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Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

Hai perso un familiare e ti ritrovi davanti a una montagna di documenti, scadenze e adempimenti che non conosci. La morte di una persona cara comporta, oltre al dolore, una serie di obblighi legali e fiscali che devono essere gestiti nei tempi giusti per evitare sanzioni, blocco dei beni e contenziosi tra eredi.

In questa guida step-by-step alla successione 2026 trovi tutto quello che devi fare, dal momento della morte fino alla voltura catastale, con tempi, costi, documenti e soluzioni ai problemi più comuni. Ti accompagneremo mano per mano, passo dopo passo.

In Friuli Venezia Giulia, inoltre, vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia che richiede competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale nella gestione di successioni in questo regime.

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Timeline della successione: cosa fare e quando

Le 7 tappe fondamentali della successione

StepCosa fareQuando
1Certificato di morte, blocco conti, utenzePrimi 15 giorni
2Verifica testamento, eredi, inventario beni15-60 giorni
3Decisione degli eredi: accettare o rinunciareEntro 10 anni (meglio subito)
4Presentazione dichiarazione di successioneEntro 12 mesi dalla morte
5Pagamento imposte (ipotecaria, catastale, successione)Contestuale alla dichiarazione
6Voltura catastaleEntro 30 giorni dalla successione
7Sblocco conti, PRA auto, gestione beniDopo la dichiarazione

Come vedi, la successione è un percorso lungo che può richiedere dai 3 ai 12 mesi per essere completato. Nelle prossime sezioni analizziamo ogni step nel dettaglio, con tutti gli strumenti pratici per muoverti senza errori.

Step 1 – Nell’immediato: cosa fare nei primi 15 giorni

I primi 15 giorni dopo la morte di un familiare sono i più delicati. Devi compiere alcune azioni urgenti e obbligatorie per evitare che i beni del defunto vengano movimentati in modo improprio e per iniziare a raccogliere la documentazione necessaria.

1.1 Richiedere il certificato di morte all’Ufficio Anagrafe

Il certificato di morte è il documento fondamentale da cui parte tutta la pratica di successione. Senza questo certificato non puoi fare nulla: non puoi chiudere i conti, non puoi presentare la successione, non puoi svolgere la voltura.

Dove richiederlo: presso l’Ufficio Anagrafe del Comune dove è avvenuto il decesso o dove il defunto era residente.

Quanti certificati richiedere: conviene chiederne almeno 5-6 copie originali o estratti per riassunto. Ti serviranno per banche, assicurazioni, INPS, catasto, PRA, utenze. Il costo è di pochi euro (spesso in bollo da 16 euro più diritti fissi, ma molti Comuni lo rilasciano gratuitamente per uso successione).

Tempi: il rilascio è immediato o in pochi giorni. Molti Comuni consentono anche la richiesta online tramite SPID.

Attenzione: oltre al certificato di morte serve anche l’autocertificazione dello stato di famiglia del defunto alla data della morte, utile per individuare gli eredi legittimi.

1.2 Reperire i documenti del defunto

Subito dopo il decesso devi raccogliere e conservare con cura tutti i documenti personali del defunto. Questi documenti ti serviranno per identificare con precisione i beni, i rapporti bancari e le eventuali volontà testamentarie.

Documenti essenziali da reperire:

  • Codice fiscale e tessera sanitaria
  • Documento di identità (carta d’identità, passaporto, patente)
  • Eventuale testamento (olografo, pubblico o segreto)
  • Atti di acquisto di immobili, visure catastali, planimetrie
  • Estratti conto bancari e postali (ultimi 12 mesi)
  • Polizze assicurative e contratti di investimento
  • Libretto di pensione e ultimo cedolino INPS
  • Documenti di auto e veicoli (libretto, carta di circolazione)
  • Utenze attive (luce, gas, acqua, telefono, internet)
  • Eventuali debiti (mutui, finanziamenti, cartelle esattoriali)

Consiglio pratico: crea una cartellina dedicata alla successione e inserisci subito ogni documento trovato, catalogandolo per tipologia. Ti farà risparmiare settimane di lavoro più avanti.

1.3 Bloccare conti correnti e rapporti bancari

Per legge, i conti correnti del defunto devono essere bloccati immediatamente dopo la morte. La banca, una volta ricevuta comunicazione del decesso, sospende tutti i movimenti fino alla conclusione della pratica di successione.

Come comunicare il decesso alla banca:

  1. Recati in filiale o contatta il numero verde con il certificato di morte
  2. Porta anche il tuo documento d’identità e il tuo codice fiscale
  3. Compila il modulo di comunicazione del decesso
  4. La banca ti rilascia una ricevuta di avvenuta comunicazione

Cosa viene bloccato:

  • Tutti i conti correnti intestati al defunto (anche cointestati, nella quota del defunto)
  • Libretti di deposito a risparmio
  • Cassette di sicurezza (apribili solo alla presenza di tutti gli eredi e del funzionario dell’Agenzia delle Entrate)
  • Titoli, obbligazioni, BTP, fondi comuni
  • Carte di credito e bancomat (vengono disattivati)

Attenzione – conti cointestati: se il conto è cointestato con firma disgiunta (uno dei più comuni tra coniugi), il cointestatario superstite può continuare a operare solo sulla propria metà. La quota del defunto resta bloccata fino alla successione.

Domande frequenti sui conti bloccati:

  • Posso prelevare i soldi per il funerale? Sì, la banca può anticipare fino a 5.000 euro circa per spese funebri, previa presentazione fattura del funerale
  • Continuano gli addebiti RID? Dipende dalla banca: molte sospendono tutto, alcune permettono di tenere attive le utenze essenziali
  • Quanto tempo resta bloccato? Fino alla presentazione della dichiarazione di successione e sblocco formale (in media 4-8 mesi)

1.4 Sospendere o intestare le utenze condivise

Le utenze domestiche (luce, gas, acqua, telefono, internet) intestate al defunto devono essere volturate o disdette rapidamente per evitare problemi con gli addebiti bancari bloccati e per poter continuare a usufruire dei servizi.

Cosa fare con ogni utenza:

  • Casa vuota (il defunto viveva da solo e l’immobile va venduto): disdetta immediata delle utenze
  • Casa occupata dagli eredi (es. coniuge superstite o figli): voltura dell’utenza al nome di chi occupa l’immobile
  • Affitto del defunto: comunicazione al locatore e risoluzione del contratto di locazione

Documenti necessari per la voltura: certificato di morte, codice fiscale del defunto, codice fiscale e documento di chi prende in carico l’utenza, numero cliente o POD/PDR.

La voltura mortis causa (cioè per morte) è solitamente gratuita o a costo ridotto e si può fare telefonicamente o online. I gestori sono obbligati per legge a rendere la procedura rapida.

Possibile problema – Bollette non pagate: se durante la fase di conti bloccati non puoi più pagare le utenze della casa del defunto, contatta subito il gestore per spiegare la situazione. Le normative anti-distacco per decesso prevedono tutele automatiche fino a 90 giorni.

Step 2 – Verifiche preliminari (15-60 giorni)

Passata la prima fase di urgenze, nei giorni successivi (indicativamente tra il 15° e il 60° giorno) devi svolgere tutte le verifiche preliminari: capire se esiste un testamento, individuare gli eredi, fare l’inventario di tutti i beni e verificare eventuali debiti.

Questa fase è decisiva: errori qui si pagano caro più avanti, con contenziosi tra eredi, accertamenti dell’Agenzia delle Entrate o rinunce tardive.

2.1 Verificare l’esistenza di un testamento

La prima cosa da capire è: il defunto ha lasciato un testamento? Esistono tre tipologie di testamento in Italia:

  • Testamento olografo: scritto a mano dal defunto, datato e firmato. Può essere conservato in casa, da un amico o depositato presso un notaio
  • Testamento pubblico: redatto da un notaio alla presenza di due testimoni. Sempre registrato presso il notaio
  • Testamento segreto: scritto dal defunto ma consegnato chiuso a un notaio in busta sigillata

Come verificare se esiste un testamento:

  1. Controlla tra i documenti personali del defunto (potrebbe esserci un olografo)
  2. Contatta il Consiglio Notarile o il Registro Generale dei Testamenti presso il Ministero della Giustizia: puoi richiedere il certificato attestante l’esistenza o meno di un testamento registrato
  3. Se il defunto aveva un notaio di fiducia, contattalo direttamente

Pubblicazione del testamento (olografo e segreto): se trovi un testamento olografo o segreto, non puoi aprirlo da solo. Deve essere pubblicato da un notaio che redige un apposito verbale. Solo da quel momento il testamento ha efficacia legale.

Costo pubblicazione: da 200 a 500 euro circa, a seconda del notaio e della complessità.

Attenzione – quote legittimarie: anche se esiste un testamento, alcuni familiari stretti (coniuge, figli, genitori) hanno diritto per legge a una quota minima dell’eredità (la “legittima”). Se il testamento li esclude o li danneggia, possono agire in giudizio con l’azione di riduzione.

2.2 Individuare gli eredi e le quote

Se non c’è testamento, si applica la successione legittima prevista dal Codice Civile. Gli eredi vengono determinati in base al grado di parentela con il defunto.

Ordine di successione legittima (in assenza di testamento):

Situazione familiareQuote eredi
Coniuge + 1 figlio50% coniuge, 50% figlio
Coniuge + 2 o più figli33% coniuge, 67% ai figli in parti uguali
Solo coniuge (no figli, no genitori)100% coniuge
Coniuge + genitori (no figli)67% coniuge, 33% genitori
Solo figli (no coniuge)100% ai figli in parti uguali
Solo fratelli (no coniuge, figli, genitori)100% ai fratelli in parti uguali

Per approfondire il caso più comune, ti consigliamo la nostra guida dedicata alla successione dei genitori ai figli.

Diritto di abitazione del coniuge: il coniuge superstite, anche in presenza di figli, ha diritto di abitare nella casa coniugale fino alla propria morte, oltre alla sua quota di eredità. Un diritto importante da considerare sempre.

2.3 Inventario dei beni del defunto

Devi ora fare l’inventario completo di tutto ciò che il defunto possedeva al momento della morte. Questo passaggio è fondamentale perché determina su cosa si calcolano le imposte di successione.

Beni da inventariare:

  • Immobili: case, terreni, garage, cantine. Richiedi le visure catastali aggiornate presso l’Agenzia delle Entrate – Territorio (o presso il libro tavolare in FVG)
  • Conti correnti e libretti: chiedi alla banca l’estratto al giorno del decesso con saldo
  • Titoli e investimenti: BTP, azioni, obbligazioni, fondi, ETF, polizze vita
  • Autovetture e veicoli: richiedi il certificato di proprietà al PRA
  • Partecipazioni societarie: quote di SRL, azioni di SpA, imprese individuali
  • Beni mobili di valore: gioielli, opere d’arte, collezioni (solo se dichiarati)
  • Crediti verso terzi non ancora riscossi
  • TFR e arretrati pensione non ancora percepiti

Visure catastali in Friuli Venezia Giulia: in FVG vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia, eredità della storia austro-ungarica della regione. Per gli immobili situati in provincia di Udine, Gorizia, Trieste e parte del Pordenonese devi richiedere le visure tavolari presso il Tribunale competente. Per approfondire, leggi la nostra guida al sistema tavolare di Udine.

Valutazione degli immobili ai fini fiscali: il valore ai fini della successione si calcola moltiplicando la rendita catastale rivalutata per specifici coefficienti. Non si usa il valore di mercato ma il valore catastale, che è generalmente molto più basso. Per i dettagli, leggi la guida sulla successione degli immobili.

2.4 Verificare i debiti del defunto

Ereditare non significa solo ricevere beni: significa anche ereditare i debiti. Prima di accettare l’eredità devi quindi verificare se il defunto aveva passività pendenti, per non trovarti ad ereditare più debiti che beni.

Debiti da verificare:

  • Mutui e prestiti bancari: richiedi alla banca la posizione aggiornata
  • Finanziamenti al consumo: controlla contratti e rate in essere
  • Cartelle esattoriali: richiedi l’estratto di ruolo presso l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia)
  • Debiti tributari: IRPEF, IMU, TARI non pagati
  • Bollette non pagate e condomini arretrati
  • Debiti personali verso terzi (difficili da accertare)

ATTENZIONE: Se accetti l’eredità senza beneficio di inventario, rispondi dei debiti del defunto anche con il tuo patrimonio personale! Se hai dubbi sulla consistenza dei debiti, valuta sempre l’accettazione con beneficio di inventario (vedi Step 3).

Step 3 – La decisione degli eredi: accettare o rinunciare

Dopo aver fatto l’inventario dei beni e dei debiti, ciascun erede deve decidere cosa fare. La legge prevede tre possibilità, ognuna con conseguenze diverse sul patrimonio personale.

Termine per decidere: teoricamente hai 10 anni per accettare, ma è sempre meglio decidere entro 12 mesi per non incorrere in problemi con la dichiarazione di successione e le scadenze fiscali.

3.1 Accettazione pura e semplice

L’accettazione pura e semplice è la scelta più comune. Accetti l’eredità senza riserve: diventi proprietario di tutti i beni, ma rispondi anche di tutti i debiti del defunto, anche con il tuo patrimonio personale.

Come avviene:

  • Espressa: tramite atto notarile o scrittura privata
  • Tacita: compiendo atti che presuppongono l’accettazione (ad esempio vendere un bene del defunto, riscuotere crediti, pagare debiti con fondi ereditari)

Quando conviene: quando sei sicuro che i beni siano superiori ai debiti e non ci siano sorprese. È la scelta giusta nella maggior parte dei casi “normali”.

Rischio principale: se emergono debiti non conosciuti, devi pagarli anche con i tuoi soldi.

3.2 Accettazione con beneficio di inventario

L’accettazione con beneficio di inventario è una forma di accettazione “protetta”: accetti l’eredità senza rischiare il tuo patrimonio personale. Rispondi dei debiti del defunto solo fino al valore dei beni ereditati.

