Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Tag Archivio per: imposta di successione

CAF, SUCCESSIONI

Riunione Fiscale Successione 2026: Cos’è, Quando Serve e Come Richiederla

Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

La riunione fiscale in successione è uno strumento tecnico poco conosciuto ma potenzialmente molto vantaggioso per gli eredi che si trovano a gestire due successioni ravvicinate nel tempo. Disciplinata dall’articolo 8 del D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico sull’imposta di successione e donazione), la riunione fiscale evita che gli stessi beni vengano tassati due volte quando passano da un primo defunto a un secondo, e poi da quest’ultimo agli eredi finali.

Si tratta di un istituto pensato per casi purtroppo frequenti, come il decesso di entrambi i coniugi a pochi anni di distanza, oppure la morte di un genitore subito dopo quella dell’altro. In queste situazioni, senza la riunione fiscale, gli eredi rischierebbero di pagare l’imposta di successione due volte sugli stessi beni nell’arco di pochi anni. In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo in modo semplice cos’è, quando si applica, come richiederla e quali vantaggi concreti offre, con esempi numerici pratici.

📄

Scarica la Checklist Successione 2026

PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.

✓ Checklist documenti  ✓ Franchigie 2026  ✓ 10 errori da evitare

⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una email

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la riunione fiscale in successione
  2. Scopo: evitare la doppia imposizione fiscale
  3. Quando si applica la riunione fiscale
  4. Base normativa: art. 8 e art. 22 D.Lgs. 346/1990
  5. Come funziona il calcolo della riunione fiscale
  6. Condizioni per ottenere la riunione fiscale
  7. Procedura per richiederla nella dichiarazione
  8. Documenti necessari per la richiesta
  9. Vantaggi fiscali: esempi pratici con calcoli
  10. Esempio con patrimonio elevato: risparmio concreto
  11. Quando la riunione fiscale NON si applica
  12. Errori comuni nella richiesta
  13. Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti
  14. Domande frequenti (FAQ)

Cos’è la riunione fiscale in successione

La riunione fiscale è un meccanismo previsto dalla legge italiana che permette di scomputare (cioè sottrarre) dall’imposta di successione dovuta l’imposta già pagata in una precedente dichiarazione di successione, quando lo stesso bene passa più volte in tempi ravvicinati a causa del decesso dei suoi proprietari.

In parole semplici: se un bene — ad esempio una casa, un conto corrente o un pacchetto di titoli — è già stato oggetto di tassazione in una successione recente, quando lo stesso bene torna a “spostarsi” per una nuova successione, l’erede non paga di nuovo l’intera imposta ma può detrarre quanto già versato. L’obiettivo è evitare che, in poco tempo, un patrimonio venga eroso da imposte ripetute.

Questo istituto rappresenta uno degli strumenti più importanti a tutela degli eredi di successioni multiple, eppure risulta spesso sconosciuto anche a chi si occupa di pratiche successorie in modo saltuario. Il risultato è che molte famiglie finiscono per pagare più imposta del dovuto, semplicemente perché non hanno richiesto la riunione fiscale nella dichiarazione di successione.

Scopo: evitare la doppia imposizione fiscale

Lo scopo fondamentale della riunione fiscale è impedire la doppia imposizione sugli stessi beni in un arco temporale breve. Il principio di fondo è semplice: se l’Agenzia delle Entrate ha già incassato l’imposta di successione sul trasferimento di un patrimonio da un defunto a un erede, non sarebbe equo tassare di nuovo integralmente lo stesso patrimonio quando, pochi anni dopo, anche quell’erede muore e i beni passano ai suoi successori.

Immagina questa situazione: una donna eredita dal marito nel 2024 un appartamento del valore di 400.000 euro, pagando una parte di imposta. Nel 2026 la donna muore, e lo stesso appartamento passa ai figli. Senza la riunione fiscale, i figli dovrebbero pagare di nuovo l’imposta di successione sul medesimo appartamento, come se il bene non fosse mai stato tassato prima. La riunione fiscale serve proprio a evitare questa iniquità.

Il legislatore, con l’art. 8 del D.Lgs. 346/1990, ha riconosciuto che una tassazione ripetuta in tempi brevi sarebbe lesiva del principio di capacità contributiva (art. 53 della Costituzione). Per questo motivo ha introdotto un meccanismo compensativo: l’imposta già pagata viene scomputata da quella nuova.

Perché molti non conoscono questo istituto

La riunione fiscale è regolata da norme tecniche che raramente vengono spiegate in modo divulgativo. Inoltre, non si applica automaticamente: deve essere richiesta espressamente dal contribuente nella dichiarazione di successione. Se nessuno la richiede, l’imposta viene calcolata come se la precedente successione non fosse mai avvenuta, con evidente danno per gli eredi.

Quando si applica la riunione fiscale

La riunione fiscale in successione si applica quando si verifica una situazione specifica: una persona che ha già ricevuto beni per successione muore a sua volta entro un breve periodo, e i suoi eredi si trovano a dover presentare una nuova dichiarazione di successione che comprende, in tutto o in parte, gli stessi beni.

Il caso tipico — quello più frequente nella pratica dei CAF — è il seguente:

  • Primo decesso: la moglie muore nel 2023 e lascia al marito un patrimonio di 500.000 euro (tra conti correnti, titoli e immobili)
  • Secondo decesso: il marito muore nel 2026, portando con sé — tra il suo patrimonio — quegli stessi beni ereditati dalla moglie tre anni prima
  • Eredi finali: i due figli della coppia, che ricevono il patrimonio complessivo del padre

In questo scenario, i beni della moglie sono già stati “tassati” fiscalmente (o almeno dichiarati) nella successione del 2023. Quando passano dal marito ai figli, se non si applicasse la riunione fiscale, verrebbero tassati una seconda volta nell’arco di soli tre anni. La normativa consente invece di scomputare la parte di imposta già versata.

Il limite dei 5 anni

Il requisito temporale fondamentale è che il secondo decesso avvenga entro cinque anni dal primo. Se supera questo termine, la riunione fiscale non può essere più invocata: si considera che sia trascorso un tempo sufficiente perché i beni tornino nel “circuito ordinario” della tassazione. Questo limite è coerente con il principio di ragionevolezza applicato dal legislatore: le successioni troppo distanti nel tempo non generano un’iniquità fiscale significativa.

Attenzione: il termine si calcola dalla data di apertura della successione precedente (cioè dalla data del primo decesso) alla data di apertura della nuova successione (data del secondo decesso). Non conta la data di presentazione della dichiarazione di successione.

Base normativa: art. 8 e art. 22 D.Lgs. 346/1990

La disciplina della riunione fiscale in successione si fonda principalmente su due articoli del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni):

  • Articolo 8 D.Lgs. 346/1990 — stabilisce il principio generale della determinazione del valore della massa ereditaria e delle detrazioni applicabili, tra cui la riunione fiscale
  • Articolo 22 D.Lgs. 346/1990 — disciplina il meccanismo specifico dello scomputo dell’imposta già pagata nella precedente successione

La norma prevede che, quando gli stessi beni vengono nuovamente devoluti per successione entro cinque anni dalla precedente devoluzione a titolo gratuito, l’imposta dovuta sulla nuova successione sia ridotta dell’importo già pagato in precedenza. È importante sottolineare che si tratta di una detrazione d’imposta, non di una riduzione della base imponibile: non si tolgono cioè i beni dal calcolo del patrimonio ereditario, ma si scomputa l’imposta.

Fonte ufficiale

La normativa completa è consultabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e nella banca dati Normattiva, dove è possibile leggere il testo integrale del D.Lgs. 346/1990 e le successive modifiche.

Come funziona il calcolo della riunione fiscale

Il meccanismo di calcolo della riunione fiscale è abbastanza lineare, anche se richiede attenzione nella determinazione dei valori. Il principio è questo: dal valore della nuova successione si sottrae la parte già tassata nella precedente, oppure — più correttamente — si scomputa dall’imposta dovuta l’imposta già versata per gli stessi beni nella successione precedente.

Nella pratica, si procede così:

  1. Si determina la massa ereditaria complessiva della nuova successione, comprendendo tutti i beni del secondo defunto
  2. Si identificano, all’interno della massa, i beni (o il valore equivalente) che provengono dalla precedente successione
  3. Si calcola l’imposta di successione dovuta sulla nuova massa ereditaria applicando aliquote e franchigie
  4. Si scomputa l’imposta già pagata nella precedente successione, limitatamente ai beni comuni
  5. Il risultato è l’imposta netta effettivamente dovuta dai nuovi eredi

In termini tecnici: l’imposta netta è calcolata come “imposta nuova successione meno imposta già pagata precedentemente sui medesimi beni”. Se la sottrazione dà un risultato pari a zero o negativo, l’erede non deve pagare nulla (ma non ha diritto a rimborso). Se invece il risultato è positivo, quella è l’imposta effettivamente dovuta.

Il concetto di “valore equivalente”

La legge non richiede che i beni siano esattamente gli stessi: anche se il primo erede ha trasformato i beni ricevuti (ad esempio vendendo un immobile e reinvestendo in titoli), la riunione fiscale si applica comunque sul valore equivalente, a patto che si possa dimostrare la continuità economica del patrimonio. È un aspetto delicato, che richiede documentazione accurata e spesso l’intervento di un professionista esperto.

Condizioni per ottenere la riunione fiscale

Per poter beneficiare della riunione fiscale in successione devono essere soddisfatte alcune condizioni precise, tutte previste dall’art. 8 D.Lgs. 346/1990. Se anche una sola manca, l’Agenzia delle Entrate può rigettare la richiesta.

1. Identità (almeno parziale) degli eredi

Gli eredi della seconda successione devono essere, almeno in parte, gli stessi della prima — o riconducibili alla medesima “catena” familiare. Il caso più lineare è quello in cui padre e madre muoiono in tempi ravvicinati e i beni passano ai figli: la continuità familiare è evidente. Più complessi sono i casi in cui intervengono eredi diversi (fratelli, zii, nipoti) a seconda dei rapporti parentali con i due defunti.

2. Stessi beni o valore equivalente

I beni oggetto della seconda successione devono corrispondere — in tutto o in parte — a quelli già tassati nella prima, o al loro valore equivalente. Non è necessario che siano fisicamente identici: se, ad esempio, il primo erede ha venduto un’auto ereditata e con il ricavato ha aperto un conto titoli, la riunione fiscale può essere richiesta sul valore equivalente, purché la continuità patrimoniale sia documentabile.

3. Termine massimo: 5 anni

Come anticipato, il secondo decesso deve avvenire entro 5 anni dal primo. Oltre questo termine, la riunione fiscale decade definitivamente e gli eredi dovranno pagare l’imposta sulla nuova successione senza alcuno scomputo. Questo termine è perentorio e non ammette proroghe.

4. Precedente imposta effettivamente pagata

Lo scomputo è possibile solo se nella precedente successione è stata effettivamente versata un’imposta. Se, ad esempio, la prima successione rientrava interamente nelle franchigie (1 milione di euro per coniuge e figli) e quindi non si è pagata imposta, non c’è nulla da scomputare. In questi casi la “riunione fiscale” di fatto non porta vantaggi, perché il meccanismo è una detrazione d’imposta, non una riduzione della base imponibile.

Procedura per richiederla nella dichiarazione

La riunione fiscale va richiesta espressamente all’interno della dichiarazione di successione, utilizzando il modello telematico messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Non esiste una procedura separata: il beneficio si attiva compilando correttamente i quadri specifici del modello.

I passaggi principali sono:

  1. Preparare la dichiarazione di successione completa, inserendo tutti i beni del secondo defunto
  2. Indicare chiaramente nei quadri specifici del modello telematico che si richiede la riunione fiscale con riferimento alla precedente dichiarazione di successione
  3. Riportare i dati identificativi della precedente dichiarazione: numero di protocollo, data, ufficio presso cui era stata presentata, codice fiscale del precedente defunto
  4. Specificare l’importo dell’imposta già pagata nella precedente successione, relativamente ai beni oggetto della riunione
  5. Allegare la documentazione di supporto (vedi sezione successiva)
  6. Presentare la dichiarazione entro 12 mesi dalla data del decesso tramite servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate

È fondamentale che la richiesta sia esplicita e correttamente motivata: l’Agenzia delle Entrate non applica la riunione fiscale d’ufficio. Se nella dichiarazione non viene richiesta, i beni verranno tassati come una successione ordinaria e lo scomputo non sarà possibile recuperarlo successivamente (salvo presentare una dichiarazione integrativa nei termini consentiti).

Il sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia

In Friuli Venezia Giulia le successioni sono ulteriormente complicate dal sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia che richiede procedure specifiche per il trasferimento della proprietà immobiliare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale in questo sistema e può gestire contemporaneamente la richiesta di riunione fiscale e le pratiche tavolari, evitando errori che potrebbero compromettere il beneficio fiscale.

Documenti necessari per la richiesta

Per richiedere correttamente la riunione fiscale in successione è necessario allegare alla nuova dichiarazione una serie di documenti che dimostrino i presupposti previsti dalla legge. Questa è la checklist completa dei documenti da preparare:

  • Precedente dichiarazione di successione (copia integrale, comprensiva di tutti i quadri compilati)
  • Modello F24 di pagamento dell’imposta versata nella precedente successione, con relativa ricevuta
  • Autoliquidazione (se presentata in passato) o avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate relativo alla prima successione
  • Certificati di morte di entrambi i defunti, per dimostrare il rispetto del termine dei 5 anni
  • Documentazione dell’identità degli eredi (stato di famiglia storico, certificati di nascita, eventuale testamento)
  • Elenco dettagliato dei beni comuni alle due successioni, con valori e riferimenti catastali (per gli immobili)
  • In caso di valore equivalente: documentazione bancaria, atti di vendita, contratti di investimento che dimostrino la continuità patrimoniale
  • Visure catastali aggiornate degli immobili oggetto di riunione fiscale

Conservare la documentazione della precedente successione è fondamentale: molte famiglie, purtroppo, buttano via o smarriscono l’F24 di pagamento e la ricevuta della dichiarazione precedente, rendendo molto difficile — se non impossibile — dimostrare l’imposta già versata. In questi casi, è possibile richiedere copia dei documenti all’Agenzia delle Entrate o al CAF che aveva curato la pratica.

Vantaggi fiscali: esempi pratici con calcoli

Il vantaggio principale della riunione fiscale è la riduzione o l’annullamento dell’imposta di successione sulla seconda dichiarazione, limitatamente ai beni comuni alle due successioni. Vediamo con un esempio pratico quanto può valere in termini concreti.

Esempio base: famiglia con patrimonio medio

Supponiamo una famiglia con questa situazione:

  • 2023: la moglie muore e lascia al marito un patrimonio complessivo di 500.000 euro (un appartamento di 350.000 € e conti correnti per 150.000 €)
  • Franchigia coniuge: 1.000.000 €, quindi nessuna imposta di successione dovuta. Il marito eredita integralmente il patrimonio senza versare imposta
  • 2026: il marito muore, lasciando ai due figli un patrimonio di 500.000 euro (gli stessi beni ereditati dalla moglie)
  • Franchigia figli: 1.000.000 € per ciascuno, quindi anche in questo caso nessuna imposta dovuta

In questo scenario specifico, la riunione fiscale non produce un beneficio diretto perché la franchigia familiare copre già tutto il patrimonio. Tuttavia, l’istituto diventa estremamente utile quando il patrimonio supera le franchigie, come vedremo nel prossimo esempio.

Ricordiamo le aliquote 2026 dell’imposta di successione

  • Coniuge e figli: 4% sulla parte eccedente 1.000.000 € per ciascun erede
  • Fratelli e sorelle: 6% sulla parte eccedente 100.000 € per ciascun erede
  • Altri parenti fino al 4° grado: 6% senza franchigia
  • Estranei: 8% senza franchigia

Esempio con patrimonio elevato: risparmio concreto

Dove la riunione fiscale mostra tutta la sua utilità è nei casi di patrimoni che superano le franchigie. Vediamo un esempio numerico realistico con un patrimonio di 3.000.000 di euro.

Scenario

  • 2023: muore il signor Rossi lasciando alla moglie un patrimonio di 3.000.000 €. Franchigia coniuge: 1.000.000 €. Imponibile: 2.000.000 €. Imposta di successione dovuta: 4% × 2.000.000 = 80.000 €, effettivamente versata con F24
  • 2026: muore la signora Rossi (entro 3 anni dal marito) e il patrimonio di 3.000.000 € passa ai due figli in parti uguali (1.500.000 € ciascuno)
  • Per ciascun figlio: franchigia 1.000.000 €, imponibile 500.000 €, imposta 4% × 500.000 = 20.000 € ciascuno, per un totale di 40.000 €

Calcolo senza riunione fiscale

I figli dovrebbero pagare 40.000 € di imposta di successione sulla morte della madre, senza alcuno scomputo. L’imposta già pagata dal padre nel 2023 (80.000 €) risulterebbe “persa” dal punto di vista fiscale.

Calcolo con riunione fiscale

Richiedendo la riunione fiscale, l’imposta dovuta sulla nuova successione (40.000 €) viene scomputata dall’imposta già pagata nella precedente (80.000 €, relativamente agli stessi beni). Il risultato: imposta dovuta 0 € (la detrazione copre interamente l’imposta nuova). Si noti però che non si ottiene il rimborso della differenza (40.000 € a credito), perché la riunione fiscale può al massimo azzerare l’imposta, non generare crediti d’imposta.

Risparmio effettivo

In questo esempio, i figli risparmiano 40.000 euro grazie alla riunione fiscale. Un importo significativo che, senza la corretta richiesta nella dichiarazione di successione, sarebbe andato perso. È proprio in questi scenari — patrimoni medio-alti con successioni ravvicinate — che l’intervento di un CAF esperto diventa determinante.

Quando la riunione fiscale NON si applica

Pur essendo uno strumento utile, la riunione fiscale ha confini ben precisi e non è applicabile in diversi casi pratici. Conoscere queste esclusioni è importante per evitare aspettative sbagliate e soprattutto errori nella dichiarazione.

  • Se sono trascorsi più di 5 anni tra la prima e la seconda successione, il beneficio decade definitivamente
  • Se la precedente successione non ha generato imposta effettivamente pagata (ad esempio perché interamente coperta dalla franchigia), non c’è nulla da scomputare
  • Se i beni della prima successione sono stati integralmente alienati dal primo erede (venduti, donati) senza reinvestimento o trasformazione documentabile, la continuità patrimoniale si interrompe
  • Se gli eredi della seconda successione sono completamente diversi da quelli della prima e non c’è alcun legame parentale o soggettivo
  • Per i beni “nuovi” entrati nel patrimonio del secondo defunto dopo la prima successione (ad esempio acquistati con redditi successivi), la riunione non si applica
  • Per le donazioni: la riunione fiscale nella forma qui descritta riguarda specificamente le successioni mortis causa. Per le donazioni si applica un meccanismo separato di coacervo, disciplinato da norme distinte

In tutti questi casi, l’imposta di successione va calcolata e pagata in modo ordinario, applicando franchigie e aliquote vigenti senza alcuno scomputo per imposte precedenti.

