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Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

La successione dei genitori ai figli rappresenta il caso più comune e più cercato in Italia: la quasi totalità delle dichiarazioni di successione gestite ogni anno riguarda proprio il passaggio del patrimonio da un genitore deceduto ai suoi figli. Se hai perso da poco tuo padre o tua madre e devi occuparti della successione, sei nel posto giusto.

In questa guida completa e aggiornata al 2026 scoprirai esattamente quanto spetta a ciascun figlio, quali tasse si pagano, quali documenti servono e come procedere passo dopo passo. Troverai anche un esempio pratico con calcoli reali (casa + conto corrente lasciati a 2 figli) e una sezione dedicata alle situazioni particolari: figli adottivi, figli premorti, figli non riconosciuti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce centinaia di successioni ogni anno, con costi decisamente più accessibili rispetto al notaio (200-400 euro contro 1.500-3.000 euro). Alla fine dell’articolo ti spieghiamo come prenotare un appuntamento.

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PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.

✓ Checklist documenti  ✓ Franchigie 2026  ✓ 10 errori da evitare

Indice dei contenuti

  1. Successione genitori ai figli: l’ipotesi più comune
  2. Quote eredi: con o senza coniuge superstite
  3. La legittima dei figli (quota indisponibile)
  4. Successione per rappresentazione: figlio premorto
  5. Franchigia imposta successione: 1 milione di euro per figlio
  6. Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili
  7. Documenti necessari per la successione
  8. Tempistica: 12 mesi dalla morte
  9. Come procedere: CAF o notaio?
  10. Esempio pratico completo con calcoli
  11. Figli adottivi, naturali e situazioni particolari
  12. Impatto fiscale sulla prima casa dei figli
  13. Domande frequenti (FAQ)

Successione genitori ai figli: l’ipotesi più comune

Quando un genitore muore, per il Codice Civile italiano i figli sono sempre i primi eredi legittimi, insieme al coniuge superstite se presente. Questo vale sia che il defunto abbia lasciato un testamento sia che non l’abbia fatto (successione legittima).

La successione dai genitori ai figli è l’ipotesi più frequente per un motivo semplice: la stragrande maggioranza delle persone lascia un patrimonio (casa, conto corrente, auto, titoli) che viene naturalmente trasmesso ai discendenti diretti. Il diritto italiano tutela particolarmente questa trasmissione, riconoscendo ai figli la qualifica di eredi legittimari (o necessari): significa che hanno diritto a una quota minima del patrimonio che non può essere loro tolta nemmeno per testamento.

Dal punto di vista pratico, tutti i figli – indipendentemente dal numero e dalla loro condizione – concorrono in parti uguali tra loro. La legge italiana ha abolito ogni distinzione tra figli legittimi, naturali e adottivi: dal 2013 (riforma della filiazione, legge 219/2012) tutti i figli hanno gli stessi diritti successori.

Quote eredi: con o senza coniuge superstite

Il Codice Civile, agli articoli 566 e 581, stabilisce in modo molto chiaro come viene suddiviso il patrimonio del genitore defunto tra figli e coniuge superstite. Vediamo tutti i casi possibili.

Caso 1: solo figli (nessun coniuge o coniuge premorto/divorziato)

Quando il genitore defunto lascia solo figli (perché già vedovo, divorziato o non sposato), i figli ereditano il 100% del patrimonio, diviso in parti uguali tra loro.

  • 1 figlio unico → 100% del patrimonio
  • 2 figli → 50% ciascuno
  • 3 figli → 1/3 (33,33%) ciascuno
  • 4 figli → 1/4 (25%) ciascuno
  • N figli → 1/N ciascuno

Caso 2: coniuge superstite + 1 figlio

Quando al defunto sopravvivono il coniuge e un solo figlio, l’articolo 581 C.C. stabilisce una divisione al 50% e 50%:

  • Coniuge superstite → 1/2 (50%)
  • Figlio unico → 1/2 (50%)

Al coniuge spetta inoltre il diritto di abitazione sulla casa coniugale e il diritto di uso dei mobili che la corredano (art. 540 C.C.), che si aggiunge alla quota ereditaria.

Caso 3: coniuge superstite + 2 o più figli

Quando al defunto sopravvivono il coniuge e due o più figli, la divisione è:

  • Coniuge superstite → 1/3 (33,33%)
  • Figli → 2/3 (66,67%) divisi in parti uguali tra loro

Esempi concreti:

  • Coniuge + 2 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 1/3 (2/3 ÷ 2)
  • Coniuge + 3 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 2/9 (2/3 ÷ 3)
  • Coniuge + 4 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 1/6 (2/3 ÷ 4)

Anche in questo caso il coniuge mantiene il diritto di abitazione sulla casa familiare.

Tabella riepilogativa quote

Situazione familiareQuota coniugeQuota totale figliQuota singolo figlio
Solo 1 figlio (no coniuge)100%100%
Solo 2 figli (no coniuge)100%50%
Solo 3 figli (no coniuge)100%33,33%
Coniuge + 1 figlio50%50%50%
Coniuge + 2 figli33,33%66,67%33,33%
Coniuge + 3 figli33,33%66,67%22,22%
Coniuge + 4 figli33,33%66,67%16,67%

La legittima dei figli (quota indisponibile)

Un aspetto fondamentale della successione dei genitori ai figli è il concetto di legittima (o quota indisponibile). Si tratta della porzione minima di patrimonio che la legge riserva obbligatoriamente ai figli, e di cui il genitore non può disporre liberamente nemmeno con un testamento.

In altre parole: anche se tuo padre o tua madre avesse scritto un testamento lasciando tutto a un terzo (un nuovo partner, un’associazione, un amico), tu e i tuoi fratelli avreste comunque diritto alla vostra quota di legittima.

Quote di legittima per i figli (art. 537 C.C.)

  • 1 figlio unico (senza coniuge) → ha diritto almeno a 1/2 del patrimonio (disponibile 1/2)
  • 2 o più figli (senza coniuge) → hanno diritto complessivamente ai 2/3 del patrimonio (disponibile 1/3)
  • 1 figlio + coniuge → figlio 1/3, coniuge 1/3 (disponibile 1/3)
  • 2 o più figli + coniuge → figli 1/2 complessivamente, coniuge 1/4 (disponibile 1/4)

Se un figlio viene leso nella quota di legittima da un testamento o da donazioni fatte in vita dal genitore, può agire con l’azione di riduzione (art. 554 C.C.) per ottenere quanto gli spetta di diritto. È un’azione complessa che richiede l’assistenza di un avvocato specializzato in successioni.

Successione per rappresentazione: figlio premorto

Cosa succede se uno dei figli è morto prima del genitore? Interviene l’istituto della successione per rappresentazione, disciplinata dagli articoli 467-469 del Codice Civile.

In pratica: se tuo fratello è morto prima di vostro padre, i figli di tuo fratello (cioè i tuoi nipoti, che sono nipoti del nonno defunto) subentrano nella quota che sarebbe spettata al loro genitore.

Esempio pratico di rappresentazione

Tizio muore lasciando:

  • Figlio Caio (vivo)
  • Figlio Sempronio (morto 5 anni prima), che aveva lasciato 2 figli (Marco e Luca, nipoti di Tizio)

La ripartizione sarà:

  • Caio → 1/2 del patrimonio del nonno
  • Marco e Luca → 1/2 del patrimonio diviso a metà tra loro (1/4 ciascuno), subentrando al posto del padre Sempronio

La rappresentazione opera anche all’infinito in linea retta discendente: se anche i nipoti fossero premorti, subentrerebbero i pronipoti. Per approfondire puoi leggere la nostra guida sulla rinuncia all’eredità, che spiega anche cosa succede quando un figlio rinuncia volontariamente.

Franchigia imposta successione: 1 milione di euro per figlio

Ecco una delle notizie più rassicuranti per chi eredita dai genitori: nella stragrande maggioranza dei casi, non si paga alcuna imposta di successione. Il motivo? La franchigia elevatissima prevista dalla legge italiana per i figli.

Il Decreto Legislativo n. 346/1990 (Testo Unico Imposta Successioni), aggiornato dal D.Lgs. 139/2024 in vigore dal 2025, prevede per i figli:

  • Franchigia: 1.000.000 di euro per ciascun figlio
  • Aliquota oltre la franchigia: 4%

Questo significa che ogni figlio può ereditare fino a 1 milione di euro senza pagare un euro di imposta di successione. Solo sulla parte eccedente si applica l’aliquota del 4%.

Come si calcola l’imposta di successione figli

Formula: (Valore quota ereditata − 1.000.000 €) × 4%

Esempi:

  • Figlio eredita 500.000 € → Imposta: 0 € (sotto franchigia)
  • Figlio eredita 1.000.000 € → Imposta: 0 € (esattamente franchigia)
  • Figlio eredita 1.200.000 € → (1.200.000 − 1.000.000) × 4% = 8.000 €
  • Figlio eredita 2.000.000 € → (2.000.000 − 1.000.000) × 4% = 40.000 €

Considerato che il patrimonio medio di una famiglia italiana (casa + risparmi) si aggira tra 200.000 e 400.000 euro, la stragrande maggioranza delle successioni genitori-figli non genera alcuna imposta di successione. Per approfondire i meccanismi di calcolo consulta la nostra guida dettagliata sulle imposte di successione 2026.

Franchigia per figlio disabile

Se uno dei figli eredi è portatore di handicap grave ai sensi della legge 104/1992, la franchigia sale a 1.500.000 euro. Un’agevolazione pensata per tutelare ulteriormente i soggetti più fragili.

Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili

Anche se non c’è imposta di successione perché siamo sotto franchigia, quando nell’eredità ci sono immobili (casa, box, terreni) si pagano comunque due imposte fisse:

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale dell’immobile
  • Imposta catastale: 1% del valore catastale dell’immobile

In totale quindi 3% del valore catastale degli immobili che fanno parte dell’asse ereditario. Attenzione: si parla di valore catastale (rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 110 nella prima casa, per 120 negli altri immobili), non di valore di mercato. Il valore catastale è molto più basso (spesso 1/3 del valore reale).

Agevolazione prima casa

Se almeno uno degli eredi richiede l’agevolazione prima casa sull’immobile ereditato (perché non ha altra casa di proprietà nel comune, o si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi), le imposte ipotecaria e catastale si riducono a 200 euro ciascuna (400 € totali fissi), indipendentemente dal valore dell’immobile.

È un’agevolazione molto vantaggiosa, soprattutto su case di valore medio-alto. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti e a compilare correttamente la richiesta.

Documenti necessari per la successione

Per presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, i figli eredi devono raccogliere e consegnare al CAF (o al notaio) i seguenti documenti.

Documenti relativi al defunto

  • Certificato di morte (rilasciato dal Comune di decesso)
  • Stato di famiglia alla data del decesso (storico)
  • Codice fiscale del defunto
  • Documento d’identità del defunto
  • Testamento, se esiste (originale o copia autentica)
  • Atto notorio o dichiarazione sostitutiva (se richiesto dalle banche)

Documenti relativi agli eredi (figli)

  • Documenti d’identità di tutti i figli eredi (e del coniuge superstite)
  • Codici fiscali di tutti gli eredi
  • Eventuali atti di rinuncia all’eredità già fatti
  • Certificazione di handicap grave (se uno degli eredi è disabile L. 104)

Documenti relativi agli immobili

  • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili
  • Planimetrie catastali
  • Atti di provenienza (rogito di acquisto, donazione, precedente successione)
  • Per il Friuli Venezia Giulia: estratto tavolare (sistema tavolare austriaco)
  • Eventuali mutui ipotecari ancora in essere

Documenti relativi a conti e investimenti

  • Saldo conti correnti alla data del decesso (certificato bancario)
  • Saldo libretti di risparmio e postali
  • Estratti titoli, azioni, obbligazioni, fondi
  • Polizze vita (generalmente escluse dall’asse ereditario ai fini fiscali)
  • BOT, BTP, CCT e altri titoli di Stato (esclusi dall’imposta)

Altri beni

  • Libretti auto/moto/barche intestate al defunto
  • Quote societarie o aziende (bilanci)
  • Donazioni fatte in vita dal defunto (si sommano al calcolo della franchigia)

Trovi l’elenco completo e aggiornato anche nella nostra guida alla dichiarazione di successione a Udine, con procedura passo-passo.

