Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Tag Archivio per: quadro LM

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Forfettari e dichiarazione precompilata 2026: l’intervento del commercialista resta indispensabile

regime forfettario partita iva

Ogni anno, con l’arrivo della stagione delle dichiarazioni fiscali, milioni di contribuenti italiani si interrogano sulla possibilita di compilare la propria dichiarazione dei redditi in autonomia, sfruttando il servizio di precompilata messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Per i titolari di partita IVA in regime forfettario, pero, il quadro e molto diverso: la precompilata non e uno strumento a loro disposizione nei termini ordinari, e il ruolo del commercialista — o di un CAF abilitato — rimane non solo utile ma in molti casi indispensabile.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio perche i forfettari non possono affidarsi al 730 precompilato, quali adempimenti dichiarativi li riguardano nel 2026, e in che cosa consiste concretamente il contributo professionale di un consulente fiscale nella gestione della loro posizione tributaria.

📬

Resta aggiornato sulle novita fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla
  2. Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato
  3. La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca
  4. Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026
  5. I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare
  6. Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario
  7. Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari
  8. La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari
  9. CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista
  10. Errori comuni dei forfettari fai da te
  11. Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta
  12. FAQ — Domande frequenti

Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla

La dichiarazione dei redditi precompilata e un servizio introdotto dall’Agenzia delle Entrate con il D.Lgs. 175/2014 e progressivamente esteso negli anni successivi. A partire dal 30 aprile di ogni anno, i contribuenti interessati possono accedere al proprio cassetto fiscale tramite SPID/CIE e trovare una bozza della dichiarazione gia compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente, pensioni, spese sanitarie, interessi sui mutui, contributi previdenziali.

Il modello messo a disposizione e il 730, pensato per i lavoratori dipendenti, i pensionati e alcune categorie di soggetti con redditi semplici. Il 730 ha il vantaggio di non richiedere versamenti diretti: il conguaglio fiscale (a debito o a credito) transita attraverso il sostituto d’imposta o viene rimborsato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

La questione fondamentale per i titolari di partita IVA in regime forfettario e la seguente: il 730 — anche nella versione precompilata — non e il modello dichiarativo che li riguarda.

Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato

Il regime forfettario e disciplinato dalla Legge 190/2014 (art. 1, commi 54-89) e prevede un sistema di tassazione completamente separato rispetto all’IRPEF ordinaria. Il reddito dei forfettari e determinato in modo forfetario, applicando un coefficiente di redditivita ai ricavi o compensi lordi, e su questo reddito si applica una imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attivita, in presenza dei requisiti richiesti).

Questa caratteristica — l’imposta sostitutiva — e la ragione tecnica per cui il 730 non e utilizzabile. Il 730 e il modello dell’IRPEF progressiva, mentre il forfettario paga un’imposta sostitutiva che si dichiara nel Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), specificamente nel Quadro LM (Lavoro autonomo, impresa e regimi fiscali agevolati).

Caratteristica730 precompilatoModello Redditi PF (forfettari)
Soggetti interessatiLavoratori dipendenti, pensionatiTitolari P.IVA regime forfettario
Tipo di tassazioneIRPEF progressiva (23%-43%)Imposta sostitutiva 15% (o 5%)
Quadro principaleQuadro C (lavoro dipendente)Quadro LM
Scadenza trasmissione30 settembre31 ottobre (tramite intermediario)
Versamenti direttiNo (tramite sostituto d’imposta)Si (acconto + saldo)
Precompilata disponibileSi (dal 30 aprile)Solo bozza parziale (Quadro LM vuoto)

E importante chiarire un aspetto: dal 2022, l’Agenzia delle Entrate ha esteso il servizio di precompilata anche ai titolari di partita IVA che presentano il Modello Redditi PF. Tuttavia, questa bozza per i forfettari e significativamente diversa — e molto piu incompleta — rispetto a quella per i lavoratori dipendenti.

La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca

La bozza precompilata del Modello Redditi PF contiene i dati che il Fisco gia conosce: informazioni anagrafiche, redditi da lavoro dipendente eventualmente percepiti in parallelo, interessi passivi su mutui, contributi previdenziali comunicati dagli enti previdenziali.

Tuttavia, il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e completamente vuoto nella bozza precompilata. Il Fisco non conosce in automatico:

  • L’ammontare dei ricavi o compensi dell’anno di imposta
  • Il coefficiente di redditivita applicabile in base al codice ATECO
  • I contributi previdenziali obbligatori deducibili dal reddito lordo
  • L’imposta sostitutiva da versare (acconto e saldo)
  • Le eventuali perdite pregresse in regime agevolato
  • La presenza o meno dei requisiti per l’aliquota ridotta al 5%

Tutti questi dati devono essere inseriti manualmente. E non si tratta di semplice trascrizione: richiede conoscenza delle norme, verifica dei requisiti, calcolo corretto del reddito imponibile e delle imposte dovute.

Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026

Per capire perche la compilazione del Quadro LM richiede competenze specifiche, e utile ripercorrere la logica del calcolo del reddito nel regime forfettario.

Formula di calcolo:

Ricavi o compensi lordi × Coefficiente di redditivita = Reddito lordo

Reddito lordo − Contributi previdenziali obbligatori = Reddito netto imponibile

Reddito netto imponibile × 15% (o 5%) = Imposta sostitutiva dovuta

Il coefficiente di redditivita varia in base al codice ATECO dell’attivita svolta. La tabella prevista dalla Legge 190/2014, confermata per il 2026:

Gruppo di attivitaCoefficiente
Industrie alimentari e bevande40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari40%
Commercio ambulante di altri prodotti54%
Intermediari del commercio62%
Alloggio, ristorazione e servizi di ristorazione67%
Attivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione78%
Costruzioni e attivita immobiliari86%
Altre attivita economiche67%

Esempio pratico — Consulente informatico, ricavi 60.000 euro

  • Ricavi: 60.000 euro
  • Coefficiente attivita professionali: 78%
  • Reddito lordo: 60.000 × 78% = 46.800 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata (aliquota 26,07%): circa 12.200 euro versati*
  • Reddito imponibile: 46.800 − 12.200 = 34.600 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 5.190 euro

*Calcolo semplificato. I contributi effettivamente deducibili sono quelli versati nell’anno di imposta.

I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare

Un aspetto critico che spesso sfugge ai forfettari che si cimentano nell’auto-dichiarazione e la verifica delle cause ostative: le condizioni che, se verificate nell’anno precedente, escludono l’accesso o la permanenza nel regime. Per il 2026 (anno d’imposta 2025), le principali cause ostative previste dalla normativa vigente (L. 190/2014 e L. 207/2024):

  • Ricavi o compensi superiori a 85.000 euro nell’anno precedente: comporta l’uscita dal regime nell’anno successivo. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno corrente, l’uscita e immediata con obbligo di applicare IVA dal mese successivo al superamento.
  • Redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024, da 30.000 euro): questa causa ostativa riguarda anche i pensionati con pensione superiore a tale importo.
  • Partecipazione in societa di persone, associazioni professionali o SRL con controllo diretto che svolgono attivita riconducibile a quella della P.IVA forfettaria.
  • Esercizio di attivita principalmente verso datori di lavoro attuali o dei due anni precedenti.
  • Spese per lavoro accessorio e personale superiori a 20.000 euro lordi nell’anno precedente (soglia ridotta dalla L. 207/2024 da 30.000 a 20.000 euro).

La verifica di queste cause ostative richiede conoscenza della normativa e capacita di interpretazione. Errori in questa fase possono comportare l’applicazione del regime sbagliato, con conseguenti obblighi di IVA e tassazione IRPEF o, al contrario, rischio di accertamento per applicazione indebita del regime agevolato.

Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario

1. Verifica annuale dei requisiti di permanenza

Il commercialista esegue ogni anno un controllo sistematico delle cause ostative. Il confronto tra redditi da lavoro dipendente e la soglia dei 35.000 euro richiede la lettura corretta della Certificazione Unica (CU), la distinzione tra redditi imponibili e non, e la verifica di eventuali redditi da pensione o collaborazione che concorrono al limite.

2. Compilazione corretta del Quadro LM

Il Quadro LM del Modello Redditi PF e articolato in sezioni distinte. La scelta della sezione corretta, l’inserimento preciso dei ricavi, la deduzione dei contributi e il calcolo dell’imposta richiedono competenze specifiche. Un errore nel codice ATECO puo portare all’applicazione del coefficiente di redditivita sbagliato e a un’imposta sostitutiva non corretta.

3. Gestione di redditi misti

Moltissimi forfettari hanno redditi di piu natura: la P.IVA forfettaria ma anche un lavoro dipendente part-time, proventi da locazioni, interessi, dividendi. In questi casi la dichiarazione si complica significativamente: il Modello Redditi PF deve raccogliere tutti i quadri rilevanti (LM per il forfettario, Quadro C per il lavoro dipendente, FA per affitti, RL per altri redditi).

4. Calcolo degli acconti e pianificazione del cash flow fiscale

Il regime forfettario prevede il versamento dell’imposta sostitutiva in acconto (prima rata 40% entro il 30 giugno, seconda rata 60% entro il 30 novembre) e in saldo (entro il 30 giugno dell’anno successivo). Il commercialista calcola gli importi, valuta l’opportunita di ridurre gli acconti se il reddito del periodo in corso e presumibilmente inferiore, e pianifica i versamenti per evitare sanzioni.

5. Verifica delle detrazioni accessorie

I forfettari non beneficiano delle detrazioni IRPEF ordinarie (spese mediche, interessi sul mutuo, spese per i figli a carico, ecc.) perche pagano un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF. Tuttavia, in presenza di redditi misti, alcune detrazioni possono essere applicate sulla quota di reddito soggetta a IRPEF. Capire cosa si puo o non si puo detrarre richiede un’analisi caso per caso.

Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari

ScadenzaAdempimentoNote
30 aprile 2026Disponibilita bozza precompilata (Modello Redditi PF)Solo parzialmente compilata — Quadro LM vuoto
30 giugno 2026Saldo anno precedente + prima rata acconto (40%)F24 — codice tributo 1793
30 luglio 2026Versamento con maggiorazione 0,40% (proroga estiva)Alternativa al 30 giugno se si opta per la proroga
31 ottobre 2026Trasmissione Modello Redditi PF tramite intermediarioScadenza ordinaria per invio tramite CAF o commercialista
30 novembre 2026Seconda rata acconto imposta sostitutiva (60%)F24 — codice tributo 1793 (acconto seconda rata)

Il Modello Redditi PF, a differenza del 730, non viene inviato tramite il portale precompilata in modalita semplificata: il forfettario deve avvalersi di un intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista, consulente del lavoro) oppure, se dotato di idoneo software, inviarlo tramite i canali Fisconline/Entratel.

La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari

Un tema sempre piu rilevante nel 2026 riguarda l’intensificazione dell’attivita di controllo dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari. L’Agenzia ha aumentato le comunicazioni di anomalia inviate ai titolari di P.IVA, concentrandosi su:

  • Verifica del superamento della soglia di 85.000 euro di ricavi: l’incrocio dei dati delle fatture elettroniche con le dichiarazioni presentate permette di individuare i casi di mancata uscita dal regime.
  • Controllo delle cause ostative, in particolare la verifica del reddito da lavoro dipendente attraverso i flussi delle Certificazioni Uniche.
  • Verifica della corretta applicazione dell’imposta sostitutiva: sono stati segnalati casi di forfettari che applicavano erroneamente l’aliquota del 5% pur non avendo i requisiti (attivita non nuova, o gia esercitata nei tre anni precedenti).

In questo contesto, avere un professionista che ha verificato la correttezza della dichiarazione e degli adempimenti non e solo un vantaggio operativo: e una forma di tutela preventiva. In caso di comunicazione di irregolarita, il commercialista risponde tempestivamente, valuta la fondatezza della contestazione e, se necessario, presenta memorie difensive o procede al ravvedimento operoso nei termini.

CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista

I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono abilitati ad assistere i contribuenti nella presentazione del Modello 730, ma non tutti i CAF sono abilitati alla presentazione del Modello Redditi PF, che e il modello dei forfettari.

I CAF che gestiscono anche le partite IVA in regime forfettario sono quelli che dispongono di intermediari abilitati (dottori commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro) nel proprio organico o in convenzione. Questi CAF possono offrire:

  • Analisi della situazione fiscale complessiva del contribuente
  • Verifica dei requisiti di permanenza nel regime forfettario
  • Compilazione e trasmissione del Modello Redditi PF
  • Calcolo e supporto nella predisposizione dei versamenti F24
  • Assistenza in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per i titolari di partita IVA in regime forfettario, con consulenti qualificati in grado di gestire la dichiarazione annuale e la pianificazione fiscale durante l’anno. Leggi anche: Ritenuta d’Acconto Regime Forfettario 2026: Quando Si Applica e Come Gestirla.

Errori comuni dei forfettari fai da te

  • Confondere il 730 con il Modello Redditi: alcuni forfettari presentano il 730 (sbagliato) invece del Modello Redditi PF, omettendo la dichiarazione dei ricavi dell’attivita.
  • Non dedurre i contributi INPS versati: la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori e una delle poche riduzioni consentite ai forfettari. Ometterla porta a pagare piu imposte del dovuto.
  • Applicare l’aliquota al 5% senza averne i diritti: la riduzione al 5% per i primi cinque anni si applica solo se l’attivita e nuova (nei tre anni precedenti non e stata esercitata attivita artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata).
  • Non comunicare l’uscita dal regime: chi supera i 85.000 euro di ricavi deve uscire dal forfettario dall’anno successivo e impostare correttamente la propria contabilita.
  • Ignorare la gestione dei versamenti F24: i codici tributo corretti, le scadenze e le modalita di compensazione non sono intuitive per chi non ha familiarita con la fiscalita delle partite IVA.

Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta

Una delle situazioni piu delicate e frequenti e quella del forfettario con redditi misti: chi svolge un’attivita professionale in regime forfettario ma ha anche un rapporto di lavoro dipendente, percepisce pensione, ha immobili in affitto o ha altri redditi soggetti a IRPEF.

In questi casi il Modello Redditi PF deve contenere:

  • Il Quadro LM per il reddito in regime forfettario (imposta sostitutiva)
  • Il Quadro C per i redditi da lavoro dipendente (dati dalla CU del datore di lavoro)
  • Il Quadro RB per gli eventuali redditi fondiari
  • Il Quadro RL per altri redditi (locazioni brevi, compensi occasionali)
  • Il Quadro RP per le detrazioni — applicabili pero solo sulla parte di reddito IRPEF, non su quello forfettario

Le detrazioni per carichi di famiglia si calcolano sull’IRPEF lorda dovuta sul reddito complessivo IRPEF (escludendo quello forfettario). Se la quota IRPEF e modesta, la detrazione potrebbe non trovare capienza. Questo aspetto richiede un’analisi professionale per ottimizzare la posizione fiscale del contribuente. Leggi anche: Partita IVA Logopedista 2026 e Partita IVA Veterinario 2026.

📬

Resta aggiornato sulle novita fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

FAQ — Domande frequenti

I forfettari possono usare la dichiarazione precompilata 2026?

I forfettari non possono usare il 730 precompilato, riservato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Dal 2022 esiste una bozza precompilata del Modello Redditi PF, ma il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e sempre vuoto e va compilato manualmente da un professionista.

Qual e il modello dichiarativo dei forfettari?

I titolari di partita IVA in regime forfettario devono presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), compilando il Quadro LM. Questo modello va trasmesso tramite intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista) entro il 31 ottobre di ogni anno.

Quando scade la dichiarazione dei redditi per i forfettari nel 2026?

La scadenza per la trasmissione del Modello Redditi PF tramite intermediario abilitato e il 31 ottobre 2026 (per l’anno d’imposta 2025). L’invio autonomo tramite Fisconline/Entratel scade invece al 30 novembre 2026.

Quanto paga di tasse un forfettario nel 2026?

Il forfettario paga un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito netto imponibile (ricavi × coefficiente − contributi previdenziali). Per le nuove attivita che rispettano i requisiti, l’aliquota e ridotta al 5% per i primi cinque anni. Non applica l’IVA sulle fatture e non beneficia delle detrazioni IRPEF ordinarie.

Posso detrarre le spese mediche se sono in regime forfettario?

No, se il reddito e interamente forfettario. Le detrazioni IRPEF (spese mediche, interessi mutuo, spese per figli a carico) si applicano sull’IRPEF dovuta, ma il forfettario paga un’imposta sostitutiva. Chi ha redditi misti (forfettario + lavoro dipendente) puo invece beneficiare delle detrazioni sulla quota di reddito soggetta a IRPEF.

Cosa succede se un forfettario supera i 85.000 euro di ricavi?

Se i ricavi superano 85.000 euro nell’anno, il forfettario perde il regime dall’anno successivo e deve passare al regime ordinario con IVA e contabilita ordinaria. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno in corso, l’uscita dal regime e immediata: dall’operazione che ha determinato il superamento occorre applicare IVA e ricalcolare le imposte.

Il CAF puo assistere un forfettario nella dichiarazione dei redditi?

Si, ma solo i CAF dotati di intermediari abilitati (commercialisti, ragionieri) possono gestire il Modello Redditi PF dei forfettari. I CAF che gestiscono solo il 730 non possono assistere i titolari di P.IVA in regime forfettario. E fondamentale verificare preventivamente i servizi offerti dal CAF a cui ci si rivolge.

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-23 12:23:482026-06-28 00:15:47Forfettari e dichiarazione precompilata 2026: l’intervento del commercialista resta indispensabile
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Diritti d’Autore nel Regime Forfettario 2026: Guida Completa

Regime Forfettario 2026 limiti e controlli

I diritti d’autore rappresentano una componente sempre più rilevante per molti professionisti che operano nel regime forfettario. Nel 2026, la normativa fiscale italiana prevede regole specifiche per chi percepisce compensi derivanti da opere dell’ingegno, con soglie di reddito particolari, ritenute d’acconto e obblighi dichiarativi da rispettare. Che tu sia uno scrittore, un fotografo, un designer o un musicista, comprendere come gestire fiscalmente i tuoi diritti d’autore è fondamentale per evitare errori e ottimizzare il carico fiscale. In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto ciò che devi sapere sui diritti d’autore nel regime forfettario 2026: dalle soglie di reddito agevolate agli adempimenti INPS, passando per i quadri da compilare in dichiarazione e gli esempi pratici di calcolo.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Cosa Sono i Diritti d’Autore nel Regime Forfettario

I diritti d’autore sono compensi che spettano a chi crea opere dell’ingegno di carattere creativo, come libri, articoli, fotografie, musica, software, design grafici o architettonici. Nel regime forfettario, questi redditi godono di un trattamento fiscale agevolato rispetto ai normali compensi professionali, grazie a un abbattimento forfettario che riduce la base imponibile su cui calcolare le imposte.

La normativa prevede che i diritti d’autore siano soggetti a una ritenuta d’acconto del 20% da parte del sostituto d’imposta (editore, committente, piattaforma) al momento del pagamento. Questa ritenuta è a titolo d’acconto e sarà poi scomputata in sede di dichiarazione dei redditi. Per i forfettari, il reddito imponibile derivante da diritti d’autore si calcola applicando un coefficiente di abbattimento che varia in base all’età del contribuente.

Nel 2026, chi ha meno di 35 anni può beneficiare di un abbattimento del 25%, il che significa che solo il 75% del compenso lordo concorre a formare il reddito imponibile. Per chi ha 35 anni o più, l’abbattimento sale al 40%, riducendo la base imponibile al 60% del lordo. Questo meccanismo è particolarmente vantaggioso per professionisti creativi che operano in regime forfettario, poiché consente di ridurre significativamente il carico fiscale rispetto ad altre tipologie di compensi.

È importante distinguere i diritti d’autore dai normali compensi professionali. I primi derivano esclusivamente dalla cessione di diritti patrimoniali su opere creative, mentre i secondi riguardano prestazioni di servizi professionali. Ad esempio, se sei un fotografo e vendi le tue foto su stock fotografici, percepisci diritti d’autore; se invece realizzi un servizio fotografico per un matrimonio, si tratta di compenso professionale. La distinzione è fondamentale per applicare correttamente ritenute, abbattimenti e quadri dichiarativi.

Soglie di Reddito per Diritti d’Autore 2026

Nel regime forfettario 2026, i diritti d’autore concorrono al calcolo del reddito complessivo ai fini della verifica del limite di 85.000 euro annui per poter rimanere nel regime agevolato. Tuttavia, come anticipato, non tutto il compenso lordo viene considerato: il reddito imponibile si calcola applicando l’abbattimento forfettario previsto per legge.

Per i contribuenti under 35, l’abbattimento è del 25%, quindi:

  • Compenso lordo percepito: 10.000 euro
  • Abbattimento 25%: 2.500 euro
  • Reddito imponibile: 7.500 euro (75% del lordo)

Per i contribuenti over 35, l’abbattimento sale al 40%:

  • Compenso lordo percepito: 10.000 euro
  • Abbattimento 40%: 4.000 euro
  • Reddito imponibile: 6.000 euro (60% del lordo)

Questo significa che, per verificare se si rispetta il limite di 85.000 euro del regime forfettario, devi sommare il reddito imponibile da diritti d’autore (calcolato con l’abbattimento) al reddito da attività professionale (calcolato con il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO). Se la somma supera 85.000 euro, dal 2027 dovrai uscire dal regime forfettario e passare al regime ordinario.

Un altro aspetto importante riguarda la Certificazione Unica (CU) rilasciata dal sostituto d’imposta. Nella CU devono essere indicati separatamente i compensi lordi per diritti d’autore (punto 2 del quadro RL) e le ritenute d’acconto applicate. Questi dati saranno fondamentali per compilare correttamente il Quadro LM della dichiarazione dei redditi, dove dovrai indicare sia i compensi lordi che l’abbattimento spettante in base alla tua età.

Ritenute d’Acconto sui Diritti d’Autore

Quando percepisci diritti d’autore, il committente (editore, piattaforma, società) è obbligato ad applicare una ritenuta d’acconto del 20% sul compenso lordo. Questa ritenuta viene trattenuta alla fonte e versata all’Erario tramite il modello F24, con codice tributo 1040. Il versamento deve avvenire entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento del compenso.

Per esempio, se percepisci diritti d’autore per 1.000 euro a gennaio 2026, il committente:

  • Trattiene 200 euro (20% di 1.000 euro) come ritenuta d’acconto
  • Ti accredita 800 euro netti sul conto corrente
  • Versa i 200 euro all’Erario entro il 16 febbraio 2026

La ritenuta del 20% è a titolo d’acconto, il che significa che verrà scomputata dall’imposta sostitutiva dovuta in sede di dichiarazione dei redditi. Se sei in regime forfettario, l’imposta sostitutiva è pari al 5% (per i primi 5 anni di attività) o al 15% (ordinaria) del reddito imponibile. Nella maggior parte dei casi, la ritenuta del 20% risulta superiore all’imposta dovuta, generando un credito d’imposta che puoi chiedere a rimborso o compensare con altri tributi.

È importante verificare che il committente rilasci correttamente la Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo dell’anno successivo, indicando:

  • Compenso lordo percepito (punto 2 del quadro RL)
  • Ritenute d’acconto applicate (punto 4 del quadro RL)
  • Tipologia di reddito: diritti d’autore (codice 2)

Se il committente non applica la ritenuta (ad esempio perché non è un sostituto d’imposta o opera all’estero), sarai tu a dover versare l’imposta sostitutiva in sede di dichiarazione, senza poter beneficiare dello sconto della ritenuta già versata. In questi casi, è fondamentale accantonare una parte dei compensi per far fronte al pagamento delle imposte a giugno dell’anno successivo.

Quadri da Compilare in Dichiarazione

Se hai percepito diritti d’autore nel 2026, dovrai compilare specifici quadri nella dichiarazione dei redditi 2027. I quadri coinvolti sono principalmente due: il Quadro LM (redditi da regime forfettario) e il Quadro RL (redditi di lavoro autonomo soggetti a ritenuta).

Quadro LM – Regime Forfettario

Nel Quadro LM, rigo LM2, dovrai indicare:

  • Colonna 1: codice ATECO dell’attività principale
  • Colonna 2: ricavi/compensi totali (inclusi diritti d’autore lordi)
  • Colonna 3: coefficiente di redditività applicabile
  • Colonna 4: reddito imponibile da attività ordinaria
  • Colonna 11: compensi da diritti d’autore (importo lordo)
  • Colonna 12: percentuale di abbattimento (25% o 40%)
  • Colonna 13: reddito imponibile da diritti d’autore

Il reddito complessivo forfettario sarà dato dalla somma del reddito da attività (colonna 4) e del reddito da diritti d’autore (colonna 13). Su questo importo si applicherà l’imposta sostitutiva al 5% o 15%, a seconda che tu rientri o meno nel regime agevolato startup.

Quadro RL – Redditi di Lavoro Autonomo

Nel Quadro RL, dovrai riportare i dati della Certificazione Unica rilasciata dal committente:

  • Rigo RL2: compenso lordo percepito (punto 2 della CU)
  • Rigo RL4: ritenute d’acconto subite (punto 4 della CU)
  • Codice 2: tipologia di reddito (diritti d’autore)

Le ritenute d’acconto indicate nel Quadro RL saranno scomputate dall’imposta sostitutiva dovuta, generando un eventuale credito d’imposta rimborsabile. È fondamentale verificare la corrispondenza tra i dati della CU e quelli riportati in dichiarazione, per evitare controlli automatizzati da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Gestione INPS e Contributi Previdenziali

Un aspetto spesso trascurato riguarda i contributi previdenziali INPS dovuti sui diritti d’autore. Se sei iscritto alla Gestione Separata INPS come professionista forfettario, i compensi derivanti da diritti d’autore concorrono al calcolo del reddito imponibile previdenziale, ma con l’applicazione dello stesso abbattimento forfettario previsto ai fini fiscali (25% o 40%).

L’aliquota contributiva per il 2026 è pari al 26,23% per i non pensionati (25,72% per i pensionati o titolari di altra forma previdenziale obbligatoria). I contributi si calcolano sul reddito imponibile dopo l’abbattimento, quindi su una base inferiore rispetto ai compensi lordi percepiti.

Esempio pratico per un over 35:

  • Compenso lordo diritti d’autore: 15.000 euro
  • Abbattimento 40%: 6.000 euro
  • Reddito imponibile previdenziale: 9.000 euro (60% del lordo)
  • Contributi INPS dovuti (26,23%): 9.000 × 26,23% = 2.360,70 euro

I contributi INPS devono essere versati tramite F24 con i seguenti codici tributo:

  • Acconto: codice PXX (30% entro il 30 giugno, 40% entro il 30 novembre)
  • Saldo: codice CPSE (entro il 30 giugno dell’anno successivo)

È importante sottolineare che i contributi previdenziali versati alla Gestione Separata INPS non sono deducibili dal reddito nel regime forfettario, a differenza di quanto avviene nel regime ordinario. Questo significa che non riducono la base imponibile su cui si calcola l’imposta sostitutiva, ma concorrono comunque alla formazione della posizione contributiva ai fini pensionistici.

Esempi Pratici di Calcolo Completo

Per comprendere meglio il funzionamento pratico della tassazione dei diritti d’autore nel regime forfettario, vediamo alcuni esempi concreti con calcoli dettagliati.

Esempio 1: Grafico under 35 con solo diritti d’autore

Marco, 32 anni, è un graphic designer in regime forfettario agevolato (imposta 5%). Nel 2026 percepisce 20.000 euro di diritti d’autore da una piattaforma di stock grafici.

  • Compenso lordo: 20.000 euro
  • Ritenuta d’acconto 20%: 4.000 euro (trattenuta dal committente)
  • Netto percepito: 16.000 euro
  • Abbattimento 25% (under 35): 5.000 euro
  • Reddito imponibile fiscale: 15.000 euro (75% del lordo)
  • Imposta sostitutiva 5%: 750 euro
  • Credito d’imposta: 4.000 – 750 = 3.250 euro a credito
  • Contributi INPS (26,23% su 15.000): 3.934,50 euro

Marco dovrà versare 3.934,50 euro di contributi INPS, ma avrà un credito fiscale di 3.250 euro che potrà compensare o chiedere a rimborso.

Esempio 2: Scrittrice over 35 con attività mista

Laura, 42 anni, è una copywriter in regime forfettario ordinario (imposta 15%, codice ATECO 73.11.02 con coefficiente 78%). Nel 2026 percepisce:

  • Compensi professionali: 40.000 euro
  • Diritti d’autore: 12.000 euro

Calcolo reddito imponibile:

  • Reddito da attività: 40.000 × 78% = 31.200 euro
  • Reddito da diritti d’autore (abbattimento 40%): 12.000 × 60% = 7.200 euro
  • Reddito complessivo imponibile: 31.200 + 7.200 = 38.400 euro

Calcolo imposte:

  • Imposta sostitutiva 15%: 38.400 × 15% = 5.760 euro
  • Ritenute su diritti d’autore (20% di 12.000): 2.400 euro
  • Imposta netta da versare: 5.760 – 2.400 = 3.360 euro
  • Contributi INPS (26,23% su 38.400): 10.072,32 euro

Laura dovrà versare complessivamente 13.432,32 euro tra imposte e contributi, con un carico fiscale effettivo del 25,8% sul reddito imponibile.

Tabella riepilogativa aliquote e abbattimenti:

EtàAbbattimentoReddito imponibileImposta 5%Imposta 15%
Under 3525%75% del lordo3,75%11,25%
Over 3540%60% del lordo3%9%

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni.

📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronica

FAQ – Domande Frequenti sui Diritti d’Autore nel Forfettario

I diritti d’autore contano per il limite di 85.000 euro del forfettario?

Si, i diritti d’autore concorrono al calcolo del limite di 85.000 euro, ma si considera il reddito imponibile dopo l’abbattimento forfettario (75% per under 35, 60% per over 35), non il compenso lordo percepito.

Posso dedurre i contributi INPS sui diritti d’autore?

No, nel regime forfettario i contributi INPS versati alla Gestione Separata non sono deducibili dal reddito imponibile, a differenza di quanto avviene nel regime ordinario. Concorrono comunque alla posizione contributiva pensionistica.

Se il committente non applica la ritenuta, cosa devo fare?

Se il committente non e un sostituto d’imposta o opera all’estero senza obbligo di ritenuta, dovrai versare l’intera imposta sostitutiva in sede di dichiarazione dei redditi, senza poter scontare ritenute gia versate. Importante accantonare il dovuto.

I diritti d’autore si sommano ai compensi per il codice ATECO?

I diritti d’autore sono una categoria separata di reddito. Nel Quadro LM vanno indicati in colonne dedicate (11-13), distinti dai compensi professionali ordinari che seguono il coefficiente di redditivita del codice ATECO.

Quanto tempo ho per versare i contributi INPS sui diritti d’autore?

I contributi INPS si versano con le stesse scadenze delle imposte: acconto 30% entro 30 giugno, secondo acconto 40% entro 30 novembre, saldo entro 30 giugno dell’anno successivo. Utilizzare codici tributo PXX per acconti e CPSE per saldo.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.


Hai Bisogno di Assistenza per i Diritti d’Autore?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a gestire correttamente i diritti d’autore nel regime forfettario: calcolo del reddito imponibile, compilazione quadri LM e RL, verifica ritenute e contributi INPS.

Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    ARTICOLI CORRELATI

    fatturazione elettronica CAF Udine
    Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari, Software Fatturazione Elettronica

    Software di Fatturazione Elettronica per Professionisti Sanitari 2026: Sistema TS, Opposizione e Fattura Elettronica

    Guida per professionisti sanitari con P.IVA su come scegliere un software di fatturazione compatibile con il Sistema Tessera Sanitaria: invio dati, diritto di opposizione del paziente e obbligo di fattura elettronica ordinaria nei casi previsti.
    Agosto 15, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-15 09:00:002026-08-12 12:28:08Software di Fatturazione Elettronica per Professionisti Sanitari 2026: Sistema TS, Opposizione e Fattura Elettronica
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    Regime Forfettario per ETS e Associazioni 2026: Guida Operativa

    Se gestisci un'associazione o un ente del Terzo Settore (ETS) che svolge anche attivita commerciali marginali, ti sarai chiesto se il regime forfettario puo essere una soluzione utile per semplificare gli adempimenti fiscali. La risposta non…
    Agosto 6, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-06 11:00:002026-08-06 08:16:28Regime Forfettario per ETS e Associazioni 2026: Guida Operativa
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Software Fatturazione Elettronica

    Guida fatturazione elettronica per forfettari 2026: obbligo, codici e conservazione

    Dal 1° gennaio 2024 tutti i contribuenti in regime forfettario sono obbligati alla fatturazione elettronica, senza eccezioni legate alla soglia di ricavi. Il precedente esonero per i forfettari con ricavi inferiori a 25.000 euro è definitivamente…
    Luglio 27, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 08:30:002026-08-05 07:44:51Guida fatturazione elettronica per forfettari 2026: obbligo, codici e conservazione

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-31 20:22:512026-08-17 10:16:01Diritti d’Autore nel Regime Forfettario 2026: Guida Completa
    PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    Forfettari e dichiarazione precompilata 2026: l’intervento del commercialista resta indispensabile

    regime forfettario partita iva

    Ogni anno, con l’arrivo della stagione delle dichiarazioni fiscali, milioni di contribuenti italiani si interrogano sulla possibilita di compilare la propria dichiarazione dei redditi in autonomia, sfruttando il servizio di precompilata messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Per i titolari di partita IVA in regime forfettario, pero, il quadro e molto diverso: la precompilata non e uno strumento a loro disposizione nei termini ordinari, e il ruolo del commercialista — o di un CAF abilitato — rimane non solo utile ma in molti casi indispensabile.

    In questo articolo analizziamo nel dettaglio perche i forfettari non possono affidarsi al 730 precompilato, quali adempimenti dichiarativi li riguardano nel 2026, e in che cosa consiste concretamente il contributo professionale di un consulente fiscale nella gestione della loro posizione tributaria.

    📬

    Resta aggiornato sulle novita fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla
    2. Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato
    3. La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca
    4. Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026
    5. I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare
    6. Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario
    7. Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari
    8. La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari
    9. CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista
    10. Errori comuni dei forfettari fai da te
    11. Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta
    12. FAQ — Domande frequenti

    Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla

    La dichiarazione dei redditi precompilata e un servizio introdotto dall’Agenzia delle Entrate con il D.Lgs. 175/2014 e progressivamente esteso negli anni successivi. A partire dal 30 aprile di ogni anno, i contribuenti interessati possono accedere al proprio cassetto fiscale tramite SPID/CIE e trovare una bozza della dichiarazione gia compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente, pensioni, spese sanitarie, interessi sui mutui, contributi previdenziali.

    Il modello messo a disposizione e il 730, pensato per i lavoratori dipendenti, i pensionati e alcune categorie di soggetti con redditi semplici. Il 730 ha il vantaggio di non richiedere versamenti diretti: il conguaglio fiscale (a debito o a credito) transita attraverso il sostituto d’imposta o viene rimborsato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

    La questione fondamentale per i titolari di partita IVA in regime forfettario e la seguente: il 730 — anche nella versione precompilata — non e il modello dichiarativo che li riguarda.

    Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato

    Il regime forfettario e disciplinato dalla Legge 190/2014 (art. 1, commi 54-89) e prevede un sistema di tassazione completamente separato rispetto all’IRPEF ordinaria. Il reddito dei forfettari e determinato in modo forfetario, applicando un coefficiente di redditivita ai ricavi o compensi lordi, e su questo reddito si applica una imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attivita, in presenza dei requisiti richiesti).

    Questa caratteristica — l’imposta sostitutiva — e la ragione tecnica per cui il 730 non e utilizzabile. Il 730 e il modello dell’IRPEF progressiva, mentre il forfettario paga un’imposta sostitutiva che si dichiara nel Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), specificamente nel Quadro LM (Lavoro autonomo, impresa e regimi fiscali agevolati).

    Caratteristica730 precompilatoModello Redditi PF (forfettari)
    Soggetti interessatiLavoratori dipendenti, pensionatiTitolari P.IVA regime forfettario
    Tipo di tassazioneIRPEF progressiva (23%-43%)Imposta sostitutiva 15% (o 5%)
    Quadro principaleQuadro C (lavoro dipendente)Quadro LM
    Scadenza trasmissione30 settembre31 ottobre (tramite intermediario)
    Versamenti direttiNo (tramite sostituto d’imposta)Si (acconto + saldo)
    Precompilata disponibileSi (dal 30 aprile)Solo bozza parziale (Quadro LM vuoto)

    E importante chiarire un aspetto: dal 2022, l’Agenzia delle Entrate ha esteso il servizio di precompilata anche ai titolari di partita IVA che presentano il Modello Redditi PF. Tuttavia, questa bozza per i forfettari e significativamente diversa — e molto piu incompleta — rispetto a quella per i lavoratori dipendenti.

    La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca

    La bozza precompilata del Modello Redditi PF contiene i dati che il Fisco gia conosce: informazioni anagrafiche, redditi da lavoro dipendente eventualmente percepiti in parallelo, interessi passivi su mutui, contributi previdenziali comunicati dagli enti previdenziali.

    Tuttavia, il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e completamente vuoto nella bozza precompilata. Il Fisco non conosce in automatico:

    • L’ammontare dei ricavi o compensi dell’anno di imposta
    • Il coefficiente di redditivita applicabile in base al codice ATECO
    • I contributi previdenziali obbligatori deducibili dal reddito lordo
    • L’imposta sostitutiva da versare (acconto e saldo)
    • Le eventuali perdite pregresse in regime agevolato
    • La presenza o meno dei requisiti per l’aliquota ridotta al 5%

    Tutti questi dati devono essere inseriti manualmente. E non si tratta di semplice trascrizione: richiede conoscenza delle norme, verifica dei requisiti, calcolo corretto del reddito imponibile e delle imposte dovute.

    Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026

    Per capire perche la compilazione del Quadro LM richiede competenze specifiche, e utile ripercorrere la logica del calcolo del reddito nel regime forfettario.

    Formula di calcolo:

    Ricavi o compensi lordi × Coefficiente di redditivita = Reddito lordo

    Reddito lordo − Contributi previdenziali obbligatori = Reddito netto imponibile

    Reddito netto imponibile × 15% (o 5%) = Imposta sostitutiva dovuta

    Il coefficiente di redditivita varia in base al codice ATECO dell’attivita svolta. La tabella prevista dalla Legge 190/2014, confermata per il 2026:

    Gruppo di attivitaCoefficiente
    Industrie alimentari e bevande40%
    Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%
    Commercio ambulante di prodotti alimentari40%
    Commercio ambulante di altri prodotti54%
    Intermediari del commercio62%
    Alloggio, ristorazione e servizi di ristorazione67%
    Attivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione78%
    Costruzioni e attivita immobiliari86%
    Altre attivita economiche67%

    Esempio pratico — Consulente informatico, ricavi 60.000 euro

    • Ricavi: 60.000 euro
    • Coefficiente attivita professionali: 78%
    • Reddito lordo: 60.000 × 78% = 46.800 euro
    • Contributi INPS Gestione Separata (aliquota 26,07%): circa 12.200 euro versati*
    • Reddito imponibile: 46.800 − 12.200 = 34.600 euro
    • Imposta sostitutiva 15%: 5.190 euro

    *Calcolo semplificato. I contributi effettivamente deducibili sono quelli versati nell’anno di imposta.

    I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare

    Un aspetto critico che spesso sfugge ai forfettari che si cimentano nell’auto-dichiarazione e la verifica delle cause ostative: le condizioni che, se verificate nell’anno precedente, escludono l’accesso o la permanenza nel regime. Per il 2026 (anno d’imposta 2025), le principali cause ostative previste dalla normativa vigente (L. 190/2014 e L. 207/2024):

    • Ricavi o compensi superiori a 85.000 euro nell’anno precedente: comporta l’uscita dal regime nell’anno successivo. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno corrente, l’uscita e immediata con obbligo di applicare IVA dal mese successivo al superamento.
    • Redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024, da 30.000 euro): questa causa ostativa riguarda anche i pensionati con pensione superiore a tale importo.
    • Partecipazione in societa di persone, associazioni professionali o SRL con controllo diretto che svolgono attivita riconducibile a quella della P.IVA forfettaria.
    • Esercizio di attivita principalmente verso datori di lavoro attuali o dei due anni precedenti.
    • Spese per lavoro accessorio e personale superiori a 20.000 euro lordi nell’anno precedente (soglia ridotta dalla L. 207/2024 da 30.000 a 20.000 euro).

    La verifica di queste cause ostative richiede conoscenza della normativa e capacita di interpretazione. Errori in questa fase possono comportare l’applicazione del regime sbagliato, con conseguenti obblighi di IVA e tassazione IRPEF o, al contrario, rischio di accertamento per applicazione indebita del regime agevolato.

    Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario

    1. Verifica annuale dei requisiti di permanenza

    Il commercialista esegue ogni anno un controllo sistematico delle cause ostative. Il confronto tra redditi da lavoro dipendente e la soglia dei 35.000 euro richiede la lettura corretta della Certificazione Unica (CU), la distinzione tra redditi imponibili e non, e la verifica di eventuali redditi da pensione o collaborazione che concorrono al limite.

    2. Compilazione corretta del Quadro LM

    Il Quadro LM del Modello Redditi PF e articolato in sezioni distinte. La scelta della sezione corretta, l’inserimento preciso dei ricavi, la deduzione dei contributi e il calcolo dell’imposta richiedono competenze specifiche. Un errore nel codice ATECO puo portare all’applicazione del coefficiente di redditivita sbagliato e a un’imposta sostitutiva non corretta.

    3. Gestione di redditi misti

    Moltissimi forfettari hanno redditi di piu natura: la P.IVA forfettaria ma anche un lavoro dipendente part-time, proventi da locazioni, interessi, dividendi. In questi casi la dichiarazione si complica significativamente: il Modello Redditi PF deve raccogliere tutti i quadri rilevanti (LM per il forfettario, Quadro C per il lavoro dipendente, FA per affitti, RL per altri redditi).

    4. Calcolo degli acconti e pianificazione del cash flow fiscale

    Il regime forfettario prevede il versamento dell’imposta sostitutiva in acconto (prima rata 40% entro il 30 giugno, seconda rata 60% entro il 30 novembre) e in saldo (entro il 30 giugno dell’anno successivo). Il commercialista calcola gli importi, valuta l’opportunita di ridurre gli acconti se il reddito del periodo in corso e presumibilmente inferiore, e pianifica i versamenti per evitare sanzioni.

    5. Verifica delle detrazioni accessorie

    I forfettari non beneficiano delle detrazioni IRPEF ordinarie (spese mediche, interessi sul mutuo, spese per i figli a carico, ecc.) perche pagano un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF. Tuttavia, in presenza di redditi misti, alcune detrazioni possono essere applicate sulla quota di reddito soggetta a IRPEF. Capire cosa si puo o non si puo detrarre richiede un’analisi caso per caso.

    Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari

    ScadenzaAdempimentoNote
    30 aprile 2026Disponibilita bozza precompilata (Modello Redditi PF)Solo parzialmente compilata — Quadro LM vuoto
    30 giugno 2026Saldo anno precedente + prima rata acconto (40%)F24 — codice tributo 1793
    30 luglio 2026Versamento con maggiorazione 0,40% (proroga estiva)Alternativa al 30 giugno se si opta per la proroga
    31 ottobre 2026Trasmissione Modello Redditi PF tramite intermediarioScadenza ordinaria per invio tramite CAF o commercialista
    30 novembre 2026Seconda rata acconto imposta sostitutiva (60%)F24 — codice tributo 1793 (acconto seconda rata)

    Il Modello Redditi PF, a differenza del 730, non viene inviato tramite il portale precompilata in modalita semplificata: il forfettario deve avvalersi di un intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista, consulente del lavoro) oppure, se dotato di idoneo software, inviarlo tramite i canali Fisconline/Entratel.

    La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari

    Un tema sempre piu rilevante nel 2026 riguarda l’intensificazione dell’attivita di controllo dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari. L’Agenzia ha aumentato le comunicazioni di anomalia inviate ai titolari di P.IVA, concentrandosi su:

    • Verifica del superamento della soglia di 85.000 euro di ricavi: l’incrocio dei dati delle fatture elettroniche con le dichiarazioni presentate permette di individuare i casi di mancata uscita dal regime.
    • Controllo delle cause ostative, in particolare la verifica del reddito da lavoro dipendente attraverso i flussi delle Certificazioni Uniche.
    • Verifica della corretta applicazione dell’imposta sostitutiva: sono stati segnalati casi di forfettari che applicavano erroneamente l’aliquota del 5% pur non avendo i requisiti (attivita non nuova, o gia esercitata nei tre anni precedenti).

    In questo contesto, avere un professionista che ha verificato la correttezza della dichiarazione e degli adempimenti non e solo un vantaggio operativo: e una forma di tutela preventiva. In caso di comunicazione di irregolarita, il commercialista risponde tempestivamente, valuta la fondatezza della contestazione e, se necessario, presenta memorie difensive o procede al ravvedimento operoso nei termini.

    CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista

    I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono abilitati ad assistere i contribuenti nella presentazione del Modello 730, ma non tutti i CAF sono abilitati alla presentazione del Modello Redditi PF, che e il modello dei forfettari.

    I CAF che gestiscono anche le partite IVA in regime forfettario sono quelli che dispongono di intermediari abilitati (dottori commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro) nel proprio organico o in convenzione. Questi CAF possono offrire:

    • Analisi della situazione fiscale complessiva del contribuente
    • Verifica dei requisiti di permanenza nel regime forfettario
    • Compilazione e trasmissione del Modello Redditi PF
    • Calcolo e supporto nella predisposizione dei versamenti F24
    • Assistenza in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per i titolari di partita IVA in regime forfettario, con consulenti qualificati in grado di gestire la dichiarazione annuale e la pianificazione fiscale durante l’anno. Leggi anche: Ritenuta d’Acconto Regime Forfettario 2026: Quando Si Applica e Come Gestirla.

    Errori comuni dei forfettari fai da te

    • Confondere il 730 con il Modello Redditi: alcuni forfettari presentano il 730 (sbagliato) invece del Modello Redditi PF, omettendo la dichiarazione dei ricavi dell’attivita.
    • Non dedurre i contributi INPS versati: la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori e una delle poche riduzioni consentite ai forfettari. Ometterla porta a pagare piu imposte del dovuto.
    • Applicare l’aliquota al 5% senza averne i diritti: la riduzione al 5% per i primi cinque anni si applica solo se l’attivita e nuova (nei tre anni precedenti non e stata esercitata attivita artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata).
    • Non comunicare l’uscita dal regime: chi supera i 85.000 euro di ricavi deve uscire dal forfettario dall’anno successivo e impostare correttamente la propria contabilita.
    • Ignorare la gestione dei versamenti F24: i codici tributo corretti, le scadenze e le modalita di compensazione non sono intuitive per chi non ha familiarita con la fiscalita delle partite IVA.

    Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta

    Una delle situazioni piu delicate e frequenti e quella del forfettario con redditi misti: chi svolge un’attivita professionale in regime forfettario ma ha anche un rapporto di lavoro dipendente, percepisce pensione, ha immobili in affitto o ha altri redditi soggetti a IRPEF.

    In questi casi il Modello Redditi PF deve contenere:

    • Il Quadro LM per il reddito in regime forfettario (imposta sostitutiva)
    • Il Quadro C per i redditi da lavoro dipendente (dati dalla CU del datore di lavoro)
    • Il Quadro RB per gli eventuali redditi fondiari
    • Il Quadro RL per altri redditi (locazioni brevi, compensi occasionali)
    • Il Quadro RP per le detrazioni — applicabili pero solo sulla parte di reddito IRPEF, non su quello forfettario

    Le detrazioni per carichi di famiglia si calcolano sull’IRPEF lorda dovuta sul reddito complessivo IRPEF (escludendo quello forfettario). Se la quota IRPEF e modesta, la detrazione potrebbe non trovare capienza. Questo aspetto richiede un’analisi professionale per ottimizzare la posizione fiscale del contribuente. Leggi anche: Partita IVA Logopedista 2026 e Partita IVA Veterinario 2026.

    📬

    Resta aggiornato sulle novita fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    FAQ — Domande frequenti

    I forfettari possono usare la dichiarazione precompilata 2026?

    I forfettari non possono usare il 730 precompilato, riservato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Dal 2022 esiste una bozza precompilata del Modello Redditi PF, ma il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e sempre vuoto e va compilato manualmente da un professionista.

    Qual e il modello dichiarativo dei forfettari?

    I titolari di partita IVA in regime forfettario devono presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), compilando il Quadro LM. Questo modello va trasmesso tramite intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista) entro il 31 ottobre di ogni anno.

    Quando scade la dichiarazione dei redditi per i forfettari nel 2026?

    La scadenza per la trasmissione del Modello Redditi PF tramite intermediario abilitato e il 31 ottobre 2026 (per l’anno d’imposta 2025). L’invio autonomo tramite Fisconline/Entratel scade invece al 30 novembre 2026.

    Quanto paga di tasse un forfettario nel 2026?

    Il forfettario paga un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito netto imponibile (ricavi × coefficiente − contributi previdenziali). Per le nuove attivita che rispettano i requisiti, l’aliquota e ridotta al 5% per i primi cinque anni. Non applica l’IVA sulle fatture e non beneficia delle detrazioni IRPEF ordinarie.

    Posso detrarre le spese mediche se sono in regime forfettario?

    No, se il reddito e interamente forfettario. Le detrazioni IRPEF (spese mediche, interessi mutuo, spese per figli a carico) si applicano sull’IRPEF dovuta, ma il forfettario paga un’imposta sostitutiva. Chi ha redditi misti (forfettario + lavoro dipendente) puo invece beneficiare delle detrazioni sulla quota di reddito soggetta a IRPEF.

    Cosa succede se un forfettario supera i 85.000 euro di ricavi?

    Se i ricavi superano 85.000 euro nell’anno, il forfettario perde il regime dall’anno successivo e deve passare al regime ordinario con IVA e contabilita ordinaria. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno in corso, l’uscita dal regime e immediata: dall’operazione che ha determinato il superamento occorre applicare IVA e ricalcolare le imposte.

    Il CAF puo assistere un forfettario nella dichiarazione dei redditi?

    Si, ma solo i CAF dotati di intermediari abilitati (commercialisti, ragionieri) possono gestire il Modello Redditi PF dei forfettari. I CAF che gestiscono solo il 730 non possono assistere i titolari di P.IVA in regime forfettario. E fondamentale verificare preventivamente i servizi offerti dal CAF a cui ci si rivolge.

    Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-23 12:23:482026-06-28 00:15:47Forfettari e dichiarazione precompilata 2026: l’intervento del commercialista resta indispensabile
    PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    Diritti d’Autore nel Regime Forfettario 2026: Guida Completa

    Regime Forfettario 2026 limiti e controlli

    I diritti d’autore rappresentano una componente sempre più rilevante per molti professionisti che operano nel regime forfettario. Nel 2026, la normativa fiscale italiana prevede regole specifiche per chi percepisce compensi derivanti da opere dell’ingegno, con soglie di reddito particolari, ritenute d’acconto e obblighi dichiarativi da rispettare. Che tu sia uno scrittore, un fotografo, un designer o un musicista, comprendere come gestire fiscalmente i tuoi diritti d’autore è fondamentale per evitare errori e ottimizzare il carico fiscale. In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto ciò che devi sapere sui diritti d’autore nel regime forfettario 2026: dalle soglie di reddito agevolate agli adempimenti INPS, passando per i quadri da compilare in dichiarazione e gli esempi pratici di calcolo.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Cosa Sono i Diritti d’Autore nel Regime Forfettario

    I diritti d’autore sono compensi che spettano a chi crea opere dell’ingegno di carattere creativo, come libri, articoli, fotografie, musica, software, design grafici o architettonici. Nel regime forfettario, questi redditi godono di un trattamento fiscale agevolato rispetto ai normali compensi professionali, grazie a un abbattimento forfettario che riduce la base imponibile su cui calcolare le imposte.

    La normativa prevede che i diritti d’autore siano soggetti a una ritenuta d’acconto del 20% da parte del sostituto d’imposta (editore, committente, piattaforma) al momento del pagamento. Questa ritenuta è a titolo d’acconto e sarà poi scomputata in sede di dichiarazione dei redditi. Per i forfettari, il reddito imponibile derivante da diritti d’autore si calcola applicando un coefficiente di abbattimento che varia in base all’età del contribuente.

    Nel 2026, chi ha meno di 35 anni può beneficiare di un abbattimento del 25%, il che significa che solo il 75% del compenso lordo concorre a formare il reddito imponibile. Per chi ha 35 anni o più, l’abbattimento sale al 40%, riducendo la base imponibile al 60% del lordo. Questo meccanismo è particolarmente vantaggioso per professionisti creativi che operano in regime forfettario, poiché consente di ridurre significativamente il carico fiscale rispetto ad altre tipologie di compensi.

    È importante distinguere i diritti d’autore dai normali compensi professionali. I primi derivano esclusivamente dalla cessione di diritti patrimoniali su opere creative, mentre i secondi riguardano prestazioni di servizi professionali. Ad esempio, se sei un fotografo e vendi le tue foto su stock fotografici, percepisci diritti d’autore; se invece realizzi un servizio fotografico per un matrimonio, si tratta di compenso professionale. La distinzione è fondamentale per applicare correttamente ritenute, abbattimenti e quadri dichiarativi.

    Soglie di Reddito per Diritti d’Autore 2026

    Nel regime forfettario 2026, i diritti d’autore concorrono al calcolo del reddito complessivo ai fini della verifica del limite di 85.000 euro annui per poter rimanere nel regime agevolato. Tuttavia, come anticipato, non tutto il compenso lordo viene considerato: il reddito imponibile si calcola applicando l’abbattimento forfettario previsto per legge.

    Per i contribuenti under 35, l’abbattimento è del 25%, quindi:

    • Compenso lordo percepito: 10.000 euro
    • Abbattimento 25%: 2.500 euro
    • Reddito imponibile: 7.500 euro (75% del lordo)

    Per i contribuenti over 35, l’abbattimento sale al 40%:

    • Compenso lordo percepito: 10.000 euro
    • Abbattimento 40%: 4.000 euro
    • Reddito imponibile: 6.000 euro (60% del lordo)

    Questo significa che, per verificare se si rispetta il limite di 85.000 euro del regime forfettario, devi sommare il reddito imponibile da diritti d’autore (calcolato con l’abbattimento) al reddito da attività professionale (calcolato con il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO). Se la somma supera 85.000 euro, dal 2027 dovrai uscire dal regime forfettario e passare al regime ordinario.

    Un altro aspetto importante riguarda la Certificazione Unica (CU) rilasciata dal sostituto d’imposta. Nella CU devono essere indicati separatamente i compensi lordi per diritti d’autore (punto 2 del quadro RL) e le ritenute d’acconto applicate. Questi dati saranno fondamentali per compilare correttamente il Quadro LM della dichiarazione dei redditi, dove dovrai indicare sia i compensi lordi che l’abbattimento spettante in base alla tua età.

    Ritenute d’Acconto sui Diritti d’Autore

    Quando percepisci diritti d’autore, il committente (editore, piattaforma, società) è obbligato ad applicare una ritenuta d’acconto del 20% sul compenso lordo. Questa ritenuta viene trattenuta alla fonte e versata all’Erario tramite il modello F24, con codice tributo 1040. Il versamento deve avvenire entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento del compenso.

    Per esempio, se percepisci diritti d’autore per 1.000 euro a gennaio 2026, il committente:

    • Trattiene 200 euro (20% di 1.000 euro) come ritenuta d’acconto
    • Ti accredita 800 euro netti sul conto corrente
    • Versa i 200 euro all’Erario entro il 16 febbraio 2026

    La ritenuta del 20% è a titolo d’acconto, il che significa che verrà scomputata dall’imposta sostitutiva dovuta in sede di dichiarazione dei redditi. Se sei in regime forfettario, l’imposta sostitutiva è pari al 5% (per i primi 5 anni di attività) o al 15% (ordinaria) del reddito imponibile. Nella maggior parte dei casi, la ritenuta del 20% risulta superiore all’imposta dovuta, generando un credito d’imposta che puoi chiedere a rimborso o compensare con altri tributi.

    È importante verificare che il committente rilasci correttamente la Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo dell’anno successivo, indicando:

    • Compenso lordo percepito (punto 2 del quadro RL)
    • Ritenute d’acconto applicate (punto 4 del quadro RL)
    • Tipologia di reddito: diritti d’autore (codice 2)

    Se il committente non applica la ritenuta (ad esempio perché non è un sostituto d’imposta o opera all’estero), sarai tu a dover versare l’imposta sostitutiva in sede di dichiarazione, senza poter beneficiare dello sconto della ritenuta già versata. In questi casi, è fondamentale accantonare una parte dei compensi per far fronte al pagamento delle imposte a giugno dell’anno successivo.

    Quadri da Compilare in Dichiarazione

    Se hai percepito diritti d’autore nel 2026, dovrai compilare specifici quadri nella dichiarazione dei redditi 2027. I quadri coinvolti sono principalmente due: il Quadro LM (redditi da regime forfettario) e il Quadro RL (redditi di lavoro autonomo soggetti a ritenuta).

    Quadro LM – Regime Forfettario

    Nel Quadro LM, rigo LM2, dovrai indicare:

    • Colonna 1: codice ATECO dell’attività principale
    • Colonna 2: ricavi/compensi totali (inclusi diritti d’autore lordi)
    • Colonna 3: coefficiente di redditività applicabile
    • Colonna 4: reddito imponibile da attività ordinaria
    • Colonna 11: compensi da diritti d’autore (importo lordo)
    • Colonna 12: percentuale di abbattimento (25% o 40%)
    • Colonna 13: reddito imponibile da diritti d’autore

    Il reddito complessivo forfettario sarà dato dalla somma del reddito da attività (colonna 4) e del reddito da diritti d’autore (colonna 13). Su questo importo si applicherà l’imposta sostitutiva al 5% o 15%, a seconda che tu rientri o meno nel regime agevolato startup.

    Quadro RL – Redditi di Lavoro Autonomo

    Nel Quadro RL, dovrai riportare i dati della Certificazione Unica rilasciata dal committente:

    • Rigo RL2: compenso lordo percepito (punto 2 della CU)
    • Rigo RL4: ritenute d’acconto subite (punto 4 della CU)
    • Codice 2: tipologia di reddito (diritti d’autore)

    Le ritenute d’acconto indicate nel Quadro RL saranno scomputate dall’imposta sostitutiva dovuta, generando un eventuale credito d’imposta rimborsabile. È fondamentale verificare la corrispondenza tra i dati della CU e quelli riportati in dichiarazione, per evitare controlli automatizzati da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    Gestione INPS e Contributi Previdenziali

    Un aspetto spesso trascurato riguarda i contributi previdenziali INPS dovuti sui diritti d’autore. Se sei iscritto alla Gestione Separata INPS come professionista forfettario, i compensi derivanti da diritti d’autore concorrono al calcolo del reddito imponibile previdenziale, ma con l’applicazione dello stesso abbattimento forfettario previsto ai fini fiscali (25% o 40%).

    L’aliquota contributiva per il 2026 è pari al 26,23% per i non pensionati (25,72% per i pensionati o titolari di altra forma previdenziale obbligatoria). I contributi si calcolano sul reddito imponibile dopo l’abbattimento, quindi su una base inferiore rispetto ai compensi lordi percepiti.

    Esempio pratico per un over 35:

    • Compenso lordo diritti d’autore: 15.000 euro
    • Abbattimento 40%: 6.000 euro
    • Reddito imponibile previdenziale: 9.000 euro (60% del lordo)
    • Contributi INPS dovuti (26,23%): 9.000 × 26,23% = 2.360,70 euro

    I contributi INPS devono essere versati tramite F24 con i seguenti codici tributo:

    • Acconto: codice PXX (30% entro il 30 giugno, 40% entro il 30 novembre)
    • Saldo: codice CPSE (entro il 30 giugno dell’anno successivo)

    È importante sottolineare che i contributi previdenziali versati alla Gestione Separata INPS non sono deducibili dal reddito nel regime forfettario, a differenza di quanto avviene nel regime ordinario. Questo significa che non riducono la base imponibile su cui si calcola l’imposta sostitutiva, ma concorrono comunque alla formazione della posizione contributiva ai fini pensionistici.

    Esempi Pratici di Calcolo Completo

    Per comprendere meglio il funzionamento pratico della tassazione dei diritti d’autore nel regime forfettario, vediamo alcuni esempi concreti con calcoli dettagliati.

    Esempio 1: Grafico under 35 con solo diritti d’autore

    Marco, 32 anni, è un graphic designer in regime forfettario agevolato (imposta 5%). Nel 2026 percepisce 20.000 euro di diritti d’autore da una piattaforma di stock grafici.

    • Compenso lordo: 20.000 euro
    • Ritenuta d’acconto 20%: 4.000 euro (trattenuta dal committente)
    • Netto percepito: 16.000 euro
    • Abbattimento 25% (under 35): 5.000 euro
    • Reddito imponibile fiscale: 15.000 euro (75% del lordo)
    • Imposta sostitutiva 5%: 750 euro
    • Credito d’imposta: 4.000 – 750 = 3.250 euro a credito
    • Contributi INPS (26,23% su 15.000): 3.934,50 euro

    Marco dovrà versare 3.934,50 euro di contributi INPS, ma avrà un credito fiscale di 3.250 euro che potrà compensare o chiedere a rimborso.

    Esempio 2: Scrittrice over 35 con attività mista

    Laura, 42 anni, è una copywriter in regime forfettario ordinario (imposta 15%, codice ATECO 73.11.02 con coefficiente 78%). Nel 2026 percepisce:

    • Compensi professionali: 40.000 euro
    • Diritti d’autore: 12.000 euro

    Calcolo reddito imponibile:

    • Reddito da attività: 40.000 × 78% = 31.200 euro
    • Reddito da diritti d’autore (abbattimento 40%): 12.000 × 60% = 7.200 euro
    • Reddito complessivo imponibile: 31.200 + 7.200 = 38.400 euro

    Calcolo imposte:

    • Imposta sostitutiva 15%: 38.400 × 15% = 5.760 euro
    • Ritenute su diritti d’autore (20% di 12.000): 2.400 euro
    • Imposta netta da versare: 5.760 – 2.400 = 3.360 euro
    • Contributi INPS (26,23% su 38.400): 10.072,32 euro

    Laura dovrà versare complessivamente 13.432,32 euro tra imposte e contributi, con un carico fiscale effettivo del 25,8% sul reddito imponibile.

    Tabella riepilogativa aliquote e abbattimenti:

    EtàAbbattimentoReddito imponibileImposta 5%Imposta 15%
    Under 3525%75% del lordo3,75%11,25%
    Over 3540%60% del lordo3%9%

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

    Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni.

    📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronica

    FAQ – Domande Frequenti sui Diritti d’Autore nel Forfettario

    I diritti d’autore contano per il limite di 85.000 euro del forfettario?

    Si, i diritti d’autore concorrono al calcolo del limite di 85.000 euro, ma si considera il reddito imponibile dopo l’abbattimento forfettario (75% per under 35, 60% per over 35), non il compenso lordo percepito.

    Posso dedurre i contributi INPS sui diritti d’autore?

    No, nel regime forfettario i contributi INPS versati alla Gestione Separata non sono deducibili dal reddito imponibile, a differenza di quanto avviene nel regime ordinario. Concorrono comunque alla posizione contributiva pensionistica.

    Se il committente non applica la ritenuta, cosa devo fare?

    Se il committente non e un sostituto d’imposta o opera all’estero senza obbligo di ritenuta, dovrai versare l’intera imposta sostitutiva in sede di dichiarazione dei redditi, senza poter scontare ritenute gia versate. Importante accantonare il dovuto.

    I diritti d’autore si sommano ai compensi per il codice ATECO?

    I diritti d’autore sono una categoria separata di reddito. Nel Quadro LM vanno indicati in colonne dedicate (11-13), distinti dai compensi professionali ordinari che seguono il coefficiente di redditivita del codice ATECO.

    Quanto tempo ho per versare i contributi INPS sui diritti d’autore?

    I contributi INPS si versano con le stesse scadenze delle imposte: acconto 30% entro 30 giugno, secondo acconto 40% entro 30 novembre, saldo entro 30 giugno dell’anno successivo. Utilizzare codici tributo PXX per acconti e CPSE per saldo.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.


    Hai Bisogno di Assistenza per i Diritti d’Autore?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a gestire correttamente i diritti d’autore nel regime forfettario: calcolo del reddito imponibile, compilazione quadri LM e RL, verifica ritenute e contributi INPS.

    Contattaci su WhatsApp

    Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


      ARTICOLI CORRELATI

      fatturazione elettronica CAF Udine
      Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari, Software Fatturazione Elettronica

      Software di Fatturazione Elettronica per Professionisti Sanitari 2026: Sistema TS, Opposizione e Fattura Elettronica

      Guida per professionisti sanitari con P.IVA su come scegliere un software di fatturazione compatibile con il Sistema Tessera Sanitaria: invio dati, diritto di opposizione del paziente e obbligo di fattura elettronica ordinaria nei casi previsti.
      Agosto 15, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-15 09:00:002026-08-12 12:28:08Software di Fatturazione Elettronica per Professionisti Sanitari 2026: Sistema TS, Opposizione e Fattura Elettronica
      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

      Regime Forfettario per ETS e Associazioni 2026: Guida Operativa

      Se gestisci un'associazione o un ente del Terzo Settore (ETS) che svolge anche attivita commerciali marginali, ti sarai chiesto se il regime forfettario puo essere una soluzione utile per semplificare gli adempimenti fiscali. La risposta non…
      Agosto 6, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-06 11:00:002026-08-06 08:16:28Regime Forfettario per ETS e Associazioni 2026: Guida Operativa
      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Software Fatturazione Elettronica

      Guida fatturazione elettronica per forfettari 2026: obbligo, codici e conservazione

      Dal 1° gennaio 2024 tutti i contribuenti in regime forfettario sono obbligati alla fatturazione elettronica, senza eccezioni legate alla soglia di ricavi. Il precedente esonero per i forfettari con ricavi inferiori a 25.000 euro è definitivamente…
      Luglio 27, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 08:30:002026-08-05 07:44:51Guida fatturazione elettronica per forfettari 2026: obbligo, codici e conservazione

      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

      Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-31 20:22:512026-08-17 10:16:01Diritti d’Autore nel Regime Forfettario 2026: Guida Completa

      Ultime notizie

      • Pensione 2026 INPS
        Pagamento Pensioni Settembre 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPSAgosto 20, 2026 - 2:00 pmin: CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella Completa N1-N7Agosto 20, 2026 - 10:00 amin: Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, Software Fatturazione Elettronica
      • aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni
        Addizionali IRPEF 2026: Guida Completa a Regionale e Comunale in 7 PuntiAgosto 20, 2026 - 9:00 amin: CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI
      Search Search

      Seguici su Facebook

      Categorie Articoli

      Ultimi Articoli

      • Pensione 2026 INPS
        Pagamento Pensioni Settembre 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPSAgosto 20, 2026 - 2:00 pm
      • aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni
        Addizionali IRPEF 2026: Guida Completa a Regionale e Comunale in 7 PuntiAgosto 20, 2026 - 9:00 am
      • Dichiarazione dei redditi 730
        IMU 2026: Calcolo, Scadenze, Aliquote e Chi Deve PagareAgosto 20, 2026 - 9:00 am
      • ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
        Pagamento Assegno Unico Settembre 2026: Date INPS, Importi e CalendarioAgosto 20, 2026 - 8:00 am
      • ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
        Conguaglio Assegno Unico 2026: Cos’è, Come Funziona e Come Vederlo su INPSAgosto 19, 2026 - 9:00 am
      • calcolo pensione CAF Udine
        Assegno Sociale 2026: Importo, Requisiti e Come Fare DomandaAgosto 18, 2026 - 9:00 am
      • Dichiarazione dei redditi 730
        Codice Fiscale 2026: Come Richiederlo, Calcolarlo e Recuperarlo Online – Guida CompletaAgosto 18, 2026 - 9:00 am
      • Dichiarazione dei redditi 730
        Modello 730, spese detraibili e deducibili: tutti i limiti di budget, le regole e le scadenzeAgosto 18, 2026 - 7:32 am
      CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

      Contatti

      Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
      Email: info@centrofiscale.com
      Telefono: 0432 1638640
      WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
      WhatsApp Patronato: 324 7411699

      Ultimi Articoli

      • Pensione 2026 INPS
        Pagamento Pensioni Settembre 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPSAgosto 20, 2026 - 2:00 pm
      • aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni
        Addizionali IRPEF 2026: Guida Completa a Regionale e Comunale in 7 PuntiAgosto 20, 2026 - 9:00 am
      • Dichiarazione dei redditi 730
        IMU 2026: Calcolo, Scadenze, Aliquote e Chi Deve PagareAgosto 20, 2026 - 9:00 am
      © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
      mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
      • Collegamento a Facebook
      • Collegamento a Instagram
      • Collegamento a Rss questo sito
      Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto