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Tag Archivio per: valore catastale

CAF, SUCCESSIONI

Calcolo Imposta Successione 2026: Guida con Esempi Pratici e Tabelle Aliquote

Imposte di successione 2026 - calcolo aliquote e franchigie per gli erediImposte su successione

Calcolare l’imposta di successione sembra complicato, ma in realtà segue una procedura in 3 passaggi che, una volta capita, diventa gestibile. In questa guida ti accompagniamo passo passo con esempi numerici concreti, tabelle delle aliquote aggiornate al 2026 e scenari tipici che ricoprono la maggior parte delle situazioni reali.

La buona notizia? Grazie alle franchigie generose previste per coniuge e figli (1 milione di euro a testa), la maggior parte degli eredi diretti non paga nulla. Ma quando l’imposta è dovuta, sbagliare il calcolo può costare caro in termini di sanzioni. Ecco perché serve metodo.

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Indice dei contenuti

  1. Come si calcola l’imposta di successione: i 3 passaggi
  2. Aliquote e franchigie 2026: la tabella completa
  3. Come calcolare la base imponibile: attivo ereditario
  4. Passività deducibili: cosa si sottrae
  5. Esempi pratici di calcolo: 6 casi reali
  6. Altre imposte sempre dovute (ipotecaria e catastale)
  7. Tabella riepilogativa scenari tipici
  8. Simulatore online Agenzia Entrate
  9. Come il CAF ti aiuta a non sbagliare
  10. Domande frequenti

Come si calcola l’imposta di successione: i 3 passaggi

Il calcolo dell’imposta di successione segue sempre tre passaggi fondamentali, validi per qualunque tipo di eredità. Capire questa sequenza ti permette di fare una stima preliminare già a casa, prima ancora di rivolgerti a un professionista.

Passaggio 1: determinare l’asse ereditario netto

L’asse ereditario netto è il valore complessivo di ciò che il defunto lascia agli eredi, al netto dei debiti. In formula:

Asse ereditario netto = Attivo ereditario − Passività deducibili

Ad esempio, se il defunto lascia una casa da 250.000 euro, un conto corrente da 50.000 euro e aveva un mutuo residuo di 30.000 euro, l’asse ereditario netto è: 250.000 + 50.000 − 30.000 = 270.000 euro.

Passaggio 2: applicare le franchigie per grado di parentela

La franchigia è la soglia sotto la quale non si paga nulla. Ogni erede ha la propria franchigia, calcolata sulla quota che gli spetta. Esempio: se due figli ereditano, ciascuno ha 1 milione di franchigia personale (non 1 milione in totale).

Passaggio 3: applicare le aliquote sulle quote eccedenti

Solo la parte che supera la franchigia viene tassata, con l’aliquota che dipende dal grado di parentela. Esempio pratico: se un fratello eredita 250.000 euro (con franchigia di 100.000), paga il 6% su (250.000 − 100.000) = 6% di 150.000 = 9.000 euro.

Aliquote e franchigie 2026: la tabella completa

Le aliquote dell’imposta di successione sono rimaste invariate rispetto agli anni scorsi e sono stabilite dal Testo Unico delle successioni e donazioni (D.Lgs. 346/1990), aggiornato dal D.Lgs. 139/2024 con decorrenza 2025. Ecco la tabella completa valida per il 2026:

Grado di parentelaAliquotaFranchigia (per erede)
Coniuge e figli (parenti in linea retta)4%1.000.000 €
Fratelli e sorelle6%100.000 €
Altri parenti fino al 4° grado (zii, nipoti, cugini)6%Nessuna
Affini in linea retta (suoceri, generi, nuore)6%Nessuna
Affini in linea collaterale fino al 3° grado6%Nessuna
Altri soggetti (conviventi, amici, estranei)8%Nessuna
Portatori di handicap grave (Legge 104/92, art. 3 c. 3)Dipende dal grado1.500.000 €

Franchigia maggiorata per portatori di handicap grave

Se l’erede è una persona con handicap grave riconosciuto ai sensi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104/92, la franchigia è sempre pari a 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela. L’aliquota che si applica oltre la franchigia resta quella del grado di parentela (4% se figlio, 6% se fratello, 8% se estraneo).

Esempio: se un figlio disabile grave eredita 2.000.000 €, paga il 4% solo su (2.000.000 − 1.500.000) = 500.000 €, quindi 20.000 euro. Senza l’handicap grave, pagherebbe 4% su (2.000.000 − 1.000.000) = 40.000 euro. La differenza è notevole.

Attenzione: le franchigie sono “per erede”, non globali

È l’errore più comune. Se il defunto lascia 2 figli, la franchigia non è 1 milione totale, ma 1 milione ciascuno, quindi 2 milioni complessivi. Se gli eredi sono coniuge + 3 figli, la franchigia complessiva è 4 milioni (1 milione a testa). Questa è la ragione per cui la stragrande maggioranza delle successioni familiari non paga imposta di successione.

Come calcolare la base imponibile: attivo ereditario

L’attivo ereditario è l’insieme di tutti i beni e diritti del defunto. Ogni categoria di bene ha però regole di valorizzazione diverse. Qui sta il cuore del calcolo: sottovalutare o sopravvalutare un bene significa pagare meno (ma rischiare accertamenti) o pagare troppo.

Immobili: il valore catastale (non quello di mercato)

Questa è una delle grandi convenienze della successione italiana: per gli immobili, la base imponibile non è il valore di mercato (spesso altissimo) ma il valore catastale, che è molto più basso. Il calcolo è:

Valore catastale = Rendita catastale rivalutata × Coefficiente

La rendita catastale si rivaluta del 5% per fabbricati e del 25% per terreni. Poi si moltiplica per il coefficiente:

Categoria catastaleCoefficiente successione
Prima casa (A con requisiti)110
Abitazioni (A, escluso A/10)120
Uffici (A/10)60
Negozi e botteghe (C/1)40,8
Capannoni, opifici (D)60
Categorie C (escluso C/1)120
Terreni agricoli90 (con rivalutazione 25%)

Esempio: appartamento A/3 con rendita 700 €. Rendita rivalutata = 700 × 1,05 = 735 €. Valore catastale successione = 735 × 120 = 88.200 euro. Se l’immobile ha un valore di mercato di 250.000 €, paghi l’imposta solo su 88.200. Enorme convenienza.

