per evitare errori e ottimizzare la fatturazione odontoiatra 2026 in casi così particolari, è fondamentale affidarsi a un commercialista o a un CAF con esperienza specifica nel settore sanitario.

Domande frequenti sulla fatturazione odontoiatra 2026

L’odontoiatra deve emettere fattura elettronica via SdI?

No, per le prestazioni rese a pazienti privati è vietato l’invio della fattura allo SdI. Il divieto, introdotto a tutela della privacy sanitaria, è stato reso permanente dal DLgs 81/2025. Le fatture verso privati vanno emesse in cartaceo o PDF e trasmesse al Sistema TS. Solo le fatture verso aziende, PA e altre strutture sanitarie vanno inviate via SdI.

Quando va inviato il Sistema TS nel 2026?

Dal 2026 il Sistema TS prevede invio annuale unico. Tutte le prestazioni del 2026 vanno trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa cadenza annuale sostituisce le precedenti scadenze semestrali o mensili, semplificando gli adempimenti ma richiedendo maggiore attenzione nella verifica finale dei dati.

Quanto si paga di ENPAM Quota A nel 2026?

La Quota A 2026 varia per fascia d’età: 152,37 euro fino a 30 anni, 304,73 euro da 30 a 34 anni, 591,47 euro da 35 a 39 anni, 1.109,92 euro da 40 a 44 anni, 2.049,83 euro dai 45 anni. A questi importi si aggiunge il contributo maternità di 84,26 euro per tutti gli iscritti.

L’odontoiatra in regime forfettario applica IVA?

No, né in regime forfettario né in regime ordinario. Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ex art. 10 DPR 633/72, indipendentemente dal regime fiscale. L’odontoiatra deve sempre indicare in fattura tale esenzione e applicare la marca da bollo da 2 euro per fatture superiori a 77,47 euro.

Cosa succede se il paziente si oppone all’invio al Sistema TS?

Se il paziente esercita il diritto di opposizione, l’odontoiatra deve annotare l’opposizione in fattura e non trasmettere i dati al Sistema TS. La prestazione non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando la documentazione cartacea alla dichiarazione redditi. È buona prassi conservare evidenza scritta dell’opposizione manifestata.

Conclusione: affidati al CAF Centro Fiscale

La fatturazione odontoiatra 2026 richiede attenzione a un quadro normativo complesso: Sistema TS con scadenza annuale al 1° febbraio 2027, divieto SdI permanente per privati, contributi ENPAM Quota A e Quota B, esenzione IVA, marca da bollo e gestione delle opposizioni. Un errore in qualsiasi di questi adempimenti può costare sanzioni significative.

Hai bisogno di assistenza per la fatturazione odontoiatra 2026, la scelta del regime fiscale o la gestione ENPAM? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza dedicata.

Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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