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Tag Archivio per: dichiarazione redditi

DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come Presentarla

Dichiarazione dei redditi 730

La dichiarazione dei redditi tardiva rappresenta l’ultima possibilità per regolarizzare la propria posizione fiscale senza incorrere nelle pesanti sanzioni previste per la dichiarazione omessa. Se hai superato la scadenza del 730 o del Modello Redditi PF, non tutto è perduto: la legge ti concede 90 giorni di tempo per presentare la dichiarazione con una sanzione ridotta a soli 25 euro grazie al ravvedimento operoso. In questa guida completa scoprirai come funziona la dichiarazione redditi tardiva nel 2026, quali sono le scadenze precise, come calcolare le sanzioni e cosa rischi se superi anche il termine dei 90 giorni. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per aiutarti a regolarizzare la tua posizione nel modo più conveniente possibile.

Indice dei contenuti

  1. Indice dei Contenuti
  2. Cos’è la Dichiarazione dei Redditi Tardiva
  3. Scadenze Dichiarazione Redditi Tardiva 2026
  4. Sanzioni Dichiarazione Tardiva: Importi e Calcolo
  5. Ravvedimento Operoso: Come Ridurre la Sanzione a 25 Euro
  6. Differenza tra Dichiarazione Tardiva e Omessa: Effetti Pratici
  7. Come Presentare la Dichiarazione Redditi Tardiva
  8. Versamento Imposte Tardive: Sanzioni e Interessi
  9. Impatto su Bonus, Agevolazioni e ISEE
  10. Domande Frequenti sulla Dichiarazione Redditi Tardiva
  11. Conclusione: Non Aspettare, Regolarizza la Tua Posizione

Indice dei Contenuti

  1. Cos’è la Dichiarazione dei Redditi Tardiva
  2. Scadenze Dichiarazione Redditi Tardiva 2026
  3. Sanzioni Dichiarazione Tardiva: Importi e Calcolo
  4. Ravvedimento Operoso: Come Ridurre la Sanzione a 25 Euro
  5. Differenza tra Dichiarazione Tardiva e Omessa
  6. Come Presentare la Dichiarazione Redditi Tardiva
  7. Versamento Imposte Tardive: Sanzioni e Interessi
  8. Impatto su Bonus, Agevolazioni e ISEE
  9. Domande Frequenti
  10. Conclusione

Cos’è la Dichiarazione dei Redditi Tardiva

La dichiarazione dei redditi tardiva è una dichiarazione fiscale presentata dopo la scadenza ordinaria ma entro i 90 giorni successivi. Si tratta di un istituto previsto dall’articolo 2, comma 7 del DPR 322/1998, che considera ancora valida e produttiva di effetti giuridici una dichiarazione inviata in ritardo, purché il ritardo non superi i tre mesi dalla scadenza naturale.

In pratica, se per qualsiasi motivo non sei riuscito a inviare il Modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche entro il termine previsto, la legge ti offre una seconda chance. La dichiarazione tardiva ha lo stesso valore di quella presentata nei termini: viene regolarmente acquisita dall’Agenzia delle Entrate, i crediti eventualmente maturati restano validi e le detrazioni vengono riconosciute. L’unica differenza è che dovrai pagare una sanzione amministrativa, che però può essere notevolmente ridotta grazie al ravvedimento operoso.

È fondamentale comprendere che la dichiarazione redditi tardiva non è un’opzione da prendere alla leggera. Anche se la sanzione è contenuta, il ritardo nella presentazione può avere ripercussioni su altri aspetti della vita fiscale, come l’ISEE e l’accesso a determinati bonus. Per questo motivo, è sempre preferibile rispettare le scadenze oppure, in caso di ritardo, agire il prima possibile per limitare le conseguenze.

Scadenze Dichiarazione Redditi Tardiva 2026

Per sapere entro quando puoi ancora presentare la dichiarazione redditi tardiva nel 2026, devi partire dalle scadenze ordinarie di ciascun modello dichiarativo. Vediamo nel dettaglio tutte le date da ricordare.

Modello 730: Scadenze per la Presentazione Tardiva

Il 730 precompilato 2026 ha come scadenza ordinaria il 30 settembre 2026. Questo significa che chi non riesce a inviarlo entro tale data ha tempo fino al 29 dicembre 2026 per presentare la dichiarazione tardiva. In realtà, chi presenta il 730 in ritardo dovrà in molti casi passare al Modello Redditi PF, poiché il sistema del 730 precompilato potrebbe non accettare più gli invii dopo la scadenza. Il passaggio al Modello Redditi non comporta differenze sostanziali nel risultato fiscale, ma richiede una procedura diversa.

Modello Redditi Persone Fisiche: Scadenze per la Presentazione Tardiva

Il Modello Redditi PF ha come scadenza ordinaria il 30 novembre 2026 (per i redditi dell’anno 2025). Di conseguenza, la dichiarazione tardiva può essere presentata entro il 28 febbraio 2027, ovvero entro 90 giorni dalla scadenza. Questo termine è tassativo: superato il 28 febbraio 2027, la dichiarazione non è più considerata tardiva ma omessa, con conseguenze ben più gravi.

Ecco un riepilogo delle scadenze per la dichiarazione redditi tardiva 2026:

ModelloScadenza ordinariaTermine dichiarazione tardiva
730/202630 settembre 202629 dicembre 2026
Redditi PF/202630 novembre 202628 febbraio 2027

Sanzioni Dichiarazione Tardiva: Importi e Calcolo

Le sanzioni per la dichiarazione redditi tardiva sono disciplinate dall’articolo 1 del D.Lgs. 471/1997 (come modificato dal D.Lgs. 87/2024, la riforma delle sanzioni tributarie). La buona notizia è che la sanzione base per la dichiarazione tardiva è significativamente inferiore rispetto a quella prevista per l’omessa dichiarazione, e può essere ulteriormente ridotta con il ravvedimento operoso.

Sanzione Base: 250 Euro

La sanzione fissa per chi presenta la dichiarazione dei redditi entro 90 giorni dalla scadenza è pari a 250 euro. Questa sanzione si applica indipendentemente dall’importo delle imposte dovute: che tu debba versare 100 euro o 10.000 euro di imposte, la sanzione per il ritardo nella presentazione resta di 250 euro.

Tuttavia, questa è la sanzione “piena”. Grazie al ravvedimento operoso, puoi ridurla drasticamente. Se paghi spontaneamente entro i 90 giorni dalla scadenza, la sanzione scende a 1/10 del minimo, ovvero soli 25 euro. Sì, hai letto bene: con il ravvedimento operoso la dichiarazione tardiva ti costa appena 25 euro di sanzione.

Dichiarazione Tardiva Senza Imposte Dovute

Un caso particolare riguarda chi presenta la dichiarazione tardiva ma non ha imposte da versare (ad esempio perché risulta a credito o le imposte sono già state interamente trattenute dal datore di lavoro). In questa situazione, la sanzione di 250 euro si applica comunque come sanzione formale per il ritardo, ma non si aggiungono sanzioni per omesso versamento. Anche in questo caso, il ravvedimento operoso riduce l’importo a 25 euro.

Ravvedimento Operoso: Come Ridurre la Sanzione a 25 Euro

Il ravvedimento operoso è lo strumento più potente a disposizione del contribuente per ridurre le sanzioni sulla dichiarazione redditi tardiva. Disciplinato dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, consente di pagare spontaneamente una sanzione ridotta a fronte della regolarizzazione della violazione. Vediamo come funziona nel dettaglio.

Come Calcolare la Sanzione Ridotta

Per la dichiarazione tardiva presentata entro 90 giorni dalla scadenza, il ravvedimento operoso prevede la riduzione della sanzione a 1/10 del minimo edittale. Il calcolo è molto semplice:

  • Sanzione base: 250 euro
  • Riduzione ravvedimento: 1/10
  • Sanzione da pagare: 250 / 10 = 25 euro

Questo importo di 25 euro deve essere versato tramite Modello F24 utilizzando il codice tributo 8911 (sanzione pecuniaria per altre violazioni tributarie, ravvedimento). È importante indicare come anno di riferimento l’anno della violazione (2026 per le dichiarazioni dei redditi 2025) e come periodo il mese in cui si effettua il ravvedimento.

Esempio Pratico di Ravvedimento

Immagina che Marco, un lavoratore dipendente, non sia riuscito a presentare il 730 entro il 30 settembre 2026. Si rende conto dell’errore a novembre e decide di regolarizzare la posizione. Ecco cosa deve fare:

  1. Presentare la dichiarazione tramite Modello Redditi PF entro il 29 dicembre 2026
  2. Versare la sanzione ridotta di 25 euro con F24 (codice tributo 8911)
  3. Versare eventuali imposte dovute maggiorate degli interessi legali

Il costo totale del ritardo per Marco sarà di soli 25 euro più gli interessi sulle eventuali imposte non versate. Un prezzo decisamente contenuto rispetto alle conseguenze di una dichiarazione omessa, che vedremo nella prossima sezione.

Differenza tra Dichiarazione Tardiva e Omessa: Effetti Pratici

Comprendere la differenza tra dichiarazione tardiva e dichiarazione omessa è cruciale perché le conseguenze sono enormemente diverse. Un ritardo di anche un solo giorno oltre il limite dei 90 giorni trasforma una situazione gestibile in un problema serio. Vediamo le differenze nel dettaglio.

Dichiarazione Tardiva (entro 90 giorni)

La dichiarazione tardiva è quella presentata con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza. I suoi effetti sono relativamente contenuti:

  • Sanzione: 250 euro (riducibile a 25 euro con ravvedimento operoso)
  • Validità: la dichiarazione è pienamente valida e produce tutti i suoi effetti
  • Crediti fiscali: restano utilizzabili in compensazione o rimborso
  • Detrazioni: vengono riconosciute integralmente
  • Accertamento: i termini di accertamento restano quelli ordinari (5 anni)

Dichiarazione Omessa (oltre 90 giorni)

La dichiarazione omessa si configura quando la presentazione avviene dopo 90 giorni dalla scadenza oppure non viene presentata affatto. Le conseguenze sono molto più gravi:

  • Sanzione con imposte dovute: dal 120% al 240% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro
  • Sanzione senza imposte dovute: da 250 a 1.000 euro (sanzione fissa)
  • Crediti fiscali: potrebbero essere disconosciuti o contestati
  • Accertamento: i termini si allungano a 7 anni (invece dei normali 5)
  • Rilevanza penale: se l’imposta evasa supera 50.000 euro, scatta il reato di omessa dichiarazione (art. 5, D.Lgs. 74/2000)

La tabella seguente riassume le differenze tra dichiarazione tardiva e omessa:

AspettoDichiarazione TardivaDichiarazione Omessa
TermineEntro 90 giorniOltre 90 giorni o mai presentata
Sanzione minima250 euro (25 con ravvedimento)250 euro (senza imposte dovute)
Sanzione massima250 euro240% delle imposte dovute
ValiditàPienamente validaNon valida ai fini fiscali
CreditiUtilizzabiliPossono essere disconosciuti
Termini accertamento5 anni7 anni
Rischio penaleNoSì, se evasa > 50.000 euro

Come Presentare la Dichiarazione Redditi Tardiva

La procedura per presentare la dichiarazione redditi tardiva è sostanzialmente identica a quella ordinaria. Non esiste un modulo o un canale separato: si utilizza lo stesso sistema e la stessa modulistica della dichiarazione “nei termini”. Vediamo le diverse opzioni a disposizione.

Presentazione del 730 Tardivo

Se hai mancato la scadenza del 30 settembre 2026 per il 730 precompilato, devi sapere che il sistema del 730 online potrebbe non accettare più gli invii dopo la chiusura del termine. In questo caso, la soluzione è presentare il Modello Redditi PF (ex Unico), che resta disponibile tutto l’anno attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate.

In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o a un professionista abilitato che può presentare la dichiarazione tardiva per tuo conto. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la gestione delle dichiarazioni tardive, incluso il calcolo delle sanzioni e la compilazione del Modello F24 per il versamento.

Presentazione del Modello Redditi PF Tardivo

Per il Modello Redditi PF, la presentazione tardiva avviene attraverso gli stessi canali della dichiarazione ordinaria:

  • Online: tramite il portale Fisconline/Entratel dell’Agenzia delle Entrate
  • Intermediario abilitato: tramite CAF, commercialista o consulente del lavoro
  • Precompilata: attraverso la dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate (sezione Redditi PF)

Il sistema accetta automaticamente la dichiarazione anche se presentata in ritardo. Non è necessario indicare che si tratta di una dichiarazione tardiva: il sistema registra semplicemente la data di invio e l’Agenzia delle Entrate applicherà le eventuali sanzioni in fase di controllo, a meno che tu non provveda spontaneamente al ravvedimento operoso.

Documenti Necessari

I documenti da preparare sono gli stessi della dichiarazione ordinaria. Avrai bisogno della Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico, delle ricevute delle spese detraibili (spese mediche, interessi mutuo, spese scolastiche), della documentazione relativa a eventuali redditi aggiuntivi e del modello ISEE se necessario per la verifica di bonus e agevolazioni.

Versamento Imposte Tardive: Sanzioni e Interessi

Oltre alla sanzione per la presentazione tardiva della dichiarazione, è necessario considerare anche le sanzioni per il versamento tardivo delle imposte. Questi sono due aspetti distinti che spesso vengono confusi. La sanzione di 250 euro (o 25 euro con ravvedimento) riguarda il ritardo nella presentazione. Ma se dalla dichiarazione emergono imposte da pagare che non sono state versate alla scadenza, si aggiunge una ulteriore sanzione.

Sanzione per Omesso o Tardivo Versamento

La sanzione per il tardivo versamento delle imposte è pari al 30% dell’importo non versato (art. 13, D.Lgs. 471/1997). Tuttavia, anche in questo caso il ravvedimento operoso permette riduzioni significative:

  • Entro 14 giorni: sanzione dello 0,083% al giorno (ravvedimento sprint – 1/15 del 15% per giorno)
  • Dal 15esimo al 30esimo giorno: sanzione dell’1,25% (1/10 della sanzione ridotta del 15%)
  • Dal 31esimo al 90esimo giorno: sanzione dell’1,39% (1/9 della sanzione ridotta del 15%)
  • Entro 1 anno: sanzione del 3,75% (1/8 del 30%)
  • Entro 2 anni: sanzione del 4,29% (1/7 del 30%)

Interessi Legali

Oltre alla sanzione ridotta, dovrai versare anche gli interessi legali calcolati giorno per giorno dalla data di scadenza del versamento alla data del pagamento effettivo. Il tasso di interesse legale per il 2026 è stabilito annualmente dal Ministero dell’Economia. Gli interessi vanno versati con il Modello F24 utilizzando i codici tributo specifici per ciascuna imposta (ad esempio, 4033 per il saldo IRPEF e 1989 per gli interessi sul ravvedimento).

Esempio di Calcolo Completo

Supponiamo che Laura debba versare 1.000 euro di saldo IRPEF. Non ha presentato la dichiarazione nei termini e regolarizza tutto dopo 60 giorni dalla scadenza. Ecco il calcolo:

  • Sanzione presentazione tardiva: 25 euro (ravvedimento operoso, codice tributo 8911)
  • Sanzione versamento tardivo: 1.000 x 1,39% = 13,90 euro
  • Interessi legali: 1.000 x 2,5% x 60/365 = circa 4,11 euro (tasso ipotetico)
  • Totale sanzioni e interessi: circa 43 euro
  • Totale da versare: 1.000 + 43 = circa 1.043 euro

Come vedi, il costo del ritardo è tutto sommato contenuto. Ma attenzione: se Laura avesse aspettato oltre i 90 giorni (dichiarazione omessa), la sanzione sarebbe stata del 120% dell’imposta, ovvero 1.200 euro in più. La differenza è abissale.

Impatto su Bonus, Agevolazioni e ISEE

La mancata presentazione della dichiarazione dei redditi nei termini può avere ripercussioni che vanno oltre le semplici sanzioni fiscali. Diversi bonus e agevolazioni richiedono una situazione fiscale regolare, e la dichiarazione tardiva o omessa può comprometterne l’accesso.

Effetti sull’ISEE

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è calcolato sulla base dei dati reddituali dichiarati. Se non presenti la dichiarazione dei redditi, i dati utilizzati per il calcolo dell’ISEE potrebbero risultare incompleti o non aggiornati. In alcuni casi, l’INPS potrebbe attribuire redditi presuntivi basati su altre informazioni in possesso dell’amministrazione finanziaria, con il rischio di un ISEE più alto del reale e conseguente esclusione da prestazioni agevolate.

Effetti sull’Assegno Unico e Altri Bonus

L’Assegno Unico Universale è calcolato in base all’ISEE del nucleo familiare. Se la dichiarazione dei redditi non viene presentata e l’ISEE risulta errato o assente, potresti ricevere l’assegno nella misura minima invece che in quella spettante. Lo stesso vale per altri bonus come il Bonus Nido, le agevolazioni per le tasse universitarie e le prestazioni sociali erogate dai Comuni.

Per i lavoratori in regime forfettario, la mancata dichiarazione può avere conseguenze ancora più gravi: si rischia la decadenza dal regime agevolato stesso, con il passaggio forzato al regime ordinario e il ricalcolo delle imposte con aliquote IRPEF progressive.

Anche chi percepisce la NASpI (indennità di disoccupazione) deve prestare attenzione: la mancata dichiarazione dei redditi potrebbe generare incongruenze con i dati INPS e portare a sospensioni o revoche del beneficio, specialmente se nel frattempo si sono percepiti redditi da lavoro occasionale o autonomo.

Domande Frequenti sulla Dichiarazione Redditi Tardiva

Quanto costa presentare la dichiarazione dei redditi in ritardo?

La sanzione per la dichiarazione redditi tardiva è di 250 euro, riducibile a soli 25 euro con il ravvedimento operoso. A questa si aggiungono eventuali sanzioni per il ritardato versamento delle imposte (riducibili anch’esse con il ravvedimento) e gli interessi legali.

Posso ancora presentare il 730 dopo la scadenza del 30 settembre?

Il sistema del 730 precompilato potrebbe non accettare più invii dopo il 30 settembre. In tal caso, puoi presentare la dichiarazione tardiva utilizzando il Modello Redditi PF, che è sempre disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Il risultato fiscale sarà lo stesso.

Cosa succede se non presento la dichiarazione nemmeno entro i 90 giorni?

Superati i 90 giorni, la dichiarazione diventa omessa. Le sanzioni salgono drasticamente: dal 120% al 240% delle imposte dovute. Inoltre, i termini per l’accertamento si allungano a 7 anni e, per importi superiori a 50.000 euro, si configura un reato penale.

Come si paga la sanzione di 25 euro per il ravvedimento?

La sanzione ridotta di 25 euro si versa tramite Modello F24 con il codice tributo 8911. Come anno di riferimento si indica l’anno della violazione (2026) e come periodo il mese del versamento. Il pagamento può essere effettuato online tramite home banking o presso qualsiasi sportello bancario o postale.

La dichiarazione tardiva è valida ai fini dei crediti d’imposta?

Sì, la dichiarazione tardiva (presentata entro 90 giorni) è considerata pienamente valida. Tutti i crediti d’imposta maturati vengono riconosciuti e possono essere utilizzati in compensazione tramite F24 o richiesti a rimborso. Le detrazioni fiscali spettanti vengono anch’esse riconosciute integralmente.

Posso fare la dichiarazione tardiva tramite un CAF?

Certamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la presentazione della dichiarazione redditi tardiva, incluso il calcolo esatto delle sanzioni, la compilazione del Modello F24 per il ravvedimento operoso e la verifica della documentazione. Contattaci per fissare un appuntamento e regolarizzare la tua posizione nel modo più vantaggioso possibile.

Conclusione: Non Aspettare, Regolarizza la Tua Posizione

La dichiarazione dei redditi tardiva rappresenta un’opportunità preziosa per chi ha mancato le scadenze fiscali. Con una sanzione di soli 25 euro (grazie al ravvedimento operoso), è possibile regolarizzare completamente la propria posizione senza conseguenze gravi. La cosa fondamentale è agire entro i 90 giorni dalla scadenza: superato questo termine, si entra nel territorio della dichiarazione omessa, con sanzioni che possono raggiungere il 240% delle imposte dovute e rischi anche penali.

Se ti trovi in questa situazione, non rimandare ulteriormente. Ogni giorno di ritardo può complicare la tua posizione fiscale e influire negativamente su ISEE, bonus e agevolazioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle dichiarazioni tardive e del ravvedimento operoso: i nostri operatori ti guideranno passo dopo passo nella regolarizzazione, calcolando le sanzioni minime e compilando tutta la documentazione necessaria. Prenota un appuntamento oggi stesso chiamando il nostro ufficio o visitando la sede di Udine: risolvere il problema è più semplice e meno costoso di quanto pensi.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 18, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Spese Funebri Detraibili 2026: Importo Massimo e Come Detrarre nel 730

Dichiarazione dei redditi 730

Le spese funebri rientrano tra le detrazioni fiscali previste dal TUIR. Nel 2026 puoi detrarre il 19% delle spese sostenute per il funerale di un familiare, fino a un massimo di 1.550 euro per decesso. Scopri come funziona e quali documenti conservare.

Indice

  1. Detrazione spese funebri 2026
  2. Limite massimo detraibile
  3. Chi puo detrarre
  4. Spese ammesse
  5. Documenti necessari
  6. FAQ

Detrazione Spese Funebri

La detrazione e pari al 19% delle spese funebri sostenute, con un limite massimo di 1.550 euro per ciascun decesso. La detrazione massima ottenibile e quindi di 294,50 euro.

Limite Massimo

Il tetto di 1.550 euro si applica per ogni decesso, non per anno. Se si sostengono spese per piu decessi, il limite si applica separatamente a ciascuno.

Chi Puo Detrarre

Puo detrarre chi ha effettivamente sostenuto la spesa, indipendentemente dal grado di parentela con il defunto. La spesa puo essere suddivisa tra piu soggetti.

Spese Ammesse

  • Onoranze funebri
  • Trasporto salma
  • Bara e accessori
  • Fiori
  • Annunci funebri
  • Tumulazione

Documenti da Conservare

  • Fattura dellagenzia funebre
  • Ricevute di pagamento tracciabile
  • Certificato di morte

FAQ

Devo essere parente del defunto? No, basta aver sostenuto la spesa.

Posso detrarre se pago in contanti? No, serve pagamento tracciabile.


CAF Centro Fiscale Udine: Tel 0432 1638640 – WhatsApp 366 6018121

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Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Spese Sanitarie Detraibili 2026: Elenco Completo e Come Inserirle nel 730

Dichiarazione dei redditi 730

Le spese sanitarie rappresentano una delle detrazioni piu utilizzate nella dichiarazione dei redditi. Nel 2026 puoi recuperare il 19% delle spese mediche sostenute, con alcune importanti novita. Scopri quali spese sono detraibili e come inserirle correttamente nel modello 730.

Indice

  1. Detrazione spese sanitarie 2026
  2. Elenco spese detraibili
  3. Franchigia 129,11 euro
  4. Tracciabilita pagamenti
  5. Documenti da conservare
  6. FAQ

Detrazione Spese Sanitarie 2026

La detrazione e pari al 19% delle spese sanitarie sostenute nellanno, al netto della franchigia di 129,11 euro.

Elenco Spese Detraibili

  • Visite mediche specialistiche
  • Esami diagnostici e analisi
  • Farmaci con scontrino parlante
  • Ticket SSN
  • Occhiali e lenti a contatto
  • Apparecchi acustici
  • Spese dentistiche
  • Fisioterapia
  • Psicoterapia
  • Dispositivi medici

Franchigia 129,11 Euro

Le spese sanitarie sono detraibili solo per la parte eccedente 129,11 euro. Esempio: spese 500 euro, detrazione = (500 – 129,11) x 19% = 70,47 euro.

Obbligo Tracciabilita

Dal 2020 e obbligatorio pagare con strumenti tracciabili (carta, bonifico). Eccezione: farmaci e dispositivi medici possono essere pagati in contanti.

Documenti da Conservare

  • Scontrini farmacia con codice fiscale
  • Fatture medici e specialisti
  • Ricevute ticket SSN
  • Prescrizioni mediche per dispositivi

FAQ

Posso detrarre le spese del dentista? Si, sono detraibili al 19%.

I farmaci da banco sono detraibili? Si, se riportano il codice fiscale sullo scontrino.


CAF Centro Fiscale Udine: Tel 0432 1638640 – WhatsApp 366 6018121

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Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Opposizione 730 Spese Sanitarie 2026: Come Funziona e Effetti sulla Fatturazione

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

L’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è il diritto che ti permette di impedire che le tue spese mediche compaiano nella dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate. È una facoltà legata alla tutela della privacy: in pratica, se non vuoi che certe prestazioni sanitarie siano visibili a chi accede al tuo 730, puoi chiedere che non vengano trasmesse al Fisco tramite il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS).

