CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIRimborso 730 Luglio 2026: Chi Lo Riceve, Importo e Come Verificare in Busta PagaIl rimborso 730 luglio 2026 rappresenta il momento in cui milioni di lavoratori dipendenti vedono accreditato direttamente in busta paga il credito IRPEF risultante dalla dichiarazione dei redditi 730. Se hai inviato il modello 730 entro la fine di maggio, luglio 2026 è il mese in cui il tuo datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, effettua il conguaglio 730 e ti restituisce le imposte pagate in eccesso. In questa guida ti spieghiamo chi ha diritto al rimborso, come viene calcolato l’importo, dove trovarlo nella busta paga di luglio e cosa fare se non compare. Indice dei contenutiChi riceve il rimborso 730 a luglio 2026Come si calcola l’importo del rimborsoCome trovare il conguaglio 730 in busta pagaPensionati: rimborso ad agosto o settembreCosa fare se il rimborso non compare in busta pagaRimborso incapiente: quando viene dilazionatoControlli preventivi per rimborsi sopra 4.000 euroProssime finestre di rimborso: agosto e settembre 2026Domande frequenti sul rimborso 730 luglio 2026Chi riceve il rimborso 730 a luglio 2026Il rimborso 730 a luglio 2026 spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati che hanno presentato il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025) entro il 31 maggio 2026. In questo caso, il datore di lavoro ha il tempo tecnico per elaborare il conguaglio e inserire il credito nella busta paga di luglio.Nello specifico, ricevono il rimborso IRPEF in busta paga luglio i contribuenti che soddisfano tutte queste condizioni:Hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro) che effettua il conguaglioHanno inviato il 730 entro fine maggio 2026 (tramite CAF, commercialista o precompilata online)Dal 730 risulta un credito IRPEF, cioè le detrazioni e deduzioni superano le imposte dovuteNon sono soggetti a controlli preventivi dell’Agenzia delle Entrate (vedi sezione dedicata)Chi ha presentato il 730 a giugno riceverà il rimborso nella busta paga di agosto, mentre chi lo invia a luglio dovrà attendere settembre o ottobre. Il principio è semplice: prima invii la dichiarazione, prima ricevi il rimborso. Per questo il CAF Centro Fiscale di Udine consiglia sempre di presentare il 730 il prima possibile. Come si calcola l’importo del rimborso 730 luglio 2026L’importo del rimborso 730 non è uguale per tutti: dipende interamente dalle detrazioni fiscali e deduzioni che hai dichiarato nel modello 730. In pratica, il rimborso corrisponde alla differenza tra le imposte già trattenute dal datore di lavoro durante l’anno e quelle effettivamente dovute dopo aver applicato tutte le agevolazioni.Ecco le principali voci che generano un credito IRPEF e quindi un rimborso in busta paga:Spese sanitarie (medici, farmaci, visite specialistiche): detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euroInteressi passivi sul mutuo prima casa: detrazione del 19% fino a 4.000 euro di interessiSpese per figli a carico: istruzione, sport, asili nido (vedi anche l’assegno unico universale)Bonus ristrutturazione e risparmio energetico: rate annuali delle detrazioni al 50% o 65%Spese veterinarie, funebri, di istruzione universitariaContributi previdenziali versati (colf, badanti, previdenza complementare)Ad esempio, se durante il 2025 il tuo datore di lavoro ha trattenuto 5.000 euro di IRPEF, ma dalle detrazioni risulta che ne dovevi pagare solo 4.200 euro, il rimborso 730 luglio 2026 sarà di 800 euro netti direttamente in busta paga. Se invece hai sostenuto molte spese detraibili (ristrutturazione, mutuo, spese mediche importanti), il rimborso può superare anche i 2.000-3.000 euro. Come trovare il conguaglio 730 nella busta paga di luglioUna delle domande più frequenti è: “Dove trovo il rimborso nella busta paga?”. Il conguaglio 730 compare nella busta paga di luglio 2026 come una voce specifica, generalmente nella sezione delle competenze aggiuntive o dei rimborsi fiscali.Ecco come individuarlo passo per passo:Cerca la voce “Conguaglio 730” o “Rimborso IRPEF mod. 730” nella parte centrale del cedolinoPotresti trovare anche “Credito IRPEF da 730” o “Rimb. Mod. 730”: la dicitura varia a seconda del software paghe utilizzato dall’aziendaVerifica che l’importo corrisponda a quanto indicato nel prospetto di liquidazione (rigo 163 o 164 del 730-3) che ti ha consegnato il CAFIl rimborso potrebbe essere suddiviso in più voci se hai anche addizionali regionali e comunali a creditoSe non riesci a interpretare la busta paga, il consiglio è di confrontare il netto di luglio con quello dei mesi precedenti. Se è sensibilmente più alto, il rimborso 730 è stato erogato. In caso di dubbi, puoi rivolgerti all’ufficio paghe della tua azienda oppure contattare il CAF Centro Fiscale per un supporto nella lettura del cedolino. Pensionati: il rimborso 730 arriva ad agosto o settembreSe sei un pensionato, il rimborso 730 non arriva a luglio ma con tempistiche diverse. L’INPS, che agisce come sostituto d’imposta per i pensionati, ha tempi di elaborazione più lunghi rispetto ai datori di lavoro privati.In base alla data di presentazione del 730, ecco quando i pensionati possono aspettarsi il rimborso:730 inviato entro maggio: rimborso nel cedolino pensione di agosto o settembre 2026730 inviato a giugno: rimborso a settembre o ottobre 2026730 inviato a luglio-settembre: rimborso a ottobre o novembre 2026Per i pensionati, il rimborso compare nel cedolino pensione INPS come voce “Conguaglio 730” o “Rimborso fiscale mod. 730”. Puoi verificarlo accedendo al tuo fascicolo previdenziale sul sito INPS con SPID o CIE. Se sei vicino alla pensione anticipata e vuoi capire come funziona il conguaglio nel passaggio da dipendente a pensionato, il nostro CAF può assisterti. Cosa fare se il rimborso 730 non compare in busta paga a luglioHai controllato la busta paga di luglio e il rimborso 730 non c’è? Non farti prendere dal panico: esistono diverse spiegazioni possibili e nella maggior parte dei casi il problema si risolve facilmente.Ecco le cause più comuni per cui il rimborso 730 potrebbe non comparire nella busta paga di luglio 2026:Hai inviato il 730 dopo maggio: se la dichiarazione è stata trasmessa a giugno, il rimborso slitterà ad agosto. L’Agenzia delle Entrate comunica i risultati al sostituto d’imposta con tempistiche diverse a seconda della data di invioIl datore di lavoro non ha ancora ricevuto il prospetto di liquidazione: a volte i tempi tecnici si allungano, specialmente per le aziende più piccoleSei soggetto a controlli preventivi: per rimborsi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate può bloccare l’erogazione per verifiche (vedi sezione successiva)Hai cambiato datore di lavoro: se hai cambiato impiego dopo aver inviato il 730, il nuovo datore potrebbe non aver ricevuto le informazioni dal precedenteIl 730 presenta un debito, non un credito: in questo caso non c’è rimborso ma una trattenuta aggiuntivaCosa fare concretamente: verifica lo stato della tua dichiarazione accedendo al cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID. Lì puoi controllare se il 730 risulta elaborato e se il prospetto di liquidazione è stato trasmesso al tuo sostituto d’imposta. In alternativa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale che ha presentato la tua dichiarazione: possiamo verificare direttamente lo stato del tuo rimborso 730. Rimborso incapiente: quando viene dilazionato nei mesi successiviEsiste un caso particolare che molti contribuenti non conoscono: il rimborso 730 incapiente. Questo accade quando l’importo del rimborso è superiore alle ritenute IRPEF che il datore di lavoro avrebbe dovuto trattenerti nel mese di luglio.Facciamo un esempio pratico: supponiamo che il tuo rimborso 730 sia di 1.500 euro, ma le ritenute IRPEF mensili della tua busta paga sono solo 600 euro. Il datore di lavoro non può rimborsarti più di quanto trattiene. In questo caso, a luglio ricevi 600 euro, e i restanti 900 euro vengono ripartiti nelle buste paga successive (agosto, settembre, eccetera) fino al completo rimborso.Il rimborso incapiente si verifica più frequentemente in queste situazioni:Lavoratori part-time con stipendio basso e ritenute IRPEF ridotteContribuenti con molte detrazioni (ristrutturazione + mutuo + spese mediche)Lavoratori stagionali che non hanno buste paga per tutti i mesi dell’annoDipendenti con reddito basso e quindi poche ritenute mensiliSe il rimborso non viene completato entro dicembre, il datore di lavoro deve indicare l’importo residuo nella Certificazione Unica (CU) dell’anno successivo, e il contribuente potrà recuperarlo nella dichiarazione dei redditi seguente. Controlli preventivi per rimborsi 730 sopra 4.000 euroSe dal tuo 730 risulta un rimborso superiore a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate potrebbe sottoporre la tua dichiarazione a controlli preventivi prima di autorizzare l’erogazione. Questa procedura è stata introdotta per contrastare le frodi fiscali e può ritardare significativamente il rimborso.I controlli preventivi si attivano in particolare quando:Il rimborso supera i 4.000 euroLa dichiarazione presenta elementi di incoerenza rispetto ai dati in possesso dell’AgenziaIl 730 è stato presentato con modifiche significative rispetto al precompilato (ad esempio, aggiunta di molte spese detraibili non presenti nel precompilato)Il contribuente presenta la dichiarazione per la prima volta con un sostituto d’imposta diverso dall’anno precedenteIn caso di controllo preventivo, il rimborso non viene erogato dal datore di lavoro ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate, generalmente entro 6-7 mesi dalla dichiarazione. Il rimborso arriva tramite accredito sul conto corrente se hai comunicato il tuo IBAN all’Agenzia, oppure tramite assegno vidimato inviato a casa.Per velocizzare l’operazione, il consiglio è di comunicare tempestivamente il tuo IBAN all’Agenzia delle Entrate attraverso il sito ufficiale o tramite il tuo CAF di fiducia. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare se la tua dichiarazione è stata sottoposta a controllo e aiutarti a gestire la situazione.Prossime finestre di rimborso 730: agosto e settembre 2026Se non hai ancora inviato il 730 o lo hai presentato dopo maggio, ecco il calendario dei rimborsi 730 per i mesi successivi a luglio:Busta paga agosto 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro il 20 giugno 2026Busta paga settembre 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro il 15 luglio 2026Busta paga ottobre 2026: rimborso per chi ha inviato il 730 entro metà agosto 2026Cedolino pensione agosto/settembre 2026: per i pensionati che hanno inviato il 730 entro maggio-giugnoLa scadenza finale per l’invio del modello 730/2026 è il 30 settembre 2026. Tuttavia, inviare la dichiarazione a ridosso della scadenza significa ricevere il rimborso solo verso novembre-dicembre. Per questo motivo, ti consigliamo di non aspettare: prenota il tuo appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine e invia il 730 il prima possibile per ottenere il rimborso in tempi rapidi.Ricorda anche che il 730 precompilato 2026 è disponibile dal 30 aprile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Se preferisci un supporto professionale per verificare e integrare i dati, il nostro CAF è a tua disposizione. Domande frequenti sul rimborso 730 luglio 2026Quando arriva il rimborso 730 in busta paga luglio 2026?Il rimborso 730 in busta paga luglio 2026 arriva per i lavoratori dipendenti che hanno inviato la dichiarazione entro fine maggio 2026. Il conguaglio viene effettuato dal datore di lavoro e compare nel cedolino di luglio, generalmente accreditato con lo stipendio di fine mese.Come si calcola il rimborso del 730?Il rimborso si calcola come differenza tra le imposte già trattenute dal datore di lavoro durante il 2025 e l’IRPEF effettivamente dovuta dopo aver applicato detrazioni (spese mediche, mutuo, ristrutturazioni) e deduzioni. Se le trattenute superano il dovuto, la differenza viene rimborsata.I pensionati ricevono il rimborso 730 a luglio?No, i pensionati non ricevono il rimborso a luglio. L’INPS eroga il conguaglio 730 nel cedolino pensione di agosto o settembre 2026 per chi ha presentato la dichiarazione entro maggio. I tempi dell’INPS sono più lunghi rispetto ai datori di lavoro privati.Cosa succede se il rimborso 730 supera i 4.000 euro?Per rimborsi superiori a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate può disporre controlli preventivi. In questo caso, il rimborso non viene erogato dal datore di lavoro ma direttamente dall’Agenzia, generalmente entro 6-7 mesi, tramite accredito su conto corrente o assegno vidimato.Perché il rimborso 730 non compare nella busta paga di luglio?Le cause più comuni sono: invio del 730 dopo maggio (il rimborso slitterà al mese successivo), controlli preventivi in corso, cambio del datore di lavoro, oppure la dichiarazione ha generato un debito anziché un credito. Verifica lo stato sul cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.Cos’è il rimborso 730 incapiente?Il rimborso incapiente si verifica quando l’importo del credito è superiore alle ritenute IRPEF mensili. In questo caso, il datore di lavoro rimborsa quanto può a luglio e dilaziona il resto nelle buste paga dei mesi successivi fino al completo rimborso. È frequente per lavoratori part-time o con molte detrazioni.Articoli correlatiPer approfondire il tema del rimborso 730, ti consigliamo anche questi articoli:Rimborso 730 2026: Quando Arriva, Tempi e Come Verificare lo StatoRimborso 730 in Busta Paga 2026: Come Funziona e Cosa Verificare730 Dichiarazione dei Redditi: Guida CompletaDetrazioni Fiscali: Tutte le Agevolazioni Disponibili730 Precompilato 2026: Come Accedere e InviareHai dubbi sul tuo rimborso 730? Contatta il CAF Centro FiscaleSe il tuo rimborso 730 non è arrivato o vuoi verificare lo stato della tua dichiarazione, gli esperti del CAF Centro Fiscale di Udine possono aiutarti. Controlliamo la tua situazione fiscale e ti assistiamo per ottenere il rimborso nel minor tempo possibile.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 08:00:002026-04-18 15:05:47Rimborso 730 Luglio 2026: Chi Lo Riceve, Importo e Come Verificare in Busta Paga
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, PARTITA IVA, VeterinariSpese veterinarie detraibili 2026: limite massimo e detrazione 19% nel 730Le spese veterinarie detraibili 2026 permettono di recuperare il 19% di quanto speso per la salute dei tuoi animali domestici nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). In questa guida aggiornata trovi il limite massimo 2026, la franchigia, quali animali rientrano, la documentazione necessaria e come indicare le spese nel rigo E8 del 730.Indice dei contenutiQuali spese veterinarie sono detraibili nel 2026La detrazione del 19% e il riferimento normativoLimite massimo delle spese veterinarie 2026 e franchigiaEsempi pratici di calcolo della detrazione veterinaria 2026Quali animali rientrano nella detrazione veterinaria 2026La documentazione necessaria: scontrino parlante e fatturaIl Sistema Tessera Sanitaria per i veterinari nel 2026Come inserire le spese veterinarie nel 730/2026: rigo E8 codice 29Spese veterinarie e Professionisti Sanitari: il collegamento con i veterinari P.IVAIl limite da 550 euro vale per tutti gli animali insieme o per ciascuno?FAQ: domande frequenti sulle spese veterinarie nel 730Hai spese veterinarie da portare in detrazione nel 730?Quali spese veterinarie sono detraibili nel 2026 L’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Circolare 16/E del 2020 e la Risoluzione 24/E/2017 quali spese veterinarie danno diritto alla detrazione del 19%. Rientrano:Visite veterinarie: visite di controllo, diagnosi, consulti specialisticiEsami diagnostici: radiografie, ecografie, analisi del sangue, esami del pelo e della pelleInterventi chirurgici: operazioni, anestesia, degenza post-operatoriaPrestazioni paramediche veterinarie: fisioterapia animale, riabilitazioneFarmaci veterinari con scontrino parlante: medicinali prescritti dal veterinario, acquistati in farmacia o presso il veterinario stesso con documento fiscale che riporti il codice fiscale del proprietarioAnalisi di laboratorio eseguite su campioni prelevati dall’animaleNon sono detraibili:Cibo per animali, anche dietetico prescritto (non è una spesa sanitaria)Spese per toelettatura, pensioni, trasporto dell’animaleAntiparassitari di routine non prescritti (situazione da verificare con il proprio veterinario)Spese per animali detenuti a scopo di reddito (allevamenti, cavalli da reddito)La detrazione del 19% e il riferimento normativo La detrazione sulle spese veterinarie è prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera c-bis del TUIR (DPR 917/1986). L’aliquota è fissa al 19% e si applica sulle spese eccedenti la franchigia, fino al limite massimo annuo.La detrazione è accessibile solo ai contribuenti che presentano il modello 730 o il modello Redditi PF e che detengono animali domestici legalmente (registrati o con documentazione di acquisto/adozione lecita).Limite massimo delle spese veterinarie 2026 e franchigia Per il 730/2026 (anno di imposta 2025), il limite massimo di spesa veterinaria detraibile è di 550 euro. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) non ha modificato questo importo, confermato anche per il 2026.A questo si aggiunge la franchigia fissa di 129,11 euro: le spese al di sotto di questa soglia non generano alcuna detrazione. La detrazione si calcola solo sulla parte eccedente la franchigia, entro il tetto massimo di 550 euro.ElementoValore 2026Limite massimo spesa detraibile550 euroFranchigia (spesa minima non detraibile)129,11 euroImporto massimo soggetto a detrazione550 – 129,11 = 420,89 euroDetrazione massima ottenibile420,89 × 19% = 79,97 euroAliquota detrazione19%In sintesi: la detrazione massima ottenibile sulle spese veterinarie nel 730/2026 è circa 80 euro, anche se hai speso molto di più per il tuo animale.Esempi pratici di calcolo della detrazione veterinaria 2026Esempio 1: spesa 600 euroSpesa sostenuta: 600 euroLimite massimo applicabile: 550 euroBase di calcolo: 550 – 129,11 = 420,89 euroDetrazione = 420,89 × 19% = 79,97 euroEsempio 2: spesa 350 euroSpesa sostenuta: 350 euroRientra nel limite (350 < 550)Base di calcolo: 350 – 129,11 = 220,89 euroDetrazione = 220,89 × 19% = 41,97 euroEsempio 3: spesa 100 euro (sotto la franchigia)Spesa sostenuta: 100 euroSotto la franchigia di 129,11 euroDetrazione = 0 euro (nessun beneficio)Quali animali rientrano nella detrazione veterinaria 2026 La detrazione si applica solo per le spese veterinarie sostenute per animali domestici legalmente detenuti per compagnia o per la pratica sportiva. Rientrano:Cani e gattiConigli e piccoli roditori (criceti, cavie, gerbilli)Uccelli ornamentali (pappagalli, canarini)Pesci ornamentaliRettili tenuti come animali da compagniaCavalli da sport (solo quelli non destinati a produrre reddito)Non rientrano:Animali da allevamento (bovini, suini, pollame, ecc.)Cani da lavoro utilizzati nell’esercizio di attività d’impresaCavalli da corsa o da redditoAnimali selvatici o detenuti illegalmenteLa documentazione necessaria: scontrino parlante e fatturaPer poter detrarre le spese veterinarie nel 730/2026, è necessario conservare la documentazione fiscale corretta.Cosa deve contenere lo scontrino/fatturaCodice fiscale del proprietario dell’animale (non dell’animale)Natura della prestazione o del prodotto acquistatoData e importo della spesaDati del veterinario o della struttura veterinariaLo scontrino parlante è quello fiscale che riporta codice fiscale e natura della spesa. Senza il codice fiscale, la spesa non può essere detratta.Farmaci veterinari: cosa servePer i farmaci veterinari, occorre lo scontrino parlante della farmacia (con codice fiscale) oppure la fattura del veterinario che include i farmaci somministrati. Il medicinale deve essere specificamente veterinario: non sono detraibili i farmaci per uso umano acquistati per un animale.Il Sistema Tessera Sanitaria per i veterinari nel 2026Dal 2023 i medici veterinari possono trasmettere in modo facoltativo i dati delle prestazioni al Sistema Tessera Sanitaria, che poi confluiscono nel 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, a differenza dei medici di base e degli specialisti per uso umano, per i veterinari la trasmissione al Sistema TS non è obbligatoria.Cosa comporta nel 2026: se il tuo veterinario trasmette i dati al Sistema TS, le spese veterinarie potrebbero già comparire nel tuo 730 precompilato. In caso contrario, dovrai inserirle manualmente con i relativi scontrini/fatture.Consiglio pratico: chiedi sempre al veterinario di emetterti fattura o scontrino parlante con il tuo codice fiscale, indipendentemente dal fatto che trasmetta o meno al Sistema TS. La documentazione cartacea va comunque conservata per eventuali controlli.Come inserire le spese veterinarie nel 730/2026: rigo E8 codice 29 Nel modello 730/2026, le spese veterinarie vanno indicate nel Quadro E (Oneri e spese), specificatamente nel rigo E8, utilizzando il codice 29 (Spese veterinarie).Quadro: E (Oneri e spese)Rigo: E8 (altri oneri)Codice: 29 (Spese veterinarie)Importo da inserire: la somma totale delle spese veterinarie sostenute nel 2025 (il sistema calcola automaticamente la franchigia e applica il limite)Attenzione: inserisci l’importo totale delle spese (non già decurtato della franchigia). Sarà il software del CAF o del 730 precompilato a sottrarre i 129,11 euro di franchigia e ad applicare il tetto di 550 euro.Spese veterinarie e Professionisti Sanitari: il collegamento con i veterinari P.IVASe sei un medico veterinario con Partita IVA, la gestione delle tue spese professionali e previdenziali segue regole diverse rispetto alle spese detraibili dei tuoi pazienti/clienti. Puoi approfondire tutto sul regime fiscale dei veterinari nella nostra guida: Professionisti sanitari con Partita IVA 2026: guida completa a regimi, casse, fatturazione.Il limite da 550 euro vale per tutti gli animali insieme o per ciascuno?Il limite di 550 euro è complessivo per tutta la famiglia, non per singolo animale. Se hai due gatti e un cane e hai speso 300 euro per ciascuno (tot. 900 euro), puoi comunque detrarre al massimo sulla base di 550 euro (con la franchigia di 129,11). Non esistono tetti separati per animale o per tipologia.FAQ: domande frequenti sulle spese veterinarie nel 730 Posso detrarre le spese veterinarie se pago in contanti?Sì, le spese veterinarie si possono detrarre anche se pagate in contanti, a patto di avere lo scontrino parlante o la fattura con il codice fiscale del proprietario. Non vige l’obbligo di pagamento tracciabile (carta/bonifico) come per alcune altre spese sanitarie.Le spese per la sterilizzazione del gatto sono detraibili?Sì, gli interventi chirurgici come la sterilizzazione rientrano tra le spese veterinarie detraibili, purché eseguiti da un medico veterinario regolarmente iscritto all’albo e documentati da fattura o scontrino parlante.Posso detrarre le spese veterinarie per un animale di un familiare a carico?Le spese veterinarie si detraggono in base al proprietario dell’animale, non al familiare a carico. Se sei tu il proprietario e il familiare è a tuo carico, puoi detrarre le spese nel tuo 730. Se l’animale appartiene al familiare stesso, la detrazione va nella sua dichiarazione (se la presenta).Le spese veterinarie compaiono nel 730 precompilato?Solo se il veterinario ha trasmesso i dati al Sistema Tessera Sanitaria (facoltativo). In molti casi le spese veterinarie non compaiono nel precompilato: è necessario inserirle manualmente con i documenti in proprio possesso.Posso detrarre le spese per un cane di proprietà dell’azienda?No. La detrazione si applica solo a persone fisiche per animali detenuti a titolo personale per compagnia o sport. Le spese per animali intestati a un’azienda (SRL, ditta individuale) non rientrano nel perimetro della detrazione IRPEF ex art. 15 TUIR.Hai spese veterinarie da portare in detrazione nel 730?Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica tutte le spese detraibili del tuo 730/2026: dalle spese veterinarie alle spese sanitarie, dalle ristrutturazioni alle detrazioni per familiari. Raccogliamo i tuoi documenti, controlliamo ogni dettaglio e ottimizziamo il tuo rimborso fiscale.Contattaci per un preventivo personalizzato.Articoli correlati: Spese Veterinarie 730 2026: Detrazione, Limiti e Come Richiederla | Spese Veterinarie Detraibili 730 2026: Guida Completa | Spese Veterinarie Detraibili: Qual è il Limite Massimo?Giugno 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-21 11:00:002026-06-28 00:09:42Spese veterinarie detraibili 2026: limite massimo e detrazione 19% nel 730
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITITrattamento integrativo 2026: chi spetta, calcolo e novità nel 730Il trattamento integrativo 2026 — quello che molti chiamano ancora “bonus Renzi” o “bonus 100 euro” — è un beneficio fiscale riservato ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo inferiore a 28.000 euro. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi ha diritto al trattamento integrativo, come si calcola, come appare in busta paga e come recuperarlo o restituirlo tramite il modello 730.Indice dei contenutiCos’è il trattamento integrativo 2026Chi ha diritto al trattamento integrativo 2026Come si calcola il trattamento integrativo 2026Esempi pratici: trattamento integrativo in busta pagaIl trattamento integrativo nel 730 2026Trattamento integrativo e esonero contributivo 7%: le differenzeCosa fare se il TI non è stato erogato in busta pagaCosa fare se il TI è stato erogato in eccessoCasi particolari: pensionati, part-time, più datori di lavoroFAQ: domande frequenti sul trattamento integrativo 2026Hai dubbi sul trattamento integrativo nel tuo 730?Cos’è il trattamento integrativo 2026 Il trattamento integrativo nasce con il Decreto Legge 3/2020 (convertito con Legge 21/2020), che ha sostituito il vecchio bonus Renzi da 80 euro mensili (istituito nel 2014). Dal 1° gennaio 2022, con la Legge 234/2021 (Legge di Bilancio 2022), è stato ridefinito nella forma attuale: un contributo di 1.200 euro annui (100 euro mensili) per i redditi più bassi, e una forma ridotta calcolata per differenza tra i 28.000 euro.Il trattamento integrativo non è un bonus «una tantum»: viene erogato mensilmente in busta paga dal datore di lavoro che opera come sostituto d’imposta, oppure recuperato direttamente nel modello 730 se non percepito durante l’anno.Attenzione: il trattamento integrativo è cosa diversa dall’esonero contributivo del 7% introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, c.d. “Bonus Babbo Natale”). Sono due misure distinte, non cumulabili sullo stesso importo di reddito, come spieghiamo più avanti.Chi ha diritto al trattamento integrativo 2026 Il trattamento integrativo spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati che soddisfano precise condizioni reddituali. Vediamo chi rientra e chi no.Beneficiari (chi riceve il TI)Lavoratori dipendenti del settore privato e pubblicoCollaboratori coordinati e continuativi (Co.Co.Co.) e assimilatiPercettori di reddito assimilato al lavoro dipendente (es. alcune borse di studio, compensi amministratori con rapporto parasubordinato)Lavoratori con contratto part-time (proporzionato al periodo lavorato)Chi NON ha diritto al TIPensionati: la pensione è reddito assimilato ma il TI è escluso esplicitamente per i pensionatiLavoratori autonomi (P.IVA, professionisti, ditte individuali): il trattamento integrativo si applica solo a redditi di lavoro dipendenteImprenditori con reddito d’impresaSoggetti con reddito complessivo superiore a 28.000 euroLe due fasce di reddito per il TI 2026Reddito complessivoTrattamento integrativoImporto annuoFino a 15.000 euroPieno (se imposta lorda > 0)1.200 euroDa 15.000 a 28.000 euroRidotto (per differenza)Variabile (da 0 a 1.200 euro)Oltre 28.000 euroNessuno0 euroCondizione aggiuntiva per i redditi fino a 15.000 euro: il TI pieno da 1.200 euro spetta solo se l’imposta lorda calcolata sul reddito da lavoro dipendente è superiore a zero. Chi ricade nella no tax area (reddito complessivo sotto 8.500 euro) non ha imposta lorda, quindi non ha diritto al TI.Come si calcola il trattamento integrativo 2026 Fascia fino a 15.000 euro: calcolo TI pienoPer redditi complessivi fino a 15.000 euro il trattamento integrativo è fisso a 1.200 euro annui, purché:Il reddito complessivo sia almeno pari alla no tax area dei dipendenti (circa 8.500 euro)L’imposta lorda calcolata sia maggiore di zeroFormula:Imposta lorda = Reddito complessivo × aliquota IRPEF 23% Detrazione lavoro dipendente (per reddito fino a 15.000 euro) = 1.955 euro Se Imposta lorda > Detrazione lavoro dipendente → TI = 1.200 euro Altrimenti → TI = Imposta lorda - Detrazione lavoro dipendente (se positivo)Fascia 15.000–28.000 euro: calcolo TI ridottoPer redditi tra 15.000 e 28.000 euro, il trattamento integrativo non è automatico: spetta solo se la somma delle detrazioni fiscali spettanti supera l’imposta lorda dovuta. In questo caso il TI è pari alla differenza tra detrazioni e imposta lorda, fino a un massimo di 1.200 euro.Formula fascia 15.000–28.000 euro:TI = MIN(1.200 euro ; Somma detrazioni spettanti - Imposta lorda) Se Somma detrazioni ≤ Imposta lorda → TI = 0Le detrazioni rilevanti per questo calcolo includono: detrazione da lavoro dipendente, detrazioni per familiari a carico, detrazioni per oneri (mutuo, spese sanitarie, ecc.), detrazioni per canoni di locazione.Esempi pratici: trattamento integrativo in busta paga Esempio 1: dipendente con reddito 14.000 euroReddito complessivo: 14.000 euroImposta lorda (23%): 3.220 euroDetrazione lavoro dipendente: 1.955 euroImposta lorda > 0 → TI pieno: 1.200 euro annui (100 euro/mese in busta paga)Esempio 2: dipendente con reddito 20.000 euroReddito complessivo: 20.000 euro (fascia 15.000–28.000)Imposta lorda: 23% su 28.000 = 6.440 euro → ma il primo scaglione è 23% fino a 28.000, quindi: 4.600 euro (23% di 20.000)Detrazione lavoro dipendente: proporzionata a 20.000 euro (circa 962 euro)Se detrazioni totali (lavoro + familiari + oneri) superano 4.600 euro → TI pari alla differenza (es. se detrazioni tot = 5.100 → TI = MIN(1.200; 5.100 – 4.600) = MIN(1.200; 500) = 500 euro)Se detrazioni totali ≤ 4.600 euro → TI = 0Esempio 3: part-time per 6 mesi (rapporto parziale)Per rapporti di lavoro che non coprono l’intero anno, il TI è proporzionato ai giorni lavorati. Se un dipendente lavora 180 giorni su 365: TI proporzionato = 1.200 × (180/365) = circa 591 euro.Il trattamento integrativo nel 730 2026 Nel modello 730/2026 (anno di imposta 2025), il trattamento integrativo si gestisce nel Quadro C, sezione dedicata ai redditi da lavoro dipendente e assimilati. Il rigo specifico è il C14, dove il sostituto d’imposta (datore di lavoro) indica l’importo del TI già erogato durante l’anno.In sede di dichiarazione dei redditi avviene il conguaglio:Se il TI erogato in busta paga è corretto → nessuna variazioneSe il TI erogato è inferiore a quanto spettante → il CAF o sostituto riconosce la differenza come credito (rimborso in busta paga o in dichiarazione)Se il TI erogato è superiore a quanto spettante → il lavoratore deve restituire la differenza (detratto dalle successive buste paga o dalla dichiarazione)Per approfondire la compilazione del quadro relativo ai redditi di lavoro dipendente nel 730, leggi anche il nostro articolo su Quadro C 730/2026: redditi lavoro dipendente, bonus IRPEF e casi particolari.Trattamento integrativo e esonero contributivo 7%: le differenzeCon la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) è stato introdotto un ulteriore sgravio per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 35.000 euro: l’esonero contributivo del 7% (o 6% per redditi tra 25.000 e 35.000 euro), comunemente noto come “Bonus Babbo Natale” o “Cuneo Contributivo”.Molti lavoratori confondono le due misure. Ecco le differenze essenziali:CaratteristicaTrattamento IntegrativoEsonero Contributivo 7%Base normativaDL 3/2020 + L. 234/2021L. 207/2024 (LB 2025)NaturaCredito fiscale (IRPEF)Riduzione contributi INPSFascia redditoFino a 28.000 euroFino a 35.000 euroImportoMax 1.200 euro/annoPercentuale su contributi IVSAppare in busta pagaSì (voce TI)Sì (riduzione contributi)CumulabilitàSì, possibile insiemeSì, possibile insiemeLe due misure non si escludono ma operano su piani diversi: il TI è un credito IRPEF, l’esonero è una riduzione dei contributi previdenziali. Chi rientra in entrambe le fasce può beneficiare di entrambi contemporaneamente.Per le detrazioni da lavoro dipendente e come cambiano in busta paga, consulta anche: Detrazioni Lavoro Dipendente 2026: Importi, Novità e Come Cambiano in Busta Paga.Cosa fare se il TI non è stato erogato in busta paga Può capitare che il datore di lavoro non abbia erogato il trattamento integrativo, ad esempio per:Reddito stimato superiore a 28.000 euro (ma poi risultato inferiore)Cambio di lavoro a metà anno (il nuovo datore non conosceva il reddito del periodo precedente)Errore del sostituto d’impostaLavoratori con più rapporti di lavoro contemporaneiIn questi casi, il TI non percepito si recupera integralmente tramite il modello 730. Il CAF calcola l’importo spettante e lo riconosce come credito IRPEF, che viene poi rimborsato:In busta paga (tramite il sostituto d’imposta), oppureTramite rimborso diretto dell’Agenzia delle Entrate (per chi non ha sostituto)Per capire come funziona il rimborso in busta paga del 730, leggi: Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva, Come Funziona e Cosa Verificare.Cosa fare se il TI è stato erogato in eccessoSe il datore di lavoro ha erogato il trattamento integrativo per un importo superiore a quello spettante (ad esempio perché il reddito complessivo finale è risultato superiore al limite), il lavoratore deve restituire la differenza tramite il conguaglio del 730.La restituzione avviene automaticamente: l’importo da restituire viene trattenuto nelle buste paga successive (tipicamente luglio–dicembre) oppure portato a debito nella dichiarazione dei redditi. Non si tratta di una sanzione: è semplicemente un ricalcolo del beneficio effettivamente spettante.Casi particolari: pensionati, part-time, più datori di lavoroPensionati: NON hanno diritto al trattamento integrativo, anche se il loro reddito da pensione è inferiore a 15.000 euro. La pensione INPS, pur essendo tecnicamente reddito assimilato al lavoro dipendente per la tassazione IRPEF, è esclusa dal perimetro del TI.Lavoratori part-time: hanno diritto al TI proporzionato ai giorni di lavoro effettuati nell’anno, se il reddito complessivo rientra nelle soglie previste.Più datori di lavoro contemporanei: ciascun sostituto eroga il TI in autonomia; in sede di conguaglio 730 si verifica l’importo complessivamente spettante, con possibile restituzione se il cumulato supera le soglie.Lavoratori stagionali: ricevono il TI proporzionato al periodo lavorato; il recupero del residuo avviene col 730.Lavoratori autonomi con partita IVA: non spetta alcun trattamento integrativo, indipendentemente dal reddito prodotto.FAQ: domande frequenti sul trattamento integrativo 2026 Il trattamento integrativo è imponibile IRPEF?No. Il TI non concorre alla formazione del reddito complessivo e non è soggetto a IRPEF. È un credito fiscale che riduce l’imposta dovuta, non un reddito aggiuntivo.Il bonus Renzi del 2014 è ancora in vigore nel 2026?No. Il vecchio «bonus Renzi» da 80 euro (poi 100 euro) è stato formalmente abolito e sostituito dal trattamento integrativo con il DL 3/2020. Il TI 2026 è l’erede diretto di quel bonus, con regole aggiornate.Se cambio lavoro a metà anno, perdo il TI?No. Puoi recuperare tutto il TI spettante presentando il modello 730. Il nuovo datore calcolerà il TI solo dal momento in cui sei stato assunto; la differenza per il periodo precedente si recupera in dichiarazione.Il TI si vede in busta paga?Sì, di solito appare come voce separata denominata “Trattamento Integrativo” o abbreviata “T.I.” per un importo di 100 euro mensili (TI pieno) o inferiore (TI ridotto). Se non la vedi, controlla con l’ufficio paghe o verifica in sede di 730.Cosa c’è di nuovo nel 2026 rispetto al 2025?Le regole base del trattamento integrativo restano invariate nel 2026. La novità rilevante riguarda l’interazione con l’esonero contributivo della L. 207/2024, che ha introdotto la struttura a due aliquote (7% e 6%) confermata anche per il 2026. Le soglie reddituali (15.000 e 28.000 euro) e l’importo massimo (1.200 euro) non sono stati modificati.Il TI si applica anche all’indennità di disoccupazione (NASpI)?No. La NASpI è una prestazione di sostegno al reddito, non un reddito da lavoro dipendente, quindi non è nel perimetro del trattamento integrativo.Hai dubbi sul trattamento integrativo nel tuo 730?Il calcolo del trattamento integrativo 2026 dipende dalla tua situazione reddituale complessiva: reddito da lavoro, detrazioni spettanti, eventuali altri redditi. Un errore nel conguaglio può portare a dover restituire somme anche significative.