Conti correnti, depositi e titoli

Per conti bancari, postali, libretti di risparmio, BTP, BOT, azioni e fondi comuni, la base imponibile è il saldo alla data del decesso. La banca rilascia un documento ufficiale (certificazione sostitutiva) indicando il saldo al giorno della morte, comprensivo degli interessi maturati e degli eventuali titoli depositati.

Attenzione: i titoli di Stato italiani e dei paesi UE (BOT, BTP, CCT, Bund, OAT) sono esenti dall’imposta di successione. Vanno comunque dichiarati ma non concorrono all’attivo imponibile. Stessa cosa per i fondi di investimento che detengono titoli di Stato (nella quota di titoli esenti).

Aziende, partecipazioni e quote societarie

Per aziende individuali e partecipazioni in società, si considera il valore patrimoniale netto (attività − passività) risultante dall’ultimo bilancio regolarmente approvato. Per le società non quotate, si può utilizzare il patrimonio netto contabile.

Esenzione importante: se l’erede è coniuge o discendente e riceve un’azienda o partecipazione di controllo (>50%) in una società, e si impegna a proseguire l’attività per almeno 5 anni, l’imposta di successione non è dovuta (art. 3 c. 4-ter D.Lgs. 346/1990). Un vantaggio enorme per le successioni familiari d’impresa.

Autoveicoli e natanti

Gli autoveicoli, motoveicoli e natanti iscritti nei pubblici registri (PRA, RID) sono esenti dall’imposta di successione. Non vanno inseriti nell’attivo ereditario imponibile. Ma attenzione: sono soggetti a imposta di trascrizione al momento del passaggio di proprietà al PRA, che dipende dai kW del veicolo e dalla regione.

Oggetti preziosi, gioielli e mobili di casa

Qui c’è una regola molto particolare. Se non si dichiara un valore specifico, la legge presume che oggetti preziosi, gioielli e mobili di casa valgano il 10% dell’intero asse ereditario al netto dei debiti (art. 9 c. 2 D.Lgs. 346/1990). Questa presunzione si applica salvo che l’erede dimostri un valore diverso attraverso:

  • Inventario analitico redatto da notaio o ufficiale giudiziario
  • Perizia di un esperto per gioielli e oggetti d’arte
  • Documentazione di acquisto/valutazione

Esempio: asse ereditario di 500.000 € (dopo debiti). La presunzione del 10% aggiunge 50.000 euro di mobilia e preziosi. Se gli eredi dichiarano che la mobilia vale effettivamente 5.000 €, devono dimostrarlo con inventario. Altrimenti si pagano le imposte sui 50.000 presunti.

Passività deducibili: cosa si sottrae

Dall’attivo ereditario si sottraggono le passività, cioè i debiti del defunto. Ma non tutti i debiti si possono dedurre: servono prove documentali rigorose, altrimenti l’Agenzia delle Entrate può disconoscerli.

Debiti certificati del defunto

Sono deducibili se documentati da atto scritto con data certa anteriore al decesso:

  • Mutui bancari (capitale residuo certificato dalla banca)
  • Prestiti personali risultanti da contratto registrato
  • Debiti tributari (imposte non pagate, cartelle esattoriali)
  • Debiti verso fornitori con fatture datate
  • Debiti verso familiari SOLO se risultano da atto pubblico o scrittura privata autenticata

Spese funebri

Sono deducibili fino a 1.550 euro (art. 24 D.Lgs. 346/1990). Serve la fattura dell’impresa funebre intestata al defunto o a chi ha sostenuto la spesa. La parte eccedente i 1.550 euro non è deducibile dall’asse ereditario.

Spese mediche degli ultimi 6 mesi

Sono deducibili le spese mediche e chirurgiche sostenute dagli eredi negli ultimi 6 mesi di vita del defunto, senza limite di importo, purché documentate da fatture intestate al defunto. Rientrano: ricoveri ospedalieri privati, visite specialistiche, farmaci, badante (con contratto), assistenza infermieristica.

Importante: sono deducibili solo se le spese sono state pagate dagli eredi (non dal defunto prima di morire) e se sono documentate con fatture/ricevute datate negli ultimi 6 mesi.

Esempi pratici di calcolo: 6 casi reali

Passiamo alla parte più utile: esempi concreti. Abbiamo scelto 6 scenari che coprono la grande maggioranza delle situazioni reali. In ciascuno vedrai il calcolo passo per passo.

Esempio 1 – Coniuge e 2 figli, patrimonio 800.000 €

Situazione: Mario muore lasciando moglie e 2 figli. Il patrimonio è composto da: casa (valore catastale 180.000 €), conto corrente 150.000 €, auto (esente), titoli di Stato 120.000 € (esenti), fondo investimento 200.000 €. Niente debiti.

  • Attivo ereditario imponibile: 180.000 (casa) + 150.000 (conto) + 200.000 (fondo) = 530.000 €
  • Presunzione mobilio 10%: +53.000 €
  • Asse ereditario netto totale: 583.000 €
  • Quote: coniuge 1/3 = 194.333 €, ogni figlio 1/3 = 194.333 €
  • Franchigie: coniuge 1.000.000 €, figlio 1 = 1.000.000 €, figlio 2 = 1.000.000 € → totale 3.000.000 €

Risultato: ogni quota è ampiamente sotto la franchigia di 1 milione. Imposta di successione: 0 euro. Si pagano solo ipotecaria e catastale sull’immobile (vedi sezione dedicata).

Esempio 2 – 2 figli, casa + conto = 500.000 €

Situazione: Giovanna è vedova e muore lasciando 2 figli. Patrimonio: casa (valore catastale 300.000 €) e conto corrente 200.000 €.

  • Asse ereditario netto: 500.000 € (+ 50.000 € presunzione mobilio) = 550.000 €
  • Quote: ogni figlio 275.000 €
  • Franchigia figli: 1.000.000 € ciascuno (totale disponibile 2.000.000 €)

Risultato: imposta di successione zero. La franchigia combinata (2 milioni) è quattro volte superiore al patrimonio. Anche questo è uno scenario tipico: nella maggior parte dei casi le famiglie normali non pagano imposta di successione.

Esempio 3 – 3 fratelli, patrimonio 450.000 €

Situazione: Paolo muore celibe e senza figli. Eredi legittimi: 3 fratelli. Patrimonio (già al netto di debiti): 450.000 € (casa + conti).