Errori comuni nella richiesta

Nella pratica quotidiana, gli errori più frequenti che le famiglie commettono nella richiesta di riunione fiscale sono i seguenti. Evitarli significa risparmiare tempo, evitare contestazioni dell’Agenzia delle Entrate e ottenere effettivamente il beneficio fiscale.

  1. Non richiederla affatto: molti eredi presentano la dichiarazione di successione senza sapere che la riunione fiscale esiste, e pagano l’intera imposta inutilmente
  2. Richiederla oltre i 5 anni: errore di calcolo del termine (che decorre dal decesso, non dalla presentazione della dichiarazione)
  3. Documentazione incompleta: assenza della copia della precedente dichiarazione o dell’F24 di pagamento. In questi casi l’Agenzia può rigettare la richiesta
  4. Errato calcolo dello scomputo: applicare la detrazione su tutto il patrimonio anziché solo sui beni effettivamente comuni alle due successioni
  5. Mancata indicazione nei quadri corretti del modello telematico: la richiesta deve essere formale e tecnicamente inserita nei campi giusti
  6. Dimenticare la continuità patrimoniale quando i beni sono stati trasformati (vendita + reinvestimento) senza documentare il collegamento
  7. Confondere la riunione fiscale con il coacervo delle donazioni: sono due istituti distinti, disciplinati da norme diverse

Per questo motivo, quando una famiglia si trova davanti a due successioni ravvicinate, il consiglio è sempre lo stesso: affidarsi a un CAF o a un professionista che abbia esperienza specifica con questo istituto, piuttosto che procedere in autonomia con il rischio di perdere migliaia di euro.

Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle successioni, comprese quelle con riunione fiscale. Grazie all’esperienza pluriennale nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia e alla conoscenza approfondita del D.Lgs. 346/1990, il nostro team può:

  • Valutare preliminarmente se nel tuo caso sono presenti i presupposti per richiedere la riunione fiscale
  • Recuperare la documentazione della precedente dichiarazione di successione, anche se gestita da altri professionisti
  • Calcolare con precisione l’imposta dovuta e l’effettivo scomputo applicabile
  • Predisporre la dichiarazione telematica di successione con tutti i quadri e gli allegati corretti
  • Gestire contemporaneamente le volture tavolari in Friuli Venezia Giulia, senza doverti rivolgere a più professionisti
  • Assistere in caso di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate o di richiesta di documentazione integrativa

Che tu debba gestire una successione semplice o una situazione complessa con riunione fiscale, i nostri consulenti ti accompagnano passo passo. Prenota un appuntamento per una valutazione preliminare gratuita: nel caso di successioni ravvicinate, il risparmio fiscale può essere di decine di migliaia di euro, rendendo l’assistenza professionale un investimento pienamente ripagato.

Domande frequenti (FAQ)

Che cos’è esattamente la riunione fiscale in successione?

La riunione fiscale è un meccanismo disciplinato dall’art. 8 del D.Lgs. 346/1990 che permette di scomputare dall’imposta di successione dovuta l’imposta già pagata in una precedente successione, quando gli stessi beni (o il loro valore equivalente) passano nuovamente per eredità entro 5 anni. Serve a evitare la doppia imposizione sugli stessi beni in tempi ravvicinati.

Entro quanto tempo devo richiedere la riunione fiscale?

La riunione fiscale deve essere richiesta all’interno della nuova dichiarazione di successione, da presentare entro 12 mesi dalla data del decesso. Il requisito fondamentale è che il secondo decesso sia avvenuto entro 5 anni dal primo. Superato questo termine, il beneficio decade.

Se la prima successione non ha pagato imposta (perché coperta dalla franchigia), posso comunque richiedere la riunione fiscale?

No. La riunione fiscale è una detrazione d’imposta, non una riduzione della base imponibile. Se nella prima successione non è stata pagata alcuna imposta (ad esempio perché il patrimonio era inferiore alla franchigia di 1 milione di euro per coniuge e figli), non c’è nulla da scomputare e la nuova successione viene tassata normalmente.

I beni ereditati sono stati venduti: posso ancora chiedere la riunione fiscale?

Sì, a condizione che si possa dimostrare la continuità patrimoniale. Se il primo erede ha venduto i beni ereditati e ha reinvestito il ricavato in altri asset (titoli, un altro immobile, conto corrente), la riunione fiscale si applica sul valore equivalente. Serve però documentazione accurata (atti di vendita, estratti conto, contratti di investimento) che dimostri il collegamento tra i beni originari e quelli presenti nel patrimonio del secondo defunto.

La riunione fiscale vale anche per le donazioni ricevute prima del decesso?

No, per le donazioni si applica un istituto diverso chiamato coacervo, disciplinato da norme distinte. La riunione fiscale ex art. 8 D.Lgs. 346/1990 riguarda esclusivamente le successioni mortis causa (cioè i trasferimenti per causa di morte). Un CAF esperto può comunque valutare se nel tuo caso concorrono istituti diversi da applicare.

Posso presentare una dichiarazione integrativa se ho dimenticato di richiedere la riunione fiscale?

In linea di principio sì, entro i termini previsti per la dichiarazione integrativa a favore del contribuente (di norma entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo). È comunque una procedura delicata, che richiede il supporto di un professionista esperto per evitare il rigetto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quanto costa farsi assistere dal CAF per una successione con riunione fiscale?

I costi variano in base alla complessità della pratica (numero di eredi, tipologia di beni, presenza di immobili in sistema tavolare FVG, valore del patrimonio). Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce un preventivo personalizzato gratuito dopo una valutazione preliminare del caso. Nel caso di successioni ravvicinate, il risparmio fiscale ottenibile è spesso molto superiore al costo della consulenza.

La riunione fiscale è automatica o va sempre richiesta?

Va sempre richiesta esplicitamente dal contribuente nella dichiarazione di successione, indicando i riferimenti della precedente successione e allegando la documentazione necessaria. L’Agenzia delle Entrate non applica il beneficio d’ufficio: se non viene richiesto, l’imposta viene calcolata come per una successione ordinaria.

Hai ereditato dopo due decessi ravvicinati in famiglia? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se puoi richiedere la riunione fiscale e a presentare correttamente la dichiarazione di successione, preservando ogni possibile beneficio fiscale. Prenota la tua consulenza o chiama i nostri uffici per un primo orientamento gratuito.

AD

Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
Luglio 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/DOCUMENTI-NECESSARI-PER-LA-SUCCESSIONE-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-19 08:00:002026-04-24 23:48:37Riunione Fiscale Successione 2026: Cos’è, Quando Serve e Come Richiederla
CAF, SUCCESSIONI

Imposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi Pratici

Imposte di successione 2026 - calcolo aliquote e franchigie per gli erediImposte su successione

Quando si eredita un immobile, molti pensano che la franchigia di 1 milione di euro sull’imposta di successione basti a evitare ogni tassa. Non è così. Sugli immobili ereditati sono SEMPRE dovute due imposte aggiuntive: l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%), per un totale del 3% del valore catastale. Queste imposte vanno pagate anche quando l’eredità è esente da imposta di successione per effetto della franchigia.

In questa guida aggiornata al 2026 ti spieghiamo come si calcolano, quando si applicano le imposte fisse da 200 euro per la prima casa, i coefficienti catastali corretti (168 per le abitazioni, 115,5 per la prima casa, 40,8 per i commerciali, 90 per i terreni) e i codici tributo F24 da utilizzare. Con tre esempi pratici completi.

Indice dei contenuti

  1. Cosa sono imposta ipotecaria e catastale
  2. Quando si applicano: sempre se ci sono immobili
  3. Base imponibile: il valore catastale
  4. Aliquote ordinarie: 2% + 1% = 3%
  5. Prima casa: imposte fisse 200 + 200 euro
  6. Requisiti agevolazione prima casa in successione
  7. Coefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8, 90
  8. Come trovare la rendita catastale dalla visura
  9. Pagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606
  10. Quando si paga: autoliquidazione
  11. Esempi pratici di calcolo
  12. Sanzioni e ravvedimento operoso
  13. Domande frequenti (FAQ)
📄

Scarica la Checklist Successione 2026

PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.

✓ Checklist documenti  ✓ Franchigie 2026  ✓ 10 errori da evitare

⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una email

Cosa sono imposta ipotecaria e imposta catastale

L’imposta ipotecaria è il tributo dovuto per la trascrizione nei registri immobiliari del passaggio di proprietà. Ogni volta che un immobile cambia titolare (per compravendita, donazione o successione), il nuovo proprietario deve pagare questa imposta per formalizzare la pubblicità legale del trasferimento. La disciplina è contenuta nel D.Lgs. 347/1990 (Testo Unico delle imposte ipotecaria e catastale).

L’imposta catastale, invece, è dovuta per la voltura catastale, ovvero per l’aggiornamento al catasto dei dati del nuovo intestatario. Anche questa è regolata dallo stesso Testo Unico e, nella successione, viene pagata contestualmente all’ipotecaria.

Entrambe sono imposte indirette (come l’IVA o l’imposta di registro) e sono completamente indipendenti dall’imposta di successione. Questo è il punto più importante da capire: pagare le imposte ipotecaria e catastale non esenta dall’imposta di successione, e viceversa. Sono tributi autonomi con presupposti, aliquote e codici tributo diversi.

Quando si applicano: sempre se ci sono immobili in eredità

Le imposte ipotecaria e catastale si applicano ogni volta che nell’attivo ereditario ci sono beni immobili o diritti reali immobiliari: case, appartamenti, box, cantine, terreni agricoli, terreni edificabili, negozi, uffici, capannoni, nuda proprietà, usufrutto, diritto di abitazione.

La differenza fondamentale con l’imposta di successione è questa:

  • Imposta di successione: si applica solo se si superano le franchigie (1 milione per coniuge/figli, 100.000 euro per fratelli/sorelle, nessuna franchigia per gli altri).
  • Imposte ipotecaria e catastale: si applicano sempre, sull’intero valore catastale degli immobili, senza franchigia, a prescindere dal grado di parentela.

Esempio: figlio che eredita dal padre una casa con valore catastale di 120.000 euro e un conto corrente di 50.000 euro. L’imposta di successione è zero (il figlio ha franchigia di 1 milione). Ma sulle imposte ipotecaria e catastale relative alla casa dovrà pagare comunque il 3% di 120.000 euro = 3.600 euro (salvo agevolazione prima casa, vedi più avanti).

Se nell’eredità non ci sono immobili (solo denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari), le imposte ipotecaria e catastale non sono dovute. Si paga solo l’eventuale imposta di successione, se superate le franchigie.

Base imponibile: il valore catastale degli immobili

Le imposte ipotecaria e catastale nella successione si calcolano sul valore catastale, non sul valore di mercato. Questa è una regola molto vantaggiosa per gli eredi, perché il valore catastale è quasi sempre molto inferiore al valore reale dell’immobile (spesso meno della metà).

Il valore catastale si ottiene con una formula semplice:

Valore catastale = Rendita catastale × 1,05 (rivalutazione 5%) × Coefficiente

oppure, in forma sintetica: Rendita × Coefficiente già comprensivo della rivalutazione

I coefficienti utilizzati nella successione (già comprensivi della rivalutazione del 5% sulle rendite e del 25% sui redditi dominicali dei terreni) sono:

  • 168 per immobili abitativi (cat. A, tranne A/10)
  • 115,5 per la prima casa (quando spetta l’agevolazione)
  • 42 per uffici cat. A/10 e immobili cat. D (capannoni, alberghi)
  • 40,8 per immobili commerciali cat. C/1 e E
  • 90 per terreni agricoli e non edificabili

Per i terreni edificabili si utilizza invece il valore venale in comune commercio (valore di mercato), non il valore catastale.

Aliquote ordinarie: 2% + 1% = 3% totale

Le aliquote applicabili nella successione con immobili sono:

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale
  • Imposta catastale: 1% del valore catastale
  • Totale: 3% del valore catastale

Esempio rapido: casa ereditata (non prima casa) con valore catastale di 150.000 euro. Si pagano:

  • Imposta ipotecaria: 150.000 × 2% = 3.000 euro
  • Imposta catastale: 150.000 × 1% = 1.500 euro
  • Totale: 4.500 euro

Importante: esiste un importo minimo di 200 euro per ciascuna imposta. Se il calcolo percentuale dà un risultato inferiore a 200 euro, si paga comunque il minimo fisso di 200 euro per l’ipotecaria e 200 euro per la catastale (totale 400 euro minimo).

Prima casa agevolata: imposte fisse 200 + 200 euro

Quando almeno uno degli eredi può beneficiare dell’agevolazione prima casa, le imposte ipotecaria e catastale non si calcolano più con le aliquote percentuali, ma si applicano in misura fissa:

  • Imposta ipotecaria: 200 euro fissi
  • Imposta catastale: 200 euro fissi
  • Totale: 400 euro fissi

Questa è una delle agevolazioni più importanti per gli eredi: su un’abitazione con valore catastale di 150.000 euro, invece di pagare 4.500 euro di imposte, se ne pagano solo 400 euro, con un risparmio di 4.100 euro.

L’agevolazione prima casa nella successione è stata introdotta dall’art. 69 della Legge 342/2000 ed è tutt’oggi pienamente operativa. A differenza dell’agevolazione prima casa in compravendita, qui l’imposta di successione non viene toccata: l’agevolazione riguarda solo ipotecaria e catastale.

Requisiti per l’agevolazione prima casa in successione

Per beneficiare delle imposte fisse è sufficiente che almeno uno degli eredi (o legatari) abbia i requisiti. Questo è un grande vantaggio: se nella successione ci sono tre fratelli e solo uno di loro ha i requisiti prima casa, tutti e tre beneficiano delle imposte fisse sull’immobile.

I requisiti da rispettare (dichiarati nella dichiarazione di successione) sono:

  1. Immobile non di lusso: categoria catastale diversa da A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli, palazzi di pregio).
  2. Ubicazione: l’immobile deve trovarsi nel Comune dove l’erede ha la residenza, oppure l’erede deve impegnarsi a trasferirvi la residenza entro 18 mesi dall’apertura della successione.
  3. Non possesso di altra prima casa nello stesso Comune: l’erede non deve essere titolare (esclusivo o in comunione col coniuge) di altra abitazione nello stesso Comune dove si trova l’immobile ereditato.
  4. Non possesso di altra prima casa su tutto il territorio nazionale acquistata con le agevolazioni: l’erede non deve aver già fruito delle agevolazioni prima casa su altro immobile. In questo caso non è prevista la possibilità di vendere e riacquistare (a differenza della compravendita).

Attenzione: l’agevolazione si applica a una sola unità immobiliare per beneficiario. Se l’erede eredita due appartamenti dalla stessa persona, potrà chiedere l’agevolazione solo su uno dei due. Sulle pertinenze (box, cantina, soffitta) l’agevolazione si estende, ma con il limite di una pertinenza per ciascuna categoria catastale C/2, C/6 e C/7.

Decadenza: se entro 5 anni l’erede vende l’immobile senza ricomprare un’altra prima casa entro 1 anno, decade dall’agevolazione e deve restituire la differenza tra imposte ordinarie e imposte fisse, più sanzioni del 30% e interessi.

Coefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8 e 90 nel dettaglio

Vediamo in dettaglio i coefficienti da applicare alla rendita catastale (o al reddito dominicale per i terreni) per ottenere la base imponibile.

Immobili abitativi (non prima casa): coefficiente 168

Per tutte le abitazioni non prima casa (seconda casa, casa vacanze, appartamento affittato, casa al mare) si applica il coefficiente 168 sulla rendita catastale. Rientrano qui le categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11.

Formula: Valore catastale = Rendita × 168

Per le case di lusso (A/1, A/8, A/9) il coefficiente resta 168 in successione, perché non possono comunque beneficiare dell’agevolazione prima casa.

Prima casa: coefficiente 115,5

Quando spettano le imposte fisse prima casa (200 + 200 euro), il coefficiente 115,5 non viene di fatto utilizzato per calcolare ipotecaria e catastale (che sono appunto fisse). Tuttavia il coefficiente 115,5 resta rilevante per il calcolo della base imponibile dell’imposta di successione relativa all’immobile prima casa.

Formula: Valore catastale prima casa = Rendita × 115,5

Uffici A/10 e categoria D: coefficiente 42

Per uffici e studi privati (A/10) e per gli immobili a destinazione speciale di categoria D (capannoni industriali D/1, alberghi D/2, teatri D/3, banche D/5, opifici D/7, D/8) si utilizza il coefficiente 42.

Formula: Valore catastale = Rendita × 42

Negozi C/1 e categoria E: coefficiente 40,8

Per i negozi e botteghe (C/1) e per gli immobili a destinazione particolare di categoria E (stazioni, ponti, cimiteri) il coefficiente è 40,8.

Formula: Valore catastale = Rendita × 40,8

Box, magazzini, pertinenze: coefficiente 126

Per box auto (C/6), cantine e soffitte (C/2), tettoie (C/7), magazzini e laboratori (C/3, C/4, C/5) si usa il coefficiente 126.

Quando queste pertinenze sono abbinate a un’abitazione prima casa con agevolazione, il coefficiente scende a 115,5 anche per esse (sempre limite di una pertinenza per categoria).

Terreni agricoli e non edificabili: coefficiente 90

Per i terreni agricoli e non edificabili non si utilizza la rendita catastale, ma il reddito dominicale indicato in visura. Il coefficiente è 90 (già comprensivo della rivalutazione del 25%).

Formula: Valore catastale = Reddito dominicale × 90

Come trovare la rendita catastale dalla visura

Per calcolare correttamente le imposte devi conoscere la rendita catastale dell’immobile ereditato. Il modo più affidabile per ottenerla è richiedere una visura catastale, disponibile in tre modalità:

  • Online sul sito Agenzia Entrate: area riservata, servizio “Visura catastale online” (gratuito per gli immobili intestati al richiedente, a pagamento per gli altri).
  • Agenzia Entrate territoriale: presentando la richiesta cartacea con documento di identità.
  • Tramite CAF o professionista abilitato: soluzione più rapida, con consulenza inclusa sul corretto uso dei dati ai fini successione.

In visura cerca il campo “Rendita” (per fabbricati) o “Reddito dominicale” (per terreni). Il valore è espresso in euro. Attenzione: non confondere la rendita con il reddito agrario (solo reddito dominicale ai fini successione).

Esempio di lettura visura: Appartamento in Udine, cat. A/3, classe 3, consistenza 5 vani, Rendita 480,00 euro. Calcolo seconda casa: 480 × 168 = 80.640 euro di valore catastale.

Pagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606

Le imposte ipotecaria e catastale nella successione si pagano con il modello F24, sezione “Erario”, utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 1530 – Imposta ipotecaria: per il 2% (o 200 euro fissi prima casa)
  • 1531 – Imposta catastale: per l’1% (o 200 euro fissi prima casa)
  • 1606 – Tassa ipotecaria: 90 euro fissi per le formalità di trascrizione
  • 1522 – Imposta di bollo: 85 euro fissi sulla dichiarazione di successione
  • 1599 – Tributi speciali e diritti catastali: 25 euro fissi

Nel campo “Anno di riferimento” va indicato l’anno del decesso, non quello di presentazione della dichiarazione. Nel campo “Codice ufficio” va indicato il codice dell’ufficio territorialmente competente (normalmente quello dell’ultimo domicilio del defunto).

Attenzione: l’F24 della successione va sempre compilato con saldo finale positivo e pagato entro la scadenza. Non è possibile compensarlo con crediti se comporterebbe un saldo zero (l’Agenzia Entrate richiede un pagamento effettivo per procedere con la trascrizione).

Quando si paga: autoliquidazione prima dell’invio della dichiarazione

Le imposte ipotecaria e catastale funzionano in regime di autoliquidazione: è l’erede (o il CAF/professionista che lo assiste) a calcolarle e pagarle prima dell’invio telematico della dichiarazione di successione.

La sequenza corretta è:

  1. Predisposizione della dichiarazione di successione con elenco immobili e calcolo imposte.
  2. Pagamento F24 delle imposte ipotecaria, catastale, tassa ipotecaria, bollo e tributi speciali.
  3. Attesa ricevuta di pagamento (normalmente disponibile dopo 1-2 giorni lavorativi).
  4. Invio telematico della dichiarazione all’Agenzia Entrate tramite il software “Successioni Online”.
  5. Ricevuta di presentazione: l’Agenzia Entrate procede automaticamente con la voltura catastale.

La scadenza per la presentazione della dichiarazione di successione è di 12 mesi dall’apertura della successione (cioè dalla data del decesso). Entro questi 12 mesi devono essere pagate anche le imposte ipotecaria e catastale. Oltre tale termine scattano sanzioni (vedi paragrafo dedicato).

Dal 2024 è entrato a regime il sistema di autoliquidazione completa: anche l’imposta di successione viene calcolata e pagata dall’erede (non più dall’ufficio). Le ipotecaria e catastale seguono lo stesso principio.

Esempi pratici di calcolo

Vediamo tre casi concreti che coprono le situazioni più frequenti: prima casa agevolata, seconda casa, terreno agricolo.

Esempio 1: casa prima casa (rendita 800 euro)

Situazione: Maria eredita dalla madre un appartamento a Udine, cat. A/3, rendita catastale 800 euro. Maria non è proprietaria di altre case, ha già la residenza nello stesso Comune dell’immobile ereditato. Ha quindi diritto all’agevolazione prima casa.

Calcolo imposte:

  • Imposta ipotecaria: 200 euro fissi (codice tributo 1530)
  • Imposta catastale: 200 euro fissi (codice tributo 1531)
  • Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)
  • Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)
  • Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)
  • Totale da pagare: 600 euro

Nota: il valore catastale sarebbe stato 800 × 115,5 = 92.400 euro. Senza agevolazione avrebbe pagato il 3% = 2.772 euro. L’agevolazione le fa risparmiare oltre 2.300 euro.

Esempio 2: seconda casa (rendita 1.000 euro)

Situazione: Luca eredita dalla zia una casa al mare a Lignano, cat. A/3, rendita catastale 1.000 euro. Luca ha già la prima casa altrove e non può quindi chiedere l’agevolazione prima casa su questo immobile. Si applicano le aliquote ordinarie.

Calcolo valore catastale: 1.000 × 168 = 168.000 euro

Calcolo imposte:

  • Imposta ipotecaria: 168.000 × 2% = 3.360 euro (codice tributo 1530)
  • Imposta catastale: 168.000 × 1% = 1.680 euro (codice tributo 1531)
  • Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)
  • Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)
  • Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)
  • Totale da pagare: 5.240 euro

Nota: il testo dell’esempio presentava come “base ridotta” un calcolo 1.000 × 115,5 = 115.500 euro con totale 3.465 euro. Quel calcolo è corretto solo se all’erede spetta l’agevolazione prima casa (nel qual caso però le imposte sarebbero fisse 400 euro). Senza agevolazione il coefficiente corretto per una A/3 è 168, come sopra.

Esempio 3: terreno agricolo (reddito dominicale 500 euro)

Situazione: Paolo eredita dal padre un terreno agricolo in provincia di Udine. Dalla visura risulta un reddito dominicale di 500 euro. Paolo non è coltivatore diretto né IAP (su quest’ultimo caso si applicherebbero agevolazioni specifiche).

Calcolo valore catastale: 500 × 90 = 45.000 euro

Calcolo imposte:

  • Imposta ipotecaria: 45.000 × 2% = 900 euro (codice tributo 1530)
  • Imposta catastale: 45.000 × 1% = 450 euro (codice tributo 1531)
  • Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)
  • Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)
  • Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)
  • Totale da pagare: 1.550 euro

Agevolazioni IAP/coltivatore diretto: se l’erede è coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (IAP) iscritto alla gestione INPS agricola, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa di 200 + 200 euro (Legge 604/1954 e ss.mm.).

Sanzioni per tardivo versamento e ravvedimento operoso

Se le imposte ipotecaria e catastale vengono pagate in ritardo (oltre i 12 mesi dall’apertura della successione), scattano sanzioni amministrative:

  • Sanzione per omesso/tardivo versamento: 25% dell’imposta dovuta (ridotta rispetto al precedente 30%, dopo la riforma D.Lgs. 87/2024 a decorrere dal 1° settembre 2024).
  • Interessi legali: attualmente al 2,5% annuo (tasso legale 2026, salvo modifiche del MEF).
  • Omessa presentazione della dichiarazione: dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

Il ravvedimento operoso consente di ridurre significativamente la sanzione se si provvede spontaneamente al pagamento prima di notifiche o controlli dell’Agenzia Entrate:

  • Entro 14 giorni: sanzione 0,083% per ogni giorno di ritardo (1/10 della sanzione base giornaliera)
  • Entro 30 giorni: sanzione pari all’1,25% (1/10 del 12,5%)
  • Entro 90 giorni: sanzione 1,39% (1/9 del 12,5%)
  • Entro 1 anno dalla violazione: sanzione 3,125% (1/8)
  • Entro 2 anni: sanzione 3,57% (1/7)
  • Oltre 2 anni (fino a notifica): sanzione 4,17% (1/6)

Vanno sempre aggiunti gli interessi legali calcolati giorno per giorno. Le nuove misure sanzionatorie si applicano alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Per le violazioni anteriori si applicano le vecchie misure (sanzione base 30%, riduzioni ravvedimento diverse).

Il pagamento in ravvedimento si esegue con F24, indicando nei codici tributo sia l’imposta originaria (1530, 1531) sia i codici specifici per sanzioni e interessi collegati alla successione.

Domande frequenti (FAQ)

Se l’eredità è sotto la franchigia di 1 milione devo pagare comunque ipotecaria e catastale?

Sì, sempre, se nell’asse ereditario ci sono immobili. La franchigia di 1 milione di euro riguarda solo l’imposta di successione. Le imposte ipotecaria e catastale sono dovute sul 100% del valore catastale degli immobili, senza alcuna franchigia, qualunque sia il grado di parentela. L’unica eccezione riduttiva è l’agevolazione prima casa (imposte fisse 200 + 200 euro).

Si paga sulla quota ereditata o sul valore totale dell’immobile?

Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano sul valore totale dell’immobile (non sulla quota di ciascun erede), perché sono legate alla trascrizione e alla voltura del bene nel suo complesso. Poi gli eredi si dividono l’onere in base alle quote ereditarie (normalmente versano con un unico F24, poi fanno i conti tra loro).

Cosa succede se eredito la nuda proprietà o l’usufrutto?

Anche nuda proprietà e usufrutto sono soggetti a ipotecaria (2%) e catastale (1%). La base imponibile si calcola applicando al valore pieno dell’immobile le percentuali del “coefficiente dell’usufruttuario” previste dall’art. 48 D.P.R. 131/1986, che variano in base all’età dell’usufruttuario (più alto per chi è giovane, più basso per chi è anziano).

Posso usare il ravvedimento operoso se sono in ritardo di 3 mesi?

Sì. Il ravvedimento è sempre possibile finché l’Agenzia Entrate non ha notificato un avviso di liquidazione o un atto di accertamento. A 3 mesi di ritardo rientri nel ravvedimento entro 90 giorni, con sanzione ridotta all’1,39% (più interessi legali).

Le imposte ipotecaria e catastale si applicano anche sui mobili?

No. Ipotecaria e catastale si applicano solo sui beni immobili (case, terreni, box, negozi, ecc.). Su mobili, denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari si paga solo l’eventuale imposta di successione (se superate le franchigie). Tuttavia attenzione: sui mobili “d’uso” contenuti in casa c’è la presunzione di legge del 10% del valore immobiliare (a meno di prova contraria), che rileva solo per l’imposta di successione, non per ipotecaria/catastale.

Chi deve firmare l’F24? Tutti gli eredi?

L’F24 viene normalmente compilato a nome di uno degli eredi (che funge da “erede presentatore”) o, più spesso, a nome del CAF/professionista intermediario. Tutti gli eredi sono comunque solidalmente responsabili del pagamento. È possibile che un solo erede anticipi l’intero importo e poi si faccia rimborsare dai co-eredi le rispettive quote.

Se rinuncio all’eredità devo pagare lo stesso?

No. La rinuncia all’eredità (da farsi con atto pubblico davanti a notaio o cancelliere entro 10 anni) estingue ogni obbligo fiscale in capo al rinunciante, comprese le imposte ipotecaria e catastale. Gli obblighi si trasferiscono agli altri eredi (o ai rappresentanti, figli del rinunciante) che accettano.

Se l’immobile è cointestato col coniuge superstite, si pagano ipotecaria e catastale sul 100% o sul 50%?

Se l’immobile era in comunione legale (o cointestazione al 50%) con il coniuge superstite, cade in successione solo la quota del defunto (50%). Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano quindi sul valore catastale della sola quota del 50%, non sull’intero immobile.

Dove posso trovare assistenza per calcolare le imposte sulla mia successione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio completo di dichiarazione di successione, compresi calcolo di ipotecaria, catastale, predisposizione F24 e invio telematico. Operiamo in Friuli Venezia Giulia anche per il sistema tavolare (iscrizione al Libro Fondiario), che in FVG sostituisce la conservatoria tradizionale.

Conclusione e contatti

Le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sono il “costo nascosto” di ogni eredità con immobili: anche quando la franchigia di successione azzera il tributo principale, queste due imposte restano dovute e possono pesare per migliaia di euro. La buona notizia è che esistono agevolazioni importanti — soprattutto la prima casa in successione con imposte fisse di 400 euro totali — che permettono di contenere significativamente la spesa.

Il nostro consiglio: prima di presentare la dichiarazione di successione, verifica sempre se almeno uno degli eredi ha i requisiti prima casa. Se sì, il risparmio può essere di migliaia di euro. E attenzione ai tempi: i 12 mesi scadono velocemente, e il ravvedimento operoso costa comunque meno delle sanzioni piene (ora al 25% dopo la riforma 2024).

Per un calcolo preciso sulla tua successione e per la gestione completa della pratica, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — telefono 0432 1638640 — WhatsApp 366 6018121. Ti aiutiamo a quantificare in anticipo le imposte, a individuare tutte le agevolazioni spettanti e a gestire l’intero iter telematico, compresa la voltura catastale e la trascrizione tavolare per il Friuli Venezia Giulia.

AD

Andrea Damiani

Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
Giugno 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-10 08:00:002026-04-24 23:48:22Imposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi Pratici
CAF, SUCCESSIONI

Imposta di Successione 2026: Calcolo, Aliquote e Scadenze

Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

L’imposta di successione è un tributo che colpisce il trasferimento dei beni per causa di morte dal defunto (de cuius) agli eredi e ai legatari. Disciplinata dal D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni), questa imposta è stata più volte modificata nel corso degli anni, con una prima abolizione nel 2001 e il successivo ripristino nel 2006.

Oggi l’imposta di successione rappresenta uno degli aspetti più delicati nella gestione delle eredità, con aliquote e franchigie differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e il beneficiario. Comprendere come funziona il calcolo dell’imposta, quali sono le scadenze e come versarla correttamente è fondamentale per evitare sanzioni e gestire al meglio il patrimonio ereditato.

In questa guida analizzeremo nel dettaglio tutti gli aspetti dell’imposta di successione 2026: dalla base imponibile alle aliquote, dalle franchigie alle scadenze di versamento, con esempi pratici e tabelle riassuntive per facilitare la comprensione.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’Imposta di Successione
  2. Chi Deve Pagare l’Imposta
  3. Base Imponibile: Come Si Calcola
  4. Aliquote e Franchigie per Parentela
  5. Metodo di Calcolo: Esempi Pratici
  6. Dichiarazione di Successione
  7. Scadenze di Versamento
  8. Rateizzazione dell’Imposta
  9. Sanzioni e Ravvedimento
  10. Novità Normative 2025-2026

Cos’è l’Imposta di Successione

L’imposta di successione è un tributo indiretto che grava sul valore complessivo dei beni e dei diritti che vengono trasferiti per successione ereditaria. Si applica sia in caso di successione legittima (senza testamento) che di successione testamentaria.

Natura Giuridica

L’imposta di successione ha natura di imposta personale e proporzionale:

  • Personale: tiene conto del rapporto di parentela tra defunto ed erede
  • Proporzionale: l’aliquota si applica in percentuale sul valore dell’asse ereditario

Quando Si Applica

L’imposta di successione si applica quando si verifica il trasferimento mortis causa di:

  • Immobili (abitazioni, terreni, fabbricati)
  • Denaro e conti correnti
  • Titoli, azioni, obbligazioni
  • Quote societarie
  • Partecipazioni in aziende
  • Diritti reali (usufrutto, nuda proprietà)
  • Beni mobili (auto, gioielli, opere d’arte)

Riferimenti Normativi

La disciplina dell’imposta di successione è contenuta in:

  • D.Lgs. 346/1990: Testo Unico Successioni e Donazioni (TUSD)
  • Legge 286/2006: Ripristino dell’imposta dopo l’abolizione
  • Circolari Agenzia delle Entrate: interpretazioni e istruzioni operative

Chi Deve Pagare l’Imposta di Successione

L’imposta di successione deve essere versata dagli eredi e dai legatari che ricevono beni per successione. La legge stabilisce una responsabilità solidale tra tutti gli eredi.

Responsabilità Solidale

Gli eredi sono solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta (art. 36 TUSD):

  • L’Agenzia delle Entrate può richiedere l’intero importo a qualsiasi erede
  • Ogni erede può poi chiedere agli altri il rimborso della quota proporzionale
  • In caso di mancato pagamento di uno, gli altri devono coprire la sua quota

Soggetti Passivi

Sono tenuti al pagamento:

  • Eredi legittimi: chiamati all’eredità per legge
  • Eredi testamentari: nominati nel testamento
  • Legatari: beneficiari di beni specifici
  • Beneficiari di trust: in caso di trust successori

Dichiarante e Obbligato

È importante distinguere:

  • Dichiarante: chi presenta la dichiarazione di successione (può essere uno solo degli eredi)
  • Obbligato al pagamento: tutti gli eredi sono obbligati solidalmente

Il fatto che un solo erede presenti la dichiarazione non esonera gli altri dal pagamento della loro quota d’imposta.

Base Imponibile: Come Si Calcola

La base imponibile dell’imposta di successione è data dalla differenza tra l’attivo ereditario e il passivo deducibile.

Attivo Ereditario

Nell’attivo ereditario rientrano:

  • Immobili: valore catastale (rendita catastale × coefficiente)
  • Denaro e conti correnti: saldi alla data del decesso
  • Titoli e azioni: valore di mercato alla data del decesso
  • Aziende e partecipazioni: valore secondo perizia
  • Beni mobili: stima o valore commerciale
  • Crediti del defunto: importo nominale

Passivo Deducibile

Dall’attivo si possono dedurre:

  • Debiti del defunto: solo se esistenti alla data del decesso e documentati
  • Spese funerarie: fino a un massimo di 1.032,91 euro
  • Spese mediche ultimi 6 mesi: documentate e pagate
  • Oneri deducibili: imposte dovute dal defunto

Beni Esenti

Non concorrono alla base imponibile:

  • Titoli di Stato italiani (BOT, BTP, CCT)
  • Aziende familiari (con requisiti specifici)
  • TFR e indennità di fine rapporto
  • Polizze vita (in alcuni casi)

Calcolo Valore Immobili

Per gli immobili il valore si calcola:

Abitazioni:
Rendita catastale × 1,05 × 110 = Valore fiscale

Terreni agricoli:
Reddito dominicale × 1,25 × 110 = Valore fiscale

Esempio pratico:

  • Rendita catastale: 600 euro
  • Valore fiscale: 600 × 1,05 × 110 = 69.300 euro

Aliquote e Franchigie per Grado di Parentela

L’imposta di successione viene applicata con aliquote e franchigie differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e l’erede.

Tabella Aliquote e Franchigie 2026

Grado di ParentelaFranchigiaAliquota
Coniuge e figli1.000.000 euro4%
Fratelli e sorelle100.000 euro6%
Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° gradoNessuna franchigia6%
Estranei e altri soggettiNessuna franchigia8%

Come Funzionano le Franchigie

La franchigia è la quota di eredità esente da imposta. L’imposta si applica solo sulla parte eccedente la franchigia.

Regole importanti:

  • La franchigia è individuale: vale per ciascun erede
  • Si calcola sulla quota netta spettante a ogni singolo beneficiario
  • Se l’eredità è inferiore alla franchigia, non si paga nulla

Esempio coniuge e 2 figli:

  • Eredità totale: 2.000.000 euro
  • Quote: coniuge 50% (1.000.000), figli 25% ciascuno (500.000)
  • Franchigia: 1.000.000 euro ciascuno
  • Imposta: zero per tutti (quote inferiori a franchigia)

Franchigia Maggiorata Disabili Gravi

Per i beneficiari portatori di handicap grave (art. 3, comma 3, L. 104/1992) la franchigia è maggiorata a 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela.

Requisiti:

  • Certificazione handicap grave ai sensi L. 104/1992
  • Riconoscimento invalidità superiore al 67%
  • Documentazione da allegare alla dichiarazione di successione

Questa franchigia si cumula con quella ordinaria per grado di parentela.

Metodo di Calcolo dell’Imposta: Esempi Pratici

Vediamo nel dettaglio come calcolare l’imposta di successione con esempi concreti per diverse situazioni.

