NASPI 2025

La NASpI di marzo 2026 sarà accreditata regolarmente dall’INPS secondo il consueto calendario mensile. In questo articolo analizziamo nel dettaglio le date di pagamento NASpI marzo 2026, le procedure di sospensione e riattivazione dell’indennità, e tutti i casi in cui il beneficiario può continuare a lavorare senza perdere il diritto alla prestazione.

Se stai percependo la NASpI o hai intenzione di richiederla, è fondamentale conoscere le regole aggiornate per evitare sospensioni impreviste o, peggio ancora, la decadenza dal beneficio. L’INPS applica controlli automatici sui redditi da lavoro: qualsiasi attività retribuita deve essere comunicata tempestivamente per non incorrere in sanzioni.

In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine troverai tutte le informazioni necessarie per gestire correttamente la tua indennità di disoccupazione, con esempi pratici, tabelle riepilogative e riferimenti normativi ufficiali.

Quando si Sospende la NASpI

La sospensione della NASpI è una misura temporanea che non comporta la perdita del diritto all’indennità. L’erogazione viene interrotta per un determinato periodo, ma riprende automaticamente al termine dell’evento che ha causato la sospensione.

La NASpI si sospende automaticamente nei seguenti casi previsti dall’art. 9 del D.Lgs. 22/2015:

1. Nuova occupazione con contratto subordinato

Se il beneficiario trova un nuovo lavoro dipendente (a tempo determinato o indeterminato), la NASpI viene sospesa per tutta la durata del rapporto di lavoro, a condizione che:

  • Il contratto abbia una durata non superiore a 6 mesi (anche prorogato)
  • Il beneficiario comunichi all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (tramite modello NASpI-Com)
  • Il reddito annuo previsto non superi il limite di 8.500 euro (limite 2026 rivalutato)

⚠️ Attenzione: Se il contratto supera i 6 mesi o il reddito supera gli 8.500 euro annui, la NASpI decade definitivamente e non può essere riattivata.

2. Attività di lavoro autonomo o parasubordinato

Il beneficiario della NASpI può svolgere attività di lavoro autonomo occasionale, collaborazione coordinata e continuativa o aprire una partita IVA, a condizione che il reddito annuo previsto non superi:

  • 5.500 euro per lavoro autonomo o parasubordinato (limite 2026)

In questo caso, la NASpI non viene sospesa, ma ridotta in misura pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine NASpI o di fine anno.

📌 Importante: Il beneficiario deve comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, utilizzando il modello NASpI-Com.

3. Rioccupazione all’estero

Se il beneficiario trova lavoro in un Paese dell’Unione Europea, la NASpI viene sospesa per la durata del rapporto di lavoro, purché:

  • Il contratto abbia una durata non superiore a 6 mesi
  • Venga comunicato all’INPS entro 30 giorni

Per lavori in Paesi extra-UE, invece, la NASpI decade automaticamente.

4. Malattia o infortunio

La malattia certificata o l’infortunio non sospendono la NASpI. L’indennità continua a essere erogata regolarmente anche durante i periodi di malattia, purché il beneficiario rimanga in stato di disoccupazione.

⚠️ Tuttavia, la malattia o l’infortunio possono giustificare la mancata partecipazione a iniziative di politiche attive del lavoro o colloqui presso il Centro per l’Impiego, senza che ciò comporti la decadenza dalla NASpI.

Limiti di Reddito per Tipologia di Lavoro

Per evitare la sospensione o decadenza dalla NASpI, è fondamentale rispettare i limiti di reddito previsti dalla normativa INPS. Ecco una tabella riepilogativa aggiornata al 2026:

Tipologia di lavoroLimite reddito annuoEffetto sulla NASpI
Lavoro subordinato ≤ 6 mesi8.500 euroSospensione (riattivazione automatica)
Lavoro subordinato > 6 mesiQualsiasi importoDecadenza definitiva
Lavoro autonomo/partita IVA5.500 euroRiduzione NASpI 80%
Lavoro autonomo > 5.500 euroOltre 5.500 euroDecadenza definitiva
Lavoro occasionale/PrestO5.500 euroRiduzione NASpI 80%
Cococo/collaborazione5.500 euroRiduzione NASpI 80%

📌 Nota importante: I limiti di reddito indicati sono valori annui lordi e si riferiscono al reddito previsto nel periodo intercorrente tra l’inizio dell’attività e la fine dell’anno solare (o la scadenza della NASpI, se antecedente).

Come calcolare il reddito previsto

Se inizi un’attività autonoma o un lavoro occasionale durante la fruizione della NASpI, devi stimare il reddito annuo previsto e comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. Ecco come calcolare:

Esempio pratico 1: Inizio collaborazione occasionale il 1° marzo 2026, compenso mensile stimato 800 euro.

  • Mesi rimanenti fino a fine anno: 10 mesi (da marzo a dicembre)
  • Reddito annuo previsto: 800 × 10 = 8.000 euro
  • 8.000 euro > 5.500 euro → NASpI decade

Esempio pratico 2: Apro partita IVA il 1° settembre 2026, reddito mensile stimato 400 euro.

  • Mesi rimanenti fino a fine anno: 4 mesi (da settembre a dicembre)
  • Reddito annuo previsto: 400 × 4 = 1.600 euro
  • 1.600 euro < 5.500 euro → NASpI ridotta dell’80% del reddito (riduzione mensile: 1.600 × 80% ÷ 4 = 320 euro/mese)

Come Riattivare la NASpI dopo la Sospensione

La riattivazione della NASpI dopo un periodo di sospensione avviene automaticamente nella maggior parte dei casi, senza bisogno di presentare una nuova domanda.

Riattivazione automatica dopo lavoro subordinato

Se la NASpI è stata sospesa per un contratto a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi, la riattivazione avviene automaticamente alla scadenza del contratto, a condizione che:

  • Il beneficiario comunichi la fine del rapporto di lavoro all’INPS entro 30 giorni tramite il modello NASpI-Com
  • Il beneficiario presenti nuovamente la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) presso il Centro per l’Impiego

La NASpI riprende per il periodo residuo non ancora goduto, con lo stesso importo mensile (eventualmente ridotto del 3% mensile se sono trascorsi più di 5 mesi dall’inizio della fruizione originaria).

Procedura per comunicare la fine del contratto

Per riattivare la NASpI dopo la fine di un contratto subordinato, segui questi passaggi:

  1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali (SPID, CIE o CNS)
  2. Cerca il servizio “NASpI: invio domanda”
  3. Seleziona “NASpI-Com: comunicazione redditi presunti”
  4. Compila il modulo indicando:
    • Data di inizio e fine del rapporto di lavoro
    • Tipo di contratto (subordinato, autonomo, ecc.)
    • Reddito percepito durante il periodo di sospensione
  5. Invia la comunicazione entro 30 giorni dalla fine del contratto

⚠️ Attenzione: Se non comunichi la fine del rapporto di lavoro entro 30 giorni, rischi di perdere definitivamente il diritto alle mensilità di NASpI non godute durante il periodo di omessa comunicazione.

Tempi di riattivazione NASpI

Una volta inviata la comunicazione di fine rapporto, l’INPS procede alla riattivazione entro 15-30 giorni. Il pagamento riprende dal mese successivo alla comunicazione, con effetto retroattivo se la comunicazione è stata tempestiva.

Se riscontri ritardi nella riattivazione, puoi:

  • Contattare il contact center INPS al numero verde 803.164 (da rete fissa) o 06.164164 (da cellulare)
  • Verificare lo stato della pratica nell’area personale del sito INPS
  • Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella gestione della pratica

Differenza tra Sospensione e Decadenza

È fondamentale distinguere tra sospensione e decadenza della NASpI, perché le conseguenze sono molto diverse:

AspettoSospensioneDecadenza
DefinizioneInterruzione temporaneaPerdita definitiva del diritto
RiattivazionePossibile automaticamenteNon possibile
Periodo residuoConservatoPerso definitivamente
Nuova domandaNon necessariaPossibile solo con nuovi requisiti

Cause di decadenza dalla NASpI

La NASpI decade definitivamente nei seguenti casi previsti dall’art. 10 del D.Lgs. 22/2015:

  1. Perdita dello stato di disoccupazione per nuova occupazione con contratto subordinato di durata superiore a 6 mesi
  2. Mancata presentazione alle convocazioni del Centro per l’Impiego o dei servizi per l’impiego (senza giustificato motivo)
  3. Mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua (secondo i criteri dell’art. 25 del D.Lgs. 150/2015)
  4. Mancata adesione a iniziative di politiche attive del lavoro (tirocini, percorsi di formazione, ecc.)
  5. Inizio attività di lavoro autonomo senza comunicazione all’INPS entro 30 giorni
  6. Superamento dei limiti di reddito per lavoro autonomo (5.500 euro) o subordinato (8.500 euro)
  7. Raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata
  8. Acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità (salvo opzione per la NASpI)
  9. Omessa comunicazione di redditi da lavoro autonomo o subordinato

⚠️ Attenzione: In caso di omessa o falsa comunicazione di redditi da lavoro, l’INPS può procedere al recupero delle somme indebitamente percepite, con applicazione di sanzioni amministrative fino al 30% dell’importo recuperato.

Esempi Pratici e Calcoli

Per comprendere meglio come funzionano sospensione e riattivazione della NASpI, ecco alcuni casi pratici con calcoli dettagliati:

Caso 1: Lavoro subordinato di 4 mesi durante NASpI

Situazione: Marco percepisce la NASpI da gennaio 2026 (importo mensile: 1.200 euro, durata residua: 18 mesi). Il 1° aprile 2026 trova un lavoro a tempo determinato di 4 mesi con stipendio netto di 1.400 euro/mese.

Procedura corretta:

  1. Marco comunica all’INPS l’inizio del contratto entro 30 giorni (entro il 1° maggio 2026)
  2. Verifica che il reddito annuo previsto sia inferiore a 8.500 euro: 1.400 × 4 mesi = 5.600 euro ✅
  3. La NASpI viene sospesa da aprile a luglio 2026 (4 mesi)
  4. Al termine del contratto (31 luglio 2026), Marco comunica la fine del rapporto entro 30 giorni
  5. La NASpI viene riattivata da agosto 2026 con importo ridotto del 3% per 2 mesi (aprile e maggio erano nel 4° e 5° mese di NASpI, non riducibili; giugno era il 6° mese, riduzione 3%; luglio era il 7° mese, riduzione ulteriore 3%)
  6. Nuovo importo NASpI: 1.200 × 0,97 × 0,97 = 1.128 euro/mese
  7. Durata residua: 18 – 3 (mesi goduti prima della sospensione) = 15 mesi

Caso 2: Apertura partita IVA durante NASpI

Situazione: Laura percepisce la NASpI da febbraio 2026 (importo mensile: 950 euro, durata residua: 12 mesi). Il 1° giugno 2026 apre partita IVA come grafica freelance, stimando un reddito mensile di 350 euro.

Procedura corretta:

  1. Laura comunica all’INPS l’apertura della partita IVA entro 30 giorni (entro il 1° luglio 2026)
  2. Calcola il reddito annuo previsto: 350 × 7 mesi (da giugno a dicembre) = 2.450 euro
  3. 2.450 euro < 5.500 euro → La NASpI non decade, ma viene ridotta
  4. Riduzione mensile: 2.450 × 80% ÷ 7 mesi = 280 euro/mese
  5. Nuovo importo NASpI: 950 – 280 = 670 euro/mese da giugno a dicembre 2026
  6. Da gennaio 2027, Laura dovrà comunicare il reddito effettivo 2026 e l’INPS ricalcolerà eventuali conguagli

Caso 3: Contratto di 8 mesi durante NASpI

Situazione: Giulia percepisce la NASpI da marzo 2026 (importo mensile: 1.100 euro, durata residua: 20 mesi). Il 1° maggio 2026 firma un contratto a tempo determinato di 8 mesi con stipendio netto di 1.300 euro/mese.

Conseguenza:

  • Il contratto supera i 6 mesi → La NASpI decade definitivamente
  • Giulia perde il diritto ai 18 mesi residui di NASpI (20 – 2 mesi già goduti)
  • Se il contratto termina il 31 dicembre 2026, Giulia dovrà presentare una nuova domanda di NASpI entro 68 giorni, purché abbia maturato i requisiti contributivi richiesti

⚠️ Raccomandazione: Prima di accettare un contratto superiore a 6 mesi, valuta attentamente se il reddito complessivo del nuovo lavoro compensa la perdita della NASpI residua.

Domande Frequenti sulla NASpI Marzo 2026

Domande Frequenti sulla NASpI

Quando viene pagata la NASpI di marzo 2026?

La NASpI di marzo 2026 viene accreditata generalmente tra il 11 e il 15 marzo per i beneficiari con IBAN bancario o postale. Per i pagamenti in contanti presso Poste Italiane, l’accredito può avvenire fino al 17 marzo. Le nuove domande o i ricalcoli possono essere pagati entro il 25 marzo 2026.

Posso lavorare durante la NASpI senza perderla?

Sì, puoi lavorare durante la NASpI rispettando precisi limiti di reddito. Per lavoro subordinato fino a 6 mesi: limite 8.500 euro annui (NASpI sospesa). Per lavoro autonomo o partita IVA: limite 5.500 euro annui (NASpI ridotta dell’80% del reddito). Oltre questi limiti, la NASpI decade definitivamente.

Come si riattiva la NASpI dopo un contratto a termine?

La riattivazione è automatica se il contratto era inferiore a 6 mesi e il reddito non superava 8.500 euro annui. Devi comunicare all’INPS la fine del rapporto di lavoro entro 30 giorni tramite il modello NASpI-Com e presentare nuovamente la DID al Centro per l’Impiego. La NASpI riprende per il periodo residuo non ancora goduto.

Qual è la differenza tra sospensione e decadenza della NASpI?

La sospensione è temporanea e reversibile: l’indennità si interrompe ma può essere riattivata automaticamente. La decadenza è definitiva: perdi il diritto alla NASpI e non puoi recuperare le mensilità residue. La decadenza avviene per contratti oltre 6 mesi, mancata partecipazione a convocazioni, superamento limiti reddito o omessa comunicazione.

Devo comunicare sempre i redditi da lavoro all’INPS?

Sì, è obbligatorio comunicare qualsiasi reddito da lavoro (subordinato, autonomo, occasionale) entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, tramite il modello NASpI-Com sul portale INPS. L’omessa comunicazione comporta la decadenza dalla NASpI e il recupero delle somme indebitamente percepite, con sanzioni fino al 30% dell’importo.


📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Hai Bisogno di Assistenza per la NASpI?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione della tua NASpI: dalla presentazione della domanda al controllo dei pagamenti, dalla comunicazione dei redditi alla riattivazione dopo sospensione.

I nostri servizi per la NASpI includono:

  • Compilazione e invio domanda NASpI online con verifica requisiti contributivi
  • Calcolo preventivo importo e durata dell’indennità spettante
  • Comunicazione redditi da lavoro (modello NASpI-Com) per sospensione o riduzione
  • Verifica pagamenti e assistenza per ritardi o anomalie
  • Riattivazione NASpI dopo contratti a termine o periodi di sospensione
  • Consulenza per lavoro autonomo durante NASpI (limiti reddito e comunicazioni INPS)

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    ARTICOLI CORRELATI


    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Le famiglie con figli disabili hanno diritto a maggiorazioni significative sull’Assegno Unico 2026. A seconda del grado di disabilita certificato, l’importo mensile puo aumentare fino a 119 euro in piu rispetto alla quota base. Inoltre, per i figli con disabilita non esiste alcun limite di eta: l’assegno viene erogato anche oltre i 21 anni, a tempo indeterminato. Vediamo nel dettaglio tutti gli importi, i requisiti e la documentazione necessaria.

    Indice dei contenuti

    1. Maggiorazioni per grado di disabilita
    2. Nessun limite di eta per figli disabili
    3. Importi totali con esempi pratici
    4. Documenti necessari
    5. Domande frequenti

    Maggiorazioni per grado di disabilita

    L’Assegno Unico per figli disabili 2026 prevede maggiorazioni specifiche che si aggiungono all’importo base, calcolate in base al grado di disabilita certificato. Queste maggiorazioni sono state rivalutate rispetto al 2025 e rappresentano un sostegno economico importante per le famiglie.

    Tabella maggiorazioni 2026 per tipo di disabilita

    Grado di disabilitaMaggiorazione mensile 2026Descrizione
    Non autosufficienza+ 119,60 euroFiglio che necessita di assistenza continua
    Disabilita grave+ 108,20 euroLegge 104/92, art. 3 comma 3
    Disabilita media+ 96,90 euroInvalidita civile riconosciuta

    Importante: le maggiorazioni per disabilita si applicano a tutti i figli, indipendentemente dall’eta. Sia che il figlio abbia 5 anni, sia che ne abbia 35, la maggiorazione spetta nella stessa misura.

    Come viene determinato il grado di disabilita

    La classificazione del grado di disabilita avviene sulla base della documentazione medico-legale rilasciata dalle competenti commissioni. In particolare:

    • Non autosufficienza: riconosciuta nel verbale di invalidita civile quando la persona non e in grado di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza permanente
    • Disabilita grave: corrisponde alla situazione di handicap in condizione di gravita ai sensi dell’art. 3, comma 3 della Legge 104/1992
    • Disabilita media: comprende tutti i casi di invalidita civile riconosciuta che non rientrano nelle due categorie precedenti

    L’INPS acquisisce automaticamente i dati relativi alla disabilita attraverso il collegamento con le banche dati delle commissioni mediche. Non e quindi necessario allegare documentazione alla domanda di Assegno Unico 2026, a condizione che la certificazione sia gia presente negli archivi.

    Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori

    Oltre alla maggiorazione per disabilita, le famiglie possono beneficiare di un ulteriore importo di 34,10 euro mensili se entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti o autonomi. Questa maggiorazione si cumula con quella per disabilita, aumentando ulteriormente l’importo totale dell’assegno.

    Nessun limite di eta per figli disabili

    Una delle caratteristiche piu importanti dell’Assegno Unico per figli con disabilita e l’assenza di qualsiasi limite di eta. Mentre per i figli normodotati l’assegno spetta fino ai 21 anni (e solo a determinate condizioni dopo i 18), per i figli disabili il beneficio e erogato a tempo indeterminato.

    Cosa succede al compimento dei 21 anni

    Per i figli maggiorenni senza disabilita, l’Assegno Unico si interrompe automaticamente al compimento dei 21 anni. Per i figli con disabilita certificata, invece:

    • L’assegno continua senza interruzioni
    • Non e necessario presentare una nuova domanda
    • L’importo viene ricalcolato automaticamente dall’INPS
    • La maggiorazione per disabilita resta invariata

    Requisiti per il mantenimento del beneficio

    Per continuare a percepire l’Assegno Unico per un figlio disabile maggiorenne, e sufficiente che:

    1. La certificazione di disabilita sia in corso di validita (o senza scadenza)
    2. Il figlio sia fiscalmente a carico dei genitori (reddito personale inferiore a 4.000 euro se under 24, o 2.840,51 euro se over 24)
    3. L’ISEE 2026 sia aggiornato per ottenere l’importo corretto

    Nota: se il figlio disabile ha un reddito proprio superiore alle soglie indicate, puo comunque presentare domanda autonoma per l’Assegno Unico, percependolo direttamente.

    Importi totali con esempi pratici

    Per comprendere meglio quanto spetta effettivamente alle famiglie con figli disabili, vediamo alcuni esempi concreti che combinano l’importo base con le maggiorazioni.

    Esempio 1: ISEE basso con disabilita grave

    Situazione: famiglia con figlio minorenne con disabilita grave (Legge 104 comma 3), ISEE di 15.000 euro, entrambi i genitori lavoratori.

    ComponenteImporto mensile
    Importo base (ISEE fino a 17.090 euro)199,40 euro
    Maggiorazione disabilita grave+ 108,20 euro
    Maggiorazione genitori lavoratori+ 34,10 euro
    TOTALE MENSILE341,70 euro

    In un anno, questa famiglia riceve 4.100,40 euro di Assegno Unico per il solo figlio disabile.

    Esempio 2: ISEE alto con non autosufficienza

    Situazione: famiglia con figlio maggiorenne (25 anni) non autosufficiente, ISEE di 50.000 euro, un solo genitore lavoratore.

    ComponenteImporto mensile
    Importo base (ISEE oltre 45.574 euro)57,00 euro
    Maggiorazione non autosufficienza+ 119,60 euro
    Maggiorazione genitori lavoratoriNon spetta (un solo genitore)
    TOTALE MENSILE176,60 euro

    Anche con un ISEE elevato, la maggiorazione per non autosufficienza garantisce un importo significativo, pari a 2.119,20 euro annui.

    Esempio 3: Due figli di cui uno disabile

    Situazione: famiglia con due figli minorenni, di cui uno con disabilita media, ISEE di 25.000 euro, entrambi i genitori lavoratori.

    FiglioImporto mensile
    Figlio 1 (normodotato): base + maggiorazione lavoratori162,00 + 34,10 = 196,10 euro
    Figlio 2 (disabilita media): base + disabilita + lavoratori162,00 + 96,90 + 34,10 = 293,00 euro
    TOTALE MENSILE FAMIGLIA489,10 euro

    La famiglia percepisce 5.869,20 euro annui complessivi di Assegno Unico.

    Documenti necessari

    Per ottenere le maggiorazioni per figli disabili, e fondamentale che la documentazione di disabilita sia correttamente registrata negli archivi INPS. Ecco i documenti che servono:

    Certificazione di disabilita

    • Verbale di invalidita civile rilasciato dalla Commissione medica ASL-INPS
    • Verbale Legge 104/92 che attesta la condizione di handicap (con o senza gravita)
    • Certificazione di non autosufficienza per i casi piu gravi

    Importante: se la certificazione di disabilita e stata rilasciata prima dell’informatizzazione delle procedure (generalmente prima del 2010), potrebbe essere necessario richiederne il caricamento nel sistema INPS. Il CAF Centro Fiscale puo assisterti in questa procedura.

    Documentazione ISEE

    Per ottenere l’importo massimo dell’Assegno Unico, e necessario presentare l’ISEE aggiornato al 2026. I documenti richiesti includono:

    • Documenti di identita di tutti i componenti del nucleo
    • Codici fiscali
    • Certificazione dei redditi 2024 (CU, 730, Redditi PF)
    • Estratti conto al 31/12/2024
    • Documentazione patrimonio immobiliare

    Per l’elenco completo, consulta la nostra guida ai documenti ISEE 2026.

    Domande frequenti

    Mio figlio disabile ha 30 anni: ho ancora diritto all’Assegno Unico?

    Si, assolutamente. Per i figli con disabilita certificata non esiste alcun limite di eta. L’Assegno Unico viene erogato a tempo indeterminato, a condizione che il figlio sia fiscalmente a carico e la certificazione di disabilita sia valida. L’importo include sia la quota base (determinata dall’ISEE) sia la maggiorazione per disabilita.

    La maggiorazione per disabilita dipende dall’ISEE?

    No, le maggiorazioni per disabilita sono fisse e non variano in base all’ISEE familiare. Che tu abbia un ISEE di 10.000 euro o di 100.000 euro, la maggiorazione per non autosufficienza sara sempre di 119,60 euro, quella per disabilita grave di 108,20 euro e quella per disabilita media di 96,90 euro. Cio che varia e solo l’importo base dell’assegno.

    Devo allegare il verbale di disabilita alla domanda?

    Generalmente no. L’INPS acquisisce automaticamente i dati sulla disabilita dalle proprie banche dati. Tuttavia, se il verbale e molto datato o non risulta negli archivi, potrebbe essere necessario richiederne l’inserimento. In questo caso, rivolgiti al patronato o al CAF Centro Fiscale per l’assistenza.

    Richiedi assistenza al CAF Centro Fiscale

    Le famiglie con figli disabili hanno diritto a importanti agevolazioni fiscali, ma spesso le procedure possono risultare complesse. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per:

    • Verifica della corretta registrazione della disabilita negli archivi INPS
    • Compilazione e invio della domanda di Assegno Unico
    • Calcolo dell’importo spettante con tutte le maggiorazioni
    • Preparazione dell’ISEE 2026 con tutte le agevolazioni previste
    • Assistenza per pratiche di invalidita civile e Legge 104

    Contattaci per un appuntamento:

    Quando una coppia si separa o divorzia, una delle prime domande riguarda il sostegno economico per i figli: a chi spetta l’Assegno Unico 2026? Come si divide tra madre e padre? La risposta dipende dal tipo di affidamento e dagli accordi tra i genitori.

    Nel 2026, la normativa prevede regole precise per la ripartizione dell’Assegno Unico in caso di separazione, divorzio o cessazione della convivenza. In questa guida ti spieghiamo come funziona la divisione, quando un genitore puo ricevere il 100%, e quale ISEE viene considerato per il calcolo dell’importo.

    Resta aggiornato sulle novita fiscali 2026

    Iscriviti alla newsletter del CAF Centro Fiscale per ricevere guide, scadenze e consigli direttamente nella tua email.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Regola Generale: Divisione 50% tra i Genitori

    La regola base stabilita dall’INPS prevede che, in caso di affidamento condiviso, l’Assegno Unico venga diviso in parti uguali tra i due genitori: 50% alla madre e 50% al padre.

    Questa ripartizione si applica automaticamente quando:

    • I genitori sono separati legalmente o divorziati
    • I genitori non conviventi che non sono mai stati sposati
    • L’affidamento e condiviso (la modalita piu comune)
    • Entrambi i genitori hanno presentato domanda o uno ha indicato la ripartizione al 50%

    Come Funziona in Pratica

    Se l’importo totale dell’Assegno Unico per un figlio e di 200 euro al mese, con la divisione al 50%:

    • La madre riceve 100 euro sul proprio IBAN
    • Il padre riceve 100 euro sul proprio IBAN

    I pagamenti sono separati e arrivano direttamente a ciascun genitore. Non e necessario che un genitore trasferisca denaro all’altro.

    Affidamento Condiviso: La Situazione Piu Comune

    L’affidamento condiviso e la modalita prevalente nelle separazioni italiane (oltre il 90% dei casi). Prevede che entrambi i genitori mantengano la responsabilita genitoriale e partecipino alle decisioni importanti per i figli.

    Con l’affidamento condiviso, anche se il figlio vive prevalentemente con un genitore (collocamento prevalente), l’Assegno Unico viene comunque diviso al 50%, salvo diverso accordo.

    ATTENZIONE: La divisione 50%-50% e la regola predefinita. Se i genitori desiderano una ripartizione diversa (es. 100% a un genitore), devono indicarlo esplicitamente nella domanda INPS o modificare la richiesta gia presentata.

    Quando l’Assegno Spetta al 100% a Un Solo Genitore

    Esistono situazioni in cui l’intero importo dell’Assegno Unico viene erogato a un solo genitore. Ecco i casi principali:

    1. Affidamento Esclusivo

    Se il tribunale ha disposto l’affidamento esclusivo a un solo genitore, l’Assegno Unico spetta interamente al genitore affidatario. L’affidamento esclusivo viene disposto quando:

    • Un genitore e inidoneo o incapace
    • Sussistono gravi motivi che rendono contrario all’interesse del minore l’affidamento condiviso
    • Un genitore e stato decaduto dalla responsabilita genitoriale

    In questi casi, il genitore affidatario deve allegare alla domanda INPS la sentenza di affidamento esclusivo.

    2. Accordo tra i Genitori

    Anche con affidamento condiviso, i genitori possono accordarsi affinche l’Assegno Unico venga versato interamente a uno dei due. Questo accordo puo essere:

    • Formalizzato nella sentenza di separazione/divorzio
    • Dichiarato nella domanda INPS (il genitore che non riceve deve autorizzare)
    • Concordato verbalmente e poi indicato nel portale INPS

    Questa opzione e utile quando un genitore gestisce tutte le spese ordinarie del figlio e preferisce ricevere l’importo completo.

    3. Genitore Irreperibile o Non Collaborante

    Se un genitore e irreperibile o non risponde alla richiesta di indicare le proprie coordinate bancarie, l’INPS puo erogare l’intero importo al genitore richiedente. E necessario:

    • Dichiarare l’irreperibilita dell’altro genitore
    • Attendere i termini previsti (30 giorni)
    • Se l’altro genitore non si manifesta, l’INPS procede con il pagamento al 100%

    4. Genitore Unico (Vedovo/a o Figlio Non Riconosciuto)

    L’Assegno spetta al 100% quando esiste un solo genitore:

    • L’altro genitore e deceduto
    • Il figlio e stato riconosciuto da un solo genitore
    • L’altro genitore e sconosciuto

    ISEE di Quale Genitore si Usa?

    Una delle domande piu frequenti riguarda quale ISEE viene utilizzato per calcolare l’importo dell’Assegno Unico quando i genitori sono separati. La risposta dipende dalla situazione familiare.

    Regola Generale: ISEE del Genitore Richiedente

    L’INPS considera l’ISEE del nucleo familiare di chi presenta la domanda. In caso di separazione:

    • Ogni genitore ha un proprio nucleo familiare distinto
    • L’ISEE utilizzato e quello del genitore che fa domanda
    • Se entrambi fanno domanda, ognuno riceve l’importo calcolato sul proprio ISEE

    Per approfondire la composizione del nucleo, leggi la guida ISEE e genitori con residenza diversa.

    ISEE Minorenni: Quando Serve

    Se i genitori non sono mai stati sposati e non hanno mai convissuto, potrebbe essere necessario l’ISEE Minorenni, che include una componente aggiuntiva relativa al genitore non convivente.

    L’ISEE Minorenni non include i dati dell’altro genitore se:

    • L’altro genitore e sposato con un’altra persona
    • L’altro genitore ha figli con un’altra persona
    • Esiste un assegno di mantenimento stabilito dal giudice

    Per la documentazione necessaria, consulta la guida documenti ISEE minorenni 2026.

    Importo Diverso per Ogni Genitore?

    Si, puo accadere che i due genitori ricevano importi diversi. Se il padre ha un ISEE piu alto della madre:

    • L’importo totale viene calcolato sull’ISEE piu favorevole (quello piu basso)
    • Ma se ogni genitore presenta domanda autonoma, l’INPS calcola la propria quota sul rispettivo ISEE

    CONSIGLIO: Per ottenere l’importo massimo, e consigliabile che la domanda venga presentata (o che l’ISEE di riferimento sia) dal genitore con l’indicatore piu basso. Il CAF puo aiutarti a valutare la soluzione migliore.

    Come Modificare la Ripartizione su INPS

    Se hai gia presentato la domanda e vuoi cambiare la percentuale di ripartizione (da 50-50 a 100-0 o viceversa), puoi farlo attraverso il portale INPS.

    Procedura per Modificare la Ripartizione

    1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
    2. Vai alla sezione “Assegno Unico e Universale
    3. Seleziona “Consulta e gestisci le domande presentate
    4. Clicca su “Modifica” accanto alla domanda
    5. Nella sezione ripartizione, indica la nuova percentuale desiderata
    6. Se passi da 50% a 100%, l’altro genitore deve confermare la rinuncia
    7. Conferma e invia la modifica

    Quando Decorre la Modifica

    La nuova ripartizione decorre dal mese successivo alla modifica. Non e possibile applicarla retroattivamente, quindi e importante effettuare il cambio il prima possibile se la situazione familiare e cambiata.

    Documenti Necessari

    Per alcune modifiche potrebbe essere richiesto di allegare:

    • Sentenza di separazione/divorzio aggiornata
    • Accordo di modifica delle condizioni di separazione
    • Provvedimento di affidamento esclusivo

    Non perdere le scadenze fiscali 2026

    Calendario completo, promemoria e guide pratiche: tutto nella newsletter gratuita del CAF Centro Fiscale.

    Domande Frequenti

    Se la madre ha un nuovo compagno, cambia qualcosa per l’Assegno Unico?

    Il nuovo compagno della madre NON influisce sull’Assegno Unico dei figli avuti con l’ex partner. L’Assegno continua a essere diviso tra i genitori biologici (o adottivi). Il nuovo compagno entra nel nucleo ISEE della madre solo se convivente, ma non ha diritti sull’Assegno Unico dei figli non suoi.

    Il padre non paga il mantenimento: posso avere il 100% dell’Assegno?

    Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento NON modifica automaticamente la ripartizione dell’Assegno Unico. Sono due cose separate. Per ottenere il 100%, devi chiedere la modifica sul portale INPS o presentare istanza di affidamento esclusivo al tribunale. In alternativa, puoi denunciare il mancato mantenimento che costituisce reato (art. 570 c.p.).

    Sono madre straniera con permesso di soggiorno: ho diritto all’Assegno Unico?

    Si, hai diritto all’Assegno Unico se sei titolare di un permesso di soggiorno per lavoro, per motivi familiari o di lungo periodo. Il requisito e essere residente in Italia e avere un permesso che consenta di lavorare. Se sei separata dal padre italiano dei tuoi figli, valgono le stesse regole di ripartizione (50-50 o secondo accordi).

    Richiedi Assistenza al CAF Centro Fiscale

    La gestione dell’Assegno Unico in caso di separazione puo essere complessa, soprattutto quando ci sono disaccordi tra i genitori o situazioni particolari. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste per:

    • Presentare la domanda di Assegno Unico
    • Modificare la ripartizione tra i genitori
    • Compilare l’ISEE Minorenni nei casi di genitori non conviventi
    • Risolvere problemi con domande respinte o in lavorazione
    • Verificare quale ISEE conviene utilizzare per massimizzare l’importo

    Il servizio di compilazione ISEE al CAF e gratuito. La domanda di Assegno Unico puo essere presentata con assistenza a costi contenuti.

    Hai Dubbi sull’Assegno Unico per Genitori Separati?

    Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a gestire la domanda e la ripartizione nel modo piu vantaggioso per te e i tuoi figli.

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640 – WhatsApp: 366 6018121


    Articoli Correlati

    Cosa succede se non presento l’ISEE per l’Assegno Unico? Questa e’ una delle domande piu’ frequenti tra le famiglie italiane che ricevono il sostegno economico per i figli a carico. La buona notizia e’ che puoi ricevere l’Assegno Unico anche senza ISEE: l’INPS eroga comunque un importo minimo garantito. Tuttavia, rinunciare alla presentazione dell’ISEE significa ricevere cifre significativamente inferiori. In questa guida scoprirai esattamente quanto spetta senza ISEE nel 2026, perche’ conviene comunque presentarlo e come procedere con la richiesta.

    Quanto Spetta Senza ISEE nel 2026

    Quando presenti domanda di Assegno Unico senza allegare l’ISEE, o con ISEE scaduto non rinnovato, l’INPS applica automaticamente l’importo minimo previsto dalla normativa. Per il 2026, questo significa ricevere la quota base destinata alle famiglie con ISEE superiore a 45.574,96 euro.

    Importo Minimo Garantito 2026

    L’importo minimo dell’Assegno Unico senza ISEE per il 2026 e’ pari a 57 euro mensili per figlio. Questo valore deriva dalla rivalutazione ISTAT applicata agli importi base del beneficio. Si tratta della stessa cifra riconosciuta alle famiglie che dichiarano un ISEE superiore alla soglia massima di 45.574,96 euro.

    Fascia ISEE 2026Importo per figlio minorenneImporto per figlio 18-21 anni
    Fino a 17.090,61 euro200,99 euro96,90 euro
    Da 17.090,62 a 45.574,96 euroDa 200,99 a 57 euro (scala progressiva)Da 96,90 a 28,50 euro
    Oltre 45.574,96 euro57 euro28,50 euro
    Senza ISEE57 euro28,50 euro
    Tabella importi Assegno Unico 2026 con e senza ISEE – Fonte: INPS

    Esempio Pratico: Famiglia con 2 Figli

    Una famiglia con 2 figli minorenni senza ISEE riceve:

    • 57 euro x 2 figli = 114 euro al mese
    • 114 euro x 12 mesi = 1.368 euro all’anno

    La stessa famiglia con ISEE da 15.000 euro riceverebbe circa 400 euro al mese, cioe’ 4.800 euro all’anno. La differenza e’ di oltre 3.400 euro annui persi semplicemente per la mancata presentazione dell’indicatore.

    Maggiorazioni Perse Senza ISEE

    Senza ISEE non puoi accedere alle maggiorazioni legate al reddito. Rimangono comunque riconosciute alcune maggiorazioni “universali”:

    • Figli con disabilita’: da 91,20 a 113 euro aggiuntivi (a seconda del grado)
    • Madre under 21: 22,80 euro in piu’ per figlio
    • Nuclei con 4+ figli: 150 euro forfettari aggiuntivi

    Le maggiorazioni perse senza ISEE includono invece la quota supplementare per ISEE bassi e la maggiorazione transitoria per ex percettori ANF.

    Perche’ Conviene Fare l’ISEE

    Presentare l’ISEE insieme alla domanda di Assegno Unico rappresenta quasi sempre la scelta piu’ conveniente. La differenza economica tra importo minimo e importo pieno puo’ essere davvero significativa, soprattutto per le famiglie con redditi medio-bassi.

    Differenza Importi: Con e Senza ISEE

    Come illustrato nella nostra guida agli scaglioni ISEE e importi Assegno Unico, la differenza puo’ superare i 140 euro mensili per figlio. Ecco alcuni esempi concreti:

    Situazione familiareCon ISEE 15.000 euroSenza ISEEDifferenza annua
    1 figlio minorenne200,99 euro/mese57 euro/mese+1.727,88 euro
    2 figli minorenni401,98 euro/mese114 euro/mese+3.455,76 euro
    3 figli minorenni602,97 euro/mese171 euro/mese+5.183,64 euro
    Confronto importi Assegno Unico 2026 con e senza ISEE

    L’ISEE Serve Anche per Altri Bonus

    L’ISEE non serve solo per l’Assegno Unico. Una volta presentato, lo stesso indicatore ti permette di accedere a numerose altre agevolazioni. Consulta la nostra guida ISEE 2026 per scoprire tutti i benefici collegati:

    • Bonus Nido: fino a 3.000 euro annui
    • Bonus Luce e Gas: sconto automatico in bolletta
    • Reddito di Inclusione / ADI: sostegno per famiglie fragili
    • Agevolazioni mensa e trasporto scolastico
    • Riduzione tasse universitarie

    Documenti Necessari per l’ISEE

    Preparare l’ISEE e’ piu’ semplice di quanto pensi. Ti servono i documenti per ISEE relativi a redditi e patrimonio del nucleo familiare. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente per tutti i cittadini.

    Come Richiedere l’Assegno Senza ISEE

    Se hai deciso comunque di procedere senza ISEE, o se hai urgenza e non hai ancora l’indicatore pronto, puoi presentare domanda direttamente. L’INPS accetta le richieste anche in assenza di ISEE valido.

    Procedura INPS Online

    Per richiedere l’Assegno Unico senza ISEE:

    1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
    2. Cerca “Assegno Unico e Universale per i figli a carico”
    3. Seleziona “Nuova domanda” o “Modifica domanda esistente”
    4. Compila i dati del nucleo familiare
    5. Nella sezione ISEE, seleziona “Procedi senza ISEE”
    6. Conferma e invia la domanda

    Per la procedura completa, consulta la nostra guida su come presentare la domanda Assegno Unico 2026.

    Tempistiche di Erogazione

    L’INPS elabora le domande nell’ordine di presentazione. I tempi medi sono:

    • Prima erogazione: entro 60 giorni dalla domanda
    • Pagamenti successivi: tra il 15 e il 20 di ogni mese
    • Adeguamento con ISEE: dal mese successivo alla presentazione

    Puoi Aggiungere l’ISEE Dopo

    Importante: se presenti l’ISEE entro il 30 giugno 2026, hai diritto agli arretrati dall’inizio dell’anno (o dalla data di domanda). L’INPS ricalcola automaticamente gli importi e versa la differenza. Non perdi nulla, ma devi agire entro questa scadenza.

    Domande Frequenti

    Posso ricevere l’Assegno Unico se non ho l’ISEE in corso di validita’?

    Si, puoi ricevere l’Assegno Unico anche senza ISEE valido. L’INPS erogera’ l’importo minimo di 57 euro per figlio minorenne. Se presenti l’ISEE entro il 30 giugno, riceverai gli arretrati calcolati sulla base dell’indicatore.

    L’ISEE dell’anno scorso vale ancora per l’Assegno Unico 2026?

    No, l’ISEE 2025 e’ scaduto il 31 dicembre 2025. Per ricevere l’importo pieno nel 2026 devi presentare un nuovo ISEE riferito ai redditi e patrimoni 2024. Senza il nuovo ISEE, l’INPS applica l’importo minimo.

    Quanto tempo ho per presentare l’ISEE e ricevere gli arretrati?

    Hai tempo fino al 30 giugno 2026 per presentare l’ISEE e ottenere il ricalcolo degli importi con gli arretrati da gennaio (o dalla data di domanda). Dopo questa data, l’adeguamento decorre solo dal mese successivo alla presentazione, senza arretrati.

    Richiedi Assistenza al CAF Centro Fiscale di Udine

    Non rischiare di perdere centinaia di euro all’anno per la mancata presentazione dell’ISEE. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione dell’ISEE e nella verifica della tua domanda di Assegno Unico.

    I nostri operatori ti aiutano a:

    • Preparare i documenti necessari per l’ISEE
    • Compilare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica)
    • Verificare l’importo dell’Assegno Unico spettante
    • Presentare domanda o modificare quella esistente
    • Controllare gli arretrati in caso di ISEE presentato in ritardo

    Prenota il Tuo Appuntamento Gratuito

    CAF Centro Fiscale
    Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Telefono: 0432 1638640
    WhatsApp: 366 6018121
    Email: info@centrofiscale.com

    NASPI 2025

    Gli importi NASpI 2026, le prestazioni CIG (Cassa Integrazione Guadagni) e l’AIS (Assegno di Integrazione Salariale) sono stati aggiornati dall’INPS con le circolari 2026 che stabiliscono i massimali mensili e i criteri di calcolo per tutte le prestazioni di sostegno al reddito.

    Che tu sia un lavoratore in NASpI, un dipendente in cassa integrazione o un’azienda che deve gestire le prestazioni INPS 2026, conoscere gli importi massimi mensili e le modalità di calcolo è fondamentale per pianificare il budget familiare o aziendale.

    In questa guida completa troverai tutte le tabelle aggiornate con gli importi NASpI 2026, i massimali CIG ordinaria e straordinaria, gli importi AIS per i dipendenti delle piccole aziende, e i massimali della disoccupazione agricola 2026.

    Panoramica Prestazioni INPS 2026

    L’INPS eroga diverse prestazioni di sostegno al reddito per lavoratori dipendenti che perdono il lavoro o subiscono una riduzione dell’orario. Le principali prestazioni con massimali 2026 sono:

    • NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego): indennità di disoccupazione per lavoratori dipendenti del settore privato
    • CIG Ordinaria (CIGO): cassa integrazione per eventi temporanei non imputabili all’impresa
    • CIG Straordinaria (CIGS): cassa integrazione per crisi aziendali, ristrutturazioni, riorganizzazioni
    • CIG in Deroga: cassa integrazione per aziende escluse dai trattamenti ordinari
    • AIS (Assegno di Integrazione Salariale): prestazione per dipendenti di aziende con 1-15 dipendenti
    • Disoccupazione Agricola (DS agricola): indennità per operai agricoli a tempo determinato

    Tutte queste prestazioni hanno massimali mensili che vengono rivalutati annualmente in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Per il 2026, i massimali sono stati aggiornati con circolare INPS n. X/2026.

    Importi NASpI 2026: Massimali Mensili

    La NASpI 2026 (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità mensile di disoccupazione che spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato che perdono involontariamente il lavoro.

    Gli importi NASpI 2026 variano in base alla retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni, ma esistono dei massimali mensili che non possono essere superati.

    Importo Massimo NASpI 2026

    Il massimale mensile NASpI 2026 è stato fissato dall’INPS a:

    PeriodoImporto Massimo MensileImporto Massimo Ridotto (dal 4° mese)
    NASpI 20261.550,42 euro1.457,89 euro (-3% al mese)
    NASpI 2025 (confronto)1.521,89 euro1.429,68 euro

    Nota importante: Dal quarto mese di fruizione della NASpI, l’importo si riduce del 3% ogni mese. Dal settimo mese (per beneficiari con più di 55 anni), la riduzione è sempre del 3% mensile.

    Come si Calcola l’Importo NASpI

    Il calcolo della NASpI si basa sulla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni (48 mesi).

    Formula di calcolo NASpI 2026:

    1. Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.425,21 euro:
      • NASpI = 75% della retribuzione media
    2. Se la retribuzione media mensile è superiore a 1.425,21 euro:
      • NASpI = 75% di 1.425,21 euro + 25% della differenza tra retribuzione e 1.425,21 euro
      • Massimo: 1.550,42 euro al mese

    Esempio pratico di calcolo NASpI 2026:

    Mario ha una retribuzione media mensile di 1.800 euro.

    • 75% di 1.425,21 euro = 1.068,91 euro
    • Differenza: 1.800 – 1.425,21 = 374,79 euro
    • 25% di 374,79 euro = 93,70 euro
    • NASpI totale = 1.068,91 + 93,70 = 1.162,61 euro al mese

    Dal quarto mese, l’importo si riduce del 3%: 1.162,61 – 3% = 1.127,73 euro.

    Importi CIG 2026: CIGO, CIGS e CIG in Deroga

    La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è una prestazione INPS che integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori dipendenti sospesi dal lavoro o con orario ridotto.

    Esistono tre tipologie principali di CIG, ciascuna con i propri importi massimi 2026:

    CIG Ordinaria (CIGO) 2026

    La CIG Ordinaria (CIGO) si applica in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi temporanei non imputabili all’impresa o ai lavoratori (es. crisi di mercato, situazioni meteorologiche).

    Importo CIG Ordinaria 2026:

    • Integrazione salariale: 80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate
    • Massimale mensile lordo: varia in base alla retribuzione di riferimento
    • Importo massimo per retribuzioni fino a 2.359,29 euro: 1.298,61 euro al mese
    • Importo massimo per retribuzioni superiori a 2.359,29 euro: 1.014,48 euro al mese

    Nota: L’importo effettivo della CIGO dipende dalle ore di sospensione e dalla retribuzione lorda del lavoratore.

    CIG Straordinaria (CIGS) 2026

    La CIG Straordinaria (CIGS) viene concessa per crisi aziendali, riorganizzazione aziendale, ristrutturazione o contratti di solidarietà.

    Importo CIG Straordinaria 2026:

    • Integrazione salariale: 80% della retribuzione globale
    • Massimali mensili identici alla CIGO:
      • Retribuzioni fino a 2.359,29 euro: 1.298,61 euro/mese
      • Retribuzioni superiori a 2.359,29 euro: 1.014,48 euro/mese

    CIG in Deroga 2026:

    La CIG in deroga si applica alle aziende non coperte dalla normativa ordinaria (es. aziende con meno di 15 dipendenti in alcuni settori). Gli importi 2026 sono gli stessi della CIGO e CIGS.

    Importi AIS 2026: Assegno di Integrazione Salariale

    L’Assegno di Integrazione Salariale (AIS) è una prestazione riservata ai dipendenti di aziende con 1-15 dipendenti che non rientrano nel campo di applicazione della CIG ordinaria.

    Importo AIS 2026:

    • Integrazione salariale: 80% della retribuzione globale che sarebbe spettata
    • Massimale mensile:
      • Retribuzioni fino a 2.359,29 euro: 1.298,61 euro/mese
      • Retribuzioni superiori a 2.359,29 euro: 1.014,48 euro/mese
    • Durata massima: 13 settimane in un biennio mobile

    L’AIS viene erogato direttamente dall’INPS al lavoratore, previa richiesta dell’azienda tramite il portale INPS.

    Chi ha diritto all’AIS 2026:

    • Dipendenti di aziende con 1-15 dipendenti (calcolati negli ultimi 6 mesi)
    • Settori: artigianato, commercio, turismo, trasporti, servizi
    • Cause: crisi aziendale, riorganizzazione, cessazione attività

    Disoccupazione Agricola 2026: Importi e Massimali

    La disoccupazione agricola è una prestazione INPS riservata agli operai agricoli a tempo determinato (OTD) e agli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI) che hanno lavorato almeno 102 giornate nell’anno.

    Importi Disoccupazione Agricola 2026:

    • Importo giornaliero: 40% della retribuzione media giornaliera degli ultimi 2 anni
    • Massimale giornaliero 2026: 51,68 euro al giorno (per retribuzioni fino a 2.359,29 euro/mese)
    • Massimale giornaliero ridotto: 33,82 euro al giorno (per retribuzioni superiori a 2.359,29 euro/mese)
    • Durata: varia in base alle giornate lavorate (da 1/3 a 365 giorni)

    Esempio di calcolo disoccupazione agricola 2026:

    Luca, operaio agricolo OTD, ha lavorato 150 giorni nel 2025 con una retribuzione media di 60 euro/giorno.

    • Indennità giornaliera = 40% di 60 euro = 24 euro/giorno
    • Giorni indennizzabili = 150 giorni × 40% = 60 giorni
    • Importo totale = 24 euro × 60 giorni = 1.440 euro

    La disoccupazione agricola 2026 viene erogata in unica soluzione entro il 30 giugno 2027 per le domande relative all’anno 2026.

    Tabella Comparativa Massimali INPS 2026

    Ecco una tabella riepilogativa con tutti i massimali INPS 2026 per le principali prestazioni di sostegno al reddito:

    PrestazioneMassimale Mensile 2026Massimale Ridotto% su Retribuzione
    NASpI1.550,42 euro1.457,89 euro (dal 4° mese)75% (fino a 1.425,21€) + 25%
    CIG Ordinaria1.298,61 euro1.014,48 euro (retrib. >2.359,29€)80%
    CIG Straordinaria1.298,61 euro1.014,48 euro (retrib. >2.359,29€)80%
    AIS1.298,61 euro1.014,48 euro (retrib. >2.359,29€)80%
    Disoccup. Agricola51,68 euro/giorno33,82 euro/giorno (retrib. >2.359,29€)40%

    Note importanti sui massimali INPS 2026:

    • Tutti i massimali sono lordi e soggetti a trattenute IRPEF
    • La NASpI si riduce del 3% al mese dal quarto mese di fruizione
    • La CIG e l’AIS sono calcolate sulle ore di sospensione effettive
    • La disoccupazione agricola viene erogata in unica soluzione

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Domande Frequenti sugli Importi INPS 2026

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Qual è l’importo massimo della NASpI 2026?

    L’importo massimo mensile della NASpI 2026 è di 1.550,42 euro lordi al mese per i primi tre mesi. Dal quarto mese in poi, l’importo si riduce del 3% ogni mese, arrivando a 1.457,89 euro al quarto mese.

    Come si calcola l’importo della CIG 2026?

    La CIG 2026 (sia ordinaria che straordinaria) è pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore non lavorate. Il massimale mensile è di 1.298,61 euro per retribuzioni fino a 2.359,29 euro, e di 1.014,48 euro per retribuzioni superiori.

    Quanto dura l’Assegno di Integrazione Salariale (AIS)?

    L’AIS ha una durata massima di 13 settimane in un biennio mobile. È riservato ai dipendenti di aziende con 1-15 dipendenti che non rientrano nel campo di applicazione della CIG ordinaria.

    Qual è la differenza tra importo massimo NASpI e importo ridotto?

    L’importo massimo NASpI 2026 è di 1.550,42 euro per i primi tre mesi. Dal quarto mese, l’importo si riduce del 3% ogni mese. Quindi al quarto mese sarà 1.457,89 euro, al quinto mese 1.414,15 euro, e così via fino alla fine del periodo di indennità.

    Come funziona il massimale della disoccupazione agricola 2026?

    La disoccupazione agricola 2026 ha un massimale giornaliero di 51,68 euro (per retribuzioni fino a 2.359,29 euro/mese) o 33,82 euro (per retribuzioni superiori). L’importo giornaliero è pari al 40% della retribuzione media degli ultimi due anni, con un tetto massimo.

    Gli importi NASpI e CIG sono lordi o netti?

    Tutti gli importi delle prestazioni INPS (NASpI, CIG, AIS, disoccupazione agricola) sono lordi e soggetti a trattenute IRPEF. L’importo netto che riceverai dipende dal tuo scaglione fiscale e dalle detrazioni applicabili.

    Posso richiedere assistenza al CAF per il calcolo degli importi INPS?

    Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per il calcolo degli importi NASpI, CIG, AIS e disoccupazione agricola. Possiamo anche aiutarti a presentare le domande INPS e verificare l’esattezza dei pagamenti ricevuti.

    Conoscere gli importi NASpI 2026, i massimali CIG e le altre prestazioni INPS è fondamentale per pianificare il proprio budget familiare in caso di perdita del lavoro o riduzione dell’orario.

    Che tu debba richiedere la NASpI, la cassa integrazione, l’AIS o la disoccupazione agricola, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per fornirti assistenza completa:

    • Calcolo preciso dell’importo mensile spettante
    • Compilazione e invio della domanda INPS
    • Verifica dei requisiti contributivi
    • Assistenza in caso di rigetto o sospensione
    • Consulenza su compatibilità con lavoro occasionale

    Non lasciare al caso i tuoi diritti previdenziali. Affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale per ottenere tutto ciò che ti spetta.


    Hai Bisogno di Assistenza per NASpI, CIG o Altre Prestazioni INPS?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo degli importi, la compilazione delle domande INPS e la verifica dei pagamenti.

    Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


      ARTICOLI CORRELATI

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS

      Indice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente…
      Dichiarazione dei redditi 730

      Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

      Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze…
      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura

      Indice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali…

      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

      Dimissioni Volontarie 2026 TFR e Naspi

      L’assenza prolungata e ingiustificata dal lavoro rappresenta una delle cause principali di licenziamento per giusta causa, con conseguenze immediate sulla NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego). Molti lavoratori si trovano nella difficile situazione di perdere sia il posto di lavoro che il diritto all’indennità di disoccupazione, senza conoscere i propri diritti e le possibilità di difesa.

      La normativa 2024-2025 prevede regole precise su quando l’assenza dal lavoro diventa motivo legittimo di licenziamento e quali sono le conseguenze sul trattamento NASPI. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la gestione delle pratiche NASPI, la verifica dei requisiti e la tutela dei diritti del lavoratore in caso di contestazioni.

      In questa guida completa analizziamo quando l’assenza prolungata causa la perdita della NASPI, quali sono i diritti del lavoratore, come funziona la procedura di licenziamento e quando è possibile contestare il provvedimento datoriale.

      L’assenza ingiustificata dal lavoro è disciplinata dall’articolo 2119 del Codice Civile e dai Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro (CCNL) di categoria. La normativa distingue tra diverse tipologie di assenza:

      • Assenza giustificata: malattia certificata, permessi autorizzati, congedi parentali, aspettativa sindacale
      • Assenza ingiustificata breve: 1-3 giorni consecutivi (sanzionabile con richiamo scritto o sospensione)
      • Assenza prolungata ingiustificata: oltre 4-5 giorni consecutivi (giusta causa di licenziamento)
      • Abbandono del posto di lavoro: assenza superiore a 7-10 giorni senza comunicazione

      La Corte di Cassazione ha stabilito con sentenze recenti (2023-2024) che l’assenza prolungata e ingiustificata costituisce giusta causa di licenziamento quando:

      1. Il lavoratore non comunica le ragioni dell’assenza al datore di lavoro
      2. L’assenza si protrae oltre i limiti previsti dal CCNL applicabile
      3. Non esistono circostanze eccezionali che impediscano la comunicazione
      4. Il comportamento comporta un grave pregiudizio per l’organizzazione aziendale

      IMPORTANTE: Ogni CCNL prevede soglie specifiche. Ad esempio:

      • CCNL Commercio: 4 giorni consecutivi di assenza ingiustificata = licenziamento
      • CCNL Metalmeccanici: 3 giorni + lettera raccomandata di richiamo
      • CCNL Edilizia: 5 giorni continuativi senza giustificazione

      Il CAF Centro Fiscale verifica il CCNL applicato e valuta la legittimità del licenziamento rispetto alle soglie contrattuali.

      Differenza tra Assenza Giustificata e Ingiustificata

      È fondamentale comprendere la differenza tra le due tipologie:

      Assenza giustificata (NON causa licenziamento):

      • Malattia: certificato medico presentato entro 2 giorni
      • Infortunio sul lavoro: denuncia INAIL tempestiva
      • Permessi retribuiti/non retribuiti: autorizzati preventivamente
      • Congedo parentale: comunicato secondo normativa
      • Lutto familiare: entro limiti CCNL (3-5 giorni)
      • Donazione sangue/midollo: con certificazione

      Assenza ingiustificata (rischio licenziamento):

      • Assenza senza preavviso e senza autorizzazione
      • Malattia non certificata o certificato medico tardivo
      • Permesso negato dal datore ma preso ugualmente
      • Prolungamento arbitrario delle ferie
      • Abbandono del posto senza comunicazione

      La giustificazione deve essere tempestiva: comunicare via telefono, email, SMS o tramite rappresentante entro le prime 24 ore dall’assenza.

      NASPI e Licenziamento per Assenza: Quando Si Perde il Diritto

      Il diritto alla NASPI dipende strettamente dalla causale di cessazione del rapporto di lavoro. Secondo l’articolo 3, comma 1, del Decreto Legislativo 22/2015, hanno diritto alla NASPI i lavoratori che abbiano perduto involontariamente l’occupazione.

      REGOLA GENERALE:

      • Licenziamento per giusta causa (assenza prolungata) = SÌ alla NASPI (perdita involontaria)
      • Dimissioni volontarie = NO NASPI (salvo dimissioni per giusta causa)
      • Licenziamento disciplinare (altre cause) = SÌ alla NASPI
      • Risoluzione consensuale = NO NASPI (salvo casi specifici)

      ATTENZIONE: Il licenziamento per assenza prolungata ingiustificata è considerato licenziamento per giusta causa e NON impedisce l’accesso alla NASPI, a differenza delle dimissioni volontarie.

      Quando la NASPI È Garantita

      Il lavoratore licenziato per assenza prolungata ha diritto alla NASPI se:

      1. Requisiti contributivi: almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti
      2. Requisiti lavorativi: almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti
      3. Licenziamento involontario: il licenziamento per giusta causa è considerato involontario
      4. Domanda tempestiva: entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto

      Quando la NASPI È a Rischio

      La NASPI può essere negata o revocata se:

      • Il lavoratore ha provocato volontariamente il licenziamento (es. assenza programmata per trovare altro lavoro)
      • Esiste prova di accordo simulato con il datore di lavoro
      • Il lavoratore ha rifiutato offerte di lavoro congrue durante la NASPI
      • Non ha partecipato a corsi di formazione o colloqui presso il Centro per l’Impiego

      IMPORTANTE: L’INPS può verificare d’ufficio la legittimità del licenziamento e negare la NASPI se emergono elementi di volontarietà nell’assenza.

      Differenza Fondamentale: Licenziamento vs Dimissioni

      È cruciale distinguere tra le due ipotesi:

      LICENZIAMENTO PER ASSENZA (giusta causa):

      • Iniziativa: del datore di lavoro
      • NASPI: (perdita involontaria)
      • Procedura: contestazione + audizione + licenziamento
      • Preavviso: NON dovuto (giusta causa)
      • TFR: liquidato immediatamente

      DIMISSIONI VOLONTARIE (anche se causate da difficoltà lavorative):

      • Iniziativa: del lavoratore
      • NASPI: NO (salvo giusta causa)
      • Procedura: comunicazione telematica obbligatoria
      • Preavviso: dovuto (o pagamento sostitutivo)
      • TFR: liquidato secondo termini CCNL

      ECCEZIONE: Le dimissioni per giusta causa (molestie, mobbing, mancato pagamento stipendi) danno diritto alla NASPI come il licenziamento.

      Procedura di Licenziamento per Assenza Prolungata

      Il datore di lavoro deve seguire una procedura disciplinare rigorosa prima di procedere al licenziamento per assenza prolungata. La violazione della procedura rende il licenziamento illegittimo.

      1. Contestazione dell’Addebito (Entro 5 Giorni)

      Il datore di lavoro deve inviare al lavoratore una lettera di contestazione disciplinare contenente:

      • Descrizione dettagliata dei fatti (date, giorni di assenza, mancata comunicazione)
      • Riferimento normativo (articolo CCNL violato)
      • Convocazione per audizione (difesa scritta e/o orale)
      • Termine per giustificazioni (minimo 5 giorni dalla ricezione)
      • Avvertenza della possibile sanzione (licenziamento)

      Modalità di invio: raccomandata A/R o PEC (posta elettronica certificata) all’indirizzo del lavoratore.

      2. Audizione del Lavoratore (Entro 5 Giorni dalla Contestazione)

      Il lavoratore ha diritto di:

      • Presentare giustificazioni scritte (memoria difensiva)
      • Essere sentito personalmente (con eventuale assistenza sindacale)
      • Produrre prove documentali (certificati medici tardivi, prove di impedimento)
      • Contestare la gravità dell’addebito

      ATTENZIONE: L’assenza all’audizione non blocca il procedimento, ma priva il lavoratore della difesa orale.

      3. Decisione Finale (Entro 30 Giorni dalla Contestazione)

      Dopo l’audizione, il datore di lavoro deve:

      • Valutare le giustificazioni fornite
      • Decidere la sanzione (licenziamento o sanzione minore)
      • Comunicare la decisione per iscritto (raccomandata A/R o PEC)

      La lettera di licenziamento deve contenere:

      • Motivazione specifica (giorni di assenza, mancata giustificazione)
      • Riferimento alla contestazione e all’audizione
      • Norme violate (CCNL, articolo 2119 c.c.)
      • Effetto immediato (giusta causa = senza preavviso)

      IMPORTANTE: Il licenziamento è efficace dalla data di ricezione della lettera. Il lavoratore può presentare domanda NASPI dal giorno successivo.

      Vizi di Procedura: Quando il Licenziamento È Illegittimo

      Il licenziamento è illegittimo se:

      1. Mancata contestazione degli addebiti
      2. Termine insufficiente per le giustificazioni (meno di 5 giorni)
      3. Omessa audizione del lavoratore
      4. Motivazione generica (es. “comportamento inadeguato” senza specificare le assenze)
      5. Sanzione sproporzionata (es. licenziamento per 2 giorni di assenza)
      6. Violazione CCNL (soglia di assenze non raggiunta)

      In questi casi, il lavoratore può impugnare il licenziamento entro 60 giorni dalla ricezione e ottenere:

      • Reintegra nel posto di lavoro (se illegittimo per vizi procedurali o insussistenza del fatto)
      • Indennità risarcitoria (da 12 a 24 mensilità secondo Jobs Act)
      • Contributi previdenziali per il periodo di mancato lavoro

      Diritti del Lavoratore e Come Difendersi

      Il lavoratore licenziato per assenza prolungata ha diritti specifici che possono essere fatti valere sia durante la procedura disciplinare che successivamente.

      Diritti Durante la Procedura Disciplinare

      1. Diritto di difesa:

      • Presentare giustificazioni scritte entro i termini
      • Essere ascoltato personalmente in audizione
      • Farsi assistere da rappresentante sindacale o legale
      • Produrre prove a proprio favore

      2. Diritto all’informazione:

      • Ricevere contestazione dettagliata degli addebiti
      • Conoscere il CCNL applicato e le soglie previste
      • Essere informato sui termini di impugnazione

      3. Diritto al contraddittorio:

      • Contestare la ricostruzione dei fatti del datore
      • Dimostrare circostanze attenuanti o cause di forza maggiore

      Come Difendersi Efficacemente

      STRATEGIA 1: Dimostrare la giustificazione dell’assenza

      Produrre immediatamente:

      • Certificato medico (anche se tardivo, con spiegazione del ritardo)
      • Ricovero ospedaliero o accesso Pronto Soccorso
      • Prove di impedimento (es. incidente, lutto improvviso)
      • Comunicazioni tentate (screenshot SMS, email, chiamate)

      STRATEGIA 2: Contestare la procedura

      Verificare se il datore ha:

      • Rispettato i termini (5 giorni per giustificazioni)
      • Fornito contestazione scritta conforme
      • Convocato per audizione
      • Motivato adeguatamente il licenziamento

      STRATEGIA 3: Invocare cause di forza maggiore

      Circostanze eccezionali riconosciute dalla giurisprudenza:

      • Malattia improvvisa senza possibilità di comunicazione immediata
      • Ricovero d’urgenza in area senza copertura telefonica
      • Grave lutto familiare con impossibilità di contattare il datore
      • Sequestro/trattenimento forzato (es. catastrofi naturali)
      • Blackout comunicativo (es. assenza prolungata all’estero per emergenza)

      STRATEGIA 4: Riduzione della sanzione

      Anche se l’assenza è ingiustificata, si può chiedere una sanzione conservativa invece del licenziamento, dimostrando:

      • Primo episodio di assenza (anzianità di servizio positiva)
      • Breve durata dell’assenza (appena sopra la soglia CCNL)
      • Minimo pregiudizio per l’azienda (periodo di bassa attività)
      • Immediato rientro e disponibilità a collaborare

      Assistenza Legale e Sindacale

      Il lavoratore può avvalersi di:

      SINDACATO (assistenza gratuita per iscritti):

      • Partecipazione all’audizione disciplinare
      • Redazione memoria difensiva
      • Verifica conformità CCNL
      • Tentativo di conciliazione con il datore

      LEGALE DEL LAVORO (per impugnazione):

      • Valutazione fondatezza del licenziamento
      • Ricorso al Giudice del Lavoro (entro 60 giorni)
      • Richiesta tutela reintegratoria (reintegra + risarcimento)
      • Mediazione obbligatoria (prima fase del giudizio)

      CAF CENTRO FISCALE (pratiche NASPI):

      • Verifica requisiti NASPI dopo il licenziamento
      • Compilazione domanda telematica all’INPS
      • Gestione documentazione (lettera licenziamento, Unilav)
      • Assistenza per ricorsi INPS in caso di diniego

      Impugnazione del Licenziamento: Tempi e Modalità

      Se il lavoratore ritiene il licenziamento illegittimo o sproporzionato, può impugnarlo seguendo una procedura precisa e vincolante. Il termine perentorio per impugnare è di 60 giorni dalla ricezione della lettera di licenziamento.

      Durante il giudizio, il lavoratore può percepire la NASPI se ha i requisiti. La NASPI NON è sospesa in attesa della sentenza.

      Domanda NASPI Dopo Licenziamento per Assenza

      Una volta ricevuto il licenziamento (anche per assenza prolungata), il lavoratore ha diritto alla NASPI se possiede i requisiti contributivi e lavorativi. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste nella compilazione e presentazione della domanda.

      La domanda NASPI deve essere presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

      Casi Particolari e Situazioni Critiche

      Esistono situazioni specifiche in cui la gestione dell’assenza prolungata e della NASPI presenta complessità particolari, come l’assenza per malattia non certificata, l’abbandono del posto di lavoro, il licenziamento durante il periodo di prova e casi di lavoratori stranieri.

      Domande Frequenti su NASPI e Assenza Prolungata

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti NASPI, la compilazione della domanda telematica e l’assistenza completa per la tua pratica di disoccupazione.

      I nostri servizi includono:

      • Verifica requisiti contributivi e lavorativi
      • Calcolo importo NASPI spettante
      • Compilazione e invio domanda telematica INPS
      • Monitoraggio pratica e assistenza in caso di diniego
      • Ricorsi amministrativi INPS

      Non aspettare, contattaci oggi!

      Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

        Il tuo nome (*)

        La tua email (*)

        Il tuo telefono (*)

        Richiesta (eventuale)

        Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


        ARTICOLI CORRELATI

        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

        Assegno Unico e Bonus Mamme 2026: Si Cumulano? Guida Completa

        Le mamme lavoratrici dipendenti possono ricevere sia l’Assegno Unico Universale che il Bonus Mamme nel 2026? La risposta e si: questi due benefici sono pienamente cumulabili e non prevedono alcuna riduzione reciproca. In questa guida ti spieghiamo…
        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

        Assegno Unico Figli Disabili 2026: Maggiorazioni e Importi Extra

        Le famiglie con figli disabili hanno diritto a maggiorazioni significative sull’Assegno Unico 2026. A seconda del grado di disabilita certificato, l’importo mensile puo aumentare fino a 119 euro in piu rispetto alla quota base. Inoltre, per…
        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

        Assegno Unico Genitori Separati 2026: A Chi Spetta e Come Dividerlo

        Indice dei contenutiRegola Generale: Divisione 50% tra i Genitori Quando l’Assegno Spetta al 100% a Un Solo Genitore ISEE di Quale Genitore si Usa? Come Modificare la Ripartizione su INPS Domande FrequentiQuando una coppia si separa…

        CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

        Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale