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Tag Archivio per: dichiarazione redditi

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili

Dichiarazione dei redditi 730

Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili

Il Modello 730 2026 riguarda i redditi percepiti nel corso del 2025 e porta con sé alcune novità importanti rispetto agli anni precedenti. Tra le principali: il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (non più dal 15 aprile come in passato), e il tetto massimo complessivo per la maggior parte delle detrazioni al 19% è stato fissato in 75.000 euro di reddito complessivo, con alcune spese escluse da questo limite. Capire quali spese si possono portare in detrazione e quali si possono dedurre dal reddito è fondamentale per pagare il giusto e non lasciare soldi sul tavolo.

In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: le scadenze 2026, le principali novità normative, l’elenco delle spese detraibili e deducibili più comuni, con gli importi aggiornati e le condizioni per beneficiarne.

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Indice dei contenuti

  1. Le novità del Modello 730 2026
  2. Scadenze del Modello 730 2026
  3. Spese detraibili al 19%: l’elenco completo
  4. Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni
  5. Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026
  6. Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico
  7. Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili
  8. Documenti da portare al CAF per il 730
  9. Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo
  10. Domande frequenti sul Modello 730 2026

Le novità del Modello 730 2026

Il 730/2026 introduce alcune modifiche rispetto agli anni precedenti, sia nelle scadenze sia nelle regole sulle detrazioni. Ecco le principali novità che devi conoscere.

Precompilato disponibile dal 30 aprile (non più dal 15 aprile)

Dal 2026, il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate è consultabile dal 30 aprile, non più dal 15 aprile come avveniva in passato. Questa modifica è stata introdotta per consentire all’Agenzia di raccogliere più dati dai sostituti d’imposta e dai sistemi di trasmissione delle spese (Sistema Tessera Sanitaria, catasto, ecc.) prima di popolare la dichiarazione.

Scaglioni IRPEF: tre aliquote dal 2024 in poi

Una novità già operativa dal 2024 e confermata per il 2026 riguarda la struttura dell’IRPEF. Prima del 2024 esistevano quattro scaglioni; ora ne esistono tre (riforma introdotta dal D.Lgs. 216/2023):

Scaglione di redditoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

La fascia intermedia (25% tra 15.001 e 28.000 euro) è stata eliminata, unificata nella prima aliquota al 23%. Questo ha portato a un risparmio fiscale per chi ha redditi medio-bassi.

Nuovo tetto di 75.000 euro per le detrazioni al 19%

Dal 2025 (anno d’imposta dichiarato nel 730/2026) è in vigore una nuova regola: la maggior parte delle detrazioni al 19% sono soggette a un limite decrescente al crescere del reddito. Nello specifico:

  • Chi ha un reddito complessivo fino a 75.000 euro può detrarre al 19% in base alle regole ordinarie (salvo il limite individuale per spesa)
  • Chi supera i 75.000 euro vede ridursi progressivamente le detrazioni disponibili
  • Alcune spese sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita/infortuni, spese per persone con disabilità. Per questi ultimi il limite non si applica. Puoi leggere l’analisi completa nella nostra guida detrazioni 2026 e limite 75.000 euro.

Scadenze del Modello 730 2026

Ecco le scadenze principali da segnare in agenda per il Modello 730/2026:

AdempimentoScadenza
Disponibilità 730 precompilato30 aprile 2026
Invio definitivo Modello 73030 settembre 2026
Invio Modello Redditi PF (autonomi)30 novembre 2026
730 integrativo (correzione errori)25 ottobre 2026

Chi può presentare il 730? I lavoratori dipendenti, i pensionati, e chi percepisce redditi assimilati (es. collaboratori coordinati e continuativi). Chi ha partita IVA con redditi d’impresa o lavoro autonomo deve invece presentare il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026.

Se hai già presentato il 730 e hai ricevuto il rimborso sul cedolino, puoi verificare i dettagli nella nostra guida: rimborso 730 2026: quando viene accreditato e come controllarlo. Per i pensionati invece, puoi trovare informazioni specifiche nell’articolo sul rimborso 730 luglio 2026.

Spese detraibili al 19%: l’elenco completo

Le detrazioni fiscali al 19% riducono direttamente l’imposta dovuta (non il reddito imponibile). Significa che se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, risparmi 190 euro di tasse. Ecco le principali categorie.

Spese sanitarie

Le spese mediche sono detraibili al 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Non c’è un limite massimo di spesa e sono escluse dal tetto dei 75.000 euro.

Rientrano in questa categoria:

  • Visite mediche specialistiche (cardiologo, ortopedico, oculista, ecc.)
  • Esami diagnostici (analisi del sangue, ecografie, TAC, risonanze)
  • Ricoveri e interventi chirurgici
  • Acquisto di farmaci con scontrino farmaceutico intestato
  • Protesi ortopediche, dentarie, acustiche
  • Occhiali da vista e lenti a contatto (con scontrino o fattura)
  • Fisioterapia e terapie riabilitative
  • Spese per disabilità (ausili, carrozzine, montascale) — senza franchigia

Attenzione al pagamento tracciabile: le spese sanitarie devono essere pagate con metodi tracciabili (carta di credito, bancomat, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket sanitari, che si possono pagare anche in contanti.

Interessi passivi su mutuo per la prima casa

Gli interessi passivi pagati sul mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa sono detraibili al 19%, con un limite massimo di 4.000 euro per i mutui d’acquisto e di 2.582,28 euro per i mutui di ristrutturazione. Attenzione: per i mutui stipulati prima del 2025, questa detrazione non rientra nel tetto dei 75.000 euro.

Spese per istruzione

Sono detraibili al 19% le spese per:

  • Università pubblica: rette e tasse universitarie integralmente
  • Università privata: fino all’importo delle tasse di una pubblica analoga
  • Asilo nido: fino a 632 euro per figlio
  • Scuola dell’infanzia, primaria e secondaria: fino a 800 euro per figlio
  • Mensa scolastica e spese di trasporto scolastico
  • Conservatori e accademie: spese per l’iscrizione dei figli

Premi assicurativi

I premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni sono detraibili al 19% fino a 530 euro. Sale a 750 euro se il contratto copre il rischio di non autosufficienza. Per le polizze contro gli eventi calamitosi su immobili, il limite è di 1.291,14 euro. Se vuoi approfondire il confronto tra fondi pensione e assicurazioni vita, leggi la nostra guida: fondo pensione o assicurazione vita: quale conviene.

Spese veterinarie

Le spese per le cure degli animali domestici sono detraibili al 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di 550 euro. Anche queste devono essere pagate con metodi tracciabili.

Spese funebri

Le spese per servizi funebri sono detraibili al 19% fino a 1.550 euro per ogni decesso di un familiare a carico.

Erogazioni liberali (donazioni)

Le donazioni a ONLUS, APS e organizzazioni del Terzo Settore sono detraibili al 30% (35% per le ASD) fino a 30.000 euro. Le donazioni a partiti politici sono detraibili al 26% tra 30 e 100.000 euro.

Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni

Prima di elencare le spese deducibili, chiariamo la differenza fondamentale rispetto alle detrazioni:

  • Detrazione al 19%: riduce direttamente l’imposta da pagare (l’IRPEF). Se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, l’IRPEF scende di 190 euro.
  • Deduzione dal reddito: riduce il reddito imponibile su cui si calcola l’IRPEF. Se hai una deduzione di 1.000 euro e sei nello scaglione al 23%, paghi 230 euro di IRPEF in meno. Se sei nello scaglione al 35%, risparmi 350 euro.

Le deduzioni, quindi, valgono di più per chi ha redditi più alti (perché l’aliquota è più alta). Vediamo le principali.

Contributi previdenziali e assistenziali

I contributi INPS pagati nel 2025 sono integralmente deducibili dal reddito. Rientrano in questa categoria:

  • Contributi alla Gestione Separata INPS (per collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.)
  • Contributi artigiani e commercianti
  • Contributi volontari INPS per riscatto anni di studio, ricongiunzione, ecc.
  • Contributi a casse professionali (avvocati, ingegneri, medici, ecc.)
  • Contributi per colf e badanti: il datore può dedurre fino a 1.549,37 euro all’anno

Fondi pensione complementare

I versamenti a fondi pensione integrativi sono deducibili fino a 5.164,57 euro annui. È uno dei meccanismi di risparmio fiscale più potenti disponibili per i lavoratori dipendenti: oltre al risparmio IRPEF immediato, il capitale si accumula con vantaggi fiscali in fase di rendita.

Assegno di mantenimento al coniuge separato

L’assegno periodico corrisposto all’ex coniuge (non quello per i figli) in base a provvedimento dell’autorità giudiziaria è integralmente deducibile. Non si deduce l’assegno per i figli.

Spese mediche per persone con disabilità

Le spese sanitarie sostenute per persone con disabilità grave (legge 104/1992) sono deducibili integralmente dal reddito, senza franchigia e senza limite massimo. Questa categoria comprende anche le spese per assistenza personale.

Erogazioni liberali a enti religiosi

Le donazioni a istituzioni religiose riconosciute (come la CEI, le chiese valdesi, ecc.) sono deducibili fino a 1.032,91 euro per ciascuna istituzione.

Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026

Un familiare è considerato “a carico” quando ha un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli fino a 24 anni).

Detrazione per coniuge a carico

La detrazione per il coniuge fiscalmente a carico è pari a 950 euro (aggiornata rispetto al precedente valore di 800 euro) ed è decrescente al crescere del reddito. Si azzera per redditi molto elevati.

Detrazione per figli a carico (over 21 anni)

Per i figli di età superiore a 21 anni (non sostituiti dall’Assegno Unico Universale), la detrazione è di 950 euro per figlio. I figli fino a 21 anni rientrano invece nell’Assegno Unico Universale, prestazione mensile erogata direttamente dall’INPS.

Detrazione per altri familiari a carico

Per genitori, suoceri, fratelli, sorelle e altri familiari conviventi a carico, la detrazione è pari a 750 euro per ciascun familiare, decrescente con il reddito.

Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico

Questa categoria di detrazioni interessa moltissimi contribuenti che hanno effettuato lavori in casa nel 2025. Ecco le principali aliquote applicabili nel 730/2026:

Tipologia lavoriDetrazioneLimite spesa (per unità)Rate
Ristrutturazione edilizia (art. 16-bis TUIR)50%96.000 euro10 anni
Bonus mobili ed elettrodomestici (collegato a ristrutturazione)50%5.000 euro10 anni
Ecobonus (risparmio energetico standard)50% o 65%Variabile per intervento10 anni
Sismabonus (aree sismiche)50%-85%96.000 euro per unità5 anni

Nota importante: Il Superbonus al 110% e al 70% (per lavori avviati rispettivamente prima del 2023 e nel 2024) continua a comparire nel 730/2026 per i contribuenti che stanno ancora recuperando le quote annuali in detrazione. Chi ha ceduto il credito o optato per lo sconto in fattura non inserisce nulla in dichiarazione.

Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili

Per presentare il Modello 730 hai tre possibilità:

  1. Tramite il CAF (Centro di Assistenza Fiscale): è la modalità più semplice e sicura. Il CAF verifica la documentazione, compila la dichiarazione e la trasmette. In caso di errore del CAF, la responsabilità è del CAF stesso, non del contribuente.
  2. Tramite il datore di lavoro o ente pensionistico (sostituto d’imposta): se il datore di lavoro offre questo servizio, puoi presentare il 730 direttamente.
  3. In autonomia tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate: accedendo al sito con SPID, CIE o CNS, puoi modificare e inviare il 730 precompilato. Richiede però competenza specifica.

Perché scegliere il CAF? Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la correttezza dei dati, ti aiuta a non dimenticare nessuna spesa detraibile e risponde in caso di eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate. La responsabilità per eventuali errori nella dichiarazione presentata tramite CAF è del CAF stesso.

Documenti da portare al CAF per il 730

Quando prenoti un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine, porta con te:

  • Documento d’identità e codice fiscale (tuo e dei familiari a carico)
  • CU (Certificazione Unica) del datore di lavoro o ente pensionistico
  • Documentazione spese sanitarie: scontrini farmaceutici, fatture medici/strutture sanitarie (il Sistema Tessera Sanitaria ne precarica molte, ma verifica sempre)
  • Documentazione mutuo prima casa: certificato degli interessi passivi rilasciato dalla banca
  • Fatture ristrutturazione edilizia e bonifici parlanti
  • Scontrini/fatture spese scolastiche (rette asilo nido, università, ecc.)
  • Premi assicurativi: polizze vita/infortuni con indicazione del premio annuo
  • Estratti conto fondi pensione con versamenti effettuati nel 2025
  • 730 dell’anno precedente (utile per confronto e per verificare eventuali eccedenze)
  • Per chi ha carichi di famiglia non già presenti in anagrafe: autocertificazione

Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo

Se ti accorgi di aver commesso un errore nel 730 già inviato, puoi rimediare:

  • 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026: puoi presentare un 730 correttivo tramite CAF o sostituto d’imposta. Se il secondo 730 è a favore del contribuente (maggior rimborso o minor debito), viene elaborato entro novembre 2026.
  • Modello Redditi PF integrativo: se l’errore non è correggibile tramite 730 integrativo (ad esempio perché hai presentato autonomamente o per redditi non inseribili nel 730), puoi presentare il Modello Redditi PF integrativo entro il 30 novembre 2026.
  • Ravvedimento operoso: se hai omesso di presentare la dichiarazione entro il 30 settembre 2026, puoi presentarla in ritardo entro 90 giorni con una sanzione ridotta di 25 euro (1/10 di 250 euro). Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa e le sanzioni sono ben più severe (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta).

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Domande frequenti sul Modello 730 2026

Quando è disponibile il 730 precompilato 2026?

Dal 30 aprile 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS. Rispetto agli anni precedenti, la disponibilità è stata posticipata dal 15 aprile al 30 aprile.

Entro quando si deve presentare il Modello 730?

La scadenza è il 30 settembre 2026. Per i chi presenta autonomamente via portale AdE o tramite CAF.

Quali spese non rientrano nel limite dei 75.000 euro?

Sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita e infortuni, spese per persone con disabilità e spese di recupero del patrimonio edilizio (ristrutturazioni) già avviate prima del 2025.

Posso detrarre le spese pagate in contanti?

Per la maggior parte delle spese detraibili (sanitarie, veterinarie, scolastiche, ecc.) il pagamento deve essere tracciabile (carta, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket del Servizio Sanitario Nazionale, che si possono pagare in contanti.

Ho una colf o badante: cosa posso dedurre?