Esempio 1: Eredità a Figlio (Patrimonio Misto)

Situazione:

  • Defunto lascia a 1 figlio unico
  • Immobile (valore catastale): 300.000 euro
  • Conti correnti: 150.000 euro
  • Titoli di Stato: 50.000 euro (esenti)
  • Debiti: 20.000 euro

Calcolo base imponibile:

  • Attivo: 300.000 + 150.000 = 450.000 euro
  • Titoli di Stato: esenti, non contano
  • Passivo deducibile: 20.000 euro
  • Base imponibile: 450.000 – 20.000 = 430.000 euro

Calcolo imposta:

  • Quota figlio: 430.000 euro
  • Franchigia: 1.000.000 euro
  • Eccedenza: zero
  • Imposta di successione: 0 euro

Imposte ipotecarie e catastali:

  • Immobile: 300.000 × 2% (ipotecaria) + 300.000 × 1% (catastale)
  • Totale imposte immobiliari: 9.000 euro

Esempio 2: Eredità a Fratello Oltre Franchigia

Situazione:

  • Defunto lascia a 1 fratello
  • Immobile: 250.000 euro
  • Liquidità: 100.000 euro
  • Nessun debito

Calcolo base imponibile:

  • Attivo: 250.000 + 100.000 = 350.000 euro
  • Base imponibile: 350.000 euro

Calcolo imposta:

  • Quota fratello: 350.000 euro
  • Franchigia fratelli: 100.000 euro
  • Eccedenza tassabile: 350.000 – 100.000 = 250.000 euro
  • Aliquota fratelli: 6%
  • Imposta di successione: 250.000 × 6% = 15.000 euro

Imposte immobiliari:

  • Immobile: 250.000 × 3% (ipotecaria + catastale)
  • Totale imposte immobiliari: 7.500 euro

Totale da versare: 15.000 + 7.500 = 22.500 euro

Esempio 3: Eredità a Estraneo

Situazione:

  • Defunto lascia tutto a un amico (estraneo)
  • Patrimonio: 200.000 euro

Calcolo imposta:

  • Base imponibile: 200.000 euro
  • Franchigia estranei: nessuna
  • Aliquota estranei: 8%
  • Imposta di successione: 200.000 × 8% = 16.000 euro

Esempio 4: Disabile Grave Beneficiario

Situazione:

  • Defunto lascia a figlio disabile grave (L. 104/92 art. 3 c. 3)
  • Patrimonio: 2.000.000 euro

Calcolo imposta:

  • Base imponibile: 2.000.000 euro
  • Franchigia disabili: 1.500.000 euro
  • Eccedenza tassabile: 2.000.000 – 1.500.000 = 500.000 euro
  • Aliquota figli: 4%
  • Imposta di successione: 500.000 × 4% = 20.000 euro

Senza franchigia maggiorata avrebbe pagato:

  • Eccedenza: 2.000.000 – 1.000.000 = 1.000.000
  • Imposta: 1.000.000 × 4% = 40.000 euro
  • Risparmio: 20.000 euro

Dichiarazione di Successione: Termini e Modalità

La dichiarazione di successione è l’adempimento obbligatorio per comunicare all’Agenzia delle Entrate il trasferimento dei beni ereditari e calcolare l’imposta dovuta.

Termine di Presentazione

La dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data del decesso.

Esempio:

  • Decesso: 15 marzo 2025
  • Scadenza: 15 marzo 2026

Modalità Telematica Obbligatoria

Dal 1° gennaio 2019 la dichiarazione di successione è obbligatoriamente telematica. Può essere presentata:

  • Direttamente dagli eredi con SPID/CIE tramite il portale Agenzia Entrate
  • Tramite intermediari abilitati: CAF, commercialisti, notai
  • Software dedicato: applicazione “Dichiarazione di Successione e Domanda di Volture Catastali”

Chi Deve Presentarla

Sono obbligati alla presentazione:

  • Gli eredi e legatari
  • I curatori dell’eredità giacente
  • Gli amministratori dell’eredità
  • Gli esecutori testamentari

È sufficiente che uno solo dei soggetti obbligati presenti la dichiarazione per conto di tutti.

Casi di Esonero

Non è obbligatorio presentare la dichiarazione quando ricorrono contemporaneamente queste condizioni:

  • Eredità devoluta al coniuge e/o parenti in linea retta (figli, genitori)
  • Attivo ereditario non superiore a 100.000 euro
  • Assenza di immobili o diritti reali immobiliari

Attenzione: anche in presenza di un solo immobile, la dichiarazione è sempre obbligatoria.

Documenti Necessari

Per presentare la dichiarazione servono:

  • Certificato di morte
  • Stato di famiglia del defunto
  • Certificati di stato di famiglia degli eredi
  • Autocertificazione vincoli di parentela
  • Visure catastali di tutti gli immobili
  • Estratti conti bancari alla data del decesso
  • Certificati di proprietà veicoli
  • Documentazione titoli e partecipazioni
  • Eventuale testamento (con verbale pubblicazione)
  • Atto di rinuncia all’eredità (se presente)

Scadenze di Versamento dell’Imposta

Il versamento dell’imposta di successione segue regole e tempistiche precise stabilite dalla legge.

Liquidazione dell’Imposta

Dopo la presentazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate procede alla liquidazione dell’imposta verificando:

  • La correttezza dei valori dichiarati
  • L’applicazione delle aliquote
  • Il calcolo delle franchigie
  • Le imposte ipotecarie e catastali

Avviso di Liquidazione

Entro 3 anni dalla presentazione della dichiarazione, l’Agenzia notifica l’avviso di liquidazione con:

  • L’importo dell’imposta dovuta
  • La scadenza per il pagamento
  • Le modalità di versamento

Nota: in molti casi l’avviso arriva entro 6-12 mesi.

Termine per il Pagamento

L’imposta deve essere versata entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione.

Esempio:

  • Notifica avviso: 10 aprile 2026
  • Scadenza pagamento: 9 giugno 2026 (60 giorni)

Modalità di Pagamento

L’imposta si versa tramite:

  • Modello F24 con i codici tributo:
    • 1530: Imposta di successione
    • 1531: Sanzioni
    • 1532: Interessi
  • Tramite home banking (F24 online)
  • Presso banche o Poste Italiane

Tabella Scadenze Procedura Successione

AdempimentoTermine
Presentazione dichiarazione12 mesi dal decesso
Liquidazione Agenzia EntrateEntro 3 anni dalla dichiarazione
Notifica avviso liquidazioneVariabile (6-12 mesi in media)
Pagamento imposta60 giorni dalla notifica
Volture catastaliAutomatiche dopo la dichiarazione

Rateizzazione dell’Imposta di Successione

Quando l’importo dell’imposta è elevato, la legge prevede la possibilità di pagare a rate.

Condizioni per la Rateizzazione

La rateizzazione è concessa:

  • Su richiesta degli eredi all’atto della presentazione della dichiarazione o successivamente
  • Per importi superiori a 1.000 euro
  • Fino a un massimo di 4 anni (rate trimestrali)

Come Funziona

La rateizzazione prevede:

  • Prima rata: da versare entro 60 giorni dalla notifica (almeno il 20% del totale)
  • Rate successive: trimestrali di pari importo
  • Interessi: calcolati al tasso legale in vigore (2026: 2,5% annuo)

Calcolo Rate e Interessi

Esempio:

  • Imposta dovuta: 20.000 euro
  • Rateizzazione richiesta: 4 anni (16 rate trimestrali)
  • Prima rata (20%): 4.000 euro
  • Residuo da rateizzare: 16.000 euro
  • Rata trimestrale: 16.000 / 15 = 1.066,67 euro
  • Interessi: calcolati sul debito residuo ad ogni rata

Calcolo interessi sulla seconda rata:

  • Debito residuo: 16.000 euro
  • Interesse trimestrale: 16.000 × 2,5% × 3/12 = 100 euro
  • Rata totale: 1.066,67 + 100 = 1.166,67 euro

Decadenza dalla Rateizzazione

Si decade dal beneficio della rateizzazione in caso di:

  • Mancato pagamento anche di una sola rata alla scadenza
  • Ritardo superiore a 7 giorni nel pagamento

In caso di decadenza:

  • L’intero importo residuo diventa immediatamente esigibile
  • Si applicano sanzioni e interessi di mora

Garanzie Richieste

Per importi molto elevati (oltre 50.000 euro) l’Agenzia può richiedere:

  • Ipoteca sugli immobili ereditati
  • Fideiussione bancaria o assicurativa
  • Altre garanzie reali

Sanzioni e Ravvedimento Operoso

Il mancato o tardivo versamento dell’imposta di successione comporta l’applicazione di sanzioni amministrative.

Sanzioni per Omesso o Tardivo Versamento

Sanzione base: dal 120% al 240% dell’imposta non versata o versata in ritardo.

Riduzione con ravvedimento operoso:

Se il contribuente regolarizza spontaneamente prima di un accertamento, la sanzione si riduce:

Tipo RavvedimentoTermineSanzione Ridotta
SprintEntro 14 giorni0,1% per giorno
BreveEntro 30 giorni1/9 del 120% = 13,33%
IntermedioEntro 90 giorni1/8 del 120% = 15%
LungoEntro 1 anno1/7 del 120% = 17,14%
BiennaleEntro 2 anni1/6 del 120% = 20%
Oltre 2 anniOltre 2 anni1/5 del 120% = 24%

Esempio Calcolo Ravvedimento

Situazione:

  • Imposta dovuta: 10.000 euro
  • Ritardo: 45 giorni dalla scadenza
  • Ravvedimento: intermedio (entro 90 giorni)

Calcolo:

  • Sanzione ordinaria: 10.000 × 120% = 12.000 euro
  • Sanzione ridotta: 12.000 × 1/8 = 1.500 euro
  • Interessi moratori: 10.000 × 2,5% × 45/365 = 31 euro
  • Totale da versare: 10.000 + 1.500 + 31 = 11.531 euro

Risparmio: 12.000 – 1.500 = 10.500 euro di sanzioni risparmiate

Sanzioni per Dichiarazione Omessa

Se non si presenta la dichiarazione di successione:

  • Sanzione: dal 120% al 240% dell’imposta, minimo 250 euro
  • Anche se non c’è imposta dovuta (eredità sotto franchigia)

Sanzioni per Dichiarazione Infedele

Se si dichiara un valore inferiore al reale:

  • Sanzione: dal 100% al 200% della maggiore imposta accertata
  • Possibile accertamento di valore da parte dell’Agenzia

Novità Normative 2025-2026

Per il 2025-2026 non sono previste modifiche sostanziali all’imposta di successione. Le aliquote e franchigie rimangono invariate rispetto agli anni precedenti.

Conferme 2026

Aliquote confermate:

  • Coniuge e figli: 4% (franchigia 1.000.000 euro)
  • Fratelli: 6% (franchigia 100.000 euro)
  • Altri parenti: 6% (nessuna franchigia)
  • Estranei: 8% (nessuna franchigia)

Franchigia disabili: confermata a 1.500.000 euro

Digitalizzazione

Prosegue il processo di digitalizzazione con:

  • Dichiarazione telematica obbligatoria
  • Volture catastali automatiche
  • Fascicolo digitale dell’erede consultabile online
  • Comunicazioni via PEC

Controlli Automatizzati

L’Agenzia delle Entrate ha potenziato i controlli automatici su:

  • Conti correnti (Anagrafe Rapporti Finanziari)
  • Partecipazioni societarie
  • Immobili (banca dati catastale integrata)
  • Veicoli (archivio PRA)

Questo rende più difficile omettere beni nella dichiarazione.

Tasso di Interesse Legale 2026

Per il calcolo di interessi su rateizzazione e ravvedimento, il tasso legale 2026 è fissato al 2,5% annuo (confermato rispetto al 2025).

L’imposta di successione rappresenta un aspetto cruciale nella gestione delle eredità, con regole precise e tempistiche da rispettare. Comprendere il meccanismo di calcolo, le aliquote differenziate per grado di parentela e le franchigie disponibili è fondamentale per pianificare correttamente il trasferimento generazionale del patrimonio.

Grazie alle franchigie elevate previste per coniuge e figli (1.000.000 euro), molte eredità in Italia risultano esenti da imposta. Tuttavia, la dichiarazione di successione resta obbligatoria in presenza di immobili o quando il patrimonio supera i 100.000 euro.

Le sanzioni per ritardi o omissioni possono essere molto pesanti (dal 120% al 240%), ma il ravvedimento operoso consente riduzioni significative se si regolarizza spontaneamente.

Per gestire correttamente una successione e ottimizzare il carico fiscale è sempre consigliabile affidarsi a professionisti esperti come i CAF, che possono assistere in tutti gli adempimenti: dal calcolo dell’imposta alla presentazione telematica della dichiarazione, fino alla gestione di eventuali contenziosi con l’Agenzia delle Entrate.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sull’Imposta di Successione

Quando si paga l’imposta di successione?

L’imposta di successione si paga entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate. L’avviso arriva dopo la presentazione della dichiarazione di successione, generalmente entro 6-12 mesi ma puo richiedere fino a 3 anni.

Chi è esente dall’imposta di successione?

Sono esenti dall’imposta i beneficiari la cui quota ereditaria rientra nella franchigia prevista per il loro grado di parentela: 1.000.000 euro per coniuge e figli, 100.000 euro per fratelli. Inoltre, alcuni beni sono esenti come i Titoli di Stato italiani e, in certi casi, le aziende familiari.

Quanto paga un figlio di imposta di successione?

Un figlio paga il 4% sulla parte di eredita eccedente 1.000.000 euro. Se l’eredita è inferiore a 1.000.000 euro, non paga nulla di imposta di successione (restano dovute le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili).

Come si calcola l’imposta di successione su un immobile?

L’imposta si calcola sul valore catastale dell’immobile (rendita catastale × 1,05 × 110). Da questo valore si sottrae l’eventuale franchigia e si applica l’aliquota del 4%, 6% o 8% secondo il grado di parentela. Si aggiungono poi le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%).

Si puo pagare a rate l’imposta di successione?

Si, l’imposta puo essere rateizzata fino a 4 anni (rate trimestrali) con una prima rata pari ad almeno il 20% del totale. Sulle rate successive si applicano interessi al tasso legale (2,5% nel 2026). La rateizzazione va richiesta all’Agenzia delle Entrate.

Cosa succede se non si presenta la dichiarazione di successione?

La mancata presentazione comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro anche se non è dovuta imposta. Inoltre, senza dichiarazione non è possibile vendere o disporre degli immobili ereditati. È sempre possibile regolarizzare con ravvedimento operoso.

L’imposta di successione si paga anche sotto i 100.000 euro?

Dipende dal grado di parentela. Per coniuge e figli la franchigia è di 1.000.000 euro, quindi sotto questa soglia non si paga. Per fratelli la franchigia è 100.000 euro. Per altri parenti ed estranei non c’è franchigia, quindi si paga anche su importi bassi. Le imposte ipotecarie e catastali si pagano sempre sugli immobili.


Hai Bisogno di Assistenza per l’Imposta di Successione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste per:

  • Calcolo esatto dell’imposta di successione
  • Presentazione telematica dichiarazione
  • Gestione pratiche con Agenzia Entrate
  • Ottimizzazione carico fiscale
Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    ARTICOLI CORRELATI

    Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine
    CAF, SUCCESSIONI

    Intavolazione FVG: Guida Completa al Sistema Tavolare

    (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});
    Luglio 21, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-21 09:00:002026-03-17 19:06:42Intavolazione FVG: Guida Completa al Sistema Tavolare
    Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine
    SUCCESSIONI

    Successione Immobili 2026: Tasse, Voltura e Adempimenti Catastali

    La successione immobili 2026 è una fase delicata che coinvolge molte famiglie quando si eredita una casa o un terreno. Quando viene a mancare un familiare che possedeva beni immobili, gli eredi devono affrontare una serie di adempimenti fiscali…
    Luglio 21, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-21 09:00:002026-02-23 15:20:48Successione Immobili 2026: Tasse, Voltura e Adempimenti Catastali
    Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine
    CAF, SUCCESSIONI

    Riunione Fiscale Successione 2026: Cos’è, Quando Serve e Come Richiederla

    La riunione fiscale evita la doppia imposizione quando due successioni avvengono entro 5 anni. Guida 2026: requisiti, procedura, esempi e come richiederla nella dichiarazione di successione.
    Luglio 19, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/DOCUMENTI-NECESSARI-PER-LA-SUCCESSIONE-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-19 08:00:002026-04-24 23:48:37Riunione Fiscale Successione 2026: Cos’è, Quando Serve e Come Richiederla

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Approfondimenti correlati

    • Successione e Donazioni: Riunione Fittizia
    Luglio 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-09 13:14:552026-05-31 16:49:26Imposta di Successione 2026: Calcolo, Aliquote e Scadenze
    CAF, SUCCESSIONI

    Riunione Fiscale Successione 2026: Cos’è, Quando Serve e Come Richiederla

    Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine

    La riunione fiscale in successione è uno strumento tecnico poco conosciuto ma potenzialmente molto vantaggioso per gli eredi che si trovano a gestire due successioni ravvicinate nel tempo. Disciplinata dall’articolo 8 del D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico sull’imposta di successione e donazione), la riunione fiscale evita che gli stessi beni vengano tassati due volte quando passano da un primo defunto a un secondo, e poi da quest’ultimo agli eredi finali.

    Si tratta di un istituto pensato per casi purtroppo frequenti, come il decesso di entrambi i coniugi a pochi anni di distanza, oppure la morte di un genitore subito dopo quella dell’altro. In queste situazioni, senza la riunione fiscale, gli eredi rischierebbero di pagare l’imposta di successione due volte sugli stessi beni nell’arco di pochi anni. In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo in modo semplice cos’è, quando si applica, come richiederla e quali vantaggi concreti offre, con esempi numerici pratici.

    📄

    Scarica la Checklist Successione 2026

    PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.

    ✓ Checklist documenti  ✓ Franchigie 2026  ✓ 10 errori da evitare

    ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una email

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la riunione fiscale in successione
    2. Scopo: evitare la doppia imposizione fiscale
    3. Quando si applica la riunione fiscale
    4. Base normativa: art. 8 e art. 22 D.Lgs. 346/1990
    5. Come funziona il calcolo della riunione fiscale
    6. Condizioni per ottenere la riunione fiscale
    7. Procedura per richiederla nella dichiarazione
    8. Documenti necessari per la richiesta
    9. Vantaggi fiscali: esempi pratici con calcoli
    10. Esempio con patrimonio elevato: risparmio concreto
    11. Quando la riunione fiscale NON si applica
    12. Errori comuni nella richiesta
    13. Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti
    14. Domande frequenti (FAQ)

    Cos’è la riunione fiscale in successione

    La riunione fiscale è un meccanismo previsto dalla legge italiana che permette di scomputare (cioè sottrarre) dall’imposta di successione dovuta l’imposta già pagata in una precedente dichiarazione di successione, quando lo stesso bene passa più volte in tempi ravvicinati a causa del decesso dei suoi proprietari.

    In parole semplici: se un bene — ad esempio una casa, un conto corrente o un pacchetto di titoli — è già stato oggetto di tassazione in una successione recente, quando lo stesso bene torna a “spostarsi” per una nuova successione, l’erede non paga di nuovo l’intera imposta ma può detrarre quanto già versato. L’obiettivo è evitare che, in poco tempo, un patrimonio venga eroso da imposte ripetute.

    Questo istituto rappresenta uno degli strumenti più importanti a tutela degli eredi di successioni multiple, eppure risulta spesso sconosciuto anche a chi si occupa di pratiche successorie in modo saltuario. Il risultato è che molte famiglie finiscono per pagare più imposta del dovuto, semplicemente perché non hanno richiesto la riunione fiscale nella dichiarazione di successione.

    Scopo: evitare la doppia imposizione fiscale

    Lo scopo fondamentale della riunione fiscale è impedire la doppia imposizione sugli stessi beni in un arco temporale breve. Il principio di fondo è semplice: se l’Agenzia delle Entrate ha già incassato l’imposta di successione sul trasferimento di un patrimonio da un defunto a un erede, non sarebbe equo tassare di nuovo integralmente lo stesso patrimonio quando, pochi anni dopo, anche quell’erede muore e i beni passano ai suoi successori.

    Immagina questa situazione: una donna eredita dal marito nel 2024 un appartamento del valore di 400.000 euro, pagando una parte di imposta. Nel 2026 la donna muore, e lo stesso appartamento passa ai figli. Senza la riunione fiscale, i figli dovrebbero pagare di nuovo l’imposta di successione sul medesimo appartamento, come se il bene non fosse mai stato tassato prima. La riunione fiscale serve proprio a evitare questa iniquità.

    Il legislatore, con l’art. 8 del D.Lgs. 346/1990, ha riconosciuto che una tassazione ripetuta in tempi brevi sarebbe lesiva del principio di capacità contributiva (art. 53 della Costituzione). Per questo motivo ha introdotto un meccanismo compensativo: l’imposta già pagata viene scomputata da quella nuova.

    Perché molti non conoscono questo istituto

    La riunione fiscale è regolata da norme tecniche che raramente vengono spiegate in modo divulgativo. Inoltre, non si applica automaticamente: deve essere richiesta espressamente dal contribuente nella dichiarazione di successione. Se nessuno la richiede, l’imposta viene calcolata come se la precedente successione non fosse mai avvenuta, con evidente danno per gli eredi.

    Quando si applica la riunione fiscale

    La riunione fiscale in successione si applica quando si verifica una situazione specifica: una persona che ha già ricevuto beni per successione muore a sua volta entro un breve periodo, e i suoi eredi si trovano a dover presentare una nuova dichiarazione di successione che comprende, in tutto o in parte, gli stessi beni.

    Il caso tipico — quello più frequente nella pratica dei CAF — è il seguente:

    • Primo decesso: la moglie muore nel 2023 e lascia al marito un patrimonio di 500.000 euro (tra conti correnti, titoli e immobili)
    • Secondo decesso: il marito muore nel 2026, portando con sé — tra il suo patrimonio — quegli stessi beni ereditati dalla moglie tre anni prima
    • Eredi finali: i due figli della coppia, che ricevono il patrimonio complessivo del padre

    In questo scenario, i beni della moglie sono già stati “tassati” fiscalmente (o almeno dichiarati) nella successione del 2023. Quando passano dal marito ai figli, se non si applicasse la riunione fiscale, verrebbero tassati una seconda volta nell’arco di soli tre anni. La normativa consente invece di scomputare la parte di imposta già versata.

    Il limite dei 5 anni

    Il requisito temporale fondamentale è che il secondo decesso avvenga entro cinque anni dal primo. Se supera questo termine, la riunione fiscale non può essere più invocata: si considera che sia trascorso un tempo sufficiente perché i beni tornino nel “circuito ordinario” della tassazione. Questo limite è coerente con il principio di ragionevolezza applicato dal legislatore: le successioni troppo distanti nel tempo non generano un’iniquità fiscale significativa.

    Attenzione: il termine si calcola dalla data di apertura della successione precedente (cioè dalla data del primo decesso) alla data di apertura della nuova successione (data del secondo decesso). Non conta la data di presentazione della dichiarazione di successione.

    Base normativa: art. 8 e art. 22 D.Lgs. 346/1990

    La disciplina della riunione fiscale in successione si fonda principalmente su due articoli del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni):

    • Articolo 8 D.Lgs. 346/1990 — stabilisce il principio generale della determinazione del valore della massa ereditaria e delle detrazioni applicabili, tra cui la riunione fiscale
    • Articolo 22 D.Lgs. 346/1990 — disciplina il meccanismo specifico dello scomputo dell’imposta già pagata nella precedente successione

    La norma prevede che, quando gli stessi beni vengono nuovamente devoluti per successione entro cinque anni dalla precedente devoluzione a titolo gratuito, l’imposta dovuta sulla nuova successione sia ridotta dell’importo già pagato in precedenza. È importante sottolineare che si tratta di una detrazione d’imposta, non di una riduzione della base imponibile: non si tolgono cioè i beni dal calcolo del patrimonio ereditario, ma si scomputa l’imposta.

    Fonte ufficiale

    La normativa completa è consultabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e nella banca dati Normattiva, dove è possibile leggere il testo integrale del D.Lgs. 346/1990 e le successive modifiche.

    Come funziona il calcolo della riunione fiscale

    Il meccanismo di calcolo della riunione fiscale è abbastanza lineare, anche se richiede attenzione nella determinazione dei valori. Il principio è questo: dal valore della nuova successione si sottrae la parte già tassata nella precedente, oppure — più correttamente — si scomputa dall’imposta dovuta l’imposta già versata per gli stessi beni nella successione precedente.

    Nella pratica, si procede così:

    1. Si determina la massa ereditaria complessiva della nuova successione, comprendendo tutti i beni del secondo defunto
    2. Si identificano, all’interno della massa, i beni (o il valore equivalente) che provengono dalla precedente successione
    3. Si calcola l’imposta di successione dovuta sulla nuova massa ereditaria applicando aliquote e franchigie
    4. Si scomputa l’imposta già pagata nella precedente successione, limitatamente ai beni comuni
    5. Il risultato è l’imposta netta effettivamente dovuta dai nuovi eredi

    In termini tecnici: l’imposta netta è calcolata come “imposta nuova successione meno imposta già pagata precedentemente sui medesimi beni”. Se la sottrazione dà un risultato pari a zero o negativo, l’erede non deve pagare nulla (ma non ha diritto a rimborso). Se invece il risultato è positivo, quella è l’imposta effettivamente dovuta.

    Il concetto di “valore equivalente”

    La legge non richiede che i beni siano esattamente gli stessi: anche se il primo erede ha trasformato i beni ricevuti (ad esempio vendendo un immobile e reinvestendo in titoli), la riunione fiscale si applica comunque sul valore equivalente, a patto che si possa dimostrare la continuità economica del patrimonio. È un aspetto delicato, che richiede documentazione accurata e spesso l’intervento di un professionista esperto.

    Condizioni per ottenere la riunione fiscale

    Per poter beneficiare della riunione fiscale in successione devono essere soddisfatte alcune condizioni precise, tutte previste dall’art. 8 D.Lgs. 346/1990. Se anche una sola manca, l’Agenzia delle Entrate può rigettare la richiesta.

    1. Identità (almeno parziale) degli eredi

    Gli eredi della seconda successione devono essere, almeno in parte, gli stessi della prima — o riconducibili alla medesima “catena” familiare. Il caso più lineare è quello in cui padre e madre muoiono in tempi ravvicinati e i beni passano ai figli: la continuità familiare è evidente. Più complessi sono i casi in cui intervengono eredi diversi (fratelli, zii, nipoti) a seconda dei rapporti parentali con i due defunti.

    2. Stessi beni o valore equivalente

    I beni oggetto della seconda successione devono corrispondere — in tutto o in parte — a quelli già tassati nella prima, o al loro valore equivalente. Non è necessario che siano fisicamente identici: se, ad esempio, il primo erede ha venduto un’auto ereditata e con il ricavato ha aperto un conto titoli, la riunione fiscale può essere richiesta sul valore equivalente, purché la continuità patrimoniale sia documentabile.

    3. Termine massimo: 5 anni

    Come anticipato, il secondo decesso deve avvenire entro 5 anni dal primo. Oltre questo termine, la riunione fiscale decade definitivamente e gli eredi dovranno pagare l’imposta sulla nuova successione senza alcuno scomputo. Questo termine è perentorio e non ammette proroghe.

    4. Precedente imposta effettivamente pagata

    Lo scomputo è possibile solo se nella precedente successione è stata effettivamente versata un’imposta. Se, ad esempio, la prima successione rientrava interamente nelle franchigie (1 milione di euro per coniuge e figli) e quindi non si è pagata imposta, non c’è nulla da scomputare. In questi casi la “riunione fiscale” di fatto non porta vantaggi, perché il meccanismo è una detrazione d’imposta, non una riduzione della base imponibile.

    Procedura per richiederla nella dichiarazione

    La riunione fiscale va richiesta espressamente all’interno della dichiarazione di successione, utilizzando il modello telematico messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Non esiste una procedura separata: il beneficio si attiva compilando correttamente i quadri specifici del modello.

    I passaggi principali sono:

    1. Preparare la dichiarazione di successione completa, inserendo tutti i beni del secondo defunto
    2. Indicare chiaramente nei quadri specifici del modello telematico che si richiede la riunione fiscale con riferimento alla precedente dichiarazione di successione
    3. Riportare i dati identificativi della precedente dichiarazione: numero di protocollo, data, ufficio presso cui era stata presentata, codice fiscale del precedente defunto
    4. Specificare l’importo dell’imposta già pagata nella precedente successione, relativamente ai beni oggetto della riunione
    5. Allegare la documentazione di supporto (vedi sezione successiva)
    6. Presentare la dichiarazione entro 12 mesi dalla data del decesso tramite servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate

    È fondamentale che la richiesta sia esplicita e correttamente motivata: l’Agenzia delle Entrate non applica la riunione fiscale d’ufficio. Se nella dichiarazione non viene richiesta, i beni verranno tassati come una successione ordinaria e lo scomputo non sarà possibile recuperarlo successivamente (salvo presentare una dichiarazione integrativa nei termini consentiti).

    Il sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia

    In Friuli Venezia Giulia le successioni sono ulteriormente complicate dal sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia che richiede procedure specifiche per il trasferimento della proprietà immobiliare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale in questo sistema e può gestire contemporaneamente la richiesta di riunione fiscale e le pratiche tavolari, evitando errori che potrebbero compromettere il beneficio fiscale.

    Documenti necessari per la richiesta

    Per richiedere correttamente la riunione fiscale in successione è necessario allegare alla nuova dichiarazione una serie di documenti che dimostrino i presupposti previsti dalla legge. Questa è la checklist completa dei documenti da preparare:

    • Precedente dichiarazione di successione (copia integrale, comprensiva di tutti i quadri compilati)
    • Modello F24 di pagamento dell’imposta versata nella precedente successione, con relativa ricevuta
    • Autoliquidazione (se presentata in passato) o avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate relativo alla prima successione
    • Certificati di morte di entrambi i defunti, per dimostrare il rispetto del termine dei 5 anni
    • Documentazione dell’identità degli eredi (stato di famiglia storico, certificati di nascita, eventuale testamento)
    • Elenco dettagliato dei beni comuni alle due successioni, con valori e riferimenti catastali (per gli immobili)
    • In caso di valore equivalente: documentazione bancaria, atti di vendita, contratti di investimento che dimostrino la continuità patrimoniale
    • Visure catastali aggiornate degli immobili oggetto di riunione fiscale

    Conservare la documentazione della precedente successione è fondamentale: molte famiglie, purtroppo, buttano via o smarriscono l’F24 di pagamento e la ricevuta della dichiarazione precedente, rendendo molto difficile — se non impossibile — dimostrare l’imposta già versata. In questi casi, è possibile richiedere copia dei documenti all’Agenzia delle Entrate o al CAF che aveva curato la pratica.

    Vantaggi fiscali: esempi pratici con calcoli

    Il vantaggio principale della riunione fiscale è la riduzione o l’annullamento dell’imposta di successione sulla seconda dichiarazione, limitatamente ai beni comuni alle due successioni. Vediamo con un esempio pratico quanto può valere in termini concreti.

    Esempio base: famiglia con patrimonio medio

    Supponiamo una famiglia con questa situazione:

    • 2023: la moglie muore e lascia al marito un patrimonio complessivo di 500.000 euro (un appartamento di 350.000 € e conti correnti per 150.000 €)
    • Franchigia coniuge: 1.000.000 €, quindi nessuna imposta di successione dovuta. Il marito eredita integralmente il patrimonio senza versare imposta
    • 2026: il marito muore, lasciando ai due figli un patrimonio di 500.000 euro (gli stessi beni ereditati dalla moglie)
    • Franchigia figli: 1.000.000 € per ciascuno, quindi anche in questo caso nessuna imposta dovuta

    In questo scenario specifico, la riunione fiscale non produce un beneficio diretto perché la franchigia familiare copre già tutto il patrimonio. Tuttavia, l’istituto diventa estremamente utile quando il patrimonio supera le franchigie, come vedremo nel prossimo esempio.

    Ricordiamo le aliquote 2026 dell’imposta di successione

    • Coniuge e figli: 4% sulla parte eccedente 1.000.000 € per ciascun erede
    • Fratelli e sorelle: 6% sulla parte eccedente 100.000 € per ciascun erede
    • Altri parenti fino al 4° grado: 6% senza franchigia
    • Estranei: 8% senza franchigia

    Esempio con patrimonio elevato: risparmio concreto

    Dove la riunione fiscale mostra tutta la sua utilità è nei casi di patrimoni che superano le franchigie. Vediamo un esempio numerico realistico con un patrimonio di 3.000.000 di euro.

    Scenario

    • 2023: muore il signor Rossi lasciando alla moglie un patrimonio di 3.000.000 €. Franchigia coniuge: 1.000.000 €. Imponibile: 2.000.000 €. Imposta di successione dovuta: 4% × 2.000.000 = 80.000 €, effettivamente versata con F24
    • 2026: muore la signora Rossi (entro 3 anni dal marito) e il patrimonio di 3.000.000 € passa ai due figli in parti uguali (1.500.000 € ciascuno)
    • Per ciascun figlio: franchigia 1.000.000 €, imponibile 500.000 €, imposta 4% × 500.000 = 20.000 € ciascuno, per un totale di 40.000 €

    Calcolo senza riunione fiscale

    I figli dovrebbero pagare 40.000 € di imposta di successione sulla morte della madre, senza alcuno scomputo. L’imposta già pagata dal padre nel 2023 (80.000 €) risulterebbe “persa” dal punto di vista fiscale.

    Calcolo con riunione fiscale

    Richiedendo la riunione fiscale, l’imposta dovuta sulla nuova successione (40.000 €) viene scomputata dall’imposta già pagata nella precedente (80.000 €, relativamente agli stessi beni). Il risultato: imposta dovuta 0 € (la detrazione copre interamente l’imposta nuova). Si noti però che non si ottiene il rimborso della differenza (40.000 € a credito), perché la riunione fiscale può al massimo azzerare l’imposta, non generare crediti d’imposta.

    Risparmio effettivo

    In questo esempio, i figli risparmiano 40.000 euro grazie alla riunione fiscale. Un importo significativo che, senza la corretta richiesta nella dichiarazione di successione, sarebbe andato perso. È proprio in questi scenari — patrimoni medio-alti con successioni ravvicinate — che l’intervento di un CAF esperto diventa determinante.

    Quando la riunione fiscale NON si applica

    Pur essendo uno strumento utile, la riunione fiscale ha confini ben precisi e non è applicabile in diversi casi pratici. Conoscere queste esclusioni è importante per evitare aspettative sbagliate e soprattutto errori nella dichiarazione.

    • Se sono trascorsi più di 5 anni tra la prima e la seconda successione, il beneficio decade definitivamente
    • Se la precedente successione non ha generato imposta effettivamente pagata (ad esempio perché interamente coperta dalla franchigia), non c’è nulla da scomputare
    • Se i beni della prima successione sono stati integralmente alienati dal primo erede (venduti, donati) senza reinvestimento o trasformazione documentabile, la continuità patrimoniale si interrompe
    • Se gli eredi della seconda successione sono completamente diversi da quelli della prima e non c’è alcun legame parentale o soggettivo
    • Per i beni “nuovi” entrati nel patrimonio del secondo defunto dopo la prima successione (ad esempio acquistati con redditi successivi), la riunione non si applica
    • Per le donazioni: la riunione fiscale nella forma qui descritta riguarda specificamente le successioni mortis causa. Per le donazioni si applica un meccanismo separato di coacervo, disciplinato da norme distinte

    In tutti questi casi, l’imposta di successione va calcolata e pagata in modo ordinario, applicando franchigie e aliquote vigenti senza alcuno scomputo per imposte precedenti.

    Errori comuni nella richiesta

    Nella pratica quotidiana, gli errori più frequenti che le famiglie commettono nella richiesta di riunione fiscale sono i seguenti. Evitarli significa risparmiare tempo, evitare contestazioni dell’Agenzia delle Entrate e ottenere effettivamente il beneficio fiscale.

    1. Non richiederla affatto: molti eredi presentano la dichiarazione di successione senza sapere che la riunione fiscale esiste, e pagano l’intera imposta inutilmente
    2. Richiederla oltre i 5 anni: errore di calcolo del termine (che decorre dal decesso, non dalla presentazione della dichiarazione)
    3. Documentazione incompleta: assenza della copia della precedente dichiarazione o dell’F24 di pagamento. In questi casi l’Agenzia può rigettare la richiesta
    4. Errato calcolo dello scomputo: applicare la detrazione su tutto il patrimonio anziché solo sui beni effettivamente comuni alle due successioni
    5. Mancata indicazione nei quadri corretti del modello telematico: la richiesta deve essere formale e tecnicamente inserita nei campi giusti
    6. Dimenticare la continuità patrimoniale quando i beni sono stati trasformati (vendita + reinvestimento) senza documentare il collegamento
    7. Confondere la riunione fiscale con il coacervo delle donazioni: sono due istituti distinti, disciplinati da norme diverse

    Per questo motivo, quando una famiglia si trova davanti a due successioni ravvicinate, il consiglio è sempre lo stesso: affidarsi a un CAF o a un professionista che abbia esperienza specifica con questo istituto, piuttosto che procedere in autonomia con il rischio di perdere migliaia di euro.

    Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle successioni, comprese quelle con riunione fiscale. Grazie all’esperienza pluriennale nel sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia e alla conoscenza approfondita del D.Lgs. 346/1990, il nostro team può:

    • Valutare preliminarmente se nel tuo caso sono presenti i presupposti per richiedere la riunione fiscale
    • Recuperare la documentazione della precedente dichiarazione di successione, anche se gestita da altri professionisti
    • Calcolare con precisione l’imposta dovuta e l’effettivo scomputo applicabile
    • Predisporre la dichiarazione telematica di successione con tutti i quadri e gli allegati corretti
    • Gestire contemporaneamente le volture tavolari in Friuli Venezia Giulia, senza doverti rivolgere a più professionisti
    • Assistere in caso di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate o di richiesta di documentazione integrativa

    Che tu debba gestire una successione semplice o una situazione complessa con riunione fiscale, i nostri consulenti ti accompagnano passo passo. Prenota un appuntamento per una valutazione preliminare gratuita: nel caso di successioni ravvicinate, il risparmio fiscale può essere di decine di migliaia di euro, rendendo l’assistenza professionale un investimento pienamente ripagato.

    Domande frequenti (FAQ)

    Che cos’è esattamente la riunione fiscale in successione?

    La riunione fiscale è un meccanismo disciplinato dall’art. 8 del D.Lgs. 346/1990 che permette di scomputare dall’imposta di successione dovuta l’imposta già pagata in una precedente successione, quando gli stessi beni (o il loro valore equivalente) passano nuovamente per eredità entro 5 anni. Serve a evitare la doppia imposizione sugli stessi beni in tempi ravvicinati.

    Entro quanto tempo devo richiedere la riunione fiscale?

    La riunione fiscale deve essere richiesta all’interno della nuova dichiarazione di successione, da presentare entro 12 mesi dalla data del decesso. Il requisito fondamentale è che il secondo decesso sia avvenuto entro 5 anni dal primo. Superato questo termine, il beneficio decade.

    Se la prima successione non ha pagato imposta (perché coperta dalla franchigia), posso comunque richiedere la riunione fiscale?

    No. La riunione fiscale è una detrazione d’imposta, non una riduzione della base imponibile. Se nella prima successione non è stata pagata alcuna imposta (ad esempio perché il patrimonio era inferiore alla franchigia di 1 milione di euro per coniuge e figli), non c’è nulla da scomputare e la nuova successione viene tassata normalmente.

    I beni ereditati sono stati venduti: posso ancora chiedere la riunione fiscale?

    Sì, a condizione che si possa dimostrare la continuità patrimoniale. Se il primo erede ha venduto i beni ereditati e ha reinvestito il ricavato in altri asset (titoli, un altro immobile, conto corrente), la riunione fiscale si applica sul valore equivalente. Serve però documentazione accurata (atti di vendita, estratti conto, contratti di investimento) che dimostri il collegamento tra i beni originari e quelli presenti nel patrimonio del secondo defunto.

    La riunione fiscale vale anche per le donazioni ricevute prima del decesso?

    No, per le donazioni si applica un istituto diverso chiamato coacervo, disciplinato da norme distinte. La riunione fiscale ex art. 8 D.Lgs. 346/1990 riguarda esclusivamente le successioni mortis causa (cioè i trasferimenti per causa di morte). Un CAF esperto può comunque valutare se nel tuo caso concorrono istituti diversi da applicare.

    Posso presentare una dichiarazione integrativa se ho dimenticato di richiedere la riunione fiscale?

    In linea di principio sì, entro i termini previsti per la dichiarazione integrativa a favore del contribuente (di norma entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo). È comunque una procedura delicata, che richiede il supporto di un professionista esperto per evitare il rigetto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    Quanto costa farsi assistere dal CAF per una successione con riunione fiscale?

    I costi variano in base alla complessità della pratica (numero di eredi, tipologia di beni, presenza di immobili in sistema tavolare FVG, valore del patrimonio). Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce un preventivo personalizzato gratuito dopo una valutazione preliminare del caso. Nel caso di successioni ravvicinate, il risparmio fiscale ottenibile è spesso molto superiore al costo della consulenza.

    La riunione fiscale è automatica o va sempre richiesta?

    Va sempre richiesta esplicitamente dal contribuente nella dichiarazione di successione, indicando i riferimenti della precedente successione e allegando la documentazione necessaria. L’Agenzia delle Entrate non applica il beneficio d’ufficio: se non viene richiesto, l’imposta viene calcolata come per una successione ordinaria.

    Hai ereditato dopo due decessi ravvicinati in famiglia? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se puoi richiedere la riunione fiscale e a presentare correttamente la dichiarazione di successione, preservando ogni possibile beneficio fiscale. Prenota la tua consulenza o chiama i nostri uffici per un primo orientamento gratuito.

    AD

    Andrea Damiani

    Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

    📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
    Luglio 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/DOCUMENTI-NECESSARI-PER-LA-SUCCESSIONE-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-19 08:00:002026-04-24 23:48:37Riunione Fiscale Successione 2026: Cos’è, Quando Serve e Come Richiederla
    CAF, SUCCESSIONI

    Imposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi Pratici

    Imposte di successione 2026 - calcolo aliquote e franchigie per gli erediImposte su successione

    Quando si eredita un immobile, molti pensano che la franchigia di 1 milione di euro sull’imposta di successione basti a evitare ogni tassa. Non è così. Sugli immobili ereditati sono SEMPRE dovute due imposte aggiuntive: l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%), per un totale del 3% del valore catastale. Queste imposte vanno pagate anche quando l’eredità è esente da imposta di successione per effetto della franchigia.

    In questa guida aggiornata al 2026 ti spieghiamo come si calcolano, quando si applicano le imposte fisse da 200 euro per la prima casa, i coefficienti catastali corretti (168 per le abitazioni, 115,5 per la prima casa, 40,8 per i commerciali, 90 per i terreni) e i codici tributo F24 da utilizzare. Con tre esempi pratici completi.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono imposta ipotecaria e catastale
    2. Quando si applicano: sempre se ci sono immobili
    3. Base imponibile: il valore catastale
    4. Aliquote ordinarie: 2% + 1% = 3%
    5. Prima casa: imposte fisse 200 + 200 euro
    6. Requisiti agevolazione prima casa in successione
    7. Coefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8, 90
    8. Come trovare la rendita catastale dalla visura
    9. Pagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606
    10. Quando si paga: autoliquidazione
    11. Esempi pratici di calcolo
    12. Sanzioni e ravvedimento operoso
    13. Domande frequenti (FAQ)
    📄

    Scarica la Checklist Successione 2026

    PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.

    ✓ Checklist documenti  ✓ Franchigie 2026  ✓ 10 errori da evitare

    ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una email

    Cosa sono imposta ipotecaria e imposta catastale

    L’imposta ipotecaria è il tributo dovuto per la trascrizione nei registri immobiliari del passaggio di proprietà. Ogni volta che un immobile cambia titolare (per compravendita, donazione o successione), il nuovo proprietario deve pagare questa imposta per formalizzare la pubblicità legale del trasferimento. La disciplina è contenuta nel D.Lgs. 347/1990 (Testo Unico delle imposte ipotecaria e catastale).

    L’imposta catastale, invece, è dovuta per la voltura catastale, ovvero per l’aggiornamento al catasto dei dati del nuovo intestatario. Anche questa è regolata dallo stesso Testo Unico e, nella successione, viene pagata contestualmente all’ipotecaria.

    Entrambe sono imposte indirette (come l’IVA o l’imposta di registro) e sono completamente indipendenti dall’imposta di successione. Questo è il punto più importante da capire: pagare le imposte ipotecaria e catastale non esenta dall’imposta di successione, e viceversa. Sono tributi autonomi con presupposti, aliquote e codici tributo diversi.

    Quando si applicano: sempre se ci sono immobili in eredità

    Le imposte ipotecaria e catastale si applicano ogni volta che nell’attivo ereditario ci sono beni immobili o diritti reali immobiliari: case, appartamenti, box, cantine, terreni agricoli, terreni edificabili, negozi, uffici, capannoni, nuda proprietà, usufrutto, diritto di abitazione.

    La differenza fondamentale con l’imposta di successione è questa:

    • Imposta di successione: si applica solo se si superano le franchigie (1 milione per coniuge/figli, 100.000 euro per fratelli/sorelle, nessuna franchigia per gli altri).
    • Imposte ipotecaria e catastale: si applicano sempre, sull’intero valore catastale degli immobili, senza franchigia, a prescindere dal grado di parentela.

    Esempio: figlio che eredita dal padre una casa con valore catastale di 120.000 euro e un conto corrente di 50.000 euro. L’imposta di successione è zero (il figlio ha franchigia di 1 milione). Ma sulle imposte ipotecaria e catastale relative alla casa dovrà pagare comunque il 3% di 120.000 euro = 3.600 euro (salvo agevolazione prima casa, vedi più avanti).

    Se nell’eredità non ci sono immobili (solo denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari), le imposte ipotecaria e catastale non sono dovute. Si paga solo l’eventuale imposta di successione, se superate le franchigie.

    Base imponibile: il valore catastale degli immobili

    Le imposte ipotecaria e catastale nella successione si calcolano sul valore catastale, non sul valore di mercato. Questa è una regola molto vantaggiosa per gli eredi, perché il valore catastale è quasi sempre molto inferiore al valore reale dell’immobile (spesso meno della metà).

    Il valore catastale si ottiene con una formula semplice:

    Valore catastale = Rendita catastale × 1,05 (rivalutazione 5%) × Coefficiente

    oppure, in forma sintetica: Rendita × Coefficiente già comprensivo della rivalutazione

    I coefficienti utilizzati nella successione (già comprensivi della rivalutazione del 5% sulle rendite e del 25% sui redditi dominicali dei terreni) sono:

    • 168 per immobili abitativi (cat. A, tranne A/10)
    • 115,5 per la prima casa (quando spetta l’agevolazione)
    • 42 per uffici cat. A/10 e immobili cat. D (capannoni, alberghi)
    • 40,8 per immobili commerciali cat. C/1 e E
    • 90 per terreni agricoli e non edificabili

    Per i terreni edificabili si utilizza invece il valore venale in comune commercio (valore di mercato), non il valore catastale.

    Aliquote ordinarie: 2% + 1% = 3% totale

    Le aliquote applicabili nella successione con immobili sono:

    • Imposta ipotecaria: 2% del valore catastale
    • Imposta catastale: 1% del valore catastale
    • Totale: 3% del valore catastale

    Esempio rapido: casa ereditata (non prima casa) con valore catastale di 150.000 euro. Si pagano:

    • Imposta ipotecaria: 150.000 × 2% = 3.000 euro
    • Imposta catastale: 150.000 × 1% = 1.500 euro
    • Totale: 4.500 euro

    Importante: esiste un importo minimo di 200 euro per ciascuna imposta. Se il calcolo percentuale dà un risultato inferiore a 200 euro, si paga comunque il minimo fisso di 200 euro per l’ipotecaria e 200 euro per la catastale (totale 400 euro minimo).

    Prima casa agevolata: imposte fisse 200 + 200 euro

    Quando almeno uno degli eredi può beneficiare dell’agevolazione prima casa, le imposte ipotecaria e catastale non si calcolano più con le aliquote percentuali, ma si applicano in misura fissa:

    • Imposta ipotecaria: 200 euro fissi
    • Imposta catastale: 200 euro fissi
    • Totale: 400 euro fissi

    Questa è una delle agevolazioni più importanti per gli eredi: su un’abitazione con valore catastale di 150.000 euro, invece di pagare 4.500 euro di imposte, se ne pagano solo 400 euro, con un risparmio di 4.100 euro.

    L’agevolazione prima casa nella successione è stata introdotta dall’art. 69 della Legge 342/2000 ed è tutt’oggi pienamente operativa. A differenza dell’agevolazione prima casa in compravendita, qui l’imposta di successione non viene toccata: l’agevolazione riguarda solo ipotecaria e catastale.

    Requisiti per l’agevolazione prima casa in successione

    Per beneficiare delle imposte fisse è sufficiente che almeno uno degli eredi (o legatari) abbia i requisiti. Questo è un grande vantaggio: se nella successione ci sono tre fratelli e solo uno di loro ha i requisiti prima casa, tutti e tre beneficiano delle imposte fisse sull’immobile.

    I requisiti da rispettare (dichiarati nella dichiarazione di successione) sono:

    1. Immobile non di lusso: categoria catastale diversa da A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli, palazzi di pregio).
    2. Ubicazione: l’immobile deve trovarsi nel Comune dove l’erede ha la residenza, oppure l’erede deve impegnarsi a trasferirvi la residenza entro 18 mesi dall’apertura della successione.
    3. Non possesso di altra prima casa nello stesso Comune: l’erede non deve essere titolare (esclusivo o in comunione col coniuge) di altra abitazione nello stesso Comune dove si trova l’immobile ereditato.
    4. Non possesso di altra prima casa su tutto il territorio nazionale acquistata con le agevolazioni: l’erede non deve aver già fruito delle agevolazioni prima casa su altro immobile. In questo caso non è prevista la possibilità di vendere e riacquistare (a differenza della compravendita).

    Attenzione: l’agevolazione si applica a una sola unità immobiliare per beneficiario. Se l’erede eredita due appartamenti dalla stessa persona, potrà chiedere l’agevolazione solo su uno dei due. Sulle pertinenze (box, cantina, soffitta) l’agevolazione si estende, ma con il limite di una pertinenza per ciascuna categoria catastale C/2, C/6 e C/7.

    Decadenza: se entro 5 anni l’erede vende l’immobile senza ricomprare un’altra prima casa entro 1 anno, decade dall’agevolazione e deve restituire la differenza tra imposte ordinarie e imposte fisse, più sanzioni del 30% e interessi.

    Coefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8 e 90 nel dettaglio

    Vediamo in dettaglio i coefficienti da applicare alla rendita catastale (o al reddito dominicale per i terreni) per ottenere la base imponibile.

    Immobili abitativi (non prima casa): coefficiente 168

    Per tutte le abitazioni non prima casa (seconda casa, casa vacanze, appartamento affittato, casa al mare) si applica il coefficiente 168 sulla rendita catastale. Rientrano qui le categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11.

    Formula: Valore catastale = Rendita × 168

    Per le case di lusso (A/1, A/8, A/9) il coefficiente resta 168 in successione, perché non possono comunque beneficiare dell’agevolazione prima casa.

    Prima casa: coefficiente 115,5

    Quando spettano le imposte fisse prima casa (200 + 200 euro), il coefficiente 115,5 non viene di fatto utilizzato per calcolare ipotecaria e catastale (che sono appunto fisse). Tuttavia il coefficiente 115,5 resta rilevante per il calcolo della base imponibile dell’imposta di successione relativa all’immobile prima casa.

    Formula: Valore catastale prima casa = Rendita × 115,5

    Uffici A/10 e categoria D: coefficiente 42

    Per uffici e studi privati (A/10) e per gli immobili a destinazione speciale di categoria D (capannoni industriali D/1, alberghi D/2, teatri D/3, banche D/5, opifici D/7, D/8) si utilizza il coefficiente 42.

    Formula: Valore catastale = Rendita × 42

    Negozi C/1 e categoria E: coefficiente 40,8

    Per i negozi e botteghe (C/1) e per gli immobili a destinazione particolare di categoria E (stazioni, ponti, cimiteri) il coefficiente è 40,8.

    Formula: Valore catastale = Rendita × 40,8

    Box, magazzini, pertinenze: coefficiente 126

    Per box auto (C/6), cantine e soffitte (C/2), tettoie (C/7), magazzini e laboratori (C/3, C/4, C/5) si usa il coefficiente 126.

    Quando queste pertinenze sono abbinate a un’abitazione prima casa con agevolazione, il coefficiente scende a 115,5 anche per esse (sempre limite di una pertinenza per categoria).

    Terreni agricoli e non edificabili: coefficiente 90

    Per i terreni agricoli e non edificabili non si utilizza la rendita catastale, ma il reddito dominicale indicato in visura. Il coefficiente è 90 (già comprensivo della rivalutazione del 25%).

    Formula: Valore catastale = Reddito dominicale × 90

    Come trovare la rendita catastale dalla visura

    Per calcolare correttamente le imposte devi conoscere la rendita catastale dell’immobile ereditato. Il modo più affidabile per ottenerla è richiedere una visura catastale, disponibile in tre modalità:

    • Online sul sito Agenzia Entrate: area riservata, servizio “Visura catastale online” (gratuito per gli immobili intestati al richiedente, a pagamento per gli altri).
    • Agenzia Entrate territoriale: presentando la richiesta cartacea con documento di identità.
    • Tramite CAF o professionista abilitato: soluzione più rapida, con consulenza inclusa sul corretto uso dei dati ai fini successione.

    In visura cerca il campo “Rendita” (per fabbricati) o “Reddito dominicale” (per terreni). Il valore è espresso in euro. Attenzione: non confondere la rendita con il reddito agrario (solo reddito dominicale ai fini successione).

    Esempio di lettura visura: Appartamento in Udine, cat. A/3, classe 3, consistenza 5 vani, Rendita 480,00 euro. Calcolo seconda casa: 480 × 168 = 80.640 euro di valore catastale.

    Pagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606

    Le imposte ipotecaria e catastale nella successione si pagano con il modello F24, sezione “Erario”, utilizzando i seguenti codici tributo:

    • 1530 – Imposta ipotecaria: per il 2% (o 200 euro fissi prima casa)
    • 1531 – Imposta catastale: per l’1% (o 200 euro fissi prima casa)
    • 1606 – Tassa ipotecaria: 90 euro fissi per le formalità di trascrizione
    • 1522 – Imposta di bollo: 85 euro fissi sulla dichiarazione di successione
    • 1599 – Tributi speciali e diritti catastali: 25 euro fissi

    Nel campo “Anno di riferimento” va indicato l’anno del decesso, non quello di presentazione della dichiarazione. Nel campo “Codice ufficio” va indicato il codice dell’ufficio territorialmente competente (normalmente quello dell’ultimo domicilio del defunto).

    Attenzione: l’F24 della successione va sempre compilato con saldo finale positivo e pagato entro la scadenza. Non è possibile compensarlo con crediti se comporterebbe un saldo zero (l’Agenzia Entrate richiede un pagamento effettivo per procedere con la trascrizione).

    Quando si paga: autoliquidazione prima dell’invio della dichiarazione

    Le imposte ipotecaria e catastale funzionano in regime di autoliquidazione: è l’erede (o il CAF/professionista che lo assiste) a calcolarle e pagarle prima dell’invio telematico della dichiarazione di successione.

    La sequenza corretta è:

    1. Predisposizione della dichiarazione di successione con elenco immobili e calcolo imposte.
    2. Pagamento F24 delle imposte ipotecaria, catastale, tassa ipotecaria, bollo e tributi speciali.
    3. Attesa ricevuta di pagamento (normalmente disponibile dopo 1-2 giorni lavorativi).
    4. Invio telematico della dichiarazione all’Agenzia Entrate tramite il software “Successioni Online”.
    5. Ricevuta di presentazione: l’Agenzia Entrate procede automaticamente con la voltura catastale.

