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Calcolo Imposta Successione 2026: Guida con Esempi Pratici e Tabelle Aliquote

Calcolare l’imposta di successione sembra complicato, ma in realtà segue una procedura in 3 passaggi che, una volta capita, diventa gestibile. In questa guida ti accompagniamo passo passo con esempi numerici concreti, tabelle delle aliquote aggiornate al 2026 e scenari tipici che ricoprono la maggior parte delle situazioni reali.

La buona notizia? Grazie alle franchigie generose previste per coniuge e figli (1 milione di euro a testa), la maggior parte degli eredi diretti non paga nulla. Ma quando l’imposta è dovuta, sbagliare il calcolo può costare caro in termini di sanzioni. Ecco perché serve metodo.

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Indice dei contenuti

  1. Come si calcola l’imposta di successione: i 3 passaggi
  2. Aliquote e franchigie 2026: la tabella completa
  3. Come calcolare la base imponibile: attivo ereditario
  4. Passività deducibili: cosa si sottrae
  5. Esempi pratici di calcolo: 6 casi reali
  6. Altre imposte sempre dovute (ipotecaria e catastale)
  7. Tabella riepilogativa scenari tipici
  8. Simulatore online Agenzia Entrate
  9. Come il CAF ti aiuta a non sbagliare
  10. Domande frequenti

Come si calcola l’imposta di successione: i 3 passaggi

Il calcolo dell’imposta di successione segue sempre tre passaggi fondamentali, validi per qualunque tipo di eredità. Capire questa sequenza ti permette di fare una stima preliminare già a casa, prima ancora di rivolgerti a un professionista.

Passaggio 1: determinare l’asse ereditario netto

L’asse ereditario netto è il valore complessivo di ciò che il defunto lascia agli eredi, al netto dei debiti. In formula:

Asse ereditario netto = Attivo ereditario − Passività deducibili

Ad esempio, se il defunto lascia una casa da 250.000 euro, un conto corrente da 50.000 euro e aveva un mutuo residuo di 30.000 euro, l’asse ereditario netto è: 250.000 + 50.000 − 30.000 = 270.000 euro.

Passaggio 2: applicare le franchigie per grado di parentela

La franchigia è la soglia sotto la quale non si paga nulla. Ogni erede ha la propria franchigia, calcolata sulla quota che gli spetta. Esempio: se due figli ereditano, ciascuno ha 1 milione di franchigia personale (non 1 milione in totale).

Passaggio 3: applicare le aliquote sulle quote eccedenti

Solo la parte che supera la franchigia viene tassata, con l’aliquota che dipende dal grado di parentela. Esempio pratico: se un fratello eredita 250.000 euro (con franchigia di 100.000), paga il 6% su (250.000 − 100.000) = 6% di 150.000 = 9.000 euro.

Aliquote e franchigie 2026: la tabella completa

Le aliquote dell’imposta di successione sono rimaste invariate rispetto agli anni scorsi e sono stabilite dal Testo Unico delle successioni e donazioni (D.Lgs. 346/1990), aggiornato dal D.Lgs. 139/2024 con decorrenza 2025. Ecco la tabella completa valida per il 2026:

Grado di parentelaAliquotaFranchigia (per erede)
Coniuge e figli (parenti in linea retta)4%1.000.000 €
Fratelli e sorelle6%100.000 €
Altri parenti fino al 4° grado (zii, nipoti, cugini)6%Nessuna
Affini in linea retta (suoceri, generi, nuore)6%Nessuna
Affini in linea collaterale fino al 3° grado6%Nessuna
Altri soggetti (conviventi, amici, estranei)8%Nessuna
Portatori di handicap grave (Legge 104/92, art. 3 c. 3)Dipende dal grado1.500.000 €

Franchigia maggiorata per portatori di handicap grave

Se l’erede è una persona con handicap grave riconosciuto ai sensi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104/92, la franchigia è sempre pari a 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela. L’aliquota che si applica oltre la franchigia resta quella del grado di parentela (4% se figlio, 6% se fratello, 8% se estraneo).

Esempio: se un figlio disabile grave eredita 2.000.000 €, paga il 4% solo su (2.000.000 − 1.500.000) = 500.000 €, quindi 20.000 euro. Senza l’handicap grave, pagherebbe 4% su (2.000.000 − 1.000.000) = 40.000 euro. La differenza è notevole.

Attenzione: le franchigie sono “per erede”, non globali

È l’errore più comune. Se il defunto lascia 2 figli, la franchigia non è 1 milione totale, ma 1 milione ciascuno, quindi 2 milioni complessivi. Se gli eredi sono coniuge + 3 figli, la franchigia complessiva è 4 milioni (1 milione a testa). Questa è la ragione per cui la stragrande maggioranza delle successioni familiari non paga imposta di successione.

Come calcolare la base imponibile: attivo ereditario

L’attivo ereditario è l’insieme di tutti i beni e diritti del defunto. Ogni categoria di bene ha però regole di valorizzazione diverse. Qui sta il cuore del calcolo: sottovalutare o sopravvalutare un bene significa pagare meno (ma rischiare accertamenti) o pagare troppo.

Immobili: il valore catastale (non quello di mercato)

Questa è una delle grandi convenienze della successione italiana: per gli immobili, la base imponibile non è il valore di mercato (spesso altissimo) ma il valore catastale, che è molto più basso. Il calcolo è:

Valore catastale = Rendita catastale rivalutata × Coefficiente

La rendita catastale si rivaluta del 5% per fabbricati e del 25% per terreni. Poi si moltiplica per il coefficiente:

Categoria catastaleCoefficiente successione
Prima casa (A con requisiti)110
Abitazioni (A, escluso A/10)120
Uffici (A/10)60
Negozi e botteghe (C/1)40,8
Capannoni, opifici (D)60
Categorie C (escluso C/1)120
Terreni agricoli90 (con rivalutazione 25%)

Esempio: appartamento A/3 con rendita 700 €. Rendita rivalutata = 700 × 1,05 = 735 €. Valore catastale successione = 735 × 120 = 88.200 euro. Se l’immobile ha un valore di mercato di 250.000 €, paghi l’imposta solo su 88.200. Enorme convenienza.

Conti correnti, depositi e titoli

Per conti bancari, postali, libretti di risparmio, BTP, BOT, azioni e fondi comuni, la base imponibile è il saldo alla data del decesso. La banca rilascia un documento ufficiale (certificazione sostitutiva) indicando il saldo al giorno della morte, comprensivo degli interessi maturati e degli eventuali titoli depositati.

Attenzione: i titoli di Stato italiani e dei paesi UE (BOT, BTP, CCT, Bund, OAT) sono esenti dall’imposta di successione. Vanno comunque dichiarati ma non concorrono all’attivo imponibile. Stessa cosa per i fondi di investimento che detengono titoli di Stato (nella quota di titoli esenti).

Aziende, partecipazioni e quote societarie

Per aziende individuali e partecipazioni in società, si considera il valore patrimoniale netto (attività − passività) risultante dall’ultimo bilancio regolarmente approvato. Per le società non quotate, si può utilizzare il patrimonio netto contabile.

Esenzione importante: se l’erede è coniuge o discendente e riceve un’azienda o partecipazione di controllo (>50%) in una società, e si impegna a proseguire l’attività per almeno 5 anni, l’imposta di successione non è dovuta (art. 3 c. 4-ter D.Lgs. 346/1990). Un vantaggio enorme per le successioni familiari d’impresa.

Autoveicoli e natanti

Gli autoveicoli, motoveicoli e natanti iscritti nei pubblici registri (PRA, RID) sono esenti dall’imposta di successione. Non vanno inseriti nell’attivo ereditario imponibile. Ma attenzione: sono soggetti a imposta di trascrizione al momento del passaggio di proprietà al PRA, che dipende dai kW del veicolo e dalla regione.

Oggetti preziosi, gioielli e mobili di casa

Qui c’è una regola molto particolare. Se non si dichiara un valore specifico, la legge presume che oggetti preziosi, gioielli e mobili di casa valgano il 10% dell’intero asse ereditario al netto dei debiti (art. 9 c. 2 D.Lgs. 346/1990). Questa presunzione si applica salvo che l’erede dimostri un valore diverso attraverso:

  • Inventario analitico redatto da notaio o ufficiale giudiziario
  • Perizia di un esperto per gioielli e oggetti d’arte
  • Documentazione di acquisto/valutazione

Esempio: asse ereditario di 500.000 € (dopo debiti). La presunzione del 10% aggiunge 50.000 euro di mobilia e preziosi. Se gli eredi dichiarano che la mobilia vale effettivamente 5.000 €, devono dimostrarlo con inventario. Altrimenti si pagano le imposte sui 50.000 presunti.

Passività deducibili: cosa si sottrae

Dall’attivo ereditario si sottraggono le passività, cioè i debiti del defunto. Ma non tutti i debiti si possono dedurre: servono prove documentali rigorose, altrimenti l’Agenzia delle Entrate può disconoscerli.

Debiti certificati del defunto

Sono deducibili se documentati da atto scritto con data certa anteriore al decesso:

  • Mutui bancari (capitale residuo certificato dalla banca)
  • Prestiti personali risultanti da contratto registrato
  • Debiti tributari (imposte non pagate, cartelle esattoriali)
  • Debiti verso fornitori con fatture datate
  • Debiti verso familiari SOLO se risultano da atto pubblico o scrittura privata autenticata

Spese funebri

Sono deducibili fino a 1.550 euro (art. 24 D.Lgs. 346/1990). Serve la fattura dell’impresa funebre intestata al defunto o a chi ha sostenuto la spesa. La parte eccedente i 1.550 euro non è deducibile dall’asse ereditario.

Spese mediche degli ultimi 6 mesi

Sono deducibili le spese mediche e chirurgiche sostenute dagli eredi negli ultimi 6 mesi di vita del defunto, senza limite di importo, purché documentate da fatture intestate al defunto. Rientrano: ricoveri ospedalieri privati, visite specialistiche, farmaci, badante (con contratto), assistenza infermieristica.

Importante: sono deducibili solo se le spese sono state pagate dagli eredi (non dal defunto prima di morire) e se sono documentate con fatture/ricevute datate negli ultimi 6 mesi.

Esempi pratici di calcolo: 6 casi reali

Passiamo alla parte più utile: esempi concreti. Abbiamo scelto 6 scenari che coprono la grande maggioranza delle situazioni reali. In ciascuno vedrai il calcolo passo per passo.

Esempio 1 – Coniuge e 2 figli, patrimonio 800.000 €

Situazione: Mario muore lasciando moglie e 2 figli. Il patrimonio è composto da: casa (valore catastale 180.000 €), conto corrente 150.000 €, auto (esente), titoli di Stato 120.000 € (esenti), fondo investimento 200.000 €. Niente debiti.

  • Attivo ereditario imponibile: 180.000 (casa) + 150.000 (conto) + 200.000 (fondo) = 530.000 €
  • Presunzione mobilio 10%: +53.000 €
  • Asse ereditario netto totale: 583.000 €
  • Quote: coniuge 1/3 = 194.333 €, ogni figlio 1/3 = 194.333 €
  • Franchigie: coniuge 1.000.000 €, figlio 1 = 1.000.000 €, figlio 2 = 1.000.000 € → totale 3.000.000 €

Risultato: ogni quota è ampiamente sotto la franchigia di 1 milione. Imposta di successione: 0 euro. Si pagano solo ipotecaria e catastale sull’immobile (vedi sezione dedicata).

Esempio 2 – 2 figli, casa + conto = 500.000 €

Situazione: Giovanna è vedova e muore lasciando 2 figli. Patrimonio: casa (valore catastale 300.000 €) e conto corrente 200.000 €.

  • Asse ereditario netto: 500.000 € (+ 50.000 € presunzione mobilio) = 550.000 €
  • Quote: ogni figlio 275.000 €
  • Franchigia figli: 1.000.000 € ciascuno (totale disponibile 2.000.000 €)

Risultato: imposta di successione zero. La franchigia combinata (2 milioni) è quattro volte superiore al patrimonio. Anche questo è uno scenario tipico: nella maggior parte dei casi le famiglie normali non pagano imposta di successione.

Esempio 3 – 3 fratelli, patrimonio 450.000 €

Situazione: Paolo muore celibe e senza figli. Eredi legittimi: 3 fratelli. Patrimonio (già al netto di debiti): 450.000 € (casa + conti).

  • Quota per fratello: 450.000 / 3 = 150.000 € ciascuno
  • Franchigia fratelli: 100.000 € a testa
  • Quota imponibile per fratello: 150.000 − 100.000 = 50.000 €
  • Aliquota fratelli: 6%
  • Imposta per fratello: 50.000 × 6% = 3.000 €

Risultato: totale imposta successione = 3 × 3.000 = 9.000 euro. Qui vediamo chiaramente come la franchigia dei fratelli (100.000 €) sia molto più bassa di quella tra coniuge/figli (1 milione): è uno dei motivi per cui chi non ha figli spesso pianifica anticipatamente con donazioni o testamento.

Esempio 4 – Nipote (figlio di fratello premorto), 200.000 €

Situazione: Lucia muore senza coniuge né figli. Eredi: un fratello vivente e un nipote (figlio di un fratello premorto). Il nipote eredita per rappresentazione (art. 467 c.c.), subentrando al padre. Quota del nipote: 100.000 €.

Domanda frequente: il nipote per rappresentazione eredita “come se fosse” il fratello (quindi franchigia 100.000 €) o come nipote (senza franchigia)?

Risposta: secondo l’interpretazione consolidata (risoluzioni AdE), il nipote che succede per rappresentazione è equiparato al fratello ai fini della franchigia: quindi si applicano 100.000 € di franchigia e aliquota 6%. Diverso se il nipote è erede diretto (non per rappresentazione): in quel caso aliquota 6% ma nessuna franchigia.

  • Quota nipote (rappresentazione): 100.000 €
  • Franchigia applicata: 100.000 € (come fratello)
  • Quota imponibile: 0 €

Risultato: imposta zero. Se invece il nipote ereditasse direttamente (zio senza fratelli vivi), la franchigia non si applicherebbe e pagherebbe 6% su 100.000 = 6.000 euro. La distinzione tra rappresentazione e successione diretta è spesso decisiva.

Esempio 5 – Convivente non sposato, patrimonio 150.000 €

Situazione: Marco, convivente di fatto (non unione civile, non matrimonio), riceve in eredità testamentaria 150.000 € dal compagno defunto.

  • Quota: 150.000 €
  • Aliquota: 8% (estraneo dal punto di vista fiscale)
  • Franchigia: 0 € (non prevista per conviventi non uniti civilmente)
  • Imposta: 150.000 × 8% = 12.000 euro

Attenzione importante: se Marco fosse stato unito civilmente, avrebbe avuto lo stesso trattamento del coniuge (aliquota 4%, franchigia 1 milione). Questo è uno dei motivi per cui le coppie che convivono da anni valutano l’unione civile o il matrimonio anche per ragioni patrimoniali e successorie.

Esempio 6 – Caso complesso: patrimonio misto

Situazione: Anna muore lasciando il marito e 1 figlio. Patrimonio articolato:

  • Casa prima abitazione: rendita catastale 800 €, A/2 → 800 × 1,05 × 110 = 92.400 €
  • Seconda casa al mare: rendita 500 €, A/3 → 500 × 1,05 × 120 = 63.000 €
  • Negozio affittato: rendita 1.200 €, C/1 → 1.200 × 1,05 × 40,8 = 51.408 €
  • Conto corrente: 120.000 €
  • BTP: 80.000 € (esenti)
  • Quote SRL di famiglia: 400.000 € (esenti perché erede subentra e prosegue attività 5 anni)
  • Auto: esente

Passività: mutuo residuo casa al mare 30.000 €, spese funebri 2.000 € (deducibili 1.550 €), spese mediche ultimi 6 mesi 8.000 €.

  • Attivo imponibile: 92.400 + 63.000 + 51.408 + 120.000 = 326.808 €
  • Presunzione mobilio 10%: +32.680 € → 359.488 €
  • Passività deducibili: 30.000 + 1.550 + 8.000 = 39.550 €
  • Asse ereditario netto: 319.938 €
  • Quote: coniuge 50% = 159.969 €, figlio 50% = 159.969 €
  • Franchigie: 1.000.000 € ciascuno

Risultato imposta successione: 0 euro. Ma attenzione: restano da pagare le imposte ipotecaria e catastale sui 3 immobili (vedi sezione successiva).

Altre imposte sempre dovute (ipotecaria e catastale)

Anche quando l’imposta di successione è zero (come negli esempi 1, 2 e 6 sopra), se nell’eredità ci sono immobili si pagano sempre altre due imposte: ipotecaria e catastale. Sono dovute indipendentemente dal grado di parentela e dall’importo ereditato.

Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale

È l’imposta per la trascrizione del trasferimento di proprietà nei registri immobiliari. Aliquota: 2% sul valore catastale dell’immobile, con minimo di 200 euro.

Imposta catastale: 1% del valore catastale

È l’imposta per la voltura catastale (aggiornamento intestazione al Catasto). Aliquota: 1% sul valore catastale, con minimo di 200 euro.

Agevolazione “prima casa”: imposte fisse

Se almeno uno degli eredi ha i requisiti per l’agevolazione prima casa (residenza nel Comune entro 18 mesi, non possedere altra casa nello stesso Comune, non possedere altri immobili con prima casa agevolata in Italia), su una sola unità abitativa le imposte diventano fisse:

  • Imposta ipotecaria: 200 € (fissa)
  • Imposta catastale: 200 € (fissa)
  • Totale: 400 euro anziché il 3% del valore

Esempio di risparmio: casa con valore catastale 200.000 €. Senza agevolazione: 3% = 6.000 €. Con agevolazione prima casa: 400 €. Risparmio: 5.600 euro. L’agevolazione va richiesta espressamente nella dichiarazione di successione.

Altre imposte minori

Si pagano anche: imposta di bollo (85 € per formalità), tassa ipotecaria (90 € a formalità), tributi speciali catastali (18,59 €). In totale, per una successione con un immobile, le spese aggiuntive ammontano a circa 200-300 € oltre alle imposte ipotecaria/catastale.

Tabella riepilogativa scenari tipici

Ecco una tabella di sintesi con gli scenari più ricorrenti, per avere un’idea immediata dell’imposta dovuta in funzione del patrimonio e della parentela:

ScenarioPatrimonioImposta successione+Ipotecaria/catastale (se immobili)
Coniuge + 1 figlio (patrimonio standard)400.000 €0 €~3% valore catastale
Coniuge + 2 figli (patrimonio medio)800.000 €0 €~3% valore catastale
Coniuge + 2 figli (patrimonio alto)3.500.000 €~20.000 € (4% sull’eccedenza)3% valore catastale
Figlio unico (patrimonio < 1 milione)900.000 €0 €400 € se prima casa
2 fratelli (patrimonio medio)500.000 €18.000 € (6% su 300.000)3% valore catastale
3 fratelli (patrimonio 450k)450.000 €9.000 €3% valore catastale
Nipote (zio senza figli, per rappresentazione)300.000 €12.000 € (6% sull’eccedenza)3% valore catastale
Convivente non unito civilmente200.000 €16.000 € (8% senza franchigia)3% valore catastale
Figlio disabile grave2.000.000 €20.000 € (4% su 500k)400 € se prima casa
Estraneo per testamento100.000 €8.000 € (8% pieno)3% valore catastale

Nota: la tabella considera patrimoni già al netto dei debiti e della presunzione mobilio. In caso di immobili, aggiungere ipotecaria (2%) + catastale (1%) sul valore catastale dei beni immobili. Per la prima casa con requisiti agevolazione: 400 € fissi totali.

Simulatore online Agenzia Entrate

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione nel proprio sito istituzionale uno strumento di compilazione assistita della dichiarazione di successione online (modello telematico “Successioni Online”), che effettua automaticamente l’autoliquidazione delle imposte. Per accedervi:

  • Vai su agenziaentrate.gov.it → Area Riservata
  • Accedi con SPID, CIE o CNS
  • Menu “Servizi” → “Successioni” → “Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”
  • Compila i quadri (dati defunto, eredi, attivo, passivo)
  • Il sistema calcola in automatico imposte di successione, ipotecaria, catastale, bolli

Avvertenza: il sistema online è molto complesso e pensato per professionisti. Gli errori più comuni riguardano la corretta identificazione delle categorie catastali, la gestione del sistema tavolare (Trieste, Gorizia, parte di Udine) e l’applicazione della presunzione mobilio. Un errore in questi campi può portare a sanzioni tra 120% e 240% dell’imposta non versata.

Come il CAF ti aiuta a non sbagliare

La successione è uno degli adempimenti fiscali più delicati, perché un errore oggi può trasformarsi in una sanzione pesante domani (fino al 240% dell’imposta non versata, più interessi). E gli eredi hanno 12 mesi dal decesso per presentare la dichiarazione.

Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine significa:

  • Calcolo esatto dell’imposta con verifica di tutte le franchigie, esenzioni e agevolazioni
  • Individuazione corretta del valore catastale con controllo delle categorie
  • Gestione del sistema tavolare: in Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Le pratiche richiedono competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale ha esperienza pluriennale con le successioni tavolari
  • Predisposizione completa della dichiarazione di successione telematica
  • Volture catastali gestite direttamente
  • F24 precompilato per il pagamento di ipotecaria, catastale e bolli
  • Assistenza personalizzata: un referente unico segue tutta la pratica

📞 Prenota una consulenza al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Nella prima consulenza valutiamo insieme il tuo caso e ti forniamo un preventivo chiaro prima di iniziare.

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Domande frequenti sul calcolo dell’imposta di successione

L’imposta di successione si paga prima o dopo la dichiarazione?

L’imposta ipotecaria e catastale, i bolli e i tributi speciali si pagano in autoliquidazione prima di presentare la dichiarazione (con modello F24). L’imposta di successione vera e propria (se dovuta) viene invece liquidata dopo dall’Agenzia delle Entrate e notificata entro 3 anni dalla dichiarazione.

Se non ci sono immobili, devo comunque fare la dichiarazione?

La dichiarazione di successione non è obbligatoria se contemporaneamente: eredi sono coniuge/parenti in linea retta, attivo ereditario non supera 100.000 €, non ci sono immobili o diritti reali immobiliari. Se manca anche una sola di queste condizioni, la dichiarazione va sempre presentata.

Le polizze vita sono tassate in successione?

No, le somme corrisposte dalle polizze vita (caso morte) ai beneficiari non rientrano nell’asse ereditario e sono esenti dall’imposta di successione (art. 12 D.Lgs. 346/1990). Vanno direttamente ai beneficiari indicati in polizza, senza passare per l’eredità. È un importante strumento di pianificazione successoria.

I titoli di Stato e i BTP sono esenti?

Sì. I titoli del debito pubblico italiano (BOT, BTP, CCT, CTZ) e quelli degli altri Stati dell’Unione Europea sono esenti dall’imposta di successione. Vanno comunque dichiarati nel quadro EL del modello di successione, ma non concorrono all’attivo imponibile.

Come si calcola l’imposta se il defunto lascia debiti superiori all’attivo?

Se le passività superano l’attivo, gli eredi dovrebbero valutare la rinuncia all’eredità o l’accettazione con beneficio di inventario per non rispondere dei debiti con il proprio patrimonio. In ogni caso, ai fini fiscali, l’imposta di successione non può essere negativa: se l’asse è zero o negativo, l’imposta è zero.

Posso pagare l’imposta di successione a rate?

Sì. Se l’imposta supera 1.000 euro, è possibile richiederne la rateizzazione: 20% entro 60 giorni dalla notifica e il restante 80% in 8 rate trimestrali (o 12 se l’importo supera 20.000 €), con applicazione degli interessi legali. La richiesta va fatta all’Ufficio delle Entrate competente.

Cosa succede se sbaglio il calcolo nella dichiarazione?

L’Agenzia delle Entrate può rettificare la dichiarazione entro 2 anni dal pagamento dell’imposta principale. Se emerge imposta non versata, si applicano sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta evasa, più interessi di mora. Per questo è importante farsi assistere: un errore di categoria catastale o una franchigia applicata male può costare migliaia di euro.

La donazione in vita riduce la franchigia di successione?

Sì. Le donazioni effettuate in vita dal defunto ai suoi eredi riducono la franchigia disponibile al momento della successione (principio del “cumulo” delle donazioni). Esempio: se un padre ha donato 200.000 € a un figlio in vita, al momento della successione al figlio resta una franchigia di 800.000 € (anziché 1.000.000). Va verificato sempre nelle successioni di patrimoni importanti.

Il coniuge separato eredita e quanto paga?

Il coniuge separato ma non divorziato conserva la qualità di erede legittimo, salvo che la separazione sia stata pronunciata con addebito. Mantiene anche l’aliquota del 4% e la franchigia di 1.000.000 €. Il coniuge divorziato invece perde ogni diritto successorio (salvo assegno a carico dell’eredità in alcuni casi particolari).

In Friuli Venezia Giulia il calcolo è diverso?

Il calcolo dell’imposta è identico a livello nazionale, ma in Friuli Venezia Giulia (soprattutto provincie di Trieste, Gorizia e parte dell’udinese) vige il sistema tavolare, un registro catastale differente dal resto d’Italia. Le volture tavolari hanno procedure e tempistiche proprie e richiedono competenze specifiche. Gli errori in questo ambito sono la principale fonte di contestazioni per gli eredi friulani. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nelle successioni tavolari.


Hai bisogno di aiuto per calcolare l’imposta di successione? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutte le fasi: dal calcolo preventivo, alla dichiarazione telematica, alle volture catastali o tavolari. Prenota la tua consulenza al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Insieme rendiamo la successione semplice, trasparente e senza sorprese.

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Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
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