Tempistica: dichiarazione entro 12 mesi dalla morte

La dichiarazione di successione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso del genitore (art. 31 D.Lgs. 346/1990).

Il termine parte dalla data della morte e si calcola di data in data (esempio: morte il 15 gennaio 2026 → scadenza 15 gennaio 2027).

Sanzioni per ritardo

Se la dichiarazione non viene presentata nei termini, si applicano sanzioni amministrative:

  • Omessa dichiarazione: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (minimo 250 €)
  • Dichiarazione tardiva (entro 30 giorni): sanzione ridotta al 60-120%
  • Ravvedimento operoso: sanzioni fortemente ridotte se ci si regolarizza spontaneamente

Anche se non c’è imposta di successione da pagare (per esempio perché siamo sotto franchigia), la dichiarazione va comunque presentata quando nell’asse ereditario ci sono immobili o quando il patrimonio supera 100.000 € (esonero previsto dall’art. 28 D.Lgs. 346/1990).

Casi di esonero dalla dichiarazione

La dichiarazione di successione NON va presentata se contemporaneamente:

  • Gli eredi sono solo coniuge e/o figli (parenti in linea retta)
  • L’attivo ereditario non supera 100.000 €
  • Non ci sono immobili o diritti reali immobiliari

In tutti gli altri casi la dichiarazione va fatta, anche a imposta zero.

Come procedere: CAF o notaio?

Una domanda ricorrente dei figli eredi è: mi conviene rivolgermi al CAF o al notaio? La risposta dipende dalla complessità della situazione.

Quando basta il CAF

Nella stragrande maggioranza dei casi (si stima oltre l’80% delle successioni genitori-figli), il CAF è pienamente sufficiente. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce la dichiarazione di successione in tutti questi scenari:

  • Successione legittima (senza testamento)
  • Eredi sono solo figli, coniuge o parenti stretti
  • Patrimonio composto da casa, conti, titoli
  • Nessun conflitto tra gli eredi
  • Anche con immobili nel Friuli Venezia Giulia (sistema tavolare)

Quando serve il notaio

  • Esiste un testamento olografo da pubblicare (pubblicazione obbligatoria dal notaio)
  • Ci sono conflitti tra eredi che richiedono consulenza legale
  • Si vuole fare una divisione ereditaria immediata degli immobili
  • Patrimonio molto complesso (aziende, quote societarie, immobili all’estero)
  • Necessità di atti di rinuncia formali o accettazioni beneficiate

Confronto costi CAF vs Notaio

VoceCAF Centro FiscaleNotaio
Dichiarazione di successione200-400 €1.500-3.000 €
Volturazione catastaleInclusaInclusa
Pubblicazione testamentoNon di competenza500-1.500 €
Atto di divisione ereditariaNon di competenza1.500-5.000 €
Tempistica media2-4 settimane1-3 mesi

Risparmio medio scegliendo il CAF: 1.200-2.600 euro per una successione standard. Per approfondire il confronto leggi la nostra guida completa sulla successione a Udine.

Esempio pratico completo con calcoli

Vediamo ora un esempio realistico di successione dai genitori ai figli. Mario Rossi, vedovo, muore il 1° marzo 2026 lasciando come eredi i suoi due figli Luca e Chiara.

Patrimonio di Mario Rossi

  • Casa di proprietà a Udine (prima casa): valore di mercato 300.000 €, valore catastale 85.000 €
  • Conto corrente BancoPosta: saldo 50.000 €
  • BTP (titoli di Stato): 20.000 € (esclusi dall’imposta)
  • Polizza vita: 30.000 € a beneficiario Luca (esclusa dall’asse ereditario)
  • Auto: 8.000 €

Step 1: calcolo attivo ereditario

L’attivo ereditario ai fini dell’imposta di successione si calcola sul valore catastale degli immobili, non sul valore di mercato:

  • Casa (valore catastale): 85.000 €
  • Conto corrente: 50.000 €
  • Auto: 8.000 €
  • Totale attivo ereditario tassabile: 143.000 €
  • BTP e polizza vita: esclusi (non concorrono)

Step 2: quote degli eredi

Luca e Chiara sono solo in due, senza coniuge superstite: dividono tutto al 50%.

  • Quota Luca: 71.500 € (metà di 143.000)
  • Quota Chiara: 71.500 € (metà di 143.000)

Step 3: imposta di successione

Ciascun figlio eredita 71.500 €, molto al di sotto della franchigia di 1 milione di euro.

  • Imposta di successione Luca: 0 €
  • Imposta di successione Chiara: 0 €

Step 4: imposte ipotecaria e catastale (casa)

Sulla casa si pagano le imposte ipotecaria e catastale. Ipotizziamo che Luca richieda l’agevolazione prima casa (ha la residenza a Udine e non possiede altre case):

  • Imposta ipotecaria: 200 € (fissa, con agevolazione prima casa)
  • Imposta catastale: 200 € (fissa, con agevolazione prima casa)
  • Imposta di bollo e tasse ipotecarie: circa 150-200 €

Totale imposte circa 550-600 €, più il costo del CAF (300 € medi).

Senza agevolazione prima casa

Se nessuno degli eredi può richiedere l’agevolazione prima casa, le imposte sarebbero:

  • Imposta ipotecaria: 85.000 × 2% = 1.700 €
  • Imposta catastale: 85.000 × 1% = 850 €
  • Totale: 2.550 €

Conclusione dell’esempio

Per una successione tipica di un genitore a due figli (casa + conto, patrimonio ~350.000 €), il costo complessivo è di circa 850-900 € con agevolazione prima casa, oppure 2.850-3.000 € senza agevolazione. Come si vede, l’imposta di successione in senso stretto è pari a zero e pesano solo le imposte fisse sugli immobili + onorario del professionista.

Figli adottivi, naturali e situazioni particolari

Figli adottivi

I figli adottivi hanno gli stessi identici diritti successori dei figli biologici. La legge 184/1983 sull’adozione stabilisce che il figlio adottivo acquisisce lo stato di figlio legittimo dei genitori adottanti, con tutti i diritti e doveri connessi.

Questo vale tanto per l’adozione legittimante (di minore) quanto per l’adozione di maggiorenne (con alcune particolarità: il figlio adottivo maggiorenne eredita dai genitori adottivi ma mantiene anche il diritto a ereditare dai genitori biologici, se rintracciabili).

Figli naturali (non riconosciuti)

Dal 2013, con la riforma della filiazione (legge 219/2012 e D.Lgs. 154/2013), tutti i figli sono equiparati: è stata eliminata ogni distinzione tra figli legittimi, naturali e adottivi.

Tuttavia, per poter ereditare dai genitori, un figlio naturale deve essere stato riconosciuto. Se il padre o la madre non ha mai riconosciuto il figlio, quest’ultimo può agire in giudizio con:

  • Azione di riconoscimento della paternità/maternità (art. 269 C.C.)
  • L’azione può essere promossa anche dopo la morte del presunto genitore, contro gli altri eredi
  • Serve prova scientifica (test del DNA) o prova testimoniale

Una volta accertata giudizialmente la filiazione, il figlio acquisisce tutti i diritti successori.

Figli nati da genitori non sposati

I figli nati fuori dal matrimonio, una volta riconosciuti dal genitore (anche uno solo dei due), hanno gli stessi diritti dei figli nati nel matrimonio. Non esiste più alcuna differenza successoria.

Figli minorenni

Se tra gli eredi ci sono figli minorenni, la successione richiede alcune formalità particolari:

  • Accettazione con beneficio d’inventario obbligatoria (art. 471 C.C.): protegge il minore dai debiti ereditari
  • Richiede l’autorizzazione del giudice tutelare
  • Il genitore superstite (o il tutore) rappresenta il minore nella successione

Figlio che rinuncia all’eredità

Un figlio può rinunciare all’eredità (per esempio se è carica di debiti) con atto formale davanti al notaio o al cancelliere del tribunale. Se rinuncia, subentrano i suoi figli per rappresentazione (i nipoti del nonno defunto). Approfondimento: Rinuncia all’eredità: a chi va la quota del rinunciante?

Impatto fiscale sulla prima casa dei figli

Ereditare la casa dei genitori può avere un impatto sulla possibilità di beneficiare delle agevolazioni prima casa sia al momento della successione, sia in futuro.

Agevolazione prima casa sulla casa ereditata

Come visto, un erede può chiedere le imposte ipotecaria e catastale ridotte a 200 € ciascuna se, sulla casa ereditata:

  • Non è titolare di altra casa idonea ad abitazione nel comune dove si trova l’immobile ereditato
  • Non ha già beneficiato dell’agevolazione prima casa su altri immobili in tutto il territorio nazionale
  • Si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi (se non è già residente)

Se ci sono più eredi, basta che uno solo di essi richieda l’agevolazione: il beneficio si estende automaticamente all’intero immobile (non solo alla sua quota).

Quando un figlio perde l’agevolazione prima casa

Attenzione: se un figlio aveva già una casa acquistata con agevolazione prima casa e eredita la casa del genitore in piena proprietà (e non in comproprietà), non perde automaticamente l’agevolazione sulla sua prima casa. La Corte di Cassazione (sentenza 8433/2020) ha chiarito che l’acquisto mortis causa di una seconda casa non fa decadere l’agevolazione sulla prima.

Tuttavia, dal punto di vista IMU, la casa ereditata diventa una “seconda casa” per il figlio, con IMU pagabile (salvo la sia adibita a prima casa dal figlio stesso). Per approfondire leggi la nostra guida sull’esenzione IMU per gli eredi della prima casa del genitore.

Cosa fare se i figli sono più di uno

Quando la casa dei genitori viene ereditata da più figli, si crea una comunione ereditaria: tutti sono comproprietari pro quota. Le opzioni sono:

  • Mantenere la comproprietà (utile se la casa serve a uno dei figli o viene affittata)
  • Dividere la casa se materialmente divisibile (raro)
  • Vendere e dividere il ricavato (la soluzione più frequente)
  • Un figlio liquida gli altri acquistando le loro quote (con atto notarile)

Domande frequenti sulla successione genitori-figli

1. Quando muore un genitore, i figli pagano sempre le tasse di successione?

No. Ciascun figlio ha una franchigia di 1 milione di euro: sotto questa soglia non si paga nulla di imposta di successione. Nella stragrande maggioranza dei casi (patrimonio medio 200-400 mila €), i figli non pagano alcuna imposta di successione, ma solo le imposte ipotecaria e catastale sugli eventuali immobili.

2. Entro quanto tempo devo fare la successione dopo la morte di mio padre o mia madre?

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Oltre questo termine si applicano sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta. Se non c’è imposta da pagare, sanzione minima 250 €.

3. Il coniuge del defunto eredita sempre?

Sì, il coniuge superstite è sempre erede legittimo, a meno di separazione con addebito. In presenza di figli, il coniuge prende il 50% (1 figlio) o 1/3 (2+ figli), più il diritto di abitazione sulla casa coniugale.

4. Se uno dei fratelli è morto prima di nostro padre, la sua quota va agli altri fratelli?

No. Per il principio della rappresentazione, la quota del figlio premorto passa ai suoi figli (cioè i nipoti del defunto), non agli altri fratelli. Se non ci sono nipoti, allora la quota si ridistribuisce tra gli altri figli vivi per accrescimento.

5. Si può diseredare un figlio?

In Italia non si può diseredare completamente un figlio. I figli sono eredi legittimari e hanno sempre diritto alla quota di legittima. Si può solo disporre della quota disponibile (1/2 con 1 figlio, 1/3 con 2+ figli senza coniuge, 1/4 con 2+ figli e coniuge). Un testamento che violasse la legittima è impugnabile con l’azione di riduzione.

6. Quanto costa fare la successione al CAF?

Il CAF Centro Fiscale di Udine applica tariffe tra 200 e 400 euro per una dichiarazione di successione standard (casa + conto + eventuali titoli). Il costo varia in base alla complessità: numero di immobili, numero di eredi, eventuali documenti mancanti da reperire. Il notaio costa mediamente 1.500-3.000 euro.

7. I figli adottivi hanno gli stessi diritti dei figli biologici?

Sì, identici. La riforma della filiazione (legge 219/2012) ha completamente equiparato figli biologici, adottivi e naturali riconosciuti. Tutti partecipano in parti uguali alla successione.

8. Se mio padre ha lasciato un testamento, vale comunque la quota di legittima per i figli?

Sì, sempre. Anche con testamento, i figli hanno diritto alla quota di legittima (quota indisponibile). Se il testamento viola questo diritto, i figli possono impugnarlo con l’azione di riduzione entro 10 anni.

9. Devo fare la successione anche se eredito solo un conto corrente senza immobili?

Solo se l’attivo ereditario supera 100.000 € o se ci sono immobili. Se eredi solo un conto di 30.000 € da tuo padre, non devi presentare la dichiarazione (esonero art. 28 D.Lgs. 346/1990). La banca ti chiederà comunque alcuni documenti (certificato di morte, atto notorio/dichiarazione sostitutiva) per sbloccare il conto.

10. Cosa succede se l’eredità è gravata da debiti?

I figli possono:

  • Accettare puramente e semplicemente: si prendono attivo + debiti, rispondendo anche con il proprio patrimonio
  • Accettare con beneficio d’inventario: rispondono dei debiti solo nei limiti del valore dell’attivo ereditato (consigliato se ci sono dubbi)
  • Rinunciare all’eredità: non prendono nulla ma non pagano i debiti

11. Il Friuli Venezia Giulia ha regole particolari?

Sì, il FVG applica il sistema tavolare (di origine austriaca) per gli immobili situati nelle province di Trieste, Gorizia, parte di quella di Udine (ex austroungarica) e Pordenone. Non c’è la conservatoria ma il libro fondiario, e le volturazioni seguono procedure diverse. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle successioni con sistema tavolare.

12. Se mia madre è morta e ha lasciato solo me come figlio, eredito tutto?

Dipende dalla situazione familiare:

  • Se tua madre era vedova o divorziata → sì, eredi il 100%
  • Se tua madre era sposata (tuo padre è vivo) → tuo padre prende il 50%, tu il 50%
  • Se ci sono nonni/fratelli di tua madre che erano a suo carico → possono avere diritto a una quota, ma è raro

Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua successione

La successione dei genitori ai figli è un momento delicato, che arriva in un periodo di lutto e che richiede di gestire pratiche burocratiche complesse in tempi stretti (12 mesi dalla morte). Avere al proprio fianco un professionista competente e a costi accessibili fa tutta la differenza.

Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce centinaia di successioni genitori-figli ogni anno, con particolare competenza sul sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Ti offriamo:

  • Dichiarazione di successione completa, con costo tra 200 e 400 euro
  • Volturazione catastale inclusa
  • Richiesta dell’agevolazione prima casa per abbattere le imposte
  • Tempistica media 2-4 settimane
  • Consulenza personalizzata su quote, franchigie e aspetti fiscali
  • Assistenza con banche e Agenzia delle Entrate

Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Chiamaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Un nostro consulente valuterà gratuitamente la tua situazione e ti indicherà il percorso migliore.

Articolo redatto dal team del CAF Centro Fiscale di Udine. Aggiornato al 2026 con le disposizioni del D.Lgs. 139/2024 (riforma imposta successioni e donazioni) e i principi della riforma della filiazione. Le informazioni hanno carattere divulgativo: per la tua situazione specifica prenota una consulenza.

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Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

L’imposta di successione è un tributo che colpisce il trasferimento dei beni per causa di morte dal defunto (de cuius) agli eredi e ai legatari. Disciplinata dal D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni), questa imposta è stata più volte modificata nel corso degli anni, con una prima abolizione nel 2001 e il successivo ripristino nel 2006.

Oggi l’imposta di successione rappresenta uno degli aspetti più delicati nella gestione delle eredità, con aliquote e franchigie differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e il beneficiario. Comprendere come funziona il calcolo dell’imposta, quali sono le scadenze e come versarla correttamente è fondamentale per evitare sanzioni e gestire al meglio il patrimonio ereditato.

In questa guida analizzeremo nel dettaglio tutti gli aspetti dell’imposta di successione 2026: dalla base imponibile alle aliquote, dalle franchigie alle scadenze di versamento, con esempi pratici e tabelle riassuntive per facilitare la comprensione.

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Cos’è l’Imposta di Successione

L’imposta di successione è un tributo indiretto che grava sul valore complessivo dei beni e dei diritti che vengono trasferiti per successione ereditaria. Si applica sia in caso di successione legittima (senza testamento) che di successione testamentaria.

Natura Giuridica

L’imposta di successione ha natura di imposta personale e proporzionale:

  • Personale: tiene conto del rapporto di parentela tra defunto ed erede
  • Proporzionale: l’aliquota si applica in percentuale sul valore dell’asse ereditario

Quando Si Applica

L’imposta di successione si applica quando si verifica il trasferimento mortis causa di:

  • Immobili (abitazioni, terreni, fabbricati)
  • Denaro e conti correnti
  • Titoli, azioni, obbligazioni
  • Quote societarie
  • Partecipazioni in aziende
  • Diritti reali (usufrutto, nuda proprietà)
  • Beni mobili (auto, gioielli, opere d’arte)

Riferimenti Normativi

La disciplina dell’imposta di successione è contenuta in:

  • D.Lgs. 346/1990: Testo Unico Successioni e Donazioni (TUSD)
  • Legge 286/2006: Ripristino dell’imposta dopo l’abolizione
  • Circolari Agenzia delle Entrate: interpretazioni e istruzioni operative

Chi Deve Pagare l’Imposta di Successione

L’imposta di successione deve essere versata dagli eredi e dai legatari che ricevono beni per successione. La legge stabilisce una responsabilità solidale tra tutti gli eredi.

Responsabilità Solidale

Gli eredi sono solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta (art. 36 TUSD):

  • L’Agenzia delle Entrate può richiedere l’intero importo a qualsiasi erede
  • Ogni erede può poi chiedere agli altri il rimborso della quota proporzionale
  • In caso di mancato pagamento di uno, gli altri devono coprire la sua quota

Soggetti Passivi

Sono tenuti al pagamento:

  • Eredi legittimi: chiamati all’eredità per legge
  • Eredi testamentari: nominati nel testamento
  • Legatari: beneficiari di beni specifici
  • Beneficiari di trust: in caso di trust successori

Dichiarante e Obbligato

È importante distinguere:

  • Dichiarante: chi presenta la dichiarazione di successione (può essere uno solo degli eredi)
  • Obbligato al pagamento: tutti gli eredi sono obbligati solidalmente

Il fatto che un solo erede presenti la dichiarazione non esonera gli altri dal pagamento della loro quota d’imposta.

Base Imponibile: Come Si Calcola

La base imponibile dell’imposta di successione è data dalla differenza tra l’attivo ereditario e il passivo deducibile.

Attivo Ereditario

Nell’attivo ereditario rientrano:

  • Immobili: valore catastale (rendita catastale × coefficiente)
  • Denaro e conti correnti: saldi alla data del decesso
  • Titoli e azioni: valore di mercato alla data del decesso
  • Aziende e partecipazioni: valore secondo perizia
  • Beni mobili: stima o valore commerciale
  • Crediti del defunto: importo nominale

Passivo Deducibile

Dall’attivo si possono dedurre:

  • Debiti del defunto: solo se esistenti alla data del decesso e documentati
  • Spese funerarie: fino a un massimo di 1.032,91 euro
  • Spese mediche ultimi 6 mesi: documentate e pagate
  • Oneri deducibili: imposte dovute dal defunto

Beni Esenti

Non concorrono alla base imponibile:

  • Titoli di Stato italiani (BOT, BTP, CCT)
  • Aziende familiari (con requisiti specifici)
  • TFR e indennità di fine rapporto
  • Polizze vita (in alcuni casi)

Calcolo Valore Immobili

Per gli immobili il valore si calcola:

Abitazioni:
Rendita catastale × 1,05 × 110 = Valore fiscale

Terreni agricoli:
Reddito dominicale × 1,25 × 110 = Valore fiscale

Esempio pratico:

  • Rendita catastale: 600 euro
  • Valore fiscale: 600 × 1,05 × 110 = 69.300 euro

Aliquote e Franchigie per Grado di Parentela

L’imposta di successione viene applicata con aliquote e franchigie differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e l’erede.

Tabella Aliquote e Franchigie 2026

Grado di ParentelaFranchigiaAliquota
Coniuge e figli1.000.000 euro4%
Fratelli e sorelle100.000 euro6%
Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° gradoNessuna franchigia6%
Estranei e altri soggettiNessuna franchigia8%

Come Funzionano le Franchigie

La franchigia è la quota di eredità esente da imposta. L’imposta si applica solo sulla parte eccedente la franchigia.

Regole importanti:

  • La franchigia è individuale: vale per ciascun erede
  • Si calcola sulla quota netta spettante a ogni singolo beneficiario
  • Se l’eredità è inferiore alla franchigia, non si paga nulla

Esempio coniuge e 2 figli:

  • Eredità totale: 2.000.000 euro
  • Quote: coniuge 50% (1.000.000), figli 25% ciascuno (500.000)
  • Franchigia: 1.000.000 euro ciascuno
  • Imposta: zero per tutti (quote inferiori a franchigia)

Franchigia Maggiorata Disabili Gravi

Per i beneficiari portatori di handicap grave (art. 3, comma 3, L. 104/1992) la franchigia è maggiorata a 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela.

Requisiti:

  • Certificazione handicap grave ai sensi L. 104/1992
  • Riconoscimento invalidità superiore al 67%
  • Documentazione da allegare alla dichiarazione di successione

Questa franchigia si cumula con quella ordinaria per grado di parentela.

Metodo di Calcolo dell’Imposta: Esempi Pratici

Vediamo nel dettaglio come calcolare l’imposta di successione con esempi concreti per diverse situazioni.

Esempio 1: Eredità a Figlio (Patrimonio Misto)

Situazione:

  • Defunto lascia a 1 figlio unico
  • Immobile (valore catastale): 300.000 euro
  • Conti correnti: 150.000 euro
  • Titoli di Stato: 50.000 euro (esenti)
  • Debiti: 20.000 euro

Calcolo base imponibile:

  • Attivo: 300.000 + 150.000 = 450.000 euro
  • Titoli di Stato: esenti, non contano
  • Passivo deducibile: 20.000 euro
  • Base imponibile: 450.000 – 20.000 = 430.000 euro

Calcolo imposta:

  • Quota figlio: 430.000 euro
  • Franchigia: 1.000.000 euro
  • Eccedenza: zero
  • Imposta di successione: 0 euro

Imposte ipotecarie e catastali:

  • Immobile: 300.000 × 2% (ipotecaria) + 300.000 × 1% (catastale)
  • Totale imposte immobiliari: 9.000 euro

Esempio 2: Eredità a Fratello Oltre Franchigia

Situazione:

  • Defunto lascia a 1 fratello
  • Immobile: 250.000 euro
  • Liquidità: 100.000 euro
  • Nessun debito

Calcolo base imponibile:

  • Attivo: 250.000 + 100.000 = 350.000 euro
  • Base imponibile: 350.000 euro

Calcolo imposta:

  • Quota fratello: 350.000 euro
  • Franchigia fratelli: 100.000 euro
  • Eccedenza tassabile: 350.000 – 100.000 = 250.000 euro
  • Aliquota fratelli: 6%
  • Imposta di successione: 250.000 × 6% = 15.000 euro

Imposte immobiliari:

  • Immobile: 250.000 × 3% (ipotecaria + catastale)
  • Totale imposte immobiliari: 7.500 euro

Totale da versare: 15.000 + 7.500 = 22.500 euro

Esempio 3: Eredità a Estraneo

Situazione:

  • Defunto lascia tutto a un amico (estraneo)
  • Patrimonio: 200.000 euro

Calcolo imposta:

  • Base imponibile: 200.000 euro
  • Franchigia estranei: nessuna
  • Aliquota estranei: 8%
  • Imposta di successione: 200.000 × 8% = 16.000 euro

Esempio 4: Disabile Grave Beneficiario

Situazione:

  • Defunto lascia a figlio disabile grave (L. 104/92 art. 3 c. 3)
  • Patrimonio: 2.000.000 euro

Calcolo imposta:

  • Base imponibile: 2.000.000 euro
  • Franchigia disabili: 1.500.000 euro
  • Eccedenza tassabile: 2.000.000 – 1.500.000 = 500.000 euro
  • Aliquota figli: 4%
  • Imposta di successione: 500.000 × 4% = 20.000 euro

Senza franchigia maggiorata avrebbe pagato:

  • Eccedenza: 2.000.000 – 1.000.000 = 1.000.000
  • Imposta: 1.000.000 × 4% = 40.000 euro
  • Risparmio: 20.000 euro

Dichiarazione di Successione: Termini e Modalità

La dichiarazione di successione è l’adempimento obbligatorio per comunicare all’Agenzia delle Entrate il trasferimento dei beni ereditari e calcolare l’imposta dovuta.

Termine di Presentazione

La dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data del decesso.

Esempio:

  • Decesso: 15 marzo 2025
  • Scadenza: 15 marzo 2026

Modalità Telematica Obbligatoria

Dal 1° gennaio 2019 la dichiarazione di successione è obbligatoriamente telematica. Può essere presentata:

  • Direttamente dagli eredi con SPID/CIE tramite il portale Agenzia Entrate
  • Tramite intermediari abilitati: CAF, commercialisti, notai
  • Software dedicato: applicazione “Dichiarazione di Successione e Domanda di Volture Catastali”

Chi Deve Presentarla

Sono obbligati alla presentazione:

  • Gli eredi e legatari
  • I curatori dell’eredità giacente
  • Gli amministratori dell’eredità
  • Gli esecutori testamentari

È sufficiente che uno solo dei soggetti obbligati presenti la dichiarazione per conto di tutti.

Casi di Esonero

Non è obbligatorio presentare la dichiarazione quando ricorrono contemporaneamente queste condizioni:

  • Eredità devoluta al coniuge e/o parenti in linea retta (figli, genitori)
  • Attivo ereditario non superiore a 100.000 euro
  • Assenza di immobili o diritti reali immobiliari

Attenzione: anche in presenza di un solo immobile, la dichiarazione è sempre obbligatoria.

Documenti Necessari

Per presentare la dichiarazione servono:

  • Certificato di morte
  • Stato di famiglia del defunto
  • Certificati di stato di famiglia degli eredi
  • Autocertificazione vincoli di parentela
  • Visure catastali di tutti gli immobili
  • Estratti conti bancari alla data del decesso
  • Certificati di proprietà veicoli
  • Documentazione titoli e partecipazioni
  • Eventuale testamento (con verbale pubblicazione)
  • Atto di rinuncia all’eredità (se presente)

Scadenze di Versamento dell’Imposta

Il versamento dell’imposta di successione segue regole e tempistiche precise stabilite dalla legge.

Liquidazione dell’Imposta

Dopo la presentazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate procede alla liquidazione dell’imposta verificando:

  • La correttezza dei valori dichiarati
  • L’applicazione delle aliquote
  • Il calcolo delle franchigie
  • Le imposte ipotecarie e catastali

Avviso di Liquidazione

Entro 3 anni dalla presentazione della dichiarazione, l’Agenzia notifica l’avviso di liquidazione con:

  • L’importo dell’imposta dovuta
  • La scadenza per il pagamento
  • Le modalità di versamento

Nota: in molti casi l’avviso arriva entro 6-12 mesi.

Termine per il Pagamento

L’imposta deve essere versata entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione.

Esempio:

  • Notifica avviso: 10 aprile 2026
  • Scadenza pagamento: 9 giugno 2026 (60 giorni)

Modalità di Pagamento

L’imposta si versa tramite:

  • Modello F24 con i codici tributo:
    • 1530: Imposta di successione
    • 1531: Sanzioni
    • 1532: Interessi
  • Tramite home banking (F24 online)
  • Presso banche o Poste Italiane

Tabella Scadenze Procedura Successione

AdempimentoTermine
Presentazione dichiarazione12 mesi dal decesso
Liquidazione Agenzia EntrateEntro 3 anni dalla dichiarazione
Notifica avviso liquidazioneVariabile (6-12 mesi in media)
Pagamento imposta60 giorni dalla notifica
Volture catastaliAutomatiche dopo la dichiarazione

Rateizzazione dell’Imposta di Successione

Quando l’importo dell’imposta è elevato, la legge prevede la possibilità di pagare a rate.

Condizioni per la Rateizzazione

La rateizzazione è concessa:

  • Su richiesta degli eredi all’atto della presentazione della dichiarazione o successivamente
  • Per importi superiori a 1.000 euro
  • Fino a un massimo di 4 anni (rate trimestrali)

Come Funziona

La rateizzazione prevede:

  • Prima rata: da versare entro 60 giorni dalla notifica (almeno il 20% del totale)
  • Rate successive: trimestrali di pari importo
  • Interessi: calcolati al tasso legale in vigore (2026: 2,5% annuo)

Calcolo Rate e Interessi

Esempio:

  • Imposta dovuta: 20.000 euro
  • Rateizzazione richiesta: 4 anni (16 rate trimestrali)
  • Prima rata (20%): 4.000 euro
  • Residuo da rateizzare: 16.000 euro
  • Rata trimestrale: 16.000 / 15 = 1.066,67 euro
  • Interessi: calcolati sul debito residuo ad ogni rata

Calcolo interessi sulla seconda rata:

  • Debito residuo: 16.000 euro
  • Interesse trimestrale: 16.000 × 2,5% × 3/12 = 100 euro
  • Rata totale: 1.066,67 + 100 = 1.166,67 euro

Decadenza dalla Rateizzazione

Si decade dal beneficio della rateizzazione in caso di:

  • Mancato pagamento anche di una sola rata alla scadenza
  • Ritardo superiore a 7 giorni nel pagamento

In caso di decadenza:

  • L’intero importo residuo diventa immediatamente esigibile
  • Si applicano sanzioni e interessi di mora

Garanzie Richieste

Per importi molto elevati (oltre 50.000 euro) l’Agenzia può richiedere:

  • Ipoteca sugli immobili ereditati
  • Fideiussione bancaria o assicurativa
  • Altre garanzie reali

Sanzioni e Ravvedimento Operoso

Il mancato o tardivo versamento dell’imposta di successione comporta l’applicazione di sanzioni amministrative.

Sanzioni per Omesso o Tardivo Versamento

Sanzione base: dal 120% al 240% dell’imposta non versata o versata in ritardo.

Riduzione con ravvedimento operoso:

Se il contribuente regolarizza spontaneamente prima di un accertamento, la sanzione si riduce:

Tipo RavvedimentoTermineSanzione Ridotta
SprintEntro 14 giorni0,1% per giorno
BreveEntro 30 giorni1/9 del 120% = 13,33%
IntermedioEntro 90 giorni1/8 del 120% = 15%
LungoEntro 1 anno1/7 del 120% = 17,14%
BiennaleEntro 2 anni1/6 del 120% = 20%
Oltre 2 anniOltre 2 anni1/5 del 120% = 24%

Esempio Calcolo Ravvedimento

Situazione:

  • Imposta dovuta: 10.000 euro
  • Ritardo: 45 giorni dalla scadenza
  • Ravvedimento: intermedio (entro 90 giorni)

Calcolo:

  • Sanzione ordinaria: 10.000 × 120% = 12.000 euro
  • Sanzione ridotta: 12.000 × 1/8 = 1.500 euro
  • Interessi moratori: 10.000 × 2,5% × 45/365 = 31 euro
  • Totale da versare: 10.000 + 1.500 + 31 = 11.531 euro

Risparmio: 12.000 – 1.500 = 10.500 euro di sanzioni risparmiate

Sanzioni per Dichiarazione Omessa

Se non si presenta la dichiarazione di successione:

  • Sanzione: dal 120% al 240% dell’imposta, minimo 250 euro
  • Anche se non c’è imposta dovuta (eredità sotto franchigia)

Sanzioni per Dichiarazione Infedele

Se si dichiara un valore inferiore al reale:

  • Sanzione: dal 100% al 200% della maggiore imposta accertata
  • Possibile accertamento di valore da parte dell’Agenzia

Novità Normative 2025-2026

Per il 2025-2026 non sono previste modifiche sostanziali all’imposta di successione. Le aliquote e franchigie rimangono invariate rispetto agli anni precedenti.

Conferme 2026

Aliquote confermate:

  • Coniuge e figli: 4% (franchigia 1.000.000 euro)
  • Fratelli: 6% (franchigia 100.000 euro)
  • Altri parenti: 6% (nessuna franchigia)
  • Estranei: 8% (nessuna franchigia)

Franchigia disabili: confermata a 1.500.000 euro

Digitalizzazione

Prosegue il processo di digitalizzazione con:

  • Dichiarazione telematica obbligatoria
  • Volture catastali automatiche
  • Fascicolo digitale dell’erede consultabile online
  • Comunicazioni via PEC

Controlli Automatizzati

L’Agenzia delle Entrate ha potenziato i controlli automatici su:

  • Conti correnti (Anagrafe Rapporti Finanziari)
  • Partecipazioni societarie
  • Immobili (banca dati catastale integrata)
  • Veicoli (archivio PRA)

Questo rende più difficile omettere beni nella dichiarazione.

Tasso di Interesse Legale 2026

Per il calcolo di interessi su rateizzazione e ravvedimento, il tasso legale 2026 è fissato al 2,5% annuo (confermato rispetto al 2025).

L’imposta di successione rappresenta un aspetto cruciale nella gestione delle eredità, con regole precise e tempistiche da rispettare. Comprendere il meccanismo di calcolo, le aliquote differenziate per grado di parentela e le franchigie disponibili è fondamentale per pianificare correttamente il trasferimento generazionale del patrimonio.

Grazie alle franchigie elevate previste per coniuge e figli (1.000.000 euro), molte eredità in Italia risultano esenti da imposta. Tuttavia, la dichiarazione di successione resta obbligatoria in presenza di immobili o quando il patrimonio supera i 100.000 euro.

Le sanzioni per ritardi o omissioni possono essere molto pesanti (dal 120% al 240%), ma il ravvedimento operoso consente riduzioni significative se si regolarizza spontaneamente.

Per gestire correttamente una successione e ottimizzare il carico fiscale è sempre consigliabile affidarsi a professionisti esperti come i CAF, che possono assistere in tutti gli adempimenti: dal calcolo dell’imposta alla presentazione telematica della dichiarazione, fino alla gestione di eventuali contenziosi con l’Agenzia delle Entrate.

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Domande Frequenti sull’Imposta di Successione

Quando si paga l’imposta di successione?

L’imposta di successione si paga entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate. L’avviso arriva dopo la presentazione della dichiarazione di successione, generalmente entro 6-12 mesi ma puo richiedere fino a 3 anni.

Chi è esente dall’imposta di successione?

Sono esenti dall’imposta i beneficiari la cui quota ereditaria rientra nella franchigia prevista per il loro grado di parentela: 1.000.000 euro per coniuge e figli, 100.000 euro per fratelli. Inoltre, alcuni beni sono esenti come i Titoli di Stato italiani e, in certi casi, le aziende familiari.

Quanto paga un figlio di imposta di successione?

Un figlio paga il 4% sulla parte di eredita eccedente 1.000.000 euro. Se l’eredita è inferiore a 1.000.000 euro, non paga nulla di imposta di successione (restano dovute le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili).

Come si calcola l’imposta di successione su un immobile?

L’imposta si calcola sul valore catastale dell’immobile (rendita catastale × 1,05 × 110). Da questo valore si sottrae l’eventuale franchigia e si applica l’aliquota del 4%, 6% o 8% secondo il grado di parentela. Si aggiungono poi le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%).

Si puo pagare a rate l’imposta di successione?

Si, l’imposta puo essere rateizzata fino a 4 anni (rate trimestrali) con una prima rata pari ad almeno il 20% del totale. Sulle rate successive si applicano interessi al tasso legale (2,5% nel 2026). La rateizzazione va richiesta all’Agenzia delle Entrate.

Cosa succede se non si presenta la dichiarazione di successione?

La mancata presentazione comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro anche se non è dovuta imposta. Inoltre, senza dichiarazione non è possibile vendere o disporre degli immobili ereditati. È sempre possibile regolarizzare con ravvedimento operoso.

L’imposta di successione si paga anche sotto i 100.000 euro?

Dipende dal grado di parentela. Per coniuge e figli la franchigia è di 1.000.000 euro, quindi sotto questa soglia non si paga. Per fratelli la franchigia è 100.000 euro. Per altri parenti ed estranei non c’è franchigia, quindi si paga anche su importi bassi. Le imposte ipotecarie e catastali si pagano sempre sugli immobili.


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    Indice dei contenuti

    1. Successione genitori ai figli: l’ipotesi più comune
    2. Quote eredi: con o senza coniuge superstite
    3. La legittima dei figli (quota indisponibile)
    4. Successione per rappresentazione: figlio premorto
    5. Franchigia imposta successione: 1 milione di euro per figlio
    6. Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili
    7. Documenti necessari per la successione
    8. Tempistica: 12 mesi dalla morte
    9. Come procedere: CAF o notaio?
    10. Esempio pratico completo con calcoli
    11. Figli adottivi, naturali e situazioni particolari
    12. Impatto fiscale sulla prima casa dei figli
    13. Domande frequenti (FAQ)

    Successione genitori ai figli: l’ipotesi più comune

    Quando un genitore muore, per il Codice Civile italiano i figli sono sempre i primi eredi legittimi, insieme al coniuge superstite se presente. Questo vale sia che il defunto abbia lasciato un testamento sia che non l’abbia fatto (successione legittima).

    La successione dai genitori ai figli è l’ipotesi più frequente per un motivo semplice: la stragrande maggioranza delle persone lascia un patrimonio (casa, conto corrente, auto, titoli) che viene naturalmente trasmesso ai discendenti diretti. Il diritto italiano tutela particolarmente questa trasmissione, riconoscendo ai figli la qualifica di eredi legittimari (o necessari): significa che hanno diritto a una quota minima del patrimonio che non può essere loro tolta nemmeno per testamento.

    Dal punto di vista pratico, tutti i figli – indipendentemente dal numero e dalla loro condizione – concorrono in parti uguali tra loro. La legge italiana ha abolito ogni distinzione tra figli legittimi, naturali e adottivi: dal 2013 (riforma della filiazione, legge 219/2012) tutti i figli hanno gli stessi diritti successori.

    Quote eredi: con o senza coniuge superstite

    Il Codice Civile, agli articoli 566 e 581, stabilisce in modo molto chiaro come viene suddiviso il patrimonio del genitore defunto tra figli e coniuge superstite. Vediamo tutti i casi possibili.

    Caso 1: solo figli (nessun coniuge o coniuge premorto/divorziato)

    Quando il genitore defunto lascia solo figli (perché già vedovo, divorziato o non sposato), i figli ereditano il 100% del patrimonio, diviso in parti uguali tra loro.

    • 1 figlio unico → 100% del patrimonio
    • 2 figli → 50% ciascuno
    • 3 figli → 1/3 (33,33%) ciascuno
    • 4 figli → 1/4 (25%) ciascuno
    • N figli → 1/N ciascuno

    Caso 2: coniuge superstite + 1 figlio

    Quando al defunto sopravvivono il coniuge e un solo figlio, l’articolo 581 C.C. stabilisce una divisione al 50% e 50%:

    • Coniuge superstite → 1/2 (50%)
    • Figlio unico → 1/2 (50%)

    Al coniuge spetta inoltre il diritto di abitazione sulla casa coniugale e il diritto di uso dei mobili che la corredano (art. 540 C.C.), che si aggiunge alla quota ereditaria.

    Caso 3: coniuge superstite + 2 o più figli

    Quando al defunto sopravvivono il coniuge e due o più figli, la divisione è:

    • Coniuge superstite → 1/3 (33,33%)
    • Figli → 2/3 (66,67%) divisi in parti uguali tra loro

    Esempi concreti:

    • Coniuge + 2 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 1/3 (2/3 ÷ 2)
    • Coniuge + 3 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 2/9 (2/3 ÷ 3)
    • Coniuge + 4 figli → coniuge 1/3, ogni figlio 1/6 (2/3 ÷ 4)

    Anche in questo caso il coniuge mantiene il diritto di abitazione sulla casa familiare.

    Tabella riepilogativa quote

    Situazione familiareQuota coniugeQuota totale figliQuota singolo figlio
    Solo 1 figlio (no coniuge)100%100%
    Solo 2 figli (no coniuge)100%50%
    Solo 3 figli (no coniuge)100%33,33%
    Coniuge + 1 figlio50%50%50%
    Coniuge + 2 figli33,33%66,67%33,33%
    Coniuge + 3 figli33,33%66,67%22,22%
    Coniuge + 4 figli33,33%66,67%16,67%

    La legittima dei figli (quota indisponibile)

    Un aspetto fondamentale della successione dei genitori ai figli è il concetto di legittima (o quota indisponibile). Si tratta della porzione minima di patrimonio che la legge riserva obbligatoriamente ai figli, e di cui il genitore non può disporre liberamente nemmeno con un testamento.

    In altre parole: anche se tuo padre o tua madre avesse scritto un testamento lasciando tutto a un terzo (un nuovo partner, un’associazione, un amico), tu e i tuoi fratelli avreste comunque diritto alla vostra quota di legittima.

    Quote di legittima per i figli (art. 537 C.C.)

    • 1 figlio unico (senza coniuge) → ha diritto almeno a 1/2 del patrimonio (disponibile 1/2)
    • 2 o più figli (senza coniuge) → hanno diritto complessivamente ai 2/3 del patrimonio (disponibile 1/3)
    • 1 figlio + coniuge → figlio 1/3, coniuge 1/3 (disponibile 1/3)
    • 2 o più figli + coniuge → figli 1/2 complessivamente, coniuge 1/4 (disponibile 1/4)

    Se un figlio viene leso nella quota di legittima da un testamento o da donazioni fatte in vita dal genitore, può agire con l’azione di riduzione (art. 554 C.C.) per ottenere quanto gli spetta di diritto. È un’azione complessa che richiede l’assistenza di un avvocato specializzato in successioni.

    Successione per rappresentazione: figlio premorto

    Cosa succede se uno dei figli è morto prima del genitore? Interviene l’istituto della successione per rappresentazione, disciplinata dagli articoli 467-469 del Codice Civile.

    In pratica: se tuo fratello è morto prima di vostro padre, i figli di tuo fratello (cioè i tuoi nipoti, che sono nipoti del nonno defunto) subentrano nella quota che sarebbe spettata al loro genitore.

    Esempio pratico di rappresentazione

    Tizio muore lasciando:

    • Figlio Caio (vivo)
    • Figlio Sempronio (morto 5 anni prima), che aveva lasciato 2 figli (Marco e Luca, nipoti di Tizio)

    La ripartizione sarà:

    • Caio → 1/2 del patrimonio del nonno
    • Marco e Luca → 1/2 del patrimonio diviso a metà tra loro (1/4 ciascuno), subentrando al posto del padre Sempronio

    La rappresentazione opera anche all’infinito in linea retta discendente: se anche i nipoti fossero premorti, subentrerebbero i pronipoti. Per approfondire puoi leggere la nostra guida sulla rinuncia all’eredità, che spiega anche cosa succede quando un figlio rinuncia volontariamente.

    Franchigia imposta successione: 1 milione di euro per figlio

    Ecco una delle notizie più rassicuranti per chi eredita dai genitori: nella stragrande maggioranza dei casi, non si paga alcuna imposta di successione. Il motivo? La franchigia elevatissima prevista dalla legge italiana per i figli.

    Il Decreto Legislativo n. 346/1990 (Testo Unico Imposta Successioni), aggiornato dal D.Lgs. 139/2024 in vigore dal 2025, prevede per i figli:

    • Franchigia: 1.000.000 di euro per ciascun figlio
    • Aliquota oltre la franchigia: 4%

    Questo significa che ogni figlio può ereditare fino a 1 milione di euro senza pagare un euro di imposta di successione. Solo sulla parte eccedente si applica l’aliquota del 4%.

    Come si calcola l’imposta di successione figli

    Formula: (Valore quota ereditata − 1.000.000 €) × 4%

    Esempi:

    • Figlio eredita 500.000 € → Imposta: 0 € (sotto franchigia)
    • Figlio eredita 1.000.000 € → Imposta: 0 € (esattamente franchigia)
    • Figlio eredita 1.200.000 € → (1.200.000 − 1.000.000) × 4% = 8.000 €
    • Figlio eredita 2.000.000 € → (2.000.000 − 1.000.000) × 4% = 40.000 €

    Considerato che il patrimonio medio di una famiglia italiana (casa + risparmi) si aggira tra 200.000 e 400.000 euro, la stragrande maggioranza delle successioni genitori-figli non genera alcuna imposta di successione. Per approfondire i meccanismi di calcolo consulta la nostra guida dettagliata sulle imposte di successione 2026.

    Franchigia per figlio disabile

    Se uno dei figli eredi è portatore di handicap grave ai sensi della legge 104/1992, la franchigia sale a 1.500.000 euro. Un’agevolazione pensata per tutelare ulteriormente i soggetti più fragili.

    Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili

    Anche se non c’è imposta di successione perché siamo sotto franchigia, quando nell’eredità ci sono immobili (casa, box, terreni) si pagano comunque due imposte fisse:

    • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale dell’immobile
    • Imposta catastale: 1% del valore catastale dell’immobile

    In totale quindi 3% del valore catastale degli immobili che fanno parte dell’asse ereditario. Attenzione: si parla di valore catastale (rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 110 nella prima casa, per 120 negli altri immobili), non di valore di mercato. Il valore catastale è molto più basso (spesso 1/3 del valore reale).

    Agevolazione prima casa

    Se almeno uno degli eredi richiede l’agevolazione prima casa sull’immobile ereditato (perché non ha altra casa di proprietà nel comune, o si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi), le imposte ipotecaria e catastale si riducono a 200 euro ciascuna (400 € totali fissi), indipendentemente dal valore dell’immobile.

    È un’agevolazione molto vantaggiosa, soprattutto su case di valore medio-alto. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti e a compilare correttamente la richiesta.

    Documenti necessari per la successione

    Per presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, i figli eredi devono raccogliere e consegnare al CAF (o al notaio) i seguenti documenti.

    Documenti relativi al defunto

    • Certificato di morte (rilasciato dal Comune di decesso)
    • Stato di famiglia alla data del decesso (storico)
    • Codice fiscale del defunto
    • Documento d’identità del defunto
    • Testamento, se esiste (originale o copia autentica)
    • Atto notorio o dichiarazione sostitutiva (se richiesto dalle banche)

    Documenti relativi agli eredi (figli)

    • Documenti d’identità di tutti i figli eredi (e del coniuge superstite)
    • Codici fiscali di tutti gli eredi
    • Eventuali atti di rinuncia all’eredità già fatti
    • Certificazione di handicap grave (se uno degli eredi è disabile L. 104)

    Documenti relativi agli immobili

    • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili
    • Planimetrie catastali
    • Atti di provenienza (rogito di acquisto, donazione, precedente successione)
    • Per il Friuli Venezia Giulia: estratto tavolare (sistema tavolare austriaco)
    • Eventuali mutui ipotecari ancora in essere

    Documenti relativi a conti e investimenti

    • Saldo conti correnti alla data del decesso (certificato bancario)
    • Saldo libretti di risparmio e postali
    • Estratti titoli, azioni, obbligazioni, fondi
    • Polizze vita (generalmente escluse dall’asse ereditario ai fini fiscali)
    • BOT, BTP, CCT e altri titoli di Stato (esclusi dall’imposta)

    Altri beni

    • Libretti auto/moto/barche intestate al defunto
    • Quote societarie o aziende (bilanci)
    • Donazioni fatte in vita dal defunto (si sommano al calcolo della franchigia)

    Trovi l’elenco completo e aggiornato anche nella nostra guida alla dichiarazione di successione a Udine, con procedura passo-passo.

    Tempistica: dichiarazione entro 12 mesi dalla morte

    La dichiarazione di successione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso del genitore (art. 31 D.Lgs. 346/1990).

    Il termine parte dalla data della morte e si calcola di data in data (esempio: morte il 15 gennaio 2026 → scadenza 15 gennaio 2027).

    Sanzioni per ritardo

    Se la dichiarazione non viene presentata nei termini, si applicano sanzioni amministrative:

    • Omessa dichiarazione: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (minimo 250 €)
    • Dichiarazione tardiva (entro 30 giorni): sanzione ridotta al 60-120%
    • Ravvedimento operoso: sanzioni fortemente ridotte se ci si regolarizza spontaneamente

    Anche se non c’è imposta di successione da pagare (per esempio perché siamo sotto franchigia), la dichiarazione va comunque presentata quando nell’asse ereditario ci sono immobili o quando il patrimonio supera 100.000 € (esonero previsto dall’art. 28 D.Lgs. 346/1990).

    Casi di esonero dalla dichiarazione

    La dichiarazione di successione NON va presentata se contemporaneamente:

    • Gli eredi sono solo coniuge e/o figli (parenti in linea retta)
    • L’attivo ereditario non supera 100.000 €
    • Non ci sono immobili o diritti reali immobiliari

    In tutti gli altri casi la dichiarazione va fatta, anche a imposta zero.

    Come procedere: CAF o notaio?

    Una domanda ricorrente dei figli eredi è: mi conviene rivolgermi al CAF o al notaio? La risposta dipende dalla complessità della situazione.

    Quando basta il CAF

    Nella stragrande maggioranza dei casi (si stima oltre l’80% delle successioni genitori-figli), il CAF è pienamente sufficiente. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce la dichiarazione di successione in tutti questi scenari:

    • Successione legittima (senza testamento)
    • Eredi sono solo figli, coniuge o parenti stretti
    • Patrimonio composto da casa, conti, titoli
    • Nessun conflitto tra gli eredi
    • Anche con immobili nel Friuli Venezia Giulia (sistema tavolare)

    Quando serve il notaio

    • Esiste un testamento olografo da pubblicare (pubblicazione obbligatoria dal notaio)
    • Ci sono conflitti tra eredi che richiedono consulenza legale
    • Si vuole fare una divisione ereditaria immediata degli immobili
    • Patrimonio molto complesso (aziende, quote societarie, immobili all’estero)
    • Necessità di atti di rinuncia formali o accettazioni beneficiate

    Confronto costi CAF vs Notaio

    VoceCAF Centro FiscaleNotaio
    Dichiarazione di successione200-400 €1.500-3.000 €
    Volturazione catastaleInclusaInclusa
    Pubblicazione testamentoNon di competenza500-1.500 €
    Atto di divisione ereditariaNon di competenza1.500-5.000 €
    Tempistica media2-4 settimane1-3 mesi

    Risparmio medio scegliendo il CAF: 1.200-2.600 euro per una successione standard. Per approfondire il confronto leggi la nostra guida completa sulla successione a Udine.

    Esempio pratico completo con calcoli

    Vediamo ora un esempio realistico di successione dai genitori ai figli. Mario Rossi, vedovo, muore il 1° marzo 2026 lasciando come eredi i suoi due figli Luca e Chiara.

    Patrimonio di Mario Rossi

    • Casa di proprietà a Udine (prima casa): valore di mercato 300.000 €, valore catastale 85.000 €
    • Conto corrente BancoPosta: saldo 50.000 €
    • BTP (titoli di Stato): 20.000 € (esclusi dall’imposta)
    • Polizza vita: 30.000 € a beneficiario Luca (esclusa dall’asse ereditario)
    • Auto: 8.000 €

    Step 1: calcolo attivo ereditario

    L’attivo ereditario ai fini dell’imposta di successione si calcola sul valore catastale degli immobili, non sul valore di mercato:

    • Casa (valore catastale): 85.000 €
    • Conto corrente: 50.000 €
    • Auto: 8.000 €
    • Totale attivo ereditario tassabile: 143.000 €
    • BTP e polizza vita: esclusi (non concorrono)

    Step 2: quote degli eredi

    Luca e Chiara sono solo in due, senza coniuge superstite: dividono tutto al 50%.

    • Quota Luca: 71.500 € (metà di 143.000)
    • Quota Chiara: 71.500 € (metà di 143.000)

    Step 3: imposta di successione

    Ciascun figlio eredita 71.500 €, molto al di sotto della franchigia di 1 milione di euro.

    • Imposta di successione Luca: 0 €
    • Imposta di successione Chiara: 0 €

    Step 4: imposte ipotecaria e catastale (casa)

    Sulla casa si pagano le imposte ipotecaria e catastale. Ipotizziamo che Luca richieda l’agevolazione prima casa (ha la residenza a Udine e non possiede altre case):

    • Imposta ipotecaria: 200 € (fissa, con agevolazione prima casa)
    • Imposta catastale: 200 € (fissa, con agevolazione prima casa)
    • Imposta di bollo e tasse ipotecarie: circa 150-200 €

    Totale imposte circa 550-600 €, più il costo del CAF (300 € medi).

    Senza agevolazione prima casa

    Se nessuno degli eredi può richiedere l’agevolazione prima casa, le imposte sarebbero:

    • Imposta ipotecaria: 85.000 × 2% = 1.700 €
    • Imposta catastale: 85.000 × 1% = 850 €
    • Totale: 2.550 €

    Conclusione dell’esempio

    Per una successione tipica di un genitore a due figli (casa + conto, patrimonio ~350.000 €), il costo complessivo è di circa 850-900 € con agevolazione prima casa, oppure 2.850-3.000 € senza agevolazione. Come si vede, l’imposta di successione in senso stretto è pari a zero e pesano solo le imposte fisse sugli immobili + onorario del professionista.

    Figli adottivi, naturali e situazioni particolari

    Figli adottivi

    I figli adottivi hanno gli stessi identici diritti successori dei figli biologici. La legge 184/1983 sull’adozione stabilisce che il figlio adottivo acquisisce lo stato di figlio legittimo dei genitori adottanti, con tutti i diritti e doveri connessi.

    Questo vale tanto per l’adozione legittimante (di minore) quanto per l’adozione di maggiorenne (con alcune particolarità: il figlio adottivo maggiorenne eredita dai genitori adottivi ma mantiene anche il diritto a ereditare dai genitori biologici, se rintracciabili).

    Figli naturali (non riconosciuti)

    Dal 2013, con la riforma della filiazione (legge 219/2012 e D.Lgs. 154/2013), tutti i figli sono equiparati: è stata eliminata ogni distinzione tra figli legittimi, naturali e adottivi.

    Tuttavia, per poter ereditare dai genitori, un figlio naturale deve essere stato riconosciuto. Se il padre o la madre non ha mai riconosciuto il figlio, quest’ultimo può agire in giudizio con:

    • Azione di riconoscimento della paternità/maternità (art. 269 C.C.)
    • L’azione può essere promossa anche dopo la morte del presunto genitore, contro gli altri eredi
    • Serve prova scientifica (test del DNA) o prova testimoniale

    Una volta accertata giudizialmente la filiazione, il figlio acquisisce tutti i diritti successori.

    Figli nati da genitori non sposati

    I figli nati fuori dal matrimonio, una volta riconosciuti dal genitore (anche uno solo dei due), hanno gli stessi diritti dei figli nati nel matrimonio. Non esiste più alcuna differenza successoria.

    Figli minorenni

    Se tra gli eredi ci sono figli minorenni, la successione richiede alcune formalità particolari:

    • Accettazione con beneficio d’inventario obbligatoria (art. 471 C.C.): protegge il minore dai debiti ereditari
    • Richiede l’autorizzazione del giudice tutelare
    • Il genitore superstite (o il tutore) rappresenta il minore nella successione

    Figlio che rinuncia all’eredità

    Un figlio può rinunciare all’eredità (per esempio se è carica di debiti) con atto formale davanti al notaio o al cancelliere del tribunale. Se rinuncia, subentrano i suoi figli per rappresentazione (i nipoti del nonno defunto). Approfondimento: Rinuncia all’eredità: a chi va la quota del rinunciante?

    Impatto fiscale sulla prima casa dei figli

    Ereditare la casa dei genitori può avere un impatto sulla possibilità di beneficiare delle agevolazioni prima casa sia al momento della successione, sia in futuro.

    Agevolazione prima casa sulla casa ereditata

    Come visto, un erede può chiedere le imposte ipotecaria e catastale ridotte a 200 € ciascuna se, sulla casa ereditata:

    • Non è titolare di altra casa idonea ad abitazione nel comune dove si trova l’immobile ereditato
    • Non ha già beneficiato dell’agevolazione prima casa su altri immobili in tutto il territorio nazionale
    • Si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi (se non è già residente)

    Se ci sono più eredi, basta che uno solo di essi richieda l’agevolazione: il beneficio si estende automaticamente all’intero immobile (non solo alla sua quota).

    Quando un figlio perde l’agevolazione prima casa

    Attenzione: se un figlio aveva già una casa acquistata con agevolazione prima casa e eredita la casa del genitore in piena proprietà (e non in comproprietà), non perde automaticamente l’agevolazione sulla sua prima casa. La Corte di Cassazione (sentenza 8433/2020) ha chiarito che l’acquisto mortis causa di una seconda casa non fa decadere l’agevolazione sulla prima.

    Tuttavia, dal punto di vista IMU, la casa ereditata diventa una “seconda casa” per il figlio, con IMU pagabile (salvo la sia adibita a prima casa dal figlio stesso). Per approfondire leggi la nostra guida sull’esenzione IMU per gli eredi della prima casa del genitore.

    Cosa fare se i figli sono più di uno

    Quando la casa dei genitori viene ereditata da più figli, si crea una comunione ereditaria: tutti sono comproprietari pro quota. Le opzioni sono:

    • Mantenere la comproprietà (utile se la casa serve a uno dei figli o viene affittata)
    • Dividere la casa se materialmente divisibile (raro)
    • Vendere e dividere il ricavato (la soluzione più frequente)
    • Un figlio liquida gli altri acquistando le loro quote (con atto notarile)

    Domande frequenti sulla successione genitori-figli

    1. Quando muore un genitore, i figli pagano sempre le tasse di successione?

    No. Ciascun figlio ha una franchigia di 1 milione di euro: sotto questa soglia non si paga nulla di imposta di successione. Nella stragrande maggioranza dei casi (patrimonio medio 200-400 mila €), i figli non pagano alcuna imposta di successione, ma solo le imposte ipotecaria e catastale sugli eventuali immobili.

    2. Entro quanto tempo devo fare la successione dopo la morte di mio padre o mia madre?

    La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Oltre questo termine si applicano sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta. Se non c’è imposta da pagare, sanzione minima 250 €.

    3. Il coniuge del defunto eredita sempre?

    Sì, il coniuge superstite è sempre erede legittimo, a meno di separazione con addebito. In presenza di figli, il coniuge prende il 50% (1 figlio) o 1/3 (2+ figli), più il diritto di abitazione sulla casa coniugale.

    4. Se uno dei fratelli è morto prima di nostro padre, la sua quota va agli altri fratelli?

    No. Per il principio della rappresentazione, la quota del figlio premorto passa ai suoi figli (cioè i nipoti del defunto), non agli altri fratelli. Se non ci sono nipoti, allora la quota si ridistribuisce tra gli altri figli vivi per accrescimento.

    5. Si può diseredare un figlio?

    In Italia non si può diseredare completamente un figlio. I figli sono eredi legittimari e hanno sempre diritto alla quota di legittima. Si può solo disporre della quota disponibile (1/2 con 1 figlio, 1/3 con 2+ figli senza coniuge, 1/4 con 2+ figli e coniuge). Un testamento che violasse la legittima è impugnabile con l’azione di riduzione.

    6. Quanto costa fare la successione al CAF?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine applica tariffe tra 200 e 400 euro per una dichiarazione di successione standard (casa + conto + eventuali titoli). Il costo varia in base alla complessità: numero di immobili, numero di eredi, eventuali documenti mancanti da reperire. Il notaio costa mediamente 1.500-3.000 euro.

    7. I figli adottivi hanno gli stessi diritti dei figli biologici?

    Sì, identici. La riforma della filiazione (legge 219/2012) ha completamente equiparato figli biologici, adottivi e naturali riconosciuti. Tutti partecipano in parti uguali alla successione.

    8. Se mio padre ha lasciato un testamento, vale comunque la quota di legittima per i figli?

    Sì, sempre. Anche con testamento, i figli hanno diritto alla quota di legittima (quota indisponibile). Se il testamento viola questo diritto, i figli possono impugnarlo con l’azione di riduzione entro 10 anni.

    9. Devo fare la successione anche se eredito solo un conto corrente senza immobili?

    Solo se l’attivo ereditario supera 100.000 € o se ci sono immobili. Se eredi solo un conto di 30.000 € da tuo padre, non devi presentare la dichiarazione (esonero art. 28 D.Lgs. 346/1990). La banca ti chiederà comunque alcuni documenti (certificato di morte, atto notorio/dichiarazione sostitutiva) per sbloccare il conto.

    10. Cosa succede se l’eredità è gravata da debiti?

    I figli possono:

    • Accettare puramente e semplicemente: si prendono attivo + debiti, rispondendo anche con il proprio patrimonio
    • Accettare con beneficio d’inventario: rispondono dei debiti solo nei limiti del valore dell’attivo ereditato (consigliato se ci sono dubbi)
    • Rinunciare all’eredità: non prendono nulla ma non pagano i debiti

    11. Il Friuli Venezia Giulia ha regole particolari?

    Sì, il FVG applica il sistema tavolare (di origine austriaca) per gli immobili situati nelle province di Trieste, Gorizia, parte di quella di Udine (ex austroungarica) e Pordenone. Non c’è la conservatoria ma il libro fondiario, e le volturazioni seguono procedure diverse. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle successioni con sistema tavolare.

    12. Se mia madre è morta e ha lasciato solo me come figlio, eredito tutto?

    Dipende dalla situazione familiare:

    • Se tua madre era vedova o divorziata → sì, eredi il 100%
    • Se tua madre era sposata (tuo padre è vivo) → tuo padre prende il 50%, tu il 50%
    • Se ci sono nonni/fratelli di tua madre che erano a suo carico → possono avere diritto a una quota, ma è raro

    Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua successione

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    Articolo redatto dal team del CAF Centro Fiscale di Udine. Aggiornato al 2026 con le disposizioni del D.Lgs. 139/2024 (riforma imposta successioni e donazioni) e i principi della riforma della filiazione. Le informazioni hanno carattere divulgativo: per la tua situazione specifica prenota una consulenza.

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    Andrea Damiani

    Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

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    Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

    L’imposta di successione è un tributo che colpisce il trasferimento dei beni per causa di morte dal defunto (de cuius) agli eredi e ai legatari. Disciplinata dal D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni), questa imposta è stata più volte modificata nel corso degli anni, con una prima abolizione nel 2001 e il successivo ripristino nel 2006.

    Oggi l’imposta di successione rappresenta uno degli aspetti più delicati nella gestione delle eredità, con aliquote e franchigie differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e il beneficiario. Comprendere come funziona il calcolo dell’imposta, quali sono le scadenze e come versarla correttamente è fondamentale per evitare sanzioni e gestire al meglio il patrimonio ereditato.

    In questa guida analizzeremo nel dettaglio tutti gli aspetti dell’imposta di successione 2026: dalla base imponibile alle aliquote, dalle franchigie alle scadenze di versamento, con esempi pratici e tabelle riassuntive per facilitare la comprensione.

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    Cos’è l’Imposta di Successione

    L’imposta di successione è un tributo indiretto che grava sul valore complessivo dei beni e dei diritti che vengono trasferiti per successione ereditaria. Si applica sia in caso di successione legittima (senza testamento) che di successione testamentaria.

    Natura Giuridica

    L’imposta di successione ha natura di imposta personale e proporzionale:

    • Personale: tiene conto del rapporto di parentela tra defunto ed erede
    • Proporzionale: l’aliquota si applica in percentuale sul valore dell’asse ereditario

    Quando Si Applica

    L’imposta di successione si applica quando si verifica il trasferimento mortis causa di:

    • Immobili (abitazioni, terreni, fabbricati)
    • Denaro e conti correnti
    • Titoli, azioni, obbligazioni
    • Quote societarie
    • Partecipazioni in aziende
    • Diritti reali (usufrutto, nuda proprietà)
    • Beni mobili (auto, gioielli, opere d’arte)

    Riferimenti Normativi

    La disciplina dell’imposta di successione è contenuta in:

    • D.Lgs. 346/1990: Testo Unico Successioni e Donazioni (TUSD)
    • Legge 286/2006: Ripristino dell’imposta dopo l’abolizione
    • Circolari Agenzia delle Entrate: interpretazioni e istruzioni operative

    Chi Deve Pagare l’Imposta di Successione

    L’imposta di successione deve essere versata dagli eredi e dai legatari che ricevono beni per successione. La legge stabilisce una responsabilità solidale tra tutti gli eredi.

    Responsabilità Solidale

    Gli eredi sono solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta (art. 36 TUSD):

    • L’Agenzia delle Entrate può richiedere l’intero importo a qualsiasi erede
    • Ogni erede può poi chiedere agli altri il rimborso della quota proporzionale
    • In caso di mancato pagamento di uno, gli altri devono coprire la sua quota

    Soggetti Passivi

    Sono tenuti al pagamento:

    • Eredi legittimi: chiamati all’eredità per legge
    • Eredi testamentari: nominati nel testamento
    • Legatari: beneficiari di beni specifici
    • Beneficiari di trust: in caso di trust successori

    Dichiarante e Obbligato

    È importante distinguere:

    • Dichiarante: chi presenta la dichiarazione di successione (può essere uno solo degli eredi)
    • Obbligato al pagamento: tutti gli eredi sono obbligati solidalmente

    Il fatto che un solo erede presenti la dichiarazione non esonera gli altri dal pagamento della loro quota d’imposta.

    Base Imponibile: Come Si Calcola

    La base imponibile dell’imposta di successione è data dalla differenza tra l’attivo ereditario e il passivo deducibile.

    Attivo Ereditario

    Nell’attivo ereditario rientrano:

    • Immobili: valore catastale (rendita catastale × coefficiente)
    • Denaro e conti correnti: saldi alla data del decesso
    • Titoli e azioni: valore di mercato alla data del decesso
    • Aziende e partecipazioni: valore secondo perizia
    • Beni mobili: stima o valore commerciale
    • Crediti del defunto: importo nominale

    Passivo Deducibile

    Dall’attivo si possono dedurre:

    • Debiti del defunto: solo se esistenti alla data del decesso e documentati
    • Spese funerarie: fino a un massimo di 1.032,91 euro
    • Spese mediche ultimi 6 mesi: documentate e pagate
    • Oneri deducibili: imposte dovute dal defunto

    Beni Esenti

    Non concorrono alla base imponibile:

    • Titoli di Stato italiani (BOT, BTP, CCT)
    • Aziende familiari (con requisiti specifici)
    • TFR e indennità di fine rapporto
    • Polizze vita (in alcuni casi)

    Calcolo Valore Immobili

    Per gli immobili il valore si calcola:

    Abitazioni:
    Rendita catastale × 1,05 × 110 = Valore fiscale

    Terreni agricoli:
    Reddito dominicale × 1,25 × 110 = Valore fiscale

    Esempio pratico:

    • Rendita catastale: 600 euro
    • Valore fiscale: 600 × 1,05 × 110 = 69.300 euro

    Aliquote e Franchigie per Grado di Parentela

    L’imposta di successione viene applicata con aliquote e franchigie differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e l’erede.

    Tabella Aliquote e Franchigie 2026

    Grado di ParentelaFranchigiaAliquota
    Coniuge e figli1.000.000 euro4%
    Fratelli e sorelle100.000 euro6%
    Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° gradoNessuna franchigia6%
    Estranei e altri soggettiNessuna franchigia8%

    Come Funzionano le Franchigie

    La franchigia è la quota di eredità esente da imposta. L’imposta si applica solo sulla parte eccedente la franchigia.

    Regole importanti:

    • La franchigia è individuale: vale per ciascun erede
    • Si calcola sulla quota netta spettante a ogni singolo beneficiario
    • Se l’eredità è inferiore alla franchigia, non si paga nulla

    Esempio coniuge e 2 figli:

    • Eredità totale: 2.000.000 euro
    • Quote: coniuge 50% (1.000.000), figli 25% ciascuno (500.000)
    • Franchigia: 1.000.000 euro ciascuno
    • Imposta: zero per tutti (quote inferiori a franchigia)

    Franchigia Maggiorata Disabili Gravi

    Per i beneficiari portatori di handicap grave (art. 3, comma 3, L. 104/1992) la franchigia è maggiorata a 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela.

    Requisiti:

    • Certificazione handicap grave ai sensi L. 104/1992
    • Riconoscimento invalidità superiore al 67%
    • Documentazione da allegare alla dichiarazione di successione

    Questa franchigia si cumula con quella ordinaria per grado di parentela.

    Metodo di Calcolo dell’Imposta: Esempi Pratici

    Vediamo nel dettaglio come calcolare l’imposta di successione con esempi concreti per diverse situazioni.

    Esempio 1: Eredità a Figlio (Patrimonio Misto)

    Situazione:

    • Defunto lascia a 1 figlio unico
    • Immobile (valore catastale): 300.000 euro
    • Conti correnti: 150.000 euro
    • Titoli di Stato: 50.000 euro (esenti)
    • Debiti: 20.000 euro

    Calcolo base imponibile:

    • Attivo: 300.000 + 150.000 = 450.000 euro
    • Titoli di Stato: esenti, non contano
    • Passivo deducibile: 20.000 euro
    • Base imponibile: 450.000 – 20.000 = 430.000 euro

    Calcolo imposta:

    • Quota figlio: 430.000 euro
    • Franchigia: 1.000.000 euro
    • Eccedenza: zero
    • Imposta di successione: 0 euro

    Imposte ipotecarie e catastali:

    • Immobile: 300.000 × 2% (ipotecaria) + 300.000 × 1% (catastale)
    • Totale imposte immobiliari: 9.000 euro

    Esempio 2: Eredità a Fratello Oltre Franchigia

    Situazione:

    • Defunto lascia a 1 fratello
    • Immobile: 250.000 euro
    • Liquidità: 100.000 euro
    • Nessun debito

    Calcolo base imponibile:

    • Attivo: 250.000 + 100.000 = 350.000 euro
    • Base imponibile: 350.000 euro

    Calcolo imposta:

    • Quota fratello: 350.000 euro
    • Franchigia fratelli: 100.000 euro
    • Eccedenza tassabile: 350.000 – 100.000 = 250.000 euro
    • Aliquota fratelli: 6%
    • Imposta di successione: 250.000 × 6% = 15.000 euro

    Imposte immobiliari:

    • Immobile: 250.000 × 3% (ipotecaria + catastale)
    • Totale imposte immobiliari: 7.500 euro

    Totale da versare: 15.000 + 7.500 = 22.500 euro

    Esempio 3: Eredità a Estraneo

    Situazione:

    • Defunto lascia tutto a un amico (estraneo)
    • Patrimonio: 200.000 euro

    Calcolo imposta:

    • Base imponibile: 200.000 euro
    • Franchigia estranei: nessuna
    • Aliquota estranei: 8%
    • Imposta di successione: 200.000 × 8% = 16.000 euro

    Esempio 4: Disabile Grave Beneficiario

    Situazione:

    • Defunto lascia a figlio disabile grave (L. 104/92 art. 3 c. 3)
    • Patrimonio: 2.000.000 euro

    Calcolo imposta:

    • Base imponibile: 2.000.000 euro
    • Franchigia disabili: 1.500.000 euro
    • Eccedenza tassabile: 2.000.000 – 1.500.000 = 500.000 euro
    • Aliquota figli: 4%
    • Imposta di successione: 500.000 × 4% = 20.000 euro

    Senza franchigia maggiorata avrebbe pagato:

    • Eccedenza: 2.000.000 – 1.000.000 = 1.000.000
    • Imposta: 1.000.000 × 4% = 40.000 euro
    • Risparmio: 20.000 euro

    Dichiarazione di Successione: Termini e Modalità

    La dichiarazione di successione è l’adempimento obbligatorio per comunicare all’Agenzia delle Entrate il trasferimento dei beni ereditari e calcolare l’imposta dovuta.

    Termine di Presentazione

    La dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data del decesso.

    Esempio:

    • Decesso: 15 marzo 2025
    • Scadenza: 15 marzo 2026

    Modalità Telematica Obbligatoria

    Dal 1° gennaio 2019 la dichiarazione di successione è obbligatoriamente telematica. Può essere presentata:

    • Direttamente dagli eredi con SPID/CIE tramite il portale Agenzia Entrate
    • Tramite intermediari abilitati: CAF, commercialisti, notai
    • Software dedicato: applicazione “Dichiarazione di Successione e Domanda di Volture Catastali”

    Chi Deve Presentarla

    Sono obbligati alla presentazione:

    • Gli eredi e legatari
    • I curatori dell’eredità giacente
    • Gli amministratori dell’eredità
    • Gli esecutori testamentari

    È sufficiente che uno solo dei soggetti obbligati presenti la dichiarazione per conto di tutti.

    Casi di Esonero

    Non è obbligatorio presentare la dichiarazione quando ricorrono contemporaneamente queste condizioni:

    • Eredità devoluta al coniuge e/o parenti in linea retta (figli, genitori)
    • Attivo ereditario non superiore a 100.000 euro
    • Assenza di immobili o diritti reali immobiliari

    Attenzione: anche in presenza di un solo immobile, la dichiarazione è sempre obbligatoria.

    Documenti Necessari

    Per presentare la dichiarazione servono:

    • Certificato di morte
    • Stato di famiglia del defunto
    • Certificati di stato di famiglia degli eredi
    • Autocertificazione vincoli di parentela
    • Visure catastali di tutti gli immobili
    • Estratti conti bancari alla data del decesso
    • Certificati di proprietà veicoli
    • Documentazione titoli e partecipazioni
    • Eventuale testamento (con verbale pubblicazione)
    • Atto di rinuncia all’eredità (se presente)

    Scadenze di Versamento dell’Imposta

    Il versamento dell’imposta di successione segue regole e tempistiche precise stabilite dalla legge.

    Liquidazione dell’Imposta

    Dopo la presentazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate procede alla liquidazione dell’imposta verificando:

    • La correttezza dei valori dichiarati
    • L’applicazione delle aliquote
    • Il calcolo delle franchigie
    • Le imposte ipotecarie e catastali

    Avviso di Liquidazione

    Entro 3 anni dalla presentazione della dichiarazione, l’Agenzia notifica l’avviso di liquidazione con:

    • L’importo dell’imposta dovuta
    • La scadenza per il pagamento
    • Le modalità di versamento

    Nota: in molti casi l’avviso arriva entro 6-12 mesi.

    Termine per il Pagamento

    L’imposta deve essere versata entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione.

    Esempio:

    • Notifica avviso: 10 aprile 2026
    • Scadenza pagamento: 9 giugno 2026 (60 giorni)

    Modalità di Pagamento

    L’imposta si versa tramite:

    • Modello F24 con i codici tributo:
      • 1530: Imposta di successione
      • 1531: Sanzioni
      • 1532: Interessi
    • Tramite home banking (F24 online)
    • Presso banche o Poste Italiane

    Tabella Scadenze Procedura Successione

    AdempimentoTermine
    Presentazione dichiarazione12 mesi dal decesso
    Liquidazione Agenzia EntrateEntro 3 anni dalla dichiarazione
    Notifica avviso liquidazioneVariabile (6-12 mesi in media)
    Pagamento imposta60 giorni dalla notifica
    Volture catastaliAutomatiche dopo la dichiarazione

    Rateizzazione dell’Imposta di Successione

    Quando l’importo dell’imposta è elevato, la legge prevede la possibilità di pagare a rate.

    Condizioni per la Rateizzazione

    La rateizzazione è concessa:

    • Su richiesta degli eredi all’atto della presentazione della dichiarazione o successivamente
    • Per importi superiori a 1.000 euro
    • Fino a un massimo di 4 anni (rate trimestrali)

    Come Funziona

    La rateizzazione prevede:

    • Prima rata: da versare entro 60 giorni dalla notifica (almeno il 20% del totale)
    • Rate successive: trimestrali di pari importo
    • Interessi: calcolati al tasso legale in vigore (2026: 2,5% annuo)

    Calcolo Rate e Interessi

    Esempio:

    • Imposta dovuta: 20.000 euro
    • Rateizzazione richiesta: 4 anni (16 rate trimestrali)
    • Prima rata (20%): 4.000 euro
    • Residuo da rateizzare: 16.000 euro
    • Rata trimestrale: 16.000 / 15 = 1.066,67 euro
    • Interessi: calcolati sul debito residuo ad ogni rata

    Calcolo interessi sulla seconda rata:

    • Debito residuo: 16.000 euro
    • Interesse trimestrale: 16.000 × 2,5% × 3/12 = 100 euro
    • Rata totale: 1.066,67 + 100 = 1.166,67 euro

    Decadenza dalla Rateizzazione

    Si decade dal beneficio della rateizzazione in caso di:

    • Mancato pagamento anche di una sola rata alla scadenza
    • Ritardo superiore a 7 giorni nel pagamento

    In caso di decadenza:

    • L’intero importo residuo diventa immediatamente esigibile
    • Si applicano sanzioni e interessi di mora

    Garanzie Richieste

    Per importi molto elevati (oltre 50.000 euro) l’Agenzia può richiedere:

    • Ipoteca sugli immobili ereditati
    • Fideiussione bancaria o assicurativa
    • Altre garanzie reali

    Sanzioni e Ravvedimento Operoso

    Il mancato o tardivo versamento dell’imposta di successione comporta l’applicazione di sanzioni amministrative.

    Sanzioni per Omesso o Tardivo Versamento

    Sanzione base: dal 120% al 240% dell’imposta non versata o versata in ritardo.

    Riduzione con ravvedimento operoso:

    Se il contribuente regolarizza spontaneamente prima di un accertamento, la sanzione si riduce:

    Tipo RavvedimentoTermineSanzione Ridotta
    SprintEntro 14 giorni0,1% per giorno
    BreveEntro 30 giorni1/9 del 120% = 13,33%
    IntermedioEntro 90 giorni1/8 del 120% = 15%
    LungoEntro 1 anno1/7 del 120% = 17,14%
    BiennaleEntro 2 anni1/6 del 120% = 20%
    Oltre 2 anniOltre 2 anni1/5 del 120% = 24%

    Esempio Calcolo Ravvedimento

    Situazione:

    • Imposta dovuta: 10.000 euro
    • Ritardo: 45 giorni dalla scadenza
    • Ravvedimento: intermedio (entro 90 giorni)

    Calcolo:

    • Sanzione ordinaria: 10.000 × 120% = 12.000 euro
    • Sanzione ridotta: 12.000 × 1/8 = 1.500 euro
    • Interessi moratori: 10.000 × 2,5% × 45/365 = 31 euro
    • Totale da versare: 10.000 + 1.500 + 31 = 11.531 euro

    Risparmio: 12.000 – 1.500 = 10.500 euro di sanzioni risparmiate

    Sanzioni per Dichiarazione Omessa

    Se non si presenta la dichiarazione di successione:

    • Sanzione: dal 120% al 240% dell’imposta, minimo 250 euro
    • Anche se non c’è imposta dovuta (eredità sotto franchigia)

    Sanzioni per Dichiarazione Infedele

    Se si dichiara un valore inferiore al reale:

    • Sanzione: dal 100% al 200% della maggiore imposta accertata
    • Possibile accertamento di valore da parte dell’Agenzia

    Novità Normative 2025-2026

    Per il 2025-2026 non sono previste modifiche sostanziali all’imposta di successione. Le aliquote e franchigie rimangono invariate rispetto agli anni precedenti.

    Conferme 2026

    Aliquote confermate:

    • Coniuge e figli: 4% (franchigia 1.000.000 euro)
    • Fratelli: 6% (franchigia 100.000 euro)
    • Altri parenti: 6% (nessuna franchigia)
    • Estranei: 8% (nessuna franchigia)

    Franchigia disabili: confermata a 1.500.000 euro

    Digitalizzazione

    Prosegue il processo di digitalizzazione con:

    • Dichiarazione telematica obbligatoria
    • Volture catastali automatiche
    • Fascicolo digitale dell’erede consultabile online
    • Comunicazioni via PEC

    Controlli Automatizzati

    L’Agenzia delle Entrate ha potenziato i controlli automatici su:

    • Conti correnti (Anagrafe Rapporti Finanziari)
    • Partecipazioni societarie
    • Immobili (banca dati catastale integrata)
    • Veicoli (archivio PRA)

    Questo rende più difficile omettere beni nella dichiarazione.

    Tasso di Interesse Legale 2026

    Per il calcolo di interessi su rateizzazione e ravvedimento, il tasso legale 2026 è fissato al 2,5% annuo (confermato rispetto al 2025).

    L’imposta di successione rappresenta un aspetto cruciale nella gestione delle eredità, con regole precise e tempistiche da rispettare. Comprendere il meccanismo di calcolo, le aliquote differenziate per grado di parentela e le franchigie disponibili è fondamentale per pianificare correttamente il trasferimento generazionale del patrimonio.

    Grazie alle franchigie elevate previste per coniuge e figli (1.000.000 euro), molte eredità in Italia risultano esenti da imposta. Tuttavia, la dichiarazione di successione resta obbligatoria in presenza di immobili o quando il patrimonio supera i 100.000 euro.

    Le sanzioni per ritardi o omissioni possono essere molto pesanti (dal 120% al 240%), ma il ravvedimento operoso consente riduzioni significative se si regolarizza spontaneamente.

    Per gestire correttamente una successione e ottimizzare il carico fiscale è sempre consigliabile affidarsi a professionisti esperti come i CAF, che possono assistere in tutti gli adempimenti: dal calcolo dell’imposta alla presentazione telematica della dichiarazione, fino alla gestione di eventuali contenziosi con l’Agenzia delle Entrate.

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    Domande Frequenti sull’Imposta di Successione

    Quando si paga l’imposta di successione?

    L’imposta di successione si paga entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate. L’avviso arriva dopo la presentazione della dichiarazione di successione, generalmente entro 6-12 mesi ma puo richiedere fino a 3 anni.

    Chi è esente dall’imposta di successione?

    Sono esenti dall’imposta i beneficiari la cui quota ereditaria rientra nella franchigia prevista per il loro grado di parentela: 1.000.000 euro per coniuge e figli, 100.000 euro per fratelli. Inoltre, alcuni beni sono esenti come i Titoli di Stato italiani e, in certi casi, le aziende familiari.

    Quanto paga un figlio di imposta di successione?

    Un figlio paga il 4% sulla parte di eredita eccedente 1.000.000 euro. Se l’eredita è inferiore a 1.000.000 euro, non paga nulla di imposta di successione (restano dovute le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili).

    Come si calcola l’imposta di successione su un immobile?

    L’imposta si calcola sul valore catastale dell’immobile (rendita catastale × 1,05 × 110). Da questo valore si sottrae l’eventuale franchigia e si applica l’aliquota del 4%, 6% o 8% secondo il grado di parentela. Si aggiungono poi le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%).

    Si puo pagare a rate l’imposta di successione?

    Si, l’imposta puo essere rateizzata fino a 4 anni (rate trimestrali) con una prima rata pari ad almeno il 20% del totale. Sulle rate successive si applicano interessi al tasso legale (2,5% nel 2026). La rateizzazione va richiesta all’Agenzia delle Entrate.

    Cosa succede se non si presenta la dichiarazione di successione?

    La mancata presentazione comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro anche se non è dovuta imposta. Inoltre, senza dichiarazione non è possibile vendere o disporre degli immobili ereditati. È sempre possibile regolarizzare con ravvedimento operoso.

    L’imposta di successione si paga anche sotto i 100.000 euro?

    Dipende dal grado di parentela. Per coniuge e figli la franchigia è di 1.000.000 euro, quindi sotto questa soglia non si paga. Per fratelli la franchigia è 100.000 euro. Per altri parenti ed estranei non c’è franchigia, quindi si paga anche su importi bassi. Le imposte ipotecarie e catastali si pagano sempre sugli immobili.


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    • Calcolo esatto dell’imposta di successione
    • Presentazione telematica dichiarazione
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