    La scadenza per la presentazione della dichiarazione di successione è di 12 mesi dall’apertura della successione (cioè dalla data del decesso). Entro questi 12 mesi devono essere pagate anche le imposte ipotecaria e catastale. Oltre tale termine scattano sanzioni (vedi paragrafo dedicato).

    Dal 2024 è entrato a regime il sistema di autoliquidazione completa: anche l’imposta di successione viene calcolata e pagata dall’erede (non più dall’ufficio). Le ipotecaria e catastale seguono lo stesso principio.

    Esempi pratici di calcolo

    Vediamo tre casi concreti che coprono le situazioni più frequenti: prima casa agevolata, seconda casa, terreno agricolo.

    Esempio 1: casa prima casa (rendita 800 euro)

    Situazione: Maria eredita dalla madre un appartamento a Udine, cat. A/3, rendita catastale 800 euro. Maria non è proprietaria di altre case, ha già la residenza nello stesso Comune dell’immobile ereditato. Ha quindi diritto all’agevolazione prima casa.

    Calcolo imposte:

    • Imposta ipotecaria: 200 euro fissi (codice tributo 1530)
    • Imposta catastale: 200 euro fissi (codice tributo 1531)
    • Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)
    • Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)
    • Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)
    • Totale da pagare: 600 euro

    Nota: il valore catastale sarebbe stato 800 × 115,5 = 92.400 euro. Senza agevolazione avrebbe pagato il 3% = 2.772 euro. L’agevolazione le fa risparmiare oltre 2.300 euro.

    Esempio 2: seconda casa (rendita 1.000 euro)

    Situazione: Luca eredita dalla zia una casa al mare a Lignano, cat. A/3, rendita catastale 1.000 euro. Luca ha già la prima casa altrove e non può quindi chiedere l’agevolazione prima casa su questo immobile. Si applicano le aliquote ordinarie.

    Calcolo valore catastale: 1.000 × 168 = 168.000 euro

    Calcolo imposte:

    • Imposta ipotecaria: 168.000 × 2% = 3.360 euro (codice tributo 1530)
    • Imposta catastale: 168.000 × 1% = 1.680 euro (codice tributo 1531)
    • Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)
    • Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)
    • Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)
    • Totale da pagare: 5.240 euro

    Nota: il testo dell’esempio presentava come “base ridotta” un calcolo 1.000 × 115,5 = 115.500 euro con totale 3.465 euro. Quel calcolo è corretto solo se all’erede spetta l’agevolazione prima casa (nel qual caso però le imposte sarebbero fisse 400 euro). Senza agevolazione il coefficiente corretto per una A/3 è 168, come sopra.

    Esempio 3: terreno agricolo (reddito dominicale 500 euro)

    Situazione: Paolo eredita dal padre un terreno agricolo in provincia di Udine. Dalla visura risulta un reddito dominicale di 500 euro. Paolo non è coltivatore diretto né IAP (su quest’ultimo caso si applicherebbero agevolazioni specifiche).

    Calcolo valore catastale: 500 × 90 = 45.000 euro

    Calcolo imposte:

    • Imposta ipotecaria: 45.000 × 2% = 900 euro (codice tributo 1530)
    • Imposta catastale: 45.000 × 1% = 450 euro (codice tributo 1531)
    • Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)
    • Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)
    • Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)
    • Totale da pagare: 1.550 euro

    Agevolazioni IAP/coltivatore diretto: se l’erede è coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (IAP) iscritto alla gestione INPS agricola, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa di 200 + 200 euro (Legge 604/1954 e ss.mm.).

    Sanzioni per tardivo versamento e ravvedimento operoso

    Se le imposte ipotecaria e catastale vengono pagate in ritardo (oltre i 12 mesi dall’apertura della successione), scattano sanzioni amministrative:

    • Sanzione per omesso/tardivo versamento: 25% dell’imposta dovuta (ridotta rispetto al precedente 30%, dopo la riforma D.Lgs. 87/2024 a decorrere dal 1° settembre 2024).
    • Interessi legali: attualmente al 2,5% annuo (tasso legale 2026, salvo modifiche del MEF).
    • Omessa presentazione della dichiarazione: dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

    Il ravvedimento operoso consente di ridurre significativamente la sanzione se si provvede spontaneamente al pagamento prima di notifiche o controlli dell’Agenzia Entrate:

    • Entro 14 giorni: sanzione 0,083% per ogni giorno di ritardo (1/10 della sanzione base giornaliera)
    • Entro 30 giorni: sanzione pari all’1,25% (1/10 del 12,5%)
    • Entro 90 giorni: sanzione 1,39% (1/9 del 12,5%)
    • Entro 1 anno dalla violazione: sanzione 3,125% (1/8)
    • Entro 2 anni: sanzione 3,57% (1/7)
    • Oltre 2 anni (fino a notifica): sanzione 4,17% (1/6)

    Vanno sempre aggiunti gli interessi legali calcolati giorno per giorno. Le nuove misure sanzionatorie si applicano alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Per le violazioni anteriori si applicano le vecchie misure (sanzione base 30%, riduzioni ravvedimento diverse).

    Il pagamento in ravvedimento si esegue con F24, indicando nei codici tributo sia l’imposta originaria (1530, 1531) sia i codici specifici per sanzioni e interessi collegati alla successione.

    Domande frequenti (FAQ)

    Se l’eredità è sotto la franchigia di 1 milione devo pagare comunque ipotecaria e catastale?

    Sì, sempre, se nell’asse ereditario ci sono immobili. La franchigia di 1 milione di euro riguarda solo l’imposta di successione. Le imposte ipotecaria e catastale sono dovute sul 100% del valore catastale degli immobili, senza alcuna franchigia, qualunque sia il grado di parentela. L’unica eccezione riduttiva è l’agevolazione prima casa (imposte fisse 200 + 200 euro).

    Si paga sulla quota ereditata o sul valore totale dell’immobile?

    Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano sul valore totale dell’immobile (non sulla quota di ciascun erede), perché sono legate alla trascrizione e alla voltura del bene nel suo complesso. Poi gli eredi si dividono l’onere in base alle quote ereditarie (normalmente versano con un unico F24, poi fanno i conti tra loro).

    Cosa succede se eredito la nuda proprietà o l’usufrutto?

    Anche nuda proprietà e usufrutto sono soggetti a ipotecaria (2%) e catastale (1%). La base imponibile si calcola applicando al valore pieno dell’immobile le percentuali del “coefficiente dell’usufruttuario” previste dall’art. 48 D.P.R. 131/1986, che variano in base all’età dell’usufruttuario (più alto per chi è giovane, più basso per chi è anziano).

    Posso usare il ravvedimento operoso se sono in ritardo di 3 mesi?

    Sì. Il ravvedimento è sempre possibile finché l’Agenzia Entrate non ha notificato un avviso di liquidazione o un atto di accertamento. A 3 mesi di ritardo rientri nel ravvedimento entro 90 giorni, con sanzione ridotta all’1,39% (più interessi legali).

    Le imposte ipotecaria e catastale si applicano anche sui mobili?

    No. Ipotecaria e catastale si applicano solo sui beni immobili (case, terreni, box, negozi, ecc.). Su mobili, denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari si paga solo l’eventuale imposta di successione (se superate le franchigie). Tuttavia attenzione: sui mobili “d’uso” contenuti in casa c’è la presunzione di legge del 10% del valore immobiliare (a meno di prova contraria), che rileva solo per l’imposta di successione, non per ipotecaria/catastale.

    Chi deve firmare l’F24? Tutti gli eredi?

    L’F24 viene normalmente compilato a nome di uno degli eredi (che funge da “erede presentatore”) o, più spesso, a nome del CAF/professionista intermediario. Tutti gli eredi sono comunque solidalmente responsabili del pagamento. È possibile che un solo erede anticipi l’intero importo e poi si faccia rimborsare dai co-eredi le rispettive quote.

    Se rinuncio all’eredità devo pagare lo stesso?

    No. La rinuncia all’eredità (da farsi con atto pubblico davanti a notaio o cancelliere entro 10 anni) estingue ogni obbligo fiscale in capo al rinunciante, comprese le imposte ipotecaria e catastale. Gli obblighi si trasferiscono agli altri eredi (o ai rappresentanti, figli del rinunciante) che accettano.

    Se l’immobile è cointestato col coniuge superstite, si pagano ipotecaria e catastale sul 100% o sul 50%?

    Se l’immobile era in comunione legale (o cointestazione al 50%) con il coniuge superstite, cade in successione solo la quota del defunto (50%). Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano quindi sul valore catastale della sola quota del 50%, non sull’intero immobile.

    Dove posso trovare assistenza per calcolare le imposte sulla mia successione?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio completo di dichiarazione di successione, compresi calcolo di ipotecaria, catastale, predisposizione F24 e invio telematico. Operiamo in Friuli Venezia Giulia anche per il sistema tavolare (iscrizione al Libro Fondiario), che in FVG sostituisce la conservatoria tradizionale.

    Conclusione e contatti

    Le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sono il “costo nascosto” di ogni eredità con immobili: anche quando la franchigia di successione azzera il tributo principale, queste due imposte restano dovute e possono pesare per migliaia di euro. La buona notizia è che esistono agevolazioni importanti — soprattutto la prima casa in successione con imposte fisse di 400 euro totali — che permettono di contenere significativamente la spesa.

    Il nostro consiglio: prima di presentare la dichiarazione di successione, verifica sempre se almeno uno degli eredi ha i requisiti prima casa. Se sì, il risparmio può essere di migliaia di euro. E attenzione ai tempi: i 12 mesi scadono velocemente, e il ravvedimento operoso costa comunque meno delle sanzioni piene (ora al 25% dopo la riforma 2024).

    Per un calcolo preciso sulla tua successione e per la gestione completa della pratica, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — telefono 0432 1638640 — WhatsApp 366 6018121. Ti aiutiamo a quantificare in anticipo le imposte, a individuare tutte le agevolazioni spettanti e a gestire l’intero iter telematico, compresa la voltura catastale e la trascrizione tavolare per il Friuli Venezia Giulia.

    AD

    Andrea Damiani

    Responsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscali

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse.

    📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →
    Giugno 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-10 08:00:002026-04-24 23:48:22Imposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi Pratici
    CAF, SUCCESSIONI

    Imposta di Successione 2026: Calcolo, Aliquote e Scadenze

    Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine

    L’imposta di successione è un tributo che colpisce il trasferimento dei beni per causa di morte dal defunto (de cuius) agli eredi e ai legatari. Disciplinata dal D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni), questa imposta è stata più volte modificata nel corso degli anni, con una prima abolizione nel 2001 e il successivo ripristino nel 2006.

    Oggi l’imposta di successione rappresenta uno degli aspetti più delicati nella gestione delle eredità, con aliquote e franchigie differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e il beneficiario. Comprendere come funziona il calcolo dell’imposta, quali sono le scadenze e come versarla correttamente è fondamentale per evitare sanzioni e gestire al meglio il patrimonio ereditato.

    In questa guida analizzeremo nel dettaglio tutti gli aspetti dell’imposta di successione 2026: dalla base imponibile alle aliquote, dalle franchigie alle scadenze di versamento, con esempi pratici e tabelle riassuntive per facilitare la comprensione.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è l’Imposta di Successione
    2. Chi Deve Pagare l’Imposta
    3. Base Imponibile: Come Si Calcola
    4. Aliquote e Franchigie per Parentela
    5. Metodo di Calcolo: Esempi Pratici
    6. Dichiarazione di Successione
    7. Scadenze di Versamento
    8. Rateizzazione dell’Imposta
    9. Sanzioni e Ravvedimento
    10. Novità Normative 2025-2026

    Cos’è l’Imposta di Successione

    L’imposta di successione è un tributo indiretto che grava sul valore complessivo dei beni e dei diritti che vengono trasferiti per successione ereditaria. Si applica sia in caso di successione legittima (senza testamento) che di successione testamentaria.

    Natura Giuridica

    L’imposta di successione ha natura di imposta personale e proporzionale:

    • Personale: tiene conto del rapporto di parentela tra defunto ed erede
    • Proporzionale: l’aliquota si applica in percentuale sul valore dell’asse ereditario

    Quando Si Applica

    L’imposta di successione si applica quando si verifica il trasferimento mortis causa di:

    • Immobili (abitazioni, terreni, fabbricati)
    • Denaro e conti correnti
    • Titoli, azioni, obbligazioni
    • Quote societarie
    • Partecipazioni in aziende
    • Diritti reali (usufrutto, nuda proprietà)
    • Beni mobili (auto, gioielli, opere d’arte)

    Riferimenti Normativi

    La disciplina dell’imposta di successione è contenuta in:

    • D.Lgs. 346/1990: Testo Unico Successioni e Donazioni (TUSD)
    • Legge 286/2006: Ripristino dell’imposta dopo l’abolizione
    • Circolari Agenzia delle Entrate: interpretazioni e istruzioni operative

    Chi Deve Pagare l’Imposta di Successione

    L’imposta di successione deve essere versata dagli eredi e dai legatari che ricevono beni per successione. La legge stabilisce una responsabilità solidale tra tutti gli eredi.

    Responsabilità Solidale

    Gli eredi sono solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta (art. 36 TUSD):

    • L’Agenzia delle Entrate può richiedere l’intero importo a qualsiasi erede
    • Ogni erede può poi chiedere agli altri il rimborso della quota proporzionale
    • In caso di mancato pagamento di uno, gli altri devono coprire la sua quota

    Soggetti Passivi

    Sono tenuti al pagamento:

    • Eredi legittimi: chiamati all’eredità per legge
    • Eredi testamentari: nominati nel testamento
    • Legatari: beneficiari di beni specifici
    • Beneficiari di trust: in caso di trust successori

    Dichiarante e Obbligato

    È importante distinguere:

    • Dichiarante: chi presenta la dichiarazione di successione (può essere uno solo degli eredi)
    • Obbligato al pagamento: tutti gli eredi sono obbligati solidalmente

    Il fatto che un solo erede presenti la dichiarazione non esonera gli altri dal pagamento della loro quota d’imposta.

    Base Imponibile: Come Si Calcola

    La base imponibile dell’imposta di successione è data dalla differenza tra l’attivo ereditario e il passivo deducibile.

    Attivo Ereditario

    Nell’attivo ereditario rientrano:

    • Immobili: valore catastale (rendita catastale × coefficiente)
    • Denaro e conti correnti: saldi alla data del decesso
    • Titoli e azioni: valore di mercato alla data del decesso
    • Aziende e partecipazioni: valore secondo perizia
    • Beni mobili: stima o valore commerciale
    • Crediti del defunto: importo nominale

    Passivo Deducibile

    Dall’attivo si possono dedurre:

    • Debiti del defunto: solo se esistenti alla data del decesso e documentati
    • Spese funerarie: fino a un massimo di 1.032,91 euro
    • Spese mediche ultimi 6 mesi: documentate e pagate
    • Oneri deducibili: imposte dovute dal defunto

    Beni Esenti

    Non concorrono alla base imponibile:

    • Titoli di Stato italiani (BOT, BTP, CCT)
    • Aziende familiari (con requisiti specifici)
    • TFR e indennità di fine rapporto
    • Polizze vita (in alcuni casi)

    Calcolo Valore Immobili

    Per gli immobili il valore si calcola:

    Abitazioni:
    Rendita catastale × 1,05 × 110 = Valore fiscale

    Terreni agricoli:
    Reddito dominicale × 1,25 × 110 = Valore fiscale

    Esempio pratico:

    • Rendita catastale: 600 euro
    • Valore fiscale: 600 × 1,05 × 110 = 69.300 euro

    Aliquote e Franchigie per Grado di Parentela

    L’imposta di successione viene applicata con aliquote e franchigie differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e l’erede.

    Tabella Aliquote e Franchigie 2026

    Grado di ParentelaFranchigiaAliquota
    Coniuge e figli1.000.000 euro4%
    Fratelli e sorelle100.000 euro6%
    Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° gradoNessuna franchigia6%
    Estranei e altri soggettiNessuna franchigia8%

    Come Funzionano le Franchigie

    La franchigia è la quota di eredità esente da imposta. L’imposta si applica solo sulla parte eccedente la franchigia.

    Regole importanti:

    • La franchigia è individuale: vale per ciascun erede
    • Si calcola sulla quota netta spettante a ogni singolo beneficiario
    • Se l’eredità è inferiore alla franchigia, non si paga nulla

    Esempio coniuge e 2 figli:

    • Eredità totale: 2.000.000 euro
    • Quote: coniuge 50% (1.000.000), figli 25% ciascuno (500.000)
    • Franchigia: 1.000.000 euro ciascuno
    • Imposta: zero per tutti (quote inferiori a franchigia)

    Franchigia Maggiorata Disabili Gravi

    Per i beneficiari portatori di handicap grave (art. 3, comma 3, L. 104/1992) la franchigia è maggiorata a 1.500.000 euro, indipendentemente dal grado di parentela.

    Requisiti:

    • Certificazione handicap grave ai sensi L. 104/1992
    • Riconoscimento invalidità superiore al 67%
    • Documentazione da allegare alla dichiarazione di successione

    Questa franchigia si cumula con quella ordinaria per grado di parentela.

    Metodo di Calcolo dell’Imposta: Esempi Pratici

    Vediamo nel dettaglio come calcolare l’imposta di successione con esempi concreti per diverse situazioni.