  • Quota per fratello: 450.000 / 3 = 150.000 € ciascuno
  • Franchigia fratelli: 100.000 € a testa
  • Quota imponibile per fratello: 150.000 − 100.000 = 50.000 €
  • Aliquota fratelli: 6%
  • Imposta per fratello: 50.000 × 6% = 3.000 €

Risultato: totale imposta successione = 3 × 3.000 = 9.000 euro. Qui vediamo chiaramente come la franchigia dei fratelli (100.000 €) sia molto più bassa di quella tra coniuge/figli (1 milione): è uno dei motivi per cui chi non ha figli spesso pianifica anticipatamente con donazioni o testamento.

Esempio 4 – Nipote (figlio di fratello premorto), 200.000 €

Situazione: Lucia muore senza coniuge né figli. Eredi: un fratello vivente e un nipote (figlio di un fratello premorto). Il nipote eredita per rappresentazione (art. 467 c.c.), subentrando al padre. Quota del nipote: 100.000 €.

Domanda frequente: il nipote per rappresentazione eredita “come se fosse” il fratello (quindi franchigia 100.000 €) o come nipote (senza franchigia)?

Risposta: secondo l’interpretazione consolidata (risoluzioni AdE), il nipote che succede per rappresentazione è equiparato al fratello ai fini della franchigia: quindi si applicano 100.000 € di franchigia e aliquota 6%. Diverso se il nipote è erede diretto (non per rappresentazione): in quel caso aliquota 6% ma nessuna franchigia.

  • Quota nipote (rappresentazione): 100.000 €
  • Franchigia applicata: 100.000 € (come fratello)
  • Quota imponibile: 0 €

Risultato: imposta zero. Se invece il nipote ereditasse direttamente (zio senza fratelli vivi), la franchigia non si applicherebbe e pagherebbe 6% su 100.000 = 6.000 euro. La distinzione tra rappresentazione e successione diretta è spesso decisiva.

Esempio 5 – Convivente non sposato, patrimonio 150.000 €

Situazione: Marco, convivente di fatto (non unione civile, non matrimonio), riceve in eredità testamentaria 150.000 € dal compagno defunto.

  • Quota: 150.000 €
  • Aliquota: 8% (estraneo dal punto di vista fiscale)
  • Franchigia: 0 € (non prevista per conviventi non uniti civilmente)
  • Imposta: 150.000 × 8% = 12.000 euro

Attenzione importante: se Marco fosse stato unito civilmente, avrebbe avuto lo stesso trattamento del coniuge (aliquota 4%, franchigia 1 milione). Questo è uno dei motivi per cui le coppie che convivono da anni valutano l’unione civile o il matrimonio anche per ragioni patrimoniali e successorie.

Esempio 6 – Caso complesso: patrimonio misto

Situazione: Anna muore lasciando il marito e 1 figlio. Patrimonio articolato:

  • Casa prima abitazione: rendita catastale 800 €, A/2 → 800 × 1,05 × 110 = 92.400 €
  • Seconda casa al mare: rendita 500 €, A/3 → 500 × 1,05 × 120 = 63.000 €
  • Negozio affittato: rendita 1.200 €, C/1 → 1.200 × 1,05 × 40,8 = 51.408 €
  • Conto corrente: 120.000 €
  • BTP: 80.000 € (esenti)
  • Quote SRL di famiglia: 400.000 € (esenti perché erede subentra e prosegue attività 5 anni)
  • Auto: esente

Passività: mutuo residuo casa al mare 30.000 €, spese funebri 2.000 € (deducibili 1.550 €), spese mediche ultimi 6 mesi 8.000 €.

  • Attivo imponibile: 92.400 + 63.000 + 51.408 + 120.000 = 326.808 €
  • Presunzione mobilio 10%: +32.680 € → 359.488 €
  • Passività deducibili: 30.000 + 1.550 + 8.000 = 39.550 €
  • Asse ereditario netto: 319.938 €
  • Quote: coniuge 50% = 159.969 €, figlio 50% = 159.969 €
  • Franchigie: 1.000.000 € ciascuno

Risultato imposta successione: 0 euro. Ma attenzione: restano da pagare le imposte ipotecaria e catastale sui 3 immobili (vedi sezione successiva).

Altre imposte sempre dovute (ipotecaria e catastale)

Anche quando l’imposta di successione è zero (come negli esempi 1, 2 e 6 sopra), se nell’eredità ci sono immobili si pagano sempre altre due imposte: ipotecaria e catastale. Sono dovute indipendentemente dal grado di parentela e dall’importo ereditato.

Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale

È l’imposta per la trascrizione del trasferimento di proprietà nei registri immobiliari. Aliquota: 2% sul valore catastale dell’immobile, con minimo di 200 euro.

Imposta catastale: 1% del valore catastale

È l’imposta per la voltura catastale (aggiornamento intestazione al Catasto). Aliquota: 1% sul valore catastale, con minimo di 200 euro.

Agevolazione “prima casa”: imposte fisse

Se almeno uno degli eredi ha i requisiti per l’agevolazione prima casa (residenza nel Comune entro 18 mesi, non possedere altra casa nello stesso Comune, non possedere altri immobili con prima casa agevolata in Italia), su una sola unità abitativa le imposte diventano fisse:

  • Imposta ipotecaria: 200 € (fissa)
  • Imposta catastale: 200 € (fissa)
  • Totale: 400 euro anziché il 3% del valore

Esempio di risparmio: casa con valore catastale 200.000 €. Senza agevolazione: 3% = 6.000 €. Con agevolazione prima casa: 400 €. Risparmio: 5.600 euro. L’agevolazione va richiesta espressamente nella dichiarazione di successione.

Altre imposte minori

Si pagano anche: imposta di bollo (85 € per formalità), tassa ipotecaria (90 € a formalità), tributi speciali catastali (18,59 €). In totale, per una successione con un immobile, le spese aggiuntive ammontano a circa 200-300 € oltre alle imposte ipotecaria/catastale.

