CAF, SUCCESSIONISuccessione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaLa successione ai figli rappresenta la situazione più frequente e delicata nel diritto successorio italiano. Quando un genitore viene a mancare, è fondamentale conoscere le regole, i diritti dei figli legittimi e naturali, le quote ereditarie e gli adempimenti fiscali da rispettare.In questa guida analizziamo tutti gli aspetti della successione ai figli nel 2026: quote di eredità, differenze tra successione legittima e testamentaria, calcolo delle imposte, documenti necessari e procedure. Indice dei contenutiDiritti Successori dei FigliQuote Ereditarie 2026Successione LegittimaSuccessione TestamentariaDichiarazione di SuccessioneImposte e Tasse 2026Documenti NecessariIl Supporto del CAF 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa.Diritti Successori dei FigliI figli sono eredi legittimari, con diritto per legge a una quota minima di eredità che non può essere ridotta nemmeno con testamento.Parità tra Tutti i FigliDal 2013 non esistono distinzioni tra figli legittimi, naturali e adottivi: tutti hanno pari diritti successori.Quota di LegittimaFiglio unico: minimo 1/2 del patrimonioDue o più figli: minimo 2/3 del patrimonio diviso in parti uguali Quote Ereditarie 2026Successione Legittima (senza testamento)Con coniuge superstite:1 figlio + coniuge: 1/2 al figlio, 1/2 al coniuge2+ figli + coniuge: 1/3 coniuge, 2/3 figli in parti ugualiSenza coniuge:1 figlio: 100% eredità2+ figli: diviso in parti ugualiCon TestamentoIl defunto può disporre della quota disponibile rispettando la legittima:1 figlio: legittima 1/2, disponibile 1/22+ figli: legittima 2/3 ai figli, disponibile 1/3 Successione Legittima ai FigliSenza testamento si applica la successione legittima del Codice Civile.Accettazione dell’EreditàI figli possono:Accettare pura e semplice: con tutti i diritti e debitiAccettare con beneficio inventario: debiti solo entro valore eredità (obbligatorio per minori)Rinunciare: rinuncia totale all’eredità Successione TestamentariaTipi di TestamentoOlografo: scritto, datato e firmato dal testatorePubblico: redatto da notaio con testimoniSegreto: consegnato sigillato al notaioLesione della LegittimaSe il testamento lede la quota di legittima, i figli possono esercitare l’azione di riduzione entro 10 anni. Dichiarazione di SuccessioneEntro 12 mesi dal decesso va presentata la dichiarazione telematica all’Agenzia delle Entrate.Documenti da AllegareCertificato di morteStato di famiglia defunto ed erediEventuale testamento (copia autentica)Visure catastali immobiliEstratti conti bancari alla data del decessoTitoli, azioni, partecipazioni Imposte e Tasse 2026Imposta di SuccessionePer i figli:Franchigia: 1.000.000 euro per figlioAliquota: 4% sulla parte eccedenteEsempio: Eredità 1.500.000 euro a 1 figlio Imposta: (1.500.000 – 1.000.000) × 4% = 20.000 euroImposte ImmobiliariPrima casa: imposte ipotecaria e catastale in misura fissa di 200 euro ciascunaAltri immobili: ipotecaria 2% + catastale 1%Documenti NecessariDocumenti AnagraficiCertificato di morteStato di famiglia storico defuntoCodice fiscale defunto ed erediCarta identità erediDocumenti PatrimonialiVisure catastali aggiornateAtti di provenienza immobiliEstratti conti bancariCertificazioni titoli e fondiPolizze vita Il Supporto del CAF Centro FiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:Raccolta e verifica documentazioneCalcolo quote ereditarie e imposteDichiarazione successione telematicaVolture catastali automaticheSuccessioni con sistema tavolare FVGConsulenza su beneficio inventarioTi guidiamo in ogni fase garantendo il rispetto dei termini e l’ottimizzazione fiscale.FontiCodice civile (R.D. 16 marzo 1942, n. 262), art. 537 – Riserva a favore dei figliCodice civile, art. 581 – Concorso del coniuge con i figli nella successione legittimaAgenzia delle Entrate, Imposta di successione – Aliquote e franchigieAgenzia delle Entrate, Dichiarazione di successione – Come pagare le imposteLegge 21 novembre 2000, n. 342, art. 69, comma 3 – Imposte ipotecaria e catastale in misura fissa per la prima casa ereditataDomande Frequenti – Successione FigliQuanto paga un figlio di successione?Un figlio paga il 4% solo sulla parte eccedente 1.000.000 euro. Sotto tale soglia l’eredità è esente. Si aggiungono imposte ipotecarie e catastali sugli immobili.I figli devono pagare i debiti del genitore?Sì con accettazione pura e semplice. Con beneficio inventario rispondono solo entro il valore dei beni ereditati.Entro quando va presentata la dichiarazione?Entro 12 mesi dalla data del decesso. Il ritardo comporta sanzioni.Come si divide l’eredità tra più figli?Senza testamento in parti uguali. Con testamento rispettando la legittima (2/3 totale da dividere equamente). Affidati al CAF Centro FiscaleLa successione ai figli richiede competenza e precisione. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste con esperienza trentennale in materia successoria.Prenota la tua consulenza: ti guideremo nella gestione completa ottimizzando tempi e costi.📞 Contattaci per una consulenza personalizzata CAF Centro Fiscale – UdineQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Ottobre 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaCAF, SUCCESSIONISuccessione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoLa successione testamentaria si verifica quando il defunto ha lasciato un testamento. Nel 2026 il testamento permette di disporre dei propri beni rispettando comunque i diritti dei legittimari (coniuge, figli, genitori in assenza di figli).Indice dei contenutiTipi di testamentoQuote disponibili e legittimaPubblicazione testamento olografoAccettazione eredità testamentariaImpugnazione testamentoTipi di testamentoTestamento olografoÈ il testamento scritto a mano:Interamente scritto dal testatoreDatato e firmatoNon serve notaio per redigerloVa pubblicato da notaio dopo il decessoTestamento pubblicoRedatto dal notaio alla presenza di testimoni:Il testatore dichiara le volontà al notaioIl notaio lo trascrive in forma solenneConservato dal notaioMaggiore sicurezza contro contestazioniTestamento segretoScritto dal testatore e consegnato sigillato al notaio:Contenuto segreto fino al decessoPuò essere scritto a mano o dattilografatoFirma del testatore obbligatoria Quote disponibili e legittimaIl testamento deve rispettare i diritti dei legittimari:Situazione familiareQuota legittimaQuota disponibileSolo coniuge1/2 (50%)1/2 (50%)Solo un figlio1/2 (50%)1/2 (50%)Coniuge + un figlio2/3 (coniuge 1/3, figlio 1/3)1/3 (33%)Più figli2/3 (divisi tra figli)1/3 (33%) Pubblicazione testamento olografoDopo il decesso, chi detiene il testamento deve:Presentarlo a un notaio appena ha notizia della morte del testatoreIl notaio redige verbale di pubblicazioneCosto circa 300-500 euroIscrizione nei registri degli atti di ultima volontà Accettazione eredità testamentariaGli eredi testamentari devono:Accettare espressamente (dal notaio o cancelleria tribunale)Oppure accettazione tacita (gestione beni ereditari)Accettazione con beneficio inventario (per limitare debiti) Impugnazione testamentoIl testamento può essere impugnato per:Lesione legittima: se lede i diritti dei legittimariVizi forma: mancanza firma, data, scrittura non autografaIncapacità testatore: vizio di volontà, incapacità naturaleTermini: l’azione di riduzione per lesione di legittima si prescrive in 10 anni; l’annullamento per incapacità o per difetti di forma diversi da autografia e firma si prescrive in 5 anni dall’esecuzione delle disposizioni; per errore, violenza o dolo in 5 anni da quando se ne è avuta notiziaFontiCodice civile, art. 602 – testamento olografo – NormattivaCodice civile, art. 620 – pubblicazione del testamento olografo – NormattivaCodice civile, artt. 591, 606 e 624 – impugnazione del testamento e termini – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa. Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.comQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 06:00:002026-09-30 07:59:13Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoCAF, SUCCESSIONIPrima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di DecadenzaLa prima casa in successione 2026 è uno degli argomenti che genera più dubbi tra gli eredi, e non a caso: quando si eredita un immobile, la differenza tra pagare qualche centinaio di euro e pagarne diverse migliaia dipende da una semplice dichiarazione resa nel momento giusto. L’agevolazione prima casa applicata all’eredità permette infatti di versare l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale in misura fissa — 200 euro ciascuna — anziché nella misura proporzionale ordinaria del 2% e dell’1% calcolata sul valore catastale dell’immobile.Il beneficio non è automatico: va richiesto espressamente nella dichiarazione di successione e presuppone che almeno uno degli eredi possieda precisi requisiti soggettivi. Non solo: una volta ottenuto, il beneficio può essere perso (si parla tecnicamente di decadenza) se l’erede vende l’immobile troppo presto o non rispetta l’impegno a trasferire la residenza. In questa guida aggiornata vediamo in modo semplice come funziona la prima casa in successione 2026, quali sono le condizioni da rispettare e quali errori evitare per non ritrovarsi, anni dopo, con un avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate.Indice dei contenutiCosa prevede l’agevolazione prima casa in successione 2026Imposta ipotecaria e catastale: misura fissa o proporzionaleRequisiti dell’erede per la prima casa in successione 2026Come richiedere l’agevolazione nella dichiarazione di successioneDecadenza dall’agevolazione prima casa in successione: i 3 casiPrima casa in successione e sistema tavolare in Friuli Venezia GiuliaEsempio pratico: quanto si risparmia con la prima casa in successioneCosa prevede l’agevolazione prima casa in successione 2026L’agevolazione prima casa nella successione è prevista dall’articolo 69 della Legge 342/2000, una norma che estende ai trasferimenti per causa di morte (e alle donazioni) lo stesso favore fiscale riconosciuto a chi compra casa. In pratica, quando tra i beni ereditati c’è un’abitazione e almeno uno degli eredi o legatari possiede i requisiti prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa invece che in percentuale.Qui serve però un chiarimento che evita gran parte dei malintesi. Chi acquista una prima casa beneficia di un’imposta di registro ridotta al 2% (oppure dell’IVA al 4% se compra dal costruttore). Nella prima casa in successione 2026 il meccanismo è diverso: l’imposta principale è l’imposta di successione, che dipende dal grado di parentela e dalle franchigie (ad esempio 1 milione di euro a testa per coniuge e figli, con aliquota del 4% sull’eccedenza) e che non viene toccata dall’agevolazione. Ciò che cambia, e non è poco, sono le imposte ipotecaria e catastale, cioè quei tributi che si pagano per trascrivere il passaggio di proprietà nei registri immobiliari e per aggiornare il Catasto.Un ultimo punto importante: l’agevolazione non spetta per le abitazioni cosiddette di lusso, cioè quelle censite nelle categorie catastali A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio). Per tutte le altre categorie abitative, invece, la prima casa in successione è pienamente accessibile.📘 Approfondimento: tutte le imposte di successioneQuesto articolo tratta in modo verticale la sola agevolazione prima casa. Se vuoi il quadro completo di tutti i tributi dovuti dagli eredi (imposta di successione, franchigie, aliquote per grado di parentela, tributi minori), leggi la nostra guida generale: Imposte su successione: Guida Completa per gli Eredi. Per i conteggi con esempi numerici è invece utile la guida al calcolo dell’imposta di successione 2026. Imposta ipotecaria e catastale: misura fissa o proporzionalePer capire davvero il valore dell’agevolazione prima casa in eredità occorre sapere cosa sono questi due tributi, spesso sconosciuti a chi non si è mai occupato di immobili. L’imposta ipotecaria è la somma dovuta per la trascrizione del passaggio di proprietà nei pubblici registri immobiliari: serve, in parole semplici, a rendere ufficiale e opponibile a tutti il fatto che quella casa ora appartiene agli eredi. L’imposta catastale è invece dovuta per la voltura, cioè l’aggiornamento dell’intestazione dell’immobile negli archivi del Catasto.In assenza dei requisiti, queste due imposte si calcolano in misura proporzionale sul valore catastale dell’immobile (ottenuto rivalutando la rendita catastale e moltiplicandola per un coefficiente di legge). Con i requisiti prima casa, invece, si applicano in misura fissa. Ecco il confronto:Senza agevolazione: imposta ipotecaria 2% del valore catastale, imposta catastale 1%, con un minimo di 200 euro ciascunaCon agevolazione prima casa: imposta ipotecaria 200 euro fissi e imposta catastale 200 euro fissi, a prescindere dal valore dell’immobileTotale con agevolazione: 400 euro complessivi per le due imposteTributi comunque dovuti: tassa ipotecaria, imposta di bollo e tributi speciali in misura fissa, che l’agevolazione non eliminaAttenzione a un dettaglio poco noto: l’agevolazione si applica a tutto l’immobile e non solo alla quota dell’erede che possiede i requisiti. Se, per esempio, tre fratelli ereditano la casa dei genitori ma solo uno di loro può dichiarare di avere i requisiti prima casa, le imposte ipotecaria e catastale restano fisse per l’intera abitazione, con un beneficio che ricade su tutti i coeredi. È una delle ragioni per cui la prima casa in successione 2026 va pianificata con attenzione prima di compilare la dichiarazione. Requisiti dell’erede per la prima casa in successione 2026I requisiti prima casa dell’erede sono gli stessi previsti per chi acquista, contenuti nella Nota II-bis dell’articolo 1 della Tariffa allegata al Testo Unico dell’imposta di registro (DPR 131/1986). Il richiamo operato dall’articolo 69 della Legge 342/2000 li rende applicabili anche a chi riceve l’immobile per eredità. Vediamoli uno per uno, in linguaggio comprensibile.Requisito territoriale: l’immobile deve trovarsi nel Comune di residenza dell’erede, oppure l’erede deve impegnarsi a trasferire la residenza entro 18 mesi dall’apertura della successione. In alternativa, l’immobile può trovarsi nel Comune in cui l’erede svolge la propria attività lavorativaNessun’altra casa nello stesso Comune: l’erede non deve essere titolare, esclusivo o in comunione con il coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su un’altra casa nello stesso Comune dell’immobile ereditatoNessun’altra prima casa agevolata in Italia: l’erede non deve possedere, nemmeno per quote o in comunione legale, un’altra abitazione acquistata su tutto il territorio nazionale con le agevolazioni prima casaImmobile non di lusso: la casa non deve appartenere alle categorie catastali A/1, A/8 o A/9 E se possiedo già una prima casa agevolata?Chi possiede già un’abitazione acquistata con le agevolazioni non è automaticamente escluso. La Nota II-bis, comma 4-bis consente di beneficiare nuovamente dell’agevolazione a condizione che l’immobile già posseduto venga alienato, cioè venduto o donato, entro un termine preciso. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1 c. 116) ha ampliato questo termine da uno a due anni per gli atti posti in essere dal 1° gennaio 2025, una novità che vale anche nel 2026. La regola non vale solo per gli acquisti a titolo oneroso: l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 12/E dell’8 aprile 2016 (par. 2.3), ha chiarito che il meccanismo opera anche per i trasferimenti a titolo gratuito e per causa di morte, in forza del rinvio contenuto nell’art. 69, commi 3 e 4, della Legge 342/2000. La condizione formale è che l’impegno ad alienare l’immobile preposseduto risulti espressamente nella dichiarazione di successione con cui si chiede l’agevolazione: è esattamente il tipo di verifica preliminare che un professionista deve svolgere prima di barrare la casella dell’agevolazione.Un aspetto che tranquillizza molti eredi: per la prima casa in successione 2026 non è richiesto che il defunto avesse a sua volta i requisiti, né che l’immobile fosse la sua abitazione principale. Ciò che conta sono esclusivamente i requisiti soggettivi dell’erede al momento dell’apertura della successione.Come richiedere l’agevolazione nella dichiarazione di successioneL’agevolazione prima casa non viene riconosciuta d’ufficio: deve essere richiesta espressamente nella dichiarazione di successione, da presentare in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Nel modello telematico gli eredi e i legatari vengono identificati nel quadro EA, mentre la richiesta di agevolazioni e riduzioni, insieme alle dichiarazioni sostitutive di atto notorio con cui l’erede attesta di possedere i requisiti, trova collocazione nel quadro EH. Gli immobili vanno poi descritti nei quadri dedicati all’attivo ereditario.C’è una regola procedurale che conviene conoscere: se la dichiarazione sostitutiva è resa da un coerede diverso da chi firma e trasmette la pratica, l’autocertificazione va allegata in forma documentale, con copia del documento d’identità del firmatario. È un passaggio formale banale solo in apparenza, perché la sua omissione può compromettere il riconoscimento del beneficio. Per una panoramica completa della procedura e dei quadri del modello puoi consultare la nostra guida alla dichiarazione di successione telematica 2026.Un’ultima avvertenza pratica: le imposte ipotecaria, catastale e i tributi minori si versano in autoliquidazione, cioè li calcola e li paga il contribuente contestualmente all’invio della dichiarazione. Un errore nell’autoliquidazione, o una richiesta di agevolazione formulata senza averne diritto, si traduce quasi sempre in un avviso di liquidazione con sanzioni e interessi. Se nell’asse ereditario è presente anche un finanziamento in corso, ti sarà utile approfondire cosa accade al mutuo del defunto nella successione. Decadenza dall’agevolazione prima casa in successione: i 3 casiOttenere il beneficio è solo metà del percorso: bisogna anche conservarlo. La decadenza dall’agevolazione prima casa in successione comporta il recupero delle imposte ipotecaria e catastale in misura ordinaria (2% e 1%), maggiorate di una sanzione del 30% sulle imposte dovute e degli interessi. Un conto che, su un immobile di valore medio, può facilmente superare i diecimila euro. Ecco i tre casi tipici.Mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi: se l’erede si è impegnato a spostare la residenza nel Comune dell’immobile e non lo fa nei termini, il beneficio si perde integralmenteVendita entro 5 anni senza riacquisto: se l’immobile viene venduto o donato prima che siano trascorsi 5 anni, si decade dall’agevolazione, a meno che entro 1 anno dalla vendita l’erede non acquisti un altro immobile da adibire a propria abitazione principaleDichiarazioni mendaci: attestare requisiti che non si possiedono comporta la decadenza e, nei casi più gravi, conseguenze ulteriori sul piano della responsabilità per le dichiarazioni sostitutiveIl caso più frequente, nella nostra esperienza quotidiana di CAF, è il secondo: eredi che ricevono la casa di famiglia, chiedono l’agevolazione e la rivendono dopo due o tre anni senza sapere che il quinquennio non era ancora trascorso. La buona notizia è che il riacquisto entro l’anno salva il beneficio, purché il nuovo immobile sia destinato ad abitazione principale e non, per esempio, affittato a terzi.Esiste inoltre una possibilità di rimedio poco conosciuta: chi si accorge di non poter rispettare l’impegno assunto (tipicamente il trasferimento della residenza) può comunicarlo all’Agenzia delle Entrate prima che scadano i 18 mesi, chiedendo la riliquidazione delle imposte senza l’applicazione della sanzione. È una via d’uscita che va gestita con tempismo e con il supporto di chi conosce la procedura. Prima casa in successione e sistema tavolare in Friuli Venezia GiuliaChi eredita un immobile a Trieste, a Gorizia o in uno dei Comuni della provincia di Udine a regime tavolare deve fare i conti con una particolarità che nel resto d’Italia non esiste. In una parte del Friuli Venezia Giulia vige infatti il sistema tavolare (o Libro Fondiario), un registro immobiliare di derivazione austriaca in cui il diritto di proprietà si acquista con l’intavolazione, cioè con l’iscrizione nel libro fondiario disposta dal giudice tavolare. Attenzione al perimetro: il sistema tavolare copre per intero le province di Trieste e Gorizia e soltanto alcuni Comuni della provincia di Udine (area della Bassa Friulana e Canal del Ferro-Valcanale), mentre la città di Udine e l’intera provincia di Pordenone restano a catasto ordinario.La conseguenza pratica è rilevante anche per la prima casa in successione 2026: a differenza del regime ordinario, qui la voltura catastale non è automatica e la sola presentazione della dichiarazione di successione non basta a rendere gli eredi formalmente proprietari. Occorre una specifica domanda tavolare al Libro Fondiario competente: nel modello telematico gli immobili tavolari vanno indicati con i relativi dati tavolari, ma la richiesta di voltura non produce, da sola, l’intestazione agli eredi. Un errore in questa fase può bloccare la vendita dell’immobile anni dopo.È proprio qui che emerge il limite dei servizi standardizzati: molti operatori nazionali non gestiscono abitualmente il tavolare. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue da anni pratiche di successione su immobili tavolari, coordinando dichiarazione, agevolazione prima casa e adempimenti successivi. Ricorda inoltre che, una volta intestato l’immobile, gli eredi diventano soggetti passivi dei tributi locali: in FVG non si parla di IMU ma di ILIA, l’imposta locale immobiliare autonoma, e conviene verificare subito la propria posizione con il CAF Centro Fiscale Udine.Esempio pratico: quanto si risparmia con la prima casa in successionePer capire concretamente la portata dell’agevolazione, immaginiamo il caso di Marco. Alla morte del padre, Marco eredita insieme alla sorella l’appartamento di famiglia a Udine, categoria catastale A/3, con un valore catastale di 120.000 euro. Marco risiede in un altro Comune, non possiede altre abitazioni e dichiara nella dichiarazione di successione di volersi impegnare a trasferire la residenza entro 18 mesi.Senza agevolazione: imposta ipotecaria 2% di 120.000 euro = 2.400 euro; imposta catastale 1% = 1.200 euro; totale 3.600 euroCon agevolazione prima casa: 200 euro di ipotecaria + 200 euro di catastale = 400 euroRisparmio: 3.200 euro, a fronte di una semplice dichiarazione resa correttamente nel modelloDa notare che, avendo Marco e la sorella un rapporto di parentela in linea retta con il defunto, l’imposta di successione vera e propria con ogni probabilità non sarà dovuta: la franchigia di 1 milione di euro a testa copre ampiamente un patrimonio di questo tipo. Il risultato è che, in moltissime successioni familiari, l’unico costo fiscale reale è proprio quello delle imposte ipotecaria e catastale: ecco perché ottenere la prima casa in successione 2026 fa una differenza enorme in proporzione al totale dovuto.Ricorda infine che il possesso di un immobile ereditato produce effetti anche sulla tua dichiarazione dei redditi degli anni successivi, tra rendite catastali da indicare ed eventuali redditi da locazione. Gestire la successione in modo coordinato con la propria posizione fiscale complessiva evita sorprese. Domande Frequenti su Prima Casa in SuccessioneCosa succede se vendo la casa ereditata prima di 5 anni?Se vendi o doni l’immobile prima che siano trascorsi 5 anni, decadi dall’agevolazione prima casa: l’Agenzia delle Entrate recupera le imposte ipotecaria e catastale in misura ordinaria (2% e 1% del valore catastale), applicando una sanzione del 30% e gli interessi. Puoi però evitare la decadenza se entro 1 anno dalla vendita acquisti un altro immobile da destinare a tua abitazione principale.Devo per forza trasferire la residenza nella casa ereditata?Non necessariamente nella casa, ma nel Comune in cui si trova l’immobile. Se sei già residente in quel Comune, o vi svolgi la tua attività lavorativa, il requisito è soddisfatto. Se non lo sei, devi impegnarti nella dichiarazione di successione a trasferire la residenza entro 18 mesi dall’apertura della successione: il mancato trasferimento comporta la decadenza dall’agevolazione.Posso chiedere la prima casa in successione 2026 se ho già un’altra abitazione in un altro Comune?Sì, purché quell’abitazione non sia stata acquistata con le agevolazioni prima casa. Il divieto assoluto riguarda infatti solo gli immobili già acquistati con il beneficio, ovunque si trovino in Italia. Un immobile comprato senza agevolazioni in un Comune diverso da quello della casa ereditata non è di per sé ostativo. In caso di prima casa già agevolata, la normativa consente comunque di conservare il beneficio impegnandosi nella dichiarazione di successione ad alienare l’immobile preposseduto entro due anni (Nota II-bis c. 4-bis DPR 131/1986, come modificata dalla L. 207/2024; circolare AdE 12/E/2016).L’agevolazione prima casa riduce anche l’imposta di successione?No. L’agevolazione prima casa incide esclusivamente sulle imposte ipotecaria e catastale, che diventano fisse a 200 euro ciascuna. L’imposta di successione si calcola separatamente in base al grado di parentela e alle franchigie previste (1 milione di euro per coniuge e figli, 100.000 euro per fratelli e sorelle) e non viene modificata dall’agevolazione.Se siamo più eredi, basta che uno solo abbia i requisiti prima casa?Sì, ed è uno degli aspetti più vantaggiosi della norma. È sufficiente che i requisiti sussistano in capo ad almeno uno degli eredi o legatari perché le imposte ipotecaria e catastale si applichino in misura fissa sull’intero immobile, con beneficio che ricade su tutti i coeredi. Chi rende la dichiarazione, però, assume anche gli obblighi e il rischio di decadenza.Posso chiedere l’agevolazione prima casa su una casa di categoria A/8?No. L’agevolazione è esclusa per le abitazioni censite nelle categorie catastali A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio storico o artistico). Per queste tipologie le imposte ipotecaria e catastale restano proporzionali, rispettivamente al 2% e all’1% del valore catastale.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua successioneLa prima casa in successione 2026 è un beneficio importante, ma richiede una verifica preventiva dei requisiti dell’erede, una compilazione corretta dei quadri del modello e la piena consapevolezza dei casi di decadenza. Sbagliare significa perdere migliaia di euro o, peggio, ricevere un avviso di liquidazione a distanza di anni, quando ormai la casa è stata venduta.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica: analisi dell’asse ereditario, verifica dei requisiti prima casa, calcolo e autoliquidazione delle imposte, invio telematico della dichiarazione di successione e gestione degli adempimenti tavolari tipici del Friuli Venezia Giulia. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità della pratica.Hai bisogno di assistenza per la successione e per l’agevolazione prima casa? Contattaci per fissare un appuntamento: chiamaci allo 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori verificano la tua posizione e si occupano di ogni passaggio, evitandoti errori e ritardi. Settembre 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 11:00:002026-09-19 12:50:18Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di DecadenzaCAF, SUCCESSIONISuccessione Quote Societarie 2026: SRL e Società di PersoneLa successione di quote societarie segue regole diverse a seconda del tipo di società. Nel 2026 il trasferimento di quote SRL, SNC o SAS agli eredi richiede attenzione alle clausole statutarie e può beneficiare di esenzioni fiscali.Indice dei contenutiSuccessione quote SRLSuccessione società di personeValutazione quote per successioneEsenzione imposta di successioneProcedura trasferimento quoteDiritti amministrativi e patrimonialiSuccessione quote SRLNelle SRL (Società a Responsabilità Limitata):Le quote sono liberamente trasferibili agli eredi per successioneLo statuto può prevedere clausole di gradimento o prelazioneGli eredi subentrano automaticamente nei diritti del defuntoClausole statutarieLo statuto può contenere:Clausola di continuazione: solo alcuni eredi possono entrareClausola di consolidazione: le quote vanno agli altri sociClausola di riscatto: i soci possono riacquistare le quote Successione società di personeNelle SNC (Società in Nome Collettivo) e SAS (Società in Accomandita Semplice):La morte del socio causa lo scioglimento del rapportoGli eredi hanno diritto solo alla liquidazione della quotaSalvo clausola contraria, non subentrano automaticamenteContinuazione con erediSe previsto da statuto o accordo:Gli eredi possono subentrare nella societàServe accettazione espressa degli altri sociModifica atto costitutivo presso notaio Valutazione quote per successioneIl valore delle quote si determina con:Valore patrimonio netto: da ultimo bilancio approvatoPerizia di stima: per società non operative o con avviamentoClausole statutarie: se prevedono criteri specifici Esenzione imposta di successioneLe quote societarie possono beneficiare di esenzione totale se:Per SRL e SPA: solo se l’erede acquisisce o integra il controllo della societàGli eredi mantengono il controllo (nelle società di persone, la titolarità delle quote) per almeno 5 anniTrasferite a coniuge e discendenti Procedura trasferimento quotePer formalizzare il trasferimento:Delibera assemblea soci (se richiesta da statuto)Atto notarile di trasferimento quoteIscrizione al Registro ImpreseComunicazione Agenzia Entrate per dichiarazione successione Diritti amministrativi e patrimonialiGli eredi acquisiscono:Diritto utili: dividendi futuriDiritto voto: partecipazione assembleeDiritto informazione: bilanci e documenti socialiDiritto liquidazione: in caso scioglimentoFontiD.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico successioni e donazioni), art. 3, comma 4-ter – esenzione per quote sociali e azioni – NormattivaCodice civile, art. 2284 – morte del socio nelle società di persone – NormattivaCodice civile, art. 2469 – trasferimento delle quote di SRL – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa.Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.com Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 06:00:002026-09-30 08:53:37Successione Quote Societarie 2026: SRL e Società di PersoneCAF, SUCCESSIONISuccessione Transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria: Regolamento UE, Legge Applicabile e Certificato Europeo (Guida 2026)Successione Transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria: Regolamento UE, Legge Applicabile e Certificato Europeo (Guida 2026)Il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione italiana che confina contemporaneamente con Slovenia e Austria. Questa posizione geografica unica crea una situazione peculiare per molte famiglie: cittadini italiani con beni o parenti in Slovenia o Austria, cittadini sloveni e austriaci residenti in FVG, e famiglie binazionali con patrimoni distribuiti su tre ordinamenti giuridici. In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere sulla successione transfrontaliera che coinvolge il FVG con Slovenia e Austria, con particolare attenzione al Regolamento UE 650/2012 e al Certificato Successorio Europeo.Indice dei contenutiIl Regolamento UE 650/2012: la rivoluzione del diritto successorio europeoLa legge applicabile: residenza abituale vs cittadinanzaCasi tipici FVG: le situazioni più frequentiIl Certificato Successorio Europeo (CSE)Imposta di successione: il principio del non cumulo e le convenzioni bilateraliWorldwide taxation italiana: l’imposta si applica sui beni esteriImmobili vs beni mobili nella successione transfrontalieraIl sistema tavolare FVG nella successione transfrontalieraCittadini binazionali: la scelta nel testamentoTempistiche pratiche e a chi rivolgersi in FVGDomande frequentiConclusione: consulenza specializzata per successioni transfrontaliereIl Regolamento UE 650/2012: la rivoluzione del diritto successorio europeo Prima del 2015, la successione internazionale era un labirinto di convenzioni bilaterali e regole nazionali diverse. Dal 17 agosto 2015, il Regolamento (UE) n. 650/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio ha unificato le regole di conflitto di leggi in materia di successioni nell’Unione Europea.Il Regolamento si applica alle successioni aperte dal 17 agosto 2015 (data del decesso) e riguarda tutti gli Stati UE ad eccezione di Danimarca, Irlanda e Regno Unito (quest’ultimo ora fuori dall’UE). Sia l’Italia che la Slovenia sono vincolati dal Regolamento; l’Austria pure.I punti chiave del Regolamento 650/2012:Legge applicabile: la successione è regolata dalla legge dello Stato in cui il defunto aveva la propria residenza abituale al momento del decesso (criterio principale, art. 21)Scelta della legge: il defunto può scegliere nel testamento che la sua successione sia regolata dalla legge dello Stato di cui ha la cittadinanza al momento della scelta o del decesso (art. 22, «professio iuris»). È l’unica scelta consentita.Giurisdizione: i tribunali competenti sono quelli dello Stato di residenza abituale del defunto (art. 4), salvo derogheRiconoscimento automatico: le decisioni giudiziarie e gli atti pubblici (sentenze di tribunale, atti notarili) in materia di successione emessi in uno Stato UE sono automaticamente riconosciuti negli altri Stati UELa legge applicabile: residenza abituale vs cittadinanza Il criterio della residenza abituale è quello predefinito (default rule) del Regolamento 650/2012. Si tratta del luogo in cui il defunto aveva il suo centro di interessi di vita: dove viveva stabilmente, lavorava, aveva la famiglia. La residenza anagrafica è un indice importante ma non l’unico.Esempi pratici FVG:Cittadino italiano residente a Udine con appartamento a Lubiana (Slovenia): la successione è regolata dalla legge italiana (residenza abituale in Italia), anche per l’appartamento sloveno. Il giudice competente è quello italiano.Cittadino sloveno residente a Gorizia/Nova Gorica con beni sia in Italia che in Slovenia: la successione è regolata dalla legge italiana (residenza in Italia)Cittadino austriaco residente a Trieste con vigneti nel Carso e immobili a Klagenfurt: la successione è regolata dalla legge italianaCittadino italiano residente a Ljubljana con immobili a Trieste: la successione è regolata dalla legge slovena, anche per gli immobili di TriesteLa professio iuris (art. 22): chi ha la doppia cittadinanza o vive in un Paese di cui non è cittadino può nel testamento scegliere che la propria successione sia regolata dalla legge della propria cittadinanza. Ad esempio, un cittadino italiano residente da anni in Austria può scegliere nel testamento la legge italiana.Casi tipici FVG: le situazioni più frequentiCaso 1: cittadino italiano con beni in Slovenia o AustriaMolti frontalieri e pensionati FVG hanno acquistato immobili oltreconfine (case vacanza in Slovenia, appartamenti a Vienna o Salisburgo). Se risiedono in Italia:La successione è regolata dalla legge italiana per tutto il patrimonio, compresi i beni esteriLa dichiarazione di successione italiana comprende anche i beni esteri (con indicazione del valore)Per «far valere» il titolo ereditario sui beni esteri (cancellare il nome del defunto dal registro immobiliare sloveno o austriaco) occorre il Certificato Successorio Europeo o l’apostille dell’atto italianoCaso 2: cittadino sloveno o austriaco residente in FVGLa comunità slovena in Friuli Venezia Giulia (tutelata dalla L. 38/2001) e i cittadini austriaci residenti in FVG che decedono in Italia:La successione è regolata dalla legge italiana (residenza abituale in Italia)Gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione in ItaliaSe hanno beni in Slovenia/Austria, il Certificato Successorio Europeo italiano vale anche lìIl sistema tavolare FVG si applica agli immobili localiCaso 3: famiglie binazionali con beni distribuiti su più PaesiLe famiglie con rami in Italia, Slovenia e Austria sono storicamente frequenti in FVG, specialmente nelle aree di Gorizia-Nova Gorica, Trieste-Muggia e Carso-Kras. In questi casi:Se il defunto aveva doppia cittadinanza (italiana + slovena o italiana + austriaca), la legge applicabile è quella della residenza abituale (default), ma nel testamento si può scegliere una delle cittadinanzeLa complessità si moltiplica se vi sono eredi residenti in Paesi diversiIl Regolamento 650/2012 non risolve la questione delle imposte di successione: ogni Paese applica le proprie regole fiscali (vedi sezione successiva)Il Certificato Successorio Europeo (CSE) Il Certificato Successorio Europeo (CSE) è lo strumento introdotto dagli artt. 62-73 del Regolamento 650/2012 per semplificare l’utilizzo dei diritti ereditari in più Paesi UE. Non sostituisce i documenti nazionali (dichiarazione di successione italiana, certificato di eredità, ecc.) ma li integra per l’uso transfrontaliero.A cosa serve il CSE:Dimostrare la qualità di erede, legatario, esecutore testamentario o amministratore dell’eredità negli altri Stati UEFar aggiornare i registri immobiliari esteri (Grundbuch austriaco, registro immobiliare sloveno) senza dover presentare una procedura successoria separata in ogni PaeseSbloccare conti correnti bancari in altri Paesi UE (le banche devono accettarlo come prova della qualità di erede)Chi lo rilascia:Se la successione è regolata dalla legge italiana (defunto residente in Italia): il CSE è rilasciato dal notaio italiano o dal Tribunale competenteSe la successione è regolata dalla legge di un altro Stato UE: il CSE è rilasciato dall’autorità competente di quello StatoValidità: il CSE ha validità di 6 mesi (prorogabile). Le copie certificate rilasciate dalla stessa autorità emittente hanno pari efficacia all’originale.Imposta di successione: il principio del non cumulo e le convenzioni bilateraliIl Regolamento 650/2012 non armonizza le imposte di successione, che restano materia di competenza nazionale. Questo significa che teoricamente la stessa eredità potrebbe essere tassata da più Paesi. Per evitare la doppia imposizione esistono:Italia-Austria: il regime attualeL’Austria ha abolito la propria imposta di successione nel 2008 (con decorrenza dal 1° agosto 2008). Pertanto, per le successioni aperte dopo quella data, non vi è imposta austriaca sulle successioni né sulle donazioni.Tuttavia, l’Austria applica un’imposta di trasferimento immobiliare (Grunderwerbsteuer, aliquota base 3,5%) sugli immobili siti in Austria trasferiti per successione, ma con agevolazioni per i trasferimenti a familiari stretti (aliquota ridotta al 2%). I residenti italiani con immobili austriaci che decedono in Italia devono:Pagare l’imposta di successione italiana sul valore degli immobili austriaci (inclusi nell’asse ereditario globale, con possibilità di dedurre le imposte pagate in Austria)Pagare la Grunderwerbsteuer austriaca per l’iscrizione degli eredi nel Grundbuch (registro immobiliare austriaco)Italia-Slovenia: la Convenzione del 1985La Slovenia ha ereditato la convenzione bilaterale contro la doppia imposizione stipulata tra Italia e Jugoslavia. In materia di successioni, la Convenzione Italia-Jugoslavia del 1985 (tuttora applicabile nel rapporto Italia-Slovenia per la parte succeduta) prevede meccanismi per evitare la doppia imposizione. Tuttavia, la Slovenia applica un’imposta di successione relativamente ridotta rispetto a quella italiana, con aliquote variabili in base al grado di parentela e valore dei beni.Attenzione: il regime convenzionale Italia-Slovenia in materia di successioni è complesso e soggetto a interpretazioni. Per situazioni specifiche (immobili in Slovenia ereditati da residenti in Italia) è indispensabile una consulenza specializzata.Worldwide taxation italiana: l’imposta si applica sui beni esteri Un principio fondamentale del diritto tributario italiano è la tassazione mondiale (worldwide taxation): se il defunto era residente in Italia al momento del decesso, l’imposta di successione italiana si applica su tutti i beni, dovunque situati nel mondo, compresi gli immobili in Slovenia, Austria, o qualsiasi altro Paese.Questo significa che un residente a Trieste con un appartamento a Lubiana e una casa a Vienna deve includere entrambi nella dichiarazione di successione italiana, e l’imposta italiana si calcola sul valore complessivo (inclusi i beni esteri).Detrazione delle imposte estere: ai sensi dell’art. 26 del D.Lgs. 346/1990, le imposte pagate all’estero sui beni ivi situati si deducono dall’imposta di successione italiana dovuta sugli stessi beni, fino a concorrenza di quest’ultima. Evita in parte (non sempre totalmente) la doppia tassazione.Immobili vs beni mobili nella successione transfrontalieraUna distinzione importante riguarda il tipo di bene:Beni immobili: anche dopo il Regolamento 650/2012, i Paesi dove si trovano gli immobili mantengono una propria competenza registrale. Per far trasferire la proprietà nel registro immobiliare locale (Grundbuch austriaco, registro fondiario sloveno) occorre produrre l’atto idoneo secondo le formalità locali (con il CSE o con un’apostille). Non basta la dichiarazione di successione italiana.Beni mobili (conti correnti, partecipazioni societarie): si trasferiscono più facilmente con il CSE, che le banche di tutti gli Stati UE devono accettare come prova della qualità di erede.Il sistema tavolare FVG nella successione transfrontalieraPer i beni immobili situati in FVG e appartenenti a defunti residenti all’estero (o con beni anche all’estero), si pone il problema del coordinamento tra:La legge applicabile alla successione (determinata dal Regolamento 650/2012)Le formalità tavolari per l’intavolazione in FVGEsempio: un cittadino sloveno residente a Ljubljana lascia un appartamento a Trieste. La successione è regolata dalla legge slovena (residenza in Slovenia). Per intavolare la proprietà dell’appartamento di Trieste nel Libro Fondiario, gli eredi devono ottenere il Certificato Successorio Europeo sloveno (o un atto notarile sloveno apostillato) e presentarlo alla Conservatoria tavolare di Trieste.Cittadini binazionali: la scelta nel testamento I cittadini binazionali (es.: cittadino italo-sloveno, italo-austriaco) hanno la facoltà di scegliere nel testamento (professio iuris) la legge della propria cittadinanza da applicare alla successione. Questa scelta può essere strategica, ad esempio se:La legge di una delle cittadinanze è più favorevole agli eredi per quanto riguarda le quote riservate ai legittimariUna delle leggi prevede aliquote di imposta di successione inferiori o franchigie più alteSi vuole unificare la gestione dell’asse ereditario sotto un unico sistema giuridicoLa scelta deve essere esplicita nel testamento e deve riferirsi a una delle cittadinanze possedute al momento della redazione del testamento o al momento del decesso. Non è possibile scegliere la legge di un Paese di cui non si è cittadini.Tempistiche pratiche e a chi rivolgersi in FVGPer una successione transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria, le tempistiche complessive possono variare da 6 mesi a oltre 2 anni, a seconda della complessità del patrimonio, del numero di eredi, della presenza o meno di testamento e delle procedure nei Paesi esteri coinvolti.Le figure professionali da coinvolgere sono:Notaio con esperienza in diritto internazionale privato: per il CSE, l’atto di accettazione dell’eredità, gli atti tavolariAvvocato con competenza transfrontaliera: per le eventuali dispute tra eredi o per l’interpretazione del testamento esteroCAF per la dichiarazione di successione: la dichiarazione di successione italiana (anche per le successioni con beni esteri) può essere compilata e presentata tramite CAF abilitatoConsulente fiscale nel Paese estero: per le formalità registrali e fiscali nei Paesi esteri (Slovenia, Austria)Domande frequentiIl Regolamento UE 650/2012 si applica anche per chi è deceduto prima del 17 agosto 2015?No. Il Regolamento si applica solo alle successioni aperte dal 17 agosto 2015 in poi (data del decesso uguale o successiva al 17/08/2015). Per le successioni precedenti si applicano le vecchie regole di conflitto di leggi nazionali.Se ho un appartamento a Ljubljana e muoio a Trieste, devo fare la successione anche in Slovenia?No, in linea di principio non occorre una procedura successoria separata in Slovenia. La successione è regolata dalla legge italiana (residenza in Italia) e il CSE italiano vale anche in Slovenia per dimostrare la qualità di erede. Tuttavia, per trasferire la proprietà dell’appartamento nel registro immobiliare sloveno occorre presentare documentazione alle autorità slovene. Un notaio sloveno o un avvocato sloveno può assistere in questa fase.L’Austria non ha l’imposta di successione: devo comunque pagare qualcosa per gli immobili austriaci?L’Austria ha abolito l’imposta di successione e donazione dal 2008. Tuttavia, per gli immobili in Austria che si trasferiscono per successione, si paga la Grunderwerbsteuer (imposta di trasferimento immobiliare) per l’iscrizione nel Grundbuch (registro immobiliare). L’aliquota per i trasferimenti a familiari stretti è agevolata. Inoltre, l’imposta di successione italiana si applica anche sui beni in Austria (con possibilità di detrazione della Grunderwerbsteuer pagata in Austria).Dove si presenta il Certificato Successorio Europeo in Slovenia?Per gli immobili in Slovenia, il CSE va presentato all’ufficio fondiario (zemljiška knjiga) competente per territorio. La procedura è gestita autonomamente dagli uffici giudiziari slovensi, che accettano il CSE come documento valido per il trasferimento.Conclusione: consulenza specializzata per successioni transfrontaliereLa successione transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria è una delle materie più complesse del diritto successorio internazionale, e riguarda una realtà concreta per molte famiglie del Friuli Venezia Giulia. Il Regolamento 650/2012 ha semplificato molte questioni, ma non le ha eliminate: le formalità registrali nei singoli Paesi, le imposte nazionali e le specificità del sistema tavolare FVG restano elementi che richiedono assistenza professionale specializzata.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste gli eredi nella preparazione e presentazione della dichiarazione di successione italiana anche in presenza di beni esteri, e collabora con notai esperti in diritto internazionale privato per il rilascio del Certificato Successorio Europeo. Per i casi con beni in Slovenia o Austria, ti mettiamo in contatto con i professionisti giusti.Richiedi un preventivo personalizzato per la tua situazione transfrontaliera. Leggi anche le nostre guide: Successioni FVG 2026, Successione a Trieste e Successione a Gorizia.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-24 09:00:002026-08-17 11:03:48Successione Transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria: Regolamento UE, Legge Applicabile e Certificato Europeo (Guida 2026)CAF, SUCCESSIONISuccessione Opere d’Arte, Preziosi e Antiquariato 2026: Perizia, Valutazione e TassazioneEreditare un patrimonio che include opere d’arte, gioielli, monete antiche, orologi di pregio, mobili antichi o auto d’epoca pone gli eredi di fronte a problematiche fiscali molto diverse rispetto a una successione ordinaria. I cosiddetti “beni mobili preziosi” hanno infatti regole specifiche: esiste una presunzione di legge che li quantifica in automatico al 10% dell’asse ereditario se non dichiarati, servono perizie tecniche per valutarli correttamente e alcuni beni possono essere vincolati dal Ministero della Cultura.In questa guida completa aggiornata al 2026 spieghiamo come gestire la successione di opere d’arte, preziosi e antiquariato: cosa dichiarare, come evitare la presunzione del 10%, quando serve una perizia, quanto si paga di imposta di successione e quali sono le particolarità per beni culturali vincolati e auto storiche. Una guida pensata per eredi di collezionisti, famiglie benestanti e chiunque si trovi a gestire beni di valore in una dichiarazione di successione.📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailIndice dei contenutiCosa si intende per beni preziosi, opere d’arte e antiquariatoLa presunzione del 10% (art. 9 D.Lgs. 346/1990)Come evitare la presunzione: dichiarazione analiticaCome si dichiarano i beni preziosi nella successionePerizia tecnica: quando serve e quanto costaTassazione: imposta di successione su opere d’arte e preziosiInventario notarile: quando è obbligatorioOpere d’arte e beni culturali vincolatiAuto d’epoca e veicoli storici ereditatiEsportazione di opere d’arte ereditateAssicurazione dei beni preziosi ereditatiVendita di beni preziosi ereditati e plusvalenzeDonazione di opere d’arte: alternativa alla successioneEsempio pratico: eredi di un collezionistaProblemi tipici nelle successioni con beni di valoreConsulenza CAF e periti: perché serve un teamFAQ: domande frequenti sulla successione di beni preziosiCosa si intende per beni preziosi, opere d’arte e antiquariatoNel linguaggio fiscale della dichiarazione di successione, la categoria “beni mobili preziosi” è molto ampia e comprende tutti i beni di pregio diversi da immobili, denaro, titoli e quote societarie. Comprendere cosa rientra in questa categoria è il primo passo per una dichiarazione corretta, perché ogni tipologia segue regole di valutazione e tassazione specifiche.Rientrano tra i beni preziosi da dichiarare in successione:Opere d’arte: quadri, dipinti, sculture, stampe firmate, opere di design d’autore, fotografie artistiche, litografie numerate, installazioniGioielli e oreficeria: anelli, collane, bracciali, orecchini in oro, argento, platino o con pietre preziose (diamanti, smeraldi, rubini, zaffiri)Monete antiche e da collezione: collezioni numismatiche, monete d’oro, monete commemorative, medaglie storicheOrologi di pregio: Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet, orologi vintage, cronometri da collezioneMobili antichi e antiquariato: mobili d’epoca, argenteria, porcellane, vetri artistici, tappeti persiani antichiLibri antichi e manoscritti: incunaboli, prime edizioni, manoscritti rari, autografi di personaggi storiciStrumenti musicali di pregio: violini Stradivari, pianoforti storici, strumenti d’autoreOggetti militari e da collezione: armi antiche regolarmente denunciate, cimeli storiciAuto d’epoca e veicoli storici: trattamento fiscale particolare, vedi sezione dedicataAttenzione: non tutto ciò che è “vecchio” è automaticamente antiquariato. Un mobile ha rilevanza fiscale come bene prezioso quando ha valore di mercato significativo e caratteristiche storico-artistiche. Allo stesso modo, un gioiello di fantasia o bigiotteria non rientra nella categoria, mentre un anello con diamante certificato sì. La presunzione del 10% (art. 9 D.Lgs. 346/1990)Il cuore della disciplina fiscale della successione di beni preziosi e opere d’arte è l’articolo 9 del D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle imposte di successione). Questa norma stabilisce una presunzione legale molto importante: se gli eredi non dichiarano analiticamente i beni mobili preziosi, la legge presume che questi esistano nel patrimonio del defunto in misura pari al 10% dell’asse ereditario attivo.In parole semplici: l’Agenzia delle Entrate parte dal presupposto che in ogni patrimonio ereditario ci siano gioielli, opere d’arte o oggetti di valore pari almeno al 10% del totale dei beni, anche se gli eredi non li dichiarano espressamente. Questa presunzione si aggiunge al patrimonio dichiarato e produce quindi un’imposta di successione maggiore.Esempio pratico:Patrimonio ereditato dichiarato: 500.000 euro (casa, conto corrente, titoli)Presunzione beni preziosi: 10% = 50.000 euroPatrimonio complessivo ai fini dell’imposta: 550.000 euroQuesta presunzione scatta in automatico sull’asse ereditario attivo, cioè sul valore complessivo dei beni prima della deduzione dei debiti. È quindi fondamentale sapere che non serve aver materialmente posseduto beni preziosi perché la presunzione operi: è un meccanismo automatico che colpisce tutti.La presunzione opera in favore dell’erario e spetta agli eredi dimostrare che il defunto non possedeva beni preziosi oppure che il loro valore reale era inferiore al 10%. Ecco perché diventa cruciale la dichiarazione analitica. Come evitare la presunzione: dichiarazione analiticaPer evitare che si applichi la presunzione del 10%, gli eredi devono dichiarare analiticamente tutti i beni mobili preziosi presenti nel patrimonio del defunto, con un elenco dettagliato e valori giustificati. Questa è la strada più sicura quando:Il patrimonio è elevato e il 10% presunto genererebbe un’imposta molto altaSi sa con certezza che i beni preziosi reali valgono meno del 10% presuntoIl defunto non possedeva beni preziosi di rilievo (es. solo una fede nuziale)Si vuole avere certezza fiscale ed evitare contestazioni futureLa dichiarazione analitica deve contenere un elenco descrittivo con valore stimato per ogni bene. Per esempio:Anello in oro bianco con diamante 0,50 ct, valore stimato 2.500 euroQuadro olio su tela di autore contemporaneo firmato, 80×60 cm, valore 1.200 euroOrologio Rolex Datejust acciaio, valore 5.000 euroMobile antico del 1800 in noce, valore 3.000 euroQuando il valore complessivo analitico è inferiore al 10% dell’asse, è fondamentale che sia documentato (fatture d’acquisto, perizie, fotografie, inventari). L’Agenzia delle Entrate può richiedere prove in fase di controllo, e una dichiarazione troppo “leggera” senza giustificativi rischia di essere disconosciuta.In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Questo richiede competenze specifiche nella gestione delle pratiche di successione, soprattutto quando si intrecciano beni immobili con patrimoni mobiliari di valore. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale con questo sistema. Come si dichiarano i beni preziosi nella successioneLa dichiarazione di successione telematica (modello SUA) prevede una sezione specifica per i beni mobili e preziosi. In particolare, bisogna compilare il quadro dedicato ai beni diversi dagli immobili, dalle partecipazioni societarie e dagli strumenti finanziari, inserendo descrizione, quantità e valore.Il valore da dichiarare è il valore di mercato al momento dell’apertura della successione (data del decesso). Questo valore si determina con diversi metodi a seconda del bene:Opere d’arte: quotazioni di mercato, risultati di aste comparabili, perizie di espertiGioielli: valore della materia prima (oro, platino) più valore delle pietre certificate, più valore artistico/manifatturieroMonete: cataloghi numismatici di riferimento (Gigante, Montenegro) e quotazioni di mercatoOrologi: quotazioni di mercato dei modelli di riferimento, stato di conservazione, originalità di componentiAntiquariato: stime di antiquari e gallerie, cataloghi d’astaLibri antichi: repertori bibliografici, aste specializzateLa descrizione deve essere analitica: non basta scrivere “collezione di quadri”. Bisogna indicare autore (se noto), titolo, tecnica, dimensioni, anno, stato di conservazione. Più la descrizione è precisa, minore è il rischio di contestazioni.Per la corretta compilazione della dichiarazione e di tutti i documenti della successione, è fondamentale la consulenza di un CAF specializzato, che può coordinare anche l’intervento di periti esterni. Perizia tecnica: quando serve e quanto costaLa perizia tecnica è un documento redatto da un esperto che attribuisce un valore di mercato ufficiale ai beni. Non è sempre obbligatoria, ma in molti casi è fortemente consigliata per proteggersi da contestazioni dell’Agenzia delle Entrate e per gestire eventuali conflitti tra eredi.Quando è consigliabile fare una perizia:Opere d’arte di valore superiore a 50.000 euro cadaunaIntere collezioni (quadri, monete, orologi, libri) con valore complessivo significativoPresenza di contenzioso tra eredi sulla suddivisione dei beniBeni potenzialmente soggetti a vincolo culturaleQuando si prevede una futura vendita all’astaQuando si vogliono assicurare i beni (la polizza richiede perizia aggiornata)Chi può fare una perizia valida fiscalmente:Periti iscritti all’Albo del Tribunale (categoria arte, antiquariato, gioielleria, numismatica)Case d’asta riconosciute (Christie’s, Sotheby’s, Finarte, Pandolfini, Cambi)Gallerie d’arte accreditate e antiquari con partita IVA e specializzazioneIstituti gemmologici (IGI, GIA) per pietre preziose e diamantiEsperti numismatici iscritti ad associazioni di categoria (NIP)Costi della perizia: variano in base al tipo e al valore del bene. In linea di massima, si considera un onorario pari all’1-3% del valore stimato, con un minimo fisso che parte da 150-300 euro per singolo oggetto. Per collezioni importanti si negoziano tariffe forfettarie.Una buona perizia deve contenere: descrizione dettagliata del bene, fotografie, riferimenti di mercato (aste comparabili), stato di conservazione, provenienza documentata, valore di mercato alla data del decesso. La perizia va allegata alla dichiarazione di successione come documento giustificativo. Tassazione: imposta di successione su opere d’arte e preziosiBuona notizia per gli eredi: l’imposta di successione sui beni preziosi e opere d’arte si calcola con le stesse aliquote e franchigie previste per gli altri beni. Non esistono imposte maggiorate per questa tipologia di beni.Ricordiamo le aliquote dell’imposta di successione 2026:Coniuge e figli: aliquota 4%, franchigia 1.000.000 euro per ciascun eredeFratelli e sorelle: aliquota 6%, franchigia 100.000 euro per ciascun eredeAltri parenti fino al 4° grado: aliquota 6%, nessuna franchigiaAltri soggetti (conviventi, terzi): aliquota 8%, nessuna franchigiaPortatori di handicap grave: franchigia aggiuntiva di 1.500.000 euroL’imposta si applica sul valore complessivo della quota ereditaria, che include anche i beni preziosi dichiarati. Per approfondire il calcolo completo, consulta la guida su imposta di successione, aliquote e scadenze.Esempio di calcolo: un figlio eredita dal padre un patrimonio complessivo di 1.500.000 euro, di cui 200.000 euro sono opere d’arte. Essendo figlio, ha diritto alla franchigia di 1.000.000 euro. L’imposta si applica solo su 500.000 euro (quota eccedente la franchigia) al 4%, quindi 20.000 euro di imposta di successione.Oltre all’imposta di successione, non sono dovute imposte ipotecaria e catastale sui beni mobili (queste imposte si applicano solo agli immobili). Quindi la tassazione complessiva dei beni preziosi è relativamente contenuta rispetto agli immobili. Inventario notarile: quando è obbligatorioL’inventario notarile dei beni ereditati è un atto redatto da un notaio che elenca analiticamente tutti i beni del defunto. Non è sempre obbligatorio, ma diventa necessario in diverse situazioni che spesso coinvolgono patrimoni con beni preziosi.Quando serve l’inventario notarile:Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario: obbligatoria per minori, incapaci e persone giuridiche, e consigliata quando si teme che i debiti del defunto superino il patrimonioPresenza di eredi minorenni o soggetti sottoposti a tutelaConflitto tra eredi sulla consistenza del patrimonioPresenza di esecutore testamentario o curatore dell’eredità giacentePatrimonio molto articolato con molti beni mobili di valoreL’inventario notarile offre certezza giuridica sulla consistenza dell’asse ereditario e rappresenta una prova “qualificata” davanti all’Agenzia delle Entrate per dimostrare il valore reale dei beni preziosi. Tuttavia, ha costi significativi: onorario notarile più oneri per i periti che assistono il notaio nella stima dei beni.Per i casi di eredi minori, approfondisci la guida dedicata a successione con eredi minori, dove l’inventario è sempre obbligatorio. Opere d’arte e beni culturali vincolatiAlcune opere d’arte e beni di pregio sono dichiarati di interesse culturale dal Ministero della Cultura (MiC) ai sensi del Codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004). Si tratta di opere con particolare valore storico, artistico o archeologico, sottoposte a un regime di tutela speciale.Obblighi degli eredi per i beni culturali vincolati:Notifica obbligatoria al Ministero della Cultura (Soprintendenza competente per territorio) entro i termini previsti dal codiceRispetto dei vincoli di conservazione e manutenzioneDivieto di modificare, restaurare o spostare il bene senza autorizzazioneObbligo di comunicare al Ministero ogni trasferimento di proprietàDiritto di prelazione dello Stato in caso di vendita (lo Stato può acquistare il bene allo stesso prezzo offerto da altri)Una particolarità molto interessante per gli eredi: l’articolo 28 bis del D.Lgs. 346/1990 consente di pagare l’imposta di successione cedendo allo Stato opere d’arte, beni culturali o archivi di interesse storico. Questa modalità di pagamento “in natura” richiede l’autorizzazione del Ministero della Cultura e del Ministero dell’Economia.Vantaggi della cessione allo Stato:Estinzione totale o parziale del debito d’impostaValore del bene stabilito da apposita commissione di espertiPossibilità per gli eredi di non dover vendere altri beni di famiglia per pagare l’impostaL’opera entra nel patrimonio pubblico e viene valorizzata dalla collettivitàQuesta opzione è particolarmente utile quando si eredita un’opera di grande valore ma si ha scarsa liquidità, evitando di dover vendere frettolosamente a un prezzo inferiore al reale per far fronte alle imposte. Auto d’epoca e veicoli storici ereditatiLe auto d’epoca e i veicoli storici ereditati seguono un trattamento fiscale particolare, a metà strada tra beni mobili preziosi e veicoli tradizionali. Non rientrano nella presunzione del 10% se sono regolarmente iscritti al PRA (Pubblico Registro Automobilistico), perché risultano già da un registro pubblico.Classificazione delle auto storiche:Auto d’epoca: oltre 20 anni di immatricolazione, iscritte al registro ASI (Automotoclub Storico Italiano), FIVA, RIAR o Registro LanciaAuto ultraventennali “ordinarie”: oltre 20 anni ma non iscritte a registri storiciYoungtimer: tra 15 e 20 anni, interessanti per collezionisti ma non ancora storiche ufficialmenteDichiarazione e tassazione auto d’epoca ereditate:Vanno dichiarate nella successione al loro valore di mercato (non al valore “burocratico” PRA)Per la valutazione si usano quotazioni specializzate (Quattroruote Classic, Ruoteclassiche) o perizie ASIImposta di successione con le aliquote ordinarie sul valore di mercatoDopo la successione, per il trasferimento dell’intestazione al PRA serve l’atto notarile di accettazione di eredità o dichiarazione di successione presentataPratica PRA per voltura auto ereditata: l’erede deve presentare al PRA la domanda di aggiornamento dell’intestazione allegando la dichiarazione di successione registrata. Il costo è di circa 90 euro di emolumenti ACI più imposte di bollo. Le auto storiche godono di riduzioni sull’IPT (imposta provinciale di trascrizione) in molte province.Bollo auto e assicurazione: una volta volturata, l’auto storica ha benefici fiscali importanti. Le auto oltre i 30 anni con certificato di rilevanza storica pagano un bollo ridotto (circa 30 euro annui), e le polizze RCA “storiche” hanno premi molto vantaggiosi. Per i dettagli consulta la guida successione veicoli, auto e moto. Esportazione di opere d’arte ereditateEreditare un’opera d’arte non significa automaticamente poterla esportare liberamente. La normativa italiana sull’esportazione di beni culturali prevede procedure differenziate a seconda dell’età e del valore dell’opera, regolamentate dal D.Lgs. 42/2004.Regole attuali per l’esportazione:Opere di autori viventi o eseguite da meno di 70 anni: esportazione libera senza autorizzazioniOpere oltre 70 anni di età con valore fino a 13.500 euro: serve solo un’autocertificazioneOpere oltre 70 anni con valore superiore a 13.500 euro: serve l’attestato di libera circolazione rilasciato dall’Ufficio Esportazione del Ministero della CulturaBeni dichiarati di interesse culturale: l’uscita definitiva dall’Italia è vietata, salvo eccezioniLa procedura per ottenere l’attestato di libera circolazione prevede la presentazione dell’opera all’Ufficio Esportazione competente (Roma, Milano, Firenze, Venezia, Napoli, Palermo e altri), che la esamina e decide entro 40 giorni. In questo lasso di tempo lo Stato può esercitare il diritto di acquisto coattivo al valore dichiarato.Se lo Stato non esercita il diritto di acquisto, rilascia l’attestato che consente l’esportazione per 5 anni. L’attestato è necessario anche per vendite internazionali tramite case d’asta estere.Attenzione: esportare un’opera senza autorizzazione costituisce reato penale, con sanzioni che vanno dalla multa al sequestro del bene, fino alla reclusione nei casi più gravi. Assicurazione dei beni preziosi ereditatiRicevere in eredità opere d’arte, gioielli o oggetti di pregio comporta una nuova responsabilità: la loro tutela assicurativa. Le polizze “casa” tradizionali spesso coprono solo parzialmente i beni preziosi o li escludono del tutto oltre certe soglie.La soluzione più adatta è la polizza “All Risks Arte” o “All Risks Valori”, specificamente pensata per:Opere d’arte e scultureCollezioni di valore (numismatiche, filateliche, d’arte)Gioielli e oreficeriaOrologi di pregioMobili antichi e argenteriaStrumenti musicali da collezioneCoperture tipiche della polizza All Risks Arte:Furto e rapinaIncendio, fulmine, esplosioneDanni accidentali (caduta, rottura, graffi)Danni d’acquaTrasporto e movimentazionePrestito a mostre e museiTerremoto e calamità naturali (clausole opzionali)Costi indicativi: la polizza All Risks Arte ha un premio che varia tipicamente tra lo 0,2% e lo 0,8% del valore assicurato annuo. Per assicurare una collezione da 200.000 euro il premio annuo si colloca tra 400 e 1.600 euro a seconda di copertura, ubicazione e sistemi di sicurezza domestici.Per stipulare la polizza serve una perizia aggiornata con elenco fotografato dei beni. Molte compagnie richiedono anche dotazioni di sicurezza (antifurto, cassaforte, videosorveglianza) per assicurare valori elevati.Per un quadro completo delle assicurazioni post-successione, leggi la guida dedicata a eredità e assicurazioni. Vendita di beni preziosi ereditati e plusvalenzeGli eredi possono decidere di vendere i beni preziosi ricevuti in successione. In questo caso bisogna conoscere le regole fiscali applicabili e i canali di vendita più adatti a ciascun tipo di bene.Canali di vendita per opere d’arte e beni preziosi:Case d’asta internazionali: Christie’s, Sotheby’s, Phillips, BonhamsCase d’asta italiane: Finarte, Pandolfini, Cambi, Porro, Wannenes, Meeting ArtGallerie d’arte: acquisto diretto o conto depositoAntiquari e compro oro: per oggetti di antiquariato e gioielliPiattaforme online specializzate: Catawiki, Artsy, InvaluableTassazione della vendita: per i beni ereditati e rivenduti dai privati, la disciplina fiscale è particolarmente favorevole. La plusvalenza da vendita occasionale di beni mobili e opere d’arte da parte di un privato (non imprenditore/mercante d’arte) non è soggetta a tassazione, perché non rientra in alcuna categoria reddituale tipica dell’IRPEF.Diverso è il discorso se:L’attività è abituale (compravendite continuative): diventa reddito d’impresaIl soggetto è un mercante d’arte con partita IVASi realizzano plusvalenze speculative sistematiche (orientamento giurisprudenziale in evoluzione)L’Agenzia delle Entrate ha rafforzato i controlli sulle vendite di opere d’arte rivedendo la qualificazione di “privato collezionista” vs “speculatore abituale”. Per vendite importanti è consigliabile una consulenza fiscale preventiva.Documenti necessari per vendere beni ereditati:Dichiarazione di successione registrataCertificato di morte e atto di notorietà o autocertificazionePerizia di valutazione aggiornataAttestato di libera circolazione per opere oltre 70 anni (se vendita internazionale)Fotografie e documentazione di provenienza Donazione di opere d’arte: alternativa alla successioneUna strategia di pianificazione patrimoniale per chi possiede opere d’arte e beni di valore è la donazione in vita a figli o altri eredi. La donazione può essere molto vantaggiosa perché ha le stesse franchigie e aliquote dell’imposta di successione e consente di “bloccare” il valore ai fini fiscali.Vantaggi della donazione di opere d’arte:Stesse aliquote della successione (4% coniuge/figli, 6% fratelli, 8% terzi)Stesse franchigie (1.000.000 euro per figli/coniuge)Valore cristallizzato al momento della donazionePossibilità di scaglionare donazioni nel tempoRiduzione del patrimonio ereditario futuro (pianificazione fiscale)Svantaggi e attenzioni:La donazione richiede atto notarile pubblico (costi notarili)Le donazioni rientrano nel calcolo della successione futura (rapporto tra coerelde) ai fini della legittimaNon è reversibile senza accordo delle partiPer opere vincolate serve comunque il nulla osta del MinisteroLe donazioni di modico valore (es. gioielli di famiglia) non richiedono atto notarile se c’è traditio (consegna materiale) e rapporto di parentela stretta. Per beni di valore consistente, invece, l’atto notarile è sempre necessario per garantire efficacia e opponibilità.Nota importante: l’IVA non si applica alle successioni né alle donazioni di opere d’arte tra privati. L’IVA scatta solo nelle compravendite commerciali (galleria, mercante d’arte, casa d’asta come venditore professionale). Esempio pratico: eredi di un collezionistaVediamo un caso pratico che illustra tutti gli aspetti trattati. Supponiamo che Mario, collezionista appassionato, scompaia lasciando alla moglie Anna e al figlio Luca il seguente patrimonio:Casa di proprietà a Udine: 350.000 euroConto corrente: 80.000 euroTitoli BTP: 120.000 euroCollezione di quadri del Novecento (15 opere): valore stimato 180.000 euroGioielli di famiglia (oreficeria antica, diamanti): 40.000 euroCollezione di monete romane: 25.000 euroFiat 500 del 1965 iscritta ASI: 15.000 euroAsse ereditario totale: 810.000 euroScenario 1: dichiarazione senza elenco analitico dei beni preziosiAsse “ufficiale”: 550.000 euro (immobile + conto + BTP + auto PRA)Presunzione 10% beni preziosi: 55.000 euroPatrimonio totale tassato: 605.000 euroConseguenza: tassazione su importo stimato forfettariamente, ma il reale patrimonio preziosi (245.000 euro) resterebbe “sommerso” e gli eredi rischierebbero contestazioni future se venissero scopertiScenario 2: dichiarazione analitica correttaQuadri dichiarati con perizia: 180.000 euroGioielli dichiarati con perizia gemmologica: 40.000 euroMonete dichiarate con perizia numismatica: 25.000 euroAsse ereditario totale dichiarato: 810.000 euroCalcolo imposta (coniuge + figlio, due eredi in parti uguali):Quota Anna: 405.000 euro → sotto franchigia di 1.000.000 euro → imposta 0Quota Luca: 405.000 euro → sotto franchigia di 1.000.000 euro → imposta 0Imposta di successione: 0 euroImposte ipotecaria e catastale sulla casa: 2% + 1% di 350.000 = 10.500 euroCome si vede, una dichiarazione analitica corretta permette di trasparentemente gestire il patrimonio e beneficiare pienamente delle franchigie. Il costo delle perizie (circa 5.000-7.000 euro totali per questo patrimonio) è ampiamente ripagato dalla tranquillità fiscale e dall’assenza di rischi di contestazione. Problemi tipici nelle successioni con beni di valoreGestire una successione con opere d’arte, gioielli e antiquariato non è mai semplice. Ecco i problemi più frequenti che il CAF Centro Fiscale affronta nelle consulenze specializzate:Sottovalutazione o sopravvalutazione: gli eredi non hanno competenze tecniche per valutare correttamente, rischiando contestazioni del Fisco o liti tra coerediScomparsa di beni: oggetti spariti tra la morte e l’inventario, con difficoltà a ricostruire la consistenza realeAutenticazioni dubbie: opere attribuite ad autori famosi senza certificazioni adeguate, con rischio di scoprire che sono copie o falsiConflitti tra coeredi: chi tiene il quadro? Come si divide la collezione? Serve vendere per dividere in denaro?Beni all’estero: opere lasciate in altri Paesi, con problematiche di doppia imposizione e rimpatrioBeni vincolati non dichiarati: scoperta tardiva che un’opera era sottoposta a vincolo ministerialeCarenza di liquidità: il patrimonio è consistente ma illiquido, e l’imposta di successione diventa un problema concretoProvenienza illegittima: opere con dubbia provenienza (furto, trafugamento bellico, commercio illecito) che emergono solo al tentativo di venditaAffrontare questi problemi richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge consulente fiscale, perito specialistico, notaio e spesso anche avvocato, per tutelare gli interessi di tutti gli eredi e rispettare tutti gli obblighi di legge. Consulenza CAF e periti: perché serve un teamLe successioni che includono opere d’arte, preziosi e antiquariato richiedono una squadra di specialisti che collaborino tra loro. Il CAF Centro Fiscale di Udine affianca da anni gli eredi friulani in questo tipo di pratiche complesse, coordinando l’intervento di periti esterni qualificati.Cosa fa il CAF nel tuo interesse:Analisi iniziale del patrimonio e stima preliminare del rischio presunzioneScelta strategica tra dichiarazione analitica e accettazione della presunzione del 10%Coordinamento con periti specializzati per arte, gioielli, numismatica, auto d’epocaCompilazione analitica della dichiarazione di successione telematicaRapporto con Ministero Cultura per beni vincolatiGestione dell’eventuale pagamento dell’imposta tramite cessione di opere allo StatoConsulenza sulle strategie di donazione per ottimizzare il passaggio generazionaleAssistenza post-successione: volture auto, disdette polizze, nuove coperture assicurativeIl vantaggio del CAF Centro Fiscale è la specializzazione territoriale nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia, che combinata all’esperienza su successioni con beni di valore offre un servizio completo e integrato. Lavoriamo con una rete di periti, notai e gallerie di fiducia sul territorio friulano e a livello nazionale.Se stai gestendo una successione con opere d’arte, gioielli o oggetti di valore, non improvvisare. Una consulenza iniziale ti permette di impostare la strategia corretta fin dall’inizio, evitando errori costosi o contestazioni future.Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | WhatsApp 366 6018121 | info@centrofiscale.com FAQ: domande frequenti sulla successione di beni preziosiI gioielli di famiglia vanno dichiarati anche se hanno solo valore affettivo?Sì, se hanno un valore di mercato apprezzabile (oro, pietre preziose certificate), vanno dichiarati al valore di mercato effettivo. La bigiotteria e l’oreficeria di modico valore possono essere omesse senza problemi, ma un anello d’oro con diamante va sempre dichiarato.Se non dichiaro nulla, rischio sanzioni?Se non dichiari beni preziosi, si applica automaticamente la presunzione del 10% e paghi l’imposta su quel valore stimato. Il rischio sanzioni scatta se l’Agenzia delle Entrate scopre beni di valore molto superiore al 10% presunto: in quel caso parte l’accertamento con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta non versata, oltre agli interessi.La perizia deve essere asseverata dal Tribunale?Per la dichiarazione di successione non serve l’asseverazione (giuramento in Tribunale), basta una perizia redatta da esperto qualificato con la sua responsabilità professionale. L’asseverazione diventa necessaria se la perizia deve essere utilizzata in un contenzioso giudiziario tra eredi.Posso vendere un quadro ereditato senza pagare tasse sulla vendita?Sì, se sei un privato che vende occasionalmente un bene ereditato, la plusvalenza non è soggetta a IRPEF. Attenzione però: se vendi sistematicamente più opere (collezione progressivamente liquidata) il Fisco potrebbe qualificarti come speculatore abituale.Come so se un’opera d’arte è vincolata?Si verifica presso la Soprintendenza competente per territorio (Ministero della Cultura). Se l’opera proviene da una famiglia importante o è nota negli archivi storici, è possibile che sia vincolata. Alcune vincoli derivano da atti notificati ai proprietari, altri sono automatici per opere in chiese, musei o collezioni pubbliche.Posso pagare l’imposta di successione con un quadro?Sì, l’articolo 28 bis del D.Lgs. 346/1990 consente di cedere opere d’arte, libri, archivi o collezioni di interesse storico-artistico allo Stato come pagamento dell’imposta. Serve però l’autorizzazione del Ministero della Cultura e del MEF, e i tempi della procedura possono essere lunghi.Un’auto d’epoca rientra nella presunzione del 10%?No, se è regolarmente iscritta al PRA. I veicoli iscritti in pubblici registri sono esclusi dalla presunzione perché risultano già tracciati. Vanno però dichiarati al loro valore di mercato nella successione.Quanto costa in media una perizia d’arte?Indicativamente l’1-3% del valore stimato, con un minimo di 150-300 euro per pezzo singolo. Per collezioni si negoziano tariffe forfettarie. Una perizia professionale per una collezione da 200.000 euro può costare tra 2.000 e 5.000 euro.Posso esportare un quadro antico ereditato dalla famiglia?Per opere con oltre 70 anni di età e valore superiore a 13.500 euro serve l’attestato di libera circolazione del Ministero della Cultura. Per opere vincolate l’esportazione è vietata. Per opere più recenti o di minor valore non servono autorizzazioni.Il CAF Centro Fiscale si occupa anche di successioni con opere d’arte?Sì, gestiamo successioni complesse con patrimoni artistici coordinando periti qualificati, notai e avvocati quando necessario. La nostra esperienza nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia ci rende un partner affidabile per eredi di collezionisti e famiglie con patrimoni articolati sul territorio friulano.Conclusione: gestire una successione con opere d’arte richiede strategiaEreditare opere d’arte, gioielli, antiquariato o una collezione di pregio è un privilegio ma anche una responsabilità. La presunzione del 10%, la necessità di perizie qualificate, i vincoli ministeriali e le regole sull’esportazione rendono questa materia molto più complessa di una successione ordinaria.Affidarsi a professionisti esperti consente di ottimizzare la tassazione, evitare contestazioni future e gestire correttamente il patrimonio ereditato. Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione la sua esperienza nelle successioni complesse e il suo network di periti specializzati per affiancarti in ogni fase.Prenota subito una consulenza: chiamaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Una prima valutazione gratuita ti permette di capire la strategia migliore per il tuo caso specifico. ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-24 08:00:002026-08-17 11:03:45Successione Opere d’Arte, Preziosi e Antiquariato 2026: Perizia, Valutazione e TassazioneCAF, SUCCESSIONISuccessione Azienda 2026: Trasferimento Impresa agli ErediLa successione di un’azienda è un momento delicato che richiede pianificazione. Nel 2026 il trasferimento dell’impresa agli eredi può beneficiare di agevolazioni fiscali significative, soprattutto se pianificato con strumenti come il patto di famiglia.Indice dei contenutiTipi di azienda nella successioneEsenzione imposta di successione per aziendePatto di famigliaValutazione azienda ai fini successioneDivisione azienda tra più erediContinuazione attivitàTipi di azienda nella successioneLa successione può riguardare:Ditta individuale: trasferimento dell’intera attivitàQuote societarie: SRL, SNC, SAS (vedi articolo dedicato)Partecipazioni qualificate: SPA con controllo Esenzione imposta di successione per aziendeLa normativa prevede esenzione totale dall’imposta di successione se:Gli eredi proseguono l’attività per almeno 5 anniL’azienda viene trasferita a coniuge e discendentiGli eredi non cedono l’azienda entro 5 anni dal trasferimento Patto di famigliaIl patto di famiglia è lo strumento ideale per il passaggio generazionale:Trasferimento in vita dell’aziendaCoinvolge tutti i legittimari (coniuge, figli)Previene future contestazioni ereditarieBenefici fiscali: esenzione dall’imposta di donazione, alle stesse condizioni previste per la successione Valutazione azienda ai fini successioneIl valore dell’azienda si determina con:Perizia giurata di stimaMetodi patrimoniale, reddituale o mistoAvviamento commercialeValore beni strumentali (al netto ammortamenti) Divisione azienda tra più erediSe ci sono più eredi:Assegnazione a uno solo: compenso agli altri in denaroVendita a terzi: divisione ricavato tra erediGestione comune: trasformazione in società Continuazione attivitàL’erede che prosegue l’attività deve:Comunicare variazione titolarità alla CCIAA entro 30 giorniAggiornare partita IVA (o aprirne una nuova)Comunicare all’INPS prosecuzione attivitàMantenere dipendenti o gestire cessazioniFontiD.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico successioni e donazioni), art. 3, comma 4-ter – esenzione per aziende, quote e azioni trasferite a coniuge e discendenti – NormattivaCodice civile, artt. 768-bis e seguenti – patto di famiglia – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa.Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.com Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-24 06:00:002026-09-30 07:58:43Successione Azienda 2026: Trasferimento Impresa agli ErediCAF, SUCCESSIONITFR, Polizze Vita e Ratei di Pensione del Defunto 2026: Cosa Entra nella Successione e Come si TassaQuando muore un familiare, una delle prime domande che si pongono gli eredi riguarda il denaro che arriva dopo il decesso: il TFR del defunto va dichiarato nella successione? E la polizza vita? E i ratei di pensione che l’INPS non ha fatto in tempo a pagare? La risposta, che sorprende molti, è che nella maggior parte dei casi queste somme non entrano nell’asse ereditario e quindi non vanno indicate nella dichiarazione di successione. Attenzione però: non entrare in successione non significa essere esenti da ogni imposta. La tassazione TFR successione segue infatti un binario diverso, quello della tassazione separata IRPEF.In questa guida aggiornata al 2026 vediamo in modo semplice quali somme restano fuori dall’attivo ereditario (l’insieme dei beni e dei diritti del defunto che vengono tassati con l’imposta di successione), quali invece ci entrano a pieno titolo, e come funziona concretamente la tassazione TFR successione, delle polizze vita e dei ratei di pensione non riscossi. Alla fine trovi anche le aliquote e le franchigie 2026 dell’imposta di successione e una sezione di domande frequenti.Indice dei contenutiTassazione TFR successione: cosa entra e cosa resta fuori dall’asse ereditarioIl TFR del defunto: perché si acquista iure proprio (art. 2122 c.c.)Tassazione TFR successione: si applica la tassazione separata IRPEFPolizze vita: esenti dall’imposta di successione (art. 1920 c.c.)Ratei di pensione INPS non riscossi e arretrati: come si recuperanoCosa entra davvero nell’asse ereditarioAliquote e franchigie dell’imposta di successione 2026Dove si dichiarano TFR, polizze e ratei se non vanno in successioneLa procedura completa della dichiarazione di successioneDomande frequenti sulla tassazione TFR successioneAssistenza del CAF Centro Fiscale per la tua successioneTassazione TFR successione: cosa entra e cosa resta fuori dall’asse ereditarioPer capire la tassazione TFR successione occorre partire da un concetto giuridico che sembra complicato ma è molto intuitivo: la differenza tra acquisto per successione e acquisto iure proprio. Quando un bene si acquista per successione significa che quel bene apparteneva al defunto ed è passato agli eredi proprio perché eredi: è il caso della casa, del conto corrente, dei titoli. Quando invece una somma si acquista iure proprio (letteralmente “per diritto proprio”) significa che la legge o un contratto attribuiscono quel denaro direttamente a certe persone, senza che passi mai dal patrimonio del defunto.La distinzione ha conseguenze pratiche enormi. Ciò che si acquista iure proprio non va inserito nella dichiarazione di successione, non concorre a formare l’attivo ereditario, non paga l’imposta di successione e — aspetto spesso decisivo — spetta ai beneficiari anche se questi rinunciano all’eredità. Immagina che Marco rinunci all’eredità del padre perché carica di debiti: potrà comunque incassare il TFR e la polizza vita di cui è beneficiario, perché quei soldi non fanno parte dell’eredità.Somma o beneEntra nella successione?Come viene tassataTFR e indennità di preavvisoNO se morte in servizio (art. 2122 c.c.)*Tassazione separata IRPEF (art. 19 e 17 TUIR)Polizza vita caso morteNO (art. 1920 c.c.)Esente IRPEF per il rischio demografico; 26% sul rendimentoRatei di pensione non riscossiNO se spettano a coniuge o figli (iure proprio)**; SI negli altri casiIRPEF in dichiarazione degli eredi o tassazione separata (in ogni caso)Immobili e terreniSIImposta di successione + ipotecaria e catastaleConti correnti e depositiSIImposta di successione oltre franchigiaTitoli, fondi, azioni, quote societarieSIImposta di successione oltre franchigiaCrediti del defunto verso terziSIImposta di successione oltre franchigia* Se invece il rapporto di lavoro era già cessato prima del decesso (es. il defunto era già in pensione) e il TFR risultava maturato ma non ancora liquidato, la somma è un credito del defunto ed entra nell’attivo ereditario: vedi il paragrafo dedicato più avanti.** Il rateo di pensione spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli del defunto: in questi casi resta fuori dall’attivo ereditario. In mancanza sia di coniuge sia di figli, il rateo rientra invece nell’asse ereditario e sconta l’imposta di successione, e l’INPS richiede prova della dichiarazione di successione prima di liquidarlo (Ris. Agenzia delle Entrate n. 53/E del 2008; art. 48, comma 3, D.Lgs. 346/1990). Il TFR del defunto: perché si acquista iure proprio (art. 2122 c.c.)Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto, la somma che il datore di lavoro accantona ogni anno e liquida alla fine del rapporto) e l’indennità sostitutiva del preavviso hanno una disciplina speciale contenuta nell’art. 2122 del Codice Civile. La norma stabilisce che, in caso di morte del lavoratore, queste indennità devono essere corrisposte direttamente a determinati familiari, che le acquistano iure proprio e non in qualità di eredi. Chi ha diritto al TFR del lavoratore decedutoL’art. 2122 c.c. individua con precisione i beneficiari del TFR del lavoratore deceduto:il coniuge (e, per equiparazione di legge, la parte di unione civile);i figli, senza distinzione tra figli nati nel matrimonio e fuori dal matrimonio;i parenti entro il terzo grado (ad esempio fratelli, nipoti, zii) solo se vivevano a carico del lavoratore;gli affini entro il secondo grado (ad esempio suoceri, cognati) solo se vivevano a carico del lavoratore.Il punto chiave è che coniuge e figli hanno diritto al TFR sempre, a prescindere dal fatto che fossero o meno economicamente dipendenti dal defunto. Per gli altri parenti e affini, invece, occorre dimostrare la vivenza a carico, cioè il fatto che il lavoratore provvedesse in modo abituale al loro mantenimento. Si tratta di una prova che va documentata con attenzione e che è spesso fonte di contestazioni da parte del datore di lavoro o del fondo pensione.Come si divide il TFR tra gli aventi dirittoLa ripartizione del TFR non segue le quote di eredità. L’art. 2122 c.c. prevede che la somma si divida secondo l’accordo raggiunto tra gli aventi diritto e, in mancanza di accordo, secondo il bisogno di ciascuno. Significa che il coniuge senza reddito può ottenere una quota superiore rispetto al figlio già economicamente autonomo, in base alle rispettive condizioni di necessità.Solo quando non esiste nessuno dei soggetti indicati dall’art. 2122 c.c. (niente coniuge, niente figli, niente parenti o affini a carico), il TFR viene attribuito secondo il testamento o, in assenza di testamento, secondo la successione legittima. Anche in questo caso, però, la somma resta esclusa dall’attivo ereditario ai sensi dell’art. 12, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 346/1990: l’esclusione ha carattere oggettivo e riguarda le indennità dell’art. 2122 c.c. a prescindere da chi le percepisce. L’art. 2122 c.c. detta solo il criterio di attribuzione della somma tra gli aventi diritto, non una deroga fiscale.Attenzione a non confondere questa ipotesi con un caso diverso: se il lavoratore era già in pensione al momento del decesso (rapporto di lavoro già cessato) e il TFR era stato maturato ma non ancora liquidato dal datore di lavoro, non si applica più l’art. 2122 c.c. ma le regole ordinarie: si tratta di un credito del defunto verso l’ex datore di lavoro che entra nell’attivo ereditario (va indicato nel quadro dei crediti della dichiarazione di successione) e sconta l’imposta di successione come qualsiasi altro credito del de cuius. La distinzione, quindi, non è “chi sono gli eredi” ma il momento del decesso rispetto alla cessazione del rapporto di lavoro: TFR maturato durante un rapporto ancora in corso (morte in servizio) → fuori dall’asse ereditario; TFR già maturato su un rapporto già cessato prima della morte → dentro l’asse ereditario.Tassazione TFR successione: si applica la tassazione separata IRPEFChiarito che il TFR non entra nell’asse ereditario, resta la domanda fiscale più importante: come funziona la tassazione TFR successione? La risposta è che il TFR erogato ai familiari non paga l’imposta di successione — lo conferma l’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990, che esclude espressamente dall’attivo ereditario le indennità di cui all’art. 2122 c.c. — ma paga l’IRPEF con il meccanismo della tassazione separata, disciplinato dagli articoli 17 e 19 del TUIR (DPR 917/1986).Cos’è la tassazione separata? È un regime che si applica ai redditi che maturano in più anni ma vengono incassati tutti insieme, come appunto il TFR. Invece di sommarli agli altri redditi dell’anno — cosa che farebbe schizzare l’aliquota progressiva IRPEF verso lo scaglione più alto — vengono tassati a parte, con un’aliquota calcolata su base pluriennale. È un meccanismo di favore, pensato proprio per non penalizzare chi riceve un importo cumulato.Nel dettaglio, la tassazione TFR successione funziona così: il datore di lavoro (o il fondo pensione), in qualità di sostituto d’imposta, trattiene l’imposta al momento del pagamento applicando l’aliquota determinata secondo l’art. 19 TUIR, sulla base del cosiddetto “reddito di riferimento”. Successivamente l’Agenzia delle Entrate riliquida l’imposta utilizzando l’aliquota media di tassazione degli ultimi cinque anni del lavoratore deceduto, inviando agli aventi diritto una comunicazione con l’eventuale conguaglio a debito o a credito.Non si applica l’aliquota progressiva ordinaria dei redditi dell’erede;l’imposta è trattenuta alla fonte dal sostituto d’imposta, quindi la somma arriva già al netto;gli importi vanno comunque certificati nella Certificazione Unica intestata a chi li ha percepiti;il conguaglio dell’Agenzia delle Entrate può arrivare anche a distanza di anni: non va ignorato.Un errore frequente è pensare che, poiché il TFR non va in successione, allora “non va dichiarato da nessuna parte”. Non è così: la tassazione TFR successione esiste eccome, semplicemente passa dall’IRPEF e non dall’imposta di successione. Se ricevi una comunicazione di riliquidazione e non sai come comportarti, è il momento di farti assistere. Polizze vita: esenti dall’imposta di successione (art. 1920 c.c.)Anche le assicurazioni sulla vita caso morte seguono la logica dell’acquisto iure proprio. L’art. 1920, comma 3, del Codice Civile stabilisce che, per effetto della designazione, il beneficiario acquista un diritto proprio nei confronti della compagnia assicurativa. Il capitale non transita mai nel patrimonio del defunto: nasce direttamente in capo al beneficiario indicato in polizza.La conseguenza fiscale è doppia. In primo luogo, le somme percepite dai beneficiari sono escluse dall’attivo ereditario ed esenti dall’imposta di successione ai sensi dell’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990. In secondo luogo, il capitale liquidato è esente da IRPEF per la parte che copre il cosiddetto “rischio demografico”, cioè la componente puramente assicurativa legata all’evento morte (art. 34 del DPR 601/1973). Quando una parte della polizza vita è tassataMolte polizze moderne (unit linked, polizze miste, prodotti a contenuto finanziario) non sono solo protezione: contengono anche una componente di investimento. Su questa parte, cioè sul rendimento finanziario maturato, la compagnia applica l’imposta sostitutiva del 26%, ridotta al 12,5% per la quota riferibile a titoli di Stato ed equiparati. Si tratta di una trattenuta che l’assicurazione effettua direttamente prima di accreditare le somme: il beneficiario riceve l’importo già netto e non deve dichiararlo in IRPEF.In sintesi: capitale caso morte = esente, rendimento finanziario = tassato al 26% (o 12,5%). Ecco perché due polizze di pari importo possono generare accrediti netti differenti.Polizze vita e tutela dei legittimari: un cennoIl fatto che la polizza sia fuori dalla successione non la rende del tutto intoccabile. L’art. 1923, comma 2, del Codice Civile fa salve le regole su collazione, imputazione e riduzione relativamente ai premi pagati. In pratica, se il defunto ha versato premi assicurativi manifestamente sproporzionati rispetto al proprio patrimonio, gli eredi legittimari (coniuge, figli, ascendenti) possono agire per far rientrare nel calcolo quei premi, a tutela della loro quota di legittima. Non viene aggredito il capitale liquidato, ma l’importo dei premi versati.Si tratta di un tema delicato, con una casistica giurisprudenziale ampia. Se vuoi approfondire nel dettaglio il rapporto tra assicurazioni e diritti degli eredi, abbiamo dedicato un articolo specifico all’argomento: Polizze Vita e Successione: Rientrano nell’Eredità?.Ratei di pensione INPS non riscossi e arretrati: come si recuperanoIl terzo capitolo riguarda i ratei di pensione maturati e non riscossi. Quando un pensionato muore, quasi sempre resta scoperto qualche importo: il rateo del mese del decesso, eventuali arretrati derivanti da ricostituzioni della pensione, perequazioni o conguagli mai liquidati. Questi importi non si perdono: spettano agli eredi, che devono però attivarsi per ottenerli.La procedura passa dalla presentazione all’INPS della domanda di “Liquidazione di quote di pensione agli eredi” (il nome corretto del servizio INPS per i ratei maturati e non riscossi – da non confondere con la ricongiunzione dei contributi, che è tutt’altra procedura), corredata dalla documentazione che attesta la qualità di erede: atto di morte, dichiarazione sostitutiva di atto notorio con l’indicazione degli eredi, eventuale testamento e coordinate bancarie. Il rateo spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli del defunto (art. 201 DPR 1092/1973); solo se non ci sono né coniuge né figli viene liquidato agli altri eredi in proporzione alla quota ereditaria, e in tal caso rientra anche nell’attivo della successione. La pratica va compilata con precisione, perché errori nell’individuazione degli eredi bloccano il pagamento per mesi: i nostri operatori del Patronato e CAF Centro Fiscale se ne occupano integralmente, dalla raccolta dei documenti alla trasmissione della domanda. Come si tassano i ratei di pensione incassati dagli erediDal punto di vista fiscale, quando il rateo spetta iure proprio a coniuge o figli (il caso più frequente) non entra nell’imposta di successione come bene autonomo, ma resta reddito del defunto e come tale va assoggettato a IRPEF. Se invece, in mancanza di coniuge e figli, il rateo è liquidato agli altri eredi, va indicato anche nella dichiarazione di successione e sconta l’imposta corrispondente, oltre all’IRPEF sul reddito maturato dal defunto. L’art. 7, comma 3, del TUIR stabilisce infatti che, in caso di morte dell’avente diritto, i redditi che sarebbero stati imputati al periodo d’imposta in cui vengono percepiti sono tassati separatamente in capo agli eredi, secondo gli articoli 19 e 21 del TUIR.In concreto significa che:i redditi percepiti dal defunto fino alla data del decesso vanno dichiarati dagli eredi presentando la dichiarazione dei redditi per conto del defunto (Modello Redditi PF) relativa all’anno della morte;gli arretrati riferiti ad annualità precedenti rientrano nella tassazione separata (artt. 17 e 21 TUIR), con eventuale riliquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate;i ratei incassati dagli eredi non vanno inseriti nel loro 730 personale come reddito proprio, salvo diversa indicazione della certificazione ricevuta;l’INPS rilascia la Certificazione Unica intestata al defunto o agli eredi: è il documento da cui partire per una compilazione corretta.L’indennità una tantum per morte: da non confondere con i rateiDiverso dai ratei è il caso dell’indennità una tantum per morte riconosciuta dall’INPS o da alcune casse previdenziali ai superstiti quando il lavoratore deceduto non aveva maturato i requisiti per la pensione ai superstiti (reversibilità o pensione indiretta). Si tratta di una prestazione autonoma, erogata iure proprio ai familiari, che quindi non entra nell’asse ereditario e va richiesta con una domanda distinta. Ogni cassa professionale ha proprie regole e propri termini: prima di rinunciare, conviene sempre far verificare la posizione contributiva del defunto.Cosa entra davvero nell’asse ereditarioPer contrasto, vediamo cosa deve invece essere obbligatoriamente indicato nella dichiarazione di successione, che va presentata in via telematica entro 12 mesi dalla data del decesso. L’attivo ereditario comprende:immobili e terreni intestati al defunto, con i relativi dati catastali e valori;conti correnti, libretti di risparmio e depositi, con il saldo alla data del decesso;titoli, azioni, obbligazioni, fondi comuni e buoni fruttiferi postali;quote di società e aziende individuali;crediti del defunto verso terzi (ad esempio somme prestate e non restituite);beni mobili e denaro contante, presunti forfetariamente nel 10% dell’attivo se non dichiarati analiticamente.Dall’attivo si possono poi dedurre alcune passività, come i debiti del defunto esistenti alla data della morte e le spese mediche e funerarie nei limiti previsti dalla legge. Il risultato è la base su cui si calcolano franchigie e aliquote.Un’ultima avvertenza territoriale: in Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro immobiliare diverso dal catasto del resto d’Italia, nel quale il passaggio di proprietà agli eredi non è automatico ma richiede una specifica domanda di intavolazione al Libro Fondiario. È un passaggio che i CAF nazionali spesso ignorano e che, se trascurato, lascia gli immobili formalmente intestati al defunto per anni.Aliquote e franchigie dell’imposta di successione 2026Capire la tassazione TFR successione aiuta anche a inquadrare per differenza quanto si paga su ciò che entra nell’eredità. La franchigia è la soglia di valore entro la quale non si paga nulla: l’imposta si calcola solo sull’eccedenza. Ecco il quadro 2026, disciplinato dal D.Lgs. 346/1990 come modificato dal D.Lgs. 139/2024:BeneficiarioFranchigiaAliquota oltre franchigiaConiuge, figli e parenti in linea retta1.000.000 euro per erede4%Fratelli e sorelle100.000 euro per erede6%Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° gradonessuna franchigia6%Altri soggetti (conviventi di fatto, amici, estranei)nessuna franchigia8%Eredi o legatari con disabilità grave (art. 3 comma 3 L. 104/1992)1.500.000 euro4%, 6% o 8% secondo il grado di parentelaFacciamo un esempio pratico. Supponiamo che Luisa erediti dal padre un patrimonio di 1.200.000 euro come unica figlia: pagherà il 4% solo sui 200.000 euro che eccedono la franchigia di 1.000.000 di euro. Se accanto a questo patrimonio incassa anche il TFR del padre e una polizza vita, quelle somme non si sommano all’attivo ereditario e non erodono la franchigia. È proprio qui che molte pratiche fai-da-te commettono errori, gonfiando l’imponibile e facendo pagare imposte non dovute.Sugli immobili si aggiungono poi l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%) sul valore catastale, con un minimo di 200 euro ciascuna, ridotte a 200 euro fisse ciascuna quando almeno un erede può far valere i requisiti prima casa. Dove si dichiarano TFR, polizze e ratei se non vanno in successioneArriviamo alla parte operativa. Se queste somme restano fuori dalla dichiarazione di successione, dove finiscono? Ogni voce ha un suo percorso e il rischio, muovendosi da soli, è duplice: dimenticare un adempimento oppure dichiarare due volte lo stesso importo.TFR e indennità di preavviso: si richiedono al datore di lavoro o al fondo pensione con un’istanza dei familiari aventi diritto, allegando i documenti che provano la parentela e, se necessario, la vivenza a carico. La tassazione è già operata alla fonte dal sostituto d’imposta; l’importo compare nella Certificazione Unica e va verificato al ricevimento della riliquidazione dell’Agenzia delle Entrate.Polizze vita: la denuncia di sinistro si presenta alla compagnia assicurativa; il capitale caso morte è esente e non va riportato in dichiarazione dei redditi, mentre il rendimento è già tassato dalla compagnia.Ratei di pensione e arretrati: si richiedono all’INPS con l’apposita domanda degli eredi e si dichiarano, a seconda del periodo di riferimento, nella dichiarazione dei redditi presentata per conto del defunto oppure in tassazione separata.Conti correnti e investimenti: questi sì, vanno inseriti nella dichiarazione di successione, che è anche il documento che le banche pretendono per sbloccare le somme e consentire il riparto tra gli eredi.Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i termini: la dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dal decesso, con autoliquidazione dell’imposta da parte degli eredi secondo le regole introdotte dal D.Lgs. 139/2024. Le domande di TFR e ratei, invece, seguono i termini di prescrizione propri di ciascuna prestazione: rimandare significa spesso perdere denaro.La procedura completa della dichiarazione di successioneQuesto articolo si concentra sulle somme che non entrano nell’asse ereditario. Se invece stai affrontando l’intera pratica — documenti da raccogliere, calcolo dei valori catastali, compilazione del modello telematico, versamento delle imposte e volture — il punto di partenza è la nostra guida dedicata: Dichiarazione di Successione 2026: Guida Completa. Lì trovi passo passo l’intera procedura, i termini, le sanzioni per il ritardo e le agevolazioni prima casa.Conoscere in anticipo la differenza tra ciò che si acquista iure proprio e ciò che si eredita ti permette di affrontare la pratica con ordine, evitando di pagare imposte su somme esenti e di lasciare sul tavolo denaro che ti spetta. Domande frequenti sulla tassazione TFR successioneIl TFR del defunto va in successione?No, se il decesso è avvenuto durante il rapporto di lavoro. Il TFR e l’indennità di preavviso spettano iure proprio ai familiari indicati dall’art. 2122 c.c. e sono esclusi dall’attivo ereditario dall’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990 in modo oggettivo, indipendentemente da chi li percepisce (anche se attribuiti per testamento o successione legittima in mancanza dei familiari dell’art. 2122 c.c.). Non pagano quindi l’imposta di successione, ma resta dovuta l’IRPEF in tassazione separata. Discorso diverso se il rapporto di lavoro era già cessato prima della morte (es. pensionato) e il TFR era maturato ma non liquidato: in quel caso è un credito del defunto che entra nell’attivo ereditario e sconta l’imposta di successione.Le polizze vita pagano l’imposta di successione?No. Le somme liquidate ai beneficiari di un’assicurazione sulla vita sono esenti dall’imposta di successione (art. 12, lett. c, D.Lgs. 346/1990) perché il beneficiario acquista un diritto proprio verso la compagnia (art. 1920 c.c.). Il capitale caso morte è inoltre esente da IRPEF per la parte di rischio demografico, mentre l’eventuale rendimento finanziario sconta l’imposta sostitutiva del 26% (12,5% sulla quota di titoli di Stato) trattenuta direttamente dall’assicurazione.Come si riscuotono i ratei di pensione non pagati?Gli eredi devono presentare all’INPS la domanda di “Liquidazione di quote di pensione agli eredi“, allegando l’atto di morte, l’autocertificazione con l’elenco completo degli eredi, l’eventuale testamento e le coordinate bancarie. Il rateo spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli; solo in assenza di entrambi è ripartito tra gli altri eredi in base alla quota ereditaria, ed entra in quel caso anche nella dichiarazione di successione. Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine predispone e trasmette la pratica, seguendola fino alla liquidazione.Chi ha diritto al TFR del lavoratore deceduto?Hanno diritto al TFR il coniuge e i figli, sempre e comunque, oltre ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado ma solo se vivevano a carico del lavoratore. La somma si ripartisce secondo l’accordo tra gli aventi diritto e, se manca l’accordo, secondo il bisogno di ciascuno: non secondo le quote di eredità.La rendita della polizza vita è tassata?Se la polizza viene liquidata sotto forma di rendita anziché di capitale, la parte corrispondente ai rendimenti finanziari maturati resta soggetta a imposta sostitutiva, trattenuta dalla compagnia sulle singole erogazioni. Resta invece esente la componente riconducibile alla copertura del rischio demografico. Poiché le condizioni variano molto da contratto a contratto, il documento decisivo è sempre la comunicazione di liquidazione rilasciata dall’assicurazione: portala con te all’appuntamento.Cosa fare se l’INPS non paga i ratei arretrati?I motivi più frequenti del mancato pagamento sono documentazione incompleta, discordanze nell’elenco degli eredi o pratiche rimaste in istruttoria. In questi casi si può presentare un sollecito e, se necessario, un ricorso amministrativo agli organi dell’Istituto entro i termini previsti. Affidare la verifica al Patronato del CAF Centro Fiscale consente di individuare subito l’anomalia ed evitare che il credito cada in prescrizione.Assistenza del CAF Centro Fiscale per la tua successioneDistinguere ciò che entra nell’eredità da ciò che spetta iure proprio, calcolare correttamente la tassazione TFR successione, recuperare i ratei di pensione arretrati e verificare la posizione delle polizze vita: sono passaggi che, gestiti insieme e nell’ordine giusto, fanno risparmiare tempo, imposte e discussioni tra familiari.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in ogni fase della dichiarazione di successione: dal calcolo di ciò che rientra davvero nell’asse ereditario alla gestione delle pratiche con INPS, datori di lavoro, fondi pensione e compagnie assicurative, fino alle volture e — per gli immobili in Friuli Venezia Giulia — all’intavolazione nel sistema tavolare. I nostri operatori si occupano di tutto, in ufficio a Udine oppure online in tutta Italia, con un preventivo personalizzato costruito sulla reale complessità della tua pratica.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Richiedi Assistenza per la Dichiarazione di SuccessioneIl CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca nel calcolo di ciò che entra davvero nell’asse ereditario, nella tassazione di TFR, polizze vita e ratei di pensione, e nella presentazione della dichiarazione di successione entro i termini di legge. Ricevi un preventivo personalizzato sulla tua pratica.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, SUCCESSIONI Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaCAF, SUCCESSIONI Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 06:00:002026-09-30 07:59:13Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoCAF, SUCCESSIONI Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di Decadenza La prima casa in successione 2026 è uno degli argomenti che genera più dubbi tra gli eredi, e non a caso: quando si eredita un immobile, la differenza tra pagare qualche centinaio di euro e pagarne diverse migliaia dipende da una semplice… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 11:00:002026-09-19 12:50:18Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di DecadenzaCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale Settembre 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-23 08:00:002026-09-16 10:19:26TFR, Polizze Vita e Ratei di Pensione del Defunto 2026: Cosa Entra nella Successione e Come si TassaCAF, SUCCESSIONISuccessione Titoli e Azioni 2026: Eredità e Valori MobiliariLa successione di titoli e azioni richiede procedure specifiche per il trasferimento agli eredi. Nel 2026 la gestione dell’eredità di valori mobiliari (azioni, obbligazioni, fondi comuni, ETF) prevede dichiarazione di successione, calcolo imposte e sblocco dei depositi titoli.Indice dei contenutiValori mobiliari nella successioneValutazione titoli per successioneTassazione successione titoliSblocco deposito titoliDividendi e cedole nel periodo transitorioValori mobiliari nella successioneRientrano nella successione:Azioni quotate e non quotateObbligazioni (i titoli di Stato come BOT e BTP passano agli eredi ma non concorrono all’attivo ereditario tassabile)Fondi comuni di investimentoETF e certificatesPolizze vita: se ci sono beneficiari designati, il capitale spetta a loro per diritto proprio e non concorre all’attivo ereditario Valutazione titoli per successioneIl valore da dichiarare si determina così:Titoli quotati: media dei prezzi dell’ultimo trimestre prima del decessoAzioni e quote non quotate: quota del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancioFondi comuni: valore quota al giorno del decesso Tassazione successione titoliL’imposta di successione si calcola sul valore complessivo:BeneficiarioFranchigiaAliquotaConiuge e figli1 milione euro4%Fratelli e sorelle100.000 euro6%Altri parentiNessuna6%EstraneiNessuna8% Sblocco deposito titoliDopo il decesso, la banca blocca il deposito titoli. Per sbloccarlo:Presentare certificato di morteDichiarazione di successione accettataAtto di notorietà o verbale di pubblicazione testamentoDocumenti d’identità degli eredi Dividendi e cedole nel periodo transitorioI dividendi maturati dopo il decesso ma prima dello sblocco:Vengono accreditati sul deposito bloccatoTrasferiti agli eredi dopo lo sbloccoTassati in capo agli eredi secondo regime ordinarioFontiD.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico successioni e donazioni), art. 16 – valutazione di azioni, obbligazioni e altri titoli – NormattivaD.Lgs. 346/1990, art. 12 – beni esclusi dall’attivo ereditario (titoli di Stato, indennità assicurative) – NormattivaD.Lgs. 346/1990, art. 7 – aliquote e franchigie dell’imposta di successione – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa. Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.comQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-22 06:00:002026-09-30 08:53:23Successione Titoli e Azioni 2026: Eredità e Valori MobiliariCAF, SUCCESSIONIUsufrutto e Nuda Proprietà nella Successione 2026: Calcolo del Valore, Coefficienti per Età e ConsolidamentoImposte su successioneQuando si apre una successione ereditaria, capire come funzionano usufrutto e nuda proprietà è spesso il passaggio più delicato dell’intera pratica. Il tema usufrutto nuda proprietà successione tocca infatti il cuore del calcolo delle imposte: sbagliare la percentuale attribuita all’usufruttuario significa dichiarare un valore errato e rischiare un avviso di liquidazione dall’Agenzia delle Entrate.In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo in parole semplici cosa sono questi due diritti, come si usano i coefficienti di usufrutto per età, perché il consolidamento non fa pagare l’imposta di successione e come incide il diritto di abitazione del coniuge superstite. Troverai anche due esempi numerici concreti e le franchigie 2026 aggiornate. Il tema usufrutto nuda proprietà successione richiede precisione: il CAF Centro Fiscale di Udine segue queste pratiche ogni giorno, anche nel particolare sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Indice dei contenutiUsufrutto e nuda proprietà nella successione: cosa sonoCoefficienti usufrutto 2026: la tabella per etàCome si calcola il valore: 2 esempi praticiConsolidamento dell’usufrutto: perché non si paga impostaDiritto di abitazione del coniuge superstiteFranchigie e aliquote dell’imposta di successione 2026Voltura catastale e sistema tavolare FVGErrori frequenti da evitareDomande frequentiAssistenza per la successione a UdineUsufrutto e nuda proprietà nella successione: cosa sonoPer capire il rapporto tra usufrutto nuda proprietà successione bisogna partire da un’immagine semplice: la piena proprietà di un immobile è come una torta divisa in due fette. Una fetta è il godimento del bene, l’altra è la titolarità del bene.L’usufrutto è il diritto di usare un bene e di percepirne i frutti, cioè i redditi che produce. Chi ha l’usufrutto su un appartamento può abitarci, può affittarlo e incassare il canone, ma non può venderlo. L’usufruttuario deve inoltre conservare la destinazione economica del bene e sostenere le spese ordinarie.La nuda proprietà è invece ciò che resta al proprietario “spogliato” del godimento: è la titolarità del bene senza la possibilità di usarlo finché dura l’usufrutto. Il nudo proprietario può però vendere la sua quota, ereditarla e trasmetterla agli eredi.La caratteristica decisiva ai fini fiscali è che l’usufrutto è un diritto temporaneo: se costituito a favore di una persona fisica non può durare oltre la vita dell’usufruttuario. Alla sua morte il diritto si estingue automaticamente. Ecco perché, nel calcolo di usufrutto e nuda proprietà nella successione, il valore dipende dall’età dell’usufruttuario: più è giovane, più a lungo (statisticamente) durerà il suo diritto e più vale l’usufrutto.Usufrutto vedovile e usufrutto legale: due termini da non confondereNelle pratiche di successione capita di sentir nominare l’usufrutto vedovile. Si tratta di un istituto storico: prima della riforma del diritto di famiglia del 1975, al coniuge superstite spettava una quota di eredità in usufrutto anziché in piena proprietà. Oggi il coniuge è a tutti gli effetti erede in piena proprietà, ma l’espressione ricorre ancora nelle successioni molto risalenti o nelle visure che riportano diritti costituiti decenni fa.Diverso ancora è l’usufrutto legale dei genitori sui beni del figlio minore, previsto dal Codice civile: non è un diritto disponibile, non si può cedere e si estingue al compimento della maggiore età del figlio. Non va quindi indicato come un normale usufrutto nella dichiarazione di successione. Coefficienti usufrutto 2026: la tabella per etàIl valore dell’usufrutto non si stima “a occhio”: si calcola con i coefficienti ufficiali previsti dal prospetto allegato al D.P.R. 131/1986 (Testo unico dell’imposta di registro), richiamato anche ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni.Questi coefficienti vengono aggiornati ogni anno in funzione del tasso di interesse legale. Per il 2026 c’è però una novità importante da conoscere: con il D.M. 10 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2025) il tasso legale è sceso all’1,60%, ma i coefficienti di usufrutto non cambiano. Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025) ha infatti confermato per il 2026 i coefficienti già in uso, calcolati sulla base del 2,5%.Il motivo è tecnico ma semplice: il D.Lgs. 139/2024 ha modificato l’art. 46 del D.P.R. 131/1986 (nuovo comma 5-ter) e l’art. 17 del D.Lgs. 346/1990 (nuovo comma 1-ter) stabilendo che, per questi calcoli, non può essere assunto un saggio legale di interesse inferiore al 2,5%. Poiché l’1,60% è sotto quella soglia, si continua ad applicare il 2,5%. In concreto, per chi compila la pratica, le percentuali di usufrutto e nuda proprietà del 2026 sono identiche a quelle del 2025.Età usufruttuario (anni compiuti)CoefficienteValore usufruttoValore nuda proprietàda 0 a 2038,0095%5%da 21 a 3036,0090%10%da 31 a 4034,0085%15%da 41 a 4532,0080%20%da 46 a 5030,0075%25%da 51 a 5328,0070%30%da 54 a 5626,0065%35%da 57 a 6024,0060%40%da 61 a 6322,0055%45%da 64 a 6620,0050%50%da 67 a 6918,0045%55%da 70 a 7216,0040%60%da 73 a 7514,0035%65%da 76 a 7812,0030%70%da 79 a 8210,0025%75%da 83 a 868,0020%80%da 87 a 926,0015%85%da 93 a 994,0010%90%Coefficienti usufrutto 2026 calcolati sul tasso del 2,5% – Fonte: prospetto Allegato 1 al D.Lgs. 139/2024, confermato dal D.M. MEF 24 dicembre 2025Due precisazioni pratiche sull’uso della tabella nelle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione:conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione (cioè alla data del decesso), non l’età attuale;se l’usufrutto è a favore di più persone congiuntamente, si fa riferimento all’età del più giovane degli usufruttuari;se l’usufrutto è a tempo determinato e non vitalizio, il calcolo segue regole diverse e va valutato caso per caso. Come si calcola il valore: 2 esempi praticiLa formula ufficiale per il calcolo di usufrutto e nuda proprietà è questa:Valore usufrutto = Valore piena proprietà × 2,5% × coefficiente per etàValore nuda proprietà = Valore piena proprietà − Valore usufruttoIl risultato coincide sempre con la percentuale indicata in tabella: moltiplicare per 2,5% × 14 equivale a calcolare il 35%. Per gli immobili, il “valore piena proprietà” nella dichiarazione di successione è di norma il valore catastale, ottenuto rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per il coefficiente previsto per la categoria dell’immobile.Esempio 1: usufruttuaria di 74 anniImmagina che Giulia, 74 anni, sia usufruttuaria di un appartamento con valore catastale di 120.000 euro. La fascia 73-75 anni ha coefficiente 14,00, pari al 35%.Usufrutto: 120.000 × 2,5% × 14 = 42.000 euro (35%)Nuda proprietà: 120.000 − 42.000 = 78.000 euro (65%)Se il defunto era il nudo proprietario, nell’asse ereditario entrano 78.000 euro, non 120.000. È una differenza che pesa moltissimo sulle imposte ipotecaria e catastale.Esempio 2: usufruttuario di 62 anniSupponiamo ora che Marco, 62 anni, sia usufruttuario di un immobile a Udine con valore di 200.000 euro. La fascia 61-63 anni ha coefficiente 22,00, pari al 55%.Usufrutto: 200.000 × 2,5% × 22 = 110.000 euro (55%)Nuda proprietà: 200.000 − 110.000 = 90.000 euro (45%)Nota la logica: Marco è più giovane di Giulia, quindi il suo usufrutto vale di più e la nuda proprietà vale di meno. Su queste basi si calcolano poi l’imposta ipotecaria del 2% e quella catastale dell’1%, con un minimo di 200 euro ciascuna. Se almeno un erede ha i requisiti prima casa, le due imposte diventano fisse a 200 euro ciascuna: approfondisci il tema nella nostra guida sull’agevolazione prima casa su immobile ereditato. Consolidamento dell’usufrutto: perché non si paga impostaÈ il punto che genera più dubbi in tema di usufrutto nuda proprietà successione, ed è anche la notizia più rassicurante per chi eredita.Il consolidamento è il fenomeno per cui, alla morte dell’usufruttuario, l’usufrutto si estingue e il nudo proprietario diventa automaticamente pieno proprietario. Il Codice civile prevede infatti che l’usufrutto si estingua con la morte dell’usufruttuario. Non serve alcun atto notarile: le due “fette” si ricompongono da sole.Perché allora non è dovuta l’imposta di successione? Perché l’imposta colpisce i trasferimenti di beni e diritti per causa di morte e il consolidamento non è un trasferimento. Il nudo proprietario non riceve nulla di nuovo dal defunto: il suo diritto, che già possedeva, si espande riacquistando la pienezza che era temporaneamente compressa dall’usufrutto. L’imposta, del resto, era già stata assolta a monte, quando la nuda proprietà gli era stata trasferita per atto o per successione.Attenzione però a due casi pratici da distinguere bene, perché è qui che si generano gli errori:Il defunto era usufruttuario: l’immobile non entra nell’asse ereditario. Se non ci sono altri beni, la dichiarazione di successione potrebbe non essere nemmeno dovuta;Il defunto era nudo proprietario: in successione cade solo la nuda proprietà, valorizzata con i coefficienti visti sopra. L’usufruttuario in vita mantiene il suo diritto e gli eredi diventeranno pieni proprietari solo alla sua morte.Anche quando non si paga imposta, restano spesso da sistemare gli aspetti catastali e tavolari e le posizioni presso banche e assicurazioni: su questo fronte ti può essere utile la guida su come sbloccare conti correnti e titoli del defunto. Diritto di abitazione del coniuge superstiteAccanto a usufrutto e nuda proprietà esiste un terzo diritto che incide molto sul calcolo successorio: il diritto di abitazione del coniuge superstite, previsto dall’art. 540, comma 2, del Codice civile.La norma riserva al coniuge che sopravvive, anche quando concorre con i figli, il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili che la arredano, purché di proprietà del defunto o comuni ai coniugi. È una tutela forte: serve a garantire al vedovo o alla vedova di continuare a vivere nella propria casa, indipendentemente dalle quote spettanti agli altri eredi.Il diritto di abitazione, disciplinato in generale dall’art. 1022 c.c., consiste nel diritto di abitare una casa limitatamente ai bisogni propri e della famiglia. A differenza dell’usufrutto non può essere ceduto né dato in locazione: è un diritto strettamente personale.Ai fini fiscali, nella dichiarazione di successione il diritto di abitazione si valorizza applicando gli stessi coefficienti per età previsti per l’usufrutto (artt. 14 e 17 del D.Lgs. 346/1990). Concretamente: se il coniuge superstite ha 76 anni, il suo diritto di abitazione sulla casa familiare vale il 30% del valore dell’immobile, e ai figli resta il restante 70%. Questi diritti si calcolano prima di ripartire le quote tra gli eredi, e vanno indicati correttamente nei quadri della dichiarazione.Un aspetto che molti trascurano: il diritto di abitazione spetta automaticamente per legge, non è una scelta. Ometterlo significa attribuire ai figli un valore superiore a quello reale e pagare imposte non dovute. Franchigie e aliquote dell’imposta di successione 2026Una volta determinato il valore di usufrutto e nuda proprietà, si applica l’imposta di successione disciplinata dal D.Lgs. 346/1990, come riformato dal D.Lgs. 139/2024. L’imposta si calcola sul valore netto dell’asse ereditario, e le aliquote cambiano in base al grado di parentela.BeneficiarioFranchigiaAliquota oltre franchigiaConiuge, figli e discendenti1.000.000 euro a testa4%Fratelli e sorelle100.000 euro a testa6%Altri parenti fino al 4° grado e affininessuna franchigia6%Altri soggetti (estranei, conviventi di fatto)nessuna franchigia8%Persone con handicap grave (L. 104/1992)1.500.000 eurosecondo il grado di parentelaFranchigie e aliquote imposta di successione 2026 – D.Lgs. 346/1990La franchigia è la soglia di valore entro la quale non si paga nulla: solo l’eccedenza viene tassata. Con una franchigia di 1.000.000 di euro a erede per coniuge e figli, nella grande maggioranza delle successioni familiari l’imposta di successione in senso stretto non è dovuta. Restano però quasi sempre dovute le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sugli immobili, con il minimo di 200 euro ciascuna.Il fatto che in successione cada la sola nuda proprietà riduce quindi soprattutto la base delle imposte ipocatastali. Ricordiamo infine il termine fondamentale: la dichiarazione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Tutti i passaggi operativi sono spiegati nella nostra guida alla dichiarazione di successione telematica 2026.Voltura catastale e sistema tavolare FVGDopo la dichiarazione occorre aggiornare le intestazioni degli immobili. Con la dichiarazione telematica la voltura catastale è di regola richiesta contestualmente, entro 30 giorni; in presenza di usufrutto e nuda proprietà la voltura deve riportare esattamente i diritti, distinguendo chi è usufruttuario e chi è nudo proprietario e per quale quota.Nel caso del consolidamento la situazione è diversa: poiché non c’è successione sull’immobile, non c’è una dichiarazione che produca la voltura. L’aggiornamento della titolarità richiede quindi un intervento specifico per far risultare il nudo proprietario come pieno proprietario.Qui entra in gioco una peculiarità tutta friulana. In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare (o Libro Fondiario), un registro immobiliare di derivazione austriaca profondamente diverso dal catasto del resto d’Italia. La differenza chiave: nel sistema tavolare l’iscrizione ha efficacia costitutiva, cioè il diritto si acquista con l’intavolazione, e l’aggiornamento non avviene automaticamente con la dichiarazione di successione. Serve una domanda tavolare rivolta al Giudice tavolare competente.Per chi eredita immobili a Udine, Cividale, Tarcento o in qualsiasi comune della regione, questo significa che la pratica non è finita con la successione: senza intavolazione, il Libro Fondiario continua a indicare il defunto come titolare, con problemi concreti al momento di vendere, ipotecare o gestire il bene. È un passaggio che i CAF nazionali spesso non gestiscono: il CAF Centro Fiscale di Udine lavora quotidianamente con il sistema tavolare del territorio.Un’ultima nota pratica spesso ignorata: l’IMU sull’immobile è dovuta dall’usufruttuario, non dal nudo proprietario. Chi eredita la sola nuda proprietà non deve quindi versare l’imposta finché l’usufrutto è in vita. Per i conteggi puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale Udine. Allo stesso modo, i redditi dell’immobile (ad esempio i canoni di locazione) vanno dichiarati dall’usufruttuario nella propria dichiarazione dei redditi. Errori frequenti da evitareDall’esperienza sulle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione emergono alcuni errori che si ripetono con regolarità e che spesso costano un avviso di liquidazione a distanza di anni:Dichiarare la piena proprietà quando il defunto possedeva solo la nuda proprietà: si pagano imposte ipocatastali su un valore più alto del dovuto;Usare l’età sbagliata: va considerata l’età dell’usufruttuario alla data del decesso, e un solo anno può far cambiare fascia e percentuale;Dimenticare il diritto di abitazione del coniuge superstite, che riduce il valore attribuito ai figli;Presentare una dichiarazione non dovuta quando il defunto era solo usufruttuario e non lasciava altri beni;Fermarsi alla successione senza procedere all’intavolazione nei comuni a sistema tavolare del FVG.Situazioni particolari, come la presenza di un fondo patrimoniale nella successione, richiedono poi una valutazione dedicata prima di compilare qualsiasi quadro.Domande frequentiAlla morte dell’usufruttuario devo presentare la dichiarazione di successione?No, non per quell’immobile. Alla morte dell’usufruttuario si verifica il consolidamento: il nudo proprietario diventa pieno proprietario senza che vi sia un trasferimento, quindi non è dovuta imposta di successione su quel bene. La dichiarazione resta però necessaria se il defunto ha lasciato altri beni (immobili in proprietà, conti, titoli) che rientrano nell’asse ereditario.Quale età conta per applicare i coefficienti di usufrutto?Conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione, cioè il giorno del decesso. Se gli usufruttuari sono più di uno in via congiunta, si utilizza l’età del più giovane, perché è quella che determina la durata prevedibile del diritto.I coefficienti usufrutto 2026 sono cambiati rispetto al 2025?No. Il tasso di interesse legale è sceso all’1,60% dal 1° gennaio 2026, ma per il calcolo di usufrutto, rendite e pensioni la legge impone una soglia minima del 2,5%. Il decreto MEF del 24 dicembre 2025 ha quindi confermato i coefficienti già in vigore: le percentuali di usufrutto e nuda proprietà sono identiche a quelle del 2025.Il diritto di abitazione del coniuge riduce le imposte degli altri eredi?Sì. Il diritto di abitazione riservato al coniuge superstite dall’art. 540 c.c. si valorizza con i coefficienti dell’usufrutto e si sottrae dal valore dell’immobile prima di ripartire le quote. Di conseguenza il valore che cade in capo ai figli è più basso, con un effetto diretto sulle imposte ipotecaria e catastale.Chi paga l’IMU tra usufruttuario e nudo proprietario?L’IMU è a carico dell’usufruttuario, che è il soggetto passivo dell’imposta in quanto titolare del diritto di godimento. Il nudo proprietario non versa l’IMU fino a quando l’usufrutto non si estingue. Dal momento del consolidamento, invece, l’obbligo passa al nuovo pieno proprietario.In Friuli Venezia Giulia la voltura è automatica dopo la successione?No. Nei comuni a sistema tavolare del FVG l’aggiornamento del Libro Fondiario non è automatico: occorre una domanda tavolare al Giudice tavolare. Finché non viene eseguita l’intavolazione, il registro continua a riportare il defunto come titolare, con conseguenze concrete in caso di vendita o di accensione di un mutuo. Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Assistenza per la successione a UdineGestire una pratica di usufrutto nuda proprietà successione significa mettere insieme visure, coefficienti per età, quote ereditarie, diritto di abitazione e, in Friuli, gli adempimenti tavolari. Un errore su una singola percentuale si traduce in imposte sbagliate e in una rettifica che può arrivare anni dopo.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica: verifica dei diritti reali sugli immobili, calcolo del valore di usufrutto e nuda proprietà, redazione e invio telematico della dichiarazione di successione, voltura catastale e intavolazione nel sistema tavolare. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità della pratica.Hai bisogno di assistenza per la successione? Contattaci per fissare un appuntamento: i nostri operatori analizzano la tua situazione e si occupano di ogni passaggio. Puoi chiamare lo 0432 1638640, scrivere su WhatsApp al 366 6018121 oppure compilare il modulo qui sotto.Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Settembre 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-21 14:00:002026-09-15 15:23:02Usufrutto e Nuda Proprietà nella Successione 2026: Calcolo del Valore, Coefficienti per Età e ConsolidamentoPagina 1 di 10123›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAF, SUCCESSIONISuccessione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoLa successione testamentaria si verifica quando il defunto ha lasciato un testamento. Nel 2026 il testamento permette di disporre dei propri beni rispettando comunque i diritti dei legittimari (coniuge, figli, genitori in assenza di figli).Indice dei contenutiTipi di testamentoQuote disponibili e legittimaPubblicazione testamento olografoAccettazione eredità testamentariaImpugnazione testamentoTipi di testamentoTestamento olografoÈ il testamento scritto a mano:Interamente scritto dal testatoreDatato e firmatoNon serve notaio per redigerloVa pubblicato da notaio dopo il decessoTestamento pubblicoRedatto dal notaio alla presenza di testimoni:Il testatore dichiara le volontà al notaioIl notaio lo trascrive in forma solenneConservato dal notaioMaggiore sicurezza contro contestazioniTestamento segretoScritto dal testatore e consegnato sigillato al notaio:Contenuto segreto fino al decessoPuò essere scritto a mano o dattilografatoFirma del testatore obbligatoria Quote disponibili e legittimaIl testamento deve rispettare i diritti dei legittimari:Situazione familiareQuota legittimaQuota disponibileSolo coniuge1/2 (50%)1/2 (50%)Solo un figlio1/2 (50%)1/2 (50%)Coniuge + un figlio2/3 (coniuge 1/3, figlio 1/3)1/3 (33%)Più figli2/3 (divisi tra figli)1/3 (33%) Pubblicazione testamento olografoDopo il decesso, chi detiene il testamento deve:Presentarlo a un notaio appena ha notizia della morte del testatoreIl notaio redige verbale di pubblicazioneCosto circa 300-500 euroIscrizione nei registri degli atti di ultima volontà Accettazione eredità testamentariaGli eredi testamentari devono:Accettare espressamente (dal notaio o cancelleria tribunale)Oppure accettazione tacita (gestione beni ereditari)Accettazione con beneficio inventario (per limitare debiti) Impugnazione testamentoIl testamento può essere impugnato per:Lesione legittima: se lede i diritti dei legittimariVizi forma: mancanza firma, data, scrittura non autografaIncapacità testatore: vizio di volontà, incapacità naturaleTermini: l’azione di riduzione per lesione di legittima si prescrive in 10 anni; l’annullamento per incapacità o per difetti di forma diversi da autografia e firma si prescrive in 5 anni dall’esecuzione delle disposizioni; per errore, violenza o dolo in 5 anni da quando se ne è avuta notiziaFontiCodice civile, art. 602 – testamento olografo – NormattivaCodice civile, art. 620 – pubblicazione del testamento olografo – NormattivaCodice civile, artt. 591, 606 e 624 – impugnazione del testamento e termini – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa. Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.comQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 06:00:002026-09-30 07:59:13Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoCAF, SUCCESSIONIPrima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di DecadenzaLa prima casa in successione 2026 è uno degli argomenti che genera più dubbi tra gli eredi, e non a caso: quando si eredita un immobile, la differenza tra pagare qualche centinaio di euro e pagarne diverse migliaia dipende da una semplice dichiarazione resa nel momento giusto. L’agevolazione prima casa applicata all’eredità permette infatti di versare l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale in misura fissa — 200 euro ciascuna — anziché nella misura proporzionale ordinaria del 2% e dell’1% calcolata sul valore catastale dell’immobile.Il beneficio non è automatico: va richiesto espressamente nella dichiarazione di successione e presuppone che almeno uno degli eredi possieda precisi requisiti soggettivi. Non solo: una volta ottenuto, il beneficio può essere perso (si parla tecnicamente di decadenza) se l’erede vende l’immobile troppo presto o non rispetta l’impegno a trasferire la residenza. In questa guida aggiornata vediamo in modo semplice come funziona la prima casa in successione 2026, quali sono le condizioni da rispettare e quali errori evitare per non ritrovarsi, anni dopo, con un avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate.Indice dei contenutiCosa prevede l’agevolazione prima casa in successione 2026Imposta ipotecaria e catastale: misura fissa o proporzionaleRequisiti dell’erede per la prima casa in successione 2026Come richiedere l’agevolazione nella dichiarazione di successioneDecadenza dall’agevolazione prima casa in successione: i 3 casiPrima casa in successione e sistema tavolare in Friuli Venezia GiuliaEsempio pratico: quanto si risparmia con la prima casa in successioneCosa prevede l’agevolazione prima casa in successione 2026L’agevolazione prima casa nella successione è prevista dall’articolo 69 della Legge 342/2000, una norma che estende ai trasferimenti per causa di morte (e alle donazioni) lo stesso favore fiscale riconosciuto a chi compra casa. In pratica, quando tra i beni ereditati c’è un’abitazione e almeno uno degli eredi o legatari possiede i requisiti prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa invece che in percentuale.Qui serve però un chiarimento che evita gran parte dei malintesi. Chi acquista una prima casa beneficia di un’imposta di registro ridotta al 2% (oppure dell’IVA al 4% se compra dal costruttore). Nella prima casa in successione 2026 il meccanismo è diverso: l’imposta principale è l’imposta di successione, che dipende dal grado di parentela e dalle franchigie (ad esempio 1 milione di euro a testa per coniuge e figli, con aliquota del 4% sull’eccedenza) e che non viene toccata dall’agevolazione. Ciò che cambia, e non è poco, sono le imposte ipotecaria e catastale, cioè quei tributi che si pagano per trascrivere il passaggio di proprietà nei registri immobiliari e per aggiornare il Catasto.Un ultimo punto importante: l’agevolazione non spetta per le abitazioni cosiddette di lusso, cioè quelle censite nelle categorie catastali A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio). Per tutte le altre categorie abitative, invece, la prima casa in successione è pienamente accessibile.📘 Approfondimento: tutte le imposte di successioneQuesto articolo tratta in modo verticale la sola agevolazione prima casa. Se vuoi il quadro completo di tutti i tributi dovuti dagli eredi (imposta di successione, franchigie, aliquote per grado di parentela, tributi minori), leggi la nostra guida generale: Imposte su successione: Guida Completa per gli Eredi. Per i conteggi con esempi numerici è invece utile la guida al calcolo dell’imposta di successione 2026. Imposta ipotecaria e catastale: misura fissa o proporzionalePer capire davvero il valore dell’agevolazione prima casa in eredità occorre sapere cosa sono questi due tributi, spesso sconosciuti a chi non si è mai occupato di immobili. L’imposta ipotecaria è la somma dovuta per la trascrizione del passaggio di proprietà nei pubblici registri immobiliari: serve, in parole semplici, a rendere ufficiale e opponibile a tutti il fatto che quella casa ora appartiene agli eredi. L’imposta catastale è invece dovuta per la voltura, cioè l’aggiornamento dell’intestazione dell’immobile negli archivi del Catasto.In assenza dei requisiti, queste due imposte si calcolano in misura proporzionale sul valore catastale dell’immobile (ottenuto rivalutando la rendita catastale e moltiplicandola per un coefficiente di legge). Con i requisiti prima casa, invece, si applicano in misura fissa. Ecco il confronto:Senza agevolazione: imposta ipotecaria 2% del valore catastale, imposta catastale 1%, con un minimo di 200 euro ciascunaCon agevolazione prima casa: imposta ipotecaria 200 euro fissi e imposta catastale 200 euro fissi, a prescindere dal valore dell’immobileTotale con agevolazione: 400 euro complessivi per le due imposteTributi comunque dovuti: tassa ipotecaria, imposta di bollo e tributi speciali in misura fissa, che l’agevolazione non eliminaAttenzione a un dettaglio poco noto: l’agevolazione si applica a tutto l’immobile e non solo alla quota dell’erede che possiede i requisiti. Se, per esempio, tre fratelli ereditano la casa dei genitori ma solo uno di loro può dichiarare di avere i requisiti prima casa, le imposte ipotecaria e catastale restano fisse per l’intera abitazione, con un beneficio che ricade su tutti i coeredi. È una delle ragioni per cui la prima casa in successione 2026 va pianificata con attenzione prima di compilare la dichiarazione. Requisiti dell’erede per la prima casa in successione 2026I requisiti prima casa dell’erede sono gli stessi previsti per chi acquista, contenuti nella Nota II-bis dell’articolo 1 della Tariffa allegata al Testo Unico dell’imposta di registro (DPR 131/1986). Il richiamo operato dall’articolo 69 della Legge 342/2000 li rende applicabili anche a chi riceve l’immobile per eredità. Vediamoli uno per uno, in linguaggio comprensibile.Requisito territoriale: l’immobile deve trovarsi nel Comune di residenza dell’erede, oppure l’erede deve impegnarsi a trasferire la residenza entro 18 mesi dall’apertura della successione. In alternativa, l’immobile può trovarsi nel Comune in cui l’erede svolge la propria attività lavorativaNessun’altra casa nello stesso Comune: l’erede non deve essere titolare, esclusivo o in comunione con il coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su un’altra casa nello stesso Comune dell’immobile ereditatoNessun’altra prima casa agevolata in Italia: l’erede non deve possedere, nemmeno per quote o in comunione legale, un’altra abitazione acquistata su tutto il territorio nazionale con le agevolazioni prima casaImmobile non di lusso: la casa non deve appartenere alle categorie catastali A/1, A/8 o A/9 E se possiedo già una prima casa agevolata?Chi possiede già un’abitazione acquistata con le agevolazioni non è automaticamente escluso. La Nota II-bis, comma 4-bis consente di beneficiare nuovamente dell’agevolazione a condizione che l’immobile già posseduto venga alienato, cioè venduto o donato, entro un termine preciso. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1 c. 116) ha ampliato questo termine da uno a due anni per gli atti posti in essere dal 1° gennaio 2025, una novità che vale anche nel 2026. La regola non vale solo per gli acquisti a titolo oneroso: l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 12/E dell’8 aprile 2016 (par. 2.3), ha chiarito che il meccanismo opera anche per i trasferimenti a titolo gratuito e per causa di morte, in forza del rinvio contenuto nell’art. 69, commi 3 e 4, della Legge 342/2000. La condizione formale è che l’impegno ad alienare l’immobile preposseduto risulti espressamente nella dichiarazione di successione con cui si chiede l’agevolazione: è esattamente il tipo di verifica preliminare che un professionista deve svolgere prima di barrare la casella dell’agevolazione.Un aspetto che tranquillizza molti eredi: per la prima casa in successione 2026 non è richiesto che il defunto avesse a sua volta i requisiti, né che l’immobile fosse la sua abitazione principale. Ciò che conta sono esclusivamente i requisiti soggettivi dell’erede al momento dell’apertura della successione.Come richiedere l’agevolazione nella dichiarazione di successioneL’agevolazione prima casa non viene riconosciuta d’ufficio: deve essere richiesta espressamente nella dichiarazione di successione, da presentare in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Nel modello telematico gli eredi e i legatari vengono identificati nel quadro EA, mentre la richiesta di agevolazioni e riduzioni, insieme alle dichiarazioni sostitutive di atto notorio con cui l’erede attesta di possedere i requisiti, trova collocazione nel quadro EH. Gli immobili vanno poi descritti nei quadri dedicati all’attivo ereditario.C’è una regola procedurale che conviene conoscere: se la dichiarazione sostitutiva è resa da un coerede diverso da chi firma e trasmette la pratica, l’autocertificazione va allegata in forma documentale, con copia del documento d’identità del firmatario. È un passaggio formale banale solo in apparenza, perché la sua omissione può compromettere il riconoscimento del beneficio. Per una panoramica completa della procedura e dei quadri del modello puoi consultare la nostra guida alla dichiarazione di successione telematica 2026.Un’ultima avvertenza pratica: le imposte ipotecaria, catastale e i tributi minori si versano in autoliquidazione, cioè li calcola e li paga il contribuente contestualmente all’invio della dichiarazione. Un errore nell’autoliquidazione, o una richiesta di agevolazione formulata senza averne diritto, si traduce quasi sempre in un avviso di liquidazione con sanzioni e interessi. Se nell’asse ereditario è presente anche un finanziamento in corso, ti sarà utile approfondire cosa accade al mutuo del defunto nella successione. Decadenza dall’agevolazione prima casa in successione: i 3 casiOttenere il beneficio è solo metà del percorso: bisogna anche conservarlo. La decadenza dall’agevolazione prima casa in successione comporta il recupero delle imposte ipotecaria e catastale in misura ordinaria (2% e 1%), maggiorate di una sanzione del 30% sulle imposte dovute e degli interessi. Un conto che, su un immobile di valore medio, può facilmente superare i diecimila euro. Ecco i tre casi tipici.Mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi: se l’erede si è impegnato a spostare la residenza nel Comune dell’immobile e non lo fa nei termini, il beneficio si perde integralmenteVendita entro 5 anni senza riacquisto: se l’immobile viene venduto o donato prima che siano trascorsi 5 anni, si decade dall’agevolazione, a meno che entro 1 anno dalla vendita l’erede non acquisti un altro immobile da adibire a propria abitazione principaleDichiarazioni mendaci: attestare requisiti che non si possiedono comporta la decadenza e, nei casi più gravi, conseguenze ulteriori sul piano della responsabilità per le dichiarazioni sostitutiveIl caso più frequente, nella nostra esperienza quotidiana di CAF, è il secondo: eredi che ricevono la casa di famiglia, chiedono l’agevolazione e la rivendono dopo due o tre anni senza sapere che il quinquennio non era ancora trascorso. La buona notizia è che il riacquisto entro l’anno salva il beneficio, purché il nuovo immobile sia destinato ad abitazione principale e non, per esempio, affittato a terzi.Esiste inoltre una possibilità di rimedio poco conosciuta: chi si accorge di non poter rispettare l’impegno assunto (tipicamente il trasferimento della residenza) può comunicarlo all’Agenzia delle Entrate prima che scadano i 18 mesi, chiedendo la riliquidazione delle imposte senza l’applicazione della sanzione. È una via d’uscita che va gestita con tempismo e con il supporto di chi conosce la procedura. Prima casa in successione e sistema tavolare in Friuli Venezia GiuliaChi eredita un immobile a Trieste, a Gorizia o in uno dei Comuni della provincia di Udine a regime tavolare deve fare i conti con una particolarità che nel resto d’Italia non esiste. In una parte del Friuli Venezia Giulia vige infatti il sistema tavolare (o Libro Fondiario), un registro immobiliare di derivazione austriaca in cui il diritto di proprietà si acquista con l’intavolazione, cioè con l’iscrizione nel libro fondiario disposta dal giudice tavolare. Attenzione al perimetro: il sistema tavolare copre per intero le province di Trieste e Gorizia e soltanto alcuni Comuni della provincia di Udine (area della Bassa Friulana e Canal del Ferro-Valcanale), mentre la città di Udine e l’intera provincia di Pordenone restano a catasto ordinario.La conseguenza pratica è rilevante anche per la prima casa in successione 2026: a differenza del regime ordinario, qui la voltura catastale non è automatica e la sola presentazione della dichiarazione di successione non basta a rendere gli eredi formalmente proprietari. Occorre una specifica domanda tavolare al Libro Fondiario competente: nel modello telematico gli immobili tavolari vanno indicati con i relativi dati tavolari, ma la richiesta di voltura non produce, da sola, l’intestazione agli eredi. Un errore in questa fase può bloccare la vendita dell’immobile anni dopo.È proprio qui che emerge il limite dei servizi standardizzati: molti operatori nazionali non gestiscono abitualmente il tavolare. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue da anni pratiche di successione su immobili tavolari, coordinando dichiarazione, agevolazione prima casa e adempimenti successivi. Ricorda inoltre che, una volta intestato l’immobile, gli eredi diventano soggetti passivi dei tributi locali: in FVG non si parla di IMU ma di ILIA, l’imposta locale immobiliare autonoma, e conviene verificare subito la propria posizione con il CAF Centro Fiscale Udine.Esempio pratico: quanto si risparmia con la prima casa in successionePer capire concretamente la portata dell’agevolazione, immaginiamo il caso di Marco. Alla morte del padre, Marco eredita insieme alla sorella l’appartamento di famiglia a Udine, categoria catastale A/3, con un valore catastale di 120.000 euro. Marco risiede in un altro Comune, non possiede altre abitazioni e dichiara nella dichiarazione di successione di volersi impegnare a trasferire la residenza entro 18 mesi.Senza agevolazione: imposta ipotecaria 2% di 120.000 euro = 2.400 euro; imposta catastale 1% = 1.200 euro; totale 3.600 euroCon agevolazione prima casa: 200 euro di ipotecaria + 200 euro di catastale = 400 euroRisparmio: 3.200 euro, a fronte di una semplice dichiarazione resa correttamente nel modelloDa notare che, avendo Marco e la sorella un rapporto di parentela in linea retta con il defunto, l’imposta di successione vera e propria con ogni probabilità non sarà dovuta: la franchigia di 1 milione di euro a testa copre ampiamente un patrimonio di questo tipo. Il risultato è che, in moltissime successioni familiari, l’unico costo fiscale reale è proprio quello delle imposte ipotecaria e catastale: ecco perché ottenere la prima casa in successione 2026 fa una differenza enorme in proporzione al totale dovuto.Ricorda infine che il possesso di un immobile ereditato produce effetti anche sulla tua dichiarazione dei redditi degli anni successivi, tra rendite catastali da indicare ed eventuali redditi da locazione. Gestire la successione in modo coordinato con la propria posizione fiscale complessiva evita sorprese. Domande Frequenti su Prima Casa in SuccessioneCosa succede se vendo la casa ereditata prima di 5 anni?Se vendi o doni l’immobile prima che siano trascorsi 5 anni, decadi dall’agevolazione prima casa: l’Agenzia delle Entrate recupera le imposte ipotecaria e catastale in misura ordinaria (2% e 1% del valore catastale), applicando una sanzione del 30% e gli interessi. Puoi però evitare la decadenza se entro 1 anno dalla vendita acquisti un altro immobile da destinare a tua abitazione principale.Devo per forza trasferire la residenza nella casa ereditata?Non necessariamente nella casa, ma nel Comune in cui si trova l’immobile. Se sei già residente in quel Comune, o vi svolgi la tua attività lavorativa, il requisito è soddisfatto. Se non lo sei, devi impegnarti nella dichiarazione di successione a trasferire la residenza entro 18 mesi dall’apertura della successione: il mancato trasferimento comporta la decadenza dall’agevolazione.Posso chiedere la prima casa in successione 2026 se ho già un’altra abitazione in un altro Comune?Sì, purché quell’abitazione non sia stata acquistata con le agevolazioni prima casa. Il divieto assoluto riguarda infatti solo gli immobili già acquistati con il beneficio, ovunque si trovino in Italia. Un immobile comprato senza agevolazioni in un Comune diverso da quello della casa ereditata non è di per sé ostativo. In caso di prima casa già agevolata, la normativa consente comunque di conservare il beneficio impegnandosi nella dichiarazione di successione ad alienare l’immobile preposseduto entro due anni (Nota II-bis c. 4-bis DPR 131/1986, come modificata dalla L. 207/2024; circolare AdE 12/E/2016).L’agevolazione prima casa riduce anche l’imposta di successione?No. L’agevolazione prima casa incide esclusivamente sulle imposte ipotecaria e catastale, che diventano fisse a 200 euro ciascuna. L’imposta di successione si calcola separatamente in base al grado di parentela e alle franchigie previste (1 milione di euro per coniuge e figli, 100.000 euro per fratelli e sorelle) e non viene modificata dall’agevolazione.Se siamo più eredi, basta che uno solo abbia i requisiti prima casa?Sì, ed è uno degli aspetti più vantaggiosi della norma. È sufficiente che i requisiti sussistano in capo ad almeno uno degli eredi o legatari perché le imposte ipotecaria e catastale si applichino in misura fissa sull’intero immobile, con beneficio che ricade su tutti i coeredi. Chi rende la dichiarazione, però, assume anche gli obblighi e il rischio di decadenza.Posso chiedere l’agevolazione prima casa su una casa di categoria A/8?No. L’agevolazione è esclusa per le abitazioni censite nelle categorie catastali A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio storico o artistico). Per queste tipologie le imposte ipotecaria e catastale restano proporzionali, rispettivamente al 2% e all’1% del valore catastale.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua successioneLa prima casa in successione 2026 è un beneficio importante, ma richiede una verifica preventiva dei requisiti dell’erede, una compilazione corretta dei quadri del modello e la piena consapevolezza dei casi di decadenza. Sbagliare significa perdere migliaia di euro o, peggio, ricevere un avviso di liquidazione a distanza di anni, quando ormai la casa è stata venduta.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica: analisi dell’asse ereditario, verifica dei requisiti prima casa, calcolo e autoliquidazione delle imposte, invio telematico della dichiarazione di successione e gestione degli adempimenti tavolari tipici del Friuli Venezia Giulia. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità della pratica.Hai bisogno di assistenza per la successione e per l’agevolazione prima casa? Contattaci per fissare un appuntamento: chiamaci allo 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori verificano la tua posizione e si occupano di ogni passaggio, evitandoti errori e ritardi. Settembre 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 11:00:002026-09-19 12:50:18Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di DecadenzaCAF, SUCCESSIONISuccessione Quote Societarie 2026: SRL e Società di PersoneLa successione di quote societarie segue regole diverse a seconda del tipo di società. Nel 2026 il trasferimento di quote SRL, SNC o SAS agli eredi richiede attenzione alle clausole statutarie e può beneficiare di esenzioni fiscali.Indice dei contenutiSuccessione quote SRLSuccessione società di personeValutazione quote per successioneEsenzione imposta di successioneProcedura trasferimento quoteDiritti amministrativi e patrimonialiSuccessione quote SRLNelle SRL (Società a Responsabilità Limitata):Le quote sono liberamente trasferibili agli eredi per successioneLo statuto può prevedere clausole di gradimento o prelazioneGli eredi subentrano automaticamente nei diritti del defuntoClausole statutarieLo statuto può contenere:Clausola di continuazione: solo alcuni eredi possono entrareClausola di consolidazione: le quote vanno agli altri sociClausola di riscatto: i soci possono riacquistare le quote Successione società di personeNelle SNC (Società in Nome Collettivo) e SAS (Società in Accomandita Semplice):La morte del socio causa lo scioglimento del rapportoGli eredi hanno diritto solo alla liquidazione della quotaSalvo clausola contraria, non subentrano automaticamenteContinuazione con erediSe previsto da statuto o accordo:Gli eredi possono subentrare nella societàServe accettazione espressa degli altri sociModifica atto costitutivo presso notaio Valutazione quote per successioneIl valore delle quote si determina con:Valore patrimonio netto: da ultimo bilancio approvatoPerizia di stima: per società non operative o con avviamentoClausole statutarie: se prevedono criteri specifici Esenzione imposta di successioneLe quote societarie possono beneficiare di esenzione totale se:Per SRL e SPA: solo se l’erede acquisisce o integra il controllo della societàGli eredi mantengono il controllo (nelle società di persone, la titolarità delle quote) per almeno 5 anniTrasferite a coniuge e discendenti Procedura trasferimento quotePer formalizzare il trasferimento:Delibera assemblea soci (se richiesta da statuto)Atto notarile di trasferimento quoteIscrizione al Registro ImpreseComunicazione Agenzia Entrate per dichiarazione successione Diritti amministrativi e patrimonialiGli eredi acquisiscono:Diritto utili: dividendi futuriDiritto voto: partecipazione assembleeDiritto informazione: bilanci e documenti socialiDiritto liquidazione: in caso scioglimentoFontiD.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico successioni e donazioni), art. 3, comma 4-ter – esenzione per quote sociali e azioni – NormattivaCodice civile, art. 2284 – morte del socio nelle società di persone – NormattivaCodice civile, art. 2469 – trasferimento delle quote di SRL – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa.Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.com Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 06:00:002026-09-30 08:53:37Successione Quote Societarie 2026: SRL e Società di PersoneCAF, SUCCESSIONISuccessione Transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria: Regolamento UE, Legge Applicabile e Certificato Europeo (Guida 2026)Successione Transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria: Regolamento UE, Legge Applicabile e Certificato Europeo (Guida 2026)Il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione italiana che confina contemporaneamente con Slovenia e Austria. Questa posizione geografica unica crea una situazione peculiare per molte famiglie: cittadini italiani con beni o parenti in Slovenia o Austria, cittadini sloveni e austriaci residenti in FVG, e famiglie binazionali con patrimoni distribuiti su tre ordinamenti giuridici. In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere sulla successione transfrontaliera che coinvolge il FVG con Slovenia e Austria, con particolare attenzione al Regolamento UE 650/2012 e al Certificato Successorio Europeo.Indice dei contenutiIl Regolamento UE 650/2012: la rivoluzione del diritto successorio europeoLa legge applicabile: residenza abituale vs cittadinanzaCasi tipici FVG: le situazioni più frequentiIl Certificato Successorio Europeo (CSE)Imposta di successione: il principio del non cumulo e le convenzioni bilateraliWorldwide taxation italiana: l’imposta si applica sui beni esteriImmobili vs beni mobili nella successione transfrontalieraIl sistema tavolare FVG nella successione transfrontalieraCittadini binazionali: la scelta nel testamentoTempistiche pratiche e a chi rivolgersi in FVGDomande frequentiConclusione: consulenza specializzata per successioni transfrontaliereIl Regolamento UE 650/2012: la rivoluzione del diritto successorio europeo Prima del 2015, la successione internazionale era un labirinto di convenzioni bilaterali e regole nazionali diverse. Dal 17 agosto 2015, il Regolamento (UE) n. 650/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio ha unificato le regole di conflitto di leggi in materia di successioni nell’Unione Europea.Il Regolamento si applica alle successioni aperte dal 17 agosto 2015 (data del decesso) e riguarda tutti gli Stati UE ad eccezione di Danimarca, Irlanda e Regno Unito (quest’ultimo ora fuori dall’UE). Sia l’Italia che la Slovenia sono vincolati dal Regolamento; l’Austria pure.I punti chiave del Regolamento 650/2012:Legge applicabile: la successione è regolata dalla legge dello Stato in cui il defunto aveva la propria residenza abituale al momento del decesso (criterio principale, art. 21)Scelta della legge: il defunto può scegliere nel testamento che la sua successione sia regolata dalla legge dello Stato di cui ha la cittadinanza al momento della scelta o del decesso (art. 22, «professio iuris»). È l’unica scelta consentita.Giurisdizione: i tribunali competenti sono quelli dello Stato di residenza abituale del defunto (art. 4), salvo derogheRiconoscimento automatico: le decisioni giudiziarie e gli atti pubblici (sentenze di tribunale, atti notarili) in materia di successione emessi in uno Stato UE sono automaticamente riconosciuti negli altri Stati UELa legge applicabile: residenza abituale vs cittadinanza Il criterio della residenza abituale è quello predefinito (default rule) del Regolamento 650/2012. Si tratta del luogo in cui il defunto aveva il suo centro di interessi di vita: dove viveva stabilmente, lavorava, aveva la famiglia. La residenza anagrafica è un indice importante ma non l’unico.Esempi pratici FVG:Cittadino italiano residente a Udine con appartamento a Lubiana (Slovenia): la successione è regolata dalla legge italiana (residenza abituale in Italia), anche per l’appartamento sloveno. Il giudice competente è quello italiano.Cittadino sloveno residente a Gorizia/Nova Gorica con beni sia in Italia che in Slovenia: la successione è regolata dalla legge italiana (residenza in Italia)Cittadino austriaco residente a Trieste con vigneti nel Carso e immobili a Klagenfurt: la successione è regolata dalla legge italianaCittadino italiano residente a Ljubljana con immobili a Trieste: la successione è regolata dalla legge slovena, anche per gli immobili di TriesteLa professio iuris (art. 22): chi ha la doppia cittadinanza o vive in un Paese di cui non è cittadino può nel testamento scegliere che la propria successione sia regolata dalla legge della propria cittadinanza. Ad esempio, un cittadino italiano residente da anni in Austria può scegliere nel testamento la legge italiana.Casi tipici FVG: le situazioni più frequentiCaso 1: cittadino italiano con beni in Slovenia o AustriaMolti frontalieri e pensionati FVG hanno acquistato immobili oltreconfine (case vacanza in Slovenia, appartamenti a Vienna o Salisburgo). Se risiedono in Italia:La successione è regolata dalla legge italiana per tutto il patrimonio, compresi i beni esteriLa dichiarazione di successione italiana comprende anche i beni esteri (con indicazione del valore)Per «far valere» il titolo ereditario sui beni esteri (cancellare il nome del defunto dal registro immobiliare sloveno o austriaco) occorre il Certificato Successorio Europeo o l’apostille dell’atto italianoCaso 2: cittadino sloveno o austriaco residente in FVGLa comunità slovena in Friuli Venezia Giulia (tutelata dalla L. 38/2001) e i cittadini austriaci residenti in FVG che decedono in Italia:La successione è regolata dalla legge italiana (residenza abituale in Italia)Gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione in ItaliaSe hanno beni in Slovenia/Austria, il Certificato Successorio Europeo italiano vale anche lìIl sistema tavolare FVG si applica agli immobili localiCaso 3: famiglie binazionali con beni distribuiti su più PaesiLe famiglie con rami in Italia, Slovenia e Austria sono storicamente frequenti in FVG, specialmente nelle aree di Gorizia-Nova Gorica, Trieste-Muggia e Carso-Kras. In questi casi:Se il defunto aveva doppia cittadinanza (italiana + slovena o italiana + austriaca), la legge applicabile è quella della residenza abituale (default), ma nel testamento si può scegliere una delle cittadinanzeLa complessità si moltiplica se vi sono eredi residenti in Paesi diversiIl Regolamento 650/2012 non risolve la questione delle imposte di successione: ogni Paese applica le proprie regole fiscali (vedi sezione successiva)Il Certificato Successorio Europeo (CSE) Il Certificato Successorio Europeo (CSE) è lo strumento introdotto dagli artt. 62-73 del Regolamento 650/2012 per semplificare l’utilizzo dei diritti ereditari in più Paesi UE. Non sostituisce i documenti nazionali (dichiarazione di successione italiana, certificato di eredità, ecc.) ma li integra per l’uso transfrontaliero.A cosa serve il CSE:Dimostrare la qualità di erede, legatario, esecutore testamentario o amministratore dell’eredità negli altri Stati UEFar aggiornare i registri immobiliari esteri (Grundbuch austriaco, registro immobiliare sloveno) senza dover presentare una procedura successoria separata in ogni PaeseSbloccare conti correnti bancari in altri Paesi UE (le banche devono accettarlo come prova della qualità di erede)Chi lo rilascia:Se la successione è regolata dalla legge italiana (defunto residente in Italia): il CSE è rilasciato dal notaio italiano o dal Tribunale competenteSe la successione è regolata dalla legge di un altro Stato UE: il CSE è rilasciato dall’autorità competente di quello StatoValidità: il CSE ha validità di 6 mesi (prorogabile). Le copie certificate rilasciate dalla stessa autorità emittente hanno pari efficacia all’originale.Imposta di successione: il principio del non cumulo e le convenzioni bilateraliIl Regolamento 650/2012 non armonizza le imposte di successione, che restano materia di competenza nazionale. Questo significa che teoricamente la stessa eredità potrebbe essere tassata da più Paesi. Per evitare la doppia imposizione esistono:Italia-Austria: il regime attualeL’Austria ha abolito la propria imposta di successione nel 2008 (con decorrenza dal 1° agosto 2008). Pertanto, per le successioni aperte dopo quella data, non vi è imposta austriaca sulle successioni né sulle donazioni.Tuttavia, l’Austria applica un’imposta di trasferimento immobiliare (Grunderwerbsteuer, aliquota base 3,5%) sugli immobili siti in Austria trasferiti per successione, ma con agevolazioni per i trasferimenti a familiari stretti (aliquota ridotta al 2%). I residenti italiani con immobili austriaci che decedono in Italia devono:Pagare l’imposta di successione italiana sul valore degli immobili austriaci (inclusi nell’asse ereditario globale, con possibilità di dedurre le imposte pagate in Austria)Pagare la Grunderwerbsteuer austriaca per l’iscrizione degli eredi nel Grundbuch (registro immobiliare austriaco)Italia-Slovenia: la Convenzione del 1985La Slovenia ha ereditato la convenzione bilaterale contro la doppia imposizione stipulata tra Italia e Jugoslavia. In materia di successioni, la Convenzione Italia-Jugoslavia del 1985 (tuttora applicabile nel rapporto Italia-Slovenia per la parte succeduta) prevede meccanismi per evitare la doppia imposizione. Tuttavia, la Slovenia applica un’imposta di successione relativamente ridotta rispetto a quella italiana, con aliquote variabili in base al grado di parentela e valore dei beni.Attenzione: il regime convenzionale Italia-Slovenia in materia di successioni è complesso e soggetto a interpretazioni. Per situazioni specifiche (immobili in Slovenia ereditati da residenti in Italia) è indispensabile una consulenza specializzata.Worldwide taxation italiana: l’imposta si applica sui beni esteri Un principio fondamentale del diritto tributario italiano è la tassazione mondiale (worldwide taxation): se il defunto era residente in Italia al momento del decesso, l’imposta di successione italiana si applica su tutti i beni, dovunque situati nel mondo, compresi gli immobili in Slovenia, Austria, o qualsiasi altro Paese.Questo significa che un residente a Trieste con un appartamento a Lubiana e una casa a Vienna deve includere entrambi nella dichiarazione di successione italiana, e l’imposta italiana si calcola sul valore complessivo (inclusi i beni esteri).Detrazione delle imposte estere: ai sensi dell’art. 26 del D.Lgs. 346/1990, le imposte pagate all’estero sui beni ivi situati si deducono dall’imposta di successione italiana dovuta sugli stessi beni, fino a concorrenza di quest’ultima. Evita in parte (non sempre totalmente) la doppia tassazione.Immobili vs beni mobili nella successione transfrontalieraUna distinzione importante riguarda il tipo di bene:Beni immobili: anche dopo il Regolamento 650/2012, i Paesi dove si trovano gli immobili mantengono una propria competenza registrale. Per far trasferire la proprietà nel registro immobiliare locale (Grundbuch austriaco, registro fondiario sloveno) occorre produrre l’atto idoneo secondo le formalità locali (con il CSE o con un’apostille). Non basta la dichiarazione di successione italiana.Beni mobili (conti correnti, partecipazioni societarie): si trasferiscono più facilmente con il CSE, che le banche di tutti gli Stati UE devono accettare come prova della qualità di erede.Il sistema tavolare FVG nella successione transfrontalieraPer i beni immobili situati in FVG e appartenenti a defunti residenti all’estero (o con beni anche all’estero), si pone il problema del coordinamento tra:La legge applicabile alla successione (determinata dal Regolamento 650/2012)Le formalità tavolari per l’intavolazione in FVGEsempio: un cittadino sloveno residente a Ljubljana lascia un appartamento a Trieste. La successione è regolata dalla legge slovena (residenza in Slovenia). Per intavolare la proprietà dell’appartamento di Trieste nel Libro Fondiario, gli eredi devono ottenere il Certificato Successorio Europeo sloveno (o un atto notarile sloveno apostillato) e presentarlo alla Conservatoria tavolare di Trieste.Cittadini binazionali: la scelta nel testamento I cittadini binazionali (es.: cittadino italo-sloveno, italo-austriaco) hanno la facoltà di scegliere nel testamento (professio iuris) la legge della propria cittadinanza da applicare alla successione. Questa scelta può essere strategica, ad esempio se:La legge di una delle cittadinanze è più favorevole agli eredi per quanto riguarda le quote riservate ai legittimariUna delle leggi prevede aliquote di imposta di successione inferiori o franchigie più alteSi vuole unificare la gestione dell’asse ereditario sotto un unico sistema giuridicoLa scelta deve essere esplicita nel testamento e deve riferirsi a una delle cittadinanze possedute al momento della redazione del testamento o al momento del decesso. Non è possibile scegliere la legge di un Paese di cui non si è cittadini.Tempistiche pratiche e a chi rivolgersi in FVGPer una successione transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria, le tempistiche complessive possono variare da 6 mesi a oltre 2 anni, a seconda della complessità del patrimonio, del numero di eredi, della presenza o meno di testamento e delle procedure nei Paesi esteri coinvolti.Le figure professionali da coinvolgere sono:Notaio con esperienza in diritto internazionale privato: per il CSE, l’atto di accettazione dell’eredità, gli atti tavolariAvvocato con competenza transfrontaliera: per le eventuali dispute tra eredi o per l’interpretazione del testamento esteroCAF per la dichiarazione di successione: la dichiarazione di successione italiana (anche per le successioni con beni esteri) può essere compilata e presentata tramite CAF abilitatoConsulente fiscale nel Paese estero: per le formalità registrali e fiscali nei Paesi esteri (Slovenia, Austria)Domande frequentiIl Regolamento UE 650/2012 si applica anche per chi è deceduto prima del 17 agosto 2015?No. Il Regolamento si applica solo alle successioni aperte dal 17 agosto 2015 in poi (data del decesso uguale o successiva al 17/08/2015). Per le successioni precedenti si applicano le vecchie regole di conflitto di leggi nazionali.Se ho un appartamento a Ljubljana e muoio a Trieste, devo fare la successione anche in Slovenia?No, in linea di principio non occorre una procedura successoria separata in Slovenia. La successione è regolata dalla legge italiana (residenza in Italia) e il CSE italiano vale anche in Slovenia per dimostrare la qualità di erede. Tuttavia, per trasferire la proprietà dell’appartamento nel registro immobiliare sloveno occorre presentare documentazione alle autorità slovene. Un notaio sloveno o un avvocato sloveno può assistere in questa fase.L’Austria non ha l’imposta di successione: devo comunque pagare qualcosa per gli immobili austriaci?L’Austria ha abolito l’imposta di successione e donazione dal 2008. Tuttavia, per gli immobili in Austria che si trasferiscono per successione, si paga la Grunderwerbsteuer (imposta di trasferimento immobiliare) per l’iscrizione nel Grundbuch (registro immobiliare). L’aliquota per i trasferimenti a familiari stretti è agevolata. Inoltre, l’imposta di successione italiana si applica anche sui beni in Austria (con possibilità di detrazione della Grunderwerbsteuer pagata in Austria).Dove si presenta il Certificato Successorio Europeo in Slovenia?Per gli immobili in Slovenia, il CSE va presentato all’ufficio fondiario (zemljiška knjiga) competente per territorio. La procedura è gestita autonomamente dagli uffici giudiziari slovensi, che accettano il CSE come documento valido per il trasferimento.Conclusione: consulenza specializzata per successioni transfrontaliereLa successione transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria è una delle materie più complesse del diritto successorio internazionale, e riguarda una realtà concreta per molte famiglie del Friuli Venezia Giulia. Il Regolamento 650/2012 ha semplificato molte questioni, ma non le ha eliminate: le formalità registrali nei singoli Paesi, le imposte nazionali e le specificità del sistema tavolare FVG restano elementi che richiedono assistenza professionale specializzata.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste gli eredi nella preparazione e presentazione della dichiarazione di successione italiana anche in presenza di beni esteri, e collabora con notai esperti in diritto internazionale privato per il rilascio del Certificato Successorio Europeo. Per i casi con beni in Slovenia o Austria, ti mettiamo in contatto con i professionisti giusti.Richiedi un preventivo personalizzato per la tua situazione transfrontaliera. Leggi anche le nostre guide: Successioni FVG 2026, Successione a Trieste e Successione a Gorizia.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-24 09:00:002026-08-17 11:03:48Successione Transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria: Regolamento UE, Legge Applicabile e Certificato Europeo (Guida 2026)CAF, SUCCESSIONISuccessione Opere d’Arte, Preziosi e Antiquariato 2026: Perizia, Valutazione e TassazioneEreditare un patrimonio che include opere d’arte, gioielli, monete antiche, orologi di pregio, mobili antichi o auto d’epoca pone gli eredi di fronte a problematiche fiscali molto diverse rispetto a una successione ordinaria. I cosiddetti “beni mobili preziosi” hanno infatti regole specifiche: esiste una presunzione di legge che li quantifica in automatico al 10% dell’asse ereditario se non dichiarati, servono perizie tecniche per valutarli correttamente e alcuni beni possono essere vincolati dal Ministero della Cultura.In questa guida completa aggiornata al 2026 spieghiamo come gestire la successione di opere d’arte, preziosi e antiquariato: cosa dichiarare, come evitare la presunzione del 10%, quando serve una perizia, quanto si paga di imposta di successione e quali sono le particolarità per beni culturali vincolati e auto storiche. Una guida pensata per eredi di collezionisti, famiglie benestanti e chiunque si trovi a gestire beni di valore in una dichiarazione di successione.📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailIndice dei contenutiCosa si intende per beni preziosi, opere d’arte e antiquariatoLa presunzione del 10% (art. 9 D.Lgs. 346/1990)Come evitare la presunzione: dichiarazione analiticaCome si dichiarano i beni preziosi nella successionePerizia tecnica: quando serve e quanto costaTassazione: imposta di successione su opere d’arte e preziosiInventario notarile: quando è obbligatorioOpere d’arte e beni culturali vincolatiAuto d’epoca e veicoli storici ereditatiEsportazione di opere d’arte ereditateAssicurazione dei beni preziosi ereditatiVendita di beni preziosi ereditati e plusvalenzeDonazione di opere d’arte: alternativa alla successioneEsempio pratico: eredi di un collezionistaProblemi tipici nelle successioni con beni di valoreConsulenza CAF e periti: perché serve un teamFAQ: domande frequenti sulla successione di beni preziosiCosa si intende per beni preziosi, opere d’arte e antiquariatoNel linguaggio fiscale della dichiarazione di successione, la categoria “beni mobili preziosi” è molto ampia e comprende tutti i beni di pregio diversi da immobili, denaro, titoli e quote societarie. Comprendere cosa rientra in questa categoria è il primo passo per una dichiarazione corretta, perché ogni tipologia segue regole di valutazione e tassazione specifiche.Rientrano tra i beni preziosi da dichiarare in successione:Opere d’arte: quadri, dipinti, sculture, stampe firmate, opere di design d’autore, fotografie artistiche, litografie numerate, installazioniGioielli e oreficeria: anelli, collane, bracciali, orecchini in oro, argento, platino o con pietre preziose (diamanti, smeraldi, rubini, zaffiri)Monete antiche e da collezione: collezioni numismatiche, monete d’oro, monete commemorative, medaglie storicheOrologi di pregio: Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet, orologi vintage, cronometri da collezioneMobili antichi e antiquariato: mobili d’epoca, argenteria, porcellane, vetri artistici, tappeti persiani antichiLibri antichi e manoscritti: incunaboli, prime edizioni, manoscritti rari, autografi di personaggi storiciStrumenti musicali di pregio: violini Stradivari, pianoforti storici, strumenti d’autoreOggetti militari e da collezione: armi antiche regolarmente denunciate, cimeli storiciAuto d’epoca e veicoli storici: trattamento fiscale particolare, vedi sezione dedicataAttenzione: non tutto ciò che è “vecchio” è automaticamente antiquariato. Un mobile ha rilevanza fiscale come bene prezioso quando ha valore di mercato significativo e caratteristiche storico-artistiche. Allo stesso modo, un gioiello di fantasia o bigiotteria non rientra nella categoria, mentre un anello con diamante certificato sì. La presunzione del 10% (art. 9 D.Lgs. 346/1990)Il cuore della disciplina fiscale della successione di beni preziosi e opere d’arte è l’articolo 9 del D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle imposte di successione). Questa norma stabilisce una presunzione legale molto importante: se gli eredi non dichiarano analiticamente i beni mobili preziosi, la legge presume che questi esistano nel patrimonio del defunto in misura pari al 10% dell’asse ereditario attivo.In parole semplici: l’Agenzia delle Entrate parte dal presupposto che in ogni patrimonio ereditario ci siano gioielli, opere d’arte o oggetti di valore pari almeno al 10% del totale dei beni, anche se gli eredi non li dichiarano espressamente. Questa presunzione si aggiunge al patrimonio dichiarato e produce quindi un’imposta di successione maggiore.Esempio pratico:Patrimonio ereditato dichiarato: 500.000 euro (casa, conto corrente, titoli)Presunzione beni preziosi: 10% = 50.000 euroPatrimonio complessivo ai fini dell’imposta: 550.000 euroQuesta presunzione scatta in automatico sull’asse ereditario attivo, cioè sul valore complessivo dei beni prima della deduzione dei debiti. È quindi fondamentale sapere che non serve aver materialmente posseduto beni preziosi perché la presunzione operi: è un meccanismo automatico che colpisce tutti.La presunzione opera in favore dell’erario e spetta agli eredi dimostrare che il defunto non possedeva beni preziosi oppure che il loro valore reale era inferiore al 10%. Ecco perché diventa cruciale la dichiarazione analitica. Come evitare la presunzione: dichiarazione analiticaPer evitare che si applichi la presunzione del 10%, gli eredi devono dichiarare analiticamente tutti i beni mobili preziosi presenti nel patrimonio del defunto, con un elenco dettagliato e valori giustificati. Questa è la strada più sicura quando:Il patrimonio è elevato e il 10% presunto genererebbe un’imposta molto altaSi sa con certezza che i beni preziosi reali valgono meno del 10% presuntoIl defunto non possedeva beni preziosi di rilievo (es. solo una fede nuziale)Si vuole avere certezza fiscale ed evitare contestazioni futureLa dichiarazione analitica deve contenere un elenco descrittivo con valore stimato per ogni bene. Per esempio:Anello in oro bianco con diamante 0,50 ct, valore stimato 2.500 euroQuadro olio su tela di autore contemporaneo firmato, 80×60 cm, valore 1.200 euroOrologio Rolex Datejust acciaio, valore 5.000 euroMobile antico del 1800 in noce, valore 3.000 euroQuando il valore complessivo analitico è inferiore al 10% dell’asse, è fondamentale che sia documentato (fatture d’acquisto, perizie, fotografie, inventari). L’Agenzia delle Entrate può richiedere prove in fase di controllo, e una dichiarazione troppo “leggera” senza giustificativi rischia di essere disconosciuta.In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Questo richiede competenze specifiche nella gestione delle pratiche di successione, soprattutto quando si intrecciano beni immobili con patrimoni mobiliari di valore. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale con questo sistema. Come si dichiarano i beni preziosi nella successioneLa dichiarazione di successione telematica (modello SUA) prevede una sezione specifica per i beni mobili e preziosi. In particolare, bisogna compilare il quadro dedicato ai beni diversi dagli immobili, dalle partecipazioni societarie e dagli strumenti finanziari, inserendo descrizione, quantità e valore.Il valore da dichiarare è il valore di mercato al momento dell’apertura della successione (data del decesso). Questo valore si determina con diversi metodi a seconda del bene:Opere d’arte: quotazioni di mercato, risultati di aste comparabili, perizie di espertiGioielli: valore della materia prima (oro, platino) più valore delle pietre certificate, più valore artistico/manifatturieroMonete: cataloghi numismatici di riferimento (Gigante, Montenegro) e quotazioni di mercatoOrologi: quotazioni di mercato dei modelli di riferimento, stato di conservazione, originalità di componentiAntiquariato: stime di antiquari e gallerie, cataloghi d’astaLibri antichi: repertori bibliografici, aste specializzateLa descrizione deve essere analitica: non basta scrivere “collezione di quadri”. Bisogna indicare autore (se noto), titolo, tecnica, dimensioni, anno, stato di conservazione. Più la descrizione è precisa, minore è il rischio di contestazioni.Per la corretta compilazione della dichiarazione e di tutti i documenti della successione, è fondamentale la consulenza di un CAF specializzato, che può coordinare anche l’intervento di periti esterni. Perizia tecnica: quando serve e quanto costaLa perizia tecnica è un documento redatto da un esperto che attribuisce un valore di mercato ufficiale ai beni. Non è sempre obbligatoria, ma in molti casi è fortemente consigliata per proteggersi da contestazioni dell’Agenzia delle Entrate e per gestire eventuali conflitti tra eredi.Quando è consigliabile fare una perizia:Opere d’arte di valore superiore a 50.000 euro cadaunaIntere collezioni (quadri, monete, orologi, libri) con valore complessivo significativoPresenza di contenzioso tra eredi sulla suddivisione dei beniBeni potenzialmente soggetti a vincolo culturaleQuando si prevede una futura vendita all’astaQuando si vogliono assicurare i beni (la polizza richiede perizia aggiornata)Chi può fare una perizia valida fiscalmente:Periti iscritti all’Albo del Tribunale (categoria arte, antiquariato, gioielleria, numismatica)Case d’asta riconosciute (Christie’s, Sotheby’s, Finarte, Pandolfini, Cambi)Gallerie d’arte accreditate e antiquari con partita IVA e specializzazioneIstituti gemmologici (IGI, GIA) per pietre preziose e diamantiEsperti numismatici iscritti ad associazioni di categoria (NIP)Costi della perizia: variano in base al tipo e al valore del bene. In linea di massima, si considera un onorario pari all’1-3% del valore stimato, con un minimo fisso che parte da 150-300 euro per singolo oggetto. Per collezioni importanti si negoziano tariffe forfettarie.Una buona perizia deve contenere: descrizione dettagliata del bene, fotografie, riferimenti di mercato (aste comparabili), stato di conservazione, provenienza documentata, valore di mercato alla data del decesso. La perizia va allegata alla dichiarazione di successione come documento giustificativo. Tassazione: imposta di successione su opere d’arte e preziosiBuona notizia per gli eredi: l’imposta di successione sui beni preziosi e opere d’arte si calcola con le stesse aliquote e franchigie previste per gli altri beni. Non esistono imposte maggiorate per questa tipologia di beni.Ricordiamo le aliquote dell’imposta di successione 2026:Coniuge e figli: aliquota 4%, franchigia 1.000.000 euro per ciascun eredeFratelli e sorelle: aliquota 6%, franchigia 100.000 euro per ciascun eredeAltri parenti fino al 4° grado: aliquota 6%, nessuna franchigiaAltri soggetti (conviventi, terzi): aliquota 8%, nessuna franchigiaPortatori di handicap grave: franchigia aggiuntiva di 1.500.000 euroL’imposta si applica sul valore complessivo della quota ereditaria, che include anche i beni preziosi dichiarati. Per approfondire il calcolo completo, consulta la guida su imposta di successione, aliquote e scadenze.Esempio di calcolo: un figlio eredita dal padre un patrimonio complessivo di 1.500.000 euro, di cui 200.000 euro sono opere d’arte. Essendo figlio, ha diritto alla franchigia di 1.000.000 euro. L’imposta si applica solo su 500.000 euro (quota eccedente la franchigia) al 4%, quindi 20.000 euro di imposta di successione.Oltre all’imposta di successione, non sono dovute imposte ipotecaria e catastale sui beni mobili (queste imposte si applicano solo agli immobili). Quindi la tassazione complessiva dei beni preziosi è relativamente contenuta rispetto agli immobili. Inventario notarile: quando è obbligatorioL’inventario notarile dei beni ereditati è un atto redatto da un notaio che elenca analiticamente tutti i beni del defunto. Non è sempre obbligatorio, ma diventa necessario in diverse situazioni che spesso coinvolgono patrimoni con beni preziosi.Quando serve l’inventario notarile:Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario: obbligatoria per minori, incapaci e persone giuridiche, e consigliata quando si teme che i debiti del defunto superino il patrimonioPresenza di eredi minorenni o soggetti sottoposti a tutelaConflitto tra eredi sulla consistenza del patrimonioPresenza di esecutore testamentario o curatore dell’eredità giacentePatrimonio molto articolato con molti beni mobili di valoreL’inventario notarile offre certezza giuridica sulla consistenza dell’asse ereditario e rappresenta una prova “qualificata” davanti all’Agenzia delle Entrate per dimostrare il valore reale dei beni preziosi. Tuttavia, ha costi significativi: onorario notarile più oneri per i periti che assistono il notaio nella stima dei beni.Per i casi di eredi minori, approfondisci la guida dedicata a successione con eredi minori, dove l’inventario è sempre obbligatorio. Opere d’arte e beni culturali vincolatiAlcune opere d’arte e beni di pregio sono dichiarati di interesse culturale dal Ministero della Cultura (MiC) ai sensi del Codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004). Si tratta di opere con particolare valore storico, artistico o archeologico, sottoposte a un regime di tutela speciale.Obblighi degli eredi per i beni culturali vincolati:Notifica obbligatoria al Ministero della Cultura (Soprintendenza competente per territorio) entro i termini previsti dal codiceRispetto dei vincoli di conservazione e manutenzioneDivieto di modificare, restaurare o spostare il bene senza autorizzazioneObbligo di comunicare al Ministero ogni trasferimento di proprietàDiritto di prelazione dello Stato in caso di vendita (lo Stato può acquistare il bene allo stesso prezzo offerto da altri)Una particolarità molto interessante per gli eredi: l’articolo 28 bis del D.Lgs. 346/1990 consente di pagare l’imposta di successione cedendo allo Stato opere d’arte, beni culturali o archivi di interesse storico. Questa modalità di pagamento “in natura” richiede l’autorizzazione del Ministero della Cultura e del Ministero dell’Economia.Vantaggi della cessione allo Stato:Estinzione totale o parziale del debito d’impostaValore del bene stabilito da apposita commissione di espertiPossibilità per gli eredi di non dover vendere altri beni di famiglia per pagare l’impostaL’opera entra nel patrimonio pubblico e viene valorizzata dalla collettivitàQuesta opzione è particolarmente utile quando si eredita un’opera di grande valore ma si ha scarsa liquidità, evitando di dover vendere frettolosamente a un prezzo inferiore al reale per far fronte alle imposte. Auto d’epoca e veicoli storici ereditatiLe auto d’epoca e i veicoli storici ereditati seguono un trattamento fiscale particolare, a metà strada tra beni mobili preziosi e veicoli tradizionali. Non rientrano nella presunzione del 10% se sono regolarmente iscritti al PRA (Pubblico Registro Automobilistico), perché risultano già da un registro pubblico.Classificazione delle auto storiche:Auto d’epoca: oltre 20 anni di immatricolazione, iscritte al registro ASI (Automotoclub Storico Italiano), FIVA, RIAR o Registro LanciaAuto ultraventennali “ordinarie”: oltre 20 anni ma non iscritte a registri storiciYoungtimer: tra 15 e 20 anni, interessanti per collezionisti ma non ancora storiche ufficialmenteDichiarazione e tassazione auto d’epoca ereditate:Vanno dichiarate nella successione al loro valore di mercato (non al valore “burocratico” PRA)Per la valutazione si usano quotazioni specializzate (Quattroruote Classic, Ruoteclassiche) o perizie ASIImposta di successione con le aliquote ordinarie sul valore di mercatoDopo la successione, per il trasferimento dell’intestazione al PRA serve l’atto notarile di accettazione di eredità o dichiarazione di successione presentataPratica PRA per voltura auto ereditata: l’erede deve presentare al PRA la domanda di aggiornamento dell’intestazione allegando la dichiarazione di successione registrata. Il costo è di circa 90 euro di emolumenti ACI più imposte di bollo. Le auto storiche godono di riduzioni sull’IPT (imposta provinciale di trascrizione) in molte province.Bollo auto e assicurazione: una volta volturata, l’auto storica ha benefici fiscali importanti. Le auto oltre i 30 anni con certificato di rilevanza storica pagano un bollo ridotto (circa 30 euro annui), e le polizze RCA “storiche” hanno premi molto vantaggiosi. Per i dettagli consulta la guida successione veicoli, auto e moto. Esportazione di opere d’arte ereditateEreditare un’opera d’arte non significa automaticamente poterla esportare liberamente. La normativa italiana sull’esportazione di beni culturali prevede procedure differenziate a seconda dell’età e del valore dell’opera, regolamentate dal D.Lgs. 42/2004.Regole attuali per l’esportazione:Opere di autori viventi o eseguite da meno di 70 anni: esportazione libera senza autorizzazioniOpere oltre 70 anni di età con valore fino a 13.500 euro: serve solo un’autocertificazioneOpere oltre 70 anni con valore superiore a 13.500 euro: serve l’attestato di libera circolazione rilasciato dall’Ufficio Esportazione del Ministero della CulturaBeni dichiarati di interesse culturale: l’uscita definitiva dall’Italia è vietata, salvo eccezioniLa procedura per ottenere l’attestato di libera circolazione prevede la presentazione dell’opera all’Ufficio Esportazione competente (Roma, Milano, Firenze, Venezia, Napoli, Palermo e altri), che la esamina e decide entro 40 giorni. In questo lasso di tempo lo Stato può esercitare il diritto di acquisto coattivo al valore dichiarato.Se lo Stato non esercita il diritto di acquisto, rilascia l’attestato che consente l’esportazione per 5 anni. L’attestato è necessario anche per vendite internazionali tramite case d’asta estere.Attenzione: esportare un’opera senza autorizzazione costituisce reato penale, con sanzioni che vanno dalla multa al sequestro del bene, fino alla reclusione nei casi più gravi. Assicurazione dei beni preziosi ereditatiRicevere in eredità opere d’arte, gioielli o oggetti di pregio comporta una nuova responsabilità: la loro tutela assicurativa. Le polizze “casa” tradizionali spesso coprono solo parzialmente i beni preziosi o li escludono del tutto oltre certe soglie.La soluzione più adatta è la polizza “All Risks Arte” o “All Risks Valori”, specificamente pensata per:Opere d’arte e scultureCollezioni di valore (numismatiche, filateliche, d’arte)Gioielli e oreficeriaOrologi di pregioMobili antichi e argenteriaStrumenti musicali da collezioneCoperture tipiche della polizza All Risks Arte:Furto e rapinaIncendio, fulmine, esplosioneDanni accidentali (caduta, rottura, graffi)Danni d’acquaTrasporto e movimentazionePrestito a mostre e museiTerremoto e calamità naturali (clausole opzionali)Costi indicativi: la polizza All Risks Arte ha un premio che varia tipicamente tra lo 0,2% e lo 0,8% del valore assicurato annuo. Per assicurare una collezione da 200.000 euro il premio annuo si colloca tra 400 e 1.600 euro a seconda di copertura, ubicazione e sistemi di sicurezza domestici.Per stipulare la polizza serve una perizia aggiornata con elenco fotografato dei beni. Molte compagnie richiedono anche dotazioni di sicurezza (antifurto, cassaforte, videosorveglianza) per assicurare valori elevati.Per un quadro completo delle assicurazioni post-successione, leggi la guida dedicata a eredità e assicurazioni. Vendita di beni preziosi ereditati e plusvalenzeGli eredi possono decidere di vendere i beni preziosi ricevuti in successione. In questo caso bisogna conoscere le regole fiscali applicabili e i canali di vendita più adatti a ciascun tipo di bene.Canali di vendita per opere d’arte e beni preziosi:Case d’asta internazionali: Christie’s, Sotheby’s, Phillips, BonhamsCase d’asta italiane: Finarte, Pandolfini, Cambi, Porro, Wannenes, Meeting ArtGallerie d’arte: acquisto diretto o conto depositoAntiquari e compro oro: per oggetti di antiquariato e gioielliPiattaforme online specializzate: Catawiki, Artsy, InvaluableTassazione della vendita: per i beni ereditati e rivenduti dai privati, la disciplina fiscale è particolarmente favorevole. La plusvalenza da vendita occasionale di beni mobili e opere d’arte da parte di un privato (non imprenditore/mercante d’arte) non è soggetta a tassazione, perché non rientra in alcuna categoria reddituale tipica dell’IRPEF.Diverso è il discorso se:L’attività è abituale (compravendite continuative): diventa reddito d’impresaIl soggetto è un mercante d’arte con partita IVASi realizzano plusvalenze speculative sistematiche (orientamento giurisprudenziale in evoluzione)L’Agenzia delle Entrate ha rafforzato i controlli sulle vendite di opere d’arte rivedendo la qualificazione di “privato collezionista” vs “speculatore abituale”. Per vendite importanti è consigliabile una consulenza fiscale preventiva.Documenti necessari per vendere beni ereditati:Dichiarazione di successione registrataCertificato di morte e atto di notorietà o autocertificazionePerizia di valutazione aggiornataAttestato di libera circolazione per opere oltre 70 anni (se vendita internazionale)Fotografie e documentazione di provenienza Donazione di opere d’arte: alternativa alla successioneUna strategia di pianificazione patrimoniale per chi possiede opere d’arte e beni di valore è la donazione in vita a figli o altri eredi. La donazione può essere molto vantaggiosa perché ha le stesse franchigie e aliquote dell’imposta di successione e consente di “bloccare” il valore ai fini fiscali.Vantaggi della donazione di opere d’arte:Stesse aliquote della successione (4% coniuge/figli, 6% fratelli, 8% terzi)Stesse franchigie (1.000.000 euro per figli/coniuge)Valore cristallizzato al momento della donazionePossibilità di scaglionare donazioni nel tempoRiduzione del patrimonio ereditario futuro (pianificazione fiscale)Svantaggi e attenzioni:La donazione richiede atto notarile pubblico (costi notarili)Le donazioni rientrano nel calcolo della successione futura (rapporto tra coerelde) ai fini della legittimaNon è reversibile senza accordo delle partiPer opere vincolate serve comunque il nulla osta del MinisteroLe donazioni di modico valore (es. gioielli di famiglia) non richiedono atto notarile se c’è traditio (consegna materiale) e rapporto di parentela stretta. Per beni di valore consistente, invece, l’atto notarile è sempre necessario per garantire efficacia e opponibilità.Nota importante: l’IVA non si applica alle successioni né alle donazioni di opere d’arte tra privati. L’IVA scatta solo nelle compravendite commerciali (galleria, mercante d’arte, casa d’asta come venditore professionale). Esempio pratico: eredi di un collezionistaVediamo un caso pratico che illustra tutti gli aspetti trattati. Supponiamo che Mario, collezionista appassionato, scompaia lasciando alla moglie Anna e al figlio Luca il seguente patrimonio:Casa di proprietà a Udine: 350.000 euroConto corrente: 80.000 euroTitoli BTP: 120.000 euroCollezione di quadri del Novecento (15 opere): valore stimato 180.000 euroGioielli di famiglia (oreficeria antica, diamanti): 40.000 euroCollezione di monete romane: 25.000 euroFiat 500 del 1965 iscritta ASI: 15.000 euroAsse ereditario totale: 810.000 euroScenario 1: dichiarazione senza elenco analitico dei beni preziosiAsse “ufficiale”: 550.000 euro (immobile + conto + BTP + auto PRA)Presunzione 10% beni preziosi: 55.000 euroPatrimonio totale tassato: 605.000 euroConseguenza: tassazione su importo stimato forfettariamente, ma il reale patrimonio preziosi (245.000 euro) resterebbe “sommerso” e gli eredi rischierebbero contestazioni future se venissero scopertiScenario 2: dichiarazione analitica correttaQuadri dichiarati con perizia: 180.000 euroGioielli dichiarati con perizia gemmologica: 40.000 euroMonete dichiarate con perizia numismatica: 25.000 euroAsse ereditario totale dichiarato: 810.000 euroCalcolo imposta (coniuge + figlio, due eredi in parti uguali):Quota Anna: 405.000 euro → sotto franchigia di 1.000.000 euro → imposta 0Quota Luca: 405.000 euro → sotto franchigia di 1.000.000 euro → imposta 0Imposta di successione: 0 euroImposte ipotecaria e catastale sulla casa: 2% + 1% di 350.000 = 10.500 euroCome si vede, una dichiarazione analitica corretta permette di trasparentemente gestire il patrimonio e beneficiare pienamente delle franchigie. Il costo delle perizie (circa 5.000-7.000 euro totali per questo patrimonio) è ampiamente ripagato dalla tranquillità fiscale e dall’assenza di rischi di contestazione. Problemi tipici nelle successioni con beni di valoreGestire una successione con opere d’arte, gioielli e antiquariato non è mai semplice. Ecco i problemi più frequenti che il CAF Centro Fiscale affronta nelle consulenze specializzate:Sottovalutazione o sopravvalutazione: gli eredi non hanno competenze tecniche per valutare correttamente, rischiando contestazioni del Fisco o liti tra coerediScomparsa di beni: oggetti spariti tra la morte e l’inventario, con difficoltà a ricostruire la consistenza realeAutenticazioni dubbie: opere attribuite ad autori famosi senza certificazioni adeguate, con rischio di scoprire che sono copie o falsiConflitti tra coeredi: chi tiene il quadro? Come si divide la collezione? Serve vendere per dividere in denaro?Beni all’estero: opere lasciate in altri Paesi, con problematiche di doppia imposizione e rimpatrioBeni vincolati non dichiarati: scoperta tardiva che un’opera era sottoposta a vincolo ministerialeCarenza di liquidità: il patrimonio è consistente ma illiquido, e l’imposta di successione diventa un problema concretoProvenienza illegittima: opere con dubbia provenienza (furto, trafugamento bellico, commercio illecito) che emergono solo al tentativo di venditaAffrontare questi problemi richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge consulente fiscale, perito specialistico, notaio e spesso anche avvocato, per tutelare gli interessi di tutti gli eredi e rispettare tutti gli obblighi di legge. Consulenza CAF e periti: perché serve un teamLe successioni che includono opere d’arte, preziosi e antiquariato richiedono una squadra di specialisti che collaborino tra loro. Il CAF Centro Fiscale di Udine affianca da anni gli eredi friulani in questo tipo di pratiche complesse, coordinando l’intervento di periti esterni qualificati.Cosa fa il CAF nel tuo interesse:Analisi iniziale del patrimonio e stima preliminare del rischio presunzioneScelta strategica tra dichiarazione analitica e accettazione della presunzione del 10%Coordinamento con periti specializzati per arte, gioielli, numismatica, auto d’epocaCompilazione analitica della dichiarazione di successione telematicaRapporto con Ministero Cultura per beni vincolatiGestione dell’eventuale pagamento dell’imposta tramite cessione di opere allo StatoConsulenza sulle strategie di donazione per ottimizzare il passaggio generazionaleAssistenza post-successione: volture auto, disdette polizze, nuove coperture assicurativeIl vantaggio del CAF Centro Fiscale è la specializzazione territoriale nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia, che combinata all’esperienza su successioni con beni di valore offre un servizio completo e integrato. Lavoriamo con una rete di periti, notai e gallerie di fiducia sul territorio friulano e a livello nazionale.Se stai gestendo una successione con opere d’arte, gioielli o oggetti di valore, non improvvisare. Una consulenza iniziale ti permette di impostare la strategia corretta fin dall’inizio, evitando errori costosi o contestazioni future.Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | WhatsApp 366 6018121 | info@centrofiscale.com FAQ: domande frequenti sulla successione di beni preziosiI gioielli di famiglia vanno dichiarati anche se hanno solo valore affettivo?Sì, se hanno un valore di mercato apprezzabile (oro, pietre preziose certificate), vanno dichiarati al valore di mercato effettivo. La bigiotteria e l’oreficeria di modico valore possono essere omesse senza problemi, ma un anello d’oro con diamante va sempre dichiarato.Se non dichiaro nulla, rischio sanzioni?Se non dichiari beni preziosi, si applica automaticamente la presunzione del 10% e paghi l’imposta su quel valore stimato. Il rischio sanzioni scatta se l’Agenzia delle Entrate scopre beni di valore molto superiore al 10% presunto: in quel caso parte l’accertamento con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta non versata, oltre agli interessi.La perizia deve essere asseverata dal Tribunale?Per la dichiarazione di successione non serve l’asseverazione (giuramento in Tribunale), basta una perizia redatta da esperto qualificato con la sua responsabilità professionale. L’asseverazione diventa necessaria se la perizia deve essere utilizzata in un contenzioso giudiziario tra eredi.Posso vendere un quadro ereditato senza pagare tasse sulla vendita?Sì, se sei un privato che vende occasionalmente un bene ereditato, la plusvalenza non è soggetta a IRPEF. Attenzione però: se vendi sistematicamente più opere (collezione progressivamente liquidata) il Fisco potrebbe qualificarti come speculatore abituale.Come so se un’opera d’arte è vincolata?Si verifica presso la Soprintendenza competente per territorio (Ministero della Cultura). Se l’opera proviene da una famiglia importante o è nota negli archivi storici, è possibile che sia vincolata. Alcune vincoli derivano da atti notificati ai proprietari, altri sono automatici per opere in chiese, musei o collezioni pubbliche.Posso pagare l’imposta di successione con un quadro?Sì, l’articolo 28 bis del D.Lgs. 346/1990 consente di cedere opere d’arte, libri, archivi o collezioni di interesse storico-artistico allo Stato come pagamento dell’imposta. Serve però l’autorizzazione del Ministero della Cultura e del MEF, e i tempi della procedura possono essere lunghi.Un’auto d’epoca rientra nella presunzione del 10%?No, se è regolarmente iscritta al PRA. I veicoli iscritti in pubblici registri sono esclusi dalla presunzione perché risultano già tracciati. Vanno però dichiarati al loro valore di mercato nella successione.Quanto costa in media una perizia d’arte?Indicativamente l’1-3% del valore stimato, con un minimo di 150-300 euro per pezzo singolo. Per collezioni si negoziano tariffe forfettarie. Una perizia professionale per una collezione da 200.000 euro può costare tra 2.000 e 5.000 euro.Posso esportare un quadro antico ereditato dalla famiglia?Per opere con oltre 70 anni di età e valore superiore a 13.500 euro serve l’attestato di libera circolazione del Ministero della Cultura. Per opere vincolate l’esportazione è vietata. Per opere più recenti o di minor valore non servono autorizzazioni.Il CAF Centro Fiscale si occupa anche di successioni con opere d’arte?Sì, gestiamo successioni complesse con patrimoni artistici coordinando periti qualificati, notai e avvocati quando necessario. La nostra esperienza nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia ci rende un partner affidabile per eredi di collezionisti e famiglie con patrimoni articolati sul territorio friulano.Conclusione: gestire una successione con opere d’arte richiede strategiaEreditare opere d’arte, gioielli, antiquariato o una collezione di pregio è un privilegio ma anche una responsabilità. La presunzione del 10%, la necessità di perizie qualificate, i vincoli ministeriali e le regole sull’esportazione rendono questa materia molto più complessa di una successione ordinaria.Affidarsi a professionisti esperti consente di ottimizzare la tassazione, evitare contestazioni future e gestire correttamente il patrimonio ereditato. Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione la sua esperienza nelle successioni complesse e il suo network di periti specializzati per affiancarti in ogni fase.Prenota subito una consulenza: chiamaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Una prima valutazione gratuita ti permette di capire la strategia migliore per il tuo caso specifico. ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-24 08:00:002026-08-17 11:03:45Successione Opere d’Arte, Preziosi e Antiquariato 2026: Perizia, Valutazione e TassazioneCAF, SUCCESSIONISuccessione Azienda 2026: Trasferimento Impresa agli ErediLa successione di un’azienda è un momento delicato che richiede pianificazione. Nel 2026 il trasferimento dell’impresa agli eredi può beneficiare di agevolazioni fiscali significative, soprattutto se pianificato con strumenti come il patto di famiglia.Indice dei contenutiTipi di azienda nella successioneEsenzione imposta di successione per aziendePatto di famigliaValutazione azienda ai fini successioneDivisione azienda tra più erediContinuazione attivitàTipi di azienda nella successioneLa successione può riguardare:Ditta individuale: trasferimento dell’intera attivitàQuote societarie: SRL, SNC, SAS (vedi articolo dedicato)Partecipazioni qualificate: SPA con controllo Esenzione imposta di successione per aziendeLa normativa prevede esenzione totale dall’imposta di successione se:Gli eredi proseguono l’attività per almeno 5 anniL’azienda viene trasferita a coniuge e discendentiGli eredi non cedono l’azienda entro 5 anni dal trasferimento Patto di famigliaIl patto di famiglia è lo strumento ideale per il passaggio generazionale:Trasferimento in vita dell’aziendaCoinvolge tutti i legittimari (coniuge, figli)Previene future contestazioni ereditarieBenefici fiscali: esenzione dall’imposta di donazione, alle stesse condizioni previste per la successione Valutazione azienda ai fini successioneIl valore dell’azienda si determina con:Perizia giurata di stimaMetodi patrimoniale, reddituale o mistoAvviamento commercialeValore beni strumentali (al netto ammortamenti) Divisione azienda tra più erediSe ci sono più eredi:Assegnazione a uno solo: compenso agli altri in denaroVendita a terzi: divisione ricavato tra erediGestione comune: trasformazione in società Continuazione attivitàL’erede che prosegue l’attività deve:Comunicare variazione titolarità alla CCIAA entro 30 giorniAggiornare partita IVA (o aprirne una nuova)Comunicare all’INPS prosecuzione attivitàMantenere dipendenti o gestire cessazioniFontiD.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico successioni e donazioni), art. 3, comma 4-ter – esenzione per aziende, quote e azioni trasferite a coniuge e discendenti – NormattivaCodice civile, artt. 768-bis e seguenti – patto di famiglia – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa.Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.com Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-24 06:00:002026-09-30 07:58:43Successione Azienda 2026: Trasferimento Impresa agli ErediCAF, SUCCESSIONITFR, Polizze Vita e Ratei di Pensione del Defunto 2026: Cosa Entra nella Successione e Come si TassaQuando muore un familiare, una delle prime domande che si pongono gli eredi riguarda il denaro che arriva dopo il decesso: il TFR del defunto va dichiarato nella successione? E la polizza vita? E i ratei di pensione che l’INPS non ha fatto in tempo a pagare? La risposta, che sorprende molti, è che nella maggior parte dei casi queste somme non entrano nell’asse ereditario e quindi non vanno indicate nella dichiarazione di successione. Attenzione però: non entrare in successione non significa essere esenti da ogni imposta. La tassazione TFR successione segue infatti un binario diverso, quello della tassazione separata IRPEF.In questa guida aggiornata al 2026 vediamo in modo semplice quali somme restano fuori dall’attivo ereditario (l’insieme dei beni e dei diritti del defunto che vengono tassati con l’imposta di successione), quali invece ci entrano a pieno titolo, e come funziona concretamente la tassazione TFR successione, delle polizze vita e dei ratei di pensione non riscossi. Alla fine trovi anche le aliquote e le franchigie 2026 dell’imposta di successione e una sezione di domande frequenti.Indice dei contenutiTassazione TFR successione: cosa entra e cosa resta fuori dall’asse ereditarioIl TFR del defunto: perché si acquista iure proprio (art. 2122 c.c.)Tassazione TFR successione: si applica la tassazione separata IRPEFPolizze vita: esenti dall’imposta di successione (art. 1920 c.c.)Ratei di pensione INPS non riscossi e arretrati: come si recuperanoCosa entra davvero nell’asse ereditarioAliquote e franchigie dell’imposta di successione 2026Dove si dichiarano TFR, polizze e ratei se non vanno in successioneLa procedura completa della dichiarazione di successioneDomande frequenti sulla tassazione TFR successioneAssistenza del CAF Centro Fiscale per la tua successioneTassazione TFR successione: cosa entra e cosa resta fuori dall’asse ereditarioPer capire la tassazione TFR successione occorre partire da un concetto giuridico che sembra complicato ma è molto intuitivo: la differenza tra acquisto per successione e acquisto iure proprio. Quando un bene si acquista per successione significa che quel bene apparteneva al defunto ed è passato agli eredi proprio perché eredi: è il caso della casa, del conto corrente, dei titoli. Quando invece una somma si acquista iure proprio (letteralmente “per diritto proprio”) significa che la legge o un contratto attribuiscono quel denaro direttamente a certe persone, senza che passi mai dal patrimonio del defunto.La distinzione ha conseguenze pratiche enormi. Ciò che si acquista iure proprio non va inserito nella dichiarazione di successione, non concorre a formare l’attivo ereditario, non paga l’imposta di successione e — aspetto spesso decisivo — spetta ai beneficiari anche se questi rinunciano all’eredità. Immagina che Marco rinunci all’eredità del padre perché carica di debiti: potrà comunque incassare il TFR e la polizza vita di cui è beneficiario, perché quei soldi non fanno parte dell’eredità.Somma o beneEntra nella successione?Come viene tassataTFR e indennità di preavvisoNO se morte in servizio (art. 2122 c.c.)*Tassazione separata IRPEF (art. 19 e 17 TUIR)Polizza vita caso morteNO (art. 1920 c.c.)Esente IRPEF per il rischio demografico; 26% sul rendimentoRatei di pensione non riscossiNO se spettano a coniuge o figli (iure proprio)**; SI negli altri casiIRPEF in dichiarazione degli eredi o tassazione separata (in ogni caso)Immobili e terreniSIImposta di successione + ipotecaria e catastaleConti correnti e depositiSIImposta di successione oltre franchigiaTitoli, fondi, azioni, quote societarieSIImposta di successione oltre franchigiaCrediti del defunto verso terziSIImposta di successione oltre franchigia* Se invece il rapporto di lavoro era già cessato prima del decesso (es. il defunto era già in pensione) e il TFR risultava maturato ma non ancora liquidato, la somma è un credito del defunto ed entra nell’attivo ereditario: vedi il paragrafo dedicato più avanti.** Il rateo di pensione spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli del defunto: in questi casi resta fuori dall’attivo ereditario. In mancanza sia di coniuge sia di figli, il rateo rientra invece nell’asse ereditario e sconta l’imposta di successione, e l’INPS richiede prova della dichiarazione di successione prima di liquidarlo (Ris. Agenzia delle Entrate n. 53/E del 2008; art. 48, comma 3, D.Lgs. 346/1990). Il TFR del defunto: perché si acquista iure proprio (art. 2122 c.c.)Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto, la somma che il datore di lavoro accantona ogni anno e liquida alla fine del rapporto) e l’indennità sostitutiva del preavviso hanno una disciplina speciale contenuta nell’art. 2122 del Codice Civile. La norma stabilisce che, in caso di morte del lavoratore, queste indennità devono essere corrisposte direttamente a determinati familiari, che le acquistano iure proprio e non in qualità di eredi. Chi ha diritto al TFR del lavoratore decedutoL’art. 2122 c.c. individua con precisione i beneficiari del TFR del lavoratore deceduto:il coniuge (e, per equiparazione di legge, la parte di unione civile);i figli, senza distinzione tra figli nati nel matrimonio e fuori dal matrimonio;i parenti entro il terzo grado (ad esempio fratelli, nipoti, zii) solo se vivevano a carico del lavoratore;gli affini entro il secondo grado (ad esempio suoceri, cognati) solo se vivevano a carico del lavoratore.Il punto chiave è che coniuge e figli hanno diritto al TFR sempre, a prescindere dal fatto che fossero o meno economicamente dipendenti dal defunto. Per gli altri parenti e affini, invece, occorre dimostrare la vivenza a carico, cioè il fatto che il lavoratore provvedesse in modo abituale al loro mantenimento. Si tratta di una prova che va documentata con attenzione e che è spesso fonte di contestazioni da parte del datore di lavoro o del fondo pensione.Come si divide il TFR tra gli aventi dirittoLa ripartizione del TFR non segue le quote di eredità. L’art. 2122 c.c. prevede che la somma si divida secondo l’accordo raggiunto tra gli aventi diritto e, in mancanza di accordo, secondo il bisogno di ciascuno. Significa che il coniuge senza reddito può ottenere una quota superiore rispetto al figlio già economicamente autonomo, in base alle rispettive condizioni di necessità.Solo quando non esiste nessuno dei soggetti indicati dall’art. 2122 c.c. (niente coniuge, niente figli, niente parenti o affini a carico), il TFR viene attribuito secondo il testamento o, in assenza di testamento, secondo la successione legittima. Anche in questo caso, però, la somma resta esclusa dall’attivo ereditario ai sensi dell’art. 12, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 346/1990: l’esclusione ha carattere oggettivo e riguarda le indennità dell’art. 2122 c.c. a prescindere da chi le percepisce. L’art. 2122 c.c. detta solo il criterio di attribuzione della somma tra gli aventi diritto, non una deroga fiscale.Attenzione a non confondere questa ipotesi con un caso diverso: se il lavoratore era già in pensione al momento del decesso (rapporto di lavoro già cessato) e il TFR era stato maturato ma non ancora liquidato dal datore di lavoro, non si applica più l’art. 2122 c.c. ma le regole ordinarie: si tratta di un credito del defunto verso l’ex datore di lavoro che entra nell’attivo ereditario (va indicato nel quadro dei crediti della dichiarazione di successione) e sconta l’imposta di successione come qualsiasi altro credito del de cuius. La distinzione, quindi, non è “chi sono gli eredi” ma il momento del decesso rispetto alla cessazione del rapporto di lavoro: TFR maturato durante un rapporto ancora in corso (morte in servizio) → fuori dall’asse ereditario; TFR già maturato su un rapporto già cessato prima della morte → dentro l’asse ereditario.Tassazione TFR successione: si applica la tassazione separata IRPEFChiarito che il TFR non entra nell’asse ereditario, resta la domanda fiscale più importante: come funziona la tassazione TFR successione? La risposta è che il TFR erogato ai familiari non paga l’imposta di successione — lo conferma l’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990, che esclude espressamente dall’attivo ereditario le indennità di cui all’art. 2122 c.c. — ma paga l’IRPEF con il meccanismo della tassazione separata, disciplinato dagli articoli 17 e 19 del TUIR (DPR 917/1986).Cos’è la tassazione separata? È un regime che si applica ai redditi che maturano in più anni ma vengono incassati tutti insieme, come appunto il TFR. Invece di sommarli agli altri redditi dell’anno — cosa che farebbe schizzare l’aliquota progressiva IRPEF verso lo scaglione più alto — vengono tassati a parte, con un’aliquota calcolata su base pluriennale. È un meccanismo di favore, pensato proprio per non penalizzare chi riceve un importo cumulato.Nel dettaglio, la tassazione TFR successione funziona così: il datore di lavoro (o il fondo pensione), in qualità di sostituto d’imposta, trattiene l’imposta al momento del pagamento applicando l’aliquota determinata secondo l’art. 19 TUIR, sulla base del cosiddetto “reddito di riferimento”. Successivamente l’Agenzia delle Entrate riliquida l’imposta utilizzando l’aliquota media di tassazione degli ultimi cinque anni del lavoratore deceduto, inviando agli aventi diritto una comunicazione con l’eventuale conguaglio a debito o a credito.Non si applica l’aliquota progressiva ordinaria dei redditi dell’erede;l’imposta è trattenuta alla fonte dal sostituto d’imposta, quindi la somma arriva già al netto;gli importi vanno comunque certificati nella Certificazione Unica intestata a chi li ha percepiti;il conguaglio dell’Agenzia delle Entrate può arrivare anche a distanza di anni: non va ignorato.Un errore frequente è pensare che, poiché il TFR non va in successione, allora “non va dichiarato da nessuna parte”. Non è così: la tassazione TFR successione esiste eccome, semplicemente passa dall’IRPEF e non dall’imposta di successione. Se ricevi una comunicazione di riliquidazione e non sai come comportarti, è il momento di farti assistere. Polizze vita: esenti dall’imposta di successione (art. 1920 c.c.)Anche le assicurazioni sulla vita caso morte seguono la logica dell’acquisto iure proprio. L’art. 1920, comma 3, del Codice Civile stabilisce che, per effetto della designazione, il beneficiario acquista un diritto proprio nei confronti della compagnia assicurativa. Il capitale non transita mai nel patrimonio del defunto: nasce direttamente in capo al beneficiario indicato in polizza.La conseguenza fiscale è doppia. In primo luogo, le somme percepite dai beneficiari sono escluse dall’attivo ereditario ed esenti dall’imposta di successione ai sensi dell’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990. In secondo luogo, il capitale liquidato è esente da IRPEF per la parte che copre il cosiddetto “rischio demografico”, cioè la componente puramente assicurativa legata all’evento morte (art. 34 del DPR 601/1973). Quando una parte della polizza vita è tassataMolte polizze moderne (unit linked, polizze miste, prodotti a contenuto finanziario) non sono solo protezione: contengono anche una componente di investimento. Su questa parte, cioè sul rendimento finanziario maturato, la compagnia applica l’imposta sostitutiva del 26%, ridotta al 12,5% per la quota riferibile a titoli di Stato ed equiparati. Si tratta di una trattenuta che l’assicurazione effettua direttamente prima di accreditare le somme: il beneficiario riceve l’importo già netto e non deve dichiararlo in IRPEF.In sintesi: capitale caso morte = esente, rendimento finanziario = tassato al 26% (o 12,5%). Ecco perché due polizze di pari importo possono generare accrediti netti differenti.Polizze vita e tutela dei legittimari: un cennoIl fatto che la polizza sia fuori dalla successione non la rende del tutto intoccabile. L’art. 1923, comma 2, del Codice Civile fa salve le regole su collazione, imputazione e riduzione relativamente ai premi pagati. In pratica, se il defunto ha versato premi assicurativi manifestamente sproporzionati rispetto al proprio patrimonio, gli eredi legittimari (coniuge, figli, ascendenti) possono agire per far rientrare nel calcolo quei premi, a tutela della loro quota di legittima. Non viene aggredito il capitale liquidato, ma l’importo dei premi versati.Si tratta di un tema delicato, con una casistica giurisprudenziale ampia. Se vuoi approfondire nel dettaglio il rapporto tra assicurazioni e diritti degli eredi, abbiamo dedicato un articolo specifico all’argomento: Polizze Vita e Successione: Rientrano nell’Eredità?.Ratei di pensione INPS non riscossi e arretrati: come si recuperanoIl terzo capitolo riguarda i ratei di pensione maturati e non riscossi. Quando un pensionato muore, quasi sempre resta scoperto qualche importo: il rateo del mese del decesso, eventuali arretrati derivanti da ricostituzioni della pensione, perequazioni o conguagli mai liquidati. Questi importi non si perdono: spettano agli eredi, che devono però attivarsi per ottenerli.La procedura passa dalla presentazione all’INPS della domanda di “Liquidazione di quote di pensione agli eredi” (il nome corretto del servizio INPS per i ratei maturati e non riscossi – da non confondere con la ricongiunzione dei contributi, che è tutt’altra procedura), corredata dalla documentazione che attesta la qualità di erede: atto di morte, dichiarazione sostitutiva di atto notorio con l’indicazione degli eredi, eventuale testamento e coordinate bancarie. Il rateo spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli del defunto (art. 201 DPR 1092/1973); solo se non ci sono né coniuge né figli viene liquidato agli altri eredi in proporzione alla quota ereditaria, e in tal caso rientra anche nell’attivo della successione. La pratica va compilata con precisione, perché errori nell’individuazione degli eredi bloccano il pagamento per mesi: i nostri operatori del Patronato e CAF Centro Fiscale se ne occupano integralmente, dalla raccolta dei documenti alla trasmissione della domanda. Come si tassano i ratei di pensione incassati dagli erediDal punto di vista fiscale, quando il rateo spetta iure proprio a coniuge o figli (il caso più frequente) non entra nell’imposta di successione come bene autonomo, ma resta reddito del defunto e come tale va assoggettato a IRPEF. Se invece, in mancanza di coniuge e figli, il rateo è liquidato agli altri eredi, va indicato anche nella dichiarazione di successione e sconta l’imposta corrispondente, oltre all’IRPEF sul reddito maturato dal defunto. L’art. 7, comma 3, del TUIR stabilisce infatti che, in caso di morte dell’avente diritto, i redditi che sarebbero stati imputati al periodo d’imposta in cui vengono percepiti sono tassati separatamente in capo agli eredi, secondo gli articoli 19 e 21 del TUIR.In concreto significa che:i redditi percepiti dal defunto fino alla data del decesso vanno dichiarati dagli eredi presentando la dichiarazione dei redditi per conto del defunto (Modello Redditi PF) relativa all’anno della morte;gli arretrati riferiti ad annualità precedenti rientrano nella tassazione separata (artt. 17 e 21 TUIR), con eventuale riliquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate;i ratei incassati dagli eredi non vanno inseriti nel loro 730 personale come reddito proprio, salvo diversa indicazione della certificazione ricevuta;l’INPS rilascia la Certificazione Unica intestata al defunto o agli eredi: è il documento da cui partire per una compilazione corretta.L’indennità una tantum per morte: da non confondere con i rateiDiverso dai ratei è il caso dell’indennità una tantum per morte riconosciuta dall’INPS o da alcune casse previdenziali ai superstiti quando il lavoratore deceduto non aveva maturato i requisiti per la pensione ai superstiti (reversibilità o pensione indiretta). Si tratta di una prestazione autonoma, erogata iure proprio ai familiari, che quindi non entra nell’asse ereditario e va richiesta con una domanda distinta. Ogni cassa professionale ha proprie regole e propri termini: prima di rinunciare, conviene sempre far verificare la posizione contributiva del defunto.Cosa entra davvero nell’asse ereditarioPer contrasto, vediamo cosa deve invece essere obbligatoriamente indicato nella dichiarazione di successione, che va presentata in via telematica entro 12 mesi dalla data del decesso. L’attivo ereditario comprende:immobili e terreni intestati al defunto, con i relativi dati catastali e valori;conti correnti, libretti di risparmio e depositi, con il saldo alla data del decesso;titoli, azioni, obbligazioni, fondi comuni e buoni fruttiferi postali;quote di società e aziende individuali;crediti del defunto verso terzi (ad esempio somme prestate e non restituite);beni mobili e denaro contante, presunti forfetariamente nel 10% dell’attivo se non dichiarati analiticamente.Dall’attivo si possono poi dedurre alcune passività, come i debiti del defunto esistenti alla data della morte e le spese mediche e funerarie nei limiti previsti dalla legge. Il risultato è la base su cui si calcolano franchigie e aliquote.Un’ultima avvertenza territoriale: in Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro immobiliare diverso dal catasto del resto d’Italia, nel quale il passaggio di proprietà agli eredi non è automatico ma richiede una specifica domanda di intavolazione al Libro Fondiario. È un passaggio che i CAF nazionali spesso ignorano e che, se trascurato, lascia gli immobili formalmente intestati al defunto per anni.Aliquote e franchigie dell’imposta di successione 2026Capire la tassazione TFR successione aiuta anche a inquadrare per differenza quanto si paga su ciò che entra nell’eredità. La franchigia è la soglia di valore entro la quale non si paga nulla: l’imposta si calcola solo sull’eccedenza. Ecco il quadro 2026, disciplinato dal D.Lgs. 346/1990 come modificato dal D.Lgs. 139/2024:BeneficiarioFranchigiaAliquota oltre franchigiaConiuge, figli e parenti in linea retta1.000.000 euro per erede4%Fratelli e sorelle100.000 euro per erede6%Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° gradonessuna franchigia6%Altri soggetti (conviventi di fatto, amici, estranei)nessuna franchigia8%Eredi o legatari con disabilità grave (art. 3 comma 3 L. 104/1992)1.500.000 euro4%, 6% o 8% secondo il grado di parentelaFacciamo un esempio pratico. Supponiamo che Luisa erediti dal padre un patrimonio di 1.200.000 euro come unica figlia: pagherà il 4% solo sui 200.000 euro che eccedono la franchigia di 1.000.000 di euro. Se accanto a questo patrimonio incassa anche il TFR del padre e una polizza vita, quelle somme non si sommano all’attivo ereditario e non erodono la franchigia. È proprio qui che molte pratiche fai-da-te commettono errori, gonfiando l’imponibile e facendo pagare imposte non dovute.Sugli immobili si aggiungono poi l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%) sul valore catastale, con un minimo di 200 euro ciascuna, ridotte a 200 euro fisse ciascuna quando almeno un erede può far valere i requisiti prima casa. Dove si dichiarano TFR, polizze e ratei se non vanno in successioneArriviamo alla parte operativa. Se queste somme restano fuori dalla dichiarazione di successione, dove finiscono? Ogni voce ha un suo percorso e il rischio, muovendosi da soli, è duplice: dimenticare un adempimento oppure dichiarare due volte lo stesso importo.TFR e indennità di preavviso: si richiedono al datore di lavoro o al fondo pensione con un’istanza dei familiari aventi diritto, allegando i documenti che provano la parentela e, se necessario, la vivenza a carico. La tassazione è già operata alla fonte dal sostituto d’imposta; l’importo compare nella Certificazione Unica e va verificato al ricevimento della riliquidazione dell’Agenzia delle Entrate.Polizze vita: la denuncia di sinistro si presenta alla compagnia assicurativa; il capitale caso morte è esente e non va riportato in dichiarazione dei redditi, mentre il rendimento è già tassato dalla compagnia.Ratei di pensione e arretrati: si richiedono all’INPS con l’apposita domanda degli eredi e si dichiarano, a seconda del periodo di riferimento, nella dichiarazione dei redditi presentata per conto del defunto oppure in tassazione separata.Conti correnti e investimenti: questi sì, vanno inseriti nella dichiarazione di successione, che è anche il documento che le banche pretendono per sbloccare le somme e consentire il riparto tra gli eredi.Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i termini: la dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dal decesso, con autoliquidazione dell’imposta da parte degli eredi secondo le regole introdotte dal D.Lgs. 139/2024. Le domande di TFR e ratei, invece, seguono i termini di prescrizione propri di ciascuna prestazione: rimandare significa spesso perdere denaro.La procedura completa della dichiarazione di successioneQuesto articolo si concentra sulle somme che non entrano nell’asse ereditario. Se invece stai affrontando l’intera pratica — documenti da raccogliere, calcolo dei valori catastali, compilazione del modello telematico, versamento delle imposte e volture — il punto di partenza è la nostra guida dedicata: Dichiarazione di Successione 2026: Guida Completa. Lì trovi passo passo l’intera procedura, i termini, le sanzioni per il ritardo e le agevolazioni prima casa.Conoscere in anticipo la differenza tra ciò che si acquista iure proprio e ciò che si eredita ti permette di affrontare la pratica con ordine, evitando di pagare imposte su somme esenti e di lasciare sul tavolo denaro che ti spetta. Domande frequenti sulla tassazione TFR successioneIl TFR del defunto va in successione?No, se il decesso è avvenuto durante il rapporto di lavoro. Il TFR e l’indennità di preavviso spettano iure proprio ai familiari indicati dall’art. 2122 c.c. e sono esclusi dall’attivo ereditario dall’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990 in modo oggettivo, indipendentemente da chi li percepisce (anche se attribuiti per testamento o successione legittima in mancanza dei familiari dell’art. 2122 c.c.). Non pagano quindi l’imposta di successione, ma resta dovuta l’IRPEF in tassazione separata. Discorso diverso se il rapporto di lavoro era già cessato prima della morte (es. pensionato) e il TFR era maturato ma non liquidato: in quel caso è un credito del defunto che entra nell’attivo ereditario e sconta l’imposta di successione.Le polizze vita pagano l’imposta di successione?No. Le somme liquidate ai beneficiari di un’assicurazione sulla vita sono esenti dall’imposta di successione (art. 12, lett. c, D.Lgs. 346/1990) perché il beneficiario acquista un diritto proprio verso la compagnia (art. 1920 c.c.). Il capitale caso morte è inoltre esente da IRPEF per la parte di rischio demografico, mentre l’eventuale rendimento finanziario sconta l’imposta sostitutiva del 26% (12,5% sulla quota di titoli di Stato) trattenuta direttamente dall’assicurazione.Come si riscuotono i ratei di pensione non pagati?Gli eredi devono presentare all’INPS la domanda di “Liquidazione di quote di pensione agli eredi“, allegando l’atto di morte, l’autocertificazione con l’elenco completo degli eredi, l’eventuale testamento e le coordinate bancarie. Il rateo spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli; solo in assenza di entrambi è ripartito tra gli altri eredi in base alla quota ereditaria, ed entra in quel caso anche nella dichiarazione di successione. Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine predispone e trasmette la pratica, seguendola fino alla liquidazione.Chi ha diritto al TFR del lavoratore deceduto?Hanno diritto al TFR il coniuge e i figli, sempre e comunque, oltre ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado ma solo se vivevano a carico del lavoratore. La somma si ripartisce secondo l’accordo tra gli aventi diritto e, se manca l’accordo, secondo il bisogno di ciascuno: non secondo le quote di eredità.La rendita della polizza vita è tassata?Se la polizza viene liquidata sotto forma di rendita anziché di capitale, la parte corrispondente ai rendimenti finanziari maturati resta soggetta a imposta sostitutiva, trattenuta dalla compagnia sulle singole erogazioni. Resta invece esente la componente riconducibile alla copertura del rischio demografico. Poiché le condizioni variano molto da contratto a contratto, il documento decisivo è sempre la comunicazione di liquidazione rilasciata dall’assicurazione: portala con te all’appuntamento.Cosa fare se l’INPS non paga i ratei arretrati?I motivi più frequenti del mancato pagamento sono documentazione incompleta, discordanze nell’elenco degli eredi o pratiche rimaste in istruttoria. In questi casi si può presentare un sollecito e, se necessario, un ricorso amministrativo agli organi dell’Istituto entro i termini previsti. Affidare la verifica al Patronato del CAF Centro Fiscale consente di individuare subito l’anomalia ed evitare che il credito cada in prescrizione.Assistenza del CAF Centro Fiscale per la tua successioneDistinguere ciò che entra nell’eredità da ciò che spetta iure proprio, calcolare correttamente la tassazione TFR successione, recuperare i ratei di pensione arretrati e verificare la posizione delle polizze vita: sono passaggi che, gestiti insieme e nell’ordine giusto, fanno risparmiare tempo, imposte e discussioni tra familiari.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in ogni fase della dichiarazione di successione: dal calcolo di ciò che rientra davvero nell’asse ereditario alla gestione delle pratiche con INPS, datori di lavoro, fondi pensione e compagnie assicurative, fino alle volture e — per gli immobili in Friuli Venezia Giulia — all’intavolazione nel sistema tavolare. I nostri operatori si occupano di tutto, in ufficio a Udine oppure online in tutta Italia, con un preventivo personalizzato costruito sulla reale complessità della tua pratica.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Richiedi Assistenza per la Dichiarazione di SuccessioneIl CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca nel calcolo di ciò che entra davvero nell’asse ereditario, nella tassazione di TFR, polizze vita e ratei di pensione, e nella presentazione della dichiarazione di successione entro i termini di legge. Ricevi un preventivo personalizzato sulla tua pratica.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, SUCCESSIONI Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaCAF, SUCCESSIONI Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 06:00:002026-09-30 07:59:13Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoCAF, SUCCESSIONI Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di Decadenza La prima casa in successione 2026 è uno degli argomenti che genera più dubbi tra gli eredi, e non a caso: quando si eredita un immobile, la differenza tra pagare qualche centinaio di euro e pagarne diverse migliaia dipende da una semplice… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 11:00:002026-09-19 12:50:18Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di DecadenzaCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale Settembre 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-23 08:00:002026-09-16 10:19:26TFR, Polizze Vita e Ratei di Pensione del Defunto 2026: Cosa Entra nella Successione e Come si TassaCAF, SUCCESSIONISuccessione Titoli e Azioni 2026: Eredità e Valori MobiliariLa successione di titoli e azioni richiede procedure specifiche per il trasferimento agli eredi. Nel 2026 la gestione dell’eredità di valori mobiliari (azioni, obbligazioni, fondi comuni, ETF) prevede dichiarazione di successione, calcolo imposte e sblocco dei depositi titoli.Indice dei contenutiValori mobiliari nella successioneValutazione titoli per successioneTassazione successione titoliSblocco deposito titoliDividendi e cedole nel periodo transitorioValori mobiliari nella successioneRientrano nella successione:Azioni quotate e non quotateObbligazioni (i titoli di Stato come BOT e BTP passano agli eredi ma non concorrono all’attivo ereditario tassabile)Fondi comuni di investimentoETF e certificatesPolizze vita: se ci sono beneficiari designati, il capitale spetta a loro per diritto proprio e non concorre all’attivo ereditario Valutazione titoli per successioneIl valore da dichiarare si determina così:Titoli quotati: media dei prezzi dell’ultimo trimestre prima del decessoAzioni e quote non quotate: quota del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancioFondi comuni: valore quota al giorno del decesso Tassazione successione titoliL’imposta di successione si calcola sul valore complessivo:BeneficiarioFranchigiaAliquotaConiuge e figli1 milione euro4%Fratelli e sorelle100.000 euro6%Altri parentiNessuna6%EstraneiNessuna8% Sblocco deposito titoliDopo il decesso, la banca blocca il deposito titoli. Per sbloccarlo:Presentare certificato di morteDichiarazione di successione accettataAtto di notorietà o verbale di pubblicazione testamentoDocumenti d’identità degli eredi Dividendi e cedole nel periodo transitorioI dividendi maturati dopo il decesso ma prima dello sblocco:Vengono accreditati sul deposito bloccatoTrasferiti agli eredi dopo lo sbloccoTassati in capo agli eredi secondo regime ordinarioFontiD.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico successioni e donazioni), art. 16 – valutazione di azioni, obbligazioni e altri titoli – NormattivaD.Lgs. 346/1990, art. 12 – beni esclusi dall’attivo ereditario (titoli di Stato, indennità assicurative) – NormattivaD.Lgs. 346/1990, art. 7 – aliquote e franchigie dell’imposta di successione – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa. Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.comQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-22 06:00:002026-09-30 08:53:23Successione Titoli e Azioni 2026: Eredità e Valori MobiliariCAF, SUCCESSIONIUsufrutto e Nuda Proprietà nella Successione 2026: Calcolo del Valore, Coefficienti per Età e ConsolidamentoImposte su successioneQuando si apre una successione ereditaria, capire come funzionano usufrutto e nuda proprietà è spesso il passaggio più delicato dell’intera pratica. Il tema usufrutto nuda proprietà successione tocca infatti il cuore del calcolo delle imposte: sbagliare la percentuale attribuita all’usufruttuario significa dichiarare un valore errato e rischiare un avviso di liquidazione dall’Agenzia delle Entrate.In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo in parole semplici cosa sono questi due diritti, come si usano i coefficienti di usufrutto per età, perché il consolidamento non fa pagare l’imposta di successione e come incide il diritto di abitazione del coniuge superstite. Troverai anche due esempi numerici concreti e le franchigie 2026 aggiornate. Il tema usufrutto nuda proprietà successione richiede precisione: il CAF Centro Fiscale di Udine segue queste pratiche ogni giorno, anche nel particolare sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Indice dei contenutiUsufrutto e nuda proprietà nella successione: cosa sonoCoefficienti usufrutto 2026: la tabella per etàCome si calcola il valore: 2 esempi praticiConsolidamento dell’usufrutto: perché non si paga impostaDiritto di abitazione del coniuge superstiteFranchigie e aliquote dell’imposta di successione 2026Voltura catastale e sistema tavolare FVGErrori frequenti da evitareDomande frequentiAssistenza per la successione a UdineUsufrutto e nuda proprietà nella successione: cosa sonoPer capire il rapporto tra usufrutto nuda proprietà successione bisogna partire da un’immagine semplice: la piena proprietà di un immobile è come una torta divisa in due fette. Una fetta è il godimento del bene, l’altra è la titolarità del bene.L’usufrutto è il diritto di usare un bene e di percepirne i frutti, cioè i redditi che produce. Chi ha l’usufrutto su un appartamento può abitarci, può affittarlo e incassare il canone, ma non può venderlo. L’usufruttuario deve inoltre conservare la destinazione economica del bene e sostenere le spese ordinarie.La nuda proprietà è invece ciò che resta al proprietario “spogliato” del godimento: è la titolarità del bene senza la possibilità di usarlo finché dura l’usufrutto. Il nudo proprietario può però vendere la sua quota, ereditarla e trasmetterla agli eredi.La caratteristica decisiva ai fini fiscali è che l’usufrutto è un diritto temporaneo: se costituito a favore di una persona fisica non può durare oltre la vita dell’usufruttuario. Alla sua morte il diritto si estingue automaticamente. Ecco perché, nel calcolo di usufrutto e nuda proprietà nella successione, il valore dipende dall’età dell’usufruttuario: più è giovane, più a lungo (statisticamente) durerà il suo diritto e più vale l’usufrutto.Usufrutto vedovile e usufrutto legale: due termini da non confondereNelle pratiche di successione capita di sentir nominare l’usufrutto vedovile. Si tratta di un istituto storico: prima della riforma del diritto di famiglia del 1975, al coniuge superstite spettava una quota di eredità in usufrutto anziché in piena proprietà. Oggi il coniuge è a tutti gli effetti erede in piena proprietà, ma l’espressione ricorre ancora nelle successioni molto risalenti o nelle visure che riportano diritti costituiti decenni fa.Diverso ancora è l’usufrutto legale dei genitori sui beni del figlio minore, previsto dal Codice civile: non è un diritto disponibile, non si può cedere e si estingue al compimento della maggiore età del figlio. Non va quindi indicato come un normale usufrutto nella dichiarazione di successione. Coefficienti usufrutto 2026: la tabella per etàIl valore dell’usufrutto non si stima “a occhio”: si calcola con i coefficienti ufficiali previsti dal prospetto allegato al D.P.R. 131/1986 (Testo unico dell’imposta di registro), richiamato anche ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni.Questi coefficienti vengono aggiornati ogni anno in funzione del tasso di interesse legale. Per il 2026 c’è però una novità importante da conoscere: con il D.M. 10 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2025) il tasso legale è sceso all’1,60%, ma i coefficienti di usufrutto non cambiano. Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025) ha infatti confermato per il 2026 i coefficienti già in uso, calcolati sulla base del 2,5%.Il motivo è tecnico ma semplice: il D.Lgs. 139/2024 ha modificato l’art. 46 del D.P.R. 131/1986 (nuovo comma 5-ter) e l’art. 17 del D.Lgs. 346/1990 (nuovo comma 1-ter) stabilendo che, per questi calcoli, non può essere assunto un saggio legale di interesse inferiore al 2,5%. Poiché l’1,60% è sotto quella soglia, si continua ad applicare il 2,5%. In concreto, per chi compila la pratica, le percentuali di usufrutto e nuda proprietà del 2026 sono identiche a quelle del 2025.Età usufruttuario (anni compiuti)CoefficienteValore usufruttoValore nuda proprietàda 0 a 2038,0095%5%da 21 a 3036,0090%10%da 31 a 4034,0085%15%da 41 a 4532,0080%20%da 46 a 5030,0075%25%da 51 a 5328,0070%30%da 54 a 5626,0065%35%da 57 a 6024,0060%40%da 61 a 6322,0055%45%da 64 a 6620,0050%50%da 67 a 6918,0045%55%da 70 a 7216,0040%60%da 73 a 7514,0035%65%da 76 a 7812,0030%70%da 79 a 8210,0025%75%da 83 a 868,0020%80%da 87 a 926,0015%85%da 93 a 994,0010%90%Coefficienti usufrutto 2026 calcolati sul tasso del 2,5% – Fonte: prospetto Allegato 1 al D.Lgs. 139/2024, confermato dal D.M. MEF 24 dicembre 2025Due precisazioni pratiche sull’uso della tabella nelle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione:conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione (cioè alla data del decesso), non l’età attuale;se l’usufrutto è a favore di più persone congiuntamente, si fa riferimento all’età del più giovane degli usufruttuari;se l’usufrutto è a tempo determinato e non vitalizio, il calcolo segue regole diverse e va valutato caso per caso. Come si calcola il valore: 2 esempi praticiLa formula ufficiale per il calcolo di usufrutto e nuda proprietà è questa:Valore usufrutto = Valore piena proprietà × 2,5% × coefficiente per etàValore nuda proprietà = Valore piena proprietà − Valore usufruttoIl risultato coincide sempre con la percentuale indicata in tabella: moltiplicare per 2,5% × 14 equivale a calcolare il 35%. Per gli immobili, il “valore piena proprietà” nella dichiarazione di successione è di norma il valore catastale, ottenuto rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per il coefficiente previsto per la categoria dell’immobile.Esempio 1: usufruttuaria di 74 anniImmagina che Giulia, 74 anni, sia usufruttuaria di un appartamento con valore catastale di 120.000 euro. La fascia 73-75 anni ha coefficiente 14,00, pari al 35%.Usufrutto: 120.000 × 2,5% × 14 = 42.000 euro (35%)Nuda proprietà: 120.000 − 42.000 = 78.000 euro (65%)Se il defunto era il nudo proprietario, nell’asse ereditario entrano 78.000 euro, non 120.000. È una differenza che pesa moltissimo sulle imposte ipotecaria e catastale.Esempio 2: usufruttuario di 62 anniSupponiamo ora che Marco, 62 anni, sia usufruttuario di un immobile a Udine con valore di 200.000 euro. La fascia 61-63 anni ha coefficiente 22,00, pari al 55%.Usufrutto: 200.000 × 2,5% × 22 = 110.000 euro (55%)Nuda proprietà: 200.000 − 110.000 = 90.000 euro (45%)Nota la logica: Marco è più giovane di Giulia, quindi il suo usufrutto vale di più e la nuda proprietà vale di meno. Su queste basi si calcolano poi l’imposta ipotecaria del 2% e quella catastale dell’1%, con un minimo di 200 euro ciascuna. Se almeno un erede ha i requisiti prima casa, le due imposte diventano fisse a 200 euro ciascuna: approfondisci il tema nella nostra guida sull’agevolazione prima casa su immobile ereditato. Consolidamento dell’usufrutto: perché non si paga impostaÈ il punto che genera più dubbi in tema di usufrutto nuda proprietà successione, ed è anche la notizia più rassicurante per chi eredita.Il consolidamento è il fenomeno per cui, alla morte dell’usufruttuario, l’usufrutto si estingue e il nudo proprietario diventa automaticamente pieno proprietario. Il Codice civile prevede infatti che l’usufrutto si estingua con la morte dell’usufruttuario. Non serve alcun atto notarile: le due “fette” si ricompongono da sole.Perché allora non è dovuta l’imposta di successione? Perché l’imposta colpisce i trasferimenti di beni e diritti per causa di morte e il consolidamento non è un trasferimento. Il nudo proprietario non riceve nulla di nuovo dal defunto: il suo diritto, che già possedeva, si espande riacquistando la pienezza che era temporaneamente compressa dall’usufrutto. L’imposta, del resto, era già stata assolta a monte, quando la nuda proprietà gli era stata trasferita per atto o per successione.Attenzione però a due casi pratici da distinguere bene, perché è qui che si generano gli errori:Il defunto era usufruttuario: l’immobile non entra nell’asse ereditario. Se non ci sono altri beni, la dichiarazione di successione potrebbe non essere nemmeno dovuta;Il defunto era nudo proprietario: in successione cade solo la nuda proprietà, valorizzata con i coefficienti visti sopra. L’usufruttuario in vita mantiene il suo diritto e gli eredi diventeranno pieni proprietari solo alla sua morte.Anche quando non si paga imposta, restano spesso da sistemare gli aspetti catastali e tavolari e le posizioni presso banche e assicurazioni: su questo fronte ti può essere utile la guida su come sbloccare conti correnti e titoli del defunto. Diritto di abitazione del coniuge superstiteAccanto a usufrutto e nuda proprietà esiste un terzo diritto che incide molto sul calcolo successorio: il diritto di abitazione del coniuge superstite, previsto dall’art. 540, comma 2, del Codice civile.La norma riserva al coniuge che sopravvive, anche quando concorre con i figli, il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili che la arredano, purché di proprietà del defunto o comuni ai coniugi. È una tutela forte: serve a garantire al vedovo o alla vedova di continuare a vivere nella propria casa, indipendentemente dalle quote spettanti agli altri eredi.Il diritto di abitazione, disciplinato in generale dall’art. 1022 c.c., consiste nel diritto di abitare una casa limitatamente ai bisogni propri e della famiglia. A differenza dell’usufrutto non può essere ceduto né dato in locazione: è un diritto strettamente personale.Ai fini fiscali, nella dichiarazione di successione il diritto di abitazione si valorizza applicando gli stessi coefficienti per età previsti per l’usufrutto (artt. 14 e 17 del D.Lgs. 346/1990). Concretamente: se il coniuge superstite ha 76 anni, il suo diritto di abitazione sulla casa familiare vale il 30% del valore dell’immobile, e ai figli resta il restante 70%. Questi diritti si calcolano prima di ripartire le quote tra gli eredi, e vanno indicati correttamente nei quadri della dichiarazione.Un aspetto che molti trascurano: il diritto di abitazione spetta automaticamente per legge, non è una scelta. Ometterlo significa attribuire ai figli un valore superiore a quello reale e pagare imposte non dovute. Franchigie e aliquote dell’imposta di successione 2026Una volta determinato il valore di usufrutto e nuda proprietà, si applica l’imposta di successione disciplinata dal D.Lgs. 346/1990, come riformato dal D.Lgs. 139/2024. L’imposta si calcola sul valore netto dell’asse ereditario, e le aliquote cambiano in base al grado di parentela.BeneficiarioFranchigiaAliquota oltre franchigiaConiuge, figli e discendenti1.000.000 euro a testa4%Fratelli e sorelle100.000 euro a testa6%Altri parenti fino al 4° grado e affininessuna franchigia6%Altri soggetti (estranei, conviventi di fatto)nessuna franchigia8%Persone con handicap grave (L. 104/1992)1.500.000 eurosecondo il grado di parentelaFranchigie e aliquote imposta di successione 2026 – D.Lgs. 346/1990La franchigia è la soglia di valore entro la quale non si paga nulla: solo l’eccedenza viene tassata. Con una franchigia di 1.000.000 di euro a erede per coniuge e figli, nella grande maggioranza delle successioni familiari l’imposta di successione in senso stretto non è dovuta. Restano però quasi sempre dovute le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sugli immobili, con il minimo di 200 euro ciascuna.Il fatto che in successione cada la sola nuda proprietà riduce quindi soprattutto la base delle imposte ipocatastali. Ricordiamo infine il termine fondamentale: la dichiarazione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Tutti i passaggi operativi sono spiegati nella nostra guida alla dichiarazione di successione telematica 2026.Voltura catastale e sistema tavolare FVGDopo la dichiarazione occorre aggiornare le intestazioni degli immobili. Con la dichiarazione telematica la voltura catastale è di regola richiesta contestualmente, entro 30 giorni; in presenza di usufrutto e nuda proprietà la voltura deve riportare esattamente i diritti, distinguendo chi è usufruttuario e chi è nudo proprietario e per quale quota.Nel caso del consolidamento la situazione è diversa: poiché non c’è successione sull’immobile, non c’è una dichiarazione che produca la voltura. L’aggiornamento della titolarità richiede quindi un intervento specifico per far risultare il nudo proprietario come pieno proprietario.Qui entra in gioco una peculiarità tutta friulana. In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare (o Libro Fondiario), un registro immobiliare di derivazione austriaca profondamente diverso dal catasto del resto d’Italia. La differenza chiave: nel sistema tavolare l’iscrizione ha efficacia costitutiva, cioè il diritto si acquista con l’intavolazione, e l’aggiornamento non avviene automaticamente con la dichiarazione di successione. Serve una domanda tavolare rivolta al Giudice tavolare competente.Per chi eredita immobili a Udine, Cividale, Tarcento o in qualsiasi comune della regione, questo significa che la pratica non è finita con la successione: senza intavolazione, il Libro Fondiario continua a indicare il defunto come titolare, con problemi concreti al momento di vendere, ipotecare o gestire il bene. È un passaggio che i CAF nazionali spesso non gestiscono: il CAF Centro Fiscale di Udine lavora quotidianamente con il sistema tavolare del territorio.Un’ultima nota pratica spesso ignorata: l’IMU sull’immobile è dovuta dall’usufruttuario, non dal nudo proprietario. Chi eredita la sola nuda proprietà non deve quindi versare l’imposta finché l’usufrutto è in vita. Per i conteggi puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale Udine. Allo stesso modo, i redditi dell’immobile (ad esempio i canoni di locazione) vanno dichiarati dall’usufruttuario nella propria dichiarazione dei redditi. Errori frequenti da evitareDall’esperienza sulle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione emergono alcuni errori che si ripetono con regolarità e che spesso costano un avviso di liquidazione a distanza di anni:Dichiarare la piena proprietà quando il defunto possedeva solo la nuda proprietà: si pagano imposte ipocatastali su un valore più alto del dovuto;Usare l’età sbagliata: va considerata l’età dell’usufruttuario alla data del decesso, e un solo anno può far cambiare fascia e percentuale;Dimenticare il diritto di abitazione del coniuge superstite, che riduce il valore attribuito ai figli;Presentare una dichiarazione non dovuta quando il defunto era solo usufruttuario e non lasciava altri beni;Fermarsi alla successione senza procedere all’intavolazione nei comuni a sistema tavolare del FVG.Situazioni particolari, come la presenza di un fondo patrimoniale nella successione, richiedono poi una valutazione dedicata prima di compilare qualsiasi quadro.Domande frequentiAlla morte dell’usufruttuario devo presentare la dichiarazione di successione?No, non per quell’immobile. Alla morte dell’usufruttuario si verifica il consolidamento: il nudo proprietario diventa pieno proprietario senza che vi sia un trasferimento, quindi non è dovuta imposta di successione su quel bene. La dichiarazione resta però necessaria se il defunto ha lasciato altri beni (immobili in proprietà, conti, titoli) che rientrano nell’asse ereditario.Quale età conta per applicare i coefficienti di usufrutto?Conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione, cioè il giorno del decesso. Se gli usufruttuari sono più di uno in via congiunta, si utilizza l’età del più giovane, perché è quella che determina la durata prevedibile del diritto.I coefficienti usufrutto 2026 sono cambiati rispetto al 2025?No. Il tasso di interesse legale è sceso all’1,60% dal 1° gennaio 2026, ma per il calcolo di usufrutto, rendite e pensioni la legge impone una soglia minima del 2,5%. Il decreto MEF del 24 dicembre 2025 ha quindi confermato i coefficienti già in vigore: le percentuali di usufrutto e nuda proprietà sono identiche a quelle del 2025.Il diritto di abitazione del coniuge riduce le imposte degli altri eredi?Sì. Il diritto di abitazione riservato al coniuge superstite dall’art. 540 c.c. si valorizza con i coefficienti dell’usufrutto e si sottrae dal valore dell’immobile prima di ripartire le quote. Di conseguenza il valore che cade in capo ai figli è più basso, con un effetto diretto sulle imposte ipotecaria e catastale.Chi paga l’IMU tra usufruttuario e nudo proprietario?L’IMU è a carico dell’usufruttuario, che è il soggetto passivo dell’imposta in quanto titolare del diritto di godimento. Il nudo proprietario non versa l’IMU fino a quando l’usufrutto non si estingue. Dal momento del consolidamento, invece, l’obbligo passa al nuovo pieno proprietario.In Friuli Venezia Giulia la voltura è automatica dopo la successione?No. Nei comuni a sistema tavolare del FVG l’aggiornamento del Libro Fondiario non è automatico: occorre una domanda tavolare al Giudice tavolare. Finché non viene eseguita l’intavolazione, il registro continua a riportare il defunto come titolare, con conseguenze concrete in caso di vendita o di accensione di un mutuo. Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Assistenza per la successione a UdineGestire una pratica di usufrutto nuda proprietà successione significa mettere insieme visure, coefficienti per età, quote ereditarie, diritto di abitazione e, in Friuli, gli adempimenti tavolari. Un errore su una singola percentuale si traduce in imposte sbagliate e in una rettifica che può arrivare anni dopo.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica: verifica dei diritti reali sugli immobili, calcolo del valore di usufrutto e nuda proprietà, redazione e invio telematico della dichiarazione di successione, voltura catastale e intavolazione nel sistema tavolare. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità della pratica.Hai bisogno di assistenza per la successione? Contattaci per fissare un appuntamento: i nostri operatori analizzano la tua situazione e si occupano di ogni passaggio. Puoi chiamare lo 0432 1638640, scrivere su WhatsApp al 366 6018121 oppure compilare il modulo qui sotto.Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Settembre 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-21 14:00:002026-09-15 15:23:02Usufrutto e Nuda Proprietà nella Successione 2026: Calcolo del Valore, Coefficienti per Età e ConsolidamentoPagina 1 di 10123›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAF, SUCCESSIONIPrima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di DecadenzaLa prima casa in successione 2026 è uno degli argomenti che genera più dubbi tra gli eredi, e non a caso: quando si eredita un immobile, la differenza tra pagare qualche centinaio di euro e pagarne diverse migliaia dipende da una semplice dichiarazione resa nel momento giusto. L’agevolazione prima casa applicata all’eredità permette infatti di versare l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale in misura fissa — 200 euro ciascuna — anziché nella misura proporzionale ordinaria del 2% e dell’1% calcolata sul valore catastale dell’immobile.Il beneficio non è automatico: va richiesto espressamente nella dichiarazione di successione e presuppone che almeno uno degli eredi possieda precisi requisiti soggettivi. Non solo: una volta ottenuto, il beneficio può essere perso (si parla tecnicamente di decadenza) se l’erede vende l’immobile troppo presto o non rispetta l’impegno a trasferire la residenza. In questa guida aggiornata vediamo in modo semplice come funziona la prima casa in successione 2026, quali sono le condizioni da rispettare e quali errori evitare per non ritrovarsi, anni dopo, con un avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate.Indice dei contenutiCosa prevede l’agevolazione prima casa in successione 2026Imposta ipotecaria e catastale: misura fissa o proporzionaleRequisiti dell’erede per la prima casa in successione 2026Come richiedere l’agevolazione nella dichiarazione di successioneDecadenza dall’agevolazione prima casa in successione: i 3 casiPrima casa in successione e sistema tavolare in Friuli Venezia GiuliaEsempio pratico: quanto si risparmia con la prima casa in successioneCosa prevede l’agevolazione prima casa in successione 2026L’agevolazione prima casa nella successione è prevista dall’articolo 69 della Legge 342/2000, una norma che estende ai trasferimenti per causa di morte (e alle donazioni) lo stesso favore fiscale riconosciuto a chi compra casa. In pratica, quando tra i beni ereditati c’è un’abitazione e almeno uno degli eredi o legatari possiede i requisiti prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa invece che in percentuale.Qui serve però un chiarimento che evita gran parte dei malintesi. Chi acquista una prima casa beneficia di un’imposta di registro ridotta al 2% (oppure dell’IVA al 4% se compra dal costruttore). Nella prima casa in successione 2026 il meccanismo è diverso: l’imposta principale è l’imposta di successione, che dipende dal grado di parentela e dalle franchigie (ad esempio 1 milione di euro a testa per coniuge e figli, con aliquota del 4% sull’eccedenza) e che non viene toccata dall’agevolazione. Ciò che cambia, e non è poco, sono le imposte ipotecaria e catastale, cioè quei tributi che si pagano per trascrivere il passaggio di proprietà nei registri immobiliari e per aggiornare il Catasto.Un ultimo punto importante: l’agevolazione non spetta per le abitazioni cosiddette di lusso, cioè quelle censite nelle categorie catastali A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio). Per tutte le altre categorie abitative, invece, la prima casa in successione è pienamente accessibile.📘 Approfondimento: tutte le imposte di successioneQuesto articolo tratta in modo verticale la sola agevolazione prima casa. Se vuoi il quadro completo di tutti i tributi dovuti dagli eredi (imposta di successione, franchigie, aliquote per grado di parentela, tributi minori), leggi la nostra guida generale: Imposte su successione: Guida Completa per gli Eredi. Per i conteggi con esempi numerici è invece utile la guida al calcolo dell’imposta di successione 2026. Imposta ipotecaria e catastale: misura fissa o proporzionalePer capire davvero il valore dell’agevolazione prima casa in eredità occorre sapere cosa sono questi due tributi, spesso sconosciuti a chi non si è mai occupato di immobili. L’imposta ipotecaria è la somma dovuta per la trascrizione del passaggio di proprietà nei pubblici registri immobiliari: serve, in parole semplici, a rendere ufficiale e opponibile a tutti il fatto che quella casa ora appartiene agli eredi. L’imposta catastale è invece dovuta per la voltura, cioè l’aggiornamento dell’intestazione dell’immobile negli archivi del Catasto.In assenza dei requisiti, queste due imposte si calcolano in misura proporzionale sul valore catastale dell’immobile (ottenuto rivalutando la rendita catastale e moltiplicandola per un coefficiente di legge). Con i requisiti prima casa, invece, si applicano in misura fissa. Ecco il confronto:Senza agevolazione: imposta ipotecaria 2% del valore catastale, imposta catastale 1%, con un minimo di 200 euro ciascunaCon agevolazione prima casa: imposta ipotecaria 200 euro fissi e imposta catastale 200 euro fissi, a prescindere dal valore dell’immobileTotale con agevolazione: 400 euro complessivi per le due imposteTributi comunque dovuti: tassa ipotecaria, imposta di bollo e tributi speciali in misura fissa, che l’agevolazione non eliminaAttenzione a un dettaglio poco noto: l’agevolazione si applica a tutto l’immobile e non solo alla quota dell’erede che possiede i requisiti. Se, per esempio, tre fratelli ereditano la casa dei genitori ma solo uno di loro può dichiarare di avere i requisiti prima casa, le imposte ipotecaria e catastale restano fisse per l’intera abitazione, con un beneficio che ricade su tutti i coeredi. È una delle ragioni per cui la prima casa in successione 2026 va pianificata con attenzione prima di compilare la dichiarazione. Requisiti dell’erede per la prima casa in successione 2026I requisiti prima casa dell’erede sono gli stessi previsti per chi acquista, contenuti nella Nota II-bis dell’articolo 1 della Tariffa allegata al Testo Unico dell’imposta di registro (DPR 131/1986). Il richiamo operato dall’articolo 69 della Legge 342/2000 li rende applicabili anche a chi riceve l’immobile per eredità. Vediamoli uno per uno, in linguaggio comprensibile.Requisito territoriale: l’immobile deve trovarsi nel Comune di residenza dell’erede, oppure l’erede deve impegnarsi a trasferire la residenza entro 18 mesi dall’apertura della successione. In alternativa, l’immobile può trovarsi nel Comune in cui l’erede svolge la propria attività lavorativaNessun’altra casa nello stesso Comune: l’erede non deve essere titolare, esclusivo o in comunione con il coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su un’altra casa nello stesso Comune dell’immobile ereditatoNessun’altra prima casa agevolata in Italia: l’erede non deve possedere, nemmeno per quote o in comunione legale, un’altra abitazione acquistata su tutto il territorio nazionale con le agevolazioni prima casaImmobile non di lusso: la casa non deve appartenere alle categorie catastali A/1, A/8 o A/9 E se possiedo già una prima casa agevolata?Chi possiede già un’abitazione acquistata con le agevolazioni non è automaticamente escluso. La Nota II-bis, comma 4-bis consente di beneficiare nuovamente dell’agevolazione a condizione che l’immobile già posseduto venga alienato, cioè venduto o donato, entro un termine preciso. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1 c. 116) ha ampliato questo termine da uno a due anni per gli atti posti in essere dal 1° gennaio 2025, una novità che vale anche nel 2026. La regola non vale solo per gli acquisti a titolo oneroso: l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 12/E dell’8 aprile 2016 (par. 2.3), ha chiarito che il meccanismo opera anche per i trasferimenti a titolo gratuito e per causa di morte, in forza del rinvio contenuto nell’art. 69, commi 3 e 4, della Legge 342/2000. La condizione formale è che l’impegno ad alienare l’immobile preposseduto risulti espressamente nella dichiarazione di successione con cui si chiede l’agevolazione: è esattamente il tipo di verifica preliminare che un professionista deve svolgere prima di barrare la casella dell’agevolazione.Un aspetto che tranquillizza molti eredi: per la prima casa in successione 2026 non è richiesto che il defunto avesse a sua volta i requisiti, né che l’immobile fosse la sua abitazione principale. Ciò che conta sono esclusivamente i requisiti soggettivi dell’erede al momento dell’apertura della successione.Come richiedere l’agevolazione nella dichiarazione di successioneL’agevolazione prima casa non viene riconosciuta d’ufficio: deve essere richiesta espressamente nella dichiarazione di successione, da presentare in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Nel modello telematico gli eredi e i legatari vengono identificati nel quadro EA, mentre la richiesta di agevolazioni e riduzioni, insieme alle dichiarazioni sostitutive di atto notorio con cui l’erede attesta di possedere i requisiti, trova collocazione nel quadro EH. Gli immobili vanno poi descritti nei quadri dedicati all’attivo ereditario.C’è una regola procedurale che conviene conoscere: se la dichiarazione sostitutiva è resa da un coerede diverso da chi firma e trasmette la pratica, l’autocertificazione va allegata in forma documentale, con copia del documento d’identità del firmatario. È un passaggio formale banale solo in apparenza, perché la sua omissione può compromettere il riconoscimento del beneficio. Per una panoramica completa della procedura e dei quadri del modello puoi consultare la nostra guida alla dichiarazione di successione telematica 2026.Un’ultima avvertenza pratica: le imposte ipotecaria, catastale e i tributi minori si versano in autoliquidazione, cioè li calcola e li paga il contribuente contestualmente all’invio della dichiarazione. Un errore nell’autoliquidazione, o una richiesta di agevolazione formulata senza averne diritto, si traduce quasi sempre in un avviso di liquidazione con sanzioni e interessi. Se nell’asse ereditario è presente anche un finanziamento in corso, ti sarà utile approfondire cosa accade al mutuo del defunto nella successione. Decadenza dall’agevolazione prima casa in successione: i 3 casiOttenere il beneficio è solo metà del percorso: bisogna anche conservarlo. La decadenza dall’agevolazione prima casa in successione comporta il recupero delle imposte ipotecaria e catastale in misura ordinaria (2% e 1%), maggiorate di una sanzione del 30% sulle imposte dovute e degli interessi. Un conto che, su un immobile di valore medio, può facilmente superare i diecimila euro. Ecco i tre casi tipici.Mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi: se l’erede si è impegnato a spostare la residenza nel Comune dell’immobile e non lo fa nei termini, il beneficio si perde integralmenteVendita entro 5 anni senza riacquisto: se l’immobile viene venduto o donato prima che siano trascorsi 5 anni, si decade dall’agevolazione, a meno che entro 1 anno dalla vendita l’erede non acquisti un altro immobile da adibire a propria abitazione principaleDichiarazioni mendaci: attestare requisiti che non si possiedono comporta la decadenza e, nei casi più gravi, conseguenze ulteriori sul piano della responsabilità per le dichiarazioni sostitutiveIl caso più frequente, nella nostra esperienza quotidiana di CAF, è il secondo: eredi che ricevono la casa di famiglia, chiedono l’agevolazione e la rivendono dopo due o tre anni senza sapere che il quinquennio non era ancora trascorso. La buona notizia è che il riacquisto entro l’anno salva il beneficio, purché il nuovo immobile sia destinato ad abitazione principale e non, per esempio, affittato a terzi.Esiste inoltre una possibilità di rimedio poco conosciuta: chi si accorge di non poter rispettare l’impegno assunto (tipicamente il trasferimento della residenza) può comunicarlo all’Agenzia delle Entrate prima che scadano i 18 mesi, chiedendo la riliquidazione delle imposte senza l’applicazione della sanzione. È una via d’uscita che va gestita con tempismo e con il supporto di chi conosce la procedura. Prima casa in successione e sistema tavolare in Friuli Venezia GiuliaChi eredita un immobile a Trieste, a Gorizia o in uno dei Comuni della provincia di Udine a regime tavolare deve fare i conti con una particolarità che nel resto d’Italia non esiste. In una parte del Friuli Venezia Giulia vige infatti il sistema tavolare (o Libro Fondiario), un registro immobiliare di derivazione austriaca in cui il diritto di proprietà si acquista con l’intavolazione, cioè con l’iscrizione nel libro fondiario disposta dal giudice tavolare. Attenzione al perimetro: il sistema tavolare copre per intero le province di Trieste e Gorizia e soltanto alcuni Comuni della provincia di Udine (area della Bassa Friulana e Canal del Ferro-Valcanale), mentre la città di Udine e l’intera provincia di Pordenone restano a catasto ordinario.La conseguenza pratica è rilevante anche per la prima casa in successione 2026: a differenza del regime ordinario, qui la voltura catastale non è automatica e la sola presentazione della dichiarazione di successione non basta a rendere gli eredi formalmente proprietari. Occorre una specifica domanda tavolare al Libro Fondiario competente: nel modello telematico gli immobili tavolari vanno indicati con i relativi dati tavolari, ma la richiesta di voltura non produce, da sola, l’intestazione agli eredi. Un errore in questa fase può bloccare la vendita dell’immobile anni dopo.È proprio qui che emerge il limite dei servizi standardizzati: molti operatori nazionali non gestiscono abitualmente il tavolare. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue da anni pratiche di successione su immobili tavolari, coordinando dichiarazione, agevolazione prima casa e adempimenti successivi. Ricorda inoltre che, una volta intestato l’immobile, gli eredi diventano soggetti passivi dei tributi locali: in FVG non si parla di IMU ma di ILIA, l’imposta locale immobiliare autonoma, e conviene verificare subito la propria posizione con il CAF Centro Fiscale Udine.Esempio pratico: quanto si risparmia con la prima casa in successionePer capire concretamente la portata dell’agevolazione, immaginiamo il caso di Marco. Alla morte del padre, Marco eredita insieme alla sorella l’appartamento di famiglia a Udine, categoria catastale A/3, con un valore catastale di 120.000 euro. Marco risiede in un altro Comune, non possiede altre abitazioni e dichiara nella dichiarazione di successione di volersi impegnare a trasferire la residenza entro 18 mesi.Senza agevolazione: imposta ipotecaria 2% di 120.000 euro = 2.400 euro; imposta catastale 1% = 1.200 euro; totale 3.600 euroCon agevolazione prima casa: 200 euro di ipotecaria + 200 euro di catastale = 400 euroRisparmio: 3.200 euro, a fronte di una semplice dichiarazione resa correttamente nel modelloDa notare che, avendo Marco e la sorella un rapporto di parentela in linea retta con il defunto, l’imposta di successione vera e propria con ogni probabilità non sarà dovuta: la franchigia di 1 milione di euro a testa copre ampiamente un patrimonio di questo tipo. Il risultato è che, in moltissime successioni familiari, l’unico costo fiscale reale è proprio quello delle imposte ipotecaria e catastale: ecco perché ottenere la prima casa in successione 2026 fa una differenza enorme in proporzione al totale dovuto.Ricorda infine che il possesso di un immobile ereditato produce effetti anche sulla tua dichiarazione dei redditi degli anni successivi, tra rendite catastali da indicare ed eventuali redditi da locazione. Gestire la successione in modo coordinato con la propria posizione fiscale complessiva evita sorprese. Domande Frequenti su Prima Casa in SuccessioneCosa succede se vendo la casa ereditata prima di 5 anni?Se vendi o doni l’immobile prima che siano trascorsi 5 anni, decadi dall’agevolazione prima casa: l’Agenzia delle Entrate recupera le imposte ipotecaria e catastale in misura ordinaria (2% e 1% del valore catastale), applicando una sanzione del 30% e gli interessi. Puoi però evitare la decadenza se entro 1 anno dalla vendita acquisti un altro immobile da destinare a tua abitazione principale.Devo per forza trasferire la residenza nella casa ereditata?Non necessariamente nella casa, ma nel Comune in cui si trova l’immobile. Se sei già residente in quel Comune, o vi svolgi la tua attività lavorativa, il requisito è soddisfatto. Se non lo sei, devi impegnarti nella dichiarazione di successione a trasferire la residenza entro 18 mesi dall’apertura della successione: il mancato trasferimento comporta la decadenza dall’agevolazione.Posso chiedere la prima casa in successione 2026 se ho già un’altra abitazione in un altro Comune?Sì, purché quell’abitazione non sia stata acquistata con le agevolazioni prima casa. Il divieto assoluto riguarda infatti solo gli immobili già acquistati con il beneficio, ovunque si trovino in Italia. Un immobile comprato senza agevolazioni in un Comune diverso da quello della casa ereditata non è di per sé ostativo. In caso di prima casa già agevolata, la normativa consente comunque di conservare il beneficio impegnandosi nella dichiarazione di successione ad alienare l’immobile preposseduto entro due anni (Nota II-bis c. 4-bis DPR 131/1986, come modificata dalla L. 207/2024; circolare AdE 12/E/2016).L’agevolazione prima casa riduce anche l’imposta di successione?No. L’agevolazione prima casa incide esclusivamente sulle imposte ipotecaria e catastale, che diventano fisse a 200 euro ciascuna. L’imposta di successione si calcola separatamente in base al grado di parentela e alle franchigie previste (1 milione di euro per coniuge e figli, 100.000 euro per fratelli e sorelle) e non viene modificata dall’agevolazione.Se siamo più eredi, basta che uno solo abbia i requisiti prima casa?Sì, ed è uno degli aspetti più vantaggiosi della norma. È sufficiente che i requisiti sussistano in capo ad almeno uno degli eredi o legatari perché le imposte ipotecaria e catastale si applichino in misura fissa sull’intero immobile, con beneficio che ricade su tutti i coeredi. Chi rende la dichiarazione, però, assume anche gli obblighi e il rischio di decadenza.Posso chiedere l’agevolazione prima casa su una casa di categoria A/8?No. L’agevolazione è esclusa per le abitazioni censite nelle categorie catastali A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio storico o artistico). Per queste tipologie le imposte ipotecaria e catastale restano proporzionali, rispettivamente al 2% e all’1% del valore catastale.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua successioneLa prima casa in successione 2026 è un beneficio importante, ma richiede una verifica preventiva dei requisiti dell’erede, una compilazione corretta dei quadri del modello e la piena consapevolezza dei casi di decadenza. Sbagliare significa perdere migliaia di euro o, peggio, ricevere un avviso di liquidazione a distanza di anni, quando ormai la casa è stata venduta.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica: analisi dell’asse ereditario, verifica dei requisiti prima casa, calcolo e autoliquidazione delle imposte, invio telematico della dichiarazione di successione e gestione degli adempimenti tavolari tipici del Friuli Venezia Giulia. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità della pratica.Hai bisogno di assistenza per la successione e per l’agevolazione prima casa? Contattaci per fissare un appuntamento: chiamaci allo 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori verificano la tua posizione e si occupano di ogni passaggio, evitandoti errori e ritardi. Settembre 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 11:00:002026-09-19 12:50:18Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di Decadenza
CAF, SUCCESSIONISuccessione Quote Societarie 2026: SRL e Società di PersoneLa successione di quote societarie segue regole diverse a seconda del tipo di società. Nel 2026 il trasferimento di quote SRL, SNC o SAS agli eredi richiede attenzione alle clausole statutarie e può beneficiare di esenzioni fiscali.Indice dei contenutiSuccessione quote SRLSuccessione società di personeValutazione quote per successioneEsenzione imposta di successioneProcedura trasferimento quoteDiritti amministrativi e patrimonialiSuccessione quote SRLNelle SRL (Società a Responsabilità Limitata):Le quote sono liberamente trasferibili agli eredi per successioneLo statuto può prevedere clausole di gradimento o prelazioneGli eredi subentrano automaticamente nei diritti del defuntoClausole statutarieLo statuto può contenere:Clausola di continuazione: solo alcuni eredi possono entrareClausola di consolidazione: le quote vanno agli altri sociClausola di riscatto: i soci possono riacquistare le quote Successione società di personeNelle SNC (Società in Nome Collettivo) e SAS (Società in Accomandita Semplice):La morte del socio causa lo scioglimento del rapportoGli eredi hanno diritto solo alla liquidazione della quotaSalvo clausola contraria, non subentrano automaticamenteContinuazione con erediSe previsto da statuto o accordo:Gli eredi possono subentrare nella societàServe accettazione espressa degli altri sociModifica atto costitutivo presso notaio Valutazione quote per successioneIl valore delle quote si determina con:Valore patrimonio netto: da ultimo bilancio approvatoPerizia di stima: per società non operative o con avviamentoClausole statutarie: se prevedono criteri specifici Esenzione imposta di successioneLe quote societarie possono beneficiare di esenzione totale se:Per SRL e SPA: solo se l’erede acquisisce o integra il controllo della societàGli eredi mantengono il controllo (nelle società di persone, la titolarità delle quote) per almeno 5 anniTrasferite a coniuge e discendenti Procedura trasferimento quotePer formalizzare il trasferimento:Delibera assemblea soci (se richiesta da statuto)Atto notarile di trasferimento quoteIscrizione al Registro ImpreseComunicazione Agenzia Entrate per dichiarazione successione Diritti amministrativi e patrimonialiGli eredi acquisiscono:Diritto utili: dividendi futuriDiritto voto: partecipazione assembleeDiritto informazione: bilanci e documenti socialiDiritto liquidazione: in caso scioglimentoFontiD.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico successioni e donazioni), art. 3, comma 4-ter – esenzione per quote sociali e azioni – NormattivaCodice civile, art. 2284 – morte del socio nelle società di persone – NormattivaCodice civile, art. 2469 – trasferimento delle quote di SRL – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa.Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.com Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 06:00:002026-09-30 08:53:37Successione Quote Societarie 2026: SRL e Società di PersoneCAF, SUCCESSIONISuccessione Transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria: Regolamento UE, Legge Applicabile e Certificato Europeo (Guida 2026)Successione Transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria: Regolamento UE, Legge Applicabile e Certificato Europeo (Guida 2026)Il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione italiana che confina contemporaneamente con Slovenia e Austria. Questa posizione geografica unica crea una situazione peculiare per molte famiglie: cittadini italiani con beni o parenti in Slovenia o Austria, cittadini sloveni e austriaci residenti in FVG, e famiglie binazionali con patrimoni distribuiti su tre ordinamenti giuridici. In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere sulla successione transfrontaliera che coinvolge il FVG con Slovenia e Austria, con particolare attenzione al Regolamento UE 650/2012 e al Certificato Successorio Europeo.Indice dei contenutiIl Regolamento UE 650/2012: la rivoluzione del diritto successorio europeoLa legge applicabile: residenza abituale vs cittadinanzaCasi tipici FVG: le situazioni più frequentiIl Certificato Successorio Europeo (CSE)Imposta di successione: il principio del non cumulo e le convenzioni bilateraliWorldwide taxation italiana: l’imposta si applica sui beni esteriImmobili vs beni mobili nella successione transfrontalieraIl sistema tavolare FVG nella successione transfrontalieraCittadini binazionali: la scelta nel testamentoTempistiche pratiche e a chi rivolgersi in FVGDomande frequentiConclusione: consulenza specializzata per successioni transfrontaliereIl Regolamento UE 650/2012: la rivoluzione del diritto successorio europeo Prima del 2015, la successione internazionale era un labirinto di convenzioni bilaterali e regole nazionali diverse. Dal 17 agosto 2015, il Regolamento (UE) n. 650/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio ha unificato le regole di conflitto di leggi in materia di successioni nell’Unione Europea.Il Regolamento si applica alle successioni aperte dal 17 agosto 2015 (data del decesso) e riguarda tutti gli Stati UE ad eccezione di Danimarca, Irlanda e Regno Unito (quest’ultimo ora fuori dall’UE). Sia l’Italia che la Slovenia sono vincolati dal Regolamento; l’Austria pure.I punti chiave del Regolamento 650/2012:Legge applicabile: la successione è regolata dalla legge dello Stato in cui il defunto aveva la propria residenza abituale al momento del decesso (criterio principale, art. 21)Scelta della legge: il defunto può scegliere nel testamento che la sua successione sia regolata dalla legge dello Stato di cui ha la cittadinanza al momento della scelta o del decesso (art. 22, «professio iuris»). È l’unica scelta consentita.Giurisdizione: i tribunali competenti sono quelli dello Stato di residenza abituale del defunto (art. 4), salvo derogheRiconoscimento automatico: le decisioni giudiziarie e gli atti pubblici (sentenze di tribunale, atti notarili) in materia di successione emessi in uno Stato UE sono automaticamente riconosciuti negli altri Stati UELa legge applicabile: residenza abituale vs cittadinanza Il criterio della residenza abituale è quello predefinito (default rule) del Regolamento 650/2012. Si tratta del luogo in cui il defunto aveva il suo centro di interessi di vita: dove viveva stabilmente, lavorava, aveva la famiglia. La residenza anagrafica è un indice importante ma non l’unico.Esempi pratici FVG:Cittadino italiano residente a Udine con appartamento a Lubiana (Slovenia): la successione è regolata dalla legge italiana (residenza abituale in Italia), anche per l’appartamento sloveno. Il giudice competente è quello italiano.Cittadino sloveno residente a Gorizia/Nova Gorica con beni sia in Italia che in Slovenia: la successione è regolata dalla legge italiana (residenza in Italia)Cittadino austriaco residente a Trieste con vigneti nel Carso e immobili a Klagenfurt: la successione è regolata dalla legge italianaCittadino italiano residente a Ljubljana con immobili a Trieste: la successione è regolata dalla legge slovena, anche per gli immobili di TriesteLa professio iuris (art. 22): chi ha la doppia cittadinanza o vive in un Paese di cui non è cittadino può nel testamento scegliere che la propria successione sia regolata dalla legge della propria cittadinanza. Ad esempio, un cittadino italiano residente da anni in Austria può scegliere nel testamento la legge italiana.Casi tipici FVG: le situazioni più frequentiCaso 1: cittadino italiano con beni in Slovenia o AustriaMolti frontalieri e pensionati FVG hanno acquistato immobili oltreconfine (case vacanza in Slovenia, appartamenti a Vienna o Salisburgo). Se risiedono in Italia:La successione è regolata dalla legge italiana per tutto il patrimonio, compresi i beni esteriLa dichiarazione di successione italiana comprende anche i beni esteri (con indicazione del valore)Per «far valere» il titolo ereditario sui beni esteri (cancellare il nome del defunto dal registro immobiliare sloveno o austriaco) occorre il Certificato Successorio Europeo o l’apostille dell’atto italianoCaso 2: cittadino sloveno o austriaco residente in FVGLa comunità slovena in Friuli Venezia Giulia (tutelata dalla L. 38/2001) e i cittadini austriaci residenti in FVG che decedono in Italia:La successione è regolata dalla legge italiana (residenza abituale in Italia)Gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione in ItaliaSe hanno beni in Slovenia/Austria, il Certificato Successorio Europeo italiano vale anche lìIl sistema tavolare FVG si applica agli immobili localiCaso 3: famiglie binazionali con beni distribuiti su più PaesiLe famiglie con rami in Italia, Slovenia e Austria sono storicamente frequenti in FVG, specialmente nelle aree di Gorizia-Nova Gorica, Trieste-Muggia e Carso-Kras. In questi casi:Se il defunto aveva doppia cittadinanza (italiana + slovena o italiana + austriaca), la legge applicabile è quella della residenza abituale (default), ma nel testamento si può scegliere una delle cittadinanzeLa complessità si moltiplica se vi sono eredi residenti in Paesi diversiIl Regolamento 650/2012 non risolve la questione delle imposte di successione: ogni Paese applica le proprie regole fiscali (vedi sezione successiva)Il Certificato Successorio Europeo (CSE) Il Certificato Successorio Europeo (CSE) è lo strumento introdotto dagli artt. 62-73 del Regolamento 650/2012 per semplificare l’utilizzo dei diritti ereditari in più Paesi UE. Non sostituisce i documenti nazionali (dichiarazione di successione italiana, certificato di eredità, ecc.) ma li integra per l’uso transfrontaliero.A cosa serve il CSE:Dimostrare la qualità di erede, legatario, esecutore testamentario o amministratore dell’eredità negli altri Stati UEFar aggiornare i registri immobiliari esteri (Grundbuch austriaco, registro immobiliare sloveno) senza dover presentare una procedura successoria separata in ogni PaeseSbloccare conti correnti bancari in altri Paesi UE (le banche devono accettarlo come prova della qualità di erede)Chi lo rilascia:Se la successione è regolata dalla legge italiana (defunto residente in Italia): il CSE è rilasciato dal notaio italiano o dal Tribunale competenteSe la successione è regolata dalla legge di un altro Stato UE: il CSE è rilasciato dall’autorità competente di quello StatoValidità: il CSE ha validità di 6 mesi (prorogabile). Le copie certificate rilasciate dalla stessa autorità emittente hanno pari efficacia all’originale.Imposta di successione: il principio del non cumulo e le convenzioni bilateraliIl Regolamento 650/2012 non armonizza le imposte di successione, che restano materia di competenza nazionale. Questo significa che teoricamente la stessa eredità potrebbe essere tassata da più Paesi. Per evitare la doppia imposizione esistono:Italia-Austria: il regime attualeL’Austria ha abolito la propria imposta di successione nel 2008 (con decorrenza dal 1° agosto 2008). Pertanto, per le successioni aperte dopo quella data, non vi è imposta austriaca sulle successioni né sulle donazioni.Tuttavia, l’Austria applica un’imposta di trasferimento immobiliare (Grunderwerbsteuer, aliquota base 3,5%) sugli immobili siti in Austria trasferiti per successione, ma con agevolazioni per i trasferimenti a familiari stretti (aliquota ridotta al 2%). I residenti italiani con immobili austriaci che decedono in Italia devono:Pagare l’imposta di successione italiana sul valore degli immobili austriaci (inclusi nell’asse ereditario globale, con possibilità di dedurre le imposte pagate in Austria)Pagare la Grunderwerbsteuer austriaca per l’iscrizione degli eredi nel Grundbuch (registro immobiliare austriaco)Italia-Slovenia: la Convenzione del 1985La Slovenia ha ereditato la convenzione bilaterale contro la doppia imposizione stipulata tra Italia e Jugoslavia. In materia di successioni, la Convenzione Italia-Jugoslavia del 1985 (tuttora applicabile nel rapporto Italia-Slovenia per la parte succeduta) prevede meccanismi per evitare la doppia imposizione. Tuttavia, la Slovenia applica un’imposta di successione relativamente ridotta rispetto a quella italiana, con aliquote variabili in base al grado di parentela e valore dei beni.Attenzione: il regime convenzionale Italia-Slovenia in materia di successioni è complesso e soggetto a interpretazioni. Per situazioni specifiche (immobili in Slovenia ereditati da residenti in Italia) è indispensabile una consulenza specializzata.Worldwide taxation italiana: l’imposta si applica sui beni esteri Un principio fondamentale del diritto tributario italiano è la tassazione mondiale (worldwide taxation): se il defunto era residente in Italia al momento del decesso, l’imposta di successione italiana si applica su tutti i beni, dovunque situati nel mondo, compresi gli immobili in Slovenia, Austria, o qualsiasi altro Paese.Questo significa che un residente a Trieste con un appartamento a Lubiana e una casa a Vienna deve includere entrambi nella dichiarazione di successione italiana, e l’imposta italiana si calcola sul valore complessivo (inclusi i beni esteri).Detrazione delle imposte estere: ai sensi dell’art. 26 del D.Lgs. 346/1990, le imposte pagate all’estero sui beni ivi situati si deducono dall’imposta di successione italiana dovuta sugli stessi beni, fino a concorrenza di quest’ultima. Evita in parte (non sempre totalmente) la doppia tassazione.Immobili vs beni mobili nella successione transfrontalieraUna distinzione importante riguarda il tipo di bene:Beni immobili: anche dopo il Regolamento 650/2012, i Paesi dove si trovano gli immobili mantengono una propria competenza registrale. Per far trasferire la proprietà nel registro immobiliare locale (Grundbuch austriaco, registro fondiario sloveno) occorre produrre l’atto idoneo secondo le formalità locali (con il CSE o con un’apostille). Non basta la dichiarazione di successione italiana.Beni mobili (conti correnti, partecipazioni societarie): si trasferiscono più facilmente con il CSE, che le banche di tutti gli Stati UE devono accettare come prova della qualità di erede.Il sistema tavolare FVG nella successione transfrontalieraPer i beni immobili situati in FVG e appartenenti a defunti residenti all’estero (o con beni anche all’estero), si pone il problema del coordinamento tra:La legge applicabile alla successione (determinata dal Regolamento 650/2012)Le formalità tavolari per l’intavolazione in FVGEsempio: un cittadino sloveno residente a Ljubljana lascia un appartamento a Trieste. La successione è regolata dalla legge slovena (residenza in Slovenia). Per intavolare la proprietà dell’appartamento di Trieste nel Libro Fondiario, gli eredi devono ottenere il Certificato Successorio Europeo sloveno (o un atto notarile sloveno apostillato) e presentarlo alla Conservatoria tavolare di Trieste.Cittadini binazionali: la scelta nel testamento I cittadini binazionali (es.: cittadino italo-sloveno, italo-austriaco) hanno la facoltà di scegliere nel testamento (professio iuris) la legge della propria cittadinanza da applicare alla successione. Questa scelta può essere strategica, ad esempio se:La legge di una delle cittadinanze è più favorevole agli eredi per quanto riguarda le quote riservate ai legittimariUna delle leggi prevede aliquote di imposta di successione inferiori o franchigie più alteSi vuole unificare la gestione dell’asse ereditario sotto un unico sistema giuridicoLa scelta deve essere esplicita nel testamento e deve riferirsi a una delle cittadinanze possedute al momento della redazione del testamento o al momento del decesso. Non è possibile scegliere la legge di un Paese di cui non si è cittadini.Tempistiche pratiche e a chi rivolgersi in FVGPer una successione transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria, le tempistiche complessive possono variare da 6 mesi a oltre 2 anni, a seconda della complessità del patrimonio, del numero di eredi, della presenza o meno di testamento e delle procedure nei Paesi esteri coinvolti.Le figure professionali da coinvolgere sono:Notaio con esperienza in diritto internazionale privato: per il CSE, l’atto di accettazione dell’eredità, gli atti tavolariAvvocato con competenza transfrontaliera: per le eventuali dispute tra eredi o per l’interpretazione del testamento esteroCAF per la dichiarazione di successione: la dichiarazione di successione italiana (anche per le successioni con beni esteri) può essere compilata e presentata tramite CAF abilitatoConsulente fiscale nel Paese estero: per le formalità registrali e fiscali nei Paesi esteri (Slovenia, Austria)Domande frequentiIl Regolamento UE 650/2012 si applica anche per chi è deceduto prima del 17 agosto 2015?No. Il Regolamento si applica solo alle successioni aperte dal 17 agosto 2015 in poi (data del decesso uguale o successiva al 17/08/2015). Per le successioni precedenti si applicano le vecchie regole di conflitto di leggi nazionali.Se ho un appartamento a Ljubljana e muoio a Trieste, devo fare la successione anche in Slovenia?No, in linea di principio non occorre una procedura successoria separata in Slovenia. La successione è regolata dalla legge italiana (residenza in Italia) e il CSE italiano vale anche in Slovenia per dimostrare la qualità di erede. Tuttavia, per trasferire la proprietà dell’appartamento nel registro immobiliare sloveno occorre presentare documentazione alle autorità slovene. Un notaio sloveno o un avvocato sloveno può assistere in questa fase.L’Austria non ha l’imposta di successione: devo comunque pagare qualcosa per gli immobili austriaci?L’Austria ha abolito l’imposta di successione e donazione dal 2008. Tuttavia, per gli immobili in Austria che si trasferiscono per successione, si paga la Grunderwerbsteuer (imposta di trasferimento immobiliare) per l’iscrizione nel Grundbuch (registro immobiliare). L’aliquota per i trasferimenti a familiari stretti è agevolata. Inoltre, l’imposta di successione italiana si applica anche sui beni in Austria (con possibilità di detrazione della Grunderwerbsteuer pagata in Austria).Dove si presenta il Certificato Successorio Europeo in Slovenia?Per gli immobili in Slovenia, il CSE va presentato all’ufficio fondiario (zemljiška knjiga) competente per territorio. La procedura è gestita autonomamente dagli uffici giudiziari slovensi, che accettano il CSE come documento valido per il trasferimento.Conclusione: consulenza specializzata per successioni transfrontaliereLa successione transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria è una delle materie più complesse del diritto successorio internazionale, e riguarda una realtà concreta per molte famiglie del Friuli Venezia Giulia. Il Regolamento 650/2012 ha semplificato molte questioni, ma non le ha eliminate: le formalità registrali nei singoli Paesi, le imposte nazionali e le specificità del sistema tavolare FVG restano elementi che richiedono assistenza professionale specializzata.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste gli eredi nella preparazione e presentazione della dichiarazione di successione italiana anche in presenza di beni esteri, e collabora con notai esperti in diritto internazionale privato per il rilascio del Certificato Successorio Europeo. Per i casi con beni in Slovenia o Austria, ti mettiamo in contatto con i professionisti giusti.Richiedi un preventivo personalizzato per la tua situazione transfrontaliera. Leggi anche le nostre guide: Successioni FVG 2026, Successione a Trieste e Successione a Gorizia.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-24 09:00:002026-08-17 11:03:48Successione Transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria: Regolamento UE, Legge Applicabile e Certificato Europeo (Guida 2026)CAF, SUCCESSIONISuccessione Opere d’Arte, Preziosi e Antiquariato 2026: Perizia, Valutazione e TassazioneEreditare un patrimonio che include opere d’arte, gioielli, monete antiche, orologi di pregio, mobili antichi o auto d’epoca pone gli eredi di fronte a problematiche fiscali molto diverse rispetto a una successione ordinaria. I cosiddetti “beni mobili preziosi” hanno infatti regole specifiche: esiste una presunzione di legge che li quantifica in automatico al 10% dell’asse ereditario se non dichiarati, servono perizie tecniche per valutarli correttamente e alcuni beni possono essere vincolati dal Ministero della Cultura.In questa guida completa aggiornata al 2026 spieghiamo come gestire la successione di opere d’arte, preziosi e antiquariato: cosa dichiarare, come evitare la presunzione del 10%, quando serve una perizia, quanto si paga di imposta di successione e quali sono le particolarità per beni culturali vincolati e auto storiche. Una guida pensata per eredi di collezionisti, famiglie benestanti e chiunque si trovi a gestire beni di valore in una dichiarazione di successione.📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailIndice dei contenutiCosa si intende per beni preziosi, opere d’arte e antiquariatoLa presunzione del 10% (art. 9 D.Lgs. 346/1990)Come evitare la presunzione: dichiarazione analiticaCome si dichiarano i beni preziosi nella successionePerizia tecnica: quando serve e quanto costaTassazione: imposta di successione su opere d’arte e preziosiInventario notarile: quando è obbligatorioOpere d’arte e beni culturali vincolatiAuto d’epoca e veicoli storici ereditatiEsportazione di opere d’arte ereditateAssicurazione dei beni preziosi ereditatiVendita di beni preziosi ereditati e plusvalenzeDonazione di opere d’arte: alternativa alla successioneEsempio pratico: eredi di un collezionistaProblemi tipici nelle successioni con beni di valoreConsulenza CAF e periti: perché serve un teamFAQ: domande frequenti sulla successione di beni preziosiCosa si intende per beni preziosi, opere d’arte e antiquariatoNel linguaggio fiscale della dichiarazione di successione, la categoria “beni mobili preziosi” è molto ampia e comprende tutti i beni di pregio diversi da immobili, denaro, titoli e quote societarie. Comprendere cosa rientra in questa categoria è il primo passo per una dichiarazione corretta, perché ogni tipologia segue regole di valutazione e tassazione specifiche.Rientrano tra i beni preziosi da dichiarare in successione:Opere d’arte: quadri, dipinti, sculture, stampe firmate, opere di design d’autore, fotografie artistiche, litografie numerate, installazioniGioielli e oreficeria: anelli, collane, bracciali, orecchini in oro, argento, platino o con pietre preziose (diamanti, smeraldi, rubini, zaffiri)Monete antiche e da collezione: collezioni numismatiche, monete d’oro, monete commemorative, medaglie storicheOrologi di pregio: Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet, orologi vintage, cronometri da collezioneMobili antichi e antiquariato: mobili d’epoca, argenteria, porcellane, vetri artistici, tappeti persiani antichiLibri antichi e manoscritti: incunaboli, prime edizioni, manoscritti rari, autografi di personaggi storiciStrumenti musicali di pregio: violini Stradivari, pianoforti storici, strumenti d’autoreOggetti militari e da collezione: armi antiche regolarmente denunciate, cimeli storiciAuto d’epoca e veicoli storici: trattamento fiscale particolare, vedi sezione dedicataAttenzione: non tutto ciò che è “vecchio” è automaticamente antiquariato. Un mobile ha rilevanza fiscale come bene prezioso quando ha valore di mercato significativo e caratteristiche storico-artistiche. Allo stesso modo, un gioiello di fantasia o bigiotteria non rientra nella categoria, mentre un anello con diamante certificato sì. La presunzione del 10% (art. 9 D.Lgs. 346/1990)Il cuore della disciplina fiscale della successione di beni preziosi e opere d’arte è l’articolo 9 del D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle imposte di successione). Questa norma stabilisce una presunzione legale molto importante: se gli eredi non dichiarano analiticamente i beni mobili preziosi, la legge presume che questi esistano nel patrimonio del defunto in misura pari al 10% dell’asse ereditario attivo.In parole semplici: l’Agenzia delle Entrate parte dal presupposto che in ogni patrimonio ereditario ci siano gioielli, opere d’arte o oggetti di valore pari almeno al 10% del totale dei beni, anche se gli eredi non li dichiarano espressamente. Questa presunzione si aggiunge al patrimonio dichiarato e produce quindi un’imposta di successione maggiore.Esempio pratico:Patrimonio ereditato dichiarato: 500.000 euro (casa, conto corrente, titoli)Presunzione beni preziosi: 10% = 50.000 euroPatrimonio complessivo ai fini dell’imposta: 550.000 euroQuesta presunzione scatta in automatico sull’asse ereditario attivo, cioè sul valore complessivo dei beni prima della deduzione dei debiti. È quindi fondamentale sapere che non serve aver materialmente posseduto beni preziosi perché la presunzione operi: è un meccanismo automatico che colpisce tutti.La presunzione opera in favore dell’erario e spetta agli eredi dimostrare che il defunto non possedeva beni preziosi oppure che il loro valore reale era inferiore al 10%. Ecco perché diventa cruciale la dichiarazione analitica. Come evitare la presunzione: dichiarazione analiticaPer evitare che si applichi la presunzione del 10%, gli eredi devono dichiarare analiticamente tutti i beni mobili preziosi presenti nel patrimonio del defunto, con un elenco dettagliato e valori giustificati. Questa è la strada più sicura quando:Il patrimonio è elevato e il 10% presunto genererebbe un’imposta molto altaSi sa con certezza che i beni preziosi reali valgono meno del 10% presuntoIl defunto non possedeva beni preziosi di rilievo (es. solo una fede nuziale)Si vuole avere certezza fiscale ed evitare contestazioni futureLa dichiarazione analitica deve contenere un elenco descrittivo con valore stimato per ogni bene. Per esempio:Anello in oro bianco con diamante 0,50 ct, valore stimato 2.500 euroQuadro olio su tela di autore contemporaneo firmato, 80×60 cm, valore 1.200 euroOrologio Rolex Datejust acciaio, valore 5.000 euroMobile antico del 1800 in noce, valore 3.000 euroQuando il valore complessivo analitico è inferiore al 10% dell’asse, è fondamentale che sia documentato (fatture d’acquisto, perizie, fotografie, inventari). L’Agenzia delle Entrate può richiedere prove in fase di controllo, e una dichiarazione troppo “leggera” senza giustificativi rischia di essere disconosciuta.In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Questo richiede competenze specifiche nella gestione delle pratiche di successione, soprattutto quando si intrecciano beni immobili con patrimoni mobiliari di valore. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale con questo sistema. Come si dichiarano i beni preziosi nella successioneLa dichiarazione di successione telematica (modello SUA) prevede una sezione specifica per i beni mobili e preziosi. In particolare, bisogna compilare il quadro dedicato ai beni diversi dagli immobili, dalle partecipazioni societarie e dagli strumenti finanziari, inserendo descrizione, quantità e valore.Il valore da dichiarare è il valore di mercato al momento dell’apertura della successione (data del decesso). Questo valore si determina con diversi metodi a seconda del bene:Opere d’arte: quotazioni di mercato, risultati di aste comparabili, perizie di espertiGioielli: valore della materia prima (oro, platino) più valore delle pietre certificate, più valore artistico/manifatturieroMonete: cataloghi numismatici di riferimento (Gigante, Montenegro) e quotazioni di mercatoOrologi: quotazioni di mercato dei modelli di riferimento, stato di conservazione, originalità di componentiAntiquariato: stime di antiquari e gallerie, cataloghi d’astaLibri antichi: repertori bibliografici, aste specializzateLa descrizione deve essere analitica: non basta scrivere “collezione di quadri”. Bisogna indicare autore (se noto), titolo, tecnica, dimensioni, anno, stato di conservazione. Più la descrizione è precisa, minore è il rischio di contestazioni.Per la corretta compilazione della dichiarazione e di tutti i documenti della successione, è fondamentale la consulenza di un CAF specializzato, che può coordinare anche l’intervento di periti esterni. Perizia tecnica: quando serve e quanto costaLa perizia tecnica è un documento redatto da un esperto che attribuisce un valore di mercato ufficiale ai beni. Non è sempre obbligatoria, ma in molti casi è fortemente consigliata per proteggersi da contestazioni dell’Agenzia delle Entrate e per gestire eventuali conflitti tra eredi.Quando è consigliabile fare una perizia:Opere d’arte di valore superiore a 50.000 euro cadaunaIntere collezioni (quadri, monete, orologi, libri) con valore complessivo significativoPresenza di contenzioso tra eredi sulla suddivisione dei beniBeni potenzialmente soggetti a vincolo culturaleQuando si prevede una futura vendita all’astaQuando si vogliono assicurare i beni (la polizza richiede perizia aggiornata)Chi può fare una perizia valida fiscalmente:Periti iscritti all’Albo del Tribunale (categoria arte, antiquariato, gioielleria, numismatica)Case d’asta riconosciute (Christie’s, Sotheby’s, Finarte, Pandolfini, Cambi)Gallerie d’arte accreditate e antiquari con partita IVA e specializzazioneIstituti gemmologici (IGI, GIA) per pietre preziose e diamantiEsperti numismatici iscritti ad associazioni di categoria (NIP)Costi della perizia: variano in base al tipo e al valore del bene. In linea di massima, si considera un onorario pari all’1-3% del valore stimato, con un minimo fisso che parte da 150-300 euro per singolo oggetto. Per collezioni importanti si negoziano tariffe forfettarie.Una buona perizia deve contenere: descrizione dettagliata del bene, fotografie, riferimenti di mercato (aste comparabili), stato di conservazione, provenienza documentata, valore di mercato alla data del decesso. La perizia va allegata alla dichiarazione di successione come documento giustificativo. Tassazione: imposta di successione su opere d’arte e preziosiBuona notizia per gli eredi: l’imposta di successione sui beni preziosi e opere d’arte si calcola con le stesse aliquote e franchigie previste per gli altri beni. Non esistono imposte maggiorate per questa tipologia di beni.Ricordiamo le aliquote dell’imposta di successione 2026:Coniuge e figli: aliquota 4%, franchigia 1.000.000 euro per ciascun eredeFratelli e sorelle: aliquota 6%, franchigia 100.000 euro per ciascun eredeAltri parenti fino al 4° grado: aliquota 6%, nessuna franchigiaAltri soggetti (conviventi, terzi): aliquota 8%, nessuna franchigiaPortatori di handicap grave: franchigia aggiuntiva di 1.500.000 euroL’imposta si applica sul valore complessivo della quota ereditaria, che include anche i beni preziosi dichiarati. Per approfondire il calcolo completo, consulta la guida su imposta di successione, aliquote e scadenze.Esempio di calcolo: un figlio eredita dal padre un patrimonio complessivo di 1.500.000 euro, di cui 200.000 euro sono opere d’arte. Essendo figlio, ha diritto alla franchigia di 1.000.000 euro. L’imposta si applica solo su 500.000 euro (quota eccedente la franchigia) al 4%, quindi 20.000 euro di imposta di successione.Oltre all’imposta di successione, non sono dovute imposte ipotecaria e catastale sui beni mobili (queste imposte si applicano solo agli immobili). Quindi la tassazione complessiva dei beni preziosi è relativamente contenuta rispetto agli immobili. Inventario notarile: quando è obbligatorioL’inventario notarile dei beni ereditati è un atto redatto da un notaio che elenca analiticamente tutti i beni del defunto. Non è sempre obbligatorio, ma diventa necessario in diverse situazioni che spesso coinvolgono patrimoni con beni preziosi.Quando serve l’inventario notarile:Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario: obbligatoria per minori, incapaci e persone giuridiche, e consigliata quando si teme che i debiti del defunto superino il patrimonioPresenza di eredi minorenni o soggetti sottoposti a tutelaConflitto tra eredi sulla consistenza del patrimonioPresenza di esecutore testamentario o curatore dell’eredità giacentePatrimonio molto articolato con molti beni mobili di valoreL’inventario notarile offre certezza giuridica sulla consistenza dell’asse ereditario e rappresenta una prova “qualificata” davanti all’Agenzia delle Entrate per dimostrare il valore reale dei beni preziosi. Tuttavia, ha costi significativi: onorario notarile più oneri per i periti che assistono il notaio nella stima dei beni.Per i casi di eredi minori, approfondisci la guida dedicata a successione con eredi minori, dove l’inventario è sempre obbligatorio. Opere d’arte e beni culturali vincolatiAlcune opere d’arte e beni di pregio sono dichiarati di interesse culturale dal Ministero della Cultura (MiC) ai sensi del Codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004). Si tratta di opere con particolare valore storico, artistico o archeologico, sottoposte a un regime di tutela speciale.Obblighi degli eredi per i beni culturali vincolati:Notifica obbligatoria al Ministero della Cultura (Soprintendenza competente per territorio) entro i termini previsti dal codiceRispetto dei vincoli di conservazione e manutenzioneDivieto di modificare, restaurare o spostare il bene senza autorizzazioneObbligo di comunicare al Ministero ogni trasferimento di proprietàDiritto di prelazione dello Stato in caso di vendita (lo Stato può acquistare il bene allo stesso prezzo offerto da altri)Una particolarità molto interessante per gli eredi: l’articolo 28 bis del D.Lgs. 346/1990 consente di pagare l’imposta di successione cedendo allo Stato opere d’arte, beni culturali o archivi di interesse storico. Questa modalità di pagamento “in natura” richiede l’autorizzazione del Ministero della Cultura e del Ministero dell’Economia.Vantaggi della cessione allo Stato:Estinzione totale o parziale del debito d’impostaValore del bene stabilito da apposita commissione di espertiPossibilità per gli eredi di non dover vendere altri beni di famiglia per pagare l’impostaL’opera entra nel patrimonio pubblico e viene valorizzata dalla collettivitàQuesta opzione è particolarmente utile quando si eredita un’opera di grande valore ma si ha scarsa liquidità, evitando di dover vendere frettolosamente a un prezzo inferiore al reale per far fronte alle imposte. Auto d’epoca e veicoli storici ereditatiLe auto d’epoca e i veicoli storici ereditati seguono un trattamento fiscale particolare, a metà strada tra beni mobili preziosi e veicoli tradizionali. Non rientrano nella presunzione del 10% se sono regolarmente iscritti al PRA (Pubblico Registro Automobilistico), perché risultano già da un registro pubblico.Classificazione delle auto storiche:Auto d’epoca: oltre 20 anni di immatricolazione, iscritte al registro ASI (Automotoclub Storico Italiano), FIVA, RIAR o Registro LanciaAuto ultraventennali “ordinarie”: oltre 20 anni ma non iscritte a registri storiciYoungtimer: tra 15 e 20 anni, interessanti per collezionisti ma non ancora storiche ufficialmenteDichiarazione e tassazione auto d’epoca ereditate:Vanno dichiarate nella successione al loro valore di mercato (non al valore “burocratico” PRA)Per la valutazione si usano quotazioni specializzate (Quattroruote Classic, Ruoteclassiche) o perizie ASIImposta di successione con le aliquote ordinarie sul valore di mercatoDopo la successione, per il trasferimento dell’intestazione al PRA serve l’atto notarile di accettazione di eredità o dichiarazione di successione presentataPratica PRA per voltura auto ereditata: l’erede deve presentare al PRA la domanda di aggiornamento dell’intestazione allegando la dichiarazione di successione registrata. Il costo è di circa 90 euro di emolumenti ACI più imposte di bollo. Le auto storiche godono di riduzioni sull’IPT (imposta provinciale di trascrizione) in molte province.Bollo auto e assicurazione: una volta volturata, l’auto storica ha benefici fiscali importanti. Le auto oltre i 30 anni con certificato di rilevanza storica pagano un bollo ridotto (circa 30 euro annui), e le polizze RCA “storiche” hanno premi molto vantaggiosi. Per i dettagli consulta la guida successione veicoli, auto e moto. Esportazione di opere d’arte ereditateEreditare un’opera d’arte non significa automaticamente poterla esportare liberamente. La normativa italiana sull’esportazione di beni culturali prevede procedure differenziate a seconda dell’età e del valore dell’opera, regolamentate dal D.Lgs. 42/2004.Regole attuali per l’esportazione:Opere di autori viventi o eseguite da meno di 70 anni: esportazione libera senza autorizzazioniOpere oltre 70 anni di età con valore fino a 13.500 euro: serve solo un’autocertificazioneOpere oltre 70 anni con valore superiore a 13.500 euro: serve l’attestato di libera circolazione rilasciato dall’Ufficio Esportazione del Ministero della CulturaBeni dichiarati di interesse culturale: l’uscita definitiva dall’Italia è vietata, salvo eccezioniLa procedura per ottenere l’attestato di libera circolazione prevede la presentazione dell’opera all’Ufficio Esportazione competente (Roma, Milano, Firenze, Venezia, Napoli, Palermo e altri), che la esamina e decide entro 40 giorni. In questo lasso di tempo lo Stato può esercitare il diritto di acquisto coattivo al valore dichiarato.Se lo Stato non esercita il diritto di acquisto, rilascia l’attestato che consente l’esportazione per 5 anni. L’attestato è necessario anche per vendite internazionali tramite case d’asta estere.Attenzione: esportare un’opera senza autorizzazione costituisce reato penale, con sanzioni che vanno dalla multa al sequestro del bene, fino alla reclusione nei casi più gravi. Assicurazione dei beni preziosi ereditatiRicevere in eredità opere d’arte, gioielli o oggetti di pregio comporta una nuova responsabilità: la loro tutela assicurativa. Le polizze “casa” tradizionali spesso coprono solo parzialmente i beni preziosi o li escludono del tutto oltre certe soglie.La soluzione più adatta è la polizza “All Risks Arte” o “All Risks Valori”, specificamente pensata per:Opere d’arte e scultureCollezioni di valore (numismatiche, filateliche, d’arte)Gioielli e oreficeriaOrologi di pregioMobili antichi e argenteriaStrumenti musicali da collezioneCoperture tipiche della polizza All Risks Arte:Furto e rapinaIncendio, fulmine, esplosioneDanni accidentali (caduta, rottura, graffi)Danni d’acquaTrasporto e movimentazionePrestito a mostre e museiTerremoto e calamità naturali (clausole opzionali)Costi indicativi: la polizza All Risks Arte ha un premio che varia tipicamente tra lo 0,2% e lo 0,8% del valore assicurato annuo. Per assicurare una collezione da 200.000 euro il premio annuo si colloca tra 400 e 1.600 euro a seconda di copertura, ubicazione e sistemi di sicurezza domestici.Per stipulare la polizza serve una perizia aggiornata con elenco fotografato dei beni. Molte compagnie richiedono anche dotazioni di sicurezza (antifurto, cassaforte, videosorveglianza) per assicurare valori elevati.Per un quadro completo delle assicurazioni post-successione, leggi la guida dedicata a eredità e assicurazioni. Vendita di beni preziosi ereditati e plusvalenzeGli eredi possono decidere di vendere i beni preziosi ricevuti in successione. In questo caso bisogna conoscere le regole fiscali applicabili e i canali di vendita più adatti a ciascun tipo di bene.Canali di vendita per opere d’arte e beni preziosi:Case d’asta internazionali: Christie’s, Sotheby’s, Phillips, BonhamsCase d’asta italiane: Finarte, Pandolfini, Cambi, Porro, Wannenes, Meeting ArtGallerie d’arte: acquisto diretto o conto depositoAntiquari e compro oro: per oggetti di antiquariato e gioielliPiattaforme online specializzate: Catawiki, Artsy, InvaluableTassazione della vendita: per i beni ereditati e rivenduti dai privati, la disciplina fiscale è particolarmente favorevole. La plusvalenza da vendita occasionale di beni mobili e opere d’arte da parte di un privato (non imprenditore/mercante d’arte) non è soggetta a tassazione, perché non rientra in alcuna categoria reddituale tipica dell’IRPEF.Diverso è il discorso se:L’attività è abituale (compravendite continuative): diventa reddito d’impresaIl soggetto è un mercante d’arte con partita IVASi realizzano plusvalenze speculative sistematiche (orientamento giurisprudenziale in evoluzione)L’Agenzia delle Entrate ha rafforzato i controlli sulle vendite di opere d’arte rivedendo la qualificazione di “privato collezionista” vs “speculatore abituale”. Per vendite importanti è consigliabile una consulenza fiscale preventiva.Documenti necessari per vendere beni ereditati:Dichiarazione di successione registrataCertificato di morte e atto di notorietà o autocertificazionePerizia di valutazione aggiornataAttestato di libera circolazione per opere oltre 70 anni (se vendita internazionale)Fotografie e documentazione di provenienza Donazione di opere d’arte: alternativa alla successioneUna strategia di pianificazione patrimoniale per chi possiede opere d’arte e beni di valore è la donazione in vita a figli o altri eredi. La donazione può essere molto vantaggiosa perché ha le stesse franchigie e aliquote dell’imposta di successione e consente di “bloccare” il valore ai fini fiscali.Vantaggi della donazione di opere d’arte:Stesse aliquote della successione (4% coniuge/figli, 6% fratelli, 8% terzi)Stesse franchigie (1.000.000 euro per figli/coniuge)Valore cristallizzato al momento della donazionePossibilità di scaglionare donazioni nel tempoRiduzione del patrimonio ereditario futuro (pianificazione fiscale)Svantaggi e attenzioni:La donazione richiede atto notarile pubblico (costi notarili)Le donazioni rientrano nel calcolo della successione futura (rapporto tra coerelde) ai fini della legittimaNon è reversibile senza accordo delle partiPer opere vincolate serve comunque il nulla osta del MinisteroLe donazioni di modico valore (es. gioielli di famiglia) non richiedono atto notarile se c’è traditio (consegna materiale) e rapporto di parentela stretta. Per beni di valore consistente, invece, l’atto notarile è sempre necessario per garantire efficacia e opponibilità.Nota importante: l’IVA non si applica alle successioni né alle donazioni di opere d’arte tra privati. L’IVA scatta solo nelle compravendite commerciali (galleria, mercante d’arte, casa d’asta come venditore professionale). Esempio pratico: eredi di un collezionistaVediamo un caso pratico che illustra tutti gli aspetti trattati. Supponiamo che Mario, collezionista appassionato, scompaia lasciando alla moglie Anna e al figlio Luca il seguente patrimonio:Casa di proprietà a Udine: 350.000 euroConto corrente: 80.000 euroTitoli BTP: 120.000 euroCollezione di quadri del Novecento (15 opere): valore stimato 180.000 euroGioielli di famiglia (oreficeria antica, diamanti): 40.000 euroCollezione di monete romane: 25.000 euroFiat 500 del 1965 iscritta ASI: 15.000 euroAsse ereditario totale: 810.000 euroScenario 1: dichiarazione senza elenco analitico dei beni preziosiAsse “ufficiale”: 550.000 euro (immobile + conto + BTP + auto PRA)Presunzione 10% beni preziosi: 55.000 euroPatrimonio totale tassato: 605.000 euroConseguenza: tassazione su importo stimato forfettariamente, ma il reale patrimonio preziosi (245.000 euro) resterebbe “sommerso” e gli eredi rischierebbero contestazioni future se venissero scopertiScenario 2: dichiarazione analitica correttaQuadri dichiarati con perizia: 180.000 euroGioielli dichiarati con perizia gemmologica: 40.000 euroMonete dichiarate con perizia numismatica: 25.000 euroAsse ereditario totale dichiarato: 810.000 euroCalcolo imposta (coniuge + figlio, due eredi in parti uguali):Quota Anna: 405.000 euro → sotto franchigia di 1.000.000 euro → imposta 0Quota Luca: 405.000 euro → sotto franchigia di 1.000.000 euro → imposta 0Imposta di successione: 0 euroImposte ipotecaria e catastale sulla casa: 2% + 1% di 350.000 = 10.500 euroCome si vede, una dichiarazione analitica corretta permette di trasparentemente gestire il patrimonio e beneficiare pienamente delle franchigie. Il costo delle perizie (circa 5.000-7.000 euro totali per questo patrimonio) è ampiamente ripagato dalla tranquillità fiscale e dall’assenza di rischi di contestazione. Problemi tipici nelle successioni con beni di valoreGestire una successione con opere d’arte, gioielli e antiquariato non è mai semplice. Ecco i problemi più frequenti che il CAF Centro Fiscale affronta nelle consulenze specializzate:Sottovalutazione o sopravvalutazione: gli eredi non hanno competenze tecniche per valutare correttamente, rischiando contestazioni del Fisco o liti tra coerediScomparsa di beni: oggetti spariti tra la morte e l’inventario, con difficoltà a ricostruire la consistenza realeAutenticazioni dubbie: opere attribuite ad autori famosi senza certificazioni adeguate, con rischio di scoprire che sono copie o falsiConflitti tra coeredi: chi tiene il quadro? Come si divide la collezione? Serve vendere per dividere in denaro?Beni all’estero: opere lasciate in altri Paesi, con problematiche di doppia imposizione e rimpatrioBeni vincolati non dichiarati: scoperta tardiva che un’opera era sottoposta a vincolo ministerialeCarenza di liquidità: il patrimonio è consistente ma illiquido, e l’imposta di successione diventa un problema concretoProvenienza illegittima: opere con dubbia provenienza (furto, trafugamento bellico, commercio illecito) che emergono solo al tentativo di venditaAffrontare questi problemi richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge consulente fiscale, perito specialistico, notaio e spesso anche avvocato, per tutelare gli interessi di tutti gli eredi e rispettare tutti gli obblighi di legge. Consulenza CAF e periti: perché serve un teamLe successioni che includono opere d’arte, preziosi e antiquariato richiedono una squadra di specialisti che collaborino tra loro. Il CAF Centro Fiscale di Udine affianca da anni gli eredi friulani in questo tipo di pratiche complesse, coordinando l’intervento di periti esterni qualificati.Cosa fa il CAF nel tuo interesse:Analisi iniziale del patrimonio e stima preliminare del rischio presunzioneScelta strategica tra dichiarazione analitica e accettazione della presunzione del 10%Coordinamento con periti specializzati per arte, gioielli, numismatica, auto d’epocaCompilazione analitica della dichiarazione di successione telematicaRapporto con Ministero Cultura per beni vincolatiGestione dell’eventuale pagamento dell’imposta tramite cessione di opere allo StatoConsulenza sulle strategie di donazione per ottimizzare il passaggio generazionaleAssistenza post-successione: volture auto, disdette polizze, nuove coperture assicurativeIl vantaggio del CAF Centro Fiscale è la specializzazione territoriale nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia, che combinata all’esperienza su successioni con beni di valore offre un servizio completo e integrato. Lavoriamo con una rete di periti, notai e gallerie di fiducia sul territorio friulano e a livello nazionale.Se stai gestendo una successione con opere d’arte, gioielli o oggetti di valore, non improvvisare. Una consulenza iniziale ti permette di impostare la strategia corretta fin dall’inizio, evitando errori costosi o contestazioni future.Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | WhatsApp 366 6018121 | info@centrofiscale.com FAQ: domande frequenti sulla successione di beni preziosiI gioielli di famiglia vanno dichiarati anche se hanno solo valore affettivo?Sì, se hanno un valore di mercato apprezzabile (oro, pietre preziose certificate), vanno dichiarati al valore di mercato effettivo. La bigiotteria e l’oreficeria di modico valore possono essere omesse senza problemi, ma un anello d’oro con diamante va sempre dichiarato.Se non dichiaro nulla, rischio sanzioni?Se non dichiari beni preziosi, si applica automaticamente la presunzione del 10% e paghi l’imposta su quel valore stimato. Il rischio sanzioni scatta se l’Agenzia delle Entrate scopre beni di valore molto superiore al 10% presunto: in quel caso parte l’accertamento con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta non versata, oltre agli interessi.La perizia deve essere asseverata dal Tribunale?Per la dichiarazione di successione non serve l’asseverazione (giuramento in Tribunale), basta una perizia redatta da esperto qualificato con la sua responsabilità professionale. L’asseverazione diventa necessaria se la perizia deve essere utilizzata in un contenzioso giudiziario tra eredi.Posso vendere un quadro ereditato senza pagare tasse sulla vendita?Sì, se sei un privato che vende occasionalmente un bene ereditato, la plusvalenza non è soggetta a IRPEF. Attenzione però: se vendi sistematicamente più opere (collezione progressivamente liquidata) il Fisco potrebbe qualificarti come speculatore abituale.Come so se un’opera d’arte è vincolata?Si verifica presso la Soprintendenza competente per territorio (Ministero della Cultura). Se l’opera proviene da una famiglia importante o è nota negli archivi storici, è possibile che sia vincolata. Alcune vincoli derivano da atti notificati ai proprietari, altri sono automatici per opere in chiese, musei o collezioni pubbliche.Posso pagare l’imposta di successione con un quadro?Sì, l’articolo 28 bis del D.Lgs. 346/1990 consente di cedere opere d’arte, libri, archivi o collezioni di interesse storico-artistico allo Stato come pagamento dell’imposta. Serve però l’autorizzazione del Ministero della Cultura e del MEF, e i tempi della procedura possono essere lunghi.Un’auto d’epoca rientra nella presunzione del 10%?No, se è regolarmente iscritta al PRA. I veicoli iscritti in pubblici registri sono esclusi dalla presunzione perché risultano già tracciati. Vanno però dichiarati al loro valore di mercato nella successione.Quanto costa in media una perizia d’arte?Indicativamente l’1-3% del valore stimato, con un minimo di 150-300 euro per pezzo singolo. Per collezioni si negoziano tariffe forfettarie. Una perizia professionale per una collezione da 200.000 euro può costare tra 2.000 e 5.000 euro.Posso esportare un quadro antico ereditato dalla famiglia?Per opere con oltre 70 anni di età e valore superiore a 13.500 euro serve l’attestato di libera circolazione del Ministero della Cultura. Per opere vincolate l’esportazione è vietata. Per opere più recenti o di minor valore non servono autorizzazioni.Il CAF Centro Fiscale si occupa anche di successioni con opere d’arte?Sì, gestiamo successioni complesse con patrimoni artistici coordinando periti qualificati, notai e avvocati quando necessario. La nostra esperienza nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia ci rende un partner affidabile per eredi di collezionisti e famiglie con patrimoni articolati sul territorio friulano.Conclusione: gestire una successione con opere d’arte richiede strategiaEreditare opere d’arte, gioielli, antiquariato o una collezione di pregio è un privilegio ma anche una responsabilità. La presunzione del 10%, la necessità di perizie qualificate, i vincoli ministeriali e le regole sull’esportazione rendono questa materia molto più complessa di una successione ordinaria.Affidarsi a professionisti esperti consente di ottimizzare la tassazione, evitare contestazioni future e gestire correttamente il patrimonio ereditato. Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione la sua esperienza nelle successioni complesse e il suo network di periti specializzati per affiancarti in ogni fase.Prenota subito una consulenza: chiamaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Una prima valutazione gratuita ti permette di capire la strategia migliore per il tuo caso specifico. ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-24 08:00:002026-08-17 11:03:45Successione Opere d’Arte, Preziosi e Antiquariato 2026: Perizia, Valutazione e TassazioneCAF, SUCCESSIONISuccessione Azienda 2026: Trasferimento Impresa agli ErediLa successione di un’azienda è un momento delicato che richiede pianificazione. Nel 2026 il trasferimento dell’impresa agli eredi può beneficiare di agevolazioni fiscali significative, soprattutto se pianificato con strumenti come il patto di famiglia.Indice dei contenutiTipi di azienda nella successioneEsenzione imposta di successione per aziendePatto di famigliaValutazione azienda ai fini successioneDivisione azienda tra più erediContinuazione attivitàTipi di azienda nella successioneLa successione può riguardare:Ditta individuale: trasferimento dell’intera attivitàQuote societarie: SRL, SNC, SAS (vedi articolo dedicato)Partecipazioni qualificate: SPA con controllo Esenzione imposta di successione per aziendeLa normativa prevede esenzione totale dall’imposta di successione se:Gli eredi proseguono l’attività per almeno 5 anniL’azienda viene trasferita a coniuge e discendentiGli eredi non cedono l’azienda entro 5 anni dal trasferimento Patto di famigliaIl patto di famiglia è lo strumento ideale per il passaggio generazionale:Trasferimento in vita dell’aziendaCoinvolge tutti i legittimari (coniuge, figli)Previene future contestazioni ereditarieBenefici fiscali: esenzione dall’imposta di donazione, alle stesse condizioni previste per la successione Valutazione azienda ai fini successioneIl valore dell’azienda si determina con:Perizia giurata di stimaMetodi patrimoniale, reddituale o mistoAvviamento commercialeValore beni strumentali (al netto ammortamenti) Divisione azienda tra più erediSe ci sono più eredi:Assegnazione a uno solo: compenso agli altri in denaroVendita a terzi: divisione ricavato tra erediGestione comune: trasformazione in società Continuazione attivitàL’erede che prosegue l’attività deve:Comunicare variazione titolarità alla CCIAA entro 30 giorniAggiornare partita IVA (o aprirne una nuova)Comunicare all’INPS prosecuzione attivitàMantenere dipendenti o gestire cessazioniFontiD.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico successioni e donazioni), art. 3, comma 4-ter – esenzione per aziende, quote e azioni trasferite a coniuge e discendenti – NormattivaCodice civile, artt. 768-bis e seguenti – patto di famiglia – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa.Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.com Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-24 06:00:002026-09-30 07:58:43Successione Azienda 2026: Trasferimento Impresa agli ErediCAF, SUCCESSIONITFR, Polizze Vita e Ratei di Pensione del Defunto 2026: Cosa Entra nella Successione e Come si TassaQuando muore un familiare, una delle prime domande che si pongono gli eredi riguarda il denaro che arriva dopo il decesso: il TFR del defunto va dichiarato nella successione? E la polizza vita? E i ratei di pensione che l’INPS non ha fatto in tempo a pagare? La risposta, che sorprende molti, è che nella maggior parte dei casi queste somme non entrano nell’asse ereditario e quindi non vanno indicate nella dichiarazione di successione. Attenzione però: non entrare in successione non significa essere esenti da ogni imposta. La tassazione TFR successione segue infatti un binario diverso, quello della tassazione separata IRPEF.In questa guida aggiornata al 2026 vediamo in modo semplice quali somme restano fuori dall’attivo ereditario (l’insieme dei beni e dei diritti del defunto che vengono tassati con l’imposta di successione), quali invece ci entrano a pieno titolo, e come funziona concretamente la tassazione TFR successione, delle polizze vita e dei ratei di pensione non riscossi. Alla fine trovi anche le aliquote e le franchigie 2026 dell’imposta di successione e una sezione di domande frequenti.Indice dei contenutiTassazione TFR successione: cosa entra e cosa resta fuori dall’asse ereditarioIl TFR del defunto: perché si acquista iure proprio (art. 2122 c.c.)Tassazione TFR successione: si applica la tassazione separata IRPEFPolizze vita: esenti dall’imposta di successione (art. 1920 c.c.)Ratei di pensione INPS non riscossi e arretrati: come si recuperanoCosa entra davvero nell’asse ereditarioAliquote e franchigie dell’imposta di successione 2026Dove si dichiarano TFR, polizze e ratei se non vanno in successioneLa procedura completa della dichiarazione di successioneDomande frequenti sulla tassazione TFR successioneAssistenza del CAF Centro Fiscale per la tua successioneTassazione TFR successione: cosa entra e cosa resta fuori dall’asse ereditarioPer capire la tassazione TFR successione occorre partire da un concetto giuridico che sembra complicato ma è molto intuitivo: la differenza tra acquisto per successione e acquisto iure proprio. Quando un bene si acquista per successione significa che quel bene apparteneva al defunto ed è passato agli eredi proprio perché eredi: è il caso della casa, del conto corrente, dei titoli. Quando invece una somma si acquista iure proprio (letteralmente “per diritto proprio”) significa che la legge o un contratto attribuiscono quel denaro direttamente a certe persone, senza che passi mai dal patrimonio del defunto.La distinzione ha conseguenze pratiche enormi. Ciò che si acquista iure proprio non va inserito nella dichiarazione di successione, non concorre a formare l’attivo ereditario, non paga l’imposta di successione e — aspetto spesso decisivo — spetta ai beneficiari anche se questi rinunciano all’eredità. Immagina che Marco rinunci all’eredità del padre perché carica di debiti: potrà comunque incassare il TFR e la polizza vita di cui è beneficiario, perché quei soldi non fanno parte dell’eredità.Somma o beneEntra nella successione?Come viene tassataTFR e indennità di preavvisoNO se morte in servizio (art. 2122 c.c.)*Tassazione separata IRPEF (art. 19 e 17 TUIR)Polizza vita caso morteNO (art. 1920 c.c.)Esente IRPEF per il rischio demografico; 26% sul rendimentoRatei di pensione non riscossiNO se spettano a coniuge o figli (iure proprio)**; SI negli altri casiIRPEF in dichiarazione degli eredi o tassazione separata (in ogni caso)Immobili e terreniSIImposta di successione + ipotecaria e catastaleConti correnti e depositiSIImposta di successione oltre franchigiaTitoli, fondi, azioni, quote societarieSIImposta di successione oltre franchigiaCrediti del defunto verso terziSIImposta di successione oltre franchigia* Se invece il rapporto di lavoro era già cessato prima del decesso (es. il defunto era già in pensione) e il TFR risultava maturato ma non ancora liquidato, la somma è un credito del defunto ed entra nell’attivo ereditario: vedi il paragrafo dedicato più avanti.** Il rateo di pensione spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli del defunto: in questi casi resta fuori dall’attivo ereditario. In mancanza sia di coniuge sia di figli, il rateo rientra invece nell’asse ereditario e sconta l’imposta di successione, e l’INPS richiede prova della dichiarazione di successione prima di liquidarlo (Ris. Agenzia delle Entrate n. 53/E del 2008; art. 48, comma 3, D.Lgs. 346/1990). Il TFR del defunto: perché si acquista iure proprio (art. 2122 c.c.)Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto, la somma che il datore di lavoro accantona ogni anno e liquida alla fine del rapporto) e l’indennità sostitutiva del preavviso hanno una disciplina speciale contenuta nell’art. 2122 del Codice Civile. La norma stabilisce che, in caso di morte del lavoratore, queste indennità devono essere corrisposte direttamente a determinati familiari, che le acquistano iure proprio e non in qualità di eredi. Chi ha diritto al TFR del lavoratore decedutoL’art. 2122 c.c. individua con precisione i beneficiari del TFR del lavoratore deceduto:il coniuge (e, per equiparazione di legge, la parte di unione civile);i figli, senza distinzione tra figli nati nel matrimonio e fuori dal matrimonio;i parenti entro il terzo grado (ad esempio fratelli, nipoti, zii) solo se vivevano a carico del lavoratore;gli affini entro il secondo grado (ad esempio suoceri, cognati) solo se vivevano a carico del lavoratore.Il punto chiave è che coniuge e figli hanno diritto al TFR sempre, a prescindere dal fatto che fossero o meno economicamente dipendenti dal defunto. Per gli altri parenti e affini, invece, occorre dimostrare la vivenza a carico, cioè il fatto che il lavoratore provvedesse in modo abituale al loro mantenimento. Si tratta di una prova che va documentata con attenzione e che è spesso fonte di contestazioni da parte del datore di lavoro o del fondo pensione.Come si divide il TFR tra gli aventi dirittoLa ripartizione del TFR non segue le quote di eredità. L’art. 2122 c.c. prevede che la somma si divida secondo l’accordo raggiunto tra gli aventi diritto e, in mancanza di accordo, secondo il bisogno di ciascuno. Significa che il coniuge senza reddito può ottenere una quota superiore rispetto al figlio già economicamente autonomo, in base alle rispettive condizioni di necessità.Solo quando non esiste nessuno dei soggetti indicati dall’art. 2122 c.c. (niente coniuge, niente figli, niente parenti o affini a carico), il TFR viene attribuito secondo il testamento o, in assenza di testamento, secondo la successione legittima. Anche in questo caso, però, la somma resta esclusa dall’attivo ereditario ai sensi dell’art. 12, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 346/1990: l’esclusione ha carattere oggettivo e riguarda le indennità dell’art. 2122 c.c. a prescindere da chi le percepisce. L’art. 2122 c.c. detta solo il criterio di attribuzione della somma tra gli aventi diritto, non una deroga fiscale.Attenzione a non confondere questa ipotesi con un caso diverso: se il lavoratore era già in pensione al momento del decesso (rapporto di lavoro già cessato) e il TFR era stato maturato ma non ancora liquidato dal datore di lavoro, non si applica più l’art. 2122 c.c. ma le regole ordinarie: si tratta di un credito del defunto verso l’ex datore di lavoro che entra nell’attivo ereditario (va indicato nel quadro dei crediti della dichiarazione di successione) e sconta l’imposta di successione come qualsiasi altro credito del de cuius. La distinzione, quindi, non è “chi sono gli eredi” ma il momento del decesso rispetto alla cessazione del rapporto di lavoro: TFR maturato durante un rapporto ancora in corso (morte in servizio) → fuori dall’asse ereditario; TFR già maturato su un rapporto già cessato prima della morte → dentro l’asse ereditario.Tassazione TFR successione: si applica la tassazione separata IRPEFChiarito che il TFR non entra nell’asse ereditario, resta la domanda fiscale più importante: come funziona la tassazione TFR successione? La risposta è che il TFR erogato ai familiari non paga l’imposta di successione — lo conferma l’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990, che esclude espressamente dall’attivo ereditario le indennità di cui all’art. 2122 c.c. — ma paga l’IRPEF con il meccanismo della tassazione separata, disciplinato dagli articoli 17 e 19 del TUIR (DPR 917/1986).Cos’è la tassazione separata? È un regime che si applica ai redditi che maturano in più anni ma vengono incassati tutti insieme, come appunto il TFR. Invece di sommarli agli altri redditi dell’anno — cosa che farebbe schizzare l’aliquota progressiva IRPEF verso lo scaglione più alto — vengono tassati a parte, con un’aliquota calcolata su base pluriennale. È un meccanismo di favore, pensato proprio per non penalizzare chi riceve un importo cumulato.Nel dettaglio, la tassazione TFR successione funziona così: il datore di lavoro (o il fondo pensione), in qualità di sostituto d’imposta, trattiene l’imposta al momento del pagamento applicando l’aliquota determinata secondo l’art. 19 TUIR, sulla base del cosiddetto “reddito di riferimento”. Successivamente l’Agenzia delle Entrate riliquida l’imposta utilizzando l’aliquota media di tassazione degli ultimi cinque anni del lavoratore deceduto, inviando agli aventi diritto una comunicazione con l’eventuale conguaglio a debito o a credito.Non si applica l’aliquota progressiva ordinaria dei redditi dell’erede;l’imposta è trattenuta alla fonte dal sostituto d’imposta, quindi la somma arriva già al netto;gli importi vanno comunque certificati nella Certificazione Unica intestata a chi li ha percepiti;il conguaglio dell’Agenzia delle Entrate può arrivare anche a distanza di anni: non va ignorato.Un errore frequente è pensare che, poiché il TFR non va in successione, allora “non va dichiarato da nessuna parte”. Non è così: la tassazione TFR successione esiste eccome, semplicemente passa dall’IRPEF e non dall’imposta di successione. Se ricevi una comunicazione di riliquidazione e non sai come comportarti, è il momento di farti assistere. Polizze vita: esenti dall’imposta di successione (art. 1920 c.c.)Anche le assicurazioni sulla vita caso morte seguono la logica dell’acquisto iure proprio. L’art. 1920, comma 3, del Codice Civile stabilisce che, per effetto della designazione, il beneficiario acquista un diritto proprio nei confronti della compagnia assicurativa. Il capitale non transita mai nel patrimonio del defunto: nasce direttamente in capo al beneficiario indicato in polizza.La conseguenza fiscale è doppia. In primo luogo, le somme percepite dai beneficiari sono escluse dall’attivo ereditario ed esenti dall’imposta di successione ai sensi dell’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990. In secondo luogo, il capitale liquidato è esente da IRPEF per la parte che copre il cosiddetto “rischio demografico”, cioè la componente puramente assicurativa legata all’evento morte (art. 34 del DPR 601/1973). Quando una parte della polizza vita è tassataMolte polizze moderne (unit linked, polizze miste, prodotti a contenuto finanziario) non sono solo protezione: contengono anche una componente di investimento. Su questa parte, cioè sul rendimento finanziario maturato, la compagnia applica l’imposta sostitutiva del 26%, ridotta al 12,5% per la quota riferibile a titoli di Stato ed equiparati. Si tratta di una trattenuta che l’assicurazione effettua direttamente prima di accreditare le somme: il beneficiario riceve l’importo già netto e non deve dichiararlo in IRPEF.In sintesi: capitale caso morte = esente, rendimento finanziario = tassato al 26% (o 12,5%). Ecco perché due polizze di pari importo possono generare accrediti netti differenti.Polizze vita e tutela dei legittimari: un cennoIl fatto che la polizza sia fuori dalla successione non la rende del tutto intoccabile. L’art. 1923, comma 2, del Codice Civile fa salve le regole su collazione, imputazione e riduzione relativamente ai premi pagati. In pratica, se il defunto ha versato premi assicurativi manifestamente sproporzionati rispetto al proprio patrimonio, gli eredi legittimari (coniuge, figli, ascendenti) possono agire per far rientrare nel calcolo quei premi, a tutela della loro quota di legittima. Non viene aggredito il capitale liquidato, ma l’importo dei premi versati.Si tratta di un tema delicato, con una casistica giurisprudenziale ampia. Se vuoi approfondire nel dettaglio il rapporto tra assicurazioni e diritti degli eredi, abbiamo dedicato un articolo specifico all’argomento: Polizze Vita e Successione: Rientrano nell’Eredità?.Ratei di pensione INPS non riscossi e arretrati: come si recuperanoIl terzo capitolo riguarda i ratei di pensione maturati e non riscossi. Quando un pensionato muore, quasi sempre resta scoperto qualche importo: il rateo del mese del decesso, eventuali arretrati derivanti da ricostituzioni della pensione, perequazioni o conguagli mai liquidati. Questi importi non si perdono: spettano agli eredi, che devono però attivarsi per ottenerli.La procedura passa dalla presentazione all’INPS della domanda di “Liquidazione di quote di pensione agli eredi” (il nome corretto del servizio INPS per i ratei maturati e non riscossi – da non confondere con la ricongiunzione dei contributi, che è tutt’altra procedura), corredata dalla documentazione che attesta la qualità di erede: atto di morte, dichiarazione sostitutiva di atto notorio con l’indicazione degli eredi, eventuale testamento e coordinate bancarie. Il rateo spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli del defunto (art. 201 DPR 1092/1973); solo se non ci sono né coniuge né figli viene liquidato agli altri eredi in proporzione alla quota ereditaria, e in tal caso rientra anche nell’attivo della successione. La pratica va compilata con precisione, perché errori nell’individuazione degli eredi bloccano il pagamento per mesi: i nostri operatori del Patronato e CAF Centro Fiscale se ne occupano integralmente, dalla raccolta dei documenti alla trasmissione della domanda. Come si tassano i ratei di pensione incassati dagli erediDal punto di vista fiscale, quando il rateo spetta iure proprio a coniuge o figli (il caso più frequente) non entra nell’imposta di successione come bene autonomo, ma resta reddito del defunto e come tale va assoggettato a IRPEF. Se invece, in mancanza di coniuge e figli, il rateo è liquidato agli altri eredi, va indicato anche nella dichiarazione di successione e sconta l’imposta corrispondente, oltre all’IRPEF sul reddito maturato dal defunto. L’art. 7, comma 3, del TUIR stabilisce infatti che, in caso di morte dell’avente diritto, i redditi che sarebbero stati imputati al periodo d’imposta in cui vengono percepiti sono tassati separatamente in capo agli eredi, secondo gli articoli 19 e 21 del TUIR.In concreto significa che:i redditi percepiti dal defunto fino alla data del decesso vanno dichiarati dagli eredi presentando la dichiarazione dei redditi per conto del defunto (Modello Redditi PF) relativa all’anno della morte;gli arretrati riferiti ad annualità precedenti rientrano nella tassazione separata (artt. 17 e 21 TUIR), con eventuale riliquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate;i ratei incassati dagli eredi non vanno inseriti nel loro 730 personale come reddito proprio, salvo diversa indicazione della certificazione ricevuta;l’INPS rilascia la Certificazione Unica intestata al defunto o agli eredi: è il documento da cui partire per una compilazione corretta.L’indennità una tantum per morte: da non confondere con i rateiDiverso dai ratei è il caso dell’indennità una tantum per morte riconosciuta dall’INPS o da alcune casse previdenziali ai superstiti quando il lavoratore deceduto non aveva maturato i requisiti per la pensione ai superstiti (reversibilità o pensione indiretta). Si tratta di una prestazione autonoma, erogata iure proprio ai familiari, che quindi non entra nell’asse ereditario e va richiesta con una domanda distinta. Ogni cassa professionale ha proprie regole e propri termini: prima di rinunciare, conviene sempre far verificare la posizione contributiva del defunto.Cosa entra davvero nell’asse ereditarioPer contrasto, vediamo cosa deve invece essere obbligatoriamente indicato nella dichiarazione di successione, che va presentata in via telematica entro 12 mesi dalla data del decesso. L’attivo ereditario comprende:immobili e terreni intestati al defunto, con i relativi dati catastali e valori;conti correnti, libretti di risparmio e depositi, con il saldo alla data del decesso;titoli, azioni, obbligazioni, fondi comuni e buoni fruttiferi postali;quote di società e aziende individuali;crediti del defunto verso terzi (ad esempio somme prestate e non restituite);beni mobili e denaro contante, presunti forfetariamente nel 10% dell’attivo se non dichiarati analiticamente.Dall’attivo si possono poi dedurre alcune passività, come i debiti del defunto esistenti alla data della morte e le spese mediche e funerarie nei limiti previsti dalla legge. Il risultato è la base su cui si calcolano franchigie e aliquote.Un’ultima avvertenza territoriale: in Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro immobiliare diverso dal catasto del resto d’Italia, nel quale il passaggio di proprietà agli eredi non è automatico ma richiede una specifica domanda di intavolazione al Libro Fondiario. È un passaggio che i CAF nazionali spesso ignorano e che, se trascurato, lascia gli immobili formalmente intestati al defunto per anni.Aliquote e franchigie dell’imposta di successione 2026Capire la tassazione TFR successione aiuta anche a inquadrare per differenza quanto si paga su ciò che entra nell’eredità. La franchigia è la soglia di valore entro la quale non si paga nulla: l’imposta si calcola solo sull’eccedenza. Ecco il quadro 2026, disciplinato dal D.Lgs. 346/1990 come modificato dal D.Lgs. 139/2024:BeneficiarioFranchigiaAliquota oltre franchigiaConiuge, figli e parenti in linea retta1.000.000 euro per erede4%Fratelli e sorelle100.000 euro per erede6%Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° gradonessuna franchigia6%Altri soggetti (conviventi di fatto, amici, estranei)nessuna franchigia8%Eredi o legatari con disabilità grave (art. 3 comma 3 L. 104/1992)1.500.000 euro4%, 6% o 8% secondo il grado di parentelaFacciamo un esempio pratico. Supponiamo che Luisa erediti dal padre un patrimonio di 1.200.000 euro come unica figlia: pagherà il 4% solo sui 200.000 euro che eccedono la franchigia di 1.000.000 di euro. Se accanto a questo patrimonio incassa anche il TFR del padre e una polizza vita, quelle somme non si sommano all’attivo ereditario e non erodono la franchigia. È proprio qui che molte pratiche fai-da-te commettono errori, gonfiando l’imponibile e facendo pagare imposte non dovute.Sugli immobili si aggiungono poi l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%) sul valore catastale, con un minimo di 200 euro ciascuna, ridotte a 200 euro fisse ciascuna quando almeno un erede può far valere i requisiti prima casa. Dove si dichiarano TFR, polizze e ratei se non vanno in successioneArriviamo alla parte operativa. Se queste somme restano fuori dalla dichiarazione di successione, dove finiscono? Ogni voce ha un suo percorso e il rischio, muovendosi da soli, è duplice: dimenticare un adempimento oppure dichiarare due volte lo stesso importo.TFR e indennità di preavviso: si richiedono al datore di lavoro o al fondo pensione con un’istanza dei familiari aventi diritto, allegando i documenti che provano la parentela e, se necessario, la vivenza a carico. La tassazione è già operata alla fonte dal sostituto d’imposta; l’importo compare nella Certificazione Unica e va verificato al ricevimento della riliquidazione dell’Agenzia delle Entrate.Polizze vita: la denuncia di sinistro si presenta alla compagnia assicurativa; il capitale caso morte è esente e non va riportato in dichiarazione dei redditi, mentre il rendimento è già tassato dalla compagnia.Ratei di pensione e arretrati: si richiedono all’INPS con l’apposita domanda degli eredi e si dichiarano, a seconda del periodo di riferimento, nella dichiarazione dei redditi presentata per conto del defunto oppure in tassazione separata.Conti correnti e investimenti: questi sì, vanno inseriti nella dichiarazione di successione, che è anche il documento che le banche pretendono per sbloccare le somme e consentire il riparto tra gli eredi.Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i termini: la dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dal decesso, con autoliquidazione dell’imposta da parte degli eredi secondo le regole introdotte dal D.Lgs. 139/2024. Le domande di TFR e ratei, invece, seguono i termini di prescrizione propri di ciascuna prestazione: rimandare significa spesso perdere denaro.La procedura completa della dichiarazione di successioneQuesto articolo si concentra sulle somme che non entrano nell’asse ereditario. Se invece stai affrontando l’intera pratica — documenti da raccogliere, calcolo dei valori catastali, compilazione del modello telematico, versamento delle imposte e volture — il punto di partenza è la nostra guida dedicata: Dichiarazione di Successione 2026: Guida Completa. Lì trovi passo passo l’intera procedura, i termini, le sanzioni per il ritardo e le agevolazioni prima casa.Conoscere in anticipo la differenza tra ciò che si acquista iure proprio e ciò che si eredita ti permette di affrontare la pratica con ordine, evitando di pagare imposte su somme esenti e di lasciare sul tavolo denaro che ti spetta. Domande frequenti sulla tassazione TFR successioneIl TFR del defunto va in successione?No, se il decesso è avvenuto durante il rapporto di lavoro. Il TFR e l’indennità di preavviso spettano iure proprio ai familiari indicati dall’art. 2122 c.c. e sono esclusi dall’attivo ereditario dall’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990 in modo oggettivo, indipendentemente da chi li percepisce (anche se attribuiti per testamento o successione legittima in mancanza dei familiari dell’art. 2122 c.c.). Non pagano quindi l’imposta di successione, ma resta dovuta l’IRPEF in tassazione separata. Discorso diverso se il rapporto di lavoro era già cessato prima della morte (es. pensionato) e il TFR era maturato ma non liquidato: in quel caso è un credito del defunto che entra nell’attivo ereditario e sconta l’imposta di successione.Le polizze vita pagano l’imposta di successione?No. Le somme liquidate ai beneficiari di un’assicurazione sulla vita sono esenti dall’imposta di successione (art. 12, lett. c, D.Lgs. 346/1990) perché il beneficiario acquista un diritto proprio verso la compagnia (art. 1920 c.c.). Il capitale caso morte è inoltre esente da IRPEF per la parte di rischio demografico, mentre l’eventuale rendimento finanziario sconta l’imposta sostitutiva del 26% (12,5% sulla quota di titoli di Stato) trattenuta direttamente dall’assicurazione.Come si riscuotono i ratei di pensione non pagati?Gli eredi devono presentare all’INPS la domanda di “Liquidazione di quote di pensione agli eredi“, allegando l’atto di morte, l’autocertificazione con l’elenco completo degli eredi, l’eventuale testamento e le coordinate bancarie. Il rateo spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli; solo in assenza di entrambi è ripartito tra gli altri eredi in base alla quota ereditaria, ed entra in quel caso anche nella dichiarazione di successione. Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine predispone e trasmette la pratica, seguendola fino alla liquidazione.Chi ha diritto al TFR del lavoratore deceduto?Hanno diritto al TFR il coniuge e i figli, sempre e comunque, oltre ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado ma solo se vivevano a carico del lavoratore. La somma si ripartisce secondo l’accordo tra gli aventi diritto e, se manca l’accordo, secondo il bisogno di ciascuno: non secondo le quote di eredità.La rendita della polizza vita è tassata?Se la polizza viene liquidata sotto forma di rendita anziché di capitale, la parte corrispondente ai rendimenti finanziari maturati resta soggetta a imposta sostitutiva, trattenuta dalla compagnia sulle singole erogazioni. Resta invece esente la componente riconducibile alla copertura del rischio demografico. Poiché le condizioni variano molto da contratto a contratto, il documento decisivo è sempre la comunicazione di liquidazione rilasciata dall’assicurazione: portala con te all’appuntamento.Cosa fare se l’INPS non paga i ratei arretrati?I motivi più frequenti del mancato pagamento sono documentazione incompleta, discordanze nell’elenco degli eredi o pratiche rimaste in istruttoria. In questi casi si può presentare un sollecito e, se necessario, un ricorso amministrativo agli organi dell’Istituto entro i termini previsti. Affidare la verifica al Patronato del CAF Centro Fiscale consente di individuare subito l’anomalia ed evitare che il credito cada in prescrizione.Assistenza del CAF Centro Fiscale per la tua successioneDistinguere ciò che entra nell’eredità da ciò che spetta iure proprio, calcolare correttamente la tassazione TFR successione, recuperare i ratei di pensione arretrati e verificare la posizione delle polizze vita: sono passaggi che, gestiti insieme e nell’ordine giusto, fanno risparmiare tempo, imposte e discussioni tra familiari.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in ogni fase della dichiarazione di successione: dal calcolo di ciò che rientra davvero nell’asse ereditario alla gestione delle pratiche con INPS, datori di lavoro, fondi pensione e compagnie assicurative, fino alle volture e — per gli immobili in Friuli Venezia Giulia — all’intavolazione nel sistema tavolare. I nostri operatori si occupano di tutto, in ufficio a Udine oppure online in tutta Italia, con un preventivo personalizzato costruito sulla reale complessità della tua pratica.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Richiedi Assistenza per la Dichiarazione di SuccessioneIl CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca nel calcolo di ciò che entra davvero nell’asse ereditario, nella tassazione di TFR, polizze vita e ratei di pensione, e nella presentazione della dichiarazione di successione entro i termini di legge. Ricevi un preventivo personalizzato sulla tua pratica.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, SUCCESSIONI Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaCAF, SUCCESSIONI Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 06:00:002026-09-30 07:59:13Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoCAF, SUCCESSIONI Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di Decadenza La prima casa in successione 2026 è uno degli argomenti che genera più dubbi tra gli eredi, e non a caso: quando si eredita un immobile, la differenza tra pagare qualche centinaio di euro e pagarne diverse migliaia dipende da una semplice… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 11:00:002026-09-19 12:50:18Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di DecadenzaCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale Settembre 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-23 08:00:002026-09-16 10:19:26TFR, Polizze Vita e Ratei di Pensione del Defunto 2026: Cosa Entra nella Successione e Come si TassaCAF, SUCCESSIONISuccessione Titoli e Azioni 2026: Eredità e Valori MobiliariLa successione di titoli e azioni richiede procedure specifiche per il trasferimento agli eredi. Nel 2026 la gestione dell’eredità di valori mobiliari (azioni, obbligazioni, fondi comuni, ETF) prevede dichiarazione di successione, calcolo imposte e sblocco dei depositi titoli.Indice dei contenutiValori mobiliari nella successioneValutazione titoli per successioneTassazione successione titoliSblocco deposito titoliDividendi e cedole nel periodo transitorioValori mobiliari nella successioneRientrano nella successione:Azioni quotate e non quotateObbligazioni (i titoli di Stato come BOT e BTP passano agli eredi ma non concorrono all’attivo ereditario tassabile)Fondi comuni di investimentoETF e certificatesPolizze vita: se ci sono beneficiari designati, il capitale spetta a loro per diritto proprio e non concorre all’attivo ereditario Valutazione titoli per successioneIl valore da dichiarare si determina così:Titoli quotati: media dei prezzi dell’ultimo trimestre prima del decessoAzioni e quote non quotate: quota del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancioFondi comuni: valore quota al giorno del decesso Tassazione successione titoliL’imposta di successione si calcola sul valore complessivo:BeneficiarioFranchigiaAliquotaConiuge e figli1 milione euro4%Fratelli e sorelle100.000 euro6%Altri parentiNessuna6%EstraneiNessuna8% Sblocco deposito titoliDopo il decesso, la banca blocca il deposito titoli. Per sbloccarlo:Presentare certificato di morteDichiarazione di successione accettataAtto di notorietà o verbale di pubblicazione testamentoDocumenti d’identità degli eredi Dividendi e cedole nel periodo transitorioI dividendi maturati dopo il decesso ma prima dello sblocco:Vengono accreditati sul deposito bloccatoTrasferiti agli eredi dopo lo sbloccoTassati in capo agli eredi secondo regime ordinarioFontiD.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico successioni e donazioni), art. 16 – valutazione di azioni, obbligazioni e altri titoli – NormattivaD.Lgs. 346/1990, art. 12 – beni esclusi dall’attivo ereditario (titoli di Stato, indennità assicurative) – NormattivaD.Lgs. 346/1990, art. 7 – aliquote e franchigie dell’imposta di successione – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa. Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.comQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-22 06:00:002026-09-30 08:53:23Successione Titoli e Azioni 2026: Eredità e Valori MobiliariCAF, SUCCESSIONIUsufrutto e Nuda Proprietà nella Successione 2026: Calcolo del Valore, Coefficienti per Età e ConsolidamentoImposte su successioneQuando si apre una successione ereditaria, capire come funzionano usufrutto e nuda proprietà è spesso il passaggio più delicato dell’intera pratica. Il tema usufrutto nuda proprietà successione tocca infatti il cuore del calcolo delle imposte: sbagliare la percentuale attribuita all’usufruttuario significa dichiarare un valore errato e rischiare un avviso di liquidazione dall’Agenzia delle Entrate.In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo in parole semplici cosa sono questi due diritti, come si usano i coefficienti di usufrutto per età, perché il consolidamento non fa pagare l’imposta di successione e come incide il diritto di abitazione del coniuge superstite. Troverai anche due esempi numerici concreti e le franchigie 2026 aggiornate. Il tema usufrutto nuda proprietà successione richiede precisione: il CAF Centro Fiscale di Udine segue queste pratiche ogni giorno, anche nel particolare sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Indice dei contenutiUsufrutto e nuda proprietà nella successione: cosa sonoCoefficienti usufrutto 2026: la tabella per etàCome si calcola il valore: 2 esempi praticiConsolidamento dell’usufrutto: perché non si paga impostaDiritto di abitazione del coniuge superstiteFranchigie e aliquote dell’imposta di successione 2026Voltura catastale e sistema tavolare FVGErrori frequenti da evitareDomande frequentiAssistenza per la successione a UdineUsufrutto e nuda proprietà nella successione: cosa sonoPer capire il rapporto tra usufrutto nuda proprietà successione bisogna partire da un’immagine semplice: la piena proprietà di un immobile è come una torta divisa in due fette. Una fetta è il godimento del bene, l’altra è la titolarità del bene.L’usufrutto è il diritto di usare un bene e di percepirne i frutti, cioè i redditi che produce. Chi ha l’usufrutto su un appartamento può abitarci, può affittarlo e incassare il canone, ma non può venderlo. L’usufruttuario deve inoltre conservare la destinazione economica del bene e sostenere le spese ordinarie.La nuda proprietà è invece ciò che resta al proprietario “spogliato” del godimento: è la titolarità del bene senza la possibilità di usarlo finché dura l’usufrutto. Il nudo proprietario può però vendere la sua quota, ereditarla e trasmetterla agli eredi.La caratteristica decisiva ai fini fiscali è che l’usufrutto è un diritto temporaneo: se costituito a favore di una persona fisica non può durare oltre la vita dell’usufruttuario. Alla sua morte il diritto si estingue automaticamente. Ecco perché, nel calcolo di usufrutto e nuda proprietà nella successione, il valore dipende dall’età dell’usufruttuario: più è giovane, più a lungo (statisticamente) durerà il suo diritto e più vale l’usufrutto.Usufrutto vedovile e usufrutto legale: due termini da non confondereNelle pratiche di successione capita di sentir nominare l’usufrutto vedovile. Si tratta di un istituto storico: prima della riforma del diritto di famiglia del 1975, al coniuge superstite spettava una quota di eredità in usufrutto anziché in piena proprietà. Oggi il coniuge è a tutti gli effetti erede in piena proprietà, ma l’espressione ricorre ancora nelle successioni molto risalenti o nelle visure che riportano diritti costituiti decenni fa.Diverso ancora è l’usufrutto legale dei genitori sui beni del figlio minore, previsto dal Codice civile: non è un diritto disponibile, non si può cedere e si estingue al compimento della maggiore età del figlio. Non va quindi indicato come un normale usufrutto nella dichiarazione di successione. Coefficienti usufrutto 2026: la tabella per etàIl valore dell’usufrutto non si stima “a occhio”: si calcola con i coefficienti ufficiali previsti dal prospetto allegato al D.P.R. 131/1986 (Testo unico dell’imposta di registro), richiamato anche ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni.Questi coefficienti vengono aggiornati ogni anno in funzione del tasso di interesse legale. Per il 2026 c’è però una novità importante da conoscere: con il D.M. 10 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2025) il tasso legale è sceso all’1,60%, ma i coefficienti di usufrutto non cambiano. Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025) ha infatti confermato per il 2026 i coefficienti già in uso, calcolati sulla base del 2,5%.Il motivo è tecnico ma semplice: il D.Lgs. 139/2024 ha modificato l’art. 46 del D.P.R. 131/1986 (nuovo comma 5-ter) e l’art. 17 del D.Lgs. 346/1990 (nuovo comma 1-ter) stabilendo che, per questi calcoli, non può essere assunto un saggio legale di interesse inferiore al 2,5%. Poiché l’1,60% è sotto quella soglia, si continua ad applicare il 2,5%. In concreto, per chi compila la pratica, le percentuali di usufrutto e nuda proprietà del 2026 sono identiche a quelle del 2025.Età usufruttuario (anni compiuti)CoefficienteValore usufruttoValore nuda proprietàda 0 a 2038,0095%5%da 21 a 3036,0090%10%da 31 a 4034,0085%15%da 41 a 4532,0080%20%da 46 a 5030,0075%25%da 51 a 5328,0070%30%da 54 a 5626,0065%35%da 57 a 6024,0060%40%da 61 a 6322,0055%45%da 64 a 6620,0050%50%da 67 a 6918,0045%55%da 70 a 7216,0040%60%da 73 a 7514,0035%65%da 76 a 7812,0030%70%da 79 a 8210,0025%75%da 83 a 868,0020%80%da 87 a 926,0015%85%da 93 a 994,0010%90%Coefficienti usufrutto 2026 calcolati sul tasso del 2,5% – Fonte: prospetto Allegato 1 al D.Lgs. 139/2024, confermato dal D.M. MEF 24 dicembre 2025Due precisazioni pratiche sull’uso della tabella nelle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione:conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione (cioè alla data del decesso), non l’età attuale;se l’usufrutto è a favore di più persone congiuntamente, si fa riferimento all’età del più giovane degli usufruttuari;se l’usufrutto è a tempo determinato e non vitalizio, il calcolo segue regole diverse e va valutato caso per caso. Come si calcola il valore: 2 esempi praticiLa formula ufficiale per il calcolo di usufrutto e nuda proprietà è questa:Valore usufrutto = Valore piena proprietà × 2,5% × coefficiente per etàValore nuda proprietà = Valore piena proprietà − Valore usufruttoIl risultato coincide sempre con la percentuale indicata in tabella: moltiplicare per 2,5% × 14 equivale a calcolare il 35%. Per gli immobili, il “valore piena proprietà” nella dichiarazione di successione è di norma il valore catastale, ottenuto rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per il coefficiente previsto per la categoria dell’immobile.Esempio 1: usufruttuaria di 74 anniImmagina che Giulia, 74 anni, sia usufruttuaria di un appartamento con valore catastale di 120.000 euro. La fascia 73-75 anni ha coefficiente 14,00, pari al 35%.Usufrutto: 120.000 × 2,5% × 14 = 42.000 euro (35%)Nuda proprietà: 120.000 − 42.000 = 78.000 euro (65%)Se il defunto era il nudo proprietario, nell’asse ereditario entrano 78.000 euro, non 120.000. È una differenza che pesa moltissimo sulle imposte ipotecaria e catastale.Esempio 2: usufruttuario di 62 anniSupponiamo ora che Marco, 62 anni, sia usufruttuario di un immobile a Udine con valore di 200.000 euro. La fascia 61-63 anni ha coefficiente 22,00, pari al 55%.Usufrutto: 200.000 × 2,5% × 22 = 110.000 euro (55%)Nuda proprietà: 200.000 − 110.000 = 90.000 euro (45%)Nota la logica: Marco è più giovane di Giulia, quindi il suo usufrutto vale di più e la nuda proprietà vale di meno. Su queste basi si calcolano poi l’imposta ipotecaria del 2% e quella catastale dell’1%, con un minimo di 200 euro ciascuna. Se almeno un erede ha i requisiti prima casa, le due imposte diventano fisse a 200 euro ciascuna: approfondisci il tema nella nostra guida sull’agevolazione prima casa su immobile ereditato. Consolidamento dell’usufrutto: perché non si paga impostaÈ il punto che genera più dubbi in tema di usufrutto nuda proprietà successione, ed è anche la notizia più rassicurante per chi eredita.Il consolidamento è il fenomeno per cui, alla morte dell’usufruttuario, l’usufrutto si estingue e il nudo proprietario diventa automaticamente pieno proprietario. Il Codice civile prevede infatti che l’usufrutto si estingua con la morte dell’usufruttuario. Non serve alcun atto notarile: le due “fette” si ricompongono da sole.Perché allora non è dovuta l’imposta di successione? Perché l’imposta colpisce i trasferimenti di beni e diritti per causa di morte e il consolidamento non è un trasferimento. Il nudo proprietario non riceve nulla di nuovo dal defunto: il suo diritto, che già possedeva, si espande riacquistando la pienezza che era temporaneamente compressa dall’usufrutto. L’imposta, del resto, era già stata assolta a monte, quando la nuda proprietà gli era stata trasferita per atto o per successione.Attenzione però a due casi pratici da distinguere bene, perché è qui che si generano gli errori:Il defunto era usufruttuario: l’immobile non entra nell’asse ereditario. Se non ci sono altri beni, la dichiarazione di successione potrebbe non essere nemmeno dovuta;Il defunto era nudo proprietario: in successione cade solo la nuda proprietà, valorizzata con i coefficienti visti sopra. L’usufruttuario in vita mantiene il suo diritto e gli eredi diventeranno pieni proprietari solo alla sua morte.Anche quando non si paga imposta, restano spesso da sistemare gli aspetti catastali e tavolari e le posizioni presso banche e assicurazioni: su questo fronte ti può essere utile la guida su come sbloccare conti correnti e titoli del defunto. Diritto di abitazione del coniuge superstiteAccanto a usufrutto e nuda proprietà esiste un terzo diritto che incide molto sul calcolo successorio: il diritto di abitazione del coniuge superstite, previsto dall’art. 540, comma 2, del Codice civile.La norma riserva al coniuge che sopravvive, anche quando concorre con i figli, il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili che la arredano, purché di proprietà del defunto o comuni ai coniugi. È una tutela forte: serve a garantire al vedovo o alla vedova di continuare a vivere nella propria casa, indipendentemente dalle quote spettanti agli altri eredi.Il diritto di abitazione, disciplinato in generale dall’art. 1022 c.c., consiste nel diritto di abitare una casa limitatamente ai bisogni propri e della famiglia. A differenza dell’usufrutto non può essere ceduto né dato in locazione: è un diritto strettamente personale.Ai fini fiscali, nella dichiarazione di successione il diritto di abitazione si valorizza applicando gli stessi coefficienti per età previsti per l’usufrutto (artt. 14 e 17 del D.Lgs. 346/1990). Concretamente: se il coniuge superstite ha 76 anni, il suo diritto di abitazione sulla casa familiare vale il 30% del valore dell’immobile, e ai figli resta il restante 70%. Questi diritti si calcolano prima di ripartire le quote tra gli eredi, e vanno indicati correttamente nei quadri della dichiarazione.Un aspetto che molti trascurano: il diritto di abitazione spetta automaticamente per legge, non è una scelta. Ometterlo significa attribuire ai figli un valore superiore a quello reale e pagare imposte non dovute. Franchigie e aliquote dell’imposta di successione 2026Una volta determinato il valore di usufrutto e nuda proprietà, si applica l’imposta di successione disciplinata dal D.Lgs. 346/1990, come riformato dal D.Lgs. 139/2024. L’imposta si calcola sul valore netto dell’asse ereditario, e le aliquote cambiano in base al grado di parentela.BeneficiarioFranchigiaAliquota oltre franchigiaConiuge, figli e discendenti1.000.000 euro a testa4%Fratelli e sorelle100.000 euro a testa6%Altri parenti fino al 4° grado e affininessuna franchigia6%Altri soggetti (estranei, conviventi di fatto)nessuna franchigia8%Persone con handicap grave (L. 104/1992)1.500.000 eurosecondo il grado di parentelaFranchigie e aliquote imposta di successione 2026 – D.Lgs. 346/1990La franchigia è la soglia di valore entro la quale non si paga nulla: solo l’eccedenza viene tassata. Con una franchigia di 1.000.000 di euro a erede per coniuge e figli, nella grande maggioranza delle successioni familiari l’imposta di successione in senso stretto non è dovuta. Restano però quasi sempre dovute le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sugli immobili, con il minimo di 200 euro ciascuna.Il fatto che in successione cada la sola nuda proprietà riduce quindi soprattutto la base delle imposte ipocatastali. Ricordiamo infine il termine fondamentale: la dichiarazione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Tutti i passaggi operativi sono spiegati nella nostra guida alla dichiarazione di successione telematica 2026.Voltura catastale e sistema tavolare FVGDopo la dichiarazione occorre aggiornare le intestazioni degli immobili. Con la dichiarazione telematica la voltura catastale è di regola richiesta contestualmente, entro 30 giorni; in presenza di usufrutto e nuda proprietà la voltura deve riportare esattamente i diritti, distinguendo chi è usufruttuario e chi è nudo proprietario e per quale quota.Nel caso del consolidamento la situazione è diversa: poiché non c’è successione sull’immobile, non c’è una dichiarazione che produca la voltura. L’aggiornamento della titolarità richiede quindi un intervento specifico per far risultare il nudo proprietario come pieno proprietario.Qui entra in gioco una peculiarità tutta friulana. In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare (o Libro Fondiario), un registro immobiliare di derivazione austriaca profondamente diverso dal catasto del resto d’Italia. La differenza chiave: nel sistema tavolare l’iscrizione ha efficacia costitutiva, cioè il diritto si acquista con l’intavolazione, e l’aggiornamento non avviene automaticamente con la dichiarazione di successione. Serve una domanda tavolare rivolta al Giudice tavolare competente.Per chi eredita immobili a Udine, Cividale, Tarcento o in qualsiasi comune della regione, questo significa che la pratica non è finita con la successione: senza intavolazione, il Libro Fondiario continua a indicare il defunto come titolare, con problemi concreti al momento di vendere, ipotecare o gestire il bene. È un passaggio che i CAF nazionali spesso non gestiscono: il CAF Centro Fiscale di Udine lavora quotidianamente con il sistema tavolare del territorio.Un’ultima nota pratica spesso ignorata: l’IMU sull’immobile è dovuta dall’usufruttuario, non dal nudo proprietario. Chi eredita la sola nuda proprietà non deve quindi versare l’imposta finché l’usufrutto è in vita. Per i conteggi puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale Udine. Allo stesso modo, i redditi dell’immobile (ad esempio i canoni di locazione) vanno dichiarati dall’usufruttuario nella propria dichiarazione dei redditi. Errori frequenti da evitareDall’esperienza sulle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione emergono alcuni errori che si ripetono con regolarità e che spesso costano un avviso di liquidazione a distanza di anni:Dichiarare la piena proprietà quando il defunto possedeva solo la nuda proprietà: si pagano imposte ipocatastali su un valore più alto del dovuto;Usare l’età sbagliata: va considerata l’età dell’usufruttuario alla data del decesso, e un solo anno può far cambiare fascia e percentuale;Dimenticare il diritto di abitazione del coniuge superstite, che riduce il valore attribuito ai figli;Presentare una dichiarazione non dovuta quando il defunto era solo usufruttuario e non lasciava altri beni;Fermarsi alla successione senza procedere all’intavolazione nei comuni a sistema tavolare del FVG.Situazioni particolari, come la presenza di un fondo patrimoniale nella successione, richiedono poi una valutazione dedicata prima di compilare qualsiasi quadro.Domande frequentiAlla morte dell’usufruttuario devo presentare la dichiarazione di successione?No, non per quell’immobile. Alla morte dell’usufruttuario si verifica il consolidamento: il nudo proprietario diventa pieno proprietario senza che vi sia un trasferimento, quindi non è dovuta imposta di successione su quel bene. La dichiarazione resta però necessaria se il defunto ha lasciato altri beni (immobili in proprietà, conti, titoli) che rientrano nell’asse ereditario.Quale età conta per applicare i coefficienti di usufrutto?Conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione, cioè il giorno del decesso. Se gli usufruttuari sono più di uno in via congiunta, si utilizza l’età del più giovane, perché è quella che determina la durata prevedibile del diritto.I coefficienti usufrutto 2026 sono cambiati rispetto al 2025?No. Il tasso di interesse legale è sceso all’1,60% dal 1° gennaio 2026, ma per il calcolo di usufrutto, rendite e pensioni la legge impone una soglia minima del 2,5%. Il decreto MEF del 24 dicembre 2025 ha quindi confermato i coefficienti già in vigore: le percentuali di usufrutto e nuda proprietà sono identiche a quelle del 2025.Il diritto di abitazione del coniuge riduce le imposte degli altri eredi?Sì. Il diritto di abitazione riservato al coniuge superstite dall’art. 540 c.c. si valorizza con i coefficienti dell’usufrutto e si sottrae dal valore dell’immobile prima di ripartire le quote. Di conseguenza il valore che cade in capo ai figli è più basso, con un effetto diretto sulle imposte ipotecaria e catastale.Chi paga l’IMU tra usufruttuario e nudo proprietario?L’IMU è a carico dell’usufruttuario, che è il soggetto passivo dell’imposta in quanto titolare del diritto di godimento. Il nudo proprietario non versa l’IMU fino a quando l’usufrutto non si estingue. Dal momento del consolidamento, invece, l’obbligo passa al nuovo pieno proprietario.In Friuli Venezia Giulia la voltura è automatica dopo la successione?No. Nei comuni a sistema tavolare del FVG l’aggiornamento del Libro Fondiario non è automatico: occorre una domanda tavolare al Giudice tavolare. Finché non viene eseguita l’intavolazione, il registro continua a riportare il defunto come titolare, con conseguenze concrete in caso di vendita o di accensione di un mutuo. Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Assistenza per la successione a UdineGestire una pratica di usufrutto nuda proprietà successione significa mettere insieme visure, coefficienti per età, quote ereditarie, diritto di abitazione e, in Friuli, gli adempimenti tavolari. Un errore su una singola percentuale si traduce in imposte sbagliate e in una rettifica che può arrivare anni dopo.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica: verifica dei diritti reali sugli immobili, calcolo del valore di usufrutto e nuda proprietà, redazione e invio telematico della dichiarazione di successione, voltura catastale e intavolazione nel sistema tavolare. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità della pratica.Hai bisogno di assistenza per la successione? Contattaci per fissare un appuntamento: i nostri operatori analizzano la tua situazione e si occupano di ogni passaggio. Puoi chiamare lo 0432 1638640, scrivere su WhatsApp al 366 6018121 oppure compilare il modulo qui sotto.Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Settembre 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-21 14:00:002026-09-15 15:23:02Usufrutto e Nuda Proprietà nella Successione 2026: Calcolo del Valore, Coefficienti per Età e ConsolidamentoPagina 1 di 10123›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAF, SUCCESSIONISuccessione Transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria: Regolamento UE, Legge Applicabile e Certificato Europeo (Guida 2026)Successione Transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria: Regolamento UE, Legge Applicabile e Certificato Europeo (Guida 2026)Il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione italiana che confina contemporaneamente con Slovenia e Austria. Questa posizione geografica unica crea una situazione peculiare per molte famiglie: cittadini italiani con beni o parenti in Slovenia o Austria, cittadini sloveni e austriaci residenti in FVG, e famiglie binazionali con patrimoni distribuiti su tre ordinamenti giuridici. In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere sulla successione transfrontaliera che coinvolge il FVG con Slovenia e Austria, con particolare attenzione al Regolamento UE 650/2012 e al Certificato Successorio Europeo.Indice dei contenutiIl Regolamento UE 650/2012: la rivoluzione del diritto successorio europeoLa legge applicabile: residenza abituale vs cittadinanzaCasi tipici FVG: le situazioni più frequentiIl Certificato Successorio Europeo (CSE)Imposta di successione: il principio del non cumulo e le convenzioni bilateraliWorldwide taxation italiana: l’imposta si applica sui beni esteriImmobili vs beni mobili nella successione transfrontalieraIl sistema tavolare FVG nella successione transfrontalieraCittadini binazionali: la scelta nel testamentoTempistiche pratiche e a chi rivolgersi in FVGDomande frequentiConclusione: consulenza specializzata per successioni transfrontaliereIl Regolamento UE 650/2012: la rivoluzione del diritto successorio europeo Prima del 2015, la successione internazionale era un labirinto di convenzioni bilaterali e regole nazionali diverse. Dal 17 agosto 2015, il Regolamento (UE) n. 650/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio ha unificato le regole di conflitto di leggi in materia di successioni nell’Unione Europea.Il Regolamento si applica alle successioni aperte dal 17 agosto 2015 (data del decesso) e riguarda tutti gli Stati UE ad eccezione di Danimarca, Irlanda e Regno Unito (quest’ultimo ora fuori dall’UE). Sia l’Italia che la Slovenia sono vincolati dal Regolamento; l’Austria pure.I punti chiave del Regolamento 650/2012:Legge applicabile: la successione è regolata dalla legge dello Stato in cui il defunto aveva la propria residenza abituale al momento del decesso (criterio principale, art. 21)Scelta della legge: il defunto può scegliere nel testamento che la sua successione sia regolata dalla legge dello Stato di cui ha la cittadinanza al momento della scelta o del decesso (art. 22, «professio iuris»). È l’unica scelta consentita.Giurisdizione: i tribunali competenti sono quelli dello Stato di residenza abituale del defunto (art. 4), salvo derogheRiconoscimento automatico: le decisioni giudiziarie e gli atti pubblici (sentenze di tribunale, atti notarili) in materia di successione emessi in uno Stato UE sono automaticamente riconosciuti negli altri Stati UELa legge applicabile: residenza abituale vs cittadinanza Il criterio della residenza abituale è quello predefinito (default rule) del Regolamento 650/2012. Si tratta del luogo in cui il defunto aveva il suo centro di interessi di vita: dove viveva stabilmente, lavorava, aveva la famiglia. La residenza anagrafica è un indice importante ma non l’unico.Esempi pratici FVG:Cittadino italiano residente a Udine con appartamento a Lubiana (Slovenia): la successione è regolata dalla legge italiana (residenza abituale in Italia), anche per l’appartamento sloveno. Il giudice competente è quello italiano.Cittadino sloveno residente a Gorizia/Nova Gorica con beni sia in Italia che in Slovenia: la successione è regolata dalla legge italiana (residenza in Italia)Cittadino austriaco residente a Trieste con vigneti nel Carso e immobili a Klagenfurt: la successione è regolata dalla legge italianaCittadino italiano residente a Ljubljana con immobili a Trieste: la successione è regolata dalla legge slovena, anche per gli immobili di TriesteLa professio iuris (art. 22): chi ha la doppia cittadinanza o vive in un Paese di cui non è cittadino può nel testamento scegliere che la propria successione sia regolata dalla legge della propria cittadinanza. Ad esempio, un cittadino italiano residente da anni in Austria può scegliere nel testamento la legge italiana.Casi tipici FVG: le situazioni più frequentiCaso 1: cittadino italiano con beni in Slovenia o AustriaMolti frontalieri e pensionati FVG hanno acquistato immobili oltreconfine (case vacanza in Slovenia, appartamenti a Vienna o Salisburgo). Se risiedono in Italia:La successione è regolata dalla legge italiana per tutto il patrimonio, compresi i beni esteriLa dichiarazione di successione italiana comprende anche i beni esteri (con indicazione del valore)Per «far valere» il titolo ereditario sui beni esteri (cancellare il nome del defunto dal registro immobiliare sloveno o austriaco) occorre il Certificato Successorio Europeo o l’apostille dell’atto italianoCaso 2: cittadino sloveno o austriaco residente in FVGLa comunità slovena in Friuli Venezia Giulia (tutelata dalla L. 38/2001) e i cittadini austriaci residenti in FVG che decedono in Italia:La successione è regolata dalla legge italiana (residenza abituale in Italia)Gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione in ItaliaSe hanno beni in Slovenia/Austria, il Certificato Successorio Europeo italiano vale anche lìIl sistema tavolare FVG si applica agli immobili localiCaso 3: famiglie binazionali con beni distribuiti su più PaesiLe famiglie con rami in Italia, Slovenia e Austria sono storicamente frequenti in FVG, specialmente nelle aree di Gorizia-Nova Gorica, Trieste-Muggia e Carso-Kras. In questi casi:Se il defunto aveva doppia cittadinanza (italiana + slovena o italiana + austriaca), la legge applicabile è quella della residenza abituale (default), ma nel testamento si può scegliere una delle cittadinanzeLa complessità si moltiplica se vi sono eredi residenti in Paesi diversiIl Regolamento 650/2012 non risolve la questione delle imposte di successione: ogni Paese applica le proprie regole fiscali (vedi sezione successiva)Il Certificato Successorio Europeo (CSE) Il Certificato Successorio Europeo (CSE) è lo strumento introdotto dagli artt. 62-73 del Regolamento 650/2012 per semplificare l’utilizzo dei diritti ereditari in più Paesi UE. Non sostituisce i documenti nazionali (dichiarazione di successione italiana, certificato di eredità, ecc.) ma li integra per l’uso transfrontaliero.A cosa serve il CSE:Dimostrare la qualità di erede, legatario, esecutore testamentario o amministratore dell’eredità negli altri Stati UEFar aggiornare i registri immobiliari esteri (Grundbuch austriaco, registro immobiliare sloveno) senza dover presentare una procedura successoria separata in ogni PaeseSbloccare conti correnti bancari in altri Paesi UE (le banche devono accettarlo come prova della qualità di erede)Chi lo rilascia:Se la successione è regolata dalla legge italiana (defunto residente in Italia): il CSE è rilasciato dal notaio italiano o dal Tribunale competenteSe la successione è regolata dalla legge di un altro Stato UE: il CSE è rilasciato dall’autorità competente di quello StatoValidità: il CSE ha validità di 6 mesi (prorogabile). Le copie certificate rilasciate dalla stessa autorità emittente hanno pari efficacia all’originale.Imposta di successione: il principio del non cumulo e le convenzioni bilateraliIl Regolamento 650/2012 non armonizza le imposte di successione, che restano materia di competenza nazionale. Questo significa che teoricamente la stessa eredità potrebbe essere tassata da più Paesi. Per evitare la doppia imposizione esistono:Italia-Austria: il regime attualeL’Austria ha abolito la propria imposta di successione nel 2008 (con decorrenza dal 1° agosto 2008). Pertanto, per le successioni aperte dopo quella data, non vi è imposta austriaca sulle successioni né sulle donazioni.Tuttavia, l’Austria applica un’imposta di trasferimento immobiliare (Grunderwerbsteuer, aliquota base 3,5%) sugli immobili siti in Austria trasferiti per successione, ma con agevolazioni per i trasferimenti a familiari stretti (aliquota ridotta al 2%). I residenti italiani con immobili austriaci che decedono in Italia devono:Pagare l’imposta di successione italiana sul valore degli immobili austriaci (inclusi nell’asse ereditario globale, con possibilità di dedurre le imposte pagate in Austria)Pagare la Grunderwerbsteuer austriaca per l’iscrizione degli eredi nel Grundbuch (registro immobiliare austriaco)Italia-Slovenia: la Convenzione del 1985La Slovenia ha ereditato la convenzione bilaterale contro la doppia imposizione stipulata tra Italia e Jugoslavia. In materia di successioni, la Convenzione Italia-Jugoslavia del 1985 (tuttora applicabile nel rapporto Italia-Slovenia per la parte succeduta) prevede meccanismi per evitare la doppia imposizione. Tuttavia, la Slovenia applica un’imposta di successione relativamente ridotta rispetto a quella italiana, con aliquote variabili in base al grado di parentela e valore dei beni.Attenzione: il regime convenzionale Italia-Slovenia in materia di successioni è complesso e soggetto a interpretazioni. Per situazioni specifiche (immobili in Slovenia ereditati da residenti in Italia) è indispensabile una consulenza specializzata.Worldwide taxation italiana: l’imposta si applica sui beni esteri Un principio fondamentale del diritto tributario italiano è la tassazione mondiale (worldwide taxation): se il defunto era residente in Italia al momento del decesso, l’imposta di successione italiana si applica su tutti i beni, dovunque situati nel mondo, compresi gli immobili in Slovenia, Austria, o qualsiasi altro Paese.Questo significa che un residente a Trieste con un appartamento a Lubiana e una casa a Vienna deve includere entrambi nella dichiarazione di successione italiana, e l’imposta italiana si calcola sul valore complessivo (inclusi i beni esteri).Detrazione delle imposte estere: ai sensi dell’art. 26 del D.Lgs. 346/1990, le imposte pagate all’estero sui beni ivi situati si deducono dall’imposta di successione italiana dovuta sugli stessi beni, fino a concorrenza di quest’ultima. Evita in parte (non sempre totalmente) la doppia tassazione.Immobili vs beni mobili nella successione transfrontalieraUna distinzione importante riguarda il tipo di bene:Beni immobili: anche dopo il Regolamento 650/2012, i Paesi dove si trovano gli immobili mantengono una propria competenza registrale. Per far trasferire la proprietà nel registro immobiliare locale (Grundbuch austriaco, registro fondiario sloveno) occorre produrre l’atto idoneo secondo le formalità locali (con il CSE o con un’apostille). Non basta la dichiarazione di successione italiana.Beni mobili (conti correnti, partecipazioni societarie): si trasferiscono più facilmente con il CSE, che le banche di tutti gli Stati UE devono accettare come prova della qualità di erede.Il sistema tavolare FVG nella successione transfrontalieraPer i beni immobili situati in FVG e appartenenti a defunti residenti all’estero (o con beni anche all’estero), si pone il problema del coordinamento tra:La legge applicabile alla successione (determinata dal Regolamento 650/2012)Le formalità tavolari per l’intavolazione in FVGEsempio: un cittadino sloveno residente a Ljubljana lascia un appartamento a Trieste. La successione è regolata dalla legge slovena (residenza in Slovenia). Per intavolare la proprietà dell’appartamento di Trieste nel Libro Fondiario, gli eredi devono ottenere il Certificato Successorio Europeo sloveno (o un atto notarile sloveno apostillato) e presentarlo alla Conservatoria tavolare di Trieste.Cittadini binazionali: la scelta nel testamento I cittadini binazionali (es.: cittadino italo-sloveno, italo-austriaco) hanno la facoltà di scegliere nel testamento (professio iuris) la legge della propria cittadinanza da applicare alla successione. Questa scelta può essere strategica, ad esempio se:La legge di una delle cittadinanze è più favorevole agli eredi per quanto riguarda le quote riservate ai legittimariUna delle leggi prevede aliquote di imposta di successione inferiori o franchigie più alteSi vuole unificare la gestione dell’asse ereditario sotto un unico sistema giuridicoLa scelta deve essere esplicita nel testamento e deve riferirsi a una delle cittadinanze possedute al momento della redazione del testamento o al momento del decesso. Non è possibile scegliere la legge di un Paese di cui non si è cittadini.Tempistiche pratiche e a chi rivolgersi in FVGPer una successione transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria, le tempistiche complessive possono variare da 6 mesi a oltre 2 anni, a seconda della complessità del patrimonio, del numero di eredi, della presenza o meno di testamento e delle procedure nei Paesi esteri coinvolti.Le figure professionali da coinvolgere sono:Notaio con esperienza in diritto internazionale privato: per il CSE, l’atto di accettazione dell’eredità, gli atti tavolariAvvocato con competenza transfrontaliera: per le eventuali dispute tra eredi o per l’interpretazione del testamento esteroCAF per la dichiarazione di successione: la dichiarazione di successione italiana (anche per le successioni con beni esteri) può essere compilata e presentata tramite CAF abilitatoConsulente fiscale nel Paese estero: per le formalità registrali e fiscali nei Paesi esteri (Slovenia, Austria)Domande frequentiIl Regolamento UE 650/2012 si applica anche per chi è deceduto prima del 17 agosto 2015?No. Il Regolamento si applica solo alle successioni aperte dal 17 agosto 2015 in poi (data del decesso uguale o successiva al 17/08/2015). Per le successioni precedenti si applicano le vecchie regole di conflitto di leggi nazionali.Se ho un appartamento a Ljubljana e muoio a Trieste, devo fare la successione anche in Slovenia?No, in linea di principio non occorre una procedura successoria separata in Slovenia. La successione è regolata dalla legge italiana (residenza in Italia) e il CSE italiano vale anche in Slovenia per dimostrare la qualità di erede. Tuttavia, per trasferire la proprietà dell’appartamento nel registro immobiliare sloveno occorre presentare documentazione alle autorità slovene. Un notaio sloveno o un avvocato sloveno può assistere in questa fase.L’Austria non ha l’imposta di successione: devo comunque pagare qualcosa per gli immobili austriaci?L’Austria ha abolito l’imposta di successione e donazione dal 2008. Tuttavia, per gli immobili in Austria che si trasferiscono per successione, si paga la Grunderwerbsteuer (imposta di trasferimento immobiliare) per l’iscrizione nel Grundbuch (registro immobiliare). L’aliquota per i trasferimenti a familiari stretti è agevolata. Inoltre, l’imposta di successione italiana si applica anche sui beni in Austria (con possibilità di detrazione della Grunderwerbsteuer pagata in Austria).Dove si presenta il Certificato Successorio Europeo in Slovenia?Per gli immobili in Slovenia, il CSE va presentato all’ufficio fondiario (zemljiška knjiga) competente per territorio. La procedura è gestita autonomamente dagli uffici giudiziari slovensi, che accettano il CSE come documento valido per il trasferimento.Conclusione: consulenza specializzata per successioni transfrontaliereLa successione transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria è una delle materie più complesse del diritto successorio internazionale, e riguarda una realtà concreta per molte famiglie del Friuli Venezia Giulia. Il Regolamento 650/2012 ha semplificato molte questioni, ma non le ha eliminate: le formalità registrali nei singoli Paesi, le imposte nazionali e le specificità del sistema tavolare FVG restano elementi che richiedono assistenza professionale specializzata.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste gli eredi nella preparazione e presentazione della dichiarazione di successione italiana anche in presenza di beni esteri, e collabora con notai esperti in diritto internazionale privato per il rilascio del Certificato Successorio Europeo. Per i casi con beni in Slovenia o Austria, ti mettiamo in contatto con i professionisti giusti.Richiedi un preventivo personalizzato per la tua situazione transfrontaliera. Leggi anche le nostre guide: Successioni FVG 2026, Successione a Trieste e Successione a Gorizia.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-24 09:00:002026-08-17 11:03:48Successione Transfrontaliera FVG-Slovenia-Austria: Regolamento UE, Legge Applicabile e Certificato Europeo (Guida 2026)
CAF, SUCCESSIONISuccessione Opere d’Arte, Preziosi e Antiquariato 2026: Perizia, Valutazione e TassazioneEreditare un patrimonio che include opere d’arte, gioielli, monete antiche, orologi di pregio, mobili antichi o auto d’epoca pone gli eredi di fronte a problematiche fiscali molto diverse rispetto a una successione ordinaria. I cosiddetti “beni mobili preziosi” hanno infatti regole specifiche: esiste una presunzione di legge che li quantifica in automatico al 10% dell’asse ereditario se non dichiarati, servono perizie tecniche per valutarli correttamente e alcuni beni possono essere vincolati dal Ministero della Cultura.In questa guida completa aggiornata al 2026 spieghiamo come gestire la successione di opere d’arte, preziosi e antiquariato: cosa dichiarare, come evitare la presunzione del 10%, quando serve una perizia, quanto si paga di imposta di successione e quali sono le particolarità per beni culturali vincolati e auto storiche. Una guida pensata per eredi di collezionisti, famiglie benestanti e chiunque si trovi a gestire beni di valore in una dichiarazione di successione.📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailIndice dei contenutiCosa si intende per beni preziosi, opere d’arte e antiquariatoLa presunzione del 10% (art. 9 D.Lgs. 346/1990)Come evitare la presunzione: dichiarazione analiticaCome si dichiarano i beni preziosi nella successionePerizia tecnica: quando serve e quanto costaTassazione: imposta di successione su opere d’arte e preziosiInventario notarile: quando è obbligatorioOpere d’arte e beni culturali vincolatiAuto d’epoca e veicoli storici ereditatiEsportazione di opere d’arte ereditateAssicurazione dei beni preziosi ereditatiVendita di beni preziosi ereditati e plusvalenzeDonazione di opere d’arte: alternativa alla successioneEsempio pratico: eredi di un collezionistaProblemi tipici nelle successioni con beni di valoreConsulenza CAF e periti: perché serve un teamFAQ: domande frequenti sulla successione di beni preziosiCosa si intende per beni preziosi, opere d’arte e antiquariatoNel linguaggio fiscale della dichiarazione di successione, la categoria “beni mobili preziosi” è molto ampia e comprende tutti i beni di pregio diversi da immobili, denaro, titoli e quote societarie. Comprendere cosa rientra in questa categoria è il primo passo per una dichiarazione corretta, perché ogni tipologia segue regole di valutazione e tassazione specifiche.Rientrano tra i beni preziosi da dichiarare in successione:Opere d’arte: quadri, dipinti, sculture, stampe firmate, opere di design d’autore, fotografie artistiche, litografie numerate, installazioniGioielli e oreficeria: anelli, collane, bracciali, orecchini in oro, argento, platino o con pietre preziose (diamanti, smeraldi, rubini, zaffiri)Monete antiche e da collezione: collezioni numismatiche, monete d’oro, monete commemorative, medaglie storicheOrologi di pregio: Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet, orologi vintage, cronometri da collezioneMobili antichi e antiquariato: mobili d’epoca, argenteria, porcellane, vetri artistici, tappeti persiani antichiLibri antichi e manoscritti: incunaboli, prime edizioni, manoscritti rari, autografi di personaggi storiciStrumenti musicali di pregio: violini Stradivari, pianoforti storici, strumenti d’autoreOggetti militari e da collezione: armi antiche regolarmente denunciate, cimeli storiciAuto d’epoca e veicoli storici: trattamento fiscale particolare, vedi sezione dedicataAttenzione: non tutto ciò che è “vecchio” è automaticamente antiquariato. Un mobile ha rilevanza fiscale come bene prezioso quando ha valore di mercato significativo e caratteristiche storico-artistiche. Allo stesso modo, un gioiello di fantasia o bigiotteria non rientra nella categoria, mentre un anello con diamante certificato sì. La presunzione del 10% (art. 9 D.Lgs. 346/1990)Il cuore della disciplina fiscale della successione di beni preziosi e opere d’arte è l’articolo 9 del D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle imposte di successione). Questa norma stabilisce una presunzione legale molto importante: se gli eredi non dichiarano analiticamente i beni mobili preziosi, la legge presume che questi esistano nel patrimonio del defunto in misura pari al 10% dell’asse ereditario attivo.In parole semplici: l’Agenzia delle Entrate parte dal presupposto che in ogni patrimonio ereditario ci siano gioielli, opere d’arte o oggetti di valore pari almeno al 10% del totale dei beni, anche se gli eredi non li dichiarano espressamente. Questa presunzione si aggiunge al patrimonio dichiarato e produce quindi un’imposta di successione maggiore.Esempio pratico:Patrimonio ereditato dichiarato: 500.000 euro (casa, conto corrente, titoli)Presunzione beni preziosi: 10% = 50.000 euroPatrimonio complessivo ai fini dell’imposta: 550.000 euroQuesta presunzione scatta in automatico sull’asse ereditario attivo, cioè sul valore complessivo dei beni prima della deduzione dei debiti. È quindi fondamentale sapere che non serve aver materialmente posseduto beni preziosi perché la presunzione operi: è un meccanismo automatico che colpisce tutti.La presunzione opera in favore dell’erario e spetta agli eredi dimostrare che il defunto non possedeva beni preziosi oppure che il loro valore reale era inferiore al 10%. Ecco perché diventa cruciale la dichiarazione analitica. Come evitare la presunzione: dichiarazione analiticaPer evitare che si applichi la presunzione del 10%, gli eredi devono dichiarare analiticamente tutti i beni mobili preziosi presenti nel patrimonio del defunto, con un elenco dettagliato e valori giustificati. Questa è la strada più sicura quando:Il patrimonio è elevato e il 10% presunto genererebbe un’imposta molto altaSi sa con certezza che i beni preziosi reali valgono meno del 10% presuntoIl defunto non possedeva beni preziosi di rilievo (es. solo una fede nuziale)Si vuole avere certezza fiscale ed evitare contestazioni futureLa dichiarazione analitica deve contenere un elenco descrittivo con valore stimato per ogni bene. Per esempio:Anello in oro bianco con diamante 0,50 ct, valore stimato 2.500 euroQuadro olio su tela di autore contemporaneo firmato, 80×60 cm, valore 1.200 euroOrologio Rolex Datejust acciaio, valore 5.000 euroMobile antico del 1800 in noce, valore 3.000 euroQuando il valore complessivo analitico è inferiore al 10% dell’asse, è fondamentale che sia documentato (fatture d’acquisto, perizie, fotografie, inventari). L’Agenzia delle Entrate può richiedere prove in fase di controllo, e una dichiarazione troppo “leggera” senza giustificativi rischia di essere disconosciuta.In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Questo richiede competenze specifiche nella gestione delle pratiche di successione, soprattutto quando si intrecciano beni immobili con patrimoni mobiliari di valore. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale con questo sistema. Come si dichiarano i beni preziosi nella successioneLa dichiarazione di successione telematica (modello SUA) prevede una sezione specifica per i beni mobili e preziosi. In particolare, bisogna compilare il quadro dedicato ai beni diversi dagli immobili, dalle partecipazioni societarie e dagli strumenti finanziari, inserendo descrizione, quantità e valore.Il valore da dichiarare è il valore di mercato al momento dell’apertura della successione (data del decesso). Questo valore si determina con diversi metodi a seconda del bene:Opere d’arte: quotazioni di mercato, risultati di aste comparabili, perizie di espertiGioielli: valore della materia prima (oro, platino) più valore delle pietre certificate, più valore artistico/manifatturieroMonete: cataloghi numismatici di riferimento (Gigante, Montenegro) e quotazioni di mercatoOrologi: quotazioni di mercato dei modelli di riferimento, stato di conservazione, originalità di componentiAntiquariato: stime di antiquari e gallerie, cataloghi d’astaLibri antichi: repertori bibliografici, aste specializzateLa descrizione deve essere analitica: non basta scrivere “collezione di quadri”. Bisogna indicare autore (se noto), titolo, tecnica, dimensioni, anno, stato di conservazione. Più la descrizione è precisa, minore è il rischio di contestazioni.Per la corretta compilazione della dichiarazione e di tutti i documenti della successione, è fondamentale la consulenza di un CAF specializzato, che può coordinare anche l’intervento di periti esterni. Perizia tecnica: quando serve e quanto costaLa perizia tecnica è un documento redatto da un esperto che attribuisce un valore di mercato ufficiale ai beni. Non è sempre obbligatoria, ma in molti casi è fortemente consigliata per proteggersi da contestazioni dell’Agenzia delle Entrate e per gestire eventuali conflitti tra eredi.Quando è consigliabile fare una perizia:Opere d’arte di valore superiore a 50.000 euro cadaunaIntere collezioni (quadri, monete, orologi, libri) con valore complessivo significativoPresenza di contenzioso tra eredi sulla suddivisione dei beniBeni potenzialmente soggetti a vincolo culturaleQuando si prevede una futura vendita all’astaQuando si vogliono assicurare i beni (la polizza richiede perizia aggiornata)Chi può fare una perizia valida fiscalmente:Periti iscritti all’Albo del Tribunale (categoria arte, antiquariato, gioielleria, numismatica)Case d’asta riconosciute (Christie’s, Sotheby’s, Finarte, Pandolfini, Cambi)Gallerie d’arte accreditate e antiquari con partita IVA e specializzazioneIstituti gemmologici (IGI, GIA) per pietre preziose e diamantiEsperti numismatici iscritti ad associazioni di categoria (NIP)Costi della perizia: variano in base al tipo e al valore del bene. In linea di massima, si considera un onorario pari all’1-3% del valore stimato, con un minimo fisso che parte da 150-300 euro per singolo oggetto. Per collezioni importanti si negoziano tariffe forfettarie.Una buona perizia deve contenere: descrizione dettagliata del bene, fotografie, riferimenti di mercato (aste comparabili), stato di conservazione, provenienza documentata, valore di mercato alla data del decesso. La perizia va allegata alla dichiarazione di successione come documento giustificativo. Tassazione: imposta di successione su opere d’arte e preziosiBuona notizia per gli eredi: l’imposta di successione sui beni preziosi e opere d’arte si calcola con le stesse aliquote e franchigie previste per gli altri beni. Non esistono imposte maggiorate per questa tipologia di beni.Ricordiamo le aliquote dell’imposta di successione 2026:Coniuge e figli: aliquota 4%, franchigia 1.000.000 euro per ciascun eredeFratelli e sorelle: aliquota 6%, franchigia 100.000 euro per ciascun eredeAltri parenti fino al 4° grado: aliquota 6%, nessuna franchigiaAltri soggetti (conviventi, terzi): aliquota 8%, nessuna franchigiaPortatori di handicap grave: franchigia aggiuntiva di 1.500.000 euroL’imposta si applica sul valore complessivo della quota ereditaria, che include anche i beni preziosi dichiarati. Per approfondire il calcolo completo, consulta la guida su imposta di successione, aliquote e scadenze.Esempio di calcolo: un figlio eredita dal padre un patrimonio complessivo di 1.500.000 euro, di cui 200.000 euro sono opere d’arte. Essendo figlio, ha diritto alla franchigia di 1.000.000 euro. L’imposta si applica solo su 500.000 euro (quota eccedente la franchigia) al 4%, quindi 20.000 euro di imposta di successione.Oltre all’imposta di successione, non sono dovute imposte ipotecaria e catastale sui beni mobili (queste imposte si applicano solo agli immobili). Quindi la tassazione complessiva dei beni preziosi è relativamente contenuta rispetto agli immobili. Inventario notarile: quando è obbligatorioL’inventario notarile dei beni ereditati è un atto redatto da un notaio che elenca analiticamente tutti i beni del defunto. Non è sempre obbligatorio, ma diventa necessario in diverse situazioni che spesso coinvolgono patrimoni con beni preziosi.Quando serve l’inventario notarile:Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario: obbligatoria per minori, incapaci e persone giuridiche, e consigliata quando si teme che i debiti del defunto superino il patrimonioPresenza di eredi minorenni o soggetti sottoposti a tutelaConflitto tra eredi sulla consistenza del patrimonioPresenza di esecutore testamentario o curatore dell’eredità giacentePatrimonio molto articolato con molti beni mobili di valoreL’inventario notarile offre certezza giuridica sulla consistenza dell’asse ereditario e rappresenta una prova “qualificata” davanti all’Agenzia delle Entrate per dimostrare il valore reale dei beni preziosi. Tuttavia, ha costi significativi: onorario notarile più oneri per i periti che assistono il notaio nella stima dei beni.Per i casi di eredi minori, approfondisci la guida dedicata a successione con eredi minori, dove l’inventario è sempre obbligatorio. Opere d’arte e beni culturali vincolatiAlcune opere d’arte e beni di pregio sono dichiarati di interesse culturale dal Ministero della Cultura (MiC) ai sensi del Codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004). Si tratta di opere con particolare valore storico, artistico o archeologico, sottoposte a un regime di tutela speciale.Obblighi degli eredi per i beni culturali vincolati:Notifica obbligatoria al Ministero della Cultura (Soprintendenza competente per territorio) entro i termini previsti dal codiceRispetto dei vincoli di conservazione e manutenzioneDivieto di modificare, restaurare o spostare il bene senza autorizzazioneObbligo di comunicare al Ministero ogni trasferimento di proprietàDiritto di prelazione dello Stato in caso di vendita (lo Stato può acquistare il bene allo stesso prezzo offerto da altri)Una particolarità molto interessante per gli eredi: l’articolo 28 bis del D.Lgs. 346/1990 consente di pagare l’imposta di successione cedendo allo Stato opere d’arte, beni culturali o archivi di interesse storico. Questa modalità di pagamento “in natura” richiede l’autorizzazione del Ministero della Cultura e del Ministero dell’Economia.Vantaggi della cessione allo Stato:Estinzione totale o parziale del debito d’impostaValore del bene stabilito da apposita commissione di espertiPossibilità per gli eredi di non dover vendere altri beni di famiglia per pagare l’impostaL’opera entra nel patrimonio pubblico e viene valorizzata dalla collettivitàQuesta opzione è particolarmente utile quando si eredita un’opera di grande valore ma si ha scarsa liquidità, evitando di dover vendere frettolosamente a un prezzo inferiore al reale per far fronte alle imposte. Auto d’epoca e veicoli storici ereditatiLe auto d’epoca e i veicoli storici ereditati seguono un trattamento fiscale particolare, a metà strada tra beni mobili preziosi e veicoli tradizionali. Non rientrano nella presunzione del 10% se sono regolarmente iscritti al PRA (Pubblico Registro Automobilistico), perché risultano già da un registro pubblico.Classificazione delle auto storiche:Auto d’epoca: oltre 20 anni di immatricolazione, iscritte al registro ASI (Automotoclub Storico Italiano), FIVA, RIAR o Registro LanciaAuto ultraventennali “ordinarie”: oltre 20 anni ma non iscritte a registri storiciYoungtimer: tra 15 e 20 anni, interessanti per collezionisti ma non ancora storiche ufficialmenteDichiarazione e tassazione auto d’epoca ereditate:Vanno dichiarate nella successione al loro valore di mercato (non al valore “burocratico” PRA)Per la valutazione si usano quotazioni specializzate (Quattroruote Classic, Ruoteclassiche) o perizie ASIImposta di successione con le aliquote ordinarie sul valore di mercatoDopo la successione, per il trasferimento dell’intestazione al PRA serve l’atto notarile di accettazione di eredità o dichiarazione di successione presentataPratica PRA per voltura auto ereditata: l’erede deve presentare al PRA la domanda di aggiornamento dell’intestazione allegando la dichiarazione di successione registrata. Il costo è di circa 90 euro di emolumenti ACI più imposte di bollo. Le auto storiche godono di riduzioni sull’IPT (imposta provinciale di trascrizione) in molte province.Bollo auto e assicurazione: una volta volturata, l’auto storica ha benefici fiscali importanti. Le auto oltre i 30 anni con certificato di rilevanza storica pagano un bollo ridotto (circa 30 euro annui), e le polizze RCA “storiche” hanno premi molto vantaggiosi. Per i dettagli consulta la guida successione veicoli, auto e moto. Esportazione di opere d’arte ereditateEreditare un’opera d’arte non significa automaticamente poterla esportare liberamente. La normativa italiana sull’esportazione di beni culturali prevede procedure differenziate a seconda dell’età e del valore dell’opera, regolamentate dal D.Lgs. 42/2004.Regole attuali per l’esportazione:Opere di autori viventi o eseguite da meno di 70 anni: esportazione libera senza autorizzazioniOpere oltre 70 anni di età con valore fino a 13.500 euro: serve solo un’autocertificazioneOpere oltre 70 anni con valore superiore a 13.500 euro: serve l’attestato di libera circolazione rilasciato dall’Ufficio Esportazione del Ministero della CulturaBeni dichiarati di interesse culturale: l’uscita definitiva dall’Italia è vietata, salvo eccezioniLa procedura per ottenere l’attestato di libera circolazione prevede la presentazione dell’opera all’Ufficio Esportazione competente (Roma, Milano, Firenze, Venezia, Napoli, Palermo e altri), che la esamina e decide entro 40 giorni. In questo lasso di tempo lo Stato può esercitare il diritto di acquisto coattivo al valore dichiarato.Se lo Stato non esercita il diritto di acquisto, rilascia l’attestato che consente l’esportazione per 5 anni. L’attestato è necessario anche per vendite internazionali tramite case d’asta estere.Attenzione: esportare un’opera senza autorizzazione costituisce reato penale, con sanzioni che vanno dalla multa al sequestro del bene, fino alla reclusione nei casi più gravi. Assicurazione dei beni preziosi ereditatiRicevere in eredità opere d’arte, gioielli o oggetti di pregio comporta una nuova responsabilità: la loro tutela assicurativa. Le polizze “casa” tradizionali spesso coprono solo parzialmente i beni preziosi o li escludono del tutto oltre certe soglie.La soluzione più adatta è la polizza “All Risks Arte” o “All Risks Valori”, specificamente pensata per:Opere d’arte e scultureCollezioni di valore (numismatiche, filateliche, d’arte)Gioielli e oreficeriaOrologi di pregioMobili antichi e argenteriaStrumenti musicali da collezioneCoperture tipiche della polizza All Risks Arte:Furto e rapinaIncendio, fulmine, esplosioneDanni accidentali (caduta, rottura, graffi)Danni d’acquaTrasporto e movimentazionePrestito a mostre e museiTerremoto e calamità naturali (clausole opzionali)Costi indicativi: la polizza All Risks Arte ha un premio che varia tipicamente tra lo 0,2% e lo 0,8% del valore assicurato annuo. Per assicurare una collezione da 200.000 euro il premio annuo si colloca tra 400 e 1.600 euro a seconda di copertura, ubicazione e sistemi di sicurezza domestici.Per stipulare la polizza serve una perizia aggiornata con elenco fotografato dei beni. Molte compagnie richiedono anche dotazioni di sicurezza (antifurto, cassaforte, videosorveglianza) per assicurare valori elevati.Per un quadro completo delle assicurazioni post-successione, leggi la guida dedicata a eredità e assicurazioni. Vendita di beni preziosi ereditati e plusvalenzeGli eredi possono decidere di vendere i beni preziosi ricevuti in successione. In questo caso bisogna conoscere le regole fiscali applicabili e i canali di vendita più adatti a ciascun tipo di bene.Canali di vendita per opere d’arte e beni preziosi:Case d’asta internazionali: Christie’s, Sotheby’s, Phillips, BonhamsCase d’asta italiane: Finarte, Pandolfini, Cambi, Porro, Wannenes, Meeting ArtGallerie d’arte: acquisto diretto o conto depositoAntiquari e compro oro: per oggetti di antiquariato e gioielliPiattaforme online specializzate: Catawiki, Artsy, InvaluableTassazione della vendita: per i beni ereditati e rivenduti dai privati, la disciplina fiscale è particolarmente favorevole. La plusvalenza da vendita occasionale di beni mobili e opere d’arte da parte di un privato (non imprenditore/mercante d’arte) non è soggetta a tassazione, perché non rientra in alcuna categoria reddituale tipica dell’IRPEF.Diverso è il discorso se:L’attività è abituale (compravendite continuative): diventa reddito d’impresaIl soggetto è un mercante d’arte con partita IVASi realizzano plusvalenze speculative sistematiche (orientamento giurisprudenziale in evoluzione)L’Agenzia delle Entrate ha rafforzato i controlli sulle vendite di opere d’arte rivedendo la qualificazione di “privato collezionista” vs “speculatore abituale”. Per vendite importanti è consigliabile una consulenza fiscale preventiva.Documenti necessari per vendere beni ereditati:Dichiarazione di successione registrataCertificato di morte e atto di notorietà o autocertificazionePerizia di valutazione aggiornataAttestato di libera circolazione per opere oltre 70 anni (se vendita internazionale)Fotografie e documentazione di provenienza Donazione di opere d’arte: alternativa alla successioneUna strategia di pianificazione patrimoniale per chi possiede opere d’arte e beni di valore è la donazione in vita a figli o altri eredi. La donazione può essere molto vantaggiosa perché ha le stesse franchigie e aliquote dell’imposta di successione e consente di “bloccare” il valore ai fini fiscali.Vantaggi della donazione di opere d’arte:Stesse aliquote della successione (4% coniuge/figli, 6% fratelli, 8% terzi)Stesse franchigie (1.000.000 euro per figli/coniuge)Valore cristallizzato al momento della donazionePossibilità di scaglionare donazioni nel tempoRiduzione del patrimonio ereditario futuro (pianificazione fiscale)Svantaggi e attenzioni:La donazione richiede atto notarile pubblico (costi notarili)Le donazioni rientrano nel calcolo della successione futura (rapporto tra coerelde) ai fini della legittimaNon è reversibile senza accordo delle partiPer opere vincolate serve comunque il nulla osta del MinisteroLe donazioni di modico valore (es. gioielli di famiglia) non richiedono atto notarile se c’è traditio (consegna materiale) e rapporto di parentela stretta. Per beni di valore consistente, invece, l’atto notarile è sempre necessario per garantire efficacia e opponibilità.Nota importante: l’IVA non si applica alle successioni né alle donazioni di opere d’arte tra privati. L’IVA scatta solo nelle compravendite commerciali (galleria, mercante d’arte, casa d’asta come venditore professionale). Esempio pratico: eredi di un collezionistaVediamo un caso pratico che illustra tutti gli aspetti trattati. Supponiamo che Mario, collezionista appassionato, scompaia lasciando alla moglie Anna e al figlio Luca il seguente patrimonio:Casa di proprietà a Udine: 350.000 euroConto corrente: 80.000 euroTitoli BTP: 120.000 euroCollezione di quadri del Novecento (15 opere): valore stimato 180.000 euroGioielli di famiglia (oreficeria antica, diamanti): 40.000 euroCollezione di monete romane: 25.000 euroFiat 500 del 1965 iscritta ASI: 15.000 euroAsse ereditario totale: 810.000 euroScenario 1: dichiarazione senza elenco analitico dei beni preziosiAsse “ufficiale”: 550.000 euro (immobile + conto + BTP + auto PRA)Presunzione 10% beni preziosi: 55.000 euroPatrimonio totale tassato: 605.000 euroConseguenza: tassazione su importo stimato forfettariamente, ma il reale patrimonio preziosi (245.000 euro) resterebbe “sommerso” e gli eredi rischierebbero contestazioni future se venissero scopertiScenario 2: dichiarazione analitica correttaQuadri dichiarati con perizia: 180.000 euroGioielli dichiarati con perizia gemmologica: 40.000 euroMonete dichiarate con perizia numismatica: 25.000 euroAsse ereditario totale dichiarato: 810.000 euroCalcolo imposta (coniuge + figlio, due eredi in parti uguali):Quota Anna: 405.000 euro → sotto franchigia di 1.000.000 euro → imposta 0Quota Luca: 405.000 euro → sotto franchigia di 1.000.000 euro → imposta 0Imposta di successione: 0 euroImposte ipotecaria e catastale sulla casa: 2% + 1% di 350.000 = 10.500 euroCome si vede, una dichiarazione analitica corretta permette di trasparentemente gestire il patrimonio e beneficiare pienamente delle franchigie. Il costo delle perizie (circa 5.000-7.000 euro totali per questo patrimonio) è ampiamente ripagato dalla tranquillità fiscale e dall’assenza di rischi di contestazione. Problemi tipici nelle successioni con beni di valoreGestire una successione con opere d’arte, gioielli e antiquariato non è mai semplice. Ecco i problemi più frequenti che il CAF Centro Fiscale affronta nelle consulenze specializzate:Sottovalutazione o sopravvalutazione: gli eredi non hanno competenze tecniche per valutare correttamente, rischiando contestazioni del Fisco o liti tra coerediScomparsa di beni: oggetti spariti tra la morte e l’inventario, con difficoltà a ricostruire la consistenza realeAutenticazioni dubbie: opere attribuite ad autori famosi senza certificazioni adeguate, con rischio di scoprire che sono copie o falsiConflitti tra coeredi: chi tiene il quadro? Come si divide la collezione? Serve vendere per dividere in denaro?Beni all’estero: opere lasciate in altri Paesi, con problematiche di doppia imposizione e rimpatrioBeni vincolati non dichiarati: scoperta tardiva che un’opera era sottoposta a vincolo ministerialeCarenza di liquidità: il patrimonio è consistente ma illiquido, e l’imposta di successione diventa un problema concretoProvenienza illegittima: opere con dubbia provenienza (furto, trafugamento bellico, commercio illecito) che emergono solo al tentativo di venditaAffrontare questi problemi richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge consulente fiscale, perito specialistico, notaio e spesso anche avvocato, per tutelare gli interessi di tutti gli eredi e rispettare tutti gli obblighi di legge. Consulenza CAF e periti: perché serve un teamLe successioni che includono opere d’arte, preziosi e antiquariato richiedono una squadra di specialisti che collaborino tra loro. Il CAF Centro Fiscale di Udine affianca da anni gli eredi friulani in questo tipo di pratiche complesse, coordinando l’intervento di periti esterni qualificati.Cosa fa il CAF nel tuo interesse:Analisi iniziale del patrimonio e stima preliminare del rischio presunzioneScelta strategica tra dichiarazione analitica e accettazione della presunzione del 10%Coordinamento con periti specializzati per arte, gioielli, numismatica, auto d’epocaCompilazione analitica della dichiarazione di successione telematicaRapporto con Ministero Cultura per beni vincolatiGestione dell’eventuale pagamento dell’imposta tramite cessione di opere allo StatoConsulenza sulle strategie di donazione per ottimizzare il passaggio generazionaleAssistenza post-successione: volture auto, disdette polizze, nuove coperture assicurativeIl vantaggio del CAF Centro Fiscale è la specializzazione territoriale nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia, che combinata all’esperienza su successioni con beni di valore offre un servizio completo e integrato. Lavoriamo con una rete di periti, notai e gallerie di fiducia sul territorio friulano e a livello nazionale.Se stai gestendo una successione con opere d’arte, gioielli o oggetti di valore, non improvvisare. Una consulenza iniziale ti permette di impostare la strategia corretta fin dall’inizio, evitando errori costosi o contestazioni future.Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | WhatsApp 366 6018121 | info@centrofiscale.com FAQ: domande frequenti sulla successione di beni preziosiI gioielli di famiglia vanno dichiarati anche se hanno solo valore affettivo?Sì, se hanno un valore di mercato apprezzabile (oro, pietre preziose certificate), vanno dichiarati al valore di mercato effettivo. La bigiotteria e l’oreficeria di modico valore possono essere omesse senza problemi, ma un anello d’oro con diamante va sempre dichiarato.Se non dichiaro nulla, rischio sanzioni?Se non dichiari beni preziosi, si applica automaticamente la presunzione del 10% e paghi l’imposta su quel valore stimato. Il rischio sanzioni scatta se l’Agenzia delle Entrate scopre beni di valore molto superiore al 10% presunto: in quel caso parte l’accertamento con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta non versata, oltre agli interessi.La perizia deve essere asseverata dal Tribunale?Per la dichiarazione di successione non serve l’asseverazione (giuramento in Tribunale), basta una perizia redatta da esperto qualificato con la sua responsabilità professionale. L’asseverazione diventa necessaria se la perizia deve essere utilizzata in un contenzioso giudiziario tra eredi.Posso vendere un quadro ereditato senza pagare tasse sulla vendita?Sì, se sei un privato che vende occasionalmente un bene ereditato, la plusvalenza non è soggetta a IRPEF. Attenzione però: se vendi sistematicamente più opere (collezione progressivamente liquidata) il Fisco potrebbe qualificarti come speculatore abituale.Come so se un’opera d’arte è vincolata?Si verifica presso la Soprintendenza competente per territorio (Ministero della Cultura). Se l’opera proviene da una famiglia importante o è nota negli archivi storici, è possibile che sia vincolata. Alcune vincoli derivano da atti notificati ai proprietari, altri sono automatici per opere in chiese, musei o collezioni pubbliche.Posso pagare l’imposta di successione con un quadro?Sì, l’articolo 28 bis del D.Lgs. 346/1990 consente di cedere opere d’arte, libri, archivi o collezioni di interesse storico-artistico allo Stato come pagamento dell’imposta. Serve però l’autorizzazione del Ministero della Cultura e del MEF, e i tempi della procedura possono essere lunghi.Un’auto d’epoca rientra nella presunzione del 10%?No, se è regolarmente iscritta al PRA. I veicoli iscritti in pubblici registri sono esclusi dalla presunzione perché risultano già tracciati. Vanno però dichiarati al loro valore di mercato nella successione.Quanto costa in media una perizia d’arte?Indicativamente l’1-3% del valore stimato, con un minimo di 150-300 euro per pezzo singolo. Per collezioni si negoziano tariffe forfettarie. Una perizia professionale per una collezione da 200.000 euro può costare tra 2.000 e 5.000 euro.Posso esportare un quadro antico ereditato dalla famiglia?Per opere con oltre 70 anni di età e valore superiore a 13.500 euro serve l’attestato di libera circolazione del Ministero della Cultura. Per opere vincolate l’esportazione è vietata. Per opere più recenti o di minor valore non servono autorizzazioni.Il CAF Centro Fiscale si occupa anche di successioni con opere d’arte?Sì, gestiamo successioni complesse con patrimoni artistici coordinando periti qualificati, notai e avvocati quando necessario. La nostra esperienza nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia ci rende un partner affidabile per eredi di collezionisti e famiglie con patrimoni articolati sul territorio friulano.Conclusione: gestire una successione con opere d’arte richiede strategiaEreditare opere d’arte, gioielli, antiquariato o una collezione di pregio è un privilegio ma anche una responsabilità. La presunzione del 10%, la necessità di perizie qualificate, i vincoli ministeriali e le regole sull’esportazione rendono questa materia molto più complessa di una successione ordinaria.Affidarsi a professionisti esperti consente di ottimizzare la tassazione, evitare contestazioni future e gestire correttamente il patrimonio ereditato. Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione la sua esperienza nelle successioni complesse e il suo network di periti specializzati per affiancarti in ogni fase.Prenota subito una consulenza: chiamaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Una prima valutazione gratuita ti permette di capire la strategia migliore per il tuo caso specifico. ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-24 08:00:002026-08-17 11:03:45Successione Opere d’Arte, Preziosi e Antiquariato 2026: Perizia, Valutazione e Tassazione
CAF, SUCCESSIONISuccessione Azienda 2026: Trasferimento Impresa agli ErediLa successione di un’azienda è un momento delicato che richiede pianificazione. Nel 2026 il trasferimento dell’impresa agli eredi può beneficiare di agevolazioni fiscali significative, soprattutto se pianificato con strumenti come il patto di famiglia.Indice dei contenutiTipi di azienda nella successioneEsenzione imposta di successione per aziendePatto di famigliaValutazione azienda ai fini successioneDivisione azienda tra più erediContinuazione attivitàTipi di azienda nella successioneLa successione può riguardare:Ditta individuale: trasferimento dell’intera attivitàQuote societarie: SRL, SNC, SAS (vedi articolo dedicato)Partecipazioni qualificate: SPA con controllo Esenzione imposta di successione per aziendeLa normativa prevede esenzione totale dall’imposta di successione se:Gli eredi proseguono l’attività per almeno 5 anniL’azienda viene trasferita a coniuge e discendentiGli eredi non cedono l’azienda entro 5 anni dal trasferimento Patto di famigliaIl patto di famiglia è lo strumento ideale per il passaggio generazionale:Trasferimento in vita dell’aziendaCoinvolge tutti i legittimari (coniuge, figli)Previene future contestazioni ereditarieBenefici fiscali: esenzione dall’imposta di donazione, alle stesse condizioni previste per la successione Valutazione azienda ai fini successioneIl valore dell’azienda si determina con:Perizia giurata di stimaMetodi patrimoniale, reddituale o mistoAvviamento commercialeValore beni strumentali (al netto ammortamenti) Divisione azienda tra più erediSe ci sono più eredi:Assegnazione a uno solo: compenso agli altri in denaroVendita a terzi: divisione ricavato tra erediGestione comune: trasformazione in società Continuazione attivitàL’erede che prosegue l’attività deve:Comunicare variazione titolarità alla CCIAA entro 30 giorniAggiornare partita IVA (o aprirne una nuova)Comunicare all’INPS prosecuzione attivitàMantenere dipendenti o gestire cessazioniFontiD.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico successioni e donazioni), art. 3, comma 4-ter – esenzione per aziende, quote e azioni trasferite a coniuge e discendenti – NormattivaCodice civile, artt. 768-bis e seguenti – patto di famiglia – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa.Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.com Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-24 06:00:002026-09-30 07:58:43Successione Azienda 2026: Trasferimento Impresa agli ErediCAF, SUCCESSIONITFR, Polizze Vita e Ratei di Pensione del Defunto 2026: Cosa Entra nella Successione e Come si TassaQuando muore un familiare, una delle prime domande che si pongono gli eredi riguarda il denaro che arriva dopo il decesso: il TFR del defunto va dichiarato nella successione? E la polizza vita? E i ratei di pensione che l’INPS non ha fatto in tempo a pagare? La risposta, che sorprende molti, è che nella maggior parte dei casi queste somme non entrano nell’asse ereditario e quindi non vanno indicate nella dichiarazione di successione. Attenzione però: non entrare in successione non significa essere esenti da ogni imposta. La tassazione TFR successione segue infatti un binario diverso, quello della tassazione separata IRPEF.In questa guida aggiornata al 2026 vediamo in modo semplice quali somme restano fuori dall’attivo ereditario (l’insieme dei beni e dei diritti del defunto che vengono tassati con l’imposta di successione), quali invece ci entrano a pieno titolo, e come funziona concretamente la tassazione TFR successione, delle polizze vita e dei ratei di pensione non riscossi. Alla fine trovi anche le aliquote e le franchigie 2026 dell’imposta di successione e una sezione di domande frequenti.Indice dei contenutiTassazione TFR successione: cosa entra e cosa resta fuori dall’asse ereditarioIl TFR del defunto: perché si acquista iure proprio (art. 2122 c.c.)Tassazione TFR successione: si applica la tassazione separata IRPEFPolizze vita: esenti dall’imposta di successione (art. 1920 c.c.)Ratei di pensione INPS non riscossi e arretrati: come si recuperanoCosa entra davvero nell’asse ereditarioAliquote e franchigie dell’imposta di successione 2026Dove si dichiarano TFR, polizze e ratei se non vanno in successioneLa procedura completa della dichiarazione di successioneDomande frequenti sulla tassazione TFR successioneAssistenza del CAF Centro Fiscale per la tua successioneTassazione TFR successione: cosa entra e cosa resta fuori dall’asse ereditarioPer capire la tassazione TFR successione occorre partire da un concetto giuridico che sembra complicato ma è molto intuitivo: la differenza tra acquisto per successione e acquisto iure proprio. Quando un bene si acquista per successione significa che quel bene apparteneva al defunto ed è passato agli eredi proprio perché eredi: è il caso della casa, del conto corrente, dei titoli. Quando invece una somma si acquista iure proprio (letteralmente “per diritto proprio”) significa che la legge o un contratto attribuiscono quel denaro direttamente a certe persone, senza che passi mai dal patrimonio del defunto.La distinzione ha conseguenze pratiche enormi. Ciò che si acquista iure proprio non va inserito nella dichiarazione di successione, non concorre a formare l’attivo ereditario, non paga l’imposta di successione e — aspetto spesso decisivo — spetta ai beneficiari anche se questi rinunciano all’eredità. Immagina che Marco rinunci all’eredità del padre perché carica di debiti: potrà comunque incassare il TFR e la polizza vita di cui è beneficiario, perché quei soldi non fanno parte dell’eredità.Somma o beneEntra nella successione?Come viene tassataTFR e indennità di preavvisoNO se morte in servizio (art. 2122 c.c.)*Tassazione separata IRPEF (art. 19 e 17 TUIR)Polizza vita caso morteNO (art. 1920 c.c.)Esente IRPEF per il rischio demografico; 26% sul rendimentoRatei di pensione non riscossiNO se spettano a coniuge o figli (iure proprio)**; SI negli altri casiIRPEF in dichiarazione degli eredi o tassazione separata (in ogni caso)Immobili e terreniSIImposta di successione + ipotecaria e catastaleConti correnti e depositiSIImposta di successione oltre franchigiaTitoli, fondi, azioni, quote societarieSIImposta di successione oltre franchigiaCrediti del defunto verso terziSIImposta di successione oltre franchigia* Se invece il rapporto di lavoro era già cessato prima del decesso (es. il defunto era già in pensione) e il TFR risultava maturato ma non ancora liquidato, la somma è un credito del defunto ed entra nell’attivo ereditario: vedi il paragrafo dedicato più avanti.** Il rateo di pensione spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli del defunto: in questi casi resta fuori dall’attivo ereditario. In mancanza sia di coniuge sia di figli, il rateo rientra invece nell’asse ereditario e sconta l’imposta di successione, e l’INPS richiede prova della dichiarazione di successione prima di liquidarlo (Ris. Agenzia delle Entrate n. 53/E del 2008; art. 48, comma 3, D.Lgs. 346/1990). Il TFR del defunto: perché si acquista iure proprio (art. 2122 c.c.)Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto, la somma che il datore di lavoro accantona ogni anno e liquida alla fine del rapporto) e l’indennità sostitutiva del preavviso hanno una disciplina speciale contenuta nell’art. 2122 del Codice Civile. La norma stabilisce che, in caso di morte del lavoratore, queste indennità devono essere corrisposte direttamente a determinati familiari, che le acquistano iure proprio e non in qualità di eredi. Chi ha diritto al TFR del lavoratore decedutoL’art. 2122 c.c. individua con precisione i beneficiari del TFR del lavoratore deceduto:il coniuge (e, per equiparazione di legge, la parte di unione civile);i figli, senza distinzione tra figli nati nel matrimonio e fuori dal matrimonio;i parenti entro il terzo grado (ad esempio fratelli, nipoti, zii) solo se vivevano a carico del lavoratore;gli affini entro il secondo grado (ad esempio suoceri, cognati) solo se vivevano a carico del lavoratore.Il punto chiave è che coniuge e figli hanno diritto al TFR sempre, a prescindere dal fatto che fossero o meno economicamente dipendenti dal defunto. Per gli altri parenti e affini, invece, occorre dimostrare la vivenza a carico, cioè il fatto che il lavoratore provvedesse in modo abituale al loro mantenimento. Si tratta di una prova che va documentata con attenzione e che è spesso fonte di contestazioni da parte del datore di lavoro o del fondo pensione.Come si divide il TFR tra gli aventi dirittoLa ripartizione del TFR non segue le quote di eredità. L’art. 2122 c.c. prevede che la somma si divida secondo l’accordo raggiunto tra gli aventi diritto e, in mancanza di accordo, secondo il bisogno di ciascuno. Significa che il coniuge senza reddito può ottenere una quota superiore rispetto al figlio già economicamente autonomo, in base alle rispettive condizioni di necessità.Solo quando non esiste nessuno dei soggetti indicati dall’art. 2122 c.c. (niente coniuge, niente figli, niente parenti o affini a carico), il TFR viene attribuito secondo il testamento o, in assenza di testamento, secondo la successione legittima. Anche in questo caso, però, la somma resta esclusa dall’attivo ereditario ai sensi dell’art. 12, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 346/1990: l’esclusione ha carattere oggettivo e riguarda le indennità dell’art. 2122 c.c. a prescindere da chi le percepisce. L’art. 2122 c.c. detta solo il criterio di attribuzione della somma tra gli aventi diritto, non una deroga fiscale.Attenzione a non confondere questa ipotesi con un caso diverso: se il lavoratore era già in pensione al momento del decesso (rapporto di lavoro già cessato) e il TFR era stato maturato ma non ancora liquidato dal datore di lavoro, non si applica più l’art. 2122 c.c. ma le regole ordinarie: si tratta di un credito del defunto verso l’ex datore di lavoro che entra nell’attivo ereditario (va indicato nel quadro dei crediti della dichiarazione di successione) e sconta l’imposta di successione come qualsiasi altro credito del de cuius. La distinzione, quindi, non è “chi sono gli eredi” ma il momento del decesso rispetto alla cessazione del rapporto di lavoro: TFR maturato durante un rapporto ancora in corso (morte in servizio) → fuori dall’asse ereditario; TFR già maturato su un rapporto già cessato prima della morte → dentro l’asse ereditario.Tassazione TFR successione: si applica la tassazione separata IRPEFChiarito che il TFR non entra nell’asse ereditario, resta la domanda fiscale più importante: come funziona la tassazione TFR successione? La risposta è che il TFR erogato ai familiari non paga l’imposta di successione — lo conferma l’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990, che esclude espressamente dall’attivo ereditario le indennità di cui all’art. 2122 c.c. — ma paga l’IRPEF con il meccanismo della tassazione separata, disciplinato dagli articoli 17 e 19 del TUIR (DPR 917/1986).Cos’è la tassazione separata? È un regime che si applica ai redditi che maturano in più anni ma vengono incassati tutti insieme, come appunto il TFR. Invece di sommarli agli altri redditi dell’anno — cosa che farebbe schizzare l’aliquota progressiva IRPEF verso lo scaglione più alto — vengono tassati a parte, con un’aliquota calcolata su base pluriennale. È un meccanismo di favore, pensato proprio per non penalizzare chi riceve un importo cumulato.Nel dettaglio, la tassazione TFR successione funziona così: il datore di lavoro (o il fondo pensione), in qualità di sostituto d’imposta, trattiene l’imposta al momento del pagamento applicando l’aliquota determinata secondo l’art. 19 TUIR, sulla base del cosiddetto “reddito di riferimento”. Successivamente l’Agenzia delle Entrate riliquida l’imposta utilizzando l’aliquota media di tassazione degli ultimi cinque anni del lavoratore deceduto, inviando agli aventi diritto una comunicazione con l’eventuale conguaglio a debito o a credito.Non si applica l’aliquota progressiva ordinaria dei redditi dell’erede;l’imposta è trattenuta alla fonte dal sostituto d’imposta, quindi la somma arriva già al netto;gli importi vanno comunque certificati nella Certificazione Unica intestata a chi li ha percepiti;il conguaglio dell’Agenzia delle Entrate può arrivare anche a distanza di anni: non va ignorato.Un errore frequente è pensare che, poiché il TFR non va in successione, allora “non va dichiarato da nessuna parte”. Non è così: la tassazione TFR successione esiste eccome, semplicemente passa dall’IRPEF e non dall’imposta di successione. Se ricevi una comunicazione di riliquidazione e non sai come comportarti, è il momento di farti assistere. Polizze vita: esenti dall’imposta di successione (art. 1920 c.c.)Anche le assicurazioni sulla vita caso morte seguono la logica dell’acquisto iure proprio. L’art. 1920, comma 3, del Codice Civile stabilisce che, per effetto della designazione, il beneficiario acquista un diritto proprio nei confronti della compagnia assicurativa. Il capitale non transita mai nel patrimonio del defunto: nasce direttamente in capo al beneficiario indicato in polizza.La conseguenza fiscale è doppia. In primo luogo, le somme percepite dai beneficiari sono escluse dall’attivo ereditario ed esenti dall’imposta di successione ai sensi dell’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990. In secondo luogo, il capitale liquidato è esente da IRPEF per la parte che copre il cosiddetto “rischio demografico”, cioè la componente puramente assicurativa legata all’evento morte (art. 34 del DPR 601/1973). Quando una parte della polizza vita è tassataMolte polizze moderne (unit linked, polizze miste, prodotti a contenuto finanziario) non sono solo protezione: contengono anche una componente di investimento. Su questa parte, cioè sul rendimento finanziario maturato, la compagnia applica l’imposta sostitutiva del 26%, ridotta al 12,5% per la quota riferibile a titoli di Stato ed equiparati. Si tratta di una trattenuta che l’assicurazione effettua direttamente prima di accreditare le somme: il beneficiario riceve l’importo già netto e non deve dichiararlo in IRPEF.In sintesi: capitale caso morte = esente, rendimento finanziario = tassato al 26% (o 12,5%). Ecco perché due polizze di pari importo possono generare accrediti netti differenti.Polizze vita e tutela dei legittimari: un cennoIl fatto che la polizza sia fuori dalla successione non la rende del tutto intoccabile. L’art. 1923, comma 2, del Codice Civile fa salve le regole su collazione, imputazione e riduzione relativamente ai premi pagati. In pratica, se il defunto ha versato premi assicurativi manifestamente sproporzionati rispetto al proprio patrimonio, gli eredi legittimari (coniuge, figli, ascendenti) possono agire per far rientrare nel calcolo quei premi, a tutela della loro quota di legittima. Non viene aggredito il capitale liquidato, ma l’importo dei premi versati.Si tratta di un tema delicato, con una casistica giurisprudenziale ampia. Se vuoi approfondire nel dettaglio il rapporto tra assicurazioni e diritti degli eredi, abbiamo dedicato un articolo specifico all’argomento: Polizze Vita e Successione: Rientrano nell’Eredità?.Ratei di pensione INPS non riscossi e arretrati: come si recuperanoIl terzo capitolo riguarda i ratei di pensione maturati e non riscossi. Quando un pensionato muore, quasi sempre resta scoperto qualche importo: il rateo del mese del decesso, eventuali arretrati derivanti da ricostituzioni della pensione, perequazioni o conguagli mai liquidati. Questi importi non si perdono: spettano agli eredi, che devono però attivarsi per ottenerli.La procedura passa dalla presentazione all’INPS della domanda di “Liquidazione di quote di pensione agli eredi” (il nome corretto del servizio INPS per i ratei maturati e non riscossi – da non confondere con la ricongiunzione dei contributi, che è tutt’altra procedura), corredata dalla documentazione che attesta la qualità di erede: atto di morte, dichiarazione sostitutiva di atto notorio con l’indicazione degli eredi, eventuale testamento e coordinate bancarie. Il rateo spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli del defunto (art. 201 DPR 1092/1973); solo se non ci sono né coniuge né figli viene liquidato agli altri eredi in proporzione alla quota ereditaria, e in tal caso rientra anche nell’attivo della successione. La pratica va compilata con precisione, perché errori nell’individuazione degli eredi bloccano il pagamento per mesi: i nostri operatori del Patronato e CAF Centro Fiscale se ne occupano integralmente, dalla raccolta dei documenti alla trasmissione della domanda. Come si tassano i ratei di pensione incassati dagli erediDal punto di vista fiscale, quando il rateo spetta iure proprio a coniuge o figli (il caso più frequente) non entra nell’imposta di successione come bene autonomo, ma resta reddito del defunto e come tale va assoggettato a IRPEF. Se invece, in mancanza di coniuge e figli, il rateo è liquidato agli altri eredi, va indicato anche nella dichiarazione di successione e sconta l’imposta corrispondente, oltre all’IRPEF sul reddito maturato dal defunto. L’art. 7, comma 3, del TUIR stabilisce infatti che, in caso di morte dell’avente diritto, i redditi che sarebbero stati imputati al periodo d’imposta in cui vengono percepiti sono tassati separatamente in capo agli eredi, secondo gli articoli 19 e 21 del TUIR.In concreto significa che:i redditi percepiti dal defunto fino alla data del decesso vanno dichiarati dagli eredi presentando la dichiarazione dei redditi per conto del defunto (Modello Redditi PF) relativa all’anno della morte;gli arretrati riferiti ad annualità precedenti rientrano nella tassazione separata (artt. 17 e 21 TUIR), con eventuale riliquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate;i ratei incassati dagli eredi non vanno inseriti nel loro 730 personale come reddito proprio, salvo diversa indicazione della certificazione ricevuta;l’INPS rilascia la Certificazione Unica intestata al defunto o agli eredi: è il documento da cui partire per una compilazione corretta.L’indennità una tantum per morte: da non confondere con i rateiDiverso dai ratei è il caso dell’indennità una tantum per morte riconosciuta dall’INPS o da alcune casse previdenziali ai superstiti quando il lavoratore deceduto non aveva maturato i requisiti per la pensione ai superstiti (reversibilità o pensione indiretta). Si tratta di una prestazione autonoma, erogata iure proprio ai familiari, che quindi non entra nell’asse ereditario e va richiesta con una domanda distinta. Ogni cassa professionale ha proprie regole e propri termini: prima di rinunciare, conviene sempre far verificare la posizione contributiva del defunto.Cosa entra davvero nell’asse ereditarioPer contrasto, vediamo cosa deve invece essere obbligatoriamente indicato nella dichiarazione di successione, che va presentata in via telematica entro 12 mesi dalla data del decesso. L’attivo ereditario comprende:immobili e terreni intestati al defunto, con i relativi dati catastali e valori;conti correnti, libretti di risparmio e depositi, con il saldo alla data del decesso;titoli, azioni, obbligazioni, fondi comuni e buoni fruttiferi postali;quote di società e aziende individuali;crediti del defunto verso terzi (ad esempio somme prestate e non restituite);beni mobili e denaro contante, presunti forfetariamente nel 10% dell’attivo se non dichiarati analiticamente.Dall’attivo si possono poi dedurre alcune passività, come i debiti del defunto esistenti alla data della morte e le spese mediche e funerarie nei limiti previsti dalla legge. Il risultato è la base su cui si calcolano franchigie e aliquote.Un’ultima avvertenza territoriale: in Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro immobiliare diverso dal catasto del resto d’Italia, nel quale il passaggio di proprietà agli eredi non è automatico ma richiede una specifica domanda di intavolazione al Libro Fondiario. È un passaggio che i CAF nazionali spesso ignorano e che, se trascurato, lascia gli immobili formalmente intestati al defunto per anni.Aliquote e franchigie dell’imposta di successione 2026Capire la tassazione TFR successione aiuta anche a inquadrare per differenza quanto si paga su ciò che entra nell’eredità. La franchigia è la soglia di valore entro la quale non si paga nulla: l’imposta si calcola solo sull’eccedenza. Ecco il quadro 2026, disciplinato dal D.Lgs. 346/1990 come modificato dal D.Lgs. 139/2024:BeneficiarioFranchigiaAliquota oltre franchigiaConiuge, figli e parenti in linea retta1.000.000 euro per erede4%Fratelli e sorelle100.000 euro per erede6%Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° gradonessuna franchigia6%Altri soggetti (conviventi di fatto, amici, estranei)nessuna franchigia8%Eredi o legatari con disabilità grave (art. 3 comma 3 L. 104/1992)1.500.000 euro4%, 6% o 8% secondo il grado di parentelaFacciamo un esempio pratico. Supponiamo che Luisa erediti dal padre un patrimonio di 1.200.000 euro come unica figlia: pagherà il 4% solo sui 200.000 euro che eccedono la franchigia di 1.000.000 di euro. Se accanto a questo patrimonio incassa anche il TFR del padre e una polizza vita, quelle somme non si sommano all’attivo ereditario e non erodono la franchigia. È proprio qui che molte pratiche fai-da-te commettono errori, gonfiando l’imponibile e facendo pagare imposte non dovute.Sugli immobili si aggiungono poi l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%) sul valore catastale, con un minimo di 200 euro ciascuna, ridotte a 200 euro fisse ciascuna quando almeno un erede può far valere i requisiti prima casa. Dove si dichiarano TFR, polizze e ratei se non vanno in successioneArriviamo alla parte operativa. Se queste somme restano fuori dalla dichiarazione di successione, dove finiscono? Ogni voce ha un suo percorso e il rischio, muovendosi da soli, è duplice: dimenticare un adempimento oppure dichiarare due volte lo stesso importo.TFR e indennità di preavviso: si richiedono al datore di lavoro o al fondo pensione con un’istanza dei familiari aventi diritto, allegando i documenti che provano la parentela e, se necessario, la vivenza a carico. La tassazione è già operata alla fonte dal sostituto d’imposta; l’importo compare nella Certificazione Unica e va verificato al ricevimento della riliquidazione dell’Agenzia delle Entrate.Polizze vita: la denuncia di sinistro si presenta alla compagnia assicurativa; il capitale caso morte è esente e non va riportato in dichiarazione dei redditi, mentre il rendimento è già tassato dalla compagnia.Ratei di pensione e arretrati: si richiedono all’INPS con l’apposita domanda degli eredi e si dichiarano, a seconda del periodo di riferimento, nella dichiarazione dei redditi presentata per conto del defunto oppure in tassazione separata.Conti correnti e investimenti: questi sì, vanno inseriti nella dichiarazione di successione, che è anche il documento che le banche pretendono per sbloccare le somme e consentire il riparto tra gli eredi.Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i termini: la dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dal decesso, con autoliquidazione dell’imposta da parte degli eredi secondo le regole introdotte dal D.Lgs. 139/2024. Le domande di TFR e ratei, invece, seguono i termini di prescrizione propri di ciascuna prestazione: rimandare significa spesso perdere denaro.La procedura completa della dichiarazione di successioneQuesto articolo si concentra sulle somme che non entrano nell’asse ereditario. Se invece stai affrontando l’intera pratica — documenti da raccogliere, calcolo dei valori catastali, compilazione del modello telematico, versamento delle imposte e volture — il punto di partenza è la nostra guida dedicata: Dichiarazione di Successione 2026: Guida Completa. Lì trovi passo passo l’intera procedura, i termini, le sanzioni per il ritardo e le agevolazioni prima casa.Conoscere in anticipo la differenza tra ciò che si acquista iure proprio e ciò che si eredita ti permette di affrontare la pratica con ordine, evitando di pagare imposte su somme esenti e di lasciare sul tavolo denaro che ti spetta. Domande frequenti sulla tassazione TFR successioneIl TFR del defunto va in successione?No, se il decesso è avvenuto durante il rapporto di lavoro. Il TFR e l’indennità di preavviso spettano iure proprio ai familiari indicati dall’art. 2122 c.c. e sono esclusi dall’attivo ereditario dall’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990 in modo oggettivo, indipendentemente da chi li percepisce (anche se attribuiti per testamento o successione legittima in mancanza dei familiari dell’art. 2122 c.c.). Non pagano quindi l’imposta di successione, ma resta dovuta l’IRPEF in tassazione separata. Discorso diverso se il rapporto di lavoro era già cessato prima della morte (es. pensionato) e il TFR era maturato ma non liquidato: in quel caso è un credito del defunto che entra nell’attivo ereditario e sconta l’imposta di successione.Le polizze vita pagano l’imposta di successione?No. Le somme liquidate ai beneficiari di un’assicurazione sulla vita sono esenti dall’imposta di successione (art. 12, lett. c, D.Lgs. 346/1990) perché il beneficiario acquista un diritto proprio verso la compagnia (art. 1920 c.c.). Il capitale caso morte è inoltre esente da IRPEF per la parte di rischio demografico, mentre l’eventuale rendimento finanziario sconta l’imposta sostitutiva del 26% (12,5% sulla quota di titoli di Stato) trattenuta direttamente dall’assicurazione.Come si riscuotono i ratei di pensione non pagati?Gli eredi devono presentare all’INPS la domanda di “Liquidazione di quote di pensione agli eredi“, allegando l’atto di morte, l’autocertificazione con l’elenco completo degli eredi, l’eventuale testamento e le coordinate bancarie. Il rateo spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli; solo in assenza di entrambi è ripartito tra gli altri eredi in base alla quota ereditaria, ed entra in quel caso anche nella dichiarazione di successione. Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine predispone e trasmette la pratica, seguendola fino alla liquidazione.Chi ha diritto al TFR del lavoratore deceduto?Hanno diritto al TFR il coniuge e i figli, sempre e comunque, oltre ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado ma solo se vivevano a carico del lavoratore. La somma si ripartisce secondo l’accordo tra gli aventi diritto e, se manca l’accordo, secondo il bisogno di ciascuno: non secondo le quote di eredità.La rendita della polizza vita è tassata?Se la polizza viene liquidata sotto forma di rendita anziché di capitale, la parte corrispondente ai rendimenti finanziari maturati resta soggetta a imposta sostitutiva, trattenuta dalla compagnia sulle singole erogazioni. Resta invece esente la componente riconducibile alla copertura del rischio demografico. Poiché le condizioni variano molto da contratto a contratto, il documento decisivo è sempre la comunicazione di liquidazione rilasciata dall’assicurazione: portala con te all’appuntamento.Cosa fare se l’INPS non paga i ratei arretrati?I motivi più frequenti del mancato pagamento sono documentazione incompleta, discordanze nell’elenco degli eredi o pratiche rimaste in istruttoria. In questi casi si può presentare un sollecito e, se necessario, un ricorso amministrativo agli organi dell’Istituto entro i termini previsti. Affidare la verifica al Patronato del CAF Centro Fiscale consente di individuare subito l’anomalia ed evitare che il credito cada in prescrizione.Assistenza del CAF Centro Fiscale per la tua successioneDistinguere ciò che entra nell’eredità da ciò che spetta iure proprio, calcolare correttamente la tassazione TFR successione, recuperare i ratei di pensione arretrati e verificare la posizione delle polizze vita: sono passaggi che, gestiti insieme e nell’ordine giusto, fanno risparmiare tempo, imposte e discussioni tra familiari.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in ogni fase della dichiarazione di successione: dal calcolo di ciò che rientra davvero nell’asse ereditario alla gestione delle pratiche con INPS, datori di lavoro, fondi pensione e compagnie assicurative, fino alle volture e — per gli immobili in Friuli Venezia Giulia — all’intavolazione nel sistema tavolare. I nostri operatori si occupano di tutto, in ufficio a Udine oppure online in tutta Italia, con un preventivo personalizzato costruito sulla reale complessità della tua pratica.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Richiedi Assistenza per la Dichiarazione di SuccessioneIl CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca nel calcolo di ciò che entra davvero nell’asse ereditario, nella tassazione di TFR, polizze vita e ratei di pensione, e nella presentazione della dichiarazione di successione entro i termini di legge. Ricevi un preventivo personalizzato sulla tua pratica.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, SUCCESSIONI Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaCAF, SUCCESSIONI Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 06:00:002026-09-30 07:59:13Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoCAF, SUCCESSIONI Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di Decadenza La prima casa in successione 2026 è uno degli argomenti che genera più dubbi tra gli eredi, e non a caso: quando si eredita un immobile, la differenza tra pagare qualche centinaio di euro e pagarne diverse migliaia dipende da una semplice… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 11:00:002026-09-19 12:50:18Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di DecadenzaCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale Settembre 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-23 08:00:002026-09-16 10:19:26TFR, Polizze Vita e Ratei di Pensione del Defunto 2026: Cosa Entra nella Successione e Come si TassaCAF, SUCCESSIONISuccessione Titoli e Azioni 2026: Eredità e Valori MobiliariLa successione di titoli e azioni richiede procedure specifiche per il trasferimento agli eredi. Nel 2026 la gestione dell’eredità di valori mobiliari (azioni, obbligazioni, fondi comuni, ETF) prevede dichiarazione di successione, calcolo imposte e sblocco dei depositi titoli.Indice dei contenutiValori mobiliari nella successioneValutazione titoli per successioneTassazione successione titoliSblocco deposito titoliDividendi e cedole nel periodo transitorioValori mobiliari nella successioneRientrano nella successione:Azioni quotate e non quotateObbligazioni (i titoli di Stato come BOT e BTP passano agli eredi ma non concorrono all’attivo ereditario tassabile)Fondi comuni di investimentoETF e certificatesPolizze vita: se ci sono beneficiari designati, il capitale spetta a loro per diritto proprio e non concorre all’attivo ereditario Valutazione titoli per successioneIl valore da dichiarare si determina così:Titoli quotati: media dei prezzi dell’ultimo trimestre prima del decessoAzioni e quote non quotate: quota del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancioFondi comuni: valore quota al giorno del decesso Tassazione successione titoliL’imposta di successione si calcola sul valore complessivo:BeneficiarioFranchigiaAliquotaConiuge e figli1 milione euro4%Fratelli e sorelle100.000 euro6%Altri parentiNessuna6%EstraneiNessuna8% Sblocco deposito titoliDopo il decesso, la banca blocca il deposito titoli. Per sbloccarlo:Presentare certificato di morteDichiarazione di successione accettataAtto di notorietà o verbale di pubblicazione testamentoDocumenti d’identità degli eredi Dividendi e cedole nel periodo transitorioI dividendi maturati dopo il decesso ma prima dello sblocco:Vengono accreditati sul deposito bloccatoTrasferiti agli eredi dopo lo sbloccoTassati in capo agli eredi secondo regime ordinarioFontiD.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico successioni e donazioni), art. 16 – valutazione di azioni, obbligazioni e altri titoli – NormattivaD.Lgs. 346/1990, art. 12 – beni esclusi dall’attivo ereditario (titoli di Stato, indennità assicurative) – NormattivaD.Lgs. 346/1990, art. 7 – aliquote e franchigie dell’imposta di successione – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa. Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.comQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-22 06:00:002026-09-30 08:53:23Successione Titoli e Azioni 2026: Eredità e Valori MobiliariCAF, SUCCESSIONIUsufrutto e Nuda Proprietà nella Successione 2026: Calcolo del Valore, Coefficienti per Età e ConsolidamentoImposte su successioneQuando si apre una successione ereditaria, capire come funzionano usufrutto e nuda proprietà è spesso il passaggio più delicato dell’intera pratica. Il tema usufrutto nuda proprietà successione tocca infatti il cuore del calcolo delle imposte: sbagliare la percentuale attribuita all’usufruttuario significa dichiarare un valore errato e rischiare un avviso di liquidazione dall’Agenzia delle Entrate.In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo in parole semplici cosa sono questi due diritti, come si usano i coefficienti di usufrutto per età, perché il consolidamento non fa pagare l’imposta di successione e come incide il diritto di abitazione del coniuge superstite. Troverai anche due esempi numerici concreti e le franchigie 2026 aggiornate. Il tema usufrutto nuda proprietà successione richiede precisione: il CAF Centro Fiscale di Udine segue queste pratiche ogni giorno, anche nel particolare sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Indice dei contenutiUsufrutto e nuda proprietà nella successione: cosa sonoCoefficienti usufrutto 2026: la tabella per etàCome si calcola il valore: 2 esempi praticiConsolidamento dell’usufrutto: perché non si paga impostaDiritto di abitazione del coniuge superstiteFranchigie e aliquote dell’imposta di successione 2026Voltura catastale e sistema tavolare FVGErrori frequenti da evitareDomande frequentiAssistenza per la successione a UdineUsufrutto e nuda proprietà nella successione: cosa sonoPer capire il rapporto tra usufrutto nuda proprietà successione bisogna partire da un’immagine semplice: la piena proprietà di un immobile è come una torta divisa in due fette. Una fetta è il godimento del bene, l’altra è la titolarità del bene.L’usufrutto è il diritto di usare un bene e di percepirne i frutti, cioè i redditi che produce. Chi ha l’usufrutto su un appartamento può abitarci, può affittarlo e incassare il canone, ma non può venderlo. L’usufruttuario deve inoltre conservare la destinazione economica del bene e sostenere le spese ordinarie.La nuda proprietà è invece ciò che resta al proprietario “spogliato” del godimento: è la titolarità del bene senza la possibilità di usarlo finché dura l’usufrutto. Il nudo proprietario può però vendere la sua quota, ereditarla e trasmetterla agli eredi.La caratteristica decisiva ai fini fiscali è che l’usufrutto è un diritto temporaneo: se costituito a favore di una persona fisica non può durare oltre la vita dell’usufruttuario. Alla sua morte il diritto si estingue automaticamente. Ecco perché, nel calcolo di usufrutto e nuda proprietà nella successione, il valore dipende dall’età dell’usufruttuario: più è giovane, più a lungo (statisticamente) durerà il suo diritto e più vale l’usufrutto.Usufrutto vedovile e usufrutto legale: due termini da non confondereNelle pratiche di successione capita di sentir nominare l’usufrutto vedovile. Si tratta di un istituto storico: prima della riforma del diritto di famiglia del 1975, al coniuge superstite spettava una quota di eredità in usufrutto anziché in piena proprietà. Oggi il coniuge è a tutti gli effetti erede in piena proprietà, ma l’espressione ricorre ancora nelle successioni molto risalenti o nelle visure che riportano diritti costituiti decenni fa.Diverso ancora è l’usufrutto legale dei genitori sui beni del figlio minore, previsto dal Codice civile: non è un diritto disponibile, non si può cedere e si estingue al compimento della maggiore età del figlio. Non va quindi indicato come un normale usufrutto nella dichiarazione di successione. Coefficienti usufrutto 2026: la tabella per etàIl valore dell’usufrutto non si stima “a occhio”: si calcola con i coefficienti ufficiali previsti dal prospetto allegato al D.P.R. 131/1986 (Testo unico dell’imposta di registro), richiamato anche ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni.Questi coefficienti vengono aggiornati ogni anno in funzione del tasso di interesse legale. Per il 2026 c’è però una novità importante da conoscere: con il D.M. 10 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2025) il tasso legale è sceso all’1,60%, ma i coefficienti di usufrutto non cambiano. Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025) ha infatti confermato per il 2026 i coefficienti già in uso, calcolati sulla base del 2,5%.Il motivo è tecnico ma semplice: il D.Lgs. 139/2024 ha modificato l’art. 46 del D.P.R. 131/1986 (nuovo comma 5-ter) e l’art. 17 del D.Lgs. 346/1990 (nuovo comma 1-ter) stabilendo che, per questi calcoli, non può essere assunto un saggio legale di interesse inferiore al 2,5%. Poiché l’1,60% è sotto quella soglia, si continua ad applicare il 2,5%. In concreto, per chi compila la pratica, le percentuali di usufrutto e nuda proprietà del 2026 sono identiche a quelle del 2025.Età usufruttuario (anni compiuti)CoefficienteValore usufruttoValore nuda proprietàda 0 a 2038,0095%5%da 21 a 3036,0090%10%da 31 a 4034,0085%15%da 41 a 4532,0080%20%da 46 a 5030,0075%25%da 51 a 5328,0070%30%da 54 a 5626,0065%35%da 57 a 6024,0060%40%da 61 a 6322,0055%45%da 64 a 6620,0050%50%da 67 a 6918,0045%55%da 70 a 7216,0040%60%da 73 a 7514,0035%65%da 76 a 7812,0030%70%da 79 a 8210,0025%75%da 83 a 868,0020%80%da 87 a 926,0015%85%da 93 a 994,0010%90%Coefficienti usufrutto 2026 calcolati sul tasso del 2,5% – Fonte: prospetto Allegato 1 al D.Lgs. 139/2024, confermato dal D.M. MEF 24 dicembre 2025Due precisazioni pratiche sull’uso della tabella nelle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione:conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione (cioè alla data del decesso), non l’età attuale;se l’usufrutto è a favore di più persone congiuntamente, si fa riferimento all’età del più giovane degli usufruttuari;se l’usufrutto è a tempo determinato e non vitalizio, il calcolo segue regole diverse e va valutato caso per caso. Come si calcola il valore: 2 esempi praticiLa formula ufficiale per il calcolo di usufrutto e nuda proprietà è questa:Valore usufrutto = Valore piena proprietà × 2,5% × coefficiente per etàValore nuda proprietà = Valore piena proprietà − Valore usufruttoIl risultato coincide sempre con la percentuale indicata in tabella: moltiplicare per 2,5% × 14 equivale a calcolare il 35%. Per gli immobili, il “valore piena proprietà” nella dichiarazione di successione è di norma il valore catastale, ottenuto rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per il coefficiente previsto per la categoria dell’immobile.Esempio 1: usufruttuaria di 74 anniImmagina che Giulia, 74 anni, sia usufruttuaria di un appartamento con valore catastale di 120.000 euro. La fascia 73-75 anni ha coefficiente 14,00, pari al 35%.Usufrutto: 120.000 × 2,5% × 14 = 42.000 euro (35%)Nuda proprietà: 120.000 − 42.000 = 78.000 euro (65%)Se il defunto era il nudo proprietario, nell’asse ereditario entrano 78.000 euro, non 120.000. È una differenza che pesa moltissimo sulle imposte ipotecaria e catastale.Esempio 2: usufruttuario di 62 anniSupponiamo ora che Marco, 62 anni, sia usufruttuario di un immobile a Udine con valore di 200.000 euro. La fascia 61-63 anni ha coefficiente 22,00, pari al 55%.Usufrutto: 200.000 × 2,5% × 22 = 110.000 euro (55%)Nuda proprietà: 200.000 − 110.000 = 90.000 euro (45%)Nota la logica: Marco è più giovane di Giulia, quindi il suo usufrutto vale di più e la nuda proprietà vale di meno. Su queste basi si calcolano poi l’imposta ipotecaria del 2% e quella catastale dell’1%, con un minimo di 200 euro ciascuna. Se almeno un erede ha i requisiti prima casa, le due imposte diventano fisse a 200 euro ciascuna: approfondisci il tema nella nostra guida sull’agevolazione prima casa su immobile ereditato. Consolidamento dell’usufrutto: perché non si paga impostaÈ il punto che genera più dubbi in tema di usufrutto nuda proprietà successione, ed è anche la notizia più rassicurante per chi eredita.Il consolidamento è il fenomeno per cui, alla morte dell’usufruttuario, l’usufrutto si estingue e il nudo proprietario diventa automaticamente pieno proprietario. Il Codice civile prevede infatti che l’usufrutto si estingua con la morte dell’usufruttuario. Non serve alcun atto notarile: le due “fette” si ricompongono da sole.Perché allora non è dovuta l’imposta di successione? Perché l’imposta colpisce i trasferimenti di beni e diritti per causa di morte e il consolidamento non è un trasferimento. Il nudo proprietario non riceve nulla di nuovo dal defunto: il suo diritto, che già possedeva, si espande riacquistando la pienezza che era temporaneamente compressa dall’usufrutto. L’imposta, del resto, era già stata assolta a monte, quando la nuda proprietà gli era stata trasferita per atto o per successione.Attenzione però a due casi pratici da distinguere bene, perché è qui che si generano gli errori:Il defunto era usufruttuario: l’immobile non entra nell’asse ereditario. Se non ci sono altri beni, la dichiarazione di successione potrebbe non essere nemmeno dovuta;Il defunto era nudo proprietario: in successione cade solo la nuda proprietà, valorizzata con i coefficienti visti sopra. L’usufruttuario in vita mantiene il suo diritto e gli eredi diventeranno pieni proprietari solo alla sua morte.Anche quando non si paga imposta, restano spesso da sistemare gli aspetti catastali e tavolari e le posizioni presso banche e assicurazioni: su questo fronte ti può essere utile la guida su come sbloccare conti correnti e titoli del defunto. Diritto di abitazione del coniuge superstiteAccanto a usufrutto e nuda proprietà esiste un terzo diritto che incide molto sul calcolo successorio: il diritto di abitazione del coniuge superstite, previsto dall’art. 540, comma 2, del Codice civile.La norma riserva al coniuge che sopravvive, anche quando concorre con i figli, il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili che la arredano, purché di proprietà del defunto o comuni ai coniugi. È una tutela forte: serve a garantire al vedovo o alla vedova di continuare a vivere nella propria casa, indipendentemente dalle quote spettanti agli altri eredi.Il diritto di abitazione, disciplinato in generale dall’art. 1022 c.c., consiste nel diritto di abitare una casa limitatamente ai bisogni propri e della famiglia. A differenza dell’usufrutto non può essere ceduto né dato in locazione: è un diritto strettamente personale.Ai fini fiscali, nella dichiarazione di successione il diritto di abitazione si valorizza applicando gli stessi coefficienti per età previsti per l’usufrutto (artt. 14 e 17 del D.Lgs. 346/1990). Concretamente: se il coniuge superstite ha 76 anni, il suo diritto di abitazione sulla casa familiare vale il 30% del valore dell’immobile, e ai figli resta il restante 70%. Questi diritti si calcolano prima di ripartire le quote tra gli eredi, e vanno indicati correttamente nei quadri della dichiarazione.Un aspetto che molti trascurano: il diritto di abitazione spetta automaticamente per legge, non è una scelta. Ometterlo significa attribuire ai figli un valore superiore a quello reale e pagare imposte non dovute. Franchigie e aliquote dell’imposta di successione 2026Una volta determinato il valore di usufrutto e nuda proprietà, si applica l’imposta di successione disciplinata dal D.Lgs. 346/1990, come riformato dal D.Lgs. 139/2024. L’imposta si calcola sul valore netto dell’asse ereditario, e le aliquote cambiano in base al grado di parentela.BeneficiarioFranchigiaAliquota oltre franchigiaConiuge, figli e discendenti1.000.000 euro a testa4%Fratelli e sorelle100.000 euro a testa6%Altri parenti fino al 4° grado e affininessuna franchigia6%Altri soggetti (estranei, conviventi di fatto)nessuna franchigia8%Persone con handicap grave (L. 104/1992)1.500.000 eurosecondo il grado di parentelaFranchigie e aliquote imposta di successione 2026 – D.Lgs. 346/1990La franchigia è la soglia di valore entro la quale non si paga nulla: solo l’eccedenza viene tassata. Con una franchigia di 1.000.000 di euro a erede per coniuge e figli, nella grande maggioranza delle successioni familiari l’imposta di successione in senso stretto non è dovuta. Restano però quasi sempre dovute le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sugli immobili, con il minimo di 200 euro ciascuna.Il fatto che in successione cada la sola nuda proprietà riduce quindi soprattutto la base delle imposte ipocatastali. Ricordiamo infine il termine fondamentale: la dichiarazione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Tutti i passaggi operativi sono spiegati nella nostra guida alla dichiarazione di successione telematica 2026.Voltura catastale e sistema tavolare FVGDopo la dichiarazione occorre aggiornare le intestazioni degli immobili. Con la dichiarazione telematica la voltura catastale è di regola richiesta contestualmente, entro 30 giorni; in presenza di usufrutto e nuda proprietà la voltura deve riportare esattamente i diritti, distinguendo chi è usufruttuario e chi è nudo proprietario e per quale quota.Nel caso del consolidamento la situazione è diversa: poiché non c’è successione sull’immobile, non c’è una dichiarazione che produca la voltura. L’aggiornamento della titolarità richiede quindi un intervento specifico per far risultare il nudo proprietario come pieno proprietario.Qui entra in gioco una peculiarità tutta friulana. In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare (o Libro Fondiario), un registro immobiliare di derivazione austriaca profondamente diverso dal catasto del resto d’Italia. La differenza chiave: nel sistema tavolare l’iscrizione ha efficacia costitutiva, cioè il diritto si acquista con l’intavolazione, e l’aggiornamento non avviene automaticamente con la dichiarazione di successione. Serve una domanda tavolare rivolta al Giudice tavolare competente.Per chi eredita immobili a Udine, Cividale, Tarcento o in qualsiasi comune della regione, questo significa che la pratica non è finita con la successione: senza intavolazione, il Libro Fondiario continua a indicare il defunto come titolare, con problemi concreti al momento di vendere, ipotecare o gestire il bene. È un passaggio che i CAF nazionali spesso non gestiscono: il CAF Centro Fiscale di Udine lavora quotidianamente con il sistema tavolare del territorio.Un’ultima nota pratica spesso ignorata: l’IMU sull’immobile è dovuta dall’usufruttuario, non dal nudo proprietario. Chi eredita la sola nuda proprietà non deve quindi versare l’imposta finché l’usufrutto è in vita. Per i conteggi puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale Udine. Allo stesso modo, i redditi dell’immobile (ad esempio i canoni di locazione) vanno dichiarati dall’usufruttuario nella propria dichiarazione dei redditi. Errori frequenti da evitareDall’esperienza sulle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione emergono alcuni errori che si ripetono con regolarità e che spesso costano un avviso di liquidazione a distanza di anni:Dichiarare la piena proprietà quando il defunto possedeva solo la nuda proprietà: si pagano imposte ipocatastali su un valore più alto del dovuto;Usare l’età sbagliata: va considerata l’età dell’usufruttuario alla data del decesso, e un solo anno può far cambiare fascia e percentuale;Dimenticare il diritto di abitazione del coniuge superstite, che riduce il valore attribuito ai figli;Presentare una dichiarazione non dovuta quando il defunto era solo usufruttuario e non lasciava altri beni;Fermarsi alla successione senza procedere all’intavolazione nei comuni a sistema tavolare del FVG.Situazioni particolari, come la presenza di un fondo patrimoniale nella successione, richiedono poi una valutazione dedicata prima di compilare qualsiasi quadro.Domande frequentiAlla morte dell’usufruttuario devo presentare la dichiarazione di successione?No, non per quell’immobile. Alla morte dell’usufruttuario si verifica il consolidamento: il nudo proprietario diventa pieno proprietario senza che vi sia un trasferimento, quindi non è dovuta imposta di successione su quel bene. La dichiarazione resta però necessaria se il defunto ha lasciato altri beni (immobili in proprietà, conti, titoli) che rientrano nell’asse ereditario.Quale età conta per applicare i coefficienti di usufrutto?Conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione, cioè il giorno del decesso. Se gli usufruttuari sono più di uno in via congiunta, si utilizza l’età del più giovane, perché è quella che determina la durata prevedibile del diritto.I coefficienti usufrutto 2026 sono cambiati rispetto al 2025?No. Il tasso di interesse legale è sceso all’1,60% dal 1° gennaio 2026, ma per il calcolo di usufrutto, rendite e pensioni la legge impone una soglia minima del 2,5%. Il decreto MEF del 24 dicembre 2025 ha quindi confermato i coefficienti già in vigore: le percentuali di usufrutto e nuda proprietà sono identiche a quelle del 2025.Il diritto di abitazione del coniuge riduce le imposte degli altri eredi?Sì. Il diritto di abitazione riservato al coniuge superstite dall’art. 540 c.c. si valorizza con i coefficienti dell’usufrutto e si sottrae dal valore dell’immobile prima di ripartire le quote. Di conseguenza il valore che cade in capo ai figli è più basso, con un effetto diretto sulle imposte ipotecaria e catastale.Chi paga l’IMU tra usufruttuario e nudo proprietario?L’IMU è a carico dell’usufruttuario, che è il soggetto passivo dell’imposta in quanto titolare del diritto di godimento. Il nudo proprietario non versa l’IMU fino a quando l’usufrutto non si estingue. Dal momento del consolidamento, invece, l’obbligo passa al nuovo pieno proprietario.In Friuli Venezia Giulia la voltura è automatica dopo la successione?No. Nei comuni a sistema tavolare del FVG l’aggiornamento del Libro Fondiario non è automatico: occorre una domanda tavolare al Giudice tavolare. Finché non viene eseguita l’intavolazione, il registro continua a riportare il defunto come titolare, con conseguenze concrete in caso di vendita o di accensione di un mutuo. Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Assistenza per la successione a UdineGestire una pratica di usufrutto nuda proprietà successione significa mettere insieme visure, coefficienti per età, quote ereditarie, diritto di abitazione e, in Friuli, gli adempimenti tavolari. Un errore su una singola percentuale si traduce in imposte sbagliate e in una rettifica che può arrivare anni dopo.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica: verifica dei diritti reali sugli immobili, calcolo del valore di usufrutto e nuda proprietà, redazione e invio telematico della dichiarazione di successione, voltura catastale e intavolazione nel sistema tavolare. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità della pratica.Hai bisogno di assistenza per la successione? Contattaci per fissare un appuntamento: i nostri operatori analizzano la tua situazione e si occupano di ogni passaggio. Puoi chiamare lo 0432 1638640, scrivere su WhatsApp al 366 6018121 oppure compilare il modulo qui sotto.Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Settembre 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-21 14:00:002026-09-15 15:23:02Usufrutto e Nuda Proprietà nella Successione 2026: Calcolo del Valore, Coefficienti per Età e ConsolidamentoPagina 1 di 10123›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAF, SUCCESSIONITFR, Polizze Vita e Ratei di Pensione del Defunto 2026: Cosa Entra nella Successione e Come si TassaQuando muore un familiare, una delle prime domande che si pongono gli eredi riguarda il denaro che arriva dopo il decesso: il TFR del defunto va dichiarato nella successione? E la polizza vita? E i ratei di pensione che l’INPS non ha fatto in tempo a pagare? La risposta, che sorprende molti, è che nella maggior parte dei casi queste somme non entrano nell’asse ereditario e quindi non vanno indicate nella dichiarazione di successione. Attenzione però: non entrare in successione non significa essere esenti da ogni imposta. La tassazione TFR successione segue infatti un binario diverso, quello della tassazione separata IRPEF.In questa guida aggiornata al 2026 vediamo in modo semplice quali somme restano fuori dall’attivo ereditario (l’insieme dei beni e dei diritti del defunto che vengono tassati con l’imposta di successione), quali invece ci entrano a pieno titolo, e come funziona concretamente la tassazione TFR successione, delle polizze vita e dei ratei di pensione non riscossi. Alla fine trovi anche le aliquote e le franchigie 2026 dell’imposta di successione e una sezione di domande frequenti.Indice dei contenutiTassazione TFR successione: cosa entra e cosa resta fuori dall’asse ereditarioIl TFR del defunto: perché si acquista iure proprio (art. 2122 c.c.)Tassazione TFR successione: si applica la tassazione separata IRPEFPolizze vita: esenti dall’imposta di successione (art. 1920 c.c.)Ratei di pensione INPS non riscossi e arretrati: come si recuperanoCosa entra davvero nell’asse ereditarioAliquote e franchigie dell’imposta di successione 2026Dove si dichiarano TFR, polizze e ratei se non vanno in successioneLa procedura completa della dichiarazione di successioneDomande frequenti sulla tassazione TFR successioneAssistenza del CAF Centro Fiscale per la tua successioneTassazione TFR successione: cosa entra e cosa resta fuori dall’asse ereditarioPer capire la tassazione TFR successione occorre partire da un concetto giuridico che sembra complicato ma è molto intuitivo: la differenza tra acquisto per successione e acquisto iure proprio. Quando un bene si acquista per successione significa che quel bene apparteneva al defunto ed è passato agli eredi proprio perché eredi: è il caso della casa, del conto corrente, dei titoli. Quando invece una somma si acquista iure proprio (letteralmente “per diritto proprio”) significa che la legge o un contratto attribuiscono quel denaro direttamente a certe persone, senza che passi mai dal patrimonio del defunto.La distinzione ha conseguenze pratiche enormi. Ciò che si acquista iure proprio non va inserito nella dichiarazione di successione, non concorre a formare l’attivo ereditario, non paga l’imposta di successione e — aspetto spesso decisivo — spetta ai beneficiari anche se questi rinunciano all’eredità. Immagina che Marco rinunci all’eredità del padre perché carica di debiti: potrà comunque incassare il TFR e la polizza vita di cui è beneficiario, perché quei soldi non fanno parte dell’eredità.Somma o beneEntra nella successione?Come viene tassataTFR e indennità di preavvisoNO se morte in servizio (art. 2122 c.c.)*Tassazione separata IRPEF (art. 19 e 17 TUIR)Polizza vita caso morteNO (art. 1920 c.c.)Esente IRPEF per il rischio demografico; 26% sul rendimentoRatei di pensione non riscossiNO se spettano a coniuge o figli (iure proprio)**; SI negli altri casiIRPEF in dichiarazione degli eredi o tassazione separata (in ogni caso)Immobili e terreniSIImposta di successione + ipotecaria e catastaleConti correnti e depositiSIImposta di successione oltre franchigiaTitoli, fondi, azioni, quote societarieSIImposta di successione oltre franchigiaCrediti del defunto verso terziSIImposta di successione oltre franchigia* Se invece il rapporto di lavoro era già cessato prima del decesso (es. il defunto era già in pensione) e il TFR risultava maturato ma non ancora liquidato, la somma è un credito del defunto ed entra nell’attivo ereditario: vedi il paragrafo dedicato più avanti.** Il rateo di pensione spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli del defunto: in questi casi resta fuori dall’attivo ereditario. In mancanza sia di coniuge sia di figli, il rateo rientra invece nell’asse ereditario e sconta l’imposta di successione, e l’INPS richiede prova della dichiarazione di successione prima di liquidarlo (Ris. Agenzia delle Entrate n. 53/E del 2008; art. 48, comma 3, D.Lgs. 346/1990). Il TFR del defunto: perché si acquista iure proprio (art. 2122 c.c.)Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto, la somma che il datore di lavoro accantona ogni anno e liquida alla fine del rapporto) e l’indennità sostitutiva del preavviso hanno una disciplina speciale contenuta nell’art. 2122 del Codice Civile. La norma stabilisce che, in caso di morte del lavoratore, queste indennità devono essere corrisposte direttamente a determinati familiari, che le acquistano iure proprio e non in qualità di eredi. Chi ha diritto al TFR del lavoratore decedutoL’art. 2122 c.c. individua con precisione i beneficiari del TFR del lavoratore deceduto:il coniuge (e, per equiparazione di legge, la parte di unione civile);i figli, senza distinzione tra figli nati nel matrimonio e fuori dal matrimonio;i parenti entro il terzo grado (ad esempio fratelli, nipoti, zii) solo se vivevano a carico del lavoratore;gli affini entro il secondo grado (ad esempio suoceri, cognati) solo se vivevano a carico del lavoratore.Il punto chiave è che coniuge e figli hanno diritto al TFR sempre, a prescindere dal fatto che fossero o meno economicamente dipendenti dal defunto. Per gli altri parenti e affini, invece, occorre dimostrare la vivenza a carico, cioè il fatto che il lavoratore provvedesse in modo abituale al loro mantenimento. Si tratta di una prova che va documentata con attenzione e che è spesso fonte di contestazioni da parte del datore di lavoro o del fondo pensione.Come si divide il TFR tra gli aventi dirittoLa ripartizione del TFR non segue le quote di eredità. L’art. 2122 c.c. prevede che la somma si divida secondo l’accordo raggiunto tra gli aventi diritto e, in mancanza di accordo, secondo il bisogno di ciascuno. Significa che il coniuge senza reddito può ottenere una quota superiore rispetto al figlio già economicamente autonomo, in base alle rispettive condizioni di necessità.Solo quando non esiste nessuno dei soggetti indicati dall’art. 2122 c.c. (niente coniuge, niente figli, niente parenti o affini a carico), il TFR viene attribuito secondo il testamento o, in assenza di testamento, secondo la successione legittima. Anche in questo caso, però, la somma resta esclusa dall’attivo ereditario ai sensi dell’art. 12, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 346/1990: l’esclusione ha carattere oggettivo e riguarda le indennità dell’art. 2122 c.c. a prescindere da chi le percepisce. L’art. 2122 c.c. detta solo il criterio di attribuzione della somma tra gli aventi diritto, non una deroga fiscale.Attenzione a non confondere questa ipotesi con un caso diverso: se il lavoratore era già in pensione al momento del decesso (rapporto di lavoro già cessato) e il TFR era stato maturato ma non ancora liquidato dal datore di lavoro, non si applica più l’art. 2122 c.c. ma le regole ordinarie: si tratta di un credito del defunto verso l’ex datore di lavoro che entra nell’attivo ereditario (va indicato nel quadro dei crediti della dichiarazione di successione) e sconta l’imposta di successione come qualsiasi altro credito del de cuius. La distinzione, quindi, non è “chi sono gli eredi” ma il momento del decesso rispetto alla cessazione del rapporto di lavoro: TFR maturato durante un rapporto ancora in corso (morte in servizio) → fuori dall’asse ereditario; TFR già maturato su un rapporto già cessato prima della morte → dentro l’asse ereditario.Tassazione TFR successione: si applica la tassazione separata IRPEFChiarito che il TFR non entra nell’asse ereditario, resta la domanda fiscale più importante: come funziona la tassazione TFR successione? La risposta è che il TFR erogato ai familiari non paga l’imposta di successione — lo conferma l’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990, che esclude espressamente dall’attivo ereditario le indennità di cui all’art. 2122 c.c. — ma paga l’IRPEF con il meccanismo della tassazione separata, disciplinato dagli articoli 17 e 19 del TUIR (DPR 917/1986).Cos’è la tassazione separata? È un regime che si applica ai redditi che maturano in più anni ma vengono incassati tutti insieme, come appunto il TFR. Invece di sommarli agli altri redditi dell’anno — cosa che farebbe schizzare l’aliquota progressiva IRPEF verso lo scaglione più alto — vengono tassati a parte, con un’aliquota calcolata su base pluriennale. È un meccanismo di favore, pensato proprio per non penalizzare chi riceve un importo cumulato.Nel dettaglio, la tassazione TFR successione funziona così: il datore di lavoro (o il fondo pensione), in qualità di sostituto d’imposta, trattiene l’imposta al momento del pagamento applicando l’aliquota determinata secondo l’art. 19 TUIR, sulla base del cosiddetto “reddito di riferimento”. Successivamente l’Agenzia delle Entrate riliquida l’imposta utilizzando l’aliquota media di tassazione degli ultimi cinque anni del lavoratore deceduto, inviando agli aventi diritto una comunicazione con l’eventuale conguaglio a debito o a credito.Non si applica l’aliquota progressiva ordinaria dei redditi dell’erede;l’imposta è trattenuta alla fonte dal sostituto d’imposta, quindi la somma arriva già al netto;gli importi vanno comunque certificati nella Certificazione Unica intestata a chi li ha percepiti;il conguaglio dell’Agenzia delle Entrate può arrivare anche a distanza di anni: non va ignorato.Un errore frequente è pensare che, poiché il TFR non va in successione, allora “non va dichiarato da nessuna parte”. Non è così: la tassazione TFR successione esiste eccome, semplicemente passa dall’IRPEF e non dall’imposta di successione. Se ricevi una comunicazione di riliquidazione e non sai come comportarti, è il momento di farti assistere. Polizze vita: esenti dall’imposta di successione (art. 1920 c.c.)Anche le assicurazioni sulla vita caso morte seguono la logica dell’acquisto iure proprio. L’art. 1920, comma 3, del Codice Civile stabilisce che, per effetto della designazione, il beneficiario acquista un diritto proprio nei confronti della compagnia assicurativa. Il capitale non transita mai nel patrimonio del defunto: nasce direttamente in capo al beneficiario indicato in polizza.La conseguenza fiscale è doppia. In primo luogo, le somme percepite dai beneficiari sono escluse dall’attivo ereditario ed esenti dall’imposta di successione ai sensi dell’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990. In secondo luogo, il capitale liquidato è esente da IRPEF per la parte che copre il cosiddetto “rischio demografico”, cioè la componente puramente assicurativa legata all’evento morte (art. 34 del DPR 601/1973). Quando una parte della polizza vita è tassataMolte polizze moderne (unit linked, polizze miste, prodotti a contenuto finanziario) non sono solo protezione: contengono anche una componente di investimento. Su questa parte, cioè sul rendimento finanziario maturato, la compagnia applica l’imposta sostitutiva del 26%, ridotta al 12,5% per la quota riferibile a titoli di Stato ed equiparati. Si tratta di una trattenuta che l’assicurazione effettua direttamente prima di accreditare le somme: il beneficiario riceve l’importo già netto e non deve dichiararlo in IRPEF.In sintesi: capitale caso morte = esente, rendimento finanziario = tassato al 26% (o 12,5%). Ecco perché due polizze di pari importo possono generare accrediti netti differenti.Polizze vita e tutela dei legittimari: un cennoIl fatto che la polizza sia fuori dalla successione non la rende del tutto intoccabile. L’art. 1923, comma 2, del Codice Civile fa salve le regole su collazione, imputazione e riduzione relativamente ai premi pagati. In pratica, se il defunto ha versato premi assicurativi manifestamente sproporzionati rispetto al proprio patrimonio, gli eredi legittimari (coniuge, figli, ascendenti) possono agire per far rientrare nel calcolo quei premi, a tutela della loro quota di legittima. Non viene aggredito il capitale liquidato, ma l’importo dei premi versati.Si tratta di un tema delicato, con una casistica giurisprudenziale ampia. Se vuoi approfondire nel dettaglio il rapporto tra assicurazioni e diritti degli eredi, abbiamo dedicato un articolo specifico all’argomento: Polizze Vita e Successione: Rientrano nell’Eredità?.Ratei di pensione INPS non riscossi e arretrati: come si recuperanoIl terzo capitolo riguarda i ratei di pensione maturati e non riscossi. Quando un pensionato muore, quasi sempre resta scoperto qualche importo: il rateo del mese del decesso, eventuali arretrati derivanti da ricostituzioni della pensione, perequazioni o conguagli mai liquidati. Questi importi non si perdono: spettano agli eredi, che devono però attivarsi per ottenerli.La procedura passa dalla presentazione all’INPS della domanda di “Liquidazione di quote di pensione agli eredi” (il nome corretto del servizio INPS per i ratei maturati e non riscossi – da non confondere con la ricongiunzione dei contributi, che è tutt’altra procedura), corredata dalla documentazione che attesta la qualità di erede: atto di morte, dichiarazione sostitutiva di atto notorio con l’indicazione degli eredi, eventuale testamento e coordinate bancarie. Il rateo spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli del defunto (art. 201 DPR 1092/1973); solo se non ci sono né coniuge né figli viene liquidato agli altri eredi in proporzione alla quota ereditaria, e in tal caso rientra anche nell’attivo della successione. La pratica va compilata con precisione, perché errori nell’individuazione degli eredi bloccano il pagamento per mesi: i nostri operatori del Patronato e CAF Centro Fiscale se ne occupano integralmente, dalla raccolta dei documenti alla trasmissione della domanda. Come si tassano i ratei di pensione incassati dagli erediDal punto di vista fiscale, quando il rateo spetta iure proprio a coniuge o figli (il caso più frequente) non entra nell’imposta di successione come bene autonomo, ma resta reddito del defunto e come tale va assoggettato a IRPEF. Se invece, in mancanza di coniuge e figli, il rateo è liquidato agli altri eredi, va indicato anche nella dichiarazione di successione e sconta l’imposta corrispondente, oltre all’IRPEF sul reddito maturato dal defunto. L’art. 7, comma 3, del TUIR stabilisce infatti che, in caso di morte dell’avente diritto, i redditi che sarebbero stati imputati al periodo d’imposta in cui vengono percepiti sono tassati separatamente in capo agli eredi, secondo gli articoli 19 e 21 del TUIR.In concreto significa che:i redditi percepiti dal defunto fino alla data del decesso vanno dichiarati dagli eredi presentando la dichiarazione dei redditi per conto del defunto (Modello Redditi PF) relativa all’anno della morte;gli arretrati riferiti ad annualità precedenti rientrano nella tassazione separata (artt. 17 e 21 TUIR), con eventuale riliquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate;i ratei incassati dagli eredi non vanno inseriti nel loro 730 personale come reddito proprio, salvo diversa indicazione della certificazione ricevuta;l’INPS rilascia la Certificazione Unica intestata al defunto o agli eredi: è il documento da cui partire per una compilazione corretta.L’indennità una tantum per morte: da non confondere con i rateiDiverso dai ratei è il caso dell’indennità una tantum per morte riconosciuta dall’INPS o da alcune casse previdenziali ai superstiti quando il lavoratore deceduto non aveva maturato i requisiti per la pensione ai superstiti (reversibilità o pensione indiretta). Si tratta di una prestazione autonoma, erogata iure proprio ai familiari, che quindi non entra nell’asse ereditario e va richiesta con una domanda distinta. Ogni cassa professionale ha proprie regole e propri termini: prima di rinunciare, conviene sempre far verificare la posizione contributiva del defunto.Cosa entra davvero nell’asse ereditarioPer contrasto, vediamo cosa deve invece essere obbligatoriamente indicato nella dichiarazione di successione, che va presentata in via telematica entro 12 mesi dalla data del decesso. L’attivo ereditario comprende:immobili e terreni intestati al defunto, con i relativi dati catastali e valori;conti correnti, libretti di risparmio e depositi, con il saldo alla data del decesso;titoli, azioni, obbligazioni, fondi comuni e buoni fruttiferi postali;quote di società e aziende individuali;crediti del defunto verso terzi (ad esempio somme prestate e non restituite);beni mobili e denaro contante, presunti forfetariamente nel 10% dell’attivo se non dichiarati analiticamente.Dall’attivo si possono poi dedurre alcune passività, come i debiti del defunto esistenti alla data della morte e le spese mediche e funerarie nei limiti previsti dalla legge. Il risultato è la base su cui si calcolano franchigie e aliquote.Un’ultima avvertenza territoriale: in Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro immobiliare diverso dal catasto del resto d’Italia, nel quale il passaggio di proprietà agli eredi non è automatico ma richiede una specifica domanda di intavolazione al Libro Fondiario. È un passaggio che i CAF nazionali spesso ignorano e che, se trascurato, lascia gli immobili formalmente intestati al defunto per anni.Aliquote e franchigie dell’imposta di successione 2026Capire la tassazione TFR successione aiuta anche a inquadrare per differenza quanto si paga su ciò che entra nell’eredità. La franchigia è la soglia di valore entro la quale non si paga nulla: l’imposta si calcola solo sull’eccedenza. Ecco il quadro 2026, disciplinato dal D.Lgs. 346/1990 come modificato dal D.Lgs. 139/2024:BeneficiarioFranchigiaAliquota oltre franchigiaConiuge, figli e parenti in linea retta1.000.000 euro per erede4%Fratelli e sorelle100.000 euro per erede6%Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° gradonessuna franchigia6%Altri soggetti (conviventi di fatto, amici, estranei)nessuna franchigia8%Eredi o legatari con disabilità grave (art. 3 comma 3 L. 104/1992)1.500.000 euro4%, 6% o 8% secondo il grado di parentelaFacciamo un esempio pratico. Supponiamo che Luisa erediti dal padre un patrimonio di 1.200.000 euro come unica figlia: pagherà il 4% solo sui 200.000 euro che eccedono la franchigia di 1.000.000 di euro. Se accanto a questo patrimonio incassa anche il TFR del padre e una polizza vita, quelle somme non si sommano all’attivo ereditario e non erodono la franchigia. È proprio qui che molte pratiche fai-da-te commettono errori, gonfiando l’imponibile e facendo pagare imposte non dovute.Sugli immobili si aggiungono poi l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%) sul valore catastale, con un minimo di 200 euro ciascuna, ridotte a 200 euro fisse ciascuna quando almeno un erede può far valere i requisiti prima casa. Dove si dichiarano TFR, polizze e ratei se non vanno in successioneArriviamo alla parte operativa. Se queste somme restano fuori dalla dichiarazione di successione, dove finiscono? Ogni voce ha un suo percorso e il rischio, muovendosi da soli, è duplice: dimenticare un adempimento oppure dichiarare due volte lo stesso importo.TFR e indennità di preavviso: si richiedono al datore di lavoro o al fondo pensione con un’istanza dei familiari aventi diritto, allegando i documenti che provano la parentela e, se necessario, la vivenza a carico. La tassazione è già operata alla fonte dal sostituto d’imposta; l’importo compare nella Certificazione Unica e va verificato al ricevimento della riliquidazione dell’Agenzia delle Entrate.Polizze vita: la denuncia di sinistro si presenta alla compagnia assicurativa; il capitale caso morte è esente e non va riportato in dichiarazione dei redditi, mentre il rendimento è già tassato dalla compagnia.Ratei di pensione e arretrati: si richiedono all’INPS con l’apposita domanda degli eredi e si dichiarano, a seconda del periodo di riferimento, nella dichiarazione dei redditi presentata per conto del defunto oppure in tassazione separata.Conti correnti e investimenti: questi sì, vanno inseriti nella dichiarazione di successione, che è anche il documento che le banche pretendono per sbloccare le somme e consentire il riparto tra gli eredi.Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i termini: la dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dal decesso, con autoliquidazione dell’imposta da parte degli eredi secondo le regole introdotte dal D.Lgs. 139/2024. Le domande di TFR e ratei, invece, seguono i termini di prescrizione propri di ciascuna prestazione: rimandare significa spesso perdere denaro.La procedura completa della dichiarazione di successioneQuesto articolo si concentra sulle somme che non entrano nell’asse ereditario. Se invece stai affrontando l’intera pratica — documenti da raccogliere, calcolo dei valori catastali, compilazione del modello telematico, versamento delle imposte e volture — il punto di partenza è la nostra guida dedicata: Dichiarazione di Successione 2026: Guida Completa. Lì trovi passo passo l’intera procedura, i termini, le sanzioni per il ritardo e le agevolazioni prima casa.Conoscere in anticipo la differenza tra ciò che si acquista iure proprio e ciò che si eredita ti permette di affrontare la pratica con ordine, evitando di pagare imposte su somme esenti e di lasciare sul tavolo denaro che ti spetta. Domande frequenti sulla tassazione TFR successioneIl TFR del defunto va in successione?No, se il decesso è avvenuto durante il rapporto di lavoro. Il TFR e l’indennità di preavviso spettano iure proprio ai familiari indicati dall’art. 2122 c.c. e sono esclusi dall’attivo ereditario dall’art. 12, lettera c), del D.Lgs. 346/1990 in modo oggettivo, indipendentemente da chi li percepisce (anche se attribuiti per testamento o successione legittima in mancanza dei familiari dell’art. 2122 c.c.). Non pagano quindi l’imposta di successione, ma resta dovuta l’IRPEF in tassazione separata. Discorso diverso se il rapporto di lavoro era già cessato prima della morte (es. pensionato) e il TFR era maturato ma non liquidato: in quel caso è un credito del defunto che entra nell’attivo ereditario e sconta l’imposta di successione.Le polizze vita pagano l’imposta di successione?No. Le somme liquidate ai beneficiari di un’assicurazione sulla vita sono esenti dall’imposta di successione (art. 12, lett. c, D.Lgs. 346/1990) perché il beneficiario acquista un diritto proprio verso la compagnia (art. 1920 c.c.). Il capitale caso morte è inoltre esente da IRPEF per la parte di rischio demografico, mentre l’eventuale rendimento finanziario sconta l’imposta sostitutiva del 26% (12,5% sulla quota di titoli di Stato) trattenuta direttamente dall’assicurazione.Come si riscuotono i ratei di pensione non pagati?Gli eredi devono presentare all’INPS la domanda di “Liquidazione di quote di pensione agli eredi“, allegando l’atto di morte, l’autocertificazione con l’elenco completo degli eredi, l’eventuale testamento e le coordinate bancarie. Il rateo spetta iure proprio al coniuge superstite non separato o, in mancanza, ai figli; solo in assenza di entrambi è ripartito tra gli altri eredi in base alla quota ereditaria, ed entra in quel caso anche nella dichiarazione di successione. Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine predispone e trasmette la pratica, seguendola fino alla liquidazione.Chi ha diritto al TFR del lavoratore deceduto?Hanno diritto al TFR il coniuge e i figli, sempre e comunque, oltre ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado ma solo se vivevano a carico del lavoratore. La somma si ripartisce secondo l’accordo tra gli aventi diritto e, se manca l’accordo, secondo il bisogno di ciascuno: non secondo le quote di eredità.La rendita della polizza vita è tassata?Se la polizza viene liquidata sotto forma di rendita anziché di capitale, la parte corrispondente ai rendimenti finanziari maturati resta soggetta a imposta sostitutiva, trattenuta dalla compagnia sulle singole erogazioni. Resta invece esente la componente riconducibile alla copertura del rischio demografico. Poiché le condizioni variano molto da contratto a contratto, il documento decisivo è sempre la comunicazione di liquidazione rilasciata dall’assicurazione: portala con te all’appuntamento.Cosa fare se l’INPS non paga i ratei arretrati?I motivi più frequenti del mancato pagamento sono documentazione incompleta, discordanze nell’elenco degli eredi o pratiche rimaste in istruttoria. In questi casi si può presentare un sollecito e, se necessario, un ricorso amministrativo agli organi dell’Istituto entro i termini previsti. Affidare la verifica al Patronato del CAF Centro Fiscale consente di individuare subito l’anomalia ed evitare che il credito cada in prescrizione.Assistenza del CAF Centro Fiscale per la tua successioneDistinguere ciò che entra nell’eredità da ciò che spetta iure proprio, calcolare correttamente la tassazione TFR successione, recuperare i ratei di pensione arretrati e verificare la posizione delle polizze vita: sono passaggi che, gestiti insieme e nell’ordine giusto, fanno risparmiare tempo, imposte e discussioni tra familiari.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in ogni fase della dichiarazione di successione: dal calcolo di ciò che rientra davvero nell’asse ereditario alla gestione delle pratiche con INPS, datori di lavoro, fondi pensione e compagnie assicurative, fino alle volture e — per gli immobili in Friuli Venezia Giulia — all’intavolazione nel sistema tavolare. I nostri operatori si occupano di tutto, in ufficio a Udine oppure online in tutta Italia, con un preventivo personalizzato costruito sulla reale complessità della tua pratica.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Richiedi Assistenza per la Dichiarazione di SuccessioneIl CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca nel calcolo di ciò che entra davvero nell’asse ereditario, nella tassazione di TFR, polizze vita e ratei di pensione, e nella presentazione della dichiarazione di successione entro i termini di legge. Ricevi un preventivo personalizzato sulla tua pratica.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, SUCCESSIONI Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaCAF, SUCCESSIONI Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 06:00:002026-09-30 07:59:13Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoCAF, SUCCESSIONI Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di Decadenza La prima casa in successione 2026 è uno degli argomenti che genera più dubbi tra gli eredi, e non a caso: quando si eredita un immobile, la differenza tra pagare qualche centinaio di euro e pagarne diverse migliaia dipende da una semplice… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 11:00:002026-09-19 12:50:18Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di DecadenzaCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale Settembre 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-23 08:00:002026-09-16 10:19:26TFR, Polizze Vita e Ratei di Pensione del Defunto 2026: Cosa Entra nella Successione e Come si Tassa
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CAF, SUCCESSIONI Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il TestamentoQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 06:00:002026-09-30 07:59:13Successione Testamentaria 2026: Come Funziona il Testamento
CAF, SUCCESSIONI Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di Decadenza La prima casa in successione 2026 è uno degli argomenti che genera più dubbi tra gli eredi, e non a caso: quando si eredita un immobile, la differenza tra pagare qualche centinaio di euro e pagarne diverse migliaia dipende da una semplice… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 11:00:002026-09-19 12:50:18Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di Decadenza
CAF, SUCCESSIONISuccessione Titoli e Azioni 2026: Eredità e Valori MobiliariLa successione di titoli e azioni richiede procedure specifiche per il trasferimento agli eredi. Nel 2026 la gestione dell’eredità di valori mobiliari (azioni, obbligazioni, fondi comuni, ETF) prevede dichiarazione di successione, calcolo imposte e sblocco dei depositi titoli.Indice dei contenutiValori mobiliari nella successioneValutazione titoli per successioneTassazione successione titoliSblocco deposito titoliDividendi e cedole nel periodo transitorioValori mobiliari nella successioneRientrano nella successione:Azioni quotate e non quotateObbligazioni (i titoli di Stato come BOT e BTP passano agli eredi ma non concorrono all’attivo ereditario tassabile)Fondi comuni di investimentoETF e certificatesPolizze vita: se ci sono beneficiari designati, il capitale spetta a loro per diritto proprio e non concorre all’attivo ereditario Valutazione titoli per successioneIl valore da dichiarare si determina così:Titoli quotati: media dei prezzi dell’ultimo trimestre prima del decessoAzioni e quote non quotate: quota del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancioFondi comuni: valore quota al giorno del decesso Tassazione successione titoliL’imposta di successione si calcola sul valore complessivo:BeneficiarioFranchigiaAliquotaConiuge e figli1 milione euro4%Fratelli e sorelle100.000 euro6%Altri parentiNessuna6%EstraneiNessuna8% Sblocco deposito titoliDopo il decesso, la banca blocca il deposito titoli. Per sbloccarlo:Presentare certificato di morteDichiarazione di successione accettataAtto di notorietà o verbale di pubblicazione testamentoDocumenti d’identità degli eredi Dividendi e cedole nel periodo transitorioI dividendi maturati dopo il decesso ma prima dello sblocco:Vengono accreditati sul deposito bloccatoTrasferiti agli eredi dopo lo sbloccoTassati in capo agli eredi secondo regime ordinarioFontiD.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico successioni e donazioni), art. 16 – valutazione di azioni, obbligazioni e altri titoli – NormattivaD.Lgs. 346/1990, art. 12 – beni esclusi dall’attivo ereditario (titoli di Stato, indennità assicurative) – NormattivaD.Lgs. 346/1990, art. 7 – aliquote e franchigie dell’imposta di successione – Normattiva 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Successioni 2026 per una panoramica completa. Hai bisogno di assistenza?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con pensioni, NASPI e successioni.Contattaci:Telefono: 0432 1638640Email: info@centrofiscale.comQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-22 06:00:002026-09-30 08:53:23Successione Titoli e Azioni 2026: Eredità e Valori MobiliariCAF, SUCCESSIONIUsufrutto e Nuda Proprietà nella Successione 2026: Calcolo del Valore, Coefficienti per Età e ConsolidamentoImposte su successioneQuando si apre una successione ereditaria, capire come funzionano usufrutto e nuda proprietà è spesso il passaggio più delicato dell’intera pratica. Il tema usufrutto nuda proprietà successione tocca infatti il cuore del calcolo delle imposte: sbagliare la percentuale attribuita all’usufruttuario significa dichiarare un valore errato e rischiare un avviso di liquidazione dall’Agenzia delle Entrate.In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo in parole semplici cosa sono questi due diritti, come si usano i coefficienti di usufrutto per età, perché il consolidamento non fa pagare l’imposta di successione e come incide il diritto di abitazione del coniuge superstite. Troverai anche due esempi numerici concreti e le franchigie 2026 aggiornate. Il tema usufrutto nuda proprietà successione richiede precisione: il CAF Centro Fiscale di Udine segue queste pratiche ogni giorno, anche nel particolare sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Indice dei contenutiUsufrutto e nuda proprietà nella successione: cosa sonoCoefficienti usufrutto 2026: la tabella per etàCome si calcola il valore: 2 esempi praticiConsolidamento dell’usufrutto: perché non si paga impostaDiritto di abitazione del coniuge superstiteFranchigie e aliquote dell’imposta di successione 2026Voltura catastale e sistema tavolare FVGErrori frequenti da evitareDomande frequentiAssistenza per la successione a UdineUsufrutto e nuda proprietà nella successione: cosa sonoPer capire il rapporto tra usufrutto nuda proprietà successione bisogna partire da un’immagine semplice: la piena proprietà di un immobile è come una torta divisa in due fette. Una fetta è il godimento del bene, l’altra è la titolarità del bene.L’usufrutto è il diritto di usare un bene e di percepirne i frutti, cioè i redditi che produce. Chi ha l’usufrutto su un appartamento può abitarci, può affittarlo e incassare il canone, ma non può venderlo. L’usufruttuario deve inoltre conservare la destinazione economica del bene e sostenere le spese ordinarie.La nuda proprietà è invece ciò che resta al proprietario “spogliato” del godimento: è la titolarità del bene senza la possibilità di usarlo finché dura l’usufrutto. Il nudo proprietario può però vendere la sua quota, ereditarla e trasmetterla agli eredi.La caratteristica decisiva ai fini fiscali è che l’usufrutto è un diritto temporaneo: se costituito a favore di una persona fisica non può durare oltre la vita dell’usufruttuario. Alla sua morte il diritto si estingue automaticamente. Ecco perché, nel calcolo di usufrutto e nuda proprietà nella successione, il valore dipende dall’età dell’usufruttuario: più è giovane, più a lungo (statisticamente) durerà il suo diritto e più vale l’usufrutto.Usufrutto vedovile e usufrutto legale: due termini da non confondereNelle pratiche di successione capita di sentir nominare l’usufrutto vedovile. Si tratta di un istituto storico: prima della riforma del diritto di famiglia del 1975, al coniuge superstite spettava una quota di eredità in usufrutto anziché in piena proprietà. Oggi il coniuge è a tutti gli effetti erede in piena proprietà, ma l’espressione ricorre ancora nelle successioni molto risalenti o nelle visure che riportano diritti costituiti decenni fa.Diverso ancora è l’usufrutto legale dei genitori sui beni del figlio minore, previsto dal Codice civile: non è un diritto disponibile, non si può cedere e si estingue al compimento della maggiore età del figlio. Non va quindi indicato come un normale usufrutto nella dichiarazione di successione. Coefficienti usufrutto 2026: la tabella per etàIl valore dell’usufrutto non si stima “a occhio”: si calcola con i coefficienti ufficiali previsti dal prospetto allegato al D.P.R. 131/1986 (Testo unico dell’imposta di registro), richiamato anche ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni.Questi coefficienti vengono aggiornati ogni anno in funzione del tasso di interesse legale. Per il 2026 c’è però una novità importante da conoscere: con il D.M. 10 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2025) il tasso legale è sceso all’1,60%, ma i coefficienti di usufrutto non cambiano. Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025) ha infatti confermato per il 2026 i coefficienti già in uso, calcolati sulla base del 2,5%.Il motivo è tecnico ma semplice: il D.Lgs. 139/2024 ha modificato l’art. 46 del D.P.R. 131/1986 (nuovo comma 5-ter) e l’art. 17 del D.Lgs. 346/1990 (nuovo comma 1-ter) stabilendo che, per questi calcoli, non può essere assunto un saggio legale di interesse inferiore al 2,5%. Poiché l’1,60% è sotto quella soglia, si continua ad applicare il 2,5%. In concreto, per chi compila la pratica, le percentuali di usufrutto e nuda proprietà del 2026 sono identiche a quelle del 2025.Età usufruttuario (anni compiuti)CoefficienteValore usufruttoValore nuda proprietàda 0 a 2038,0095%5%da 21 a 3036,0090%10%da 31 a 4034,0085%15%da 41 a 4532,0080%20%da 46 a 5030,0075%25%da 51 a 5328,0070%30%da 54 a 5626,0065%35%da 57 a 6024,0060%40%da 61 a 6322,0055%45%da 64 a 6620,0050%50%da 67 a 6918,0045%55%da 70 a 7216,0040%60%da 73 a 7514,0035%65%da 76 a 7812,0030%70%da 79 a 8210,0025%75%da 83 a 868,0020%80%da 87 a 926,0015%85%da 93 a 994,0010%90%Coefficienti usufrutto 2026 calcolati sul tasso del 2,5% – Fonte: prospetto Allegato 1 al D.Lgs. 139/2024, confermato dal D.M. MEF 24 dicembre 2025Due precisazioni pratiche sull’uso della tabella nelle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione:conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione (cioè alla data del decesso), non l’età attuale;se l’usufrutto è a favore di più persone congiuntamente, si fa riferimento all’età del più giovane degli usufruttuari;se l’usufrutto è a tempo determinato e non vitalizio, il calcolo segue regole diverse e va valutato caso per caso. Come si calcola il valore: 2 esempi praticiLa formula ufficiale per il calcolo di usufrutto e nuda proprietà è questa:Valore usufrutto = Valore piena proprietà × 2,5% × coefficiente per etàValore nuda proprietà = Valore piena proprietà − Valore usufruttoIl risultato coincide sempre con la percentuale indicata in tabella: moltiplicare per 2,5% × 14 equivale a calcolare il 35%. Per gli immobili, il “valore piena proprietà” nella dichiarazione di successione è di norma il valore catastale, ottenuto rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per il coefficiente previsto per la categoria dell’immobile.Esempio 1: usufruttuaria di 74 anniImmagina che Giulia, 74 anni, sia usufruttuaria di un appartamento con valore catastale di 120.000 euro. La fascia 73-75 anni ha coefficiente 14,00, pari al 35%.Usufrutto: 120.000 × 2,5% × 14 = 42.000 euro (35%)Nuda proprietà: 120.000 − 42.000 = 78.000 euro (65%)Se il defunto era il nudo proprietario, nell’asse ereditario entrano 78.000 euro, non 120.000. È una differenza che pesa moltissimo sulle imposte ipotecaria e catastale.Esempio 2: usufruttuario di 62 anniSupponiamo ora che Marco, 62 anni, sia usufruttuario di un immobile a Udine con valore di 200.000 euro. La fascia 61-63 anni ha coefficiente 22,00, pari al 55%.Usufrutto: 200.000 × 2,5% × 22 = 110.000 euro (55%)Nuda proprietà: 200.000 − 110.000 = 90.000 euro (45%)Nota la logica: Marco è più giovane di Giulia, quindi il suo usufrutto vale di più e la nuda proprietà vale di meno. Su queste basi si calcolano poi l’imposta ipotecaria del 2% e quella catastale dell’1%, con un minimo di 200 euro ciascuna. Se almeno un erede ha i requisiti prima casa, le due imposte diventano fisse a 200 euro ciascuna: approfondisci il tema nella nostra guida sull’agevolazione prima casa su immobile ereditato. Consolidamento dell’usufrutto: perché non si paga impostaÈ il punto che genera più dubbi in tema di usufrutto nuda proprietà successione, ed è anche la notizia più rassicurante per chi eredita.Il consolidamento è il fenomeno per cui, alla morte dell’usufruttuario, l’usufrutto si estingue e il nudo proprietario diventa automaticamente pieno proprietario. Il Codice civile prevede infatti che l’usufrutto si estingua con la morte dell’usufruttuario. Non serve alcun atto notarile: le due “fette” si ricompongono da sole.Perché allora non è dovuta l’imposta di successione? Perché l’imposta colpisce i trasferimenti di beni e diritti per causa di morte e il consolidamento non è un trasferimento. Il nudo proprietario non riceve nulla di nuovo dal defunto: il suo diritto, che già possedeva, si espande riacquistando la pienezza che era temporaneamente compressa dall’usufrutto. L’imposta, del resto, era già stata assolta a monte, quando la nuda proprietà gli era stata trasferita per atto o per successione.Attenzione però a due casi pratici da distinguere bene, perché è qui che si generano gli errori:Il defunto era usufruttuario: l’immobile non entra nell’asse ereditario. Se non ci sono altri beni, la dichiarazione di successione potrebbe non essere nemmeno dovuta;Il defunto era nudo proprietario: in successione cade solo la nuda proprietà, valorizzata con i coefficienti visti sopra. L’usufruttuario in vita mantiene il suo diritto e gli eredi diventeranno pieni proprietari solo alla sua morte.Anche quando non si paga imposta, restano spesso da sistemare gli aspetti catastali e tavolari e le posizioni presso banche e assicurazioni: su questo fronte ti può essere utile la guida su come sbloccare conti correnti e titoli del defunto. Diritto di abitazione del coniuge superstiteAccanto a usufrutto e nuda proprietà esiste un terzo diritto che incide molto sul calcolo successorio: il diritto di abitazione del coniuge superstite, previsto dall’art. 540, comma 2, del Codice civile.La norma riserva al coniuge che sopravvive, anche quando concorre con i figli, il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili che la arredano, purché di proprietà del defunto o comuni ai coniugi. È una tutela forte: serve a garantire al vedovo o alla vedova di continuare a vivere nella propria casa, indipendentemente dalle quote spettanti agli altri eredi.Il diritto di abitazione, disciplinato in generale dall’art. 1022 c.c., consiste nel diritto di abitare una casa limitatamente ai bisogni propri e della famiglia. A differenza dell’usufrutto non può essere ceduto né dato in locazione: è un diritto strettamente personale.Ai fini fiscali, nella dichiarazione di successione il diritto di abitazione si valorizza applicando gli stessi coefficienti per età previsti per l’usufrutto (artt. 14 e 17 del D.Lgs. 346/1990). Concretamente: se il coniuge superstite ha 76 anni, il suo diritto di abitazione sulla casa familiare vale il 30% del valore dell’immobile, e ai figli resta il restante 70%. Questi diritti si calcolano prima di ripartire le quote tra gli eredi, e vanno indicati correttamente nei quadri della dichiarazione.Un aspetto che molti trascurano: il diritto di abitazione spetta automaticamente per legge, non è una scelta. Ometterlo significa attribuire ai figli un valore superiore a quello reale e pagare imposte non dovute. Franchigie e aliquote dell’imposta di successione 2026Una volta determinato il valore di usufrutto e nuda proprietà, si applica l’imposta di successione disciplinata dal D.Lgs. 346/1990, come riformato dal D.Lgs. 139/2024. L’imposta si calcola sul valore netto dell’asse ereditario, e le aliquote cambiano in base al grado di parentela.BeneficiarioFranchigiaAliquota oltre franchigiaConiuge, figli e discendenti1.000.000 euro a testa4%Fratelli e sorelle100.000 euro a testa6%Altri parenti fino al 4° grado e affininessuna franchigia6%Altri soggetti (estranei, conviventi di fatto)nessuna franchigia8%Persone con handicap grave (L. 104/1992)1.500.000 eurosecondo il grado di parentelaFranchigie e aliquote imposta di successione 2026 – D.Lgs. 346/1990La franchigia è la soglia di valore entro la quale non si paga nulla: solo l’eccedenza viene tassata. Con una franchigia di 1.000.000 di euro a erede per coniuge e figli, nella grande maggioranza delle successioni familiari l’imposta di successione in senso stretto non è dovuta. Restano però quasi sempre dovute le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sugli immobili, con il minimo di 200 euro ciascuna.Il fatto che in successione cada la sola nuda proprietà riduce quindi soprattutto la base delle imposte ipocatastali. Ricordiamo infine il termine fondamentale: la dichiarazione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Tutti i passaggi operativi sono spiegati nella nostra guida alla dichiarazione di successione telematica 2026.Voltura catastale e sistema tavolare FVGDopo la dichiarazione occorre aggiornare le intestazioni degli immobili. Con la dichiarazione telematica la voltura catastale è di regola richiesta contestualmente, entro 30 giorni; in presenza di usufrutto e nuda proprietà la voltura deve riportare esattamente i diritti, distinguendo chi è usufruttuario e chi è nudo proprietario e per quale quota.Nel caso del consolidamento la situazione è diversa: poiché non c’è successione sull’immobile, non c’è una dichiarazione che produca la voltura. L’aggiornamento della titolarità richiede quindi un intervento specifico per far risultare il nudo proprietario come pieno proprietario.Qui entra in gioco una peculiarità tutta friulana. In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare (o Libro Fondiario), un registro immobiliare di derivazione austriaca profondamente diverso dal catasto del resto d’Italia. La differenza chiave: nel sistema tavolare l’iscrizione ha efficacia costitutiva, cioè il diritto si acquista con l’intavolazione, e l’aggiornamento non avviene automaticamente con la dichiarazione di successione. Serve una domanda tavolare rivolta al Giudice tavolare competente.Per chi eredita immobili a Udine, Cividale, Tarcento o in qualsiasi comune della regione, questo significa che la pratica non è finita con la successione: senza intavolazione, il Libro Fondiario continua a indicare il defunto come titolare, con problemi concreti al momento di vendere, ipotecare o gestire il bene. È un passaggio che i CAF nazionali spesso non gestiscono: il CAF Centro Fiscale di Udine lavora quotidianamente con il sistema tavolare del territorio.Un’ultima nota pratica spesso ignorata: l’IMU sull’immobile è dovuta dall’usufruttuario, non dal nudo proprietario. Chi eredita la sola nuda proprietà non deve quindi versare l’imposta finché l’usufrutto è in vita. Per i conteggi puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale Udine. Allo stesso modo, i redditi dell’immobile (ad esempio i canoni di locazione) vanno dichiarati dall’usufruttuario nella propria dichiarazione dei redditi. Errori frequenti da evitareDall’esperienza sulle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione emergono alcuni errori che si ripetono con regolarità e che spesso costano un avviso di liquidazione a distanza di anni:Dichiarare la piena proprietà quando il defunto possedeva solo la nuda proprietà: si pagano imposte ipocatastali su un valore più alto del dovuto;Usare l’età sbagliata: va considerata l’età dell’usufruttuario alla data del decesso, e un solo anno può far cambiare fascia e percentuale;Dimenticare il diritto di abitazione del coniuge superstite, che riduce il valore attribuito ai figli;Presentare una dichiarazione non dovuta quando il defunto era solo usufruttuario e non lasciava altri beni;Fermarsi alla successione senza procedere all’intavolazione nei comuni a sistema tavolare del FVG.Situazioni particolari, come la presenza di un fondo patrimoniale nella successione, richiedono poi una valutazione dedicata prima di compilare qualsiasi quadro.Domande frequentiAlla morte dell’usufruttuario devo presentare la dichiarazione di successione?No, non per quell’immobile. Alla morte dell’usufruttuario si verifica il consolidamento: il nudo proprietario diventa pieno proprietario senza che vi sia un trasferimento, quindi non è dovuta imposta di successione su quel bene. La dichiarazione resta però necessaria se il defunto ha lasciato altri beni (immobili in proprietà, conti, titoli) che rientrano nell’asse ereditario.Quale età conta per applicare i coefficienti di usufrutto?Conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione, cioè il giorno del decesso. Se gli usufruttuari sono più di uno in via congiunta, si utilizza l’età del più giovane, perché è quella che determina la durata prevedibile del diritto.I coefficienti usufrutto 2026 sono cambiati rispetto al 2025?No. Il tasso di interesse legale è sceso all’1,60% dal 1° gennaio 2026, ma per il calcolo di usufrutto, rendite e pensioni la legge impone una soglia minima del 2,5%. Il decreto MEF del 24 dicembre 2025 ha quindi confermato i coefficienti già in vigore: le percentuali di usufrutto e nuda proprietà sono identiche a quelle del 2025.Il diritto di abitazione del coniuge riduce le imposte degli altri eredi?Sì. Il diritto di abitazione riservato al coniuge superstite dall’art. 540 c.c. si valorizza con i coefficienti dell’usufrutto e si sottrae dal valore dell’immobile prima di ripartire le quote. Di conseguenza il valore che cade in capo ai figli è più basso, con un effetto diretto sulle imposte ipotecaria e catastale.Chi paga l’IMU tra usufruttuario e nudo proprietario?L’IMU è a carico dell’usufruttuario, che è il soggetto passivo dell’imposta in quanto titolare del diritto di godimento. Il nudo proprietario non versa l’IMU fino a quando l’usufrutto non si estingue. Dal momento del consolidamento, invece, l’obbligo passa al nuovo pieno proprietario.In Friuli Venezia Giulia la voltura è automatica dopo la successione?No. Nei comuni a sistema tavolare del FVG l’aggiornamento del Libro Fondiario non è automatico: occorre una domanda tavolare al Giudice tavolare. Finché non viene eseguita l’intavolazione, il registro continua a riportare il defunto come titolare, con conseguenze concrete in caso di vendita o di accensione di un mutuo. Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Assistenza per la successione a UdineGestire una pratica di usufrutto nuda proprietà successione significa mettere insieme visure, coefficienti per età, quote ereditarie, diritto di abitazione e, in Friuli, gli adempimenti tavolari. Un errore su una singola percentuale si traduce in imposte sbagliate e in una rettifica che può arrivare anni dopo.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica: verifica dei diritti reali sugli immobili, calcolo del valore di usufrutto e nuda proprietà, redazione e invio telematico della dichiarazione di successione, voltura catastale e intavolazione nel sistema tavolare. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità della pratica.Hai bisogno di assistenza per la successione? Contattaci per fissare un appuntamento: i nostri operatori analizzano la tua situazione e si occupano di ogni passaggio. Puoi chiamare lo 0432 1638640, scrivere su WhatsApp al 366 6018121 oppure compilare il modulo qui sotto.Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Settembre 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-21 14:00:002026-09-15 15:23:02Usufrutto e Nuda Proprietà nella Successione 2026: Calcolo del Valore, Coefficienti per Età e ConsolidamentoPagina 1 di 10123›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAF, SUCCESSIONIUsufrutto e Nuda Proprietà nella Successione 2026: Calcolo del Valore, Coefficienti per Età e ConsolidamentoImposte su successioneQuando si apre una successione ereditaria, capire come funzionano usufrutto e nuda proprietà è spesso il passaggio più delicato dell’intera pratica. Il tema usufrutto nuda proprietà successione tocca infatti il cuore del calcolo delle imposte: sbagliare la percentuale attribuita all’usufruttuario significa dichiarare un valore errato e rischiare un avviso di liquidazione dall’Agenzia delle Entrate.In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo in parole semplici cosa sono questi due diritti, come si usano i coefficienti di usufrutto per età, perché il consolidamento non fa pagare l’imposta di successione e come incide il diritto di abitazione del coniuge superstite. Troverai anche due esempi numerici concreti e le franchigie 2026 aggiornate. Il tema usufrutto nuda proprietà successione richiede precisione: il CAF Centro Fiscale di Udine segue queste pratiche ogni giorno, anche nel particolare sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Indice dei contenutiUsufrutto e nuda proprietà nella successione: cosa sonoCoefficienti usufrutto 2026: la tabella per etàCome si calcola il valore: 2 esempi praticiConsolidamento dell’usufrutto: perché non si paga impostaDiritto di abitazione del coniuge superstiteFranchigie e aliquote dell’imposta di successione 2026Voltura catastale e sistema tavolare FVGErrori frequenti da evitareDomande frequentiAssistenza per la successione a UdineUsufrutto e nuda proprietà nella successione: cosa sonoPer capire il rapporto tra usufrutto nuda proprietà successione bisogna partire da un’immagine semplice: la piena proprietà di un immobile è come una torta divisa in due fette. Una fetta è il godimento del bene, l’altra è la titolarità del bene.L’usufrutto è il diritto di usare un bene e di percepirne i frutti, cioè i redditi che produce. Chi ha l’usufrutto su un appartamento può abitarci, può affittarlo e incassare il canone, ma non può venderlo. L’usufruttuario deve inoltre conservare la destinazione economica del bene e sostenere le spese ordinarie.La nuda proprietà è invece ciò che resta al proprietario “spogliato” del godimento: è la titolarità del bene senza la possibilità di usarlo finché dura l’usufrutto. Il nudo proprietario può però vendere la sua quota, ereditarla e trasmetterla agli eredi.La caratteristica decisiva ai fini fiscali è che l’usufrutto è un diritto temporaneo: se costituito a favore di una persona fisica non può durare oltre la vita dell’usufruttuario. Alla sua morte il diritto si estingue automaticamente. Ecco perché, nel calcolo di usufrutto e nuda proprietà nella successione, il valore dipende dall’età dell’usufruttuario: più è giovane, più a lungo (statisticamente) durerà il suo diritto e più vale l’usufrutto.Usufrutto vedovile e usufrutto legale: due termini da non confondereNelle pratiche di successione capita di sentir nominare l’usufrutto vedovile. Si tratta di un istituto storico: prima della riforma del diritto di famiglia del 1975, al coniuge superstite spettava una quota di eredità in usufrutto anziché in piena proprietà. Oggi il coniuge è a tutti gli effetti erede in piena proprietà, ma l’espressione ricorre ancora nelle successioni molto risalenti o nelle visure che riportano diritti costituiti decenni fa.Diverso ancora è l’usufrutto legale dei genitori sui beni del figlio minore, previsto dal Codice civile: non è un diritto disponibile, non si può cedere e si estingue al compimento della maggiore età del figlio. Non va quindi indicato come un normale usufrutto nella dichiarazione di successione. Coefficienti usufrutto 2026: la tabella per etàIl valore dell’usufrutto non si stima “a occhio”: si calcola con i coefficienti ufficiali previsti dal prospetto allegato al D.P.R. 131/1986 (Testo unico dell’imposta di registro), richiamato anche ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni.Questi coefficienti vengono aggiornati ogni anno in funzione del tasso di interesse legale. Per il 2026 c’è però una novità importante da conoscere: con il D.M. 10 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2025) il tasso legale è sceso all’1,60%, ma i coefficienti di usufrutto non cambiano. Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025) ha infatti confermato per il 2026 i coefficienti già in uso, calcolati sulla base del 2,5%.Il motivo è tecnico ma semplice: il D.Lgs. 139/2024 ha modificato l’art. 46 del D.P.R. 131/1986 (nuovo comma 5-ter) e l’art. 17 del D.Lgs. 346/1990 (nuovo comma 1-ter) stabilendo che, per questi calcoli, non può essere assunto un saggio legale di interesse inferiore al 2,5%. Poiché l’1,60% è sotto quella soglia, si continua ad applicare il 2,5%. In concreto, per chi compila la pratica, le percentuali di usufrutto e nuda proprietà del 2026 sono identiche a quelle del 2025.Età usufruttuario (anni compiuti)CoefficienteValore usufruttoValore nuda proprietàda 0 a 2038,0095%5%da 21 a 3036,0090%10%da 31 a 4034,0085%15%da 41 a 4532,0080%20%da 46 a 5030,0075%25%da 51 a 5328,0070%30%da 54 a 5626,0065%35%da 57 a 6024,0060%40%da 61 a 6322,0055%45%da 64 a 6620,0050%50%da 67 a 6918,0045%55%da 70 a 7216,0040%60%da 73 a 7514,0035%65%da 76 a 7812,0030%70%da 79 a 8210,0025%75%da 83 a 868,0020%80%da 87 a 926,0015%85%da 93 a 994,0010%90%Coefficienti usufrutto 2026 calcolati sul tasso del 2,5% – Fonte: prospetto Allegato 1 al D.Lgs. 139/2024, confermato dal D.M. MEF 24 dicembre 2025Due precisazioni pratiche sull’uso della tabella nelle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione:conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione (cioè alla data del decesso), non l’età attuale;se l’usufrutto è a favore di più persone congiuntamente, si fa riferimento all’età del più giovane degli usufruttuari;se l’usufrutto è a tempo determinato e non vitalizio, il calcolo segue regole diverse e va valutato caso per caso. Come si calcola il valore: 2 esempi praticiLa formula ufficiale per il calcolo di usufrutto e nuda proprietà è questa:Valore usufrutto = Valore piena proprietà × 2,5% × coefficiente per etàValore nuda proprietà = Valore piena proprietà − Valore usufruttoIl risultato coincide sempre con la percentuale indicata in tabella: moltiplicare per 2,5% × 14 equivale a calcolare il 35%. Per gli immobili, il “valore piena proprietà” nella dichiarazione di successione è di norma il valore catastale, ottenuto rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per il coefficiente previsto per la categoria dell’immobile.Esempio 1: usufruttuaria di 74 anniImmagina che Giulia, 74 anni, sia usufruttuaria di un appartamento con valore catastale di 120.000 euro. La fascia 73-75 anni ha coefficiente 14,00, pari al 35%.Usufrutto: 120.000 × 2,5% × 14 = 42.000 euro (35%)Nuda proprietà: 120.000 − 42.000 = 78.000 euro (65%)Se il defunto era il nudo proprietario, nell’asse ereditario entrano 78.000 euro, non 120.000. È una differenza che pesa moltissimo sulle imposte ipotecaria e catastale.Esempio 2: usufruttuario di 62 anniSupponiamo ora che Marco, 62 anni, sia usufruttuario di un immobile a Udine con valore di 200.000 euro. La fascia 61-63 anni ha coefficiente 22,00, pari al 55%.Usufrutto: 200.000 × 2,5% × 22 = 110.000 euro (55%)Nuda proprietà: 200.000 − 110.000 = 90.000 euro (45%)Nota la logica: Marco è più giovane di Giulia, quindi il suo usufrutto vale di più e la nuda proprietà vale di meno. Su queste basi si calcolano poi l’imposta ipotecaria del 2% e quella catastale dell’1%, con un minimo di 200 euro ciascuna. Se almeno un erede ha i requisiti prima casa, le due imposte diventano fisse a 200 euro ciascuna: approfondisci il tema nella nostra guida sull’agevolazione prima casa su immobile ereditato. Consolidamento dell’usufrutto: perché non si paga impostaÈ il punto che genera più dubbi in tema di usufrutto nuda proprietà successione, ed è anche la notizia più rassicurante per chi eredita.Il consolidamento è il fenomeno per cui, alla morte dell’usufruttuario, l’usufrutto si estingue e il nudo proprietario diventa automaticamente pieno proprietario. Il Codice civile prevede infatti che l’usufrutto si estingua con la morte dell’usufruttuario. Non serve alcun atto notarile: le due “fette” si ricompongono da sole.Perché allora non è dovuta l’imposta di successione? Perché l’imposta colpisce i trasferimenti di beni e diritti per causa di morte e il consolidamento non è un trasferimento. Il nudo proprietario non riceve nulla di nuovo dal defunto: il suo diritto, che già possedeva, si espande riacquistando la pienezza che era temporaneamente compressa dall’usufrutto. L’imposta, del resto, era già stata assolta a monte, quando la nuda proprietà gli era stata trasferita per atto o per successione.Attenzione però a due casi pratici da distinguere bene, perché è qui che si generano gli errori:Il defunto era usufruttuario: l’immobile non entra nell’asse ereditario. Se non ci sono altri beni, la dichiarazione di successione potrebbe non essere nemmeno dovuta;Il defunto era nudo proprietario: in successione cade solo la nuda proprietà, valorizzata con i coefficienti visti sopra. L’usufruttuario in vita mantiene il suo diritto e gli eredi diventeranno pieni proprietari solo alla sua morte.Anche quando non si paga imposta, restano spesso da sistemare gli aspetti catastali e tavolari e le posizioni presso banche e assicurazioni: su questo fronte ti può essere utile la guida su come sbloccare conti correnti e titoli del defunto. Diritto di abitazione del coniuge superstiteAccanto a usufrutto e nuda proprietà esiste un terzo diritto che incide molto sul calcolo successorio: il diritto di abitazione del coniuge superstite, previsto dall’art. 540, comma 2, del Codice civile.La norma riserva al coniuge che sopravvive, anche quando concorre con i figli, il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili che la arredano, purché di proprietà del defunto o comuni ai coniugi. È una tutela forte: serve a garantire al vedovo o alla vedova di continuare a vivere nella propria casa, indipendentemente dalle quote spettanti agli altri eredi.Il diritto di abitazione, disciplinato in generale dall’art. 1022 c.c., consiste nel diritto di abitare una casa limitatamente ai bisogni propri e della famiglia. A differenza dell’usufrutto non può essere ceduto né dato in locazione: è un diritto strettamente personale.Ai fini fiscali, nella dichiarazione di successione il diritto di abitazione si valorizza applicando gli stessi coefficienti per età previsti per l’usufrutto (artt. 14 e 17 del D.Lgs. 346/1990). Concretamente: se il coniuge superstite ha 76 anni, il suo diritto di abitazione sulla casa familiare vale il 30% del valore dell’immobile, e ai figli resta il restante 70%. Questi diritti si calcolano prima di ripartire le quote tra gli eredi, e vanno indicati correttamente nei quadri della dichiarazione.Un aspetto che molti trascurano: il diritto di abitazione spetta automaticamente per legge, non è una scelta. Ometterlo significa attribuire ai figli un valore superiore a quello reale e pagare imposte non dovute. Franchigie e aliquote dell’imposta di successione 2026Una volta determinato il valore di usufrutto e nuda proprietà, si applica l’imposta di successione disciplinata dal D.Lgs. 346/1990, come riformato dal D.Lgs. 139/2024. L’imposta si calcola sul valore netto dell’asse ereditario, e le aliquote cambiano in base al grado di parentela.BeneficiarioFranchigiaAliquota oltre franchigiaConiuge, figli e discendenti1.000.000 euro a testa4%Fratelli e sorelle100.000 euro a testa6%Altri parenti fino al 4° grado e affininessuna franchigia6%Altri soggetti (estranei, conviventi di fatto)nessuna franchigia8%Persone con handicap grave (L. 104/1992)1.500.000 eurosecondo il grado di parentelaFranchigie e aliquote imposta di successione 2026 – D.Lgs. 346/1990La franchigia è la soglia di valore entro la quale non si paga nulla: solo l’eccedenza viene tassata. Con una franchigia di 1.000.000 di euro a erede per coniuge e figli, nella grande maggioranza delle successioni familiari l’imposta di successione in senso stretto non è dovuta. Restano però quasi sempre dovute le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sugli immobili, con il minimo di 200 euro ciascuna.Il fatto che in successione cada la sola nuda proprietà riduce quindi soprattutto la base delle imposte ipocatastali. Ricordiamo infine il termine fondamentale: la dichiarazione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Tutti i passaggi operativi sono spiegati nella nostra guida alla dichiarazione di successione telematica 2026.Voltura catastale e sistema tavolare FVGDopo la dichiarazione occorre aggiornare le intestazioni degli immobili. Con la dichiarazione telematica la voltura catastale è di regola richiesta contestualmente, entro 30 giorni; in presenza di usufrutto e nuda proprietà la voltura deve riportare esattamente i diritti, distinguendo chi è usufruttuario e chi è nudo proprietario e per quale quota.Nel caso del consolidamento la situazione è diversa: poiché non c’è successione sull’immobile, non c’è una dichiarazione che produca la voltura. L’aggiornamento della titolarità richiede quindi un intervento specifico per far risultare il nudo proprietario come pieno proprietario.Qui entra in gioco una peculiarità tutta friulana. In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare (o Libro Fondiario), un registro immobiliare di derivazione austriaca profondamente diverso dal catasto del resto d’Italia. La differenza chiave: nel sistema tavolare l’iscrizione ha efficacia costitutiva, cioè il diritto si acquista con l’intavolazione, e l’aggiornamento non avviene automaticamente con la dichiarazione di successione. Serve una domanda tavolare rivolta al Giudice tavolare competente.Per chi eredita immobili a Udine, Cividale, Tarcento o in qualsiasi comune della regione, questo significa che la pratica non è finita con la successione: senza intavolazione, il Libro Fondiario continua a indicare il defunto come titolare, con problemi concreti al momento di vendere, ipotecare o gestire il bene. È un passaggio che i CAF nazionali spesso non gestiscono: il CAF Centro Fiscale di Udine lavora quotidianamente con il sistema tavolare del territorio.Un’ultima nota pratica spesso ignorata: l’IMU sull’immobile è dovuta dall’usufruttuario, non dal nudo proprietario. Chi eredita la sola nuda proprietà non deve quindi versare l’imposta finché l’usufrutto è in vita. Per i conteggi puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale Udine. Allo stesso modo, i redditi dell’immobile (ad esempio i canoni di locazione) vanno dichiarati dall’usufruttuario nella propria dichiarazione dei redditi. Errori frequenti da evitareDall’esperienza sulle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione emergono alcuni errori che si ripetono con regolarità e che spesso costano un avviso di liquidazione a distanza di anni:Dichiarare la piena proprietà quando il defunto possedeva solo la nuda proprietà: si pagano imposte ipocatastali su un valore più alto del dovuto;Usare l’età sbagliata: va considerata l’età dell’usufruttuario alla data del decesso, e un solo anno può far cambiare fascia e percentuale;Dimenticare il diritto di abitazione del coniuge superstite, che riduce il valore attribuito ai figli;Presentare una dichiarazione non dovuta quando il defunto era solo usufruttuario e non lasciava altri beni;Fermarsi alla successione senza procedere all’intavolazione nei comuni a sistema tavolare del FVG.Situazioni particolari, come la presenza di un fondo patrimoniale nella successione, richiedono poi una valutazione dedicata prima di compilare qualsiasi quadro.Domande frequentiAlla morte dell’usufruttuario devo presentare la dichiarazione di successione?No, non per quell’immobile. Alla morte dell’usufruttuario si verifica il consolidamento: il nudo proprietario diventa pieno proprietario senza che vi sia un trasferimento, quindi non è dovuta imposta di successione su quel bene. La dichiarazione resta però necessaria se il defunto ha lasciato altri beni (immobili in proprietà, conti, titoli) che rientrano nell’asse ereditario.Quale età conta per applicare i coefficienti di usufrutto?Conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione, cioè il giorno del decesso. Se gli usufruttuari sono più di uno in via congiunta, si utilizza l’età del più giovane, perché è quella che determina la durata prevedibile del diritto.I coefficienti usufrutto 2026 sono cambiati rispetto al 2025?No. Il tasso di interesse legale è sceso all’1,60% dal 1° gennaio 2026, ma per il calcolo di usufrutto, rendite e pensioni la legge impone una soglia minima del 2,5%. Il decreto MEF del 24 dicembre 2025 ha quindi confermato i coefficienti già in vigore: le percentuali di usufrutto e nuda proprietà sono identiche a quelle del 2025.Il diritto di abitazione del coniuge riduce le imposte degli altri eredi?Sì. Il diritto di abitazione riservato al coniuge superstite dall’art. 540 c.c. si valorizza con i coefficienti dell’usufrutto e si sottrae dal valore dell’immobile prima di ripartire le quote. Di conseguenza il valore che cade in capo ai figli è più basso, con un effetto diretto sulle imposte ipotecaria e catastale.Chi paga l’IMU tra usufruttuario e nudo proprietario?L’IMU è a carico dell’usufruttuario, che è il soggetto passivo dell’imposta in quanto titolare del diritto di godimento. Il nudo proprietario non versa l’IMU fino a quando l’usufrutto non si estingue. Dal momento del consolidamento, invece, l’obbligo passa al nuovo pieno proprietario.In Friuli Venezia Giulia la voltura è automatica dopo la successione?No. Nei comuni a sistema tavolare del FVG l’aggiornamento del Libro Fondiario non è automatico: occorre una domanda tavolare al Giudice tavolare. Finché non viene eseguita l’intavolazione, il registro continua a riportare il defunto come titolare, con conseguenze concrete in caso di vendita o di accensione di un mutuo. Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Assistenza per la successione a UdineGestire una pratica di usufrutto nuda proprietà successione significa mettere insieme visure, coefficienti per età, quote ereditarie, diritto di abitazione e, in Friuli, gli adempimenti tavolari. Un errore su una singola percentuale si traduce in imposte sbagliate e in una rettifica che può arrivare anni dopo.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica: verifica dei diritti reali sugli immobili, calcolo del valore di usufrutto e nuda proprietà, redazione e invio telematico della dichiarazione di successione, voltura catastale e intavolazione nel sistema tavolare. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità della pratica.Hai bisogno di assistenza per la successione? Contattaci per fissare un appuntamento: i nostri operatori analizzano la tua situazione e si occupano di ogni passaggio. Puoi chiamare lo 0432 1638640, scrivere su WhatsApp al 366 6018121 oppure compilare il modulo qui sotto.Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Settembre 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-21 14:00:002026-09-15 15:23:02Usufrutto e Nuda Proprietà nella Successione 2026: Calcolo del Valore, Coefficienti per Età e Consolidamento