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Tag Archivio per: dichiarazione successione 2026

CAF, SUCCESSIONI

Successione e Donazioni 2026: Come Si Sommano per il Calcolo della Franchigia

Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

Quando una persona muore, molti eredi si chiedono perché il notaio o il CAF chiedano informazioni sulle donazioni fatte in vita dal defunto. La risposta è semplice ma cruciale: per il calcolo della franchigia sull’imposta di successione e per tutelare gli altri eredi, le donazioni e successione si sommano tra loro. Si tratta della cosiddetta riunione fittizia, un meccanismo previsto dall’articolo 556 del Codice Civile che serve a ricostruire il patrimonio del defunto come se le donazioni non fossero mai state fatte.

In questa guida completa 2026 scoprirai come funziona la riunione fittizia successione donazioni, come si calcola la franchigia considerando le donazioni ricevute in vita, qual è la differenza tra riunione fittizia e collazione ereditaria e come proteggerti se sospetti una lesione di legittima. Troverai anche esempi pratici con numeri reali, aliquote aggiornate e tutte le informazioni per non trovarti impreparato quando arriva il momento di gestire una successione.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la riunione fittizia: l’art. 556 del Codice Civile
  2. Perché le donazioni si sommano al patrimonio successorio
  3. Franchigia di 1 milione: si applica una volta nella vita
  4. Esempio pratico: franchigia e donazioni precedenti
  5. Collazione ereditaria: l’art. 737 del Codice Civile
  6. Riunione fittizia vs collazione: le differenze
  7. Come verificare le donazioni fatte dal defunto
  8. Donazioni indirette: come trattarle
  9. Aliquote imposta su donazioni e successione
  10. Come si calcola la riunione fittizia
  11. Esempio completo: calcolo della legittima
  12. Lesione di legittima e azione di riduzione
  13. Come rinunciare alla collazione
  14. FAQ: domande frequenti
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Cos’è la riunione fittizia: l’art. 556 del Codice Civile

La riunione fittizia è un’operazione contabile prevista dall’articolo 556 del Codice Civile che permette di ricostruire il valore complessivo del patrimonio del defunto sommando, al patrimonio esistente al momento della morte, il valore delle donazioni fatte in vita. Il termine “fittizia” significa proprio questo: non si tratta di un trasferimento reale di beni, ma di un calcolo teorico fatto solo sulla carta per determinare la quota di legittima spettante agli eredi legittimari.

In pratica, quando si apre una successione, il patrimonio effettivo lasciato dal defunto (i cosiddetti “beni relitti”) viene aumentato idealmente del valore delle donazioni fatte in vita. Questo permette di verificare se il defunto, attraverso donazioni magari generose verso un solo figlio o verso soggetti estranei alla famiglia, abbia “svuotato” il patrimonio ledendo i diritti degli altri legittimari. La riunione fittizia è quindi uno strumento di tutela fondamentale per coniugi, figli e ascendenti del defunto.

Il testo dell’art. 556 C.C. stabilisce che “per determinare l’ammontare della quota di cui il defunto poteva disporre, si forma una massa di tutti i beni che appartenevano al defunto al tempo della morte, detraendone i debiti. Si riuniscono quindi fittiziamente i beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione”. Questo meccanismo di riunione fittizia nelle successioni ha una duplice finalità: civilistica (tutela della legittima) e fiscale (calcolo dell’imposta di successione).

Perché le donazioni si sommano al patrimonio successorio

La ragione per cui le donazioni fatte in vita dal defunto si sommano al patrimonio successorio è una questione di giustizia sostanziale. Senza questa regola, una persona potrebbe aggirare facilmente le norme sulla legittima: basterebbe donare tutto in vita ai soggetti preferiti (ad esempio un solo figlio, o un estraneo) e al momento della morte non resterebbe nulla da dividere tra gli altri eredi legittimari. Il legislatore ha quindi previsto la riunione fittizia proprio per evitare che qualcuno svuoti il patrimonio attraverso donazioni mirate.

La logica è questa: il patrimonio di una persona, ai fini della quota di legittima, comprende sia ciò che lascia alla morte sia ciò che ha donato in vita. Solo sommando entrambi gli elementi si ottiene la base di calcolo corretta per verificare i diritti di coniuge, figli e (in loro assenza) ascendenti. Se dal calcolo emerge che le donazioni hanno superato la quota disponibile (cioè quella parte del patrimonio di cui il defunto poteva liberamente disporre), gli eredi legittimari lesi possono agire con l’azione di riduzione.

Anche sul piano fiscale vale la stessa logica. L’Agenzia delle Entrate applica la franchigia sull’imposta di successione tenendo conto delle donazioni pregresse: la riunione fittizia evita che lo stesso beneficiario utilizzi più volte la franchigia di 1 milione di euro, prima come donatario in vita e poi come erede. Si tratta, come vedremo, di una franchigia “unica” che si applica una sola volta nell’arco della vita, considerando l’insieme delle donazioni e successione tra le stesse persone.

Franchigia di 1 milione: si applica una volta nella vita

Ecco uno dei punti più importanti e spesso fraintesi dell’imposta di successione: la franchigia di 1 milione di euro per coniuge e figli si applica una sola volta nella vita del beneficiario, considerando sia le donazioni ricevute sia l’eredità. Non si tratta di due franchigie separate (una per le donazioni in vita e una per la successione): è una franchigia unica che viene “consumata” progressivamente.

Questo significa che, se un figlio ha già ricevuto donazioni dal padre per un valore di 500.000 euro, al momento della successione avrà a disposizione una franchigia residua di 500.000 euro (1 milione – 500.000 già utilizzati). Se l’eredità spettante supera questa soglia, sulla parte eccedente si paga l’imposta di successione con l’aliquota del 4%. È la regola della cosiddetta riunione fittizia fiscale, che l’Agenzia delle Entrate applica con rigore.

Le franchigie 2026 per categoria di erede

Per capire meglio come funziona la franchigia sull’imposta di successione 2026, ecco un riepilogo chiaro:

  • Coniuge e figli (linea retta): franchigia di 1.000.000 euro per ciascun erede, aliquota 4% sull’eccedenza
  • Fratelli e sorelle: franchigia di 100.000 euro per ciascun erede, aliquota 6% sull’eccedenza
  • Altri parenti fino al 4° grado e affini in linea retta: nessuna franchigia, aliquota 6%
  • Altri soggetti (estranei, conviventi di fatto non uniti civilmente): nessuna franchigia, aliquota 8%
  • Persone con handicap grave (L. 104): franchigia aggiuntiva di 1.500.000 euro

Ogni erede beneficia della propria franchigia in modo autonomo: se il padre lascia 1,5 milioni a due figli, ciascuno eredita 750.000 euro e nessuno paga imposta di successione perché ciascuno resta sotto la soglia di 1 milione. Ma attenzione: se uno dei due ha già ricevuto donazioni per 600.000 euro in vita, al momento della successione la franchigia residua per lui sarà di 400.000 euro, e sui 350.000 euro eccedenti dovrà pagare il 4%.

Esempio pratico: franchigia e donazioni precedenti

Facciamo un esempio pratico per capire come la riunione fittizia incide sul calcolo della franchigia. Immagina che il signor Rossi, padre di due figli (Marco e Luca), nel 2020 abbia donato a ciascuno dei figli 500.000 euro (ad esempio, l’acquisto di un appartamento per ciascuno). Nel 2026 il signor Rossi muore lasciando un patrimonio residuo di 800.000 euro, che va diviso in parti uguali tra i due figli.

Vediamo come si calcola la situazione fiscale di Marco:

  1. Donazione ricevuta nel 2020: 500.000 euro (già “consumati” della franchigia)
  2. Eredità 2026: 400.000 euro (metà degli 800.000 residui)
  3. Totale donazioni + eredità: 900.000 euro
  4. Franchigia disponibile: 1.000.000 euro
  5. Imposta da pagare: 0 euro (totale inferiore alla franchigia)

Ora immagina che il padre abbia fatto una donazione più generosa: nel 2020 ha donato al figlio Marco una villa da 1,2 milioni di euro. Nel 2026 muore lasciando 800.000 euro divisi equamente con Luca. Per Marco il calcolo cambia radicalmente: la franchigia di 1 milione è già stata superata con la donazione, quindi sui 200.000 euro di eccedenza della donazione del 2020 era già dovuta imposta. Sui 400.000 euro di eredità 2026 Marco dovrà pagare l’intera aliquota del 4% (16.000 euro) perché la franchigia è esaurita. Luca, invece, resta sotto soglia e non paga nulla.

Questo meccanismo è importante da conoscere prima di fare donazioni significative, soprattutto quando il patrimonio si avvicina alla soglia di 1 milione di euro per erede. Una pianificazione anticipata, magari valutando strumenti alternativi come la polizza vita, può aiutare a ottimizzare il carico fiscale della successione. Per una consulenza personalizzata sul tuo caso specifico, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio dedicato.

Collazione ereditaria: l’art. 737 del Codice Civile

Accanto alla riunione fittizia esiste un altro istituto che spesso viene confuso, ma ha finalità diverse: la collazione ereditaria, disciplinata dall’articolo 737 del Codice Civile. La collazione è l’obbligo per i figli (e i loro discendenti) e per il coniuge che concorrono alla successione di “conferire” alla massa ereditaria tutto ciò che hanno ricevuto in donazione dal defunto in vita, al fine di dividere il patrimonio in modo proporzionale tra tutti gli eredi.

In altre parole, se un figlio ha ricevuto una donazione dal padre mentre era in vita, al momento della divisione dell’eredità deve “mettere sul tavolo” quella donazione, perché venga considerata come anticipo sulla sua quota ereditaria. Si tratta di un principio di equità tra fratelli: la legge presume che il genitore, quando dona a un figlio, stia anticipandogli parte della sua futura eredità, non voglia privilegiarlo rispetto agli altri. Ecco perché la collazione ereditaria è automatica, salvo diversa volontà del donante.

Chi deve fare la collazione

La collazione riguarda solo alcune categorie di eredi e si applica in specifiche circostanze:

  • Figli e loro discendenti che concorrono alla successione del genitore
  • Coniuge che concorre con i figli alla successione
  • Si applica solo nella successione legittima (senza testamento) o quando il testamento non dispone diversamente
  • Non riguarda eredi diversi da figli e coniuge (ad esempio fratelli, nipoti collaterali, estranei)
  • Non si applica in caso di rinuncia all’eredità del beneficiario della donazione

La collazione può essere fatta in due modi: in natura, restituendo il bene donato alla massa ereditaria, oppure per imputazione, cioè sottraendo dalla quota spettante al donatario il valore della donazione ricevuta. Nella pratica, la modalità per imputazione è di gran lunga la più utilizzata, perché evita la restituzione materiale dei beni. Il valore da imputare è quello del bene al momento dell’apertura della successione, non al momento della donazione.

Riunione fittizia vs collazione: le differenze

Anche se entrambe riguardano le donazioni fatte dal defunto in vita, riunione fittizia e collazione hanno finalità, soggetti e meccanismi completamente diversi. Capire la differenza è fondamentale per gestire correttamente una successione quando ci sono state donazioni pregresse.

Ecco le distinzioni principali tra i due istituti:

  • Finalità: la riunione fittizia serve a calcolare la quota di legittima e a verificare se c’è stata lesione di legittima. La collazione serve invece a dividere equamente il patrimonio tra i coeredi
  • Soggetti coinvolti: la riunione fittizia riguarda tutte le donazioni fatte a chiunque (anche estranei). La collazione riguarda solo figli, discendenti e coniuge che concorrono alla successione
  • Natura: la riunione fittizia è un calcolo teorico (i beni non si restituiscono davvero). La collazione può comportare un effettivo riequilibrio tra le quote
  • Obbligatorietà: la riunione fittizia opera sempre. La collazione può essere dispensata dal donante
  • Momento di valutazione: per la riunione fittizia si usa il valore del bene al momento dell’apertura della successione (art. 747-750 C.C.). Stesso criterio per la collazione

Per fare un esempio pratico: se il padre ha donato una casa a un figlio e 200.000 euro a un estraneo, la riunione fittizia considera entrambe le donazioni per calcolare la legittima. La collazione, invece, riguarderà solo la donazione al figlio, perché l’estraneo non concorre alla successione legittima. Sono due meccanismi che convivono ma non si sovrappongono, ed è importante saperli distinguere per tutelare correttamente i propri diritti ereditari.

Come verificare le donazioni fatte dal defunto

Per applicare correttamente la riunione fittizia e la collazione, è indispensabile sapere quali donazioni ha fatto il defunto in vita. Si tratta di un passaggio delicato che richiede esperienza: molti eredi scoprono solo durante la successione l’esistenza di donazioni di cui non erano a conoscenza. Ecco i principali strumenti di ricerca che vengono utilizzati nella pratica professionale.

  • Atti notarili trascritti: tutte le donazioni di immobili devono essere fatte per atto pubblico davanti a un notaio e sono trascritte nei Registri Immobiliari (nel Friuli Venezia Giulia, nel Libro Fondiario Tavolare)
  • Anagrafe Tributaria: l’Agenzia delle Entrate conserva i dati degli atti di donazione registrati
  • Estratti conto bancari: i movimenti rilevanti verso conti di familiari possono rivelare donazioni dirette o indirette (ex art. 32 D.P.R. 600/1973)
  • Archivio Notarile: per le donazioni meno recenti, occorre fare richiesta all’Archivio Notarile competente
  • Dichiarazioni testimoniali: nei casi controversi, possono emergere da testimonianze dei familiari o di professionisti di fiducia del defunto

In Friuli Venezia Giulia la ricerca delle donazioni immobiliari è particolarmente peculiare a causa del sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Gli atti di trasferimento (comprese le donazioni) non producono effetti finché non vengono intavolati nel Libro Fondiario. Questo richiede competenze specifiche che i CAF nazionali non hanno. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale con questo sistema e può aiutarti nella ricostruzione completa del patrimonio del defunto.

Donazioni indirette: come trattarle

Un capitolo particolarmente delicato nella riunione fittizia è quello delle donazioni indirette. Si tratta di operazioni che producono l’effetto di una donazione (cioè un trasferimento gratuito di ricchezza) senza essere formalmente un atto di donazione. Il caso più classico: il padre che paga direttamente il prezzo della casa acquistata dal figlio, intestando l’immobile al figlio stesso. Formalmente non c’è un atto di donazione, ma sostanzialmente il figlio ha ricevuto un’attribuzione patrimoniale gratuita.

La giurisprudenza è consolidata: le donazioni indirette rientrano pienamente nella riunione fittizia e possono anche essere soggette a collazione ereditaria. Questo significa che, anche se non esiste un atto notarile di donazione, il figlio dovrà “conferire” alla massa il valore del bene ricevuto indirettamente. Lo stabilisce l’articolo 809 del Codice Civile, che estende alle liberalità risultanti da atti diversi dalla donazione alcune norme in materia successoria.

Esempi di donazioni indirette

Le situazioni che la giurisprudenza qualifica come donazioni indirette sono numerose. Ecco le più frequenti nella pratica successoria:

  • Pagamento diretto del prezzo di un immobile acquistato dal figlio (caso più comune)
  • Intestazione fittizia di beni al figlio (il padre compra, intesta al figlio)
  • Rinuncia a un credito vantato verso il figlio
  • Adempimento di debiti contratti dal figlio (il padre paga i debiti del figlio)
  • Contratti a favore di terzi (es. polizza vita con beneficiario designato, ma solo in certe condizioni)
  • Cointestazioni bancarie con spostamento sostanziale di provvista verso il familiare

Individuare le donazioni indirette è spesso complesso e richiede un’analisi approfondita dei movimenti patrimoniali del defunto negli anni precedenti il decesso. Per chi sta aiutando i figli a comprare casa è utile conoscere anche le implicazioni fiscali e successorie: abbiamo dedicato una guida completa su come aiutare i figli a comprare casa con i diversi strumenti disponibili.

Aliquote imposta su donazioni e successione

Le aliquote dell’imposta sulle donazioni sono identiche a quelle dell’imposta di successione, proprio perché i due istituti sono coordinati nel meccanismo della riunione fittizia. Questa simmetria è stata voluta dal legislatore per evitare che le persone facessero donazioni in vita per aggirare una tassazione successoria più elevata. Vediamo insieme il quadro aggiornato al 2026.

Tabella riepilogativa aliquote 2026

  • Coniuge e figli (linea retta): aliquota 4% sull’eccedenza oltre la franchigia di 1 milione
  • Fratelli e sorelle: aliquota 6% sull’eccedenza oltre la franchigia di 100.000 euro
  • Altri parenti fino al 4° grado e affini in linea retta o entro il 3° grado in linea collaterale: aliquota 6% senza franchigia
  • Altri soggetti (inclusi conviventi di fatto non uniti civilmente): aliquota 8% senza franchigia
  • Portatori di handicap grave (L. 104/1992): franchigia aggiuntiva di 1.500.000 euro indipendentemente dal grado di parentela

Attenzione a un punto spesso ignorato: per le donazioni in vita la franchigia opera allo stesso modo e “consuma” quella disponibile per la successione futura. Se il padre dona al figlio 600.000 euro, questi 600.000 euro vengono conteggiati ai fini della franchigia di 1 milione. Alla morte del padre, il figlio avrà solo 400.000 euro di franchigia residua per l’eredità. Sull’eccedenza si applica il 4%, che può sembrare poco ma su grandi patrimoni diventa significativo.

Per i conviventi di fatto non uniti civilmente la situazione è penalizzante: nessuna franchigia e aliquota dell’8%. Anche per questo motivo molti valutano strumenti alternativi come la polizza vita, che ha un trattamento fiscale e successorio diverso. Per una pianificazione ottimale su misura, il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta sia in presenza che online.

Come si calcola la riunione fittizia

Il calcolo della riunione fittizia segue un procedimento preciso stabilito dal Codice Civile. Non è un’operazione “a occhio”: esistono regole tecniche sulla valutazione dei beni, sulla deduzione dei debiti e sul momento di riferimento. Ecco i passaggi fondamentali per applicare correttamente l’articolo 556 C.C..

  1. Calcolo del relictum: si determina il valore dei beni esistenti nel patrimonio al momento della morte
  2. Deduzione dei debiti: si sottraggono tutti i debiti del defunto esistenti al momento del decesso (art. 556 C.C.)
  3. Calcolo del donatum: si sommano tutte le donazioni fatte in vita dal defunto, a chiunque siano state fatte
  4. Valutazione delle donazioni: il valore dei beni donati si prende al momento dell’apertura della successione (non al momento della donazione)
  5. Formazione dell’asse fittizio: relictum + donatum = base di calcolo della legittima

Un aspetto cruciale e spesso frainteso: il valore dei beni donati si prende al momento dell’apertura della successione, non al momento della donazione. Se il padre nel 2010 ha donato al figlio una casa che allora valeva 200.000 euro e oggi vale 350.000 euro, ai fini della riunione fittizia si considerano i 350.000 euro attuali. Questo meccanismo tutela gli eredi legittimari dall’erosione del valore delle donazioni dovuta all’inflazione o all’apprezzamento dei beni.

Una volta determinato l’asse fittizio, si applicano le quote di legittima stabilite dalla legge (artt. 536 e seguenti C.C.). Queste quote variano a seconda della composizione familiare: coniuge solo, figli soli, coniuge + figli, ascendenti. La parte restante (quota disponibile) è quella di cui il defunto poteva liberamente disporre con donazioni o testamento.

Esempio completo: calcolo della legittima

Vediamo un esempio pratico e completo che mostra come funziona concretamente la riunione fittizia e come possa emergere una lesione di legittima. Il signor Bianchi, vedovo da anni, ha due figli: Marco e Luca. Nel 2020 dona al figlio Marco una casa che oggi vale 300.000 euro. Nel 2026 muore lasciando un patrimonio residuo di 400.000 euro (liquidità e immobili). Non c’è il coniuge.

Calcolo passo passo

  1. Relictum (beni residui): 400.000 euro
  2. Donatum (donazione del 2020 rivalutata): 300.000 euro
  3. Asse fittizio totale: 400.000 + 300.000 = 700.000 euro
  4. Quota di legittima per i 2 figli (2/3 ciascuno): 700.000 × 2/3 = 466.666 euro totali
  5. Quota di legittima per figlio: 466.666 / 2 = 233.333 euro a testa
  6. Quota disponibile: 700.000 × 1/3 = 233.333 euro

Ora verifichiamo cosa spetta a ciascun figlio: Marco ha già ricevuto 300.000 euro con la donazione, quindi la sua quota di legittima (233.333 euro) è già soddisfatta. Il surplus di 66.667 euro va imputato alla quota disponibile. Luca, invece, deve ricevere la sua quota di legittima di 233.333 euro dall’eredità residua. Inoltre, la quota disponibile residua (233.333 – 66.667 = 166.666 euro) può essere divisa secondo le regole della successione legittima (quindi ancora tra i due figli in parti uguali, salvo testamento).

Nella divisione finale, senza testamento: dai 400.000 euro residui, Luca riceverà la sua legittima di 233.333 euro + 83.333 euro dalla disponibile residua = 316.666 euro. Marco riceverà 400.000 – 316.666 = 83.334 euro di eredità (oltre ai 300.000 già ricevuti in donazione). Il totale per ciascuno è così pari a circa 383.333 euro, garantendo l’equità tra i fratelli attraverso il meccanismo combinato di riunione fittizia e collazione.

Se invece Marco avesse ricevuto una donazione di 600.000 euro (superiore alla sua quota di legittima + disponibile), ci sarebbe stata una lesione di legittima a danno di Luca. In questo caso Luca potrebbe agire con l’azione di riduzione per recuperare quanto dovuto. Vediamo come funziona.

Lesione di legittima e azione di riduzione

Si parla di lesione di legittima quando le donazioni fatte dal defunto in vita (o le disposizioni testamentarie) superano la quota disponibile, riducendo la quota spettante ai legittimari sotto il minimo previsto dalla legge. È una situazione tutt’altro che rara, soprattutto quando il defunto ha fatto donazioni consistenti a un solo figlio, al convivente di fatto o a soggetti estranei alla famiglia.

Per tutelare i propri diritti, il legittimario leso può esercitare l’azione di riduzione (artt. 553 e seguenti C.C.). Si tratta di un’azione giudiziaria che permette di far dichiarare inefficaci, nei limiti della lesione, le donazioni eccedenti e recuperare così la propria quota di legittima. L’azione colpisce prima le disposizioni testamentarie (in modo proporzionale) e poi le donazioni, partendo dalla più recente e risalendo alle precedenti.

Termini e requisiti dell’azione di riduzione

  • Termine di prescrizione: 10 anni dall’apertura della successione (cioè dalla morte del defunto)
  • Legittimazione: può agire solo il legittimario leso (figlio, coniuge, ascendente in mancanza di figli)
  • Accettazione con beneficio d’inventario: è necessaria per agire contro donatari o legatari non coeredi
  • Effetti: riduzione delle donazioni/disposizioni eccedenti e restituzione dei beni o del loro valore
  • Criterio di riduzione: si parte dalle disposizioni testamentarie, poi dalle donazioni più recenti verso le più antiche

Riprendendo l’esempio precedente: se il padre avesse donato 600.000 euro a Marco e al momento della morte fossero rimasti 400.000 euro, l’asse fittizio sarebbe di 1.000.000. La legittima per ciascun figlio sarebbe 333.333 euro. Marco ha già ricevuto 600.000, quindi ha consumato la legittima (333.333) + parte della disponibile. Luca, invece, dai 400.000 residui riceverebbe 400.000 euro, che è più della sua legittima di 333.333. Non ci sarebbe quindi lesione. Ma se i beni residui fossero solo 100.000 euro, Luca riceverebbe meno della sua legittima e potrebbe agire con la riduzione.

L’azione di riduzione è un processo complesso che richiede una valutazione precisa del patrimonio, delle donazioni pregresse e dei diritti dei legittimari. Un errore di calcolo o una rinuncia inconsapevole possono costare decine o centinaia di migliaia di euro. Per questo è fondamentale farsi assistere da professionisti esperti in successioni fin dall’apertura della pratica. Il CAF Centro Fiscale di Udine, con esperienza specifica nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia, può supportarti in ogni fase.

Come rinunciare alla collazione

La collazione ereditaria può essere evitata in due modi principali. Il primo, e più definitivo, è la dispensa da collazione prevista dall’articolo 737 comma 2 C.C.: il donante, al momento della donazione o con atto successivo, può espressamente dispensare il donatario dall’obbligo di conferire alla massa ereditaria il bene ricevuto. La dispensa deve risultare dall’atto stesso o da una successiva disposizione testamentaria, ed è valida solo nei limiti della quota disponibile.

Il secondo modo è la rinuncia all’eredità: chi rinuncia a tutta l’eredità non è più tenuto alla collazione, in quanto non è più erede. In pratica, un figlio che ha ricevuto una donazione importante potrebbe preferire rinunciare all’eredità (solitamente di modesto valore rispetto alla donazione) per evitare il conferimento. Attenzione però: la rinuncia all’eredità non fa venir meno la riunione fittizia ai fini della legittima, e il rinunciante può comunque essere soggetto all’azione di riduzione da parte degli altri legittimari.

Limiti della dispensa da collazione

La dispensa da collazione ha dei limiti precisi che è fondamentale conoscere:

  • Opera solo entro la quota disponibile: oltre quel limite, la dispensa è inefficace
  • Non protegge dall’azione di riduzione: gli altri legittimari possono comunque recuperare la legittima
  • Deve risultare da atto scritto: non può essere implicita o verbale
  • Può essere revocata dal donante con testamento o atto successivo
  • Non si applica alle donazioni indirette senza espressa previsione

La decisione di dispensare un figlio dalla collazione va valutata con attenzione, anche in un’ottica di pianificazione successoria. In molti casi conviene prima fare un’analisi complessiva del patrimonio e delle possibili evoluzioni future, per capire se la dispensa è effettivamente utile o se potrebbe creare conflitti tra gli eredi. Il consiglio è sempre di confrontarsi con un professionista prima di fare donazioni significative o scelte di dispensa.

FAQ: domande frequenti su successione e donazioni

Le donazioni fatte molti anni prima della morte si sommano ancora?

Sì. Nella riunione fittizia si considerano tutte le donazioni fatte dal defunto in vita, senza limiti di tempo. Anche una donazione fatta 30 anni prima della morte viene sommata all’asse ereditario per calcolare la legittima. Fa eccezione l’azione di riduzione, che ha un termine di prescrizione di 10 anni dall’apertura della successione. Le modeste liberalità d’uso (regali per compleanno, matrimonio in proporzione al patrimonio) non rientrano invece nella riunione fittizia.

Se ho ricevuto una donazione devo dichiararla nella successione?

Sì. Nella dichiarazione di successione telematica vanno indicate le donazioni pregresse ricevute dal defunto, perché incidono sul calcolo della franchigia e dell’imposta di successione. L’Agenzia delle Entrate verifica i dati attraverso l’Anagrafe Tributaria. Omettere donazioni rilevanti può comportare sanzioni per dichiarazione infedele. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa della compilazione corretta, verificando tutti i dati necessari.

La riunione fittizia vale anche per le donazioni al coniuge?

Sì, anche le donazioni fatte al coniuge rientrano nella riunione fittizia. Il coniuge è uno dei soggetti tenuti alla collazione ereditaria quando concorre alla successione con i figli. Anche per il coniuge vale la franchigia unica di 1 milione di euro, che si “consuma” sia con le donazioni ricevute in vita sia con l’eredità futura. Il coniuge superstite, peraltro, gode di diritti particolari come quello di abitazione sulla casa familiare (art. 540 C.C.).

Posso fare donazioni per evitare l’imposta di successione?

No, per un semplice motivo: le aliquote e le franchigie sulle donazioni sono identiche a quelle sulla successione, e la franchigia è unica (una sola volta nella vita). Quindi donare in vita non permette di pagare meno imposta rispetto a lasciare in eredità. Esistono tuttavia strumenti alternativi che possono ridurre l’impatto fiscale, come la polizza vita o i patti di famiglia. Ogni situazione va valutata caso per caso con un consulente esperto.

Come si valutano le donazioni nella riunione fittizia?

Il valore dei beni donati si prende al momento dell’apertura della successione, cioè alla morte del donante (artt. 747-750 C.C.). Non si considera il valore al momento della donazione. Questa regola tutela gli eredi legittimari dagli effetti dell’inflazione e dall’apprezzamento dei beni nel tempo. Per gli immobili si fa riferimento al valore di mercato attuale; per il denaro donato, si rivaluta l’importo in base agli indici ISTAT.

Un convivente di fatto rientra nella riunione fittizia?

Le donazioni al convivente di fatto non unito civilmente rientrano nella riunione fittizia come donazioni a soggetti estranei alla famiglia: vengono sommate all’asse fittizio per calcolare la legittima dei figli o ascendenti. Se ledono la legittima, i legittimari possono agire con l’azione di riduzione. Fiscalmente, le donazioni al convivente di fatto non godono di alcuna franchigia e sono tassate all’8%. Il convivente unito civilmente, invece, è equiparato al coniuge.

Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua successione

La gestione della riunione fittizia, della collazione ereditaria e del calcolo della franchigia considerando le donazioni pregresse è uno degli aspetti più delicati della successione. Un errore di valutazione può costare migliaia di euro di imposte non dovute, oppure causare conflitti tra eredi che si prolungano per anni. Con la consulenza giusta, invece, puoi gestire tutto con serenità e nel pieno rispetto della legge.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nelle dichiarazioni di successione con particolare esperienza nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla raccolta dei documenti alla verifica delle donazioni pregresse, dal calcolo corretto della franchigia alla presentazione telematica all’Agenzia delle Entrate. Garantiamo la correttezza di ogni passaggio, evitandoti sanzioni e ritardi.

Hai bisogno di assistenza per la successione con donazioni pregresse? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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    Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

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    Agosto 15, 2026/da Andrea Damiani
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    CAF, SUCCESSIONI

    Successione e Donazioni 2026: Come Si Sommano per il Calcolo della Franchigia

    Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

    Quando una persona muore, molti eredi si chiedono perché il notaio o il CAF chiedano informazioni sulle donazioni fatte in vita dal defunto. La risposta è semplice ma cruciale: per il calcolo della franchigia sull’imposta di successione e per tutelare gli altri eredi, le donazioni e successione si sommano tra loro. Si tratta della cosiddetta riunione fittizia, un meccanismo previsto dall’articolo 556 del Codice Civile che serve a ricostruire il patrimonio del defunto come se le donazioni non fossero mai state fatte.

    In questa guida completa 2026 scoprirai come funziona la riunione fittizia successione donazioni, come si calcola la franchigia considerando le donazioni ricevute in vita, qual è la differenza tra riunione fittizia e collazione ereditaria e come proteggerti se sospetti una lesione di legittima. Troverai anche esempi pratici con numeri reali, aliquote aggiornate e tutte le informazioni per non trovarti impreparato quando arriva il momento di gestire una successione.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la riunione fittizia: l’art. 556 del Codice Civile
    2. Perché le donazioni si sommano al patrimonio successorio
    3. Franchigia di 1 milione: si applica una volta nella vita
    4. Esempio pratico: franchigia e donazioni precedenti
    5. Collazione ereditaria: l’art. 737 del Codice Civile
    6. Riunione fittizia vs collazione: le differenze
    7. Come verificare le donazioni fatte dal defunto
    8. Donazioni indirette: come trattarle
    9. Aliquote imposta su donazioni e successione
    10. Come si calcola la riunione fittizia
    11. Esempio completo: calcolo della legittima
    12. Lesione di legittima e azione di riduzione
    13. Come rinunciare alla collazione
    14. FAQ: domande frequenti
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    Cos’è la riunione fittizia: l’art. 556 del Codice Civile

    La riunione fittizia è un’operazione contabile prevista dall’articolo 556 del Codice Civile che permette di ricostruire il valore complessivo del patrimonio del defunto sommando, al patrimonio esistente al momento della morte, il valore delle donazioni fatte in vita. Il termine “fittizia” significa proprio questo: non si tratta di un trasferimento reale di beni, ma di un calcolo teorico fatto solo sulla carta per determinare la quota di legittima spettante agli eredi legittimari.

    In pratica, quando si apre una successione, il patrimonio effettivo lasciato dal defunto (i cosiddetti “beni relitti”) viene aumentato idealmente del valore delle donazioni fatte in vita. Questo permette di verificare se il defunto, attraverso donazioni magari generose verso un solo figlio o verso soggetti estranei alla famiglia, abbia “svuotato” il patrimonio ledendo i diritti degli altri legittimari. La riunione fittizia è quindi uno strumento di tutela fondamentale per coniugi, figli e ascendenti del defunto.

    Il testo dell’art. 556 C.C. stabilisce che “per determinare l’ammontare della quota di cui il defunto poteva disporre, si forma una massa di tutti i beni che appartenevano al defunto al tempo della morte, detraendone i debiti. Si riuniscono quindi fittiziamente i beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione”. Questo meccanismo di riunione fittizia nelle successioni ha una duplice finalità: civilistica (tutela della legittima) e fiscale (calcolo dell’imposta di successione).

    Perché le donazioni si sommano al patrimonio successorio

    La ragione per cui le donazioni fatte in vita dal defunto si sommano al patrimonio successorio è una questione di giustizia sostanziale. Senza questa regola, una persona potrebbe aggirare facilmente le norme sulla legittima: basterebbe donare tutto in vita ai soggetti preferiti (ad esempio un solo figlio, o un estraneo) e al momento della morte non resterebbe nulla da dividere tra gli altri eredi legittimari. Il legislatore ha quindi previsto la riunione fittizia proprio per evitare che qualcuno svuoti il patrimonio attraverso donazioni mirate.

    La logica è questa: il patrimonio di una persona, ai fini della quota di legittima, comprende sia ciò che lascia alla morte sia ciò che ha donato in vita. Solo sommando entrambi gli elementi si ottiene la base di calcolo corretta per verificare i diritti di coniuge, figli e (in loro assenza) ascendenti. Se dal calcolo emerge che le donazioni hanno superato la quota disponibile (cioè quella parte del patrimonio di cui il defunto poteva liberamente disporre), gli eredi legittimari lesi possono agire con l’azione di riduzione.

    Anche sul piano fiscale vale la stessa logica. L’Agenzia delle Entrate applica la franchigia sull’imposta di successione tenendo conto delle donazioni pregresse: la riunione fittizia evita che lo stesso beneficiario utilizzi più volte la franchigia di 1 milione di euro, prima come donatario in vita e poi come erede. Si tratta, come vedremo, di una franchigia “unica” che si applica una sola volta nell’arco della vita, considerando l’insieme delle donazioni e successione tra le stesse persone.

    Franchigia di 1 milione: si applica una volta nella vita

    Ecco uno dei punti più importanti e spesso fraintesi dell’imposta di successione: la franchigia di 1 milione di euro per coniuge e figli si applica una sola volta nella vita del beneficiario, considerando sia le donazioni ricevute sia l’eredità. Non si tratta di due franchigie separate (una per le donazioni in vita e una per la successione): è una franchigia unica che viene “consumata” progressivamente.

    Questo significa che, se un figlio ha già ricevuto donazioni dal padre per un valore di 500.000 euro, al momento della successione avrà a disposizione una franchigia residua di 500.000 euro (1 milione – 500.000 già utilizzati). Se l’eredità spettante supera questa soglia, sulla parte eccedente si paga l’imposta di successione con l’aliquota del 4%. È la regola della cosiddetta riunione fittizia fiscale, che l’Agenzia delle Entrate applica con rigore.

    Le franchigie 2026 per categoria di erede

    Per capire meglio come funziona la franchigia sull’imposta di successione 2026, ecco un riepilogo chiaro:

    • Coniuge e figli (linea retta): franchigia di 1.000.000 euro per ciascun erede, aliquota 4% sull’eccedenza
    • Fratelli e sorelle: franchigia di 100.000 euro per ciascun erede, aliquota 6% sull’eccedenza
    • Altri parenti fino al 4° grado e affini in linea retta: nessuna franchigia, aliquota 6%
    • Altri soggetti (estranei, conviventi di fatto non uniti civilmente): nessuna franchigia, aliquota 8%
    • Persone con handicap grave (L. 104): franchigia aggiuntiva di 1.500.000 euro

    Ogni erede beneficia della propria franchigia in modo autonomo: se il padre lascia 1,5 milioni a due figli, ciascuno eredita 750.000 euro e nessuno paga imposta di successione perché ciascuno resta sotto la soglia di 1 milione. Ma attenzione: se uno dei due ha già ricevuto donazioni per 600.000 euro in vita, al momento della successione la franchigia residua per lui sarà di 400.000 euro, e sui 350.000 euro eccedenti dovrà pagare il 4%.

    Esempio pratico: franchigia e donazioni precedenti

    Facciamo un esempio pratico per capire come la riunione fittizia incide sul calcolo della franchigia. Immagina che il signor Rossi, padre di due figli (Marco e Luca), nel 2020 abbia donato a ciascuno dei figli 500.000 euro (ad esempio, l’acquisto di un appartamento per ciascuno). Nel 2026 il signor Rossi muore lasciando un patrimonio residuo di 800.000 euro, che va diviso in parti uguali tra i due figli.

    Vediamo come si calcola la situazione fiscale di Marco:

    1. Donazione ricevuta nel 2020: 500.000 euro (già “consumati” della franchigia)
    2. Eredità 2026: 400.000 euro (metà degli 800.000 residui)
    3. Totale donazioni + eredità: 900.000 euro
    4. Franchigia disponibile: 1.000.000 euro
    5. Imposta da pagare: 0 euro (totale inferiore alla franchigia)

    Ora immagina che il padre abbia fatto una donazione più generosa: nel 2020 ha donato al figlio Marco una villa da 1,2 milioni di euro. Nel 2026 muore lasciando 800.000 euro divisi equamente con Luca. Per Marco il calcolo cambia radicalmente: la franchigia di 1 milione è già stata superata con la donazione, quindi sui 200.000 euro di eccedenza della donazione del 2020 era già dovuta imposta. Sui 400.000 euro di eredità 2026 Marco dovrà pagare l’intera aliquota del 4% (16.000 euro) perché la franchigia è esaurita. Luca, invece, resta sotto soglia e non paga nulla.

    Questo meccanismo è importante da conoscere prima di fare donazioni significative, soprattutto quando il patrimonio si avvicina alla soglia di 1 milione di euro per erede. Una pianificazione anticipata, magari valutando strumenti alternativi come la polizza vita, può aiutare a ottimizzare il carico fiscale della successione. Per una consulenza personalizzata sul tuo caso specifico, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio dedicato.

    Collazione ereditaria: l’art. 737 del Codice Civile

    Accanto alla riunione fittizia esiste un altro istituto che spesso viene confuso, ma ha finalità diverse: la collazione ereditaria, disciplinata dall’articolo 737 del Codice Civile. La collazione è l’obbligo per i figli (e i loro discendenti) e per il coniuge che concorrono alla successione di “conferire” alla massa ereditaria tutto ciò che hanno ricevuto in donazione dal defunto in vita, al fine di dividere il patrimonio in modo proporzionale tra tutti gli eredi.

    In altre parole, se un figlio ha ricevuto una donazione dal padre mentre era in vita, al momento della divisione dell’eredità deve “mettere sul tavolo” quella donazione, perché venga considerata come anticipo sulla sua quota ereditaria. Si tratta di un principio di equità tra fratelli: la legge presume che il genitore, quando dona a un figlio, stia anticipandogli parte della sua futura eredità, non voglia privilegiarlo rispetto agli altri. Ecco perché la collazione ereditaria è automatica, salvo diversa volontà del donante.

    Chi deve fare la collazione

    La collazione riguarda solo alcune categorie di eredi e si applica in specifiche circostanze:

    • Figli e loro discendenti che concorrono alla successione del genitore
    • Coniuge che concorre con i figli alla successione
    • Si applica solo nella successione legittima (senza testamento) o quando il testamento non dispone diversamente
    • Non riguarda eredi diversi da figli e coniuge (ad esempio fratelli, nipoti collaterali, estranei)
    • Non si applica in caso di rinuncia all’eredità del beneficiario della donazione

    La collazione può essere fatta in due modi: in natura, restituendo il bene donato alla massa ereditaria, oppure per imputazione, cioè sottraendo dalla quota spettante al donatario il valore della donazione ricevuta. Nella pratica, la modalità per imputazione è di gran lunga la più utilizzata, perché evita la restituzione materiale dei beni. Il valore da imputare è quello del bene al momento dell’apertura della successione, non al momento della donazione.

    Riunione fittizia vs collazione: le differenze

    Anche se entrambe riguardano le donazioni fatte dal defunto in vita, riunione fittizia e collazione hanno finalità, soggetti e meccanismi completamente diversi. Capire la differenza è fondamentale per gestire correttamente una successione quando ci sono state donazioni pregresse.

    Ecco le distinzioni principali tra i due istituti:

    • Finalità: la riunione fittizia serve a calcolare la quota di legittima e a verificare se c’è stata lesione di legittima. La collazione serve invece a dividere equamente il patrimonio tra i coeredi
    • Soggetti coinvolti: la riunione fittizia riguarda tutte le donazioni fatte a chiunque (anche estranei). La collazione riguarda solo figli, discendenti e coniuge che concorrono alla successione
    • Natura: la riunione fittizia è un calcolo teorico (i beni non si restituiscono davvero). La collazione può comportare un effettivo riequilibrio tra le quote
    • Obbligatorietà: la riunione fittizia opera sempre. La collazione può essere dispensata dal donante
    • Momento di valutazione: per la riunione fittizia si usa il valore del bene al momento dell’apertura della successione (art. 747-750 C.C.). Stesso criterio per la collazione

    Per fare un esempio pratico: se il padre ha donato una casa a un figlio e 200.000 euro a un estraneo, la riunione fittizia considera entrambe le donazioni per calcolare la legittima. La collazione, invece, riguarderà solo la donazione al figlio, perché l’estraneo non concorre alla successione legittima. Sono due meccanismi che convivono ma non si sovrappongono, ed è importante saperli distinguere per tutelare correttamente i propri diritti ereditari.

    Come verificare le donazioni fatte dal defunto

    Per applicare correttamente la riunione fittizia e la collazione, è indispensabile sapere quali donazioni ha fatto il defunto in vita. Si tratta di un passaggio delicato che richiede esperienza: molti eredi scoprono solo durante la successione l’esistenza di donazioni di cui non erano a conoscenza. Ecco i principali strumenti di ricerca che vengono utilizzati nella pratica professionale.

    • Atti notarili trascritti: tutte le donazioni di immobili devono essere fatte per atto pubblico davanti a un notaio e sono trascritte nei Registri Immobiliari (nel Friuli Venezia Giulia, nel Libro Fondiario Tavolare)
    • Anagrafe Tributaria: l’Agenzia delle Entrate conserva i dati degli atti di donazione registrati
    • Estratti conto bancari: i movimenti rilevanti verso conti di familiari possono rivelare donazioni dirette o indirette (ex art. 32 D.P.R. 600/1973)
    • Archivio Notarile: per le donazioni meno recenti, occorre fare richiesta all’Archivio Notarile competente
    • Dichiarazioni testimoniali: nei casi controversi, possono emergere da testimonianze dei familiari o di professionisti di fiducia del defunto

    In Friuli Venezia Giulia la ricerca delle donazioni immobiliari è particolarmente peculiare a causa del sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Gli atti di trasferimento (comprese le donazioni) non producono effetti finché non vengono intavolati nel Libro Fondiario. Questo richiede competenze specifiche che i CAF nazionali non hanno. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale con questo sistema e può aiutarti nella ricostruzione completa del patrimonio del defunto.

    Donazioni indirette: come trattarle

    Un capitolo particolarmente delicato nella riunione fittizia è quello delle donazioni indirette. Si tratta di operazioni che producono l’effetto di una donazione (cioè un trasferimento gratuito di ricchezza) senza essere formalmente un atto di donazione. Il caso più classico: il padre che paga direttamente il prezzo della casa acquistata dal figlio, intestando l’immobile al figlio stesso. Formalmente non c’è un atto di donazione, ma sostanzialmente il figlio ha ricevuto un’attribuzione patrimoniale gratuita.

    La giurisprudenza è consolidata: le donazioni indirette rientrano pienamente nella riunione fittizia e possono anche essere soggette a collazione ereditaria. Questo significa che, anche se non esiste un atto notarile di donazione, il figlio dovrà “conferire” alla massa il valore del bene ricevuto indirettamente. Lo stabilisce l’articolo 809 del Codice Civile, che estende alle liberalità risultanti da atti diversi dalla donazione alcune norme in materia successoria.

    Esempi di donazioni indirette

    Le situazioni che la giurisprudenza qualifica come donazioni indirette sono numerose. Ecco le più frequenti nella pratica successoria:

    • Pagamento diretto del prezzo di un immobile acquistato dal figlio (caso più comune)
    • Intestazione fittizia di beni al figlio (il padre compra, intesta al figlio)
    • Rinuncia a un credito vantato verso il figlio
    • Adempimento di debiti contratti dal figlio (il padre paga i debiti del figlio)
    • Contratti a favore di terzi (es. polizza vita con beneficiario designato, ma solo in certe condizioni)
    • Cointestazioni bancarie con spostamento sostanziale di provvista verso il familiare

    Individuare le donazioni indirette è spesso complesso e richiede un’analisi approfondita dei movimenti patrimoniali del defunto negli anni precedenti il decesso. Per chi sta aiutando i figli a comprare casa è utile conoscere anche le implicazioni fiscali e successorie: abbiamo dedicato una guida completa su come aiutare i figli a comprare casa con i diversi strumenti disponibili.

    Aliquote imposta su donazioni e successione

    Le aliquote dell’imposta sulle donazioni sono identiche a quelle dell’imposta di successione, proprio perché i due istituti sono coordinati nel meccanismo della riunione fittizia. Questa simmetria è stata voluta dal legislatore per evitare che le persone facessero donazioni in vita per aggirare una tassazione successoria più elevata. Vediamo insieme il quadro aggiornato al 2026.

    Tabella riepilogativa aliquote 2026

    • Coniuge e figli (linea retta): aliquota 4% sull’eccedenza oltre la franchigia di 1 milione
    • Fratelli e sorelle: aliquota 6% sull’eccedenza oltre la franchigia di 100.000 euro
    • Altri parenti fino al 4° grado e affini in linea retta o entro il 3° grado in linea collaterale: aliquota 6% senza franchigia
    • Altri soggetti (inclusi conviventi di fatto non uniti civilmente): aliquota 8% senza franchigia
    • Portatori di handicap grave (L. 104/1992): franchigia aggiuntiva di 1.500.000 euro indipendentemente dal grado di parentela

    Attenzione a un punto spesso ignorato: per le donazioni in vita la franchigia opera allo stesso modo e “consuma” quella disponibile per la successione futura. Se il padre dona al figlio 600.000 euro, questi 600.000 euro vengono conteggiati ai fini della franchigia di 1 milione. Alla morte del padre, il figlio avrà solo 400.000 euro di franchigia residua per l’eredità. Sull’eccedenza si applica il 4%, che può sembrare poco ma su grandi patrimoni diventa significativo.

    Per i conviventi di fatto non uniti civilmente la situazione è penalizzante: nessuna franchigia e aliquota dell’8%. Anche per questo motivo molti valutano strumenti alternativi come la polizza vita, che ha un trattamento fiscale e successorio diverso. Per una pianificazione ottimale su misura, il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta sia in presenza che online.

    Come si calcola la riunione fittizia

    Il calcolo della riunione fittizia segue un procedimento preciso stabilito dal Codice Civile. Non è un’operazione “a occhio”: esistono regole tecniche sulla valutazione dei beni, sulla deduzione dei debiti e sul momento di riferimento. Ecco i passaggi fondamentali per applicare correttamente l’articolo 556 C.C..

    1. Calcolo del relictum: si determina il valore dei beni esistenti nel patrimonio al momento della morte
    2. Deduzione dei debiti: si sottraggono tutti i debiti del defunto esistenti al momento del decesso (art. 556 C.C.)
    3. Calcolo del donatum: si sommano tutte le donazioni fatte in vita dal defunto, a chiunque siano state fatte
    4. Valutazione delle donazioni: il valore dei beni donati si prende al momento dell’apertura della successione (non al momento della donazione)
    5. Formazione dell’asse fittizio: relictum + donatum = base di calcolo della legittima

    Un aspetto cruciale e spesso frainteso: il valore dei beni donati si prende al momento dell’apertura della successione, non al momento della donazione. Se il padre nel 2010 ha donato al figlio una casa che allora valeva 200.000 euro e oggi vale 350.000 euro, ai fini della riunione fittizia si considerano i 350.000 euro attuali. Questo meccanismo tutela gli eredi legittimari dall’erosione del valore delle donazioni dovuta all’inflazione o all’apprezzamento dei beni.

    Una volta determinato l’asse fittizio, si applicano le quote di legittima stabilite dalla legge (artt. 536 e seguenti C.C.). Queste quote variano a seconda della composizione familiare: coniuge solo, figli soli, coniuge + figli, ascendenti. La parte restante (quota disponibile) è quella di cui il defunto poteva liberamente disporre con donazioni o testamento.

    Esempio completo: calcolo della legittima

    Vediamo un esempio pratico e completo che mostra come funziona concretamente la riunione fittizia e come possa emergere una lesione di legittima. Il signor Bianchi, vedovo da anni, ha due figli: Marco e Luca. Nel 2020 dona al figlio Marco una casa che oggi vale 300.000 euro. Nel 2026 muore lasciando un patrimonio residuo di 400.000 euro (liquidità e immobili). Non c’è il coniuge.

    Calcolo passo passo

    1. Relictum (beni residui): 400.000 euro
    2. Donatum (donazione del 2020 rivalutata): 300.000 euro
    3. Asse fittizio totale: 400.000 + 300.000 = 700.000 euro
    4. Quota di legittima per i 2 figli (2/3 ciascuno): 700.000 × 2/3 = 466.666 euro totali
    5. Quota di legittima per figlio: 466.666 / 2 = 233.333 euro a testa
    6. Quota disponibile: 700.000 × 1/3 = 233.333 euro

    Ora verifichiamo cosa spetta a ciascun figlio: Marco ha già ricevuto 300.000 euro con la donazione, quindi la sua quota di legittima (233.333 euro) è già soddisfatta. Il surplus di 66.667 euro va imputato alla quota disponibile. Luca, invece, deve ricevere la sua quota di legittima di 233.333 euro dall’eredità residua. Inoltre, la quota disponibile residua (233.333 – 66.667 = 166.666 euro) può essere divisa secondo le regole della successione legittima (quindi ancora tra i due figli in parti uguali, salvo testamento).

    Nella divisione finale, senza testamento: dai 400.000 euro residui, Luca riceverà la sua legittima di 233.333 euro + 83.333 euro dalla disponibile residua = 316.666 euro. Marco riceverà 400.000 – 316.666 = 83.334 euro di eredità (oltre ai 300.000 già ricevuti in donazione). Il totale per ciascuno è così pari a circa 383.333 euro, garantendo l’equità tra i fratelli attraverso il meccanismo combinato di riunione fittizia e collazione.

    Se invece Marco avesse ricevuto una donazione di 600.000 euro (superiore alla sua quota di legittima + disponibile), ci sarebbe stata una lesione di legittima a danno di Luca. In questo caso Luca potrebbe agire con l’azione di riduzione per recuperare quanto dovuto. Vediamo come funziona.

    Lesione di legittima e azione di riduzione

    Si parla di lesione di legittima quando le donazioni fatte dal defunto in vita (o le disposizioni testamentarie) superano la quota disponibile, riducendo la quota spettante ai legittimari sotto il minimo previsto dalla legge. È una situazione tutt’altro che rara, soprattutto quando il defunto ha fatto donazioni consistenti a un solo figlio, al convivente di fatto o a soggetti estranei alla famiglia.

    Per tutelare i propri diritti, il legittimario leso può esercitare l’azione di riduzione (artt. 553 e seguenti C.C.). Si tratta di un’azione giudiziaria che permette di far dichiarare inefficaci, nei limiti della lesione, le donazioni eccedenti e recuperare così la propria quota di legittima. L’azione colpisce prima le disposizioni testamentarie (in modo proporzionale) e poi le donazioni, partendo dalla più recente e risalendo alle precedenti.

    Termini e requisiti dell’azione di riduzione

    • Termine di prescrizione: 10 anni dall’apertura della successione (cioè dalla morte del defunto)
    • Legittimazione: può agire solo il legittimario leso (figlio, coniuge, ascendente in mancanza di figli)
    • Accettazione con beneficio d’inventario: è necessaria per agire contro donatari o legatari non coeredi
    • Effetti: riduzione delle donazioni/disposizioni eccedenti e restituzione dei beni o del loro valore
    • Criterio di riduzione: si parte dalle disposizioni testamentarie, poi dalle donazioni più recenti verso le più antiche

    Riprendendo l’esempio precedente: se il padre avesse donato 600.000 euro a Marco e al momento della morte fossero rimasti 400.000 euro, l’asse fittizio sarebbe di 1.000.000. La legittima per ciascun figlio sarebbe 333.333 euro. Marco ha già ricevuto 600.000, quindi ha consumato la legittima (333.333) + parte della disponibile. Luca, invece, dai 400.000 residui riceverebbe 400.000 euro, che è più della sua legittima di 333.333. Non ci sarebbe quindi lesione. Ma se i beni residui fossero solo 100.000 euro, Luca riceverebbe meno della sua legittima e potrebbe agire con la riduzione.

    L’azione di riduzione è un processo complesso che richiede una valutazione precisa del patrimonio, delle donazioni pregresse e dei diritti dei legittimari. Un errore di calcolo o una rinuncia inconsapevole possono costare decine o centinaia di migliaia di euro. Per questo è fondamentale farsi assistere da professionisti esperti in successioni fin dall’apertura della pratica. Il CAF Centro Fiscale di Udine, con esperienza specifica nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia, può supportarti in ogni fase.

    Come rinunciare alla collazione

    La collazione ereditaria può essere evitata in due modi principali. Il primo, e più definitivo, è la dispensa da collazione prevista dall’articolo 737 comma 2 C.C.: il donante, al momento della donazione o con atto successivo, può espressamente dispensare il donatario dall’obbligo di conferire alla massa ereditaria il bene ricevuto. La dispensa deve risultare dall’atto stesso o da una successiva disposizione testamentaria, ed è valida solo nei limiti della quota disponibile.

    Il secondo modo è la rinuncia all’eredità: chi rinuncia a tutta l’eredità non è più tenuto alla collazione, in quanto non è più erede. In pratica, un figlio che ha ricevuto una donazione importante potrebbe preferire rinunciare all’eredità (solitamente di modesto valore rispetto alla donazione) per evitare il conferimento. Attenzione però: la rinuncia all’eredità non fa venir meno la riunione fittizia ai fini della legittima, e il rinunciante può comunque essere soggetto all’azione di riduzione da parte degli altri legittimari.

    Limiti della dispensa da collazione

    La dispensa da collazione ha dei limiti precisi che è fondamentale conoscere:

    • Opera solo entro la quota disponibile: oltre quel limite, la dispensa è inefficace
    • Non protegge dall’azione di riduzione: gli altri legittimari possono comunque recuperare la legittima
    • Deve risultare da atto scritto: non può essere implicita o verbale
    • Può essere revocata dal donante con testamento o atto successivo
    • Non si applica alle donazioni indirette senza espressa previsione

    La decisione di dispensare un figlio dalla collazione va valutata con attenzione, anche in un’ottica di pianificazione successoria. In molti casi conviene prima fare un’analisi complessiva del patrimonio e delle possibili evoluzioni future, per capire se la dispensa è effettivamente utile o se potrebbe creare conflitti tra gli eredi. Il consiglio è sempre di confrontarsi con un professionista prima di fare donazioni significative o scelte di dispensa.

    FAQ: domande frequenti su successione e donazioni

    Le donazioni fatte molti anni prima della morte si sommano ancora?

    Sì. Nella riunione fittizia si considerano tutte le donazioni fatte dal defunto in vita, senza limiti di tempo. Anche una donazione fatta 30 anni prima della morte viene sommata all’asse ereditario per calcolare la legittima. Fa eccezione l’azione di riduzione, che ha un termine di prescrizione di 10 anni dall’apertura della successione. Le modeste liberalità d’uso (regali per compleanno, matrimonio in proporzione al patrimonio) non rientrano invece nella riunione fittizia.

    Se ho ricevuto una donazione devo dichiararla nella successione?

    Sì. Nella dichiarazione di successione telematica vanno indicate le donazioni pregresse ricevute dal defunto, perché incidono sul calcolo della franchigia e dell’imposta di successione. L’Agenzia delle Entrate verifica i dati attraverso l’Anagrafe Tributaria. Omettere donazioni rilevanti può comportare sanzioni per dichiarazione infedele. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa della compilazione corretta, verificando tutti i dati necessari.

    La riunione fittizia vale anche per le donazioni al coniuge?

    Sì, anche le donazioni fatte al coniuge rientrano nella riunione fittizia. Il coniuge è uno dei soggetti tenuti alla collazione ereditaria quando concorre alla successione con i figli. Anche per il coniuge vale la franchigia unica di 1 milione di euro, che si “consuma” sia con le donazioni ricevute in vita sia con l’eredità futura. Il coniuge superstite, peraltro, gode di diritti particolari come quello di abitazione sulla casa familiare (art. 540 C.C.).

    Posso fare donazioni per evitare l’imposta di successione?

    No, per un semplice motivo: le aliquote e le franchigie sulle donazioni sono identiche a quelle sulla successione, e la franchigia è unica (una sola volta nella vita). Quindi donare in vita non permette di pagare meno imposta rispetto a lasciare in eredità. Esistono tuttavia strumenti alternativi che possono ridurre l’impatto fiscale, come la polizza vita o i patti di famiglia. Ogni situazione va valutata caso per caso con un consulente esperto.

    Come si valutano le donazioni nella riunione fittizia?

    Il valore dei beni donati si prende al momento dell’apertura della successione, cioè alla morte del donante (artt. 747-750 C.C.). Non si considera il valore al momento della donazione. Questa regola tutela gli eredi legittimari dagli effetti dell’inflazione e dall’apprezzamento dei beni nel tempo. Per gli immobili si fa riferimento al valore di mercato attuale; per il denaro donato, si rivaluta l’importo in base agli indici ISTAT.

    Un convivente di fatto rientra nella riunione fittizia?

    Le donazioni al convivente di fatto non unito civilmente rientrano nella riunione fittizia come donazioni a soggetti estranei alla famiglia: vengono sommate all’asse fittizio per calcolare la legittima dei figli o ascendenti. Se ledono la legittima, i legittimari possono agire con l’azione di riduzione. Fiscalmente, le donazioni al convivente di fatto non godono di alcuna franchigia e sono tassate all’8%. Il convivente unito civilmente, invece, è equiparato al coniuge.

    Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua successione

    La gestione della riunione fittizia, della collazione ereditaria e del calcolo della franchigia considerando le donazioni pregresse è uno degli aspetti più delicati della successione. Un errore di valutazione può costare migliaia di euro di imposte non dovute, oppure causare conflitti tra eredi che si prolungano per anni. Con la consulenza giusta, invece, puoi gestire tutto con serenità e nel pieno rispetto della legge.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nelle dichiarazioni di successione con particolare esperienza nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla raccolta dei documenti alla verifica delle donazioni pregresse, dal calcolo corretto della franchigia alla presentazione telematica all’Agenzia delle Entrate. Garantiamo la correttezza di ogni passaggio, evitandoti sanzioni e ritardi.

    Hai bisogno di assistenza per la successione con donazioni pregresse? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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      Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

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      Agosto 15, 2026/da Andrea Damiani
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      Calcolo Imposta Successione 2026: Guida con Esempi Pratici e Tabelle Aliquote

      Imposte di successione 2026 - calcolo aliquote e franchigie per gli erediImposte su successione

      Calcolare l’imposta di successione sembra complicato, ma in realtà segue una procedura in 3 passaggi che, una volta capita, diventa gestibile. In questa guida ti accompagniamo passo passo con esempi numerici concreti, tabelle delle aliquote aggiornate al 2026 e scenari tipici che ricoprono la maggior parte delle situazioni reali.

      La buona notizia? Grazie alle franchigie generose previste per coniuge e figli (1 milione di euro a testa), la maggior parte degli eredi diretti non paga nulla. Ma quando l’imposta è dovuta, sbagliare il calcolo può costare caro in termini di sanzioni. Ecco perché serve metodo.

      🧮 Calcolatore Imposta di Successione 2026

      Simulazione gratuita. I valori sono indicativi e basati sulla normativa 2026 (DLgs 346/1990). Per un calcolo esatto contatta il CAF.

      Risultato simulazione

      Attenzione: questa è una simulazione orientativa. Il calcolo esatto richiede la verifica di tutti i beni, le passività, eventuali donazioni pregresse (riunione fittizia) e la situazione specifica. Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza gratuita.
      📄

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      PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.

      ✓ Checklist documenti  ✓ Franchigie 2026  ✓ 10 errori da evitare

      ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una email

      Indice dei contenuti

      1. Come si calcola l’imposta di successione: i 3 passaggi
      2. Aliquote e franchigie 2026: la tabella completa
      3. Come calcolare la base imponibile: attivo ereditario
      4. Passività deducibili: cosa si sottrae
      5. Esempi pratici di calcolo: 6 casi reali
      6. Altre imposte sempre dovute (ipotecaria e catastale)
      7. Tabella riepilogativa scenari tipici
      8. Simulatore online Agenzia Entrate
      9. Come il CAF ti aiuta a non sbagliare
      10. Domande frequenti

      Come si calcola l’imposta di successione: i 3 passaggi

      Il calcolo dell’imposta di successione segue sempre tre passaggi fondamentali, validi per qualunque tipo di eredità. Capire questa sequenza ti permette di fare una stima preliminare già a casa, prima ancora di rivolgerti a un professionista.

      Passaggio 1: determinare l’asse ereditario netto

      L’asse ereditario netto è il valore complessivo di ciò che il defunto lascia agli eredi, al netto dei debiti. In formula:

      Asse ereditario netto = Attivo ereditario − Passività deducibili

      Ad esempio, se il defunto lascia una casa da 250.000 euro, un conto corrente da 50.000 euro e aveva un mutuo residuo di 30.000 euro, l’asse ereditario netto è: 250.000 + 50.000 − 30.000 = 270.000 euro.

      Passaggio 2: applicare le franchigie per grado di parentela

      La franchigia è la soglia sotto la quale non si paga nulla. Ogni erede ha la propria franchigia, calcolata sulla quota che gli spetta. Esempio: se due figli ereditano, ciascuno ha 1 milione di franchigia personale (non 1 milione in totale).

      Passaggio 3: applicare le aliquote sulle quote eccedenti

      Solo la parte che supera la franchigia viene tassata, con l’aliquota che dipende dal grado di parentela. Esempio pratico: se un fratello eredita 250.000 euro (con franchigia di 100.000), paga il 6% su (250.000 − 100.000) = 6% di 150.000 = 9.000 euro.

      Aliquote e franchigie 2026: la tabella completa

      Le aliquote dell’imposta di successione sono rimaste invariate rispetto agli anni scorsi e sono stabilite dal Testo Unico delle successioni e donazioni (D.Lgs. 346/1990), aggiornato dal D.Lgs. 139/2024 con decorrenza 2025. Ecco la tabella completa valida per il 2026:

      Grado di parentelaAliquotaFranchigia (per erede)
      Coniuge e figli (parenti in linea retta)4%1.000.000 €
      Fratelli e sorelle6%100.000 €
      Altri parenti fino al 4° grado (zii, nipoti, cugini)6%Nessuna
      Affini in linea retta (suoceri, generi, nuore)6%Nessuna
      Affini in linea collaterale fino al 3° grado6%Nessuna
      Altri soggetti (conviventi, amici, estranei)8%Nessuna
      Portatori di handicap grave (Legge 104/92, art. 3 c. 3)Dipende dal grado1.500.000 €

      Franchigia maggiorata per portatori di handicap grave

      Se l’erede è una persona con handicap grave riconosciuto ai sensi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104/92, la franchigia è sempre pari a 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela. L’aliquota che si applica oltre la franchigia resta quella del grado di parentela (4% se figlio, 6% se fratello, 8% se estraneo).

      Esempio: se un figlio disabile grave eredita 2.000.000 €, paga il 4% solo su (2.000.000 − 1.500.000) = 500.000 €, quindi 20.000 euro. Senza l’handicap grave, pagherebbe 4% su (2.000.000 − 1.000.000) = 40.000 euro. La differenza è notevole.

      Attenzione: le franchigie sono “per erede”, non globali

      È l’errore più comune. Se il defunto lascia 2 figli, la franchigia non è 1 milione totale, ma 1 milione ciascuno, quindi 2 milioni complessivi. Se gli eredi sono coniuge + 3 figli, la franchigia complessiva è 4 milioni (1 milione a testa). Questa è la ragione per cui la stragrande maggioranza delle successioni familiari non paga imposta di successione.

      Come calcolare la base imponibile: attivo ereditario

      L’attivo ereditario è l’insieme di tutti i beni e diritti del defunto. Ogni categoria di bene ha però regole di valorizzazione diverse. Qui sta il cuore del calcolo: sottovalutare o sopravvalutare un bene significa pagare meno (ma rischiare accertamenti) o pagare troppo.

      Immobili: il valore catastale (non quello di mercato)

      Questa è una delle grandi convenienze della successione italiana: per gli immobili, la base imponibile non è il valore di mercato (spesso altissimo) ma il valore catastale, che è molto più basso. Il calcolo è:

      Valore catastale = Rendita catastale rivalutata × Coefficiente

      La rendita catastale si rivaluta del 5% per fabbricati e del 25% per terreni. Poi si moltiplica per il coefficiente:

      Categoria catastaleCoefficiente successione
      Prima casa (A con requisiti)110
      Abitazioni (A, escluso A/10)120
      Uffici (A/10)60
      Negozi e botteghe (C/1)40,8
      Capannoni, opifici (D)60
      Categorie C (escluso C/1)120
      Terreni agricoli90 (con rivalutazione 25%)

      Esempio: appartamento A/3 con rendita 700 €. Rendita rivalutata = 700 × 1,05 = 735 €. Valore catastale successione = 735 × 120 = 88.200 euro. Se l’immobile ha un valore di mercato di 250.000 €, paghi l’imposta solo su 88.200. Enorme convenienza.

      Conti correnti, depositi e titoli

      Per conti bancari, postali, libretti di risparmio, BTP, BOT, azioni e fondi comuni, la base imponibile è il saldo alla data del decesso. La banca rilascia un documento ufficiale (certificazione sostitutiva) indicando il saldo al giorno della morte, comprensivo degli interessi maturati e degli eventuali titoli depositati.

      Attenzione: i titoli di Stato italiani e dei paesi UE (BOT, BTP, CCT, Bund, OAT) sono esenti dall’imposta di successione. Vanno comunque dichiarati ma non concorrono all’attivo imponibile. Stessa cosa per i fondi di investimento che detengono titoli di Stato (nella quota di titoli esenti).

      Aziende, partecipazioni e quote societarie

      Per aziende individuali e partecipazioni in società, si considera il valore patrimoniale netto (attività − passività) risultante dall’ultimo bilancio regolarmente approvato. Per le società non quotate, si può utilizzare il patrimonio netto contabile.

      Esenzione importante: se l’erede è coniuge o discendente e riceve un’azienda o partecipazione di controllo (>50%) in una società, e si impegna a proseguire l’attività per almeno 5 anni, l’imposta di successione non è dovuta (art. 3 c. 4-ter D.Lgs. 346/1990). Un vantaggio enorme per le successioni familiari d’impresa.

      Autoveicoli e natanti

      Gli autoveicoli, motoveicoli e natanti iscritti nei pubblici registri (PRA, RID) sono esenti dall’imposta di successione. Non vanno inseriti nell’attivo ereditario imponibile. Ma attenzione: sono soggetti a imposta di trascrizione al momento del passaggio di proprietà al PRA, che dipende dai kW del veicolo e dalla regione.

      Oggetti preziosi, gioielli e mobili di casa

      Qui c’è una regola molto particolare. Se non si dichiara un valore specifico, la legge presume che oggetti preziosi, gioielli e mobili di casa valgano il 10% dell’intero asse ereditario al netto dei debiti (art. 9 c. 2 D.Lgs. 346/1990). Questa presunzione si applica salvo che l’erede dimostri un valore diverso attraverso:

      • Inventario analitico redatto da notaio o ufficiale giudiziario
      • Perizia di un esperto per gioielli e oggetti d’arte
      • Documentazione di acquisto/valutazione

      Esempio: asse ereditario di 500.000 € (dopo debiti). La presunzione del 10% aggiunge 50.000 euro di mobilia e preziosi. Se gli eredi dichiarano che la mobilia vale effettivamente 5.000 €, devono dimostrarlo con inventario. Altrimenti si pagano le imposte sui 50.000 presunti.

      Passività deducibili: cosa si sottrae

      Dall’attivo ereditario si sottraggono le passività, cioè i debiti del defunto. Ma non tutti i debiti si possono dedurre: servono prove documentali rigorose, altrimenti l’Agenzia delle Entrate può disconoscerli.

      Debiti certificati del defunto

      Sono deducibili se documentati da atto scritto con data certa anteriore al decesso:

      • Mutui bancari (capitale residuo certificato dalla banca)
      • Prestiti personali risultanti da contratto registrato
      • Debiti tributari (imposte non pagate, cartelle esattoriali)
      • Debiti verso fornitori con fatture datate
      • Debiti verso familiari SOLO se risultano da atto pubblico o scrittura privata autenticata

      Spese funebri

      Sono deducibili fino a 1.550 euro (art. 24 D.Lgs. 346/1990). Serve la fattura dell’impresa funebre intestata al defunto o a chi ha sostenuto la spesa. La parte eccedente i 1.550 euro non è deducibile dall’asse ereditario.

      Spese mediche degli ultimi 6 mesi

      Sono deducibili le spese mediche e chirurgiche sostenute dagli eredi negli ultimi 6 mesi di vita del defunto, senza limite di importo, purché documentate da fatture intestate al defunto. Rientrano: ricoveri ospedalieri privati, visite specialistiche, farmaci, badante (con contratto), assistenza infermieristica.

      Importante: sono deducibili solo se le spese sono state pagate dagli eredi (non dal defunto prima di morire) e se sono documentate con fatture/ricevute datate negli ultimi 6 mesi.

      Esempi pratici di calcolo: 6 casi reali

      Passiamo alla parte più utile: esempi concreti. Abbiamo scelto 6 scenari che coprono la grande maggioranza delle situazioni reali. In ciascuno vedrai il calcolo passo per passo.

      Esempio 1 – Coniuge e 2 figli, patrimonio 800.000 €

      Situazione: Mario muore lasciando moglie e 2 figli. Il patrimonio è composto da: casa (valore catastale 180.000 €), conto corrente 150.000 €, auto (esente), titoli di Stato 120.000 € (esenti), fondo investimento 200.000 €. Niente debiti.

      • Attivo ereditario imponibile: 180.000 (casa) + 150.000 (conto) + 200.000 (fondo) = 530.000 €
      • Presunzione mobilio 10%: +53.000 €
      • Asse ereditario netto totale: 583.000 €
      • Quote: coniuge 1/3 = 194.333 €, ogni figlio 1/3 = 194.333 €
      • Franchigie: coniuge 1.000.000 €, figlio 1 = 1.000.000 €, figlio 2 = 1.000.000 € → totale 3.000.000 €

      Risultato: ogni quota è ampiamente sotto la franchigia di 1 milione. Imposta di successione: 0 euro. Si pagano solo ipotecaria e catastale sull’immobile (vedi sezione dedicata).

      Esempio 2 – 2 figli, casa + conto = 500.000 €

      Situazione: Giovanna è vedova e muore lasciando 2 figli. Patrimonio: casa (valore catastale 300.000 €) e conto corrente 200.000 €.

      • Asse ereditario netto: 500.000 € (+ 50.000 € presunzione mobilio) = 550.000 €
      • Quote: ogni figlio 275.000 €
      • Franchigia figli: 1.000.000 € ciascuno (totale disponibile 2.000.000 €)

      Risultato: imposta di successione zero. La franchigia combinata (2 milioni) è quattro volte superiore al patrimonio. Anche questo è uno scenario tipico: nella maggior parte dei casi le famiglie normali non pagano imposta di successione.

      Esempio 3 – 3 fratelli, patrimonio 450.000 €

      Situazione: Paolo muore celibe e senza figli. Eredi legittimi: 3 fratelli. Patrimonio (già al netto di debiti): 450.000 € (casa + conti).

      • Quota per fratello: 450.000 / 3 = 150.000 € ciascuno
      • Franchigia fratelli: 100.000 € a testa
      • Quota imponibile per fratello: 150.000 − 100.000 = 50.000 €
      • Aliquota fratelli: 6%
      • Imposta per fratello: 50.000 × 6% = 3.000 €

      Risultato: totale imposta successione = 3 × 3.000 = 9.000 euro. Qui vediamo chiaramente come la franchigia dei fratelli (100.000 €) sia molto più bassa di quella tra coniuge/figli (1 milione): è uno dei motivi per cui chi non ha figli spesso pianifica anticipatamente con donazioni o testamento.

      Esempio 4 – Nipote (figlio di fratello premorto), 200.000 €

      Situazione: Lucia muore senza coniuge né figli. Eredi: un fratello vivente e un nipote (figlio di un fratello premorto). Il nipote eredita per rappresentazione (art. 467 c.c.), subentrando al padre. Quota del nipote: 100.000 €.

      Domanda frequente: il nipote per rappresentazione eredita “come se fosse” il fratello (quindi franchigia 100.000 €) o come nipote (senza franchigia)?

      Risposta: secondo l’interpretazione consolidata (risoluzioni AdE), il nipote che succede per rappresentazione è equiparato al fratello ai fini della franchigia: quindi si applicano 100.000 € di franchigia e aliquota 6%. Diverso se il nipote è erede diretto (non per rappresentazione): in quel caso aliquota 6% ma nessuna franchigia.

      • Quota nipote (rappresentazione): 100.000 €
      • Franchigia applicata: 100.000 € (come fratello)
      • Quota imponibile: 0 €

      Risultato: imposta zero. Se invece il nipote ereditasse direttamente (zio senza fratelli vivi), la franchigia non si applicherebbe e pagherebbe 6% su 100.000 = 6.000 euro. La distinzione tra rappresentazione e successione diretta è spesso decisiva.

      Esempio 5 – Convivente non sposato, patrimonio 150.000 €

      Situazione: Marco, convivente di fatto (non unione civile, non matrimonio), riceve in eredità testamentaria 150.000 € dal compagno defunto.

      • Quota: 150.000 €
      • Aliquota: 8% (estraneo dal punto di vista fiscale)
      • Franchigia: 0 € (non prevista per conviventi non uniti civilmente)
      • Imposta: 150.000 × 8% = 12.000 euro

      Attenzione importante: se Marco fosse stato unito civilmente, avrebbe avuto lo stesso trattamento del coniuge (aliquota 4%, franchigia 1 milione). Questo è uno dei motivi per cui le coppie che convivono da anni valutano l’unione civile o il matrimonio anche per ragioni patrimoniali e successorie.

      Esempio 6 – Caso complesso: patrimonio misto

      Situazione: Anna muore lasciando il marito e 1 figlio. Patrimonio articolato:

      • Casa prima abitazione: rendita catastale 800 €, A/2 → 800 × 1,05 × 110 = 92.400 €
      • Seconda casa al mare: rendita 500 €, A/3 → 500 × 1,05 × 120 = 63.000 €
      • Negozio affittato: rendita 1.200 €, C/1 → 1.200 × 1,05 × 40,8 = 51.408 €
      • Conto corrente: 120.000 €
      • BTP: 80.000 € (esenti)
      • Quote SRL di famiglia: 400.000 € (esenti perché erede subentra e prosegue attività 5 anni)
      • Auto: esente

      Passività: mutuo residuo casa al mare 30.000 €, spese funebri 2.000 € (deducibili 1.550 €), spese mediche ultimi 6 mesi 8.000 €.

      • Attivo imponibile: 92.400 + 63.000 + 51.408 + 120.000 = 326.808 €
      • Presunzione mobilio 10%: +32.680 € → 359.488 €
      • Passività deducibili: 30.000 + 1.550 + 8.000 = 39.550 €
      • Asse ereditario netto: 319.938 €
      • Quote: coniuge 50% = 159.969 €, figlio 50% = 159.969 €
      • Franchigie: 1.000.000 € ciascuno

      Risultato imposta successione: 0 euro. Ma attenzione: restano da pagare le imposte ipotecaria e catastale sui 3 immobili (vedi sezione successiva).

      Altre imposte sempre dovute (ipotecaria e catastale)

      Anche quando l’imposta di successione è zero (come negli esempi 1, 2 e 6 sopra), se nell’eredità ci sono immobili si pagano sempre altre due imposte: ipotecaria e catastale. Sono dovute indipendentemente dal grado di parentela e dall’importo ereditato.

      Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale

      È l’imposta per la trascrizione del trasferimento di proprietà nei registri immobiliari. Aliquota: 2% sul valore catastale dell’immobile, con minimo di 200 euro.

      Imposta catastale: 1% del valore catastale

      È l’imposta per la voltura catastale (aggiornamento intestazione al Catasto). Aliquota: 1% sul valore catastale, con minimo di 200 euro.

      Agevolazione “prima casa”: imposte fisse

      Se almeno uno degli eredi ha i requisiti per l’agevolazione prima casa (residenza nel Comune entro 18 mesi, non possedere altra casa nello stesso Comune, non possedere altri immobili con prima casa agevolata in Italia), su una sola unità abitativa le imposte diventano fisse:

      • Imposta ipotecaria: 200 € (fissa)
      • Imposta catastale: 200 € (fissa)
      • Totale: 400 euro anziché il 3% del valore

      Esempio di risparmio: casa con valore catastale 200.000 €. Senza agevolazione: 3% = 6.000 €. Con agevolazione prima casa: 400 €. Risparmio: 5.600 euro. L’agevolazione va richiesta espressamente nella dichiarazione di successione.

      Altre imposte minori

      Si pagano anche: imposta di bollo (85 € per formalità), tassa ipotecaria (90 € a formalità), tributi speciali catastali (18,59 €). In totale, per una successione con un immobile, le spese aggiuntive ammontano a circa 200-300 € oltre alle imposte ipotecaria/catastale.

      Tabella riepilogativa scenari tipici

      Ecco una tabella di sintesi con gli scenari più ricorrenti, per avere un’idea immediata dell’imposta dovuta in funzione del patrimonio e della parentela:

      ScenarioPatrimonioImposta successione+Ipotecaria/catastale (se immobili)
      Coniuge + 1 figlio (patrimonio standard)400.000 €0 €~3% valore catastale
      Coniuge + 2 figli (patrimonio medio)800.000 €0 €~3% valore catastale
      Coniuge + 2 figli (patrimonio alto)3.500.000 €~20.000 € (4% sull’eccedenza)3% valore catastale
      Figlio unico (patrimonio < 1 milione)900.000 €0 €400 € se prima casa
      2 fratelli (patrimonio medio)500.000 €18.000 € (6% su 300.000)3% valore catastale
      3 fratelli (patrimonio 450k)450.000 €9.000 €3% valore catastale
      Nipote (zio senza figli, per rappresentazione)300.000 €12.000 € (6% sull’eccedenza)3% valore catastale
      Convivente non unito civilmente200.000 €16.000 € (8% senza franchigia)3% valore catastale
      Figlio disabile grave2.000.000 €20.000 € (4% su 500k)400 € se prima casa
      Estraneo per testamento100.000 €8.000 € (8% pieno)3% valore catastale

      Nota: la tabella considera patrimoni già al netto dei debiti e della presunzione mobilio. In caso di immobili, aggiungere ipotecaria (2%) + catastale (1%) sul valore catastale dei beni immobili. Per la prima casa con requisiti agevolazione: 400 € fissi totali.

      Simulatore online Agenzia Entrate

      L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione nel proprio sito istituzionale uno strumento di compilazione assistita della dichiarazione di successione online (modello telematico “Successioni Online”), che effettua automaticamente l’autoliquidazione delle imposte. Per accedervi:

      • Vai su agenziaentrate.gov.it → Area Riservata
      • Accedi con SPID, CIE o CNS
      • Menu “Servizi” → “Successioni” → “Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”
      • Compila i quadri (dati defunto, eredi, attivo, passivo)
      • Il sistema calcola in automatico imposte di successione, ipotecaria, catastale, bolli

      Avvertenza: il sistema online è molto complesso e pensato per professionisti. Gli errori più comuni riguardano la corretta identificazione delle categorie catastali, la gestione del sistema tavolare (Trieste, Gorizia, parte di Udine) e l’applicazione della presunzione mobilio. Un errore in questi campi può portare a sanzioni tra 120% e 240% dell’imposta non versata.

      Come il CAF ti aiuta a non sbagliare

      La successione è uno degli adempimenti fiscali più delicati, perché un errore oggi può trasformarsi in una sanzione pesante domani (fino al 240% dell’imposta non versata, più interessi). E gli eredi hanno 12 mesi dal decesso per presentare la dichiarazione.

      Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine significa:

      • Calcolo esatto dell’imposta con verifica di tutte le franchigie, esenzioni e agevolazioni
      • Individuazione corretta del valore catastale con controllo delle categorie
      • Gestione del sistema tavolare: in Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Le pratiche richiedono competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale ha esperienza pluriennale con le successioni tavolari
      • Predisposizione completa della dichiarazione di successione telematica
      • Volture catastali gestite direttamente
      • F24 precompilato per il pagamento di ipotecaria, catastale e bolli
      • Assistenza personalizzata: un referente unico segue tutta la pratica

      📞 Prenota una consulenza al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Nella prima consulenza valutiamo insieme il tuo caso e ti forniamo un preventivo chiaro prima di iniziare.

      📍 Siamo a Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Riceviamo su appuntamento dal lunedì al venerdì.

      Domande frequenti sul calcolo dell’imposta di successione

      L’imposta di successione si paga prima o dopo la dichiarazione?

      L’imposta ipotecaria e catastale, i bolli e i tributi speciali si pagano in autoliquidazione prima di presentare la dichiarazione (con modello F24). L’imposta di successione vera e propria (se dovuta) viene invece liquidata dopo dall’Agenzia delle Entrate e notificata entro 3 anni dalla dichiarazione.

      Se non ci sono immobili, devo comunque fare la dichiarazione?

      La dichiarazione di successione non è obbligatoria se contemporaneamente: eredi sono coniuge/parenti in linea retta, attivo ereditario non supera 100.000 €, non ci sono immobili o diritti reali immobiliari. Se manca anche una sola di queste condizioni, la dichiarazione va sempre presentata.

      Le polizze vita sono tassate in successione?

      No, le somme corrisposte dalle polizze vita (caso morte) ai beneficiari non rientrano nell’asse ereditario e sono esenti dall’imposta di successione (art. 12 D.Lgs. 346/1990). Vanno direttamente ai beneficiari indicati in polizza, senza passare per l’eredità. È un importante strumento di pianificazione successoria.

      I titoli di Stato e i BTP sono esenti?

      Sì. I titoli del debito pubblico italiano (BOT, BTP, CCT, CTZ) e quelli degli altri Stati dell’Unione Europea sono esenti dall’imposta di successione. Vanno comunque dichiarati nel quadro EL del modello di successione, ma non concorrono all’attivo imponibile.

      Come si calcola l’imposta se il defunto lascia debiti superiori all’attivo?

      Se le passività superano l’attivo, gli eredi dovrebbero valutare la rinuncia all’eredità o l’accettazione con beneficio di inventario per non rispondere dei debiti con il proprio patrimonio. In ogni caso, ai fini fiscali, l’imposta di successione non può essere negativa: se l’asse è zero o negativo, l’imposta è zero.

      Posso pagare l’imposta di successione a rate?

      Sì. Se l’imposta supera 1.000 euro, è possibile richiederne la rateizzazione: 20% entro 60 giorni dalla notifica e il restante 80% in 8 rate trimestrali (o 12 se l’importo supera 20.000 €), con applicazione degli interessi legali. La richiesta va fatta all’Ufficio delle Entrate competente.

      Cosa succede se sbaglio il calcolo nella dichiarazione?

      L’Agenzia delle Entrate può rettificare la dichiarazione entro 2 anni dal pagamento dell’imposta principale. Se emerge imposta non versata, si applicano sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta evasa, più interessi di mora. Per questo è importante farsi assistere: un errore di categoria catastale o una franchigia applicata male può costare migliaia di euro.

      La donazione in vita riduce la franchigia di successione?

      Sì. Le donazioni effettuate in vita dal defunto ai suoi eredi riducono la franchigia disponibile al momento della successione (principio del “cumulo” delle donazioni). Esempio: se un padre ha donato 200.000 € a un figlio in vita, al momento della successione al figlio resta una franchigia di 800.000 € (anziché 1.000.000). Va verificato sempre nelle successioni di patrimoni importanti.

      Il coniuge separato eredita e quanto paga?

      Il coniuge separato ma non divorziato conserva la qualità di erede legittimo, salvo che la separazione sia stata pronunciata con addebito. Mantiene anche l’aliquota del 4% e la franchigia di 1.000.000 €. Il coniuge divorziato invece perde ogni diritto successorio (salvo assegno a carico dell’eredità in alcuni casi particolari).

      In Friuli Venezia Giulia il calcolo è diverso?

      Il calcolo dell’imposta è identico a livello nazionale, ma in Friuli Venezia Giulia (soprattutto provincie di Trieste, Gorizia e parte dell’udinese) vige il sistema tavolare, un registro catastale differente dal resto d’Italia. Le volture tavolari hanno procedure e tempistiche proprie e richiedono competenze specifiche. Gli errori in questo ambito sono la principale fonte di contestazioni per gli eredi friulani. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nelle successioni tavolari.


      Hai bisogno di aiuto per calcolare l’imposta di successione? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutte le fasi: dal calcolo preventivo, alla dichiarazione telematica, alle volture catastali o tavolari. Prenota la tua consulenza al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Insieme rendiamo la successione semplice, trasparente e senza sorprese.

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      Andrea Damiani

      Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

      📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
      Agosto 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-05 08:00:002026-04-24 23:48:42Calcolo Imposta Successione 2026: Guida con Esempi Pratici e Tabelle Aliquote
      CAF, SUCCESSIONI

      Fondo Patrimoniale e Successione 2026: Cosa Cambia per gli Eredi e Come Si Tassa

      Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

      Il fondo patrimoniale e uno degli strumenti piu conosciuti per proteggere il patrimonio familiare dai creditori. Ma cosa succede quando uno dei coniugi muore? Il fondo patrimoniale in successione non offre le protezioni fiscali che molti immaginano: i beni conferiti rientrano nell’asse ereditario e sono tassati come gli altri. In questa guida 2026 spieghiamo in modo semplice come funziona il fondo patrimoniale dopo la morte di un coniuge, quando cessa, come si tassa e quali errori evitare nella pianificazione successoria.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’e il fondo patrimoniale: art. 167-171 del Codice Civile
      2. Chi puo costituire un fondo patrimoniale
      3. Quali beni possono essere conferiti nel fondo
      4. Effetti del fondo patrimoniale sui beni
      5. Cosa succede al fondo patrimoniale alla morte di un coniuge
      6. Successione dei beni del fondo: come vengono tassati
      7. Diritti del coniuge superstite sui beni del fondo
      8. Diritto di abitazione e fondo patrimoniale
      9. Come modificare il fondo dopo la morte di un coniuge
      10. Scioglimento anticipato del fondo patrimoniale
      11. Errori comuni da evitare con il fondo patrimoniale
      12. Quando conviene il fondo in ottica successoria
      13. Alternative al fondo patrimoniale: trust, patti di famiglia, holding
      14. Esempio pratico: coppia con casa e conto in fondo patrimoniale
      15. Domande frequenti (FAQ)
      📄

      Scarica la Checklist Successione 2026

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      Cos’e il fondo patrimoniale: art. 167-171 del Codice Civile

      Il fondo patrimoniale e un istituto previsto dagli articoli 167-171 del Codice Civile. Si tratta di un vincolo di destinazione che i coniugi possono imporre su determinati beni, affinche siano utilizzati esclusivamente per i bisogni della famiglia. In pratica, i coniugi “separano” una parte del loro patrimonio e la dedicano al mantenimento, all’educazione dei figli, alla casa familiare e piu in generale a tutte le esigenze della vita familiare.

      Il fondo patrimoniale si costituisce con atto pubblico notarile e deve essere trascritto nei registri immobiliari (o nel sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia) per essere opponibile ai terzi. A differenza di quanto molti pensano, non e un “contenitore magico” che rende i beni intoccabili: la sua efficacia e circoscritta a fattispecie precise.

      Le caratteristiche principali del fondo patrimoniale sono:

      • Destinazione vincolata: i beni servono solo per i bisogni della famiglia
      • Inattaccabilita parziale: i creditori non possono aggredire i beni per debiti estranei ai bisogni familiari (se in buona fede)
      • Amministrazione congiunta: i coniugi gestiscono insieme il fondo
      • Pubblicita: deve essere trascritto per essere opponibile
      • Durata legata al matrimonio: si estingue con lo scioglimento del matrimonio (salvo figli minori)

      E importante capire fin da subito un punto fondamentale: il fondo patrimoniale tutela dai creditori (entro certi limiti), ma non tutela dalla successione. Alla morte del coniuge, i beni rientrano pienamente nell’asse ereditario e seguono le regole ordinarie del Codice Civile e del D.Lgs. 346/1990 (testo unico dell’imposta di successione).

      Chi puo costituire un fondo patrimoniale

      La costituzione del fondo patrimoniale e riservata ai coniugi uniti in matrimonio. L’art. 167 del Codice Civile stabilisce che il fondo puo essere creato:

      • Da entrambi i coniugi insieme con atto pubblico notarile
      • Da uno solo dei coniugi, con l’accettazione dell’altro
      • Da un terzo (per esempio un genitore), con l’accettazione di entrambi i coniugi (anche per testamento)

      Un punto importante riguarda le unioni civili: dal 2016, con la legge Cirinna (L. 76/2016), anche le coppie unite civilmente possono costituire un fondo patrimoniale, perche la disciplina del Codice Civile sul matrimonio si applica anche a loro per quanto compatibile. Al contrario, i conviventi di fatto NON possono costituire un fondo patrimoniale: devono utilizzare strumenti alternativi come i patti di convivenza o il vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c.

      Un altro aspetto chiave: il fondo patrimoniale puo essere costituito prima o dopo il matrimonio. Se viene costituito prima, diventa efficace solo con la celebrazione del matrimonio. Se viene costituito dopo, e immediatamente efficace dal momento dell’atto notarile.

      Quali beni possono essere conferiti nel fondo

      Non tutti i beni possono finire nel fondo patrimoniale. L’art. 167 c.c. individua tre categorie:

      1. Beni immobili: case, terreni, fabbricati, appartamenti. Sono la tipologia piu frequente
      2. Beni mobili iscritti in pubblici registri: autoveicoli, imbarcazioni, aeromobili
      3. Titoli di credito: obbligazioni, azioni, titoli di Stato, fondi comuni (purche nominativi o vincolati con annotazione)

      Non possono invece essere conferiti nel fondo patrimoniale:

      • Beni mobili non registrati (arredi, gioielli, opere d’arte)
      • Denaro contante
      • Conti correnti bancari (a meno che non siano strutturati come titoli vincolati)
      • Crediti personali
      • Aziende (se non strutturate come partecipazioni societarie nominative)

      La limitazione ai beni registrati ha una logica precisa: serve a garantire la pubblicita e quindi l’opponibilita ai terzi. I creditori devono poter sapere, consultando i registri immobiliari o i libri soci, che quel bene e vincolato al fondo patrimoniale.

      Effetti del fondo patrimoniale sui beni

      Una volta costituito il fondo patrimoniale, i beni conferiti subiscono due effetti principali:

      1. Limitazione alla libera disponibilita

      I beni del fondo non possono essere alienati, ipotecati o dati in garanzia senza il consenso di entrambi i coniugi. Se ci sono figli minori, serve anche l’autorizzazione del giudice tutelare, che la concede solo in caso di necessita o utilita evidente per la famiglia (art. 169 c.c.).

      Questa limitazione protegge i membri della famiglia da decisioni unilaterali del singolo coniuge, ma e anche un vincolo importante: vendere una casa conferita in fondo patrimoniale e molto piu complicato rispetto a una casa “libera”.

      2. Inattaccabilita da parte dei creditori estranei ai bisogni familiari

      L’art. 170 c.c. stabilisce che i creditori non possono aggredire i beni del fondo per debiti che sapevano essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia. Questa e la famosa “protezione” del fondo patrimoniale.

      Attenzione: la protezione opera solo se:

      • Il creditore era a conoscenza (o avrebbe dovuto esserlo) che il debito era estraneo ai bisogni familiari
      • Il debito e sorto dopo la trascrizione del fondo patrimoniale
      • Il fondo e stato costituito in tempi non sospetti (non per sottrarre beni a creditori preesistenti)

      La Cassazione ha chiarito piu volte (da ultimo con ordinanze del 2024 e 2025) che i debiti fiscali, i contributi previdenziali e i debiti legati all’attivita professionale possono essere considerati “estranei ai bisogni familiari” solo se il creditore dimostra questa estraneita. In caso contrario, i beni del fondo possono essere pignorati.

      Cosa succede al fondo patrimoniale alla morte di un coniuge

      Arriviamo al cuore della questione: cosa succede al fondo patrimoniale alla morte di un coniuge? La risposta dipende da una sola circostanza: la presenza o meno di figli minori.

      Se non ci sono figli minori: il fondo cessa

      L’art. 171 c.c. stabilisce che la destinazione del fondo patrimoniale cessa con l’annullamento, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. La morte di uno dei coniugi comporta lo scioglimento del matrimonio e quindi, in assenza di figli minori, la cessazione automatica del fondo.

      Da quel momento i beni tornano liberi da vincolo e rientrano pienamente nel patrimonio del coniuge defunto (per la sua quota) e del coniuge superstite (per la sua quota). Seguono le normali regole successorie.

      Se ci sono figli minori: il fondo continua

      Se invece ci sono figli minorenni, il fondo patrimoniale non cessa automaticamente: prosegue fino al compimento della maggiore eta dell’ultimo figlio. Il giudice, su istanza di chi vi abbia interesse, puo dettare norme per l’amministrazione del fondo (art. 171 c.c.).

      In pratica, il coniuge superstite continua ad amministrare i beni del fondo nell’interesse dei figli minori. Puo godere dei frutti (affitti, interessi, dividendi) per mantenere la famiglia, ma non puo disporre liberamente dei beni senza l’autorizzazione del giudice tutelare.

      Va chiarito un aspetto che spesso genera confusione: il fondo continua, ma la proprieta dei beni passa comunque agli eredi secondo le regole della successione. Il vincolo di destinazione permane, ma la titolarita segue le ordinarie norme ereditarie. Quindi gli eredi (coniuge superstite e figli) diventano comproprietari dei beni, con il vincolo di destinarli ai bisogni familiari fino alla maggiore eta del piu giovane.

      Successione dei beni del fondo: come vengono tassati

      Questo e il punto piu importante e piu frainteso: i beni conferiti in fondo patrimoniale rientrano nell’asse ereditario e sono tassati come tutti gli altri beni. Non esiste alcun trattamento preferenziale ai fini dell’imposta di successione.

      Il fondo patrimoniale non e una persona giuridica autonoma: i beni continuano ad appartenere ai coniugi, che restano i proprietari effettivi. Alla morte di uno di loro, la sua quota (generalmente il 50%, salvo diversa previsione nell’atto costitutivo) entra nell’asse ereditario.

      Aliquote e franchigie applicabili

      Alla successione dei beni del fondo si applicano le normali aliquote e franchigie previste dal D.Lgs. 346/1990:

      • Coniuge e figli: aliquota 4% sull’eccedenza la franchigia di 1 milione di euro a testa
      • Fratelli e sorelle: aliquota 6% sull’eccedenza la franchigia di 100.000 euro
      • Altri parenti fino al 4 grado: aliquota 6% senza franchigia
      • Altri soggetti: aliquota 8% senza franchigia
      • Eredi con handicap grave (legge 104/1992): franchigia maggiorata a 1,5 milioni di euro

      Per gli immobili si applicano anche le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%). Se almeno un erede richiede l’agevolazione prima casa, queste imposte si riducono a 200 euro ciascuna (totale 400 euro forfettari).

      Quota successoria dei beni in fondo

      Nella dichiarazione di successione va indicato il valore dei beni conferiti nel fondo, nella quota di proprieta del defunto. Se ad esempio la casa era conferita al 50% ciascuno, in successione entra la quota del 50% del defunto, valutata al valore catastale rivalutato (per gli immobili ad uso abitativo: rendita catastale x 1,05 x 115,5 per prima casa, x 126 per altre).

      Se il fondo e stato costituito da un terzo (per esempio i genitori di un coniuge hanno conferito una casa), la situazione cambia: occorre verificare nell’atto notarile chi sia il proprietario dei beni e come sia stato strutturato il conferimento. A volte il terzo conserva la proprieta e vincola solo l’uso: in questo caso i beni non entrano nell’asse ereditario del coniuge deceduto.

      In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Questo richiede competenze specifiche nella gestione delle pratiche di successione con beni vincolati. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale nella successione di beni tavolari conferiti in fondo patrimoniale.

      Diritti del coniuge superstite sui beni del fondo

      Il coniuge superstite mantiene sui beni del fondo patrimoniale gli stessi diritti che avrebbe su qualsiasi altro bene successorio, in base all’art. 540 e seguenti del Codice Civile. In particolare:

      • Quota di legittima: il coniuge e erede legittimario e ha diritto a una quota di riserva che non puo essere lesa dal testamento
      • Successione legittima senza testamento: se non c’e testamento, il coniuge prende 1/2 dell’eredita se concorre con 1 figlio, 1/3 se concorre con 2 o piu figli, 2/3 se concorre con fratelli/sorelle e ascendenti del defunto, 100% se non ci sono altri parenti successibili
      • Diritto di abitazione e di uso sulla casa familiare (art. 540 c.c., vedi paragrafo successivo)

      Se ci sono figli minori e il fondo continua, il coniuge superstite ha anche l’amministrazione del fondo: gestisce i beni, ne percepisce i frutti, ma deve utilizzarli per i bisogni della famiglia. Il giudice tutelare puo intervenire in caso di controversie o per autorizzare atti straordinari.

      Diritto di abitazione e fondo patrimoniale

      Uno dei diritti piu importanti del coniuge superstite e il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare (art. 540, comma 2, c.c.). Questo diritto spetta al coniuge superstite in aggiunta alla sua quota di eredita, anche quando la casa era conferita in fondo patrimoniale.

      Condizioni per il diritto di abitazione:

      • L’immobile deve essere stato adibito a residenza familiare al momento della morte
      • Deve essere di proprieta del defunto (o comune dei coniugi)
      • Non e necessario che il coniuge vi risieda al momento dell’apertura della successione, se l’allontanamento e dipeso da cause oggettive (ricovero, lavoro temporaneo)

      Il diritto di abitazione si estende anche al diritto d’uso sui mobili che arredano la casa. E un diritto reale di godimento, vitalizio e personale: dura fino alla morte del coniuge superstite e non puo essere ceduto a terzi.

      Ai fini della dichiarazione di successione, il diritto di abitazione viene valorizzato e sottratto dall’attivo ereditario (con apposito calcolo basato sui coefficienti dell’usufrutto per eta). In questo modo il coniuge superstite paga meno imposta di successione sulla casa, o a volte nessuna imposta se rientra nella franchigia da 1 milione.

      Come modificare il fondo dopo la morte di un coniuge

      La morte di un coniuge puo richiedere modifiche alla struttura del fondo patrimoniale, soprattutto quando ci sono figli minori e il fondo prosegue. Le possibili operazioni sono:

      Cessazione anticipata con figli minori

      Se il coniuge superstite ritiene non piu utile mantenere il fondo, puo chiedere al giudice tutelare di disporre la cessazione anticipata. Il giudice valuta l’interesse dei figli minori e decide caso per caso. Tipicamente viene concesso se:

      • I figli minori hanno bisogno di liquidita (cure mediche, studi all’estero, esigenze abitative)
      • Il fondo non ha piu senso economico (beni deprezzati, oneri di gestione elevati)
      • Tutti i comproprietari sono d’accordo

      Vendita di beni del fondo

      Per vendere un bene del fondo quando ci sono figli minori serve l’autorizzazione del giudice tutelare. L’autorizzazione viene concessa solo in caso di necessita o utilita evidente per la famiglia. Il ricavato della vendita deve essere reinvestito in beni sostitutivi (altra casa, titoli vincolati), per preservare la funzione del fondo.

      Divisione ereditaria

      Anche i beni vincolati al fondo possono essere oggetto di divisione ereditaria tra gli eredi, purche il vincolo di destinazione venga mantenuto. In pratica, si puo dividere la quota di comproprieta, ma i beni restano destinati ai bisogni familiari fino alla maggiore eta dell’ultimo figlio.

      Scioglimento anticipato del fondo patrimoniale

      Lo scioglimento anticipato del fondo patrimoniale e possibile solo durante il matrimonio, e solo per accordo tra i coniugi. Questo e un punto fondamentale in chiave successoria: chi vuole liberare i beni dal vincolo deve agire quando entrambi i coniugi sono ancora in vita.

      Le modalita di scioglimento anticipato sono:

      1. Accordo dei coniugi con atto notarile e trascrizione nei registri immobiliari (sistema tavolare in FVG)
      2. Autorizzazione del giudice se ci sono figli minori, a tutela del loro interesse
      3. Sentenza di separazione o divorzio (che scioglie il matrimonio e quindi il fondo, salvo figli minori)
      4. Esaurimento dei beni del fondo (per vendita, consumo, deperimento)

      Dopo la morte di un coniuge, lo scioglimento “volontario” non e piu possibile nella forma classica: occorre seguire le procedure sopra descritte (cessazione su istanza al giudice tutelare se ci sono figli minori, oppure cessazione automatica se non ci sono).

      Errori comuni da evitare con il fondo patrimoniale

      Il fondo patrimoniale e uno strumento spesso “venduto” come soluzione miracolosa, ma la realta e piu sfumata. Ecco gli errori piu frequenti che osserviamo nelle pratiche di successione presso il CAF Centro Fiscale:

      Errore 1: “Il fondo patrimoniale mette al riparo dalla successione”

      Questo e l’errore piu diffuso e piu costoso. Molte coppie costituiscono il fondo pensando che i beni, una volta “vincolati”, siano esclusi dall’asse ereditario e non siano tassati. Questo e falso: i beni entrano integralmente nell’asse ereditario e scontano l’imposta di successione come qualsiasi altro bene.

      Errore 2: “Il fondo protegge da qualsiasi creditore”

      Falso. Il fondo protegge solo dai creditori per debiti estranei ai bisogni familiari e solo se il creditore era a conoscenza di tale estraneita. I debiti fiscali, le sanzioni, i debiti professionali possono comunque aggredire il fondo se il creditore dimostra l’estraneita, o se il giudice ritiene il debito connesso ai bisogni familiari.

      Errore 3: Costituire il fondo “in extremis”

      Costituire il fondo patrimoniale quando si e gia indebitati o sotto minaccia di azioni esecutive e inutile: l’atto e soggetto ad azione revocatoria ordinaria (art. 2901 c.c.) se i creditori dimostrano che l’atto era pregiudizievole per loro. Il fondo funziona solo se costituito in tempi non sospetti.

      Errore 4: Dimenticare il fondo nella dichiarazione di successione

      Quando muore un coniuge, i beni del fondo (per la sua quota) vanno indicati nella dichiarazione di successione, anche se il fondo continua per la presenza di figli minori. Dimenticarli o escluderli costituisce dichiarazione infedele, con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

      Errore 5: Non aggiornare il catasto o il tavolare

      Dopo la successione occorre aggiornare le volture catastali (o le intavolazioni nel sistema tavolare FVG) per riflettere la nuova titolarita. Se il fondo continua, l’annotazione del vincolo deve essere mantenuta ma aggiornata con i nuovi comproprietari (eredi).

      Quando conviene il fondo in ottica successoria

      A questo punto la domanda e lecita: il fondo patrimoniale serve o non serve nella pianificazione successoria? La risposta onesta e: ha scarso valore come strumento successorio, mentre ha un ruolo piu interessante come protezione patrimoniale in vita.

      Il fondo patrimoniale non:

      • Riduce l’imposta di successione
      • Elimina i beni dall’asse ereditario
      • Aumenta le franchigie
      • Protegge gli eredi da azioni di creditori del defunto

      Il fondo patrimoniale puo essere utile in ottica successoria solo in alcune situazioni specifiche:

      • Quando ci sono figli minori: il vincolo prosegue e garantisce la destinazione dei beni al loro mantenimento fino alla maggiore eta
      • Per proteggere la casa familiare da creditori in vita (se la protezione opera): assicurando al coniuge superstite la possibilita di continuare a vivere nell’immobile
      • Come strumento di comunicazione familiare: esplicita la volonta dei coniugi di destinare beni specifici alla famiglia

      Se l’obiettivo primario e la pianificazione successoria e il risparmio fiscale, esistono strumenti piu efficaci del fondo patrimoniale, che vediamo nella prossima sezione.

      Alternative al fondo patrimoniale: trust, patti di famiglia, holding

      Per una pianificazione successoria piu efficace, il fondo patrimoniale puo essere affiancato o sostituito da altri strumenti:

      Trust familiare

      Il trust e uno strumento di origine anglosassone recepito in Italia con la Convenzione dell’Aja del 1985. Permette di trasferire beni a un trustee che li amministra nell’interesse dei beneficiari. Vantaggi:

      • Segregazione patrimoniale effettiva (i beni escono dal patrimonio del disponente)
      • Possibilita di escludere dall’asse ereditario se costituito con atti inter vivos
      • Flessibilita nella destinazione e nella governance
      • Tassazione di successione applicata al momento del trasferimento al trust (non alla morte)

      Il trust ha pero costi di costituzione e gestione piu elevati e richiede competenze specifiche.

      Patto di famiglia

      Il patto di famiglia (artt. 768-bis ss. c.c.) permette all’imprenditore di trasferire in vita l’azienda o le partecipazioni societarie a uno o piu discendenti, con l’accordo di tutti i legittimari. Vantaggi:

      • Continuita dell’attivita d’impresa
      • Esclusione da collazione e riduzione ereditaria
      • Esenzione dall’imposta di successione (art. 3, co. 4-ter, D.Lgs. 346/1990) se mantiene l’esercizio dell’attivita o il controllo societario per almeno 5 anni

      Holding familiare

      La holding familiare e una societa che detiene partecipazioni in altre societa operative, tipicamente controllata dalla famiglia. Permette:

      • Pianificazione del passaggio generazionale tramite cessione di quote
      • Ottimizzazione fiscale dei dividendi (regime PEX)
      • Separazione tra proprieta e gestione operativa
      • Possibilita di combinazione con patti di famiglia

      Polizze vita con vincolo di beneficiario

      Le polizze vita non rientrano nell’asse ereditario se il beneficiario e indicato espressamente (art. 1920 c.c.). Sono quindi esenti da imposta di successione. Sono uno strumento semplice e efficace per trasferire liquidita ai figli o al coniuge in tempi brevi, senza aspettare le pratiche successorie.

      Donazione con riserva di usufrutto

      La donazione con riserva di usufrutto permette di trasferire la nuda proprieta di un immobile ai figli, mantenendo il diritto di godimento. E uno strumento meno costoso dal punto di vista fiscale: al momento della morte del donante, l’usufrutto si consolida automaticamente con la nuda proprieta senza ulteriori imposte di successione.

      Esempio pratico: coppia con casa e conto in fondo patrimoniale

      Vediamo un caso concreto per capire meglio cosa succede nella realta.

      Situazione iniziale: Marco e Laura, sposati in regime di comunione dei beni, hanno costituito nel 2015 un fondo patrimoniale contenente:

      • La casa familiare a Udine (valore di mercato 300.000 euro, valore catastale rivalutato 140.000 euro)
      • Un portafoglio di titoli di Stato vincolati (50.000 euro)

      Hanno due figli, Sofia (12 anni) e Luca (8 anni).

      Evento: Marco muore nel 2026 all’eta di 48 anni.

      Cosa succede al fondo patrimoniale

      Essendoci due figli minori, il fondo patrimoniale non cessa: prosegue fino al compimento della maggiore eta di Luca (il piu giovane), ovvero fino al 2036. Laura continua ad amministrare il fondo insieme agli eredi, destinando i frutti (affitti, interessi) al mantenimento dei figli.

      Cosa entra in successione

      La quota del 50% di Marco (poiche i beni erano conferiti al 50% ciascuno) entra nell’asse ereditario:

      • Quota 50% della casa familiare: 70.000 euro (valore catastale rivalutato x 50%)
      • Quota 50% del portafoglio titoli: 25.000 euro

      Totale asse ereditario di Marco: 95.000 euro.

      Imposta di successione

      Gli eredi sono Laura (coniuge, 1/3) e i due figli (2/3 diviso in parti uguali, quindi 1/3 ciascuno). Ognuno ha diritto a una franchigia di 1 milione di euro. L’asse ereditario e nettamente inferiore, quindi:

      • Imposta di successione: 0 euro (tutti sotto franchigia)
      • Imposta ipotecaria sulla casa: 2% di 70.000 = 1.400 euro (o 200 euro se almeno un erede richiede agevolazione prima casa)
      • Imposta catastale sulla casa: 1% di 70.000 = 700 euro (o 200 euro con agevolazione prima casa)
      • Imposta di bollo e tributi speciali: circa 100-150 euro

      Inoltre, Laura ha il diritto di abitazione sulla casa familiare, che sottrae dall’attivo ereditario il valore dell’usufrutto calcolato sulla sua eta (per 48 anni, coefficiente 60%, quindi 42.000 euro sulla quota del defunto). Questo riduce la base imponibile a circa 28.000 euro per la casa, con ulteriore risparmio.

      Cosa avrebbe cambiato NON avere il fondo patrimoniale

      Dal punto di vista fiscale successorio, nulla: la tassazione sarebbe stata identica. Dal punto di vista gestionale, invece, Laura avrebbe avuto maggiore liberta di vendere la casa (non le serviva piu l’autorizzazione del giudice tutelare per i beni ex fondo). Questo dimostra come il fondo patrimoniale sia uno strumento neutro in ottica fiscale successoria e possa anche costituire un ostacolo gestionale per il coniuge superstite.

      Il ruolo del CAF nella successione

      In questa pratica il CAF Centro Fiscale di Udine ha affiancato Laura nella dichiarazione di successione telematica, nel calcolo dell’imposta, nelle volture tavolari (essendo in Friuli Venezia Giulia) e nella gestione dei rapporti con il giudice tutelare per la continuazione del fondo fino alla maggiore eta di Luca.

      Domande frequenti (FAQ)

      Il fondo patrimoniale paga imposta di successione?

      Si. I beni conferiti nel fondo patrimoniale rientrano nell’asse ereditario del coniuge defunto (per la sua quota di proprieta) e scontano la normale imposta di successione, con le aliquote e franchigie previste dal D.Lgs. 346/1990. Non c’e alcun trattamento di favore rispetto ai beni “liberi”.

      Il fondo patrimoniale cessa alla morte di un coniuge?

      Dipende. Se NON ci sono figli minori, il fondo cessa automaticamente perche si scioglie il matrimonio (art. 171 c.c.). Se invece ci sono figli minori, il fondo prosegue fino al compimento della maggiore eta del piu giovane, con possibilita per il giudice di dettare norme per l’amministrazione.

      I beni del fondo patrimoniale si possono vendere dopo la morte di un coniuge?

      Si, ma con vincoli. Se il fondo prosegue per la presenza di figli minori, serve l’autorizzazione del giudice tutelare, concessa solo in caso di necessita o utilita evidente per la famiglia. Se il fondo e cessato (per assenza di figli minori), i beni possono essere venduti secondo le regole ordinarie dopo aver completato le volture successorie.

      Il fondo patrimoniale protegge dai debiti del defunto in successione?

      La protezione del fondo patrimoniale opera in vita, non post mortem. Dopo la morte, gli eredi che accettano l’eredita senza beneficio d’inventario rispondono dei debiti del defunto anche con il proprio patrimonio. Per proteggersi conviene accettare con beneficio d’inventario (art. 484 c.c.), separando il patrimonio del defunto da quello personale dell’erede.

      Come si dichiarano i beni del fondo patrimoniale in successione?

      I beni del fondo patrimoniale si dichiarano nella dichiarazione di successione telematica come tutti gli altri beni, indicando la quota di proprieta del defunto. Nel quadro EA (beni immobili) o nel quadro EN (titoli) va indicato il valore catastale rivalutato (o il valore di mercato per titoli). L’annotazione del vincolo del fondo va mantenuta ma non riduce il valore fiscale.

      Il fondo patrimoniale si puo costituire anche dopo il matrimonio?

      Si. Il fondo patrimoniale puo essere costituito sia prima del matrimonio (con efficacia differita al momento della celebrazione) sia in costanza di matrimonio in qualsiasi momento. Deve sempre essere fatto con atto pubblico notarile e trascritto nei registri immobiliari (o nel sistema tavolare in FVG) per essere opponibile ai terzi.

      Meglio il fondo patrimoniale o il trust per proteggere il patrimonio?

      Dipende dagli obiettivi. Il fondo patrimoniale e piu semplice ed economico, ma ha protezioni limitate e non e efficace in successione. Il trust e piu flessibile ed efficace (segregazione patrimoniale reale, esclusione dall’asse ereditario), ma ha costi di costituzione e gestione piu elevati e richiede competenze specialistiche. Per patrimoni importanti, il trust e generalmente preferibile.

      I conviventi di fatto possono costituire un fondo patrimoniale?

      No. Il fondo patrimoniale e riservato ai coniugi uniti in matrimonio e, dal 2016, alle parti di un’unione civile. I conviventi di fatto devono utilizzare strumenti alternativi, come il patto di convivenza (legge Cirinna) o il vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c., che pero hanno disciplina e protezioni diverse dal fondo patrimoniale.

      Conclusione: il fondo patrimoniale nella successione, un bilancio onesto

      Il fondo patrimoniale in successione si rivela uno strumento molto meno potente di quanto spesso lo si dipinga. I beni conferiti rientrano nell’asse ereditario, scontano l’imposta di successione alle normali aliquote e franchigie, e possono anzi creare complicazioni gestionali quando il fondo prosegue per la presenza di figli minori.

      Il fondo patrimoniale resta utile come strumento di protezione patrimoniale in vita (entro i limiti visti), ma in ottica successoria va integrato o sostituito con strumenti piu efficaci: trust, patti di famiglia, polizze vita con beneficiario, donazioni con riserva di usufrutto. Ogni caso e diverso e richiede una valutazione personalizzata.

      Se stai pianificando la successione della tua famiglia, o hai bisogno di gestire una successione con beni conferiti in fondo patrimoniale, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Il nostro team e specializzato nelle successioni in Friuli Venezia Giulia (sistema tavolare) e ti aiuta a scegliere la strategia piu adatta alla tua situazione familiare e patrimoniale, con un approccio chiaro e senza tecnicismi inutili.

      Prenota una consulenza presso il CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a valutare se il fondo patrimoniale e ancora utile nella tua situazione, quali alternative considerare e come gestire la successione di beni vincolati nel modo piu semplice e fiscalmente efficiente.

      AD

      Andrea Damiani

      Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

      📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
      Luglio 26, 2026/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/DOCUMENTI-NECESSARI-PER-LA-SUCCESSIONE-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-26 08:00:002026-04-24 23:48:39Fondo Patrimoniale e Successione 2026: Cosa Cambia per gli Eredi e Come Si Tassa
      CAF, SUCCESSIONI

      Riunione Fiscale Successione 2026: Cos’è, Quando Serve e Come Richiederla

      Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

      La riunione fiscale in successione è uno strumento tecnico poco conosciuto ma potenzialmente molto vantaggioso per gli eredi che si trovano a gestire due successioni ravvicinate nel tempo. Disciplinata dall’articolo 8 del D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico sull’imposta di successione e donazione), la riunione fiscale evita che gli stessi beni vengano tassati due volte quando passano da un primo defunto a un secondo, e poi da quest’ultimo agli eredi finali.

      Si tratta di un istituto pensato per casi purtroppo frequenti, come il decesso di entrambi i coniugi a pochi anni di distanza, oppure la morte di un genitore subito dopo quella dell’altro. In queste situazioni, senza la riunione fiscale, gli eredi rischierebbero di pagare l’imposta di successione due volte sugli stessi beni nell’arco di pochi anni. In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo in modo semplice cos’è, quando si applica, come richiederla e quali vantaggi concreti offre, con esempi numerici pratici.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la riunione fiscale in successione
      2. Scopo: evitare la doppia imposizione fiscale
      3. Quando si applica la riunione fiscale
      4. Base normativa: art. 8 e art. 22 D.Lgs. 346/1990
      5. Come funziona il calcolo della riunione fiscale
      6. Condizioni per ottenere la riunione fiscale
      7. Procedura per richiederla nella dichiarazione
      8. Documenti necessari per la richiesta
      9. Vantaggi fiscali: esempi pratici con calcoli
      10. Esempio con patrimonio elevato: risparmio concreto
      11. Quando la riunione fiscale NON si applica
      12. Errori comuni nella richiesta
      13. Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti
      14. Domande frequenti (FAQ)

      Cos’è la riunione fiscale in successione

      La riunione fiscale è un meccanismo previsto dalla legge italiana che permette di scomputare (cioè sottrarre) dall’imposta di successione dovuta l’imposta già pagata in una precedente dichiarazione di successione, quando lo stesso bene passa più volte in tempi ravvicinati a causa del decesso dei suoi proprietari.

      In parole semplici: se un bene — ad esempio una casa, un conto corrente o un pacchetto di titoli — è già stato oggetto di tassazione in una successione recente, quando lo stesso bene torna a “spostarsi” per una nuova successione, l’erede non paga di nuovo l’intera imposta ma può detrarre quanto già versato. L’obiettivo è evitare che, in poco tempo, un patrimonio venga eroso da imposte ripetute.

      Questo istituto rappresenta uno degli strumenti più importanti a tutela degli eredi di successioni multiple, eppure risulta spesso sconosciuto anche a chi si occupa di pratiche successorie in modo saltuario. Il risultato è che molte famiglie finiscono per pagare più imposta del dovuto, semplicemente perché non hanno richiesto la riunione fiscale nella dichiarazione di successione.

      Scopo: evitare la doppia imposizione fiscale

      Lo scopo fondamentale della riunione fiscale è impedire la doppia imposizione sugli stessi beni in un arco temporale breve. Il principio di fondo è semplice: se l’Agenzia delle Entrate ha già incassato l’imposta di successione sul trasferimento di un patrimonio da un defunto a un erede, non sarebbe equo tassare di nuovo integralmente lo stesso patrimonio quando, pochi anni dopo, anche quell’erede muore e i beni passano ai suoi successori.

      Immagina questa situazione: una donna eredita dal marito nel 2024 un appartamento del valore di 400.000 euro, pagando una parte di imposta. Nel 2026 la donna muore, e lo stesso appartamento passa ai figli. Senza la riunione fiscale, i figli dovrebbero pagare di nuovo l’imposta di successione sul medesimo appartamento, come se il bene non fosse mai stato tassato prima. La riunione fiscale serve proprio a evitare questa iniquità.

      Il legislatore, con l’art. 8 del D.Lgs. 346/1990, ha riconosciuto che una tassazione ripetuta in tempi brevi sarebbe lesiva del principio di capacità contributiva (art. 53 della Costituzione). Per questo motivo ha introdotto un meccanismo compensativo: l’imposta già pagata viene scomputata da quella nuova.

      Perché molti non conoscono questo istituto

      La riunione fiscale è regolata da norme tecniche che raramente vengono spiegate in modo divulgativo. Inoltre, non si applica automaticamente: deve essere richiesta espressamente dal contribuente nella dichiarazione di successione. Se nessuno la richiede, l’imposta viene calcolata come se la precedente successione non fosse mai avvenuta, con evidente danno per gli eredi.

      Quando si applica la riunione fiscale

      La riunione fiscale in successione si applica quando si verifica una situazione specifica: una persona che ha già ricevuto beni per successione muore a sua volta entro un breve periodo, e i suoi eredi si trovano a dover presentare una nuova dichiarazione di successione che comprende, in tutto o in parte, gli stessi beni.

      Il caso tipico — quello più frequente nella pratica dei CAF — è il seguente:

      • Primo decesso: la moglie muore nel 2023 e lascia al marito un patrimonio di 500.000 euro (tra conti correnti, titoli e immobili)
      • Secondo decesso: il marito muore nel 2026, portando con sé — tra il suo patrimonio — quegli stessi beni ereditati dalla moglie tre anni prima
      • Eredi finali: i due figli della coppia, che ricevono il patrimonio complessivo del padre

      In questo scenario, i beni della moglie sono già stati “tassati” fiscalmente (o almeno dichiarati) nella successione del 2023. Quando passano dal marito ai figli, se non si applicasse la riunione fiscale, verrebbero tassati una seconda volta nell’arco di soli tre anni. La normativa consente invece di scomputare la parte di imposta già versata.

      Il limite dei 5 anni

      Il requisito temporale fondamentale è che il secondo decesso avvenga entro cinque anni dal primo. Se supera questo termine, la riunione fiscale non può essere più invocata: si considera che sia trascorso un tempo sufficiente perché i beni tornino nel “circuito ordinario” della tassazione. Questo limite è coerente con il principio di ragionevolezza applicato dal legislatore: le successioni troppo distanti nel tempo non generano un’iniquità fiscale significativa.

      Attenzione: il termine si calcola dalla data di apertura della successione precedente (cioè dalla data del primo decesso) alla data di apertura della nuova successione (data del secondo decesso). Non conta la data di presentazione della dichiarazione di successione.

      Base normativa: art. 8 e art. 22 D.Lgs. 346/1990

      La disciplina della riunione fiscale in successione si fonda principalmente su due articoli del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni):

      • Articolo 8 D.Lgs. 346/1990 — stabilisce il principio generale della determinazione del valore della massa ereditaria e delle detrazioni applicabili, tra cui la riunione fiscale
      • Articolo 22 D.Lgs. 346/1990 — disciplina il meccanismo specifico dello scomputo dell’imposta già pagata nella precedente successione

      La norma prevede che, quando gli stessi beni vengono nuovamente devoluti per successione entro cinque anni dalla precedente devoluzione a titolo gratuito, l’imposta dovuta sulla nuova successione sia ridotta dell’importo già pagato in precedenza. È importante sottolineare che si tratta di una detrazione d’imposta, non di una riduzione della base imponibile: non si tolgono cioè i beni dal calcolo del patrimonio ereditario, ma si scomputa l’imposta.

      Fonte ufficiale

      La normativa completa è consultabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e nella banca dati Normattiva, dove è possibile leggere il testo integrale del D.Lgs. 346/1990 e le successive modifiche.

      Come funziona il calcolo della riunione fiscale

      Il meccanismo di calcolo della riunione fiscale è abbastanza lineare, anche se richiede attenzione nella determinazione dei valori. Il principio è questo: dal valore della nuova successione si sottrae la parte già tassata nella precedente, oppure — più correttamente — si scomputa dall’imposta dovuta l’imposta già versata per gli stessi beni nella successione precedente.

      Nella pratica, si procede così:

      1. Si determina la massa ereditaria complessiva della nuova successione, comprendendo tutti i beni del secondo defunto
      2. Si identificano, all’interno della massa, i beni (o il valore equivalente) che provengono dalla precedente successione
      3. Si calcola l’imposta di successione dovuta sulla nuova massa ereditaria applicando aliquote e franchigie
      4. Si scomputa l’imposta già pagata nella precedente successione, limitatamente ai beni comuni
      5. Il risultato è l’imposta netta effettivamente dovuta dai nuovi eredi

      In termini tecnici: l’imposta netta è calcolata come “imposta nuova successione meno imposta già pagata precedentemente sui medesimi beni”. Se la sottrazione dà un risultato pari a zero o negativo, l’erede non deve pagare nulla (ma non ha diritto a rimborso). Se invece il risultato è positivo, quella è l’imposta effettivamente dovuta.

      Il concetto di “valore equivalente”

      La legge non richiede che i beni siano esattamente gli stessi: anche se il primo erede ha trasformato i beni ricevuti (ad esempio vendendo un immobile e reinvestendo in titoli), la riunione fiscale si applica comunque sul valore equivalente, a patto che si possa dimostrare la continuità economica del patrimonio. È un aspetto delicato, che richiede documentazione accurata e spesso l’intervento di un professionista esperto.

      Condizioni per ottenere la riunione fiscale

      Per poter beneficiare della riunione fiscale in successione devono essere soddisfatte alcune condizioni precise, tutte previste dall’art. 8 D.Lgs. 346/1990. Se anche una sola manca, l’Agenzia delle Entrate può rigettare la richiesta.

      1. Identità (almeno parziale) degli eredi

      Gli eredi della seconda successione devono essere, almeno in parte, gli stessi della prima — o riconducibili alla medesima “catena” familiare. Il caso più lineare è quello in cui padre e madre muoiono in tempi ravvicinati e i beni passano ai figli: la continuità familiare è evidente. Più complessi sono i casi in cui intervengono eredi diversi (fratelli, zii, nipoti) a seconda dei rapporti parentali con i due defunti.

      2. Stessi beni o valore equivalente

      I beni oggetto della seconda successione devono corrispondere — in tutto o in parte — a quelli già tassati nella prima, o al loro valore equivalente. Non è necessario che siano fisicamente identici: se, ad esempio, il primo erede ha venduto un’auto ereditata e con il ricavato ha aperto un conto titoli, la riunione fiscale può essere richiesta sul valore equivalente, purché la continuità patrimoniale sia documentabile.

      3. Termine massimo: 5 anni

      Come anticipato, il secondo decesso deve avvenire entro 5 anni dal primo. Oltre questo termine, la riunione fiscale decade definitivamente e gli eredi dovranno pagare l’imposta sulla nuova successione senza alcuno scomputo. Questo termine è perentorio e non ammette proroghe.

      4. Precedente imposta effettivamente pagata

      Lo scomputo è possibile solo se nella precedente successione è stata effettivamente versata un’imposta. Se, ad esempio, la prima successione rientrava interamente nelle franchigie (1 milione di euro per coniuge e figli) e quindi non si è pagata imposta, non c’è nulla da scomputare. In questi casi la “riunione fiscale” di fatto non porta vantaggi, perché il meccanismo è una detrazione d’imposta, non una riduzione della base imponibile.

      Procedura per richiederla nella dichiarazione

      La riunione fiscale va richiesta espressamente all’interno della dichiarazione di successione, utilizzando il modello telematico messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Non esiste una procedura separata: il beneficio si attiva compilando correttamente i quadri specifici del modello.

      I passaggi principali sono:

      1. Preparare la dichiarazione di successione completa, inserendo tutti i beni del secondo defunto
      2. Indicare chiaramente nei quadri specifici del modello telematico che si richiede la riunione fiscale con riferimento alla precedente dichiarazione di successione
      3. Riportare i dati identificativi della precedente dichiarazione: numero di protocollo, data, ufficio presso cui era stata presentata, codice fiscale del precedente defunto
      4. Specificare l’importo dell’imposta già pagata nella precedente successione, relativamente ai beni oggetto della riunione
      5. Allegare la documentazione di supporto (vedi sezione successiva)
      6. Presentare la dichiarazione entro 12 mesi dalla data del decesso tramite servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate

      È fondamentale che la richiesta sia esplicita e correttamente motivata: l’Agenzia delle Entrate non applica la riunione fiscale d’ufficio. Se nella dichiarazione non viene richiesta, i beni verranno tassati come una successione ordinaria e lo scomputo non sarà possibile recuperarlo successivamente (salvo presentare una dichiarazione integrativa nei termini consentiti).

      Il sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia

      In Friuli Venezia Giulia le successioni sono ulteriormente complicate dal sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia che richiede procedure specifiche per il trasferimento della proprietà immobiliare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale in questo sistema e può gestire contemporaneamente la richiesta di riunione fiscale e le pratiche tavolari, evitando errori che potrebbero compromettere il beneficio fiscale.

      Documenti necessari per la richiesta

      Per richiedere correttamente la riunione fiscale in successione è necessario allegare alla nuova dichiarazione una serie di documenti che dimostrino i presupposti previsti dalla legge. Questa è la checklist completa dei documenti da preparare:

      • Precedente dichiarazione di successione (copia integrale, comprensiva di tutti i quadri compilati)
      • Modello F24 di pagamento dell’imposta versata nella precedente successione, con relativa ricevuta
      • Autoliquidazione (se presentata in passato) o avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate relativo alla prima successione
      • Certificati di morte di entrambi i defunti, per dimostrare il rispetto del termine dei 5 anni
      • Documentazione dell’identità degli eredi (stato di famiglia storico, certificati di nascita, eventuale testamento)
      • Elenco dettagliato dei beni comuni alle due successioni, con valori e riferimenti catastali (per gli immobili)
      • In caso di valore equivalente: documentazione bancaria, atti di vendita, contratti di investimento che dimostrino la continuità patrimoniale
      • Visure catastali aggiornate degli immobili oggetto di riunione fiscale

      Conservare la documentazione della precedente successione è fondamentale: molte famiglie, purtroppo, buttano via o smarriscono l’F24 di pagamento e la ricevuta della dichiarazione precedente, rendendo molto difficile — se non impossibile — dimostrare l’imposta già versata. In questi casi, è possibile richiedere copia dei documenti all’Agenzia delle Entrate o al CAF che aveva curato la pratica.

      Vantaggi fiscali: esempi pratici con calcoli

      Il vantaggio principale della riunione fiscale è la riduzione o l’annullamento dell’imposta di successione sulla seconda dichiarazione, limitatamente ai beni comuni alle due successioni. Vediamo con un esempio pratico quanto può valere in termini concreti.

      Esempio base: famiglia con patrimonio medio

      Supponiamo una famiglia con questa situazione:

      • 2023: la moglie muore e lascia al marito un patrimonio complessivo di 500.000 euro (un appartamento di 350.000 € e conti correnti per 150.000 €)
      • Franchigia coniuge: 1.000.000 €, quindi nessuna imposta di successione dovuta. Il marito eredita integralmente il patrimonio senza versare imposta
      • 2026: il marito muore, lasciando ai due figli un patrimonio di 500.000 euro (gli stessi beni ereditati dalla moglie)
      • Franchigia figli: 1.000.000 € per ciascuno, quindi anche in questo caso nessuna imposta dovuta

      In questo scenario specifico, la riunione fiscale non produce un beneficio diretto perché la franchigia familiare copre già tutto il patrimonio. Tuttavia, l’istituto diventa estremamente utile quando il patrimonio supera le franchigie, come vedremo nel prossimo esempio.

      Ricordiamo le aliquote 2026 dell’imposta di successione

      • Coniuge e figli: 4% sulla parte eccedente 1.000.000 € per ciascun erede
      • Fratelli e sorelle: 6% sulla parte eccedente 100.000 € per ciascun erede
      • Altri parenti fino al 4° grado: 6% senza franchigia
      • Estranei: 8% senza franchigia

      Esempio con patrimonio elevato: risparmio concreto

      Dove la riunione fiscale mostra tutta la sua utilità è nei casi di patrimoni che superano le franchigie. Vediamo un esempio numerico realistico con un patrimonio di 3.000.000 di euro.

      Scenario

      • 2023: muore il signor Rossi lasciando alla moglie un patrimonio di 3.000.000 €. Franchigia coniuge: 1.000.000 €. Imponibile: 2.000.000 €. Imposta di successione dovuta: 4% × 2.000.000 = 80.000 €, effettivamente versata con F24
      • 2026: muore la signora Rossi (entro 3 anni dal marito) e il patrimonio di 3.000.000 € passa ai due figli in parti uguali (1.500.000 € ciascuno)
      • Per ciascun figlio: franchigia 1.000.000 €, imponibile 500.000 €, imposta 4% × 500.000 = 20.000 € ciascuno, per un totale di 40.000 €

      Calcolo senza riunione fiscale

      I figli dovrebbero pagare 40.000 € di imposta di successione sulla morte della madre, senza alcuno scomputo. L’imposta già pagata dal padre nel 2023 (80.000 €) risulterebbe “persa” dal punto di vista fiscale.

      Calcolo con riunione fiscale

      Richiedendo la riunione fiscale, l’imposta dovuta sulla nuova successione (40.000 €) viene scomputata dall’imposta già pagata nella precedente (80.000 €, relativamente agli stessi beni). Il risultato: imposta dovuta 0 € (la detrazione copre interamente l’imposta nuova). Si noti però che non si ottiene il rimborso della differenza (40.000 € a credito), perché la riunione fiscale può al massimo azzerare l’imposta, non generare crediti d’imposta.

      Risparmio effettivo

      In questo esempio, i figli risparmiano 40.000 euro grazie alla riunione fiscale. Un importo significativo che, senza la corretta richiesta nella dichiarazione di successione, sarebbe andato perso. È proprio in questi scenari — patrimoni medio-alti con successioni ravvicinate — che l’intervento di un CAF esperto diventa determinante.

      Quando la riunione fiscale NON si applica

      Pur essendo uno strumento utile, la riunione fiscale ha confini ben precisi e non è applicabile in diversi casi pratici. Conoscere queste esclusioni è importante per evitare aspettative sbagliate e soprattutto errori nella dichiarazione.

      • Se sono trascorsi più di 5 anni tra la prima e la seconda successione, il beneficio decade definitivamente
      • Se la precedente successione non ha generato imposta effettivamente pagata (ad esempio perché interamente coperta dalla franchigia), non c’è nulla da scomputare
      • Se i beni della prima successione sono stati integralmente alienati dal primo erede (venduti, donati) senza reinvestimento o trasformazione documentabile, la continuità patrimoniale si interrompe
      • Se gli eredi della seconda successione sono completamente diversi da quelli della prima e non c’è alcun legame parentale o soggettivo
      • Per i beni “nuovi” entrati nel patrimonio del secondo defunto dopo la prima successione (ad esempio acquistati con redditi successivi), la riunione non si applica
      • Per le donazioni: la riunione fiscale nella forma qui descritta riguarda specificamente le successioni mortis causa. Per le donazioni si applica un meccanismo separato di coacervo, disciplinato da norme distinte

      In tutti questi casi, l’imposta di successione va calcolata e pagata in modo ordinario, applicando franchigie e aliquote vigenti senza alcuno scomputo per imposte precedenti.

      Errori comuni nella richiesta

      Nella pratica quotidiana, gli errori più frequenti che le famiglie commettono nella richiesta di riunione fiscale sono i seguenti. Evitarli significa risparmiare tempo, evitare contestazioni dell’Agenzia delle Entrate e ottenere effettivamente il beneficio fiscale.

      1. Non richiederla affatto: molti eredi presentano la dichiarazione di successione senza sapere che la riunione fiscale esiste, e pagano l’intera imposta inutilmente
      2. Richiederla oltre i 5 anni: errore di calcolo del termine (che decorre dal decesso, non dalla presentazione della dichiarazione)
      3. Documentazione incompleta: assenza della copia della precedente dichiarazione o dell’F24 di pagamento. In questi casi l’Agenzia può rigettare la richiesta
      4. Errato calcolo dello scomputo: applicare la detrazione su tutto il patrimonio anziché solo sui beni effettivamente comuni alle due successioni
      5. Mancata indicazione nei quadri corretti del modello telematico: la richiesta deve essere formale e tecnicamente inserita nei campi giusti
      6. Dimenticare la continuità patrimoniale quando i beni sono stati trasformati (vendita + reinvestimento) senza documentare il collegamento
      7. Confondere la riunione fiscale con il coacervo delle donazioni: sono due istituti distinti, disciplinati da norme diverse

      Per questo motivo, quando una famiglia si trova davanti a due successioni ravvicinate, il consiglio è sempre lo stesso: affidarsi a un CAF o a un professionista che abbia esperienza specifica con questo istituto, piuttosto che procedere in autonomia con il rischio di perdere migliaia di euro.

      Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle successioni, comprese quelle con riunione fiscale. Grazie all’esperienza pluriennale nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia e alla conoscenza approfondita del D.Lgs. 346/1990, il nostro team può:

      • Valutare preliminarmente se nel tuo caso sono presenti i presupposti per richiedere la riunione fiscale
      • Recuperare la documentazione della precedente dichiarazione di successione, anche se gestita da altri professionisti
      • Calcolare con precisione l’imposta dovuta e l’effettivo scomputo applicabile
      • Predisporre la dichiarazione telematica di successione con tutti i quadri e gli allegati corretti
      • Gestire contemporaneamente le volture tavolari in Friuli Venezia Giulia, senza doverti rivolgere a più professionisti
      • Assistere in caso di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate o di richiesta di documentazione integrativa

      Che tu debba gestire una successione semplice o una situazione complessa con riunione fiscale, i nostri consulenti ti accompagnano passo passo. Prenota un appuntamento per una valutazione preliminare gratuita: nel caso di successioni ravvicinate, il risparmio fiscale può essere di decine di migliaia di euro, rendendo l’assistenza professionale un investimento pienamente ripagato.

      Domande frequenti (FAQ)

      Che cos’è esattamente la riunione fiscale in successione?

      La riunione fiscale è un meccanismo disciplinato dall’art. 8 del D.Lgs. 346/1990 che permette di scomputare dall’imposta di successione dovuta l’imposta già pagata in una precedente successione, quando gli stessi beni (o il loro valore equivalente) passano nuovamente per eredità entro 5 anni. Serve a evitare la doppia imposizione sugli stessi beni in tempi ravvicinati.

      Entro quanto tempo devo richiedere la riunione fiscale?

      La riunione fiscale deve essere richiesta all’interno della nuova dichiarazione di successione, da presentare entro 12 mesi dalla data del decesso. Il requisito fondamentale è che il secondo decesso sia avvenuto entro 5 anni dal primo. Superato questo termine, il beneficio decade.

      Se la prima successione non ha pagato imposta (perché coperta dalla franchigia), posso comunque richiedere la riunione fiscale?

      No. La riunione fiscale è una detrazione d’imposta, non una riduzione della base imponibile. Se nella prima successione non è stata pagata alcuna imposta (ad esempio perché il patrimonio era inferiore alla franchigia di 1 milione di euro per coniuge e figli), non c’è nulla da scomputare e la nuova successione viene tassata normalmente.

      I beni ereditati sono stati venduti: posso ancora chiedere la riunione fiscale?

      Sì, a condizione che si possa dimostrare la continuità patrimoniale. Se il primo erede ha venduto i beni ereditati e ha reinvestito il ricavato in altri asset (titoli, un altro immobile, conto corrente), la riunione fiscale si applica sul valore equivalente. Serve però documentazione accurata (atti di vendita, estratti conto, contratti di investimento) che dimostri il collegamento tra i beni originari e quelli presenti nel patrimonio del secondo defunto.

      La riunione fiscale vale anche per le donazioni ricevute prima del decesso?

      No, per le donazioni si applica un istituto diverso chiamato coacervo, disciplinato da norme distinte. La riunione fiscale ex art. 8 D.Lgs. 346/1990 riguarda esclusivamente le successioni mortis causa (cioè i trasferimenti per causa di morte). Un CAF esperto può comunque valutare se nel tuo caso concorrono istituti diversi da applicare.

      Posso presentare una dichiarazione integrativa se ho dimenticato di richiedere la riunione fiscale?

      In linea di principio sì, entro i termini previsti per la dichiarazione integrativa a favore del contribuente (di norma entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo). È comunque una procedura delicata, che richiede il supporto di un professionista esperto per evitare il rigetto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

      Quanto costa farsi assistere dal CAF per una successione con riunione fiscale?

      I costi variano in base alla complessità della pratica (numero di eredi, tipologia di beni, presenza di immobili in sistema tavolare FVG, valore del patrimonio). Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce un preventivo personalizzato gratuito dopo una valutazione preliminare del caso. Nel caso di successioni ravvicinate, il risparmio fiscale ottenibile è spesso molto superiore al costo della consulenza.

      La riunione fiscale è automatica o va sempre richiesta?

      Va sempre richiesta esplicitamente dal contribuente nella dichiarazione di successione, indicando i riferimenti della precedente successione e allegando la documentazione necessaria. L’Agenzia delle Entrate non applica il beneficio d’ufficio: se non viene richiesto, l’imposta viene calcolata come per una successione ordinaria.

      Hai ereditato dopo due decessi ravvicinati in famiglia? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se puoi richiedere la riunione fiscale e a presentare correttamente la dichiarazione di successione, preservando ogni possibile beneficio fiscale. Prenota la tua consulenza o chiama i nostri uffici per un primo orientamento gratuito.

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      Andrea Damiani

      Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

      📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
      Luglio 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/DOCUMENTI-NECESSARI-PER-LA-SUCCESSIONE-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-19 08:00:002026-04-24 23:48:37Riunione Fiscale Successione 2026: Cos’è, Quando Serve e Come Richiederla
      CAF, SUCCESSIONI

      Successione Senza Notaio 2026: Quando e Possibile, Come Fare e Quanto Si Risparmia

      Successione CAF o notaio: confronto costi e vantaggi per la dichiarazione ereditaria

      La convinzione che per una successione sia obbligatorio rivolgersi al notaio è uno dei falsi miti più diffusi in Italia. In realtà, nella maggior parte dei casi, il notaio non è necessario: per la dichiarazione di successione, la voltura catastale e la semplice accettazione dell’eredità, un CAF o un commercialista sono più che sufficienti, con un risparmio che può arrivare a 2.000-5.000 euro.

      In questa guida completa aggiornata al 2026 vediamo quando il notaio serve davvero, quando è solo un’opzione costosa e quali sono le alternative legali per gestire una successione senza spese superflue.

      Indice dei contenuti

      1. Il notaio NON è obbligatorio per la successione
      2. Dichiarazione di successione vs atto notarile: la differenza chiave
      3. Quando il notaio NON serve (i casi più comuni)
      4. Quando il notaio SERVE obbligatoriamente
      5. Quando il notaio CONVIENE (facoltativo ma utile)
      6. Alternative al notaio: CAF, commercialista, cancelleria
      7. Confronto costi: CAF vs notaio vs commercialista
      8. Come rinunciare all’eredità senza notaio
      9. Come fare la successione al CAF passo-passo
      10. Errori comuni nel fai-da-te
      11. Quando il fai-da-te è rischioso
      12. FAQ – Domande frequenti
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      Il notaio NON è obbligatorio per la successione

      Partiamo dal punto più importante: nessuna legge italiana impone il notaio per aprire una successione. La normativa di riferimento – il Testo Unico delle Successioni (D.Lgs. 346/1990) e il Codice Civile (artt. 456-768) – non prevede alcun obbligo di rivolgersi a un notaio per gli adempimenti ordinari.

      Quando una persona muore, gli eredi devono compiere una serie di adempimenti che, nella quasi totalità dei casi, possono essere gestiti senza alcun atto notarile:

      • Presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla morte
      • Pagare le imposte (di successione, ipotecaria e catastale se ci sono immobili)
      • Aggiornare i registri catastali tramite voltura
      • Sbloccare conti correnti e investimenti intestati al defunto
      • Accettare l’eredità, anche solo tacitamente

      Tutte queste operazioni possono essere svolte da un CAF abilitato, da un commercialista o persino direttamente dal contribuente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. Il notaio interviene solo in casi specifici, che vedremo nel dettaglio.

      Dichiarazione di successione vs atto notarile: la differenza chiave

      Il malinteso nasce dalla confusione tra due adempimenti completamente diversi, che molti eredi sovrappongono erroneamente.

      La dichiarazione di successione: un atto FISCALE

      La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale, non notarile. Si presenta all’Agenzia delle Entrate tramite il modello telematico SUC ed ha lo scopo di:

      • Dichiarare al Fisco l’esistenza dell’eredità e il suo valore
      • Calcolare e pagare le imposte dovute (successione, ipotecaria, catastale, bolli)
      • Permettere lo sblocco dei beni (immobili, conti, investimenti)

      La dichiarazione di successione può essere presentata da qualsiasi intermediario abilitato: CAF, commercialisti, tributaristi, e persino dagli stessi eredi tramite Entratel/Fisconline. Il notaio qui non ha alcun ruolo esclusivo.

      L’atto notarile di accettazione: raramente necessario

      L’accettazione espressa dell’eredità (artt. 474-475 Codice Civile) è invece un atto civilistico con cui l’erede dichiara formalmente di accettare. Esistono due modalità:

      • Accettazione tacita: si compie implicitamente quando l’erede fa qualcosa che presuppone la volontà di accettare (es. presenta la dichiarazione di successione, paga le imposte, riscuote un credito del defunto)
      • Accettazione espressa: con atto pubblico o scrittura privata autenticata – solo in questo caso serve il notaio, ma è richiesta solo in specifiche circostanze (es. per trascrivere la vendita di un immobile ereditato)

      Nella pratica, il 99% degli eredi accetta tacitamente semplicemente facendo la successione al CAF. Non serve nessun atto formale.

      Quando il notaio NON serve (i casi più comuni)

      Vediamo nel dettaglio le situazioni – che rappresentano la stragrande maggioranza delle successioni italiane – in cui il notaio è del tutto superfluo.

      1. Dichiarazione di successione

      La presentazione del modello SUC è competenza di qualunque intermediario fiscale abilitato. Un CAF come il CAF Centro Fiscale di Udine la predispone e la trasmette in via telematica all’Agenzia delle Entrate con costi tra 200 e 500 euro, a fronte di 1.500-3.000 euro mediamente richiesti da un notaio per lo stesso identico servizio.

      2. Accettazione tacita dell’eredità

      Come abbiamo visto, l’accettazione tacita si perfeziona automaticamente con comportamenti concludenti: presentare la dichiarazione di successione, pagare le imposte di successione con F24, riscuotere canoni di locazione degli immobili ereditati, disporre dei beni mobili del defunto. Nessun atto formale è richiesto.

      Per approfondire questo tema, leggi la nostra guida su come si accetta l’eredità senza saperlo: accettazione tacita.

      3. Voltura catastale

      Dal 2019, la voltura catastale automatica viene effettuata dall’Agenzia delle Entrate direttamente sulla base della dichiarazione di successione, senza bisogno di atti aggiuntivi. Se per qualche motivo la voltura automatica non funziona (es. discrepanze catastali), il CAF o un geometra possono presentarla manualmente.

      4. Sblocco del conto corrente del defunto

      Una volta presentata la dichiarazione di successione, la banca sblocca il conto del defunto sulla base di:

      • Copia della dichiarazione di successione presentata
      • Certificato di morte
      • Autocertificazione degli eredi (in alternativa al certificato di eredità)

      Solo alcuni istituti bancari richiedono un certificato di eredità (che in FVG è rilasciato dal Tribunale in base al sistema tavolare) o una dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa davanti al cancelliere o a un notaio. Questo atto costa poche decine di euro se fatto in cancelleria. Per i dettagli consulta la guida sul certificato di eredità 2026.

      5. Testamento olografo

      Il testamento olografo (scritto, datato e firmato di pugno dal testatore, art. 602 CC) non richiede un notaio per essere valido. Dopo la morte, per dargli esecuzione, va semplicemente pubblicato: l’erede lo consegna a un notaio O lo deposita presso la cancelleria del Tribunale. La pubblicazione in cancelleria costa poche decine di euro contro i 500-1.500 euro del notaio.

      Quando il notaio SERVE obbligatoriamente

      Esistono alcune situazioni specifiche in cui la legge impone l’atto notarile (o, in alternativa, la cancelleria del Tribunale). Se ti trovi in uno di questi casi, non c’è scelta: serve il notaio o il cancelliere.

      1. Accettazione con beneficio di inventario (art. 484 CC)

      Se vuoi accettare l’eredità limitatamente al valore dei beni ereditati, proteggendo il tuo patrimonio personale dai debiti del defunto, devi fare una dichiarazione formale ricevuta da un notaio oppure dal cancelliere del Tribunale del luogo di apertura della successione (art. 484 CC). Questa procedura è essenziale se temi che il defunto abbia lasciato debiti superiori al patrimonio.

      È obbligatoria per:

      • Minori (rappresentati dai genitori)
      • Interdetti e inabilitati
      • Persone giuridiche, associazioni, fondazioni

      2. Rinuncia all’eredità (art. 519 CC)

      La rinuncia all’eredità è un atto solenne che deve essere ricevuto da un notaio O dal cancelliere del Tribunale competente. Può essere fatta entro 10 anni dall’apertura della successione, a condizione che l’erede non abbia già accettato tacitamente.

      Buona notizia: la rinuncia in cancelleria costa tipicamente 250-400 euro tra bolli, diritti e registro, mentre un notaio può chiedere 500-1.500 euro. Vedremo la procedura passo-passo più avanti.

      3. Trascrizione di atti sugli immobili ereditati

      Se gli eredi decidono di vendere, donare o dividere un immobile ricevuto per successione, la trascrizione dell’atto richiede obbligatoriamente l’accettazione espressa dell’eredità (art. 2648 CC). Il notaio che roga l’atto di vendita inserisce contestualmente l’accettazione espressa. Questo è uno dei motivi principali per cui molti eredi, anni dopo la successione, devono comunque rivolgersi a un notaio: per vendere gli immobili ereditati.

      4. Divisione ereditaria con immobili

      L’atto di divisione ereditaria, con cui i coeredi si assegnano singoli beni sciogliendo la comunione, richiede la forma notarile se comprende immobili (per essere trascritto nei registri immobiliari o, in FVG, nel sistema tavolare). In alternativa, la divisione può essere giudiziale (pronunciata dal giudice) in caso di disaccordo.

      5. Testamento pubblico

      Il testamento pubblico (art. 603 CC) è ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni. Non è obbligatorio – il testamento olografo è altrettanto valido – ma se si sceglie questa forma serve per definizione il notaio. Il vantaggio del testamento pubblico è che resta custodito nell’archivio notarile e non può essere smarrito o distrutto.

      6. Patti di famiglia

      I patti di famiglia (artt. 768-bis e ss. CC), con cui l’imprenditore trasferisce l’azienda o partecipazioni societarie a uno o più discendenti, richiedono obbligatoriamente l’atto pubblico notarile.

      Quando il notaio CONVIENE (facoltativo ma utile)

      In alcune situazioni il notaio non è obbligatorio, ma rivolgersi a un professionista può prevenire problemi futuri. Ecco i casi in cui può valere la pena la spesa aggiuntiva.

      1. Successioni complesse con molti eredi

      Se gli eredi sono numerosi (es. cugini, pronipoti) o si trovano in luoghi diversi, un notaio può coordinare meglio la comunicazione, raccogliere procure e gestire la firma degli atti. Tuttavia, anche un buon CAF o commercialista può svolgere questo ruolo di coordinamento con costi molto inferiori.

      2. Partecipazioni societarie importanti

      Se l’eredità comprende quote di S.r.l., azioni di S.p.A. non quotate o aziende, il trasferimento richiede adempimenti specifici (iscrizione al Registro Imprese, modifiche statutarie, libro soci). In questi casi il notaio è spesso la scelta più efficiente, soprattutto se abbinato alla consulenza di un commercialista.

      3. Contestazioni tra eredi

      Quando tra gli eredi esistono conflitti potenziali (es. divergenze sul valore dei beni, accuse di donazioni simulate, sospetti di testamenti alterati), un notaio può redigere verbali, autenticare dichiarazioni e ridurre il rischio di contenzioso futuro.

      4. Immobili in comuni diversi

      Se il defunto possedeva immobili sparsi in più comuni o regioni (ancora più complesso se alcuni sono in Friuli Venezia Giulia con sistema tavolare e altri con conservatoria ordinaria), il notaio può centralizzare tutti gli adempimenti. Anche qui, un CAF strutturato può gestire la pratica a costi inferiori.

      5. Pianificazione successoria

      Se sei in vita e vuoi organizzare per tempo la tua successione (donazioni, testamenti, patti di famiglia, trust), il notaio è sicuramente la figura professionale di riferimento, spesso affiancato da un commercialista per gli aspetti fiscali.

      Alternative al notaio: CAF, commercialista, cancelleria

      Per ogni adempimento successorio esiste un’alternativa legale e meno costosa al notaio. Ecco la mappa completa.

      CAF – Centro di Assistenza Fiscale

      I CAF abilitati possono gestire tutti gli adempimenti fiscali della successione:

      • Dichiarazione di successione telematica (modello SUC)
      • Voltura catastale automatica e manuale
      • Calcolo delle imposte (successione, ipotecaria, catastale)
      • Predisposizione F24 per autoliquidazione
      • Assistenza documentale (recupero atti, visure, perizie)

      Costo medio: 200-500 euro a pratica, a seconda della complessità.

      Commercialista

      Il commercialista è la figura ideale per successioni patrimonialmente complesse: partecipazioni societarie, aziende, patrimoni internazionali, pianificazione successoria integrata. I costi sono mediamente più alti del CAF (500-2.000 euro), ma offre competenze specifiche di fiscalità avanzata.

      Cancelleria del Tribunale

      La cancelleria del Tribunale può ricevere atti normalmente riservati al notaio:

      • Rinuncia all’eredità (art. 519 CC)
      • Accettazione con beneficio di inventario (art. 484 CC)
      • Pubblicazione testamento olografo
      • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio (per sblocco conti)
      • Certificato di eredità (in FVG e province ex-austriache)

      Costo medio: 100-400 euro (bolli, diritti e registro), contro i 500-1.500 euro del notaio per gli stessi atti.

      Agenzia delle Entrate (fai-da-te)

      I cittadini con SPID/CIE possono presentare autonomamente la dichiarazione di successione telematica tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. Costo: solo le imposte dovute, nessun costo di intermediazione. Sconsigliato se non si ha dimestichezza con procedure fiscali: un errore formale comporta sanzioni e la necessità di presentare una successione integrativa.

      Per un confronto dettagliato dei costi, leggi la nostra analisi su costi successione a Udine: CAF vs notaio vs commercialista.

      Confronto costi: CAF vs notaio vs commercialista

      Quanto si risparmia concretamente facendo la successione senza notaio? Ecco una tabella di confronto basata sui prezzi medi del mercato italiano 2026:

      ServizioCAFCommercialistaNotaio
      Dichiarazione di successione semplice (1 immobile, pochi eredi)200-350 €400-800 €1.200-2.500 €
      Dichiarazione di successione complessa (più immobili, molti eredi)400-700 €800-1.500 €2.500-5.000 €
      Voltura catastale50-100 € (o gratuita se inclusa)100-200 €300-500 €
      Rinuncia ereditàNon di competenzaNon di competenza500-1.500 €
      Rinuncia eredità in cancelleria250-400 € (indipendentemente dal notaio)
      Pubblicazione testamento olografoNon di competenzaNon di competenza500-1.500 €
      Pubblicazione testamento olografo in cancelleria100-250 €
      Risparmio medio CAF vs Notaio1.000 – 3.000 € per pratica

      Per una famiglia media italiana, la scelta di rivolgersi a un CAF invece che a un notaio per la dichiarazione di successione comporta un risparmio di 1.500-2.500 euro. Per un confronto approfondito dei due approcci, leggi Successione: meglio il CAF o il notaio? Confronto 2026.

      Come rinunciare all’eredità senza notaio: procedura in cancelleria

      La rinuncia all’eredità (art. 519 CC) può essere fatta gratuitamente presso la cancelleria del Tribunale competente, pagando solo i bolli e i diritti di registrazione. Ecco la procedura passo-passo:

      Passo 1: Individuare il Tribunale competente

      È il Tribunale del luogo di apertura della successione, ossia l’ultimo domicilio del defunto. Se il defunto risiedeva a Udine, la rinuncia si fa al Tribunale di Udine.

      Passo 2: Prenotare l’appuntamento

      La maggior parte dei Tribunali richiede prenotazione telefonica o online sul sito della Volontaria Giurisdizione. I tempi di attesa variano da 2 settimane a 2 mesi.

      Passo 3: Preparare i documenti

      • Documento d’identità valido e codice fiscale del rinunciante
      • Certificato di morte del de cuius
      • Certificato di ultima residenza del de cuius
      • Eventuale certificato contestuale (stato di famiglia al momento del decesso)
      • Marca da bollo da 16 euro

      Passo 4: Pagare i diritti

      Alla cancelleria si pagano:

      • Registro di cancelleria: 27-50 euro
      • Bolli: 16 euro + 2 euro per ogni foglio
      • Registrazione all’Agenzia delle Entrate: 200 euro (solo per rinunce post-1990)

      Totale tipico: 250-400 euro, contro 500-1.500 euro richiesti da un notaio.

      Passo 5: Firmare il verbale

      Il cancelliere redige il verbale di rinuncia che il rinunciante firma alla sua presenza. Da quel momento l’erede è considerato come se non fosse mai stato tale (art. 521 CC) e l’eredità si devolve agli eredi successibili.

      Attenzione: termini e irrevocabilità

      La rinuncia:

      • Deve essere fatta entro 10 anni dall’apertura della successione (art. 480 CC)
      • Non è possibile se l’erede ha già compiuto atti di accettazione tacita
      • È irrevocabile, salvo revoca entro i 10 anni se non è intervenuta prescrizione o accettazione da parte di altri

      Come fare la successione al CAF passo-passo

      Se decidi di rivolgerti a un CAF come il Centro Fiscale di Udine, ecco cosa aspettarti. La procedura tipica si svolge in 4-6 settimane, decisamente più rapida della media dei notai (2-4 mesi).

      Passo 1: Primo appuntamento conoscitivo

      Durante il primo incontro (gratuito presso molti CAF), l’operatore:

      • Verifica la situazione familiare e patrimoniale del defunto
      • Identifica gli eredi secondo legge o testamento
      • Calcola il preventivo esatto della pratica
      • Fornisce l’elenco dei documenti necessari

      Passo 2: Raccolta documenti

      Documenti essenziali:

      • Certificato di morte
      • Documenti d’identità e codici fiscali di tutti gli eredi
      • Stato di famiglia storico al momento della morte
      • Visure catastali degli immobili del defunto (in FVG anche visure tavolari)
      • Estratti conto bancari al momento della morte
      • Eventuale testamento (olografo già pubblicato o pubblico)
      • Ultima dichiarazione dei redditi del defunto

      Per una checklist completa leggi la nostra guida sui documenti per la successione a Udine.

      Passo 3: Compilazione modello SUC

      Il CAF inserisce tutti i dati nel modello telematico SUC dell’Agenzia delle Entrate, calcola automaticamente le imposte e predispone l’F24 per il pagamento (in autoliquidazione).

      Passo 4: Firma e trasmissione

      Gli eredi firmano la dichiarazione (o conferiscono procura a un erede delegato) e il CAF la trasmette telematicamente. La ricevuta telematica è immediata.

      Passo 5: Voltura catastale automatica

      Entro 30 giorni dalla trasmissione, l’Agenzia del Territorio aggiorna automaticamente gli intestatari catastali.

      Passo 6: Consegna documentazione finale

      Il CAF rilascia agli eredi copia completa della dichiarazione, ricevute telematiche, F24 pagati e visure aggiornate – da utilizzare per sbloccare conti, riscuotere crediti e vendere eventuali beni.

      Per la procedura completa nel dettaglio, leggi la nostra guida su dichiarazione di successione a Udine: procedura passo-passo.

      Errori comuni nel fai-da-te

      Molte persone, per risparmiare, tentano la strada del fai-da-te totale attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate. Se non si ha esperienza fiscale, gli errori sono frequenti e possono costare più del CAF stesso in sanzioni. Ecco quelli più ricorrenti.

      1. Omettere beni mobili

      Molti pensano che vadano dichiarati solo gli immobili. In realtà vanno inclusi conti correnti, investimenti, BTP, azioni, polizze assicurative a favore degli eredi. L’omissione comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta evasa.

      2. Sottostimare il valore degli immobili

      Il valore catastale (rendita × coefficienti) è il minimo fiscale accettato dal Fisco per le prime case e per le successioni. Sottostimarlo porta ad accertamento e sanzioni.

      3. Dimenticare debiti deducibili

      Sono deducibili dal valore dell’asse ereditario mutui, prestiti, spese mediche dell’ultimo trimestre, spese funebri fino a 1.549 euro. Dimenticarli significa pagare imposte non dovute.

      4. Errori sugli eredi

      Applicare franchigie e aliquote sbagliate per il grado di parentela (es. confondere fratello e cugino) è un errore frequente che costa centinaia o migliaia di euro.

      5. Omettere la dichiarazione entro 12 mesi

      La dichiarazione va presentata entro 12 mesi dal decesso. Il ritardo comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con riduzioni in caso di ravvedimento operoso.

      6. Non considerare donazioni pregresse

      Le donazioni fatte in vita dal defunto vanno considerate per il calcolo delle franchigie (coacervo successorio). Ignorarle è uno degli errori più tecnici ma anche dei più costosi.

      Quando il fai-da-te è rischioso

      Anche se la normativa consente la successione fai-da-te, non sempre è consigliabile. Ecco le situazioni in cui è prudente rivolgersi a un professionista (CAF, commercialista o, se necessario, notaio).

      Situazioni ad alto rischio nel fai-da-te

      • Presenza di immobili con discrepanze catastali (es. variazioni non censite, ampliamenti abusivi)
      • Immobili in Friuli Venezia Giulia o province ex-austriache, dove vige il sistema tavolare e serve competenza specifica
      • Defunto residente all’estero con beni in Italia (convenzioni contro doppie imposizioni)
      • Presenza di aziende, ditte individuali o quote societarie
      • Titoli esteri, conti esteri, criptovalute
      • Donazioni pregresse rilevanti
      • Eredi minori, interdetti o nascituri
      • Testamento contestato o di dubbia autenticità
      • Sospetto di debiti non quantificati (in tal caso valutare beneficio di inventario)

      In queste situazioni, il risparmio del fai-da-te può trasformarsi in costi ben maggiori in caso di accertamento fiscale, liti ereditarie o procedure esecutive.

      La soluzione intermedia: CAF specializzato

      Il CAF offre il miglior rapporto qualità-prezzo per la maggior parte delle successioni: prezzi decisamente inferiori al notaio, competenza fiscale, assistenza documentale e responsabilità professionale. Per situazioni eccezionalmente complesse il CAF stesso può indirizzare verso un notaio o un commercialista di fiducia.

      FAQ – Domande frequenti sulla successione senza notaio

      È obbligatorio andare dal notaio per la successione?

      No. Nella stragrande maggioranza dei casi la successione può essere gestita da un CAF o da un commercialista. Il notaio è obbligatorio solo per specifici atti: rinuncia all’eredità (in alternativa al cancelliere), accettazione con beneficio di inventario (idem), divisioni ereditarie con immobili, patti di famiglia, testamenti pubblici e trascrizione di vendite di immobili ereditati.

      Quanto costa fare la successione senza notaio al CAF?

      Al CAF una dichiarazione di successione ordinaria costa tipicamente tra 200 e 500 euro, contro i 1.500-3.000 euro richiesti mediamente da un notaio per lo stesso adempimento. Il risparmio medio è di 1.500-2.500 euro per pratica.

      Posso rinunciare all’eredità senza notaio?

      Sì. La rinuncia all’eredità (art. 519 CC) può essere fatta in cancelleria del Tribunale del luogo di apertura della successione, con costi di 250-400 euro tra bolli, diritti e registrazione. Il notaio è solo un’alternativa, non un obbligo.

      Per vendere una casa ereditata serve il notaio?

      Sì, per la vendita dell’immobile è sempre necessario il notaio che riceve l’atto di compravendita. Tuttavia, la successione in sé (dichiarazione fiscale, voltura catastale) può essere fatta prima al CAF senza problemi. Il notaio interviene successivamente e inserisce contestualmente l’accettazione espressa.

      Il testamento olografo va obbligatoriamente dal notaio?

      No. Il testamento olografo (scritto a mano dal testatore) va “pubblicato” dopo la morte, ma la pubblicazione può avvenire sia dal notaio sia in cancelleria del Tribunale. La seconda opzione costa 100-250 euro contro i 500-1.500 euro del notaio.

      Posso fare la successione direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate?

      Sì, se hai SPID/CIE puoi presentare la dichiarazione SUC telematica in autonomia. È sconsigliato, però, se non hai dimestichezza fiscale: errori formali o sostanziali comportano sanzioni che possono superare il costo di un CAF.

      La voltura catastale serve il notaio?

      No. Dal 2019 la voltura è automatica sulla base della dichiarazione di successione. Se non dovesse funzionare, il CAF o un geometra possono presentarla manualmente senza notaio.

      Quando conviene rivolgersi comunque al notaio anche se non obbligatorio?

      Conviene il notaio per: successioni con aziende e partecipazioni societarie rilevanti, presenza di contestazioni tra eredi, patrimoni in più comuni o regioni (soprattutto se alcuni in sistema tavolare FVG e altri no), pianificazione successoria in vita (donazioni, testamenti, patti di famiglia, trust).

      Quali sono i termini per la dichiarazione di successione?

      La dichiarazione va presentata entro 12 mesi dal decesso. Il termine è perentorio: il ritardo comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, ridotte col ravvedimento operoso.

      In Friuli Venezia Giulia vale lo stesso procedimento?

      Sì per la parte fiscale (dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate), ma in FVG vige il sistema tavolare (ex province austroungariche) che richiede competenze specifiche per le trascrizioni immobiliari. Un CAF locale come il Centro Fiscale di Udine è attrezzato per gestirlo correttamente.

      Conclusioni: quando serve davvero il notaio

      La convinzione che il notaio sia obbligatorio per ogni successione è un mito che costa agli italiani centinaia di milioni di euro ogni anno in parcelle superflue. La realtà è che:

      • La dichiarazione di successione è un atto fiscale che qualunque CAF o commercialista gestisce perfettamente a costi molto inferiori
      • L’accettazione tacita avviene automaticamente presentando la successione: non serve alcun atto notarile
      • La rinuncia all’eredità e l’accettazione con beneficio di inventario possono essere fatte in cancelleria
      • Il testamento olografo può essere pubblicato in cancelleria
      • Il notaio è obbligatorio solo per vendite immobiliari, divisioni ereditarie di immobili, patti di famiglia e testamenti pubblici

      Prima di rivolgersi direttamente a un notaio, è quindi saggio consultare un CAF specializzato in successioni: spesso la pratica si risolve con il CAF e si evita totalmente la spesa notarile.

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato in dichiarazioni di successione, con competenza specifica sul sistema tavolare FVG. Offriamo primo appuntamento conoscitivo gratuito, preventivo chiaro e trasparente, e ti indirizziamo al notaio solo se strettamente necessario per atti specifici.

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      • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
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      Andrea Damiani

      Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

      📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
      Giugno 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/successione-caf-o-notaio-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-20 08:00:002026-04-24 23:48:27Successione Senza Notaio 2026: Quando e Possibile, Come Fare e Quanto Si Risparmia
      SUCCESSIONI

      Dichiarazione Successione Telematica 2026: Guida Online Agenzia Entrate Step-by-Step

      Dichiarazione di successione telematica online Agenzia Entrate - guida 2026

      La dichiarazione di successione telematica è diventata l’unica modalità valida per adempiere a questo obbligo fiscale: dal 1° gennaio 2019, infatti, tutte le dichiarazioni di successione devono essere presentate online all’Agenzia delle Entrate. Non esiste più la possibilità di presentare il vecchio modello cartaceo in ufficio, salvo rarissime eccezioni.

      In questa guida pratica ti spieghiamo passo dopo passo come fare la successione online: quale software usare, come accedere ai servizi dell’Agenzia delle Entrate, quali documenti digitali preparare e come compilare correttamente la dichiarazione. Vedremo anche quando il fai-da-te è sconsigliato e conviene affidarsi al CAF, soprattutto in Friuli Venezia Giulia dove il sistema tavolare richiede procedure specifiche.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la dichiarazione di successione telematica
      2. Chi può presentare la successione online
      3. Come accedere ai servizi Agenzia Entrate
      4. Il software SuccessioniOnLine
      5. Documenti digitali da preparare
      6. Compilazione step-by-step della dichiarazione
      7. Calcolo imposte e pagamento F24
      8. Invio telematico e ricevuta
      9. Voltura catastale automatica
      10. Errori comuni da evitare
      11. Tempi di presentazione e sanzioni
      12. Quando conviene affidarsi al CAF
      13. FAQ: domande frequenti

      Cos’è la dichiarazione di successione telematica

      La dichiarazione di successione telematica è il documento fiscale con cui gli eredi comunicano all’Agenzia delle Entrate il patrimonio lasciato dal defunto. Serve a calcolare e pagare l’imposta di successione, oltre alle imposte ipotecaria e catastale sugli immobili caduti in successione. Dal 1° gennaio 2019 la presentazione deve avvenire esclusivamente in modalità telematica, utilizzando il modello unico informatico approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

      Prima di questa data era ancora possibile consegnare il modello cartaceo presso lo sportello territoriale. Oggi il canale digitale è l’unico ammesso. Questo cambiamento ha portato diversi vantaggi pratici: non bisogna più fare code in ufficio, il sistema calcola automaticamente le imposte, genera il modello F24 precompilato e trasmette i dati al catasto per la voltura automatica degli immobili.

      Tuttavia, la digitalizzazione non ha semplificato i contenuti della dichiarazione. La compilazione resta complessa perché richiede di inserire correttamente dati catastali, rapporti di parentela, valori di mercato, quote ereditarie e passività. Un errore può costare caro in termini di sanzioni o di imposte calcolate male.

      Chi può presentare la successione online

      La dichiarazione di successione telematica può essere presentata da diversi soggetti, non solo dagli eredi in prima persona. Ecco chi è autorizzato a trasmetterla:

      • Gli eredi: chiunque sia chiamato all’eredità, con SPID, CIE o CNS, può accedere all’area riservata di Agenzia Entrate e presentare la dichiarazione
      • I legatari: chi riceve un bene specifico per testamento (un appartamento, una somma di denaro)
      • I rappresentanti legali degli eredi (genitori di minori, tutori, curatori)
      • Gli esecutori testamentari e gli amministratori dell’eredità
      • Intermediari abilitati: CAF, commercialisti, avvocati tributaristi, consulenti del lavoro
      • Notai, quando richiesto nell’ambito di atti di loro competenza

      Quando ci sono più eredi, basta che uno solo presenti la dichiarazione per conto di tutti. Gli altri sono tenuti a fornire i propri dati, ma la trasmissione è unica. Attenzione: chi presenta la dichiarazione ne è responsabile di fronte all’Agenzia delle Entrate, quindi deve assicurarsi che i dati siano corretti e completi.

      Se scegli di affidarti a un intermediario, come il CAF Centro Fiscale di Udine, dovrai firmare una delega con cui lo autorizzi a trasmettere la dichiarazione per tuo conto. L’intermediario rilascia poi una copia della ricevuta di trasmissione, che costituisce la prova dell’avvenuta presentazione.

      Come accedere ai servizi Agenzia Entrate

      Per presentare la successione online devi accedere all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. L’accesso avviene tramite identità digitale. Dal 2021 non è più possibile ottenere credenziali Fisconline “fai-da-te” per nuovi utenti privati: servono uno dei seguenti sistemi.

      SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

      Lo SPID è l’identità digitale unica per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione. Si ottiene gratuitamente o a pagamento presso uno degli Identity Provider accreditati (Poste Italiane, InfoCert, Aruba, Sielte, TIM, Lepida, Namirial). Per accedere a Fisconline serve almeno lo SPID di livello 2, che richiede un codice OTP generato da app o SMS oltre alla password.

      CIE (Carta d’Identità Elettronica)

      La CIE è la carta d’identità in formato tessera con microchip che viene rilasciata da tutti i Comuni italiani. Per usarla come strumento di autenticazione serve un lettore NFC (o uno smartphone compatibile NFC) e l’app CieID. È la soluzione più sicura ma richiede un minimo di setup tecnico la prima volta.

      CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

      La CNS è un dispositivo con certificato digitale, di solito sotto forma di chiavetta USB o smart card. È molto usata da professionisti, imprese e amministratori. Richiede il lettore smart card e il software di gestione del dispositivo.

      Credenziali Fisconline/Entratel (solo utenti già registrati)

      Chi possiede già credenziali Fisconline o Entratel rilasciate prima dell’entrata in vigore dell’obbligo SPID può continuare a usarle fino al loro termine di validità. Entratel è il canale riservato agli intermediari abilitati (CAF, commercialisti), mentre Fisconline era quello per i privati.

      Il software SuccessioniOnLine

      Per compilare la dichiarazione hai due strade: utilizzare il servizio web disponibile direttamente nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, oppure scaricare il software desktop “SuccessioniOnLine”. Entrambi producono lo stesso file telematico valido, ma hanno caratteristiche diverse.

      Servizio web diretto (via area riservata)

      Accedendo a Fisconline con SPID/CIE/CNS, trovi nella sezione Servizi > Successioni la possibilità di compilare la dichiarazione direttamente online. È la soluzione più comoda per successioni semplici, con pochi beni e pochi eredi. Tuttavia il servizio web ha funzionalità ridotte rispetto al software desktop.

      Software desktop SuccessioniOnLine

      Il software SuccessioniOnLine è l’applicazione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate da installare sul computer. Offre funzionalità più complete e gestisce meglio le dichiarazioni con molti beni o situazioni complesse. Vediamo come installarlo:

      1. Vai sul sito agenziaentrate.gov.it e cerca “SuccessioniOnLine download”
      2. Scarica il pacchetto di installazione (versione per Windows, macOS o Linux)
      3. Scarica anche il software di controllo, che verifica la correttezza del file prima dell’invio
      4. Assicurati di avere installato Java, necessario per il funzionamento dell’applicazione
      5. Installa il software seguendo la procedura guidata
      6. Al primo avvio, il software propone l’aggiornamento alle ultime tabelle ufficiali: accetta sempre
      7. Apri il software: trovi l’area di lavoro con le varie sezioni da compilare

      Il software viene aggiornato periodicamente dall’Agenzia delle Entrate: quando entri in una nuova sessione di lavoro, controlla sempre che ci sia l’ultima versione installata. Un file prodotto con una versione obsoleta potrebbe essere scartato dal sistema al momento dell’invio.

      Documenti digitali da preparare

      Prima di iniziare la compilazione devi raccogliere tutti i documenti in formato digitale (PDF). Alcuni sono obbligatori, altri si allegano solo se presenti nella situazione specifica. Ogni documento va scansionato a risoluzione adeguata (minimo 200 dpi) e in formato PDF. Ecco l’elenco completo:

      • Certificato di morte (in carta libera, rilasciato dall’anagrafe del Comune)
      • Autocertificazione di stato di famiglia alla data del decesso
      • Copia dei documenti di identità del defunto e di tutti gli eredi
      • Codici fiscali del defunto e degli eredi
      • Testamento pubblicato, se presente (copia autentica o pubblicata dal notaio)
      • Atto di rinuncia all’eredità, se qualcuno ha rinunciato
      • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili (scaricabili gratuitamente dal Cassetto Fiscale)
      • Planimetrie catastali, richieste per gli immobili urbani
      • Atti di provenienza degli immobili (rogiti di acquisto, precedenti dichiarazioni di successione)
      • Documentazione bancaria: estratti conto alla data del decesso, saldi dei conti correnti, titoli, libretti, cassette di sicurezza
      • Dichiarazione sostitutiva della banca con i saldi al giorno della morte
      • Polizze vita (solo quelle oggetto di successione)
      • Documentazione su crediti e debiti del defunto
      • Eventuali dichiarazioni di successione precedenti (es. successioni in linea, coniuge defunto in precedenza)

      Le visure catastali e le planimetrie sono scaricabili gratuitamente dal Cassetto Fiscale se gli immobili erano intestati al defunto e il richiedente è un erede. Basta entrare nella propria area riservata di Agenzia Entrate, sezione Consultazione > Consultazioni Catastali. Nel caso in cui non si riesca a reperire le visure dal Cassetto, è possibile richiederle a pagamento tramite il servizio Consultazioni ipotecarie.

      Attenzione alla documentazione bancaria: gli istituti di credito rilasciano, su richiesta degli eredi, un documento ufficiale con i saldi alla data del decesso. Serve per indicare con precisione i valori delle disponibilità liquide nell’asse ereditario. Senza questo documento si rischia di indicare valori errati, con conseguente contestazione in fase di controllo.

      Compilazione step-by-step della dichiarazione

      Una volta preparati tutti i documenti e aperto il software SuccessioniOnLine (o il servizio web), la compilazione procede per sezioni logiche. Vediamole una per una.

      Sezione 1: Dati del defunto

      È la prima sezione da compilare e raccoglie i dati anagrafici del de cuius:

      • Codice fiscale, nome e cognome
      • Data e luogo di nascita e di morte
      • Ultima residenza
      • Stato civile al momento del decesso
      • Se il defunto era imprenditore individuale o titolare di partita IVA
      • Presenza o meno di testamento

      La data di morte è cruciale perché da essa decorrono i 12 mesi di tempo per presentare la dichiarazione e da essa si calcolano i valori dei beni.

      Sezione 2: Eredi e chiamati all’eredità

      Qui elenchi tutti i chiamati all’eredità, cioè le persone indicate dalla legge o dal testamento. Per ciascuno devi indicare:

      • Dati anagrafici completi
      • Rapporto di parentela con il defunto (coniuge, figlio, fratello, ecc.)
      • Quota ereditaria (frazionaria, es. 1/2, 1/4)
      • Stato: accettazione, rinuncia, eredità giacente
      • Se è un legatario (ha ricevuto un bene specifico per testamento)

      Il rapporto di parentela influisce sulle franchigie e sulle aliquote dell’imposta di successione. Ad esempio, coniuge e figli hanno franchigia di 1 milione di euro ciascuno e aliquota del 4%; fratelli e sorelle hanno franchigia di 100.000 euro e aliquota del 6%; altri parenti hanno aliquota del 6% senza franchigia; estranei pagano l’8%.

      Sezione 3: Asse ereditario attivo

      È la sezione più corposa e raccoglie tutti i beni lasciati dal defunto. Si suddivide in sotto-quadri:

      • Quadro EB – Beni immobili: terreni e fabbricati, con dati catastali (Comune, sezione, foglio, particella, subalterno), rendita o reddito dominicale, valore rivalutato
      • Quadro EC – Beni mobili e titoli: conti correnti, libretti, titoli, obbligazioni, azioni non quotate
      • Quadro ED – Rendite, pensioni, crediti
      • Quadro EE – Aziende e partecipazioni: imprese individuali, quote di SRL, partecipazioni in società di persone
      • Quadro EF – Aeromobili, navi, imbarcazioni
      • Quadro EG – Altri beni

      Per gli immobili il valore da indicare è quello catastale rivalutato (rendita × 1,05 × coefficiente in base alla categoria catastale). Per la prima casa degli eredi esistono agevolazioni specifiche. Per le partecipazioni societarie esistono regole particolari sulla continuità d’impresa.

      Sezione 4: Passività

      Nella sezione Passività si indicano i debiti del defunto deducibili dall’asse ereditario. I più comuni sono:

      • Mutui ipotecari sui beni caduti in successione
      • Debiti tributari
      • Spese mediche sostenute negli ultimi 6 mesi di vita
      • Spese funebri entro il limite di 1.550 euro
      • Debiti verso fornitori, condomini, artigiani risultanti da documenti certi

      Le passività vanno documentate: serve avere fatture, estratti conto, documenti bancari. Non si possono dedurre debiti generici o non documentati.

      Sezione 5: Imposte

      È la sezione finale in cui il software calcola automaticamente le imposte dovute:

      • Imposta di successione (variabile in base al rapporto di parentela)
      • Imposta ipotecaria (2% sul valore degli immobili)
      • Imposta catastale (1% sul valore degli immobili)
      • Imposte di bollo e tassa ipotecaria in misura fissa
      • Tributi speciali (per la volturazione catastale)

      Sulla prima casa degli eredi si applicano le agevolazioni prima casa anche in successione: ipotecaria e catastale scendono a 200 euro ciascuna (misura fissa) se almeno uno degli eredi dichiara di volerla destinare a propria abitazione principale.

      Calcolo imposte e pagamento F24

      Uno dei vantaggi della dichiarazione telematica è il calcolo automatico delle imposte. Una volta compilate tutte le sezioni e lanciato il controllo, il software restituisce l’importo esatto dovuto per ciascun tributo e genera un modello F24 precompilato.

      È fondamentale ricordare che il pagamento dell’imposta ipotecaria, catastale, bolli e tributi speciali va effettuato PRIMA dell’invio, tramite addebito sul conto corrente dell’erede che presenta la dichiarazione. Il sistema chiede l’IBAN e prevede l’addebito contestuale all’invio. Se non c’è provvista sul conto o l’IBAN è errato, la dichiarazione viene scartata.

      L’imposta di successione vera e propria (quella che colpisce il patrimonio in base al rapporto di parentela) viene invece liquidata dall’Agenzia delle Entrate dopo l’invio. L’Agenzia notifica all’erede un avviso di liquidazione entro 3 anni, con la somma da pagare e i termini (60 giorni dalla notifica). È possibile richiedere la rateizzazione: il 20% entro 60 giorni e il restante 80% in 8 rate trimestrali (o 12 se l’importo supera certi limiti).

      Chi ha diritto alle agevolazioni prima casa vede il calcolo aggiornato automaticamente, a patto che abbia correttamente indicato nella dichiarazione la volontà di avvalersene e i requisiti.

      Invio telematico e ricevuta di protocollo

      Completata la compilazione e passato il controllo formale del software, si procede con la generazione del file telematico e con l’invio. La procedura è la seguente:

      1. Nel software, lanciare il controllo formale: vengono segnalati errori bloccanti e warning
      2. Correggere tutti gli errori bloccanti (il file non si genera se ce ne sono)
      3. Generare il file telematico in formato compresso
      4. Accedere all’area riservata di Agenzia Entrate
      5. Sezione Successioni > Invio file successione
      6. Caricare il file, inserire l’IBAN per l’addebito, confermare
      7. Ricevere la prima ricevuta: conferma dell’accettazione del file
      8. Entro pochi giorni arriva la ricevuta di avvenuta protocollazione, con numero di protocollo, data e codice identificativo univoco

      La ricevuta di protocollo è il documento più importante: costituisce la prova ufficiale dell’avvenuta presentazione. Va conservata con cura, perché serve per tutti gli adempimenti successivi (svincolo conti bancari, voltura immobili, accesso alle agevolazioni).

      La dichiarazione protocollata è consultabile in qualsiasi momento dal Cassetto Fiscale del dichiarante, nella sezione Consultazioni > Successioni. Da qui è possibile scaricare una copia completa in PDF, utile quando banche, enti previdenziali o altri soggetti chiedono la documentazione della successione.

      Voltura catastale automatica

      Una delle novità più apprezzate della dichiarazione telematica è la voltura catastale automatica. Nella versione cartacea, dopo aver presentato la successione, bisognava fare una pratica a parte presso l’Agenzia del Territorio per aggiornare il catasto con i nuovi intestatari.

      Oggi il sistema trasmette automaticamente al catasto i dati relativi agli immobili e procede alla voltura. Nel software si trova un’apposita casella da spuntare per attivare la volturazione automatica. Il pagamento dei tributi speciali catastali viene incluso nel conteggio complessivo.

      Attenzione in Friuli Venezia Giulia: il sistema tavolare

      In Friuli Venezia Giulia (e in alcune zone del Veneto e del Trentino-Alto Adige) vige il sistema tavolare, un registro catastale di origine austriaca diverso da quello nazionale. Questo comporta una differenza importante: la voltura automatica del sistema telematico NON funziona nel territorio tavolare.

      Gli eredi di immobili situati in Friuli Venezia Giulia devono presentare, oltre alla dichiarazione di successione telematica, una domanda tavolare di intavolazione presso il Tribunale competente (a Udine, Pordenone, Gorizia o Trieste). La domanda richiede:

      • Atto notorio o certificato di eredità
      • Copia della dichiarazione di successione telematica protocollata
      • Accettazione espressa dell’eredità
      • Pagamento dei diritti tavolari e dei bolli

      La domanda viene esaminata dal Giudice Tavolare che, dopo i controlli, emette un decreto di intavolazione. Solo da quel momento gli eredi risultano ufficialmente intestatari dell’immobile nei libri tavolari. Si tratta di una procedura tecnica che richiede competenze giuridiche specifiche: senza un professionista esperto è molto facile commettere errori formali che bloccano l’intavolazione.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale nel sistema tavolare ed è in grado di seguire gli eredi dall’inizio alla fine del percorso: dalla dichiarazione telematica fino alla domanda tavolare, evitando i tipici ritardi e sospensioni che si verificano quando la pratica è gestita da professionisti esterni al territorio.

      Errori comuni da evitare

      Ecco gli errori più frequenti che si commettono nella compilazione della dichiarazione di successione telematica. Conoscerli in anticipo ti aiuta a non cadere in trappole costose.

      • Dati catastali non aggiornati: se il defunto aveva effettuato variazioni catastali non ancora registrate, la dichiarazione può essere scartata
      • Valori immobili errati: usare il valore di mercato invece del valore catastale rivalutato è uno sbaglio tipico
      • Omissione di beni: dimenticare conti correnti, libretti, titoli o partecipazioni comporta sanzioni e imposta aggiuntiva
      • Indicazione errata delle quote: confondere la successione legittima con quella testamentaria porta a quote sbagliate
      • Errori sulle franchigie: applicare franchigie non spettanti per parentela errata
      • Passività non documentate: dedurre debiti senza supporto documentale genera contestazioni
      • IBAN errato o conto senza fondi: causa scarto della dichiarazione al momento dell’invio
      • Sistema tavolare ignorato: in FVG, presentare solo la successione telematica senza l’intavolazione lascia gli eredi senza titolo di proprietà nei libri tavolari
      • Agevolazioni prima casa richieste senza requisiti: porta a revoca dell’agevolazione con sanzioni e interessi
      • Mancata presentazione di dichiarazioni integrative quando emergono nuovi beni

      Quando l’Agenzia delle Entrate scopre errori o omissioni (anche a distanza di anni), invia un avviso di liquidazione con imposte aggiuntive, sanzioni (dal 120% al 240% dell’imposta) e interessi. Il recupero può essere molto oneroso.

      Tempi di presentazione e sanzioni

      La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data di morte del defunto. Il termine può essere sospeso solo in casi particolari, come la pendenza di una causa sull’eredità o l’eredità giacente.

      Sanzioni per ritardo o omissione

      • Omessa presentazione: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro
      • Presentazione tardiva entro 30 giorni: sanzione dal 60% al 120% (con un minimo di 150 euro)
      • Presentazione tardiva oltre 30 giorni: si applica la sanzione piena
      • Dichiarazione infedele (valori errati o beni omessi): sanzione dal 100% al 200% della maggiore imposta
      • Dichiarazione irregolare (errori formali): sanzione da 258 a 1.032 euro

      Se ti accorgi di un errore o di un’omissione, puoi usare il ravvedimento operoso presentando una dichiarazione integrativa e pagando una sanzione ridotta. Le riduzioni variano in base al momento del ravvedimento: prima si interviene, più la sanzione è contenuta (anche 1/10 o 1/8 del minimo).

      Nel caso di dichiarazione dei redditi del defunto (ultimo 730 o modello Redditi), il termine è diverso: va presentata entro i termini ordinari dell’anno in cui cade il decesso, ma possono essere prorogati se la morte avviene negli ultimi mesi dell’anno.

      Quando conviene affidarsi al CAF invece del fai-da-te

      La dichiarazione di successione telematica fai-da-te è teoricamente alla portata di chiunque abbia SPID e un minimo di dimestichezza informatica. In pratica, però, ci sono situazioni in cui l’autonomia si rivela molto rischiosa. Ecco quando è fortemente consigliato rivolgersi a un CAF o a un professionista.

      • Presenza di immobili in Friuli Venezia Giulia: il sistema tavolare richiede competenze giuridiche specifiche che il software non sostituisce
      • Beni di notevole valore: patrimoni importanti giustificano l’intervento di un professionista per ottimizzare il calcolo
      • Aziende, partecipazioni, quote societarie: la valutazione è complessa e richiede conoscenze contabili
      • Testamenti complessi: presenza di legati, sostituzioni, usufrutto, oneri
      • Rinunce o accettazioni con beneficio di inventario: procedure giuridiche da gestire con un avvocato
      • Immobili con situazioni catastali problematiche: abusi edilizi, variazioni non aggiornate, comunioni
      • Eredi minori o incapaci: serve autorizzazione del giudice tutelare
      • Successioni con contenzioso tra eredi
      • Agevolazioni prima casa: errori costano in termini di imposte future e decadenza
      • Presenza di conti esteri o beni all’estero: complica notevolmente la pratica

      Il costo di una successione tramite CAF parte da qualche centinaio di euro e varia in base alla complessità. Si tratta di un investimento che nella maggior parte dei casi si ripaga in minore imposta dovuta, assenza di sanzioni e tranquillità per gli eredi. Il CAF assume la responsabilità professionale della pratica, offrendo una garanzia che il fai-da-te non può dare.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato in successioni con immobili in Friuli Venezia Giulia. Gestisce l’intero percorso: raccolta documenti, compilazione telematica, invio, pagamento imposte, domanda tavolare, volture bancarie. Gli eredi si rivolgono a un unico interlocutore dall’inizio alla fine.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      FAQ: domande frequenti sulla successione telematica

      Si può ancora presentare la successione cartacea?

      No, dal 1° gennaio 2019 la presentazione è obbligatoriamente telematica. La dichiarazione cartacea è ammessa solo in casi residuali e molto specifici (es. residenza del dichiarante all’estero per defunti deceduti prima di determinate date), da valutare con un professionista.

      Posso presentare la successione senza SPID?

      Per presentarla personalmente serve SPID, CIE o CNS. Se non hai nessuno di questi strumenti, puoi delegare il CAF o un commercialista che la trasmetterà con le proprie credenziali Entratel.

      Quanto costa presentare la successione online fai-da-te?

      Il software SuccessioniOnLine è gratuito. I costi sono solo quelli delle imposte dovute (ipotecaria, catastale, bolli, tributi speciali, imposta di successione se applicabile). Nessun costo di “pratica” è previsto per l’autocompilazione.

      Serve il notaio per la successione?

      Il notaio non è obbligatorio per la successione in sé. Diventa indispensabile se c’è un testamento da pubblicare, se gli eredi vogliono fare un atto notorio di successione, o se occorre un atto di accettazione tacita con trascrizione. Nel sistema tavolare del FVG, l’atto notarile serve spesso come base per l’intavolazione.

      Cosa succede se non presento la dichiarazione entro 12 mesi?

      Scattano le sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (minimo 250 euro) più interessi. Se ti accorgi del ritardo, presentala comunque il prima possibile con ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni.

      Se il defunto non aveva immobili, devo comunque fare la successione?

      La dichiarazione di successione è obbligatoria quando l’asse ereditario supera i 100.000 euro o comprende immobili o diritti reali immobiliari. Se l’eredità è inferiore e composta solo da mobili e conti correnti al di sotto di quella soglia, non è obbligatoria ma può essere richiesta dalle banche per lo svincolo.

      Come scarico le visure catastali gratis?

      Accedi all’area riservata di Agenzia Entrate con SPID/CIE/CNS, vai in Consultazione > Consultazioni catastali. Sono gratuite le visure degli immobili in proprio o del defunto (se sei erede). Serve anche l’ispezione ipotecaria gratuita una tantum.

      Si possono rateizzare le imposte?

      L’imposta di successione liquidata dall’Agenzia può essere rateizzata: 20% entro 60 giorni dalla notifica e 80% in 8 rate trimestrali (o 12 se l’importo supera 20.000 euro). Le imposte ipotecaria e catastale pagate in sede di dichiarazione, invece, non sono rateizzabili.

      Come funziona la voltura catastale nel sistema tavolare FVG?

      La voltura automatica del sistema telematico non opera nel territorio tavolare. Occorre presentare una domanda tavolare di intavolazione al Tribunale competente, allegando la dichiarazione di successione protocollata e gli altri documenti richiesti. La pratica richiede competenze specifiche: meglio affidarsi a un professionista che conosca il sistema tavolare.

      Posso modificare una dichiarazione già presentata?

      Sì, si può presentare una dichiarazione sostitutiva (entro i 12 mesi dall’apertura della successione) oppure una dichiarazione integrativa (dopo i 12 mesi, con pagamento delle eventuali sanzioni ridotte tramite ravvedimento).

      Conclusione: affronta la successione con serenità

      La dichiarazione di successione telematica è certamente più comoda del vecchio modello cartaceo: niente code agli sportelli, calcolo automatico delle imposte, ricevute digitali, voltura automatica. Ma la procedura resta complessa e un errore può costare caro in termini di sanzioni e contenzioso.

      Se la tua situazione è semplice (un piccolo patrimonio, pochi eredi, nessun immobile complicato), il fai-da-te con il software SuccessioniOnLine è assolutamente alla tua portata. Se invece ci sono immobili in Friuli Venezia Giulia, aziende, partecipazioni, testamenti articolati o situazioni catastali problematiche, affidarti a un CAF specializzato è la scelta più saggia.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata: valutiamo insieme la complessità della tua successione e ti indichiamo il percorso più adatto. Gestiamo la dichiarazione telematica, l’intavolazione nel sistema tavolare, le volture bancarie e tutti gli adempimenti correlati. Prenota un appuntamento presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13 a Udine, chiama lo 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121. Siamo qui per aiutarti.

      AD

      Andrea Damiani

      Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

      📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
      Maggio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2018/12/Successione-telematica.jpg 321 843 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-20 08:00:002026-05-31 17:48:21Dichiarazione Successione Telematica 2026: Guida Online Agenzia Entrate Step-by-Step
      CAF, SUCCESSIONI

      Come Funziona la Successione 2026: Guida Step-by-Step dalla Morte alla Voltura

      Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

      Hai perso un familiare e ti ritrovi davanti a una montagna di documenti, scadenze e adempimenti che non conosci. La morte di una persona cara comporta, oltre al dolore, una serie di obblighi legali e fiscali che devono essere gestiti nei tempi giusti per evitare sanzioni, blocco dei beni e contenziosi tra eredi.

      In questa guida step-by-step alla successione 2026 trovi tutto quello che devi fare, dal momento della morte fino alla voltura catastale, con tempi, costi, documenti e soluzioni ai problemi più comuni. Ti accompagneremo mano per mano, passo dopo passo.

      In Friuli Venezia Giulia, inoltre, vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia che richiede competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale nella gestione di successioni in questo regime.

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      Timeline della successione: cosa fare e quando

      Le 7 tappe fondamentali della successione

      StepCosa fareQuando
      1Certificato di morte, blocco conti, utenzePrimi 15 giorni
      2Verifica testamento, eredi, inventario beni15-60 giorni
      3Decisione degli eredi: accettare o rinunciareEntro 10 anni (meglio subito)
      4Presentazione dichiarazione di successioneEntro 12 mesi dalla morte
      5Pagamento imposte (ipotecaria, catastale, successione)Contestuale alla dichiarazione
      6Voltura catastaleEntro 30 giorni dalla successione
      7Sblocco conti, PRA auto, gestione beniDopo la dichiarazione

      Come vedi, la successione è un percorso lungo che può richiedere dai 3 ai 12 mesi per essere completato. Nelle prossime sezioni analizziamo ogni step nel dettaglio, con tutti gli strumenti pratici per muoverti senza errori.

      Step 1 – Nell’immediato: cosa fare nei primi 15 giorni

      I primi 15 giorni dopo la morte di un familiare sono i più delicati. Devi compiere alcune azioni urgenti e obbligatorie per evitare che i beni del defunto vengano movimentati in modo improprio e per iniziare a raccogliere la documentazione necessaria.

      1.1 Richiedere il certificato di morte all’Ufficio Anagrafe

      Il certificato di morte è il documento fondamentale da cui parte tutta la pratica di successione. Senza questo certificato non puoi fare nulla: non puoi chiudere i conti, non puoi presentare la successione, non puoi svolgere la voltura.

      Dove richiederlo: presso l’Ufficio Anagrafe del Comune dove è avvenuto il decesso o dove il defunto era residente.

      Quanti certificati richiedere: conviene chiederne almeno 5-6 copie originali o estratti per riassunto. Ti serviranno per banche, assicurazioni, INPS, catasto, PRA, utenze. Il costo è di pochi euro (spesso in bollo da 16 euro più diritti fissi, ma molti Comuni lo rilasciano gratuitamente per uso successione).

      Tempi: il rilascio è immediato o in pochi giorni. Molti Comuni consentono anche la richiesta online tramite SPID.

      Attenzione: oltre al certificato di morte serve anche l’autocertificazione dello stato di famiglia del defunto alla data della morte, utile per individuare gli eredi legittimi.

      1.2 Reperire i documenti del defunto

      Subito dopo il decesso devi raccogliere e conservare con cura tutti i documenti personali del defunto. Questi documenti ti serviranno per identificare con precisione i beni, i rapporti bancari e le eventuali volontà testamentarie.

      Documenti essenziali da reperire:

      • Codice fiscale e tessera sanitaria
      • Documento di identità (carta d’identità, passaporto, patente)
      • Eventuale testamento (olografo, pubblico o segreto)
      • Atti di acquisto di immobili, visure catastali, planimetrie
      • Estratti conto bancari e postali (ultimi 12 mesi)
      • Polizze assicurative e contratti di investimento
      • Libretto di pensione e ultimo cedolino INPS
      • Documenti di auto e veicoli (libretto, carta di circolazione)
      • Utenze attive (luce, gas, acqua, telefono, internet)
      • Eventuali debiti (mutui, finanziamenti, cartelle esattoriali)

      Consiglio pratico: crea una cartellina dedicata alla successione e inserisci subito ogni documento trovato, catalogandolo per tipologia. Ti farà risparmiare settimane di lavoro più avanti.

      1.3 Bloccare conti correnti e rapporti bancari

      Per legge, i conti correnti del defunto devono essere bloccati immediatamente dopo la morte. La banca, una volta ricevuta comunicazione del decesso, sospende tutti i movimenti fino alla conclusione della pratica di successione.

      Come comunicare il decesso alla banca:

      1. Recati in filiale o contatta il numero verde con il certificato di morte
      2. Porta anche il tuo documento d’identità e il tuo codice fiscale
      3. Compila il modulo di comunicazione del decesso
      4. La banca ti rilascia una ricevuta di avvenuta comunicazione

      Cosa viene bloccato:

      • Tutti i conti correnti intestati al defunto (anche cointestati, nella quota del defunto)
      • Libretti di deposito a risparmio
      • Cassette di sicurezza (apribili solo alla presenza di tutti gli eredi e del funzionario dell’Agenzia delle Entrate)
      • Titoli, obbligazioni, BTP, fondi comuni
      • Carte di credito e bancomat (vengono disattivati)

      Attenzione – conti cointestati: se il conto è cointestato con firma disgiunta (uno dei più comuni tra coniugi), il cointestatario superstite può continuare a operare solo sulla propria metà. La quota del defunto resta bloccata fino alla successione.

      Domande frequenti sui conti bloccati:

      • Posso prelevare i soldi per il funerale? Sì, la banca può anticipare fino a 5.000 euro circa per spese funebri, previa presentazione fattura del funerale
      • Continuano gli addebiti RID? Dipende dalla banca: molte sospendono tutto, alcune permettono di tenere attive le utenze essenziali
      • Quanto tempo resta bloccato? Fino alla presentazione della dichiarazione di successione e sblocco formale (in media 4-8 mesi)

      1.4 Sospendere o intestare le utenze condivise

      Le utenze domestiche (luce, gas, acqua, telefono, internet) intestate al defunto devono essere volturate o disdette rapidamente per evitare problemi con gli addebiti bancari bloccati e per poter continuare a usufruire dei servizi.

      Cosa fare con ogni utenza:

      • Casa vuota (il defunto viveva da solo e l’immobile va venduto): disdetta immediata delle utenze
      • Casa occupata dagli eredi (es. coniuge superstite o figli): voltura dell’utenza al nome di chi occupa l’immobile
      • Affitto del defunto: comunicazione al locatore e risoluzione del contratto di locazione

      Documenti necessari per la voltura: certificato di morte, codice fiscale del defunto, codice fiscale e documento di chi prende in carico l’utenza, numero cliente o POD/PDR.

      La voltura mortis causa (cioè per morte) è solitamente gratuita o a costo ridotto e si può fare telefonicamente o online. I gestori sono obbligati per legge a rendere la procedura rapida.

      Possibile problema – Bollette non pagate: se durante la fase di conti bloccati non puoi più pagare le utenze della casa del defunto, contatta subito il gestore per spiegare la situazione. Le normative anti-distacco per decesso prevedono tutele automatiche fino a 90 giorni.

      Step 2 – Verifiche preliminari (15-60 giorni)

      Passata la prima fase di urgenze, nei giorni successivi (indicativamente tra il 15° e il 60° giorno) devi svolgere tutte le verifiche preliminari: capire se esiste un testamento, individuare gli eredi, fare l’inventario di tutti i beni e verificare eventuali debiti.

      Questa fase è decisiva: errori qui si pagano caro più avanti, con contenziosi tra eredi, accertamenti dell’Agenzia delle Entrate o rinunce tardive.

      2.1 Verificare l’esistenza di un testamento

      La prima cosa da capire è: il defunto ha lasciato un testamento? Esistono tre tipologie di testamento in Italia:

      • Testamento olografo: scritto a mano dal defunto, datato e firmato. Può essere conservato in casa, da un amico o depositato presso un notaio
      • Testamento pubblico: redatto da un notaio alla presenza di due testimoni. Sempre registrato presso il notaio
      • Testamento segreto: scritto dal defunto ma consegnato chiuso a un notaio in busta sigillata

      Come verificare se esiste un testamento:

      1. Controlla tra i documenti personali del defunto (potrebbe esserci un olografo)
      2. Contatta il Consiglio Notarile o il Registro Generale dei Testamenti presso il Ministero della Giustizia: puoi richiedere il certificato attestante l’esistenza o meno di un testamento registrato
      3. Se il defunto aveva un notaio di fiducia, contattalo direttamente

      Pubblicazione del testamento (olografo e segreto): se trovi un testamento olografo o segreto, non puoi aprirlo da solo. Deve essere pubblicato da un notaio che redige un apposito verbale. Solo da quel momento il testamento ha efficacia legale.

      Costo pubblicazione: da 200 a 500 euro circa, a seconda del notaio e della complessità.

      Attenzione – quote legittimarie: anche se esiste un testamento, alcuni familiari stretti (coniuge, figli, genitori) hanno diritto per legge a una quota minima dell’eredità (la “legittima”). Se il testamento li esclude o li danneggia, possono agire in giudizio con l’azione di riduzione.

      2.2 Individuare gli eredi e le quote

      Se non c’è testamento, si applica la successione legittima prevista dal Codice Civile. Gli eredi vengono determinati in base al grado di parentela con il defunto.

      Ordine di successione legittima (in assenza di testamento):

      Situazione familiareQuote eredi
      Coniuge + 1 figlio50% coniuge, 50% figlio
      Coniuge + 2 o più figli33% coniuge, 67% ai figli in parti uguali
      Solo coniuge (no figli, no genitori)100% coniuge
      Coniuge + genitori (no figli)67% coniuge, 33% genitori
      Solo figli (no coniuge)100% ai figli in parti uguali
      Solo fratelli (no coniuge, figli, genitori)100% ai fratelli in parti uguali

      Per approfondire il caso più comune, ti consigliamo la nostra guida dedicata alla successione dei genitori ai figli.

      Diritto di abitazione del coniuge: il coniuge superstite, anche in presenza di figli, ha diritto di abitare nella casa coniugale fino alla propria morte, oltre alla sua quota di eredità. Un diritto importante da considerare sempre.

      2.3 Inventario dei beni del defunto

      Devi ora fare l’inventario completo di tutto ciò che il defunto possedeva al momento della morte. Questo passaggio è fondamentale perché determina su cosa si calcolano le imposte di successione.

      Beni da inventariare:

      • Immobili: case, terreni, garage, cantine. Richiedi le visure catastali aggiornate presso l’Agenzia delle Entrate – Territorio (o presso il libro tavolare in FVG)
      • Conti correnti e libretti: chiedi alla banca l’estratto al giorno del decesso con saldo
      • Titoli e investimenti: BTP, azioni, obbligazioni, fondi, ETF, polizze vita
      • Autovetture e veicoli: richiedi il certificato di proprietà al PRA
      • Partecipazioni societarie: quote di SRL, azioni di SpA, imprese individuali
      • Beni mobili di valore: gioielli, opere d’arte, collezioni (solo se dichiarati)
      • Crediti verso terzi non ancora riscossi
      • TFR e arretrati pensione non ancora percepiti

      Visure catastali in Friuli Venezia Giulia: in FVG vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia, eredità della storia austro-ungarica della regione. Per gli immobili situati in provincia di Udine, Gorizia, Trieste e parte del Pordenonese devi richiedere le visure tavolari presso il Tribunale competente. Per approfondire, leggi la nostra guida al sistema tavolare di Udine.

      Valutazione degli immobili ai fini fiscali: il valore ai fini della successione si calcola moltiplicando la rendita catastale rivalutata per specifici coefficienti. Non si usa il valore di mercato ma il valore catastale, che è generalmente molto più basso. Per i dettagli, leggi la guida sulla successione degli immobili.

      2.4 Verificare i debiti del defunto

      Ereditare non significa solo ricevere beni: significa anche ereditare i debiti. Prima di accettare l’eredità devi quindi verificare se il defunto aveva passività pendenti, per non trovarti ad ereditare più debiti che beni.

      Debiti da verificare:

      • Mutui e prestiti bancari: richiedi alla banca la posizione aggiornata
      • Finanziamenti al consumo: controlla contratti e rate in essere
      • Cartelle esattoriali: richiedi l’estratto di ruolo presso l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia)
      • Debiti tributari: IRPEF, IMU, TARI non pagati
      • Bollette non pagate e condomini arretrati
      • Debiti personali verso terzi (difficili da accertare)

      ATTENZIONE: Se accetti l’eredità senza beneficio di inventario, rispondi dei debiti del defunto anche con il tuo patrimonio personale! Se hai dubbi sulla consistenza dei debiti, valuta sempre l’accettazione con beneficio di inventario (vedi Step 3).

      Step 3 – La decisione degli eredi: accettare o rinunciare

      Dopo aver fatto l’inventario dei beni e dei debiti, ciascun erede deve decidere cosa fare. La legge prevede tre possibilità, ognuna con conseguenze diverse sul patrimonio personale.

      Termine per decidere: teoricamente hai 10 anni per accettare, ma è sempre meglio decidere entro 12 mesi per non incorrere in problemi con la dichiarazione di successione e le scadenze fiscali.

      3.1 Accettazione pura e semplice

      L’accettazione pura e semplice è la scelta più comune. Accetti l’eredità senza riserve: diventi proprietario di tutti i beni, ma rispondi anche di tutti i debiti del defunto, anche con il tuo patrimonio personale.

      Come avviene:

      • Espressa: tramite atto notarile o scrittura privata
      • Tacita: compiendo atti che presuppongono l’accettazione (ad esempio vendere un bene del defunto, riscuotere crediti, pagare debiti con fondi ereditari)

      Quando conviene: quando sei sicuro che i beni siano superiori ai debiti e non ci siano sorprese. È la scelta giusta nella maggior parte dei casi “normali”.

      Rischio principale: se emergono debiti non conosciuti, devi pagarli anche con i tuoi soldi.

      3.2 Accettazione con beneficio di inventario

      L’accettazione con beneficio di inventario è una forma di accettazione “protetta”: accetti l’eredità senza rischiare il tuo patrimonio personale. Rispondi dei debiti del defunto solo fino al valore dei beni ereditati.

      Come si fa:

      1. Vai da un notaio o presso la cancelleria del Tribunale
      2. Redigi la dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario
      3. Entro 3 mesi devi far redigere l’inventario dei beni del defunto (da notaio o cancelliere)
      4. Dal momento della redazione dell’inventario, hai altri 40 giorni per dichiarare se accetti o rinunci

      Costi: da 500 a 2.000 euro circa (notaio + spese cancelleria + inventario). È più costosa dell’accettazione pura, ma è un’assicurazione contro i debiti nascosti.

      Quando è obbligatoria:

      • Eredi minorenni (per legge sempre con beneficio di inventario)
      • Eredi interdetti o inabilitati
      • Enti pubblici, associazioni, fondazioni

      Quando conviene farla (anche se non obbligatoria):

      • Non conosci bene la situazione patrimoniale del defunto
      • Sai che c’erano prestiti, cartelle esattoriali o contenziosi in corso
      • L’inventario dei beni è complesso (imprese, partecipazioni, esteri)
      • Rapporti familiari conflittuali tra eredi

      3.3 Rinuncia all’eredità

      La rinuncia all’eredità è la scelta estrema: non accetti nulla, né beni né debiti. È come se la morte del defunto non ti avesse mai riguardato. La quota che ti sarebbe spettata va ad accrescere quella degli altri eredi (o ai chiamati successivi).

      Come si fa:

      1. Dichiarazione formale presso un notaio o presso la cancelleria del Tribunale del luogo dove si è aperta la successione
      2. La dichiarazione viene iscritta nel Registro delle Successioni
      3. Costo: da 250 a 500 euro circa (Tribunale) o superiore dal notaio

      Quando conviene:

      • I debiti superano i beni (eredità con “passivo”)
      • Non hai interesse economico all’eredità
      • Vuoi che la quota passi ai tuoi figli (ma attenzione: serve analisi specifica)

      Attenzione – la rinuncia è irrevocabile una volta che altri eredi hanno accettato. Scegli con grande cautela. Per una guida specifica sul tema, leggi come rinunciare all’eredità a Udine.

      Hai bisogno di una consulenza personalizzata?

      La decisione tra accettare, accettare con beneficio o rinunciare è spesso complessa e dipende dalla situazione patrimoniale concreta. Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a valutare tutti gli aspetti fiscali e a prendere la decisione giusta.

      Contattaci per un appuntamento

      Step 4 – La dichiarazione di successione (entro 12 mesi)

      La dichiarazione di successione è il documento fiscale obbligatorio con cui comunichi all’Agenzia delle Entrate tutti i beni caduti in successione. Va presentata entro 12 mesi dalla data della morte, pena sanzioni salate.

      Chi è obbligato a presentarla: gli eredi, i legatari, i rappresentanti legali di eredi minori o incapaci, l’esecutore testamentario. Basta che la presenti uno solo degli eredi per liberare tutti dall’obbligo.

      4.1 Modalità di presentazione

      Dal 2019, la dichiarazione di successione si presenta solo telematicamente tramite il software dell’Agenzia delle Entrate. Le modalità possibili sono tre:

      1. Autonoma con SPID/CNS: accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate e compili direttamente il modello. Richiede buone competenze fiscali
      2. Tramite CAF o professionista abilitato: il CAF compila, trasmette e firma la dichiarazione per tuo conto. È la modalità più diffusa e sicura
      3. Tramite notaio: solitamente necessario solo se c’è un atto di divisione o se si vogliono passaggi immobiliari contestuali

      4.2 Documenti necessari per la dichiarazione

      Per compilare la dichiarazione di successione servono molti documenti. Ti conviene organizzare una cartellina completa prima di andare dal CAF o dal professionista.

      Documenti del defunto:

      • Certificato di morte
      • Autocertificazione stato di famiglia alla data del decesso
      • Codice fiscale e documento d’identità del defunto
      • Eventuale testamento pubblicato

      Documenti degli eredi:

      • Codice fiscale di tutti gli eredi
      • Documento di identità di tutti gli eredi
      • Atti di nascita / certificati di parentela

      Documenti degli immobili:

      • Atti di provenienza (rogiti, donazioni, precedenti successioni)
      • Visure catastali aggiornate di ogni immobile
      • Planimetrie catastali
      • Estremi catastali (foglio, particella, subalterno)
      • Per immobili in FVG: visure tavolari

      Documenti dei rapporti bancari:

      • Certificato bancario con saldo al giorno del decesso per ogni rapporto
      • Documentazione titoli, polizze, fondi

      Documenti altri beni:

      • Libretti di circolazione auto/moto
      • Visure camerali società e imprese
      • Fatture spese funerarie (detraibili fino a 1.550 euro)

      4.3 Costi e tempi della dichiarazione

      Costi di compilazione (professionale):

      • CAF: da 300 a 800 euro per successioni semplici (solo conti, un immobile). Fino a 1.500-2.500 euro per successioni più complesse
      • Notaio: da 1.500 a 5.000 euro o più
      • Commercialista: tariffe simili o superiori al CAF

      Per un approfondimento sui costi a Udine, leggi la guida dedicata ai costi della successione a Udine.

      Tempi:

      • Raccolta documenti: 1-3 mesi
      • Compilazione e trasmissione: 2-4 settimane dal momento in cui tutti i documenti sono pronti
      • Rilascio copia conforme dall’Agenzia: circa 30-60 giorni dopo la trasmissione

      Per maggiori dettagli, consulta la guida completa ai tempi della successione.

      Sanzioni per ritardo: se non presenti la dichiarazione entro 12 mesi, paghi sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con minimo 250 euro, oltre agli interessi. La sanzione si riduce se fai ravvedimento operoso nei termini.

      Step 5 – Il pagamento delle imposte

      Contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione, gli eredi devono pagare le imposte dovute. Esistono tre principali imposte: imposta di successione, ipotecaria e catastale.

      5.1 Imposta di successione: franchigie e aliquote

      L’imposta di successione è la tassa principale. Si calcola sul valore netto dei beni ereditati (beni meno debiti) e varia in base al grado di parentela con il defunto.

      ParentelaFranchigiaAliquota sopra franchigia
      Coniuge e figli1.000.000 euro a persona4%
      Fratelli e sorelle100.000 euro a persona6%
      Altri parenti fino al 4° gradoNessuna franchigia6%
      Altri soggetti (estranei)Nessuna franchigia8%
      Portatori di handicap grave1.500.000 euroAliquota ordinaria

      Esempio pratico: Maria eredita dal padre beni per 1.300.000 euro. Ha diritto alla franchigia di 1.000.000 euro, quindi paga l’imposta di successione del 4% solo sui restanti 300.000 euro = 12.000 euro.

      Per approfondire il calcolo dettagliato, consulta la guida su aliquote e franchigie dell’imposta di successione e la guida completa al calcolo dell’imposta di successione.

      5.2 Imposta ipotecaria e catastale sugli immobili

      Se nella successione ci sono immobili, sul loro valore catastale si pagano due ulteriori imposte:

      • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale
      • Imposta catastale: 1% del valore catastale

      Totale 3% sul valore catastale, da versare sempre, anche se l’imposta di successione non è dovuta per via della franchigia.

      Agevolazione “prima casa” per l’erede: se almeno un erede richiede l’agevolazione prima casa (e ne ha i requisiti), le imposte ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa di 200 euro ciascuna (400 euro totali), anziché in proporzione al valore.

      Requisiti agevolazione prima casa:

      • L’immobile non deve essere di lusso (categorie A/1, A/8, A/9 escluse)
      • L’erede non deve essere titolare di altra “prima casa” nel Comune
      • L’erede deve trasferire la residenza entro 18 mesi (se non già residente)

      5.3 Come pagare: F24 e codici tributo

      Il pagamento delle imposte di successione si effettua tramite modello F24, utilizzando codici tributo specifici.

      Principali codici tributo:

      • 1530: imposta ipotecaria da successione
      • 1531: imposta catastale da successione
      • 1532: tasse ipotecarie da successione
      • 1533: imposta di bollo da successione
      • 1537: sanzioni imposte da successione

      Imposta principale di successione: viene liquidata dall’Agenzia delle Entrate dopo la presentazione della dichiarazione. Ti arriva un avviso di liquidazione con l’importo da pagare entro 60 giorni.

      Pagamento rateale: se l’imposta supera i 1.000 euro, puoi rateizzare fino a 8 rate trimestrali (12 per importi superiori a 20.000 euro), con interessi.

      Step 6 – La voltura catastale (entro 30 giorni)

      La voltura catastale è l’operazione con cui si aggiorna l’intestazione di un immobile al catasto. Dopo la successione, gli immobili risultano ancora intestati al defunto: con la voltura passano ufficialmente agli eredi.

      Termine: entro 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione di successione.

      6.1 Voltura telematica (resto d’Italia)

      In tutte le regioni italiane tranne il Friuli Venezia Giulia e alcune aree di confine, la voltura si effettua tramite il Voltura Telematica, piattaforma dell’Agenzia delle Entrate.

      Buona notizia: dal 2020, se la dichiarazione di successione è stata presentata correttamente con tutti i dati catastali, la voltura avviene in modo automatico. Non devi fare nulla.

      Costi voltura automatica:

      • Tassa fissa 55 euro per voltura
      • Bolli: 90 euro per ogni erede per ogni immobile

      Quando devi fare la voltura manuale:

      • Se nella dichiarazione di successione c’erano errori sui dati catastali
      • Se devono essere corrette quote o titolarità
      • Per immobili in zone a catasto tavolare

      6.2 Voltura a Udine e in FVG: il sistema tavolare

      In Friuli Venezia Giulia il meccanismo è completamente diverso. A causa del sistema tavolare di origine austro-ungarica, non basta aggiornare il catasto: bisogna presentare un’apposita domanda tavolare al Tribunale competente per iscrivere il trasferimento di proprietà nel libro tavolare.

      Come funziona in FVG:

      1. Dopo la dichiarazione di successione, serve la domanda tavolare con la sentenza tavolare
      2. La domanda si presenta al Tribunale del luogo dove si trova l’immobile
      3. Il Giudice tavolare emette un decreto di intavolazione
      4. Il decreto viene iscritto nel libro tavolare: solo da questo momento la proprietà è ufficialmente trasferita

      Costi voltura tavolare:

      • Bolli e diritti: da 100 a 500 euro per immobile
      • Onorario del professionista (CAF, geometra, notaio): da 200 a 1.000 euro
      • Tempi: da 2 a 6 mesi per l’intavolazione

      Attenzione: se non fai la domanda tavolare, formalmente l’immobile resta intestato al defunto. Non puoi venderlo, non puoi ipotecarlo, e potresti avere problemi con banche e notai.

      Perché scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine per la successione in FVG?

      Ci occupiamo di successioni nel sistema tavolare da decenni. Gestiamo tutta la pratica: dalla dichiarazione di successione alla domanda tavolare, con un unico interlocutore e senza rimpallo tra professionisti diversi.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Step 7 – Conclusione: accesso e gestione dei beni

      Completata la dichiarazione di successione e (per gli immobili) la voltura, puoi finalmente accedere ai beni ereditati e gestirli liberamente.

      7.1 Sbloccare il conto corrente

      Per sbloccare i conti correnti del defunto e ripartire le somme tra gli eredi devi presentare alla banca:

      • Copia conforme della dichiarazione di successione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate
      • Attestazione di pagamento delle imposte (ricevuta F24)
      • Documenti di identità di tutti gli eredi
      • Eventuale atto notorio se richiesto dalla banca
      • Autocertificazione di accettazione dell’eredità (tacita o espressa)

      Alternativa – Certificato di Eredità: in alcuni casi la banca può richiedere il certificato di eredità, rilasciato dal Tribunale, che attesta ufficialmente chi sono gli eredi e le loro quote. Per saperne di più, leggi la guida sul certificato di eredità.

      Cosa succede in pratica: la banca chiude il conto del defunto e ripartisce le somme agli eredi secondo le quote di legge o testamentarie. Se gli eredi sono d’accordo, possono anche richiedere il versamento totale su un unico conto.

      7.2 Trasferimento auto e veicoli (pratica PRA)

      Le auto e i veicoli del defunto devono essere volturati al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) in capo agli eredi.

      Modalità pratica PRA successione:

      1. Attendi la registrazione della dichiarazione di successione
      2. Rivolgiti a un’Agenzia automobilistica o STA con tutti i documenti
      3. Viene predisposta la pratica di voltura per eredità
      4. Il PRA emette il nuovo certificato di proprietà a nome degli eredi

      Costi:

      • Emolumenti PRA: circa 150 euro
      • Imposta provinciale di trascrizione (IPT): variabile in base alla regione
      • Servizi agenzia: 80-150 euro
      • Totale orientativo: 250-400 euro per un’auto media

      Agevolazione: la voltura “a seguito di successione” gode di esenzione dall’imposta provinciale se il veicolo viene intestato al coniuge o a parente entro il 2° grado.

      Termine: entro 60 giorni dalla trascrizione della dichiarazione di successione, per evitare sanzioni.

      7.3 Gestione degli immobili ereditati

      Gli immobili ereditati pongono scelte importanti: tenerli, affittarli, venderli o dividerli tra eredi.

      Opzioni principali:

      • Mantenere in comunione: l’immobile resta indiviso tra gli eredi. Ogni decisione richiede il consenso di tutti
      • Divisione amichevole: gli eredi si accordano sulla ripartizione (un immobile ciascuno, oppure un erede liquida gli altri)
      • Divisione giudiziale: in caso di disaccordo, ci si rivolge al Tribunale
      • Vendita: in comune accordo o per asta giudiziaria
      • Affitto: gli eredi affittano e ripartiscono i canoni secondo le quote

      Attenzione – detrazioni edilizie: se il defunto aveva utilizzato bonus edilizi (ristrutturazione, ecobonus, 110%), le rate residue possono trasferirsi all’erede che mantiene il possesso materiale dell’immobile. Per approfondire, leggi cosa succede se eredito una casa con bonus.

      7.4 IMU per gli eredi

      Dal momento del decesso, gli eredi diventano soggetti passivi IMU per gli immobili ereditati (salvo l’abitazione principale, esente se non è di lusso).

      Regole pratiche:

      • Ogni erede paga l’IMU in proporzione alla propria quota di proprietà
      • Le scadenze restano le solite: 16 giugno (acconto) e 16 dicembre (saldo)
      • Per l’anno del decesso, l’IMU è ripartita pro quota temporale (defunto fino al decesso, eredi dal giorno dopo)
      • Se la casa era prima casa per il defunto, l’esenzione non si trasferisce automaticamente: dipende dall’uso fatto dagli eredi

      Dichiarazione IMU per eredi: va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo al decesso per comunicare al Comune il cambio di proprietà e le nuove percentuali.

      Problemi comuni e come risolverli

      Durante una successione possono emergere situazioni complesse che richiedono una gestione specifica. Ecco i più frequenti e come affrontarli.

      Un erede è irreperibile o non vuole collaborare

      Se un coerede non si fa trovare o rifiuta di fornire dati/firme, la dichiarazione di successione può essere presentata anche da un solo erede. Ma per sbloccare conti o volturare immobili, potrebbe servire un’azione giudiziale di nomina di un curatore o il ricorso al Tribunale per la divisione ereditaria.

      Scopri debiti dopo aver accettato

      Se hai accettato l’eredità in modo puro e semplice e successivamente emergono debiti, purtroppo sei tenuto a pagarli anche con il tuo patrimonio. Ecco perché è sempre prudente, in casi di incertezza, l’accettazione con beneficio di inventario.

      L’immobile ereditato presenta abusi edilizi

      Verifica sempre la regolarità urbanistica degli immobili ereditati. In presenza di abusi, potresti dover fare pratiche di sanatoria prima di poter vendere. La dichiarazione di successione si può fare comunque, ma la vendita futura richiede la regolarizzazione.

      Il defunto aveva conti o beni all’estero

      I beni esteri vanno dichiarati nella successione italiana se il defunto era residente in Italia. Inoltre, potrebbe essere necessaria una seconda procedura nel paese estero. La gestione è complessa e richiede consulenza specializzata.

      Il defunto possedeva criptovalute

      Le criptovalute vanno dichiarate nella successione. La difficoltà principale è l’accesso ai wallet: senza le chiavi private, le crypto possono essere perse per sempre. Prevenzione: il defunto dovrebbe lasciare istruzioni sicure sugli strumenti di accesso.

      FAQ – Le 10 domande più frequenti sulla successione

      1. Entro quanto tempo devo presentare la dichiarazione di successione?

      Entro 12 mesi dalla data del decesso. Oltre questo termine si applicano sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro, oltre agli interessi. Se la dichiarazione è tardiva ma ancora spontanea (ravvedimento operoso), le sanzioni sono ridotte.

      2. Quanto costa fare la dichiarazione di successione dal CAF?

      Il costo per la compilazione dipende dalla complessità della pratica: da 300 a 800 euro per successioni semplici (un immobile e conti correnti), da 1.000 a 2.500 euro per successioni complesse con molti immobili, partecipazioni societarie o beni esteri.

      3. Posso presentare la dichiarazione di successione da solo?

      Sì, se hai SPID/CNS puoi compilare e trasmettere la dichiarazione autonomamente tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, la procedura è complessa e un errore può costare caro. Per successioni con immobili o rapporti bancari è sempre consigliato affidarsi a un professionista.

      4. Cosa succede se non faccio la dichiarazione di successione?

      Oltre alle sanzioni pecuniarie (dal 120% al 240% dell’imposta), non potrai sbloccare i conti correnti, volturare gli immobili, vendere i beni del defunto. L’Agenzia delle Entrate ha 5 anni per accertare l’imposta non dichiarata e altri 5 anni per imposte non pagate.

      5. Devo pagare l’imposta di successione se eredito da mio padre/madre?

      Solo se il valore dell’eredità supera la franchigia di 1.000.000 di euro a persona. Sotto questa soglia, non paghi l’imposta di successione. Paghi comunque le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul valore degli immobili. Vedi la nostra guida sulla successione genitori-figli.

      6. Cosa devo fare se scopro che il defunto aveva dei debiti?

      Se i debiti sono significativi, valuta l’accettazione con beneficio di inventario: rispondi dei debiti solo fino al valore dei beni ereditati, proteggendo il tuo patrimonio personale. In casi estremi, puoi optare per la rinuncia all’eredità.

      7. Quanto dura una successione a Udine con il sistema tavolare?

      Mediamente tra 6 e 12 mesi. La dichiarazione di successione vera e propria richiede 2-4 mesi, la domanda tavolare altri 2-6 mesi. Se la pratica è semplice può chiudersi prima. Per i dettagli, consulta la guida sui tempi della successione.

      8. Devo fare la voltura catastale o si fa in automatico?

      Nel resto d’Italia la voltura catastale avviene automaticamente se la dichiarazione di successione contiene tutti i dati corretti. In Friuli Venezia Giulia serve invece la domanda tavolare al Tribunale: non è automatica.

      9. Come si divide un immobile ereditato tra più eredi?

      Le opzioni sono: mantenerlo in comunione (ogni scelta richiede il consenso di tutti), venderlo e dividere il ricavato, oppure fare una divisione amichevole in cui un erede liquida gli altri e resta proprietario unico. In caso di disaccordo, si ricorre al Tribunale con causa di divisione.

      10. Quando posso vendere la casa ereditata?

      Puoi vendere la casa ereditata dopo la registrazione della dichiarazione di successione e il pagamento delle relative imposte (ipotecaria e catastale). Per evitare la plusvalenza del 26%, devi aspettare 5 anni dall’acquisto da parte del defunto o utilizzare l’immobile come abitazione principale.

      Conclusioni: affronta la successione con serenità

      Affrontare una successione non è mai semplice, soprattutto in un momento di dolore per la perdita di una persona cara. Ma seguendo i 7 step di questa guida, con ordine e metodo, puoi gestire l’intera pratica senza commettere errori e senza incorrere in sanzioni.

      Ricorda i punti fondamentali:

      • Non perdere tempo: i primi 15 giorni sono cruciali per certificati e blocchi
      • Informa ti bene sui beni e sui debiti del defunto prima di accettare
      • Rispetta le scadenze: 12 mesi per la dichiarazione, 30 giorni per la voltura
      • Proteggi il tuo patrimonio: in caso di dubbio, usa sempre il beneficio di inventario
      • Affidati a un professionista: la successione è troppo complessa per improvvisare

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna nella successione

      Da oltre 20 anni ci occupiamo di successioni in Friuli Venezia Giulia, con competenza specifica sul sistema tavolare. Dalla raccolta dei documenti alla voltura finale, seguiamo la pratica passo dopo passo.

      Richiedi una consulenza gratuita

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      Andrea Damiani

      Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

      📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
      Maggio 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-15 08:00:002026-05-31 17:52:38Come Funziona la Successione 2026: Guida Step-by-Step dalla Morte alla Voltura
      CAF, SUCCESSIONI

      Successione Genitori ai Figli 2026: Quote, Tasse, Franchigie e Procedura Completa

      Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

      La successione dei genitori ai figli rappresenta il caso più comune e più cercato in Italia: la quasi totalità delle dichiarazioni di successione gestite ogni anno riguarda proprio il passaggio del patrimonio da un genitore deceduto ai suoi figli. Se hai perso da poco tuo padre o tua madre e devi occuparti della successione, sei nel posto giusto.

      In questa guida completa e aggiornata al 2026 scoprirai esattamente quanto spetta a ciascun figlio, quali tasse si pagano, quali documenti servono e come procedere passo dopo passo. Troverai anche un esempio pratico con calcoli reali (casa + conto corrente lasciati a 2 figli) e una sezione dedicata alle situazioni particolari: figli adottivi, figli premorti, figli non riconosciuti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce centinaia di successioni ogni anno, con costi decisamente più accessibili rispetto al notaio (200-400 euro contro 1.500-3.000 euro). Alla fine dell’articolo ti spieghiamo come prenotare un appuntamento.

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      Indice dei contenuti

      1. Successione genitori ai figli: l’ipotesi più comune
      2. Quote eredi: con o senza coniuge superstite
      3. La legittima dei figli (quota indisponibile)
      4. Successione per rappresentazione: figlio premorto
      5. Franchigia imposta successione: 1 milione di euro per figlio
      6. Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili
      7. Documenti necessari per la successione
      8. Tempistica: 12 mesi dalla morte
      9. Come procedere: CAF o notaio?
      10. Esempio pratico completo con calcoli
      11. Figli adottivi, naturali e situazioni particolari
      12. Impatto fiscale sulla prima casa dei figli
      13. Domande frequenti (FAQ)

      Successione genitori ai figli: l’ipotesi più comune

      Quando un genitore muore, per il Codice Civile italiano i figli sono sempre i primi eredi legittimi, insieme al coniuge superstite se presente. Questo vale sia che il defunto abbia lasciato un testamento sia che non l’abbia fatto (successione legittima).

      La successione dai genitori ai figli è l’ipotesi più frequente per un motivo semplice: la stragrande maggioranza delle persone lascia un patrimonio (casa, conto corrente, auto, titoli) che viene naturalmente trasmesso ai discendenti diretti. Il diritto italiano tutela particolarmente questa trasmissione, riconoscendo ai figli la qualifica di eredi legittimari (o necessari): significa che hanno diritto a una quota minima del patrimonio che non può essere loro tolta nemmeno per testamento.

      Dal punto di vista pratico, tutti i figli – indipendentemente dal numero e dalla loro condizione – concorrono in parti uguali tra loro. La legge italiana ha abolito ogni distinzione tra figli legittimi, naturali e adottivi: dal 2013 (riforma della filiazione, legge 219/2012) tutti i figli hanno gli stessi diritti successori.

      Quote eredi: con o senza coniuge superstite

      Il Codice Civile, agli articoli 566 e 581, stabilisce in modo molto chiaro come viene suddiviso il patrimonio del genitore defunto tra figli e coniuge superstite. Vediamo tutti i casi possibili.

      Caso 1: solo figli (nessun coniuge o coniuge premorto/divorziato)

      Quando il genitore defunto lascia solo figli (perché già vedovo, divorziato o non sposato), i figli ereditano il 100% del patrimonio, diviso in parti uguali tra loro.

      • 1 figlio unico → 100% del patrimonio
      • 2 figli → 50% ciascuno
      • 3 figli → 1/3 (33,33%) ciascuno
      • 4 figli → 1/4 (25%) ciascuno
      • N figli → 1/N ciascuno

      Caso 2: coniuge superstite + 1 figlio

      Quando al defunto sopravvivono il coniuge e un solo figlio, l’articolo 581 C.C. stabilisce una divisione al 50% e 50%:

      • Coniuge superstite → 1/2 (50%)
      • Figlio unico → 1/2 (50%)

      Al coniuge spetta inoltre il diritto di abitazione sulla casa coniugale e il diritto di uso dei mobili che la corredano (art. 540 C.C.), che si aggiunge alla quota ereditaria.

      Caso 3: coniuge superstite + 2 o più figli

      Quando al defunto sopravvivono il coniuge e due o più figli, la divisione è:

      • Coniuge superstite → 1/3 (33,33%)
      • Figli → 2/3 (66,67%) divisi in parti uguali tra loro

      Esempi concreti:

      • Coniuge + 2 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 1/3 (2/3 ÷ 2)
      • Coniuge + 3 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 2/9 (2/3 ÷ 3)
      • Coniuge + 4 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 1/6 (2/3 ÷ 4)

      Anche in questo caso il coniuge mantiene il diritto di abitazione sulla casa familiare.

      Tabella riepilogativa quote

      Situazione familiareQuota coniugeQuota totale figliQuota singolo figlio
      Solo 1 figlio (no coniuge)—100%100%
      Solo 2 figli (no coniuge)—100%50%
      Solo 3 figli (no coniuge)—100%33,33%
      Coniuge + 1 figlio50%50%50%
      Coniuge + 2 figli33,33%66,67%33,33%
      Coniuge + 3 figli33,33%66,67%22,22%
      Coniuge + 4 figli33,33%66,67%16,67%

      La legittima dei figli (quota indisponibile)

      Un aspetto fondamentale della successione dei genitori ai figli è il concetto di legittima (o quota indisponibile). Si tratta della porzione minima di patrimonio che la legge riserva obbligatoriamente ai figli, e di cui il genitore non può disporre liberamente nemmeno con un testamento.

      In altre parole: anche se tuo padre o tua madre avesse scritto un testamento lasciando tutto a un terzo (un nuovo partner, un’associazione, un amico), tu e i tuoi fratelli avreste comunque diritto alla vostra quota di legittima.

      Quote di legittima per i figli (art. 537 C.C.)

      • 1 figlio unico (senza coniuge) → ha diritto almeno a 1/2 del patrimonio (disponibile 1/2)
      • 2 o più figli (senza coniuge) → hanno diritto complessivamente ai 2/3 del patrimonio (disponibile 1/3)
      • 1 figlio + coniuge → figlio 1/3, coniuge 1/3 (disponibile 1/3)
      • 2 o più figli + coniuge → figli 1/2 complessivamente, coniuge 1/4 (disponibile 1/4)

      Se un figlio viene leso nella quota di legittima da un testamento o da donazioni fatte in vita dal genitore, può agire con l’azione di riduzione (art. 554 C.C.) per ottenere quanto gli spetta di diritto. È un’azione complessa che richiede l’assistenza di un avvocato specializzato in successioni.

      Successione per rappresentazione: figlio premorto

      Cosa succede se uno dei figli è morto prima del genitore? Interviene l’istituto della successione per rappresentazione, disciplinata dagli articoli 467-469 del Codice Civile.

      In pratica: se tuo fratello è morto prima di vostro padre, i figli di tuo fratello (cioè i tuoi nipoti, che sono nipoti del nonno defunto) subentrano nella quota che sarebbe spettata al loro genitore.

      Esempio pratico di rappresentazione

      Tizio muore lasciando:

      • Figlio Caio (vivo)
      • Figlio Sempronio (morto 5 anni prima), che aveva lasciato 2 figli (Marco e Luca, nipoti di Tizio)

      La ripartizione sarà:

      • Caio → 1/2 del patrimonio del nonno
      • Marco e Luca → 1/2 del patrimonio diviso a metà tra loro (1/4 ciascuno), subentrando al posto del padre Sempronio

      La rappresentazione opera anche all’infinito in linea retta discendente: se anche i nipoti fossero premorti, subentrerebbero i pronipoti. Per approfondire puoi leggere la nostra guida sulla rinuncia all’eredità, che spiega anche cosa succede quando un figlio rinuncia volontariamente.

      Franchigia imposta successione: 1 milione di euro per figlio

      Ecco una delle notizie più rassicuranti per chi eredita dai genitori: nella stragrande maggioranza dei casi, non si paga alcuna imposta di successione. Il motivo? La franchigia elevatissima prevista dalla legge italiana per i figli.

      Il Decreto Legislativo n. 346/1990 (Testo Unico Imposta Successioni), aggiornato dal D.Lgs. 139/2024 in vigore dal 2025, prevede per i figli:

      • Franchigia: 1.000.000 di euro per ciascun figlio
      • Aliquota oltre la franchigia: 4%

      Questo significa che ogni figlio può ereditare fino a 1 milione di euro senza pagare un euro di imposta di successione. Solo sulla parte eccedente si applica l’aliquota del 4%.

      Come si calcola l’imposta di successione figli

      Formula: (Valore quota ereditata − 1.000.000 €) × 4%

      Esempi:

      • Figlio eredita 500.000 € → Imposta: 0 € (sotto franchigia)
      • Figlio eredita 1.000.000 € → Imposta: 0 € (esattamente franchigia)
      • Figlio eredita 1.200.000 € → (1.200.000 − 1.000.000) × 4% = 8.000 €
      • Figlio eredita 2.000.000 € → (2.000.000 − 1.000.000) × 4% = 40.000 €

      Considerato che il patrimonio medio di una famiglia italiana (casa + risparmi) si aggira tra 200.000 e 400.000 euro, la stragrande maggioranza delle successioni genitori-figli non genera alcuna imposta di successione. Per approfondire i meccanismi di calcolo consulta la nostra guida dettagliata sulle imposte di successione 2026.

      Franchigia per figlio disabile

      Se uno dei figli eredi è portatore di handicap grave ai sensi della legge 104/1992, la franchigia sale a 1.500.000 euro. Un’agevolazione pensata per tutelare ulteriormente i soggetti più fragili.

      Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili

      Anche se non c’è imposta di successione perché siamo sotto franchigia, quando nell’eredità ci sono immobili (casa, box, terreni) si pagano comunque due imposte fisse:

      • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale dell’immobile
      • Imposta catastale: 1% del valore catastale dell’immobile

      In totale quindi 3% del valore catastale degli immobili che fanno parte dell’asse ereditario. Attenzione: si parla di valore catastale (rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 110 nella prima casa, per 120 negli altri immobili), non di valore di mercato. Il valore catastale è molto più basso (spesso 1/3 del valore reale).

      Agevolazione prima casa

      Se almeno uno degli eredi richiede l’agevolazione prima casa sull’immobile ereditato (perché non ha altra casa di proprietà nel comune, o si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi), le imposte ipotecaria e catastale si riducono a 200 euro ciascuna (400 € totali fissi), indipendentemente dal valore dell’immobile.

      È un’agevolazione molto vantaggiosa, soprattutto su case di valore medio-alto. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti e a compilare correttamente la richiesta.

      Documenti necessari per la successione

      Per presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, i figli eredi devono raccogliere e consegnare al CAF (o al notaio) i seguenti documenti.

      Documenti relativi al defunto

      • Certificato di morte (rilasciato dal Comune di decesso)
      • Stato di famiglia alla data del decesso (storico)
      • Codice fiscale del defunto
      • Documento d’identità del defunto
      • Testamento, se esiste (originale o copia autentica)
      • Atto notorio o dichiarazione sostitutiva (se richiesto dalle banche)

      Documenti relativi agli eredi (figli)

      • Documenti d’identità di tutti i figli eredi (e del coniuge superstite)
      • Codici fiscali di tutti gli eredi
      • Eventuali atti di rinuncia all’eredità già fatti
      • Certificazione di handicap grave (se uno degli eredi è disabile L. 104)

      Documenti relativi agli immobili

      • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili
      • Planimetrie catastali
      • Atti di provenienza (rogito di acquisto, donazione, precedente successione)
      • Per il Friuli Venezia Giulia: estratto tavolare (sistema tavolare austriaco)
      • Eventuali mutui ipotecari ancora in essere

      Documenti relativi a conti e investimenti

      • Saldo conti correnti alla data del decesso (certificato bancario)
      • Saldo libretti di risparmio e postali
      • Estratti titoli, azioni, obbligazioni, fondi
      • Polizze vita (generalmente escluse dall’asse ereditario ai fini fiscali)
      • BOT, BTP, CCT e altri titoli di Stato (esclusi dall’imposta)

      Altri beni

      • Libretti auto/moto/barche intestate al defunto
      • Quote societarie o aziende (bilanci)
      • Donazioni fatte in vita dal defunto (si sommano al calcolo della franchigia)

      Trovi l’elenco completo e aggiornato anche nella nostra guida alla dichiarazione di successione a Udine, con procedura passo-passo.

      Tempistica: dichiarazione entro 12 mesi dalla morte

      La dichiarazione di successione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso del genitore (art. 31 D.Lgs. 346/1990).

      Il termine parte dalla data della morte e si calcola di data in data (esempio: morte il 15 gennaio 2026 → scadenza 15 gennaio 2027).

      Sanzioni per ritardo

      Se la dichiarazione non viene presentata nei termini, si applicano sanzioni amministrative:

      • Omessa dichiarazione: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (minimo 250 €)
      • Dichiarazione tardiva (entro 30 giorni): sanzione ridotta al 60-120%
      • Ravvedimento operoso: sanzioni fortemente ridotte se ci si regolarizza spontaneamente

      Anche se non c’è imposta di successione da pagare (per esempio perché siamo sotto franchigia), la dichiarazione va comunque presentata quando nell’asse ereditario ci sono immobili o quando il patrimonio supera 100.000 € (esonero previsto dall’art. 28 D.Lgs. 346/1990).

      Casi di esonero dalla dichiarazione

      La dichiarazione di successione NON va presentata se contemporaneamente:

      • Gli eredi sono solo coniuge e/o figli (parenti in linea retta)
      • L’attivo ereditario non supera 100.000 €
      • Non ci sono immobili o diritti reali immobiliari

      In tutti gli altri casi la dichiarazione va fatta, anche a imposta zero.

      Come procedere: CAF o notaio?

      Una domanda ricorrente dei figli eredi è: mi conviene rivolgermi al CAF o al notaio? La risposta dipende dalla complessità della situazione.

      Quando basta il CAF

      Nella stragrande maggioranza dei casi (si stima oltre l’80% delle successioni genitori-figli), il CAF è pienamente sufficiente. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce la dichiarazione di successione in tutti questi scenari:

      • Successione legittima (senza testamento)
      • Eredi sono solo figli, coniuge o parenti stretti
      • Patrimonio composto da casa, conti, titoli
      • Nessun conflitto tra gli eredi
      • Anche con immobili nel Friuli Venezia Giulia (sistema tavolare)

      Quando serve il notaio

      • Esiste un testamento olografo da pubblicare (pubblicazione obbligatoria dal notaio)
      • Ci sono conflitti tra eredi che richiedono consulenza legale
      • Si vuole fare una divisione ereditaria immediata degli immobili
      • Patrimonio molto complesso (aziende, quote societarie, immobili all’estero)
      • Necessità di atti di rinuncia formali o accettazioni beneficiate

      Confronto costi CAF vs Notaio

      VoceCAF Centro FiscaleNotaio
      Dichiarazione di successione200-400 €1.500-3.000 €
      Volturazione catastaleInclusaInclusa
      Pubblicazione testamentoNon di competenza500-1.500 €
      Atto di divisione ereditariaNon di competenza1.500-5.000 €
      Tempistica media2-4 settimane1-3 mesi

      Risparmio medio scegliendo il CAF: 1.200-2.600 euro per una successione standard. Per approfondire il confronto leggi la nostra guida completa sulla successione a Udine.

      Esempio pratico completo con calcoli

      Vediamo ora un esempio realistico di successione dai genitori ai figli. Mario Rossi, vedovo, muore il 1° marzo 2026 lasciando come eredi i suoi due figli Luca e Chiara.

      Patrimonio di Mario Rossi

      • Casa di proprietà a Udine (prima casa): valore di mercato 300.000 €, valore catastale 85.000 €
      • Conto corrente BancoPosta: saldo 50.000 €
      • BTP (titoli di Stato): 20.000 € (esclusi dall’imposta)
      • Polizza vita: 30.000 € a beneficiario Luca (esclusa dall’asse ereditario)
      • Auto: 8.000 €

      Step 1: calcolo attivo ereditario

      L’attivo ereditario ai fini dell’imposta di successione si calcola sul valore catastale degli immobili, non sul valore di mercato:

      • Casa (valore catastale): 85.000 €
      • Conto corrente: 50.000 €
      • Auto: 8.000 €
      • Totale attivo ereditario tassabile: 143.000 €
      • BTP e polizza vita: esclusi (non concorrono)

      Step 2: quote degli eredi

      Luca e Chiara sono solo in due, senza coniuge superstite: dividono tutto al 50%.

      • Quota Luca: 71.500 € (metà di 143.000)
      • Quota Chiara: 71.500 € (metà di 143.000)

      Step 3: imposta di successione

      Ciascun figlio eredita 71.500 €, molto al di sotto della franchigia di 1 milione di euro.

      • Imposta di successione Luca: 0 €
      • Imposta di successione Chiara: 0 €

      Step 4: imposte ipotecaria e catastale (casa)

      Sulla casa si pagano le imposte ipotecaria e catastale. Ipotizziamo che Luca richieda l’agevolazione prima casa (ha la residenza a Udine e non possiede altre case):

      • Imposta ipotecaria: 200 € (fissa, con agevolazione prima casa)
      • Imposta catastale: 200 € (fissa, con agevolazione prima casa)
      • Imposta di bollo e tasse ipotecarie: circa 150-200 €

      Totale imposte circa 550-600 €, più il costo del CAF (300 € medi).

      Senza agevolazione prima casa

      Se nessuno degli eredi può richiedere l’agevolazione prima casa, le imposte sarebbero:

      • Imposta ipotecaria: 85.000 × 2% = 1.700 €
      • Imposta catastale: 85.000 × 1% = 850 €
      • Totale: 2.550 €

      Conclusione dell’esempio

      Per una successione tipica di un genitore a due figli (casa + conto, patrimonio ~350.000 €), il costo complessivo è di circa 850-900 € con agevolazione prima casa, oppure 2.850-3.000 € senza agevolazione. Come si vede, l’imposta di successione in senso stretto è pari a zero e pesano solo le imposte fisse sugli immobili + onorario del professionista.

      Figli adottivi, naturali e situazioni particolari

      Figli adottivi

      I figli adottivi hanno gli stessi identici diritti successori dei figli biologici. La legge 184/1983 sull’adozione stabilisce che il figlio adottivo acquisisce lo stato di figlio legittimo dei genitori adottanti, con tutti i diritti e doveri connessi.

      Questo vale tanto per l’adozione legittimante (di minore) quanto per l’adozione di maggiorenne (con alcune particolarità: il figlio adottivo maggiorenne eredita dai genitori adottivi ma mantiene anche il diritto a ereditare dai genitori biologici, se rintracciabili).

      Figli naturali (non riconosciuti)

      Dal 2013, con la riforma della filiazione (legge 219/2012 e D.Lgs. 154/2013), tutti i figli sono equiparati: è stata eliminata ogni distinzione tra figli legittimi, naturali e adottivi.

      Tuttavia, per poter ereditare dai genitori, un figlio naturale deve essere stato riconosciuto. Se il padre o la madre non ha mai riconosciuto il figlio, quest’ultimo può agire in giudizio con:

      • Azione di riconoscimento della paternità/maternità (art. 269 C.C.)
      • L’azione può essere promossa anche dopo la morte del presunto genitore, contro gli altri eredi
      • Serve prova scientifica (test del DNA) o prova testimoniale

      Una volta accertata giudizialmente la filiazione, il figlio acquisisce tutti i diritti successori.

      Figli nati da genitori non sposati

      I figli nati fuori dal matrimonio, una volta riconosciuti dal genitore (anche uno solo dei due), hanno gli stessi diritti dei figli nati nel matrimonio. Non esiste più alcuna differenza successoria.

      Figli minorenni

      Se tra gli eredi ci sono figli minorenni, la successione richiede alcune formalità particolari:

      • Accettazione con beneficio d’inventario obbligatoria (art. 471 C.C.): protegge il minore dai debiti ereditari
      • Richiede l’autorizzazione del giudice tutelare
      • Il genitore superstite (o il tutore) rappresenta il minore nella successione

      Figlio che rinuncia all’eredità

      Un figlio può rinunciare all’eredità (per esempio se è carica di debiti) con atto formale davanti al notaio o al cancelliere del tribunale. Se rinuncia, subentrano i suoi figli per rappresentazione (i nipoti del nonno defunto). Approfondimento: Rinuncia all’eredità: a chi va la quota del rinunciante?

      Impatto fiscale sulla prima casa dei figli

      Ereditare la casa dei genitori può avere un impatto sulla possibilità di beneficiare delle agevolazioni prima casa sia al momento della successione, sia in futuro.

      Agevolazione prima casa sulla casa ereditata

      Come visto, un erede può chiedere le imposte ipotecaria e catastale ridotte a 200 € ciascuna se, sulla casa ereditata:

      • Non è titolare di altra casa idonea ad abitazione nel comune dove si trova l’immobile ereditato
      • Non ha già beneficiato dell’agevolazione prima casa su altri immobili in tutto il territorio nazionale
      • Si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi (se non è già residente)

      Se ci sono più eredi, basta che uno solo di essi richieda l’agevolazione: il beneficio si estende automaticamente all’intero immobile (non solo alla sua quota).

      Quando un figlio perde l’agevolazione prima casa

      Attenzione: se un figlio aveva già una casa acquistata con agevolazione prima casa e eredita la casa del genitore in piena proprietà (e non in comproprietà), non perde automaticamente l’agevolazione sulla sua prima casa. La Corte di Cassazione (sentenza 8433/2020) ha chiarito che l’acquisto mortis causa di una seconda casa non fa decadere l’agevolazione sulla prima.

      Tuttavia, dal punto di vista IMU, la casa ereditata diventa una “seconda casa” per il figlio, con IMU pagabile (salvo la sia adibita a prima casa dal figlio stesso). Per approfondire leggi la nostra guida sull’esenzione IMU per gli eredi della prima casa del genitore.

      Cosa fare se i figli sono più di uno

      Quando la casa dei genitori viene ereditata da più figli, si crea una comunione ereditaria: tutti sono comproprietari pro quota. Le opzioni sono:

      • Mantenere la comproprietà (utile se la casa serve a uno dei figli o viene affittata)
      • Dividere la casa se materialmente divisibile (raro)
      • Vendere e dividere il ricavato (la soluzione più frequente)
      • Un figlio liquida gli altri acquistando le loro quote (con atto notarile)

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti sulla successione genitori-figli

      1. Quando muore un genitore, i figli pagano sempre le tasse di successione?

      No. Ciascun figlio ha una franchigia di 1 milione di euro: sotto questa soglia non si paga nulla di imposta di successione. Nella stragrande maggioranza dei casi (patrimonio medio 200-400 mila €), i figli non pagano alcuna imposta di successione, ma solo le imposte ipotecaria e catastale sugli eventuali immobili.

      2. Entro quanto tempo devo fare la successione dopo la morte di mio padre o mia madre?

      La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Oltre questo termine si applicano sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta. Se non c’è imposta da pagare, sanzione minima 250 €.

      3. Il coniuge del defunto eredita sempre?

      Sì, il coniuge superstite è sempre erede legittimo, a meno di separazione con addebito. In presenza di figli, il coniuge prende il 50% (1 figlio) o 1/3 (2+ figli), più il diritto di abitazione sulla casa coniugale.

      4. Se uno dei fratelli è morto prima di nostro padre, la sua quota va agli altri fratelli?

      No. Per il principio della rappresentazione, la quota del figlio premorto passa ai suoi figli (cioè i nipoti del defunto), non agli altri fratelli. Se non ci sono nipoti, allora la quota si ridistribuisce tra gli altri figli vivi per accrescimento.

      5. Si può diseredare un figlio?

      In Italia non si può diseredare completamente un figlio. I figli sono eredi legittimari e hanno sempre diritto alla quota di legittima. Si può solo disporre della quota disponibile (1/2 con 1 figlio, 1/3 con 2+ figli senza coniuge, 1/4 con 2+ figli e coniuge). Un testamento che violasse la legittima è impugnabile con l’azione di riduzione.

      6. Quanto costa fare la successione al CAF?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine applica tariffe tra 200 e 400 euro per una dichiarazione di successione standard (casa + conto + eventuali titoli). Il costo varia in base alla complessità: numero di immobili, numero di eredi, eventuali documenti mancanti da reperire. Il notaio costa mediamente 1.500-3.000 euro.

      7. I figli adottivi hanno gli stessi diritti dei figli biologici?

      Sì, identici. La riforma della filiazione (legge 219/2012) ha completamente equiparato figli biologici, adottivi e naturali riconosciuti. Tutti partecipano in parti uguali alla successione.

      8. Se mio padre ha lasciato un testamento, vale comunque la quota di legittima per i figli?

      Sì, sempre. Anche con testamento, i figli hanno diritto alla quota di legittima (quota indisponibile). Se il testamento viola questo diritto, i figli possono impugnarlo con l’azione di riduzione entro 10 anni.

      9. Devo fare la successione anche se eredito solo un conto corrente senza immobili?

      Solo se l’attivo ereditario supera 100.000 € o se ci sono immobili. Se eredi solo un conto di 30.000 € da tuo padre, non devi presentare la dichiarazione (esonero art. 28 D.Lgs. 346/1990). La banca ti chiederà comunque alcuni documenti (certificato di morte, atto notorio/dichiarazione sostitutiva) per sbloccare il conto.

      10. Cosa succede se l’eredità è gravata da debiti?

      I figli possono:

      • Accettare puramente e semplicemente: si prendono attivo + debiti, rispondendo anche con il proprio patrimonio
      • Accettare con beneficio d’inventario: rispondono dei debiti solo nei limiti del valore dell’attivo ereditato (consigliato se ci sono dubbi)
      • Rinunciare all’eredità: non prendono nulla ma non pagano i debiti

      11. Il Friuli Venezia Giulia ha regole particolari?

      Sì, il FVG applica il sistema tavolare (di origine austriaca) per gli immobili situati nelle province di Trieste, Gorizia, parte di quella di Udine (ex austroungarica) e Pordenone. Non c’è la conservatoria ma il libro fondiario, e le volturazioni seguono procedure diverse. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle successioni con sistema tavolare.

      12. Se mia madre è morta e ha lasciato solo me come figlio, eredito tutto?

      Dipende dalla situazione familiare:

      • Se tua madre era vedova o divorziata → sì, eredi il 100%
      • Se tua madre era sposata (tuo padre è vivo) → tuo padre prende il 50%, tu il 50%
      • Se ci sono nonni/fratelli di tua madre che erano a suo carico → possono avere diritto a una quota, ma è raro

      Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua successione

      La successione dei genitori ai figli è un momento delicato, che arriva in un periodo di lutto e che richiede di gestire pratiche burocratiche complesse in tempi stretti (12 mesi dalla morte). Avere al proprio fianco un professionista competente e a costi accessibili fa tutta la differenza.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce centinaia di successioni genitori-figli ogni anno, con particolare competenza sul sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Ti offriamo:

      • Dichiarazione di successione completa, con costo tra 200 e 400 euro
      • Volturazione catastale inclusa
      • Richiesta dell’agevolazione prima casa per abbattere le imposte
      • Tempistica media 2-4 settimane
      • Consulenza personalizzata su quote, franchigie e aspetti fiscali
      • Assistenza con banche e Agenzia delle Entrate

      Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Chiamaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Un nostro consulente valuterà gratuitamente la tua situazione e ti indicherà il percorso migliore.

      Articolo redatto dal team del CAF Centro Fiscale di Udine. Aggiornato al 2026 con le disposizioni del D.Lgs. 139/2024 (riforma imposta successioni e donazioni) e i principi della riforma della filiazione. Le informazioni hanno carattere divulgativo: per la tua situazione specifica prenota una consulenza.

      AD

      Andrea Damiani

      Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

      📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
      Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/DOCUMENTI-NECESSARI-PER-LA-SUCCESSIONE-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 08:00:002026-05-31 17:54:56Successione Genitori ai Figli 2026: Quote, Tasse, Franchigie e Procedura Completa
      CAF, SUCCESSIONI

      Dichiarazione di Successione 2026: Guida Completa con Novità e Procedura

      Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

      La dichiarazione di successione 2026 introduce importanti novità che semplificano la gestione delle successioni ereditarie grazie al nuovo sistema di autoliquidazione telematica. Se hai ereditato beni da un familiare, è fondamentale conoscere obblighi, scadenze, documenti necessari e imposte da pagare per evitare sanzioni e gestire correttamente la successione ereditaria 2026.

      Quando una persona viene a mancare, gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione telematica entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (generalmente coincidente con il decesso). La procedura telematica si è evoluta: dal 2024 è attivo il sistema di autoliquidazione successione, che calcola automaticamente le imposte di successione, ipotecarie e catastali dovute, semplificando il pagamento e riducendo i tempi di attesa per l’attestazione finale (il cosiddetto Glifo).

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle dichiarazioni di successione, con particolare competenza nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia, che presenta caratteristiche uniche rispetto al sistema ordinario. I nostri esperti ti assistono in ogni fase: dalla raccolta dei documenti per la successione al calcolo delle imposte, dalla presentazione telematica all’ottenimento del Glifo, fino alla voltura catastale e trascrizione tavolare.

      In questa guida completa alla dichiarazione di successione 2026, scoprirai tutte le novità normative, i requisiti, le aliquote e franchigie aggiornate, le agevolazioni fiscali per eredi under 26 e la procedura operativa passo dopo passo. Che tu debba gestire una successione con immobili tavolari in Friuli Venezia Giulia, conti correnti bancari, azioni o altri beni, troverai tutte le informazioni necessarie per affrontare con serenità questo momento delicato.

      Indice dei contenuti

      1. Novità Dichiarazione di Successione 2026: Autoliquidazione
      2. Chi Deve Presentare la Dichiarazione di Successione
      3. Termini e Modalità di Presentazione Telematica
      4. Documenti Necessari per la Successione
      5. Sistema Tavolare in Friuli Venezia Giulia
      6. Voltura e Trascrizione Catastale
      7. Agevolazioni per Eredi Under 26 e Prima Casa
      8. Domande Frequenti sulla Successione 2026

      Novità Dichiarazione di Successione 2026: Autoliquidazione

      La principale novità della dichiarazione di successione 2026 è la piena operatività del sistema di autoliquidazione telematica, che ha rivoluzionato il modo di gestire le successioni ereditarie in Italia. A partire dal 1° gennaio 2024, l’Agenzia delle Entrate ha reso obbligatorio il nuovo sistema che calcola automaticamente tutte le imposte dovute: imposta di successione, imposta ipotecaria, imposta catastale e tributi speciali.

      Come funziona il sistema di autoliquidazione successione

      Con la dichiarazione successione telematica 2026, non è più necessario attendere la liquidazione manuale delle imposte da parte dell’Ufficio Territoriale. Il sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione e:

      • Calcola automaticamente tutte le imposte di successione dovute applicando le aliquote vigenti
      • Verifica le franchigie spettanti a ciascun erede in base al grado di parentela
      • Applica le agevolazioni fiscali per prima casa e eredi under 26
      • Determina l’importo esatto delle imposte ipotecarie e catastali (2% + 1% sui beni immobili)
      • Genera l’F24 con i tributi da versare entro 90 giorni dalla presentazione

      Il pagamento delle imposte avviene tramite addebito diretto sull’IBAN del dichiarante indicato nella pratica. Questa modalità garantisce certezza dei tempi e tracciabilità completa dei versamenti, eliminando il rischio di errori o dimenticanze.

      Vantaggi del nuovo sistema per gli eredi

      L’autoliquidazione della dichiarazione di successione 2026 offre numerosi vantaggi pratici rispetto al vecchio sistema:

      • Tempi ridotti: l’attestazione di avvenuta presentazione (Glifo) viene rilasciata in 10-14 giorni lavorativi invece dei precedenti 2-3 mesi
      • Certezza dell’importo: gli eredi conoscono immediatamente le imposte esatte da pagare, senza sorprese successive
      • Trasparenza: il sistema mostra il dettaglio completo del calcolo delle imposte, voce per voce
      • Minor margine di errore: l’elaborazione automatica riduce drasticamente gli errori di calcolo che potevano causare sanzioni
      • Sblocco rapido dei beni: con il Glifo ottenuto in tempi brevi, è possibile sbloccare conti correnti, azioni e obbligazioni del defunto

      Per le successioni con immobili, dopo l’ottenimento del Glifo, il CAF Centro Fiscale procede con la voltura catastale (o trascrizione tavolare in Friuli Venezia Giulia), che viene completata in ulteriori 3-4 settimane, portando gli immobili definitivamente a nome degli eredi.

      Obblighi telematici e ruolo del CAF

      La dichiarazione di successione 2026 deve essere obbligatoriamente presentata in modalità telematica attraverso il software SuccessioniOnLine dell’Agenzia delle Entrate. I cittadini privati non possono presentarla autonomamente: è necessario rivolgersi a un intermediario abilitato come un CAF, un commercialista o un notaio.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per la dichiarazione successione telematica, che include:

      • Analisi della situazione ereditaria e identificazione di tutti i beni da dichiarare
      • Raccolta e verifica di tutta la documentazione necessaria
      • Calcolo preventivo delle imposte prima dell’invio telematico
      • Compilazione e trasmissione della dichiarazione tramite piattaforma SuccessioniOnLine
      • Gestione del pagamento tramite addebito IBAN
      • Ottenimento del Glifo e consegna all’erede
      • Voltura catastale o trascrizione tavolare per gli immobili

      Grazie alla nostra esperienza ventennale in materia di successioni, garantiamo tempi certi, massima precisione fiscale e assistenza personalizzata in ogni fase della procedura.

      Chi Deve Presentare la Dichiarazione di Successione

      L’obbligo di presentare la dichiarazione di successione 2026 ricade su specifici soggetti individuati dalla normativa fiscale. È fondamentale sapere chi è tenuto a presentarla per evitare sanzioni che vanno dal 120% al 240% delle imposte dovute, oltre agli interessi di mora.

      I soggetti obbligati alla presentazione

      Sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione i seguenti soggetti, in ordine di priorità:

      1. Gli eredi chiamati all’eredità, sia legittimi (cioè previsti dalla legge) che testamentari (nominati nel testamento)
      2. I legatari, ovvero coloro che ricevono beni specifici indicati nel testamento
      3. I rappresentanti legali degli eredi o legatari (tutori, curatori, amministratori di sostegno)
      4. Gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell’assente
      5. Gli amministratori dell’eredità
      6. I curatori dell’eredità giacente
      7. Gli esecutori testamentari

      Nella pratica quotidiana, la dichiarazione viene generalmente presentata dal coniuge superstite o dal figlio maggiorenne del defunto, che agisce anche per conto degli altri eredi. Tuttavia, ciascun erede o legatario è autonomamente responsabile della presentazione: se nessuno provvede, tutti gli obbligati rischiano le sanzioni.

      Casi in cui NON è obbligatoria la dichiarazione

      La dichiarazione di successione non deve essere presentata quando ricorrono contemporaneamente tutte le seguenti condizioni:

      • L’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, genitori)
      • L’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro
      • L’eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari (usufrutto, uso, abitazione, superficie, enfiteusi)

      Esempio pratico: se il defunto lascia solo 50.000 euro in conti correnti e nessun immobile, e gli eredi sono il coniuge e due figli, non è necessario presentare la dichiarazione di successione. Tuttavia, se l’asse ereditario comprende anche solo una quota di un immobile o un terreno, la dichiarazione diventa obbligatoria, indipendentemente dal valore complessivo.

      Chi può presentare per conto di tutti gli eredi

      Nella dichiarazione di successione telematica 2026, è sufficiente che un solo soggetto obbligato presenti la dichiarazione per conto di tutti gli eredi e legatari. Il dichiarante principale (chiamato “soggetto dichiarante”) indica nella pratica tutti gli altri coeredi e le rispettive quote ereditarie.

      Questa modalità semplifica notevolmente la procedura: non è necessario che tutti gli eredi si rechino fisicamente al CAF o dal professionista. Il dichiarante principale deve però disporre di:

      • Documenti di identità di tutti gli eredi
      • Codici fiscali di tutti gli eredi
      • Coordinate bancarie (IBAN) per l’addebito delle imposte
      • Delega firmata dagli altri eredi (se richiesta dal professionista)

      Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce quotidianamente dichiarazioni di successione presentate da un unico erede per conto di famiglie anche numerose, occupandosi di tutti gli adempimenti burocratici e fiscali.

      Successioni con eredi minorenni o incapaci

      Quando tra gli eredi vi sono minori, interdetti o persone con amministratore di sostegno, la dichiarazione deve essere presentata dai rispettivi rappresentanti legali: genitori esercenti la responsabilità genitoriale, tutore o amministratore di sostegno.

      In questi casi, il rappresentante legale deve:

      • Accettare l’eredità con beneficio di inventario (obbligatorio per legge per minori e incapaci)
      • Presentare la dichiarazione di successione entro i termini
      • Gestire i beni ereditati nell’interesse del minore o incapace
      • Ottenere, se necessario, l’autorizzazione del Giudice Tutelare per atti di straordinaria amministrazione

      Il CAF Centro Fiscale assiste anche in queste situazioni più complesse, coordinandosi con i legali della famiglia per garantire la piena tutela degli eredi minori e il rispetto di tutti gli adempimenti previsti dalla legge.

      Termini e Modalità di Presentazione Telematica

      La dichiarazione di successione 2026 deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che generalmente coincide con la data del decesso del dante causa. Il rispetto di questo termine è fondamentale per evitare sanzioni amministrative che possono essere molto gravose.

      Scadenza dei 12 mesi: come si calcola

      Il termine di 12 mesi decorre dal giorno successivo alla data di apertura della successione:

      • In caso di morte naturale: dal giorno successivo al decesso (es. decesso 15 marzo 2025 → scadenza 15 marzo 2026)
      • In caso di morte presunta dichiarata dal tribunale: dalla data del passaggio in giudicato della sentenza dichiarativa di morte presunta
      • In caso di testamento: dalla data di pubblicazione del testamento se successiva al decesso

      Se la scadenza dei 12 mesi cade in un giorno festivo o di sabato, la presentazione può avvenire il primo giorno lavorativo successivo senza applicazione di sanzioni.

      Attenzione: il termine di 12 mesi è perentorio. La presentazione oltre tale termine comporta l’applicazione di sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. Per questo motivo, il CAF Centro Fiscale consiglia sempre di avviare la pratica con largo anticipo, considerando i tempi necessari per reperire tutta la documentazione necessaria.

      Modalità di presentazione obbligatoria: solo telematica

      Dal 2018, la dichiarazione di successione può essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il servizio SuccessioniOnLine dell’Agenzia delle Entrate. Non è più possibile la presentazione cartacea presso gli uffici territoriali.

      La trasmissione telematica deve avvenire tramite:

      • Software SuccessioniOnLine Desktop: installabile su PC Windows, utilizzabile da intermediari abilitati (CAF, commercialisti, notai)
      • Portale web SuccessioniOnLine: accessibile con SPID, CIE o CNS, ma utilizzabile solo tramite intermediari (i cittadini comuni non hanno accesso autonomo)

      Il CAF Centro Fiscale di Udine utilizza il software ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per la compilazione e trasmissione di tutte le dichiarazioni di successione, garantendo:

      • Piena conformità normativa con i requisiti tecnici dell’Agenzia
      • Controllo automatico degli errori formali prima della trasmissione
      • Ricevuta di presentazione rilasciata istantaneamente dal sistema
      • Protocollo telematico che attesta data e ora esatta di invio

      Procedura operativa di trasmissione

      La presentazione della dichiarazione successione telematica segue questi passaggi operativi:

      1. Compilazione della dichiarazione: il CAF inserisce nel software tutti i dati del defunto, degli eredi, dei beni ereditati (immobili, conti correnti, titoli, ecc.) e degli eventuali debiti
      2. Allegazione documenti digitali: vengono caricati i documenti in PDF (certificato di morte, atti di proprietà, estratti conto, testamento, ecc.)
      3. Verifica automatica: il software controlla la correttezza formale e l’assenza di incongruenze
      4. Calcolo automatico imposte: il sistema di autoliquidazione calcola tutte le imposte dovute
      5. Firma digitale: il CAF appone la firma digitale del dichiarante sulla dichiarazione
      6. Trasmissione telematica: invio all’Agenzia delle Entrate con ricevuta protocollata
      7. Addebito imposte: entro 90 giorni, addebito automatico sull’IBAN indicato
      8. Rilascio del Glifo: in 10-14 giorni, l’Agenzia rilascia l’attestazione di presentazione (Glifo)

      Integrazione e rettifica della dichiarazione

      Se dopo la presentazione della dichiarazione di successione 2026 emergono nuovi beni o errori, è possibile presentare:

      • Dichiarazione integrativa: quando si scoprono beni precedentemente non dichiarati (es. un conto corrente dimenticato, un immobile all’estero). Va presentata entro i termini dell’accertamento (generalmente 5 anni) pagando le maggiori imposte con sanzioni ridotte (ravvedimento operoso)
      • Dichiarazione sostitutiva: quando si devono correggere errori nella dichiarazione già presentata (es. quote ereditarie errate, dati catastali sbagliati). Va presentata il prima possibile per evitare complicazioni nelle volture catastali

      Il CAF Centro Fiscale assiste gli eredi anche in caso di necessità di integrazione o rettifica, valutando la strategia migliore per minimizzare sanzioni e interessi.

      Documenti Necessari per la Successione

      Per presentare correttamente la dichiarazione di successione 2026, è necessario raccogliere una documentazione completa e aggiornata relativa al defunto, agli eredi e a tutti i beni che compongono l’asse ereditario. La completezza della documentazione è fondamentale per evitare integrazioni, ritardi e possibili sanzioni.

      Documenti anagrafici e di stato civile

      Questi documenti servono a identificare il defunto, gli eredi e il tipo di successione (legittima o testamentaria):

      • Certificato di morte del defunto in carta semplice (rilasciato dal Comune di residenza o di decesso)
      • Certificato di ultima residenza del defunto
      • Certificato di stato di famiglia storico del defunto alla data del decesso
      • Documenti di identità di tutti gli eredi (carta d’identità o patente in corso di validità)
      • Codici fiscali di tutti gli eredi
      • Certificato di matrimonio del defunto (se coniugato)
      • Sentenza di divorzio o separazione (se il defunto era divorziato/separato)
      • Testamento pubblico, olografo o segreto con relativo verbale di pubblicazione (se esiste testamento)
      • Certificato di rinuncia all’eredità (se qualche erede ha rinunciato, con relativo verbale notarile o del Tribunale)

      Il CAF Centro Fiscale di Udine può richiedere per conto degli eredi i certificati necessari presso i Comuni e gli uffici competenti, semplificando la fase di raccolta documentale.

      Documentazione immobiliare

      Se nell’eredità sono presenti immobili (case, appartamenti, terreni, box, cantine), è necessario fornire:

      • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili (con dati catastali: Foglio, Particella/Mappale, Subalterno, Categoria, Classe, Rendita)
      • Atti di provenienza (atti di acquisto, donazioni, successioni precedenti) che dimostrano come il defunto è diventato proprietario
      • Certificati di destinazione urbanistica (per terreni agricoli o edificabili)
      • Estratti tavolari (per immobili soggetti al sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, alcune zone del Veneto)
      • Rogito di acquisto con relativa nota di trascrizione
      • Planimetrie catastali (se disponibili)

      Per gli immobili tavolari in Friuli Venezia Giulia, il CAF Centro Fiscale effettua direttamente le visure tavolari telematiche presso le Conservatorie dei Registri Immobiliari di Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone, fornendo agli eredi la documentazione completa necessaria.

      Documentazione finanziaria e patrimoniale

      Per i beni mobili e finanziari presenti nell’asse ereditario:

      • Estratti conto bancari e postali alla data del decesso (saldi di conti correnti, libretti di risparmio, conti deposito)
      • Certificati di giacenza titoli (azioni, obbligazioni, fondi comuni, ETF) con valorizzazione alla data del decesso
      • Polizze vita con beneficiari designati (indicare numero polizza, compagnia, capitale assicurato)
      • Quote di società (SRL, SPA, SNC, SAS) con relativa valorizzazione contabile
      • Libretti al portatore e buoni fruttiferi postali
      • Cassette di sicurezza (indicazione banca e numero cassetta, con inventario del contenuto se aperta)
      • Crediti vantati dal defunto verso terzi (con documentazione probatoria)
      • Autovetture, moto, imbarcazioni (con certificato di proprietà del PRA)

      Le banche e Poste Italiane rilasciano gratuitamente agli eredi legittimi i certificati di giacenza e i prospetti patrimoniali alla data del decesso, necessari per la compilazione della dichiarazione.

      Documentazione relativa a debiti e passività

      Nella dichiarazione di successione vanno indicati anche i debiti del defunto deducibili dall’attivo ereditario:

      • Mutui ipotecari residui (con certificato della banca sul debito residuo alla data del decesso)
      • Debiti tributari (cartelle esattoriali, avvisi bonari, tasse non pagate)
      • Spese mediche e ospedaliere non pagate
      • Spese funerarie (detraibili fino a 1.032,91 euro per ciascun erede)
      • Debiti verso fornitori e creditori

      I debiti riducono la base imponibile su cui si calcolano le imposte di successione, per cui è importante documentarli correttamente.

      Informazioni necessarie per la presentazione telematica

      Per la trasmissione della dichiarazione successione telematica, il dichiarante deve fornire al CAF:

      • Coordinate bancarie (IBAN) su cui addebitare le imposte
      • Indirizzo email per ricevere comunicazioni dall’Agenzia delle Entrate
      • Numero di cellulare per eventuali comunicazioni urgenti
      • Codice fiscale e delega per la trasmissione telematica

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ha predisposto una checklist completa dei documenti che viene consegnata a ogni cliente all’avvio della pratica di successione, guidandolo passo dopo passo nella raccolta di tutta la documentazione necessaria. Per approfondire ulteriormente l’argomento, è disponibile la nostra guida dedicata ai documenti per la successione.

      Il calcolo delle imposte di successione 2026 viene effettuato automaticamente dal sistema di autoliquidazione telematica, ma è fondamentale comprendere il meccanismo di calcolo per stimare preventivamente l’importo dovuto e pianificare il pagamento. Le imposte di successione si articolano in tre tributi principali: l’imposta di successione (proporzionale al valore dei beni ereditati e al grado di parentela), l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale (applicate sugli immobili).

      Imposta di successione: aliquote per grado di parentela

      L’imposta di successione si applica al valore complessivo netto dell’asse ereditario (attivo meno passivo) con aliquote differenziate in base al grado di parentela tra defunto ed erede:

      La franchigia è la quota di eredità esente da imposta: si applica separatamente per ciascun erede, non sull’intero asse ereditario. Questo significa che se il coniuge e due figli ereditano 2.500.000 euro, ciascuno ha diritto alla franchigia di 1.000.000 euro sulla propria quota.

      Esempio pratico di calcolo – Coniuge e due figli:

      • Asse ereditario netto: 2.400.000 euro
      • Quote: coniuge 50% (1.200.000 euro), ciascun figlio 25% (600.000 euro)
      • Imposta coniuge: (1.200.000 – 1.000.000) × 4% = 200.000 × 4% = 8.000 euro
      • Imposta ciascun figlio: (600.000 – 1.000.000) = 0 (quota sotto franchigia) = 0 euro
      • Imposta totale di successione: 8.000 euro

      Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili

      Se nell’asse ereditario sono presenti immobili (terreni, fabbricati), si applicano anche le imposte ipotecaria e catastale:

      • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale degli immobili
      • Imposta catastale: 1% del valore catastale degli immobili
      • Tributo speciale: 35 euro per ciascuna formalità di trascrizione, iscrizione, annotazione
      • Imposta di bollo: 230 euro (importo forfettario per dichiarazione)

      Il valore catastale si calcola rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per specifici coefficienti:

      • Prima casa (abitazione principale): rendita × 1,05 × 110
      • Altri fabbricati: rendita × 1,05 × 120
      • Fabbricati categoria A/10, C/1: rendita × 1,05 × 60
      • Terreni agricoli: reddito dominicale × 1,25 × 135
      • Terreni edificabili: valore venale commerciale (da perizia)

      Agevolazione prima casa: se l’erede beneficia dell’agevolazione prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa di 200 euro ciascuna (totale 400 euro) invece che in percentuale. I requisiti sono gli stessi previsti per gli acquisti: immobile situato nel Comune di residenza (o trasferimento entro 18 mesi), categoria catastale non di lusso (A/2-A/7), non possesso di altra abitazione nello stesso Comune.

      Agevolazione per eredi under 26

      Dal 2024, è stata introdotta un’importante agevolazione fiscale per gli eredi con età inferiore a 26 anni alla data di apertura della successione. Per questi giovani eredi:

      • Franchigia maggiorata a 1.500.000 euro (invece di 1.000.000 per coniuge e figli)
      • Imposta ridotta al 3% (invece del 4%) sulla parte eccedente la franchigia

      Questa agevolazione può generare risparmi significativi nelle successioni di patrimoni rilevanti con eredi giovani.

      Esempio con erede under 26:

      • Figlio erede unico, 24 anni, eredità 1.800.000 euro
      • Con agevolazione under 26: (1.800.000 – 1.500.000) × 3% = 9.000 euro
      • Senza agevolazione: (1.800.000 – 1.000.000) × 4% = 32.000 euro
      • Risparmio: 23.000 euro

      Modalità e termini di pagamento

      Con il sistema di autoliquidazione successione 2026, le imposte vengono automaticamente addebitate sull’IBAN indicato dal dichiarante entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione telematica. L’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione preventiva con l’importo esatto da addebitare e la data prevista del prelievo.

      Se l’importo delle imposte supera 1.000 euro, è possibile richiedere la rateizzazione in rate trimestrali (fino a 8 rate per importi fino a 20.000 euro). La richiesta di rateizzazione deve essere presentata contestualmente alla dichiarazione.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce sempre agli eredi un preventivo dettagliato delle imposte prima della presentazione telematica, consentendo di pianificare con serenità il pagamento e valutare eventuali strategie di ottimizzazione fiscale.

      Sistema Tavolare in Friuli Venezia Giulia

      Il Friuli Venezia Giulia (insieme a Trentino-Alto Adige e alcune zone del Veneto e della Lombardia) è caratterizzato dalla presenza del sistema tavolare, un sistema di pubblicità immobiliare completamente diverso dal sistema ordinario (detto anche “dei registri immobiliari” o “transcriztionale”) vigente nel resto d’Italia. Questa differenza ha implicazioni rilevanti nella gestione delle dichiarazioni di successione 2026 con immobili tavolari.

      Che cos’è il sistema tavolare

      Il sistema tavolare (o “del libro fondiario”) è un sistema di pubblicità immobiliare di origine asburgica, introdotto in Friuli Venezia Giulia durante il periodo austro-ungarico e mai abolito dopo l’annessione all’Italia. Si basa su principi fondamentali che lo distinguono nettamente dal sistema ordinario:

      • Principio della pubblica fede: il Libro Fondiario (Tavolare) fa piena prova della titolarità dei diritti reali sugli immobili. Chi risulta iscritto come proprietario nel Libro Fondiario è il proprietario a tutti gli effetti legali
      • Principio dell’iscrizione costitutiva: il trasferimento della proprietà (o di altri diritti reali) si perfeziona solo con l’iscrizione nel Libro Fondiario, non con la semplice stipula del contratto
      • Principio di specialità: ogni corpo tavolare (partita tavolare) identifica univocamente un singolo immobile con i relativi diritti e oneri
      • Principio di legalità: ogni iscrizione deve essere autorizzata da decreto del Conservatore dei Registri Immobiliari dopo verifica della legittimità

      In pratica, mentre nel sistema ordinario la proprietà si trasferisce al momento della stipula del rogito (e la trascrizione ha funzione solo di opponibilità ai terzi), nel sistema tavolare la proprietà si trasferisce solo quando viene iscritta nel Libro Fondiario dal Conservatore.

      Conseguenze per le successioni di immobili tavolari

      Nelle successioni con immobili tavolari in Friuli Venezia Giulia, il passaggio di proprietà agli eredi richiede l’intavolazione (iscrizione nel Libro Fondiario) del diritto di proprietà a loro favore. Senza intavolazione, gli eredi non possono:

      • Vendere l’immobile ereditato
      • Donarlo o trasferirlo in altro modo
      • Ipotecarlo per ottenere finanziamenti
      • Locare con contratto opponibile ai terzi

      La procedura di intavolazione successoria si svolge presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari competente (Udine, Trieste, Gorizia, Pordenone) e richiede:

      1. Dichiarazione di successione presentata e Glifo (attestazione) rilasciato dall’Agenzia delle Entrate
      2. Domanda di intavolazione firmata da un professionista abilitato (avvocato, notaio, geometra, ingegnere)
      3. Documenti tavolari (estratto tavolare, mappa particellare)
      4. Certificato di morte e documentazione degli eredi
      5. Pagamento dei tributi tavolari (imposta di registro, bollo, diritti di Conservatoria)

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ha sviluppato una competenza specialistica ventennale nella gestione delle successioni con immobili tavolari, collaborando con professionisti tecnici (geometri e ingegneri) per l’intavolazione presso le Conservatorie friulane. Offriamo un servizio completo che include sia la dichiarazione di successione telematica che la successiva intavolazione tavolare, consegnando agli eredi gli immobili definitivamente intestati.

      Per approfondire le caratteristiche del sistema tavolare e le specificità operative, puoi consultare la nostra guida completa al Sistema Tavolare di Udine.

      Differenze rispetto al sistema ordinario (voltura catastale)

      Nel resto d’Italia, dove vige il sistema ordinario, il passaggio di proprietà degli immobili agli eredi avviene con la voltura catastale, una procedura molto più semplice:

      • La proprietà passa automaticamente agli eredi al momento del decesso (per successione legittima o testamentaria)
      • La voltura catastale ha solo funzione di aggiornamento dei registri catastali, non costitutiva
      • Viene presentata telematicamente dal CAF contestualmente alla dichiarazione di successione
      • Si perfeziona automaticamente in pochi giorni senza decreto del Conservatore

      Al contrario, nel sistema tavolare, la proprietà non passa automaticamente: serve sempre l’intavolazione con decreto del Conservatore.

      Verifica preliminare: tavolare o ordinario?

      Non tutti gli immobili in Friuli Venezia Giulia sono tavolari. Alcune zone della regione (specialmente quelle annesse all’Italia prima del 1918) seguono il sistema ordinario. Per verificare se un immobile è tavolare o ordinario, è necessario:

      • Controllare gli atti di provenienza (rogiti precedenti): se parlano di “intavolazione”, l’immobile è tavolare
      • Richiedere una visura tavolare presso la Conservatoria: se esiste, l’immobile è tavolare
      • Verificare con la visura catastale: gli immobili tavolari sono identificati anche nel catasto ma la trascrizione avviene solo al tavolare

      Il CAF Centro Fiscale effettua sempre questa verifica preliminare per ogni successione con immobili in Friuli Venezia Giulia, informando gli eredi sulla procedura corretta da seguire (intavolazione tavolare o voltura ordinaria).

      La procedura telematica della dichiarazione di successione 2026 si svolge interamente online attraverso il sistema SuccessioniOnLine dell’Agenzia delle Entrate. Comprendere il flusso operativo completo dalla trasmissione al rilascio del Glifo (attestazione di avvenuta presentazione) permette agli eredi di pianificare i tempi e prepararsi agli adempimenti successivi.

      Step 1: Preparazione e trasmissione telematica

      Il CAF Centro Fiscale raccoglie tutta la documentazione necessaria (vedi sezione dedicata) e compila la dichiarazione di successione telematica nel software SuccessioniOnLine Desktop. Durante la compilazione:

      • Vengono inseriti i dati anagrafici del defunto e di tutti gli eredi/legatari
      • Vengono censiti tutti i beni (immobili con dati catastali, conti correnti, titoli, auto, ecc.) e le relative valorizzazioni alla data del decesso
      • Vengono indicati i debiti deducibili (mutui, spese funerarie, ecc.)
      • Vengono allegati in formato PDF tutti i documenti probatori (certificati, atti, estratti conto, ecc.)
      • Il sistema calcola automaticamente le quote ereditarie di ciascun erede secondo legge o testamento

      Una volta completata la compilazione, il software effettua un controllo automatico di coerenza verificando l’assenza di errori formali. Se il controllo ha esito positivo, la dichiarazione viene firmata digitalmente e trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Il sistema rilascia immediatamente una ricevuta di presentazione protocollata con data e ora esatta di invio.

      Step 2: Autoliquidazione imposte e generazione F24

      Entro pochi minuti dalla trasmissione, il sistema di autoliquidazione dell’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione e calcola automaticamente:

      • Imposta di successione per ciascun erede, applicando aliquote e franchigie corrette
      • Imposte ipotecaria e catastale sui beni immobili (2% + 1% del valore catastale)
      • Agevolazioni fiscali (prima casa, under 26)
      • Tributi speciali e bollo

      Il sistema genera automaticamente il modello F24 precompilato con tutti i tributi dovuti e i relativi codici tributo. L’F24 viene reso disponibile nell’area riservata del software SuccessioniOnLine e può essere scaricato in formato PDF.

      L’Agenzia delle Entrate invia anche una comunicazione via PEC (al CAF che ha trasmesso la dichiarazione) con:

      • Riepilogo dettagliato del calcolo delle imposte
      • Importo totale da versare
      • Data prevista di addebito sull’IBAN indicato (entro 90 giorni dalla presentazione)

      Step 3: Addebito diretto delle imposte su IBAN

      Con il sistema di autoliquidazione successione 2026, il pagamento delle imposte avviene esclusivamente tramite addebito automatico sull’IBAN del dichiarante indicato nella dichiarazione telematica. Non è più possibile pagare tramite F24 cartaceo o presso banche/poste.

      La procedura operativa è la seguente:

      • L’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione preventiva (circa 15-20 giorni prima) con l’importo esatto e la data di addebito
      • Il dichiarante deve assicurarsi di avere capienza sul conto corrente alla data prevista
      • Alla data stabilita, l’Agenzia dispone il prelievo automatico tramite SDD (SEPA Direct Debit)
      • Il versamento risulta immediatamente tracciato e certificato dal sistema

      Importante: se il conto corrente non ha capienza sufficiente e l’addebito viene respinto, l’Agenzia considera il pagamento non effettuato e applica sanzioni del 30% sull’importo non versato più gli interessi di mora. È quindi fondamentale garantire la disponibilità sul conto.

      Se gli eredi preferiscono ripartire l’importo delle imposte tra loro (invece di far pagare tutto al dichiarante), possono:

      • Concordare privatamente la suddivisione
      • Ciascuno versa la propria quota al dichiarante prima della data di addebito
      • Il dichiarante garantisce la capienza totale sul proprio IBAN

      Step 4: Rilascio del Glifo (attestazione di presentazione)

      Dopo la trasmissione telematica e l’accettazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate elabora la pratica e rilascia il Glifo, cioè l’attestazione di avvenuta presentazione della dichiarazione di successione. Il Glifo è un documento ufficiale che certifica:

      • La corretta presentazione della dichiarazione
      • I dati del defunto e degli eredi
      • L’elenco dei beni dichiarati
      • Le imposte liquidate e pagate (o in corso di pagamento)

      Con il nuovo sistema di autoliquidazione, i tempi di rilascio del Glifo si sono drasticamente ridotti: 10-14 giorni lavorativi dalla trasmissione telematica (contro i precedenti 2-3 mesi). Il Glifo viene reso disponibile nell’area riservata di SuccessioniOnLine in formato PDF e può essere scaricato e stampato.

      Il CAF Centro Fiscale scarica il Glifo appena disponibile e lo consegna immediatamente agli eredi, insieme a una copia della dichiarazione e della ricevuta di presentazione.

      Step 5: Utilizzo del Glifo per sbloccare beni del defunto

      Il Glifo è il documento fondamentale che consente agli eredi di sbloccare i beni del defunto presso banche, poste, società finanziarie e altre istituzioni. In particolare, con il Glifo gli eredi possono:

      • Sbloccare conti correnti e libretti di risparmio: le banche autorizzano il prelievo/trasferimento delle somme agli eredi
      • Liquidare titoli, azioni, obbligazioni: le società di intermediazione trasferiscono i titoli ai depositi titoli degli eredi
      • Riscuotere polizze vita: le compagnie assicurative erogano il capitale ai beneficiari
      • Intestare autovetture: il PRA autorizza la voltura al nome degli eredi
      • Procedere con voltura/intavolazione immobili: Catasto e Conservatorie accettano le domande di aggiornamento

      Ogni istituzione richiede copia del Glifo insieme ad altri documenti (certificato di morte, documenti degli eredi, eventuale testamento). Il CAF Centro Fiscale fornisce sempre agli eredi un ”pacchetto documentale completo” pronto per essere presentato a banche e altri enti, comprensivo di Glifo, dichiarazione di successione e certificazioni necessarie.

      Step 6: Voltura catastale e Trascrizione tavolare (per immobili)

      Se nell’asse ereditario sono presenti immobili, dopo il rilascio del Glifo il CAF procede con:

      • Voltura catastale (per immobili in sistema ordinario): trasmissione telematica della domanda di voltura al Catasto, che aggiorna gli intestatari in 3-4 settimane
      • Intavolazione tavolare (per immobili tavolari in FVG): presentazione della domanda alla Conservatoria dei Registri Immobiliari, che emette decreto di intavolazione in 4-6 settimane

      Al termine di questa fase, gli immobili risultano definitivamente intestati agli eredi nei pubblici registri, consentendo loro di esercitare pienamente i diritti di proprietà (vendita, donazione, locazione, ipoteca).

      Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intero ciclo della procedura successoria, dall’apertura pratica al rilascio degli immobili intestati, garantendo agli eredi assistenza continua, tempi certi e massima professionalità in ogni fase.

      Voltura e Trascrizione Catastale

      La voltura catastale (o trascrizione tavolare per gli immobili in sistema tavolare) è l’adempimento finale della dichiarazione di successione, che consente di aggiornare i pubblici registri immobiliari con l’intestazione degli immobili agli eredi. Senza voltura/trascrizione, gli immobili continuano a risultare formalmente intestati al defunto, impedendo agli eredi di esercitare pienamente i diritti di proprietà.

      Che cos’è la voltura catastale

      La voltura catastale è la procedura amministrativa con cui si aggiorna l’intestazione degli immobili nei registri del Catasto a seguito di un evento che modifica la titolarità (compravendita, donazione, successione, ecc.). Nel caso di successione ereditaria, la voltura serve a registrare il passaggio di proprietà dal defunto agli eredi.

      La voltura catastale ha carattere dichiarativo, non costitutivo: la proprietà passa agli eredi automaticamente al momento del decesso per effetto della successione legittima o testamentaria. La voltura serve solo ad aggiornare i registri pubblici per renderli conformi alla reale titolarità.

      Quando va presentata la voltura catastale

      La domanda di voltura catastale deve essere presentata entro 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione telematica. Con il sistema attuale, la voltura viene generalmente trasmessa dal CAF contestualmente alla dichiarazione, nel medesimo invio telematico tramite il software SuccessioniOnLine.

      Il sistema calcola automaticamente le imposte ipotecarie e catastali dovute (2% + 1% del valore catastale degli immobili) e le include nell’F24 complessivo della successione, addebitato sull’IBAN del dichiarante.

      Procedura operativa della voltura

      La voltura catastale successoria segue questi passaggi:

      1. Compilazione domanda di voltura: il CAF inserisce nel software SuccessioniOnLine i dati catastali di tutti gli immobili ereditati (Foglio, Particella, Subalterno per ciascun immobile)
      2. Indicazione quote ereditarie: vengono specificate le quote di proprietà spettanti a ciascun erede (es. coniuge 50%, figlio 1 25%, figlio 2 25%)
      3. Allegazione documenti: vengono caricati certificato di morte, Glifo, visure catastali
      4. Trasmissione telematica: invio contestuale alla dichiarazione di successione
      5. Elaborazione da parte del Catasto: in 3-4 settimane, il Catasto elabora la domanda e aggiorna gli intestatari
      6. Verifica visure aggiornate: il CAF richiede le nuove visure catastali per confermare l’avvenuto aggiornamento

      Al termine del processo, le visure catastali mostrano gli eredi come nuovi proprietari con le rispettive quote di comproprietà.

      Trascrizione tavolare per immobili in Friuli Venezia Giulia

      Per gli immobili soggetti al sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia, la procedura è diversa e più complessa. Come spiegato nella sezione dedicata al sistema tavolare FVG, la proprietà degli immobili tavolari passa agli eredi solo con l’intavolazione (iscrizione) nel Libro Fondiario presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari.

      La procedura di intavolazione successoria richiede:

      1. Domanda di intavolazione sottoscritta da un professionista tecnico abilitato (geometra, ingegnere, architetto, avvocato, notaio)
      2. Allegazione del Glifo e della dichiarazione di successione
      3. Estratto tavolare aggiornato dell’immobile
      4. Documentazione degli eredi (certificato di morte, stato di famiglia, testamento se presente)
      5. Presentazione telematica alla Conservatoria competente
      6. Istruttoria del Conservatore: verifica della legittimità e conformità della domanda
      7. Emissione del decreto di intavolazione: il Conservatore autorizza l’iscrizione
      8. Iscrizione nel Libro Fondiario: gli eredi risultano proprietari a tutti gli effetti legali

      I tempi di intavolazione tavolare sono generalmente di 4-6 settimane dalla presentazione della domanda, più lunghi rispetto alla voltura ordinaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine collabora con geometri e ingegneri specializzati in pratiche tavolari per gestire l’intero processo, garantendo agli eredi il perfezionamento della proprietà.

      Costi della voltura e trascrizione

      I costi della voltura catastale sono già inclusi nelle imposte ipotecarie e catastali calcolate in fase di autoliquidazione della dichiarazione di successione (2% + 1% del valore catastale). Non ci sono ulteriori tributi da versare al Catasto.

      Per la trascrizione tavolare in Friuli Venezia Giulia, si aggiungono:

      • Diritti di Conservatoria: circa 100-150 euro per ciascuna partita tavolare
      • Bollo e imposta di registro: calcolati dal sistema in fase di autoliquidazione
      • Onorari del professionista tecnico: variabili in base alla complessità (generalmente 300-600 euro per pratica)

      Il CAF Centro Fiscale fornisce sempre un preventivo dettagliato che include sia le imposte che gli onorari professionali per voltura/intavolazione, consentendo agli eredi di conoscere con esattezza l’importo complessivo della pratica successoria.

      Cosa succede se non si fa la voltura

      La mancata voltura catastale comporta conseguenze negative per gli eredi:

      • Impossibilità di vendere: nessun notaio roga un atto di vendita se le visure catastali non sono aggiornate
      • Problemi con i mutui: le banche non concedono mutui su immobili con intestazioni catastali difformi
      • Sanzioni amministrative: il ritardo oltre i 30 giorni comporta sanzioni da 60 a 300 euro
      • Confusione nei pubblici registri: gli immobili continuano a risultare intestati a un soggetto deceduto, creando problemi legali

      Per questo motivo, il CAF Centro Fiscale gestisce sempre la voltura/intavolazione come parte integrante del servizio di dichiarazione di successione, garantendo che gli immobili vengano definitivamente intestati agli eredi entro i termini di legge.

      Agevolazioni per Eredi Under 26 e Prima Casa

      La normativa fiscale prevede importanti agevolazioni per determinate categorie di eredi, con l’obiettivo di ridurre il carico tributario delle successioni ereditarie 2026. Le due agevolazioni più rilevanti riguardano gli eredi giovani (under 26) e l’acquisto della prima casa, che possono generare risparmi fiscali significativi.

      Agevolazione under 26: franchigia maggiorata e aliquota ridotta

      Dal 1° gennaio 2024, è stata introdotta un’agevolazione fiscale specifica per gli eredi che non hanno ancora compiuto 26 anni alla data di apertura della successione. Questa misura mira a sostenere i giovani che ereditano patrimoni, riducendo il loro carico fiscale.

      L’agevolazione consiste in:

      • Franchigia maggiorata a 1.500.000 euro per ciascun erede under 26 (invece di 1.000.000 euro previsti per coniuge e figli)
      • Aliquota ridotta al 3% sulla quota eccedente la franchigia (invece del 4% ordinario)

      L’agevolazione si applica automaticamente in fase di autoliquidazione della dichiarazione di successione, senza necessità di richieste specifiche. Il sistema verifica l’età dell’erede alla data del decesso e calcola le imposte con franchigia e aliquota agevolate.

      Requisiti per accedere all’agevolazione under 26:

      • Erede figlio, nipote in linea retta (non fratello/sorella o altri parenti)
      • Età inferiore a 26 anni alla data di apertura della successione
      • Nessun altro requisito: l’agevolazione spetta indipendentemente dal reddito, dal patrimonio personale, dalla residenza

      Esempi pratici di risparmio fiscale:

      Caso 1 – Erede 24 anni, eredità 2.000.000 euro:

      • Con agevolazione under 26: (2.000.000 – 1.500.000) × 3% = 500.000 × 3% = 15.000 euro
      • Senza agevolazione: (2.000.000 – 1.000.000) × 4% = 1.000.000 × 4% = 40.000 euro
      • Risparmio: 25.000 euro

      Caso 2 – Due figli eredi, uno 23 anni e uno 28 anni, eredità 3.000.000 euro (1.500.000 ciascuno):

      • Figlio 23 anni: (1.500.000 – 1.500.000) × 3% = 0 × 3% = 0 euro (quota interamente coperta da franchigia maggiorata)
      • Figlio 28 anni: (1.500.000 – 1.000.000) × 4% = 500.000 × 4% = 20.000 euro
      • Risparmio complessivo: 20.000 euro (figlio under 26 non paga nulla, figlio over 26 paga 20.000 invece di 20.000 ciascuno)

      L’agevolazione under 26 può quindi generare risparmi molto rilevanti, soprattutto in successioni di patrimoni consistenti con eredi giovani.

      Agevolazione prima casa: imposte ipotecarie e catastali ridotte

      Quando un erede eredita un immobile abitativo e può beneficiare delle agevolazioni prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa agevolata invece che in percentuale:

      • Imposta ipotecaria: 200 euro (invece del 2% del valore catastale)
      • Imposta catastale: 200 euro (invece dell’1% del valore catastale)
      • Totale imposte fisse: 400 euro

      Questa agevolazione genera risparmi notevoli su immobili di valore elevato.

      Requisiti per l’agevolazione prima casa in successione:

      1. L’immobile deve essere situato nel Comune di residenza dell’erede (o l’erede si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi dall’eredità)
      2. L’immobile deve appartenere a una categoria catastale non di lusso (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 – escluse A/1 signorile, A/8 ville, A/9 castelli)
      3. L’erede non deve possedere un’altra abitazione nello stesso Comune con agevolazioni prima casa già godute
      4. L’erede non deve possedere un’altra abitazione su tutto il territorio nazionale acquistata con agevolazioni prima casa (se la possiede, deve venderla entro 1 anno)

      L’agevolazione va richiesta espressamente in dichiarazione di successione, indicando i dati dell’immobile e autocertificando il possesso dei requisiti.

      Esempio pratico di risparmio:

      Immobile ereditato: appartamento con rendita catastale 1.000 euro:

      • Valore catastale: 1.000 × 1,05 × 120 = 126.000 euro
      • Senza agevolazione prima casa: Imposta ipotecaria (126.000 × 2%) + Imposta catastale (126.000 × 1%) = 2.520 + 1.260 = 3.780 euro
      • Con agevolazione prima casa: 200 + 200 = 400 euro
      • Risparmio: 3.380 euro

      Su immobili di maggior valore, il risparmio può essere ancora più significativo.

      Cumulo delle agevolazioni under 26 e prima casa

      Le due agevolazioni sono cumulabili: un erede under 26 che eredita un immobile con requisiti prima casa può beneficiare contemporaneamente di:

      • Franchigia maggiorata 1.500.000 euro e aliquota ridotta 3% sull’imposta di successione
      • Imposte ipotecaria e catastale fisse 200+200 euro sull’immobile ereditato

      Questa combinazione massimizza il risparmio fiscale complessivo.

      Come richiedere le agevolazioni

      Le agevolazioni vengono applicate in fase di compilazione della dichiarazione di successione telematica:

      • Agevolazione under 26: si applica automaticamente in base all’età dell’erede risultante dai dati anagrafici inseriti. Non serve alcuna richiesta esplicita
      • Agevolazione prima casa: va richiesta espressamente barrando l’apposito campo nel software SuccessioniOnLine per ciascun immobile e autocertificando il possesso dei requisiti

      Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica sempre la sussistenza dei requisiti per accedere alle agevolazioni fiscali, consigliando agli eredi le strategie più convenienti per minimizzare le imposte di successione nel pieno rispetto della normativa vigente.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulla Successione 2026

      1. Quanto tempo ho per presentare la dichiarazione di successione?

      La dichiarazione di successione 2026 deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che generalmente coincide con la data del decesso. Il termine è perentorio: la presentazione oltre i 12 mesi comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. È consigliabile avviare la pratica con anticipo per reperire tutta la documentazione necessaria.

      2. Quanto costa fare la dichiarazione di successione?

      Il costo totale della dichiarazione di successione dipende da due componenti:

      • Imposte fiscali: calcolate automaticamente dal sistema di autoliquidazione in base al valore dell’asse ereditario, al grado di parentela e alla presenza di immobili. Vanno dall’esenzione totale (per successioni sotto franchigia) a migliaia di euro per patrimoni rilevanti
      • Onorari professionali: variano in base alla complessità della pratica. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre preventivi personalizzati, generalmente tra 300 e 800 euro per pratiche standard

      Per una stima precisa, è necessario analizzare la composizione dell’asse ereditario. Contattaci per un preventivo gratuito.

      3. Cosa succede se non presento la dichiarazione di successione?

      La mancata presentazione della dichiarazione di successione comporta:

      • Sanzioni amministrative dal 120% al 240% delle imposte dovute, con minimo 250 euro
      • Impossibilità di sbloccare conti correnti, titoli, azioni del defunto
      • Impossibilità di vendere o ipotecare gli immobili ereditati
      • Blocco della voltura catastale: gli immobili rimangono intestati al defunto
      • Possibile accertamento d’ufficio dell’Agenzia delle Entrate con sanzioni aggravate

      La presentazione è obbligatoria per legge e va effettuata tempestivamente per evitare conseguenze negative.

      4. Devo pagare le imposte di successione anche se eredito solo debiti?

      Se l’asse ereditario passivo (debiti) supera l’attivo (beni), non si pagano imposte di successione. Il sistema di autoliquidazione calcola il valore netto ereditario (attivo meno passivo) e applica le imposte solo sull’eventuale valore positivo. Se il risultato è negativo o pari a zero, non sono dovute imposte di successione.

      Tuttavia, restano dovute le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili (2% + 1%) anche se l’asse è in passivo, a meno di rinunciare all’eredità.

      5. Posso rinunciare all’eredità? Come si fa?

      Sì, ogni erede può rinunciare all’eredità se non desidera accettarla (ad esempio per evitare di ereditare debiti). La rinuncia all’eredità deve essere fatta:

      • Con dichiarazione ricevuta da notaio e iscritta nel registro delle successioni
      • Oppure con dichiarazione resa al Cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione
      • Entro i termini di prescrizione del diritto di accettare: 10 anni dalla data di apertura della successione (o 3 mesi se si è nel possesso dei beni)

      La rinuncia è irrevocabile e fa sì che l’erede rinunciatario sia considerato come se non fosse mai stato chiamato all’eredità. La sua quota viene ripartita tra gli altri eredi (o, se non ce ne sono, ai gradi successivi di parentela).

      6. Chi paga le spese funerarie?

      Le spese funerarie vengono generalmente pagate dagli eredi e sono deducibili dalla dichiarazione di successione fino a un massimo di 1.032,91 euro per ciascun erede. Questo importo riduce la base imponibile su cui si calcolano le imposte di successione.

      Le spese funerarie devono essere documentate con fattura o ricevuta fiscale intestata al soggetto che le ha sostenute.

      7. Cosa succede se nell’eredità c’è un immobile in comproprietà?

      Se il defunto possedeva una quota di comproprietà di un immobile (ad esempio 50% di un appartamento), nella dichiarazione di successione va indicata solo la quota di proprietà del defunto. Gli eredi ereditano quella quota e diventano comproprietari insieme agli altri soggetti che già possedevano le restanti quote.

      Le imposte ipotecarie e catastali si calcolano solo sul valore della quota ereditata, non sull’intero immobile.

      8. Quanto tempo ci vuole per ottenere il Glifo?

      Con il sistema di autoliquidazione successione 2026, il Glifo (attestazione di avvenuta presentazione) viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate in 10-14 giorni lavorativi dalla trasmissione telematica della dichiarazione. Questo è un grande miglioramento rispetto ai precedenti 2-3 mesi necessari con il vecchio sistema.

      Il CAF Centro Fiscale scarica il Glifo appena disponibile e lo consegna immediatamente agli eredi.

      9. Posso vendere un immobile ereditato prima di fare la successione?

      No, non è possibile vendere un immobile prima di aver presentato la dichiarazione di successione e completato la voltura catastale (o intavolazione tavolare in Friuli Venezia Giulia). Il notaio non può rogare l’atto di vendita se le visure catastali/tavolari non mostrano gli eredi come intestatari.

      La sequenza corretta è:

      1. Presentare la dichiarazione di successione
      2. Ottenere il Glifo
      3. Completare la voltura/intavolazione
      4. Verificare le visure aggiornate con gli eredi come proprietari
      5. Procedere con l’atto di vendita

      10. Il CAF può gestire successioni con beni all’estero?

      Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce anche successioni con patrimoni esteri: immobili, conti correnti, titoli, partecipazioni societarie situati fuori dall’Italia. Questi beni vanno dichiarati nella dichiarazione di successione italiana se il defunto era residente in Italia alla data del decesso.

      Per i beni immobili esteri, generalmente non si applica l’imposta di successione italiana se l’immobile è situato in Paesi con cui l’Italia ha convenzioni contro le doppie imposizioni (Francia, Germania, Svizzera, ecc.), ma vanno comunque dichiarati per trasparenza fiscale.

      Il CAF fornisce assistenza per la corretta valorizzazione dei beni esteri e il coordinamento con eventuali obblighi fiscali nel Paese estero di ubicazione del bene.

      Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

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