I contributi INPS versati per colf e badanti sono deducibili fino a 1.549,37 euro annui. Se hai sostenuto spese per l’assistenza a un anziano non autosufficiente, puoi detrarre anche le spese di assistenza fino a un massimo di 2.100 euro (al 19%), a condizione che l’assistito abbia un reddito non superiore a 40.000 euro. Per tutti i dettagli leggi la nostra guida specifica: detrazione spese assistenza anziani 2026.

Quando mi viene rimborsato l’importo a credito?

Se hai un rimborso, questo viene erogato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico con il cedolino di luglio (per i dipendenti) o agosto/settembre (per i pensionati). Per informazioni dettagliate sui tempi consulta il nostro articolo: rimborso 730 2026: quando arriva e come controllarlo.


Hai bisogno di aiuto con il tuo 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per compilare e trasmettere la tua dichiarazione dei redditi in modo corretto e senza stress. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine. Puoi contattarci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Prenota il tuo appuntamento: la nostra assistenza è personalizzata e professionale.

Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 04:31:352026-07-03 07:54:07Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Errore Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026: Attenzione al Quadro RT e Minusvalenze

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente ammesso un errore nelle istruzioni ufficiali del Modello Redditi 2026, in particolare per quanto riguarda il Quadro RT, dedicato alle plusvalenze e minusvalenze da investimenti finanziari (capital gain). Si tratta di un problema tecnico che coinvolge milioni di contribuenti che hanno effettuato operazioni su titoli, fondi, ETF e altri strumenti finanziari nel 2025, e che ora si trovano a dover compilare correttamente la dichiarazione dei redditi evitando di incorrere in errori fiscali che potrebbero costare caro. In questa guida completa analizziamo cosa è successo, quali contribuenti sono coinvolti, come compilare correttamente il Quadro RT e come tutelare le proprie minusvalenze pregreg.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’e’ il Quadro RT del Modello Redditi 2026
  2. Qual e’ l’Errore dell’Agenzia delle Entrate nelle Istruzioni 2026
  3. Chi e’ Coinvolto: I Contribuenti a Rischio
  4. Come Funziona la Compensazione Plusvalenze e Minusvalenze
  5. Come Compilare Correttamente il Quadro RT 2026: Guida ai Righi Chiave
  6. Criptovalute e Quadro RT 2026: Novita’ e Interazione
  7. Cosa Fare se Hai Gia’ Presentato il Modello Redditi 2026
  8. Regime Dichiarativo vs Regime Amministrato: Quale Scegliere
  9. Il Ruolo del CAF nella Corretta Compilazione del Quadro RT
  10. FAQ: Domande Frequenti su Quadro RT e Minusvalenze 2026

Cos’e’ il Quadro RT del Modello Redditi 2026

Il Quadro RT (“Plusvalenze di natura finanziaria”) e’ la sezione del Modello Redditi Persone Fisiche destinata alla dichiarazione dei redditi diversi di natura finanziaria, ovvero i guadagni e le perdite derivanti da:

  • Cessione di azioni, obbligazioni e titoli di Stato
  • Compravendita di ETF e fondi comuni di investimento
  • Operazioni su valute estere, criptovalute e derivati
  • Cessione di quote di partecipazione in societa’ (qualificate e non qualificate)
  • Operazioni su contratti a termine e opzioni

Il Quadro RT si divide in diverse sezioni: la Sezione I riguarda le plusvalenze soggette all’imposta sostitutiva del 26% (aliquota standard dal 2019); la Sezione II riguarda le plusvalenze da partecipazioni qualificate; la Sezione III riguarda le plusvalenze da partecipazioni non qualificate in societa’ residenti in Paesi a fiscalita’ privilegiata; la Sezione IV riguarda le plusvalenze da opzioni e altri strumenti finanziari.

Per i contribuenti che utilizzano il regime dichiarativo (cioe’ che non si affidano a un intermediario finanziario con regime amministrato), la compilazione del Quadro RT e’ obbligatoria per rendicontare ogni operazione realizzata nel corso dell’anno fiscale 2025.

Qual e’ l’Errore dell’Agenzia delle Entrate nelle Istruzioni 2026

Le istruzioni ufficiali del Modello Redditi PF 2026, nella versione inizialmente pubblicata dall’Agenzia delle Entrate, contenevano indicazioni imprecise o fuorvianti in merito alla sezione dedicata alle minusvalenze pregresse nel Quadro RT. In particolare, il problema riguardava le modalita’ di riporto delle minusvalenze non compensate negli anni precedenti (2021-2024) e la loro corretta indicazione nei righi RT93/RT94 del modello.

L’errore, segnalato da numerosi professionisti fiscali e associazioni di categoria, consisteva in una discrepanza tra le istruzioni cartacee e il software di compilazione: le istruzioni indicavano una modalita’ di calcolo delle minusvalenze da riportare che non corrispondeva a quella effettivamente implementata nel programma informatico “Redditi PF” messo a disposizione dall’Agenzia. Questo ha generato confusione tra i contribuenti e i CAF, portando in alcuni casi a dichiarazioni compilate in modo errato.

Il problema e’ stato formalmente riconosciuto con la pubblicazione di una versione aggiornata delle istruzioni e di un comunicato sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, che ha invitato i contribuenti a verificare le dichiarazioni gia’ presentate e, dove necessario, a procedere con la dichiarazione integrativa.

Attenzione: L’errore non riguarda solo la compilazione formale, ma puo’ avere impatti economici concreti: una corretta gestione delle minusvalenze puo’ comportare un significativo risparmio fiscale, dal momento che le perdite pregresse possono essere compensate con le plusvalenze degli anni successivi entro il limite di 4 anni.

Chi e’ Coinvolto: I Contribuenti a Rischio

Non tutti i contribuenti che compilano il Quadro RT sono coinvolti dall’errore nelle stesse misura. Ecco una panoramica dei profili piu’ esposti:

Profilo contribuenteLivello di rischioCosa verificare
Investitori con minusvalenze pregresse 2021-2024 non compensateALTORighi RT93/RT94: importi riportati correttamente
Contribuenti che hanno cambiato regime (da amministrato a dichiarativo o viceversa)ALTOCertificazione dei valori in ingresso al nuovo regime
Investitori con operazioni su ETF armonizzati e non armonizzatiMEDIODistinzione tra redditi da capitale e redditi diversi
Contribuenti con criptovalute 2025 (plus/minus sopra 2000 euro)MEDIONuovo quadro W integrato con RT
Investitori con solo plusvalenze compensate nell’annoBASSOVerifica aliquota applicata (26%)
Contribuenti con regime amministrato (dossier bancario)NULLONessuna compilazione RT necessaria

Come si evince dalla tabella, i soggetti piu’ esposti sono quelli che hanno accumulato minusvalenze negli anni precedenti e che ora cercano di recuperarle compensandole con le plusvalenze del 2025. Una compilazione errata del Quadro RT potrebbe portare a perdere definitivamente il diritto a questa compensazione, con conseguente maggiore imposta da versare.

Come Funziona la Compensazione Plusvalenze e Minusvalenze

Per comprendere l’impatto dell’errore nelle istruzioni, e’ fondamentale capire come funziona il meccanismo di compensazione delle perdite finanziarie nel sistema fiscale italiano.

La Regola dei 4 Anni

In base all’articolo 68, comma 5, del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), le minusvalenze finanziarie realizzate possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze realizzate nei 4 periodi d’imposta successivi. Questo significa che:

  • Minusvalenze 2021 → utilizzabili fino al 2025 (Modello Redditi 2026)
  • Minusvalenze 2022 → utilizzabili fino al 2026
  • Minusvalenze 2023 → utilizzabili fino al 2027
  • Minusvalenze 2024 → utilizzabili fino al 2028

Attenzione critica: Le minusvalenze 2021 non utilizzate nel Modello Redditi 2026 (anno di imposta 2025) scadono definitivamente. Non potranno essere recuperate in alcun modo nelle dichiarazioni successive. Questo rende la corretta compilazione del Quadro RT 2026 particolarmente urgente per chi ha subito perdite nel 2021.

Il Limite della Compensazione: Solo Redditi Diversi

Un aspetto fondamentale spesso frainteso e’ che le minusvalenze da capital gain possono compensare solo redditi diversi di natura finanziaria, NON i redditi da capitale. Questa distinzione e’ cruciale, ad esempio, per gli ETF:

  • ETF armonizzati (UCITS): i proventi da cessione sono redditi diversi (compensabili con minusvalenze); i proventi da distribuzione sono redditi da capitale (non compensabili)
  • Azioni e obbligazioni: plusvalenze da cessione = redditi diversi (compensabili)
  • Fondi comuni italiani: i proventi sono redditi da capitale (non compensabili con minusvalenze da capital gain)

Questo regime asimmetrico e’ al centro di un lungo dibattito politico-fiscale, e potrebbe essere oggetto di riforma nei prossimi anni, ma ad oggi rimane invariato.

Esempio Pratico di Compensazione

Mario ha realizzato nel 2025 una plusvalenza di 5.000 euro dalla vendita di azioni Enel. Negli anni precedenti aveva accumulato le seguenti minusvalenze non compensate:

  • 2021: minusvalenza di 2.000 euro (ultima chance per recuperarla!)
  • 2022: minusvalenza di 1.500 euro
  • 2023: minusvalenza di 800 euro

Compilando correttamente il Quadro RT, Mario potra’ compensare 4.300 euro di minusvalenze pregresse contro la plusvalenza 2025 di 5.000 euro, pagando l’imposta del 26% solo su 700 euro (= 182 euro) invece che sui 5.000 euro (= 1.300 euro). Risparmio fiscale: 1.118 euro.

Se a causa dell’errore nelle istruzioni Mario non riportasse correttamente le minusvalenze 2021 nel rigo RT93, perderebbe definitivamente 2.000 euro di minusvalenza, pagando un’imposta aggiuntiva di 520 euro (il 26% di 2.000 euro) non dovuta.

Come Compilare Correttamente il Quadro RT 2026: Guida ai Righi Chiave

Ecco una guida pratica ai righi piu’ rilevanti del Quadro RT nella versione corretta delle istruzioni 2026:

Sezione I: Plusvalenze e Minusvalenze Soggette ad Imposta Sostitutiva 26%

  • RT1: Corrispettivi (totale dei proventi da cessione di titoli nel 2025)
  • RT2: Costo o valore d’acquisto dei titoli ceduti (deducibile)
  • RT3: Plusvalenza/minusvalenza dell’anno (RT1 – RT2)
  • RT5: Minusvalenze degli anni precedenti da utilizzare in compensazione
  • RT6: Plusvalenza imponibile al netto delle minusvalenze (RT3 – RT5, se positivo)
  • RT7: Imposta sostitutiva dovuta (RT6 x 26%)

Righi RT93/RT94: Il Punto Critico dell’Errore

I righi RT93 e RT94 sono dedicati al riporto delle minusvalenze non compensate nell’anno corrente agli anni successivi. L’errore nelle istruzioni originali dell’AdE riguardava la corretta indicazione del periodo di maturazione delle minusvalenze nei campi di questi righi.

Nella versione corretta delle istruzioni:

  • Colonna 1 di RT93: anno di formazione della minusvalenza (es. 2022, 2023, 2024)
  • Colonna 2 di RT93: importo della minusvalenza residua da riportare
  • RT94: totale delle minusvalenze riportabili agli anni successivi

Nella versione errata delle istruzioni, i riferimenti alle colonne erano invertiti o descritti in modo ambiguo, portando alcuni contribuenti a indicare i valori nei campi sbagliati. Il software di compilazione, invece, seguiva correttamente la logica attesa, creando un disallineamento tra quanto scritto nelle istruzioni e quanto richiesto dal programma.

Tabella Riepilogativa dei Righi RT Principali

RigoDenominazioneCosa indicareNote
RT1CorrispettiviTotale vendite titoli 2025Lordo, prima della deduzione dei costi
RT2Costo di acquistoTotale costi di acquisto titoli cedutiInclude commissioni di acquisto/vendita
RT3Plus/minusvalenza annoRT1 – RT2Se negativo = minusvalenza 2025
RT5Minusvalenze pregresseMinusvalenze 2021-2024 da compensareMax uguale a RT3 se positivo
RT6Plus imponibileRT3 – RT5 (se positivo)Base imponibile per imposta 26%
RT7Imposta dovutaRT6 x 26%Versamento con F24 codice 1100
RT21Acc.to/SaldoAcconto/saldo impostaSaldo entro 30/06/2026 o 31/07/2026 (+0,40%)
RT93Minus riportabiliMinusvalenze 2025 non compensate per annoPUNTO CRITICO ERRORE AdE
RT94Totale minus riportabiliTotale RT93PUNTO CRITICO ERRORE AdE

Criptovalute e Quadro RT 2026: Novita’ e Interazione

Il Modello Redditi 2026 introduce importanti novita’ anche per le criptovalute, con riflessi diretti sul Quadro RT. A partire dall’anno di imposta 2025, le criptovalute sono inquadrate come attivita’ finanziarie ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c-sexies del TUIR (come modificato dalla Legge di Bilancio 2023 e successive disposizioni attuative dell’AdE).

Le plusvalenze da criptovalute sono imponibili al 33% (aliquota in vigore dal 1 gennaio 2026 ai sensi della Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024) solo se superano la soglia di 2.000 euro nel periodo d’imposta. Sotto tale soglia, non c’e’ obbligo dichiarativo nel Quadro RT. Sopra la soglia, le plus/minusvalenze da crypto si dichiarano nella Sezione I del Quadro RT, insieme alle altre plusvalenze finanziarie.

Un aspetto delicato riguarda la compensazione tra minusvalenze da criptovalute e plusvalenze da altri strumenti finanziari (e viceversa): secondo l’interpretazione dell’AdE, essendo entrambe riconducibili all’art. 67 comma 1 lettera c-sexies (per le crypto) e c-bis/ter/quater (per gli altri strumenti), la compensazione tra le diverse categorie e’ consentita nella Sezione I del Quadro RT.

Anche in questo ambito, l’errore nelle istruzioni originali ha generato confusione: alcune indicazioni sembravano escludere la possibilita’ di compensazione incrociata, mentre la versione corretta delle istruzioni e il software di compilazione la consentono esplicitamente.

Cosa Fare se Hai Gia’ Presentato il Modello Redditi 2026

Se hai gia’ inviato il tuo Modello Redditi PF 2026 prima della correzione delle istruzioni da parte dell’AdE, hai due possibili situazioni:

1. Hai Usato il Software Ufficiale AdE

Se hai compilato la dichiarazione usando il programma “Redditi PF” messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (o i software dei principali CAF/commercialisti che si basano sullo stesso motore di calcolo), probabilmente la tua dichiarazione e’ formalmente corretta: il software, come detto, seguiva la logica corretta anche quando le istruzioni cartacee erano errate. In questo caso non devi fare nulla.

2. Hai Compilato Manualmente o con Software Terzo

Se hai compilato manualmente il modello PDF o hai usato un software che seguiva pedissequamente le istruzioni errate, potresti aver inserito valori scorretti nei righi RT93/RT94. In questo caso e’ opportuno:

  1. Verificare il file della dichiarazione confrontando i valori inseriti nei righi RT93/RT94 con la versione aggiornata delle istruzioni
  2. Consultare un CAF o un commercialista per valutare se la differenza e’ sostanziale (impatto fiscale reale) o meramente formale
  3. Se necessario, presentare una dichiarazione integrativa entro i termini previsti

La Dichiarazione Integrativa: Quando e Come

La dichiarazione integrativa consente di correggere errori o omissioni nella dichiarazione originaria. Per il Modello Redditi 2026:

  • Integrativa a favore del contribuente (per recuperare un credito d’imposta o ridurre l’imposta pagata): puo’ essere presentata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione (quindi fino al 31/12/2031 per il 2026)
  • Integrativa a sfavore del contribuente (per correggere un errore che ha portato a pagare meno imposte del dovuto): va presentata nel piu’ breve tempo possibile per beneficiare del ravvedimento operoso e ridurre le sanzioni

Nel caso dell’errore AdE sul Quadro RT, la situazione tipica e’ quella di un contribuente che, seguendo le istruzioni errate, non ha riportato correttamente le minusvalenze pregresse, pagando di piu’ rispetto al dovuto. Si tratta quindi di un caso di integrativa a favore, con ampio margine di tempo per presentarla.

Regime Dichiarativo vs Regime Amministrato: Quale Scegliere

Una delle questioni che spesso si intrecciano con i problemi del Quadro RT e’ la scelta tra regime dichiarativo e regime amministrato per la tassazione delle plusvalenze finanziarie.

CaratteristicaRegime AmministratoRegime Dichiarativo
Chi gestisce la tassazioneL’intermediario (banca/broker)Il contribuente nel Modello Redditi
Quadro RT necessarioNo (salvo casi eccezionali)Si, sempre
Compensazione plus/minusAutomatica nell’ambito del medesimo dossierManuale, con possibilita’ di ottimizzazione
Trasferimento minus a altro brokerNo (resta nello stesso dossier)Si, gestibile dal contribuente
Versamento impostaA ogni operazione (in tempo reale)A saldo in sede di dichiarazione
Vantaggio principaleSemplicita’, nessun adempimentoFlessibilita’, ottimizzazione fiscale
Svantaggio principaleRigidita’, compensazione solo intra-dossierComplessita’ dichiarativa, rischio errori

Chi opera con broker esteri (es. Interactive Brokers, DeGiro, eToro, Revolut) e’ quasi sempre in regime dichiarativo, poiche’ questi intermediari non operano come sostituti d’imposta in Italia. Per questi contribuenti la corretta compilazione del Quadro RT e’ quindi assolutamente obbligatoria e l’errore nelle istruzioni AdE e’ particolarmente rilevante.

Il Ruolo del CAF nella Corretta Compilazione del Quadro RT

Di fronte a queste complessita’ tecniche, affidarsi a un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) o a un commercialista esperto diventa particolarmente importante. I professionisti dei CAF sono aggiornati sulle ultime modifiche alle istruzioni dell’AdE e possono garantire la corretta compilazione del Quadro RT, evitando errori che potrebbero costare caro al contribuente.

Un consulente fiscale esperto puo’ aiutarti a:

  • Verificare le minusvalenze pregresse e assicurarsi che siano correttamente riportate nei righi RT93/RT94
  • Ottimizzare la compensazione tra plusvalenze e minusvalenze, massimizzando il risparmio fiscale
  • Gestire le criptovalute nel Quadro RT e nel nuovo quadro W con le regole aggiornate
  • Valutare l’opportunita’ di una dichiarazione integrativa se la dichiarazione originaria contiene errori
  • Assistere in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate

Hai bisogno di assistenza per la compilazione del Quadro RT o per verificare la tua dichiarazione dei redditi 2026? Il Centro Fiscale CAF mette a disposizione consulenti esperti che possono assisterti in ogni fase del processo. Contattaci per un appuntamento.

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FAQ: Domande Frequenti su Quadro RT e Minusvalenze 2026

Le minusvalenze del 2021 scadono definitivamente con il Modello Redditi 2026?

Si. Le minusvalenze realizzate nel 2021 possono essere utilizzate entro l’anno di imposta 2025, che si dichiara nel Modello Redditi 2026. Se non vengono compensate in questa dichiarazione, si perdono definitivamente. E’ quindi urgente verificare se hai minusvalenze del 2021 ancora non utilizzate e compilare correttamente il Quadro RT.

Come faccio a sapere quante minusvalenze pregresse ho?

Se sei in regime dichiarativo, trovi i dati nelle dichiarazioni degli anni precedenti (righi RT93/RT94 del Modello Redditi di ogni anno). Se sei in regime amministrato, la banca o il broker ti fornira’ un certificato con i dati fiscali, incluse eventuali minusvalenze non compensate nel dossier.

Posso compensare le minusvalenze da azioni con i dividendi ricevuti?

No. I dividendi sono redditi da capitale, mentre le minusvalenze da cessione di azioni sono redditi diversi. In base alla normativa vigente, queste due categorie non possono essere compensate tra loro. Le minusvalenze possono compensare solo plusvalenze della stessa categoria (redditi diversi di natura finanziaria).

Cosa succede se non dichiaro una plusvalenza nel Quadro RT?

L’omessa dichiarazione di plusvalenze finanziarie costituisce una violazione fiscale soggetta a sanzioni. L’Agenzia delle Entrate ha accesso ai dati forniti dagli intermediari finanziari italiani e, attraverso lo scambio automatico di informazioni con i Paesi esteri, anche ai dati di broker e banche estere. Le sanzioni per dichiarazione infedele vanno dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta.

Il Quadro RT si compila anche per le criptovalute sotto i 2.000 euro?

No. Per le criptovalute, se le plusvalenze realizzate nel periodo d’imposta non superano complessivamente i 2.000 euro, non c’e’ obbligo di dichiarazione nel Quadro RT (ne’ di versamento dell’imposta sostitutiva). Tuttavia, potrebbe comunque essere necessario compilare il Quadro W per la dichiarazione del possesso di cripto-attivita’ (monitoraggio fiscale) se il valore a fine anno supera determinate soglie.

Come si calcola la plusvalenza se ho acquistato titoli in piu’ tranche a prezzi diversi?

Per i titoli della stessa specie acquistati in momenti diversi, il costo di acquisto si determina con il metodo LIFO (Last In, First Out) o con il criterio del costo medio ponderato, a seconda del tipo di strumento e del regime fiscale. Per azioni e obbligazioni il metodo standard e’ il LIFO; per le criptovalute, la norma vigente adotta il LIFO. E’ importante documentare accuratamente tutti gli acquisti per calcolare correttamente il costo fiscale.

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/12/dichiarazione-dei-redditi-modello-730-agenzia-delle-entrate-caf-centro-fiscale-udine.jpg 339 706 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-23 14:23:482026-06-28 00:09:26Errore Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026: Attenzione al Quadro RT e Minusvalenze
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Forfettari e dichiarazione precompilata 2026: l’intervento del commercialista resta indispensabile

regime forfettario partita iva

Ogni anno, con l’arrivo della stagione delle dichiarazioni fiscali, milioni di contribuenti italiani si interrogano sulla possibilita di compilare la propria dichiarazione dei redditi in autonomia, sfruttando il servizio di precompilata messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Per i titolari di partita IVA in regime forfettario, pero, il quadro e molto diverso: la precompilata non e uno strumento a loro disposizione nei termini ordinari, e il ruolo del commercialista — o di un CAF abilitato — rimane non solo utile ma in molti casi indispensabile.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio perche i forfettari non possono affidarsi al 730 precompilato, quali adempimenti dichiarativi li riguardano nel 2026, e in che cosa consiste concretamente il contributo professionale di un consulente fiscale nella gestione della loro posizione tributaria.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla
  2. Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato
  3. La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca
  4. Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026
  5. I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare
  6. Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario
  7. Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari
  8. La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari
  9. CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista
  10. Errori comuni dei forfettari fai da te
  11. Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta
  12. FAQ — Domande frequenti

Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla

La dichiarazione dei redditi precompilata e un servizio introdotto dall’Agenzia delle Entrate con il D.Lgs. 175/2014 e progressivamente esteso negli anni successivi. A partire dal 30 aprile di ogni anno, i contribuenti interessati possono accedere al proprio cassetto fiscale tramite SPID/CIE e trovare una bozza della dichiarazione gia compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente, pensioni, spese sanitarie, interessi sui mutui, contributi previdenziali.

Il modello messo a disposizione e il 730, pensato per i lavoratori dipendenti, i pensionati e alcune categorie di soggetti con redditi semplici. Il 730 ha il vantaggio di non richiedere versamenti diretti: il conguaglio fiscale (a debito o a credito) transita attraverso il sostituto d’imposta o viene rimborsato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

La questione fondamentale per i titolari di partita IVA in regime forfettario e la seguente: il 730 — anche nella versione precompilata — non e il modello dichiarativo che li riguarda.

Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato

Il regime forfettario e disciplinato dalla Legge 190/2014 (art. 1, commi 54-89) e prevede un sistema di tassazione completamente separato rispetto all’IRPEF ordinaria. Il reddito dei forfettari e determinato in modo forfetario, applicando un coefficiente di redditivita ai ricavi o compensi lordi, e su questo reddito si applica una imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attivita, in presenza dei requisiti richiesti).

Questa caratteristica — l’imposta sostitutiva — e la ragione tecnica per cui il 730 non e utilizzabile. Il 730 e il modello dell’IRPEF progressiva, mentre il forfettario paga un’imposta sostitutiva che si dichiara nel Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), specificamente nel Quadro LM (Lavoro autonomo, impresa e regimi fiscali agevolati).

Caratteristica730 precompilatoModello Redditi PF (forfettari)
Soggetti interessatiLavoratori dipendenti, pensionatiTitolari P.IVA regime forfettario
Tipo di tassazioneIRPEF progressiva (23%-43%)Imposta sostitutiva 15% (o 5%)
Quadro principaleQuadro C (lavoro dipendente)Quadro LM
Scadenza trasmissione30 settembre31 ottobre (tramite intermediario)
Versamenti direttiNo (tramite sostituto d’imposta)Si (acconto + saldo)
Precompilata disponibileSi (dal 30 aprile)Solo bozza parziale (Quadro LM vuoto)

E importante chiarire un aspetto: dal 2022, l’Agenzia delle Entrate ha esteso il servizio di precompilata anche ai titolari di partita IVA che presentano il Modello Redditi PF. Tuttavia, questa bozza per i forfettari e significativamente diversa — e molto piu incompleta — rispetto a quella per i lavoratori dipendenti.

La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca

La bozza precompilata del Modello Redditi PF contiene i dati che il Fisco gia conosce: informazioni anagrafiche, redditi da lavoro dipendente eventualmente percepiti in parallelo, interessi passivi su mutui, contributi previdenziali comunicati dagli enti previdenziali.

Tuttavia, il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e completamente vuoto nella bozza precompilata. Il Fisco non conosce in automatico:

  • L’ammontare dei ricavi o compensi dell’anno di imposta
  • Il coefficiente di redditivita applicabile in base al codice ATECO
  • I contributi previdenziali obbligatori deducibili dal reddito lordo
  • L’imposta sostitutiva da versare (acconto e saldo)
  • Le eventuali perdite pregresse in regime agevolato
  • La presenza o meno dei requisiti per l’aliquota ridotta al 5%

Tutti questi dati devono essere inseriti manualmente. E non si tratta di semplice trascrizione: richiede conoscenza delle norme, verifica dei requisiti, calcolo corretto del reddito imponibile e delle imposte dovute.

Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026

Per capire perche la compilazione del Quadro LM richiede competenze specifiche, e utile ripercorrere la logica del calcolo del reddito nel regime forfettario.

Formula di calcolo:

Ricavi o compensi lordi × Coefficiente di redditivita = Reddito lordo

Reddito lordo − Contributi previdenziali obbligatori = Reddito netto imponibile

Reddito netto imponibile × 15% (o 5%) = Imposta sostitutiva dovuta

Il coefficiente di redditivita varia in base al codice ATECO dell’attivita svolta. La tabella prevista dalla Legge 190/2014, confermata per il 2026:

Gruppo di attivitaCoefficiente
Industrie alimentari e bevande40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari40%
Commercio ambulante di altri prodotti54%
Intermediari del commercio62%
Alloggio, ristorazione e servizi di ristorazione67%
Attivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione78%
Costruzioni e attivita immobiliari86%
Altre attivita economiche67%

Esempio pratico — Consulente informatico, ricavi 60.000 euro

  • Ricavi: 60.000 euro
  • Coefficiente attivita professionali: 78%
  • Reddito lordo: 60.000 × 78% = 46.800 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata (aliquota 26,07%): circa 12.200 euro versati*
  • Reddito imponibile: 46.800 − 12.200 = 34.600 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 5.190 euro

*Calcolo semplificato. I contributi effettivamente deducibili sono quelli versati nell’anno di imposta.

I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare

Un aspetto critico che spesso sfugge ai forfettari che si cimentano nell’auto-dichiarazione e la verifica delle cause ostative: le condizioni che, se verificate nell’anno precedente, escludono l’accesso o la permanenza nel regime. Per il 2026 (anno d’imposta 2025), le principali cause ostative previste dalla normativa vigente (L. 190/2014 e L. 207/2024):

  • Ricavi o compensi superiori a 85.000 euro nell’anno precedente: comporta l’uscita dal regime nell’anno successivo. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno corrente, l’uscita e immediata con obbligo di applicare IVA dal mese successivo al superamento.
  • Redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024, da 30.000 euro): questa causa ostativa riguarda anche i pensionati con pensione superiore a tale importo.
  • Partecipazione in societa di persone, associazioni professionali o SRL con controllo diretto che svolgono attivita riconducibile a quella della P.IVA forfettaria.
  • Esercizio di attivita principalmente verso datori di lavoro attuali o dei due anni precedenti.
  • Spese per lavoro accessorio e personale superiori a 20.000 euro lordi nell’anno precedente (soglia ridotta dalla L. 207/2024 da 30.000 a 20.000 euro).

La verifica di queste cause ostative richiede conoscenza della normativa e capacita di interpretazione. Errori in questa fase possono comportare l’applicazione del regime sbagliato, con conseguenti obblighi di IVA e tassazione IRPEF o, al contrario, rischio di accertamento per applicazione indebita del regime agevolato.

Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario

1. Verifica annuale dei requisiti di permanenza

Il commercialista esegue ogni anno un controllo sistematico delle cause ostative. Il confronto tra redditi da lavoro dipendente e la soglia dei 35.000 euro richiede la lettura corretta della Certificazione Unica (CU), la distinzione tra redditi imponibili e non, e la verifica di eventuali redditi da pensione o collaborazione che concorrono al limite.

2. Compilazione corretta del Quadro LM

Il Quadro LM del Modello Redditi PF e articolato in sezioni distinte. La scelta della sezione corretta, l’inserimento preciso dei ricavi, la deduzione dei contributi e il calcolo dell’imposta richiedono competenze specifiche. Un errore nel codice ATECO puo portare all’applicazione del coefficiente di redditivita sbagliato e a un’imposta sostitutiva non corretta.

3. Gestione di redditi misti

Moltissimi forfettari hanno redditi di piu natura: la P.IVA forfettaria ma anche un lavoro dipendente part-time, proventi da locazioni, interessi, dividendi. In questi casi la dichiarazione si complica significativamente: il Modello Redditi PF deve raccogliere tutti i quadri rilevanti (LM per il forfettario, Quadro C per il lavoro dipendente, FA per affitti, RL per altri redditi).

4. Calcolo degli acconti e pianificazione del cash flow fiscale

Il regime forfettario prevede il versamento dell’imposta sostitutiva in acconto (prima rata 40% entro il 30 giugno, seconda rata 60% entro il 30 novembre) e in saldo (entro il 30 giugno dell’anno successivo). Il commercialista calcola gli importi, valuta l’opportunita di ridurre gli acconti se il reddito del periodo in corso e presumibilmente inferiore, e pianifica i versamenti per evitare sanzioni.

5. Verifica delle detrazioni accessorie

I forfettari non beneficiano delle detrazioni IRPEF ordinarie (spese mediche, interessi sul mutuo, spese per i figli a carico, ecc.) perche pagano un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF. Tuttavia, in presenza di redditi misti, alcune detrazioni possono essere applicate sulla quota di reddito soggetta a IRPEF. Capire cosa si puo o non si puo detrarre richiede un’analisi caso per caso.

Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari

ScadenzaAdempimentoNote
30 aprile 2026Disponibilita bozza precompilata (Modello Redditi PF)Solo parzialmente compilata — Quadro LM vuoto
30 giugno 2026Saldo anno precedente + prima rata acconto (40%)F24 — codice tributo 1793
30 luglio 2026Versamento con maggiorazione 0,40% (proroga estiva)Alternativa al 30 giugno se si opta per la proroga
31 ottobre 2026Trasmissione Modello Redditi PF tramite intermediarioScadenza ordinaria per invio tramite CAF o commercialista
30 novembre 2026Seconda rata acconto imposta sostitutiva (60%)F24 — codice tributo 1793 (acconto seconda rata)

Il Modello Redditi PF, a differenza del 730, non viene inviato tramite il portale precompilata in modalita semplificata: il forfettario deve avvalersi di un intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista, consulente del lavoro) oppure, se dotato di idoneo software, inviarlo tramite i canali Fisconline/Entratel.

La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari

Un tema sempre piu rilevante nel 2026 riguarda l’intensificazione dell’attivita di controllo dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari. L’Agenzia ha aumentato le comunicazioni di anomalia inviate ai titolari di P.IVA, concentrandosi su:

  • Verifica del superamento della soglia di 85.000 euro di ricavi: l’incrocio dei dati delle fatture elettroniche con le dichiarazioni presentate permette di individuare i casi di mancata uscita dal regime.
  • Controllo delle cause ostative, in particolare la verifica del reddito da lavoro dipendente attraverso i flussi delle Certificazioni Uniche.
  • Verifica della corretta applicazione dell’imposta sostitutiva: sono stati segnalati casi di forfettari che applicavano erroneamente l’aliquota del 5% pur non avendo i requisiti (attivita non nuova, o gia esercitata nei tre anni precedenti).

In questo contesto, avere un professionista che ha verificato la correttezza della dichiarazione e degli adempimenti non e solo un vantaggio operativo: e una forma di tutela preventiva. In caso di comunicazione di irregolarita, il commercialista risponde tempestivamente, valuta la fondatezza della contestazione e, se necessario, presenta memorie difensive o procede al ravvedimento operoso nei termini.

CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista

I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono abilitati ad assistere i contribuenti nella presentazione del Modello 730, ma non tutti i CAF sono abilitati alla presentazione del Modello Redditi PF, che e il modello dei forfettari.

I CAF che gestiscono anche le partite IVA in regime forfettario sono quelli che dispongono di intermediari abilitati (dottori commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro) nel proprio organico o in convenzione. Questi CAF possono offrire:

  • Analisi della situazione fiscale complessiva del contribuente
  • Verifica dei requisiti di permanenza nel regime forfettario
  • Compilazione e trasmissione del Modello Redditi PF
  • Calcolo e supporto nella predisposizione dei versamenti F24
  • Assistenza in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per i titolari di partita IVA in regime forfettario, con consulenti qualificati in grado di gestire la dichiarazione annuale e la pianificazione fiscale durante l’anno. Leggi anche: Ritenuta d’Acconto Regime Forfettario 2026: Quando Si Applica e Come Gestirla.

Errori comuni dei forfettari fai da te

  • Confondere il 730 con il Modello Redditi: alcuni forfettari presentano il 730 (sbagliato) invece del Modello Redditi PF, omettendo la dichiarazione dei ricavi dell’attivita.
  • Non dedurre i contributi INPS versati: la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori e una delle poche riduzioni consentite ai forfettari. Ometterla porta a pagare piu imposte del dovuto.
  • Applicare l’aliquota al 5% senza averne i diritti: la riduzione al 5% per i primi cinque anni si applica solo se l’attivita e nuova (nei tre anni precedenti non e stata esercitata attivita artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata).
  • Non comunicare l’uscita dal regime: chi supera i 85.000 euro di ricavi deve uscire dal forfettario dall’anno successivo e impostare correttamente la propria contabilita.
  • Ignorare la gestione dei versamenti F24: i codici tributo corretti, le scadenze e le modalita di compensazione non sono intuitive per chi non ha familiarita con la fiscalita delle partite IVA.

Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta

Una delle situazioni piu delicate e frequenti e quella del forfettario con redditi misti: chi svolge un’attivita professionale in regime forfettario ma ha anche un rapporto di lavoro dipendente, percepisce pensione, ha immobili in affitto o ha altri redditi soggetti a IRPEF.

In questi casi il Modello Redditi PF deve contenere:

  • Il Quadro LM per il reddito in regime forfettario (imposta sostitutiva)
  • Il Quadro C per i redditi da lavoro dipendente (dati dalla CU del datore di lavoro)
  • Il Quadro RB per gli eventuali redditi fondiari
  • Il Quadro RL per altri redditi (locazioni brevi, compensi occasionali)
  • Il Quadro RP per le detrazioni — applicabili pero solo sulla parte di reddito IRPEF, non su quello forfettario

Le detrazioni per carichi di famiglia si calcolano sull’IRPEF lorda dovuta sul reddito complessivo IRPEF (escludendo quello forfettario). Se la quota IRPEF e modesta, la detrazione potrebbe non trovare capienza. Questo aspetto richiede un’analisi professionale per ottimizzare la posizione fiscale del contribuente. Leggi anche: Partita IVA Logopedista 2026 e Partita IVA Veterinario 2026.

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FAQ — Domande frequenti

I forfettari possono usare la dichiarazione precompilata 2026?

I forfettari non possono usare il 730 precompilato, riservato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Dal 2022 esiste una bozza precompilata del Modello Redditi PF, ma il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e sempre vuoto e va compilato manualmente da un professionista.

Qual e il modello dichiarativo dei forfettari?

I titolari di partita IVA in regime forfettario devono presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), compilando il Quadro LM. Questo modello va trasmesso tramite intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista) entro il 31 ottobre di ogni anno.

Quando scade la dichiarazione dei redditi per i forfettari nel 2026?

La scadenza per la trasmissione del Modello Redditi PF tramite intermediario abilitato e il 31 ottobre 2026 (per l’anno d’imposta 2025). L’invio autonomo tramite Fisconline/Entratel scade invece al 30 novembre 2026.

Quanto paga di tasse un forfettario nel 2026?

Il forfettario paga un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito netto imponibile (ricavi × coefficiente − contributi previdenziali). Per le nuove attivita che rispettano i requisiti, l’aliquota e ridotta al 5% per i primi cinque anni. Non applica l’IVA sulle fatture e non beneficia delle detrazioni IRPEF ordinarie.

Posso detrarre le spese mediche se sono in regime forfettario?

No, se il reddito e interamente forfettario. Le detrazioni IRPEF (spese mediche, interessi mutuo, spese per figli a carico) si applicano sull’IRPEF dovuta, ma il forfettario paga un’imposta sostitutiva. Chi ha redditi misti (forfettario + lavoro dipendente) puo invece beneficiare delle detrazioni sulla quota di reddito soggetta a IRPEF.

Cosa succede se un forfettario supera i 85.000 euro di ricavi?

Se i ricavi superano 85.000 euro nell’anno, il forfettario perde il regime dall’anno successivo e deve passare al regime ordinario con IVA e contabilita ordinaria. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno in corso, l’uscita dal regime e immediata: dall’operazione che ha determinato il superamento occorre applicare IVA e ricalcolare le imposte.

Il CAF puo assistere un forfettario nella dichiarazione dei redditi?

Si, ma solo i CAF dotati di intermediari abilitati (commercialisti, ragionieri) possono gestire il Modello Redditi PF dei forfettari. I CAF che gestiscono solo il 730 non possono assistere i titolari di P.IVA in regime forfettario. E fondamentale verificare preventivamente i servizi offerti dal CAF a cui ci si rivolge.

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-23 12:23:482026-06-28 00:15:47Forfettari e dichiarazione precompilata 2026: l’intervento del commercialista resta indispensabile
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni

Dichiarazione dei redditi 730

Badante e Colf nel 730 2026: Detrazioni e Deduzioni

Chi ha assunto una badante o una colf puo beneficiare di agevolazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi. Esistono sia deduzioni (sui contributi INPS versati) sia detrazioni (sulle spese per l’assistenza a persone non autosufficienti).

E importante conoscere la differenza tra le due agevolazioni e sapere quali documenti conservare per il 730/2026. Vediamo nel dettaglio come funzionano.

Indice dei contenuti

  1. Differenza tra deduzione e detrazione
  2. Deduzione contributi INPS
  3. Detrazione assistenza non autosufficienti
  4. Documenti necessari
  5. Come compilare il 730
  6. Domande frequenti



Differenza tra Deduzione e Detrazione

Prima di entrare nel dettaglio, e importante capire la differenza tra le due agevolazioni.

Deduzione

La deduzione riduce il reddito imponibile. Se hai un reddito di 30.000 euro e deduci 1.500 euro, paghi le tasse su 28.500 euro. Il risparmio effettivo dipende dalla tua aliquota IRPEF.

Detrazione

La detrazione riduce direttamente l’imposta da pagare. Se la tua IRPEF e di 5.000 euro e hai una detrazione di 399 euro, paghi 4.601 euro.

Quali si applicano a badante e colf

  • Contributi INPS: DEDUZIONE (per tutti i datori di lavoro domestico)
  • Spese assistenza: DETRAZIONE (solo per assistenza a non autosufficienti)



Deduzione Contributi INPS per Colf e Badanti

I contributi INPS versati per colf, badanti e altri collaboratori domestici sono deducibili dal reddito.

Importo deducibile

  • Limite massimo: 1.549,37 euro all’anno
  • Si deduce solo la quota a carico del datore di lavoro (non quella trattenuta al lavoratore)

Chi puo dedurre

La deduzione spetta al datore di lavoro che ha versato i contributi, indipendentemente da:

  • Il tipo di mansione (colf, badante, baby-sitter)
  • Le ore di lavoro (part-time o full-time)
  • Lo stato di salute della persona assistita

Esempio pratico

Se hai versato contributi INPS per 2.000 euro (quota datore):

  • Puoi dedurre solo 1.549,37 euro (il limite massimo)
  • Con aliquota IRPEF del 35%, risparmi: 1.549,37 x 35% = 542,28 euro



Detrazione per Assistenza a Persone Non Autosufficienti

Se la badante assiste una persona non autosufficiente, oltre alla deduzione dei contributi hai diritto a una detrazione sulle spese di assistenza.

Requisiti della persona assistita

La detrazione spetta se la persona assistita:

  • Non e in grado di compiere autonomamente le attivita quotidiane (alimentarsi, vestirsi, lavarsi)
  • Necessita di sorveglianza continua
  • La condizione deve risultare da certificazione medica o verbale di invalidita

Importo della detrazione

  • Aliquota: 19%
  • Limite massimo di spesa: 2.100 euro
  • Detrazione massima: 2.100 x 19% = 399 euro

Limite di reddito

La detrazione spetta solo se il reddito complessivo non supera 40.000 euro.

Cosa si puo detrarre

  • Spese per assistenza personale (compenso alla badante)
  • Non sono detraibili: vitto, alloggio, contributi INPS (gia deducibili)



Documenti Necessari

Per usufruire delle agevolazioni, devi conservare la documentazione relativa al rapporto di lavoro e ai pagamenti.

Per la deduzione contributi INPS

  • MAV o ricevute INPS dei contributi versati
  • Prospetto contributi INPS (disponibile sul cassetto previdenziale INPS)

Per la detrazione assistenza

  • Certificazione medica attestante la non autosufficienza
  • Contratto di lavoro con la badante
  • Buste paga o ricevute del compenso
  • Bonifici o assegni (pagamenti tracciabili)

Obbligo tracciabilita

Per la detrazione assistenza, il pagamento deve essere tracciabile:

  • Bonifico bancario o postale
  • Assegno bancario o circolare
  • Carte di credito/debito

La deduzione contributi INPS non richiede pagamento tracciabile (i contributi si versano gia tramite MAV).



Come Compilare il 730

Le due agevolazioni vanno indicate in sezioni diverse del 730.

Deduzione contributi INPS

I contributi INPS deducibili vanno indicati nel quadro E, Sezione II (oneri deducibili), rigo E23.

Detrazione assistenza

Le spese per assistenza a non autosufficienti vanno indicate nel quadro E, Sezione I (oneri detraibili), righi E8-E10, con codice 15.

730 precompilato

I contributi INPS sono generalmente gia presenti nel 730 precompilato (comunicati dall’INPS). Le spese per assistenza invece non sono precompilate e vanno inserite manualmente.

Domande Frequenti su Badante e Colf nel 730

Posso avere sia la deduzione che la detrazione?

Si, se la badante assiste una persona non autosufficiente puoi:

  • Dedurre i contributi INPS (fino a 1.549,37 euro)
  • Detrarre le spese di assistenza (19% su max 2.100 euro)

Se la badante assiste mia madre che vive da sola?

Puoi usufruire delle agevolazioni se sei tu a sostenere le spese, anche se la persona assistita non convive con te. L’importante e che risulti dal contratto e dai pagamenti.

Ho due badanti per mio padre: posso raddoppiare?

No, il limite di 2.100 euro per la detrazione e riferito alla persona assistita, non al numero di badanti. Anche con piu assistenti, la detrazione massima resta 399 euro.

La colf che pulisce casa da diritto alla detrazione?

No, la detrazione per assistenza (19%) spetta solo per l’assistenza a persone non autosufficienti. Per la colf puoi solo dedurre i contributi INPS.

📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.



Assistenza per il 730 a Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a gestire correttamente le agevolazioni per badanti e colf nel 730.

Contattaci per un appuntamento:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121

Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.

Giugno 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini

Dichiarazione dei redditi 730

Affitto nel 730 2026: Detrazioni per Inquilini

Se paghi un affitto per la tua abitazione principale, puoi avere diritto a una detrazione fiscale nel 730/2026. La normativa prevede diverse agevolazioni per gli inquilini, con importi che variano in base al reddito e alla tipologia di contratto.

Le detrazioni per l’affitto sono pensate per alleggerire il peso del canone di locazione sui redditi piu bassi. Vediamo nel dettaglio quali agevolazioni sono disponibili e come richiederle.

Indice dei contenuti

  1. Tipi di detrazione affitto
  2. Detrazione generale inquilini
  3. Detrazione canone concordato
  4. Detrazione giovani inquilini
  5. Lavoratori trasferiti
  6. Documenti necessari
  7. Domande frequenti



Tipi di Detrazione per l’Affitto

Esistono diverse tipologie di detrazione per chi paga l’affitto. Le principali sono:

  • Detrazione generale per inquilini – per tutti gli inquilini con reddito basso
  • Detrazione canone concordato – per chi ha un contratto a canone concordato (3+2)
  • Detrazione giovani inquilini – per i giovani che lasciano la casa dei genitori
  • Detrazione lavoratori trasferiti – per chi si trasferisce per lavoro

Queste detrazioni sono alternative tra loro: non e possibile cumularle, ma puoi scegliere quella piu vantaggiosa.



Detrazione Generale per Inquilini

La detrazione generale spetta a tutti gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale, a prescindere dal tipo di contratto.

Importi 2026

Reddito complessivoDetrazione
Fino a 15.493,71 euro300 euro
Da 15.493,72 a 30.987,41 euro150 euro
Oltre 30.987,41 euroNessuna detrazione

Requisiti

  • Contratto di locazione regolarmente registrato
  • L’immobile deve essere l’abitazione principale
  • Reddito complessivo entro i limiti indicati



Detrazione per Contratti a Canone Concordato

Se hai un contratto a canone concordato (tipicamente 3+2), puoi usufruire di una detrazione piu alta.

Importi 2026

Reddito complessivoDetrazione
Fino a 15.493,71 euro495,80 euro
Da 15.493,72 a 30.987,41 euro247,90 euro

Cos’e il canone concordato

Il contratto a canone concordato prevede un canone calmierato, stabilito sulla base di accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini. Il contratto ha durata minima di 3 anni + 2 di rinnovo.



Detrazione per Giovani Inquilini

I giovani tra 20 e 31 anni che stipulano un contratto di locazione per l’abitazione principale possono beneficiare di una detrazione specifica.

Requisiti

  • Eta compresa tra 20 e 31 anni (non compiuti)
  • Reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro
  • L’immobile deve essere diverso dall’abitazione principale dei genitori
  • Contratto regolarmente registrato

Importo detrazione

La detrazione e pari al 20% del canone annuo, con un minimo di 991,60 euro e un massimo di 2.000 euro.

Durata

La detrazione spetta per i primi 4 anni di contratto (non necessariamente consecutivi).



Detrazione per Lavoratori Trasferiti

I lavoratori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro possono beneficiare di una detrazione specifica.

Requisiti

  • Trasferimento della residenza nel comune di lavoro (o in comune limitrofo)
  • Il nuovo comune deve distare almeno 100 km dal precedente
  • Il nuovo comune deve essere in una regione diversa
  • Contratto di lavoro dipendente

Importi 2026

Reddito complessivoDetrazione
Fino a 15.493,71 euro991,60 euro
Da 15.493,72 a 30.987,41 euro495,80 euro

Durata

La detrazione spetta per i primi 3 anni dal trasferimento della residenza.

Documenti Necessari

Per richiedere la detrazione affitto devi presentare al CAF la documentazione relativa al contratto e ai pagamenti.

Documenti richiesti

  • Contratto di locazione registrato
  • Ricevute dei canoni pagati o bonifici
  • Attestazione del proprietario dei canoni ricevuti (facoltativa)
  • Residenza anagrafica nell’immobile

Per giovani inquilini

  • Documento che attesti l’eta
  • Stato di famiglia che dimostri la residenza diversa dai genitori

Per lavoratori trasferiti

  • Contratto di lavoro dipendente
  • Certificato di residenza che attesti il trasferimento
  • Precedente indirizzo di residenza



Domande Frequenti sull’Affitto nel 730

Posso detrarre l’affitto se vivo con il mio compagno/a?

Si, se il contratto e intestato a entrambi, ciascuno detrae il 50%. Se e intestato solo a uno dei due, detrae solo l’intestatario del contratto.

Ho un contratto di sublocazione, posso detrarre?

No, la detrazione spetta solo per i contratti di locazione stipulati direttamente con il proprietario, non per le sublocazioni.

Detraggo l’intero canone annuo?

No, la detrazione e un importo fisso (300, 150, 495,80 euro ecc.) che non dipende dal canone pagato, ma solo dal reddito e dal tipo di contratto.

Quale detrazione scegliere se ho diritto a piu di una?

Puoi scegliere la detrazione piu conveniente. Il CAF ti aiutera a individuare quella che ti fa risparmiare di piu.

📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.

Assistenza per il 730 a Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai diritto alle detrazioni per l’affitto e a scegliere quella piu vantaggiosa.

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Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro

Dichiarazione dei redditi 730

Spese Funebri 730 2026: Detrazione e Limiti

Le spese funebri sostenute per la morte di un familiare sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se nel 2025 hai affrontato il costo di un funerale, puoi recuperare parte della spesa nel 730/2026.

La detrazione fiscale e del 19% su un importo massimo di 1.550 euro per decesso. Vediamo nel dettaglio come funziona, chi puo beneficiarne e quali spese sono ammesse.

Indice dei contenuti

  1. Come funziona la detrazione
  2. Spese funebri ammesse
  3. Chi puo detrarre
  4. Calcolo della detrazione
  5. Documenti necessari
  6. Domande frequenti



Come Funziona la Detrazione per Spese Funebri

La detrazione per spese funebri ha regole specifiche stabilite dalla normativa fiscale.

Aliquota e limiti

  • Aliquota detrazione: 19%
  • Tetto massimo: 1.550 euro per ogni decesso
  • Detrazione massima: 1.550 x 19% = 294,50 euro

Nessuna franchigia

A differenza di altre detrazioni (come le spese veterinarie), per le spese funebri non e prevista franchigia. La detrazione del 19% si applica da subito, dal primo euro speso.

Limite per decesso, non per contribuente

Il tetto di 1.550 euro si riferisce a ogni singolo decesso, non al contribuente. Se nello stesso anno hai sostenuto spese funebri per piu persone (es. due genitori), puoi detrarre fino a 1.550 euro per ciascun decesso.



Quali Spese Funebri Sono Detraibili

Sono detraibili le spese strettamente connesse al funerale.

Spese detraibili

  • Servizi dell’impresa funebre (vestizione, composizione, trasporto salma)
  • Cassa funebre (bara)
  • Addobbi floreali forniti dall’agenzia
  • Annunci funebri sui giornali
  • Trasporto del feretro
  • Sepoltura o cremazione
  • Concessione loculo cimiteriale (se pagata contestualmente)

Spese NON detraibili

  • Ristorante per il pranzo del funerale
  • Lapide e incisioni successive
  • Manutenzione della tomba
  • Fiori acquistati direttamente (non tramite agenzia)
  • Messe e offerte religiose



Chi Puo Detrarre le Spese Funebri

La detrazione non e riservata solo ai familiari stretti, ma ha alcune specificita.

Requisiti per chi detrae

Puo detrarre chi:

  • Ha effettivamente sostenuto la spesa
  • Ha la fattura intestata a proprio nome
  • Ha pagato con metodo tracciabile

Per chi e deceduto

La spesa e detraibile per il decesso di qualsiasi persona, non necessariamente un familiare. Tuttavia, nella pratica le agenzie funebri intestano la fattura a chi paga, che di solito e un parente.

Spesa divisa tra piu persone

Se la spesa e stata divisa tra piu familiari:

  • Ciascuno detrae la quota effettivamente pagata
  • La somma delle detrazioni non puo superare il tetto di 1.550 euro per decesso
  • La fattura deve riportare chi ha pagato cosa, oppure serve dichiarazione sostitutiva



Come Calcolare la Detrazione

Vediamo con esempi pratici come funziona il calcolo.

Esempio 1: Spesa sotto il tetto

Se hai speso 1.200 euro per il funerale:

  • Detrazione: 1.200 x 19% = 228 euro

Esempio 2: Spesa sopra il tetto

Se hai speso 3.000 euro per il funerale:

  • Si considera solo il tetto: 1.550 euro
  • Detrazione: 1.550 x 19% = 294,50 euro

Esempio 3: Due decessi nello stesso anno

Se hai sostenuto spese per i funerali di entrambi i genitori:

  • Spesa genitore 1: 2.000 euro (si detrae su 1.550 euro)
  • Spesa genitore 2: 1.800 euro (si detrae su 1.550 euro)
  • Detrazione totale: 294,50 + 294,50 = 589 euro



Documenti Necessari

Per ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese.

Documenti richiesti

  • Fattura dell’impresa funebre intestata a chi detrae
  • Ricevuta di pagamento tracciabile (bonifico, carta)
  • Certificato di morte (o autocertificazione del decesso)

Se la fattura e intestata a piu persone

Se la fattura e intestata a piu eredi:

  • Ciascuno detrae la propria quota
  • Serve annotazione sulla fattura di chi ha pagato cosa
  • In alternativa, dichiarazione sostitutiva di atto notorio

Obbligo di pagamento tracciabile

Dal 2020 e obbligatorio pagare con metodi tracciabili:

  • Bonifico bancario o postale
  • Carta di credito o debito
  • Assegno

I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione.

Domande Frequenti sulle Spese Funebri

Posso detrarre le spese se non ero parente del defunto?

Si, la detrazione spetta a chiunque abbia sostenuto la spesa, anche se non aveva legami di parentela con il defunto. L’importante e che la fattura sia intestata a chi detrae.

Le spese funebri sono nel 730 precompilato?

Generalmente si. Le imprese funebri comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate. Verifica comunque che i dati siano presenti e corretti.

Posso detrarre le spese anche se le ho pagate con soldi ereditati?

Si, quello che conta e chi ha materialmente pagato e a chi e intestata la fattura. La provenienza del denaro e irrilevante.

E se la persona deceduta aveva il 730?

Le spese funebri non rientrano mai nella dichiarazione del defunto, ma sempre in quella di chi le ha pagate.

📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.



Assistenza per il 730 a Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730, recuperando tutte le detrazioni a cui hai diritto.

Contattaci per un appuntamento:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121

Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.

Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, Veterinari

Spese Veterinarie 730 2026: Detrazione, Limiti e Come Richiederla

Dichiarazione dei redditi 730

Spese Veterinarie 730 2026: Quanto si Puo Detrarre

Le spese veterinarie rientrano tra gli oneri detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se hai un animale domestico e hai sostenuto spese per cure veterinarie nel 2025, puoi recuperare parte di queste spese nel 730/2026.

La detrazione fiscale per le spese veterinarie e del 19%, ma si applica solo alla parte eccedente una franchigia e fino a un tetto massimo. Vediamo nel dettaglio come funziona e quali spese sono ammesse.

Indice dei contenuti

  1. Come funziona la detrazione
  2. Spese veterinarie ammesse
  3. Calcolo della detrazione
  4. Documenti necessari
  5. Modalita di pagamento
  6. Domande frequenti



Come Funziona la Detrazione per Spese Veterinarie

La detrazione per le spese veterinarie segue regole precise stabilite dalla normativa fiscale.

Aliquota e limiti

  • Aliquota detrazione: 19%
  • Franchigia: 129,11 euro (non si detrae nulla sotto questa soglia)
  • Tetto massimo: 550 euro (si detrae solo fino a questo importo)

Detrazione massima ottenibile

La detrazione massima si calcola cosi:

  • Importo detraibile: 550 euro – 129,11 euro = 420,89 euro
  • Detrazione massima: 420,89 x 19% = 79,97 euro

Chi puo usufruirne

La detrazione spetta a chi:

  • Ha sostenuto le spese (intestatario delle fatture)
  • Possiede un animale domestico legalmente detenuto
  • Ha effettuato i pagamenti con metodi tracciabili



Quali Spese Veterinarie Sono Detraibili

Non tutte le spese sostenute per gli animali sono detraibili. Ecco cosa e ammesso e cosa no.

Spese detraibili

  • Visite veterinarie (generiche e specialistiche)
  • Interventi chirurgici
  • Esami diagnostici (analisi del sangue, radiografie, ecografie)
  • Farmaci veterinari prescritti dal veterinario
  • Medicinali omeopatici per uso veterinario
  • Prestazioni di laboratorio
  • Ricoveri in clinica veterinaria

Spese NON detraibili

  • Mangimi e alimenti (anche se specifici o dietetici)
  • Antiparassitari da banco (senza prescrizione)
  • Toelettatura e grooming
  • Accessori (cucce, guinzagli, giochi)
  • Pensioni per animali
  • Addestramento

Quali animali

La detrazione si applica alle spese per animali:

  • Da compagnia: cani, gatti, uccelli, pesci, criceti, conigli, tartarughe
  • Per pratica sportiva: cavalli da competizione amatoriale

Sono esclusi gli animali destinati ad allevamento, riproduzione, consumo alimentare o attivita commerciali.



Come Calcolare la Detrazione

Vediamo con alcuni esempi pratici come calcolare la detrazione effettiva.

Esempio 1: Spese sotto la franchigia

Se hai speso 100 euro in spese veterinarie:

  • La spesa e inferiore alla franchigia (129,11 euro)
  • Detrazione: 0 euro

Esempio 2: Spese tra franchigia e tetto

Se hai speso 350 euro in spese veterinarie:

  • Importo detraibile: 350 – 129,11 = 220,89 euro
  • Detrazione: 220,89 x 19% = 41,97 euro

Esempio 3: Spese sopra il tetto

Se hai speso 800 euro in spese veterinarie:

  • Si considera solo il tetto massimo: 550 euro
  • Importo detraibile: 550 – 129,11 = 420,89 euro
  • Detrazione: 420,89 x 19% = 79,97 euro



Documenti Necessari per la Detrazione

Per ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese sostenute.

Documenti da conservare

  • Fatture o ricevute fiscali del veterinario
  • Scontrini parlanti della farmacia (con codice fiscale, natura e quantita del farmaco)
  • Prescrizioni veterinarie per i farmaci
  • Ricevute di pagamento tracciabile (bonifico, carta, assegno)

Cosa devono contenere le fatture

Le fatture del veterinario devono indicare:

  • Dati del veterinario (nome, P.IVA)
  • Dati del cliente (nome, cognome, codice fiscale)
  • Descrizione della prestazione
  • Importo pagato
  • Data



Modalita di Pagamento Obbligatorie

Dal 2020 e obbligatorio effettuare i pagamenti con metodi tracciabili per poter usufruire della detrazione.

Pagamenti ammessi

  • Bonifico bancario o postale
  • Carta di credito o debito
  • Bancomat
  • Assegno bancario o circolare
  • Pagamenti elettronici (PayPal, Satispay, ecc.)

Pagamenti NON ammessi

  • Contanti: le spese pagate in contanti NON sono detraibili

Eccezione per farmaci

Per l’acquisto di farmaci veterinari in farmacia, il pagamento in contanti e ancora ammesso. In questo caso, serve lo scontrino parlante con il codice fiscale.

Domande Frequenti sulle Spese Veterinarie

Posso detrarre le spese se non sono io il proprietario dell’animale?

Si, la detrazione spetta a chi ha sostenuto e documentato la spesa, anche se l’animale e intestato a un altro familiare (purche convivente).

Ho piu animali: posso detrarre di piu?

No, il tetto massimo di 550 euro e complessivo per contribuente, indipendentemente dal numero di animali posseduti.

Le spese veterinarie rientrano nel 730 precompilato?

Generalmente si. I veterinari sono tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate le prestazioni effettuate. Verifica comunque che siano presenti e che gli importi siano corretti.

Devo presentare la documentazione al CAF?

Si, al momento della compilazione del 730 devi mostrare le fatture, le ricevute e le prove di pagamento tracciabile.

📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.



Assistenza per il 730 a Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730 inserendo tutte le detrazioni a cui hai diritto, comprese le spese veterinarie.

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  • Telefono: 0432 1638640
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Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-01 09:00:002026-05-24 09:38:43Spese Veterinarie 730 2026: Detrazione, Limiti e Come Richiederla
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Errore Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026: Attenzione al Quadro RT e Minusvalenze

Dichiarazione dei redditi 730

L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026 ha acceso i riflettori su una sezione della dichiarazione dei redditi che riguarda milioni di contribuenti italiani: il Quadro RT, dedicato alle plusvalenze e minusvalenze derivanti da operazioni su titoli, strumenti finanziari e partecipazioni. Un errore tecnico ha generato dati precompilati scorretti o precompilazioni mancanti per chi aveva minusvalenze pregresse da riportare, creando confusione tra contribuenti e professionisti del settore. In questa guida ti spieghiamo che cosa è successo, chi è coinvolto, quali sono le conseguenze fiscali e soprattutto come tutelarsi per non pagare imposte che non sono dovute.

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Indice dei contenuti

  1. Che cos’è il Quadro RT del Modello Redditi PF
  2. L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel 2026: cosa è successo
  3. Chi è coinvolto dall’errore sul Quadro RT
  4. Come funziona la compensazione minusvalenze-plusvalenze
  5. Conseguenze fiscali dell’errore: il rischio di pagare di più
  6. Come verificare il Quadro RT nel precompilato
  7. Come correggere l’errore nella dichiarazione
  8. Tabella riepilogativa: Quadro RT e compensazione 2026
  9. Domande frequenti (FAQ)

Che cos’è il Quadro RT del Modello Redditi PF

Il Quadro RT è la sezione della dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF) dedicata alle plusvalenze e minusvalenze derivanti da operazioni finanziarie. Per capire di cosa si tratta, facciamo un passo indietro con un esempio pratico.

Supponiamo che Mario abbia acquistato azioni di una società quotata in Borsa per 10.000 euro e le abbia rivendute a 7.000 euro. Ha realizzato una minusvalenza di 3.000 euro, cioè una perdita di natura finanziaria. Questa perdita non va sprecata: la normativa fiscale italiana consente di compensarla con le plusvalenze future (cioè con eventuali guadagni realizzati nei 4 anni successivi). Solo sulla differenza positiva rimanente si pagherà l’imposta sostitutiva del 26%.

Il Quadro RT del Modello Redditi PF serve proprio a questo: registrare le plusvalenze e le minusvalenze dell’anno, calcolare l’imposta sostitutiva dovuta e riportare le minusvalenze non compensate agli anni successivi. Si tratta di una sezione fondamentale per chi investe in:

  • Azioni e obbligazioni negoziate in mercati regolamentati e non
  • ETF e fondi comuni di investimento
  • Contratti derivati (futures, options, certificati)
  • Partecipazioni non qualificate in società
  • Valute estere e metalli preziosi in regime dichiarativo

Chi utilizza il regime dichiarativo (invece del regime amministrato, dove è l’intermediario a fare tutto) deve compilare il Quadro RT autonomamente nella propria dichiarazione dei redditi PF 2026. Ed è proprio qui che è emerso un problema grave nel 2026.

L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel 2026: cosa è successo

Nel mese di maggio 2026, dopo il rilascio del Modello Redditi PF precompilato (disponibile dal 30 aprile 2026, data anticipata rispetto al passato per effetto della riforma fiscale), sono emerse segnalazioni diffuse da parte di commercialisti, CAF e contribuenti: il Quadro RT appariva compilato in modo errato o, in alcuni casi, le minusvalenze pregresse riportabili non risultavano valorizzate nella precompilata.

L’Agenzia delle Entrate ha utilizzato i dati comunicati dagli intermediari finanziari (banche, SIM, broker) tramite le certificazioni degli intermediari (CU finanziaria) per precompilare il Quadro RT. Tuttavia, in alcuni casi i dati trasmessi dagli intermediari presentavano incongruenze, oppure il sistema di precompilazione ha gestito in modo non corretto il riporto delle minusvalenze residue dagli anni precedenti (2022-2025).

In particolare, i problemi segnalati riguardano principalmente due situazioni distinte:

  • Minusvalenze pregresse non riportate: il precompilato non ha trascinato le perdite finanziarie residue degli anni precedenti (riportabili per 4 anni), generando un calcolo dell’imposta sostitutiva potenzialmente maggiore di quella dovuta.
  • Dati errati sulle operazioni 2025: in alcuni casi i valori di acquisto (costo fiscale) risultavano diversi da quelli effettivi, alterando il calcolo delle plusvalenze e minusvalenze dell’anno d’imposta 2025.

L’errore nel Modello Redditi 2026 non è unico nel suo genere: già negli anni passati si sono verificate anomalie nei dati precompilati, ma il caso del Quadro RT è particolarmente delicato perché riguarda importi potenzialmente significativi e perché il contribuente che accetta la dichiarazione precompilata senza verificarla rischia di pagare imposte sostitutive non dovute.

Chi è coinvolto dall’errore sul Quadro RT

Non tutti i contribuenti sono interessati dall’errore nel Modello Redditi 2026. Il problema riguarda in modo specifico chi:

  • Ha realizzato minusvalenze negli anni 2022, 2023, 2024 o 2025 e non le ha ancora completamente compensate con plusvalenze successive
  • Ha un deposito titoli in regime dichiarativo (e non nel più comune regime amministrato, dove è la banca a calcolare e versare l’imposta)
  • Ha effettuato operazioni su strumenti finanziari complessi (ETF, certificates, derivati) dove il costo fiscale può essere difficile da determinare
  • Ha avuto operazioni di switch o rimborso di fondi con risultati negativi
  • Ha ricevuto certificazioni da più intermediari che devono essere aggregate nella dichiarazione

Se rientri in una di queste categorie, è fondamentale non accettare passivamente il precompilato ma verificarne i dati con attenzione. Chiunque abbia in portafoglio titoli e utilizzi il regime dichiarativo dovrebbe controllare il proprio Quadro RT prima di inviare la dichiarazione dei redditi PF 2026. Affidati al CAF Centro Fiscale per una verifica accurata: i nostri esperti ti guidano in ogni passaggio.

Come funziona la compensazione minusvalenze-plusvalenze

Per capire perché l’errore nel Quadro RT sia così grave, è necessario spiegare come funziona la compensazione tra minusvalenze e plusvalenze in ambito fiscale italiano.

Quando vendi un titolo in perdita, generi una minusvalenza. Questa perdita può essere utilizzata per ridurre le plusvalenze (guadagni) realizzate nello stesso anno oppure nei 4 anni fiscali successivi. In pratica, il fisco ti permette di “portare avanti” le perdite per non pagarle invano.

Esempio pratico: Lucia ha realizzato nel 2022 una minusvalenza di 5.000 euro su azioni. Nel 2023 ha avuto una plusvalenza di 2.000 euro, che ha compensato parzialmente. Restano 3.000 euro di minusvalenze da riportare. Nel 2025 (anno d’imposta del Modello Redditi 2026) realizza una plusvalenza di 4.000 euro. Senza compensazione, pagherebbe il 26% su 4.000 euro = 1.040 euro. Con la compensazione corretta, paga il 26% solo su 1.000 euro (4.000 – 3.000) = 260 euro. La differenza è di 780 euro. Se il precompilato non tiene conto delle minusvalenze residue, Lucia pagherebbe 780 euro in più del dovuto.

Il meccanismo di compensazione si applica a plusvalenze e minusvalenze di natura omogenea: le perdite su azioni possono compensare guadagni su azioni, obbligazioni, ETF e certificati; le perdite su derivati compensano guadagni su derivati. Esistono limitazioni specifiche per gli OICR (fondi comuni e SICAV): le minusvalenze su OICR non possono compensare le plusvalenze su OICR, ma possono compensare plusvalenze su azioni e altri strumenti finanziari. Questa distinzione tecnica è una delle aree dove gli errori si verificano più frequentemente.

Nel Quadro RT del Modello Redditi PF troviamo le seguenti sezioni principali:

  • RT1-RT2: plusvalenze da partecipazioni qualificate (aliquota IRPEF progressiva sul 49,72% dell’importo)
  • RT2: plusvalenze da partecipazioni non qualificate (imposta sostitutiva 26%)
  • RT21-RT30: minusvalenze e differenziali negativi con riporto agli anni successivi
  • RT34: compensazione con minusvalenze degli anni precedenti

Conseguenze fiscali dell’errore: il rischio di pagare di più

Le conseguenze fiscali dell’errore nel Modello Redditi 2026 sul Quadro RT possono essere significative. Analizziamo le due casistiche principali.

Caso 1 — Minusvalenze pregresse non riportate. Se il precompilato non include le minusvalenze residue degli anni precedenti, il contribuente che lo accetta senza modifiche pagherà l’imposta sostitutiva del 26% sull’intera plusvalenza 2025, anziché sulla parte netta. Questo si traduce in un versamento in eccesso, recuperabile solo tramite dichiarazione integrativa a favore (presentabile entro il termine ordinario di presentazione della dichiarazione successiva) o istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate.

Caso 2 — Costo fiscale errato. Se il precompilato riporta un costo fiscale inferiore a quello reale, la plusvalenza (e quindi l’imposta) risulta gonfiata. Anche in questo caso il contribuente pagherebbe più del dovuto. Il recupero avviene nelle stesse modalità del caso 1.

È importante sottolineare che il contribuente che accetta il precompilato senza modifiche e lo invia beneficia di una protezione speciale: l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli documentali sulle spese indicate dalla stessa Agenzia nel precompilato. Tuttavia, questa protezione non vale se i dati errati derivano da informazioni sbagliate fornite dall’intermediario finanziario, o se il contribuente aveva minusvalenze residue da anni precedenti che il sistema non ha incluso automaticamente.

Un ulteriore rischio riguarda chi ha effettuato operazioni in regime dichiarativo con più broker o banche: i dati devono essere aggregati manualmente, e l’eventuale errore del precompilato su uno degli intermediari può passare inosservato se non si incrociano tutti i dati. Per avere la certezza di un Quadro RT corretto, il consiglio del CAF Centro Fiscale è di verificare ogni singola operazione con la documentazione originale (contratti di acquisto, estratti conto, CU finanziaria dell’intermediario).

Come verificare il Quadro RT nel precompilato

Verificare il Quadro RT nel Modello Redditi precompilato 2026 richiede un confronto tra i dati della dichiarazione e la documentazione in tuo possesso. Ecco i passaggi fondamentali.

1. Accedi al precompilato. Dal 30 aprile 2026 è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate il Modello Redditi PF precompilato. A differenza del 730, il Modello Redditi è riservato a chi ha redditi più complessi (redditi di impresa, partecipazioni, redditi esteri, plusvalenze finanziarie significative). Il CAF Centro Fiscale può accedere al precompilato per tuo conto in modo sicuro e verificarne l’accuratezza.

2. Controlla le minusvalenze pregresse residue. Recupera le dichiarazioni degli anni precedenti (2022-2025) e individua le minusvalenze non ancora compensate riportate nel Quadro RT di ciascun anno. Queste devono comparire nel Quadro RT 2026 nella sezione dedicata al riporto (rigo RT34 o equivalente). Se non compaiono, il precompilato è errato e va corretto.

3. Verifica i dati dell’anno d’imposta 2025. Confronta le operazioni indicate nel precompilato con:

  • La Certificazione Unica finanziaria rilasciata dalla banca/broker (da ricevere entro il 31 marzo 2026)
  • I rendiconti annuali del deposito titoli al 31 dicembre 2025
  • I contratti di acquisto per verificare il costo fiscale originale
  • Le comunicazioni di corporate action (frazionamenti, raggruppamenti, fusioni) che possono modificare il costo fiscale

4. Attenzione ai valori negativi. Una minusvalenza da compensare non riduce l’imposta da pagare se non viene inserita correttamente. Verifica che ogni perdita sia stata registrata e che il totale delle minusvalenze riportabili corrisponda a quanto presente nelle dichiarazioni degli anni precedenti.

Come correggere l’errore nella dichiarazione

Se hai riscontrato un errore nel Quadro RT del Modello Redditi 2026, non devi preoccuparti: la normativa fiscale prevede strumenti precisi per correggere la situazione. Ecco le opzioni disponibili.

Opzione 1 — Modifica prima dell’invio. Se hai già accesso al precompilato ma non hai ancora inviato la dichiarazione, puoi modificarlo liberamente. Basta correggere i dati errati nel Quadro RT (aggiungendo le minusvalenze mancanti o rettificando i costi fiscali) prima di procedere all’invio. In questo caso, tieni presente che modificando il precompilato perdi parzialmente la protezione dai controlli documentali per la sezione modificata. La scadenza per il Modello Redditi PF 2026 è il 30 novembre 2026.

Opzione 2 — Dichiarazione integrativa a favore. Se hai già inviato la dichiarazione con il Quadro RT errato e ti accorgi dell’errore successivamente, puoi presentare una dichiarazione integrativa a favore (ai sensi dell’art. 2 comma 8-bis del DPR 322/1998). Questa va presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo (quindi entro il 30 novembre 2027 per correggere il Modello Redditi 2026). Il rimborso dell’eventuale imposta sostitutiva versata in eccesso avviene tramite il credito d’imposta da indicare nella dichiarazione successiva.

Opzione 3 — Istanza di rimborso. In alternativa alla dichiarazione integrativa, puoi presentare un’istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate ai sensi dell’art. 38 del DPR 602/1973, entro 48 mesi dal versamento indebito. Questa procedura è più lenta rispetto alla dichiarazione integrativa, ma è l’unica percorribile se i termini per l’integrativa sono decorsi.

In tutti i casi, il CAF Centro Fiscale ti consiglia di non procedere da solo se non hai familiarità con il Quadro RT e le sue complessità tecniche. La compilazione errata di una dichiarazione integrativa può generare nuovi errori o persino accertamenti. I nostri operatori sono specializzati nella gestione di queste situazioni e si occupano di tutto, dalla raccolta della documentazione all’invio della dichiarazione corretta.

Tabella riepilogativa: Quadro RT e compensazione 2026

ElementoDettaglio
Sezione dichiarazioneQuadro RT — Modello Redditi PF
Aliquota imposta sostitutiva26% sulle plusvalenze nette da partecipazioni non qualificate
Riporto minusvalenzeFino a 4 anni fiscali successivi a quello di realizzo
Scadenza Modello Redditi PF 202630 novembre 2026
Precompilato disponibile dal30 aprile 2026
Correttivo entro30 novembre 2026 (stesso termine dell’ordinaria)
Integrativa a favore entro30 novembre 2027 (termine dichiarazione anno successivo)
Istanza rimborso art. 38Entro 48 mesi dal versamento
Norma di riferimento compensazioneArt. 68 c. 3 e 4 TUIR (DPR 917/1986)

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti (FAQ)

Devo preoccuparmi se uso il regime amministrato della banca?

No. Il problema dell’errore nel Modello Redditi 2026 riguarda principalmente chi utilizza il regime dichiarativo, dove è il contribuente (tramite la dichiarazione dei redditi) a calcolare e versare l’imposta sulle plusvalenze. Se invece utilizzi il regime amministrato (il più diffuso tra i privati), è la banca o il broker ad applicare automaticamente l’imposta sostitutiva del 26% su ogni operazione e a gestire la compensazione delle minusvalenze. In questo caso non devi compilare il Quadro RT e non sei coinvolto dall’errore.

Come faccio a sapere se ho minusvalenze pregresse da recuperare?

Le minusvalenze da compensare degli anni precedenti sono indicate nel Quadro RT delle dichiarazioni dei redditi degli anni 2022, 2023, 2024 e 2025 (rigo RT31 o equivalente). Se non le ricordi con certezza, il CAF Centro Fiscale può recuperare le tue dichiarazioni precedenti e verificare quali minusvalenze residue hai ancora disponibili. Conserva sempre una copia delle tue dichiarazioni dei redditi: sono documenti fondamentali per la gestione fiscale del portafoglio.

Se ho già pagato in eccesso, posso recuperare l’importo?

Sì. Chi ha versato un’imposta sostitutiva superiore a quella dovuta a causa dell’errore nel Quadro RT può recuperarla presentando una dichiarazione integrativa a favore entro il 30 novembre 2027, oppure un’istanza di rimborso entro 48 mesi dal versamento. In entrambi i casi, il CAF Centro Fiscale ti assiste in tutto l’iter: dalla verifica del diritto al rimborso alla presentazione dei documenti necessari.

L’errore nel precompilato mi tutela da eventuali sanzioni?

In linea di massima, se l’errore deriva da dati trasmessi in modo scorretto dall’intermediario finanziario, la responsabilità ricade sull’intermediario stesso e non sul contribuente. Tuttavia, il contribuente che accetta la dichiarazione precompilata senza verificarla si assume la responsabilità dei dati in essa contenuti. È quindi sempre consigliabile verificare il Quadro RT prima dell’invio, anche quando si utilizza il precompilato.

Il Quadro RT riguarda anche le criptovalute?

No, le criptovalute e cripto-attività non vanno dichiarate nel Quadro RT ma nel Quadro W del Modello Redditi PF (che ha sostituito il vecchio Quadro RW per le cripto dal 2023). Le plusvalenze da cripto-attività realizzate dal 2026 sono tassate con aliquota del 33% (aumentata rispetto al 26% precedente per effetto della Legge di Bilancio 2025). Per approfondire, consulta il nostro articolo sulle criptovalute nel Modello 730/2026.

Hai bisogno di verificare il tuo Quadro RT? Contattaci

L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026 sul Quadro RT è un problema concreto che può costare centinaia o anche migliaia di euro di imposte pagate in eccesso. La soluzione è verificare attentamente la propria dichiarazione prima di inviarla, confrontando i dati del precompilato con la documentazione originale.

Se hai effettuato operazioni finanziarie negli ultimi anni e hai dubbi sul tuo Quadro RT minusvalenze 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia, per verificare il tuo Modello Redditi PF 2026, correggere eventuali errori e tutelarti da versamenti in eccesso.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il nostro team di esperti si occupa di tutto, dalla raccolta dei documenti all’invio della dichiarazione corretta, sia in presenza a Udine che comodamente da casa tua tramite il servizio online.

Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 22:58:502026-05-31 17:41:20Errore Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026: Attenzione al Quadro RT e Minusvalenze
DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Errori Comuni 730 2026 Come Evitarli

Dichiarazione dei redditi 730

La dichiarazione dei redditi tramite modello 730 è uno degli adempimenti fiscali più importanti per milioni di contribuenti italiani. Ogni anno, però, errori comuni nella compilazione del 730 possono causare sanzioni, ritardi nei rimborsi o accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

In questa guida completa per il 730/2026 (anno d’imposta 2025) analizziamo gli errori più frequenti, le conseguenze e soprattutto come correggerli tempestivamente per evitare problemi con il Fisco.

1. Errori nei Dati Anagrafici e nel Codice Fiscale

Uno degli errori più banali ma più comuni riguarda i dati anagrafici: codice fiscale errato, indirizzo di residenza non aggiornato o stato civile non corretto.

Conseguenze

  • Dichiarazione non valida se il codice fiscale non corrisponde
  • Rimborsi inviati all’indirizzo sbagliato
  • Comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate non ricevute
  • Possibili controlli automatici

Come Evitarlo

  • Verificare sempre il codice fiscale sulla tessera sanitaria
  • Controllare che la residenza anagrafica sia aggiornata
  • Comunicare tempestivamente i cambi di indirizzo all’Anagrafe comunale
  • Verificare lo stato civile (celibe/nubile, coniugato, divorziato, vedovo)

2. Familiari a Carico: Errori su Detrazioni e Percentuali

Le detrazioni per familiari a carico sono tra le voci che generano più errori nel 730. Molti contribuenti non sanno che dal 2022 le detrazioni per figli sono sostituite dall’Assegno Unico Universale.

Errori Più Comuni

  • Indicare figli a carico nel 730/2026: le detrazioni per figli under 21 non vanno più indicate (c’è l’Assegno Unico)
  • Percentuale di carico errata tra coniugi (deve essere 50%-50% salvo accordo diverso)
  • Indicare familiari con reddito superiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per figli under 24)
  • Non comunicare variazioni (es. figlio che inizia a lavorare)

Come Correggersi

  • Verificare il reddito complessivo di ogni familiare
  • Per i figli, indicare solo quelli over 21 o disabili
  • Accordarsi con il coniuge sulla ripartizione percentuale (50-50, 100-0, ecc.)
  • Conservare documentazione dei redditi dei familiari

3. Spese Sanitarie: Documentazione e Limiti di Detrazione

Le spese mediche e sanitarie sono detraibili al 19% sulla parte eccedente 129,11 euro. Tuttavia, molti contribuenti commettono errori nella loro indicazione.

Errori Tipici

  • Includere spese non tracciabili (pagate in contanti senza fattura elettronica)
  • Non sottrarre la franchigia di 129,11 euro
  • Indicare spese sanitarie di familiari non a carico
  • Inserire ticket e prestazioni già rimborsate da assicurazione/azienda
  • Non conservare le ricevute/fatture per 5 anni

Tracciabilità Obbligatoria dal 2020

Dal 2020, le spese sanitarie devono essere pagate con mezzi tracciabili (bancomat, carta di credito, bonifico) per essere detraibili. Fanno eccezione:

  • Acquisto farmaci e dispositivi medici
  • Prestazioni sanitarie erogate da strutture pubbliche o accreditate SSN

Come Evitare Errori

  • Verificare che le spese siano nel 730 precompilato (Sistema Tessera Sanitaria)
  • Pagare sempre con mezzi tracciabili
  • Conservare fatture e ricevute
  • Controllare eventuali rimborsi assicurativi da sottrarre

4. Bonus Casa, Ristrutturazioni e Superbonus: Errori Catastali

Le detrazioni per ristrutturazioni edilizie, bonus mobili, ecobonus e superbonus richiedono dati catastali precisi e documentazione specifica.

Errori Frequenti

  • Dati catastali errati (sezione, foglio, particella, subalterno)
  • Anno di sostenimento spesa non corretto
  • Indicare il 100% della detrazione in un solo anno invece di ripartirla in 10 anni
  • Non indicare la quota di detrazione se l’immobile è in comproprietà
  • Confondere bonifico ordinario con bonifico parlante (obbligatorio per le detrazioni)

Superbonus 110%: Attenzione Speciale

Per il Superbonus (ora al 70% nel 2024-2025) è fondamentale:

  • Verificare se si è optato per sconto in fattura o cessione del credito
  • Non indicare spese nel 730 se già cedute
  • Conservare comunicazione di opzione all’Agenzia delle Entrate

Come Correggersi

  • Richiedere visura catastale aggiornata su CatastoOnline
  • Verificare bonifici parlanti con causale corretta
  • Ripartire correttamente le quote annuali (1/10 ogni anno)
  • Conservare comunicazioni ENEA per ecobonus

5. Redditi da Lavoro Dipendente e Pensione: CU Errata

La Certificazione Unica (CU) fornita da datore di lavoro o INPS può contenere errori. Molti contribuenti la inseriscono nel 730 senza verificarla.

Errori Tipici

  • Dati previdenziali errati
  • Giorni di lavoro non corretti
  • Detrazioni applicate in modo errato dal sostituto d’imposta
  • Trattamenti integrativi mancanti o duplicati
  • Non indicare più CU se si hanno avuto più datori di lavoro

Come Verificare

  • Confrontare la CU con le buste paga dell’anno
  • Verificare che tutte le CU siano nel 730 precompilato
  • Controllare giorni di lavoro e detrazioni
  • Richiedere CU sostitutiva al datore di lavoro se errata

6. Contratti di Affitto: Canone e Cedolare Secca

Chi percepisce redditi da locazione deve indicarli correttamente nel 730, scegliendo tra regime ordinario o cedolare secca.

Errori Comuni

  • Indicare il canone annuo invece che quello effettivamente percepito
  • Non comunicare l’opzione per la cedolare secca
  • Errori nel calcolo della percentuale di possesso
  • Non indicare contratti registrati tardivamente
  • Confondere affitto abitazione con affitto commerciale

Cedolare Secca: Come Funziona

La cedolare secca è un’imposta sostitutiva del 21% (10% per contratti a canone concordato) che sostituisce IRPEF, addizionali e imposte di registro/bollo.

  • Va comunicata al conduttore con rinuncia all’aggiornamento ISTAT
  • Si sceglie alla registrazione del contratto o in dichiarazione
  • Vale solo per locazioni abitative a persone fisiche

Come Evitare Errori

  • Conservare copia del contratto registrato
  • Verificare i canoni effettivamente incassati
  • Comunicare tempestivamente l’opzione cedolare secca
  • Indicare correttamente percentuale di possesso

7. Redditi da Lavoro Autonomo e Occasionale

I redditi di lavoro autonomo occasionale (senza partita IVA) vanno indicati nel quadro D del 730, ma molti contribuenti li omettono o li dichiarano in modo errato.

Errori Tipici

  • Non dichiarare collaborazioni occasionali sotto i 5.000 euro
  • Confondere lavoro occasionale con lavoro autonomo abituale
  • Non sottrarre le ritenute d’acconto già versate
  • Indicare compensi lordi invece che netti di contributi

Soglie di Attenzione

  • Lavoro occasionale fino a 5.000 euro/anno: no partita IVA necessaria
  • Oltre 5.000 euro: scatta obbligo di iscrizione Gestione Separata INPS
  • Ritenuta d’acconto del 20% applicata dal committente

Come Dichiarare Correttamente

  • Richiedere ricevute o certificazioni ai committenti
  • Indicare compensi al lordo delle ritenute subite
  • Sottrarre nel quadro D le ritenute già versate
  • Conservare documentazione per 5 anni

8. Oneri Deducibili e Detraibili: Confusione e Limiti

Molti contribuenti confondono oneri deducibili (riducono il reddito imponibile) e oneri detraibili (riducono l’imposta al 19%).

Oneri Deducibili Principali

  • Contributi previdenziali obbligatori
  • Contributi previdenziali integrativi
  • Contributi per fondo pensione (limite 5.164,57 euro)
  • Assegno di mantenimento all’ex coniuge

Oneri Detraibili al 19%

  • Spese mediche (oltre 129,11 euro)
  • Interessi mutuo prima casa (limite 4.000 euro)
  • Spese scolastiche e universitarie
  • Spese funebri (limite 1.550 euro)
  • Attività sportiva figli (limite 210 euro per figlio)

Errori Comuni

  • Inserire oneri deducibili tra quelli detraibili e viceversa
  • Superare i limiti di spesa detraibile
  • Non sottrarre franchigie (es. 129,11 euro per spese mediche)
  • Indicare spese non documentate

9. Come Correggere un 730 Già Inviato

Se ti accorgi di aver commesso un errore dopo aver inviato il 730, puoi correggerlo con diverse modalità a seconda del tipo di errore e del momento.

730 Integrativo (entro il 25 ottobre 2026)

Se l’errore comporta un maggior rimborso o minor debito, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre dell’anno di presentazione.

  • Si presenta tramite CAF o professionista abilitato
  • Non comporta sanzioni
  • Permette di recuperare maggiori detrazioni dimenticate

Modello Redditi Correttivo (entro il 30 novembre 2026)

Se l’errore comporta un maggior debito o minor credito, devi presentare il modello Redditi PF correttivo entro il 30 novembre.

  • Si paga l’imposta dovuta con ravvedimento operoso
  • Sanzione ridotta: 1/10 del minimo (dal 10% al 1%)
  • Calcolo interessi legali

Dichiarazione Integrativa (entro 5 anni)

Oltre i termini del 730 integrativo, puoi presentare una dichiarazione integrativa entro il 31 dicembre del 5° anno successivo.

  • Modello Redditi PF obbligatorio
  • Ravvedimento operoso con sanzioni e interessi
  • Utile per recuperare detrazioni dimenticate

10. Sanzioni per Errori nel 730: Cosa Rischi

Le sanzioni fiscali per errori nel 730 dipendono dalla natura dell’errore e dal comportamento del contribuente.

Dichiarazione Infedele

Se l’errore comporta un minor versamento di imposte:

  • Sanzione dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta
  • Ridotta al 10% con ravvedimento operoso entro 90 giorni
  • Ridotta a 1/9 del minimo se corretta prima dell’accertamento

Dichiarazione Omessa

Se non presenti il 730 pur essendo obbligato:

  • Sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta
  • Minimo 250 euro anche senza imposta dovuta
  • Ravvedimento operoso: sanzione ridotta se presenti entro 90 giorni

Errori Formali Senza Maggiori Imposte

Se l’errore è solo formale (es. dati catastali sbagliati ma spesa corretta):

  • Sanzione da 250 a 2.000 euro
  • Riducibile con ravvedimento operoso
  • Eliminabile se si corregge tempestivamente

Consigli Pratici per Evitare Errori nel 730/2026

  1. Verifica il 730 precompilato: controlla ogni voce, non fidarti ciecamente
  2. Conserva tutta la documentazione: scontrini, fatture, ricevute per almeno 5 anni
  3. Paga con mezzi tracciabili: usa bancomat/carta per spese detraibili
  4. Affidati a un CAF o commercialista: il visto di conformità ti protegge da sanzioni
  5. Controlla le CU: verifica che i dati coincidano con buste paga
  6. Aggiorna dati anagrafici: residenza e stato civile devono essere corretti
  7. Rivedi familiari a carico: verifica requisiti reddituali ogni anno
  8. Non dimenticare redditi occasionali: anche piccoli importi vanno dichiarati
  9. Calcola correttamente le quote pluriennali: ristrutturazioni, mutui, ecc.
  10. Se hai dubbi, chiedi: meglio una consulenza preventiva che sanzioni successive

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Conclusione

Evitare errori comuni nel 730/2026 è fondamentale per non incorrere in sanzioni, ritardi nei rimborsi o accertamenti fiscali. La maggior parte degli errori deriva da disattenzione, mancata documentazione o scarsa conoscenza delle regole fiscali.

Se hai commesso un errore, ricorda che puoi sempre correggerlo con il 730 integrativo o il ravvedimento operoso, riducendo notevolmente le sanzioni.

Hai bisogno di aiuto per il tuo 730/2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione, verifica e correzione della dichiarazione dei redditi. Contattaci per una consulenza personalizzata e evita errori costosi!

📞 Prenota un appuntamento presso il nostro CAF e presenta il 730 con la certezza di averlo fatto correttamente.

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DICHIARAZIONE DEI REDDITI

730 Precompilato 2026: Come Accedere, Modificare e Inviare Online

Dichiarazione dei redditi 730

Il 730 precompilato 2026 e disponibile online dal 15 aprile 2026 nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Puoi accedere con SPID, CIE o CNS, controllare i dati inseriti dal Fisco, modificarli se necessario e inviare la dichiarazione direttamente online entro il 30 settembre 2026.

In questa guida ti spieghiamo passo passo come accedere al 730 precompilato 2026, come verificare le informazioni precaricate (redditi, detrazioni, spese mediche), come effettuare modifiche e come inviare la dichiarazione in autonomia o tramite CAF.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il 730 precompilato 2026
  2. Quando e disponibile e scadenze
  3. Come accedere al 730 precompilato con SPID o CIE
  4. Cosa controllare nel 730 precompilato
  5. Come modificare i dati precompilati
  6. Come inviare la dichiarazione online
  7. Meglio inviare da soli o tramite CAF?
  8. FAQ – Domande frequenti

1. Cos’e il 730 precompilato 2026

Il 730 precompilato e la dichiarazione dei redditi che l’Agenzia delle Entrate prepara automaticamente per te, utilizzando le informazioni gia in suo possesso:

  • Certificazione Unica (CU) trasmessa dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico
  • Spese mediche e sanitarie inviate da farmacie, ospedali, medici e strutture sanitarie
  • Spese universitarie comunicate dagli atenei
  • Bonifici per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico
  • Premi assicurativi trasmessi dalle compagnie
  • Contributi previdenziali versati (INPS, casse professionali)

Il sistema raccoglie automaticamente questi dati e li inserisce nei campi corretti del modello 730, permettendoti di risparmiare tempo ed evitare errori di trascrizione.

Importante: il 730 precompilato e una proposta che puoi accettare cosi com’e, modificare o integrare con ulteriori spese detraibili/deducibili che il Fisco non conosce (es. spese per assistenza a familiari disabili, donazioni, abbonamenti trasporto pubblico).


2. Quando e disponibile e scadenze 2026

Ecco il calendario completo per il 730 precompilato 2026:

DataEvento
15 aprile 2026Disponibilita del 730 precompilato nell’area riservata Agenzia Entrate
31 maggio 2026Ultima data per modificare il 730 precompilato senza perdere i vantaggi della dichiarazione semplificata
30 giugno 2026Scadenza invio tramite CAF o professionista abilitato
30 settembre 2026Scadenza invio diretto online (fai da te)

Attenzione: se invii il 730 entro maggio, il rimborso IRPEF arrivera piu velocemente (generalmente a luglio/agosto). Chi invia a settembre potrebbe ricevere il rimborso solo a fine anno.


3. Come accedere al 730 precompilato con SPID o CIE

Per accedere al 730 precompilato 2026 devi avere una delle seguenti credenziali digitali:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identita Digitale) – livello 2 o superiore
  • CIE (Carta d’Identita Elettronica) con PIN
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) con lettore smart card

Procedura passo passo per accedere:

STEP 1 – Collegati al sito dell’Agenzia delle Entrate

Vai su www.agenziaentrate.gov.it e clicca su “Accedi all’area riservata” in alto a destra.

STEP 2 – Scegli il metodo di accesso

Seleziona:

  • SPID – scegli il tuo provider (Poste, Aruba, Infocert, ecc.) e inserisci username e password
  • CIE – avvicina la carta al lettore NFC dello smartphone o usa il lettore USB per PC
  • CNS – inserisci la smart card nel lettore e digita il PIN

STEP 3 – Entra nell’area riservata

Una volta autenticato, sarai reindirizzato all’area riservata personale. Cerca la sezione “Dichiarazione precompilata” e clicca su “Accedi al 730 precompilato 2026”.

STEP 4 – Visualizza la dichiarazione

Il sistema ti mostrera il prospetto di liquidazione con l’importo a debito o a credito calcolato automaticamente. Puoi:

  • Accettare la dichiarazione cosi com’e (se tutti i dati sono corretti)
  • Modificare i dati inserendo spese mancanti o correggendo errori
  • Visualizzare il dettaglio di ogni sezione (redditi, detrazioni, ritenute)

4. Cosa controllare nel 730 precompilato

Prima di inviare la dichiarazione, verifica attentamente questi elementi:

Dati anagrafici e familiari a carico

  • Codice fiscale, residenza, stato civile
  • Coniuge e figli a carico (percentuali di detrazione corrette)
  • Altri familiari a carico (genitori, fratelli disabili)

Redditi da lavoro dipendente o pensione

  • Verifica che la CU sia stata acquisita correttamente
  • Controlla l’importo del reddito e le ritenute IRPEF operate
  • Se hai cambiato lavoro nel 2025, controlla che ci siano tutte le CU

Spese sanitarie

  • Farmaci, ticket, visite mediche, analisi
  • Attenzione: non tutte le farmacie trasmettono i dati. Controlla gli scontrini parlanti e integra eventuali spese mancanti
  • Spese per familiari a carico devono essere intestate a te o al familiare

Spese per ristrutturazioni edilizie

  • Bonifici per bonus casa, ecobonus, bonus facciate
  • Verifica che le rate residue degli anni precedenti siano state riportate

Altre spese detraibili/deducibili

Queste spese non sempre sono precompilate e vanno integrate manualmente:

  • Abbonamenti trasporto pubblico locale
  • Spese funebri
  • Erogazioni liberali (donazioni a ONLUS, associazioni sportive dilettantistiche)
  • Assegni di mantenimento all’ex coniuge
  • Contributi previdenziali integrativi volontari
  • Spese per badanti e assistenza a disabili

5. Come modificare i dati precompilati

Se trovi errori o dati mancanti, puoi modificare il 730 precompilato direttamente online.

Come aggiungere una spesa:

  1. Accedi alla sezione corrispondente (es. “Spese sanitarie”)
  2. Clicca su “Aggiungi spesa”
  3. Inserisci i dati richiesti: importo, data, tipologia di spesa
  4. Salva e verifica che il prospetto di liquidazione si aggiorni automaticamente

Come correggere un dato errato:

  1. Individua il campo da correggere (es. importo CU errato)
  2. Clicca sull’icona “Modifica”
  3. Inserisci il valore corretto
  4. Salva le modifiche

Importante: se modifichi dati che derivano dalla CU (es. redditi, ritenute), il sistema ti chiedera di confermare la modifica. In questo caso, il sostituto d’imposta non sara responsabile di eventuali errori.


6. Come inviare la dichiarazione online

Una volta completato il controllo e integrate le spese mancanti, puoi procedere all’invio.

Invio in autonomia (fai da te):

  1. Clicca su “Invia dichiarazione”
  2. Il sistema ti mostrera il riepilogo finale con l’importo a debito o a credito
  3. Conferma l’invio inserendo il codice OTP ricevuto via SMS o email
  4. Riceverai una ricevuta di avvenuta trasmissione con protocollo telematico

Scadenza invio diretto: 30 settembre 2026

Invio tramite CAF o commercialista:

Se preferisci un controllo professionale, puoi:

  1. Scaricare il PDF del 730 precompilato dall’area riservata
  2. Portarlo al CAF o al commercialista con i documenti delle spese integrate
  3. Il professionista verifichera i dati, apportera eventuali correzioni e inviera la dichiarazione per tuo conto

Scadenza invio tramite intermediario: 30 giugno 2026

Vantaggi dell’invio tramite CAF:

  • Verifica professionale di tutte le detrazioni applicabili
  • Controllo preventivo per evitare errori formali
  • Assistenza in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate
  • Garanzia di conformita fiscale (il CAF risponde in solido con te in caso di errori)

7. Meglio inviare da soli o tramite CAF?

La scelta dipende dalla complessita della tua situazione fiscale.

Puoi inviare da solo se:

  • Hai solo redditi da lavoro dipendente o pensione
  • Poche spese detraibili (mediche, ristrutturazioni gia precompilate)
  • Nessun familiare a carico con situazioni particolari
  • Non hai cambiato residenza o lavoro nel 2025

Meglio rivolgersi al CAF se:

  • Hai redditi da piu fonti (lavoro dipendente + autonomo, affitti)
  • Molte spese da integrare manualmente (mediche, scolastiche, universitarie)
  • Hai figli con detrazione 50% da spartire con l’ex coniuge
  • Hai fatto bonifici per ristrutturazioni non ancora tracciati
  • Vuoi massimizzare le detrazioni fiscali senza rischio di errori
  • Hai ricevuto comunicazioni di anomalia dall’Agenzia delle Entrate

Costo servizio CAF: generalmente gratuito per 730 semplici (solo redditi da CU). Per dichiarazioni piu complesse, il CAF puo richiedere un compenso variabile tra 30 e 100 euro.


📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

8. FAQ – Domande frequenti

Quando arriva il rimborso 730 del 2026?

Se invii entro maggio, il rimborso arriva generalmente a luglio/agosto nella busta paga o sul cedolino pensione. Chi invia a settembre riceve il rimborso a fine anno o nei primi mesi del 2027.

Posso modificare il 730 dopo l’invio?

Si, puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 se hai dimenticato spese o commesso errori. Dopo questa data, devi inviare un modello Redditi correttivo.

Cosa succede se non invio il 730?

Se sei obbligato a presentare la dichiarazione (es. hai piu CU, redditi da locazione, plusvalenze), rischi sanzioni da 250 a 1.000 euro. Inoltre, perdi eventuali rimborsi IRPEF spettanti.

Il 730 precompilato include tutte le spese mediche?

No. Solo le spese tracciate elettronicamente (farmaci con ricetta, ticket SSN, fatture sanitarie trasmesse telematicamente) sono precompilate. Spese pagate in contanti o presso strutture che non trasmettono dati vanno integrate manualmente.

Posso delegare qualcuno ad accedere al mio 730 precompilato?

Si, puoi conferire una delega telematica a un CAF, commercialista o altro intermediario abilitato attraverso l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.

Serve lo SPID per forza?

No, puoi usare anche CIE (Carta d’Identita Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Dal 2021 le vecchie credenziali Fisconline non sono piu attive.


Conclusione

Il 730 precompilato 2026 semplifica notevolmente la dichiarazione dei redditi, permettendoti di controllare, modificare e inviare tutto online in pochi clic. Tuttavia, e fondamentale verificare attentamente i dati precaricati e integrare le spese mancanti per ottenere il massimo rimborso possibile.

Se hai dubbi o la tua situazione fiscale e complessa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiuteremo a controllare il 730 precompilato, integrare tutte le spese detraibili e ottimizzare il rimborso IRPEF.

Hai bisogno di assistenza per il 730 precompilato 2026?

Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine:

  • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com

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