Tabella riepilogativa scenari tipici

Ecco una tabella di sintesi con gli scenari più ricorrenti, per avere un’idea immediata dell’imposta dovuta in funzione del patrimonio e della parentela:

ScenarioPatrimonioImposta successione+Ipotecaria/catastale (se immobili)
Coniuge + 1 figlio (patrimonio standard)400.000 €0 €~3% valore catastale
Coniuge + 2 figli (patrimonio medio)800.000 €0 €~3% valore catastale
Coniuge + 2 figli (patrimonio alto)3.500.000 €~20.000 € (4% sull’eccedenza)3% valore catastale
Figlio unico (patrimonio < 1 milione)900.000 €0 €400 € se prima casa
2 fratelli (patrimonio medio)500.000 €18.000 € (6% su 300.000)3% valore catastale
3 fratelli (patrimonio 450k)450.000 €9.000 €3% valore catastale
Nipote (zio senza figli, per rappresentazione)300.000 €12.000 € (6% sull’eccedenza)3% valore catastale
Convivente non unito civilmente200.000 €16.000 € (8% senza franchigia)3% valore catastale
Figlio disabile grave2.000.000 €20.000 € (4% su 500k)400 € se prima casa
Estraneo per testamento100.000 €8.000 € (8% pieno)3% valore catastale

Nota: la tabella considera patrimoni già al netto dei debiti e della presunzione mobilio. In caso di immobili, aggiungere ipotecaria (2%) + catastale (1%) sul valore catastale dei beni immobili. Per la prima casa con requisiti agevolazione: 400 € fissi totali.

Simulatore online Agenzia Entrate

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione nel proprio sito istituzionale uno strumento di compilazione assistita della dichiarazione di successione online (modello telematico “Successioni Online”), che effettua automaticamente l’autoliquidazione delle imposte. Per accedervi:

  • Vai su agenziaentrate.gov.it → Area Riservata
  • Accedi con SPID, CIE o CNS
  • Menu “Servizi” → “Successioni” → “Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”
  • Compila i quadri (dati defunto, eredi, attivo, passivo)
  • Il sistema calcola in automatico imposte di successione, ipotecaria, catastale, bolli

Avvertenza: il sistema online è molto complesso e pensato per professionisti. Gli errori più comuni riguardano la corretta identificazione delle categorie catastali, la gestione del sistema tavolare (Trieste, Gorizia, parte di Udine) e l’applicazione della presunzione mobilio. Un errore in questi campi può portare a sanzioni tra 120% e 240% dell’imposta non versata.

Come il CAF ti aiuta a non sbagliare

La successione è uno degli adempimenti fiscali più delicati, perché un errore oggi può trasformarsi in una sanzione pesante domani (fino al 240% dell’imposta non versata, più interessi). E gli eredi hanno 12 mesi dal decesso per presentare la dichiarazione.

Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine significa:

  • Calcolo esatto dell’imposta con verifica di tutte le franchigie, esenzioni e agevolazioni
  • Individuazione corretta del valore catastale con controllo delle categorie
  • Gestione del sistema tavolare: in Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Le pratiche richiedono competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale ha esperienza pluriennale con le successioni tavolari
  • Predisposizione completa della dichiarazione di successione telematica
  • Volture catastali gestite direttamente
  • F24 precompilato per il pagamento di ipotecaria, catastale e bolli
  • Assistenza personalizzata: un referente unico segue tutta la pratica

📞 Prenota una consulenza al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Nella prima consulenza valutiamo insieme il tuo caso e ti forniamo un preventivo chiaro prima di iniziare.

📍 Siamo a Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Riceviamo su appuntamento dal lunedì al venerdì.

Domande frequenti sul calcolo dell’imposta di successione

L’imposta di successione si paga prima o dopo la dichiarazione?

L’imposta ipotecaria e catastale, i bolli e i tributi speciali si pagano in autoliquidazione prima di presentare la dichiarazione (con modello F24). L’imposta di successione vera e propria (se dovuta) viene invece liquidata dopo dall’Agenzia delle Entrate e notificata entro 3 anni dalla dichiarazione.

Se non ci sono immobili, devo comunque fare la dichiarazione?

La dichiarazione di successione non è obbligatoria se contemporaneamente: eredi sono coniuge/parenti in linea retta, attivo ereditario non supera 100.000 €, non ci sono immobili o diritti reali immobiliari. Se manca anche una sola di queste condizioni, la dichiarazione va sempre presentata.

Le polizze vita sono tassate in successione?

No, le somme corrisposte dalle polizze vita (caso morte) ai beneficiari non rientrano nell’asse ereditario e sono esenti dall’imposta di successione (art. 12 D.Lgs. 346/1990). Vanno direttamente ai beneficiari indicati in polizza, senza passare per l’eredità. È un importante strumento di pianificazione successoria.

I titoli di Stato e i BTP sono esenti?

Sì. I titoli del debito pubblico italiano (BOT, BTP, CCT, CTZ) e quelli degli altri Stati dell’Unione Europea sono esenti dall’imposta di successione. Vanno comunque dichiarati nel quadro EL del modello di successione, ma non concorrono all’attivo imponibile.

Come si calcola l’imposta se il defunto lascia debiti superiori all’attivo?

Se le passività superano l’attivo, gli eredi dovrebbero valutare la rinuncia all’eredità o l’accettazione con beneficio di inventario per non rispondere dei debiti con il proprio patrimonio. In ogni caso, ai fini fiscali, l’imposta di successione non può essere negativa: se l’asse è zero o negativo, l’imposta è zero.

Posso pagare l’imposta di successione a rate?

Sì. Se l’imposta supera 1.000 euro, è possibile richiederne la rateizzazione: 20% entro 60 giorni dalla notifica e il restante 80% in 8 rate trimestrali (o 12 se l’importo supera 20.000 €), con applicazione degli interessi legali. La richiesta va fatta all’Ufficio delle Entrate competente.

Cosa succede se sbaglio il calcolo nella dichiarazione?

L’Agenzia delle Entrate può rettificare la dichiarazione entro 2 anni dal pagamento dell’imposta principale. Se emerge imposta non versata, si applicano sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta evasa, più interessi di mora. Per questo è importante farsi assistere: un errore di categoria catastale o una franchigia applicata male può costare migliaia di euro.

La donazione in vita riduce la franchigia di successione?

Sì. Le donazioni effettuate in vita dal defunto ai suoi eredi riducono la franchigia disponibile al momento della successione (principio del “cumulo” delle donazioni). Esempio: se un padre ha donato 200.000 € a un figlio in vita, al momento della successione al figlio resta una franchigia di 800.000 € (anziché 1.000.000). Va verificato sempre nelle successioni di patrimoni importanti.

Il coniuge separato eredita e quanto paga?

Il coniuge separato ma non divorziato conserva la qualità di erede legittimo, salvo che la separazione sia stata pronunciata con addebito. Mantiene anche l’aliquota del 4% e la franchigia di 1.000.000 €. Il coniuge divorziato invece perde ogni diritto successorio (salvo assegno a carico dell’eredità in alcuni casi particolari).

In Friuli Venezia Giulia il calcolo è diverso?

Il calcolo dell’imposta è identico a livello nazionale, ma in Friuli Venezia Giulia (soprattutto provincie di Trieste, Gorizia e parte dell’udinese) vige il sistema tavolare, un registro catastale differente dal resto d’Italia. Le volture tavolari hanno procedure e tempistiche proprie e richiedono competenze specifiche. Gli errori in questo ambito sono la principale fonte di contestazioni per gli eredi friulani. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nelle successioni tavolari.


Hai bisogno di aiuto per calcolare l’imposta di successione? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutte le fasi: dal calcolo preventivo, alla dichiarazione telematica, alle volture catastali o tavolari. Prenota la tua consulenza al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Insieme rendiamo la successione semplice, trasparente e senza sorprese.

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Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

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Agosto 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-05 08:00:002026-04-24 23:48:42Calcolo Imposta Successione 2026: Guida con Esempi Pratici e Tabelle Aliquote
CAF, SUCCESSIONI

Imposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi Pratici

Imposte di successione 2026 - calcolo aliquote e franchigie per gli erediImposte su successione

Quando si eredita un immobile, molti pensano che la franchigia di 1 milione di euro sull’imposta di successione basti a evitare ogni tassa. Non è così. Sugli immobili ereditati sono SEMPRE dovute due imposte aggiuntive: l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%), per un totale del 3% del valore catastale. Queste imposte vanno pagate anche quando l’eredità è esente da imposta di successione per effetto della franchigia.

In questa guida aggiornata al 2026 ti spieghiamo come si calcolano, quando si applicano le imposte fisse da 200 euro per la prima casa, i coefficienti catastali corretti (168 per le abitazioni, 115,5 per la prima casa, 40,8 per i commerciali, 90 per i terreni) e i codici tributo F24 da utilizzare. Con tre esempi pratici completi.

Indice dei contenuti

  1. Cosa sono imposta ipotecaria e catastale
  2. Quando si applicano: sempre se ci sono immobili
  3. Base imponibile: il valore catastale
  4. Aliquote ordinarie: 2% + 1% = 3%
  5. Prima casa: imposte fisse 200 + 200 euro
  6. Requisiti agevolazione prima casa in successione
  7. Coefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8, 90
  8. Come trovare la rendita catastale dalla visura
  9. Pagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606
  10. Quando si paga: autoliquidazione
  11. Esempi pratici di calcolo
  12. Sanzioni e ravvedimento operoso
  13. Domande frequenti (FAQ)
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Cosa sono imposta ipotecaria e imposta catastale

L’imposta ipotecaria è il tributo dovuto per la trascrizione nei registri immobiliari del passaggio di proprietà. Ogni volta che un immobile cambia titolare (per compravendita, donazione o successione), il nuovo proprietario deve pagare questa imposta per formalizzare la pubblicità legale del trasferimento. La disciplina è contenuta nel D.Lgs. 347/1990 (Testo Unico delle imposte ipotecaria e catastale).

L’imposta catastale, invece, è dovuta per la voltura catastale, ovvero per l’aggiornamento al catasto dei dati del nuovo intestatario. Anche questa è regolata dallo stesso Testo Unico e, nella successione, viene pagata contestualmente all’ipotecaria.

Entrambe sono imposte indirette (come l’IVA o l’imposta di registro) e sono completamente indipendenti dall’imposta di successione. Questo è il punto più importante da capire: pagare le imposte ipotecaria e catastale non esenta dall’imposta di successione, e viceversa. Sono tributi autonomi con presupposti, aliquote e codici tributo diversi.

Quando si applicano: sempre se ci sono immobili in eredità

Le imposte ipotecaria e catastale si applicano ogni volta che nell’attivo ereditario ci sono beni immobili o diritti reali immobiliari: case, appartamenti, box, cantine, terreni agricoli, terreni edificabili, negozi, uffici, capannoni, nuda proprietà, usufrutto, diritto di abitazione.

La differenza fondamentale con l’imposta di successione è questa:

  • Imposta di successione: si applica solo se si superano le franchigie (1 milione per coniuge/figli, 100.000 euro per fratelli/sorelle, nessuna franchigia per gli altri).
  • Imposte ipotecaria e catastale: si applicano sempre, sull’intero valore catastale degli immobili, senza franchigia, a prescindere dal grado di parentela.

Esempio: figlio che eredita dal padre una casa con valore catastale di 120.000 euro e un conto corrente di 50.000 euro. L’imposta di successione è zero (il figlio ha franchigia di 1 milione). Ma sulle imposte ipotecaria e catastale relative alla casa dovrà pagare comunque il 3% di 120.000 euro = 3.600 euro (salvo agevolazione prima casa, vedi più avanti).

Se nell’eredità non ci sono immobili (solo denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari), le imposte ipotecaria e catastale non sono dovute. Si paga solo l’eventuale imposta di successione, se superate le franchigie.

Base imponibile: il valore catastale degli immobili

Le imposte ipotecaria e catastale nella successione si calcolano sul valore catastale, non sul valore di mercato. Questa è una regola molto vantaggiosa per gli eredi, perché il valore catastale è quasi sempre molto inferiore al valore reale dell’immobile (spesso meno della metà).

Il valore catastale si ottiene con una formula semplice:

Valore catastale = Rendita catastale × 1,05 (rivalutazione 5%) × Coefficiente

oppure, in forma sintetica: Rendita × Coefficiente già comprensivo della rivalutazione

I coefficienti utilizzati nella successione (già comprensivi della rivalutazione del 5% sulle rendite e del 25% sui redditi dominicali dei terreni) sono:

  • 168 per immobili abitativi (cat. A, tranne A/10)
  • 115,5 per la prima casa (quando spetta l’agevolazione)
  • 42 per uffici cat. A/10 e immobili cat. D (capannoni, alberghi)
  • 40,8 per immobili commerciali cat. C/1 e E
  • 90 per terreni agricoli e non edificabili

Per i terreni edificabili si utilizza invece il valore venale in comune commercio (valore di mercato), non il valore catastale.

Aliquote ordinarie: 2% + 1% = 3% totale

Le aliquote applicabili nella successione con immobili sono:

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale
  • Imposta catastale: 1% del valore catastale
  • Totale: 3% del valore catastale

Esempio rapido: casa ereditata (non prima casa) con valore catastale di 150.000 euro. Si pagano:

  • Imposta ipotecaria: 150.000 × 2% = 3.000 euro
  • Imposta catastale: 150.000 × 1% = 1.500 euro
  • Totale: 4.500 euro

Importante: esiste un importo minimo di 200 euro per ciascuna imposta. Se il calcolo percentuale dà un risultato inferiore a 200 euro, si paga comunque il minimo fisso di 200 euro per l’ipotecaria e 200 euro per la catastale (totale 400 euro minimo).

Prima casa agevolata: imposte fisse 200 + 200 euro

Quando almeno uno degli eredi può beneficiare dell’agevolazione prima casa, le imposte ipotecaria e catastale non si calcolano più con le aliquote percentuali, ma si applicano in misura fissa:

  • Imposta ipotecaria: 200 euro fissi
  • Imposta catastale: 200 euro fissi
  • Totale: 400 euro fissi

Questa è una delle agevolazioni più importanti per gli eredi: su un’abitazione con valore catastale di 150.000 euro, invece di pagare 4.500 euro di imposte, se ne pagano solo 400 euro, con un risparmio di 4.100 euro.

L’agevolazione prima casa nella successione è stata introdotta dall’art. 69 della Legge 342/2000 ed è tutt’oggi pienamente operativa. A differenza dell’agevolazione prima casa in compravendita, qui l’imposta di successione non viene toccata: l’agevolazione riguarda solo ipotecaria e catastale.

Requisiti per l’agevolazione prima casa in successione

Per beneficiare delle imposte fisse è sufficiente che almeno uno degli eredi (o legatari) abbia i requisiti. Questo è un grande vantaggio: se nella successione ci sono tre fratelli e solo uno di loro ha i requisiti prima casa, tutti e tre beneficiano delle imposte fisse sull’immobile.

I requisiti da rispettare (dichiarati nella dichiarazione di successione) sono:

  1. Immobile non di lusso: categoria catastale diversa da A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli, palazzi di pregio).
  2. Ubicazione: l’immobile deve trovarsi nel Comune dove l’erede ha la residenza, oppure l’erede deve impegnarsi a trasferirvi la residenza entro 18 mesi dall’apertura della successione.
  3. Non possesso di altra prima casa nello stesso Comune: l’erede non deve essere titolare (esclusivo o in comunione col coniuge) di altra abitazione nello stesso Comune dove si trova l’immobile ereditato.
  4. Non possesso di altra prima casa su tutto il territorio nazionale acquistata con le agevolazioni: l’erede non deve aver già fruito delle agevolazioni prima casa su altro immobile. In questo caso non è prevista la possibilità di vendere e riacquistare (a differenza della compravendita).

Attenzione: l’agevolazione si applica a una sola unità immobiliare per beneficiario. Se l’erede eredita due appartamenti dalla stessa persona, potrà chiedere l’agevolazione solo su uno dei due. Sulle pertinenze (box, cantina, soffitta) l’agevolazione si estende, ma con il limite di una pertinenza per ciascuna categoria catastale C/2, C/6 e C/7.

Decadenza: se entro 5 anni l’erede vende l’immobile senza ricomprare un’altra prima casa entro 1 anno, decade dall’agevolazione e deve restituire la differenza tra imposte ordinarie e imposte fisse, più sanzioni del 30% e interessi.

Coefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8 e 90 nel dettaglio

Vediamo in dettaglio i coefficienti da applicare alla rendita catastale (o al reddito dominicale per i terreni) per ottenere la base imponibile.

Immobili abitativi (non prima casa): coefficiente 168

Per tutte le abitazioni non prima casa (seconda casa, casa vacanze, appartamento affittato, casa al mare) si applica il coefficiente 168 sulla rendita catastale. Rientrano qui le categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11.

Formula: Valore catastale = Rendita × 168

Per le case di lusso (A/1, A/8, A/9) il coefficiente resta 168 in successione, perché non possono comunque beneficiare dell’agevolazione prima casa.

Prima casa: coefficiente 115,5

Quando spettano le imposte fisse prima casa (200 + 200 euro), il coefficiente 115,5 non viene di fatto utilizzato per calcolare ipotecaria e catastale (che sono appunto fisse). Tuttavia il coefficiente 115,5 resta rilevante per il calcolo della base imponibile dell’imposta di successione relativa all’immobile prima casa.

Formula: Valore catastale prima casa = Rendita × 115,5

Uffici A/10 e categoria D: coefficiente 42

Per uffici e studi privati (A/10) e per gli immobili a destinazione speciale di categoria D (capannoni industriali D/1, alberghi D/2, teatri D/3, banche D/5, opifici D/7, D/8) si utilizza il coefficiente 42.

Formula: Valore catastale = Rendita × 42

Negozi C/1 e categoria E: coefficiente 40,8

Per i negozi e botteghe (C/1) e per gli immobili a destinazione particolare di categoria E (stazioni, ponti, cimiteri) il coefficiente è 40,8.

Formula: Valore catastale = Rendita × 40,8

Box, magazzini, pertinenze: coefficiente 126

Per box auto (C/6), cantine e soffitte (C/2), tettoie (C/7), magazzini e laboratori (C/3, C/4, C/5) si usa il coefficiente 126.

Quando queste pertinenze sono abbinate a un’abitazione prima casa con agevolazione, il coefficiente scende a 115,5 anche per esse (sempre limite di una pertinenza per categoria).

Terreni agricoli e non edificabili: coefficiente 90

Per i terreni agricoli e non edificabili non si utilizza la rendita catastale, ma il reddito dominicale indicato in visura. Il coefficiente è 90 (già comprensivo della rivalutazione del 25%).

Formula: Valore catastale = Reddito dominicale × 90

Come trovare la rendita catastale dalla visura

Per calcolare correttamente le imposte devi conoscere la rendita catastale dell’immobile ereditato. Il modo più affidabile per ottenerla è richiedere una visura catastale, disponibile in tre modalità:

  • Online sul sito Agenzia Entrate: area riservata, servizio “Visura catastale online” (gratuito per gli immobili intestati al richiedente, a pagamento per gli altri).
  • Agenzia Entrate territoriale: presentando la richiesta cartacea con documento di identità.
  • Tramite CAF o professionista abilitato: soluzione più rapida, con consulenza inclusa sul corretto uso dei dati ai fini successione.

In visura cerca il campo “Rendita” (per fabbricati) o “Reddito dominicale” (per terreni). Il valore è espresso in euro. Attenzione: non confondere la rendita con il reddito agrario (solo reddito dominicale ai fini successione).

Esempio di lettura visura: Appartamento in Udine, cat. A/3, classe 3, consistenza 5 vani, Rendita 480,00 euro. Calcolo seconda casa: 480 × 168 = 80.640 euro di valore catastale.

Pagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606

Le imposte ipotecaria e catastale nella successione si pagano con il modello F24, sezione “Erario”, utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 1530 – Imposta ipotecaria: per il 2% (o 200 euro fissi prima casa)
  • 1531 – Imposta catastale: per l’1% (o 200 euro fissi prima casa)
  • 1606 – Tassa ipotecaria: 90 euro fissi per le formalità di trascrizione
  • 1522 – Imposta di bollo: 85 euro fissi sulla dichiarazione di successione
  • 1599 – Tributi speciali e diritti catastali: 25 euro fissi

Nel campo “Anno di riferimento” va indicato l’anno del decesso, non quello di presentazione della dichiarazione. Nel campo “Codice ufficio” va indicato il codice dell’ufficio territorialmente competente (normalmente quello dell’ultimo domicilio del defunto).

Attenzione: l’F24 della successione va sempre compilato con saldo finale positivo e pagato entro la scadenza. Non è possibile compensarlo con crediti se comporterebbe un saldo zero (l’Agenzia Entrate richiede un pagamento effettivo per procedere con la trascrizione).

Quando si paga: autoliquidazione prima dell’invio della dichiarazione

Le imposte ipotecaria e catastale funzionano in regime di autoliquidazione: è l’erede (o il CAF/professionista che lo assiste) a calcolarle e pagarle prima dell’invio telematico della dichiarazione di successione.

La sequenza corretta è:

  1. Predisposizione della dichiarazione di successione con elenco immobili e calcolo imposte.
  2. Pagamento F24 delle imposte ipotecaria, catastale, tassa ipotecaria, bollo e tributi speciali.
  3. Attesa ricevuta di pagamento (normalmente disponibile dopo 1-2 giorni lavorativi).
  4. Invio telematico della dichiarazione all’Agenzia Entrate tramite il software “Successioni Online”.
  5. Ricevuta di presentazione: l’Agenzia Entrate procede automaticamente con la voltura catastale.

La scadenza per la presentazione della dichiarazione di successione è di 12 mesi dall’apertura della successione (cioè dalla data del decesso). Entro questi 12 mesi devono essere pagate anche le imposte ipotecaria e catastale. Oltre tale termine scattano sanzioni (vedi paragrafo dedicato).

Dal 2024 è entrato a regime il sistema di autoliquidazione completa: anche l’imposta di successione viene calcolata e pagata dall’erede (non più dall’ufficio). Le ipotecaria e catastale seguono lo stesso principio.

Esempi pratici di calcolo

Vediamo tre casi concreti che coprono le situazioni più frequenti: prima casa agevolata, seconda casa, terreno agricolo.

Esempio 1: casa prima casa (rendita 800 euro)

Situazione: Maria eredita dalla madre un appartamento a Udine, cat. A/3, rendita catastale 800 euro. Maria non è proprietaria di altre case, ha già la residenza nello stesso Comune dell’immobile ereditato. Ha quindi diritto all’agevolazione prima casa.

Calcolo imposte:

  • Imposta ipotecaria: 200 euro fissi (codice tributo 1530)
  • Imposta catastale: 200 euro fissi (codice tributo 1531)
  • Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)
  • Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)
  • Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)
  • Totale da pagare: 600 euro

Nota: il valore catastale sarebbe stato 800 × 115,5 = 92.400 euro. Senza agevolazione avrebbe pagato il 3% = 2.772 euro. L’agevolazione le fa risparmiare oltre 2.300 euro.

Esempio 2: seconda casa (rendita 1.000 euro)

Situazione: Luca eredita dalla zia una casa al mare a Lignano, cat. A/3, rendita catastale 1.000 euro. Luca ha già la prima casa altrove e non può quindi chiedere l’agevolazione prima casa su questo immobile. Si applicano le aliquote ordinarie.

Calcolo valore catastale: 1.000 × 168 = 168.000 euro

Calcolo imposte:

  • Imposta ipotecaria: 168.000 × 2% = 3.360 euro (codice tributo 1530)
  • Imposta catastale: 168.000 × 1% = 1.680 euro (codice tributo 1531)
  • Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)
  • Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)
  • Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)
  • Totale da pagare: 5.240 euro

Nota: il testo dell’esempio presentava come “base ridotta” un calcolo 1.000 × 115,5 = 115.500 euro con totale 3.465 euro. Quel calcolo è corretto solo se all’erede spetta l’agevolazione prima casa (nel qual caso però le imposte sarebbero fisse 400 euro). Senza agevolazione il coefficiente corretto per una A/3 è 168, come sopra.

Esempio 3: terreno agricolo (reddito dominicale 500 euro)

Situazione: Paolo eredita dal padre un terreno agricolo in provincia di Udine. Dalla visura risulta un reddito dominicale di 500 euro. Paolo non è coltivatore diretto né IAP (su quest’ultimo caso si applicherebbero agevolazioni specifiche).

Calcolo valore catastale: 500 × 90 = 45.000 euro

Calcolo imposte:

  • Imposta ipotecaria: 45.000 × 2% = 900 euro (codice tributo 1530)
  • Imposta catastale: 45.000 × 1% = 450 euro (codice tributo 1531)
  • Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)
  • Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)
  • Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)
  • Totale da pagare: 1.550 euro

Agevolazioni IAP/coltivatore diretto: se l’erede è coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (IAP) iscritto alla gestione INPS agricola, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa di 200 + 200 euro (Legge 604/1954 e ss.mm.).

Sanzioni per tardivo versamento e ravvedimento operoso

Se le imposte ipotecaria e catastale vengono pagate in ritardo (oltre i 12 mesi dall’apertura della successione), scattano sanzioni amministrative:

  • Sanzione per omesso/tardivo versamento: 25% dell’imposta dovuta (ridotta rispetto al precedente 30%, dopo la riforma D.Lgs. 87/2024 a decorrere dal 1° settembre 2024).
  • Interessi legali: attualmente al 2,5% annuo (tasso legale 2026, salvo modifiche del MEF).
  • Omessa presentazione della dichiarazione: dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

Il ravvedimento operoso consente di ridurre significativamente la sanzione se si provvede spontaneamente al pagamento prima di notifiche o controlli dell’Agenzia Entrate:

  • Entro 14 giorni: sanzione 0,083% per ogni giorno di ritardo (1/10 della sanzione base giornaliera)
  • Entro 30 giorni: sanzione pari all’1,25% (1/10 del 12,5%)
  • Entro 90 giorni: sanzione 1,39% (1/9 del 12,5%)
  • Entro 1 anno dalla violazione: sanzione 3,125% (1/8)
  • Entro 2 anni: sanzione 3,57% (1/7)
  • Oltre 2 anni (fino a notifica): sanzione 4,17% (1/6)

Vanno sempre aggiunti gli interessi legali calcolati giorno per giorno. Le nuove misure sanzionatorie si applicano alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Per le violazioni anteriori si applicano le vecchie misure (sanzione base 30%, riduzioni ravvedimento diverse).

Il pagamento in ravvedimento si esegue con F24, indicando nei codici tributo sia l’imposta originaria (1530, 1531) sia i codici specifici per sanzioni e interessi collegati alla successione.

Domande frequenti (FAQ)

Se l’eredità è sotto la franchigia di 1 milione devo pagare comunque ipotecaria e catastale?

Sì, sempre, se nell’asse ereditario ci sono immobili. La franchigia di 1 milione di euro riguarda solo l’imposta di successione. Le imposte ipotecaria e catastale sono dovute sul 100% del valore catastale degli immobili, senza alcuna franchigia, qualunque sia il grado di parentela. L’unica eccezione riduttiva è l’agevolazione prima casa (imposte fisse 200 + 200 euro).

Si paga sulla quota ereditata o sul valore totale dell’immobile?

Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano sul valore totale dell’immobile (non sulla quota di ciascun erede), perché sono legate alla trascrizione e alla voltura del bene nel suo complesso. Poi gli eredi si dividono l’onere in base alle quote ereditarie (normalmente versano con un unico F24, poi fanno i conti tra loro).

Cosa succede se eredito la nuda proprietà o l’usufrutto?

Anche nuda proprietà e usufrutto sono soggetti a ipotecaria (2%) e catastale (1%). La base imponibile si calcola applicando al valore pieno dell’immobile le percentuali del “coefficiente dell’usufruttuario” previste dall’art. 48 D.P.R. 131/1986, che variano in base all’età dell’usufruttuario (più alto per chi è giovane, più basso per chi è anziano).

Posso usare il ravvedimento operoso se sono in ritardo di 3 mesi?

Sì. Il ravvedimento è sempre possibile finché l’Agenzia Entrate non ha notificato un avviso di liquidazione o un atto di accertamento. A 3 mesi di ritardo rientri nel ravvedimento entro 90 giorni, con sanzione ridotta all’1,39% (più interessi legali).

Le imposte ipotecaria e catastale si applicano anche sui mobili?

No. Ipotecaria e catastale si applicano solo sui beni immobili (case, terreni, box, negozi, ecc.). Su mobili, denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari si paga solo l’eventuale imposta di successione (se superate le franchigie). Tuttavia attenzione: sui mobili “d’uso” contenuti in casa c’è la presunzione di legge del 10% del valore immobiliare (a meno di prova contraria), che rileva solo per l’imposta di successione, non per ipotecaria/catastale.

Chi deve firmare l’F24? Tutti gli eredi?

L’F24 viene normalmente compilato a nome di uno degli eredi (che funge da “erede presentatore”) o, più spesso, a nome del CAF/professionista intermediario. Tutti gli eredi sono comunque solidalmente responsabili del pagamento. È possibile che un solo erede anticipi l’intero importo e poi si faccia rimborsare dai co-eredi le rispettive quote.

Se rinuncio all’eredità devo pagare lo stesso?

No. La rinuncia all’eredità (da farsi con atto pubblico davanti a notaio o cancelliere entro 10 anni) estingue ogni obbligo fiscale in capo al rinunciante, comprese le imposte ipotecaria e catastale. Gli obblighi si trasferiscono agli altri eredi (o ai rappresentanti, figli del rinunciante) che accettano.

Se l’immobile è cointestato col coniuge superstite, si pagano ipotecaria e catastale sul 100% o sul 50%?

Se l’immobile era in comunione legale (o cointestazione al 50%) con il coniuge superstite, cade in successione solo la quota del defunto (50%). Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano quindi sul valore catastale della sola quota del 50%, non sull’intero immobile.

Dove posso trovare assistenza per calcolare le imposte sulla mia successione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio completo di dichiarazione di successione, compresi calcolo di ipotecaria, catastale, predisposizione F24 e invio telematico. Operiamo in Friuli Venezia Giulia anche per il sistema tavolare (iscrizione al Libro Fondiario), che in FVG sostituisce la conservatoria tradizionale.

Conclusione e contatti

Le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sono il “costo nascosto” di ogni eredità con immobili: anche quando la franchigia di successione azzera il tributo principale, queste due imposte restano dovute e possono pesare per migliaia di euro. La buona notizia è che esistono agevolazioni importanti — soprattutto la prima casa in successione con imposte fisse di 400 euro totali — che permettono di contenere significativamente la spesa.

Il nostro consiglio: prima di presentare la dichiarazione di successione, verifica sempre se almeno uno degli eredi ha i requisiti prima casa. Se sì, il risparmio può essere di migliaia di euro. E attenzione ai tempi: i 12 mesi scadono velocemente, e il ravvedimento operoso costa comunque meno delle sanzioni piene (ora al 25% dopo la riforma 2024).

Per un calcolo preciso sulla tua successione e per la gestione completa della pratica, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — telefono 0432 1638640 — WhatsApp 366 6018121. Ti aiutiamo a quantificare in anticipo le imposte, a individuare tutte le agevolazioni spettanti e a gestire l’intero iter telematico, compresa la voltura catastale e la trascrizione tavolare per il Friuli Venezia Giulia.

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Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
Giugno 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-10 08:00:002026-04-24 23:48:22Imposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi Pratici

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