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Tag Archivio per: dichiarazione di successione

CAF, SUCCESSIONI

Fondo Patrimoniale e Successione 2026: Cosa Cambia per gli Eredi e Come Si Tassa

Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

Il fondo patrimoniale e uno degli strumenti piu conosciuti per proteggere il patrimonio familiare dai creditori. Ma cosa succede quando uno dei coniugi muore? Il fondo patrimoniale in successione non offre le protezioni fiscali che molti immaginano: i beni conferiti rientrano nell’asse ereditario e sono tassati come gli altri. In questa guida 2026 spieghiamo in modo semplice come funziona il fondo patrimoniale dopo la morte di un coniuge, quando cessa, come si tassa e quali errori evitare nella pianificazione successoria.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il fondo patrimoniale: art. 167-171 del Codice Civile
  2. Chi puo costituire un fondo patrimoniale
  3. Quali beni possono essere conferiti nel fondo
  4. Effetti del fondo patrimoniale sui beni
  5. Cosa succede al fondo patrimoniale alla morte di un coniuge
  6. Successione dei beni del fondo: come vengono tassati
  7. Diritti del coniuge superstite sui beni del fondo
  8. Diritto di abitazione e fondo patrimoniale
  9. Come modificare il fondo dopo la morte di un coniuge
  10. Scioglimento anticipato del fondo patrimoniale
  11. Errori comuni da evitare con il fondo patrimoniale
  12. Quando conviene il fondo in ottica successoria
  13. Alternative al fondo patrimoniale: trust, patti di famiglia, holding
  14. Esempio pratico: coppia con casa e conto in fondo patrimoniale
  15. Domande frequenti (FAQ)
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Cos’e il fondo patrimoniale: art. 167-171 del Codice Civile

Il fondo patrimoniale e un istituto previsto dagli articoli 167-171 del Codice Civile. Si tratta di un vincolo di destinazione che i coniugi possono imporre su determinati beni, affinche siano utilizzati esclusivamente per i bisogni della famiglia. In pratica, i coniugi “separano” una parte del loro patrimonio e la dedicano al mantenimento, all’educazione dei figli, alla casa familiare e piu in generale a tutte le esigenze della vita familiare.

Il fondo patrimoniale si costituisce con atto pubblico notarile e deve essere trascritto nei registri immobiliari (o nel sistema tavolare in Friuli Venezia Giulia) per essere opponibile ai terzi. A differenza di quanto molti pensano, non e un “contenitore magico” che rende i beni intoccabili: la sua efficacia e circoscritta a fattispecie precise.

Le caratteristiche principali del fondo patrimoniale sono:

  • Destinazione vincolata: i beni servono solo per i bisogni della famiglia
  • Inattaccabilita parziale: i creditori non possono aggredire i beni per debiti estranei ai bisogni familiari (se in buona fede)
  • Amministrazione congiunta: i coniugi gestiscono insieme il fondo
  • Pubblicita: deve essere trascritto per essere opponibile
  • Durata legata al matrimonio: si estingue con lo scioglimento del matrimonio (salvo figli minori)

E importante capire fin da subito un punto fondamentale: il fondo patrimoniale tutela dai creditori (entro certi limiti), ma non tutela dalla successione. Alla morte del coniuge, i beni rientrano pienamente nell’asse ereditario e seguono le regole ordinarie del Codice Civile e del D.Lgs. 346/1990 (testo unico dell’imposta di successione).

Chi puo costituire un fondo patrimoniale

La costituzione del fondo patrimoniale e riservata ai coniugi uniti in matrimonio. L’art. 167 del Codice Civile stabilisce che il fondo puo essere creato:

  • Da entrambi i coniugi insieme con atto pubblico notarile
  • Da uno solo dei coniugi, con l’accettazione dell’altro
  • Da un terzo (per esempio un genitore), con l’accettazione di entrambi i coniugi (anche per testamento)

Un punto importante riguarda le unioni civili: dal 2016, con la legge Cirinna (L. 76/2016), anche le coppie unite civilmente possono costituire un fondo patrimoniale, perche la disciplina del Codice Civile sul matrimonio si applica anche a loro per quanto compatibile. Al contrario, i conviventi di fatto NON possono costituire un fondo patrimoniale: devono utilizzare strumenti alternativi come i patti di convivenza o il vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c.

Un altro aspetto chiave: il fondo patrimoniale puo essere costituito prima o dopo il matrimonio. Se viene costituito prima, diventa efficace solo con la celebrazione del matrimonio. Se viene costituito dopo, e immediatamente efficace dal momento dell’atto notarile.

Quali beni possono essere conferiti nel fondo

Non tutti i beni possono finire nel fondo patrimoniale. L’art. 167 c.c. individua tre categorie:

  1. Beni immobili: case, terreni, fabbricati, appartamenti. Sono la tipologia piu frequente
  2. Beni mobili iscritti in pubblici registri: autoveicoli, imbarcazioni, aeromobili
  3. Titoli di credito: obbligazioni, azioni, titoli di Stato, fondi comuni (purche nominativi o vincolati con annotazione)

Non possono invece essere conferiti nel fondo patrimoniale:

  • Beni mobili non registrati (arredi, gioielli, opere d’arte)
  • Denaro contante
  • Conti correnti bancari (a meno che non siano strutturati come titoli vincolati)
  • Crediti personali
  • Aziende (se non strutturate come partecipazioni societarie nominative)

La limitazione ai beni registrati ha una logica precisa: serve a garantire la pubblicita e quindi l’opponibilita ai terzi. I creditori devono poter sapere, consultando i registri immobiliari o i libri soci, che quel bene e vincolato al fondo patrimoniale.

Effetti del fondo patrimoniale sui beni

Una volta costituito il fondo patrimoniale, i beni conferiti subiscono due effetti principali:

1. Limitazione alla libera disponibilita

I beni del fondo non possono essere alienati, ipotecati o dati in garanzia senza il consenso di entrambi i coniugi. Se ci sono figli minori, serve anche l’autorizzazione del giudice tutelare, che la concede solo in caso di necessita o utilita evidente per la famiglia (art. 169 c.c.).

Questa limitazione protegge i membri della famiglia da decisioni unilaterali del singolo coniuge, ma e anche un vincolo importante: vendere una casa conferita in fondo patrimoniale e molto piu complicato rispetto a una casa “libera”.

2. Inattaccabilita da parte dei creditori estranei ai bisogni familiari

L’art. 170 c.c. stabilisce che i creditori non possono aggredire i beni del fondo per debiti che sapevano essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia. Questa e la famosa “protezione” del fondo patrimoniale.

Attenzione: la protezione opera solo se:

  • Il creditore era a conoscenza (o avrebbe dovuto esserlo) che il debito era estraneo ai bisogni familiari
  • Il debito e sorto dopo la trascrizione del fondo patrimoniale
  • Il fondo e stato costituito in tempi non sospetti (non per sottrarre beni a creditori preesistenti)

La Cassazione ha chiarito piu volte (da ultimo con ordinanze del 2024 e 2025) che i debiti fiscali, i contributi previdenziali e i debiti legati all’attivita professionale possono essere considerati “estranei ai bisogni familiari” solo se il creditore dimostra questa estraneita. In caso contrario, i beni del fondo possono essere pignorati.

Cosa succede al fondo patrimoniale alla morte di un coniuge

Arriviamo al cuore della questione: cosa succede al fondo patrimoniale alla morte di un coniuge? La risposta dipende da una sola circostanza: la presenza o meno di figli minori.

Se non ci sono figli minori: il fondo cessa

L’art. 171 c.c. stabilisce che la destinazione del fondo patrimoniale cessa con l’annullamento, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. La morte di uno dei coniugi comporta lo scioglimento del matrimonio e quindi, in assenza di figli minori, la cessazione automatica del fondo.

Da quel momento i beni tornano liberi da vincolo e rientrano pienamente nel patrimonio del coniuge defunto (per la sua quota) e del coniuge superstite (per la sua quota). Seguono le normali regole successorie.

Se ci sono figli minori: il fondo continua

Se invece ci sono figli minorenni, il fondo patrimoniale non cessa automaticamente: prosegue fino al compimento della maggiore eta dell’ultimo figlio. Il giudice, su istanza di chi vi abbia interesse, puo dettare norme per l’amministrazione del fondo (art. 171 c.c.).

In pratica, il coniuge superstite continua ad amministrare i beni del fondo nell’interesse dei figli minori. Puo godere dei frutti (affitti, interessi, dividendi) per mantenere la famiglia, ma non puo disporre liberamente dei beni senza l’autorizzazione del giudice tutelare.

Va chiarito un aspetto che spesso genera confusione: il fondo continua, ma la proprieta dei beni passa comunque agli eredi secondo le regole della successione. Il vincolo di destinazione permane, ma la titolarita segue le ordinarie norme ereditarie. Quindi gli eredi (coniuge superstite e figli) diventano comproprietari dei beni, con il vincolo di destinarli ai bisogni familiari fino alla maggiore eta del piu giovane.

Successione dei beni del fondo: come vengono tassati

Questo e il punto piu importante e piu frainteso: i beni conferiti in fondo patrimoniale rientrano nell’asse ereditario e sono tassati come tutti gli altri beni. Non esiste alcun trattamento preferenziale ai fini dell’imposta di successione.

Il fondo patrimoniale non e una persona giuridica autonoma: i beni continuano ad appartenere ai coniugi, che restano i proprietari effettivi. Alla morte di uno di loro, la sua quota (generalmente il 50%, salvo diversa previsione nell’atto costitutivo) entra nell’asse ereditario.

Aliquote e franchigie applicabili

Alla successione dei beni del fondo si applicano le normali aliquote e franchigie previste dal D.Lgs. 346/1990:

  • Coniuge e figli: aliquota 4% sull’eccedenza la franchigia di 1 milione di euro a testa
  • Fratelli e sorelle: aliquota 6% sull’eccedenza la franchigia di 100.000 euro
  • Altri parenti fino al 4 grado: aliquota 6% senza franchigia
  • Altri soggetti: aliquota 8% senza franchigia
  • Eredi con handicap grave (legge 104/1992): franchigia maggiorata a 1,5 milioni di euro

Per gli immobili si applicano anche le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%). Se almeno un erede richiede l’agevolazione prima casa, queste imposte si riducono a 200 euro ciascuna (totale 400 euro forfettari).

Quota successoria dei beni in fondo

Nella dichiarazione di successione va indicato il valore dei beni conferiti nel fondo, nella quota di proprieta del defunto. Se ad esempio la casa era conferita al 50% ciascuno, in successione entra la quota del 50% del defunto, valutata al valore catastale rivalutato (per gli immobili ad uso abitativo: rendita catastale x 1,05 x 115,5 per prima casa, x 126 per altre).

Se il fondo e stato costituito da un terzo (per esempio i genitori di un coniuge hanno conferito una casa), la situazione cambia: occorre verificare nell’atto notarile chi sia il proprietario dei beni e come sia stato strutturato il conferimento. A volte il terzo conserva la proprieta e vincola solo l’uso: in questo caso i beni non entrano nell’asse ereditario del coniuge deceduto.

In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Questo richiede competenze specifiche nella gestione delle pratiche di successione con beni vincolati. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale nella successione di beni tavolari conferiti in fondo patrimoniale.

Diritti del coniuge superstite sui beni del fondo

Il coniuge superstite mantiene sui beni del fondo patrimoniale gli stessi diritti che avrebbe su qualsiasi altro bene successorio, in base all’art. 540 e seguenti del Codice Civile. In particolare:

  • Quota di legittima: il coniuge e erede legittimario e ha diritto a una quota di riserva che non puo essere lesa dal testamento
  • Successione legittima senza testamento: se non c’e testamento, il coniuge prende 1/2 dell’eredita se concorre con 1 figlio, 1/3 se concorre con 2 o piu figli, 2/3 se concorre con fratelli/sorelle e ascendenti del defunto, 100% se non ci sono altri parenti successibili
  • Diritto di abitazione e di uso sulla casa familiare (art. 540 c.c., vedi paragrafo successivo)

Se ci sono figli minori e il fondo continua, il coniuge superstite ha anche l’amministrazione del fondo: gestisce i beni, ne percepisce i frutti, ma deve utilizzarli per i bisogni della famiglia. Il giudice tutelare puo intervenire in caso di controversie o per autorizzare atti straordinari.

Diritto di abitazione e fondo patrimoniale

Uno dei diritti piu importanti del coniuge superstite e il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare (art. 540, comma 2, c.c.). Questo diritto spetta al coniuge superstite in aggiunta alla sua quota di eredita, anche quando la casa era conferita in fondo patrimoniale.

Condizioni per il diritto di abitazione:

  • L’immobile deve essere stato adibito a residenza familiare al momento della morte
  • Deve essere di proprieta del defunto (o comune dei coniugi)
  • Non e necessario che il coniuge vi risieda al momento dell’apertura della successione, se l’allontanamento e dipeso da cause oggettive (ricovero, lavoro temporaneo)

Il diritto di abitazione si estende anche al diritto d’uso sui mobili che arredano la casa. E un diritto reale di godimento, vitalizio e personale: dura fino alla morte del coniuge superstite e non puo essere ceduto a terzi.

Ai fini della dichiarazione di successione, il diritto di abitazione viene valorizzato e sottratto dall’attivo ereditario (con apposito calcolo basato sui coefficienti dell’usufrutto per eta). In questo modo il coniuge superstite paga meno imposta di successione sulla casa, o a volte nessuna imposta se rientra nella franchigia da 1 milione.

Come modificare il fondo dopo la morte di un coniuge

La morte di un coniuge puo richiedere modifiche alla struttura del fondo patrimoniale, soprattutto quando ci sono figli minori e il fondo prosegue. Le possibili operazioni sono:

Cessazione anticipata con figli minori

Se il coniuge superstite ritiene non piu utile mantenere il fondo, puo chiedere al giudice tutelare di disporre la cessazione anticipata. Il giudice valuta l’interesse dei figli minori e decide caso per caso. Tipicamente viene concesso se:

  • I figli minori hanno bisogno di liquidita (cure mediche, studi all’estero, esigenze abitative)
  • Il fondo non ha piu senso economico (beni deprezzati, oneri di gestione elevati)
  • Tutti i comproprietari sono d’accordo

Vendita di beni del fondo

Per vendere un bene del fondo quando ci sono figli minori serve l’autorizzazione del giudice tutelare. L’autorizzazione viene concessa solo in caso di necessita o utilita evidente per la famiglia. Il ricavato della vendita deve essere reinvestito in beni sostitutivi (altra casa, titoli vincolati), per preservare la funzione del fondo.

Divisione ereditaria

Anche i beni vincolati al fondo possono essere oggetto di divisione ereditaria tra gli eredi, purche il vincolo di destinazione venga mantenuto. In pratica, si puo dividere la quota di comproprieta, ma i beni restano destinati ai bisogni familiari fino alla maggiore eta dell’ultimo figlio.

Scioglimento anticipato del fondo patrimoniale

Lo scioglimento anticipato del fondo patrimoniale e possibile solo durante il matrimonio, e solo per accordo tra i coniugi. Questo e un punto fondamentale in chiave successoria: chi vuole liberare i beni dal vincolo deve agire quando entrambi i coniugi sono ancora in vita.

Le modalita di scioglimento anticipato sono:

  1. Accordo dei coniugi con atto notarile e trascrizione nei registri immobiliari (sistema tavolare in FVG)
  2. Autorizzazione del giudice se ci sono figli minori, a tutela del loro interesse
  3. Sentenza di separazione o divorzio (che scioglie il matrimonio e quindi il fondo, salvo figli minori)
  4. Esaurimento dei beni del fondo (per vendita, consumo, deperimento)

Dopo la morte di un coniuge, lo scioglimento “volontario” non e piu possibile nella forma classica: occorre seguire le procedure sopra descritte (cessazione su istanza al giudice tutelare se ci sono figli minori, oppure cessazione automatica se non ci sono).

Errori comuni da evitare con il fondo patrimoniale

Il fondo patrimoniale e uno strumento spesso “venduto” come soluzione miracolosa, ma la realta e piu sfumata. Ecco gli errori piu frequenti che osserviamo nelle pratiche di successione presso il CAF Centro Fiscale:

Errore 1: “Il fondo patrimoniale mette al riparo dalla successione”

Questo e l’errore piu diffuso e piu costoso. Molte coppie costituiscono il fondo pensando che i beni, una volta “vincolati”, siano esclusi dall’asse ereditario e non siano tassati. Questo e falso: i beni entrano integralmente nell’asse ereditario e scontano l’imposta di successione come qualsiasi altro bene.

Errore 2: “Il fondo protegge da qualsiasi creditore”

Falso. Il fondo protegge solo dai creditori per debiti estranei ai bisogni familiari e solo se il creditore era a conoscenza di tale estraneita. I debiti fiscali, le sanzioni, i debiti professionali possono comunque aggredire il fondo se il creditore dimostra l’estraneita, o se il giudice ritiene il debito connesso ai bisogni familiari.

Errore 3: Costituire il fondo “in extremis”

Costituire il fondo patrimoniale quando si e gia indebitati o sotto minaccia di azioni esecutive e inutile: l’atto e soggetto ad azione revocatoria ordinaria (art. 2901 c.c.) se i creditori dimostrano che l’atto era pregiudizievole per loro. Il fondo funziona solo se costituito in tempi non sospetti.

Errore 4: Dimenticare il fondo nella dichiarazione di successione

Quando muore un coniuge, i beni del fondo (per la sua quota) vanno indicati nella dichiarazione di successione, anche se il fondo continua per la presenza di figli minori. Dimenticarli o escluderli costituisce dichiarazione infedele, con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

Errore 5: Non aggiornare il catasto o il tavolare

Dopo la successione occorre aggiornare le volture catastali (o le intavolazioni nel sistema tavolare FVG) per riflettere la nuova titolarita. Se il fondo continua, l’annotazione del vincolo deve essere mantenuta ma aggiornata con i nuovi comproprietari (eredi).

Quando conviene il fondo in ottica successoria

A questo punto la domanda e lecita: il fondo patrimoniale serve o non serve nella pianificazione successoria? La risposta onesta e: ha scarso valore come strumento successorio, mentre ha un ruolo piu interessante come protezione patrimoniale in vita.

Il fondo patrimoniale non:

  • Riduce l’imposta di successione
  • Elimina i beni dall’asse ereditario
  • Aumenta le franchigie
  • Protegge gli eredi da azioni di creditori del defunto

Il fondo patrimoniale puo essere utile in ottica successoria solo in alcune situazioni specifiche:

  • Quando ci sono figli minori: il vincolo prosegue e garantisce la destinazione dei beni al loro mantenimento fino alla maggiore eta
  • Per proteggere la casa familiare da creditori in vita (se la protezione opera): assicurando al coniuge superstite la possibilita di continuare a vivere nell’immobile
  • Come strumento di comunicazione familiare: esplicita la volonta dei coniugi di destinare beni specifici alla famiglia

Se l’obiettivo primario e la pianificazione successoria e il risparmio fiscale, esistono strumenti piu efficaci del fondo patrimoniale, che vediamo nella prossima sezione.

Alternative al fondo patrimoniale: trust, patti di famiglia, holding

Per una pianificazione successoria piu efficace, il fondo patrimoniale puo essere affiancato o sostituito da altri strumenti:

Trust familiare

Il trust e uno strumento di origine anglosassone recepito in Italia con la Convenzione dell’Aja del 1985. Permette di trasferire beni a un trustee che li amministra nell’interesse dei beneficiari. Vantaggi:

  • Segregazione patrimoniale effettiva (i beni escono dal patrimonio del disponente)
  • Possibilita di escludere dall’asse ereditario se costituito con atti inter vivos
  • Flessibilita nella destinazione e nella governance
  • Tassazione di successione applicata al momento del trasferimento al trust (non alla morte)

Il trust ha pero costi di costituzione e gestione piu elevati e richiede competenze specifiche.

Patto di famiglia

Il patto di famiglia (artt. 768-bis ss. c.c.) permette all’imprenditore di trasferire in vita l’azienda o le partecipazioni societarie a uno o piu discendenti, con l’accordo di tutti i legittimari. Vantaggi:

  • Continuita dell’attivita d’impresa
  • Esclusione da collazione e riduzione ereditaria
  • Esenzione dall’imposta di successione (art. 3, co. 4-ter, D.Lgs. 346/1990) se mantiene l’esercizio dell’attivita o il controllo societario per almeno 5 anni

Holding familiare

La holding familiare e una societa che detiene partecipazioni in altre societa operative, tipicamente controllata dalla famiglia. Permette:

  • Pianificazione del passaggio generazionale tramite cessione di quote
  • Ottimizzazione fiscale dei dividendi (regime PEX)
  • Separazione tra proprieta e gestione operativa
  • Possibilita di combinazione con patti di famiglia

Polizze vita con vincolo di beneficiario

Le polizze vita non rientrano nell’asse ereditario se il beneficiario e indicato espressamente (art. 1920 c.c.). Sono quindi esenti da imposta di successione. Sono uno strumento semplice e efficace per trasferire liquidita ai figli o al coniuge in tempi brevi, senza aspettare le pratiche successorie.

Donazione con riserva di usufrutto

La donazione con riserva di usufrutto permette di trasferire la nuda proprieta di un immobile ai figli, mantenendo il diritto di godimento. E uno strumento meno costoso dal punto di vista fiscale: al momento della morte del donante, l’usufrutto si consolida automaticamente con la nuda proprieta senza ulteriori imposte di successione.

Esempio pratico: coppia con casa e conto in fondo patrimoniale

Vediamo un caso concreto per capire meglio cosa succede nella realta.

Situazione iniziale: Marco e Laura, sposati in regime di comunione dei beni, hanno costituito nel 2015 un fondo patrimoniale contenente:

  • La casa familiare a Udine (valore di mercato 300.000 euro, valore catastale rivalutato 140.000 euro)
  • Un portafoglio di titoli di Stato vincolati (50.000 euro)

Hanno due figli, Sofia (12 anni) e Luca (8 anni).

Evento: Marco muore nel 2026 all’eta di 48 anni.

Cosa succede al fondo patrimoniale

Essendoci due figli minori, il fondo patrimoniale non cessa: prosegue fino al compimento della maggiore eta di Luca (il piu giovane), ovvero fino al 2036. Laura continua ad amministrare il fondo insieme agli eredi, destinando i frutti (affitti, interessi) al mantenimento dei figli.

Cosa entra in successione

La quota del 50% di Marco (poiche i beni erano conferiti al 50% ciascuno) entra nell’asse ereditario:

  • Quota 50% della casa familiare: 70.000 euro (valore catastale rivalutato x 50%)
  • Quota 50% del portafoglio titoli: 25.000 euro

Totale asse ereditario di Marco: 95.000 euro.

Imposta di successione

Gli eredi sono Laura (coniuge, 1/3) e i due figli (2/3 diviso in parti uguali, quindi 1/3 ciascuno). Ognuno ha diritto a una franchigia di 1 milione di euro. L’asse ereditario e nettamente inferiore, quindi:

  • Imposta di successione: 0 euro (tutti sotto franchigia)
  • Imposta ipotecaria sulla casa: 2% di 70.000 = 1.400 euro (o 200 euro se almeno un erede richiede agevolazione prima casa)
  • Imposta catastale sulla casa: 1% di 70.000 = 700 euro (o 200 euro con agevolazione prima casa)
  • Imposta di bollo e tributi speciali: circa 100-150 euro

Inoltre, Laura ha il diritto di abitazione sulla casa familiare, che sottrae dall’attivo ereditario il valore dell’usufrutto calcolato sulla sua eta (per 48 anni, coefficiente 60%, quindi 42.000 euro sulla quota del defunto). Questo riduce la base imponibile a circa 28.000 euro per la casa, con ulteriore risparmio.

Cosa avrebbe cambiato NON avere il fondo patrimoniale

Dal punto di vista fiscale successorio, nulla: la tassazione sarebbe stata identica. Dal punto di vista gestionale, invece, Laura avrebbe avuto maggiore liberta di vendere la casa (non le serviva piu l’autorizzazione del giudice tutelare per i beni ex fondo). Questo dimostra come il fondo patrimoniale sia uno strumento neutro in ottica fiscale successoria e possa anche costituire un ostacolo gestionale per il coniuge superstite.

Il ruolo del CAF nella successione

In questa pratica il CAF Centro Fiscale di Udine ha affiancato Laura nella dichiarazione di successione telematica, nel calcolo dell’imposta, nelle volture tavolari (essendo in Friuli Venezia Giulia) e nella gestione dei rapporti con il giudice tutelare per la continuazione del fondo fino alla maggiore eta di Luca.

Domande frequenti (FAQ)

Il fondo patrimoniale paga imposta di successione?

Si. I beni conferiti nel fondo patrimoniale rientrano nell’asse ereditario del coniuge defunto (per la sua quota di proprieta) e scontano la normale imposta di successione, con le aliquote e franchigie previste dal D.Lgs. 346/1990. Non c’e alcun trattamento di favore rispetto ai beni “liberi”.

