,

Aprire Partita IVA 2026 e Iniziare a Fatturare: Guida Completa Step-by-Step

regime forfettario partita iva

Stai pensando di aprire Partita IVA 2026 ma non sai da dove iniziare? Tranquillo, sei nel posto giusto. Aprire la P.IVA e un passaggio importante, ma con le informazioni giuste e il supporto del CAF diventa una procedura semplice e veloce. In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo come aprire P.IVA 2026, quale regime fiscale scegliere, come selezionare il codice ATECO giusto per la tua attivita e quali sono i costi reali del primo anno. Che tu sia un freelance alle prime armi, un neolaureato o un lavoratore in transizione, aprire Partita IVA 2026 e il primo passo per iniziare a fatturare legalmente i tuoi servizi. Ti accompagniamo dall’iscrizione fino all’emissione della prima fattura, evitando gli errori piu comuni che fanno perdere tempo e soldi ai neo-imprenditori.

Chi deve aprire Partita IVA nel 2026

Devi aprire Partita IVA 2026 ogni volta che svolgi un’attivita economica abituale (anche part-time) volta a produrre reddito. La regola e semplice: se l’attivita non e occasionale ma continuativa, la P.IVA e obbligatoria, indipendentemente dall’importo fatturato. Molti pensano che ci sia una soglia minima sotto la quale si puo lavorare senza P.IVA, ma non e cosi: il discrimine e l’abitualita della prestazione, non l’ammontare dei compensi.

I casi tipici in cui aprire P.IVA 2026 e obbligatorio sono i seguenti:

  • Freelance e professionisti che lavorano per piu clienti (grafici, copywriter, sviluppatori, traduttori, consulenti)
  • Professionisti sanitari come fisioterapisti, psicologi, osteopati, dietisti, logopedisti
  • Liberi professionisti iscritti ad albi (avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, medici)
  • E-commerce e venditori online anche tramite marketplace come Amazon, Etsy o Vinted (sopra una certa frequenza)
  • Artigiani e commercianti che aprono un’attivita in proprio
  • Influencer e creator con guadagni stabili da contenuti, sponsorizzazioni o affiliate marketing
  • Lavoratori autonomi occasionali che superano i 5.000 euro lordi annui o che lavorano in modo continuativo per lo stesso committente

Un errore frequente riguarda le prestazioni occasionali: si possono fare senza P.IVA solo se sono davvero sporadiche e non rappresentano la tua attivita principale. Se ti accorgi che il lavoro e diventato regolare, devi aprire Partita IVA 2026 entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita, per evitare sanzioni dall’Agenzia delle Entrate.

Forfettario vs Ordinario: la prima scelta quando apri Partita IVA 2026

La prima decisione importante quando vuoi aprire Partita IVA 2026 e il regime fiscale. Esistono due opzioni principali: il regime forfettario (agevolato) e il regime ordinario (semplificato o ordinario vero e proprio). La scelta giusta dipende dal tuo volume di affari previsto, dal tipo di attivita e dalle spese che dovrai sostenere.

Il regime forfettario e quasi sempre la scelta migliore per chi parte da zero. Prevede una imposta sostitutiva unica del 15% (che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP) oppure del 5% per i primi 5 anni se sei una nuova attivita che non hai mai svolto prima. In parole semplici, paghi una tassa sola al posto di tre.

Ecco una tabella comparativa per orientarti:

CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Ordinario
Limite ricavi/compensi85.000 euro annuiNessun limite
Imposta15% (5% startup primi 5 anni)IRPEF a scaglioni 23%-43%
IVA in fatturaEsente (no IVA)Si (22% standard)
Fatturazione elettronicaObbligatoriaObbligatoria
Tenuta contabilitaSemplificataCompleta
Deducibilita speseForfettaria (coefficiente)Analitica per ogni spesa
Ritenuta d’accontoNon si applicaSi (20%)

Il primo anno forfettario e particolarmente conveniente: oltre all’aliquota ridotta al 5%, non devi gestire l’IVA, non applichi la ritenuta d’acconto e la contabilita e ridotta al minimo. Per accedere al regime devi rispettare alcuni requisiti: ricavi inferiori a 85.000 euro, spese per personale sotto i 20.000 euro, redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente sotto i 30.000 euro (se sei dipendente part-time).

Codice ATECO 2026: come scegliere quello giusto per la tua attivita

Il codice ATECO 2026 e un codice numerico che identifica l’attivita economica che svolgi. Va indicato nel modulo di apertura della P.IVA e determina aspetti cruciali: il coefficiente di redditivita nel forfettario (cioe la percentuale di ricavi che diventa reddito tassabile), la cassa previdenziale di iscrizione, le eventuali abilitazioni richieste e il regime IVA. Scegliere il codice sbagliato e uno degli errori piu costosi quando decidi di aprire P.IVA 2026.

Dal 1 aprile 2025 e entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025 (in uso anche nel 2026), che ha aggiornato e raggruppato molti codici. La transizione dalla precedente classificazione ATECO 2007/2022 e gestita con tabelle di raccordo ufficiali ISTAT: chi aveva gia aperto P.IVA con i vecchi codici e stato riclassificato automaticamente. Per chi apre P.IVA oggi e importante verificare il nuovo codice direttamente sul sito ISTAT, perche molti codici hanno cambiato numerazione.

Ecco alcuni esempi indicativi delle categorie di attivita piu richieste (i numeri esatti vanno sempre verificati sulla classificazione ATECO 2025 aggiornata):

  • Sviluppatori software e programmatori (sezione 62 – servizi informatici): coefficiente redditivita 67%
  • Consulenti aziendali e di management (sezione 70 – attivita di consulenza imprenditoriale): coefficiente 78%
  • Grafici e designer freelance (sezione 74 – attivita professionali, scientifiche e tecniche): coefficiente 78%
  • Copywriter, traduttori e content creator (sezione 74 oppure sezione 90 – attivita creative artistiche): coefficiente 78%
  • Fisioterapisti (sezione 86 – assistenza sanitaria): coefficiente 78%
  • Psicologi (sezione 86 – assistenza sanitaria): coefficiente 78%
  • Estetisti (sezione 96 – servizi per la persona): coefficiente 67%
  • E-commerce e vendita online (sezione 47 – commercio al dettaglio per corrispondenza/internet): coefficiente 40%
  • Ristorazione e bar (sezione 56): coefficiente 40%

Il coefficiente di redditivita indica quale percentuale dei tuoi ricavi viene considerata reddito imponibile. Facciamo un esempio: se fatturi 30.000 euro come consulente (coefficiente 78%), il tuo reddito tassabile sara 23.400 euro (30.000 x 78%). Su questi pagherai il 15% (o il 5% se startup), quindi 3.510 euro di imposta sostitutiva (oppure 1.170 euro in caso di startup).

Procedura di apertura step-by-step per aprire Partita IVA 2026

Vediamo ora i 6 step concreti per aprire Partita IVA 2026 in modo corretto. La procedura sembra complicata, ma seguendo l’ordine giusto evita ritardi e errori. Tutto il processo, con il supporto del CAF, si conclude in 3-5 giorni lavorativi.

Step 1 – Scelta del regime fiscale

Prima di tutto si decide se aderire al regime forfettario o all’ordinario. Come abbiamo visto, nel 95% dei casi il forfettario e la scelta corretta per chi parte. La scelta va comunicata nel modello di apertura: se non la specifichi, vieni inserito automaticamente in regime ordinario, costringendoti a una variazione successiva.

Step 2 – Scelta del codice ATECO 2026

Identifica con precisione il codice ATECO che descrive la tua attivita principale. Puoi avere anche piu codici (uno principale e altri secondari) se svolgi attivita diverse. Il codice determina coefficiente, cassa previdenziale e regime IVA, quindi va scelto con cura.

Step 3 – Compilazione del modello AA9/12 (o ComUnica)

Per aprire una P.IVA come libero professionista (senza obbligo di iscrizione al Registro Imprese), si usa il modello AA9/12. Si presenta all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita, gratuitamente, via PEC oppure dall’area riservata del sito dell’Agenzia. Se invece apri un’attivita di impresa o artigianale, serve la ComUnica (Comunicazione Unica d’Impresa) tramite il portale Infocamere.

Step 4 – Attivazione della cassa previdenziale

In base al codice ATECO scelto, devi iscriverti alla giusta cassa previdenziale: INPS Gestione Separata (professionisti senza albo), Cassa privata (avvocati, commercialisti, medici, ingegneri), INPS Artigiani o INPS Commercianti.

Step 5 – Iscrizione INPS

L’iscrizione all’INPS e obbligatoria per quasi tutti i titolari di P.IVA. Se sei un professionista senza albo, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Se sei artigiano o commerciante, all’apposita gestione (con contributi fissi minimi obbligatori, anche se non guadagni nulla).

Step 6 – Emissione prima fattura e fatturazione elettronica

Dal 2024 la fatturazione elettronica e obbligatoria anche per i forfettari. Quindi appena apri la P.IVA, devi attrezzarti con un software di fatturazione elettronica abilitato al Sistema di Interscambio (SdI). Vedremo nella sezione 7 quali sono le opzioni migliori.

Cassa previdenziale: quale ti spetta quando apri P.IVA 2026

La cassa previdenziale e l’ente a cui versi i contributi pensionistici quando hai la Partita IVA. Dipende dal tipo di attivita e dal codice ATECO che hai scelto. Sbagliare cassa significa versare contributi nel posto sbagliato, perdere coperture e rischiare sanzioni. Vediamo le tre principali tipologie.

INPS Gestione Separata

E la cassa per la maggior parte dei liberi professionisti senza albo: consulenti, copywriter, sviluppatori, grafici, formatori, web designer. Per il 2026 le aliquote confermate dalla circolare INPS n. 8/2026 sono:

  • 26,07% per professionisti senza altra copertura previdenziale (la situazione piu comune)
  • 24% per chi ha gia un’altra copertura previdenziale (es. lavoratori dipendenti che aprono P.IVA in parallelo, pensionati)

Il massimale di reddito per il 2026 oltre il quale non si versano contributi e di 122.295 euro, mentre il minimale di reddito e 18.808 euro. La caratteristica fondamentale della Gestione Separata e che paghi contributi solo su quanto effettivamente fatturi: non ci sono contributi fissi obbligatori.

Casse private per professionisti iscritti ad albi

Se sei iscritto a un albo professionale (avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, medici), ti iscrivi alla cassa professionale di categoria: Cassa Forense (avvocati), CNPADC (dottori commercialisti), Inarcassa (architetti e ingegneri), ENPAM (medici), ENPAPI (infermieri), CIPAG (geometri). Ogni cassa ha le sue aliquote, i suoi minimali e le sue regole.

INPS Artigiani e INPS Commercianti

Riservata a chi svolge attivita di impresa. Le aliquote 2026 (circolare INPS n. 14/2026) sono: Artigiani 24%, Commercianti 24,48%. Attenzione: in queste due gestioni esistono i contributi fissi obbligatori sul minimale di 18.808 euro, anche se in un anno non hai guadagnato nulla. Per il 2026 i contributi fissi annui sono: Artigiani circa 4.521,36 euro, Commercianti circa 4.611,64 euro. I forfettari possono richiedere la riduzione contributiva del 35%.

Costi e adempimenti del primo anno con Partita IVA 2026

Una delle domande piu frequenti di chi vuole aprire Partita IVA 2026 e: “Quanto mi costa davvero il primo anno?”. Sfatiamo subito un mito: aprire P.IVA in se e gratis. L’Agenzia delle Entrate non chiede nessuna tassa per l’apertura. I costi veri arrivano dopo, e dipendono da regime fiscale, cassa e fatturato.

Facciamo un esempio realistico. Marco apre P.IVA a gennaio 2026 come consulente di marketing freelance (coefficiente 78%) in regime forfettario startup al 5%. Si iscrive alla Gestione Separata INPS (aliquota 26,07%). Nel primo anno fattura 25.000 euro lordi:

  • Reddito imponibile: 25.000 x 78% = 19.500 euro
  • Imposta sostitutiva 5%: 19.500 x 5% = 975 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata: 19.500 x 26,07% = 5.083 euro
  • Totale tasse + contributi: 6.058 euro (circa 24% del fatturato)

Altri costi tipici del primo anno:

  • Software di fatturazione elettronica: dai 0 euro (Agenzia Entrate gratis, con limiti) ai 40-80 euro annui (software professionali)
  • PEC obbligatoria: circa 10-30 euro annui
  • Firma digitale (se serve): 30-50 euro una tantum
  • Marca da bollo da 2 euro sulle fatture sopra 77,47 euro in forfettario (a tuo carico)
  • CAF o commercialista: dai 300-500 euro annui (CAF e servizi online) ai 1.500-2.000 euro (commercialista tradizionale)

Quando si pagano le tasse? Tutti i versamenti si fanno tramite modello F24. Il calendario cambia in base alla cassa previdenziale di iscrizione.

Per chi e iscritto alla Gestione Separata INPS le scadenze coincidono con il calendario IRPEF:

  • 30 giugno 2026: saldo imposta sostitutiva anno precedente + primo acconto + saldo contributi Gestione Separata
  • 30 novembre 2026: secondo acconto imposta sostitutiva + secondo acconto contributi Gestione Separata

Per chi e iscritto a INPS Artigiani o Commercianti valgono invece 4 rate trimestrali fisse sul minimale:

  • 16 maggio 2026
  • 20 agosto 2026
  • 16 novembre 2026
  • 16 febbraio 2027

Il primo anno hai una bella notizia: non paghi acconti sull’imposta sostitutiva perche non esiste un anno precedente. Il nostro consiglio? Metti da parte ogni mese il 25-30% di quanto fatturi: a fine anno avrai esattamente quello che serve per F24 senza brutte sorprese.

Scegliere il software di fatturazione al day 1 dopo aver aperto P.IVA 2026

Appena finisci di aprire Partita IVA 2026 e ottieni il numero di P.IVA dall’Agenzia delle Entrate, c’e un’ultima cosa da fare prima di iniziare a fatturare: scegliere il software di fatturazione elettronica. Dal 2024 la fatturazione elettronica e obbligatoria anche per i forfettari, senza eccezioni. Non puoi piu usare il blocchetto cartaceo o un PDF inviato via email: ogni fattura deve passare dal Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.

1. Software Agenzia delle Entrate (gratuito)

L’Agenzia delle Entrate offre un servizio di fatturazione elettronica gratuito tramite il portale Fatture e Corrispettivi. Pro: costa zero. Contro: l’interfaccia e ostica, non gestisce in automatico le configurazioni del forfettario (RF19, codice natura N2.2, bollo, diciture obbligatorie). Devi inserire tutto manualmente, e un errore puo rendere la fattura non valida.

2. Fatturazione Italia (consigliato per chi parte da zero)

Fatturazione Italia e la soluzione zero-config per forfettari: quando apri la P.IVA forfettaria e crei l’account, il sistema configura automaticamente tutti i parametri tecnici. Non devi sapere cosa sono RF19, N2.2, il bollo da 2 euro sopra 77,47 euro, l’IVA al 0%, la rivalsa INPS: il software se ne occupa per te. Questi i vantaggi concreti: 30 giorni di trial gratis, prezzo bloccato per 5 anni (circa 40-60 euro l’anno), setup automatico per forfettari (codice natura, dicitura obbligatoria, bollo, ritenuta non applicabile) e interfaccia semplificata.

3. Fatture in Cloud forfettario

Fatture in Cloud e una delle alternative piu diffuse sul mercato. Pro: brand riconosciuto, app mobile completa, integrazioni con tanti tool. Contro: il prezzo del piano base parte da circa 70-80 euro l’anno (senza prezzo bloccato) e l’interfaccia e meno semplificata. Va bene se hai gia esperienza con software gestionali e cerchi molte integrazioni.

Il nostro consiglio: per il day 1 del tuo percorso da freelance, scegli un software che ti tolga problemi invece di crearne. Fatturazione Italia e pensata esattamente per questo: lasciare il neo-imprenditore concentrato sul lavoro vero, non sulla burocrazia.

Errori comuni dei neo-titolari di Partita IVA 2026

Negli anni abbiamo visto centinaia di persone affrontare l’apertura di P.IVA e commettere errori che hanno generato sanzioni, ritardi e costi extra. Ti elenchiamo i 5 errori piu comuni cosi puoi evitarli fin dal primo giorno quando decidi di aprire P.IVA 2026.

Errore 1 – Scegliere il codice ATECO sbagliato

E l’errore piu frequente e piu costoso. Un codice ATECO errato significa: coefficiente di redditivita sbagliato (paghi piu tasse), cassa previdenziale sbagliata (contributi nel posto sbagliato) e talvolta esclusione dal regime forfettario. Chi sceglie il codice errato puo trovarsi in INPS Commercianti con contributi fissi obbligatori di 4.611 euro l’anno anche fatturando zero.

Errore 2 – Non aprire la Gestione Separata INPS

Molti aprono la P.IVA all’Agenzia delle Entrate ma si dimenticano di iscriversi alla Gestione Separata INPS. Risultato: dopo 1-2 anni arriva una cartella esattoriale per contributi non versati, con sanzioni e interessi. Aprire la P.IVA all’Agenzia Entrate e iscriversi all’INPS sono due procedure separate che vanno fatte entrambe.

Errore 3 – Sottovalutare i contributi INPS

Molti neo-imprenditori calcolano solo l’imposta sostitutiva del 15% (o 5%) e si dimenticano dei contributi INPS che sono il 26,07% (Gestione Separata senza altra copertura). Il carico totale reale e quindi del 20-30% del fatturato. Il consiglio: accantona ogni mese il 25-30% di quanto incassi.

Errore 4 – Emettere fatture senza marca da bollo

In regime forfettario, ogni fattura imponibile oltre 77,47 euro deve avere una marca da bollo da 2 euro. Il versamento dei bolli si fa trimestralmente tramite F24 (codici tributo 2521-2524). Molti neo-titolari non lo sanno e finiscono per pagare loro i bolli mancanti.

Errore 5 – Scegliere un software di fatturazione troppo complicato

Il forfettario ha regole tecniche specifiche: codice natura N2.2, regime fiscale RF19, dicitura obbligatoria sull’articolo 1 comma 58 L. 190/2014, no IVA, ritenuta non applicabile. Chi sceglie un software pensato per il regime ordinario passa ore a configurarlo manualmente, e ogni errore genera fatture non valide o respinte dallo SdI.

Conclusione: apri la tua P.IVA con il supporto del CAF

Aprire Partita IVA 2026 e il primo passo per trasformare la tua attivita in un lavoro vero e legale. Con le scelte giuste fin dal day 1 – regime forfettario, codice ATECO corretto, cassa previdenziale adeguata e software di fatturazione elettronica semplice – puoi concentrarti sul tuo business invece di perdere tempo con la burocrazia. Il primo anno e anche il piu favorevole dal punto di vista fiscale: imposta sostitutiva al 5%, nessun acconto da versare e supporto totale del CAF. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121: analizziamo insieme la tua situazione e ti accompagniamo fino all’emissione della prima fattura.

Domande frequenti sull’apertura Partita IVA 2026

Quanto costa aprire Partita IVA 2026?

Aprire Partita IVA 2026 all’Agenzia delle Entrate e gratuito: non si paga nessuna tassa di apertura. I costi del primo anno arrivano dai contributi INPS (26,07% del reddito in Gestione Separata), dall’imposta sostitutiva (5% startup o 15% standard), dal software di fatturazione (40-80 euro annui), dalla PEC obbligatoria (10-30 euro) e dall’eventuale supporto del CAF (300-500 euro annui).

Posso aprire Partita IVA da solo o serve un commercialista?

Tecnicamente il modello AA9/12 puo essere inviato autonomamente, ma nella pratica aprire P.IVA senza supporto e rischioso: la scelta del codice ATECO, del regime fiscale, della cassa previdenziale e del setup di fatturazione richiede competenze fiscali specifiche. Un errore al day 1 puo costare anni di sanzioni e contributi versati in eccesso. Il CAF Centro Fiscale analizza il tuo caso, sceglie l’ATECO corretto, presenta i modelli e ti segue dal primo F24.

Cosa serve per emettere la prima fattura dopo aver aperto P.IVA 2026?

Servono tre cose: il numero di Partita IVA (te lo da l’Agenzia delle Entrate entro 24-48 ore dall’apertura), un software di fatturazione elettronica abilitato allo SdI e le credenziali di accesso all’area riservata dell’Agenzia (SPID, CIE o CNS). Con questi tre elementi il CAF Centro Fiscale ti supporta nell’emettere correttamente la prima fattura, evitando errori sulle diciture obbligatorie.

Come si fattura al primo cliente in regime forfettario?

La prima fattura forfettaria deve contenere: dati anagrafici, descrizione della prestazione, importo, codice natura N2.2 (operazione senza IVA), dicitura obbligatoria ‘Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA’, indicazione che la ritenuta d’acconto non si applica (art. 1 c. 67 L. 190/2014) e marca da bollo da 2 euro se l’imponibile supera 77,47 euro.

Quali tasse pago il primo anno con la mia Partita IVA 2026?

Il primo anno di P.IVA forfettaria startup paghi: imposta sostitutiva del 5% sul reddito imponibile (ricavi x coefficiente ATECO) e contributi INPS del 26,07% (Gestione Separata senza altra copertura) o 24% (con altra copertura). Il vantaggio e che il primo anno non paghi acconti: l’F24 di giugno 2027 sara solo il saldo dei ricavi 2026. Per un fatturato di 25.000 euro con coefficiente 78%, il totale tra imposta e contributi e circa 6.000 euro (24% del fatturato).


Apri la tua Partita IVA con il CAF Centro Fiscale

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta ad aprire P.IVA 2026 in modo corretto: scelta del regime, codice ATECO, iscrizione INPS e prima fattura. Tutto in un unico servizio.

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    ARTICOLI CORRELATI

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    , , ,

    Estratto contributivo gestione separata INPS: come leggerlo nel 2026

    L'estratto contributivo INPS contiene una sezione specifica dedicata alla Gestione Separata (GS), la cassa previdenziale INPS per collaboratori, co.co.co., liberi professionisti senza cassa autonoma e lavoratori autonomi occasionali. Capire…
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    ,

    Fatturazione Osteopata 2026: Iscrizione Albo, Sistema TS e Inquadramento Sanitario

    La fatturazione osteopata 2026 sta vivendo una fase di profonda trasformazione. La Legge 3/2018 ha riconosciuto l'osteopatia come professione sanitaria, il DPR 131/2018 ne ha definito il profilo professionale, ma l'istituzione dell'Albo degli…
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    , ,

    Partita IVA Sanitario in Convenzione SSN 2026: Fiscalità, Forfettario e Fatturazione ASL

    Partita IVA Sanitario in Convenzione SSN 2026: Fiscalità, Forfettario e Fatturazione ASLIl medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta, lo specialista ambulatoriale e il fisioterapista convenzionato con il Servizio Sanitario…

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    0 commenti

    Lascia un Commento

    Vuoi partecipare alla discussione?
    Sentitevi liberi di contribuire!

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
    mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy