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Precompilata 2026 Online: il Portale Informativo per Accedere al 730 e al Modello Redditi

Dichiarazione dei redditi 730

Il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it rappresenta il punto di accesso unificato per la dichiarazione dei redditi 2026. Dall’anno fiscale 2026, il sistema mette a disposizione dei contribuenti due strumenti distinti: il 730 precompilato, disponibile dal 30 aprile, e la precompilata Modello Redditi PF, disponibile dal 15 aprile. Capire quale utilizzare, come accedere e quali dati verificare è fondamentale per non commettere errori che potrebbero costare sanzioni o, peggio, far perdere rimborsi spettanti. In questa guida analizziamo il portale in ogni sua funzione, le differenze tra i due modelli, le scadenze 2026 e il ruolo del CAF nella gestione della pratica.

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Cos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it

Il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it è il servizio online dell’Agenzia delle Entrate che permette ai contribuenti italiani di accedere, verificare e inviare la propria dichiarazione dei redditi precompilata. Introdotto nel 2015 come sperimentazione, è diventato negli anni lo strumento principale per la gestione fiscale annuale di milioni di italiani.

Il portale non è semplicemente un modulo da compilare: è un sistema informativo integrato che raccoglie automaticamente i dati fiscali del contribuente da molteplici fonti. L’Agenzia delle Entrate riceve informazioni da datori di lavoro, enti previdenziali, istituti bancari, assicurazioni, strutture sanitarie e molti altri soggetti, e le organizza in una dichiarazione pre-popolata pronta per essere verificata e inviata.

A partire dalla campagna dichiarativa 2026, il portale mette a disposizione dei contribuenti due diversi modelli precompilati:

  • Modello 730 precompilato: per dipendenti, pensionati e assimilati, disponibile dal 30 aprile 2026
  • Modello Redditi PF precompilato: per autonomi, titolari di partita IVA e chi ha redditi diversi, disponibile dal 15 aprile 2026

Questa distinzione è fondamentale: accedere al portale non significa automaticamente dover usare il 730. Il sistema ti mostra quale modello è più adatto alla tua situazione reddituale, guidandoti nella scelta corretta.

Come accedere al portale precompilata 2026

Per accedere al portale precompilata 2026 è necessario disporre di un’identità digitale riconosciuta. L’Agenzia delle Entrate ha progressivamente eliminato l’accesso con le credenziali Fisconline/Entratel, migrando tutto verso i sistemi di autenticazione nazionali. Attualmente i metodi di accesso validi per il 2026 sono:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): il metodo più diffuso, disponibile tramite operatori accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, Namirial e altri
  • CIE (Carta di Identità Elettronica): la carta di identità di nuova generazione con chip NFC, utilizzabile con lettore o smartphone compatibile
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi): la tessera sanitaria con chip, utilizzabile con apposito lettore
  • Credenziali Entratel/Fisconline: ancora valide per chi le possiede, ma non più rilasciate ai nuovi utenti

Procedura di accesso passo per passo:

  1. Collegarsi a precompilata.agenziaentrate.gov.it
  2. Cliccare su “Accedi alla dichiarazione precompilata”
  3. Selezionare il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
  4. Completare l’autenticazione con il proprio provider
  5. Accedere alla propria area personale dove sarà visibile la dichiarazione precompilata

Una volta autenticati, il portale mostra immediatamente quale modello è disponibile per il contribuente (730 o Modello Redditi PF) e lo stato della dichiarazione: se è accessibile, se è già stata inviata da un intermediario (CAF, professionista) o se ci sono anomalie da verificare.

Accesso tramite CAF o intermediario abilitato: Se ci si affida a un CAF per la dichiarazione dei redditi, l’intermediario accede direttamente al portale per conto del contribuente, tramite apposita delega. Il contribuente non deve fare nulla di tecnico: il CAF gestisce l’intero processo di accesso, verifica e invio.

Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilato

Una delle domande più frequenti riguarda la differenza tra 730 e Modello Redditi PF nella versione precompilata. Si tratta di due strumenti distinti, con destinatari, meccanismi di rimborso e scadenze differenti. Ecco un confronto dettagliato:

Caratteristica730 PrecompilatoModello Redditi PF Precompilato
Disponibile dal30 aprile 202615 aprile 2026
Destinatari principaliDipendenti, pensionati, co.co.co.Autonomi, partite IVA, redditi esteri
Rimborso IRPEFIn busta paga (luglio/agosto) o pensioneDa Agenzia Entrate (tempi piu lunghi)
Scadenza invio diretto30 settembre 202630 novembre 2026 (persone fisiche)
Scadenza tramite CAF30 settembre 202630 novembre 2026
Pagamento imposteTrattenuta in busta pagaCon modello F24 (giugno/novembre)
Responsabilita CAFIl CAF si assume responsabilita vistoResponsabilita rimane al contribuente

La novità principale del 2026 riguarda la precompilata del Modello Redditi PF: per la prima volta l’Agenzia delle Entrate ha esteso il sistema precompilato anche ai contribuenti che normalmente presentano il Modello Redditi (autonomi, professionisti, imprenditori individuali in contabilità semplificata). Questo è un cambiamento strutturale che amplia notevolmente la platea dei beneficiari del servizio precompilato.

Chi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PF

La scelta tra i due modelli non è discrezionale: dipende dalla tipologia di redditi percepiti nell’anno di imposta 2025 (dichiarati nel 2026). Il portale aiuta a identificare il modello corretto, ma è utile conoscere in anticipo le regole principali.

Chi usa il 730 precompilato 2026

Il 730 precompilato 2026 è destinato ai contribuenti che nell’anno d’imposta 2025 hanno percepito:

  • Redditi di lavoro dipendente (qualsiasi datore di lavoro, anche part-time)
  • Redditi di pensione (pensioni INPS, pensioni complementari, rendite vitalizie)
  • Redditi assimilati al lavoro dipendente: collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.), borse di studio, assegni di ricerca, redditi di lavoro socialmente utile
  • Redditi fondiari (terreni e fabbricati) se non hanno altri redditi che escludono il 730
  • Redditi di capitale non soggetti a ritenuta a titolo d’imposta
  • Alcuni redditi diversi: plusvalenze da cessione di terreni edificabili, indennità di esproprio

Condizione essenziale per il 730: il contribuente deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che effettuerà le operazioni di conguaglio in busta paga o sulla pensione. Se non si ha un sostituto d’imposta (es. si è in cerca di lavoro, in cassa integrazione, o disoccupati), si presenta comunque il 730, ma si dovrà indicare l’assenza di sostituto: il rimborso verrà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Chi usa il Modello Redditi PF precompilato 2026

Il Modello Redditi PF precompilato 2026 è obbligatorio per chi ha percepito redditi che non rientrano nel 730. In particolare:

  • Redditi di lavoro autonomo: professionisti (avvocati, medici, ingegneri, commercialisti), collaboratori occasionali
  • Redditi d’impresa: imprenditori individuali in contabilità ordinaria o semplificata (inclusi forfettari con ricavi sopra soglia)
  • Contribuenti in regime forfettario: devono presentare il Modello Redditi PF anche se il regime è semplificato
  • Redditi da partecipazione in società di persone (snc, sas) o associazioni professionali
  • Redditi di fonte estera: redditi percepiti all’estero, conti correnti e investimenti esteri (quadro RW), immobili esteri
  • Contribuenti non residenti in Italia
  • Contribuenti con crediti d’imposta particolari o con situazioni fiscali complesse non gestibili con il 730

I contribuenti in regime forfettario rientrano in questa categoria: anche se il loro regime fiscale è semplificato, devono comunque presentare il Modello Redditi PF per dichiarare i ricavi, le spese deducibili e determinare l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni).

Quali dati sono già precaricati nel portale 2026

Il portale precompilata 2026 è alimentato da un sistema di comunicazioni automatiche che le varie organizzazioni inviano all’Agenzia delle Entrate. Conoscere quali dati sono già presenti aiuta a capire cosa verificare con attenzione e cosa invece potrebbe mancare.

Dati certamente precaricati:

  • Redditi da lavoro dipendente e pensione: trasmessi tramite la Certificazione Unica (CU) da datori di lavoro ed enti previdenziali entro il 16 marzo 2026
  • Interessi bancari e rendimenti finanziari: trasmessi dalle banche e intermediari finanziari
  • Spese sanitarie: trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria (STS) da medici, ospedali, farmacie, ottici, dentisti e altri operatori sanitari. Include ticket SSN, visite specialistiche, farmaci, occhiali da vista, apparecchi acustici
  • Premi assicurativi: polizze vita, infortuni, responsabilità civile
  • Contributi previdenziali e assistenziali: versamenti INPS volontari, contributi colf e badanti
  • Erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, APS, fondazioni riconosciute
  • Ristrutturazioni e bonus edilizi: lavori con detrazioni 50%, superbonus, ecobonus, bonus facciate comunicati dai sostituti d’imposta
  • Mutui ipotecari: interessi passivi comunicati dalle banche
  • Rette asili nido: spese trasmesse dai gestori degli asili
  • Canoni di locazione: contratti registrati all’Agenzia delle Entrate
  • Acquisti immobili: rogiti registrati tramite notai

Dati che potrebbero non essere presenti e vanno inseriti manualmente:

  • Spese mediche pagate in contanti (senza ricevuta fiscale elettronica)
  • Spese scolastiche (rette universitarie, mense, gite scolastiche) se non trasmesse dall’ente
  • Spese funebri
  • Contributi versati a fondi pensione (se non comunicati dal datore di lavoro)
  • Canoni di affitto pagati (anche se il contratto è registrato, la detrazione va indicata)
  • Spese veterinarie
  • Acquisto abbonamenti trasporto pubblico

Come verificare e modificare i dati della precompilata

Accedere al portale e trovare la dichiarazione precompilata non significa che i dati siano automaticamente corretti. L’Agenzia delle Entrate stessa raccomanda di verificare con attenzione tutti i dati precaricati prima di inviare la dichiarazione.

Cosa verificare nella precompilata 2026

  • Completezza dei dati sanitari: confrontare le spese sanitarie precaricate con le proprie ricevute e scontrini farmaceutici. Alcune spese potrebbero non essere arrivate al Sistema Tessera Sanitaria (es. spese pagate in contanti, professionisti che non trasmettono al STS)
  • Correttezza dei redditi da CU: verificare che i redditi indicati nella Certificazione Unica siano stati correttamente recepiti. In caso di errori nella CU, bisogna prima far correggere la CU al sostituto d’imposta
  • Dati degli immobili: verificare rendite catastali, variazioni di proprietà avvenute nel 2025, cedolare secca su affitti
  • Familiari a carico: aggiornare i dati di figli, coniuge o altri familiari a carico, con verifica dei limiti di reddito per il 2025
  • Detrazioni per carichi di famiglia: con l’introduzione dell’Assegno Unico, molte detrazioni per figli under 21 non sono più applicabili; verificare la corretta gestione da parte del sistema
  • Bonus e detrazioni edilizi: verificare che i lavori effettuati nel 2025 con diritto a detrazione siano presenti e correttamente quantificati

Come modificare i dati

Se si riscontrano dati errati o mancanti, è possibile modificare la dichiarazione precompilata direttamente sul portale. Le modifiche possono essere effettuate:

  • In autonomia: l’utente accede al portale, clicca su “Modifica” e apporta le variazioni necessarie. In questo caso, la responsabilità del contenuto modificato è del contribuente
  • Tramite CAF o intermediario: il professionista accede con delega, verifica, integra e invia. Il CAF si assume la responsabilità del visto di conformità sui dati che ha verificato, proteggendo il contribuente da eventuali sanzioni per errori non intenzionali nelle spese detraibili

Attenzione: se si invia la precompilata senza alcuna modifica (accettandola così com’è), si beneficia di una protezione parziale: l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli documentali sulle spese precaricate. Tuttavia, se si aggiungono spese non presenti nel sistema, queste sono soggette ai normali controlli.

Scadenze 2026: calendario completo del portale

Conoscere le scadenze 2026 del portale precompilata è fondamentale per non incorrere in sanzioni per omessa o tardiva presentazione. Il sistema è articolato su date diverse a seconda del modello utilizzato e della modalità di presentazione.

DataEventoModello interessato
15 aprile 2026Disponibile precompilata Modello Redditi PFModello Redditi PF
30 aprile 2026Disponibile 730 precompilato730
30 giugno 2026Scadenza 1 rata acconto Modello Redditi (o unica soluzione se importo inferiore a 257,52 euro)Modello Redditi PF
30 settembre 2026Scadenza invio 730 precompilato (autonomo o tramite CAF)730
30 novembre 2026Scadenza invio Modello Redditi PF persone fisicheModello Redditi PF
30 novembre 2026Scadenza 2 rata acconto (novembre)Modello Redditi PF

Per chi presenta il 730 precompilato 2026, la scadenza del 30 settembre vale sia per l’invio autonomo tramite il portale sia per la presentazione tramite CAF o professionista abilitato. Per le scadenze fiscali di maggio 2026 (IVA, INPS, acconto) si rimanda al calendario completo delle scadenze fiscali maggio 2026.

Inviare senza modifiche: quando conviene e rischi

Molti contribuenti si chiedono se sia sicuro inviare la precompilata senza modifiche, accettando semplicemente quanto proposto dall’Agenzia delle Entrate. La risposta non è univoca: dipende dalla complessità della propria situazione fiscale.

Vantaggi dell’invio senza modifiche

Chi invia la dichiarazione precompilata senza apportare modifiche beneficia di una protezione specifica prevista dall’art. 5 del D.Lgs. 175/2014 (il decreto che ha istituito la precompilata):

  • Esonero dai controlli documentali sulle spese precaricate (es. spese sanitarie inserite automaticamente dal Sistema Tessera Sanitaria)
  • Esonero da accertamenti basati sulle dichiarazioni di terzi (banche, assicurazioni, ecc.) per i dati già presenti
  • Semplificazione: nessun documento da conservare per i dati già nel sistema

Rischi dell’invio senza verificare

Il rischio principale non è quello di sbagliare qualcosa che il sistema ha inserito, ma quello di perdere detrazioni a cui si ha diritto ma che non sono state precaricate. Esempi concreti:

  • Spese mediche pagate in contanti (visita da un medico privato che non ha trasmesso al STS) → perdita della detrazione del 19%
  • Contributi versati a un fondo pensione integrativo se il datore non li ha indicati nella CU → perdita della deduzione
  • Canone di affitto pagato da inquilino → perdita della detrazione per inquilini (importo variabile: 300 euro per redditi fino a 15.493 euro, 150 euro fino a 30.987 euro)
  • Abbonamento trasporto pubblico → perdita della detrazione del 19% fino a 250 euro di spesa

Raccomandazione: prima di inviare senza modifiche, fare sempre un rapido confronto tra le spese precaricate e le proprie ricevute. In caso di dubbi, rivolgersi a un CAF: la verifica professionale costa poco e può recuperare centinaia di euro di rimborso.

Il ruolo del CAF nella gestione della precompilata

Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) svolge un ruolo fondamentale nella gestione della precompilata, sia per chi presenta il 730 sia per chi utilizza il Modello Redditi PF. Nonostante la dichiarazione sia “precompilata”, affidarsi a un professionista qualificato offre vantaggi concreti.

Cosa fa il CAF con la precompilata

  • Accesso con delega: il contribuente autorizza il CAF ad accedere al portale in suo nome. Non è necessario che il contribuente acceda personalmente
  • Verifica dei dati precaricati: il professionista confronta i dati del portale con la documentazione fornita dal contribuente, identificando dati mancanti o errati
  • Integrazione delle spese: aggiunge le detrazioni fiscali e deduzioni non presenti nel sistema (spese mediche non trasmesse, affitto, ecc.)
  • Apposizione del visto di conformità: per il 730, il CAF certifica la correttezza della dichiarazione. Questo visto trasferisce la responsabilità: in caso di errori sui dati dichiarati dal contribuente ma non verificabili da terze parti, il CAF risponde al suo posto
  • Invio telematico: il CAF invia la dichiarazione in modo sicuro e conserva copia per il contribuente

Quando affidarsi al CAF è indispensabile

Ci sono situazioni in cui l’intervento del CAF Centro Fiscale non è solo utile, ma praticamente indispensabile:

  • Situazioni reddituali complesse: chi ha avuto più datori di lavoro, ha percepito redditi da lavoro dipendente e autonomo nello stesso anno, o ha cambiato tipologia reddituale
  • Bonus edilizi: chi ha eseguito lavori con superbonus, ecobonus o bonus ristrutturazione ha situazioni spesso complesse da gestire correttamente nel 730
  • Redditi esteri o criptovalute: chi ha conti correnti esteri, investimenti all’estero o ha compravenduto criptovalute deve compilare quadri specifici (RW, W) che richiedono competenza specialistica
  • Prima dichiarazione: chi non ha mai presentato una dichiarazione dei redditi o si trova in una situazione nuova (primo lavoro, matrimonio, acquisto casa) può beneficiare di una consulenza per capire cosa dichiarare
  • Famiglie numerose o con disabilità: la gestione dei familiari a carico, del bonus mamme, dell’Assegno Unico e delle detrazioni per disabilità richiede attenzione

Errori comuni e come evitarli

L’analisi delle dichiarazioni dei redditi evidenzia alcuni errori ricorrenti che i contribuenti commettono quando gestiscono in autonomia la precompilata. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.

Errore 1: Non verificare le spese sanitarie

Le spese sanitarie sono tra le detrazioni più significative: il 19% delle spese mediche che superano la franchigia di 129,11 euro è detraibile dall’IRPEF. Molti contribuenti accettano il dato precaricato senza verificarlo, perdendo spese pagate in contanti o da professionisti sanitari non collegati al Sistema Tessera Sanitaria. Conservare sempre ricevute e scontrini farmaceutici dell’anno precedente è fondamentale.

Errore 2: Non aggiornare i familiari a carico

Le situazioni familiari cambiano: figli che superano i limiti di reddito o di età, coniuge che inizia a lavorare, anziani che passano in struttura. Se i dati dei familiari a carico non vengono aggiornati, la dichiarazione potrebbe indicare detrazioni non spettanti (con rischio di dover restituire importi a seguito di controllo) o, al contrario, non indicare detrazioni spettanti.

Errore 3: Usare il modello sbagliato

Presentare il 730 quando si dovrebbe usare il Modello Redditi PF è un errore grave. Accade quando, ad esempio, un contribuente che si è messo in proprio a metà anno (aprendo partita IVA) tenta di usare il 730 come in precedenza. Il 730 non consente la dichiarazione di redditi di lavoro autonomo o d’impresa (tranne casi limitati): chi commette questo errore dovrà presentare un Modello Redditi PF correttivo con possibili sanzioni.

Errore 4: Non dichiarare il reddito da locazione

Chi affitta immobili e non ha optato per la cedolare secca (o lo ha fatto solo parzialmente) deve includere i canoni nel reddito complessivo. Il portale precompilata include i contratti registrati, ma alcuni errori (contratti non registrati, accordi verbali, variazioni di canone non comunicate) possono portare a dichiarazioni incomplete con rischio di accertamento.

Errore 5: Ignorare la sezione degli acconti

I contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono prestare attenzione non solo al saldo dell’imposta 2025, ma anche agli acconti per il 2026. Il sistema calcola automaticamente gli acconti in base all’imposta dell’anno precedente, ma in caso di riduzione prevedibile del reddito è possibile ridurre l’acconto. Non farlo significa versare più del necessario e attendere il rimborso l’anno successivo.

Se hai dubbi sulla tua situazione fiscale o vuoi essere sicuro di non perdere alcuna detrazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Con anni di esperienza nella gestione di dichiarazioni dei redditi complesse, offriamo assistenza personalizzata sia per il 730 precompilato 2026 che per il Modello Redditi PF.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Precompilata 2026

Quando e disponibile la precompilata 2026?

La precompilata 2026 e disponibile in due momenti diversi: il Modello Redditi PF precompilato e accessibile dal 15 aprile 2026, mentre il 730 precompilato e disponibile dal 30 aprile 2026. Entrambi sono accessibili tramite il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.

Posso inviare la precompilata senza andare al CAF?

Si, e possibile inviare la precompilata autonomamente tramite il portale Agenzia delle Entrate, a condizione di avere SPID, CIE o CNS e di essere in grado di verificare i dati precaricati. Tuttavia, per situazioni complesse (piu datori di lavoro, bonus edilizi, redditi esteri, familiari a carico con situazioni particolari), affidarsi a un CAF garantisce una verifica professionale e il visto di conformita che trasferisce la responsabilita al professionista.

Cosa succede se non invio la precompilata entro la scadenza?

Il mancato invio della dichiarazione dei redditi entro le scadenze previste comporta sanzioni. Per il 730, la scadenza e il 30 settembre 2026. Per il Modello Redditi PF, il 30 novembre 2026. E possibile presentare dichiarazione tardiva entro 90 giorni dalla scadenza con sanzione ridotta (dichiarazione omessa se oltre 90 giorni). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare spontaneamente con sanzioni ridotte.

Qual e la differenza tra 730 e Modello Redditi PF precompilato?

Il 730 e destinato a dipendenti, pensionati e assimilati: il rimborso IRPEF arriva in busta paga o sulla pensione a luglio/agosto, e la scadenza e il 30 settembre. Il Modello Redditi PF e per autonomi, professionisti, partite IVA, chi ha redditi esteri: il rimborso e erogato dall’Agenzia delle Entrate con tempi piu lunghi, e le imposte si pagano con F24 a giugno e novembre. La scadenza e il 30 novembre.

Il CAF puo accedere alla mia precompilata?

Si. Il contribuente puo delegare il CAF ad accedere alla propria area riservata del portale precompilata. La delega viene acquisita direttamente dal CAF che accede tramite i propri sistemi abilitati. Non e necessario che il contribuente faccia nulla di tecnico: porta al CAF la propria documentazione fiscale (CU, spese, ricevute) e il professionista gestisce tutto il processo di verifica, integrazione e invio.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione completa della dichiarazione dei redditi precompilata 2026: verifica dei dati, integrazione delle spese, invio telematico e visto di conformita.

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