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ASSEGNO UNICO, MATERNITA', NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpI

Pensione 2026 INPS

A giugno 2026 milioni di famiglie italiane aspettano l’accredito delle prestazioni INPS: Assegno Unico Universale, ADI (Assegno di Inclusione) e NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego). Ma quando arrivano esattamente i pagamenti? Quali sono le date confermate dall’INPS? E cosa fare se il bonifico non arriva in tempo? In questa guida trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026 con tutte le informazioni aggiornate per non perdere nemmeno un accredito.

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Il calendario dei pagamenti INPS di giugno 2026: le date ufficiali

Ogni mese l’INPS accredita le prestazioni economiche secondo un calendario preciso che tiene conto del tipo di prestazione, della modalità di pagamento (bonifico bancario o postale) e dei giorni lavorativi bancari. Giugno 2026 non fa eccezione: di seguito trovi le date di accredito confermate per le principali misure di sostegno al reddito.

Prestazione INPSData di pagamento giugno 2026Modalità
Pensioni1-3 giugno 2026Banca/posta (con scaglionamento allo sportello)
NASpIDal 15 giugno 2026 (competenza maggio)Bonifico IBAN comunicato all’INPS
Assegno Unico Universale17-20 giugno 2026Bonifico bancario/postale su IBAN
ADI – Assegno di Inclusione27 giugno 2026 (o 26 se festivo)Carta di inclusione (Poste Italiane)
SFL – Supporto Formazione e LavoroFine mese (dopo validazione presenze)Bonifico bancario

Le date indicate si basano sui comunicati ufficiali INPS e sui calendari mensili pubblicati dall’Istituto. Piccole variazioni di 1-2 giorni lavorativi sono possibili in base alla banca o all’ufficio postale di riferimento.

Quando arriva l’Assegno Unico a giugno 2026

L’Assegno Unico Universale (AUU) è la misura che sostituisce le precedenti prestazioni familiari (ANF, bonus bebè, assegno natalità) e viene erogata dall’INPS mensilmente a favore dei nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni (senza limite d’età per i figli disabili).

Per giugno 2026, l’INPS accredita l’Assegno Unico tipicamente tra il 17 e il 20 del mese per i beneficiari già con IBAN comunicato all’Istituto. Chi ha presentato o rinnovato la domanda nell’ultimo periodo potrebbe ricevere l’accredito con qualche giorno di ritardo.

Chi riceve l’Assegno Unico a giugno

  • Nuclei con figli under 21 che hanno presentato domanda DSU/ISEE valida per il 2026
  • Famiglie con figli disabili di qualsiasi età (importo maggiorato)
  • Nuovi beneficiari con domanda accettata entro maggio 2026
  • Chi ha rinnovato la DSU scaduta (attenzione: se l’ISEE scade, il pagamento si riduce alla quota minima)

Importi Assegno Unico giugno 2026

Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 variano in base all’ISEE familiare e all’età del figlio:

ISEE familiareImporto per figlio (0-21 anni)Maggiorazione figli disabili
Fino a 17.090 euro199,40 euro/mese (importo massimo)+91,42 euro/mese (importo standard, varia per gravità)
Tra 17.090 e 45.574 euroImporto decrescente proporzionalmenteMaggiorazione proporzionale alla fascia ISEE
Oltre 45.574 euro (o senza ISEE)57 euro/mese (importo minimo)+91,42 euro/mese (importo standard)

Per consultare la tua situazione aggiornata o verificare l’importo spettante, puoi accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. Per approfondire, leggi anche la nostra guida su Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati.

Cosa fare se l’Assegno Unico non arriva a giugno

Se entro il 22-23 giugno 2026 non hai ricevuto l’accredito dell’Assegno Unico, verifica:

  1. ISEE scaduto: se non hai rinnovato la DSU entro il 31 gennaio 2026, potresti ricevere solo la quota minima (57 euro) o nulla
  2. IBAN non aggiornato: verifica che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto accedendo a MyINPS
  3. Domanda in verifica: controlla lo stato della domanda nella sezione “Assegno Unico e Universale” su MyINPS
  4. Figlio uscito dai requisiti: se il figlio ha compiuto 21 anni, il diritto si estingue (salvo disabilità)
  5. Contatta il CAF: se non riesci a risolvere il problema autonomamente, rivolgiti a un CAF abilitato per assistenza

Quando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a giugno 2026

L’ADI – Assegno di Inclusione è la misura che dal 1° gennaio 2024 ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per le famiglie con soggetti “fragili”: anziani over 60, disabili, minori a carico o persone in situazione di svantaggio inserite in programmi di cura. Si tratta di un sussidio economico mensile erogato tramite la Carta di Inclusione di Poste Italiane.

A giugno 2026, la ricarica mensile dell’ADI avviene il 27 del mese. Poiché il 27 giugno 2026 cade di sabato, la ricarica viene anticipata al venerdì 26 giugno 2026. L’accredito sulla Carta di Inclusione avviene automaticamente senza necessità di recarsi agli sportelli.

Chi riceve l’ADI a giugno 2026

Hanno diritto all’ADI a giugno 2026 i nuclei familiari che:

  • Hanno almeno un componente over 60, disabile, minore o in situazione di fragilità certificata
  • Hanno un ISEE non superiore a 10.140 euro annui
  • Hanno un reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (9.360 euro se il nucleo comprende solo anziani over 67 o disabili gravi)
  • Hanno stipulato il Patto di Attivazione Digitale (PAD) su INPS.it
  • Non hanno beneficiari con precedenti penali ostativi o veicoli di lusso intestati

Importo ADI giugno 2026

L’importo dell’ADI si compone di due parti:

  • Componente economica: fino a 6.000 euro annui (500 euro/mese) per nucleo familiare, ridotta del reddito familiare già percepito e moltiplicata per la scala di equivalenza ISEE
  • Componente affitto: ulteriori 3.360 euro annui (280 euro/mese) per chi vive in affitto con contratto di locazione registrato

La formula di calcolo tiene conto della composizione del nucleo familiare tramite la scala di equivalenza: valore base 1 (nucleo di una persona), +0,4 per ogni ulteriore adulto, +0,15 per ogni bambino under 3, fino a un massimo di 2,2.

Come verificare il saldo della Carta di Inclusione

Per verificare se l’accredito ADI del mese di giugno è arrivato, puoi:

  1. Controllare il saldo all’ATM di Poste Italiane (senza commissioni)
  2. Accedere all’app BancoPosta o al sito poste.it con le credenziali Postepay
  3. Chiamare il numero verde Postepay: 800.00.33.22
  4. Verificare lo stato del pagamento tramite MyINPS → “Assegno di Inclusione” → “Situazione pagamenti”

Se il saldo non risulta aggiornato dopo il 28-29 giugno 2026, contatta il tuo patronato di fiducia o il numero verde INPS (803 164 da fisso, 06 164164 da mobile).

Quando arriva la NASpI a giugno 2026

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. A differenza dell’Assegno Unico e dell’ADI, il pagamento NASpI non ha una data fissa mensile: dipende dalla data di presentazione della domanda e dal ciclo elaborativo INPS.

Come funziona il pagamento NASpI

Il pagamento NASpI avviene tipicamente entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda per la prima mensilità. Successivamente, il pagamento è mensile e viene accreditato generalmente nella seconda e terza settimana del mese successivo a quello di competenza. Per la competenza di maggio 2026, l’accredito avviene in genere tra l’8 e il 20 giugno 2026.

Chi riceve la NASpI a giugno 2026

  • Lavoratori dipendenti con contratto cessato involontariamente (licenziamento, fine contratto a termine, risoluzione consensuale in conciliazione)
  • Lavoratori con dimissioni per giusta causa
  • Chi ha almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
  • Chi ha almeno 30 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi
  • Beneficiari con domanda accettata e in corso di erogazione

Importo NASpI 2026 e decalage

La NASpI 2026 viene calcolata sull’imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni diviso il numero di settimane coperte, moltiplicato per 4,33. L’indennità è pari al 75% della retribuzione media mensile se questa è inferiore alla soglia INPS vigente (per il 2026: 1.480,30 euro). Per importi superiori si aggiunge il 25% sulla parte eccedente tale soglia, fino al massimale mensile di 1.575,42 euro.

A partire dal settimo mese di percezione (cioè dopo i primi 6 mesi interi), scatta il decalage: la NASpI si riduce del 3% al mese. Chi ha iniziato a percepire la NASpI a dicembre 2025 o prima vedrà quindi a giugno 2026 una riduzione in corso o imminente.

Mese di competenzaRiduzione (decalage)Esempio: NASpI iniziale 1.000 euro
Mesi 1-60%1.000 euro
Mese 7-3%970 euro
Mese 8-6%940 euro
Mese 9-9%910 euro
Mese 10-12%880 euro
Mese 11-15%850 euro
Mese 12-18%820 euro

Come verificare lo stato del pagamento NASpI

Per controllare la situazione della tua NASpI e verificare il pagamento di giugno:

  1. Accedi a MyINPS (inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Vai su “Lavoro” → “NASpI” → “Situazione pagamenti”
  3. Verifica che l’IBAN comunicato sia corretto (in caso contrario aggiornalo tempestivamente)
  4. Controlla che tu abbia rispettato gli obblighi di condizionalità (DID, patto di servizio, corsi di formazione)

Le pensioni INPS di giugno 2026: le date di pagamento

Le pensioni INPS di giugno 2026 vengono accreditate a partire dal 1° giugno 2026 (primo giorno lavorativo del mese). Per i pensionati che riscuotono in contanti agli uffici postali, il pagamento è scaglionato per lettera del cognome, al fine di evitare affollamento:

Lettere cognomeData pagamento allo sportello postale
A – BLunedì 2 giugno 2026
C – DMartedì 3 giugno 2026
E – KMercoledì 4 giugno 2026
L – OGiovedì 5 giugno 2026
P – RVenerdì 6 giugno 2026
S – ZLunedì 9 giugno 2026

I pensionati con accredito su conto corrente bancario o postale ricevono l’accredito direttamente il 1° giugno 2026 (o entro il 2-3 giugno in base ai tempi interbancari). Per consultare il cedolino pensione e verificare importo e competenza di giugno, leggi la nostra guida su Cedolino Pensione Giugno 2026: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo.

Come verificare i pagamenti INPS su MyINPS: guida pratica

Il portale MyINPS (inps.it) è lo strumento principale per monitorare tutti i pagamenti INPS. Ecco come accedervi e cosa trovare:

Accesso a MyINPS

  1. Vai su inps.it e clicca su “Accedi a MyINPS”
  2. Scegli la modalità di autenticazione: SPID (livello 2), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  3. Una volta autenticato, accedi all’area “I tuoi servizi”
  4. Seleziona la prestazione che vuoi verificare (Assegno Unico, ADI, NASpI, Pensione)

Sezioni da consultare per ogni prestazione

PrestazionePercorso MyINPS
Assegno UnicoFamiglia → Assegno Unico e Universale → Situazione pagamenti
ADISostegno reddito → Assegno di Inclusione → Situazione pagamenti
NASpILavoro → NASpI → Situazione pagamenti
PensionePensione e Previdenza → Cedolino pensione

App INPS Mobile

L’INPS mette a disposizione anche l’App INPS Mobile (disponibile su App Store e Google Play), che consente di consultare i pagamenti, le domande in corso e le comunicazioni dell’Istituto direttamente da smartphone. L’accesso avviene sempre tramite SPID o CIE.

Cosa fare in caso di mancato pagamento INPS a giugno 2026

Se il pagamento INPS atteso non arriva entro i termini previsti, ecco le azioni da intraprendere in ordine di priorità:

1. Verifica la situazione su MyINPS

Prima di contattare l’INPS, controlla su MyINPS se la prestazione risulta “in elaborazione” o “sospesa”. L’Istituto comunica eventuali blocchi o anomalie direttamente nella sezione dedicata alla prestazione.

2. Controlla l’IBAN comunicato

Un IBAN errato o non aggiornato è la causa più comune di mancato pagamento. Verifica che l’IBAN presente nella tua domanda sia corretto. Per aggiornarlo, accedi a MyINPS e modificalo nella sezione specifica della prestazione, oppure rivolgiti a un CAF o patronato che effettuerà la modifica con delega.

3. Controlla ISEE e requisiti

Per l’Assegno Unico: un ISEE scaduto o non aggiornato può ridurre o azzerare il pagamento. Per l’ADI: un cambiamento nella composizione del nucleo familiare o nel reddito può modificare l’importo spettante. Per la NASpI: il mancato rispetto degli obblighi di condizionalità (DID, patto di servizio) può causare la sospensione del pagamento.

4. Contatta l’INPS

Se dopo le verifiche il problema persiste, contatta l’INPS attraverso i seguenti canali:

  • Numero verde INPS: 803 164 (da fisso, gratuito) oppure 06 164164 (da cellulare, a pagamento)
  • Sportello online: tramite MyINPS puoi inviare una comunicazione diretta al tuo sportello di competenza
  • Sede INPS territoriale: prenota un appuntamento allo sportello fisico tramite il portale INPS
  • CAF e patronato: per assistenza completa nella gestione delle pratiche INPS

Per un confronto aggiornato su tutti i pagamenti INPS previsti in questo periodo, consulta anche il nostro articolo su Pagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI.

Differenze tra ADI e SFL: chi riceve cosa a giugno 2026

Dal 1° gennaio 2024, il Reddito di Cittadinanza è stato sostituito da due distinte misure:

  • ADI (Assegno di Inclusione): per famiglie con soggetti fragili (over 60, disabili, minori, persone in percorsi di cura). Erogato tramite Carta di Inclusione. Ricarica il 27 del mese (o giorno lavorativo precedente se festivo).
  • SFL (Supporto per la Formazione e il Lavoro): per persone tra 18 e 59 anni occupabili, prive di soggetti fragili nel nucleo. Importo fisso di 350 euro/mese per massimo 12 mesi. Erogato tramite bonifico bancario.

Il SFL viene erogato solo a seguito di un percorso formativo o di politica attiva del lavoro avviato presso il proprio Centro per l’Impiego. Per giugno 2026, il pagamento SFL avviene dopo la validazione delle presenze nel percorso formativo, solitamente a fine mese.

Per capire se hai diritto all’ADI o al SFL, o per verificare lo stato della tua domanda, puoi consultare il nostro aggiornamento sui pagamenti INPS di fine maggio 2026 oppure contattare direttamente il CAF Centro Fiscale di Udine.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026: riepilogo

Ecco il riepilogo in un’unica tabella di tutte le principali date di pagamento INPS per giugno 2026:

DataPrestazione INPSDestinatari
1-3 giugno 2026Pensioni (accredito bancario/postale e sportello)Pensionati
Dal 15 giugno 2026NASpI (competenza maggio 2026)Disoccupati con NASpI attiva
17-20 giugno 2026Assegno Unico UniversaleFamiglie con figli fino a 21 anni
26 giugno 2026ADI – Assegno di Inclusione (anticipo da sabato 27)Nuclei con soggetti fragili
Fine meseSFL – Supporto Formazione e LavoroOccupabili in percorsi formativi

Per restare sempre aggiornato sui pagamenti INPS e sulle novità fiscali, visita la sezione Tabelle ANF INPS 2026/2027 e iscriviti alla nostra newsletter gratuita.

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Domande frequenti sui pagamenti INPS di giugno 2026

Qual è la data precisa del pagamento dell’Assegno Unico a giugno 2026?

L’Assegno Unico viene accreditato dall’INPS tra il 17 e il 20 giugno 2026 per i beneficiari già con domanda attiva e IBAN comunicato. I nuovi beneficiari o chi ha aggiornato il proprio IBAN di recente potrebbe ricevere il pagamento con qualche giorno di ritardo.

L’ADI viene pagato sempre il 27 del mese?

Sì, l’ADI viene ricaricato sulla Carta di Inclusione tipicamente il 27 di ogni mese. Se il 27 cade di sabato, domenica o giorno festivo, il pagamento viene anticipato al giorno lavorativo precedente. A giugno 2026, il 27 cade di sabato, quindi la ricarica è anticipata al venerdì 26 giugno 2026.

Quando arriva la NASpI se ho fatto domanda di recente?

Per chi ha presentato la domanda NASpI nelle ultime settimane, il primo pagamento arriva entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda, una volta completate le verifiche INPS. I pagamenti successivi vengono accreditati mensilmente, generalmente nella seconda-terza settimana del mese successivo a quello di competenza.

Posso ricevere sia l’Assegno Unico che la NASpI nello stesso mese?

Sì, le due prestazioni sono cumulabili. L’Assegno Unico spetta in quanto genitore con figli a carico, indipendentemente dallo stato occupazionale. La NASpI spetta in quanto lavoratore disoccupato. Non ci sono incompatibilità tra le due misure.

Come cambio l’IBAN per il pagamento INPS?

Per aggiornare l’IBAN associato a una prestazione INPS, accedi a MyINPS e vai nella sezione specifica della prestazione (es. Assegno Unico, NASpI). Nella scheda della domanda troverai l’opzione per modificare i dati bancari. In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o patronato che effettuerà la modifica per tuo conto con delega.

Cosa succede all’Assegno Unico se non rinnovo l’ISEE?

Se non hai rinnovato la DSU per l’anno 2026, l’INPS continua a erogare l’Assegno Unico alla quota minima di 57 euro per figlio, senza tener conto della situazione economica effettiva del nucleo. Per recuperare l’importo pieno o gli eventuali arretrati, devi presentare la DSU entro il 30 giugno 2026 e richiedere il ricalcolo retroattivo a partire da marzo 2026.

Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 19:58:502026-05-31 17:41:46Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpI
ASSEGNO UNICO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano l’ultima finestra del mese in cui milioni di cittadini italiani ricevono prestazioni di sostegno al reddito, indennità di disoccupazione, contributi familiari e misure di contrasto alla povertà. La settimana che va da lunedì 25 maggio a domenica 31 maggio 2026 è cruciale soprattutto per i beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI), la cui data di accredito è ormai a un passo. Conoscere in anticipo quando arrivano i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 consente di pianificare le spese di fine mese, programmare scadenze e gestire il bilancio familiare con maggiore serenità.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ha preparato questa guida completa con tutte le date verificate dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, basata sulle comunicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Troverai il calendario INPS maggio 2026 dettagliato per ogni prestazione (Assegno di Inclusione, NASPI, DIS-COLL, Assegno Unico, pensioni, Supporto per la Formazione e il Lavoro, bonus famiglia), gli importi aggiornati, le modalità di accredito e i riferimenti normativi che disciplinano ciascuna misura. Una settimana decisiva per chi attende il bonifico più atteso di maggio: quello dell’Assegno di Inclusione.

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Indice dei contenuti

  1. Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva
  2. La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026
  3. Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare
  4. Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio
  5. NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026
  6. Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese
  7. Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima
  8. Bonus nascita, maternità e congedo parentale
  9. Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi
  10. Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO
  11. Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva

La settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 concentra in pochi giorni alcune delle erogazioni più rilevanti dal punto di vista sociale. L’INPS, in qualità di principale ente previdenziale italiano, gestisce contemporaneamente prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, Supporto Formazione e Lavoro, Assegno Unico) e indennità a sostegno del reddito (NASPI, DIS-COLL, indennità di malattia e maternità). Ogni prestazione segue un proprio calendario di accredito, definito da circolari interne dell’Istituto e dalla cadenza tecnica delle procedure di pagamento gestite con Poste Italiane e con il sistema bancario nazionale.

Di seguito trovi la tabella riassuntiva del calendario INPS maggio 2026, limitata alle erogazioni previste dal 25 al 31 maggio. Le date sono ricavate dalle prassi consolidate dell’Istituto e dai messaggi pubblicati nell’area “INPS Comunica” del portale ufficiale www.inps.it. Eventuali variazioni vengono comunicate dall’INPS in tempo reale tramite il servizio MyINPS e l’App IO.

PrestazioneData accredito 25-31 maggio 2026Modalità di pagamento
Assegno di Inclusione (ADI) – rinnovo mensileMercoledì 27 maggio 2026Carta di Inclusione (Poste Italiane)
Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)27 maggio 2026 (in concomitanza ADI)Bonifico su IBAN beneficiario
NASPI / DIS-COLL (saldo maggio 2026)Tra il 25 e il 27 maggio 2026Bonifico bancario / postale
Assegno Unico Universale – arretrati e conguagliTra il 27 e il 29 maggio 2026Bonifico su IBAN del richiedente
Indennità di malattia, maternità, congedo parentalePagamenti a sportello fino al 31 maggio 2026Bonifico ordinario
Bonus nuove nascite 2026 (decreto-legge 19/2024)Tra il 28 e il 31 maggio 2026Bonifico al genitore richiedente
Pensioni di giugno 2026 (anticipo cedolino disponibile)Cedolino visualizzabile dal 25 maggio 2026Solo consultazione online

Come vedi, la data più attesa della settimana è quella dell’Assegno di Inclusione: mercoledì 27 maggio 2026. Su questo appuntamento si concentrano oltre 700.000 nuclei familiari beneficiari della misura, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio statistico INPS sull’ADI. Nelle sezioni seguenti analizziamo nel dettaglio ogni singola prestazione con importi, requisiti e modalità di verifica.

La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026

La data più importante della settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 è senza dubbio quella riservata all’Assegno di Inclusione (ADI). L’INPS conferma anche per il mese di maggio l’accredito al 27 del mese, in linea con il calendario consolidato delle erogazioni mensili. Questo significa che mercoledì 27 maggio 2026 migliaia di nuclei familiari riceveranno il pagamento sulla Carta di Inclusione, lo strumento di pagamento prepagato emesso da Poste Italiane su richiesta dell’INPS.

L’Assegno di Inclusione è la misura di sostegno al reddito introdotta dal Decreto-Legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85, che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2024. L’ADI è destinato ai nuclei familiari con presenza di minori, anziani over 60, persone con disabilità o componenti in condizioni di svantaggio socio-economico, in possesso di un ISEE ordinario non superiore a 10.140 euro annui (soglia 2026 aggiornata dall’INPS).

Chi riceve l’ADI il 27 maggio 2026

È fondamentale distinguere tra due categorie di beneficiari dell’Assegno di Inclusione, perché la data del 27 maggio 2026 riguarda solo una di queste due platee:

  • Beneficiari consolidati (rinnovi mensili): riceveranno il pagamento automaticamente mercoledì 27 maggio 2026 sulla Carta di Inclusione, senza necessità di ulteriori adempimenti, salvo non siano intervenute cause di sospensione, decadenza o variazioni nel nucleo familiare.
  • Nuovi beneficiari (prima erogazione): il pagamento può arrivare anche oltre il 27 maggio. Per chi ha presentato domanda nelle settimane precedenti, l’INPS effettua le verifiche e attiva la nuova Carta di Inclusione. L’accredito può richiedere fino a 30-60 giorni dalla data di firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD).

L’INPS, con il messaggio del 30 aprile 2025 n. 1469 e i successivi aggiornamenti procedurali, ha confermato che la data fissa del 27 di ogni mese rappresenta lo standard delle erogazioni ADI. In caso di festività o di problemi tecnici del sistema, l’accredito viene posticipato al primo giorno lavorativo utile. Maggio 2026 non presenta giorni festivi nella settimana in questione (il 27 cade di mercoledì), quindi l’erogazione dovrebbe avvenire regolarmente.

Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare

Gli importi dell’Assegno di Inclusione 2026 sono determinati dalla composizione del nucleo familiare attraverso la scala di equivalenza ADI, prevista dall’articolo 2 del Decreto-Legge 48/2023. Il valore base è di 6.000 euro annui (500 euro mensili) per un nucleo composto da una sola persona maggiorenne con i requisiti, ma sale fino a un massimo di 10.140 euro annui se nel nucleo sono presenti minori, anziani o persone con disabilità. A questa quota base, denominata Quota A (sostegno al reddito), si può aggiungere una Quota B (componente affitto), riservata ai nuclei che pagano un canone di locazione regolarmente registrato.

Vediamo la scala di equivalenza dell’ADI aggiornata per il 2026:

Componente del nucleoCoefficiente scala di equivalenza
Primo componente maggiorenne1,00
Ulteriore componente maggiorenne (over 18)+ 0,40
Componente maggiorenne con disabilità grave o non autosufficienza+ 0,50
Componente maggiorenne con carichi di cura (figli sotto 3 anni o 3 figli minori)+ 0,40
Minore tra 0 e 17 anni (primi due)+ 0,15 ciascuno
Dal terzo minore in poi+ 0,20 ciascuno

Per fare un esempio pratico: una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, otterrebbe un coefficiente totale di 1,70 (1,00 + 0,40 + 0,15 + 0,15). Moltiplicando questo coefficiente per la quota base annua di 6.000 euro si ottiene un importo annuo lordo di 10.200 euro, pari a circa 850 euro mensili. A questi può aggiungersi la Quota B affitto fino a 3.640 euro annui (circa 280 euro mensili) se il nucleo è in locazione con contratto registrato. È il CAF Centro Fiscale di Udine che si occupa di calcolare la spettanza esatta sulla base della tua specifica situazione familiare e patrimoniale.

Quota A e Quota B: come si compongono

La Quota A (sostegno al reddito) viene accreditata automaticamente sulla Carta di Inclusione entro il 27 del mese: per maggio 2026 si tratterà appunto del 27 maggio 2026. La Quota B (componente affitto) viene erogata, di norma in via contestuale, tramite bonifico bancario sul conto del beneficiario. Per ottenerla è necessario aver indicato nella domanda ADI gli estremi di un contratto di locazione regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e i dati dell’IBAN su cui ricevere il bonifico mensile.

Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio

Insieme all’Assegno di Inclusione, anche il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) rientra tra le prestazioni in pagamento nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026. Si tratta della seconda misura nata dalla riforma del 2023 (sempre Decreto-Legge 48/2023) e destinata alle persone tra i 18 e i 59 anni appartenenti a nuclei familiari che non hanno i requisiti per l’ADI ma sono in condizioni di vulnerabilità economica e in carico ai servizi sociali o al Centro per l’Impiego.

L’SFL consiste in un’indennità mensile pari a 500 euro, erogata per un massimo di 12 mesi, eventualmente rinnovabili. La data di pagamento mensile coincide normalmente con quella dell’ADI: per maggio 2026 si tratta quindi del 27 maggio 2026. L’erogazione avviene tramite bonifico bancario o postale sull’IBAN che il beneficiario ha indicato in fase di domanda. Per accedere all’SFL è obbligatoria l’iscrizione al sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e la sottoscrizione di un percorso di attivazione presso il Centro per l’Impiego.

Differenze tra ADI e SFL

  • ADI: destinato a nuclei con minori, anziani over 60 o persone con disabilità; ISEE ≤ 10.140 euro; carta di pagamento dedicata; importo variabile fino a 10.140 euro annui + componente affitto.
  • SFL: destinato a persone 18-59 anni in nuclei senza i requisiti ADI; ISEE ≤ 6.000 euro; indennità fissa di 500 euro mensili; obbligo di attivazione lavoro/formazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i nuclei nella verifica dei requisiti per entrambe le misure, sia in ufficio che online, e si occupa della presentazione della domanda all’INPS per evitare errori che potrebbero comportare il rigetto della richiesta.

NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026

La settimana dal 25 al 31 maggio 2026 chiude i pagamenti mensili della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della DIS-COLL (disoccupazione per collaboratori coordinati e continuativi), le due principali indennità di disoccupazione gestite dall’INPS. La NASPI viene erogata generalmente tra il 10 e il 15 del mese per i beneficiari consolidati, ma per nuove domande accolte nel corso di maggio 2026 e per le regolarizzazioni d’ufficio, l’accredito può slittare proprio negli ultimi giorni del mese, tra il 25 e il 27 maggio.

La NASPI è disciplinata dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che ne stabilisce requisiti, modalità di calcolo e durata. L’importo della NASPI viene calcolato sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni, applicando il 75% della retribuzione fino a una soglia di riferimento (1.480,30 euro mensili per il 2026, in base alla rivalutazione ISTAT pubblicata da INPS), con un massimale 2026 pari a circa 1.575,42 euro mensili lordi. Dal sesto mese di percezione in poi, l’importo è ridotto del 3% al mese.

Requisiti per ricevere la NASPI

  • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa
  • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione
  • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione
  • Presentazione della domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto
  • Sottoscrizione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) e adesione al Patto di Servizio Personalizzato

La DIS-COLL, invece, è l’indennità di disoccupazione riservata ai collaboratori coordinati e continuativi, agli assegnisti di ricerca e ai dottorandi con borsa di studio iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Anche per la DIS-COLL il pagamento mensile segue il calendario della NASPI: per le nuove domande lavorate in maggio 2026, l’accredito può cadere proprio nei giorni dal 25 al 31 maggio 2026. La domanda di DIS-COLL deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.

Per chi è prossimo a perdere il lavoro o ha appena ricevuto una comunicazione di licenziamento, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza dedicata sulla NASPI 2026: dalla raccolta dei documenti alla compilazione della DID, fino alla presentazione della domanda all’INPS entro i tempi previsti dalla normativa, sia in ufficio che online.

Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese

L’Assegno Unico Universale (AUU) è la prestazione INPS più diffusa in Italia, percepita da oltre 6,1 milioni di famiglie. Per maggio 2026 i pagamenti mensili dell’Assegno Unico sono stati erogati nella prima metà del mese, tra il 20 e il 22 maggio 2026 per i beneficiari consolidati (chi aveva già percepito l’AUU il mese precedente senza variazioni). Tuttavia, gli arretrati, i conguagli e i pagamenti per nuove domande presentate nel corso di maggio vengono erogati nella seconda metà del mese, di norma tra il 27 e il 29 del mese. È quindi prevedibile una nuova ondata di accrediti AUU proprio nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026.

L’Assegno Unico Universale è stato istituito dal Decreto Legislativo 21 dicembre 2021, n. 230, attuativo della legge delega 46/2021, ed è operativo dal 1° marzo 2022. Spetta a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni di età (con limiti se maggiorenni) e con ISEE entro i parametri previsti. L’importo è determinato dall’ISEE del nucleo familiare, dal numero di figli e dalle eventuali maggiorazioni (figli con disabilità, nuclei monogenitoriali, madri sotto i 21 anni, terzo figlio in poi).

Importi Assegno Unico 2026 per fasce ISEE

Fascia ISEEImporto mensile per figlio minore (2026)
ISEE ≤ 17.090,61 euro199,40 euro per figlio minore
ISEE da 17.090,61 a 45.574,96 euroImporto decrescente tra 199,40 e 57 euro
ISEE oltre 45.574,96 euro (o ISEE non presentato)Importo minimo 57 euro per figlio minore

Gli importi sopra indicati sono frutto della rivalutazione ISTAT annuale, comunicata da INPS con apposita circolare a inizio anno. A questi si aggiungono le maggiorazioni previste dalla normativa: +85 euro per figlio con disabilità grave, +50% per terzo figlio in poi, +30% per madri under 21, +150 euro forfettari per nuclei con quattro o più figli. Per non perdere queste maggiorazioni, è essenziale presentare un ISEE 2026 aggiornato entro le scadenze previste dall’INPS.

Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026 o se hai avuto variazioni nel nucleo familiare (matrimonio, nascita di un figlio, separazione), rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a presentare la DSU corretta e a richiedere all’INPS la rideterminazione dell’Assegno Unico Universale con gli importi aggiornati.

Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima

Le pensioni di maggio 2026 sono state regolarmente pagate il 2 maggio 2026, primo giorno bancabile del mese. Nei giorni della settimana 25-31 maggio 2026, quindi, non sono previsti nuovi accrediti pensionistici ordinari, ma si tratta della finestra in cui i pensionati possono consultare anticipatamente il cedolino di giugno 2026 sull’area MyINPS o sull’App IO. Il cedolino di giugno diventa generalmente visibile online a partire dal 25 del mese precedente, ovvero proprio dal 25 maggio 2026.

Sul cedolino di giugno 2026 i pensionati potranno verificare:

  • L’importo lordo della pensione di giugno
  • L’eventuale presenza della quattordicesima mensilità, prevista per i pensionati con redditi modesti
  • Le ritenute IRPEF e le addizionali regionali/comunali
  • Eventuali conguagli da modello 730/2026 (rimborsi o trattenute fiscali)
  • L’importo netto effettivamente accreditato

La quattordicesima mensilità è una somma aggiuntiva erogata in via automatica ai pensionati con età superiore a 64 anni e redditi entro determinate soglie. L’importo varia indicativamente tra 336 e 655 euro, in base all’anzianità contributiva. Si tratta di una mensilità prevista per pensionati con trattamenti pensionistici sotto una determinata soglia di reddito (circa 11.000-15.000 euro lordi annui, parametro soggetto a rivalutazione annuale).

Come leggere il cedolino pensionistico

Leggere un cedolino pensionistico può essere complesso, specialmente in presenza di voci come “ritenute IRPEF da conguaglio”, “addizionale comunale a saldo” o “trattenute per pignoramento e cessione del quinto”. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di lettura e analisi del cedolino, in ufficio o online: ti aiutiamo a capire ogni singola voce e a richiedere all’INPS eventuali rettifiche se rilevi errori sulla pensione percepita.

Bonus nascita, maternità e congedo parentale

Tra i pagamenti INPS della settimana 25-31 maggio 2026 rientrano anche alcuni bonus per la natalità e le indennità collegate alla genitorialità. Il nuovo Bonus nuove nascite 2026, istituito dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dal successivo Decreto Legislativo attuativo, prevede un assegno una tantum di 1.000 euro erogato in unica soluzione per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo dal 1° gennaio 2025, con ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro annui. I pagamenti, per le domande accolte nel mese di maggio 2026, vengono effettuati indicativamente tra il 28 e il 31 maggio 2026.

L’indennità di maternità, invece, è prevista per le lavoratrici dipendenti, autonome, parasubordinate e per le iscritte alla Gestione Separata. Spetta per i 5 mesi obbligatori a cavallo del parto (in genere 2 prima e 3 dopo, oppure flessibile fino a 1 prima e 4 dopo). L’importo è pari all’80% della retribuzione media giornaliera per le lavoratrici dipendenti. I pagamenti vengono effettuati con cadenza variabile, e per molte beneficiarie l’accredito può cadere proprio negli ultimi giorni di maggio 2026.

Il congedo parentale indennizzato, infine, è disciplinato dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico Maternità e Paternità), integrato dalle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) che ha portato il primo mese di congedo all’80% della retribuzione (per chi termina la maternità dal 31 dicembre 2023) e dalla Legge di Bilancio 2025 che ha esteso l’80% al secondo e al terzo mese. Il pagamento avviene tramite l’INPS direttamente al genitore richiedente, tipicamente entro la fine del mese di competenza.

Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi

Una delle preoccupazioni più ricorrenti tra i beneficiari delle prestazioni INPS è il pagamento che non arriva nella data prevista. Per i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, in particolare per l’Assegno di Inclusione del 27 maggio, possono verificarsi ritardi dovuti a diverse cause: festività intermedie, problemi tecnici del sistema di accredito, errori nei dati anagrafici, sospensioni d’ufficio per controlli su DID/PSP, decadenze automatiche per superamento dei tetti reddituali o patrimoniali.

Prima di allarmarsi, è opportuno attendere almeno 3-5 giorni lavorativi dopo la data prevista, perché i tempi tecnici di accredito su carta o IBAN possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, se il pagamento non risulta accreditato, ecco cosa fare:

  • Verifica lo stato della pratica sull’area MyINPS o tramite App IO (sezione “I tuoi pagamenti”)
  • Controlla la sezione comunicazioni del Fascicolo Previdenziale per eventuali sospensioni o decadenze notificate
  • Rivolgiti al CAF o al patronato per assistenza nella verifica dell’istruttoria e per presentare un sollecito formale all’INPS
  • Verifica la Carta di Inclusione presso un ufficio postale o uno sportello automatico Postamat per controllare l’effettivo saldo aggiornato

Il CAF Centro Fiscale di Udine e il suo patronato collegato gestiscono direttamente le pratiche di sollecito, le verifiche presso le sedi INPS e l’avvio di eventuali ricorsi amministrativi per il riconoscimento delle prestazioni negate. L’assistenza è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO

Per controllare se un pagamento INPS è stato effettuato regolarmente nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, l’INPS mette a disposizione due strumenti digitali ufficiali: il portale MyINPS (area riservata sul sito istituzionale) e l’App IO, l’applicazione mobile dei servizi pubblici sviluppata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

MyINPS: il portale di verifica delle prestazioni

Nell’area MyINPS è possibile accedere alla sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino“, da cui consultare lo stato di tutte le pratiche aperte (ADI, SFL, NASPI, Assegno Unico, pensione, indennità di maternità), gli importi liquidati per ciascuna mensilità, le date precise di accredito, le eventuali comunicazioni INPS in caso di sospensioni o richieste di integrazione documentale. L’accesso richiede credenziali SPID, CIE o CNS.

App IO: notifiche in tempo reale

L’App IO invia notifiche push direttamente sullo smartphone quando l’INPS dispone un pagamento, quando emette una comunicazione su una pratica o quando vi sono variazioni nello stato di un’erogazione. Per ricevere queste notifiche è sufficiente avere installato l’App IO sul proprio smartphone, aver eseguito l’accesso con SPID o CIE e aver abilitato il servizio “Comunicazioni INPS” nelle preferenze.

Se preferisci non gestire da solo questi strumenti digitali o non hai dimestichezza con SPID e App IO, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa: i nostri operatori si occupano di verificare le tue pratiche INPS, controllare lo stato di un pagamento, scaricare il cedolino di pensione, consultare il Fascicolo Previdenziale. Il servizio è disponibile in sede a Udine o comodamente online in tutta Italia.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

Qual è la data esatta dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026?

La data confermata per il pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 è mercoledì 27 maggio 2026. L’accredito riguarda i beneficiari consolidati, ovvero i nuclei familiari che hanno già percepito l’ADI nei mesi precedenti senza interruzioni, sospensioni o variazioni nel nucleo. L’erogazione avviene sulla Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane.

Quanto vale l’Assegno di Inclusione per una famiglia con due figli minori nel 2026?

Una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, ha un coefficiente scala di equivalenza ADI pari a 1,70. Moltiplicato per la quota base di 6.000 euro annui, si ottengono 10.200 euro annui di Quota A, pari a circa 850 euro mensili. A questi si aggiunge la Quota B affitto (fino a 3.640 euro annui) se il nucleo paga un canone di locazione regolarmente registrato.

L’Assegno Unico di maggio 2026 è già stato pagato?

Sì, l’Assegno Unico Universale di maggio 2026 è stato pagato nella prima metà del mese (tra il 20 e il 22 maggio 2026) per i beneficiari consolidati. Nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026 vengono erogati gli arretrati e i conguagli per nuove domande, variazioni ISEE o nuclei familiari modificati, generalmente tra il 27 e il 29 del mese.