Attenzione però: opporsi non significa perdere la detrazione. La spesa resta deducibile, ma dovrai inserirla manualmente nel quadro spese sanitarie della tua dichiarazione. In questa guida pratica spieghiamo, sia ai pazienti che ai professionisti sanitari, come funziona l’opposizione 730 spese sanitarie 2026, quali sono le scadenze, le modalità operative e cosa deve fare lo studio medico quando riceve la richiesta.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’opposizione 730 spese sanitarie e perché esiste
  2. Chi può fare opposizione e perché
  3. Come funziona l’opposizione 730 nel 2026: le 2 modalità
  4. Scadenza opposizione 2026: le date da ricordare
  5. Cosa deve fare il professionista sanitario
  6. Detrazione possibile in dichiarazione manuale
  7. Errori comuni nell’opposizione 730
  8. Il ruolo del software di fatturazione
  9. Domande frequenti

Cos’è l’opposizione 730 spese sanitarie e perché esiste

L’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è il diritto di ogni contribuente di impedire l’invio dei propri dati sanitari al Sistema Tessera Sanitaria, che a sua volta li trasmetterebbe all’Agenzia delle Entrate per popolare automaticamente la dichiarazione precompilata. È una facoltà introdotta per bilanciare due esigenze: da un lato la semplificazione fiscale (avere già tutte le spese mediche nel 730), dall’altro la tutela della riservatezza sui dati sanitari, che sono dati personali particolarmente sensibili ai sensi del GDPR.

Il riferimento normativo aggiornato è il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 281068/2025, integrato dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 novembre 2025. Questi provvedimenti hanno confermato e ampliato il sistema delle opposizioni, dando più tempo ai cittadini per gestirlo.

Privacy: cosa significa concretamente

Immagina che Marco faccia una visita psichiatrica o un trattamento riservato. Se non si oppone, quella spesa apparirà nella precompilata di Marco, visibile a chiunque possa accedere alla sua dichiarazione (per esempio il suo CAF o il commercialista, oppure un familiare che lo aiuta nella gestione fiscale). Con l’opposizione 730 spese sanitarie 2026 Marco impedisce che quella prestazione finisca tra i dati trasmessi, pur mantenendo intatto il diritto a detrarla.

Ricorda però una cosa importante: l’opposizione non cancella la spesa. La fattura esiste e la detrazione spetta comunque. Cambia solo il canale: invece di entrare in automatico nella precompilata, dovrà essere inserita manualmente in dichiarazione, con la fattura o ricevuta conservata come giustificativo.

Chi può fare opposizione e perché

Può esercitare l’opposizione 730 spese sanitarie 2026 chiunque abbia sostenuto spese sanitarie comunicate al Sistema TS: visite specialistiche, farmaci, ticket, dispositivi medici, prestazioni odontoiatriche, sedute psicologiche, esami diagnostici e altro. Non servono motivazioni da dichiarare: il diritto è incondizionato e basta esercitarlo nelle forme previste.

I motivi più frequenti per cui le persone scelgono di opporsi sono legati a questioni di riservatezza familiare o personale. Pensiamo ad esempio a una persona separata che condivide ancora il calcolo ISEE con l’ex partner, o a un giovane adulto fiscalmente a carico dei genitori che non vuole far apparire visite delicate. Oppure pensiamo a chi sta affrontando patologie sensibili, percorsi terapeutici riservati o problematiche legate a dipendenze.

Motivi tipici di opposizione

  • Privacy familiare: evitare che familiari o coniugi vedano determinate prestazioni nella dichiarazione condivisa
  • Ex partner o situazioni di separazione in corso, soprattutto se ci sono figli a carico
  • Patologie sensibili: psichiatria, oncologia, malattie rare, infettivologia, ginecologia
  • Dipendenze: terapie per disturbi alimentari, dipendenza da sostanze, alcolismo
  • Riservatezza professionale: lavoratori in settori dove certi accertamenti sanitari potrebbero creare implicazioni

È importante sottolineare che nessuno deve giustificare la propria richiesta di opposizione 730 spese sanitarie 2026. Il professionista sanitario non può chiedere il motivo e il paziente non è tenuto a fornirlo. Si tratta di un diritto soggettivo riconosciuto dalla normativa sulla protezione dei dati personali e dalla disciplina fiscale specifica del Sistema TS.

Come funziona l’opposizione 730 nel 2026: le 2 modalità

L’opposizione 730 spese sanitarie 2026 si può esercitare attraverso due modalità principali, che operano su due momenti diversi. La prima è puntuale, riferita alla singola prestazione e fatta al momento della spesa. La seconda è massiva, riferita all’insieme delle spese di un anno e fatta online dopo che il Sistema TS le ha già raccolte. Vediamole nel dettaglio.

Modalità 1: Opposizione puntuale al professionista

È la modalità più semplice e immediata. Al momento della prestazione (visita medica, fattura del dentista, fattura dell’osteopata, ricevuta del logopedista, ecc.) il paziente comunica al professionista la propria volontà di opporsi. In concreto può farlo in due modi: non comunicando il codice fiscale al momento del pagamento (tipico in farmacia), oppure chiedendo al professionista di annotare l’opposizione sul documento fiscale.

In questo secondo caso il professionista sanitario deve apporre sulla fattura una dicitura tipo Il paziente si oppone all’invio dei dati al Sistema TS ai sensi del Provvedimento AE n. 281068/2025, e gestire la trasmissione del dato in modo conforme (di solito trasmettendo l’importo senza il codice fiscale dell’assistito, oppure non trasmettendo affatto, a seconda del software utilizzato).

Modalità 2: Opposizione globale online

La seconda modalità di opposizione 730 spese sanitarie 2026 avviene online, dopo che le spese sono state già trasmesse al Sistema TS. Si può fare in due passaggi temporali distinti:

  • Tramite Agenzia delle Entrate: comunicazione cumulativa entro il 2 febbraio 2026 (per le spese 2025), con cui il contribuente chiede di non utilizzare nessun dato sanitario ai fini della precompilata
  • Tramite portale Sistema TS: dal 9 febbraio all’8 marzo 2026, accedendo con SPID o CIE all’area autenticata e selezionando voce per voce le spese a cui opporsi

La differenza è importante: la modalità via AE è cumulativa (tutto o niente), mentre quella via Sistema TS è analitica e permette di scegliere singole prestazioni. Per la maggior parte dei contribuenti che vogliono escludere solo determinate spese, la seconda è la più sensata.

Scadenza opposizione 2026: le date da ricordare

Le scadenze opposizione 730 spese sanitarie 2026 sono il cuore operativo della procedura. Sbagliare data significa perdere la possibilità di opporsi per quell’anno e ritrovarsi la spesa nella precompilata. Ecco il calendario completo per le spese sostenute nel 2025 e dichiarate nel 730/2026:

ModalitàScadenza 2026A chi/dove
Opposizione puntuale al professionistaAl momento della prestazione (entro fine 2025)Medico, dentista, farmacia, struttura sanitaria
Opposizione cumulativa via AEEntro il 2 febbraio 2026Agenzia delle Entrate (modulo/PEC/email)
Opposizione singole voci via TSDal 9 febbraio all’8 marzo 2026Portale Sistema TS (sistemats1.sanita.finanze.it)

Una novità importante del 2026 è che il termine per l’opposizione tramite Agenzia delle Entrate cade il 2 febbraio (e non il 31 gennaio) perché il 31 gennaio è un sabato e la scadenza slitta al primo giorno lavorativo utile. Inoltre, il decreto MEF del 29 ottobre 2025 ha confermato il periodo del Sistema TS dal 9 febbraio all’8 marzo, dando al cittadino circa un mese per gestire l’opposizione su singole voci.

Se hai bisogno di supporto per orientarti tra queste date e capire quale modalità conviene nel tuo caso, il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo passo, sia in ufficio che online, anche prima della scadenza per evitare ogni rischio di trasmissione indesiderata.

Cosa deve fare il professionista sanitario quando il paziente fa opposizione

Per il professionista sanitario (medico, dentista, fisioterapista, osteopata, logopedista, ostetrica, psicologo, infermiere e così via) la gestione dell’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è un adempimento operativo da gestire al momento dell’emissione del documento fiscale. Sbagliare può comportare due tipi di problema: una violazione della privacy del paziente (se trasmetti dati che non dovevi) o una sanzione amministrativa (se non trasmetti dati che dovevi trasmettere senza giustificazione).

Procedura corretta in 4 passaggi

  1. Annotare l’opposizione sul documento fiscale: aggiungere una dicitura del tipo Il paziente ha esercitato il diritto di opposizione all’invio dei dati al Sistema TS
  2. Marcare la fattura nel software gestionale: la maggior parte dei software di fatturazione sanitaria ha un flag opposizione da spuntare
  3. Trasmettere comunque al Sistema TS, ma senza codice fiscale: il provvedimento prevede che i dati vadano trasmessi in forma aggregata e anonima (importo, tipologia, ma senza CF dell’assistito)
  4. Conservare il documento: il professionista deve poter dimostrare che l’opposizione è stata effettivamente richiesta dal paziente, in caso di controlli

La regola operativa è: il dato della prestazione va trasmesso comunque (per non alterare le statistiche sanitarie nazionali), ma senza l’associazione al codice fiscale del paziente. In questo modo l’Agenzia delle Entrate riceve l’informazione aggregata ma non può inserirla nella precompilata di una persona specifica.

Se sei un professionista sanitario e ti stai chiedendo come gestire concretamente questo flusso, il consiglio è quello di verificare le funzionalità del tuo software gestionale: deve permettere di marcare una fattura come oggetto di opposizione e gestire automaticamente l’invio anonimizzato al Sistema TS. Ne parliamo più avanti.

Cosa succede dopo l’opposizione: detrazione possibile in dichiarazione manuale

Un equivoco molto comune sull’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è pensare che opporsi significhi rinunciare alla detrazione. Falso. La spesa sanitaria resta sempre detraibile al 19% (sopra la franchigia di 129,11 euro per le spese mediche generiche), indipendentemente dal fatto che sia stata trasmessa o meno al Sistema TS.

La differenza è solo nel canale di inserimento:

  • Senza opposizione: la spesa entra in automatico nella dichiarazione precompilata, già pronta nel quadro E rigo E1 (o equivalente)
  • Con opposizione: la spesa NON appare nella precompilata, ma puoi inserirla manualmente in dichiarazione conservando fattura o ricevuta come giustificativo

Da un punto di vista fiscale il risultato è identico: stesso importo detraibile, stessa percentuale del 19%, stessa franchigia, stesso quadro della dichiarazione. Cambia solo il livello di automazione: la precompilata vede tutte le spese tranne quelle opposte, e tu dovrai aggiungerle manualmente con l’aiuto del CAF o del tuo intermediario fiscale.

Ecco perché è fondamentale conservare con cura tutte le fatture e ricevute sanitarie per cui hai esercitato l’opposizione 730 spese sanitarie 2026: serviranno come prova della spesa in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate, anche perché, non essendo passate dal Sistema TS, il Fisco non ne ha traccia diretta.

Errori comuni nell’opposizione 730 e come evitarli

Negli anni abbiamo visto ripetersi alcuni errori frequenti sia da parte dei pazienti che dei professionisti. Conoscerli in anticipo ti aiuta a non commetterli e a gestire l’opposizione 730 spese sanitarie 2026 in modo corretto.

Errore 1: Pensare che l’opposizione cancelli la detrazione

Come spiegato, la detrazione del 19% spetta in ogni caso. L’opposizione riguarda solo la visibilità del dato nella precompilata, non la sua deducibilità.

Errore 2: Opporsi a tutte le spese senza ragione

L’opposizione cumulativa via AE blocca tutte le tue spese sanitarie 2025 dalla precompilata. Se vuoi escludere solo certe prestazioni, conviene usare il portale TS che permette la scelta voce per voce.

Errore 3: Dimenticare la richiesta al professionista

Se vuoi essere sicuro al 100% che una prestazione non finisca nel Sistema TS, conviene chiederlo al momento al medico o alla struttura sanitaria. Aspettare fino a marzo per fare opposizione online è più rischioso, perché nel frattempo il dato è stato comunque trasmesso.

Errore 4: Opporsi dopo la trasmissione finale

Dopo l’8 marzo 2026 non si può più esercitare opposizione per le spese 2025: il Sistema TS chiude la finestra e i dati passano definitivamente all’Agenzia delle Entrate. Le scadenze sono perentorie.

Errore 5: Non conservare i documenti

Avendo escluso la spesa dalla precompilata, devi conservare fattura o ricevuta per almeno 5 anni (termine ordinario di accertamento), per dimostrare la spesa in caso di controllo formale del 730.

Il ruolo del software di fatturazione: gestione corretta dell’opposizione

Per i professionisti sanitari, gestire correttamente l’opposizione 730 spese sanitarie 2026 dipende molto dal software di fatturazione utilizzato. Un buon gestionale deve permettere di marcare la singola fattura come oggetto di opposizione e gestire automaticamente la trasmissione al Sistema TS in modalità anonimizzata (importo trasmesso senza codice fiscale del paziente).

Fatturazione Italia: opposizione indicata in fattura

Tra i software pensati per i sanitari, Fatturazione Italia offre nel piano Pro (89 € + IVA l’anno, 108,58 € IVA inclusa) la gestione dell’opposizione al Sistema TS: quando emetti la fattura indichi la scelta del paziente, la dicitura viene riportata sul documento, la scelta resta registrata per eventuali controlli e la spesa parte verso il Sistema TS senza codice fiscale.

I vantaggi pratici di un gestionale ben configurato per l’opposizione sono:

  • Zero errori manuali: non rischi di trasmettere un codice fiscale che il paziente voleva escludere
  • Zero rischi sanzionatori: la procedura segue automaticamente le regole del Provvedimento AE 281068/2025
  • Paziente tutelato: la sua privacy è garantita dal flusso di sistema, non solo da una nota manuale
  • Storico delle opposizioni: in caso di controllo, puoi dimostrare in pochi click chi ha richiesto cosa e quando

Se sei un professionista sanitario e vuoi semplificare la gestione dell’opposizione 730 spese sanitarie 2026 e di tutti gli adempimenti del Sistema TS, puoi valutare Fatturazione Italia, software pensato per partite IVA forfettarie e sanitari: invio al Sistema TS con un clic o in automatico ogni notte, a scelta, variazioni e cancellazioni dal portale e gestione opposizioni integrata. Ai pazienti le fatture sanitarie vanno in PDF senza SDI, alle strutture via SDI. Si può provare gratis per 14 giorni senza carta.

Approfondimenti correlati per i professionisti sanitari

Se sei un libero professionista del settore sanitario e ti occupi anche degli aspetti fiscali del tuo studio, ti possono interessare le nostre guide dedicate alle singole categorie professionali, utili anche per capire chi è soggetto all’invio dati al Sistema TS:

  • Aprire studio dentistico 2026: guida completa per dentisti e odontoiatri (A6, A7)
  • Partita IVA Osteopata 2026: apertura, regime forfettario e fatturazione (B4)
  • Partita IVA infermiere 2026: utile anche per logopedisti e ostetriche (B1, B3)
  • Spese mediche detraibili 730 2026
  • 730/2026 detrazioni spese mediche: guida pratica
  • 730 precompilato 2026: disponibile dal 30 aprile
  • Documenti 730 2026: checklist completa
  • Fatturazione medico libero professionista 2026
  • Fatturazione psicologo 2026

Domande frequenti sull’opposizione 730 spese sanitarie

Se faccio opposizione perdo la detrazione del 19%?

No. L’opposizione 730 spese sanitarie 2026 impedisce solo che la spesa entri nella precompilata, ma la detrazione del 19% spetta comunque. Devi però inserire la spesa manualmente nel quadro spese sanitarie della dichiarazione, conservando fattura o ricevuta come giustificativo.

Entro quando posso fare opposizione per le spese 2025?

Hai tre finestre: al momento della prestazione (entro il 31/12/2025) direttamente al professionista, entro il 2 febbraio 2026 in modo cumulativo via Agenzia delle Entrate, oppure dal 9 febbraio all’8 marzo 2026 voce per voce sul portale del Sistema Tessera Sanitaria.

Il professionista può rifiutarsi di accettare l’opposizione?

No, è un diritto del paziente riconosciuto dalla legge. Il professionista sanitario deve gestirla seguendo le regole previste dal Provvedimento AE n. 281068/2025: annotare la richiesta sul documento fiscale e trasmettere al Sistema TS senza il codice fiscale dell’assistito.

Posso oppormi solo a una visita specifica e non alle altre?

Sì, la modalità analitica via portale Sistema TS (dal 9 febbraio all’8 marzo 2026) ti permette di scegliere voce per voce le spese a cui opporti, lasciando passare le altre nella precompilata. È la modalità più flessibile per gestire selettivamente la privacy.

Cosa rischia il professionista che non gestisce correttamente l’opposizione?

Rischia due tipi di conseguenze: una sanzione amministrativa per violazione delle regole di trasmissione al Sistema TS (importi variabili in base alla gravità), e una contestazione per violazione della privacy da parte del Garante, qualora abbia trasmesso dati che il paziente aveva chiesto di non trasmettere. Per questo è importante avere un software di fatturazione ben configurato.

Hai bisogno di aiuto con la precompilata e l’opposizione 730?

L’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è uno strumento prezioso di tutela della privacy, ma richiede attenzione alle scadenze e alle modalità operative. Sbagliare data o canale significa perdere la possibilità di escludere una spesa dalla precompilata per tutto l’anno.

Il CAF Centro Fiscale ti aiuta con la precompilata, l’opposizione 730 e tutte le spese sanitarie: dalla verifica preventiva dei dati trasmessi al Sistema TS, alla gestione dell’opposizione cumulativa o voce per voce, fino all’inserimento manuale delle spese opposte direttamente nella tua dichiarazione dei redditi. Il nostro team segue ogni passaggio per garantirti sia la massima detrazione che la massima riservatezza.

Hai bisogno di assistenza per l’opposizione 730 e le spese sanitarie? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.


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Alexandra Bala
04/09/2026
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⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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paolino servidio
03/09/2026
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Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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Lady
01/09/2026
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Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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Giulia Guida
25/08/2026
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Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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Paola Zilli
07/08/2026
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Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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Jacqueline B.
06/08/2026
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Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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Maura Masutto
06/08/2026
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Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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Issam Elhefnawi
31/07/2026
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Molto gentile
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Sibongile Moyana
30/07/2026
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Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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Sabrina Cirina
23/07/2026
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Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
 

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Agosto 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-06 09:00:002026-10-11 22:30:20Opposizione 730 Spese Sanitarie 2026: Come Funziona e Effetti sulla Fatturazione
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili

Dichiarazione dei redditi 730

Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili

Il Modello 730 2026 riguarda i redditi percepiti nel corso del 2025 e porta con sé alcune novità importanti rispetto agli anni precedenti. Tra le principali: il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (non più dal 15 aprile come in passato), e il tetto massimo complessivo per la maggior parte delle detrazioni al 19% è stato fissato in 75.000 euro di reddito complessivo, con alcune spese escluse da questo limite. Capire quali spese si possono portare in detrazione e quali si possono dedurre dal reddito è fondamentale per pagare il giusto e non lasciare soldi sul tavolo.

In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: le scadenze 2026, le principali novità normative, l’elenco delle spese detraibili e deducibili più comuni, con gli importi aggiornati e le condizioni per beneficiarne.

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Indice dei contenuti

  1. Le novità del Modello 730 2026
  2. Scadenze del Modello 730 2026
  3. Spese detraibili al 19%: l’elenco completo
  4. Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni
  5. Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026
  6. Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico
  7. Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili
  8. Documenti da portare al CAF per il 730
  9. Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo
  10. Domande frequenti sul Modello 730 2026

Le novità del Modello 730 2026

Il 730/2026 introduce alcune modifiche rispetto agli anni precedenti, sia nelle scadenze sia nelle regole sulle detrazioni. Ecco le principali novità che devi conoscere.

Precompilato disponibile dal 30 aprile (non più dal 15 aprile)

Dal 2026, il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate è consultabile dal 30 aprile, non più dal 15 aprile come avveniva in passato. Questa modifica è stata introdotta per consentire all’Agenzia di raccogliere più dati dai sostituti d’imposta e dai sistemi di trasmissione delle spese (Sistema Tessera Sanitaria, catasto, ecc.) prima di popolare la dichiarazione.

Scaglioni IRPEF: tre aliquote dal 2024 in poi

Una novità già operativa dal 2024 e confermata per il 2026 riguarda la struttura dell’IRPEF. Prima del 2024 esistevano quattro scaglioni; ora ne esistono tre (riforma introdotta dal D.Lgs. 216/2023):

Scaglione di redditoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

La fascia intermedia (25% tra 15.001 e 28.000 euro) è stata eliminata, unificata nella prima aliquota al 23%. Questo ha portato a un risparmio fiscale per chi ha redditi medio-bassi.

Nuovo tetto di 75.000 euro per le detrazioni al 19%

Dal 2025 (anno d’imposta dichiarato nel 730/2026) è in vigore una nuova regola: la maggior parte delle detrazioni al 19% sono soggette a un limite decrescente al crescere del reddito. Nello specifico:

  • Chi ha un reddito complessivo fino a 75.000 euro può detrarre al 19% in base alle regole ordinarie (salvo il limite individuale per spesa)
  • Chi supera i 75.000 euro vede ridursi progressivamente le detrazioni disponibili
  • Alcune spese sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita/infortuni, spese per persone con disabilità. Per questi ultimi il limite non si applica. Puoi leggere l’analisi completa nella nostra guida detrazioni 2026 e limite 75.000 euro.

Scadenze del Modello 730 2026

Ecco le scadenze principali da segnare in agenda per il Modello 730/2026:

AdempimentoScadenza
Disponibilità 730 precompilato30 aprile 2026
Invio definitivo Modello 73030 settembre 2026
Invio Modello Redditi PF (autonomi)30 novembre 2026
730 integrativo (correzione errori)25 ottobre 2026

Chi può presentare il 730? I lavoratori dipendenti, i pensionati, e chi percepisce redditi assimilati (es. collaboratori coordinati e continuativi). Chi ha partita IVA con redditi d’impresa o lavoro autonomo deve invece presentare il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026.

Se hai già presentato il 730 e hai ricevuto il rimborso sul cedolino, puoi verificare i dettagli nella nostra guida: rimborso 730 2026: quando viene accreditato e come controllarlo. Per i pensionati invece, puoi trovare informazioni specifiche nell’articolo sul rimborso 730 luglio 2026.

Spese detraibili al 19%: l’elenco completo

Le detrazioni fiscali al 19% riducono direttamente l’imposta dovuta (non il reddito imponibile). Significa che se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, risparmi 190 euro di tasse. Ecco le principali categorie.

Spese sanitarie

Le spese mediche sono detraibili al 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Non c’è un limite massimo di spesa e sono escluse dal tetto dei 75.000 euro.

Rientrano in questa categoria:

  • Visite mediche specialistiche (cardiologo, ortopedico, oculista, ecc.)
  • Esami diagnostici (analisi del sangue, ecografie, TAC, risonanze)
  • Ricoveri e interventi chirurgici
  • Acquisto di farmaci con scontrino farmaceutico intestato
  • Protesi ortopediche, dentarie, acustiche
  • Occhiali da vista e lenti a contatto (con scontrino o fattura)
  • Fisioterapia e terapie riabilitative
  • Spese per disabilità (ausili, carrozzine, montascale) — senza franchigia

Attenzione al pagamento tracciabile: le spese sanitarie devono essere pagate con metodi tracciabili (carta di credito, bancomat, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket sanitari, che si possono pagare anche in contanti.

Interessi passivi su mutuo per la prima casa

Gli interessi passivi pagati sul mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa sono detraibili al 19%, con un limite massimo di 4.000 euro per i mutui d’acquisto e di 2.582,28 euro per i mutui di ristrutturazione. Attenzione: per i mutui stipulati prima del 2025, questa detrazione non rientra nel tetto dei 75.000 euro.

Spese per istruzione

Sono detraibili al 19% le spese per:

  • Università pubblica: rette e tasse universitarie integralmente
  • Università privata: fino all’importo delle tasse di una pubblica analoga
  • Asilo nido: fino a 632 euro per figlio
  • Scuola dell’infanzia, primaria e secondaria: fino a 800 euro per figlio
  • Mensa scolastica e spese di trasporto scolastico
  • Conservatori e accademie: spese per l’iscrizione dei figli

Premi assicurativi

I premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni sono detraibili al 19% fino a 530 euro. Sale a 750 euro se il contratto copre il rischio di non autosufficienza. Per le polizze contro gli eventi calamitosi su immobili, il limite è di 1.291,14 euro. Se vuoi approfondire il confronto tra fondi pensione e assicurazioni vita, leggi la nostra guida: fondo pensione o assicurazione vita: quale conviene.

Spese veterinarie

Le spese per le cure degli animali domestici sono detraibili al 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di 550 euro. Anche queste devono essere pagate con metodi tracciabili.

Spese funebri

Le spese per servizi funebri sono detraibili al 19% fino a 1.550 euro per ogni decesso di un familiare a carico.

Erogazioni liberali (donazioni)

Le donazioni a ONLUS, APS e organizzazioni del Terzo Settore sono detraibili al 30% (35% per le ASD) fino a 30.000 euro. Le donazioni a partiti politici sono detraibili al 26% tra 30 e 100.000 euro.

Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni

Prima di elencare le spese deducibili, chiariamo la differenza fondamentale rispetto alle detrazioni:

  • Detrazione al 19%: riduce direttamente l’imposta da pagare (l’IRPEF). Se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, l’IRPEF scende di 190 euro.
  • Deduzione dal reddito: riduce il reddito imponibile su cui si calcola l’IRPEF. Se hai una deduzione di 1.000 euro e sei nello scaglione al 23%, paghi 230 euro di IRPEF in meno. Se sei nello scaglione al 35%, risparmi 350 euro.

Le deduzioni, quindi, valgono di più per chi ha redditi più alti (perché l’aliquota è più alta). Vediamo le principali.

Contributi previdenziali e assistenziali

I contributi INPS pagati nel 2025 sono integralmente deducibili dal reddito. Rientrano in questa categoria:

  • Contributi alla Gestione Separata INPS (per collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.)
  • Contributi artigiani e commercianti
  • Contributi volontari INPS per riscatto anni di studio, ricongiunzione, ecc.
  • Contributi a casse professionali (avvocati, ingegneri, medici, ecc.)
  • Contributi per colf e badanti: il datore può dedurre fino a 1.549,37 euro all’anno

Fondi pensione complementare

I versamenti a fondi pensione integrativi sono deducibili fino a 5.164,57 euro annui. È uno dei meccanismi di risparmio fiscale più potenti disponibili per i lavoratori dipendenti: oltre al risparmio IRPEF immediato, il capitale si accumula con vantaggi fiscali in fase di rendita.

Assegno di mantenimento al coniuge separato

L’assegno periodico corrisposto all’ex coniuge (non quello per i figli) in base a provvedimento dell’autorità giudiziaria è integralmente deducibile. Non si deduce l’assegno per i figli.

Spese mediche per persone con disabilità

Le spese sanitarie sostenute per persone con disabilità grave (legge 104/1992) sono deducibili integralmente dal reddito, senza franchigia e senza limite massimo. Questa categoria comprende anche le spese per assistenza personale.

Erogazioni liberali a enti religiosi

Le donazioni a istituzioni religiose riconosciute (come la CEI, le chiese valdesi, ecc.) sono deducibili fino a 1.032,91 euro per ciascuna istituzione.

Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026

Un familiare è considerato “a carico” quando ha un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli fino a 24 anni).

Detrazione per coniuge a carico

La detrazione per il coniuge fiscalmente a carico è pari a 950 euro (aggiornata rispetto al precedente valore di 800 euro) ed è decrescente al crescere del reddito. Si azzera per redditi molto elevati.

Detrazione per figli a carico (over 21 anni)

Per i figli di età superiore a 21 anni (non sostituiti dall’Assegno Unico Universale), la detrazione è di 950 euro per figlio. I figli fino a 21 anni rientrano invece nell’Assegno Unico Universale, prestazione mensile erogata direttamente dall’INPS.

Detrazione per altri familiari a carico

Per genitori, suoceri, fratelli, sorelle e altri familiari conviventi a carico, la detrazione è pari a 750 euro per ciascun familiare, decrescente con il reddito.

Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico

Questa categoria di detrazioni interessa moltissimi contribuenti che hanno effettuato lavori in casa nel 2025. Ecco le principali aliquote applicabili nel 730/2026:

Tipologia lavoriDetrazioneLimite spesa (per unità)Rate
Ristrutturazione edilizia (art. 16-bis TUIR)50%96.000 euro10 anni
Bonus mobili ed elettrodomestici (collegato a ristrutturazione)50%5.000 euro10 anni
Ecobonus (risparmio energetico standard)50% o 65%Variabile per intervento10 anni
Sismabonus (aree sismiche)50%-85%96.000 euro per unità5 anni

Nota importante: Il Superbonus al 110% e al 70% (per lavori avviati rispettivamente prima del 2023 e nel 2024) continua a comparire nel 730/2026 per i contribuenti che stanno ancora recuperando le quote annuali in detrazione. Chi ha ceduto il credito o optato per lo sconto in fattura non inserisce nulla in dichiarazione.

Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili

Per presentare il Modello 730 hai tre possibilità:

  1. Tramite il CAF (Centro di Assistenza Fiscale): è la modalità più semplice e sicura. Il CAF verifica la documentazione, compila la dichiarazione e la trasmette. In caso di errore del CAF, la responsabilità è del CAF stesso, non del contribuente.
  2. Tramite il datore di lavoro o ente pensionistico (sostituto d’imposta): se il datore di lavoro offre questo servizio, puoi presentare il 730 direttamente.
  3. In autonomia tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate: accedendo al sito con SPID, CIE o CNS, puoi modificare e inviare il 730 precompilato. Richiede però competenza specifica.

Perché scegliere il CAF? Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la correttezza dei dati, ti aiuta a non dimenticare nessuna spesa detraibile e risponde in caso di eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate. La responsabilità per eventuali errori nella dichiarazione presentata tramite CAF è del CAF stesso.

Documenti da portare al CAF per il 730

Quando prenoti un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine, porta con te:

  • Documento d’identità e codice fiscale (tuo e dei familiari a carico)
  • CU (Certificazione Unica) del datore di lavoro o ente pensionistico
  • Documentazione spese sanitarie: scontrini farmaceutici, fatture medici/strutture sanitarie (il Sistema Tessera Sanitaria ne precarica molte, ma verifica sempre)
  • Documentazione mutuo prima casa: certificato degli interessi passivi rilasciato dalla banca
  • Fatture ristrutturazione edilizia e bonifici parlanti
  • Scontrini/fatture spese scolastiche (rette asilo nido, università, ecc.)
  • Premi assicurativi: polizze vita/infortuni con indicazione del premio annuo
  • Estratti conto fondi pensione con versamenti effettuati nel 2025
  • 730 dell’anno precedente (utile per confronto e per verificare eventuali eccedenze)
  • Per chi ha carichi di famiglia non già presenti in anagrafe: autocertificazione

Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo

Se ti accorgi di aver commesso un errore nel 730 già inviato, puoi rimediare:

  • 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026: puoi presentare un 730 correttivo tramite CAF o sostituto d’imposta. Se il secondo 730 è a favore del contribuente (maggior rimborso o minor debito), viene elaborato entro novembre 2026.
  • Modello Redditi PF integrativo: se l’errore non è correggibile tramite 730 integrativo (ad esempio perché hai presentato autonomamente o per redditi non inseribili nel 730), puoi presentare il Modello Redditi PF integrativo entro il 30 novembre 2026.
  • Ravvedimento operoso: se hai omesso di presentare la dichiarazione entro il 30 settembre 2026, puoi presentarla in ritardo entro 90 giorni con una sanzione ridotta di 25 euro (1/10 di 250 euro). Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa e le sanzioni sono ben più severe (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta).

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Domande frequenti sul Modello 730 2026

Quando è disponibile il 730 precompilato 2026?

Dal 30 aprile 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS. Rispetto agli anni precedenti, la disponibilità è stata posticipata dal 15 aprile al 30 aprile.

Entro quando si deve presentare il Modello 730?

La scadenza è il 30 settembre 2026. Per i chi presenta autonomamente via portale AdE o tramite CAF.

Quali spese non rientrano nel limite dei 75.000 euro?

Sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita e infortuni, spese per persone con disabilità e spese di recupero del patrimonio edilizio (ristrutturazioni) già avviate prima del 2025.

Posso detrarre le spese pagate in contanti?

Per la maggior parte delle spese detraibili (sanitarie, veterinarie, scolastiche, ecc.) il pagamento deve essere tracciabile (carta, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket del Servizio Sanitario Nazionale, che si possono pagare in contanti.

Ho una colf o badante: cosa posso dedurre?

I contributi INPS versati per colf e badanti sono deducibili fino a 1.549,37 euro annui. Se hai sostenuto spese per l’assistenza a un anziano non autosufficiente, puoi detrarre anche le spese di assistenza fino a un massimo di 2.100 euro (al 19%), a condizione che l’assistito abbia un reddito non superiore a 40.000 euro. Per tutti i dettagli leggi la nostra guida specifica: detrazione spese assistenza anziani 2026.

Quando mi viene rimborsato l’importo a credito?

Se hai un rimborso, questo viene erogato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico con il cedolino di luglio (per i dipendenti) o agosto/settembre (per i pensionati). Per informazioni dettagliate sui tempi consulta il nostro articolo: rimborso 730 2026: quando arriva e come controllarlo.


Hai bisogno di aiuto con il tuo 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per compilare e trasmettere la tua dichiarazione dei redditi in modo corretto e senza stress. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine. Puoi contattarci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Prenota il tuo appuntamento: la nostra assistenza è personalizzata e professionale.

Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 04:31:352026-07-03 07:54:07Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Forfettari e dichiarazione precompilata 2026: l’intervento del commercialista resta indispensabile

regime forfettario partita iva

Ogni anno, con l’arrivo della stagione delle dichiarazioni fiscali, milioni di contribuenti italiani si interrogano sulla possibilita di compilare la propria dichiarazione dei redditi in autonomia, sfruttando il servizio di precompilata messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Per i titolari di partita IVA in regime forfettario, pero, il quadro e molto diverso: la precompilata non e uno strumento a loro disposizione nei termini ordinari, e il ruolo del commercialista — o di un CAF abilitato — rimane non solo utile ma in molti casi indispensabile.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio perche i forfettari non possono affidarsi al 730 precompilato, quali adempimenti dichiarativi li riguardano nel 2026, e in che cosa consiste concretamente il contributo professionale di un consulente fiscale nella gestione della loro posizione tributaria.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla
  2. Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato
  3. La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca
  4. Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026
  5. I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare
  6. Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario
  7. Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari
  8. La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari
  9. CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista
  10. Errori comuni dei forfettari fai da te
  11. Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta
  12. FAQ — Domande frequenti

Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla

La dichiarazione dei redditi precompilata e un servizio introdotto dall’Agenzia delle Entrate con il D.Lgs. 175/2014 e progressivamente esteso negli anni successivi. A partire dal 30 aprile di ogni anno, i contribuenti interessati possono accedere al proprio cassetto fiscale tramite SPID/CIE e trovare una bozza della dichiarazione gia compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente, pensioni, spese sanitarie, interessi sui mutui, contributi previdenziali.

Il modello messo a disposizione e il 730, pensato per i lavoratori dipendenti, i pensionati e alcune categorie di soggetti con redditi semplici. Il 730 ha il vantaggio di non richiedere versamenti diretti: il conguaglio fiscale (a debito o a credito) transita attraverso il sostituto d’imposta o viene rimborsato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

La questione fondamentale per i titolari di partita IVA in regime forfettario e la seguente: il 730 — anche nella versione precompilata — non e il modello dichiarativo che li riguarda.

Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato

Il regime forfettario e disciplinato dalla Legge 190/2014 (art. 1, commi 54-89) e prevede un sistema di tassazione completamente separato rispetto all’IRPEF ordinaria. Il reddito dei forfettari e determinato in modo forfetario, applicando un coefficiente di redditivita ai ricavi o compensi lordi, e su questo reddito si applica una imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attivita, in presenza dei requisiti richiesti).

Questa caratteristica — l’imposta sostitutiva — e la ragione tecnica per cui il 730 non e utilizzabile. Il 730 e il modello dell’IRPEF progressiva, mentre il forfettario paga un’imposta sostitutiva che si dichiara nel Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), specificamente nel Quadro LM (Lavoro autonomo, impresa e regimi fiscali agevolati).

Caratteristica730 precompilatoModello Redditi PF (forfettari)
Soggetti interessatiLavoratori dipendenti, pensionatiTitolari P.IVA regime forfettario
Tipo di tassazioneIRPEF progressiva (23%-43%)Imposta sostitutiva 15% (o 5%)
Quadro principaleQuadro C (lavoro dipendente)Quadro LM
Scadenza trasmissione30 settembre31 ottobre (tramite intermediario)
Versamenti direttiNo (tramite sostituto d’imposta)Si (acconto + saldo)
Precompilata disponibileSi (dal 30 aprile)Solo bozza parziale (Quadro LM vuoto)

E importante chiarire un aspetto: dal 2022, l’Agenzia delle Entrate ha esteso il servizio di precompilata anche ai titolari di partita IVA che presentano il Modello Redditi PF. Tuttavia, questa bozza per i forfettari e significativamente diversa — e molto piu incompleta — rispetto a quella per i lavoratori dipendenti.

La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca

La bozza precompilata del Modello Redditi PF contiene i dati che il Fisco gia conosce: informazioni anagrafiche, redditi da lavoro dipendente eventualmente percepiti in parallelo, interessi passivi su mutui, contributi previdenziali comunicati dagli enti previdenziali.

Tuttavia, il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e completamente vuoto nella bozza precompilata. Il Fisco non conosce in automatico:

  • L’ammontare dei ricavi o compensi dell’anno di imposta
  • Il coefficiente di redditivita applicabile in base al codice ATECO
  • I contributi previdenziali obbligatori deducibili dal reddito lordo
  • L’imposta sostitutiva da versare (acconto e saldo)
  • Le eventuali perdite pregresse in regime agevolato
  • La presenza o meno dei requisiti per l’aliquota ridotta al 5%

Tutti questi dati devono essere inseriti manualmente. E non si tratta di semplice trascrizione: richiede conoscenza delle norme, verifica dei requisiti, calcolo corretto del reddito imponibile e delle imposte dovute.

Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026

Per capire perche la compilazione del Quadro LM richiede competenze specifiche, e utile ripercorrere la logica del calcolo del reddito nel regime forfettario.

Formula di calcolo:

Ricavi o compensi lordi × Coefficiente di redditivita = Reddito lordo

Reddito lordo − Contributi previdenziali obbligatori = Reddito netto imponibile

Reddito netto imponibile × 15% (o 5%) = Imposta sostitutiva dovuta

Il coefficiente di redditivita varia in base al codice ATECO dell’attivita svolta. La tabella prevista dalla Legge 190/2014, confermata per il 2026:

Gruppo di attivitaCoefficiente
Industrie alimentari e bevande40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari40%
Commercio ambulante di altri prodotti54%
Intermediari del commercio62%
Alloggio, ristorazione e servizi di ristorazione67%
Attivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione78%
Costruzioni e attivita immobiliari86%
Altre attivita economiche67%

Esempio pratico — Consulente informatico, ricavi 60.000 euro

  • Ricavi: 60.000 euro
  • Coefficiente attivita professionali: 78%
  • Reddito lordo: 60.000 × 78% = 46.800 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata (aliquota 26,07%): circa 12.200 euro versati*
  • Reddito imponibile: 46.800 − 12.200 = 34.600 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 5.190 euro

*Calcolo semplificato. I contributi effettivamente deducibili sono quelli versati nell’anno di imposta.

I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare

Un aspetto critico che spesso sfugge ai forfettari che si cimentano nell’auto-dichiarazione e la verifica delle cause ostative: le condizioni che, se verificate nell’anno precedente, escludono l’accesso o la permanenza nel regime. Per il 2026 (anno d’imposta 2025), le principali cause ostative previste dalla normativa vigente (L. 190/2014 e L. 207/2024):

  • Ricavi o compensi superiori a 85.000 euro nell’anno precedente: comporta l’uscita dal regime nell’anno successivo. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno corrente, l’uscita e immediata con obbligo di applicare IVA dal mese successivo al superamento.
  • Redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024, da 30.000 euro): questa causa ostativa riguarda anche i pensionati con pensione superiore a tale importo.
  • Partecipazione in societa di persone, associazioni professionali o SRL con controllo diretto che svolgono attivita riconducibile a quella della P.IVA forfettaria.
  • Esercizio di attivita principalmente verso datori di lavoro attuali o dei due anni precedenti.
  • Spese per lavoro accessorio e personale superiori a 20.000 euro lordi nell’anno precedente (soglia ridotta dalla L. 207/2024 da 30.000 a 20.000 euro).

La verifica di queste cause ostative richiede conoscenza della normativa e capacita di interpretazione. Errori in questa fase possono comportare l’applicazione del regime sbagliato, con conseguenti obblighi di IVA e tassazione IRPEF o, al contrario, rischio di accertamento per applicazione indebita del regime agevolato.

Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario

1. Verifica annuale dei requisiti di permanenza

Il commercialista esegue ogni anno un controllo sistematico delle cause ostative. Il confronto tra redditi da lavoro dipendente e la soglia dei 35.000 euro richiede la lettura corretta della Certificazione Unica (CU), la distinzione tra redditi imponibili e non, e la verifica di eventuali redditi da pensione o collaborazione che concorrono al limite.

2. Compilazione corretta del Quadro LM

Il Quadro LM del Modello Redditi PF e articolato in sezioni distinte. La scelta della sezione corretta, l’inserimento preciso dei ricavi, la deduzione dei contributi e il calcolo dell’imposta richiedono competenze specifiche. Un errore nel codice ATECO puo portare all’applicazione del coefficiente di redditivita sbagliato e a un’imposta sostitutiva non corretta.

3. Gestione di redditi misti

Moltissimi forfettari hanno redditi di piu natura: la P.IVA forfettaria ma anche un lavoro dipendente part-time, proventi da locazioni, interessi, dividendi. In questi casi la dichiarazione si complica significativamente: il Modello Redditi PF deve raccogliere tutti i quadri rilevanti (LM per il forfettario, Quadro C per il lavoro dipendente, FA per affitti, RL per altri redditi).

4. Calcolo degli acconti e pianificazione del cash flow fiscale

Il regime forfettario prevede il versamento dell’imposta sostitutiva in acconto (prima rata 40% entro il 30 giugno, seconda rata 60% entro il 30 novembre) e in saldo (entro il 30 giugno dell’anno successivo). Il commercialista calcola gli importi, valuta l’opportunita di ridurre gli acconti se il reddito del periodo in corso e presumibilmente inferiore, e pianifica i versamenti per evitare sanzioni.

5. Verifica delle detrazioni accessorie

I forfettari non beneficiano delle detrazioni IRPEF ordinarie (spese mediche, interessi sul mutuo, spese per i figli a carico, ecc.) perche pagano un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF. Tuttavia, in presenza di redditi misti, alcune detrazioni possono essere applicate sulla quota di reddito soggetta a IRPEF. Capire cosa si puo o non si puo detrarre richiede un’analisi caso per caso.

Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari

ScadenzaAdempimentoNote
30 aprile 2026Disponibilita bozza precompilata (Modello Redditi PF)Solo parzialmente compilata — Quadro LM vuoto
30 giugno 2026Saldo anno precedente + prima rata acconto (40%)F24 — codice tributo 1793
30 luglio 2026Versamento con maggiorazione 0,40% (proroga estiva)Alternativa al 30 giugno se si opta per la proroga
31 ottobre 2026Trasmissione Modello Redditi PF tramite intermediarioScadenza ordinaria per invio tramite CAF o commercialista
30 novembre 2026Seconda rata acconto imposta sostitutiva (60%)F24 — codice tributo 1793 (acconto seconda rata)

Il Modello Redditi PF, a differenza del 730, non viene inviato tramite il portale precompilata in modalita semplificata: il forfettario deve avvalersi di un intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista, consulente del lavoro) oppure, se dotato di idoneo software, inviarlo tramite i canali Fisconline/Entratel.

La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari

Un tema sempre piu rilevante nel 2026 riguarda l’intensificazione dell’attivita di controllo dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari. L’Agenzia ha aumentato le comunicazioni di anomalia inviate ai titolari di P.IVA, concentrandosi su:

  • Verifica del superamento della soglia di 85.000 euro di ricavi: l’incrocio dei dati delle fatture elettroniche con le dichiarazioni presentate permette di individuare i casi di mancata uscita dal regime.
  • Controllo delle cause ostative, in particolare la verifica del reddito da lavoro dipendente attraverso i flussi delle Certificazioni Uniche.
  • Verifica della corretta applicazione dell’imposta sostitutiva: sono stati segnalati casi di forfettari che applicavano erroneamente l’aliquota del 5% pur non avendo i requisiti (attivita non nuova, o gia esercitata nei tre anni precedenti).

In questo contesto, avere un professionista che ha verificato la correttezza della dichiarazione e degli adempimenti non e solo un vantaggio operativo: e una forma di tutela preventiva. In caso di comunicazione di irregolarita, il commercialista risponde tempestivamente, valuta la fondatezza della contestazione e, se necessario, presenta memorie difensive o procede al ravvedimento operoso nei termini.

CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista

I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono abilitati ad assistere i contribuenti nella presentazione del Modello 730, ma non tutti i CAF sono abilitati alla presentazione del Modello Redditi PF, che e il modello dei forfettari.

I CAF che gestiscono anche le partite IVA in regime forfettario sono quelli che dispongono di intermediari abilitati (dottori commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro) nel proprio organico o in convenzione. Questi CAF possono offrire:

  • Analisi della situazione fiscale complessiva del contribuente
  • Verifica dei requisiti di permanenza nel regime forfettario
  • Compilazione e trasmissione del Modello Redditi PF
  • Calcolo e supporto nella predisposizione dei versamenti F24
  • Assistenza in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per i titolari di partita IVA in regime forfettario, con consulenti qualificati in grado di gestire la dichiarazione annuale e la pianificazione fiscale durante l’anno. Leggi anche: Ritenuta d’Acconto Regime Forfettario 2026: Quando Si Applica e Come Gestirla.

Errori comuni dei forfettari fai da te

  • Confondere il 730 con il Modello Redditi: alcuni forfettari presentano il 730 (sbagliato) invece del Modello Redditi PF, omettendo la dichiarazione dei ricavi dell’attivita.
  • Non dedurre i contributi INPS versati: la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori e una delle poche riduzioni consentite ai forfettari. Ometterla porta a pagare piu imposte del dovuto.
  • Applicare l’aliquota al 5% senza averne i diritti: la riduzione al 5% per i primi cinque anni si applica solo se l’attivita e nuova (nei tre anni precedenti non e stata esercitata attivita artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata).
  • Non comunicare l’uscita dal regime: chi supera i 85.000 euro di ricavi deve uscire dal forfettario dall’anno successivo e impostare correttamente la propria contabilita.
  • Ignorare la gestione dei versamenti F24: i codici tributo corretti, le scadenze e le modalita di compensazione non sono intuitive per chi non ha familiarita con la fiscalita delle partite IVA.

Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta

Una delle situazioni piu delicate e frequenti e quella del forfettario con redditi misti: chi svolge un’attivita professionale in regime forfettario ma ha anche un rapporto di lavoro dipendente, percepisce pensione, ha immobili in affitto o ha altri redditi soggetti a IRPEF.

In questi casi il Modello Redditi PF deve contenere:

  • Il Quadro LM per il reddito in regime forfettario (imposta sostitutiva)
  • Il Quadro C per i redditi da lavoro dipendente (dati dalla CU del datore di lavoro)
  • Il Quadro RB per gli eventuali redditi fondiari
  • Il Quadro RL per altri redditi (locazioni brevi, compensi occasionali)
  • Il Quadro RP per le detrazioni — applicabili pero solo sulla parte di reddito IRPEF, non su quello forfettario

Le detrazioni per carichi di famiglia si calcolano sull’IRPEF lorda dovuta sul reddito complessivo IRPEF (escludendo quello forfettario). Se la quota IRPEF e modesta, la detrazione potrebbe non trovare capienza. Questo aspetto richiede un’analisi professionale per ottimizzare la posizione fiscale del contribuente. Leggi anche: Partita IVA Logopedista 2026 e Partita IVA Veterinario 2026.

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FAQ — Domande frequenti

I forfettari possono usare la dichiarazione precompilata 2026?

I forfettari non possono usare il 730 precompilato, riservato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Dal 2022 esiste una bozza precompilata del Modello Redditi PF, ma il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e sempre vuoto e va compilato manualmente da un professionista.

Qual e il modello dichiarativo dei forfettari?

I titolari di partita IVA in regime forfettario devono presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), compilando il Quadro LM. Questo modello va trasmesso tramite intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista) entro il 31 ottobre di ogni anno.

Quando scade la dichiarazione dei redditi per i forfettari nel 2026?

La scadenza per la trasmissione del Modello Redditi PF tramite intermediario abilitato e il 31 ottobre 2026 (per l’anno d’imposta 2025). L’invio autonomo tramite Fisconline/Entratel scade invece al 30 novembre 2026.

Quanto paga di tasse un forfettario nel 2026?

Il forfettario paga un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito netto imponibile (ricavi × coefficiente − contributi previdenziali). Per le nuove attivita che rispettano i requisiti, l’aliquota e ridotta al 5% per i primi cinque anni. Non applica l’IVA sulle fatture e non beneficia delle detrazioni IRPEF ordinarie.

Posso detrarre le spese mediche se sono in regime forfettario?

No, se il reddito e interamente forfettario. Le detrazioni IRPEF (spese mediche, interessi mutuo, spese per figli a carico) si applicano sull’IRPEF dovuta, ma il forfettario paga un’imposta sostitutiva. Chi ha redditi misti (forfettario + lavoro dipendente) puo invece beneficiare delle detrazioni sulla quota di reddito soggetta a IRPEF.

Cosa succede se un forfettario supera i 85.000 euro di ricavi?

Se i ricavi superano 85.000 euro nell’anno, il forfettario perde il regime dall’anno successivo e deve passare al regime ordinario con IVA e contabilita ordinaria. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno in corso, l’uscita dal regime e immediata: dall’operazione che ha determinato il superamento occorre applicare IVA e ricalcolare le imposte.

Il CAF puo assistere un forfettario nella dichiarazione dei redditi?

Si, ma solo i CAF dotati di intermediari abilitati (commercialisti, ragionieri) possono gestire il Modello Redditi PF dei forfettari. I CAF che gestiscono solo il 730 non possono assistere i titolari di P.IVA in regime forfettario. E fondamentale verificare preventivamente i servizi offerti dal CAF a cui ci si rivolge.

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-23 12:23:482026-06-28 00:15:47Forfettari e dichiarazione precompilata 2026: l’intervento del commercialista resta indispensabile
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni

Dichiarazione dei redditi 730

Badante e Colf nel 730 2026: Detrazioni e Deduzioni

Chi ha assunto una badante o una colf puo beneficiare di agevolazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi. Esistono sia deduzioni (sui contributi INPS versati) sia detrazioni (sulle spese per l’assistenza a persone non autosufficienti).

E importante conoscere la differenza tra le due agevolazioni e sapere quali documenti conservare per il 730/2026. Vediamo nel dettaglio come funzionano.

Indice dei contenuti

  1. Differenza tra deduzione e detrazione
  2. Deduzione contributi INPS
  3. Detrazione assistenza non autosufficienti
  4. Documenti necessari
  5. Come compilare il 730
  6. Domande frequenti



Differenza tra Deduzione e Detrazione

Prima di entrare nel dettaglio, e importante capire la differenza tra le due agevolazioni.

Deduzione

La deduzione riduce il reddito imponibile. Se hai un reddito di 30.000 euro e deduci 1.500 euro, paghi le tasse su 28.500 euro. Il risparmio effettivo dipende dalla tua aliquota IRPEF.

Detrazione

La detrazione riduce direttamente l’imposta da pagare. Se la tua IRPEF e di 5.000 euro e hai una detrazione di 399 euro, paghi 4.601 euro.

Quali si applicano a badante e colf

  • Contributi INPS: DEDUZIONE (per tutti i datori di lavoro domestico)
  • Spese assistenza: DETRAZIONE (solo per assistenza a non autosufficienti)



Deduzione Contributi INPS per Colf e Badanti

I contributi INPS versati per colf, badanti e altri collaboratori domestici sono deducibili dal reddito.

Importo deducibile

  • Limite massimo: 1.549,37 euro all’anno
  • Si deduce solo la quota a carico del datore di lavoro (non quella trattenuta al lavoratore)

Chi puo dedurre

La deduzione spetta al datore di lavoro che ha versato i contributi, indipendentemente da:

  • Il tipo di mansione (colf, badante, baby-sitter)
  • Le ore di lavoro (part-time o full-time)
  • Lo stato di salute della persona assistita

Esempio pratico

Se hai versato contributi INPS per 2.000 euro (quota datore):

  • Puoi dedurre solo 1.549,37 euro (il limite massimo)
  • Con aliquota IRPEF del 35%, risparmi: 1.549,37 x 35% = 542,28 euro



Detrazione per Assistenza a Persone Non Autosufficienti

Se la badante assiste una persona non autosufficiente, oltre alla deduzione dei contributi hai diritto a una detrazione sulle spese di assistenza.

Requisiti della persona assistita

La detrazione spetta se la persona assistita:

  • Non e in grado di compiere autonomamente le attivita quotidiane (alimentarsi, vestirsi, lavarsi)
  • Necessita di sorveglianza continua
  • La condizione deve risultare da certificazione medica o verbale di invalidita

Importo della detrazione

  • Aliquota: 19%
  • Limite massimo di spesa: 2.100 euro
  • Detrazione massima: 2.100 x 19% = 399 euro

Limite di reddito

La detrazione spetta solo se il reddito complessivo non supera 40.000 euro.

Cosa si puo detrarre

  • Spese per assistenza personale (compenso alla badante)
  • Non sono detraibili: vitto, alloggio, contributi INPS (gia deducibili)



Documenti Necessari

Per usufruire delle agevolazioni, devi conservare la documentazione relativa al rapporto di lavoro e ai pagamenti.

Per la deduzione contributi INPS

  • MAV o ricevute INPS dei contributi versati
  • Prospetto contributi INPS (disponibile sul cassetto previdenziale INPS)

Per la detrazione assistenza

  • Certificazione medica attestante la non autosufficienza
  • Contratto di lavoro con la badante
  • Buste paga o ricevute del compenso
  • Bonifici o assegni (pagamenti tracciabili)

Obbligo tracciabilita

Per la detrazione assistenza, il pagamento deve essere tracciabile:

  • Bonifico bancario o postale
  • Assegno bancario o circolare
  • Carte di credito/debito

La deduzione contributi INPS non richiede pagamento tracciabile (i contributi si versano gia tramite MAV).



Come Compilare il 730

Le due agevolazioni vanno indicate in sezioni diverse del 730.

Deduzione contributi INPS

I contributi INPS deducibili vanno indicati nel quadro E, Sezione II (oneri deducibili), rigo E23.

Detrazione assistenza

Le spese per assistenza a non autosufficienti vanno indicate nel quadro E, Sezione I (oneri detraibili), righi E8-E10, con codice 15.

730 precompilato

I contributi INPS sono generalmente gia presenti nel 730 precompilato (comunicati dall’INPS). Le spese per assistenza invece non sono precompilate e vanno inserite manualmente.

Domande Frequenti su Badante e Colf nel 730

Posso avere sia la deduzione che la detrazione?

Si, se la badante assiste una persona non autosufficiente puoi:

  • Dedurre i contributi INPS (fino a 1.549,37 euro)
  • Detrarre le spese di assistenza (19% su max 2.100 euro)

Se la badante assiste mia madre che vive da sola?

Puoi usufruire delle agevolazioni se sei tu a sostenere le spese, anche se la persona assistita non convive con te. L’importante e che risulti dal contratto e dai pagamenti.

Ho due badanti per mio padre: posso raddoppiare?

No, il limite di 2.100 euro per la detrazione e riferito alla persona assistita, non al numero di badanti. Anche con piu assistenti, la detrazione massima resta 399 euro.

La colf che pulisce casa da diritto alla detrazione?

No, la detrazione per assistenza (19%) spetta solo per l’assistenza a persone non autosufficienti. Per la colf puoi solo dedurre i contributi INPS.

📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.



Assistenza per il 730 a Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a gestire correttamente le agevolazioni per badanti e colf nel 730.

Contattaci per un appuntamento:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121

Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.

Giugno 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini

Dichiarazione dei redditi 730

Affitto nel 730 2026: Detrazioni per Inquilini

Se paghi un affitto per la tua abitazione principale, puoi avere diritto a una detrazione fiscale nel 730/2026. La normativa prevede diverse agevolazioni per gli inquilini, con importi che variano in base al reddito e alla tipologia di contratto.

Le detrazioni per l’affitto sono pensate per alleggerire il peso del canone di locazione sui redditi piu bassi. Vediamo nel dettaglio quali agevolazioni sono disponibili e come richiederle.

Indice dei contenuti

  1. Tipi di detrazione affitto
  2. Detrazione generale inquilini
  3. Detrazione canone concordato
  4. Detrazione giovani inquilini
  5. Lavoratori trasferiti
  6. Documenti necessari
  7. Domande frequenti



Tipi di Detrazione per l’Affitto

Esistono diverse tipologie di detrazione per chi paga l’affitto. Le principali sono:

  • Detrazione generale per inquilini – per tutti gli inquilini con reddito basso
  • Detrazione canone concordato – per chi ha un contratto a canone concordato (3+2)
  • Detrazione giovani inquilini – per i giovani che lasciano la casa dei genitori
  • Detrazione lavoratori trasferiti – per chi si trasferisce per lavoro

Queste detrazioni sono alternative tra loro: non e possibile cumularle, ma puoi scegliere quella piu vantaggiosa.



Detrazione Generale per Inquilini

La detrazione generale spetta a tutti gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale, a prescindere dal tipo di contratto.

Importi 2026

Reddito complessivoDetrazione
Fino a 15.493,71 euro300 euro
Da 15.493,72 a 30.987,41 euro150 euro
Oltre 30.987,41 euroNessuna detrazione

Requisiti

  • Contratto di locazione regolarmente registrato
  • L’immobile deve essere l’abitazione principale
  • Reddito complessivo entro i limiti indicati



Detrazione per Contratti a Canone Concordato

Se hai un contratto a canone concordato (tipicamente 3+2), puoi usufruire di una detrazione piu alta.

Importi 2026

Reddito complessivoDetrazione
Fino a 15.493,71 euro495,80 euro
Da 15.493,72 a 30.987,41 euro247,90 euro

Cos’e il canone concordato

Il contratto a canone concordato prevede un canone calmierato, stabilito sulla base di accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini. Il contratto ha durata minima di 3 anni + 2 di rinnovo.



Detrazione per Giovani Inquilini

I giovani tra 20 e 31 anni che stipulano un contratto di locazione per l’abitazione principale possono beneficiare di una detrazione specifica.

Requisiti

  • Eta compresa tra 20 e 31 anni (non compiuti)
  • Reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro
  • L’immobile deve essere diverso dall’abitazione principale dei genitori
  • Contratto regolarmente registrato

Importo detrazione

La detrazione e pari al 20% del canone annuo, con un minimo di 991,60 euro e un massimo di 2.000 euro.

Durata

La detrazione spetta per i primi 4 anni di contratto (non necessariamente consecutivi).



Detrazione per Lavoratori Trasferiti

I lavoratori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro possono beneficiare di una detrazione specifica.

Requisiti

  • Trasferimento della residenza nel comune di lavoro (o in comune limitrofo)
  • Il nuovo comune deve distare almeno 100 km dal precedente
  • Il nuovo comune deve essere in una regione diversa
  • Contratto di lavoro dipendente

Importi 2026

Reddito complessivoDetrazione
Fino a 15.493,71 euro991,60 euro
Da 15.493,72 a 30.987,41 euro495,80 euro

Durata

La detrazione spetta per i primi 3 anni dal trasferimento della residenza.

Documenti Necessari

Per richiedere la detrazione affitto devi presentare al CAF la documentazione relativa al contratto e ai pagamenti.

Documenti richiesti

  • Contratto di locazione registrato
  • Ricevute dei canoni pagati o bonifici
  • Attestazione del proprietario dei canoni ricevuti (facoltativa)
  • Residenza anagrafica nell’immobile

Per giovani inquilini

  • Documento che attesti l’eta
  • Stato di famiglia che dimostri la residenza diversa dai genitori

Per lavoratori trasferiti

  • Contratto di lavoro dipendente
  • Certificato di residenza che attesti il trasferimento
  • Precedente indirizzo di residenza



Domande Frequenti sull’Affitto nel 730

Posso detrarre l’affitto se vivo con il mio compagno/a?

Si, se il contratto e intestato a entrambi, ciascuno detrae il 50%. Se e intestato solo a uno dei due, detrae solo l’intestatario del contratto.

Ho un contratto di sublocazione, posso detrarre?

No, la detrazione spetta solo per i contratti di locazione stipulati direttamente con il proprietario, non per le sublocazioni.

Detraggo l’intero canone annuo?

No, la detrazione e un importo fisso (300, 150, 495,80 euro ecc.) che non dipende dal canone pagato, ma solo dal reddito e dal tipo di contratto.

Quale detrazione scegliere se ho diritto a piu di una?

Puoi scegliere la detrazione piu conveniente. Il CAF ti aiutera a individuare quella che ti fa risparmiare di piu.

📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.

Assistenza per il 730 a Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai diritto alle detrazioni per l’affitto e a scegliere quella piu vantaggiosa.

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Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.

Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-09-28 20:54:27Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro

Dichiarazione dei redditi 730

Spese Funebri 730 2026: Detrazione e Limiti

Le spese funebri sostenute per la morte di un familiare sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se nel 2025 hai affrontato il costo di un funerale, puoi recuperare parte della spesa nel 730/2026.

La detrazione fiscale e del 19% su un importo massimo di 1.550 euro per decesso. Vediamo nel dettaglio come funziona, chi puo beneficiarne e quali spese sono ammesse.

Indice dei contenuti

  1. Come funziona la detrazione
  2. Spese funebri ammesse
  3. Chi puo detrarre
  4. Calcolo della detrazione
  5. Documenti necessari
  6. Domande frequenti



Come Funziona la Detrazione per Spese Funebri

La detrazione per spese funebri ha regole specifiche stabilite dalla normativa fiscale.

Aliquota e limiti

  • Aliquota detrazione: 19%
  • Tetto massimo: 1.550 euro per ogni decesso
  • Detrazione massima: 1.550 x 19% = 294,50 euro

Nessuna franchigia

A differenza di altre detrazioni (come le spese veterinarie), per le spese funebri non e prevista franchigia. La detrazione del 19% si applica da subito, dal primo euro speso.

Limite per decesso, non per contribuente

Il tetto di 1.550 euro si riferisce a ogni singolo decesso, non al contribuente. Se nello stesso anno hai sostenuto spese funebri per piu persone (es. due genitori), puoi detrarre fino a 1.550 euro per ciascun decesso.



Quali Spese Funebri Sono Detraibili

Sono detraibili le spese strettamente connesse al funerale.

Spese detraibili

  • Servizi dell’impresa funebre (vestizione, composizione, trasporto salma)
  • Cassa funebre (bara)
  • Addobbi floreali forniti dall’agenzia
  • Annunci funebri sui giornali
  • Trasporto del feretro
  • Sepoltura o cremazione
  • Concessione loculo cimiteriale (se pagata contestualmente)

Spese NON detraibili

  • Ristorante per il pranzo del funerale
  • Lapide e incisioni successive
  • Manutenzione della tomba
  • Fiori acquistati direttamente (non tramite agenzia)
  • Messe e offerte religiose



Chi Puo Detrarre le Spese Funebri

La detrazione non e riservata solo ai familiari stretti, ma ha alcune specificita.

Requisiti per chi detrae

Puo detrarre chi:

  • Ha effettivamente sostenuto la spesa
  • Ha la fattura intestata a proprio nome
  • Ha pagato con metodo tracciabile

Per chi e deceduto

La spesa e detraibile per il decesso di qualsiasi persona, non necessariamente un familiare. Tuttavia, nella pratica le agenzie funebri intestano la fattura a chi paga, che di solito e un parente.

Spesa divisa tra piu persone

Se la spesa e stata divisa tra piu familiari:

  • Ciascuno detrae la quota effettivamente pagata
  • La somma delle detrazioni non puo superare il tetto di 1.550 euro per decesso
  • La fattura deve riportare chi ha pagato cosa, oppure serve dichiarazione sostitutiva



Come Calcolare la Detrazione

Vediamo con esempi pratici come funziona il calcolo.

Esempio 1: Spesa sotto il tetto

Se hai speso 1.200 euro per il funerale:

  • Detrazione: 1.200 x 19% = 228 euro

Esempio 2: Spesa sopra il tetto

Se hai speso 3.000 euro per il funerale:

  • Si considera solo il tetto: 1.550 euro
  • Detrazione: 1.550 x 19% = 294,50 euro

Esempio 3: Due decessi nello stesso anno

Se hai sostenuto spese per i funerali di entrambi i genitori:

  • Spesa genitore 1: 2.000 euro (si detrae su 1.550 euro)
  • Spesa genitore 2: 1.800 euro (si detrae su 1.550 euro)
  • Detrazione totale: 294,50 + 294,50 = 589 euro



Documenti Necessari

Per ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese.

Documenti richiesti

  • Fattura dell’impresa funebre intestata a chi detrae
  • Ricevuta di pagamento tracciabile (bonifico, carta)
  • Certificato di morte (o autocertificazione del decesso)

Se la fattura e intestata a piu persone

Se la fattura e intestata a piu eredi:

  • Ciascuno detrae la propria quota
  • Serve annotazione sulla fattura di chi ha pagato cosa
  • In alternativa, dichiarazione sostitutiva di atto notorio

Obbligo di pagamento tracciabile

Dal 2020 e obbligatorio pagare con metodi tracciabili:

  • Bonifico bancario o postale
  • Carta di credito o debito
  • Assegno

I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione.

Domande Frequenti sulle Spese Funebri

Posso detrarre le spese se non ero parente del defunto?

Si, la detrazione spetta a chiunque abbia sostenuto la spesa, anche se non aveva legami di parentela con il defunto. L’importante e che la fattura sia intestata a chi detrae.

Le spese funebri sono nel 730 precompilato?

Generalmente si. Le imprese funebri comunicano i dati all’Agenzia delle Entrate. Verifica comunque che i dati siano presenti e corretti.

Posso detrarre le spese anche se le ho pagate con soldi ereditati?

Si, quello che conta e chi ha materialmente pagato e a chi e intestata la fattura. La provenienza del denaro e irrilevante.

E se la persona deceduta aveva il 730?

Le spese funebri non rientrano mai nella dichiarazione del defunto, ma sempre in quella di chi le ha pagate.

📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.



Assistenza per il 730 a Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730, recuperando tutte le detrazioni a cui hai diritto.

Contattaci per un appuntamento:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121

Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.

Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, Veterinari

Spese Veterinarie 730 2026: Detrazione, Limiti e Come Richiederla

Dichiarazione dei redditi 730

Spese Veterinarie 730 2026: Quanto si Puo Detrarre

Le spese veterinarie rientrano tra gli oneri detraibili nella dichiarazione dei redditi. Se hai un animale domestico e hai sostenuto spese per cure veterinarie nel 2025, puoi recuperare parte di queste spese nel 730/2026.

La detrazione fiscale per le spese veterinarie e del 19%, ma si applica solo alla parte eccedente una franchigia e fino a un tetto massimo. Vediamo nel dettaglio come funziona e quali spese sono ammesse.

Indice dei contenuti

  1. Come funziona la detrazione
  2. Spese veterinarie ammesse
  3. Calcolo della detrazione
  4. Documenti necessari
  5. Modalita di pagamento
  6. Domande frequenti



Come Funziona la Detrazione per Spese Veterinarie

La detrazione per le spese veterinarie segue regole precise stabilite dalla normativa fiscale.

Aliquota e limiti

  • Aliquota detrazione: 19%
  • Franchigia: 129,11 euro (non si detrae nulla sotto questa soglia)
  • Tetto massimo: 550 euro (si detrae solo fino a questo importo)

Detrazione massima ottenibile

La detrazione massima si calcola cosi:

  • Importo detraibile: 550 euro – 129,11 euro = 420,89 euro
  • Detrazione massima: 420,89 x 19% = 79,97 euro

Chi puo usufruirne

La detrazione spetta a chi:

  • Ha sostenuto le spese (intestatario delle fatture)
  • Possiede un animale domestico legalmente detenuto
  • Ha effettuato i pagamenti con metodi tracciabili



Quali Spese Veterinarie Sono Detraibili

Non tutte le spese sostenute per gli animali sono detraibili. Ecco cosa e ammesso e cosa no.

Spese detraibili

  • Visite veterinarie (generiche e specialistiche)
  • Interventi chirurgici
  • Esami diagnostici (analisi del sangue, radiografie, ecografie)
  • Farmaci veterinari prescritti dal veterinario
  • Medicinali omeopatici per uso veterinario
  • Prestazioni di laboratorio
  • Ricoveri in clinica veterinaria

Spese NON detraibili

  • Mangimi e alimenti (anche se specifici o dietetici)
  • Antiparassitari da banco (senza prescrizione)
  • Toelettatura e grooming
  • Accessori (cucce, guinzagli, giochi)
  • Pensioni per animali
  • Addestramento

Quali animali

La detrazione si applica alle spese per animali:

  • Da compagnia: cani, gatti, uccelli, pesci, criceti, conigli, tartarughe
  • Per pratica sportiva: cavalli da competizione amatoriale

Sono esclusi gli animali destinati ad allevamento, riproduzione, consumo alimentare o attivita commerciali.



Come Calcolare la Detrazione

Vediamo con alcuni esempi pratici come calcolare la detrazione effettiva.

Esempio 1: Spese sotto la franchigia

Se hai speso 100 euro in spese veterinarie:

  • La spesa e inferiore alla franchigia (129,11 euro)
  • Detrazione: 0 euro

Esempio 2: Spese tra franchigia e tetto

Se hai speso 350 euro in spese veterinarie:

  • Importo detraibile: 350 – 129,11 = 220,89 euro
  • Detrazione: 220,89 x 19% = 41,97 euro

Esempio 3: Spese sopra il tetto

Se hai speso 800 euro in spese veterinarie:

  • Si considera solo il tetto massimo: 550 euro
  • Importo detraibile: 550 – 129,11 = 420,89 euro
  • Detrazione: 420,89 x 19% = 79,97 euro



Documenti Necessari per la Detrazione

Per ottenere la detrazione devi conservare la documentazione delle spese sostenute.

Documenti da conservare

  • Fatture o ricevute fiscali del veterinario
  • Scontrini parlanti della farmacia (con codice fiscale, natura e quantita del farmaco)
  • Prescrizioni veterinarie per i farmaci
  • Ricevute di pagamento tracciabile (bonifico, carta, assegno)

Cosa devono contenere le fatture

Le fatture del veterinario devono indicare:

  • Dati del veterinario (nome, P.IVA)
  • Dati del cliente (nome, cognome, codice fiscale)
  • Descrizione della prestazione
  • Importo pagato
  • Data



Modalita di Pagamento Obbligatorie

Dal 2020 e obbligatorio effettuare i pagamenti con metodi tracciabili per poter usufruire della detrazione.

Pagamenti ammessi

  • Bonifico bancario o postale
  • Carta di credito o debito
  • Bancomat
  • Assegno bancario o circolare
  • Pagamenti elettronici (PayPal, Satispay, ecc.)

Pagamenti NON ammessi

  • Contanti: le spese pagate in contanti NON sono detraibili

Eccezione per farmaci

Per l’acquisto di farmaci veterinari in farmacia, il pagamento in contanti e ancora ammesso. In questo caso, serve lo scontrino parlante con il codice fiscale.

Domande Frequenti sulle Spese Veterinarie

Posso detrarre le spese se non sono io il proprietario dell’animale?

Si, la detrazione spetta a chi ha sostenuto e documentato la spesa, anche se l’animale e intestato a un altro familiare (purche convivente).

Ho piu animali: posso detrarre di piu?

No, il tetto massimo di 550 euro e complessivo per contribuente, indipendentemente dal numero di animali posseduti.

Le spese veterinarie rientrano nel 730 precompilato?

Generalmente si. I veterinari sono tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate le prestazioni effettuate. Verifica comunque che siano presenti e che gli importi siano corretti.

Devo presentare la documentazione al CAF?

Si, al momento della compilazione del 730 devi mostrare le fatture, le ricevute e le prove di pagamento tracciabile.

📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa 730 2026 per una panoramica completa.



Assistenza per il 730 a Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730 inserendo tutte le detrazioni a cui hai diritto, comprese le spese veterinarie.

Contattaci per un appuntamento:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121

Leggi anche la nostra guida completa al 730/2026 per scoprire tutte le detrazioni disponibili.

Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-01 09:00:002026-05-24 09:38:43Spese Veterinarie 730 2026: Detrazione, Limiti e Come Richiederla
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