,

Linea di Successione Ereditaria 2026: Ordine, Gradi di Parentela e Schemi Pratici

Schema linea di successione ereditaria e gradi di parentela - guida CAF Centro Fiscale Udine

Quando una persona viene a mancare senza testamento, la legge stabilisce in modo preciso chi sono gli eredi e in quale ordine. La linea di successione ereditaria è lo schema giuridico che individua i parenti chiamati all’eredità seguendo un criterio basato sulla vicinanza di parentela rispetto al defunto. Capire come funziona questo schema è fondamentale per sapere cosa spetta a ciascun familiare e come si ripartisce il patrimonio.

In questa guida completa 2026 vediamo nel dettaglio l’ordine dei successibili previsto dal Codice Civile (art. 565 e seguenti), come si contano i gradi di parentela, cosa significa successione per rappresentazione e troverai schemi visuali ed esempi pratici per capire chi eredita in ogni situazione familiare.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la linea di successione ereditaria
  2. Gradi di parentela: come si contano
  3. Ordine degli eredi legittimi (art. 565 C.C.)
  4. Schema visuale: chi eredita in ogni situazione
  5. Linea retta discendente: figli, nipoti, pronipoti
  6. Linea retta ascendente: genitori, nonni, bisnonni
  7. Linea collaterale: fratelli, zii, cugini
  8. Successione tra fratelli e sorelle
  9. Successione per rappresentazione
  10. Esempio pratico: famiglia con rappresentazione
  11. Eredità giacente e devoluzione allo Stato
  12. Domande frequenti (FAQ)
📄

Scarica la Checklist Successione 2026

PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.

✓ Checklist documenti  ✓ Franchigie 2026  ✓ 10 errori da evitare

Cos’è la linea di successione ereditaria

La linea di successione ereditaria è il percorso genealogico che collega il defunto ai suoi parenti e che determina chi, in assenza di testamento, ha diritto a ereditare. Il Codice Civile italiano distingue due tipologie fondamentali di linea:

  • Linea retta (o diretta): collega persone che discendono l’una dall’altra (padre-figlio-nipote). Si divide in discendente (dal defunto verso il basso: figli, nipoti) e ascendente (dal defunto verso l’alto: genitori, nonni).
  • Linea collaterale: collega persone che, pur avendo un antenato comune, non discendono l’una dall’altra (fratelli, zii, cugini).

Questa distinzione è fondamentale perché la legge tratta in modo diverso i parenti in linea retta rispetto a quelli in linea collaterale. In generale, la linea retta prevale sempre sulla linea collaterale: finché ci sono discendenti o ascendenti, i collaterali (fratelli, zii) non ereditano nulla.

Quando parliamo di successione legittima (cioè senza testamento), la legge individua gli eredi seguendo un ordine preciso di priorità basato sul grado di parentela e sulla tipologia di linea. Se vuoi approfondire le varie tipologie di successione, ti consigliamo di leggere la nostra guida sui tipi di successione.

Gradi di parentela: come si contano

Il grado di parentela misura la distanza genealogica tra due persone ed è disciplinato dagli articoli 74-78 del Codice Civile. Conoscere come si calcolano i gradi è essenziale per capire chi sta in linea di successione e in quale posizione.

La regola base: si contano le generazioni

Il principio generale è semplice: il grado si determina contando il numero di generazioni (o “passaggi”) che separano due persone, escludendo il capostipite (cioè il parente comune da cui entrambi discendono).

  • Linea retta: si contano le generazioni che separano direttamente le due persone.
  • Linea collaterale: si contano le generazioni risalendo da una persona al capostipite comune e poi ridiscendendo fino all’altra, escludendo lo stipite.

Tabella dei gradi di parentela più comuni

RapportoLineaGrado
Genitore – FiglioRetta1° grado
Nonno – NipoteRetta2° grado
Bisnonno – PronipoteRetta3° grado
Fratelli / SorelleCollaterale2° grado
Zio – Nipote (figlio del fratello)Collaterale3° grado
Cugini primiCollaterale4° grado
Cugini di secondo grado / prozio-pronipoteCollaterale5° grado
Cugini di terzo gradoCollaterale6° grado

Attenzione: il coniuge non è un parente (art. 74 C.C.): è legato al defunto da un vincolo di affinità tramite il matrimonio. Tuttavia, per la successione, la legge gli riconosce una posizione speciale e privilegiata, equiparata e spesso superiore a quella dei parenti stretti.

Ordine degli eredi legittimi (art. 565 C.C.)

L’art. 565 del Codice Civile stabilisce l’ordine rigoroso con cui i parenti sono chiamati a succedere in assenza di testamento. La regola di fondo è che la categoria più vicina esclude quella più lontana: se esiste almeno un erede di categoria superiore, quelli inferiori non ricevono nulla (salvo il coniuge, che concorre sempre).

Le 5 categorie di successibili

  1. Coniuge (o unito civilmente): concorre con tutte le altre categorie e non viene mai escluso.
  2. Discendenti (figli, nipoti, pronipoti): prevalgono su tutti gli altri parenti.
  3. Ascendenti (genitori, nonni, bisnonni): subentrano in assenza di discendenti.
  4. Collaterali fino al 6° grado: fratelli, zii, cugini, prozii, pronipoti (in linea collaterale).
  5. Stato italiano: in mancanza totale di parenti entro il 6° grado, il patrimonio viene devoluto allo Stato (art. 586 C.C.).

Il coniuge è sempre erede e concorre con discendenti, ascendenti e fratelli/sorelle del defunto ricevendo quote diverse a seconda di chi è presente. Se il coniuge è l’unico successibile (nessun figlio, nessun ascendente, nessun fratello), riceve l’intera eredità.

Il principio di prossimità

All’interno di ogni categoria vale il principio di prossimità: il parente di grado più vicino esclude quello più lontano. Ad esempio, se il defunto ha figli viventi, i nipoti (salvo il caso della rappresentazione) non ereditano. Se ci sono fratelli viventi, i cugini non vengono chiamati.

Questo ordine si applica alla successione legittima, cioè quando non c’è testamento. In presenza di testamento, si applicano regole diverse ma devono comunque essere rispettate le quote di legittima riservate ai legittimari (coniuge, figli e, in loro assenza, genitori). Per approfondire leggi la nostra guida sulla dichiarazione di successione 2026.

Schema visuale: chi eredita in ogni situazione

Per capire concretamente chi eredita e in che quota, ecco lo schema operativo che riassume le situazioni più frequenti in base alla composizione familiare del defunto. Le quote sono espresse in frazioni dell’intero patrimonio ereditario.

Situazione familiareConiugeFigliAscendenti / Fratelli
Coniuge + 1 figlio1/21/2
Coniuge + 2 o più figli1/32/3 (diviso in parti uguali)
Solo figli (1 o più)Intera eredità in parti uguali
Solo coniuge (nessun parente)Intero
Coniuge + ascendenti (no figli)2/31/3 agli ascendenti
Coniuge + fratelli (no figli, no ascendenti)2/31/3 ai fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli2/31/3 (min. 1/4 agli ascendenti)
Solo ascendenti (no coniuge, no figli)Intera eredità
Solo fratelli (no coniuge, no figli, no ascendenti)Intera eredità in parti uguali
Nessun parente entro 6° gradoDevoluzione allo Stato

Nota importante: al coniuge, oltre alla quota di eredità, spetta sempre il diritto di abitazione sulla casa familiare e di uso dei mobili che la corredano (art. 540 C.C.), anche quando concorre con figli o altri parenti.

Linea retta discendente: figli, nipoti, pronipoti

La linea retta discendente comprende tutte le persone che discendono direttamente dal defunto: figli, nipoti (intesi come figli dei figli), pronipoti e così via. Questa è la categoria con assoluta priorità nella successione legittima.

I figli ereditano in parti uguali

Secondo l’art. 566 C.C., se il defunto lascia solo figli (senza coniuge), questi ereditano in parti uguali, indipendentemente dal sesso, dall’età o dal fatto che siano nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio o adottati. La riforma della filiazione (L. 219/2012) ha definitivamente eliminato ogni distinzione: tutti i figli hanno gli stessi diritti ereditari.

Quando intervengono nipoti e pronipoti

I nipoti (figli di un figlio del defunto) e i pronipoti (figli dei nipoti) entrano nella successione solo attraverso il meccanismo della rappresentazione (art. 467 C.C.), cioè quando un figlio del defunto:

  • è premorto (morto prima del de cuius),
  • è incapace di succedere,
  • ha rinunciato all’eredità (in alcuni casi),
  • è stato dichiarato indegno a succedere.

In questi casi, i discendenti del figlio mancante “subentrano” al suo posto e si dividono tra loro la quota che sarebbe spettata al genitore.

Linea retta ascendente: genitori, nonni, bisnonni

La linea retta ascendente comprende i parenti da cui il defunto discende: genitori (1° grado), nonni (2° grado), bisnonni (3° grado) e così via. Gli ascendenti sono chiamati all’eredità solo in assenza di discendenti (figli, nipoti).

La successione dei genitori (art. 568 C.C.)

Se il defunto non ha figli né coniuge, ma lascia entrambi i genitori, questi ereditano in parti uguali (metà ciascuno). Se uno dei genitori è premorto, l’altro riceve l’intera eredità: tra ascendenti non opera la rappresentazione, quindi i nonni non subentrano al genitore premorto finché l’altro genitore è in vita.

Quando ereditano nonni e bisnonni

I nonni (2° grado) ereditano solo se mancano i genitori. Secondo l’art. 569 C.C., l’eredità si divide per linee: metà alla linea paterna (nonni paterni) e metà alla linea materna (nonni materni), indipendentemente dal numero di ascendenti viventi in ciascuna linea.

All’interno di ciascuna linea, l’ascendente di grado più vicino esclude quello più lontano (es. il nonno esclude il bisnonno). Se però in una linea non ci sono ascendenti, l’intera eredità passa all’altra linea.

Linea collaterale: fratelli, zii, cugini

La linea collaterale raggruppa tutti i parenti che, pur avendo un antenato comune con il defunto, non discendono l’uno dall’altro. Rientrano in questa categoria fratelli, sorelle, zii, cugini e loro discendenti. La legge riconosce il diritto di successione collaterale fino al 6° grado di parentela (art. 572 C.C.).

I gradi nella linea collaterale

  • 2° grado: fratelli e sorelle
  • 3° grado: zii, nipoti (figli del fratello/sorella)
  • 4° grado: cugini primi, prozii, pronipoti (di fratello)
  • 5° grado: figli di cugini primi, cugini di secondo grado
  • 6° grado: cugini di terzo grado (ultimo grado utile)

Regola di esclusione nei collaterali

Tra i collaterali vale la regola della prossimità: il parente di grado più vicino esclude quello di grado più lontano. Se ci sono fratelli viventi, i cugini non ricevono nulla. Se mancano fratelli e zii, ereditano i cugini primi; se mancano anche questi, si scende ai gradi successivi fino al 6°.

Nei collaterali la rappresentazione opera solo a favore dei discendenti dei fratelli/sorelle del defunto (art. 468 C.C.). Quindi se un fratello è premorto, i suoi figli (nipoti del defunto) subentrano al suo posto. Non opera invece per i cugini e gradi successivi.

Successione tra fratelli e sorelle

I fratelli e le sorelle ereditano quando mancano discendenti (figli/nipoti) e quando concorrono con il coniuge, oppure quando non ci sono né discendenti né coniuge né ascendenti. La disciplina è contenuta nell’art. 570 C.C.

Quote tra fratelli senza ascendenti

Se il defunto lascia solo fratelli/sorelle (senza coniuge, figli, genitori), questi si dividono l’intera eredità in parti uguali. Ad esempio, con 3 fratelli: ciascuno riceve 1/3.

Fratelli germani e fratelli unilaterali

Esiste una distinzione importante:

  • Fratelli germani: figli degli stessi genitori (entrambi comuni).
  • Fratelli unilaterali: hanno solo un genitore in comune (stesso padre o stessa madre).

I fratelli unilaterali ricevono metà della quota dei fratelli germani (art. 570 C.C., comma 2). Esempio: se il defunto lascia 1 fratello germano e 1 fratello unilaterale, l’eredità si divide in 3 parti, di cui 2/3 al germano e 1/3 all’unilaterale.

Fratelli in concorso con genitori

Se il defunto lascia fratelli e genitori (ma non coniuge né figli), la legge prevede che i genitori ricevano una quota non inferiore alla metà dell’eredità, mentre l’altra metà va ai fratelli (art. 571 C.C.).

Successione per rappresentazione

La successione per rappresentazione è uno degli istituti più importanti per comprendere la linea di successione. Disciplinata dagli articoli 467-469 C.C., permette ai discendenti di subentrare al posto dell’ascendente che non può o non vuole accettare l’eredità.

Cos’è e come funziona

Per rappresentazione, i discendenti “prendono il posto” del rappresentato e ricevono la quota che sarebbe spettata a lui. Se il rappresentato aveva più figli, questi si dividono la sua quota in parti uguali (successione per stirpi, non per capi).

Quando opera la rappresentazione

  • Il rappresentato è premorto al defunto.
  • Il rappresentato è stato dichiarato indegno di succedere.
  • Il rappresentato è assente o dichiarato tale.
  • Il rappresentato ha rinunciato all’eredità (opera solo per discendenti di figli, non per discendenti di fratelli).

Chi può rappresentare

La rappresentazione opera solo in due casi:

  • Linea retta discendente: a favore dei figli dei figli del defunto (e loro discendenti all’infinito).
  • Linea collaterale: a favore dei figli dei fratelli/sorelle del defunto (e loro discendenti all’infinito).

Non opera mai per gli ascendenti, per il coniuge, per gli zii o per parenti di grado ulteriore in linea collaterale.

Esempio pratico: famiglia con rappresentazione

Vediamo ora un caso concreto per capire come si applicano insieme ordine degli eredi, quote e rappresentazione.

Il caso: famiglia con figlio premorto

Mario muore senza testamento. Lascia:

  • La moglie Anna,
  • Il figlio Luca (vivente),
  • La figlia Giulia (premorta, deceduta prima di Mario),
  • Il nipote Marco, unico figlio di Giulia.

Come si divide l’eredità

Passaggio 1: essendoci coniuge e 2 “rami” di discendenti (Luca + il ramo di Giulia), si applica la regola del concorso tra coniuge e 2 o più figli: coniuge 1/3, discendenti 2/3.

Passaggio 2: i 2/3 spettanti ai discendenti si dividono per stirpi (non per numero di teste):

  • 1/3 a Luca (figlio vivente),
  • 1/3 a Marco (che rappresenta la madre Giulia premorta, subentrando nella sua intera quota).
EredeRuoloQuota
AnnaConiuge1/3 (più diritto di abitazione sulla casa coniugale)
LucaFiglio1/3
MarcoNipote (per rappresentazione di Giulia)1/3

Variante importante: se Giulia avesse avuto 2 figli, ad esempio Marco e Sara, il 1/3 spettante alla stirpe di Giulia si dividerebbe tra i due nipoti: 1/6 a Marco e 1/6 a Sara. Questo perché la quota si divide per stirpi a livello di figli, poi per capi tra i discendenti dello stesso figlio premorto.

Eredità giacente e devoluzione allo Stato

Cosa succede se mancano tutti i parenti entro il 6° grado oppure se nessuno accetta l’eredità? La legge prevede due scenari distinti: l’eredità giacente e la devoluzione allo Stato.

Eredità giacente (art. 528 C.C.)

L’eredità si dice giacente quando il chiamato non ha ancora accettato e non è nel possesso dei beni ereditari. In questa fase di incertezza, il Tribunale, su richiesta o d’ufficio, nomina un curatore dell’eredità giacente che amministra i beni fino a quando:

  • un erede accetta l’eredità, oppure
  • si accerta che nessuno può/vuole accettare e si apre la devoluzione allo Stato.

Devoluzione allo Stato (art. 586 C.C.)

Se non esistono parenti entro il 6° grado, oppure se tutti i chiamati rinunciano, l’eredità viene devoluta allo Stato italiano. Caratteristiche di questa successione:

  • Avviene di diritto, senza necessità di accettazione.
  • Lo Stato non può rinunciare.
  • Lo Stato risponde dei debiti ereditari solo nei limiti del valore dei beni ricevuti (beneficio di inventario automatico).

In pratica, l’acquisizione al patrimonio dello Stato avviene tramite il Demanio (Agenzia del Demanio), che provvede all’amministrazione dei beni ricevuti.

Come evitare la dispersione del patrimonio

Per chi vuole avere la certezza che il proprio patrimonio vada a persone specifiche (amici, conviventi, associazioni, enti), è fondamentale redigere un testamento. Senza testamento, l’applicazione rigida dell’ordine legale può portare a risultati non desiderati, come la devoluzione allo Stato in assenza di parenti stretti.

Domande frequenti (FAQ)

Il coniuge separato ha diritto all’eredità?

Sì, il coniuge semplicemente separato (anche separazione consensuale o giudiziale) mantiene tutti i diritti successori, esattamente come se il matrimonio fosse ancora in pieno corso. Perde invece ogni diritto il coniuge divorziato. L’eccezione riguarda il coniuge separato con addebito: perde i diritti di successione ma può ottenere un assegno vitalizio se già riceveva gli alimenti.

I figli nati fuori dal matrimonio hanno gli stessi diritti?

Sì. Dal 2013 (L. 219/2012 e D.Lgs. 154/2013) tutti i figli hanno gli stessi diritti ereditari, senza alcuna distinzione tra figli legittimi, naturali, riconosciuti o adottati. La riforma ha eliminato definitivamente anche la “commutazione” che un tempo riguardava i figli nati fuori dal matrimonio.

Il convivente di fatto eredita?

Il convivente di fatto (senza matrimonio né unione civile) non è erede legittimo. La legge Cirinnà (L. 76/2016) gli riconosce alcuni diritti limitati, come quello di abitare nella casa comune per un periodo dopo il decesso, ma per trasmettergli beni è indispensabile un testamento. Gli uniti civilmente invece sono pienamente equiparati al coniuge.

Cosa succede se un erede rinuncia?

Se un erede rinuncia, la sua quota accresce quella degli altri chiamati dello stesso ordine (art. 522 C.C.). Se invece il rinunciante è figlio del defunto, i suoi discendenti possono subentrare per rappresentazione (art. 467 C.C.). Se rinunciano tutti i chiamati, si passa alla categoria successiva dell’ordine di successione.

I nipoti ereditano sempre quando manca un figlio?

Non sempre. I nipoti ereditano solo per rappresentazione, cioè quando il loro genitore (figlio del defunto) è premorto, indegno, assente o ha rinunciato. Se invece il figlio è semplicemente vivente ma non accetta entro i termini, si applicano regole specifiche. Attenzione: se il defunto ha un solo figlio vivente e nessun altro discendente, i nipoti (cugini tra loro) non entrano nella successione.

Cosa sono i legittimari e cosa li distingue dagli eredi legittimi?

I legittimari sono i soggetti cui la legge riserva obbligatoriamente una quota di eredità (quota di legittima), anche in presenza di testamento: coniuge, figli e, in loro assenza, ascendenti. Gli eredi legittimi sono invece tutti coloro che ereditano in base all’art. 565 C.C. quando manca testamento. I legittimari sono quindi un sottoinsieme: se il defunto ha lasciato testamento che li pretermette, possono esercitare l’azione di riduzione.

Fino a che grado si può ereditare?

Nella linea collaterale si eredita fino al 6° grado di parentela (cugini di terzo grado). Oltre il 6° grado, se non ci sono parenti più vicini, l’eredità va devoluta allo Stato. Nella linea retta (discendenti e ascendenti) invece non c’è limite di grado: pronipoti e bisnonni possono sempre ereditare se presenti nelle condizioni previste.

Come si fa a sapere chi sono gli eredi di una persona deceduta?

Per individuare ufficialmente gli eredi si redige un atto notorio o una dichiarazione sostitutiva di atto notorio presso il notaio o il Comune, basata sui documenti anagrafici (stato di famiglia, certificati di nascita/morte). Se c’è testamento olografo, va pubblicato dal notaio; se è pubblico, è già depositato. Il CAF può aiutarti a raccogliere la documentazione e a presentare la dichiarazione di successione.

Hai bisogno di assistenza? Contatta il CAF Centro Fiscale

La linea di successione ereditaria è uno dei temi più delicati della pratica successoria: individuare correttamente gli eredi, calcolare le quote e applicare eventualmente la rappresentazione richiede conoscenza normativa e attenzione alla situazione familiare concreta. Errori in questa fase possono comportare problemi nella successiva dichiarazione di successione, nel calcolo delle imposte e nelle volture catastali.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutte le fasi della successione: ricostruzione dell’albero genealogico, individuazione degli eredi, calcolo delle quote, redazione e invio della dichiarazione di successione, volture catastali. Se stai affrontando una successione o vuoi pianificare il tuo patrimonio, contattaci per una consulenza personalizzata.

Per approfondire argomenti correlati, consulta le nostre guide:

AD

Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *