NOTIZIEDetrazione Figli in Separazione: a Chi Spetta nel 2026Quando una coppia con figli si separa, tra le prime domande pratiche che si pone c’è proprio quella sulla detrazione figli separazione: a chi spetta, come si divide e cosa cambia rispetto a quando i genitori vivevano insieme. La risposta non è sempre immediata, perché dipende dal tipo di affidamento, dal reddito di ciascun genitore e da eventuali accordi presi in sede di separazione o divorzio. In questo articolo vediamo la regola generale, i casi particolari e come indicare correttamente la percentuale di detrazione nella dichiarazione dei redditi.Indice dei contenutiDetrazione figli separazione: la regola generaleAffido condiviso: la detrazione si divide al 50% tra i genitoriGenitore con reddito basso o incapiente: la detrazione al 100% all’altro genitoreDetrazioni fiscali e assegno unico: le differenze da conoscereCosa cambia con la separazione o il divorzio: accordi e sentenza del giudiceCome indicare la percentuale di detrazione nel modello 730 o Redditi PFDomande frequenti su detrazione figli separazioneDetrazione figli separazione: la regola generaleLa regola di base prevista dal TUIR (il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, cioè la legge che regola le imposte dirette in Italia) stabilisce che la detrazione per i figli a carico spetta, in linea generale, al genitore affidatario. Nella maggior parte dei casi di separazione, però, oggi si applica l’affido condiviso, la forma di affidamento diventata la regola dopo la riforma del diritto di famiglia. In questa situazione, la detrazione figli separazione si divide automaticamente al 50% tra i due genitori, salvo un accordo diverso tra le parti.Questo significa che, in mancanza di indicazioni specifiche nell’accordo di separazione o nella sentenza del giudice, ciascun genitore può portare in detrazione metà dell’importo spettante per ogni figlio. Per un quadro completo su come funzionano le detrazioni per i figli e per gli altri familiari a carico, puoi consultare la nostra guida completa alle detrazioni familiari a carico 2026. Affido condiviso: la detrazione si divide al 50% tra i genitoriNell’affido condiviso, entrambi i genitori mantengono la responsabilità genitoriale e le decisioni importanti sui figli vengono prese insieme, anche se il bambino o il ragazzo può vivere prevalentemente con uno dei due. Dal punto di vista fiscale, questa parità si traduce proprio nella divisione al 50% della detrazione per i figli a carico, indipendentemente da chi dei due genitori il figlio viva effettivamente in via prevalente.I genitori, comunque, restano liberi di accordarsi diversamente: possono ad esempio stabilire che la detrazione spetti per intero a uno solo di loro, magari perché l’altro non ha un reddito sufficiente a beneficiarne. Questo tipo di accordo va indicato con chiarezza, per evitare contestazioni successive o errori nella dichiarazione dei redditi. Genitore con reddito basso o incapiente: la detrazione al 100% all’altro genitoreUn caso frequente riguarda il genitore cosiddetto incapiente, cioè quello il cui reddito è talmente basso da non generare un’imposta sufficiente per sfruttare la propria quota di detrazione. In questa situazione, la legge consente di attribuire il 100% della detrazione per i figli all’altro genitore, quello con un reddito più alto, in modo che l’agevolazione non vada persa.Facciamo un esempio pratico: se dopo la separazione un genitore ha un reddito molto contenuto e versa un’imposta IRPEF minima, difficilmente riuscirà a utilizzare la propria metà di detrazione. In questi casi conviene spostare l’intera detrazione sull’altro genitore, che potrà effettivamente beneficiarne in dichiarazione. Questa scelta va comunque concordata tra le parti e riportata correttamente nei documenti fiscali di entrambi. Detrazioni fiscali e assegno unico: le differenze da conoscereDal marzo 2022 il quadro è cambiato profondamente con l’introduzione dell’Assegno Unico e Universale, la misura che ha sostituito le vecchie detrazioni fiscali per i figli fino a 21 anni di età (salvo proroghe legate alla disabilità, che possono estendere il beneficio anche dopo questa soglia). Le detrazioni fiscali per figli a carico, quindi, oggi restano in vigore solo per i figli di età pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni, con un importo fino a 950 euro per figlio (per i figli con disabilità accertata ai sensi della L. 104/1992 la detrazione spetta senza limiti di età), mentre per i figli under 21 la detrazione fiscale non si applica più, sostituita appunto dall’assegno mensile.L’assegno unico segue però regole proprie, diverse da quelle delle detrazioni fiscali. Anche in questo caso la regola generale prevede la divisione al 50% tra i due genitori, salvo un diverso accordo tra le parti o un caso di affido esclusivo, in cui l’importo può essere riconosciuto interamente al genitore collocatario. L’importo dell’assegno unico varia in base all’ISEE del nucleo familiare: per il 2026 si va da un massimo di circa 203,80 euro mensili per figlio (con ISEE fino a 17.468,51 euro) fino a un minimo di 57 euro mensili per chi ha un ISEE più alto o non lo presenta.Per i figli che hanno già superato i 21 anni e che quindi rientrano di nuovo nel perimetro delle detrazioni fiscali tradizionali, puoi trovare tutti i dettagli nella nostra guida dedicata all’assegno unico per figli maggiorenni 2026. Cosa cambia con la separazione o il divorzio: accordi e sentenza del giudiceNella maggior parte dei casi, la ripartizione della detrazione figli separazione viene definita direttamente nell’accordo di separazione consensuale o nella sentenza del giudice in caso di separazione giudiziale. In questi documenti può essere specificato con precisione a chi spetta la detrazione, in che percentuale e per quanto tempo, tenendo conto della situazione reddituale di entrambi i genitori.Se invece manca un accordo esplicito tra gli ex coniugi, si applica automaticamente la regola generale vista in precedenza: divisione al 50% in caso di affido condiviso. Le cose cambiano quando c’è un affido esclusivo a favore di un solo genitore: in questa situazione la detrazione spetta interamente al genitore affidatario, salvo che quest’ultimo non abbia un reddito sufficiente a utilizzarla, caso in cui può comunque essere trasferita all’altro genitore. Vale la pena ricordare che la separazione può dare accesso anche ad altre agevolazioni, come descritto nel nostro approfondimento sul bonus affitto per i genitori separati 2026. Come indicare la percentuale di detrazione nel modello 730 o Redditi PFUn aspetto pratico spesso sottovalutato riguarda la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi. Sia nel modello 730 sia nel modello Redditi PF, nel quadro dedicato ai familiari a carico va indicata la percentuale di detrazione effettivamente spettante a ciascun genitore per ogni figlio: 100%, 50% o un’altra percentuale concordata tra le parti. Un errore in questa casella può generare incongruenze rispetto a quanto dichiarato dall’altro genitore, con il rischio di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.Proprio perché i due genitori compilano dichiarazioni separate, è fondamentale che le percentuali indicate siano coerenti tra loro e rispecchino quanto stabilito nell’accordo di separazione o nella sentenza. In caso di dubbi su come gestire correttamente le voci della dichiarazione, anche in relazione ad altre eventuali rettifiche, può essere utile consultare anche il nostro articolo sull’opposizione al 730 precompilato per le spese sanitarie.Domande frequenti su detrazione figli separazioneLa detrazione per i figli spetta sempre al 50% tra i genitori separati?Solo in caso di affido condiviso e in assenza di un accordo diverso. Le parti possono comunque stabilire percentuali differenti, ad esempio il 100% a un solo genitore.Cosa succede se un genitore ha un reddito troppo basso per usare la detrazione?Si parla di genitore incapiente: in questi casi la detrazione può essere attribuita per intero all’altro genitore, in modo da non perdere il beneficio fiscale.La detrazione figli separazione riguarda anche i figli under 21 anni?No. Per i figli fino a 21 anni la detrazione fiscale è stata sostituita dall’assegno unico e universale dal marzo 2022. Le detrazioni tradizionali restano valide per i figli di età pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni; oltre i 30 anni spettano solo in caso di disabilità accertata ai sensi della L. 104/1992.Anche l’assegno unico si divide al 50% tra genitori separati?Di norma sì, salvo diverso accordo tra le parti o casi di affido esclusivo, in cui l’importo può essere riconosciuto interamente al genitore collocatario.Dove si indica la percentuale di detrazione nella dichiarazione dei redditi?Nel quadro dedicato ai familiari a carico del modello 730 o del modello Redditi PF, dove va riportata la percentuale effettivamente spettante a ciascun genitore per ogni figlio.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Settembre 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 13:00:002026-09-07 08:18:40Detrazione Figli in Separazione: a Chi Spetta nel 2026
NOTIZIEAssegno di Divorzio: Quando si Perde il Diritto?L’assegno di divorzio non è per sempre. Molti pensano che, una volta ottenuto dal giudice, resti dovuto a vita, ma non è così. La legge italiana prevede diverse situazioni in cui il diritto a percepire l’assegno divorzile viene meno, in tutto o in parte. Come riportato da La Legge per Tutti in un recente approfondimento, le cause principali di perdita del diritto sono le nuove nozze, la convivenza stabile con un nuovo partner, il raggiungimento dell’autosufficienza economica e il mutamento delle condizioni patrimoniali dell’ex coniuge obbligato. Vediamo nel dettaglio cosa prevede la normativa e cosa ha chiarito la Cassazione con una pronuncia diventata un punto di riferimento per tutti gli avvocati matrimonialisti.Indice dei contenutiQuando si perde il diritto all’assegno di divorzioNuove nozze: la perdita automatica per leggeConvivenza more uxorio: nessun automatismoAutosufficienza economica e mutamento delle condizioni economicheLa differenza con l’assegno di mantenimento per i figliDomande frequenti sull’assegno di divorzioQuando si perde il diritto all’assegno di divorzioL’articolo 5 della legge 898/1970, più volte modificata nel corso degli anni, disciplina i presupposti dell’assegno di divorzio. Si tratta di una somma che un ex coniuge può essere tenuto a versare all’altro quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati per vivere in autonomia e non può procurarseli per ragioni oggettive. Proprio perché legato a una condizione di squilibrio economico, l’assegno non è immutabile nel tempo: se cambiano le circostanze che lo hanno giustificato, può essere ridotto, sospeso o revocato del tutto.Le situazioni che, secondo la giurisprudenza più recente, incidono sul diritto all’assegno divorzile sono sostanzialmente quattro: le nuove nozze del beneficiario, l’instaurazione di una convivenza di fatto stabile, il raggiungimento di una condizione di autosufficienza economica e un peggioramento significativo della situazione economica dell’ex coniuge obbligato a versarlo. A queste si aggiunge il caso, meno discusso ma rilevante, del decesso di una delle parti. Nuove nozze: la perdita automatica per leggeIl caso più chiaro, e su cui la legge non lascia margini di interpretazione, riguarda le nuove nozze dell’ex coniuge beneficiario. Se la persona che riceve l’assegno si risposa, perde automaticamente il diritto a percepirlo. Non si tratta di un principio elaborato dalla giurisprudenza, ma di una regola scritta direttamente nella legge: l’articolo 5, comma 10, della legge 898/1970 stabilisce che “l’obbligo di corresponsione dell’assegno cessa se il coniuge, al quale deve essere corrisposto, passa a nuove nozze”.Questa cessazione è automatica, integrale e definitiva: decorre dal giorno stesso in cui vengono celebrate le nuove nozze, senza che sia necessaria una sentenza del giudice che la dichiari. Il tribunale, se interpellato, si limita ad accertare il nuovo matrimonio già avvenuto, ma non serve una pronuncia costitutiva perché l’effetto si produce già per legge. In pratica, dal giorno delle nuove nozze l’ex coniuge obbligato può smettere di versare l’assegno, fermo restando l’onere di provare, in caso di contestazione, che il nuovo matrimonio è stato effettivamente celebrato.È importante chiarire un punto spesso frainteso: una volta cessato l’assegno per nuove nozze, la legge non prevede alcun rimedio successivo come una “liquidazione una tantum” a favore del beneficiario. L’unica somma una tantum ammessa dalla normativa (articolo 5, comma 8, della legge 898/1970) è un’opzione che i due ex coniugi possono concordare al momento stesso del divorzio, in alternativa all’assegno periodico e soggetta al controllo di equità del tribunale. Non si tratta quindi di un beneficio richiedibile dopo le nuove nozze, ma di una modalità di liquidazione alternativa decisa una volta per tutte in sede di divorzio. Convivenza more uxorio: nessun automatismoDiverso, e più delicato, è il caso della convivenza more uxorio, cioè una convivenza stabile e continuativa con un nuovo partner senza un vero e proprio matrimonio. È proprio su questo tema che è intervenuta la Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 32198 del 5 novembre 2021, chiarendo che l’assegno di divorzio è in realtà composto da due componenti distinte, che seguono regole diverse quando il beneficiario avvia una nuova convivenza.La componente assistenziale dell’assegno, quella legata al bisogno di sostentamento del beneficiario, si estingue quando viene accertata giudizialmente una convivenza di fatto stabile e continuativa: il nuovo assetto di vita, infatti, è considerato di per sé indice di un raggiunto equilibrio economico e di un progetto esistenziale alternativo al precedente matrimonio. La componente compensativa-perequativa, invece, quella che riconosce il contributo dato dall’ex coniuge alla vita familiare e alla costruzione del patrimonio comune durante il matrimonio, non si estingue automaticamente con la nuova convivenza.Chi convive con un nuovo partner può quindi continuare a percepire, o chiederne il riconoscimento, la quota compensativa dell’assegno, ma deve dimostrare, con l’onere della prova a proprio carico, di aver dato un contributo significativo alla vita familiare e al patrimonio comune durante il matrimonio, anche sacrificando aspettative professionali o di carriera per dedicarsi alla famiglia. Questa impostazione ha superato un precedente orientamento (Cassazione n. 6855/2015) che trattava la nuova convivenza come causa di estinzione automatica e integrale dell’intero assegno, sullo stesso piano delle nuove nozze: oggi, invece, la Cassazione richiede una valutazione distinta per ciascuna delle due componenti dell’assegno divorzile. Autosufficienza economica e mutamento delle condizioni economicheUn’altra causa frequente di revisione dell’assegno di divorzio riguarda il raggiungimento dell’autosufficienza economica da parte del beneficiario. Se la persona che riceve l’assegno trova un lavoro stabile, riceve un’eredità consistente o comunque migliora la propria condizione patrimoniale al punto da non avere più bisogno di sostegno economico, l’ex coniuge obbligato può chiedere al giudice la revisione o la revoca dell’assegno.Vale anche il percorso opposto: se è l’ex coniuge obbligato a versare l’assegno ad avere un peggioramento significativo della propria situazione economica, ad esempio a causa della perdita del lavoro o di un grave problema di salute, può chiedere una riduzione dell’importo dovuto. In entrambi i casi occorre presentare una domanda di modifica delle condizioni di divorzio, supportata da prove concrete sulla nuova situazione reddituale e patrimoniale.È utile ricordare che situazioni di questo tipo, legate a cambiamenti di reddito o all’ingresso di nuove entrate patrimoniali, possono avere effetti anche su altre prestazioni economiche legate all’ISEE o al reddito familiare complessivo. Chi si trova a valutare la propria posizione dopo un divorzio può approfondire, ad esempio, come viene considerato il mantenimento nel calcolo dell’assegno sociale e nel reddito rilevante ai fini del mantenimento. La differenza con l’assegno di mantenimento per i figliÈ importante non confondere l’assegno di divorzio, destinato all’ex coniuge, con l’assegno di mantenimento per i figli, che segue regole completamente diverse. Il mantenimento dei figli minori o non ancora economicamente autosufficienti non si estingue per effetto delle nuove nozze o della nuova convivenza del genitore che li ha in affidamento prevalente. Il dovere di mantenere i figli, infatti, discende dalla responsabilità genitoriale e prescinde dalla situazione sentimentale dei genitori.Anche in questi casi, comunque, possono cambiare gli importi dovuti se cambiano le esigenze dei figli o le condizioni economiche dei genitori. Chi gestisce figli a carico dopo una separazione o un divorzio può inoltre avere diritto a specifiche detrazioni per i familiari a carico, un aspetto fiscale spesso sottovalutato ma rilevante nella gestione economica post-divorzio.Un ultimo aspetto riguarda il decesso di una delle parti. In linea generale l’assegno di divorzio si estingue con la morte di chi lo percepisce o di chi lo versa, ma possono sussistere diritti di reversibilità disciplinati da norme specifiche, oppure questioni legate alla successione dei beni, comprese le vicende della casa coniugale nelle famiglie separate o divorziate, un tema che in Friuli Venezia Giulia presenta ulteriori particolarità legate al sistema tavolare nella successione della casa coniugale. Domande frequenti sull’assegno di divorzioLe nuove nozze fanno perdere sempre l’assegno di divorzio?Sì, ma il fondamento è nella legge, non in una pronuncia della Cassazione: l’articolo 5, comma 10, della legge 898/1970 stabilisce che l’obbligo di versare l’assegno di divorzio cessa in modo automatico e integrale dal giorno delle nuove nozze del beneficiario, senza bisogno di una sentenza costitutiva del giudice. Non è previsto alcun rimedio successivo come una liquidazione una tantum: l’unica una tantum ammessa dalla legge può essere concordata soltanto in sede di divorzio, come alternativa all’assegno periodico.La convivenza con un nuovo compagno fa perdere l’assegno divorzile?Dipende dalla componente dell’assegno. Secondo la Cassazione a Sezioni Unite n. 32198/2021, la componente assistenziale si estingue quando viene accertata giudizialmente una convivenza di fatto stabile e continuativa. La componente compensativa, invece, non si perde automaticamente: il beneficiario può continuare a percepirla se dimostra di aver dato un contributo significativo alla vita familiare, anche sacrificando aspettative professionali, durante il matrimonio.Chi deve dimostrare l’autosufficienza economica dell’ex coniuge?In genere è l’ex coniuge obbligato a versare l’assegno a dover fornire al giudice le prove del raggiunto benessere economico dell’altra parte, ad esempio un nuovo impiego stabile o un’eredità, per chiedere la revisione o la revoca dell’assegno di divorzio.L’assegno di mantenimento per i figli si perde con le nuove nozze?No. L’assegno di mantenimento per i figli è indipendente dall’assegno di divorzio e non si estingue per effetto delle nuove nozze o della nuova convivenza del genitore, perché discende dalla responsabilità genitoriale verso i figli.Cosa succede all’assegno di divorzio in caso di decesso?In linea generale l’assegno di divorzio si estingue con il decesso di una delle parti, salvi eventuali diritti di reversibilità riconosciuti dalla legge a chi ne aveva diritto, disciplinati da norme specifiche distinte da quelle sull’assegno divorzile in vita.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 9, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-09 10:00:002026-09-05 20:06:06Assegno di Divorzio: Quando si Perde il Diritto?
CAFAgevolazioni Fiscali Separazione e Divorzio 2026: Esenzioni e BeneficiLa legge italiana prevede importanti agevolazioni fiscali per la separazione e il divorzio, con l’obiettivo di ridurre il peso economico della fine del matrimonio. Esenzioni dall’imposta di bollo, dall’imposta di registro e da ogni altra tassa: ecco tutte le agevolazioni separazione 2026 che devi conoscere per risparmiare durante e dopo il procedimento di separazione o divorzio. Indice dei contenutiL’esenzione dell’articolo 19 Legge 74/1987Quali atti sono esenti nella separazioneTrasferimenti immobiliari esenti da imposteAgevolazioni prima casa per coniugi separatiNegoziazione assistita e accordi in ComuneDomande frequentiConclusioneL’Esenzione dell’Articolo 19: Il Pilastro delle Agevolazioni Separazione Il fondamento di tutte le agevolazioni fiscali per la separazione e il divorzio e l’articolo 19 della Legge n. 74 del 1987. Questa norma stabilisce che tutti gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa.La Corte Costituzionale, con la storica sentenza n. 202/2003, ha esteso questa esenzione anche ai procedimenti di separazione personale dei coniugi, non solo al divorzio. Questo significa che dal 2003 tutte le agevolazioni si applicano sia alla separazione che al divorzio. Per un quadro completo, consulta la guida agli aspetti fiscali della separazione 2026.Quali Atti Sono Esenti nella Separazione e nel Divorzio Le agevolazioni della separazione coprono una vasta gamma di atti e documenti. Ecco i principali atti esenti da imposte:Sentenze di separazione e divorzio emesse dal tribunaleVerbali di separazione consensuale omologatiAccordi di negoziazione assistita (dal 2014)Accordi conclusi davanti all’ufficiale di stato civile in Comune (dal 2014)Atti notarili di trasferimento immobiliare eseguiti in attuazione degli accordiIscrizioni e trascrizioni nei registri immobiliariAnnotazioni di modifica degli atti di matrimonioL’esenzione si applica anche alle copie autentiche degli atti, alle certificazioni e a tutti i documenti connessi al procedimento. Il risparmio complessivo puo essere molto significativo, soprattutto quando ci sono trasferimenti di beni immobili.Trasferimenti Immobiliari Esenti da Imposte nella Separazione Una delle agevolazioni separazione piu rilevanti dal punto di vista economico riguarda i trasferimenti di beni immobili tra coniugi. Quando un coniuge trasferisce all’altro la proprieta (o una quota) di un immobile come parte dell’accordo di separazione, l’operazione e completamente esente da:Imposta di registro (normalmente 2% o 9% del valore catastale)Imposta ipotecaria (normalmente 50 euro fissi o 2%)Imposta catastale (normalmente 50 euro fissi o 1%)Imposta di bolloTasse ipotecariePer dare un’idea del risparmio: se un immobile ha un valore catastale di 200.000 euro, l’imposta di registro ordinaria sarebbe di 18.000 euro (9%) per una seconda casa. Con l’esenzione della separazione, il trasferimento e gratuito. Anche per la prima casa, si risparmiano circa 4.000 euro di imposte. Per le regole sulla casa coniugale e l’IMU, consulta la guida dedicata.Agevolazioni Prima Casa per Coniugi SeparatiLe agevolazioni prima casa nella separazione seguono regole speciali particolarmente favorevoli:No decadenza: se cedi la tua quota all’ex coniuge nell’accordo di separazione, non perdi le agevolazioni prima casa anche se non sono trascorsi 5 anni dall’acquistoRiacquisto agevolato: il coniuge che cede la quota puo acquistare un nuovo immobile con le agevolazioni prima casaCredito d’imposta: se hai ceduto la prima casa e ne acquisti un’altra, puoi utilizzare il credito d’imposta per le imposte pagate sul primo acquistoQueste regole permettono di gestire la transizione immobiliare post-separazione senza penalizzazioni fiscali, un vantaggio che puo valere diverse migliaia di euro. E consigliabile verificare la propria situazione con un professionista prima di procedere.Negoziazione Assistita e Accordi in Comune: Stesse Esenzioni Dal 2014, con il Decreto Legge n. 132/2014, e possibile separarsi anche tramite negoziazione assistita (con gli avvocati) o con accordo davanti all’ufficiale di stato civile in Comune. Le agevolazioni fiscali si applicano anche a queste modalita.La negoziazione assistita e particolarmente vantaggiosa perche permette anche i trasferimenti immobiliari (cosa non possibile con l’accordo in Comune). Gli atti della negoziazione assistita godono delle stesse esenzioni previste dall’art. 19 della Legge 74/1987 per i procedimenti giudiziari.L’accordo in Comune, invece, e la via piu economica e rapida ma non consente trasferimenti patrimoniali: e indicato solo per le separazioni “semplici”, senza figli minori o incapaci e senza necessita di regolare questioni patrimoniali. In questo caso, l’accordo e completamente gratuito e non richiede nemmeno l’assistenza di un avvocato.Domande Frequenti sulle Agevolazioni SeparazioneL’esenzione vale anche per le unioni civili?Si, le stesse agevolazioni fiscali previste per la separazione e il divorzio si applicano anche allo scioglimento delle unioni civili, in base alla Legge n. 76/2016 (legge Cirinna).Devo pagare il notaio per il trasferimento immobiliare?Le imposte sono esenti, ma la parcella del notaio e comunque dovuta se il trasferimento avviene tramite atto notarile. L’onorario del notaio non rientra nell’esenzione. Se il trasferimento e disposto direttamente nella sentenza del tribunale o nella negoziazione assistita, non serve il notaio.L’esenzione copre anche la plusvalenza sulla vendita?L’esenzione dell’art. 19 copre le imposte indirette (registro, bollo, ipotecaria, catastale). La plusvalenza sulla vendita di immobili e un’imposta diretta (IRPEF) e segue regole diverse. Tuttavia, i trasferimenti tra coniugi nell’accordo di separazione non generano plusvalenza tassabile.ConclusioneLe agevolazioni fiscali per la separazione e il divorzio nel 2026 rappresentano un aiuto concreto per le coppie che affrontano la fine del matrimonio. Dall’esenzione dell’imposta di registro ai benefici sulla prima casa, conoscere questi vantaggi puo far risparmiare migliaia di euro. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per aiutarti a sfruttare tutte le agevolazioni disponibili. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Giugno 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-11 09:00:002026-04-08 09:35:24Agevolazioni Fiscali Separazione e Divorzio 2026: Esenzioni e Benefici
CAFCasa Coniugale nella Separazione: IMU, Tasse e Diritto di AbitazioneLa casa coniugale e spesso il bene piu importante nella separazione. Chi paga l’IMU? Cosa succede al diritto di abitazione? La casa assegnata dal giudice e esente da imposte? Queste sono domande frequentissime tra i coniugi che si separano. In questa guida analizziamo tutti gli aspetti fiscali legati alla casa coniugale nella separazione, con particolare attenzione all’IMU e alle tasse nel 2026. Indice dei contenutiAssegnazione della casa coniugaleIMU sulla casa coniugale dopo la separazioneIl diritto di abitazione nella separazioneCasa in comproprieta: chi paga cosaVendita della casa coniugale e tasseDomande frequentiConclusioneAssegnazione della Casa Coniugale nella Separazione L’assegnazione della casa coniugale e un provvedimento del giudice che attribuisce a uno dei coniugi il diritto di continuare a vivere nell’abitazione familiare. La finalita principale e tutelare i figli, garantendo loro la continuita dell’ambiente domestico. Per questo motivo, la casa viene generalmente assegnata al genitore collocatario, cioe quello con cui i figli vivono prevalentemente.L’assegnazione puo avvenire anche in assenza di figli, ma in questo caso il giudice la dispone solo in situazioni particolari. E importante sottolineare che l’assegnazione della casa non trasferisce la proprieta: il coniuge assegnatario ottiene un diritto di abitazione, che e un diritto reale di godimento diverso dalla proprieta. Per tutti gli aspetti fiscali della separazione, consulta la guida completa 2026.IMU sulla Casa Coniugale dopo la Separazione: Chi Paga La questione dell’IMU sulla casa coniugale e una delle piu importanti dal punto di vista fiscale. La regola e chiara: il soggetto passivo dell’IMU e il coniuge assegnatario, in quanto titolare del diritto di abitazione. Non importa chi sia il proprietario dell’immobile.La buona notizia e che se il coniuge assegnatario ha la residenza e la dimora abituale nell’immobile, questo e considerato abitazione principale ed e quindi esente da IMU (salvo immobili di lusso, categorie A/1, A/8 e A/9). Questo significa che nella maggior parte dei casi, nessuno paga l’IMU sulla casa coniugale assegnata.Il coniuge proprietario non assegnatario non deve pagare l’IMU sulla casa assegnata all’altro. Tuttavia, se possiede altri immobili, su quelli dovra pagare l’IMU secondo le aliquote ordinarie del comune, senza poter beneficiare dell’esenzione per abitazione principale.Il Diritto di Abitazione nella Separazione: Cosa Comporta Il diritto di abitazione e un diritto reale che conferisce al coniuge assegnatario la facolta di vivere nell’immobile con la propria famiglia. Questo diritto ha importanti conseguenze fiscali e pratiche:Il diritto e opponibile ai terzi se trascritto nei registri immobiliari (fondamentale in caso di vendita dell’immobile da parte del proprietario)Il coniuge assegnatario e responsabile per l’IMU (ma esente se abitazione principale)Le spese ordinarie di manutenzione sono a carico dell’assegnatarioLe spese straordinarie restano a carico del proprietarioLa TARI (tassa rifiuti) e a carico dell’occupante, cioe il coniuge assegnatarioIl diritto di abitazione cessa quando vengono meno i presupposti che lo hanno originato: ad esempio, quando i figli diventano economicamente autosufficienti, quando l’assegnatario va a convivere con un nuovo partner o si risposa, o per decisione del giudice.Casa in Comproprieta: Come Funzionano le Tasse nella SeparazioneQuando la casa coniugale e in comproprieta (ad esempio 50% ciascun coniuge), le regole fiscali possono sembrare complesse, ma in realta il principio resta lo stesso.Per l’IMU, il coniuge assegnatario e soggetto passivo per l’intera quota dell’immobile (non solo per la sua meta). L’esenzione per abitazione principale si applica percio all’intero immobile. Il coniuge comproprietario non assegnatario non deve pagare nulla sull’immobile assegnato.Per la dichiarazione dei redditi, il coniuge assegnatario dichiara il reddito catastale dell’immobile per l’intera quota, beneficiando pero della deduzione per abitazione principale. Il coniuge non assegnatario non dichiara nulla per quell’immobile. Per le regole sulla dichiarazione post-separazione, consulta la guida agli aspetti fiscali della separazione.Vendita della Casa Coniugale e Tasse nella Separazione In molti casi, i coniugi decidono di vendere la casa coniugale e dividere il ricavato. Ecco le implicazioni fiscali principali:Se la vendita avviene entro 5 anni dall’acquisto, la plusvalenza e tassata (salvo esenzioni per abitazione principale)Se la casa era stata acquistata con agevolazioni prima casa e viene venduta entro 5 anni, si decade dalle agevolazioni a meno che non si riacquisti entro un annoIl trasferimento tra coniugi nell’ambito della separazione e esente da imposte (Legge 74/1987)Un’opzione frequente e che un coniuge acquisti la quota dell’altro: se questo avviene nell’accordo di separazione, l’operazione e esente da imposte. Se avviene successivamente come compravendita ordinaria, si applicano le imposte normali. Per le esenzioni complete, leggi agevolazioni fiscali separazione 2026.Domande Frequenti sulla Casa ConiugaleSe vado via di casa devo continuare a pagare il mutuo?Si, se sei cointestatario del mutuo, l’obbligo di pagamento resta indipendentemente dall’assegnazione della casa. Il mutuo e un rapporto con la banca che non viene modificato dalla separazione. Tuttavia, le rate di mutuo possono essere considerate dal giudice nella determinazione dell’assegno di mantenimento.Posso detrarre gli interessi del mutuo se non vivo piu nella casa?In linea generale, la detrazione degli interessi del mutuo prima casa richiede che l’immobile sia adibito ad abitazione principale. Tuttavia, per i coniugi separati esiste un’eccezione: il coniuge che si e trasferito puo continuare a detrarre gli interessi se l’immobile resta abitazione principale dell’altro coniuge e dei figli.L’assegnazione della casa incide sull’ISEE?Si, l’immobile assegnato come abitazione principale beneficia dell’abbattimento di un terzo del valore ai fini ISEE. Inoltre, se il coniuge assegnatario non e proprietario, l’immobile non viene conteggiato nel suo patrimonio. Per approfondire, leggi la guida sull’ISEE dopo la separazione.ConclusioneLa gestione fiscale della casa coniugale nella separazione richiede attenzione per non commettere errori sull’IMU e sulle dichiarazioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella verifica di tutte le imposte sulla casa e nella compilazione delle dichiarazioni post-separazione. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Giugno 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-10 09:00:002026-04-08 09:35:23Casa Coniugale nella Separazione: IMU, Tasse e Diritto di Abitazione
CAFISEE dopo Separazione: Come Cambia il Nucleo FamiliareDopo una separazione, una delle prime domande che ci si pone riguarda l’ISEE: come cambia il nucleo familiare? L’indicatore si abbassa? Chi rientra nel nuovo nucleo? L’ISEE dopo la separazione e un tema cruciale perche da esso dipende l’accesso a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali. In questa guida spieghiamo passo passo come funziona il ricalcolo del nucleo familiare dopo la separazione legale. Indice dei contenutiCome cambia il nucleo ISEE dopo la separazioneSeparazione legale vs separazione di fattoI figli nel nucleo ISEE: regole e casisticheL’ISEE si abbassa dopo la separazione?Documenti per l’ISEE post-separazioneDomande frequentiConclusioneCome Cambia il Nucleo ISEE dopo la Separazione Il principio fondamentale e che con la separazione legale, i due ex coniugi formano due nuclei familiari distinti ai fini ISEE. Questo significa che i redditi, i patrimoni mobiliari e immobiliari dell’ex coniuge non vengono piu conteggiati nel calcolo del tuo ISEE. E un cambiamento che puo avere effetti molto significativi sull’indicatore.Prima della separazione, marito e moglie facevano parte dello stesso nucleo familiare, e i loro redditi e patrimoni si sommavano. Dopo la separazione, ciascuno ha il proprio nucleo che include solo se stesso e i familiari conviventi. Per una panoramica completa su tutti gli aspetti fiscali, consulta la guida alla separazione e divorzio 2026.Separazione Legale vs Separazione di Fatto: La Differenza per l’ISEE Un punto cruciale da comprendere e la differenza tra separazione legale e separazione di fatto ai fini del calcolo ISEE.La separazione legale (omologata dal tribunale, tramite negoziazione assistita o accordo in Comune) determina automaticamente la formazione di nuclei familiari distinti. E sufficiente che il provvedimento sia stato emesso, anche se i coniugi vivono ancora temporaneamente sotto lo stesso tetto per motivi logistici.La separazione di fatto, invece, non modifica il nucleo familiare ISEE. Anche se i coniugi vivono in case diverse da anni ma non hanno formalizzato la separazione, ai fini ISEE continuano a far parte dello stesso nucleo. Questo e un aspetto spesso trascurato che puo avere conseguenze importanti sull’accesso alle prestazioni.I Figli nel Nucleo ISEE: Dove Rientrano dopo la Separazione La collocazione dei figli nel nucleo ISEE dopo la separazione segue regole precise che dipendono dall’eta e dalla situazione abitativa:Figli minori: fanno parte del nucleo del genitore con cui convivono (genitore collocatario). Se il giudice ha stabilito la residenza presso la madre, il figlio sara nel nucleo ISEE della madreFigli maggiorenni conviventi: rientrano nel nucleo del genitore con cui vivonoFigli maggiorenni non conviventi (sotto 26 anni, non sposati, senza figli, a carico IRPEF): fanno parte del nucleo del genitore con cui risultano residenti all’anagrafeFigli maggiorenni autonomi: formano un nucleo familiare proprioE importante notare che il genitore non collocatario (quello con cui il figlio non vive) viene comunque considerato come componente aggiuntiva nell’ISEE per le prestazioni rivolte ai minori (come l’Assegno Unico o il bonus nido). In questi casi, il reddito del genitore non convivente incide comunque sull’ISEE del figlio.L’ISEE Si Abbassa dopo la Separazione? Casi PraticiNella maggior parte dei casi, l’ISEE si abbassa dopo la separazione, soprattutto per il coniuge con reddito piu basso. Vediamo alcuni esempi pratici.Esempio 1: Prima della separazione, il nucleo aveva un ISEE di 28.000 euro (marito 35.000 + moglie 15.000 di reddito). Dopo la separazione, la moglie con un figlio a carico potrebbe avere un ISEE di circa 12.000-14.000 euro, accedendo cosi a bonus e agevolazioni che prima non spettavano.Esempio 2: In caso di separazione dove un coniuge ha patrimoni immobiliari significativi, la separazione puo far scendere l’ISEE dell’altro coniuge in modo ancora piu marcato, perche i beni immobili dell’ex non vengono piu conteggiati.Documenti Necessari per l’ISEE dopo la Separazione Per richiedere un nuovo ISEE dopo la separazione, servono i seguenti documenti:Provvedimento di separazione (sentenza del tribunale, verbale di negoziazione assistita, accordo in Comune)Stato di famiglia aggiornato con la nuova composizione del nucleoDocumenti reddituali del richiedente (CU, 730, redditi dell’anno precedente)Patrimonio mobiliare (saldi e giacenze medie dei conti al 31/12)Patrimonio immobiliare (visure catastali degli immobili di proprieta)Eventuale assegno di mantenimento percepito (va dichiarato come reddito)Il CAF Centro Fiscale puo elaborare il tuo ISEE post-separazione in tempi rapidi, verificando la corretta composizione del nucleo e il calcolo dell’indicatore.Domande Frequenti sull’ISEE dopo SeparazionePosso fare l’ISEE corrente dopo la separazione?Si, se dopo la separazione si verifica una variazione significativa della situazione lavorativa o reddituale (perdita del lavoro, riduzione del reddito superiore al 25%), e possibile richiedere l’ISEE corrente che fotografa la situazione economica aggiornata.L’assegno di mantenimento va inserito nell’ISEE?Si, l’assegno di mantenimento ricevuto costituisce reddito e va dichiarato nella DSU ai fini del calcolo ISEE. Per chi lo paga, invece, l’assegno non viene sottratto dal reddito ai fini ISEE (a differenza di quanto avviene per l’IRPEF dove e deducibile). Per le regole sulla tassazione, leggi la guida sull’assegno di mantenimento.Quanto tempo ci vuole per avere il nuovo ISEE?La DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) viene elaborata dall’INPS in circa 10 giorni lavorativi dalla presentazione. Il CAF puo compilarla e inviarla lo stesso giorno dell’appuntamento. L’attestazione ISEE sara disponibile sul sito INPS una volta elaborata.ConclusioneL’ISEE dopo la separazione cambia significativamente e puo aprire l’accesso a numerose agevolazioni precedentemente non spettanti. E fondamentale formalizzare la separazione e aggiornare l’ISEE il prima possibile. Il CAF Centro Fiscale di Udine e specializzato nell’elaborazione dell’ISEE post-separazione. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.Giugno 9, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-09 09:00:002026-04-08 09:35:23ISEE dopo Separazione: Come Cambia il Nucleo Familiare
CAFDetrazioni Figli Genitori Separati: Come Si Dividono nel 2026Le detrazioni per i figli rappresentano una delle questioni piu delicate per i genitori separati o divorziati. Come si dividono nel 2026? Chi ha diritto alla detrazione e in che misura? Con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, le regole sono cambiate profondamente. In questa guida spieghiamo come funziona la ripartizione delle detrazioni figli separati in modo chiaro e con esempi pratici. Indice dei contenutiRegole generali sulle detrazioni figli separatiFigli sotto i 21 anni: Assegno UnicoFigli sopra i 21 anni: detrazioni IRPEFAffidamento condiviso vs esclusivoSpese per i figli: come si dividonoDomande frequentiConclusioneDetrazioni Figli Separati: Le Regole Generali nel 2026 Il sistema delle detrazioni per i figli a carico e stato profondamente riformato con l’introduzione dell’Assegno Unico nel 2022 e successivi aggiornamenti. Per i genitori separati, le regole nel 2026 prevedono due binari distinti in base all’eta del figlio: sotto i 21 anni si applica l’Assegno Unico, sopra i 21 anni restano le detrazioni IRPEF tradizionali. Per una visione completa di tutti gli aspetti fiscali, consulta la guida alla separazione e divorzio 2026.In entrambi i casi, il principio cardine e che le agevolazioni vanno ripartite tra i genitori in base al tipo di affidamento stabilito dal giudice. La regola di default e la divisione al 50%, ma esistono importanti eccezioni che vedremo nel dettaglio.Figli sotto i 21 Anni: Come Funziona l’Assegno Unico per Genitori Separati Per i figli fino a 20 anni (21 non compiuti), le detrazioni IRPEF tradizionali sono state completamente sostituite dall’Assegno Unico Universale. Questo e un contributo mensile erogato dall’INPS, il cui importo varia in base all’ISEE del nucleo familiare.In caso di affidamento condiviso, l’Assegno Unico viene ripartito al 50% tra i due genitori. Ciascun genitore riceve la propria meta direttamente dall’INPS sul proprio conto corrente. In alternativa, i genitori possono accordarsi per far versare l’intero importo a uno solo di loro, indicandolo nella domanda.L’ISEE di riferimento per il calcolo dell’importo e quello del nucleo familiare in cui si trova il figlio. Dopo la separazione, il figlio fa parte del nucleo del genitore con cui convive (genitore collocatario). Se il genitore collocatario ha un ISEE basso, l’importo dell’Assegno Unico sara piu elevato. Per capire come cambia l’ISEE, leggi ISEE dopo separazione.Figli sopra i 21 Anni: Detrazioni IRPEF tra Genitori Separati Per i figli dai 21 anni in su che risultano ancora fiscalmente a carico (reddito annuo non superiore a 2.840,51 euro, o 4.000 euro fino a 24 anni), continuano ad applicarsi le detrazioni IRPEF tradizionali. L’importo base della detrazione e di 950 euro per ciascun figlio a carico.Per i genitori separati con affidamento condiviso, la detrazione viene divisa al 50%, quindi 475 euro a testa. Tuttavia, i genitori possono accordarsi per attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito piu alto, in modo da massimizzare il vantaggio fiscale complessivo della famiglia. Questa scelta va indicata nella dichiarazione dei redditi.Affidamento Condiviso vs Esclusivo: Differenze sulle DetrazioniIl tipo di affidamento stabilito dal giudice incide direttamente sulla ripartizione delle detrazioni. Ecco le principali differenze:Affidamento condiviso (bigenitoriale): detrazioni al 50% per ciascun genitore, salvo diverso accordo. E la situazione piu comuneAffidamento esclusivo: la detrazione spetta al 100% al genitore affidatarioAffidamento condiviso con accordo: i genitori possono concordare che il 100% vada al genitore con reddito piu altoE importante sapere che anche il genitore non collocatario (quello con cui il figlio non vive abitualmente) mantiene il diritto alla detrazione al 50% in caso di affidamento condiviso, a prescindere da quanto tempo il figlio trascorre con lui.Spese per i Figli nella Separazione: Come Si Dividono le Detrazioni Oltre alle detrazioni base, i genitori separati devono gestire la ripartizione delle spese detraibili sostenute per i figli. Le principali categorie sono:Spese mediche: detraibili al 19% per la quota eccedente 129,11 euroSpese scolastiche e universitarie: detraibili al 19% fino a 800 euro per le scuoleSpese sportive (5-18 anni): detraibili al 19% fino a 210 euroCanoni di locazione per studenti universitari fuori sedeIn caso di affidamento condiviso, ciascun genitore detrae le spese che ha effettivamente sostenuto. La regola generale prevede che le spese vengano ripartite al 50%, ma il giudice puo stabilire percentuali diverse in base ai redditi rispettivi. E essenziale conservare le ricevute intestate al genitore che effettua la detrazione.Domande Frequenti sulle Detrazioni Figli SeparatiPosso prendere il 100% delle detrazioni se l’altro genitore non lavora?Si, se l’altro genitore ha un reddito cosi basso da non poter usufruire della detrazione (incapienza fiscale), il 100% della detrazione puo essere attribuito al genitore con reddito. Questa possibilita va verificata caso per caso e indicata nella dichiarazione dei redditi.Come funziona per i figli di genitori non sposati che si separano?Le stesse regole valgono anche per i genitori non sposati (conviventi) che si separano. Le detrazioni si dividono al 50% in caso di affidamento condiviso e al 100% per il genitore affidatario in caso di affidamento esclusivo.Devo comunicare all’INPS la separazione per l’Assegno Unico?Si, e necessario aggiornare la domanda di Assegno Unico comunicando la separazione, in modo che l’INPS possa erogare le due quote separate ai due genitori. In caso contrario, l’intero importo continuerebbe ad essere versato al richiedente originario.ConclusioneLe detrazioni figli per genitori separati nel 2026 richiedono attenzione nella gestione, soprattutto per la distinzione tra Assegno Unico e detrazioni IRPEF. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a ottimizzare la ripartizione delle detrazioni e a compilare correttamente la dichiarazione dei redditi. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Giugno 8, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-08 09:00:002026-04-08 09:35:22Detrazioni Figli Genitori Separati: Come Si Dividono nel 2026
CAFAssegno di Mantenimento: Tassazione e Deduzione 2026L’assegno di mantenimento e uno degli aspetti economici piu importanti della separazione e del divorzio. Ma come funziona la sua tassazione? Chi deve pagare le imposte e chi puo ottenere la deduzione fiscale? In questa guida analizziamo nel dettaglio le regole fiscali dell’assegno di mantenimento nel 2026, con esempi pratici e importi aggiornati per aiutarti a gestire correttamente la tua situazione tributaria. Indice dei contenutiCos’e l’assegno di mantenimentoTassazione dell’assegno di mantenimentoDeduzione per chi paga l’assegnoAssegno per i figli: regole diverseCome dichiarare l’assegno nel 730Esempi pratici di tassazioneDomande frequentiConclusioneCos’e l’Assegno di Mantenimento e Come Funziona L’assegno di mantenimento e la somma periodica che un coniuge versa all’altro dopo la separazione, con lo scopo di garantire un tenore di vita adeguato a chi si trova in condizioni economiche piu deboli. L’importo viene stabilito dal giudice in sede di separazione, tenendo conto del reddito di entrambi i coniugi, della durata del matrimonio e del contributo dato da ciascuno alla vita familiare.E fondamentale distinguere tra l’assegno per il coniuge e l’assegno per i figli: le regole fiscali sono completamente diverse. L’assegno per il coniuge ha rilevanza fiscale sia per chi lo paga sia per chi lo riceve, mentre quello per i figli e fiscalmente neutro. Per una panoramica completa su tutti gli aspetti fiscali della separazione, consulta la nostra guida completa alla separazione e divorzio 2026.Tassazione dell’Assegno di Mantenimento: Chi Paga le Imposte La tassazione dell’assegno di mantenimento segue un principio chiaro: l’assegno e considerato reddito assimilato a quello di lavoro dipendente per chi lo riceve (articolo 50, comma 1, lettera i del TUIR). Questo significa che il coniuge beneficiario deve includerlo nella propria dichiarazione dei redditi e pagare l’IRPEF secondo le aliquote ordinarie.Le aliquote IRPEF 2026 applicabili sono:23% fino a 28.000 euro di reddito35% da 28.001 a 50.000 euro43% oltre 50.000 euroSe ad esempio una ex moglie riceve un assegno di mantenimento di 12.000 euro annui e non ha altri redditi, pagherebbe un’IRPEF di circa 2.760 euro (23% di 12.000), al netto delle detrazioni spettanti. Se invece ha gia un reddito da lavoro di 25.000 euro, l’assegno si somma portando il reddito complessivo a 37.000 euro, con una tassazione marginale al 35% sulla parte eccedente.Deduzione Fiscale per Chi Paga l’Assegno di Mantenimento Per il coniuge obbligato al versamento, l’assegno di mantenimento e interamente deducibile dal reddito complessivo (articolo 10, comma 1, lettera c del TUIR). La deduzione e diversa dalla detrazione: l’importo viene sottratto dal reddito lordo prima del calcolo dell’imposta, riducendo la base imponibile.Per beneficiare della deduzione, devono essere rispettate queste condizioni:L’assegno deve essere stabilito dal giudice o dall’accordo di separazione omologatoI pagamenti devono essere tracciabili (bonifico, assegno bancario)Deve trattarsi dell’assegno per il coniuge, non per i figliL’importo deducibile e quello effettivamente versato, fino al massimo stabilito dal giudiceFacciamo un esempio pratico. Se Paolo guadagna 50.000 euro lordi e versa un assegno di mantenimento di 8.000 euro all’ex moglie, il suo reddito imponibile scende a 42.000 euro. Il risparmio fiscale e di circa 2.800 euro (considerando l’aliquota marginale del 35%).Assegno di Mantenimento per i Figli: Regole Fiscali Diverse Le somme destinate al mantenimento dei figli seguono un regime fiscale completamente diverso. L’assegno per i figli non e deducibile per chi lo paga e non e tassabile per chi lo riceve. Si tratta di una regola importante che incide notevolmente sulla pianificazione fiscale dopo la separazione.Un problema pratico frequente si presenta quando il provvedimento del giudice fissa un importo unico senza distinguere la quota per il coniuge da quella per i figli. In questo caso, secondo la giurisprudenza consolidata, l’intera somma e considerata destinata ai figli e quindi non deducibile. Per questo motivo, e sempre consigliabile chiedere al giudice di specificare separatamente le due componenti nell’accordo di separazione. Per le regole sulle detrazioni figli genitori separati, consulta la guida dedicata.Come Dichiarare l’Assegno di Mantenimento nel 730La corretta compilazione della dichiarazione dei redditi e fondamentale per evitare errori e sanzioni. Ecco come procedere per entrambi i coniugi.Chi riceve l’assegno deve indicare l’importo percepito nella Sezione I del Quadro C (redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente), utilizzando il codice 4. Non e necessaria alcuna certificazione da parte dell’ex coniuge, ma e consigliabile conservare le ricevute dei bonifici.Chi paga l’assegno indica l’importo nel Quadro E, Sezione II (oneri deducibili), al rigo E22. Deve specificare il codice fiscale dell’ex coniuge beneficiario e l’importo annuo effettivamente versato. E fondamentale conservare tutta la documentazione dei pagamenti per almeno 5 anni.Esempi Pratici di Tassazione dell’Assegno di Mantenimento Vediamo alcuni esempi concreti per capire l’impatto fiscale dell’assegno di mantenimento in diverse situazioni.Esempio 1 – Reddito medio: Anna ha un reddito da lavoro di 30.000 euro e riceve un assegno di 6.000 euro. Il suo reddito complessivo sale a 36.000 euro, con un’IRPEF aggiuntiva sull’assegno di circa 2.100 euro (35% sulla parte eccedente i 28.000 euro).Esempio 2 – Solo assegno: Francesca non ha redditi propri e riceve un assegno di 15.000 euro. L’IRPEF sara di circa 3.450 euro (23% di 15.000), ma grazie alle detrazioni per redditi assimilati il carico effettivo sara inferiore.Esempio 3 – Deduzione: Marco guadagna 60.000 euro e versa 10.000 euro di assegno. Il suo reddito imponibile scende a 50.000 euro, con un risparmio fiscale di circa 4.300 euro (aliquota marginale 43%).Domande Frequenti sull’Assegno di MantenimentoL’assegno divorzile ha le stesse regole fiscali?Si, l’assegno divorzile (stabilito dopo il divorzio) segue le stesse regole fiscali dell’assegno di mantenimento in separazione: e deducibile per chi lo paga e tassabile come reddito assimilato per chi lo riceve.L’assegno una tantum e deducibile?No, l’assegno una tantum (versamento in un’unica soluzione al posto dell’assegno periodico) non e deducibile dal reddito di chi lo paga e non e tassabile per chi lo riceve. La deducibilita e riservata esclusivamente ai versamenti periodici.Cosa succede se non pago l’assegno?Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento comporta conseguenze sia civili (esecuzione forzata, pignoramento dello stipendio) sia penali (reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare, art. 570 c.p.). Sul piano fiscale, non si puo dedurre cio che non e stato effettivamente versato.ConclusioneLa tassazione dell’assegno di mantenimento e un aspetto cruciale da considerare nella separazione e nel divorzio. Capire chi deve dichiarare cosa e come ottenere la deduzione fiscale puo fare una differenza significativa sul bilancio familiare. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per assisterti nella compilazione della dichiarazione dei redditi e nella gestione di tutti gli aspetti fiscali post-separazione. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Giugno 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-07 09:00:002026-04-08 09:35:21Assegno di Mantenimento: Tassazione e Deduzione 2026
CAFSeparazione e Divorzio: Aspetti Fiscali e Agevolazioni 2026La separazione e il divorzio non rappresentano soltanto una fase emotivamente complessa, ma comportano anche importanti conseguenze fiscali che e fondamentale conoscere per tutelare i propri interessi economici. Quando una coppia decide di separarsi, cambiano radicalmente le regole su tassazione, detrazioni, ISEE e agevolazioni a cui si ha diritto. In questa guida completa analizziamo tutti gli aspetti fiscali della separazione e del divorzio nel 2026, dalle imposte sull’assegno di mantenimento alla ripartizione delle detrazioni per i figli, passando per le esenzioni previste dalla legge italiana. Indice dei contenutiAspetti fiscali della separazione e del divorzioAssegno di mantenimento: chi paga le tasseDetrazioni per i figli dopo la separazioneISEE dopo la separazione: come cambiaCasa coniugale: IMU e diritto di abitazioneEsenzioni da imposta di bollo e registroAgevolazioni prima casa nella separazioneTrasferimenti patrimoniali tra coniugiAssegno Unico per genitori separatiDichiarazione dei redditi dopo la separazioneDomande frequentiConclusioneAspetti Fiscali della Separazione e del Divorzio: Panoramica 2026 Quando una coppia affronta la separazione o il divorzio, il quadro fiscale subisce modifiche profonde che riguardano praticamente ogni aspetto della vita economica. Il legislatore italiano ha previsto un sistema articolato di regole che disciplinano le conseguenze tributarie della fine del matrimonio, con l’obiettivo di garantire equita tra i coniugi e tutela per i figli.Gli aspetti fiscali della separazione e del divorzio nel 2026 si possono raggruppare in cinque macro-aree fondamentali. La prima riguarda il trattamento dell’assegno di mantenimento, che e deducibile dal reddito per chi lo versa e costituisce reddito imponibile per chi lo riceve. La seconda area coinvolge le detrazioni per i figli a carico, che vengono ripartite tra i genitori secondo regole precise stabilite dal giudice o dall’accordo di separazione. La terza riguarda l’ISEE, il cui calcolo cambia radicalmente dopo la separazione perche il nucleo familiare si modifica. La quarta area tocca la casa coniugale e le relative imposte, in particolare l’IMU. Infine, la quinta riguarda le esenzioni fiscali che la legge riconosce per tutti gli atti legati alla separazione e al divorzio.Conoscere queste regole e essenziale per evitare errori nella dichiarazione dei redditi e per sfruttare tutte le agevolazioni disponibili. Vediamo nel dettaglio ciascun aspetto.Assegno di Mantenimento: Tassazione e Deduzione L’assegno di mantenimento rappresenta uno degli aspetti fiscali piu rilevanti della separazione e del divorzio. Si tratta dell’importo che un coniuge versa all’altro per garantire il mantenimento del tenore di vita, e il suo trattamento fiscale segue regole ben precise stabilite dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).Per il coniuge che paga l’assegno di mantenimento, la somma e interamente deducibile dal reddito complessivo ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera c) del TUIR. Questo significa che l’importo versato viene sottratto dal reddito lordo prima del calcolo dell’IRPEF, con un risparmio fiscale significativo. Ad esempio, se Marco guadagna 40.000 euro lordi e versa un assegno di mantenimento di 6.000 euro annui alla ex moglie, il suo reddito imponibile scende a 34.000 euro, con un risparmio di imposta che puo superare i 2.000 euro.Per il coniuge che riceve l’assegno, invece, la somma costituisce reddito assimilato a quello di lavoro dipendente e va dichiarata nel modello 730 o nel modello Redditi PF. E importante sottolineare che questa regola vale solo per l’assegno destinato al coniuge: le somme destinate specificamente al mantenimento dei figli non sono ne deducibili per chi le paga ne tassabili per chi le riceve.Un aspetto fondamentale e che la deducibilita dell’assegno richiede che l’importo sia stabilito dal giudice con provvedimento dell’autorita giudiziaria o nell’accordo di separazione omologato. Le somme versate volontariamente, senza un provvedimento del giudice, non sono deducibili. Per approfondire questo tema, leggi la nostra guida dedicata sull’assegno di mantenimento: tassazione e deduzione 2026.Detrazioni per i Figli dopo la Separazione La ripartizione delle detrazioni per i figli a carico e una questione centrale per i genitori separati o divorziati. Con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, le regole sono cambiate significativamente, e nel 2026 il sistema prevede una distinzione netta in base all’eta dei figli.Per i figli fino a 20 anni, le detrazioni IRPEF tradizionali sono state sostituite dall’Assegno Unico, che viene erogato direttamente dall’INPS. In caso di affidamento condiviso (la situazione piu comune), l’assegno viene ripartito al 50% tra i due genitori, salvo diverso accordo. Se i genitori raggiungono un’intesa, possono decidere che l’intero importo venga versato a uno solo di loro.Per i figli dai 21 anni in su (se ancora a carico), restano in vigore le detrazioni fiscali IRPEF classiche. In caso di affidamento condiviso, queste detrazioni spettano nella misura del 50% a ciascun genitore. Tuttavia, i genitori possono accordarsi affinche la detrazione al 100% sia attribuita al genitore con il reddito complessivo piu elevato, per massimizzare il vantaggio fiscale della famiglia. Scopri tutti i dettagli nella guida detrazioni figli genitori separati 2026.ISEE dopo la Separazione: Come Cambia il Nucleo Familiare L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e lo strumento fondamentale per accedere a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali. Dopo la separazione, il calcolo dell’ISEE cambia in modo significativo perche si modifica la composizione del nucleo familiare.Con la separazione legale (omologata dal tribunale o dalla negoziazione assistita), i due ex coniugi formano nuclei familiari distinti. Questo significa che i redditi e i patrimoni dell’ex coniuge non vengono piu conteggiati nel calcolo dell’ISEE, con un potenziale abbassamento significativo dell’indicatore. Un ISEE piu basso puo dare accesso a bonus e agevolazioni altrimenti non spettanti.Attenzione pero: e fondamentale che la separazione sia effettiva e formale. La semplice separazione di fatto, senza un provvedimento giudiziario, non e sufficiente per dividere il nucleo familiare ai fini ISEE. I figli minori restano nel nucleo del genitore con cui convivono, mentre per i figli maggiorenni non conviventi e non sposati, sotto i 26 anni, fanno parte del nucleo del genitore con cui risultano residenti. Per capire nel dettaglio tutte le casistiche, consulta la guida ISEE dopo separazione: come cambia il nucleo familiare.Casa Coniugale: IMU e Diritto di Abitazione La casa coniugale rappresenta spesso il bene di maggior valore nella separazione e nel divorzio, e il suo trattamento fiscale merita un’attenzione particolare, soprattutto per quanto riguarda l’IMU (Imposta Municipale Unica).Quando il giudice assegna la casa coniugale a uno dei coniugi (tipicamente il genitore collocatario dei figli), questo coniuge ottiene il cosiddetto diritto di abitazione. Ai fini IMU, l’immobile assegnato come abitazione principale e esente dal pagamento dell’IMU, a condizione che il coniuge assegnatario vi abbia la residenza e la dimora abituale. Questa esenzione si applica anche se l’immobile e di proprieta esclusiva dell’altro coniuge.Il coniuge proprietario che non risiede piu nell’immobile, invece, non deve pagare l’IMU su quella casa (perche grava sull’assegnatario in quanto titolare del diritto di abitazione). Tuttavia, se possiede altri immobili, su quelli dovra pagare l’IMU ordinaria, senza poter beneficiare dell’esenzione per abitazione principale. Un aspetto importante riguarda il caso in cui la casa sia in comproprieta: l’esenzione IMU spetta comunque interamente al coniuge assegnatario per l’intera quota. Per tutti i dettagli, leggi l’approfondimento sulla casa coniugale nella separazione: IMU e diritto di abitazione.Esenzioni da Imposta di Bollo e Registro per Atti di SeparazioneUna delle agevolazioni fiscali piu importanti previste per la separazione e il divorzio e l’esenzione dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa per tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili. Questa esenzione e prevista dall’articolo 19 della Legge n. 74/1987 e rappresenta un beneficio economico significativo.In pratica, tutti gli atti necessari per formalizzare la separazione o il divorzio sono completamente esenti da imposte. Questo include le sentenze del tribunale, gli accordi di negoziazione assistita, le convenzioni di separazione consensuale e tutti i documenti accessori. L’esenzione si estende anche ai trasferimenti immobiliari e patrimoniali tra coniugi che avvengono nell’ambito dell’accordo di separazione, un vantaggio fiscale che puo valere migliaia di euro.La Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione hanno nel tempo ampliato l’ambito di applicazione di questa esenzione, riconoscendola anche per gli atti compiuti dopo la separazione ma comunque collegati alla regolamentazione dei rapporti patrimoniali tra gli ex coniugi. Scopri tutte le esenzioni nella guida agevolazioni fiscali separazione e divorzio 2026.Agevolazioni Prima Casa nella Separazione Le agevolazioni prima casa nella separazione meritano un’analisi approfondita perche la normativa prevede regole speciali per i coniugi che si separano. In circostanze normali, chi possiede gia un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa non potrebbe acquistarne un altro con gli stessi benefici senza prima vendere il primo. Nella separazione, invece, esistono importanti eccezioni.Se nell’accordo di separazione un coniuge cede all’altro la propria quota dell’immobile acquistato come prima casa, non si verifica la decadenza dalle agevolazioni, anche se non sono trascorsi i 5 anni dall’acquisto. Inoltre, il coniuge che cede la propria quota puo acquistare un nuovo immobile beneficiando nuovamente delle agevolazioni prima casa, purche rispetti i requisiti previsti dalla legge (residenza, assenza di altri immobili nel comune, ecc.).Questo meccanismo e particolarmente vantaggioso dal punto di vista fiscale: il trasferimento nell’ambito della separazione e esente da imposte (come visto sopra), e il coniuge cedente puo riacquistare con le agevolazioni prima casa, risparmiando sull’imposta di registro (2% anziche 9%) o sull’IVA (4% anziche 10%).Trasferimenti Patrimoniali tra ConiugiNell’ambito della separazione e del divorzio, e frequente che i coniugi debbano regolare i propri rapporti patrimoniali attraverso trasferimenti di beni. La legge italiana prevede un regime fiscale molto favorevole per queste operazioni, con l’obiettivo di agevolare la risoluzione pacifica delle questioni economiche.I trasferimenti immobiliari tra coniugi effettuati in esecuzione degli accordi di separazione o divorzio sono esenti da tutte le imposte: registro, ipotecaria, catastale, bollo e ogni altra tassa. Questo vale sia per il trasferimento della piena proprieta che per la cessione di quote di comproprieta. Ad esempio, se Luca trasferisce alla ex moglie Giulia la sua quota del 50% dell’appartamento coniugale come parte dell’accordo di separazione, l’operazione e completamente esente da imposte.Anche i trasferimenti di beni mobili (conti correnti, titoli, veicoli) godono della stessa esenzione quando sono disposti nell’accordo di separazione. E importante tuttavia che questi trasferimenti risultino espressamente dall’accordo omologato o dalla sentenza del tribunale, per poter beneficiare dell’esenzione fiscale.Assegno Unico per Genitori Separati nel 2026 L’Assegno Unico Universale e la prestazione economica erogata dall’INPS per i figli a carico fino a 21 anni. Per i genitori separati o divorziati, la gestione dell’Assegno Unico segue regole specifiche che e importante conoscere per non perdere il beneficio.In caso di affidamento condiviso, l’Assegno Unico viene ripartito al 50% tra i due genitori, con pagamento diretto a ciascuno. Se i genitori sono d’accordo, possono richiedere che l’intero importo sia erogato a uno solo di loro, indicandolo nella domanda. In caso di affidamento esclusivo, l’assegno spetta al 100% al genitore affidatario.Un aspetto importante riguarda l’ISEE di riferimento per il calcolo dell’importo. L’Assegno Unico viene calcolato sull’ISEE del nucleo familiare del figlio. Dopo la separazione, il figlio fa parte del nucleo del genitore con cui convive, quindi l’ISEE di riferimento sara quello di quel nucleo. Se l’ISEE non viene presentato, l’assegno viene erogato nell’importo minimo previsto dalla normativa.Dichiarazione dei Redditi dopo la SeparazioneDopo la separazione, ciascun coniuge presenta la propria dichiarazione dei redditi individualmente. Non e piu possibile presentare il 730 congiunto, che presuppone lo stato di coniugi non separati legalmente. Questo cambiamento comporta diverse conseguenze pratiche.Il coniuge che riceve l’assegno di mantenimento deve dichiararlo nella sezione dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente del modello 730 o Redditi PF. Il coniuge che versa l’assegno lo indica nella sezione degli oneri deducibili, specificando il codice fiscale dell’ex coniuge e l’importo annuo versato. E fondamentale conservare le ricevute dei bonifici o degli altri mezzi di pagamento tracciabili come prova dei versamenti effettuati.Per quanto riguarda le spese detraibili dei figli (spese mediche, scolastiche, sportive), queste devono essere ripartite tra i genitori in base alla percentuale di spettanza delle detrazioni. In caso di affidamento condiviso al 50%, ciascun genitore detrae la propria meta delle spese sostenute. Il CAF Centro Fiscale puo assisterti nella corretta compilazione della dichiarazione dopo la separazione.Domande Frequenti su Separazione e Divorzio: Aspetti Fiscali L’assegno di mantenimento per i figli e deducibile?No, l’assegno di mantenimento per i figli non e deducibile dal reddito di chi lo versa e non e tassabile per chi lo riceve. La deducibilita riguarda esclusivamente l’assegno destinato al coniuge. Se il provvedimento del giudice stabilisce un importo unico senza distinguere la quota per il coniuge da quella per i figli, l’intera somma e considerata non deducibile.Dopo la separazione posso fare il 730 congiunto?No, dopo la separazione legale non e piu possibile presentare il 730 congiunto. Ciascun ex coniuge deve presentare la propria dichiarazione individuale. Il 730 congiunto e riservato ai coniugi non legalmente separati.Chi paga l’IMU sulla casa coniugale dopo la separazione?L’IMU sulla casa coniugale assegnata dal giudice e a carico del coniuge assegnatario, in quanto titolare del diritto di abitazione. Tuttavia, se la casa e utilizzata come abitazione principale, e esente da IMU. Il coniuge proprietario non assegnatario non deve pagare IMU su quell’immobile.Come si divide l’Assegno Unico tra genitori separati?In caso di affidamento condiviso, l’Assegno Unico viene ripartito al 50% tra i genitori, con pagamento diretto a ciascuno. I genitori possono accordarsi per il versamento integrale a uno solo. In caso di affidamento esclusivo, spetta al 100% al genitore affidatario.La separazione di fatto modifica il nucleo ISEE?No, la separazione di fatto non modifica il nucleo familiare ai fini ISEE. Per ottenere nuclei familiari distinti e necessaria la separazione legale (omologata dal tribunale, tramite negoziazione assistita o accordo in Comune). Solo con un provvedimento formale i due ex coniugi risultano in nuclei separati.I trasferimenti immobiliari nella separazione pagano imposte?No, i trasferimenti immobiliari tra coniugi disposti nell’ambito dell’accordo di separazione o divorzio sono completamente esenti da imposte di registro, ipotecaria, catastale e di bollo, ai sensi dell’articolo 19 della Legge 74/1987.Conclusione: Affrontare gli Aspetti Fiscali con il Giusto SupportoLa separazione e il divorzio comportano una serie di conseguenze fiscali che e fondamentale conoscere e gestire correttamente. Dall’assegno di mantenimento alle detrazioni per i figli, dall’ISEE all’IMU sulla casa coniugale, ogni aspetto richiede attenzione per evitare errori nella dichiarazione dei redditi e per non perdere le agevolazioni spettanti.Le esenzioni fiscali previste dalla legge per gli atti di separazione e divorzio rappresentano un importante vantaggio economico, cosi come le regole speciali per le agevolazioni prima casa e i trasferimenti patrimoniali. Tuttavia, applicare correttamente queste norme richiede competenza e esperienza specifica.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza qualificata per tutti gli aspetti fiscali della separazione e del divorzio. I nostri operatori possono aiutarti con la compilazione della dichiarazione dei redditi, il calcolo dell’ISEE post-separazione e la verifica delle agevolazioni a cui hai diritto. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, a Udine.Giugno 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-06 09:00:002026-04-08 09:35:20Separazione e Divorzio: Aspetti Fiscali e Agevolazioni 2026