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione del 730/2026: verificheremo il TI correttamente, ottimizzeremo le detrazioni spettanti e ti aiuteremo a capire ogni voce della tua busta paga. Contattaci per un preventivo personalizzato.Leggi anche: Trattamento Integrativo IRPEF 2026: Come Recuperare il Bonus Renzi nel 730Giugno 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-19 11:00:002026-07-03 07:55:25Trattamento integrativo 2026: chi spetta, calcolo e novità nel 730
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIRimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva, Come Funziona e Cosa VerificareIl rimborso 730 in busta paga 2026 rappresenta il momento più atteso dell’anno per milioni di lavoratori dipendenti italiani. Dopo aver compilato e inviato la dichiarazione dei redditi 730, chi risulta a credito riceve il rimborso direttamente nella busta paga, senza dover fare nulla di particolare: è il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, a occuparsi di tutto. Ma quando arriva esattamente? Come si legge in busta paga? E cosa succede se cambi lavoro o sei in cassa integrazione?In questa guida completa sul rimborso 730 in busta paga 2026 troverai tutte le risposte: dalle tempistiche precise mese per mese, fino ai casi particolari come il rimborso incapiente, il cambio datore di lavoro e la differenza tra rimborso tramite sostituto e rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate. Se vuoi sapere anche come funziona il rimborso 730 per i pensionati e le altre categorie, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida dedicata al rimborso 730 quando arriva. Indice dei contenutiCome Funziona il Rimborso 730 in Busta PagaQuando Arriva il Rimborso 730 in Busta Paga nel 2026Tempistiche Precise: Mese di Invio 730 e Mese di RimborsoCome Leggere il Rimborso 730 in Busta PagaRimborso Incapiente: Cosa Succede se il Credito Supera le RitenuteCambio Lavoro e Rimborso 730: Cosa FareRimborso 730 e Cassa IntegrazioneTrattenute Invece di Rimborso: Quando il 730 Genera un DebitoRimborso con Sostituto vs Rimborso Diretto dall’Agenzia delle EntrateDomande Frequenti sul Rimborso 730 in Busta PagaCome Funziona il Rimborso 730 in Busta PagaIl meccanismo del rimborso 730 in busta paga è relativamente semplice, anche se spesso genera dubbi tra i lavoratori dipendenti. Quando presenti il modello 730 e dalla dichiarazione emerge un credito IRPEF a tuo favore (perché durante l’anno hai pagato più imposte del dovuto), il rimborso non arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate: è il tuo datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, a erogartelo.In pratica funziona così: l’Agenzia delle Entrate elabora la tua dichiarazione e trasmette il risultato contabile (il cosiddetto prospetto di liquidazione, modello 730-4) al tuo datore di lavoro. A quel punto, il datore è obbligato per legge a effettuare il conguaglio nella prima busta paga utile. Il rimborso viene compensato con le ritenute IRPEF che il datore trattiene normalmente ogni mese dalla tua retribuzione.Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Mario abbia diritto a un rimborso 730 di 800 euro e che ogni mese il suo datore trattenga circa 350 euro di IRPEF dalla busta paga. Nella busta paga di luglio, invece di trattenere i 350 euro, il datore non solo non li trattiene ma aggiunge altri 450 euro allo stipendio netto. Il risultato è che Mario riceve 800 euro in più rispetto al solito. Se il rimborso fosse stato di 1.500 euro, il datore avrebbe azzerato le ritenute di luglio (350 euro) e aggiunto i restanti 1.150 euro, oppure avrebbe distribuito il rimborso su più mesi. Quando Arriva il Rimborso 730 in Busta Paga nel 2026La domanda che tutti si pongono è: quando arriva il rimborso 730 in busta paga nel 2026? La risposta dipende da quando hai inviato la dichiarazione dei redditi. La regola generale è che il rimborso 730 arriva nella busta paga del mese successivo a quello in cui il datore di lavoro riceve il prospetto di liquidazione (modello 730-4) dall’Agenzia delle Entrate.Per chi invia il 730 entro fine maggio 2026, il rimborso arriva nella busta paga di luglio 2026. Questo è il primo mese utile e rappresenta il momento in cui la maggior parte dei lavoratori dipendenti riceve il credito. Chi invece invia il 730 più tardi, ad esempio a giugno o luglio, riceverà il rimborso ad agosto o settembre. Vediamo nel dettaglio le scadenze del calendario 730 2026.È importante ricordare che la scadenza ultima per l’invio del 730/2026 è il 30 settembre 2026. Chi invia la dichiarazione a ridosso della scadenza riceverà il rimborso tra ottobre e novembre, quindi con un ritardo significativo rispetto a chi presenta il 730 per primo. Per questo motivo, conviene sempre presentare la dichiarazione il prima possibile, soprattutto se si è a credito. Tempistiche Precise: Mese di Invio 730 e Mese di RimborsoPer capire esattamente quando arriva il rimborso 730 in busta paga, ecco la tabella con le tempistiche precise che collegano il mese di invio della dichiarazione al mese in cui riceverai il rimborso. Queste tempistiche valgono per i lavoratori dipendenti che hanno indicato il datore di lavoro come sostituto d’imposta nel modello 730/2026.Periodo di invio 730Ricezione 730-4 dal datoreRimborso in busta pagaEntro 31 maggio 2026Giugno 2026Luglio 20261-30 giugno 2026Luglio 2026Agosto 20261-23 luglio 2026Agosto 2026Agosto/Settembre 202624 luglio – 31 agosto 2026Settembre 2026Settembre/Ottobre 20261-30 settembre 2026Ottobre 2026Ottobre/Novembre 2026Come puoi notare, chi invia il 730 per primo (entro maggio) riceve il rimborso 730 già a luglio 2026, spesso insieme alla quattordicesima mensilità per chi ne ha diritto. Questo rende luglio un mese particolarmente ricco per i dipendenti. Chi invece aspetta fino a settembre potrebbe dover attendere fino a novembre per vedere il rimborso in busta paga. Ricorda che puoi preparare in anticipo tutti i documenti necessari per il 730 per velocizzare la presentazione. Come Leggere il Rimborso 730 in Busta PagaUno degli aspetti che genera più confusione è come leggere il rimborso 730 nella busta paga. Non sempre è immediato individuare la voce giusta, perché ogni azienda utilizza un software paghe diverso e le diciture possono variare. Tuttavia, ci sono alcune voci standard che compaiono nella maggior parte dei cedolini.Le voci più comuni che indicano il rimborso 730 in busta paga sono:Conguaglio 730 – è la dicitura più diffusa e indica il risultato complessivo della dichiarazioneCredito IRPEF da 730 – specifica che si tratta di un credito a favore del dipendenteRimb. IRPEF mod. 730 – abbreviazione di “rimborso IRPEF modello 730”Conguaglio fiscale 730 – altra variante comune nei software pagheCredito addizionale regionale/comunale – voci separate per i rimborsi delle addizionali IRPEFIn alcuni casi il rimborso 730 viene suddiviso in più voci distinte: una per il credito IRPEF vero e proprio, una per il credito addizionale regionale e una per il credito addizionale comunale. Questo accade perché il modello 730 calcola separatamente queste tre imposte. La somma di tutte le voci corrisponde al rimborso totale indicato nel prospetto di liquidazione. Se hai dubbi su come leggere il cedolino, verifica anche le detrazioni lavoro dipendente 2026 per confrontare le voci.Un consiglio pratico: confronta sempre l’importo indicato in busta paga con il risultato contabile del tuo 730 (rigo 161 o 163 del prospetto di liquidazione). Se i due importi coincidono, il conguaglio è stato effettuato correttamente in un’unica soluzione. Se l’importo in busta è inferiore, probabilmente il rimborso è stato spalmato su più mesi (situazione di incapienza, che vedremo tra poco). Rimborso Incapiente: Cosa Succede se il Credito Supera le RitenuteSi parla di rimborso 730 incapiente quando l’importo del credito IRPEF spettante al lavoratore è superiore alle ritenute che il datore di lavoro effettua normalmente in busta paga. In parole semplici: il datore non ha abbastanza “capienza” nelle trattenute mensili per rimborsarti tutto in una volta.Supponiamo che Laura abbia diritto a un rimborso 730 di 2.000 euro, ma che il suo datore ogni mese trattenga solo 250 euro di IRPEF. A luglio, il datore azzera completamente le ritenute (250 euro) e le restituisce come rimborso. Ma restano ancora 1.750 euro da rimborsare. A questo punto il datore prosegue nei mesi successivi: ad agosto azzera di nuovo le ritenute (altri 250 euro), e così via fino a esaurimento del credito. In questo caso, Laura riceverebbe il rimborso completo distribuito su circa 8 mesi.Cosa succede se entro dicembre 2026 il datore non riesce a completare il rimborso? La parte residua non va persa. Il datore la indica nella Certificazione Unica (CU) dell’anno successivo come credito non rimborsato, e il lavoratore potrà recuperarla nella dichiarazione 730/2027. In alternativa, il credito residuo può essere compensato direttamente dall’Agenzia delle Entrate se il lavoratore presenta il modello Redditi PF. Cambio Lavoro e Rimborso 730: Cosa FareSe hai cambiato lavoro durante l’anno 2025 o nei primi mesi del 2026, la gestione del rimborso 730 in busta paga richiede un’attenzione in più. Il punto fondamentale è: chi è il tuo sostituto d’imposta al momento della presentazione del 730? È il datore di lavoro attuale, non quello precedente.Quando compili il 730/2026, nel riquadro dedicato al sostituto d’imposta devi indicare i dati del tuo attuale datore di lavoro (quello che ti paga lo stipendio al momento dell’invio). Sarà lui a ricevere il modello 730-4 dall’Agenzia delle Entrate e a effettuare il conguaglio in busta paga. Non importa che il credito sia maturato con il precedente datore: il rimborso arriva comunque attraverso quello nuovo.Attenzione ai casi particolari:Cambio lavoro dopo l’invio del 730: se cambi datore dopo aver già inviato il 730, il modello 730-4 potrebbe arrivare al vecchio datore che non può più effettuare il conguaglio. In questo caso, dovrai presentare un 730 integrativo indicando il nuovo sostituto d’impostaPeriodo di disoccupazione tra i due lavori: se tra un impiego e l’altro sei stato disoccupato, puoi comunque indicare il nuovo datore. Se invece al momento dell’invio non hai un datore di lavoro, dovrai scegliere il 730 senza sostituto e il rimborso arriverà direttamente dall’Agenzia delle EntrateDue lavori contemporanei: se hai due rapporti di lavoro, indica come sostituto quello principale (con il reddito più alto)Rimborso 730 e Cassa IntegrazioneUn caso che genera molte domande è quello dei lavoratori in cassa integrazione (CIG). Se sei in cassa integrazione, hai comunque diritto al rimborso 730 in busta paga? La risposta è: dipende dalla tipologia di CIG e da chi eroga il trattamento.Se sei in cassa integrazione ordinaria (CIGO) con pagamento diretto dall’azienda, il tuo datore resta il sostituto d’imposta e il rimborso arriva normalmente nella busta paga. L’importo del conguaglio viene calcolato sulle ritenute IRPEF effettuate sulla retribuzione residua e sull’integrazione salariale.Se invece sei in cassa integrazione con pagamento diretto dall’INPS (come accade per la CIGS in alcuni casi), la situazione è più complessa. L’INPS trattiene l’IRPEF sulle somme che eroga, ma il conguaglio 730 resta a carico del datore di lavoro per la parte di sua competenza. In questo scenario, il rimborso potrebbe essere più basso del previsto perché la capienza delle ritenute in busta paga è ridotta (dato che parte dello stipendio è pagato dall’INPS). Il meccanismo del rimborso incapiente si applica con maggiore frequenza in queste situazioni.Se sei stato collocato in cassa integrazione a zero ore (cioè non lavori affatto e ricevi tutto dall’INPS), il datore di lavoro potrebbe non avere capienza sufficiente per effettuare alcun conguaglio. In tal caso, è consigliabile presentare il 730 senza sostituto d’imposta e ricevere il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, come vedremo nella sezione dedicata. Trattenute Invece di Rimborso: Quando il 730 Genera un DebitoNon sempre il modello 730 genera un rimborso. In alcuni casi, il risultato della dichiarazione è un debito IRPEF: significa che durante l’anno hai pagato meno imposte di quelle dovute. In questo scenario, il datore di lavoro effettua una trattenuta aggiuntiva in busta paga, riducendo il tuo stipendio netto.Le situazioni più comuni in cui il 730 genera un debito sono:Due o più CU nello stesso anno: se hai avuto due datori di lavoro nel 2025, ciascuno ha calcolato le ritenute separatamente, senza considerare il reddito complessivo. Il 730 ricalcola l’IRPEF sul reddito totale, e spesso emerge un debitoRedditi aggiuntivi: affitti, redditi occasionali o altri redditi non soggetti a ritenuta d’acconto che aumentano l’imponibileDetrazioni ridotte: se durante l’anno hai beneficiato di detrazioni non spettanti (ad esempio detrazioni per lavoro dipendente calcolate su un reddito più basso)Acconti IRPEF: oltre al saldo, il 730 può calcolare anche gli acconti per l’anno successivo, che vengono trattenuti in busta paga (a giugno e novembre)Quando il 730 genera un debito, la trattenuta avviene con le stesse tempistiche del rimborso: nella busta paga di luglio per chi invia entro maggio, e via via nei mesi successivi. Se l’importo è elevato, il datore può rateizzarlo in più mesi. In caso di debito, è particolarmente importante verificare di aver indicato correttamente tutte le detrazioni per spese mediche e le altre spese detraibili per ridurre al minimo l’importo dovuto.Rimborso con Sostituto vs Rimborso Diretto dall’Agenzia delle EntrateQuando presenti il modello 730/2026 hai due opzioni per ricevere il rimborso 730: tramite il sostituto d’imposta (il datore di lavoro) oppure direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questa seconda opzione si chiama 730 senza sostituto ed è disponibile dal 2014.Ecco le principali differenze tra le due modalità:CaratteristicaRimborso tramite sostitutoRimborso diretto AdETempisticaDa luglio (primo mese utile)Da dicembre in poi (entro 6 mesi)ModalitàIn busta pagaAccredito su IBANVelocitàPiù veloce (1-2 mesi dall’invio)Più lento (4-6 mesi dall’invio)Chi lo effettuaDatore di lavoroAgenzia delle EntrateRischio incapienzaSì (se credito > ritenute)No (importo pieno)Controlli preventiviNoPossibili controlli su rimborsi > 4.000 euroQuando sceglierloHai un lavoro stabileSei disoccupato, in CIG a zero ore, o il datore ha poca capienzaIl rimborso tramite sostituto d’imposta è la scelta migliore per la maggior parte dei lavoratori dipendenti, perché è decisamente più veloce. Il rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate è invece consigliato quando non hai un datore di lavoro, quando il tuo rapporto di lavoro è precario, oppure quando il rimborso è molto elevato e il datore non ha capienza sufficiente.Un aspetto importante: se scegli il rimborso diretto dall’AdE e il credito supera i 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate potrebbe effettuare controlli preventivi prima di erogare il rimborso, allungando ulteriormente i tempi. Questo accade soprattutto in presenza di detrazioni per carichi di famiglia o eccedenze di imposta riportate da anni precedenti. Domande Frequenti sul Rimborso 730 in Busta PagaQuando arriva il rimborso 730 in busta paga nel 2026?Per chi invia il 730 entro maggio 2026, il rimborso 730 in busta paga arriva con la retribuzione di luglio 2026. Per invii successivi, il rimborso si sposta nei mesi seguenti: agosto per invii a giugno, settembre per invii a luglio, e così via fino a novembre per chi invia a settembre.Come si vede il rimborso 730 nella busta paga?Il rimborso 730 compare nella busta paga con diciture come “Conguaglio 730”, “Credito IRPEF da 730” o “Rimb. IRPEF mod. 730”. Può essere suddiviso in più voci (IRPEF, addizionale regionale, addizionale comunale). La somma di tutte le voci corrisponde al rimborso totale.Cosa succede se il rimborso 730 è superiore alle ritenute mensili?Si verifica la cosiddetta incapienza: il datore di lavoro azzera le ritenute IRPEF del mese e rimborsa quanto possibile. La parte restante viene distribuita nelle buste paga dei mesi successivi, fino a esaurimento del credito o fino a dicembre. L’eventuale residuo non rimborsato viene riportato nella CU dell’anno successivo.Posso ricevere il rimborso 730 senza datore di lavoro?Sì, puoi presentare il 730 senza sostituto d’imposta. In questo caso il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sull’IBAN che hai comunicato. I tempi sono più lunghi: generalmente da dicembre in poi, entro 6 mesi dalla presentazione della dichiarazione.Ho cambiato lavoro: chi mi rimborsa il 730?Il rimborso 730 in busta paga viene effettuato dal datore di lavoro che hai indicato come sostituto d’imposta nel modello 730. Se hai cambiato lavoro, devi indicare il datore attuale. Se al momento della presentazione sei disoccupato, scegli il 730 senza sostituto.Il rimborso 730 è tassato?No, il rimborso 730 non è tassato. Si tratta della restituzione di imposte già pagate in eccesso, quindi non costituisce reddito imponibile. L’importo che vedi indicato come “conguaglio 730” in busta paga è netto e non subisce ulteriori trattenute.Hai Bisogno di Aiuto con il 730? Contatta il CAF Centro FiscaleIl rimborso 730 in busta paga 2026 è un diritto di ogni lavoratore dipendente che risulta a credito dopo la dichiarazione dei redditi. Per massimizzare il tuo rimborso è fondamentale indicare correttamente tutte le spese detraibili, verificare le detrazioni spettanti e scegliere il momento giusto per inviare la dichiarazione.Se hai dubbi sul tuo rimborso 730, se non sai come leggere il conguaglio in busta paga o se hai cambiato lavoro durante l’anno, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti in ogni fase della dichiarazione dei redditi.Prenota il tuo appuntamento per il 730/2026I nostri esperti ti aiuteranno a compilare il 730 correttamente, massimizzare le detrazioni e ottenere il rimborso 730 in busta paga nel minor tempo possibile.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-05 08:00:002026-04-18 13:40:34Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva, Come Funziona e Cosa Verificare
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIBadante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e DetrazioniBadante e Colf nel 730 2026: Detrazioni e DeduzioniChi ha assunto una badante o una colf puo beneficiare di agevolazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi. Esistono sia deduzioni (sui contributi INPS versati) sia detrazioni (sulle spese per l’assistenza a persone non autosufficienti).E importante conoscere la differenza tra le due agevolazioni e sapere quali documenti conservare per il 730/2026. Vediamo nel dettaglio come funzionano.Indice dei contenutiDifferenza tra deduzione e detrazioneDeduzione contributi INPSDetrazione assistenza non autosufficientiDocumenti necessariCome compilare il 730Domande frequenti Differenza tra Deduzione e DetrazionePrima di entrare nel dettaglio, e importante capire la differenza tra le due agevolazioni.DeduzioneLa deduzione riduce il reddito imponibile. Se hai un reddito di 30.000 euro e deduci 1.500 euro, paghi le tasse su 28.500 euro. Il risparmio effettivo dipende dalla tua aliquota IRPEF.DetrazioneLa detrazione riduce direttamente l’imposta da pagare. Se la tua IRPEF e di 5.000 euro e hai una detrazione di 399 euro, paghi 4.601 euro.Quali si applicano a badante e colfContributi INPS: DEDUZIONE (per tutti i datori di lavoro domestico)Spese assistenza: DETRAZIONE (solo per assistenza a non autosufficienti) Deduzione Contributi INPS per Colf e BadantiI contributi INPS versati per colf, badanti e altri collaboratori domestici sono deducibili dal reddito.Importo deducibileLimite massimo: 1.549,37 euro all’annoSi deduce solo la quota a carico del datore di lavoro (non quella trattenuta al lavoratore)Chi puo dedurreLa deduzione spetta al datore di lavoro che ha versato i contributi, indipendentemente da:Il tipo di mansione (colf, badante, baby-sitter)Le ore di lavoro (part-time o full-time)Lo stato di salute della persona assistitaEsempio praticoSe hai versato contributi INPS per 2.000 euro (quota datore):Puoi dedurre solo 1.549,37 euro (il limite massimo)Con aliquota IRPEF del 35%, risparmi: 1.549,37 x 35% = 542,28 euro Detrazione per Assistenza a Persone Non AutosufficientiSe la badante assiste una persona non autosufficiente, oltre alla deduzione dei contributi hai diritto a una detrazione sulle spese di assistenza.Requisiti della persona assistitaLa detrazione spetta se la persona assistita:Non e in grado di compiere autonomamente le attivita quotidiane (alimentarsi, vestirsi, lavarsi)Necessita di sorveglianza continuaLa condizione deve risultare da certificazione medica o verbale di invaliditaImporto della detrazioneAliquota: 19%Limite massimo di spesa: 2.100 euroDetrazione massima: 2.100 x 19% = 399 euroLimite di redditoLa detrazione spetta solo se il reddito complessivo non supera 40.000 euro.Cosa si puo detrarreSpese per assistenza personale (compenso alla badante)Non sono detraibili: vitto, alloggio, contributi INPS (gia deducibili) Documenti NecessariPer usufruire delle agevolazioni, devi conservare la documentazione relativa al rapporto di lavoro e ai pagamenti.Per la deduzione contributi INPSMAV o ricevute INPS dei contributi versatiProspetto contributi INPS (disponibile sul cassetto previdenziale INPS)Per la detrazione assistenzaCertificazione medica attestante la non autosufficienzaContratto di lavoro con la badanteBuste paga o ricevute del compensoBonifici o assegni (pagamenti tracciabili)Obbligo tracciabilitaPer la detrazione assistenza, il pagamento deve essere tracciabile:Bonifico bancario o postaleAssegno bancario o circolareCarte di credito/debitoLa deduzione contributi INPS non richiede pagamento tracciabile (i contributi si versano gia tramite MAV). Come Compilare il 730Le due agevolazioni vanno indicate in sezioni diverse del 730.Deduzione contributi INPSI contributi INPS deducibili vanno indicati nel quadro E, Sezione II (oneri deducibili), rigo E23.Detrazione assistenzaLe spese per assistenza a non autosufficienti vanno indicate nel quadro E, Sezione I (oneri detraibili), righi E8-E10, con codice 15.730 precompilatoI contributi INPS sono generalmente gia presenti nel 730 precompilato (comunicati dall’INPS). Le spese per assistenza invece non sono precompilate e vanno inserite manualmente.Domande Frequenti su Badante e Colf nel 730Posso avere sia la deduzione che la detrazione?Si, se la badante assiste una persona non autosufficiente puoi:Dedurre i contributi INPS (fino a 1.549,37 euro)Detrarre le spese di assistenza (19% su max 2.100 euro)Se la badante assiste mia madre che vive da sola?Puoi usufruire delle agevolazioni se sei tu a sostenere le spese, anche se la persona assistita non convive con te. L’importante e che risulti dal contratto e dai pagamenti.Ho due badanti per mio padre: posso raddoppiare?No, il limite di 2.100 euro per la detrazione e riferito alla persona assistita, non al numero di badanti. Anche con piu assistenti, la detrazione massima resta 399 euro.La colf che pulisce casa da diritto alla detrazione?No, la detrazione per assistenza (19%) spetta solo per l’assistenza a persone non autosufficienti. Per la colf puoi solo dedurre i contributi INPS. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa. Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a gestire correttamente le agevolazioni per badanti e colf nel 730.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.Giugno 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e DetrazioniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIAffitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniAffitto nel 730 2026: Detrazioni per InquiliniSe paghi un affitto per la tua abitazione principale, puoi avere diritto a una detrazione fiscale nel 730/2026. La normativa prevede diverse agevolazioni per gli inquilini, con importi che variano in base al reddito e alla tipologia di contratto.Le detrazioni per l’affitto sono pensate per alleggerire il peso del canone di locazione sui redditi piu bassi. Vediamo nel dettaglio quali agevolazioni sono disponibili e come richiederle.Indice dei contenutiTipi di detrazione affittoDetrazione generale inquiliniDetrazione canone concordatoDetrazione giovani inquiliniLavoratori trasferitiDocumenti necessariDomande frequenti Tipi di Detrazione per l’AffittoEsistono diverse tipologie di detrazione per chi paga l’affitto. Le principali sono:Detrazione generale per inquilini – per tutti gli inquilini con reddito bassoDetrazione canone concordato – per chi ha un contratto a canone concordato (3+2)Detrazione giovani inquilini – per i giovani che lasciano la casa dei genitoriDetrazione lavoratori trasferiti – per chi si trasferisce per lavoroQueste detrazioni sono alternative tra loro: non e possibile cumularle, ma puoi scegliere quella piu vantaggiosa. Detrazione Generale per InquiliniLa detrazione generale spetta a tutti gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale, a prescindere dal tipo di contratto.Importi 2026Reddito complessivoDetrazioneFino a 15.493,71 euro300 euroDa 15.493,72 a 30.987,41 euro150 euroOltre 30.987,41 euroNessuna detrazioneRequisitiContratto di locazione regolarmente registratoL’immobile deve essere l’abitazione principaleReddito complessivo entro i limiti indicati Detrazione per Contratti a Canone ConcordatoSe hai un contratto a canone concordato (tipicamente 3+2), puoi usufruire di una detrazione piu alta.Importi 2026Reddito complessivoDetrazioneFino a 15.493,71 euro495,80 euroDa 15.493,72 a 30.987,41 euro247,90 euroCos’e il canone concordatoIl contratto a canone concordato prevede un canone calmierato, stabilito sulla base di accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini. Il contratto ha durata minima di 3 anni + 2 di rinnovo. Detrazione per Giovani InquiliniI giovani tra 20 e 31 anni che stipulano un contratto di locazione per l’abitazione principale possono beneficiare di una detrazione specifica.RequisitiEta compresa tra 20 e 31 anni (non compiuti)Reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euroL’immobile deve essere diverso dall’abitazione principale dei genitoriContratto regolarmente registratoImporto detrazioneLa detrazione e pari al 20% del canone annuo, con un minimo di 991,60 euro e un massimo di 2.000 euro.DurataLa detrazione spetta per i primi 4 anni di contratto (non necessariamente consecutivi). Detrazione per Lavoratori TrasferitiI lavoratori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro possono beneficiare di una detrazione specifica.RequisitiTrasferimento della residenza nel comune di lavoro (o in comune limitrofo)Il nuovo comune deve distare almeno 100 km dal precedenteIl nuovo comune deve essere in una regione diversaContratto di lavoro dipendenteImporti 2026Reddito complessivoDetrazioneFino a 15.493,71 euro991,60 euroDa 15.493,72 a 30.987,41 euro495,80 euroDurataLa detrazione spetta per i primi 3 anni dal trasferimento della residenza.Documenti NecessariPer richiedere la detrazione affitto devi presentare al CAF la documentazione relativa al contratto e ai pagamenti.Documenti richiestiContratto di locazione registratoRicevute dei canoni pagati o bonificiAttestazione del proprietario dei canoni ricevuti (facoltativa)Residenza anagrafica nell’immobilePer giovani inquiliniDocumento che attesti l’etaStato di famiglia che dimostri la residenza diversa dai genitoriPer lavoratori trasferitiContratto di lavoro dipendenteCertificato di residenza che attesti il trasferimentoPrecedente indirizzo di residenza Domande Frequenti sull’Affitto nel 730Posso detrarre l’affitto se vivo con il mio compagno/a?Si, se il contratto e intestato a entrambi, ciascuno detrae il 50%. Se e intestato solo a uno dei due, detrae solo l’intestatario del contratto.Ho un contratto di sublocazione, posso detrarre?No, la detrazione spetta solo per i contratti di locazione stipulati direttamente con il proprietario, non per le sublocazioni.Detraggo l’intero canone annuo?No, la detrazione e un importo fisso (300, 150, 495,80 euro ecc.) che non dipende dal canone pagato, ma solo dal reddito e dal tipo di contratto.Quale detrazione scegliere se ho diritto a piu di una?Puoi scegliere la detrazione piu conveniente. Il CAF ti aiutera a individuare quella che ti fa risparmiare di piu. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai diritto alle detrazioni per l’affitto e a scegliere quella piu vantaggiosa.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili. Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroSpese Funebri 730 2026: Detrazione e LimitiLe spese funebri sostenute per la morte di un familiare sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se nel 2025 hai affrontato il costo di un funerale, puoi recuperare parte della spesa nel 730/2026.La detrazione fiscale e del 19% su un importo massimo di 1.550 euro per decesso. Vediamo nel dettaglio come funziona, chi puo beneficiarne e quali spese sono ammesse.Indice dei contenutiCome funziona la detrazioneSpese funebri ammesseChi puo detrarreCalcolo della detrazioneDocumenti necessariDomande frequenti Come Funziona la Detrazione per Spese FunebriLa detrazione per spese funebri ha regole specifiche stabilite dalla normativa fiscale.Aliquota e limitiAliquota detrazione: 19%Tetto massimo: 1.550 euro per ogni decessoDetrazione massima: 1.550 x 19% = 294,50 euroNessuna franchigiaA differenza di altre detrazioni (come le spese veterinarie), per le spese funebri non e prevista franchigia. La detrazione del 19% si applica da subito, dal primo euro speso.Limite per decesso, non per contribuenteIl tetto di 1.550 euro si riferisce a ogni singolo decesso, non al contribuente. Se nello stesso anno hai sostenuto spese funebri per piu persone (es. due genitori), puoi detrarre fino a 1.550 euro per ciascun decesso. Quali Spese Funebri Sono DetraibiliSono detraibili le spese strettamente connesse al funerale.Spese detraibiliServizi dell’impresa funebre (vestizione, composizione, trasporto salma)Cassa funebre (bara)Addobbi floreali forniti dall’agenziaAnnunci funebri sui giornaliTrasporto del feretroSepoltura o cremazioneConcessione loculo cimiteriale (se pagata contestualmente)Spese NON detraibiliRistorante per il pranzo del funeraleLapide e incisioni successiveManutenzione della tombaFiori acquistati direttamente (non tramite agenzia)Messe e offerte religiose Chi Puo Detrarre le Spese FunebriLa detrazione non e riservata solo ai familiari stretti, ma ha alcune specificita.Requisiti per chi detraePuo detrarre chi:Ha effettivamente sostenuto la spesaHa la fattura intestata a proprio nomeHa pagato con metodo tracciabilePer chi e decedutoLa spesa e detraibile per il decesso di qualsiasi persona, non necessariamente un familiare. Tuttavia, nella pratica le agenzie funebri intestano la fattura a chi paga, che di solito e un parente.Spesa divisa tra piu personeSe la spesa e stata divisa tra piu familiari:Ciascuno detrae la quota effettivamente pagataLa somma delle detrazioni non puo superare il tetto di 1.550 euro per decessoLa fattura deve riportare chi ha pagato cosa, oppure serve dichiarazione sostitutiva Come Calcolare la DetrazioneVediamo con esempi pratici come funziona il calcolo.Esempio 1: Spesa sotto il tettoSe hai speso 1.200 euro per il funerale:Detrazione: 1.200 x 19% = 228 euroEsempio 2: Spesa sopra il tettoSe hai speso 3.000 euro per il funerale:Si considera solo il tetto: 1.550 euroDetrazione: 1.550 x 19% = 294,50 euroEsempio 3: Due decessi nello stesso annoSe hai sostenuto spese per i funerali di entrambi i genitori:Spesa genitore 1: 2.000 euro (si detrae su 1.550 euro)Spesa genitore 2: 1.800 euro (si detrae su 1.550 euro)Detrazione totale: 294,50 + 294,50 = 589 euro Documenti NecessariPer ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese.Documenti richiestiFattura dell’impresa funebre intestata a chi detraeRicevuta di pagamento tracciabile (bonifico, carta)Certificato di morte (o autocertificazione del decesso)Se la fattura e intestata a piu personeSe la fattura e intestata a piu eredi:Ciascuno detrae la propria quotaServe annotazione sulla fattura di chi ha pagato cosaIn alternativa, dichiarazione sostitutiva di atto notorioObbligo di pagamento tracciabileDal 2020 e obbligatorio pagare con metodi tracciabili:Bonifico bancario o postaleCarta di credito o debitoAssegnoI pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione.Domande Frequenti sulle Spese FunebriPosso detrarre le spese se non ero parente del defunto?Si, la detrazione spetta a chiunque abbia sostenuto la spesa, anche se non aveva legami di parentela con il defunto. L’importante e che la fattura sia intestata a chi detrae.Le spese funebri sono nel 730 precompilato?Generalmente si. Le imprese funebri comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate. Verifica comunque che i dati siano presenti e corretti.Posso detrarre le spese anche se le ho pagate con soldi ereditati?Si, quello che conta e chi ha materialmente pagato e a chi e intestata la fattura. La provenienza del denaro e irrilevante.E se la persona deceduta aveva il 730?Le spese funebri non rientrano mai nella dichiarazione del defunto, ma sempre in quella di chi le ha pagate. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa. Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730, recuperando tutte le detrazioni a cui hai diritto.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIABonus Mobili nel Modello 730/2026: Come Richiedere la Detrazione al 50%Con la stagione della dichiarazione dei redditi ormai nel vivo, molti contribuenti si chiedono se e come e’ possibile detrarre le spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nel Modello 730/2026. La risposta e’ si: il bonus mobili consente di recuperare il 50% delle spese sostenute nel 2025 per arredare un’abitazione ristrutturata. In questa guida completa scoprirai tutto cio’ che devi sapere: requisiti, limite massimo di spesa, quali beni sono ammessi, come compilare il 730 e a quanto ammonta il risparmio fiscale effettivo. Cos’e’ il Bonus Mobili 2026 (spese 2025)Il bonus mobili e’ un’agevolazione fiscale che permette ai contribuenti italiani di detrarre dall’IRPEF il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia.Nel Modello 730/2026 si inseriscono le spese effettivamente sostenute nell’anno d’imposta 2025. L’agevolazione e’ prorogata di anno in anno dalla Legge di Bilancio: per il 2025 e’ stata confermata dalla Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), con un’importante novita’ rispetto all’anno precedente: la riduzione del limite massimo di spesa detraibile da 8.000 a 5.000 euro per unita’ immobiliare. Quanto si Detrae: Percentuale e Importo MassimoEcco i numeri chiave del bonus mobili per le spese 2025 (Modello 730/2026):Aliquota di detrazione: 50%Limite massimo di spesa detraibile: 5.000 euro per unita’ immobiliareDetrazione massima ottenibile: 2.500 euro (il 50% di 5.000 euro)Numero di rate annuali: 10 rate di pari importoDetrazione massima per anno: 250 euro (2.500 euro diviso 10)Il limite di 5.000 euro si riferisce alla singola unita’ immobiliare, non al nucleo familiare. Cio’ significa che se hai ristrutturato piu’ immobili, puoi richiedere il bonus per ciascuno di essi separatamente, entro i rispettivi limiti. Requisito Fondamentale: Il Collegamento con la Ristrutturazione EdiliziaIl requisito piu’ importante e spesso trascurato e’ che il bonus mobili non e’ autonomo: e’ indissolubilmente legato all’esecuzione di un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile in questione, che beneficia della detrazione del 50% (ex art. 16-bis del TUIR).Devi aver avviato lavori di ristrutturazione a partire dal 1 gennaio 2024 o successivamente (la data di inizio lavori deve essere anteriore all’acquisto dei mobili)I lavori devono rientrare tra quelli ammessi al bonus ristrutturazione (manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia)L’acquisto dei mobili deve essere destinato all’immobile ristrutturatoNon e’ necessario che i lavori siano terminati al momento dell’acquisto dei mobiliAttenzione: la semplice manutenzione ordinaria (tinteggiatura, piccole riparazioni) non e’ sufficiente. Occorre un intervento qualificato di manutenzione straordinaria o superiore. Quali Beni Sono Ammessi al Bonus MobiliNon tutti gli acquisti rientrano nel bonus. Ecco cosa e’ ammesso e cosa non e’ ammesso:Beni AmmessiMobili nuovi: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenzeCucine componibili (anche cucine complete)Grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica A o superiore (dove esiste la classificazione energetica): frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, ventilatori elettriciMaterassi e apparecchi di illuminazione purche’ acquistati insieme ai mobili per completare l’arredoBeni NON AmmessiPavimenti, tende, infissi (questi rientrano semmai nel bonus ristrutturazione)Porte interne (non considerate mobili)Piccoli elettrodomestici (aspirapolvere, ferro da stiro, frullatori)Elettrodomestici di classe energetica inferiore ad A (dove esiste la classificazione)Mobili usati Modalita’ di Pagamento ObbligatoriePer accedere al bonus mobili e’ obbligatorio pagare con mezzi tracciabili. I pagamenti in contanti non sono ammessi. Le modalita’ valide sono:Bonifico bancario o postale (non necessariamente quello “parlante” previsto per l’ecobonus; per il bonus mobili e’ sufficiente un bonifico ordinario)Carte di credito o debitoAssegno bancarioCome Si Compila il Modello 730/2026: Quadro E, Riga E57Nel Modello 730/2026, il bonus mobili si inserisce nel Quadro E (Oneri e Spese), alla riga E57, dedicata specificamente alle spese per mobili ed elettrodomestici.Colonna 1: il codice identificativo dell’immobile ristrutturato (lo stesso utilizzato nel quadro del bonus ristrutturazione, sezione IV del Quadro E)Colonna 2: l’importo delle spese sostenute nel 2025 (massimo 5.000 euro)Il software dell’Agenzia delle Entrate (sia il 730 precompilato disponibile dal 30 aprile 2026, sia i software CAF) calcolera’ automaticamente la detrazione del 50% da ripartire in 10 rate annuali.Collegamento con il bonus ristrutturazione: prima di inserire la riga E57, assicurati di aver correttamente inserito i dati del bonus ristrutturazione nella sezione IV del Quadro E (righe da E41 a E43). Senza questa correlazione, il 730 non accettera’ la detrazione per il bonus mobili.Documenti da Conservare (Non da Allegare)Per il bonus mobili non e’ necessario allegare alcun documento alla dichiarazione dei redditi. Tuttavia, devi conservare la seguente documentazione per almeno 5 anni (termine di accertamento fiscale), da esibire in caso di controllo:Fatture o ricevute fiscali degli acquisti di mobili/elettrodomesticiEstratti conto bancari o ricevute dei pagamenti tracciabiliDocumentazione dei lavori di ristrutturazione (fatture, bonifici parlanti, comunicazione all’ENEA se applicabile)Titolo abilitativo edilizio (CILA, SCIA, permesso di costruire) o dichiarazione sostitutiva per lavori che non richiedono titolo Chi Puo’ Richiedere il Bonus Mobili nel 730Proprietari dell’immobile che hanno eseguito i lavori di ristrutturazioneTitolari di un diritto reale sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione)Inquilini e comodatari se hanno eseguito essi stessi i lavori di manutenzione straordinaria o superiore e il contratto lo consenteFamiliari conviventi del possessore/detentore dell’immobile, se hanno sostenuto le speseAcquirenti di immobili ristrutturati da imprese (l’acquisto deve avvenire entro 18 mesi dal termine dei lavori)Il bonus si applica sia agli immobili destinati a prima casa che a seconda casa. Non ci sono limiti ISEE o reddituali.Confronto Storico dei Limiti: Non Confondere gli AnniIl limite di spesa detraibile e’ cambiato nel tempo. Ecco il riepilogo storico per non fare errori:Spese 2023 (730/2024): limite 8.000 euroSpese 2024 (730/2025): limite 5.000 euroSpese 2025 (730/2026): limite 5.000 euro (confermato dalla L. 207/2024)Esempi Pratici di Calcolo del RisparmioEsempio 1: Cucina da 4.500 euroSpesa 2025: 4.500 euroDetrazione totale: 2.250 euro (50%)Risparmio annuo per 10 anni: 225 euro/annoEsempio 2: Mobili per 6.000 euro (sopra il limite)Spesa 2025: 6.000 euroLimite detraibile: 5.000 euroDetrazione totale: 2.500 euro (50% di 5.000)Risparmio annuo per 10 anni: 250 euro/anno (massimo)Il CAF Puo’ Aiutarti a Compilare il 730 con il Bonus MobiliLa compilazione corretta del Modello 730 con il bonus mobili richiede attenzione ai dettagli: dal collegamento con il bonus ristrutturazione alla corretta indicazione delle spese nel quadro E. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella compilazione del Modello 730/2026, verificando che tutte le detrazioni siano inserite correttamente e supportate dalla documentazione necessaria.Per prenotare un appuntamento o richiedere un preventivo personalizzato, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: siamo a tua disposizione per rispondere a qualsiasi domanda sulla tua dichiarazione dei redditi.Domande Frequenti sul Bonus Mobili nel 730/2026Si puo’ richiedere il bonus mobili senza fare la ristrutturazione?No. Il bonus mobili e’ subordinato all’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria o di interventi di livello superiore sull’immobile. Senza ristrutturazione non si puo’ accedere a questa agevolazione.Il bonus mobili vale anche per gli inquilini?Si’, a condizione che l’inquilino abbia eseguito direttamente i lavori di ristrutturazione (con il consenso del proprietario) e che le spese per i mobili siano sostenute dallo stesso inquilino.Cosa succede se ho acquistato mobili a fine 2024 e inizio 2025?Le spese si considerano detraibili nell’anno in cui sono state effettivamente sostenute (principio di cassa). Per il 730/2026 si inseriscono solo le spese pagate nel 2025.Il limite di 5.000 euro e’ per persona o per immobile?Il limite di 5.000 euro e’ per singola unita’ immobiliare. Se l’immobile e’ intestato a piu’ soggetti (es. coniugi comproprietari), il limite si riferisce all’immobile nel suo complesso, e la detrazione si ripartisce tra i comproprietari in proporzione alle spese sostenute.Cosa succede se vendo l’immobile prima di aver fruito di tutte le 10 rate?In caso di vendita dell’immobile, le rate residue del bonus mobili vengono trasferite automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti indicato nell’atto di compravendita.Riepilogo: Checklist Bonus Mobili 730/2026Effettuati lavori di ristrutturazione qualificati sull’immobile (avviati prima dell’acquisto dei mobili)Acquistati mobili nuovi e/o grandi elettrodomestici di classe A o superiore nel 2025Pagato con mezzi tracciabili (bonifico, carta, assegno)Conservate fatture e prove di pagamentoCodice immobile presente nella sezione IV del Quadro E (bonus ristrutturazione)Spese totali entro il limite di 5.000 euro per unita’ immobiliareInserimento corretto alla riga E57 del Quadro E del 730Ricorda: la detrazione si recupera in 10 anni, con rate annuali uguali. Il risparmio fiscale massimo per il 2026 (prima rata per spese 2025) e’ di 250 euro (su un massimo di 5.000 euro spesi). Per qualsiasi dubbio, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti offriremo assistenza personalizzata e professionale per ottimizzare la tua dichiarazione dei redditi nel rispetto della normativa vigente.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:262026-06-01 22:36:26Bonus Mobili nel Modello 730/2026: Come Richiedere la Detrazione al 50%CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, VeterinariSpese Veterinarie 730 2026: Detrazione, Limiti e Come RichiederlaSpese Veterinarie 730 2026: Quanto si Puo DetrarreLe spese veterinarie rientrano tra gli oneri detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se hai un animale domestico e hai sostenuto spese per cure veterinarie nel 2025, puoi recuperare parte di queste spese nel 730/2026.La detrazione fiscale per le spese veterinarie e del 19%, ma si applica solo alla parte eccedente una franchigia e fino a un tetto massimo. Vediamo nel dettaglio come funziona e quali spese sono ammesse.Indice dei contenutiCome funziona la detrazioneSpese veterinarie ammesseCalcolo della detrazioneDocumenti necessariModalita di pagamentoDomande frequenti Come Funziona la Detrazione per Spese VeterinarieLa detrazione per le spese veterinarie segue regole precise stabilite dalla normativa fiscale.Aliquota e limitiAliquota detrazione: 19%Franchigia: 129,11 euro (non si detrae nulla sotto questa soglia)Tetto massimo: 550 euro (si detrae solo fino a questo importo)Detrazione massima ottenibileLa detrazione massima si calcola cosi:Importo detraibile: 550 euro – 129,11 euro = 420,89 euroDetrazione massima: 420,89 x 19% = 79,97 euroChi puo usufruirneLa detrazione spetta a chi:Ha sostenuto le spese (intestatario delle fatture)Possiede un animale domestico legalmente detenutoHa effettuato i pagamenti con metodi tracciabili Quali Spese Veterinarie Sono DetraibiliNon tutte le spese sostenute per gli animali sono detraibili. Ecco cosa e ammesso e cosa no.Spese detraibiliVisite veterinarie (generiche e specialistiche)Interventi chirurgiciEsami diagnostici (analisi del sangue, radiografie, ecografie)Farmaci veterinari prescritti dal veterinarioMedicinali omeopatici per uso veterinarioPrestazioni di laboratorioRicoveri in clinica veterinariaSpese NON detraibiliMangimi e alimenti (anche se specifici o dietetici)Antiparassitari da banco (senza prescrizione)Toelettatura e groomingAccessori (cucce, guinzagli, giochi)Pensioni per animaliAddestramentoQuali animaliLa detrazione si applica alle spese per animali:Da compagnia: cani, gatti, uccelli, pesci, criceti, conigli, tartarughePer pratica sportiva: cavalli da competizione amatorialeSono esclusi gli animali destinati ad allevamento, riproduzione, consumo alimentare o attivita commerciali. Come Calcolare la DetrazioneVediamo con alcuni esempi pratici come calcolare la detrazione effettiva.Esempio 1: Spese sotto la franchigiaSe hai speso 100 euro in spese veterinarie:La spesa e inferiore alla franchigia (129,11 euro)Detrazione: 0 euroEsempio 2: Spese tra franchigia e tettoSe hai speso 350 euro in spese veterinarie:Importo detraibile: 350 – 129,11 = 220,89 euroDetrazione: 220,89 x 19% = 41,97 euroEsempio 3: Spese sopra il tettoSe hai speso 800 euro in spese veterinarie:Si considera solo il tetto massimo: 550 euroImporto detraibile: 550 – 129,11 = 420,89 euroDetrazione: 420,89 x 19% = 79,97 euro Documenti Necessari per la DetrazionePer ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese sostenute.Documenti da conservareFatture o ricevute fiscali del veterinarioScontrini parlanti della farmacia (con codice fiscale, natura e quantita del farmaco)Prescrizioni veterinarie per i farmaciRicevute di pagamento tracciabile (bonifico, carta, assegno)Cosa devono contenere le fattureLe fatture del veterinario devono indicare:Dati del veterinario (nome, P.IVA)Dati del cliente (nome, cognome, codice fiscale)Descrizione della prestazioneImporto pagatoData Modalita di Pagamento ObbligatorieDal 2020 e obbligatorio effettuare i pagamenti con metodi tracciabili per poter usufruire della detrazione.Pagamenti ammessiBonifico bancario o postaleCarta di credito o debitoBancomatAssegno bancario o circolarePagamenti elettronici (PayPal, Satispay, ecc.)Pagamenti NON ammessiContanti: le spese pagate in contanti NON sono detraibiliEccezione per farmaciPer l’acquisto di farmaci veterinari in farmacia, il pagamento in contanti e ancora ammesso. In questo caso, serve lo scontrino parlante con il codice fiscale.Domande Frequenti sulle Spese VeterinariePosso detrarre le spese se non sono io il proprietario dell’animale?Si, la detrazione spetta a chi ha sostenuto e documentato la spesa, anche se l’animale e intestato a un altro familiare (purche convivente).Ho piu animali: posso detrarre di piu?No, il tetto massimo di 550 euro e complessivo per contribuente, indipendentemente dal numero di animali posseduti.Le spese veterinarie rientrano nel 730 precompilato?Generalmente si. I veterinari sono tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate le prestazioni effettuate. Verifica comunque che siano presenti e che gli importi siano corretti.Devo presentare la documentazione al CAF?Si, al momento della compilazione del 730 devi mostrare le fatture, le ricevute e le prove di pagamento tracciabile. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa. Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730 inserendo tutte le detrazioni a cui hai diritto, comprese le spese veterinarie.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-01 09:00:002026-05-24 09:38:43Spese Veterinarie 730 2026: Detrazione, Limiti e Come RichiederlaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIControlli preventivi sul Modello 730 e rimborso bloccato: cosa succedeAvete presentato il Modello 730 e il rimborso IRPEF tarda ad arrivare, oppure avete ricevuto una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate che informa della sospensione del rimborso? Non è un evento raro: ogni anno migliaia di contribuenti si trovano in questa situazione, che si chiama tecnicamente controllo preventivo sul Modello 730. In questa guida spieghiamo nel dettaglio cosa sono questi controlli, perché scattano, quali sono i tempi, cosa fare se il rimborso è bloccato e come tutelarsi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa sono i controlli preventivi sul Modello 730 Il Modello 730 è lo strumento di dichiarazione dei redditi più usato dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Una delle sue caratteristiche più apprezzate è la possibilità di ricevere i rimborsi IRPEF direttamente in busta paga o sulla pensione, senza dover attendere le tempistiche del Modello Redditi PF. Tuttavia, questo meccanismo automatico può subire un blocco: è quello che accade quando l’Agenzia delle Entrate decide di effettuare un controllo preventivo prima di erogare il rimborso.I controlli preventivi sono disciplinati dall’art. 36-ter del DPR 600/1973 e dall’art. 1, commi 585-586 della Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019), che ha esteso i poteri dell’Agenzia in materia di verifica delle dichiarazioni precompilate accettate senza modifiche. In sostanza, l’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di sospendere i rimborsi di ammontare superiore a 4.000 euro e di effettuare verifiche documentali prima dell’erogazione.La norma non prevede un termine perentorio breve per il completamento del controllo preventivo: il controllo documentale ex art. 36-ter DPR 600/1973 puo’ essere avviato entro 2 anni dalla presentazione della dichiarazione. Per quanto riguarda i rimborsi erogati tramite sostituto d’imposta (busta paga o pensione), il sostituto ha tempo fino alla fine dell’anno per addebitare o accreditare le somme risultanti dal modello 730. Nella pratica, i controlli preventivi si avviano generalmente entro pochi mesi dalla presentazione e chi presenta il 730 con rimborso elevato puo’ trovarsi il rimborso sospeso da luglio fino a diversi mesi dopo.Quando scattano i controlli preventivi: i casi piu’ frequenti L’Agenzia delle Entrate non ha mai reso pubblici i criteri esatti che determinano l’attivazione del controllo preventivo, ma sulla base delle circolari e della prassi consolidata è possibile identificare le situazioni più a rischio:Rimborsi superiori a 4.000 euro: soglia espressamente indicata dalla normativa vigente come limite oltre il quale il controllo preventivo è possibile (ma non automatico).Detrazioni elevate per familiari a carico: in particolare quando il numero dei familiari dichiarati o il loro reddito non corrisponde ai dati presenti in Anagrafe Tributaria.Spese mediche ingenti: detrazioni al 19% per spese sanitarie di importo molto elevato rispetto al reddito dichiarato.Bonus edilizi e ristrutturazione: detrazione del 50% o superiore per lavori edilizi, specie se di recente introduzione o con importi rilevanti.Prima dichiarazione con rimborso elevato: contribuenti che dichiarano per la prima volta un rimborso importante, senza storico fiscale coerente.Incoerenze rispetto alla dichiarazione precompilata: modifiche apportate dal contribuente che si discostano significativamente dai dati precaricat dall’Agenzia.Redditi provenienti da piu’ fonti: più certificazioni uniche (CU) con ritenute da diversi datori di lavoro o enti previdenziali.Va sottolineato che il controllo preventivo non equivale a un accertamento fiscale e non implica necessariamente che il contribuente abbia commesso errori. Si tratta di una verifica documentale che l’Amministrazione finanziaria effettua prima di erogare somme rilevanti.La comunicazione dell’Agenzia delle Entrate: cosa significa Quando l’Agenzia delle Entrate decide di avviare un controllo preventivo, il contribuente riceve una comunicazione formale – solitamente tramite raccomandata A/R o, se il contribuente ha abilitato il cassetto fiscale, anche via posta elettronica certificata (PEC) o notifica telematica. La comunicazione informa della sospensione del rimborso e invita il contribuente a fornire la documentazione necessaria a supportare le detrazioni e/o i crediti d’imposta dichiarati.Nella lettera, l’Agenzia indica:Il riferimento normativo che legittima il controllo (tipicamente art. 36-ter DPR 600/1973);L’importo del rimborso sospeso;Le voci dichiarative oggetto di verifica (es. “detrazioni per spese sanitarie”, “familiari a carico”);I documenti che il contribuente deve produrre;Il termine entro cui rispondere (generalmente 30 giorni dalla ricezione);Il canale di trasmissione della documentazione (ufficio territorialmente competente, CIVIS, cassetto fiscale).Non ignorare mai questa comunicazione: la mancata risposta entro il termine non porta solo al prolungamento dell’attesa, ma può determinare la definitiva decadenza dal rimborso per quella annualità e l’avvio di procedure di accertamento più invasive.Differenza tra controllo preventivo (art. 36-ter) e liquidazione automatica (art. 36-bis) Molti contribuenti confondono il controllo preventivo con la liquidazione automatica. Si tratta invece di due procedure completamente diverse:Tipo di controlloBase normativaCosa verificaQuando avvieneLiquidazione automaticaArt. 36-bis DPR 600/1973Errori materiali di calcolo, ritenute, versamenti F24Entro l’anno di presentazioneControllo documentale preventivoArt. 36-ter DPR 600/1973Detrazioni, oneri deducibili, crediti d’imposta (richiede documenti)Entro 2 anni dalla presentazioneControllo preventivo rimborsiArt. 1, c. 585-586 L. 160/2019Rimborsi elevati (oltre 4.000 euro) prima dell’erogazionePrima dell’erogazione del rimborsoLa liquidazione automatica (36-bis) è una verifica puramente matematica: l’Agenzia controlla che i calcoli siano corretti, che le ritenute certificate dalla CU corrispondano a quanto dichiarato, che le aliquote applicate siano quelle giuste. Non richiede la produzione di documenti da parte del contribuente.Il controllo documentale (36-ter) invece è più invasivo: l’Agenzia chiede di dimostrare con documenti che le spese detratte siano effettivamente sostenute e che i relativi requisiti siano soddisfatti. Può portare al disconoscimento delle detrazioni se la documentazione non è prodotta o non è sufficiente.Il controllo preventivo sui rimborsi è specificamente finalizzato a bloccare l’erogazione automatica di rimborsi elevati prima che vengano verificati. Una volta concluso positivamente, il rimborso viene erogato con eventuali interessi di mora a favore del contribuente.Cosa fare se il rimborso e’ bloccato: guida pratica Se avete ricevuto la comunicazione di sospensione del rimborso o se semplicemente non arriva da molti mesi, ecco i passi concreti da seguire:1. Verifica lo stato del rimborso sul cassetto fiscaleIl primo strumento da utilizzare è il cassetto fiscale, accessibile tramite SPID, CIE o CNS sul sito dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it). Nella sezione dedicata alla dichiarazione, è possibile verificare:Lo stato di elaborazione del 730 (ricevuto / in lavorazione / elaborato);La presenza di eventuali comunicazioni o avvisi;Lo stato del rimborso (atteso / sospeso / in erogazione).Se il rimborso risulta “sospeso” o “in verifica”, significa che il controllo preventivo è in corso. Se invece non risulta ancora elaborata la dichiarazione, potrebbe trattarsi di un semplice ritardo nell’elaborazione ordinaria.2. Raccogliere la documentazione richiestaSe avete ricevuto la comunicazione formale di controllo preventivo, la priorità è raccogliere i documenti indicati nella lettera. I più comuni sono:Per detrazioni mediche: scontrini/ricevute fiscali con il codice fiscale del contribuente, prescrizioni mediche ove richieste, fatture di strutture sanitarie;Per familiari a carico: documenti che attestino il reddito del familiare (es. CU, 730 del familiare, autocertificazione) e la composizione del nucleo familiare;Per bonus ristrutturazione: contratto con l’impresa, bonifici parlanti, fatture, comunicazione ENEA ove richiesta, eventuale CILAS/SCIA;Per interessi su mutuo prima casa: contratto di mutuo, quietanza di pagamento rate, atto di compravendita dell’immobile;Per premi assicurativi detraibili: quietanza della polizza vita/infortuni con distinzione della quota che dà diritto alla detrazione.3. Inviare la documentazione entro i terminiLa documentazione può essere trasmessa in vari modi:Tramite CIVIS (canale telematico Agenzia Entrate): è la modalità raccomandata, permette di trasmettere documenti in formato PDF e di ottenere una ricevuta di protocollo;Consegna a mano presso l’ufficio territoriale competente (quello indicato nella comunicazione);Via raccomandata A/R all’indirizzo dell’ufficio, con descrizione analitica dei documenti allegati;Tramite un intermediario abilitato (CAF, consulente fiscale): il professionista può trasmettere la documentazione direttamente dal suo software gestionale.Se non siete sicuri di avere tutta la documentazione necessaria, o se la richiesta vi sembra sproporzionata, è fortemente consigliabile rivolgersi a un CAF o a un consulente fiscale che conosca la normativa aggiornata e possa gestire la risposta all’Agenzia.Tempi di attesa: quanto dura il blocco del rimborsoUna delle domande più frequenti è: quanto ci vuole per sbloccare il rimborso? La risposta dipende da diversi fattori:ScenarioTempo stimato per rimborso730 senza controllo preventivo, rimborso da busta pagaLuglio-agosto dell’anno di presentazione730 senza controllo preventivo, rimborso da pensione (INPS)Agosto-settembre dell’anno di presentazione730 con controllo preventivo, documentazione inviata tempestivamente3-6 mesi dalla ricezione della documentazione730 con controllo preventivo, documentazione non inviata o carenteRimborso ridotto o negato; eventuali accertamentiRimborso diretto AdE (es. senza sostituto d’imposta)6-18 mesi dalla presentazioneVa ricordato che se il rimborso è dovuto ma l’Agenzia lo eroga in ritardo per effetto del controllo preventivo (oltre i termini di legge), il contribuente ha diritto agli interessi di mora, calcolati al tasso stabilito annualmente dal MEF (per i rimborsi IRPEF il tasso e’ determinato con decreto ministeriale; verificare il tasso vigente nell’anno di erogazione). Gli interessi decorrono dalla data in cui il rimborso avrebbe dovuto essere erogato.Rimborso bloccato dopo accettazione del 730 precompilato: casi speciali Con l’introduzione del 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate ha promesso ai contribuenti che accettano la dichiarazione senza modifiche una corsia preferenziale e, in teoria, l’esenzione dai controlli documentali. Questa garanzia, però, non è assoluta.Secondo l’art. 5, comma 3 del D.Lgs. 175/2014 (decreto semplificazioni fiscali), se il contribuente accetta il 730 precompilato senza apportare modifiche, l’Agenzia non può effettuare controlli documentali sulle spese che ha precaricato (spese sanitarie trasmesse da farmacie e strutture convenzionate, interessi su mutuo ecc.). Tuttavia, il blocco preventivo dei rimborsi elevati resta possibile, in quanto non rientra nella fattispecie dei controlli documentali ordinari bensì nel perimetro delle verifiche antifrode.Se invece il contribuente ha modificato il 730 precompilato (aggiungendo detrazioni, correggendo redditi, modificando i dati precaricati), perde la tutela dalla verifica documentale su quelle voci modificate. In questo caso, i controlli preventivi possono riguardare anche le spese precaricate, se le modifiche hanno influenzato il calcolo del rimborso.Per approfondire le regole specifiche sulle spese sanitarie inserite nel 730 precompilato, potete leggere il nostro articolo dedicato: Spese sanitarie in contanti nel 730 precompilato 2026: quali si possono detrarre.Gli esiti possibili del controllo preventivoAl termine del controllo preventivo, l’Agenzia delle Entrate può pervenire a quattro esiti diversi:1. Rimborso confermato ed erogato integralmenteLa documentazione prodotta dal contribuente è stata ritenuta sufficiente e idonea. L’Agenzia sblocca il rimborso, che viene erogato dall’INPS (per i pensionati) oppure direttamente dall’Agenzia tramite bonifico o vaglia postale. In questo caso, vengono corrisposti anche gli interessi maturati durante il periodo di sospensione.2. Rimborso ridottoL’Agenzia ha riconosciuto solo in parte le detrazioni dichiarate. Vengono espunte le voci per le quali la documentazione era insufficiente o carente, e il rimborso viene erogato per la parte riconosciuta. Il contribuente riceve una comunicazione di irregolarità (ex avviso bonario) con l’indicazione delle voci disconosciute e la possibilità di presentare osservazioni entro 60 giorni.3. Rimborso negato e importo a debitoIn questo caso l’Agenzia ha ritenuto che il rimborso non fosse dovuto (o che ci fosse un debito residuo). Il contribuente riceve l’avviso bonario con la richiesta di versamento della differenza. Se non paga entro i termini previsti, la somma viene iscritta a ruolo e affidata ad Agenzia delle Entrate Riscossione per la riscossione.4. Silenzio-assenso e rimborso automaticoSe l’Agenzia non conclude il controllo preventivo entro i termini di legge previsti, il rimborso deve essere erogato automaticamente. In pratica, l’inutile decorso del tempo costituisce un riconoscimento implicito del rimborso. Questo scenario è però raro: l’Agenzia generalmente rispetta i propri termini interni.Come evitare il blocco preventivo: consigli praticiLa prevenzione è sempre più efficace della gestione del problema a posteriori. Ecco alcune indicazioni pratiche per ridurre il rischio di subire un controllo preventivo o per gestirlo al meglio qualora si verifichi:Conservate tutta la documentazione delle spese detraibili per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione. Scontrini, ricevute, fatture e bonifici parlanti devono essere organizzati e facilmente recuperabili.Inserite il codice fiscale negli scontrini delle farmacie: dal 2020 questa operazione è obbligatoria per la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, ma controllate sempre che i dati trasmessi siano corretti nella precompilata.Verificate la corrispondenza tra CU e dati del 730: i redditi e le ritenute indicati nella CU devono coincidere con quelli inseriti nella dichiarazione. Discrepanze anche minime possono attivare controlli.Rivolgetevi a un CAF per la compilazione: i Centri di Assistenza Fiscale sono abilitati a prestare assistenza fiscale e hanno la responsabilità solidale per la correttezza dei dati inseriti, il che riduce il rischio di errori involontari.Dichiarate solo le detrazioni effettivamente spettanti e supportate da documenti validi. Tentare di massimizzare il rimborso con detrazioni dubbie aumenta esponenzialmente il rischio di controllo.Per le dichiarazioni più complesse (redditi da immobili esteri, plusvalenze finanziarie, attivita’ all’estero), può essere più opportuno presentare il Modello Redditi PF invece del 730, considerando che offre maggiore flessibilità nella gestione dei controlli. Segnaliamo a questo proposito il nostro articolo sull’errore dell’Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026 riguardo al Quadro RT.Casi pratici: esempi reali di controllo preventivoPer rendere piu’ concreto il quadro normativo, ecco alcuni esempi tipici tratti dalla pratica dei CAF:Caso 1: Detrazioni mediche per figlio disabileMaria ha un figlio con disabilita’ grave certificata (Legge 104 art. 3 comma 3). Ha dichiarato circa 9.000 euro di spese mediche nel 730, ottenendo un rimborso di 5.200 euro. A settembre ha ricevuto la comunicazione di controllo preventivo. L’Agenzia chiedeva i giustificativi di tutte le spese mediche. Maria ha inviato tramite CIVIS le ricevute fiscali, le fatture delle visite specialistiche e la copia del verbale di invalidita’. Il controllo si e’ concluso positivamente dopo 3 mesi: rimborso confermato integralmente, piu’ 85 euro di interessi.Caso 2: Bonus ristrutturazione con documentazione incompletaGiorgio ha detratto 6.500 euro (50% di 13.000 euro di lavori di ristrutturazione sul bagno). Il controllo preventivo ha evidenziato che mancava il bonifico parlante con i codici fiscali del beneficiario e dell’impresa. Giorgio ha dovuto presentare i bonifici originali, la fattura dell’impresa e la comunicazione all’ENEA (richiesta per alcuni interventi). Poiche’ non aveva conservato tutti i documenti, una parte delle spese (circa 2.000 euro) non e’ stata riconosciuta: rimborso ridotto di 1.000 euro rispetto a quanto atteso.Caso 3: Familiari a carico non corrispondentiLuisa ha dichiarato come familiare a carico la madre con un reddito di 2.800 euro l’anno. L’Agenzia ha avviato un controllo perche’ i dati dell’Anagrafe Tributaria indicavano che la madre aveva percepito nel 2025 anche una pensione estera (non comunicata a Luisa), portando il reddito complessivo a circa 4.100 euro – sopra la soglia dei 2.840,51 euro (per il 2025) che permette di considerare un familiare a carico. Il rimborso e’ stato ridotto proporzionalmente e Luisa ha ricevuto un avviso bonario per la differenza di imposta.Questi esempi mostrano l’importanza di verificare sempre i requisiti delle detrazioni prima di dichiararle e di conservare tutta la documentazione di supporto.Impugnare il disconoscimento delle detrazioni: i rimediSe all’esito del controllo preventivo l’Agenzia ha disconosciuto delle detrazioni e il contribuente ritiene di aver agito correttamente, ha diverse strade percorribili:Osservazioni all’avviso bonario: entro 30 giorni dalla ricezione dell’avviso, il contribuente (o il suo rappresentante) puo’ presentare osservazioni scritte all’ufficio, allegando ulteriori documenti o motivazioni. L’Agenzia e’ tenuta a valutarle prima di iscrivere il debito a ruolo.Autotutela: se si ritiene che l’Agenzia abbia commesso un errore di valutazione, si puo’ presentare istanza di autotutela chiedendo la correzione d’ufficio dell’atto.Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria: se l’avviso bonario si trasforma in cartella esattoriale o avviso di accertamento, il contribuente puo’ proporre ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado entro 60 giorni dalla notifica. E’ consigliabile farsi assistere da un professionista abilitato (avvocato tributarista, commercialista, consulente del lavoro).Mediazione tributaria: per controversie di valore inferiore a 50.000 euro, prima del ricorso e’ obbligatorio presentare istanza di mediazione/reclamo (D.Lgs. 156/2015).Per le questioni piu’ tecniche relative ai redditi di capitale e alla compilazione del modello redditi, consultate il nostro approfondimento sul Quadro RR 2026 e i contributi INPS nel Modello Redditi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ) Il controllo preventivo e’ uguale per tutti?No. L’Agenzia delle Entrate applica criteri selettivi basati su analisi del rischio. Non tutti i 730 con rimborsi elevati vengono sottoposti a controllo: vengono selezionati quelli che presentano anomalie o profili di rischio specifici. Il semplice fatto di avere un rimborso elevato non implica automaticamente il controllo.Posso farmi assistere dal CAF durante il controllo preventivo?Assolutamente si’. Se avete presentato il 730 tramite un CAF, potete delegare il CAF stesso a gestire la risposta all’Agenzia delle Entrate. Il CAF ha accesso ai sistemi telematici e puo’ inviare la documentazione tramite i canali abilitati. In piu’, il CAF ha assunto responsabilita’ solidale per la correttezza dei dati inseriti nella dichiarazione: questo puo’ essere utile in caso di contestazioni.Cosa succede se non rispondo alla comunicazione dell’Agenzia?Se non rispondete entro il termine indicato nella comunicazione (di solito 30 giorni), l’Agenzia procedera’ a disconoscere le detrazioni oggetto di verifica. Il rimborso eventualmente gia’ calcolato potrebbe essere ridotto o azzerato. Potrebbe poi seguire un avviso bonario con richiesta di pagamento delle maggiori imposte, e in caso di mancato pagamento, l’iscrizione a ruolo. Non rispondere e’ sempre la scelta peggiore.Il rimborso bloccato genera interessi a favore del contribuente?Si’. Se il rimborso e’ dovuto ma viene erogato in ritardo rispetto ai termini di legge, il contribuente ha diritto agli interessi di mora. Gli interessi sono calcolati al tasso stabilito annualmente dal MEF con decreto ministeriale. Vengono calcolati automaticamente dall’Agenzia e aggiunti al rimborso al momento dell’erogazione. Non e’ necessario richiederli separatamente.Quanto dura il controllo preventivo?La norma non prevede un termine perentorio specifico per il solo controllo preventivo sui rimborsi elevati, ma il controllo documentale ex art. 36-ter DPR 600/1973 deve concludersi entro 2 anni dalla presentazione. Nella pratica, i controlli preventivi sui rimborsi si risolvono generalmente entro 3-6 mesi dalla presentazione della documentazione.Posso richiedere un rimborso tramite Modello Redditi PF per evitare i controlli preventivi del 730?In linea teorica si’, ma non e’ una soluzione che consigliamo. Il Modello Redditi PF prevede rimborsi diretti dall’Agenzia delle Entrate con tempistiche spesso piu’ lunghe (12-18 mesi). Inoltre, anche il Modello Redditi puo’ essere soggetto a controlli documentali. La soluzione migliore resta la compilazione corretta e documentata del 730.Conclusione: come tutelarsi efficacementeI controlli preventivi sul Modello 730 sono una realta’ con cui molti contribuenti devono confrontarsi, ma non devono essere fonte di panico. Rappresentano una procedura di verifica documentale che, se gestita correttamente, si risolve positivamente nella grande maggioranza dei casi.Le chiavi per uscirne indenni sono tre: documentazione completa e conservata, risposta tempestiva all’Agenzia delle Entrate, e assistenza professionale quando la situazione e’ complessa. Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a disposizione per assistervi in tutte le fasi: dalla compilazione del 730 alla gestione di eventuali controlli preventivi, fino alla difesa dei vostri diritti in caso di contestazioni.Per prenotare un appuntamento o per ricevere ulteriori informazioni, contattateci al 0432 1638640 oppure scriveteci su WhatsApp al 366 6018121. Siamo a Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.Maggio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-29 09:22:402026-05-31 17:40:36Controlli preventivi sul Modello 730 e rimborso bloccato: cosa succedePagina 2 di 7‹1234›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIAffitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniAffitto nel 730 2026: Detrazioni per InquiliniSe paghi un affitto per la tua abitazione principale, puoi avere diritto a una detrazione fiscale nel 730/2026. La normativa prevede diverse agevolazioni per gli inquilini, con importi che variano in base al reddito e alla tipologia di contratto.Le detrazioni per l’affitto sono pensate per alleggerire il peso del canone di locazione sui redditi piu bassi. Vediamo nel dettaglio quali agevolazioni sono disponibili e come richiederle.Indice dei contenutiTipi di detrazione affittoDetrazione generale inquiliniDetrazione canone concordatoDetrazione giovani inquiliniLavoratori trasferitiDocumenti necessariDomande frequenti Tipi di Detrazione per l’AffittoEsistono diverse tipologie di detrazione per chi paga l’affitto. Le principali sono:Detrazione generale per inquilini – per tutti gli inquilini con reddito bassoDetrazione canone concordato – per chi ha un contratto a canone concordato (3+2)Detrazione giovani inquilini – per i giovani che lasciano la casa dei genitoriDetrazione lavoratori trasferiti – per chi si trasferisce per lavoroQueste detrazioni sono alternative tra loro: non e possibile cumularle, ma puoi scegliere quella piu vantaggiosa. Detrazione Generale per InquiliniLa detrazione generale spetta a tutti gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale, a prescindere dal tipo di contratto.Importi 2026Reddito complessivoDetrazioneFino a 15.493,71 euro300 euroDa 15.493,72 a 30.987,41 euro150 euroOltre 30.987,41 euroNessuna detrazioneRequisitiContratto di locazione regolarmente registratoL’immobile deve essere l’abitazione principaleReddito complessivo entro i limiti indicati Detrazione per Contratti a Canone ConcordatoSe hai un contratto a canone concordato (tipicamente 3+2), puoi usufruire di una detrazione piu alta.Importi 2026Reddito complessivoDetrazioneFino a 15.493,71 euro495,80 euroDa 15.493,72 a 30.987,41 euro247,90 euroCos’e il canone concordatoIl contratto a canone concordato prevede un canone calmierato, stabilito sulla base di accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini. Il contratto ha durata minima di 3 anni + 2 di rinnovo. Detrazione per Giovani InquiliniI giovani tra 20 e 31 anni che stipulano un contratto di locazione per l’abitazione principale possono beneficiare di una detrazione specifica.RequisitiEta compresa tra 20 e 31 anni (non compiuti)Reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euroL’immobile deve essere diverso dall’abitazione principale dei genitoriContratto regolarmente registratoImporto detrazioneLa detrazione e pari al 20% del canone annuo, con un minimo di 991,60 euro e un massimo di 2.000 euro.DurataLa detrazione spetta per i primi 4 anni di contratto (non necessariamente consecutivi). Detrazione per Lavoratori TrasferitiI lavoratori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro possono beneficiare di una detrazione specifica.RequisitiTrasferimento della residenza nel comune di lavoro (o in comune limitrofo)Il nuovo comune deve distare almeno 100 km dal precedenteIl nuovo comune deve essere in una regione diversaContratto di lavoro dipendenteImporti 2026Reddito complessivoDetrazioneFino a 15.493,71 euro991,60 euroDa 15.493,72 a 30.987,41 euro495,80 euroDurataLa detrazione spetta per i primi 3 anni dal trasferimento della residenza.Documenti NecessariPer richiedere la detrazione affitto devi presentare al CAF la documentazione relativa al contratto e ai pagamenti.Documenti richiestiContratto di locazione registratoRicevute dei canoni pagati o bonificiAttestazione del proprietario dei canoni ricevuti (facoltativa)Residenza anagrafica nell’immobilePer giovani inquiliniDocumento che attesti l’etaStato di famiglia che dimostri la residenza diversa dai genitoriPer lavoratori trasferitiContratto di lavoro dipendenteCertificato di residenza che attesti il trasferimentoPrecedente indirizzo di residenza Domande Frequenti sull’Affitto nel 730Posso detrarre l’affitto se vivo con il mio compagno/a?Si, se il contratto e intestato a entrambi, ciascuno detrae il 50%. Se e intestato solo a uno dei due, detrae solo l’intestatario del contratto.Ho un contratto di sublocazione, posso detrarre?No, la detrazione spetta solo per i contratti di locazione stipulati direttamente con il proprietario, non per le sublocazioni.Detraggo l’intero canone annuo?No, la detrazione e un importo fisso (300, 150, 495,80 euro ecc.) che non dipende dal canone pagato, ma solo dal reddito e dal tipo di contratto.Quale detrazione scegliere se ho diritto a piu di una?Puoi scegliere la detrazione piu conveniente. Il CAF ti aiutera a individuare quella che ti fa risparmiare di piu. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai diritto alle detrazioni per l’affitto e a scegliere quella piu vantaggiosa.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili. Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroSpese Funebri 730 2026: Detrazione e LimitiLe spese funebri sostenute per la morte di un familiare sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se nel 2025 hai affrontato il costo di un funerale, puoi recuperare parte della spesa nel 730/2026.La detrazione fiscale e del 19% su un importo massimo di 1.550 euro per decesso. Vediamo nel dettaglio come funziona, chi puo beneficiarne e quali spese sono ammesse.Indice dei contenutiCome funziona la detrazioneSpese funebri ammesseChi puo detrarreCalcolo della detrazioneDocumenti necessariDomande frequenti Come Funziona la Detrazione per Spese FunebriLa detrazione per spese funebri ha regole specifiche stabilite dalla normativa fiscale.Aliquota e limitiAliquota detrazione: 19%Tetto massimo: 1.550 euro per ogni decessoDetrazione massima: 1.550 x 19% = 294,50 euroNessuna franchigiaA differenza di altre detrazioni (come le spese veterinarie), per le spese funebri non e prevista franchigia. La detrazione del 19% si applica da subito, dal primo euro speso.Limite per decesso, non per contribuenteIl tetto di 1.550 euro si riferisce a ogni singolo decesso, non al contribuente. Se nello stesso anno hai sostenuto spese funebri per piu persone (es. due genitori), puoi detrarre fino a 1.550 euro per ciascun decesso. Quali Spese Funebri Sono DetraibiliSono detraibili le spese strettamente connesse al funerale.Spese detraibiliServizi dell’impresa funebre (vestizione, composizione, trasporto salma)Cassa funebre (bara)Addobbi floreali forniti dall’agenziaAnnunci funebri sui giornaliTrasporto del feretroSepoltura o cremazioneConcessione loculo cimiteriale (se pagata contestualmente)Spese NON detraibiliRistorante per il pranzo del funeraleLapide e incisioni successiveManutenzione della tombaFiori acquistati direttamente (non tramite agenzia)Messe e offerte religiose Chi Puo Detrarre le Spese FunebriLa detrazione non e riservata solo ai familiari stretti, ma ha alcune specificita.Requisiti per chi detraePuo detrarre chi:Ha effettivamente sostenuto la spesaHa la fattura intestata a proprio nomeHa pagato con metodo tracciabilePer chi e decedutoLa spesa e detraibile per il decesso di qualsiasi persona, non necessariamente un familiare. Tuttavia, nella pratica le agenzie funebri intestano la fattura a chi paga, che di solito e un parente.Spesa divisa tra piu personeSe la spesa e stata divisa tra piu familiari:Ciascuno detrae la quota effettivamente pagataLa somma delle detrazioni non puo superare il tetto di 1.550 euro per decessoLa fattura deve riportare chi ha pagato cosa, oppure serve dichiarazione sostitutiva Come Calcolare la DetrazioneVediamo con esempi pratici come funziona il calcolo.Esempio 1: Spesa sotto il tettoSe hai speso 1.200 euro per il funerale:Detrazione: 1.200 x 19% = 228 euroEsempio 2: Spesa sopra il tettoSe hai speso 3.000 euro per il funerale:Si considera solo il tetto: 1.550 euroDetrazione: 1.550 x 19% = 294,50 euroEsempio 3: Due decessi nello stesso annoSe hai sostenuto spese per i funerali di entrambi i genitori:Spesa genitore 1: 2.000 euro (si detrae su 1.550 euro)Spesa genitore 2: 1.800 euro (si detrae su 1.550 euro)Detrazione totale: 294,50 + 294,50 = 589 euro Documenti NecessariPer ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese.Documenti richiestiFattura dell’impresa funebre intestata a chi detraeRicevuta di pagamento tracciabile (bonifico, carta)Certificato di morte (o autocertificazione del decesso)Se la fattura e intestata a piu personeSe la fattura e intestata a piu eredi:Ciascuno detrae la propria quotaServe annotazione sulla fattura di chi ha pagato cosaIn alternativa, dichiarazione sostitutiva di atto notorioObbligo di pagamento tracciabileDal 2020 e obbligatorio pagare con metodi tracciabili:Bonifico bancario o postaleCarta di credito o debitoAssegnoI pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione.Domande Frequenti sulle Spese FunebriPosso detrarre le spese se non ero parente del defunto?Si, la detrazione spetta a chiunque abbia sostenuto la spesa, anche se non aveva legami di parentela con il defunto. L’importante e che la fattura sia intestata a chi detrae.Le spese funebri sono nel 730 precompilato?Generalmente si. Le imprese funebri comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate. Verifica comunque che i dati siano presenti e corretti.Posso detrarre le spese anche se le ho pagate con soldi ereditati?Si, quello che conta e chi ha materialmente pagato e a chi e intestata la fattura. La provenienza del denaro e irrilevante.E se la persona deceduta aveva il 730?Le spese funebri non rientrano mai nella dichiarazione del defunto, ma sempre in quella di chi le ha pagate. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa. Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730, recuperando tutte le detrazioni a cui hai diritto.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIABonus Mobili nel Modello 730/2026: Come Richiedere la Detrazione al 50%Con la stagione della dichiarazione dei redditi ormai nel vivo, molti contribuenti si chiedono se e come e’ possibile detrarre le spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nel Modello 730/2026. La risposta e’ si: il bonus mobili consente di recuperare il 50% delle spese sostenute nel 2025 per arredare un’abitazione ristrutturata. In questa guida completa scoprirai tutto cio’ che devi sapere: requisiti, limite massimo di spesa, quali beni sono ammessi, come compilare il 730 e a quanto ammonta il risparmio fiscale effettivo. Cos’e’ il Bonus Mobili 2026 (spese 2025)Il bonus mobili e’ un’agevolazione fiscale che permette ai contribuenti italiani di detrarre dall’IRPEF il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia.Nel Modello 730/2026 si inseriscono le spese effettivamente sostenute nell’anno d’imposta 2025. L’agevolazione e’ prorogata di anno in anno dalla Legge di Bilancio: per il 2025 e’ stata confermata dalla Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), con un’importante novita’ rispetto all’anno precedente: la riduzione del limite massimo di spesa detraibile da 8.000 a 5.000 euro per unita’ immobiliare. Quanto si Detrae: Percentuale e Importo MassimoEcco i numeri chiave del bonus mobili per le spese 2025 (Modello 730/2026):Aliquota di detrazione: 50%Limite massimo di spesa detraibile: 5.000 euro per unita’ immobiliareDetrazione massima ottenibile: 2.500 euro (il 50% di 5.000 euro)Numero di rate annuali: 10 rate di pari importoDetrazione massima per anno: 250 euro (2.500 euro diviso 10)Il limite di 5.000 euro si riferisce alla singola unita’ immobiliare, non al nucleo familiare. Cio’ significa che se hai ristrutturato piu’ immobili, puoi richiedere il bonus per ciascuno di essi separatamente, entro i rispettivi limiti. Requisito Fondamentale: Il Collegamento con la Ristrutturazione EdiliziaIl requisito piu’ importante e spesso trascurato e’ che il bonus mobili non e’ autonomo: e’ indissolubilmente legato all’esecuzione di un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile in questione, che beneficia della detrazione del 50% (ex art. 16-bis del TUIR).Devi aver avviato lavori di ristrutturazione a partire dal 1 gennaio 2024 o successivamente (la data di inizio lavori deve essere anteriore all’acquisto dei mobili)I lavori devono rientrare tra quelli ammessi al bonus ristrutturazione (manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia)L’acquisto dei mobili deve essere destinato all’immobile ristrutturatoNon e’ necessario che i lavori siano terminati al momento dell’acquisto dei mobiliAttenzione: la semplice manutenzione ordinaria (tinteggiatura, piccole riparazioni) non e’ sufficiente. Occorre un intervento qualificato di manutenzione straordinaria o superiore. Quali Beni Sono Ammessi al Bonus MobiliNon tutti gli acquisti rientrano nel bonus. Ecco cosa e’ ammesso e cosa non e’ ammesso:Beni AmmessiMobili nuovi: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenzeCucine componibili (anche cucine complete)Grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica A o superiore (dove esiste la classificazione energetica): frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, ventilatori elettriciMaterassi e apparecchi di illuminazione purche’ acquistati insieme ai mobili per completare l’arredoBeni NON AmmessiPavimenti, tende, infissi (questi rientrano semmai nel bonus ristrutturazione)Porte interne (non considerate mobili)Piccoli elettrodomestici (aspirapolvere, ferro da stiro, frullatori)Elettrodomestici di classe energetica inferiore ad A (dove esiste la classificazione)Mobili usati Modalita’ di Pagamento ObbligatoriePer accedere al bonus mobili e’ obbligatorio pagare con mezzi tracciabili. I pagamenti in contanti non sono ammessi. Le modalita’ valide sono:Bonifico bancario o postale (non necessariamente quello “parlante” previsto per l’ecobonus; per il bonus mobili e’ sufficiente un bonifico ordinario)Carte di credito o debitoAssegno bancarioCome Si Compila il Modello 730/2026: Quadro E, Riga E57Nel Modello 730/2026, il bonus mobili si inserisce nel Quadro E (Oneri e Spese), alla riga E57, dedicata specificamente alle spese per mobili ed elettrodomestici.Colonna 1: il codice identificativo dell’immobile ristrutturato (lo stesso utilizzato nel quadro del bonus ristrutturazione, sezione IV del Quadro E)Colonna 2: l’importo delle spese sostenute nel 2025 (massimo 5.000 euro)Il software dell’Agenzia delle Entrate (sia il 730 precompilato disponibile dal 30 aprile 2026, sia i software CAF) calcolera’ automaticamente la detrazione del 50% da ripartire in 10 rate annuali.Collegamento con il bonus ristrutturazione: prima di inserire la riga E57, assicurati di aver correttamente inserito i dati del bonus ristrutturazione nella sezione IV del Quadro E (righe da E41 a E43). Senza questa correlazione, il 730 non accettera’ la detrazione per il bonus mobili.Documenti da Conservare (Non da Allegare)Per il bonus mobili non e’ necessario allegare alcun documento alla dichiarazione dei redditi. Tuttavia, devi conservare la seguente documentazione per almeno 5 anni (termine di accertamento fiscale), da esibire in caso di controllo:Fatture o ricevute fiscali degli acquisti di mobili/elettrodomesticiEstratti conto bancari o ricevute dei pagamenti tracciabiliDocumentazione dei lavori di ristrutturazione (fatture, bonifici parlanti, comunicazione all’ENEA se applicabile)Titolo abilitativo edilizio (CILA, SCIA, permesso di costruire) o dichiarazione sostitutiva per lavori che non richiedono titolo Chi Puo’ Richiedere il Bonus Mobili nel 730Proprietari dell’immobile che hanno eseguito i lavori di ristrutturazioneTitolari di un diritto reale sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione)Inquilini e comodatari se hanno eseguito essi stessi i lavori di manutenzione straordinaria o superiore e il contratto lo consenteFamiliari conviventi del possessore/detentore dell’immobile, se hanno sostenuto le speseAcquirenti di immobili ristrutturati da imprese (l’acquisto deve avvenire entro 18 mesi dal termine dei lavori)Il bonus si applica sia agli immobili destinati a prima casa che a seconda casa. Non ci sono limiti ISEE o reddituali.Confronto Storico dei Limiti: Non Confondere gli AnniIl limite di spesa detraibile e’ cambiato nel tempo. Ecco il riepilogo storico per non fare errori:Spese 2023 (730/2024): limite 8.000 euroSpese 2024 (730/2025): limite 5.000 euroSpese 2025 (730/2026): limite 5.000 euro (confermato dalla L. 207/2024)Esempi Pratici di Calcolo del RisparmioEsempio 1: Cucina da 4.500 euroSpesa 2025: 4.500 euroDetrazione totale: 2.250 euro (50%)Risparmio annuo per 10 anni: 225 euro/annoEsempio 2: Mobili per 6.000 euro (sopra il limite)Spesa 2025: 6.000 euroLimite detraibile: 5.000 euroDetrazione totale: 2.500 euro (50% di 5.000)Risparmio annuo per 10 anni: 250 euro/anno (massimo)Il CAF Puo’ Aiutarti a Compilare il 730 con il Bonus MobiliLa compilazione corretta del Modello 730 con il bonus mobili richiede attenzione ai dettagli: dal collegamento con il bonus ristrutturazione alla corretta indicazione delle spese nel quadro E. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella compilazione del Modello 730/2026, verificando che tutte le detrazioni siano inserite correttamente e supportate dalla documentazione necessaria.Per prenotare un appuntamento o richiedere un preventivo personalizzato, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: siamo a tua disposizione per rispondere a qualsiasi domanda sulla tua dichiarazione dei redditi.Domande Frequenti sul Bonus Mobili nel 730/2026Si puo’ richiedere il bonus mobili senza fare la ristrutturazione?No. Il bonus mobili e’ subordinato all’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria o di interventi di livello superiore sull’immobile. Senza ristrutturazione non si puo’ accedere a questa agevolazione.Il bonus mobili vale anche per gli inquilini?Si’, a condizione che l’inquilino abbia eseguito direttamente i lavori di ristrutturazione (con il consenso del proprietario) e che le spese per i mobili siano sostenute dallo stesso inquilino.Cosa succede se ho acquistato mobili a fine 2024 e inizio 2025?Le spese si considerano detraibili nell’anno in cui sono state effettivamente sostenute (principio di cassa). Per il 730/2026 si inseriscono solo le spese pagate nel 2025.Il limite di 5.000 euro e’ per persona o per immobile?Il limite di 5.000 euro e’ per singola unita’ immobiliare. Se l’immobile e’ intestato a piu’ soggetti (es. coniugi comproprietari), il limite si riferisce all’immobile nel suo complesso, e la detrazione si ripartisce tra i comproprietari in proporzione alle spese sostenute.Cosa succede se vendo l’immobile prima di aver fruito di tutte le 10 rate?In caso di vendita dell’immobile, le rate residue del bonus mobili vengono trasferite automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti indicato nell’atto di compravendita.Riepilogo: Checklist Bonus Mobili 730/2026Effettuati lavori di ristrutturazione qualificati sull’immobile (avviati prima dell’acquisto dei mobili)Acquistati mobili nuovi e/o grandi elettrodomestici di classe A o superiore nel 2025Pagato con mezzi tracciabili (bonifico, carta, assegno)Conservate fatture e prove di pagamentoCodice immobile presente nella sezione IV del Quadro E (bonus ristrutturazione)Spese totali entro il limite di 5.000 euro per unita’ immobiliareInserimento corretto alla riga E57 del Quadro E del 730Ricorda: la detrazione si recupera in 10 anni, con rate annuali uguali. Il risparmio fiscale massimo per il 2026 (prima rata per spese 2025) e’ di 250 euro (su un massimo di 5.000 euro spesi). Per qualsiasi dubbio, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti offriremo assistenza personalizzata e professionale per ottimizzare la tua dichiarazione dei redditi nel rispetto della normativa vigente.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:262026-06-01 22:36:26Bonus Mobili nel Modello 730/2026: Come Richiedere la Detrazione al 50%CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, VeterinariSpese Veterinarie 730 2026: Detrazione, Limiti e Come RichiederlaSpese Veterinarie 730 2026: Quanto si Puo DetrarreLe spese veterinarie rientrano tra gli oneri detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se hai un animale domestico e hai sostenuto spese per cure veterinarie nel 2025, puoi recuperare parte di queste spese nel 730/2026.La detrazione fiscale per le spese veterinarie e del 19%, ma si applica solo alla parte eccedente una franchigia e fino a un tetto massimo. Vediamo nel dettaglio come funziona e quali spese sono ammesse.Indice dei contenutiCome funziona la detrazioneSpese veterinarie ammesseCalcolo della detrazioneDocumenti necessariModalita di pagamentoDomande frequenti Come Funziona la Detrazione per Spese VeterinarieLa detrazione per le spese veterinarie segue regole precise stabilite dalla normativa fiscale.Aliquota e limitiAliquota detrazione: 19%Franchigia: 129,11 euro (non si detrae nulla sotto questa soglia)Tetto massimo: 550 euro (si detrae solo fino a questo importo)Detrazione massima ottenibileLa detrazione massima si calcola cosi:Importo detraibile: 550 euro – 129,11 euro = 420,89 euroDetrazione massima: 420,89 x 19% = 79,97 euroChi puo usufruirneLa detrazione spetta a chi:Ha sostenuto le spese (intestatario delle fatture)Possiede un animale domestico legalmente detenutoHa effettuato i pagamenti con metodi tracciabili Quali Spese Veterinarie Sono DetraibiliNon tutte le spese sostenute per gli animali sono detraibili. Ecco cosa e ammesso e cosa no.Spese detraibiliVisite veterinarie (generiche e specialistiche)Interventi chirurgiciEsami diagnostici (analisi del sangue, radiografie, ecografie)Farmaci veterinari prescritti dal veterinarioMedicinali omeopatici per uso veterinarioPrestazioni di laboratorioRicoveri in clinica veterinariaSpese NON detraibiliMangimi e alimenti (anche se specifici o dietetici)Antiparassitari da banco (senza prescrizione)Toelettatura e groomingAccessori (cucce, guinzagli, giochi)Pensioni per animaliAddestramentoQuali animaliLa detrazione si applica alle spese per animali:Da compagnia: cani, gatti, uccelli, pesci, criceti, conigli, tartarughePer pratica sportiva: cavalli da competizione amatorialeSono esclusi gli animali destinati ad allevamento, riproduzione, consumo alimentare o attivita commerciali. Come Calcolare la DetrazioneVediamo con alcuni esempi pratici come calcolare la detrazione effettiva.Esempio 1: Spese sotto la franchigiaSe hai speso 100 euro in spese veterinarie:La spesa e inferiore alla franchigia (129,11 euro)Detrazione: 0 euroEsempio 2: Spese tra franchigia e tettoSe hai speso 350 euro in spese veterinarie:Importo detraibile: 350 – 129,11 = 220,89 euroDetrazione: 220,89 x 19% = 41,97 euroEsempio 3: Spese sopra il tettoSe hai speso 800 euro in spese veterinarie:Si considera solo il tetto massimo: 550 euroImporto detraibile: 550 – 129,11 = 420,89 euroDetrazione: 420,89 x 19% = 79,97 euro Documenti Necessari per la DetrazionePer ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese sostenute.Documenti da conservareFatture o ricevute fiscali del veterinarioScontrini parlanti della farmacia (con codice fiscale, natura e quantita del farmaco)Prescrizioni veterinarie per i farmaciRicevute di pagamento tracciabile (bonifico, carta, assegno)Cosa devono contenere le fattureLe fatture del veterinario devono indicare:Dati del veterinario (nome, P.IVA)Dati del cliente (nome, cognome, codice fiscale)Descrizione della prestazioneImporto pagatoData Modalita di Pagamento ObbligatorieDal 2020 e obbligatorio effettuare i pagamenti con metodi tracciabili per poter usufruire della detrazione.Pagamenti ammessiBonifico bancario o postaleCarta di credito o debitoBancomatAssegno bancario o circolarePagamenti elettronici (PayPal, Satispay, ecc.)Pagamenti NON ammessiContanti: le spese pagate in contanti NON sono detraibiliEccezione per farmaciPer l’acquisto di farmaci veterinari in farmacia, il pagamento in contanti e ancora ammesso. In questo caso, serve lo scontrino parlante con il codice fiscale.Domande Frequenti sulle Spese VeterinariePosso detrarre le spese se non sono io il proprietario dell’animale?Si, la detrazione spetta a chi ha sostenuto e documentato la spesa, anche se l’animale e intestato a un altro familiare (purche convivente).Ho piu animali: posso detrarre di piu?No, il tetto massimo di 550 euro e complessivo per contribuente, indipendentemente dal numero di animali posseduti.Le spese veterinarie rientrano nel 730 precompilato?Generalmente si. I veterinari sono tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate le prestazioni effettuate. Verifica comunque che siano presenti e che gli importi siano corretti.Devo presentare la documentazione al CAF?Si, al momento della compilazione del 730 devi mostrare le fatture, le ricevute e le prove di pagamento tracciabile. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa. Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730 inserendo tutte le detrazioni a cui hai diritto, comprese le spese veterinarie.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-01 09:00:002026-05-24 09:38:43Spese Veterinarie 730 2026: Detrazione, Limiti e Come RichiederlaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIControlli preventivi sul Modello 730 e rimborso bloccato: cosa succedeAvete presentato il Modello 730 e il rimborso IRPEF tarda ad arrivare, oppure avete ricevuto una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate che informa della sospensione del rimborso? Non è un evento raro: ogni anno migliaia di contribuenti si trovano in questa situazione, che si chiama tecnicamente controllo preventivo sul Modello 730. In questa guida spieghiamo nel dettaglio cosa sono questi controlli, perché scattano, quali sono i tempi, cosa fare se il rimborso è bloccato e come tutelarsi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa sono i controlli preventivi sul Modello 730 Il Modello 730 è lo strumento di dichiarazione dei redditi più usato dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Una delle sue caratteristiche più apprezzate è la possibilità di ricevere i rimborsi IRPEF direttamente in busta paga o sulla pensione, senza dover attendere le tempistiche del Modello Redditi PF. Tuttavia, questo meccanismo automatico può subire un blocco: è quello che accade quando l’Agenzia delle Entrate decide di effettuare un controllo preventivo prima di erogare il rimborso.I controlli preventivi sono disciplinati dall’art. 36-ter del DPR 600/1973 e dall’art. 1, commi 585-586 della Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019), che ha esteso i poteri dell’Agenzia in materia di verifica delle dichiarazioni precompilate accettate senza modifiche. In sostanza, l’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di sospendere i rimborsi di ammontare superiore a 4.000 euro e di effettuare verifiche documentali prima dell’erogazione.La norma non prevede un termine perentorio breve per il completamento del controllo preventivo: il controllo documentale ex art. 36-ter DPR 600/1973 puo’ essere avviato entro 2 anni dalla presentazione della dichiarazione. Per quanto riguarda i rimborsi erogati tramite sostituto d’imposta (busta paga o pensione), il sostituto ha tempo fino alla fine dell’anno per addebitare o accreditare le somme risultanti dal modello 730. Nella pratica, i controlli preventivi si avviano generalmente entro pochi mesi dalla presentazione e chi presenta il 730 con rimborso elevato puo’ trovarsi il rimborso sospeso da luglio fino a diversi mesi dopo.Quando scattano i controlli preventivi: i casi piu’ frequenti L’Agenzia delle Entrate non ha mai reso pubblici i criteri esatti che determinano l’attivazione del controllo preventivo, ma sulla base delle circolari e della prassi consolidata è possibile identificare le situazioni più a rischio:Rimborsi superiori a 4.000 euro: soglia espressamente indicata dalla normativa vigente come limite oltre il quale il controllo preventivo è possibile (ma non automatico).Detrazioni elevate per familiari a carico: in particolare quando il numero dei familiari dichiarati o il loro reddito non corrisponde ai dati presenti in Anagrafe Tributaria.Spese mediche ingenti: detrazioni al 19% per spese sanitarie di importo molto elevato rispetto al reddito dichiarato.Bonus edilizi e ristrutturazione: detrazione del 50% o superiore per lavori edilizi, specie se di recente introduzione o con importi rilevanti.Prima dichiarazione con rimborso elevato: contribuenti che dichiarano per la prima volta un rimborso importante, senza storico fiscale coerente.Incoerenze rispetto alla dichiarazione precompilata: modifiche apportate dal contribuente che si discostano significativamente dai dati precaricat dall’Agenzia.Redditi provenienti da piu’ fonti: più certificazioni uniche (CU) con ritenute da diversi datori di lavoro o enti previdenziali.Va sottolineato che il controllo preventivo non equivale a un accertamento fiscale e non implica necessariamente che il contribuente abbia commesso errori. Si tratta di una verifica documentale che l’Amministrazione finanziaria effettua prima di erogare somme rilevanti.La comunicazione dell’Agenzia delle Entrate: cosa significa Quando l’Agenzia delle Entrate decide di avviare un controllo preventivo, il contribuente riceve una comunicazione formale – solitamente tramite raccomandata A/R o, se il contribuente ha abilitato il cassetto fiscale, anche via posta elettronica certificata (PEC) o notifica telematica. La comunicazione informa della sospensione del rimborso e invita il contribuente a fornire la documentazione necessaria a supportare le detrazioni e/o i crediti d’imposta dichiarati.Nella lettera, l’Agenzia indica:Il riferimento normativo che legittima il controllo (tipicamente art. 36-ter DPR 600/1973);L’importo del rimborso sospeso;Le voci dichiarative oggetto di verifica (es. “detrazioni per spese sanitarie”, “familiari a carico”);I documenti che il contribuente deve produrre;Il termine entro cui rispondere (generalmente 30 giorni dalla ricezione);Il canale di trasmissione della documentazione (ufficio territorialmente competente, CIVIS, cassetto fiscale).Non ignorare mai questa comunicazione: la mancata risposta entro il termine non porta solo al prolungamento dell’attesa, ma può determinare la definitiva decadenza dal rimborso per quella annualità e l’avvio di procedure di accertamento più invasive.Differenza tra controllo preventivo (art. 36-ter) e liquidazione automatica (art. 36-bis) Molti contribuenti confondono il controllo preventivo con la liquidazione automatica. Si tratta invece di due procedure completamente diverse:Tipo di controlloBase normativaCosa verificaQuando avvieneLiquidazione automaticaArt. 36-bis DPR 600/1973Errori materiali di calcolo, ritenute, versamenti F24Entro l’anno di presentazioneControllo documentale preventivoArt. 36-ter DPR 600/1973Detrazioni, oneri deducibili, crediti d’imposta (richiede documenti)Entro 2 anni dalla presentazioneControllo preventivo rimborsiArt. 1, c. 585-586 L. 160/2019Rimborsi elevati (oltre 4.000 euro) prima dell’erogazionePrima dell’erogazione del rimborsoLa liquidazione automatica (36-bis) è una verifica puramente matematica: l’Agenzia controlla che i calcoli siano corretti, che le ritenute certificate dalla CU corrispondano a quanto dichiarato, che le aliquote applicate siano quelle giuste. Non richiede la produzione di documenti da parte del contribuente.Il controllo documentale (36-ter) invece è più invasivo: l’Agenzia chiede di dimostrare con documenti che le spese detratte siano effettivamente sostenute e che i relativi requisiti siano soddisfatti. Può portare al disconoscimento delle detrazioni se la documentazione non è prodotta o non è sufficiente.Il controllo preventivo sui rimborsi è specificamente finalizzato a bloccare l’erogazione automatica di rimborsi elevati prima che vengano verificati. Una volta concluso positivamente, il rimborso viene erogato con eventuali interessi di mora a favore del contribuente.Cosa fare se il rimborso e’ bloccato: guida pratica Se avete ricevuto la comunicazione di sospensione del rimborso o se semplicemente non arriva da molti mesi, ecco i passi concreti da seguire:1. Verifica lo stato del rimborso sul cassetto fiscaleIl primo strumento da utilizzare è il cassetto fiscale, accessibile tramite SPID, CIE o CNS sul sito dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it). Nella sezione dedicata alla dichiarazione, è possibile verificare:Lo stato di elaborazione del 730 (ricevuto / in lavorazione / elaborato);La presenza di eventuali comunicazioni o avvisi;Lo stato del rimborso (atteso / sospeso / in erogazione).Se il rimborso risulta “sospeso” o “in verifica”, significa che il controllo preventivo è in corso. Se invece non risulta ancora elaborata la dichiarazione, potrebbe trattarsi di un semplice ritardo nell’elaborazione ordinaria.2. Raccogliere la documentazione richiestaSe avete ricevuto la comunicazione formale di controllo preventivo, la priorità è raccogliere i documenti indicati nella lettera. I più comuni sono:Per detrazioni mediche: scontrini/ricevute fiscali con il codice fiscale del contribuente, prescrizioni mediche ove richieste, fatture di strutture sanitarie;Per familiari a carico: documenti che attestino il reddito del familiare (es. CU, 730 del familiare, autocertificazione) e la composizione del nucleo familiare;Per bonus ristrutturazione: contratto con l’impresa, bonifici parlanti, fatture, comunicazione ENEA ove richiesta, eventuale CILAS/SCIA;Per interessi su mutuo prima casa: contratto di mutuo, quietanza di pagamento rate, atto di compravendita dell’immobile;Per premi assicurativi detraibili: quietanza della polizza vita/infortuni con distinzione della quota che dà diritto alla detrazione.3. Inviare la documentazione entro i terminiLa documentazione può essere trasmessa in vari modi:Tramite CIVIS (canale telematico Agenzia Entrate): è la modalità raccomandata, permette di trasmettere documenti in formato PDF e di ottenere una ricevuta di protocollo;Consegna a mano presso l’ufficio territoriale competente (quello indicato nella comunicazione);Via raccomandata A/R all’indirizzo dell’ufficio, con descrizione analitica dei documenti allegati;Tramite un intermediario abilitato (CAF, consulente fiscale): il professionista può trasmettere la documentazione direttamente dal suo software gestionale.Se non siete sicuri di avere tutta la documentazione necessaria, o se la richiesta vi sembra sproporzionata, è fortemente consigliabile rivolgersi a un CAF o a un consulente fiscale che conosca la normativa aggiornata e possa gestire la risposta all’Agenzia.Tempi di attesa: quanto dura il blocco del rimborsoUna delle domande più frequenti è: quanto ci vuole per sbloccare il rimborso? La risposta dipende da diversi fattori:ScenarioTempo stimato per rimborso730 senza controllo preventivo, rimborso da busta pagaLuglio-agosto dell’anno di presentazione730 senza controllo preventivo, rimborso da pensione (INPS)Agosto-settembre dell’anno di presentazione730 con controllo preventivo, documentazione inviata tempestivamente3-6 mesi dalla ricezione della documentazione730 con controllo preventivo, documentazione non inviata o carenteRimborso ridotto o negato; eventuali accertamentiRimborso diretto AdE (es. senza sostituto d’imposta)6-18 mesi dalla presentazioneVa ricordato che se il rimborso è dovuto ma l’Agenzia lo eroga in ritardo per effetto del controllo preventivo (oltre i termini di legge), il contribuente ha diritto agli interessi di mora, calcolati al tasso stabilito annualmente dal MEF (per i rimborsi IRPEF il tasso e’ determinato con decreto ministeriale; verificare il tasso vigente nell’anno di erogazione). Gli interessi decorrono dalla data in cui il rimborso avrebbe dovuto essere erogato.Rimborso bloccato dopo accettazione del 730 precompilato: casi speciali Con l’introduzione del 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate ha promesso ai contribuenti che accettano la dichiarazione senza modifiche una corsia preferenziale e, in teoria, l’esenzione dai controlli documentali. Questa garanzia, però, non è assoluta.Secondo l’art. 5, comma 3 del D.Lgs. 175/2014 (decreto semplificazioni fiscali), se il contribuente accetta il 730 precompilato senza apportare modifiche, l’Agenzia non può effettuare controlli documentali sulle spese che ha precaricato (spese sanitarie trasmesse da farmacie e strutture convenzionate, interessi su mutuo ecc.). Tuttavia, il blocco preventivo dei rimborsi elevati resta possibile, in quanto non rientra nella fattispecie dei controlli documentali ordinari bensì nel perimetro delle verifiche antifrode.Se invece il contribuente ha modificato il 730 precompilato (aggiungendo detrazioni, correggendo redditi, modificando i dati precaricati), perde la tutela dalla verifica documentale su quelle voci modificate. In questo caso, i controlli preventivi possono riguardare anche le spese precaricate, se le modifiche hanno influenzato il calcolo del rimborso.Per approfondire le regole specifiche sulle spese sanitarie inserite nel 730 precompilato, potete leggere il nostro articolo dedicato: Spese sanitarie in contanti nel 730 precompilato 2026: quali si possono detrarre.Gli esiti possibili del controllo preventivoAl termine del controllo preventivo, l’Agenzia delle Entrate può pervenire a quattro esiti diversi:1. Rimborso confermato ed erogato integralmenteLa documentazione prodotta dal contribuente è stata ritenuta sufficiente e idonea. L’Agenzia sblocca il rimborso, che viene erogato dall’INPS (per i pensionati) oppure direttamente dall’Agenzia tramite bonifico o vaglia postale. In questo caso, vengono corrisposti anche gli interessi maturati durante il periodo di sospensione.2. Rimborso ridottoL’Agenzia ha riconosciuto solo in parte le detrazioni dichiarate. Vengono espunte le voci per le quali la documentazione era insufficiente o carente, e il rimborso viene erogato per la parte riconosciuta. Il contribuente riceve una comunicazione di irregolarità (ex avviso bonario) con l’indicazione delle voci disconosciute e la possibilità di presentare osservazioni entro 60 giorni.3. Rimborso negato e importo a debitoIn questo caso l’Agenzia ha ritenuto che il rimborso non fosse dovuto (o che ci fosse un debito residuo). Il contribuente riceve l’avviso bonario con la richiesta di versamento della differenza. Se non paga entro i termini previsti, la somma viene iscritta a ruolo e affidata ad Agenzia delle Entrate Riscossione per la riscossione.4. Silenzio-assenso e rimborso automaticoSe l’Agenzia non conclude il controllo preventivo entro i termini di legge previsti, il rimborso deve essere erogato automaticamente. In pratica, l’inutile decorso del tempo costituisce un riconoscimento implicito del rimborso. Questo scenario è però raro: l’Agenzia generalmente rispetta i propri termini interni.Come evitare il blocco preventivo: consigli praticiLa prevenzione è sempre più efficace della gestione del problema a posteriori. Ecco alcune indicazioni pratiche per ridurre il rischio di subire un controllo preventivo o per gestirlo al meglio qualora si verifichi:Conservate tutta la documentazione delle spese detraibili per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione. Scontrini, ricevute, fatture e bonifici parlanti devono essere organizzati e facilmente recuperabili.Inserite il codice fiscale negli scontrini delle farmacie: dal 2020 questa operazione è obbligatoria per la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, ma controllate sempre che i dati trasmessi siano corretti nella precompilata.Verificate la corrispondenza tra CU e dati del 730: i redditi e le ritenute indicati nella CU devono coincidere con quelli inseriti nella dichiarazione. Discrepanze anche minime possono attivare controlli.Rivolgetevi a un CAF per la compilazione: i Centri di Assistenza Fiscale sono abilitati a prestare assistenza fiscale e hanno la responsabilità solidale per la correttezza dei dati inseriti, il che riduce il rischio di errori involontari.Dichiarate solo le detrazioni effettivamente spettanti e supportate da documenti validi. Tentare di massimizzare il rimborso con detrazioni dubbie aumenta esponenzialmente il rischio di controllo.Per le dichiarazioni più complesse (redditi da immobili esteri, plusvalenze finanziarie, attivita’ all’estero), può essere più opportuno presentare il Modello Redditi PF invece del 730, considerando che offre maggiore flessibilità nella gestione dei controlli. Segnaliamo a questo proposito il nostro articolo sull’errore dell’Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026 riguardo al Quadro RT.Casi pratici: esempi reali di controllo preventivoPer rendere piu’ concreto il quadro normativo, ecco alcuni esempi tipici tratti dalla pratica dei CAF:Caso 1: Detrazioni mediche per figlio disabileMaria ha un figlio con disabilita’ grave certificata (Legge 104 art. 3 comma 3). Ha dichiarato circa 9.000 euro di spese mediche nel 730, ottenendo un rimborso di 5.200 euro. A settembre ha ricevuto la comunicazione di controllo preventivo. L’Agenzia chiedeva i giustificativi di tutte le spese mediche. Maria ha inviato tramite CIVIS le ricevute fiscali, le fatture delle visite specialistiche e la copia del verbale di invalidita’. Il controllo si e’ concluso positivamente dopo 3 mesi: rimborso confermato integralmente, piu’ 85 euro di interessi.Caso 2: Bonus ristrutturazione con documentazione incompletaGiorgio ha detratto 6.500 euro (50% di 13.000 euro di lavori di ristrutturazione sul bagno). Il controllo preventivo ha evidenziato che mancava il bonifico parlante con i codici fiscali del beneficiario e dell’impresa. Giorgio ha dovuto presentare i bonifici originali, la fattura dell’impresa e la comunicazione all’ENEA (richiesta per alcuni interventi). Poiche’ non aveva conservato tutti i documenti, una parte delle spese (circa 2.000 euro) non e’ stata riconosciuta: rimborso ridotto di 1.000 euro rispetto a quanto atteso.Caso 3: Familiari a carico non corrispondentiLuisa ha dichiarato come familiare a carico la madre con un reddito di 2.800 euro l’anno. L’Agenzia ha avviato un controllo perche’ i dati dell’Anagrafe Tributaria indicavano che la madre aveva percepito nel 2025 anche una pensione estera (non comunicata a Luisa), portando il reddito complessivo a circa 4.100 euro – sopra la soglia dei 2.840,51 euro (per il 2025) che permette di considerare un familiare a carico. Il rimborso e’ stato ridotto proporzionalmente e Luisa ha ricevuto un avviso bonario per la differenza di imposta.Questi esempi mostrano l’importanza di verificare sempre i requisiti delle detrazioni prima di dichiararle e di conservare tutta la documentazione di supporto.Impugnare il disconoscimento delle detrazioni: i rimediSe all’esito del controllo preventivo l’Agenzia ha disconosciuto delle detrazioni e il contribuente ritiene di aver agito correttamente, ha diverse strade percorribili:Osservazioni all’avviso bonario: entro 30 giorni dalla ricezione dell’avviso, il contribuente (o il suo rappresentante) puo’ presentare osservazioni scritte all’ufficio, allegando ulteriori documenti o motivazioni. L’Agenzia e’ tenuta a valutarle prima di iscrivere il debito a ruolo.Autotutela: se si ritiene che l’Agenzia abbia commesso un errore di valutazione, si puo’ presentare istanza di autotutela chiedendo la correzione d’ufficio dell’atto.Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria: se l’avviso bonario si trasforma in cartella esattoriale o avviso di accertamento, il contribuente puo’ proporre ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado entro 60 giorni dalla notifica. E’ consigliabile farsi assistere da un professionista abilitato (avvocato tributarista, commercialista, consulente del lavoro).Mediazione tributaria: per controversie di valore inferiore a 50.000 euro, prima del ricorso e’ obbligatorio presentare istanza di mediazione/reclamo (D.Lgs. 156/2015).Per le questioni piu’ tecniche relative ai redditi di capitale e alla compilazione del modello redditi, consultate il nostro approfondimento sul Quadro RR 2026 e i contributi INPS nel Modello Redditi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ) Il controllo preventivo e’ uguale per tutti?No. L’Agenzia delle Entrate applica criteri selettivi basati su analisi del rischio. Non tutti i 730 con rimborsi elevati vengono sottoposti a controllo: vengono selezionati quelli che presentano anomalie o profili di rischio specifici. Il semplice fatto di avere un rimborso elevato non implica automaticamente il controllo.Posso farmi assistere dal CAF durante il controllo preventivo?Assolutamente si’. Se avete presentato il 730 tramite un CAF, potete delegare il CAF stesso a gestire la risposta all’Agenzia delle Entrate. Il CAF ha accesso ai sistemi telematici e puo’ inviare la documentazione tramite i canali abilitati. In piu’, il CAF ha assunto responsabilita’ solidale per la correttezza dei dati inseriti nella dichiarazione: questo puo’ essere utile in caso di contestazioni.Cosa succede se non rispondo alla comunicazione dell’Agenzia?Se non rispondete entro il termine indicato nella comunicazione (di solito 30 giorni), l’Agenzia procedera’ a disconoscere le detrazioni oggetto di verifica. Il rimborso eventualmente gia’ calcolato potrebbe essere ridotto o azzerato. Potrebbe poi seguire un avviso bonario con richiesta di pagamento delle maggiori imposte, e in caso di mancato pagamento, l’iscrizione a ruolo. Non rispondere e’ sempre la scelta peggiore.Il rimborso bloccato genera interessi a favore del contribuente?Si’. Se il rimborso e’ dovuto ma viene erogato in ritardo rispetto ai termini di legge, il contribuente ha diritto agli interessi di mora. Gli interessi sono calcolati al tasso stabilito annualmente dal MEF con decreto ministeriale. Vengono calcolati automaticamente dall’Agenzia e aggiunti al rimborso al momento dell’erogazione. Non e’ necessario richiederli separatamente.Quanto dura il controllo preventivo?La norma non prevede un termine perentorio specifico per il solo controllo preventivo sui rimborsi elevati, ma il controllo documentale ex art. 36-ter DPR 600/1973 deve concludersi entro 2 anni dalla presentazione. Nella pratica, i controlli preventivi sui rimborsi si risolvono generalmente entro 3-6 mesi dalla presentazione della documentazione.Posso richiedere un rimborso tramite Modello Redditi PF per evitare i controlli preventivi del 730?In linea teorica si’, ma non e’ una soluzione che consigliamo. Il Modello Redditi PF prevede rimborsi diretti dall’Agenzia delle Entrate con tempistiche spesso piu’ lunghe (12-18 mesi). Inoltre, anche il Modello Redditi puo’ essere soggetto a controlli documentali. La soluzione migliore resta la compilazione corretta e documentata del 730.Conclusione: come tutelarsi efficacementeI controlli preventivi sul Modello 730 sono una realta’ con cui molti contribuenti devono confrontarsi, ma non devono essere fonte di panico. Rappresentano una procedura di verifica documentale che, se gestita correttamente, si risolve positivamente nella grande maggioranza dei casi.Le chiavi per uscirne indenni sono tre: documentazione completa e conservata, risposta tempestiva all’Agenzia delle Entrate, e assistenza professionale quando la situazione e’ complessa. Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a disposizione per assistervi in tutte le fasi: dalla compilazione del 730 alla gestione di eventuali controlli preventivi, fino alla difesa dei vostri diritti in caso di contestazioni.Per prenotare un appuntamento o per ricevere ulteriori informazioni, contattateci al 0432 1638640 oppure scriveteci su WhatsApp al 366 6018121. Siamo a Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.Maggio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-29 09:22:402026-05-31 17:40:36Controlli preventivi sul Modello 730 e rimborso bloccato: cosa succedePagina 2 di 7‹1234›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITISpese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroSpese Funebri 730 2026: Detrazione e LimitiLe spese funebri sostenute per la morte di un familiare sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se nel 2025 hai affrontato il costo di un funerale, puoi recuperare parte della spesa nel 730/2026.La detrazione fiscale e del 19% su un importo massimo di 1.550 euro per decesso. Vediamo nel dettaglio come funziona, chi puo beneficiarne e quali spese sono ammesse.Indice dei contenutiCome funziona la detrazioneSpese funebri ammesseChi puo detrarreCalcolo della detrazioneDocumenti necessariDomande frequenti Come Funziona la Detrazione per Spese FunebriLa detrazione per spese funebri ha regole specifiche stabilite dalla normativa fiscale.Aliquota e limitiAliquota detrazione: 19%Tetto massimo: 1.550 euro per ogni decessoDetrazione massima: 1.550 x 19% = 294,50 euroNessuna franchigiaA differenza di altre detrazioni (come le spese veterinarie), per le spese funebri non e prevista franchigia. La detrazione del 19% si applica da subito, dal primo euro speso.Limite per decesso, non per contribuenteIl tetto di 1.550 euro si riferisce a ogni singolo decesso, non al contribuente. Se nello stesso anno hai sostenuto spese funebri per piu persone (es. due genitori), puoi detrarre fino a 1.550 euro per ciascun decesso. Quali Spese Funebri Sono DetraibiliSono detraibili le spese strettamente connesse al funerale.Spese detraibiliServizi dell’impresa funebre (vestizione, composizione, trasporto salma)Cassa funebre (bara)Addobbi floreali forniti dall’agenziaAnnunci funebri sui giornaliTrasporto del feretroSepoltura o cremazioneConcessione loculo cimiteriale (se pagata contestualmente)Spese NON detraibiliRistorante per il pranzo del funeraleLapide e incisioni successiveManutenzione della tombaFiori acquistati direttamente (non tramite agenzia)Messe e offerte religiose Chi Puo Detrarre le Spese FunebriLa detrazione non e riservata solo ai familiari stretti, ma ha alcune specificita.Requisiti per chi detraePuo detrarre chi:Ha effettivamente sostenuto la spesaHa la fattura intestata a proprio nomeHa pagato con metodo tracciabilePer chi e decedutoLa spesa e detraibile per il decesso di qualsiasi persona, non necessariamente un familiare. Tuttavia, nella pratica le agenzie funebri intestano la fattura a chi paga, che di solito e un parente.Spesa divisa tra piu personeSe la spesa e stata divisa tra piu familiari:Ciascuno detrae la quota effettivamente pagataLa somma delle detrazioni non puo superare il tetto di 1.550 euro per decessoLa fattura deve riportare chi ha pagato cosa, oppure serve dichiarazione sostitutiva Come Calcolare la DetrazioneVediamo con esempi pratici come funziona il calcolo.Esempio 1: Spesa sotto il tettoSe hai speso 1.200 euro per il funerale:Detrazione: 1.200 x 19% = 228 euroEsempio 2: Spesa sopra il tettoSe hai speso 3.000 euro per il funerale:Si considera solo il tetto: 1.550 euroDetrazione: 1.550 x 19% = 294,50 euroEsempio 3: Due decessi nello stesso annoSe hai sostenuto spese per i funerali di entrambi i genitori:Spesa genitore 1: 2.000 euro (si detrae su 1.550 euro)Spesa genitore 2: 1.800 euro (si detrae su 1.550 euro)Detrazione totale: 294,50 + 294,50 = 589 euro Documenti NecessariPer ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese.Documenti richiestiFattura dell’impresa funebre intestata a chi detraeRicevuta di pagamento tracciabile (bonifico, carta)Certificato di morte (o autocertificazione del decesso)Se la fattura e intestata a piu personeSe la fattura e intestata a piu eredi:Ciascuno detrae la propria quotaServe annotazione sulla fattura di chi ha pagato cosaIn alternativa, dichiarazione sostitutiva di atto notorioObbligo di pagamento tracciabileDal 2020 e obbligatorio pagare con metodi tracciabili:Bonifico bancario o postaleCarta di credito o debitoAssegnoI pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione.Domande Frequenti sulle Spese FunebriPosso detrarre le spese se non ero parente del defunto?Si, la detrazione spetta a chiunque abbia sostenuto la spesa, anche se non aveva legami di parentela con il defunto. L’importante e che la fattura sia intestata a chi detrae.Le spese funebri sono nel 730 precompilato?Generalmente si. Le imprese funebri comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate. Verifica comunque che i dati siano presenti e corretti.Posso detrarre le spese anche se le ho pagate con soldi ereditati?Si, quello che conta e chi ha materialmente pagato e a chi e intestata la fattura. La provenienza del denaro e irrilevante.E se la persona deceduta aveva il 730?Le spese funebri non rientrano mai nella dichiarazione del defunto, ma sempre in quella di chi le ha pagate. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa. Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730, recuperando tutte le detrazioni a cui hai diritto.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIABonus Mobili nel Modello 730/2026: Come Richiedere la Detrazione al 50%Con la stagione della dichiarazione dei redditi ormai nel vivo, molti contribuenti si chiedono se e come e’ possibile detrarre le spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nel Modello 730/2026. La risposta e’ si: il bonus mobili consente di recuperare il 50% delle spese sostenute nel 2025 per arredare un’abitazione ristrutturata. In questa guida completa scoprirai tutto cio’ che devi sapere: requisiti, limite massimo di spesa, quali beni sono ammessi, come compilare il 730 e a quanto ammonta il risparmio fiscale effettivo. Cos’e’ il Bonus Mobili 2026 (spese 2025)Il bonus mobili e’ un’agevolazione fiscale che permette ai contribuenti italiani di detrarre dall’IRPEF il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia.Nel Modello 730/2026 si inseriscono le spese effettivamente sostenute nell’anno d’imposta 2025. L’agevolazione e’ prorogata di anno in anno dalla Legge di Bilancio: per il 2025 e’ stata confermata dalla Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), con un’importante novita’ rispetto all’anno precedente: la riduzione del limite massimo di spesa detraibile da 8.000 a 5.000 euro per unita’ immobiliare. Quanto si Detrae: Percentuale e Importo MassimoEcco i numeri chiave del bonus mobili per le spese 2025 (Modello 730/2026):Aliquota di detrazione: 50%Limite massimo di spesa detraibile: 5.000 euro per unita’ immobiliareDetrazione massima ottenibile: 2.500 euro (il 50% di 5.000 euro)Numero di rate annuali: 10 rate di pari importoDetrazione massima per anno: 250 euro (2.500 euro diviso 10)Il limite di 5.000 euro si riferisce alla singola unita’ immobiliare, non al nucleo familiare. Cio’ significa che se hai ristrutturato piu’ immobili, puoi richiedere il bonus per ciascuno di essi separatamente, entro i rispettivi limiti. Requisito Fondamentale: Il Collegamento con la Ristrutturazione EdiliziaIl requisito piu’ importante e spesso trascurato e’ che il bonus mobili non e’ autonomo: e’ indissolubilmente legato all’esecuzione di un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile in questione, che beneficia della detrazione del 50% (ex art. 16-bis del TUIR).Devi aver avviato lavori di ristrutturazione a partire dal 1 gennaio 2024 o successivamente (la data di inizio lavori deve essere anteriore all’acquisto dei mobili)I lavori devono rientrare tra quelli ammessi al bonus ristrutturazione (manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia)L’acquisto dei mobili deve essere destinato all’immobile ristrutturatoNon e’ necessario che i lavori siano terminati al momento dell’acquisto dei mobiliAttenzione: la semplice manutenzione ordinaria (tinteggiatura, piccole riparazioni) non e’ sufficiente. Occorre un intervento qualificato di manutenzione straordinaria o superiore. Quali Beni Sono Ammessi al Bonus MobiliNon tutti gli acquisti rientrano nel bonus. Ecco cosa e’ ammesso e cosa non e’ ammesso:Beni AmmessiMobili nuovi: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenzeCucine componibili (anche cucine complete)Grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica A o superiore (dove esiste la classificazione energetica): frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, ventilatori elettriciMaterassi e apparecchi di illuminazione purche’ acquistati insieme ai mobili per completare l’arredoBeni NON AmmessiPavimenti, tende, infissi (questi rientrano semmai nel bonus ristrutturazione)Porte interne (non considerate mobili)Piccoli elettrodomestici (aspirapolvere, ferro da stiro, frullatori)Elettrodomestici di classe energetica inferiore ad A (dove esiste la classificazione)Mobili usati Modalita’ di Pagamento ObbligatoriePer accedere al bonus mobili e’ obbligatorio pagare con mezzi tracciabili. I pagamenti in contanti non sono ammessi. Le modalita’ valide sono:Bonifico bancario o postale (non necessariamente quello “parlante” previsto per l’ecobonus; per il bonus mobili e’ sufficiente un bonifico ordinario)Carte di credito o debitoAssegno bancarioCome Si Compila il Modello 730/2026: Quadro E, Riga E57Nel Modello 730/2026, il bonus mobili si inserisce nel Quadro E (Oneri e Spese), alla riga E57, dedicata specificamente alle spese per mobili ed elettrodomestici.Colonna 1: il codice identificativo dell’immobile ristrutturato (lo stesso utilizzato nel quadro del bonus ristrutturazione, sezione IV del Quadro E)Colonna 2: l’importo delle spese sostenute nel 2025 (massimo 5.000 euro)Il software dell’Agenzia delle Entrate (sia il 730 precompilato disponibile dal 30 aprile 2026, sia i software CAF) calcolera’ automaticamente la detrazione del 50% da ripartire in 10 rate annuali.Collegamento con il bonus ristrutturazione: prima di inserire la riga E57, assicurati di aver correttamente inserito i dati del bonus ristrutturazione nella sezione IV del Quadro E (righe da E41 a E43). Senza questa correlazione, il 730 non accettera’ la detrazione per il bonus mobili.Documenti da Conservare (Non da Allegare)Per il bonus mobili non e’ necessario allegare alcun documento alla dichiarazione dei redditi. Tuttavia, devi conservare la seguente documentazione per almeno 5 anni (termine di accertamento fiscale), da esibire in caso di controllo:Fatture o ricevute fiscali degli acquisti di mobili/elettrodomesticiEstratti conto bancari o ricevute dei pagamenti tracciabiliDocumentazione dei lavori di ristrutturazione (fatture, bonifici parlanti, comunicazione all’ENEA se applicabile)Titolo abilitativo edilizio (CILA, SCIA, permesso di costruire) o dichiarazione sostitutiva per lavori che non richiedono titolo Chi Puo’ Richiedere il Bonus Mobili nel 730Proprietari dell’immobile che hanno eseguito i lavori di ristrutturazioneTitolari di un diritto reale sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione)Inquilini e comodatari se hanno eseguito essi stessi i lavori di manutenzione straordinaria o superiore e il contratto lo consenteFamiliari conviventi del possessore/detentore dell’immobile, se hanno sostenuto le speseAcquirenti di immobili ristrutturati da imprese (l’acquisto deve avvenire entro 18 mesi dal termine dei lavori)Il bonus si applica sia agli immobili destinati a prima casa che a seconda casa. Non ci sono limiti ISEE o reddituali.Confronto Storico dei Limiti: Non Confondere gli AnniIl limite di spesa detraibile e’ cambiato nel tempo. Ecco il riepilogo storico per non fare errori:Spese 2023 (730/2024): limite 8.000 euroSpese 2024 (730/2025): limite 5.000 euroSpese 2025 (730/2026): limite 5.000 euro (confermato dalla L. 207/2024)Esempi Pratici di Calcolo del RisparmioEsempio 1: Cucina da 4.500 euroSpesa 2025: 4.500 euroDetrazione totale: 2.250 euro (50%)Risparmio annuo per 10 anni: 225 euro/annoEsempio 2: Mobili per 6.000 euro (sopra il limite)Spesa 2025: 6.000 euroLimite detraibile: 5.000 euroDetrazione totale: 2.500 euro (50% di 5.000)Risparmio annuo per 10 anni: 250 euro/anno (massimo)Il CAF Puo’ Aiutarti a Compilare il 730 con il Bonus MobiliLa compilazione corretta del Modello 730 con il bonus mobili richiede attenzione ai dettagli: dal collegamento con il bonus ristrutturazione alla corretta indicazione delle spese nel quadro E. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella compilazione del Modello 730/2026, verificando che tutte le detrazioni siano inserite correttamente e supportate dalla documentazione necessaria.Per prenotare un appuntamento o richiedere un preventivo personalizzato, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: siamo a tua disposizione per rispondere a qualsiasi domanda sulla tua dichiarazione dei redditi.Domande Frequenti sul Bonus Mobili nel 730/2026Si puo’ richiedere il bonus mobili senza fare la ristrutturazione?No. Il bonus mobili e’ subordinato all’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria o di interventi di livello superiore sull’immobile. Senza ristrutturazione non si puo’ accedere a questa agevolazione.Il bonus mobili vale anche per gli inquilini?Si’, a condizione che l’inquilino abbia eseguito direttamente i lavori di ristrutturazione (con il consenso del proprietario) e che le spese per i mobili siano sostenute dallo stesso inquilino.Cosa succede se ho acquistato mobili a fine 2024 e inizio 2025?Le spese si considerano detraibili nell’anno in cui sono state effettivamente sostenute (principio di cassa). Per il 730/2026 si inseriscono solo le spese pagate nel 2025.Il limite di 5.000 euro e’ per persona o per immobile?Il limite di 5.000 euro e’ per singola unita’ immobiliare. Se l’immobile e’ intestato a piu’ soggetti (es. coniugi comproprietari), il limite si riferisce all’immobile nel suo complesso, e la detrazione si ripartisce tra i comproprietari in proporzione alle spese sostenute.Cosa succede se vendo l’immobile prima di aver fruito di tutte le 10 rate?In caso di vendita dell’immobile, le rate residue del bonus mobili vengono trasferite automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti indicato nell’atto di compravendita.Riepilogo: Checklist Bonus Mobili 730/2026Effettuati lavori di ristrutturazione qualificati sull’immobile (avviati prima dell’acquisto dei mobili)Acquistati mobili nuovi e/o grandi elettrodomestici di classe A o superiore nel 2025Pagato con mezzi tracciabili (bonifico, carta, assegno)Conservate fatture e prove di pagamentoCodice immobile presente nella sezione IV del Quadro E (bonus ristrutturazione)Spese totali entro il limite di 5.000 euro per unita’ immobiliareInserimento corretto alla riga E57 del Quadro E del 730Ricorda: la detrazione si recupera in 10 anni, con rate annuali uguali. Il risparmio fiscale massimo per il 2026 (prima rata per spese 2025) e’ di 250 euro (su un massimo di 5.000 euro spesi). Per qualsiasi dubbio, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti offriremo assistenza personalizzata e professionale per ottimizzare la tua dichiarazione dei redditi nel rispetto della normativa vigente.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:262026-06-01 22:36:26Bonus Mobili nel Modello 730/2026: Come Richiedere la Detrazione al 50%CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, VeterinariSpese Veterinarie 730 2026: Detrazione, Limiti e Come RichiederlaSpese Veterinarie 730 2026: Quanto si Puo DetrarreLe spese veterinarie rientrano tra gli oneri detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se hai un animale domestico e hai sostenuto spese per cure veterinarie nel 2025, puoi recuperare parte di queste spese nel 730/2026.La detrazione fiscale per le spese veterinarie e del 19%, ma si applica solo alla parte eccedente una franchigia e fino a un tetto massimo. Vediamo nel dettaglio come funziona e quali spese sono ammesse.Indice dei contenutiCome funziona la detrazioneSpese veterinarie ammesseCalcolo della detrazioneDocumenti necessariModalita di pagamentoDomande frequenti Come Funziona la Detrazione per Spese VeterinarieLa detrazione per le spese veterinarie segue regole precise stabilite dalla normativa fiscale.Aliquota e limitiAliquota detrazione: 19%Franchigia: 129,11 euro (non si detrae nulla sotto questa soglia)Tetto massimo: 550 euro (si detrae solo fino a questo importo)Detrazione massima ottenibileLa detrazione massima si calcola cosi:Importo detraibile: 550 euro – 129,11 euro = 420,89 euroDetrazione massima: 420,89 x 19% = 79,97 euroChi puo usufruirneLa detrazione spetta a chi:Ha sostenuto le spese (intestatario delle fatture)Possiede un animale domestico legalmente detenutoHa effettuato i pagamenti con metodi tracciabili Quali Spese Veterinarie Sono DetraibiliNon tutte le spese sostenute per gli animali sono detraibili. Ecco cosa e ammesso e cosa no.Spese detraibiliVisite veterinarie (generiche e specialistiche)Interventi chirurgiciEsami diagnostici (analisi del sangue, radiografie, ecografie)Farmaci veterinari prescritti dal veterinarioMedicinali omeopatici per uso veterinarioPrestazioni di laboratorioRicoveri in clinica veterinariaSpese NON detraibiliMangimi e alimenti (anche se specifici o dietetici)Antiparassitari da banco (senza prescrizione)Toelettatura e groomingAccessori (cucce, guinzagli, giochi)Pensioni per animaliAddestramentoQuali animaliLa detrazione si applica alle spese per animali:Da compagnia: cani, gatti, uccelli, pesci, criceti, conigli, tartarughePer pratica sportiva: cavalli da competizione amatorialeSono esclusi gli animali destinati ad allevamento, riproduzione, consumo alimentare o attivita commerciali. Come Calcolare la DetrazioneVediamo con alcuni esempi pratici come calcolare la detrazione effettiva.Esempio 1: Spese sotto la franchigiaSe hai speso 100 euro in spese veterinarie:La spesa e inferiore alla franchigia (129,11 euro)Detrazione: 0 euroEsempio 2: Spese tra franchigia e tettoSe hai speso 350 euro in spese veterinarie:Importo detraibile: 350 – 129,11 = 220,89 euroDetrazione: 220,89 x 19% = 41,97 euroEsempio 3: Spese sopra il tettoSe hai speso 800 euro in spese veterinarie:Si considera solo il tetto massimo: 550 euroImporto detraibile: 550 – 129,11 = 420,89 euroDetrazione: 420,89 x 19% = 79,97 euro Documenti Necessari per la DetrazionePer ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese sostenute.Documenti da conservareFatture o ricevute fiscali del veterinarioScontrini parlanti della farmacia (con codice fiscale, natura e quantita del farmaco)Prescrizioni veterinarie per i farmaciRicevute di pagamento tracciabile (bonifico, carta, assegno)Cosa devono contenere le fattureLe fatture del veterinario devono indicare:Dati del veterinario (nome, P.IVA)Dati del cliente (nome, cognome, codice fiscale)Descrizione della prestazioneImporto pagatoData Modalita di Pagamento ObbligatorieDal 2020 e obbligatorio effettuare i pagamenti con metodi tracciabili per poter usufruire della detrazione.Pagamenti ammessiBonifico bancario o postaleCarta di credito o debitoBancomatAssegno bancario o circolarePagamenti elettronici (PayPal, Satispay, ecc.)Pagamenti NON ammessiContanti: le spese pagate in contanti NON sono detraibiliEccezione per farmaciPer l’acquisto di farmaci veterinari in farmacia, il pagamento in contanti e ancora ammesso. In questo caso, serve lo scontrino parlante con il codice fiscale.Domande Frequenti sulle Spese VeterinariePosso detrarre le spese se non sono io il proprietario dell’animale?Si, la detrazione spetta a chi ha sostenuto e documentato la spesa, anche se l’animale e intestato a un altro familiare (purche convivente).Ho piu animali: posso detrarre di piu?No, il tetto massimo di 550 euro e complessivo per contribuente, indipendentemente dal numero di animali posseduti.Le spese veterinarie rientrano nel 730 precompilato?Generalmente si. I veterinari sono tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate le prestazioni effettuate. Verifica comunque che siano presenti e che gli importi siano corretti.Devo presentare la documentazione al CAF?Si, al momento della compilazione del 730 devi mostrare le fatture, le ricevute e le prove di pagamento tracciabile. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa. Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730 inserendo tutte le detrazioni a cui hai diritto, comprese le spese veterinarie.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-01 09:00:002026-05-24 09:38:43Spese Veterinarie 730 2026: Detrazione, Limiti e Come RichiederlaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIControlli preventivi sul Modello 730 e rimborso bloccato: cosa succedeAvete presentato il Modello 730 e il rimborso IRPEF tarda ad arrivare, oppure avete ricevuto una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate che informa della sospensione del rimborso? Non è un evento raro: ogni anno migliaia di contribuenti si trovano in questa situazione, che si chiama tecnicamente controllo preventivo sul Modello 730. In questa guida spieghiamo nel dettaglio cosa sono questi controlli, perché scattano, quali sono i tempi, cosa fare se il rimborso è bloccato e come tutelarsi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa sono i controlli preventivi sul Modello 730 Il Modello 730 è lo strumento di dichiarazione dei redditi più usato dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Una delle sue caratteristiche più apprezzate è la possibilità di ricevere i rimborsi IRPEF direttamente in busta paga o sulla pensione, senza dover attendere le tempistiche del Modello Redditi PF. Tuttavia, questo meccanismo automatico può subire un blocco: è quello che accade quando l’Agenzia delle Entrate decide di effettuare un controllo preventivo prima di erogare il rimborso.I controlli preventivi sono disciplinati dall’art. 36-ter del DPR 600/1973 e dall’art. 1, commi 585-586 della Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019), che ha esteso i poteri dell’Agenzia in materia di verifica delle dichiarazioni precompilate accettate senza modifiche. In sostanza, l’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di sospendere i rimborsi di ammontare superiore a 4.000 euro e di effettuare verifiche documentali prima dell’erogazione.La norma non prevede un termine perentorio breve per il completamento del controllo preventivo: il controllo documentale ex art. 36-ter DPR 600/1973 puo’ essere avviato entro 2 anni dalla presentazione della dichiarazione. Per quanto riguarda i rimborsi erogati tramite sostituto d’imposta (busta paga o pensione), il sostituto ha tempo fino alla fine dell’anno per addebitare o accreditare le somme risultanti dal modello 730. Nella pratica, i controlli preventivi si avviano generalmente entro pochi mesi dalla presentazione e chi presenta il 730 con rimborso elevato puo’ trovarsi il rimborso sospeso da luglio fino a diversi mesi dopo.Quando scattano i controlli preventivi: i casi piu’ frequenti L’Agenzia delle Entrate non ha mai reso pubblici i criteri esatti che determinano l’attivazione del controllo preventivo, ma sulla base delle circolari e della prassi consolidata è possibile identificare le situazioni più a rischio:Rimborsi superiori a 4.000 euro: soglia espressamente indicata dalla normativa vigente come limite oltre il quale il controllo preventivo è possibile (ma non automatico).Detrazioni elevate per familiari a carico: in particolare quando il numero dei familiari dichiarati o il loro reddito non corrisponde ai dati presenti in Anagrafe Tributaria.Spese mediche ingenti: detrazioni al 19% per spese sanitarie di importo molto elevato rispetto al reddito dichiarato.Bonus edilizi e ristrutturazione: detrazione del 50% o superiore per lavori edilizi, specie se di recente introduzione o con importi rilevanti.Prima dichiarazione con rimborso elevato: contribuenti che dichiarano per la prima volta un rimborso importante, senza storico fiscale coerente.Incoerenze rispetto alla dichiarazione precompilata: modifiche apportate dal contribuente che si discostano significativamente dai dati precaricat dall’Agenzia.Redditi provenienti da piu’ fonti: più certificazioni uniche (CU) con ritenute da diversi datori di lavoro o enti previdenziali.Va sottolineato che il controllo preventivo non equivale a un accertamento fiscale e non implica necessariamente che il contribuente abbia commesso errori. Si tratta di una verifica documentale che l’Amministrazione finanziaria effettua prima di erogare somme rilevanti.La comunicazione dell’Agenzia delle Entrate: cosa significa Quando l’Agenzia delle Entrate decide di avviare un controllo preventivo, il contribuente riceve una comunicazione formale – solitamente tramite raccomandata A/R o, se il contribuente ha abilitato il cassetto fiscale, anche via posta elettronica certificata (PEC) o notifica telematica. La comunicazione informa della sospensione del rimborso e invita il contribuente a fornire la documentazione necessaria a supportare le detrazioni e/o i crediti d’imposta dichiarati.Nella lettera, l’Agenzia indica:Il riferimento normativo che legittima il controllo (tipicamente art. 36-ter DPR 600/1973);L’importo del rimborso sospeso;Le voci dichiarative oggetto di verifica (es. “detrazioni per spese sanitarie”, “familiari a carico”);I documenti che il contribuente deve produrre;Il termine entro cui rispondere (generalmente 30 giorni dalla ricezione);Il canale di trasmissione della documentazione (ufficio territorialmente competente, CIVIS, cassetto fiscale).Non ignorare mai questa comunicazione: la mancata risposta entro il termine non porta solo al prolungamento dell’attesa, ma può determinare la definitiva decadenza dal rimborso per quella annualità e l’avvio di procedure di accertamento più invasive.Differenza tra controllo preventivo (art. 36-ter) e liquidazione automatica (art. 36-bis) Molti contribuenti confondono il controllo preventivo con la liquidazione automatica. Si tratta invece di due procedure completamente diverse:Tipo di controlloBase normativaCosa verificaQuando avvieneLiquidazione automaticaArt. 36-bis DPR 600/1973Errori materiali di calcolo, ritenute, versamenti F24Entro l’anno di presentazioneControllo documentale preventivoArt. 36-ter DPR 600/1973Detrazioni, oneri deducibili, crediti d’imposta (richiede documenti)Entro 2 anni dalla presentazioneControllo preventivo rimborsiArt. 1, c. 585-586 L. 160/2019Rimborsi elevati (oltre 4.000 euro) prima dell’erogazionePrima dell’erogazione del rimborsoLa liquidazione automatica (36-bis) è una verifica puramente matematica: l’Agenzia controlla che i calcoli siano corretti, che le ritenute certificate dalla CU corrispondano a quanto dichiarato, che le aliquote applicate siano quelle giuste. Non richiede la produzione di documenti da parte del contribuente.Il controllo documentale (36-ter) invece è più invasivo: l’Agenzia chiede di dimostrare con documenti che le spese detratte siano effettivamente sostenute e che i relativi requisiti siano soddisfatti. Può portare al disconoscimento delle detrazioni se la documentazione non è prodotta o non è sufficiente.Il controllo preventivo sui rimborsi è specificamente finalizzato a bloccare l’erogazione automatica di rimborsi elevati prima che vengano verificati. Una volta concluso positivamente, il rimborso viene erogato con eventuali interessi di mora a favore del contribuente.Cosa fare se il rimborso e’ bloccato: guida pratica Se avete ricevuto la comunicazione di sospensione del rimborso o se semplicemente non arriva da molti mesi, ecco i passi concreti da seguire:1. Verifica lo stato del rimborso sul cassetto fiscaleIl primo strumento da utilizzare è il cassetto fiscale, accessibile tramite SPID, CIE o CNS sul sito dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it). Nella sezione dedicata alla dichiarazione, è possibile verificare:Lo stato di elaborazione del 730 (ricevuto / in lavorazione / elaborato);La presenza di eventuali comunicazioni o avvisi;Lo stato del rimborso (atteso / sospeso / in erogazione).Se il rimborso risulta “sospeso” o “in verifica”, significa che il controllo preventivo è in corso. Se invece non risulta ancora elaborata la dichiarazione, potrebbe trattarsi di un semplice ritardo nell’elaborazione ordinaria.2. Raccogliere la documentazione richiestaSe avete ricevuto la comunicazione formale di controllo preventivo, la priorità è raccogliere i documenti indicati nella lettera. I più comuni sono:Per detrazioni mediche: scontrini/ricevute fiscali con il codice fiscale del contribuente, prescrizioni mediche ove richieste, fatture di strutture sanitarie;Per familiari a carico: documenti che attestino il reddito del familiare (es. CU, 730 del familiare, autocertificazione) e la composizione del nucleo familiare;Per bonus ristrutturazione: contratto con l’impresa, bonifici parlanti, fatture, comunicazione ENEA ove richiesta, eventuale CILAS/SCIA;Per interessi su mutuo prima casa: contratto di mutuo, quietanza di pagamento rate, atto di compravendita dell’immobile;Per premi assicurativi detraibili: quietanza della polizza vita/infortuni con distinzione della quota che dà diritto alla detrazione.3. Inviare la documentazione entro i terminiLa documentazione può essere trasmessa in vari modi:Tramite CIVIS (canale telematico Agenzia Entrate): è la modalità raccomandata, permette di trasmettere documenti in formato PDF e di ottenere una ricevuta di protocollo;Consegna a mano presso l’ufficio territoriale competente (quello indicato nella comunicazione);Via raccomandata A/R all’indirizzo dell’ufficio, con descrizione analitica dei documenti allegati;Tramite un intermediario abilitato (CAF, consulente fiscale): il professionista può trasmettere la documentazione direttamente dal suo software gestionale.Se non siete sicuri di avere tutta la documentazione necessaria, o se la richiesta vi sembra sproporzionata, è fortemente consigliabile rivolgersi a un CAF o a un consulente fiscale che conosca la normativa aggiornata e possa gestire la risposta all’Agenzia.Tempi di attesa: quanto dura il blocco del rimborsoUna delle domande più frequenti è: quanto ci vuole per sbloccare il rimborso? La risposta dipende da diversi fattori:ScenarioTempo stimato per rimborso730 senza controllo preventivo, rimborso da busta pagaLuglio-agosto dell’anno di presentazione730 senza controllo preventivo, rimborso da pensione (INPS)Agosto-settembre dell’anno di presentazione730 con controllo preventivo, documentazione inviata tempestivamente3-6 mesi dalla ricezione della documentazione730 con controllo preventivo, documentazione non inviata o carenteRimborso ridotto o negato; eventuali accertamentiRimborso diretto AdE (es. senza sostituto d’imposta)6-18 mesi dalla presentazioneVa ricordato che se il rimborso è dovuto ma l’Agenzia lo eroga in ritardo per effetto del controllo preventivo (oltre i termini di legge), il contribuente ha diritto agli interessi di mora, calcolati al tasso stabilito annualmente dal MEF (per i rimborsi IRPEF il tasso e’ determinato con decreto ministeriale; verificare il tasso vigente nell’anno di erogazione). Gli interessi decorrono dalla data in cui il rimborso avrebbe dovuto essere erogato.Rimborso bloccato dopo accettazione del 730 precompilato: casi speciali Con l’introduzione del 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate ha promesso ai contribuenti che accettano la dichiarazione senza modifiche una corsia preferenziale e, in teoria, l’esenzione dai controlli documentali. Questa garanzia, però, non è assoluta.Secondo l’art. 5, comma 3 del D.Lgs. 175/2014 (decreto semplificazioni fiscali), se il contribuente accetta il 730 precompilato senza apportare modifiche, l’Agenzia non può effettuare controlli documentali sulle spese che ha precaricato (spese sanitarie trasmesse da farmacie e strutture convenzionate, interessi su mutuo ecc.). Tuttavia, il blocco preventivo dei rimborsi elevati resta possibile, in quanto non rientra nella fattispecie dei controlli documentali ordinari bensì nel perimetro delle verifiche antifrode.Se invece il contribuente ha modificato il 730 precompilato (aggiungendo detrazioni, correggendo redditi, modificando i dati precaricati), perde la tutela dalla verifica documentale su quelle voci modificate. In questo caso, i controlli preventivi possono riguardare anche le spese precaricate, se le modifiche hanno influenzato il calcolo del rimborso.Per approfondire le regole specifiche sulle spese sanitarie inserite nel 730 precompilato, potete leggere il nostro articolo dedicato: Spese sanitarie in contanti nel 730 precompilato 2026: quali si possono detrarre.Gli esiti possibili del controllo preventivoAl termine del controllo preventivo, l’Agenzia delle Entrate può pervenire a quattro esiti diversi:1. Rimborso confermato ed erogato integralmenteLa documentazione prodotta dal contribuente è stata ritenuta sufficiente e idonea. L’Agenzia sblocca il rimborso, che viene erogato dall’INPS (per i pensionati) oppure direttamente dall’Agenzia tramite bonifico o vaglia postale. In questo caso, vengono corrisposti anche gli interessi maturati durante il periodo di sospensione.2. Rimborso ridottoL’Agenzia ha riconosciuto solo in parte le detrazioni dichiarate. Vengono espunte le voci per le quali la documentazione era insufficiente o carente, e il rimborso viene erogato per la parte riconosciuta. Il contribuente riceve una comunicazione di irregolarità (ex avviso bonario) con l’indicazione delle voci disconosciute e la possibilità di presentare osservazioni entro 60 giorni.3. Rimborso negato e importo a debitoIn questo caso l’Agenzia ha ritenuto che il rimborso non fosse dovuto (o che ci fosse un debito residuo). Il contribuente riceve l’avviso bonario con la richiesta di versamento della differenza. Se non paga entro i termini previsti, la somma viene iscritta a ruolo e affidata ad Agenzia delle Entrate Riscossione per la riscossione.4. Silenzio-assenso e rimborso automaticoSe l’Agenzia non conclude il controllo preventivo entro i termini di legge previsti, il rimborso deve essere erogato automaticamente. In pratica, l’inutile decorso del tempo costituisce un riconoscimento implicito del rimborso. Questo scenario è però raro: l’Agenzia generalmente rispetta i propri termini interni.Come evitare il blocco preventivo: consigli praticiLa prevenzione è sempre più efficace della gestione del problema a posteriori. Ecco alcune indicazioni pratiche per ridurre il rischio di subire un controllo preventivo o per gestirlo al meglio qualora si verifichi:Conservate tutta la documentazione delle spese detraibili per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione. Scontrini, ricevute, fatture e bonifici parlanti devono essere organizzati e facilmente recuperabili.Inserite il codice fiscale negli scontrini delle farmacie: dal 2020 questa operazione è obbligatoria per la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, ma controllate sempre che i dati trasmessi siano corretti nella precompilata.Verificate la corrispondenza tra CU e dati del 730: i redditi e le ritenute indicati nella CU devono coincidere con quelli inseriti nella dichiarazione. Discrepanze anche minime possono attivare controlli.Rivolgetevi a un CAF per la compilazione: i Centri di Assistenza Fiscale sono abilitati a prestare assistenza fiscale e hanno la responsabilità solidale per la correttezza dei dati inseriti, il che riduce il rischio di errori involontari.Dichiarate solo le detrazioni effettivamente spettanti e supportate da documenti validi. Tentare di massimizzare il rimborso con detrazioni dubbie aumenta esponenzialmente il rischio di controllo.Per le dichiarazioni più complesse (redditi da immobili esteri, plusvalenze finanziarie, attivita’ all’estero), può essere più opportuno presentare il Modello Redditi PF invece del 730, considerando che offre maggiore flessibilità nella gestione dei controlli. Segnaliamo a questo proposito il nostro articolo sull’errore dell’Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026 riguardo al Quadro RT.Casi pratici: esempi reali di controllo preventivoPer rendere piu’ concreto il quadro normativo, ecco alcuni esempi tipici tratti dalla pratica dei CAF:Caso 1: Detrazioni mediche per figlio disabileMaria ha un figlio con disabilita’ grave certificata (Legge 104 art. 3 comma 3). Ha dichiarato circa 9.000 euro di spese mediche nel 730, ottenendo un rimborso di 5.200 euro. A settembre ha ricevuto la comunicazione di controllo preventivo. L’Agenzia chiedeva i giustificativi di tutte le spese mediche. Maria ha inviato tramite CIVIS le ricevute fiscali, le fatture delle visite specialistiche e la copia del verbale di invalidita’. Il controllo si e’ concluso positivamente dopo 3 mesi: rimborso confermato integralmente, piu’ 85 euro di interessi.Caso 2: Bonus ristrutturazione con documentazione incompletaGiorgio ha detratto 6.500 euro (50% di 13.000 euro di lavori di ristrutturazione sul bagno). Il controllo preventivo ha evidenziato che mancava il bonifico parlante con i codici fiscali del beneficiario e dell’impresa. Giorgio ha dovuto presentare i bonifici originali, la fattura dell’impresa e la comunicazione all’ENEA (richiesta per alcuni interventi). Poiche’ non aveva conservato tutti i documenti, una parte delle spese (circa 2.000 euro) non e’ stata riconosciuta: rimborso ridotto di 1.000 euro rispetto a quanto atteso.Caso 3: Familiari a carico non corrispondentiLuisa ha dichiarato come familiare a carico la madre con un reddito di 2.800 euro l’anno. L’Agenzia ha avviato un controllo perche’ i dati dell’Anagrafe Tributaria indicavano che la madre aveva percepito nel 2025 anche una pensione estera (non comunicata a Luisa), portando il reddito complessivo a circa 4.100 euro – sopra la soglia dei 2.840,51 euro (per il 2025) che permette di considerare un familiare a carico. Il rimborso e’ stato ridotto proporzionalmente e Luisa ha ricevuto un avviso bonario per la differenza di imposta.Questi esempi mostrano l’importanza di verificare sempre i requisiti delle detrazioni prima di dichiararle e di conservare tutta la documentazione di supporto.Impugnare il disconoscimento delle detrazioni: i rimediSe all’esito del controllo preventivo l’Agenzia ha disconosciuto delle detrazioni e il contribuente ritiene di aver agito correttamente, ha diverse strade percorribili:Osservazioni all’avviso bonario: entro 30 giorni dalla ricezione dell’avviso, il contribuente (o il suo rappresentante) puo’ presentare osservazioni scritte all’ufficio, allegando ulteriori documenti o motivazioni. L’Agenzia e’ tenuta a valutarle prima di iscrivere il debito a ruolo.Autotutela: se si ritiene che l’Agenzia abbia commesso un errore di valutazione, si puo’ presentare istanza di autotutela chiedendo la correzione d’ufficio dell’atto.Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria: se l’avviso bonario si trasforma in cartella esattoriale o avviso di accertamento, il contribuente puo’ proporre ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado entro 60 giorni dalla notifica. E’ consigliabile farsi assistere da un professionista abilitato (avvocato tributarista, commercialista, consulente del lavoro).Mediazione tributaria: per controversie di valore inferiore a 50.000 euro, prima del ricorso e’ obbligatorio presentare istanza di mediazione/reclamo (D.Lgs. 156/2015).Per le questioni piu’ tecniche relative ai redditi di capitale e alla compilazione del modello redditi, consultate il nostro approfondimento sul Quadro RR 2026 e i contributi INPS nel Modello Redditi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ) Il controllo preventivo e’ uguale per tutti?No. L’Agenzia delle Entrate applica criteri selettivi basati su analisi del rischio. Non tutti i 730 con rimborsi elevati vengono sottoposti a controllo: vengono selezionati quelli che presentano anomalie o profili di rischio specifici. Il semplice fatto di avere un rimborso elevato non implica automaticamente il controllo.Posso farmi assistere dal CAF durante il controllo preventivo?Assolutamente si’. Se avete presentato il 730 tramite un CAF, potete delegare il CAF stesso a gestire la risposta all’Agenzia delle Entrate. Il CAF ha accesso ai sistemi telematici e puo’ inviare la documentazione tramite i canali abilitati. In piu’, il CAF ha assunto responsabilita’ solidale per la correttezza dei dati inseriti nella dichiarazione: questo puo’ essere utile in caso di contestazioni.Cosa succede se non rispondo alla comunicazione dell’Agenzia?Se non rispondete entro il termine indicato nella comunicazione (di solito 30 giorni), l’Agenzia procedera’ a disconoscere le detrazioni oggetto di verifica. Il rimborso eventualmente gia’ calcolato potrebbe essere ridotto o azzerato. Potrebbe poi seguire un avviso bonario con richiesta di pagamento delle maggiori imposte, e in caso di mancato pagamento, l’iscrizione a ruolo. Non rispondere e’ sempre la scelta peggiore.Il rimborso bloccato genera interessi a favore del contribuente?Si’. Se il rimborso e’ dovuto ma viene erogato in ritardo rispetto ai termini di legge, il contribuente ha diritto agli interessi di mora. Gli interessi sono calcolati al tasso stabilito annualmente dal MEF con decreto ministeriale. Vengono calcolati automaticamente dall’Agenzia e aggiunti al rimborso al momento dell’erogazione. Non e’ necessario richiederli separatamente.Quanto dura il controllo preventivo?La norma non prevede un termine perentorio specifico per il solo controllo preventivo sui rimborsi elevati, ma il controllo documentale ex art. 36-ter DPR 600/1973 deve concludersi entro 2 anni dalla presentazione. Nella pratica, i controlli preventivi sui rimborsi si risolvono generalmente entro 3-6 mesi dalla presentazione della documentazione.Posso richiedere un rimborso tramite Modello Redditi PF per evitare i controlli preventivi del 730?In linea teorica si’, ma non e’ una soluzione che consigliamo. Il Modello Redditi PF prevede rimborsi diretti dall’Agenzia delle Entrate con tempistiche spesso piu’ lunghe (12-18 mesi). Inoltre, anche il Modello Redditi puo’ essere soggetto a controlli documentali. La soluzione migliore resta la compilazione corretta e documentata del 730.Conclusione: come tutelarsi efficacementeI controlli preventivi sul Modello 730 sono una realta’ con cui molti contribuenti devono confrontarsi, ma non devono essere fonte di panico. Rappresentano una procedura di verifica documentale che, se gestita correttamente, si risolve positivamente nella grande maggioranza dei casi.Le chiavi per uscirne indenni sono tre: documentazione completa e conservata, risposta tempestiva all’Agenzia delle Entrate, e assistenza professionale quando la situazione e’ complessa. Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a disposizione per assistervi in tutte le fasi: dalla compilazione del 730 alla gestione di eventuali controlli preventivi, fino alla difesa dei vostri diritti in caso di contestazioni.Per prenotare un appuntamento o per ricevere ulteriori informazioni, contattateci al 0432 1638640 oppure scriveteci su WhatsApp al 366 6018121. Siamo a Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.Maggio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-29 09:22:402026-05-31 17:40:36Controlli preventivi sul Modello 730 e rimborso bloccato: cosa succedePagina 2 di 7‹1234›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIABonus Mobili nel Modello 730/2026: Come Richiedere la Detrazione al 50%Con la stagione della dichiarazione dei redditi ormai nel vivo, molti contribuenti si chiedono se e come e’ possibile detrarre le spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nel Modello 730/2026. La risposta e’ si: il bonus mobili consente di recuperare il 50% delle spese sostenute nel 2025 per arredare un’abitazione ristrutturata. In questa guida completa scoprirai tutto cio’ che devi sapere: requisiti, limite massimo di spesa, quali beni sono ammessi, come compilare il 730 e a quanto ammonta il risparmio fiscale effettivo. Cos’e’ il Bonus Mobili 2026 (spese 2025)Il bonus mobili e’ un’agevolazione fiscale che permette ai contribuenti italiani di detrarre dall’IRPEF il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia.Nel Modello 730/2026 si inseriscono le spese effettivamente sostenute nell’anno d’imposta 2025. L’agevolazione e’ prorogata di anno in anno dalla Legge di Bilancio: per il 2025 e’ stata confermata dalla Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), con un’importante novita’ rispetto all’anno precedente: la riduzione del limite massimo di spesa detraibile da 8.000 a 5.000 euro per unita’ immobiliare. Quanto si Detrae: Percentuale e Importo MassimoEcco i numeri chiave del bonus mobili per le spese 2025 (Modello 730/2026):Aliquota di detrazione: 50%Limite massimo di spesa detraibile: 5.000 euro per unita’ immobiliareDetrazione massima ottenibile: 2.500 euro (il 50% di 5.000 euro)Numero di rate annuali: 10 rate di pari importoDetrazione massima per anno: 250 euro (2.500 euro diviso 10)Il limite di 5.000 euro si riferisce alla singola unita’ immobiliare, non al nucleo familiare. Cio’ significa che se hai ristrutturato piu’ immobili, puoi richiedere il bonus per ciascuno di essi separatamente, entro i rispettivi limiti. Requisito Fondamentale: Il Collegamento con la Ristrutturazione EdiliziaIl requisito piu’ importante e spesso trascurato e’ che il bonus mobili non e’ autonomo: e’ indissolubilmente legato all’esecuzione di un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile in questione, che beneficia della detrazione del 50% (ex art. 16-bis del TUIR).Devi aver avviato lavori di ristrutturazione a partire dal 1 gennaio 2024 o successivamente (la data di inizio lavori deve essere anteriore all’acquisto dei mobili)I lavori devono rientrare tra quelli ammessi al bonus ristrutturazione (manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia)L’acquisto dei mobili deve essere destinato all’immobile ristrutturatoNon e’ necessario che i lavori siano terminati al momento dell’acquisto dei mobiliAttenzione: la semplice manutenzione ordinaria (tinteggiatura, piccole riparazioni) non e’ sufficiente. Occorre un intervento qualificato di manutenzione straordinaria o superiore. Quali Beni Sono Ammessi al Bonus MobiliNon tutti gli acquisti rientrano nel bonus. Ecco cosa e’ ammesso e cosa non e’ ammesso:Beni AmmessiMobili nuovi: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenzeCucine componibili (anche cucine complete)Grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica A o superiore (dove esiste la classificazione energetica): frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, ventilatori elettriciMaterassi e apparecchi di illuminazione purche’ acquistati insieme ai mobili per completare l’arredoBeni NON AmmessiPavimenti, tende, infissi (questi rientrano semmai nel bonus ristrutturazione)Porte interne (non considerate mobili)Piccoli elettrodomestici (aspirapolvere, ferro da stiro, frullatori)Elettrodomestici di classe energetica inferiore ad A (dove esiste la classificazione)Mobili usati Modalita’ di Pagamento ObbligatoriePer accedere al bonus mobili e’ obbligatorio pagare con mezzi tracciabili. I pagamenti in contanti non sono ammessi. Le modalita’ valide sono:Bonifico bancario o postale (non necessariamente quello “parlante” previsto per l’ecobonus; per il bonus mobili e’ sufficiente un bonifico ordinario)Carte di credito o debitoAssegno bancarioCome Si Compila il Modello 730/2026: Quadro E, Riga E57Nel Modello 730/2026, il bonus mobili si inserisce nel Quadro E (Oneri e Spese), alla riga E57, dedicata specificamente alle spese per mobili ed elettrodomestici.Colonna 1: il codice identificativo dell’immobile ristrutturato (lo stesso utilizzato nel quadro del bonus ristrutturazione, sezione IV del Quadro E)Colonna 2: l’importo delle spese sostenute nel 2025 (massimo 5.000 euro)Il software dell’Agenzia delle Entrate (sia il 730 precompilato disponibile dal 30 aprile 2026, sia i software CAF) calcolera’ automaticamente la detrazione del 50% da ripartire in 10 rate annuali.Collegamento con il bonus ristrutturazione: prima di inserire la riga E57, assicurati di aver correttamente inserito i dati del bonus ristrutturazione nella sezione IV del Quadro E (righe da E41 a E43). Senza questa correlazione, il 730 non accettera’ la detrazione per il bonus mobili.Documenti da Conservare (Non da Allegare)Per il bonus mobili non e’ necessario allegare alcun documento alla dichiarazione dei redditi. Tuttavia, devi conservare la seguente documentazione per almeno 5 anni (termine di accertamento fiscale), da esibire in caso di controllo:Fatture o ricevute fiscali degli acquisti di mobili/elettrodomesticiEstratti conto bancari o ricevute dei pagamenti tracciabiliDocumentazione dei lavori di ristrutturazione (fatture, bonifici parlanti, comunicazione all’ENEA se applicabile)Titolo abilitativo edilizio (CILA, SCIA, permesso di costruire) o dichiarazione sostitutiva per lavori che non richiedono titolo Chi Puo’ Richiedere il Bonus Mobili nel 730Proprietari dell’immobile che hanno eseguito i lavori di ristrutturazioneTitolari di un diritto reale sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione)Inquilini e comodatari se hanno eseguito essi stessi i lavori di manutenzione straordinaria o superiore e il contratto lo consenteFamiliari conviventi del possessore/detentore dell’immobile, se hanno sostenuto le speseAcquirenti di immobili ristrutturati da imprese (l’acquisto deve avvenire entro 18 mesi dal termine dei lavori)Il bonus si applica sia agli immobili destinati a prima casa che a seconda casa. Non ci sono limiti ISEE o reddituali.Confronto Storico dei Limiti: Non Confondere gli AnniIl limite di spesa detraibile e’ cambiato nel tempo. Ecco il riepilogo storico per non fare errori:Spese 2023 (730/2024): limite 8.000 euroSpese 2024 (730/2025): limite 5.000 euroSpese 2025 (730/2026): limite 5.000 euro (confermato dalla L. 207/2024)Esempi Pratici di Calcolo del RisparmioEsempio 1: Cucina da 4.500 euroSpesa 2025: 4.500 euroDetrazione totale: 2.250 euro (50%)Risparmio annuo per 10 anni: 225 euro/annoEsempio 2: Mobili per 6.000 euro (sopra il limite)Spesa 2025: 6.000 euroLimite detraibile: 5.000 euroDetrazione totale: 2.500 euro (50% di 5.000)Risparmio annuo per 10 anni: 250 euro/anno (massimo)Il CAF Puo’ Aiutarti a Compilare il 730 con il Bonus MobiliLa compilazione corretta del Modello 730 con il bonus mobili richiede attenzione ai dettagli: dal collegamento con il bonus ristrutturazione alla corretta indicazione delle spese nel quadro E. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella compilazione del Modello 730/2026, verificando che tutte le detrazioni siano inserite correttamente e supportate dalla documentazione necessaria.Per prenotare un appuntamento o richiedere un preventivo personalizzato, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: siamo a tua disposizione per rispondere a qualsiasi domanda sulla tua dichiarazione dei redditi.Domande Frequenti sul Bonus Mobili nel 730/2026Si puo’ richiedere il bonus mobili senza fare la ristrutturazione?No. Il bonus mobili e’ subordinato all’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria o di interventi di livello superiore sull’immobile. Senza ristrutturazione non si puo’ accedere a questa agevolazione.Il bonus mobili vale anche per gli inquilini?Si’, a condizione che l’inquilino abbia eseguito direttamente i lavori di ristrutturazione (con il consenso del proprietario) e che le spese per i mobili siano sostenute dallo stesso inquilino.Cosa succede se ho acquistato mobili a fine 2024 e inizio 2025?Le spese si considerano detraibili nell’anno in cui sono state effettivamente sostenute (principio di cassa). Per il 730/2026 si inseriscono solo le spese pagate nel 2025.Il limite di 5.000 euro e’ per persona o per immobile?Il limite di 5.000 euro e’ per singola unita’ immobiliare. Se l’immobile e’ intestato a piu’ soggetti (es. coniugi comproprietari), il limite si riferisce all’immobile nel suo complesso, e la detrazione si ripartisce tra i comproprietari in proporzione alle spese sostenute.Cosa succede se vendo l’immobile prima di aver fruito di tutte le 10 rate?In caso di vendita dell’immobile, le rate residue del bonus mobili vengono trasferite automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti indicato nell’atto di compravendita.Riepilogo: Checklist Bonus Mobili 730/2026Effettuati lavori di ristrutturazione qualificati sull’immobile (avviati prima dell’acquisto dei mobili)Acquistati mobili nuovi e/o grandi elettrodomestici di classe A o superiore nel 2025Pagato con mezzi tracciabili (bonifico, carta, assegno)Conservate fatture e prove di pagamentoCodice immobile presente nella sezione IV del Quadro E (bonus ristrutturazione)Spese totali entro il limite di 5.000 euro per unita’ immobiliareInserimento corretto alla riga E57 del Quadro E del 730Ricorda: la detrazione si recupera in 10 anni, con rate annuali uguali. Il risparmio fiscale massimo per il 2026 (prima rata per spese 2025) e’ di 250 euro (su un massimo di 5.000 euro spesi). Per qualsiasi dubbio, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti offriremo assistenza personalizzata e professionale per ottimizzare la tua dichiarazione dei redditi nel rispetto della normativa vigente.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:262026-06-01 22:36:26Bonus Mobili nel Modello 730/2026: Come Richiedere la Detrazione al 50%
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, VeterinariSpese Veterinarie 730 2026: Detrazione, Limiti e Come RichiederlaSpese Veterinarie 730 2026: Quanto si Puo DetrarreLe spese veterinarie rientrano tra gli oneri detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se hai un animale domestico e hai sostenuto spese per cure veterinarie nel 2025, puoi recuperare parte di queste spese nel 730/2026.La detrazione fiscale per le spese veterinarie e del 19%, ma si applica solo alla parte eccedente una franchigia e fino a un tetto massimo. Vediamo nel dettaglio come funziona e quali spese sono ammesse.Indice dei contenutiCome funziona la detrazioneSpese veterinarie ammesseCalcolo della detrazioneDocumenti necessariModalita di pagamentoDomande frequenti Come Funziona la Detrazione per Spese VeterinarieLa detrazione per le spese veterinarie segue regole precise stabilite dalla normativa fiscale.Aliquota e limitiAliquota detrazione: 19%Franchigia: 129,11 euro (non si detrae nulla sotto questa soglia)Tetto massimo: 550 euro (si detrae solo fino a questo importo)Detrazione massima ottenibileLa detrazione massima si calcola cosi:Importo detraibile: 550 euro – 129,11 euro = 420,89 euroDetrazione massima: 420,89 x 19% = 79,97 euroChi puo usufruirneLa detrazione spetta a chi:Ha sostenuto le spese (intestatario delle fatture)Possiede un animale domestico legalmente detenutoHa effettuato i pagamenti con metodi tracciabili Quali Spese Veterinarie Sono DetraibiliNon tutte le spese sostenute per gli animali sono detraibili. Ecco cosa e ammesso e cosa no.Spese detraibiliVisite veterinarie (generiche e specialistiche)Interventi chirurgiciEsami diagnostici (analisi del sangue, radiografie, ecografie)Farmaci veterinari prescritti dal veterinarioMedicinali omeopatici per uso veterinarioPrestazioni di laboratorioRicoveri in clinica veterinariaSpese NON detraibiliMangimi e alimenti (anche se specifici o dietetici)Antiparassitari da banco (senza prescrizione)Toelettatura e groomingAccessori (cucce, guinzagli, giochi)Pensioni per animaliAddestramentoQuali animaliLa detrazione si applica alle spese per animali:Da compagnia: cani, gatti, uccelli, pesci, criceti, conigli, tartarughePer pratica sportiva: cavalli da competizione amatorialeSono esclusi gli animali destinati ad allevamento, riproduzione, consumo alimentare o attivita commerciali. Come Calcolare la DetrazioneVediamo con alcuni esempi pratici come calcolare la detrazione effettiva.Esempio 1: Spese sotto la franchigiaSe hai speso 100 euro in spese veterinarie:La spesa e inferiore alla franchigia (129,11 euro)Detrazione: 0 euroEsempio 2: Spese tra franchigia e tettoSe hai speso 350 euro in spese veterinarie:Importo detraibile: 350 – 129,11 = 220,89 euroDetrazione: 220,89 x 19% = 41,97 euroEsempio 3: Spese sopra il tettoSe hai speso 800 euro in spese veterinarie:Si considera solo il tetto massimo: 550 euroImporto detraibile: 550 – 129,11 = 420,89 euroDetrazione: 420,89 x 19% = 79,97 euro Documenti Necessari per la DetrazionePer ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese sostenute.Documenti da conservareFatture o ricevute fiscali del veterinarioScontrini parlanti della farmacia (con codice fiscale, natura e quantita del farmaco)Prescrizioni veterinarie per i farmaciRicevute di pagamento tracciabile (bonifico, carta, assegno)Cosa devono contenere le fattureLe fatture del veterinario devono indicare:Dati del veterinario (nome, P.IVA)Dati del cliente (nome, cognome, codice fiscale)Descrizione della prestazioneImporto pagatoData Modalita di Pagamento ObbligatorieDal 2020 e obbligatorio effettuare i pagamenti con metodi tracciabili per poter usufruire della detrazione.Pagamenti ammessiBonifico bancario o postaleCarta di credito o debitoBancomatAssegno bancario o circolarePagamenti elettronici (PayPal, Satispay, ecc.)Pagamenti NON ammessiContanti: le spese pagate in contanti NON sono detraibiliEccezione per farmaciPer l’acquisto di farmaci veterinari in farmacia, il pagamento in contanti e ancora ammesso. In questo caso, serve lo scontrino parlante con il codice fiscale.Domande Frequenti sulle Spese VeterinariePosso detrarre le spese se non sono io il proprietario dell’animale?Si, la detrazione spetta a chi ha sostenuto e documentato la spesa, anche se l’animale e intestato a un altro familiare (purche convivente).Ho piu animali: posso detrarre di piu?No, il tetto massimo di 550 euro e complessivo per contribuente, indipendentemente dal numero di animali posseduti.Le spese veterinarie rientrano nel 730 precompilato?Generalmente si. I veterinari sono tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate le prestazioni effettuate. Verifica comunque che siano presenti e che gli importi siano corretti.Devo presentare la documentazione al CAF?Si, al momento della compilazione del 730 devi mostrare le fatture, le ricevute e le prove di pagamento tracciabile. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa. Assistenza per il 730 a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730 inserendo tutte le detrazioni a cui hai diritto, comprese le spese veterinarie.Contattaci per un appuntamento:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-01 09:00:002026-05-24 09:38:43Spese Veterinarie 730 2026: Detrazione, Limiti e Come RichiederlaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIControlli preventivi sul Modello 730 e rimborso bloccato: cosa succedeAvete presentato il Modello 730 e il rimborso IRPEF tarda ad arrivare, oppure avete ricevuto una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate che informa della sospensione del rimborso? Non è un evento raro: ogni anno migliaia di contribuenti si trovano in questa situazione, che si chiama tecnicamente controllo preventivo sul Modello 730. In questa guida spieghiamo nel dettaglio cosa sono questi controlli, perché scattano, quali sono i tempi, cosa fare se il rimborso è bloccato e come tutelarsi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa sono i controlli preventivi sul Modello 730 Il Modello 730 è lo strumento di dichiarazione dei redditi più usato dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Una delle sue caratteristiche più apprezzate è la possibilità di ricevere i rimborsi IRPEF direttamente in busta paga o sulla pensione, senza dover attendere le tempistiche del Modello Redditi PF. Tuttavia, questo meccanismo automatico può subire un blocco: è quello che accade quando l’Agenzia delle Entrate decide di effettuare un controllo preventivo prima di erogare il rimborso.I controlli preventivi sono disciplinati dall’art. 36-ter del DPR 600/1973 e dall’art. 1, commi 585-586 della Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019), che ha esteso i poteri dell’Agenzia in materia di verifica delle dichiarazioni precompilate accettate senza modifiche. In sostanza, l’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di sospendere i rimborsi di ammontare superiore a 4.000 euro e di effettuare verifiche documentali prima dell’erogazione.La norma non prevede un termine perentorio breve per il completamento del controllo preventivo: il controllo documentale ex art. 36-ter DPR 600/1973 puo’ essere avviato entro 2 anni dalla presentazione della dichiarazione. Per quanto riguarda i rimborsi erogati tramite sostituto d’imposta (busta paga o pensione), il sostituto ha tempo fino alla fine dell’anno per addebitare o accreditare le somme risultanti dal modello 730. Nella pratica, i controlli preventivi si avviano generalmente entro pochi mesi dalla presentazione e chi presenta il 730 con rimborso elevato puo’ trovarsi il rimborso sospeso da luglio fino a diversi mesi dopo.Quando scattano i controlli preventivi: i casi piu’ frequenti L’Agenzia delle Entrate non ha mai reso pubblici i criteri esatti che determinano l’attivazione del controllo preventivo, ma sulla base delle circolari e della prassi consolidata è possibile identificare le situazioni più a rischio:Rimborsi superiori a 4.000 euro: soglia espressamente indicata dalla normativa vigente come limite oltre il quale il controllo preventivo è possibile (ma non automatico).Detrazioni elevate per familiari a carico: in particolare quando il numero dei familiari dichiarati o il loro reddito non corrisponde ai dati presenti in Anagrafe Tributaria.Spese mediche ingenti: detrazioni al 19% per spese sanitarie di importo molto elevato rispetto al reddito dichiarato.Bonus edilizi e ristrutturazione: detrazione del 50% o superiore per lavori edilizi, specie se di recente introduzione o con importi rilevanti.Prima dichiarazione con rimborso elevato: contribuenti che dichiarano per la prima volta un rimborso importante, senza storico fiscale coerente.Incoerenze rispetto alla dichiarazione precompilata: modifiche apportate dal contribuente che si discostano significativamente dai dati precaricat dall’Agenzia.Redditi provenienti da piu’ fonti: più certificazioni uniche (CU) con ritenute da diversi datori di lavoro o enti previdenziali.Va sottolineato che il controllo preventivo non equivale a un accertamento fiscale e non implica necessariamente che il contribuente abbia commesso errori. Si tratta di una verifica documentale che l’Amministrazione finanziaria effettua prima di erogare somme rilevanti.La comunicazione dell’Agenzia delle Entrate: cosa significa Quando l’Agenzia delle Entrate decide di avviare un controllo preventivo, il contribuente riceve una comunicazione formale – solitamente tramite raccomandata A/R o, se il contribuente ha abilitato il cassetto fiscale, anche via posta elettronica certificata (PEC) o notifica telematica. La comunicazione informa della sospensione del rimborso e invita il contribuente a fornire la documentazione necessaria a supportare le detrazioni e/o i crediti d’imposta dichiarati.Nella lettera, l’Agenzia indica:Il riferimento normativo che legittima il controllo (tipicamente art. 36-ter DPR 600/1973);L’importo del rimborso sospeso;Le voci dichiarative oggetto di verifica (es. “detrazioni per spese sanitarie”, “familiari a carico”);I documenti che il contribuente deve produrre;Il termine entro cui rispondere (generalmente 30 giorni dalla ricezione);Il canale di trasmissione della documentazione (ufficio territorialmente competente, CIVIS, cassetto fiscale).Non ignorare mai questa comunicazione: la mancata risposta entro il termine non porta solo al prolungamento dell’attesa, ma può determinare la definitiva decadenza dal rimborso per quella annualità e l’avvio di procedure di accertamento più invasive.Differenza tra controllo preventivo (art. 36-ter) e liquidazione automatica (art. 36-bis) Molti contribuenti confondono il controllo preventivo con la liquidazione automatica. Si tratta invece di due procedure completamente diverse:Tipo di controlloBase normativaCosa verificaQuando avvieneLiquidazione automaticaArt. 36-bis DPR 600/1973Errori materiali di calcolo, ritenute, versamenti F24Entro l’anno di presentazioneControllo documentale preventivoArt. 36-ter DPR 600/1973Detrazioni, oneri deducibili, crediti d’imposta (richiede documenti)Entro 2 anni dalla presentazioneControllo preventivo rimborsiArt. 1, c. 585-586 L. 160/2019Rimborsi elevati (oltre 4.000 euro) prima dell’erogazionePrima dell’erogazione del rimborsoLa liquidazione automatica (36-bis) è una verifica puramente matematica: l’Agenzia controlla che i calcoli siano corretti, che le ritenute certificate dalla CU corrispondano a quanto dichiarato, che le aliquote applicate siano quelle giuste. Non richiede la produzione di documenti da parte del contribuente.Il controllo documentale (36-ter) invece è più invasivo: l’Agenzia chiede di dimostrare con documenti che le spese detratte siano effettivamente sostenute e che i relativi requisiti siano soddisfatti. Può portare al disconoscimento delle detrazioni se la documentazione non è prodotta o non è sufficiente.Il controllo preventivo sui rimborsi è specificamente finalizzato a bloccare l’erogazione automatica di rimborsi elevati prima che vengano verificati. Una volta concluso positivamente, il rimborso viene erogato con eventuali interessi di mora a favore del contribuente.Cosa fare se il rimborso e’ bloccato: guida pratica Se avete ricevuto la comunicazione di sospensione del rimborso o se semplicemente non arriva da molti mesi, ecco i passi concreti da seguire:1. Verifica lo stato del rimborso sul cassetto fiscaleIl primo strumento da utilizzare è il cassetto fiscale, accessibile tramite SPID, CIE o CNS sul sito dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it). Nella sezione dedicata alla dichiarazione, è possibile verificare:Lo stato di elaborazione del 730 (ricevuto / in lavorazione / elaborato);La presenza di eventuali comunicazioni o avvisi;Lo stato del rimborso (atteso / sospeso / in erogazione).Se il rimborso risulta “sospeso” o “in verifica”, significa che il controllo preventivo è in corso. Se invece non risulta ancora elaborata la dichiarazione, potrebbe trattarsi di un semplice ritardo nell’elaborazione ordinaria.2. Raccogliere la documentazione richiestaSe avete ricevuto la comunicazione formale di controllo preventivo, la priorità è raccogliere i documenti indicati nella lettera. I più comuni sono:Per detrazioni mediche: scontrini/ricevute fiscali con il codice fiscale del contribuente, prescrizioni mediche ove richieste, fatture di strutture sanitarie;Per familiari a carico: documenti che attestino il reddito del familiare (es. CU, 730 del familiare, autocertificazione) e la composizione del nucleo familiare;Per bonus ristrutturazione: contratto con l’impresa, bonifici parlanti, fatture, comunicazione ENEA ove richiesta, eventuale CILAS/SCIA;Per interessi su mutuo prima casa: contratto di mutuo, quietanza di pagamento rate, atto di compravendita dell’immobile;Per premi assicurativi detraibili: quietanza della polizza vita/infortuni con distinzione della quota che dà diritto alla detrazione.3. Inviare la documentazione entro i terminiLa documentazione può essere trasmessa in vari modi:Tramite CIVIS (canale telematico Agenzia Entrate): è la modalità raccomandata, permette di trasmettere documenti in formato PDF e di ottenere una ricevuta di protocollo;Consegna a mano presso l’ufficio territoriale competente (quello indicato nella comunicazione);Via raccomandata A/R all’indirizzo dell’ufficio, con descrizione analitica dei documenti allegati;Tramite un intermediario abilitato (CAF, consulente fiscale): il professionista può trasmettere la documentazione direttamente dal suo software gestionale.Se non siete sicuri di avere tutta la documentazione necessaria, o se la richiesta vi sembra sproporzionata, è fortemente consigliabile rivolgersi a un CAF o a un consulente fiscale che conosca la normativa aggiornata e possa gestire la risposta all’Agenzia.Tempi di attesa: quanto dura il blocco del rimborsoUna delle domande più frequenti è: quanto ci vuole per sbloccare il rimborso? La risposta dipende da diversi fattori:ScenarioTempo stimato per rimborso730 senza controllo preventivo, rimborso da busta pagaLuglio-agosto dell’anno di presentazione730 senza controllo preventivo, rimborso da pensione (INPS)Agosto-settembre dell’anno di presentazione730 con controllo preventivo, documentazione inviata tempestivamente3-6 mesi dalla ricezione della documentazione730 con controllo preventivo, documentazione non inviata o carenteRimborso ridotto o negato; eventuali accertamentiRimborso diretto AdE (es. senza sostituto d’imposta)6-18 mesi dalla presentazioneVa ricordato che se il rimborso è dovuto ma l’Agenzia lo eroga in ritardo per effetto del controllo preventivo (oltre i termini di legge), il contribuente ha diritto agli interessi di mora, calcolati al tasso stabilito annualmente dal MEF (per i rimborsi IRPEF il tasso e’ determinato con decreto ministeriale; verificare il tasso vigente nell’anno di erogazione). Gli interessi decorrono dalla data in cui il rimborso avrebbe dovuto essere erogato.Rimborso bloccato dopo accettazione del 730 precompilato: casi speciali Con l’introduzione del 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate ha promesso ai contribuenti che accettano la dichiarazione senza modifiche una corsia preferenziale e, in teoria, l’esenzione dai controlli documentali. Questa garanzia, però, non è assoluta.Secondo l’art. 5, comma 3 del D.Lgs. 175/2014 (decreto semplificazioni fiscali), se il contribuente accetta il 730 precompilato senza apportare modifiche, l’Agenzia non può effettuare controlli documentali sulle spese che ha precaricato (spese sanitarie trasmesse da farmacie e strutture convenzionate, interessi su mutuo ecc.). Tuttavia, il blocco preventivo dei rimborsi elevati resta possibile, in quanto non rientra nella fattispecie dei controlli documentali ordinari bensì nel perimetro delle verifiche antifrode.Se invece il contribuente ha modificato il 730 precompilato (aggiungendo detrazioni, correggendo redditi, modificando i dati precaricati), perde la tutela dalla verifica documentale su quelle voci modificate. In questo caso, i controlli preventivi possono riguardare anche le spese precaricate, se le modifiche hanno influenzato il calcolo del rimborso.Per approfondire le regole specifiche sulle spese sanitarie inserite nel 730 precompilato, potete leggere il nostro articolo dedicato: Spese sanitarie in contanti nel 730 precompilato 2026: quali si possono detrarre.Gli esiti possibili del controllo preventivoAl termine del controllo preventivo, l’Agenzia delle Entrate può pervenire a quattro esiti diversi:1. Rimborso confermato ed erogato integralmenteLa documentazione prodotta dal contribuente è stata ritenuta sufficiente e idonea. L’Agenzia sblocca il rimborso, che viene erogato dall’INPS (per i pensionati) oppure direttamente dall’Agenzia tramite bonifico o vaglia postale. In questo caso, vengono corrisposti anche gli interessi maturati durante il periodo di sospensione.2. Rimborso ridottoL’Agenzia ha riconosciuto solo in parte le detrazioni dichiarate. Vengono espunte le voci per le quali la documentazione era insufficiente o carente, e il rimborso viene erogato per la parte riconosciuta. Il contribuente riceve una comunicazione di irregolarità (ex avviso bonario) con l’indicazione delle voci disconosciute e la possibilità di presentare osservazioni entro 60 giorni.3. Rimborso negato e importo a debitoIn questo caso l’Agenzia ha ritenuto che il rimborso non fosse dovuto (o che ci fosse un debito residuo). Il contribuente riceve l’avviso bonario con la richiesta di versamento della differenza. Se non paga entro i termini previsti, la somma viene iscritta a ruolo e affidata ad Agenzia delle Entrate Riscossione per la riscossione.4. Silenzio-assenso e rimborso automaticoSe l’Agenzia non conclude il controllo preventivo entro i termini di legge previsti, il rimborso deve essere erogato automaticamente. In pratica, l’inutile decorso del tempo costituisce un riconoscimento implicito del rimborso. Questo scenario è però raro: l’Agenzia generalmente rispetta i propri termini interni.Come evitare il blocco preventivo: consigli praticiLa prevenzione è sempre più efficace della gestione del problema a posteriori. Ecco alcune indicazioni pratiche per ridurre il rischio di subire un controllo preventivo o per gestirlo al meglio qualora si verifichi:Conservate tutta la documentazione delle spese detraibili per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione. Scontrini, ricevute, fatture e bonifici parlanti devono essere organizzati e facilmente recuperabili.Inserite il codice fiscale negli scontrini delle farmacie: dal 2020 questa operazione è obbligatoria per la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, ma controllate sempre che i dati trasmessi siano corretti nella precompilata.Verificate la corrispondenza tra CU e dati del 730: i redditi e le ritenute indicati nella CU devono coincidere con quelli inseriti nella dichiarazione. Discrepanze anche minime possono attivare controlli.Rivolgetevi a un CAF per la compilazione: i Centri di Assistenza Fiscale sono abilitati a prestare assistenza fiscale e hanno la responsabilità solidale per la correttezza dei dati inseriti, il che riduce il rischio di errori involontari.Dichiarate solo le detrazioni effettivamente spettanti e supportate da documenti validi. Tentare di massimizzare il rimborso con detrazioni dubbie aumenta esponenzialmente il rischio di controllo.Per le dichiarazioni più complesse (redditi da immobili esteri, plusvalenze finanziarie, attivita’ all’estero), può essere più opportuno presentare il Modello Redditi PF invece del 730, considerando che offre maggiore flessibilità nella gestione dei controlli. Segnaliamo a questo proposito il nostro articolo sull’errore dell’Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026 riguardo al Quadro RT.Casi pratici: esempi reali di controllo preventivoPer rendere piu’ concreto il quadro normativo, ecco alcuni esempi tipici tratti dalla pratica dei CAF:Caso 1: Detrazioni mediche per figlio disabileMaria ha un figlio con disabilita’ grave certificata (Legge 104 art. 3 comma 3). Ha dichiarato circa 9.000 euro di spese mediche nel 730, ottenendo un rimborso di 5.200 euro. A settembre ha ricevuto la comunicazione di controllo preventivo. L’Agenzia chiedeva i giustificativi di tutte le spese mediche. Maria ha inviato tramite CIVIS le ricevute fiscali, le fatture delle visite specialistiche e la copia del verbale di invalidita’. Il controllo si e’ concluso positivamente dopo 3 mesi: rimborso confermato integralmente, piu’ 85 euro di interessi.Caso 2: Bonus ristrutturazione con documentazione incompletaGiorgio ha detratto 6.500 euro (50% di 13.000 euro di lavori di ristrutturazione sul bagno). Il controllo preventivo ha evidenziato che mancava il bonifico parlante con i codici fiscali del beneficiario e dell’impresa. Giorgio ha dovuto presentare i bonifici originali, la fattura dell’impresa e la comunicazione all’ENEA (richiesta per alcuni interventi). Poiche’ non aveva conservato tutti i documenti, una parte delle spese (circa 2.000 euro) non e’ stata riconosciuta: rimborso ridotto di 1.000 euro rispetto a quanto atteso.Caso 3: Familiari a carico non corrispondentiLuisa ha dichiarato come familiare a carico la madre con un reddito di 2.800 euro l’anno. L’Agenzia ha avviato un controllo perche’ i dati dell’Anagrafe Tributaria indicavano che la madre aveva percepito nel 2025 anche una pensione estera (non comunicata a Luisa), portando il reddito complessivo a circa 4.100 euro – sopra la soglia dei 2.840,51 euro (per il 2025) che permette di considerare un familiare a carico. Il rimborso e’ stato ridotto proporzionalmente e Luisa ha ricevuto un avviso bonario per la differenza di imposta.Questi esempi mostrano l’importanza di verificare sempre i requisiti delle detrazioni prima di dichiararle e di conservare tutta la documentazione di supporto.Impugnare il disconoscimento delle detrazioni: i rimediSe all’esito del controllo preventivo l’Agenzia ha disconosciuto delle detrazioni e il contribuente ritiene di aver agito correttamente, ha diverse strade percorribili:Osservazioni all’avviso bonario: entro 30 giorni dalla ricezione dell’avviso, il contribuente (o il suo rappresentante) puo’ presentare osservazioni scritte all’ufficio, allegando ulteriori documenti o motivazioni. L’Agenzia e’ tenuta a valutarle prima di iscrivere il debito a ruolo.Autotutela: se si ritiene che l’Agenzia abbia commesso un errore di valutazione, si puo’ presentare istanza di autotutela chiedendo la correzione d’ufficio dell’atto.Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria: se l’avviso bonario si trasforma in cartella esattoriale o avviso di accertamento, il contribuente puo’ proporre ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado entro 60 giorni dalla notifica. E’ consigliabile farsi assistere da un professionista abilitato (avvocato tributarista, commercialista, consulente del lavoro).Mediazione tributaria: per controversie di valore inferiore a 50.000 euro, prima del ricorso e’ obbligatorio presentare istanza di mediazione/reclamo (D.Lgs. 156/2015).Per le questioni piu’ tecniche relative ai redditi di capitale e alla compilazione del modello redditi, consultate il nostro approfondimento sul Quadro RR 2026 e i contributi INPS nel Modello Redditi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ) Il controllo preventivo e’ uguale per tutti?No. L’Agenzia delle Entrate applica criteri selettivi basati su analisi del rischio. Non tutti i 730 con rimborsi elevati vengono sottoposti a controllo: vengono selezionati quelli che presentano anomalie o profili di rischio specifici. Il semplice fatto di avere un rimborso elevato non implica automaticamente il controllo.Posso farmi assistere dal CAF durante il controllo preventivo?Assolutamente si’. Se avete presentato il 730 tramite un CAF, potete delegare il CAF stesso a gestire la risposta all’Agenzia delle Entrate. Il CAF ha accesso ai sistemi telematici e puo’ inviare la documentazione tramite i canali abilitati. In piu’, il CAF ha assunto responsabilita’ solidale per la correttezza dei dati inseriti nella dichiarazione: questo puo’ essere utile in caso di contestazioni.Cosa succede se non rispondo alla comunicazione dell’Agenzia?Se non rispondete entro il termine indicato nella comunicazione (di solito 30 giorni), l’Agenzia procedera’ a disconoscere le detrazioni oggetto di verifica. Il rimborso eventualmente gia’ calcolato potrebbe essere ridotto o azzerato. Potrebbe poi seguire un avviso bonario con richiesta di pagamento delle maggiori imposte, e in caso di mancato pagamento, l’iscrizione a ruolo. Non rispondere e’ sempre la scelta peggiore.Il rimborso bloccato genera interessi a favore del contribuente?Si’. Se il rimborso e’ dovuto ma viene erogato in ritardo rispetto ai termini di legge, il contribuente ha diritto agli interessi di mora. Gli interessi sono calcolati al tasso stabilito annualmente dal MEF con decreto ministeriale. Vengono calcolati automaticamente dall’Agenzia e aggiunti al rimborso al momento dell’erogazione. Non e’ necessario richiederli separatamente.Quanto dura il controllo preventivo?La norma non prevede un termine perentorio specifico per il solo controllo preventivo sui rimborsi elevati, ma il controllo documentale ex art. 36-ter DPR 600/1973 deve concludersi entro 2 anni dalla presentazione. Nella pratica, i controlli preventivi sui rimborsi si risolvono generalmente entro 3-6 mesi dalla presentazione della documentazione.Posso richiedere un rimborso tramite Modello Redditi PF per evitare i controlli preventivi del 730?In linea teorica si’, ma non e’ una soluzione che consigliamo. Il Modello Redditi PF prevede rimborsi diretti dall’Agenzia delle Entrate con tempistiche spesso piu’ lunghe (12-18 mesi). Inoltre, anche il Modello Redditi puo’ essere soggetto a controlli documentali. La soluzione migliore resta la compilazione corretta e documentata del 730.Conclusione: come tutelarsi efficacementeI controlli preventivi sul Modello 730 sono una realta’ con cui molti contribuenti devono confrontarsi, ma non devono essere fonte di panico. Rappresentano una procedura di verifica documentale che, se gestita correttamente, si risolve positivamente nella grande maggioranza dei casi.Le chiavi per uscirne indenni sono tre: documentazione completa e conservata, risposta tempestiva all’Agenzia delle Entrate, e assistenza professionale quando la situazione e’ complessa. Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a disposizione per assistervi in tutte le fasi: dalla compilazione del 730 alla gestione di eventuali controlli preventivi, fino alla difesa dei vostri diritti in caso di contestazioni.Per prenotare un appuntamento o per ricevere ulteriori informazioni, contattateci al 0432 1638640 oppure scriveteci su WhatsApp al 366 6018121. Siamo a Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.Maggio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-29 09:22:402026-05-31 17:40:36Controlli preventivi sul Modello 730 e rimborso bloccato: cosa succedePagina 2 di 7‹1234›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIControlli preventivi sul Modello 730 e rimborso bloccato: cosa succedeAvete presentato il Modello 730 e il rimborso IRPEF tarda ad arrivare, oppure avete ricevuto una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate che informa della sospensione del rimborso? Non è un evento raro: ogni anno migliaia di contribuenti si trovano in questa situazione, che si chiama tecnicamente controllo preventivo sul Modello 730. In questa guida spieghiamo nel dettaglio cosa sono questi controlli, perché scattano, quali sono i tempi, cosa fare se il rimborso è bloccato e come tutelarsi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa sono i controlli preventivi sul Modello 730 Il Modello 730 è lo strumento di dichiarazione dei redditi più usato dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Una delle sue caratteristiche più apprezzate è la possibilità di ricevere i rimborsi IRPEF direttamente in busta paga o sulla pensione, senza dover attendere le tempistiche del Modello Redditi PF. Tuttavia, questo meccanismo automatico può subire un blocco: è quello che accade quando l’Agenzia delle Entrate decide di effettuare un controllo preventivo prima di erogare il rimborso.I controlli preventivi sono disciplinati dall’art. 36-ter del DPR 600/1973 e dall’art. 1, commi 585-586 della Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019), che ha esteso i poteri dell’Agenzia in materia di verifica delle dichiarazioni precompilate accettate senza modifiche. In sostanza, l’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di sospendere i rimborsi di ammontare superiore a 4.000 euro e di effettuare verifiche documentali prima dell’erogazione.La norma non prevede un termine perentorio breve per il completamento del controllo preventivo: il controllo documentale ex art. 36-ter DPR 600/1973 puo’ essere avviato entro 2 anni dalla presentazione della dichiarazione. Per quanto riguarda i rimborsi erogati tramite sostituto d’imposta (busta paga o pensione), il sostituto ha tempo fino alla fine dell’anno per addebitare o accreditare le somme risultanti dal modello 730. Nella pratica, i controlli preventivi si avviano generalmente entro pochi mesi dalla presentazione e chi presenta il 730 con rimborso elevato puo’ trovarsi il rimborso sospeso da luglio fino a diversi mesi dopo.Quando scattano i controlli preventivi: i casi piu’ frequenti L’Agenzia delle Entrate non ha mai reso pubblici i criteri esatti che determinano l’attivazione del controllo preventivo, ma sulla base delle circolari e della prassi consolidata è possibile identificare le situazioni più a rischio:Rimborsi superiori a 4.000 euro: soglia espressamente indicata dalla normativa vigente come limite oltre il quale il controllo preventivo è possibile (ma non automatico).Detrazioni elevate per familiari a carico: in particolare quando il numero dei familiari dichiarati o il loro reddito non corrisponde ai dati presenti in Anagrafe Tributaria.Spese mediche ingenti: detrazioni al 19% per spese sanitarie di importo molto elevato rispetto al reddito dichiarato.Bonus edilizi e ristrutturazione: detrazione del 50% o superiore per lavori edilizi, specie se di recente introduzione o con importi rilevanti.Prima dichiarazione con rimborso elevato: contribuenti che dichiarano per la prima volta un rimborso importante, senza storico fiscale coerente.Incoerenze rispetto alla dichiarazione precompilata: modifiche apportate dal contribuente che si discostano significativamente dai dati precaricat dall’Agenzia.Redditi provenienti da piu’ fonti: più certificazioni uniche (CU) con ritenute da diversi datori di lavoro o enti previdenziali.Va sottolineato che il controllo preventivo non equivale a un accertamento fiscale e non implica necessariamente che il contribuente abbia commesso errori. Si tratta di una verifica documentale che l’Amministrazione finanziaria effettua prima di erogare somme rilevanti.La comunicazione dell’Agenzia delle Entrate: cosa significa Quando l’Agenzia delle Entrate decide di avviare un controllo preventivo, il contribuente riceve una comunicazione formale – solitamente tramite raccomandata A/R o, se il contribuente ha abilitato il cassetto fiscale, anche via posta elettronica certificata (PEC) o notifica telematica. La comunicazione informa della sospensione del rimborso e invita il contribuente a fornire la documentazione necessaria a supportare le detrazioni e/o i crediti d’imposta dichiarati.Nella lettera, l’Agenzia indica:Il riferimento normativo che legittima il controllo (tipicamente art. 36-ter DPR 600/1973);L’importo del rimborso sospeso;Le voci dichiarative oggetto di verifica (es. “detrazioni per spese sanitarie”, “familiari a carico”);I documenti che il contribuente deve produrre;Il termine entro cui rispondere (generalmente 30 giorni dalla ricezione);Il canale di trasmissione della documentazione (ufficio territorialmente competente, CIVIS, cassetto fiscale).Non ignorare mai questa comunicazione: la mancata risposta entro il termine non porta solo al prolungamento dell’attesa, ma può determinare la definitiva decadenza dal rimborso per quella annualità e l’avvio di procedure di accertamento più invasive.Differenza tra controllo preventivo (art. 36-ter) e liquidazione automatica (art. 36-bis) Molti contribuenti confondono il controllo preventivo con la liquidazione automatica. Si tratta invece di due procedure completamente diverse:Tipo di controlloBase normativaCosa verificaQuando avvieneLiquidazione automaticaArt. 36-bis DPR 600/1973Errori materiali di calcolo, ritenute, versamenti F24Entro l’anno di presentazioneControllo documentale preventivoArt. 36-ter DPR 600/1973Detrazioni, oneri deducibili, crediti d’imposta (richiede documenti)Entro 2 anni dalla presentazioneControllo preventivo rimborsiArt. 1, c. 585-586 L. 160/2019Rimborsi elevati (oltre 4.000 euro) prima dell’erogazionePrima dell’erogazione del rimborsoLa liquidazione automatica (36-bis) è una verifica puramente matematica: l’Agenzia controlla che i calcoli siano corretti, che le ritenute certificate dalla CU corrispondano a quanto dichiarato, che le aliquote applicate siano quelle giuste. Non richiede la produzione di documenti da parte del contribuente.Il controllo documentale (36-ter) invece è più invasivo: l’Agenzia chiede di dimostrare con documenti che le spese detratte siano effettivamente sostenute e che i relativi requisiti siano soddisfatti. Può portare al disconoscimento delle detrazioni se la documentazione non è prodotta o non è sufficiente.Il controllo preventivo sui rimborsi è specificamente finalizzato a bloccare l’erogazione automatica di rimborsi elevati prima che vengano verificati. Una volta concluso positivamente, il rimborso viene erogato con eventuali interessi di mora a favore del contribuente.Cosa fare se il rimborso e’ bloccato: guida pratica Se avete ricevuto la comunicazione di sospensione del rimborso o se semplicemente non arriva da molti mesi, ecco i passi concreti da seguire:1. Verifica lo stato del rimborso sul cassetto fiscaleIl primo strumento da utilizzare è il cassetto fiscale, accessibile tramite SPID, CIE o CNS sul sito dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it). Nella sezione dedicata alla dichiarazione, è possibile verificare:Lo stato di elaborazione del 730 (ricevuto / in lavorazione / elaborato);La presenza di eventuali comunicazioni o avvisi;Lo stato del rimborso (atteso / sospeso / in erogazione).Se il rimborso risulta “sospeso” o “in verifica”, significa che il controllo preventivo è in corso. Se invece non risulta ancora elaborata la dichiarazione, potrebbe trattarsi di un semplice ritardo nell’elaborazione ordinaria.2. Raccogliere la documentazione richiestaSe avete ricevuto la comunicazione formale di controllo preventivo, la priorità è raccogliere i documenti indicati nella lettera. I più comuni sono:Per detrazioni mediche: scontrini/ricevute fiscali con il codice fiscale del contribuente, prescrizioni mediche ove richieste, fatture di strutture sanitarie;Per familiari a carico: documenti che attestino il reddito del familiare (es. CU, 730 del familiare, autocertificazione) e la composizione del nucleo familiare;Per bonus ristrutturazione: contratto con l’impresa, bonifici parlanti, fatture, comunicazione ENEA ove richiesta, eventuale CILAS/SCIA;Per interessi su mutuo prima casa: contratto di mutuo, quietanza di pagamento rate, atto di compravendita dell’immobile;Per premi assicurativi detraibili: quietanza della polizza vita/infortuni con distinzione della quota che dà diritto alla detrazione.3. Inviare la documentazione entro i terminiLa documentazione può essere trasmessa in vari modi:Tramite CIVIS (canale telematico Agenzia Entrate): è la modalità raccomandata, permette di trasmettere documenti in formato PDF e di ottenere una ricevuta di protocollo;Consegna a mano presso l’ufficio territoriale competente (quello indicato nella comunicazione);Via raccomandata A/R all’indirizzo dell’ufficio, con descrizione analitica dei documenti allegati;Tramite un intermediario abilitato (CAF, consulente fiscale): il professionista può trasmettere la documentazione direttamente dal suo software gestionale.Se non siete sicuri di avere tutta la documentazione necessaria, o se la richiesta vi sembra sproporzionata, è fortemente consigliabile rivolgersi a un CAF o a un consulente fiscale che conosca la normativa aggiornata e possa gestire la risposta all’Agenzia.Tempi di attesa: quanto dura il blocco del rimborsoUna delle domande più frequenti è: quanto ci vuole per sbloccare il rimborso? La risposta dipende da diversi fattori:ScenarioTempo stimato per rimborso730 senza controllo preventivo, rimborso da busta pagaLuglio-agosto dell’anno di presentazione730 senza controllo preventivo, rimborso da pensione (INPS)Agosto-settembre dell’anno di presentazione730 con controllo preventivo, documentazione inviata tempestivamente3-6 mesi dalla ricezione della documentazione730 con controllo preventivo, documentazione non inviata o carenteRimborso ridotto o negato; eventuali accertamentiRimborso diretto AdE (es. senza sostituto d’imposta)6-18 mesi dalla presentazioneVa ricordato che se il rimborso è dovuto ma l’Agenzia lo eroga in ritardo per effetto del controllo preventivo (oltre i termini di legge), il contribuente ha diritto agli interessi di mora, calcolati al tasso stabilito annualmente dal MEF (per i rimborsi IRPEF il tasso e’ determinato con decreto ministeriale; verificare il tasso vigente nell’anno di erogazione). Gli interessi decorrono dalla data in cui il rimborso avrebbe dovuto essere erogato.Rimborso bloccato dopo accettazione del 730 precompilato: casi speciali Con l’introduzione del 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate ha promesso ai contribuenti che accettano la dichiarazione senza modifiche una corsia preferenziale e, in teoria, l’esenzione dai controlli documentali. Questa garanzia, però, non è assoluta.Secondo l’art. 5, comma 3 del D.Lgs. 175/2014 (decreto semplificazioni fiscali), se il contribuente accetta il 730 precompilato senza apportare modifiche, l’Agenzia non può effettuare controlli documentali sulle spese che ha precaricato (spese sanitarie trasmesse da farmacie e strutture convenzionate, interessi su mutuo ecc.). Tuttavia, il blocco preventivo dei rimborsi elevati resta possibile, in quanto non rientra nella fattispecie dei controlli documentali ordinari bensì nel perimetro delle verifiche antifrode.Se invece il contribuente ha modificato il 730 precompilato (aggiungendo detrazioni, correggendo redditi, modificando i dati precaricati), perde la tutela dalla verifica documentale su quelle voci modificate. In questo caso, i controlli preventivi possono riguardare anche le spese precaricate, se le modifiche hanno influenzato il calcolo del rimborso.Per approfondire le regole specifiche sulle spese sanitarie inserite nel 730 precompilato, potete leggere il nostro articolo dedicato: Spese sanitarie in contanti nel 730 precompilato 2026: quali si possono detrarre.Gli esiti possibili del controllo preventivoAl termine del controllo preventivo, l’Agenzia delle Entrate può pervenire a quattro esiti diversi:1. Rimborso confermato ed erogato integralmenteLa documentazione prodotta dal contribuente è stata ritenuta sufficiente e idonea. L’Agenzia sblocca il rimborso, che viene erogato dall’INPS (per i pensionati) oppure direttamente dall’Agenzia tramite bonifico o vaglia postale. In questo caso, vengono corrisposti anche gli interessi maturati durante il periodo di sospensione.2. Rimborso ridottoL’Agenzia ha riconosciuto solo in parte le detrazioni dichiarate. Vengono espunte le voci per le quali la documentazione era insufficiente o carente, e il rimborso viene erogato per la parte riconosciuta. Il contribuente riceve una comunicazione di irregolarità (ex avviso bonario) con l’indicazione delle voci disconosciute e la possibilità di presentare osservazioni entro 60 giorni.3. Rimborso negato e importo a debitoIn questo caso l’Agenzia ha ritenuto che il rimborso non fosse dovuto (o che ci fosse un debito residuo). Il contribuente riceve l’avviso bonario con la richiesta di versamento della differenza. Se non paga entro i termini previsti, la somma viene iscritta a ruolo e affidata ad Agenzia delle Entrate Riscossione per la riscossione.4. Silenzio-assenso e rimborso automaticoSe l’Agenzia non conclude il controllo preventivo entro i termini di legge previsti, il rimborso deve essere erogato automaticamente. In pratica, l’inutile decorso del tempo costituisce un riconoscimento implicito del rimborso. Questo scenario è però raro: l’Agenzia generalmente rispetta i propri termini interni.Come evitare il blocco preventivo: consigli praticiLa prevenzione è sempre più efficace della gestione del problema a posteriori. Ecco alcune indicazioni pratiche per ridurre il rischio di subire un controllo preventivo o per gestirlo al meglio qualora si verifichi:Conservate tutta la documentazione delle spese detraibili per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione. Scontrini, ricevute, fatture e bonifici parlanti devono essere organizzati e facilmente recuperabili.Inserite il codice fiscale negli scontrini delle farmacie: dal 2020 questa operazione è obbligatoria per la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, ma controllate sempre che i dati trasmessi siano corretti nella precompilata.Verificate la corrispondenza tra CU e dati del 730: i redditi e le ritenute indicati nella CU devono coincidere con quelli inseriti nella dichiarazione. Discrepanze anche minime possono attivare controlli.Rivolgetevi a un CAF per la compilazione: i Centri di Assistenza Fiscale sono abilitati a prestare assistenza fiscale e hanno la responsabilità solidale per la correttezza dei dati inseriti, il che riduce il rischio di errori involontari.Dichiarate solo le detrazioni effettivamente spettanti e supportate da documenti validi. Tentare di massimizzare il rimborso con detrazioni dubbie aumenta esponenzialmente il rischio di controllo.Per le dichiarazioni più complesse (redditi da immobili esteri, plusvalenze finanziarie, attivita’ all’estero), può essere più opportuno presentare il Modello Redditi PF invece del 730, considerando che offre maggiore flessibilità nella gestione dei controlli. Segnaliamo a questo proposito il nostro articolo sull’errore dell’Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026 riguardo al Quadro RT.Casi pratici: esempi reali di controllo preventivoPer rendere piu’ concreto il quadro normativo, ecco alcuni esempi tipici tratti dalla pratica dei CAF:Caso 1: Detrazioni mediche per figlio disabileMaria ha un figlio con disabilita’ grave certificata (Legge 104 art. 3 comma 3). Ha dichiarato circa 9.000 euro di spese mediche nel 730, ottenendo un rimborso di 5.200 euro. A settembre ha ricevuto la comunicazione di controllo preventivo. L’Agenzia chiedeva i giustificativi di tutte le spese mediche. Maria ha inviato tramite CIVIS le ricevute fiscali, le fatture delle visite specialistiche e la copia del verbale di invalidita’. Il controllo si e’ concluso positivamente dopo 3 mesi: rimborso confermato integralmente, piu’ 85 euro di interessi.Caso 2: Bonus ristrutturazione con documentazione incompletaGiorgio ha detratto 6.500 euro (50% di 13.000 euro di lavori di ristrutturazione sul bagno). Il controllo preventivo ha evidenziato che mancava il bonifico parlante con i codici fiscali del beneficiario e dell’impresa. Giorgio ha dovuto presentare i bonifici originali, la fattura dell’impresa e la comunicazione all’ENEA (richiesta per alcuni interventi). Poiche’ non aveva conservato tutti i documenti, una parte delle spese (circa 2.000 euro) non e’ stata riconosciuta: rimborso ridotto di 1.000 euro rispetto a quanto atteso.Caso 3: Familiari a carico non corrispondentiLuisa ha dichiarato come familiare a carico la madre con un reddito di 2.800 euro l’anno. L’Agenzia ha avviato un controllo perche’ i dati dell’Anagrafe Tributaria indicavano che la madre aveva percepito nel 2025 anche una pensione estera (non comunicata a Luisa), portando il reddito complessivo a circa 4.100 euro – sopra la soglia dei 2.840,51 euro (per il 2025) che permette di considerare un familiare a carico. Il rimborso e’ stato ridotto proporzionalmente e Luisa ha ricevuto un avviso bonario per la differenza di imposta.Questi esempi mostrano l’importanza di verificare sempre i requisiti delle detrazioni prima di dichiararle e di conservare tutta la documentazione di supporto.Impugnare il disconoscimento delle detrazioni: i rimediSe all’esito del controllo preventivo l’Agenzia ha disconosciuto delle detrazioni e il contribuente ritiene di aver agito correttamente, ha diverse strade percorribili:Osservazioni all’avviso bonario: entro 30 giorni dalla ricezione dell’avviso, il contribuente (o il suo rappresentante) puo’ presentare osservazioni scritte all’ufficio, allegando ulteriori documenti o motivazioni. L’Agenzia e’ tenuta a valutarle prima di iscrivere il debito a ruolo.Autotutela: se si ritiene che l’Agenzia abbia commesso un errore di valutazione, si puo’ presentare istanza di autotutela chiedendo la correzione d’ufficio dell’atto.Ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria: se l’avviso bonario si trasforma in cartella esattoriale o avviso di accertamento, il contribuente puo’ proporre ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado entro 60 giorni dalla notifica. E’ consigliabile farsi assistere da un professionista abilitato (avvocato tributarista, commercialista, consulente del lavoro).Mediazione tributaria: per controversie di valore inferiore a 50.000 euro, prima del ricorso e’ obbligatorio presentare istanza di mediazione/reclamo (D.Lgs. 156/2015).Per le questioni piu’ tecniche relative ai redditi di capitale e alla compilazione del modello redditi, consultate il nostro approfondimento sul Quadro RR 2026 e i contributi INPS nel Modello Redditi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ) Il controllo preventivo e’ uguale per tutti?No. L’Agenzia delle Entrate applica criteri selettivi basati su analisi del rischio. Non tutti i 730 con rimborsi elevati vengono sottoposti a controllo: vengono selezionati quelli che presentano anomalie o profili di rischio specifici. Il semplice fatto di avere un rimborso elevato non implica automaticamente il controllo.Posso farmi assistere dal CAF durante il controllo preventivo?Assolutamente si’. Se avete presentato il 730 tramite un CAF, potete delegare il CAF stesso a gestire la risposta all’Agenzia delle Entrate. Il CAF ha accesso ai sistemi telematici e puo’ inviare la documentazione tramite i canali abilitati. In piu’, il CAF ha assunto responsabilita’ solidale per la correttezza dei dati inseriti nella dichiarazione: questo puo’ essere utile in caso di contestazioni.Cosa succede se non rispondo alla comunicazione dell’Agenzia?Se non rispondete entro il termine indicato nella comunicazione (di solito 30 giorni), l’Agenzia procedera’ a disconoscere le detrazioni oggetto di verifica. Il rimborso eventualmente gia’ calcolato potrebbe essere ridotto o azzerato. Potrebbe poi seguire un avviso bonario con richiesta di pagamento delle maggiori imposte, e in caso di mancato pagamento, l’iscrizione a ruolo. Non rispondere e’ sempre la scelta peggiore.Il rimborso bloccato genera interessi a favore del contribuente?Si’. Se il rimborso e’ dovuto ma viene erogato in ritardo rispetto ai termini di legge, il contribuente ha diritto agli interessi di mora. Gli interessi sono calcolati al tasso stabilito annualmente dal MEF con decreto ministeriale. Vengono calcolati automaticamente dall’Agenzia e aggiunti al rimborso al momento dell’erogazione. Non e’ necessario richiederli separatamente.Quanto dura il controllo preventivo?La norma non prevede un termine perentorio specifico per il solo controllo preventivo sui rimborsi elevati, ma il controllo documentale ex art. 36-ter DPR 600/1973 deve concludersi entro 2 anni dalla presentazione. Nella pratica, i controlli preventivi sui rimborsi si risolvono generalmente entro 3-6 mesi dalla presentazione della documentazione.Posso richiedere un rimborso tramite Modello Redditi PF per evitare i controlli preventivi del 730?In linea teorica si’, ma non e’ una soluzione che consigliamo. Il Modello Redditi PF prevede rimborsi diretti dall’Agenzia delle Entrate con tempistiche spesso piu’ lunghe (12-18 mesi). Inoltre, anche il Modello Redditi puo’ essere soggetto a controlli documentali. La soluzione migliore resta la compilazione corretta e documentata del 730.Conclusione: come tutelarsi efficacementeI controlli preventivi sul Modello 730 sono una realta’ con cui molti contribuenti devono confrontarsi, ma non devono essere fonte di panico. Rappresentano una procedura di verifica documentale che, se gestita correttamente, si risolve positivamente nella grande maggioranza dei casi.Le chiavi per uscirne indenni sono tre: documentazione completa e conservata, risposta tempestiva all’Agenzia delle Entrate, e assistenza professionale quando la situazione e’ complessa. Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a disposizione per assistervi in tutte le fasi: dalla compilazione del 730 alla gestione di eventuali controlli preventivi, fino alla difesa dei vostri diritti in caso di contestazioni.Per prenotare un appuntamento o per ricevere ulteriori informazioni, contattateci al 0432 1638640 oppure scriveteci su WhatsApp al 366 6018121. Siamo a Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.Maggio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-29 09:22:402026-05-31 17:40:36Controlli preventivi sul Modello 730 e rimborso bloccato: cosa succede