Quando arriva la NASPI di maggio 2026?

La NASPI per i beneficiari consolidati è stata accreditata tra il 10 e il 15 maggio 2026. Per le nuove domande accolte nel corso di maggio e per i pagamenti d’ufficio regolarizzati a fine mese, l’accredito può avvenire tra il 25 e il 27 maggio 2026. È sempre possibile verificare lo stato del pagamento dal Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

Cosa succede se il 27 maggio 2026 non ricevo l’ADI?

Se al 27 maggio 2026 non ricevi l’Assegno di Inclusione, attendi 3-5 giorni lavorativi prima di allarmarti: i tempi tecnici di accredito su Carta di Inclusione possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, verifica lo stato della pratica su MyINPS o App IO. Se risultano sospensioni, decadenze o richieste di integrazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza immediata.

Posso percepire ADI e Assegno Unico contemporaneamente?

Sì, i nuclei familiari che percepiscono l’Assegno di Inclusione possono ricevere contemporaneamente anche l’Assegno Unico Universale, purché in possesso dei rispettivi requisiti. Tuttavia, occorre considerare che l’Assegno Unico rientra nel calcolo dell’ISEE e quindi può influire sulle soglie di accesso all’ADI. È sempre opportuno far valutare la propria situazione complessiva da un CAF specializzato.

Conclusione: come gestire al meglio i pagamenti INPS di fine maggio

I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano una settimana ricca di erogazioni: dall’Assegno di Inclusione del 27 maggio 2026, prestazione attesa da centinaia di migliaia di nuclei familiari, fino al Supporto per la Formazione e il Lavoro, alle nuove pratiche NASPI/DIS-COLL, ai conguagli dell’Assegno Unico e ai bonus nuove nascite. Conoscere il calendario INPS, i requisiti e le modalità di verifica è essenziale per non perdere prestazioni che spettano di diritto e per intervenire tempestivamente in caso di ritardi o errori.

Hai bisogno di assistenza per i tuoi pagamenti INPS di maggio 2026, per la verifica di una pratica ADI, per la presentazione di una domanda di NASPI o per la rideterminazione dell’Assegno Unico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla verifica dei requisiti al controllo dell’ISEE, dalla presentazione della domanda all’INPS al sollecito in caso di pagamenti non arrivati. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 11:25:432026-05-31 16:26:47Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione
PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

Assegno di Inclusione di Maggio, Quando Arriva il Pagamento: il Calendario INPS

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

L’Assegno di Inclusione (ADI) di maggio 2026 è una delle prestazioni più attese dai nuclei familiari che ne hanno diritto. Ogni mese, milioni di beneficiari attendono con ansia la data di accredito dell’ADI per gestire le spese quotidiane. Il calendario dei pagamenti INPS per maggio 2026 prevede scadenze precise che è importante conoscere in anticipo. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: la data esatta di pagamento dell’Assegno di Inclusione a maggio 2026, gli importi aggiornati per composizione del nucleo familiare, le quote A e B (componente affitto), le modalità per verificare lo stato del pagamento su MyINPS e App IO, e cosa fare se il bonifico non arriva nei tempi previsti.

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Indice dei contenuti

  1. Quando arriva l’ADI di maggio 2026: la data esatta
  2. Come funziona il pagamento dell’Assegno di Inclusione
  3. Importi ADI 2026: quanto spetta al tuo nucleo familiare
  4. Quote A e Quote B: la componente affitto
  5. Requisiti ISEE e patrimoniali per l’ADI 2026
  6. Come verificare il pagamento su MyINPS e App IO
  7. Cosa fare se il pagamento ADI non arriva
  8. Sospensioni e decadenze dell’Assegno di Inclusione
  9. ADI vs Reddito di Cittadinanza: le principali differenze
  10. Domande frequenti sull’ADI di maggio 2026

Quando arriva l’ADI di maggio 2026: la data esatta

La domanda più frequente tra i beneficiari è: quando arriva l’Assegno di Inclusione di maggio 2026? Secondo il calendario INPS per maggio 2026, i pagamenti dell’ADI vengono accreditati entro la fine del mese di competenza, generalmente tra il 25 e il 27 del mese. Per maggio 2026, la data di accredito prevista è il 27 maggio 2026 per i beneficiari che ricevono il pagamento tramite Carta di Inclusione (ex Carta RdC), rilasciata da Poste Italiane.

Tuttavia, è importante distinguere tra due tipologie di beneficiari:

  • Nuovi beneficiari (prima erogazione): il pagamento viene accreditato entro il mese successivo alla firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD) e alla verifica da parte dell’INPS di tutti i requisiti. I tempi possono variare da 30 a 60 giorni dalla presentazione della domanda.
  • Beneficiari consolidati (rinnovi mensili): l’accredito avviene in modo automatico, di norma entro il 27 del mese, senza necessità di ulteriori adempimenti, purché non siano intervenute cause di sospensione o decadenza.

Il calendario completo dei pagamenti ADI di maggio 2026 è il seguente:

Tipo di BeneficiarioData Accredito PrevistaModalità di Pagamento
Beneficiari consolidati (rinnovo mensile)27 maggio 2026Carta di Inclusione (Poste Italiane)
Nuovi beneficiari (prima erogazione)Entro fine maggio / inizio giugno 2026Carta di Inclusione (attivazione nuova carta)
Componente affitto (Quota B)27 maggio 2026 (contestuale)Bonifico bancario diretto

Nota importante: il pagamento del 27 maggio 2026 potrebbe subire lievi variazioni in caso di festività o problemi tecnici del sistema INPS. In tal caso, l’accredito viene spostato al primo giorno lavorativo utile successivo. L’INPS comunica eventuali variazioni tramite il sito istituzionale e il servizio MyINPS.

Come funziona il pagamento dell’Assegno di Inclusione

Il pagamento dell’Assegno di Inclusione avviene tramite la Carta di Inclusione, uno strumento di pagamento prepagato emesso da Poste Italiane su richiesta dell’INPS. Questa carta funziona come una normale carta di debito e permette di effettuare acquisti, prelievi di contanti e pagamenti di utenze domestiche, con alcune limitazioni specifiche previste dalla normativa.

Ecco come si articola il meccanismo di accredito mensile dell’ADI:

  • Quota A (sostegno al reddito): viene accreditata automaticamente sulla Carta di Inclusione entro il 27 del mese. L’importo varia in base alla composizione e al reddito del nucleo familiare, con un minimo garantito e un massimo determinato dalla scala di equivalenza ADI.
  • Quota B (componente affitto): viene erogata tramite bonifico bancario direttamente all’intestatario della locazione o al beneficiario, contestualmente alla Quota A. Spetta solo ai nuclei in affitto con contratto regolarmente registrato.
  • Aggiornamento mensile automatico: l’INPS aggiorna automaticamente l’importo mensile in base alle eventuali variazioni della situazione reddituale del nucleo, delle componenti del nucleo (nascite, decessi, variazioni) e delle comunicazioni ricevute dagli enti competenti.

La Carta di Inclusione viene caricata il giorno di accredito e l’importo rimane disponibile per tutto il mese. È possibile verificare il saldo direttamente allo sportello automatico di Poste Italiane, tramite l’app Postepay o al telefono al numero dedicato riportato sul retro della carta.

Importi ADI 2026: quanto spetta al tuo nucleo familiare

Gli importi dell’Assegno di Inclusione per il 2026 sono determinati in base alla composizione del nucleo familiare e al reddito dichiarato nell’ISEE. La misura è strutturata per integrare il reddito del nucleo fino a una soglia massima, calcolata con la scala di equivalenza ADI, che assegna un peso diverso a ciascun membro del nucleo in base all’età e alle condizioni particolari (disabilità, presenza di minori, ecc.).

La formula di calcolo dell’ADI è la seguente:

Importo mensile ADI = Soglia massima – Reddito mensile del nucleo familiare

La soglia massima della Quota A per i principali tipi di nucleo familiare è la seguente:

Composizione del Nucleo FamiliareScala di EquivalenzaSoglia Massima Mensile (Quota A)
1 adulto (nucleo singolo)1,00500 euro/mese
2 adulti1,40700 euro/mese
2 adulti + 1 minore1,57785 euro/mese
2 adulti + 2 minori1,74870 euro/mese
Nucleo con componente disabile grave (art. 3 c.3 L. 104/1992)+0,50 per ogni disabileMaggiorazione aggiuntiva
Nucleo con almeno 3 minori (famiglia numerosa)Scala specialeFino a 900 euro/mese

Importo minimo garantito: l’ADI non viene erogata se l’importo calcolato è inferiore a 30 euro mensili. In tal caso, la prestazione non viene attivata o viene sospesa se già in corso.

Durata massima: l’ADI viene erogata per un massimo di 18 mesi consecutivi, con possibilità di rinnovo dopo un mese di sospensione, per un ulteriore periodo di 12 mesi, previa verifica dei requisiti. La durata totale massima complessiva è di 18 + 12 = 30 mesi per ogni ciclo.

Quote A e Quote B: la componente affitto

L’Assegno di Inclusione è composto da due quote distinte, ognuna con proprie caratteristiche e modalità di erogazione:

Quota A: il sostegno al reddito

La Quota A è la componente principale dell’ADI. Si tratta di un contributo mensile finalizzato all’integrazione del reddito del nucleo familiare. Viene accreditata sulla Carta di Inclusione e può essere utilizzata per acquisti di generi alimentari, beni di prima necessità, pagamento di bollette di luce e gas, e altri utilizzi consentiti dalla normativa.

L’importo della Quota A dipende da due fattori:

  • Reddito familiare mensile: calcolato dividendo il reddito ISEE annuale per 12, con le eventuali rettifiche previste dalla normativa ADI
  • Scala di equivalenza: coefficiente che aumenta al crescere del numero di componenti e in presenza di specifiche condizioni (disabilità, minori, over 60)

Quota B: il contributo per l’affitto

La Quota B è una componente aggiuntiva dell’ADI riservata ai nuclei familiari in locazione. Viene riconosciuta automaticamente in presenza di un contratto di affitto regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e di un nucleo familiare residente nell’immobile in locazione.

Gli importi della Quota B per il 2026 sono:

Tipo di nucleoImporto mensile Quota BModalità di erogazione
Nucleo familiare standard in affitto280 euro/meseBonifico bancario diretto
Nucleo con almeno un componente over 67 o disabile grave in affitto150 euro/mese (aggiuntivi rispetto alla Quota A)Bonifico bancario diretto

Condizioni per ricevere la Quota B:

  • Presenza di un contratto di locazione registrato all’Agenzia delle Entrate
  • Residenza effettiva del nucleo nell’immobile in affitto
  • Il canone annuo del contratto deve essere inferiore alla soglia massima prevista
  • L’immobile in locazione non deve essere di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9)
  • La Quota B non si cumula con altri contributi per l’affitto erogati dallo stesso ente

Requisiti ISEE e patrimoniali per l’ADI 2026

Per accedere all’Assegno di Inclusione nel 2026, il nucleo familiare deve rispettare una serie di requisiti ISEE, reddituali e patrimoniali. È fondamentale verificare di soddisfare tutti i requisiti prima di presentare la domanda, poiché la mancanza anche di uno solo comporta il diniego o la revoca della prestazione.

Requisiti ISEE

  • ISEE non superiore a 10.140 euro annui (soglia aggiornata per il 2026, confermata con la Legge di Bilancio)
  • L’ISEE deve essere in corso di validità al momento della presentazione della domanda e durante tutto il periodo di erogazione
  • È necessario rinnovare l’ISEE entro il 31 gennaio di ogni anno per non interrompere il pagamento

Requisiti reddituali

  • Reddito familiare annuo non superiore a 6.000 euro (moltiplicato per la scala di equivalenza ADI corrispondente alla composizione del nucleo)
  • Per i nuclei con componenti disabili gravi o non autosufficienti, la soglia reddituale è elevata a 7.560 euro annui
  • Per i nuclei con almeno un componente con età pari o superiore a 67 anni, la soglia è elevata a 7.560 euro annui

Requisiti patrimoniali

  • Patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro (esclusa la prima casa di abitazione, con valore IMU superiore a 150.000 euro)
  • Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per i nuclei con un solo componente, incrementato di 2.000 euro per ogni componente aggiuntivo fino a un massimo di 10.000 euro; incremento ulteriore di 1.000 euro per ogni componente minore oltre il secondo
  • Per i nuclei con componenti disabili gravi, il limite mobiliare è elevato a 10.000 euro
  • Nessun componente del nucleo deve essere intestatario di autoveicoli immatricolati da meno di 3 anni con cilindrata superiore a 1.600 cc o motocicli con cilindrata superiore a 250 cc immatricolati da meno di 2 anni

Requisiti soggettivi

Per accedere all’ADI, il nucleo familiare deve avere almeno un componente appartenente a una delle seguenti categorie:

  • Soggetto con disabilità (ai sensi del D.Lgs. 62/2024 o della L. 104/1992)
  • Minore di 18 anni (il nucleo deve avere almeno un minore a carico)
  • Soggetto con età pari o superiore a 60 anni
  • Soggetto in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione

Nota: i soggetti tra i 18 e i 59 anni non appartenenti alle categorie protette non possono essere componenti del nucleo ADI ai fini del calcolo dell’importo. Possono però essere inclusi nel nucleo familiare anagrafico e quindi nell’ISEE.

Come verificare il pagamento su MyINPS e App IO

Esistono diversi strumenti digitali messi a disposizione dall’INPS per verificare lo stato del pagamento dell’Assegno di Inclusione. Utilizzarli è fondamentale per tenere sotto controllo la situazione della prestazione ed essere avvisati tempestivamente di eventuali variazioni.

Verifica tramite MyINPS

Il portale MyINPS (accessibile all’indirizzo myinps.inps.it) è il canale ufficiale per la gestione di tutte le prestazioni INPS. Per verificare il pagamento ADI tramite MyINPS:

  1. Accedi a MyINPS con le tue credenziali SPID, CIE o CNS
  2. Vai alla sezione “Prestazioni e Servizi”
  3. Seleziona “Assegno di Inclusione”
  4. Clicca su “Cedolino di Pagamento” per visualizzare l’importo del mese corrente e lo storico dei pagamenti
  5. In caso di pagamento non effettuato, visualizzerai la motivazione (sospensione, revoca, esaurimento periodo, ecc.)

Verifica tramite App IO

L’App IO è l’applicazione ufficiale dei servizi pubblici digitali italiani. L’INPS ha integrato le notifiche dei pagamenti ADI direttamente su IO. Per ricevere gli avvisi:

  1. Scarica l’app IO dal Google Play Store o dall’Apple App Store
  2. Accedi con le tue credenziali SPID o CIE
  3. Abilita le notifiche per i messaggi INPS
  4. Quando il pagamento viene disposto, riceverai un messaggio automatico con l’importo e la data valuta

Verifica tramite il numero verde INPS

Per chi non ha confidenza con gli strumenti digitali, è possibile verificare lo stato del pagamento ADI chiamando il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164164 (da rete mobile, a pagamento). Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:00 alle ore 20:00, e il sabato dalle 8:00 alle 14:00.

Cosa fare se il pagamento ADI non arriva

Se il pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 non arriva nella data prevista, non occorre allarmarsi immediatamente. Esistono delle cause comuni che possono ritardare o bloccare temporaneamente l’accredito, e delle procedure da seguire per risolvere il problema.

Cause comuni del mancato pagamento

  • ISEE scaduto o non rinnovato: se l’ISEE in corso di validità è scaduto, il pagamento ADI viene automaticamente sospeso. È necessario presentare un nuovo ISEE aggiornato al CAF entro i termini
  • Mancata firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD): il PAD deve essere firmato entro 30 giorni dall’accettazione della domanda. Se il PAD non è stato firmato o è scaduto senza rinnovo, il pagamento viene bloccato
  • Mancata presentazione al servizio sociale o al centro per l’impiego: i beneficiari ADI sono tenuti a presentarsi periodicamente presso i servizi competenti. La mancata presentazione senza giustificato motivo può comportare la sospensione
  • Variazione della situazione reddituale o familiare: se uno o più componenti del nucleo hanno avviato un’attività lavorativa o si è verificata una variazione della composizione familiare non comunicata, l’INPS può sospendere il pagamento in attesa di verifica
  • Comunicazione INPS di richiesta documentazione: in caso di controllo a campione, l’INPS può richiedere documentazione integrativa. Se non viene fornita nei termini, il pagamento viene sospeso
  • Problemi tecnici sulla Carta di Inclusione: la carta potrebbe essere bloccata per mancato utilizzo o per altri problemi tecnici gestiti da Poste Italiane

Cosa fare concretamente

  1. Controlla MyINPS: accedi al portale e verifica se ci sono messaggi di comunicazione da parte dell’INPS relativi alla tua pratica ADI
  2. Verifica la scadenza dell’ISEE: controlla che il tuo ISEE sia ancora valido. Se scaduto, contatta immediatamente il tuo CAF di riferimento per il rinnovo
  3. Controlla la Carta di Inclusione: verifica che la carta sia attiva e funzionante contattando Poste Italiane al numero dedicato
  4. Rivolgiti al tuo CAF: i CAF abilitati come il CAF Centro Fiscale di Udine possono assisterti nel verificare la situazione della tua pratica ADI, rinnovare l’ISEE e comunicare eventuali variazioni all’INPS
  5. Contatta il Contact Center INPS: chiama il numero verde 803 164 per ricevere informazioni sullo stato del pagamento

Sospensioni e decadenze dell’Assegno di Inclusione

La normativa sull’ADI prevede una serie di cause di sospensione (temporanea interruzione del pagamento) e di decadenza (cessazione definitiva della prestazione). Conoscerle è fondamentale per evitare di perdere il diritto all’Assegno di Inclusione.

Cause di sospensione temporanea

CausaDurata sospensioneCosa fare per ripristinare
ISEE scaduto non rinnovatoFino al rinnovoRinnovare ISEE al CAF
Mancata presentazione ai servizi (prima convocazione)1 mesePresentarsi entro 30 giorni
Variazione non comunicata della composizione familiareFino alla comunicazioneComunicare variazione a INPS
Carcerazione di un componente (meno di 6 mesi)Per il periodo di carcerazioneComunicazione automatica INPS-DAP

Cause di decadenza definitiva

  • Dichiarazioni false o omissive per ottenere o mantenere la prestazione (con eventuale obbligo di restituzione delle somme percepite)
  • Superamento delle soglie ISEE durante il periodo di erogazione
  • Mancata firma del PAD entro 30 giorni dalla notifica
  • Mancata presentazione per due convocazioni consecutive senza giustificato motivo
  • Mancato utilizzo della Carta di Inclusione per 2 mesi consecutivi
  • Esaurimento del periodo massimo di erogazione (18 mesi + eventuale rinnovo di 12 mesi)
  • Trasferimento della residenza all’estero per uno o più componenti del nucleo
  • Carcerazione di un componente per più di 6 mesi

Importante: in caso di decadenza per dichiarazioni false o omissive, l’INPS procede al recupero di tutte le somme indebitamente percepite. Questa azione può avvenire tramite compensazione su future prestazioni INPS oppure tramite azione di recupero coattivo.

ADI vs Reddito di Cittadinanza: le principali differenze

L’Assegno di Inclusione (ADI) è entrato in vigore il 1 gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza (RdC), abrogato con la Legge n. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) e poi con il D.L. n. 48/2023 (decreto Lavoro). Le differenze tra i due strumenti sono significative e riguardano sia i requisiti di accesso sia le modalità di erogazione.

CaratteristicaReddito di Cittadinanza (RdC)Assegno di Inclusione (ADI)
Entrata in vigoreAprile 2019Gennaio 2024
ISEE richiestoFino a 9.360 euroFino a 10.140 euro
DestinatariTutti i nuclei in povertàSolo nuclei con almeno un componente fragile (minori, disabili, over 60, SAS)
Lavoratori attivi 18-59Inclusi (con obbligo di ricerca lavoro)Esclusi (destinati al SFL – Supporto Formazione e Lavoro)
Durata massima18 mesi + rinnovi illimitati18 mesi + 12 mesi (massimo)
Importo massimo780 euro/mese (singolo)500 euro/mese (singolo, Quota A)
Componente affittoInclusa nella Quota B (280 euro)Inclusa nella Quota B (280 euro)
Strumento di pagamentoCarta RdC (Poste Italiane)Carta di Inclusione (Poste Italiane)
Patto di attivazionePatto per il Lavoro / Patto per Inclusione SocialePatto di Attivazione Digitale (PAD) + Patto per Inclusione Attiva

La principale differenza è quindi la platea dei destinatari: mentre il Reddito di Cittadinanza era aperto a tutti i nuclei in povertà, l’ADI è riservata ai nuclei più vulnerabili. I lavoratori in età attiva (18-59 anni) senza condizioni di svantaggio non possono accedere all’ADI ma possono richiedere il Supporto Formazione e Lavoro (SFL), uno strumento diverso finalizzato alla riqualificazione professionale.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Conclusioni: pianifica con il calendario ADI di maggio 2026

Conoscere le date di pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 è fondamentale per organizzare al meglio le finanze familiari. Il calendario INPS prevede l’accredito entro il 27 maggio 2026 per i beneficiari consolidati, mentre per le nuove domande i tempi possono allungarsi. Assicurati di avere l’ISEE aggiornato e valido, di aver firmato il Patto di Attivazione Digitale e di aver rispettato tutti gli obblighi previsti dalla normativa ADI per evitare sospensioni.

Se hai dubbi sulla tua situazione, hai necessità di rinnovare l’ISEE o vuoi verificare il tuo diritto all’ADI, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori specializzati possono assisterti gratuitamente in tutte le pratiche legate all’Assegno di Inclusione, dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda, dal rinnovo dell’ISEE alla gestione di eventuali problemi con i pagamenti.

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Domande Frequenti sull’Assegno di Inclusione di Maggio 2026

Quando arriva l’Assegno di Inclusione a maggio 2026?

Per i beneficiari consolidati (rinnovo mensile automatico), il pagamento dell’ADI di maggio 2026 e previsto per il 27 maggio 2026, con accredito sulla Carta di Inclusione rilasciata da Poste Italiane. Per i nuovi beneficiari, i tempi variano da 30 a 60 giorni dalla firma del Patto di Attivazione Digitale e dall’approvazione della domanda INPS.

Quanto spetta di Assegno di Inclusione a un nucleo di 3 persone?

Per un nucleo familiare composto da 2 adulti e 1 minore, la soglia massima della Quota A dell’ADI e di 785 euro al mese (scala di equivalenza 1,57 x 500 euro). L’importo effettivo si calcola sottraendo il reddito mensile familiare dalla soglia massima. A questo si aggiunge eventualmente la Quota B di 280 euro al mese se il nucleo e in affitto con contratto registrato.

L’ADI si cumula con altri bonus o prestazioni INPS?

L’Assegno di Inclusione non si cumula con il Supporto Formazione e Lavoro (SFL). Puo invece coesistere con l’Assegno Unico Universale per i figli, con pensioni di invalidita civile e con altri contributi assistenziali, a condizione che non superino le soglie ISEE previste. La percezione di redditi da lavoro non comporta automaticamente la decadenza ma riduce l’importo ADI fino a capienza.

Cosa succede se non rinnovo l’ISEE in tempo?

Se l’ISEE scade e non viene rinnovato, l’INPS sospende automaticamente il pagamento dell’ADI dal mese successivo alla scadenza. E fondamentale rinnovare l’ISEE entro gennaio di ogni anno (o prima, se si e prossimi alla scadenza) recandosi al proprio CAF. Il pagamento viene ripristinato retroattivamente solo in alcuni casi, quindi il rinnovo tempestivo evita periodi di mancato accredito.

Posso verificare online quando arriva il pagamento ADI?

Si. Puoi verificare lo stato e la data del pagamento ADI accedendo al portale MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS, nella sezione Prestazioni e Servizi > Assegno di Inclusione > Cedolino di Pagamento. In alternativa, l’App IO (scaricabile su smartphone) invia notifiche automatiche quando il pagamento viene disposto dall’INPS.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste con la presentazione della domanda ADI, il rinnovo dell’ISEE, la verifica dei requisiti e la gestione di sospensioni o variazioni della prestazione.

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    Permessi Legge 104 e Trasferimento in RSA: Quando Si Perdono?

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono i Permessi Legge 104
    2. Requisiti per Ottenere i Permessi 104
    3. RSA e Permessi 104: Cosa Cambia
    4. Quando Si Perdono i Permessi con il Trasferimento
    5. Normativa INPS di Riferimento
    6. Ricoveri Temporanei vs Permanenti
    7. Come Comunicare il Trasferimento all’INPS
    8. Alternative e Soluzioni Possibili
    9. Errori Comuni da Evitare
    10. Casi Pratici ed Esempi

    I permessi Legge 104 rappresentano uno strumento fondamentale per chi assiste un familiare con disabilità grave. Ma cosa succede quando il proprio caro viene trasferito in una RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale)? Si perdono automaticamente i permessi retribuiti? La risposta non è sempre scontata e dipende da diversi fattori.

    In questa guida approfondita analizziamo quando e perché si perdono i permessi Legge 104 in caso di ricovero in struttura residenziale, cosa dice la normativa INPS, come distinguere tra ricoveri temporanei e permanenti, e quali alternative esistono per i lavoratori che si trovano in questa delicata situazione.

    Comprendere correttamente la normativa è essenziale per evitare problemi con il datore di lavoro, sanzioni INPS e la restituzione di permessi indebitamente goduti.

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    Cosa Sono i Permessi Legge 104

    I permessi retribuiti previsti dalla Legge 104/1992 (articolo 33, comma 3) consentono ai lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per prestare assistenza a un familiare con disabilità grave, mantenendo la retribuzione e la copertura contributiva.

    Caratteristiche dei Permessi 104

    Il lavoratore che assiste un familiare disabile ha diritto a:

    • 3 giorni di permesso retribuito al mese (frazionabili anche in ore)
    • Continuità della retribuzione (a carico INPS con anticipo del datore di lavoro)
    • Copertura contributiva figurativa ai fini pensionistici
    • Divieto di licenziamento durante l’assenza per permessi

    Finalità dei Permessi

    La ratio della normativa è chiara: i permessi sono concessi per consentire al lavoratore di prestare assistenza personale diretta al familiare disabile. Questa finalità diventa centrale per comprendere quando il diritto ai permessi viene meno.

    Come chiarito dalla Circolare INPS n. 32/2012, i permessi devono essere utilizzati esclusivamente per fornire assistenza al disabile, non per esigenze personali del lavoratore.

    Requisiti per Ottenere i Permessi 104

    Per beneficiare dei permessi Legge 104 per assistenza a un familiare, è necessario il contestuale ricorrere di più requisiti:

    Requisiti del Disabile

    • Riconoscimento di handicap grave ai sensi dell’art. 3 comma 3, Legge 104/1992
    • Certificazione rilasciata dalla Commissione Medica INPS
    • Non ricoverato a tempo pieno in struttura ospedaliera o altra struttura pubblica/privata che assicuri assistenza sanitaria continuativa

    Requisiti del Lavoratore Richiedente

    • Rapporto di lavoro dipendente (pubblico o privato)
    • Vincolo di parentela/affinità con il disabile (coniuge, convivente, parente o affine entro il 2° grado, estendibile al 3° grado in casi specifici)
    • Esclusività nell’assistenza: nessun altro familiare può fruire contemporaneamente dei permessi per la stessa persona
    • Assenza di ricovero a tempo pieno del disabile

    Tabella Riepilogativa Requisiti

    RequisitoDettaglioVerifica
    Handicap graveArt. 3 comma 3 L. 104/92Verbale Commissione INPS
    Rapporto parentelaEntro 2° grado (estendibile al 3°)Stato di famiglia
    EsclusivitàUnico familiare ad assistereDichiarazione sostitutiva
    Non ricoveroAssenza ricovero h24 con assistenzaCertificazione struttura

    È proprio quest’ultimo requisito – l’assenza di ricovero a tempo pieno – che viene meno quando il disabile è trasferito in una RSA con assistenza continuativa.

    RSA e Permessi 104: Cosa Cambia

    Il trasferimento del familiare disabile in una RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) modifica radicalmente le condizioni per mantenere i permessi Legge 104. Vediamo perché.

    Cos’è una RSA

    La RSA è una struttura residenziale che fornisce:

    • Assistenza sanitaria continuativa (24 ore su 24)
    • Assistenza infermieristica
    • Assistenza tutelare e alberghiera
    • Somministrazione terapie
    • Sorveglianza medica

    Queste caratteristiche rendono la RSA una struttura con ricovero a tempo pieno, elemento incompatibile con il mantenimento dei permessi 104.

    Perché Si Perdono i Permessi

    Il principio è semplice: se il disabile è ricoverato in una struttura che garantisce assistenza sanitaria continuativa, viene meno la necessità oggettiva che il familiare presti assistenza diretta.

    Come chiarito dalla Circolare INPS n. 155/2010:

    “Il ricovero a tempo pieno della persona con handicap grave in situazione di gravità presso istituti specializzati costituisce causa ostativa alla concessione dei permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.”

    Ratio della Norma

    L’INPS ha più volte ribadito che i permessi sono finalizzati a sopperire all’assenza di assistenza continuativa. Quando questa assistenza è garantita dalla struttura residenziale, il presupposto normativo viene meno.

    Questo vale anche se:

    • Il familiare si reca periodicamente a far visita al disabile
    • La struttura è vicina all’abitazione del lavoratore
    • Il disabile richiede la presenza del familiare

    La giurisprudenza ha confermato questo orientamento: le visite periodiche in RSA non giustificano il mantenimento dei permessi (Cassazione, sent. n. 3677/2018).

    Quando Si Perdono i Permessi con il Trasferimento

    Il diritto ai permessi Legge 104 viene meno dal momento in cui si verifica il ricovero continuativo presso la RSA o altra struttura residenziale con assistenza h24.

    Decorrenza della Perdita

    I permessi si perdono:

    • Dal giorno del ricovero in struttura residenziale
    • Indipendentemente dalla volontà del lavoratore
    • Anche se il disabile richiede la presenza del familiare

    Comunicazione Obbligatoria

    Il lavoratore ha l’obbligo di comunicare tempestivamente:

    1. Al datore di lavoro: entro 24-48 ore dal ricovero (a seconda del CCNL)
    2. All’INPS: tramite variazione della domanda telematica

    L’omessa comunicazione può comportare:

    • Restituzione dei permessi indebitamente goduti
    • Sanzioni disciplinari da parte del datore di lavoro
    • Recupero delle somme erogate dall’INPS
    • Possibile configurazione di truffa aggravata (reato penale)

    Cosa Succede ai Permessi Già Fruiti

    Se il ricovero avviene durante il mese:

    • I permessi goduti prima del ricovero sono legittimi
    • Quelli eventualmente goduti dopo il ricovero vanno restituiti
    • I giorni residui del mese si perdono

    Esempio pratico:

    Mario assiste la madre con permessi 104. Il 15 marzo la madre viene trasferita in RSA. Mario aveva già goduto di 2 giorni di permesso (il 5 e il 12 marzo). Questi 2 giorni sono legittimi. Dal 15 marzo in poi, Mario non può più utilizzare permessi 104 per la madre. Se li utilizzasse, dovrebbe restituirli.

    Normativa INPS di Riferimento

    La disciplina dei permessi Legge 104 in caso di ricovero è regolata da diverse fonti normative e circolari INPS. Vediamo le principali.

    Legge 104/1992

    La Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (“Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”) all’art. 33, comma 3, prevede i permessi retribuiti per assistenza a familiare con handicap grave.

    Decreto Legislativo 151/2001

    Il Testo Unico sulla maternità e paternità (art. 42, comma 5) stabilisce che i permessi non spettano quando la persona con handicap grave è ricoverata a tempo pieno.

    Circolari INPS Fondamentali

    Circolare INPSDataContenuto
    n. 155/20103 dicembre 2010Ricovero a tempo pieno come causa ostativa ai permessi
    n. 32/20126 marzo 2012Utilizzo esclusivo per assistenza al disabile
    n. 85/201220 giugno 2012Eccezioni al divieto per ricoveri temporanei
    n. 90/200726 ottobre 2007Revoca permessi per venire meno dei requisiti

    Giurisprudenza Rilevante

    La Corte di Cassazione ha più volte confermato la legittimità del divieto:

    • Sent. n. 3677/2018: ricovero in RSA incompatibile con permessi 104
    • Sent. n. 17801/2016: obbligo di comunicazione tempestiva del ricovero
    • Sent. n. 24015/2015: utilizzo improprio dei permessi configura truffa aggravata

    Messaggi INPS Recenti

    L’INPS ha ribadito i principi anche con messaggi recenti:

    • Messaggio n. 1007/2023: controlli rafforzati su permessi 104
    • Messaggio n. 3114/2022: modalità di comunicazione variazioni

    Ricoveri Temporanei vs Permanenti

    Non tutti i ricoveri determinano la perdita dei permessi 104. La normativa distingue tra ricoveri temporanei e ricoveri permanenti/continuativi.

    Ricoveri Temporanei

    Sono considerati temporanei i ricoveri per:

    • Cure mediche brevi (es. interventi chirurgici)
    • Accertamenti diagnostici
    • Cicli di terapie con durata programmata e limitata
    • Riabilitazione post-operatoria di breve periodo

    In questi casi, secondo la Circolare INPS n. 85/2012, i permessi possono essere mantenuti se:

    1. Il ricovero ha carattere temporaneo e non continuativo
    2. È necessaria l’assistenza del familiare durante il ricovero
    3. L’assistenza è attestata dalla struttura sanitaria

    Ricoveri Permanenti/Continuativi

    Sono considerati permanenti o continuativi:

    • Ricoveri in RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale)
    • Ricoveri in strutture riabilitative a lungo termine
    • Ricoveri in hospice
    • Ricoveri ospedalieri prolungati senza data di dimissione programmata

    In questi casi, i permessi non spettano, salvo rare eccezioni.

    Eccezioni al Divieto

    I permessi possono essere mantenuti anche in caso di ricovero permanente quando:

    1. Il disabile è in stato vegetativo persistente o coma
    2. È richiesta la presenza del familiare per assistenza diretta attestata dai sanitari
    3. Il disabile è minorenne ricoverato

    L’eccezione deve essere certificata dalla direzione sanitaria della struttura.

    Tabella Comparativa

    Tipo RicoveroDurataPermessi 104Condizioni
    Intervento chirurgico5-10 giorni✅ MantenutiCon certificazione medica
    Riabilitazione breve15-30 giorni✅ MantenutiSe necessaria assistenza familiare
    RSA permanenteIndeterminata❌ PersiAssistenza h24 garantita
    HospiceVariabile❌ PersiSalvo stato vegetativo
    RSA temporanea30-60 giorni⚠️ Valutazione caso per casoServe certificazione INPS

    Come Verificare

    Per capire se un ricovero è considerato “temporaneo” o “permanente”:

    1. Richiedere attestazione scritta alla struttura
    2. Verificare se la struttura fornisce assistenza sanitaria continuativa h24
    3. Controllare il contratto di ricovero (durata determinata o indeterminata)
    4. In caso di dubbio, contattare la sede INPS territoriale

    Come Comunicare il Trasferimento all’INPS

    La comunicazione del ricovero in RSA all’INPS è obbligatoria e urgente. Vediamo come procedere correttamente.

    Tempistiche

    La comunicazione deve avvenire:

    • Entro 30 giorni dalla variazione delle condizioni
    • Prima di godere di ulteriori permessi dopo il ricovero
    • Idealmente entro 48-72 ore per evitare contestazioni

    Modalità di Comunicazione

    La comunicazione può avvenire attraverso:

    1. Portale INPS (metodo consigliato)

    1. Accedere al sito www.inps.it con SPID/CIE/CNS
    2. Cercare il servizio “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”
    3. Selezionare “Permessi Legge 104”
    4. Cliccare su “Variazione domanda”
    5. Compilare il modulo indicando:
      • Data di inizio ricovero
      • Denominazione struttura RSA
      • Indirizzo struttura
      • Natura del ricovero (permanente/temporaneo)
    6. Allegare certificato della struttura che attesti il ricovero
    7. Inviare la variazione

    2. Patronato CAF

    Ci si può rivolgere a un CAF o patronato che provvederà a:

    • Compilare la variazione telematica
    • Inviare la documentazione all’INPS
    • Seguire la pratica fino alla definizione

    💡 Consiglio: Se non hai dimestichezza con le procedure telematiche, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza gratuita nella comunicazione della variazione.

    3. Contact Center INPS

    È possibile chiamare il numero verde 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile) e richiedere l’assistenza di un operatore per la variazione.

    Documentazione Necessaria

    Per la comunicazione serve:

    • Certificato di ricovero rilasciato dalla RSA con:
      • Data inizio ricovero
      • Tipologia struttura
      • Natura del ricovero (permanente/temporaneo)
      • Timbro e firma del direttore sanitario
    • Documento d’identità del richiedente
    • Codice fiscale del disabile
    • Protocollo della domanda originaria di permessi 104

    Comunicazione al Datore di Lavoro

    Parallelamente, il lavoratore deve informare tempestivamente il datore di lavoro:

    1. Comunicazione scritta via email/PEC
    2. Indicare la data del ricovero
    3. Allegare certificato della struttura
    4. Dichiarare la rinuncia ai permessi residui del mese

    Molti CCNL prevedono sanzioni disciplinari per omessa comunicazione tempestiva.

    Cosa Succede Dopo la Comunicazione

    Dopo l’invio della variazione:

    • L’INPS sospende automaticamente i permessi
    • Il datore di lavoro non anticipa più la retribuzione per i giorni di permesso
    • Se il ricovero termina, il lavoratore può richiedere nuovamente i permessi con procedura telematica

    Alternative e Soluzioni Possibili

    Anche se i permessi Legge 104 vengono meno con il ricovero in RSA, esistono alternative e soluzioni per gestire le esigenze di assistenza al familiare.

    1. Congedo Straordinario Biennale

    Il congedo straordinario retribuito (art. 42, comma 5, D.Lgs. 151/2001) prevede:

    • Fino a 2 anni di congedo nell’arco della vita lavorativa
    • Retribuzione pari all’ultima retribuzione (con limite di reddito)
    • Copertura contributiva figurativa

    ⚠️ Attenzione: Anche il congedo straordinario non spetta in caso di ricovero permanente in RSA, per le stesse ragioni dei permessi mensili.

    2. Ferie e Permessi Ordinari

    Il lavoratore può utilizzare:

    • Ferie ordinarie
    • Permessi ROL/PAR (Riduzione Orario di Lavoro / Permessi Annui Retribuiti)
    • Banca ore (se prevista dal CCNL)

    Queste assenze non richiedono giustificazione specifica e possono essere utilizzate per visitare il familiare in RSA.

    3. Part-Time

    Il lavoratore può richiedere la trasformazione del rapporto a tempo parziale:

    • Diritto alla trasformazione per assistere disabile (L. 104/92, art. 33, comma 2)
    • Riduzione orario concordata con il datore
    • Retribuzione proporzionale alle ore lavorate

    4. Aspettativa Non Retribuita

    È possibile richiedere aspettativa per motivi familiari:

    • Assenza dal lavoro per periodo determinato
    • Senza retribuzione
    • Mantenimento del posto di lavoro
    • Senza contributi (salvo riscatto o versamenti volontari)

    5. Dimissioni in RSA Temporanea

    Se il ricovero è temporaneo (es. riabilitazione post-ictus per 3 mesi):

    • I permessi sono sospesi durante il ricovero
    • Alla dimissione dalla RSA, il lavoratore può ripresentare domanda
    • I permessi vengono ripristinati dal mese successivo alle dimissioni

    6. Telelavoro o Smart Working

    Modalità di lavoro flessibili possono aiutare:

    • Richiesta di smart working per gestire meglio gli spostamenti
    • Orari flessibili per visite alla struttura
    • Accordi con il datore per giorni specifici

    7. Ricovero Parziale o Centro Diurno

    Se possibile, valutare strutture alternative:

    • Centro diurno invece di RSA (permessi mantenuti)
    • Assistenza domiciliare integrata (ADI)
    • Ricovero parziale (solo diurno, il disabile torna a casa la sera)

    In questi casi, i permessi 104 possono essere mantenuti perché manca il requisito del “ricovero a tempo pieno”.

    Errori Comuni da Evitare

    Nella gestione dei permessi Legge 104 in caso di ricovero in RSA, alcuni errori sono molto frequenti e possono causare gravi conseguenze. Vediamo i principali.

    1. Non Comunicare Tempestivamente il Ricovero

    ❌ Errore: Pensare che il ricovero sia “temporaneo” o “di prova” e rimandare la comunicazione.

    ✅ Soluzione: Comunicare immediatamente il ricovero, anche se inizialmente previsto come temporaneo. Se il disabile viene dimesso, si può ripresentare domanda.

    Conseguenze:

    • Recupero dei permessi goduti dopo il ricovero
    • Sanzioni disciplinari fino al licenziamento
    • Denuncia per truffa aggravata all’INPS

    2. Continuare a Utilizzare i Permessi

    ❌ Errore: Continuare a fruire dei permessi 104 dopo il ricovero in RSA, giustificandoli con “visite al familiare”.

    ✅ Soluzione: Sospendere immediatamente l’utilizzo dei permessi dal giorno del ricovero. Usare ferie o permessi ordinari per le visite.

    Rischio legale: La giurisprudenza ha stabilito che l’utilizzo consapevole di permessi non spettanti configura truffa aggravata ai danni dell’INPS (reato penale).

    3. Confondere RSA con Centro Diurno

    ❌ Errore: Credere che il ricovero in centro diurno faccia perdere i permessi.

    ✅ Distinzione:

    • Centro diurno: il disabile torna a casa la sera → permessi mantenuti
    • RSA: ricovero h24 → permessi persi

    4. Non Conservare la Documentazione

    ❌ Errore: Non richiedere o conservare il certificato di ricovero della struttura.

    ✅ Soluzione: Richiedere sempre attestazione scritta con:

    • Data inizio ricovero
    • Tipologia struttura
    • Natura assistenza (h24 o parziale)
    • Timbro e firma

    5. Dimissioni Temporanee Non Comunicate

    ❌ Errore: Il disabile viene dimesso dalla RSA per alcuni giorni (es. festività) e si usano i permessi senza comunicare nulla.

    ✅ Soluzione: Se il disabile rientra a casa anche temporaneamente, comunicare all’INPS le dimissioni e ripresentare domanda se necessario.

    6. Affidarsi al “Sentito Dire”

    ❌ Errore: Basarsi su consigli di colleghi o forum online senza verificare la normativa.

    ✅ Soluzione: In caso di dubbio:

    • Consultare il CAF o patronato
    • Chiamare il Contact Center INPS 803 164
    • Leggere le circolari ufficiali INPS

    7. Pensare che la Volontà del Disabile Conti

    ❌ Errore: “Mio padre vuole che io stia con lui in RSA, quindi i permessi spettano”.

    ✅ Realtà: I permessi spettano in base alla necessità oggettiva di assistenza, non alla volontà del disabile. Se la RSA garantisce assistenza h24, i permessi non sono dovuti.

    8. Non Verificare il Tipo di Struttura

    ❌ Errore: Dare per scontato che tutte le strutture residenziali facciano perdere i permessi.

    ✅ Verifica: Alcuni gruppi appartamento o comunità alloggio non forniscono assistenza sanitaria continuativa → permessi mantenuti. Verificare caso per caso.

    Casi Pratici ed Esempi

    Per comprendere meglio come applicare la normativa, analizziamo alcuni casi concreti che si verificano frequentemente.

    Caso 1: Ricovero Permanente in RSA

    Situazione: Giulia assiste la madre con Alzheimer in stadio avanzato. Il 10 aprile 2026 la madre viene trasferita definitivamente in una RSA specializzata.

    Cosa deve fare Giulia:

    1. Comunicare entro 48 ore al datore di lavoro il ricovero
    2. Accedere al portale INPS e comunicare la variazione entro 30 giorni
    3. Allegare il certificato della RSA
    4. Non utilizzare più i permessi 104 dal 10 aprile in poi

    Risultato: I permessi vengono sospesi. Giulia può visitare la madre usando ferie o permessi ordinari.

    Caso 2: Ricovero Temporaneo per Riabilitazione

    Situazione: Marco assiste il padre post-ictus. Il 5 maggio il padre viene ricoverato in una struttura riabilitativa per 45 giorni di fisioterapia intensiva. La struttura attesta che è necessaria la presenza del familiare per il supporto psicologico.

    Cosa deve fare Marco:

    1. Richiedere alla struttura attestazione scritta della necessità di assistenza
    2. Comunicare all’INPS il ricovero temporaneo
    3. Allegare la certificazione medica
    4. Utilizzare i permessi solo se autorizzato dall’INPS

    Risultato: Se l’INPS accetta la certificazione, i permessi possono essere mantenuti per i 45 giorni.

    Caso 3: Dimissioni dalla RSA dopo 6 Mesi

    Situazione: Elena aveva sospeso i permessi quando la nonna era stata ricoverata in RSA. Dopo 6 mesi, la famiglia decide di riportare la nonna a casa con assistenza domiciliare.

    Cosa deve fare Elena:

    1. Comunicare le dimissioni dalla RSA all’INPS
    2. Allegare il certificato di dimissione
    3. Ripresentare nuova domanda di permessi 104
    4. Attendere l’autorizzazione INPS prima di usare i permessi

    Risultato: I permessi vengono ripristinati dal mese successivo all’autorizzazione.

    Caso 4: Ricovero in Centro Diurno

    Situazione: Roberto porta il figlio disabile in un centro diurno dalle 8 alle 17, ma il figlio torna a casa ogni sera e nei weekend.

    Cosa deve fare Roberto:

    1. Verificare che il centro sia diurno e non residenziale
    2. Non comunicare nulla all’INPS (non c’è ricovero h24)
    3. Continuare a utilizzare i permessi per l’assistenza a casa (sera, weekend, urgenze)

    Risultato: I permessi sono mantenuti perché non c’è ricovero a tempo pieno.

    Caso 5: Uso Improprio dei Permessi Post-Ricovero

    Situazione: Stefano continua a prendere permessi 104 per 3 mesi dopo che il padre è stato trasferito in RSA, senza comunicarlo. L’INPS scopre la situazione durante un controllo.

    Conseguenze per Stefano:

    1. Recupero delle retribuzioni per 36 giorni di permesso (circa 3.000-4.000 euro)
    2. Sanzione disciplinare da parte del datore (fino al licenziamento)
    3. Denuncia penale per truffa aggravata all’INPS
    4. Fedina penale sporca con rischio condanna

    ⚠️ Attenzione: Questo è il caso più grave e purtroppo frequente. Mai sottovalutare l’obbligo di comunicazione!

    Caso 6: Ricovero in Hospice

    Situazione: La madre di Francesca, malata terminale, viene ricoverata in hospice per cure palliative.

    Cosa deve fare Francesca:

    1. Comunicare il ricovero all’INPS
    2. Verificare se la madre è in stato vegetativo o coma (eccezione al divieto)
    3. Se sì, richiedere certificazione medica dell’hospice
    4. Se no, sospendere i permessi

    Risultato: Solo in caso di stato vegetativo certificato, i permessi possono essere mantenuti.


    La perdita dei permessi Legge 104 in caso di trasferimento del familiare in RSA è una conseguenza automatica prevista dalla normativa, basata sul principio che il ricovero con assistenza continuativa elimina la necessità oggettiva di assistenza da parte del lavoratore.

    È fondamentale comunicare tempestivamente il ricovero sia all’INPS che al datore di lavoro, per evitare gravi conseguenze legali ed economiche. La mancata comunicazione può configurare truffa aggravata, reato penale con conseguenze serie.

    Se il ricovero è temporaneo e certificato come tale, esistono margini per mantenere i permessi, ma serve sempre l’autorizzazione preventiva dell’INPS.

    In caso di dubbi o necessità di assistenza nella gestione della pratica, rivolgetevi al CAF Centro Fiscale per un supporto professionale completo e aggiornato alla normativa vigente.

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    Domande Frequenti sui Permessi 104 e RSA

    Si perdono sempre i permessi 104 con il ricovero in RSA?

    Sì, nella maggior parte dei casi. Il ricovero permanente in RSA con assistenza sanitaria continuativa h24 fa venire meno il requisito dell’assistenza domiciliare, quindi i permessi non spettano più. Le uniche eccezioni sono i casi di stato vegetativo o coma certificati dai medici della struttura.

    Entro quanto tempo devo comunicare il ricovero all’INPS?

    La comunicazione deve essere effettuata entro 30 giorni dalla variazione delle condizioni. Tuttavia, per evitare contestazioni, è consigliabile comunicare entro 48-72 ore dal ricovero, prima di utilizzare ulteriori permessi.

    Cosa succede se continuo a usare i permessi dopo il ricovero?

    L’utilizzo dei permessi dopo il ricovero in RSA comporta: restituzione delle somme percepite, sanzioni disciplinari dal datore di lavoro (fino al licenziamento), possibile denuncia penale per truffa aggravata all’INPS. È considerato un reato grave.

    Il centro diurno fa perdere i permessi 104?

    No. Il centro diurno non è un ricovero a tempo pieno, quindi i permessi 104 vengono mantenuti. La persona disabile torna a casa la sera e nei weekend, rendendo necessaria l’assistenza del familiare.

    Se il familiare viene dimesso dalla RSA posso riavere i permessi?

    Sì. Al momento delle dimissioni dalla RSA, il lavoratore può comunicare la variazione all’INPS e ripresentare domanda di permessi 104. I permessi vengono ripristinati dal mese successivo all’autorizzazione INPS.

    Posso visitare il familiare in RSA usando i permessi 104?

    No. Una volta ricoverato in RSA con assistenza h24, i permessi 104 non spettano più, nemmeno per le visite. Puoi utilizzare ferie ordinarie, permessi ROL/PAR o aspettative per visitare il familiare.

    Il ricovero per riabilitazione di 30 giorni fa perdere i permessi?

    Dipende. Se il ricovero è temporaneo e la struttura certifica la necessità di assistenza del familiare, i permessi possono essere mantenuti previa autorizzazione INPS. Serve sempre attestazione scritta della struttura sanitaria.


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      Febbraio 19, 2021/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

      RINNOVO REDDITO DI CITTADINANZA

      I nuclei familiari che hanno percepito il Reddito o la Pensione di Cittadinanza da aprile 2019, si son visti accreditare a settembre l’ultima tranche del sussidio (18 mensilità totali). Questi, se vogliono continuare a percepire il sussidio, devono quindi procedere al rinnovo della domanda da ottobre 2020.

      Stacco al contrario non previsto per i beneficiari della Pensione di Cittadinanza in quanto la domanda verrà rinnovata in automatico.

      Rinnovo Reddito di Cittadinanza: quando fare domanda

      La domanda di rinnovo del Reddito di Cittadinanza, allo scadere dei 18 mesi, può essere presentata nuovamente a partire dal 1° ottobre 2020, per ottenere la prima tranche di novembre.

      Ad informazione dei richiedenti del rinnovo del Reddito di Cittadinanza, si comunica che Poste Italiane ha confermato il rinnovo per le domande presentate dai nuclei che hanno già fruito delle prime 18 mensilità.

      La somma spettante verrà accreditata sulla carta Rdc in corso di validità.
      Questo avverrà a partire dalle elaborazioni del 13 novembre p.v.

      Rinuncia al Reddito di cittadinanza 

      Nei casi di rinuncia al Reddito o di perdita dello stesso, prima del raggiungimento dei 18 mesi, i periodi già fruiti in caso di nuova domanda, saranno presi in considerazione soltanto per i 5 anni successivi.

      Trascorso questo periodo, il Reddito di Cittadinanza avrà validità per 18 mesi.

      Requisiti Reddito di cittadinanza

      https://centrofiscale.com/patronato/reddito-di-cittadinanza/

      Come fare domanda di rinnovo Reddito di Cittadinanza

      Per poter rinnovare il Reddito di Cittadinanza si può prendere appuntamento presso il nostro Caf Centro Fiscale a Udine.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: dichiarazione dei redditi (730 e Redditi PF), ISEE e DSU, pratiche di successione, gestione colf e badanti, consulenza fiscale per partite IVA, bonus e agevolazioni.

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      PENSIONE DI CITTADINANZA 2020: cos’è e come funziona

      La Pensione di Cittadinanza a Udine o PdC è un aiuto economico rivolto alle famiglie di anziani in difficoltà, ossia che abbiano un’età superiore a 67 anni. Sul punto, è importante evidenziare sin da ora, che tutti i componenti del nucleo familiare e non solo il capofamiglia, devono avere un’età pari o superiore a 67 anni.
      La Pensione di Cittadinanza funziona più o meno allo stesso modo del Reddito di cittadinanza, ma a differenza di quest’ultima, la PdC non comporta adempimenti legati al lavoro, pertanto, una volta ricevuta, il beneficiario non è obbligato a cercare lavoro, quindi potrà goderne per tutto il tempo stabilito dalla legge.

      A chi spetta

      Possono beneficiare della Pensione di Cittadinanza:

      • cittadini italiani e dell’Unione Europea;
      • stranieri a lungo soggiornanto (permesso di soggiorno a tempo indeterminato);
      • stranieri titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, familiari di un cittadino italiano o dell’Unione Europea.

      Oltre ai requisiti appena elencati, è necessario che il richiedente:

      • sia titolare di una pensione inferiore a 780 euro mensili
      • e che abbia compiuto il 67esimo anno di età.

      Per poter accedere alla Pensione di Cittadinanza 2020 a Udine, il nucleo familiare deve possedere redditi e patrimoni, attestabili mediante ISEE, al di sotto di alcuni limiti come:

      • il valore dell’ISEE non deve essere superiore a 9.360 euro;
      • il patrimonio immobiliare non deve oltrepassare le 30.000 euro, senza considerare la casa di abitazione;
      • mentre il patrimonio mobiliare non può superare la soglia di euro 6.000;
      • il valore del reddito familiare non deve superare i 7.560 annui.

      Per quanto riguarda i beni durevoli, il nucleo familiare non deve essere intestatario o avente piena disponibilità di:

      • autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta;
      • autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti;
      • motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti;
      • navi e imbarcazioni da diporto.


      Chi è escluso dalla Pensione di Cittadinanza

      Sono esclusi dal poter richiedere la Pensione di Cittadinanza a Udine  tutti quei nuclei familiari in cui sono presenti soggetti che si sono dimessi volontariamente dal lavoro negli ultimi 12 mesi dalla presentazione della domanda. Sono ammessa invece le dimissioni per giusta causa.

      Come fare domanda di Pensione di Cittadinanza a Udine

      • presso il nostro CAF Centro Fiscale Udine;
      • via web, attraverso il nuovo sito internet messo a punto dal governo (redditodicittadinanza.gov.it);
      • modalità cartacea, presso tutti gli uffici postali avvalendosi del modello di domanda predisposto dall’INPS.

      È necessario, per fare la domanda di Pensione di Cittadinanza Udine, aver presentato unicamente la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE.

      Quanto spetta con la Pensione di Cittadinanza

      L’importo spettante per la Pensione di Cittadinanza si divide in:

      • quota A: che rappresenta la somma di una componente ad integrazione del reddito familiare può arrivare fino ad un massimo di 7.560 euro e viene calcolata tenendo conto del numero e della tipologia di componenti il nucleo;
      • quota B: che consiste in un contributo per l’affitto o per il mutuo, non può essere superiore a 1.800 euro annui pari a 150 euro mensili per la Pdc). In caso di mutuo, la quota B non può superare le 150 euro mensili.

      In ogni caso, complessivamente, non si potrà percepire un importo inferiore a 480 euro annui.

      Quanto dura

      La Pensione di Cittadinanza a Udine viene assegnata al soggetto per un massimo di 18 mesi.

      Domande Frequenti

      Quanto costa aprire una Partita IVA a Udine?

      L’apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate e gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la procedura, la scelta del codice ATECO e del regime fiscale piu conveniente per la tua attivita.

      Quali documenti servono per aprire la Partita IVA?

      Per aprire la Partita IVA sono necessari: documento di identita, codice fiscale, e informazioni sull’attivita da svolgere. Il nostro CAF ti guida nella compilazione del modello AA9/12 per persone fisiche o AA7/10 per societa.

      Conviene il regime forfettario o ordinario?

      Il regime forfettario conviene se prevedi ricavi inferiori a 85.000 euro annui e non hai spese deducibili elevate. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua situazione specifica per consigliarti la scelta migliore.

      Posso aprire Partita IVA online?

      Si, la Partita IVA si puo aprire online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, per evitare errori nella scelta del codice ATECO e del regime fiscale, consigliamo di affidarti a professionisti esperti.

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      Febbraio 25, 2020/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/02/intro.jpg 800 1280 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2020-02-25 12:16:482026-05-30 00:53:23PENSIONE DI CITTADINANZA 2020: cos’è e come funziona
      PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

      Reddito di Cittadinanza 2020: cos’è e come funziona

      Richiesta Reddito di Cittadinanza CAF Udine

      Il Reddito di Cittadinanza 2020

      Il Reddito di Cittadinanza a Udine (RdC) è un sostegno economico finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale.

      A chi è rivolto il Reddito di Cittadinanza

      Il Reddito di Cittadinanza viene erogato ai nuclei familiari che, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in possesso dei seguenti requisiti:

      1. Requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno

      Il richiedente deve essere cittadino maggiorenne italiano o dell’Unione Europea; di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, di Paesi terzi familiare di cittadino italiano o comunitario titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente o titolare di protezione internazionale;

      È, inoltre, necessario essere residente in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

      2. Requisiti economici

      Il nucleo familiare deve essere in possesso di un valore ISEE inferiore a 9.360 euro (in presenza di minorenni, si considera l’ISEE per prestazioni rivolte ai minorenni); di un valore del patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro; un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza) e un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360 euro.

      Relativamente ai requisiti economici appena elencati, i cittadini di Paesi extracomunitari devono produrre apposita certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana tranne che per i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea aventi lo status di rifugiato politico, qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente ed ai cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea dove è oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni.

      3. Altri requisiti

      Per accedere al Reddito di Cittadinanza a Udine è inoltre necessario che nessun componente del nucleo familiare possieda autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti.

      Come funziona il Reddito di Cittadinanza 2020

      Il Reddito di Cittadinanza viene erogato attraverso una carta di pagamento elettronica, la Carta Reddito di Cittadinanza. È condizionato alla Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID), resa dai componenti del nucleo familiare, e alla successiva sottoscrizione del Patto per il lavoro presso il Centro per l’impiego. Nel caso in cui nel nucleo non siano presenti componenti disoccupati da meno di due anni o in situazione similare è invece prevista la sottoscrizione del Patto per l’inclusione sociale. Quest’ultimo sostituisce il Patto per il lavoro anche nel caso di nuclei che abbiano già sottoscritto con i servizi del Comune un progetto personalizzato, ai sensi del decreto legislativo 147/2017, ovvero qualora i Centri per l’impiego ravvisino la presenza di particolari criticità per cui sia difficoltoso l’avvio di un percorso di inserimento lavorativo.

      Questi patti possono prevedere l’adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento, inserimento lavorativo e inclusione sociale con attività al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, completamento degli studi, nonché altri impegni individuati dai servizi competenti finalizzati all’inserimento del mercato del lavoro e dell’inclusione sociale.

      I maggiorenni di età pari o inferiore ai 29 anni sono comunque convocati dai Centri per l’impiego per la definizione del Patto per il lavoro, anche nel caso il loro nucleo familiare abbia sottoscritto un Patto per l’inclusione sociale.

      Sono esclusi da questi obblighi:

      • minorenni;
      • soggetti di oltre 65 anni di età;
      • soggetti con disabilità;
      • soggetti già occupati o che frequentano un regolare corso di studi.

      Possono, inoltre, essere esonerati i soggetti con carichi di cura che si occupano di componenti familiari minori di tre anni o disabili gravi e non autosufficienti (come definiti ai fini ISEE), coloro che frequentano corsi di formazione e i lavoratori in stato di disoccupazione.

      Decorrenza e durata del Reddito di Cittadinanza

      Il Reddito di Cittadinanza a Udine decorre dal mese successivo a quello di presentazione della domanda ed è concesso per un periodo massimo di 18 mesi, trascorsi i quali può essere rinnovato, previa sospensione di un mese.

      Quanto spetta

      Il Reddito di Cittadinanza è dato dalla somma di una componente a integrazione del reddito familiare (quota A) e di un contributo per l’affitto o per il mutuo (quota B), sulla base delle informazioni rilevabili dall’ ISEE e dal presente modello di domanda.

      La quota A integra il reddito familiare fino a una soglia massima, calcolata moltiplicando 6.000 euro per il corrispondente parametro della scala di equivalenza ai fini del RdC.

      Qualora il nucleo risieda in abitazione in locazione, la quota B è pari al canone annuo di locazione fino a un massimo di 3.360 euro annui, pari a 280 euro mensili per il Reddito di Cittadinanza.

      In caso di mutuo, contratto per l’acquisto o la costruzione della casa di abitazione, la quota B è pari alla rata del mutuo fino a un massimo di 1.800 euro annui, ossia 150 euro mensili. Complessivamente, in caso di percezione di Reddito di Cittadinanza non si potrà percepire un importo inferiore a 480 euro annui a titolo di integrazione al reddito e per locazione o mutuo.

      La scala di equivalenza non tiene conto dei soggetti che si trovano in stato detentivo o sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra pubblica amministrazione. Non tiene conto, inoltre, dei componenti del nucleo familiare disoccupati a seguito di dimissioni volontarie, nei 12 mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa.

      Compatibilità

      Il Reddito di Cittadinanza a Udine è compatibile con il godimento della NASpI e dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata (DIS-COLL) o di altro strumento di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria. Tali prestazioni hanno rilevanza ai fini del diritto e dell’ammontare del beneficio di RdC in quanto concorrono a determinare il reddito familiare, secondo quanto previsto dalla disciplina dell’ ISEE.

      Quando fare la domanda per ottenere il Reddito di Cittadinanza

      La domanda può essere presentata a partire dal sesto giorno di ciascun mese fino alla fine dello stesso.

      Come fare la domanda RdC

      Il beneficio può essere richiesto presentando con il modulo SR180 la domanda di Reddito di Cittadinanza:

      • presso Poste Italiane;
      • in modalità telematica, accedendo al portale www.redditodicittadinanza.gov.it;
      • presso il nostro CAF Centro Fiscale Udine.

      Qualora uno o più componenti del nucleo familiare richiedente svolgano attività lavorativa autonoma, d’impresa ovvero subordinata e i redditi che ne derivano non siano rilevati per l’intera annualità in ISEE, è prevista la comunicazione del reddito presunto, tramite il modello RdC Ridotto.

      Gli obblighi di comunicazione all’istituto

      I beneficiari sono tenuti a comunicare all’INPS, tramite il modello RdC Esteso:

      • le variazioni della situazione lavorativa nelle forme di avvio di un’attività di lavoro dipendente, autonomo e di impresa individuale o di partecipazione, anche se svolta all’estero, intervenute in corso di fruizione del RdC;
      • il reddito presunto per l’anno solare successivo, qualora l’attività di lavoro già comunicata si protragga nel corso di tale anno;
      • la sopravvenienza nel nucleo familiare, successivamente alla domanda, di componenti in stato detentivo o ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o in altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra pubblica amministrazione, ovvero la cessazione dello stato di detenzione o ricovero;
      • le dimissioni volontarie dal lavoro (fatte salve quelle per giusta causa) di uno o più membri del nucleo;
      • entro 15 giorni, ogni variazione patrimoniale che comporti la perdita del requisito relativo al patrimonio immobiliare e al possesso di beni durevoli.

      Per queste comunicazioni obbligatorie occorre utilizzare i moduli SR181 e SR182.

      Per verificare invece lo stato della propria domanda è disponibile il servizio presente nel sito Reddito, accessibile da questa scheda.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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      Febbraio 24, 2020/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      RDC - REDDITO DI CITTADINANZA, PATRONATO

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      Gennaio 31, 2020/0 Commenti/da pio.galasso
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