Come si fa:

  1. Vai da un notaio o presso la cancelleria del Tribunale
  2. Redigi la dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario
  3. Entro 3 mesi devi far redigere l’inventario dei beni del defunto (da notaio o cancelliere)
  4. Dal momento della redazione dell’inventario, hai altri 40 giorni per dichiarare se accetti o rinunci

Costi: da 500 a 2.000 euro circa (notaio + spese cancelleria + inventario). È più costosa dell’accettazione pura, ma è un’assicurazione contro i debiti nascosti.

Quando è obbligatoria:

  • Eredi minorenni (per legge sempre con beneficio di inventario)
  • Eredi interdetti o inabilitati
  • Enti pubblici, associazioni, fondazioni

Quando conviene farla (anche se non obbligatoria):

  • Non conosci bene la situazione patrimoniale del defunto
  • Sai che c’erano prestiti, cartelle esattoriali o contenziosi in corso
  • L’inventario dei beni è complesso (imprese, partecipazioni, esteri)
  • Rapporti familiari conflittuali tra eredi

3.3 Rinuncia all’eredità

La rinuncia all’eredità è la scelta estrema: non accetti nulla, né beni né debiti. È come se la morte del defunto non ti avesse mai riguardato. La quota che ti sarebbe spettata va ad accrescere quella degli altri eredi (o ai chiamati successivi).

Come si fa:

  1. Dichiarazione formale presso un notaio o presso la cancelleria del Tribunale del luogo dove si è aperta la successione
  2. La dichiarazione viene iscritta nel Registro delle Successioni
  3. Costo: da 250 a 500 euro circa (Tribunale) o superiore dal notaio

Quando conviene:

  • I debiti superano i beni (eredità con “passivo”)
  • Non hai interesse economico all’eredità
  • Vuoi che la quota passi ai tuoi figli (ma attenzione: serve analisi specifica)

Attenzione – la rinuncia è irrevocabile una volta che altri eredi hanno accettato. Scegli con grande cautela. Per una guida specifica sul tema, leggi come rinunciare all’eredità a Udine.

Hai bisogno di una consulenza personalizzata?

La decisione tra accettare, accettare con beneficio o rinunciare è spesso complessa e dipende dalla situazione patrimoniale concreta. Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a valutare tutti gli aspetti fiscali e a prendere la decisione giusta.

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Step 4 – La dichiarazione di successione (entro 12 mesi)

La dichiarazione di successione è il documento fiscale obbligatorio con cui comunichi all’Agenzia delle Entrate tutti i beni caduti in successione. Va presentata entro 12 mesi dalla data della morte, pena sanzioni salate.

Chi è obbligato a presentarla: gli eredi, i legatari, i rappresentanti legali di eredi minori o incapaci, l’esecutore testamentario. Basta che la presenti uno solo degli eredi per liberare tutti dall’obbligo.

4.1 Modalità di presentazione

Dal 2019, la dichiarazione di successione si presenta solo telematicamente tramite il software dell’Agenzia delle Entrate. Le modalità possibili sono tre:

  1. Autonoma con SPID/CNS: accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate e compili direttamente il modello. Richiede buone competenze fiscali
  2. Tramite CAF o professionista abilitato: il CAF compila, trasmette e firma la dichiarazione per tuo conto. È la modalità più diffusa e sicura
  3. Tramite notaio: solitamente necessario solo se c’è un atto di divisione o se si vogliono passaggi immobiliari contestuali

4.2 Documenti necessari per la dichiarazione

Per compilare la dichiarazione di successione servono molti documenti. Ti conviene organizzare una cartellina completa prima di andare dal CAF o dal professionista.

Documenti del defunto:

  • Certificato di morte
  • Autocertificazione stato di famiglia alla data del decesso
  • Codice fiscale e documento d’identità del defunto
  • Eventuale testamento pubblicato

Documenti degli eredi:

  • Codice fiscale di tutti gli eredi
  • Documento di identità di tutti gli eredi
  • Atti di nascita / certificati di parentela

Documenti degli immobili:

  • Atti di provenienza (rogiti, donazioni, precedenti successioni)
  • Visure catastali aggiornate di ogni immobile
  • Planimetrie catastali
  • Estremi catastali (foglio, particella, subalterno)
  • Per immobili in FVG: visure tavolari

Documenti dei rapporti bancari:

  • Certificato bancario con saldo al giorno del decesso per ogni rapporto
  • Documentazione titoli, polizze, fondi

Documenti altri beni:

  • Libretti di circolazione auto/moto
  • Visure camerali società e imprese
  • Fatture spese funerarie (detraibili fino a 1.550 euro)

4.3 Costi e tempi della dichiarazione

Costi di compilazione (professionale):

  • CAF: da 300 a 800 euro per successioni semplici (solo conti, un immobile). Fino a 1.500-2.500 euro per successioni più complesse
  • Notaio: da 1.500 a 5.000 euro o più
  • Commercialista: tariffe simili o superiori al CAF

Per un approfondimento sui costi a Udine, leggi la guida dedicata ai costi della successione a Udine.

Tempi:

  • Raccolta documenti: 1-3 mesi
  • Compilazione e trasmissione: 2-4 settimane dal momento in cui tutti i documenti sono pronti
  • Rilascio copia conforme dall’Agenzia: circa 30-60 giorni dopo la trasmissione

Per maggiori dettagli, consulta la guida completa ai tempi della successione.

Sanzioni per ritardo: se non presenti la dichiarazione entro 12 mesi, paghi sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con minimo 250 euro, oltre agli interessi. La sanzione si riduce se fai ravvedimento operoso nei termini.

Step 5 – Il pagamento delle imposte

Contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione, gli eredi devono pagare le imposte dovute. Esistono tre principali imposte: imposta di successione, ipotecaria e catastale.

5.1 Imposta di successione: franchigie e aliquote

L’imposta di successione è la tassa principale. Si calcola sul valore netto dei beni ereditati (beni meno debiti) e varia in base al grado di parentela con il defunto.

ParentelaFranchigiaAliquota sopra franchigia
Coniuge e figli1.000.000 euro a persona4%
Fratelli e sorelle100.000 euro a persona6%
Altri parenti fino al 4° gradoNessuna franchigia6%
Altri soggetti (estranei)Nessuna franchigia8%
Portatori di handicap grave1.500.000 euroAliquota ordinaria

Esempio pratico: Maria eredita dal padre beni per 1.300.000 euro. Ha diritto alla franchigia di 1.000.000 euro, quindi paga l’imposta di successione del 4% solo sui restanti 300.000 euro = 12.000 euro.

Per approfondire il calcolo dettagliato, consulta la guida su aliquote e franchigie dell’imposta di successione e la guida completa al calcolo dell’imposta di successione.

5.2 Imposta ipotecaria e catastale sugli immobili

Se nella successione ci sono immobili, sul loro valore catastale si pagano due ulteriori imposte:

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale
  • Imposta catastale: 1% del valore catastale

Totale 3% sul valore catastale, da versare sempre, anche se l’imposta di successione non è dovuta per via della franchigia.

Agevolazione “prima casa” per l’erede: se almeno un erede richiede l’agevolazione prima casa (e ne ha i requisiti), le imposte ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa di 200 euro ciascuna (400 euro totali), anziché in proporzione al valore.

Requisiti agevolazione prima casa:

  • L’immobile non deve essere di lusso (categorie A/1, A/8, A/9 escluse)
  • L’erede non deve essere titolare di altra “prima casa” nel Comune
  • L’erede deve trasferire la residenza entro 18 mesi (se non già residente)

5.3 Come pagare: F24 e codici tributo

Il pagamento delle imposte di successione si effettua tramite modello F24, utilizzando codici tributo specifici.

Principali codici tributo:

  • 1530: imposta ipotecaria da successione
  • 1531: imposta catastale da successione
  • 1532: tasse ipotecarie da successione
  • 1533: imposta di bollo da successione
  • 1537: sanzioni imposte da successione

Imposta principale di successione: viene liquidata dall’Agenzia delle Entrate dopo la presentazione della dichiarazione. Ti arriva un avviso di liquidazione con l’importo da pagare entro 60 giorni.

Pagamento rateale: se l’imposta supera i 1.000 euro, puoi rateizzare fino a 8 rate trimestrali (12 per importi superiori a 20.000 euro), con interessi.

Step 6 – La voltura catastale (entro 30 giorni)

La voltura catastale è l’operazione con cui si aggiorna l’intestazione di un immobile al catasto. Dopo la successione, gli immobili risultano ancora intestati al defunto: con la voltura passano ufficialmente agli eredi.

Termine: entro 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione di successione.

6.1 Voltura telematica (resto d’Italia)

In tutte le regioni italiane tranne il Friuli Venezia Giulia e alcune aree di confine, la voltura si effettua tramite il Voltura Telematica, piattaforma dell’Agenzia delle Entrate.

Buona notizia: dal 2020, se la dichiarazione di successione è stata presentata correttamente con tutti i dati catastali, la voltura avviene in modo automatico. Non devi fare nulla.

Costi voltura automatica:

  • Tassa fissa 55 euro per voltura
  • Bolli: 90 euro per ogni erede per ogni immobile

Quando devi fare la voltura manuale:

  • Se nella dichiarazione di successione c’erano errori sui dati catastali
  • Se devono essere corrette quote o titolarità
  • Per immobili in zone a catasto tavolare

6.2 Voltura a Udine e in FVG: il sistema tavolare

In Friuli Venezia Giulia il meccanismo è completamente diverso. A causa del sistema tavolare di origine austro-ungarica, non basta aggiornare il catasto: bisogna presentare un’apposita domanda tavolare al Tribunale competente per iscrivere il trasferimento di proprietà nel libro tavolare.

Come funziona in FVG:

  1. Dopo la dichiarazione di successione, serve la domanda tavolare con la sentenza tavolare
  2. La domanda si presenta al Tribunale del luogo dove si trova l’immobile
  3. Il Giudice tavolare emette un decreto di intavolazione
  4. Il decreto viene iscritto nel libro tavolare: solo da questo momento la proprietà è ufficialmente trasferita

Costi voltura tavolare:

  • Bolli e diritti: da 100 a 500 euro per immobile
  • Onorario del professionista (CAF, geometra, notaio): da 200 a 1.000 euro
  • Tempi: da 2 a 6 mesi per l’intavolazione

Attenzione: se non fai la domanda tavolare, formalmente l’immobile resta intestato al defunto. Non puoi venderlo, non puoi ipotecarlo, e potresti avere problemi con banche e notai.

Perché scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine per la successione in FVG?

Ci occupiamo di successioni nel sistema tavolare da decenni. Gestiamo tutta la pratica: dalla dichiarazione di successione alla domanda tavolare, con un unico interlocutore e senza rimpallo tra professionisti diversi.

Step 7 – Conclusione: accesso e gestione dei beni

Completata la dichiarazione di successione e (per gli immobili) la voltura, puoi finalmente accedere ai beni ereditati e gestirli liberamente.

7.1 Sbloccare il conto corrente

Per sbloccare i conti correnti del defunto e ripartire le somme tra gli eredi devi presentare alla banca:

  • Copia conforme della dichiarazione di successione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate
  • Attestazione di pagamento delle imposte (ricevuta F24)
  • Documenti di identità di tutti gli eredi
  • Eventuale atto notorio se richiesto dalla banca
  • Autocertificazione di accettazione dell’eredità (tacita o espressa)

Alternativa – Certificato di Eredità: in alcuni casi la banca può richiedere il certificato di eredità, rilasciato dal Tribunale, che attesta ufficialmente chi sono gli eredi e le loro quote. Per saperne di più, leggi la guida sul certificato di eredità.

Cosa succede in pratica: la banca chiude il conto del defunto e ripartisce le somme agli eredi secondo le quote di legge o testamentarie. Se gli eredi sono d’accordo, possono anche richiedere il versamento totale su un unico conto.

7.2 Trasferimento auto e veicoli (pratica PRA)

Le auto e i veicoli del defunto devono essere volturati al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) in capo agli eredi.

Modalità pratica PRA successione:

  1. Attendi la registrazione della dichiarazione di successione
  2. Rivolgiti a un’Agenzia automobilistica o STA con tutti i documenti
  3. Viene predisposta la pratica di voltura per eredità
  4. Il PRA emette il nuovo certificato di proprietà a nome degli eredi

Costi:

  • Emolumenti PRA: circa 150 euro
  • Imposta provinciale di trascrizione (IPT): variabile in base alla regione
  • Servizi agenzia: 80-150 euro
  • Totale orientativo: 250-400 euro per un’auto media

Agevolazione: la voltura “a seguito di successione” gode di esenzione dall’imposta provinciale se il veicolo viene intestato al coniuge o a parente entro il 2° grado.

Termine: entro 60 giorni dalla trascrizione della dichiarazione di successione, per evitare sanzioni.

7.3 Gestione degli immobili ereditati

Gli immobili ereditati pongono scelte importanti: tenerli, affittarli, venderli o dividerli tra eredi.

Opzioni principali:

  • Mantenere in comunione: l’immobile resta indiviso tra gli eredi. Ogni decisione richiede il consenso di tutti
  • Divisione amichevole: gli eredi si accordano sulla ripartizione (un immobile ciascuno, oppure un erede liquida gli altri)
  • Divisione giudiziale: in caso di disaccordo, ci si rivolge al Tribunale
  • Vendita: in comune accordo o per asta giudiziaria
  • Affitto: gli eredi affittano e ripartiscono i canoni secondo le quote

Attenzione – detrazioni edilizie: se il defunto aveva utilizzato bonus edilizi (ristrutturazione, ecobonus, 110%), le rate residue possono trasferirsi all’erede che mantiene il possesso materiale dell’immobile. Per approfondire, leggi cosa succede se eredito una casa con bonus.

7.4 IMU per gli eredi

Dal momento del decesso, gli eredi diventano soggetti passivi IMU per gli immobili ereditati (salvo l’abitazione principale, esente se non è di lusso).

Regole pratiche:

  • Ogni erede paga l’IMU in proporzione alla propria quota di proprietà
  • Le scadenze restano le solite: 16 giugno (acconto) e 16 dicembre (saldo)
  • Per l’anno del decesso, l’IMU è ripartita pro quota temporale (defunto fino al decesso, eredi dal giorno dopo)
  • Se la casa era prima casa per il defunto, l’esenzione non si trasferisce automaticamente: dipende dall’uso fatto dagli eredi

Dichiarazione IMU per eredi: va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo al decesso per comunicare al Comune il cambio di proprietà e le nuove percentuali.

Problemi comuni e come risolverli

Durante una successione possono emergere situazioni complesse che richiedono una gestione specifica. Ecco i più frequenti e come affrontarli.

Un erede è irreperibile o non vuole collaborare

Se un coerede non si fa trovare o rifiuta di fornire dati/firme, la dichiarazione di successione può essere presentata anche da un solo erede. Ma per sbloccare conti o volturare immobili, potrebbe servire un’azione giudiziale di nomina di un curatore o il ricorso al Tribunale per la divisione ereditaria.

Scopri debiti dopo aver accettato

Se hai accettato l’eredità in modo puro e semplice e successivamente emergono debiti, purtroppo sei tenuto a pagarli anche con il tuo patrimonio. Ecco perché è sempre prudente, in casi di incertezza, l’accettazione con beneficio di inventario.

L’immobile ereditato presenta abusi edilizi

Verifica sempre la regolarità urbanistica degli immobili ereditati. In presenza di abusi, potresti dover fare pratiche di sanatoria prima di poter vendere. La dichiarazione di successione si può fare comunque, ma la vendita futura richiede la regolarizzazione.

Il defunto aveva conti o beni all’estero

I beni esteri vanno dichiarati nella successione italiana se il defunto era residente in Italia. Inoltre, potrebbe essere necessaria una seconda procedura nel paese estero. La gestione è complessa e richiede consulenza specializzata.

Il defunto possedeva criptovalute

Le criptovalute vanno dichiarate nella successione. La difficoltà principale è l’accesso ai wallet: senza le chiavi private, le crypto possono essere perse per sempre. Prevenzione: il defunto dovrebbe lasciare istruzioni sicure sugli strumenti di accesso.

FAQ – Le 10 domande più frequenti sulla successione

1. Entro quanto tempo devo presentare la dichiarazione di successione?

Entro 12 mesi dalla data del decesso. Oltre questo termine si applicano sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro, oltre agli interessi. Se la dichiarazione è tardiva ma ancora spontanea (ravvedimento operoso), le sanzioni sono ridotte.

2. Quanto costa fare la dichiarazione di successione dal CAF?

Il costo per la compilazione dipende dalla complessità della pratica: da 300 a 800 euro per successioni semplici (un immobile e conti correnti), da 1.000 a 2.500 euro per successioni complesse con molti immobili, partecipazioni societarie o beni esteri.

3. Posso presentare la dichiarazione di successione da solo?

Sì, se hai SPID/CNS puoi compilare e trasmettere la dichiarazione autonomamente tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, la procedura è complessa e un errore può costare caro. Per successioni con immobili o rapporti bancari è sempre consigliato affidarsi a un professionista.

4. Cosa succede se non faccio la dichiarazione di successione?

Oltre alle sanzioni pecuniarie (dal 120% al 240% dell’imposta), non potrai sbloccare i conti correnti, volturare gli immobili, vendere i beni del defunto. L’Agenzia delle Entrate ha 5 anni per accertare l’imposta non dichiarata e altri 5 anni per imposte non pagate.

5. Devo pagare l’imposta di successione se eredito da mio padre/madre?

Solo se il valore dell’eredità supera la franchigia di 1.000.000 di euro a persona. Sotto questa soglia, non paghi l’imposta di successione. Paghi comunque le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul valore degli immobili. Vedi la nostra guida sulla successione genitori-figli.

6. Cosa devo fare se scopro che il defunto aveva dei debiti?

Se i debiti sono significativi, valuta l’accettazione con beneficio di inventario: rispondi dei debiti solo fino al valore dei beni ereditati, proteggendo il tuo patrimonio personale. In casi estremi, puoi optare per la rinuncia all’eredità.

7. Quanto dura una successione a Udine con il sistema tavolare?

Mediamente tra 6 e 12 mesi. La dichiarazione di successione vera e propria richiede 2-4 mesi, la domanda tavolare altri 2-6 mesi. Se la pratica è semplice può chiudersi prima. Per i dettagli, consulta la guida sui tempi della successione.

8. Devo fare la voltura catastale o si fa in automatico?

Nel resto d’Italia la voltura catastale avviene automaticamente se la dichiarazione di successione contiene tutti i dati corretti. In Friuli Venezia Giulia serve invece la domanda tavolare al Tribunale: non è automatica.

9. Come si divide un immobile ereditato tra più eredi?

Le opzioni sono: mantenerlo in comunione (ogni scelta richiede il consenso di tutti), venderlo e dividere il ricavato, oppure fare una divisione amichevole in cui un erede liquida gli altri e resta proprietario unico. In caso di disaccordo, si ricorre al Tribunale con causa di divisione.

10. Quando posso vendere la casa ereditata?

Puoi vendere la casa ereditata dopo la registrazione della dichiarazione di successione e il pagamento delle relative imposte (ipotecaria e catastale). Per evitare la plusvalenza del 26%, devi aspettare 5 anni dall’acquisto da parte del defunto o utilizzare l’immobile come abitazione principale.

Conclusioni: affronta la successione con serenità

Affrontare una successione non è mai semplice, soprattutto in un momento di dolore per la perdita di una persona cara. Ma seguendo i 7 step di questa guida, con ordine e metodo, puoi gestire l’intera pratica senza commettere errori e senza incorrere in sanzioni.

Ricorda i punti fondamentali:

  • Non perdere tempo: i primi 15 giorni sono cruciali per certificati e blocchi
  • Informa ti bene sui beni e sui debiti del defunto prima di accettare
  • Rispetta le scadenze: 12 mesi per la dichiarazione, 30 giorni per la voltura
  • Proteggi il tuo patrimonio: in caso di dubbio, usa sempre il beneficio di inventario
  • Affidati a un professionista: la successione è troppo complessa per improvvisare

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna nella successione

Da oltre 20 anni ci occupiamo di successioni in Friuli Venezia Giulia, con competenza specifica sul sistema tavolare. Dalla raccolta dei documenti alla voltura finale, seguiamo la pratica passo dopo passo.

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Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

L’imposta di successione è un tributo che colpisce il trasferimento dei beni per causa di morte dal defunto (de cuius) agli eredi e ai legatari. Disciplinata dal D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni), questa imposta è stata più volte modificata nel corso degli anni, con una prima abolizione nel 2001 e il successivo ripristino nel 2006.

Oggi l’imposta di successione rappresenta uno degli aspetti più delicati nella gestione delle eredità, con aliquote e franchigie differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e il beneficiario. Comprendere come funziona il calcolo dell’imposta, quali sono le scadenze e come versarla correttamente è fondamentale per evitare sanzioni e gestire al meglio il patrimonio ereditato.

In questa guida analizzeremo nel dettaglio tutti gli aspetti dell’imposta di successione 2026: dalla base imponibile alle aliquote, dalle franchigie alle scadenze di versamento, con esempi pratici e tabelle riassuntive per facilitare la comprensione.

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Cos’è l’Imposta di Successione

L’imposta di successione è un tributo indiretto che grava sul valore complessivo dei beni e dei diritti che vengono trasferiti per successione ereditaria. Si applica sia in caso di successione legittima (senza testamento) che di successione testamentaria.

Natura Giuridica

L’imposta di successione ha natura di imposta personale e proporzionale:

  • Personale: tiene conto del rapporto di parentela tra defunto ed erede
  • Proporzionale: l’aliquota si applica in percentuale sul valore dell’asse ereditario

Quando Si Applica

L’imposta di successione si applica quando si verifica il trasferimento mortis causa di:

  • Immobili (abitazioni, terreni, fabbricati)
  • Denaro e conti correnti
  • Titoli, azioni, obbligazioni
  • Quote societarie
  • Partecipazioni in aziende
  • Diritti reali (usufrutto, nuda proprietà)
  • Beni mobili (auto, gioielli, opere d’arte)

Riferimenti Normativi

La disciplina dell’imposta di successione è contenuta in:

  • D.Lgs. 346/1990: Testo Unico Successioni e Donazioni (TUSD)
  • Legge 286/2006: Ripristino dell’imposta dopo l’abolizione
  • Circolari Agenzia delle Entrate: interpretazioni e istruzioni operative

Chi Deve Pagare l’Imposta di Successione

L’imposta di successione deve essere versata dagli eredi e dai legatari che ricevono beni per successione. La legge stabilisce una responsabilità solidale tra tutti gli eredi.

Responsabilità Solidale

Gli eredi sono solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta (art. 36 TUSD):

  • L’Agenzia delle Entrate può richiedere l’intero importo a qualsiasi erede
  • Ogni erede può poi chiedere agli altri il rimborso della quota proporzionale
  • In caso di mancato pagamento di uno, gli altri devono coprire la sua quota

Soggetti Passivi

Sono tenuti al pagamento:

  • Eredi legittimi: chiamati all’eredità per legge
  • Eredi testamentari: nominati nel testamento
  • Legatari: beneficiari di beni specifici
  • Beneficiari di trust: in caso di trust successori

Dichiarante e Obbligato

È importante distinguere:

  • Dichiarante: chi presenta la dichiarazione di successione (può essere uno solo degli eredi)
  • Obbligato al pagamento: tutti gli eredi sono obbligati solidalmente

Il fatto che un solo erede presenti la dichiarazione non esonera gli altri dal pagamento della loro quota d’imposta.

Base Imponibile: Come Si Calcola

La base imponibile dell’imposta di successione è data dalla differenza tra l’attivo ereditario e il passivo deducibile.

Attivo Ereditario

Nell’attivo ereditario rientrano:

  • Immobili: valore catastale (rendita catastale × coefficiente)
  • Denaro e conti correnti: saldi alla data del decesso
  • Titoli e azioni: valore di mercato alla data del decesso
  • Aziende e partecipazioni: valore secondo perizia
  • Beni mobili: stima o valore commerciale
  • Crediti del defunto: importo nominale

Passivo Deducibile

Dall’attivo si possono dedurre:

  • Debiti del defunto: solo se esistenti alla data del decesso e documentati
  • Spese funerarie: fino a un massimo di 1.032,91 euro
  • Spese mediche ultimi 6 mesi: documentate e pagate
  • Oneri deducibili: imposte dovute dal defunto

Beni Esenti

Non concorrono alla base imponibile:

  • Titoli di Stato italiani (BOT, BTP, CCT)
  • Aziende familiari (con requisiti specifici)
  • TFR e indennità di fine rapporto
  • Polizze vita (in alcuni casi)

Calcolo Valore Immobili

Per gli immobili il valore si calcola:

Abitazioni:
Rendita catastale × 1,05 × 110 = Valore fiscale

Terreni agricoli:
Reddito dominicale × 1,25 × 110 = Valore fiscale

Esempio pratico:

  • Rendita catastale: 600 euro
  • Valore fiscale: 600 × 1,05 × 110 = 69.300 euro

Aliquote e Franchigie per Grado di Parentela

L’imposta di successione viene applicata con aliquote e franchigie differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e l’erede.

Tabella Aliquote e Franchigie 2026

Grado di ParentelaFranchigiaAliquota
Coniuge e figli1.000.000 euro4%
Fratelli e sorelle100.000 euro6%
Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° gradoNessuna franchigia6%
Estranei e altri soggettiNessuna franchigia8%

Come Funzionano le Franchigie

La franchigia è la quota di eredità esente da imposta. L’imposta si applica solo sulla parte eccedente la franchigia.

Regole importanti:

  • La franchigia è individuale: vale per ciascun erede
  • Si calcola sulla quota netta spettante a ogni singolo beneficiario
  • Se l’eredità è inferiore alla franchigia, non si paga nulla

Esempio coniuge e 2 figli:

  • Eredità totale: 2.000.000 euro
  • Quote: coniuge 50% (1.000.000), figli 25% ciascuno (500.000)
  • Franchigia: 1.000.000 euro ciascuno
  • Imposta: zero per tutti (quote inferiori a franchigia)

Franchigia Maggiorata Disabili Gravi

Per i beneficiari portatori di handicap grave (art. 3, comma 3, L. 104/1992) la franchigia è maggiorata a 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela.

Requisiti:

  • Certificazione handicap grave ai sensi L. 104/1992
  • Riconoscimento invalidità superiore al 67%
  • Documentazione da allegare alla dichiarazione di successione

Questa franchigia si cumula con quella ordinaria per grado di parentela.

Metodo di Calcolo dell’Imposta: Esempi Pratici

Vediamo nel dettaglio come calcolare l’imposta di successione con esempi concreti per diverse situazioni.

