GESTIONE PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOEsigibilita IVA nel Regime Forfettario 2026: Come Funziona e Casi ParticolariL’esigibilità IVA nel regime forfettario 2026 è uno dei temi più cercati e meno chiari da chi gestisce una partita IVA agevolata, soprattutto nei momenti delicati di passaggio da o verso il regime ordinario. La domanda è ricorrente: il forfettario, che non addebita IVA in fattura, deve preoccuparsi dell’esigibilità? E cosa succede in casi particolari come reverse charge, acquisti intracomunitari, importazioni o superamento delle soglie di 85.000 e 100.000 euro?In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine analizziamo il concetto di esigibilità immediata e differita, la regola generale per il forfettario (esonero da addebito IVA ex art. 1 comma 58 della Legge 190/2014), tutti i casi particolari in cui anche il forfettario “incontra” l’IVA, e cosa accade quando si esce dal regime agevolato. Con esempi pratici, calcoli e una sezione FAQ finale.Indice dei contenutiCos’è l’esigibilità IVA: la definizione tecnicaEmissione fattura vs esigibilità: la differenzaEsigibilità immediata: la regola generaleEsigibilità differita e IVA per cassaForfettario: nessuna IVA in fattura, nessuna esigibilità tradizionaleCasi particolari di IVA per i forfettariReverse charge interno: come si comporta il forfettarioAcquisti intracomunitari e prestazioni UEImportazioni extra-UE: IVA in doganaVendite a privati UE: regime OSSUscita dal forfettario: 85.000 e 100.000 euroCalcolo IVA pro-rata in caso di uscitaComunicazioni LIPE per i forfettari uscentiEsempi pratici con calcoliFAQ – Domande frequentiCos’è l’esigibilità IVA: la definizione tecnicaL’esigibilità IVA è il momento in cui l’imposta sul valore aggiunto diventa “dovuta” all’erario. È il punto temporale preciso in cui sorge il debito IVA del cedente/prestatore verso lo Stato e, contemporaneamente, il diritto alla detrazione per il cessionario/committente. La disciplina è contenuta nell’art. 6 del DPR 633/1972 (Decreto IVA), modificato più volte negli ultimi quindici anni.Capire l’esigibilità è fondamentale perché determina:Quando l’IVA va versata all’Agenzia delle Entrate (con F24)In quale liquidazione periodica (mensile o trimestrale) far confluire l’operazioneQuando il cliente può detrarre l’IVA pagata sugli acquistiQuale anno fiscale “vede” l’operazione ai fini della dichiarazione IVAEsistono due grandi famiglie di esigibilità: esigibilità immediata (la regola generale) ed esigibilità differita (l’eccezione, legata all’incasso). Una terza categoria, l’esigibilità “split payment” verso la PA, è rilevante solo per chi fattura alla Pubblica Amministrazione e i forfettari ne sono esclusi. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Emissione fattura vs esigibilità: la differenzaMolti contribuenti, anche esperti, confondono il momento di emissione della fattura con il momento di esigibilità dell’IVA. Sono due concetti distinti, anche se nella maggior parte dei casi coincidono.Il momento di effettuazione dell’operazione (art. 6 DPR 633/72) è:Beni mobili: consegna o spedizioneBeni immobili: stipula del contratto/attoPrestazioni di servizi: pagamento del corrispettivoLa fattura deve essere emessa (in formato elettronico via SDI dal 2024 per quasi tutti, forfettari inclusi) entro 12 giorni dall’effettuazione per le fatture immediate, oppure entro il giorno 15 del mese successivo per le fatture differite. L’esigibilità IVA coincide, di regola, con il momento di effettuazione dell’operazione, non con la data di emissione della fattura.Esempio: se consegno una merce il 28 maggio 2026 e fatturo l’8 giugno 2026, l’IVA è esigibile a maggio 2026, non a giugno. Per i forfettari, come vedremo, questa distinzione è in gran parte irrilevante perché non addebitano IVA, ma diventa cruciale in caso di reverse charge o uscita dal regime.Esigibilità immediata: la regola generaleL’esigibilità immediata è il regime ordinario applicato alla stragrande maggioranza delle operazioni IVA in Italia. Significa che l’IVA è dovuta all’erario nel momento stesso in cui l’operazione è effettuata, indipendentemente dal fatto che il cliente abbia pagato o meno.In pratica, il fornitore in regime ordinario:Emette fattura con IVA (per esempio 22%)Inserisce l’IVA nella liquidazione periodica del mese/trimestre di emissioneVersa l’IVA con F24 entro il 16 del mese successivo (mensili) o entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre (trimestrali)Lo deve fare anche se il cliente non ha ancora pagatoQuesto crea il classico problema di finanza d’impresa: anticipare al fisco un’IVA che non è ancora stata incassata dal cliente. Per mitigare il problema, il legislatore ha introdotto due eccezioni: l’esigibilità differita per le fatture verso enti pubblici e il regime di IVA per cassa (cash accounting). Esigibilità differita e IVA per cassaL’esigibilità differita sposta il momento di versamento dell’IVA al momento dell’incasso del corrispettivo. È il principio di “cassa” applicato all’IVA. In Italia, esistono due forme principali:Esigibilità differita “automatica” (art. 6 c. 5 DPR 633/72)Si applica obbligatoriamente alle cessioni e prestazioni effettuate verso enti pubblici (Stato, Regioni, Comuni, ASL, Università, ecc.). L’IVA diventa esigibile al pagamento, non all’emissione della fattura. Tuttavia, dal 2015 lo “split payment” ha sostituito in larga parte questa disciplina per la PA. I forfettari, comunque, non addebitano IVA neanche verso la PA, quindi la questione li riguarda marginalmente.IVA per cassa – Cash accounting (art. 32-bis DL 83/2012)Introdotto dal Decreto Crescita 2012, il regime di IVA per cassa consente di posticipare:Il versamento dell’IVA a debito al momento dell’incasso della fatturaLa detrazione dell’IVA a credito al momento del pagamento al fornitoreL’opzione è disponibile per i contribuenti con volume d’affari fino a 2 milioni di euro annui e va esercitata in dichiarazione IVA. Esiste un limite temporale: trascorso un anno dall’effettuazione dell’operazione, l’IVA diventa comunque esigibile, anche se la fattura non è stata pagata (salvo procedure concorsuali).I forfettari non possono optare per l’IVA per cassa, semplicemente perché non applicano IVA in fattura. Il regime per cassa è pensato per i contribuenti ordinari semplificati o i piccoli professionisti che vogliono allineare obblighi fiscali e flussi di cassa.Forfettario: nessuna IVA in fattura, nessuna esigibilità tradizionaleVeniamo al cuore della questione. Il regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, modificato dalla Legge di Bilancio 2023 e successive) prevede un esonero generalizzato dall’addebito dell’IVA. Lo stabilisce in modo cristallino il comma 58:“I contribuenti che applicano il regime forfettario non addebitano l’imposta sul valore aggiunto a titolo di rivalsa e non hanno diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti.”Questo significa, per il forfettario:Niente IVA in fattura verso il cliente (no rivalsa)Niente detrazione IVA sugli acquisti effettuatiNessun obbligo di liquidazione periodica IVA (mensile o trimestrale)Nessun obbligo di versamento IVA con F24Nessuna dichiarazione annuale IVA (modello IVA)Nessuna comunicazione LIPE (Liquidazioni Periodiche IVA)In sostanza, per il forfettario “puro” il concetto di esigibilità IVA non esiste. Le fatture devono però riportare la dicitura obbligatoria:Dicitura obbligatoria in fattura forfettaria: “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – regime forfettario. Non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 1 comma 58 L. 190/2014.”Nel formato XML della fattura elettronica, il forfettario indica come natura IVA il codice “N2.2” (operazioni non soggette – altri casi). La marca da bollo da 2 euro va apposta sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro. Casi particolari di IVA per i forfettariDetto questo, esistono almeno cinque situazioni in cui anche il forfettario “incontra” l’IVA e deve gestirne il versamento. È fondamentale conoscerle, perché in questi casi il debito IVA esiste eccome, e va versato.Reverse charge interno (cessione di rottami, edilizia in subappalto, fabbricati strumentali)Reverse charge UE (acquisti intracomunitari di beni e servizi)Importazioni extra-UE (IVA dovuta in dogana)Operazioni con autofattura (prestazioni da soggetti extra-UE)Vendite a privati UE oltre soglia 10.000 euro (regime OSS)In tutti questi casi il forfettario, pur restando nel regime agevolato per i ricavi nazionali, deve versare l’IVA con F24 e in alcuni casi presentare comunicazioni specifiche. Vediamoli uno per uno.Reverse charge interno: come si comporta il forfettarioIl reverse charge interno (inversione contabile) è disciplinato dall’art. 17 commi 5 e 6 del DPR 633/72. Si applica a operazioni come:Cessione di rottami, cascami ferrosi e non ferrosiCessione di fabbricati strumentali in opzione IVASubappalti in edilizia (settore costruzioni)Cessione di console, tablet, PC, microprocessori (cessione B2B)Cessione di oro industrialeServizi di pulizia, demolizione, installazione impianti in edificiLa regola del reverse charge è semplice: l’IVA è assolta dal cessionario/committente, non dal cedente/prestatore. Per il forfettario, le situazioni si dividono in due:Forfettario come cedente/prestatoreSe il forfettario emette una fattura per un’operazione in reverse charge (per esempio, un piccolo edile forfettario in subappalto), non addebita IVA (come sempre) e indica nella fattura la natura “N2.2” (forfettario). Non scatta l’inversione contabile, perché il forfettario non è soggetto IVA. Il cliente quindi non deve integrare la fattura.Forfettario come cessionario/committenteCaso completamente diverso: se il forfettario riceve una fattura senza IVA in reverse charge (ad esempio, acquista rottami o riceve un servizio in edilizia subappalto), deve:Integrare la fattura con l’IVA (di regola 22%, salvo aliquote specifiche)Versare l’IVA all’erario con F24, codice tributo specificoNon detrarla (perché il forfettario non ha diritto a detrazione)L’IVA versata diventa costo deducibile ai fini del coefficiente di redditivitàIl versamento avviene entro il 16 del mese successivo all’operazione. Va indicato nel quadro VJ del modello IVA (che il forfettario deve presentare se ha avuto reverse charge). Il codice tributo F24 dipende dalla tipologia (es. 6099 per IVA mensile reverse charge).Attenzione: in caso di reverse charge ricevuto, il forfettario è tenuto a presentare la dichiarazione IVA annuale (modello IVA) limitatamente alle operazioni con reverse charge. Va compilato il quadro VJ e versato l’IVA in F24.Acquisti intracomunitari e prestazioni UEIl forfettario che acquista beni o servizi da soggetti UE deve gestire il reverse charge intracomunitario. La disciplina è contenuta nell’art. 7-bis e seguenti del DPR 633/72, integrati dal DL 331/1993.Acquisti di beni intracomunitariSe il forfettario acquista beni da un fornitore UE, esistono due regimi a seconda della soglia annua di 10.000 euro:Sotto i 10.000 euro/anno: il fornitore UE addebita la propria IVA (es. IVA tedesca al 19%). Il forfettario paga e basta. Non integra né versa IVA italiana.Oltre i 10.000 euro/anno: il forfettario deve iscriversi al VIES, comunicare al fornitore di voler acquistare in regime intracomunitario, e integrare la fattura con IVA italiana, da versare con F24 entro il 16 del mese successivo.Servizi ricevuti da soggetti UEPer i servizi B2B (es. abbonamento software cloud da Irlanda, Google Ads, hosting estero), si applica sempre il reverse charge ex art. 7-ter, indipendentemente dalla soglia. Il forfettario deve:Iscriversi al VIES (Modello AA9/12 o online)Comunicare la propria partita IVA italiana al fornitoreRicevere fattura senza IVAIntegrare con IVA italiana (22% standard)Versare l’IVA con F24 entro il 16 del mese successivoPresentare modello INTRA mensile o trimestrale (acquisti)L’IVA versata in reverse charge UE è un costo per il forfettario, non recuperabile, ma “assorbito” dal coefficiente di redditività che riconosce un costo forfettizzato. Importazioni extra-UE: IVA in doganaQuando un forfettario importa beni da Paesi extra-UE (Cina, USA, UK post-Brexit, Svizzera, ecc.), l’IVA è dovuta in dogana, calcolata sul valore del bene + dazi + spese di trasporto. Si tratta di un’IVA esigibile immediatamente al momento dell’introduzione del bene nel territorio italiano.Il forfettario:Paga l’IVA in dogana (di solito tramite spedizioniere)Non può detrarlaL’IVA versata è un costo incluso nel valore del bene importatoNon deve presentare alcuna dichiarazione IVA per la sola importazionePer i piccoli importatori (es. acquisti su Alibaba, AliExpress) che superano la soglia di 150 euro per spedizione, l’IVA è calcolata e riscossa in dogana. Sotto la soglia, dal 2021 vige il regime IOSS (Import One Stop Shop) gestito direttamente dal venditore.Vendite a privati UE: regime OSS oltre 10.000 euroCaso meno noto ma sempre più rilevante per e-commerce e creator: il forfettario che vende beni o servizi digitali a privati consumatori UE. La disciplina è il regime OSS (One Stop Shop), attivo dal 1° luglio 2021.Sotto i 10.000 euro/anno di vendite UE B2C: si applica l’IVA italiana (per il forfettario, niente IVA – dicitura N2.2)Oltre i 10.000 euro/anno: si applica l’IVA del Paese di destinazione del consumatore. Il forfettario deve:Iscriversi al regime OSS tramite portale Agenzia EntrateApplicare l’IVA del Paese del cliente (es. 19% Germania, 20% Francia)Versare l’IVA trimestralmente tramite OSSPresentare dichiarazione OSS trimestraleIn questo caso, il forfettario perde di fatto l’agevolazione IVA italiana ma resta nel regime forfettario per i ricavi (purché entro 85.000 euro). L’IVA OSS versata è un costo, non un’imposta sostitutiva.Uscita dal forfettario: 85.000 e 100.000 euroVeniamo al tema più delicato: quando il forfettario diventa contribuente IVA “vero”, cioè inizia ad addebitare IVA in fattura e a gestirne l’esigibilità in modo ordinario. Le due soglie chiave sono 85.000 e 100.000 euro.Soglia 85.000 euro: uscita dall’anno successivoSe il forfettario, in un anno, supera 85.000 euro di ricavi/compensi ma resta sotto i 100.000 euro, esce dal regime dall’anno successivo. Esempio:Anno 2026: ricavi 90.000 euro (forfettario)Anno 2027: passa al regime ordinario dal 1° gennaioLe fatture 2026 restano senza IVADal 1° gennaio 2027 le fatture si emettono con IVA al 22% (o aliquota applicabile)Soglia 100.000 euro: uscita immediata stesso annoSe invece i ricavi superano 100.000 euro nello stesso anno, l’uscita è immediata e retroattiva al momento del superamento. È la novità più impattante introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) e confermata negli anni successivi.Tutte le operazioni effettuate fino alla fattura che fa superare la soglia (esclusa) restano forfettarieLa fattura che determina lo “sforo” e tutte quelle successive devono essere emesse con IVASe il superamento avviene a metà anno, il contribuente deve attivarsi immediatamente: aprire i registri IVA, iscriversi a INPS Gestione Separata o gestione artigiani/commercianti come “ordinario”, presentare LIPEEsempio pratico: Mario, forfettario, a settembre 2026 emette fattura di 8.000 euro che fa superare i 100.000 euro complessivi. Quella fattura va emessa con IVA al 22% (1.760 euro). Tutte le fatture successive devono avere IVA. Le fatture pregresse del 2026 restano senza IVA. Da settembre 2026 Mario diventa contribuente IVA ordinario “trimestrale” di norma.Calcolo IVA pro-rata in caso di uscitaQuando si esce dal forfettario, scatta una norma poco conosciuta ma importante: il diritto alla detrazione “retroattiva” dell’IVA sui beni strumentali e sulle rimanenze, prevista dall’art. 1 c. 61 L. 190/2014.In pratica, il contribuente che passa al regime ordinario può detrarre l’IVA assolta in regime forfettario su:Rimanenze finali di beni acquistati e non vendutiBeni strumentali ammortizzabili acquistati negli ultimi 5 anni (10 anni per immobili)Servizi non ancora utilizzati alla data di uscita (es. canoni anticipati)Il calcolo è pro-rata temporis per i beni ammortizzabili: si recupera la quota di IVA proporzionale al periodo residuo di ammortamento. Esempio:PC acquistato nel 2024 a 1.220 euro (1.000 + IVA 220)Periodo ammortamento PC: 5 anni (quote del 20%)Uscita dal forfettario: 1° gennaio 2027Quote residue: 2027, 2028 (2 anni su 5)IVA detraibile: 220 × (2/5) = 88 euroLa detrazione si effettua nella prima dichiarazione IVA del nuovo regime, presentando una rettifica ai sensi dell’art. 19-bis2 DPR 633/72. È un’operazione delicata che richiede di conservare le fatture di acquisto degli anni precedenti. Comunicazioni LIPE per i forfettari uscentiUna volta usciti dal regime forfettario, il contribuente è tenuto a tutti gli adempimenti IVA ordinari, tra cui le LIPE – Liquidazioni Periodiche IVA. Si tratta di comunicazioni trimestrali (telematiche) che riepilogano le operazioni IVA del trimestre.Scadenze LIPE 2026-2027:I trimestre (gen-mar): entro 31 maggioII trimestre (apr-giu): entro 30 settembreIII trimestre (lug-set): entro 30 novembreIV trimestre (ott-dic): entro fine febbraio dell’anno successivo (oppure dichiarazione IVA annuale presentata entro fine febbraio)Per chi esce dal forfettario per superamento dei 100.000 euro a metà anno, la prima LIPE deve essere presentata per il trimestre di superamento. Esempio: superamento il 15 settembre 2026, prima LIPE per il III trimestre 2026 entro il 30 novembre 2026.Esempi pratici con calcoliEsempio 1: Forfettario “puro” senza casi particolariAnna, copywriter forfettaria, fattura nel 2026 a clienti italiani per 35.000 euro. Tutte le fatture sono senza IVA con dicitura N2.2.IVA da versare: 0 euroLIPE: non dovuteModello IVA: non dovutoEsigibilità IVA: concetto non applicabileEsempio 2: Forfettario con servizio UE (Google Ads)Marco, web designer forfettario, nel 2026 spende 2.000 euro in Google Ads (Irlanda). Riceve fattura senza IVA con reverse charge UE.Integrazione fattura: 2.000 × 22% = 440 euro IVAF24 codice 6099 entro il 16 del mese successivo: 440 euroModello INTRA acquisti servizi: dovutoModello IVA annuale (quadro VJ): dovutoI 440 euro versati sono un costo “assorbito” dal coefficiente forfettarioEsempio 3: Forfettario edile con reverse charge internoGiuseppe, idraulico forfettario in Friuli, lavora in subappalto per 8.000 euro per un’impresa edile. Emette fattura senza IVA (forfettario) ma non scatta il reverse charge: la fattura riporta solo la dicitura forfettaria N2.2.Diversamente: se Giuseppe acquista materiale di rottame da 1.500 euro per 1.000 euro di valore reale, la fattura del rivenditore è in reverse charge. Giuseppe deve integrare con IVA al 22% (220 euro) e versarla.Esempio 4: Uscita per superamento 100.000 euroLaura, consulente forfettaria, nel 2026 ha già fatturato 95.000 euro al 30 giugno. A luglio emette una fattura da 8.000 euro: ricavi totali 103.000 euro = uscita immediata.Fattura di luglio: 8.000 + IVA 22% (1.760) = 9.760 euroTutte le fatture successive con IVAApertura registri IVA con effetto dal 1° luglio (o dalla data della fattura “sforo”)Prima LIPE: III trimestre 2026, entro 30 novembre 2026Modello IVA 2027 con quadro VJ e VLPossibile rettifica IVA su beni strumentali e rimanenze (art. 19-bis2)Esempio 5: Vendita digitale a privati UE oltre sogliaSara, content creator forfettaria, vende corsi online a privati UE per 15.000 euro nel 2026. Supera la soglia di 10.000 euro: deve iscriversi a OSS.Vendite a francesi: IVA francese 20%Vendite a tedeschi: IVA tedesca 19%Versamento OSS trimestrale tramite portale Agenzia EntrateI ricavi (al netto IVA OSS) restano nel forfettario, purché totali sotto 85.000 euroHai dubbi sull’esigibilità IVA o sul tuo regime forfettario?Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste partite IVA forfettarie per fatturazione, gestione casi particolari (reverse charge, OSS, importazioni), passaggio al regime ordinario e calcolo IVA pro-rata in uscita.Prenota un appuntamento: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Tel. 0432 1638640 – WhatsApp 366 6018121 Email: info@centrofiscale.com 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. 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Diventa rilevante in caso di reverse charge, acquisti UE, importazioni, vendite OSS o uscita dal regime.Cosa significa “esigibilità immediata” sulla fattura?Significa che l’IVA è dovuta all’erario nel momento in cui l’operazione è effettuata (consegna del bene o pagamento del servizio), indipendentemente dall’incasso effettivo. È la regola standard per i contribuenti ordinari. Il forfettario, non addebitando IVA, riporta in fattura “esigibilità immediata” come campo formale ma senza imposta dovuta.Posso scegliere l’IVA per cassa se sono forfettario?No. L’IVA per cassa (art. 32-bis DL 83/2012) è disponibile solo per chi addebita IVA in fattura. Il forfettario, esonerato dall’addebito IVA, non può optare per il regime cash accounting. Se vuoi la “logica per cassa” anche sui ricavi, il forfettario è già di per sé un regime di cassa per le imposte sui redditi.Cosa succede se ricevo una fattura in reverse charge come forfettario?Devi integrare la fattura con l’IVA italiana (di solito 22%), versarla con F24 entro il 16 del mese successivo (codice tributo specifico) e presentare la dichiarazione IVA annuale con il quadro VJ compilato. Non puoi detrarre l’IVA versata, che diventa un costo. Esempi tipici: acquisto rottami, lavori in subappalto edile ricevuti, console/PC B2B.Devo iscrivermi al VIES se sono forfettario e compro su Amazon Business?Se acquisti da Amazon Business sotto i 10.000 euro/anno da fornitori UE, no: paghi l’IVA del Paese di origine. Se superi i 10.000 euro/anno o ricevi servizi B2B da fornitori UE (es. AWS, Microsoft Ireland, Google Ads Ireland), sì: devi iscriverti al VIES e gestire il reverse charge intracomunitario, con integrazione e versamento IVA italiana.Se supero 100.000 euro a metà anno, devo riemettere le fatture precedenti con IVA?No. Le fatture emesse prima di quella che determina il superamento restano senza IVA (forfettarie). Solo la fattura che fa “sforare” e tutte quelle successive devono essere emesse con IVA. È una novità della Legge di Bilancio 2023 che ha eliminato la “retroattività” piena dell’uscita immediata.Posso recuperare l’IVA pagata in regime forfettario quando passo all’ordinario?Sì, parzialmente. L’art. 19-bis2 DPR 633/72 consente la rettifica della detrazione per beni strumentali ammortizzabili (entro 5 anni dall’acquisto, 10 anni per immobili) e per le rimanenze finali. Si calcola pro-rata temporis e si fa valere nella prima dichiarazione IVA del nuovo regime. È un’operazione tecnica, conviene farsi assistere da un commercialista o CAF.Devo presentare LIPE se sono forfettario?No, il forfettario “puro” non presenta LIPE perché non liquida IVA. Eccezione: se hai operazioni in reverse charge (interno o UE) o vendite OSS, devi presentare il modello IVA annuale con i quadri specifici (VJ, ecc.), ma non le LIPE trimestrali. Le LIPE diventano obbligatorie solo se esci dal forfettario e passi al regime ordinario.L’IVA in dogana sulle importazioni è recuperabile?No, il forfettario non può recuperare l’IVA versata in dogana sulle importazioni extra-UE. È un costo definitivo, che entra nel valore d’acquisto del bene. Solo passando al regime ordinario potresti detrarre l’IVA su acquisti futuri, ma non su quelli pregressi (salvo la rettifica per beni strumentali ex art. 19-bis2).Cosa devo fare se ho dubbi sul mio regime IVA come forfettario?Il consiglio è di rivolgersi a un CAF o commercialista esperto in regime forfettario. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste partite IVA forfettarie su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia per fatturazione elettronica, gestione casi particolari, passaggio al regime ordinario e adempimenti IVA. Prima visita gratuita su appuntamento al 0432 1638640.Affidati al CAF Centro Fiscale di UdineGestione completa partita IVA forfettaria: apertura, fatturazione, casi particolari (reverse charge, OSS, importazioni), passaggio al regime ordinario, dichiarazione redditi e IVA. Chiamaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp 366 6018121 Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-07 08:00:002026-08-17 10:16:40Esigibilita IVA nel Regime Forfettario 2026: Come Funziona e Casi Particolari
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Commercialista 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Cassa Ragionieri e TasseAprire la partita IVA come commercialista nel 2026 significa avviare un percorso professionale ricco di opportunità ma anche di adempimenti specifici. Dalla scelta del codice ATECO (69.20.11 per i dottori commercialisti o 69.20.12 per ragionieri e periti) alla valutazione del regime forfettario con coefficiente al 78%, passando per l’iscrizione alla CNPADC o alla CNPR fino alla gestione della fatturazione elettronica: ogni scelta iniziale ha conseguenze importanti sulla tua operatività e sul carico fiscale.In questa guida completa aggiornata al 2026, pensata per i giovani dottori commercialisti e i ragionieri che stanno aprendo il proprio studio, trovi tutti i passaggi per avviare correttamente l’attività: dai requisiti di iscrizione all’Albo ODCEC, al praticantato, all’esame di Stato, fino al calcolo concreto di tasse e contributi con esempi su redditi di 40.000, 60.000 e 85.000 euro.Indice dei contenutiRequisiti per aprire la Partita IVA come commercialistaCodice ATECO commercialista: 69.20.11 e 69.20.12Regime forfettario commercialista: limiti e coefficiente 78%Quando NON si può accedere al forfettarioCassa previdenziale: CNPADC o CNPRContributi CNPADC 2026: aliquote e minimiContributi CNPR 2026: soggettivo e integrativoContribuzione ridotta per neoiscrittiQuanto costa aprire lo studioFatturazione: codici natura IVA e marca da bolloCodici ATECO secondari per commercialistiContributi al Consiglio nazionale e all’Ordine territorialeTassazione: esempi con redditi 40K, 60K, 85KAssicurazione RC professionale obbligatoriaFatturazione elettronica B2B e B2CDomande frequenti★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Requisiti per aprire la Partita IVA come commercialistaPer esercitare la professione di dottore commercialista o di ragioniere ed esperto contabile è obbligatorio essere iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (ODCEC). L’iscrizione richiede un percorso articolato che unisce formazione universitaria, tirocinio ed esame di Stato.Titolo di studio richiestoSezione A (Dottori commercialisti): laurea magistrale (LM-56 Scienze dell’economia, LM-77 Scienze economico-aziendali o equipollenti) oppure laurea specialistica o diploma di laurea del vecchio ordinamento in materie economiche, giuridiche o aziendali;Sezione B (Esperti contabili): laurea triennale (L-18 Scienze dell’economia e della gestione aziendale o L-33 Scienze economiche).Praticantato (tirocinio professionale)Dopo la laurea è obbligatorio svolgere un tirocinio di 18 mesi presso lo studio di un commercialista iscritto da almeno cinque anni. Durante il praticantato vanno seguiti anche i corsi di formazione professionale previsti dal Consiglio Nazionale. Il tirocinio può essere anticipato: si possono svolgere gli ultimi sei mesi durante il percorso di laurea magistrale, riducendo così i tempi di accesso alla professione.Esame di StatoL’esame di Stato per l’abilitazione si sostiene nelle sessioni di giugno e novembre organizzate dalle università convenzionate. È composto da tre prove scritte (ragioneria e bilancio, diritto tributario, diritto commerciale e societario) e una prova orale. Superato l’esame, entro 60 giorni è possibile richiedere l’iscrizione all’Albo ODCEC della provincia di residenza professionale. Codice ATECO commercialista: 69.20.11 e 69.20.12Il codice ATECO identifica l’attività economica ai fini fiscali, statistici e previdenziali. Per i commercialisti esistono due codici principali, in base al titolo abilitativo:69.20.11 – Servizi forniti da dottori commercialisti;69.20.12 – Servizi forniti da ragionieri e periti commerciali.Entrambi i codici rientrano nella categoria ATECO 2025 “Attività degli studi di contabilità e consulenza fiscale” e prevedono un coefficiente di redditività del 78% ai fini del regime forfettario. La scelta tra 69.20.11 e 69.20.12 dipende esclusivamente dall’iscrizione in sezione A o B dell’Albo: non si tratta di un’opzione libera, ma del riconoscimento del proprio titolo professionale.Il codice ATECO va dichiarato all’Agenzia delle Entrate al momento dell’apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 (persone fisiche) presentabile online tramite i servizi telematici dell’Agenzia. Anche un errore nella scelta del codice può creare problemi con INPS o con la Cassa di categoria: un controllo con il CAF o con un collega esperto è sempre consigliato. Regime forfettario commercialista: limiti e coefficiente 78%Il regime forfettario è la soluzione fiscale più scelta dai giovani commercialisti che aprono lo studio. Offre una tassazione agevolata, adempimenti ridotti e nessun obbligo di IVA. Per accedervi è necessario rispettare il limite di 85.000 euro di compensi annui (ragguagliato all’anno in caso di apertura in corso d’anno) e non incorrere in una delle cause ostative previste dalla normativa.Coefficiente di redditività al 78%Per i commercialisti (codici ATECO 69.20.11 e 69.20.12) il coefficiente di redditività è del 78%. Significa che il reddito imponibile si calcola così:Reddito imponibile = Compensi incassati × 78% − Contributi previdenziali versatiIl restante 22% è considerato forfettariamente come “costi di produzione”: non rileva quanto hai speso effettivamente per software, affitto studio o collaboratori, perché l’abbattimento è automatico.Aliquota 5% per i primi 5 anniChi apre la prima partita IVA in regime forfettario beneficia di un’aliquota sostitutiva ridotta al 5% per i primi cinque anni, al posto del 15% ordinario. Le condizioni per accedere al 5% sono tre:Non aver esercitato nei tre anni precedenti un’attività professionale analoga (nemmeno come praticante retribuito oltre determinate soglie);L’attività da intraprendere non deve costituire mera prosecuzione di un’attività svolta come lavoro dipendente o autonomo;Se si prosegue l’attività di un altro soggetto, i ricavi dell’anno precedente non devono superare gli 85.000 euro. Quando NON si può accedere al forfettarioEsistono diverse cause ostative che impediscono l’accesso al regime forfettario anche se si rispetta il limite di 85.000 euro. Per i commercialisti le più rilevanti sono:Cliente prevalente ex datore di lavoro: se più del 50% dei compensi deriva da un soggetto che è stato tuo datore di lavoro nei due periodi d’imposta precedenti, il forfettario è precluso. Attenzione tipica per chi apre studio dopo il praticantato retribuito: se il “dominus” diventa il tuo principale cliente, rischi la causa ostativa.Partecipazione a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari;Controllo diretto o indiretto di SRL con attività economica riconducibile a quella svolta come forfettario;Aver percepito nell’anno precedente redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro (salvo rapporti di lavoro cessati);Sostenere spese per collaboratori superiori a 20.000 euro lordi annui.Verifica sempre la tua posizione prima di aprire la partita IVA: un errore sulle cause ostative può costare la fuoriuscita retroattiva dal regime e il ricalcolo delle imposte in regime ordinario. La guida completa alle cause ostative del regime forfettario 2026 ti aiuta a inquadrare tutti i casi. Cassa previdenziale: CNPADC o CNPRIl commercialista non è iscritto alla Gestione separata INPS, ma a una Cassa di previdenza privata, obbligatoriamente in base alla sezione dell’Albo:CNPADC – Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Dottori Commercialisti (sezione A);CNPR – Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Ragionieri e Periti Commerciali (sezione A “ragionieri” e sezione B).L’iscrizione alla Cassa è automatica e contestuale all’iscrizione all’Albo: entro 30 giorni dall’inizio attività occorre comunicare alla Cassa i propri dati anagrafici e fiscali. Non è possibile scegliere di non iscriversi, né sostituire la Cassa con la Gestione separata INPS.Contributi CNPADC 2026: aliquote e minimiLa CNPADC, per i dottori commercialisti, prevede tre componenti contributive:Contributo soggettivo: 12% del reddito professionale netto dichiarato (aliquota base), con possibilità di optare per aliquote più elevate (fino al 26%) per aumentare la futura pensione;Contributo integrativo: 4% sul volume d’affari IVA, addebitato in fattura al cliente e interamente a suo carico (per i forfettari l’integrativo è dovuto anche se in fattura non si indica IVA);Contributo di maternità: quota fissa annuale modesta (circa 70-80 euro).Contributi minimi CNPADC 2026Anche chi non raggiunge una certa soglia di reddito deve versare i contributi minimi. Per il 2026 si attestano attorno a:Minimo soggettivo: circa 2.800 euro;Minimo integrativo: circa 800 euro;Totale minimo: circa 3.100 euro annui (al netto dei minimi ridotti per neoiscritti).Gli importi esatti vengono pubblicati ogni anno sul sito ufficiale CNPADC e comunicati con il MAV annuale. Per i forfettari, i contributi previdenziali sono deducibili dal reddito imponibile e rappresentano una leva importante per ridurre la tassazione effettiva. Contributi CNPR 2026: soggettivo e integrativoLa CNPR, per ragionieri e periti commerciali, ha una struttura simile ma con aliquote leggermente diverse:Contributo soggettivo: 18% del reddito professionale netto (aliquota base, con possibilità di scegliere aliquota ridotta al 9% per redditi inferiori o aliquote maggiorate per incrementare la pensione);Contributo integrativo: 4% sul volume d’affari IVA, addebitato in fattura al cliente;Contributo di maternità: quota fissa annuale.Il contributo minimo CNPR si aggira intorno ai 2.900-3.200 euro annui, con riduzioni specifiche per i neoiscritti. La Cassa pubblica ogni anno le quote definitive entro gennaio, consultabili nell’area riservata degli iscritti.Importante: mentre il contributo soggettivo è a carico esclusivo del professionista e deducibile dal reddito, il contributo integrativo del 4% viene addebitato al cliente in fattura. Per i clienti privati (consumatori finali) il 4% è un costo effettivo che si aggiunge al compenso; per clienti soggetti passivi IVA diventa normalmente detraibile.Contribuzione ridotta per neoiscrittiSia CNPADC che CNPR prevedono agevolazioni specifiche per i neoiscritti nei primi anni di attività, per alleggerire l’impatto dei contributi minimi su redditi ancora bassi.CNPADC – Riduzioni neoiscrittiNei primi tre anni: riduzione del 50% sul contributo soggettivo minimo, a condizione di essere iscritti per la prima volta prima del compimento dei 35 anni;Possibilità di rateizzare i contributi in quote trimestrali.CNPR – Riduzioni neoiscrittiNei primi anni di attività, su richiesta: aliquota soggettiva ridotta al 9% per i redditi entro determinate soglie;Possibilità di versare il contributo minimo ridotto per i primi tre anni, con successivo recupero in percentuale o rinuncia definitiva (con conseguente riduzione dell’anzianità contributiva).Le agevolazioni vanno richieste espressamente alla Cassa con apposito modulo: non sono automatiche. Pianificare bene questo passaggio, magari con il supporto di un commercialista esperto in previdenza professionale o del CAF, è fondamentale per non perdere i benefici previsti. Quanto costa aprire lo studioI costi di avvio dello studio di un commercialista dipendono dalla scelta di lavorare in proprio o in condivisione, ma una stima realistica per i primi 12 mesi si colloca tra 8.000 e 20.000 euro. Ecco le voci principali:Iscrizione all’Albo ODCEC: tassa di prima iscrizione variabile per Ordine (in media 200-400 euro);Quota annuale Ordine territoriale: 250-450 euro l’anno, con quota ridotta per i neoiscritti;Contributo Consiglio Nazionale: circa 90-130 euro l’anno;Software gestionale e contabilità: 500-2.000 euro/anno (TeamSystem, Zucchetti, Buffetti, Profis, ecc.);Software fatturazione elettronica: spesso incluso nel gestionale o SdI gratuito dell’Agenzia Entrate;Firma digitale e PEC: 50-100 euro l’anno;Cassetto fiscale, delega Entratel: gratuiti, richiedono tempo di attivazione;Arredo ufficio (scrivania, libreria, cassettiera, sedute clienti): da 1.500 euro per soluzione essenziale;Affitto studio: variabile da zero (coworking o condivisione con colleghi) a 500-1.200 euro/mese per studio indipendente in città medio-grandi;Assicurazione RC professionale: da 350 a 900 euro annui per massimali da 250.000 a 1.000.000 euro;Marketing e sito web: 500-2.000 euro una tantum + gestione annuale.Molti giovani colleghi iniziano con una condivisione studio presso un collega già strutturato: soluzione ottimale per ridurre i costi fissi nei primi due-tre anni e costruire la prima clientela senza grandi investimenti iniziali. Fatturazione: codici natura IVA e marca da bolloI commercialisti in regime forfettario non applicano l’IVA in fattura. Il riferimento normativo da indicare è l’articolo 1, commi 54-89, della Legge 190/2014. Il codice natura IVA da utilizzare nell’XML della fattura elettronica è N2.2 – “Operazioni non soggette – altri casi”.Marca da bollo da 2 euroSulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro è dovuta l’imposta di bollo di 2 euro. Per i forfettari e per tutte le fatture emesse senza addebito IVA (anche con altri regimi particolari) la regola è sempre questa: se l’imponibile supera 77,47 euro, scatta il bollo.Per la fatturazione elettronica, il bollo non si applica più fisicamente sulla fattura cartacea: viene assolto in modo virtuale trimestralmente tramite F24, con importi calcolati automaticamente dall’Agenzia delle Entrate sulla base delle fatture trasmesse al Sistema di Interscambio. Puoi scegliere di:Addebitare il bollo al cliente in fattura (prassi corretta e più diffusa): in tal caso l’importo diventa ricavo imponibile ai fini del forfettario;Lasciare il bollo a tuo carico, riducendo la marginalità.Per approfondire aspetti pratici della fatturazione vedi la guida Fatturazione avvocato 2026, che tratta meccanismi analoghi, e termini di emissione fattura elettronica 2026.Codici ATECO secondari per commercialistiMolti commercialisti svolgono attività connesse che possono essere identificate con codici ATECO secondari. Le più frequenti:69.20.13 – Servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono attività in materia di amministrazione, contabilità e tributi;69.10.10 – Attività degli studi legali (solo se svolte in qualità di avvocato abilitato: non alternativa al commercialista);74.90.99 – Altre attività professionali, scientifiche e tecniche NCA;66.19.21 – Promotori finanziari e consulenti finanziari iscritti in apposito Albo;70.22.09 – Altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale.L’aggiunta di un ATECO secondario si comunica all’Agenzia delle Entrate con modello AA9/12. Attenzione: nel regime forfettario i diversi codici ATECO possono avere coefficienti di redditività differenti. In caso di pluralità di attività, il reddito si calcola applicando i relativi coefficienti ai compensi di ciascuna, sommando poi i risultati per determinare il reddito imponibile complessivo. Contributi al Consiglio nazionale e all’Ordine territorialeOltre ai contributi previdenziali versati alla Cassa, ogni commercialista iscritto all’Albo paga due quote associative annuali:Contributo al Consiglio Nazionale (CNDCEC): quota unica deliberata annualmente, in genere tra 90 e 130 euro;Quota Ordine territoriale: variabile per Ordine provinciale (in genere tra 250 e 450 euro annui, con riduzioni per neoiscritti nei primi 3-5 anni di iscrizione).Entrambe le quote sono deducibili dal reddito professionale in regime ordinario (come spese inerenti all’attività). In regime forfettario, invece, non sono deducibili perché l’abbattimento del 22% (cioè il 100% meno il coefficiente del 78%) copre forfettariamente ogni spesa di produzione, incluse quote e contributi associativi.Il mancato pagamento delle quote all’Ordine è causa di procedimento disciplinare e, in caso di inadempienza prolungata, di sospensione dall’Albo.Tassazione: esempi con redditi 40K, 60K, 85KVediamo tre esempi concreti di tassazione per un giovane commercialista iscritto CNPADC, in regime forfettario con aliquota al 5% (primi 5 anni) e coefficiente 78%. I dati contributivi sono puramente indicativi (riduzioni neoiscritti escluse per semplicità).Esempio 1 – Compensi 40.000 euroReddito lordo (78% × 40.000) = 31.200 euro;Contributi CNPADC (12% soggettivo + integrativo addebitato al cliente): stimabile circa 3.750 euro;Reddito imponibile dopo deduzione contributi: 31.200 − 3.750 = 27.450 euro;Imposta sostitutiva 5%: ≈ 1.370 euro;Totale tasse + contributi: circa 5.120 euro (pari a circa il 12,8% dei compensi).Esempio 2 – Compensi 60.000 euroReddito lordo (78% × 60.000) = 46.800 euro;Contributi CNPADC soggettivi: ≈ 5.620 euro;Reddito imponibile: 46.800 − 5.620 = 41.180 euro;Imposta sostitutiva 5%: ≈ 2.060 euro;Totale tasse + contributi soggettivi: circa 7.680 euro (circa 12,8% dei compensi).Esempio 3 – Compensi 85.000 euro (soglia massima)Reddito lordo (78% × 85.000) = 66.300 euro;Contributi CNPADC soggettivi: ≈ 7.960 euro;Reddito imponibile: 66.300 − 7.960 = 58.340 euro;Imposta sostitutiva 5%: ≈ 2.920 euro;Totale tasse + contributi soggettivi: circa 10.880 euro (circa 12,8% dei compensi).Dopo il quinto anno, passando all’aliquota al 15%, per 85.000 euro di compensi l’imposta sostitutiva sale a circa 8.750 euro, con un incremento di circa 5.800 euro annui: motivo per cui molti colleghi valutano l’uscita dal forfettario verso il regime ordinario quando il carico fiscale e le esigenze di dedurre costi reali superano il vantaggio del 15%. Assicurazione RC professionale obbligatoriaLa legge 148/2011 e il DPR 137/2012 impongono a tutti i professionisti iscritti ad Albi, inclusi i commercialisti, di stipulare una polizza di responsabilità civile professionale. L’obbligo è funzionale a garantire i clienti in caso di errori professionali.Caratteristiche della polizza RC professionaleMassimale minimo consigliato: 250.000 euro (molti Ordini territoriali hanno convenzioni con compagnie che offrono massimali più elevati a prezzi calmierati);Retroattività: deve coprire anche eventuali errori commessi in passato, se non coperti da altra polizza;Ultrattività (postuma): copre richieste di risarcimento che pervengono dopo la cessazione dell’attività per fatti avvenuti durante la vigenza della polizza;Comunicazione al cliente: estremi di polizza, massimale e compagnia vanno indicati al cliente al momento del primo incarico (art. 9 DPR 137/2012).Il costo medio per un giovane commercialista in regime forfettario si aggira sui 350-500 euro annui per massimali fino a 500.000 euro. Molti Ordini convenzionati con broker specializzati offrono condizioni a partire da poche centinaia di euro per i neoiscritti.Fatturazione elettronica B2B e B2CDal 2024 tutti i contribuenti, compresi i forfettari, sono obbligati a emettere fattura elettronica via SdI per tutte le prestazioni rese sia verso soggetti passivi IVA (B2B) sia verso privati consumatori (B2C). Non esistono più soglie di ricavi che esonerano dall’obbligo.Fatturazione verso aziende (B2B)Fattura elettronica trasmessa al codice destinatario o PEC del cliente;Codice natura IVA N2.2 per forfettari;Possibilità di addebitare marca da bollo 2 euro se imponibile > 77,47 euro;Contributo integrativo 4% addebitato al cliente (detraibile per il cliente soggetto IVA).Fatturazione verso clienti privati (B2C)Fattura elettronica trasmessa tramite SdI con codice destinatario “0000000” e inserimento del codice fiscale del cliente;Copia di cortesia (PDF) da consegnare al cliente via email o cartacea;Le stesse regole su bollo e contributo integrativo si applicano anche alle prestazioni verso privati.Per i commercialisti, praticamente tutte le prestazioni rientrano in fattura elettronica: consulenze fiscali, redazione dichiarazioni, bilanci, contabilità, consulenza societaria, CTU, ecc. Le prestazioni sanitarie (trasmesse al Sistema TS) sono l’unica eccezione comune, ma non riguardano la categoria dei commercialisti. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. 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Prima dell’abilitazione si può lavorare come praticante presso uno studio, con compenso o a titolo di rimborso spese a seconda del tipo di contratto.Quanto paga di tasse un commercialista forfettario con 50.000 euro di compensi?Con 50.000 euro di compensi e coefficiente 78%, il reddito lordo è 39.000 euro. Detratti circa 4.680 euro di contributi soggettivi CNPADC (12%), il reddito imponibile scende a 34.320 euro. Con aliquota 5% (primi 5 anni), l’imposta sostitutiva è di circa 1.715 euro, oltre ai contributi: totale circa 6.400 euro, pari al 12,8% dei compensi.Il praticante commercialista può diventare cliente nel forfettario dopo l’abilitazione?Sì, ma con cautela. Se il “dominus” (titolare dello studio) era il tuo datore di lavoro o ti retribuiva in modo assimilabile al lavoro dipendente, e i suoi compensi dopo l’abilitazione superano il 50% del totale dei tuoi ricavi, si configura la causa ostativa da cliente prevalente ex datore di lavoro e il forfettario è precluso. Il divieto opera per i due periodi d’imposta successivi alla cessazione del rapporto.Devo aprire la Partita IVA prima o dopo l’esame di Stato?Dopo l’iscrizione all’Albo. L’apertura con codice 69.20.11 o 69.20.12 presuppone il diritto all’esercizio della professione. Puoi però aprire partita IVA con altro codice ATECO (es. 74.90.99) per attività di consulenza aziendale o amministrativa prima dell’abilitazione, senza qualificarti come commercialista.CNPADC o CNPR: posso scegliere?No. L’iscrizione alla Cassa è determinata dalla sezione dell’Albo cui si appartiene e dal titolo conseguito. I dottori commercialisti si iscrivono alla CNPADC, i ragionieri e periti commerciali alla CNPR. Gli esperti contabili (sezione B) seguono le stesse regole del ramo d’origine.La marca da bollo di 2 euro è obbligatoria in forfettario?Sì, sempre quando la fattura è emessa senza IVA e l’imponibile supera 77,47 euro. Per le fatture elettroniche si assolve virtualmente con F24 trimestrale. È prassi comune e legittima addebitare il bollo al cliente in una riga a parte della fattura: l’importo addebitato concorre a formare il reddito forfettario.Posso lavorare come dipendente e aprire partita IVA come commercialista?Dipende dal contratto di lavoro e dal datore di lavoro. Nel lavoro pubblico (salvo part-time ≤ 50%) l’esercizio della libera professione è generalmente incompatibile. Nel privato la compatibilità va verificata con il contratto aziendale e il CCNL. In ogni caso, se l’anno precedente hai percepito redditi di lavoro dipendente > 30.000 euro (con rapporto ancora in essere), il forfettario è precluso.I contributi CNPADC o CNPR si versano anche senza reddito?Sì. Sia CNPADC che CNPR prevedono contributi minimi dovuti anche in assenza di reddito professionale o con ricavi bassi. Per i neoiscritti sono previste riduzioni fino al 50% nei primi tre anni. È possibile chiedere rateizzazioni o, in casi particolari, la sospensione temporanea (maternità, malattia).L’RC professionale è davvero obbligatoria dal primo giorno?Sì. La polizza RC professionale deve essere attiva dal momento in cui si inizia a svolgere attività per clienti. Gli estremi della polizza (compagnia, massimale, scadenza) vanno comunicati al cliente al primo incarico. La mancanza di copertura può dar luogo a sanzione disciplinare e, in caso di errore professionale, a responsabilità personale illimitata.Conclusioni: il CAF al tuo fianco per aprire lo studioAprire la partita IVA come commercialista richiede di orchestrare scelte tecniche (codice ATECO, regime fiscale, cassa) con la realtà operativa dello studio (software, arredo, clientela, polizze). La strada più frequente per i giovani colleghi è il regime forfettario con aliquota al 5% nei primi cinque anni: tassazione effettiva intorno al 12-13% dei compensi, pochi adempimenti e tempo per costruire la clientela.Non sottovalutare le cause ostative (in particolare il cliente prevalente ex datore di lavoro) e pianifica da subito i contributi CNPADC o CNPR chiedendo le riduzioni previste per neoiscritti. Una buona assicurazione RC e un software gestionale adeguato completano la dotazione di base.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i professionisti nella fase di avvio e nella gestione ordinaria dello studio: apertura partita IVA, scelta del regime fiscale, fatturazione elettronica, dichiarazioni dei redditi, pianificazione contributiva. Contattaci per una consulenza dedicata e per pianificare l’apertura del tuo studio con serenità.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Maggio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-06 08:00:002026-08-17 10:16:20Partita IVA Commercialista 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Cassa Ragionieri e Tasse
GESTIONE PARTITA IVASoftware Contabilita Semplificata 2026: I 5 Migliori per PMIAggiornamento 2026: Gestire la contabilità semplificata con un software dedicato ti permette di risparmiare tempo e ridurre gli errori. In questa guida confrontiamo i migliori programmi per prima nota, registri IVA e gestione contabile per piccole imprese e partite IVA.La contabilità semplificata è il regime contabile obbligatorio per le imprese con ricavi entro 500.000 euro (servizi) o 800.000 euro (altre attività). Anche se meno complessa della contabilità ordinaria, richiede comunque la tenuta di registri IVA, prima nota e la gestione di incassi e pagamenti. Indice dei contenutiCosa serve in un software di contabilitàConfronto: i 5 migliori software 2026Software gratuiti: pro e controTeamSystem Contabilità in CloudAtlantis EvoFinson Falco ContabilitàQuale software scegliereDomande frequentiCosa deve avere un software di contabilità semplificataPrima di scegliere un software, è importante capire quali funzionalità sono essenziali per la gestione della contabilità semplificata:Funzionalità obbligatorieGestione Prima Nota: registrazione di entrate, uscite, incassi e pagamentiRegistri IVA: registro acquisti, vendite e corrispettiviLiquidazioni IVA: calcolo automatico mensile o trimestraleFatturazione elettronica: emissione e ricezione tramite SDIScadenzario: gestione delle scadenze clienti e fornitoriFunzionalità utiliPiano dei conti personalizzabileGestione ritenute d’accontoStampa bilancio e situazione contabileExport dati per il commercialistaBackup automatico in cloud Confronto: i 5 migliori software 2026Ecco una tabella comparativa dei principali software per contabilità semplificata disponibili in Italia:SoftwarePrezzoTipologiaIdeale perTeamSystem Contabilità in CloudDa 398€/annoCloudPMI strutturateAtlantis EvoDa 290€ una tantumDesktopPiccole impreseFinson Falco 15Da 149€ una tantumDesktopArtigiani, professionistiGnuCashGratuitoDesktopMicro impresePrima Nota SempliceGratuitoDesktopGestione base Software gratuiti: pro e controEsistono diverse soluzioni gratuite per la gestione della contabilità semplificata. Ecco le principali:GnuCashGnuCash è un programma open source disponibile per Windows, Mac e Linux. Permette di gestire conti bancari, entrate, uscite e tenere traccia delle operazioni in partita doppia.Pro: Completamente gratuito, multipiattaforma, aggiornamenti costantiContro: Interfaccia datata, nessun supporto fatturazione elettronica italiana, curva di apprendimento ripidaPrima Nota SempliceSoftware freeware italiano per la gestione della prima nota. Ideale per chi ha bisogno solo di tenere traccia dei flussi di cassa giornalieri.Pro: Semplicissimo da usare, non richiede competenze contabiliContro: Funzionalità limitate, nessuna gestione IVA, no fatturazione elettronicaEasy Planet FreeGestionale gratuito che unisce contabilità e magazzino. Supporta la fatturazione elettronica verso la PA.Pro: Gratuito senza scadenza, gestione magazzino inclusaContro: Interfaccia poco moderna, supporto limitatoAttenzione: I software gratuiti spesso non includono la fatturazione elettronica conforme al Sistema di Interscambio (SDI). Per un’attività reale, dovrai comunque integrare un servizio di fatturazione elettronica a pagamento. TeamSystem Contabilità in CloudTeamSystem è uno dei leader italiani nel software gestionale. La soluzione “Contabilità in Cloud” è pensata per commercialisti, studi professionali e PMI che vogliono una gestione contabile completa.Caratteristiche principali100% cloud: accessibile da qualsiasi dispositivoCollaborazione: condivisione documenti con commercialista in tempo realeFatturazione elettronica: integrata con SDIContabilità ordinaria e semplificataGestione cespiti e ritenuteLiquidazioni IVA automatichePiani e prezzi 2026PianoPrezzo/annoFunzionalitàStarter398€Contabilità base, 1 azienda, fatturazionePremium798€Multi-azienda, cespiti, ritenute, report avanzatiEnterprise1.188€Tutte le funzionalità, utenti illimitati, supporto prioritarioPer chi è adatto: PMI con necessità di collaborare con il commercialista, studi professionali, aziende che gestiscono più società. Atlantis EvoAtlantis Evo è un gestionale desktop italiano, economico e completo. A differenza dei software cloud, si paga una sola volta (più eventuali aggiornamenti annuali).Caratteristiche principaliDesktop: installazione locale, dati sul tuo PCMultiazienda e multiutenteContabilità ordinaria e semplificataPrima nota, registri IVA, liquidazioniScadenzario clienti/fornitoriStampa bilancio e situazione contabilePrezziLicenza base: da 290€ una tantumAggiornamenti annuali: circa 100-150€/anno (opzionali)Per chi è adatto: Piccole imprese che preferiscono un software installato localmente, chi vuole evitare abbonamenti mensili. Finson Falco 15 Contabilità SemplificataFinson Falco 15 è il software entry-level per professionisti, artigiani e piccole imprese. Offre un ottimo rapporto qualità-prezzo.Caratteristiche principaliRegistrazione acquisti e venditeGestione incassi e pagamentiRegistri IVA e liquidazioniStampe fiscali conformiInterfaccia semplice e intuitivaPrezziFalco 15 Contabilità Semplificata: 149€ una tantumVersione con fatturazione elettronica: da 199€Consiglio: Finson offre spesso bundle con fatturazione elettronica inclusa. Verifica le offerte sul sito ufficiale prima dell’acquisto.Per chi è adatto: Artigiani, piccoli commercianti, professionisti che gestiscono poche operazioni mensili.Quale software scegliere: guida alla decisioneLa scelta del software dipende dalle tue esigenze specifiche. Ecco una guida rapida:Scegli TeamSystem se:Hai bisogno di collaborare in tempo reale con il commercialistaGestisci più aziende o societàVuoi un software sempre aggiornato senza installazioniIl budget non è un problema (400-1.200€/anno)Scegli Atlantis Evo se:Preferisci un software installato sul PCVuoi pagare una sola volta (no abbonamento)Hai competenze informatiche di baseCerchi un buon compromesso qualità/prezzoScegli Finson Falco se:Sei un artigiano o piccolo professionistaHai poche operazioni mensili (< 50)Cerchi il miglior prezzo possibileNon hai bisogno di funzionalità avanzateScegli un software gratuito se:Stai iniziando e vuoi capire le basiHai un’attività molto piccola (< 20 operazioni/mese)Sei disposto a integrare separatamente la fatturazione elettronicaAlternativa: affidarsi al commercialistaSe la gestione contabile ti sembra troppo complessa, puoi delegare tutto al commercialista. Il costo medio per la contabilità semplificata è di circa 3.000€/anno (fino a 360 operazioni). Include la tenuta dei registri, le liquidazioni IVA e le dichiarazioni fiscali. Domande frequentiQual è il miglior software gratuito per contabilità semplificata?Per una gestione di base, GnuCash è il più completo tra i software gratuiti. Tuttavia, non supporta la fatturazione elettronica italiana. Per un’attività reale, dovrai integrare un servizio di fatturazione elettronica separato o considerare un software a pagamento che includa tutto.Posso usare Excel per la contabilità semplificata?Tecnicamente sì, ma è sconsigliato. Excel non genera automaticamente i registri IVA conformi, non calcola le liquidazioni e non si integra con la fatturazione elettronica. Il rischio di errori è elevato e in caso di controllo potresti avere problemi a dimostrare la correttezza delle registrazioni.Il software di contabilità sostituisce il commercialista?No, il software ti aiuta nella gestione quotidiana delle registrazioni, ma per le dichiarazioni fiscali (IVA annuale, dichiarazione dei redditi, IRAP) e per consulenze specifiche avrai comunque bisogno di un commercialista. Molti imprenditori usano il software per le operazioni correnti e poi esportano i dati per il professionista.Qual è la differenza tra contabilità semplificata e ordinaria?La contabilità semplificata prevede solo i registri IVA (acquisti, vendite, corrispettivi), mentre la contabilità ordinaria richiede anche il libro giornale, il libro degli inventari e la partita doppia completa. La semplificata è obbligatoria per imprese con ricavi fino a 500.000€ (servizi) o 800.000€ (altre attività).I forfettari hanno bisogno di un software di contabilità?I contribuenti in regime forfettario non sono obbligati a tenere scritture contabili, quindi non hanno bisogno di un software di contabilità in senso stretto. È sufficiente un software di fatturazione elettronica e conservare le fatture di acquisto. Per la gestione del flusso di cassa, può essere utile un semplice programma di prima nota.Hai bisogno di assistenza per la tua contabilità?Il CAF Centro Fiscale offre servizi di consulenza fiscale e contabile per partite IVA, piccole imprese e professionisti. Richiedi ConsulenzaCAF Centro Fiscale – Udine | Assistenza fiscale e contabileArticolo aggiornato a maggio 2026. I prezzi indicati potrebbero variare. Verifica sempre sui siti ufficiali dei produttori.Maggio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-05 08:00:002026-03-17 19:03:20Software Contabilita Semplificata 2026: I 5 Migliori per PMIGESTIONE PARTITA IVA, Guide Fatturazione ElettronicaBollo Fatture Elettroniche 2026: Guida Completa per ForfettariAggiornamento 2026: L’imposta di bollo sulle fatture elettroniche di importo superiore a 77,47 euro senza IVA è obbligatoria per forfettari, professionisti e imprese. In questa guida spieghiamo quando applicarla, come inserirla correttamente e quali sono le scadenze di pagamento 2026.Se sei un contribuente in regime forfettario o emetti fatture per operazioni esenti o fuori campo IVA, devi applicare l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture elettroniche. Vediamo nel dettaglio tutti gli adempimenti. Indice dei contenutiQuando è obbligatorio il bolloLa soglia di 77,47 euroCome applicare il bollo virtualeScadenze di pagamento 2026Come pagare l’imposta di bolloControlli dell’Agenzia delle EntrateSanzioni per omesso pagamentoDomande frequentiQuando è obbligatorio il bollo sulla fattura elettronicaL’imposta di bollo di 2 euro è dovuta sulle fatture elettroniche che soddisfano entrambe queste condizioni:Importo superiore a 77,47 euroOperazioni non soggette a IVAIn particolare, l’obbligo riguarda:Contribuenti in regime forfettario (tutte le fatture sopra soglia)Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)Operazioni esenti IVA (art. 10 DPR 633/72)Operazioni fuori campo IVAOperazioni non imponibili (esportazioni, cessioni intracomunitarie)Operazioni in reverse charge (per la parte non soggetta)Attenzione: Se una fattura contiene sia operazioni soggette a IVA sia importi non assoggettati, il bollo è dovuto solo se la parte non soggetta a IVA supera 77,47 euro.Operazioni escluse dal bolloNon è dovuto il bollo sulle fatture relative a:Operazioni soggette a IVA (anche se esenti per specifiche ragioni)Fatture di importo uguale o inferiore a 77,47 euroEsportazioni di merciFatture già assoggettate a IVA con dicitura “inversione contabile” La soglia di 77,47 euro: come si calcolaLa soglia di 77,47 euro (equivalente alle vecchie 150.000 lire) è l’importo oltre il quale scatta l’obbligo di bollo. Ma come si calcola esattamente?Per i forfettariPer i contribuenti in regime forfettario, si considera l’imponibile totale della fattura, escluso il bollo stesso (se addebitato al cliente) e le eventuali spese anticipate in nome e per conto.Esempio praticoFattura forfettario:Compenso professionale: 80,00 euroImposta di bollo: 2,00 euroTotale fattura: 82,00 euroRisultato: Il bollo è dovuto perché l’imponibile (80 euro) supera la soglia di 77,47 euro.Fatture miste (con e senza IVA)Se la fattura contiene sia importi soggetti a IVA sia importi esenti/fuori campo, il bollo si applica solo se la parte non soggetta a IVA supera 77,47 euro. Come applicare il bollo virtuale nella fattura elettronicaNelle fatture elettroniche, l’imposta di bollo si assolve in modo “virtuale”, senza applicare fisicamente la marca da bollo. Ecco come fare:1. Impostare il campo “Bollo Virtuale”Nel file XML della fattura elettronica, è necessario valorizzare a “SI” il campo “Bollo Virtuale”:Fattura ordinaria: campo 2.1.1.6.1 del tracciato XMLFattura semplificata: campo 2.1.1.5 del tracciato XMLI software di fatturazione elettronica (Fatture in Cloud, Aruba, Namirial, ecc.) hanno un’opzione specifica per attivare questa funzione con un semplice flag.2. Inserire la dicitura correttaÈ consigliato (ma non obbligatorio) inserire in fattura la seguente dicitura:“Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi dell’articolo 15 del D.P.R. 642/1972 e del D.M. 17/06/2014”3. Addebitare il bollo al cliente (facoltativo)Puoi scegliere se:Addebitare il bollo al cliente: aggiungi una riga separata in fattura per i 2 euroAssorbire il costo: il bollo resta a tuo carico senza addebitarloNota: Se addebiti il bollo al cliente, questo non va considerato nel calcolo della soglia di 77,47 euro. Scadenze di pagamento imposta di bollo 2026Il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche avviene con cadenza trimestrale. Ecco il calendario completo per il 2026:TrimestreFatture emesseScadenza pagamentoCodice tributo F241° TrimestreGen-Feb-Mar 20261 giugno 2026*25212° TrimestreApr-Mag-Giu 202630 settembre 202625223° TrimestreLug-Ago-Set 202630 novembre 202625234° TrimestreOtt-Nov-Dic 20261 marzo 2027**2524* Il 31 maggio 2026 cade di domenica, quindi la scadenza slitta al 1° giugno. ** Il 28 febbraio 2027 cade di domenica, quindi la scadenza slitta al 1° marzo.La regola dei 5.000 euro: versamento cumulativoSe l’importo dell’imposta di bollo di un trimestre è inferiore a 5.000 euro, puoi rimandare il pagamento al trimestre successivo:Versamento cumulativo (soglia 5.000 euro):1° trimestre < 5.000€: puoi versare entro il 30 settembre (insieme al 2°)1° + 2° trimestre < 5.000€: puoi versare entro il 30 novembre (insieme al 3°)3° e 4° trimestre: sempre alle scadenze ordinarieEsempio: Se nel 1° trimestre hai un bollo totale di 120 euro e nel 2° trimestre di 80 euro, puoi versare i 200 euro cumulativamente entro il 30 settembre 2026. Come pagare l’imposta di bolloEsistono due modalità per versare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche:1. Addebito diretto su conto corrente (consigliato)Accedi al portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle EntrateVai alla sezione “Consultazione > Fatture elettroniche e altri dati IVA”Seleziona “Pagamento imposta di bollo”Indica l’IBAN del tuo conto correnteConferma l’addebitoL’importo viene calcolato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate in base alle fatture trasmesse.2. Modello F24 telematicoIn alternativa, puoi pagare tramite modello F24 da presentare in modalità telematica. I codici tributo da utilizzare sono:2521 – Primo trimestre2522 – Secondo trimestre2523 – Terzo trimestre2524 – Quarto trimestre2525 – Sanzioni2526 – Interessi Controlli dell’Agenzia delle Entrate: Elenchi A e BL’Agenzia delle Entrate elabora automaticamente le fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio (SDI) per verificare la corretta applicazione del bollo. I risultati sono disponibili nel portale “Fatture e Corrispettivi”.Elenco A (non modificabile)Contiene le fatture elettroniche correttamente assoggettate a imposta di bollo. Non è modificabile dal contribuente.Elenco B (modificabile)Contiene le fatture elettroniche che non riportano il bollo ma che, in base ai dati, avrebbero dovuto essere assoggettate. Questo elenco può essere modificato dal contribuente.Tempistiche elenchiPubblicazione elenchi: entro il 15 del mese successivo alla fine del trimestreModifiche Elenco B: entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestreEsempio: Per il 1° trimestre 2026, gli elenchi sono disponibili dal 15 aprile 2026 e le modifiche all’Elenco B vanno effettuate entro il 30 aprile 2026.Sanzioni per omesso o tardivo pagamentoSe non paghi l’imposta di bollo entro le scadenze previste, l’Agenzia delle Entrate ti invia una comunicazione telematica all’indirizzo PEC.Sanzione ridotta (entro 30 giorni)Se paghi entro 30 giorni dalla comunicazione, la sanzione è ridotta a un terzo del minimo edittale.Sanzione ordinariaIn caso di mancato pagamento anche dopo la comunicazione, si applicano le sanzioni ordinarie previste dal D.Lgs. 471/1997:Sanzione dal 100% al 500% dell’imposta dovutaInteressi legali maturatiRavvedimento operoso: Puoi regolarizzare spontaneamente il versamento tardivo utilizzando il ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte in base al tempo trascorso dalla scadenza. I codici tributo per sanzioni e interessi sono 2525 e 2526. Domande frequentiIl bollo addebitato al cliente fa reddito per il forfettario?Sì, se addebiti il bollo al cliente, l’importo di 2 euro entra a far parte del tuo fatturato e viene quindi tassato come reddito. Per questo motivo, alcuni professionisti preferiscono non addebitarlo e considerarlo un costo a proprio carico.Il bollo di 2 euro è deducibile nel forfettario?No, nel regime forfettario non puoi dedurre alcun costo effettivo, nemmeno l’imposta di bollo. Il coefficiente di redditività include già forfettariamente tutti i costi sostenuti per l’attività.Cosa succede se dimentico di applicare il bollo su una fattura?L’Agenzia delle Entrate inserirà la fattura nell’Elenco B. Potrai verificare e confermare (o contestare) l’inserimento entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre. Se confermi, l’importo verrà aggiunto al totale da versare.Devo applicare il bollo sulle note di credito?No, le note di credito sono esenti dall’imposta di bollo. L’obbligo riguarda solo le fatture (documenti che attestano un credito) e non i documenti che attestano un debito o una rettifica.Il software di fatturazione calcola automaticamente il bollo?La maggior parte dei software di fatturazione elettronica (Fatture in Cloud, Aruba, TeamSystem, ecc.) ha un’opzione per applicare automaticamente il bollo virtuale quando l’importo supera 77,47 euro. Verifica le impostazioni del tuo software e attiva questa funzione per evitare dimenticanze.Posso usare ancora la marca da bollo cartacea sulle fatture?No, per le fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio (SDI) si deve utilizzare esclusivamente il bollo virtuale. La marca da bollo cartacea può essere usata solo su documenti cartacei (es. ricevute, quietanze non elettroniche).Hai dubbi sulla gestione della tua partita IVA?I nostri esperti possono aiutarti con la fatturazione elettronica, gli adempimenti fiscali e la corretta applicazione dell’imposta di bollo. Richiedi AssistenzaCAF Centro Fiscale – Udine | Assistenza fiscale per partite IVA e forfettariArticolo aggiornato ad aprile 2026. Le scadenze indicate potrebbero subire variazioni. Verifica sempre sul sito dell’Agenzia delle Entrate.Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 08:00:002026-05-24 09:38:07Bollo Fatture Elettroniche 2026: Guida Completa per ForfettariPARTITA IVAAprire uno Studio Legale nel 2026: Guida Completa ai Costi e RequisitiAprire uno Studio Legale nel 2026: Guida CompletaAprire uno studio legale e il sogno di molti avvocati che vogliono esercitare la professione in autonomia. Ma quali sono i costi reali, i requisiti e gli adempimenti necessari? In questa guida completa analizziamo tutti gli aspetti pratici per avviare il tuo studio nel 2026.Dalla scelta della forma giuridica alla ricerca della sede, dalle dotazioni obbligatorie alla pianificazione dei costi: ecco tutto quello che devi sapere prima di aprire.Prima di procedere, consulta la nostra guida completa alla Partita IVA per Avvocati per gli aspetti fiscali e previdenziali.Indice dei contenutiRequisiti per aprire uno studio legaleForme giuridiche: studio individuale o associatoScelta della sede: ufficio, coworking o domicilioCosti di avviamentoCosti di gestione annualiDotazioni obbligatorieAdempimenti burocraticiMarketing e acquisizione clientiErrori da evitareDomande frequenti Requisiti per Aprire uno Studio LegalePrima di aprire uno studio legale devi possedere i seguenti requisiti obbligatori:Requisiti personaliLaurea in Giurisprudenza (ciclo unico LMG/01)Pratica forense di 18 mesi completataEsame di Stato superato e abilitazione conseguitaIscrizione all’Albo degli Avvocati del foro competenteIscrizione alla Cassa ForensePartita IVA attiva con codice ATECO 69.10.10Requisiti strutturaliSede professionale (anche presso domicilio o coworking)PEC (Posta Elettronica Certificata)Firma digitalePolizza RC professionale (obbligatoria dal 2013)Incompatibilita da verificareL’esercizio della professione di avvocato e incompatibile con:Lavoro dipendente pubblico (salvo eccezioni)Lavoro dipendente privato a tempo pienoAttivita commercialiCariche in societa commerciali con oggetto non legaleMediazione creditizia e agente immobiliareAttenzione: Verifica sempre con l’Ordine la tua specifica situazione prima di aprire la partita IVA. Forme Giuridiche: Studio Individuale o AssociatoPuoi esercitare la professione forense in diverse forme:Studio individualeLa forma piu semplice e comune per iniziare:VantaggiSvantaggiMassima autonomia decisionaleResponsabilita illimitataSemplicita gestionaleCosti fissi tutti a caricoCosti di avvio minimiDifficolta a gestire grandi carichiFlessibilita organizzativaIsolamento professionaleStudio associato tra professionistiDue o piu avvocati condividono spese e struttura:VantaggiSvantaggiCondivisione costi fissiNecessita di accordi chiariComplementarieta competenzeDecisioni condiviseMaggiore visibilitaResponsabilita solidale (in alcuni casi)Supporto reciprocoPotenziali conflittiSTP – Societa tra ProfessionistiForma societaria per studi strutturati:STP SRL – Responsabilita limitata al capitaleSTP SAS/SNC – Forme personaliSTP per azioni – Per studi molto grandiLe STP sono adatte a studi con fatturati elevati e necessita di struttura manageriale.Consiglio per chi iniziaPer un neoavvocato, la scelta migliore e solitamente:Studio individuale se vuoi massima autonomiaCondivisione spese con altri colleghi (senza associazione formale)Coworking legale per abbattere i costi fissi Scelta della Sede: Ufficio, Coworking o DomicilioLa scelta della sede e una delle decisioni piu importanti. Ecco le opzioni:Ufficio dedicato (affitto tradizionale)ProControCosto indicativoImmagine professionaleCosto fisso elevato500-2.000 euro/meseSpazio personalizzabileImpegno a lungo termine(varia per citta)Ricevimento clienti ottimaleUtenze e manutenzioneCoworking o ufficio condivisoProControCosto indicativoCosti flessibiliMeno privacy200-600 euro/meseNetworking inclusoSpazio limitatoSale riunioni disponibiliImmagine meno “tradizionale”Utenze incluseDomicilio (home office)ProControCosto indicativoCosto zeroProblemi di immagine0 euroMassima flessibilitaDifficolta a ricevere clientiNessun vincoloCommistione vita/lavoroNota: Lavorare da casa e possibile, ma per i colloqui con i clienti potresti affittare una sala riunioni a ore.Considerazioni sulla locationVicinanza al tribunale – Utile per chi fa molta attivita giudizialeParcheggio – Importante per clienti che vengono in autoAccessibilita – Mezzi pubblici, assenza barriere architettonicheZona – Il prestigio dell’indirizzo puo influenzare la percezione del cliente Costi di AvviamentoEcco una stima dei costi iniziali per aprire uno studio legale:Costi una tantumVoceCosto minimoCosto medioApertura partita IVA0 euro (fai da te)200 euro (commercialista)Iscrizione Albo Avvocati200 euro400 euroPEC (3 anni)15 euro30 euroFirma digitale (3 anni)30 euro80 euroArredo ufficio base500 euro3.000 euroComputer e stampante700 euro2.000 euroSoftware gestionale0 euro (base)500 euroTarga/insegna50 euro300 euroSito web0 euro (fai da te)1.500 euroBiglietti da visita e cancelleria50 euro200 euroDeposito cauzionale affitto0 euro3.000 euroTOTALE AVVIAMENTO~1.545 euro~11.210 euroMinimo assoluto: Con coworking e attrezzatura essenziale puoi partire con circa 2.000 euro.Setup professionale: Per uno studio con sede dedicata e buona immagine, prevedi 10.000-15.000 euro. Costi di Gestione AnnualiI costi fissi annuali di uno studio legale. Per i dettagli sui contributi previdenziali, consulta la guida Contributi Cassa Forense 2026.VoceStudio minimalStudio tradizionaleAffitto ufficio0 euro (casa)9.600 euro (800/mese)Coworking3.600 euro (300/mese)0 euroUtenze (luce, gas, internet)0 euro2.400 euroQuota annuale Ordine400 euro500 euroPolizza RC professionale200 euro500 euroCommercialista600 euro1.500 euroSoftware/abbonamenti200 euro1.200 euroFormazione continua100 euro500 euroPEC e firma digitale40 euro50 euroContributi Cassa Forense minimi4.055 euro4.055 euroTOTALE ANNUALE~9.195 euro~20.305 euroImportante: I contributi Cassa Forense sono il costo fisso piu rilevante, soprattutto per chi inizia con bassi fatturati.Dotazioni ObbligatorieEcco le dotazioni necessarie per esercitare:Obbligatorie per leggePEC – Posta Elettronica Certificata (obbligatoria per tutti i professionisti)Firma digitale – Per depositi telematici e documentiPolizza RC professionale – Obbligatoria con massimale minimo adeguatoSoftware fatturazione elettronica – Obbligo dal 2024Necessarie per operareComputer con connessione internet stabileStampante/scanner (meglio multifunzione)Accesso a banche dati giuridiche (DeJure, Pluris, Lex24)Software gestionale per pratiche e scadenzeSmartphone con app per notifiche PEC e calendarioConsigliateDoppio monitor – Aumenta produttivitaBackup cloud – Sicurezza datiVPN – Per lavorare da remoto in sicurezzaRegistratore vocale – Per appunti e promemoria Adempimenti BurocraticiEcco i passi burocratici per aprire lo studio:Prima di iniziareVerifica iscrizione Albo – Deve essere gia completataApertura partita IVA – Modello AA9/12 all’Agenzia delle EntrateIscrizione Cassa Forense – Entro 30 giorni dall’iscrizione all’AlboAttivazione PEC – Comunicare all’OrdineAcquisto firma digitale – Presso ente certificatoreStipula polizza RC – Prima di iniziare l’attivitaPer la sedeContratto di affitto (se sede dedicata)Comunicazione al Comune – SCIA se necessaria (dipende dal tipo di immobile)Comunicazione sede all’Ordine – Aggiornamento datiAttivazione utenze – Luce, gas, internetAdempimenti periodiciAdempimentoScadenzaFatturazione elettronicaEntro 12 giorni da operazioneVersamento contributi CF4 rate annualiModello 5 Cassa Forense30 settembreDichiarazione redditi30 novembreVersamento imposte30 giugno + 30 novembreFormazione continuaEntro 31 dicembre (crediti annuali)Rinnovo polizza RCAlla scadenza annualePer la gestione della fatturazione avvocato consulta la nostra guida dedicata.Marketing e Acquisizione ClientiIl marketing legale e fondamentale per far crescere lo studio:Canali di acquisizione clientiCanaleEfficaciaCostoPassaparolaMolto altaZeroRete di altri professionistiAltaZero/bassoSito web + SEOMedia-alta (lungo termine)500-3.000 euro/annoLinkedInMedia (B2B)Zero/bassoGoogle AdsVariabileAlto (500+ euro/mese)Pubblicazioni/convegniAlta (reputation)TempoDeontologia e pubblicitaIl codice deontologico forense permette la pubblicita informativa, ma vieta:Pubblicita comparativaPromesse di risultatiIndicazione tariffe minime garantiteAccaparramento di clientela (ambulance chasing)Strategie efficaci per neoavvocatiCostruisci relazioni con commercialisti, consulenti del lavoro, notaiCrea un sito web professionale con articoli sulla tua specializzazioneSii attivo su LinkedIn condividendo contenuti utiliPartecipa a eventi di settore e associazioni di categoriaOffri consulenze iniziali a prezzo calmierato per farti conoscere Errori da EvitareEcco gli errori piu comuni di chi apre uno studio legale:1. Sottovalutare i costi fissiI contributi Cassa Forense (~4.000 euro) vanno pagati anche senza fatturare. Prevedi un fondo di riserva per almeno 12 mesi di costi fissi.2. Sede troppo costosaNei primi anni, un ufficio prestigioso puo drenare risorse preziose. Meglio partire con coworking o spazi condivisi e crescere gradualmente.3. Non specializzarsiL’avvocato “tuttofare” fatica a emergere. Scegli 1-2 aree di specializzazione e costruisci competenza e reputazione in quelle.4. Trascurare il marketingEssere bravi non basta: devi farti conoscere. Dedica tempo regolare a networking e presenza online.5. Non gestire la liquiditaI pagamenti dei clienti possono tardare. Tieni sempre una riserva per tasse, contributi e imprevisti.6. Accettare tutti i clientiAlcuni clienti “problematici” possono costare piu di quanto rendono. Impara a riconoscerli e a dire di no.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande Frequenti Quanto costa aprire uno studio legale?Il costo minimo e di circa 2.000-3.000 euro (home office + dotazioni essenziali). Per uno studio con sede dedicata e setup professionale, prevedi 10.000-15.000 euro di avviamento piu 15.000-25.000 euro di costi fissi annuali. Posso aprire uno studio legale senza sede fisica?Si, puoi indicare il tuo domicilio come sede professionale e ricevere i clienti in sale riunioni affittate a ore. E la soluzione piu economica per iniziare. E obbligatoria la polizza RC professionale?Si, dal 2013 e obbligatoria per tutti gli avvocati. Il costo varia da 200 a 500 euro annui a seconda del massimale e delle coperture. Meglio studio individuale o associato?Per chi inizia, lo studio individuale offre piu flessibilita. Lo studio associato conviene quando hai gia un giro d’affari e vuoi condividere costi e competenze con colleghi fidati. Quanto tempo serve per avviare uno studio?Dal punto di vista burocratico, pochi giorni. Per raggiungere la sostenibilita economica, mediamente 2-3 anni per i neoavvocati, meno se hai gia una rete di contatti. ConclusioneAprire uno studio legale richiede pianificazione, risorse e pazienza. I costi iniziali possono variare da poche migliaia di euro (setup minimale) a oltre 15.000 euro (studio tradizionale). La chiave del successo sta nel controllare i costi fissi nei primi anni, specializzarsi e costruire una solida rete di relazioni.Se hai bisogno di supporto per la gestione fiscale e contabile del tuo studio legale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenze personalizzate per avvocati e liberi professionisti.Richiedi una consulenza gratuitaArticolo aggiornato a gennaio 2026. Le informazioni e i costi indicati sono orientativi e possono variare in base alla zona e alle scelte individuali.Aprile 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-25 09:00:002026-08-17 10:15:19Aprire uno Studio Legale nel 2026: Guida Completa ai Costi e RequisitiPARTITA IVAQuanto Guadagna un Avvocato nel 2026: Stipendio Lordo e NettoQuanto Guadagna un Avvocato nel 2026: Stipendio Lordo e NettoQuanto guadagna un avvocato in Italia? E una delle domande piu frequenti tra chi sta valutando questa carriera o ha appena superato l’esame di abilitazione. La risposta varia enormemente in base a esperienza, specializzazione, zona geografica e tipologia di clientela.In questa guida analizziamo i guadagni reali degli avvocati con partita IVA nel 2026, con esempi concreti di calcolo dal lordo al netto, considerando tasse e contributi Cassa Forense.Scopri anche la nostra guida completa alla Partita IVA per Avvocati per tutti gli aspetti fiscali e previdenziali.Indice dei contenutiGuadagno medio avvocato Italia 2026Guadagni per anni di esperienzaGuadagni per specializzazioneDifferenze per area geograficaCalcolo dal lordo al nettoForfettario vs ordinario: confrontoCome aumentare i guadagniDomande frequenti Guadagno Medio Avvocato Italia 2026Secondo i dati della Cassa Forense e le statistiche del CNF (Consiglio Nazionale Forense), il reddito medio degli avvocati italiani presenta un quadro molto variegato:IndicatoreImporto 2026Reddito medio nazionale~42.000 euro lordiReddito mediano nazionale~25.000 euro lordiPrimo quartile (25%)< 15.000 euro lordiTerzo quartile (75%)< 55.000 euro lordiNota importante: La differenza tra media e mediana indica che una minoranza di avvocati con redditi molto elevati alza la media, mentre la maggioranza guadagna meno di 25.000 euro lordi.Distribuzione dei redditiFascia di reddito lordo% avvocatiSotto 10.000 euro25%10.000 – 30.000 euro35%30.000 – 60.000 euro25%60.000 – 100.000 euro10%Oltre 100.000 euro5%Come si vede, il 60% degli avvocati guadagna meno di 30.000 euro lordi annui. Solo una minoranza raggiunge redditi elevati. Guadagni per Anni di EsperienzaL’esperienza e il fattore piu determinante per i guadagni di un avvocato:EsperienzaReddito lordo annuoNetto stimato (forfettario)Neoabilitato (0-3 anni)10.000 – 25.000 euro6.000 – 16.000 euroJunior (3-7 anni)25.000 – 45.000 euro16.000 – 28.000 euroEsperto (7-15 anni)45.000 – 80.000 euro28.000 – 48.000 euroSenior (oltre 15 anni)60.000 – 150.000+ euro36.000 – 85.000+ euroI primi anni: la fase piu difficileI primi 3-5 anni sono i piu critici. Molti neoabilitati:Non raggiungono l’autosufficienza economicaDevono integrare con altre attivitaLavorano per studi senior con compensi modestiPagano comunque i contributi minimi Cassa Forense (~4.000 euro)Consiglio: Nei primi anni, valuta attentamente se puoi permetterti i costi fissi della partita IVA prima di aprirla. Guadagni per SpecializzazioneLa specializzazione incide significativamente sui guadagni. Ecco le aree piu e meno remunerative:Specializzazioni piu remunerativeSpecializzazioneReddito medio annuoNoteDiritto societario/M&A80.000 – 300.000+ euroGrandi studi, clienti corporateDiritto tributario60.000 – 150.000 euroContenzioso fiscale, consulenzaDiritto bancario/finanziario70.000 – 200.000 euroIstituti finanziariProprieta intellettuale60.000 – 140.000 euroMarchi, brevetti, copyrightDiritto del lavoro (aziende)50.000 – 120.000 euroConsulenza HR, ristrutturazioniSpecializzazioni con guadagni mediSpecializzazioneReddito medio annuoNoteDiritto penale35.000 – 90.000 euroAlta variabilita casiDiritto immobiliare40.000 – 85.000 euroCompravendite, locazioniDiritto amministrativo40.000 – 100.000 euroPA, appalti, urbanisticaDiritto di famiglia30.000 – 70.000 euroSeparazioni, divorzi, successioniDiritto civile generico25.000 – 60.000 euroContrattualistica, recupero creditiFattori che influenzano i guadagni per specializzazioneTipologia clienti: Aziende pagano di piu dei privatiValore delle cause: Cause con valori elevati = onorari piu altiComplessita tecnica: Materie specialistiche hanno meno concorrenzaVolumi: Alcune specializzazioni permettono piu pratiche simultanee Differenze per Area GeograficaIl luogo di esercizio della professione incide notevolmente sui guadagni:Area geograficaReddito medioDifferenza vs media nazionaleMilano e hinterland~65.000 euro+55%Roma~52.000 euro+24%Nord Italia (escluso Milano)~45.000 euro+7%Centro Italia (escluso Roma)~38.000 euro-10%Sud e Isole~28.000 euro-33%Perche Milano guadagna di piuConcentrazione di grandi aziende e multinazionaliSede di molti studi legali internazionaliMaggiore presenza di clientela corporateTariffe orarie piu elevateConsiderazioni sul costo della vitaAttenzione: i guadagni piu alti al Nord spesso sono compensati da:Affitti studio piu costosiCosto della vita superioreMaggiore concorrenzaCosti di rappresentanza piu elevatiUn avvocato in una citta media del Friuli-Venezia Giulia con 40.000 euro di reddito potrebbe avere un tenore di vita migliore di uno a Milano con 55.000 euro. Calcolo dal Lordo al NettoVediamo come calcolare il guadagno netto di un avvocato partendo dal fatturato lordo. Per i dettagli sui contributi, consulta la guida ai Contributi Cassa Forense 2026.Esempio 1: Avvocato forfettario con 40.000 euroVoceCalcoloImportoFatturato lordo annuo–40.000 euroReddito imponibile (78%)40.000 x 78%31.200 euro(-) Contributo soggettivo CF31.200 x 15%-4.680 euro(-) Contributo integrativo CF40.000 x 4% (ma lo paga il cliente)0 euro*(-) Contributo maternitaFisso-90 euroImponibile per imposta31.200 – 4.68026.520 euro(-) Imposta sostitutiva 15%26.520 x 15%-3.978 euro(-) Commercialista–-800 euro(-) Quota Ordine + assicurazione–-700 euroNETTO DISPONIBILE–~29.752 euro*Il contributo integrativo 4% viene addebitato al cliente, quindi non e un costo per l’avvocato.Rapporto netto/lordo: ~74% (29.752 / 40.000)Esempio 2: Avvocato forfettario con 70.000 euroVoceImportoFatturato lordo annuo70.000 euroReddito imponibile (78%)54.600 euro(-) Contributo soggettivo CF (15%)-8.190 euro(-) Contributo maternita-90 euroImponibile per imposta46.320 euro(-) Imposta sostitutiva 15%-6.948 euro(-) Commercialista-1.000 euro(-) Quota Ordine + assicurazione-800 euroNETTO DISPONIBILE~52.972 euroRapporto netto/lordo: ~76% (52.972 / 70.000)Esempio 3: Neoabilitato con 20.000 euro (aliquota 5%)VoceImportoFatturato lordo annuo20.000 euroReddito imponibile (78%)15.600 euro(-) Contributo soggettivo CF (minimo)-3.185 euro(-) Contributo maternita-90 euroImponibile per imposta12.325 euro(-) Imposta sostitutiva 5%-616 euro(-) Commercialista-600 euro(-) Quota Ordine + assicurazione-600 euroNETTO DISPONIBILE~14.909 euroRapporto netto/lordo: ~75% (14.909 / 20.000)Nota: I contributi minimi Cassa Forense pesano molto sui redditi bassi!Forfettario vs Ordinario: ConfrontoQuando conviene il regime ordinario rispetto al forfettario?Confronto su 60.000 euro di fatturatoVoceForfettarioOrdinario*Fatturato60.000 euro60.000 euroSpese deducibili13.200 euro (22% fisso)15.000 euro (reali)Reddito imponibile46.800 euro45.000 euroContributi CF~7.020 euro~6.750 euroIRPEF/Imposta sost.~5.967 euro (15%)~9.500 euro (scaglioni)IRAP0 euro~1.500 euroCarico fiscale totale~12.987 euro~17.750 euro*Ipotizzando 15.000 euro di spese reali deducibili.In questo caso il forfettario conviene di quasi 5.000 euro.Quando conviene il regime ordinarioSpese reali superiori al 35-40% del fatturatoImportanti detrazioni IRPEF (mutuo, spese mediche elevate)Clienti aziendali che preferiscono fatture con IVAFatturato oltre 85.000 euro (obbligo) Come Aumentare i GuadagniEcco le strategie piu efficaci per aumentare i guadagni come avvocato:1. SpecializzarsiGli avvocati specializzati guadagnano in media il 30-50% in piu dei generalisti. Scegli un’area con buona domanda e poca concorrenza nella tua zona.2. Targetizzare clienti aziendaliLe aziende hanno budget piu elevati, pagano piu puntualmente e generano incarichi ricorrenti. Un cliente corporate vale spesso 10 clienti privati.3. Sviluppare la rete di relazioniIl networking e fondamentale: commercialisti, consulenti del lavoro, notai possono portare clienti qualificati.4. Presenza onlineUn sito web professionale e una buona presenza su LinkedIn possono generare nuovi clienti. Il marketing legale e sempre piu importante.5. Efficienza operativaSoftware gestionali, automazione dei processi, delega delle attivita routinarie: liberare tempo per l’attivita ad alto valore aggiunto.6. Formazione continua mirataInvesti in formazione su competenze richieste dal mercato: privacy/GDPR, compliance, diritto digitale, ecc.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande Frequenti Quanto guadagna un avvocato appena abilitato?Un avvocato nei primi 3 anni di attivita guadagna in media tra 10.000 e 25.000 euro lordi annui. Dopo tasse e contributi, il netto si aggira tra 6.000 e 16.000 euro. Molti devono integrare con altre attivita o affiancamento in studi strutturati. Quanto guadagna un avvocato al mese?Dipende dall’esperienza. Un avvocato con 40.000 euro di fatturato annuo (netto ~30.000 euro) guadagna circa 2.500 euro netti al mese. Un senior con 80.000 euro di fatturato puo arrivare a 4.000-4.500 euro netti mensili. Gli avvocati penalisti guadagnano di piu?Dipende. I penalisti hanno redditi molto variabili: alcuni casi possono fruttare molto, altri poco. In media, i penalisti guadagnano meno degli avvocati d’affari o tributaristi, ma ci sono eccezioni importanti per chi segue casi di alto profilo. Conviene fare l’avvocato nel 2026?Dipende dalle aspettative. L’avvocatura offre autonomia e soddisfazioni professionali, ma richiede anni per raggiungere redditi soddisfacenti. In Italia c’e un eccesso di avvocati (circa 250.000), che comprime i redditi medi. La specializzazione e la qualita del servizio sono fondamentali per emergere. Quanto costa diventare avvocato?Tra laurea (5 anni), pratica (18 mesi) e avvio attivita, il costo totale puo superare i 50.000-80.000 euro considerando mancati guadagni, universita, master, esami e costi iniziali P.IVA. Il break-even economico arriva mediamente dopo 5-7 anni dall’abilitazione. ConclusioneI guadagni di un avvocato variano enormemente in base a esperienza, specializzazione e zona geografica. Il reddito mediano si attesta intorno ai 25.000 euro lordi, con ampie differenze tra chi inizia e chi ha consolidato la professione.La chiave per guadagnare bene e specializzarsi, costruire una clientela di qualita e ottimizzare la gestione fiscale con il regime piu conveniente.Se hai bisogno di supporto per la gestione fiscale del tuo studio legale o per valutare il regime piu conveniente, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenze personalizzate per avvocati e liberi professionisti.Richiedi una consulenza gratuitaArticolo aggiornato a gennaio 2026. I dati sui redditi sono indicativi e basati su statistiche Cassa Forense e CNF. La situazione individuale puo variare significativamente.Aprile 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-23 09:00:002026-08-17 10:15:16Quanto Guadagna un Avvocato nel 2026: Stipendio Lordo e NettoPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOContributi Previdenziali Deducibili Regime Forfettario 2026: Guida Completa al Risparmio FiscaleI contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario 2026 rappresentano l’unico vero strumento di risparmio fiscale a disposizione di chi opera con la flat tax. A differenza del regime forfettario ordinario dove i costi reali non vengono considerati, i contributi previdenziali godono di un trattamento speciale: si sottraggono direttamente dal reddito imponibile, riducendo la base su cui si calcola l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le nuove attività). In questa guida completa scoprirai come funziona la deduzione dei contributi previdenziali, quanto puoi risparmiare concretamente e come evitare gli errori più comuni nella dichiarazione delle spese deducibili. Indice dei contenutiPerché i contributi previdenziali sono l’unica deduzione nel forfettarioCome funziona la deduzione dei contributi nel regime forfettarioContributi INPS Gestione Separata: aliquote e calcolo 2026Contributi INPS Commercianti e Artigiani nel forfettarioContributi Casse Professionali: ENPAM, Cassa Forense, INARCASSACalcolo pratico: quanto risparmi deducendo i contributiContributi versati in ritardo: sono deducibili?Contributi volontari e riscatto laurea nel forfettarioCome indicare i contributi nel Quadro LM della dichiarazioneErrore comune: contributi nel 730 se sei forfettarioStrategia: conviene versare contributi aggiuntivi?Domande frequentiPerché i contributi previdenziali sono l’unica deduzione nel regime forfettarioIl regime forfettario funziona in modo completamente diverso dal regime ordinario. Mentre nel sistema tradizionale puoi sottrarre tutte le spese sostenute per l’attività (affitto ufficio, cancelleria, utenze, software), nel forfettario i costi vengono determinati in modo forfettario attraverso il coefficiente di redditività. In pratica, lo Stato presume che tu abbia delle spese pari a una certa percentuale dei ricavi, e su quella base calcola il tuo reddito imponibile.Questo significa che non puoi dedurre l’affitto dello studio, il costo del computer o le bollette del telefono. Tuttavia, c’è un’eccezione fondamentale: i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno si deducono dal reddito imponibile già determinato con il coefficiente. È una regola prevista dall’articolo 1, comma 64, della Legge 190/2014 (la legge istitutiva del regime forfettario) e confermata dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 2016.Per capire meglio: se hai ricavi di 50.000 euro e il tuo coefficiente di redditività è del 78% (come per gli avvocati), il reddito lordo forfettario è 39.000 euro. Da qui puoi sottrarre i contributi previdenziali effettivamente versati nell’anno. Se hai pagato 10.000 euro di contributi alla Cassa Forense, il reddito imponibile scende a 29.000 euro, e su questa cifra paghi il 15% di imposta sostitutiva. Come funziona la deduzione dei contributi nel regime forfettarioLa deduzione dei contributi previdenziali nel regime forfettario segue un meccanismo preciso che è importante comprendere per evitare errori. Il punto chiave è questo: i contributi si deducono dal reddito imponibile, non dall’imposta. Questa distinzione è fondamentale.Ecco come funziona il calcolo, passo dopo passo:Calcolo dei ricavi — somma di tutti i compensi/ricavi incassati nell’anno (criterio di cassa)Applicazione del coefficiente di redditività — ogni codice ATECO ha il suo (dal 40% al 86%)Reddito lordo forfettario = ricavi x coefficiente di redditivitàSottrazione dei contributi previdenziali versati nell’annoReddito imponibile netto = reddito lordo – contributi previdenzialiImposta sostitutiva = reddito imponibile netto x 15% (o 5%)Un aspetto cruciale: i contributi previdenziali deducibili si sottraggono dal reddito e non dall’imposta. Questo significa che il risparmio effettivo non corrisponde all’intero importo dei contributi, ma alla percentuale dell’imposta sostitutiva applicata su quell’importo. Se versi 5.000 euro di contributi e paghi il 15% di imposta, il risparmio reale è di 750 euro (5.000 x 15%). Se sei nel regime agevolato al 5%, il risparmio scende a 250 euro.Un’altra regola importante: se i contributi previdenziali superano il reddito forfettario, l’eccedenza non può essere portata in detrazione nel modello 730 o nel modello Redditi PF come reddito complessivo. L’eccedenza si perde, a meno che tu non abbia anche altri redditi soggetti a IRPEF ordinaria (ad esempio, un reddito da lavoro dipendente). Contributi INPS Gestione Separata: aliquote e calcolo 2026La Gestione Separata INPS è la cassa previdenziale di riferimento per i liberi professionisti senza cassa (consulenti, copywriter, web designer, formatori, traduttori e molte altre categorie). Nel 2026, le aliquote contributive della Gestione Separata sono:26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale (aliquota piena)24% per chi ha già un’altra copertura previdenziale (ad esempio, un lavoro dipendente parallelo o iscrizione a un’altra cassa)Questi contributi INPS si calcolano sul reddito imponibile forfettario (ricavi x coefficiente di redditività, prima della deduzione dei contributi stessi). Il calcolo avviene quindi in modo circolare: i contributi riducono il reddito, ma il reddito determina i contributi. Per questo motivo si utilizza una formula matematica che risolve il “circolo”.Esempio pratico con Gestione Separata: Marco è un consulente informatico forfettario con ricavi di 40.000 euro e coefficiente di redditività del 78%. Il suo reddito lordo è 31.200 euro. Con l’aliquota del 26,07%, i contributi INPS ammontano a circa 6.437 euro (calcolati con la formula iterativa). Il reddito imponibile dopo la deduzione scende a 24.763 euro, su cui paga il 15% di imposta sostitutiva: 3.714 euro. Senza la deduzione, l’imposta sarebbe stata 4.680 euro. Il risparmio fiscale grazie alla deduzione dei contributi è di 966 euro. Contributi INPS Commercianti e Artigiani nel forfettarioChi esercita un’attività commerciale o artigianale nel regime forfettario è iscritto alla Gestione Commercianti o Artigiani INPS. Il sistema contributivo per queste categorie è diverso dalla Gestione Separata perché prevede un contributo minimo obbligatorio (i cosiddetti “minimali”), indipendentemente dal reddito effettivo.Nel 2026, i parametri principali sono:Contributo fisso annuo (minimali): circa 4.427 euro per i commercianti e circa 4.385 euro per gli artigiani (importi indicativi, aggiornati annualmente dall’INPS sulla base della variazione ISTAT)Aliquota percentuale: 24,48% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti (+ 0,48% di contributo maternità) sul reddito eccedente il minimale fino al massimaleRiduzione forfettaria del 35%: i forfettari possono richiedere una riduzione del 35% sia sui contributi fissi che sulla percentuale eccedente (art. 1, comma 77, Legge 190/2014)La riduzione del 35% è un vantaggio esclusivo dei forfettari che può essere richiesta all’INPS tramite il cassetto previdenziale. Attenzione però: questa riduzione comporta un accredito contributivo proporzionalmente inferiore ai fini pensionistici. Chi la sceglie accumula meno contributi per la pensione futura.Tutti i contributi versati alla Gestione Commercianti o Artigiani, sia i minimali che l’eventuale percentuale eccedente, sono interamente deducibili dal reddito forfettario. Anche i contributi versati con la riduzione del 35% sono deducibili per l’importo effettivamente pagato. Contributi Casse Professionali: ENPAM, Cassa Forense, INARCASSAI professionisti iscritti a un albo professionale (medici, avvocati, architetti, ingegneri, psicologi, commercialisti, geometri, infermieri) versano i contributi alla propria cassa di previdenza e non all’INPS. Anche questi contributi previdenziali sono interamente deducibili nel regime forfettario, seguendo le stesse regole dei contributi INPS.Ecco le principali casse professionali e le aliquote indicative per il 2026:Cassa Forense (avvocati): contributo soggettivo del 15% sul reddito professionale + contributo integrativo del 4% (quest’ultimo addebitato al cliente in fattura)ENPAM (medici e odontoiatri): Quota A fissa annua (circa 1.500-3.000 euro in base all’età) + Quota B proporzionale (aliquota variabile dal 2% al 24,5%)INARCASSA (architetti e ingegneri): contributo soggettivo del 14,5% + contributo integrativo del 4%ENPAP (psicologi): contributo soggettivo del 10% + contributo integrativo del 2%CIPAG (geometri): contributo soggettivo del 18% circa + contributo integrativoENPAPI (infermieri): contributo soggettivo del 16% + contributo integrativo del 4%Cassa Dottori Commercialisti (CNPADC): contributo soggettivo dal 12% al 100% del reddito + contributo integrativo del 4%Attenzione alla distinzione: il contributo soggettivo è sempre deducibile perché è a carico del professionista. Il contributo integrativo (il famoso 4% o 2% in fattura) è generalmente a carico del cliente e non è deducibile dal reddito del professionista, salvo specifiche eccezioni previste dallo statuto della cassa. Consulta sempre il regolamento della tua cassa o rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per un chiarimento personalizzato.Calcolo pratico: quanto risparmi deducendo i contributiVediamo con esempi concreti quanto si risparmia grazie alla deduzione dei contributi previdenziali nel regime forfettario 2026. Ricorda: il risparmio è pari ai contributi moltiplicati per l’aliquota dell’imposta sostitutiva (15% o 5%). Esempio 1: Consulente con Gestione Separata (aliquota 15%)Ricavi annui: 45.000 euroCoefficiente di redditività: 78%Reddito lordo: 35.100 euroContributi INPS versati (26,07%): circa 7.246 euroReddito imponibile: 35.100 – 7.246 = 27.854 euroImposta sostitutiva (15%): 4.178 euroSenza deduzione, l’imposta sarebbe: 35.100 x 15% = 5.265 euroRisparmio fiscale: 1.087 euroEsempio 2: Avvocato con Cassa Forense (aliquota 15%)Ricavi annui: 60.000 euroCoefficiente di redditività: 78%Reddito lordo: 46.800 euroContributi Cassa Forense versati (soggettivo 15%): circa 7.020 euroReddito imponibile: 46.800 – 7.020 = 39.780 euroImposta sostitutiva (15%): 5.967 euroSenza deduzione: 46.800 x 15% = 7.020 euroRisparmio fiscale: 1.053 euroEsempio 3: Nuova attività con aliquota agevolata al 5%Ricavi annui: 30.000 euroCoefficiente di redditività: 67%Reddito lordo: 20.100 euroContributi INPS versati: circa 4.148 euroReddito imponibile: 20.100 – 4.148 = 15.952 euroImposta sostitutiva (5%): 798 euroSenza deduzione: 20.100 x 5% = 1.005 euroRisparmio fiscale: 207 euroCome puoi notare, il risparmio è proporzionalmente maggiore per chi paga il 15% rispetto a chi gode dell’aliquota agevolata del 5%. In ogni caso, la deduzione dei contributi previdenziali è sempre conveniente e non va mai dimenticata nella dichiarazione dei redditi.Contributi versati in ritardo: sono deducibili?Una domanda molto frequente riguarda i contributi previdenziali versati in ritardo: sono comunque deducibili nel regime forfettario? La risposta è sì, con alcune precisazioni importanti.Il principio fondamentale è il criterio di cassa: i contributi sono deducibili nell’anno in cui vengono effettivamente pagati, indipendentemente dal periodo di competenza. Questo significa che:Se paghi nel 2026 i contributi relativi al 2025 (perché eri in ritardo), li deduci nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno di imposta 2026)Se paghi una rateizzazione INPS con più rate nell’anno, deduci solo le rate effettivamente versate in quell’annoSe paghi sanzioni e interessi per ritardato pagamento, questi non sono deducibili — solo la quota capitale dei contributi è ammessa alla deduzioneAnche i contributi pagati tramite cartella esattoriale (perché non versati spontaneamente) mantengono la deducibilità per la parte relativa ai contributi veri e propri, escludendo sanzioni, interessi e aggio di riscossione. Contributi volontari e riscatto laurea nel forfettarioOltre ai contributi obbligatori, esistono altre forme di contribuzione previdenziale che meritano un approfondimento per chi opera nel regime forfettario.Contributi volontari INPSI contributi volontari sono versamenti che il lavoratore autonomo può effettuare per coprire periodi non lavorati o per integrare la posizione previdenziale. Nel regime forfettario, i contributi volontari autorizzati dall’INPS sono deducibili dal reddito forfettario, a condizione che siano relativi alla propria posizione previdenziale.Riscatto della laureaIl riscatto della laurea è un tema complesso per i forfettari. I contributi versati per il riscatto degli anni di studio universitario sono tecnicamente contributi previdenziali e quindi dovrebbero essere deducibili. Tuttavia, la deducibilità dipende dalla gestione previdenziale:Se il riscatto è nella stessa gestione (es. Gestione Separata INPS) dove versi i contributi da forfettario, è deducibile dal reddito forfettarioSe il riscatto è in una gestione diversa (es. riscatto nella gestione dipendenti per un ex lavoratore subordinato ora forfettario), la questione è controversa. La prassi dell’Agenzia delle Entrate tende a considerarli deducibili dal reddito complessivo IRPEF, ma non dal reddito forfettarioDato che il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva che esclude il reddito dalla base imponibile IRPEF, chi non ha altri redditi IRPEF rischia di perdere la deducibilità del riscatto laurea in una gestione diversa. È un caso in cui rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine può fare la differenza per ottimizzare la scelta.Come indicare i contributi nel Quadro LM della dichiarazioneI contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario si indicano nel Quadro LM del Modello Redditi Persone Fisiche. Ecco i passaggi pratici:Rigo LM22 (colonna 1): indica il totale dei ricavi o compensi percepiti nell’annoRigo LM34: il reddito lordo calcolato applicando il coefficiente di redditivitàRigo LM35: qui si indicano i contributi previdenziali deducibili — l’importo totale dei contributi obbligatori versati nell’anno di imposta (criterio di cassa)Rigo LM36: il reddito netto (rigo LM34 meno rigo LM35) su cui si calcola l’imposta sostitutivaRigo LM37 o LM38: l’imposta sostitutiva calcolata (15% o 5%) Documenti da conservare: per giustificare la deduzione dei contributi, conserva le ricevute di pagamento dei contributi INPS (modelli F24) o le attestazioni della cassa professionale. L’INPS mette a disposizione nel cassetto previdenziale la situazione dei contributi versati, che può servire come riscontro.Eccedenza contributi: se l’importo dei contributi previdenziali (rigo LM35) supera il reddito lordo (rigo LM34), il reddito netto al rigo LM36 sarà pari a zero. L’eccedenza dei contributi non può essere riportata negli anni successivi nel Quadro LM, ma se hai altri redditi soggetti a IRPEF, puoi dedurla nel Quadro RP (sezione II, rigo RP21) dal reddito complessivo.Errore comune: contributi nel 730 se sei forfettarioUno degli errori più frequenti tra i forfettari riguarda il tentativo di dedurre i contributi previdenziali nel modello 730. Chiariamo subito: se sei un forfettario e il tuo unico reddito è quello dell’attività in regime forfettario, non puoi usare il 730.Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali. Di conseguenza, il reddito forfettario non concorre al reddito complessivo IRPEF. Il modello 730 si usa per dichiarare redditi soggetti a IRPEF (lavoro dipendente, pensione, fabbricati, ecc.), e le deduzioni/detrazioni nel 730 funzionano solo su redditi IRPEF.Ecco gli scenari possibili:Solo reddito forfettario: usi il Modello Redditi PF con il Quadro LM. I contributi li deduci al rigo LM35. Non presenti il 730.Reddito forfettario + reddito dipendente/pensione: presenti sia il Modello Redditi PF (Quadro LM per il forfettario) sia il 730 (per il reddito dipendente). I contributi relativi all’attività forfettaria li deduci nel Quadro LM. L’eventuale eccedenza può andare nel 730 (Quadro E/RP).Reddito forfettario + redditi da fabbricati: usi il Modello Redditi PF completo, con Quadro LM per il forfettario e Quadro RB per i fabbricati.Attenzione: un errore nella collocazione dei contributi previdenziali deducibili può generare incongruenze nella dichiarazione e controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per evitare problemi, affidati a un professionista o al CAF Centro Fiscale per la compilazione.Strategia: conviene versare contributi aggiuntivi per abbattere il reddito?Dato che i contributi previdenziali sono l’unica deduzione possibile nel regime forfettario, può sorgere una domanda strategica: conviene versare contributi aggiuntivi per ridurre il reddito imponibile?La risposta dipende dalla tua situazione specifica. Ecco un’analisi dei pro e contro:Quando potrebbe convenireSei vicino alla pensione e vuoi aumentare il montante contributivo per migliorare l’assegno pensionistico futuroHai redditi elevati (vicino agli 85.000 euro di ricavi) e ogni euro di deduzione aiuta a mantenere il carico fiscale sotto controlloVuoi riscattare la laurea nella stessa gestione previdenziale per un doppio vantaggio: deduzione + anni di contribuzioneLa tua cassa professionale prevede contribuzione volontaria aggiuntiva con vantaggi previdenziali significativiQuando non convieneHai appena aperto la partita IVA e sei al 5%: il risparmio fiscale è minimo (solo 5% dei contributi aggiuntivi)Hai bisogno di liquidità: i contributi versati non sono recuperabili nel breve periodoIl rendimento previdenziale è basso: in alcune casse professionali, il rendimento dei contributi volontari è inferiore a quello di investimenti alternativiIn termini numerici, se paghi il 15% di imposta sostitutiva, ogni 1.000 euro di contributi aggiuntivi ti fa risparmiare 150 euro di tasse. Se paghi il 5%, il risparmio è solo di 50 euro. La convenienza va quindi valutata anche in ottica previdenziale, non solo fiscale. Un consulto presso il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a simulare gli scenari e scegliere la strategia più adatta al tuo caso. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande frequenti sui contributi previdenziali deducibili nel forfettarioQuali contributi posso dedurre nel regime forfettario?Puoi dedurre tutti i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno: contributi INPS (Gestione Separata, Commercianti, Artigiani) e contributi alle casse professionali (Cassa Forense, ENPAM, INARCASSA, ecc.). Sono deducibili anche i contributi per maternità e i contributi volontari autorizzati.I contributi si deducono dal reddito o dall’imposta?Si deducono dal reddito imponibile, non dall’imposta. Questo significa che il risparmio effettivo è pari all’importo dei contributi moltiplicato per l’aliquota dell’imposta sostitutiva (15% o 5%). Ad esempio, 8.000 euro di contributi con aliquota 15% generano un risparmio di 1.200 euro.Posso dedurre i contributi previdenziali nel 730 se sono forfettario?No, se il tuo unico reddito è quello da attività forfettaria. I contributi vanno indicati nel Quadro LM del Modello Redditi PF. Solo se hai anche redditi IRPEF (lavoro dipendente, pensione) puoi eventualmente dedurre l’eccedenza nel 730.Cosa succede se i contributi superano il reddito forfettario?Se i contributi previdenziali superano il reddito lordo forfettario, il reddito imponibile diventa zero e non paghi imposta sostitutiva. L’eccedenza non si riporta agli anni successivi nel Quadro LM, ma può essere dedotta dal reddito complessivo IRPEF se hai altri redditi.Il contributo integrativo del 4% in fattura è deducibile?Generalmente no. Il contributo integrativo (4% o 2% a seconda della cassa) è addebitato al cliente ed è un onere a suo carico. È deducibile solo il contributo soggettivo, cioè quello a carico del professionista. Fanno eccezione alcune casse con regolamenti specifici.Come faccio a sapere quanto ho versato di contributi nell’anno?Per i contributi INPS, accedi al cassetto previdenziale su inps.it dove trovi il riepilogo dei versamenti. Per le casse professionali, consulta l’area riservata del sito della tua cassa o richiedi l’attestazione annuale. I modelli F24 con cui hai effettuato i pagamenti sono la prova documentale da conservare.ConclusioneI contributi previdenziali deducibili rappresentano il principale e unico strumento di risparmio fiscale nel regime forfettario 2026. Che tu sia un professionista iscritto a una cassa, un commerciante, un artigiano o un collaboratore con Gestione Separata INPS, conoscere il meccanismo della deduzione ti permette di ottimizzare il carico fiscale e evitare errori nella dichiarazione dei redditi.Ricorda i punti chiave: i contributi si deducono dal reddito (non dall’imposta), valgono quelli effettivamente pagati nell’anno (criterio di cassa), e vanno indicati nel Quadro LM del Modello Redditi PF. Se hai dubbi sulla deducibilità di contributi specifici (riscatto laurea, contributi volontari, contributi in ritardo), non improvvisare: una consulenza professionale può farti risparmiare molto di più di quanto costa.Hai bisogno di aiuto con la deduzione dei contributi previdenziali?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della dichiarazione dei redditi, verificando che tutti i contributi previdenziali siano correttamente dedotti per massimizzare il tuo risparmio fiscale.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Aprile 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-22 08:00:002026-08-17 10:16:15Contributi Previdenziali Deducibili Regime Forfettario 2026: Guida Completa al Risparmio FiscalePARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOChiudere Partita IVA Regime Forfettario 2026: Procedura Online, Costi e Cosa FareChiudere la partita IVA con regime forfettario è una decisione importante che molti professionisti e freelance si trovano ad affrontare nel 2026. Che tu stia valutando di tornare al lavoro dipendente, che la tua attività non sia più redditizia, o che tu voglia semplicemente cessare l’attività autonoma, è fondamentale conoscere la procedura corretta, i costi (spoiler: la chiusura è gratuita) e tutti gli adempimenti finali da completare. In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo come chiudere la partita IVA forfettaria nel 2026, cosa succede ai contributi INPS, come gestire le fatture ancora da incassare e se è possibile richiedere la NASpI dopo la chiusura. Indice dei contenutiQuando conviene chiudere la partita IVA forfettariaProcedura online: modello AA9/12 e SPIDTempistiche: entro quando comunicare la chiusuraCosti della chiusura: quanto si pagaCosa succede ai contributi INPS (Gestione Separata)Professionisti con cassa previdenziale propriaAdempimenti fiscali finali dopo la chiusuraFatture emesse ma non ancora incassateChiusura partita IVA e NASpI: si può avere la disoccupazione?Si può riaprire la partita IVA come forfettario?Errori da evitare quando si chiude la partita IVADomande frequenti (FAQ)Quando conviene chiudere la partita IVA forfettariaLa decisione di chiudere la partita IVA con regime forfettario può dipendere da diverse situazioni. Non esiste un obbligo di chiusura legato al fatturato zero, ma ci sono circostanze in cui mantenere aperta la posizione fiscale diventa controproducente o addirittura costoso.Il primo caso è l’inattività prolungata: se non emetti fatture da diversi mesi e non prevedi di riprendere l’attività nel breve periodo, mantenere la partita IVA aperta comporta comunque l’obbligo di versare i contributi INPS minimi alla Gestione Separata o alla tua cassa di previdenza. Anche se il regime forfettario non prevede un minimale contributivo fisso per la Gestione Separata (i contributi sono proporzionali al reddito), alcune casse professionali richiedono un contributo minimo annuale indipendentemente dal fatturato.Il secondo scenario frequente è il passaggio al lavoro dipendente. Quando si trova un’occupazione stabile, molti professionisti preferiscono chiudere la partita IVA per semplificare la propria posizione fiscale. In questo caso, è importante sapere che il forfettario è compatibile con il lavoro dipendente, purché il reddito da lavoro dipendente non superi i 30.000 euro lordi annui (una delle cause ostative del regime forfettario). Se il nuovo stipendio supera questa soglia, la chiusura diventa comunque obbligatoria per l’anno successivo.Altre situazioni in cui conviene valutare la chiusura includono:Cambio di regime fiscale: se i tuoi ricavi superano gli 85.000 euro e devi passare al regime ordinario, potresti decidere di chiudere e riaprire con una forma giuridica diversa (ad esempio una SRL)Pensionamento: quando si va in pensione e non si intende proseguire l’attivitàTrasferimento all’estero: chi sposta la residenza fiscale fuori dall’Italia deve chiudere la partita IVA italianaAttività non più sostenibile economicamente: se le spese superano costantemente i ricavi Procedura online per chiudere la partita IVA forfettaria: modello AA9/12La chiusura della partita IVA avviene tramite la presentazione del modello AA9/12 (per le persone fisiche) all’Agenzia delle Entrate. Questo modello, lo stesso utilizzato per l’apertura e le variazioni, contiene una sezione specifica dedicata alla cessazione dell’attività.La procedura più rapida e comoda è quella online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Ecco i passaggi da seguire:Accedi al portale dell’Agenzia delle Entrate tramite SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) all’indirizzo agenziaentrate.gov.itVai nella sezione “Servizi” – “Dichiarazioni” – “Dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione attività”Seleziona “Cessazione attività” e compila il modello AA9/12Indica la data di cessazione effettiva dell’attività (non la data di invio del modulo)Inserisci il codice ATECO della tua attivitàConferma e invia telematicamenteConserva la ricevuta di avvenuta presentazioneIn alternativa alla procedura online, puoi presentare il modello AA9/12 anche:Di persona presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, portando un documento di identità validoTramite raccomandata A/R all’ufficio competente, allegando una fotocopia del documento di identitàTramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF) con delegaSe hai bisogno di assistenza per la compilazione del modello e la gestione di tutti gli adempimenti successivi, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a completare la procedura in modo corretto, evitando errori che potrebbero causare problemi con il Fisco. Tempistiche: entro quando comunicare la chiusura della partita IVALa legge prevede un termine preciso per comunicare la cessazione dell’attività all’Agenzia delle Entrate: il modello AA9/12 deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di effettiva cessazione dell’attività. Questo significa che se il tuo ultimo giorno di attività è il 15 aprile 2026, hai tempo fino al 15 maggio 2026 per inviare la comunicazione.Cosa succede se non rispetti i 30 giorni? La presentazione tardiva del modello comporta una sanzione amministrativa che va da 500 a 2.000 euro (art. 5, comma 6, D.Lgs. 471/1997). Tuttavia, è possibile regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta:Entro 30 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/10 del minimo (55,56 euro circa)Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 del minimoEntro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 del minimoÈ importante sottolineare che la data di cessazione indicata nel modello è quella che conta ai fini fiscali e contributivi. Tutti gli adempimenti successivi (ultima dichiarazione dei redditi, saldo contributi) fanno riferimento a questa data, non alla data di invio del modulo. Costi della chiusura partita IVA forfettaria: quanto si pagaEcco una buona notizia: chiudere la partita IVA è completamente gratuito. La presentazione del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate non comporta alcun costo, né imposte di bollo, né diritti di segreteria. Questo vale sia per la procedura online che per quella in presenza.A differenza di quanto molti pensano, non esiste alcuna “tassa di chiusura” o costo amministrativo legato alla cessazione della partita IVA. L’unico costo che potresti sostenere è l’onorario del commercialista o del CAF se decidi di farti assistere nella procedura e nella gestione degli adempimenti finali.Attenzione però: “chiusura gratuita” non significa “nessun costo in assoluto”. Dovrai comunque versare:Saldo contributi INPS proporzionali al reddito dell’ultimo periodo di attivitàImposta sostitutiva (5% o 15%) sui redditi prodotti fino alla data di cessazioneEventuali contributi alla cassa previdenziale (per professionisti iscritti a un ordine)Questi non sono costi di chiusura, ma obblighi fiscali ordinari legati all’ultimo periodo di attività. Li vedremo nel dettaglio nelle prossime sezioni. Cosa succede ai contributi INPS (Gestione Separata) dopo la chiusuraLa gestione dei contributi previdenziali è uno degli aspetti più importanti quando si chiude la partita IVA forfettaria. Il trattamento varia a seconda che tu sia iscritto alla Gestione Separata INPS o a una cassa professionale.Per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS (la maggior parte dei forfettari senza cassa di categoria), ecco cosa succede:I contributi INPS sono proporzionali al reddito: si pagano solo in proporzione ai ricavi effettivamente prodotti fino alla data di cessazioneL’aliquota contributiva 2026 per la Gestione Separata è del 26,07% (per chi non ha altra copertura previdenziale) applicata sul reddito imponibile forfettarioIl saldo contributivo dell’ultimo periodo va versato con il modello F24 alle scadenze ordinarie (30 giugno dell’anno successivo, o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%)Non esistono contributi minimi nella Gestione Separata: se hai fatturato zero, non devi versare nullaFacciamo un esempio pratico: supponiamo che Marco, consulente informatico forfettario con coefficiente di redditività del 78%, chiuda la partita IVA il 30 giugno 2026 dopo aver fatturato 15.000 euro. Il suo reddito imponibile sarà 15.000 x 78% = 11.700 euro. I contributi INPS dovuti saranno 11.700 x 26,07% = 3.050,19 euro, da versare con il saldo della dichiarazione dei redditi 2027 (relativa all’anno 2026).Dopo la chiusura, ricorda di presentare la cancellazione dalla Gestione Separata all’INPS. La cancellazione avviene solitamente in automatico con la chiusura della partita IVA, ma è buona prassi verificare la propria posizione nel Cassetto Previdenziale INPS accedendo con SPID. Professionisti con cassa previdenziale propriaSe sei un professionista iscritto a un ordine (avvocato, architetto, ingegnere, psicologo, medico, geometra), i tuoi contributi non vanno alla Gestione Separata INPS ma alla cassa previdenziale di categoria. In questo caso, la chiusura della partita IVA richiede adempimenti aggiuntivi.Ecco cosa fare:Comunica la cessazione alla cassa previdenziale: ogni cassa ha le proprie modalità e tempistiche. Ad esempio, la Cassa Forense richiede una comunicazione entro 30 giorni, mentre INARCASSA (architetti e ingegneri) prevede la cancellazione contestuale alla cessazione dell’attivitàVerifica il saldo contributivo: la maggior parte delle casse previdenziali prevede un contributo minimo annuale indipendente dal reddito. Dovrai versare il contributo minimo proporzionato ai mesi di iscrizione nell’anno di cessazioneRichiedi la ricongiunzione o totalizzazione: se hai versato contributi in più gestioni (ad esempio prima come dipendente e poi come professionista), valuta la possibilità di ricongiunzione contributiva per unificare i periodi ai fini pensionisticiImportante: la cancellazione dall’ordine professionale è un passaggio separato dalla chiusura della partita IVA. Se vuoi mantenere l’iscrizione all’albo senza esercitare la professione, dovrai comunque pagare la quota associativa annuale, ma non i contributi previdenziali alla cassa (nella maggior parte dei casi).Adempimenti fiscali finali dopo la chiusura della partita IVAChiudere la partita IVA non significa aver concluso tutti gli obblighi con il Fisco. Ci sono alcuni adempimenti fiscali finali che devi completare anche dopo la cessazione dell’attività:Ultima dichiarazione dei redditi: dovrai presentare la dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF) relativa all’anno in cui hai chiuso la partita IVA. In questa dichiarazione inserirai i ricavi prodotti dall’1 gennaio alla data di cessazione, applicando il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO e l’imposta sostitutiva al 5% o al 15%. La scadenza è la stessa di sempre: 30 novembre dell’anno successivo.Versamento imposta sostitutiva e contributi: il saldo dell’imposta sostitutiva e dei contributi INPS va versato con modello F24 entro il 30 giugno dell’anno successivo (con possibilità di rateizzazione). Per i forfettari i codici tributo sono:1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – Saldo1793 – Imposta sostitutiva regime forfettario – Primo acconto1794 – Imposta sostitutiva regime forfettario – Secondo accontoNessun acconto per l’anno successivo: dato che hai cessato l’attività, non dovrai versare acconti per l’anno seguente. Se hai già versato acconti durante l’anno di cessazione, potrai recuperare l’eccedenza in sede di dichiarazione dei redditi.IVA: chi è in regime forfettario non addebita IVA in fattura e quindi non deve presentare la dichiarazione IVA né versare alcun saldo IVA. Questo è un vantaggio del forfettario anche in fase di chiusura. Fatture emesse ma non ancora incassate: come gestirleUn dubbio molto comune riguarda le fatture emesse prima della chiusura ma non ancora incassate. Il regime forfettario funziona con il principio di cassa: i ricavi si considerano prodotti nel momento in cui vengono effettivamente incassati, non quando la fattura viene emessa.Questo crea una situazione particolare in caso di chiusura. Ecco come gestirla:Fatture incassate prima della chiusura: rientrano normalmente nel reddito dell’ultimo anno di attività e saranno soggette all’imposta sostitutiva forfettariaFatture incassate dopo la chiusura: questi importi vanno dichiarati nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui vengono effettivamente percepiti, come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. l, TUIR). Non saranno più soggetti all’imposta sostitutiva forfettaria ma all’IRPEF ordinariaFatture non incassabili (crediti inesigibili): se hai certezza che il cliente non pagherà, puoi emettere una nota di credito prima della chiusura per azzerare il creditoIl consiglio pratico è di cercare di incassare tutte le fatture in sospeso prima di chiudere la partita IVA. In questo modo beneficerai ancora della tassazione agevolata forfettaria (5% o 15%) anziché dell’IRPEF ordinaria con aliquote progressive (dal 23% al 43%).Se hai fatture di importo significativo ancora da incassare, potrebbe essere strategico posticipare la chiusura di qualche settimana o mese, in attesa dei pagamenti. Un commercialista o il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare la convenienza economica di questa scelta.Chiusura partita IVA e NASpI: si può avere la disoccupazione?La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS. Molti si chiedono se sia possibile riceverla dopo aver chiuso la partita IVA forfettaria. La risposta dipende dalla tua situazione lavorativa precedente.Caso 1: Avevi un lavoro dipendente prima o durante l’attività autonomaSe hai perso involontariamente un lavoro dipendente e hai i requisiti contributivi (almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti e 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti), puoi richiedere la NASpI. La chiusura della partita IVA forfettaria non preclude il diritto alla NASpI se la perdita del lavoro dipendente è il motivo scatenante.Anzi, se avevi una partita IVA aperta durante la NASpI, il reddito presunto da attività autonoma comportava una riduzione dell’indennità. Chiudendo la partita IVA, la NASpI viene erogata per intero.Caso 2: Eri solo lavoratore autonomo (mai dipendente)Se hai lavorato esclusivamente come lavoratore autonomo con partita IVA, purtroppo non hai diritto alla NASpI. L’indennità di disoccupazione è riservata ai lavoratori subordinati. Per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata esisteva il DIS-COLL, ma era destinato ai collaboratori coordinati e continuativi, non ai titolari di partita IVA.Esiste però una possibilità interessante: la NASpI anticipata per avvio attività funziona al contrario. Chi percepisce la NASpI può chiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione per aprire una partita IVA. Se poi l’attività non va a buon fine e la chiudi entro la durata originaria della NASpI, dovrai restituire l’importo anticipato. Si può riaprire la partita IVA come forfettario dopo averla chiusa?Sì, è possibile riaprire la partita IVA e aderire nuovamente al regime forfettario, purché al momento della riapertura tu possieda tutti i requisiti previsti e non ricada in nessuna delle cause ostative. Non esiste un periodo minimo di attesa tra chiusura e riapertura.Tuttavia, c’è un aspetto importante che riguarda l’aliquota agevolata al 5%. Questa aliquota ridotta (invece del 15%) spetta ai primi 5 anni di attività per chi avvia una nuova attività. Se riapri la partita IVA con la stessa attività (stesso codice ATECO) che avevi prima, l’Agenzia delle Entrate potrebbe considerarla una prosecuzione e non una nuova attività, escludendoti dall’aliquota al 5%.Le condizioni per l’aliquota al 5% prevedono che:Non devi aver esercitato, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa (anche in forma associata o familiare)L’attività non deve essere una mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come dipendente o autonomoSe prosegui l’attività di un altro soggetto, i ricavi dell’anno precedente non devono superare i limiti previstiIn pratica, se chiudi la partita IVA come consulente informatico nel 2026 e ne riapri una come consulente informatico nel 2027, molto probabilmente non potrai applicare il 5% ma dovrai usare il 15%. Se invece riapri con un codice ATECO diverso e un’attività effettivamente nuova, potresti avere diritto all’aliquota ridotta.Errori da evitare quando si chiude la partita IVA forfettariaChiudere la partita IVA sembra un’operazione semplice, ma ci sono diversi errori comuni che possono causare problemi, sanzioni o perdite economiche. Ecco i principali da evitare:Non comunicare la chiusura entro 30 giorni: come abbiamo visto, il ritardo comporta sanzioni da 500 a 2.000 euro. Non dimenticare di inviare il modello AA9/12Dimenticare il saldo dei contributi: anche dopo la chiusura, i contributi INPS o alla cassa professionale restano dovuti per il periodo di attività. Il mancato pagamento genera cartelle esattoriali con interessi e sanzioniNon presentare l’ultima dichiarazione dei redditi: molti pensano che chiudendo la partita IVA non serva più dichiarare i redditi dell’ultimo anno. Sbagliato: la dichiarazione è obbligatoriaChiudere con fatture in sospeso senza valutare l’impatto fiscale: gli incassi post-chiusura saranno tassati con IRPEF ordinaria e non con l’imposta sostitutiva forfettariaNon comunicare alla cassa previdenziale: se sei iscritto a una cassa di categoria, la chiusura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate non viene automaticamente comunicata alla cassa. Devi farlo tuChiudere solo per evitare i contributi minimi: prima di chiudere, valuta se esistono riduzioni contributive (ad esempio il regime agevolato INPS Artigiani/Commercianti con riduzione del 35%)Non cancellare eventuali posizioni INAIL: se avevi un’assicurazione INAIL attiva, devi comunicare anche la cessazione a questo entePer evitare dimenticanze, il consiglio è di affidarsi a un professionista o al CAF Centro Fiscale che possa guidarti attraverso tutti i passaggi e verificare che nessun adempimento venga trascurato. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande frequenti (FAQ) sulla chiusura della partita IVA forfettariaQuanto costa chiudere la partita IVA forfettaria?La chiusura della partita IVA è completamente gratuita. Non sono previsti bolli, diritti di segreteria o tasse di chiusura. L’unico eventuale costo è l’onorario di un commercialista o CAF se ti fai assistere nella procedura.Posso chiudere la partita IVA online da solo?Sì, puoi farlo in autonomia accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS e compilando il modello AA9/12 nella sezione cessazione. La procedura richiede pochi minuti se hai i dati necessari (codice ATECO, data di cessazione).Cosa succede se non chiudo la partita IVA e non fatturo?Se non fatturo per 3 anni consecutivi, l’Agenzia delle Entrate può procedere alla chiusura d’ufficio della partita IVA. Tuttavia, nel frattempo potresti accumulare obblighi dichiarativi e, per alcune casse previdenziali, contributi minimi da versare comunque. È sempre meglio chiudere formalmente quando si cessa l’attività.Posso riaprire la partita IVA forfettaria dopo averla chiusa?Sì, non ci sono limiti temporali. Puoi riaprirla anche il giorno dopo, purché tu abbia i requisiti. Attenzione però all’aliquota al 5%: se riapri con la stessa attività, potrebbe essere considerata una prosecuzione e non una nuova attività, perdendo l’agevolazione.Devo pagare contributi INPS anche dopo aver chiuso?Devi pagare il saldo contributivo relativo al periodo in cui la partita IVA era ancora aperta. Dopo la data di cessazione, non maturano più contributi. Il saldo va versato con le scadenze ordinarie (30 giugno dell’anno successivo).Le fatture incassate dopo la chiusura come vengono tassate?Le fatture emesse durante il regime forfettario ma incassate dopo la chiusura vanno dichiarate come redditi diversi nell’anno di effettivo incasso. Saranno soggette all’IRPEF ordinaria (aliquote dal 23% al 43%) e non più all’imposta sostitutiva forfettaria.Hai bisogno di assistenza per chiudere la partita IVA?Chiudere la partita IVA forfettaria richiede attenzione a diversi aspetti: dalla comunicazione all’Agenzia delle Entrate al saldo dei contributi, dalla gestione delle fatture in sospeso all’ultima dichiarazione dei redditi. Un errore in questa fase può costare caro in termini di sanzioni e tasse aggiuntive.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase della chiusura: compilazione del modello AA9/12, calcolo del saldo contributivo, presentazione dell’ultima dichiarazione dei redditi e verifica che tutti gli adempimenti siano completati correttamente.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640Aprile 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-21 08:00:002026-08-17 10:16:11Chiudere Partita IVA Regime Forfettario 2026: Procedura Online, Costi e Cosa FareGESTIONE PARTITA IVASumUp Conto e POS 2026: Recensione Completa, Prezzi e CommissioniAggiornamento aprile 2026: SumUp offre un ecosistema completo per partite IVA e piccole attività: conto aziendale gratuito con IBAN italiano, carta Mastercard e POS senza canone. In questa recensione analizziamo prezzi, commissioni, vantaggi e limiti per capire a chi conviene davvero.Se gestisci una piccola attività o sei un libero professionista, probabilmente hai già sentito parlare di SumUp. Fondata nel 2012, l’azienda tedesca è diventata uno dei leader europei nei pagamenti digitali, con oltre 4 milioni di clienti. Ma il conto e i POS SumUp sono davvero convenienti? Vediamolo nel dettaglio. Indice dei contenutiConto Aziendale SumUp: caratteristicheCosti e commissioni del contoPOS SumUp: modelli e prezzi 2026Commissioni POS: quale piano scegliereNormativa 2026: conformità POSPro e contro di SumUpA chi conviene SumUpDomande frequentiConto Aziendale SumUp: caratteristiche principaliIl Conto Aziendale SumUp è un conto business pensato per liberi professionisti, artigiani, commercianti e piccole imprese. Ecco le caratteristiche principali:IBAN italiano intestato alla tua attivitàCarta Mastercard Debit gratuita con tecnologia contactlessBonifici SEPA istantanei in entrata e uscita, senza commissioniAccredito incassi POS il giorno lavorativo successivo (anche weekend e festivi)App mobile per gestire tutto da smartphoneApple Pay e Google Pay supportatiApertura rapida: Puoi aprire il conto in meno di 10 minuti, interamente online. Servono solo un documento d’identità valido e un giustificativo di indirizzo.Servizi inclusiCon il conto SumUp puoi:Pagare F24 online direttamente dall’appEffettuare pagamenti RAV, MAV, RiBA e PagoPACreare sotto-conti (fino a 3 con il piano gratuito) per organizzare le finanzeRicevere gli incassi dai POS SumUp con accredito rapidoProgrammare bonifici ricorrenti e addebiti diretti Costi e commissioni del Conto SumUpUno dei punti di forza di SumUp è la trasparenza sui costi. Esistono due piani tariffari:CaratteristicaPiano GratuitoPiano Plus (25€/mese)Canone mensile0€25€IBAN italiano + Carta MastercardInclusiInclusiBonifici SEPAGratuitiGratuitiPrelievi ATM (Italia)3 gratuiti/mese, poi 2%3 gratuiti/mese, poi 2%Prelievi ATM (estero)2%2%Depositi contanti2,5%2%Sotto-contiFino a 3IllimitatiLimiti operativiEcco i limiti del conto SumUp:Pagamenti con carta: max 15.000€ per transazione e 15.000€ al giornoPrelievi ATM: max 500€ per operazione, 2.000€ al meseBonifici in uscita: max 15.000€ per bonifico, 25.000€/giorno, 75.000€/meseBonifici in entrata: nessun limite POS SumUp: modelli e prezzi 2026SumUp offre diversi modelli di POS, tutti con zero costi fissi (niente canone mensile, niente costi di attivazione). Ecco la gamma completa:ModelloPrezzoCaratteristicheSumUp Solo Lite34€ + IVACompatto, connessione Bluetooth via smartphone, tastiera touchSumUp Solo Lite + Base44€ + IVACome Solo Lite con base di ricarica inclusaSumUp Solo79€ + IVASchermo touchscreen, SIM dati integrata (funziona senza smartphone)SumUp Solo + Stampante139€ + IVASolo con stampante integrata per ricevute (800 scontrini per ricarica)SumUp Air~39€ + IVAIl più compatto, Bluetooth, richiede smartphoneQuale modello scegliere?La scelta dipende dalle tue esigenze:Solo Lite (34€): ideale per chi ha sempre lo smartphone a portata di mano e cerca il prezzo più bassoSolo (79€): perfetto per chi vuole un dispositivo indipendente con SIM dati inclusaSolo + Stampante (139€): per chi deve emettere ricevute cartaceeAir (~39€): ultra-compatto per professionisti sempre in movimentoConsiglio: Se ricevi pagamenti in mobilità (eventi, mercati, consegne), il SumUp Solo con SIM integrata è la scelta migliore: funziona ovunque senza dipendere dal tuo smartphone. Commissioni POS SumUp: quale piano scegliereLe commissioni sui pagamenti sono il fattore chiave per valutare la convenienza di un POS. SumUp offre due piani tariffari:PianoCanoneCommissione POSPagamenti onlineStandard (Paga per transazione)0€1,95%2,5% – 2,95%Pagamenti Plus19€/mese0,95%*1,99%* La commissione 0,95% si applica alle carte consumer nazionali. Carte aziendali, internazionali e premium: 1,99%.Quando conviene il piano Plus?Il piano Pagamenti Plus (19€/mese) conviene se incassi almeno 1.900€ al mese con carte consumer nazionali. Ecco il calcolo:Esempio con 2.500€ di incassi/mese:Piano Standard: 2.500€ x 1,95% = 48,75€ di commissioniPiano Plus: 19€ canone + (2.500€ x 0,95%) = 19€ + 23,75€ = 42,75€Risparmio mensile: 6€Commissioni per tipo di cartaAttenzione: le commissioni variano in base al tipo di carta utilizzata dal cliente:Carte consumer nazionali (Visa/Mastercard): 1,95% (Standard) o 0,95% (Plus)Carte aziendali/business: commissione maggiorataAmerican Express: fino a 2,5%Carte extra-SEE: commissione maggiorata Normativa 2026: collegamento POS-Registratore TelematicoDal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una nuova normativa che obbliga gli esercenti a collegare il POS al registratore telematico per la trasmissione automatica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.Cosa prevede la normativa:Obbligo di collegamento tra POS e registratore telematicoTrasmissione automatica dei corrispettivi elettronici all’Agenzia delle EntrateSanzioni da 1.000 a 4.000€ per mancato adeguamentoI POS SumUp sono conformi alla normativa 2026 e possono essere collegati ai principali registratori telematici. Verifica la compatibilità con il tuo modello di RT.Credito d’imposta commissioni POSRicorda che è ancora attivo il credito d’imposta del 30% sulle commissioni POS per esercenti con ricavi fino a 400.000€ annui. Con SumUp, il risparmio effettivo sulle commissioni diventa:Commissione 1,95% → effettiva 1,365% (dopo credito d’imposta)Commissione 0,95% → effettiva 0,665% (dopo credito d’imposta) Pro e contro di SumUpEcco un riepilogo dei punti di forza e delle limitazioni di SumUp:ProNessun canone mensile (piano Standard)Nessun vincolo contrattuale – puoi smettere quando vuoiAccredito rapido – il giorno successivo, anche weekendIBAN italiano e carta Mastercard gratuitiF24, PagoPA, MAV/RAV pagabili dall’appPOS economici – a partire da 34€Conformità normativa 2026Assistenza in italianoControCommissioni elevate per chi incassa molto con carte (oltre 2.000€/mese)Assistenza telefonica solo lun-ven (no weekend)Limite prelievi basso (500€/operazione, 2.000€/mese)Depositi contanti con commissione 2-2,5%No assegni – solo operazioni digitaliA chi conviene SumUp?SumUp è particolarmente adatto a:Profilo idealeLiberi professionisti con incassi prevalentemente tramite bonificoPiccoli commercianti con transato POS fino a 1.200€/meseArtigiani e ambulanti che lavorano in mobilitàStartup e nuove attività che vogliono zero costi fissiAttività stagionali che non vogliono pagare canoni nei mesi di chiusuraSumUp NON conviene a:Attività con alto transato POS (oltre 3.000€/mese con carte) – meglio valutare alternative come AxerveChi ha bisogno di molti prelievi contanti – limiti bassiChi riceve molti pagamenti in contanti – commissioni deposito elevateGrandi aziende – servizio pensato per piccole attivitàSoglia di convenienza: SumUp è vantaggioso per chi incassa con carte fino a circa 1.200€/mese. Oltre questa soglia, valuta alternative con commissioni più basse (Axerve, Nexi) o piani con canone ma commissioni ridotte. Domande frequentiQuanto costa aprire un conto SumUp?L’apertura del conto aziendale SumUp è completamente gratuita. Non ci sono costi di attivazione, canoni mensili (con il piano Standard), né costi per la carta Mastercard. Paghi solo quando usi il POS (1,95% per transazione).In quanto tempo ricevo i soldi sul conto?Gli incassi effettuati con POS SumUp vengono accreditati sul Conto Aziendale SumUp il giorno lavorativo successivo. Questo vale anche durante i weekend e le festività, rendendo SumUp uno dei servizi più rapidi nel settore.Posso usare il POS SumUp senza il conto SumUp?Sì, puoi collegare il POS SumUp a qualsiasi conto corrente italiano. Tuttavia, collegandolo al Conto Aziendale SumUp, gli accrediti avvengono il giorno successivo. Con altri conti bancari, i tempi possono essere più lunghi (2-3 giorni lavorativi).SumUp accetta American Express?Sì, tutti i POS SumUp accettano American Express. La commissione per le transazioni Amex è generalmente del 2,5%, leggermente superiore rispetto a Visa e Mastercard.Il POS SumUp funziona senza internet?Dipende dal modello. Il SumUp Solo ha una SIM dati integrata con traffico illimitato incluso, quindi funziona ovunque ci sia copertura mobile. I modelli Solo Lite e Air richiedono la connessione Bluetooth allo smartphone, che deve avere connessione internet.SumUp è conforme alla normativa 2026 sui corrispettivi?Sì, i POS SumUp sono conformi alla normativa entrata in vigore il 1° gennaio 2026 che richiede il collegamento tra POS e registratore telematico. Verifica la compatibilità con il tuo specifico modello di RT.Hai bisogno di consulenza per la tua partita IVA?I nostri esperti possono aiutarti a scegliere gli strumenti giusti per la gestione della tua attività: conto business, POS, fatturazione elettronica. Richiedi ConsulenzaCAF Centro Fiscale – Udine | Assistenza fiscale per partite IVAArticolo aggiornato ad aprile 2026. Le informazioni sui prezzi e le commissioni potrebbero variare. Verifica sempre sul sito ufficiale SumUp.Aprile 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-21 08:00:002026-03-17 19:02:52SumUp Conto e POS 2026: Recensione Completa, Prezzi e CommissioniPARTITA IVAFatturazione Avvocato 2026: Guida Completa con Esempi PraticiFatturazione Avvocato 2026: Guida Completa con EsempiLa fatturazione per avvocati presenta regole specifiche che ogni professionista forense deve conoscere. Dalla fattura elettronica obbligatoria al contributo integrativo Cassa Forense, dalla ritenuta d’acconto all’imposta di bollo: in questa guida troverai tutto quello che serve per fatturare correttamente nel 2026.Che tu sia in regime forfettario o ordinario, le regole cambiano significativamente. Vediamo nel dettaglio come emettere fatture corrette ed evitare errori costosi.Indice dei contenutiFattura elettronica: obbligo per tuttiElementi obbligatori in fatturaContributo integrativo Cassa Forense 4%Ritenuta d’acconto 20%Imposta di bollo 2 euroFattura avvocato forfettario: esempioFattura avvocato ordinario: esempioParcella e preavviso di parcellaErrori comuni da evitareDomande frequenti Fattura Elettronica: Obbligo per TuttiDal 1 gennaio 2024, la fatturazione elettronica e obbligatoria per tutti gli avvocati, compresi i forfettari (che erano esonerati fino al 2023).Come funziona la fattura elettronicaLa fattura viene creata in formato XMLViene trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle EntrateIl cliente la riceve nel suo cassetto fiscale o tramite PECLa fattura ha valore legale solo se accettata dal SdITermini di emissioneTipo operazioneTermine emissioneFattura immediataEntro 12 giorni dall’operazioneFattura differitaEntro il 15 del mese successivo Elementi Obbligatori in FatturaOgni fattura emessa da un avvocato deve contenere:Numero progressivo univocoData di emissioneDati professionista (nome, P.IVA, Albo, PEC)Dati cliente (nome, CF/P.IVA, indirizzo)Descrizione della prestazioneImporto onorarioContributo integrativo Cassa Forense 4%IVA (se regime ordinario) o dicitura di esenzioneRitenuta d’acconto (se applicabile)Imposta di bollo (se dovuta)Totale da pagare Contributo Integrativo Cassa Forense 4%Il contributo integrativo del 4% e un elemento caratteristico della fatturazione degli avvocati.Aliquota: 4% sull’imponibileChi lo paga: Il cliente (viene addebitato in fattura)Chi lo versa: L’avvocato alla Cassa ForenseObbligatorio: Si, per tutti gli avvocatiTrattamento fiscale del 4%RegimeIl 4% e soggetto a…ForfettarioNiente (esente IVA)OrdinarioIVA 22% + ritenuta d’acconto 20% Ritenuta d’Acconto 20%La ritenuta d’acconto e un’anticipazione dell’IRPEF che il cliente trattiene e versa all’erario per conto dell’avvocato.Regime fiscaleRitenuta d’accontoRegime forfettarioNO – Mai applicataRegime ordinario + cliente privatoNO – Privati non sono sostituti d’impostaRegime ordinario + cliente P.IVASI – 20% sull’imponibile Imposta di Bollo 2 EuroL’imposta di bollo si applica alle fatture esenti IVA quando l’importo supera 77,47 euro.CondizioneBollo dovutoFattura forfettario > 77,47 euroSI – 2 euroFattura forfettario sotto 77,47 euroNOFattura regime ordinario (con IVA)NOFattura Avvocato Forfettario: Esempio CompletoEcco un esempio pratico di fattura emessa da un avvocato in regime forfettario:FATTURA N. 15/2026 AVV. MARIA BIANCHI Via Garibaldi 25, 33100 Udine P.IVA 01234567890 Spett.le ROSSI COSTRUZIONI SRL Via Roma 100, 33100 Udine - P.IVA 09876543210 Data fattura: 15/03/2026 DESCRIZIONE: Consulenza legale e redazione contratto di appalto Periodo: febbraio-marzo 2026 Onorario professionale 2.000,00 EUR Contributo integrativo C.F. 4% 80,00 EUR --------------------------------------------------------- IMPONIBILE 2.080,00 EUR Imposta di bollo 2,00 EUR --------------------------------------------------------- TOTALE FATTURA 2.082,00 EUR Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 (regime forfettario). Non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014.Diciture obbligatorie regime forfettario“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014”“Non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014”“Imposta di bollo assolta in modo virtuale” (se > 77,47 EUR) Fattura Avvocato Regime Ordinario: EsempioEcco un esempio di fattura in regime ordinario verso un cliente con partita IVA:FATTURA N. 8/2026 AVV. MARCO VERDI Via Dante 50, 33100 Udine P.IVA 02345678901 Spett.le ALFA SERVIZI SPA Via Milano 200, 33100 Udine - P.IVA 08765432109 Data fattura: 20/03/2026 DESCRIZIONE: Assistenza legale in controversia di lavoro Redazione ricorso e partecipazione a 2 udienze Onorario professionale 3.000,00 EUR Contributo integrativo C.F. 4% 120,00 EUR --------------------------------------------------------- IMPONIBILE 3.120,00 EUR IVA 22% 686,40 EUR --------------------------------------------------------- TOTALE LORDO 3.806,40 EUR Ritenuta d'acconto 20% -624,00 EUR --------------------------------------------------------- TOTALE NETTO A PAGARE 3.182,40 EURParcella e Preavviso di ParcellaGli avvocati possono emettere un preavviso di parcella (o nota pro-forma) prima della fattura definitiva.CaratteristicaPreavviso/ParcellaFatturaValore fiscaleNessunoDocumento fiscaleNumerazioneNon obbligatoriaProgressiva obbligatoriaObbligo SdINoSi Errori Comuni da EvitareDimenticare il contributo integrativo 4% – Va sempre indicatoApplicare la ritenuta in regime forfettario – Non si applica maiDimenticare il bollo – Obbligatorio sopra 77,47 EUR per forfettariDescrizione generica – Specifica sempre la prestazioneEmettere fattura in ritardo – Massimo 12 giorni dall’operazione📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande Frequenti ConclusioneLa fatturazione per avvocati richiede attenzione a diversi elementi: contributo integrativo 4%, eventuale ritenuta d’acconto, imposta di bollo e diciture corrette per il regime fiscale. Con la fatturazione elettronica obbligatoria, e fondamentale utilizzare software adeguati e rispettare i termini di emissione.Se hai dubbi sulla fatturazione o sulla gestione fiscale del tuo studio legale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per avvocati e liberi professionisti.Leggi anche: Partita IVA Avvocato 2026: Guida CompletaRichiedi una consulenza gratuitaArticolo aggiornato a gennaio 2026. Le informazioni hanno carattere generale. Si consiglia di consultare un professionista per la propria situazione specifica.Aprile 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-21 08:00:002026-08-17 10:15:14Fatturazione Avvocato 2026: Guida Completa con Esempi PraticiPagina 15 di 26«‹1314151617›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
GESTIONE PARTITA IVA, Guide Fatturazione ElettronicaBollo Fatture Elettroniche 2026: Guida Completa per ForfettariAggiornamento 2026: L’imposta di bollo sulle fatture elettroniche di importo superiore a 77,47 euro senza IVA è obbligatoria per forfettari, professionisti e imprese. In questa guida spieghiamo quando applicarla, come inserirla correttamente e quali sono le scadenze di pagamento 2026.Se sei un contribuente in regime forfettario o emetti fatture per operazioni esenti o fuori campo IVA, devi applicare l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture elettroniche. Vediamo nel dettaglio tutti gli adempimenti. Indice dei contenutiQuando è obbligatorio il bolloLa soglia di 77,47 euroCome applicare il bollo virtualeScadenze di pagamento 2026Come pagare l’imposta di bolloControlli dell’Agenzia delle EntrateSanzioni per omesso pagamentoDomande frequentiQuando è obbligatorio il bollo sulla fattura elettronicaL’imposta di bollo di 2 euro è dovuta sulle fatture elettroniche che soddisfano entrambe queste condizioni:Importo superiore a 77,47 euroOperazioni non soggette a IVAIn particolare, l’obbligo riguarda:Contribuenti in regime forfettario (tutte le fatture sopra soglia)Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)Operazioni esenti IVA (art. 10 DPR 633/72)Operazioni fuori campo IVAOperazioni non imponibili (esportazioni, cessioni intracomunitarie)Operazioni in reverse charge (per la parte non soggetta)Attenzione: Se una fattura contiene sia operazioni soggette a IVA sia importi non assoggettati, il bollo è dovuto solo se la parte non soggetta a IVA supera 77,47 euro.Operazioni escluse dal bolloNon è dovuto il bollo sulle fatture relative a:Operazioni soggette a IVA (anche se esenti per specifiche ragioni)Fatture di importo uguale o inferiore a 77,47 euroEsportazioni di merciFatture già assoggettate a IVA con dicitura “inversione contabile” La soglia di 77,47 euro: come si calcolaLa soglia di 77,47 euro (equivalente alle vecchie 150.000 lire) è l’importo oltre il quale scatta l’obbligo di bollo. Ma come si calcola esattamente?Per i forfettariPer i contribuenti in regime forfettario, si considera l’imponibile totale della fattura, escluso il bollo stesso (se addebitato al cliente) e le eventuali spese anticipate in nome e per conto.Esempio praticoFattura forfettario:Compenso professionale: 80,00 euroImposta di bollo: 2,00 euroTotale fattura: 82,00 euroRisultato: Il bollo è dovuto perché l’imponibile (80 euro) supera la soglia di 77,47 euro.Fatture miste (con e senza IVA)Se la fattura contiene sia importi soggetti a IVA sia importi esenti/fuori campo, il bollo si applica solo se la parte non soggetta a IVA supera 77,47 euro. Come applicare il bollo virtuale nella fattura elettronicaNelle fatture elettroniche, l’imposta di bollo si assolve in modo “virtuale”, senza applicare fisicamente la marca da bollo. Ecco come fare:1. Impostare il campo “Bollo Virtuale”Nel file XML della fattura elettronica, è necessario valorizzare a “SI” il campo “Bollo Virtuale”:Fattura ordinaria: campo 2.1.1.6.1 del tracciato XMLFattura semplificata: campo 2.1.1.5 del tracciato XMLI software di fatturazione elettronica (Fatture in Cloud, Aruba, Namirial, ecc.) hanno un’opzione specifica per attivare questa funzione con un semplice flag.2. Inserire la dicitura correttaÈ consigliato (ma non obbligatorio) inserire in fattura la seguente dicitura:“Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi dell’articolo 15 del D.P.R. 642/1972 e del D.M. 17/06/2014”3. Addebitare il bollo al cliente (facoltativo)Puoi scegliere se:Addebitare il bollo al cliente: aggiungi una riga separata in fattura per i 2 euroAssorbire il costo: il bollo resta a tuo carico senza addebitarloNota: Se addebiti il bollo al cliente, questo non va considerato nel calcolo della soglia di 77,47 euro. Scadenze di pagamento imposta di bollo 2026Il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche avviene con cadenza trimestrale. Ecco il calendario completo per il 2026:TrimestreFatture emesseScadenza pagamentoCodice tributo F241° TrimestreGen-Feb-Mar 20261 giugno 2026*25212° TrimestreApr-Mag-Giu 202630 settembre 202625223° TrimestreLug-Ago-Set 202630 novembre 202625234° TrimestreOtt-Nov-Dic 20261 marzo 2027**2524* Il 31 maggio 2026 cade di domenica, quindi la scadenza slitta al 1° giugno. ** Il 28 febbraio 2027 cade di domenica, quindi la scadenza slitta al 1° marzo.La regola dei 5.000 euro: versamento cumulativoSe l’importo dell’imposta di bollo di un trimestre è inferiore a 5.000 euro, puoi rimandare il pagamento al trimestre successivo:Versamento cumulativo (soglia 5.000 euro):1° trimestre < 5.000€: puoi versare entro il 30 settembre (insieme al 2°)1° + 2° trimestre < 5.000€: puoi versare entro il 30 novembre (insieme al 3°)3° e 4° trimestre: sempre alle scadenze ordinarieEsempio: Se nel 1° trimestre hai un bollo totale di 120 euro e nel 2° trimestre di 80 euro, puoi versare i 200 euro cumulativamente entro il 30 settembre 2026. Come pagare l’imposta di bolloEsistono due modalità per versare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche:1. Addebito diretto su conto corrente (consigliato)Accedi al portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle EntrateVai alla sezione “Consultazione > Fatture elettroniche e altri dati IVA”Seleziona “Pagamento imposta di bollo”Indica l’IBAN del tuo conto correnteConferma l’addebitoL’importo viene calcolato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate in base alle fatture trasmesse.2. Modello F24 telematicoIn alternativa, puoi pagare tramite modello F24 da presentare in modalità telematica. I codici tributo da utilizzare sono:2521 – Primo trimestre2522 – Secondo trimestre2523 – Terzo trimestre2524 – Quarto trimestre2525 – Sanzioni2526 – Interessi Controlli dell’Agenzia delle Entrate: Elenchi A e BL’Agenzia delle Entrate elabora automaticamente le fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio (SDI) per verificare la corretta applicazione del bollo. I risultati sono disponibili nel portale “Fatture e Corrispettivi”.Elenco A (non modificabile)Contiene le fatture elettroniche correttamente assoggettate a imposta di bollo. Non è modificabile dal contribuente.Elenco B (modificabile)Contiene le fatture elettroniche che non riportano il bollo ma che, in base ai dati, avrebbero dovuto essere assoggettate. Questo elenco può essere modificato dal contribuente.Tempistiche elenchiPubblicazione elenchi: entro il 15 del mese successivo alla fine del trimestreModifiche Elenco B: entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestreEsempio: Per il 1° trimestre 2026, gli elenchi sono disponibili dal 15 aprile 2026 e le modifiche all’Elenco B vanno effettuate entro il 30 aprile 2026.Sanzioni per omesso o tardivo pagamentoSe non paghi l’imposta di bollo entro le scadenze previste, l’Agenzia delle Entrate ti invia una comunicazione telematica all’indirizzo PEC.Sanzione ridotta (entro 30 giorni)Se paghi entro 30 giorni dalla comunicazione, la sanzione è ridotta a un terzo del minimo edittale.Sanzione ordinariaIn caso di mancato pagamento anche dopo la comunicazione, si applicano le sanzioni ordinarie previste dal D.Lgs. 471/1997:Sanzione dal 100% al 500% dell’imposta dovutaInteressi legali maturatiRavvedimento operoso: Puoi regolarizzare spontaneamente il versamento tardivo utilizzando il ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte in base al tempo trascorso dalla scadenza. I codici tributo per sanzioni e interessi sono 2525 e 2526. Domande frequentiIl bollo addebitato al cliente fa reddito per il forfettario?Sì, se addebiti il bollo al cliente, l’importo di 2 euro entra a far parte del tuo fatturato e viene quindi tassato come reddito. Per questo motivo, alcuni professionisti preferiscono non addebitarlo e considerarlo un costo a proprio carico.Il bollo di 2 euro è deducibile nel forfettario?No, nel regime forfettario non puoi dedurre alcun costo effettivo, nemmeno l’imposta di bollo. Il coefficiente di redditività include già forfettariamente tutti i costi sostenuti per l’attività.Cosa succede se dimentico di applicare il bollo su una fattura?L’Agenzia delle Entrate inserirà la fattura nell’Elenco B. Potrai verificare e confermare (o contestare) l’inserimento entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre. Se confermi, l’importo verrà aggiunto al totale da versare.Devo applicare il bollo sulle note di credito?No, le note di credito sono esenti dall’imposta di bollo. L’obbligo riguarda solo le fatture (documenti che attestano un credito) e non i documenti che attestano un debito o una rettifica.Il software di fatturazione calcola automaticamente il bollo?La maggior parte dei software di fatturazione elettronica (Fatture in Cloud, Aruba, TeamSystem, ecc.) ha un’opzione per applicare automaticamente il bollo virtuale quando l’importo supera 77,47 euro. Verifica le impostazioni del tuo software e attiva questa funzione per evitare dimenticanze.Posso usare ancora la marca da bollo cartacea sulle fatture?No, per le fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio (SDI) si deve utilizzare esclusivamente il bollo virtuale. La marca da bollo cartacea può essere usata solo su documenti cartacei (es. ricevute, quietanze non elettroniche).Hai dubbi sulla gestione della tua partita IVA?I nostri esperti possono aiutarti con la fatturazione elettronica, gli adempimenti fiscali e la corretta applicazione dell’imposta di bollo. Richiedi AssistenzaCAF Centro Fiscale – Udine | Assistenza fiscale per partite IVA e forfettariArticolo aggiornato ad aprile 2026. Le scadenze indicate potrebbero subire variazioni. Verifica sempre sul sito dell’Agenzia delle Entrate.Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 08:00:002026-05-24 09:38:07Bollo Fatture Elettroniche 2026: Guida Completa per ForfettariPARTITA IVAAprire uno Studio Legale nel 2026: Guida Completa ai Costi e RequisitiAprire uno Studio Legale nel 2026: Guida CompletaAprire uno studio legale e il sogno di molti avvocati che vogliono esercitare la professione in autonomia. Ma quali sono i costi reali, i requisiti e gli adempimenti necessari? In questa guida completa analizziamo tutti gli aspetti pratici per avviare il tuo studio nel 2026.Dalla scelta della forma giuridica alla ricerca della sede, dalle dotazioni obbligatorie alla pianificazione dei costi: ecco tutto quello che devi sapere prima di aprire.Prima di procedere, consulta la nostra guida completa alla Partita IVA per Avvocati per gli aspetti fiscali e previdenziali.Indice dei contenutiRequisiti per aprire uno studio legaleForme giuridiche: studio individuale o associatoScelta della sede: ufficio, coworking o domicilioCosti di avviamentoCosti di gestione annualiDotazioni obbligatorieAdempimenti burocraticiMarketing e acquisizione clientiErrori da evitareDomande frequenti Requisiti per Aprire uno Studio LegalePrima di aprire uno studio legale devi possedere i seguenti requisiti obbligatori:Requisiti personaliLaurea in Giurisprudenza (ciclo unico LMG/01)Pratica forense di 18 mesi completataEsame di Stato superato e abilitazione conseguitaIscrizione all’Albo degli Avvocati del foro competenteIscrizione alla Cassa ForensePartita IVA attiva con codice ATECO 69.10.10Requisiti strutturaliSede professionale (anche presso domicilio o coworking)PEC (Posta Elettronica Certificata)Firma digitalePolizza RC professionale (obbligatoria dal 2013)Incompatibilita da verificareL’esercizio della professione di avvocato e incompatibile con:Lavoro dipendente pubblico (salvo eccezioni)Lavoro dipendente privato a tempo pienoAttivita commercialiCariche in societa commerciali con oggetto non legaleMediazione creditizia e agente immobiliareAttenzione: Verifica sempre con l’Ordine la tua specifica situazione prima di aprire la partita IVA. Forme Giuridiche: Studio Individuale o AssociatoPuoi esercitare la professione forense in diverse forme:Studio individualeLa forma piu semplice e comune per iniziare:VantaggiSvantaggiMassima autonomia decisionaleResponsabilita illimitataSemplicita gestionaleCosti fissi tutti a caricoCosti di avvio minimiDifficolta a gestire grandi carichiFlessibilita organizzativaIsolamento professionaleStudio associato tra professionistiDue o piu avvocati condividono spese e struttura:VantaggiSvantaggiCondivisione costi fissiNecessita di accordi chiariComplementarieta competenzeDecisioni condiviseMaggiore visibilitaResponsabilita solidale (in alcuni casi)Supporto reciprocoPotenziali conflittiSTP – Societa tra ProfessionistiForma societaria per studi strutturati:STP SRL – Responsabilita limitata al capitaleSTP SAS/SNC – Forme personaliSTP per azioni – Per studi molto grandiLe STP sono adatte a studi con fatturati elevati e necessita di struttura manageriale.Consiglio per chi iniziaPer un neoavvocato, la scelta migliore e solitamente:Studio individuale se vuoi massima autonomiaCondivisione spese con altri colleghi (senza associazione formale)Coworking legale per abbattere i costi fissi Scelta della Sede: Ufficio, Coworking o DomicilioLa scelta della sede e una delle decisioni piu importanti. Ecco le opzioni:Ufficio dedicato (affitto tradizionale)ProControCosto indicativoImmagine professionaleCosto fisso elevato500-2.000 euro/meseSpazio personalizzabileImpegno a lungo termine(varia per citta)Ricevimento clienti ottimaleUtenze e manutenzioneCoworking o ufficio condivisoProControCosto indicativoCosti flessibiliMeno privacy200-600 euro/meseNetworking inclusoSpazio limitatoSale riunioni disponibiliImmagine meno “tradizionale”Utenze incluseDomicilio (home office)ProControCosto indicativoCosto zeroProblemi di immagine0 euroMassima flessibilitaDifficolta a ricevere clientiNessun vincoloCommistione vita/lavoroNota: Lavorare da casa e possibile, ma per i colloqui con i clienti potresti affittare una sala riunioni a ore.Considerazioni sulla locationVicinanza al tribunale – Utile per chi fa molta attivita giudizialeParcheggio – Importante per clienti che vengono in autoAccessibilita – Mezzi pubblici, assenza barriere architettonicheZona – Il prestigio dell’indirizzo puo influenzare la percezione del cliente Costi di AvviamentoEcco una stima dei costi iniziali per aprire uno studio legale:Costi una tantumVoceCosto minimoCosto medioApertura partita IVA0 euro (fai da te)200 euro (commercialista)Iscrizione Albo Avvocati200 euro400 euroPEC (3 anni)15 euro30 euroFirma digitale (3 anni)30 euro80 euroArredo ufficio base500 euro3.000 euroComputer e stampante700 euro2.000 euroSoftware gestionale0 euro (base)500 euroTarga/insegna50 euro300 euroSito web0 euro (fai da te)1.500 euroBiglietti da visita e cancelleria50 euro200 euroDeposito cauzionale affitto0 euro3.000 euroTOTALE AVVIAMENTO~1.545 euro~11.210 euroMinimo assoluto: Con coworking e attrezzatura essenziale puoi partire con circa 2.000 euro.Setup professionale: Per uno studio con sede dedicata e buona immagine, prevedi 10.000-15.000 euro. Costi di Gestione AnnualiI costi fissi annuali di uno studio legale. Per i dettagli sui contributi previdenziali, consulta la guida Contributi Cassa Forense 2026.VoceStudio minimalStudio tradizionaleAffitto ufficio0 euro (casa)9.600 euro (800/mese)Coworking3.600 euro (300/mese)0 euroUtenze (luce, gas, internet)0 euro2.400 euroQuota annuale Ordine400 euro500 euroPolizza RC professionale200 euro500 euroCommercialista600 euro1.500 euroSoftware/abbonamenti200 euro1.200 euroFormazione continua100 euro500 euroPEC e firma digitale40 euro50 euroContributi Cassa Forense minimi4.055 euro4.055 euroTOTALE ANNUALE~9.195 euro~20.305 euroImportante: I contributi Cassa Forense sono il costo fisso piu rilevante, soprattutto per chi inizia con bassi fatturati.Dotazioni ObbligatorieEcco le dotazioni necessarie per esercitare:Obbligatorie per leggePEC – Posta Elettronica Certificata (obbligatoria per tutti i professionisti)Firma digitale – Per depositi telematici e documentiPolizza RC professionale – Obbligatoria con massimale minimo adeguatoSoftware fatturazione elettronica – Obbligo dal 2024Necessarie per operareComputer con connessione internet stabileStampante/scanner (meglio multifunzione)Accesso a banche dati giuridiche (DeJure, Pluris, Lex24)Software gestionale per pratiche e scadenzeSmartphone con app per notifiche PEC e calendarioConsigliateDoppio monitor – Aumenta produttivitaBackup cloud – Sicurezza datiVPN – Per lavorare da remoto in sicurezzaRegistratore vocale – Per appunti e promemoria Adempimenti BurocraticiEcco i passi burocratici per aprire lo studio:Prima di iniziareVerifica iscrizione Albo – Deve essere gia completataApertura partita IVA – Modello AA9/12 all’Agenzia delle EntrateIscrizione Cassa Forense – Entro 30 giorni dall’iscrizione all’AlboAttivazione PEC – Comunicare all’OrdineAcquisto firma digitale – Presso ente certificatoreStipula polizza RC – Prima di iniziare l’attivitaPer la sedeContratto di affitto (se sede dedicata)Comunicazione al Comune – SCIA se necessaria (dipende dal tipo di immobile)Comunicazione sede all’Ordine – Aggiornamento datiAttivazione utenze – Luce, gas, internetAdempimenti periodiciAdempimentoScadenzaFatturazione elettronicaEntro 12 giorni da operazioneVersamento contributi CF4 rate annualiModello 5 Cassa Forense30 settembreDichiarazione redditi30 novembreVersamento imposte30 giugno + 30 novembreFormazione continuaEntro 31 dicembre (crediti annuali)Rinnovo polizza RCAlla scadenza annualePer la gestione della fatturazione avvocato consulta la nostra guida dedicata.Marketing e Acquisizione ClientiIl marketing legale e fondamentale per far crescere lo studio:Canali di acquisizione clientiCanaleEfficaciaCostoPassaparolaMolto altaZeroRete di altri professionistiAltaZero/bassoSito web + SEOMedia-alta (lungo termine)500-3.000 euro/annoLinkedInMedia (B2B)Zero/bassoGoogle AdsVariabileAlto (500+ euro/mese)Pubblicazioni/convegniAlta (reputation)TempoDeontologia e pubblicitaIl codice deontologico forense permette la pubblicita informativa, ma vieta:Pubblicita comparativaPromesse di risultatiIndicazione tariffe minime garantiteAccaparramento di clientela (ambulance chasing)Strategie efficaci per neoavvocatiCostruisci relazioni con commercialisti, consulenti del lavoro, notaiCrea un sito web professionale con articoli sulla tua specializzazioneSii attivo su LinkedIn condividendo contenuti utiliPartecipa a eventi di settore e associazioni di categoriaOffri consulenze iniziali a prezzo calmierato per farti conoscere Errori da EvitareEcco gli errori piu comuni di chi apre uno studio legale:1. Sottovalutare i costi fissiI contributi Cassa Forense (~4.000 euro) vanno pagati anche senza fatturare. Prevedi un fondo di riserva per almeno 12 mesi di costi fissi.2. Sede troppo costosaNei primi anni, un ufficio prestigioso puo drenare risorse preziose. Meglio partire con coworking o spazi condivisi e crescere gradualmente.3. Non specializzarsiL’avvocato “tuttofare” fatica a emergere. Scegli 1-2 aree di specializzazione e costruisci competenza e reputazione in quelle.4. Trascurare il marketingEssere bravi non basta: devi farti conoscere. Dedica tempo regolare a networking e presenza online.5. Non gestire la liquiditaI pagamenti dei clienti possono tardare. Tieni sempre una riserva per tasse, contributi e imprevisti.6. Accettare tutti i clientiAlcuni clienti “problematici” possono costare piu di quanto rendono. Impara a riconoscerli e a dire di no.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande Frequenti Quanto costa aprire uno studio legale?Il costo minimo e di circa 2.000-3.000 euro (home office + dotazioni essenziali). Per uno studio con sede dedicata e setup professionale, prevedi 10.000-15.000 euro di avviamento piu 15.000-25.000 euro di costi fissi annuali. Posso aprire uno studio legale senza sede fisica?Si, puoi indicare il tuo domicilio come sede professionale e ricevere i clienti in sale riunioni affittate a ore. E la soluzione piu economica per iniziare. E obbligatoria la polizza RC professionale?Si, dal 2013 e obbligatoria per tutti gli avvocati. Il costo varia da 200 a 500 euro annui a seconda del massimale e delle coperture. Meglio studio individuale o associato?Per chi inizia, lo studio individuale offre piu flessibilita. Lo studio associato conviene quando hai gia un giro d’affari e vuoi condividere costi e competenze con colleghi fidati. Quanto tempo serve per avviare uno studio?Dal punto di vista burocratico, pochi giorni. Per raggiungere la sostenibilita economica, mediamente 2-3 anni per i neoavvocati, meno se hai gia una rete di contatti. ConclusioneAprire uno studio legale richiede pianificazione, risorse e pazienza. I costi iniziali possono variare da poche migliaia di euro (setup minimale) a oltre 15.000 euro (studio tradizionale). La chiave del successo sta nel controllare i costi fissi nei primi anni, specializzarsi e costruire una solida rete di relazioni.Se hai bisogno di supporto per la gestione fiscale e contabile del tuo studio legale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenze personalizzate per avvocati e liberi professionisti.Richiedi una consulenza gratuitaArticolo aggiornato a gennaio 2026. Le informazioni e i costi indicati sono orientativi e possono variare in base alla zona e alle scelte individuali.Aprile 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-25 09:00:002026-08-17 10:15:19Aprire uno Studio Legale nel 2026: Guida Completa ai Costi e RequisitiPARTITA IVAQuanto Guadagna un Avvocato nel 2026: Stipendio Lordo e NettoQuanto Guadagna un Avvocato nel 2026: Stipendio Lordo e NettoQuanto guadagna un avvocato in Italia? E una delle domande piu frequenti tra chi sta valutando questa carriera o ha appena superato l’esame di abilitazione. La risposta varia enormemente in base a esperienza, specializzazione, zona geografica e tipologia di clientela.In questa guida analizziamo i guadagni reali degli avvocati con partita IVA nel 2026, con esempi concreti di calcolo dal lordo al netto, considerando tasse e contributi Cassa Forense.Scopri anche la nostra guida completa alla Partita IVA per Avvocati per tutti gli aspetti fiscali e previdenziali.Indice dei contenutiGuadagno medio avvocato Italia 2026Guadagni per anni di esperienzaGuadagni per specializzazioneDifferenze per area geograficaCalcolo dal lordo al nettoForfettario vs ordinario: confrontoCome aumentare i guadagniDomande frequenti Guadagno Medio Avvocato Italia 2026Secondo i dati della Cassa Forense e le statistiche del CNF (Consiglio Nazionale Forense), il reddito medio degli avvocati italiani presenta un quadro molto variegato:IndicatoreImporto 2026Reddito medio nazionale~42.000 euro lordiReddito mediano nazionale~25.000 euro lordiPrimo quartile (25%)< 15.000 euro lordiTerzo quartile (75%)< 55.000 euro lordiNota importante: La differenza tra media e mediana indica che una minoranza di avvocati con redditi molto elevati alza la media, mentre la maggioranza guadagna meno di 25.000 euro lordi.Distribuzione dei redditiFascia di reddito lordo% avvocatiSotto 10.000 euro25%10.000 – 30.000 euro35%30.000 – 60.000 euro25%60.000 – 100.000 euro10%Oltre 100.000 euro5%Come si vede, il 60% degli avvocati guadagna meno di 30.000 euro lordi annui. Solo una minoranza raggiunge redditi elevati. Guadagni per Anni di EsperienzaL’esperienza e il fattore piu determinante per i guadagni di un avvocato:EsperienzaReddito lordo annuoNetto stimato (forfettario)Neoabilitato (0-3 anni)10.000 – 25.000 euro6.000 – 16.000 euroJunior (3-7 anni)25.000 – 45.000 euro16.000 – 28.000 euroEsperto (7-15 anni)45.000 – 80.000 euro28.000 – 48.000 euroSenior (oltre 15 anni)60.000 – 150.000+ euro36.000 – 85.000+ euroI primi anni: la fase piu difficileI primi 3-5 anni sono i piu critici. Molti neoabilitati:Non raggiungono l’autosufficienza economicaDevono integrare con altre attivitaLavorano per studi senior con compensi modestiPagano comunque i contributi minimi Cassa Forense (~4.000 euro)Consiglio: Nei primi anni, valuta attentamente se puoi permetterti i costi fissi della partita IVA prima di aprirla. Guadagni per SpecializzazioneLa specializzazione incide significativamente sui guadagni. Ecco le aree piu e meno remunerative:Specializzazioni piu remunerativeSpecializzazioneReddito medio annuoNoteDiritto societario/M&A80.000 – 300.000+ euroGrandi studi, clienti corporateDiritto tributario60.000 – 150.000 euroContenzioso fiscale, consulenzaDiritto bancario/finanziario70.000 – 200.000 euroIstituti finanziariProprieta intellettuale60.000 – 140.000 euroMarchi, brevetti, copyrightDiritto del lavoro (aziende)50.000 – 120.000 euroConsulenza HR, ristrutturazioniSpecializzazioni con guadagni mediSpecializzazioneReddito medio annuoNoteDiritto penale35.000 – 90.000 euroAlta variabilita casiDiritto immobiliare40.000 – 85.000 euroCompravendite, locazioniDiritto amministrativo40.000 – 100.000 euroPA, appalti, urbanisticaDiritto di famiglia30.000 – 70.000 euroSeparazioni, divorzi, successioniDiritto civile generico25.000 – 60.000 euroContrattualistica, recupero creditiFattori che influenzano i guadagni per specializzazioneTipologia clienti: Aziende pagano di piu dei privatiValore delle cause: Cause con valori elevati = onorari piu altiComplessita tecnica: Materie specialistiche hanno meno concorrenzaVolumi: Alcune specializzazioni permettono piu pratiche simultanee Differenze per Area GeograficaIl luogo di esercizio della professione incide notevolmente sui guadagni:Area geograficaReddito medioDifferenza vs media nazionaleMilano e hinterland~65.000 euro+55%Roma~52.000 euro+24%Nord Italia (escluso Milano)~45.000 euro+7%Centro Italia (escluso Roma)~38.000 euro-10%Sud e Isole~28.000 euro-33%Perche Milano guadagna di piuConcentrazione di grandi aziende e multinazionaliSede di molti studi legali internazionaliMaggiore presenza di clientela corporateTariffe orarie piu elevateConsiderazioni sul costo della vitaAttenzione: i guadagni piu alti al Nord spesso sono compensati da:Affitti studio piu costosiCosto della vita superioreMaggiore concorrenzaCosti di rappresentanza piu elevatiUn avvocato in una citta media del Friuli-Venezia Giulia con 40.000 euro di reddito potrebbe avere un tenore di vita migliore di uno a Milano con 55.000 euro. Calcolo dal Lordo al NettoVediamo come calcolare il guadagno netto di un avvocato partendo dal fatturato lordo. Per i dettagli sui contributi, consulta la guida ai Contributi Cassa Forense 2026.Esempio 1: Avvocato forfettario con 40.000 euroVoceCalcoloImportoFatturato lordo annuo–40.000 euroReddito imponibile (78%)40.000 x 78%31.200 euro(-) Contributo soggettivo CF31.200 x 15%-4.680 euro(-) Contributo integrativo CF40.000 x 4% (ma lo paga il cliente)0 euro*(-) Contributo maternitaFisso-90 euroImponibile per imposta31.200 – 4.68026.520 euro(-) Imposta sostitutiva 15%26.520 x 15%-3.978 euro(-) Commercialista–-800 euro(-) Quota Ordine + assicurazione–-700 euroNETTO DISPONIBILE–~29.752 euro*Il contributo integrativo 4% viene addebitato al cliente, quindi non e un costo per l’avvocato.Rapporto netto/lordo: ~74% (29.752 / 40.000)Esempio 2: Avvocato forfettario con 70.000 euroVoceImportoFatturato lordo annuo70.000 euroReddito imponibile (78%)54.600 euro(-) Contributo soggettivo CF (15%)-8.190 euro(-) Contributo maternita-90 euroImponibile per imposta46.320 euro(-) Imposta sostitutiva 15%-6.948 euro(-) Commercialista-1.000 euro(-) Quota Ordine + assicurazione-800 euroNETTO DISPONIBILE~52.972 euroRapporto netto/lordo: ~76% (52.972 / 70.000)Esempio 3: Neoabilitato con 20.000 euro (aliquota 5%)VoceImportoFatturato lordo annuo20.000 euroReddito imponibile (78%)15.600 euro(-) Contributo soggettivo CF (minimo)-3.185 euro(-) Contributo maternita-90 euroImponibile per imposta12.325 euro(-) Imposta sostitutiva 5%-616 euro(-) Commercialista-600 euro(-) Quota Ordine + assicurazione-600 euroNETTO DISPONIBILE~14.909 euroRapporto netto/lordo: ~75% (14.909 / 20.000)Nota: I contributi minimi Cassa Forense pesano molto sui redditi bassi!Forfettario vs Ordinario: ConfrontoQuando conviene il regime ordinario rispetto al forfettario?Confronto su 60.000 euro di fatturatoVoceForfettarioOrdinario*Fatturato60.000 euro60.000 euroSpese deducibili13.200 euro (22% fisso)15.000 euro (reali)Reddito imponibile46.800 euro45.000 euroContributi CF~7.020 euro~6.750 euroIRPEF/Imposta sost.~5.967 euro (15%)~9.500 euro (scaglioni)IRAP0 euro~1.500 euroCarico fiscale totale~12.987 euro~17.750 euro*Ipotizzando 15.000 euro di spese reali deducibili.In questo caso il forfettario conviene di quasi 5.000 euro.Quando conviene il regime ordinarioSpese reali superiori al 35-40% del fatturatoImportanti detrazioni IRPEF (mutuo, spese mediche elevate)Clienti aziendali che preferiscono fatture con IVAFatturato oltre 85.000 euro (obbligo) Come Aumentare i GuadagniEcco le strategie piu efficaci per aumentare i guadagni come avvocato:1. SpecializzarsiGli avvocati specializzati guadagnano in media il 30-50% in piu dei generalisti. Scegli un’area con buona domanda e poca concorrenza nella tua zona.2. Targetizzare clienti aziendaliLe aziende hanno budget piu elevati, pagano piu puntualmente e generano incarichi ricorrenti. Un cliente corporate vale spesso 10 clienti privati.3. Sviluppare la rete di relazioniIl networking e fondamentale: commercialisti, consulenti del lavoro, notai possono portare clienti qualificati.4. Presenza onlineUn sito web professionale e una buona presenza su LinkedIn possono generare nuovi clienti. Il marketing legale e sempre piu importante.5. Efficienza operativaSoftware gestionali, automazione dei processi, delega delle attivita routinarie: liberare tempo per l’attivita ad alto valore aggiunto.6. Formazione continua mirataInvesti in formazione su competenze richieste dal mercato: privacy/GDPR, compliance, diritto digitale, ecc.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande Frequenti Quanto guadagna un avvocato appena abilitato?Un avvocato nei primi 3 anni di attivita guadagna in media tra 10.000 e 25.000 euro lordi annui. Dopo tasse e contributi, il netto si aggira tra 6.000 e 16.000 euro. Molti devono integrare con altre attivita o affiancamento in studi strutturati. Quanto guadagna un avvocato al mese?Dipende dall’esperienza. Un avvocato con 40.000 euro di fatturato annuo (netto ~30.000 euro) guadagna circa 2.500 euro netti al mese. Un senior con 80.000 euro di fatturato puo arrivare a 4.000-4.500 euro netti mensili. Gli avvocati penalisti guadagnano di piu?Dipende. I penalisti hanno redditi molto variabili: alcuni casi possono fruttare molto, altri poco. In media, i penalisti guadagnano meno degli avvocati d’affari o tributaristi, ma ci sono eccezioni importanti per chi segue casi di alto profilo. Conviene fare l’avvocato nel 2026?Dipende dalle aspettative. L’avvocatura offre autonomia e soddisfazioni professionali, ma richiede anni per raggiungere redditi soddisfacenti. In Italia c’e un eccesso di avvocati (circa 250.000), che comprime i redditi medi. La specializzazione e la qualita del servizio sono fondamentali per emergere. Quanto costa diventare avvocato?Tra laurea (5 anni), pratica (18 mesi) e avvio attivita, il costo totale puo superare i 50.000-80.000 euro considerando mancati guadagni, universita, master, esami e costi iniziali P.IVA. Il break-even economico arriva mediamente dopo 5-7 anni dall’abilitazione. ConclusioneI guadagni di un avvocato variano enormemente in base a esperienza, specializzazione e zona geografica. Il reddito mediano si attesta intorno ai 25.000 euro lordi, con ampie differenze tra chi inizia e chi ha consolidato la professione.La chiave per guadagnare bene e specializzarsi, costruire una clientela di qualita e ottimizzare la gestione fiscale con il regime piu conveniente.Se hai bisogno di supporto per la gestione fiscale del tuo studio legale o per valutare il regime piu conveniente, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenze personalizzate per avvocati e liberi professionisti.Richiedi una consulenza gratuitaArticolo aggiornato a gennaio 2026. I dati sui redditi sono indicativi e basati su statistiche Cassa Forense e CNF. La situazione individuale puo variare significativamente.Aprile 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-23 09:00:002026-08-17 10:15:16Quanto Guadagna un Avvocato nel 2026: Stipendio Lordo e NettoPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOContributi Previdenziali Deducibili Regime Forfettario 2026: Guida Completa al Risparmio FiscaleI contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario 2026 rappresentano l’unico vero strumento di risparmio fiscale a disposizione di chi opera con la flat tax. A differenza del regime forfettario ordinario dove i costi reali non vengono considerati, i contributi previdenziali godono di un trattamento speciale: si sottraggono direttamente dal reddito imponibile, riducendo la base su cui si calcola l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le nuove attività). In questa guida completa scoprirai come funziona la deduzione dei contributi previdenziali, quanto puoi risparmiare concretamente e come evitare gli errori più comuni nella dichiarazione delle spese deducibili. Indice dei contenutiPerché i contributi previdenziali sono l’unica deduzione nel forfettarioCome funziona la deduzione dei contributi nel regime forfettarioContributi INPS Gestione Separata: aliquote e calcolo 2026Contributi INPS Commercianti e Artigiani nel forfettarioContributi Casse Professionali: ENPAM, Cassa Forense, INARCASSACalcolo pratico: quanto risparmi deducendo i contributiContributi versati in ritardo: sono deducibili?Contributi volontari e riscatto laurea nel forfettarioCome indicare i contributi nel Quadro LM della dichiarazioneErrore comune: contributi nel 730 se sei forfettarioStrategia: conviene versare contributi aggiuntivi?Domande frequentiPerché i contributi previdenziali sono l’unica deduzione nel regime forfettarioIl regime forfettario funziona in modo completamente diverso dal regime ordinario. Mentre nel sistema tradizionale puoi sottrarre tutte le spese sostenute per l’attività (affitto ufficio, cancelleria, utenze, software), nel forfettario i costi vengono determinati in modo forfettario attraverso il coefficiente di redditività. In pratica, lo Stato presume che tu abbia delle spese pari a una certa percentuale dei ricavi, e su quella base calcola il tuo reddito imponibile.Questo significa che non puoi dedurre l’affitto dello studio, il costo del computer o le bollette del telefono. Tuttavia, c’è un’eccezione fondamentale: i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno si deducono dal reddito imponibile già determinato con il coefficiente. È una regola prevista dall’articolo 1, comma 64, della Legge 190/2014 (la legge istitutiva del regime forfettario) e confermata dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 2016.Per capire meglio: se hai ricavi di 50.000 euro e il tuo coefficiente di redditività è del 78% (come per gli avvocati), il reddito lordo forfettario è 39.000 euro. Da qui puoi sottrarre i contributi previdenziali effettivamente versati nell’anno. Se hai pagato 10.000 euro di contributi alla Cassa Forense, il reddito imponibile scende a 29.000 euro, e su questa cifra paghi il 15% di imposta sostitutiva. Come funziona la deduzione dei contributi nel regime forfettarioLa deduzione dei contributi previdenziali nel regime forfettario segue un meccanismo preciso che è importante comprendere per evitare errori. Il punto chiave è questo: i contributi si deducono dal reddito imponibile, non dall’imposta. Questa distinzione è fondamentale.Ecco come funziona il calcolo, passo dopo passo:Calcolo dei ricavi — somma di tutti i compensi/ricavi incassati nell’anno (criterio di cassa)Applicazione del coefficiente di redditività — ogni codice ATECO ha il suo (dal 40% al 86%)Reddito lordo forfettario = ricavi x coefficiente di redditivitàSottrazione dei contributi previdenziali versati nell’annoReddito imponibile netto = reddito lordo – contributi previdenzialiImposta sostitutiva = reddito imponibile netto x 15% (o 5%)Un aspetto cruciale: i contributi previdenziali deducibili si sottraggono dal reddito e non dall’imposta. Questo significa che il risparmio effettivo non corrisponde all’intero importo dei contributi, ma alla percentuale dell’imposta sostitutiva applicata su quell’importo. Se versi 5.000 euro di contributi e paghi il 15% di imposta, il risparmio reale è di 750 euro (5.000 x 15%). Se sei nel regime agevolato al 5%, il risparmio scende a 250 euro.Un’altra regola importante: se i contributi previdenziali superano il reddito forfettario, l’eccedenza non può essere portata in detrazione nel modello 730 o nel modello Redditi PF come reddito complessivo. L’eccedenza si perde, a meno che tu non abbia anche altri redditi soggetti a IRPEF ordinaria (ad esempio, un reddito da lavoro dipendente). Contributi INPS Gestione Separata: aliquote e calcolo 2026La Gestione Separata INPS è la cassa previdenziale di riferimento per i liberi professionisti senza cassa (consulenti, copywriter, web designer, formatori, traduttori e molte altre categorie). Nel 2026, le aliquote contributive della Gestione Separata sono:26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale (aliquota piena)24% per chi ha già un’altra copertura previdenziale (ad esempio, un lavoro dipendente parallelo o iscrizione a un’altra cassa)Questi contributi INPS si calcolano sul reddito imponibile forfettario (ricavi x coefficiente di redditività, prima della deduzione dei contributi stessi). Il calcolo avviene quindi in modo circolare: i contributi riducono il reddito, ma il reddito determina i contributi. Per questo motivo si utilizza una formula matematica che risolve il “circolo”.Esempio pratico con Gestione Separata: Marco è un consulente informatico forfettario con ricavi di 40.000 euro e coefficiente di redditività del 78%. Il suo reddito lordo è 31.200 euro. Con l’aliquota del 26,07%, i contributi INPS ammontano a circa 6.437 euro (calcolati con la formula iterativa). Il reddito imponibile dopo la deduzione scende a 24.763 euro, su cui paga il 15% di imposta sostitutiva: 3.714 euro. Senza la deduzione, l’imposta sarebbe stata 4.680 euro. Il risparmio fiscale grazie alla deduzione dei contributi è di 966 euro. Contributi INPS Commercianti e Artigiani nel forfettarioChi esercita un’attività commerciale o artigianale nel regime forfettario è iscritto alla Gestione Commercianti o Artigiani INPS. Il sistema contributivo per queste categorie è diverso dalla Gestione Separata perché prevede un contributo minimo obbligatorio (i cosiddetti “minimali”), indipendentemente dal reddito effettivo.Nel 2026, i parametri principali sono:Contributo fisso annuo (minimali): circa 4.427 euro per i commercianti e circa 4.385 euro per gli artigiani (importi indicativi, aggiornati annualmente dall’INPS sulla base della variazione ISTAT)Aliquota percentuale: 24,48% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti (+ 0,48% di contributo maternità) sul reddito eccedente il minimale fino al massimaleRiduzione forfettaria del 35%: i forfettari possono richiedere una riduzione del 35% sia sui contributi fissi che sulla percentuale eccedente (art. 1, comma 77, Legge 190/2014)La riduzione del 35% è un vantaggio esclusivo dei forfettari che può essere richiesta all’INPS tramite il cassetto previdenziale. Attenzione però: questa riduzione comporta un accredito contributivo proporzionalmente inferiore ai fini pensionistici. Chi la sceglie accumula meno contributi per la pensione futura.Tutti i contributi versati alla Gestione Commercianti o Artigiani, sia i minimali che l’eventuale percentuale eccedente, sono interamente deducibili dal reddito forfettario. Anche i contributi versati con la riduzione del 35% sono deducibili per l’importo effettivamente pagato. Contributi Casse Professionali: ENPAM, Cassa Forense, INARCASSAI professionisti iscritti a un albo professionale (medici, avvocati, architetti, ingegneri, psicologi, commercialisti, geometri, infermieri) versano i contributi alla propria cassa di previdenza e non all’INPS. Anche questi contributi previdenziali sono interamente deducibili nel regime forfettario, seguendo le stesse regole dei contributi INPS.Ecco le principali casse professionali e le aliquote indicative per il 2026:Cassa Forense (avvocati): contributo soggettivo del 15% sul reddito professionale + contributo integrativo del 4% (quest’ultimo addebitato al cliente in fattura)ENPAM (medici e odontoiatri): Quota A fissa annua (circa 1.500-3.000 euro in base all’età) + Quota B proporzionale (aliquota variabile dal 2% al 24,5%)INARCASSA (architetti e ingegneri): contributo soggettivo del 14,5% + contributo integrativo del 4%ENPAP (psicologi): contributo soggettivo del 10% + contributo integrativo del 2%CIPAG (geometri): contributo soggettivo del 18% circa + contributo integrativoENPAPI (infermieri): contributo soggettivo del 16% + contributo integrativo del 4%Cassa Dottori Commercialisti (CNPADC): contributo soggettivo dal 12% al 100% del reddito + contributo integrativo del 4%Attenzione alla distinzione: il contributo soggettivo è sempre deducibile perché è a carico del professionista. Il contributo integrativo (il famoso 4% o 2% in fattura) è generalmente a carico del cliente e non è deducibile dal reddito del professionista, salvo specifiche eccezioni previste dallo statuto della cassa. Consulta sempre il regolamento della tua cassa o rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per un chiarimento personalizzato.Calcolo pratico: quanto risparmi deducendo i contributiVediamo con esempi concreti quanto si risparmia grazie alla deduzione dei contributi previdenziali nel regime forfettario 2026. Ricorda: il risparmio è pari ai contributi moltiplicati per l’aliquota dell’imposta sostitutiva (15% o 5%). Esempio 1: Consulente con Gestione Separata (aliquota 15%)Ricavi annui: 45.000 euroCoefficiente di redditività: 78%Reddito lordo: 35.100 euroContributi INPS versati (26,07%): circa 7.246 euroReddito imponibile: 35.100 – 7.246 = 27.854 euroImposta sostitutiva (15%): 4.178 euroSenza deduzione, l’imposta sarebbe: 35.100 x 15% = 5.265 euroRisparmio fiscale: 1.087 euroEsempio 2: Avvocato con Cassa Forense (aliquota 15%)Ricavi annui: 60.000 euroCoefficiente di redditività: 78%Reddito lordo: 46.800 euroContributi Cassa Forense versati (soggettivo 15%): circa 7.020 euroReddito imponibile: 46.800 – 7.020 = 39.780 euroImposta sostitutiva (15%): 5.967 euroSenza deduzione: 46.800 x 15% = 7.020 euroRisparmio fiscale: 1.053 euroEsempio 3: Nuova attività con aliquota agevolata al 5%Ricavi annui: 30.000 euroCoefficiente di redditività: 67%Reddito lordo: 20.100 euroContributi INPS versati: circa 4.148 euroReddito imponibile: 20.100 – 4.148 = 15.952 euroImposta sostitutiva (5%): 798 euroSenza deduzione: 20.100 x 5% = 1.005 euroRisparmio fiscale: 207 euroCome puoi notare, il risparmio è proporzionalmente maggiore per chi paga il 15% rispetto a chi gode dell’aliquota agevolata del 5%. In ogni caso, la deduzione dei contributi previdenziali è sempre conveniente e non va mai dimenticata nella dichiarazione dei redditi.Contributi versati in ritardo: sono deducibili?Una domanda molto frequente riguarda i contributi previdenziali versati in ritardo: sono comunque deducibili nel regime forfettario? La risposta è sì, con alcune precisazioni importanti.Il principio fondamentale è il criterio di cassa: i contributi sono deducibili nell’anno in cui vengono effettivamente pagati, indipendentemente dal periodo di competenza. Questo significa che:Se paghi nel 2026 i contributi relativi al 2025 (perché eri in ritardo), li deduci nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno di imposta 2026)Se paghi una rateizzazione INPS con più rate nell’anno, deduci solo le rate effettivamente versate in quell’annoSe paghi sanzioni e interessi per ritardato pagamento, questi non sono deducibili — solo la quota capitale dei contributi è ammessa alla deduzioneAnche i contributi pagati tramite cartella esattoriale (perché non versati spontaneamente) mantengono la deducibilità per la parte relativa ai contributi veri e propri, escludendo sanzioni, interessi e aggio di riscossione. Contributi volontari e riscatto laurea nel forfettarioOltre ai contributi obbligatori, esistono altre forme di contribuzione previdenziale che meritano un approfondimento per chi opera nel regime forfettario.Contributi volontari INPSI contributi volontari sono versamenti che il lavoratore autonomo può effettuare per coprire periodi non lavorati o per integrare la posizione previdenziale. Nel regime forfettario, i contributi volontari autorizzati dall’INPS sono deducibili dal reddito forfettario, a condizione che siano relativi alla propria posizione previdenziale.Riscatto della laureaIl riscatto della laurea è un tema complesso per i forfettari. I contributi versati per il riscatto degli anni di studio universitario sono tecnicamente contributi previdenziali e quindi dovrebbero essere deducibili. Tuttavia, la deducibilità dipende dalla gestione previdenziale:Se il riscatto è nella stessa gestione (es. Gestione Separata INPS) dove versi i contributi da forfettario, è deducibile dal reddito forfettarioSe il riscatto è in una gestione diversa (es. riscatto nella gestione dipendenti per un ex lavoratore subordinato ora forfettario), la questione è controversa. La prassi dell’Agenzia delle Entrate tende a considerarli deducibili dal reddito complessivo IRPEF, ma non dal reddito forfettarioDato che il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva che esclude il reddito dalla base imponibile IRPEF, chi non ha altri redditi IRPEF rischia di perdere la deducibilità del riscatto laurea in una gestione diversa. È un caso in cui rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine può fare la differenza per ottimizzare la scelta.Come indicare i contributi nel Quadro LM della dichiarazioneI contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario si indicano nel Quadro LM del Modello Redditi Persone Fisiche. Ecco i passaggi pratici:Rigo LM22 (colonna 1): indica il totale dei ricavi o compensi percepiti nell’annoRigo LM34: il reddito lordo calcolato applicando il coefficiente di redditivitàRigo LM35: qui si indicano i contributi previdenziali deducibili — l’importo totale dei contributi obbligatori versati nell’anno di imposta (criterio di cassa)Rigo LM36: il reddito netto (rigo LM34 meno rigo LM35) su cui si calcola l’imposta sostitutivaRigo LM37 o LM38: l’imposta sostitutiva calcolata (15% o 5%) Documenti da conservare: per giustificare la deduzione dei contributi, conserva le ricevute di pagamento dei contributi INPS (modelli F24) o le attestazioni della cassa professionale. L’INPS mette a disposizione nel cassetto previdenziale la situazione dei contributi versati, che può servire come riscontro.Eccedenza contributi: se l’importo dei contributi previdenziali (rigo LM35) supera il reddito lordo (rigo LM34), il reddito netto al rigo LM36 sarà pari a zero. L’eccedenza dei contributi non può essere riportata negli anni successivi nel Quadro LM, ma se hai altri redditi soggetti a IRPEF, puoi dedurla nel Quadro RP (sezione II, rigo RP21) dal reddito complessivo.Errore comune: contributi nel 730 se sei forfettarioUno degli errori più frequenti tra i forfettari riguarda il tentativo di dedurre i contributi previdenziali nel modello 730. Chiariamo subito: se sei un forfettario e il tuo unico reddito è quello dell’attività in regime forfettario, non puoi usare il 730.Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali. Di conseguenza, il reddito forfettario non concorre al reddito complessivo IRPEF. Il modello 730 si usa per dichiarare redditi soggetti a IRPEF (lavoro dipendente, pensione, fabbricati, ecc.), e le deduzioni/detrazioni nel 730 funzionano solo su redditi IRPEF.Ecco gli scenari possibili:Solo reddito forfettario: usi il Modello Redditi PF con il Quadro LM. I contributi li deduci al rigo LM35. Non presenti il 730.Reddito forfettario + reddito dipendente/pensione: presenti sia il Modello Redditi PF (Quadro LM per il forfettario) sia il 730 (per il reddito dipendente). I contributi relativi all’attività forfettaria li deduci nel Quadro LM. L’eventuale eccedenza può andare nel 730 (Quadro E/RP).Reddito forfettario + redditi da fabbricati: usi il Modello Redditi PF completo, con Quadro LM per il forfettario e Quadro RB per i fabbricati.Attenzione: un errore nella collocazione dei contributi previdenziali deducibili può generare incongruenze nella dichiarazione e controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per evitare problemi, affidati a un professionista o al CAF Centro Fiscale per la compilazione.Strategia: conviene versare contributi aggiuntivi per abbattere il reddito?Dato che i contributi previdenziali sono l’unica deduzione possibile nel regime forfettario, può sorgere una domanda strategica: conviene versare contributi aggiuntivi per ridurre il reddito imponibile?La risposta dipende dalla tua situazione specifica. Ecco un’analisi dei pro e contro:Quando potrebbe convenireSei vicino alla pensione e vuoi aumentare il montante contributivo per migliorare l’assegno pensionistico futuroHai redditi elevati (vicino agli 85.000 euro di ricavi) e ogni euro di deduzione aiuta a mantenere il carico fiscale sotto controlloVuoi riscattare la laurea nella stessa gestione previdenziale per un doppio vantaggio: deduzione + anni di contribuzioneLa tua cassa professionale prevede contribuzione volontaria aggiuntiva con vantaggi previdenziali significativiQuando non convieneHai appena aperto la partita IVA e sei al 5%: il risparmio fiscale è minimo (solo 5% dei contributi aggiuntivi)Hai bisogno di liquidità: i contributi versati non sono recuperabili nel breve periodoIl rendimento previdenziale è basso: in alcune casse professionali, il rendimento dei contributi volontari è inferiore a quello di investimenti alternativiIn termini numerici, se paghi il 15% di imposta sostitutiva, ogni 1.000 euro di contributi aggiuntivi ti fa risparmiare 150 euro di tasse. Se paghi il 5%, il risparmio è solo di 50 euro. La convenienza va quindi valutata anche in ottica previdenziale, non solo fiscale. Un consulto presso il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a simulare gli scenari e scegliere la strategia più adatta al tuo caso. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande frequenti sui contributi previdenziali deducibili nel forfettarioQuali contributi posso dedurre nel regime forfettario?Puoi dedurre tutti i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno: contributi INPS (Gestione Separata, Commercianti, Artigiani) e contributi alle casse professionali (Cassa Forense, ENPAM, INARCASSA, ecc.). Sono deducibili anche i contributi per maternità e i contributi volontari autorizzati.I contributi si deducono dal reddito o dall’imposta?Si deducono dal reddito imponibile, non dall’imposta. Questo significa che il risparmio effettivo è pari all’importo dei contributi moltiplicato per l’aliquota dell’imposta sostitutiva (15% o 5%). Ad esempio, 8.000 euro di contributi con aliquota 15% generano un risparmio di 1.200 euro.Posso dedurre i contributi previdenziali nel 730 se sono forfettario?No, se il tuo unico reddito è quello da attività forfettaria. I contributi vanno indicati nel Quadro LM del Modello Redditi PF. Solo se hai anche redditi IRPEF (lavoro dipendente, pensione) puoi eventualmente dedurre l’eccedenza nel 730.Cosa succede se i contributi superano il reddito forfettario?Se i contributi previdenziali superano il reddito lordo forfettario, il reddito imponibile diventa zero e non paghi imposta sostitutiva. L’eccedenza non si riporta agli anni successivi nel Quadro LM, ma può essere dedotta dal reddito complessivo IRPEF se hai altri redditi.Il contributo integrativo del 4% in fattura è deducibile?Generalmente no. Il contributo integrativo (4% o 2% a seconda della cassa) è addebitato al cliente ed è un onere a suo carico. È deducibile solo il contributo soggettivo, cioè quello a carico del professionista. Fanno eccezione alcune casse con regolamenti specifici.Come faccio a sapere quanto ho versato di contributi nell’anno?Per i contributi INPS, accedi al cassetto previdenziale su inps.it dove trovi il riepilogo dei versamenti. Per le casse professionali, consulta l’area riservata del sito della tua cassa o richiedi l’attestazione annuale. I modelli F24 con cui hai effettuato i pagamenti sono la prova documentale da conservare.ConclusioneI contributi previdenziali deducibili rappresentano il principale e unico strumento di risparmio fiscale nel regime forfettario 2026. Che tu sia un professionista iscritto a una cassa, un commerciante, un artigiano o un collaboratore con Gestione Separata INPS, conoscere il meccanismo della deduzione ti permette di ottimizzare il carico fiscale e evitare errori nella dichiarazione dei redditi.Ricorda i punti chiave: i contributi si deducono dal reddito (non dall’imposta), valgono quelli effettivamente pagati nell’anno (criterio di cassa), e vanno indicati nel Quadro LM del Modello Redditi PF. Se hai dubbi sulla deducibilità di contributi specifici (riscatto laurea, contributi volontari, contributi in ritardo), non improvvisare: una consulenza professionale può farti risparmiare molto di più di quanto costa.Hai bisogno di aiuto con la deduzione dei contributi previdenziali?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della dichiarazione dei redditi, verificando che tutti i contributi previdenziali siano correttamente dedotti per massimizzare il tuo risparmio fiscale.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Aprile 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-22 08:00:002026-08-17 10:16:15Contributi Previdenziali Deducibili Regime Forfettario 2026: Guida Completa al Risparmio FiscalePARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOChiudere Partita IVA Regime Forfettario 2026: Procedura Online, Costi e Cosa FareChiudere la partita IVA con regime forfettario è una decisione importante che molti professionisti e freelance si trovano ad affrontare nel 2026. Che tu stia valutando di tornare al lavoro dipendente, che la tua attività non sia più redditizia, o che tu voglia semplicemente cessare l’attività autonoma, è fondamentale conoscere la procedura corretta, i costi (spoiler: la chiusura è gratuita) e tutti gli adempimenti finali da completare. In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo come chiudere la partita IVA forfettaria nel 2026, cosa succede ai contributi INPS, come gestire le fatture ancora da incassare e se è possibile richiedere la NASpI dopo la chiusura. Indice dei contenutiQuando conviene chiudere la partita IVA forfettariaProcedura online: modello AA9/12 e SPIDTempistiche: entro quando comunicare la chiusuraCosti della chiusura: quanto si pagaCosa succede ai contributi INPS (Gestione Separata)Professionisti con cassa previdenziale propriaAdempimenti fiscali finali dopo la chiusuraFatture emesse ma non ancora incassateChiusura partita IVA e NASpI: si può avere la disoccupazione?Si può riaprire la partita IVA come forfettario?Errori da evitare quando si chiude la partita IVADomande frequenti (FAQ)Quando conviene chiudere la partita IVA forfettariaLa decisione di chiudere la partita IVA con regime forfettario può dipendere da diverse situazioni. Non esiste un obbligo di chiusura legato al fatturato zero, ma ci sono circostanze in cui mantenere aperta la posizione fiscale diventa controproducente o addirittura costoso.Il primo caso è l’inattività prolungata: se non emetti fatture da diversi mesi e non prevedi di riprendere l’attività nel breve periodo, mantenere la partita IVA aperta comporta comunque l’obbligo di versare i contributi INPS minimi alla Gestione Separata o alla tua cassa di previdenza. Anche se il regime forfettario non prevede un minimale contributivo fisso per la Gestione Separata (i contributi sono proporzionali al reddito), alcune casse professionali richiedono un contributo minimo annuale indipendentemente dal fatturato.Il secondo scenario frequente è il passaggio al lavoro dipendente. Quando si trova un’occupazione stabile, molti professionisti preferiscono chiudere la partita IVA per semplificare la propria posizione fiscale. In questo caso, è importante sapere che il forfettario è compatibile con il lavoro dipendente, purché il reddito da lavoro dipendente non superi i 30.000 euro lordi annui (una delle cause ostative del regime forfettario). Se il nuovo stipendio supera questa soglia, la chiusura diventa comunque obbligatoria per l’anno successivo.Altre situazioni in cui conviene valutare la chiusura includono:Cambio di regime fiscale: se i tuoi ricavi superano gli 85.000 euro e devi passare al regime ordinario, potresti decidere di chiudere e riaprire con una forma giuridica diversa (ad esempio una SRL)Pensionamento: quando si va in pensione e non si intende proseguire l’attivitàTrasferimento all’estero: chi sposta la residenza fiscale fuori dall’Italia deve chiudere la partita IVA italianaAttività non più sostenibile economicamente: se le spese superano costantemente i ricavi Procedura online per chiudere la partita IVA forfettaria: modello AA9/12La chiusura della partita IVA avviene tramite la presentazione del modello AA9/12 (per le persone fisiche) all’Agenzia delle Entrate. Questo modello, lo stesso utilizzato per l’apertura e le variazioni, contiene una sezione specifica dedicata alla cessazione dell’attività.La procedura più rapida e comoda è quella online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Ecco i passaggi da seguire:Accedi al portale dell’Agenzia delle Entrate tramite SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) all’indirizzo agenziaentrate.gov.itVai nella sezione “Servizi” – “Dichiarazioni” – “Dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione attività”Seleziona “Cessazione attività” e compila il modello AA9/12Indica la data di cessazione effettiva dell’attività (non la data di invio del modulo)Inserisci il codice ATECO della tua attivitàConferma e invia telematicamenteConserva la ricevuta di avvenuta presentazioneIn alternativa alla procedura online, puoi presentare il modello AA9/12 anche:Di persona presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, portando un documento di identità validoTramite raccomandata A/R all’ufficio competente, allegando una fotocopia del documento di identitàTramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF) con delegaSe hai bisogno di assistenza per la compilazione del modello e la gestione di tutti gli adempimenti successivi, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a completare la procedura in modo corretto, evitando errori che potrebbero causare problemi con il Fisco. Tempistiche: entro quando comunicare la chiusura della partita IVALa legge prevede un termine preciso per comunicare la cessazione dell’attività all’Agenzia delle Entrate: il modello AA9/12 deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di effettiva cessazione dell’attività. Questo significa che se il tuo ultimo giorno di attività è il 15 aprile 2026, hai tempo fino al 15 maggio 2026 per inviare la comunicazione.Cosa succede se non rispetti i 30 giorni? La presentazione tardiva del modello comporta una sanzione amministrativa che va da 500 a 2.000 euro (art. 5, comma 6, D.Lgs. 471/1997). Tuttavia, è possibile regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta:Entro 30 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/10 del minimo (55,56 euro circa)Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 del minimoEntro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 del minimoÈ importante sottolineare che la data di cessazione indicata nel modello è quella che conta ai fini fiscali e contributivi. Tutti gli adempimenti successivi (ultima dichiarazione dei redditi, saldo contributi) fanno riferimento a questa data, non alla data di invio del modulo. Costi della chiusura partita IVA forfettaria: quanto si pagaEcco una buona notizia: chiudere la partita IVA è completamente gratuito. La presentazione del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate non comporta alcun costo, né imposte di bollo, né diritti di segreteria. Questo vale sia per la procedura online che per quella in presenza.A differenza di quanto molti pensano, non esiste alcuna “tassa di chiusura” o costo amministrativo legato alla cessazione della partita IVA. L’unico costo che potresti sostenere è l’onorario del commercialista o del CAF se decidi di farti assistere nella procedura e nella gestione degli adempimenti finali.Attenzione però: “chiusura gratuita” non significa “nessun costo in assoluto”. Dovrai comunque versare:Saldo contributi INPS proporzionali al reddito dell’ultimo periodo di attivitàImposta sostitutiva (5% o 15%) sui redditi prodotti fino alla data di cessazioneEventuali contributi alla cassa previdenziale (per professionisti iscritti a un ordine)Questi non sono costi di chiusura, ma obblighi fiscali ordinari legati all’ultimo periodo di attività. Li vedremo nel dettaglio nelle prossime sezioni. Cosa succede ai contributi INPS (Gestione Separata) dopo la chiusuraLa gestione dei contributi previdenziali è uno degli aspetti più importanti quando si chiude la partita IVA forfettaria. Il trattamento varia a seconda che tu sia iscritto alla Gestione Separata INPS o a una cassa professionale.Per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS (la maggior parte dei forfettari senza cassa di categoria), ecco cosa succede:I contributi INPS sono proporzionali al reddito: si pagano solo in proporzione ai ricavi effettivamente prodotti fino alla data di cessazioneL’aliquota contributiva 2026 per la Gestione Separata è del 26,07% (per chi non ha altra copertura previdenziale) applicata sul reddito imponibile forfettarioIl saldo contributivo dell’ultimo periodo va versato con il modello F24 alle scadenze ordinarie (30 giugno dell’anno successivo, o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%)Non esistono contributi minimi nella Gestione Separata: se hai fatturato zero, non devi versare nullaFacciamo un esempio pratico: supponiamo che Marco, consulente informatico forfettario con coefficiente di redditività del 78%, chiuda la partita IVA il 30 giugno 2026 dopo aver fatturato 15.000 euro. Il suo reddito imponibile sarà 15.000 x 78% = 11.700 euro. I contributi INPS dovuti saranno 11.700 x 26,07% = 3.050,19 euro, da versare con il saldo della dichiarazione dei redditi 2027 (relativa all’anno 2026).Dopo la chiusura, ricorda di presentare la cancellazione dalla Gestione Separata all’INPS. La cancellazione avviene solitamente in automatico con la chiusura della partita IVA, ma è buona prassi verificare la propria posizione nel Cassetto Previdenziale INPS accedendo con SPID. Professionisti con cassa previdenziale propriaSe sei un professionista iscritto a un ordine (avvocato, architetto, ingegnere, psicologo, medico, geometra), i tuoi contributi non vanno alla Gestione Separata INPS ma alla cassa previdenziale di categoria. In questo caso, la chiusura della partita IVA richiede adempimenti aggiuntivi.Ecco cosa fare:Comunica la cessazione alla cassa previdenziale: ogni cassa ha le proprie modalità e tempistiche. Ad esempio, la Cassa Forense richiede una comunicazione entro 30 giorni, mentre INARCASSA (architetti e ingegneri) prevede la cancellazione contestuale alla cessazione dell’attivitàVerifica il saldo contributivo: la maggior parte delle casse previdenziali prevede un contributo minimo annuale indipendente dal reddito. Dovrai versare il contributo minimo proporzionato ai mesi di iscrizione nell’anno di cessazioneRichiedi la ricongiunzione o totalizzazione: se hai versato contributi in più gestioni (ad esempio prima come dipendente e poi come professionista), valuta la possibilità di ricongiunzione contributiva per unificare i periodi ai fini pensionisticiImportante: la cancellazione dall’ordine professionale è un passaggio separato dalla chiusura della partita IVA. Se vuoi mantenere l’iscrizione all’albo senza esercitare la professione, dovrai comunque pagare la quota associativa annuale, ma non i contributi previdenziali alla cassa (nella maggior parte dei casi).Adempimenti fiscali finali dopo la chiusura della partita IVAChiudere la partita IVA non significa aver concluso tutti gli obblighi con il Fisco. Ci sono alcuni adempimenti fiscali finali che devi completare anche dopo la cessazione dell’attività:Ultima dichiarazione dei redditi: dovrai presentare la dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF) relativa all’anno in cui hai chiuso la partita IVA. In questa dichiarazione inserirai i ricavi prodotti dall’1 gennaio alla data di cessazione, applicando il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO e l’imposta sostitutiva al 5% o al 15%. La scadenza è la stessa di sempre: 30 novembre dell’anno successivo.Versamento imposta sostitutiva e contributi: il saldo dell’imposta sostitutiva e dei contributi INPS va versato con modello F24 entro il 30 giugno dell’anno successivo (con possibilità di rateizzazione). Per i forfettari i codici tributo sono:1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – Saldo1793 – Imposta sostitutiva regime forfettario – Primo acconto1794 – Imposta sostitutiva regime forfettario – Secondo accontoNessun acconto per l’anno successivo: dato che hai cessato l’attività, non dovrai versare acconti per l’anno seguente. Se hai già versato acconti durante l’anno di cessazione, potrai recuperare l’eccedenza in sede di dichiarazione dei redditi.IVA: chi è in regime forfettario non addebita IVA in fattura e quindi non deve presentare la dichiarazione IVA né versare alcun saldo IVA. Questo è un vantaggio del forfettario anche in fase di chiusura. Fatture emesse ma non ancora incassate: come gestirleUn dubbio molto comune riguarda le fatture emesse prima della chiusura ma non ancora incassate. Il regime forfettario funziona con il principio di cassa: i ricavi si considerano prodotti nel momento in cui vengono effettivamente incassati, non quando la fattura viene emessa.Questo crea una situazione particolare in caso di chiusura. Ecco come gestirla:Fatture incassate prima della chiusura: rientrano normalmente nel reddito dell’ultimo anno di attività e saranno soggette all’imposta sostitutiva forfettariaFatture incassate dopo la chiusura: questi importi vanno dichiarati nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui vengono effettivamente percepiti, come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. l, TUIR). Non saranno più soggetti all’imposta sostitutiva forfettaria ma all’IRPEF ordinariaFatture non incassabili (crediti inesigibili): se hai certezza che il cliente non pagherà, puoi emettere una nota di credito prima della chiusura per azzerare il creditoIl consiglio pratico è di cercare di incassare tutte le fatture in sospeso prima di chiudere la partita IVA. In questo modo beneficerai ancora della tassazione agevolata forfettaria (5% o 15%) anziché dell’IRPEF ordinaria con aliquote progressive (dal 23% al 43%).Se hai fatture di importo significativo ancora da incassare, potrebbe essere strategico posticipare la chiusura di qualche settimana o mese, in attesa dei pagamenti. Un commercialista o il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare la convenienza economica di questa scelta.Chiusura partita IVA e NASpI: si può avere la disoccupazione?La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS. Molti si chiedono se sia possibile riceverla dopo aver chiuso la partita IVA forfettaria. La risposta dipende dalla tua situazione lavorativa precedente.Caso 1: Avevi un lavoro dipendente prima o durante l’attività autonomaSe hai perso involontariamente un lavoro dipendente e hai i requisiti contributivi (almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti e 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti), puoi richiedere la NASpI. La chiusura della partita IVA forfettaria non preclude il diritto alla NASpI se la perdita del lavoro dipendente è il motivo scatenante.Anzi, se avevi una partita IVA aperta durante la NASpI, il reddito presunto da attività autonoma comportava una riduzione dell’indennità. Chiudendo la partita IVA, la NASpI viene erogata per intero.Caso 2: Eri solo lavoratore autonomo (mai dipendente)Se hai lavorato esclusivamente come lavoratore autonomo con partita IVA, purtroppo non hai diritto alla NASpI. L’indennità di disoccupazione è riservata ai lavoratori subordinati. Per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata esisteva il DIS-COLL, ma era destinato ai collaboratori coordinati e continuativi, non ai titolari di partita IVA.Esiste però una possibilità interessante: la NASpI anticipata per avvio attività funziona al contrario. Chi percepisce la NASpI può chiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione per aprire una partita IVA. Se poi l’attività non va a buon fine e la chiudi entro la durata originaria della NASpI, dovrai restituire l’importo anticipato. Si può riaprire la partita IVA come forfettario dopo averla chiusa?Sì, è possibile riaprire la partita IVA e aderire nuovamente al regime forfettario, purché al momento della riapertura tu possieda tutti i requisiti previsti e non ricada in nessuna delle cause ostative. Non esiste un periodo minimo di attesa tra chiusura e riapertura.Tuttavia, c’è un aspetto importante che riguarda l’aliquota agevolata al 5%. Questa aliquota ridotta (invece del 15%) spetta ai primi 5 anni di attività per chi avvia una nuova attività. Se riapri la partita IVA con la stessa attività (stesso codice ATECO) che avevi prima, l’Agenzia delle Entrate potrebbe considerarla una prosecuzione e non una nuova attività, escludendoti dall’aliquota al 5%.Le condizioni per l’aliquota al 5% prevedono che:Non devi aver esercitato, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa (anche in forma associata o familiare)L’attività non deve essere una mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come dipendente o autonomoSe prosegui l’attività di un altro soggetto, i ricavi dell’anno precedente non devono superare i limiti previstiIn pratica, se chiudi la partita IVA come consulente informatico nel 2026 e ne riapri una come consulente informatico nel 2027, molto probabilmente non potrai applicare il 5% ma dovrai usare il 15%. Se invece riapri con un codice ATECO diverso e un’attività effettivamente nuova, potresti avere diritto all’aliquota ridotta.Errori da evitare quando si chiude la partita IVA forfettariaChiudere la partita IVA sembra un’operazione semplice, ma ci sono diversi errori comuni che possono causare problemi, sanzioni o perdite economiche. Ecco i principali da evitare:Non comunicare la chiusura entro 30 giorni: come abbiamo visto, il ritardo comporta sanzioni da 500 a 2.000 euro. Non dimenticare di inviare il modello AA9/12Dimenticare il saldo dei contributi: anche dopo la chiusura, i contributi INPS o alla cassa professionale restano dovuti per il periodo di attività. Il mancato pagamento genera cartelle esattoriali con interessi e sanzioniNon presentare l’ultima dichiarazione dei redditi: molti pensano che chiudendo la partita IVA non serva più dichiarare i redditi dell’ultimo anno. Sbagliato: la dichiarazione è obbligatoriaChiudere con fatture in sospeso senza valutare l’impatto fiscale: gli incassi post-chiusura saranno tassati con IRPEF ordinaria e non con l’imposta sostitutiva forfettariaNon comunicare alla cassa previdenziale: se sei iscritto a una cassa di categoria, la chiusura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate non viene automaticamente comunicata alla cassa. Devi farlo tuChiudere solo per evitare i contributi minimi: prima di chiudere, valuta se esistono riduzioni contributive (ad esempio il regime agevolato INPS Artigiani/Commercianti con riduzione del 35%)Non cancellare eventuali posizioni INAIL: se avevi un’assicurazione INAIL attiva, devi comunicare anche la cessazione a questo entePer evitare dimenticanze, il consiglio è di affidarsi a un professionista o al CAF Centro Fiscale che possa guidarti attraverso tutti i passaggi e verificare che nessun adempimento venga trascurato. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande frequenti (FAQ) sulla chiusura della partita IVA forfettariaQuanto costa chiudere la partita IVA forfettaria?La chiusura della partita IVA è completamente gratuita. Non sono previsti bolli, diritti di segreteria o tasse di chiusura. L’unico eventuale costo è l’onorario di un commercialista o CAF se ti fai assistere nella procedura.Posso chiudere la partita IVA online da solo?Sì, puoi farlo in autonomia accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS e compilando il modello AA9/12 nella sezione cessazione. La procedura richiede pochi minuti se hai i dati necessari (codice ATECO, data di cessazione).Cosa succede se non chiudo la partita IVA e non fatturo?Se non fatturo per 3 anni consecutivi, l’Agenzia delle Entrate può procedere alla chiusura d’ufficio della partita IVA. Tuttavia, nel frattempo potresti accumulare obblighi dichiarativi e, per alcune casse previdenziali, contributi minimi da versare comunque. È sempre meglio chiudere formalmente quando si cessa l’attività.Posso riaprire la partita IVA forfettaria dopo averla chiusa?Sì, non ci sono limiti temporali. Puoi riaprirla anche il giorno dopo, purché tu abbia i requisiti. Attenzione però all’aliquota al 5%: se riapri con la stessa attività, potrebbe essere considerata una prosecuzione e non una nuova attività, perdendo l’agevolazione.Devo pagare contributi INPS anche dopo aver chiuso?Devi pagare il saldo contributivo relativo al periodo in cui la partita IVA era ancora aperta. Dopo la data di cessazione, non maturano più contributi. Il saldo va versato con le scadenze ordinarie (30 giugno dell’anno successivo).Le fatture incassate dopo la chiusura come vengono tassate?Le fatture emesse durante il regime forfettario ma incassate dopo la chiusura vanno dichiarate come redditi diversi nell’anno di effettivo incasso. Saranno soggette all’IRPEF ordinaria (aliquote dal 23% al 43%) e non più all’imposta sostitutiva forfettaria.Hai bisogno di assistenza per chiudere la partita IVA?Chiudere la partita IVA forfettaria richiede attenzione a diversi aspetti: dalla comunicazione all’Agenzia delle Entrate al saldo dei contributi, dalla gestione delle fatture in sospeso all’ultima dichiarazione dei redditi. Un errore in questa fase può costare caro in termini di sanzioni e tasse aggiuntive.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase della chiusura: compilazione del modello AA9/12, calcolo del saldo contributivo, presentazione dell’ultima dichiarazione dei redditi e verifica che tutti gli adempimenti siano completati correttamente.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640Aprile 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-21 08:00:002026-08-17 10:16:11Chiudere Partita IVA Regime Forfettario 2026: Procedura Online, Costi e Cosa FareGESTIONE PARTITA IVASumUp Conto e POS 2026: Recensione Completa, Prezzi e CommissioniAggiornamento aprile 2026: SumUp offre un ecosistema completo per partite IVA e piccole attività: conto aziendale gratuito con IBAN italiano, carta Mastercard e POS senza canone. In questa recensione analizziamo prezzi, commissioni, vantaggi e limiti per capire a chi conviene davvero.Se gestisci una piccola attività o sei un libero professionista, probabilmente hai già sentito parlare di SumUp. Fondata nel 2012, l’azienda tedesca è diventata uno dei leader europei nei pagamenti digitali, con oltre 4 milioni di clienti. Ma il conto e i POS SumUp sono davvero convenienti? Vediamolo nel dettaglio. Indice dei contenutiConto Aziendale SumUp: caratteristicheCosti e commissioni del contoPOS SumUp: modelli e prezzi 2026Commissioni POS: quale piano scegliereNormativa 2026: conformità POSPro e contro di SumUpA chi conviene SumUpDomande frequentiConto Aziendale SumUp: caratteristiche principaliIl Conto Aziendale SumUp è un conto business pensato per liberi professionisti, artigiani, commercianti e piccole imprese. Ecco le caratteristiche principali:IBAN italiano intestato alla tua attivitàCarta Mastercard Debit gratuita con tecnologia contactlessBonifici SEPA istantanei in entrata e uscita, senza commissioniAccredito incassi POS il giorno lavorativo successivo (anche weekend e festivi)App mobile per gestire tutto da smartphoneApple Pay e Google Pay supportatiApertura rapida: Puoi aprire il conto in meno di 10 minuti, interamente online. Servono solo un documento d’identità valido e un giustificativo di indirizzo.Servizi inclusiCon il conto SumUp puoi:Pagare F24 online direttamente dall’appEffettuare pagamenti RAV, MAV, RiBA e PagoPACreare sotto-conti (fino a 3 con il piano gratuito) per organizzare le finanzeRicevere gli incassi dai POS SumUp con accredito rapidoProgrammare bonifici ricorrenti e addebiti diretti Costi e commissioni del Conto SumUpUno dei punti di forza di SumUp è la trasparenza sui costi. Esistono due piani tariffari:CaratteristicaPiano GratuitoPiano Plus (25€/mese)Canone mensile0€25€IBAN italiano + Carta MastercardInclusiInclusiBonifici SEPAGratuitiGratuitiPrelievi ATM (Italia)3 gratuiti/mese, poi 2%3 gratuiti/mese, poi 2%Prelievi ATM (estero)2%2%Depositi contanti2,5%2%Sotto-contiFino a 3IllimitatiLimiti operativiEcco i limiti del conto SumUp:Pagamenti con carta: max 15.000€ per transazione e 15.000€ al giornoPrelievi ATM: max 500€ per operazione, 2.000€ al meseBonifici in uscita: max 15.000€ per bonifico, 25.000€/giorno, 75.000€/meseBonifici in entrata: nessun limite POS SumUp: modelli e prezzi 2026SumUp offre diversi modelli di POS, tutti con zero costi fissi (niente canone mensile, niente costi di attivazione). Ecco la gamma completa:ModelloPrezzoCaratteristicheSumUp Solo Lite34€ + IVACompatto, connessione Bluetooth via smartphone, tastiera touchSumUp Solo Lite + Base44€ + IVACome Solo Lite con base di ricarica inclusaSumUp Solo79€ + IVASchermo touchscreen, SIM dati integrata (funziona senza smartphone)SumUp Solo + Stampante139€ + IVASolo con stampante integrata per ricevute (800 scontrini per ricarica)SumUp Air~39€ + IVAIl più compatto, Bluetooth, richiede smartphoneQuale modello scegliere?La scelta dipende dalle tue esigenze:Solo Lite (34€): ideale per chi ha sempre lo smartphone a portata di mano e cerca il prezzo più bassoSolo (79€): perfetto per chi vuole un dispositivo indipendente con SIM dati inclusaSolo + Stampante (139€): per chi deve emettere ricevute cartaceeAir (~39€): ultra-compatto per professionisti sempre in movimentoConsiglio: Se ricevi pagamenti in mobilità (eventi, mercati, consegne), il SumUp Solo con SIM integrata è la scelta migliore: funziona ovunque senza dipendere dal tuo smartphone. Commissioni POS SumUp: quale piano scegliereLe commissioni sui pagamenti sono il fattore chiave per valutare la convenienza di un POS. SumUp offre due piani tariffari:PianoCanoneCommissione POSPagamenti onlineStandard (Paga per transazione)0€1,95%2,5% – 2,95%Pagamenti Plus19€/mese0,95%*1,99%* La commissione 0,95% si applica alle carte consumer nazionali. Carte aziendali, internazionali e premium: 1,99%.Quando conviene il piano Plus?Il piano Pagamenti Plus (19€/mese) conviene se incassi almeno 1.900€ al mese con carte consumer nazionali. Ecco il calcolo:Esempio con 2.500€ di incassi/mese:Piano Standard: 2.500€ x 1,95% = 48,75€ di commissioniPiano Plus: 19€ canone + (2.500€ x 0,95%) = 19€ + 23,75€ = 42,75€Risparmio mensile: 6€Commissioni per tipo di cartaAttenzione: le commissioni variano in base al tipo di carta utilizzata dal cliente:Carte consumer nazionali (Visa/Mastercard): 1,95% (Standard) o 0,95% (Plus)Carte aziendali/business: commissione maggiorataAmerican Express: fino a 2,5%Carte extra-SEE: commissione maggiorata Normativa 2026: collegamento POS-Registratore TelematicoDal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una nuova normativa che obbliga gli esercenti a collegare il POS al registratore telematico per la trasmissione automatica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.Cosa prevede la normativa:Obbligo di collegamento tra POS e registratore telematicoTrasmissione automatica dei corrispettivi elettronici all’Agenzia delle EntrateSanzioni da 1.000 a 4.000€ per mancato adeguamentoI POS SumUp sono conformi alla normativa 2026 e possono essere collegati ai principali registratori telematici. Verifica la compatibilità con il tuo modello di RT.Credito d’imposta commissioni POSRicorda che è ancora attivo il credito d’imposta del 30% sulle commissioni POS per esercenti con ricavi fino a 400.000€ annui. Con SumUp, il risparmio effettivo sulle commissioni diventa:Commissione 1,95% → effettiva 1,365% (dopo credito d’imposta)Commissione 0,95% → effettiva 0,665% (dopo credito d’imposta) Pro e contro di SumUpEcco un riepilogo dei punti di forza e delle limitazioni di SumUp:ProNessun canone mensile (piano Standard)Nessun vincolo contrattuale – puoi smettere quando vuoiAccredito rapido – il giorno successivo, anche weekendIBAN italiano e carta Mastercard gratuitiF24, PagoPA, MAV/RAV pagabili dall’appPOS economici – a partire da 34€Conformità normativa 2026Assistenza in italianoControCommissioni elevate per chi incassa molto con carte (oltre 2.000€/mese)Assistenza telefonica solo lun-ven (no weekend)Limite prelievi basso (500€/operazione, 2.000€/mese)Depositi contanti con commissione 2-2,5%No assegni – solo operazioni digitaliA chi conviene SumUp?SumUp è particolarmente adatto a:Profilo idealeLiberi professionisti con incassi prevalentemente tramite bonificoPiccoli commercianti con transato POS fino a 1.200€/meseArtigiani e ambulanti che lavorano in mobilitàStartup e nuove attività che vogliono zero costi fissiAttività stagionali che non vogliono pagare canoni nei mesi di chiusuraSumUp NON conviene a:Attività con alto transato POS (oltre 3.000€/mese con carte) – meglio valutare alternative come AxerveChi ha bisogno di molti prelievi contanti – limiti bassiChi riceve molti pagamenti in contanti – commissioni deposito elevateGrandi aziende – servizio pensato per piccole attivitàSoglia di convenienza: SumUp è vantaggioso per chi incassa con carte fino a circa 1.200€/mese. Oltre questa soglia, valuta alternative con commissioni più basse (Axerve, Nexi) o piani con canone ma commissioni ridotte. Domande frequentiQuanto costa aprire un conto SumUp?L’apertura del conto aziendale SumUp è completamente gratuita. Non ci sono costi di attivazione, canoni mensili (con il piano Standard), né costi per la carta Mastercard. Paghi solo quando usi il POS (1,95% per transazione).In quanto tempo ricevo i soldi sul conto?Gli incassi effettuati con POS SumUp vengono accreditati sul Conto Aziendale SumUp il giorno lavorativo successivo. Questo vale anche durante i weekend e le festività, rendendo SumUp uno dei servizi più rapidi nel settore.Posso usare il POS SumUp senza il conto SumUp?Sì, puoi collegare il POS SumUp a qualsiasi conto corrente italiano. Tuttavia, collegandolo al Conto Aziendale SumUp, gli accrediti avvengono il giorno successivo. Con altri conti bancari, i tempi possono essere più lunghi (2-3 giorni lavorativi).SumUp accetta American Express?Sì, tutti i POS SumUp accettano American Express. La commissione per le transazioni Amex è generalmente del 2,5%, leggermente superiore rispetto a Visa e Mastercard.Il POS SumUp funziona senza internet?Dipende dal modello. Il SumUp Solo ha una SIM dati integrata con traffico illimitato incluso, quindi funziona ovunque ci sia copertura mobile. I modelli Solo Lite e Air richiedono la connessione Bluetooth allo smartphone, che deve avere connessione internet.SumUp è conforme alla normativa 2026 sui corrispettivi?Sì, i POS SumUp sono conformi alla normativa entrata in vigore il 1° gennaio 2026 che richiede il collegamento tra POS e registratore telematico. Verifica la compatibilità con il tuo specifico modello di RT.Hai bisogno di consulenza per la tua partita IVA?I nostri esperti possono aiutarti a scegliere gli strumenti giusti per la gestione della tua attività: conto business, POS, fatturazione elettronica. Richiedi ConsulenzaCAF Centro Fiscale – Udine | Assistenza fiscale per partite IVAArticolo aggiornato ad aprile 2026. Le informazioni sui prezzi e le commissioni potrebbero variare. Verifica sempre sul sito ufficiale SumUp.Aprile 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-21 08:00:002026-03-17 19:02:52SumUp Conto e POS 2026: Recensione Completa, Prezzi e CommissioniPARTITA IVAFatturazione Avvocato 2026: Guida Completa con Esempi PraticiFatturazione Avvocato 2026: Guida Completa con EsempiLa fatturazione per avvocati presenta regole specifiche che ogni professionista forense deve conoscere. Dalla fattura elettronica obbligatoria al contributo integrativo Cassa Forense, dalla ritenuta d’acconto all’imposta di bollo: in questa guida troverai tutto quello che serve per fatturare correttamente nel 2026.Che tu sia in regime forfettario o ordinario, le regole cambiano significativamente. Vediamo nel dettaglio come emettere fatture corrette ed evitare errori costosi.Indice dei contenutiFattura elettronica: obbligo per tuttiElementi obbligatori in fatturaContributo integrativo Cassa Forense 4%Ritenuta d’acconto 20%Imposta di bollo 2 euroFattura avvocato forfettario: esempioFattura avvocato ordinario: esempioParcella e preavviso di parcellaErrori comuni da evitareDomande frequenti Fattura Elettronica: Obbligo per TuttiDal 1 gennaio 2024, la fatturazione elettronica e obbligatoria per tutti gli avvocati, compresi i forfettari (che erano esonerati fino al 2023).Come funziona la fattura elettronicaLa fattura viene creata in formato XMLViene trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle EntrateIl cliente la riceve nel suo cassetto fiscale o tramite PECLa fattura ha valore legale solo se accettata dal SdITermini di emissioneTipo operazioneTermine emissioneFattura immediataEntro 12 giorni dall’operazioneFattura differitaEntro il 15 del mese successivo Elementi Obbligatori in FatturaOgni fattura emessa da un avvocato deve contenere:Numero progressivo univocoData di emissioneDati professionista (nome, P.IVA, Albo, PEC)Dati cliente (nome, CF/P.IVA, indirizzo)Descrizione della prestazioneImporto onorarioContributo integrativo Cassa Forense 4%IVA (se regime ordinario) o dicitura di esenzioneRitenuta d’acconto (se applicabile)Imposta di bollo (se dovuta)Totale da pagare Contributo Integrativo Cassa Forense 4%Il contributo integrativo del 4% e un elemento caratteristico della fatturazione degli avvocati.Aliquota: 4% sull’imponibileChi lo paga: Il cliente (viene addebitato in fattura)Chi lo versa: L’avvocato alla Cassa ForenseObbligatorio: Si, per tutti gli avvocatiTrattamento fiscale del 4%RegimeIl 4% e soggetto a…ForfettarioNiente (esente IVA)OrdinarioIVA 22% + ritenuta d’acconto 20% Ritenuta d’Acconto 20%La ritenuta d’acconto e un’anticipazione dell’IRPEF che il cliente trattiene e versa all’erario per conto dell’avvocato.Regime fiscaleRitenuta d’accontoRegime forfettarioNO – Mai applicataRegime ordinario + cliente privatoNO – Privati non sono sostituti d’impostaRegime ordinario + cliente P.IVASI – 20% sull’imponibile Imposta di Bollo 2 EuroL’imposta di bollo si applica alle fatture esenti IVA quando l’importo supera 77,47 euro.CondizioneBollo dovutoFattura forfettario > 77,47 euroSI – 2 euroFattura forfettario sotto 77,47 euroNOFattura regime ordinario (con IVA)NOFattura Avvocato Forfettario: Esempio CompletoEcco un esempio pratico di fattura emessa da un avvocato in regime forfettario:FATTURA N. 15/2026 AVV. MARIA BIANCHI Via Garibaldi 25, 33100 Udine P.IVA 01234567890 Spett.le ROSSI COSTRUZIONI SRL Via Roma 100, 33100 Udine - P.IVA 09876543210 Data fattura: 15/03/2026 DESCRIZIONE: Consulenza legale e redazione contratto di appalto Periodo: febbraio-marzo 2026 Onorario professionale 2.000,00 EUR Contributo integrativo C.F. 4% 80,00 EUR --------------------------------------------------------- IMPONIBILE 2.080,00 EUR Imposta di bollo 2,00 EUR --------------------------------------------------------- TOTALE FATTURA 2.082,00 EUR Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 (regime forfettario). Non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014.Diciture obbligatorie regime forfettario“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014”“Non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014”“Imposta di bollo assolta in modo virtuale” (se > 77,47 EUR) Fattura Avvocato Regime Ordinario: EsempioEcco un esempio di fattura in regime ordinario verso un cliente con partita IVA:FATTURA N. 8/2026 AVV. MARCO VERDI Via Dante 50, 33100 Udine P.IVA 02345678901 Spett.le ALFA SERVIZI SPA Via Milano 200, 33100 Udine - P.IVA 08765432109 Data fattura: 20/03/2026 DESCRIZIONE: Assistenza legale in controversia di lavoro Redazione ricorso e partecipazione a 2 udienze Onorario professionale 3.000,00 EUR Contributo integrativo C.F. 4% 120,00 EUR --------------------------------------------------------- IMPONIBILE 3.120,00 EUR IVA 22% 686,40 EUR --------------------------------------------------------- TOTALE LORDO 3.806,40 EUR Ritenuta d'acconto 20% -624,00 EUR --------------------------------------------------------- TOTALE NETTO A PAGARE 3.182,40 EURParcella e Preavviso di ParcellaGli avvocati possono emettere un preavviso di parcella (o nota pro-forma) prima della fattura definitiva.CaratteristicaPreavviso/ParcellaFatturaValore fiscaleNessunoDocumento fiscaleNumerazioneNon obbligatoriaProgressiva obbligatoriaObbligo SdINoSi Errori Comuni da EvitareDimenticare il contributo integrativo 4% – Va sempre indicatoApplicare la ritenuta in regime forfettario – Non si applica maiDimenticare il bollo – Obbligatorio sopra 77,47 EUR per forfettariDescrizione generica – Specifica sempre la prestazioneEmettere fattura in ritardo – Massimo 12 giorni dall’operazione📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande Frequenti ConclusioneLa fatturazione per avvocati richiede attenzione a diversi elementi: contributo integrativo 4%, eventuale ritenuta d’acconto, imposta di bollo e diciture corrette per il regime fiscale. Con la fatturazione elettronica obbligatoria, e fondamentale utilizzare software adeguati e rispettare i termini di emissione.Se hai dubbi sulla fatturazione o sulla gestione fiscale del tuo studio legale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per avvocati e liberi professionisti.Leggi anche: Partita IVA Avvocato 2026: Guida CompletaRichiedi una consulenza gratuitaArticolo aggiornato a gennaio 2026. Le informazioni hanno carattere generale. Si consiglia di consultare un professionista per la propria situazione specifica.Aprile 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-21 08:00:002026-08-17 10:15:14Fatturazione Avvocato 2026: Guida Completa con Esempi PraticiPagina 15 di 26«‹1314151617›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
PARTITA IVAAprire uno Studio Legale nel 2026: Guida Completa ai Costi e RequisitiAprire uno Studio Legale nel 2026: Guida CompletaAprire uno studio legale e il sogno di molti avvocati che vogliono esercitare la professione in autonomia. Ma quali sono i costi reali, i requisiti e gli adempimenti necessari? In questa guida completa analizziamo tutti gli aspetti pratici per avviare il tuo studio nel 2026.Dalla scelta della forma giuridica alla ricerca della sede, dalle dotazioni obbligatorie alla pianificazione dei costi: ecco tutto quello che devi sapere prima di aprire.Prima di procedere, consulta la nostra guida completa alla Partita IVA per Avvocati per gli aspetti fiscali e previdenziali.Indice dei contenutiRequisiti per aprire uno studio legaleForme giuridiche: studio individuale o associatoScelta della sede: ufficio, coworking o domicilioCosti di avviamentoCosti di gestione annualiDotazioni obbligatorieAdempimenti burocraticiMarketing e acquisizione clientiErrori da evitareDomande frequenti Requisiti per Aprire uno Studio LegalePrima di aprire uno studio legale devi possedere i seguenti requisiti obbligatori:Requisiti personaliLaurea in Giurisprudenza (ciclo unico LMG/01)Pratica forense di 18 mesi completataEsame di Stato superato e abilitazione conseguitaIscrizione all’Albo degli Avvocati del foro competenteIscrizione alla Cassa ForensePartita IVA attiva con codice ATECO 69.10.10Requisiti strutturaliSede professionale (anche presso domicilio o coworking)PEC (Posta Elettronica Certificata)Firma digitalePolizza RC professionale (obbligatoria dal 2013)Incompatibilita da verificareL’esercizio della professione di avvocato e incompatibile con:Lavoro dipendente pubblico (salvo eccezioni)Lavoro dipendente privato a tempo pienoAttivita commercialiCariche in societa commerciali con oggetto non legaleMediazione creditizia e agente immobiliareAttenzione: Verifica sempre con l’Ordine la tua specifica situazione prima di aprire la partita IVA. Forme Giuridiche: Studio Individuale o AssociatoPuoi esercitare la professione forense in diverse forme:Studio individualeLa forma piu semplice e comune per iniziare:VantaggiSvantaggiMassima autonomia decisionaleResponsabilita illimitataSemplicita gestionaleCosti fissi tutti a caricoCosti di avvio minimiDifficolta a gestire grandi carichiFlessibilita organizzativaIsolamento professionaleStudio associato tra professionistiDue o piu avvocati condividono spese e struttura:VantaggiSvantaggiCondivisione costi fissiNecessita di accordi chiariComplementarieta competenzeDecisioni condiviseMaggiore visibilitaResponsabilita solidale (in alcuni casi)Supporto reciprocoPotenziali conflittiSTP – Societa tra ProfessionistiForma societaria per studi strutturati:STP SRL – Responsabilita limitata al capitaleSTP SAS/SNC – Forme personaliSTP per azioni – Per studi molto grandiLe STP sono adatte a studi con fatturati elevati e necessita di struttura manageriale.Consiglio per chi iniziaPer un neoavvocato, la scelta migliore e solitamente:Studio individuale se vuoi massima autonomiaCondivisione spese con altri colleghi (senza associazione formale)Coworking legale per abbattere i costi fissi Scelta della Sede: Ufficio, Coworking o DomicilioLa scelta della sede e una delle decisioni piu importanti. Ecco le opzioni:Ufficio dedicato (affitto tradizionale)ProControCosto indicativoImmagine professionaleCosto fisso elevato500-2.000 euro/meseSpazio personalizzabileImpegno a lungo termine(varia per citta)Ricevimento clienti ottimaleUtenze e manutenzioneCoworking o ufficio condivisoProControCosto indicativoCosti flessibiliMeno privacy200-600 euro/meseNetworking inclusoSpazio limitatoSale riunioni disponibiliImmagine meno “tradizionale”Utenze incluseDomicilio (home office)ProControCosto indicativoCosto zeroProblemi di immagine0 euroMassima flessibilitaDifficolta a ricevere clientiNessun vincoloCommistione vita/lavoroNota: Lavorare da casa e possibile, ma per i colloqui con i clienti potresti affittare una sala riunioni a ore.Considerazioni sulla locationVicinanza al tribunale – Utile per chi fa molta attivita giudizialeParcheggio – Importante per clienti che vengono in autoAccessibilita – Mezzi pubblici, assenza barriere architettonicheZona – Il prestigio dell’indirizzo puo influenzare la percezione del cliente Costi di AvviamentoEcco una stima dei costi iniziali per aprire uno studio legale:Costi una tantumVoceCosto minimoCosto medioApertura partita IVA0 euro (fai da te)200 euro (commercialista)Iscrizione Albo Avvocati200 euro400 euroPEC (3 anni)15 euro30 euroFirma digitale (3 anni)30 euro80 euroArredo ufficio base500 euro3.000 euroComputer e stampante700 euro2.000 euroSoftware gestionale0 euro (base)500 euroTarga/insegna50 euro300 euroSito web0 euro (fai da te)1.500 euroBiglietti da visita e cancelleria50 euro200 euroDeposito cauzionale affitto0 euro3.000 euroTOTALE AVVIAMENTO~1.545 euro~11.210 euroMinimo assoluto: Con coworking e attrezzatura essenziale puoi partire con circa 2.000 euro.Setup professionale: Per uno studio con sede dedicata e buona immagine, prevedi 10.000-15.000 euro. Costi di Gestione AnnualiI costi fissi annuali di uno studio legale. Per i dettagli sui contributi previdenziali, consulta la guida Contributi Cassa Forense 2026.VoceStudio minimalStudio tradizionaleAffitto ufficio0 euro (casa)9.600 euro (800/mese)Coworking3.600 euro (300/mese)0 euroUtenze (luce, gas, internet)0 euro2.400 euroQuota annuale Ordine400 euro500 euroPolizza RC professionale200 euro500 euroCommercialista600 euro1.500 euroSoftware/abbonamenti200 euro1.200 euroFormazione continua100 euro500 euroPEC e firma digitale40 euro50 euroContributi Cassa Forense minimi4.055 euro4.055 euroTOTALE ANNUALE~9.195 euro~20.305 euroImportante: I contributi Cassa Forense sono il costo fisso piu rilevante, soprattutto per chi inizia con bassi fatturati.Dotazioni ObbligatorieEcco le dotazioni necessarie per esercitare:Obbligatorie per leggePEC – Posta Elettronica Certificata (obbligatoria per tutti i professionisti)Firma digitale – Per depositi telematici e documentiPolizza RC professionale – Obbligatoria con massimale minimo adeguatoSoftware fatturazione elettronica – Obbligo dal 2024Necessarie per operareComputer con connessione internet stabileStampante/scanner (meglio multifunzione)Accesso a banche dati giuridiche (DeJure, Pluris, Lex24)Software gestionale per pratiche e scadenzeSmartphone con app per notifiche PEC e calendarioConsigliateDoppio monitor – Aumenta produttivitaBackup cloud – Sicurezza datiVPN – Per lavorare da remoto in sicurezzaRegistratore vocale – Per appunti e promemoria Adempimenti BurocraticiEcco i passi burocratici per aprire lo studio:Prima di iniziareVerifica iscrizione Albo – Deve essere gia completataApertura partita IVA – Modello AA9/12 all’Agenzia delle EntrateIscrizione Cassa Forense – Entro 30 giorni dall’iscrizione all’AlboAttivazione PEC – Comunicare all’OrdineAcquisto firma digitale – Presso ente certificatoreStipula polizza RC – Prima di iniziare l’attivitaPer la sedeContratto di affitto (se sede dedicata)Comunicazione al Comune – SCIA se necessaria (dipende dal tipo di immobile)Comunicazione sede all’Ordine – Aggiornamento datiAttivazione utenze – Luce, gas, internetAdempimenti periodiciAdempimentoScadenzaFatturazione elettronicaEntro 12 giorni da operazioneVersamento contributi CF4 rate annualiModello 5 Cassa Forense30 settembreDichiarazione redditi30 novembreVersamento imposte30 giugno + 30 novembreFormazione continuaEntro 31 dicembre (crediti annuali)Rinnovo polizza RCAlla scadenza annualePer la gestione della fatturazione avvocato consulta la nostra guida dedicata.Marketing e Acquisizione ClientiIl marketing legale e fondamentale per far crescere lo studio:Canali di acquisizione clientiCanaleEfficaciaCostoPassaparolaMolto altaZeroRete di altri professionistiAltaZero/bassoSito web + SEOMedia-alta (lungo termine)500-3.000 euro/annoLinkedInMedia (B2B)Zero/bassoGoogle AdsVariabileAlto (500+ euro/mese)Pubblicazioni/convegniAlta (reputation)TempoDeontologia e pubblicitaIl codice deontologico forense permette la pubblicita informativa, ma vieta:Pubblicita comparativaPromesse di risultatiIndicazione tariffe minime garantiteAccaparramento di clientela (ambulance chasing)Strategie efficaci per neoavvocatiCostruisci relazioni con commercialisti, consulenti del lavoro, notaiCrea un sito web professionale con articoli sulla tua specializzazioneSii attivo su LinkedIn condividendo contenuti utiliPartecipa a eventi di settore e associazioni di categoriaOffri consulenze iniziali a prezzo calmierato per farti conoscere Errori da EvitareEcco gli errori piu comuni di chi apre uno studio legale:1. Sottovalutare i costi fissiI contributi Cassa Forense (~4.000 euro) vanno pagati anche senza fatturare. Prevedi un fondo di riserva per almeno 12 mesi di costi fissi.2. Sede troppo costosaNei primi anni, un ufficio prestigioso puo drenare risorse preziose. Meglio partire con coworking o spazi condivisi e crescere gradualmente.3. Non specializzarsiL’avvocato “tuttofare” fatica a emergere. Scegli 1-2 aree di specializzazione e costruisci competenza e reputazione in quelle.4. Trascurare il marketingEssere bravi non basta: devi farti conoscere. Dedica tempo regolare a networking e presenza online.5. Non gestire la liquiditaI pagamenti dei clienti possono tardare. Tieni sempre una riserva per tasse, contributi e imprevisti.6. Accettare tutti i clientiAlcuni clienti “problematici” possono costare piu di quanto rendono. Impara a riconoscerli e a dire di no.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande Frequenti Quanto costa aprire uno studio legale?Il costo minimo e di circa 2.000-3.000 euro (home office + dotazioni essenziali). Per uno studio con sede dedicata e setup professionale, prevedi 10.000-15.000 euro di avviamento piu 15.000-25.000 euro di costi fissi annuali. Posso aprire uno studio legale senza sede fisica?Si, puoi indicare il tuo domicilio come sede professionale e ricevere i clienti in sale riunioni affittate a ore. E la soluzione piu economica per iniziare. E obbligatoria la polizza RC professionale?Si, dal 2013 e obbligatoria per tutti gli avvocati. Il costo varia da 200 a 500 euro annui a seconda del massimale e delle coperture. Meglio studio individuale o associato?Per chi inizia, lo studio individuale offre piu flessibilita. Lo studio associato conviene quando hai gia un giro d’affari e vuoi condividere costi e competenze con colleghi fidati. Quanto tempo serve per avviare uno studio?Dal punto di vista burocratico, pochi giorni. Per raggiungere la sostenibilita economica, mediamente 2-3 anni per i neoavvocati, meno se hai gia una rete di contatti. ConclusioneAprire uno studio legale richiede pianificazione, risorse e pazienza. I costi iniziali possono variare da poche migliaia di euro (setup minimale) a oltre 15.000 euro (studio tradizionale). La chiave del successo sta nel controllare i costi fissi nei primi anni, specializzarsi e costruire una solida rete di relazioni.Se hai bisogno di supporto per la gestione fiscale e contabile del tuo studio legale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenze personalizzate per avvocati e liberi professionisti.Richiedi una consulenza gratuitaArticolo aggiornato a gennaio 2026. Le informazioni e i costi indicati sono orientativi e possono variare in base alla zona e alle scelte individuali.Aprile 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-25 09:00:002026-08-17 10:15:19Aprire uno Studio Legale nel 2026: Guida Completa ai Costi e Requisiti
PARTITA IVAQuanto Guadagna un Avvocato nel 2026: Stipendio Lordo e NettoQuanto Guadagna un Avvocato nel 2026: Stipendio Lordo e NettoQuanto guadagna un avvocato in Italia? E una delle domande piu frequenti tra chi sta valutando questa carriera o ha appena superato l’esame di abilitazione. La risposta varia enormemente in base a esperienza, specializzazione, zona geografica e tipologia di clientela.In questa guida analizziamo i guadagni reali degli avvocati con partita IVA nel 2026, con esempi concreti di calcolo dal lordo al netto, considerando tasse e contributi Cassa Forense.Scopri anche la nostra guida completa alla Partita IVA per Avvocati per tutti gli aspetti fiscali e previdenziali.Indice dei contenutiGuadagno medio avvocato Italia 2026Guadagni per anni di esperienzaGuadagni per specializzazioneDifferenze per area geograficaCalcolo dal lordo al nettoForfettario vs ordinario: confrontoCome aumentare i guadagniDomande frequenti Guadagno Medio Avvocato Italia 2026Secondo i dati della Cassa Forense e le statistiche del CNF (Consiglio Nazionale Forense), il reddito medio degli avvocati italiani presenta un quadro molto variegato:IndicatoreImporto 2026Reddito medio nazionale~42.000 euro lordiReddito mediano nazionale~25.000 euro lordiPrimo quartile (25%)< 15.000 euro lordiTerzo quartile (75%)< 55.000 euro lordiNota importante: La differenza tra media e mediana indica che una minoranza di avvocati con redditi molto elevati alza la media, mentre la maggioranza guadagna meno di 25.000 euro lordi.Distribuzione dei redditiFascia di reddito lordo% avvocatiSotto 10.000 euro25%10.000 – 30.000 euro35%30.000 – 60.000 euro25%60.000 – 100.000 euro10%Oltre 100.000 euro5%Come si vede, il 60% degli avvocati guadagna meno di 30.000 euro lordi annui. Solo una minoranza raggiunge redditi elevati. Guadagni per Anni di EsperienzaL’esperienza e il fattore piu determinante per i guadagni di un avvocato:EsperienzaReddito lordo annuoNetto stimato (forfettario)Neoabilitato (0-3 anni)10.000 – 25.000 euro6.000 – 16.000 euroJunior (3-7 anni)25.000 – 45.000 euro16.000 – 28.000 euroEsperto (7-15 anni)45.000 – 80.000 euro28.000 – 48.000 euroSenior (oltre 15 anni)60.000 – 150.000+ euro36.000 – 85.000+ euroI primi anni: la fase piu difficileI primi 3-5 anni sono i piu critici. Molti neoabilitati:Non raggiungono l’autosufficienza economicaDevono integrare con altre attivitaLavorano per studi senior con compensi modestiPagano comunque i contributi minimi Cassa Forense (~4.000 euro)Consiglio: Nei primi anni, valuta attentamente se puoi permetterti i costi fissi della partita IVA prima di aprirla. Guadagni per SpecializzazioneLa specializzazione incide significativamente sui guadagni. Ecco le aree piu e meno remunerative:Specializzazioni piu remunerativeSpecializzazioneReddito medio annuoNoteDiritto societario/M&A80.000 – 300.000+ euroGrandi studi, clienti corporateDiritto tributario60.000 – 150.000 euroContenzioso fiscale, consulenzaDiritto bancario/finanziario70.000 – 200.000 euroIstituti finanziariProprieta intellettuale60.000 – 140.000 euroMarchi, brevetti, copyrightDiritto del lavoro (aziende)50.000 – 120.000 euroConsulenza HR, ristrutturazioniSpecializzazioni con guadagni mediSpecializzazioneReddito medio annuoNoteDiritto penale35.000 – 90.000 euroAlta variabilita casiDiritto immobiliare40.000 – 85.000 euroCompravendite, locazioniDiritto amministrativo40.000 – 100.000 euroPA, appalti, urbanisticaDiritto di famiglia30.000 – 70.000 euroSeparazioni, divorzi, successioniDiritto civile generico25.000 – 60.000 euroContrattualistica, recupero creditiFattori che influenzano i guadagni per specializzazioneTipologia clienti: Aziende pagano di piu dei privatiValore delle cause: Cause con valori elevati = onorari piu altiComplessita tecnica: Materie specialistiche hanno meno concorrenzaVolumi: Alcune specializzazioni permettono piu pratiche simultanee Differenze per Area GeograficaIl luogo di esercizio della professione incide notevolmente sui guadagni:Area geograficaReddito medioDifferenza vs media nazionaleMilano e hinterland~65.000 euro+55%Roma~52.000 euro+24%Nord Italia (escluso Milano)~45.000 euro+7%Centro Italia (escluso Roma)~38.000 euro-10%Sud e Isole~28.000 euro-33%Perche Milano guadagna di piuConcentrazione di grandi aziende e multinazionaliSede di molti studi legali internazionaliMaggiore presenza di clientela corporateTariffe orarie piu elevateConsiderazioni sul costo della vitaAttenzione: i guadagni piu alti al Nord spesso sono compensati da:Affitti studio piu costosiCosto della vita superioreMaggiore concorrenzaCosti di rappresentanza piu elevatiUn avvocato in una citta media del Friuli-Venezia Giulia con 40.000 euro di reddito potrebbe avere un tenore di vita migliore di uno a Milano con 55.000 euro. Calcolo dal Lordo al NettoVediamo come calcolare il guadagno netto di un avvocato partendo dal fatturato lordo. Per i dettagli sui contributi, consulta la guida ai Contributi Cassa Forense 2026.Esempio 1: Avvocato forfettario con 40.000 euroVoceCalcoloImportoFatturato lordo annuo–40.000 euroReddito imponibile (78%)40.000 x 78%31.200 euro(-) Contributo soggettivo CF31.200 x 15%-4.680 euro(-) Contributo integrativo CF40.000 x 4% (ma lo paga il cliente)0 euro*(-) Contributo maternitaFisso-90 euroImponibile per imposta31.200 – 4.68026.520 euro(-) Imposta sostitutiva 15%26.520 x 15%-3.978 euro(-) Commercialista–-800 euro(-) Quota Ordine + assicurazione–-700 euroNETTO DISPONIBILE–~29.752 euro*Il contributo integrativo 4% viene addebitato al cliente, quindi non e un costo per l’avvocato.Rapporto netto/lordo: ~74% (29.752 / 40.000)Esempio 2: Avvocato forfettario con 70.000 euroVoceImportoFatturato lordo annuo70.000 euroReddito imponibile (78%)54.600 euro(-) Contributo soggettivo CF (15%)-8.190 euro(-) Contributo maternita-90 euroImponibile per imposta46.320 euro(-) Imposta sostitutiva 15%-6.948 euro(-) Commercialista-1.000 euro(-) Quota Ordine + assicurazione-800 euroNETTO DISPONIBILE~52.972 euroRapporto netto/lordo: ~76% (52.972 / 70.000)Esempio 3: Neoabilitato con 20.000 euro (aliquota 5%)VoceImportoFatturato lordo annuo20.000 euroReddito imponibile (78%)15.600 euro(-) Contributo soggettivo CF (minimo)-3.185 euro(-) Contributo maternita-90 euroImponibile per imposta12.325 euro(-) Imposta sostitutiva 5%-616 euro(-) Commercialista-600 euro(-) Quota Ordine + assicurazione-600 euroNETTO DISPONIBILE~14.909 euroRapporto netto/lordo: ~75% (14.909 / 20.000)Nota: I contributi minimi Cassa Forense pesano molto sui redditi bassi!Forfettario vs Ordinario: ConfrontoQuando conviene il regime ordinario rispetto al forfettario?Confronto su 60.000 euro di fatturatoVoceForfettarioOrdinario*Fatturato60.000 euro60.000 euroSpese deducibili13.200 euro (22% fisso)15.000 euro (reali)Reddito imponibile46.800 euro45.000 euroContributi CF~7.020 euro~6.750 euroIRPEF/Imposta sost.~5.967 euro (15%)~9.500 euro (scaglioni)IRAP0 euro~1.500 euroCarico fiscale totale~12.987 euro~17.750 euro*Ipotizzando 15.000 euro di spese reali deducibili.In questo caso il forfettario conviene di quasi 5.000 euro.Quando conviene il regime ordinarioSpese reali superiori al 35-40% del fatturatoImportanti detrazioni IRPEF (mutuo, spese mediche elevate)Clienti aziendali che preferiscono fatture con IVAFatturato oltre 85.000 euro (obbligo) Come Aumentare i GuadagniEcco le strategie piu efficaci per aumentare i guadagni come avvocato:1. SpecializzarsiGli avvocati specializzati guadagnano in media il 30-50% in piu dei generalisti. Scegli un’area con buona domanda e poca concorrenza nella tua zona.2. Targetizzare clienti aziendaliLe aziende hanno budget piu elevati, pagano piu puntualmente e generano incarichi ricorrenti. Un cliente corporate vale spesso 10 clienti privati.3. Sviluppare la rete di relazioniIl networking e fondamentale: commercialisti, consulenti del lavoro, notai possono portare clienti qualificati.4. Presenza onlineUn sito web professionale e una buona presenza su LinkedIn possono generare nuovi clienti. Il marketing legale e sempre piu importante.5. Efficienza operativaSoftware gestionali, automazione dei processi, delega delle attivita routinarie: liberare tempo per l’attivita ad alto valore aggiunto.6. Formazione continua mirataInvesti in formazione su competenze richieste dal mercato: privacy/GDPR, compliance, diritto digitale, ecc.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande Frequenti Quanto guadagna un avvocato appena abilitato?Un avvocato nei primi 3 anni di attivita guadagna in media tra 10.000 e 25.000 euro lordi annui. Dopo tasse e contributi, il netto si aggira tra 6.000 e 16.000 euro. Molti devono integrare con altre attivita o affiancamento in studi strutturati. Quanto guadagna un avvocato al mese?Dipende dall’esperienza. Un avvocato con 40.000 euro di fatturato annuo (netto ~30.000 euro) guadagna circa 2.500 euro netti al mese. Un senior con 80.000 euro di fatturato puo arrivare a 4.000-4.500 euro netti mensili. Gli avvocati penalisti guadagnano di piu?Dipende. I penalisti hanno redditi molto variabili: alcuni casi possono fruttare molto, altri poco. In media, i penalisti guadagnano meno degli avvocati d’affari o tributaristi, ma ci sono eccezioni importanti per chi segue casi di alto profilo. Conviene fare l’avvocato nel 2026?Dipende dalle aspettative. L’avvocatura offre autonomia e soddisfazioni professionali, ma richiede anni per raggiungere redditi soddisfacenti. In Italia c’e un eccesso di avvocati (circa 250.000), che comprime i redditi medi. La specializzazione e la qualita del servizio sono fondamentali per emergere. Quanto costa diventare avvocato?Tra laurea (5 anni), pratica (18 mesi) e avvio attivita, il costo totale puo superare i 50.000-80.000 euro considerando mancati guadagni, universita, master, esami e costi iniziali P.IVA. Il break-even economico arriva mediamente dopo 5-7 anni dall’abilitazione. ConclusioneI guadagni di un avvocato variano enormemente in base a esperienza, specializzazione e zona geografica. Il reddito mediano si attesta intorno ai 25.000 euro lordi, con ampie differenze tra chi inizia e chi ha consolidato la professione.La chiave per guadagnare bene e specializzarsi, costruire una clientela di qualita e ottimizzare la gestione fiscale con il regime piu conveniente.Se hai bisogno di supporto per la gestione fiscale del tuo studio legale o per valutare il regime piu conveniente, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenze personalizzate per avvocati e liberi professionisti.Richiedi una consulenza gratuitaArticolo aggiornato a gennaio 2026. I dati sui redditi sono indicativi e basati su statistiche Cassa Forense e CNF. La situazione individuale puo variare significativamente.Aprile 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-23 09:00:002026-08-17 10:15:16Quanto Guadagna un Avvocato nel 2026: Stipendio Lordo e Netto
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOContributi Previdenziali Deducibili Regime Forfettario 2026: Guida Completa al Risparmio FiscaleI contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario 2026 rappresentano l’unico vero strumento di risparmio fiscale a disposizione di chi opera con la flat tax. A differenza del regime forfettario ordinario dove i costi reali non vengono considerati, i contributi previdenziali godono di un trattamento speciale: si sottraggono direttamente dal reddito imponibile, riducendo la base su cui si calcola l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le nuove attività). In questa guida completa scoprirai come funziona la deduzione dei contributi previdenziali, quanto puoi risparmiare concretamente e come evitare gli errori più comuni nella dichiarazione delle spese deducibili. Indice dei contenutiPerché i contributi previdenziali sono l’unica deduzione nel forfettarioCome funziona la deduzione dei contributi nel regime forfettarioContributi INPS Gestione Separata: aliquote e calcolo 2026Contributi INPS Commercianti e Artigiani nel forfettarioContributi Casse Professionali: ENPAM, Cassa Forense, INARCASSACalcolo pratico: quanto risparmi deducendo i contributiContributi versati in ritardo: sono deducibili?Contributi volontari e riscatto laurea nel forfettarioCome indicare i contributi nel Quadro LM della dichiarazioneErrore comune: contributi nel 730 se sei forfettarioStrategia: conviene versare contributi aggiuntivi?Domande frequentiPerché i contributi previdenziali sono l’unica deduzione nel regime forfettarioIl regime forfettario funziona in modo completamente diverso dal regime ordinario. Mentre nel sistema tradizionale puoi sottrarre tutte le spese sostenute per l’attività (affitto ufficio, cancelleria, utenze, software), nel forfettario i costi vengono determinati in modo forfettario attraverso il coefficiente di redditività. In pratica, lo Stato presume che tu abbia delle spese pari a una certa percentuale dei ricavi, e su quella base calcola il tuo reddito imponibile.Questo significa che non puoi dedurre l’affitto dello studio, il costo del computer o le bollette del telefono. Tuttavia, c’è un’eccezione fondamentale: i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno si deducono dal reddito imponibile già determinato con il coefficiente. È una regola prevista dall’articolo 1, comma 64, della Legge 190/2014 (la legge istitutiva del regime forfettario) e confermata dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 2016.Per capire meglio: se hai ricavi di 50.000 euro e il tuo coefficiente di redditività è del 78% (come per gli avvocati), il reddito lordo forfettario è 39.000 euro. Da qui puoi sottrarre i contributi previdenziali effettivamente versati nell’anno. Se hai pagato 10.000 euro di contributi alla Cassa Forense, il reddito imponibile scende a 29.000 euro, e su questa cifra paghi il 15% di imposta sostitutiva. Come funziona la deduzione dei contributi nel regime forfettarioLa deduzione dei contributi previdenziali nel regime forfettario segue un meccanismo preciso che è importante comprendere per evitare errori. Il punto chiave è questo: i contributi si deducono dal reddito imponibile, non dall’imposta. Questa distinzione è fondamentale.Ecco come funziona il calcolo, passo dopo passo:Calcolo dei ricavi — somma di tutti i compensi/ricavi incassati nell’anno (criterio di cassa)Applicazione del coefficiente di redditività — ogni codice ATECO ha il suo (dal 40% al 86%)Reddito lordo forfettario = ricavi x coefficiente di redditivitàSottrazione dei contributi previdenziali versati nell’annoReddito imponibile netto = reddito lordo – contributi previdenzialiImposta sostitutiva = reddito imponibile netto x 15% (o 5%)Un aspetto cruciale: i contributi previdenziali deducibili si sottraggono dal reddito e non dall’imposta. Questo significa che il risparmio effettivo non corrisponde all’intero importo dei contributi, ma alla percentuale dell’imposta sostitutiva applicata su quell’importo. Se versi 5.000 euro di contributi e paghi il 15% di imposta, il risparmio reale è di 750 euro (5.000 x 15%). Se sei nel regime agevolato al 5%, il risparmio scende a 250 euro.Un’altra regola importante: se i contributi previdenziali superano il reddito forfettario, l’eccedenza non può essere portata in detrazione nel modello 730 o nel modello Redditi PF come reddito complessivo. L’eccedenza si perde, a meno che tu non abbia anche altri redditi soggetti a IRPEF ordinaria (ad esempio, un reddito da lavoro dipendente). Contributi INPS Gestione Separata: aliquote e calcolo 2026La Gestione Separata INPS è la cassa previdenziale di riferimento per i liberi professionisti senza cassa (consulenti, copywriter, web designer, formatori, traduttori e molte altre categorie). Nel 2026, le aliquote contributive della Gestione Separata sono:26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale (aliquota piena)24% per chi ha già un’altra copertura previdenziale (ad esempio, un lavoro dipendente parallelo o iscrizione a un’altra cassa)Questi contributi INPS si calcolano sul reddito imponibile forfettario (ricavi x coefficiente di redditività, prima della deduzione dei contributi stessi). Il calcolo avviene quindi in modo circolare: i contributi riducono il reddito, ma il reddito determina i contributi. Per questo motivo si utilizza una formula matematica che risolve il “circolo”.Esempio pratico con Gestione Separata: Marco è un consulente informatico forfettario con ricavi di 40.000 euro e coefficiente di redditività del 78%. Il suo reddito lordo è 31.200 euro. Con l’aliquota del 26,07%, i contributi INPS ammontano a circa 6.437 euro (calcolati con la formula iterativa). Il reddito imponibile dopo la deduzione scende a 24.763 euro, su cui paga il 15% di imposta sostitutiva: 3.714 euro. Senza la deduzione, l’imposta sarebbe stata 4.680 euro. Il risparmio fiscale grazie alla deduzione dei contributi è di 966 euro. Contributi INPS Commercianti e Artigiani nel forfettarioChi esercita un’attività commerciale o artigianale nel regime forfettario è iscritto alla Gestione Commercianti o Artigiani INPS. Il sistema contributivo per queste categorie è diverso dalla Gestione Separata perché prevede un contributo minimo obbligatorio (i cosiddetti “minimali”), indipendentemente dal reddito effettivo.Nel 2026, i parametri principali sono:Contributo fisso annuo (minimali): circa 4.427 euro per i commercianti e circa 4.385 euro per gli artigiani (importi indicativi, aggiornati annualmente dall’INPS sulla base della variazione ISTAT)Aliquota percentuale: 24,48% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti (+ 0,48% di contributo maternità) sul reddito eccedente il minimale fino al massimaleRiduzione forfettaria del 35%: i forfettari possono richiedere una riduzione del 35% sia sui contributi fissi che sulla percentuale eccedente (art. 1, comma 77, Legge 190/2014)La riduzione del 35% è un vantaggio esclusivo dei forfettari che può essere richiesta all’INPS tramite il cassetto previdenziale. Attenzione però: questa riduzione comporta un accredito contributivo proporzionalmente inferiore ai fini pensionistici. Chi la sceglie accumula meno contributi per la pensione futura.Tutti i contributi versati alla Gestione Commercianti o Artigiani, sia i minimali che l’eventuale percentuale eccedente, sono interamente deducibili dal reddito forfettario. Anche i contributi versati con la riduzione del 35% sono deducibili per l’importo effettivamente pagato. Contributi Casse Professionali: ENPAM, Cassa Forense, INARCASSAI professionisti iscritti a un albo professionale (medici, avvocati, architetti, ingegneri, psicologi, commercialisti, geometri, infermieri) versano i contributi alla propria cassa di previdenza e non all’INPS. Anche questi contributi previdenziali sono interamente deducibili nel regime forfettario, seguendo le stesse regole dei contributi INPS.Ecco le principali casse professionali e le aliquote indicative per il 2026:Cassa Forense (avvocati): contributo soggettivo del 15% sul reddito professionale + contributo integrativo del 4% (quest’ultimo addebitato al cliente in fattura)ENPAM (medici e odontoiatri): Quota A fissa annua (circa 1.500-3.000 euro in base all’età) + Quota B proporzionale (aliquota variabile dal 2% al 24,5%)INARCASSA (architetti e ingegneri): contributo soggettivo del 14,5% + contributo integrativo del 4%ENPAP (psicologi): contributo soggettivo del 10% + contributo integrativo del 2%CIPAG (geometri): contributo soggettivo del 18% circa + contributo integrativoENPAPI (infermieri): contributo soggettivo del 16% + contributo integrativo del 4%Cassa Dottori Commercialisti (CNPADC): contributo soggettivo dal 12% al 100% del reddito + contributo integrativo del 4%Attenzione alla distinzione: il contributo soggettivo è sempre deducibile perché è a carico del professionista. Il contributo integrativo (il famoso 4% o 2% in fattura) è generalmente a carico del cliente e non è deducibile dal reddito del professionista, salvo specifiche eccezioni previste dallo statuto della cassa. Consulta sempre il regolamento della tua cassa o rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per un chiarimento personalizzato.Calcolo pratico: quanto risparmi deducendo i contributiVediamo con esempi concreti quanto si risparmia grazie alla deduzione dei contributi previdenziali nel regime forfettario 2026. Ricorda: il risparmio è pari ai contributi moltiplicati per l’aliquota dell’imposta sostitutiva (15% o 5%). Esempio 1: Consulente con Gestione Separata (aliquota 15%)Ricavi annui: 45.000 euroCoefficiente di redditività: 78%Reddito lordo: 35.100 euroContributi INPS versati (26,07%): circa 7.246 euroReddito imponibile: 35.100 – 7.246 = 27.854 euroImposta sostitutiva (15%): 4.178 euroSenza deduzione, l’imposta sarebbe: 35.100 x 15% = 5.265 euroRisparmio fiscale: 1.087 euroEsempio 2: Avvocato con Cassa Forense (aliquota 15%)Ricavi annui: 60.000 euroCoefficiente di redditività: 78%Reddito lordo: 46.800 euroContributi Cassa Forense versati (soggettivo 15%): circa 7.020 euroReddito imponibile: 46.800 – 7.020 = 39.780 euroImposta sostitutiva (15%): 5.967 euroSenza deduzione: 46.800 x 15% = 7.020 euroRisparmio fiscale: 1.053 euroEsempio 3: Nuova attività con aliquota agevolata al 5%Ricavi annui: 30.000 euroCoefficiente di redditività: 67%Reddito lordo: 20.100 euroContributi INPS versati: circa 4.148 euroReddito imponibile: 20.100 – 4.148 = 15.952 euroImposta sostitutiva (5%): 798 euroSenza deduzione: 20.100 x 5% = 1.005 euroRisparmio fiscale: 207 euroCome puoi notare, il risparmio è proporzionalmente maggiore per chi paga il 15% rispetto a chi gode dell’aliquota agevolata del 5%. In ogni caso, la deduzione dei contributi previdenziali è sempre conveniente e non va mai dimenticata nella dichiarazione dei redditi.Contributi versati in ritardo: sono deducibili?Una domanda molto frequente riguarda i contributi previdenziali versati in ritardo: sono comunque deducibili nel regime forfettario? La risposta è sì, con alcune precisazioni importanti.Il principio fondamentale è il criterio di cassa: i contributi sono deducibili nell’anno in cui vengono effettivamente pagati, indipendentemente dal periodo di competenza. Questo significa che:Se paghi nel 2026 i contributi relativi al 2025 (perché eri in ritardo), li deduci nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno di imposta 2026)Se paghi una rateizzazione INPS con più rate nell’anno, deduci solo le rate effettivamente versate in quell’annoSe paghi sanzioni e interessi per ritardato pagamento, questi non sono deducibili — solo la quota capitale dei contributi è ammessa alla deduzioneAnche i contributi pagati tramite cartella esattoriale (perché non versati spontaneamente) mantengono la deducibilità per la parte relativa ai contributi veri e propri, escludendo sanzioni, interessi e aggio di riscossione. Contributi volontari e riscatto laurea nel forfettarioOltre ai contributi obbligatori, esistono altre forme di contribuzione previdenziale che meritano un approfondimento per chi opera nel regime forfettario.Contributi volontari INPSI contributi volontari sono versamenti che il lavoratore autonomo può effettuare per coprire periodi non lavorati o per integrare la posizione previdenziale. Nel regime forfettario, i contributi volontari autorizzati dall’INPS sono deducibili dal reddito forfettario, a condizione che siano relativi alla propria posizione previdenziale.Riscatto della laureaIl riscatto della laurea è un tema complesso per i forfettari. I contributi versati per il riscatto degli anni di studio universitario sono tecnicamente contributi previdenziali e quindi dovrebbero essere deducibili. Tuttavia, la deducibilità dipende dalla gestione previdenziale:Se il riscatto è nella stessa gestione (es. Gestione Separata INPS) dove versi i contributi da forfettario, è deducibile dal reddito forfettarioSe il riscatto è in una gestione diversa (es. riscatto nella gestione dipendenti per un ex lavoratore subordinato ora forfettario), la questione è controversa. La prassi dell’Agenzia delle Entrate tende a considerarli deducibili dal reddito complessivo IRPEF, ma non dal reddito forfettarioDato che il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva che esclude il reddito dalla base imponibile IRPEF, chi non ha altri redditi IRPEF rischia di perdere la deducibilità del riscatto laurea in una gestione diversa. È un caso in cui rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine può fare la differenza per ottimizzare la scelta.Come indicare i contributi nel Quadro LM della dichiarazioneI contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario si indicano nel Quadro LM del Modello Redditi Persone Fisiche. Ecco i passaggi pratici:Rigo LM22 (colonna 1): indica il totale dei ricavi o compensi percepiti nell’annoRigo LM34: il reddito lordo calcolato applicando il coefficiente di redditivitàRigo LM35: qui si indicano i contributi previdenziali deducibili — l’importo totale dei contributi obbligatori versati nell’anno di imposta (criterio di cassa)Rigo LM36: il reddito netto (rigo LM34 meno rigo LM35) su cui si calcola l’imposta sostitutivaRigo LM37 o LM38: l’imposta sostitutiva calcolata (15% o 5%) Documenti da conservare: per giustificare la deduzione dei contributi, conserva le ricevute di pagamento dei contributi INPS (modelli F24) o le attestazioni della cassa professionale. L’INPS mette a disposizione nel cassetto previdenziale la situazione dei contributi versati, che può servire come riscontro.Eccedenza contributi: se l’importo dei contributi previdenziali (rigo LM35) supera il reddito lordo (rigo LM34), il reddito netto al rigo LM36 sarà pari a zero. L’eccedenza dei contributi non può essere riportata negli anni successivi nel Quadro LM, ma se hai altri redditi soggetti a IRPEF, puoi dedurla nel Quadro RP (sezione II, rigo RP21) dal reddito complessivo.Errore comune: contributi nel 730 se sei forfettarioUno degli errori più frequenti tra i forfettari riguarda il tentativo di dedurre i contributi previdenziali nel modello 730. Chiariamo subito: se sei un forfettario e il tuo unico reddito è quello dell’attività in regime forfettario, non puoi usare il 730.Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali. Di conseguenza, il reddito forfettario non concorre al reddito complessivo IRPEF. Il modello 730 si usa per dichiarare redditi soggetti a IRPEF (lavoro dipendente, pensione, fabbricati, ecc.), e le deduzioni/detrazioni nel 730 funzionano solo su redditi IRPEF.Ecco gli scenari possibili:Solo reddito forfettario: usi il Modello Redditi PF con il Quadro LM. I contributi li deduci al rigo LM35. Non presenti il 730.Reddito forfettario + reddito dipendente/pensione: presenti sia il Modello Redditi PF (Quadro LM per il forfettario) sia il 730 (per il reddito dipendente). I contributi relativi all’attività forfettaria li deduci nel Quadro LM. L’eventuale eccedenza può andare nel 730 (Quadro E/RP).Reddito forfettario + redditi da fabbricati: usi il Modello Redditi PF completo, con Quadro LM per il forfettario e Quadro RB per i fabbricati.Attenzione: un errore nella collocazione dei contributi previdenziali deducibili può generare incongruenze nella dichiarazione e controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per evitare problemi, affidati a un professionista o al CAF Centro Fiscale per la compilazione.Strategia: conviene versare contributi aggiuntivi per abbattere il reddito?Dato che i contributi previdenziali sono l’unica deduzione possibile nel regime forfettario, può sorgere una domanda strategica: conviene versare contributi aggiuntivi per ridurre il reddito imponibile?La risposta dipende dalla tua situazione specifica. Ecco un’analisi dei pro e contro:Quando potrebbe convenireSei vicino alla pensione e vuoi aumentare il montante contributivo per migliorare l’assegno pensionistico futuroHai redditi elevati (vicino agli 85.000 euro di ricavi) e ogni euro di deduzione aiuta a mantenere il carico fiscale sotto controlloVuoi riscattare la laurea nella stessa gestione previdenziale per un doppio vantaggio: deduzione + anni di contribuzioneLa tua cassa professionale prevede contribuzione volontaria aggiuntiva con vantaggi previdenziali significativiQuando non convieneHai appena aperto la partita IVA e sei al 5%: il risparmio fiscale è minimo (solo 5% dei contributi aggiuntivi)Hai bisogno di liquidità: i contributi versati non sono recuperabili nel breve periodoIl rendimento previdenziale è basso: in alcune casse professionali, il rendimento dei contributi volontari è inferiore a quello di investimenti alternativiIn termini numerici, se paghi il 15% di imposta sostitutiva, ogni 1.000 euro di contributi aggiuntivi ti fa risparmiare 150 euro di tasse. Se paghi il 5%, il risparmio è solo di 50 euro. La convenienza va quindi valutata anche in ottica previdenziale, non solo fiscale. Un consulto presso il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a simulare gli scenari e scegliere la strategia più adatta al tuo caso. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande frequenti sui contributi previdenziali deducibili nel forfettarioQuali contributi posso dedurre nel regime forfettario?Puoi dedurre tutti i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno: contributi INPS (Gestione Separata, Commercianti, Artigiani) e contributi alle casse professionali (Cassa Forense, ENPAM, INARCASSA, ecc.). Sono deducibili anche i contributi per maternità e i contributi volontari autorizzati.I contributi si deducono dal reddito o dall’imposta?Si deducono dal reddito imponibile, non dall’imposta. Questo significa che il risparmio effettivo è pari all’importo dei contributi moltiplicato per l’aliquota dell’imposta sostitutiva (15% o 5%). Ad esempio, 8.000 euro di contributi con aliquota 15% generano un risparmio di 1.200 euro.Posso dedurre i contributi previdenziali nel 730 se sono forfettario?No, se il tuo unico reddito è quello da attività forfettaria. I contributi vanno indicati nel Quadro LM del Modello Redditi PF. Solo se hai anche redditi IRPEF (lavoro dipendente, pensione) puoi eventualmente dedurre l’eccedenza nel 730.Cosa succede se i contributi superano il reddito forfettario?Se i contributi previdenziali superano il reddito lordo forfettario, il reddito imponibile diventa zero e non paghi imposta sostitutiva. L’eccedenza non si riporta agli anni successivi nel Quadro LM, ma può essere dedotta dal reddito complessivo IRPEF se hai altri redditi.Il contributo integrativo del 4% in fattura è deducibile?Generalmente no. Il contributo integrativo (4% o 2% a seconda della cassa) è addebitato al cliente ed è un onere a suo carico. È deducibile solo il contributo soggettivo, cioè quello a carico del professionista. Fanno eccezione alcune casse con regolamenti specifici.Come faccio a sapere quanto ho versato di contributi nell’anno?Per i contributi INPS, accedi al cassetto previdenziale su inps.it dove trovi il riepilogo dei versamenti. Per le casse professionali, consulta l’area riservata del sito della tua cassa o richiedi l’attestazione annuale. I modelli F24 con cui hai effettuato i pagamenti sono la prova documentale da conservare.ConclusioneI contributi previdenziali deducibili rappresentano il principale e unico strumento di risparmio fiscale nel regime forfettario 2026. Che tu sia un professionista iscritto a una cassa, un commerciante, un artigiano o un collaboratore con Gestione Separata INPS, conoscere il meccanismo della deduzione ti permette di ottimizzare il carico fiscale e evitare errori nella dichiarazione dei redditi.Ricorda i punti chiave: i contributi si deducono dal reddito (non dall’imposta), valgono quelli effettivamente pagati nell’anno (criterio di cassa), e vanno indicati nel Quadro LM del Modello Redditi PF. Se hai dubbi sulla deducibilità di contributi specifici (riscatto laurea, contributi volontari, contributi in ritardo), non improvvisare: una consulenza professionale può farti risparmiare molto di più di quanto costa.Hai bisogno di aiuto con la deduzione dei contributi previdenziali?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della dichiarazione dei redditi, verificando che tutti i contributi previdenziali siano correttamente dedotti per massimizzare il tuo risparmio fiscale.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Aprile 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-22 08:00:002026-08-17 10:16:15Contributi Previdenziali Deducibili Regime Forfettario 2026: Guida Completa al Risparmio Fiscale
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOChiudere Partita IVA Regime Forfettario 2026: Procedura Online, Costi e Cosa FareChiudere la partita IVA con regime forfettario è una decisione importante che molti professionisti e freelance si trovano ad affrontare nel 2026. Che tu stia valutando di tornare al lavoro dipendente, che la tua attività non sia più redditizia, o che tu voglia semplicemente cessare l’attività autonoma, è fondamentale conoscere la procedura corretta, i costi (spoiler: la chiusura è gratuita) e tutti gli adempimenti finali da completare. In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo come chiudere la partita IVA forfettaria nel 2026, cosa succede ai contributi INPS, come gestire le fatture ancora da incassare e se è possibile richiedere la NASpI dopo la chiusura. Indice dei contenutiQuando conviene chiudere la partita IVA forfettariaProcedura online: modello AA9/12 e SPIDTempistiche: entro quando comunicare la chiusuraCosti della chiusura: quanto si pagaCosa succede ai contributi INPS (Gestione Separata)Professionisti con cassa previdenziale propriaAdempimenti fiscali finali dopo la chiusuraFatture emesse ma non ancora incassateChiusura partita IVA e NASpI: si può avere la disoccupazione?Si può riaprire la partita IVA come forfettario?Errori da evitare quando si chiude la partita IVADomande frequenti (FAQ)Quando conviene chiudere la partita IVA forfettariaLa decisione di chiudere la partita IVA con regime forfettario può dipendere da diverse situazioni. Non esiste un obbligo di chiusura legato al fatturato zero, ma ci sono circostanze in cui mantenere aperta la posizione fiscale diventa controproducente o addirittura costoso.Il primo caso è l’inattività prolungata: se non emetti fatture da diversi mesi e non prevedi di riprendere l’attività nel breve periodo, mantenere la partita IVA aperta comporta comunque l’obbligo di versare i contributi INPS minimi alla Gestione Separata o alla tua cassa di previdenza. Anche se il regime forfettario non prevede un minimale contributivo fisso per la Gestione Separata (i contributi sono proporzionali al reddito), alcune casse professionali richiedono un contributo minimo annuale indipendentemente dal fatturato.Il secondo scenario frequente è il passaggio al lavoro dipendente. Quando si trova un’occupazione stabile, molti professionisti preferiscono chiudere la partita IVA per semplificare la propria posizione fiscale. In questo caso, è importante sapere che il forfettario è compatibile con il lavoro dipendente, purché il reddito da lavoro dipendente non superi i 30.000 euro lordi annui (una delle cause ostative del regime forfettario). Se il nuovo stipendio supera questa soglia, la chiusura diventa comunque obbligatoria per l’anno successivo.Altre situazioni in cui conviene valutare la chiusura includono:Cambio di regime fiscale: se i tuoi ricavi superano gli 85.000 euro e devi passare al regime ordinario, potresti decidere di chiudere e riaprire con una forma giuridica diversa (ad esempio una SRL)Pensionamento: quando si va in pensione e non si intende proseguire l’attivitàTrasferimento all’estero: chi sposta la residenza fiscale fuori dall’Italia deve chiudere la partita IVA italianaAttività non più sostenibile economicamente: se le spese superano costantemente i ricavi Procedura online per chiudere la partita IVA forfettaria: modello AA9/12La chiusura della partita IVA avviene tramite la presentazione del modello AA9/12 (per le persone fisiche) all’Agenzia delle Entrate. Questo modello, lo stesso utilizzato per l’apertura e le variazioni, contiene una sezione specifica dedicata alla cessazione dell’attività.La procedura più rapida e comoda è quella online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Ecco i passaggi da seguire:Accedi al portale dell’Agenzia delle Entrate tramite SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) all’indirizzo agenziaentrate.gov.itVai nella sezione “Servizi” – “Dichiarazioni” – “Dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione attività”Seleziona “Cessazione attività” e compila il modello AA9/12Indica la data di cessazione effettiva dell’attività (non la data di invio del modulo)Inserisci il codice ATECO della tua attivitàConferma e invia telematicamenteConserva la ricevuta di avvenuta presentazioneIn alternativa alla procedura online, puoi presentare il modello AA9/12 anche:Di persona presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, portando un documento di identità validoTramite raccomandata A/R all’ufficio competente, allegando una fotocopia del documento di identitàTramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF) con delegaSe hai bisogno di assistenza per la compilazione del modello e la gestione di tutti gli adempimenti successivi, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a completare la procedura in modo corretto, evitando errori che potrebbero causare problemi con il Fisco. Tempistiche: entro quando comunicare la chiusura della partita IVALa legge prevede un termine preciso per comunicare la cessazione dell’attività all’Agenzia delle Entrate: il modello AA9/12 deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di effettiva cessazione dell’attività. Questo significa che se il tuo ultimo giorno di attività è il 15 aprile 2026, hai tempo fino al 15 maggio 2026 per inviare la comunicazione.Cosa succede se non rispetti i 30 giorni? La presentazione tardiva del modello comporta una sanzione amministrativa che va da 500 a 2.000 euro (art. 5, comma 6, D.Lgs. 471/1997). Tuttavia, è possibile regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta:Entro 30 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/10 del minimo (55,56 euro circa)Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 del minimoEntro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 del minimoÈ importante sottolineare che la data di cessazione indicata nel modello è quella che conta ai fini fiscali e contributivi. Tutti gli adempimenti successivi (ultima dichiarazione dei redditi, saldo contributi) fanno riferimento a questa data, non alla data di invio del modulo. Costi della chiusura partita IVA forfettaria: quanto si pagaEcco una buona notizia: chiudere la partita IVA è completamente gratuito. La presentazione del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate non comporta alcun costo, né imposte di bollo, né diritti di segreteria. Questo vale sia per la procedura online che per quella in presenza.A differenza di quanto molti pensano, non esiste alcuna “tassa di chiusura” o costo amministrativo legato alla cessazione della partita IVA. L’unico costo che potresti sostenere è l’onorario del commercialista o del CAF se decidi di farti assistere nella procedura e nella gestione degli adempimenti finali.Attenzione però: “chiusura gratuita” non significa “nessun costo in assoluto”. Dovrai comunque versare:Saldo contributi INPS proporzionali al reddito dell’ultimo periodo di attivitàImposta sostitutiva (5% o 15%) sui redditi prodotti fino alla data di cessazioneEventuali contributi alla cassa previdenziale (per professionisti iscritti a un ordine)Questi non sono costi di chiusura, ma obblighi fiscali ordinari legati all’ultimo periodo di attività. Li vedremo nel dettaglio nelle prossime sezioni. Cosa succede ai contributi INPS (Gestione Separata) dopo la chiusuraLa gestione dei contributi previdenziali è uno degli aspetti più importanti quando si chiude la partita IVA forfettaria. Il trattamento varia a seconda che tu sia iscritto alla Gestione Separata INPS o a una cassa professionale.Per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS (la maggior parte dei forfettari senza cassa di categoria), ecco cosa succede:I contributi INPS sono proporzionali al reddito: si pagano solo in proporzione ai ricavi effettivamente prodotti fino alla data di cessazioneL’aliquota contributiva 2026 per la Gestione Separata è del 26,07% (per chi non ha altra copertura previdenziale) applicata sul reddito imponibile forfettarioIl saldo contributivo dell’ultimo periodo va versato con il modello F24 alle scadenze ordinarie (30 giugno dell’anno successivo, o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%)Non esistono contributi minimi nella Gestione Separata: se hai fatturato zero, non devi versare nullaFacciamo un esempio pratico: supponiamo che Marco, consulente informatico forfettario con coefficiente di redditività del 78%, chiuda la partita IVA il 30 giugno 2026 dopo aver fatturato 15.000 euro. Il suo reddito imponibile sarà 15.000 x 78% = 11.700 euro. I contributi INPS dovuti saranno 11.700 x 26,07% = 3.050,19 euro, da versare con il saldo della dichiarazione dei redditi 2027 (relativa all’anno 2026).Dopo la chiusura, ricorda di presentare la cancellazione dalla Gestione Separata all’INPS. La cancellazione avviene solitamente in automatico con la chiusura della partita IVA, ma è buona prassi verificare la propria posizione nel Cassetto Previdenziale INPS accedendo con SPID. Professionisti con cassa previdenziale propriaSe sei un professionista iscritto a un ordine (avvocato, architetto, ingegnere, psicologo, medico, geometra), i tuoi contributi non vanno alla Gestione Separata INPS ma alla cassa previdenziale di categoria. In questo caso, la chiusura della partita IVA richiede adempimenti aggiuntivi.Ecco cosa fare:Comunica la cessazione alla cassa previdenziale: ogni cassa ha le proprie modalità e tempistiche. Ad esempio, la Cassa Forense richiede una comunicazione entro 30 giorni, mentre INARCASSA (architetti e ingegneri) prevede la cancellazione contestuale alla cessazione dell’attivitàVerifica il saldo contributivo: la maggior parte delle casse previdenziali prevede un contributo minimo annuale indipendente dal reddito. Dovrai versare il contributo minimo proporzionato ai mesi di iscrizione nell’anno di cessazioneRichiedi la ricongiunzione o totalizzazione: se hai versato contributi in più gestioni (ad esempio prima come dipendente e poi come professionista), valuta la possibilità di ricongiunzione contributiva per unificare i periodi ai fini pensionisticiImportante: la cancellazione dall’ordine professionale è un passaggio separato dalla chiusura della partita IVA. Se vuoi mantenere l’iscrizione all’albo senza esercitare la professione, dovrai comunque pagare la quota associativa annuale, ma non i contributi previdenziali alla cassa (nella maggior parte dei casi).Adempimenti fiscali finali dopo la chiusura della partita IVAChiudere la partita IVA non significa aver concluso tutti gli obblighi con il Fisco. Ci sono alcuni adempimenti fiscali finali che devi completare anche dopo la cessazione dell’attività:Ultima dichiarazione dei redditi: dovrai presentare la dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF) relativa all’anno in cui hai chiuso la partita IVA. In questa dichiarazione inserirai i ricavi prodotti dall’1 gennaio alla data di cessazione, applicando il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO e l’imposta sostitutiva al 5% o al 15%. La scadenza è la stessa di sempre: 30 novembre dell’anno successivo.Versamento imposta sostitutiva e contributi: il saldo dell’imposta sostitutiva e dei contributi INPS va versato con modello F24 entro il 30 giugno dell’anno successivo (con possibilità di rateizzazione). Per i forfettari i codici tributo sono:1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – Saldo1793 – Imposta sostitutiva regime forfettario – Primo acconto1794 – Imposta sostitutiva regime forfettario – Secondo accontoNessun acconto per l’anno successivo: dato che hai cessato l’attività, non dovrai versare acconti per l’anno seguente. Se hai già versato acconti durante l’anno di cessazione, potrai recuperare l’eccedenza in sede di dichiarazione dei redditi.IVA: chi è in regime forfettario non addebita IVA in fattura e quindi non deve presentare la dichiarazione IVA né versare alcun saldo IVA. Questo è un vantaggio del forfettario anche in fase di chiusura. Fatture emesse ma non ancora incassate: come gestirleUn dubbio molto comune riguarda le fatture emesse prima della chiusura ma non ancora incassate. Il regime forfettario funziona con il principio di cassa: i ricavi si considerano prodotti nel momento in cui vengono effettivamente incassati, non quando la fattura viene emessa.Questo crea una situazione particolare in caso di chiusura. Ecco come gestirla:Fatture incassate prima della chiusura: rientrano normalmente nel reddito dell’ultimo anno di attività e saranno soggette all’imposta sostitutiva forfettariaFatture incassate dopo la chiusura: questi importi vanno dichiarati nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui vengono effettivamente percepiti, come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. l, TUIR). Non saranno più soggetti all’imposta sostitutiva forfettaria ma all’IRPEF ordinariaFatture non incassabili (crediti inesigibili): se hai certezza che il cliente non pagherà, puoi emettere una nota di credito prima della chiusura per azzerare il creditoIl consiglio pratico è di cercare di incassare tutte le fatture in sospeso prima di chiudere la partita IVA. In questo modo beneficerai ancora della tassazione agevolata forfettaria (5% o 15%) anziché dell’IRPEF ordinaria con aliquote progressive (dal 23% al 43%).Se hai fatture di importo significativo ancora da incassare, potrebbe essere strategico posticipare la chiusura di qualche settimana o mese, in attesa dei pagamenti. Un commercialista o il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare la convenienza economica di questa scelta.Chiusura partita IVA e NASpI: si può avere la disoccupazione?La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS. Molti si chiedono se sia possibile riceverla dopo aver chiuso la partita IVA forfettaria. La risposta dipende dalla tua situazione lavorativa precedente.Caso 1: Avevi un lavoro dipendente prima o durante l’attività autonomaSe hai perso involontariamente un lavoro dipendente e hai i requisiti contributivi (almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti e 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti), puoi richiedere la NASpI. La chiusura della partita IVA forfettaria non preclude il diritto alla NASpI se la perdita del lavoro dipendente è il motivo scatenante.Anzi, se avevi una partita IVA aperta durante la NASpI, il reddito presunto da attività autonoma comportava una riduzione dell’indennità. Chiudendo la partita IVA, la NASpI viene erogata per intero.Caso 2: Eri solo lavoratore autonomo (mai dipendente)Se hai lavorato esclusivamente come lavoratore autonomo con partita IVA, purtroppo non hai diritto alla NASpI. L’indennità di disoccupazione è riservata ai lavoratori subordinati. Per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata esisteva il DIS-COLL, ma era destinato ai collaboratori coordinati e continuativi, non ai titolari di partita IVA.Esiste però una possibilità interessante: la NASpI anticipata per avvio attività funziona al contrario. Chi percepisce la NASpI può chiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione per aprire una partita IVA. Se poi l’attività non va a buon fine e la chiudi entro la durata originaria della NASpI, dovrai restituire l’importo anticipato. Si può riaprire la partita IVA come forfettario dopo averla chiusa?Sì, è possibile riaprire la partita IVA e aderire nuovamente al regime forfettario, purché al momento della riapertura tu possieda tutti i requisiti previsti e non ricada in nessuna delle cause ostative. Non esiste un periodo minimo di attesa tra chiusura e riapertura.Tuttavia, c’è un aspetto importante che riguarda l’aliquota agevolata al 5%. Questa aliquota ridotta (invece del 15%) spetta ai primi 5 anni di attività per chi avvia una nuova attività. Se riapri la partita IVA con la stessa attività (stesso codice ATECO) che avevi prima, l’Agenzia delle Entrate potrebbe considerarla una prosecuzione e non una nuova attività, escludendoti dall’aliquota al 5%.Le condizioni per l’aliquota al 5% prevedono che:Non devi aver esercitato, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa (anche in forma associata o familiare)L’attività non deve essere una mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come dipendente o autonomoSe prosegui l’attività di un altro soggetto, i ricavi dell’anno precedente non devono superare i limiti previstiIn pratica, se chiudi la partita IVA come consulente informatico nel 2026 e ne riapri una come consulente informatico nel 2027, molto probabilmente non potrai applicare il 5% ma dovrai usare il 15%. Se invece riapri con un codice ATECO diverso e un’attività effettivamente nuova, potresti avere diritto all’aliquota ridotta.Errori da evitare quando si chiude la partita IVA forfettariaChiudere la partita IVA sembra un’operazione semplice, ma ci sono diversi errori comuni che possono causare problemi, sanzioni o perdite economiche. Ecco i principali da evitare:Non comunicare la chiusura entro 30 giorni: come abbiamo visto, il ritardo comporta sanzioni da 500 a 2.000 euro. Non dimenticare di inviare il modello AA9/12Dimenticare il saldo dei contributi: anche dopo la chiusura, i contributi INPS o alla cassa professionale restano dovuti per il periodo di attività. Il mancato pagamento genera cartelle esattoriali con interessi e sanzioniNon presentare l’ultima dichiarazione dei redditi: molti pensano che chiudendo la partita IVA non serva più dichiarare i redditi dell’ultimo anno. Sbagliato: la dichiarazione è obbligatoriaChiudere con fatture in sospeso senza valutare l’impatto fiscale: gli incassi post-chiusura saranno tassati con IRPEF ordinaria e non con l’imposta sostitutiva forfettariaNon comunicare alla cassa previdenziale: se sei iscritto a una cassa di categoria, la chiusura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate non viene automaticamente comunicata alla cassa. Devi farlo tuChiudere solo per evitare i contributi minimi: prima di chiudere, valuta se esistono riduzioni contributive (ad esempio il regime agevolato INPS Artigiani/Commercianti con riduzione del 35%)Non cancellare eventuali posizioni INAIL: se avevi un’assicurazione INAIL attiva, devi comunicare anche la cessazione a questo entePer evitare dimenticanze, il consiglio è di affidarsi a un professionista o al CAF Centro Fiscale che possa guidarti attraverso tutti i passaggi e verificare che nessun adempimento venga trascurato. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande frequenti (FAQ) sulla chiusura della partita IVA forfettariaQuanto costa chiudere la partita IVA forfettaria?La chiusura della partita IVA è completamente gratuita. Non sono previsti bolli, diritti di segreteria o tasse di chiusura. L’unico eventuale costo è l’onorario di un commercialista o CAF se ti fai assistere nella procedura.Posso chiudere la partita IVA online da solo?Sì, puoi farlo in autonomia accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS e compilando il modello AA9/12 nella sezione cessazione. La procedura richiede pochi minuti se hai i dati necessari (codice ATECO, data di cessazione).Cosa succede se non chiudo la partita IVA e non fatturo?Se non fatturo per 3 anni consecutivi, l’Agenzia delle Entrate può procedere alla chiusura d’ufficio della partita IVA. Tuttavia, nel frattempo potresti accumulare obblighi dichiarativi e, per alcune casse previdenziali, contributi minimi da versare comunque. È sempre meglio chiudere formalmente quando si cessa l’attività.Posso riaprire la partita IVA forfettaria dopo averla chiusa?Sì, non ci sono limiti temporali. Puoi riaprirla anche il giorno dopo, purché tu abbia i requisiti. Attenzione però all’aliquota al 5%: se riapri con la stessa attività, potrebbe essere considerata una prosecuzione e non una nuova attività, perdendo l’agevolazione.Devo pagare contributi INPS anche dopo aver chiuso?Devi pagare il saldo contributivo relativo al periodo in cui la partita IVA era ancora aperta. Dopo la data di cessazione, non maturano più contributi. Il saldo va versato con le scadenze ordinarie (30 giugno dell’anno successivo).Le fatture incassate dopo la chiusura come vengono tassate?Le fatture emesse durante il regime forfettario ma incassate dopo la chiusura vanno dichiarate come redditi diversi nell’anno di effettivo incasso. Saranno soggette all’IRPEF ordinaria (aliquote dal 23% al 43%) e non più all’imposta sostitutiva forfettaria.Hai bisogno di assistenza per chiudere la partita IVA?Chiudere la partita IVA forfettaria richiede attenzione a diversi aspetti: dalla comunicazione all’Agenzia delle Entrate al saldo dei contributi, dalla gestione delle fatture in sospeso all’ultima dichiarazione dei redditi. Un errore in questa fase può costare caro in termini di sanzioni e tasse aggiuntive.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase della chiusura: compilazione del modello AA9/12, calcolo del saldo contributivo, presentazione dell’ultima dichiarazione dei redditi e verifica che tutti gli adempimenti siano completati correttamente.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640Aprile 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-21 08:00:002026-08-17 10:16:11Chiudere Partita IVA Regime Forfettario 2026: Procedura Online, Costi e Cosa Fare
GESTIONE PARTITA IVASumUp Conto e POS 2026: Recensione Completa, Prezzi e CommissioniAggiornamento aprile 2026: SumUp offre un ecosistema completo per partite IVA e piccole attività: conto aziendale gratuito con IBAN italiano, carta Mastercard e POS senza canone. In questa recensione analizziamo prezzi, commissioni, vantaggi e limiti per capire a chi conviene davvero.Se gestisci una piccola attività o sei un libero professionista, probabilmente hai già sentito parlare di SumUp. Fondata nel 2012, l’azienda tedesca è diventata uno dei leader europei nei pagamenti digitali, con oltre 4 milioni di clienti. Ma il conto e i POS SumUp sono davvero convenienti? Vediamolo nel dettaglio. Indice dei contenutiConto Aziendale SumUp: caratteristicheCosti e commissioni del contoPOS SumUp: modelli e prezzi 2026Commissioni POS: quale piano scegliereNormativa 2026: conformità POSPro e contro di SumUpA chi conviene SumUpDomande frequentiConto Aziendale SumUp: caratteristiche principaliIl Conto Aziendale SumUp è un conto business pensato per liberi professionisti, artigiani, commercianti e piccole imprese. Ecco le caratteristiche principali:IBAN italiano intestato alla tua attivitàCarta Mastercard Debit gratuita con tecnologia contactlessBonifici SEPA istantanei in entrata e uscita, senza commissioniAccredito incassi POS il giorno lavorativo successivo (anche weekend e festivi)App mobile per gestire tutto da smartphoneApple Pay e Google Pay supportatiApertura rapida: Puoi aprire il conto in meno di 10 minuti, interamente online. Servono solo un documento d’identità valido e un giustificativo di indirizzo.Servizi inclusiCon il conto SumUp puoi:Pagare F24 online direttamente dall’appEffettuare pagamenti RAV, MAV, RiBA e PagoPACreare sotto-conti (fino a 3 con il piano gratuito) per organizzare le finanzeRicevere gli incassi dai POS SumUp con accredito rapidoProgrammare bonifici ricorrenti e addebiti diretti Costi e commissioni del Conto SumUpUno dei punti di forza di SumUp è la trasparenza sui costi. Esistono due piani tariffari:CaratteristicaPiano GratuitoPiano Plus (25€/mese)Canone mensile0€25€IBAN italiano + Carta MastercardInclusiInclusiBonifici SEPAGratuitiGratuitiPrelievi ATM (Italia)3 gratuiti/mese, poi 2%3 gratuiti/mese, poi 2%Prelievi ATM (estero)2%2%Depositi contanti2,5%2%Sotto-contiFino a 3IllimitatiLimiti operativiEcco i limiti del conto SumUp:Pagamenti con carta: max 15.000€ per transazione e 15.000€ al giornoPrelievi ATM: max 500€ per operazione, 2.000€ al meseBonifici in uscita: max 15.000€ per bonifico, 25.000€/giorno, 75.000€/meseBonifici in entrata: nessun limite POS SumUp: modelli e prezzi 2026SumUp offre diversi modelli di POS, tutti con zero costi fissi (niente canone mensile, niente costi di attivazione). Ecco la gamma completa:ModelloPrezzoCaratteristicheSumUp Solo Lite34€ + IVACompatto, connessione Bluetooth via smartphone, tastiera touchSumUp Solo Lite + Base44€ + IVACome Solo Lite con base di ricarica inclusaSumUp Solo79€ + IVASchermo touchscreen, SIM dati integrata (funziona senza smartphone)SumUp Solo + Stampante139€ + IVASolo con stampante integrata per ricevute (800 scontrini per ricarica)SumUp Air~39€ + IVAIl più compatto, Bluetooth, richiede smartphoneQuale modello scegliere?La scelta dipende dalle tue esigenze:Solo Lite (34€): ideale per chi ha sempre lo smartphone a portata di mano e cerca il prezzo più bassoSolo (79€): perfetto per chi vuole un dispositivo indipendente con SIM dati inclusaSolo + Stampante (139€): per chi deve emettere ricevute cartaceeAir (~39€): ultra-compatto per professionisti sempre in movimentoConsiglio: Se ricevi pagamenti in mobilità (eventi, mercati, consegne), il SumUp Solo con SIM integrata è la scelta migliore: funziona ovunque senza dipendere dal tuo smartphone. Commissioni POS SumUp: quale piano scegliereLe commissioni sui pagamenti sono il fattore chiave per valutare la convenienza di un POS. SumUp offre due piani tariffari:PianoCanoneCommissione POSPagamenti onlineStandard (Paga per transazione)0€1,95%2,5% – 2,95%Pagamenti Plus19€/mese0,95%*1,99%* La commissione 0,95% si applica alle carte consumer nazionali. Carte aziendali, internazionali e premium: 1,99%.Quando conviene il piano Plus?Il piano Pagamenti Plus (19€/mese) conviene se incassi almeno 1.900€ al mese con carte consumer nazionali. Ecco il calcolo:Esempio con 2.500€ di incassi/mese:Piano Standard: 2.500€ x 1,95% = 48,75€ di commissioniPiano Plus: 19€ canone + (2.500€ x 0,95%) = 19€ + 23,75€ = 42,75€Risparmio mensile: 6€Commissioni per tipo di cartaAttenzione: le commissioni variano in base al tipo di carta utilizzata dal cliente:Carte consumer nazionali (Visa/Mastercard): 1,95% (Standard) o 0,95% (Plus)Carte aziendali/business: commissione maggiorataAmerican Express: fino a 2,5%Carte extra-SEE: commissione maggiorata Normativa 2026: collegamento POS-Registratore TelematicoDal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una nuova normativa che obbliga gli esercenti a collegare il POS al registratore telematico per la trasmissione automatica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.Cosa prevede la normativa:Obbligo di collegamento tra POS e registratore telematicoTrasmissione automatica dei corrispettivi elettronici all’Agenzia delle EntrateSanzioni da 1.000 a 4.000€ per mancato adeguamentoI POS SumUp sono conformi alla normativa 2026 e possono essere collegati ai principali registratori telematici. Verifica la compatibilità con il tuo modello di RT.Credito d’imposta commissioni POSRicorda che è ancora attivo il credito d’imposta del 30% sulle commissioni POS per esercenti con ricavi fino a 400.000€ annui. Con SumUp, il risparmio effettivo sulle commissioni diventa:Commissione 1,95% → effettiva 1,365% (dopo credito d’imposta)Commissione 0,95% → effettiva 0,665% (dopo credito d’imposta) Pro e contro di SumUpEcco un riepilogo dei punti di forza e delle limitazioni di SumUp:ProNessun canone mensile (piano Standard)Nessun vincolo contrattuale – puoi smettere quando vuoiAccredito rapido – il giorno successivo, anche weekendIBAN italiano e carta Mastercard gratuitiF24, PagoPA, MAV/RAV pagabili dall’appPOS economici – a partire da 34€Conformità normativa 2026Assistenza in italianoControCommissioni elevate per chi incassa molto con carte (oltre 2.000€/mese)Assistenza telefonica solo lun-ven (no weekend)Limite prelievi basso (500€/operazione, 2.000€/mese)Depositi contanti con commissione 2-2,5%No assegni – solo operazioni digitaliA chi conviene SumUp?SumUp è particolarmente adatto a:Profilo idealeLiberi professionisti con incassi prevalentemente tramite bonificoPiccoli commercianti con transato POS fino a 1.200€/meseArtigiani e ambulanti che lavorano in mobilitàStartup e nuove attività che vogliono zero costi fissiAttività stagionali che non vogliono pagare canoni nei mesi di chiusuraSumUp NON conviene a:Attività con alto transato POS (oltre 3.000€/mese con carte) – meglio valutare alternative come AxerveChi ha bisogno di molti prelievi contanti – limiti bassiChi riceve molti pagamenti in contanti – commissioni deposito elevateGrandi aziende – servizio pensato per piccole attivitàSoglia di convenienza: SumUp è vantaggioso per chi incassa con carte fino a circa 1.200€/mese. Oltre questa soglia, valuta alternative con commissioni più basse (Axerve, Nexi) o piani con canone ma commissioni ridotte. Domande frequentiQuanto costa aprire un conto SumUp?L’apertura del conto aziendale SumUp è completamente gratuita. Non ci sono costi di attivazione, canoni mensili (con il piano Standard), né costi per la carta Mastercard. Paghi solo quando usi il POS (1,95% per transazione).In quanto tempo ricevo i soldi sul conto?Gli incassi effettuati con POS SumUp vengono accreditati sul Conto Aziendale SumUp il giorno lavorativo successivo. Questo vale anche durante i weekend e le festività, rendendo SumUp uno dei servizi più rapidi nel settore.Posso usare il POS SumUp senza il conto SumUp?Sì, puoi collegare il POS SumUp a qualsiasi conto corrente italiano. Tuttavia, collegandolo al Conto Aziendale SumUp, gli accrediti avvengono il giorno successivo. Con altri conti bancari, i tempi possono essere più lunghi (2-3 giorni lavorativi).SumUp accetta American Express?Sì, tutti i POS SumUp accettano American Express. La commissione per le transazioni Amex è generalmente del 2,5%, leggermente superiore rispetto a Visa e Mastercard.Il POS SumUp funziona senza internet?Dipende dal modello. Il SumUp Solo ha una SIM dati integrata con traffico illimitato incluso, quindi funziona ovunque ci sia copertura mobile. I modelli Solo Lite e Air richiedono la connessione Bluetooth allo smartphone, che deve avere connessione internet.SumUp è conforme alla normativa 2026 sui corrispettivi?Sì, i POS SumUp sono conformi alla normativa entrata in vigore il 1° gennaio 2026 che richiede il collegamento tra POS e registratore telematico. Verifica la compatibilità con il tuo specifico modello di RT.Hai bisogno di consulenza per la tua partita IVA?I nostri esperti possono aiutarti a scegliere gli strumenti giusti per la gestione della tua attività: conto business, POS, fatturazione elettronica. Richiedi ConsulenzaCAF Centro Fiscale – Udine | Assistenza fiscale per partite IVAArticolo aggiornato ad aprile 2026. Le informazioni sui prezzi e le commissioni potrebbero variare. Verifica sempre sul sito ufficiale SumUp.Aprile 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-21 08:00:002026-03-17 19:02:52SumUp Conto e POS 2026: Recensione Completa, Prezzi e CommissioniPARTITA IVAFatturazione Avvocato 2026: Guida Completa con Esempi PraticiFatturazione Avvocato 2026: Guida Completa con EsempiLa fatturazione per avvocati presenta regole specifiche che ogni professionista forense deve conoscere. Dalla fattura elettronica obbligatoria al contributo integrativo Cassa Forense, dalla ritenuta d’acconto all’imposta di bollo: in questa guida troverai tutto quello che serve per fatturare correttamente nel 2026.Che tu sia in regime forfettario o ordinario, le regole cambiano significativamente. Vediamo nel dettaglio come emettere fatture corrette ed evitare errori costosi.Indice dei contenutiFattura elettronica: obbligo per tuttiElementi obbligatori in fatturaContributo integrativo Cassa Forense 4%Ritenuta d’acconto 20%Imposta di bollo 2 euroFattura avvocato forfettario: esempioFattura avvocato ordinario: esempioParcella e preavviso di parcellaErrori comuni da evitareDomande frequenti Fattura Elettronica: Obbligo per TuttiDal 1 gennaio 2024, la fatturazione elettronica e obbligatoria per tutti gli avvocati, compresi i forfettari (che erano esonerati fino al 2023).Come funziona la fattura elettronicaLa fattura viene creata in formato XMLViene trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle EntrateIl cliente la riceve nel suo cassetto fiscale o tramite PECLa fattura ha valore legale solo se accettata dal SdITermini di emissioneTipo operazioneTermine emissioneFattura immediataEntro 12 giorni dall’operazioneFattura differitaEntro il 15 del mese successivo Elementi Obbligatori in FatturaOgni fattura emessa da un avvocato deve contenere:Numero progressivo univocoData di emissioneDati professionista (nome, P.IVA, Albo, PEC)Dati cliente (nome, CF/P.IVA, indirizzo)Descrizione della prestazioneImporto onorarioContributo integrativo Cassa Forense 4%IVA (se regime ordinario) o dicitura di esenzioneRitenuta d’acconto (se applicabile)Imposta di bollo (se dovuta)Totale da pagare Contributo Integrativo Cassa Forense 4%Il contributo integrativo del 4% e un elemento caratteristico della fatturazione degli avvocati.Aliquota: 4% sull’imponibileChi lo paga: Il cliente (viene addebitato in fattura)Chi lo versa: L’avvocato alla Cassa ForenseObbligatorio: Si, per tutti gli avvocatiTrattamento fiscale del 4%RegimeIl 4% e soggetto a…ForfettarioNiente (esente IVA)OrdinarioIVA 22% + ritenuta d’acconto 20% Ritenuta d’Acconto 20%La ritenuta d’acconto e un’anticipazione dell’IRPEF che il cliente trattiene e versa all’erario per conto dell’avvocato.Regime fiscaleRitenuta d’accontoRegime forfettarioNO – Mai applicataRegime ordinario + cliente privatoNO – Privati non sono sostituti d’impostaRegime ordinario + cliente P.IVASI – 20% sull’imponibile Imposta di Bollo 2 EuroL’imposta di bollo si applica alle fatture esenti IVA quando l’importo supera 77,47 euro.CondizioneBollo dovutoFattura forfettario > 77,47 euroSI – 2 euroFattura forfettario sotto 77,47 euroNOFattura regime ordinario (con IVA)NOFattura Avvocato Forfettario: Esempio CompletoEcco un esempio pratico di fattura emessa da un avvocato in regime forfettario:FATTURA N. 15/2026 AVV. MARIA BIANCHI Via Garibaldi 25, 33100 Udine P.IVA 01234567890 Spett.le ROSSI COSTRUZIONI SRL Via Roma 100, 33100 Udine - P.IVA 09876543210 Data fattura: 15/03/2026 DESCRIZIONE: Consulenza legale e redazione contratto di appalto Periodo: febbraio-marzo 2026 Onorario professionale 2.000,00 EUR Contributo integrativo C.F. 4% 80,00 EUR --------------------------------------------------------- IMPONIBILE 2.080,00 EUR Imposta di bollo 2,00 EUR --------------------------------------------------------- TOTALE FATTURA 2.082,00 EUR Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 (regime forfettario). Non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014.Diciture obbligatorie regime forfettario“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014”“Non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014”“Imposta di bollo assolta in modo virtuale” (se > 77,47 EUR) Fattura Avvocato Regime Ordinario: EsempioEcco un esempio di fattura in regime ordinario verso un cliente con partita IVA:FATTURA N. 8/2026 AVV. MARCO VERDI Via Dante 50, 33100 Udine P.IVA 02345678901 Spett.le ALFA SERVIZI SPA Via Milano 200, 33100 Udine - P.IVA 08765432109 Data fattura: 20/03/2026 DESCRIZIONE: Assistenza legale in controversia di lavoro Redazione ricorso e partecipazione a 2 udienze Onorario professionale 3.000,00 EUR Contributo integrativo C.F. 4% 120,00 EUR --------------------------------------------------------- IMPONIBILE 3.120,00 EUR IVA 22% 686,40 EUR --------------------------------------------------------- TOTALE LORDO 3.806,40 EUR Ritenuta d'acconto 20% -624,00 EUR --------------------------------------------------------- TOTALE NETTO A PAGARE 3.182,40 EURParcella e Preavviso di ParcellaGli avvocati possono emettere un preavviso di parcella (o nota pro-forma) prima della fattura definitiva.CaratteristicaPreavviso/ParcellaFatturaValore fiscaleNessunoDocumento fiscaleNumerazioneNon obbligatoriaProgressiva obbligatoriaObbligo SdINoSi Errori Comuni da EvitareDimenticare il contributo integrativo 4% – Va sempre indicatoApplicare la ritenuta in regime forfettario – Non si applica maiDimenticare il bollo – Obbligatorio sopra 77,47 EUR per forfettariDescrizione generica – Specifica sempre la prestazioneEmettere fattura in ritardo – Massimo 12 giorni dall’operazione📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande Frequenti ConclusioneLa fatturazione per avvocati richiede attenzione a diversi elementi: contributo integrativo 4%, eventuale ritenuta d’acconto, imposta di bollo e diciture corrette per il regime fiscale. Con la fatturazione elettronica obbligatoria, e fondamentale utilizzare software adeguati e rispettare i termini di emissione.Se hai dubbi sulla fatturazione o sulla gestione fiscale del tuo studio legale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per avvocati e liberi professionisti.Leggi anche: Partita IVA Avvocato 2026: Guida CompletaRichiedi una consulenza gratuitaArticolo aggiornato a gennaio 2026. Le informazioni hanno carattere generale. Si consiglia di consultare un professionista per la propria situazione specifica.Aprile 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-21 08:00:002026-08-17 10:15:14Fatturazione Avvocato 2026: Guida Completa con Esempi PraticiPagina 15 di 26«‹1314151617›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
PARTITA IVAFatturazione Avvocato 2026: Guida Completa con Esempi PraticiFatturazione Avvocato 2026: Guida Completa con EsempiLa fatturazione per avvocati presenta regole specifiche che ogni professionista forense deve conoscere. Dalla fattura elettronica obbligatoria al contributo integrativo Cassa Forense, dalla ritenuta d’acconto all’imposta di bollo: in questa guida troverai tutto quello che serve per fatturare correttamente nel 2026.Che tu sia in regime forfettario o ordinario, le regole cambiano significativamente. Vediamo nel dettaglio come emettere fatture corrette ed evitare errori costosi.Indice dei contenutiFattura elettronica: obbligo per tuttiElementi obbligatori in fatturaContributo integrativo Cassa Forense 4%Ritenuta d’acconto 20%Imposta di bollo 2 euroFattura avvocato forfettario: esempioFattura avvocato ordinario: esempioParcella e preavviso di parcellaErrori comuni da evitareDomande frequenti Fattura Elettronica: Obbligo per TuttiDal 1 gennaio 2024, la fatturazione elettronica e obbligatoria per tutti gli avvocati, compresi i forfettari (che erano esonerati fino al 2023).Come funziona la fattura elettronicaLa fattura viene creata in formato XMLViene trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle EntrateIl cliente la riceve nel suo cassetto fiscale o tramite PECLa fattura ha valore legale solo se accettata dal SdITermini di emissioneTipo operazioneTermine emissioneFattura immediataEntro 12 giorni dall’operazioneFattura differitaEntro il 15 del mese successivo Elementi Obbligatori in FatturaOgni fattura emessa da un avvocato deve contenere:Numero progressivo univocoData di emissioneDati professionista (nome, P.IVA, Albo, PEC)Dati cliente (nome, CF/P.IVA, indirizzo)Descrizione della prestazioneImporto onorarioContributo integrativo Cassa Forense 4%IVA (se regime ordinario) o dicitura di esenzioneRitenuta d’acconto (se applicabile)Imposta di bollo (se dovuta)Totale da pagare Contributo Integrativo Cassa Forense 4%Il contributo integrativo del 4% e un elemento caratteristico della fatturazione degli avvocati.Aliquota: 4% sull’imponibileChi lo paga: Il cliente (viene addebitato in fattura)Chi lo versa: L’avvocato alla Cassa ForenseObbligatorio: Si, per tutti gli avvocatiTrattamento fiscale del 4%RegimeIl 4% e soggetto a…ForfettarioNiente (esente IVA)OrdinarioIVA 22% + ritenuta d’acconto 20% Ritenuta d’Acconto 20%La ritenuta d’acconto e un’anticipazione dell’IRPEF che il cliente trattiene e versa all’erario per conto dell’avvocato.Regime fiscaleRitenuta d’accontoRegime forfettarioNO – Mai applicataRegime ordinario + cliente privatoNO – Privati non sono sostituti d’impostaRegime ordinario + cliente P.IVASI – 20% sull’imponibile Imposta di Bollo 2 EuroL’imposta di bollo si applica alle fatture esenti IVA quando l’importo supera 77,47 euro.CondizioneBollo dovutoFattura forfettario > 77,47 euroSI – 2 euroFattura forfettario sotto 77,47 euroNOFattura regime ordinario (con IVA)NOFattura Avvocato Forfettario: Esempio CompletoEcco un esempio pratico di fattura emessa da un avvocato in regime forfettario:FATTURA N. 15/2026 AVV. MARIA BIANCHI Via Garibaldi 25, 33100 Udine P.IVA 01234567890 Spett.le ROSSI COSTRUZIONI SRL Via Roma 100, 33100 Udine - P.IVA 09876543210 Data fattura: 15/03/2026 DESCRIZIONE: Consulenza legale e redazione contratto di appalto Periodo: febbraio-marzo 2026 Onorario professionale 2.000,00 EUR Contributo integrativo C.F. 4% 80,00 EUR --------------------------------------------------------- IMPONIBILE 2.080,00 EUR Imposta di bollo 2,00 EUR --------------------------------------------------------- TOTALE FATTURA 2.082,00 EUR Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 (regime forfettario). Non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014.Diciture obbligatorie regime forfettario“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014”“Non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014”“Imposta di bollo assolta in modo virtuale” (se > 77,47 EUR) Fattura Avvocato Regime Ordinario: EsempioEcco un esempio di fattura in regime ordinario verso un cliente con partita IVA:FATTURA N. 8/2026 AVV. MARCO VERDI Via Dante 50, 33100 Udine P.IVA 02345678901 Spett.le ALFA SERVIZI SPA Via Milano 200, 33100 Udine - P.IVA 08765432109 Data fattura: 20/03/2026 DESCRIZIONE: Assistenza legale in controversia di lavoro Redazione ricorso e partecipazione a 2 udienze Onorario professionale 3.000,00 EUR Contributo integrativo C.F. 4% 120,00 EUR --------------------------------------------------------- IMPONIBILE 3.120,00 EUR IVA 22% 686,40 EUR --------------------------------------------------------- TOTALE LORDO 3.806,40 EUR Ritenuta d'acconto 20% -624,00 EUR --------------------------------------------------------- TOTALE NETTO A PAGARE 3.182,40 EURParcella e Preavviso di ParcellaGli avvocati possono emettere un preavviso di parcella (o nota pro-forma) prima della fattura definitiva.CaratteristicaPreavviso/ParcellaFatturaValore fiscaleNessunoDocumento fiscaleNumerazioneNon obbligatoriaProgressiva obbligatoriaObbligo SdINoSi Errori Comuni da EvitareDimenticare il contributo integrativo 4% – Va sempre indicatoApplicare la ritenuta in regime forfettario – Non si applica maiDimenticare il bollo – Obbligatorio sopra 77,47 EUR per forfettariDescrizione generica – Specifica sempre la prestazioneEmettere fattura in ritardo – Massimo 12 giorni dall’operazione📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande Frequenti ConclusioneLa fatturazione per avvocati richiede attenzione a diversi elementi: contributo integrativo 4%, eventuale ritenuta d’acconto, imposta di bollo e diciture corrette per il regime fiscale. Con la fatturazione elettronica obbligatoria, e fondamentale utilizzare software adeguati e rispettare i termini di emissione.Se hai dubbi sulla fatturazione o sulla gestione fiscale del tuo studio legale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per avvocati e liberi professionisti.Leggi anche: Partita IVA Avvocato 2026: Guida CompletaRichiedi una consulenza gratuitaArticolo aggiornato a gennaio 2026. Le informazioni hanno carattere generale. Si consiglia di consultare un professionista per la propria situazione specifica.Aprile 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-21 08:00:002026-08-17 10:15:14Fatturazione Avvocato 2026: Guida Completa con Esempi Pratici