regime forfettario partita iva

Come si emette una fattura da geometra libero professionista? Se hai appena aperto partita IVA o vuoi chiarire i tuoi dubbi sulla fatturazione geometra, questa guida ti spiega tutto quello che devi sapere nel 2026.

La fatturazione per geometri presenta alcune particolarità rispetto ad altri professionisti: il contributo integrativo CIPAG del 5% (obbligatorio per tutti gli iscritti alla Cassa), la gestione della marca da bollo da 2 euro oltre determinate soglie, e le differenze sostanziali tra regime forfettario e regime ordinario.

In questa guida completa scoprirai come emettere correttamente una fattura geometra regime forfettario, come calcolare il contributo CIPAG, quando applicare la ritenuta d’acconto, e vedrai esempi pratici passo-passo per entrambi i regimi fiscali.

Indice dei contenuti

  1. Come Fatturare in Regime Forfettario
  2. Fatturazione in Regime Ordinario (con IVA)
  3. Contributo Integrativo CIPAG 5% in Fattura
  4. Marca da Bollo: Quando è Obbligatoria
  5. Esempio Fattura Geometra Forfettario
  6. Esempio Fattura Geometra Regime Ordinario
  7. Ritenuta d’Acconto: Quando si Applica
  8. FAQ Fatturazione Geometra

Come Fatturare in Regime Forfettario

Se sei un geometra in regime forfettario, la tua fatturazione è semplificata rispetto al regime ordinario, ma devi rispettare alcune regole precise.

Nel regime forfettario 2026 non applichi l’IVA sulle tue prestazioni (sei esonerato dall’IVA), quindi la fattura non riporta alcuna imposta sul valore aggiunto. Tuttavia, devi obbligatoriamente calcolare e addebitare al cliente il contributo integrativo CIPAG del 5% sul compenso.

Elementi obbligatori nella fattura forfettaria

Una fattura geometra regime forfettario deve contenere:

  • Numerazione progressiva annuale (esempio: 1/2026, 2/2026, etc.)
  • Data di emissione (entro il giorno 12 del mese successivo alla prestazione)
  • Dati del geometra: nome, cognome, partita IVA, indirizzo, iscrizione Collegio Geometri
  • Dati del cliente: denominazione/nome, indirizzo, codice fiscale o P.IVA
  • Descrizione della prestazione professionale resa
  • Compenso professionale (netto)
  • Contributo CIPAG 5% calcolato sul compenso
  • Ritenuta d’acconto 20% (solo se il cliente è sostituto d’imposta)
  • Totale fattura
  • Dicitura regime forfettario: “Operazione senza applicazione IVA ai sensi dell’art. 1, comma 54-89, Legge n. 190/2014 – Regime forfettario”
  • Marca da bollo da 2 euro (se l’importo supera 77,47 euro)

È importante sottolineare che nel regime forfettario non puoi scaricare l’IVA sugli acquisti (è già inclusa nel coefficiente di redditività), quindi quando acquisti materiali o servizi per il tuo studio paghi l’IVA piena.

Fatturazione in Regime Ordinario (con IVA)

Nel regime ordinario, la fatturazione del geometra diventa più articolata perché devi gestire l’IVA, che per le prestazioni professionali dei geometri è al 22%.

A differenza del forfettario, in questo regime puoi detrarre l’IVA pagata sugli acquisti professionali (strumenti tecnici, software, carburante per sopralluoghi, etc.), ma hai obblighi contabili più complessi e devi presentare la dichiarazione IVA annuale e le liquidazioni IVA trimestrali.

Struttura della fattura ordinaria

La fattura geometra in regime ordinario include questi elementi:

  • Compenso professionale (imponibile)
  • Contributo CIPAG 5% (calcolato sul compenso, soggetto anch’esso a IVA)
  • Totale imponibile (compenso + CIPAG)
  • IVA 22% applicata sul totale imponibile
  • Ritenuta d’acconto 20% (applicata solo sul compenso, non sul CIPAG)
  • Totale a pagare

La particolarità della fatturazione ordinaria per geometri è che il contributo CIPAG è soggetto a IVA, quindi concorre a formare la base imponibile sulla quale si applica il 22%. Questo aumenta leggermente l’importo totale della fattura rispetto a un semplice calcolo del 22% sul solo compenso.

Un altro vantaggio del regime ordinario è che se i tuoi acquisti professionali hanno IVA elevata (ad esempio perché hai investito in strumentazione tecnica costosa), puoi trovarti in credito IVA da compensare o richiedere a rimborso.

Contributo Integrativo CIPAG 5% in Fattura

Il contributo integrativo CIPAG del 5% è una voce obbligatoria per tutti i geometri iscritti alla Cassa, sia in regime forfettario che ordinario. Si tratta di una quota che va a finanziare la previdenza integrativa dei geometri.

Come si calcola il contributo CIPAG

Il contributo si calcola applicando il 5% al compenso professionale lordo. Questo importo:

  • Va addebitato al cliente (non lo paghi tu, lo incassi e lo versi alla Cassa)
  • Concorre a formare il reddito imponibile per le tasse
  • È soggetto a IVA nel regime ordinario (mentre in forfettario non c’è IVA)
  • Non è soggetto a ritenuta d’acconto

Esempio pratico: se emetti una fattura per un compenso di 1.000 euro, il contributo CIPAG sarà di 50 euro (5% di 1.000). Questo importo viene sommato al compenso nel totale fattura.

Il contributo CIPAG va versato trimestralmente alla Cassa tramite il modello F24, utilizzando i codici tributo specifici. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella corretta compilazione degli F24 e nel calcolo delle scadenze contributive.

Differenza tra contributo soggettivo e integrativo

Attenzione a non confondere il contributo integrativo del 5% (che addebiti in fattura) con il contributo soggettivo CIPAG (che invece versi tu personalmente in base al tuo reddito annuale). Il contributo integrativo è un costo per il cliente, quello soggettivo è un costo per te come professionista.

Marca da Bollo: Quando è Obbligatoria

La marca da bollo da 2 euro è obbligatoria sulle fatture che superano l’importo di 77,47 euro, quando la fattura è esente IVA (quindi principalmente per chi è in regime forfettario).

Quando si applica la marca da bollo

Nel regime forfettario, se il totale della fattura (compenso + contributo CIPAG) supera 77,47 euro, devi applicare la marca da bollo da 2 euro. Puoi scegliere tra:

  • Marca da bollo cartacea: acquisti la marca fisica e la incolli sulla fattura cartacea
  • Bollo virtuale: paghi il bollo tramite F24 e indichi in fattura “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014”

Nel regime ordinario, invece, la marca da bollo non serve perché la fattura è soggetta a IVA. L’obbligo di bollo scatta solo per le fatture esenti o escluse da IVA.

Come calcolare l’importo della marca da bollo

Esempio: emetti una fattura da 1.000 euro di compenso + 50 euro CIPAG = totale 1.050 euro. Poiché supera 77,47 euro, applichi la marca da bollo da 2 euro. Nella fattura puoi:

  • Opzione 1: addebitare al cliente i 2 euro del bollo (totale a pagare: 1.050 euro, di cui 2 euro per marca da bollo)
  • Opzione 2: assorbirlo tu nel compenso (totale a pagare: 1.050 euro, bollo a tuo carico)

La scelta è commerciale. Molti geometri preferiscono indicare separatamente il bollo per trasparenza verso il cliente.

Esempio Fattura Geometra Forfettario

Vediamo un esempio pratico di fattura geometra regime forfettario con tutti i calcoli step-by-step.

Scenario

Il geometra Mario Rossi emette fattura per una pratica catastale verso un’azienda cliente (sostituto d’imposta). Compenso pattuito: 800 euro.

Calcolo della fattura

Compenso professionale: 800,00 euro
Contributo CIPAG 5%: 40,00 euro (5% di 800)
Totale fattura: 840,00 euro

Ritenuta d’acconto 20%: -160,00 euro (20% di 800, calcolata solo sul compenso)
Marca da bollo: -2,00 euro (assolta virtualmente)

Netto a pagare: 678,00 euro

Diciture obbligatorie

Nella fattura devi riportare:
Operazione senza applicazione IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 – Regime forfettario
Imposta di bollo da 2,00 euro assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014

Il cliente ti pagherà 678 euro. Tu incasserai netto 638 euro (perché 40 euro di CIPAG dovrai versarli alla Cassa), e recupererai i 160 euro di ritenuta in dichiarazione dei redditi come credito d’imposta.

Nota importante: la ritenuta d’acconto del 20% viene calcolata solo sul compenso (800 euro), non sul contributo CIPAG. Questa è una regola fondamentale da rispettare.

Esempio Fattura Geometra Regime Ordinario

Vediamo ora un esempio di fatturazione in regime ordinario con IVA, sempre con lo stesso compenso di 800 euro.

Scenario

Geometra Mario Rossi in regime ordinario, stessa prestazione verso azienda cliente.

Calcolo della fattura

Compenso professionale: 800,00 euro
Contributo CIPAG 5%: 40,00 euro
Totale imponibile: 840,00 euro

IVA 22% su 840 euro: 184,80 euro

Totale fattura: 1.024,80 euro

Ritenuta d’acconto 20%: -160,00 euro (20% di 800)
Netto a pagare: 864,80 euro

Differenze rispetto al forfettario

Come puoi notare, la fattura in regime ordinario risulta più alta per il cliente a causa dell’IVA (1.024,80 euro contro 840 euro del forfettario). Tuttavia, se il cliente è un’azienda con partita IVA, può scaricare l’IVA, quindi il costo netto finale è simile.

Per te geometra in regime ordinario, i 184,80 euro di IVA non sono un ricavo: dovrai versarli all’Erario tramite liquidazione IVA trimestrale, ma potrai detrarre l’IVA pagata sui tuoi acquisti professionali (software, strumenti, auto, etc.).

In questo esempio non c’è marca da bollo perché la fattura è soggetta a IVA.

Ritenuta d’Acconto: Quando si Applica

La ritenuta d’acconto del 20% è un meccanismo fiscale che serve ad anticipare parte delle imposte che dovrai pagare sul reddito professionale. Non è una tassa aggiuntiva, ma un acconto sulle tasse finali.

Chi applica la ritenuta

La ritenuta viene applicata dal cliente quando questo è un sostituto d’imposta, ossia:

  • Aziende (società di persone o di capitali)
  • Enti pubblici (Comuni, Province, Regioni)
  • Professionisti con dipendenti o che esercitano in forma associata

Se invece fatturi a un privato cittadino (una persona fisica che non ha partita IVA), non si applica la ritenuta d’acconto e il cliente ti paga l’intero importo della fattura.

Come funziona in pratica

Quando emetti una fattura da 840 euro (compenso + CIPAG) verso un’azienda, indichi in fattura la ritenuta del 20% calcolata sul compenso (800 euro × 20% = 160 euro). L’azienda ti paga 680 euro e trattiene i 160 euro che verserà all’Erario per tuo conto.

A fine anno, quando fai la dichiarazione dei redditi, quei 160 euro trattenuti ti vengono riconosciuti come credito d’imposta e vengono scalati dalle tasse totali da pagare. Se hai avuto molte ritenute durante l’anno, potresti trovarti addirittura in credito e ricevere un rimborso.

Certificazione Unica (CU)

I clienti che hanno applicato ritenute devono rilasciarti entro il 31 marzo di ogni anno la Certificazione Unica (CU), un documento che attesta tutte le ritenute subite nell’anno precedente. Questo documento serve al tuo commercialista o al CAF per compilare correttamente il modello Redditi.

FAQ Fatturazione Geometra

Posso emettere fatture senza partita IVA?

No, per emettere fatture come geometra libero professionista devi obbligatoriamente avere la partita IVA attiva. Se lavori saltuariamente puoi usare la ritenuta d’acconto senza P.IVA, ma solo per prestazioni occasionali (massimo 5.000 euro annui) e non puoi iscriverti all’Albo in questo modo.

Quanto tempo ho per emettere una fattura?

Le fatture vanno emesse entro 12 giorni dalla data di ultimazione della prestazione professionale o dall’incasso del compenso. In caso di acconto, emetti fattura al momento del pagamento dell’acconto, poi saldo a lavoro completato.

Devo emettere fattura elettronica?

Sì, dal 1° gennaio 2024 anche i professionisti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI), a meno che non rientrino in esenzioni specifiche. Per il regime ordinario la fattura elettronica è sempre obbligatoria verso clienti B2B e PA.

Il contributo CIPAG è deducibile per il cliente?

Sì, il contributo CIPAG addebitato in fattura è interamente deducibile per il cliente come costo professionale, esattamente come il compenso del geometra.

Posso fatturare senza cassa previdenziale?

No, se sei iscritto all’Albo dei Geometri devi obbligatoriamente iscriverti alla Cassa CIPAG e versare i contributi. L’iscrizione alla Cassa è requisito per l’esercizio della professione.

Come faccio a scegliere tra regime forfettario e ordinario?

La scelta dipende dal tuo volume d’affari previsto, dai costi deducibili e dalla tipologia di clienti. In generale, il regime forfettario conviene se hai ricavi sotto gli 85.000 euro annui e pochi costi da scaricare. Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.

Cosa succede se sbaglio a emettere una fattura?

Puoi emettere una nota di credito (fattura di storno) per annullare la fattura errata, poi riemetterla corretta. Oppure puoi emettere una nota di variazione se l’errore riguarda solo l’importo. È importante correggere tempestivamente per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate.

Hai bisogno di assistenza per la fatturazione da geometra?

La corretta gestione della fatturazione professionale è fondamentale per evitare errori fiscali e sanzioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza specializzata per geometri liberi professionisti: ti aiutiamo a scegliere il regime fiscale più conveniente, a emettere correttamente le fatture, a calcolare i contributi CIPAG e a gestire tutti gli adempimenti contabili e fiscali.

Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

regime forfettario partita iva

Stai pensando di intraprendere la professione di geometra o vuoi valutare se passare dal lavoro dipendente alla libera professione? Una delle domande piu frequenti e: quanto guadagna effettivamente un geometra in Italia nel 2026? La risposta dipende da molti fattori: se lavori come dipendente o libero professionista, il settore (pubblico o privato), l’esperienza accumulata, la zona geografica e le tue specializzazioni.

In questa guida completa analizziamo nel dettaglio stipendi, fatturati, tariffe e redditi netti dei geometri nel 2026, con esempi pratici e calcoli reali per aiutarti a capire le reali opportunita economiche di questa professione.

Indice dei contenuti

  1. Stipendio del Geometra Dipendente: Pubblico vs Privato
  2. Quanto Guadagna un Geometra Libero Professionista
  3. Tariffe Indicative per le Principali Prestazioni
  4. Calcolo del Guadagno Netto in Regime Forfettario
  5. Specializzazioni Piu Redditizie per Geometri
  6. Fattori che Influenzano il Reddito del Geometra
  7. Confronto: Geometra Dipendente vs Libero Professionista
  8. Domande Frequenti

Stipendio del Geometra Dipendente: Pubblico vs Privato

Il geometra dipendente in Italia percepisce uno stipendio che varia significativamente in base all’esperienza, al settore di impiego e alla zona geografica. Secondo i dati aggiornati al 2026, la retribuzione annua lorda (RAL) media si attesta intorno ai 42.500 euro, con una fascia tipica compresa tra 28.500 euro (25 percentile) e 56.500 euro (75 percentile).

Vediamo nel dettaglio le differenze di stipendio in base all’esperienza professionale:

EsperienzaStipendio Netto MensileRAL Annua Indicativa
0-3 anni (junior)1.180 – 1.350 euro28.500 – 32.000 euro
4-9 anni (mid-level)1.410 – 1.650 euro35.000 – 42.000 euro
10-20 anni (senior)1.900 – 2.200 euro45.000 – 52.000 euro
Oltre 20 anni (esperto)2.420 – 2.800 euro52.000 – 56.500 euro

Il settore pubblico offre generalmente stipendi piu bassi rispetto al privato, ma garantisce maggiore stabilita contrattuale e benefit come buonuscita e trattamento pensionistico favorevole. Un geometra comunale guadagna mediamente 25.000-30.000 euro lordi all’anno.

Nel settore privato, invece, un geometra dipendente puo raggiungere stipendi piu elevati, soprattutto lavorando per grandi studi professionali, imprese di costruzioni o societa di ingegneria. In questi contesti, un geometra senior puo arrivare oltre 3.000 euro netti al mese.


Quanto Guadagna un Geometra Libero Professionista

Il geometra libero professionista ha un potenziale di guadagno molto piu variabile rispetto al dipendente. Il fatturato annuo puo oscillare tra i 20.000 euro per chi inizia l’attivita, fino a superare i 70.000-100.000 euro per professionisti affermati con un buon portafoglio clienti.

Ecco una stima realistica dei fatturati tipici in base all’esperienza:

  • Geometra neo-iscritto all’albo (primi 1-2 anni): fatturato 15.000 – 25.000 euro/anno
  • Geometra con esperienza moderata (3-5 anni): fatturato 30.000 – 45.000 euro/anno
  • Geometra affermato (oltre 5 anni, buon network): fatturato 50.000 – 70.000 euro/anno
  • Studio strutturato con collaboratori: fatturato 80.000 – 150.000+ euro/anno

Attenzione: il fatturato NON corrisponde al guadagno netto. Dal fatturato vanno sottratte diverse voci di spesa, tra cui i contributi previdenziali CIPAG, le imposte, le spese di gestione dello studio e gli eventuali costi per collaboratori.

Un geometra con partita IVA in regime forfettario puo beneficiare di una tassazione molto agevolata. Se stai valutando l’apertura della partita IVA, leggi la nostra guida completa all’apertura della partita IVA per geometri nel 2026.


Tariffe Indicative per le Principali Prestazioni

Per capire quanto guadagna un geometra e utile conoscere le tariffe indicative per le prestazioni piu richieste. Questi prezzi sono orientativi e possono variare in base alla complessita, alla zona geografica e all’esperienza del professionista.

Pratiche Edilizie

PraticaTariffa IndicativaNote
CILA (Comunicazione Inizio Lavori)300 – 800 euroManutenzione straordinaria leggera
SCIA (Segnalazione Certificata)400 – 1.000 euroManutenzione straordinaria pesante
Permesso di Costruire1.500 – 3.500 euroNuove costruzioni, ampliamenti
Sanatoria edilizia800 – 2.500 euroRegolarizzazione abusi
Condono edilizio2.000 – 6.000 euroComplessita elevata

Pratiche Catastali

PraticaTariffa IndicativaNote
DOCFA (variazione catastale)250 – 800 euroDipende dal numero di unita
Frazionamento catastale600 – 1.500 euroTerreni o fabbricati
Tipo mappale400 – 1.200 euroNuove costruzioni su terreno
Voltura catastale100 – 300 euroCambio intestazione

Certificazioni e Perizie

PrestazioneTariffa IndicativaNote
APE (Attestato Prestazione Energetica)150 – 300 euroObbligatorio vendita/affitto
Perizia estimativa300 – 1.500 euroDipende dal valore immobile
Perizia CTU tribunale1.000 – 5.000 euroTariffe stabilite dal giudice
Relazione tecnica200 – 600 euroDue diligence, compravendite

Calcolo del Guadagno Netto in Regime Forfettario

Il regime forfettario 2026 e la scelta fiscale piu conveniente per la maggior parte dei geometri liberi professionisti. Vediamo come calcolare il guadagno netto reale partendo dal fatturato.

Parametri del Regime Forfettario per Geometri

  • Coefficiente di redditivita: 78%
  • Aliquota imposta sostitutiva: 5% primi 5 anni (nuove attivita), poi 15%
  • Contributi CIPAG: circa 20% del reddito (minimo 4.205 euro/anno)
  • Nessuna IVA da addebitare ai clienti
  • Nessuna ritenuta d’acconto

Esempio 1: Geometra con fatturato 40.000 euro (primi 5 anni)

  • Fatturato annuo: 40.000 euro
  • Reddito imponibile (78%): 31.200 euro
  • Contributi CIPAG (20%): 6.240 euro
  • Reddito al netto contributi: 24.960 euro
  • Imposta sostitutiva (5%): 1.248 euro
  • Guadagno netto: 32.512 euro (circa 2.710 euro/mese)

Esempio 2: Geometra con fatturato 60.000 euro (dopo 5 anni)

  • Fatturato annuo: 60.000 euro
  • Reddito imponibile (78%): 46.800 euro
  • Contributi CIPAG (20%): 9.360 euro
  • Reddito al netto contributi: 37.440 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 5.616 euro
  • Guadagno netto: 45.024 euro (circa 3.752 euro/mese)

Ricorda che i contributi CIPAG sono interamente deducibili dal reddito, riducendo la base imponibile.


Specializzazioni Piu Redditizie per Geometri

Non tutti i geometri guadagnano allo stesso modo. Le specializzazioni possono fare una grande differenza nel reddito annuale. Ecco le aree piu redditizie nel 2026:

1. CTU e Perito del Tribunale

Diventare Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) presso il tribunale puo generare compensi elevati, soprattutto per cause complesse come divisioni ereditarie, contenziosi immobiliari e stime giudiziarie. I compensi variano da 1.000 a 5.000+ euro per incarico.

2. Coordinatore Sicurezza Cantieri

Con l’abilitazione come Coordinatore per la Sicurezza (CSP/CSE), puoi accedere a incarichi ben remunerati. Per cantieri di medie dimensioni, i compensi vanno da 2.000 a 8.000 euro per progetto.

3. Certificazione Energetica e Superbonus

Gli APE e le pratiche legate all’efficientamento energetico restano molto richiesti. Con le detrazioni fiscali attive, un tecnico specializzato puo fatturare 30.000-50.000 euro/anno solo con questa tipologia di incarichi.

4. BIM Manager

La competenza nel Building Information Modeling (BIM) e sempre piu richiesta, soprattutto per appalti pubblici. I compensi per un BIM specialist partono da 50.000 euro/anno.

5. Amministrazione Condomini

L’amministrazione condominiale garantisce un reddito ricorrente. Gestendo 20-30 condomini, si possono guadagnare 40.000-60.000 euro/anno con compensi stabili.


Fattori che Influenzano il Reddito del Geometra

Il guadagno di un geometra dipende da diversi fattori chiave:

Zona Geografica

Al Nord Italia gli stipendi e le tariffe sono mediamente piu alti del 20-30% rispetto al Sud. Milano, Roma e le grandi citta offrono piu opportunita ma anche maggiore concorrenza.

Network e Passaparola

Un buon network professionale (agenzie immobiliari, notai, avvocati, imprese edili) e fondamentale per avere un flusso costante di incarichi. Il passaparola resta il principale canale di acquisizione clienti.

Digitalizzazione e Marketing

I geometri che investono in presenza online (sito web, Google My Business, social) e strumenti digitali (software CAD avanzati, firma digitale) hanno un vantaggio competitivo significativo.

Formazione Continua

Aggiornarsi costantemente sulle normative (bonus edilizi, codice appalti, catasto) e acquisire nuove competenze (BIM, certificazioni energetiche) permette di offrire servizi a maggior valore aggiunto.


Confronto: Geometra Dipendente vs Libero Professionista

Quale strada conviene? Dipende dai tuoi obiettivi e dalla tua propensione al rischio.

AspettoDipendenteLibero Professionista
Reddito garantitoSi, stipendio fisso mensileNo, dipende dal fatturato
Potenziale guadagnoLimitato (max 56.500 euro/anno)Illimitato (anche oltre 100.000 euro)
Flessibilita orariaBassa (orario fisso)Alta (gestisci tu il tempo)
Ferie e malattiaRetribuiteNon retribuite
Contributi pensioneINPS (piu tutele)CIPAG (gestione separata)
Rischio imprenditorialeNulloPresente
Crescita professionaleLegata all’aziendaDipende da te

Una soluzione intermedia e mantenere un lavoro dipendente part-time mentre avvii l’attivita autonoma, per ridurre il rischio iniziale.


Domande Frequenti

Quanto guadagna un geometra al mese?

Un geometra dipendente guadagna mediamente tra 1.200 e 2.400 euro netti al mese. Un libero professionista con fatturato di 40.000 euro in regime forfettario ottiene circa 2.700 euro netti mensili.

Qual e lo stipendio di un geometra neo-laureato?

Un geometra neo-laureato come dipendente parte da circa 1.100-1.300 euro netti al mese (RAL 24.000-28.000 euro). Come libero professionista, nei primi anni il fatturato si aggira sui 15.000-25.000 euro annui.

Conviene aprire partita IVA come geometra?

Conviene se hai un buon network di potenziali clienti e tolleranza al rischio. Il regime forfettario rende la tassazione molto vantaggiosa, ma servono i primi 2-3 anni per costruire un portafoglio clienti stabile.

Quanto costa aprire la partita IVA come geometra?

L’apertura della partita IVA e gratuita. I costi iniziali includono: iscrizione CIPAG, assicurazione professionale obbligatoria (300-600 euro/anno), eventuali software e attrezzature. Per una guida completa, leggi il nostro articolo sulla partita IVA geometra 2026.

Quali sono i contributi previdenziali per un geometra?

I geometri liberi professionisti versano i contributi alla CIPAG. L’aliquota e del 20% sul reddito professionale, con un minimo di 4.205 euro/anno. I contributi sono deducibili dal reddito imponibile.

Qual e il codice ATECO per geometra?

Il codice ATECO per i geometri e il 71.12.30 “Attivita tecniche svolte da geometri”. Approfondisci nella nostra guida al codice ATECO geometra 2026.


Hai bisogno di assistenza fiscale per la tua attivita?

Se stai valutando di aprire la partita IVA come geometra o vuoi ottimizzare la gestione fiscale della tua attivita professionale, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per:

  • Assistenza apertura partita IVA e scelta regime fiscale
  • Calcolo convenienza regime forfettario vs ordinario
  • Gestione adempimenti CIPAG
  • Compilazione dichiarazione dei redditi
  • Consulenza fiscale personalizzata

Il nostro servizio e disponibile sia in ufficio a Udine che online, per offrirti assistenza ovunque ti trovi.

Contattaci al 0432 504432 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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Revolut Business e il conto aziendale della fintech britannica Revolut, disponibile in Italia con IBAN italiano. E una delle soluzioni piu popolari per aziende che operano a livello internazionale, grazie al cambio valuta competitivo e alla gestione multivaluta in oltre 25 divise.

In questa recensione completa analizzeremo i piani e prezzi 2026, le commissioni, le funzionalita per partite IVA e PMI, e quando conviene scegliere Revolut rispetto ad alternative come Tot o Vivid.

Cos’e Revolut Business

Revolut e una fintech fondata nel 2015 a Londra, oggi con oltre 40 milioni di clienti in tutto il mondo. Opera con licenza bancaria europea (Lituania) e offre conti personali e business in tutta l’Unione Europea.

Revolut Business e la soluzione dedicata a:

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Il conto si gestisce da app mobile e web, offre carte di debito Visa/Mastercard, gestione spese team, e strumenti per incassare pagamenti online.

Revolut Business vs Revolut Pro

Attenzione a non confondere i due prodotti:

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In questa guida ci concentriamo su Revolut Business, la soluzione completa.

Piani e Prezzi Revolut Business 2026

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Cosa include ogni piano

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  • 10 bonifici SEPA gratuiti al mese
  • Bonifici aggiuntivi: 0,20 euro ciascuno
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  • Cambio valuta: gratis fino a 1.000 euro, poi 0,6%
  • 1 carta fisica gratuita

Grow (ideale per PMI attive):

  • 100 bonifici SEPA inclusi
  • 5 bonifici internazionali inclusi
  • Cambio valuta gratis fino a 15.000 euro
  • Bonifici massivi disponibili
  • 3 carte gratuite

Scale (per aziende strutturate):

  • 1.000 bonifici SEPA inclusi
  • 25 bonifici internazionali inclusi
  • Cambio valuta gratis fino a 60.000 euro
  • 2 carte Metal gratuite
  • API avanzate

IBAN Italiano e Funzionalita Multivaluta

Una delle novita piu importanti di Revolut Business e la disponibilita dell’IBAN italiano (che inizia per IT). Questo risolve i problemi con fornitori e clienti italiani che rifiutano IBAN esteri.

Vantaggi dell’IBAN italiano

  • Accrediti domestici senza problemi
  • Domiciliazione utenze e abbonamenti
  • Credibilita verso clienti italiani
  • Bonifici SEPA in entrata sempre gratuiti

Conto Multivaluta

Revolut Business permette di detenere e operare in oltre 25 valute:

  • Euro (EUR), Dollaro USA (USD), Sterlina (GBP)
  • Franco svizzero (CHF), Yen giapponese (JPY)
  • Dollaro australiano, canadese, neozelandese
  • Corone scandinave (SEK, NOK, DKK)
  • E molte altre…

Il cambio valuta avviene al tasso interbancario (il piu vantaggioso), con commissione 0,6% oltre i limiti gratuiti del piano.

Commissioni Dettagliate Revolut Business

Bonifici

OperazioneBasicGrowScale
Bonifici SEPA in entrataGratisGratisGratis
Bonifici SEPA in uscita (oltre quota)0,20 euro0,20 euro0,20 euro
Bonifici internazionali (oltre quota)3 euro3 euro3 euro
Pagamenti tra conti RevolutGratisGratisGratis

Carte e Prelievi

  • Carte fisiche: 1-3 incluse nel piano, aggiuntive a 6 euro
  • Carte virtuali: illimitate e gratuite
  • Prelievi ATM: commissione 2% su tutti i piani

Accettazione Pagamenti

  • Carte europee e Revolut Pay: 1% + 0,20 euro
  • Altre carte: 2,8% + 0,20 euro
  • Link di pagamento: inclusi
  • QR Code: incluso

Funzionalita Principali

Gestione Team e Spese

  • Carte per dipendenti con limiti personalizzati
  • Approvazione spese in tempo reale
  • Categorizzazione automatica delle transazioni
  • Accesso commercialista: invita il tuo consulente

Incasso Pagamenti

  • Revolut Reader: POS per pagamenti in presenza
  • Link di pagamento: invia link ai clienti
  • Payment Gateway: integrazione e-commerce
  • QR Code: pagamenti contactless

Analisi e Report

  • Dashboard in tempo reale
  • Report spese per categoria
  • Export dati per contabilita
  • Integrazione con software contabili

Pro e Contro di Revolut Business

PUNTI DI FORZA

  • IBAN italiano disponibile
  • Piano gratuito (Basic)
  • Cambio valuta al tasso interbancario
  • 25+ valute in un unico conto
  • Carte virtuali illimitate
  • Gestione team avanzata
  • App intuitiva e moderna
  • Assistenza 24/7 in italiano

LIMITI

  • No F24: non si possono pagare tasse
  • No bollettini: niente PagoPA, MAV, RAV
  • No deposito contanti: conto 100% digitale
  • No fido/scoperto: nessuna linea di credito
  • Prelievi costosi: 2% di commissione
  • Licenza lituana: non e banca italiana
  • Nessun interesse sulla liquidita

Confronto con i Principali Competitor

CaratteristicaRevolut BusinessTotVivid
Piano GratuitoSi (Basic)No (da 7 euro)Si (Free Start)
IBAN ItalianoSiSiSi
Multivaluta25+ valuteSolo EUR22 valute
F24NoSiNo
Interessi LiquiditaNo4%Fino al 4% promo
CashbackNo1%Fino al 10%
Fatturazione IntegrataNoSiNo

Per chi e meglio Revolut Business?

Scegli Revolut se:

  • Lavori con clienti internazionali e fatturi in piu valute
  • Fai molti pagamenti esteri e vuoi risparmiare sul cambio
  • Hai bisogno di carte per il team con controllo spese
  • Cerchi un conto gratuito per iniziare
  • Non hai bisogno di pagare F24 o bollettini

Scegli Tot se:

  • Devi pagare F24, MAV, RAV
  • Vuoi interessi al 4% sulla liquidita
  • Preferisci una banca italiana

Scegli Vivid se:

  • Vuoi cashback sugli acquisti
  • Investi in advertising (Google Ads, Facebook)

Domande Frequenti su Revolut Business

Revolut Business ha l’IBAN italiano?

Si, Revolut Business offre l’IBAN italiano (che inizia per IT) ai clienti con sede in Italia. Questo facilita le operazioni domestiche, la domiciliazione utenze e l’accettazione da parte di fornitori che rifiutano IBAN esteri.

Posso pagare F24 con Revolut Business?

No, Revolut Business non supporta il pagamento di F24, MAV, RAV e bollettini PagoPA. Per pagare le tasse dovrai usare un conto italiano tradizionale. Questa limitazione e comune a quasi tutti i conti fintech internazionali.

Quanto costa Revolut Business al mese?

Revolut Business offre un piano Basic gratuito con 10 bonifici SEPA inclusi. I piani a pagamento partono da 35 euro/mese (Grow) fino a 90 euro/mese (Scale). Con abbonamento annuale si risparmia fino al 28%.

Revolut Business e sicuro?

Si, Revolut opera con licenza bancaria europea rilasciata dalla Banca Centrale Lituana. I depositi sono protetti dal Fondo di Garanzia fino a 100.000 euro. La piattaforma utilizza crittografia avanzata e autenticazione a due fattori.

Che differenza c’e tra Revolut Business e Revolut Pro?

Revolut Business e un conto aziendale completo per societa, con gestione team, carte dipendenti e API. Revolut Pro e una funzionalita semplificata all’interno dell’app personale, pensata per freelance individuali che vogliono separare le finanze personali da quelle professionali senza aprire un conto business dedicato.

Posso depositare contanti su Revolut Business?

No, Revolut Business e un conto 100% digitale. Non e possibile depositare contanti ne incassare assegni. Se la tua attivita richiede frequenti versamenti in contanti, dovrai affiancare Revolut a un conto tradizionale con filiali.

Verdetto Finale: A Chi Conviene Revolut Business?

Revolut Business e la scelta ideale per aziende che operano a livello internazionale. Il cambio valuta al tasso interbancario, i bonifici esteri economici e la gestione in 25+ valute lo rendono imbattibile per chi fattura all’estero.

L’IBAN italiano risolve i problemi di accettazione domestica, e il piano Basic gratuito permette di iniziare senza costi.

I limiti principali restano l’impossibilita di pagare F24 e bollettini e l’assenza di interessi sulla liquidita. Per un’attivita principalmente italiana, valuta Tot Business come alternativa.

Per una panoramica completa, leggi: Miglior Conto Corrente Partita IVA 2026.

Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

Se hai dubbi sulla scelta del conto business o sulla gestione fiscale della tua attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

Contattaci:

Ultimo aggiornamento: marzo 2026. Prezzi verificati su revolut.com.

regime forfettario partita iva

Il saldo IVA 2026 rappresenta uno degli appuntamenti fiscali più importanti per tutti i titolari di partita IVA. Ogni anno, entro il 16 marzo, chi è soggetto passivo IVA deve versare il conguaglio dell’imposta sul valore aggiunto relativa all’anno precedente. Per il saldo IVA 2025, la scadenza è fissata al 16 marzo 2026, ma esistono possibilità di differimento e rateizzazione del saldo IVA che è fondamentale conoscere per pianificare al meglio i pagamenti.

In questa guida pratica analizziamo nel dettaglio come calcolare il versamento saldo IVA, come pagare con il modello F24 utilizzando il codice tributo 6099, e quali opzioni di rateizzazione o differimento sono disponibili per alleggerire l’impatto finanziario. Se hai dubbi o necessiti di assistenza, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni passaggio.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il saldo IVA e chi deve pagarlo
  2. Scadenza: 16 marzo 2026
  3. Come calcolare il saldo IVA
  4. Come pagare: codice tributo 6099 e modello F24
  5. Rateizzazione del saldo IVA
  6. Differimento al 30 giugno o 31 luglio
  7. Compensazione con crediti IVA
  8. Sanzioni per ritardato o omesso versamento
  9. Domande frequenti

Cos’è il saldo IVA e chi deve pagarlo

Il saldo IVA è la differenza tra l’IVA a debito (incassata sulle vendite e prestazioni) e l’IVA a credito (pagata sugli acquisti) che risulta dalla dichiarazione IVA annuale. In pratica, rappresenta il conguaglio finale dell’imposta relativa all’anno precedente.

Sono tenuti al versamento del saldo IVA tutti i soggetti passivi IVA che presentano la dichiarazione annuale con un importo a debito superiore a 10,33 euro (arrotondato a 10 euro). Questo include imprenditori, professionisti, società e chiunque eserciti attività d’impresa, arte o professione. Sono invece esclusi i contribuenti in regime forfettario, poiché non addebitano IVA nelle fatture e non presentano la dichiarazione IVA annuale.

Scadenza saldo IVA 2026: 16 marzo

La scadenza del saldo IVA 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) è fissata al 16 marzo 2026, che quest’anno cade di lunedì, quindi non ci sono slittamenti. Questa è la data entro cui effettuare il versamento in un’unica soluzione o la prima rata in caso di rateizzazione.

Tuttavia, il contribuente ha la possibilità di differire il pagamento a due scadenze alternative:

  • 30 giugno 2026: versamento con maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo
  • 31 luglio 2026: versamento con un’ulteriore maggiorazione dello 0,40% sull’importo già maggiorato

Queste opzioni sono particolarmente utili per chi presenta il Modello Redditi e preferisce allineare il pagamento dell’IVA con le altre imposte. Per una panoramica completa sugli adempimenti dichiarativi, puoi consultare la nostra guida sulla dichiarazione dei redditi 2026.

Come calcolare il saldo IVA dalla dichiarazione annuale

Il calcolo del saldo IVA parte dalla dichiarazione IVA annuale (Modello IVA 2026 per l’anno 2025). In sintesi, il procedimento è il seguente:

  1. Si determina l’IVA a debito complessiva dell’anno (rigo VL1)
  2. Si determina l’IVA detraibile complessiva (rigo VL2)
  3. Si calcola la differenza: se l’IVA a debito supera quella a credito, si ottiene un saldo a debito
  4. Si sottraggono gli acconti IVA già versati a dicembre (rigo VL36) e le eventuali eccedenze dell’anno precedente
  5. Il risultato finale è il saldo IVA da versare (o il credito da utilizzare in compensazione)

Se l’importo risultante è inferiore a 10,33 euro, il versamento non è dovuto. Se invece il saldo è a credito, il contribuente può scegliere di chiederne il rimborso, utilizzarlo in compensazione oppure riportarlo all’anno successivo. Affidarsi al CAF Centro Fiscale garantisce un calcolo preciso e la scelta dell’opzione più vantaggiosa.

Come pagare il saldo IVA: codice tributo 6099 e modello F24

Il versamento del saldo IVA si effettua tramite il modello F24, utilizzando il codice tributo 6099. Ecco come compilare correttamente il modello:

  • Sezione Erario: indicare il codice tributo 6099
  • Anno di riferimento: 2025 (l’anno d’imposta a cui si riferisce il saldo)
  • Importi a debito versati: l’importo del saldo IVA da pagare
  • Rateazione: indicare il numero di rata (es. 0101 per pagamento in unica soluzione, 0109 per prima rata su 9)

Il pagamento con F24 del saldo IVA può avvenire tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate oppure tramite l’home banking. I titolari di partita IVA sono obbligati a presentare il modello F24 esclusivamente in via telematica. Per evitare errori nella compilazione, il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa nella preparazione e nell’invio del modello.

Rateizzazione del saldo IVA 2026: fino a 9 rate mensili

Chi non riesce a versare l’intero importo in un’unica soluzione può optare per la rateizzazione del saldo IVA. La normativa consente di suddividere il pagamento in rate mensili di pari importo, a partire dal 16 marzo fino al 16 novembre 2026, per un massimo di 9 rate.

Su ogni rata successiva alla prima si applica una maggiorazione dello 0,33% mensile a titolo di interessi. Ecco un esempio pratico: supponiamo che il saldo IVA da versare sia di 9.000 euro e si scelga la rateizzazione in 9 rate:

  • 1a rata (16 marzo): 1.000,00 euro (nessuna maggiorazione)
  • 2a rata (16 aprile): 1.003,30 euro (+ 0,33%)
  • 3a rata (16 maggio): 1.006,60 euro (+ 0,66%)
  • 4a rata (16 giugno): 1.009,90 euro (+ 0,99%)
  • E così via fino alla 9a rata (16 novembre): 1.026,40 euro (+ 2,64%)

La scelta della rateizzazione va comunicata direttamente nel modello F24, indicando il numero della rata e il totale delle rate previste nel campo “rateazione”. Ad esempio, per la prima rata su 9, si indica 0109; per la seconda rata su 9, 0209, e così via.

Differimento al 30 giugno o 31 luglio con maggiorazione

In alternativa alla scadenza del 16 marzo, il contribuente può scegliere di differire il versamento del saldo IVA alle scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi. Questa opzione è valida sia per chi versa in unica soluzione sia per chi sceglie la rateizzazione.

Le due opzioni di differimento prevedono:

  • Entro il 30 giugno 2026: il saldo IVA viene maggiorato dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese dal 16 marzo al 30 giugno. Considerando circa 3 mesi e mezzo, la maggiorazione è pari a circa l’1,60%
  • Entro il 31 luglio 2026: sull’importo già maggiorato al 30 giugno si applica un ulteriore 0,40%. In totale, la maggiorazione complessiva arriva a circa il 2,00%

Anche con il differimento è possibile scegliere la rateizzazione, ma il numero massimo di rate si riduce, dato che l’ultima rata deve comunque essere versata entro il 16 novembre 2026. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a calcolare la soluzione più conveniente tra pagamento immediato, differito o rateizzato.

Compensazione del saldo IVA con crediti IVA

Se dalla dichiarazione IVA annuale emerge un credito IVA, il contribuente può utilizzarlo per compensare altri debiti tributari e contributivi tramite il modello F24. Le regole per la compensazione variano in base all’importo del credito:

  • Fino a 5.000 euro: la compensazione è libera e può avvenire già dal 1° gennaio dell’anno successivo, senza necessità di presentare la dichiarazione IVA
  • Oltre 5.000 euro: la compensazione è consentita solo a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione IVA annuale. Inoltre, è richiesto il visto di conformità sulla dichiarazione
  • Oltre 50.000 euro: oltre al visto di conformità, si applicano ulteriori controlli e adempimenti

La compensazione è uno strumento molto utile per ridurre l’esborso complessivo delle imposte. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la correttezza del credito e appone il visto di conformità quando necessario, permettendoti di utilizzare la compensazione in totale sicurezza.

Sanzioni per ritardato o omesso versamento del saldo IVA

Il mancato o tardivo versamento del saldo IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative. La sanzione base è pari al 30% dell’importo non versato, ma è possibile ridurla significativamente attraverso il ravvedimento operoso:

  • Entro 14 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta allo 0,1% per ogni giorno di ritardo (massimo 1,4%)
  • Dal 15° al 30° giorno: sanzione ridotta all’1,5%
  • Dal 31° al 90° giorno: sanzione ridotta all’1,67%
  • Entro 1 anno: sanzione ridotta al 3,75%
  • Entro 2 anni: sanzione ridotta al 4,29%

Oltre alla sanzione, sono dovuti gli interessi legali calcolati giorno per giorno. Il ravvedimento operoso è uno strumento fondamentale per regolarizzare la propria posizione senza attendere l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Per calcolare l’importo esatto da versare in ravvedimento, rivolgiti al CAF Centro Fiscale: i nostri esperti calcolano sanzioni e interessi per il tuo caso specifico.

Domande frequenti sul saldo IVA 2026

Qual è la scadenza per il saldo IVA 2026?

La scadenza del saldo IVA 2026 (relativo all’anno 2025) è il 16 marzo 2026. È possibile differire il pagamento al 30 giugno 2026 (con maggiorazione dello 0,40% mensile) o al 31 luglio 2026 (con ulteriore 0,40%).

Qual è il codice tributo per il saldo IVA?

Il codice tributo per il versamento del saldo IVA annuale è il 6099, da indicare nella sezione Erario del modello F24 con anno di riferimento 2025.

In quante rate si può rateizzare il saldo IVA?

Il saldo IVA può essere rateizzato in un massimo di 9 rate mensili a partire dal 16 marzo, con scadenza ultima il 16 novembre. Su ogni rata successiva alla prima si applica una maggiorazione dello 0,33% mensile.

I forfettari devono pagare il saldo IVA?

No, i contribuenti in regime forfettario non addebitano IVA e non presentano la dichiarazione IVA annuale, quindi non sono tenuti al versamento del saldo IVA.

Cosa succede se non pago il saldo IVA entro la scadenza?

In caso di omesso versamento, si applica una sanzione del 30% dell’importo dovuto, riducibile tramite ravvedimento operoso. Prima si regolarizza, minore sarà la sanzione: entro 14 giorni si paga solo lo 0,1% al giorno.

Conclusione

Il saldo IVA 2026 è un adempimento che richiede attenzione sia nei calcoli che nelle scadenze. Conoscere le opzioni di rateizzazione, differimento e compensazione permette di gestire al meglio la liquidità aziendale senza incorrere in sanzioni. Che tu scelga il pagamento entro il 16 marzo, il differimento al 30 giugno o la rateizzazione fino a 9 rate, è fondamentale calcolare correttamente ogni importo e compilare il modello F24 senza errori.

Hai bisogno di assistenza per il versamento del saldo IVA o la dichiarazione IVA annuale? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

 

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Il saldo IVA 2025 rappresenta uno degli appuntamenti fiscali più importanti per le partite IVA e i professionisti italiani. Entro il 16 marzo 2026, tutti i contribuenti tenuti al versamento dell’IVA devono effettuare il pagamento del saldo annuale relativo all’anno d’imposta 2025, utilizzando il modello F24. Questa scadenza riguarda chi presenta la dichiarazione IVA annuale e ha un debito residuo da versare dopo aver considerato gli acconti già pagati durante l’anno.

Ma chi deve pagare il saldo IVA? Come si calcola l’importo? Quali sono i codici tributo da utilizzare nel modello F24? E cosa succede se non si paga entro la scadenza? In questa guida completa rispondiamo a tutte queste domande, fornendo esempi pratici, tabelle riassuntive e le informazioni aggiornate per il 2025.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della dichiarazione IVA, nel calcolo del saldo e nella gestione degli adempimenti fiscali per la tua partita IVA. Scopri come evitare errori e sanzioni con il supporto dei nostri esperti.

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Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo

Il saldo IVA è la differenza tra l’IVA a debito (incassata sulle vendite) e l’IVA a credito (pagata sugli acquisti) che emerge dalla dichiarazione IVA annuale. Se questa differenza è positiva, il contribuente deve versare la somma all’Agenzia delle Entrate tramite modello F24.

Devono pagare il saldo IVA 2025 tutti i titolari di partita IVA che:

  • Presentano la dichiarazione IVA annuale (modello IVA/2026 per l’anno 2025)
  • Hanno un debito IVA risultante dalla dichiarazione
  • Non rientrano in regimi speciali esonerati dall’IVA (come il regime forfettario)
  • Effettuano liquidazioni periodiche dell’IVA (mensili o trimestrali)

Chi è escluso dal pagamento del saldo IVA?

  • Regime forfettario: I contribuenti in regime forfettario non applicano l’IVA e quindi non devono versare né acconti né saldo IVA
  • Regime di vantaggio (ex minimi): Anche in questo caso non c’è obbligo di versamento IVA
  • Contribuenti con IVA a credito: Chi ha IVA a credito può richiedere il rimborso o riportare il credito negli anni successivi
  • Operazioni esenti IVA: Alcuni settori (sanità, istruzione, attività finanziarie) possono avere operazioni esenti

La normativa di riferimento è contenuta nel D.P.R. 633/1972 (legge IVA) e nelle successive modifiche, con particolare riferimento all’art. 1 del D.P.R. 435/2001 che disciplina i termini di versamento.

Scadenza 16 Marzo 2026: Quando Pagare

La scadenza per il saldo IVA 2025 è fissata al 16 marzo 2026. Questa data coincide con il termine per la presentazione della dichiarazione IVA annuale in modalità telematica.

Calendario delle scadenze IVA 2025-2026:

ScadenzaAdempimentoChi riguarda
16 marzo 2026Versamento saldo IVA 2025 + presentazione dichiarazione IVA/2026Tutti i contribuenti IVA ordinari
16 aprile 2026Scadenza prorogata per chi paga con maggiorazione 0,40%Contribuenti che scelgono la proroga
16 febbraio 2026Versamento secondo acconto IVA (riferito al 2026)Contribuenti con liquidazioni IVA trimestrali
27 dicembre 2025Versamento secondo acconto IVA (contribuenti mensili)Contribuenti con liquidazioni IVA mensili

Perché il 16 marzo? Questa scadenza è stabilita dall’art. 5-bis del D.P.R. 322/1998, che prevede che il saldo IVA debba essere versato contestualmente alla presentazione della dichiarazione annuale IVA. Il termine ordinario sarebbe il 28 febbraio, ma per chi trasmette telematicamente la dichiarazione (obbligo dal 2017), la scadenza è prorogata al 16 marzo.

Proroga con maggiorazione: È possibile differire il pagamento del saldo IVA di 30 giorni, portando la scadenza al 16 aprile 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione si calcola sull’importo del saldo da versare.

Differenze tra Contribuenti Mensili e Trimestrali

I contribuenti IVA possono scegliere tra liquidazione mensile o trimestrale:

  • Mensile: Le liquidazioni IVA vanno effettuate entro il 16 del mese successivo. Il saldo annuale si calcola considerando tutti i 12 mesi del 2025.
  • Trimestrale: Le liquidazioni IVA si fanno entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre (es. IVA gennaio-marzo 2025 va versata entro 16 maggio 2025). Il saldo annuale considera i 4 trimestri.

Indipendentemente dalla periodicità, la scadenza del saldo IVA al 16 marzo è uguale per tutti.

Come Calcolare il Saldo IVA 2025

Il calcolo del saldo IVA si basa sulla differenza tra IVA a debito e IVA a credito, considerando anche eventuali acconti già versati durante l’anno.

Formula del calcolo:

Saldo IVA = (IVA a debito 2025) - (IVA a credito 2025) - (Acconti IVA versati nel 2025)

Vediamo nel dettaglio ogni componente:

1. IVA a Debito

L’IVA a debito è l’imposta applicata sulle vendite e prestazioni di servizi effettuate durante l’anno 2025. Si calcola sommando l’IVA fatturata ai clienti in tutte le fatture emesse.

Esempio: Un professionista ha emesso fatture per 50.000 euro + IVA 22% = 11.000 euro di IVA a debito.

2. IVA a Credito

L’IVA a credito è l’imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi necessari per l’attività. Include l’IVA sulle fatture ricevute dai fornitori, purché inerenti all’attività professionale.

Esempio: Lo stesso professionista ha acquistato beni/servizi per 20.000 euro + IVA 22% = 4.400 euro di IVA a credito.

3. Acconti IVA Versati

Durante l’anno 2025, i contribuenti IVA hanno già versato due acconti IVA:

  • Primo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2024, pari all’88% del debito IVA del periodo ottobre-novembre 2024 (per mensili) o del terzo trimestre 2024 (per trimestrali)
  • Secondo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2025 (mensili) o 16 febbraio 2026 (trimestrali)

Esempio: Il professionista ha versato 3.000 euro di acconti IVA nel 2025.

Calcolo Finale

Riprendiamo l’esempio completo:

  • IVA a debito: 11.000 euro
  • IVA a credito: 4.400 euro
  • Acconti versati: 3.000 euro
Saldo IVA = 11.000 - 4.400 - 3.000 = 3.600 euro

Il professionista dovrà versare 3.600 euro entro il 16 marzo 2026.

Attenzione: Se il risultato è negativo, significa che il contribuente ha un credito IVA da riportare negli anni successivi o da chiedere a rimborso (secondo le condizioni previste dall’art. 30 D.P.R. 633/1972).

Come Compilare il Modello F24 per il Saldo IVA

Il pagamento del saldo IVA avviene esclusivamente tramite modello F24, che può essere compilato e trasmesso:

  • Online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel)
  • Tramite home banking del proprio istituto di credito
  • Presso banche, Poste Italiane o intermediari abilitati (commercialisti, CAF)

Guida Passo-Passo alla Compilazione del F24

Sezione da compilare: “Erario” del modello F24

Campi obbligatori:

  1. Codice tributo: 6099 (saldo IVA) – vedi sezione successiva per tutti i codici
  2. Anno di riferimento: 2025 (anno d’imposta cui si riferisce il saldo)
  3. Importi a debito versati: L’importo del saldo IVA da pagare (es. 3.600,00)
  4. Codice ufficio: Lasciare vuoto (non necessario per IVA)
  5. Codice atto: Lasciare vuoto

Esempio di Compilazione F24

CampoValore
Codice tributo6099
Rateazione/regione/prov/mese rif.0101 (non rateizzato)
Anno di riferimento2025
Importi a debito versati3.600,00
Importi a credito compensati0,00 (se non si compensa con altri crediti)
TOTALE A3.600,00

Modalità di pagamento:

  • Versamento diretto: Si paga l’intero importo entro il 16 marzo 2026
  • Compensazione: È possibile compensare il debito IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, IRES, contributi INPS) utilizzando il modello F24
  • Rateizzazione: NON è possibile rateizzare il saldo IVA (a differenza di imposte sui redditi o contributi)

Attenzione alla compensazione: La compensazione di crediti tributari superiori a 5.000 euro annui richiede l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione (art. 35 D.Lgs. 241/1997) o la sottoscrizione da parte di un professionista abilitato.

Codici Tributo F24 per il Saldo IVA

L’Agenzia delle Entrate prevede codici tributo specifici per il versamento del saldo IVA, a seconda della tipologia di contribuente e della situazione fiscale.

Tabella completa dei codici tributo IVA:

CodiceDescrizioneQuando si usa
6099Saldo IVA annualeVersamento ordinario del saldo IVA risultante dalla dichiarazione annuale
6001IVA mensile (mese di gennaio)Liquidazione IVA periodica del primo mese
6002IVA mensile (febbraio)Liquidazione IVA mensile di febbraio
6003-6012IVA mensile (altri mesi)Un codice per ogni mese da marzo a dicembre
6031IVA primo trimestreLiquidazione IVA trimestrale gennaio-marzo
6032IVA secondo trimestreLiquidazione IVA trimestrale aprile-giugno
6033IVA terzo trimestreLiquidazione IVA trimestrale luglio-settembre
6034IVA quarto trimestreLiquidazione IVA trimestrale ottobre-dicembre
6035Acconto IVA (metodo storico)Versamento secondo acconto IVA
6036Acconto IVA (metodo previsionale)Versamento acconto con metodo previsionale
6037Acconto IVA (metodo da operazioni effettuate)Versamento acconto calcolato sulle operazioni reali
6098Interessi da saldo IVA dilazionatoInteressi per rateizzazione (NON applicabile al saldo IVA)

Codice 6099: il più utilizzato

Il codice tributo 6099 è quello standard per il versamento del saldo IVA annuale. Va utilizzato quando:

  • Si presenta la dichiarazione IVA annuale
  • Il risultato è un debito IVA da versare
  • Non si tratta di liquidazioni periodiche o acconti

Attenzione: Se stai versando un acconto IVA (secondo acconto per l’anno 2026), devi utilizzare i codici 6035, 6036 o 6037, NON il 6099.

Interessi per Versamento Posticipato (0,40%)

Se decidi di pagare il saldo IVA entro il 16 aprile 2026 invece del 16 marzo, devi applicare una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione:

  • Si calcola sull’importo del saldo da versare
  • Va indicata nello stesso F24 con il codice tributo 6099
  • Si somma all’importo del saldo

Esempio: Saldo IVA di 3.600 euro con proroga al 16 aprile:

Interessi 0,40% = 3.600 × 0,0040 = 14,40 euro
Totale da versare = 3.600 + 14,40 = 3.614,40 euro

Regimi Speciali: Forfettario, Agricolo, Esoneri

Non tutti i titolari di partita IVA sono tenuti al versamento del saldo IVA. Alcuni regimi fiscali speciali prevedono l’esonero dagli obblighi IVA.

Regime Forfettario

I contribuenti che aderiscono al regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89) sono esonerati da IVA. Questo significa che:

  • Non addebitano IVA nelle fatture emesse ai clienti
  • Non detraggono IVA sugli acquisti
  • Non presentano la dichiarazione IVA
  • Non versano acconti né saldo IVA

Limiti del regime forfettario 2025:

  • Ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro
  • Applicazione di coefficienti di redditività diversi per settore
  • Imposta sostitutiva del 15% o 5% (primi 5 anni di attività)

Attenzione: Se nel corso del 2025 superi il limite di 85.000 euro di ricavi, esci dal regime forfettario e dall’anno successivo (2026) dovrai applicare l’IVA ordinaria e versare acconti/saldo.

Regime di Vantaggio (ex Minimi)

Il regime di vantaggio per i contribuenti minimi (Legge 244/2007) è stato abolito dal 2016, ma chi vi rientrava può continuare fino alla scadenza naturale del quinquennio. Anche questo regime prevede l’esonero da IVA.

Regime Speciale Agricolo

Gli agricoltori in regime speciale IVA (art. 34 D.P.R. 633/1972) applicano percentuali di compensazione IVA forfettarie e possono avere semplificazioni negli adempimenti, ma restano tenuti al versamento del saldo IVA se risultante dalla dichiarazione.

Operazioni Esenti IVA

Alcuni settori effettuano operazioni esenti da IVA (art. 10 D.P.R. 633/1972):

  • Sanità e servizi socio-sanitari
  • Istruzione (scuole, università)
  • Attività finanziarie e assicurative
  • Locazioni immobiliari ad uso abitativo

Chi effettua solo operazioni esenti non versa IVA, ma non può nemmeno detrarla sugli acquisti. Chi ha operazioni miste (esenti e imponibili) deve calcolare la pro-rata di detrazione.

Esonero per Volume d’Affari Ridotto

Non esiste un esonero automatico dal saldo IVA per chi ha un volume d’affari ridotto. Anche con pochi euro di debito IVA, il versamento è obbligatorio. L’unica eccezione è per importi inferiori a 10,33 euro, che non vanno versati (importo minimo di versamento).

Sanzioni per Ritardo o Omesso Versamento

Il mancato o tardivo versamento del saldo IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative e interessi moratori, come previsto dal D.Lgs. 471/1997.

Sanzioni per Omesso Versamento

Se non versi il saldo IVA entro il 16 marzo 2026, incorri nella sanzione del 30% dell’importo non versato (art. 13 D.Lgs. 471/1997).

Esempio: Saldo IVA di 3.600 euro non versato:

Sanzione = 3.600 × 30% = 1.080 euro

Questa sanzione si somma agli interessi moratori, calcolati al tasso legale (attualmente 2,5% annuo per il 2025) per ogni giorno di ritardo.

Riduzione delle Sanzioni con Ravvedimento Operoso

È possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), regolarizzando il pagamento spontaneamente prima di eventuali accertamenti. Vedi la sezione successiva per i dettagli.

Interessi Moratori

Gli interessi moratori si calcolano dal giorno successivo alla scadenza (17 marzo 2026) fino al giorno del pagamento effettivo, applicando il tasso legale annuo.

Formula interessi:

Interessi = (Importo dovuto × Tasso legale × Giorni di ritardo) / 36500

Esempio: Pagamento in ritardo di 30 giorni (saldo 3.600 euro, tasso legale 2,5%):

Interessi = (3.600 × 2,5 × 30) / 36500 = 7,40 euro

Conseguenze in Caso di Inadempienza Prolungata

Se il mancato pagamento del saldo IVA si protrae oltre i termini del ravvedimento operoso, l’Agenzia delle Entrate può procedere con:

  • Cartella di pagamento: Notifica dell’importo dovuto (saldo + sanzioni + interessi)
  • Iscrizione a ruolo: Riscossione coattiva tramite Agenzia delle Entrate-Riscossione
  • Fermo amministrativo di veicoli intestati
  • Ipoteca su beni immobili
  • Pignoramento di beni mobili, conti correnti, stipendi

Importante: Le sanzioni per omesso versamento IVA sono penalmente rilevanti se l’importo evaso supera i 250.000 euro per anno d’imposta (art. 10-ter D.Lgs. 74/2000), con pene detentive da 6 mesi a 2 anni.

Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare

Il ravvedimento operoso è lo strumento che consente di regolarizzare spontaneamente il mancato o tardivo versamento del saldo IVA, beneficiando di sanzioni ridotte.

L’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 prevede diverse tipologie di ravvedimento a seconda dei giorni di ritardo:

Tipologie di Ravvedimento e Sanzioni Ridotte

Tipo ravvedimentoEntro quandoSanzione ridotta
SprintEntro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)
BreveDal 15° al 30° giorno1,5% dell’importo dovuto
IntermedioDal 31° al 90° giorno1,67% dell’importo dovuto
LungoEntro il termine di presentazione della dichiarazione IVA dell’anno successivo3,75% dell’importo dovuto
LunghissimoOltre il termine dichiarazione, ma entro 2 anni4,29% dell’importo dovuto
Oltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza5% dell’importo dovuto

Come Calcolare il Ravvedimento

Per regolarizzare il saldo IVA 2025 in ritardo, devi versare con F24:

  1. Importo del saldo IVA originario (codice tributo 6099)
  2. Sanzione ridotta (codice tributo 8904 – sanzioni pecuniarie IVA)
  3. Interessi legali (codice tributo 1991 – interessi sul ravvedimento)

Esempio pratico: Saldo IVA di 3.600 euro pagato con 20 giorni di ritardo (5 aprile 2026).

Si applica il ravvedimento breve (1,5%):

Sanzione ridotta = 3.600 × 1,5% = 54 euro
Interessi (20 gg, tasso 2,5%) = (3.600 × 2,5 × 20) / 36500 = 4,93 euro
Totale da versare = 3.600 + 54 + 4,93 = 3.658,93 euro

Codici Tributo per il Ravvedimento

Nel modello F24 per il ravvedimento operoso del saldo IVA, utilizza:

  • 6099: Importo del saldo IVA
  • 8904: Sanzioni pecuniarie per irregolarità IVA
  • 1991: Interessi sul ravvedimento per liquidazioni periodiche e dichiarazioni IVA

Quando NON è Possibile Ravvedersi

Il ravvedimento operoso non è ammesso se:

  • Hai già ricevuto una comunicazione di irregolarità (PVC, avviso bonario)
  • È stata notificata una cartella di pagamento
  • Sono iniziati accessi, ispezioni o verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate
  • Sono decorsi più di 5 anni dalla violazione (termine prescrizionale)

Consiglio: Se hai dimenticato di pagare il saldo IVA, procedi immediatamente con il ravvedimento operoso per limitare le sanzioni. Più tempo passa, più la sanzione aumenta (fino al 30% se non ti ravvedi).

Esempi Pratici di Calcolo

Vediamo alcuni casi concreti di calcolo e pagamento del saldo IVA 2025, con situazioni tipiche di diversi professionisti e imprese.

Esempio 1: Professionista con Liquidazione Mensile

Situazione: Commercialista con partita IVA in regime ordinario, liquidazione mensile.

  • IVA a debito 2025: 22.000 euro (fatture emesse ai clienti)
  • IVA a credito 2025: 6.500 euro (spese professionali, attrezzature, software)
  • Acconti IVA versati nel 2025: 8.000 euro

Calcolo saldo IVA:

Saldo IVA = 22.000 - 6.500 - 8.000 = 7.500 euro

Scadenza: 16 marzo 2026
Codice tributo F24: 6099
Importo da versare: 7.500 euro

Esempio 2: Piccola Impresa con Liquidazione Trimestrale

Situazione: Negozio di abbigliamento, liquidazione IVA trimestrale.

  • IVA a debito 2025: 55.000 euro (vendite al dettaglio)
  • IVA a credito 2025: 38.000 euro (acquisto merce, utenze, affitto)
  • Acconti IVA versati: 10.000 euro

Calcolo saldo IVA:

Saldo IVA = 55.000 - 38.000 - 10.000 = 7.000 euro

Opzione proroga: L’imprenditore decide di pagare il 16 aprile 2026 con maggiorazione 0,40%:

Interessi proroga = 7.000 × 0,40% = 28 euro
Totale da versare = 7.000 + 28 = 7.028 euro

Esempio 3: Contribuente in Regime Forfettario

Situazione: Grafico freelance in regime forfettario.

  • Ricavi 2025: 45.000 euro
  • Regime: Forfettario (coefficiente redditività 78%, imposta sostitutiva 15%)

Saldo IVA:

NON DOVUTO - Il regime forfettario è esente da IVA.
Non si presenta dichiarazione IVA e non si versa alcun saldo.

Il grafico verserà solo l’imposta sostitutiva sui redditi, ma nessun adempimento IVA.

Esempio 4: Professionista con Credito IVA

Situazione: Ingegnere che ha sostenuto investimenti importanti nel 2025.

  • IVA a debito 2025: 18.000 euro
  • IVA a credito 2025: 25.000 euro (acquisto attrezzature, auto aziendale)
  • Acconti IVA versati: 3.500 euro

Calcolo:

Saldo IVA = 18.000 - 25.000 - 3.500 = -10.500 euro (CREDITO)

Risultato: L’ingegnere ha un credito IVA di 10.500 euro. Può:

  • Riportarlo in compensazione negli anni successivi
  • Chiedere il rimborso se i requisiti sono soddisfatti (attività da almeno 2 anni, credito superiore a 2.582,28 euro)
  • Compensare con altri tributi (IRPEF, INPS) tramite F24

In questo caso NON si versa alcun saldo IVA.

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Domande Frequenti sul Saldo IVA 2025

Entro quando devo pagare il saldo IVA 2025?

Il saldo IVA 2025 deve essere versato entro il 16 marzo 2026. È possibile posticipare il pagamento al 16 aprile 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi.

Quale codice tributo devo usare per il saldo IVA?

Il codice tributo da utilizzare nel modello F24 per il versamento del saldo IVA annuale è il 6099. Nel campo anno di riferimento va indicato 2025.

Chi è esonerato dal pagamento del saldo IVA?

Sono esonerati dal saldo IVA i contribuenti in regime forfettario e in regime di vantaggio, poiché non applicano l’IVA. Anche chi ha un credito IVA risultante dalla dichiarazione non deve versare alcun saldo.

Cosa succede se pago il saldo IVA in ritardo?

Il mancato o ritardato pagamento comporta sanzioni del 30% dell’importo dovuto più interessi moratori. È possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso, che prevede sanzioni ridotte dall’1% al 5% a seconda dei giorni di ritardo.

Posso rateizzare il saldo IVA?

No, il saldo IVA non è rateizzabile. Deve essere versato in un’unica soluzione entro il 16 marzo (o 16 aprile con maggiorazione). La rateizzazione è prevista solo per le imposte sui redditi, non per l’IVA.

Come si calcola il saldo IVA?

Il saldo IVA si calcola con la formula: IVA a debito – IVA a credito – Acconti già versati. Se il risultato è positivo, si deve versare quella somma. Se negativo, si ha un credito IVA da compensare o richiedere a rimborso.

Posso compensare il saldo IVA con altri crediti fiscali?

Sì, è possibile compensare il debito da saldo IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, INPS, altre imposte) utilizzando il modello F24. Per compensazioni superiori a 5.000 euro annui è necessario il visto di conformità.


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    società sportiva SSD

    Aggiornato a marzo 2026 – Sei un istruttore sportivo con un contratto Co.Co.Co. e stai pensando di aprire partita IVA forfettaria? Oppure hai già una P.IVA e vuoi capire se puoi accettare anche compensi sportivi? La buona notizia è che le due forme sono perfettamente compatibili, ma ci sono regole precise da conoscere per non perdere i benefici fiscali. In questa guida completa analizziamo tutto: soglie, contributi INPS, tassazione e esempi pratici con calcoli reali.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo
    2. Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026
    3. Requisiti Regime Forfettario 2026
    4. Compatibilità Co.Co.Co. e Forfettario
    5. Contributi INPS: Come Funzionano
    6. Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati
    7. Obblighi Fiscali e Dichiarativi
    8. Quando Conviene Aprire P.IVA
    9. Domande Frequenti

    Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo

    Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa sportiva (Co.Co.Co. sportivo) è una forma contrattuale introdotta dal D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello Sport), entrata pienamente in vigore dal 1° luglio 2023. Si tratta di una tipologia contrattuale specifica per il settore sportivo dilettantistico che permette alle associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD/SSD) di instaurare rapporti di lavoro con istruttori, allenatori, preparatori e altri collaboratori sportivi.

    Le caratteristiche distintive del Co.Co.Co. sportivo sono:

    • Coordinamento con l’ente sportivo: il lavoratore organizza la propria attività seguendo le direttive dell’ASD/SSD
    • Continuità della prestazione: non si tratta di prestazioni occasionali, ma di un rapporto stabile nel tempo
    • Prevalenza personale: il lavoro viene svolto personalmente dal collaboratore
    • Assenza di vincolo di subordinazione: diversamente dal lavoro dipendente, il collaboratore mantiene autonomia organizzativa

    Chi può avere un Co.Co.Co. sportivo? Questo contratto è riservato a figure professionali del mondo sportivo dilettantistico: istruttori di nuoto, fitness, tennis, calcio, pallavolo, preparatori atletici, allenatori di squadre giovanili, direttori tecnici e altre figure previste dai regolamenti delle federazioni sportive.

    Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026

    Uno dei principali vantaggi del Co.Co.Co. sportivo è il regime fiscale agevolato. Per il 2026, le soglie di esenzione sono confermate come segue:

    Fascia di CompensoTassazione IRPEFContributi INPS
    0 – 5.000 euroEsenteEsenti
    5.001 – 15.000 euroEsenteDovuti (con riduzione 50%)
    Oltre 15.000 euroTassati (solo parte eccedente)Dovuti

    Soglia 5.000 euro: esenzione totale

    I compensi sportivi fino a 5.000 euro annui lordi sono completamente esenti sia da IRPEF che da contributi INPS. Questa soglia è cumulativa: se lavori per più ASD/SSD, devi sommare tutti i compensi ricevuti. Ad esempio, se ricevi 3.000 euro da un’ASD e 4.000 euro da un’altra, il totale di 7.000 euro supera la soglia dei 5.000 euro.

    Soglia 15.000 euro: esenzione solo IRPEF

    I compensi tra 5.001 e 15.000 euro restano esenti da IRPEF, ma sono soggetti a contributi INPS. La contribuzione si calcola sulla parte eccedente i 5.000 euro, con una riduzione del 50% dell’imponibile contributivo valida fino al 31 dicembre 2027.

    Oltre 15.000 euro: tassazione ordinaria

    Superata la soglia di 15.000 euro, i compensi eccedenti vengono tassati secondo le aliquote IRPEF ordinarie. La tassazione si applica solo sulla parte che supera i 15.000 euro, non sull’intero importo.

    Requisiti Regime Forfettario 2026

    Per comprendere la compatibilità tra Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria, è fondamentale conoscere i requisiti del regime forfettario 2026:

    Limite di ricavi: 85.000 euro

    Il limite principale è quello dei ricavi/compensi: per restare nel regime forfettario, non devi superare 85.000 euro annui di fatturato dalla tua attività con partita IVA. Se superi questa soglia ma resti sotto i 100.000 euro, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata.

    Limite redditi da lavoro dipendente: 35.000 euro

    Attenzione a questo requisito: se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro (limite elevato per il 2025-2026, in precedenza era 30.000 euro), non puoi accedere al forfettario. Tuttavia, i compensi sportivi Co.Co.Co. NON rientrano in questo limite, come vedremo nel prossimo paragrafo.

    Altre cause di esclusione

    • Spese per dipendenti: non devi aver sostenuto spese per lavoro dipendente superiori a 20.000 euro lordi
    • Partecipazioni societarie: non puoi possedere quote in società di persone o controllare SRL con attività riconducibile alla tua
    • Ex datore di lavoro: se oltre il 50% dei tuoi compensi deriva dal tuo ex datore di lavoro dei 2 anni precedenti, sei escluso
    • Regimi speciali IVA: non puoi utilizzare contemporaneamente regimi speciali IVA

    Aliquote del regime forfettario

    TipologiaAliquotaRequisiti
    Start-up5%Primi 5 anni, nuova attività
    Ordinaria15%Dal 6° anno o senza requisiti start-up

    Il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Per le attività sportive (codice ATECO 85.51 e simili), il coefficiente è del 78%.

    Compatibilità Co.Co.Co. Sportivo e P.IVA Forfettaria

    Arriviamo alla domanda centrale: si può avere contemporaneamente un Co.Co.Co. sportivo e una partita IVA forfettaria? La risposta è sì, sono perfettamente compatibili.

    Perché sono compatibili

    I compensi sportivi percepiti con Co.Co.Co. sono classificati fiscalmente come redditi diversi (art. 67, comma 1, lettera m del TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente o assimilati. Questo significa che:

    • Non contano ai fini del limite 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente/assimilato
    • Non contano ai fini del limite 85.000 euro di ricavi forfettari (sono redditi separati)
    • Non creano incompatibilità con il regime forfettario

    Questa interpretazione è confermata dalla Circolare Agenzia delle Entrate 10/E del 4 aprile 2016 e dalla Risoluzione 64/E del 2019, che chiariscono la natura dei compensi sportivi e la loro compatibilità con altri regimi fiscali.

    Come si cumulano i redditi

    I due redditi vengono dichiarati separatamente e tassati con regole diverse:

    • Reddito forfettario: tassato con imposta sostitutiva 5% o 15%
    • Compensi sportivi fino a 15.000 euro: esenti IRPEF
    • Compensi sportivi oltre 15.000 euro: tassati con IRPEF ordinaria (solo la parte eccedente)

    Contributi INPS: Come Funzionano

    La gestione contributiva è uno degli aspetti più complessi quando si combinano Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria. Vediamo nel dettaglio come funzionano i contributi INPS 2026.

    Contributi sul Co.Co.Co. sportivo

    I collaboratori sportivi sono iscritti alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026, secondo la Circolare INPS n. 8/2026, sono:

    SituazioneAliquota IVSAliquota totale
    Senza altra copertura previdenziale25%27,03% (+ contributi minori)
    Con altra copertura (es. P.IVA)24%24%

    Riduzione 50% fino al 2027: per i lavoratori sportivi, l’imponibile contributivo è ridotto del 50% sulla parte eccedente i 5.000 euro. Questo significa che su 10.000 euro di compensi sportivi, i contributi si calcolano solo su 2.500 euro (metà di 5.000 euro eccedenti).

    Ripartizione dell’onere: 2/3 a carico dell’ASD/SSD, 1/3 a carico del collaboratore.

    Contributi sulla P.IVA forfettaria

    Se sei iscritto alla Gestione Separata anche per la P.IVA (professionista senza cassa), l’aliquota 2026 è:

    • 26,07% se non hai altra copertura previdenziale
    • 24% se hai già altra copertura (es. dal Co.Co.Co. sportivo)

    In caso di doppia iscrizione, puoi beneficiare dell’aliquota ridotta del 24% sulla P.IVA, poiché risulti già coperto dalla previdenza del Co.Co.Co.

    Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati

    Vediamo ora tre esempi pratici con calcoli reali per capire concretamente quanto si paga e quanto resta netto.

    Esempio 1: Istruttore di nuoto con P.IVA personal trainer

    Situazione:

    • Co.Co.Co. sportivo presso piscina comunale: 12.000 euro/anno
    • P.IVA forfettaria come personal trainer: 28.000 euro/anno

    Calcolo imposte e contributi:

    Compensi sportivi (12.000 euro):

    • IRPEF: 0 euro (sotto soglia 15.000 euro, esente)
    • Contributi INPS: base imponibile = (12.000 – 5.000) x 50% = 3.500 euro
    • Contributi dovuti: 3.500 x 24% = 840 euro (di cui 280 euro a carico del lavoratore)

    Reddito forfettario (28.000 euro):

    • Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euro
    • Imposta sostitutiva (15%): 21.840 x 15% = 3.276 euro
    • Contributi INPS (24%): 21.840 x 24% = 5.242 euro

    Totale imposte e contributi annui:

    • IRPEF/Imposta sostitutiva: 3.276 euro
    • Contributi totali a carico: 280 + 5.242 = 5.522 euro
    • Totale: 8.798 euro

    Reddito netto annuo: 40.000 – 8.798 = 31.202 euro (circa 2.600 euro/mese)

    Esempio 2: Personal trainer con doppia attività intensa

    Situazione:

    • Co.Co.Co. sportivo presso 2 palestre: 8.000 euro/anno
    • P.IVA forfettaria (corsi privati + online): 45.000 euro/anno

    Calcolo imposte e contributi:

    Compensi sportivi (8.000 euro):

    • IRPEF: 0 euro (esente)
    • Contributi INPS: base = (8.000 – 5.000) x 50% = 1.500 euro
    • Contributi dovuti: 1.500 x 24% = 360 euro (120 euro a carico lavoratore)

    Reddito forfettario (45.000 euro):

    • Reddito imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euro
    • Imposta sostitutiva (15%): 35.100 x 15% = 5.265 euro
    • Contributi INPS (24%): 35.100 x 24% = 8.424 euro

    Totale imposte e contributi: 5.265 + 120 + 8.424 = 13.809 euro

    Reddito netto annuo: 53.000 – 13.809 = 39.191 euro (circa 3.266 euro/mese)

    Esempio 3: Fisioterapista sportivo (caso limite)

    Situazione:

    • Co.Co.Co. sportivo presso società calcio: 20.000 euro/anno
    • P.IVA forfettaria come fisioterapista: 60.000 euro/anno

    Verifica compatibilità: OK – il Co.Co.Co. sportivo non conta per il limite 85.000 euro forfettario né per il limite 35.000 euro redditi dipendenti.

    Calcolo imposte e contributi:

    Compensi sportivi (20.000 euro):

    • IRPEF su parte eccedente 15.000: (20.000 – 15.000) x 23% = 1.150 euro
    • Contributi INPS: base = (20.000 – 5.000) x 50% = 7.500 euro
    • Contributi dovuti: 7.500 x 24% = 1.800 euro (600 euro a carico lavoratore)

    Reddito forfettario (60.000 euro):

    • Reddito imponibile: 60.000 x 78% = 46.800 euro
    • Imposta sostitutiva (15%): 46.800 x 15% = 7.020 euro
    • Contributi INPS (24%): 46.800 x 24% = 11.232 euro

    Totale imposte e contributi: 1.150 + 600 + 7.020 + 11.232 = 20.002 euro

    Reddito netto annuo: 80.000 – 20.002 = 59.998 euro (circa 5.000 euro/mese)

    Obblighi Fiscali e Dichiarativi

    Chi ha sia Co.Co.Co. sportivo che P.IVA forfettaria deve presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico). Ecco i quadri da compilare:

    Quadri del Modello Redditi PF

    • Quadro LM: per il reddito forfettario (sezione II per forfettari)
    • Quadro RL: per i compensi sportivi (rigo RL21/RL22 per redditi diversi)
    • Quadro RR: per i contributi INPS Gestione Separata

    Certificazione Unica (CU)

    L’ASD/SSD che ti corrisponde i compensi sportivi deve rilasciarti la Certificazione Unica entro il 16 marzo di ogni anno. Questo documento riporta i compensi erogati e le eventuali ritenute/contributi.

    Scadenze 2026

    AdempimentoScadenza
    Ricezione CU dall’ASD16 marzo 2026
    Dichiarazione Redditi PF30 settembre 2026
    Saldo imposte + 1° acconto30 giugno 2026
    2° acconto imposte30 novembre 2026

    Quando Conviene Aprire Partita IVA

    Non sempre conviene aprire partita IVA se hai già un Co.Co.Co. sportivo. Ecco una checklist decisionale:

    Conviene aprire P.IVA se:

    • Hai clienti privati che vogliono fattura
    • Vuoi offrire servizi a palestre/centri sportivi come fornitore esterno
    • I tuoi compensi sportivi sono stabili e vuoi diversificare
    • Vuoi dedurre costi (nel forfettario solo in modo forfettario)
    • Hai prospettive di crescita oltre i limiti del Co.Co.Co.

    Non conviene aprire P.IVA se:

    • I compensi sportivi sono già sufficienti
    • Non hai clienti esterni all’ASD
    • Vuoi mantenere la semplicità gestionale
    • Rischi di superare i limiti del forfettario

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    Domande Frequenti

    Posso avere Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria insieme?

    , le due forme sono perfettamente compatibili. I compensi sportivi sono classificati come redditi diversi e non interferiscono con i requisiti del regime forfettario.

    I compensi sportivi contano per il limite 85.000 euro del forfettario?

    No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non rientrano nel calcolo dei ricavi/compensi forfettari. Sono redditi di natura diversa e vengono dichiarati separatamente.

    Cosa succede se supero 35.000 euro di compensi sportivi?

    I compensi sportivi non sono redditi da lavoro dipendente, quindi non contano ai fini del limite 35.000 euro per l’accesso al forfettario. Puoi percepire qualsiasi importo di compensi sportivi senza perdere il diritto al regime forfettario.

    Devo emettere fattura per i compensi sportivi?

    No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non richiedono fattura. L’ASD/SSD ti rilascia una ricevuta o un cedolino e ti fornisce la Certificazione Unica a fine anno.

    Posso avere più Co.Co.Co. con diverse ASD?

    , puoi collaborare con più associazioni sportive. Ricorda però che le soglie di esenzione (5.000 e 15.000 euro) sono cumulative: devi sommare tutti i compensi ricevuti da tutte le ASD/SSD.

    Quali contributi pago in totale?

    Se hai entrambe le attività, paghi: contributi sul Co.Co.Co. (24% sulla base ridotta al 50%, di cui 1/3 a tuo carico) + contributi sulla P.IVA (24% sul reddito forfettario, avendo già altra copertura). L’aliquota ridotta del 24% anziché 26,07% si applica perché risulti già coperto previdenzialmente.

    Come dichiaro i redditi delle due attività?

    Devi presentare il Modello Redditi PF, compilando il Quadro LM per il reddito forfettario e il Quadro RL per i compensi sportivi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta.

    Conviene aprire P.IVA se ho compensi sportivi stabili?

    Dipende dalla tua situazione. Se hai già compensi sportivi significativi (oltre 10-15.000 euro) e la possibilità di acquisire clienti privati, la P.IVA forfettaria può essere un ottimo complemento. Se invece i compensi sportivi ti bastano e non hai prospettive di clientela esterna, potrebbe non convenire aggiungere gli adempimenti della partita IVA.

    Hai bisogno di assistenza?

    La gestione fiscale di Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria richiede attenzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione, nell’apertura della partita IVA e nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

    Contattaci:

    • Telefono: 0432 1638640
    • WhatsApp: 366 6018121
    • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
    regime forfettario partita iva

    Se sei un geometra iscritto alla CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri), e fondamentale conoscere gli obblighi contributivi per il 2026. Quest’anno porta importanti conferme sulle aliquote e introduce novita che entreranno in vigore dal 2027, con un aumento previsto al 22%.

    In questa guida completa scoprirai quanto devi versare, come si calcolano i contributi, quali scadenze rispettare e quali agevolazioni sono disponibili per i neo-iscritti. Ti spiegheremo anche come gestire correttamente il contributo integrativo in fattura, un aspetto spesso fonte di dubbi.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’e la CIPAG e chi deve iscriversi
    2. Aliquote Contributive 2026
    3. Contributo Minimo 4.205 euro
    4. Come si Calcolano i Contributi CIPAG
    5. Contributo Integrativo in Fattura
    6. Scadenze Versamenti 2026
    7. Agevolazioni per Geometri Under 30
    8. Sanzioni per Mancato Pagamento
    9. Novita: Aumento al 22% dal 2027
    10. Domande Frequenti

    Cos’e la CIPAG e chi deve iscriversi

    La CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri) e l’ente previdenziale obbligatorio per tutti i geometri liberi professionisti iscritti all’Albo. Non si tratta di un’assicurazione facoltativa: l’iscrizione e automatica e obbligatoria dal momento in cui apri partita IVA come geometra e inizi l’attivita professionale.

    La CIPAG gestisce la previdenza (pensione di vecchiaia, invalidita, superstiti) e l’assistenza (indennita di maternita, sussidi per malattia) dei geometri. A differenza dell’INPS, che si occupa dei lavoratori dipendenti, la CIPAG e una cassa privatizzata riservata esclusivamente alla categoria dei geometri.

    Chi deve iscriversi:

    • Geometri con partita IVA individuale iscritti all’Albo professionale
    • Geometri che esercitano in forma di societa tra professionisti (STP)
    • Anche chi opera in regime forfettario e obbligato al versamento

    Chi NON deve iscriversi:

    • Geometri dipendenti a tempo pieno (coperti da INPS)
    • Geometri pensionati che non esercitano piu attivita professionale
    • Chi ha sospeso l’iscrizione all’Albo (ma attenzione: la sospensione non e automatica, va richiesta formalmente)

    L’iscrizione va effettuata entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA. Il mancato rispetto comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.


    Aliquote Contributive 2026

    I contributi CIPAG 2026 si compongono di tre voci principali, ciascuna con una propria aliquota. E importante capire la differenza tra queste voci perche si calcolano in modo diverso e hanno finalita distinte.

    1. Contributo Soggettivo (20%)

    Il contributo soggettivo e la componente principale dei versamenti alla CIPAG. Serve per finanziare la tua futura pensione (vecchiaia, invalidita, superstiti). L’aliquota per il 2026 rimane al 20% del reddito professionale netto, confermata rispetto agli anni precedenti.

    Questo significa che, se nel 2026 dichiari un reddito professionale di 30.000 euro, dovrai versare 6.000 euro di contributo soggettivo (20% di 30.000). Il reddito professionale e quello dichiarato nel modello Redditi o nel 730, al netto delle spese deducibili.

    Attenzione: Se il tuo reddito e basso o nullo, sei comunque tenuto a versare il contributo minimo (vedi sezione dedicata), che per il 2026 e pari a 4.205 euro.

    2. Contributo Integrativo (5%)

    Il contributo integrativo ha un’aliquota del 5% e si applica sul volume d’affari, cioe sul totale dei compensi fatturati ai clienti (IVA esclusa). A differenza del contributo soggettivo, che si calcola sul reddito netto, l’integrativo si basa sul fatturato lordo.

    Questo contributo ha una particolarita importante: va addebitato in fattura al cliente, proprio come l’IVA. In pratica, quando emetti una fattura per una prestazione professionale, devi aggiungere il 5% di contributo integrativo che il cliente ti paghera insieme al compenso. Tu poi lo verserai alla CIPAG.

    Esempio di fattura:

    • Compenso professionale: 1.000 euro
    • Contributo integrativo 5%: 50 euro
    • Imponibile totale: 1.050 euro
    • IVA 22% su 1.050: 231 euro
    • Totale fattura: 1.281 euro

    I 50 euro di contributo integrativo li incassi dal cliente, ma dovrai versarli alla CIPAG nelle scadenze previste.

    3. Contributo di Maternita (0,50%)

    Il contributo di maternita e un versamento solidale, obbligatorio per tutti gli iscritti (uomini e donne), e serve a finanziare l’indennita di maternita e l’indennita di paternita. L’aliquota per il 2026 e dello 0,50% del reddito professionale netto.

    Si tratta di un importo relativamente contenuto: su un reddito di 30.000 euro, il contributo di maternita e di 150 euro annui (0,50% di 30.000).

    Riepilogo aliquote 2026:

    • Contributo soggettivo: 20% del reddito netto
    • Contributo integrativo: 5% del fatturato (addebitabile in fattura)
    • Contributo maternita: 0,50% del reddito netto

    Contributo Minimo 4.205 euro

    Anche se il tuo reddito professionale e basso o addirittura nullo, la CIPAG ti richiede il versamento di un contributo minimo. Per il 2026, l’importo del contributo minimo e pari a 4.205 euro, confermato rispetto al 2025.

    Questo significa che, indipendentemente da quanto guadagni, sei tenuto a versare almeno questa somma per mantenere la tua posizione previdenziale attiva e maturare i requisiti per la pensione.

    A chi si applica il contributo minimo

    Il contributo minimo scatta quando il 20% del tuo reddito professionale risulta inferiore a 4.205 euro. In altre parole, se il tuo reddito annuo e inferiore a 21.025 euro, paghi comunque il minimo di 4.205 euro.

    Esempio pratico:

    • Geometra A – Reddito 2026: 15.000 euro – 20% = 3.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
    • Geometra B – Reddito 2026: 25.000 euro – 20% = 5.000 euro – Si versa 5.000 euro (sopra il minimo)
    • Geometra C – Reddito 2026: 0 euro (primo anno di attivita) – Si versa comunque 4.205 euro

    Il contributo minimo rappresenta un impegno economico significativo, soprattutto per chi inizia l’attivita o attraversa un periodo di fatturato basso.


    Come si Calcolano i Contributi CIPAG

    Capire come si calcolano i contributi CIPAG 2026 e fondamentale per pianificare correttamente i tuoi versamenti. Vediamo tre esempi pratici con diversi livelli di reddito.

    Esempio 1: Reddito 20.000 euro

    Geometra con reddito professionale di 20.000 euro e fatturato totale di 28.000 euro.

    • Contributo soggettivo: 20.000 x 20% = 4.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
    • Contributo maternita: 20.000 x 0,50% = 100 euro
    • Contributo integrativo: 28.000 x 5% = 1.400 euro

    Totale: 4.305 euro (piu 1.400 euro integrativo gia incassati dai clienti)

    Esempio 2: Reddito 40.000 euro

    Geometra con reddito di 40.000 euro e fatturato di 55.000 euro.

    • Contributo soggettivo: 40.000 x 20% = 8.000 euro
    • Contributo maternita: 40.000 x 0,50% = 200 euro
    • Contributo integrativo: 55.000 x 5% = 2.750 euro

    Totale: 8.200 euro (piu 2.750 euro integrativo)

    Esempio 3: Reddito 60.000 euro

    Geometra con reddito di 60.000 euro e fatturato di 80.000 euro.

    • Contributo soggettivo: 60.000 x 20% = 12.000 euro
    • Contributo maternita: 60.000 x 0,50% = 300 euro
    • Contributo integrativo: 80.000 x 5% = 4.000 euro

    Totale: 12.300 euro (piu 4.000 euro integrativo)


    Contributo Integrativo in Fattura

    Il contributo integrativo del 5% va addebitato in fattura al cliente. Vediamo come funziona in pratica.

    Struttura di una fattura corretta:

    1. Compenso professionale: 1.500 euro
    2. Contributo integrativo CIPAG 5%: 75 euro
    3. Imponibile IVA: 1.575 euro
    4. IVA 22%: 346,50 euro
    5. Totale fattura: 1.921,50 euro

    Regime forfettario

    Se operi in regime forfettario, devi comunque addebitare il contributo integrativo 5%, ma senza IVA.

    Esempio: Compenso 1.000 euro + Contributo 5% (50 euro) = Totale 1.050 euro


    Scadenze Versamenti 2026

    I contributi CIPAG 2026 vanno versati in quattro rate trimestrali:

    RataScadenzaNote
    Prima rata31 maggio 202625% importo annuo
    Seconda rata31 agosto 202625% importo annuo
    Terza rata30 novembre 202625% importo annuo
    Quarta rata28 febbraio 2027Saldo conguaglio

    E fondamentale rispettare queste scadenze per evitare sanzioni e interessi di mora.


    Agevolazioni per Geometri Under 30

    Se sei un geometra under 30 che si iscrive per la prima volta alla CIPAG, hai diritto a significative agevolazioni contributive nei primi cinque anni.

    Riduzione nei primi 2 anni

    Durante i primi due anni, paghi solo un quarto del contributo soggettivo minimo.

    • Contributo ordinario: 4.205 euro
    • Contributo agevolato: 1.051 euro
    • Risparmio: 3.154 euro/anno

    Risparmio totale 5 anni

    Un geometra under 30 risparmia oltre 12.600 euro nei primi 5 anni grazie alle agevolazioni!


    Sanzioni per Mancato Pagamento

    Non versare i contributi CIPAG comporta interessi di mora al 5,5% annuo e sanzioni amministrative dal 2% al 10% in base ai mesi di ritardo.

    Ravvedimento operoso

    Se regolarizzi spontaneamente, puoi ridurre le sanzioni:

    • Entro 14 giorni: 0,1% per giorno
    • Entro 30 giorni: 1,5%
    • Entro 90 giorni: 1,67%

    Novita: Aumento al 22% dal 2027

    Dal 1 gennaio 2027 l’aliquota del contributo soggettivo aumentera dal 20% al 22%. Questo incremento e necessario per garantire la sostenibilita del sistema previdenziale.

    Quanto pagherai in piu

    • Reddito 30.000 euro: +600 euro/anno
    • Reddito 40.000 euro: +800 euro/anno
    • Reddito 50.000 euro: +1.000 euro/anno
    • Reddito 60.000 euro: +1.200 euro/anno

    E consigliabile pianificare il budget e valutare un eventuale adeguamento delle tariffe professionali.


    Domande Frequenti sui Contributi CIPAG 2026

    Posso versare i contributi CIPAG in unica soluzione?

    Si, puoi versare l’intero importo annuale in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2026. Tuttavia, non ci sono vantaggi economici nel pagare anticipatamente.

    Se chiudo la partita IVA a meta anno, devo versare i contributi per l’intero anno?

    No, i contributi sono dovuti solo per i mesi di effettiva attivita professionale. Devi comunicare formalmente la cessazione alla CIPAG entro 60 giorni.

    I contributi CIPAG sono deducibili dal reddito?

    Si, i contributi previdenziali CIPAG sono interamente deducibili dal reddito professionale ai fini IRPEF. Questo riduce il reddito imponibile e le tasse da pagare.

    Cosa succede se dimentico di addebitare il contributo integrativo in fattura?

    Perdi definitivamente quel compenso: non puoi emettere una nota integrativa successiva. Inoltre, sei comunque tenuto a versare l’integrativo alla CIPAG, quindi la perdita e a tuo carico.

    Come faccio a sapere se ho diritto alle agevolazioni under 30?

    Hai diritto alle agevolazioni se al momento della prima iscrizione hai meno di 30 anni. L’agevolazione non e automatica: devi presentare domanda formale entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA.

    Posso rateizzare un debito contributivo pregresso?

    Si, puoi richiedere un piano di rateizzazione fino a 72 rate mensili. Devi presentare domanda formale alla CIPAG, che valutera la tua situazione economica.


    Hai bisogno di assistenza per i contributi CIPAG?

    Gestire correttamente i contributi CIPAG 2026 e fondamentale per evitare sanzioni, ottimizzare la tua posizione previdenziale e pianificare con serenita la tua attivita professionale. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per:

    • Calcolare l’importo esatto dei contributi da versare
    • Verificare se hai diritto alle agevolazioni under 30
    • Compilare correttamente il modello F24 per i versamenti
    • Regolarizzare eventuali debiti contributivi con ravvedimento operoso o rateizzazione
    • Ottimizzare la tua posizione fiscale e previdenziale

    Il nostro servizio e disponibile sia in ufficio a Udine che online, per offrirti assistenza ovunque ti trovi.

    Contattaci al 0432 504432 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

    Hai bisogno di assistenza?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. I nostri esperti possono aiutarti con tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

    regime forfettario partita iva

    Fatture in Cloud e Danea Easyfatt sono entrambi prodotti TeamSystem, il piu grande gruppo italiano di software gestionali. Sebbene facciano parte dello stesso ecosistema, si rivolgono a target diversi e hanno filosofie opposte: cloud vs desktop.

    In questo confronto analizzeremo prezzi, funzionalita e limiti di entrambi nel 2026, per aiutarti a scegliere la soluzione giusta per la tua partita IVA o PMI.

    L’Ecosistema TeamSystem: Una Panoramica

    TeamSystem e il leader italiano dei software gestionali, con oltre 2 milioni di clienti. L’azienda offre soluzioni per ogni dimensione aziendale:

    • Fatture in Cloud: software cloud per micro-imprese, forfettari e liberi professionisti
    • Danea Easyfatt: software desktop per PMI, negozianti e artigiani
    • TeamSystem ERP: piattaforme enterprise per aziende strutturate
    • Contabilita in Cloud: gestione contabile avanzata

    Il vantaggio dell’ecosistema TeamSystem e l’integrazione verticale: puoi partire con Fatture in Cloud e, man mano che cresci, passare a soluzioni piu avanzate mantenendo i dati.

    Fatture in Cloud: Prezzi e Funzionalita 2026

    Fatture in Cloud e la soluzione cloud di TeamSystem pensata per forfettari, micro-imprese e liberi professionisti. Oggi e usato da oltre 580.000 partite IVA in Italia.

    Prezzi Fatture in Cloud 2026

    PianoPrezzo/MesePrezzo/AnnoTarget
    Standard Forfettari4 euro48 euro + IVAForfettari
    Standard12 euro144 euro + IVAP.IVA ordinarie
    Premium21 euro252 euro + IVAPMI con magazzino
    Premium Plus29 euro348 euro + IVAPMI con dipendenti
    Complete51 euro612 euro + IVAAziende strutturate

    Cosa include Fatture in Cloud

    Tutti i piani includono:

    • Fatturazione elettronica (emissione, invio, ricezione)
    • Conservazione sostitutiva a norma
    • App mobile iOS, Android, AppGallery
    • Preventivi e note di credito
    • Prima nota e scadenzario
    • Accesso cloud da qualsiasi dispositivo
    • POS digitale TS Pay (incasso con QR code)

    Piani Premium e superiori aggiungono:

    • Gestione magazzino e giacenze
    • Corrispettivi e vendite al banco
    • Gestione dipendenti (Premium Plus)
    • Listini prezzi avanzati
    • Report IVA dettagliati
    • Multiutente (Complete)

    Punti di forza Fatture in Cloud

    • Semplicita: interfaccia moderna e intuitiva
    • Accessibilita: lavori da PC, tablet o smartphone
    • Prezzo entry-level: 4 euro/mese per forfettari
    • Aggiornamenti automatici: sempre l’ultima versione
    • Nessuna installazione: basta un browser

    Danea Easyfatt: Prezzi e Funzionalita 2026

    Danea Easyfatt e il gestionale desktop di TeamSystem, nato nei primi anni 2000 e acquisito dal gruppo nel 2014. E la scelta classica di artigiani, negozianti e PMI che preferiscono un software installato in locale.

    Prezzi Danea Easyfatt 2026

    VersionePrezzo/AnnoFatture ElettronichePostazioni
    Professional180 euro + IVA400 incluse2 PC (no rete)
    Enterprise One288 euro + IVA800 incluse2 PC (no rete)
    Enterprise420 euro + IVAIllimitate5 PC in rete LAN

    Nota: Esistono anche versioni Cloud di Easyfatt con prezzi simili.

    Cosa include Danea Easyfatt

    Professional include:

    • Fatturazione elettronica (400 documenti/anno)
    • Gestione clienti e fornitori
    • Magazzino e giacenze
    • Stampa etichette con codice a barre
    • Registri IVA e liquidazione
    • Import/export Excel, OpenOffice, XML
    • Installazione su 2 PC (non in rete)

    Enterprise One aggiunge:

    • Vendita al banco con registratore di cassa
    • Modalita touch-screen
    • 800 fatture elettroniche incluse

    Enterprise aggiunge:

    • Multiutenza (5 postazioni in rete LAN)
    • Gestione diritti di accesso utenti
    • Gestione agenti e provvigioni
    • Carte fedelta clienti
    • Integrazione e-commerce
    • Fatture elettroniche illimitate

    Punti di forza Danea Easyfatt

    • Potenza: funzionalita avanzate per PMI
    • Lavoro offline: non serve connessione internet
    • Multiutenza: piu operatori in rete locale
    • Gestione negozio: touch-screen e registratore di cassa
    • Storicita: software collaudato da 20+ anni

    Confronto Dettagliato: Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt

    CaratteristicaFatture in CloudDanea Easyfatt
    TipologiaCloud (browser)Desktop (Windows)
    Prezzo minimo48 euro/anno180 euro/anno
    Target principaleForfettari, freelancerPMI, negozianti
    Accesso mobileSi (app)No
    Lavoro offlineNoSi
    MultiutenzaSolo Complete (51 euro/mese)Enterprise (420 euro/anno)
    Vendita al bancoSi (Premium+)Si (touch-screen)
    Gestione agentiNoSi (Enterprise)
    Integrazione e-commerceLimitataSi (Enterprise)
    InterfacciaModernaClassica Windows
    AggiornamentiAutomaticiManuali

    Costo annuale a confronto

    Per capire meglio il risparmio, confrontiamo scenari tipici:

    • Forfettario base: Fatture in Cloud (48 euro) vs Easyfatt Professional (180 euro) = risparmio 132 euro/anno
    • PMI con magazzino: Fatture in Cloud Premium (252 euro) vs Easyfatt Professional (180 euro) = Easyfatt piu conveniente
    • PMI multiutente: Fatture in Cloud Complete (612 euro) vs Easyfatt Enterprise (420 euro) = risparmio 192 euro/anno con Easyfatt

    Quando Scegliere Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt

    Scegli Fatture in Cloud se:

    • Sei un forfettario o libero professionista
    • Vuoi lavorare da smartphone e tablet
    • Emetti poche fatture al mese (meno di 30)
    • Non hai bisogno di multiutenza
    • Preferisci un’interfaccia moderna e semplice
    • Cerchi il prezzo piu basso possibile
    • Lavori sempre connesso a internet

    Scegli Danea Easyfatt se:

    • Sei un negoziante con vendita al banco
    • Hai bisogno di multiutenza in rete locale
    • Gestisci agenti e provvigioni
    • Vuoi lavorare anche offline
    • Hai un e-commerce da integrare
    • Emetti centinaia di fatture al mese
    • Preferisci un software installato in locale
    • Hai gia familiarita con gestionali Windows

    Alternative a TeamSystem

    Se l’ecosistema TeamSystem non fa per te, ecco le principali alternative:

    Alternative cloud a Fatture in Cloud

    • Aruba Fatturazione: da 29,90 euro/anno – piu economico ma meno funzionalita
    • Finom: conto business + fatturazione integrata
    • Fattura24: alternativa cloud con prezzi simili

    Alternative desktop a Danea Easyfatt

    • Zucchetti: competitor storico per PMI
    • Buffetti: gestionali per commercialisti
    • Passepartout: soluzioni per studi professionali

    Per un confronto completo, leggi: Miglior Software Fatturazione Elettronica 2026.

    Domande Frequenti su TeamSystem

    Fatture in Cloud e Danea Easyfatt sono della stessa azienda?

    Si, entrambi sono prodotti TeamSystem, il piu grande gruppo italiano di software gestionali. Danea e stata acquisita da TeamSystem nel 2014. Pur appartenendo allo stesso ecosistema, i due software hanno filosofie diverse: Fatture in Cloud e cloud-based, Danea Easyfatt e un software desktop.

    Posso passare da Fatture in Cloud a Danea Easyfatt?

    Si, e possibile migrare i dati tra i due software. Entrambi offrono funzioni di import/export in formati standard (Excel, XML). Tuttavia, non esiste una migrazione automatica diretta. Dovrai esportare i dati da un software e importarli nell’altro, oppure contattare l’assistenza TeamSystem per supporto.

    Quanto costa Fatture in Cloud per forfettari?

    Il piano Standard Forfettari costa 4 euro al mese (48 euro all’anno + IVA). E il piano piu economico ed e riservato esclusivamente ai titolari di partita IVA in regime forfettario. Include fatturazione elettronica illimitata, conservazione sostitutiva e app mobile.

    Danea Easyfatt funziona su Mac?

    No, Danea Easyfatt e un software solo Windows. Per usarlo su Mac dovresti installare Windows tramite Boot Camp o una macchina virtuale (Parallels, VMware). In alternativa, puoi usare la versione Easyfatt Cloud che funziona via browser su qualsiasi sistema operativo, oppure scegliere Fatture in Cloud.

    Quale software TeamSystem scegliere per un negozio?

    Per un negozio con vendita al banco, la scelta migliore e Danea Easyfatt Enterprise One (288 euro/anno). Include la gestione del registratore di cassa, modalita touch-screen per vendita rapida e corrispettivi. Fatture in Cloud ha funzionalita simili solo nei piani Premium (252 euro/anno) ma con meno opzioni per il retail.

    La conservazione sostitutiva e inclusa?

    Si, sia Fatture in Cloud che Danea Easyfatt includono la conservazione sostitutiva a norma in tutti i piani a pagamento. E un obbligo di legge e viene gestito automaticamente per 10 anni. L’unica eccezione e il periodo di prova gratuita di Fatture in Cloud, che non include la conservazione.

    Conclusioni: Quale Scegliere?

    Fatture in Cloud e la scelta ideale per forfettari e micro-imprese che cercano semplicita, mobilita e costi contenuti. A 48 euro/anno e imbattibile per chi emette poche fatture.

    Danea Easyfatt e perfetto per PMI, negozianti e artigiani che hanno bisogno di funzionalita avanzate: multiutenza, gestione agenti, vendita al banco touch-screen. Costa di piu ma offre strumenti professionali.

    Il bello dell’ecosistema TeamSystem e che puoi iniziare in piccolo e crescere: parti con Fatture in Cloud e, quando la tua attivita si espande, passi a Easyfatt o alle soluzioni ERP enterprise.

    Per approfondire le alternative, leggi anche: Gestionale Partita IVA 2026: Quale Scegliere.

    Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

    Se hai dubbi sulla scelta del gestionale o sulla fatturazione elettronica, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

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    Ultimo aggiornamento: marzo 2026. Prezzi verificati su fattureincloud.it e danea.it.

    Il 16 marzo 2026 rappresenta una scadenza fiscale cruciale per oltre 4 milioni di partite IVA italiane: è il termine ultimo per versare il saldo IVA annuale 2025. Questa data, fissata dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 15 gennaio 2026, obbliga i contribuenti con dichiarazione IVA annuale a regolarizzare la propria posizione fiscale.

    Ma cosa succede se l’importo da versare è elevato? La normativa prevede la possibilità di rateizzare il saldo IVA fino a un massimo di 9 rate mensili, con applicazione di interessi dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. In questa guida approfondita analizzeremo tutti gli aspetti del saldo IVA 2026: dal calcolo dell’importo dovuto alla compilazione del modello F24, dalle modalità di rateizzazione alle sanzioni per chi paga in ritardo.

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    Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo

    Il saldo IVA rappresenta la differenza tra l’IVA a debito (incassata sui corrispettivi) e l’IVA a credito (pagata sugli acquisti) calcolata sull’intero anno fiscale. Per i contribuenti che presentano la dichiarazione IVA annuale, questo saldo emerge dalla compilazione del quadro VL del modello dichiarativo.

    Chi è Obbligato al Versamento

    Sono tenuti al versamento del saldo IVA entro il 16 marzo 2026:

    • Contribuenti con IVA annuale che hanno chiuso il 2025 con un debito fiscale
    • Contribuenti trimestrali speciali per il quarto trimestre 2025
    • Forfettari in regime ordinario per operazioni straordinarie soggette a IVA
    • Enti non commerciali con operazioni commerciali occasionali

    Sono esonerati dal versamento:

    • Contribuenti con saldo IVA inferiore a 10,33 euro (importo minimo versabile)
    • Contribuenti a credito IVA (possono richiedere rimborso o compensazione)
    • Regime forfettario puro senza operazioni straordinarie
    • Minimi fino a 85.000 euro di ricavi che non hanno effettuato cessioni immobiliari

    Base Normativa

    La disciplina del saldo IVA è contenuta nel DPR 633/1972 (Istituzione e disciplina dell’IVA) e successive modifiche. La scadenza del 16 marzo è stata confermata dal Decreto del Ministero dell’Economia del 15 gennaio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2026.

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    Come Calcolare il Saldo IVA: Esempio Pratico

    Il calcolo del saldo IVA annuale richiede la quadratura di tutti i dati contenuti nei registri IVA dell’anno fiscale 2025. Vediamo passo dopo passo come procedere.

    Formula di Calcolo

    Saldo IVA = IVA a debito – IVA a credito – Acconti versati

    Dove:

    • IVA a debito: totale IVA incassata sulle vendite/prestazioni dell’anno 2025
    • IVA a credito: totale IVA pagata sugli acquisti detraibili dell’anno 2025
    • Acconti versati: eventuale acconto IVA versato entro il 27 dicembre 2025 (88% del saldo IVA 2024)

    Esempio Numerico Completo

    Caso: Partita IVA individuale – Commercio al dettaglio

    VoceImporto (euro)
    IVA a debito 2025 (incassata su vendite)68.500
    IVA a credito 2025 (pagata su acquisti)52.300
    Acconto versato dicembre 202512.800
    SALDO IVA DOVUTO3.400 euro

    Calcolo dettagliato:

    68.500 (IVA a debito) – 52.300 (IVA a credito) – 12.800 (acconto) = 3.400 euro da versare

    Elementi da Considerare nel Calcolo

    • Operazioni intracomunitarie: vanno incluse nel calcolo con il meccanismo del reverse charge
    • Note di credito: riducono l’IVA a debito se emesse nel 2025
    • IVA su beni strumentali: detraibile al 100% se uso esclusivamente aziendale
    • Percentuali di detrazione: pro-rata per enti con attività miste (es. 40% detraibile)
    • Reverse charge: IVA su acquisti da non residenti va versata e contemporaneamente detratta

    È fondamentale che il calcolo del saldo IVA corrisponda esattamente al rigo VL30 della dichiarazione IVA annuale, che verrà presentata entro il 30 aprile 2026.

    Rateizzazione del Saldo IVA: Come Funziona

    La rateizzazione del saldo IVA è un’opzione prevista dall’art. 20 del DLgs 241/1997 che consente di dilazionare il pagamento fino a un massimo di 9 rate mensili. Questa possibilità rappresenta un importante strumento di liquidità per le imprese.

    Condizioni per Rateizzare

    Requisiti normativi:

    • Il saldo IVA da versare deve essere superiore a 10,33 euro
    • La prima rata deve essere versata entro la scadenza ordinaria (16 marzo 2026)
    • Le rate successive devono essere versate mensilmente entro il giorno 16 di ogni mese
    • Non sono ammesse sospensioni o interruzioni del piano di rateizzazione

    Numero di Rate Disponibili

    La normativa consente di scegliere tra:

    Numero RateUltima ScadenzaInteressi Totali (%)
    1 rata (unica soluzione)16 marzo 20260%
    2 rate16 aprile 20260,33%
    3 rate16 maggio 20260,66%
    5 rate16 luglio 20261,32%
    7 rate16 settembre 20261,98%
    9 rate (massimo)16 novembre 20262,64%

    Quando Conviene Rateizzare

    La rateizzazione conviene se:

    • L’importo del saldo IVA supera i 5.000 euro e crea difficoltà di liquidità immediate
    • Si prevede un incremento di fatturato nei mesi successivi che faciliterà il pagamento
    • Il costo degli interessi (0,33% mensile = 3,96% annuo) è inferiore al costo di un eventuale finanziamento bancario
    • Si vuole evitare di attingere a riserve di liquidità strategiche dell’azienda

    La rateizzazione NON conviene se:

    • L’importo è modesto (sotto i 2.000 euro) e gli interessi superano il beneficio della dilazione
    • Si dispone di liquidità immediata sufficiente senza intaccare il capitale circolante
    • Si ha la certezza di un credito IVA nei mesi successivi che potrebbe essere compensato

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    Calcolo Interessi sulla Rateizzazione: Formula ed Esempi

    Gli interessi sulla rateizzazione del saldo IVA sono fissati nella misura dello 0,33% mensile (equivalente al 3,96% annuo) come stabilito dal DM 21 maggio 2009. Gli interessi si applicano solo sulle rate successive alla prima.

    Formula di Calcolo degli Interessi

    Interessi per ogni rata = (Importo rata × Tasso mensile × Numero mesi trascorsi)

    Dove:

    • Importo rata: valore della singola rata (saldo totale / numero rate)
    • Tasso mensile: 0,33% (0,0033 in formula decimale)
    • Numero mesi trascorsi: dalla data di versamento della prima rata

    Esempio Pratico Completo

    Ipotesi:

    • Saldo IVA da versare: 9.000 euro
    • Numero rate scelto: 5 rate
    • Importo rata base: 9.000 / 5 = 1.800 euro

    Calcolo dettagliato per ogni rata:

    RataScadenzaImporto BaseInteressiTotale da Versare
    1a rata16 marzo 20261.800 euro0 euro1.800,00 euro
    2a rata16 aprile 20261.800 euro5,94 euro (1.800 × 0,0033 × 1)1.805,94 euro
    3a rata16 maggio 20261.800 euro11,88 euro (1.800 × 0,0033 × 2)1.811,88 euro
    4a rata16 giugno 20261.800 euro17,82 euro (1.800 × 0,0033 × 3)1.817,82 euro
    5a rata16 luglio 20261.800 euro23,76 euro (1.800 × 0,0033 × 4)1.823,76 euro
    TOTALE VERSATO59,40 euro9.059,40 euro

    Riepilogo:

    • Saldo IVA iniziale: 9.000 euro
    • Interessi totali pagati: 59,40 euro
    • Percentuale interessi sul totale: 0,66%
    • Risparmio rispetto a finanziamento bancario medio (8%): circa 660 euro

    Tabella Comparativa Costo Rateizzazione

    Saldo IVA9 Rate – Interessi Totali5 Rate – Interessi Totali3 Rate – Interessi Totali
    3.000 euro79,20 euro19,80 euro6,60 euro
    9.000 euro237,60 euro59,40 euro19,80 euro
    15.000 euro396 euro99 euro33 euro
    30.000 euro792 euro198 euro66 euro

    Pagamento del Saldo IVA: Modello F24 e Codici Tributo

    Il versamento del saldo IVA deve essere effettuato esclusivamente tramite modello F24 telematico, utilizzando i codici tributo specifici istituiti dall’Agenzia delle Entrate.

    Codici Tributo per il Saldo IVA

    Codice TributoDescrizioneQuando Usarlo
    6099Saldo IVAPer il versamento del saldo IVA annuale in unica soluzione o prima rata
    6099Saldo IVA – Rate successivePer le rate dalla 2a alla 9a (stesso codice, ma con campo “rateazione” compilato)
    6031Ravvedimento operoso IVAPer regolarizzare versamenti in ritardo con sanzioni ridotte

    Compilazione Modello F24 – Sezione Erario

    Dati da inserire:

    • Codice tributo: 6099
    • Anno di riferimento: 2025
    • Importi a debito versati: importo della rata (con interessi se non è la prima)
    • Codice ufficio: lasciare vuoto
    • Codice atto: lasciare vuoto

    Per le rate successive alla prima:

    • Numero rata: indicare il numero progressivo (es. 02, 03, 04…)
    • Rateazione/Regione/Prov: inserire il codice rateazione se previsto
    • Mese di riferimento: mese della scadenza (es. 03 per marzo, 04 per aprile)

    Modalità di Pagamento

    Canali disponibili:

    1. Home Banking: tramite il servizio di pagamento F24 della propria banca (il più utilizzato)
    2. Fisconline/Entratel: direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate (richiede registrazione)
    3. Intermediari abilitati: commercialisti, CAF, consulenti fiscali
    4. Sportelli bancari: presentando il modello F24 cartaceo (solo per importi sotto 1.000 euro)

    Compensazione con Crediti Fiscali

    È possibile compensare il saldo IVA con eventuali crediti fiscali disponibili:

    • Crediti IRPEF/IRES da dichiarazione dei redditi
    • Crediti contributivi INPS (solo per alcune categorie)
    • Altri tributi erariali a credito

    ATTENZIONE: La compensazione di crediti IVA superiori a 5.000 euro annui richiede l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione IVA da parte di un professionista abilitato.

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    Sanzioni per Versamento in Ritardo del Saldo IVA

    Il mancato o tardivo versamento del saldo IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative previste dal DLgs 471/1997. È tuttavia possibile ridurre significativamente le sanzioni mediante il ravvedimento operoso.

    Sanzioni Ordinarie

    Ritardo nel versamento:

    • Sanzione base: 30% dell’importo non versato (art. 13 DLgs 471/1997)
    • Riduzione a 15% se il versamento avviene entro 90 giorni dalla scadenza
    • Interessi di mora: calcolati al tasso legale annuo (attualmente 2,5% per il 2026) dal giorno successivo alla scadenza

    Omesso versamento:

    • Se il versamento non avviene entro 90 giorni: sanzione del 30% più interessi
    • Possibile iscrizione a ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate
    • Eventuale pignoramento di beni mobili/immobili o conti correnti

    Ravvedimento Operoso: Come Ridurre le Sanzioni

    Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare spontaneamente il versamento in ritardo con sanzioni ridotte:

    Tipo RavvedimentoTermineSanzione Ridotta
    SprintEntro 14 giorni0,1% per ogni giorno (minimo 1,4%)
    BreveEntro 30 giorni1,5% dell’importo
    IntermedioEntro 90 giorni1,67% dell’importo
    LungoEntro 1 anno3,75% dell’importo
    BiennaleEntro 2 anni4,29% dell’importo
    Oltre 2 anniOltre 2 anni (prima accertamento)5% dell’importo

    Esempio di Calcolo Ravvedimento

    Caso: Saldo IVA 5.000 euro non versato entro il 16 marzo 2026

    Scenario A – Ravvedimento sprint (versamento 25 marzo, 9 giorni di ritardo):

    • Sanzione: 5.000 × 0,1% × 9 giorni = 45 euro
    • Interessi: 5.000 × 2,5% × (9/365) = 3,08 euro
    • Totale da versare: 5.000 + 45 + 3,08 = 5.048,08 euro

    Scenario B – Ravvedimento breve (versamento 10 aprile, 25 giorni di ritardo):

    • Sanzione: 5.000 × 1,5% = 75 euro
    • Interessi: 5.000 × 2,5% × (25/365) = 8,56 euro
    • Totale da versare: 5.000 + 75 + 8,56 = 5.083,56 euro

    Scenario C – Nessun ravvedimento (sanzione ordinaria dopo 90 giorni):

    • Sanzione: 5.000 × 30% = 1.500 euro
    • Interessi: 5.000 × 2,5% × (90/365) = 30,82 euro
    • Totale da versare: 5.000 + 1.500 + 30,82 = 6.530,82 euro

    Risparmio ravvedimento sprint vs sanzione ordinaria: 1.482,74 euro (97%)

    Differenza tra Saldo IVA Annuale e Versamenti Trimestrali

    Il sistema IVA italiano prevede due diverse modalità di versamento periodico dell’imposta: il regime mensile e il regime trimestrale. Il saldo IVA annuale riguarda esclusivamente i contribuenti trimestrali.

    Contribuenti IVA Mensili

    Chi rientra:

    • Imprese con volume d’affari superiore a 700.000 euro (400.000 euro per prestazioni di servizi)
    • Soggetti che hanno optato volontariamente per la liquidazione mensile
    • Enti pubblici e soggetti istituzionali

    Modalità di versamento:

    • Liquidazione e versamento IVA ogni mese entro il giorno 16 del mese successivo
    • NON devono versare il saldo IVA annuale (hanno già versato mensilmente)
    • Eventuale conguaglio finale emerge dalla dichiarazione annuale

    Contribuenti IVA Trimestrali

    Chi rientra:

    • Imprese con volume d’affari fino a 700.000 euro (400.000 euro per servizi)
    • La maggioranza delle piccole e medie imprese italiane
    • Professionisti e lavoratori autonomi sotto soglia

    Modalità di versamento:

    • 4 versamenti trimestrali all’anno (entro 16 maggio, agosto, novembre, febbraio)
    • Maggiorazione dell’1% sull’IVA dovuta per compensare il differimento
    • Saldo annuale da versare entro il 16 marzo dell’anno successivo

    Tabella Comparativa

    AspettoRegime MensileRegime Trimestrale
    Frequenza versamenti12 volte l’anno4 volte l’anno + saldo
    ScadenzeGiorno 16 di ogni mese16 maggio, agosto, novembre, febbraio + 16 marzo (saldo)
    MaggiorazioneNessuna1% sull’IVA trimestrale
    Saldo annualeNon previstoObbligatorio entro 16 marzo
    Complessità gestionaleAlta (12 adempimenti)Media (5 adempimenti totali)
    Flusso di cassaPiù impegnativoPiù gestibile (dilazione)

    Quale Regime Conviene

    Il regime trimestrale conviene se:

    • Si ha un volume d’affari contenuto (sotto le soglie obbligatorie)
    • Si preferisce dilazionare i versamenti nel tempo
    • Il costo della maggiorazione 1% è inferiore al beneficio finanziario della dilazione

    Il regime mensile conviene se:

    • Si supera la soglia obbligatoria di volume d’affari
    • Si vuole evitare la maggiorazione dell’1%
    • Si ha una liquidità costante che consente versamenti frequenti
    • Si desidera un monitoraggio più preciso della posizione IVA

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    Il saldo IVA del 16 marzo 2026 rappresenta un appuntamento fiscale cruciale per milioni di contribuenti italiani. Pianificare per tempo il versamento, valutare l’opportunità della rateizzazione e conoscere le modalità di ravvedimento operoso può fare la differenza tra una gestione serena degli adempimenti fiscali e sanzioni evitabili.

    Ricorda che il calcolo preciso del saldo IVA richiede la corretta quadratura di tutti i dati dell’anno fiscale 2025: errori di contabilizzazione possono portare a versamenti insufficienti (con sanzioni) o eccessivi (con perdita temporanea di liquidità). Per questo motivo, affidarsi a un professionista qualificato è sempre la scelta più prudente.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella verifica del saldo IVA, nella compilazione del modello F24 e nella pianificazione della rateizzazione più conveniente per la tua situazione. I nostri esperti fiscali possono anche predisporre il ravvedimento operoso in caso di ritardi, minimizzando le sanzioni.

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    Domande Frequenti sul Saldo IVA 16 Marzo 2026

    Cosa succede se non pago il saldo IVA entro il 16 marzo?

    Se non versi il saldo IVA entro il 16 marzo 2026, puoi utilizzare il ravvedimento operoso per regolarizzare. Entro 14 giorni paghi solo lo 0,1% per ogni giorno di ritardo piu gli interessi legali (2,5% annuo). Oltre i 90 giorni scatta la sanzione ordinaria del 30% dellimporto dovuto. È fondamentale agire tempestivamente per ridurre al minimo le penalita.

    Posso rateizzare il saldo IVA anche se limporto e basso?

    Sì, puoi rateizzare qualsiasi importo superiore a 10,33 euro. Tuttavia, per importi bassi (sotto i 1.000-2.000 euro) la rateizzazione potrebbe non essere conveniente: gli interessi dello 0,33% mensile si applicano su ogni rata successiva alla prima, quindi il beneficio finanziario potrebbe essere minimo rispetto al costo aggiuntivo e alla complessita gestionale di pagamenti multipli.

    Come faccio a sapere se devo versare il saldo IVA?

    Devi versare il saldo IVA se sei un contribuente trimestrale e dalla tua dichiarazione IVA annuale 2025 emerge un debito (IVA a debito superiore a IVA a credito e acconti versati). Se sei in regime mensile o forfettario puro, generalmente non devi versare il saldo. Controlla il quadro VL della tua dichiarazione IVA: se il rigo VL30 riporta un importo a debito, devi effettuare il versamento.

    Posso compensare il saldo IVA con altri crediti fiscali?

    Sì, puoi compensare il saldo IVA con crediti IRPEF, IRES o altri tributi erariali a credito utilizzando il modello F24. ATTENZIONE: se compensi crediti IVA superiori a 5.000 euro annui, devi obbligatoriamente apporre il visto di conformita sulla dichiarazione IVA tramite un commercialista o CAF abilitato. Senza il visto, la compensazione e considerata irregolare.

    La rateizzazione del saldo IVA e automatica o devo richiederla?

    La rateizzazione NON richiede domanda preventiva allAgenzia delle Entrate. È sufficiente versare la prima rata entro il 16 marzo 2026 e proseguire con le rate successive entro il giorno 16 di ogni mese. Nel modello F24 dovrai indicare il numero progressivo della rata e limporto comprensivo di interessi. Limportante e rispettare le scadenze: se salti una rata, decade lintero piano di rateizzazione.

    Quanto tempo ho per ravvedere un versamento dimenticato?

    Puoi ravvedere un versamento IVA dimenticato fino al momento in cui lAgenzia delle Entrate ti notifica un accertamento. Piu tempestivamente intervieni, minore e la sanzione: entro 14 giorni paghi solo lo 0,1% per giorno, entro 30 giorni l1,5%, entro 90 giorni l1,67%, entro 1 anno il 3,75%. La sanzione piena del 30% scatta solo se non regolarizzi entro 90 giorni e lamministrazione finanziaria ti contesta lomissione.


    Hai Bisogno di Assistenza per il Saldo IVA?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nel calcolo del saldo IVA, nella compilazione del modello F24 e nella pianificazione della rateizzazione piu conveniente. I nostri esperti fiscali possono anche predisporre il ravvedimento operoso minimizzando le sanzioni.

    I nostri servizi per le Partite IVA:

    • Calcolo preciso del saldo IVA annuale
    • Compilazione modello F24 e verifica codici tributo
    • Pianificazione rateizzazione con calcolo interessi
    • Ravvedimento operoso per versamenti in ritardo
    • Gestione completa dichiarazione IVA annuale

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      Il 16 marzo 2026 rappresenta una scadenza fiscale cruciale per oltre 4 milioni di partite IVA italiane: è il termine ultimo per versare il saldo IVA annuale 2025. Questa data, fissata dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 15 gennaio 2026, obbliga i contribuenti con dichiarazione IVA annuale a regolarizzare la propria posizione fiscale.

      Ma cosa succede se l’importo da versare è elevato? La normativa prevede la possibilità di rateizzare il saldo IVA fino a un massimo di 9 rate mensili, con applicazione di interessi dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. In questa guida approfondita analizzeremo tutti gli aspetti del saldo IVA 2026: dal calcolo dell’importo dovuto alla compilazione del modello F24, dalle modalità di rateizzazione alle sanzioni per chi paga in ritardo.

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      Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo

      Il saldo IVA rappresenta la differenza tra l’IVA a debito (incassata sui corrispettivi) e l’IVA a credito (pagata sugli acquisti) calcolata sull’intero anno fiscale. Per i contribuenti che presentano la dichiarazione IVA annuale, questo saldo emerge dalla compilazione del quadro VL del modello dichiarativo.

      Chi è Obbligato al Versamento

      Sono tenuti al versamento del saldo IVA entro il 16 marzo 2026:

      • Contribuenti con IVA annuale che hanno chiuso il 2025 con un debito fiscale
      • Contribuenti trimestrali speciali per il quarto trimestre 2025
      • Forfettari in regime ordinario per operazioni straordinarie soggette a IVA
      • Enti non commerciali con operazioni commerciali occasionali

      Sono esonerati dal versamento:

      • Contribuenti con saldo IVA inferiore a 10,33 euro (importo minimo versabile)
      • Contribuenti a credito IVA (possono richiedere rimborso o compensazione)
      • Regime forfettario puro senza operazioni straordinarie
      • Minimi fino a 85.000 euro di ricavi che non hanno effettuato cessioni immobiliari

      Base Normativa

      La disciplina del saldo IVA è contenuta nel DPR 633/1972 (Istituzione e disciplina dell’IVA) e successive modifiche. La scadenza del 16 marzo è stata confermata dal Decreto del Ministero dell’Economia del 15 gennaio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2026.

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      Come Calcolare il Saldo IVA: Esempio Pratico

      Il calcolo del saldo IVA annuale richiede la quadratura di tutti i dati contenuti nei registri IVA dell’anno fiscale 2025. Vediamo passo dopo passo come procedere.

      Formula di Calcolo

      Saldo IVA = IVA a debito – IVA a credito – Acconti versati

      Dove:

      • IVA a debito: totale IVA incassata sulle vendite/prestazioni dell’anno 2025
      • IVA a credito: totale IVA pagata sugli acquisti detraibili dell’anno 2025
      • Acconti versati: eventuale acconto IVA versato entro il 27 dicembre 2025 (88% del saldo IVA 2024)

      Esempio Numerico Completo

      Caso: Partita IVA individuale – Commercio al dettaglio

      VoceImporto (euro)
      IVA a debito 2025 (incassata su vendite)68.500
      IVA a credito 2025 (pagata su acquisti)52.300
      Acconto versato dicembre 202512.800
      SALDO IVA DOVUTO3.400 euro

      Calcolo dettagliato:

      68.500 (IVA a debito) – 52.300 (IVA a credito) – 12.800 (acconto) = 3.400 euro da versare

      Elementi da Considerare nel Calcolo

      • Operazioni intracomunitarie: vanno incluse nel calcolo con il meccanismo del reverse charge
      • Note di credito: riducono l’IVA a debito se emesse nel 2025
      • IVA su beni strumentali: detraibile al 100% se uso esclusivamente aziendale
      • Percentuali di detrazione: pro-rata per enti con attività miste (es. 40% detraibile)
      • Reverse charge: IVA su acquisti da non residenti va versata e contemporaneamente detratta

      È fondamentale che il calcolo del saldo IVA corrisponda esattamente al rigo VL30 della dichiarazione IVA annuale, che verrà presentata entro il 30 aprile 2026.

      Rateizzazione del Saldo IVA: Come Funziona

      La rateizzazione del saldo IVA è un’opzione prevista dall’art. 20 del DLgs 241/1997 che consente di dilazionare il pagamento fino a un massimo di 9 rate mensili. Questa possibilità rappresenta un importante strumento di liquidità per le imprese.

      Condizioni per Rateizzare

      Requisiti normativi:

      • Il saldo IVA da versare deve essere superiore a 10,33 euro
      • La prima rata deve essere versata entro la scadenza ordinaria (16 marzo 2026)
      • Le rate successive devono essere versate mensilmente entro il giorno 16 di ogni mese
      • Non sono ammesse sospensioni o interruzioni del piano di rateizzazione

      Numero di Rate Disponibili

      La normativa consente di scegliere tra:

      Numero RateUltima ScadenzaInteressi Totali (%)
      1 rata (unica soluzione)16 marzo 20260%
      2 rate16 aprile 20260,33%
      3 rate16 maggio 20260,66%
      5 rate16 luglio 20261,32%
      7 rate16 settembre 20261,98%
      9 rate (massimo)16 novembre 20262,64%

      Quando Conviene Rateizzare

      La rateizzazione conviene se:

      • L’importo del saldo IVA supera i 5.000 euro e crea difficoltà di liquidità immediate
      • Si prevede un incremento di fatturato nei mesi successivi che faciliterà il pagamento
      • Il costo degli interessi (0,33% mensile = 3,96% annuo) è inferiore al costo di un eventuale finanziamento bancario
      • Si vuole evitare di attingere a riserve di liquidità strategiche dell’azienda

      La rateizzazione NON conviene se:

      • L’importo è modesto (sotto i 2.000 euro) e gli interessi superano il beneficio della dilazione
      • Si dispone di liquidità immediata sufficiente senza intaccare il capitale circolante
      • Si ha la certezza di un credito IVA nei mesi successivi che potrebbe essere compensato

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      Calcolo Interessi sulla Rateizzazione: Formula ed Esempi

      Gli interessi sulla rateizzazione del saldo IVA sono fissati nella misura dello 0,33% mensile (equivalente al 3,96% annuo) come stabilito dal DM 21 maggio 2009. Gli interessi si applicano solo sulle rate successive alla prima.

      Formula di Calcolo degli Interessi

      Interessi per ogni rata = (Importo rata × Tasso mensile × Numero mesi trascorsi)

      Dove:

      • Importo rata: valore della singola rata (saldo totale / numero rate)
      • Tasso mensile: 0,33% (0,0033 in formula decimale)
      • Numero mesi trascorsi: dalla data di versamento della prima rata

      Esempio Pratico Completo

      Ipotesi:

      • Saldo IVA da versare: 9.000 euro
      • Numero rate scelto: 5 rate
      • Importo rata base: 9.000 / 5 = 1.800 euro

      Calcolo dettagliato per ogni rata:

      RataScadenzaImporto BaseInteressiTotale da Versare
      1a rata16 marzo 20261.800 euro0 euro1.800,00 euro
      2a rata16 aprile 20261.800 euro5,94 euro (1.800 × 0,0033 × 1)1.805,94 euro
      3a rata16 maggio 20261.800 euro11,88 euro (1.800 × 0,0033 × 2)1.811,88 euro
      4a rata16 giugno 20261.800 euro17,82 euro (1.800 × 0,0033 × 3)1.817,82 euro
      5a rata16 luglio 20261.800 euro23,76 euro (1.800 × 0,0033 × 4)1.823,76 euro
      TOTALE VERSATO59,40 euro9.059,40 euro

      Riepilogo:

      • Saldo IVA iniziale: 9.000 euro
      • Interessi totali pagati: 59,40 euro
      • Percentuale interessi sul totale: 0,66%
      • Risparmio rispetto a finanziamento bancario medio (8%): circa 660 euro

      Tabella Comparativa Costo Rateizzazione

      Saldo IVA9 Rate – Interessi Totali5 Rate – Interessi Totali3 Rate – Interessi Totali
      3.000 euro79,20 euro19,80 euro6,60 euro
      9.000 euro237,60 euro59,40 euro19,80 euro
      15.000 euro396 euro99 euro33 euro
      30.000 euro792 euro198 euro66 euro

      Pagamento del Saldo IVA: Modello F24 e Codici Tributo

      Il versamento del saldo IVA deve essere effettuato esclusivamente tramite modello F24 telematico, utilizzando i codici tributo specifici istituiti dall’Agenzia delle Entrate.

      Codici Tributo per il Saldo IVA

      Codice TributoDescrizioneQuando Usarlo
      6099Saldo IVAPer il versamento del saldo IVA annuale in unica soluzione o prima rata
      6099Saldo IVA – Rate successivePer le rate dalla 2a alla 9a (stesso codice, ma con campo “rateazione” compilato)
      6031Ravvedimento operoso IVAPer regolarizzare versamenti in ritardo con sanzioni ridotte

      Compilazione Modello F24 – Sezione Erario

      Dati da inserire:

      • Codice tributo: 6099
      • Anno di riferimento: 2025
      • Importi a debito versati: importo della rata (con interessi se non è la prima)
      • Codice ufficio: lasciare vuoto
      • Codice atto: lasciare vuoto

      Per le rate successive alla prima:

      • Numero rata: indicare il numero progressivo (es. 02, 03, 04…)
      • Rateazione/Regione/Prov: inserire il codice rateazione se previsto
      • Mese di riferimento: mese della scadenza (es. 03 per marzo, 04 per aprile)

      Modalità di Pagamento

      Canali disponibili:

      1. Home Banking: tramite il servizio di pagamento F24 della propria banca (il più utilizzato)
      2. Fisconline/Entratel: direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate (richiede registrazione)
      3. Intermediari abilitati: commercialisti, CAF, consulenti fiscali
      4. Sportelli bancari: presentando il modello F24 cartaceo (solo per importi sotto 1.000 euro)

      Compensazione con Crediti Fiscali

      È possibile compensare il saldo IVA con eventuali crediti fiscali disponibili:

      • Crediti IRPEF/IRES da dichiarazione dei redditi
      • Crediti contributivi INPS (solo per alcune categorie)
      • Altri tributi erariali a credito

      ATTENZIONE: La compensazione di crediti IVA superiori a 5.000 euro annui richiede l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione IVA da parte di un professionista abilitato.

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      Sanzioni per Versamento in Ritardo del Saldo IVA

      Il mancato o tardivo versamento del saldo IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative previste dal DLgs 471/1997. È tuttavia possibile ridurre significativamente le sanzioni mediante il ravvedimento operoso.

      Sanzioni Ordinarie

      Ritardo nel versamento:

      • Sanzione base: 30% dell’importo non versato (art. 13 DLgs 471/1997)
      • Riduzione a 15% se il versamento avviene entro 90 giorni dalla scadenza
      • Interessi di mora: calcolati al tasso legale annuo (attualmente 2,5% per il 2026) dal giorno successivo alla scadenza

      Omesso versamento:

      • Se il versamento non avviene entro 90 giorni: sanzione del 30% più interessi
      • Possibile iscrizione a ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate
      • Eventuale pignoramento di beni mobili/immobili o conti correnti

      Ravvedimento Operoso: Come Ridurre le Sanzioni

      Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare spontaneamente il versamento in ritardo con sanzioni ridotte:

      Tipo RavvedimentoTermineSanzione Ridotta
      SprintEntro 14 giorni0,1% per ogni giorno (minimo 1,4%)
      BreveEntro 30 giorni1,5% dell’importo
      IntermedioEntro 90 giorni1,67% dell’importo
      LungoEntro 1 anno3,75% dell’importo
      BiennaleEntro 2 anni4,29% dell’importo
      Oltre 2 anniOltre 2 anni (prima accertamento)5% dell’importo

      Esempio di Calcolo Ravvedimento

      Caso: Saldo IVA 5.000 euro non versato entro il 16 marzo 2026

      Scenario A – Ravvedimento sprint (versamento 25 marzo, 9 giorni di ritardo):

      • Sanzione: 5.000 × 0,1% × 9 giorni = 45 euro
      • Interessi: 5.000 × 2,5% × (9/365) = 3,08 euro
      • Totale da versare: 5.000 + 45 + 3,08 = 5.048,08 euro

      Scenario B – Ravvedimento breve (versamento 10 aprile, 25 giorni di ritardo):

      • Sanzione: 5.000 × 1,5% = 75 euro
      • Interessi: 5.000 × 2,5% × (25/365) = 8,56 euro
      • Totale da versare: 5.000 + 75 + 8,56 = 5.083,56 euro

      Scenario C – Nessun ravvedimento (sanzione ordinaria dopo 90 giorni):

      • Sanzione: 5.000 × 30% = 1.500 euro
      • Interessi: 5.000 × 2,5% × (90/365) = 30,82 euro
      • Totale da versare: 5.000 + 1.500 + 30,82 = 6.530,82 euro

      Risparmio ravvedimento sprint vs sanzione ordinaria: 1.482,74 euro (97%)

      Differenza tra Saldo IVA Annuale e Versamenti Trimestrali

      Il sistema IVA italiano prevede due diverse modalità di versamento periodico dell’imposta: il regime mensile e il regime trimestrale. Il saldo IVA annuale riguarda esclusivamente i contribuenti trimestrali.

      Contribuenti IVA Mensili

      Chi rientra:

      • Imprese con volume d’affari superiore a 700.000 euro (400.000 euro per prestazioni di servizi)
      • Soggetti che hanno optato volontariamente per la liquidazione mensile
      • Enti pubblici e soggetti istituzionali

      Modalità di versamento:

      • Liquidazione e versamento IVA ogni mese entro il giorno 16 del mese successivo
      • NON devono versare il saldo IVA annuale (hanno già versato mensilmente)
      • Eventuale conguaglio finale emerge dalla dichiarazione annuale

      Contribuenti IVA Trimestrali

      Chi rientra:

      • Imprese con volume d’affari fino a 700.000 euro (400.000 euro per servizi)
      • La maggioranza delle piccole e medie imprese italiane
      • Professionisti e lavoratori autonomi sotto soglia

      Modalità di versamento:

      • 4 versamenti trimestrali all’anno (entro 16 maggio, agosto, novembre, febbraio)
      • Maggiorazione dell’1% sull’IVA dovuta per compensare il differimento
      • Saldo annuale da versare entro il 16 marzo dell’anno successivo

      Tabella Comparativa

      AspettoRegime MensileRegime Trimestrale
      Frequenza versamenti12 volte l’anno4 volte l’anno + saldo
      ScadenzeGiorno 16 di ogni mese16 maggio, agosto, novembre, febbraio + 16 marzo (saldo)
      MaggiorazioneNessuna1% sull’IVA trimestrale
      Saldo annualeNon previstoObbligatorio entro 16 marzo
      Complessità gestionaleAlta (12 adempimenti)Media (5 adempimenti totali)
      Flusso di cassaPiù impegnativoPiù gestibile (dilazione)

      Quale Regime Conviene

      Il regime trimestrale conviene se:

      • Si ha un volume d’affari contenuto (sotto le soglie obbligatorie)
      • Si preferisce dilazionare i versamenti nel tempo
      • Il costo della maggiorazione 1% è inferiore al beneficio finanziario della dilazione

      Il regime mensile conviene se:

      • Si supera la soglia obbligatoria di volume d’affari
      • Si vuole evitare la maggiorazione dell’1%
      • Si ha una liquidità costante che consente versamenti frequenti
      • Si desidera un monitoraggio più preciso della posizione IVA

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      Il saldo IVA del 16 marzo 2026 rappresenta un appuntamento fiscale cruciale per milioni di contribuenti italiani. Pianificare per tempo il versamento, valutare l’opportunità della rateizzazione e conoscere le modalità di ravvedimento operoso può fare la differenza tra una gestione serena degli adempimenti fiscali e sanzioni evitabili.

      Ricorda che il calcolo preciso del saldo IVA richiede la corretta quadratura di tutti i dati dell’anno fiscale 2025: errori di contabilizzazione possono portare a versamenti insufficienti (con sanzioni) o eccessivi (con perdita temporanea di liquidità). Per questo motivo, affidarsi a un professionista qualificato è sempre la scelta più prudente.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella verifica del saldo IVA, nella compilazione del modello F24 e nella pianificazione della rateizzazione più conveniente per la tua situazione. I nostri esperti fiscali possono anche predisporre il ravvedimento operoso in caso di ritardi, minimizzando le sanzioni.

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      Domande Frequenti sul Saldo IVA 16 Marzo 2026

      Cosa succede se non pago il saldo IVA entro il 16 marzo?

      Se non versi il saldo IVA entro il 16 marzo 2026, puoi utilizzare il ravvedimento operoso per regolarizzare. Entro 14 giorni paghi solo lo 0,1% per ogni giorno di ritardo piu gli interessi legali (2,5% annuo). Oltre i 90 giorni scatta la sanzione ordinaria del 30% dellimporto dovuto. È fondamentale agire tempestivamente per ridurre al minimo le penalita.

      Posso rateizzare il saldo IVA anche se limporto e basso?

      Sì, puoi rateizzare qualsiasi importo superiore a 10,33 euro. Tuttavia, per importi bassi (sotto i 1.000-2.000 euro) la rateizzazione potrebbe non essere conveniente: gli interessi dello 0,33% mensile si applicano su ogni rata successiva alla prima, quindi il beneficio finanziario potrebbe essere minimo rispetto al costo aggiuntivo e alla complessita gestionale di pagamenti multipli.

      Come faccio a sapere se devo versare il saldo IVA?

      Devi versare il saldo IVA se sei un contribuente trimestrale e dalla tua dichiarazione IVA annuale 2025 emerge un debito (IVA a debito superiore a IVA a credito e acconti versati). Se sei in regime mensile o forfettario puro, generalmente non devi versare il saldo. Controlla il quadro VL della tua dichiarazione IVA: se il rigo VL30 riporta un importo a debito, devi effettuare il versamento.

      Posso compensare il saldo IVA con altri crediti fiscali?

      Sì, puoi compensare il saldo IVA con crediti IRPEF, IRES o altri tributi erariali a credito utilizzando il modello F24. ATTENZIONE: se compensi crediti IVA superiori a 5.000 euro annui, devi obbligatoriamente apporre il visto di conformita sulla dichiarazione IVA tramite un commercialista o CAF abilitato. Senza il visto, la compensazione e considerata irregolare.

      La rateizzazione del saldo IVA e automatica o devo richiederla?

      La rateizzazione NON richiede domanda preventiva allAgenzia delle Entrate. È sufficiente versare la prima rata entro il 16 marzo 2026 e proseguire con le rate successive entro il giorno 16 di ogni mese. Nel modello F24 dovrai indicare il numero progressivo della rata e limporto comprensivo di interessi. Limportante e rispettare le scadenze: se salti una rata, decade lintero piano di rateizzazione.

      Quanto tempo ho per ravvedere un versamento dimenticato?

      Puoi ravvedere un versamento IVA dimenticato fino al momento in cui lAgenzia delle Entrate ti notifica un accertamento. Piu tempestivamente intervieni, minore e la sanzione: entro 14 giorni paghi solo lo 0,1% per giorno, entro 30 giorni l1,5%, entro 90 giorni l1,67%, entro 1 anno il 3,75%. La sanzione piena del 30% scatta solo se non regolarizzi entro 90 giorni e lamministrazione finanziaria ti contesta lomissione.


      Hai Bisogno di Assistenza per il Saldo IVA?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nel calcolo del saldo IVA, nella compilazione del modello F24 e nella pianificazione della rateizzazione piu conveniente. I nostri esperti fiscali possono anche predisporre il ravvedimento operoso minimizzando le sanzioni.

      I nostri servizi per le Partite IVA:

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