Esempio 1: Eredità a Figlio (Patrimonio Misto)

Situazione:

  • Defunto lascia a 1 figlio unico
  • Immobile (valore catastale): 300.000 euro
  • Conti correnti: 150.000 euro
  • Titoli di Stato: 50.000 euro (esenti)
  • Debiti: 20.000 euro

Calcolo base imponibile:

  • Attivo: 300.000 + 150.000 = 450.000 euro
  • Titoli di Stato: esenti, non contano
  • Passivo deducibile: 20.000 euro
  • Base imponibile: 450.000 – 20.000 = 430.000 euro

Calcolo imposta:

  • Quota figlio: 430.000 euro
  • Franchigia: 1.000.000 euro
  • Eccedenza: zero
  • Imposta di successione: 0 euro

Imposte ipotecarie e catastali:

  • Immobile: 300.000 × 2% (ipotecaria) + 300.000 × 1% (catastale)
  • Totale imposte immobiliari: 9.000 euro

Esempio 2: Eredità a Fratello Oltre Franchigia

Situazione:

  • Defunto lascia a 1 fratello
  • Immobile: 250.000 euro
  • Liquidità: 100.000 euro
  • Nessun debito

Calcolo base imponibile:

  • Attivo: 250.000 + 100.000 = 350.000 euro
  • Base imponibile: 350.000 euro

Calcolo imposta:

  • Quota fratello: 350.000 euro
  • Franchigia fratelli: 100.000 euro
  • Eccedenza tassabile: 350.000 – 100.000 = 250.000 euro
  • Aliquota fratelli: 6%
  • Imposta di successione: 250.000 × 6% = 15.000 euro

Imposte immobiliari:

  • Immobile: 250.000 × 3% (ipotecaria + catastale)
  • Totale imposte immobiliari: 7.500 euro

Totale da versare: 15.000 + 7.500 = 22.500 euro

Esempio 3: Eredità a Estraneo

Situazione:

  • Defunto lascia tutto a un amico (estraneo)
  • Patrimonio: 200.000 euro

Calcolo imposta:

  • Base imponibile: 200.000 euro
  • Franchigia estranei: nessuna
  • Aliquota estranei: 8%
  • Imposta di successione: 200.000 × 8% = 16.000 euro

Esempio 4: Disabile Grave Beneficiario

Situazione:

  • Defunto lascia a figlio disabile grave (L. 104/92 art. 3 c. 3)
  • Patrimonio: 2.000.000 euro

Calcolo imposta:

  • Base imponibile: 2.000.000 euro
  • Franchigia disabili: 1.500.000 euro
  • Eccedenza tassabile: 2.000.000 – 1.500.000 = 500.000 euro
  • Aliquota figli: 4%
  • Imposta di successione: 500.000 × 4% = 20.000 euro

Senza franchigia maggiorata avrebbe pagato:

  • Eccedenza: 2.000.000 – 1.000.000 = 1.000.000
  • Imposta: 1.000.000 × 4% = 40.000 euro
  • Risparmio: 20.000 euro

Dichiarazione di Successione: Termini e Modalità

La dichiarazione di successione è l’adempimento obbligatorio per comunicare all’Agenzia delle Entrate il trasferimento dei beni ereditari e calcolare l’imposta dovuta.

Termine di Presentazione

La dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data del decesso.

Esempio:

  • Decesso: 15 marzo 2025
  • Scadenza: 15 marzo 2026

Modalità Telematica Obbligatoria

Dal 1° gennaio 2019 la dichiarazione di successione è obbligatoriamente telematica. Può essere presentata:

  • Direttamente dagli eredi con SPID/CIE tramite il portale Agenzia Entrate
  • Tramite intermediari abilitati: CAF, commercialisti, notai
  • Software dedicato: applicazione “Dichiarazione di Successione e Domanda di Volture Catastali”

Chi Deve Presentarla

Sono obbligati alla presentazione:

  • Gli eredi e legatari
  • I curatori dell’eredità giacente
  • Gli amministratori dell’eredità
  • Gli esecutori testamentari

È sufficiente che uno solo dei soggetti obbligati presenti la dichiarazione per conto di tutti.

Casi di Esonero

Non è obbligatorio presentare la dichiarazione quando ricorrono contemporaneamente queste condizioni:

  • Eredità devoluta al coniuge e/o parenti in linea retta (figli, genitori)
  • Attivo ereditario non superiore a 100.000 euro
  • Assenza di immobili o diritti reali immobiliari

Attenzione: anche in presenza di un solo immobile, la dichiarazione è sempre obbligatoria.

Documenti Necessari

Per presentare la dichiarazione servono:

  • Certificato di morte
  • Stato di famiglia del defunto
  • Certificati di stato di famiglia degli eredi
  • Autocertificazione vincoli di parentela
  • Visure catastali di tutti gli immobili
  • Estratti conti bancari alla data del decesso
  • Certificati di proprietà veicoli
  • Documentazione titoli e partecipazioni
  • Eventuale testamento (con verbale pubblicazione)
  • Atto di rinuncia all’eredità (se presente)

Scadenze di Versamento dell’Imposta

Il versamento dell’imposta di successione segue regole e tempistiche precise stabilite dalla legge.

Liquidazione dell’Imposta

Dopo la presentazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate procede alla liquidazione dell’imposta verificando:

  • La correttezza dei valori dichiarati
  • L’applicazione delle aliquote
  • Il calcolo delle franchigie
  • Le imposte ipotecarie e catastali

Avviso di Liquidazione

Entro 3 anni dalla presentazione della dichiarazione, l’Agenzia notifica l’avviso di liquidazione con:

  • L’importo dell’imposta dovuta
  • La scadenza per il pagamento
  • Le modalità di versamento

Nota: in molti casi l’avviso arriva entro 6-12 mesi.

Termine per il Pagamento

L’imposta deve essere versata entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione.

Esempio:

  • Notifica avviso: 10 aprile 2026
  • Scadenza pagamento: 9 giugno 2026 (60 giorni)

Modalità di Pagamento

L’imposta si versa tramite:

  • Modello F24 con i codici tributo:
    • 1530: Imposta di successione
    • 1531: Sanzioni
    • 1532: Interessi
  • Tramite home banking (F24 online)
  • Presso banche o Poste Italiane

Tabella Scadenze Procedura Successione

AdempimentoTermine
Presentazione dichiarazione12 mesi dal decesso
Liquidazione Agenzia EntrateEntro 3 anni dalla dichiarazione
Notifica avviso liquidazioneVariabile (6-12 mesi in media)
Pagamento imposta60 giorni dalla notifica
Volture catastaliAutomatiche dopo la dichiarazione

Rateizzazione dell’Imposta di Successione

Quando l’importo dell’imposta è elevato, la legge prevede la possibilità di pagare a rate.

Condizioni per la Rateizzazione

La rateizzazione è concessa:

  • Su richiesta degli eredi all’atto della presentazione della dichiarazione o successivamente
  • Per importi superiori a 1.000 euro
  • Fino a un massimo di 4 anni (rate trimestrali)

Come Funziona

La rateizzazione prevede:

  • Prima rata: da versare entro 60 giorni dalla notifica (almeno il 20% del totale)
  • Rate successive: trimestrali di pari importo
  • Interessi: calcolati al tasso legale in vigore (2026: 2,5% annuo)

Calcolo Rate e Interessi

Esempio:

  • Imposta dovuta: 20.000 euro
  • Rateizzazione richiesta: 4 anni (16 rate trimestrali)
  • Prima rata (20%): 4.000 euro
  • Residuo da rateizzare: 16.000 euro
  • Rata trimestrale: 16.000 / 15 = 1.066,67 euro
  • Interessi: calcolati sul debito residuo ad ogni rata

Calcolo interessi sulla seconda rata:

  • Debito residuo: 16.000 euro
  • Interesse trimestrale: 16.000 × 2,5% × 3/12 = 100 euro
  • Rata totale: 1.066,67 + 100 = 1.166,67 euro

Decadenza dalla Rateizzazione

Si decade dal beneficio della rateizzazione in caso di:

  • Mancato pagamento anche di una sola rata alla scadenza
  • Ritardo superiore a 7 giorni nel pagamento

In caso di decadenza:

  • L’intero importo residuo diventa immediatamente esigibile
  • Si applicano sanzioni e interessi di mora

Garanzie Richieste

Per importi molto elevati (oltre 50.000 euro) l’Agenzia può richiedere:

  • Ipoteca sugli immobili ereditati
  • Fideiussione bancaria o assicurativa
  • Altre garanzie reali

Sanzioni e Ravvedimento Operoso

Il mancato o tardivo versamento dell’imposta di successione comporta l’applicazione di sanzioni amministrative.

Sanzioni per Omesso o Tardivo Versamento

Sanzione base: dal 120% al 240% dell’imposta non versata o versata in ritardo.

Riduzione con ravvedimento operoso:

Se il contribuente regolarizza spontaneamente prima di un accertamento, la sanzione si riduce:

Tipo RavvedimentoTermineSanzione Ridotta
SprintEntro 14 giorni0,1% per giorno
BreveEntro 30 giorni1/9 del 120% = 13,33%
IntermedioEntro 90 giorni1/8 del 120% = 15%
LungoEntro 1 anno1/7 del 120% = 17,14%
BiennaleEntro 2 anni1/6 del 120% = 20%
Oltre 2 anniOltre 2 anni1/5 del 120% = 24%

Esempio Calcolo Ravvedimento

Situazione:

  • Imposta dovuta: 10.000 euro
  • Ritardo: 45 giorni dalla scadenza
  • Ravvedimento: intermedio (entro 90 giorni)

Calcolo:

  • Sanzione ordinaria: 10.000 × 120% = 12.000 euro
  • Sanzione ridotta: 12.000 × 1/8 = 1.500 euro
  • Interessi moratori: 10.000 × 2,5% × 45/365 = 31 euro
  • Totale da versare: 10.000 + 1.500 + 31 = 11.531 euro

Risparmio: 12.000 – 1.500 = 10.500 euro di sanzioni risparmiate

Sanzioni per Dichiarazione Omessa

Se non si presenta la dichiarazione di successione:

  • Sanzione: dal 120% al 240% dell’imposta, minimo 250 euro
  • Anche se non c’è imposta dovuta (eredità sotto franchigia)

Sanzioni per Dichiarazione Infedele

Se si dichiara un valore inferiore al reale:

  • Sanzione: dal 100% al 200% della maggiore imposta accertata
  • Possibile accertamento di valore da parte dell’Agenzia

Novità Normative 2025-2026

Per il 2025-2026 non sono previste modifiche sostanziali all’imposta di successione. Le aliquote e franchigie rimangono invariate rispetto agli anni precedenti.

Conferme 2026

Aliquote confermate:

  • Coniuge e figli: 4% (franchigia 1.000.000 euro)
  • Fratelli: 6% (franchigia 100.000 euro)
  • Altri parenti: 6% (nessuna franchigia)
  • Estranei: 8% (nessuna franchigia)

Franchigia disabili: confermata a 1.500.000 euro

Digitalizzazione

Prosegue il processo di digitalizzazione con:

  • Dichiarazione telematica obbligatoria
  • Volture catastali automatiche
  • Fascicolo digitale dell’erede consultabile online
  • Comunicazioni via PEC

Controlli Automatizzati

L’Agenzia delle Entrate ha potenziato i controlli automatici su:

  • Conti correnti (Anagrafe Rapporti Finanziari)
  • Partecipazioni societarie
  • Immobili (banca dati catastale integrata)
  • Veicoli (archivio PRA)

Questo rende più difficile omettere beni nella dichiarazione.

Tasso di Interesse Legale 2026

Per il calcolo di interessi su rateizzazione e ravvedimento, il tasso legale 2026 è fissato al 2,5% annuo (confermato rispetto al 2025).

L’imposta di successione rappresenta un aspetto cruciale nella gestione delle eredità, con regole precise e tempistiche da rispettare. Comprendere il meccanismo di calcolo, le aliquote differenziate per grado di parentela e le franchigie disponibili è fondamentale per pianificare correttamente il trasferimento generazionale del patrimonio.

Grazie alle franchigie elevate previste per coniuge e figli (1.000.000 euro), molte eredità in Italia risultano esenti da imposta. Tuttavia, la dichiarazione di successione resta obbligatoria in presenza di immobili o quando il patrimonio supera i 100.000 euro.

Le sanzioni per ritardi o omissioni possono essere molto pesanti (dal 120% al 240%), ma il ravvedimento operoso consente riduzioni significative se si regolarizza spontaneamente.

Per gestire correttamente una successione e ottimizzare il carico fiscale è sempre consigliabile affidarsi a professionisti esperti come i CAF, che possono assistere in tutti gli adempimenti: dal calcolo dell’imposta alla presentazione telematica della dichiarazione, fino alla gestione di eventuali contenziosi con l’Agenzia delle Entrate.

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Domande Frequenti sull’Imposta di Successione

Quando si paga l’imposta di successione?

L’imposta di successione si paga entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate. L’avviso arriva dopo la presentazione della dichiarazione di successione, generalmente entro 6-12 mesi ma puo richiedere fino a 3 anni.

Chi è esente dall’imposta di successione?

Sono esenti dall’imposta i beneficiari la cui quota ereditaria rientra nella franchigia prevista per il loro grado di parentela: 1.000.000 euro per coniuge e figli, 100.000 euro per fratelli. Inoltre, alcuni beni sono esenti come i Titoli di Stato italiani e, in certi casi, le aziende familiari.

Quanto paga un figlio di imposta di successione?

Un figlio paga il 4% sulla parte di eredita eccedente 1.000.000 euro. Se l’eredita è inferiore a 1.000.000 euro, non paga nulla di imposta di successione (restano dovute le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili).

Come si calcola l’imposta di successione su un immobile?

L’imposta si calcola sul valore catastale dell’immobile (rendita catastale × 1,05 × 110). Da questo valore si sottrae l’eventuale franchigia e si applica l’aliquota del 4%, 6% o 8% secondo il grado di parentela. Si aggiungono poi le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%).

Si puo pagare a rate l’imposta di successione?

Si, l’imposta puo essere rateizzata fino a 4 anni (rate trimestrali) con una prima rata pari ad almeno il 20% del totale. Sulle rate successive si applicano interessi al tasso legale (2,5% nel 2026). La rateizzazione va richiesta all’Agenzia delle Entrate.

Cosa succede se non si presenta la dichiarazione di successione?

La mancata presentazione comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro anche se non è dovuta imposta. Inoltre, senza dichiarazione non è possibile vendere o disporre degli immobili ereditati. È sempre possibile regolarizzare con ravvedimento operoso.

L’imposta di successione si paga anche sotto i 100.000 euro?

Dipende dal grado di parentela. Per coniuge e figli la franchigia è di 1.000.000 euro, quindi sotto questa soglia non si paga. Per fratelli la franchigia è 100.000 euro. Per altri parenti ed estranei non c’è franchigia, quindi si paga anche su importi bassi. Le imposte ipotecarie e catastali si pagano sempre sugli immobili.


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    Hai perso un familiare e ti ritrovi davanti a una montagna di documenti, scadenze e adempimenti che non conosci. La morte di una persona cara comporta, oltre al dolore, una serie di obblighi legali e fiscali che devono essere gestiti nei tempi giusti per evitare sanzioni, blocco dei beni e contenziosi tra eredi.

    In questa guida step-by-step alla successione 2026 trovi tutto quello che devi fare, dal momento della morte fino alla voltura catastale, con tempi, costi, documenti e soluzioni ai problemi più comuni. Ti accompagneremo mano per mano, passo dopo passo.