Il fondo patrimoniale cessa alla morte di un coniuge?

Dipende. Se NON ci sono figli minori, il fondo cessa automaticamente perche si scioglie il matrimonio (art. 171 c.c.). Se invece ci sono figli minori, il fondo prosegue fino al compimento della maggiore eta del piu giovane, con possibilita per il giudice di dettare norme per l’amministrazione.

I beni del fondo patrimoniale si possono vendere dopo la morte di un coniuge?

Si, ma con vincoli. Se il fondo prosegue per la presenza di figli minori, serve l’autorizzazione del giudice tutelare, concessa solo in caso di necessita o utilita evidente per la famiglia. Se il fondo e cessato (per assenza di figli minori), i beni possono essere venduti secondo le regole ordinarie dopo aver completato le volture successorie.

Il fondo patrimoniale protegge dai debiti del defunto in successione?

La protezione del fondo patrimoniale opera in vita, non post mortem. Dopo la morte, gli eredi che accettano l’eredita senza beneficio d’inventario rispondono dei debiti del defunto anche con il proprio patrimonio. Per proteggersi conviene accettare con beneficio d’inventario (art. 484 c.c.), separando il patrimonio del defunto da quello personale dell’erede.

Come si dichiarano i beni del fondo patrimoniale in successione?

I beni del fondo patrimoniale si dichiarano nella dichiarazione di successione telematica come tutti gli altri beni, indicando la quota di proprieta del defunto. Nel quadro EA (beni immobili) o nel quadro EN (titoli) va indicato il valore catastale rivalutato (o il valore di mercato per titoli). L’annotazione del vincolo del fondo va mantenuta ma non riduce il valore fiscale.

Il fondo patrimoniale si puo costituire anche dopo il matrimonio?

Si. Il fondo patrimoniale puo essere costituito sia prima del matrimonio (con efficacia differita al momento della celebrazione) sia in costanza di matrimonio in qualsiasi momento. Deve sempre essere fatto con atto pubblico notarile e trascritto nei registri immobiliari (o nel sistema tavolare in FVG) per essere opponibile ai terzi.

Meglio il fondo patrimoniale o il trust per proteggere il patrimonio?

Dipende dagli obiettivi. Il fondo patrimoniale e piu semplice ed economico, ma ha protezioni limitate e non e efficace in successione. Il trust e piu flessibile ed efficace (segregazione patrimoniale reale, esclusione dall’asse ereditario), ma ha costi di costituzione e gestione piu elevati e richiede competenze specialistiche. Per patrimoni importanti, il trust e generalmente preferibile.

I conviventi di fatto possono costituire un fondo patrimoniale?

No. Il fondo patrimoniale e riservato ai coniugi uniti in matrimonio e, dal 2016, alle parti di un’unione civile. I conviventi di fatto devono utilizzare strumenti alternativi, come il patto di convivenza (legge Cirinna) o il vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c., che pero hanno disciplina e protezioni diverse dal fondo patrimoniale.

Conclusione: il fondo patrimoniale nella successione, un bilancio onesto

Il fondo patrimoniale in successione si rivela uno strumento molto meno potente di quanto spesso lo si dipinga. I beni conferiti rientrano nell’asse ereditario, scontano l’imposta di successione alle normali aliquote e franchigie, e possono anzi creare complicazioni gestionali quando il fondo prosegue per la presenza di figli minori.

Il fondo patrimoniale resta utile come strumento di protezione patrimoniale in vita (entro i limiti visti), ma in ottica successoria va integrato o sostituito con strumenti piu efficaci: trust, patti di famiglia, polizze vita con beneficiario, donazioni con riserva di usufrutto. Ogni caso e diverso e richiede una valutazione personalizzata.

Se stai pianificando la successione della tua famiglia, o hai bisogno di gestire una successione con beni conferiti in fondo patrimoniale, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Il nostro team e specializzato nelle successioni in Friuli Venezia Giulia (sistema tavolare) e ti aiuta a scegliere la strategia piu adatta alla tua situazione familiare e patrimoniale, con un approccio chiaro e senza tecnicismi inutili.

Prenota una consulenza presso il CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a valutare se il fondo patrimoniale e ancora utile nella tua situazione, quali alternative considerare e come gestire la successione di beni vincolati nel modo piu semplice e fiscalmente efficiente.

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Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
Luglio 26, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/DOCUMENTI-NECESSARI-PER-LA-SUCCESSIONE-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-26 08:00:002026-04-24 23:48:39Fondo Patrimoniale e Successione 2026: Cosa Cambia per gli Eredi e Come Si Tassa
CAF, SUCCESSIONI

Riunione Fiscale Successione 2026: Cos’è, Quando Serve e Come Richiederla

Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

La riunione fiscale in successione è uno strumento tecnico poco conosciuto ma potenzialmente molto vantaggioso per gli eredi che si trovano a gestire due successioni ravvicinate nel tempo. Disciplinata dall’articolo 8 del D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico sull’imposta di successione e donazione), la riunione fiscale evita che gli stessi beni vengano tassati due volte quando passano da un primo defunto a un secondo, e poi da quest’ultimo agli eredi finali.

Si tratta di un istituto pensato per casi purtroppo frequenti, come il decesso di entrambi i coniugi a pochi anni di distanza, oppure la morte di un genitore subito dopo quella dell’altro. In queste situazioni, senza la riunione fiscale, gli eredi rischierebbero di pagare l’imposta di successione due volte sugli stessi beni nell’arco di pochi anni. In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo in modo semplice cos’è, quando si applica, come richiederla e quali vantaggi concreti offre, con esempi numerici pratici.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la riunione fiscale in successione
  2. Scopo: evitare la doppia imposizione fiscale
  3. Quando si applica la riunione fiscale
  4. Base normativa: art. 8 e art. 22 D.Lgs. 346/1990
  5. Come funziona il calcolo della riunione fiscale
  6. Condizioni per ottenere la riunione fiscale
  7. Procedura per richiederla nella dichiarazione
  8. Documenti necessari per la richiesta
  9. Vantaggi fiscali: esempi pratici con calcoli
  10. Esempio con patrimonio elevato: risparmio concreto
  11. Quando la riunione fiscale NON si applica
  12. Errori comuni nella richiesta
  13. Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti
  14. Domande frequenti (FAQ)

Cos’è la riunione fiscale in successione

La riunione fiscale è un meccanismo previsto dalla legge italiana che permette di scomputare (cioè sottrarre) dall’imposta di successione dovuta l’imposta già pagata in una precedente dichiarazione di successione, quando lo stesso bene passa più volte in tempi ravvicinati a causa del decesso dei suoi proprietari.

In parole semplici: se un bene — ad esempio una casa, un conto corrente o un pacchetto di titoli — è già stato oggetto di tassazione in una successione recente, quando lo stesso bene torna a “spostarsi” per una nuova successione, l’erede non paga di nuovo l’intera imposta ma può detrarre quanto già versato. L’obiettivo è evitare che, in poco tempo, un patrimonio venga eroso da imposte ripetute.

Questo istituto rappresenta uno degli strumenti più importanti a tutela degli eredi di successioni multiple, eppure risulta spesso sconosciuto anche a chi si occupa di pratiche successorie in modo saltuario. Il risultato è che molte famiglie finiscono per pagare più imposta del dovuto, semplicemente perché non hanno richiesto la riunione fiscale nella dichiarazione di successione.

Scopo: evitare la doppia imposizione fiscale

Lo scopo fondamentale della riunione fiscale è impedire la doppia imposizione sugli stessi beni in un arco temporale breve. Il principio di fondo è semplice: se l’Agenzia delle Entrate ha già incassato l’imposta di successione sul trasferimento di un patrimonio da un defunto a un erede, non sarebbe equo tassare di nuovo integralmente lo stesso patrimonio quando, pochi anni dopo, anche quell’erede muore e i beni passano ai suoi successori.

Immagina questa situazione: una donna eredita dal marito nel 2024 un appartamento del valore di 400.000 euro, pagando una parte di imposta. Nel 2026 la donna muore, e lo stesso appartamento passa ai figli. Senza la riunione fiscale, i figli dovrebbero pagare di nuovo l’imposta di successione sul medesimo appartamento, come se il bene non fosse mai stato tassato prima. La riunione fiscale serve proprio a evitare questa iniquità.

Il legislatore, con l’art. 8 del D.Lgs. 346/1990, ha riconosciuto che una tassazione ripetuta in tempi brevi sarebbe lesiva del principio di capacità contributiva (art. 53 della Costituzione). Per questo motivo ha introdotto un meccanismo compensativo: l’imposta già pagata viene scomputata da quella nuova.

Perché molti non conoscono questo istituto

La riunione fiscale è regolata da norme tecniche che raramente vengono spiegate in modo divulgativo. Inoltre, non si applica automaticamente: deve essere richiesta espressamente dal contribuente nella dichiarazione di successione. Se nessuno la richiede, l’imposta viene calcolata come se la precedente successione non fosse mai avvenuta, con evidente danno per gli eredi.

Quando si applica la riunione fiscale

La riunione fiscale in successione si applica quando si verifica una situazione specifica: una persona che ha già ricevuto beni per successione muore a sua volta entro un breve periodo, e i suoi eredi si trovano a dover presentare una nuova dichiarazione di successione che comprende, in tutto o in parte, gli stessi beni.

Il caso tipico — quello più frequente nella pratica dei CAF — è il seguente:

  • Primo decesso: la moglie muore nel 2023 e lascia al marito un patrimonio di 500.000 euro (tra conti correnti, titoli e immobili)
  • Secondo decesso: il marito muore nel 2026, portando con sé — tra il suo patrimonio — quegli stessi beni ereditati dalla moglie tre anni prima
  • Eredi finali: i due figli della coppia, che ricevono il patrimonio complessivo del padre

In questo scenario, i beni della moglie sono già stati “tassati” fiscalmente (o almeno dichiarati) nella successione del 2023. Quando passano dal marito ai figli, se non si applicasse la riunione fiscale, verrebbero tassati una seconda volta nell’arco di soli tre anni. La normativa consente invece di scomputare la parte di imposta già versata.

Il limite dei 5 anni

Il requisito temporale fondamentale è che il secondo decesso avvenga entro cinque anni dal primo. Se supera questo termine, la riunione fiscale non può essere più invocata: si considera che sia trascorso un tempo sufficiente perché i beni tornino nel “circuito ordinario” della tassazione. Questo limite è coerente con il principio di ragionevolezza applicato dal legislatore: le successioni troppo distanti nel tempo non generano un’iniquità fiscale significativa.

Attenzione: il termine si calcola dalla data di apertura della successione precedente (cioè dalla data del primo decesso) alla data di apertura della nuova successione (data del secondo decesso). Non conta la data di presentazione della dichiarazione di successione.

Base normativa: art. 8 e art. 22 D.Lgs. 346/1990

La disciplina della riunione fiscale in successione si fonda principalmente su due articoli del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni):

  • Articolo 8 D.Lgs. 346/1990 — stabilisce il principio generale della determinazione del valore della massa ereditaria e delle detrazioni applicabili, tra cui la riunione fiscale
  • Articolo 22 D.Lgs. 346/1990 — disciplina il meccanismo specifico dello scomputo dell’imposta già pagata nella precedente successione

La norma prevede che, quando gli stessi beni vengono nuovamente devoluti per successione entro cinque anni dalla precedente devoluzione a titolo gratuito, l’imposta dovuta sulla nuova successione sia ridotta dell’importo già pagato in precedenza. È importante sottolineare che si tratta di una detrazione d’imposta, non di una riduzione della base imponibile: non si tolgono cioè i beni dal calcolo del patrimonio ereditario, ma si scomputa l’imposta.

Fonte ufficiale

La normativa completa è consultabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e nella banca dati Normattiva, dove è possibile leggere il testo integrale del D.Lgs. 346/1990 e le successive modifiche.

Come funziona il calcolo della riunione fiscale

Il meccanismo di calcolo della riunione fiscale è abbastanza lineare, anche se richiede attenzione nella determinazione dei valori. Il principio è questo: dal valore della nuova successione si sottrae la parte già tassata nella precedente, oppure — più correttamente — si scomputa dall’imposta dovuta l’imposta già versata per gli stessi beni nella successione precedente.

Nella pratica, si procede così:

  1. Si determina la massa ereditaria complessiva della nuova successione, comprendendo tutti i beni del secondo defunto
  2. Si identificano, all’interno della massa, i beni (o il valore equivalente) che provengono dalla precedente successione
  3. Si calcola l’imposta di successione dovuta sulla nuova massa ereditaria applicando aliquote e franchigie
  4. Si scomputa l’imposta già pagata nella precedente successione, limitatamente ai beni comuni
  5. Il risultato è l’imposta netta effettivamente dovuta dai nuovi eredi

In termini tecnici: l’imposta netta è calcolata come “imposta nuova successione meno imposta già pagata precedentemente sui medesimi beni”. Se la sottrazione dà un risultato pari a zero o negativo, l’erede non deve pagare nulla (ma non ha diritto a rimborso). Se invece il risultato è positivo, quella è l’imposta effettivamente dovuta.

Il concetto di “valore equivalente”

La legge non richiede che i beni siano esattamente gli stessi: anche se il primo erede ha trasformato i beni ricevuti (ad esempio vendendo un immobile e reinvestendo in titoli), la riunione fiscale si applica comunque sul valore equivalente, a patto che si possa dimostrare la continuità economica del patrimonio. È un aspetto delicato, che richiede documentazione accurata e spesso l’intervento di un professionista esperto.

Condizioni per ottenere la riunione fiscale

Per poter beneficiare della riunione fiscale in successione devono essere soddisfatte alcune condizioni precise, tutte previste dall’art. 8 D.Lgs. 346/1990. Se anche una sola manca, l’Agenzia delle Entrate può rigettare la richiesta.

1. Identità (almeno parziale) degli eredi

Gli eredi della seconda successione devono essere, almeno in parte, gli stessi della prima — o riconducibili alla medesima “catena” familiare. Il caso più lineare è quello in cui padre e madre muoiono in tempi ravvicinati e i beni passano ai figli: la continuità familiare è evidente. Più complessi sono i casi in cui intervengono eredi diversi (fratelli, zii, nipoti) a seconda dei rapporti parentali con i due defunti.

2. Stessi beni o valore equivalente

I beni oggetto della seconda successione devono corrispondere — in tutto o in parte — a quelli già tassati nella prima, o al loro valore equivalente. Non è necessario che siano fisicamente identici: se, ad esempio, il primo erede ha venduto un’auto ereditata e con il ricavato ha aperto un conto titoli, la riunione fiscale può essere richiesta sul valore equivalente, purché la continuità patrimoniale sia documentabile.

3. Termine massimo: 5 anni

Come anticipato, il secondo decesso deve avvenire entro 5 anni dal primo. Oltre questo termine, la riunione fiscale decade definitivamente e gli eredi dovranno pagare l’imposta sulla nuova successione senza alcuno scomputo. Questo termine è perentorio e non ammette proroghe.

4. Precedente imposta effettivamente pagata

Lo scomputo è possibile solo se nella precedente successione è stata effettivamente versata un’imposta. Se, ad esempio, la prima successione rientrava interamente nelle franchigie (1 milione di euro per coniuge e figli) e quindi non si è pagata imposta, non c’è nulla da scomputare. In questi casi la “riunione fiscale” di fatto non porta vantaggi, perché il meccanismo è una detrazione d’imposta, non una riduzione della base imponibile.

Procedura per richiederla nella dichiarazione

La riunione fiscale va richiesta espressamente all’interno della dichiarazione di successione, utilizzando il modello telematico messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Non esiste una procedura separata: il beneficio si attiva compilando correttamente i quadri specifici del modello.

I passaggi principali sono:

  1. Preparare la dichiarazione di successione completa, inserendo tutti i beni del secondo defunto
  2. Indicare chiaramente nei quadri specifici del modello telematico che si richiede la riunione fiscale con riferimento alla precedente dichiarazione di successione
  3. Riportare i dati identificativi della precedente dichiarazione: numero di protocollo, data, ufficio presso cui era stata presentata, codice fiscale del precedente defunto
  4. Specificare l’importo dell’imposta già pagata nella precedente successione, relativamente ai beni oggetto della riunione
  5. Allegare la documentazione di supporto (vedi sezione successiva)
  6. Presentare la dichiarazione entro 12 mesi dalla data del decesso tramite servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate

È fondamentale che la richiesta sia esplicita e correttamente motivata: l’Agenzia delle Entrate non applica la riunione fiscale d’ufficio. Se nella dichiarazione non viene richiesta, i beni verranno tassati come una successione ordinaria e lo scomputo non sarà possibile recuperarlo successivamente (salvo presentare una dichiarazione integrativa nei termini consentiti).

Il sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia

In Friuli Venezia Giulia le successioni sono ulteriormente complicate dal sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia che richiede procedure specifiche per il trasferimento della proprietà immobiliare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale in questo sistema e può gestire contemporaneamente la richiesta di riunione fiscale e le pratiche tavolari, evitando errori che potrebbero compromettere il beneficio fiscale.

Documenti necessari per la richiesta

Per richiedere correttamente la riunione fiscale in successione è necessario allegare alla nuova dichiarazione una serie di documenti che dimostrino i presupposti previsti dalla legge. Questa è la checklist completa dei documenti da preparare:

  • Precedente dichiarazione di successione (copia integrale, comprensiva di tutti i quadri compilati)
  • Modello F24 di pagamento dell’imposta versata nella precedente successione, con relativa ricevuta
  • Autoliquidazione (se presentata in passato) o avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate relativo alla prima successione
  • Certificati di morte di entrambi i defunti, per dimostrare il rispetto del termine dei 5 anni
  • Documentazione dell’identità degli eredi (stato di famiglia storico, certificati di nascita, eventuale testamento)
  • Elenco dettagliato dei beni comuni alle due successioni, con valori e riferimenti catastali (per gli immobili)
  • In caso di valore equivalente: documentazione bancaria, atti di vendita, contratti di investimento che dimostrino la continuità patrimoniale
  • Visure catastali aggiornate degli immobili oggetto di riunione fiscale

Conservare la documentazione della precedente successione è fondamentale: molte famiglie, purtroppo, buttano via o smarriscono l’F24 di pagamento e la ricevuta della dichiarazione precedente, rendendo molto difficile — se non impossibile — dimostrare l’imposta già versata. In questi casi, è possibile richiedere copia dei documenti all’Agenzia delle Entrate o al CAF che aveva curato la pratica.

Vantaggi fiscali: esempi pratici con calcoli

Il vantaggio principale della riunione fiscale è la riduzione o l’annullamento dell’imposta di successione sulla seconda dichiarazione, limitatamente ai beni comuni alle due successioni. Vediamo con un esempio pratico quanto può valere in termini concreti.

Esempio base: famiglia con patrimonio medio

Supponiamo una famiglia con questa situazione:

  • 2023: la moglie muore e lascia al marito un patrimonio complessivo di 500.000 euro (un appartamento di 350.000 € e conti correnti per 150.000 €)
  • Franchigia coniuge: 1.000.000 €, quindi nessuna imposta di successione dovuta. Il marito eredita integralmente il patrimonio senza versare imposta
  • 2026: il marito muore, lasciando ai due figli un patrimonio di 500.000 euro (gli stessi beni ereditati dalla moglie)
  • Franchigia figli: 1.000.000 € per ciascuno, quindi anche in questo caso nessuna imposta dovuta

In questo scenario specifico, la riunione fiscale non produce un beneficio diretto perché la franchigia familiare copre già tutto il patrimonio. Tuttavia, l’istituto diventa estremamente utile quando il patrimonio supera le franchigie, come vedremo nel prossimo esempio.

Ricordiamo le aliquote 2026 dell’imposta di successione

  • Coniuge e figli: 4% sulla parte eccedente 1.000.000 € per ciascun erede
  • Fratelli e sorelle: 6% sulla parte eccedente 100.000 € per ciascun erede
  • Altri parenti fino al 4° grado: 6% senza franchigia
  • Estranei: 8% senza franchigia

Esempio con patrimonio elevato: risparmio concreto

Dove la riunione fiscale mostra tutta la sua utilità è nei casi di patrimoni che superano le franchigie. Vediamo un esempio numerico realistico con un patrimonio di 3.000.000 di euro.

Scenario

  • 2023: muore il signor Rossi lasciando alla moglie un patrimonio di 3.000.000 €. Franchigia coniuge: 1.000.000 €. Imponibile: 2.000.000 €. Imposta di successione dovuta: 4% × 2.000.000 = 80.000 €, effettivamente versata con F24
  • 2026: muore la signora Rossi (entro 3 anni dal marito) e il patrimonio di 3.000.000 € passa ai due figli in parti uguali (1.500.000 € ciascuno)
  • Per ciascun figlio: franchigia 1.000.000 €, imponibile 500.000 €, imposta 4% × 500.000 = 20.000 € ciascuno, per un totale di 40.000 €

Calcolo senza riunione fiscale

I figli dovrebbero pagare 40.000 € di imposta di successione sulla morte della madre, senza alcuno scomputo. L’imposta già pagata dal padre nel 2023 (80.000 €) risulterebbe “persa” dal punto di vista fiscale.

Calcolo con riunione fiscale

Richiedendo la riunione fiscale, l’imposta dovuta sulla nuova successione (40.000 €) viene scomputata dall’imposta già pagata nella precedente (80.000 €, relativamente agli stessi beni). Il risultato: imposta dovuta 0 € (la detrazione copre interamente l’imposta nuova). Si noti però che non si ottiene il rimborso della differenza (40.000 € a credito), perché la riunione fiscale può al massimo azzerare l’imposta, non generare crediti d’imposta.

Risparmio effettivo

In questo esempio, i figli risparmiano 40.000 euro grazie alla riunione fiscale. Un importo significativo che, senza la corretta richiesta nella dichiarazione di successione, sarebbe andato perso. È proprio in questi scenari — patrimoni medio-alti con successioni ravvicinate — che l’intervento di un CAF esperto diventa determinante.

Quando la riunione fiscale NON si applica

Pur essendo uno strumento utile, la riunione fiscale ha confini ben precisi e non è applicabile in diversi casi pratici. Conoscere queste esclusioni è importante per evitare aspettative sbagliate e soprattutto errori nella dichiarazione.

  • Se sono trascorsi più di 5 anni tra la prima e la seconda successione, il beneficio decade definitivamente
  • Se la precedente successione non ha generato imposta effettivamente pagata (ad esempio perché interamente coperta dalla franchigia), non c’è nulla da scomputare
  • Se i beni della prima successione sono stati integralmente alienati dal primo erede (venduti, donati) senza reinvestimento o trasformazione documentabile, la continuità patrimoniale si interrompe
  • Se gli eredi della seconda successione sono completamente diversi da quelli della prima e non c’è alcun legame parentale o soggettivo
  • Per i beni “nuovi” entrati nel patrimonio del secondo defunto dopo la prima successione (ad esempio acquistati con redditi successivi), la riunione non si applica
  • Per le donazioni: la riunione fiscale nella forma qui descritta riguarda specificamente le successioni mortis causa. Per le donazioni si applica un meccanismo separato di coacervo, disciplinato da norme distinte

In tutti questi casi, l’imposta di successione va calcolata e pagata in modo ordinario, applicando franchigie e aliquote vigenti senza alcuno scomputo per imposte precedenti.

Errori comuni nella richiesta

Nella pratica quotidiana, gli errori più frequenti che le famiglie commettono nella richiesta di riunione fiscale sono i seguenti. Evitarli significa risparmiare tempo, evitare contestazioni dell’Agenzia delle Entrate e ottenere effettivamente il beneficio fiscale.

  1. Non richiederla affatto: molti eredi presentano la dichiarazione di successione senza sapere che la riunione fiscale esiste, e pagano l’intera imposta inutilmente
  2. Richiederla oltre i 5 anni: errore di calcolo del termine (che decorre dal decesso, non dalla presentazione della dichiarazione)
  3. Documentazione incompleta: assenza della copia della precedente dichiarazione o dell’F24 di pagamento. In questi casi l’Agenzia può rigettare la richiesta
  4. Errato calcolo dello scomputo: applicare la detrazione su tutto il patrimonio anziché solo sui beni effettivamente comuni alle due successioni
  5. Mancata indicazione nei quadri corretti del modello telematico: la richiesta deve essere formale e tecnicamente inserita nei campi giusti
  6. Dimenticare la continuità patrimoniale quando i beni sono stati trasformati (vendita + reinvestimento) senza documentare il collegamento
  7. Confondere la riunione fiscale con il coacervo delle donazioni: sono due istituti distinti, disciplinati da norme diverse

Per questo motivo, quando una famiglia si trova davanti a due successioni ravvicinate, il consiglio è sempre lo stesso: affidarsi a un CAF o a un professionista che abbia esperienza specifica con questo istituto, piuttosto che procedere in autonomia con il rischio di perdere migliaia di euro.

Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle successioni, comprese quelle con riunione fiscale. Grazie all’esperienza pluriennale nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia e alla conoscenza approfondita del D.Lgs. 346/1990, il nostro team può:

  • Valutare preliminarmente se nel tuo caso sono presenti i presupposti per richiedere la riunione fiscale
  • Recuperare la documentazione della precedente dichiarazione di successione, anche se gestita da altri professionisti
  • Calcolare con precisione l’imposta dovuta e l’effettivo scomputo applicabile
  • Predisporre la dichiarazione telematica di successione con tutti i quadri e gli allegati corretti
  • Gestire contemporaneamente le volture tavolari in Friuli Venezia Giulia, senza doverti rivolgere a più professionisti
  • Assistere in caso di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate o di richiesta di documentazione integrativa

Che tu debba gestire una successione semplice o una situazione complessa con riunione fiscale, i nostri consulenti ti accompagnano passo passo. Prenota un appuntamento per una valutazione preliminare gratuita: nel caso di successioni ravvicinate, il risparmio fiscale può essere di decine di migliaia di euro, rendendo l’assistenza professionale un investimento pienamente ripagato.

Domande frequenti (FAQ)

Che cos’è esattamente la riunione fiscale in successione?

La riunione fiscale è un meccanismo disciplinato dall’art. 8 del D.Lgs. 346/1990 che permette di scomputare dall’imposta di successione dovuta l’imposta già pagata in una precedente successione, quando gli stessi beni (o il loro valore equivalente) passano nuovamente per eredità entro 5 anni. Serve a evitare la doppia imposizione sugli stessi beni in tempi ravvicinati.

Entro quanto tempo devo richiedere la riunione fiscale?

La riunione fiscale deve essere richiesta all’interno della nuova dichiarazione di successione, da presentare entro 12 mesi dalla data del decesso. Il requisito fondamentale è che il secondo decesso sia avvenuto entro 5 anni dal primo. Superato questo termine, il beneficio decade.

Se la prima successione non ha pagato imposta (perché coperta dalla franchigia), posso comunque richiedere la riunione fiscale?

No. La riunione fiscale è una detrazione d’imposta, non una riduzione della base imponibile. Se nella prima successione non è stata pagata alcuna imposta (ad esempio perché il patrimonio era inferiore alla franchigia di 1 milione di euro per coniuge e figli), non c’è nulla da scomputare e la nuova successione viene tassata normalmente.

I beni ereditati sono stati venduti: posso ancora chiedere la riunione fiscale?

Sì, a condizione che si possa dimostrare la continuità patrimoniale. Se il primo erede ha venduto i beni ereditati e ha reinvestito il ricavato in altri asset (titoli, un altro immobile, conto corrente), la riunione fiscale si applica sul valore equivalente. Serve però documentazione accurata (atti di vendita, estratti conto, contratti di investimento) che dimostri il collegamento tra i beni originari e quelli presenti nel patrimonio del secondo defunto.

La riunione fiscale vale anche per le donazioni ricevute prima del decesso?

No, per le donazioni si applica un istituto diverso chiamato coacervo, disciplinato da norme distinte. La riunione fiscale ex art. 8 D.Lgs. 346/1990 riguarda esclusivamente le successioni mortis causa (cioè i trasferimenti per causa di morte). Un CAF esperto può comunque valutare se nel tuo caso concorrono istituti diversi da applicare.

Posso presentare una dichiarazione integrativa se ho dimenticato di richiedere la riunione fiscale?

In linea di principio sì, entro i termini previsti per la dichiarazione integrativa a favore del contribuente (di norma entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo). È comunque una procedura delicata, che richiede il supporto di un professionista esperto per evitare il rigetto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quanto costa farsi assistere dal CAF per una successione con riunione fiscale?

I costi variano in base alla complessità della pratica (numero di eredi, tipologia di beni, presenza di immobili in sistema tavolare FVG, valore del patrimonio). Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce un preventivo personalizzato gratuito dopo una valutazione preliminare del caso. Nel caso di successioni ravvicinate, il risparmio fiscale ottenibile è spesso molto superiore al costo della consulenza.

La riunione fiscale è automatica o va sempre richiesta?

Va sempre richiesta esplicitamente dal contribuente nella dichiarazione di successione, indicando i riferimenti della precedente successione e allegando la documentazione necessaria. L’Agenzia delle Entrate non applica il beneficio d’ufficio: se non viene richiesto, l’imposta viene calcolata come per una successione ordinaria.

Hai ereditato dopo due decessi ravvicinati in famiglia? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se puoi richiedere la riunione fiscale e a presentare correttamente la dichiarazione di successione, preservando ogni possibile beneficio fiscale. Prenota la tua consulenza o chiama i nostri uffici per un primo orientamento gratuito.

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Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

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Luglio 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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Certificato Successorio Europeo 2026: Quando Serve, Come Ottenerlo e Costi

Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

Hai un parente defunto che possedeva beni in Spagna, Francia o Germania? Sei un erede residente all’estero che deve gestire una successione italiana? Il Certificato Successorio Europeo (CSE) e il documento unico, riconosciuto in tutta l’Unione Europea, che ti permette di dimostrare la tua qualita di erede, legatario, esecutore testamentario o amministratore dell’eredita senza dover attivare procedure diverse in ogni Stato membro.

Introdotto dal Regolamento UE n. 650/2012, il CSE e uno strumento indispensabile per tutte le successioni transfrontaliere, ovvero quelle che coinvolgono beni o eredi in piu Stati dell’Unione Europea. In questa guida completa del 2026 scoprirai cos’e il Certificato Successorio Europeo, quando serve, chi puo richiederlo, come si ottiene in Italia, quanto costa e quali documenti servono. Con esempi pratici e FAQ per risolvere ogni dubbio.

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Cos’e il Certificato Successorio Europeo (CSE)

Il Certificato Successorio Europeo e un documento ufficiale, istituito dal Regolamento (UE) n. 650/2012 del 4 luglio 2012, entrato in vigore il 17 agosto 2015. Si tratta di un certificato uniforme valido in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea che hanno aderito al regolamento, progettato per semplificare e velocizzare le successioni transfrontaliere.

Il CSE permette a eredi, legatari, esecutori testamentari e amministratori dell’eredita di far valere la propria qualita e di esercitare i relativi diritti o poteri in qualsiasi altro Stato membro UE, senza dover affrontare procedure burocratiche diverse in ciascun Paese. E quindi uno strumento di enorme utilita pratica, soprattutto quando il patrimonio del defunto e distribuito in piu Stati.

Funzioni principali del CSE:

  • Dimostra la qualita di erede e la quota ereditaria spettante
  • Attesta i poteri dell’esecutore testamentario o dell’amministratore dell’eredita
  • Consente di accedere a beni del defunto (conti correnti, immobili, partecipazioni societarie) in altri Stati UE
  • Permette l’iscrizione nei registri immobiliari di immobili situati all’estero
  • E riconosciuto automaticamente senza necessita di procedure di exequatur o legalizzazione

Quando serve il Certificato Successorio Europeo

Il CSE non e obbligatorio, ma diventa molto utile o praticamente indispensabile in presenza di successioni con elementi di internazionalita all’interno dell’Unione Europea. Ecco i casi tipici in cui il Certificato Successorio Europeo e necessario:

1. Successione con beni in piu Stati UE

Esempio classico: il defunto era residente in Italia ma possedeva una casa in Spagna, un conto corrente in Germania e partecipazioni in una societa francese. Con il CSE, gli eredi possono dimostrare la propria qualita e sbloccare i beni in tutti questi Paesi con un unico documento.

2. Eredi residenti all’estero

Se il defunto era residente in Italia ma gli eredi vivono in altri Stati membri UE (Francia, Germania, Paesi Bassi, ecc.), il CSE consente agli eredi di dimostrare la propria posizione senza dover avviare procedimenti giudiziari nel proprio Paese di residenza.

3. Esecutori testamentari o amministratori

Chi e stato nominato esecutore testamentario o amministratore dell’eredita puo utilizzare il CSE per esercitare i propri poteri in qualsiasi Stato membro UE, ad esempio per vendere immobili, gestire conti correnti o rappresentare l’eredita in procedimenti legali.

4. Successioni complesse con conflitti di legge

Quando la legge applicabile alla successione e diversa dalla legge dello Stato dove si trovano i beni, il CSE funge da strumento di raccordo tra sistemi giuridici differenti, semplificando la gestione pratica della successione.

In quali Stati UE e valido il CSE

Il Certificato Successorio Europeo e valido in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, con due eccezioni importanti:

  • Danimarca: ha esercitato l’opt-out e non aderisce al Regolamento UE 650/2012
  • Irlanda: non ha aderito al Regolamento

Nota importante sul Regno Unito: dopo la Brexit, il Regno Unito non fa piu parte dell’UE e quindi il CSE non e utilizzabile per successioni che riguardano beni o eredi nel Regno Unito. In questi casi occorre seguire le procedure previste dalle norme internazionali privatistiche e dalle leggi interne britanniche.

Stati UE dove il CSE e pienamente valido (elenco aggiornato 2026): Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

Chi puo richiedere il Certificato Successorio Europeo

Il Regolamento UE 650/2012 individua con precisione i soggetti legittimati a richiedere il rilascio del CSE. Possono fare richiesta:

  • Eredi legittimi o testamentari: coloro che succedono al defunto per legge o per testamento
  • Legatari: chi riceve dal defunto un bene determinato (legato) ai sensi del testamento
  • Esecutori testamentari: soggetti nominati nel testamento per eseguire le disposizioni del defunto
  • Amministratori dell’eredita: persone nominate dall’autorita giudiziaria o designate per legge per gestire l’eredita

Chi NON puo richiedere il CSE: creditori del defunto, creditori degli eredi, debitori dell’eredita, terzi interessati ma non in possesso di una qualita successoria. Questi soggetti devono utilizzare altri strumenti giuridici nazionali o internazionali per tutelare i propri interessi.

A chi richiedere il CSE in Italia: il ruolo del notaio

In Italia, l’autorita competente al rilascio del Certificato Successorio Europeo e il NOTAIO. La scelta italiana, recepita con il decreto legislativo di adeguamento al Regolamento UE 650/2012, individua nel notaio l’unico soggetto abilitato al rilascio del CSE.

Quale notaio scegliere: in linea di principio, e competente qualsiasi notaio italiano, con riferimento alle regole generali di competenza territoriale. Nella pratica, si sceglie:

  • Il notaio del luogo di ultima residenza del defunto
  • Il notaio che ha gia ricevuto altri atti successori (es. pubblicazione del testamento, atto notorio)
  • Un notaio specializzato in diritto internazionale privato e successioni transfrontaliere

Attenzione: la competenza al rilascio del CSE a livello internazionale dipende dalla residenza abituale del defunto al momento della morte. Se il defunto era residente abitualmente in un altro Stato UE, la competenza spetta alle autorita di quello Stato, non al notaio italiano.

Differenza tra CSE e certificato di eredita italiano

Molti confondono il Certificato Successorio Europeo con il certificato di eredita italiano. Si tratta di due strumenti profondamente diversi per ambito territoriale, funzione e procedura.

Certificato di eredita italiano (certificato del tribunale)

Il certificato di eredita italiano tradizionale (rilasciato dal tribunale) esiste solo in due territori:

  • Friuli Venezia Giulia (ex territori austro-ungarici: Trieste, Gorizia, parte della provincia di Udine)
  • Trentino-Alto Adige (Trento e Bolzano)

Si tratta di un retaggio del sistema tavolare (libro fondiario) ereditato dall’ordinamento austro-ungarico. In queste zone, il certificato di eredita e necessario per le volture immobiliari e viene rilasciato dal tribunale di ultima residenza del defunto.

Certificato Successorio Europeo (CSE)

Il CSE e valido in tutta l’UE (eccetto Danimarca e Irlanda) e viene rilasciato dal notaio. Non sostituisce il certificato di eredita italiano per le pratiche interne, ma e complementare per le successioni transfrontaliere.

Tabella comparativa

CaratteristicaCertificato di eredita italianoCertificato Successorio Europeo (CSE)
Ambito territorialeSolo FVG e Trentino-Alto AdigeTutta l’UE (tranne DK, IE)
Autorita competenteTribunaleNotaio
Quando serveVolture immobiliari nel sistema tavolareSuccessioni con elementi transfrontalieri UE
ValiditaIllimitata6 mesi (rinnovabile)
Base normativaLegge nazionale (retaggio austriaco)Regolamento UE 650/2012

Documenti necessari per richiedere il CSE

Per richiedere il Certificato Successorio Europeo al notaio e necessario presentare una serie di documenti che variano leggermente a seconda della situazione concreta, ma che generalmente comprendono:

Documenti relativi al defunto

  • Certificato di morte del defunto (in originale o copia conforme)
  • Documento attestante la residenza abituale al momento del decesso (certificato storico di residenza)
  • Atto di nascita del defunto
  • Certificato di cittadinanza o passaporto del defunto
  • Eventuale testamento pubblicato (olografo, pubblico o segreto)

Documenti relativi al richiedente

  • Documento d’identita valido (carta d’identita o passaporto)
  • Codice fiscale
  • Atto di nascita
  • Eventuale atto di matrimonio (se coniuge del defunto)
  • Certificato storico di famiglia

Documenti comprovanti la qualita di erede

  • Atto notorio o dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la qualita di erede
  • Dichiarazione di successione gia presentata all’Agenzia delle Entrate (se disponibile)
  • Verbale di pubblicazione del testamento
  • Eventuale accettazione dell’eredita (espressa o tacita)
  • In caso di eredita con beneficio di inventario: provvedimento del tribunale

Elenco dei beni (se necessario)

Se il certificato deve riguardare specifici beni (ad esempio un immobile in Spagna), occorre presentare documentazione dettagliata:

  • Visure catastali (immobili)
  • Estratti conto bancari
  • Certificati di deposito titoli
  • Visure camerali (partecipazioni societarie)
  • Documentazione auto/imbarcazioni

Consiglio: prima di recarti dal notaio, consulta il CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica completa della documentazione successoria. Spesso manca qualche documento o e necessario richiedere certificati storici al Comune.

Procedura per ottenere il Certificato Successorio Europeo

La procedura per ottenere il CSE segue tre fasi principali, che coinvolgono il richiedente e il notaio competente.

Fase 1: Richiesta al notaio

Il richiedente si reca dal notaio competente con tutta la documentazione e compila l’istanza di rilascio del CSE. La richiesta deve contenere:

  • Dati completi del defunto (nome, cognome, data e luogo di nascita, data di morte, residenza abituale)
  • Dati completi del richiedente
  • Indicazione della qualita posseduta (erede, legatario, esecutore, amministratore)
  • Indicazione dello scopo per cui si richiede il certificato (es. volturare un immobile in Francia)
  • Elenco degli eventuali altri eredi o beneficiari
  • Informazioni su eventuali disposizioni testamentarie
  • Indicazione dei beni oggetto del certificato (se rilevanti)

Fase 2: Istruttoria del notaio

Il notaio effettua le verifiche necessarie per accertare la veridicita delle informazioni fornite. Puo:

  • Richiedere ulteriori documenti
  • Consultare registri pubblici (stato civile, anagrafe, registro testamenti)
  • Raccogliere dichiarazioni giurate
  • Informare altri possibili beneficiari (eredi non richiedenti, legatari)
  • Effettuare accertamenti sulla residenza abituale del defunto

L’istruttoria puo durare alcune settimane, a seconda della complessita della successione e della completezza della documentazione iniziale.

Fase 3: Rilascio del CSE

Completata l’istruttoria, il notaio rilascia il Certificato Successorio Europeo utilizzando il modulo V del Regolamento UE 650/2012. Il certificato originale rimane agli atti del notaio, che rilascia al richiedente una o piu copie autentiche, ciascuna con validita di 6 mesi.

Tempi e costi del Certificato Successorio Europeo

Tempi di rilascio

I tempi per ottenere il CSE variano in base alla complessita della successione e alla completezza della documentazione presentata. In media:

  • Casi semplici (erede unico, successione nazionale italiana con un solo bene all’estero): 30-45 giorni
  • Casi medi (piu eredi, testamento, beni in 2-3 Stati): 45-90 giorni
  • Casi complessi (legge applicabile straniera, contestazioni, ricerche genealogiche): 3-6 mesi

Costi notarili

Gli onorari notarili per il rilascio del CSE non sono fissi e variano da notaio a notaio, in base a complessita, valore dell’eredita e tempo richiesto. Ecco un’indicazione orientativa per il 2026:

Tipologia praticaCosto notarile indicativo
CSE semplice (erede unico, beni modesti)500 – 900 euro
CSE standard (piu eredi, testamento)900 – 1.500 euro
CSE complesso (legge straniera, patrimonio rilevante)1.500 – 2.500 euro
Copia autentica aggiuntiva50 – 150 euro

Spese accessorie: a questi costi si aggiungono marche da bollo (16 euro ogni 4 facciate), eventuali imposte di registro e diritti di segreteria. Prima di conferire incarico, chiedi sempre un preventivo scritto al notaio.

Validita e contenuto del CSE

Validita temporale: 6 mesi (rinnovabile)

Le copie autentiche del CSE hanno validita di 6 mesi dalla data di rilascio. Dopo tale periodo, il richiedente puo chiedere al notaio:

  • Il rinnovo della validita (proroga)
  • Il rilascio di una nuova copia autentica

In casi eccezionali, il notaio puo prorogare la validita per un termine superiore se giustificato dalle circostanze (es. contenziosi pendenti all’estero).

Contenuto del Certificato Successorio Europeo

Il CSE, redatto sul modulo V standard europeo, contiene le seguenti informazioni:

  • Dati dell’autorita di emissione (notaio italiano) e riferimenti del procedimento
  • Dati del richiedente (nome, cognome, data di nascita, residenza, cittadinanza)
  • Dati del defunto (nome, cognome, data di nascita e morte, residenza abituale, cittadinanza)
  • Indicazione della legge applicabile alla successione (scelta professio iuris o criterio oggettivo)
  • Qualita del richiedente (erede, legatario, esecutore, amministratore)
  • Quota ereditaria spettante all’erede
  • Elenco dei beni che l’erede puo rivendicare (se rilevanti)
  • Poteri dell’esecutore testamentario o dell’amministratore
  • Eventuali restrizioni o oneri gravanti sull’eredita
  • Data di rilascio e firma del notaio

Differenza tra CSE e atto notorio italiano

L’atto notorio (o dichiarazione sostitutiva di atto notorio) e un documento tipicamente italiano, frequentemente utilizzato nelle successioni per attestare la qualita di erede. Si tratta di una dichiarazione resa davanti a due testimoni e verbalizzata dal notaio o da un pubblico ufficiale.

Differenze principali con il CSE:

  • Efficacia territoriale: l’atto notorio ha efficacia in Italia; il CSE in tutta l’UE
  • Riconoscimento automatico: solo il CSE e riconosciuto automaticamente negli altri Stati UE senza procedure aggiuntive
  • Valore probatorio: il CSE ha un valore probatorio rafforzato uniforme in tutta l’UE; l’atto notorio ha valore di dichiarazione sostitutiva
  • Utilizzo all’estero: l’atto notorio all’estero richiede traduzione giurata e spesso legalizzazione/apostille; il CSE no
  • Durata: l’atto notorio non ha scadenza; il CSE ha validita 6 mesi rinnovabili

In pratica: se la successione e esclusivamente italiana, l’atto notorio e sufficiente e molto meno costoso. Se ci sono beni o eredi all’estero UE, il CSE e lo strumento corretto.

Quando NON serve il Certificato Successorio Europeo

Il CSE non e sempre necessario. In molti casi rappresenta un costo evitabile. Non serve richiedere il CSE nelle seguenti situazioni:

  • Successione puramente nazionale italiana: defunto residente in Italia, eredi tutti in Italia, beni tutti in Italia. Basta dichiarazione di successione + atto notorio
  • Successione con beni solo in FVG o Trentino-Alto Adige: qui serve il certificato di eredita rilasciato dal tribunale, non il CSE
  • Successione con beni in UK, Svizzera, USA o altri Paesi extra-UE: il CSE non e riconosciuto, occorrono altre procedure
  • Successione con beni in Danimarca o Irlanda: questi Paesi non hanno aderito al Regolamento
  • Volture di piccoli conti correnti: molte banche UE accettano documenti alternativi (atti notori tradotti) per importi modesti

Consiglio pratico: prima di richiedere il CSE, verifica con la banca, il notaio straniero o il conservatore dei registri immobiliari se accettano strumenti alternativi meno costosi.

Esempio pratico: eredita immobile in Spagna

Vediamo un caso concreto per capire come funziona il CSE nella pratica.

Situazione

Mario, cittadino italiano residente a Udine, muore nel 2026 lasciando in eredita al nipote Luca (residente a Milano):

  • Appartamento a Udine (Italia)
  • Casa al mare a Valencia (Spagna)
  • Conto corrente in Italia

Cosa deve fare Luca

Per i beni italiani:

  • Dichiarazione di successione presso Agenzia delle Entrate (entro 12 mesi)
  • Voltura catastale per l’appartamento di Udine
  • Sblocco del conto corrente con atto notorio

Per l’immobile in Spagna:

  1. Luca richiede il CSE a un notaio italiano, indicando che serve per volturare l’immobile in Spagna
  2. Il notaio verifica la documentazione (certificato di morte, atto notorio, testamento, ecc.) e rilascia il CSE dopo circa 45 giorni
  3. Luca riceve copia autentica del CSE (valida 6 mesi)
  4. Con il CSE, Luca si rivolge al Registro de la Propiedad spagnolo per la voltura dell’immobile
  5. Il Registro spagnolo riconosce automaticamente il CSE senza richiedere legalizzazione o traduzione giurata
  6. Luca paga le imposte successorie spagnole e diventa formalmente proprietario

Costi totali

  • Dichiarazione successione Italia (tramite CAF): circa 300-500 euro
  • CSE dal notaio italiano: circa 1.000-1.500 euro
  • Imposte successione Spagna: variabili in base a valore immobile e regione
  • Pratica voltura Spagna: 500-1.500 euro

Casi complessi: legge applicabile alla successione

Uno degli aspetti piu delicati del CSE riguarda l’individuazione della legge applicabile alla successione. Il Regolamento UE 650/2012 stabilisce due criteri principali:

Criterio oggettivo: residenza abituale

La regola generale e che si applica la legge dello Stato in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento della morte. Per “residenza abituale” si intende il centro stabile degli interessi personali e patrimoniali del defunto, non il mero domicilio fiscale.

Criterio soggettivo: professio iuris

Il defunto puo, mediante disposizione testamentaria, scegliere che la propria successione sia regolata dalla legge dello Stato di cui ha la cittadinanza al momento della scelta o al momento della morte. Questa scelta e nota come “professio iuris“.

Esempi pratici

  • Italiano residente in Germania senza testamento: si applica la legge tedesca (residenza abituale)
  • Italiano residente in Germania con testamento che sceglie legge italiana: si applica la legge italiana (professio iuris)
  • Italiano residente in Italia con beni in Francia: si applica la legge italiana (residenza abituale)
  • Cittadino con doppia cittadinanza (italiano-francese): puo scegliere legge italiana o francese

Attenzione: la legge applicabile regola tutti gli aspetti della successione (quote di legittima, rapporti con coniuge, diritti dei figli, ecc.). E una scelta strategica con grandi implicazioni patrimoniali, da valutare con un notaio esperto in successioni transfrontaliere.

Il supporto del CAF Centro Fiscale per le successioni internazionali

Il CAF Centro Fiscale di Udine e specializzato nella gestione delle successioni, comprese quelle con elementi di internazionalita. Non rilasciamo direttamente il CSE (competenza esclusiva del notaio), ma offriamo un supporto completo in tutte le fasi della successione:

  • Raccolta e verifica della documentazione per il notaio
  • Presentazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate
  • Calcolo delle imposte di successione in Italia
  • Volture catastali degli immobili italiani
  • Gestione del certificato di eredita per il sistema tavolare FVG
  • Consulenza sulla legge applicabile e sulle conseguenze fiscali
  • Coordinamento con professionisti stranieri (avvocati, notai, consulenti fiscali)

Se hai una successione con elementi transfrontalieri (immobili all’estero, eredi residenti fuori Italia, defunto con piu cittadinanze), contattaci per una consulenza personalizzata. Ti guideremo passo dopo passo in un percorso spesso complesso.

FAQ: Domande frequenti sul Certificato Successorio Europeo

1. Il CSE e obbligatorio per le successioni transfrontaliere?

No, il CSE non e obbligatorio. Resta possibile utilizzare gli strumenti nazionali tradizionali (atto notorio, certificato di eredita nazionale) e farli valere all’estero mediante traduzione e legalizzazione/apostille. Tuttavia, il CSE e piu efficiente e riconosciuto automaticamente.

2. Posso richiedere il CSE anche se il defunto era residente all’estero?

Dipende dalla residenza abituale del defunto. Se era residente abitualmente in Italia, l’autorita competente e il notaio italiano. Se era residente in un altro Stato UE, occorre rivolgersi all’autorita competente di quello Stato (che in Germania e il tribunale, in Spagna il notaio, ecc.).

3. Posso ricevere piu copie autentiche del CSE?

Si, il notaio puo rilasciare piu copie autentiche, utili se devi utilizzare il CSE in piu Paesi contemporaneamente. Ogni copia ha validita 6 mesi. Il costo di ogni copia aggiuntiva e di circa 50-150 euro.

4. Cosa succede se il CSE scade prima di aver completato le pratiche?

Puoi chiedere al notaio un rinnovo della validita o il rilascio di una nuova copia autentica. E importante richiedere il rinnovo prima della scadenza, altrimenti le autorita straniere potrebbero non accettare il documento e richiedere una nuova pratica.

5. Il CSE serve anche per Paesi extra-UE come la Svizzera o il Regno Unito?

No. Il CSE e uno strumento dell’Unione Europea e non ha efficacia in Svizzera, Norvegia, Regno Unito, USA, Canada o altri Paesi extra-UE. Per questi casi occorre seguire le procedure previste dalle convenzioni internazionali o dalle leggi interne dei singoli Stati (ad esempio l’Apostille dell’Aja).

6. Posso contestare un CSE gia rilasciato?

Si. Chiunque abbia un interesse legittimo (altri eredi, legatari, creditori) puo chiedere al notaio la rettifica, modifica o revoca del CSE. In caso di diniego o di questioni complesse, e possibile ricorrere al tribunale competente.

7. Quanto costa in totale una successione con CSE?

Dipende dalla complessita. Indicativamente, considerando tutti i costi (dichiarazione successione, CSE, imposte, volture), una successione italiana con un bene all’estero UE puo costare tra 2.500 e 6.000 euro totali, escluse le imposte successorie che dipendono dal valore dell’eredita.

8. Il CAF puo rilasciare il CSE?

No, il CSE puo essere rilasciato esclusivamente dal notaio. Il CAF Centro Fiscale supporta il cliente nella raccolta documentale, nella dichiarazione di successione e nel coordinamento con il notaio, ma il rilascio formale del certificato spetta solo al pubblico ufficiale notarile.

Conclusione: quando serve davvero il CSE

Il Certificato Successorio Europeo e uno strumento potente e spesso indispensabile per le successioni transfrontaliere all’interno dell’Unione Europea. Introdotto dal Regolamento UE 650/2012, semplifica enormemente la gestione di eredita con beni o eredi in piu Stati membri, evitando procedure duplicate e costose in ciascun Paese.

In sintesi:

  • Il CSE si richiede al notaio italiano (non al CAF, non al tribunale)
  • E valido in tutta l’UE eccetto Danimarca e Irlanda
  • Ha validita di 6 mesi, rinnovabile
  • I costi vanno da 500 a 2.500 euro a seconda della complessita
  • I tempi vanno da 30 a 90 giorni nei casi standard
  • Non sostituisce la dichiarazione di successione italiana presso l’Agenzia delle Entrate

Se hai una successione complessa con elementi internazionali, non improvvisare: gli errori possono costare tempo, denaro e contenziosi familiari. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutte le fasi, dalla raccolta documentale alla dichiarazione di successione, fino al coordinamento con il notaio per il rilascio del CSE.

Contattaci oggi stesso per una consulenza personalizzata sulla tua successione transfrontaliera. Siamo specializzati in successioni internazionali, sistema tavolare FVG e gestione fiscale delle eredita con elementi UE.

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Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
Luglio 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/DOCUMENTI-NECESSARI-PER-LA-SUCCESSIONE-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-12 08:00:002026-04-24 23:48:34Certificato Successorio Europeo 2026: Quando Serve, Come Ottenerlo e Costi
CAF, SUCCESSIONI

Imposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi Pratici

Imposte di successione 2026 - calcolo aliquote e franchigie per gli erediImposte su successione

Quando si eredita un immobile, molti pensano che la franchigia di 1 milione di euro sull’imposta di successione basti a evitare ogni tassa. Non è così. Sugli immobili ereditati sono SEMPRE dovute due imposte aggiuntive: l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%), per un totale del 3% del valore catastale. Queste imposte vanno pagate anche quando l’eredità è esente da imposta di successione per effetto della franchigia.

In questa guida aggiornata al 2026 ti spieghiamo come si calcolano, quando si applicano le imposte fisse da 200 euro per la prima casa, i coefficienti catastali corretti (168 per le abitazioni, 115,5 per la prima casa, 40,8 per i commerciali, 90 per i terreni) e i codici tributo F24 da utilizzare. Con tre esempi pratici completi.

Indice dei contenuti

  1. Cosa sono imposta ipotecaria e catastale
  2. Quando si applicano: sempre se ci sono immobili
  3. Base imponibile: il valore catastale
  4. Aliquote ordinarie: 2% + 1% = 3%
  5. Prima casa: imposte fisse 200 + 200 euro
  6. Requisiti agevolazione prima casa in successione
  7. Coefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8, 90
  8. Come trovare la rendita catastale dalla visura
  9. Pagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606
  10. Quando si paga: autoliquidazione
  11. Esempi pratici di calcolo
  12. Sanzioni e ravvedimento operoso
  13. Domande frequenti (FAQ)
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Cosa sono imposta ipotecaria e imposta catastale

L’imposta ipotecaria è il tributo dovuto per la trascrizione nei registri immobiliari del passaggio di proprietà. Ogni volta che un immobile cambia titolare (per compravendita, donazione o successione), il nuovo proprietario deve pagare questa imposta per formalizzare la pubblicità legale del trasferimento. La disciplina è contenuta nel D.Lgs. 347/1990 (Testo Unico delle imposte ipotecaria e catastale).

L’imposta catastale, invece, è dovuta per la voltura catastale, ovvero per l’aggiornamento al catasto dei dati del nuovo intestatario. Anche questa è regolata dallo stesso Testo Unico e, nella successione, viene pagata contestualmente all’ipotecaria.

Entrambe sono imposte indirette (come l’IVA o l’imposta di registro) e sono completamente indipendenti dall’imposta di successione. Questo è il punto più importante da capire: pagare le imposte ipotecaria e catastale non esenta dall’imposta di successione, e viceversa. Sono tributi autonomi con presupposti, aliquote e codici tributo diversi.

Quando si applicano: sempre se ci sono immobili in eredità

Le imposte ipotecaria e catastale si applicano ogni volta che nell’attivo ereditario ci sono beni immobili o diritti reali immobiliari: case, appartamenti, box, cantine, terreni agricoli, terreni edificabili, negozi, uffici, capannoni, nuda proprietà, usufrutto, diritto di abitazione.

La differenza fondamentale con l’imposta di successione è questa:

  • Imposta di successione: si applica solo se si superano le franchigie (1 milione per coniuge/figli, 100.000 euro per fratelli/sorelle, nessuna franchigia per gli altri).
  • Imposte ipotecaria e catastale: si applicano sempre, sull’intero valore catastale degli immobili, senza franchigia, a prescindere dal grado di parentela.

Esempio: figlio che eredita dal padre una casa con valore catastale di 120.000 euro e un conto corrente di 50.000 euro. L’imposta di successione è zero (il figlio ha franchigia di 1 milione). Ma sulle imposte ipotecaria e catastale relative alla casa dovrà pagare comunque il 3% di 120.000 euro = 3.600 euro (salvo agevolazione prima casa, vedi più avanti).

Se nell’eredità non ci sono immobili (solo denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari), le imposte ipotecaria e catastale non sono dovute. Si paga solo l’eventuale imposta di successione, se superate le franchigie.

Base imponibile: il valore catastale degli immobili

Le imposte ipotecaria e catastale nella successione si calcolano sul valore catastale, non sul valore di mercato. Questa è una regola molto vantaggiosa per gli eredi, perché il valore catastale è quasi sempre molto inferiore al valore reale dell’immobile (spesso meno della metà).

Il valore catastale si ottiene con una formula semplice:

Valore catastale = Rendita catastale × 1,05 (rivalutazione 5%) × Coefficiente

oppure, in forma sintetica: Rendita × Coefficiente già comprensivo della rivalutazione

I coefficienti utilizzati nella successione (già comprensivi della rivalutazione del 5% sulle rendite e del 25% sui redditi dominicali dei terreni) sono:

  • 168 per immobili abitativi (cat. A, tranne A/10)
  • 115,5 per la prima casa (quando spetta l’agevolazione)
  • 42 per uffici cat. A/10 e immobili cat. D (capannoni, alberghi)
  • 40,8 per immobili commerciali cat. C/1 e E
  • 90 per terreni agricoli e non edificabili

Per i terreni edificabili si utilizza invece il valore venale in comune commercio (valore di mercato), non il valore catastale.

Aliquote ordinarie: 2% + 1% = 3% totale

Le aliquote applicabili nella successione con immobili sono:

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale
  • Imposta catastale: 1% del valore catastale
  • Totale: 3% del valore catastale

Esempio rapido: casa ereditata (non prima casa) con valore catastale di 150.000 euro. Si pagano:

  • Imposta ipotecaria: 150.000 × 2% = 3.000 euro
  • Imposta catastale: 150.000 × 1% = 1.500 euro
  • Totale: 4.500 euro

Importante: esiste un importo minimo di 200 euro per ciascuna imposta. Se il calcolo percentuale dà un risultato inferiore a 200 euro, si paga comunque il minimo fisso di 200 euro per l’ipotecaria e 200 euro per la catastale (totale 400 euro minimo).

Prima casa agevolata: imposte fisse 200 + 200 euro

Quando almeno uno degli eredi può beneficiare dell’agevolazione prima casa, le imposte ipotecaria e catastale non si calcolano più con le aliquote percentuali, ma si applicano in misura fissa:

  • Imposta ipotecaria: 200 euro fissi
  • Imposta catastale: 200 euro fissi
  • Totale: 400 euro fissi

Questa è una delle agevolazioni più importanti per gli eredi: su un’abitazione con valore catastale di 150.000 euro, invece di pagare 4.500 euro di imposte, se ne pagano solo 400 euro, con un risparmio di 4.100 euro.

L’agevolazione prima casa nella successione è stata introdotta dall’art. 69 della Legge 342/2000 ed è tutt’oggi pienamente operativa. A differenza dell’agevolazione prima casa in compravendita, qui l’imposta di successione non viene toccata: l’agevolazione riguarda solo ipotecaria e catastale.

Requisiti per l’agevolazione prima casa in successione

Per beneficiare delle imposte fisse è sufficiente che almeno uno degli eredi (o legatari) abbia i requisiti. Questo è un grande vantaggio: se nella successione ci sono tre fratelli e solo uno di loro ha i requisiti prima casa, tutti e tre beneficiano delle imposte fisse sull’immobile.

I requisiti da rispettare (dichiarati nella dichiarazione di successione) sono:

  1. Immobile non di lusso: categoria catastale diversa da A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli, palazzi di pregio).
  2. Ubicazione: l’immobile deve trovarsi nel Comune dove l’erede ha la residenza, oppure l’erede deve impegnarsi a trasferirvi la residenza entro 18 mesi dall’apertura della successione.
  3. Non possesso di altra prima casa nello stesso Comune: l’erede non deve essere titolare (esclusivo o in comunione col coniuge) di altra abitazione nello stesso Comune dove si trova l’immobile ereditato.
  4. Non possesso di altra prima casa su tutto il territorio nazionale acquistata con le agevolazioni: l’erede non deve aver già fruito delle agevolazioni prima casa su altro immobile. In questo caso non è prevista la possibilità di vendere e riacquistare (a differenza della compravendita).

Attenzione: l’agevolazione si applica a una sola unità immobiliare per beneficiario. Se l’erede eredita due appartamenti dalla stessa persona, potrà chiedere l’agevolazione solo su uno dei due. Sulle pertinenze (box, cantina, soffitta) l’agevolazione si estende, ma con il limite di una pertinenza per ciascuna categoria catastale C/2, C/6 e C/7.

Decadenza: se entro 5 anni l’erede vende l’immobile senza ricomprare un’altra prima casa entro 1 anno, decade dall’agevolazione e deve restituire la differenza tra imposte ordinarie e imposte fisse, più sanzioni del 30% e interessi.

Coefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8 e 90 nel dettaglio

Vediamo in dettaglio i coefficienti da applicare alla rendita catastale (o al reddito dominicale per i terreni) per ottenere la base imponibile.

Immobili abitativi (non prima casa): coefficiente 168

Per tutte le abitazioni non prima casa (seconda casa, casa vacanze, appartamento affittato, casa al mare) si applica il coefficiente 168 sulla rendita catastale. Rientrano qui le categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11.

Formula: Valore catastale = Rendita × 168

Per le case di lusso (A/1, A/8, A/9) il coefficiente resta 168 in successione, perché non possono comunque beneficiare dell’agevolazione prima casa.

Prima casa: coefficiente 115,5

Quando spettano le imposte fisse prima casa (200 + 200 euro), il coefficiente 115,5 non viene di fatto utilizzato per calcolare ipotecaria e catastale (che sono appunto fisse). Tuttavia il coefficiente 115,5 resta rilevante per il calcolo della base imponibile dell’imposta di successione relativa all’immobile prima casa.

Formula: Valore catastale prima casa = Rendita × 115,5

Uffici A/10 e categoria D: coefficiente 42

Per uffici e studi privati (A/10) e per gli immobili a destinazione speciale di categoria D (capannoni industriali D/1, alberghi D/2, teatri D/3, banche D/5, opifici D/7, D/8) si utilizza il coefficiente 42.

Formula: Valore catastale = Rendita × 42

Negozi C/1 e categoria E: coefficiente 40,8

Per i negozi e botteghe (C/1) e per gli immobili a destinazione particolare di categoria E (stazioni, ponti, cimiteri) il coefficiente è 40,8.

Formula: Valore catastale = Rendita × 40,8

Box, magazzini, pertinenze: coefficiente 126

Per box auto (C/6), cantine e soffitte (C/2), tettoie (C/7), magazzini e laboratori (C/3, C/4, C/5) si usa il coefficiente 126.

Quando queste pertinenze sono abbinate a un’abitazione prima casa con agevolazione, il coefficiente scende a 115,5 anche per esse (sempre limite di una pertinenza per categoria).

Terreni agricoli e non edificabili: coefficiente 90

Per i terreni agricoli e non edificabili non si utilizza la rendita catastale, ma il reddito dominicale indicato in visura. Il coefficiente è 90 (già comprensivo della rivalutazione del 25%).

Formula: Valore catastale = Reddito dominicale × 90

Come trovare la rendita catastale dalla visura

Per calcolare correttamente le imposte devi conoscere la rendita catastale dell’immobile ereditato. Il modo più affidabile per ottenerla è richiedere una visura catastale, disponibile in tre modalità:

  • Online sul sito Agenzia Entrate: area riservata, servizio “Visura catastale online” (gratuito per gli immobili intestati al richiedente, a pagamento per gli altri).
  • Agenzia Entrate territoriale: presentando la richiesta cartacea con documento di identità.
  • Tramite CAF o professionista abilitato: soluzione più rapida, con consulenza inclusa sul corretto uso dei dati ai fini successione.

In visura cerca il campo “Rendita” (per fabbricati) o “Reddito dominicale” (per terreni). Il valore è espresso in euro. Attenzione: non confondere la rendita con il reddito agrario (solo reddito dominicale ai fini successione).

Esempio di lettura visura: Appartamento in Udine, cat. A/3, classe 3, consistenza 5 vani, Rendita 480,00 euro. Calcolo seconda casa: 480 × 168 = 80.640 euro di valore catastale.

Pagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606

Le imposte ipotecaria e catastale nella successione si pagano con il modello F24, sezione “Erario”, utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 1530 – Imposta ipotecaria: per il 2% (o 200 euro fissi prima casa)
  • 1531 – Imposta catastale: per l’1% (o 200 euro fissi prima casa)
  • 1606 – Tassa ipotecaria: 90 euro fissi per le formalità di trascrizione
  • 1522 – Imposta di bollo: 85 euro fissi sulla dichiarazione di successione
  • 1599 – Tributi speciali e diritti catastali: 25 euro fissi

Nel campo “Anno di riferimento” va indicato l’anno del decesso, non quello di presentazione della dichiarazione. Nel campo “Codice ufficio” va indicato il codice dell’ufficio territorialmente competente (normalmente quello dell’ultimo domicilio del defunto).

Attenzione: l’F24 della successione va sempre compilato con saldo finale positivo e pagato entro la scadenza. Non è possibile compensarlo con crediti se comporterebbe un saldo zero (l’Agenzia Entrate richiede un pagamento effettivo per procedere con la trascrizione).

Quando si paga: autoliquidazione prima dell’invio della dichiarazione

Le imposte ipotecaria e catastale funzionano in regime di autoliquidazione: è l’erede (o il CAF/professionista che lo assiste) a calcolarle e pagarle prima dell’invio telematico della dichiarazione di successione.

La sequenza corretta è:

  1. Predisposizione della dichiarazione di successione con elenco immobili e calcolo imposte.
  2. Pagamento F24 delle imposte ipotecaria, catastale, tassa ipotecaria, bollo e tributi speciali.
  3. Attesa ricevuta di pagamento (normalmente disponibile dopo 1-2 giorni lavorativi).
  4. Invio telematico della dichiarazione all’Agenzia Entrate tramite il software “Successioni Online”.
  5. Ricevuta di presentazione: l’Agenzia Entrate procede automaticamente con la voltura catastale.

La scadenza per la presentazione della dichiarazione di successione è di 12 mesi dall’apertura della successione (cioè dalla data del decesso). Entro questi 12 mesi devono essere pagate anche le imposte ipotecaria e catastale. Oltre tale termine scattano sanzioni (vedi paragrafo dedicato).

Dal 2024 è entrato a regime il sistema di autoliquidazione completa: anche l’imposta di successione viene calcolata e pagata dall’erede (non più dall’ufficio). Le ipotecaria e catastale seguono lo stesso principio.

Esempi pratici di calcolo

Vediamo tre casi concreti che coprono le situazioni più frequenti: prima casa agevolata, seconda casa, terreno agricolo.

Esempio 1: casa prima casa (rendita 800 euro)

Situazione: Maria eredita dalla madre un appartamento a Udine, cat. A/3, rendita catastale 800 euro. Maria non è proprietaria di altre case, ha già la residenza nello stesso Comune dell’immobile ereditato. Ha quindi diritto all’agevolazione prima casa.

Calcolo imposte:

  • Imposta ipotecaria: 200 euro fissi (codice tributo 1530)
  • Imposta catastale: 200 euro fissi (codice tributo 1531)
  • Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)
  • Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)
  • Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)
  • Totale da pagare: 600 euro

Nota: il valore catastale sarebbe stato 800 × 115,5 = 92.400 euro. Senza agevolazione avrebbe pagato il 3% = 2.772 euro. L’agevolazione le fa risparmiare oltre 2.300 euro.

Esempio 2: seconda casa (rendita 1.000 euro)

Situazione: Luca eredita dalla zia una casa al mare a Lignano, cat. A/3, rendita catastale 1.000 euro. Luca ha già la prima casa altrove e non può quindi chiedere l’agevolazione prima casa su questo immobile. Si applicano le aliquote ordinarie.

Calcolo valore catastale: 1.000 × 168 = 168.000 euro

Calcolo imposte:

  • Imposta ipotecaria: 168.000 × 2% = 3.360 euro (codice tributo 1530)
  • Imposta catastale: 168.000 × 1% = 1.680 euro (codice tributo 1531)
  • Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)
  • Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)
  • Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)
  • Totale da pagare: 5.240 euro

Nota: il testo dell’esempio presentava come “base ridotta” un calcolo 1.000 × 115,5 = 115.500 euro con totale 3.465 euro. Quel calcolo è corretto solo se all’erede spetta l’agevolazione prima casa (nel qual caso però le imposte sarebbero fisse 400 euro). Senza agevolazione il coefficiente corretto per una A/3 è 168, come sopra.

Esempio 3: terreno agricolo (reddito dominicale 500 euro)

Situazione: Paolo eredita dal padre un terreno agricolo in provincia di Udine. Dalla visura risulta un reddito dominicale di 500 euro. Paolo non è coltivatore diretto né IAP (su quest’ultimo caso si applicherebbero agevolazioni specifiche).

Calcolo valore catastale: 500 × 90 = 45.000 euro

Calcolo imposte:

  • Imposta ipotecaria: 45.000 × 2% = 900 euro (codice tributo 1530)
  • Imposta catastale: 45.000 × 1% = 450 euro (codice tributo 1531)
  • Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)
  • Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)
  • Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)
  • Totale da pagare: 1.550 euro

Agevolazioni IAP/coltivatore diretto: se l’erede è coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (IAP) iscritto alla gestione INPS agricola, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa di 200 + 200 euro (Legge 604/1954 e ss.mm.).

Sanzioni per tardivo versamento e ravvedimento operoso

Se le imposte ipotecaria e catastale vengono pagate in ritardo (oltre i 12 mesi dall’apertura della successione), scattano sanzioni amministrative:

  • Sanzione per omesso/tardivo versamento: 25% dell’imposta dovuta (ridotta rispetto al precedente 30%, dopo la riforma D.Lgs. 87/2024 a decorrere dal 1° settembre 2024).
  • Interessi legali: attualmente al 2,5% annuo (tasso legale 2026, salvo modifiche del MEF).
  • Omessa presentazione della dichiarazione: dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

Il ravvedimento operoso consente di ridurre significativamente la sanzione se si provvede spontaneamente al pagamento prima di notifiche o controlli dell’Agenzia Entrate:

  • Entro 14 giorni: sanzione 0,083% per ogni giorno di ritardo (1/10 della sanzione base giornaliera)
  • Entro 30 giorni: sanzione pari all’1,25% (1/10 del 12,5%)
  • Entro 90 giorni: sanzione 1,39% (1/9 del 12,5%)
  • Entro 1 anno dalla violazione: sanzione 3,125% (1/8)
  • Entro 2 anni: sanzione 3,57% (1/7)
  • Oltre 2 anni (fino a notifica): sanzione 4,17% (1/6)

Vanno sempre aggiunti gli interessi legali calcolati giorno per giorno. Le nuove misure sanzionatorie si applicano alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Per le violazioni anteriori si applicano le vecchie misure (sanzione base 30%, riduzioni ravvedimento diverse).

Il pagamento in ravvedimento si esegue con F24, indicando nei codici tributo sia l’imposta originaria (1530, 1531) sia i codici specifici per sanzioni e interessi collegati alla successione.

Domande frequenti (FAQ)

Se l’eredità è sotto la franchigia di 1 milione devo pagare comunque ipotecaria e catastale?

Sì, sempre, se nell’asse ereditario ci sono immobili. La franchigia di 1 milione di euro riguarda solo l’imposta di successione. Le imposte ipotecaria e catastale sono dovute sul 100% del valore catastale degli immobili, senza alcuna franchigia, qualunque sia il grado di parentela. L’unica eccezione riduttiva è l’agevolazione prima casa (imposte fisse 200 + 200 euro).

Si paga sulla quota ereditata o sul valore totale dell’immobile?

Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano sul valore totale dell’immobile (non sulla quota di ciascun erede), perché sono legate alla trascrizione e alla voltura del bene nel suo complesso. Poi gli eredi si dividono l’onere in base alle quote ereditarie (normalmente versano con un unico F24, poi fanno i conti tra loro).

Cosa succede se eredito la nuda proprietà o l’usufrutto?

Anche nuda proprietà e usufrutto sono soggetti a ipotecaria (2%) e catastale (1%). La base imponibile si calcola applicando al valore pieno dell’immobile le percentuali del “coefficiente dell’usufruttuario” previste dall’art. 48 D.P.R. 131/1986, che variano in base all’età dell’usufruttuario (più alto per chi è giovane, più basso per chi è anziano).

Posso usare il ravvedimento operoso se sono in ritardo di 3 mesi?

Sì. Il ravvedimento è sempre possibile finché l’Agenzia Entrate non ha notificato un avviso di liquidazione o un atto di accertamento. A 3 mesi di ritardo rientri nel ravvedimento entro 90 giorni, con sanzione ridotta all’1,39% (più interessi legali).

Le imposte ipotecaria e catastale si applicano anche sui mobili?

No. Ipotecaria e catastale si applicano solo sui beni immobili (case, terreni, box, negozi, ecc.). Su mobili, denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari si paga solo l’eventuale imposta di successione (se superate le franchigie). Tuttavia attenzione: sui mobili “d’uso” contenuti in casa c’è la presunzione di legge del 10% del valore immobiliare (a meno di prova contraria), che rileva solo per l’imposta di successione, non per ipotecaria/catastale.

Chi deve firmare l’F24? Tutti gli eredi?

L’F24 viene normalmente compilato a nome di uno degli eredi (che funge da “erede presentatore”) o, più spesso, a nome del CAF/professionista intermediario. Tutti gli eredi sono comunque solidalmente responsabili del pagamento. È possibile che un solo erede anticipi l’intero importo e poi si faccia rimborsare dai co-eredi le rispettive quote.

Se rinuncio all’eredità devo pagare lo stesso?

No. La rinuncia all’eredità (da farsi con atto pubblico davanti a notaio o cancelliere entro 10 anni) estingue ogni obbligo fiscale in capo al rinunciante, comprese le imposte ipotecaria e catastale. Gli obblighi si trasferiscono agli altri eredi (o ai rappresentanti, figli del rinunciante) che accettano.

Se l’immobile è cointestato col coniuge superstite, si pagano ipotecaria e catastale sul 100% o sul 50%?

Se l’immobile era in comunione legale (o cointestazione al 50%) con il coniuge superstite, cade in successione solo la quota del defunto (50%). Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano quindi sul valore catastale della sola quota del 50%, non sull’intero immobile.

Dove posso trovare assistenza per calcolare le imposte sulla mia successione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio completo di dichiarazione di successione, compresi calcolo di ipotecaria, catastale, predisposizione F24 e invio telematico. Operiamo in Friuli Venezia Giulia anche per il sistema tavolare (iscrizione al Libro Fondiario), che in FVG sostituisce la conservatoria tradizionale.

Conclusione e contatti

Le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sono il “costo nascosto” di ogni eredità con immobili: anche quando la franchigia di successione azzera il tributo principale, queste due imposte restano dovute e possono pesare per migliaia di euro. La buona notizia è che esistono agevolazioni importanti — soprattutto la prima casa in successione con imposte fisse di 400 euro totali — che permettono di contenere significativamente la spesa.

Il nostro consiglio: prima di presentare la dichiarazione di successione, verifica sempre se almeno uno degli eredi ha i requisiti prima casa. Se sì, il risparmio può essere di migliaia di euro. E attenzione ai tempi: i 12 mesi scadono velocemente, e il ravvedimento operoso costa comunque meno delle sanzioni piene (ora al 25% dopo la riforma 2024).

Per un calcolo preciso sulla tua successione e per la gestione completa della pratica, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — telefono 0432 1638640 — WhatsApp 366 6018121. Ti aiutiamo a quantificare in anticipo le imposte, a individuare tutte le agevolazioni spettanti e a gestire l’intero iter telematico, compresa la voltura catastale e la trascrizione tavolare per il Friuli Venezia Giulia.

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Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
Giugno 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-10 08:00:002026-04-24 23:48:22Imposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi Pratici
SUCCESSIONI

Dichiarazione Successione Telematica 2026: Guida Online Agenzia Entrate Step-by-Step

Dichiarazione di successione telematica online Agenzia Entrate - guida 2026

La dichiarazione di successione telematica è diventata l’unica modalità valida per adempiere a questo obbligo fiscale: dal 1° gennaio 2019, infatti, tutte le dichiarazioni di successione devono essere presentate online all’Agenzia delle Entrate. Non esiste più la possibilità di presentare il vecchio modello cartaceo in ufficio, salvo rarissime eccezioni.

In questa guida pratica ti spieghiamo passo dopo passo come fare la successione online: quale software usare, come accedere ai servizi dell’Agenzia delle Entrate, quali documenti digitali preparare e come compilare correttamente la dichiarazione. Vedremo anche quando il fai-da-te è sconsigliato e conviene affidarsi al CAF, soprattutto in Friuli Venezia Giulia dove il sistema tavolare richiede procedure specifiche.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la dichiarazione di successione telematica
  2. Chi può presentare la successione online
  3. Come accedere ai servizi Agenzia Entrate
  4. Il software SuccessioniOnLine
  5. Documenti digitali da preparare
  6. Compilazione step-by-step della dichiarazione
  7. Calcolo imposte e pagamento F24
  8. Invio telematico e ricevuta
  9. Voltura catastale automatica
  10. Errori comuni da evitare
  11. Tempi di presentazione e sanzioni
  12. Quando conviene affidarsi al CAF
  13. FAQ: domande frequenti

Cos’è la dichiarazione di successione telematica

La dichiarazione di successione telematica è il documento fiscale con cui gli eredi comunicano all’Agenzia delle Entrate il patrimonio lasciato dal defunto. Serve a calcolare e pagare l’imposta di successione, oltre alle imposte ipotecaria e catastale sugli immobili caduti in successione. Dal 1° gennaio 2019 la presentazione deve avvenire esclusivamente in modalità telematica, utilizzando il modello unico informatico approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Prima di questa data era ancora possibile consegnare il modello cartaceo presso lo sportello territoriale. Oggi il canale digitale è l’unico ammesso. Questo cambiamento ha portato diversi vantaggi pratici: non bisogna più fare code in ufficio, il sistema calcola automaticamente le imposte, genera il modello F24 precompilato e trasmette i dati al catasto per la voltura automatica degli immobili.

Tuttavia, la digitalizzazione non ha semplificato i contenuti della dichiarazione. La compilazione resta complessa perché richiede di inserire correttamente dati catastali, rapporti di parentela, valori di mercato, quote ereditarie e passività. Un errore può costare caro in termini di sanzioni o di imposte calcolate male.

Chi può presentare la successione online

La dichiarazione di successione telematica può essere presentata da diversi soggetti, non solo dagli eredi in prima persona. Ecco chi è autorizzato a trasmetterla:

  • Gli eredi: chiunque sia chiamato all’eredità, con SPID, CIE o CNS, può accedere all’area riservata di Agenzia Entrate e presentare la dichiarazione
  • I legatari: chi riceve un bene specifico per testamento (un appartamento, una somma di denaro)
  • I rappresentanti legali degli eredi (genitori di minori, tutori, curatori)
  • Gli esecutori testamentari e gli amministratori dell’eredità
  • Intermediari abilitati: CAF, commercialisti, avvocati tributaristi, consulenti del lavoro
  • Notai, quando richiesto nell’ambito di atti di loro competenza

Quando ci sono più eredi, basta che uno solo presenti la dichiarazione per conto di tutti. Gli altri sono tenuti a fornire i propri dati, ma la trasmissione è unica. Attenzione: chi presenta la dichiarazione ne è responsabile di fronte all’Agenzia delle Entrate, quindi deve assicurarsi che i dati siano corretti e completi.

Se scegli di affidarti a un intermediario, come il CAF Centro Fiscale di Udine, dovrai firmare una delega con cui lo autorizzi a trasmettere la dichiarazione per tuo conto. L’intermediario rilascia poi una copia della ricevuta di trasmissione, che costituisce la prova dell’avvenuta presentazione.

Come accedere ai servizi Agenzia Entrate

Per presentare la successione online devi accedere all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. L’accesso avviene tramite identità digitale. Dal 2021 non è più possibile ottenere credenziali Fisconline “fai-da-te” per nuovi utenti privati: servono uno dei seguenti sistemi.

SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

Lo SPID è l’identità digitale unica per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione. Si ottiene gratuitamente o a pagamento presso uno degli Identity Provider accreditati (Poste Italiane, InfoCert, Aruba, Sielte, TIM, Lepida, Namirial). Per accedere a Fisconline serve almeno lo SPID di livello 2, che richiede un codice OTP generato da app o SMS oltre alla password.

CIE (Carta d’Identità Elettronica)

La CIE è la carta d’identità in formato tessera con microchip che viene rilasciata da tutti i Comuni italiani. Per usarla come strumento di autenticazione serve un lettore NFC (o uno smartphone compatibile NFC) e l’app CieID. È la soluzione più sicura ma richiede un minimo di setup tecnico la prima volta.

CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

La CNS è un dispositivo con certificato digitale, di solito sotto forma di chiavetta USB o smart card. È molto usata da professionisti, imprese e amministratori. Richiede il lettore smart card e il software di gestione del dispositivo.

Credenziali Fisconline/Entratel (solo utenti già registrati)

Chi possiede già credenziali Fisconline o Entratel rilasciate prima dell’entrata in vigore dell’obbligo SPID può continuare a usarle fino al loro termine di validità. Entratel è il canale riservato agli intermediari abilitati (CAF, commercialisti), mentre Fisconline era quello per i privati.

Il software SuccessioniOnLine

Per compilare la dichiarazione hai due strade: utilizzare il servizio web disponibile direttamente nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, oppure scaricare il software desktop “SuccessioniOnLine”. Entrambi producono lo stesso file telematico valido, ma hanno caratteristiche diverse.

Servizio web diretto (via area riservata)

Accedendo a Fisconline con SPID/CIE/CNS, trovi nella sezione Servizi > Successioni la possibilità di compilare la dichiarazione direttamente online. È la soluzione più comoda per successioni semplici, con pochi beni e pochi eredi. Tuttavia il servizio web ha funzionalità ridotte rispetto al software desktop.

Software desktop SuccessioniOnLine

Il software SuccessioniOnLine è l’applicazione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate da installare sul computer. Offre funzionalità più complete e gestisce meglio le dichiarazioni con molti beni o situazioni complesse. Vediamo come installarlo:

  1. Vai sul sito agenziaentrate.gov.it e cerca “SuccessioniOnLine download”
  2. Scarica il pacchetto di installazione (versione per Windows, macOS o Linux)
  3. Scarica anche il software di controllo, che verifica la correttezza del file prima dell’invio
  4. Assicurati di avere installato Java, necessario per il funzionamento dell’applicazione
  5. Installa il software seguendo la procedura guidata
  6. Al primo avvio, il software propone l’aggiornamento alle ultime tabelle ufficiali: accetta sempre
  7. Apri il software: trovi l’area di lavoro con le varie sezioni da compilare

Il software viene aggiornato periodicamente dall’Agenzia delle Entrate: quando entri in una nuova sessione di lavoro, controlla sempre che ci sia l’ultima versione installata. Un file prodotto con una versione obsoleta potrebbe essere scartato dal sistema al momento dell’invio.

Documenti digitali da preparare

Prima di iniziare la compilazione devi raccogliere tutti i documenti in formato digitale (PDF). Alcuni sono obbligatori, altri si allegano solo se presenti nella situazione specifica. Ogni documento va scansionato a risoluzione adeguata (minimo 200 dpi) e in formato PDF. Ecco l’elenco completo:

  • Certificato di morte (in carta libera, rilasciato dall’anagrafe del Comune)
  • Autocertificazione di stato di famiglia alla data del decesso
  • Copia dei documenti di identità del defunto e di tutti gli eredi
  • Codici fiscali del defunto e degli eredi
  • Testamento pubblicato, se presente (copia autentica o pubblicata dal notaio)
  • Atto di rinuncia all’eredità, se qualcuno ha rinunciato
  • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili (scaricabili gratuitamente dal Cassetto Fiscale)
  • Planimetrie catastali, richieste per gli immobili urbani
  • Atti di provenienza degli immobili (rogiti di acquisto, precedenti dichiarazioni di successione)
  • Documentazione bancaria: estratti conto alla data del decesso, saldi dei conti correnti, titoli, libretti, cassette di sicurezza
  • Dichiarazione sostitutiva della banca con i saldi al giorno della morte
  • Polizze vita (solo quelle oggetto di successione)
  • Documentazione su crediti e debiti del defunto
  • Eventuali dichiarazioni di successione precedenti (es. successioni in linea, coniuge defunto in precedenza)

Le visure catastali e le planimetrie sono scaricabili gratuitamente dal Cassetto Fiscale se gli immobili erano intestati al defunto e il richiedente è un erede. Basta entrare nella propria area riservata di Agenzia Entrate, sezione Consultazione > Consultazioni Catastali. Nel caso in cui non si riesca a reperire le visure dal Cassetto, è possibile richiederle a pagamento tramite il servizio Consultazioni ipotecarie.

Attenzione alla documentazione bancaria: gli istituti di credito rilasciano, su richiesta degli eredi, un documento ufficiale con i saldi alla data del decesso. Serve per indicare con precisione i valori delle disponibilità liquide nell’asse ereditario. Senza questo documento si rischia di indicare valori errati, con conseguente contestazione in fase di controllo.

Compilazione step-by-step della dichiarazione

Una volta preparati tutti i documenti e aperto il software SuccessioniOnLine (o il servizio web), la compilazione procede per sezioni logiche. Vediamole una per una.

Sezione 1: Dati del defunto

È la prima sezione da compilare e raccoglie i dati anagrafici del de cuius:

  • Codice fiscale, nome e cognome
  • Data e luogo di nascita e di morte
  • Ultima residenza
  • Stato civile al momento del decesso
  • Se il defunto era imprenditore individuale o titolare di partita IVA
  • Presenza o meno di testamento

La data di morte è cruciale perché da essa decorrono i 12 mesi di tempo per presentare la dichiarazione e da essa si calcolano i valori dei beni.

Sezione 2: Eredi e chiamati all’eredità

Qui elenchi tutti i chiamati all’eredità, cioè le persone indicate dalla legge o dal testamento. Per ciascuno devi indicare:

  • Dati anagrafici completi
  • Rapporto di parentela con il defunto (coniuge, figlio, fratello, ecc.)
  • Quota ereditaria (frazionaria, es. 1/2, 1/4)
  • Stato: accettazione, rinuncia, eredità giacente
  • Se è un legatario (ha ricevuto un bene specifico per testamento)

Il rapporto di parentela influisce sulle franchigie e sulle aliquote dell’imposta di successione. Ad esempio, coniuge e figli hanno franchigia di 1 milione di euro ciascuno e aliquota del 4%; fratelli e sorelle hanno franchigia di 100.000 euro e aliquota del 6%; altri parenti hanno aliquota del 6% senza franchigia; estranei pagano l’8%.

Sezione 3: Asse ereditario attivo

È la sezione più corposa e raccoglie tutti i beni lasciati dal defunto. Si suddivide in sotto-quadri:

  • Quadro EB – Beni immobili: terreni e fabbricati, con dati catastali (Comune, sezione, foglio, particella, subalterno), rendita o reddito dominicale, valore rivalutato
  • Quadro EC – Beni mobili e titoli: conti correnti, libretti, titoli, obbligazioni, azioni non quotate
  • Quadro ED – Rendite, pensioni, crediti
  • Quadro EE – Aziende e partecipazioni: imprese individuali, quote di SRL, partecipazioni in società di persone
  • Quadro EF – Aeromobili, navi, imbarcazioni
  • Quadro EG – Altri beni

Per gli immobili il valore da indicare è quello catastale rivalutato (rendita × 1,05 × coefficiente in base alla categoria catastale). Per la prima casa degli eredi esistono agevolazioni specifiche. Per le partecipazioni societarie esistono regole particolari sulla continuità d’impresa.

Sezione 4: Passività

Nella sezione Passività si indicano i debiti del defunto deducibili dall’asse ereditario. I più comuni sono:

  • Mutui ipotecari sui beni caduti in successione
  • Debiti tributari
  • Spese mediche sostenute negli ultimi 6 mesi di vita
  • Spese funebri entro il limite di 1.550 euro
  • Debiti verso fornitori, condomini, artigiani risultanti da documenti certi

Le passività vanno documentate: serve avere fatture, estratti conto, documenti bancari. Non si possono dedurre debiti generici o non documentati.

Sezione 5: Imposte

È la sezione finale in cui il software calcola automaticamente le imposte dovute:

  • Imposta di successione (variabile in base al rapporto di parentela)
  • Imposta ipotecaria (2% sul valore degli immobili)
  • Imposta catastale (1% sul valore degli immobili)
  • Imposte di bollo e tassa ipotecaria in misura fissa
  • Tributi speciali (per la volturazione catastale)

Sulla prima casa degli eredi si applicano le agevolazioni prima casa anche in successione: ipotecaria e catastale scendono a 200 euro ciascuna (misura fissa) se almeno uno degli eredi dichiara di volerla destinare a propria abitazione principale.

Calcolo imposte e pagamento F24

Uno dei vantaggi della dichiarazione telematica è il calcolo automatico delle imposte. Una volta compilate tutte le sezioni e lanciato il controllo, il software restituisce l’importo esatto dovuto per ciascun tributo e genera un modello F24 precompilato.

È fondamentale ricordare che il pagamento dell’imposta ipotecaria, catastale, bolli e tributi speciali va effettuato PRIMA dell’invio, tramite addebito sul conto corrente dell’erede che presenta la dichiarazione. Il sistema chiede l’IBAN e prevede l’addebito contestuale all’invio. Se non c’è provvista sul conto o l’IBAN è errato, la dichiarazione viene scartata.

L’imposta di successione vera e propria (quella che colpisce il patrimonio in base al rapporto di parentela) viene invece liquidata dall’Agenzia delle Entrate dopo l’invio. L’Agenzia notifica all’erede un avviso di liquidazione entro 3 anni, con la somma da pagare e i termini (60 giorni dalla notifica). È possibile richiedere la rateizzazione: il 20% entro 60 giorni e il restante 80% in 8 rate trimestrali (o 12 se l’importo supera certi limiti).

Chi ha diritto alle agevolazioni prima casa vede il calcolo aggiornato automaticamente, a patto che abbia correttamente indicato nella dichiarazione la volontà di avvalersene e i requisiti.

Invio telematico e ricevuta di protocollo

Completata la compilazione e passato il controllo formale del software, si procede con la generazione del file telematico e con l’invio. La procedura è la seguente:

  1. Nel software, lanciare il controllo formale: vengono segnalati errori bloccanti e warning
  2. Correggere tutti gli errori bloccanti (il file non si genera se ce ne sono)
  3. Generare il file telematico in formato compresso
  4. Accedere all’area riservata di Agenzia Entrate
  5. Sezione Successioni > Invio file successione
  6. Caricare il file, inserire l’IBAN per l’addebito, confermare
  7. Ricevere la prima ricevuta: conferma dell’accettazione del file
  8. Entro pochi giorni arriva la ricevuta di avvenuta protocollazione, con numero di protocollo, data e codice identificativo univoco

La ricevuta di protocollo è il documento più importante: costituisce la prova ufficiale dell’avvenuta presentazione. Va conservata con cura, perché serve per tutti gli adempimenti successivi (svincolo conti bancari, voltura immobili, accesso alle agevolazioni).

La dichiarazione protocollata è consultabile in qualsiasi momento dal Cassetto Fiscale del dichiarante, nella sezione Consultazioni > Successioni. Da qui è possibile scaricare una copia completa in PDF, utile quando banche, enti previdenziali o altri soggetti chiedono la documentazione della successione.

Voltura catastale automatica

Una delle novità più apprezzate della dichiarazione telematica è la voltura catastale automatica. Nella versione cartacea, dopo aver presentato la successione, bisognava fare una pratica a parte presso l’Agenzia del Territorio per aggiornare il catasto con i nuovi intestatari.

Oggi il sistema trasmette automaticamente al catasto i dati relativi agli immobili e procede alla voltura. Nel software si trova un’apposita casella da spuntare per attivare la volturazione automatica. Il pagamento dei tributi speciali catastali viene incluso nel conteggio complessivo.

Attenzione in Friuli Venezia Giulia: il sistema tavolare

In Friuli Venezia Giulia (e in alcune zone del Veneto e del Trentino-Alto Adige) vige il sistema tavolare, un registro catastale di origine austriaca diverso da quello nazionale. Questo comporta una differenza importante: la voltura automatica del sistema telematico NON funziona nel territorio tavolare.

Gli eredi di immobili situati in Friuli Venezia Giulia devono presentare, oltre alla dichiarazione di successione telematica, una domanda tavolare di intavolazione presso il Tribunale competente (a Udine, Pordenone, Gorizia o Trieste). La domanda richiede:

  • Atto notorio o certificato di eredità
  • Copia della dichiarazione di successione telematica protocollata
  • Accettazione espressa dell’eredità
  • Pagamento dei diritti tavolari e dei bolli

La domanda viene esaminata dal Giudice Tavolare che, dopo i controlli, emette un decreto di intavolazione. Solo da quel momento gli eredi risultano ufficialmente intestatari dell’immobile nei libri tavolari. Si tratta di una procedura tecnica che richiede competenze giuridiche specifiche: senza un professionista esperto è molto facile commettere errori formali che bloccano l’intavolazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale nel sistema tavolare ed è in grado di seguire gli eredi dall’inizio alla fine del percorso: dalla dichiarazione telematica fino alla domanda tavolare, evitando i tipici ritardi e sospensioni che si verificano quando la pratica è gestita da professionisti esterni al territorio.

Errori comuni da evitare

Ecco gli errori più frequenti che si commettono nella compilazione della dichiarazione di successione telematica. Conoscerli in anticipo ti aiuta a non cadere in trappole costose.

  • Dati catastali non aggiornati: se il defunto aveva effettuato variazioni catastali non ancora registrate, la dichiarazione può essere scartata
  • Valori immobili errati: usare il valore di mercato invece del valore catastale rivalutato è uno sbaglio tipico
  • Omissione di beni: dimenticare conti correnti, libretti, titoli o partecipazioni comporta sanzioni e imposta aggiuntiva
  • Indicazione errata delle quote: confondere la successione legittima con quella testamentaria porta a quote sbagliate
  • Errori sulle franchigie: applicare franchigie non spettanti per parentela errata
  • Passività non documentate: dedurre debiti senza supporto documentale genera contestazioni
  • IBAN errato o conto senza fondi: causa scarto della dichiarazione al momento dell’invio
  • Sistema tavolare ignorato: in FVG, presentare solo la successione telematica senza l’intavolazione lascia gli eredi senza titolo di proprietà nei libri tavolari
  • Agevolazioni prima casa richieste senza requisiti: porta a revoca dell’agevolazione con sanzioni e interessi
  • Mancata presentazione di dichiarazioni integrative quando emergono nuovi beni

Quando l’Agenzia delle Entrate scopre errori o omissioni (anche a distanza di anni), invia un avviso di liquidazione con imposte aggiuntive, sanzioni (dal 120% al 240% dell’imposta) e interessi. Il recupero può essere molto oneroso.

Tempi di presentazione e sanzioni

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data di morte del defunto. Il termine può essere sospeso solo in casi particolari, come la pendenza di una causa sull’eredità o l’eredità giacente.

Sanzioni per ritardo o omissione

  • Omessa presentazione: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro
  • Presentazione tardiva entro 30 giorni: sanzione dal 60% al 120% (con un minimo di 150 euro)
  • Presentazione tardiva oltre 30 giorni: si applica la sanzione piena
  • Dichiarazione infedele (valori errati o beni omessi): sanzione dal 100% al 200% della maggiore imposta
  • Dichiarazione irregolare (errori formali): sanzione da 258 a 1.032 euro

Se ti accorgi di un errore o di un’omissione, puoi usare il ravvedimento operoso presentando una dichiarazione integrativa e pagando una sanzione ridotta. Le riduzioni variano in base al momento del ravvedimento: prima si interviene, più la sanzione è contenuta (anche 1/10 o 1/8 del minimo).

Nel caso di dichiarazione dei redditi del defunto (ultimo 730 o modello Redditi), il termine è diverso: va presentata entro i termini ordinari dell’anno in cui cade il decesso, ma possono essere prorogati se la morte avviene negli ultimi mesi dell’anno.

Quando conviene affidarsi al CAF invece del fai-da-te

La dichiarazione di successione telematica fai-da-te è teoricamente alla portata di chiunque abbia SPID e un minimo di dimestichezza informatica. In pratica, però, ci sono situazioni in cui l’autonomia si rivela molto rischiosa. Ecco quando è fortemente consigliato rivolgersi a un CAF o a un professionista.

  • Presenza di immobili in Friuli Venezia Giulia: il sistema tavolare richiede competenze giuridiche specifiche che il software non sostituisce
  • Beni di notevole valore: patrimoni importanti giustificano l’intervento di un professionista per ottimizzare il calcolo
  • Aziende, partecipazioni, quote societarie: la valutazione è complessa e richiede conoscenze contabili
  • Testamenti complessi: presenza di legati, sostituzioni, usufrutto, oneri
  • Rinunce o accettazioni con beneficio di inventario: procedure giuridiche da gestire con un avvocato
  • Immobili con situazioni catastali problematiche: abusi edilizi, variazioni non aggiornate, comunioni
  • Eredi minori o incapaci: serve autorizzazione del giudice tutelare
  • Successioni con contenzioso tra eredi
  • Agevolazioni prima casa: errori costano in termini di imposte future e decadenza
  • Presenza di conti esteri o beni all’estero: complica notevolmente la pratica

Il costo di una successione tramite CAF parte da qualche centinaio di euro e varia in base alla complessità. Si tratta di un investimento che nella maggior parte dei casi si ripaga in minore imposta dovuta, assenza di sanzioni e tranquillità per gli eredi. Il CAF assume la responsabilità professionale della pratica, offrendo una garanzia che il fai-da-te non può dare.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato in successioni con immobili in Friuli Venezia Giulia. Gestisce l’intero percorso: raccolta documenti, compilazione telematica, invio, pagamento imposte, domanda tavolare, volture bancarie. Gli eredi si rivolgono a un unico interlocutore dall’inizio alla fine.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

FAQ: domande frequenti sulla successione telematica

Si può ancora presentare la successione cartacea?

No, dal 1° gennaio 2019 la presentazione è obbligatoriamente telematica. La dichiarazione cartacea è ammessa solo in casi residuali e molto specifici (es. residenza del dichiarante all’estero per defunti deceduti prima di determinate date), da valutare con un professionista.

Posso presentare la successione senza SPID?

Per presentarla personalmente serve SPID, CIE o CNS. Se non hai nessuno di questi strumenti, puoi delegare il CAF o un commercialista che la trasmetterà con le proprie credenziali Entratel.

Quanto costa presentare la successione online fai-da-te?

Il software SuccessioniOnLine è gratuito. I costi sono solo quelli delle imposte dovute (ipotecaria, catastale, bolli, tributi speciali, imposta di successione se applicabile). Nessun costo di “pratica” è previsto per l’autocompilazione.

Serve il notaio per la successione?

Il notaio non è obbligatorio per la successione in sé. Diventa indispensabile se c’è un testamento da pubblicare, se gli eredi vogliono fare un atto notorio di successione, o se occorre un atto di accettazione tacita con trascrizione. Nel sistema tavolare del FVG, l’atto notarile serve spesso come base per l’intavolazione.

Cosa succede se non presento la dichiarazione entro 12 mesi?

Scattano le sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (minimo 250 euro) più interessi. Se ti accorgi del ritardo, presentala comunque il prima possibile con ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni.

Se il defunto non aveva immobili, devo comunque fare la successione?

La dichiarazione di successione è obbligatoria quando l’asse ereditario supera i 100.000 euro o comprende immobili o diritti reali immobiliari. Se l’eredità è inferiore e composta solo da mobili e conti correnti al di sotto di quella soglia, non è obbligatoria ma può essere richiesta dalle banche per lo svincolo.

Come scarico le visure catastali gratis?

Accedi all’area riservata di Agenzia Entrate con SPID/CIE/CNS, vai in Consultazione > Consultazioni catastali. Sono gratuite le visure degli immobili in proprio o del defunto (se sei erede). Serve anche l’ispezione ipotecaria gratuita una tantum.

Si possono rateizzare le imposte?

L’imposta di successione liquidata dall’Agenzia può essere rateizzata: 20% entro 60 giorni dalla notifica e 80% in 8 rate trimestrali (o 12 se l’importo supera 20.000 euro). Le imposte ipotecaria e catastale pagate in sede di dichiarazione, invece, non sono rateizzabili.

Come funziona la voltura catastale nel sistema tavolare FVG?

La voltura automatica del sistema telematico non opera nel territorio tavolare. Occorre presentare una domanda tavolare di intavolazione al Tribunale competente, allegando la dichiarazione di successione protocollata e gli altri documenti richiesti. La pratica richiede competenze specifiche: meglio affidarsi a un professionista che conosca il sistema tavolare.

Posso modificare una dichiarazione già presentata?

Sì, si può presentare una dichiarazione sostitutiva (entro i 12 mesi dall’apertura della successione) oppure una dichiarazione integrativa (dopo i 12 mesi, con pagamento delle eventuali sanzioni ridotte tramite ravvedimento).

Conclusione: affronta la successione con serenità

La dichiarazione di successione telematica è certamente più comoda del vecchio modello cartaceo: niente code agli sportelli, calcolo automatico delle imposte, ricevute digitali, voltura automatica. Ma la procedura resta complessa e un errore può costare caro in termini di sanzioni e contenzioso.

Se la tua situazione è semplice (un piccolo patrimonio, pochi eredi, nessun immobile complicato), il fai-da-te con il software SuccessioniOnLine è assolutamente alla tua portata. Se invece ci sono immobili in Friuli Venezia Giulia, aziende, partecipazioni, testamenti articolati o situazioni catastali problematiche, affidarti a un CAF specializzato è la scelta più saggia.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata: valutiamo insieme la complessità della tua successione e ti indichiamo il percorso più adatto. Gestiamo la dichiarazione telematica, l’intavolazione nel sistema tavolare, le volture bancarie e tutti gli adempimenti correlati. Prenota un appuntamento presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13 a Udine, chiama lo 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121. Siamo qui per aiutarti.

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Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
Maggio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2018/12/Successione-telematica.jpg 321 843 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-20 08:00:002026-05-31 17:48:21Dichiarazione Successione Telematica 2026: Guida Online Agenzia Entrate Step-by-Step
CAF, SUCCESSIONI

Successione Genitori ai Figli 2026: Quote, Tasse, Franchigie e Procedura Completa

Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

La successione dei genitori ai figli rappresenta il caso più comune e più cercato in Italia: la quasi totalità delle dichiarazioni di successione gestite ogni anno riguarda proprio il passaggio del patrimonio da un genitore deceduto ai suoi figli. Se hai perso da poco tuo padre o tua madre e devi occuparti della successione, sei nel posto giusto.

In questa guida completa e aggiornata al 2026 scoprirai esattamente quanto spetta a ciascun figlio, quali tasse si pagano, quali documenti servono e come procedere passo dopo passo. Troverai anche un esempio pratico con calcoli reali (casa + conto corrente lasciati a 2 figli) e una sezione dedicata alle situazioni particolari: figli adottivi, figli premorti, figli non riconosciuti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce centinaia di successioni ogni anno, con costi decisamente più accessibili rispetto al notaio (200-400 euro contro 1.500-3.000 euro). Alla fine dell’articolo ti spieghiamo come prenotare un appuntamento.

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Indice dei contenuti

  1. Successione genitori ai figli: l’ipotesi più comune
  2. Quote eredi: con o senza coniuge superstite
  3. La legittima dei figli (quota indisponibile)
  4. Successione per rappresentazione: figlio premorto
  5. Franchigia imposta successione: 1 milione di euro per figlio
  6. Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili
  7. Documenti necessari per la successione
  8. Tempistica: 12 mesi dalla morte
  9. Come procedere: CAF o notaio?
  10. Esempio pratico completo con calcoli
  11. Figli adottivi, naturali e situazioni particolari
  12. Impatto fiscale sulla prima casa dei figli
  13. Domande frequenti (FAQ)

Successione genitori ai figli: l’ipotesi più comune

Quando un genitore muore, per il Codice Civile italiano i figli sono sempre i primi eredi legittimi, insieme al coniuge superstite se presente. Questo vale sia che il defunto abbia lasciato un testamento sia che non l’abbia fatto (successione legittima).

La successione dai genitori ai figli è l’ipotesi più frequente per un motivo semplice: la stragrande maggioranza delle persone lascia un patrimonio (casa, conto corrente, auto, titoli) che viene naturalmente trasmesso ai discendenti diretti. Il diritto italiano tutela particolarmente questa trasmissione, riconoscendo ai figli la qualifica di eredi legittimari (o necessari): significa che hanno diritto a una quota minima del patrimonio che non può essere loro tolta nemmeno per testamento.

Dal punto di vista pratico, tutti i figli – indipendentemente dal numero e dalla loro condizione – concorrono in parti uguali tra loro. La legge italiana ha abolito ogni distinzione tra figli legittimi, naturali e adottivi: dal 2013 (riforma della filiazione, legge 219/2012) tutti i figli hanno gli stessi diritti successori.

Quote eredi: con o senza coniuge superstite

Il Codice Civile, agli articoli 566 e 581, stabilisce in modo molto chiaro come viene suddiviso il patrimonio del genitore defunto tra figli e coniuge superstite. Vediamo tutti i casi possibili.

Caso 1: solo figli (nessun coniuge o coniuge premorto/divorziato)

Quando il genitore defunto lascia solo figli (perché già vedovo, divorziato o non sposato), i figli ereditano il 100% del patrimonio, diviso in parti uguali tra loro.

  • 1 figlio unico → 100% del patrimonio
  • 2 figli → 50% ciascuno
  • 3 figli → 1/3 (33,33%) ciascuno
  • 4 figli → 1/4 (25%) ciascuno
  • N figli → 1/N ciascuno

Caso 2: coniuge superstite + 1 figlio

Quando al defunto sopravvivono il coniuge e un solo figlio, l’articolo 581 C.C. stabilisce una divisione al 50% e 50%:

  • Coniuge superstite → 1/2 (50%)
  • Figlio unico → 1/2 (50%)

Al coniuge spetta inoltre il diritto di abitazione sulla casa coniugale e il diritto di uso dei mobili che la corredano (art. 540 C.C.), che si aggiunge alla quota ereditaria.

Caso 3: coniuge superstite + 2 o più figli

Quando al defunto sopravvivono il coniuge e due o più figli, la divisione è:

  • Coniuge superstite → 1/3 (33,33%)
  • Figli → 2/3 (66,67%) divisi in parti uguali tra loro

Esempi concreti:

  • Coniuge + 2 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 1/3 (2/3 ÷ 2)
  • Coniuge + 3 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 2/9 (2/3 ÷ 3)
  • Coniuge + 4 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 1/6 (2/3 ÷ 4)

Anche in questo caso il coniuge mantiene il diritto di abitazione sulla casa familiare.

Tabella riepilogativa quote

Situazione familiareQuota coniugeQuota totale figliQuota singolo figlio
Solo 1 figlio (no coniuge)—100%100%
Solo 2 figli (no coniuge)—100%50%
Solo 3 figli (no coniuge)—100%33,33%
Coniuge + 1 figlio50%50%50%
Coniuge + 2 figli33,33%66,67%33,33%
Coniuge + 3 figli33,33%66,67%22,22%
Coniuge + 4 figli33,33%66,67%16,67%

La legittima dei figli (quota indisponibile)

Un aspetto fondamentale della successione dei genitori ai figli è il concetto di legittima (o quota indisponibile). Si tratta della porzione minima di patrimonio che la legge riserva obbligatoriamente ai figli, e di cui il genitore non può disporre liberamente nemmeno con un testamento.

In altre parole: anche se tuo padre o tua madre avesse scritto un testamento lasciando tutto a un terzo (un nuovo partner, un’associazione, un amico), tu e i tuoi fratelli avreste comunque diritto alla vostra quota di legittima.

Quote di legittima per i figli (art. 537 C.C.)

  • 1 figlio unico (senza coniuge) → ha diritto almeno a 1/2 del patrimonio (disponibile 1/2)
  • 2 o più figli (senza coniuge) → hanno diritto complessivamente ai 2/3 del patrimonio (disponibile 1/3)
  • 1 figlio + coniuge → figlio 1/3, coniuge 1/3 (disponibile 1/3)
  • 2 o più figli + coniuge → figli 1/2 complessivamente, coniuge 1/4 (disponibile 1/4)

Se un figlio viene leso nella quota di legittima da un testamento o da donazioni fatte in vita dal genitore, può agire con l’azione di riduzione (art. 554 C.C.) per ottenere quanto gli spetta di diritto. È un’azione complessa che richiede l’assistenza di un avvocato specializzato in successioni.

Successione per rappresentazione: figlio premorto

Cosa succede se uno dei figli è morto prima del genitore? Interviene l’istituto della successione per rappresentazione, disciplinata dagli articoli 467-469 del Codice Civile.

In pratica: se tuo fratello è morto prima di vostro padre, i figli di tuo fratello (cioè i tuoi nipoti, che sono nipoti del nonno defunto) subentrano nella quota che sarebbe spettata al loro genitore.

Esempio pratico di rappresentazione

Tizio muore lasciando:

  • Figlio Caio (vivo)
  • Figlio Sempronio (morto 5 anni prima), che aveva lasciato 2 figli (Marco e Luca, nipoti di Tizio)

La ripartizione sarà:

  • Caio → 1/2 del patrimonio del nonno
  • Marco e Luca → 1/2 del patrimonio diviso a metà tra loro (1/4 ciascuno), subentrando al posto del padre Sempronio

La rappresentazione opera anche all’infinito in linea retta discendente: se anche i nipoti fossero premorti, subentrerebbero i pronipoti. Per approfondire puoi leggere la nostra guida sulla rinuncia all’eredità, che spiega anche cosa succede quando un figlio rinuncia volontariamente.

Franchigia imposta successione: 1 milione di euro per figlio

Ecco una delle notizie più rassicuranti per chi eredita dai genitori: nella stragrande maggioranza dei casi, non si paga alcuna imposta di successione. Il motivo? La franchigia elevatissima prevista dalla legge italiana per i figli.

Il Decreto Legislativo n. 346/1990 (Testo Unico Imposta Successioni), aggiornato dal D.Lgs. 139/2024 in vigore dal 2025, prevede per i figli:

  • Franchigia: 1.000.000 di euro per ciascun figlio
  • Aliquota oltre la franchigia: 4%

Questo significa che ogni figlio può ereditare fino a 1 milione di euro senza pagare un euro di imposta di successione. Solo sulla parte eccedente si applica l’aliquota del 4%.

Come si calcola l’imposta di successione figli

Formula: (Valore quota ereditata − 1.000.000 €) × 4%

Esempi:

  • Figlio eredita 500.000 € → Imposta: 0 € (sotto franchigia)
  • Figlio eredita 1.000.000 € → Imposta: 0 € (esattamente franchigia)
  • Figlio eredita 1.200.000 € → (1.200.000 − 1.000.000) × 4% = 8.000 €
  • Figlio eredita 2.000.000 € → (2.000.000 − 1.000.000) × 4% = 40.000 €

Considerato che il patrimonio medio di una famiglia italiana (casa + risparmi) si aggira tra 200.000 e 400.000 euro, la stragrande maggioranza delle successioni genitori-figli non genera alcuna imposta di successione. Per approfondire i meccanismi di calcolo consulta la nostra guida dettagliata sulle imposte di successione 2026.

Franchigia per figlio disabile

Se uno dei figli eredi è portatore di handicap grave ai sensi della legge 104/1992, la franchigia sale a 1.500.000 euro. Un’agevolazione pensata per tutelare ulteriormente i soggetti più fragili.

Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili

Anche se non c’è imposta di successione perché siamo sotto franchigia, quando nell’eredità ci sono immobili (casa, box, terreni) si pagano comunque due imposte fisse:

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale dell’immobile
  • Imposta catastale: 1% del valore catastale dell’immobile

In totale quindi 3% del valore catastale degli immobili che fanno parte dell’asse ereditario. Attenzione: si parla di valore catastale (rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 110 nella prima casa, per 120 negli altri immobili), non di valore di mercato. Il valore catastale è molto più basso (spesso 1/3 del valore reale).

Agevolazione prima casa

Se almeno uno degli eredi richiede l’agevolazione prima casa sull’immobile ereditato (perché non ha altra casa di proprietà nel comune, o si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi), le imposte ipotecaria e catastale si riducono a 200 euro ciascuna (400 € totali fissi), indipendentemente dal valore dell’immobile.

È un’agevolazione molto vantaggiosa, soprattutto su case di valore medio-alto. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti e a compilare correttamente la richiesta.

Documenti necessari per la successione

Per presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, i figli eredi devono raccogliere e consegnare al CAF (o al notaio) i seguenti documenti.

Documenti relativi al defunto

  • Certificato di morte (rilasciato dal Comune di decesso)
  • Stato di famiglia alla data del decesso (storico)
  • Codice fiscale del defunto
  • Documento d’identità del defunto
  • Testamento, se esiste (originale o copia autentica)
  • Atto notorio o dichiarazione sostitutiva (se richiesto dalle banche)

Documenti relativi agli eredi (figli)

  • Documenti d’identità di tutti i figli eredi (e del coniuge superstite)
  • Codici fiscali di tutti gli eredi
  • Eventuali atti di rinuncia all’eredità già fatti
  • Certificazione di handicap grave (se uno degli eredi è disabile L. 104)

Documenti relativi agli immobili

  • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili
  • Planimetrie catastali
  • Atti di provenienza (rogito di acquisto, donazione, precedente successione)
  • Per il Friuli Venezia Giulia: estratto tavolare (sistema tavolare austriaco)
  • Eventuali mutui ipotecari ancora in essere

Documenti relativi a conti e investimenti

  • Saldo conti correnti alla data del decesso (certificato bancario)
  • Saldo libretti di risparmio e postali
  • Estratti titoli, azioni, obbligazioni, fondi
  • Polizze vita (generalmente escluse dall’asse ereditario ai fini fiscali)
  • BOT, BTP, CCT e altri titoli di Stato (esclusi dall’imposta)

Altri beni

  • Libretti auto/moto/barche intestate al defunto
  • Quote societarie o aziende (bilanci)
  • Donazioni fatte in vita dal defunto (si sommano al calcolo della franchigia)

Trovi l’elenco completo e aggiornato anche nella nostra guida alla dichiarazione di successione a Udine, con procedura passo-passo.

Tempistica: dichiarazione entro 12 mesi dalla morte

La dichiarazione di successione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso del genitore (art. 31 D.Lgs. 346/1990).

Il termine parte dalla data della morte e si calcola di data in data (esempio: morte il 15 gennaio 2026 → scadenza 15 gennaio 2027).

Sanzioni per ritardo

Se la dichiarazione non viene presentata nei termini, si applicano sanzioni amministrative:

  • Omessa dichiarazione: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (minimo 250 €)
  • Dichiarazione tardiva (entro 30 giorni): sanzione ridotta al 60-120%
  • Ravvedimento operoso: sanzioni fortemente ridotte se ci si regolarizza spontaneamente

Anche se non c’è imposta di successione da pagare (per esempio perché siamo sotto franchigia), la dichiarazione va comunque presentata quando nell’asse ereditario ci sono immobili o quando il patrimonio supera 100.000 € (esonero previsto dall’art. 28 D.Lgs. 346/1990).

Casi di esonero dalla dichiarazione

La dichiarazione di successione NON va presentata se contemporaneamente:

  • Gli eredi sono solo coniuge e/o figli (parenti in linea retta)
  • L’attivo ereditario non supera 100.000 €
  • Non ci sono immobili o diritti reali immobiliari

In tutti gli altri casi la dichiarazione va fatta, anche a imposta zero.

Come procedere: CAF o notaio?

Una domanda ricorrente dei figli eredi è: mi conviene rivolgermi al CAF o al notaio? La risposta dipende dalla complessità della situazione.

Quando basta il CAF

Nella stragrande maggioranza dei casi (si stima oltre l’80% delle successioni genitori-figli), il CAF è pienamente sufficiente. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce la dichiarazione di successione in tutti questi scenari:

  • Successione legittima (senza testamento)
  • Eredi sono solo figli, coniuge o parenti stretti
  • Patrimonio composto da casa, conti, titoli
  • Nessun conflitto tra gli eredi
  • Anche con immobili nel Friuli Venezia Giulia (sistema tavolare)

Quando serve il notaio

  • Esiste un testamento olografo da pubblicare (pubblicazione obbligatoria dal notaio)
  • Ci sono conflitti tra eredi che richiedono consulenza legale
  • Si vuole fare una divisione ereditaria immediata degli immobili
  • Patrimonio molto complesso (aziende, quote societarie, immobili all’estero)
  • Necessità di atti di rinuncia formali o accettazioni beneficiate

Confronto costi CAF vs Notaio

VoceCAF Centro FiscaleNotaio
Dichiarazione di successione200-400 €1.500-3.000 €
Volturazione catastaleInclusaInclusa
Pubblicazione testamentoNon di competenza500-1.500 €
Atto di divisione ereditariaNon di competenza1.500-5.000 €
Tempistica media2-4 settimane1-3 mesi

Risparmio medio scegliendo il CAF: 1.200-2.600 euro per una successione standard. Per approfondire il confronto leggi la nostra guida completa sulla successione a Udine.

Esempio pratico completo con calcoli

Vediamo ora un esempio realistico di successione dai genitori ai figli. Mario Rossi, vedovo, muore il 1° marzo 2026 lasciando come eredi i suoi due figli Luca e Chiara.

Patrimonio di Mario Rossi

  • Casa di proprietà a Udine (prima casa): valore di mercato 300.000 €, valore catastale 85.000 €
  • Conto corrente BancoPosta: saldo 50.000 €
  • BTP (titoli di Stato): 20.000 € (esclusi dall’imposta)
  • Polizza vita: 30.000 € a beneficiario Luca (esclusa dall’asse ereditario)
  • Auto: 8.000 €

Step 1: calcolo attivo ereditario

L’attivo ereditario ai fini dell’imposta di successione si calcola sul valore catastale degli immobili, non sul valore di mercato:

  • Casa (valore catastale): 85.000 €
  • Conto corrente: 50.000 €
  • Auto: 8.000 €
  • Totale attivo ereditario tassabile: 143.000 €
  • BTP e polizza vita: esclusi (non concorrono)

Step 2: quote degli eredi

Luca e Chiara sono solo in due, senza coniuge superstite: dividono tutto al 50%.

  • Quota Luca: 71.500 € (metà di 143.000)
  • Quota Chiara: 71.500 € (metà di 143.000)

Step 3: imposta di successione

Ciascun figlio eredita 71.500 €, molto al di sotto della franchigia di 1 milione di euro.

  • Imposta di successione Luca: 0 €
  • Imposta di successione Chiara: 0 €

Step 4: imposte ipotecaria e catastale (casa)

Sulla casa si pagano le imposte ipotecaria e catastale. Ipotizziamo che Luca richieda l’agevolazione prima casa (ha la residenza a Udine e non possiede altre case):

  • Imposta ipotecaria: 200 € (fissa, con agevolazione prima casa)
  • Imposta catastale: 200 € (fissa, con agevolazione prima casa)
  • Imposta di bollo e tasse ipotecarie: circa 150-200 €

Totale imposte circa 550-600 €, più il costo del CAF (300 € medi).

Senza agevolazione prima casa

Se nessuno degli eredi può richiedere l’agevolazione prima casa, le imposte sarebbero:

  • Imposta ipotecaria: 85.000 × 2% = 1.700 €
  • Imposta catastale: 85.000 × 1% = 850 €
  • Totale: 2.550 €

Conclusione dell’esempio

Per una successione tipica di un genitore a due figli (casa + conto, patrimonio ~350.000 €), il costo complessivo è di circa 850-900 € con agevolazione prima casa, oppure 2.850-3.000 € senza agevolazione. Come si vede, l’imposta di successione in senso stretto è pari a zero e pesano solo le imposte fisse sugli immobili + onorario del professionista.

Figli adottivi, naturali e situazioni particolari

Figli adottivi

I figli adottivi hanno gli stessi identici diritti successori dei figli biologici. La legge 184/1983 sull’adozione stabilisce che il figlio adottivo acquisisce lo stato di figlio legittimo dei genitori adottanti, con tutti i diritti e doveri connessi.

Questo vale tanto per l’adozione legittimante (di minore) quanto per l’adozione di maggiorenne (con alcune particolarità: il figlio adottivo maggiorenne eredita dai genitori adottivi ma mantiene anche il diritto a ereditare dai genitori biologici, se rintracciabili).

Figli naturali (non riconosciuti)

Dal 2013, con la riforma della filiazione (legge 219/2012 e D.Lgs. 154/2013), tutti i figli sono equiparati: è stata eliminata ogni distinzione tra figli legittimi, naturali e adottivi.

Tuttavia, per poter ereditare dai genitori, un figlio naturale deve essere stato riconosciuto. Se il padre o la madre non ha mai riconosciuto il figlio, quest’ultimo può agire in giudizio con:

  • Azione di riconoscimento della paternità/maternità (art. 269 C.C.)
  • L’azione può essere promossa anche dopo la morte del presunto genitore, contro gli altri eredi
  • Serve prova scientifica (test del DNA) o prova testimoniale

Una volta accertata giudizialmente la filiazione, il figlio acquisisce tutti i diritti successori.

Figli nati da genitori non sposati

I figli nati fuori dal matrimonio, una volta riconosciuti dal genitore (anche uno solo dei due), hanno gli stessi diritti dei figli nati nel matrimonio. Non esiste più alcuna differenza successoria.

Figli minorenni

Se tra gli eredi ci sono figli minorenni, la successione richiede alcune formalità particolari:

  • Accettazione con beneficio d’inventario obbligatoria (art. 471 C.C.): protegge il minore dai debiti ereditari
  • Richiede l’autorizzazione del giudice tutelare
  • Il genitore superstite (o il tutore) rappresenta il minore nella successione

Figlio che rinuncia all’eredità

Un figlio può rinunciare all’eredità (per esempio se è carica di debiti) con atto formale davanti al notaio o al cancelliere del tribunale. Se rinuncia, subentrano i suoi figli per rappresentazione (i nipoti del nonno defunto). Approfondimento: Rinuncia all’eredità: a chi va la quota del rinunciante?

Impatto fiscale sulla prima casa dei figli

Ereditare la casa dei genitori può avere un impatto sulla possibilità di beneficiare delle agevolazioni prima casa sia al momento della successione, sia in futuro.

Agevolazione prima casa sulla casa ereditata

Come visto, un erede può chiedere le imposte ipotecaria e catastale ridotte a 200 € ciascuna se, sulla casa ereditata:

  • Non è titolare di altra casa idonea ad abitazione nel comune dove si trova l’immobile ereditato
  • Non ha già beneficiato dell’agevolazione prima casa su altri immobili in tutto il territorio nazionale
  • Si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi (se non è già residente)

Se ci sono più eredi, basta che uno solo di essi richieda l’agevolazione: il beneficio si estende automaticamente all’intero immobile (non solo alla sua quota).

Quando un figlio perde l’agevolazione prima casa

Attenzione: se un figlio aveva già una casa acquistata con agevolazione prima casa e eredita la casa del genitore in piena proprietà (e non in comproprietà), non perde automaticamente l’agevolazione sulla sua prima casa. La Corte di Cassazione (sentenza 8433/2020) ha chiarito che l’acquisto mortis causa di una seconda casa non fa decadere l’agevolazione sulla prima.

Tuttavia, dal punto di vista IMU, la casa ereditata diventa una “seconda casa” per il figlio, con IMU pagabile (salvo la sia adibita a prima casa dal figlio stesso). Per approfondire leggi la nostra guida sull’esenzione IMU per gli eredi della prima casa del genitore.

Cosa fare se i figli sono più di uno

Quando la casa dei genitori viene ereditata da più figli, si crea una comunione ereditaria: tutti sono comproprietari pro quota. Le opzioni sono:

  • Mantenere la comproprietà (utile se la casa serve a uno dei figli o viene affittata)
  • Dividere la casa se materialmente divisibile (raro)
  • Vendere e dividere il ricavato (la soluzione più frequente)
  • Un figlio liquida gli altri acquistando le loro quote (con atto notarile)

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sulla successione genitori-figli

1. Quando muore un genitore, i figli pagano sempre le tasse di successione?

No. Ciascun figlio ha una franchigia di 1 milione di euro: sotto questa soglia non si paga nulla di imposta di successione. Nella stragrande maggioranza dei casi (patrimonio medio 200-400 mila €), i figli non pagano alcuna imposta di successione, ma solo le imposte ipotecaria e catastale sugli eventuali immobili.

2. Entro quanto tempo devo fare la successione dopo la morte di mio padre o mia madre?

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Oltre questo termine si applicano sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta. Se non c’è imposta da pagare, sanzione minima 250 €.

3. Il coniuge del defunto eredita sempre?

Sì, il coniuge superstite è sempre erede legittimo, a meno di separazione con addebito. In presenza di figli, il coniuge prende il 50% (1 figlio) o 1/3 (2+ figli), più il diritto di abitazione sulla casa coniugale.

4. Se uno dei fratelli è morto prima di nostro padre, la sua quota va agli altri fratelli?

No. Per il principio della rappresentazione, la quota del figlio premorto passa ai suoi figli (cioè i nipoti del defunto), non agli altri fratelli. Se non ci sono nipoti, allora la quota si ridistribuisce tra gli altri figli vivi per accrescimento.

5. Si può diseredare un figlio?

In Italia non si può diseredare completamente un figlio. I figli sono eredi legittimari e hanno sempre diritto alla quota di legittima. Si può solo disporre della quota disponibile (1/2 con 1 figlio, 1/3 con 2+ figli senza coniuge, 1/4 con 2+ figli e coniuge). Un testamento che violasse la legittima è impugnabile con l’azione di riduzione.

6. Quanto costa fare la successione al CAF?

Il CAF Centro Fiscale di Udine applica tariffe tra 200 e 400 euro per una dichiarazione di successione standard (casa + conto + eventuali titoli). Il costo varia in base alla complessità: numero di immobili, numero di eredi, eventuali documenti mancanti da reperire. Il notaio costa mediamente 1.500-3.000 euro.

7. I figli adottivi hanno gli stessi diritti dei figli biologici?

Sì, identici. La riforma della filiazione (legge 219/2012) ha completamente equiparato figli biologici, adottivi e naturali riconosciuti. Tutti partecipano in parti uguali alla successione.

8. Se mio padre ha lasciato un testamento, vale comunque la quota di legittima per i figli?

Sì, sempre. Anche con testamento, i figli hanno diritto alla quota di legittima (quota indisponibile). Se il testamento viola questo diritto, i figli possono impugnarlo con l’azione di riduzione entro 10 anni.

9. Devo fare la successione anche se eredito solo un conto corrente senza immobili?

Solo se l’attivo ereditario supera 100.000 € o se ci sono immobili. Se eredi solo un conto di 30.000 € da tuo padre, non devi presentare la dichiarazione (esonero art. 28 D.Lgs. 346/1990). La banca ti chiederà comunque alcuni documenti (certificato di morte, atto notorio/dichiarazione sostitutiva) per sbloccare il conto.

10. Cosa succede se l’eredità è gravata da debiti?

I figli possono:

  • Accettare puramente e semplicemente: si prendono attivo + debiti, rispondendo anche con il proprio patrimonio
  • Accettare con beneficio d’inventario: rispondono dei debiti solo nei limiti del valore dell’attivo ereditato (consigliato se ci sono dubbi)
  • Rinunciare all’eredità: non prendono nulla ma non pagano i debiti

11. Il Friuli Venezia Giulia ha regole particolari?

Sì, il FVG applica il sistema tavolare (di origine austriaca) per gli immobili situati nelle province di Trieste, Gorizia, parte di quella di Udine (ex austroungarica) e Pordenone. Non c’è la conservatoria ma il libro fondiario, e le volturazioni seguono procedure diverse. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle successioni con sistema tavolare.

12. Se mia madre è morta e ha lasciato solo me come figlio, eredito tutto?

Dipende dalla situazione familiare:

  • Se tua madre era vedova o divorziata → sì, eredi il 100%
  • Se tua madre era sposata (tuo padre è vivo) → tuo padre prende il 50%, tu il 50%
  • Se ci sono nonni/fratelli di tua madre che erano a suo carico → possono avere diritto a una quota, ma è raro

Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua successione

La successione dei genitori ai figli è un momento delicato, che arriva in un periodo di lutto e che richiede di gestire pratiche burocratiche complesse in tempi stretti (12 mesi dalla morte). Avere al proprio fianco un professionista competente e a costi accessibili fa tutta la differenza.

Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce centinaia di successioni genitori-figli ogni anno, con particolare competenza sul sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Ti offriamo:

  • Dichiarazione di successione completa, con costo tra 200 e 400 euro
  • Volturazione catastale inclusa
  • Richiesta dell’agevolazione prima casa per abbattere le imposte
  • Tempistica media 2-4 settimane
  • Consulenza personalizzata su quote, franchigie e aspetti fiscali
  • Assistenza con banche e Agenzia delle Entrate

Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Chiamaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Un nostro consulente valuterà gratuitamente la tua situazione e ti indicherà il percorso migliore.

Articolo redatto dal team del CAF Centro Fiscale di Udine. Aggiornato al 2026 con le disposizioni del D.Lgs. 139/2024 (riforma imposta successioni e donazioni) e i principi della riforma della filiazione. Le informazioni hanno carattere divulgativo: per la tua situazione specifica prenota una consulenza.

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Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/DOCUMENTI-NECESSARI-PER-LA-SUCCESSIONE-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 08:00:002026-05-31 17:54:56Successione Genitori ai Figli 2026: Quote, Tasse, Franchigie e Procedura Completa
CAF, SUCCESSIONI

Successione a Udine: Guida Completa CAF 2026

Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

Affrontare una successione a Udine può sembrare complesso, ma con il giusto supporto diventa un processo chiaro e lineare. Che tu debba gestire la successione a Udine di un genitore, del coniuge o di un altro familiare, il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo, occupandosi di ogni adempimento: dalla dichiarazione di successione alla voltura catastale, tutto in un unico appuntamento.

Il Friuli Venezia Giulia presenta una particolarità unica in Italia: il sistema tavolare, un registro immobiliare che richiede competenze specifiche. Per questo motivo, gestire una successione a Udine senza l’assistenza di professionisti esperti può comportare errori costosi e ritardi. Il nostro CAF gestisce centinaia di successioni ogni anno in Friuli Venezia Giulia e ha rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate, garantendo procedure veloci e corrette.

In questa guida completa scoprirai tutto quello che serve sapere sulla successione a Udine: chi sono gli eredi, quali documenti raccogliere, quanto costa, quali imposte pagare e come funziona il sistema tavolare. Ti spiegheremo anche perché affidarsi al CAF Centro Fiscale conviene rispetto al notaio o al commercialista, con un confronto trasparente dei costi e dei servizi inclusi.

Indice dei Contenuti

  1. Cos’è la Successione e Quando Si Apre
  2. Chi Sono gli Eredi: Legittima e Testamentaria
  3. Dichiarazione di Successione a Udine
  4. Documenti Necessari
  5. Costi: CAF vs Notaio vs Commercialista
  6. Come Funziona al CAF Centro Fiscale
  7. Tempi della Successione
  8. Imposte 2026: Aliquote e Franchigie
  9. Voltura Catastale a Udine
  10. Sistema Tavolare FVG
  11. Novità 2026: Abolizione Coacervo
  12. Perché Scegliere il CAF Centro Fiscale
  13. Domande Frequenti

Cos’è la Successione e Quando Si Apre

La successione è il trasferimento del patrimonio di una persona deceduta ai suoi eredi. A Udine, come nel resto d’Italia, la successione a Udine si apre automaticamente al momento del decesso e comprende tutti i beni del defunto: immobili, conti correnti, azioni, titoli, automobili e altri asset.

La successione può essere di due tipi:

  • Successione legittima: quando non esiste testamento, l’eredità viene ripartita secondo le quote previste dal Codice Civile tra coniuge, figli, genitori e altri parenti
  • Successione testamentaria: quando il defunto ha lasciato un testamento che indica come distribuire i beni, nel rispetto delle quote di legittima riservate per legge ad alcuni familiari

La successione a Udine richiede la presentazione della dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso. Questo adempimento è obbligatorio quando il valore dell’eredità supera i 100.000 euro o quando sono presenti beni immobili, indipendentemente dal valore.

Nel caso della successione a Udine e in tutto il Friuli Venezia Giulia, bisogna tenere conto del sistema tavolare per gli immobili iscritti nelle Tavole. Questo rende la gestione della pratica più complessa rispetto ad altre zone d’Italia e richiede competenze specifiche che solo professionisti esperti del territorio possono garantire.

Chi Sono gli Eredi: Legittima e Testamentaria

Gli eredi sono le persone che hanno diritto a ricevere il patrimonio del defunto. Nella successione a Udine, come nel resto d’Italia, gli eredi si dividono in due categorie: eredi legittimi (quando non c’è testamento) ed eredi testamentari (quando esiste un testamento valido).

Il Codice Civile stabilisce le quote di legittima, cioè porzioni di eredità riservate per legge a determinati familiari, che non possono essere esclusi nemmeno con testamento. Ecco come funziona la successione senza testamento:

Situazione FamiliareQuota ConiugeQuota FigliQuota Genitori/Fratelli
Solo coniuge100%––
Coniuge + 1 figlio50%50%–
Coniuge + 2+ figli33,33%66,67% (diviso)–
Solo 1 figlio–100%–
Solo 2+ figli–100% (diviso)–
Coniuge + genitori66,67%–33,33%
Solo genitori––100%

Nella successione a Udine, è importante sapere che gli eredi possono scegliere se accettare l’eredità (in modo puro e semplice o con beneficio di inventario) oppure rinunciare. La rinuncia è irrevocabile e deve essere fatta davanti a un notaio o al cancelliere del Tribunale.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a comprendere chi sono gli eredi legittimi nel tuo caso specifico, a calcolare le quote esatte e a gestire eventuali situazioni particolari come la presenza di figli minorenni, l’esclusione di eredi o le donazioni fatte in vita dal defunto.

Hai dubbi su chi sono gli eredi?

La ripartizione dell’eredità può essere complessa, soprattutto in presenza di più figli, coniugi separati o testamenti. Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la tua situazione specifica e ti spiega esattamente quali sono le quote di ciascun erede. Gestiamo centinaia di successioni ogni anno e conosciamo ogni casistica.

CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

Dichiarazione di Successione a Udine

La dichiarazione di successione è il documento fiscale che comunica all’Agenzia delle Entrate il trasferimento del patrimonio del defunto agli eredi. Si tratta di un adempimento obbligatorio che serve a calcolare e liquidare le imposte di successione dovute allo Stato.

Quando si apre una successione a Udine, la dichiarazione deve essere presentata telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Chi deve presentarla? Gli obbligati sono:

  • Eredi legittimi e testamentari che accettano l’eredità (anche tacitamente)
  • Legatari che ricevono beni specifici dal testamento
  • Rappresentanti legali degli eredi minori o incapaci
  • Amministratori dell’eredità nominati dal giudice
  • Esecutori testamentari indicati nel testamento

In pratica, è sufficiente che uno solo degli eredi presenti la dichiarazione per conto di tutti. Il sistema di trasmissione è esclusivamente telematico: non è più possibile presentare dichiarazioni cartacee. Per questo motivo, la maggior parte delle famiglie si rivolge a professionisti come il CAF Centro Fiscale di Udine, che dispone degli strumenti software necessari e dell’esperienza specifica per gestire le successioni a Udine, incluse quelle con beni in regime tavolare.

Vuoi approfondire la procedura completa? Leggi la nostra guida dettagliata su come presentare la dichiarazione di successione.

Documenti Necessari per la Successione

Per presentare la dichiarazione di successione a Udine servono numerosi documenti, che si possono suddividere in tre categorie: documenti del defunto, documenti degli eredi e documenti relativi al patrimonio ereditario.

Documenti del defunto

  • Certificato di morte in carta libera
  • Codice fiscale del defunto
  • Documento d’identità del defunto
  • Stato di famiglia storico al momento del decesso
  • Testamento pubblico o olografo (se esistente), con verbale di pubblicazione
  • Atto di rinuncia all’eredità (se qualcuno ha rinunciato)

Documenti degli eredi

  • Codici fiscali di tutti gli eredi
  • Documenti d’identità validi
  • Deleghe se un erede firma per conto degli altri
  • Atti di nascita (per dimostrare il grado di parentela)

Documenti patrimoniali

  • Visure catastali aggiornate di immobili e terreni (per il Catasto ordinario)
  • Estratti tavolari per immobili in regime tavolare (specifico per Udine e Friuli Venezia Giulia)
  • Estratti conto bancari e postali alla data del decesso
  • Certificati di titoli, azioni, obbligazioni, fondi comuni
  • Certificato di proprietà veicoli (auto, moto, imbarcazioni)
  • Polizze assicurative e fondi pensione

Nota importante sul sistema tavolare: In Friuli Venezia Giulia, e quindi anche per le successioni a Udine, molti immobili sono registrati nel sistema tavolare invece che nel Catasto ordinario. In questi casi servono estratti tavolari rilasciati dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari, non semplici visure catastali. Il CAF Centro Fiscale di Udine conosce perfettamente questa specificità regionale e sa esattamente quali documenti richiedere.

Non sai esattamente quali documenti servono nel tuo caso specifico? Consulta la nostra checklist completa dei documenti per la successione a Udine.

Non sai quali documenti servono?

Ti forniamo una checklist personalizzata per il tuo caso. Chiamaci e ti diciamo esattamente cosa portare all’appuntamento.

CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 601 8121

Costi della Successione: CAF vs Notaio vs Commercialista

Uno degli aspetti che più preoccupa le famiglie quando devono affrontare una successione a Udine è il costo complessivo della pratica. È importante distinguere tra onorari del professionista (CAF, commercialista o notaio) e imposte da versare allo Stato, che sono uguali indipendentemente da chi gestisce la pratica.

Confronto costi professionali

ProfessionistaCosto medioCosa include
CAF Centro Fiscale Udine€ 300 – € 1.200Dichiarazione + voltura catastale inclusa
Commercialista€ 500 – € 2.000Dichiarazione (voltura spesso esclusa)
Notaio€ 1.000 – € 4.000Dichiarazione (voltura spesso esclusa)

Perché il CAF costa meno? I CAF sono enti senza scopo di lucro che operano su grandi volumi di pratiche. Questo ci permette di ottimizzare i processi e offrire tariffe trasparenti e competitive, con un risparmio che può arrivare fino al 70% rispetto a un notaio. Inoltre, gestiamo internamente anche la voltura catastale (o tavolare, nel caso di immobili in regime tavolare), che molti professionisti delegano a terzi con costi aggiuntivi.

Cosa è incluso nel servizio CAF

  • Consulenza iniziale per identificare gli eredi e il patrimonio
  • Compilazione della dichiarazione di successione telematica
  • Calcolo delle imposte dovute (imposta di successione, ipotecaria, catastale, bolli)
  • Trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate
  • Voltura catastale o tavolare per il passaggio di proprietà degli immobili
  • Assistenza durante tutto l’iter fino alla consegna della documentazione completa

Cosa NON è incluso (nessun professionista può azzerarlo)

Le imposte da versare allo Stato sono uguali per tutti e non dipendono da chi gestisce la pratica:

  • Imposta di successione (calcolata sul valore netto dell’eredità, con franchigie per coniuge e figli)
  • Imposta ipotecaria (2% del valore degli immobili)
  • Imposta catastale (1% del valore degli immobili)
  • Marche da bollo e diritti di segreteria

Per una successione a Udine di complessità media (un immobile e qualche conto corrente), il costo totale al CAF Centro Fiscale si aggira tra i 400 e gli 800 euro, voltura inclusa. Un risparmio significativo che non compromette la qualità del servizio: gestiamo centinaia di successioni ogni anno e abbiamo rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate di Udine.

Vuoi un preventivo dettagliato per il tuo caso? Leggi la nostra analisi completa sui costi della successione a Udine.

Come Funziona la Successione al CAF Centro Fiscale di Udine

Quando ti rivolgi al CAF Centro Fiscale per una successione a Udine, trovi un metodo consolidato che semplifica ogni passaggio. Ecco come funziona il nostro servizio, passo dopo passo.

1. Primo contatto: ascoltiamo la tua situazione

Puoi contattarci per telefono (0432 1638640) o WhatsApp (366 601 8121). Durante questa prima telefonata, ti facciamo alcune domande di base: chi è il defunto, quanti sono gli eredi, se esiste un testamento, quali beni compongono l’eredità (immobili, conti, veicoli). In pochi minuti ti forniamo già una stima indicativa dei costi e dei tempi.

2. Raccolta documenti: ti guidiamo passo passo

Ti inviamo per email o WhatsApp una checklist personalizzata dei documenti necessari. Non devi preoccuparti di cercare informazioni online: ti diciamo esattamente cosa serve, dove richiederlo e come ottenerlo. Se hai dubbi durante la raccolta, puoi chiamarci in qualsiasi momento.

3. Appuntamento unico: tutto in una sola volta

Fissiamo un appuntamento presso il nostro ufficio in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, a Udine. Durante questo incontro:

  • Verifichiamo insieme tutti i documenti
  • Compiliamo la dichiarazione davanti a te, spiegandoti ogni passaggio
  • Calcoliamo esattamente le imposte da versare
  • Ti facciamo firmare la pratica
  • Riscuotiamo il pagamento del nostro onorario

Tutto in un unico appuntamento. Non dovrai tornare più volte: in 60-90 minuti chiudiamo tutta la parte amministrativa. Questo è possibile perché gestiamo centinaia di successioni ogni anno e conosciamo a memoria la procedura, incluse le specificità del sistema tavolare friulano.

4. Trasmissione telematica e voltura

Entro pochi giorni dall’appuntamento, trasmettiamo telematicamente la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate di Udine. Contemporaneamente, avviamo la pratica di voltura catastale (o tavolare, per gli immobili in regime tavolare). Hai sempre un referente diretto che puoi contattare per aggiornamenti sullo stato della pratica.

5. Consegna documentazione completa

Una volta che l’Agenzia delle Entrate ha registrato la dichiarazione e la voltura è stata completata, ti consegniamo:

  • Copia della dichiarazione di successione con ricevuta di trasmissione
  • Prospetto di liquidazione delle imposte
  • Certificato di voltura catastale/tavolare
  • Ricevute di pagamento F24

Tutta la documentazione è pronta per eventuali passaggi successivi (vendite, donazioni, richieste di mutui, ecc.). Se in futuro avrai bisogno di duplicati o chiarimenti, conserviamo una copia digitale della tua pratica.

Perché scegliere il CAF Centro Fiscale per la tua successione a Udine? Perché abbiamo rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate di Udine, conosciamo il sistema tavolare friulano, e gestiamo ogni anno centinaia di pratiche con un tasso di errore praticamente nullo. Il tutto a costi trasparenti e competitivi.

Tempi della Successione a Udine

Quanto tempo serve per completare una successione a Udine? Dipende principalmente da due fattori: la velocità con cui gli eredi raccolgono i documenti e i tempi tecnici dell’Agenzia delle Entrate. Ecco una stima realistica delle tempistiche per ogni fase.

FaseTempo medioNote
Raccolta documenti1-4 settimaneDipende dalla complessità del patrimonio
Compilazione al CAF1-2 giorniDopo l’appuntamento, trasmettiamo subito
Trasmissione telematicaImmediataInvio all’Agenzia delle Entrate in giornata
Registrazione AdE7-15 giorniTempo tecnico dell’Agenzia delle Entrate
Voltura catastale/tavolare15-30 giorniAggiornamento registri immobiliari
TOTALE1-3 mesiDall’inizio della raccolta documenti alla chiusura

Nota importante: Il termine legale per presentare la dichiarazione di successione è di 12 mesi dalla data del decesso. È consigliabile non aspettare l’ultimo momento, per evitare sanzioni in caso di ritardi nella raccolta documenti.

La fase più lunga è quasi sempre la raccolta dei documenti. Se gli eredi sono organizzati e hanno già a disposizione certificati, visure ed estratti conto, si può chiudere tutto in 4-6 settimane. Se invece bisogna richiedere certificati all’estero, pubblicare testamenti olografi o risolvere contestazioni tra eredi, i tempi si allungano.

Il CAF Centro Fiscale di Udine si impegna a trasmettere la dichiarazione entro 48 ore dall’appuntamento in cui firmi la pratica. I tempi successivi (registrazione e voltura) dipendono dall’Agenzia delle Entrate, ma grazie ai nostri rapporti diretti con gli uffici di Udine riusciamo a monitorare lo stato della pratica e intervenire rapidamente in caso di intoppi.

Vuoi saperne di più sui tempi e le scadenze? Leggi la nostra guida dettagliata sui tempi della successione a Udine.

Imposte di Successione 2026: Aliquote e Franchigie

Quando si apre una successione a Udine, gli eredi devono versare diverse imposte allo Stato, calcolate sul valore netto del patrimonio ereditato. Le imposte di successione variano in base al grado di parentela tra il defunto e gli eredi, e prevedono franchigie (importi esenti da tassazione) che cambiano a seconda del rapporto familiare.

Il sistema fiscale italiano prevede aliquote progressive che partono dal 4% per i parenti più stretti (coniuge e figli) fino all’8% per gli estranei. Le franchigie 2026 sono invece delle soglie sotto le quali non si paga alcuna imposta di successione. Ecco la tabella completa aggiornata al 2026:

Grado di parentelaAliquotaFranchigia
Coniuge e figli4%€ 1.000.000 per erede
Fratelli e sorelle6%€ 100.000 per erede
Altri parenti fino al 4° grado6%Nessuna franchigia
Affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado6%Nessuna franchigia
Estranei (non parenti)8%Nessuna franchigia
Eredi portatori di handicap graveCome sopra€ 1.500.000 aggiuntivi

Esempio pratico: Se un padre lascia in eredità ai due figli un patrimonio di 1.500.000 euro, ciascun figlio riceve 750.000 euro. Poiché la quota di ciascuno (750.000 euro) è inferiore alla franchigia di 1.000.000 euro, non pagano alcuna imposta di successione. Se invece l’eredità fosse di 2.500.000 euro (1.250.000 euro per figlio), ciascuno pagherebbe il 4% sulla parte eccedente: (1.250.000 – 1.000.000) x 4% = 10.000 euro di imposta di successione.

Imposte sugli immobili: ipotecaria e catastale

Oltre all’imposta di successione, quando nell’eredità sono presenti beni immobili (case, terreni, fabbricati) si pagano anche l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale. Queste imposte sono calcolate sul valore catastale degli immobili, indipendentemente dal grado di parentela:

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale
  • Imposta catastale: 1% del valore catastale

Esiste però un’importante agevolazione prima casa per le successioni a Udine e in tutta Italia: se uno degli eredi adibisce l’immobile a propria abitazione principale entro 12 mesi, le imposte ipotecaria e catastale si riducono a 200 euro ciascuna (importo fisso), per un totale di 400 euro invece di migliaia di euro. È fondamentale dichiarare questa intenzione già nella dichiarazione di successione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola esattamente le imposte dovute nel tuo caso specifico, ti spiega se hai diritto all’agevolazione prima casa e ti guida nel versamento con modello F24. Per approfondire, consulta la nostra guida completa sulle imposte di successione e aliquote 2026.

Voltura Catastale a Udine

La voltura catastale è l’operazione con cui si aggiorna l’intestazione degli immobili nei registri del Catasto, trasferendo la proprietà dal defunto agli eredi. Si tratta di un passaggio obbligatorio dopo ogni successione a Udine, senza il quale gli eredi non risultano formalmente proprietari degli immobili ereditati.

In pratica, la voltura catastale è una comunicazione che viene inviata telematicamente all’Agenzia delle Entrate – Territorio (ex Agenzia del Territorio) per aggiornare le banche dati immobiliari. Questo aggiornamento è fondamentale per:

  • Vendere o donare l’immobile ereditato
  • Richiedere un mutuo utilizzando l’immobile come garanzia
  • Ricevere correttamente le comunicazioni fiscali (IMU, TARI, ecc.)
  • Evitare contenziosi con l’Agenzia delle Entrate

Al CAF Centro Fiscale di Udine, la voltura catastale è sempre inclusa nel servizio di successione, senza costi aggiuntivi. Questo è un vantaggio importante rispetto ad altri professionisti, che spesso delegano la voltura a geometri o altri intermediari con spese extra che possono arrivare a 150-300 euro.

Gestiamo noi la trasmissione telematica della voltura e monitoriamo lo stato di avanzamento fino alla registrazione definitiva, che avviene in genere entro 15-30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione. Una volta completata, ti consegniamo il certificato di voltura, che attesta l’avvenuto aggiornamento degli intestatari.

Nota sul sistema tavolare: Per gli immobili in regime tavolare (specifico di alcune zone del Friuli Venezia Giulia), la procedura è diversa e richiede l’iscrizione presso l’Ufficio Tavolare. In questi casi collaboriamo con professionisti specializzati per garantire la corretta trascrizione.

Voltura catastale inclusa e senza pensieri

Al CAF Centro Fiscale la voltura catastale è parte del servizio di successione. Non devi andare al Catasto, non devi cercare un geometra, non devi pagare costi extra: ci pensiamo noi a tutto, dalla trasmissione telematica alla consegna del certificato di voltura.

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Sistema Tavolare del Friuli Venezia Giulia

Il sistema tavolare è una particolarità del Friuli Venezia Giulia che rende la successione a Udine e nelle province di Trieste e Gorizia diversa dal resto d’Italia. Si tratta di un sistema di registrazione immobiliare di origine austro-ungarica, rimasto in vigore dopo l’annessione di questi territori all’Italia nel 1918.

A differenza del Catasto ordinario (presente in quasi tutta Italia), il sistema tavolare garantisce la certezza assoluta della proprietà: chi risulta iscritto nelle Tavole è l’unico e vero proprietario dell’immobile, senza possibilità di contestazioni. Questo rende il sistema tavolare più affidabile, ma anche più complesso da gestire per chi non ha esperienza specifica.

Dove si applica il sistema tavolare

Il sistema tavolare è operativo in queste aree del Friuli Venezia Giulia:

  • Tutta la provincia di Trieste
  • Tutta la provincia di Gorizia
  • Alcuni comuni della provincia di Udine: Cervignano del Friuli, Aquileia, Terzo di Aquileia, Fiumicello, Villa Vicentina, Ruda, Tarvisio, Malborghetto Valbruna, Pontebba, Dogna

Importante: Il centro storico di Udine città e la maggior parte dei comuni della provincia sono in Catasto ordinario, non in sistema tavolare. Questo significa che la maggior parte delle successioni a Udine seguono la procedura standard italiana.

Differenze tra Catasto ordinario e sistema tavolare

AspettoCatasto OrdinarioSistema Tavolare
Dove si applicaUdine città, gran parte FVGTrieste, Gorizia, alcuni comuni UD
Documento di proprietàVisura catastaleEstratto tavolare
Certezza proprietàRelativa (presunzione)Assoluta (opposizione a terzi)
Voltura dopo successioneTelematica, gestita dal CAFIscrizione presso Ufficio Tavolare
Gestione CAFCompleta (dichiarazione + voltura)Dichiarazione sì, voltura con professionista

Come gestiamo il sistema tavolare al CAF

Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza consolidata con il sistema tavolare, grazie alla gestione di centinaia di successioni in tutta la regione. Ecco come lavoriamo:

  • Per immobili a Udine città (Catasto ordinario): Gestiamo tutto internamente, dalla dichiarazione di successione alla voltura catastale, senza costi aggiuntivi.
  • Per immobili in regime tavolare (Trieste, Gorizia, Tarvisio, ecc.): Prepariamo la dichiarazione di successione e collaboriamo con professionisti specializzati (geometri o notai abilitati) per l’iscrizione presso l’Ufficio Tavolare. Ti mettiamo in contatto con i nostri partner di fiducia e coordiniamo l’intero processo.

Buona notizia: Se la tua successione a Udine riguarda immobili nel centro città o nei comuni non tavolari, puoi affidarti completamente al CAF Centro Fiscale per l’intero iter, dalla dichiarazione alla voltura, senza bisogno di altri professionisti. Ti risparmiamo tempo, costi e complicazioni.

Vuoi capire se i tuoi immobili sono in Catasto ordinario o sistema tavolare? Contattaci: con i dati catastali dell’immobile ti diciamo subito quale sistema si applica e come procedere.

Novità Successione 2026: Abolizione del Coacervo

Dal 1° gennaio 2026, gestire una successione a Udine è diventato più semplice grazie all’abolizione del coacervo, introdotta dal Decreto Legislativo 139/2024. Si tratta di una delle novità fiscali più importanti degli ultimi anni in materia di successioni e donazioni.

Ma cosa significa esattamente? Prima del 2026, quando si apriva una successione, l’Agenzia delle Entrate sommava (coacervava) tutte le donazioni ricevute in vita dal defunto per calcolare l’imposta di successione. Questo meccanismo portava spesso a pagare imposte anche quando ogni singola donazione e l’eredità erano sotto la franchigia di 1 milione di euro per coniuge e figli.

La doppia franchigia: un vantaggio concreto

Con l’abolizione del coacervo, le famiglie beneficiano di una doppia franchigia:

  • 1 milione di euro di franchigia per le donazioni ricevute in vita
  • 1 milione di euro di franchigia per l’eredità ricevuta alla morte

Queste due franchigie sono separate e non si sommano più. Vediamo un esempio pratico:

Esempio: Tuo padre ti ha donato in vita un immobile del valore di 800.000 euro. Alla sua morte, erediti altri 900.000 euro. Prima del 2026, l’Agenzia delle Entrate avrebbe sommato i due importi (800.000 + 900.000 = 1.700.000 euro) e applicato l’imposta del 4% sulla parte eccedente 1 milione: avresti pagato (1.700.000 – 1.000.000) x 4% = 28.000 euro di imposta di successione. Con le nuove regole 2026, invece, non paghi nulla: la donazione (800.000 euro) è sotto la franchigia donazioni, e l’eredità (900.000 euro) è sotto la franchigia successioni.

Altre novità 2026 per le successioni

  • Autoliquidazione online: L’Agenzia delle Entrate sta implementando un sistema di autoliquidazione che consente di calcolare e pagare le imposte direttamente online, senza aspettare l’avviso di liquidazione.
  • Semplificazione della dichiarazione: Il modello di dichiarazione di successione è stato reso più intuitivo, con campi ridotti e istruzioni più chiare.
  • Integrazione con le banche dati: L’Agenzia delle Entrate acquisisce automaticamente i dati degli immobili dal Catasto, riducendo il rischio di errori di compilazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è già aggiornato su tutte le novità 2026 e applica le nuove regole per garantirti il massimo risparmio fiscale consentito dalla legge. Se hai ricevuto donazioni in vita e ora devi gestire una successione a Udine, contattaci per una consulenza personalizzata: ti spieghiamo esattamente quanto risparmierai con le nuove norme.

Perché Scegliere il CAF Centro Fiscale per la Successione a Udine

Quando si apre una successione a Udine, le famiglie si trovano davanti a una scelta: affidarsi al notaio, al commercialista o al CAF? Ogni opzione ha i suoi pro e contro, ma il CAF Centro Fiscale di Udine offre vantaggi concreti che fanno la differenza in termini di costi, tempi e qualità del servizio.

Ecco i 6 motivi principali per cui centinaia di famiglie ogni anno scelgono il nostro CAF per gestire le successioni:

1. Tutto in un unico appuntamento

Al CAF Centro Fiscale non devi tornare più volte: fissiamo un solo appuntamento in cui verifichiamo i documenti, compiliamo la dichiarazione, calcoliamo le imposte e ti facciamo firmare la pratica. In 60-90 minuti chiudiamo tutta la parte amministrativa. Questo è possibile perché gestiamo centinaia di successioni ogni anno e abbiamo un processo consolidato ed efficiente.

2. Esperienza consolidata: centinaia di pratiche ogni anno

La successione a Udine è una delle nostre aree di specializzazione. Ogni anno gestiamo centinaia di pratiche di successione in tutta la provincia di Udine e in Friuli Venezia Giulia, sia in Catasto ordinario che in sistema tavolare. Questa esperienza ci consente di prevenire errori, anticipare criticità e risolvere rapidamente eventuali problemi con l’Agenzia delle Entrate.

3. Rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate di Udine

Collaboriamo quotidianamente con gli uffici dell’Agenzia delle Entrate di Udine. Questo significa che possiamo monitorare lo stato della tua pratica in tempo reale, risolvere rapidamente eventuali richieste di integrazione documentale e accelerare i tempi di registrazione. Se l’Agenzia rileva un’anomalia, interveniamo subito per correggerla, evitando ritardi e sanzioni.

4. Servizio completo: dichiarazione e voltura inclusa

A differenza di molti commercialisti e notai, il CAF Centro Fiscale include sempre la voltura catastale nel servizio di successione, senza costi aggiuntivi. Non devi cercare un geometra, non devi pagare un altro professionista: ci occupiamo noi della trasmissione telematica della voltura e ti consegniamo il certificato di avvenuto aggiornamento del Catasto. Per le successioni a Udine in Catasto ordinario, gestiamo tutto internamente dall’inizio alla fine.

5. Costi trasparenti e competitivi

I CAF sono enti senza scopo di lucro che operano su grandi volumi di pratiche. Questo ci permette di offrire tariffe chiare e competitive, con un risparmio che può arrivare fino al 70% rispetto a un notaio. Il nostro preventivo è sempre dettagliato e include tutto: compilazione, trasmissione, voltura, assistenza. Nessun costo nascosto, nessuna sorpresa in fattura.

6. Competenza sul territorio friulano e sistema tavolare

Il Friuli Venezia Giulia ha una particolarità unica in Italia: il sistema tavolare. Molti professionisti provenienti da altre regioni non conoscono questo sistema e non sanno come gestire una successione con immobili iscritti nelle Tavole. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha competenza specifica sul territorio friulano e sa esattamente come muoversi, sia in Catasto ordinario che in regime tavolare. Se hai immobili a Trieste, Gorizia o nei comuni tavolari della provincia di Udine, possiamo assisterti con professionisti specializzati.

In sintesi: Scegliere il CAF Centro Fiscale per la tua successione a Udine significa affidarti a professionisti esperti, risparmiare tempo e denaro, e avere la certezza che tutto verrà gestito correttamente dall’inizio alla fine. Siamo a Udine da anni, conosciamo il territorio e abbiamo rapporti consolidati con tutti gli enti coinvolti (Agenzia delle Entrate, Comuni, Uffici Tavolari).

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Successione a Udine

Ecco le risposte alle domande più comuni che riceviamo ogni giorno sulle successioni a Udine. Se non trovi la risposta che cerchi, contattaci: saremo felici di aiutarti.

1. Quanto costa una successione al CAF di Udine?

Il costo dipende dalla complessità della pratica. Per una successione a Udine di complessità media (un immobile, qualche conto corrente, 2-3 eredi), il nostro onorario varia tra i 300 e gli 800 euro, con la voltura catastale inclusa. Questo è il costo del servizio CAF; a parte vanno le imposte da versare allo Stato (imposta di successione, ipotecaria, catastale), che sono uguali per tutti i professionisti. Ti forniamo sempre un preventivo dettagliato prima di iniziare, senza impegno.

2. Quanto tempo ci vuole per una successione?

Dall’inizio della raccolta documenti alla chiusura completa della pratica (dichiarazione + voltura registrata), servono in media 1-3 mesi. La fase più lunga è quasi sempre la raccolta documenti da parte degli eredi (1-4 settimane). Una volta che hai tutti i documenti, al CAF Centro Fiscale trasmettiamo la dichiarazione entro 48 ore dall’appuntamento. La registrazione da parte dell’Agenzia delle Entrate richiede 7-15 giorni, mentre la voltura catastale si completa in 15-30 giorni.

3. Cosa significa fare tutto in un unico appuntamento?

Significa che vieni una sola volta al nostro ufficio con tutti i documenti. Durante l’appuntamento (60-90 minuti) verifichiamo i documenti, compiliamo la dichiarazione di successione davanti a te spiegandoti ogni passaggio, calcoliamo le imposte esatte, ti facciamo firmare la pratica e riscuotiamo il nostro onorario. Dopodiché gestiamo tutto noi: trasmissione telematica, voltura catastale, monitoraggio dello stato della pratica. Ti ricontattiamo solo per consegnarti la documentazione finale.

4. Il CAF può gestire successioni con sistema tavolare?

Sì. Se gli immobili sono a Udine città (Catasto ordinario), gestiamo tutto internamente dalla dichiarazione alla voltura. Se invece gli immobili sono in regime tavolare (Trieste, Gorizia, Tarvisio, ecc.), prepariamo la dichiarazione di successione e collaboriamo con professionisti specializzati (geometri o notai abilitati) per l’iscrizione presso l’Ufficio Tavolare. Coordiniamo noi l’intero processo e ti mettiamo in contatto con i nostri partner di fiducia.

5. Posso fare la successione senza notaio?

Sì, nella maggior parte dei casi. Il notaio è obbligatorio solo in situazioni particolari, come la rinuncia all’eredità (che deve essere fatta davanti al notaio o al cancelliere del Tribunale) o la pubblicazione di testamento olografo. Per tutte le altre successioni a Udine, il CAF è perfettamente abilitato a gestire l’intero iter: dichiarazione, trasmissione telematica, calcolo imposte, voltura catastale. Risparmi tempo e denaro senza rinunciare alla qualità del servizio.

6. Quali documenti servono per la successione?

I documenti principali sono: certificato di morte, codici fiscali e documenti d’identità del defunto e di tutti gli eredi, stato di famiglia storico, visure catastali o estratti tavolari degli immobili, estratti conto bancari alla data del decesso, certificati di proprietà veicoli, eventuali testamenti con verbale di pubblicazione. Ti forniamo una checklist personalizzata per il tuo caso specifico, così sai esattamente cosa raccogliere. Consulta la nostra guida completa sui documenti per la successione a Udine.

7. Cosa succede se supero i 12 mesi dalla morte?

Se presenti la dichiarazione di successione oltre i 12 mesi dalla data del decesso, scattano le sanzioni per ritardato adempimento. La sanzione parte da un minimo di 150 euro e può arrivare fino al 30% delle imposte dovute, a seconda del ritardo. Inoltre, si applicano gli interessi di mora. Per questo motivo è importante non aspettare l’ultimo momento: se hai dubbi o difficoltà a raccogliere i documenti, contattaci subito. Ti aiutiamo a rispettare le scadenze.

8. La voltura catastale è inclusa nel servizio?

Sì, sempre. Al CAF Centro Fiscale la voltura catastale è inclusa nel servizio di successione, senza costi aggiuntivi. Gestiamo noi la trasmissione telematica e ti consegniamo il certificato di voltura registrato. Per gli immobili in regime tavolare, collaboriamo con professionisti specializzati che seguono la procedura di iscrizione presso l’Ufficio Tavolare. In ogni caso, tu hai un unico referente (noi) che coordina tutto il processo.

9. Quali sono le novità 2026 sulle successioni?

La principale novità 2026 è l’abolizione del coacervo (Decreto Legislativo 139/2024). Questo significa che le donazioni ricevute in vita non si sommano più all’eredità ai fini del calcolo dell’imposta di successione. Ogni erede ha ora due franchigie separate: 1 milione di euro per le donazioni e 1 milione di euro per l’eredità (per coniuge e figli). Questo porta a un risparmio fiscale significativo per molte famiglie. Altre novità: autoliquidazione online delle imposte, semplificazione del modello di dichiarazione, integrazione automatica con le banche dati immobiliari.

10. Perché scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine?

Scegliere il CAF Centro Fiscale per la tua successione a Udine significa affidarti a professionisti con esperienza consolidata (centinaia di pratiche ogni anno), competenza specifica sul territorio friulano (sistema tavolare incluso), rapporti diretti con l’Agenzia delle Entrate, e costi trasparenti e competitivi. Gestiamo tutto in un unico appuntamento, voltura catastale inclusa, e ti consegniamo la documentazione completa. Risparmi tempo, denaro e stress, senza rinunciare alla qualità del servizio.

Prenota il tuo appuntamento per la successione!

Non rimandare: ogni giorno conta verso la scadenza dei 12 mesi dalla data del decesso. Contattaci oggi per un preventivo gratuito e senza impegno. Ti spieghiamo esattamente cosa serve, quanto costa e quanto tempo ci vuole. Gestiamo centinaia di successioni ogni anno con competenza, trasparenza e costi competitivi.

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    NOTIZIE

    Impugnazione Rinuncia Eredità: Obbligo di Trascrizione contro il Nuovo Erede

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Cosa significa impugnare la rinuncia all’eredità
    2. Quando scatta l’obbligo di trascrizione
    3. Procedura e soggetti coinvolti
    4. Effetti giuridici per il nuovo erede
    5. Termini e decadenze da rispettare
    6. Domande frequenti

    La Cassazione ha confermato in modo definitivo che chi intende impugnare la rinuncia all’eredità — compiuta da un coerede per frodare i propri creditori — deve necessariamente procedere alla trascrizione dell’azione anche nei confronti del soggetto che, per effetto della rinuncia, ha accettato l’eredità in sua vece. Un passaggio procedurale che, se omesso, rende l’impugnazione inopponibile al nuovo erede e vanifica l’intera azione legale.

    Cosa significa impugnare la rinuncia all’eredità

    Ai sensi dell’art. 524 del Codice Civile, i creditori del rinunciante possono chiedere al giudice di essere autorizzati ad accettare l’eredità in nome e per conto del loro debitore, qualora la rinuncia sia stata compiuta in danno dei loro diritti. Si tratta di uno strumento a tutela dei creditori: se un erede rinuncia all’eredità per evitare che i beni ereditati vengano aggrediti dai creditori, questi ultimi possono “impugnare” la rinuncia e agire direttamente sull’eredità.

    Questa azione è distinta dal semplice recupero del credito: il creditore non acquisisce l’eredità per sé, ma subentra provvisoriamente nella posizione del rinunciante per soddisfare il proprio credito. L’eccedenza, se presente, spetta comunque agli eredi che avrebbero beneficiato della rinuncia all’eredità e della sua devoluzione.

    Quando scatta l’obbligo di trascrizione

    Il nodo centrale della questione affrontata dalla Cassazione riguarda la pubblicità dell’azione di impugnazione. Secondo il quadro normativo vigente (art. 2652 e seguenti del Codice Civile), le domande giudiziali che incidono su diritti reali immobiliari devono essere trascritte nei registri immobiliari per essere opponibili ai terzi.

    Nel caso dell’impugnazione della rinuncia all’eredità, il problema si pone perché la rinuncia stessa produce un effetto successorio immediato: chi rinuncia viene considerato come se non fosse mai stato erede, e la sua quota si devolve agli altri coeredi o ai successibili in grado successivo. Di conseguenza, esiste un “nuovo erede” che vanta diritti sulla massa ereditaria.

    L’obbligo di trascrizione dell’impugnazione scatta proprio perché:

    • La rinuncia incide sui diritti reali immobiliari facenti parte dell’asse ereditario
    • Il nuovo erede accettante è un terzo rispetto all’azione del creditore
    • Senza trascrizione, l’azione è inopponibile al nuovo erede che abbia già trascritto la propria accettazione o compiuto atti dispositivi sui beni

    Procedura e soggetti coinvolti

    L’impugnazione della rinuncia presuppone una domanda giudiziale presentata dal creditore al tribunale del luogo in cui si è aperta la successione. Una volta ottenuta l’autorizzazione giudiziale ad accettare l’eredità in nome del debitore rinunciante, il creditore deve:

    1. Trascrivere la domanda giudiziale nei registri immobiliari, indicando come controparte non solo il debitore rinunciante ma anche il soggetto che ha acquistato i diritti successori per effetto della rinuncia
    2. Notificare l’azione a tutti i soggetti coinvolti: il rinunciante, il nuovo erede e, qualora l’asse comprenda beni immobili, l’Agenzia delle Entrate competente ai fini della dichiarazione di successione
    3. Completare la procedura di accettazione con atto notarile, una volta ottenuta l’autorizzazione definitiva del giudice

    Il mancato coinvolgimento del nuovo erede nella trascrizione non è un vizio formale sanabile: la Cassazione ha ribadito che si tratta di una condizione di opponibilità sostanziale. Senza di essa, il creditore non può aggredire i beni ereditari, anche se ha vinto la causa contro il rinunciante.

    Effetti giuridici per il nuovo erede

    Il nuovo erede — ossia il soggetto che ha beneficiato della rinuncia e ha accettato l’eredità (tacitamente o espressamente) — si trova in una posizione delicata. Da un lato, acquista i diritti successori per effetto di un atto legittimo (la rinuncia del coerede); dall’altro, è esposto all’azione di impugnazione dei creditori del rinunciante.

    Se la trascrizione dell’impugnazione viene correttamente eseguita contro di lui, il nuovo erede:

    • Non può opporre la propria buona fede per sottrarsi all’azione del creditore, poiché la trascrizione ha funzione di pubblicità legale
    • Rischia di perdere i beni immobili acquisiti per successione fino alla concorrenza del credito impugnato
    • Deve restituire al creditore i frutti percepiti dai beni ereditari dal momento della trascrizione
    • Mantiene, tuttavia, il diritto di rivalersi sul rinunciante per il danno subito, qualora la rinuncia fosse dolosamente preordinata a danneggiare i creditori

    Per verificare la propria posizione rispetto a eventuali pendenze successorie, il nuovo erede può richiedere un certificato di eredità aggiornato, che attesta lo stato delle accettazioni e delle rinunce avvenute.

    Termini e decadenze da rispettare

    L’azione di impugnazione della rinuncia all’eredità è soggetta a termini precisi che, se non rispettati, comportano la decadenza del diritto:

    • 5 anni dalla rinuncia: termine generale di prescrizione dell’azione ai sensi dell’art. 524 c.c.
    • La trascrizione della domanda giudiziale deve avvenire prima del decorso del termine di prescrizione per interrompere i suoi effetti nei confronti dei terzi
    • Se il nuovo erede ha già trascritto atti dispositivi (vendita, ipoteca) sui beni ereditari prima della trascrizione dell’impugnazione, l’azione del creditore potrebbe risultare inefficace nei confronti degli aventi causa del nuovo erede

    Il rispetto dei termini è fondamentale: chi si trova coinvolto in una situazione ereditaria complessa, con rinunce già avvenute o potenziali creditori del coerede, dovrebbe rivolgersi tempestivamente a un esperto per valutare la propria posizione. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i propri clienti anche nella gestione degli aspetti fiscali e documentali della successione.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti

    Chi può impugnare la rinuncia all’eredità?

    Solo i creditori del rinunciante possono impugnare la rinuncia all’eredità ai sensi dell’art. 524 del Codice Civile. Non possono farlo altri eredi o soggetti terzi. Il creditore deve dimostrare che la rinuncia è stata compiuta in suo danno e che il debitore rinunciante è insolvente o comunque privo di altri beni sufficienti a soddisfare il credito.

    La trascrizione dell’impugnazione va fatta contro il rinunciante o contro il nuovo erede?

    Contro entrambi. La Cassazione ha chiarito che la trascrizione deve essere eseguita sia contro il rinunciante (debitore) sia contro il nuovo erede che ha acquistato i diritti successori per effetto della rinuncia. Senza la trascrizione contro il nuovo erede, l’azione è inopponibile a quest’ultimo e di fatto inutile per aggredire i beni ereditari immobili.

    Entro quanto tempo si può impugnare la rinuncia?

    Il termine ordinario di prescrizione è di 5 anni dalla data della rinuncia all’eredità. Passato tale termine, il creditore perde definitivamente il diritto di impugnare la rinuncia. È importante agire tempestivamente e trascrivere la domanda giudiziale entro tale periodo per interrompere i termini anche nei confronti dei terzi.

    Cosa rischia il nuovo erede se la trascrizione avviene correttamente?

    Il nuovo erede rischia di perdere i beni immobili ereditati fino alla concorrenza del credito del creditore del rinunciante. Deve inoltre restituire i frutti percepiti dai beni a partire dalla data di trascrizione dell’impugnazione. Conserva però il diritto di agire in rivalsa contro il rinunciante per il danno subito.

    Il CAF può aiutare nelle pratiche di successione con rinuncia?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i propri clienti nella compilazione e presentazione della dichiarazione di successione, nel calcolo delle imposte dovute e nella gestione degli aspetti documentali. Per le questioni strettamente legali legate all’impugnazione della rinuncia è necessario rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto successorio.


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