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Permessi Legge 104 e Trasferimento in RSA: Quando Si Perdono?

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

I permessi Legge 104 rappresentano uno strumento fondamentale per chi assiste un familiare con disabilità grave. Ma cosa succede quando il proprio caro viene trasferito in una RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale)? Si perdono automaticamente i permessi retribuiti? La risposta non è sempre scontata e dipende da diversi fattori.

In questa guida approfondita analizziamo quando e perché si perdono i permessi Legge 104 in caso di ricovero in struttura residenziale, cosa dice la normativa INPS, come distinguere tra ricoveri temporanei e permanenti, e quali alternative esistono per i lavoratori che si trovano in questa delicata situazione.

Comprendere correttamente la normativa è essenziale per evitare problemi con il datore di lavoro, sanzioni INPS e la restituzione di permessi indebitamente goduti.

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Cosa Sono i Permessi Legge 104

I permessi retribuiti previsti dalla Legge 104/1992 (articolo 33, comma 3) consentono ai lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per prestare assistenza a un familiare con disabilità grave, mantenendo la retribuzione e la copertura contributiva.

Caratteristiche dei Permessi 104

Il lavoratore che assiste un familiare disabile ha diritto a:

  • 3 giorni di permesso retribuito al mese (frazionabili anche in ore)
  • Continuità della retribuzione (a carico INPS con anticipo del datore di lavoro)
  • Copertura contributiva figurativa ai fini pensionistici
  • Divieto di licenziamento durante l’assenza per permessi

Finalità dei Permessi

La ratio della normativa è chiara: i permessi sono concessi per consentire al lavoratore di prestare assistenza personale diretta al familiare disabile. Questa finalità diventa centrale per comprendere quando il diritto ai permessi viene meno.

Come chiarito dalla Circolare INPS n. 32/2012, i permessi devono essere utilizzati esclusivamente per fornire assistenza al disabile, non per esigenze personali del lavoratore.

Requisiti per Ottenere i Permessi 104

Per beneficiare dei permessi Legge 104 per assistenza a un familiare, è necessario il contestuale ricorrere di più requisiti:

Requisiti del Disabile

  • Riconoscimento di handicap grave ai sensi dell’art. 3 comma 3, Legge 104/1992
  • Certificazione rilasciata dalla Commissione Medica INPS
  • Non ricoverato a tempo pieno in struttura ospedaliera o altra struttura pubblica/privata che assicuri assistenza sanitaria continuativa

Requisiti del Lavoratore Richiedente

  • Rapporto di lavoro dipendente (pubblico o privato)
  • Vincolo di parentela/affinità con il disabile (coniuge, convivente, parente o affine entro il 2° grado, estendibile al 3° grado in casi specifici)
  • Esclusività nell’assistenza: nessun altro familiare può fruire contemporaneamente dei permessi per la stessa persona
  • Assenza di ricovero a tempo pieno del disabile

Tabella Riepilogativa Requisiti

RequisitoDettaglioVerifica
Handicap graveArt. 3 comma 3 L. 104/92Verbale Commissione INPS
Rapporto parentelaEntro 2° grado (estendibile al 3°)Stato di famiglia
EsclusivitàUnico familiare ad assistereDichiarazione sostitutiva
Non ricoveroAssenza ricovero h24 con assistenzaCertificazione struttura

È proprio quest’ultimo requisito – l’assenza di ricovero a tempo pieno – che viene meno quando il disabile è trasferito in una RSA con assistenza continuativa.

RSA e Permessi 104: Cosa Cambia

Il trasferimento del familiare disabile in una RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) modifica radicalmente le condizioni per mantenere i permessi Legge 104. Vediamo perché.

Cos’è una RSA

La RSA è una struttura residenziale che fornisce:

  • Assistenza sanitaria continuativa (24 ore su 24)
  • Assistenza infermieristica
  • Assistenza tutelare e alberghiera
  • Somministrazione terapie
  • Sorveglianza medica

Queste caratteristiche rendono la RSA una struttura con ricovero a tempo pieno, elemento incompatibile con il mantenimento dei permessi 104.

Perché Si Perdono i Permessi

Il principio è semplice: se il disabile è ricoverato in una struttura che garantisce assistenza sanitaria continuativa, viene meno la necessità oggettiva che il familiare presti assistenza diretta.

Come chiarito dalla Circolare INPS n. 155/2010:

“Il ricovero a tempo pieno della persona con handicap grave in situazione di gravità presso istituti specializzati costituisce causa ostativa alla concessione dei permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.”

Ratio della Norma

L’INPS ha più volte ribadito che i permessi sono finalizzati a sopperire all’assenza di assistenza continuativa. Quando questa assistenza è garantita dalla struttura residenziale, il presupposto normativo viene meno.

Questo vale anche se:

  • Il familiare si reca periodicamente a far visita al disabile
  • La struttura è vicina all’abitazione del lavoratore
  • Il disabile richiede la presenza del familiare

La giurisprudenza ha confermato questo orientamento: le visite periodiche in RSA non giustificano il mantenimento dei permessi (Cassazione, sent. n. 3677/2018).

Quando Si Perdono i Permessi con il Trasferimento

Il diritto ai permessi Legge 104 viene meno dal momento in cui si verifica il ricovero continuativo presso la RSA o altra struttura residenziale con assistenza h24.

Decorrenza della Perdita

I permessi si perdono:

  • Dal giorno del ricovero in struttura residenziale
  • Indipendentemente dalla volontà del lavoratore
  • Anche se il disabile richiede la presenza del familiare

Comunicazione Obbligatoria

Il lavoratore ha l’obbligo di comunicare tempestivamente:

  1. Al datore di lavoro: entro 24-48 ore dal ricovero (a seconda del CCNL)
  2. All’INPS: tramite variazione della domanda telematica

L’omessa comunicazione può comportare:

  • Restituzione dei permessi indebitamente goduti
  • Sanzioni disciplinari da parte del datore di lavoro
  • Recupero delle somme erogate dall’INPS
  • Possibile configurazione di truffa aggravata (reato penale)

Cosa Succede ai Permessi Già Fruiti

Se il ricovero avviene durante il mese:

  • I permessi goduti prima del ricovero sono legittimi
  • Quelli eventualmente goduti dopo il ricovero vanno restituiti
  • I giorni residui del mese si perdono

Esempio pratico:

Mario assiste la madre con permessi 104. Il 15 marzo la madre viene trasferita in RSA. Mario aveva già goduto di 2 giorni di permesso (il 5 e il 12 marzo). Questi 2 giorni sono legittimi. Dal 15 marzo in poi, Mario non può più utilizzare permessi 104 per la madre. Se li utilizzasse, dovrebbe restituirli.

Normativa INPS di Riferimento

La disciplina dei permessi Legge 104 in caso di ricovero è regolata da diverse fonti normative e circolari INPS. Vediamo le principali.

Legge 104/1992

La Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (“Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”) all’art. 33, comma 3, prevede i permessi retribuiti per assistenza a familiare con handicap grave.

Decreto Legislativo 151/2001

Il Testo Unico sulla maternità e paternità (art. 42, comma 5) stabilisce che i permessi non spettano quando la persona con handicap grave è ricoverata a tempo pieno.

Circolari INPS Fondamentali

Circolare INPSDataContenuto
n. 155/20103 dicembre 2010Ricovero a tempo pieno come causa ostativa ai permessi
n. 32/20126 marzo 2012Utilizzo esclusivo per assistenza al disabile
n. 85/201220 giugno 2012Eccezioni al divieto per ricoveri temporanei
n. 90/200726 ottobre 2007Revoca permessi per venire meno dei requisiti

Giurisprudenza Rilevante

La Corte di Cassazione ha più volte confermato la legittimità del divieto:

  • Sent. n. 3677/2018: ricovero in RSA incompatibile con permessi 104
  • Sent. n. 17801/2016: obbligo di comunicazione tempestiva del ricovero
  • Sent. n. 24015/2015: utilizzo improprio dei permessi configura truffa aggravata

Messaggi INPS Recenti

L’INPS ha ribadito i principi anche con messaggi recenti:

  • Messaggio n. 1007/2023: controlli rafforzati su permessi 104
  • Messaggio n. 3114/2022: modalità di comunicazione variazioni

Ricoveri Temporanei vs Permanenti

Non tutti i ricoveri determinano la perdita dei permessi 104. La normativa distingue tra ricoveri temporanei e ricoveri permanenti/continuativi.

Ricoveri Temporanei

Sono considerati temporanei i ricoveri per:

  • Cure mediche brevi (es. interventi chirurgici)
  • Accertamenti diagnostici
  • Cicli di terapie con durata programmata e limitata
  • Riabilitazione post-operatoria di breve periodo

In questi casi, secondo la Circolare INPS n. 85/2012, i permessi possono essere mantenuti se:

  1. Il ricovero ha carattere temporaneo e non continuativo
  2. È necessaria l’assistenza del familiare durante il ricovero
  3. L’assistenza è attestata dalla struttura sanitaria

Ricoveri Permanenti/Continuativi

Sono considerati permanenti o continuativi:

  • Ricoveri in RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale)
  • Ricoveri in strutture riabilitative a lungo termine
  • Ricoveri in hospice
  • Ricoveri ospedalieri prolungati senza data di dimissione programmata

In questi casi, i permessi non spettano, salvo rare eccezioni.

Eccezioni al Divieto

I permessi possono essere mantenuti anche in caso di ricovero permanente quando:

  1. Il disabile è in stato vegetativo persistente o coma
  2. È richiesta la presenza del familiare per assistenza diretta attestata dai sanitari
  3. Il disabile è minorenne ricoverato

L’eccezione deve essere certificata dalla direzione sanitaria della struttura.

Tabella Comparativa

Tipo RicoveroDurataPermessi 104Condizioni
Intervento chirurgico5-10 giorni✅ MantenutiCon certificazione medica
Riabilitazione breve15-30 giorni✅ MantenutiSe necessaria assistenza familiare
RSA permanenteIndeterminata❌ PersiAssistenza h24 garantita
HospiceVariabile❌ PersiSalvo stato vegetativo
RSA temporanea30-60 giorni⚠️ Valutazione caso per casoServe certificazione INPS

Come Verificare

Per capire se un ricovero è considerato “temporaneo” o “permanente”:

  1. Richiedere attestazione scritta alla struttura
  2. Verificare se la struttura fornisce assistenza sanitaria continuativa h24
  3. Controllare il contratto di ricovero (durata determinata o indeterminata)
  4. In caso di dubbio, contattare la sede INPS territoriale

Come Comunicare il Trasferimento all’INPS

La comunicazione del ricovero in RSA all’INPS è obbligatoria e urgente. Vediamo come procedere correttamente.

Tempistiche

La comunicazione deve avvenire:

  • Entro 30 giorni dalla variazione delle condizioni
  • Prima di godere di ulteriori permessi dopo il ricovero
  • Idealmente entro 48-72 ore per evitare contestazioni

Modalità di Comunicazione

La comunicazione può avvenire attraverso:

1. Portale INPS (metodo consigliato)

  1. Accedere al sito www.inps.it con SPID/CIE/CNS
  2. Cercare il servizio “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”
  3. Selezionare “Permessi Legge 104”
  4. Cliccare su “Variazione domanda”
  5. Compilare il modulo indicando:
    • Data di inizio ricovero
    • Denominazione struttura RSA
    • Indirizzo struttura
    • Natura del ricovero (permanente/temporaneo)
  6. Allegare certificato della struttura che attesti il ricovero
  7. Inviare la variazione

2. Patronato CAF

Ci si può rivolgere a un CAF o patronato che provvederà a:

  • Compilare la variazione telematica
  • Inviare la documentazione all’INPS
  • Seguire la pratica fino alla definizione

💡 Consiglio: Se non hai dimestichezza con le procedure telematiche, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza gratuita nella comunicazione della variazione.

3. Contact Center INPS

È possibile chiamare il numero verde 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile) e richiedere l’assistenza di un operatore per la variazione.

Documentazione Necessaria

Per la comunicazione serve:

  • Certificato di ricovero rilasciato dalla RSA con:
    • Data inizio ricovero
    • Tipologia struttura
    • Natura del ricovero (permanente/temporaneo)
    • Timbro e firma del direttore sanitario
  • Documento d’identità del richiedente
  • Codice fiscale del disabile
  • Protocollo della domanda originaria di permessi 104

Comunicazione al Datore di Lavoro

Parallelamente, il lavoratore deve informare tempestivamente il datore di lavoro:

  1. Comunicazione scritta via email/PEC
  2. Indicare la data del ricovero
  3. Allegare certificato della struttura
  4. Dichiarare la rinuncia ai permessi residui del mese

Molti CCNL prevedono sanzioni disciplinari per omessa comunicazione tempestiva.

Cosa Succede Dopo la Comunicazione

Dopo l’invio della variazione:

  • L’INPS sospende automaticamente i permessi
  • Il datore di lavoro non anticipa più la retribuzione per i giorni di permesso
  • Se il ricovero termina, il lavoratore può richiedere nuovamente i permessi con procedura telematica

Alternative e Soluzioni Possibili

Anche se i permessi Legge 104 vengono meno con il ricovero in RSA, esistono alternative e soluzioni per gestire le esigenze di assistenza al familiare.

1. Congedo Straordinario Biennale

Il congedo straordinario retribuito (art. 42, comma 5, D.Lgs. 151/2001) prevede:

  • Fino a 2 anni di congedo nell’arco della vita lavorativa
  • Retribuzione pari all’ultima retribuzione (con limite di reddito)
  • Copertura contributiva figurativa

⚠️ Attenzione: Anche il congedo straordinario non spetta in caso di ricovero permanente in RSA, per le stesse ragioni dei permessi mensili.

2. Ferie e Permessi Ordinari

Il lavoratore può utilizzare:

  • Ferie ordinarie
  • Permessi ROL/PAR (Riduzione Orario di Lavoro / Permessi Annui Retribuiti)
  • Banca ore (se prevista dal CCNL)

Queste assenze non richiedono giustificazione specifica e possono essere utilizzate per visitare il familiare in RSA.

3. Part-Time

Il lavoratore può richiedere la trasformazione del rapporto a tempo parziale:

  • Diritto alla trasformazione per assistere disabile (L. 104/92, art. 33, comma 2)
  • Riduzione orario concordata con il datore
  • Retribuzione proporzionale alle ore lavorate

4. Aspettativa Non Retribuita

È possibile richiedere aspettativa per motivi familiari:

  • Assenza dal lavoro per periodo determinato
  • Senza retribuzione
  • Mantenimento del posto di lavoro
  • Senza contributi (salvo riscatto o versamenti volontari)

5. Dimissioni in RSA Temporanea

Se il ricovero è temporaneo (es. riabilitazione post-ictus per 3 mesi):

  • I permessi sono sospesi durante il ricovero
  • Alla dimissione dalla RSA, il lavoratore può ripresentare domanda
  • I permessi vengono ripristinati dal mese successivo alle dimissioni

6. Telelavoro o Smart Working

Modalità di lavoro flessibili possono aiutare:

  • Richiesta di smart working per gestire meglio gli spostamenti
  • Orari flessibili per visite alla struttura
  • Accordi con il datore per giorni specifici

7. Ricovero Parziale o Centro Diurno

Se possibile, valutare strutture alternative:

  • Centro diurno invece di RSA (permessi mantenuti)
  • Assistenza domiciliare integrata (ADI)
  • Ricovero parziale (solo diurno, il disabile torna a casa la sera)

In questi casi, i permessi 104 possono essere mantenuti perché manca il requisito del “ricovero a tempo pieno”.

Errori Comuni da Evitare

Nella gestione dei permessi Legge 104 in caso di ricovero in RSA, alcuni errori sono molto frequenti e possono causare gravi conseguenze. Vediamo i principali.

1. Non Comunicare Tempestivamente il Ricovero

❌ Errore: Pensare che il ricovero sia “temporaneo” o “di prova” e rimandare la comunicazione.

✅ Soluzione: Comunicare immediatamente il ricovero, anche se inizialmente previsto come temporaneo. Se il disabile viene dimesso, si può ripresentare domanda.

Conseguenze:

  • Recupero dei permessi goduti dopo il ricovero
  • Sanzioni disciplinari fino al licenziamento
  • Denuncia per truffa aggravata all’INPS

2. Continuare a Utilizzare i Permessi

❌ Errore: Continuare a fruire dei permessi 104 dopo il ricovero in RSA, giustificandoli con “visite al familiare”.

✅ Soluzione: Sospendere immediatamente l’utilizzo dei permessi dal giorno del ricovero. Usare ferie o permessi ordinari per le visite.

Rischio legale: La giurisprudenza ha stabilito che l’utilizzo consapevole di permessi non spettanti configura truffa aggravata ai danni dell’INPS (reato penale).

3. Confondere RSA con Centro Diurno

❌ Errore: Credere che il ricovero in centro diurno faccia perdere i permessi.

✅ Distinzione:

  • Centro diurno: il disabile torna a casa la sera → permessi mantenuti
  • RSA: ricovero h24 → permessi persi

4. Non Conservare la Documentazione

❌ Errore: Non richiedere o conservare il certificato di ricovero della struttura.

✅ Soluzione: Richiedere sempre attestazione scritta con:

  • Data inizio ricovero
  • Tipologia struttura
  • Natura assistenza (h24 o parziale)
  • Timbro e firma

5. Dimissioni Temporanee Non Comunicate

❌ Errore: Il disabile viene dimesso dalla RSA per alcuni giorni (es. festività) e si usano i permessi senza comunicare nulla.

✅ Soluzione: Se il disabile rientra a casa anche temporaneamente, comunicare all’INPS le dimissioni e ripresentare domanda se necessario.

6. Affidarsi al “Sentito Dire”

❌ Errore: Basarsi su consigli di colleghi o forum online senza verificare la normativa.

✅ Soluzione: In caso di dubbio:

  • Consultare il CAF o patronato
  • Chiamare il Contact Center INPS 803 164
  • Leggere le circolari ufficiali INPS

7. Pensare che la Volontà del Disabile Conti

❌ Errore: “Mio padre vuole che io stia con lui in RSA, quindi i permessi spettano”.

✅ Realtà: I permessi spettano in base alla necessità oggettiva di assistenza, non alla volontà del disabile. Se la RSA garantisce assistenza h24, i permessi non sono dovuti.

8. Non Verificare il Tipo di Struttura

❌ Errore: Dare per scontato che tutte le strutture residenziali facciano perdere i permessi.

✅ Verifica: Alcuni gruppi appartamento o comunità alloggio non forniscono assistenza sanitaria continuativa → permessi mantenuti. Verificare caso per caso.

Casi Pratici ed Esempi

Per comprendere meglio come applicare la normativa, analizziamo alcuni casi concreti che si verificano frequentemente.

Caso 1: Ricovero Permanente in RSA

Situazione: Giulia assiste la madre con Alzheimer in stadio avanzato. Il 10 aprile 2026 la madre viene trasferita definitivamente in una RSA specializzata.

Cosa deve fare Giulia:

  1. Comunicare entro 48 ore al datore di lavoro il ricovero
  2. Accedere al portale INPS e comunicare la variazione entro 30 giorni
  3. Allegare il certificato della RSA
  4. Non utilizzare più i permessi 104 dal 10 aprile in poi

Risultato: I permessi vengono sospesi. Giulia può visitare la madre usando ferie o permessi ordinari.

Caso 2: Ricovero Temporaneo per Riabilitazione

Situazione: Marco assiste il padre post-ictus. Il 5 maggio il padre viene ricoverato in una struttura riabilitativa per 45 giorni di fisioterapia intensiva. La struttura attesta che è necessaria la presenza del familiare per il supporto psicologico.

Cosa deve fare Marco:

  1. Richiedere alla struttura attestazione scritta della necessità di assistenza
  2. Comunicare all’INPS il ricovero temporaneo
  3. Allegare la certificazione medica
  4. Utilizzare i permessi solo se autorizzato dall’INPS

Risultato: Se l’INPS accetta la certificazione, i permessi possono essere mantenuti per i 45 giorni.

Caso 3: Dimissioni dalla RSA dopo 6 Mesi

Situazione: Elena aveva sospeso i permessi quando la nonna era stata ricoverata in RSA. Dopo 6 mesi, la famiglia decide di riportare la nonna a casa con assistenza domiciliare.

Cosa deve fare Elena:

  1. Comunicare le dimissioni dalla RSA all’INPS
  2. Allegare il certificato di dimissione
  3. Ripresentare nuova domanda di permessi 104
  4. Attendere l’autorizzazione INPS prima di usare i permessi

Risultato: I permessi vengono ripristinati dal mese successivo all’autorizzazione.

Caso 4: Ricovero in Centro Diurno

Situazione: Roberto porta il figlio disabile in un centro diurno dalle 8 alle 17, ma il figlio torna a casa ogni sera e nei weekend.

Cosa deve fare Roberto:

  1. Verificare che il centro sia diurno e non residenziale
  2. Non comunicare nulla all’INPS (non c’è ricovero h24)
  3. Continuare a utilizzare i permessi per l’assistenza a casa (sera, weekend, urgenze)

Risultato: I permessi sono mantenuti perché non c’è ricovero a tempo pieno.

Caso 5: Uso Improprio dei Permessi Post-Ricovero

Situazione: Stefano continua a prendere permessi 104 per 3 mesi dopo che il padre è stato trasferito in RSA, senza comunicarlo. L’INPS scopre la situazione durante un controllo.

Conseguenze per Stefano:

  1. Recupero delle retribuzioni per 36 giorni di permesso (circa 3.000-4.000 euro)
  2. Sanzione disciplinare da parte del datore (fino al licenziamento)
  3. Denuncia penale per truffa aggravata all’INPS
  4. Fedina penale sporca con rischio condanna

⚠️ Attenzione: Questo è il caso più grave e purtroppo frequente. Mai sottovalutare l’obbligo di comunicazione!

Caso 6: Ricovero in Hospice

Situazione: La madre di Francesca, malata terminale, viene ricoverata in hospice per cure palliative.

Cosa deve fare Francesca:

  1. Comunicare il ricovero all’INPS
  2. Verificare se la madre è in stato vegetativo o coma (eccezione al divieto)
  3. Se sì, richiedere certificazione medica dell’hospice
  4. Se no, sospendere i permessi

Risultato: Solo in caso di stato vegetativo certificato, i permessi possono essere mantenuti.


La perdita dei permessi Legge 104 in caso di trasferimento del familiare in RSA è una conseguenza automatica prevista dalla normativa, basata sul principio che il ricovero con assistenza continuativa elimina la necessità oggettiva di assistenza da parte del lavoratore.

È fondamentale comunicare tempestivamente il ricovero sia all’INPS che al datore di lavoro, per evitare gravi conseguenze legali ed economiche. La mancata comunicazione può configurare truffa aggravata, reato penale con conseguenze serie.

Se il ricovero è temporaneo e certificato come tale, esistono margini per mantenere i permessi, ma serve sempre l’autorizzazione preventiva dell’INPS.

In caso di dubbi o necessità di assistenza nella gestione della pratica, rivolgetevi al CAF Centro Fiscale per un supporto professionale completo e aggiornato alla normativa vigente.

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Domande Frequenti sui Permessi 104 e RSA

Si perdono sempre i permessi 104 con il ricovero in RSA?

Sì, nella maggior parte dei casi. Il ricovero permanente in RSA con assistenza sanitaria continuativa h24 fa venire meno il requisito dell’assistenza domiciliare, quindi i permessi non spettano più. Le uniche eccezioni sono i casi di stato vegetativo o coma certificati dai medici della struttura.

Entro quanto tempo devo comunicare il ricovero all’INPS?

La comunicazione deve essere effettuata entro 30 giorni dalla variazione delle condizioni. Tuttavia, per evitare contestazioni, è consigliabile comunicare entro 48-72 ore dal ricovero, prima di utilizzare ulteriori permessi.

Cosa succede se continuo a usare i permessi dopo il ricovero?

L’utilizzo dei permessi dopo il ricovero in RSA comporta: restituzione delle somme percepite, sanzioni disciplinari dal datore di lavoro (fino al licenziamento), possibile denuncia penale per truffa aggravata all’INPS. È considerato un reato grave.

Il centro diurno fa perdere i permessi 104?

No. Il centro diurno non è un ricovero a tempo pieno, quindi i permessi 104 vengono mantenuti. La persona disabile torna a casa la sera e nei weekend, rendendo necessaria l’assistenza del familiare.

Se il familiare viene dimesso dalla RSA posso riavere i permessi?

Sì. Al momento delle dimissioni dalla RSA, il lavoratore può comunicare la variazione all’INPS e ripresentare domanda di permessi 104. I permessi vengono ripristinati dal mese successivo all’autorizzazione INPS.

Posso visitare il familiare in RSA usando i permessi 104?

No. Una volta ricoverato in RSA con assistenza h24, i permessi 104 non spettano più, nemmeno per le visite. Puoi utilizzare ferie ordinarie, permessi ROL/PAR o aspettative per visitare il familiare.

Il ricovero per riabilitazione di 30 giorni fa perdere i permessi?

Dipende. Se il ricovero è temporaneo e la struttura certifica la necessità di assistenza del familiare, i permessi possono essere mantenuti previa autorizzazione INPS. Serve sempre attestazione scritta della struttura sanitaria.


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