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Errore Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026: Attenzione al Quadro RT e Minusvalenze

Dichiarazione dei redditi 730

L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026 ha acceso i riflettori su una sezione della dichiarazione dei redditi che riguarda milioni di contribuenti italiani: il Quadro RT, dedicato alle plusvalenze e minusvalenze derivanti da operazioni su titoli, strumenti finanziari e partecipazioni. Un errore tecnico ha generato dati precompilati scorretti o precompilazioni mancanti per chi aveva minusvalenze pregresse da riportare, creando confusione tra contribuenti e professionisti del settore. In questa guida ti spieghiamo che cosa è successo, chi è coinvolto, quali sono le conseguenze fiscali e soprattutto come tutelarsi per non pagare imposte che non sono dovute.

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Indice dei contenuti

Che cos’è il Quadro RT del Modello Redditi PF

Il Quadro RT è la sezione della dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF) dedicata alle plusvalenze e minusvalenze derivanti da operazioni finanziarie. Per capire di cosa si tratta, facciamo un passo indietro con un esempio pratico.

Supponiamo che Mario abbia acquistato azioni di una società quotata in Borsa per 10.000 euro e le abbia rivendute a 7.000 euro. Ha realizzato una minusvalenza di 3.000 euro, cioè una perdita di natura finanziaria. Questa perdita non va sprecata: la normativa fiscale italiana consente di compensarla con le plusvalenze future (cioè con eventuali guadagni realizzati nei 4 anni successivi). Solo sulla differenza positiva rimanente si pagherà l’imposta sostitutiva del 26%.

Il Quadro RT del Modello Redditi PF serve proprio a questo: registrare le plusvalenze e le minusvalenze dell’anno, calcolare l’imposta sostitutiva dovuta e riportare le minusvalenze non compensate agli anni successivi. Si tratta di una sezione fondamentale per chi investe in:

  • Azioni e obbligazioni negoziate in mercati regolamentati e non
  • ETF e fondi comuni di investimento
  • Contratti derivati (futures, options, certificati)
  • Partecipazioni non qualificate in società
  • Valute estere e metalli preziosi in regime dichiarativo

Chi utilizza il regime dichiarativo (invece del regime amministrato, dove è l’intermediario a fare tutto) deve compilare il Quadro RT autonomamente nella propria dichiarazione dei redditi PF 2026. Ed è proprio qui che è emerso un problema grave nel 2026.

L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel 2026: cosa è successo

Nel mese di maggio 2026, dopo il rilascio del Modello Redditi PF precompilato (disponibile dal 30 aprile 2026, data anticipata rispetto al passato per effetto della riforma fiscale), sono emerse segnalazioni diffuse da parte di commercialisti, CAF e contribuenti: il Quadro RT appariva compilato in modo errato o, in alcuni casi, le minusvalenze pregresse riportabili non risultavano valorizzate nella precompilata.

L’Agenzia delle Entrate ha utilizzato i dati comunicati dagli intermediari finanziari (banche, SIM, broker) tramite le certificazioni degli intermediari (CU finanziaria) per precompilare il Quadro RT. Tuttavia, in alcuni casi i dati trasmessi dagli intermediari presentavano incongruenze, oppure il sistema di precompilazione ha gestito in modo non corretto il riporto delle minusvalenze residue dagli anni precedenti (2022-2025).

In particolare, i problemi segnalati riguardano principalmente due situazioni distinte:

  • Minusvalenze pregresse non riportate: il precompilato non ha trascinato le perdite finanziarie residue degli anni precedenti (riportabili per 4 anni), generando un calcolo dell’imposta sostitutiva potenzialmente maggiore di quella dovuta.
  • Dati errati sulle operazioni 2025: in alcuni casi i valori di acquisto (costo fiscale) risultavano diversi da quelli effettivi, alterando il calcolo delle plusvalenze e minusvalenze dell’anno d’imposta 2025.

L’errore nel Modello Redditi 2026 non è unico nel suo genere: già negli anni passati si sono verificate anomalie nei dati precompilati, ma il caso del Quadro RT è particolarmente delicato perché riguarda importi potenzialmente significativi e perché il contribuente che accetta la dichiarazione precompilata senza verificarla rischia di pagare imposte sostitutive non dovute.

Chi è coinvolto dall’errore sul Quadro RT

Non tutti i contribuenti sono interessati dall’errore nel Modello Redditi 2026. Il problema riguarda in modo specifico chi:

  • Ha realizzato minusvalenze negli anni 2022, 2023, 2024 o 2025 e non le ha ancora completamente compensate con plusvalenze successive
  • Ha un deposito titoli in regime dichiarativo (e non nel più comune regime amministrato, dove è la banca a calcolare e versare l’imposta)
  • Ha effettuato operazioni su strumenti finanziari complessi (ETF, certificates, derivati) dove il costo fiscale può essere difficile da determinare
  • Ha avuto operazioni di switch o rimborso di fondi con risultati negativi
  • Ha ricevuto certificazioni da più intermediari che devono essere aggregate nella dichiarazione

Se rientri in una di queste categorie, è fondamentale non accettare passivamente il precompilato ma verificarne i dati con attenzione. Chiunque abbia in portafoglio titoli e utilizzi il regime dichiarativo dovrebbe controllare il proprio Quadro RT prima di inviare la dichiarazione dei redditi PF 2026. Affidati al CAF Centro Fiscale per una verifica accurata: i nostri esperti ti guidano in ogni passaggio.

Come funziona la compensazione minusvalenze-plusvalenze

Per capire perché l’errore nel Quadro RT sia così grave, è necessario spiegare come funziona la compensazione tra minusvalenze e plusvalenze in ambito fiscale italiano.

Quando vendi un titolo in perdita, generi una minusvalenza. Questa perdita può essere utilizzata per ridurre le plusvalenze (guadagni) realizzate nello stesso anno oppure nei 4 anni fiscali successivi. In pratica, il fisco ti permette di “portare avanti” le perdite per non pagarle invano.

Esempio pratico: Lucia ha realizzato nel 2022 una minusvalenza di 5.000 euro su azioni. Nel 2023 ha avuto una plusvalenza di 2.000 euro, che ha compensato parzialmente. Restano 3.000 euro di minusvalenze da riportare. Nel 2025 (anno d’imposta del Modello Redditi 2026) realizza una plusvalenza di 4.000 euro. Senza compensazione, pagherebbe il 26% su 4.000 euro = 1.040 euro. Con la compensazione corretta, paga il 26% solo su 1.000 euro (4.000 – 3.000) = 260 euro. La differenza è di 780 euro. Se il precompilato non tiene conto delle minusvalenze residue, Lucia pagherebbe 780 euro in più del dovuto.

Il meccanismo di compensazione si applica a plusvalenze e minusvalenze di natura omogenea: le perdite su azioni possono compensare guadagni su azioni, obbligazioni, ETF e certificati; le perdite su derivati compensano guadagni su derivati. Esistono limitazioni specifiche per gli OICR (fondi comuni e SICAV): le minusvalenze su OICR non possono compensare le plusvalenze su OICR, ma possono compensare plusvalenze su azioni e altri strumenti finanziari. Questa distinzione tecnica è una delle aree dove gli errori si verificano più frequentemente.

Nel Quadro RT del Modello Redditi PF troviamo le seguenti sezioni principali:

  • RT1-RT2: plusvalenze da partecipazioni qualificate (aliquota IRPEF progressiva sul 49,72% dell’importo)
  • RT2: plusvalenze da partecipazioni non qualificate (imposta sostitutiva 26%)
  • RT21-RT30: minusvalenze e differenziali negativi con riporto agli anni successivi
  • RT34: compensazione con minusvalenze degli anni precedenti

Conseguenze fiscali dell’errore: il rischio di pagare di più

Le conseguenze fiscali dell’errore nel Modello Redditi 2026 sul Quadro RT possono essere significative. Analizziamo le due casistiche principali.

Caso 1 — Minusvalenze pregresse non riportate. Se il precompilato non include le minusvalenze residue degli anni precedenti, il contribuente che lo accetta senza modifiche pagherà l’imposta sostitutiva del 26% sull’intera plusvalenza 2025, anziché sulla parte netta. Questo si traduce in un versamento in eccesso, recuperabile solo tramite dichiarazione integrativa a favore (presentabile entro il termine ordinario di presentazione della dichiarazione successiva) o istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate.

Caso 2 — Costo fiscale errato. Se il precompilato riporta un costo fiscale inferiore a quello reale, la plusvalenza (e quindi l’imposta) risulta gonfiata. Anche in questo caso il contribuente pagherebbe più del dovuto. Il recupero avviene nelle stesse modalità del caso 1.

È importante sottolineare che il contribuente che accetta il precompilato senza modifiche e lo invia beneficia di una protezione speciale: l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli documentali sulle spese indicate dalla stessa Agenzia nel precompilato. Tuttavia, questa protezione non vale se i dati errati derivano da informazioni sbagliate fornite dall’intermediario finanziario, o se il contribuente aveva minusvalenze residue da anni precedenti che il sistema non ha incluso automaticamente.

Un ulteriore rischio riguarda chi ha effettuato operazioni in regime dichiarativo con più broker o banche: i dati devono essere aggregati manualmente, e l’eventuale errore del precompilato su uno degli intermediari può passare inosservato se non si incrociano tutti i dati. Per avere la certezza di un Quadro RT corretto, il consiglio del CAF Centro Fiscale è di verificare ogni singola operazione con la documentazione originale (contratti di acquisto, estratti conto, CU finanziaria dell’intermediario).

Come verificare il Quadro RT nel precompilato

Verificare il Quadro RT nel Modello Redditi precompilato 2026 richiede un confronto tra i dati della dichiarazione e la documentazione in tuo possesso. Ecco i passaggi fondamentali.

1. Accedi al precompilato. Dal 30 aprile 2026 è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate il Modello Redditi PF precompilato. A differenza del 730, il Modello Redditi è riservato a chi ha redditi più complessi (redditi di impresa, partecipazioni, redditi esteri, plusvalenze finanziarie significative). Il CAF Centro Fiscale può accedere al precompilato per tuo conto in modo sicuro e verificarne l’accuratezza.

2. Controlla le minusvalenze pregresse residue. Recupera le dichiarazioni degli anni precedenti (2022-2025) e individua le minusvalenze non ancora compensate riportate nel Quadro RT di ciascun anno. Queste devono comparire nel Quadro RT 2026 nella sezione dedicata al riporto (rigo RT34 o equivalente). Se non compaiono, il precompilato è errato e va corretto.

3. Verifica i dati dell’anno d’imposta 2025. Confronta le operazioni indicate nel precompilato con:

  • La Certificazione Unica finanziaria rilasciata dalla banca/broker (da ricevere entro il 31 marzo 2026)
  • I rendiconti annuali del deposito titoli al 31 dicembre 2025
  • I contratti di acquisto per verificare il costo fiscale originale
  • Le comunicazioni di corporate action (frazionamenti, raggruppamenti, fusioni) che possono modificare il costo fiscale

4. Attenzione ai valori negativi. Una minusvalenza da compensare non riduce l’imposta da pagare se non viene inserita correttamente. Verifica che ogni perdita sia stata registrata e che il totale delle minusvalenze riportabili corrisponda a quanto presente nelle dichiarazioni degli anni precedenti.

Come correggere l’errore nella dichiarazione

Se hai riscontrato un errore nel Quadro RT del Modello Redditi 2026, non devi preoccuparti: la normativa fiscale prevede strumenti precisi per correggere la situazione. Ecco le opzioni disponibili.

Opzione 1 — Modifica prima dell’invio. Se hai già accesso al precompilato ma non hai ancora inviato la dichiarazione, puoi modificarlo liberamente. Basta correggere i dati errati nel Quadro RT (aggiungendo le minusvalenze mancanti o rettificando i costi fiscali) prima di procedere all’invio. In questo caso, tieni presente che modificando il precompilato perdi parzialmente la protezione dai controlli documentali per la sezione modificata. La scadenza per il Modello Redditi PF 2026 è il 30 novembre 2026.

Opzione 2 — Dichiarazione integrativa a favore. Se hai già inviato la dichiarazione con il Quadro RT errato e ti accorgi dell’errore successivamente, puoi presentare una dichiarazione integrativa a favore (ai sensi dell’art. 2 comma 8-bis del DPR 322/1998). Questa va presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo (quindi entro il 30 novembre 2027 per correggere il Modello Redditi 2026). Il rimborso dell’eventuale imposta sostitutiva versata in eccesso avviene tramite il credito d’imposta da indicare nella dichiarazione successiva.

Opzione 3 — Istanza di rimborso. In alternativa alla dichiarazione integrativa, puoi presentare un’istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate ai sensi dell’art. 38 del DPR 602/1973, entro 48 mesi dal versamento indebito. Questa procedura è più lenta rispetto alla dichiarazione integrativa, ma è l’unica percorribile se i termini per l’integrativa sono decorsi.

In tutti i casi, il CAF Centro Fiscale ti consiglia di non procedere da solo se non hai familiarità con il Quadro RT e le sue complessità tecniche. La compilazione errata di una dichiarazione integrativa può generare nuovi errori o persino accertamenti. I nostri operatori sono specializzati nella gestione di queste situazioni e si occupano di tutto, dalla raccolta della documentazione all’invio della dichiarazione corretta.

Tabella riepilogativa: Quadro RT e compensazione 2026

ElementoDettaglio
Sezione dichiarazioneQuadro RT — Modello Redditi PF
Aliquota imposta sostitutiva26% sulle plusvalenze nette da partecipazioni non qualificate
Riporto minusvalenzeFino a 4 anni fiscali successivi a quello di realizzo
Scadenza Modello Redditi PF 202630 novembre 2026
Precompilato disponibile dal30 aprile 2026
Correttivo entro30 novembre 2026 (stesso termine dell’ordinaria)
Integrativa a favore entro30 novembre 2027 (termine dichiarazione anno successivo)
Istanza rimborso art. 38Entro 48 mesi dal versamento
Norma di riferimento compensazioneArt. 68 c. 3 e 4 TUIR (DPR 917/1986)

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📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti (FAQ)

Devo preoccuparmi se uso il regime amministrato della banca?

No. Il problema dell’errore nel Modello Redditi 2026 riguarda principalmente chi utilizza il regime dichiarativo, dove è il contribuente (tramite la dichiarazione dei redditi) a calcolare e versare l’imposta sulle plusvalenze. Se invece utilizzi il regime amministrato (il più diffuso tra i privati), è la banca o il broker ad applicare automaticamente l’imposta sostitutiva del 26% su ogni operazione e a gestire la compensazione delle minusvalenze. In questo caso non devi compilare il Quadro RT e non sei coinvolto dall’errore.

Come faccio a sapere se ho minusvalenze pregresse da recuperare?

Le minusvalenze da compensare degli anni precedenti sono indicate nel Quadro RT delle dichiarazioni dei redditi degli anni 2022, 2023, 2024 e 2025 (rigo RT31 o equivalente). Se non le ricordi con certezza, il CAF Centro Fiscale può recuperare le tue dichiarazioni precedenti e verificare quali minusvalenze residue hai ancora disponibili. Conserva sempre una copia delle tue dichiarazioni dei redditi: sono documenti fondamentali per la gestione fiscale del portafoglio.

Se ho già pagato in eccesso, posso recuperare l’importo?

Sì. Chi ha versato un’imposta sostitutiva superiore a quella dovuta a causa dell’errore nel Quadro RT può recuperarla presentando una dichiarazione integrativa a favore entro il 30 novembre 2027, oppure un’istanza di rimborso entro 48 mesi dal versamento. In entrambi i casi, il CAF Centro Fiscale ti assiste in tutto l’iter: dalla verifica del diritto al rimborso alla presentazione dei documenti necessari.

L’errore nel precompilato mi tutela da eventuali sanzioni?

In linea di massima, se l’errore deriva da dati trasmessi in modo scorretto dall’intermediario finanziario, la responsabilità ricade sull’intermediario stesso e non sul contribuente. Tuttavia, il contribuente che accetta la dichiarazione precompilata senza verificarla si assume la responsabilità dei dati in essa contenuti. È quindi sempre consigliabile verificare il Quadro RT prima dell’invio, anche quando si utilizza il precompilato.

Il Quadro RT riguarda anche le criptovalute?

No, le criptovalute e cripto-attività non vanno dichiarate nel Quadro RT ma nel Quadro W del Modello Redditi PF (che ha sostituito il vecchio Quadro RW per le cripto dal 2023). Le plusvalenze da cripto-attività realizzate dal 2026 sono tassate con aliquota del 33% (aumentata rispetto al 26% precedente per effetto della Legge di Bilancio 2025). Per approfondire, consulta il nostro articolo sulle criptovalute nel Modello 730/2026.

Hai bisogno di verificare il tuo Quadro RT? Contattaci

L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026 sul Quadro RT è un problema concreto che può costare centinaia o anche migliaia di euro di imposte pagate in eccesso. La soluzione è verificare attentamente la propria dichiarazione prima di inviarla, confrontando i dati del precompilato con la documentazione originale.

Se hai effettuato operazioni finanziarie negli ultimi anni e hai dubbi sul tuo Quadro RT minusvalenze 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia, per verificare il tuo Modello Redditi PF 2026, correggere eventuali errori e tutelarti da versamenti in eccesso.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il nostro team di esperti si occupa di tutto, dalla raccolta dei documenti all’invio della dichiarazione corretta, sia in presenza a Udine che comodamente da casa tua tramite il servizio online.

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