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Tag Archivio per: 730 2026

DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Spese Funebri Detraibili 2026: Importo Massimo e Come Detrarre nel 730

Dichiarazione dei redditi 730

Le spese funebri rientrano tra le detrazioni fiscali previste dal TUIR. Nel 2026 puoi detrarre il 19% delle spese sostenute per il funerale di un familiare, fino a un massimo di 1.550 euro per decesso. Scopri come funziona e quali documenti conservare.

Indice

  1. Detrazione spese funebri 2026
  2. Limite massimo detraibile
  3. Chi puo detrarre
  4. Spese ammesse
  5. Documenti necessari
  6. FAQ

Detrazione Spese Funebri

La detrazione e pari al 19% delle spese funebri sostenute, con un limite massimo di 1.550 euro per ciascun decesso. La detrazione massima ottenibile e quindi di 294,50 euro.

Limite Massimo

Il tetto di 1.550 euro si applica per ogni decesso, non per anno. Se si sostengono spese per piu decessi, il limite si applica separatamente a ciascuno.

Chi Puo Detrarre

Puo detrarre chi ha effettivamente sostenuto la spesa, indipendentemente dal grado di parentela con il defunto. La spesa puo essere suddivisa tra piu soggetti.

Spese Ammesse

  • Onoranze funebri
  • Trasporto salma
  • Bara e accessori
  • Fiori
  • Annunci funebri
  • Tumulazione

Documenti da Conservare

  • Fattura dellagenzia funebre
  • Ricevute di pagamento tracciabile
  • Certificato di morte

FAQ

Devo essere parente del defunto? No, basta aver sostenuto la spesa.

Posso detrarre se pago in contanti? No, serve pagamento tracciabile.


CAF Centro Fiscale Udine: Tel 0432 1638640 – WhatsApp 366 6018121

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Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-28 09:00:002026-08-17 11:02:31Spese Funebri Detraibili 2026: Importo Massimo e Come Detrarre nel 730
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Bonus Scuola 2026: Detrazioni Spese Scolastiche, Libri di Testo e Agevolazioni per le Famiglie

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Con il rientro a scuola che si avvicina, le famiglie italiane si trovano ad affrontare spese importanti: iscrizioni, mensa, libri di testo, materiale scolastico e attività extra. La buona notizia è che nel 2026 esistono diverse agevolazioni fiscali e bonus scuola che possono alleggerire il bilancio familiare. Dalla detrazione delle spese scolastiche nel 730 fino a 152 euro per figlio, ai bonus libri regionali basati sull’ISEE, passando per il bonus asilo nido fino a 3.600 euro: in questa guida trovi tutto quello che devi sapere per non perdere nemmeno un euro di risparmio.

Indice dei contenuti

  1. Detrazione spese scolastiche nel 730: fino a 152 euro per figlio
  2. Quali spese scolastiche sono detraibili
  3. Spese scolastiche NON detraibili
  4. Bonus libri di testo regionali: come funzionano
  5. Bonus libri Friuli Venezia Giulia: requisiti e domanda
  6. Detrazione per attività sportive ragazzi (5-18 anni)
  7. Bonus asilo nido 2026: fino a 3.600 euro
  8. Erogazioni liberali alle scuole: detrazione al 19%
  9. Carta Dedicata a Te: supporto per le famiglie
  10. Come pagare per avere diritto alla detrazione
  11. Domande frequenti (FAQ)

Detrazione spese scolastiche nel 730: fino a 152 euro per figlio

La principale agevolazione per le famiglie con figli a scuola è la detrazione IRPEF del 19% sulle spese di istruzione. Questa detrazione si inserisce nel modello 730 e funziona così:

  • Tetto massimo di spesa detraibile: 800 euro per ciascun figlio (dal 2019, confermato anche per il 2026)
  • Rimborso effettivo: il 19% di 800 euro = 152 euro di risparmio massimo per ogni figlio
  • Si applica a: scuole dell’infanzia (materne), scuole primarie (elementari), scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori)

In pratica, se hai due figli a scuola e spendi almeno 800 euro per ciascuno in spese ammesse, puoi ottenere un rimborso di 304 euro totali nella dichiarazione dei redditi. Il limite di 800 euro è per figlio, non per famiglia: questo significa che con più figli il risparmio si moltiplica.

Esempio pratico: la famiglia Rossi ha 3 figli. Il primo frequenta le superiori (spesa totale 900 euro), il secondo le medie (spesa 650 euro), il terzo le elementari (spesa 400 euro). La detrazione sarà: 19% di 800 euro (tetto) + 19% di 650 euro + 19% di 400 euro = 152 + 123,50 + 76 = 351,50 euro di rimborso.

La detrazione spetta per le spese di istruzione detraibili sia presso scuole pubbliche che private paritarie. Per le scuole private non paritarie, la detrazione non è prevista.

Quali spese scolastiche sono detraibili nel 2026

Non tutte le spese legate alla scuola danno diritto alla detrazione. Ecco l’elenco completo delle spese scolastiche detraibili nel modello 730, secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate:

Spese di iscrizione e frequenza

  • Tasse di iscrizione e contributi obbligatori
  • Contributi volontari deliberati dagli istituti scolastici
  • Tasse per gli esami di Stato

Mensa scolastica

Le spese per la mensa scolastica sono detraibili anche se il servizio è fornito dal Comune o da soggetti terzi rispetto alla scuola. Per la documentazione serve l’attestazione del pagamento rilasciata dal Comune, dalla scuola o dal soggetto che eroga il servizio. Il pagamento può avvenire anche in contanti per la mensa (fa eccezione alla regola della tracciabilità), ma è sempre consigliabile pagare con mezzi tracciabili.

Gite scolastiche e viaggi di istruzione

I costi per le gite scolastiche, i viaggi di istruzione e gli scambi culturali organizzati dalla scuola sono detraibili. Serve la ricevuta del pagamento intestata alla scuola o al soggetto organizzatore.

Assicurazione scolastica

Il premio assicurativo richiesto dalla scuola per coprire gli infortuni degli alunni durante le attività scolastiche è detraibile.

Trasporto scolastico

Le spese per il servizio di trasporto scolastico (scuolabus) sono detraibili, anche quando il servizio è erogato dal Comune. Attenzione: il trasporto scolastico dedicato è diverso dall’abbonamento al trasporto pubblico locale, che ha una detrazione a parte (fino a 250 euro).

Assistenza al pasto e pre/post scuola

Anche i servizi di pre-scuola e post-scuola integrativi sono detraibili, purché organizzati o deliberati dall’istituto scolastico.

Spese scolastiche NON detraibili: cosa resta escluso

È importante sapere che alcune spese, pur essendo legate alla scuola, non rientrano tra quelle detraibili nel 730. Ecco cosa NON puoi portare in detrazione:

  • Libri di testo scolastici: i manuali e i libri adottati dalla scuola non sono detraibili (ma possono essere coperti dai bonus libri regionali, come vedremo)
  • Cancelleria e materiale di consumo: quaderni, penne, matite, pennarelli, album da disegno
  • Zaini e astucci: anche se costosi, non sono spese detraibili
  • Abbigliamento scolastico: grembiuli, divise e scarpe da ginnastica
  • Dispositivi elettronici personali: tablet, computer, calcolatrici acquistati privatamente
  • Ripetizioni private: le lezioni di recupero con insegnanti privati non sono detraibili

Per i libri di testo, che rappresentano spesso la voce di spesa più pesante (specialmente per le superiori), esistono i bonus libri regionali che possono coprire parte o tutto il costo. Continua a leggere per scoprire come funzionano.

Bonus libri di testo regionali: come funzionano

Poiché i libri di testo non sono detraibili nel 730, molte Regioni italiane mettono a disposizione un bonus libri (chiamato anche “contributo libri di testo” o “borsa di studio regionale”) per le famiglie con redditi bassi. Ecco come funziona in generale:

  • Chi lo eroga: ogni Regione gestisce autonomamente il proprio bando. Non esiste un bonus libri nazionale unico
  • Requisito principale: quasi tutte le Regioni richiedono un ISEE sotto una determinata soglia (solitamente tra 10.632 e 15.748 euro, ma varia da Regione a Regione)
  • A chi spetta: famiglie con figli che frequentano le scuole secondarie di primo grado (medie) e secondo grado (superiori). Alcune Regioni includono anche le primarie
  • Importo: variabile, da 150 a 500 euro circa, in base alla fascia ISEE e al grado scolastico
  • Come si richiede: tramite bando regionale, generalmente con domanda online sul portale della Regione o del Comune di residenza
  • Quando: i bandi escono di solito tra giugno e settembre, prima del rientro a scuola

Consiglio pratico: controlla il sito della tua Regione o del tuo Comune a partire da giugno-luglio per non perdere la scadenza del bando. Se hai bisogno di un ISEE aggiornato per fare domanda, prenota per tempo al CAF: sotto scadenza i tempi di attesa si allungano.

Tabella riassuntiva bonus libri per le principali Regioni

Le soglie e gli importi possono variare di anno in anno. Qui riportiamo i valori indicativi basati sui bandi precedenti:

RegioneSoglia ISEE indicativaImporto indicativoScuole ammesse
Emilia Romagna15.748 eurofino a 200-300 euroMedie e superiori
Lazio15.493 eurofino a 250 euroMedie e superiori
Campania13.300 eurofino a 200 euroMedie e superiori
Puglia10.632 eurofino a 200 euroSuperiori
Friuli Venezia Giuliavariabilevedi sezione dedicataMedie e superiori

Bonus libri Friuli Venezia Giulia: requisiti e come richiederlo

Per le famiglie residenti in Friuli Venezia Giulia, la Regione prevede un contributo per l’acquisto dei libri di testo e del materiale didattico. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno decine di famiglie nella compilazione della domanda.

Requisiti per il bonus libri FVG

  • Residenza: in un Comune del Friuli Venezia Giulia
  • ISEE: è necessario un ISEE in corso di validità. La soglia viene definita dal bando regionale annuale
  • Frequenza scolastica: il figlio deve frequentare una scuola secondaria di primo o secondo grado (pubblica o paritaria)
  • Cittadinanza: cittadini italiani, comunitari e extracomunitari con regolare permesso di soggiorno

Come fare domanda

  1. Prepara l’ISEE: se non lo hai ancora, puoi farlo al CAF Centro Fiscale di Udine
  2. Attendi il bando: la Regione FVG pubblica il bando generalmente tra giugno e luglio
  3. Presenta la domanda: la domanda si compila online sul portale della Regione FVG oppure tramite il Comune di residenza
  4. Conserva le ricevute: tieni gli scontrini e le fatture dell’acquisto dei libri come documentazione
  5. Attendi l’esito: il contributo viene erogato direttamente sul conto corrente del richiedente

Suggerimento: presso il CAF Centro Fiscale di Udine puoi sia richiedere l’ISEE che ricevere assistenza per la compilazione della domanda del bonus libri regionale. Contattaci per tempo, specialmente nei mesi di luglio e agosto quando le richieste aumentano.

Detrazione per attività sportive ragazzi (5-18 anni): fino a 210 euro

Oltre alle spese scolastiche, le famiglie possono detrarre anche le spese per le attività sportive praticate dai figli. È un’agevolazione spesso dimenticata ma che vale la pena sfruttare.

  • Età del ragazzo: tra 5 e 18 anni compiuti
  • Tetto massimo di spesa: 210 euro per ciascun figlio
  • Detrazione: 19% di 210 euro = 39,90 euro di risparmio per figlio
  • Strutture ammesse: associazioni sportive dilettantistiche, palestre, piscine e altre strutture sportive iscritte al registro CONI (ora “Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche”)
  • Documentazione: serve la ricevuta o il bollettino di pagamento intestato al ragazzo, con il codice fiscale, la denominazione della struttura e l’attività svolta

Esempio: Marco ha 12 anni e frequenta un corso di nuoto (costo annuale 350 euro). I genitori potranno detrarre il 19% di 210 euro (tetto), ottenendo 39,90 euro di rimborso nel 730. Se anche la sorella Laura, 8 anni, fa ginnastica artistica (costo 180 euro), si aggiungono altri 19% di 180 euro = 34,20 euro.

Questa detrazione è cumulabile con quella per le spese scolastiche: puoi portare in detrazione sia la mensa che il corso sportivo dello stesso figlio.

Bonus asilo nido 2026: fino a 3.600 euro

Per le famiglie con bambini piccoli (0-3 anni), il bonus asilo nido rappresenta una delle agevolazioni più importanti. Nel 2026 gli importi sono confermati come segue:

Importi in base all’ISEE

Fascia ISEEImporto annuoImporto mensile (11 mesi)
Fino a 25.000 euro3.000 euro272,72 euro
Da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euro
Oltre 40.000 euro1.500 euro136,36 euro

Maggiorazione per il secondo figlio

La grande novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e confermata nel 2026: se hai un secondo figlio (o successivo) sotto i 10 anni, il bonus nido per il figlio che frequenta l’asilo sale a 3.600 euro annui per le famiglie con ISEE fino a 40.000 euro. Si tratta di un aiuto concreto per le famiglie numerose.

Come richiedere il bonus nido

  1. La domanda si presenta sul sito INPS (sezione “Bonus asilo nido”)
  2. Serve l’ISEE minorenni in corso di validità
  3. Devi allegare le ricevute di pagamento delle rette mensili
  4. Il rimborso avviene direttamente sul conto corrente indicato nella domanda

Il bonus nido è alternativo alla detrazione del 19% per le spese dell’asilo nido nel 730: non puoi usufruire di entrambi per la stessa spesa. In genere il bonus INPS è più conveniente. Per approfondire, leggi la nostra guida completa al bonus nido 2026.

Erogazioni liberali alle scuole: detrazione al 19%

Se effettui donazioni volontarie (erogazioni liberali) a favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado, hai diritto a una detrazione del 19% senza limite di importo. Questa agevolazione è disciplinata dall’art. 15, comma 1, lettera i-octies del TUIR.

  • Finalità ammesse: innovazione tecnologica, ampliamento dell’offerta formativa, edilizia scolastica, attività di ricerca
  • Nessun tetto massimo: a differenza delle spese scolastiche (limitate a 800 euro), le erogazioni liberali non hanno un limite di spesa detraibile
  • Documentazione: serve la ricevuta del versamento effettuato con mezzi tracciabili (bonifico, carta, assegno)
  • Dove indicarla: nel 730, rigo E8/E10 con codice 31

Attenzione: le erogazioni liberali alle scuole sono una cosa diversa dai contributi volontari di iscrizione. I contributi di iscrizione rientrano nel tetto degli 800 euro per figlio. Le erogazioni liberali, invece, hanno la loro detrazione separata e senza tetto.

Carta Dedicata a Te 2026: supporto per le famiglie

La Carta Dedicata a Te è una carta prepagata da 500 euro destinata alle famiglie con ISEE basso, utilizzabile per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, carburanti e abbonamenti al trasporto pubblico locale.

  • Requisito ISEE: inferiore a 15.000 euro
  • Nucleo familiare: almeno 3 componenti, di cui almeno uno nato entro il 31 dicembre 2009 (o con altri requisiti specifici)
  • Non serve fare domanda: l’INPS individua automaticamente i beneficiari in base all’ISEE e comunica ai Comuni l’elenco delle famiglie aventi diritto
  • Dove ritirarla: presso gli uffici postali indicati dal Comune

Anche se la Carta Dedicata a Te non è specificamente un “bonus scuola”, può aiutare le famiglie a liberare risorse del budget familiare da destinare alle spese scolastiche. Per verificare se ne hai diritto, è fondamentale avere un ISEE aggiornato.