    Esempio 1: Eredità a Figlio (Patrimonio Misto)

    Situazione:

    • Defunto lascia a 1 figlio unico
    • Immobile (valore catastale): 300.000 euro
    • Conti correnti: 150.000 euro
    • Titoli di Stato: 50.000 euro (esenti)
    • Debiti: 20.000 euro

    Calcolo base imponibile:

    • Attivo: 300.000 + 150.000 = 450.000 euro
    • Titoli di Stato: esenti, non contano
    • Passivo deducibile: 20.000 euro
    • Base imponibile: 450.000 – 20.000 = 430.000 euro

    Calcolo imposta:

    • Quota figlio: 430.000 euro
    • Franchigia: 1.000.000 euro
    • Eccedenza: zero
    • Imposta di successione: 0 euro

    Imposte ipotecarie e catastali:

    • Immobile: 300.000 × 2% (ipotecaria) + 300.000 × 1% (catastale)
    • Totale imposte immobiliari: 9.000 euro

    Esempio 2: Eredità a Fratello Oltre Franchigia

    Situazione:

    • Defunto lascia a 1 fratello
    • Immobile: 250.000 euro
    • Liquidità: 100.000 euro
    • Nessun debito

    Calcolo base imponibile:

    • Attivo: 250.000 + 100.000 = 350.000 euro
    • Base imponibile: 350.000 euro

    Calcolo imposta:

    • Quota fratello: 350.000 euro
    • Franchigia fratelli: 100.000 euro
    • Eccedenza tassabile: 350.000 – 100.000 = 250.000 euro
    • Aliquota fratelli: 6%
    • Imposta di successione: 250.000 × 6% = 15.000 euro

    Imposte immobiliari:

    • Immobile: 250.000 × 3% (ipotecaria + catastale)
    • Totale imposte immobiliari: 7.500 euro

    Totale da versare: 15.000 + 7.500 = 22.500 euro

    Esempio 3: Eredità a Estraneo

    Situazione:

    • Defunto lascia tutto a un amico (estraneo)
    • Patrimonio: 200.000 euro

    Calcolo imposta:

    • Base imponibile: 200.000 euro
    • Franchigia estranei: nessuna
    • Aliquota estranei: 8%
    • Imposta di successione: 200.000 × 8% = 16.000 euro

    Esempio 4: Disabile Grave Beneficiario

    Situazione:

    • Defunto lascia a figlio disabile grave (L. 104/92 art. 3 c. 3)
    • Patrimonio: 2.000.000 euro

    Calcolo imposta:

    • Base imponibile: 2.000.000 euro
    • Franchigia disabili: 1.500.000 euro
    • Eccedenza tassabile: 2.000.000 – 1.500.000 = 500.000 euro
    • Aliquota figli: 4%
    • Imposta di successione: 500.000 × 4% = 20.000 euro

    Senza franchigia maggiorata avrebbe pagato:

    • Eccedenza: 2.000.000 – 1.000.000 = 1.000.000
    • Imposta: 1.000.000 × 4% = 40.000 euro
    • Risparmio: 20.000 euro

    Dichiarazione di Successione: Termini e Modalità

    La dichiarazione di successione è l’adempimento obbligatorio per comunicare all’Agenzia delle Entrate il trasferimento dei beni ereditari e calcolare l’imposta dovuta.

    Termine di Presentazione

    La dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data del decesso.

    Esempio:

    • Decesso: 15 marzo 2025
    • Scadenza: 15 marzo 2026

    Modalità Telematica Obbligatoria

    Dal 1° gennaio 2019 la dichiarazione di successione è obbligatoriamente telematica. Può essere presentata:

    • Direttamente dagli eredi con SPID/CIE tramite il portale Agenzia Entrate
    • Tramite intermediari abilitati: CAF, commercialisti, notai
    • Software dedicato: applicazione “Dichiarazione di Successione e Domanda di Volture Catastali”

    Chi Deve Presentarla

    Sono obbligati alla presentazione:

    • Gli eredi e legatari
    • I curatori dell’eredità giacente
    • Gli amministratori dell’eredità
    • Gli esecutori testamentari

    È sufficiente che uno solo dei soggetti obbligati presenti la dichiarazione per conto di tutti.

    Casi di Esonero

    Non è obbligatorio presentare la dichiarazione quando ricorrono contemporaneamente queste condizioni:

    • Eredità devoluta al coniuge e/o parenti in linea retta (figli, genitori)
    • Attivo ereditario non superiore a 100.000 euro
    • Assenza di immobili o diritti reali immobiliari

    Attenzione: anche in presenza di un solo immobile, la dichiarazione è sempre obbligatoria.

    Documenti Necessari

    Per presentare la dichiarazione servono:

    • Certificato di morte
    • Stato di famiglia del defunto
    • Certificati di stato di famiglia degli eredi
    • Autocertificazione vincoli di parentela
    • Visure catastali di tutti gli immobili
    • Estratti conti bancari alla data del decesso
    • Certificati di proprietà veicoli
    • Documentazione titoli e partecipazioni
    • Eventuale testamento (con verbale pubblicazione)
    • Atto di rinuncia all’eredità (se presente)

    Scadenze di Versamento dell’Imposta

    Il versamento dell’imposta di successione segue regole e tempistiche precise stabilite dalla legge.

    Liquidazione dell’Imposta

    Dopo la presentazione della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate procede alla liquidazione dell’imposta verificando:

    • La correttezza dei valori dichiarati
    • L’applicazione delle aliquote
    • Il calcolo delle franchigie
    • Le imposte ipotecarie e catastali

    Avviso di Liquidazione

    Entro 3 anni dalla presentazione della dichiarazione, l’Agenzia notifica l’avviso di liquidazione con:

    • L’importo dell’imposta dovuta
    • La scadenza per il pagamento
    • Le modalità di versamento

    Nota: in molti casi l’avviso arriva entro 6-12 mesi.

    Termine per il Pagamento

    L’imposta deve essere versata entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione.

    Esempio:

    • Notifica avviso: 10 aprile 2026
    • Scadenza pagamento: 9 giugno 2026 (60 giorni)

    Modalità di Pagamento

    L’imposta si versa tramite:

    • Modello F24 con i codici tributo:
      • 1530: Imposta di successione
      • 1531: Sanzioni
      • 1532: Interessi
    • Tramite home banking (F24 online)
    • Presso banche o Poste Italiane

    Tabella Scadenze Procedura Successione

    AdempimentoTermine
    Presentazione dichiarazione12 mesi dal decesso
    Liquidazione Agenzia EntrateEntro 3 anni dalla dichiarazione
    Notifica avviso liquidazioneVariabile (6-12 mesi in media)
    Pagamento imposta60 giorni dalla notifica
    Volture catastaliAutomatiche dopo la dichiarazione

    Rateizzazione dell’Imposta di Successione

    Quando l’importo dell’imposta è elevato, la legge prevede la possibilità di pagare a rate.

    Condizioni per la Rateizzazione

    La rateizzazione è concessa:

    • Su richiesta degli eredi all’atto della presentazione della dichiarazione o successivamente
    • Per importi superiori a 1.000 euro
    • Fino a un massimo di 4 anni (rate trimestrali)

    Come Funziona

    La rateizzazione prevede:

    • Prima rata: da versare entro 60 giorni dalla notifica (almeno il 20% del totale)
    • Rate successive: trimestrali di pari importo
    • Interessi: calcolati al tasso legale in vigore (2026: 2,5% annuo)

    Calcolo Rate e Interessi

    Esempio:

    • Imposta dovuta: 20.000 euro
    • Rateizzazione richiesta: 4 anni (16 rate trimestrali)
    • Prima rata (20%): 4.000 euro
    • Residuo da rateizzare: 16.000 euro
    • Rata trimestrale: 16.000 / 15 = 1.066,67 euro
    • Interessi: calcolati sul debito residuo ad ogni rata

    Calcolo interessi sulla seconda rata:

    • Debito residuo: 16.000 euro
    • Interesse trimestrale: 16.000 × 2,5% × 3/12 = 100 euro
    • Rata totale: 1.066,67 + 100 = 1.166,67 euro

    Decadenza dalla Rateizzazione

    Si decade dal beneficio della rateizzazione in caso di:

    • Mancato pagamento anche di una sola rata alla scadenza
    • Ritardo superiore a 7 giorni nel pagamento

    In caso di decadenza:

    • L’intero importo residuo diventa immediatamente esigibile
    • Si applicano sanzioni e interessi di mora

    Garanzie Richieste

    Per importi molto elevati (oltre 50.000 euro) l’Agenzia può richiedere:

    • Ipoteca sugli immobili ereditati
    • Fideiussione bancaria o assicurativa
    • Altre garanzie reali

    Sanzioni e Ravvedimento Operoso

    Il mancato o tardivo versamento dell’imposta di successione comporta l’applicazione di sanzioni amministrative.

    Sanzioni per Omesso o Tardivo Versamento

    Sanzione base: dal 120% al 240% dell’imposta non versata o versata in ritardo.

    Riduzione con ravvedimento operoso:

    Se il contribuente regolarizza spontaneamente prima di un accertamento, la sanzione si riduce:

    Tipo RavvedimentoTermineSanzione Ridotta
    SprintEntro 14 giorni0,1% per giorno
    BreveEntro 30 giorni1/9 del 120% = 13,33%
    IntermedioEntro 90 giorni1/8 del 120% = 15%
    LungoEntro 1 anno1/7 del 120% = 17,14%
    BiennaleEntro 2 anni1/6 del 120% = 20%
    Oltre 2 anniOltre 2 anni1/5 del 120% = 24%

    Esempio Calcolo Ravvedimento

    Situazione:

    • Imposta dovuta: 10.000 euro
    • Ritardo: 45 giorni dalla scadenza
    • Ravvedimento: intermedio (entro 90 giorni)

    Calcolo:

    • Sanzione ordinaria: 10.000 × 120% = 12.000 euro
    • Sanzione ridotta: 12.000 × 1/8 = 1.500 euro
    • Interessi moratori: 10.000 × 2,5% × 45/365 = 31 euro
    • Totale da versare: 10.000 + 1.500 + 31 = 11.531 euro

    Risparmio: 12.000 – 1.500 = 10.500 euro di sanzioni risparmiate

    Sanzioni per Dichiarazione Omessa

    Se non si presenta la dichiarazione di successione:

    • Sanzione: dal 120% al 240% dell’imposta, minimo 250 euro
    • Anche se non c’è imposta dovuta (eredità sotto franchigia)

    Sanzioni per Dichiarazione Infedele

    Se si dichiara un valore inferiore al reale:

    • Sanzione: dal 100% al 200% della maggiore imposta accertata
    • Possibile accertamento di valore da parte dell’Agenzia

    Novità Normative 2025-2026

    Per il 2025-2026 non sono previste modifiche sostanziali all’imposta di successione. Le aliquote e franchigie rimangono invariate rispetto agli anni precedenti.

    Conferme 2026

    Aliquote confermate:

    • Coniuge e figli: 4% (franchigia 1.000.000 euro)
    • Fratelli: 6% (franchigia 100.000 euro)
    • Altri parenti: 6% (nessuna franchigia)
    • Estranei: 8% (nessuna franchigia)

    Franchigia disabili: confermata a 1.500.000 euro

    Digitalizzazione

    Prosegue il processo di digitalizzazione con:

    • Dichiarazione telematica obbligatoria
    • Volture catastali automatiche
    • Fascicolo digitale dell’erede consultabile online
    • Comunicazioni via PEC

    Controlli Automatizzati

    L’Agenzia delle Entrate ha potenziato i controlli automatici su:

    • Conti correnti (Anagrafe Rapporti Finanziari)
    • Partecipazioni societarie
    • Immobili (banca dati catastale integrata)
    • Veicoli (archivio PRA)

    Questo rende più difficile omettere beni nella dichiarazione.

    Tasso di Interesse Legale 2026

    Per il calcolo di interessi su rateizzazione e ravvedimento, il tasso legale 2026 è fissato al 2,5% annuo (confermato rispetto al 2025).

    L’imposta di successione rappresenta un aspetto cruciale nella gestione delle eredità, con regole precise e tempistiche da rispettare. Comprendere il meccanismo di calcolo, le aliquote differenziate per grado di parentela e le franchigie disponibili è fondamentale per pianificare correttamente il trasferimento generazionale del patrimonio.

    Grazie alle franchigie elevate previste per coniuge e figli (1.000.000 euro), molte eredità in Italia risultano esenti da imposta. Tuttavia, la dichiarazione di successione resta obbligatoria in presenza di immobili o quando il patrimonio supera i 100.000 euro.

    Le sanzioni per ritardi o omissioni possono essere molto pesanti (dal 120% al 240%), ma il ravvedimento operoso consente riduzioni significative se si regolarizza spontaneamente.

    Per gestire correttamente una successione e ottimizzare il carico fiscale è sempre consigliabile affidarsi a professionisti esperti come i CAF, che possono assistere in tutti gli adempimenti: dal calcolo dell’imposta alla presentazione telematica della dichiarazione, fino alla gestione di eventuali contenziosi con l’Agenzia delle Entrate.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sull’Imposta di Successione

    Quando si paga l’imposta di successione?

    L’imposta di successione si paga entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate. L’avviso arriva dopo la presentazione della dichiarazione di successione, generalmente entro 6-12 mesi ma puo richiedere fino a 3 anni.

    Chi è esente dall’imposta di successione?

    Sono esenti dall’imposta i beneficiari la cui quota ereditaria rientra nella franchigia prevista per il loro grado di parentela: 1.000.000 euro per coniuge e figli, 100.000 euro per fratelli. Inoltre, alcuni beni sono esenti come i Titoli di Stato italiani e, in certi casi, le aziende familiari.

    Quanto paga un figlio di imposta di successione?

    Un figlio paga il 4% sulla parte di eredita eccedente 1.000.000 euro. Se l’eredita è inferiore a 1.000.000 euro, non paga nulla di imposta di successione (restano dovute le imposte ipotecarie e catastali sugli immobili).

    Come si calcola l’imposta di successione su un immobile?

    L’imposta si calcola sul valore catastale dell’immobile (rendita catastale × 1,05 × 110). Da questo valore si sottrae l’eventuale franchigia e si applica l’aliquota del 4%, 6% o 8% secondo il grado di parentela. Si aggiungono poi le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%).

    Si puo pagare a rate l’imposta di successione?

    Si, l’imposta puo essere rateizzata fino a 4 anni (rate trimestrali) con una prima rata pari ad almeno il 20% del totale. Sulle rate successive si applicano interessi al tasso legale (2,5% nel 2026). La rateizzazione va richiesta all’Agenzia delle Entrate.

    Cosa succede se non si presenta la dichiarazione di successione?

    La mancata presentazione comporta sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro anche se non è dovuta imposta. Inoltre, senza dichiarazione non è possibile vendere o disporre degli immobili ereditati. È sempre possibile regolarizzare con ravvedimento operoso.

    L’imposta di successione si paga anche sotto i 100.000 euro?

    Dipende dal grado di parentela. Per coniuge e figli la franchigia è di 1.000.000 euro, quindi sotto questa soglia non si paga. Per fratelli la franchigia è 100.000 euro. Per altri parenti ed estranei non c’è franchigia, quindi si paga anche su importi bassi. Le imposte ipotecarie e catastali si pagano sempre sugli immobili.


    Hai Bisogno di Assistenza per l’Imposta di Successione?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste per:

    • Calcolo esatto dell’imposta di successione
    • Presentazione telematica dichiarazione
    • Gestione pratiche con Agenzia Entrate
    • Ottimizzazione carico fiscale
    Contattaci su WhatsApp

    Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


      ARTICOLI CORRELATI

      Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine
      CAF, SUCCESSIONI

      Intavolazione FVG: Guida Completa al Sistema Tavolare

      (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});
      Luglio 21, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-21 09:00:002026-03-17 19:06:42Intavolazione FVG: Guida Completa al Sistema Tavolare
      Dichiarazione di successione CAF - assistenza ereditaria Centro Fiscale Udine
      SUCCESSIONI

      Successione Immobili 2026: Tasse, Voltura e Adempimenti Catastali

      La successione immobili 2026 è una fase delicata che coinvolge molte famiglie quando si eredita una casa o un terreno. Quando viene a mancare un familiare che possedeva beni immobili, gli eredi devono affrontare una serie di adempimenti fiscali…
      Luglio 21, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-21 09:00:002026-02-23 15:20:48Successione Immobili 2026: Tasse, Voltura e Adempimenti Catastali
      Documenti necessari per la dichiarazione di successione 2026 - checklist CAF Udine
      CAF, SUCCESSIONI

      Riunione Fiscale Successione 2026: Cos’è, Quando Serve e Come Richiederla

      La riunione fiscale evita la doppia imposizione quando due successioni avvengono entro 5 anni. Guida 2026: requisiti, procedura, esempi e come richiederla nella dichiarazione di successione.
      Luglio 19, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/DOCUMENTI-NECESSARI-PER-LA-SUCCESSIONE-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-19 08:00:002026-04-24 23:48:37Riunione Fiscale Successione 2026: Cos’è, Quando Serve e Come Richiederla

      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

      Approfondimenti correlati

      • Successione e Donazioni: Riunione Fittizia
      Aprile 9, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-09 13:14:552026-05-31 16:49:26Imposta di Successione 2026: Calcolo, Aliquote e Scadenze

      Ultime notizie

      • fatturazione elettronica CAF Udine
        Fattura Elettronica Camera di Commercio 2026: Diritto Annuale, F24 e DetrazioneLuglio 23, 2026 - 2:00 pmin: Guide Fatturazione Elettronica
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Recensione BBVA 2026: conto privato, cashback Aqua e vantaggiLuglio 23, 2026 - 12:30 pmin: BBVA, Conti Correnti e Banche Online, Conti Privati e Cashback, Finanza & Servizi
      • Pensione 2026 INPS
        Cessione del Quinto della Pensione 2026: Cambiano le Regole INPSLuglio 23, 2026 - 12:08 pmin: Finanza & Servizi, FINANZIAMENTI, Prestiti Pensionati
      Search Search

      Seguici su Facebook

      Categorie Articoli

      Ultimi Articoli

      • Pensione 2026 INPS
        Pensione sospesa senza RED 2026: quando scatta la revoca e come evitare il recupero tardivoLuglio 23, 2026 - 11:08 am
      • Bonus mamma
        Bonus 500 Euro INPS: Date Pagamenti e Come Riceverlo nel 2026Luglio 23, 2026 - 10:08 am
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Fatturazione Osteopata 2026: Iscrizione Albo, Sistema TS e Inquadramento SanitarioLuglio 23, 2026 - 9:00 am
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Bonus 500 Euro SFL, INPS Dispone i Pagamenti: le Date di Uscita di Luglio 2026Luglio 23, 2026 - 9:00 am
      • Ricongiunzione tra Gestione Separata e Casse Professionali: le Nuove Regole INPS e Quando ConvieneLuglio 23, 2026 - 8:08 am
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Rimborso 730, ecco chi lo riceve ad agosto 2026Luglio 23, 2026 - 8:00 am
      • assistenza fiscale e legale superbonus e ristrutturazioni CAF Udine
        Pensione e Assistenza Domiciliare 2026: Detrazioni 730 e Bonus per AnzianiLuglio 23, 2026 - 7:00 am
      • Pensione 2026 INPS
        Pensione anticipata 2026: come lasciare il lavoro prima dei 67 anni e a chi conviene davveroLuglio 22, 2026 - 11:34 pm
      CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

      Contatti

      Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
      Email: info@centrofiscale.com
      Telefono: 0432 1638640
      WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
      WhatsApp Patronato: 324 7411699

      Ultimi Articoli

      • Pensione 2026 INPS
        Pensione sospesa senza RED 2026: quando scatta la revoca e come evitare il recupero tardivoLuglio 23, 2026 - 11:08 am
      • Bonus mamma
        Bonus 500 Euro INPS: Date Pagamenti e Come Riceverlo nel 2026Luglio 23, 2026 - 10:08 am
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Fatturazione Osteopata 2026: Iscrizione Albo, Sistema TS e Inquadramento SanitarioLuglio 23, 2026 - 9:00 am
      © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
      mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
      • Collegamento a Facebook
      • Collegamento a Instagram
      • Collegamento a Rss questo sito
      Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto