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Forfettari e dichiarazione precompilata 2026: l’intervento del commercialista resta indispensabile

regime forfettario partita iva

Ogni anno, con l’arrivo della stagione delle dichiarazioni fiscali, milioni di contribuenti italiani si interrogano sulla possibilita di compilare la propria dichiarazione dei redditi in autonomia, sfruttando il servizio di precompilata messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Per i titolari di partita IVA in regime forfettario, pero, il quadro e molto diverso: la precompilata non e uno strumento a loro disposizione nei termini ordinari, e il ruolo del commercialista — o di un CAF abilitato — rimane non solo utile ma in molti casi indispensabile.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio perche i forfettari non possono affidarsi al 730 precompilato, quali adempimenti dichiarativi li riguardano nel 2026, e in che cosa consiste concretamente il contributo professionale di un consulente fiscale nella gestione della loro posizione tributaria.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla
  2. Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato
  3. La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca
  4. Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026
  5. I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare
  6. Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario
  7. Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari
  8. La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari
  9. CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista
  10. Errori comuni dei forfettari fai da te
  11. Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta
  12. FAQ — Domande frequenti

Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla

La dichiarazione dei redditi precompilata e un servizio introdotto dall’Agenzia delle Entrate con il D.Lgs. 175/2014 e progressivamente esteso negli anni successivi. A partire dal 30 aprile di ogni anno, i contribuenti interessati possono accedere al proprio cassetto fiscale tramite SPID/CIE e trovare una bozza della dichiarazione gia compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente, pensioni, spese sanitarie, interessi sui mutui, contributi previdenziali.

Il modello messo a disposizione e il 730, pensato per i lavoratori dipendenti, i pensionati e alcune categorie di soggetti con redditi semplici. Il 730 ha il vantaggio di non richiedere versamenti diretti: il conguaglio fiscale (a debito o a credito) transita attraverso il sostituto d’imposta o viene rimborsato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

La questione fondamentale per i titolari di partita IVA in regime forfettario e la seguente: il 730 — anche nella versione precompilata — non e il modello dichiarativo che li riguarda.

Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato

Il regime forfettario e disciplinato dalla Legge 190/2014 (art. 1, commi 54-89) e prevede un sistema di tassazione completamente separato rispetto all’IRPEF ordinaria. Il reddito dei forfettari e determinato in modo forfetario, applicando un coefficiente di redditivita ai ricavi o compensi lordi, e su questo reddito si applica una imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attivita, in presenza dei requisiti richiesti).

Questa caratteristica — l’imposta sostitutiva — e la ragione tecnica per cui il 730 non e utilizzabile. Il 730 e il modello dell’IRPEF progressiva, mentre il forfettario paga un’imposta sostitutiva che si dichiara nel Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), specificamente nel Quadro LM (Lavoro autonomo, impresa e regimi fiscali agevolati).

Caratteristica730 precompilatoModello Redditi PF (forfettari)
Soggetti interessatiLavoratori dipendenti, pensionatiTitolari P.IVA regime forfettario
Tipo di tassazioneIRPEF progressiva (23%-43%)Imposta sostitutiva 15% (o 5%)
Quadro principaleQuadro C (lavoro dipendente)Quadro LM
Scadenza trasmissione30 settembre31 ottobre (tramite intermediario)
Versamenti direttiNo (tramite sostituto d’imposta)Si (acconto + saldo)
Precompilata disponibileSi (dal 30 aprile)Solo bozza parziale (Quadro LM vuoto)

E importante chiarire un aspetto: dal 2022, l’Agenzia delle Entrate ha esteso il servizio di precompilata anche ai titolari di partita IVA che presentano il Modello Redditi PF. Tuttavia, questa bozza per i forfettari e significativamente diversa — e molto piu incompleta — rispetto a quella per i lavoratori dipendenti.

La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca

La bozza precompilata del Modello Redditi PF contiene i dati che il Fisco gia conosce: informazioni anagrafiche, redditi da lavoro dipendente eventualmente percepiti in parallelo, interessi passivi su mutui, contributi previdenziali comunicati dagli enti previdenziali.

Tuttavia, il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e completamente vuoto nella bozza precompilata. Il Fisco non conosce in automatico:

  • L’ammontare dei ricavi o compensi dell’anno di imposta
  • Il coefficiente di redditivita applicabile in base al codice ATECO
  • I contributi previdenziali obbligatori deducibili dal reddito lordo
  • L’imposta sostitutiva da versare (acconto e saldo)
  • Le eventuali perdite pregresse in regime agevolato
  • La presenza o meno dei requisiti per l’aliquota ridotta al 5%

Tutti questi dati devono essere inseriti manualmente. E non si tratta di semplice trascrizione: richiede conoscenza delle norme, verifica dei requisiti, calcolo corretto del reddito imponibile e delle imposte dovute.

Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026

Per capire perche la compilazione del Quadro LM richiede competenze specifiche, e utile ripercorrere la logica del calcolo del reddito nel regime forfettario.

Formula di calcolo:

Ricavi o compensi lordi × Coefficiente di redditivita = Reddito lordo

Reddito lordo − Contributi previdenziali obbligatori = Reddito netto imponibile

Reddito netto imponibile × 15% (o 5%) = Imposta sostitutiva dovuta

Il coefficiente di redditivita varia in base al codice ATECO dell’attivita svolta. La tabella prevista dalla Legge 190/2014, confermata per il 2026:

Gruppo di attivitaCoefficiente
Industrie alimentari e bevande40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari40%
Commercio ambulante di altri prodotti54%
Intermediari del commercio62%
Alloggio, ristorazione e servizi di ristorazione67%
Attivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione78%
Costruzioni e attivita immobiliari86%
Altre attivita economiche67%

Esempio pratico — Consulente informatico, ricavi 60.000 euro

  • Ricavi: 60.000 euro
  • Coefficiente attivita professionali: 78%
  • Reddito lordo: 60.000 × 78% = 46.800 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata (aliquota 26,07%): circa 12.200 euro versati*
  • Reddito imponibile: 46.800 − 12.200 = 34.600 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 5.190 euro

*Calcolo semplificato. I contributi effettivamente deducibili sono quelli versati nell’anno di imposta.

I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare

Un aspetto critico che spesso sfugge ai forfettari che si cimentano nell’auto-dichiarazione e la verifica delle cause ostative: le condizioni che, se verificate nell’anno precedente, escludono l’accesso o la permanenza nel regime. Per il 2026 (anno d’imposta 2025), le principali cause ostative previste dalla normativa vigente (L. 190/2014 e L. 207/2024):

  • Ricavi o compensi superiori a 85.000 euro nell’anno precedente: comporta l’uscita dal regime nell’anno successivo. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno corrente, l’uscita e immediata con obbligo di applicare IVA dal mese successivo al superamento.
  • Redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024, da 30.000 euro): questa causa ostativa riguarda anche i pensionati con pensione superiore a tale importo.
  • Partecipazione in societa di persone, associazioni professionali o SRL con controllo diretto che svolgono attivita riconducibile a quella della P.IVA forfettaria.
  • Esercizio di attivita principalmente verso datori di lavoro attuali o dei due anni precedenti.
  • Spese per lavoro accessorio e personale superiori a 20.000 euro lordi nell’anno precedente (soglia ridotta dalla L. 207/2024 da 30.000 a 20.000 euro).

La verifica di queste cause ostative richiede conoscenza della normativa e capacita di interpretazione. Errori in questa fase possono comportare l’applicazione del regime sbagliato, con conseguenti obblighi di IVA e tassazione IRPEF o, al contrario, rischio di accertamento per applicazione indebita del regime agevolato.

Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario

1. Verifica annuale dei requisiti di permanenza

Il commercialista esegue ogni anno un controllo sistematico delle cause ostative. Il confronto tra redditi da lavoro dipendente e la soglia dei 35.000 euro richiede la lettura corretta della Certificazione Unica (CU), la distinzione tra redditi imponibili e non, e la verifica di eventuali redditi da pensione o collaborazione che concorrono al limite.

2. Compilazione corretta del Quadro LM

Il Quadro LM del Modello Redditi PF e articolato in sezioni distinte. La scelta della sezione corretta, l’inserimento preciso dei ricavi, la deduzione dei contributi e il calcolo dell’imposta richiedono competenze specifiche. Un errore nel codice ATECO puo portare all’applicazione del coefficiente di redditivita sbagliato e a un’imposta sostitutiva non corretta.

3. Gestione di redditi misti

Moltissimi forfettari hanno redditi di piu natura: la P.IVA forfettaria ma anche un lavoro dipendente part-time, proventi da locazioni, interessi, dividendi. In questi casi la dichiarazione si complica significativamente: il Modello Redditi PF deve raccogliere tutti i quadri rilevanti (LM per il forfettario, Quadro C per il lavoro dipendente, FA per affitti, RL per altri redditi).

4. Calcolo degli acconti e pianificazione del cash flow fiscale

Il regime forfettario prevede il versamento dell’imposta sostitutiva in acconto (prima rata 40% entro il 30 giugno, seconda rata 60% entro il 30 novembre) e in saldo (entro il 30 giugno dell’anno successivo). Il commercialista calcola gli importi, valuta l’opportunita di ridurre gli acconti se il reddito del periodo in corso e presumibilmente inferiore, e pianifica i versamenti per evitare sanzioni.

5. Verifica delle detrazioni accessorie

I forfettari non beneficiano delle detrazioni IRPEF ordinarie (spese mediche, interessi sul mutuo, spese per i figli a carico, ecc.) perche pagano un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF. Tuttavia, in presenza di redditi misti, alcune detrazioni possono essere applicate sulla quota di reddito soggetta a IRPEF. Capire cosa si puo o non si puo detrarre richiede un’analisi caso per caso.

Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari

ScadenzaAdempimentoNote
30 aprile 2026Disponibilita bozza precompilata (Modello Redditi PF)Solo parzialmente compilata — Quadro LM vuoto
30 giugno 2026Saldo anno precedente + prima rata acconto (40%)F24 — codice tributo 1793
30 luglio 2026Versamento con maggiorazione 0,40% (proroga estiva)Alternativa al 30 giugno se si opta per la proroga
31 ottobre 2026Trasmissione Modello Redditi PF tramite intermediarioScadenza ordinaria per invio tramite CAF o commercialista
30 novembre 2026Seconda rata acconto imposta sostitutiva (60%)F24 — codice tributo 1793 (acconto seconda rata)

Il Modello Redditi PF, a differenza del 730, non viene inviato tramite il portale precompilata in modalita semplificata: il forfettario deve avvalersi di un intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista, consulente del lavoro) oppure, se dotato di idoneo software, inviarlo tramite i canali Fisconline/Entratel.

La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari

Un tema sempre piu rilevante nel 2026 riguarda l’intensificazione dell’attivita di controllo dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari. L’Agenzia ha aumentato le comunicazioni di anomalia inviate ai titolari di P.IVA, concentrandosi su:

  • Verifica del superamento della soglia di 85.000 euro di ricavi: l’incrocio dei dati delle fatture elettroniche con le dichiarazioni presentate permette di individuare i casi di mancata uscita dal regime.
  • Controllo delle cause ostative, in particolare la verifica del reddito da lavoro dipendente attraverso i flussi delle Certificazioni Uniche.
  • Verifica della corretta applicazione dell’imposta sostitutiva: sono stati segnalati casi di forfettari che applicavano erroneamente l’aliquota del 5% pur non avendo i requisiti (attivita non nuova, o gia esercitata nei tre anni precedenti).

In questo contesto, avere un professionista che ha verificato la correttezza della dichiarazione e degli adempimenti non e solo un vantaggio operativo: e una forma di tutela preventiva. In caso di comunicazione di irregolarita, il commercialista risponde tempestivamente, valuta la fondatezza della contestazione e, se necessario, presenta memorie difensive o procede al ravvedimento operoso nei termini.

CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista

I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono abilitati ad assistere i contribuenti nella presentazione del Modello 730, ma non tutti i CAF sono abilitati alla presentazione del Modello Redditi PF, che e il modello dei forfettari.

I CAF che gestiscono anche le partite IVA in regime forfettario sono quelli che dispongono di intermediari abilitati (dottori commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro) nel proprio organico o in convenzione. Questi CAF possono offrire:

  • Analisi della situazione fiscale complessiva del contribuente
  • Verifica dei requisiti di permanenza nel regime forfettario
  • Compilazione e trasmissione del Modello Redditi PF
  • Calcolo e supporto nella predisposizione dei versamenti F24
  • Assistenza in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per i titolari di partita IVA in regime forfettario, con consulenti qualificati in grado di gestire la dichiarazione annuale e la pianificazione fiscale durante l’anno. Leggi anche: Ritenuta d’Acconto Regime Forfettario 2026: Quando Si Applica e Come Gestirla.

Errori comuni dei forfettari fai da te

  • Confondere il 730 con il Modello Redditi: alcuni forfettari presentano il 730 (sbagliato) invece del Modello Redditi PF, omettendo la dichiarazione dei ricavi dell’attivita.
  • Non dedurre i contributi INPS versati: la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori e una delle poche riduzioni consentite ai forfettari. Ometterla porta a pagare piu imposte del dovuto.
  • Applicare l’aliquota al 5% senza averne i diritti: la riduzione al 5% per i primi cinque anni si applica solo se l’attivita e nuova (nei tre anni precedenti non e stata esercitata attivita artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata).
  • Non comunicare l’uscita dal regime: chi supera i 85.000 euro di ricavi deve uscire dal forfettario dall’anno successivo e impostare correttamente la propria contabilita.
  • Ignorare la gestione dei versamenti F24: i codici tributo corretti, le scadenze e le modalita di compensazione non sono intuitive per chi non ha familiarita con la fiscalita delle partite IVA.

Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta

Una delle situazioni piu delicate e frequenti e quella del forfettario con redditi misti: chi svolge un’attivita professionale in regime forfettario ma ha anche un rapporto di lavoro dipendente, percepisce pensione, ha immobili in affitto o ha altri redditi soggetti a IRPEF.

In questi casi il Modello Redditi PF deve contenere:

  • Il Quadro LM per il reddito in regime forfettario (imposta sostitutiva)
  • Il Quadro C per i redditi da lavoro dipendente (dati dalla CU del datore di lavoro)
  • Il Quadro RB per gli eventuali redditi fondiari
  • Il Quadro RL per altri redditi (locazioni brevi, compensi occasionali)
  • Il Quadro RP per le detrazioni — applicabili pero solo sulla parte di reddito IRPEF, non su quello forfettario

Le detrazioni per carichi di famiglia si calcolano sull’IRPEF lorda dovuta sul reddito complessivo IRPEF (escludendo quello forfettario). Se la quota IRPEF e modesta, la detrazione potrebbe non trovare capienza. Questo aspetto richiede un’analisi professionale per ottimizzare la posizione fiscale del contribuente. Leggi anche: Partita IVA Logopedista 2026 e Partita IVA Veterinario 2026.

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FAQ — Domande frequenti

I forfettari possono usare la dichiarazione precompilata 2026?

I forfettari non possono usare il 730 precompilato, riservato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Dal 2022 esiste una bozza precompilata del Modello Redditi PF, ma il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e sempre vuoto e va compilato manualmente da un professionista.

Qual e il modello dichiarativo dei forfettari?

I titolari di partita IVA in regime forfettario devono presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), compilando il Quadro LM. Questo modello va trasmesso tramite intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista) entro il 31 ottobre di ogni anno.

Quando scade la dichiarazione dei redditi per i forfettari nel 2026?

La scadenza per la trasmissione del Modello Redditi PF tramite intermediario abilitato e il 31 ottobre 2026 (per l’anno d’imposta 2025). L’invio autonomo tramite Fisconline/Entratel scade invece al 30 novembre 2026.

Quanto paga di tasse un forfettario nel 2026?

Il forfettario paga un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito netto imponibile (ricavi × coefficiente − contributi previdenziali). Per le nuove attivita che rispettano i requisiti, l’aliquota e ridotta al 5% per i primi cinque anni. Non applica l’IVA sulle fatture e non beneficia delle detrazioni IRPEF ordinarie.

Posso detrarre le spese mediche se sono in regime forfettario?

No, se il reddito e interamente forfettario. Le detrazioni IRPEF (spese mediche, interessi mutuo, spese per figli a carico) si applicano sull’IRPEF dovuta, ma il forfettario paga un’imposta sostitutiva. Chi ha redditi misti (forfettario + lavoro dipendente) puo invece beneficiare delle detrazioni sulla quota di reddito soggetta a IRPEF.

Cosa succede se un forfettario supera i 85.000 euro di ricavi?

Se i ricavi superano 85.000 euro nell’anno, il forfettario perde il regime dall’anno successivo e deve passare al regime ordinario con IVA e contabilita ordinaria. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno in corso, l’uscita dal regime e immediata: dall’operazione che ha determinato il superamento occorre applicare IVA e ricalcolare le imposte.

Il CAF puo assistere un forfettario nella dichiarazione dei redditi?

Si, ma solo i CAF dotati di intermediari abilitati (commercialisti, ragionieri) possono gestire il Modello Redditi PF dei forfettari. I CAF che gestiscono solo il 730 non possono assistere i titolari di P.IVA in regime forfettario. E fondamentale verificare preventivamente i servizi offerti dal CAF a cui ci si rivolge.

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