NOTIZIEDetrazione Figli in Separazione: a Chi Spetta nel 2026Quando una coppia con figli si separa, tra le prime domande pratiche che si pone c’è proprio quella sulla detrazione figli separazione: a chi spetta, come si divide e cosa cambia rispetto a quando i genitori vivevano insieme. La risposta non è sempre immediata, perché dipende dal tipo di affidamento, dal reddito di ciascun genitore e da eventuali accordi presi in sede di separazione o divorzio. In questo articolo vediamo la regola generale, i casi particolari e come indicare correttamente la percentuale di detrazione nella dichiarazione dei redditi.Indice dei contenutiDetrazione figli separazione: la regola generaleAffido condiviso: la detrazione si divide al 50% tra i genitoriGenitore con reddito basso o incapiente: la detrazione al 100% all’altro genitoreDetrazioni fiscali e assegno unico: le differenze da conoscereCosa cambia con la separazione o il divorzio: accordi e sentenza del giudiceCome indicare la percentuale di detrazione nel modello 730 o Redditi PFDomande frequenti su detrazione figli separazioneDetrazione figli separazione: la regola generaleLa regola di base prevista dal TUIR (il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, cioè la legge che regola le imposte dirette in Italia) stabilisce che la detrazione per i figli a carico spetta, in linea generale, al genitore affidatario. Nella maggior parte dei casi di separazione, però, oggi si applica l’affido condiviso, la forma di affidamento diventata la regola dopo la riforma del diritto di famiglia. In questa situazione, la detrazione figli separazione si divide automaticamente al 50% tra i due genitori, salvo un accordo diverso tra le parti.Questo significa che, in mancanza di indicazioni specifiche nell’accordo di separazione o nella sentenza del giudice, ciascun genitore può portare in detrazione metà dell’importo spettante per ogni figlio. Per un quadro completo su come funzionano le detrazioni per i figli e per gli altri familiari a carico, puoi consultare la nostra guida completa alle detrazioni familiari a carico 2026. Affido condiviso: la detrazione si divide al 50% tra i genitoriNell’affido condiviso, entrambi i genitori mantengono la responsabilità genitoriale e le decisioni importanti sui figli vengono prese insieme, anche se il bambino o il ragazzo può vivere prevalentemente con uno dei due. Dal punto di vista fiscale, questa parità si traduce proprio nella divisione al 50% della detrazione per i figli a carico, indipendentemente da chi dei due genitori il figlio viva effettivamente in via prevalente.I genitori, comunque, restano liberi di accordarsi diversamente: possono ad esempio stabilire che la detrazione spetti per intero a uno solo di loro, magari perché l’altro non ha un reddito sufficiente a beneficiarne. Questo tipo di accordo va indicato con chiarezza, per evitare contestazioni successive o errori nella dichiarazione dei redditi. Genitore con reddito basso o incapiente: la detrazione al 100% all’altro genitoreUn caso frequente riguarda il genitore cosiddetto incapiente, cioè quello il cui reddito è talmente basso da non generare un’imposta sufficiente per sfruttare la propria quota di detrazione. In questa situazione, la legge consente di attribuire il 100% della detrazione per i figli all’altro genitore, quello con un reddito più alto, in modo che l’agevolazione non vada persa.Facciamo un esempio pratico: se dopo la separazione un genitore ha un reddito molto contenuto e versa un’imposta IRPEF minima, difficilmente riuscirà a utilizzare la propria metà di detrazione. In questi casi conviene spostare l’intera detrazione sull’altro genitore, che potrà effettivamente beneficiarne in dichiarazione. Questa scelta va comunque concordata tra le parti e riportata correttamente nei documenti fiscali di entrambi. Detrazioni fiscali e assegno unico: le differenze da conoscereDal marzo 2022 il quadro è cambiato profondamente con l’introduzione dell’Assegno Unico e Universale, la misura che ha sostituito le vecchie detrazioni fiscali per i figli fino a 21 anni di età (salvo proroghe legate alla disabilità, che possono estendere il beneficio anche dopo questa soglia). Le detrazioni fiscali per figli a carico, quindi, oggi restano in vigore solo per i figli di età pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni, con un importo fino a 950 euro per figlio (per i figli con disabilità accertata ai sensi della L. 104/1992 la detrazione spetta senza limiti di età), mentre per i figli under 21 la detrazione fiscale non si applica più, sostituita appunto dall’assegno mensile.L’assegno unico segue però regole proprie, diverse da quelle delle detrazioni fiscali. Anche in questo caso la regola generale prevede la divisione al 50% tra i due genitori, salvo un diverso accordo tra le parti o un caso di affido esclusivo, in cui l’importo può essere riconosciuto interamente al genitore collocatario. L’importo dell’assegno unico varia in base all’ISEE del nucleo familiare: per il 2026 si va da un massimo di circa 203,80 euro mensili per figlio (con ISEE fino a 17.468,51 euro) fino a un minimo di 57 euro mensili per chi ha un ISEE più alto o non lo presenta.Per i figli che hanno già superato i 21 anni e che quindi rientrano di nuovo nel perimetro delle detrazioni fiscali tradizionali, puoi trovare tutti i dettagli nella nostra guida dedicata all’assegno unico per figli maggiorenni 2026. Cosa cambia con la separazione o il divorzio: accordi e sentenza del giudiceNella maggior parte dei casi, la ripartizione della detrazione figli separazione viene definita direttamente nell’accordo di separazione consensuale o nella sentenza del giudice in caso di separazione giudiziale. In questi documenti può essere specificato con precisione a chi spetta la detrazione, in che percentuale e per quanto tempo, tenendo conto della situazione reddituale di entrambi i genitori.Se invece manca un accordo esplicito tra gli ex coniugi, si applica automaticamente la regola generale vista in precedenza: divisione al 50% in caso di affido condiviso. Le cose cambiano quando c’è un affido esclusivo a favore di un solo genitore: in questa situazione la detrazione spetta interamente al genitore affidatario, salvo che quest’ultimo non abbia un reddito sufficiente a utilizzarla, caso in cui può comunque essere trasferita all’altro genitore. Vale la pena ricordare che la separazione può dare accesso anche ad altre agevolazioni, come descritto nel nostro approfondimento sul bonus affitto per i genitori separati 2026. Come indicare la percentuale di detrazione nel modello 730 o Redditi PFUn aspetto pratico spesso sottovalutato riguarda la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi. Sia nel modello 730 sia nel modello Redditi PF, nel quadro dedicato ai familiari a carico va indicata la percentuale di detrazione effettivamente spettante a ciascun genitore per ogni figlio: 100%, 50% o un’altra percentuale concordata tra le parti. Un errore in questa casella può generare incongruenze rispetto a quanto dichiarato dall’altro genitore, con il rischio di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.Proprio perché i due genitori compilano dichiarazioni separate, è fondamentale che le percentuali indicate siano coerenti tra loro e rispecchino quanto stabilito nell’accordo di separazione o nella sentenza. In caso di dubbi su come gestire correttamente le voci della dichiarazione, anche in relazione ad altre eventuali rettifiche, può essere utile consultare anche il nostro articolo sull’opposizione al 730 precompilato per le spese sanitarie.Domande frequenti su detrazione figli separazioneLa detrazione per i figli spetta sempre al 50% tra i genitori separati?Solo in caso di affido condiviso e in assenza di un accordo diverso. Le parti possono comunque stabilire percentuali differenti, ad esempio il 100% a un solo genitore.Cosa succede se un genitore ha un reddito troppo basso per usare la detrazione?Si parla di genitore incapiente: in questi casi la detrazione può essere attribuita per intero all’altro genitore, in modo da non perdere il beneficio fiscale.La detrazione figli separazione riguarda anche i figli under 21 anni?No. Per i figli fino a 21 anni la detrazione fiscale è stata sostituita dall’assegno unico e universale dal marzo 2022. Le detrazioni tradizionali restano valide per i figli di età pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni; oltre i 30 anni spettano solo in caso di disabilità accertata ai sensi della L. 104/1992.Anche l’assegno unico si divide al 50% tra genitori separati?Di norma sì, salvo diverso accordo tra le parti o casi di affido esclusivo, in cui l’importo può essere riconosciuto interamente al genitore collocatario.Dove si indica la percentuale di detrazione nella dichiarazione dei redditi?Nel quadro dedicato ai familiari a carico del modello 730 o del modello Redditi PF, dove va riportata la percentuale effettivamente spettante a ciascun genitore per ogni figlio.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Settembre 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 13:00:002026-09-07 08:18:40Detrazione Figli in Separazione: a Chi Spetta nel 2026