    In Friuli Venezia Giulia, inoltre, vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia che richiede competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale nella gestione di successioni in questo regime.

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    Timeline della successione: cosa fare e quando

    Le 7 tappe fondamentali della successione

    StepCosa fareQuando
    1Certificato di morte, blocco conti, utenzePrimi 15 giorni
    2Verifica testamento, eredi, inventario beni15-60 giorni
    3Decisione degli eredi: accettare o rinunciareEntro 10 anni (meglio subito)
    4Presentazione dichiarazione di successioneEntro 12 mesi dalla morte
    5Pagamento imposte (ipotecaria, catastale, successione)Contestuale alla dichiarazione
    6Voltura catastaleEntro 30 giorni dalla successione
    7Sblocco conti, PRA auto, gestione beniDopo la dichiarazione

    Come vedi, la successione è un percorso lungo che può richiedere dai 3 ai 12 mesi per essere completato. Nelle prossime sezioni analizziamo ogni step nel dettaglio, con tutti gli strumenti pratici per muoverti senza errori.

    Step 1 – Nell’immediato: cosa fare nei primi 15 giorni

    I primi 15 giorni dopo la morte di un familiare sono i più delicati. Devi compiere alcune azioni urgenti e obbligatorie per evitare che i beni del defunto vengano movimentati in modo improprio e per iniziare a raccogliere la documentazione necessaria.

    1.1 Richiedere il certificato di morte all’Ufficio Anagrafe

    Il certificato di morte è il documento fondamentale da cui parte tutta la pratica di successione. Senza questo certificato non puoi fare nulla: non puoi chiudere i conti, non puoi presentare la successione, non puoi svolgere la voltura.

    Dove richiederlo: presso l’Ufficio Anagrafe del Comune dove è avvenuto il decesso o dove il defunto era residente.

    Quanti certificati richiedere: conviene chiederne almeno 5-6 copie originali o estratti per riassunto. Ti serviranno per banche, assicurazioni, INPS, catasto, PRA, utenze. Il costo è di pochi euro (spesso in bollo da 16 euro più diritti fissi, ma molti Comuni lo rilasciano gratuitamente per uso successione).

    Tempi: il rilascio è immediato o in pochi giorni. Molti Comuni consentono anche la richiesta online tramite SPID.

    Attenzione: oltre al certificato di morte serve anche l’autocertificazione dello stato di famiglia del defunto alla data della morte, utile per individuare gli eredi legittimi.

    1.2 Reperire i documenti del defunto

    Subito dopo il decesso devi raccogliere e conservare con cura tutti i documenti personali del defunto. Questi documenti ti serviranno per identificare con precisione i beni, i rapporti bancari e le eventuali volontà testamentarie.

    Documenti essenziali da reperire:

    • Codice fiscale e tessera sanitaria
    • Documento di identità (carta d’identità, passaporto, patente)
    • Eventuale testamento (olografo, pubblico o segreto)
    • Atti di acquisto di immobili, visure catastali, planimetrie
    • Estratti conto bancari e postali (ultimi 12 mesi)
    • Polizze assicurative e contratti di investimento
    • Libretto di pensione e ultimo cedolino INPS
    • Documenti di auto e veicoli (libretto, carta di circolazione)
    • Utenze attive (luce, gas, acqua, telefono, internet)
    • Eventuali debiti (mutui, finanziamenti, cartelle esattoriali)

    Consiglio pratico: crea una cartellina dedicata alla successione e inserisci subito ogni documento trovato, catalogandolo per tipologia. Ti farà risparmiare settimane di lavoro più avanti.

    1.3 Bloccare conti correnti e rapporti bancari

    Per legge, i conti correnti del defunto devono essere bloccati immediatamente dopo la morte. La banca, una volta ricevuta comunicazione del decesso, sospende tutti i movimenti fino alla conclusione della pratica di successione.

    Come comunicare il decesso alla banca:

    1. Recati in filiale o contatta il numero verde con il certificato di morte
    2. Porta anche il tuo documento d’identità e il tuo codice fiscale
    3. Compila il modulo di comunicazione del decesso
    4. La banca ti rilascia una ricevuta di avvenuta comunicazione

    Cosa viene bloccato:

    • Tutti i conti correnti intestati al defunto (anche cointestati, nella quota del defunto)
    • Libretti di deposito a risparmio
    • Cassette di sicurezza (apribili solo alla presenza di tutti gli eredi e del funzionario dell’Agenzia delle Entrate)
    • Titoli, obbligazioni, BTP, fondi comuni
    • Carte di credito e bancomat (vengono disattivati)

    Attenzione – conti cointestati: se il conto è cointestato con firma disgiunta (uno dei più comuni tra coniugi), il cointestatario superstite può continuare a operare solo sulla propria metà. La quota del defunto resta bloccata fino alla successione.

    Domande frequenti sui conti bloccati:

    • Posso prelevare i soldi per il funerale? Sì, la banca può anticipare fino a 5.000 euro circa per spese funebri, previa presentazione fattura del funerale
    • Continuano gli addebiti RID? Dipende dalla banca: molte sospendono tutto, alcune permettono di tenere attive le utenze essenziali
    • Quanto tempo resta bloccato? Fino alla presentazione della dichiarazione di successione e sblocco formale (in media 4-8 mesi)

    1.4 Sospendere o intestare le utenze condivise

    Le utenze domestiche (luce, gas, acqua, telefono, internet) intestate al defunto devono essere volturate o disdette rapidamente per evitare problemi con gli addebiti bancari bloccati e per poter continuare a usufruire dei servizi.

    Cosa fare con ogni utenza:

    • Casa vuota (il defunto viveva da solo e l’immobile va venduto): disdetta immediata delle utenze
    • Casa occupata dagli eredi (es. coniuge superstite o figli): voltura dell’utenza al nome di chi occupa l’immobile
    • Affitto del defunto: comunicazione al locatore e risoluzione del contratto di locazione

    Documenti necessari per la voltura: certificato di morte, codice fiscale del defunto, codice fiscale e documento di chi prende in carico l’utenza, numero cliente o POD/PDR.

    La voltura mortis causa (cioè per morte) è solitamente gratuita o a costo ridotto e si può fare telefonicamente o online. I gestori sono obbligati per legge a rendere la procedura rapida.

    Possibile problema – Bollette non pagate: se durante la fase di conti bloccati non puoi più pagare le utenze della casa del defunto, contatta subito il gestore per spiegare la situazione. Le normative anti-distacco per decesso prevedono tutele automatiche fino a 90 giorni.

    Step 2 – Verifiche preliminari (15-60 giorni)

    Passata la prima fase di urgenze, nei giorni successivi (indicativamente tra il 15° e il 60° giorno) devi svolgere tutte le verifiche preliminari: capire se esiste un testamento, individuare gli eredi, fare l’inventario di tutti i beni e verificare eventuali debiti.

    Questa fase è decisiva: errori qui si pagano caro più avanti, con contenziosi tra eredi, accertamenti dell’Agenzia delle Entrate o rinunce tardive.

    2.1 Verificare l’esistenza di un testamento

    La prima cosa da capire è: il defunto ha lasciato un testamento? Esistono tre tipologie di testamento in Italia:

    • Testamento olografo: scritto a mano dal defunto, datato e firmato. Può essere conservato in casa, da un amico o depositato presso un notaio
    • Testamento pubblico: redatto da un notaio alla presenza di due testimoni. Sempre registrato presso il notaio
    • Testamento segreto: scritto dal defunto ma consegnato chiuso a un notaio in busta sigillata

    Come verificare se esiste un testamento:

    1. Controlla tra i documenti personali del defunto (potrebbe esserci un olografo)
    2. Contatta il Consiglio Notarile o il Registro Generale dei Testamenti presso il Ministero della Giustizia: puoi richiedere il certificato attestante l’esistenza o meno di un testamento registrato
    3. Se il defunto aveva un notaio di fiducia, contattalo direttamente

    Pubblicazione del testamento (olografo e segreto): se trovi un testamento olografo o segreto, non puoi aprirlo da solo. Deve essere pubblicato da un notaio che redige un apposito verbale. Solo da quel momento il testamento ha efficacia legale.

    Costo pubblicazione: da 200 a 500 euro circa, a seconda del notaio e della complessità.

    Attenzione – quote legittimarie: anche se esiste un testamento, alcuni familiari stretti (coniuge, figli, genitori) hanno diritto per legge a una quota minima dell’eredità (la “legittima”). Se il testamento li esclude o li danneggia, possono agire in giudizio con l’azione di riduzione.

    2.2 Individuare gli eredi e le quote

    Se non c’è testamento, si applica la successione legittima prevista dal Codice Civile. Gli eredi vengono determinati in base al grado di parentela con il defunto.

    Ordine di successione legittima (in assenza di testamento):

    Situazione familiareQuote eredi
    Coniuge + 1 figlio50% coniuge, 50% figlio
    Coniuge + 2 o più figli33% coniuge, 67% ai figli in parti uguali
    Solo coniuge (no figli, no genitori)100% coniuge
    Coniuge + genitori (no figli)67% coniuge, 33% genitori
    Solo figli (no coniuge)100% ai figli in parti uguali
    Solo fratelli (no coniuge, figli, genitori)100% ai fratelli in parti uguali

    Per approfondire il caso più comune, ti consigliamo la nostra guida dedicata alla successione dei genitori ai figli.

    Diritto di abitazione del coniuge: il coniuge superstite, anche in presenza di figli, ha diritto di abitare nella casa coniugale fino alla propria morte, oltre alla sua quota di eredità. Un diritto importante da considerare sempre.

    2.3 Inventario dei beni del defunto

    Devi ora fare l’inventario completo di tutto ciò che il defunto possedeva al momento della morte. Questo passaggio è fondamentale perché determina su cosa si calcolano le imposte di successione.

    Beni da inventariare:

    • Immobili: case, terreni, garage, cantine. Richiedi le visure catastali aggiornate presso l’Agenzia delle Entrate – Territorio (o presso il libro tavolare in FVG)
    • Conti correnti e libretti: chiedi alla banca l’estratto al giorno del decesso con saldo
    • Titoli e investimenti: BTP, azioni, obbligazioni, fondi, ETF, polizze vita
    • Autovetture e veicoli: richiedi il certificato di proprietà al PRA
    • Partecipazioni societarie: quote di SRL, azioni di SpA, imprese individuali
    • Beni mobili di valore: gioielli, opere d’arte, collezioni (solo se dichiarati)
    • Crediti verso terzi non ancora riscossi
    • TFR e arretrati pensione non ancora percepiti

    Visure catastali in Friuli Venezia Giulia: in FVG vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia, eredità della storia austro-ungarica della regione. Per gli immobili situati in provincia di Udine, Gorizia, Trieste e parte del Pordenonese devi richiedere le visure tavolari presso il Tribunale competente. Per approfondire, leggi la nostra guida al sistema tavolare di Udine.

    Valutazione degli immobili ai fini fiscali: il valore ai fini della successione si calcola moltiplicando la rendita catastale rivalutata per specifici coefficienti. Non si usa il valore di mercato ma il valore catastale, che è generalmente molto più basso. Per i dettagli, leggi la guida sulla successione degli immobili.

    2.4 Verificare i debiti del defunto

    Ereditare non significa solo ricevere beni: significa anche ereditare i debiti. Prima di accettare l’eredità devi quindi verificare se il defunto aveva passività pendenti, per non trovarti ad ereditare più debiti che beni.

    Debiti da verificare:

    • Mutui e prestiti bancari: richiedi alla banca la posizione aggiornata
    • Finanziamenti al consumo: controlla contratti e rate in essere
    • Cartelle esattoriali: richiedi l’estratto di ruolo presso l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia)
    • Debiti tributari: IRPEF, IMU, TARI non pagati
    • Bollette non pagate e condomini arretrati
    • Debiti personali verso terzi (difficili da accertare)

    ATTENZIONE: Se accetti l’eredità senza beneficio di inventario, rispondi dei debiti del defunto anche con il tuo patrimonio personale! Se hai dubbi sulla consistenza dei debiti, valuta sempre l’accettazione con beneficio di inventario (vedi Step 3).

    Step 3 – La decisione degli eredi: accettare o rinunciare

    Dopo aver fatto l’inventario dei beni e dei debiti, ciascun erede deve decidere cosa fare. La legge prevede tre possibilità, ognuna con conseguenze diverse sul patrimonio personale.

    Termine per decidere: teoricamente hai 10 anni per accettare, ma è sempre meglio decidere entro 12 mesi per non incorrere in problemi con la dichiarazione di successione e le scadenze fiscali.

    3.1 Accettazione pura e semplice

    L’accettazione pura e semplice è la scelta più comune. Accetti l’eredità senza riserve: diventi proprietario di tutti i beni, ma rispondi anche di tutti i debiti del defunto, anche con il tuo patrimonio personale.

    Come avviene:

    • Espressa: tramite atto notarile o scrittura privata
    • Tacita: compiendo atti che presuppongono l’accettazione (ad esempio vendere un bene del defunto, riscuotere crediti, pagare debiti con fondi ereditari)

    Quando conviene: quando sei sicuro che i beni siano superiori ai debiti e non ci siano sorprese. È la scelta giusta nella maggior parte dei casi “normali”.

    Rischio principale: se emergono debiti non conosciuti, devi pagarli anche con i tuoi soldi.

    3.2 Accettazione con beneficio di inventario

    L’accettazione con beneficio di inventario è una forma di accettazione “protetta”: accetti l’eredità senza rischiare il tuo patrimonio personale. Rispondi dei debiti del defunto solo fino al valore dei beni ereditati.

    Come si fa:

    1. Vai da un notaio o presso la cancelleria del Tribunale
    2. Redigi la dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario
    3. Entro 3 mesi devi far redigere l’inventario dei beni del defunto (da notaio o cancelliere)
    4. Dal momento della redazione dell’inventario, hai altri 40 giorni per dichiarare se accetti o rinunci

    Costi: da 500 a 2.000 euro circa (notaio + spese cancelleria + inventario). È più costosa dell’accettazione pura, ma è un’assicurazione contro i debiti nascosti.

    Quando è obbligatoria:

    • Eredi minorenni (per legge sempre con beneficio di inventario)
    • Eredi interdetti o inabilitati
    • Enti pubblici, associazioni, fondazioni

    Quando conviene farla (anche se non obbligatoria):

    • Non conosci bene la situazione patrimoniale del defunto
    • Sai che c’erano prestiti, cartelle esattoriali o contenziosi in corso
    • L’inventario dei beni è complesso (imprese, partecipazioni, esteri)
    • Rapporti familiari conflittuali tra eredi

    3.3 Rinuncia all’eredità

    La rinuncia all’eredità è la scelta estrema: non accetti nulla, né beni né debiti. È come se la morte del defunto non ti avesse mai riguardato. La quota che ti sarebbe spettata va ad accrescere quella degli altri eredi (o ai chiamati successivi).

    Come si fa:

    1. Dichiarazione formale presso un notaio o presso la cancelleria del Tribunale del luogo dove si è aperta la successione
    2. La dichiarazione viene iscritta nel Registro delle Successioni
    3. Costo: da 250 a 500 euro circa (Tribunale) o superiore dal notaio

    Quando conviene:

    • I debiti superano i beni (eredità con “passivo”)
    • Non hai interesse economico all’eredità
    • Vuoi che la quota passi ai tuoi figli (ma attenzione: serve analisi specifica)

    Attenzione – la rinuncia è irrevocabile una volta che altri eredi hanno accettato. Scegli con grande cautela. Per una guida specifica sul tema, leggi come rinunciare all’eredità a Udine.

    Hai bisogno di una consulenza personalizzata?

    La decisione tra accettare, accettare con beneficio o rinunciare è spesso complessa e dipende dalla situazione patrimoniale concreta. Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a valutare tutti gli aspetti fiscali e a prendere la decisione giusta.

    Contattaci per un appuntamento

    Step 4 – La dichiarazione di successione (entro 12 mesi)

    La dichiarazione di successione è il documento fiscale obbligatorio con cui comunichi all’Agenzia delle Entrate tutti i beni caduti in successione. Va presentata entro 12 mesi dalla data della morte, pena sanzioni salate.

    Chi è obbligato a presentarla: gli eredi, i legatari, i rappresentanti legali di eredi minori o incapaci, l’esecutore testamentario. Basta che la presenti uno solo degli eredi per liberare tutti dall’obbligo.

    4.1 Modalità di presentazione

    Dal 2019, la dichiarazione di successione si presenta solo telematicamente tramite il software dell’Agenzia delle Entrate. Le modalità possibili sono tre:

    1. Autonoma con SPID/CNS: accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate e compili direttamente il modello. Richiede buone competenze fiscali
    2. Tramite CAF o professionista abilitato: il CAF compila, trasmette e firma la dichiarazione per tuo conto. È la modalità più diffusa e sicura
    3. Tramite notaio: solitamente necessario solo se c’è un atto di divisione o se si vogliono passaggi immobiliari contestuali

    4.2 Documenti necessari per la dichiarazione

    Per compilare la dichiarazione di successione servono molti documenti. Ti conviene organizzare una cartellina completa prima di andare dal CAF o dal professionista.

    Documenti del defunto:

    • Certificato di morte
    • Autocertificazione stato di famiglia alla data del decesso
    • Codice fiscale e documento d’identità del defunto
    • Eventuale testamento pubblicato

    Documenti degli eredi:

    • Codice fiscale di tutti gli eredi
    • Documento di identità di tutti gli eredi
    • Atti di nascita / certificati di parentela

    Documenti degli immobili:

    • Atti di provenienza (rogiti, donazioni, precedenti successioni)
    • Visure catastali aggiornate di ogni immobile
    • Planimetrie catastali
    • Estremi catastali (foglio, particella, subalterno)
    • Per immobili in FVG: visure tavolari

    Documenti dei rapporti bancari:

    • Certificato bancario con saldo al giorno del decesso per ogni rapporto
    • Documentazione titoli, polizze, fondi

    Documenti altri beni:

    • Libretti di circolazione auto/moto
    • Visure camerali società e imprese
    • Fatture spese funerarie (detraibili fino a 1.550 euro)

    4.3 Costi e tempi della dichiarazione

    Costi di compilazione (professionale):

    • CAF: da 300 a 800 euro per successioni semplici (solo conti, un immobile). Fino a 1.500-2.500 euro per successioni più complesse
    • Notaio: da 1.500 a 5.000 euro o più
    • Commercialista: tariffe simili o superiori al CAF

    Per un approfondimento sui costi a Udine, leggi la guida dedicata ai costi della successione a Udine.

    Tempi:

    • Raccolta documenti: 1-3 mesi
    • Compilazione e trasmissione: 2-4 settimane dal momento in cui tutti i documenti sono pronti
    • Rilascio copia conforme dall’Agenzia: circa 30-60 giorni dopo la trasmissione

    Per maggiori dettagli, consulta la guida completa ai tempi della successione.

    Sanzioni per ritardo: se non presenti la dichiarazione entro 12 mesi, paghi sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con minimo 250 euro, oltre agli interessi. La sanzione si riduce se fai ravvedimento operoso nei termini.

    Step 5 – Il pagamento delle imposte

    Contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione, gli eredi devono pagare le imposte dovute. Esistono tre principali imposte: imposta di successione, ipotecaria e catastale.

    5.1 Imposta di successione: franchigie e aliquote

    L’imposta di successione è la tassa principale. Si calcola sul valore netto dei beni ereditati (beni meno debiti) e varia in base al grado di parentela con il defunto.

    ParentelaFranchigiaAliquota sopra franchigia
    Coniuge e figli1.000.000 euro a persona4%
    Fratelli e sorelle100.000 euro a persona6%
    Altri parenti fino al 4° gradoNessuna franchigia6%
    Altri soggetti (estranei)Nessuna franchigia8%
    Portatori di handicap grave1.500.000 euroAliquota ordinaria

    Esempio pratico: Maria eredita dal padre beni per 1.300.000 euro. Ha diritto alla franchigia di 1.000.000 euro, quindi paga l’imposta di successione del 4% solo sui restanti 300.000 euro = 12.000 euro.

    Per approfondire il calcolo dettagliato, consulta la guida su aliquote e franchigie dell’imposta di successione e la guida completa al calcolo dell’imposta di successione.

    5.2 Imposta ipotecaria e catastale sugli immobili

    Se nella successione ci sono immobili, sul loro valore catastale si pagano due ulteriori imposte:

    • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale
    • Imposta catastale: 1% del valore catastale

    Totale 3% sul valore catastale, da versare sempre, anche se l’imposta di successione non è dovuta per via della franchigia.

    Agevolazione “prima casa” per l’erede: se almeno un erede richiede l’agevolazione prima casa (e ne ha i requisiti), le imposte ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa di 200 euro ciascuna (400 euro totali), anziché in proporzione al valore.

    Requisiti agevolazione prima casa:

    • L’immobile non deve essere di lusso (categorie A/1, A/8, A/9 escluse)
    • L’erede non deve essere titolare di altra “prima casa” nel Comune
    • L’erede deve trasferire la residenza entro 18 mesi (se non già residente)

    5.3 Come pagare: F24 e codici tributo

    Il pagamento delle imposte di successione si effettua tramite modello F24, utilizzando codici tributo specifici.

    Principali codici tributo:

    • 1530: imposta ipotecaria da successione
    • 1531: imposta catastale da successione
    • 1532: tasse ipotecarie da successione
    • 1533: imposta di bollo da successione
    • 1537: sanzioni imposte da successione

    Imposta principale di successione: viene liquidata dall’Agenzia delle Entrate dopo la presentazione della dichiarazione. Ti arriva un avviso di liquidazione con l’importo da pagare entro 60 giorni.

    Pagamento rateale: se l’imposta supera i 1.000 euro, puoi rateizzare fino a 8 rate trimestrali (12 per importi superiori a 20.000 euro), con interessi.

    Step 6 – La voltura catastale (entro 30 giorni)

    La voltura catastale è l’operazione con cui si aggiorna l’intestazione di un immobile al catasto. Dopo la successione, gli immobili risultano ancora intestati al defunto: con la voltura passano ufficialmente agli eredi.

    Termine: entro 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione di successione.

    6.1 Voltura telematica (resto d’Italia)

    In tutte le regioni italiane tranne il Friuli Venezia Giulia e alcune aree di confine, la voltura si effettua tramite il Voltura Telematica, piattaforma dell’Agenzia delle Entrate.

    Buona notizia: dal 2020, se la dichiarazione di successione è stata presentata correttamente con tutti i dati catastali, la voltura avviene in modo automatico. Non devi fare nulla.

    Costi voltura automatica:

    • Tassa fissa 55 euro per voltura
    • Bolli: 90 euro per ogni erede per ogni immobile

    Quando devi fare la voltura manuale:

    • Se nella dichiarazione di successione c’erano errori sui dati catastali
    • Se devono essere corrette quote o titolarità
    • Per immobili in zone a catasto tavolare

    6.2 Voltura a Udine e in FVG: il sistema tavolare

    In Friuli Venezia Giulia il meccanismo è completamente diverso. A causa del sistema tavolare di origine austro-ungarica, non basta aggiornare il catasto: bisogna presentare un’apposita domanda tavolare al Tribunale competente per iscrivere il trasferimento di proprietà nel libro tavolare.

    Come funziona in FVG:

    1. Dopo la dichiarazione di successione, serve la domanda tavolare con la sentenza tavolare
    2. La domanda si presenta al Tribunale del luogo dove si trova l’immobile
    3. Il Giudice tavolare emette un decreto di intavolazione
    4. Il decreto viene iscritto nel libro tavolare: solo da questo momento la proprietà è ufficialmente trasferita

    Costi voltura tavolare:

    • Bolli e diritti: da 100 a 500 euro per immobile
    • Onorario del professionista (CAF, geometra, notaio): da 200 a 1.000 euro
    • Tempi: da 2 a 6 mesi per l’intavolazione

    Attenzione: se non fai la domanda tavolare, formalmente l’immobile resta intestato al defunto. Non puoi venderlo, non puoi ipotecarlo, e potresti avere problemi con banche e notai.

    Perché scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine per la successione in FVG?

    Ci occupiamo di successioni nel sistema tavolare da decenni. Gestiamo tutta la pratica: dalla dichiarazione di successione alla domanda tavolare, con un unico interlocutore e senza rimpallo tra professionisti diversi.

    Step 7 – Conclusione: accesso e gestione dei beni

    Completata la dichiarazione di successione e (per gli immobili) la voltura, puoi finalmente accedere ai beni ereditati e gestirli liberamente.

    7.1 Sbloccare il conto corrente

    Per sbloccare i conti correnti del defunto e ripartire le somme tra gli eredi devi presentare alla banca:

    • Copia conforme della dichiarazione di successione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate
    • Attestazione di pagamento delle imposte (ricevuta F24)
    • Documenti di identità di tutti gli eredi
    • Eventuale atto notorio se richiesto dalla banca
    • Autocertificazione di accettazione dell’eredità (tacita o espressa)

    Alternativa – Certificato di Eredità: in alcuni casi la banca può richiedere il certificato di eredità, rilasciato dal Tribunale, che attesta ufficialmente chi sono gli eredi e le loro quote. Per saperne di più, leggi la guida sul certificato di eredità.

    Cosa succede in pratica: la banca chiude il conto del defunto e ripartisce le somme agli eredi secondo le quote di legge o testamentarie. Se gli eredi sono d’accordo, possono anche richiedere il versamento totale su un unico conto.

    7.2 Trasferimento auto e veicoli (pratica PRA)

    Le auto e i veicoli del defunto devono essere volturati al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) in capo agli eredi.

    Modalità pratica PRA successione:

    1. Attendi la registrazione della dichiarazione di successione
    2. Rivolgiti a un’Agenzia automobilistica o STA con tutti i documenti
    3. Viene predisposta la pratica di voltura per eredità
    4. Il PRA emette il nuovo certificato di proprietà a nome degli eredi

    Costi:

    • Emolumenti PRA: circa 150 euro
    • Imposta provinciale di trascrizione (IPT): variabile in base alla regione
    • Servizi agenzia: 80-150 euro
    • Totale orientativo: 250-400 euro per un’auto media

    Agevolazione: la voltura “a seguito di successione” gode di esenzione dall’imposta provinciale se il veicolo viene intestato al coniuge o a parente entro il 2° grado.

    Termine: entro 60 giorni dalla trascrizione della dichiarazione di successione, per evitare sanzioni.

    7.3 Gestione degli immobili ereditati

    Gli immobili ereditati pongono scelte importanti: tenerli, affittarli, venderli o dividerli tra eredi.

    Opzioni principali:

    • Mantenere in comunione: l’immobile resta indiviso tra gli eredi. Ogni decisione richiede il consenso di tutti
    • Divisione amichevole: gli eredi si accordano sulla ripartizione (un immobile ciascuno, oppure un erede liquida gli altri)
    • Divisione giudiziale: in caso di disaccordo, ci si rivolge al Tribunale
    • Vendita: in comune accordo o per asta giudiziaria
    • Affitto: gli eredi affittano e ripartiscono i canoni secondo le quote

    Attenzione – detrazioni edilizie: se il defunto aveva utilizzato bonus edilizi (ristrutturazione, ecobonus, 110%), le rate residue possono trasferirsi all’erede che mantiene il possesso materiale dell’immobile. Per approfondire, leggi cosa succede se eredito una casa con bonus.

    7.4 IMU per gli eredi

    Dal momento del decesso, gli eredi diventano soggetti passivi IMU per gli immobili ereditati (salvo l’abitazione principale, esente se non è di lusso).

    Regole pratiche:

    • Ogni erede paga l’IMU in proporzione alla propria quota di proprietà
    • Le scadenze restano le solite: 16 giugno (acconto) e 16 dicembre (saldo)
    • Per l’anno del decesso, l’IMU è ripartita pro quota temporale (defunto fino al decesso, eredi dal giorno dopo)
    • Se la casa era prima casa per il defunto, l’esenzione non si trasferisce automaticamente: dipende dall’uso fatto dagli eredi

    Dichiarazione IMU per eredi: va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo al decesso per comunicare al Comune il cambio di proprietà e le nuove percentuali.