Come pagare per avere diritto alla detrazione: la tracciabilità obbligatoria

Dal 2020 è obbligatorio effettuare i pagamenti con strumenti tracciabili per poter usufruire delle detrazioni al 19%. Questo vale anche per le spese scolastiche. Se paghi in contanti, perdi il diritto alla detrazione.

Metodi di pagamento accettati

  • Bonifico bancario o postale (anche online)
  • Carta di debito (bancomat)
  • Carta di credito o prepagata
  • Assegno bancario o circolare
  • Bollettino postale
  • PagoPA (il sistema utilizzato dalla maggior parte delle scuole)

Eccezioni alla tracciabilità

Ci sono alcune eccezioni importanti in cui il pagamento in contanti è comunque ammesso ai fini della detrazione:

  • Mensa scolastica: se il servizio è reso direttamente dalla scuola pubblica o dal Comune
  • Spese per servizi pubblici: trasporto scolastico comunale

In ogni caso, conserva sempre le ricevute per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Il consiglio è di pagare tutto tramite PagoPA quando la scuola lo prevede: è il metodo più semplice e la ricevuta digitale resta archiviata.

Riepilogo: tutte le agevolazioni scuola 2026 a colpo d’occhio

AgevolazioneImporto massimoRisparmio effettivoDove richiederla
Detrazione spese scolastiche800 euro/figlio152 euro/figlio730
Detrazione attività sportive210 euro/figlio39,90 euro/figlio730
Bonus asilo nido3.000-3.600 euroRimborso direttoINPS
Bonus libri regionali150-500 euroContributo direttoRegione/Comune
Erogazioni liberali scuoleNessun limite19% senza tetto730
Carta Dedicata a Te500 euroCarta prepagataAutomatica (INPS)

Domande frequenti (FAQ) sui bonus scuola 2026

I libri di testo sono detraibili nel 730?

No, i libri di testo scolastici non sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. Tuttavia, molte Regioni offrono un bonus libri specifico per le famiglie con ISEE basso. In Friuli Venezia Giulia puoi fare domanda tramite il bando regionale annuale.

Posso detrarre le spese scolastiche anche per le scuole private?

Sì, ma solo per le scuole private paritarie. Le scuole private non paritarie (cioè non riconosciute dal Ministero dell’Istruzione) non danno diritto alla detrazione. Il tetto resta sempre di 800 euro per figlio.

La mensa scolastica si può detrarre anche se pagata al Comune?

Sì. Le spese per la mensa scolastica sono detraibili anche quando il servizio è erogato dal Comune o da un soggetto terzo. Serve l’attestazione del pagamento con l’indicazione della scuola frequentata e i dati dell’alunno.

Chi può detrarre le spese scolastiche dei figli?

La detrazione spetta al genitore (o al tutore legale) che ha sostenuto effettivamente la spesa. Se i genitori sono separati o divorziati, la detrazione spetta al genitore che ha pagato. Se la spesa è stata divisa, ciascun genitore detrae la propria quota. Per approfondire la questione delle detrazioni fiscali in caso di separazione, consulta le nostre guide dedicate.

Il bonus asilo nido è cumulabile con la detrazione per le spese scolastiche?

Il bonus asilo nido INPS e la detrazione del 19% nel 730 non sono cumulabili per la stessa spesa. Devi scegliere una delle due opzioni. In genere il bonus INPS è più conveniente perché offre un rimborso diretto più alto rispetto alla detrazione del 19%.

Serve l’ISEE per detrarre le spese scolastiche nel 730?

No, per la detrazione nel 730 non serve l’ISEE: spetta a tutti i contribuenti indipendentemente dal reddito. L’ISEE serve invece per i bonus libri regionali, il bonus asilo nido e la Carta Dedicata a Te, che sono prestazioni legate al reddito familiare.


Hai bisogno di aiuto con le detrazioni scolastiche nel 730?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a non perdere nessuna agevolazione per la tua famiglia. Ti assistiamo nella compilazione del 730 con tutte le detrazioni per spese scolastiche, attività sportive e bonus nido. Possiamo anche aiutarti a richiedere l’ISEE per i bonus libri regionali.

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    Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 08:00:002026-08-17 11:02:27Bonus Scuola 2026: Detrazioni Spese Scolastiche, Libri di Testo e Agevolazioni per le Famiglie
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Spese Sanitarie Detraibili 2026: Elenco Completo e Come Inserirle nel 730

    Dichiarazione dei redditi 730

    Le spese sanitarie rappresentano una delle detrazioni piu utilizzate nella dichiarazione dei redditi. Nel 2026 puoi recuperare il 19% delle spese mediche sostenute, con alcune importanti novita. Scopri quali spese sono detraibili e come inserirle correttamente nel modello 730.

    Indice

    1. Detrazione spese sanitarie 2026
    2. Elenco spese detraibili
    3. Franchigia 129,11 euro
    4. Tracciabilita pagamenti
    5. Documenti da conservare
    6. FAQ

    Detrazione Spese Sanitarie 2026

    La detrazione e pari al 19% delle spese sanitarie sostenute nellanno, al netto della franchigia di 129,11 euro.

    Elenco Spese Detraibili

    • Visite mediche specialistiche
    • Esami diagnostici e analisi
    • Farmaci con scontrino parlante
    • Ticket SSN
    • Occhiali e lenti a contatto
    • Apparecchi acustici
    • Spese dentistiche
    • Fisioterapia
    • Psicoterapia
    • Dispositivi medici

    Franchigia 129,11 Euro

    Le spese sanitarie sono detraibili solo per la parte eccedente 129,11 euro. Esempio: spese 500 euro, detrazione = (500 – 129,11) x 19% = 70,47 euro.

    Obbligo Tracciabilita

    Dal 2020 e obbligatorio pagare con strumenti tracciabili (carta, bonifico). Eccezione: farmaci e dispositivi medici possono essere pagati in contanti.

    Documenti da Conservare

    • Scontrini farmacia con codice fiscale
    • Fatture medici e specialisti
    • Ricevute ticket SSN
    • Prescrizioni mediche per dispositivi

    FAQ

    Posso detrarre le spese del dentista? Si, sono detraibili al 19%.

    I farmaci da banco sono detraibili? Si, se riportano il codice fiscale sullo scontrino.


    CAF Centro Fiscale Udine: Tel 0432 1638640 – WhatsApp 366 6018121

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    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-26 09:00:002026-08-17 11:02:24Spese Sanitarie Detraibili 2026: Elenco Completo e Come Inserirle nel 730
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Opposizione 730 Spese Sanitarie 2026: Come Funziona e Effetti sulla Fatturazione

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    L’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è il diritto che ti permette di impedire che le tue spese mediche compaiano nella dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate. È una facoltà legata alla tutela della privacy: in pratica, se non vuoi che certe prestazioni sanitarie siano visibili a chi accede al tuo 730, puoi chiedere che non vengano trasmesse al Fisco tramite il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS).

    Attenzione però: opporsi non significa perdere la detrazione. La spesa resta deducibile, ma dovrai inserirla manualmente nel quadro spese sanitarie della tua dichiarazione. In questa guida pratica spieghiamo, sia ai pazienti che ai professionisti sanitari, come funziona l’opposizione 730 spese sanitarie 2026, quali sono le scadenze, le modalità operative e cosa deve fare lo studio medico quando riceve la richiesta.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è l’opposizione 730 spese sanitarie e perché esiste
    2. Chi può fare opposizione e perché
    3. Come funziona l’opposizione 730 nel 2026: le 2 modalità
    4. Scadenza opposizione 2026: le date da ricordare
    5. Cosa deve fare il professionista sanitario
    6. Detrazione possibile in dichiarazione manuale
    7. Errori comuni nell’opposizione 730
    8. Il ruolo del software di fatturazione
    9. Domande frequenti

    Cos’è l’opposizione 730 spese sanitarie e perché esiste

    L’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è il diritto di ogni contribuente di impedire l’invio dei propri dati sanitari al Sistema Tessera Sanitaria, che a sua volta li trasmetterebbe all’Agenzia delle Entrate per popolare automaticamente la dichiarazione precompilata. È una facoltà introdotta per bilanciare due esigenze: da un lato la semplificazione fiscale (avere già tutte le spese mediche nel 730), dall’altro la tutela della riservatezza sui dati sanitari, che sono dati personali particolarmente sensibili ai sensi del GDPR.

    Il riferimento normativo aggiornato è il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 281068/2025, integrato dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 novembre 2025. Questi provvedimenti hanno confermato e ampliato il sistema delle opposizioni, dando più tempo ai cittadini per gestirlo.

    Privacy: cosa significa concretamente

    Immagina che Marco faccia una visita psichiatrica o un trattamento riservato. Se non si oppone, quella spesa apparirà nella precompilata di Marco, visibile a chiunque possa accedere alla sua dichiarazione (per esempio il suo CAF o il commercialista, oppure un familiare che lo aiuta nella gestione fiscale). Con l’opposizione 730 spese sanitarie 2026 Marco impedisce che quella prestazione finisca tra i dati trasmessi, pur mantenendo intatto il diritto a detrarla.

    Ricorda però una cosa importante: l’opposizione non cancella la spesa. La fattura esiste e la detrazione spetta comunque. Cambia solo il canale: invece di entrare in automatico nella precompilata, dovrà essere inserita manualmente in dichiarazione, con la fattura o ricevuta conservata come giustificativo.

    Chi può fare opposizione e perché

    Può esercitare l’opposizione 730 spese sanitarie 2026 chiunque abbia sostenuto spese sanitarie comunicate al Sistema TS: visite specialistiche, farmaci, ticket, dispositivi medici, prestazioni odontoiatriche, sedute psicologiche, esami diagnostici e altro. Non servono motivazioni da dichiarare: il diritto è incondizionato e basta esercitarlo nelle forme previste.

    I motivi più frequenti per cui le persone scelgono di opporsi sono legati a questioni di riservatezza familiare o personale. Pensiamo ad esempio a una persona separata che condivide ancora il calcolo ISEE con l’ex partner, o a un giovane adulto fiscalmente a carico dei genitori che non vuole far apparire visite delicate. Oppure pensiamo a chi sta affrontando patologie sensibili, percorsi terapeutici riservati o problematiche legate a dipendenze.

    Motivi tipici di opposizione

    • Privacy familiare: evitare che familiari o coniugi vedano determinate prestazioni nella dichiarazione condivisa
    • Ex partner o situazioni di separazione in corso, soprattutto se ci sono figli a carico
    • Patologie sensibili: psichiatria, oncologia, malattie rare, infettivologia, ginecologia
    • Dipendenze: terapie per disturbi alimentari, dipendenza da sostanze, alcolismo
    • Riservatezza professionale: lavoratori in settori dove certi accertamenti sanitari potrebbero creare implicazioni

    È importante sottolineare che nessuno deve giustificare la propria richiesta di opposizione 730 spese sanitarie 2026. Il professionista sanitario non può chiedere il motivo e il paziente non è tenuto a fornirlo. Si tratta di un diritto soggettivo riconosciuto dalla normativa sulla protezione dei dati personali e dalla disciplina fiscale specifica del Sistema TS.

    Come funziona l’opposizione 730 nel 2026: le 2 modalità

    L’opposizione 730 spese sanitarie 2026 si può esercitare attraverso due modalità principali, che operano su due momenti diversi. La prima è puntuale, riferita alla singola prestazione e fatta al momento della spesa. La seconda è massiva, riferita all’insieme delle spese di un anno e fatta online dopo che il Sistema TS le ha già raccolte. Vediamole nel dettaglio.

    Modalità 1: Opposizione puntuale al professionista

    È la modalità più semplice e immediata. Al momento della prestazione (visita medica, fattura del dentista, fattura dell’osteopata, ricevuta del logopedista, ecc.) il paziente comunica al professionista la propria volontà di opporsi. In concreto può farlo in due modi: non comunicando il codice fiscale al momento del pagamento (tipico in farmacia), oppure chiedendo al professionista di annotare l’opposizione sul documento fiscale.

    In questo secondo caso il professionista sanitario deve apporre sulla fattura una dicitura tipo Il paziente si oppone all’invio dei dati al Sistema TS ai sensi del Provvedimento AE n. 281068/2025, e gestire la trasmissione del dato in modo conforme (di solito trasmettendo l’importo senza il codice fiscale dell’assistito, oppure non trasmettendo affatto, a seconda del software utilizzato).

    Modalità 2: Opposizione globale online

    La seconda modalità di opposizione 730 spese sanitarie 2026 avviene online, dopo che le spese sono state già trasmesse al Sistema TS. Si può fare in due passaggi temporali distinti:

    • Tramite Agenzia delle Entrate: comunicazione cumulativa entro il 2 febbraio 2026 (per le spese 2025), con cui il contribuente chiede di non utilizzare nessun dato sanitario ai fini della precompilata
    • Tramite portale Sistema TS: dal 9 febbraio all’8 marzo 2026, accedendo con SPID o CIE all’area autenticata e selezionando voce per voce le spese a cui opporsi

    La differenza è importante: la modalità via AE è cumulativa (tutto o niente), mentre quella via Sistema TS è analitica e permette di scegliere singole prestazioni. Per la maggior parte dei contribuenti che vogliono escludere solo determinate spese, la seconda è la più sensata.

    Scadenza opposizione 2026: le date da ricordare

    Le scadenze opposizione 730 spese sanitarie 2026 sono il cuore operativo della procedura. Sbagliare data significa perdere la possibilità di opporsi per quell’anno e ritrovarsi la spesa nella precompilata. Ecco il calendario completo per le spese sostenute nel 2025 e dichiarate nel 730/2026:

    ModalitàScadenza 2026A chi/dove
    Opposizione puntuale al professionistaAl momento della prestazione (entro fine 2025)Medico, dentista, farmacia, struttura sanitaria
    Opposizione cumulativa via AEEntro il 2 febbraio 2026Agenzia delle Entrate (modulo/PEC/email)
    Opposizione singole voci via TSDal 9 febbraio all’8 marzo 2026Portale Sistema TS (sistemats1.sanita.finanze.it)

    Una novità importante del 2026 è che il termine per l’opposizione tramite Agenzia delle Entrate cade il 2 febbraio (e non il 31 gennaio) perché il 31 gennaio è un sabato e la scadenza slitta al primo giorno lavorativo utile. Inoltre, il decreto MEF del 29 ottobre 2025 ha confermato il periodo del Sistema TS dal 9 febbraio all’8 marzo, dando al cittadino circa un mese per gestire l’opposizione su singole voci.

    Se hai bisogno di supporto per orientarti tra queste date e capire quale modalità conviene nel tuo caso, il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo passo, sia in ufficio che online, anche prima della scadenza per evitare ogni rischio di trasmissione indesiderata.

    Cosa deve fare il professionista sanitario quando il paziente fa opposizione

    Per il professionista sanitario (medico, dentista, fisioterapista, osteopata, logopedista, ostetrica, psicologo, infermiere e così via) la gestione dell’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è un adempimento operativo da gestire al momento dell’emissione del documento fiscale. Sbagliare può comportare due tipi di problema: una violazione della privacy del paziente (se trasmetti dati che non dovevi) o una sanzione amministrativa (se non trasmetti dati che dovevi trasmettere senza giustificazione).

    Procedura corretta in 4 passaggi

    1. Annotare l’opposizione sul documento fiscale: aggiungere una dicitura del tipo Il paziente ha esercitato il diritto di opposizione all’invio dei dati al Sistema TS
    2. Marcare la fattura nel software gestionale: la maggior parte dei software di fatturazione sanitaria ha un flag opposizione da spuntare
    3. Trasmettere comunque al Sistema TS, ma senza codice fiscale: il provvedimento prevede che i dati vadano trasmessi in forma aggregata e anonima (importo, tipologia, ma senza CF dell’assistito)
    4. Conservare il documento: il professionista deve poter dimostrare che l’opposizione è stata effettivamente richiesta dal paziente, in caso di controlli

    La regola operativa è: il dato della prestazione va trasmesso comunque (per non alterare le statistiche sanitarie nazionali), ma senza l’associazione al codice fiscale del paziente. In questo modo l’Agenzia delle Entrate riceve l’informazione aggregata ma non può inserirla nella precompilata di una persona specifica.

    Se sei un professionista sanitario e ti stai chiedendo come gestire concretamente questo flusso, il consiglio è quello di verificare le funzionalità del tuo software gestionale: deve permettere di marcare una fattura come oggetto di opposizione e gestire automaticamente l’invio anonimizzato al Sistema TS. Ne parliamo più avanti.

    Cosa succede dopo l’opposizione: detrazione possibile in dichiarazione manuale

    Un equivoco molto comune sull’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è pensare che opporsi significhi rinunciare alla detrazione. Falso. La spesa sanitaria resta sempre detraibile al 19% (sopra la franchigia di 129,11 euro per le spese mediche generiche), indipendentemente dal fatto che sia stata trasmessa o meno al Sistema TS.

    La differenza è solo nel canale di inserimento:

    • Senza opposizione: la spesa entra in automatico nella dichiarazione precompilata, già pronta nel quadro E rigo E1 (o equivalente)
    • Con opposizione: la spesa NON appare nella precompilata, ma puoi inserirla manualmente in dichiarazione conservando fattura o ricevuta come giustificativo

    Da un punto di vista fiscale il risultato è identico: stesso importo detraibile, stessa percentuale del 19%, stessa franchigia, stesso quadro della dichiarazione. Cambia solo il livello di automazione: la precompilata vede tutte le spese tranne quelle opposte, e tu dovrai aggiungerle manualmente con l’aiuto del CAF o del tuo intermediario fiscale.

    Ecco perché è fondamentale conservare con cura tutte le fatture e ricevute sanitarie per cui hai esercitato l’opposizione 730 spese sanitarie 2026: serviranno come prova della spesa in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate, anche perché, non essendo passate dal Sistema TS, il Fisco non ne ha traccia diretta.

    Errori comuni nell’opposizione 730 e come evitarli

    Negli anni abbiamo visto ripetersi alcuni errori frequenti sia da parte dei pazienti che dei professionisti. Conoscerli in anticipo ti aiuta a non commetterli e a gestire l’opposizione 730 spese sanitarie 2026 in modo corretto.

    Errore 1: Pensare che l’opposizione cancelli la detrazione

    Come spiegato, la detrazione del 19% spetta in ogni caso. L’opposizione riguarda solo la visibilità del dato nella precompilata, non la sua deducibilità.

    Errore 2: Opporsi a tutte le spese senza ragione

    L’opposizione cumulativa via AE blocca tutte le tue spese sanitarie 2025 dalla precompilata. Se vuoi escludere solo certe prestazioni, conviene usare il portale TS che permette la scelta voce per voce.

    Errore 3: Dimenticare la richiesta al professionista

    Se vuoi essere sicuro al 100% che una prestazione non finisca nel Sistema TS, conviene chiederlo al momento al medico o alla struttura sanitaria. Aspettare fino a marzo per fare opposizione online è più rischioso, perché nel frattempo il dato è stato comunque trasmesso.

    Errore 4: Opporsi dopo la trasmissione finale

    Dopo l’8 marzo 2026 non si può più esercitare opposizione per le spese 2025: il Sistema TS chiude la finestra e i dati passano definitivamente all’Agenzia delle Entrate. Le scadenze sono perentorie.

    Errore 5: Non conservare i documenti

    Avendo escluso la spesa dalla precompilata, devi conservare fattura o ricevuta per almeno 5 anni (termine ordinario di accertamento), per dimostrare la spesa in caso di controllo formale del 730.

    Il ruolo del software di fatturazione: gestione corretta dell’opposizione

    Per i professionisti sanitari, gestire correttamente l’opposizione 730 spese sanitarie 2026 dipende molto dal software di fatturazione utilizzato. Un buon gestionale deve permettere di marcare la singola fattura come oggetto di opposizione e gestire automaticamente la trasmissione al Sistema TS in modalità anonimizzata (importo trasmesso senza codice fiscale del paziente).

    Fatturazione Italia: opposizione integrata in 1 click

    Tra i software pensati per i sanitari, Fatturazione Italia offre la gestione integrata dell’opposizione al Sistema TS: quando emetti una fattura, basta spuntare il flag dedicato e il software gestisce automaticamente il flusso. Trasmette il dato in forma anonimizzata, annota la dicitura sulla fattura e conserva traccia della scelta del paziente per eventuali controlli futuri.

    I vantaggi pratici di un gestionale ben configurato per l’opposizione sono:

    • Zero errori manuali: non rischi di trasmettere un codice fiscale che il paziente voleva escludere
    • Zero rischi sanzionatori: la procedura segue automaticamente le regole del Provvedimento AE 281068/2025
    • Paziente tutelato: la sua privacy è garantita dal flusso di sistema, non solo da una nota manuale
    • Storico delle opposizioni: in caso di controllo, puoi dimostrare in pochi click chi ha richiesto cosa e quando

    Se sei un professionista sanitario e vuoi semplificare la gestione dell’opposizione 730 spese sanitarie 2026 e di tutti gli adempimenti del Sistema TS, puoi valutare Fatturazione Italia, software pensato per partite IVA forfettarie e sanitari, con invio automatico al Sistema TS e gestione opposizioni integrata.

    Approfondimenti correlati per i professionisti sanitari

    Se sei un libero professionista del settore sanitario e ti occupi anche degli aspetti fiscali del tuo studio, ti possono interessare le nostre guide dedicate alle singole categorie professionali, utili anche per capire chi è soggetto all’invio dati al Sistema TS:

    • Aprire studio dentistico 2026: guida completa per dentisti e odontoiatri (A6, A7)
    • Partita IVA Osteopata 2026: apertura, regime forfettario e fatturazione (B4)
    • Partita IVA infermiere 2026: utile anche per logopedisti e ostetriche (B1, B3)
    • Spese mediche detraibili 730 2026
    • 730/2026 detrazioni spese mediche: guida pratica
    • 730 precompilato 2026: disponibile dal 30 aprile
    • Documenti 730 2026: checklist completa
    • Fatturazione medico libero professionista 2026
    • Fatturazione psicologo 2026

    Domande frequenti sull’opposizione 730 spese sanitarie

    Se faccio opposizione perdo la detrazione del 19%?

    No. L’opposizione 730 spese sanitarie 2026 impedisce solo che la spesa entri nella precompilata, ma la detrazione del 19% spetta comunque. Devi però inserire la spesa manualmente nel quadro spese sanitarie della dichiarazione, conservando fattura o ricevuta come giustificativo.

    Entro quando posso fare opposizione per le spese 2025?

    Hai tre finestre: al momento della prestazione (entro il 31/12/2025) direttamente al professionista, entro il 2 febbraio 2026 in modo cumulativo via Agenzia delle Entrate, oppure dal 9 febbraio all’8 marzo 2026 voce per voce sul portale del Sistema Tessera Sanitaria.

    Il professionista può rifiutarsi di accettare l’opposizione?

    No, è un diritto del paziente riconosciuto dalla legge. Il professionista sanitario deve gestirla seguendo le regole previste dal Provvedimento AE n. 281068/2025: annotare la richiesta sul documento fiscale e trasmettere al Sistema TS senza il codice fiscale dell’assistito.

    Posso oppormi solo a una visita specifica e non alle altre?

    Sì, la modalità analitica via portale Sistema TS (dal 9 febbraio all’8 marzo 2026) ti permette di scegliere voce per voce le spese a cui opporti, lasciando passare le altre nella precompilata. È la modalità più flessibile per gestire selettivamente la privacy.

    Cosa rischia il professionista che non gestisce correttamente l’opposizione?

    Rischia due tipi di conseguenze: una sanzione amministrativa per violazione delle regole di trasmissione al Sistema TS (importi variabili in base alla gravità), e una contestazione per violazione della privacy da parte del Garante, qualora abbia trasmesso dati che il paziente aveva chiesto di non trasmettere. Per questo è importante avere un software di fatturazione ben configurato.

    Hai bisogno di aiuto con la precompilata e l’opposizione 730?

    L’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è uno strumento prezioso di tutela della privacy, ma richiede attenzione alle scadenze e alle modalità operative. Sbagliare data o canale significa perdere la possibilità di escludere una spesa dalla precompilata per tutto l’anno.

    Il CAF Centro Fiscale ti aiuta con la precompilata, l’opposizione 730 e tutte le spese sanitarie: dalla verifica preventiva dei dati trasmessi al Sistema TS, alla gestione dell’opposizione cumulativa o voce per voce, fino all’inserimento manuale delle spese opposte direttamente nella tua dichiarazione dei redditi. Il nostro team segue ogni passaggio per garantirti sia la massima detrazione che la massima riservatezza.

    Hai bisogno di assistenza per l’opposizione 730 e le spese sanitarie? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.


    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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    robert poletto
    17/07/2026
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    Geanina Gaita
    16/07/2026
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    Agosto 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-06 09:00:002026-05-24 09:38:36Opposizione 730 Spese Sanitarie 2026: Come Funziona e Effetti sulla Fatturazione
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Vendita di energia fotovoltaica al GSE: come tassare i proventi e dichiararli nel 730 e nel modello Redditi 2026

    Se hai installato un impianto fotovoltaico sul tetto di casa e rivendi l’energia prodotta in eccesso al GSE (Gestore dei Servizi Energetici), probabilmente ti stai chiedendo: devo dichiarare questi guadagni? Come funziona la tassazione dell’energia fotovoltaica nel 2026? E soprattutto, dove li inserisco nel modello 730 o nel Modello Redditi PF?

    La risposta dipende da diversi fattori: il tipo di contratto che hai stipulato con il GSE (Scambio sul Posto o Ritiro Dedicato), la potenza del tuo impianto e se lo utilizzi per uso domestico o per attività d’impresa. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere sulla vendita di energia fotovoltaica al GSE e la sua tassazione nel 2026, con esempi pratici e istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi.

    In breve: I proventi della cessione di energia fotovoltaica al GSE da impianti di potenza fino a 20 kW (uso domestico, persona fisica non imprenditore) costituiscono redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. i), del TUIR e vanno dichiarati nel quadro RL del Modello Redditi PF. Il Modello 730 precompilato non ha un quadro RL: in questo caso devi presentare il Modello Redditi PF o affidare la pratica a un CAF.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la cessione di energia fotovoltaica al GSE
    2. Quando i proventi del fotovoltaico sono tassabili
    3. Scambio sul Posto: come funziona la tassazione
    4. Ritiro Dedicato GSE: come si tassano i corrispettivi
    5. Conto Energia e incentivi GSE: regime fiscale
    6. Come dichiarare i proventi nel Modello 730 e Redditi PF
    7. Quadro RL: istruzioni per la compilazione
    8. Esempi pratici di calcolo e dichiarazione
    9. Quando serve la Partita IVA per il fotovoltaico
    10. Domande frequenti sulla tassazione del fotovoltaico

    Cos’è la cessione di energia fotovoltaica al GSE

    Il GSE – Gestore dei Servizi Energetici è la società pubblica (controllata dal MEF) che in Italia gestisce gli incentivi per le energie rinnovabili e acquista l’energia prodotta dai piccoli produttori privati. Quando installi un impianto fotovoltaico e produci più energia di quanta ne consumi, hai due possibilità principali per “cedere” l’energia in eccesso:

    • Scambio sul Posto (SSP): il meccanismo più comune per impianti domestici. Immetti in rete l’energia non consumata e la “recuperi” in un momento diverso (ad esempio, di notte o d’inverno). Il GSE effettua un conguaglio periodico: se immetti più di quanto prelevi, ricevi un rimborso economico chiamato “contributo in conto scambio”.
    • Ritiro Dedicato (RD): cedi tutta l’energia prodotta (o la parte eccedente) al GSE, che te la paga a un prezzo di mercato definito (prezzo zonale orario o prezzo minimo garantito). Questa modalità è spesso scelta da chi ha impianti più grandi o intende valorizzare al massimo l’energia prodotta.

    In entrambi i casi, il GSE eroga dei pagamenti al titolare dell’impianto. Ed è proprio su questi pagamenti che si pone la questione fiscale: sono reddito imponibile? E se sì, come si tassano?

    Quando i proventi del fotovoltaico sono tassabili

    La normativa di riferimento è contenuta nel TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, DPR 917/1986). L’Agenzia delle Entrate ha chiarito il trattamento fiscale degli impianti fotovoltaici in diverse occasioni, in particolare con la Risoluzione n. 22/E del 2 aprile 2013 e con le circolari sugli incentivi del Conto Energia. Il quadro normativo distingue tre situazioni principali in base alla natura del soggetto e alla dimensione dell’impianto.

    Prima situazione – Persona fisica non imprenditore, impianto fino a 20 kW: È la fattispecie più frequente, quella del privato cittadino che ha installato i pannelli sul tetto di casa. In questo caso, secondo l’art. 67, comma 1, lett. i) del TUIR, i corrispettivi percepiti per la cessione di energia costituiscono redditi diversi. La tassazione avviene con le aliquote progressive IRPEF ordinarie sul reddito netto (corrispettivi meno eventuali costi documentati).

    Seconda situazione – Persona fisica imprenditore o impianti di potenza superiore a 20 kW: Quando l’impianto supera i 20 kW o viene utilizzato nell’ambito di un’attività d’impresa, i proventi rientrano nei redditi d’impresa (art. 55 e seguenti del TUIR) e devono essere dichiarati nel quadro RF o RG del Modello Redditi PF. In questo caso è anche necessario avere una Partita IVA per l’attività di produzione e cessione di energia.

    Terza situazione – Impianto di potenza fino a 20 kW in regime di Scambio sul Posto: Qui la situazione è peculiare. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il contributo in conto scambio non è sempre imponibile nella sua totalità. La parte che rappresenta un rimborso delle spese di trasporto (le cosiddette componenti tariffarie) non è reddito, mentre la parte economicamente rilevante (il valore dell’energia ceduta superiore a quella prelevata) lo è. Vediamo nel dettaglio come funziona.

    Scambio sul Posto: come funziona la tassazione

    Lo Scambio sul Posto è il meccanismo di compensazione energetica gestito dal GSE che consente al proprietario di un impianto fotovoltaico di immettere in rete l’energia prodotta in eccesso e di prelevare energia quando l’impianto non è in produzione. Il GSE calcola annualmente un contributo in conto scambio (Cs) che viene erogato qualora il valore dell’energia immessa superi quello dell’energia prelevata.

    Dal punto di vista fiscale, è fondamentale capire la composizione del contributo in conto scambio. Il GSE suddivide il Cs in due componenti principali:

    • Componente a rimborso oneri in bolletta (OsV): rappresenta il rimborso delle spese di rete e degli oneri di sistema sostenuti. Non costituisce reddito imponibile perché è un rimborso di costi effettivi.
    • Ulteriore componente (Uc): è la parte economicamente rilevante, cioè il valore dell’energia netta immessa in rete che eccede il valore dell’energia netta prelevata dalla rete. Questa parte è soggetta a tassazione come reddito diverso.

    In pratica, non tutto quello che ti accredita il GSE è reddito tassabile: devi identificare la parte che rappresenta l’ulteriore componente (Uc), perché solo quella va dichiarata. Il GSE ti invia ogni anno una rendicontazione dettagliata in cui sono riportate separatamente le due componenti. Conserva questo documento: ti servirà per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi.

    Un esempio pratico: supponiamo che Marco abbia un impianto da 6 kW sul tetto di casa e nel 2025 abbia ricevuto dal GSE un contributo in conto scambio totale di 600 euro. Di questi, 380 euro sono la componente a rimborso oneri (OsV) e 220 euro sono l’ulteriore componente (Uc). Nel Modello Redditi PF 2026, Marco dovrà dichiarare come reddito diverso solo i 220 euro, non l’intero importo di 600 euro.

    Ritiro Dedicato GSE: come si tassano i corrispettivi

    Il Ritiro Dedicato è un meccanismo alternativo allo Scambio sul Posto: invece di compensare l’energia immessa con quella prelevata, il produttore cede direttamente al GSE tutta l’energia prodotta (o la parte eccedente il proprio consumo) a un corrispettivo economico. Il GSE paga mensilmente o trimestralmente l’energia ritirata al prezzo zonale orario (PZO) o, per impianti fino a determinate soglie di potenza, al prezzo minimo garantito.

    Dal punto di vista fiscale, i corrispettivi del Ritiro Dedicato per impianti fino a 20 kW gestiti da persone fisiche non imprenditori sono anch’essi classificati come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. i), del TUIR. In questo caso, però, la tassazione riguarda l’intero corrispettivo ricevuto dal GSE (a differenza dello Scambio sul Posto dove solo l’ulteriore componente è imponibile), al netto delle eventuali spese documentate di produzione.

    Il calcolo del reddito imponibile segue la regola dei redditi diversi: si parte dai proventi lordi percepiti dal GSE nell’anno (indicati nella comunicazione annuale del GSE) e si sottraggono le spese sostenute per produrli. Attenzione: la deducibilità delle spese richiede documentazione precisa. Non è possibile dedurre in modo forfettario.

    Facciamo un altro esempio pratico. Lucia ha un impianto da 10 kW e nel 2025 ha ceduto in Ritiro Dedicato al GSE energia per un corrispettivo complessivo di 1.800 euro. Non avendo sostenuto spese specifiche di produzione deducibili (l’impianto era già completamente ammortizzato e le spese di manutenzione non sono state rilevate), il reddito imponibile è l’intero importo di 1.800 euro. Questi 1.800 euro si sommano agli altri redditi di Lucia e vengono tassati con le aliquote IRPEF ordinarie per scaglione.

    Conto Energia e incentivi GSE: regime fiscale

    Molti impianti fotovoltaici installati tra il 2006 e il 2013 beneficiano degli incentivi previsti dal Conto Energia (dal I al V Conto Energia). Questi incentivi, erogati dal GSE per un periodo di 20 anni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, hanno un trattamento fiscale diverso a seconda della natura del beneficiario.

    Per le persone fisiche non imprenditori con impianti fino a 20 kW, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito – con la Risoluzione n. 22/E del 2 aprile 2013 e la precedente Risoluzione n. 13/E del 2007 – che la tariffa incentivante del Conto Energia non costituisce reddito imponibile se l’impianto è di potenza non superiore a 20 kW e l’energia prodotta viene prevalentemente autoconsumata. Il ragionamento dell’Agenzia è che, in questo contesto, la produzione di energia non configura un’attività commerciale, ma un’attività di mero godimento di un bene immobile.

    Tuttavia, se l’impianto supera i 20 kW oppure se la produzione di energia viene svolta in modo organizzato e continuativo con finalità commerciale, gli incentivi del Conto Energia diventano redditi d’impresa e richiedono Partita IVA e relativa contabilità. È un confine importante che occorre conoscere bene.

    Per chi ancora percepisce incentivi dal Conto Energia (il II e III Conto hanno durata 20 anni, quindi alcuni impianti del 2006-2008 sono già fuori incentivo, mentre quelli del 2009-2013 ancora li percepiscono), è fondamentale verificare la propria situazione specifica e come classificare questi proventi nella dichiarazione dei redditi.

    Come dichiarare i proventi nel Modello 730 e Redditi PF

    Arriviamo alla domanda pratica che più interessa: dove e come si dichiarano i proventi della cessione di energia fotovoltaica al GSE?

    La risposta chiave è questa: i redditi diversi derivanti dalla cessione di energia (sia in Scambio sul Posto che in Ritiro Dedicato) non possono essere dichiarati nel Modello 730. Il Modello 730, infatti, è riservato a lavoratori dipendenti e pensionati e non consente di indicare redditi diversi derivanti da attività produttive non abituali. Per questo tipo di redditi, è obbligatorio utilizzare il Modello Redditi PF (ex Unico Persone Fisiche).

    Ci sono però due possibilità concrete:

    • Modello 730 + Modello Redditi integrativo: se hai già presentato il 730 per i redditi da lavoro/pensione, puoi presentare in aggiunta il Modello Redditi PF limitatamente ai quadri aggiuntivi (tra cui il quadro RL) per dichiarare i proventi fotovoltaici. Questa integrazione è possibile entro il 30 novembre dell’anno successivo a quello d’imposta.
    • Solo Modello Redditi PF: presenti direttamente il Modello Redditi PF (che contiene tutti i quadri, compreso il quadro RL) e non utilizzi il 730. Questa è la soluzione più semplice se hai più fonti di reddito da dichiarare nel Modello Redditi.

    In entrambi i casi, ti consigliamo di rivolgerti a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) per compilare correttamente la dichiarazione. Gli operatori CAF conoscono bene la normativa e possono guidarti nella scelta del modello più adatto e nella compilazione corretta del quadro RL. Puoi approfondire anche le detrazioni nel 730 per ottimizzare la tua dichiarazione complessiva.

    Quadro RL: istruzioni per la compilazione

    Il quadro RL del Modello Redditi PF è la sezione dedicata ai redditi diversi. È qui che vanno inseriti i proventi della cessione di energia fotovoltaica. Vediamo come si compila passo dopo passo.

    La sezione rilevante è la sezione I del quadro RL, intitolata “Redditi diversi”. All’interno di questa sezione, i proventi della cessione di energia fotovoltaica al GSE vanno indicati con il codice 9 nella colonna 1 (tipo reddito), che identifica i “redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lettera i) del TUIR” (redditi derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno e, per estensione applicativa, dalla cessione di energia da impianti non commerciali).

    In dettaglio, le colonne da compilare sono:

    • Colonna 1 (tipo reddito): inserisci il codice appropriato. Per i proventi da cessione di energia fotovoltaica di impianti fino a 20 kW da parte di persone fisiche non imprenditori, il codice corretto è quello che identifica i redditi diversi non classificabili altrimenti – verifica nelle istruzioni ufficiali del Modello Redditi PF dell’anno d’imposta corrente, perché le codifiche possono subire aggiornamenti annuali.
    • Colonna 2 (ammontare lordo): indica il totale dei proventi percepiti dal GSE nell’anno d’imposta 2025. Per lo Scambio sul Posto, inserisci solo l’ulteriore componente (Uc) dal rendiconto GSE; per il Ritiro Dedicato, inserisci l’intero corrispettivo ricevuto.
    • Colonna 3 (spese): indica le spese sostenute e documentate per produrre quel reddito (manutenzione, riparazioni, ecc.). Se non hai spese documentate, la colonna rimane a zero.
    • Colonna 4 (reddito): è la differenza tra colonna 2 e colonna 3, ovvero il reddito netto imponibile.

    Un consiglio pratico: conserva sempre tutta la documentazione relativa al tuo impianto fotovoltaico, inclusi i rendiconti annuali del GSE, le fatture di manutenzione e i contratti con il GSE (Convenzione di Scambio sul Posto o Contratto di Ritiro Dedicato). Questa documentazione è essenziale sia per compilare correttamente la dichiarazione che per rispondere a eventuali richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Puoi consultare l’Ecobonus 2026 e le detrazioni per il risparmio energetico per scoprire ulteriori agevolazioni fiscali legate agli impianti di energia rinnovabile.

    Esempi pratici di calcolo e dichiarazione

    Per rendere ancora più chiaro come funziona la tassazione dell’energia fotovoltaica nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025), ecco tre scenari pratici che rispecchiano le situazioni più comuni.

    ScenarioImpiantoProvento GSE lordo 2025Parte imponibileDove dichiaro
    Mario, Scambio sul Posto6 kW, domestico500 euro (Cs totale)150 euro (solo Uc)Quadro RL, Modello Redditi PF
    Laura, Ritiro Dedicato10 kW, domestico1.800 euro1.800 euro (intero)Quadro RL, Modello Redditi PF
    Giovanni, Conto Energia + SSP8 kW, II Conto Energia2.400 euro incentivo + 200 euro SSP UcSolo 200 euro (incentivo esente per <20 kW)Quadro RL, solo Uc SSP

    Come si vede dalla tabella, il caso più favorevole è quello di Giovanni: l’incentivo del Conto Energia (2.400 euro) non è tassabile perché l’impianto è sotto i 20 kW e per uso domestico, mentre solo la parte economica dello Scambio sul Posto (200 euro) va dichiarata. In questo caso, l’impatto fiscale è minimo ma la dichiarazione va comunque presentata.

    Per calcolare l’imposta IRPEF effettiva dovuta sui proventi fotovoltaici, ricorda che questi si sommano agli altri tuoi redditi. Le aliquote IRPEF 2026 per scaglioni di reddito (anno d’imposta 2025) sono le seguenti:

    Scaglione di redditoAliquota IRPEF
    Fino a 28.000 euro23%
    Da 28.001 a 50.000 euro35%
    Oltre 50.000 euro43%

    Fonte: Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) – le aliquote IRPEF si applicano al reddito complessivo del contribuente.

    Quando serve la Partita IVA per il fotovoltaico

    Uno degli aspetti più delicati della fiscalità del fotovoltaico riguarda la necessità o meno di aprire una Partita IVA. La risposta dipende principalmente dalla potenza dell’impianto e dalla natura dell’attività.

    Secondo la normativa vigente e le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, non è necessaria la Partita IVA nelle seguenti situazioni:

    • Persona fisica non imprenditore con impianto fotovoltaico di potenza nominale non superiore a 20 kW
    • L’energia prodotta viene prevalentemente autoconsumata e solo l’eccedenza viene ceduta al GSE
    • L’attività di cessione di energia non ha carattere di imprenditorialità (non è organizzata sistematicamente per fini commerciali)
    • I proventi sono dichiarati come redditi diversi nel quadro RL del Modello Redditi PF

    La Partita IVA diventa obbligatoria quando si verifica almeno una di queste condizioni:

    • La potenza dell’impianto supera i 20 kW
    • L’attività di produzione e vendita di energia ha carattere abituale e organizzato (elementi di imprenditorialità)
    • L’impianto è installato su un immobile strumentale all’attività d’impresa già svolta
    • Il soggetto è già un imprenditore individuale o una società e l’impianto è connesso all’attività

    Se ti trovi in una situazione borderline (ad esempio hai un impianto da 18-20 kW e stai valutando un ampliamento), è fondamentale consultare un professionista prima di prendere decisioni. Un errore di classificazione può comportare sanzioni significative e l’accertamento di IVA non versata per gli anni precedenti. Per approfondire l’apertura di una Partita IVA e le sue implicazioni fiscali, il CAF Centro Fiscale offre consulenza personalizzata: contattaci per un preventivo.

    Se invece sei già un professionista con Partita IVA in regime forfettario e hai installato un impianto fotovoltaico sul tetto dello studio o dell’abitazione, la situazione è ulteriormente complessa: occorre valutare se l’impianto è strumentale all’attività o se ha natura puramente residenziale, per determinare se i proventi rientrano nel forfettario o vanno dichiarati separatamente.

    Hai un impianto fotovoltaico e non sai come dichiarare i proventi GSE?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il Modello Redditi PF, il quadro RL e tutti gli adempimenti connessi alla vendita di energia fotovoltaica. I nostri esperti fiscali conoscono le normative aggiornate e ti guidano senza sorprese.

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    Domande frequenti sulla tassazione del fotovoltaico

    Abbiamo risposto sopra alle domande più frequenti. Se la tua situazione è diversa o hai dubbi specifici sulla tua dichiarazione dei redditi, il consiglio è sempre quello di rivolgerti a un esperto. La normativa sul fotovoltaico è complessa e in continua evoluzione, e un errore nella dichiarazione può costare molto di più di una consulenza professionale.

    Ricorda inoltre che puoi beneficiare di importanti detrazioni fiscali legate all’energia rinnovabile: l’Ecobonus 2026 prevede detrazioni dal 50% al 65% per interventi di risparmio energetico, inclusa l’installazione di impianti fotovoltaici in determinate condizioni. E se stai valutando pannelli fotovoltaico plug and play, anche in questo caso esistono agevolazioni specifiche da non perdere. Per le questioni connesse all’energia e agli incentivi statali, puoi anche verificare le opportunità del Conto Termico 3.0.

    Hai bisogno di aiuto con la dichiarazione dei redditi del fotovoltaico?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione del Modello Redditi PF, del quadro RL e nella gestione di tutti gli adempimenti fiscali legati alla vendita di energia fotovoltaica al GSE. Prenota un appuntamento o contattaci per un preventivo personalizzato.

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni aspetto della dichiarazione dei redditi, dalla compilazione del quadro RL alla gestione di situazioni complesse con più fonti di reddito. Contattaci per ricevere assistenza personalizzata e senza costi nascosti.

      Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/FOVOVOLTAICO-ARTICOLO-1-1-scaled.png 1280 2560 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-21 08:20:112026-07-21 08:36:58Vendita di energia fotovoltaica al GSE: come tassare i proventi e dichiararli nel 730 e nel modello Redditi 2026
      NOTIZIE

      Bonus esentasse nel 730/2026: quali dichiarare e quali no

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Con l’avvicinarsi della scadenza per la dichiarazione dei redditi, molti contribuenti si chiedono quali bonus e indennità percepiti nel corso del 2025 debbano essere inseriti nel 730/2026. La domanda non è banale: alcune misure sono esenti da IRPEF e non vanno dichiarate, mentre altre concorrono a formare il reddito imponibile e devono essere indicate con attenzione, pena il rischio di errori e conguagli in fase di controllo. Vediamo insieme quali sono i bonus esentasse e quali invece rientrano tra i redditi da dichiarare nel 730/2026.

      Bonus esentasse 730/2026: cosa non si dichiara

      Partiamo dai bonus esentasse, cioè quelle somme che la legge esclude espressamente dalla base imponibile IRPEF. Il caso più diffuso è l’Assegno Unico e Universale (AUU) per i figli a carico, erogato mensilmente dall’INPS. Si tratta di una prestazione che, per espressa previsione normativa, non concorre alla formazione del reddito complessivo: non va quindi inserita nel modello 730/2026 e non incide né sull’IRPEF dovuta né sul calcolo dell’ISEE ai fini della prestazione stessa. In pratica, chi ha percepito l’Assegno Unico nel 2025 non troverà (e non deve cercare) alcuna riga dedicata nel quadro dei redditi.

      Discorso simile vale per il cosiddetto bonus Renzi, oggi trasformato nel trattamento integrativo IRPEF. Questa somma, se spettante, viene già erogata direttamente in busta paga dal datore di lavoro (sostituto d’imposta) e non richiede una dichiarazione separata come “reddito”: semmai, in fase di 730, si verifica se il trattamento integrativo è stato correttamente riconosciuto durante l’anno o se serve un conguaglio a favore del contribuente. Per approfondire questo meccanismo, il CAF Centro Fiscale ha dedicato una guida al trattamento integrativo IRPEF 2026 e al recupero del bonus Renzi nel 730.

      Rientrano generalmente tra le somme esenti anche diversi bonus una tantum introdotti da specifici provvedimenti normativi (ad esempio contributi straordinari per il caro energia o per particolari categorie di famiglie), quando la norma istitutiva ne prevede espressamente la non tassabilità. In questi casi è sempre bene verificare puntualmente il testo della misura, perché non esiste una regola generale valida per ogni bonus: ogni provvedimento può stabilire un trattamento fiscale diverso.

      Cosa va inserito nel 730/2026: i redditi imponibili

      Sul fronte opposto troviamo le indennità che, pur avendo una funzione di sostegno al reddito, sono fiscalmente equiparate a un reddito da lavoro dipendente e devono quindi essere dichiarate nel 730/2026. L’esempio più rilevante è la NASpI, l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS. Anche se la NASpI è già soggetta a ritenuta IRPEF operata direttamente dall’INPS in qualità di sostituto d’imposta, questo non significa che non vada dichiarata: si tratta infatti di un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, che concorre alla formazione del reddito complessivo e va riportato nel Quadro C del modello 730 (o quadro RC del modello Redditi Persone Fisiche), sulla base di quanto indicato nella Certificazione Unica rilasciata dall’INPS.

      In altre parole, chi ha percepito la NASpI nel corso del 2025 dovrà controllare con attenzione la propria Certificazione Unica INPS e riportare l’importo indicato nella dichiarazione, proprio come farebbe con lo stipendio di un lavoro dipendente. Questo passaggio è fondamentale anche per calcolare correttamente eventuali detrazioni per lavoro dipendente spettanti sul periodo di percezione dell’indennità. Per capire come si gestiscono questi redditi all’interno della dichiarazione, può essere utile consultare la guida sul Quadro C del 730/2026 dedicato ai redditi di lavoro dipendente.

      Vale la pena ricordare che il trattamento fiscale delle indennità sostitutive di reddito (disoccupazione, malattia, maternità erogata da INPS in alcuni casi) può presentare differenze in base alla natura specifica della prestazione e alla categoria di lavoratore coinvolta. Per questo motivo, prima di compilare autonomamente il modello, è sempre consigliabile far verificare la propria posizione da un professionista, così da evitare errori che potrebbero generare successivi accertamenti o richieste di conguaglio da parte dell’Agenzia delle Entrate.

      Come riconoscere i bonus esentasse nella propria situazione

      Per orientarsi tra le diverse misure, un primo criterio pratico è controllare se il bonus percepito compare o meno nella Certificazione Unica (CU): se un’indennità è riportata nella CU come reddito, quasi certamente andrà inserita nel 730/2026. Se invece si tratta di un contributo non fiscalmente rilevante, come l’Assegno Unico, normalmente non comparirà tra i redditi imponibili della certificazione.

      Un secondo elemento utile riguarda la fonte normativa del bonus: molte misure una tantum prevedono espressamente, nel decreto o nella legge istitutiva, la clausola di esenzione fiscale. In assenza di questa indicazione, la regola generale del Testo Unico delle Imposte sui Redditi tende a considerare imponibili le somme che sostituiscono un reddito da lavoro. Tra gli aspetti da monitorare per la campagna 730/2026 rientra anche il tema dei rimborsi e conguagli sulle pensioni, un ambito in cui le tempistiche di erogazione INPS incidono direttamente sulle scadenze della dichiarazione: ne parliamo nell’approfondimento su pensioni, quattordicesima e rimborsi 730 a luglio 2026.

      Va infine ricordato che gli errori nella dichiarazione di redditi esenti o, al contrario, l’omissione di indennità imponibili come la NASpI, possono generare lettere di compliance o richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per questo motivo affidarsi a un professionista che verifichi puntualmente ogni voce della Certificazione Unica resta la soluzione più sicura per evitare sorprese.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la compilazione del 730/2026, verificando caso per caso quali bonus vanno dichiarati e quali sono esenti, sia in ufficio che online. Per informazioni e un preventivo personalizzato, contattaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      Luglio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-18 11:00:002026-07-18 09:56:10Bonus esentasse nel 730/2026: quali dichiarare e quali no
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Come compilare il quadro E del 730 nel 2026: guida spese detraibili

      Dichiarazione dei redditi 730

      Il quadro E 730 spese detraibili è la sezione più consultata di tutta la dichiarazione dei redditi, perché è lì che si scaricano le spese che riducono l’IRPEF da pagare o aumentano il rimborso. Nel modello 730/2026 il quadro E è composto da 6 sezioni e da decine di righi, ognuno con regole precise: sbagliare un rigo o un codice significa perdere la detrazione o ricevere una lettera di controllo dall’Agenzia delle Entrate.

      In questa guida vediamo come compilare il quadro E 730 spese detraibili senza errori: quali spese detraibili 730 elenco vanno in ogni sezione, quali codici usare nei righi E8-E10, come gestire ristrutturazioni, Superbonus, Ecobonus e detrazioni per canoni di locazione. Alla fine trovi la sezione dedicata agli errori più comuni e le FAQ. Se preferisci affidarti a un professionista, il CAF Centro Fiscale a Udine compila il quadro E per te, garantendo la correttezza di ogni rigo.

      Indice dei contenuti

      1. Quadro E del 730: le 6 sezioni e a cosa servono
      2. Sezione I: detrazioni 19%/26% e i righi E1-E7 principali
      3. Sezione I: righi E8-E10 con i codici spesa più comuni
      4. Sezione II: oneri deducibili (E21-E32)
      5. Sezione III A: ristrutturazioni, Sismabonus, Superbonus (E41-E43)
      6. Sezione III C e IV: detrazioni 50-110% (E56-E59) e Ecobonus (E61-E62)
      7. Sezione V: detrazioni per canoni di locazione (E71-E72)
      8. Errori comuni da evitare
      9. Domande frequenti sul quadro E
      10. Consulenza CAF per la compilazione

      Quadro E del 730: le 6 sezioni e a cosa servono

      Il quadro E 730 spese detraibili raccoglie tutti gli oneri che riducono l’imposta o il reddito imponibile. È diviso in 6 sezioni, ciascuna con una logica precisa: alcune spese fanno abbassare l’IRPEF (detrazioni), altre riducono direttamente il reddito su cui si calcola l’imposta (deduzioni). Sapere in quale sezione va inserita ogni spesa è il primo passo per compilare correttamente il modello 730/2026.

      • Sezione I — Spese per le quali spetta la detrazione al 19% o 26% (righi E1-E10)
      • Sezione II — Oneri deducibili dal reddito complessivo (righi E21-E32)
      • Sezione III A — Spese per interventi di recupero patrimonio edilizio, Sismabonus e Superbonus (righi E41-E43)
      • Sezione III B — Dati catastali degli immobili oggetto degli interventi
      • Sezione III C — Altre detrazioni sui redditi al 50-110% (righi E56-E59)
      • Sezione IV — Spese per interventi di risparmio energetico Ecobonus (righi E61-E62)
      • Sezione V — Detrazioni per canoni di locazione (righi E71-E72)
      • Sezione VI — Altri dati residuali (rigo E83 e simili)

      Attenzione: la differenza tra detrazione e deduzione è fondamentale. La detrazione (Sezioni I, III, IV, V) riduce l’imposta lorda di una percentuale della spesa; la deduzione (Sezione II) abbassa invece il reddito imponibile, quindi il risparmio dipende dall’aliquota IRPEF applicata. Nei prossimi paragrafi analizziamo sezione per sezione i righi quadro E 730 più utilizzati.

      Sezione I: detrazioni 19%/26% e i righi E1-E7 principali

      La Sezione I del quadro E 730 spese detraibili è la più utilizzata dai contribuenti italiani, perché contiene le spese detraibili al 19% (in alcuni casi al 26%). I righi da E1 a E7 hanno un’etichetta specifica per ogni tipologia di spesa, mentre i righi E8-E10 sono generici e richiedono un codice numerico.

      • Rigo E1 — Spese sanitarie proprie e per familiari a carico (visite, farmaci, ticket, cure specialistiche). Detrazione 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro
      • Rigo E2 — Spese sanitarie sostenute per familiari non fiscalmente a carico affetti da patologie esenti
      • Rigo E3 — Spese sanitarie per portatori di handicap (mezzi ausiliari, sussidi tecnici)
      • Rigo E4 — Spese per acquisto di veicoli destinati a persone con disabilità
      • Rigo E5 — Spese per l’acquisto di cani guida per non vedenti
      • Rigo E6 — Spese sanitarie rateizzate negli anni precedenti (importo superiore a 15.493,71 euro)
      • Rigo E7 — Interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale

      Un esempio pratico: Marco ha speso 800 euro tra farmaci e visite specialistiche. Nel rigo E1 indica 800 euro. Il sistema calcola la detrazione sui 670,89 euro eccedenti la franchigia (800 – 129,11), riconoscendo un beneficio del 19%, pari a circa 127 euro di risparmio IRPEF. È essenziale conservare tutti gli scontrini parlanti e le ricevute per almeno 5 anni, in caso di controlli. Per la gestione delle spese sanitarie familiari è utile il servizio dedicato del CAF Centro Fiscale di Udine.

      Sezione I: righi E8-E10 con i codici spesa più comuni

      I righi E8, E9 ed E10 del quadro E 730 spese detraibili raccolgono tutte le altre spese detraibili al 19% (o 26% per alcune erogazioni liberali) che non hanno un rigo dedicato. Per ciascuna spesa va indicato un codice numerico nella colonna di sinistra e l’importo in quella di destra. Il codice identifica il tipo di spesa: sbagliarlo significa perdere la detrazione.

      • Codice 12 — Spese di istruzione per la frequenza di scuole dell’infanzia, primaria e secondaria
      • Codice 13 — Spese universitarie (tasse, corsi di laurea, master statali e non statali entro limiti)
      • Codice 14 — Spese funebri sostenute per la morte di familiari (max 1.550 euro per decesso)
      • Codice 15 — Spese per addetti all’assistenza personale (badanti) di persone non autosufficienti
      • Codice 16 — Spese per attività sportive praticate da ragazzi tra i 5 e i 18 anni
      • Codice 17 — Compensi di intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’abitazione principale
      • Codice 35 — Erogazioni liberali a favore di ONLUS ed enti del terzo settore
      • Codice 36 — Erogazioni ad associazioni sportive dilettantistiche

      L’elenco completo dei codici (dal 12 al 99, con salti) è riportato nelle istruzioni ufficiali del modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate. Ogni codice ha limiti di importo e requisiti specifici: ad esempio le spese universitarie non statali hanno tetti annui differenziati per area disciplinare e regione. Per non sbagliare, affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale di Udine.

      Un caso particolare che rientra tra i codici della Sezione I riguarda le famiglie con figli con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento): le spese per strumenti compensativi, sussidi tecnici e informatici e doposcuola specialistico hanno un codice dedicato e regole proprie. Per un approfondimento verticale su questa voce di spesa, consulta la nostra guida Spese Detraibili DSA 2026: guida completa per le famiglie con figli con Disturbi dell’Apprendimento.

      Sezione II: oneri deducibili (E21-E32)

      La Sezione II del quadro E 730 spese detraibili raccoglie gli oneri deducibili, cioè le spese che si sottraggono direttamente dal reddito complessivo prima del calcolo dell’IRPEF. Il vantaggio è proporzionale all’aliquota marginale: chi ha un’aliquota IRPEF alta risparmia di più. I righi vanno da E21 a E32.

      • Rigo E21 — Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori (es. contributi INPS, gestione separata, casse professionali)
      • Rigo E22 — Assegno periodico corrisposto al coniuge separato o divorziato (esclusa la quota per i figli)
      • Rigo E23 — Contributi per addetti ai servizi domestici e familiari (colf e badanti) nel limite annuo
      • Rigo E26 — Altri oneri deducibili con codici specifici (rendite, assegni alimentari, contributi consorzi)
      • Rigo E27 — Contributi versati ai fondi pensione integrativi (deducibili fino a 5.164,57 euro annui)

      Un caso frequente: Lucia ha una colf regolarmente contrattualizzata e ha versato 900 euro di contributi INPS a suo carico. Indica l’importo nel rigo E23 e ottiene la deduzione entro il limite di 1.549,37 euro annui. Se ha un’aliquota IRPEF del 35%, risparmia circa 315 euro. Ricorda: gli oneri deducibili vanno documentati con ricevute, F24 o bollettini nominativi.

      Sezione III A: ristrutturazioni, Sismabonus, Superbonus (E41-E43)

      La Sezione III A del quadro E è dedicata ai lavori edilizi agevolati. I righi E41-E43 ospitano gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (bonus ristrutturazioni), gli interventi Sismabonus e le spese ammesse al Superbonus. Per ogni intervento vanno indicati anno, importo totale, quota annuale e dati catastali dell’immobile (che si inseriscono poi nella Sezione III B).

      • Bonus ristrutturazioni — Detrazione del 50% per interventi su abitazione principale (nel 2026 aliquota confermata solo per prima casa; altri immobili al 36%)
      • Sismabonus — Detrazioni variabili in base alla riduzione della classe di rischio sismico
      • Superbonus — Aliquota residua per interventi ammessi nei limiti previsti dalla normativa vigente

      Le detrazioni edilizie si ripartiscono in 10 rate annuali di pari importo. Ogni anno va indicato l’importo della quota di competenza, non l’intero costo dei lavori. Nella Sezione III B vanno riportati i dati catastali dell’immobile (foglio, particella, subalterno, comune) sui quali sono stati eseguiti gli interventi: senza questi dati la detrazione può essere disconosciuta.

      Sezione III C e IV: detrazioni 50-110% (E56-E59) e Ecobonus (E61-E62)

      La Sezione III C del quadro E 730 spese detraibili ospita le altre detrazioni sui redditi derivanti da interventi edilizi speciali, con aliquote variabili dal 50% al 110%. I righi principali sono E56-E59, dedicati a specifiche misure agevolative.

      • Rigo E57 — Bonus mobili ed elettrodomestici per l’arredo di immobili ristrutturati (aliquota e limiti annuali definiti dalla legge di bilancio vigente)
      • Righi E56-E59 — Detrazioni per colonnine di ricarica veicoli elettrici e altre misure agevolative con aliquote 50-110%

      La Sezione IV è invece dedicata all’Ecobonus, cioè agli interventi di risparmio energetico qualificato. I righi E61-E62 ospitano spese per coibentazione, sostituzione infissi, caldaie a condensazione, pompe di calore, pannelli solari termici. Le aliquote sono variabili, in genere 50% o 65% a seconda dell’intervento e dell’immobile.

      Esempio: Anna ha sostituito la caldaia con una a condensazione ad alta efficienza spendendo 4.000 euro. Nel rigo E61 indica la spesa con il codice corrispondente, ottenendo una detrazione ripartita in 10 anni. Ogni anno riporta la quota di competenza nel 730 successivo, finché la detrazione non è completamente utilizzata.

      Sezione V: detrazioni per canoni di locazione (E71-E72)

      La Sezione V del quadro E 730 spese detraibili è riservata agli inquilini che vivono in affitto nell’abitazione principale. I righi E71 ed E72 permettono di ottenere una detrazione IRPEF forfettaria, il cui importo varia in base al reddito complessivo e alla tipologia di contratto.

      • Rigo E71 — Detrazione per inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale, con codice che identifica il tipo di contratto (canone libero, canone concordato, giovani under 31)
      • Rigo E72 — Detrazione per lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro

      Attenzione: la detrazione è forfettaria, cioè fissa in base al reddito e al tipo di contratto, non commisurata al canone effettivamente pagato. Il beneficio si esaurisce se il reddito complessivo supera i limiti previsti (in genere 30.987,41 euro). Per contratti a canone concordato ed inquilini giovani gli importi sono più favorevoli.

      Errori comuni da evitare nella compilazione

      Compilare il quadro E 730 spese detraibili senza errori richiede attenzione, perché ogni rigo ha regole diverse e i codici non ammettono confusione. Gli errori più frequenti che ci capitano di correggere presso il CAF Centro Fiscale di Udine sono i seguenti.

      • Confondere detrazione e deduzione: inserire un contributo previdenziale nel rigo E1 anziché in E21 fa perdere il beneficio
      • Sbagliare il codice nei righi E8-E10 (es. usare il codice 13 per spese scolastiche anziché il 12)
      • Non applicare la franchigia di 129,11 euro sulle spese sanitarie in E1
      • Dimenticare i dati catastali nella Sezione III B per le detrazioni edilizie
      • Indicare l’intero costo dei lavori anziché la quota annuale in E41-E43 (le detrazioni si ripartiscono in 10 rate)
      • Non conservare i giustificativi (scontrini parlanti, fatture, bonifici parlanti per ristrutturazioni)

      Il modello 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate contiene molti dati già inseriti, ma non è infallibile: mancano spesso spese sanitarie non trasmesse, detrazioni per familiari, oneri deducibili. Verificare e integrare il precompilato è indispensabile.

      Domande frequenti sul quadro E

      Consulenza CAF per la compilazione del quadro E

      Il quadro E 730 spese detraibili è la sezione dove si concentra il maggior valore economico per il contribuente, ma anche il maggior rischio di errori. Un rigo sbagliato, un codice errato o un giustificativo mancante possono trasformare un rimborso in una lettera di controllo. Per questo affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine è la scelta più sicura: i nostri operatori compilano ogni rigo del quadro E verificando tutti i codici spesa e la documentazione, così ottieni il massimo del rimborso senza rischi.

      Offriamo il servizio 730 sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) sia online in tutta Italia: raccogliamo i tuoi documenti, calcoliamo la dichiarazione e ti restituiamo il modello firmato. Per iniziare puoi prenotare un appuntamento o consultare la pagina dedicata al servizio 730 del CAF Centro Fiscale a Udine.

      Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-06 07:42:322026-07-06 07:42:32Come compilare il quadro E del 730 nel 2026: guida spese detraibili
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili

      Dichiarazione dei redditi 730

      Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili

      Il Modello 730 2026 riguarda i redditi percepiti nel corso del 2025 e porta con sé alcune novità importanti rispetto agli anni precedenti. Tra le principali: il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (non più dal 15 aprile come in passato), e il tetto massimo complessivo per la maggior parte delle detrazioni al 19% è stato fissato in 75.000 euro di reddito complessivo, con alcune spese escluse da questo limite. Capire quali spese si possono portare in detrazione e quali si possono dedurre dal reddito è fondamentale per pagare il giusto e non lasciare soldi sul tavolo.

      In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: le scadenze 2026, le principali novità normative, l’elenco delle spese detraibili e deducibili più comuni, con gli importi aggiornati e le condizioni per beneficiarne.

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      Indice dei contenuti

      1. Le novità del Modello 730 2026
      2. Scadenze del Modello 730 2026
      3. Spese detraibili al 19%: l’elenco completo
      4. Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni
      5. Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026
      6. Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico
      7. Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili
      8. Documenti da portare al CAF per il 730
      9. Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo
      10. Domande frequenti sul Modello 730 2026

      Le novità del Modello 730 2026

      Il 730/2026 introduce alcune modifiche rispetto agli anni precedenti, sia nelle scadenze sia nelle regole sulle detrazioni. Ecco le principali novità che devi conoscere.

      Precompilato disponibile dal 30 aprile (non più dal 15 aprile)

      Dal 2026, il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate è consultabile dal 30 aprile, non più dal 15 aprile come avveniva in passato. Questa modifica è stata introdotta per consentire all’Agenzia di raccogliere più dati dai sostituti d’imposta e dai sistemi di trasmissione delle spese (Sistema Tessera Sanitaria, catasto, ecc.) prima di popolare la dichiarazione.

      Scaglioni IRPEF: tre aliquote dal 2024 in poi

      Una novità già operativa dal 2024 e confermata per il 2026 riguarda la struttura dell’IRPEF. Prima del 2024 esistevano quattro scaglioni; ora ne esistono tre (riforma introdotta dal D.Lgs. 216/2023):

      Scaglione di redditoAliquota IRPEF
      Fino a 28.000 euro23%
      Da 28.001 a 50.000 euro35%
      Oltre 50.000 euro43%

      La fascia intermedia (25% tra 15.001 e 28.000 euro) è stata eliminata, unificata nella prima aliquota al 23%. Questo ha portato a un risparmio fiscale per chi ha redditi medio-bassi.

      Nuovo tetto di 75.000 euro per le detrazioni al 19%

      Dal 2025 (anno d’imposta dichiarato nel 730/2026) è in vigore una nuova regola: la maggior parte delle detrazioni al 19% sono soggette a un limite decrescente al crescere del reddito. Nello specifico:

      • Chi ha un reddito complessivo fino a 75.000 euro può detrarre al 19% in base alle regole ordinarie (salvo il limite individuale per spesa)
      • Chi supera i 75.000 euro vede ridursi progressivamente le detrazioni disponibili
      • Alcune spese sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita/infortuni, spese per persone con disabilità. Per questi ultimi il limite non si applica. Puoi leggere l’analisi completa nella nostra guida detrazioni 2026 e limite 75.000 euro.

      Scadenze del Modello 730 2026

      Ecco le scadenze principali da segnare in agenda per il Modello 730/2026:

      AdempimentoScadenza
      Disponibilità 730 precompilato30 aprile 2026
      Invio definitivo Modello 73030 settembre 2026
      Invio Modello Redditi PF (autonomi)30 novembre 2026
      730 integrativo (correzione errori)25 ottobre 2026

      Chi può presentare il 730? I lavoratori dipendenti, i pensionati, e chi percepisce redditi assimilati (es. collaboratori coordinati e continuativi). Chi ha partita IVA con redditi d’impresa o lavoro autonomo deve invece presentare il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026.

      Se hai già presentato il 730 e hai ricevuto il rimborso sul cedolino, puoi verificare i dettagli nella nostra guida: rimborso 730 2026: quando viene accreditato e come controllarlo. Per i pensionati invece, puoi trovare informazioni specifiche nell’articolo sul rimborso 730 luglio 2026.

      Spese detraibili al 19%: l’elenco completo

      Le detrazioni fiscali al 19% riducono direttamente l’imposta dovuta (non il reddito imponibile). Significa che se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, risparmi 190 euro di tasse. Ecco le principali categorie.

      Spese sanitarie

      Le spese mediche sono detraibili al 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Non c’è un limite massimo di spesa e sono escluse dal tetto dei 75.000 euro.

      Rientrano in questa categoria:

      • Visite mediche specialistiche (cardiologo, ortopedico, oculista, ecc.)
      • Esami diagnostici (analisi del sangue, ecografie, TAC, risonanze)
      • Ricoveri e interventi chirurgici
      • Acquisto di farmaci con scontrino farmaceutico intestato
      • Protesi ortopediche, dentarie, acustiche
      • Occhiali da vista e lenti a contatto (con scontrino o fattura)
      • Fisioterapia e terapie riabilitative
      • Spese per disabilità (ausili, carrozzine, montascale) — senza franchigia

      Attenzione al pagamento tracciabile: le spese sanitarie devono essere pagate con metodi tracciabili (carta di credito, bancomat, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket sanitari, che si possono pagare anche in contanti.

      Interessi passivi su mutuo per la prima casa

      Gli interessi passivi pagati sul mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa sono detraibili al 19%, con un limite massimo di 4.000 euro per i mutui d’acquisto e di 2.582,28 euro per i mutui di ristrutturazione. Attenzione: per i mutui stipulati prima del 2025, questa detrazione non rientra nel tetto dei 75.000 euro.

      Spese per istruzione

      Sono detraibili al 19% le spese per:

      • Università pubblica: rette e tasse universitarie integralmente
      • Università privata: fino all’importo delle tasse di una pubblica analoga
      • Asilo nido: fino a 632 euro per figlio
      • Scuola dell’infanzia, primaria e secondaria: fino a 800 euro per figlio
      • Mensa scolastica e spese di trasporto scolastico
      • Conservatori e accademie: spese per l’iscrizione dei figli

      Premi assicurativi

      I premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni sono detraibili al 19% fino a 530 euro. Sale a 750 euro se il contratto copre il rischio di non autosufficienza. Per le polizze contro gli eventi calamitosi su immobili, il limite è di 1.291,14 euro. Se vuoi approfondire il confronto tra fondi pensione e assicurazioni vita, leggi la nostra guida: fondo pensione o assicurazione vita: quale conviene.

      Spese veterinarie

      Le spese per le cure degli animali domestici sono detraibili al 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di 550 euro. Anche queste devono essere pagate con metodi tracciabili.

      Spese funebri

      Le spese per servizi funebri sono detraibili al 19% fino a 1.550 euro per ogni decesso di un familiare a carico.

      Erogazioni liberali (donazioni)

      Le donazioni a ONLUS, APS e organizzazioni del Terzo Settore sono detraibili al 30% (35% per le ASD) fino a 30.000 euro. Le donazioni a partiti politici sono detraibili al 26% tra 30 e 100.000 euro.

      Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni

      Prima di elencare le spese deducibili, chiariamo la differenza fondamentale rispetto alle detrazioni:

      • Detrazione al 19%: riduce direttamente l’imposta da pagare (l’IRPEF). Se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, l’IRPEF scende di 190 euro.
      • Deduzione dal reddito: riduce il reddito imponibile su cui si calcola l’IRPEF. Se hai una deduzione di 1.000 euro e sei nello scaglione al 23%, paghi 230 euro di IRPEF in meno. Se sei nello scaglione al 35%, risparmi 350 euro.

      Le deduzioni, quindi, valgono di più per chi ha redditi più alti (perché l’aliquota è più alta). Vediamo le principali.

      Contributi previdenziali e assistenziali

      I contributi INPS pagati nel 2025 sono integralmente deducibili dal reddito. Rientrano in questa categoria:

      • Contributi alla Gestione Separata INPS (per collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.)
      • Contributi artigiani e commercianti
      • Contributi volontari INPS per riscatto anni di studio, ricongiunzione, ecc.
      • Contributi a casse professionali (avvocati, ingegneri, medici, ecc.)
      • Contributi per colf e badanti: il datore può dedurre fino a 1.549,37 euro all’anno

      Fondi pensione complementare

      I versamenti a fondi pensione integrativi sono deducibili fino a 5.164,57 euro annui. È uno dei meccanismi di risparmio fiscale più potenti disponibili per i lavoratori dipendenti: oltre al risparmio IRPEF immediato, il capitale si accumula con vantaggi fiscali in fase di rendita.

      Assegno di mantenimento al coniuge separato

      L’assegno periodico corrisposto all’ex coniuge (non quello per i figli) in base a provvedimento dell’autorità giudiziaria è integralmente deducibile. Non si deduce l’assegno per i figli.

      Spese mediche per persone con disabilità

      Le spese sanitarie sostenute per persone con disabilità grave (legge 104/1992) sono deducibili integralmente dal reddito, senza franchigia e senza limite massimo. Questa categoria comprende anche le spese per assistenza personale.

      Erogazioni liberali a enti religiosi

      Le donazioni a istituzioni religiose riconosciute (come la CEI, le chiese valdesi, ecc.) sono deducibili fino a 1.032,91 euro per ciascuna istituzione.

      Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026

      Un familiare è considerato “a carico” quando ha un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli fino a 24 anni).

      Detrazione per coniuge a carico

      La detrazione per il coniuge fiscalmente a carico è pari a 950 euro (aggiornata rispetto al precedente valore di 800 euro) ed è decrescente al crescere del reddito. Si azzera per redditi molto elevati.

      Detrazione per figli a carico (over 21 anni)

      Per i figli di età superiore a 21 anni (non sostituiti dall’Assegno Unico Universale), la detrazione è di 950 euro per figlio. I figli fino a 21 anni rientrano invece nell’Assegno Unico Universale, prestazione mensile erogata direttamente dall’INPS.

      Detrazione per altri familiari a carico

      Per genitori, suoceri, fratelli, sorelle e altri familiari conviventi a carico, la detrazione è pari a 750 euro per ciascun familiare, decrescente con il reddito.

      Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico

      Questa categoria di detrazioni interessa moltissimi contribuenti che hanno effettuato lavori in casa nel 2025. Ecco le principali aliquote applicabili nel 730/2026:

      Tipologia lavoriDetrazioneLimite spesa (per unità)Rate
      Ristrutturazione edilizia (art. 16-bis TUIR)50%96.000 euro10 anni
      Bonus mobili ed elettrodomestici (collegato a ristrutturazione)50%5.000 euro10 anni
      Ecobonus (risparmio energetico standard)50% o 65%Variabile per intervento10 anni
      Sismabonus (aree sismiche)50%-85%96.000 euro per unità5 anni

      Nota importante: Il Superbonus al 110% e al 70% (per lavori avviati rispettivamente prima del 2023 e nel 2024) continua a comparire nel 730/2026 per i contribuenti che stanno ancora recuperando le quote annuali in detrazione. Chi ha ceduto il credito o optato per lo sconto in fattura non inserisce nulla in dichiarazione.

      Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili

      Per presentare il Modello 730 hai tre possibilità:

      1. Tramite il CAF (Centro di Assistenza Fiscale): è la modalità più semplice e sicura. Il CAF verifica la documentazione, compila la dichiarazione e la trasmette. In caso di errore del CAF, la responsabilità è del CAF stesso, non del contribuente.
      2. Tramite il datore di lavoro o ente pensionistico (sostituto d’imposta): se il datore di lavoro offre questo servizio, puoi presentare il 730 direttamente.
      3. In autonomia tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate: accedendo al sito con SPID, CIE o CNS, puoi modificare e inviare il 730 precompilato. Richiede però competenza specifica.

      Perché scegliere il CAF? Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la correttezza dei dati, ti aiuta a non dimenticare nessuna spesa detraibile e risponde in caso di eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate. La responsabilità per eventuali errori nella dichiarazione presentata tramite CAF è del CAF stesso.

      Documenti da portare al CAF per il 730

      Quando prenoti un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine, porta con te:

      • Documento d’identità e codice fiscale (tuo e dei familiari a carico)
      • CU (Certificazione Unica) del datore di lavoro o ente pensionistico
      • Documentazione spese sanitarie: scontrini farmaceutici, fatture medici/strutture sanitarie (il Sistema Tessera Sanitaria ne precarica molte, ma verifica sempre)
      • Documentazione mutuo prima casa: certificato degli interessi passivi rilasciato dalla banca
      • Fatture ristrutturazione edilizia e bonifici parlanti
      • Scontrini/fatture spese scolastiche (rette asilo nido, università, ecc.)
      • Premi assicurativi: polizze vita/infortuni con indicazione del premio annuo
      • Estratti conto fondi pensione con versamenti effettuati nel 2025
      • 730 dell’anno precedente (utile per confronto e per verificare eventuali eccedenze)
      • Per chi ha carichi di famiglia non già presenti in anagrafe: autocertificazione

      Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo

      Se ti accorgi di aver commesso un errore nel 730 già inviato, puoi rimediare:

      • 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026: puoi presentare un 730 correttivo tramite CAF o sostituto d’imposta. Se il secondo 730 è a favore del contribuente (maggior rimborso o minor debito), viene elaborato entro novembre 2026.
      • Modello Redditi PF integrativo: se l’errore non è correggibile tramite 730 integrativo (ad esempio perché hai presentato autonomamente o per redditi non inseribili nel 730), puoi presentare il Modello Redditi PF integrativo entro il 30 novembre 2026.
      • Ravvedimento operoso: se hai omesso di presentare la dichiarazione entro il 30 settembre 2026, puoi presentarla in ritardo entro 90 giorni con una sanzione ridotta di 25 euro (1/10 di 250 euro). Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa e le sanzioni sono ben più severe (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta).

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      Domande frequenti sul Modello 730 2026

      Quando è disponibile il 730 precompilato 2026?

      Dal 30 aprile 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS. Rispetto agli anni precedenti, la disponibilità è stata posticipata dal 15 aprile al 30 aprile.

      Entro quando si deve presentare il Modello 730?

      La scadenza è il 30 settembre 2026. Per i chi presenta autonomamente via portale AdE o tramite CAF.

      Quali spese non rientrano nel limite dei 75.000 euro?

      Sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita e infortuni, spese per persone con disabilità e spese di recupero del patrimonio edilizio (ristrutturazioni) già avviate prima del 2025.

      Posso detrarre le spese pagate in contanti?

      Per la maggior parte delle spese detraibili (sanitarie, veterinarie, scolastiche, ecc.) il pagamento deve essere tracciabile (carta, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket del Servizio Sanitario Nazionale, che si possono pagare in contanti.

      Ho una colf o badante: cosa posso dedurre?

      I contributi INPS versati per colf e badanti sono deducibili fino a 1.549,37 euro annui. Se hai sostenuto spese per l’assistenza a un anziano non autosufficiente, puoi detrarre anche le spese di assistenza fino a un massimo di 2.100 euro (al 19%), a condizione che l’assistito abbia un reddito non superiore a 40.000 euro. Per tutti i dettagli leggi la nostra guida specifica: detrazione spese assistenza anziani 2026.

      Quando mi viene rimborsato l’importo a credito?

      Se hai un rimborso, questo viene erogato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico con il cedolino di luglio (per i dipendenti) o agosto/settembre (per i pensionati). Per informazioni dettagliate sui tempi consulta il nostro articolo: rimborso 730 2026: quando arriva e come controllarlo.


      Hai bisogno di aiuto con il tuo 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per compilare e trasmettere la tua dichiarazione dei redditi in modo corretto e senza stress. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine. Puoi contattarci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Prenota il tuo appuntamento: la nostra assistenza è personalizzata e professionale.

      Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 04:31:352026-07-03 07:54:07Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Detrazione spese assistenza anziani 2026: guida completa per il 730

      Dichiarazione dei redditi 730

      La detrazione spese assistenza anziani 2026 è un beneficio fiscale che permette di recuperare il 19% delle spese sostenute per pagare una badante o un addetto all’assistenza personale, fino a un massimo di 2.100 euro. Puoi beneficiarne se hai un anziano non autosufficiente in famiglia e un reddito complessivo non superiore a 40.000 euro. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere per compilare correttamente il modello 730 2026 e ottenere il rimborso IRPEF spettante.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la detrazione spese assistenza anziani 2026
      2. Requisiti per accedere alla detrazione
      3. Importo e calcolo della detrazione
      4. Chi è considerato non autosufficiente
      5. Spese ammesse e documenti necessari
      6. Come compilare il 730: istruzioni pratiche
      7. Tetto detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro
      8. Detrazione se l’anziano non è a carico fiscalmente
      9. Tabella riassuntiva: i numeri chiave
      10. Domande frequenti (FAQ)

      Cos’è la detrazione spese assistenza anziani 2026

      La detrazione spese assistenza anziani 2026 è disciplinata dall’articolo 15, comma 1, lettera i-septies del TUIR (DPR 917/1986). Si tratta di una detrazione IRPEF del 19% sulle spese sostenute per retribuire gli addetti all’assistenza personale di soggetti che non sono in grado di svolgere autonomamente le attività quotidiane di base.

      In parole semplici: se hai pagato una badante per assistere un anziano non autosufficiente — che sia un genitore, un nonno, o un altro familiare — puoi portare quella spesa in detrazione nella dichiarazione dei redditi. Il Fisco ti restituisce il 19% delle spese, fino a un massimo calcolato su 2.100 euro. Significa che il rimborso massimo ottenibile è di 399 euro (19% × 2.100 euro).

      Questa agevolazione si inserisce nel quadro delle detrazioni fiscali previste per le spese che le famiglie italiane sostengono per far fronte a bisogni essenziali. L’obiettivo del legislatore è alleviare il peso economico di chi si prende cura di un anziano non autosufficiente, una spesa spesso molto elevata e difficilmente evitabile.

      Requisiti per accedere alla detrazione

      Per poter fruire della detrazione assistenza anziani nel 730 2026, devono ricorrere contemporaneamente alcune condizioni essenziali. Vediamole nel dettaglio.

      Il primo requisito riguarda il reddito complessivo del dichiarante. La legge stabilisce che la detrazione spetta soltanto se il reddito complessivo non supera 40.000 euro. Si tratta del reddito complessivo del soggetto che sostiene la spesa, non dell’anziano assistito. Superato questo limite, il beneficio non è accessibile.

      Il secondo requisito riguarda la condizione dell’assistito: la persona che riceve le cure deve essere non autosufficiente nel compimento degli atti della vita quotidiana. Non basta una generica difficoltà: occorre che la non autosufficienza sia documentata (vedi sezione dedicata più avanti). L’assistito può essere il dichiarante stesso oppure un familiare — anche non fiscalmente a carico.

      Il terzo requisito riguarda la natura delle spese: devono trattarsi di compensi pagati ad addetti all’assistenza personale. Rientrano quindi le retribuzioni pagate alla badante, all’assistente familiare o a qualsiasi altro operatore che svolga concretamente l’assistenza alla persona. Non rientrano, invece, le spese per il ricovero in strutture residenziali (RSA, case di riposo), né i costi per farmaci o visite mediche, che seguono regole diverse.

      In sintesi, i requisiti sono:

      • Reddito complessivo del dichiarante: non superiore a 40.000 euro
      • Condizione dell’assistito: non autosufficienza certificata negli atti quotidiani
      • Natura della spesa: compensi per addetti all’assistenza personale (badante, assistente)
      • Tracciabilità del pagamento: le spese devono essere documentate e tracciabili

      Importo e calcolo della detrazione

      L’art. 15 c. 1 lett. i-septies TUIR stabilisce che la detrazione è pari al 19% delle spese sostenute, calcolata su un importo massimo di 2.100 euro. Questo significa che il risparmio fiscale massimo ottenibile è di 399 euro (calcolato come 19% × 2.100 euro).

      Il limite di 2.100 euro è complessivo per l’intero nucleo familiare, non per ogni singola persona assistita. Ciò vuol dire che, anche se in famiglia ci sono due anziani non autosufficienti, la soglia massima su cui calcolare la detrazione rimane 2.100 euro in totale.

      Un aspetto importante riguarda la ripartizione della detrazione tra più dichiaranti. Se le spese per la badante vengono sostenute da più familiari (ad esempio, due figli che dividono il costo), ognuno può detrarre la propria quota, ma sempre nel rispetto del limite complessivo di 2.100 euro. In pratica:

      • Fratello A paga 1.000 euro → detrae 19% di 1.000 = 190 euro
      • Fratella B paga 1.100 euro → detrae 19% di 1.100 = 209 euro
      • Totale detratto: 399 euro (il massimo consentito, poiché 1.000 + 1.100 = 2.100 euro)

      Se invece uno dei due fratelli pagasse da solo 3.000 euro, potrebbe detrarre solo il 19% di 2.100 euro = 399 euro. La parte eccedente (900 euro) non è detraibile in questa voce. Facciamo un esempio pratico completo:

      Esempio pratico: Mario ha un reddito complessivo di 28.000 euro e ha pagato la badante per la madre non autosufficiente 4.800 euro nell’anno 2025. Nel modello 730 2026, Mario può inserire nella riga E41 del quadro E un importo massimo di 2.100 euro. La detrazione spettante sarà 399 euro (2.100 × 19%), che verrà direttamente scalata dall’IRPEF dovuta o rimborsata nel cedolino stipendio di luglio (per i lavoratori dipendenti con sostituto d’imposta).

      Chi è considerato non autosufficiente

      La normativa fiscale definisce non autosufficiente la persona che non è in grado di compiere autonomamente gli atti della vita quotidiana. Non è richiesta necessariamente una disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104/1992, anche se spesso le due condizioni si sovrappongono.

      Le istruzioni ministeriali al modello 730 precisano che la non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana si riferisce all’incapacità di svolgere almeno alcune delle seguenti attività in modo autonomo:

      • Assunzione degli alimenti (alimentarsi da soli)
      • Deambulazione (muoversi autonomamente)
      • Vestirsi e svestirsi
      • Igiene personale (lavarsi, curare la propria persona)
      • Espletamento delle funzioni fisiologiche
      • Interazioni cognitive essenziali

      La non autosufficienza deve essere attestata da un medico. Nella pratica, è sufficiente una certificazione medica rilasciata dal medico curante (medico di medicina generale) o da un medico specialista che attesti lo stato di non autosufficienza. Non è necessaria una specifica commissione INPS o ASL, anche se l’eventuale verbale di invalidità civile o la certificazione di handicap grave ex Legge 104 sono certamente documenti validi e facilmente spendibili.

      Un punto spesso frainteso: non è necessario che l’anziano abbia un’età minima. La detrazione spetta per qualsiasi persona non autosufficiente, indipendentemente dall’età. Un adulto di 50 anni con grave malattia degenerativa che necessita di assistenza h24 può rientrare nella fattispecie tanto quanto un ultraottantenne.

      Analogamente, non è richiesto che l’assistito sia fiscalmente a carico del dichiarante. Anche se l’anziano ha una propria pensione e non risulta fiscalmente a carico del figlio che paga la badante, quest’ultimo può comunque detrarre le spese sostenute. Questo è un aspetto molto importante che spesso le famiglie ignorano.

      Spese ammesse e documenti necessari

      Non tutte le spese legate alla cura di un anziano sono detraibili con questa voce specifica. È fondamentale capire cosa rientra e cosa no nella detrazione per spese di assistenza personale.

      Spese ammesse: rientrano nella detrazione le retribuzioni corrisposte alla badante o all’assistente familiare, compresi i contributi previdenziali INPS pagati dalla famiglia. In particolare sono detraibili:

      • Stipendio netto corrisposto alla badante
      • Contributi INPS per lavoro domestico (quota a carico del datore di lavoro)
      • Compensi ad agenzie di assistenza che forniscono il personale
      • Retribuzioni per assistenti familiari iscritti all’INPS come lavoratori domestici

      Spese NON ammesse in questa voce: non rientrano nella detrazione i-septies le spese per:

      • Ricovero in RSA o casa di riposo (segue regole diverse)
      • Farmaci e medicinali (detraibili come spese sanitarie nella lett. c)
      • Visite mediche e specialistiche (lett. c)
      • Protesi e ausili (lett. c)
      • Spese per la casa (adattamenti, ascensori, ecc. — seguono bonus edilizi)

      Per quanto riguarda i documenti da conservare, l’Agenzia delle Entrate richiede che il contribuente sia in grado di dimostrare la spesa sostenuta e la condizione di non autosufficienza dell’assistito. In particolare è necessario conservare:

      • Ricevute di pagamento (bonifico bancario, assegno, ricevuta firmata dalla badante)
      • Buste paga della lavoratrice domestica
      • Ricevuta versamento contributi INPS (il bollettino PagoPA/MAV)
      • Certificazione medica attestante la non autosufficienza dell’assistito
      • Contratto di lavoro con la badante (CCNL Lavoro Domestico)

      Attenzione alla tracciabilità del pagamento: sebbene la normativa non imponga in modo assoluto il pagamento tracciabile per questa specifica detrazione (a differenza delle spese edilizie e di alcune spese sanitarie), è fortemente consigliato pagare la badante con bonifico bancario o assegno. I pagamenti in contanti, pur non esplicitamente vietati, sono più difficili da documentare in caso di controllo fiscale.

      Le spese per colf e badanti hanno un trattamento fiscale complesso. Il CAF Centro Fiscale a Udine è specializzato nella gestione di queste pratiche: dalla stipula del contratto al versamento dei contributi INPS, fino alla corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

      Come compilare il 730: istruzioni pratiche

      Nella dichiarazione dei redditi 2026 (modello 730/2026 per l’anno d’imposta 2025), la detrazione spese assistenza anziani va inserita nel Quadro E — Oneri e spese, precisamente nella sezione dedicata alle spese per le quali spetta la detrazione del 19%.

      La voce specifica è la riga E41 del modello 730, codice spesa 30. In questa riga dovrai indicare:

      • Colonna 1: il codice 30 (spese per addetti all’assistenza personale)
      • Colonna 2: l’importo della spesa sostenuta, fino a un massimo di 2.100 euro

      Attenzione: l’importo da inserire è la spesa effettivamente sostenuta, non la detrazione. Il software della dichiarazione precompilata o del CAF calcolerà automaticamente il 19% da applicare. Se hai speso 3.500 euro per la badante, inserisci comunque 2.100 euro (il massimo detraibile).

      Un aspetto fondamentale: nel quadro E dovrai anche dichiarare il codice fiscale della persona non autosufficiente assistita. Questa informazione è obbligatoria e permette all’Agenzia delle Entrate di verificare la spettanza della detrazione. Ricorda di averlo pronto al momento della compilazione.

      Riguardo al 730 precompilato 2026: dal 30 aprile 2026 (data anticipata rispetto al passato) l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il modello precompilato. Le spese per la badante potrebbero non essere già presenti nel precompilato, soprattutto se il pagamento è avvenuto in contanti o tramite modalità non comunicata al Fisco. In questo caso dovrai integrare manualmente il dato. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione corretta del modello 730: i nostri operatori verificano che tutte le detrazioni spettanti siano inserite correttamente.

      La scadenza per presentare il 730 2026 è il 30 settembre 2026. Per i lavoratori dipendenti con sostituto d’imposta, il rimborso eventuale viene erogato direttamente nella busta paga (di norma a partire da luglio/agosto). Per i pensionati il rimborso arriva nel cedolino pensione.

      Tetto detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro

      Una novità importante introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) riguarda il tetto massimo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi elevati. A partire dall’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 2026), chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro non può più detrarre liberamente tutte le spese: subisce un limite.

      In base al nuovo art. 16-ter TUIR introdotto dalla L. 207/2024, il totale delle detrazioni ammissibili viene limitato a un importo base moltiplicato per un coefficiente familiare:

      • Reddito tra 75.001 e 100.000 euro → importo base 14.000 euro
      • Reddito superiore a 100.000 euro → importo base 8.000 euro

      L’importo base viene poi moltiplicato per un coefficiente che dipende dal numero di figli a carico:

      • Nessun figlio a carico → coefficiente 0,50
      • 1 figlio a carico → coefficiente 0,70
      • 2 figli a carico → coefficiente 0,85
      • Più di 2 figli o almeno 1 figlio disabile → coefficiente 1,00

      Esempio pratico: Lucia ha un reddito di 90.000 euro e nessun figlio a carico. L’importo base è 14.000 euro, moltiplicato per 0,50 = 7.000 euro. Questo è il massimo totale di detrazioni (al netto degli oneri esclusi) che Lucia può far valere nella dichiarazione 2026.

      Attenzione: la detrazione per spese di assistenza personale (lett. i-septies) è inclusa nel computo del tetto. A differenza delle spese sanitarie (lett. c) che sono esplicitamente escluse dal tetto, le spese per la badante rientrano nel calcolo. Questo significa che un contribuente con reddito superiore a 75.000 euro dovrà tenere conto di questo limite anche per la detrazione dell’assistenza anziani.

      Va comunque ricordato che la detrazione i-septies ha già un suo requisito di reddito massimo: non spetta a chi supera 40.000 euro. Per questa ragione, il tetto da 75.000 euro nella maggior parte dei casi non interferisce con la detrazione per assistenza anziani, poiché chi ha redditi sopra 40.000 euro già non può fruire di questa voce specifica. Il problema del tetto si pone solo in situazioni marginali (ad esempio, se la detrazione viene fruita da un soggetto che ha un reddito intorno a 40.000 euro in un anno e supera 75.000 in un altro).

      Hai dubbi su come interagiscono le diverse detrazioni con il tetto del reddito? Il team del CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua situazione specifica e ottimizzare la dichiarazione dei redditi.

      Detrazione se l’anziano non è a carico fiscalmente

      Uno degli aspetti più interessanti e meno noti della detrazione per spese di assistenza personale è che la legge non richiede che l’anziano assistito sia fiscalmente a carico del dichiarante. La norma (art. 15 c. 1 lett. i-septies TUIR) non pone questa condizione.

      Questo significa che il figlio che paga la badante per il padre pensionato può detrarre la spesa anche se il padre ha una pensione propria e quindi non è considerato fiscalmente a carico (ricordiamo che si è fiscalmente a carico se il reddito annuo non supera 2.840,51 euro, o 4.000 euro per i figli under 24). Nella pratica, quasi nessun anziano che riceve pensione è fiscalmente a carico del figlio, ma questo non impedisce la detrazione delle spese di assistenza.

      In questo scenario il dichiarante deve verificare solo il proprio reddito complessivo (non deve superare 40.000 euro) e le spese sostenute devono essere effettivamente a carico suo — cioè deve essere lui/lei a pagare la badante, non l’anziano stesso.

      Un caso frequente: la pensione del padre non autosufficiente non è sufficiente per pagare la badante. I figli integrano la somma mancante. In questo caso, ciascun figlio può detrarre la quota di spesa che ha effettivamente sostenuto (sempre nel rispetto del limite complessivo di 2.100 euro). L’importante è avere la documentazione (bonifici, ricevute) che dimostri chi ha pagato e quanto.

      Esistono inoltre deduzioni INPS specifiche per i contributi versati per colf e badanti: si tratta della deduzione dal reddito complessivo dei contributi previdenziali e assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici. Questa deduzione è distinta dalla detrazione i-septies ed è fruibile anche quando il reddito supera 40.000 euro. Il CAF Centro Fiscale a Udine ti aiuta a sfruttare entrambe le agevolazioni.

      Tabella riassuntiva: i numeri chiave

      Ecco una tabella con tutti i dati essenziali sulla detrazione spese assistenza anziani 2026 da tenere sempre a portata di mano durante la compilazione del 730.

      ParametroValore 2026Note
      Norma di riferimentoArt. 15 c. 1 lett. i-septies TUIRDPR 917/1986
      Aliquota detrazione19%Standard art. 15 TUIR
      Spesa massima detraibile2.100 euroLimite complessivo per nucleo
      Risparmio fiscale massimo399 euro19% × 2.100 euro
      Limite reddito dichiaranteNon superiore a 40.000 euroReddito complessivo annuo
      Condizione dell’assistitoNon autosufficiente certificatoCertificazione medica obbligatoria
      Anziano a carico?Non richiestoDetrae anche il figlio con padre pensionato
      Riga del 730Quadro E, riga E41, codice 30Modello 730/2026
      Scadenza 730 202630 settembre 2026Proroga possibile con +0,40%
      Tetto redditi > 75.000Si applica (art. 16-ter TUIR)Ma raramente interagisce con questa voce

      Domande frequenti (FAQ)

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      Conclusione

      La detrazione spese assistenza anziani 2026 è un’agevolazione importante per le famiglie che sostengono il costo di una badante per un familiare non autosufficiente. Con un risparmio fiscale massimo di 399 euro e la possibilità di cumulare questa voce con la deduzione dei contributi INPS, si tratta di un beneficio che vale la pena non perdere.

      I punti chiave da ricordare: reddito massimo 40.000 euro, spesa massima 2.100 euro, certificazione medica obbligatoria, inserimento in Quadro E riga E41 codice 30 del modello 730. Le spese vanno documentate e, preferibilmente, pagate in modo tracciabile.

      Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri esperti verificano che tutte le detrazioni spettanti — compresa quella per la badante — siano correttamente inserite nel tuo 730.
      Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Trovi il nostro ufficio in Viale Tullio 13, Udine. Il servizio è disponibile sia in presenza che online in tutta Italia.

      Luglio 2, 2026/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 03:31:352026-07-02 00:22:09Detrazione spese assistenza anziani 2026: guida completa per il 730
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Rimborso 730 2026: Quando Viene Accreditato sul Conto e Come Controllare Online

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Hai presentato il modello 730/2026 e ti aspetti un rimborso IRPEF? La domanda che tutti i contribuenti si pongono è la stessa: quando viene accreditato il rimborso del 730 sul conto corrente? La risposta dipende da chi sei: lavoratore dipendente con sostituto d’imposta, pensionato o contribuente senza sostituto. In questa guida trovi le date precise, le modalità di accredito e come controllare lo stato del rimborso online, direttamente dall’Agenzia delle Entrate o dall’INPS.

      Indice dei contenuti

      1. Come funziona il rimborso 730: le basi
      2. Date accredito rimborso 730/2026: il calendario completo
      3. Contribuenti senza sostituto d’imposta: rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate
      4. Come controllare lo stato del rimborso 730 online
      5. Il rimborso 730 non è ancora arrivato: cosa fare
      6. Domande frequenti sul rimborso 730/2026
      7. Articoli correlati sul rimborso 730 e la dichiarazione dei redditi
      8. Hai dubbi sul rimborso 730? Il CAF Centro Fiscale ti assiste

      Come funziona il rimborso 730: le basi

      Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi “assistita”: significa che non sei tu a versare o ricevere importi direttamente dall’Erario, ma lo fa per te il tuo sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro (se sei dipendente) o l’INPS (se sei pensionato). In alternativa, se non hai un sostituto d’imposta, l’Agenzia delle Entrate eroga il rimborso direttamente.

      Se dalla dichiarazione emerge un credito a tuo favore — cioè hai pagato più IRPEF di quanto dovevi — il sistema provvede automaticamente ad accreditartelo. Non devi fare nessuna richiesta aggiuntiva: il rimborso avviene in modo automatico, rispettando il calendario stabilito dalla normativa (DPR n. 322/1998 e istruzioni Agenzia delle Entrate).

      Date accredito rimborso 730/2026: il calendario completo

      Le tempistiche del rimborso cambiano in base alla categoria di contribuente. Ecco il calendario aggiornato per l’anno di imposta 2025 (730 presentato nel 2026):

      Lavoratori dipendenti (sostituto d’imposta privato)

      Per i lavoratori dipendenti con azienda o ente privato come sostituto d’imposta, il rimborso viene erogato direttamente in busta paga. Le tempistiche dipendono da quando il CAF o il datore di lavoro ha inviato il 730 all’Agenzia delle Entrate:

      • 730 inviato entro il 31 maggio 2026: rimborso in busta paga di luglio 2026
      • 730 inviato entro il 20 giugno 2026: rimborso in busta paga di luglio 2026 (per la maggior parte dei sostituti)
      • 730 inviato entro il 15 luglio 2026: rimborso in busta paga di agosto 2026
      • 730 inviato entro il 29 settembre 2026: rimborso in busta paga di settembre/ottobre 2026

      In pratica: la maggior parte dei lavoratori dipendenti che ha presentato il 730 tramite CAF entro giugno riceverà il rimborso già nella busta paga di luglio 2026. L’importo apparirà come voce separata nella busta paga, solitamente etichettata come “conguaglio IRPEF a credito” o “rimborso IRPEF 730”.

      Pensionati (sostituto d’imposta INPS)

      Per i pensionati, il sostituto d’imposta è l’INPS, che eroga il rimborso direttamente sulla pensione. Le date sono leggermente diverse rispetto ai lavoratori dipendenti:

      • 730 inviato entro il 31 maggio 2026: rimborso sulla pensione di agosto 2026
      • 730 inviato entro il 15 luglio 2026: rimborso sulla pensione di settembre 2026
      • 730 inviato entro il 29 settembre 2026: rimborso sulla pensione di ottobre/novembre 2026

      Questo significa che per i pensionati c’è circa un mese di ritardo rispetto ai dipendenti. È una differenza strutturale legata ai tempi di elaborazione dell’INPS in quanto sostituto d’imposta. Il rimborso comparirà nel cedolino della pensione come voce aggiuntiva.

      Per approfondire il tema dei rimborsi sui pensionati, puoi consultare la nostra guida dedicata: Rimborso 730 Pensionati 2026: quando arriva sulla pensione.

      Contribuenti senza sostituto d’imposta: rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate

      Se sei un lavoratore autonomo, un professionista o un contribuente senza un datore di lavoro (sostituto d’imposta), il rimborso non avviene tramite busta paga ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate. In questo caso:

      • Il rimborso viene accreditato sul conto corrente bancario o postale che hai indicato nella dichiarazione
      • I tempi sono generalmente più lunghi rispetto ai lavoratori dipendenti: di solito da settembre a dicembre 2026, ma possono protrarsi fino all’anno successivo in caso di controlli
      • L’Agenzia delle Entrate può richiedere documentazione aggiuntiva prima di procedere con l’accredito

      Se hai diritto a un rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate ma non hai indicato un IBAN al momento della dichiarazione, l’Agenzia ti invierà un vaglia postale o una comunicazione per aggiornare i dati bancari. È fondamentale tenere aggiornate queste informazioni sul cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

      Come controllare lo stato del rimborso 730 online

      Puoi verificare in qualsiasi momento a che punto è il tuo rimborso IRPEF attraverso due strumenti ufficiali: il portale dell’Agenzia delle Entrate e, per i pensionati, MyINPS.

      Verifica rimborso su Agenzia delle Entrate (per tutti)

      L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio di verifica dello stato del rimborso accessibile con SPID, CIE o credenziali Fisconline:

      1. Vai su agenziaentrate.gov.it e accedi all’area riservata con SPID o CIE
      2. Clicca su “Il mio cassetto fiscale”
      3. Vai alla sezione “Rimborsi”
      4. Troverai l’elenco dei rimborsi con lo stato: in lavorazione, liquidato o erogato

      In alternativa, puoi usare il servizio “Controlla il tuo rimborso” direttamente sulla home dell’Agenzia delle Entrate, disponibile senza autenticazione inserendo codice fiscale e anno d’imposta.

      Verifica rimborso su MyINPS (solo per pensionati)

      I pensionati che hanno presentato il 730 attraverso l’INPS come sostituto d’imposta possono verificare lo stato del conguaglio sul cedolino della pensione:

      1. Accedi a myinps.inps.it con SPID o CIE
      2. Vai su “Pensione e Previdenza” → “Cedolino della pensione”
      3. Seleziona il mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto o settembre 2026)
      4. Nel cedolino troverai la voce “conguaglio fiscale a credito” o “rimborso IRPEF 730”

      Per ulteriori dettagli sui conguagli fiscali INPS sulla pensione, leggi: Modello 730 2026 Pensionati: Come Verificare i Conguagli Fiscali INPS.

      Il rimborso 730 non è ancora arrivato: cosa fare

      Se la data prevista è passata e il rimborso non è ancora arrivato, prima di allarmarsi è utile verificare alcune situazioni comuni:

      Il sostituto d’imposta ha liquidità insufficiente

      Il datore di lavoro (sostituto d’imposta) anticipa il rimborso al dipendente utilizzando le ritenute fiscali che ha già trattenuto agli altri dipendenti. Se la somma delle ritenute è inferiore al rimborso da erogare, il datore di lavoro può non essere in grado di anticiparlo integralmente. In questo caso deve comunicarlo all’Agenzia delle Entrate, che provvederà direttamente all’accredito. I tempi in questo caso si allungano (anche di diversi mesi).

      Rimborso bloccato per controllo preventivo

      L’Agenzia delle Entrate può sospendere l’erogazione di rimborsi superiori a determinate soglie per effettuare controlli preventivi sulla dichiarazione. In questi casi riceverai una comunicazione tramite il tuo cassetto fiscale o per posta. Non significa necessariamente che ci sono irregolarità: è una verifica di routine che può richiedere qualche settimana aggiuntiva.

      IBAN non aggiornato o errato

      Se il rimborso deve essere erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate ma l’IBAN comunicato è errato o il conto è stato chiuso, l’accredito non andrà a buon fine. Verifica e aggiorna il tuo IBAN nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate prima possibile.

      Domande frequenti sul rimborso 730/2026

      Quando arriva esattamente il rimborso 730 sulla busta paga di luglio 2026?

      Il giorno preciso dipende da quando il tuo datore di lavoro elabora le buste paga. La maggior parte delle aziende liquida lo stipendio di luglio nella seconda o ultima settimana del mese. Il rimborso comparirà nella stessa busta paga come voce separata. Se il tuo datore paga lo stipendio il 27 luglio, troverai il rimborso quel giorno.

      Il rimborso 730 è tassato?

      No. Il rimborso del 730 non è un reddito: è la restituzione di imposte che hai pagato in eccesso nel corso dell’anno. Non viene quindi tassato e non devi dichiararti nel 730 dell’anno successivo.

      Posso chiedere il rimborso in un’unica soluzione anche se ho un debito fiscale?

      Se dalla dichiarazione emerge sia un credito IRPEF sia un debito (ad esempio addizionali regionali o comunali), il sistema li compensa automaticamente. Riceverai solo la differenza netta. Se il debito è superiore al credito, verrà effettuata una trattenuta mensile sulla tua busta paga o pensione a partire da luglio, spalmata in più rate fino a dicembre 2026.

      Ho presentato il 730 correttivo: cambia qualcosa per il rimborso?

      Se hai presentato un 730 correttivo o integrativo, i tempi di lavorazione si allungano rispetto alla dichiarazione originale. Il rimborso verrà ricalcolato sulla base dell’ultima dichiarazione presentata, ma i tempi possono slittare di qualche settimana o mese a seconda della data di presentazione del correttivo.

      Quanto dura il diritto a ricevere il rimborso IRPEF?

      Il diritto al rimborso IRPEF si prescrive in 10 anni dalla data in cui si è generato il credito. Non rischi quindi di perdere il rimborso nel breve periodo, ma è comunque consigliabile tenere monitorate le pratiche per non incorrere in disguidi.

      Posso ricevere il rimborso 730 sul conto di un familiare?

      Per i dipendenti, il rimborso viene erogato in busta paga e quindi non è possibile reindirizzarlo su un altro conto. Per i rimborsi diretti dall’Agenzia delle Entrate, l’IBAN deve essere intestato al contribuente richiedente: non è possibile indicare l’IBAN di un familiare o di un terzo.

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      Hai dubbi sul rimborso 730? Il CAF Centro Fiscale ti assiste

      Se non hai ancora ricevuto il rimborso nei tempi previsti, se vuoi verificare lo stato della pratica o se hai bisogno di aiuto per interpretare le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori ti aiutano a:

      • Verificare lo stato del rimborso 730 sul cassetto fiscale
      • Controllare se la dichiarazione è stata trasmessa correttamente
      • Presentare istanza di rimborso in caso di crediti non erogati
      • Gestire pratiche di 730 correttivo o integrativo
      • Aggiornare le coordinate bancarie presso l’Agenzia delle Entrate

      Prenota un appuntamento presso i nostri sportelli: offrire assistenza concreta e accessibile ai cittadini è la nostra missione da oltre 30 anni.

      Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 12:00:002026-07-03 07:54:30Rimborso 730 2026: Quando Viene Accreditato sul Conto e Come Controllare Online
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