    Problemi comuni e come risolverli

    Durante una successione possono emergere situazioni complesse che richiedono una gestione specifica. Ecco i più frequenti e come affrontarli.

    Un erede è irreperibile o non vuole collaborare

    Se un coerede non si fa trovare o rifiuta di fornire dati/firme, la dichiarazione di successione può essere presentata anche da un solo erede. Ma per sbloccare conti o volturare immobili, potrebbe servire un’azione giudiziale di nomina di un curatore o il ricorso al Tribunale per la divisione ereditaria.

    Scopri debiti dopo aver accettato

    Se hai accettato l’eredità in modo puro e semplice e successivamente emergono debiti, purtroppo sei tenuto a pagarli anche con il tuo patrimonio. Ecco perché è sempre prudente, in casi di incertezza, l’accettazione con beneficio di inventario.

    L’immobile ereditato presenta abusi edilizi

    Verifica sempre la regolarità urbanistica degli immobili ereditati. In presenza di abusi, potresti dover fare pratiche di sanatoria prima di poter vendere. La dichiarazione di successione si può fare comunque, ma la vendita futura richiede la regolarizzazione.

    Il defunto aveva conti o beni all’estero

    I beni esteri vanno dichiarati nella successione italiana se il defunto era residente in Italia. Inoltre, potrebbe essere necessaria una seconda procedura nel paese estero. La gestione è complessa e richiede consulenza specializzata.

    Il defunto possedeva criptovalute

    Le criptovalute vanno dichiarate nella successione. La difficoltà principale è l’accesso ai wallet: senza le chiavi private, le crypto possono essere perse per sempre. Prevenzione: il defunto dovrebbe lasciare istruzioni sicure sugli strumenti di accesso.

    FAQ – Le 10 domande più frequenti sulla successione

    1. Entro quanto tempo devo presentare la dichiarazione di successione?

    Entro 12 mesi dalla data del decesso. Oltre questo termine si applicano sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro, oltre agli interessi. Se la dichiarazione è tardiva ma ancora spontanea (ravvedimento operoso), le sanzioni sono ridotte.

    2. Quanto costa fare la dichiarazione di successione dal CAF?

    Il costo per la compilazione dipende dalla complessità della pratica: da 300 a 800 euro per successioni semplici (un immobile e conti correnti), da 1.000 a 2.500 euro per successioni complesse con molti immobili, partecipazioni societarie o beni esteri.

    3. Posso presentare la dichiarazione di successione da solo?

    Sì, se hai SPID/CNS puoi compilare e trasmettere la dichiarazione autonomamente tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, la procedura è complessa e un errore può costare caro. Per successioni con immobili o rapporti bancari è sempre consigliato affidarsi a un professionista.

    4. Cosa succede se non faccio la dichiarazione di successione?

    Oltre alle sanzioni pecuniarie (dal 120% al 240% dell’imposta), non potrai sbloccare i conti correnti, volturare gli immobili, vendere i beni del defunto. L’Agenzia delle Entrate ha 5 anni per accertare l’imposta non dichiarata e altri 5 anni per imposte non pagate.

    5. Devo pagare l’imposta di successione se eredito da mio padre/madre?

    Solo se il valore dell’eredità supera la franchigia di 1.000.000 di euro a persona. Sotto questa soglia, non paghi l’imposta di successione. Paghi comunque le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul valore degli immobili. Vedi la nostra guida sulla successione genitori-figli.

    6. Cosa devo fare se scopro che il defunto aveva dei debiti?

    Se i debiti sono significativi, valuta l’accettazione con beneficio di inventario: rispondi dei debiti solo fino al valore dei beni ereditati, proteggendo il tuo patrimonio personale. In casi estremi, puoi optare per la rinuncia all’eredità.

    7. Quanto dura una successione a Udine con il sistema tavolare?

    Mediamente tra 6 e 12 mesi. La dichiarazione di successione vera e propria richiede 2-4 mesi, la domanda tavolare altri 2-6 mesi. Se la pratica è semplice può chiudersi prima. Per i dettagli, consulta la guida sui tempi della successione.

    8. Devo fare la voltura catastale o si fa in automatico?

    Nel resto d’Italia la voltura catastale avviene automaticamente se la dichiarazione di successione contiene tutti i dati corretti. In Friuli Venezia Giulia serve invece la domanda tavolare al Tribunale: non è automatica.

    9. Come si divide un immobile ereditato tra più eredi?

    Le opzioni sono: mantenerlo in comunione (ogni scelta richiede il consenso di tutti), venderlo e dividere il ricavato, oppure fare una divisione amichevole in cui un erede liquida gli altri e resta proprietario unico. In caso di disaccordo, si ricorre al Tribunale con causa di divisione.

    10. Quando posso vendere la casa ereditata?

    Puoi vendere la casa ereditata dopo la registrazione della dichiarazione di successione e il pagamento delle relative imposte (ipotecaria e catastale). Per evitare la plusvalenza del 26%, devi aspettare 5 anni dall’acquisto da parte del defunto o utilizzare l’immobile come abitazione principale.

    Conclusioni: affronta la successione con serenità

    Affrontare una successione non è mai semplice, soprattutto in un momento di dolore per la perdita di una persona cara. Ma seguendo i 7 step di questa guida, con ordine e metodo, puoi gestire l’intera pratica senza commettere errori e senza incorrere in sanzioni.

    Ricorda i punti fondamentali:

    • Non perdere tempo: i primi 15 giorni sono cruciali per certificati e blocchi
    • Informa ti bene sui beni e sui debiti del defunto prima di accettare
    • Rispetta le scadenze: 12 mesi per la dichiarazione, 30 giorni per la voltura
    • Proteggi il tuo patrimonio: in caso di dubbio, usa sempre il beneficio di inventario
    • Affidati a un professionista: la successione è troppo complessa per improvvisare

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna nella successione

    Da oltre 20 anni ci occupiamo di successioni in Friuli Venezia Giulia, con competenza specifica sul sistema tavolare. Dalla raccolta dei documenti alla voltura finale, seguiamo la pratica passo dopo passo.

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    Andrea Damiani

    Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

    📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
    Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

    L’imposta di successione è un tributo che colpisce il trasferimento dei beni per causa di morte dal defunto (de cuius) agli eredi e ai legatari. Disciplinata dal D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni), questa imposta è stata più volte modificata nel corso degli anni, con una prima abolizione nel 2001 e il successivo ripristino nel 2006.

    Oggi l’imposta di successione rappresenta uno degli aspetti più delicati nella gestione delle eredità, con aliquote e franchigie differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e il beneficiario. Comprendere come funziona il calcolo dell’imposta, quali sono le scadenze e come versarla correttamente è fondamentale per evitare sanzioni e gestire al meglio il patrimonio ereditato.

    In questa guida analizzeremo nel dettaglio tutti gli aspetti dell’imposta di successione 2026: dalla base imponibile alle aliquote, dalle franchigie alle scadenze di versamento, con esempi pratici e tabelle riassuntive per facilitare la comprensione.

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    Cos’è l’Imposta di Successione

    L’imposta di successione è un tributo indiretto che grava sul valore complessivo dei beni e dei diritti che vengono trasferiti per successione ereditaria. Si applica sia in caso di successione legittima (senza testamento) che di successione testamentaria.

    Natura Giuridica

    L’imposta di successione ha natura di imposta personale e proporzionale:

    • Personale: tiene conto del rapporto di parentela tra defunto ed erede
    • Proporzionale: l’aliquota si applica in percentuale sul valore dell’asse ereditario

    Quando Si Applica

    L’imposta di successione si applica quando si verifica il trasferimento mortis causa di:

    • Immobili (abitazioni, terreni, fabbricati)
    • Denaro e conti correnti
    • Titoli, azioni, obbligazioni
    • Quote societarie
    • Partecipazioni in aziende
    • Diritti reali (usufrutto, nuda proprietà)
    • Beni mobili (auto, gioielli, opere d’arte)

    Riferimenti Normativi

    La disciplina dell’imposta di successione è contenuta in:

    • D.Lgs. 346/1990: Testo Unico Successioni e Donazioni (TUSD)
    • Legge 286/2006: Ripristino dell’imposta dopo l’abolizione
    • Circolari Agenzia delle Entrate: interpretazioni e istruzioni operative

    Chi Deve Pagare l’Imposta di Successione

    L’imposta di successione deve essere versata dagli eredi e dai legatari che ricevono beni per successione. La legge stabilisce una responsabilità solidale tra tutti gli eredi.

    Responsabilità Solidale

    Gli eredi sono solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta (art. 36 TUSD):

    • L’Agenzia delle Entrate può richiedere l’intero importo a qualsiasi erede
    • Ogni erede può poi chiedere agli altri il rimborso della quota proporzionale
    • In caso di mancato pagamento di uno, gli altri devono coprire la sua quota

    Soggetti Passivi

    Sono tenuti al pagamento:

    • Eredi legittimi: chiamati all’eredità per legge
    • Eredi testamentari: nominati nel testamento
    • Legatari: beneficiari di beni specifici
    • Beneficiari di trust: in caso di trust successori

    Dichiarante e Obbligato

    È importante distinguere:

    • Dichiarante: chi presenta la dichiarazione di successione (può essere uno solo degli eredi)
    • Obbligato al pagamento: tutti gli eredi sono obbligati solidalmente

    Il fatto che un solo erede presenti la dichiarazione non esonera gli altri dal pagamento della loro quota d’imposta.

    Base Imponibile: Come Si Calcola

    La base imponibile dell’imposta di successione è data dalla differenza tra l’attivo ereditario e il passivo deducibile.

    Attivo Ereditario

    Nell’attivo ereditario rientrano:

    • Immobili: valore catastale (rendita catastale × coefficiente)
    • Denaro e conti correnti: saldi alla data del decesso
    • Titoli e azioni: valore di mercato alla data del decesso
    • Aziende e partecipazioni: valore secondo perizia
    • Beni mobili: stima o valore commerciale
    • Crediti del defunto: importo nominale

    Passivo Deducibile

    Dall’attivo si possono dedurre:

    • Debiti del defunto: solo se esistenti alla data del decesso e documentati
    • Spese funerarie: fino a un massimo di 1.032,91 euro
    • Spese mediche ultimi 6 mesi: documentate e pagate
    • Oneri deducibili: imposte dovute dal defunto

    Beni Esenti

    Non concorrono alla base imponibile:

    • Titoli di Stato italiani (BOT, BTP, CCT)
    • Aziende familiari (con requisiti specifici)
    • TFR e indennità di fine rapporto
    • Polizze vita (in alcuni casi)

    Calcolo Valore Immobili

    Per gli immobili il valore si calcola:

    Abitazioni:
    Rendita catastale × 1,05 × 110 = Valore fiscale

    Terreni agricoli:
    Reddito dominicale × 1,25 × 110 = Valore fiscale

    Esempio pratico:

    • Rendita catastale: 600 euro
    • Valore fiscale: 600 × 1,05 × 110 = 69.300 euro

    Aliquote e Franchigie per Grado di Parentela

    L’imposta di successione viene applicata con aliquote e franchigie differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e l’erede.

    Tabella Aliquote e Franchigie 2026

    Grado di ParentelaFranchigiaAliquota
    Coniuge e figli1.000.000 euro4%
    Fratelli e sorelle100.000 euro6%
    Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° gradoNessuna franchigia6%
    Estranei e altri soggettiNessuna franchigia8%

    Come Funzionano le Franchigie

    La franchigia è la quota di eredità esente da imposta. L’imposta si applica solo sulla parte eccedente la franchigia.

    Regole importanti:

    • La franchigia è individuale: vale per ciascun erede
    • Si calcola sulla quota netta spettante a ogni singolo beneficiario
    • Se l’eredità è inferiore alla franchigia, non si paga nulla

    Esempio coniuge e 2 figli:

    • Eredità totale: 2.000.000 euro
    • Quote: coniuge 50% (1.000.000), figli 25% ciascuno (500.000)
    • Franchigia: 1.000.000 euro ciascuno
    • Imposta: zero per tutti (quote inferiori a franchigia)

    Franchigia Maggiorata Disabili Gravi

    Per i beneficiari portatori di handicap grave (art. 3, comma 3, L. 104/1992) la franchigia è maggiorata a 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela.

    Requisiti:

    • Certificazione handicap grave ai sensi L. 104/1992
    • Riconoscimento invalidità superiore al 67%
    • Documentazione da allegare alla dichiarazione di successione

    Questa franchigia si cumula con quella ordinaria per grado di parentela.

    Metodo di Calcolo dell’Imposta: Esempi Pratici

    Vediamo nel dettaglio come calcolare l’imposta di successione con esempi concreti per diverse situazioni.

    Esempio 1: Eredità a Figlio (Patrimonio Misto)

    Situazione:

    • Defunto lascia a 1 figlio unico
    • Immobile (valore catastale): 300.000 euro
    • Conti correnti: 150.000 euro
    • Titoli di Stato: 50.000 euro (esenti)
    • Debiti: 20.000 euro

    Calcolo base imponibile:

    • Attivo: 300.000 + 150.000 = 450.000 euro
    • Titoli di Stato: esenti, non contano
    • Passivo deducibile: 20.000 euro
    • Base imponibile: 450.000 – 20.000 = 430.000 euro

    Calcolo imposta:

    • Quota figlio: 430.000 euro
    • Franchigia: 1.000.000 euro
    • Eccedenza: zero
    • Imposta di successione: 0 euro

    Imposte ipotecarie e catastali:

    • Immobile: 300.000 × 2% (ipotecaria) + 300.000 × 1% (catastale)
    • Totale imposte immobiliari: 9.000 euro

    Esempio 2: Eredità a Fratello Oltre Franchigia

    Situazione:

    • Defunto lascia a 1 fratello
    • Immobile: 250.000 euro
    • Liquidità: 100.000 euro
    • Nessun debito

    Calcolo base imponibile:

    • Attivo: 250.000 + 100.000 = 350.000 euro
    • Base imponibile: 350.000 euro

    Calcolo imposta:

    • Quota fratello: 350.000 euro
    • Franchigia fratelli: 100.000 euro
    • Eccedenza tassabile: 350.000 – 100.000 = 250.000 euro
    • Aliquota fratelli: 6%
    • Imposta di successione: 250.000 × 6% = 15.000 euro

    Imposte immobiliari:

    • Immobile: 250.000 × 3% (ipotecaria + catastale)
    • Totale imposte immobiliari: 7.500 euro

    Totale da versare: 15.000 + 7.500 = 22.500 euro

    Esempio 3: Eredità a Estraneo

    Situazione:

    • Defunto lascia tutto a un amico (estraneo)
    • Patrimonio: 200.000 euro

    Calcolo imposta:

    • Base imponibile: 200.000 euro
    • Franchigia estranei: nessuna
    • Aliquota estranei: 8%
    • Imposta di successione: 200.000 × 8% = 16.000 euro

    Esempio 4: Disabile Grave Beneficiario

    Situazione:

    • Defunto lascia a figlio disabile grave (L. 104/92 art. 3 c. 3)
    • Patrimonio: 2.000.000 euro

    Calcolo imposta:

    • Base imponibile: 2.000.000 euro
    • Franchigia disabili: 1.500.000 euro
    • Eccedenza tassabile: 2.000.000 – 1.500.000 = 500.000 euro
    • Aliquota figli: 4%
    • Imposta di successione: 500.000 × 4% = 20.000 euro

    Senza franchigia maggiorata avrebbe pagato:

    • Eccedenza: 2.000.000 – 1.000.000 = 1.000.000
    • Imposta: 1.000.000 × 4% = 40.000 euro
    • Risparmio: 20.000 euro

    Dichiarazione di Successione: Termini e Modalità

    La dichiarazione di successione è l’adempimento obbligatorio per comunicare all’Agenzia delle Entrate il trasferimento dei beni ereditari e calcolare l’imposta dovuta.

    Termine di Presentazione

    La dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data del decesso.

    Esempio:

    • Decesso: 15 marzo 2025
    • Scadenza: 15 marzo 2026

    Modalità Telematica Obbligatoria

    Dal 1° gennaio 2019 la dichiarazione di successione è obbligatoriamente telematica. Può essere presentata:

    • Direttamente dagli eredi con SPID/CIE tramite il portale Agenzia Entrate
    • Tramite intermediari abilitati: CAF, commercialisti, notai
    • Software dedicato: applicazione “Dichiarazione di Successione e Domanda di Volture Catastali”

    Chi Deve Presentarla

    Sono obbligati alla presentazione:

    • Gli eredi e legatari
    • I curatori dell’eredità giacente
    • Gli amministratori dell’eredità
    • Gli esecutori testamentari

    È sufficiente che uno solo dei soggetti obbligati presenti la dichiarazione per conto di tutti.

    Casi di Esonero

    Non è obbligatorio presentare la dichiarazione quando ricorrono contemporaneamente queste condizioni:

    • Eredità devoluta al coniuge e/o parenti in linea retta (figli, genitori)
    • Attivo ereditario non superiore a 100.000 euro
    • Assenza di immobili o diritti reali immobiliari

    Attenzione: anche in presenza di un solo immobile, la dichiarazione è sempre obbligatoria.

    Documenti Necessari

    Per presentare la dichiarazione servono:

    • Certificato di morte
    • Stato di famiglia del defunto
    • Certificati di stato di famiglia degli eredi
    • Autocertificazione vincoli di parentela
    • Visure catastali di tutti gli immobili
    • Estratti conti bancari alla data del decesso
    • Certificati di proprietà veicoli
    • Documentazione titoli e partecipazioni
    • Eventuale testamento (con verbale pubblicazione)
    • Atto di rinuncia all’eredità (se presente)

    Scadenze di Versamento dell’Imposta

    Il versamento dell’imposta di successione segue regole e tempistiche precise stabilite dalla legge.

    Liquidazione dell’Imposta

    Dopo la presentazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate procede alla liquidazione dell’imposta verificando:

    • La correttezza dei valori dichiarati
    • L’applicazione delle aliquote
    • Il calcolo delle franchigie
    • Le imposte ipotecarie e catastali

    Avviso di Liquidazione

    Entro 3 anni dalla presentazione della dichiarazione, l’Agenzia notifica l’avviso di liquidazione con:

    • L’importo dell’imposta dovuta
    • La scadenza per il pagamento
    • Le modalità di versamento

    Nota: in molti casi l’avviso arriva entro 6-12 mesi.

    Termine per il Pagamento

    L’imposta deve essere versata entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione.

    Esempio:

    • Notifica avviso: 10 aprile 2026
    • Scadenza pagamento: 9 giugno 2026 (60 giorni)

    Modalità di Pagamento

    L’imposta si versa tramite:

    • Modello F24 con i codici tributo:
      • 1530: Imposta di successione
      • 1531: Sanzioni
      • 1532: Interessi
    • Tramite home banking (F24 online)
    • Presso banche o Poste Italiane

    Tabella Scadenze Procedura Successione

    AdempimentoTermine
    Presentazione dichiarazione12 mesi dal decesso
    Liquidazione Agenzia EntrateEntro 3 anni dalla dichiarazione
    Notifica avviso liquidazioneVariabile (6-12 mesi in media)
    Pagamento imposta60 giorni dalla notifica
    Volture catastaliAutomatiche dopo la dichiarazione

    Rateizzazione dell’Imposta di Successione

    Quando l’importo dell’imposta è elevato, la legge prevede la possibilità di pagare a rate.

    Condizioni per la Rateizzazione

    La rateizzazione è concessa:

    • Su richiesta degli eredi all’atto della presentazione della dichiarazione o successivamente
    • Per importi superiori a 1.000 euro
    • Fino a un massimo di 4 anni (rate trimestrali)

    Come Funziona

    La rateizzazione prevede:

    • Prima rata: da versare entro 60 giorni dalla notifica (almeno il 20% del totale)
    • Rate successive: trimestrali di pari importo
    • Interessi: calcolati al tasso legale in vigore (2026: 2,5% annuo)

    Calcolo Rate e Interessi

    Esempio:

    • Imposta dovuta: 20.000 euro
    • Rateizzazione richiesta: 4 anni (16 rate trimestrali)
    • Prima rata (20%): 4.000 euro
    • Residuo da rateizzare: 16.000 euro
    • Rata trimestrale: 16.000 / 15 = 1.066,67 euro
    • Interessi: calcolati sul debito residuo ad ogni rata

    Calcolo interessi sulla seconda rata:

    • Debito residuo: 16.000 euro
    • Interesse trimestrale: 16.000 × 2,5% × 3/12 = 100 euro
    • Rata totale: 1.066,67 + 100 = 1.166,67 euro

    Decadenza dalla Rateizzazione

    Si decade dal beneficio della rateizzazione in caso di:

    • Mancato pagamento anche di una sola rata alla scadenza
    • Ritardo superiore a 7 giorni nel pagamento

    In caso di decadenza:

    • L’intero importo residuo diventa immediatamente esigibile
    • Si applicano sanzioni e interessi di mora

    Garanzie Richieste

    Per importi molto elevati (oltre 50.000 euro) l’Agenzia può richiedere:

    • Ipoteca sugli immobili ereditati
    • Fideiussione bancaria o assicurativa
    • Altre garanzie reali

    Sanzioni e Ravvedimento Operoso

    Il mancato o tardivo versamento dell’imposta di successione comporta l’applicazione di sanzioni amministrative.

    Sanzioni per Omesso o Tardivo Versamento

    Sanzione base: dal 120% al 240% dell’imposta non versata o versata in ritardo.

    Riduzione con ravvedimento operoso:

    Se il contribuente regolarizza spontaneamente prima di un accertamento, la sanzione si riduce:

    Tipo RavvedimentoTermineSanzione Ridotta
    SprintEntro 14 giorni0,1% per giorno
    BreveEntro 30 giorni1/9 del 120% = 13,33%
    IntermedioEntro 90 giorni1/8 del 120% = 15%
    LungoEntro 1 anno1/7 del 120% = 17,14%
    BiennaleEntro 2 anni1/6 del 120% = 20%
    Oltre 2 anniOltre 2 anni1/5 del 120% = 24%

    Esempio Calcolo Ravvedimento

    Situazione:

    • Imposta dovuta: 10.000 euro
    • Ritardo: 45 giorni dalla scadenza
    • Ravvedimento: intermedio (entro 90 giorni)

    Calcolo:

    • Sanzione ordinaria: 10.000 × 120% = 12.000 euro
    • Sanzione ridotta: 12.000 × 1/8 = 1.500 euro
    • Interessi moratori: 10.000 × 2,5% × 45/365 = 31 euro
    • Totale da versare: 10.000 + 1.500 + 31 = 11.531 euro

    Risparmio: 12.000 – 1.500 = 10.500 euro di sanzioni risparmiate

    Sanzioni per Dichiarazione Omessa

    Se non si presenta la dichiarazione di successione:

    • Sanzione: dal 120% al 240% dell’imposta, minimo 250 euro
    • Anche se non c’è imposta dovuta (eredità sotto franchigia)

    Sanzioni per Dichiarazione Infedele

    Se si dichiara un valore inferiore al reale:

    • Sanzione: dal 100% al 200% della maggiore imposta accertata
    • Possibile accertamento di valore da parte dell’Agenzia

    Novità Normative 2025-2026

    Per il 2025-2026 non sono previste modifiche sostanziali all’imposta di successione. Le aliquote e franchigie rimangono invariate rispetto agli anni precedenti.

    Conferme 2026

    Aliquote confermate:

    • Coniuge e figli: 4% (franchigia 1.000.000 euro)
    • Fratelli: 6% (franchigia 100.000 euro)
    • Altri parenti: 6% (nessuna franchigia)
    • Estranei: 8% (nessuna franchigia)

    Franchigia disabili: confermata a 1.500.000 euro

    Digitalizzazione

    Prosegue il processo di digitalizzazione con:

    • Dichiarazione telematica obbligatoria
    • Volture catastali automatiche
    • Fascicolo digitale dell’erede consultabile online
    • Comunicazioni via PEC

    Controlli Automatizzati

    L’Agenzia delle Entrate ha potenziato i controlli automatici su:

    • Conti correnti (Anagrafe Rapporti Finanziari)
    • Partecipazioni societarie
    • Immobili (banca dati catastale integrata)
    • Veicoli (archivio PRA)

    Questo rende più difficile omettere beni nella dichiarazione.

    Tasso di Interesse Legale 2026

    Per il calcolo di interessi su rateizzazione e ravvedimento, il tasso legale 2026 è fissato al 2,5% annuo (confermato rispetto al 2025).

    L’imposta di successione rappresenta un aspetto cruciale nella gestione delle eredità, con regole precise e tempistiche da rispettare. Comprendere il meccanismo di calcolo, le aliquote differenziate per grado di parentela e le franchigie disponibili è fondamentale per pianificare correttamente il trasferimento generazionale del patrimonio.

    Grazie alle franchigie elevate previste per coniuge e figli (1.000.000 euro), molte eredità in Italia risultano esenti da imposta. Tuttavia, la dichiarazione di successione resta obbligatoria in presenza di immobili o quando il patrimonio supera i 100.000 euro.

    Le sanzioni per ritardi o omissioni possono essere molto pesanti (dal 120% al 240%), ma il ravvedimento operoso consente riduzioni significative se si regolarizza spontaneamente.

    Per gestire correttamente una successione e ottimizzare il carico fiscale è sempre consigliabile affidarsi a professionisti esperti come i CAF, che possono assistere in tutti gli adempimenti: dal calcolo dell’imposta alla presentazione telematica della dichiarazione, fino alla gestione di eventuali contenziosi con l’Agenzia delle Entrate.

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    Domande Frequenti sull’Imposta di Successione

    Quando si paga l’imposta di successione?

    L’imposta di successione si paga entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate. L’avviso arriva dopo la presentazione della dichiarazione di successione, generalmente entro 6-12 mesi ma puo richiedere fino a 3 anni.

    Chi è esente dall’imposta di successione?

    Sono esenti dall’imposta i beneficiari la cui quota ereditaria rientra nella franchigia prevista per il loro grado di parentela: 1.000.000 euro per coniuge e figli, 100.000 euro per fratelli. Inoltre, alcuni beni sono esenti come i Titoli di Stato italiani e, in certi casi, le aziende familiari.

    Quanto paga un figlio di imposta di successione?

    Un figlio paga il 4% sulla parte di eredita eccedente 1.000.000 euro. Se l’eredita è inferiore a 1.000.000 euro, non paga nulla di imposta di successione (restano dovute le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili).

    Come si calcola l’imposta di successione su un immobile?

    L’imposta si calcola sul valore catastale dell’immobile (rendita catastale × 1,05 × 110). Da questo valore si sottrae l’eventuale franchigia e si applica l’aliquota del 4%, 6% o 8% secondo il grado di parentela. Si aggiungono poi le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%).

    Si puo pagare a rate l’imposta di successione?

    Si, l’imposta puo essere rateizzata fino a 4 anni (rate trimestrali) con una prima rata pari ad almeno il 20% del totale. Sulle rate successive si applicano interessi al tasso legale (2,5% nel 2026). La rateizzazione va richiesta all’Agenzia delle Entrate.

    Cosa succede se non si presenta la dichiarazione di successione?

    La mancata presentazione comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro anche se non è dovuta imposta. Inoltre, senza dichiarazione non è possibile vendere o disporre degli immobili ereditati. È sempre possibile regolarizzare con ravvedimento operoso.

    L’imposta di successione si paga anche sotto i 100.000 euro?

    Dipende dal grado di parentela. Per coniuge e figli la franchigia è di 1.000.000 euro, quindi sotto questa soglia non si paga. Per fratelli la franchigia è 100.000 euro. Per altri parenti ed estranei non c’è franchigia, quindi si paga anche su importi bassi. Le imposte ipotecarie e catastali si pagano sempre sugli immobili.


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