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Tag Archivio per: precompilata 2026

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Forfettari e dichiarazione precompilata 2026: l’intervento del commercialista resta indispensabile

regime forfettario partita iva

Ogni anno, con l’arrivo della stagione delle dichiarazioni fiscali, milioni di contribuenti italiani si interrogano sulla possibilita di compilare la propria dichiarazione dei redditi in autonomia, sfruttando il servizio di precompilata messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Per i titolari di partita IVA in regime forfettario, pero, il quadro e molto diverso: la precompilata non e uno strumento a loro disposizione nei termini ordinari, e il ruolo del commercialista — o di un CAF abilitato — rimane non solo utile ma in molti casi indispensabile.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio perche i forfettari non possono affidarsi al 730 precompilato, quali adempimenti dichiarativi li riguardano nel 2026, e in che cosa consiste concretamente il contributo professionale di un consulente fiscale nella gestione della loro posizione tributaria.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla
  2. Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato
  3. La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca
  4. Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026
  5. I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare
  6. Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario
  7. Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari
  8. La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari
  9. CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista
  10. Errori comuni dei forfettari fai da te
  11. Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta
  12. FAQ — Domande frequenti

Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla

La dichiarazione dei redditi precompilata e un servizio introdotto dall’Agenzia delle Entrate con il D.Lgs. 175/2014 e progressivamente esteso negli anni successivi. A partire dal 30 aprile di ogni anno, i contribuenti interessati possono accedere al proprio cassetto fiscale tramite SPID/CIE e trovare una bozza della dichiarazione gia compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente, pensioni, spese sanitarie, interessi sui mutui, contributi previdenziali.

Il modello messo a disposizione e il 730, pensato per i lavoratori dipendenti, i pensionati e alcune categorie di soggetti con redditi semplici. Il 730 ha il vantaggio di non richiedere versamenti diretti: il conguaglio fiscale (a debito o a credito) transita attraverso il sostituto d’imposta o viene rimborsato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

La questione fondamentale per i titolari di partita IVA in regime forfettario e la seguente: il 730 — anche nella versione precompilata — non e il modello dichiarativo che li riguarda.

Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato

Il regime forfettario e disciplinato dalla Legge 190/2014 (art. 1, commi 54-89) e prevede un sistema di tassazione completamente separato rispetto all’IRPEF ordinaria. Il reddito dei forfettari e determinato in modo forfetario, applicando un coefficiente di redditivita ai ricavi o compensi lordi, e su questo reddito si applica una imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attivita, in presenza dei requisiti richiesti).

Questa caratteristica — l’imposta sostitutiva — e la ragione tecnica per cui il 730 non e utilizzabile. Il 730 e il modello dell’IRPEF progressiva, mentre il forfettario paga un’imposta sostitutiva che si dichiara nel Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), specificamente nel Quadro LM (Lavoro autonomo, impresa e regimi fiscali agevolati).

Caratteristica730 precompilatoModello Redditi PF (forfettari)
Soggetti interessatiLavoratori dipendenti, pensionatiTitolari P.IVA regime forfettario
Tipo di tassazioneIRPEF progressiva (23%-43%)Imposta sostitutiva 15% (o 5%)
Quadro principaleQuadro C (lavoro dipendente)Quadro LM
Scadenza trasmissione30 settembre31 ottobre (tramite intermediario)
Versamenti direttiNo (tramite sostituto d’imposta)Si (acconto + saldo)
Precompilata disponibileSi (dal 30 aprile)Solo bozza parziale (Quadro LM vuoto)

E importante chiarire un aspetto: dal 2022, l’Agenzia delle Entrate ha esteso il servizio di precompilata anche ai titolari di partita IVA che presentano il Modello Redditi PF. Tuttavia, questa bozza per i forfettari e significativamente diversa — e molto piu incompleta — rispetto a quella per i lavoratori dipendenti.

La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca

La bozza precompilata del Modello Redditi PF contiene i dati che il Fisco gia conosce: informazioni anagrafiche, redditi da lavoro dipendente eventualmente percepiti in parallelo, interessi passivi su mutui, contributi previdenziali comunicati dagli enti previdenziali.

Tuttavia, il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e completamente vuoto nella bozza precompilata. Il Fisco non conosce in automatico:

  • L’ammontare dei ricavi o compensi dell’anno di imposta
  • Il coefficiente di redditivita applicabile in base al codice ATECO
  • I contributi previdenziali obbligatori deducibili dal reddito lordo
  • L’imposta sostitutiva da versare (acconto e saldo)
  • Le eventuali perdite pregresse in regime agevolato
  • La presenza o meno dei requisiti per l’aliquota ridotta al 5%

Tutti questi dati devono essere inseriti manualmente. E non si tratta di semplice trascrizione: richiede conoscenza delle norme, verifica dei requisiti, calcolo corretto del reddito imponibile e delle imposte dovute.

Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026

Per capire perche la compilazione del Quadro LM richiede competenze specifiche, e utile ripercorrere la logica del calcolo del reddito nel regime forfettario.

Formula di calcolo:

Ricavi o compensi lordi × Coefficiente di redditivita = Reddito lordo

Reddito lordo − Contributi previdenziali obbligatori = Reddito netto imponibile

Reddito netto imponibile × 15% (o 5%) = Imposta sostitutiva dovuta

Il coefficiente di redditivita varia in base al codice ATECO dell’attivita svolta. La tabella prevista dalla Legge 190/2014, confermata per il 2026:

Gruppo di attivitaCoefficiente
Industrie alimentari e bevande40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari40%
Commercio ambulante di altri prodotti54%
Intermediari del commercio62%
Alloggio, ristorazione e servizi di ristorazione67%
Attivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione78%
Costruzioni e attivita immobiliari86%
Altre attivita economiche67%

Esempio pratico — Consulente informatico, ricavi 60.000 euro

  • Ricavi: 60.000 euro
  • Coefficiente attivita professionali: 78%
  • Reddito lordo: 60.000 × 78% = 46.800 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata (aliquota 26,07%): circa 12.200 euro versati*
  • Reddito imponibile: 46.800 − 12.200 = 34.600 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 5.190 euro

*Calcolo semplificato. I contributi effettivamente deducibili sono quelli versati nell’anno di imposta.

I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare

Un aspetto critico che spesso sfugge ai forfettari che si cimentano nell’auto-dichiarazione e la verifica delle cause ostative: le condizioni che, se verificate nell’anno precedente, escludono l’accesso o la permanenza nel regime. Per il 2026 (anno d’imposta 2025), le principali cause ostative previste dalla normativa vigente (L. 190/2014 e L. 207/2024):

  • Ricavi o compensi superiori a 85.000 euro nell’anno precedente: comporta l’uscita dal regime nell’anno successivo. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno corrente, l’uscita e immediata con obbligo di applicare IVA dal mese successivo al superamento.
  • Redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024, da 30.000 euro): questa causa ostativa riguarda anche i pensionati con pensione superiore a tale importo.
  • Partecipazione in societa di persone, associazioni professionali o SRL con controllo diretto che svolgono attivita riconducibile a quella della P.IVA forfettaria.
  • Esercizio di attivita principalmente verso datori di lavoro attuali o dei due anni precedenti.
  • Spese per lavoro accessorio e personale superiori a 20.000 euro lordi nell’anno precedente (soglia ridotta dalla L. 207/2024 da 30.000 a 20.000 euro).

La verifica di queste cause ostative richiede conoscenza della normativa e capacita di interpretazione. Errori in questa fase possono comportare l’applicazione del regime sbagliato, con conseguenti obblighi di IVA e tassazione IRPEF o, al contrario, rischio di accertamento per applicazione indebita del regime agevolato.

Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario

1. Verifica annuale dei requisiti di permanenza

Il commercialista esegue ogni anno un controllo sistematico delle cause ostative. Il confronto tra redditi da lavoro dipendente e la soglia dei 35.000 euro richiede la lettura corretta della Certificazione Unica (CU), la distinzione tra redditi imponibili e non, e la verifica di eventuali redditi da pensione o collaborazione che concorrono al limite.

2. Compilazione corretta del Quadro LM

Il Quadro LM del Modello Redditi PF e articolato in sezioni distinte. La scelta della sezione corretta, l’inserimento preciso dei ricavi, la deduzione dei contributi e il calcolo dell’imposta richiedono competenze specifiche. Un errore nel codice ATECO puo portare all’applicazione del coefficiente di redditivita sbagliato e a un’imposta sostitutiva non corretta.

3. Gestione di redditi misti

Moltissimi forfettari hanno redditi di piu natura: la P.IVA forfettaria ma anche un lavoro dipendente part-time, proventi da locazioni, interessi, dividendi. In questi casi la dichiarazione si complica significativamente: il Modello Redditi PF deve raccogliere tutti i quadri rilevanti (LM per il forfettario, Quadro C per il lavoro dipendente, FA per affitti, RL per altri redditi).

4. Calcolo degli acconti e pianificazione del cash flow fiscale

Il regime forfettario prevede il versamento dell’imposta sostitutiva in acconto (prima rata 40% entro il 30 giugno, seconda rata 60% entro il 30 novembre) e in saldo (entro il 30 giugno dell’anno successivo). Il commercialista calcola gli importi, valuta l’opportunita di ridurre gli acconti se il reddito del periodo in corso e presumibilmente inferiore, e pianifica i versamenti per evitare sanzioni.

5. Verifica delle detrazioni accessorie

I forfettari non beneficiano delle detrazioni IRPEF ordinarie (spese mediche, interessi sul mutuo, spese per i figli a carico, ecc.) perche pagano un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF. Tuttavia, in presenza di redditi misti, alcune detrazioni possono essere applicate sulla quota di reddito soggetta a IRPEF. Capire cosa si puo o non si puo detrarre richiede un’analisi caso per caso.

Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari

ScadenzaAdempimentoNote
30 aprile 2026Disponibilita bozza precompilata (Modello Redditi PF)Solo parzialmente compilata — Quadro LM vuoto
30 giugno 2026Saldo anno precedente + prima rata acconto (40%)F24 — codice tributo 1793
30 luglio 2026Versamento con maggiorazione 0,40% (proroga estiva)Alternativa al 30 giugno se si opta per la proroga
31 ottobre 2026Trasmissione Modello Redditi PF tramite intermediarioScadenza ordinaria per invio tramite CAF o commercialista
30 novembre 2026Seconda rata acconto imposta sostitutiva (60%)F24 — codice tributo 1793 (acconto seconda rata)

Il Modello Redditi PF, a differenza del 730, non viene inviato tramite il portale precompilata in modalita semplificata: il forfettario deve avvalersi di un intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista, consulente del lavoro) oppure, se dotato di idoneo software, inviarlo tramite i canali Fisconline/Entratel.

La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari

Un tema sempre piu rilevante nel 2026 riguarda l’intensificazione dell’attivita di controllo dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari. L’Agenzia ha aumentato le comunicazioni di anomalia inviate ai titolari di P.IVA, concentrandosi su:

  • Verifica del superamento della soglia di 85.000 euro di ricavi: l’incrocio dei dati delle fatture elettroniche con le dichiarazioni presentate permette di individuare i casi di mancata uscita dal regime.
  • Controllo delle cause ostative, in particolare la verifica del reddito da lavoro dipendente attraverso i flussi delle Certificazioni Uniche.
  • Verifica della corretta applicazione dell’imposta sostitutiva: sono stati segnalati casi di forfettari che applicavano erroneamente l’aliquota del 5% pur non avendo i requisiti (attivita non nuova, o gia esercitata nei tre anni precedenti).

In questo contesto, avere un professionista che ha verificato la correttezza della dichiarazione e degli adempimenti non e solo un vantaggio operativo: e una forma di tutela preventiva. In caso di comunicazione di irregolarita, il commercialista risponde tempestivamente, valuta la fondatezza della contestazione e, se necessario, presenta memorie difensive o procede al ravvedimento operoso nei termini.

CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista

I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono abilitati ad assistere i contribuenti nella presentazione del Modello 730, ma non tutti i CAF sono abilitati alla presentazione del Modello Redditi PF, che e il modello dei forfettari.

I CAF che gestiscono anche le partite IVA in regime forfettario sono quelli che dispongono di intermediari abilitati (dottori commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro) nel proprio organico o in convenzione. Questi CAF possono offrire:

  • Analisi della situazione fiscale complessiva del contribuente
  • Verifica dei requisiti di permanenza nel regime forfettario
  • Compilazione e trasmissione del Modello Redditi PF
  • Calcolo e supporto nella predisposizione dei versamenti F24
  • Assistenza in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per i titolari di partita IVA in regime forfettario, con consulenti qualificati in grado di gestire la dichiarazione annuale e la pianificazione fiscale durante l’anno. Leggi anche: Ritenuta d’Acconto Regime Forfettario 2026: Quando Si Applica e Come Gestirla.

Errori comuni dei forfettari fai da te

  • Confondere il 730 con il Modello Redditi: alcuni forfettari presentano il 730 (sbagliato) invece del Modello Redditi PF, omettendo la dichiarazione dei ricavi dell’attivita.
  • Non dedurre i contributi INPS versati: la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori e una delle poche riduzioni consentite ai forfettari. Ometterla porta a pagare piu imposte del dovuto.
  • Applicare l’aliquota al 5% senza averne i diritti: la riduzione al 5% per i primi cinque anni si applica solo se l’attivita e nuova (nei tre anni precedenti non e stata esercitata attivita artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata).
  • Non comunicare l’uscita dal regime: chi supera i 85.000 euro di ricavi deve uscire dal forfettario dall’anno successivo e impostare correttamente la propria contabilita.
  • Ignorare la gestione dei versamenti F24: i codici tributo corretti, le scadenze e le modalita di compensazione non sono intuitive per chi non ha familiarita con la fiscalita delle partite IVA.

Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta

Una delle situazioni piu delicate e frequenti e quella del forfettario con redditi misti: chi svolge un’attivita professionale in regime forfettario ma ha anche un rapporto di lavoro dipendente, percepisce pensione, ha immobili in affitto o ha altri redditi soggetti a IRPEF.

In questi casi il Modello Redditi PF deve contenere:

  • Il Quadro LM per il reddito in regime forfettario (imposta sostitutiva)
  • Il Quadro C per i redditi da lavoro dipendente (dati dalla CU del datore di lavoro)
  • Il Quadro RB per gli eventuali redditi fondiari
  • Il Quadro RL per altri redditi (locazioni brevi, compensi occasionali)
  • Il Quadro RP per le detrazioni — applicabili pero solo sulla parte di reddito IRPEF, non su quello forfettario

Le detrazioni per carichi di famiglia si calcolano sull’IRPEF lorda dovuta sul reddito complessivo IRPEF (escludendo quello forfettario). Se la quota IRPEF e modesta, la detrazione potrebbe non trovare capienza. Questo aspetto richiede un’analisi professionale per ottimizzare la posizione fiscale del contribuente. Leggi anche: Partita IVA Logopedista 2026 e Partita IVA Veterinario 2026.

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FAQ — Domande frequenti

I forfettari possono usare la dichiarazione precompilata 2026?

I forfettari non possono usare il 730 precompilato, riservato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Dal 2022 esiste una bozza precompilata del Modello Redditi PF, ma il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e sempre vuoto e va compilato manualmente da un professionista.

Qual e il modello dichiarativo dei forfettari?

I titolari di partita IVA in regime forfettario devono presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), compilando il Quadro LM. Questo modello va trasmesso tramite intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista) entro il 31 ottobre di ogni anno.

Quando scade la dichiarazione dei redditi per i forfettari nel 2026?

La scadenza per la trasmissione del Modello Redditi PF tramite intermediario abilitato e il 31 ottobre 2026 (per l’anno d’imposta 2025). L’invio autonomo tramite Fisconline/Entratel scade invece al 30 novembre 2026.

Quanto paga di tasse un forfettario nel 2026?

Il forfettario paga un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito netto imponibile (ricavi × coefficiente − contributi previdenziali). Per le nuove attivita che rispettano i requisiti, l’aliquota e ridotta al 5% per i primi cinque anni. Non applica l’IVA sulle fatture e non beneficia delle detrazioni IRPEF ordinarie.

Posso detrarre le spese mediche se sono in regime forfettario?

No, se il reddito e interamente forfettario. Le detrazioni IRPEF (spese mediche, interessi mutuo, spese per figli a carico) si applicano sull’IRPEF dovuta, ma il forfettario paga un’imposta sostitutiva. Chi ha redditi misti (forfettario + lavoro dipendente) puo invece beneficiare delle detrazioni sulla quota di reddito soggetta a IRPEF.

Cosa succede se un forfettario supera i 85.000 euro di ricavi?

Se i ricavi superano 85.000 euro nell’anno, il forfettario perde il regime dall’anno successivo e deve passare al regime ordinario con IVA e contabilita ordinaria. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno in corso, l’uscita dal regime e immediata: dall’operazione che ha determinato il superamento occorre applicare IVA e ricalcolare le imposte.

Il CAF puo assistere un forfettario nella dichiarazione dei redditi?

Si, ma solo i CAF dotati di intermediari abilitati (commercialisti, ragionieri) possono gestire il Modello Redditi PF dei forfettari. I CAF che gestiscono solo il 730 non possono assistere i titolari di P.IVA in regime forfettario. E fondamentale verificare preventivamente i servizi offerti dal CAF a cui ci si rivolge.

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-23 12:23:482026-06-28 00:15:47Forfettari e dichiarazione precompilata 2026: l’intervento del commercialista resta indispensabile
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026: Come Modificare l’Aliquota Errata

cedolare secca

La cedolare secca nel Modello Redditi PF precompilato 2026 è uno degli elementi che generano più dubbi tra i contribuenti italiani. L’Agenzia delle Entrate carica automaticamente i contratti di locazione registrati e calcola l’imposta sostitutiva, ma capita spesso che l’aliquota proposta sia errata: vuoi perché un contratto a canone concordato risulta indicato con il 21% invece del 10%, vuoi perché una locazione breve dal secondo immobile non riporta il nuovo 26% introdotto dal 2024. Il problema è tutt’altro che marginale: una percentuale sbagliata può tradursi in centinaia di euro di imposte versate in eccesso oppure in sanzioni per insufficiente versamento.

In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine vediamo passo passo come verificare e modificare l’aliquota cedolare secca nel Modello Redditi PF 2026 precompilato (anno d’imposta 2025), quali sono le aliquote in vigore (21%, 10% e 26%), come gestire il Quadro RB, quali codici utilizzare e quando conviene rivolgersi a un operatore qualificato per evitare errori. La precompilata è uno strumento utile, ma resta a tutti gli effetti la tua dichiarazione: la responsabilità dei dati inviati è del contribuente.

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Cedolare secca nel precompilato Redditi PF: cosa cambia nel 2026

La cedolare secca è il regime opzionale di tassazione sostitutiva sui redditi da locazione di immobili abitativi, introdotto con il D.Lgs. 23/2011 articolo 3. Chi sceglie la cedolare paga un’imposta unica che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, imposta di registro e imposta di bollo sul contratto: in pratica un solo versamento, calcolato sul canone annuo lordo senza deduzioni o detrazioni.

Nel precompilato Modello Redditi PF 2026, l’Agenzia delle Entrate inserisce automaticamente:

  • i dati catastali degli immobili di tua proprietà,
  • i contratti di locazione registrati presso l’Agenzia (sia per cassa che per competenza),
  • l’importo del canone annuo dichiarato in fase di registrazione,
  • l’opzione cedolare secca se attivata al momento della registrazione o con successivo modello RLI.

La novità del 2026 rispetto alle annualità precedenti riguarda principalmente le locazioni brevi: i contratti di durata inferiore a 30 giorni stipulati nel 2025 sono soggetti alla nuova doppia aliquota (21% per il primo immobile, 26% dal secondo al quarto), e il sistema precompilato deve essere in grado di riconoscerli correttamente. Tuttavia, il riconoscimento non è sempre automatico: ti spiego perché tra poco.

Le aliquote cedolare secca vigenti per il 2026 (anno imposta 2025)

Per compilare correttamente il Modello Redditi PF 2026 devi conoscere le tre aliquote attualmente in vigore. Ognuna si riferisce a una tipologia contrattuale specifica e, nel Quadro RB, viene identificata da un codice utilizzo numerico (colonna 2). Ecco la sintesi aggiornata:

Tipologia contrattoAliquotaCodice utilizzo RBRiferimento normativo
Canone libero (4+4 ex art. 2 c. 1 L. 431/98)21%3D.Lgs. 23/2011 art. 3 c. 2
Canone concordato (3+2 in Comuni alta tensione abitativa)10%8 / 12D.Lgs. 23/2011 art. 3 c. 2 – L. 431/98 art. 2 c. 3
Locazione breve – primo immobile21%3 (sezione II RB)D.L. 50/2017 art. 4
Locazione breve – dal 2° al 4° immobile26%14 (sezione II RB)L. 213/2023 art. 1 c. 63

Attenzione: oltre il quarto immobile destinato a locazione breve nell’anno, l’attività si presume commerciale e la cedolare secca non è più applicabile. In questo caso si rientra nei redditi d’impresa con obbligo di partita IVA.

Quando si applica l’aliquota agevolata del 10%

L’aliquota ridotta del 10% spetta soltanto per i contratti a canone concordato stipulati in base agli accordi territoriali firmati tra organizzazioni dei proprietari e dei conduttori, e solo nei Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE (delibera 87/2003 e successivi aggiornamenti). Per il 2025-2026 sono confermati Comuni come Udine, Trieste, Pordenone, Roma, Milano, Napoli, Torino e tutti i capoluoghi di provincia. L’elenco completo è disponibile sul portale del MIT-MEF e sui siti dei singoli Comuni.

Per godere del 10% serve l’attestazione di rispondenza rilasciata da una delle organizzazioni firmatarie dell’accordo territoriale. Senza questa attestazione il contratto, pur stipulato in forma 3+2, rischia di non poter beneficiare dell’aliquota agevolata e l’Agenzia può contestarla in fase di controllo.

Perché l’aliquota nel precompilato può risultare errata

L’aliquota cedolare secca proposta dal precompilato Redditi PF 2026 viene dedotta dal codice tipologia contrattuale indicato in fase di registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate (modello RLI). Se al momento della registrazione il codice è stato indicato in modo impreciso, o se successivamente sono cambiate le condizioni del contratto, il precompilato può proporre l’aliquota sbagliata.

I casi più frequenti di errore nel precompilato sono:

  • Contratto registrato come canone libero ma in realtà concordato → l’AdE propone il 21% invece del 10%;
  • Mancata indicazione dell’attestazione di rispondenza → il sistema applica cautelativamente il 21%;
  • Locazioni brevi non comunicate dagli intermediari (es. piattaforme online che non hanno trasmesso i dati con il modello CU locazioni brevi) → il reddito non compare nel precompilato e va aggiunto manualmente;
  • Più immobili in locazione breve nello stesso anno → il precompilato applica il 21% su tutti, mentre dal secondo dovrebbe scattare il 26%;
  • Comproprietà al 50% → l’AdE divide automaticamente, ma se le quote sono diverse (es. 30/70) il dato va corretto;
  • Subentro per successione o donazione in corso d’anno → l’imputazione temporale può risultare imprecisa.

In tutti questi casi devi intervenire manualmente sul Quadro RB del Modello Redditi PF prima di inviare la dichiarazione. Non confidare nel fatto che “se è precompilato, sarà giusto”: come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 19/E del 2025 e nelle istruzioni al Modello Redditi PF 2026, la responsabilità dei dati dichiarati resta sempre del contribuente, anche se i dati provengono dalla precompilata.

Quadro RB del Modello Redditi PF: come modificare l’aliquota cedolare secca

Il Quadro RB del Modello Redditi PF è la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati, comprese le locazioni con cedolare secca. È composto da due sezioni principali:

  1. Sezione I – dati identificativi degli immobili (rendita catastale, possesso, utilizzo, canone);
  2. Sezione II – dati relativi ai contratti di locazione (estremi di registrazione, codici tipologia, opzione cedolare).

Per modificare l’aliquota cedolare secca nel precompilato segui questa procedura passo passo:

Passo 1: accesso alla precompilata

Collegati al portale dell’Agenzia delle Entrate sulla sezione “La tua area riservata”, accedi con SPID, CIE o CNS, e dal menu “Dichiarazione precompilata” seleziona il Modello Redditi Persone Fisiche (non il 730, se hai redditi che richiedono il modello unico, come locazioni brevi sopra le 4 unità, redditi da quadro RW o RT). Le credenziali Entratel/Fisconline sono state disattivate dal 2024 per i contribuenti persone fisiche.

Passo 2: apertura Quadro RB

Una volta dentro il Modello Redditi PF, individua il Quadro RB – Redditi dei fabbricati. Vedrai l’elenco degli immobili precompilati con i relativi righi (RB1, RB2, RB3…). Ogni immobile occupa un rigo della Sezione I e, se locato, ha i relativi dati contrattuali nella Sezione II.

Passo 3: clicca su “Modifica” sul rigo da correggere

Il sistema ti consente di intervenire sui singoli campi. Per la cedolare secca, le colonne fondamentali sono:

  • Colonna 2 – Utilizzo: indica il codice tipologia (es. 3 = canone libero, 8 = canone concordato con riduzione, 12 = canone concordato in Comuni colpiti da calamità, 14 = locazioni brevi dal 2° immobile);
  • Colonna 6 – Canone: importo del canone annuo (di norma 100%, salvo scelte particolari);
  • Colonna 11 – Cedolare secca: barrare la casella se l’opzione è stata esercitata;
  • Colonna 12 – Casi particolari IMU: solo se ricorrono;
  • Colonna 8 – Continuazione: si compila in caso di prosieguo del rigo precedente.

Passo 4: cambia il codice utilizzo (questo determina l’aliquota)

Per passare dal 21% al 10% (canone concordato) devi sostituire il codice utilizzo in colonna 2: da 3 (canone libero) a 8 (canone concordato con attestazione di rispondenza). Salva e verifica nel riepilogo dell’imposta che la nuova aliquota sia applicata correttamente.

Passo 5: ricalcolo dell’imposta

Dopo la modifica, il sistema ricalcola automaticamente la cedolare dovuta nel Quadro RB sezione III e aggiorna il Quadro LC – liquidazione imposta cedolare secca. Verifica che gli acconti versati a giugno e novembre 2025 vengano correttamente scomputati e che il saldo a debito o a credito sia coerente.

Passare dall’aliquota 21% al 10% del canone concordato: la procedura

Questo è uno dei casi più frequenti di rettifica nel Modello Redditi PF precompilato. Immagina che Maria abbia stipulato a Udine un contratto di locazione 3+2 a canone concordato per un appartamento (rendita catastale 480 euro, canone annuo 6.000 euro). Il contratto è stato registrato regolarmente con cedolare secca, ma il sistema precompilato propone il 21%, applicando un’imposta di 1.260 euro. In realtà, trattandosi di canone concordato in Comune ad alta tensione abitativa, l’aliquota corretta è il 10%, con un’imposta di soli 600 euro: un risparmio di 660 euro.

Per applicare l’aliquota corretta nel precompilato Maria deve:

  1. Verificare di avere a portata di mano l’attestazione di rispondenza rilasciata da un’organizzazione firmataria dell’accordo territoriale (ad es. SUNIA, SICET, UNIAT, oppure Confedilizia, Asppi, UPPI);
  2. Entrare nel Modello Redditi PF precompilato, Quadro RB, e individuare il rigo relativo all’immobile;
  3. Cliccare su “Modifica” nella Sezione II e cambiare il codice utilizzo da 3 a 8;
  4. Confermare l’opzione cedolare in colonna 11;
  5. Salvare e verificare nel Quadro LC che l’imposta calcolata sia ora il 10% del canone (600 euro nell’esempio).

Importante: conserva l’attestazione di rispondenza per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione (termine ordinario di accertamento ex art. 43 DPR 600/1973). In caso di controllo formale, l’Agenzia delle Entrate può richiederla e, se mancante o non valida, il 10% può essere disconosciuto con recupero della differenza, sanzioni e interessi.

Cosa fare se l’attestazione è scaduta o mancante

Se l’attestazione non è mai stata richiesta o è scaduta, puoi richiederla a sanatoria alle organizzazioni firmatarie. Il costo varia da 50 a 150 euro a seconda dell’ente. L’attestazione ha effetto dichiarativo: certifica che il contratto rispetta gli accordi territoriali. Senza di essa, l’aliquota agevolata del 10% è formalmente non spettante anche per i contratti stipulati correttamente come 3+2.

Locazioni brevi 2026: quando si applica il 26% e come segnalarlo nel precompilato

Dal 1° gennaio 2024, in attuazione della Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1 c. 63), la cedolare secca sulle locazioni brevi (contratti di durata inferiore a 30 giorni, anche con servizi accessori non professionali) è cambiata:

  • 21% sul reddito derivante dalla locazione del primo immobile destinato a locazione breve nell’anno;
  • 26% sul reddito derivante dalla locazione dal secondo al quarto immobile destinati a locazione breve nello stesso periodo d’imposta;
  • Cedolare non ammessa oltre il quarto immobile: l’attività si presume imprenditoriale, con obbligo di partita IVA e regime ordinario.

Nel Modello Redditi PF 2026 precompilato, il riconoscimento automatico delle locazioni brevi avviene solo se gli intermediari (Airbnb, Booking, agenzie immobiliari) hanno trasmesso all’Agenzia delle Entrate la CU locazioni brevi entro le scadenze previste. Se la CU non è arrivata, il reddito non risulterà nel precompilato e dovrai inserirlo manualmente nella Sezione II del Quadro RB con il codice 3 (primo immobile) oppure 14 (dal secondo).

Esempio pratico: due immobili in locazione breve

Luca possiede due appartamenti a Trieste che ha affittato come locazioni brevi nel 2025: il primo gli ha fruttato 8.000 euro lordi (al netto delle commissioni dei portali), il secondo 6.000 euro. Per il primo immobile applicherà la cedolare al 21% (1.680 euro), per il secondo il 26% (1.560 euro), per un totale di 3.240 euro di imposta sostitutiva.

Se il precompilato applicasse erroneamente il 21% anche al secondo immobile, Luca verserebbe 1.260 euro invece di 1.560: rischierebbe in seguito un avviso bonario con recupero della differenza (300 euro), sanzione ridotta (90 euro circa) e interessi. Controllare e correggere l’aliquota nel Quadro RB è quindi indispensabile.

Ritenuta del 21% applicata dagli intermediari

Ricorda che gli intermediari che incassano i canoni (es. Airbnb, Booking) operano una ritenuta del 21% a titolo d’acconto. Nel Quadro RB devi scomputarla in colonna apposita e nel Quadro LC sezione II (liquidazione cedolare locazioni brevi). Se hai applicato il 26% dal secondo immobile, devi versare la differenza (5%) tramite F24.

Scadenze Modello Redditi PF 2026 e termini per accettare o modificare la precompilata

Per il Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) le date da segnare in calendario sono:

AdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione
Disponibilità precompilata online15 maggio 2026–
Modifica/invio precompilata (apertura)20 maggio 2026–
Versamento saldo cedolare secca (F24)30 giugno 202630 luglio 2026 (+0,40%)
Primo acconto cedolare 202630 giugno 202630 luglio 2026 (+0,40%)
Secondo acconto cedolare 202630 novembre 2026–
Invio telematico Modello Redditi PF 202630 novembre 2026–

Le scadenze del Modello Redditi PF restano confermate al 30 novembre 2026 come termine ultimo di invio, mentre i versamenti seguono il calendario IRPEF. Conviene modificare il precompilato prima della scadenza dei versamenti (30 giugno 2026), per evitare di pagare F24 calcolati su aliquote errate e doversi poi destreggiare tra ravvedimenti operosi o richieste di rimborso.

Rateizzazione del saldo cedolare

Il saldo cedolare secca può essere rateizzato fino a un massimo di 7 rate mensili (con maggiorazione progressiva degli interessi), con prima rata entro il 30 giugno 2026 e ultima rata entro il 16 dicembre 2026. La rateizzazione si attiva direttamente nel Modello Redditi PF compilando il Quadro RX.

Errori comuni e come evitarli in fase di modifica

Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale di Udine, gli errori più frequenti che riscontriamo quando i contribuenti modificano in autonomia la cedolare secca nel precompilato sono questi:

  • Modificare il codice utilizzo senza prima salvare la sezione I: porta a perdere i dati appena inseriti;
  • Dimenticare di barrare l’opzione cedolare (colonna 11): senza la spunta il sistema applica la tassazione IRPEF ordinaria, anche se il contratto è registrato con cedolare;
  • Indicare il codice 12 al posto del 8: il codice 12 è riservato ai Comuni colpiti da eventi calamitosi (es. terremoto), non al canone concordato ordinario;
  • Non aggiornare il Quadro LC: dopo la modifica nel Quadro RB, il sistema dovrebbe ricalcolare automaticamente, ma talvolta servono click di conferma aggiuntivi;
  • Inserire due volte lo stesso immobile: tipico quando l’immobile compare nel precompilato e si aggiunge manualmente “non vedendolo”;
  • Sbagliare la quota di possesso: in caso di comproprietà, la quota va indicata in formato percentuale (es. 50 o 33,33);
  • Confondere il periodo di possesso (giorni) con i giorni di locazione: sono due campi diversi e vanno entrambi compilati correttamente.

Un controllo finale utile, prima dell’invio, è confrontare l’imposta cedolare risultante con il calcolo manuale: canone annuo × aliquota = imposta dovuta. Se il valore è palesemente diverso, c’è un errore di compilazione.

Documenti necessari per modificare l’aliquota cedolare secca

Per intervenire correttamente sul Modello Redditi PF 2026 e modificare l’aliquota cedolare secca, è bene avere a portata di mano i seguenti documenti:

  • Copia del contratto di locazione registrato (anche scaricabile dall’area riservata AdE);
  • Ricevuta di registrazione con estremi (data, numero, ufficio territoriale, codice tipologia);
  • Attestazione di rispondenza per i contratti a canone concordato (rilasciata dalle associazioni firmatarie);
  • Modello RLI di opzione cedolare (se l’opzione è stata esercitata dopo la registrazione);
  • Visura catastale aggiornata dell’immobile (rendita, categoria, classe);
  • F24 degli acconti versati nel 2025 (codici tributo 1840 e 1841);
  • Per le locazioni brevi: ricevute delle piattaforme (Airbnb, Booking) con dettaglio canoni incassati e ritenute subite, oltre alla CU rilasciata dall’intermediario;
  • SPID, CIE o CNS per accedere al portale dell’Agenzia delle Entrate.

Tenere ordinata questa documentazione ti permette di rispondere rapidamente a eventuali richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia, che ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo per controllare la dichiarazione (quindi fino al 31 dicembre 2031 per i redditi 2025).

Quando rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine

Modificare l’aliquota cedolare secca nel Modello Redditi PF precompilato è un’operazione apparentemente semplice, ma diventa delicata in alcune situazioni specifiche. Conviene affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine se ti trovi in uno di questi casi:

  • Più contratti con tipologie diverse (canone libero + concordato + breve) sullo stesso immobile o su immobili diversi;
  • Locazioni brevi con multipli immobili e necessità di gestire il passaggio dal 21% al 26%;
  • Subentro per successione o donazione in corso d’anno (situazione frequente in Friuli Venezia Giulia per via del sistema tavolare, che richiede attenzioni specifiche sull’imputazione temporale dei redditi);
  • Contratti rinegoziati o cambio di destinazione d’uso a metà anno;
  • Errori già commessi negli anni precedenti da sanare con dichiarazione integrativa;
  • Comunicazioni di irregolarità già ricevute dall’Agenzia delle Entrate;
  • Mancata attestazione di rispondenza per contratti concordati passati: il CAF può aiutarti a richiederla a sanatoria.

In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Questo richiede competenze specifiche nella gestione delle pratiche immobiliari e delle dichiarazioni dei redditi che coinvolgono successioni con immobili locati: il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale con questo sistema ed è il punto di riferimento per chi opera in regione.

Il nostro staff può verificare la correttezza del precompilato, calcolare la convenienza tra cedolare e regime ordinario IRPEF, gestire la modifica del Quadro RB, predisporre gli F24 con i corretti codici tributo (1840 saldo, 1841 acconti) e seguirti per eventuali comunicazioni successive dall’Agenzia. Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza dedicata.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sulla cedolare secca nel precompilato

Posso modificare l’aliquota cedolare secca direttamente dal precompilato online?

Sì, una volta entrato nell’area precompilata con SPID/CIE/CNS, selezionando il Modello Redditi PF 2026 puoi modificare i dati del Quadro RB, comprese le aliquote di cedolare secca (codice 3 per aliquota 21%, codice 8 per aliquota 10%, codice 14 per locazioni brevi 26% dal secondo immobile).

Quale aliquota cedolare secca si applica al canone concordato nel 2026?

Il canone concordato (contratti 3+2 ex Legge 431/1998 art. 2 comma 3) gode dell’aliquota agevolata del 10% in tutti i Comuni ad alta tensione abitativa o tra quelli colpiti da calamità. Negli altri Comuni si applica l’aliquota standard del 21%.

Come funziona la cedolare secca al 26% per le locazioni brevi nel 2026?

Dal 2024 (L. 213/2023) la cedolare secca per locazioni brevi è al 21% se loci un solo immobile, e al 26% dal secondo al quarto immobile destinato a locazione breve nell’anno. Oltre il quarto immobile si configura attività d’impresa e la cedolare non è ammessa.

Cosa rischio se accetto il precompilato con l’aliquota cedolare secca sbagliata?

Rischi di pagare imposte maggiori del dovuto (es. 21% invece di 10%) oppure, al contrario, una sanzione per omesso/insufficiente versamento se applichi un’aliquota più bassa di quella spettante. La precompilata accettata senza modifiche evita controlli formali, ma non sana dati errati di partenza: la responsabilità resta del contribuente.

Quanto tempo ho per modificare il Modello Redditi PF 2026 precompilato?

Il Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) deve essere inviato entro il 30 novembre 2026. Tuttavia il termine per la cedolare secca legato al versamento del saldo è il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%). Conviene modificare e inviare prima delle scadenze di pagamento per evitare errori sui versamenti F24.

Devo rivolgermi al CAF anche se il precompilato sembra corretto?

Per dichiarazioni semplici puoi procedere autonomamente. Tuttavia, se hai contratti misti (parte canone libero, parte concordato), locazioni brevi, immobili in comproprietà o quote diverse, è preferibile rivolgersi al CAF per evitare errori sulle aliquote e sugli adempimenti collaterali (es. SIIP per locazioni brevi).

Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 12:10:272026-05-31 17:43:23Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026: Come Modificare l’Aliquota Errata
DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Redditi PF 2026 Online: Si Può Già Modificare la Dichiarazione Precompilata

Dichiarazione dei redditi 730

I **Redditi PF 2026 online** sono già disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate e, novità di quest’anno, **si possono già modificare**. Dal **30 aprile 2026** il contribuente può accedere alla **dichiarazione precompilata 2026** del modello Redditi Persone Fisiche, visualizzarla, integrarla e correggerla prima dell’invio definitivo. Si tratta di un passo importante che valorizza il ruolo del contribuente come protagonista attivo della propria dichiarazione dei redditi. In questa guida del **CAF Centro Fiscale di Udine** spieghiamo cosa contiene la **precompilata**, come modificarla, quali sono le scadenze del **modello Redditi PF 2026** e perché conviene farsi assistere da un CAF per evitare errori. Vedremo anche le differenze rispetto al **modello 730 precompilato** e quando conviene scegliere l’uno o l’altro.

Indice dei contenuti

  1. Redditi PF 2026 Online: Cos’è la Precompilata e Cosa Cambia
  2. Quando è Disponibile e Chi Può Accedere ai Redditi PF 2026 Online
  3. Cosa Contiene il Modello Redditi PF 2026 Precompilato
  4. Come Modificare e Integrare i Redditi PF 2026 Online
  5. Termini di Invio dei Redditi PF 2026
  6. Redditi PF 2026 vs 730 Precompilato: Quale Scegliere
  7. Il Ruolo del CAF Centro Fiscale nella Dichiarazione Redditi PF 2026
  8. Cosa Fare Dopo l’Invio della Dichiarazione Redditi PF 2026
  9. Domande frequenti

Redditi PF 2026 Online: Cos’è la Precompilata e Cosa Cambia

Il **modello Redditi PF** è la dichiarazione dei redditi che devono presentare le **persone fisiche** che non possono utilizzare il 730 oppure scelgono di non utilizzarlo: titolari di **partita IVA**, contribuenti con **redditi esteri**, eredi che dichiarano per il de cuius, soggetti con plusvalenze finanziarie o **redditi da criptovalute**, lavoratori senza sostituto d’imposta. Dal 2026 anche questo modello è disponibile in versione **precompilata** sul sito dell’Agenzia delle Entrate. La principale novità è che l’apertura della precompilata è slittata al **30 aprile 2026**, due settimane più tardi rispetto agli anni passati (era il 15 aprile fino al 2025). Lo spostamento serve all’Agenzia per integrare meglio i dati ricevuti dai sostituti d’imposta e dagli enti esterni. Il **modello Redditi PF 2026** precompilato non è una semplice bozza: contiene già la maggior parte dei dati fiscali del contribuente, recuperati automaticamente da fonti certificate. Il contribuente deve verificarli, eventualmente correggerli e poi confermare l’invio.

Quando è Disponibile e Chi Può Accedere ai Redditi PF 2026 Online

Il calendario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per i **Redditi PF 2026 online** prevede tre date chiave. Dal **30 aprile 2026** la precompilata è consultabile in modalità solo visualizzazione e da pochi giorni dopo è già possibile **modificare e integrare** i dati. La trasmissione definitiva del modello Redditi PF deve avvenire **entro il 30 novembre 2026**, salvo proroghe ufficiali. Possono accedere alla precompilata tutti i contribuenti dotati di credenziali digitali. L’accesso è possibile con **SPID** (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2, **CIE** (Carta d’Identità Elettronica con PIN) o **CNS** (Carta Nazionale dei Servizi, ad esempio la Tessera Sanitaria attivata). In alternativa è possibile delegare un **CAF** o un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro) che accede per conto del cittadino tramite il proprio canale Entratel. Per chi non ha familiarità con i portali pubblici, il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre l’accesso assistito gratuito alla propria dichiarazione.

Credenziali Necessarie per Accedere

Per entrare nella tua area riservata sul sito dell’**Agenzia delle Entrate** servono credenziali digitali valide. **SPID** è la soluzione più diffusa: si ottiene gratuitamente o a basso costo da gestori accreditati (Poste, Aruba, InfoCert, Namirial e altri). La **CIE** richiede il PIN consegnato al momento del rilascio della carta e un lettore NFC oppure uno smartphone abilitato. La **CNS** è la Tessera Sanitaria attivata presso uno sportello regionale: dopo l’attivazione si usa con lettore smart card. Senza una di queste credenziali non è possibile visualizzare i **Redditi PF 2026 online** in autonomia.

Cosa Contiene il Modello Redditi PF 2026 Precompilato

Il **modello Redditi PF 2026** precompilato contiene un patrimonio di informazioni già raccolte dall’Agenzia delle Entrate. Tra i dati pre-inseriti rientrano i redditi da lavoro dipendente e assimilati (trasmessi dai datori di lavoro con la **CU 2026**), i redditi da pensione (comunicati da INPS e altri enti), i redditi da locazione registrati. Sul fronte degli oneri deducibili e detraibili, sono già caricati interessi sui mutui, premi assicurativi vita e infortuni, contributi previdenziali obbligatori e volontari, contributi versati a forme di previdenza complementare. Sono presenti anche le **spese sanitarie** comunicate al Sistema Tessera Sanitaria (visite mediche, farmaci, prestazioni specialistiche), le spese per istruzione, gli oneri per attività sportive dei figli e le erogazioni liberali. Sono inserite le spese funebri e quelle di ristrutturazione e risparmio energetico che danno diritto a **detrazioni fiscali**. Il contribuente trova precompilati anche i versamenti F24 effettuati nel corso del 2025, gli acconti già pagati e le **compensazioni** richieste. Una sezione importante riguarda i redditi soggetti a tassazione separata, le plusvalenze finanziarie e i redditi di capitale per i quali è stata operata una ritenuta. Per chi ha posizioni in **criptovalute** o conti esteri, restano da compilare manualmente i quadri W e RM in molti casi, perché l’Agenzia non sempre ha informazioni complete in via automatica.

Come Modificare e Integrare i Redditi PF 2026 Online

Modificare i **Redditi PF 2026 online** è più semplice di quanto si possa pensare, ma richiede attenzione. Dopo l’accesso all’area riservata con SPID, CIE o CNS, il contribuente trova la sezione dedicata alla dichiarazione precompilata. Da lì può scegliere se accettare il modello senza modifiche oppure se procedere con modifiche o integrazioni. Le **modifiche** consistono nella correzione di dati già inseriti (ad esempio un reddito da locazione errato), mentre le **integrazioni** aggiungono informazioni mancanti (ad esempio detrazioni non comunicate dagli enti esterni). Dopo ogni modifica il sistema ricalcola automaticamente l’imposta dovuta o il rimborso spettante, mostrando una sintesi aggiornata. È sempre possibile salvare la bozza e tornare in un secondo momento. Una volta soddisfatti del risultato, si procede con l’invio definitivo tramite il pulsante apposito. È fondamentale ricordare che chi modifica la precompilata potrebbe perdere alcune semplificazioni sui controlli formali previste per chi la accetta senza modifiche, soprattutto per il 730. Per il modello Redditi PF questo aspetto è meno rilevante, ma è comunque utile saperlo.

Documenti da Tenere a Portata di Mano

Prima di iniziare a modificare la **dichiarazione precompilata 2026**, conviene avere a portata di mano alcuni documenti chiave. Servono la **CU 2026** ricevuta dal datore di lavoro o dall’INPS, le fatture delle **spese sanitarie** non comunicate al Sistema TS, le ricevute di donazioni e contributi associativi, gli estratti conto bancari per i bonifici di ristrutturazione e gli attestati delle polizze assicurative. Per chi ha posizioni complesse (redditi esteri, partite IVA, eredità) il consiglio è di rivolgersi al **CAF Centro Fiscale di Udine** che verifica la coerenza di tutti i dati.

Errori Più Frequenti da Evitare

Gli errori più comuni nella modifica del **modello Redditi PF 2026** sono dimenticare di indicare redditi esteri o cripto-attività, inserire detrazioni senza la documentazione di supporto, sbagliare il calcolo degli acconti dovuti per l’anno successivo, non riportare correttamente le perdite pregresse. Un errore frequente è anche presentare il modello Redditi quando si poteva utilizzare un 730 più semplice, oppure viceversa presentare un 730 quando la propria situazione richiedeva il modello Redditi PF. In caso di dubbio, una consulenza preventiva al CAF evita problemi successivi.

Termini di Invio dei Redditi PF 2026

La scadenza ordinaria per l’invio del **modello Redditi PF 2026** è fissata al **30 novembre 2026**. Si tratta di una scadenza significativamente più lunga rispetto a quella del modello 730, che invece deve essere trasmesso entro il **30 settembre 2026**. Questa differenza temporale offre più respiro a chi presenta il modello Redditi, ma attenzione: non significa che si possano rimandare i pagamenti. I saldi e gli acconti seguono il calendario classico dei versamenti fiscali, con scadenze a giugno e luglio per il saldo IRPEF e per il primo acconto, e a novembre per il secondo acconto. Chi presenta la dichiarazione tardivamente, entro 90 giorni dalla scadenza, deve versare una sanzione ridotta tramite **ravvedimento operoso**. Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa, con conseguenze ben più gravi che possono arrivare al 120-240% dell’imposta dovuta. Il consiglio operativo è quindi quello di non aspettare gli ultimi giorni: gli uffici del CAF, a fine novembre, sono solitamente affollati e il rischio di non riuscire a inviare in tempo è concreto.

Redditi PF 2026 vs 730 Precompilato: Quale Scegliere

Una delle domande più ricorrenti è la differenza tra il **modello Redditi PF 2026** e il **modello 730**. La distinzione è importante perché determina anche i tempi e le modalità del rimborso o del versamento. Il **730** è riservato a lavoratori dipendenti, pensionati e contribuenti con redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente (collaborazioni coordinate, indennità di disoccupazione). Permette di ricevere il rimborso direttamente in busta paga o nella pensione, oppure di pagare le imposte dovute con trattenuta automatica dal sostituto d’imposta. Il **modello Redditi PF** è obbligatorio in altri casi: titolari di partita IVA, contribuenti senza sostituto d’imposta, eredi, soggetti con redditi esteri da quadro W (ex RW), residenti all’estero. Anche chi ha redditi di natura particolare (plusvalenze finanziarie, criptovalute, redditi diversi) deve presentare il modello Redditi PF, eventualmente in aggiunta al 730. Una regola pratica: se il 730 non basta a coprire tutti i redditi, si presenta il modello Redditi PF in alternativa o in aggiunta. Per i casi misti è fortemente consigliata l’assistenza di un CAF o di un professionista.

Il Ruolo del CAF Centro Fiscale nella Dichiarazione Redditi PF 2026

Affrontare in autonomia il **modello Redditi PF 2026** non è impossibile, ma richiede tempo, attenzione e una buona dimestichezza con i quadri della dichiarazione. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre assistenza completa per chi sceglie di farsi seguire da professionisti del settore. Il servizio comprende la verifica della precompilata, l’inserimento corretto degli oneri deducibili e detraibili, il controllo degli acconti dovuti, la gestione dei quadri speciali per redditi esteri o **criptovalute**, l’assistenza in caso di rimborsi o pagamenti rateizzati. Una particolare attenzione è dedicata ai casi complessi: eredi che presentano la dichiarazione per conto del de cuius, contribuenti con redditi prodotti all’estero, partite IVA che integrano il modello con i quadri RE, LM o RG. Il CAF Centro Fiscale presta anche assistenza specifica per i contribuenti del Friuli Venezia Giulia, una regione con peculiarità fiscali e catastali rilevanti soprattutto per chi gestisce immobili ereditati nel **sistema tavolare**.

Cosa Fare Dopo l’Invio della Dichiarazione Redditi PF 2026

Una volta inviati i **Redditi PF 2026 online**, il contribuente riceve una ricevuta telematica di avvenuta trasmissione. È fondamentale conservarla: in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, è la prova dell’adempimento. Nei giorni successivi viene generata anche la ricevuta di esito, che conferma l’accettazione formale o segnala eventuali errori. Se la dichiarazione comporta un rimborso, l’Agenzia provvede al pagamento secondo i tempi previsti (di solito entro 6 mesi). Se invece risulta un debito, è necessario versare tramite **F24**: in proprio se la dichiarazione è stata inviata in autonomia, oppure tramite addebito sul conto se è stata gestita dal CAF. Per gli importi a debito è possibile la rateazione automatica fino a un certo numero di rate mensili, soluzione utile per chi non può versare tutto in un’unica soluzione. Ricorda che, in caso di errori scoperti dopo l’invio, è possibile presentare una **dichiarazione integrativa** entro determinati termini: il CAF può supportare anche in questa fase.

Domande Frequenti sui Redditi PF 2026 Online

Da quando posso modificare i Redditi PF 2026 online?

I **Redditi PF 2026 online** sono visualizzabili dal **30 aprile 2026** sul sito dell’Agenzia delle Entrate e nei giorni immediatamente successivi è possibile modificarli e integrarli. L’apertura, dal 2026, è slittata di due settimane rispetto al 15 aprile degli anni precedenti.

Quali credenziali servono per accedere alla precompilata 2026?

Servono SPID di livello 2, CIE (Carta d’Identità Elettronica con PIN), oppure CNS (Tessera Sanitaria attivata). In alternativa è possibile delegare un CAF o un commercialista che accede tramite Entratel.

Qual è la scadenza per inviare il modello Redditi PF 2026?

Il **modello Redditi PF 2026** deve essere trasmesso entro il **30 novembre 2026**. Dopo questa data scattano sanzioni: entro 90 giorni si può rimediare con ravvedimento operoso, oltre la dichiarazione è considerata omessa.

Posso usare la precompilata se ho una partita IVA?

Sì, anche i titolari di partita IVA possono accedere ai **Redditi PF 2026 online**, ma molti quadri (RE, LM, RG) devono essere compilati manualmente. Per i titolari di partita IVA è fortemente consigliata l’assistenza di un CAF o di un commercialista.

Qual è la differenza tra Redditi PF 2026 e modello 730?

Il **modello 730** è riservato a lavoratori dipendenti e pensionati con redditi semplici; il **modello Redditi PF** è obbligatorio per partite IVA, contribuenti con redditi esteri, eredi, plusvalenze, criptovalute. Il 730 si invia entro il 30 settembre, il modello Redditi PF entro il 30 novembre.

Cosa succede se modifico la precompilata 2026?

Modificare la **precompilata 2026** è un diritto del contribuente. Per il 730 modificato cambiano alcuni controlli formali; per il modello Redditi PF la modifica non comporta penalizzazioni particolari. L’importante è inserire correttamente tutti i dati.

Conclusione: Affidati al CAF Centro Fiscale

I **Redditi PF 2026 online** rappresentano un’opportunità importante per il contribuente, che può finalmente controllare, modificare e integrare la propria dichiarazione prima dell’invio definitivo. Le tre date da ricordare sono il **30 aprile 2026** per l’apertura della precompilata, il **30 settembre 2026** per il 730 e il **30 novembre 2026** per il modello Redditi PF. Per evitare errori e cogliere tutte le opportunità di **detrazioni fiscali** e **deduzioni**, il **CAF Centro Fiscale di Udine** mette a disposizione la propria esperienza pluriennale. Prenota subito un appuntamento per la tua **dichiarazione precompilata 2026**: ti assistiamo in ogni fase, dalla raccolta dei documenti fino all’invio telematico, con la garanzia di un servizio professionale e personalizzato.

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Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Dichiarazione dei Redditi PF 2026 online: scadenze, novità e modalità

Dichiarazione dei redditi 730

La dichiarazione dei redditi delle Persone Fisiche 2026 (anno d’imposta 2025) entra nel vivo: la stagione fiscale 2026 introduce importanti novita, a partire dall’apertura del precompilato spostata al 30 aprile (anziche 15 aprile come negli anni precedenti) e con un calendario delle scadenze che si estende fino al 30 novembre 2026 per chi presenta il Modello Redditi PF. La gestione completamente online, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, e ormai lo standard: precompilata gia disponibile, invio telematico obbligatorio, controlli automatici e rimborsi piu rapidi.

In questa guida completa ti spieghiamo chi deve presentare il Modello Redditi PF 2026, quali sono le novita introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e dal decreto adempimenti, le scadenze da rispettare, le modalita di invio online (precompilata, fai da te, CAF e intermediari), la struttura dei quadri, gli scaglioni IRPEF aggiornati e gli errori da evitare. Trovi inoltre tabelle riassuntive, esempi pratici e indicazioni operative del CAF Centro Fiscale di Udine.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’e il Modello Redditi PF 2026 e chi deve presentarlo
  2. Le novita del Modello Redditi PF 2026
  3. Scadenze chiave Redditi PF 2026
  4. Modalita di invio online: precompilata, fai da te, CAF
  5. Dichiarazione precompilata 2026: cosa cambia
  6. Modello 730 vs Modello Redditi PF: quale scegliere
  7. IRPEF 2026: scaglioni, aliquote e detrazioni
  8. Struttura del Modello Redditi PF 2026: i quadri
  9. Versamenti e acconti IRPEF 2026
  10. Errori da evitare nella dichiarazione online
  11. FAQ: domande frequenti

Cos’e il Modello Redditi PF 2026 e chi deve presentarlo

Il Modello Redditi Persone Fisiche (in breve Redditi PF) e la dichiarazione dei redditi standard che ogni contribuente persona fisica utilizza per dichiarare al fisco i redditi prodotti nell’anno d’imposta precedente. Per la stagione 2026 si dichiarano i redditi 2025.

A differenza del Modello 730, che e una versione semplificata riservata a lavoratori dipendenti, pensionati e soggetti assimilati, il Modello Redditi PF e piu ampio e copre tutte le tipologie di reddito, comprese quelle non gestibili con il 730.

Chi e obbligato a presentare il Modello Redditi PF 2026

Devono presentare il Modello Redditi PF 2026:

  • Titolari di Partita IVA (regime ordinario, semplificato, forfettario)
  • Lavoratori autonomi e professionisti senza cassa o iscritti a casse private
  • Soci di societa di persone (SNC, SAS) e di SRL in trasparenza
  • Contribuenti con redditi esteri: pensioni estere, lavoro all’estero, dividendi e plusvalenze su titoli esteri
  • Possessori di criptovalute per la compilazione del quadro RW e RT
  • Chi ha realizzato plusvalenze finanziarie non assoggettate al regime del risparmio amministrato
  • Eredi che presentano la dichiarazione per conto del defunto
  • Chi non puo utilizzare il 730 per altri motivi (es. mancanza di sostituto d’imposta in Italia che possa effettuare conguaglio)

Chi puo scegliere tra 730 e Redditi PF

I lavoratori dipendenti e pensionati con redditi rientranti nelle categorie ammesse al 730 hanno facolta di scelta. In generale, conviene il 730 se si vuole un rimborso piu rapido (gia con la busta paga di luglio o la pensione di agosto-settembre); conviene invece il Modello Redditi PF se ci sono redditi che il 730 non gestisce, come redditi esteri, plusvalenze, redditi da partecipazioni in societa di persone o crypto.

Le novita del Modello Redditi PF 2026

La stagione dichiarativa 2026 e segnata da alcune novita rilevanti, che impattano sia sui contenuti del modello sia sulle scadenze e sulle modalita di gestione online.

1. Precompilata disponibile dal 30 aprile

Una delle novita piu importanti riguarda la data di disponibilita della dichiarazione precompilata: dal 2026 e fissata al 30 aprile (in luogo del 15 aprile previsto fino al 2025). Lo spostamento, introdotto a regime dal decreto adempimenti (DLgs 1/2024) e confermato dal calendario fiscale 2026, consente all’Agenzia delle Entrate di consolidare meglio i dati trasmessi da datori di lavoro, banche, enti previdenziali, INPS e medici.

2. Tre scaglioni IRPEF a regime

Il sistema dei 3 scaglioni IRPEF introdotto dal DLgs 216/2023 e ormai stabilizzato a regime: aliquote del 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre 50.000 euro. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la struttura, eliminando definitivamente lo scaglione intermedio al 25% (vecchia struttura a 4 aliquote, valida fino al 2023).

3. No tax area per dipendenti elevata a 8.500 euro

Resta confermata l’area di esenzione (no tax area) per i lavoratori dipendenti a 8.500 euro di reddito complessivo, equiparata a quella dei pensionati. La detrazione per lavoro dipendente fino a 15.000 euro e di 1.955 euro.

4. Detrazioni figli a carico e Assegno Unico

Le detrazioni per figli a carico fino a 21 anni non sono piu previste nel modello, perche sostituite dall’Assegno Unico. Restano invece le detrazioni per i figli over 21 a carico, pari a 950 euro per ciascun figlio, modulate in base al reddito complessivo.

5. Quadro W per criptovalute

Confermato il quadro W (sostituisce in parte le caselle del quadro RW e RT) per la dichiarazione delle cripto-attivita, con obbligo di indicare saldo al 31/12, giacenza media e plusvalenze realizzate. L’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attivita e 33% dal 1 gennaio 2026 (art. 1 c. 25 L. 207/2024, Legge di Bilancio 2025), in aumento rispetto al 26% applicato fino al 31 dicembre 2025; e stata inoltre abolita la franchigia di 2.000 euro che era operativa per il 2025.

6. Rivalutazione detrazioni e novita Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2026 ha aggiornato alcune detrazioni d’imposta (es. detrazione coniuge a carico a 950 euro) e prorogato/ridefinito i bonus edilizi: ristrutturazione al 50% prima casa (36% seconda casa), Ecobonus, Sismabonus e Bonus barriere architettoniche. Tutti i benefici si traducono nella compilazione dei quadri E (oneri detraibili) o RP del Modello Redditi PF.

Scadenze chiave Redditi PF 2026

Per non sbagliare e non incorrere in sanzioni, e fondamentale conoscere il calendario fiscale 2026. Ecco le date chiave per la stagione dichiarativa di quest’anno.

Tabella riepilogativa delle scadenze 2026

DataAdempimento
30 aprile 2026Apertura della dichiarazione precompilata 730/Redditi PF
20 maggio 2026Avvio modifiche e invio precompilata 730
16 giugno 2026Versamento saldo IRPEF 2025 e primo acconto 2026 (senza maggiorazione)
30 giugno 2026Versamento saldo IRPEF (data canonica) o termine ordinario con +0,40%
30 luglio 2026Versamento differito saldo IRPEF con maggiorazione 0,40%
30 settembre 2026Scadenza ultima Modello 730/2026 invio telematico
25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo tramite CAF/intermediari
30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi PF 2026 invio telematico
1 dicembre 2026Versamento secondo acconto IRPEF 2026

Attenzione: la scadenza del 30 novembre 2026 e perentoria per il Modello Redditi PF. Oltre tale data si entra in regime di dichiarazione tardiva (entro 90 giorni, con sanzione di 250 euro ravvedibile a 25 euro) o omessa (dopo 90 giorni, con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta).

Modalita di invio online: precompilata, fai da te, CAF

L’invio del Modello Redditi PF 2026 avviene esclusivamente per via telematica. Le modalita disponibili sono sostanzialmente tre, ciascuna con vantaggi e limiti.

1. Dichiarazione precompilata online (Agenzia delle Entrate)

Il contribuente accede direttamente al portale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it) con SPID, CIE o CNS e visualizza la dichiarazione gia precaricata con i dati trasmessi da datori di lavoro, INPS, banche, assicurazioni, medici, farmacie ed enti pubblici. Puo accettare i dati cosi come sono (accettazione integrale) oppure modificarli aggiungendo redditi non presenti o oneri detraibili dimenticati.

Vantaggi:

  • Velocita e semplicita
  • Nessun costo
  • Se si accetta senza modifiche, vengono limitati i controlli formali sui dati gia presenti

2. Fai da te tramite software

Il contribuente compila il modello da zero o partendo dalla precompilata e lo invia tramite il software “Redditi Online” dell’Agenzia delle Entrate o tramite software commerciali abilitati (es. SOGEI, Profis, GBSoftware). Questa modalita e adatta a contribuenti con buona dimestichezza fiscale.

3. Tramite CAF o intermediario abilitato

Affidarsi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un commercialista e la scelta piu sicura per chi ha situazioni complesse: partite IVA, redditi esteri, criptovalute, locazioni multiple, plusvalenze, eredita. Il CAF garantisce:

  • Verifica preliminare dei documenti
  • Calcolo corretto di imposte, detrazioni e crediti
  • Apposizione del visto di conformita (per il 730)
  • Assistenza in caso di controlli o avvisi bonari
  • Invio telematico nei termini

Dichiarazione precompilata 2026: cosa cambia

La dichiarazione precompilata 2026 e disponibile online dal 30 aprile 2026. Le novita strutturali rispetto agli anni passati sono significative.

Cosa contiene gia precaricato

  • Redditi da lavoro dipendente e pensione (CU)
  • Spese sanitarie trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria
  • Interessi passivi sui mutui (trasmessi dalle banche)
  • Premi assicurativi vita e infortuni
  • Contributi previdenziali (gestione separata, riscatti, ricongiunzioni)
  • Spese universitarie, asili nido, veterinarie
  • Bonifici per ristrutturazioni (50%, ex 110%, ecobonus, ecc.)
  • Contributi versati a colf e badanti (precaricati da INPS)

Cosa devi verificare manualmente

L’Agenzia non puo conoscere tutte le tue situazioni. Tipicamente devi aggiungere o correggere:

  • Redditi da locazione non registrati a cedolare secca
  • Plusvalenze e minusvalenze finanziarie non amministrate
  • Cripto-attivita (saldi e plusvalenze, da inserire nei quadri RW e W)
  • Redditi esteri (pensioni, lavoro, dividendi)
  • Quote di partecipazione in societa
  • Onorari medici pagati in contanti senza ricevuta tracciata

Accettazione integrale: cosa significa

Se si accetta la precompilata senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non puo effettuare il controllo formale degli oneri detraibili presenti nella dichiarazione (con eccezione di alcuni casi). Se invece la modifichi (anche per aggiungere un solo onere), il controllo formale e pieno. Importante: l’accettazione integrale non protegge da controlli sostanziali di redditi non dichiarati.

Modello 730 vs Modello Redditi PF: quale scegliere

Molti contribuenti si chiedono se sia meglio presentare il 730 o il Modello Redditi PF. La risposta dipende dalla tipologia di redditi e dalla situazione personale.

Tabella di confronto 730 vs Redditi PF 2026

CaratteristicaModello 730Modello Redditi PF
Chi puo usarloDipendenti, pensionati, alcuni autonomiTutti i contribuenti
Scadenza invio30 settembre 202630 novembre 2026
RimborsoDiretto in busta paga o pensione (luglio-agosto)Versato dall’Agenzia, tempi piu lunghi
Pagamento debitoTrattenuto in busta paga (rateizzabile)Versamento autonomo con F24
Redditi da P.IVANon gestibiliSi (quadri RE, RF, LM, RG)
Cripto-attivitaLimitatamente (quadro W parzialmente integrato)Gestione completa (W, RT)
Redditi esteriSolo alcuni casi sempliciGestione completa (RW, RT)

IRPEF 2026: scaglioni, aliquote e detrazioni

Il calcolo dell’IRPEF 2026 si basa sui 3 scaglioni a regime introdotti dal DLgs 216/2023 e confermati dalla Legge di Bilancio 2026.

Scaglioni IRPEF 2026

Reddito imponibileAliquotaImposta dovuta
Fino a 28.000 euro23%23% del reddito
Da 28.001 a 50.000 euro35%6.440 + 35% sull’eccedenza oltre 28.000
Oltre 50.000 euro43%14.140 + 43% sull’eccedenza oltre 50.000

Esempio di calcolo IRPEF lordo 2026

Reddito imponibile 40.000 euro:

  • 23% su 28.000 = 6.440 euro
  • 35% su (40.000 – 28.000 = 12.000) = 4.200 euro
  • IRPEF lorda totale = 10.640 euro

Da questo importo si sottraggono le detrazioni per lavoro/pensione, le detrazioni per familiari a carico e quelle per oneri (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni, ecc.), ottenendo l’IRPEF netta.

Principali detrazioni e deduzioni 2026

  • Detrazione lavoro dipendente fino a 15.000 euro: 1.955 euro
  • Detrazione pensionati fino a 8.500 euro: azzera l’imposta (no tax area)
  • Detrazione coniuge a carico: 950 euro (modulata per reddito)
  • Detrazione figli over 21 a carico: 950 euro per figlio
  • Spese sanitarie: 19% sull’eccedenza di 129,11 euro
  • Interessi passivi mutuo prima casa: 19% fino a 4.000 euro
  • Ristrutturazioni edilizie prima casa: 50% (36% seconda casa)
  • Contributi previdenziali obbligatori: deduzione integrale dal reddito

Struttura del Modello Redditi PF 2026: i quadri

Il Modello Redditi PF 2026 e composto da numerosi quadri da compilare a seconda della tipologia di redditi posseduti. Vediamo la mappa essenziale.

Quadri del fascicolo 1

  • Frontespizio: dati anagrafici, codice fiscale, residenza, sostituto d’imposta
  • Quadro RA: redditi dei terreni
  • Quadro RB: redditi dei fabbricati (locazione, cedolare secca)
  • Quadro RC: redditi di lavoro dipendente e assimilati
  • Quadro RP: oneri e spese deducibili/detraibili (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni, scuola, ecc.)
  • Quadro RN: calcolo dell’IRPEF
  • Quadro RV: addizionali regionali e comunali
  • Quadro CR: crediti d’imposta (es. per redditi prodotti all’estero)
  • Quadro DI: dichiarazione integrativa
  • Quadro RX: compensazioni e rimborsi

Quadri del fascicolo 2 e 3

  • Quadro RH: redditi da partecipazione in societa di persone
  • Quadro RL: altri redditi (capitali, lavoro autonomo occasionale, redditi diversi)
  • Quadro RM: redditi a tassazione separata e imposte sostitutive
  • Quadro RT: plusvalenze finanziarie e cripto
  • Quadro RR: contributi previdenziali (artigiani, commercianti, gestione separata)
  • Quadro RW: investimenti all’estero, cripto-attivita (monitoraggio fiscale, IVIE, IVAFE)
  • Quadro W: dichiarazione cripto-attivita 2026
  • Quadro RE: reddito da lavoro autonomo (professionisti)
  • Quadro RF: reddito d’impresa in contabilita ordinaria
  • Quadro RG: reddito d’impresa in contabilita semplificata
  • Quadro LM: regime forfettario e di vantaggio

Versamenti e acconti IRPEF 2026

I versamenti delle imposte calcolate con il Modello Redditi PF 2026 si effettuano tramite Modello F24 con i codici tributo specifici.

Codici tributo principali

  • 4001 – Saldo IRPEF
  • 4033 – Primo acconto IRPEF
  • 4034 – Secondo acconto IRPEF
  • 3801 – Addizionale regionale
  • 3844 – Addizionale comunale (saldo)
  • 3843 – Addizionale comunale (acconto)
  • 1842 – Imposta sostitutiva regime forfettario
  • 1100 – Imposta sostitutiva plusvalenze finanziarie/cripto

Acconti IRPEF 2026: regole

Gli acconti IRPEF sono dovuti se l’imposta a debito risulta superiore a 51,65 euro (regola storica del TUIR). L’acconto totale e pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente, suddiviso in:

  • Primo acconto (40%): entro il 30 giugno 2026 (insieme al saldo)
  • Secondo acconto (60%): entro il 1 dicembre 2026

Per importi complessivi fino a 257,52 euro, l’acconto si versa in unica soluzione entro il 1 dicembre.

Rateizzazione del saldo

Il saldo IRPEF e il primo acconto possono essere rateizzati in massimo 6 rate mensili (per chi versa entro il 30 giugno), con interessi dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. Chi versa entro il 30 luglio (con maggiorazione 0,40%) puo rateizzare in 5 rate.

Errori da evitare nella dichiarazione online

Compilare la dichiarazione online non significa evitare ogni rischio. Ecco gli errori piu comuni rilevati dai CAF.

1. Accettare la precompilata senza verificare

L’accettazione integrale puo essere comoda, ma fidarsi ciecamente e rischioso. Verifica sempre redditi da locazione, cripto, partecipazioni e oneri non precaricati.

2. Dimenticare il quadro RW

Chi possiede conti esteri, cripto, immobili all’estero e tenuto al monitoraggio fiscale. Omettere il quadro RW comporta sanzioni dal 3% al 15% del valore (raddoppiate per paesi black list).

3. Errori sulle spese sanitarie

Spesso si inseriscono spese non detraibili (es. integratori, cosmetici) o si dimenticano scontrini parlanti. Verifica sempre la documentazione conservata.

4. Sbagliare il codice tributo nel F24

Usare il codice errato (es. 4001 invece di 4033) puo generare un avviso bonario di “mancato versamento”. Si rimedia con istanza di correzione, ma e meglio prevenire.

5. Non rateizzare quando conviene

Se il debito e elevato, valutare la rateizzazione con interesse 0,33% mensile: spesso piu conveniente di chiedere un prestito o ricorrere a fidi.

6. Trascurare il secondo acconto di dicembre

Molti contribuenti versano puntuali il saldo a giugno e si dimenticano del secondo acconto entro il 1 dicembre: il mancato versamento genera sanzioni del 25% dell’imposta non versata (ravvedibili).

FAQ: domande frequenti

Devo presentare il Modello Redditi PF 2026 se ho solo la pensione?

Se la pensione e l’unico reddito e il sostituto d’imposta (INPS) ha gia operato le ritenute, normalmente non serve presentare la dichiarazione. Conviene invece presentarla per recuperare detrazioni (spese sanitarie, mutuo, ristrutturazioni). In questo caso si preferisce il 730 (rimborso piu rapido).

Posso fare la precompilata anche se ho la Partita IVA?

I titolari di Partita IVA non possono usare il 730 ma trovano comunque la precompilata Redditi PF con i dati di redditi da lavoro dipendente, oneri e cripto. Devono pero integrarla manualmente con i dati di P.IVA (quadri RE, LM, RG).

Cosa succede se invio in ritardo il Modello Redditi PF 2026?

Se invii entro 90 giorni dalla scadenza del 30 novembre 2026 (quindi entro fine febbraio 2027), la dichiarazione e tardiva: sanzione fissa di 250 euro, ravvedibile a 25 euro con il ravvedimento operoso. Oltre i 90 giorni, la dichiarazione e omessa: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

Quanto costa farsi assistere da un CAF?

Il CAF e gratuito per il Modello 730 standard (i costi sono coperti dalla convenzione con l’Agenzia delle Entrate per la trasmissione dichiarazioni). Per il Modello Redditi PF e per quadri aggiuntivi (RW, W, partecipazioni, redditi esteri) puo essere previsto un compenso variabile in base alla complessita. Al CAF Centro Fiscale di Udine, il preventivo e sempre trasparente e personalizzato.

Posso modificare la dichiarazione dopo averla inviata?

Si. Se ti accorgi di un errore puoi presentare una dichiarazione integrativa:

  • 730 integrativo: entro il 25 ottobre 2026, tramite CAF/intermediari
  • Modello Redditi PF integrativo: entro la scadenza del successivo modello (30 novembre 2027)
  • Per errori a sfavore del contribuente: integrativa entro i termini per l’accertamento (5 anni)

Devo dichiarare le criptovalute anche se non ho realizzato plusvalenze?

Si. Anche in assenza di realizzo, occorre compilare il quadro W (saldo al 31/12 e giacenza media) per il monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’imposta sul valore delle cripto-attivita (2 per mille). Le plusvalenze realizzate vanno nel quadro RT/W sezione plusvalenze.

Cosa succede se la precompilata contiene errori?

I dati precaricati sono trasmessi da terzi (datori di lavoro, banche, ASL, ecc.). Se ci sono errori, hai due strade: modificare il dato in dichiarazione e tenere la documentazione probatoria; oppure contattare l’ente che ha trasmesso il dato per la correzione alla fonte. In ogni caso, l’onere della prova resta sempre del contribuente.

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Conclusioni: affidati al CAF Centro Fiscale per la tua dichiarazione 2026

La dichiarazione dei redditi delle Persone Fisiche 2026 e un appuntamento che richiede attenzione, conoscenza normativa e pianificazione. Le novita di quest’anno (precompilata dal 30 aprile, tre scaglioni IRPEF a regime, quadro W per cripto, dettagli su detrazioni e bonus) impongono un aggiornamento continuo per non perdere benefici o incorrere in errori.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in tutto il percorso: dalla verifica dei documenti alla compilazione del modello, dall’invio telematico al calcolo dei versamenti F24, fino al supporto in caso di controlli o avvisi bonari. Per i nostri clienti, ogni dichiarazione e gestita con il visto di conformita (per il 730) e con il controllo qualita dei nostri operatori specializzati.

Hai dubbi sulla tua dichiarazione 2026? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata: ti aiutiamo a capire quale modello presentare (730 o Redditi PF), a recuperare tutte le detrazioni spettanti e a rispettare le scadenze in totale sicurezza.

Maggio 21, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
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DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Dichiarazione precompilata: i controlli in base a modifiche e canale di invio

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate non è uno strumento neutro: la scelta di accettarla così com’è, di modificarla, o di trasmetterla attraverso un CAF o un professionista abilitato cambia in modo sostanziale l’intensità e la tipologia dei controlli che il contribuente subirà. Conoscere queste regole significa sapere in anticipo cosa l’Agenzia potrà contestare e cosa, invece, non potrà più mettere in discussione.

Il quadro normativo di riferimento è l’articolo 5 del D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175 (cosiddetto “Decreto Semplificazioni”), che ha disegnato un sistema di garanzie graduato sulla base di due variabili: modifica o meno della precompilata e canale di trasmissione utilizzato (autonomamente dal contribuente, oppure tramite CAF o professionista abilitato che appone il visto di conformità). A queste regole si sommano i controlli formali ordinari previsti dall’articolo 36-bis del DPR 600/1973 sulla liquidazione automatica dell’imposta e dall’articolo 36-ter del medesimo decreto.

In questa guida analizziamo ogni scenario con riferimenti normativi puntuali, esempi pratici e tabelle riepilogative, per consentire al contribuente di scegliere con consapevolezza la strada più sicura per la propria dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025).

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Il quadro normativo: art. 5 D.Lgs. 175/2014 e controlli ex art. 36-bis

Il D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2014, ha introdotto in Italia il sistema della dichiarazione dei redditi precompilata, dando attuazione all’articolo 1 della legge delega 23/2014. L’articolo 5 del decreto, rubricato “Limiti ai poteri di controllo”, è la norma cardine che disciplina il regime probatorio e di responsabilità della precompilata. La sua ratio è creare un incentivo concreto all’accettazione “senza modifiche” e all’utilizzo di intermediari abilitati che appongano il visto di conformità: in cambio di queste scelte, il legislatore offre un’attenuazione (o un trasferimento) dei controlli dell’Agenzia.

Il decreto si innesta su un sistema di controlli preesistente che resta comunque applicabile in via residuale. I due pilastri sono:

  • Articolo 36-bis DPR 600/1973 – controllo automatizzato (liquidazione) sulla coerenza interna della dichiarazione e sull’esattezza dei calcoli, sulla rispondenza dei versamenti rispetto alle imposte dovute, sui dati comunicati dai sostituti d’imposta. È un controllo “meccanico” che si attiva su tutte le dichiarazioni indistintamente, entro l’inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni dell’anno successivo (ai sensi del comma 2 dell’art. 36-bis). L’esito può essere una comunicazione di irregolarità (“avviso bonario”) con sanzione ridotta al 10% se pagata entro 30 giorni.
  • Articolo 36-ter DPR 600/1973 – controllo formale: l’Agenzia chiede al contribuente la documentazione giustificativa degli oneri deducibili e detraibili dichiarati, delle ritenute e dei crediti d’imposta. È un controllo “documentale” più approfondito che si esegue entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. L’esito può portare al disconoscimento di detrazioni/deduzioni non documentate, con sanzione del 30% sulla maggiore imposta accertata (riducibile in caso di ravvedimento o adesione).

L’art. 5 del D.Lgs. 175/2014 interviene proprio sul controllo formale ex art. 36-ter, modulandone l’estensione in funzione delle scelte del contribuente. Restano invece sempre applicabili, in ogni caso e a prescindere dal canale di invio, i controlli automatizzati ex art. 36-bis: nessuna accettazione senza modifiche e nessun visto di conformità possono salvare una dichiarazione da errori aritmetici, conguagli sbagliati o omessi versamenti.

Precompilata accettata senza modifiche: il regime più protettivo

Quando il contribuente accetta la dichiarazione precompilata senza apportare alcuna modifica e la trasmette direttamente attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate, scatta il regime più favorevole previsto dal sistema: l’art. 5, comma 1, del D.Lgs. 175/2014 esclude espressamente il controllo formale di cui all’art. 36-ter DPR 600/1973 sui dati relativi agli oneri indicati nella precompilata che siano stati forniti dai soggetti terzi (sostituti d’imposta, banche, assicurazioni, enti previdenziali, fondi pensione, casse di assistenza sanitaria, strutture sanitarie, università, asili).

Cosa significa “senza modifiche” in senso tecnico

La nozione di “accettazione senza modifiche” è interpretata in senso rigoroso dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate. Si considera che il contribuente non abbia modificato la dichiarazione quando:

  • Non sono stati aggiunti, eliminati o modificati dati relativi a oneri detraibili e deducibili pre-caricati dall’Agenzia (tipicamente: spese sanitarie, premi assicurativi, contributi previdenziali, interessi passivi mutui, spese universitarie, spese funebri, spese veterinarie, erogazioni liberali, spese per asili nido).
  • Non sono stati variati i dati anagrafici e dei familiari a carico in modo da incidere sulle detrazioni.
  • Non è stato modificato il quadro relativo ai redditi e alle ritenute pre-compilato sulla base della CU del sostituto d’imposta.

Sono invece considerate “modifiche che non incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta” e che non fanno perdere il regime protettivo:

  • L’indicazione delle coordinate IBAN per l’eventuale rimborso (se non presente nella precompilata).
  • La scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille.
  • L’indicazione del sostituto d’imposta che effettuerà conguaglio (se non già pre-impostato).
  • La correzione di dati anagrafici puramente formali (residenza, contatti).

Cosa resta comunque controllabile

Anche in caso di accettazione integrale senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate conserva il potere di verificare:

  • La sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni e deduzioni (ad esempio: residenza, condizione di familiare a carico ai sensi dell’art. 12 TUIR con il limite reddituale di 2.840,51 euro – 4.000 euro per i figli fino a 24 anni). Questi dati non sono “comunicati dai terzi” ma dichiarati dal contribuente, quindi restano soggetti a controllo ordinario.
  • I controlli automatizzati ex art. 36-bis DPR 600/1973 sulla liquidazione dell’imposta, sui versamenti e sulle ritenute. Errori aritmetici, omessi versamenti, conguagli non operati dal sostituto restano sempre rilevabili.
  • Le imposte sui redditi diversi da quelli oggetto di precompilazione (ad esempio redditi di lavoro autonomo non occasionale o redditi d’impresa che impongono il Modello Redditi PF).

In altre parole, la “blindatura” della precompilata accettata senza modifiche copre il rischio del controllo formale documentale sui dati pre-caricati, ma non costituisce un salvacondotto totale: una spesa sanitaria comunicata dal sistema TS sarà presunta legittima e non chiederà l’esibizione delle ricevute, ma l’Agenzia potrà sempre contestare, ad esempio, che un familiare indicato come a carico aveva in realtà superato la soglia reddituale.

Precompilata con modifiche, invio diretto: si torna al regime ordinario

Quando il contribuente modifica la dichiarazione precompilata e la trasmette direttamente, senza l’intervento di un CAF o di un professionista abilitato, il regime di favore si interrompe per le parti modificate. L’art. 5, comma 3, del D.Lgs. 175/2014 prevede infatti che, in caso di presentazione della dichiarazione precompilata, anche con modifiche, effettuata direttamente dal contribuente, l’Agenzia delle Entrate esegue il controllo formale ex art. 36-ter DPR 600/1973 nei confronti del contribuente stesso secondo le ordinarie regole.

Quali modifiche fanno perdere la protezione

Una modifica rileva ai fini della “perdita del regime protetto” quando incide sulla determinazione del reddito o dell’imposta. Tipici esempi:

  • Aggiunta di una nuova spesa detraibile o deducibile non presente nella precompilata (es. una spesa medica pagata in contanti non confluita nel sistema TS, una spesa funebre, un contributo a un fondo pensione non comunicato).
  • Modifica dell’importo di una spesa pre-caricata (es. il contribuente ritiene che la spesa sanitaria comunicata dalla farmacia sia errata e la corregge).
  • Eliminazione di un onere pre-caricato che il contribuente ritiene non spettante (es. lo stesso premio assicurativo è stato comunicato due volte da soggetti diversi).
  • Modifica del quadro familiari a carico in senso favorevole (aggiunta di un familiare).
  • Aggiunta di redditi non pre-caricati (es. redditi diversi, plusvalenze, redditi di capitale, locazioni brevi).

Il controllo formale sulle parti modificate seguirà le regole ordinarie: l’Agenzia potrà richiedere al contribuente la documentazione giustificativa (ricevute, fatture, certificazioni, quietanze) entro i termini di legge, e in caso di mancata risposta o di documentazione insufficiente disconoscere la detrazione/deduzione, applicando la sanzione del 30% sulla maggior imposta accertata ex art. 13 D.Lgs. 471/1997.

Le parti non modificate conservano la protezione

Un punto spesso frainteso: se il contribuente modifica una sola voce della precompilata (es. aggiunge una spesa medica non pre-caricata), perde il regime protettivo solo sulle parti modificate, mentre le restanti voci pre-caricate (e non toccate) restano coperte dall’esclusione del controllo formale prevista dall’art. 5 c. 1. Questo principio, confermato dalla prassi dell’Agenzia, rende meno gravosa la decisione di integrare la precompilata: il contribuente non “perde tutto” per una singola modifica.

Invio tramite CAF o professionista abilitato: il ruolo del visto di conformità

La scelta di trasmettere la dichiarazione precompilata tramite un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, esperto contabile iscritto agli appositi albi) attiva un meccanismo radicalmente diverso. L’intermediario non si limita a “trasmettere” la dichiarazione: appone il visto di conformità previsto dall’art. 35, comma 2, lett. b), del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, che certifica la corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alla documentazione del contribuente e alla normativa vigente.

Cosa controlla il CAF prima di apporre il visto

Il CAF o il professionista, prima di apporre il visto di conformità, deve effettuare un controllo documentale e di coerenza, esaminando in particolare:

  • La documentazione probatoria di ogni onere deducibile e detraibile (fatture, ricevute, quietanze, certificazioni sostitutive, attestazioni bancarie per i pagamenti tracciabili).
  • La sussistenza dei requisiti soggettivi (es. effettiva condizione di familiare a carico, residenza fiscale, qualifica professionale per detrazioni specifiche).
  • L’attribuzione corretta dei codici di spesa e dei codici relativi a immobili, locazioni e crediti d’imposta.
  • La corrispondenza tra CU rilasciata dal sostituto e dato dichiarato, comprese le ritenute subite e i crediti d’imposta.
  • La verifica dei pagamenti tracciabili per gli oneri detraibili che lo richiedono ai sensi dell’art. 1, comma 679, della L. 160/2019 (es. spese sanitarie diverse da farmaci e dispositivi medici, spese per attività sportive dei figli, spese veterinarie, spese funebri).

L’effetto del visto: i controlli si spostano sull’intermediario

L’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 175/2014 stabilisce il principio chiave: quando la dichiarazione precompilata, anche con modifiche, è presentata dal contribuente tramite un CAF o un professionista abilitato che appone il visto di conformità, il controllo formale ex art. 36-ter DPR 600/1973 è effettuato nei confronti del CAF o del professionista, anche con riferimento ai dati relativi agli oneri forniti da soggetti terzi indicati nella precompilata, fermo restando l’obbligo del CAF/professionista di acquisire la documentazione.

In concreto: se l’Agenzia delle Entrate effettua un controllo formale sulla dichiarazione e rileva un errore (es. una spesa detraibile non documentabile o non spettante), non chiederà nulla al contribuente, ma si rivolgerà direttamente al CAF o al professionista che ha apposto il visto. Eventuali sanzioni amministrative collegate al rilascio di un visto infedele gravano sull’intermediario, non sul contribuente, salvo i casi di condotta dolosa del contribuente o di documentazione esibita falsa.

La responsabilità del CAF per visto di conformità infedele

La sanzione applicabile al CAF o al professionista che abbia apposto un visto di conformità infedele è disciplinata dall’art. 39, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 241/1997, modificato in modo rilevante dal D.Lgs. 175/2014 e successivamente integrato. La norma prevede che, in caso di visto infedele, al CAF o al professionista sia applicata la sanzione pari all’importo dell’imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente in sede di controllo formale ex art. 36-ter DPR 600/1973.

La possibilità di ravvedimento per il CAF

Il CAF o il professionista, entro il 10 novembre dell’anno di presentazione della dichiarazione, può presentare una dichiarazione rettificativa del contribuente (o, se il contribuente non intende avvalersene, una comunicazione dei dati relativi alla rettifica) per correggere il visto erroneamente apposto. In tal caso, la responsabilità del CAF/professionista è limitata al pagamento dell’importo corrispondente alla sola sanzione, mentre maggiore imposta e interessi restano a carico del contribuente, secondo le regole ordinarie del ravvedimento operoso ex art. 13 D.Lgs. 472/1997.

Quando il CAF non risponde: condotta dolosa del contribuente

La responsabilità del CAF o del professionista non opera nei casi di condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente. In particolare, se il contribuente ha esibito documentazione contraffatta, ha dichiarato il falso al CAF (es. negato di aver percepito un determinato reddito), o ha occultato fatti rilevanti per la corretta liquidazione delle imposte, la sanzione resta a carico del contribuente stesso. Il CAF, in queste ipotesi, può rivalersi sul contribuente o, nei casi più gravi, segnalare la condotta all’autorità competente.

La giurisprudenza ha chiarito (Cassazione, ord. n. 17775/2018 e successive) che l’onere della prova della “condotta dolosa o gravemente colposa” del contribuente grava sul CAF/professionista che intende invocare l’esclusione di responsabilità: deve essere documentata la falsità dei documenti esibiti o l’occultamento di informazioni rilevanti.

Differenze tra precompilata 730 e precompilata Modello Redditi PF

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la precompilata sia nel formato Modello 730 (per lavoratori dipendenti, pensionati e assimilati) sia nel formato Modello Redditi Persone Fisiche (per chi ha redditi non compatibili con il 730, come partite IVA, redditi diversi, plusvalenze finanziarie, redditi esteri, monitoraggio fiscale quadro W). Le regole sull’art. 5 D.Lgs. 175/2014 si applicano a entrambi, ma con alcune specificità.

Il 730 precompilato

Il 730 precompilato è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate a partire da fine aprile/inizio maggio di ogni anno. È utilizzabile da chi ha redditi di lavoro dipendente, pensione e redditi assimilati. La scadenza ordinaria per l’invio del 730/2026 (anno d’imposta 2025) è il 30 settembre 2026. Il modello prevede il conguaglio direttamente in busta paga o sul cedolino pensione, con accredito del rimborso o trattenuta a partire dalle competenze di luglio (o dal mese successivo a quello in cui il sostituto riceve il prospetto di liquidazione).

Il Modello Redditi PF precompilato

Il Modello Redditi PF precompilato è invece richiesto quando il contribuente possiede redditi non gestibili con il 730: redditi d’impresa, di lavoro autonomo abituale, plusvalenze da partecipazioni qualificate o cessioni di criptovalute (quadro RT), redditi di capitale di fonte estera senza intermediario residente, immobili o attività finanziarie all’estero (quadro W per IVIE/IVAFE). La scadenza ordinaria per l’invio del Modello Redditi PF 2026 è il 31 ottobre 2026, con possibilità di versamenti a saldo entro il 30 giugno 2026 e con maggiorazione dello 0,40% fino al 31 luglio 2026.

Tabella riepilogativa: chi controlla cosa, in base alla scelta del contribuente

ScenarioControllo formale ex art. 36-terSoggetto destinatario del controlloControllo ex art. 36-bis
Accettata senza modifiche, invio direttoESCLUSO sui dati forniti da terzi; possibile su condizioni soggettiveContribuente (solo condizioni soggettive)SEMPRE applicabile
Modificata, invio direttoORDINARIO sulle parti modificate; ESCLUSO sulle parti non toccate (dati da terzi)ContribuenteSEMPRE applicabile
Accettata senza modifiche, invio tramite CAF/professionistaTrasferito al CAF/professionista (visto di conformità)CAF o professionistaSEMPRE applicabile (verso contribuente)
Modificata, invio tramite CAF/professionistaTrasferito al CAF/professionista (visto di conformità anche su modifiche)CAF o professionistaSEMPRE applicabile (verso contribuente)

Esempi pratici: tre scenari a confronto

Esempio 1 – Maria, pensionata, accettazione senza modifiche

Maria, 68 anni, pensionata INPS con una sola pensione di 22.000 euro lordi annui, accede alla precompilata e trova già pre-caricate dal sistema TS le spese sanitarie (1.200 euro di farmaci e visite specialistiche) e dalla banca i 380 euro di interessi passivi sul mutuo prima casa. Accetta la dichiarazione senza modifiche e la invia direttamente. Esito: rimborso di 290 euro accreditato dall’INPS (sostituto d’imposta) sulla pensione di agosto. Sei mesi dopo, l’Agenzia delle Entrate avvia un controllo formale a campione. Per le spese sanitarie e gli interessi pre-caricati l’Agenzia non può chiedere a Maria di esibire ricevute, perché i dati sono forniti da soggetti terzi e l’art. 5 c. 1 D.Lgs. 175/2014 esclude il controllo formale in capo al contribuente. L’Agenzia potrebbe solo verificare se Maria era effettivamente residente all’indirizzo dichiarato o se aveva familiari a carico (dato non pre-caricato): nel suo caso, nessuna detrazione per familiari a carico è stata richiesta.

Esempio 2 – Luca, dipendente, modifica diretta

Luca, 42 anni, impiegato amministrativo, accede alla precompilata e nota che mancano 450 euro di spese veterinarie e 600 euro di spese funebri sostenute per il padre defunto. Le aggiunge e invia il 730 direttamente, senza passare dal CAF. Due anni dopo, riceve una comunicazione ex art. 36-ter DPR 600/1973 che gli chiede di esibire le ricevute relative ai 450+600 euro aggiunti. Sulle parti pre-caricate (spese mediche, premi assicurativi, contributi previdenziali) l’Agenzia non può chiedere nulla. Luca conserva le ricevute, le invia, e il controllo si chiude positivamente. Se non avesse conservato le ricevute, avrebbe rischiato il disconoscimento delle detrazioni (per circa 200 euro tra 19% e 26%) più sanzione del 30% e interessi.

Esempio 3 – Giulia, dipendente, invio tramite CAF

Giulia, 35 anni, dipendente, ha una situazione articolata: lavora come dipendente, ha una figlia a carico, ha sostenuto spese per asilo nido, spese sanitarie tracciabili, spese di ristrutturazione edilizia detraibili in 10 anni. Si rivolge al CAF Centro Fiscale di Udine, che esamina la documentazione, verifica i requisiti, integra la precompilata con le quote di ristrutturazione (verificando le quietanze di pagamento con bonifico parlante ex art. 16-bis TUIR) e appone il visto di conformità. Due anni dopo, l’Agenzia avvia un controllo formale. Tutta la corrispondenza arriva al CAF, non a Giulia. Il CAF fornisce la documentazione conservata, l’Agenzia verifica e chiude la pratica. Giulia non riceve alcuna richiesta diretta e non rischia sanzioni, salvo il caso (che non ricorre) di documentazione falsa fornita al CAF.

I controlli sostanziali e l’accertamento ordinario

È fondamentale ricordare che il sistema di “protezione” disegnato dal D.Lgs. 175/2014 riguarda esclusivamente il controllo formale ex art. 36-ter DPR 600/1973. Restano invece sempre applicabili, in capo al contribuente e a prescindere dal canale di invio e dalla presenza del visto di conformità:

  • L’accertamento ordinario ex art. 38 e seguenti DPR 600/1973, che opera entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (settimo in caso di omessa dichiarazione). L’Agenzia può, ad esempio, contestare l’esistenza stessa del rapporto giuridico sottostante una detrazione, anche se documentato.
  • L’accertamento sintetico ex art. 38 DPR 600/1973 (cosiddetto “redditometro”), che ricostruisce il reddito complessivo del contribuente sulla base di indicatori di capacità contributiva.
  • Le indagini finanziarie ex art. 32 DPR 600/1973, che possono colpire qualunque contribuente.
  • I controlli antiriciclaggio e di monitoraggio fiscale internazionale (quadro W).

La precompilata accettata senza modifiche e/o vistata dal CAF, in altri termini, riduce in modo significativo (o azzera, lato contribuente) il rischio di un controllo formale “burocratico” sulle ricevute, ma non immunizza dalle attività di accertamento ordinarie dell’Agenzia.

I vantaggi concreti di farsi assistere da un CAF

Alla luce del quadro normativo, affidarsi a un CAF per la presentazione della precompilata offre vantaggi che vanno ben oltre il mero supporto operativo:

  • Trasferimento del rischio del controllo formale sul CAF: in caso di disconoscimento di una detrazione per documentazione carente, sanzione e responsabilità gravano sull’intermediario.
  • Verifica documentale preventiva di ogni onere, con particolare attenzione ai requisiti di tracciabilità ex L. 160/2019 c. 679, che molti contribuenti ignorano e che, se violati, fanno perdere il diritto alla detrazione.
  • Massimizzazione delle detrazioni: spesso la precompilata non include spese che il contribuente ha effettivamente sostenuto (es. spese mediche pagate in contanti per importi modesti, spese funebri, ristrutturazioni edilizie, bonus mobili, ecobonus, spese universitarie di familiari non a carico). Il CAF le recupera tutte.
  • Conservazione decennale della documentazione obbligatoria ex art. 8, comma 1, del D.M. 31 maggio 1999, n. 164: il CAF conserva fatture, ricevute e quietanze per il tempo previsto dall’art. 43 DPR 600/1973 (cinque anni dal periodo d’imposta).
  • Tutela in caso di accertamento sostanziale: anche se l’accertamento ordinario non rientra nella copertura dell’art. 5 D.Lgs. 175/2014, l’assistenza del CAF agevola la difesa e la predisposizione di osservazioni e ricorsi.

Errori comuni e rischi da evitare

  • Modificare un dato pre-caricato senza sapere che si “rompe” la protezione: una correzione minima (es. spostare una spesa dal codice 1 al codice 4) trasforma il rigo in una “modifica” che riapre il controllo formale.
  • Aggiungere spese senza ricevute tracciabili: dal 1° gennaio 2020, l’art. 1 c. 679 L. 160/2019 impone la tracciabilità (bonifico, carta di credito/debito, assegno, app di pagamento) per le detrazioni al 19%, salvo eccezioni (farmaci, dispositivi medici, prestazioni in strutture pubbliche). Aggiungere spese pagate in contanti rischia di far disconoscere la detrazione.
  • Non controllare i familiari a carico: anche con accettazione senza modifiche, l’Agenzia può contestare l’erronea attribuzione di figli o coniuge a carico. Verificare sempre il limite reddituale di 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli fino a 24 anni).
  • Confondere “precompilata” con “spedita”: la disponibilità della precompilata sul portale dell’Agenzia non equivale alla presentazione. La dichiarazione va comunque inviata entro le scadenze.
  • Non conservare la ricevuta di trasmissione: in caso di invio diretto, il contribuente deve conservare la ricevuta telematica generata dal portale.

Scadenze dichiarazione precompilata 2026 (anno d’imposta 2025)

AdempimentoData
Disponibilità precompilata (visualizzazione)30 aprile 2026
Accettazione/modifica/invio 730 precompilatodal 14 maggio 2026 al 30 settembre 2026
Invio Modello Redditi PF precompilatoentro il 31 ottobre 2026
Versamento saldo IRPEF/addizionali (no maggiorazione)30 giugno 2026
Versamento saldo IRPEF/addizionali (con 0,40%)31 luglio 2026
Rettifica del CAF/professionista (limite responsabilità)10 novembre 2026

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La scelta di come trasmettere la dichiarazione precompilata non è un dettaglio formale: ha conseguenze concrete e durature sulla protezione del contribuente da controlli e accertamenti. Accettare la precompilata senza modifiche tutela solo i dati pre-caricati, ma molti contribuenti hanno spese non pre-caricate o crediti d’imposta da recuperare. L’invio diretto con modifiche riapre il controllo formale ordinario. Affidarsi a un CAF, con visto di conformità, sposta il rischio del controllo sull’intermediario e garantisce al contribuente serenità per gli anni successivi.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti nella presentazione della dichiarazione precompilata, verificando ogni onere, recuperando le detrazioni dimenticate e assumendosi la responsabilità del visto di conformità. Prenota subito il tuo appuntamento per il 730 o il Modello Redditi PF 2026 e affida la tua dichiarazione a chi sa quali sono i controlli che la attendono.

Domande frequenti sui controlli della precompilata

Se accetto la precompilata senza modifiche, l’Agenzia non mi controllerà mai?

No, è un fraintendimento comune. L’art. 5 c. 1 D.Lgs. 175/2014 esclude solo il controllo formale documentale ex art. 36-ter DPR 600/1973 sui dati forniti da soggetti terzi. Restano applicabili: il controllo automatizzato ex art. 36-bis, la verifica delle condizioni soggettive (es. familiari a carico, residenza), e i controlli sostanziali e accertamenti ordinari.

Se modifico anche solo un dato della precompilata, perdo tutta la protezione?

No. La perdita del regime protettivo è “circoscritta” alla parte modificata. Le altre voci pre-caricate e non toccate dal contribuente continuano a beneficiare dell’esclusione del controllo formale. La regola è: modifica = controllo ordinario solo su quella voce specifica.

Se il CAF sbaglia il visto, chi paga sanzione e maggiore imposta?

Ai sensi dell’art. 39 D.Lgs. 241/1997, la sanzione (pari all’imposta, sanzione e interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente in esito al controllo formale) grava sul CAF o sul professionista. Il contribuente non riceve alcuna richiesta, salvo i casi di sua condotta dolosa o gravemente colposa. Il CAF può ravvedere il visto entro il 10 novembre dell’anno di presentazione limitando la propria responsabilità alla sola sanzione.

Il visto di conformità copre anche gli accertamenti ordinari?

No. Il visto e l’art. 5 D.Lgs. 175/2014 riguardano esclusivamente il controllo formale ex art. 36-ter DPR 600/1973. Gli accertamenti ordinari (artt. 38 e seguenti DPR 600/1973), l’accertamento sintetico, le indagini finanziarie e il monitoraggio fiscale internazionale restano sempre applicabili al contribuente.

Quanto tempo ha l’Agenzia per fare il controllo formale ex art. 36-ter?

Il controllo formale deve essere effettuato entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (art. 36-ter c. 1 DPR 600/1973). Per la dichiarazione 2026 (redditi 2025), quindi, il termine è il 31 dicembre 2028.

È meglio fare la precompilata online da soli o passare dal CAF?

Dipende dalla complessità della situazione fiscale. Per pensionati con sola pensione e poche spese pre-caricate, l’accettazione senza modifiche è semplice e sicura. Per contribuenti con familiari a carico, spese non pre-caricate, ristrutturazioni edilizie, ecobonus, redditi diversi, plusvalenze, redditi esteri, conviene passare dal CAF: il vantaggio è duplice (massimizzazione detrazioni + trasferimento responsabilità sul controllo formale) e copre ampiamente il costo dell’assistenza.

Cosa succede se non rispondo a una richiesta ex art. 36-ter?

La mancata risposta o la risposta incompleta porta al disconoscimento delle detrazioni/deduzioni non documentate, con notifica di cartella di pagamento per la maggiore imposta, sanzione del 30% (riducibile a 1/3 se pagata entro 30 giorni dalla cartella) e interessi. Conservare sempre la documentazione per i termini di legge (cinque anni dal periodo d’imposta) è fondamentale.

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Fonti normative principali: D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175 (art. 5); DPR 29 settembre 1973, n. 600 (artt. 36-bis, 36-ter, 38 e seguenti); D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 (artt. 35 e 39); D.M. 31 maggio 1999, n. 164; L. 27 dicembre 2019, n. 160 (art. 1 c. 679); D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471 (art. 13); D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 (art. 13); Cass. ord. n. 17775/2018; Circolari Agenzia delle Entrate sulla dichiarazione precompilata.

Maggio 20, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-20 07:48:442026-05-20 07:59:10Dichiarazione precompilata: i controlli in base a modifiche e canale di invio
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Dichiarazione precompilata 2026: novita, alert del Fisco e limiti alle detrazioni

Dichiarazione dei redditi 730

La dichiarazione precompilata 2026 apre ufficialmente il 30 aprile 2026, con riferimento ai redditi 2025. La novita piu rilevante di quest’anno e duplice: da un lato l’Agenzia delle Entrate ha potenziato i propri “alert” automatici basati sul confronto fra dati dichiarati e banche dati esterne (incassi POS, fatture elettroniche, contratti di locazione, comunicazioni di banche e fondi pensione); dall’altro la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto un tetto massimo alle detrazioni IRPEF per chi supera 75.000 euro di reddito, modulato anche in base al numero di figli a carico. Sapere come funziona la precompilata, quali alert puoi ricevere e fino a che importo puoi davvero detrarre le spese e oggi piu importante che mai.

In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo in modo chiaro tutte le novita del 730 e del Modello Redditi PF 2026, gli alert e gli avvisi piu frequenti, i nuovi limiti alle detrazioni introdotti dalla riforma fiscale e cosa fare in pratica per non sbagliare l’invio. Trovi anche esempi numerici, una checklist dei documenti, tabelle riassuntive e le risposte alle domande piu comuni.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’e la dichiarazione precompilata 2026 e a chi si rivolge
  2. Calendario e scadenze 2026: dal 30 aprile al 30 settembre
  3. Le novita della precompilata 2026 in sintesi
  4. Alert del Fisco: cosa significano e come gestirli
  5. Tetto alle detrazioni IRPEF: i nuovi limiti dal 2025
  6. Scaglioni IRPEF 2026 e detrazioni lavoro dipendente
  7. Documenti necessari per la precompilata 2026
  8. Accettare, modificare o integrare la precompilata: scelte e conseguenze
  9. Errori comuni da evitare nel 730 2026
  10. Cosa fare in caso di errore o dichiarazione tardiva
  11. Perche affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine
  12. Domande frequenti (FAQ)

Cos’e la dichiarazione precompilata 2026 e a chi si rivolge

La dichiarazione precompilata e il modello 730 (o, in alternativa, il Modello Redditi PF) che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione ogni anno, gia precompilato con i dati che ha raccolto da soggetti terzi: datori di lavoro, INPS, banche, assicurazioni, fondi pensione, farmacie, ospedali, asili nido, scuole, universita, amministratori di condominio e cosi via. In pratica, il Fisco “ti propone” una dichiarazione gia pronta e tu devi solo controllarla, eventualmente integrarla e inviarla.

La precompilata 2026 e riferita ai redditi prodotti nel 2025 (anno d’imposta 2025) e riguarda principalmente:

  • Lavoratori dipendenti (con sostituto d’imposta che effettua i conguagli)
  • Pensionati (la pensione INPS funge da sostituto)
  • Collaboratori coordinati e continuativi e percettori di redditi assimilati
  • Soggetti senza sostituto d’imposta che presentano il 730 senza sostituto
  • Eredi che presentano il 730 per il defunto (con limitazioni)

Restano invece esclusi dal 730 i titolari di partita IVA, gli imprenditori commerciali, gli agricoltori non esonerati e chi possiede redditi particolari (per esempio plusvalenze cripto non sostitutive, alcuni redditi esteri o redditi d’impresa): in questi casi si usa il Modello Redditi PF, anch’esso precompilato dall’Agenzia delle Entrate ma con scadenze diverse.

Calendario e scadenze 2026: dal 30 aprile al 30 settembre

Dal 2026 la precompilata e disponibile in area riservata a partire dal 30 aprile (in passato l’apertura era il 15 aprile, anticipata e poi spostata in avanti). Ecco il calendario completo che devi avere sotto mano per non sbagliare:

DataAdempimento
30 aprile 2026Disponibilita della precompilata 2026 (redditi 2025) nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate
Da metà maggio 2026Possibilita di accettare, modificare e inviare il 730 precompilato
30 giugno 2026Saldo IRPEF anno 2025 e primo acconto 2026 (senza maggiorazione)
30 luglio 2026Saldo IRPEF e acconto con maggiorazione 0,40%
30 settembre 2026Termine ultimo per l’invio del Modello 730 2026
25 ottobre 2026Termine per il 730 integrativo (se serve correggere a favore del contribuente)
30 novembre 2026Termine per l’invio del Modello Redditi PF 2026
1° dicembre 2026Secondo acconto IRPEF 2026 (per chi e tenuto al versamento)

Attenzione: queste sono le scadenze ordinarie. In caso di proroghe ministeriali (che negli ultimi anni si sono ripetute, soprattutto per i versamenti con maggiorazione 0,40%), i termini possono slittare. Conviene sempre verificare nelle settimane precedenti la scadenza il calendario del contribuente pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Le novita della precompilata 2026 in sintesi

Il modello 730 2026 (e l’intera precompilata) si caratterizza per una serie di novita che hanno effetti pratici significativi sul tuo conguaglio. Le elenchiamo in sintesi, per poi approfondirle nei paragrafi successivi:

  • Tre scaglioni IRPEF stabili (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre): la rimodulazione del DLgs 216/2023 e stata stabilizzata dalla Legge di Bilancio 2025.
  • No-tax area dipendenti elevata a 8.500 euro: come per i pensionati, i lavoratori dipendenti non pagano IRPEF fino a questa soglia.
  • Detrazione lavoro dipendente massima a 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro.
  • Tetto alle detrazioni IRPEF per redditi sopra 75.000 euro (introdotto dalla L. 207/2024): un plafond annuo modulato per scaglione di reddito e numero di figli.
  • Detrazioni figli a carico solo dai 21 anni in su (e fino a 30 anni, salvo disabilita): per i figli sotto i 21 anni si applica l’Assegno Unico Universale.
  • Coniuge a carico: detrazione massima 950 euro modulata sul reddito (importo aggiornato rispetto agli 800 euro storici).
  • Modalita di pagamento tracciabili ancora richieste per quasi tutte le detrazioni 19% (salvo eccezioni come farmaci e prestazioni sanitarie in strutture pubbliche/private accreditate).
  • Quadro W (ex RW) per il monitoraggio di attivita estere e cripto-attivita: integrato anche nel 730 dal 2024.
  • Alert automatici sempre piu mirati su incongruenze fra dati dichiarati e banche dati: incassi POS, fatture elettroniche, certificazioni uniche, locazioni, fondi pensione, contributi versati.
  • Compensazioni F24 piu strette: dal 1° luglio 2024 sono operative regole anti-abuso che richiedono cautele in piu (DL 39/2024).

Vediamo ora gli aspetti che, secondo la nostra esperienza al CAF Centro Fiscale di Udine, generano piu dubbi e contestazioni.

Alert del Fisco: cosa significano e come gestirli

Negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate ha potenziato i meccanismi di compliance preventiva: prima di accertare ti invia un messaggio (la cosiddetta lettera di compliance) e ti invita a regolarizzare spontaneamente. La precompilata 2026 funziona come “filtro” naturale, perche segnala in chiaro le incongruenze fra cio che dichiari e cio che il Fisco gia conosce.

Tipologie di alert piu frequenti

  • Spese mediche/farmaci: dati provenienti dal Sistema Tessera Sanitaria. Se modifichi un importo, il sistema ti chiede conferma e potresti perdere la regola del visto leggero (assenza di controllo formale).
  • Interessi mutuo prima casa: l’importo arriva dalla banca; in caso di cointestazione con coniuge non a carico, devi sempre suddividere correttamente la quota detraibile.
  • Locazioni a canone concordato/libero: incrocio con le registrazioni in Agenzia. Discrepanze fra canone dichiarato e canone registrato fanno scattare alert automatici.
  • Compensi da lavoro autonomo o occasionale: incrocio con fatture elettroniche e ritenute trasmesse via CU.
  • Incassi POS e PayPal: per professionisti e piccoli imprenditori vengono confrontati con il volume d’affari dichiarato.
  • Fondi pensione e previdenza complementare: la deducibilita fino a 5.164,57 euro annui e gia precompilata; se modifichi a rialzo serve documentazione.
  • Bonus edilizi e cessione del credito: ogni cessione/sconto in fattura e tracciata, e l’utilizzo della detrazione in dichiarazione deve coincidere.

Come rispondere a un alert

Quando ricevi un alert (in fase di compilazione precompilata o come lettera successiva), non ignorarlo. Le strade sono tre:

  1. Confermare il dato: se l’importo precompilato e corretto, accetti senza modifiche e mantieni il vantaggio del controllo formale escluso.
  2. Modificare con documenti alla mano: se hai ricevute o fatture che giustificano una variazione, conserva la documentazione per 5 anni (termine di accertamento).
  3. Aprire una segnalazione tramite CAF o intermediario abilitato: il CAF e l’unico soggetto che, apponendo il visto di conformita, assume la responsabilita formale del controllo sui documenti.

Immagina che Marco, dipendente con reddito di 32.000 euro, riceva un alert perche ha modificato la spesa farmaci da 700 euro (precompilata) a 1.200 euro. In assenza di scontrini parlanti per la differenza di 500 euro, rischia di vedersi disconoscere la detrazione e di pagare interessi e sanzioni. Se invece ha conservato gli scontrini, la modifica e legittima e va semplicemente confermata con la documentazione di supporto.

Tetto alle detrazioni IRPEF: i nuovi limiti dal 2025

La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto, all’articolo 1 commi 10 e seguenti, un tetto annuo agli oneri detraibili per chi ha redditi superiori a 75.000 euro. La logica del legislatore: limitare il beneficio fiscale per i redditi piu alti, lasciando intatte le detrazioni per redditi medio-bassi.

Come funziona il meccanismo

Il plafond annuo viene calcolato moltiplicando un importo base per un coefficiente legato al numero di figli a carico. Le fasce di reddito coinvolte sono due:

Reddito complessivoImporto base annuo (oneri detraibili)
Fino a 75.000 euroNessun tetto specifico (restano i limiti previsti per ciascuna detrazione)
Da 75.001 a 100.000 euro14.000 euro
Oltre 100.000 euro8.000 euro

Sull’importo base si applicano i seguenti coefficienti per numero di figli a carico:

Figli a caricoCoefficiente
Nessun figlio0,50
1 figlio0,70
2 figli0,85
Almeno 3 figli o un figlio con disabilita1,00

Cosa NON rientra nel tetto

Restano fuori dal calcolo del tetto (e quindi totalmente detraibili) alcune voci particolarmente importanti:

  • Spese sanitarie di cui all’art. 15 c. 1 lett. c) del TUIR (detrazione 19% oltre la franchigia di 129,11 euro)
  • Investimenti in start-up e PMI innovative
  • Interessi passivi su mutui agrari e per acquisto/costruzione abitazione principale (contratti fino a una certa data)
  • Premi di assicurazione vita e infortuni stipulati entro il 2000
  • Erogazioni liberali a enti del Terzo settore (entro limiti specifici)

Esempio pratico

Immagina che Laura abbia un reddito complessivo di 90.000 euro e due figli a carico (entrambi tra 21 e 30 anni). Il suo plafond annuo per oneri detraibili sara: 14.000 × 0,85 = 11.900 euro. Se nel 2025 ha sostenuto 18.000 euro di spese detraibili al 19% (interessi mutuo, scuola, spese veterinarie, sport figli, ecc.), potra portarne in detrazione solo 11.900 euro. La detrazione effettiva sara dunque 11.900 × 19% = 2.261 euro, anziche i 18.000 × 19% = 3.420 euro teorici.

Per redditi sopra 100.000 euro l’effetto e ancora piu marcato: con tre figli a carico il plafond e 8.000 euro (1,00 di coefficiente), con due figli e 6.800 euro (0,85), con un figlio 5.600 euro (0,70) e senza figli 4.000 euro (0,50).

Scaglioni IRPEF 2026 e detrazioni lavoro dipendente

La precompilata calcola in automatico l’IRPEF dovuta applicando i tre scaglioni ormai consolidati (DLgs 216/2023, stabilizzati dalla L. 207/2024). Ecco la tabella di riferimento per i redditi 2025 dichiarati nel 2026:

Reddito imponibileAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Oltre 28.000 e fino a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

Per i lavoratori dipendenti, alla tassazione lorda si sottraggono le detrazioni da lavoro: in particolare la detrazione massima e 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro, modulata e decrescente per redditi superiori, fino ad azzerarsi a 50.000 euro. La no-tax area dipendenti e fissata a 8.500 euro di reddito complessivo, allineata a quella dei pensionati.

Bonus IRPEF e trattamento integrativo

Il trattamento integrativo (ex bonus 80 euro), pari a 1.200 euro annui, resta riconosciuto per i redditi fino a 15.000 euro (in presenza di capienza IRPEF) e con incapienza limitata fino a 28.000 euro. Per i redditi medio-bassi sono inoltre operative le ulteriori detrazioni “di cuneo fiscale” finanziate dalla manovra 2025, applicate direttamente in busta paga e poi conguagliate in dichiarazione.

Familiari a carico: limiti reddituali

  • Coniuge a carico: detrazione massima 950 euro, riconosciuta se il reddito del coniuge non supera 2.840,51 euro (4.000 euro per figli fino a 24 anni di eta).
  • Figli a carico oltre 21 anni: detrazione massima 950 euro per figlio (in base a reddito complessivo del genitore).
  • Figli fino a 21 anni non compiuti: nessuna detrazione fiscale, in quanto coperti dall’Assegno Unico Universale INPS.
  • Altri familiari a carico (genitori, fratelli, conviventi): detrazione 750 euro a determinate condizioni.

Il limite reddituale generale per essere fiscalmente a carico resta 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli fino a 24 anni), al netto degli oneri deducibili.

Documenti necessari per la precompilata 2026

Anche se la precompilata e gia in larga parte compilata dall’Agenzia, restano alcuni documenti da raccogliere per controllare e integrare le spese. Ecco la checklist essenziale che usiamo al CAF Centro Fiscale:

  • CU 2026 (Certificazione Unica) di tutti i sostituti d’imposta dell’anno 2025
  • Codice fiscale del contribuente, del coniuge e dei familiari a carico
  • Visura catastale aggiornata di tutti gli immobili posseduti
  • Contratti di locazione attivi (per chi affitta) con estremi di registrazione
  • Quietanze e ricevute per spese non precompilate (es. spese funebri, asilo nido se non gia trasmesse)
  • Certificazione interessi passivi su mutuo rilasciata dalla banca
  • Spese ristrutturazione e bonus edilizi: bonifici parlanti, fatture, asseverazioni, certificazioni ENEA
  • Versamenti fondo pensione e previdenza complementare
  • Erogazioni liberali a enti del Terzo settore, ONG, partiti politici, ONLUS
  • Spese veterinarie (con scontrino parlante)
  • Spese istruzione (scuole superiori, universita, mensa, libri)
  • Spese sportive figli dai 5 ai 18 anni (palestra, piscina, federazioni)
  • Spese funebri sostenute nel 2025
  • Estratti conto e movimenti bancari con prova del pagamento tracciabile per le spese da detrarre al 19%

Per le spese che richiedono il pagamento tracciabile (bonifico, carta, bancomat, assegno) e fondamentale conservare anche la prova del pagamento: senza traccia bancaria la detrazione 19% non e ammessa, salvo le eccezioni di legge (spese sanitarie in strutture pubbliche o convenzionate, farmaci, dispositivi medici).

Accettare, modificare o integrare la precompilata: scelte e conseguenze

Una volta che la precompilata e disponibile in area riservata, hai tre opzioni:

1. Accettare senza modifiche

Se i dati sono corretti e completi, puoi accettare la dichiarazione cosi com’e. In questo caso scatta il grande vantaggio della precompilata: nessun controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate sui dati gia presenti, e nessuna richiesta di esibire documenti per le voci precompilate. Resta possibile il controllo sostanziale (es. esistenza dei familiari a carico, possesso degli immobili, ecc.).

2. Modificare i dati

Puoi modificare singole voci (aggiungere spese non precompilate, correggere importi). In questo caso il vantaggio del controllo formale escluso si applica solo sulle voci non modificate; per le modifiche dovrai conservare tutti i documenti giustificativi per 5 anni.

3. Affidarsi al CAF per il visto di conformita

Quando ti rivolgi al CAF Centro Fiscale di Udine, l’operatore apporra il visto di conformita: cio significa che il CAF assume la responsabilita formale per la corretta compilazione e per la coerenza dei dati con i documenti esibiti. In caso di errori non imputabili al contribuente, eventuali sanzioni e interessi sono a carico del CAF. E la garanzia di tranquillita migliore, soprattutto se la tua situazione e complessa (es. casa cointestata, redditi misti, lavori di ristrutturazione, familiari a carico in diverse condizioni).

Errori comuni da evitare nel 730 2026

L’esperienza degli operatori CAF mostra che ogni anno gli errori si ripetono. Ecco i piu diffusi, da evitare assolutamente:

  • Indicare il coniuge come a carico quando il suo reddito supera 2.840,51 euro (es. perche percepisce un’integrazione INPS non considerata).
  • Dimenticare di scomputare l’Assegno Unico dalle vecchie detrazioni per figli fino a 20 anni: dal 2022 questa detrazione e stata sostituita.
  • Detrarre interessi mutuo per intero quando l’immobile e cointestato e il coniuge non e a carico: la detrazione va divisa al 50%.
  • Inserire spese sanitarie pagate in contanti oltre 129,11 euro (eccezione consentita solo per farmaci e prestazioni in strutture pubbliche/accreditate).
  • Dimenticare il quadro W per chi possiede conti esteri, immobili all’estero o cripto-attivita: l’omissione comporta sanzioni proporzionali al valore non dichiarato.
  • Cumulare detrazione ristrutturazione e Superbonus sulla stessa spesa: vietato il doppio beneficio fiscale.
  • Non dichiarare locazioni brevi e affitti su piattaforme online: i portali (Airbnb & Co.) trasmettono i dati al Fisco.
  • Sottostimare l’imposta sostitutiva per chi ha incassato cedolare secca o ha percepito plusvalenze cripto.

Cosa fare in caso di errore o dichiarazione tardiva

Se ti accorgi di un errore dopo l’invio del 730, puoi sistemare cosi:

  • 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026: solo se la correzione e a favore del contribuente (maggior rimborso o minor debito). Si presenta tramite CAF.
  • Modello Redditi PF correttivo nei termini: entro il 30 novembre 2026 puoi inviare un nuovo Modello Redditi che sostituisce integralmente il 730.
  • Dichiarazione integrativa: dopo il 30 novembre 2026, puoi presentare un Modello Redditi PF integrativo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, con applicazione del ravvedimento operoso.
  • Tardiva entro 90 giorni: se non hai presentato la dichiarazione entro il 30 novembre 2026, puoi farlo entro il 28 febbraio 2027 con sanzione fissa ridotta (250 euro ravvedibile a 25 euro).
  • Oltre 90 giorni: la dichiarazione e considerata omessa, con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

Le novita del DLgs 87/2024 (riforma del sistema sanzionatorio tributario) hanno ridotto in maniera generalizzata le sanzioni, ma il principio resta: prima ti ravvedi, meno paghi.

Perche affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine

La precompilata 2026 e piu “intelligente” che mai, ma proprio per questo gli alert e le contestazioni potenziali sono molti. Affidarti al CAF Centro Fiscale di Udine significa avere:

  • Un operatore esperto che controlla la precompilata riga per riga prima dell’invio
  • L’apposizione del visto di conformita, con responsabilita del CAF in caso di errori formali
  • Consulenza personalizzata su limiti detrazioni, scaglioni, familiari a carico, redditi esteri, cripto, locazioni
  • Competenze sul sistema tavolare friulano per chi ha immobili e successioni in regione
  • Assistenza in caso di lettere di compliance o richieste documentali dell’Agenzia
  • Servizio integrato con CAF e Patronato per tutti gli adempimenti (ISEE, Assegno Unico, NASPI, pensioni)

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti del Friuli Venezia Giulia. Prenotare un appuntamento e semplice: trovi tutti i contatti sul nostro sito.

Domande frequenti (FAQ)

Quando si apre la precompilata 2026?

La precompilata 2026 (anno d’imposta 2025) e disponibile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026. La modifica e l’invio sono possibili da meta maggio in poi, fino al 30 settembre 2026 per il 730 (30 novembre per il Modello Redditi PF).

Cosa cambia con il tetto alle detrazioni IRPEF?

Dal 2025 chi ha redditi sopra 75.000 euro vede applicato un plafond annuo agli oneri detraibili: 14.000 euro per la fascia 75.001-100.000 euro, 8.000 euro oltre 100.000 euro, modulato per coefficienti legati al numero di figli a carico (0,50 senza figli, 0,70 con 1 figlio, 0,85 con 2 figli, 1,00 con almeno 3 figli o un figlio disabile). Restano fuori dal tetto le spese sanitarie ex art. 15 c. 1 lett. c) TUIR e poche altre voci.

Cos’e l’alert del Fisco e come faccio a vederlo?

L’alert e un messaggio automatico mostrato dall’Agenzia delle Entrate quando rileva incongruenze tra i dati che dichiari nella precompilata e quelli gia in suo possesso. Lo trovi sia in fase di compilazione online sia nelle eventuali lettere di compliance recapitate via PEC o cassetto fiscale. Va sempre gestito, mai ignorato: rispondi con i documenti giustificativi o chiedi assistenza al CAF.

Posso usare la precompilata se ho la partita IVA?

Si, ma non come 730: i titolari di partita IVA devono usare il Modello Redditi PF precompilato, anch’esso messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Il regime forfettario, ad esempio, compila il quadro LM, mentre il regime ordinario il quadro RF. La scadenza di invio e il 30 novembre 2026.

Quali documenti devo portare al CAF per la precompilata 2026?

I documenti chiave sono: CU 2026, codici fiscali del nucleo familiare, visure catastali aggiornate, contratti di locazione, ricevute e fatture per spese non precompilate (asilo, sport, veterinarie, funebri, ristrutturazioni con bonifici parlanti), certificazione interessi mutuo, versamenti fondo pensione, erogazioni liberali. Tutte le spese che danno detrazione 19% richiedono prova del pagamento tracciabile, salvo le eccezioni di legge (farmaci, prestazioni in strutture pubbliche/accreditate).

Se ho sbagliato la dichiarazione, posso correggerla?

Si. Se l’errore e a tuo favore (maggior rimborso o minor debito) puoi presentare il 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Se l’errore e a tuo sfavore (debito non versato) puoi presentare un Modello Redditi PF correttivo entro il 30 novembre 2026, oppure successivamente un’integrativa con ravvedimento operoso. In ogni caso, il CAF Centro Fiscale ti aiuta a scegliere la procedura piu vantaggiosa.

Le criptovalute vanno dichiarate nel 730 2026?

Il monitoraggio di wallet e exchange esteri va indicato nel quadro W (integrato anche nel 730 dal 2024). Le plusvalenze da cessione di cripto-attivita seguono regole specifiche: per il 2025 si applica l’imposta sostitutiva del 26%; dal 1° gennaio 2026 sale al 33% per le operazioni di realizzo (L. 207/2024). Lo staking e i redditi diversi vanno indicati nel quadro RW o RT a seconda della natura. Se hai dubbi, e fondamentale farsi assistere: il CAF Centro Fiscale ha esperienza specifica sulle dichiarazioni crypto.

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Fonti ufficiali: Agenzia delle Entrate, sezione «Schede dichiarazioni» e «Calendario del contribuente»; L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), art. 1; DLgs 216/2023 (riforma scaglioni IRPEF); DLgs 87/2024 (riforma sanzioni); DPR 917/1986 (TUIR), art. 15 e seguenti; DL 39/2024 (compensazioni); Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla dichiarazione precompilata 2026.

Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 23:23:262026-05-19 22:03:43Dichiarazione precompilata 2026: novita, alert del Fisco e limiti alle detrazioni
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Precompilata 2026 Online: il Portale Informativo per Accedere al 730 e al Modello Redditi

Dichiarazione dei redditi 730

Il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it rappresenta il punto di accesso unificato per la dichiarazione dei redditi 2026. Dall’anno fiscale 2026, il sistema mette a disposizione dei contribuenti due strumenti distinti: il 730 precompilato, disponibile dal 30 aprile, e la precompilata Modello Redditi PF, disponibile dal 15 aprile. Capire quale utilizzare, come accedere e quali dati verificare è fondamentale per non commettere errori che potrebbero costare sanzioni o, peggio, far perdere rimborsi spettanti. In questa guida analizziamo il portale in ogni sua funzione, le differenze tra i due modelli, le scadenze 2026 e il ruolo del CAF nella gestione della pratica.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it
  2. Come accedere al portale precompilata 2026
  3. Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilato
  4. Chi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PF
  5. Quali dati sono già precaricati nel portale 2026
  6. Come verificare e modificare i dati della precompilata
  7. Scadenze 2026: calendario completo del portale
  8. Inviare senza modifiche: quando conviene e rischi
  9. Il ruolo del CAF nella gestione della precompilata
  10. Errori comuni e come evitarli
  11. Domande Frequenti sulla Precompilata 2026

Cos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it

Il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it è il servizio online dell’Agenzia delle Entrate che permette ai contribuenti italiani di accedere, verificare e inviare la propria dichiarazione dei redditi precompilata. Introdotto nel 2015 come sperimentazione, è diventato negli anni lo strumento principale per la gestione fiscale annuale di milioni di italiani.

Il portale non è semplicemente un modulo da compilare: è un sistema informativo integrato che raccoglie automaticamente i dati fiscali del contribuente da molteplici fonti. L’Agenzia delle Entrate riceve informazioni da datori di lavoro, enti previdenziali, istituti bancari, assicurazioni, strutture sanitarie e molti altri soggetti, e le organizza in una dichiarazione pre-popolata pronta per essere verificata e inviata.

A partire dalla campagna dichiarativa 2026, il portale mette a disposizione dei contribuenti due diversi modelli precompilati:

  • Modello 730 precompilato: per dipendenti, pensionati e assimilati, disponibile dal 30 aprile 2026
  • Modello Redditi PF precompilato: per autonomi, titolari di partita IVA e chi ha redditi diversi, disponibile dal 15 aprile 2026

Questa distinzione è fondamentale: accedere al portale non significa automaticamente dover usare il 730. Il sistema ti mostra quale modello è più adatto alla tua situazione reddituale, guidandoti nella scelta corretta.

Come accedere al portale precompilata 2026

Per accedere al portale precompilata 2026 è necessario disporre di un’identità digitale riconosciuta. L’Agenzia delle Entrate ha progressivamente eliminato l’accesso con le credenziali Fisconline/Entratel, migrando tutto verso i sistemi di autenticazione nazionali. Attualmente i metodi di accesso validi per il 2026 sono:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): il metodo più diffuso, disponibile tramite operatori accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, Namirial e altri
  • CIE (Carta di Identità Elettronica): la carta di identità di nuova generazione con chip NFC, utilizzabile con lettore o smartphone compatibile
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi): la tessera sanitaria con chip, utilizzabile con apposito lettore
  • Credenziali Entratel/Fisconline: ancora valide per chi le possiede, ma non più rilasciate ai nuovi utenti

Procedura di accesso passo per passo:

  1. Collegarsi a precompilata.agenziaentrate.gov.it
  2. Cliccare su “Accedi alla dichiarazione precompilata”
  3. Selezionare il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
  4. Completare l’autenticazione con il proprio provider
  5. Accedere alla propria area personale dove sarà visibile la dichiarazione precompilata

Una volta autenticati, il portale mostra immediatamente quale modello è disponibile per il contribuente (730 o Modello Redditi PF) e lo stato della dichiarazione: se è accessibile, se è già stata inviata da un intermediario (CAF, professionista) o se ci sono anomalie da verificare.

Accesso tramite CAF o intermediario abilitato: Se ci si affida a un CAF per la dichiarazione dei redditi, l’intermediario accede direttamente al portale per conto del contribuente, tramite apposita delega. Il contribuente non deve fare nulla di tecnico: il CAF gestisce l’intero processo di accesso, verifica e invio.

Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilato

Una delle domande più frequenti riguarda la differenza tra 730 e Modello Redditi PF nella versione precompilata. Si tratta di due strumenti distinti, con destinatari, meccanismi di rimborso e scadenze differenti. Ecco un confronto dettagliato:

Caratteristica730 PrecompilatoModello Redditi PF Precompilato
Disponibile dal30 aprile 202615 aprile 2026
Destinatari principaliDipendenti, pensionati, co.co.co.Autonomi, partite IVA, redditi esteri
Rimborso IRPEFIn busta paga (luglio/agosto) o pensioneDa Agenzia Entrate (tempi piu lunghi)
Scadenza invio diretto30 settembre 202630 novembre 2026 (persone fisiche)
Scadenza tramite CAF30 settembre 202630 novembre 2026
Pagamento imposteTrattenuta in busta pagaCon modello F24 (giugno/novembre)
Responsabilita CAFIl CAF si assume responsabilita vistoResponsabilita rimane al contribuente

La novità principale del 2026 riguarda la precompilata del Modello Redditi PF: per la prima volta l’Agenzia delle Entrate ha esteso il sistema precompilato anche ai contribuenti che normalmente presentano il Modello Redditi (autonomi, professionisti, imprenditori individuali in contabilità semplificata). Questo è un cambiamento strutturale che amplia notevolmente la platea dei beneficiari del servizio precompilato.

Chi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PF

La scelta tra i due modelli non è discrezionale: dipende dalla tipologia di redditi percepiti nell’anno di imposta 2025 (dichiarati nel 2026). Il portale aiuta a identificare il modello corretto, ma è utile conoscere in anticipo le regole principali.

Chi usa il 730 precompilato 2026

Il 730 precompilato 2026 è destinato ai contribuenti che nell’anno d’imposta 2025 hanno percepito:

  • Redditi di lavoro dipendente (qualsiasi datore di lavoro, anche part-time)
  • Redditi di pensione (pensioni INPS, pensioni complementari, rendite vitalizie)
  • Redditi assimilati al lavoro dipendente: collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.), borse di studio, assegni di ricerca, redditi di lavoro socialmente utile
  • Redditi fondiari (terreni e fabbricati) se non hanno altri redditi che escludono il 730
  • Redditi di capitale non soggetti a ritenuta a titolo d’imposta
  • Alcuni redditi diversi: plusvalenze da cessione di terreni edificabili, indennità di esproprio

Condizione essenziale per il 730: il contribuente deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che effettuerà le operazioni di conguaglio in busta paga o sulla pensione. Se non si ha un sostituto d’imposta (es. si è in cerca di lavoro, in cassa integrazione, o disoccupati), si presenta comunque il 730, ma si dovrà indicare l’assenza di sostituto: il rimborso verrà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Chi usa il Modello Redditi PF precompilato 2026

Il Modello Redditi PF precompilato 2026 è obbligatorio per chi ha percepito redditi che non rientrano nel 730. In particolare:

  • Redditi di lavoro autonomo: professionisti (avvocati, medici, ingegneri, commercialisti), collaboratori occasionali
  • Redditi d’impresa: imprenditori individuali in contabilità ordinaria o semplificata (inclusi forfettari con ricavi sopra soglia)
  • Contribuenti in regime forfettario: devono presentare il Modello Redditi PF anche se il regime è semplificato
  • Redditi da partecipazione in società di persone (snc, sas) o associazioni professionali
  • Redditi di fonte estera: redditi percepiti all’estero, conti correnti e investimenti esteri (quadro RW), immobili esteri
  • Contribuenti non residenti in Italia
  • Contribuenti con crediti d’imposta particolari o con situazioni fiscali complesse non gestibili con il 730

I contribuenti in regime forfettario rientrano in questa categoria: anche se il loro regime fiscale è semplificato, devono comunque presentare il Modello Redditi PF per dichiarare i ricavi, le spese deducibili e determinare l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni).

Quali dati sono già precaricati nel portale 2026

Il portale precompilata 2026 è alimentato da un sistema di comunicazioni automatiche che le varie organizzazioni inviano all’Agenzia delle Entrate. Conoscere quali dati sono già presenti aiuta a capire cosa verificare con attenzione e cosa invece potrebbe mancare.

Dati certamente precaricati:

  • Redditi da lavoro dipendente e pensione: trasmessi tramite la Certificazione Unica (CU) da datori di lavoro ed enti previdenziali entro il 16 marzo 2026
  • Interessi bancari e rendimenti finanziari: trasmessi dalle banche e intermediari finanziari
  • Spese sanitarie: trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria (STS) da medici, ospedali, farmacie, ottici, dentisti e altri operatori sanitari. Include ticket SSN, visite specialistiche, farmaci, occhiali da vista, apparecchi acustici
  • Premi assicurativi: polizze vita, infortuni, responsabilità civile
  • Contributi previdenziali e assistenziali: versamenti INPS volontari, contributi colf e badanti
  • Erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, APS, fondazioni riconosciute
  • Ristrutturazioni e bonus edilizi: lavori con detrazioni 50%, superbonus, ecobonus, bonus facciate comunicati dai sostituti d’imposta
  • Mutui ipotecari: interessi passivi comunicati dalle banche
  • Rette asili nido: spese trasmesse dai gestori degli asili
  • Canoni di locazione: contratti registrati all’Agenzia delle Entrate
  • Acquisti immobili: rogiti registrati tramite notai

Dati che potrebbero non essere presenti e vanno inseriti manualmente:

  • Spese mediche pagate in contanti (senza ricevuta fiscale elettronica)
  • Spese scolastiche (rette universitarie, mense, gite scolastiche) se non trasmesse dall’ente
  • Spese funebri
  • Contributi versati a fondi pensione (se non comunicati dal datore di lavoro)
  • Canoni di affitto pagati (anche se il contratto è registrato, la detrazione va indicata)
  • Spese veterinarie
  • Acquisto abbonamenti trasporto pubblico

Come verificare e modificare i dati della precompilata

Accedere al portale e trovare la dichiarazione precompilata non significa che i dati siano automaticamente corretti. L’Agenzia delle Entrate stessa raccomanda di verificare con attenzione tutti i dati precaricati prima di inviare la dichiarazione.

Cosa verificare nella precompilata 2026

  • Completezza dei dati sanitari: confrontare le spese sanitarie precaricate con le proprie ricevute e scontrini farmaceutici. Alcune spese potrebbero non essere arrivate al Sistema Tessera Sanitaria (es. spese pagate in contanti, professionisti che non trasmettono al STS)
  • Correttezza dei redditi da CU: verificare che i redditi indicati nella Certificazione Unica siano stati correttamente recepiti. In caso di errori nella CU, bisogna prima far correggere la CU al sostituto d’imposta
  • Dati degli immobili: verificare rendite catastali, variazioni di proprietà avvenute nel 2025, cedolare secca su affitti
  • Familiari a carico: aggiornare i dati di figli, coniuge o altri familiari a carico, con verifica dei limiti di reddito per il 2025
  • Detrazioni per carichi di famiglia: con l’introduzione dell’Assegno Unico, molte detrazioni per figli under 21 non sono più applicabili; verificare la corretta gestione da parte del sistema
  • Bonus e detrazioni edilizi: verificare che i lavori effettuati nel 2025 con diritto a detrazione siano presenti e correttamente quantificati

Come modificare i dati

Se si riscontrano dati errati o mancanti, è possibile modificare la dichiarazione precompilata direttamente sul portale. Le modifiche possono essere effettuate:

  • In autonomia: l’utente accede al portale, clicca su “Modifica” e apporta le variazioni necessarie. In questo caso, la responsabilità del contenuto modificato è del contribuente
  • Tramite CAF o intermediario: il professionista accede con delega, verifica, integra e invia. Il CAF si assume la responsabilità del visto di conformità sui dati che ha verificato, proteggendo il contribuente da eventuali sanzioni per errori non intenzionali nelle spese detraibili

Attenzione: se si invia la precompilata senza alcuna modifica (accettandola così com’è), si beneficia di una protezione parziale: l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli documentali sulle spese precaricate. Tuttavia, se si aggiungono spese non presenti nel sistema, queste sono soggette ai normali controlli.

Scadenze 2026: calendario completo del portale

Conoscere le scadenze 2026 del portale precompilata è fondamentale per non incorrere in sanzioni per omessa o tardiva presentazione. Il sistema è articolato su date diverse a seconda del modello utilizzato e della modalità di presentazione.

DataEventoModello interessato
15 aprile 2026Disponibile precompilata Modello Redditi PFModello Redditi PF
30 aprile 2026Disponibile 730 precompilato730
30 giugno 2026Scadenza 1 rata acconto Modello Redditi (o unica soluzione se importo inferiore a 257,52 euro)Modello Redditi PF
30 settembre 2026Scadenza invio 730 precompilato (autonomo o tramite CAF)730
30 novembre 2026Scadenza invio Modello Redditi PF persone fisicheModello Redditi PF
30 novembre 2026Scadenza 2 rata acconto (novembre)Modello Redditi PF

Per chi presenta il 730 precompilato 2026, la scadenza del 30 settembre vale sia per l’invio autonomo tramite il portale sia per la presentazione tramite CAF o professionista abilitato. Per le scadenze fiscali di maggio 2026 (IVA, INPS, acconto) si rimanda al calendario completo delle scadenze fiscali maggio 2026.

Inviare senza modifiche: quando conviene e rischi

Molti contribuenti si chiedono se sia sicuro inviare la precompilata senza modifiche, accettando semplicemente quanto proposto dall’Agenzia delle Entrate. La risposta non è univoca: dipende dalla complessità della propria situazione fiscale.

Vantaggi dell’invio senza modifiche

Chi invia la dichiarazione precompilata senza apportare modifiche beneficia di una protezione specifica prevista dall’art. 5 del D.Lgs. 175/2014 (il decreto che ha istituito la precompilata):

  • Esonero dai controlli documentali sulle spese precaricate (es. spese sanitarie inserite automaticamente dal Sistema Tessera Sanitaria)
  • Esonero da accertamenti basati sulle dichiarazioni di terzi (banche, assicurazioni, ecc.) per i dati già presenti
  • Semplificazione: nessun documento da conservare per i dati già nel sistema

Rischi dell’invio senza verificare

Il rischio principale non è quello di sbagliare qualcosa che il sistema ha inserito, ma quello di perdere detrazioni a cui si ha diritto ma che non sono state precaricate. Esempi concreti:

  • Spese mediche pagate in contanti (visita da un medico privato che non ha trasmesso al STS) → perdita della detrazione del 19%
  • Contributi versati a un fondo pensione integrativo se il datore non li ha indicati nella CU → perdita della deduzione
  • Canone di affitto pagato da inquilino → perdita della detrazione per inquilini (importo variabile: 300 euro per redditi fino a 15.493 euro, 150 euro fino a 30.987 euro)
  • Abbonamento trasporto pubblico → perdita della detrazione del 19% fino a 250 euro di spesa

Raccomandazione: prima di inviare senza modifiche, fare sempre un rapido confronto tra le spese precaricate e le proprie ricevute. In caso di dubbi, rivolgersi a un CAF: la verifica professionale costa poco e può recuperare centinaia di euro di rimborso.

Il ruolo del CAF nella gestione della precompilata

Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) svolge un ruolo fondamentale nella gestione della precompilata, sia per chi presenta il 730 sia per chi utilizza il Modello Redditi PF. Nonostante la dichiarazione sia “precompilata”, affidarsi a un professionista qualificato offre vantaggi concreti.

Cosa fa il CAF con la precompilata

  • Accesso con delega: il contribuente autorizza il CAF ad accedere al portale in suo nome. Non è necessario che il contribuente acceda personalmente
  • Verifica dei dati precaricati: il professionista confronta i dati del portale con la documentazione fornita dal contribuente, identificando dati mancanti o errati
  • Integrazione delle spese: aggiunge le detrazioni fiscali e deduzioni non presenti nel sistema (spese mediche non trasmesse, affitto, ecc.)
  • Apposizione del visto di conformità: per il 730, il CAF certifica la correttezza della dichiarazione. Questo visto trasferisce la responsabilità: in caso di errori sui dati dichiarati dal contribuente ma non verificabili da terze parti, il CAF risponde al suo posto
  • Invio telematico: il CAF invia la dichiarazione in modo sicuro e conserva copia per il contribuente

Quando affidarsi al CAF è indispensabile

Ci sono situazioni in cui l’intervento del CAF Centro Fiscale non è solo utile, ma praticamente indispensabile:

  • Situazioni reddituali complesse: chi ha avuto più datori di lavoro, ha percepito redditi da lavoro dipendente e autonomo nello stesso anno, o ha cambiato tipologia reddituale
  • Bonus edilizi: chi ha eseguito lavori con superbonus, ecobonus o bonus ristrutturazione ha situazioni spesso complesse da gestire correttamente nel 730
  • Redditi esteri o criptovalute: chi ha conti correnti esteri, investimenti all’estero o ha compravenduto criptovalute deve compilare quadri specifici (RW, W) che richiedono competenza specialistica
  • Prima dichiarazione: chi non ha mai presentato una dichiarazione dei redditi o si trova in una situazione nuova (primo lavoro, matrimonio, acquisto casa) può beneficiare di una consulenza per capire cosa dichiarare
  • Famiglie numerose o con disabilità: la gestione dei familiari a carico, del bonus mamme, dell’Assegno Unico e delle detrazioni per disabilità richiede attenzione

Errori comuni e come evitarli

L’analisi delle dichiarazioni dei redditi evidenzia alcuni errori ricorrenti che i contribuenti commettono quando gestiscono in autonomia la precompilata. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.

Errore 1: Non verificare le spese sanitarie

Le spese sanitarie sono tra le detrazioni più significative: il 19% delle spese mediche che superano la franchigia di 129,11 euro è detraibile dall’IRPEF. Molti contribuenti accettano il dato precaricato senza verificarlo, perdendo spese pagate in contanti o da professionisti sanitari non collegati al Sistema Tessera Sanitaria. Conservare sempre ricevute e scontrini farmaceutici dell’anno precedente è fondamentale.

Errore 2: Non aggiornare i familiari a carico

Le situazioni familiari cambiano: figli che superano i limiti di reddito o di età, coniuge che inizia a lavorare, anziani che passano in struttura. Se i dati dei familiari a carico non vengono aggiornati, la dichiarazione potrebbe indicare detrazioni non spettanti (con rischio di dover restituire importi a seguito di controllo) o, al contrario, non indicare detrazioni spettanti.

Errore 3: Usare il modello sbagliato

Presentare il 730 quando si dovrebbe usare il Modello Redditi PF è un errore grave. Accade quando, ad esempio, un contribuente che si è messo in proprio a metà anno (aprendo partita IVA) tenta di usare il 730 come in precedenza. Il 730 non consente la dichiarazione di redditi di lavoro autonomo o d’impresa (tranne casi limitati): chi commette questo errore dovrà presentare un Modello Redditi PF correttivo con possibili sanzioni.

Errore 4: Non dichiarare il reddito da locazione

Chi affitta immobili e non ha optato per la cedolare secca (o lo ha fatto solo parzialmente) deve includere i canoni nel reddito complessivo. Il portale precompilata include i contratti registrati, ma alcuni errori (contratti non registrati, accordi verbali, variazioni di canone non comunicate) possono portare a dichiarazioni incomplete con rischio di accertamento.

Errore 5: Ignorare la sezione degli acconti

I contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono prestare attenzione non solo al saldo dell’imposta 2025, ma anche agli acconti per il 2026. Il sistema calcola automaticamente gli acconti in base all’imposta dell’anno precedente, ma in caso di riduzione prevedibile del reddito è possibile ridurre l’acconto. Non farlo significa versare più del necessario e attendere il rimborso l’anno successivo.

Se hai dubbi sulla tua situazione fiscale o vuoi essere sicuro di non perdere alcuna detrazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Con anni di esperienza nella gestione di dichiarazioni dei redditi complesse, offriamo assistenza personalizzata sia per il 730 precompilato 2026 che per il Modello Redditi PF.

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Domande Frequenti sulla Precompilata 2026

Quando e disponibile la precompilata 2026?

La precompilata 2026 e disponibile in due momenti diversi: il Modello Redditi PF precompilato e accessibile dal 15 aprile 2026, mentre il 730 precompilato e disponibile dal 30 aprile 2026. Entrambi sono accessibili tramite il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.

Posso inviare la precompilata senza andare al CAF?

Si, e possibile inviare la precompilata autonomamente tramite il portale Agenzia delle Entrate, a condizione di avere SPID, CIE o CNS e di essere in grado di verificare i dati precaricati. Tuttavia, per situazioni complesse (piu datori di lavoro, bonus edilizi, redditi esteri, familiari a carico con situazioni particolari), affidarsi a un CAF garantisce una verifica professionale e il visto di conformita che trasferisce la responsabilita al professionista.

Cosa succede se non invio la precompilata entro la scadenza?

Il mancato invio della dichiarazione dei redditi entro le scadenze previste comporta sanzioni. Per il 730, la scadenza e il 30 settembre 2026. Per il Modello Redditi PF, il 30 novembre 2026. E possibile presentare dichiarazione tardiva entro 90 giorni dalla scadenza con sanzione ridotta (dichiarazione omessa se oltre 90 giorni). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare spontaneamente con sanzioni ridotte.

Qual e la differenza tra 730 e Modello Redditi PF precompilato?

Il 730 e destinato a dipendenti, pensionati e assimilati: il rimborso IRPEF arriva in busta paga o sulla pensione a luglio/agosto, e la scadenza e il 30 settembre. Il Modello Redditi PF e per autonomi, professionisti, partite IVA, chi ha redditi esteri: il rimborso e erogato dall’Agenzia delle Entrate con tempi piu lunghi, e le imposte si pagano con F24 a giugno e novembre. La scadenza e il 30 novembre.

Il CAF puo accedere alla mia precompilata?

Si. Il contribuente puo delegare il CAF ad accedere alla propria area riservata del portale precompilata. La delega viene acquisita direttamente dal CAF che accede tramite i propri sistemi abilitati. Non e necessario che il contribuente faccia nulla di tecnico: porta al CAF la propria documentazione fiscale (CU, spese, ricevute) e il professionista gestisce tutto il processo di verifica, integrazione e invio.


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    Alexandra Bala
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    Maura Masutto
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    Sibongile Moyana
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    Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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    Forfettari e dichiarazione precompilata 2026: l’intervento del commercialista resta indispensabile

    regime forfettario partita iva

    Ogni anno, con l’arrivo della stagione delle dichiarazioni fiscali, milioni di contribuenti italiani si interrogano sulla possibilita di compilare la propria dichiarazione dei redditi in autonomia, sfruttando il servizio di precompilata messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Per i titolari di partita IVA in regime forfettario, pero, il quadro e molto diverso: la precompilata non e uno strumento a loro disposizione nei termini ordinari, e il ruolo del commercialista — o di un CAF abilitato — rimane non solo utile ma in molti casi indispensabile.

    In questo articolo analizziamo nel dettaglio perche i forfettari non possono affidarsi al 730 precompilato, quali adempimenti dichiarativi li riguardano nel 2026, e in che cosa consiste concretamente il contributo professionale di un consulente fiscale nella gestione della loro posizione tributaria.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla
    2. Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato
    3. La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca
    4. Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026
    5. I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare
    6. Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario
    7. Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari
    8. La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari
    9. CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista
    10. Errori comuni dei forfettari fai da te
    11. Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta
    12. FAQ — Domande frequenti

    Cos’e la dichiarazione precompilata e chi puo usarla

    La dichiarazione dei redditi precompilata e un servizio introdotto dall’Agenzia delle Entrate con il D.Lgs. 175/2014 e progressivamente esteso negli anni successivi. A partire dal 30 aprile di ogni anno, i contribuenti interessati possono accedere al proprio cassetto fiscale tramite SPID/CIE e trovare una bozza della dichiarazione gia compilata con i dati in possesso del Fisco: redditi da lavoro dipendente, pensioni, spese sanitarie, interessi sui mutui, contributi previdenziali.

    Il modello messo a disposizione e il 730, pensato per i lavoratori dipendenti, i pensionati e alcune categorie di soggetti con redditi semplici. Il 730 ha il vantaggio di non richiedere versamenti diretti: il conguaglio fiscale (a debito o a credito) transita attraverso il sostituto d’imposta o viene rimborsato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

    La questione fondamentale per i titolari di partita IVA in regime forfettario e la seguente: il 730 — anche nella versione precompilata — non e il modello dichiarativo che li riguarda.

    Perche i forfettari non possono usare il 730 precompilato

    Il regime forfettario e disciplinato dalla Legge 190/2014 (art. 1, commi 54-89) e prevede un sistema di tassazione completamente separato rispetto all’IRPEF ordinaria. Il reddito dei forfettari e determinato in modo forfetario, applicando un coefficiente di redditivita ai ricavi o compensi lordi, e su questo reddito si applica una imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attivita, in presenza dei requisiti richiesti).

    Questa caratteristica — l’imposta sostitutiva — e la ragione tecnica per cui il 730 non e utilizzabile. Il 730 e il modello dell’IRPEF progressiva, mentre il forfettario paga un’imposta sostitutiva che si dichiara nel Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), specificamente nel Quadro LM (Lavoro autonomo, impresa e regimi fiscali agevolati).

    Caratteristica730 precompilatoModello Redditi PF (forfettari)
    Soggetti interessatiLavoratori dipendenti, pensionatiTitolari P.IVA regime forfettario
    Tipo di tassazioneIRPEF progressiva (23%-43%)Imposta sostitutiva 15% (o 5%)
    Quadro principaleQuadro C (lavoro dipendente)Quadro LM
    Scadenza trasmissione30 settembre31 ottobre (tramite intermediario)
    Versamenti direttiNo (tramite sostituto d’imposta)Si (acconto + saldo)
    Precompilata disponibileSi (dal 30 aprile)Solo bozza parziale (Quadro LM vuoto)

    E importante chiarire un aspetto: dal 2022, l’Agenzia delle Entrate ha esteso il servizio di precompilata anche ai titolari di partita IVA che presentano il Modello Redditi PF. Tuttavia, questa bozza per i forfettari e significativamente diversa — e molto piu incompleta — rispetto a quella per i lavoratori dipendenti.

    La precompilata parziale del Modello Redditi: cosa c’e e cosa manca

    La bozza precompilata del Modello Redditi PF contiene i dati che il Fisco gia conosce: informazioni anagrafiche, redditi da lavoro dipendente eventualmente percepiti in parallelo, interessi passivi su mutui, contributi previdenziali comunicati dagli enti previdenziali.

    Tuttavia, il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e completamente vuoto nella bozza precompilata. Il Fisco non conosce in automatico:

    • L’ammontare dei ricavi o compensi dell’anno di imposta
    • Il coefficiente di redditivita applicabile in base al codice ATECO
    • I contributi previdenziali obbligatori deducibili dal reddito lordo
    • L’imposta sostitutiva da versare (acconto e saldo)
    • Le eventuali perdite pregresse in regime agevolato
    • La presenza o meno dei requisiti per l’aliquota ridotta al 5%

    Tutti questi dati devono essere inseriti manualmente. E non si tratta di semplice trascrizione: richiede conoscenza delle norme, verifica dei requisiti, calcolo corretto del reddito imponibile e delle imposte dovute.

    Come funziona il calcolo del reddito nel regime forfettario 2026

    Per capire perche la compilazione del Quadro LM richiede competenze specifiche, e utile ripercorrere la logica del calcolo del reddito nel regime forfettario.

    Formula di calcolo:

    Ricavi o compensi lordi × Coefficiente di redditivita = Reddito lordo

    Reddito lordo − Contributi previdenziali obbligatori = Reddito netto imponibile

    Reddito netto imponibile × 15% (o 5%) = Imposta sostitutiva dovuta

    Il coefficiente di redditivita varia in base al codice ATECO dell’attivita svolta. La tabella prevista dalla Legge 190/2014, confermata per il 2026:

    Gruppo di attivitaCoefficiente
    Industrie alimentari e bevande40%
    Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%
    Commercio ambulante di prodotti alimentari40%
    Commercio ambulante di altri prodotti54%
    Intermediari del commercio62%
    Alloggio, ristorazione e servizi di ristorazione67%
    Attivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione78%
    Costruzioni e attivita immobiliari86%
    Altre attivita economiche67%

    Esempio pratico — Consulente informatico, ricavi 60.000 euro

    • Ricavi: 60.000 euro
    • Coefficiente attivita professionali: 78%
    • Reddito lordo: 60.000 × 78% = 46.800 euro
    • Contributi INPS Gestione Separata (aliquota 26,07%): circa 12.200 euro versati*
    • Reddito imponibile: 46.800 − 12.200 = 34.600 euro
    • Imposta sostitutiva 15%: 5.190 euro

    *Calcolo semplificato. I contributi effettivamente deducibili sono quelli versati nell’anno di imposta.

    I requisiti del regime forfettario nel 2026: le cause ostative da verificare

    Un aspetto critico che spesso sfugge ai forfettari che si cimentano nell’auto-dichiarazione e la verifica delle cause ostative: le condizioni che, se verificate nell’anno precedente, escludono l’accesso o la permanenza nel regime. Per il 2026 (anno d’imposta 2025), le principali cause ostative previste dalla normativa vigente (L. 190/2014 e L. 207/2024):

    • Ricavi o compensi superiori a 85.000 euro nell’anno precedente: comporta l’uscita dal regime nell’anno successivo. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno corrente, l’uscita e immediata con obbligo di applicare IVA dal mese successivo al superamento.
    • Redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024, da 30.000 euro): questa causa ostativa riguarda anche i pensionati con pensione superiore a tale importo.
    • Partecipazione in societa di persone, associazioni professionali o SRL con controllo diretto che svolgono attivita riconducibile a quella della P.IVA forfettaria.
    • Esercizio di attivita principalmente verso datori di lavoro attuali o dei due anni precedenti.
    • Spese per lavoro accessorio e personale superiori a 20.000 euro lordi nell’anno precedente (soglia ridotta dalla L. 207/2024 da 30.000 a 20.000 euro).

    La verifica di queste cause ostative richiede conoscenza della normativa e capacita di interpretazione. Errori in questa fase possono comportare l’applicazione del regime sbagliato, con conseguenti obblighi di IVA e tassazione IRPEF o, al contrario, rischio di accertamento per applicazione indebita del regime agevolato.

    Cosa fa concretamente il commercialista per un forfettario

    1. Verifica annuale dei requisiti di permanenza

    Il commercialista esegue ogni anno un controllo sistematico delle cause ostative. Il confronto tra redditi da lavoro dipendente e la soglia dei 35.000 euro richiede la lettura corretta della Certificazione Unica (CU), la distinzione tra redditi imponibili e non, e la verifica di eventuali redditi da pensione o collaborazione che concorrono al limite.

    2. Compilazione corretta del Quadro LM

    Il Quadro LM del Modello Redditi PF e articolato in sezioni distinte. La scelta della sezione corretta, l’inserimento preciso dei ricavi, la deduzione dei contributi e il calcolo dell’imposta richiedono competenze specifiche. Un errore nel codice ATECO puo portare all’applicazione del coefficiente di redditivita sbagliato e a un’imposta sostitutiva non corretta.

    3. Gestione di redditi misti

    Moltissimi forfettari hanno redditi di piu natura: la P.IVA forfettaria ma anche un lavoro dipendente part-time, proventi da locazioni, interessi, dividendi. In questi casi la dichiarazione si complica significativamente: il Modello Redditi PF deve raccogliere tutti i quadri rilevanti (LM per il forfettario, Quadro C per il lavoro dipendente, FA per affitti, RL per altri redditi).

    4. Calcolo degli acconti e pianificazione del cash flow fiscale

    Il regime forfettario prevede il versamento dell’imposta sostitutiva in acconto (prima rata 40% entro il 30 giugno, seconda rata 60% entro il 30 novembre) e in saldo (entro il 30 giugno dell’anno successivo). Il commercialista calcola gli importi, valuta l’opportunita di ridurre gli acconti se il reddito del periodo in corso e presumibilmente inferiore, e pianifica i versamenti per evitare sanzioni.

    5. Verifica delle detrazioni accessorie

    I forfettari non beneficiano delle detrazioni IRPEF ordinarie (spese mediche, interessi sul mutuo, spese per i figli a carico, ecc.) perche pagano un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF. Tuttavia, in presenza di redditi misti, alcune detrazioni possono essere applicate sulla quota di reddito soggetta a IRPEF. Capire cosa si puo o non si puo detrarre richiede un’analisi caso per caso.

    Scadenze dichiarative 2026 per i forfettari

    ScadenzaAdempimentoNote
    30 aprile 2026Disponibilita bozza precompilata (Modello Redditi PF)Solo parzialmente compilata — Quadro LM vuoto
    30 giugno 2026Saldo anno precedente + prima rata acconto (40%)F24 — codice tributo 1793
    30 luglio 2026Versamento con maggiorazione 0,40% (proroga estiva)Alternativa al 30 giugno se si opta per la proroga
    31 ottobre 2026Trasmissione Modello Redditi PF tramite intermediarioScadenza ordinaria per invio tramite CAF o commercialista
    30 novembre 2026Seconda rata acconto imposta sostitutiva (60%)F24 — codice tributo 1793 (acconto seconda rata)

    Il Modello Redditi PF, a differenza del 730, non viene inviato tramite il portale precompilata in modalita semplificata: il forfettario deve avvalersi di un intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista, consulente del lavoro) oppure, se dotato di idoneo software, inviarlo tramite i canali Fisconline/Entratel.

    La novita 2026: i controlli dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari

    Un tema sempre piu rilevante nel 2026 riguarda l’intensificazione dell’attivita di controllo dell’Agenzia delle Entrate sui forfettari. L’Agenzia ha aumentato le comunicazioni di anomalia inviate ai titolari di P.IVA, concentrandosi su:

    • Verifica del superamento della soglia di 85.000 euro di ricavi: l’incrocio dei dati delle fatture elettroniche con le dichiarazioni presentate permette di individuare i casi di mancata uscita dal regime.
    • Controllo delle cause ostative, in particolare la verifica del reddito da lavoro dipendente attraverso i flussi delle Certificazioni Uniche.
    • Verifica della corretta applicazione dell’imposta sostitutiva: sono stati segnalati casi di forfettari che applicavano erroneamente l’aliquota del 5% pur non avendo i requisiti (attivita non nuova, o gia esercitata nei tre anni precedenti).

    In questo contesto, avere un professionista che ha verificato la correttezza della dichiarazione e degli adempimenti non e solo un vantaggio operativo: e una forma di tutela preventiva. In caso di comunicazione di irregolarita, il commercialista risponde tempestivamente, valuta la fondatezza della contestazione e, se necessario, presenta memorie difensive o procede al ravvedimento operoso nei termini.

    CAF e forfettari: quando il CAF puo essere un’alternativa al commercialista

    I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono abilitati ad assistere i contribuenti nella presentazione del Modello 730, ma non tutti i CAF sono abilitati alla presentazione del Modello Redditi PF, che e il modello dei forfettari.

    I CAF che gestiscono anche le partite IVA in regime forfettario sono quelli che dispongono di intermediari abilitati (dottori commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro) nel proprio organico o in convenzione. Questi CAF possono offrire:

    • Analisi della situazione fiscale complessiva del contribuente
    • Verifica dei requisiti di permanenza nel regime forfettario
    • Compilazione e trasmissione del Modello Redditi PF
    • Calcolo e supporto nella predisposizione dei versamenti F24
    • Assistenza in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per i titolari di partita IVA in regime forfettario, con consulenti qualificati in grado di gestire la dichiarazione annuale e la pianificazione fiscale durante l’anno. Leggi anche: Ritenuta d’Acconto Regime Forfettario 2026: Quando Si Applica e Come Gestirla.

    Errori comuni dei forfettari fai da te

    • Confondere il 730 con il Modello Redditi: alcuni forfettari presentano il 730 (sbagliato) invece del Modello Redditi PF, omettendo la dichiarazione dei ricavi dell’attivita.
    • Non dedurre i contributi INPS versati: la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori e una delle poche riduzioni consentite ai forfettari. Ometterla porta a pagare piu imposte del dovuto.
    • Applicare l’aliquota al 5% senza averne i diritti: la riduzione al 5% per i primi cinque anni si applica solo se l’attivita e nuova (nei tre anni precedenti non e stata esercitata attivita artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata).
    • Non comunicare l’uscita dal regime: chi supera i 85.000 euro di ricavi deve uscire dal forfettario dall’anno successivo e impostare correttamente la propria contabilita.
    • Ignorare la gestione dei versamenti F24: i codici tributo corretti, le scadenze e le modalita di compensazione non sono intuitive per chi non ha familiarita con la fiscalita delle partite IVA.

    Il caso dei forfettari con redditi misti: la complessita aumenta

    Una delle situazioni piu delicate e frequenti e quella del forfettario con redditi misti: chi svolge un’attivita professionale in regime forfettario ma ha anche un rapporto di lavoro dipendente, percepisce pensione, ha immobili in affitto o ha altri redditi soggetti a IRPEF.

    In questi casi il Modello Redditi PF deve contenere:

    • Il Quadro LM per il reddito in regime forfettario (imposta sostitutiva)
    • Il Quadro C per i redditi da lavoro dipendente (dati dalla CU del datore di lavoro)
    • Il Quadro RB per gli eventuali redditi fondiari
    • Il Quadro RL per altri redditi (locazioni brevi, compensi occasionali)
    • Il Quadro RP per le detrazioni — applicabili pero solo sulla parte di reddito IRPEF, non su quello forfettario

    Le detrazioni per carichi di famiglia si calcolano sull’IRPEF lorda dovuta sul reddito complessivo IRPEF (escludendo quello forfettario). Se la quota IRPEF e modesta, la detrazione potrebbe non trovare capienza. Questo aspetto richiede un’analisi professionale per ottimizzare la posizione fiscale del contribuente. Leggi anche: Partita IVA Logopedista 2026 e Partita IVA Veterinario 2026.

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    FAQ — Domande frequenti

    I forfettari possono usare la dichiarazione precompilata 2026?

    I forfettari non possono usare il 730 precompilato, riservato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Dal 2022 esiste una bozza precompilata del Modello Redditi PF, ma il Quadro LM — il cuore della dichiarazione del forfettario — e sempre vuoto e va compilato manualmente da un professionista.

    Qual e il modello dichiarativo dei forfettari?

    I titolari di partita IVA in regime forfettario devono presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (Modello Redditi PF), compilando il Quadro LM. Questo modello va trasmesso tramite intermediario abilitato (CAF con servizio P.IVA, commercialista) entro il 31 ottobre di ogni anno.

    Quando scade la dichiarazione dei redditi per i forfettari nel 2026?

    La scadenza per la trasmissione del Modello Redditi PF tramite intermediario abilitato e il 31 ottobre 2026 (per l’anno d’imposta 2025). L’invio autonomo tramite Fisconline/Entratel scade invece al 30 novembre 2026.

    Quanto paga di tasse un forfettario nel 2026?

    Il forfettario paga un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito netto imponibile (ricavi × coefficiente − contributi previdenziali). Per le nuove attivita che rispettano i requisiti, l’aliquota e ridotta al 5% per i primi cinque anni. Non applica l’IVA sulle fatture e non beneficia delle detrazioni IRPEF ordinarie.

    Posso detrarre le spese mediche se sono in regime forfettario?

    No, se il reddito e interamente forfettario. Le detrazioni IRPEF (spese mediche, interessi mutuo, spese per figli a carico) si applicano sull’IRPEF dovuta, ma il forfettario paga un’imposta sostitutiva. Chi ha redditi misti (forfettario + lavoro dipendente) puo invece beneficiare delle detrazioni sulla quota di reddito soggetta a IRPEF.

    Cosa succede se un forfettario supera i 85.000 euro di ricavi?

    Se i ricavi superano 85.000 euro nell’anno, il forfettario perde il regime dall’anno successivo e deve passare al regime ordinario con IVA e contabilita ordinaria. Se i ricavi superano 100.000 euro nell’anno in corso, l’uscita dal regime e immediata: dall’operazione che ha determinato il superamento occorre applicare IVA e ricalcolare le imposte.

    Il CAF puo assistere un forfettario nella dichiarazione dei redditi?

    Si, ma solo i CAF dotati di intermediari abilitati (commercialisti, ragionieri) possono gestire il Modello Redditi PF dei forfettari. I CAF che gestiscono solo il 730 non possono assistere i titolari di P.IVA in regime forfettario. E fondamentale verificare preventivamente i servizi offerti dal CAF a cui ci si rivolge.

    Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-23 12:23:482026-06-28 00:15:47Forfettari e dichiarazione precompilata 2026: l’intervento del commercialista resta indispensabile
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026: Come Modificare l’Aliquota Errata

    cedolare secca

    La cedolare secca nel Modello Redditi PF precompilato 2026 è uno degli elementi che generano più dubbi tra i contribuenti italiani. L’Agenzia delle Entrate carica automaticamente i contratti di locazione registrati e calcola l’imposta sostitutiva, ma capita spesso che l’aliquota proposta sia errata: vuoi perché un contratto a canone concordato risulta indicato con il 21% invece del 10%, vuoi perché una locazione breve dal secondo immobile non riporta il nuovo 26% introdotto dal 2024. Il problema è tutt’altro che marginale: una percentuale sbagliata può tradursi in centinaia di euro di imposte versate in eccesso oppure in sanzioni per insufficiente versamento.

    In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine vediamo passo passo come verificare e modificare l’aliquota cedolare secca nel Modello Redditi PF 2026 precompilato (anno d’imposta 2025), quali sono le aliquote in vigore (21%, 10% e 26%), come gestire il Quadro RB, quali codici utilizzare e quando conviene rivolgersi a un operatore qualificato per evitare errori. La precompilata è uno strumento utile, ma resta a tutti gli effetti la tua dichiarazione: la responsabilità dei dati inviati è del contribuente.

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    Cedolare secca nel precompilato Redditi PF: cosa cambia nel 2026

    La cedolare secca è il regime opzionale di tassazione sostitutiva sui redditi da locazione di immobili abitativi, introdotto con il D.Lgs. 23/2011 articolo 3. Chi sceglie la cedolare paga un’imposta unica che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, imposta di registro e imposta di bollo sul contratto: in pratica un solo versamento, calcolato sul canone annuo lordo senza deduzioni o detrazioni.

    Nel precompilato Modello Redditi PF 2026, l’Agenzia delle Entrate inserisce automaticamente:

    • i dati catastali degli immobili di tua proprietà,
    • i contratti di locazione registrati presso l’Agenzia (sia per cassa che per competenza),
    • l’importo del canone annuo dichiarato in fase di registrazione,
    • l’opzione cedolare secca se attivata al momento della registrazione o con successivo modello RLI.

    La novità del 2026 rispetto alle annualità precedenti riguarda principalmente le locazioni brevi: i contratti di durata inferiore a 30 giorni stipulati nel 2025 sono soggetti alla nuova doppia aliquota (21% per il primo immobile, 26% dal secondo al quarto), e il sistema precompilato deve essere in grado di riconoscerli correttamente. Tuttavia, il riconoscimento non è sempre automatico: ti spiego perché tra poco.

    Le aliquote cedolare secca vigenti per il 2026 (anno imposta 2025)

    Per compilare correttamente il Modello Redditi PF 2026 devi conoscere le tre aliquote attualmente in vigore. Ognuna si riferisce a una tipologia contrattuale specifica e, nel Quadro RB, viene identificata da un codice utilizzo numerico (colonna 2). Ecco la sintesi aggiornata:

    Tipologia contrattoAliquotaCodice utilizzo RBRiferimento normativo
    Canone libero (4+4 ex art. 2 c. 1 L. 431/98)21%3D.Lgs. 23/2011 art. 3 c. 2
    Canone concordato (3+2 in Comuni alta tensione abitativa)10%8 / 12D.Lgs. 23/2011 art. 3 c. 2 – L. 431/98 art. 2 c. 3
    Locazione breve – primo immobile21%3 (sezione II RB)D.L. 50/2017 art. 4
    Locazione breve – dal 2° al 4° immobile26%14 (sezione II RB)L. 213/2023 art. 1 c. 63

    Attenzione: oltre il quarto immobile destinato a locazione breve nell’anno, l’attività si presume commerciale e la cedolare secca non è più applicabile. In questo caso si rientra nei redditi d’impresa con obbligo di partita IVA.

    Quando si applica l’aliquota agevolata del 10%

    L’aliquota ridotta del 10% spetta soltanto per i contratti a canone concordato stipulati in base agli accordi territoriali firmati tra organizzazioni dei proprietari e dei conduttori, e solo nei Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE (delibera 87/2003 e successivi aggiornamenti). Per il 2025-2026 sono confermati Comuni come Udine, Trieste, Pordenone, Roma, Milano, Napoli, Torino e tutti i capoluoghi di provincia. L’elenco completo è disponibile sul portale del MIT-MEF e sui siti dei singoli Comuni.

    Per godere del 10% serve l’attestazione di rispondenza rilasciata da una delle organizzazioni firmatarie dell’accordo territoriale. Senza questa attestazione il contratto, pur stipulato in forma 3+2, rischia di non poter beneficiare dell’aliquota agevolata e l’Agenzia può contestarla in fase di controllo.

    Perché l’aliquota nel precompilato può risultare errata

    L’aliquota cedolare secca proposta dal precompilato Redditi PF 2026 viene dedotta dal codice tipologia contrattuale indicato in fase di registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate (modello RLI). Se al momento della registrazione il codice è stato indicato in modo impreciso, o se successivamente sono cambiate le condizioni del contratto, il precompilato può proporre l’aliquota sbagliata.

    I casi più frequenti di errore nel precompilato sono:

    • Contratto registrato come canone libero ma in realtà concordato → l’AdE propone il 21% invece del 10%;
    • Mancata indicazione dell’attestazione di rispondenza → il sistema applica cautelativamente il 21%;
    • Locazioni brevi non comunicate dagli intermediari (es. piattaforme online che non hanno trasmesso i dati con il modello CU locazioni brevi) → il reddito non compare nel precompilato e va aggiunto manualmente;
    • Più immobili in locazione breve nello stesso anno → il precompilato applica il 21% su tutti, mentre dal secondo dovrebbe scattare il 26%;
    • Comproprietà al 50% → l’AdE divide automaticamente, ma se le quote sono diverse (es. 30/70) il dato va corretto;
    • Subentro per successione o donazione in corso d’anno → l’imputazione temporale può risultare imprecisa.

    In tutti questi casi devi intervenire manualmente sul Quadro RB del Modello Redditi PF prima di inviare la dichiarazione. Non confidare nel fatto che “se è precompilato, sarà giusto”: come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 19/E del 2025 e nelle istruzioni al Modello Redditi PF 2026, la responsabilità dei dati dichiarati resta sempre del contribuente, anche se i dati provengono dalla precompilata.

    Quadro RB del Modello Redditi PF: come modificare l’aliquota cedolare secca

    Il Quadro RB del Modello Redditi PF è la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati, comprese le locazioni con cedolare secca. È composto da due sezioni principali:

    1. Sezione I – dati identificativi degli immobili (rendita catastale, possesso, utilizzo, canone);
    2. Sezione II – dati relativi ai contratti di locazione (estremi di registrazione, codici tipologia, opzione cedolare).

    Per modificare l’aliquota cedolare secca nel precompilato segui questa procedura passo passo:

    Passo 1: accesso alla precompilata

    Collegati al portale dell’Agenzia delle Entrate sulla sezione “La tua area riservata”, accedi con SPID, CIE o CNS, e dal menu “Dichiarazione precompilata” seleziona il Modello Redditi Persone Fisiche (non il 730, se hai redditi che richiedono il modello unico, come locazioni brevi sopra le 4 unità, redditi da quadro RW o RT). Le credenziali Entratel/Fisconline sono state disattivate dal 2024 per i contribuenti persone fisiche.

    Passo 2: apertura Quadro RB

    Una volta dentro il Modello Redditi PF, individua il Quadro RB – Redditi dei fabbricati. Vedrai l’elenco degli immobili precompilati con i relativi righi (RB1, RB2, RB3…). Ogni immobile occupa un rigo della Sezione I e, se locato, ha i relativi dati contrattuali nella Sezione II.

    Passo 3: clicca su “Modifica” sul rigo da correggere

    Il sistema ti consente di intervenire sui singoli campi. Per la cedolare secca, le colonne fondamentali sono:

    • Colonna 2 – Utilizzo: indica il codice tipologia (es. 3 = canone libero, 8 = canone concordato con riduzione, 12 = canone concordato in Comuni colpiti da calamità, 14 = locazioni brevi dal 2° immobile);
    • Colonna 6 – Canone: importo del canone annuo (di norma 100%, salvo scelte particolari);
    • Colonna 11 – Cedolare secca: barrare la casella se l’opzione è stata esercitata;
    • Colonna 12 – Casi particolari IMU: solo se ricorrono;
    • Colonna 8 – Continuazione: si compila in caso di prosieguo del rigo precedente.

    Passo 4: cambia il codice utilizzo (questo determina l’aliquota)

    Per passare dal 21% al 10% (canone concordato) devi sostituire il codice utilizzo in colonna 2: da 3 (canone libero) a 8 (canone concordato con attestazione di rispondenza). Salva e verifica nel riepilogo dell’imposta che la nuova aliquota sia applicata correttamente.

    Passo 5: ricalcolo dell’imposta

    Dopo la modifica, il sistema ricalcola automaticamente la cedolare dovuta nel Quadro RB sezione III e aggiorna il Quadro LC – liquidazione imposta cedolare secca. Verifica che gli acconti versati a giugno e novembre 2025 vengano correttamente scomputati e che il saldo a debito o a credito sia coerente.

    Passare dall’aliquota 21% al 10% del canone concordato: la procedura

    Questo è uno dei casi più frequenti di rettifica nel Modello Redditi PF precompilato. Immagina che Maria abbia stipulato a Udine un contratto di locazione 3+2 a canone concordato per un appartamento (rendita catastale 480 euro, canone annuo 6.000 euro). Il contratto è stato registrato regolarmente con cedolare secca, ma il sistema precompilato propone il 21%, applicando un’imposta di 1.260 euro. In realtà, trattandosi di canone concordato in Comune ad alta tensione abitativa, l’aliquota corretta è il 10%, con un’imposta di soli 600 euro: un risparmio di 660 euro.

    Per applicare l’aliquota corretta nel precompilato Maria deve:

    1. Verificare di avere a portata di mano l’attestazione di rispondenza rilasciata da un’organizzazione firmataria dell’accordo territoriale (ad es. SUNIA, SICET, UNIAT, oppure Confedilizia, Asppi, UPPI);
    2. Entrare nel Modello Redditi PF precompilato, Quadro RB, e individuare il rigo relativo all’immobile;
    3. Cliccare su “Modifica” nella Sezione II e cambiare il codice utilizzo da 3 a 8;
    4. Confermare l’opzione cedolare in colonna 11;
    5. Salvare e verificare nel Quadro LC che l’imposta calcolata sia ora il 10% del canone (600 euro nell’esempio).

    Importante: conserva l’attestazione di rispondenza per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione (termine ordinario di accertamento ex art. 43 DPR 600/1973). In caso di controllo formale, l’Agenzia delle Entrate può richiederla e, se mancante o non valida, il 10% può essere disconosciuto con recupero della differenza, sanzioni e interessi.

    Cosa fare se l’attestazione è scaduta o mancante

    Se l’attestazione non è mai stata richiesta o è scaduta, puoi richiederla a sanatoria alle organizzazioni firmatarie. Il costo varia da 50 a 150 euro a seconda dell’ente. L’attestazione ha effetto dichiarativo: certifica che il contratto rispetta gli accordi territoriali. Senza di essa, l’aliquota agevolata del 10% è formalmente non spettante anche per i contratti stipulati correttamente come 3+2.

    Locazioni brevi 2026: quando si applica il 26% e come segnalarlo nel precompilato

    Dal 1° gennaio 2024, in attuazione della Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1 c. 63), la cedolare secca sulle locazioni brevi (contratti di durata inferiore a 30 giorni, anche con servizi accessori non professionali) è cambiata:

    • 21% sul reddito derivante dalla locazione del primo immobile destinato a locazione breve nell’anno;
    • 26% sul reddito derivante dalla locazione dal secondo al quarto immobile destinati a locazione breve nello stesso periodo d’imposta;
    • Cedolare non ammessa oltre il quarto immobile: l’attività si presume imprenditoriale, con obbligo di partita IVA e regime ordinario.

    Nel Modello Redditi PF 2026 precompilato, il riconoscimento automatico delle locazioni brevi avviene solo se gli intermediari (Airbnb, Booking, agenzie immobiliari) hanno trasmesso all’Agenzia delle Entrate la CU locazioni brevi entro le scadenze previste. Se la CU non è arrivata, il reddito non risulterà nel precompilato e dovrai inserirlo manualmente nella Sezione II del Quadro RB con il codice 3 (primo immobile) oppure 14 (dal secondo).

    Esempio pratico: due immobili in locazione breve

    Luca possiede due appartamenti a Trieste che ha affittato come locazioni brevi nel 2025: il primo gli ha fruttato 8.000 euro lordi (al netto delle commissioni dei portali), il secondo 6.000 euro. Per il primo immobile applicherà la cedolare al 21% (1.680 euro), per il secondo il 26% (1.560 euro), per un totale di 3.240 euro di imposta sostitutiva.

    Se il precompilato applicasse erroneamente il 21% anche al secondo immobile, Luca verserebbe 1.260 euro invece di 1.560: rischierebbe in seguito un avviso bonario con recupero della differenza (300 euro), sanzione ridotta (90 euro circa) e interessi. Controllare e correggere l’aliquota nel Quadro RB è quindi indispensabile.

    Ritenuta del 21% applicata dagli intermediari

    Ricorda che gli intermediari che incassano i canoni (es. Airbnb, Booking) operano una ritenuta del 21% a titolo d’acconto. Nel Quadro RB devi scomputarla in colonna apposita e nel Quadro LC sezione II (liquidazione cedolare locazioni brevi). Se hai applicato il 26% dal secondo immobile, devi versare la differenza (5%) tramite F24.

    Scadenze Modello Redditi PF 2026 e termini per accettare o modificare la precompilata

    Per il Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) le date da segnare in calendario sono:

    AdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione
    Disponibilità precompilata online15 maggio 2026–
    Modifica/invio precompilata (apertura)20 maggio 2026–
    Versamento saldo cedolare secca (F24)30 giugno 202630 luglio 2026 (+0,40%)
    Primo acconto cedolare 202630 giugno 202630 luglio 2026 (+0,40%)
    Secondo acconto cedolare 202630 novembre 2026–
    Invio telematico Modello Redditi PF 202630 novembre 2026–

    Le scadenze del Modello Redditi PF restano confermate al 30 novembre 2026 come termine ultimo di invio, mentre i versamenti seguono il calendario IRPEF. Conviene modificare il precompilato prima della scadenza dei versamenti (30 giugno 2026), per evitare di pagare F24 calcolati su aliquote errate e doversi poi destreggiare tra ravvedimenti operosi o richieste di rimborso.

    Rateizzazione del saldo cedolare

    Il saldo cedolare secca può essere rateizzato fino a un massimo di 7 rate mensili (con maggiorazione progressiva degli interessi), con prima rata entro il 30 giugno 2026 e ultima rata entro il 16 dicembre 2026. La rateizzazione si attiva direttamente nel Modello Redditi PF compilando il Quadro RX.

    Errori comuni e come evitarli in fase di modifica

    Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale di Udine, gli errori più frequenti che riscontriamo quando i contribuenti modificano in autonomia la cedolare secca nel precompilato sono questi:

    • Modificare il codice utilizzo senza prima salvare la sezione I: porta a perdere i dati appena inseriti;
    • Dimenticare di barrare l’opzione cedolare (colonna 11): senza la spunta il sistema applica la tassazione IRPEF ordinaria, anche se il contratto è registrato con cedolare;
    • Indicare il codice 12 al posto del 8: il codice 12 è riservato ai Comuni colpiti da eventi calamitosi (es. terremoto), non al canone concordato ordinario;
    • Non aggiornare il Quadro LC: dopo la modifica nel Quadro RB, il sistema dovrebbe ricalcolare automaticamente, ma talvolta servono click di conferma aggiuntivi;
    • Inserire due volte lo stesso immobile: tipico quando l’immobile compare nel precompilato e si aggiunge manualmente “non vedendolo”;
    • Sbagliare la quota di possesso: in caso di comproprietà, la quota va indicata in formato percentuale (es. 50 o 33,33);
    • Confondere il periodo di possesso (giorni) con i giorni di locazione: sono due campi diversi e vanno entrambi compilati correttamente.

    Un controllo finale utile, prima dell’invio, è confrontare l’imposta cedolare risultante con il calcolo manuale: canone annuo × aliquota = imposta dovuta. Se il valore è palesemente diverso, c’è un errore di compilazione.

    Documenti necessari per modificare l’aliquota cedolare secca

    Per intervenire correttamente sul Modello Redditi PF 2026 e modificare l’aliquota cedolare secca, è bene avere a portata di mano i seguenti documenti:

    • Copia del contratto di locazione registrato (anche scaricabile dall’area riservata AdE);
    • Ricevuta di registrazione con estremi (data, numero, ufficio territoriale, codice tipologia);
    • Attestazione di rispondenza per i contratti a canone concordato (rilasciata dalle associazioni firmatarie);
    • Modello RLI di opzione cedolare (se l’opzione è stata esercitata dopo la registrazione);
    • Visura catastale aggiornata dell’immobile (rendita, categoria, classe);
    • F24 degli acconti versati nel 2025 (codici tributo 1840 e 1841);
    • Per le locazioni brevi: ricevute delle piattaforme (Airbnb, Booking) con dettaglio canoni incassati e ritenute subite, oltre alla CU rilasciata dall’intermediario;
    • SPID, CIE o CNS per accedere al portale dell’Agenzia delle Entrate.

    Tenere ordinata questa documentazione ti permette di rispondere rapidamente a eventuali richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia, che ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo per controllare la dichiarazione (quindi fino al 31 dicembre 2031 per i redditi 2025).

    Quando rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine

    Modificare l’aliquota cedolare secca nel Modello Redditi PF precompilato è un’operazione apparentemente semplice, ma diventa delicata in alcune situazioni specifiche. Conviene affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine se ti trovi in uno di questi casi:

    • Più contratti con tipologie diverse (canone libero + concordato + breve) sullo stesso immobile o su immobili diversi;
    • Locazioni brevi con multipli immobili e necessità di gestire il passaggio dal 21% al 26%;
    • Subentro per successione o donazione in corso d’anno (situazione frequente in Friuli Venezia Giulia per via del sistema tavolare, che richiede attenzioni specifiche sull’imputazione temporale dei redditi);
    • Contratti rinegoziati o cambio di destinazione d’uso a metà anno;
    • Errori già commessi negli anni precedenti da sanare con dichiarazione integrativa;
    • Comunicazioni di irregolarità già ricevute dall’Agenzia delle Entrate;
    • Mancata attestazione di rispondenza per contratti concordati passati: il CAF può aiutarti a richiederla a sanatoria.

    In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Questo richiede competenze specifiche nella gestione delle pratiche immobiliari e delle dichiarazioni dei redditi che coinvolgono successioni con immobili locati: il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale con questo sistema ed è il punto di riferimento per chi opera in regione.

    Il nostro staff può verificare la correttezza del precompilato, calcolare la convenienza tra cedolare e regime ordinario IRPEF, gestire la modifica del Quadro RB, predisporre gli F24 con i corretti codici tributo (1840 saldo, 1841 acconti) e seguirti per eventuali comunicazioni successive dall’Agenzia. Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza dedicata.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sulla cedolare secca nel precompilato

    Posso modificare l’aliquota cedolare secca direttamente dal precompilato online?

    Sì, una volta entrato nell’area precompilata con SPID/CIE/CNS, selezionando il Modello Redditi PF 2026 puoi modificare i dati del Quadro RB, comprese le aliquote di cedolare secca (codice 3 per aliquota 21%, codice 8 per aliquota 10%, codice 14 per locazioni brevi 26% dal secondo immobile).

    Quale aliquota cedolare secca si applica al canone concordato nel 2026?

    Il canone concordato (contratti 3+2 ex Legge 431/1998 art. 2 comma 3) gode dell’aliquota agevolata del 10% in tutti i Comuni ad alta tensione abitativa o tra quelli colpiti da calamità. Negli altri Comuni si applica l’aliquota standard del 21%.

    Come funziona la cedolare secca al 26% per le locazioni brevi nel 2026?

    Dal 2024 (L. 213/2023) la cedolare secca per locazioni brevi è al 21% se loci un solo immobile, e al 26% dal secondo al quarto immobile destinato a locazione breve nell’anno. Oltre il quarto immobile si configura attività d’impresa e la cedolare non è ammessa.

    Cosa rischio se accetto il precompilato con l’aliquota cedolare secca sbagliata?

    Rischi di pagare imposte maggiori del dovuto (es. 21% invece di 10%) oppure, al contrario, una sanzione per omesso/insufficiente versamento se applichi un’aliquota più bassa di quella spettante. La precompilata accettata senza modifiche evita controlli formali, ma non sana dati errati di partenza: la responsabilità resta del contribuente.

    Quanto tempo ho per modificare il Modello Redditi PF 2026 precompilato?

    Il Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) deve essere inviato entro il 30 novembre 2026. Tuttavia il termine per la cedolare secca legato al versamento del saldo è il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%). Conviene modificare e inviare prima delle scadenze di pagamento per evitare errori sui versamenti F24.

    Devo rivolgermi al CAF anche se il precompilato sembra corretto?

    Per dichiarazioni semplici puoi procedere autonomamente. Tuttavia, se hai contratti misti (parte canone libero, parte concordato), locazioni brevi, immobili in comproprietà o quote diverse, è preferibile rivolgersi al CAF per evitare errori sulle aliquote e sugli adempimenti collaterali (es. SIIP per locazioni brevi).

    Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 12:10:272026-05-31 17:43:23Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026: Come Modificare l’Aliquota Errata
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Redditi PF 2026 Online: Si Può Già Modificare la Dichiarazione Precompilata

    Dichiarazione dei redditi 730

    I **Redditi PF 2026 online** sono già disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate e, novità di quest’anno, **si possono già modificare**. Dal **30 aprile 2026** il contribuente può accedere alla **dichiarazione precompilata 2026** del modello Redditi Persone Fisiche, visualizzarla, integrarla e correggerla prima dell’invio definitivo. Si tratta di un passo importante che valorizza il ruolo del contribuente come protagonista attivo della propria dichiarazione dei redditi. In questa guida del **CAF Centro Fiscale di Udine** spieghiamo cosa contiene la **precompilata**, come modificarla, quali sono le scadenze del **modello Redditi PF 2026** e perché conviene farsi assistere da un CAF per evitare errori. Vedremo anche le differenze rispetto al **modello 730 precompilato** e quando conviene scegliere l’uno o l’altro.

    Indice dei contenuti

    1. Redditi PF 2026 Online: Cos’è la Precompilata e Cosa Cambia
    2. Quando è Disponibile e Chi Può Accedere ai Redditi PF 2026 Online
    3. Cosa Contiene il Modello Redditi PF 2026 Precompilato
    4. Come Modificare e Integrare i Redditi PF 2026 Online
    5. Termini di Invio dei Redditi PF 2026
    6. Redditi PF 2026 vs 730 Precompilato: Quale Scegliere
    7. Il Ruolo del CAF Centro Fiscale nella Dichiarazione Redditi PF 2026
    8. Cosa Fare Dopo l’Invio della Dichiarazione Redditi PF 2026
    9. Domande frequenti

    Redditi PF 2026 Online: Cos’è la Precompilata e Cosa Cambia

    Il **modello Redditi PF** è la dichiarazione dei redditi che devono presentare le **persone fisiche** che non possono utilizzare il 730 oppure scelgono di non utilizzarlo: titolari di **partita IVA**, contribuenti con **redditi esteri**, eredi che dichiarano per il de cuius, soggetti con plusvalenze finanziarie o **redditi da criptovalute**, lavoratori senza sostituto d’imposta. Dal 2026 anche questo modello è disponibile in versione **precompilata** sul sito dell’Agenzia delle Entrate. La principale novità è che l’apertura della precompilata è slittata al **30 aprile 2026**, due settimane più tardi rispetto agli anni passati (era il 15 aprile fino al 2025). Lo spostamento serve all’Agenzia per integrare meglio i dati ricevuti dai sostituti d’imposta e dagli enti esterni. Il **modello Redditi PF 2026** precompilato non è una semplice bozza: contiene già la maggior parte dei dati fiscali del contribuente, recuperati automaticamente da fonti certificate. Il contribuente deve verificarli, eventualmente correggerli e poi confermare l’invio.

    Quando è Disponibile e Chi Può Accedere ai Redditi PF 2026 Online

    Il calendario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per i **Redditi PF 2026 online** prevede tre date chiave. Dal **30 aprile 2026** la precompilata è consultabile in modalità solo visualizzazione e da pochi giorni dopo è già possibile **modificare e integrare** i dati. La trasmissione definitiva del modello Redditi PF deve avvenire **entro il 30 novembre 2026**, salvo proroghe ufficiali. Possono accedere alla precompilata tutti i contribuenti dotati di credenziali digitali. L’accesso è possibile con **SPID** (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2, **CIE** (Carta d’Identità Elettronica con PIN) o **CNS** (Carta Nazionale dei Servizi, ad esempio la Tessera Sanitaria attivata). In alternativa è possibile delegare un **CAF** o un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro) che accede per conto del cittadino tramite il proprio canale Entratel. Per chi non ha familiarità con i portali pubblici, il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre l’accesso assistito gratuito alla propria dichiarazione.

    Credenziali Necessarie per Accedere

    Per entrare nella tua area riservata sul sito dell’**Agenzia delle Entrate** servono credenziali digitali valide. **SPID** è la soluzione più diffusa: si ottiene gratuitamente o a basso costo da gestori accreditati (Poste, Aruba, InfoCert, Namirial e altri). La **CIE** richiede il PIN consegnato al momento del rilascio della carta e un lettore NFC oppure uno smartphone abilitato. La **CNS** è la Tessera Sanitaria attivata presso uno sportello regionale: dopo l’attivazione si usa con lettore smart card. Senza una di queste credenziali non è possibile visualizzare i **Redditi PF 2026 online** in autonomia.

    Cosa Contiene il Modello Redditi PF 2026 Precompilato

    Il **modello Redditi PF 2026** precompilato contiene un patrimonio di informazioni già raccolte dall’Agenzia delle Entrate. Tra i dati pre-inseriti rientrano i redditi da lavoro dipendente e assimilati (trasmessi dai datori di lavoro con la **CU 2026**), i redditi da pensione (comunicati da INPS e altri enti), i redditi da locazione registrati. Sul fronte degli oneri deducibili e detraibili, sono già caricati interessi sui mutui, premi assicurativi vita e infortuni, contributi previdenziali obbligatori e volontari, contributi versati a forme di previdenza complementare. Sono presenti anche le **spese sanitarie** comunicate al Sistema Tessera Sanitaria (visite mediche, farmaci, prestazioni specialistiche), le spese per istruzione, gli oneri per attività sportive dei figli e le erogazioni liberali. Sono inserite le spese funebri e quelle di ristrutturazione e risparmio energetico che danno diritto a **detrazioni fiscali**. Il contribuente trova precompilati anche i versamenti F24 effettuati nel corso del 2025, gli acconti già pagati e le **compensazioni** richieste. Una sezione importante riguarda i redditi soggetti a tassazione separata, le plusvalenze finanziarie e i redditi di capitale per i quali è stata operata una ritenuta. Per chi ha posizioni in **criptovalute** o conti esteri, restano da compilare manualmente i quadri W e RM in molti casi, perché l’Agenzia non sempre ha informazioni complete in via automatica.

    Come Modificare e Integrare i Redditi PF 2026 Online

    Modificare i **Redditi PF 2026 online** è più semplice di quanto si possa pensare, ma richiede attenzione. Dopo l’accesso all’area riservata con SPID, CIE o CNS, il contribuente trova la sezione dedicata alla dichiarazione precompilata. Da lì può scegliere se accettare il modello senza modifiche oppure se procedere con modifiche o integrazioni. Le **modifiche** consistono nella correzione di dati già inseriti (ad esempio un reddito da locazione errato), mentre le **integrazioni** aggiungono informazioni mancanti (ad esempio detrazioni non comunicate dagli enti esterni). Dopo ogni modifica il sistema ricalcola automaticamente l’imposta dovuta o il rimborso spettante, mostrando una sintesi aggiornata. È sempre possibile salvare la bozza e tornare in un secondo momento. Una volta soddisfatti del risultato, si procede con l’invio definitivo tramite il pulsante apposito. È fondamentale ricordare che chi modifica la precompilata potrebbe perdere alcune semplificazioni sui controlli formali previste per chi la accetta senza modifiche, soprattutto per il 730. Per il modello Redditi PF questo aspetto è meno rilevante, ma è comunque utile saperlo.

    Documenti da Tenere a Portata di Mano

    Prima di iniziare a modificare la **dichiarazione precompilata 2026**, conviene avere a portata di mano alcuni documenti chiave. Servono la **CU 2026** ricevuta dal datore di lavoro o dall’INPS, le fatture delle **spese sanitarie** non comunicate al Sistema TS, le ricevute di donazioni e contributi associativi, gli estratti conto bancari per i bonifici di ristrutturazione e gli attestati delle polizze assicurative. Per chi ha posizioni complesse (redditi esteri, partite IVA, eredità) il consiglio è di rivolgersi al **CAF Centro Fiscale di Udine** che verifica la coerenza di tutti i dati.

    Errori Più Frequenti da Evitare

    Gli errori più comuni nella modifica del **modello Redditi PF 2026** sono dimenticare di indicare redditi esteri o cripto-attività, inserire detrazioni senza la documentazione di supporto, sbagliare il calcolo degli acconti dovuti per l’anno successivo, non riportare correttamente le perdite pregresse. Un errore frequente è anche presentare il modello Redditi quando si poteva utilizzare un 730 più semplice, oppure viceversa presentare un 730 quando la propria situazione richiedeva il modello Redditi PF. In caso di dubbio, una consulenza preventiva al CAF evita problemi successivi.

    Termini di Invio dei Redditi PF 2026

    La scadenza ordinaria per l’invio del **modello Redditi PF 2026** è fissata al **30 novembre 2026**. Si tratta di una scadenza significativamente più lunga rispetto a quella del modello 730, che invece deve essere trasmesso entro il **30 settembre 2026**. Questa differenza temporale offre più respiro a chi presenta il modello Redditi, ma attenzione: non significa che si possano rimandare i pagamenti. I saldi e gli acconti seguono il calendario classico dei versamenti fiscali, con scadenze a giugno e luglio per il saldo IRPEF e per il primo acconto, e a novembre per il secondo acconto. Chi presenta la dichiarazione tardivamente, entro 90 giorni dalla scadenza, deve versare una sanzione ridotta tramite **ravvedimento operoso**. Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa, con conseguenze ben più gravi che possono arrivare al 120-240% dell’imposta dovuta. Il consiglio operativo è quindi quello di non aspettare gli ultimi giorni: gli uffici del CAF, a fine novembre, sono solitamente affollati e il rischio di non riuscire a inviare in tempo è concreto.

    Redditi PF 2026 vs 730 Precompilato: Quale Scegliere

    Una delle domande più ricorrenti è la differenza tra il **modello Redditi PF 2026** e il **modello 730**. La distinzione è importante perché determina anche i tempi e le modalità del rimborso o del versamento. Il **730** è riservato a lavoratori dipendenti, pensionati e contribuenti con redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente (collaborazioni coordinate, indennità di disoccupazione). Permette di ricevere il rimborso direttamente in busta paga o nella pensione, oppure di pagare le imposte dovute con trattenuta automatica dal sostituto d’imposta. Il **modello Redditi PF** è obbligatorio in altri casi: titolari di partita IVA, contribuenti senza sostituto d’imposta, eredi, soggetti con redditi esteri da quadro W (ex RW), residenti all’estero. Anche chi ha redditi di natura particolare (plusvalenze finanziarie, criptovalute, redditi diversi) deve presentare il modello Redditi PF, eventualmente in aggiunta al 730. Una regola pratica: se il 730 non basta a coprire tutti i redditi, si presenta il modello Redditi PF in alternativa o in aggiunta. Per i casi misti è fortemente consigliata l’assistenza di un CAF o di un professionista.

    Il Ruolo del CAF Centro Fiscale nella Dichiarazione Redditi PF 2026

    Affrontare in autonomia il **modello Redditi PF 2026** non è impossibile, ma richiede tempo, attenzione e una buona dimestichezza con i quadri della dichiarazione. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre assistenza completa per chi sceglie di farsi seguire da professionisti del settore. Il servizio comprende la verifica della precompilata, l’inserimento corretto degli oneri deducibili e detraibili, il controllo degli acconti dovuti, la gestione dei quadri speciali per redditi esteri o **criptovalute**, l’assistenza in caso di rimborsi o pagamenti rateizzati. Una particolare attenzione è dedicata ai casi complessi: eredi che presentano la dichiarazione per conto del de cuius, contribuenti con redditi prodotti all’estero, partite IVA che integrano il modello con i quadri RE, LM o RG. Il CAF Centro Fiscale presta anche assistenza specifica per i contribuenti del Friuli Venezia Giulia, una regione con peculiarità fiscali e catastali rilevanti soprattutto per chi gestisce immobili ereditati nel **sistema tavolare**.

    Cosa Fare Dopo l’Invio della Dichiarazione Redditi PF 2026

    Una volta inviati i **Redditi PF 2026 online**, il contribuente riceve una ricevuta telematica di avvenuta trasmissione. È fondamentale conservarla: in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, è la prova dell’adempimento. Nei giorni successivi viene generata anche la ricevuta di esito, che conferma l’accettazione formale o segnala eventuali errori. Se la dichiarazione comporta un rimborso, l’Agenzia provvede al pagamento secondo i tempi previsti (di solito entro 6 mesi). Se invece risulta un debito, è necessario versare tramite **F24**: in proprio se la dichiarazione è stata inviata in autonomia, oppure tramite addebito sul conto se è stata gestita dal CAF. Per gli importi a debito è possibile la rateazione automatica fino a un certo numero di rate mensili, soluzione utile per chi non può versare tutto in un’unica soluzione. Ricorda che, in caso di errori scoperti dopo l’invio, è possibile presentare una **dichiarazione integrativa** entro determinati termini: il CAF può supportare anche in questa fase.

    Domande Frequenti sui Redditi PF 2026 Online

    Da quando posso modificare i Redditi PF 2026 online?

    I **Redditi PF 2026 online** sono visualizzabili dal **30 aprile 2026** sul sito dell’Agenzia delle Entrate e nei giorni immediatamente successivi è possibile modificarli e integrarli. L’apertura, dal 2026, è slittata di due settimane rispetto al 15 aprile degli anni precedenti.

    Quali credenziali servono per accedere alla precompilata 2026?

    Servono SPID di livello 2, CIE (Carta d’Identità Elettronica con PIN), oppure CNS (Tessera Sanitaria attivata). In alternativa è possibile delegare un CAF o un commercialista che accede tramite Entratel.

    Qual è la scadenza per inviare il modello Redditi PF 2026?

    Il **modello Redditi PF 2026** deve essere trasmesso entro il **30 novembre 2026**. Dopo questa data scattano sanzioni: entro 90 giorni si può rimediare con ravvedimento operoso, oltre la dichiarazione è considerata omessa.

    Posso usare la precompilata se ho una partita IVA?

    Sì, anche i titolari di partita IVA possono accedere ai **Redditi PF 2026 online**, ma molti quadri (RE, LM, RG) devono essere compilati manualmente. Per i titolari di partita IVA è fortemente consigliata l’assistenza di un CAF o di un commercialista.

    Qual è la differenza tra Redditi PF 2026 e modello 730?

    Il **modello 730** è riservato a lavoratori dipendenti e pensionati con redditi semplici; il **modello Redditi PF** è obbligatorio per partite IVA, contribuenti con redditi esteri, eredi, plusvalenze, criptovalute. Il 730 si invia entro il 30 settembre, il modello Redditi PF entro il 30 novembre.

    Cosa succede se modifico la precompilata 2026?

    Modificare la **precompilata 2026** è un diritto del contribuente. Per il 730 modificato cambiano alcuni controlli formali; per il modello Redditi PF la modifica non comporta penalizzazioni particolari. L’importante è inserire correttamente tutti i dati.

    Conclusione: Affidati al CAF Centro Fiscale

    I **Redditi PF 2026 online** rappresentano un’opportunità importante per il contribuente, che può finalmente controllare, modificare e integrare la propria dichiarazione prima dell’invio definitivo. Le tre date da ricordare sono il **30 aprile 2026** per l’apertura della precompilata, il **30 settembre 2026** per il 730 e il **30 novembre 2026** per il modello Redditi PF. Per evitare errori e cogliere tutte le opportunità di **detrazioni fiscali** e **deduzioni**, il **CAF Centro Fiscale di Udine** mette a disposizione la propria esperienza pluriennale. Prenota subito un appuntamento per la tua **dichiarazione precompilata 2026**: ti assistiamo in ogni fase, dalla raccolta dei documenti fino all’invio telematico, con la garanzia di un servizio professionale e personalizzato.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti segue dalla raccolta dei documenti fino all’invio della tua dichiarazione.

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    Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 22:29:572026-05-21 22:30:35Redditi PF 2026 Online: Si Può Già Modificare la Dichiarazione Precompilata
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Dichiarazione dei Redditi PF 2026 online: scadenze, novità e modalità

    Dichiarazione dei redditi 730

    La dichiarazione dei redditi delle Persone Fisiche 2026 (anno d’imposta 2025) entra nel vivo: la stagione fiscale 2026 introduce importanti novita, a partire dall’apertura del precompilato spostata al 30 aprile (anziche 15 aprile come negli anni precedenti) e con un calendario delle scadenze che si estende fino al 30 novembre 2026 per chi presenta il Modello Redditi PF. La gestione completamente online, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, e ormai lo standard: precompilata gia disponibile, invio telematico obbligatorio, controlli automatici e rimborsi piu rapidi.

    In questa guida completa ti spieghiamo chi deve presentare il Modello Redditi PF 2026, quali sono le novita introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e dal decreto adempimenti, le scadenze da rispettare, le modalita di invio online (precompilata, fai da te, CAF e intermediari), la struttura dei quadri, gli scaglioni IRPEF aggiornati e gli errori da evitare. Trovi inoltre tabelle riassuntive, esempi pratici e indicazioni operative del CAF Centro Fiscale di Udine.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’e il Modello Redditi PF 2026 e chi deve presentarlo
    2. Le novita del Modello Redditi PF 2026
    3. Scadenze chiave Redditi PF 2026
    4. Modalita di invio online: precompilata, fai da te, CAF
    5. Dichiarazione precompilata 2026: cosa cambia
    6. Modello 730 vs Modello Redditi PF: quale scegliere
    7. IRPEF 2026: scaglioni, aliquote e detrazioni
    8. Struttura del Modello Redditi PF 2026: i quadri
    9. Versamenti e acconti IRPEF 2026
    10. Errori da evitare nella dichiarazione online
    11. FAQ: domande frequenti

    Cos’e il Modello Redditi PF 2026 e chi deve presentarlo

    Il Modello Redditi Persone Fisiche (in breve Redditi PF) e la dichiarazione dei redditi standard che ogni contribuente persona fisica utilizza per dichiarare al fisco i redditi prodotti nell’anno d’imposta precedente. Per la stagione 2026 si dichiarano i redditi 2025.

    A differenza del Modello 730, che e una versione semplificata riservata a lavoratori dipendenti, pensionati e soggetti assimilati, il Modello Redditi PF e piu ampio e copre tutte le tipologie di reddito, comprese quelle non gestibili con il 730.

    Chi e obbligato a presentare il Modello Redditi PF 2026

    Devono presentare il Modello Redditi PF 2026:

    • Titolari di Partita IVA (regime ordinario, semplificato, forfettario)
    • Lavoratori autonomi e professionisti senza cassa o iscritti a casse private
    • Soci di societa di persone (SNC, SAS) e di SRL in trasparenza
    • Contribuenti con redditi esteri: pensioni estere, lavoro all’estero, dividendi e plusvalenze su titoli esteri
    • Possessori di criptovalute per la compilazione del quadro RW e RT
    • Chi ha realizzato plusvalenze finanziarie non assoggettate al regime del risparmio amministrato
    • Eredi che presentano la dichiarazione per conto del defunto
    • Chi non puo utilizzare il 730 per altri motivi (es. mancanza di sostituto d’imposta in Italia che possa effettuare conguaglio)

    Chi puo scegliere tra 730 e Redditi PF

    I lavoratori dipendenti e pensionati con redditi rientranti nelle categorie ammesse al 730 hanno facolta di scelta. In generale, conviene il 730 se si vuole un rimborso piu rapido (gia con la busta paga di luglio o la pensione di agosto-settembre); conviene invece il Modello Redditi PF se ci sono redditi che il 730 non gestisce, come redditi esteri, plusvalenze, redditi da partecipazioni in societa di persone o crypto.

    Le novita del Modello Redditi PF 2026

    La stagione dichiarativa 2026 e segnata da alcune novita rilevanti, che impattano sia sui contenuti del modello sia sulle scadenze e sulle modalita di gestione online.

    1. Precompilata disponibile dal 30 aprile

    Una delle novita piu importanti riguarda la data di disponibilita della dichiarazione precompilata: dal 2026 e fissata al 30 aprile (in luogo del 15 aprile previsto fino al 2025). Lo spostamento, introdotto a regime dal decreto adempimenti (DLgs 1/2024) e confermato dal calendario fiscale 2026, consente all’Agenzia delle Entrate di consolidare meglio i dati trasmessi da datori di lavoro, banche, enti previdenziali, INPS e medici.

    2. Tre scaglioni IRPEF a regime

    Il sistema dei 3 scaglioni IRPEF introdotto dal DLgs 216/2023 e ormai stabilizzato a regime: aliquote del 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre 50.000 euro. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la struttura, eliminando definitivamente lo scaglione intermedio al 25% (vecchia struttura a 4 aliquote, valida fino al 2023).

    3. No tax area per dipendenti elevata a 8.500 euro

    Resta confermata l’area di esenzione (no tax area) per i lavoratori dipendenti a 8.500 euro di reddito complessivo, equiparata a quella dei pensionati. La detrazione per lavoro dipendente fino a 15.000 euro e di 1.955 euro.

    4. Detrazioni figli a carico e Assegno Unico

    Le detrazioni per figli a carico fino a 21 anni non sono piu previste nel modello, perche sostituite dall’Assegno Unico. Restano invece le detrazioni per i figli over 21 a carico, pari a 950 euro per ciascun figlio, modulate in base al reddito complessivo.

    5. Quadro W per criptovalute

    Confermato il quadro W (sostituisce in parte le caselle del quadro RW e RT) per la dichiarazione delle cripto-attivita, con obbligo di indicare saldo al 31/12, giacenza media e plusvalenze realizzate. L’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attivita e 33% dal 1 gennaio 2026 (art. 1 c. 25 L. 207/2024, Legge di Bilancio 2025), in aumento rispetto al 26% applicato fino al 31 dicembre 2025; e stata inoltre abolita la franchigia di 2.000 euro che era operativa per il 2025.

    6. Rivalutazione detrazioni e novita Legge di Bilancio

    La Legge di Bilancio 2026 ha aggiornato alcune detrazioni d’imposta (es. detrazione coniuge a carico a 950 euro) e prorogato/ridefinito i bonus edilizi: ristrutturazione al 50% prima casa (36% seconda casa), Ecobonus, Sismabonus e Bonus barriere architettoniche. Tutti i benefici si traducono nella compilazione dei quadri E (oneri detraibili) o RP del Modello Redditi PF.

    Scadenze chiave Redditi PF 2026

    Per non sbagliare e non incorrere in sanzioni, e fondamentale conoscere il calendario fiscale 2026. Ecco le date chiave per la stagione dichiarativa di quest’anno.

    Tabella riepilogativa delle scadenze 2026

    DataAdempimento
    30 aprile 2026Apertura della dichiarazione precompilata 730/Redditi PF
    20 maggio 2026Avvio modifiche e invio precompilata 730
    16 giugno 2026Versamento saldo IRPEF 2025 e primo acconto 2026 (senza maggiorazione)
    30 giugno 2026Versamento saldo IRPEF (data canonica) o termine ordinario con +0,40%
    30 luglio 2026Versamento differito saldo IRPEF con maggiorazione 0,40%
    30 settembre 2026Scadenza ultima Modello 730/2026 invio telematico
    25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo tramite CAF/intermediari
    30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi PF 2026 invio telematico
    1 dicembre 2026Versamento secondo acconto IRPEF 2026

    Attenzione: la scadenza del 30 novembre 2026 e perentoria per il Modello Redditi PF. Oltre tale data si entra in regime di dichiarazione tardiva (entro 90 giorni, con sanzione di 250 euro ravvedibile a 25 euro) o omessa (dopo 90 giorni, con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta).

    Modalita di invio online: precompilata, fai da te, CAF

    L’invio del Modello Redditi PF 2026 avviene esclusivamente per via telematica. Le modalita disponibili sono sostanzialmente tre, ciascuna con vantaggi e limiti.

    1. Dichiarazione precompilata online (Agenzia delle Entrate)

    Il contribuente accede direttamente al portale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it) con SPID, CIE o CNS e visualizza la dichiarazione gia precaricata con i dati trasmessi da datori di lavoro, INPS, banche, assicurazioni, medici, farmacie ed enti pubblici. Puo accettare i dati cosi come sono (accettazione integrale) oppure modificarli aggiungendo redditi non presenti o oneri detraibili dimenticati.

    Vantaggi:

    • Velocita e semplicita
    • Nessun costo
    • Se si accetta senza modifiche, vengono limitati i controlli formali sui dati gia presenti

    2. Fai da te tramite software

    Il contribuente compila il modello da zero o partendo dalla precompilata e lo invia tramite il software “Redditi Online” dell’Agenzia delle Entrate o tramite software commerciali abilitati (es. SOGEI, Profis, GBSoftware). Questa modalita e adatta a contribuenti con buona dimestichezza fiscale.

    3. Tramite CAF o intermediario abilitato

    Affidarsi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un commercialista e la scelta piu sicura per chi ha situazioni complesse: partite IVA, redditi esteri, criptovalute, locazioni multiple, plusvalenze, eredita. Il CAF garantisce:

    • Verifica preliminare dei documenti
    • Calcolo corretto di imposte, detrazioni e crediti
    • Apposizione del visto di conformita (per il 730)
    • Assistenza in caso di controlli o avvisi bonari
    • Invio telematico nei termini

    Dichiarazione precompilata 2026: cosa cambia

    La dichiarazione precompilata 2026 e disponibile online dal 30 aprile 2026. Le novita strutturali rispetto agli anni passati sono significative.

    Cosa contiene gia precaricato

    • Redditi da lavoro dipendente e pensione (CU)
    • Spese sanitarie trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria
    • Interessi passivi sui mutui (trasmessi dalle banche)
    • Premi assicurativi vita e infortuni
    • Contributi previdenziali (gestione separata, riscatti, ricongiunzioni)
    • Spese universitarie, asili nido, veterinarie
    • Bonifici per ristrutturazioni (50%, ex 110%, ecobonus, ecc.)
    • Contributi versati a colf e badanti (precaricati da INPS)

    Cosa devi verificare manualmente

    L’Agenzia non puo conoscere tutte le tue situazioni. Tipicamente devi aggiungere o correggere:

    • Redditi da locazione non registrati a cedolare secca
    • Plusvalenze e minusvalenze finanziarie non amministrate
    • Cripto-attivita (saldi e plusvalenze, da inserire nei quadri RW e W)
    • Redditi esteri (pensioni, lavoro, dividendi)
    • Quote di partecipazione in societa
    • Onorari medici pagati in contanti senza ricevuta tracciata

    Accettazione integrale: cosa significa

    Se si accetta la precompilata senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non puo effettuare il controllo formale degli oneri detraibili presenti nella dichiarazione (con eccezione di alcuni casi). Se invece la modifichi (anche per aggiungere un solo onere), il controllo formale e pieno. Importante: l’accettazione integrale non protegge da controlli sostanziali di redditi non dichiarati.

    Modello 730 vs Modello Redditi PF: quale scegliere

    Molti contribuenti si chiedono se sia meglio presentare il 730 o il Modello Redditi PF. La risposta dipende dalla tipologia di redditi e dalla situazione personale.

    Tabella di confronto 730 vs Redditi PF 2026

    CaratteristicaModello 730Modello Redditi PF
    Chi puo usarloDipendenti, pensionati, alcuni autonomiTutti i contribuenti
    Scadenza invio30 settembre 202630 novembre 2026
    RimborsoDiretto in busta paga o pensione (luglio-agosto)Versato dall’Agenzia, tempi piu lunghi
    Pagamento debitoTrattenuto in busta paga (rateizzabile)Versamento autonomo con F24
    Redditi da P.IVANon gestibiliSi (quadri RE, RF, LM, RG)
    Cripto-attivitaLimitatamente (quadro W parzialmente integrato)Gestione completa (W, RT)
    Redditi esteriSolo alcuni casi sempliciGestione completa (RW, RT)

    IRPEF 2026: scaglioni, aliquote e detrazioni

    Il calcolo dell’IRPEF 2026 si basa sui 3 scaglioni a regime introdotti dal DLgs 216/2023 e confermati dalla Legge di Bilancio 2026.

    Scaglioni IRPEF 2026

    Reddito imponibileAliquotaImposta dovuta
    Fino a 28.000 euro23%23% del reddito
    Da 28.001 a 50.000 euro35%6.440 + 35% sull’eccedenza oltre 28.000
    Oltre 50.000 euro43%14.140 + 43% sull’eccedenza oltre 50.000

    Esempio di calcolo IRPEF lordo 2026

    Reddito imponibile 40.000 euro:

    • 23% su 28.000 = 6.440 euro
    • 35% su (40.000 – 28.000 = 12.000) = 4.200 euro
    • IRPEF lorda totale = 10.640 euro

    Da questo importo si sottraggono le detrazioni per lavoro/pensione, le detrazioni per familiari a carico e quelle per oneri (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni, ecc.), ottenendo l’IRPEF netta.

    Principali detrazioni e deduzioni 2026

    • Detrazione lavoro dipendente fino a 15.000 euro: 1.955 euro
    • Detrazione pensionati fino a 8.500 euro: azzera l’imposta (no tax area)
    • Detrazione coniuge a carico: 950 euro (modulata per reddito)
    • Detrazione figli over 21 a carico: 950 euro per figlio
    • Spese sanitarie: 19% sull’eccedenza di 129,11 euro
    • Interessi passivi mutuo prima casa: 19% fino a 4.000 euro
    • Ristrutturazioni edilizie prima casa: 50% (36% seconda casa)
    • Contributi previdenziali obbligatori: deduzione integrale dal reddito

    Struttura del Modello Redditi PF 2026: i quadri

    Il Modello Redditi PF 2026 e composto da numerosi quadri da compilare a seconda della tipologia di redditi posseduti. Vediamo la mappa essenziale.

    Quadri del fascicolo 1

    • Frontespizio: dati anagrafici, codice fiscale, residenza, sostituto d’imposta
    • Quadro RA: redditi dei terreni
    • Quadro RB: redditi dei fabbricati (locazione, cedolare secca)
    • Quadro RC: redditi di lavoro dipendente e assimilati
    • Quadro RP: oneri e spese deducibili/detraibili (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni, scuola, ecc.)
    • Quadro RN: calcolo dell’IRPEF
    • Quadro RV: addizionali regionali e comunali
    • Quadro CR: crediti d’imposta (es. per redditi prodotti all’estero)
    • Quadro DI: dichiarazione integrativa
    • Quadro RX: compensazioni e rimborsi

    Quadri del fascicolo 2 e 3

    • Quadro RH: redditi da partecipazione in societa di persone
    • Quadro RL: altri redditi (capitali, lavoro autonomo occasionale, redditi diversi)
    • Quadro RM: redditi a tassazione separata e imposte sostitutive
    • Quadro RT: plusvalenze finanziarie e cripto
    • Quadro RR: contributi previdenziali (artigiani, commercianti, gestione separata)
    • Quadro RW: investimenti all’estero, cripto-attivita (monitoraggio fiscale, IVIE, IVAFE)
    • Quadro W: dichiarazione cripto-attivita 2026
    • Quadro RE: reddito da lavoro autonomo (professionisti)
    • Quadro RF: reddito d’impresa in contabilita ordinaria
    • Quadro RG: reddito d’impresa in contabilita semplificata
    • Quadro LM: regime forfettario e di vantaggio

    Versamenti e acconti IRPEF 2026

    I versamenti delle imposte calcolate con il Modello Redditi PF 2026 si effettuano tramite Modello F24 con i codici tributo specifici.

    Codici tributo principali

    • 4001 – Saldo IRPEF
    • 4033 – Primo acconto IRPEF
    • 4034 – Secondo acconto IRPEF
    • 3801 – Addizionale regionale
    • 3844 – Addizionale comunale (saldo)
    • 3843 – Addizionale comunale (acconto)
    • 1842 – Imposta sostitutiva regime forfettario
    • 1100 – Imposta sostitutiva plusvalenze finanziarie/cripto

    Acconti IRPEF 2026: regole

    Gli acconti IRPEF sono dovuti se l’imposta a debito risulta superiore a 51,65 euro (regola storica del TUIR). L’acconto totale e pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente, suddiviso in:

    • Primo acconto (40%): entro il 30 giugno 2026 (insieme al saldo)
    • Secondo acconto (60%): entro il 1 dicembre 2026

    Per importi complessivi fino a 257,52 euro, l’acconto si versa in unica soluzione entro il 1 dicembre.

    Rateizzazione del saldo

    Il saldo IRPEF e il primo acconto possono essere rateizzati in massimo 6 rate mensili (per chi versa entro il 30 giugno), con interessi dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. Chi versa entro il 30 luglio (con maggiorazione 0,40%) puo rateizzare in 5 rate.

    Errori da evitare nella dichiarazione online

    Compilare la dichiarazione online non significa evitare ogni rischio. Ecco gli errori piu comuni rilevati dai CAF.

    1. Accettare la precompilata senza verificare

    L’accettazione integrale puo essere comoda, ma fidarsi ciecamente e rischioso. Verifica sempre redditi da locazione, cripto, partecipazioni e oneri non precaricati.

    2. Dimenticare il quadro RW

    Chi possiede conti esteri, cripto, immobili all’estero e tenuto al monitoraggio fiscale. Omettere il quadro RW comporta sanzioni dal 3% al 15% del valore (raddoppiate per paesi black list).

    3. Errori sulle spese sanitarie

    Spesso si inseriscono spese non detraibili (es. integratori, cosmetici) o si dimenticano scontrini parlanti. Verifica sempre la documentazione conservata.

    4. Sbagliare il codice tributo nel F24

    Usare il codice errato (es. 4001 invece di 4033) puo generare un avviso bonario di “mancato versamento”. Si rimedia con istanza di correzione, ma e meglio prevenire.

    5. Non rateizzare quando conviene

    Se il debito e elevato, valutare la rateizzazione con interesse 0,33% mensile: spesso piu conveniente di chiedere un prestito o ricorrere a fidi.

    6. Trascurare il secondo acconto di dicembre

    Molti contribuenti versano puntuali il saldo a giugno e si dimenticano del secondo acconto entro il 1 dicembre: il mancato versamento genera sanzioni del 25% dell’imposta non versata (ravvedibili).

    FAQ: domande frequenti

    Devo presentare il Modello Redditi PF 2026 se ho solo la pensione?

    Se la pensione e l’unico reddito e il sostituto d’imposta (INPS) ha gia operato le ritenute, normalmente non serve presentare la dichiarazione. Conviene invece presentarla per recuperare detrazioni (spese sanitarie, mutuo, ristrutturazioni). In questo caso si preferisce il 730 (rimborso piu rapido).

    Posso fare la precompilata anche se ho la Partita IVA?

    I titolari di Partita IVA non possono usare il 730 ma trovano comunque la precompilata Redditi PF con i dati di redditi da lavoro dipendente, oneri e cripto. Devono pero integrarla manualmente con i dati di P.IVA (quadri RE, LM, RG).

    Cosa succede se invio in ritardo il Modello Redditi PF 2026?

    Se invii entro 90 giorni dalla scadenza del 30 novembre 2026 (quindi entro fine febbraio 2027), la dichiarazione e tardiva: sanzione fissa di 250 euro, ravvedibile a 25 euro con il ravvedimento operoso. Oltre i 90 giorni, la dichiarazione e omessa: sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

    Quanto costa farsi assistere da un CAF?

    Il CAF e gratuito per il Modello 730 standard (i costi sono coperti dalla convenzione con l’Agenzia delle Entrate per la trasmissione dichiarazioni). Per il Modello Redditi PF e per quadri aggiuntivi (RW, W, partecipazioni, redditi esteri) puo essere previsto un compenso variabile in base alla complessita. Al CAF Centro Fiscale di Udine, il preventivo e sempre trasparente e personalizzato.

    Posso modificare la dichiarazione dopo averla inviata?

    Si. Se ti accorgi di un errore puoi presentare una dichiarazione integrativa:

    • 730 integrativo: entro il 25 ottobre 2026, tramite CAF/intermediari
    • Modello Redditi PF integrativo: entro la scadenza del successivo modello (30 novembre 2027)
    • Per errori a sfavore del contribuente: integrativa entro i termini per l’accertamento (5 anni)

    Devo dichiarare le criptovalute anche se non ho realizzato plusvalenze?

    Si. Anche in assenza di realizzo, occorre compilare il quadro W (saldo al 31/12 e giacenza media) per il monitoraggio fiscale e per il calcolo dell’imposta sul valore delle cripto-attivita (2 per mille). Le plusvalenze realizzate vanno nel quadro RT/W sezione plusvalenze.

    Cosa succede se la precompilata contiene errori?

    I dati precaricati sono trasmessi da terzi (datori di lavoro, banche, ASL, ecc.). Se ci sono errori, hai due strade: modificare il dato in dichiarazione e tenere la documentazione probatoria; oppure contattare l’ente che ha trasmesso il dato per la correzione alla fonte. In ogni caso, l’onere della prova resta sempre del contribuente.

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    Conclusioni: affidati al CAF Centro Fiscale per la tua dichiarazione 2026

    La dichiarazione dei redditi delle Persone Fisiche 2026 e un appuntamento che richiede attenzione, conoscenza normativa e pianificazione. Le novita di quest’anno (precompilata dal 30 aprile, tre scaglioni IRPEF a regime, quadro W per cripto, dettagli su detrazioni e bonus) impongono un aggiornamento continuo per non perdere benefici o incorrere in errori.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in tutto il percorso: dalla verifica dei documenti alla compilazione del modello, dall’invio telematico al calcolo dei versamenti F24, fino al supporto in caso di controlli o avvisi bonari. Per i nostri clienti, ogni dichiarazione e gestita con il visto di conformita (per il 730) e con il controllo qualita dei nostri operatori specializzati.

    Hai dubbi sulla tua dichiarazione 2026? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata: ti aiutiamo a capire quale modello presentare (730 o Redditi PF), a recuperare tutte le detrazioni spettanti e a rispettare le scadenze in totale sicurezza.

    Maggio 21, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 16:10:562026-05-21 15:31:12Dichiarazione dei Redditi PF 2026 online: scadenze, novità e modalità
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Dichiarazione precompilata: i controlli in base a modifiche e canale di invio

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate non è uno strumento neutro: la scelta di accettarla così com’è, di modificarla, o di trasmetterla attraverso un CAF o un professionista abilitato cambia in modo sostanziale l’intensità e la tipologia dei controlli che il contribuente subirà. Conoscere queste regole significa sapere in anticipo cosa l’Agenzia potrà contestare e cosa, invece, non potrà più mettere in discussione.

    Il quadro normativo di riferimento è l’articolo 5 del D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175 (cosiddetto “Decreto Semplificazioni”), che ha disegnato un sistema di garanzie graduato sulla base di due variabili: modifica o meno della precompilata e canale di trasmissione utilizzato (autonomamente dal contribuente, oppure tramite CAF o professionista abilitato che appone il visto di conformità). A queste regole si sommano i controlli formali ordinari previsti dall’articolo 36-bis del DPR 600/1973 sulla liquidazione automatica dell’imposta e dall’articolo 36-ter del medesimo decreto.

    In questa guida analizziamo ogni scenario con riferimenti normativi puntuali, esempi pratici e tabelle riepilogative, per consentire al contribuente di scegliere con consapevolezza la strada più sicura per la propria dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025).

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    Il quadro normativo: art. 5 D.Lgs. 175/2014 e controlli ex art. 36-bis

    Il D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2014, ha introdotto in Italia il sistema della dichiarazione dei redditi precompilata, dando attuazione all’articolo 1 della legge delega 23/2014. L’articolo 5 del decreto, rubricato “Limiti ai poteri di controllo”, è la norma cardine che disciplina il regime probatorio e di responsabilità della precompilata. La sua ratio è creare un incentivo concreto all’accettazione “senza modifiche” e all’utilizzo di intermediari abilitati che appongano il visto di conformità: in cambio di queste scelte, il legislatore offre un’attenuazione (o un trasferimento) dei controlli dell’Agenzia.

    Il decreto si innesta su un sistema di controlli preesistente che resta comunque applicabile in via residuale. I due pilastri sono:

    • Articolo 36-bis DPR 600/1973 – controllo automatizzato (liquidazione) sulla coerenza interna della dichiarazione e sull’esattezza dei calcoli, sulla rispondenza dei versamenti rispetto alle imposte dovute, sui dati comunicati dai sostituti d’imposta. È un controllo “meccanico” che si attiva su tutte le dichiarazioni indistintamente, entro l’inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni dell’anno successivo (ai sensi del comma 2 dell’art. 36-bis). L’esito può essere una comunicazione di irregolarità (“avviso bonario”) con sanzione ridotta al 10% se pagata entro 30 giorni.
    • Articolo 36-ter DPR 600/1973 – controllo formale: l’Agenzia chiede al contribuente la documentazione giustificativa degli oneri deducibili e detraibili dichiarati, delle ritenute e dei crediti d’imposta. È un controllo “documentale” più approfondito che si esegue entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. L’esito può portare al disconoscimento di detrazioni/deduzioni non documentate, con sanzione del 30% sulla maggiore imposta accertata (riducibile in caso di ravvedimento o adesione).

    L’art. 5 del D.Lgs. 175/2014 interviene proprio sul controllo formale ex art. 36-ter, modulandone l’estensione in funzione delle scelte del contribuente. Restano invece sempre applicabili, in ogni caso e a prescindere dal canale di invio, i controlli automatizzati ex art. 36-bis: nessuna accettazione senza modifiche e nessun visto di conformità possono salvare una dichiarazione da errori aritmetici, conguagli sbagliati o omessi versamenti.

    Precompilata accettata senza modifiche: il regime più protettivo

    Quando il contribuente accetta la dichiarazione precompilata senza apportare alcuna modifica e la trasmette direttamente attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate, scatta il regime più favorevole previsto dal sistema: l’art. 5, comma 1, del D.Lgs. 175/2014 esclude espressamente il controllo formale di cui all’art. 36-ter DPR 600/1973 sui dati relativi agli oneri indicati nella precompilata che siano stati forniti dai soggetti terzi (sostituti d’imposta, banche, assicurazioni, enti previdenziali, fondi pensione, casse di assistenza sanitaria, strutture sanitarie, università, asili).

    Cosa significa “senza modifiche” in senso tecnico

    La nozione di “accettazione senza modifiche” è interpretata in senso rigoroso dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate. Si considera che il contribuente non abbia modificato la dichiarazione quando:

    • Non sono stati aggiunti, eliminati o modificati dati relativi a oneri detraibili e deducibili pre-caricati dall’Agenzia (tipicamente: spese sanitarie, premi assicurativi, contributi previdenziali, interessi passivi mutui, spese universitarie, spese funebri, spese veterinarie, erogazioni liberali, spese per asili nido).
    • Non sono stati variati i dati anagrafici e dei familiari a carico in modo da incidere sulle detrazioni.
    • Non è stato modificato il quadro relativo ai redditi e alle ritenute pre-compilato sulla base della CU del sostituto d’imposta.

    Sono invece considerate “modifiche che non incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta” e che non fanno perdere il regime protettivo:

    • L’indicazione delle coordinate IBAN per l’eventuale rimborso (se non presente nella precompilata).
    • La scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille.
    • L’indicazione del sostituto d’imposta che effettuerà conguaglio (se non già pre-impostato).
    • La correzione di dati anagrafici puramente formali (residenza, contatti).

    Cosa resta comunque controllabile

    Anche in caso di accettazione integrale senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate conserva il potere di verificare:

    • La sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni e deduzioni (ad esempio: residenza, condizione di familiare a carico ai sensi dell’art. 12 TUIR con il limite reddituale di 2.840,51 euro – 4.000 euro per i figli fino a 24 anni). Questi dati non sono “comunicati dai terzi” ma dichiarati dal contribuente, quindi restano soggetti a controllo ordinario.
    • I controlli automatizzati ex art. 36-bis DPR 600/1973 sulla liquidazione dell’imposta, sui versamenti e sulle ritenute. Errori aritmetici, omessi versamenti, conguagli non operati dal sostituto restano sempre rilevabili.
    • Le imposte sui redditi diversi da quelli oggetto di precompilazione (ad esempio redditi di lavoro autonomo non occasionale o redditi d’impresa che impongono il Modello Redditi PF).

    In altre parole, la “blindatura” della precompilata accettata senza modifiche copre il rischio del controllo formale documentale sui dati pre-caricati, ma non costituisce un salvacondotto totale: una spesa sanitaria comunicata dal sistema TS sarà presunta legittima e non chiederà l’esibizione delle ricevute, ma l’Agenzia potrà sempre contestare, ad esempio, che un familiare indicato come a carico aveva in realtà superato la soglia reddituale.

    Precompilata con modifiche, invio diretto: si torna al regime ordinario

    Quando il contribuente modifica la dichiarazione precompilata e la trasmette direttamente, senza l’intervento di un CAF o di un professionista abilitato, il regime di favore si interrompe per le parti modificate. L’art. 5, comma 3, del D.Lgs. 175/2014 prevede infatti che, in caso di presentazione della dichiarazione precompilata, anche con modifiche, effettuata direttamente dal contribuente, l’Agenzia delle Entrate esegue il controllo formale ex art. 36-ter DPR 600/1973 nei confronti del contribuente stesso secondo le ordinarie regole.

    Quali modifiche fanno perdere la protezione

    Una modifica rileva ai fini della “perdita del regime protetto” quando incide sulla determinazione del reddito o dell’imposta. Tipici esempi:

    • Aggiunta di una nuova spesa detraibile o deducibile non presente nella precompilata (es. una spesa medica pagata in contanti non confluita nel sistema TS, una spesa funebre, un contributo a un fondo pensione non comunicato).
    • Modifica dell’importo di una spesa pre-caricata (es. il contribuente ritiene che la spesa sanitaria comunicata dalla farmacia sia errata e la corregge).
    • Eliminazione di un onere pre-caricato che il contribuente ritiene non spettante (es. lo stesso premio assicurativo è stato comunicato due volte da soggetti diversi).
    • Modifica del quadro familiari a carico in senso favorevole (aggiunta di un familiare).
    • Aggiunta di redditi non pre-caricati (es. redditi diversi, plusvalenze, redditi di capitale, locazioni brevi).

    Il controllo formale sulle parti modificate seguirà le regole ordinarie: l’Agenzia potrà richiedere al contribuente la documentazione giustificativa (ricevute, fatture, certificazioni, quietanze) entro i termini di legge, e in caso di mancata risposta o di documentazione insufficiente disconoscere la detrazione/deduzione, applicando la sanzione del 30% sulla maggior imposta accertata ex art. 13 D.Lgs. 471/1997.

    Le parti non modificate conservano la protezione

    Un punto spesso frainteso: se il contribuente modifica una sola voce della precompilata (es. aggiunge una spesa medica non pre-caricata), perde il regime protettivo solo sulle parti modificate, mentre le restanti voci pre-caricate (e non toccate) restano coperte dall’esclusione del controllo formale prevista dall’art. 5 c. 1. Questo principio, confermato dalla prassi dell’Agenzia, rende meno gravosa la decisione di integrare la precompilata: il contribuente non “perde tutto” per una singola modifica.

    Invio tramite CAF o professionista abilitato: il ruolo del visto di conformità

    La scelta di trasmettere la dichiarazione precompilata tramite un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, esperto contabile iscritto agli appositi albi) attiva un meccanismo radicalmente diverso. L’intermediario non si limita a “trasmettere” la dichiarazione: appone il visto di conformità previsto dall’art. 35, comma 2, lett. b), del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, che certifica la corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alla documentazione del contribuente e alla normativa vigente.

    Cosa controlla il CAF prima di apporre il visto

    Il CAF o il professionista, prima di apporre il visto di conformità, deve effettuare un controllo documentale e di coerenza, esaminando in particolare:

    • La documentazione probatoria di ogni onere deducibile e detraibile (fatture, ricevute, quietanze, certificazioni sostitutive, attestazioni bancarie per i pagamenti tracciabili).
    • La sussistenza dei requisiti soggettivi (es. effettiva condizione di familiare a carico, residenza fiscale, qualifica professionale per detrazioni specifiche).
    • L’attribuzione corretta dei codici di spesa e dei codici relativi a immobili, locazioni e crediti d’imposta.
    • La corrispondenza tra CU rilasciata dal sostituto e dato dichiarato, comprese le ritenute subite e i crediti d’imposta.
    • La verifica dei pagamenti tracciabili per gli oneri detraibili che lo richiedono ai sensi dell’art. 1, comma 679, della L. 160/2019 (es. spese sanitarie diverse da farmaci e dispositivi medici, spese per attività sportive dei figli, spese veterinarie, spese funebri).

    L’effetto del visto: i controlli si spostano sull’intermediario

    L’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 175/2014 stabilisce il principio chiave: quando la dichiarazione precompilata, anche con modifiche, è presentata dal contribuente tramite un CAF o un professionista abilitato che appone il visto di conformità, il controllo formale ex art. 36-ter DPR 600/1973 è effettuato nei confronti del CAF o del professionista, anche con riferimento ai dati relativi agli oneri forniti da soggetti terzi indicati nella precompilata, fermo restando l’obbligo del CAF/professionista di acquisire la documentazione.

    In concreto: se l’Agenzia delle Entrate effettua un controllo formale sulla dichiarazione e rileva un errore (es. una spesa detraibile non documentabile o non spettante), non chiederà nulla al contribuente, ma si rivolgerà direttamente al CAF o al professionista che ha apposto il visto. Eventuali sanzioni amministrative collegate al rilascio di un visto infedele gravano sull’intermediario, non sul contribuente, salvo i casi di condotta dolosa del contribuente o di documentazione esibita falsa.

    La responsabilità del CAF per visto di conformità infedele

    La sanzione applicabile al CAF o al professionista che abbia apposto un visto di conformità infedele è disciplinata dall’art. 39, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 241/1997, modificato in modo rilevante dal D.Lgs. 175/2014 e successivamente integrato. La norma prevede che, in caso di visto infedele, al CAF o al professionista sia applicata la sanzione pari all’importo dell’imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente in sede di controllo formale ex art. 36-ter DPR 600/1973.

    La possibilità di ravvedimento per il CAF

    Il CAF o il professionista, entro il 10 novembre dell’anno di presentazione della dichiarazione, può presentare una dichiarazione rettificativa del contribuente (o, se il contribuente non intende avvalersene, una comunicazione dei dati relativi alla rettifica) per correggere il visto erroneamente apposto. In tal caso, la responsabilità del CAF/professionista è limitata al pagamento dell’importo corrispondente alla sola sanzione, mentre maggiore imposta e interessi restano a carico del contribuente, secondo le regole ordinarie del ravvedimento operoso ex art. 13 D.Lgs. 472/1997.

    Quando il CAF non risponde: condotta dolosa del contribuente

    La responsabilità del CAF o del professionista non opera nei casi di condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente. In particolare, se il contribuente ha esibito documentazione contraffatta, ha dichiarato il falso al CAF (es. negato di aver percepito un determinato reddito), o ha occultato fatti rilevanti per la corretta liquidazione delle imposte, la sanzione resta a carico del contribuente stesso. Il CAF, in queste ipotesi, può rivalersi sul contribuente o, nei casi più gravi, segnalare la condotta all’autorità competente.

    La giurisprudenza ha chiarito (Cassazione, ord. n. 17775/2018 e successive) che l’onere della prova della “condotta dolosa o gravemente colposa” del contribuente grava sul CAF/professionista che intende invocare l’esclusione di responsabilità: deve essere documentata la falsità dei documenti esibiti o l’occultamento di informazioni rilevanti.

    Differenze tra precompilata 730 e precompilata Modello Redditi PF

    L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la precompilata sia nel formato Modello 730 (per lavoratori dipendenti, pensionati e assimilati) sia nel formato Modello Redditi Persone Fisiche (per chi ha redditi non compatibili con il 730, come partite IVA, redditi diversi, plusvalenze finanziarie, redditi esteri, monitoraggio fiscale quadro W). Le regole sull’art. 5 D.Lgs. 175/2014 si applicano a entrambi, ma con alcune specificità.

    Il 730 precompilato

    Il 730 precompilato è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate a partire da fine aprile/inizio maggio di ogni anno. È utilizzabile da chi ha redditi di lavoro dipendente, pensione e redditi assimilati. La scadenza ordinaria per l’invio del 730/2026 (anno d’imposta 2025) è il 30 settembre 2026. Il modello prevede il conguaglio direttamente in busta paga o sul cedolino pensione, con accredito del rimborso o trattenuta a partire dalle competenze di luglio (o dal mese successivo a quello in cui il sostituto riceve il prospetto di liquidazione).

    Il Modello Redditi PF precompilato

    Il Modello Redditi PF precompilato è invece richiesto quando il contribuente possiede redditi non gestibili con il 730: redditi d’impresa, di lavoro autonomo abituale, plusvalenze da partecipazioni qualificate o cessioni di criptovalute (quadro RT), redditi di capitale di fonte estera senza intermediario residente, immobili o attività finanziarie all’estero (quadro W per IVIE/IVAFE). La scadenza ordinaria per l’invio del Modello Redditi PF 2026 è il 31 ottobre 2026, con possibilità di versamenti a saldo entro il 30 giugno 2026 e con maggiorazione dello 0,40% fino al 31 luglio 2026.

    Tabella riepilogativa: chi controlla cosa, in base alla scelta del contribuente

    ScenarioControllo formale ex art. 36-terSoggetto destinatario del controlloControllo ex art. 36-bis
    Accettata senza modifiche, invio direttoESCLUSO sui dati forniti da terzi; possibile su condizioni soggettiveContribuente (solo condizioni soggettive)SEMPRE applicabile
    Modificata, invio direttoORDINARIO sulle parti modificate; ESCLUSO sulle parti non toccate (dati da terzi)ContribuenteSEMPRE applicabile
    Accettata senza modifiche, invio tramite CAF/professionistaTrasferito al CAF/professionista (visto di conformità)CAF o professionistaSEMPRE applicabile (verso contribuente)
    Modificata, invio tramite CAF/professionistaTrasferito al CAF/professionista (visto di conformità anche su modifiche)CAF o professionistaSEMPRE applicabile (verso contribuente)

    Esempi pratici: tre scenari a confronto

    Esempio 1 – Maria, pensionata, accettazione senza modifiche

    Maria, 68 anni, pensionata INPS con una sola pensione di 22.000 euro lordi annui, accede alla precompilata e trova già pre-caricate dal sistema TS le spese sanitarie (1.200 euro di farmaci e visite specialistiche) e dalla banca i 380 euro di interessi passivi sul mutuo prima casa. Accetta la dichiarazione senza modifiche e la invia direttamente. Esito: rimborso di 290 euro accreditato dall’INPS (sostituto d’imposta) sulla pensione di agosto. Sei mesi dopo, l’Agenzia delle Entrate avvia un controllo formale a campione. Per le spese sanitarie e gli interessi pre-caricati l’Agenzia non può chiedere a Maria di esibire ricevute, perché i dati sono forniti da soggetti terzi e l’art. 5 c. 1 D.Lgs. 175/2014 esclude il controllo formale in capo al contribuente. L’Agenzia potrebbe solo verificare se Maria era effettivamente residente all’indirizzo dichiarato o se aveva familiari a carico (dato non pre-caricato): nel suo caso, nessuna detrazione per familiari a carico è stata richiesta.

    Esempio 2 – Luca, dipendente, modifica diretta

    Luca, 42 anni, impiegato amministrativo, accede alla precompilata e nota che mancano 450 euro di spese veterinarie e 600 euro di spese funebri sostenute per il padre defunto. Le aggiunge e invia il 730 direttamente, senza passare dal CAF. Due anni dopo, riceve una comunicazione ex art. 36-ter DPR 600/1973 che gli chiede di esibire le ricevute relative ai 450+600 euro aggiunti. Sulle parti pre-caricate (spese mediche, premi assicurativi, contributi previdenziali) l’Agenzia non può chiedere nulla. Luca conserva le ricevute, le invia, e il controllo si chiude positivamente. Se non avesse conservato le ricevute, avrebbe rischiato il disconoscimento delle detrazioni (per circa 200 euro tra 19% e 26%) più sanzione del 30% e interessi.

    Esempio 3 – Giulia, dipendente, invio tramite CAF

    Giulia, 35 anni, dipendente, ha una situazione articolata: lavora come dipendente, ha una figlia a carico, ha sostenuto spese per asilo nido, spese sanitarie tracciabili, spese di ristrutturazione edilizia detraibili in 10 anni. Si rivolge al CAF Centro Fiscale di Udine, che esamina la documentazione, verifica i requisiti, integra la precompilata con le quote di ristrutturazione (verificando le quietanze di pagamento con bonifico parlante ex art. 16-bis TUIR) e appone il visto di conformità. Due anni dopo, l’Agenzia avvia un controllo formale. Tutta la corrispondenza arriva al CAF, non a Giulia. Il CAF fornisce la documentazione conservata, l’Agenzia verifica e chiude la pratica. Giulia non riceve alcuna richiesta diretta e non rischia sanzioni, salvo il caso (che non ricorre) di documentazione falsa fornita al CAF.

    I controlli sostanziali e l’accertamento ordinario

    È fondamentale ricordare che il sistema di “protezione” disegnato dal D.Lgs. 175/2014 riguarda esclusivamente il controllo formale ex art. 36-ter DPR 600/1973. Restano invece sempre applicabili, in capo al contribuente e a prescindere dal canale di invio e dalla presenza del visto di conformità:

    • L’accertamento ordinario ex art. 38 e seguenti DPR 600/1973, che opera entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (settimo in caso di omessa dichiarazione). L’Agenzia può, ad esempio, contestare l’esistenza stessa del rapporto giuridico sottostante una detrazione, anche se documentato.
    • L’accertamento sintetico ex art. 38 DPR 600/1973 (cosiddetto “redditometro”), che ricostruisce il reddito complessivo del contribuente sulla base di indicatori di capacità contributiva.
    • Le indagini finanziarie ex art. 32 DPR 600/1973, che possono colpire qualunque contribuente.
    • I controlli antiriciclaggio e di monitoraggio fiscale internazionale (quadro W).

    La precompilata accettata senza modifiche e/o vistata dal CAF, in altri termini, riduce in modo significativo (o azzera, lato contribuente) il rischio di un controllo formale “burocratico” sulle ricevute, ma non immunizza dalle attività di accertamento ordinarie dell’Agenzia.

    I vantaggi concreti di farsi assistere da un CAF

    Alla luce del quadro normativo, affidarsi a un CAF per la presentazione della precompilata offre vantaggi che vanno ben oltre il mero supporto operativo:

    • Trasferimento del rischio del controllo formale sul CAF: in caso di disconoscimento di una detrazione per documentazione carente, sanzione e responsabilità gravano sull’intermediario.
    • Verifica documentale preventiva di ogni onere, con particolare attenzione ai requisiti di tracciabilità ex L. 160/2019 c. 679, che molti contribuenti ignorano e che, se violati, fanno perdere il diritto alla detrazione.
    • Massimizzazione delle detrazioni: spesso la precompilata non include spese che il contribuente ha effettivamente sostenuto (es. spese mediche pagate in contanti per importi modesti, spese funebri, ristrutturazioni edilizie, bonus mobili, ecobonus, spese universitarie di familiari non a carico). Il CAF le recupera tutte.
    • Conservazione decennale della documentazione obbligatoria ex art. 8, comma 1, del D.M. 31 maggio 1999, n. 164: il CAF conserva fatture, ricevute e quietanze per il tempo previsto dall’art. 43 DPR 600/1973 (cinque anni dal periodo d’imposta).
    • Tutela in caso di accertamento sostanziale: anche se l’accertamento ordinario non rientra nella copertura dell’art. 5 D.Lgs. 175/2014, l’assistenza del CAF agevola la difesa e la predisposizione di osservazioni e ricorsi.

    Errori comuni e rischi da evitare

    • Modificare un dato pre-caricato senza sapere che si “rompe” la protezione: una correzione minima (es. spostare una spesa dal codice 1 al codice 4) trasforma il rigo in una “modifica” che riapre il controllo formale.
    • Aggiungere spese senza ricevute tracciabili: dal 1° gennaio 2020, l’art. 1 c. 679 L. 160/2019 impone la tracciabilità (bonifico, carta di credito/debito, assegno, app di pagamento) per le detrazioni al 19%, salvo eccezioni (farmaci, dispositivi medici, prestazioni in strutture pubbliche). Aggiungere spese pagate in contanti rischia di far disconoscere la detrazione.
    • Non controllare i familiari a carico: anche con accettazione senza modifiche, l’Agenzia può contestare l’erronea attribuzione di figli o coniuge a carico. Verificare sempre il limite reddituale di 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli fino a 24 anni).
    • Confondere “precompilata” con “spedita”: la disponibilità della precompilata sul portale dell’Agenzia non equivale alla presentazione. La dichiarazione va comunque inviata entro le scadenze.
    • Non conservare la ricevuta di trasmissione: in caso di invio diretto, il contribuente deve conservare la ricevuta telematica generata dal portale.

    Scadenze dichiarazione precompilata 2026 (anno d’imposta 2025)

    AdempimentoData
    Disponibilità precompilata (visualizzazione)30 aprile 2026
    Accettazione/modifica/invio 730 precompilatodal 14 maggio 2026 al 30 settembre 2026
    Invio Modello Redditi PF precompilatoentro il 31 ottobre 2026
    Versamento saldo IRPEF/addizionali (no maggiorazione)30 giugno 2026
    Versamento saldo IRPEF/addizionali (con 0,40%)31 luglio 2026
    Rettifica del CAF/professionista (limite responsabilità)10 novembre 2026

    Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua precompilata 2026

    La scelta di come trasmettere la dichiarazione precompilata non è un dettaglio formale: ha conseguenze concrete e durature sulla protezione del contribuente da controlli e accertamenti. Accettare la precompilata senza modifiche tutela solo i dati pre-caricati, ma molti contribuenti hanno spese non pre-caricate o crediti d’imposta da recuperare. L’invio diretto con modifiche riapre il controllo formale ordinario. Affidarsi a un CAF, con visto di conformità, sposta il rischio del controllo sull’intermediario e garantisce al contribuente serenità per gli anni successivi.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti nella presentazione della dichiarazione precompilata, verificando ogni onere, recuperando le detrazioni dimenticate e assumendosi la responsabilità del visto di conformità. Prenota subito il tuo appuntamento per il 730 o il Modello Redditi PF 2026 e affida la tua dichiarazione a chi sa quali sono i controlli che la attendono.

    Domande frequenti sui controlli della precompilata

    Se accetto la precompilata senza modifiche, l’Agenzia non mi controllerà mai?

    No, è un fraintendimento comune. L’art. 5 c. 1 D.Lgs. 175/2014 esclude solo il controllo formale documentale ex art. 36-ter DPR 600/1973 sui dati forniti da soggetti terzi. Restano applicabili: il controllo automatizzato ex art. 36-bis, la verifica delle condizioni soggettive (es. familiari a carico, residenza), e i controlli sostanziali e accertamenti ordinari.

    Se modifico anche solo un dato della precompilata, perdo tutta la protezione?

    No. La perdita del regime protettivo è “circoscritta” alla parte modificata. Le altre voci pre-caricate e non toccate dal contribuente continuano a beneficiare dell’esclusione del controllo formale. La regola è: modifica = controllo ordinario solo su quella voce specifica.

    Se il CAF sbaglia il visto, chi paga sanzione e maggiore imposta?

    Ai sensi dell’art. 39 D.Lgs. 241/1997, la sanzione (pari all’imposta, sanzione e interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente in esito al controllo formale) grava sul CAF o sul professionista. Il contribuente non riceve alcuna richiesta, salvo i casi di sua condotta dolosa o gravemente colposa. Il CAF può ravvedere il visto entro il 10 novembre dell’anno di presentazione limitando la propria responsabilità alla sola sanzione.

    Il visto di conformità copre anche gli accertamenti ordinari?

    No. Il visto e l’art. 5 D.Lgs. 175/2014 riguardano esclusivamente il controllo formale ex art. 36-ter DPR 600/1973. Gli accertamenti ordinari (artt. 38 e seguenti DPR 600/1973), l’accertamento sintetico, le indagini finanziarie e il monitoraggio fiscale internazionale restano sempre applicabili al contribuente.

    Quanto tempo ha l’Agenzia per fare il controllo formale ex art. 36-ter?

    Il controllo formale deve essere effettuato entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (art. 36-ter c. 1 DPR 600/1973). Per la dichiarazione 2026 (redditi 2025), quindi, il termine è il 31 dicembre 2028.

    È meglio fare la precompilata online da soli o passare dal CAF?

    Dipende dalla complessità della situazione fiscale. Per pensionati con sola pensione e poche spese pre-caricate, l’accettazione senza modifiche è semplice e sicura. Per contribuenti con familiari a carico, spese non pre-caricate, ristrutturazioni edilizie, ecobonus, redditi diversi, plusvalenze, redditi esteri, conviene passare dal CAF: il vantaggio è duplice (massimizzazione detrazioni + trasferimento responsabilità sul controllo formale) e copre ampiamente il costo dell’assistenza.

    Cosa succede se non rispondo a una richiesta ex art. 36-ter?

    La mancata risposta o la risposta incompleta porta al disconoscimento delle detrazioni/deduzioni non documentate, con notifica di cartella di pagamento per la maggiore imposta, sanzione del 30% (riducibile a 1/3 se pagata entro 30 giorni dalla cartella) e interessi. Conservare sempre la documentazione per i termini di legge (cinque anni dal periodo d’imposta) è fondamentale.

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    Fonti normative principali: D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175 (art. 5); DPR 29 settembre 1973, n. 600 (artt. 36-bis, 36-ter, 38 e seguenti); D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 (artt. 35 e 39); D.M. 31 maggio 1999, n. 164; L. 27 dicembre 2019, n. 160 (art. 1 c. 679); D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471 (art. 13); D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 (art. 13); Cass. ord. n. 17775/2018; Circolari Agenzia delle Entrate sulla dichiarazione precompilata.

    Maggio 20, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-20 07:48:442026-05-20 07:59:10Dichiarazione precompilata: i controlli in base a modifiche e canale di invio
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Dichiarazione precompilata 2026: novita, alert del Fisco e limiti alle detrazioni

    Dichiarazione dei redditi 730

    La dichiarazione precompilata 2026 apre ufficialmente il 30 aprile 2026, con riferimento ai redditi 2025. La novita piu rilevante di quest’anno e duplice: da un lato l’Agenzia delle Entrate ha potenziato i propri “alert” automatici basati sul confronto fra dati dichiarati e banche dati esterne (incassi POS, fatture elettroniche, contratti di locazione, comunicazioni di banche e fondi pensione); dall’altro la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto un tetto massimo alle detrazioni IRPEF per chi supera 75.000 euro di reddito, modulato anche in base al numero di figli a carico. Sapere come funziona la precompilata, quali alert puoi ricevere e fino a che importo puoi davvero detrarre le spese e oggi piu importante che mai.

    In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo in modo chiaro tutte le novita del 730 e del Modello Redditi PF 2026, gli alert e gli avvisi piu frequenti, i nuovi limiti alle detrazioni introdotti dalla riforma fiscale e cosa fare in pratica per non sbagliare l’invio. Trovi anche esempi numerici, una checklist dei documenti, tabelle riassuntive e le risposte alle domande piu comuni.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’e la dichiarazione precompilata 2026 e a chi si rivolge
    2. Calendario e scadenze 2026: dal 30 aprile al 30 settembre
    3. Le novita della precompilata 2026 in sintesi
    4. Alert del Fisco: cosa significano e come gestirli
    5. Tetto alle detrazioni IRPEF: i nuovi limiti dal 2025
    6. Scaglioni IRPEF 2026 e detrazioni lavoro dipendente
    7. Documenti necessari per la precompilata 2026
    8. Accettare, modificare o integrare la precompilata: scelte e conseguenze
    9. Errori comuni da evitare nel 730 2026
    10. Cosa fare in caso di errore o dichiarazione tardiva
    11. Perche affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine
    12. Domande frequenti (FAQ)

    Cos’e la dichiarazione precompilata 2026 e a chi si rivolge

    La dichiarazione precompilata e il modello 730 (o, in alternativa, il Modello Redditi PF) che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione ogni anno, gia precompilato con i dati che ha raccolto da soggetti terzi: datori di lavoro, INPS, banche, assicurazioni, fondi pensione, farmacie, ospedali, asili nido, scuole, universita, amministratori di condominio e cosi via. In pratica, il Fisco “ti propone” una dichiarazione gia pronta e tu devi solo controllarla, eventualmente integrarla e inviarla.

    La precompilata 2026 e riferita ai redditi prodotti nel 2025 (anno d’imposta 2025) e riguarda principalmente:

    • Lavoratori dipendenti (con sostituto d’imposta che effettua i conguagli)
    • Pensionati (la pensione INPS funge da sostituto)
    • Collaboratori coordinati e continuativi e percettori di redditi assimilati
    • Soggetti senza sostituto d’imposta che presentano il 730 senza sostituto
    • Eredi che presentano il 730 per il defunto (con limitazioni)

    Restano invece esclusi dal 730 i titolari di partita IVA, gli imprenditori commerciali, gli agricoltori non esonerati e chi possiede redditi particolari (per esempio plusvalenze cripto non sostitutive, alcuni redditi esteri o redditi d’impresa): in questi casi si usa il Modello Redditi PF, anch’esso precompilato dall’Agenzia delle Entrate ma con scadenze diverse.

    Calendario e scadenze 2026: dal 30 aprile al 30 settembre

    Dal 2026 la precompilata e disponibile in area riservata a partire dal 30 aprile (in passato l’apertura era il 15 aprile, anticipata e poi spostata in avanti). Ecco il calendario completo che devi avere sotto mano per non sbagliare:

    DataAdempimento
    30 aprile 2026Disponibilita della precompilata 2026 (redditi 2025) nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate
    Da metà maggio 2026Possibilita di accettare, modificare e inviare il 730 precompilato
    30 giugno 2026Saldo IRPEF anno 2025 e primo acconto 2026 (senza maggiorazione)
    30 luglio 2026Saldo IRPEF e acconto con maggiorazione 0,40%
    30 settembre 2026Termine ultimo per l’invio del Modello 730 2026
    25 ottobre 2026Termine per il 730 integrativo (se serve correggere a favore del contribuente)
    30 novembre 2026Termine per l’invio del Modello Redditi PF 2026
    1° dicembre 2026Secondo acconto IRPEF 2026 (per chi e tenuto al versamento)

    Attenzione: queste sono le scadenze ordinarie. In caso di proroghe ministeriali (che negli ultimi anni si sono ripetute, soprattutto per i versamenti con maggiorazione 0,40%), i termini possono slittare. Conviene sempre verificare nelle settimane precedenti la scadenza il calendario del contribuente pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

    Le novita della precompilata 2026 in sintesi

    Il modello 730 2026 (e l’intera precompilata) si caratterizza per una serie di novita che hanno effetti pratici significativi sul tuo conguaglio. Le elenchiamo in sintesi, per poi approfondirle nei paragrafi successivi:

    • Tre scaglioni IRPEF stabili (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre): la rimodulazione del DLgs 216/2023 e stata stabilizzata dalla Legge di Bilancio 2025.
    • No-tax area dipendenti elevata a 8.500 euro: come per i pensionati, i lavoratori dipendenti non pagano IRPEF fino a questa soglia.
    • Detrazione lavoro dipendente massima a 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro.
    • Tetto alle detrazioni IRPEF per redditi sopra 75.000 euro (introdotto dalla L. 207/2024): un plafond annuo modulato per scaglione di reddito e numero di figli.
    • Detrazioni figli a carico solo dai 21 anni in su (e fino a 30 anni, salvo disabilita): per i figli sotto i 21 anni si applica l’Assegno Unico Universale.
    • Coniuge a carico: detrazione massima 950 euro modulata sul reddito (importo aggiornato rispetto agli 800 euro storici).
    • Modalita di pagamento tracciabili ancora richieste per quasi tutte le detrazioni 19% (salvo eccezioni come farmaci e prestazioni sanitarie in strutture pubbliche/private accreditate).
    • Quadro W (ex RW) per il monitoraggio di attivita estere e cripto-attivita: integrato anche nel 730 dal 2024.
    • Alert automatici sempre piu mirati su incongruenze fra dati dichiarati e banche dati: incassi POS, fatture elettroniche, certificazioni uniche, locazioni, fondi pensione, contributi versati.
    • Compensazioni F24 piu strette: dal 1° luglio 2024 sono operative regole anti-abuso che richiedono cautele in piu (DL 39/2024).

    Vediamo ora gli aspetti che, secondo la nostra esperienza al CAF Centro Fiscale di Udine, generano piu dubbi e contestazioni.

    Alert del Fisco: cosa significano e come gestirli

    Negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate ha potenziato i meccanismi di compliance preventiva: prima di accertare ti invia un messaggio (la cosiddetta lettera di compliance) e ti invita a regolarizzare spontaneamente. La precompilata 2026 funziona come “filtro” naturale, perche segnala in chiaro le incongruenze fra cio che dichiari e cio che il Fisco gia conosce.

    Tipologie di alert piu frequenti

    • Spese mediche/farmaci: dati provenienti dal Sistema Tessera Sanitaria. Se modifichi un importo, il sistema ti chiede conferma e potresti perdere la regola del visto leggero (assenza di controllo formale).
    • Interessi mutuo prima casa: l’importo arriva dalla banca; in caso di cointestazione con coniuge non a carico, devi sempre suddividere correttamente la quota detraibile.
    • Locazioni a canone concordato/libero: incrocio con le registrazioni in Agenzia. Discrepanze fra canone dichiarato e canone registrato fanno scattare alert automatici.
    • Compensi da lavoro autonomo o occasionale: incrocio con fatture elettroniche e ritenute trasmesse via CU.
    • Incassi POS e PayPal: per professionisti e piccoli imprenditori vengono confrontati con il volume d’affari dichiarato.
    • Fondi pensione e previdenza complementare: la deducibilita fino a 5.164,57 euro annui e gia precompilata; se modifichi a rialzo serve documentazione.
    • Bonus edilizi e cessione del credito: ogni cessione/sconto in fattura e tracciata, e l’utilizzo della detrazione in dichiarazione deve coincidere.

    Come rispondere a un alert

    Quando ricevi un alert (in fase di compilazione precompilata o come lettera successiva), non ignorarlo. Le strade sono tre:

    1. Confermare il dato: se l’importo precompilato e corretto, accetti senza modifiche e mantieni il vantaggio del controllo formale escluso.
    2. Modificare con documenti alla mano: se hai ricevute o fatture che giustificano una variazione, conserva la documentazione per 5 anni (termine di accertamento).
    3. Aprire una segnalazione tramite CAF o intermediario abilitato: il CAF e l’unico soggetto che, apponendo il visto di conformita, assume la responsabilita formale del controllo sui documenti.

    Immagina che Marco, dipendente con reddito di 32.000 euro, riceva un alert perche ha modificato la spesa farmaci da 700 euro (precompilata) a 1.200 euro. In assenza di scontrini parlanti per la differenza di 500 euro, rischia di vedersi disconoscere la detrazione e di pagare interessi e sanzioni. Se invece ha conservato gli scontrini, la modifica e legittima e va semplicemente confermata con la documentazione di supporto.

    Tetto alle detrazioni IRPEF: i nuovi limiti dal 2025

    La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto, all’articolo 1 commi 10 e seguenti, un tetto annuo agli oneri detraibili per chi ha redditi superiori a 75.000 euro. La logica del legislatore: limitare il beneficio fiscale per i redditi piu alti, lasciando intatte le detrazioni per redditi medio-bassi.

    Come funziona il meccanismo

    Il plafond annuo viene calcolato moltiplicando un importo base per un coefficiente legato al numero di figli a carico. Le fasce di reddito coinvolte sono due:

    Reddito complessivoImporto base annuo (oneri detraibili)
    Fino a 75.000 euroNessun tetto specifico (restano i limiti previsti per ciascuna detrazione)
    Da 75.001 a 100.000 euro14.000 euro
    Oltre 100.000 euro8.000 euro

    Sull’importo base si applicano i seguenti coefficienti per numero di figli a carico:

    Figli a caricoCoefficiente
    Nessun figlio0,50
    1 figlio0,70
    2 figli0,85
    Almeno 3 figli o un figlio con disabilita1,00

    Cosa NON rientra nel tetto

    Restano fuori dal calcolo del tetto (e quindi totalmente detraibili) alcune voci particolarmente importanti:

    • Spese sanitarie di cui all’art. 15 c. 1 lett. c) del TUIR (detrazione 19% oltre la franchigia di 129,11 euro)
    • Investimenti in start-up e PMI innovative
    • Interessi passivi su mutui agrari e per acquisto/costruzione abitazione principale (contratti fino a una certa data)
    • Premi di assicurazione vita e infortuni stipulati entro il 2000
    • Erogazioni liberali a enti del Terzo settore (entro limiti specifici)

    Esempio pratico

    Immagina che Laura abbia un reddito complessivo di 90.000 euro e due figli a carico (entrambi tra 21 e 30 anni). Il suo plafond annuo per oneri detraibili sara: 14.000 × 0,85 = 11.900 euro. Se nel 2025 ha sostenuto 18.000 euro di spese detraibili al 19% (interessi mutuo, scuola, spese veterinarie, sport figli, ecc.), potra portarne in detrazione solo 11.900 euro. La detrazione effettiva sara dunque 11.900 × 19% = 2.261 euro, anziche i 18.000 × 19% = 3.420 euro teorici.

    Per redditi sopra 100.000 euro l’effetto e ancora piu marcato: con tre figli a carico il plafond e 8.000 euro (1,00 di coefficiente), con due figli e 6.800 euro (0,85), con un figlio 5.600 euro (0,70) e senza figli 4.000 euro (0,50).

    Scaglioni IRPEF 2026 e detrazioni lavoro dipendente

    La precompilata calcola in automatico l’IRPEF dovuta applicando i tre scaglioni ormai consolidati (DLgs 216/2023, stabilizzati dalla L. 207/2024). Ecco la tabella di riferimento per i redditi 2025 dichiarati nel 2026:

    Reddito imponibileAliquota IRPEF
    Fino a 28.000 euro23%
    Oltre 28.000 e fino a 50.000 euro35%
    Oltre 50.000 euro43%

    Per i lavoratori dipendenti, alla tassazione lorda si sottraggono le detrazioni da lavoro: in particolare la detrazione massima e 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro, modulata e decrescente per redditi superiori, fino ad azzerarsi a 50.000 euro. La no-tax area dipendenti e fissata a 8.500 euro di reddito complessivo, allineata a quella dei pensionati.

    Bonus IRPEF e trattamento integrativo

    Il trattamento integrativo (ex bonus 80 euro), pari a 1.200 euro annui, resta riconosciuto per i redditi fino a 15.000 euro (in presenza di capienza IRPEF) e con incapienza limitata fino a 28.000 euro. Per i redditi medio-bassi sono inoltre operative le ulteriori detrazioni “di cuneo fiscale” finanziate dalla manovra 2025, applicate direttamente in busta paga e poi conguagliate in dichiarazione.

    Familiari a carico: limiti reddituali

    • Coniuge a carico: detrazione massima 950 euro, riconosciuta se il reddito del coniuge non supera 2.840,51 euro (4.000 euro per figli fino a 24 anni di eta).
    • Figli a carico oltre 21 anni: detrazione massima 950 euro per figlio (in base a reddito complessivo del genitore).
    • Figli fino a 21 anni non compiuti: nessuna detrazione fiscale, in quanto coperti dall’Assegno Unico Universale INPS.
    • Altri familiari a carico (genitori, fratelli, conviventi): detrazione 750 euro a determinate condizioni.

    Il limite reddituale generale per essere fiscalmente a carico resta 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli fino a 24 anni), al netto degli oneri deducibili.

    Documenti necessari per la precompilata 2026

    Anche se la precompilata e gia in larga parte compilata dall’Agenzia, restano alcuni documenti da raccogliere per controllare e integrare le spese. Ecco la checklist essenziale che usiamo al CAF Centro Fiscale:

    • CU 2026 (Certificazione Unica) di tutti i sostituti d’imposta dell’anno 2025
    • Codice fiscale del contribuente, del coniuge e dei familiari a carico
    • Visura catastale aggiornata di tutti gli immobili posseduti
    • Contratti di locazione attivi (per chi affitta) con estremi di registrazione
    • Quietanze e ricevute per spese non precompilate (es. spese funebri, asilo nido se non gia trasmesse)
    • Certificazione interessi passivi su mutuo rilasciata dalla banca
    • Spese ristrutturazione e bonus edilizi: bonifici parlanti, fatture, asseverazioni, certificazioni ENEA
    • Versamenti fondo pensione e previdenza complementare
    • Erogazioni liberali a enti del Terzo settore, ONG, partiti politici, ONLUS
    • Spese veterinarie (con scontrino parlante)
    • Spese istruzione (scuole superiori, universita, mensa, libri)
    • Spese sportive figli dai 5 ai 18 anni (palestra, piscina, federazioni)
    • Spese funebri sostenute nel 2025
    • Estratti conto e movimenti bancari con prova del pagamento tracciabile per le spese da detrarre al 19%

    Per le spese che richiedono il pagamento tracciabile (bonifico, carta, bancomat, assegno) e fondamentale conservare anche la prova del pagamento: senza traccia bancaria la detrazione 19% non e ammessa, salvo le eccezioni di legge (spese sanitarie in strutture pubbliche o convenzionate, farmaci, dispositivi medici).

    Accettare, modificare o integrare la precompilata: scelte e conseguenze

    Una volta che la precompilata e disponibile in area riservata, hai tre opzioni:

    1. Accettare senza modifiche

    Se i dati sono corretti e completi, puoi accettare la dichiarazione cosi com’e. In questo caso scatta il grande vantaggio della precompilata: nessun controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate sui dati gia presenti, e nessuna richiesta di esibire documenti per le voci precompilate. Resta possibile il controllo sostanziale (es. esistenza dei familiari a carico, possesso degli immobili, ecc.).

    2. Modificare i dati

    Puoi modificare singole voci (aggiungere spese non precompilate, correggere importi). In questo caso il vantaggio del controllo formale escluso si applica solo sulle voci non modificate; per le modifiche dovrai conservare tutti i documenti giustificativi per 5 anni.

    3. Affidarsi al CAF per il visto di conformita

    Quando ti rivolgi al CAF Centro Fiscale di Udine, l’operatore apporra il visto di conformita: cio significa che il CAF assume la responsabilita formale per la corretta compilazione e per la coerenza dei dati con i documenti esibiti. In caso di errori non imputabili al contribuente, eventuali sanzioni e interessi sono a carico del CAF. E la garanzia di tranquillita migliore, soprattutto se la tua situazione e complessa (es. casa cointestata, redditi misti, lavori di ristrutturazione, familiari a carico in diverse condizioni).

    Errori comuni da evitare nel 730 2026

    L’esperienza degli operatori CAF mostra che ogni anno gli errori si ripetono. Ecco i piu diffusi, da evitare assolutamente:

    • Indicare il coniuge come a carico quando il suo reddito supera 2.840,51 euro (es. perche percepisce un’integrazione INPS non considerata).
    • Dimenticare di scomputare l’Assegno Unico dalle vecchie detrazioni per figli fino a 20 anni: dal 2022 questa detrazione e stata sostituita.
    • Detrarre interessi mutuo per intero quando l’immobile e cointestato e il coniuge non e a carico: la detrazione va divisa al 50%.
    • Inserire spese sanitarie pagate in contanti oltre 129,11 euro (eccezione consentita solo per farmaci e prestazioni in strutture pubbliche/accreditate).
    • Dimenticare il quadro W per chi possiede conti esteri, immobili all’estero o cripto-attivita: l’omissione comporta sanzioni proporzionali al valore non dichiarato.
    • Cumulare detrazione ristrutturazione e Superbonus sulla stessa spesa: vietato il doppio beneficio fiscale.
    • Non dichiarare locazioni brevi e affitti su piattaforme online: i portali (Airbnb & Co.) trasmettono i dati al Fisco.
    • Sottostimare l’imposta sostitutiva per chi ha incassato cedolare secca o ha percepito plusvalenze cripto.

    Cosa fare in caso di errore o dichiarazione tardiva

    Se ti accorgi di un errore dopo l’invio del 730, puoi sistemare cosi:

    • 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026: solo se la correzione e a favore del contribuente (maggior rimborso o minor debito). Si presenta tramite CAF.
    • Modello Redditi PF correttivo nei termini: entro il 30 novembre 2026 puoi inviare un nuovo Modello Redditi che sostituisce integralmente il 730.
    • Dichiarazione integrativa: dopo il 30 novembre 2026, puoi presentare un Modello Redditi PF integrativo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, con applicazione del ravvedimento operoso.
    • Tardiva entro 90 giorni: se non hai presentato la dichiarazione entro il 30 novembre 2026, puoi farlo entro il 28 febbraio 2027 con sanzione fissa ridotta (250 euro ravvedibile a 25 euro).
    • Oltre 90 giorni: la dichiarazione e considerata omessa, con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

    Le novita del DLgs 87/2024 (riforma del sistema sanzionatorio tributario) hanno ridotto in maniera generalizzata le sanzioni, ma il principio resta: prima ti ravvedi, meno paghi.

    Perche affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine

    La precompilata 2026 e piu “intelligente” che mai, ma proprio per questo gli alert e le contestazioni potenziali sono molti. Affidarti al CAF Centro Fiscale di Udine significa avere:

    • Un operatore esperto che controlla la precompilata riga per riga prima dell’invio
    • L’apposizione del visto di conformita, con responsabilita del CAF in caso di errori formali
    • Consulenza personalizzata su limiti detrazioni, scaglioni, familiari a carico, redditi esteri, cripto, locazioni
    • Competenze sul sistema tavolare friulano per chi ha immobili e successioni in regione
    • Assistenza in caso di lettere di compliance o richieste documentali dell’Agenzia
    • Servizio integrato con CAF e Patronato per tutti gli adempimenti (ISEE, Assegno Unico, NASPI, pensioni)

    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti del Friuli Venezia Giulia. Prenotare un appuntamento e semplice: trovi tutti i contatti sul nostro sito.

    Domande frequenti (FAQ)

    Quando si apre la precompilata 2026?

    La precompilata 2026 (anno d’imposta 2025) e disponibile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026. La modifica e l’invio sono possibili da meta maggio in poi, fino al 30 settembre 2026 per il 730 (30 novembre per il Modello Redditi PF).

    Cosa cambia con il tetto alle detrazioni IRPEF?

    Dal 2025 chi ha redditi sopra 75.000 euro vede applicato un plafond annuo agli oneri detraibili: 14.000 euro per la fascia 75.001-100.000 euro, 8.000 euro oltre 100.000 euro, modulato per coefficienti legati al numero di figli a carico (0,50 senza figli, 0,70 con 1 figlio, 0,85 con 2 figli, 1,00 con almeno 3 figli o un figlio disabile). Restano fuori dal tetto le spese sanitarie ex art. 15 c. 1 lett. c) TUIR e poche altre voci.

    Cos’e l’alert del Fisco e come faccio a vederlo?

    L’alert e un messaggio automatico mostrato dall’Agenzia delle Entrate quando rileva incongruenze tra i dati che dichiari nella precompilata e quelli gia in suo possesso. Lo trovi sia in fase di compilazione online sia nelle eventuali lettere di compliance recapitate via PEC o cassetto fiscale. Va sempre gestito, mai ignorato: rispondi con i documenti giustificativi o chiedi assistenza al CAF.

    Posso usare la precompilata se ho la partita IVA?

    Si, ma non come 730: i titolari di partita IVA devono usare il Modello Redditi PF precompilato, anch’esso messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Il regime forfettario, ad esempio, compila il quadro LM, mentre il regime ordinario il quadro RF. La scadenza di invio e il 30 novembre 2026.

    Quali documenti devo portare al CAF per la precompilata 2026?

    I documenti chiave sono: CU 2026, codici fiscali del nucleo familiare, visure catastali aggiornate, contratti di locazione, ricevute e fatture per spese non precompilate (asilo, sport, veterinarie, funebri, ristrutturazioni con bonifici parlanti), certificazione interessi mutuo, versamenti fondo pensione, erogazioni liberali. Tutte le spese che danno detrazione 19% richiedono prova del pagamento tracciabile, salvo le eccezioni di legge (farmaci, prestazioni in strutture pubbliche/accreditate).

    Se ho sbagliato la dichiarazione, posso correggerla?

    Si. Se l’errore e a tuo favore (maggior rimborso o minor debito) puoi presentare il 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Se l’errore e a tuo sfavore (debito non versato) puoi presentare un Modello Redditi PF correttivo entro il 30 novembre 2026, oppure successivamente un’integrativa con ravvedimento operoso. In ogni caso, il CAF Centro Fiscale ti aiuta a scegliere la procedura piu vantaggiosa.

    Le criptovalute vanno dichiarate nel 730 2026?

    Il monitoraggio di wallet e exchange esteri va indicato nel quadro W (integrato anche nel 730 dal 2024). Le plusvalenze da cessione di cripto-attivita seguono regole specifiche: per il 2025 si applica l’imposta sostitutiva del 26%; dal 1° gennaio 2026 sale al 33% per le operazioni di realizzo (L. 207/2024). Lo staking e i redditi diversi vanno indicati nel quadro RW o RT a seconda della natura. Se hai dubbi, e fondamentale farsi assistere: il CAF Centro Fiscale ha esperienza specifica sulle dichiarazioni crypto.

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    Fonti ufficiali: Agenzia delle Entrate, sezione «Schede dichiarazioni» e «Calendario del contribuente»; L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), art. 1; DLgs 216/2023 (riforma scaglioni IRPEF); DLgs 87/2024 (riforma sanzioni); DPR 917/1986 (TUIR), art. 15 e seguenti; DL 39/2024 (compensazioni); Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla dichiarazione precompilata 2026.

    Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 23:23:262026-05-19 22:03:43Dichiarazione precompilata 2026: novita, alert del Fisco e limiti alle detrazioni
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Precompilata 2026 Online: il Portale Informativo per Accedere al 730 e al Modello Redditi

    Dichiarazione dei redditi 730

    Il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it rappresenta il punto di accesso unificato per la dichiarazione dei redditi 2026. Dall’anno fiscale 2026, il sistema mette a disposizione dei contribuenti due strumenti distinti: il 730 precompilato, disponibile dal 30 aprile, e la precompilata Modello Redditi PF, disponibile dal 15 aprile. Capire quale utilizzare, come accedere e quali dati verificare è fondamentale per non commettere errori che potrebbero costare sanzioni o, peggio, far perdere rimborsi spettanti. In questa guida analizziamo il portale in ogni sua funzione, le differenze tra i due modelli, le scadenze 2026 e il ruolo del CAF nella gestione della pratica.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it
    2. Come accedere al portale precompilata 2026
    3. Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilato
    4. Chi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PF
    5. Quali dati sono già precaricati nel portale 2026
    6. Come verificare e modificare i dati della precompilata
    7. Scadenze 2026: calendario completo del portale
    8. Inviare senza modifiche: quando conviene e rischi
    9. Il ruolo del CAF nella gestione della precompilata
    10. Errori comuni e come evitarli
    11. Domande Frequenti sulla Precompilata 2026

    Cos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it

    Il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it è il servizio online dell’Agenzia delle Entrate che permette ai contribuenti italiani di accedere, verificare e inviare la propria dichiarazione dei redditi precompilata. Introdotto nel 2015 come sperimentazione, è diventato negli anni lo strumento principale per la gestione fiscale annuale di milioni di italiani.

    Il portale non è semplicemente un modulo da compilare: è un sistema informativo integrato che raccoglie automaticamente i dati fiscali del contribuente da molteplici fonti. L’Agenzia delle Entrate riceve informazioni da datori di lavoro, enti previdenziali, istituti bancari, assicurazioni, strutture sanitarie e molti altri soggetti, e le organizza in una dichiarazione pre-popolata pronta per essere verificata e inviata.

    A partire dalla campagna dichiarativa 2026, il portale mette a disposizione dei contribuenti due diversi modelli precompilati:

    • Modello 730 precompilato: per dipendenti, pensionati e assimilati, disponibile dal 30 aprile 2026
    • Modello Redditi PF precompilato: per autonomi, titolari di partita IVA e chi ha redditi diversi, disponibile dal 15 aprile 2026

    Questa distinzione è fondamentale: accedere al portale non significa automaticamente dover usare il 730. Il sistema ti mostra quale modello è più adatto alla tua situazione reddituale, guidandoti nella scelta corretta.

    Come accedere al portale precompilata 2026

    Per accedere al portale precompilata 2026 è necessario disporre di un’identità digitale riconosciuta. L’Agenzia delle Entrate ha progressivamente eliminato l’accesso con le credenziali Fisconline/Entratel, migrando tutto verso i sistemi di autenticazione nazionali. Attualmente i metodi di accesso validi per il 2026 sono:

    • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): il metodo più diffuso, disponibile tramite operatori accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, Namirial e altri
    • CIE (Carta di Identità Elettronica): la carta di identità di nuova generazione con chip NFC, utilizzabile con lettore o smartphone compatibile
    • CNS (Carta Nazionale dei Servizi): la tessera sanitaria con chip, utilizzabile con apposito lettore
    • Credenziali Entratel/Fisconline: ancora valide per chi le possiede, ma non più rilasciate ai nuovi utenti

    Procedura di accesso passo per passo:

    1. Collegarsi a precompilata.agenziaentrate.gov.it
    2. Cliccare su “Accedi alla dichiarazione precompilata”
    3. Selezionare il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
    4. Completare l’autenticazione con il proprio provider
    5. Accedere alla propria area personale dove sarà visibile la dichiarazione precompilata

    Una volta autenticati, il portale mostra immediatamente quale modello è disponibile per il contribuente (730 o Modello Redditi PF) e lo stato della dichiarazione: se è accessibile, se è già stata inviata da un intermediario (CAF, professionista) o se ci sono anomalie da verificare.

    Accesso tramite CAF o intermediario abilitato: Se ci si affida a un CAF per la dichiarazione dei redditi, l’intermediario accede direttamente al portale per conto del contribuente, tramite apposita delega. Il contribuente non deve fare nulla di tecnico: il CAF gestisce l’intero processo di accesso, verifica e invio.

    Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilato

    Una delle domande più frequenti riguarda la differenza tra 730 e Modello Redditi PF nella versione precompilata. Si tratta di due strumenti distinti, con destinatari, meccanismi di rimborso e scadenze differenti. Ecco un confronto dettagliato:

    Caratteristica730 PrecompilatoModello Redditi PF Precompilato
    Disponibile dal30 aprile 202615 aprile 2026
    Destinatari principaliDipendenti, pensionati, co.co.co.Autonomi, partite IVA, redditi esteri
    Rimborso IRPEFIn busta paga (luglio/agosto) o pensioneDa Agenzia Entrate (tempi piu lunghi)
    Scadenza invio diretto30 settembre 202630 novembre 2026 (persone fisiche)
    Scadenza tramite CAF30 settembre 202630 novembre 2026
    Pagamento imposteTrattenuta in busta pagaCon modello F24 (giugno/novembre)
    Responsabilita CAFIl CAF si assume responsabilita vistoResponsabilita rimane al contribuente

    La novità principale del 2026 riguarda la precompilata del Modello Redditi PF: per la prima volta l’Agenzia delle Entrate ha esteso il sistema precompilato anche ai contribuenti che normalmente presentano il Modello Redditi (autonomi, professionisti, imprenditori individuali in contabilità semplificata). Questo è un cambiamento strutturale che amplia notevolmente la platea dei beneficiari del servizio precompilato.

    Chi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PF

    La scelta tra i due modelli non è discrezionale: dipende dalla tipologia di redditi percepiti nell’anno di imposta 2025 (dichiarati nel 2026). Il portale aiuta a identificare il modello corretto, ma è utile conoscere in anticipo le regole principali.

    Chi usa il 730 precompilato 2026

    Il 730 precompilato 2026 è destinato ai contribuenti che nell’anno d’imposta 2025 hanno percepito:

    • Redditi di lavoro dipendente (qualsiasi datore di lavoro, anche part-time)
    • Redditi di pensione (pensioni INPS, pensioni complementari, rendite vitalizie)
    • Redditi assimilati al lavoro dipendente: collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.), borse di studio, assegni di ricerca, redditi di lavoro socialmente utile
    • Redditi fondiari (terreni e fabbricati) se non hanno altri redditi che escludono il 730
    • Redditi di capitale non soggetti a ritenuta a titolo d’imposta
    • Alcuni redditi diversi: plusvalenze da cessione di terreni edificabili, indennità di esproprio

    Condizione essenziale per il 730: il contribuente deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che effettuerà le operazioni di conguaglio in busta paga o sulla pensione. Se non si ha un sostituto d’imposta (es. si è in cerca di lavoro, in cassa integrazione, o disoccupati), si presenta comunque il 730, ma si dovrà indicare l’assenza di sostituto: il rimborso verrà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

    Chi usa il Modello Redditi PF precompilato 2026

    Il Modello Redditi PF precompilato 2026 è obbligatorio per chi ha percepito redditi che non rientrano nel 730. In particolare:

    • Redditi di lavoro autonomo: professionisti (avvocati, medici, ingegneri, commercialisti), collaboratori occasionali
    • Redditi d’impresa: imprenditori individuali in contabilità ordinaria o semplificata (inclusi forfettari con ricavi sopra soglia)
    • Contribuenti in regime forfettario: devono presentare il Modello Redditi PF anche se il regime è semplificato
    • Redditi da partecipazione in società di persone (snc, sas) o associazioni professionali
    • Redditi di fonte estera: redditi percepiti all’estero, conti correnti e investimenti esteri (quadro RW), immobili esteri
    • Contribuenti non residenti in Italia
    • Contribuenti con crediti d’imposta particolari o con situazioni fiscali complesse non gestibili con il 730

    I contribuenti in regime forfettario rientrano in questa categoria: anche se il loro regime fiscale è semplificato, devono comunque presentare il Modello Redditi PF per dichiarare i ricavi, le spese deducibili e determinare l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni).

    Quali dati sono già precaricati nel portale 2026

    Il portale precompilata 2026 è alimentato da un sistema di comunicazioni automatiche che le varie organizzazioni inviano all’Agenzia delle Entrate. Conoscere quali dati sono già presenti aiuta a capire cosa verificare con attenzione e cosa invece potrebbe mancare.

    Dati certamente precaricati:

    • Redditi da lavoro dipendente e pensione: trasmessi tramite la Certificazione Unica (CU) da datori di lavoro ed enti previdenziali entro il 16 marzo 2026
    • Interessi bancari e rendimenti finanziari: trasmessi dalle banche e intermediari finanziari
    • Spese sanitarie: trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria (STS) da medici, ospedali, farmacie, ottici, dentisti e altri operatori sanitari. Include ticket SSN, visite specialistiche, farmaci, occhiali da vista, apparecchi acustici
    • Premi assicurativi: polizze vita, infortuni, responsabilità civile
    • Contributi previdenziali e assistenziali: versamenti INPS volontari, contributi colf e badanti
    • Erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, APS, fondazioni riconosciute
    • Ristrutturazioni e bonus edilizi: lavori con detrazioni 50%, superbonus, ecobonus, bonus facciate comunicati dai sostituti d’imposta
    • Mutui ipotecari: interessi passivi comunicati dalle banche
    • Rette asili nido: spese trasmesse dai gestori degli asili
    • Canoni di locazione: contratti registrati all’Agenzia delle Entrate
    • Acquisti immobili: rogiti registrati tramite notai

    Dati che potrebbero non essere presenti e vanno inseriti manualmente:

    • Spese mediche pagate in contanti (senza ricevuta fiscale elettronica)
    • Spese scolastiche (rette universitarie, mense, gite scolastiche) se non trasmesse dall’ente
    • Spese funebri
    • Contributi versati a fondi pensione (se non comunicati dal datore di lavoro)
    • Canoni di affitto pagati (anche se il contratto è registrato, la detrazione va indicata)
    • Spese veterinarie
    • Acquisto abbonamenti trasporto pubblico

    Come verificare e modificare i dati della precompilata

    Accedere al portale e trovare la dichiarazione precompilata non significa che i dati siano automaticamente corretti. L’Agenzia delle Entrate stessa raccomanda di verificare con attenzione tutti i dati precaricati prima di inviare la dichiarazione.

    Cosa verificare nella precompilata 2026

    • Completezza dei dati sanitari: confrontare le spese sanitarie precaricate con le proprie ricevute e scontrini farmaceutici. Alcune spese potrebbero non essere arrivate al Sistema Tessera Sanitaria (es. spese pagate in contanti, professionisti che non trasmettono al STS)
    • Correttezza dei redditi da CU: verificare che i redditi indicati nella Certificazione Unica siano stati correttamente recepiti. In caso di errori nella CU, bisogna prima far correggere la CU al sostituto d’imposta
    • Dati degli immobili: verificare rendite catastali, variazioni di proprietà avvenute nel 2025, cedolare secca su affitti
    • Familiari a carico: aggiornare i dati di figli, coniuge o altri familiari a carico, con verifica dei limiti di reddito per il 2025
    • Detrazioni per carichi di famiglia: con l’introduzione dell’Assegno Unico, molte detrazioni per figli under 21 non sono più applicabili; verificare la corretta gestione da parte del sistema
    • Bonus e detrazioni edilizi: verificare che i lavori effettuati nel 2025 con diritto a detrazione siano presenti e correttamente quantificati

    Come modificare i dati

    Se si riscontrano dati errati o mancanti, è possibile modificare la dichiarazione precompilata direttamente sul portale. Le modifiche possono essere effettuate:

    • In autonomia: l’utente accede al portale, clicca su “Modifica” e apporta le variazioni necessarie. In questo caso, la responsabilità del contenuto modificato è del contribuente
    • Tramite CAF o intermediario: il professionista accede con delega, verifica, integra e invia. Il CAF si assume la responsabilità del visto di conformità sui dati che ha verificato, proteggendo il contribuente da eventuali sanzioni per errori non intenzionali nelle spese detraibili

    Attenzione: se si invia la precompilata senza alcuna modifica (accettandola così com’è), si beneficia di una protezione parziale: l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli documentali sulle spese precaricate. Tuttavia, se si aggiungono spese non presenti nel sistema, queste sono soggette ai normali controlli.

    Scadenze 2026: calendario completo del portale

    Conoscere le scadenze 2026 del portale precompilata è fondamentale per non incorrere in sanzioni per omessa o tardiva presentazione. Il sistema è articolato su date diverse a seconda del modello utilizzato e della modalità di presentazione.

    DataEventoModello interessato
    15 aprile 2026Disponibile precompilata Modello Redditi PFModello Redditi PF
    30 aprile 2026Disponibile 730 precompilato730
    30 giugno 2026Scadenza 1 rata acconto Modello Redditi (o unica soluzione se importo inferiore a 257,52 euro)Modello Redditi PF
    30 settembre 2026Scadenza invio 730 precompilato (autonomo o tramite CAF)730
    30 novembre 2026Scadenza invio Modello Redditi PF persone fisicheModello Redditi PF
    30 novembre 2026Scadenza 2 rata acconto (novembre)Modello Redditi PF

    Per chi presenta il 730 precompilato 2026, la scadenza del 30 settembre vale sia per l’invio autonomo tramite il portale sia per la presentazione tramite CAF o professionista abilitato. Per le scadenze fiscali di maggio 2026 (IVA, INPS, acconto) si rimanda al calendario completo delle scadenze fiscali maggio 2026.

    Inviare senza modifiche: quando conviene e rischi

    Molti contribuenti si chiedono se sia sicuro inviare la precompilata senza modifiche, accettando semplicemente quanto proposto dall’Agenzia delle Entrate. La risposta non è univoca: dipende dalla complessità della propria situazione fiscale.

    Vantaggi dell’invio senza modifiche

    Chi invia la dichiarazione precompilata senza apportare modifiche beneficia di una protezione specifica prevista dall’art. 5 del D.Lgs. 175/2014 (il decreto che ha istituito la precompilata):

    • Esonero dai controlli documentali sulle spese precaricate (es. spese sanitarie inserite automaticamente dal Sistema Tessera Sanitaria)
    • Esonero da accertamenti basati sulle dichiarazioni di terzi (banche, assicurazioni, ecc.) per i dati già presenti
    • Semplificazione: nessun documento da conservare per i dati già nel sistema

    Rischi dell’invio senza verificare

    Il rischio principale non è quello di sbagliare qualcosa che il sistema ha inserito, ma quello di perdere detrazioni a cui si ha diritto ma che non sono state precaricate. Esempi concreti:

    • Spese mediche pagate in contanti (visita da un medico privato che non ha trasmesso al STS) → perdita della detrazione del 19%
    • Contributi versati a un fondo pensione integrativo se il datore non li ha indicati nella CU → perdita della deduzione
    • Canone di affitto pagato da inquilino → perdita della detrazione per inquilini (importo variabile: 300 euro per redditi fino a 15.493 euro, 150 euro fino a 30.987 euro)
    • Abbonamento trasporto pubblico → perdita della detrazione del 19% fino a 250 euro di spesa

    Raccomandazione: prima di inviare senza modifiche, fare sempre un rapido confronto tra le spese precaricate e le proprie ricevute. In caso di dubbi, rivolgersi a un CAF: la verifica professionale costa poco e può recuperare centinaia di euro di rimborso.

    Il ruolo del CAF nella gestione della precompilata

    Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) svolge un ruolo fondamentale nella gestione della precompilata, sia per chi presenta il 730 sia per chi utilizza il Modello Redditi PF. Nonostante la dichiarazione sia “precompilata”, affidarsi a un professionista qualificato offre vantaggi concreti.

    Cosa fa il CAF con la precompilata

    • Accesso con delega: il contribuente autorizza il CAF ad accedere al portale in suo nome. Non è necessario che il contribuente acceda personalmente
    • Verifica dei dati precaricati: il professionista confronta i dati del portale con la documentazione fornita dal contribuente, identificando dati mancanti o errati
    • Integrazione delle spese: aggiunge le detrazioni fiscali e deduzioni non presenti nel sistema (spese mediche non trasmesse, affitto, ecc.)
    • Apposizione del visto di conformità: per il 730, il CAF certifica la correttezza della dichiarazione. Questo visto trasferisce la responsabilità: in caso di errori sui dati dichiarati dal contribuente ma non verificabili da terze parti, il CAF risponde al suo posto
    • Invio telematico: il CAF invia la dichiarazione in modo sicuro e conserva copia per il contribuente

    Quando affidarsi al CAF è indispensabile

    Ci sono situazioni in cui l’intervento del CAF Centro Fiscale non è solo utile, ma praticamente indispensabile:

    • Situazioni reddituali complesse: chi ha avuto più datori di lavoro, ha percepito redditi da lavoro dipendente e autonomo nello stesso anno, o ha cambiato tipologia reddituale
    • Bonus edilizi: chi ha eseguito lavori con superbonus, ecobonus o bonus ristrutturazione ha situazioni spesso complesse da gestire correttamente nel 730
    • Redditi esteri o criptovalute: chi ha conti correnti esteri, investimenti all’estero o ha compravenduto criptovalute deve compilare quadri specifici (RW, W) che richiedono competenza specialistica
    • Prima dichiarazione: chi non ha mai presentato una dichiarazione dei redditi o si trova in una situazione nuova (primo lavoro, matrimonio, acquisto casa) può beneficiare di una consulenza per capire cosa dichiarare
    • Famiglie numerose o con disabilità: la gestione dei familiari a carico, del bonus mamme, dell’Assegno Unico e delle detrazioni per disabilità richiede attenzione

    Errori comuni e come evitarli

    L’analisi delle dichiarazioni dei redditi evidenzia alcuni errori ricorrenti che i contribuenti commettono quando gestiscono in autonomia la precompilata. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.

    Errore 1: Non verificare le spese sanitarie

    Le spese sanitarie sono tra le detrazioni più significative: il 19% delle spese mediche che superano la franchigia di 129,11 euro è detraibile dall’IRPEF. Molti contribuenti accettano il dato precaricato senza verificarlo, perdendo spese pagate in contanti o da professionisti sanitari non collegati al Sistema Tessera Sanitaria. Conservare sempre ricevute e scontrini farmaceutici dell’anno precedente è fondamentale.

    Errore 2: Non aggiornare i familiari a carico

    Le situazioni familiari cambiano: figli che superano i limiti di reddito o di età, coniuge che inizia a lavorare, anziani che passano in struttura. Se i dati dei familiari a carico non vengono aggiornati, la dichiarazione potrebbe indicare detrazioni non spettanti (con rischio di dover restituire importi a seguito di controllo) o, al contrario, non indicare detrazioni spettanti.

    Errore 3: Usare il modello sbagliato

    Presentare il 730 quando si dovrebbe usare il Modello Redditi PF è un errore grave. Accade quando, ad esempio, un contribuente che si è messo in proprio a metà anno (aprendo partita IVA) tenta di usare il 730 come in precedenza. Il 730 non consente la dichiarazione di redditi di lavoro autonomo o d’impresa (tranne casi limitati): chi commette questo errore dovrà presentare un Modello Redditi PF correttivo con possibili sanzioni.

    Errore 4: Non dichiarare il reddito da locazione

    Chi affitta immobili e non ha optato per la cedolare secca (o lo ha fatto solo parzialmente) deve includere i canoni nel reddito complessivo. Il portale precompilata include i contratti registrati, ma alcuni errori (contratti non registrati, accordi verbali, variazioni di canone non comunicate) possono portare a dichiarazioni incomplete con rischio di accertamento.

    Errore 5: Ignorare la sezione degli acconti

    I contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono prestare attenzione non solo al saldo dell’imposta 2025, ma anche agli acconti per il 2026. Il sistema calcola automaticamente gli acconti in base all’imposta dell’anno precedente, ma in caso di riduzione prevedibile del reddito è possibile ridurre l’acconto. Non farlo significa versare più del necessario e attendere il rimborso l’anno successivo.

    Se hai dubbi sulla tua situazione fiscale o vuoi essere sicuro di non perdere alcuna detrazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Con anni di esperienza nella gestione di dichiarazioni dei redditi complesse, offriamo assistenza personalizzata sia per il 730 precompilato 2026 che per il Modello Redditi PF.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Precompilata 2026

    Quando e disponibile la precompilata 2026?

    La precompilata 2026 e disponibile in due momenti diversi: il Modello Redditi PF precompilato e accessibile dal 15 aprile 2026, mentre il 730 precompilato e disponibile dal 30 aprile 2026. Entrambi sono accessibili tramite il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.

    Posso inviare la precompilata senza andare al CAF?

    Si, e possibile inviare la precompilata autonomamente tramite il portale Agenzia delle Entrate, a condizione di avere SPID, CIE o CNS e di essere in grado di verificare i dati precaricati. Tuttavia, per situazioni complesse (piu datori di lavoro, bonus edilizi, redditi esteri, familiari a carico con situazioni particolari), affidarsi a un CAF garantisce una verifica professionale e il visto di conformita che trasferisce la responsabilita al professionista.

    Cosa succede se non invio la precompilata entro la scadenza?

    Il mancato invio della dichiarazione dei redditi entro le scadenze previste comporta sanzioni. Per il 730, la scadenza e il 30 settembre 2026. Per il Modello Redditi PF, il 30 novembre 2026. E possibile presentare dichiarazione tardiva entro 90 giorni dalla scadenza con sanzione ridotta (dichiarazione omessa se oltre 90 giorni). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare spontaneamente con sanzioni ridotte.

    Qual e la differenza tra 730 e Modello Redditi PF precompilato?

    Il 730 e destinato a dipendenti, pensionati e assimilati: il rimborso IRPEF arriva in busta paga o sulla pensione a luglio/agosto, e la scadenza e il 30 settembre. Il Modello Redditi PF e per autonomi, professionisti, partite IVA, chi ha redditi esteri: il rimborso e erogato dall’Agenzia delle Entrate con tempi piu lunghi, e le imposte si pagano con F24 a giugno e novembre. La scadenza e il 30 novembre.

    Il CAF puo accedere alla mia precompilata?

    Si. Il contribuente puo delegare il CAF ad accedere alla propria area riservata del portale precompilata. La delega viene acquisita direttamente dal CAF che accede tramite i propri sistemi abilitati. Non e necessario che il contribuente faccia nulla di tecnico: porta al CAF la propria documentazione fiscale (CU, spese, ricevute) e il professionista gestisce tutto il processo di verifica, integrazione e invio.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione completa della dichiarazione dei redditi precompilata 2026: verifica dei dati, integrazione delle spese, invio telematico e visto di conformita.

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      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 08:47:082026-05-31 17:59:17Precompilata 2026 Online: il Portale Informativo per Accedere al 730 e al Modello Redditi
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Precompilata dal 15 aprile 2026 con il Modello Redditi PF: quando serve al posto del 730

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Dal 15 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la precompilata del Modello Redditi PF (Persone Fisiche), un servizio che affianca la più nota precompilata del 730. Ma quando è necessario utilizzare il Modello Redditi al posto del 730? E quali sono le differenze tra i due modelli? La scelta del modello corretto è fondamentale per evitare errori, sanzioni e per ottimizzare la propria posizione fiscale. In questa guida completa analizziamo tutti i casi in cui la precompilata modello redditi 2026 è obbligatoria o consigliata, le tempistiche da rispettare e le differenze procedurali con il 730. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti nella scelta del modello più adatto alla tua situazione e per assisterti nella compilazione e invio della dichiarazione, sia in ufficio che online.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la Precompilata del Modello Redditi PF 2026
      2. Quando Serve il Modello Redditi al Posto del 730
      3. Come Funziona la Precompilata Modello Redditi 2026
      4. Scadenze e Modalità di Invio Modello Redditi 2026
      5. Vantaggi e Svantaggi del Modello Redditi rispetto al 730
      6. Precompilata Modello Redditi 2026: Novità e Aggiornamenti
      7. Errori Comuni nella Compilazione del Modello Redditi

      Cos’è la Precompilata del Modello Redditi PF 2026

      La precompilata del Modello Redditi PF 2026 è un servizio offerto dall’Agenzia delle Entrate che predispone automaticamente la dichiarazione dei redditi per le persone fisiche che non possono o non vogliono utilizzare il Modello 730. A partire dal 15 aprile 2026, i contribuenti possono accedere alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate e consultare la dichiarazione già compilata con i dati in possesso dell’Amministrazione finanziaria.

      Il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico PF) è il modello fiscale più completo disponibile in Italia e consente di dichiarare qualsiasi tipologia di reddito, anche quelli più complessi come redditi d’impresa, redditi da partecipazione, plusvalenze finanziarie, redditi esteri e molto altro. A differenza del 730, che è un modello semplificato riservato a lavoratori dipendenti e pensionati con situazioni fiscali standard, il Modello Redditi è più articolato e permette di gestire casistiche fiscali particolari.

      La precompilata del Modello Redditi 2026 contiene già precaricati i dati comunicati dai sostituti d’imposta (datori di lavoro, enti pensionistici), dalle banche e assicurazioni (CU, certificazioni interessi mutui, premi assicurativi), dalle strutture sanitarie (spese mediche) e da altri enti che trasmettono informazioni all’Agenzia delle Entrate. Il contribuente, o il suo intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale, deve verificare la correttezza dei dati precaricati, integrare eventuali informazioni mancanti e inviare la dichiarazione.

      Principali caratteristiche della precompilata Modello Redditi 2026:

      • Disponibilità dal 15 aprile 2026 nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate
      • Accesso con SPID, CIE o CNS per garantire sicurezza e privacy
      • Dati precaricati da CU, spese sanitarie, interessi mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali
      • Modificabile e integrabile prima dell’invio con eventuali dati mancanti
      • Invio diretto online oppure tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista)
      • Scadenza 30 novembre 2026 per l’invio telematico (salvo proroghe)

      Quando Serve il Modello Redditi al Posto del 730

      Non tutti i contribuenti possono utilizzare il Modello 730. Esistono infatti situazioni in cui è obbligatorio presentare il Modello Redditi PF, anche se la precompilata è disponibile. Vediamo nel dettaglio tutti i casi in cui il Modello Redditi 2026 è necessario al posto del 730.

      Casi Obbligatori di Utilizzo del Modello Redditi

      Il Modello Redditi PF è obbligatorio nei seguenti casi:

      • Titolari di partita IVA: chi ha partita IVA (anche in regime forfettario) deve sempre presentare il Modello Redditi, non il 730. Questo vale per imprenditori individuali, professionisti, artigiani, commercianti.
      • Redditi d’impresa: chi possiede redditi derivanti da attività d’impresa (ditta individuale, società di persone in qualità di socio) deve utilizzare il Modello Redditi.
      • Redditi da partecipazione in società di persone: soci di SNC, SAS, società semplici che percepiscono redditi da partecipazione devono dichiarare tramite Modello Redditi.
      • Plusvalenze e minusvalenze finanziarie: chi ha realizzato plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate, di immobili, di terreni edificabili entro 5 anni dall’acquisto deve presentare il Modello Redditi.
      • Redditi esteri: chi possiede redditi prodotti all’estero (lavoro dipendente estero, pensioni estere, affitti esteri, dividendi esteri) che non rientrano nelle casistiche gestibili dal 730 deve usare il Modello Redditi. Questo include anche i contribuenti residenti fiscalmente in Italia con redditi esteri da dichiarare.
      • Redditi di capitale non soggetti a ritenuta: interessi, dividendi, proventi finanziari non assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta devono essere dichiarati con il Modello Redditi.
      • Redditi diversi: redditi occasionali non da lavoro dipendente o pensione, compensi per attività occasionali superiori a determinate soglie, redditi da sublocazione, ecc.
      • Perdite fiscali pregresse da compensare: chi ha perdite d’impresa o di lavoro autonomo degli anni precedenti da portare in compensazione deve utilizzare il Modello Redditi.
      • Crediti d’imposta da utilizzare in compensazione: alcuni crediti d’imposta (come bonus ristrutturazioni, crediti d’imposta per investimenti) richiedono l’utilizzo del Modello Redditi.
      • Opzioni fiscali particolari: contribuenti che devono esercitare opzioni fiscali specifiche (es. regime dei contribuenti minimi cessato, opzione per la trasparenza fiscale) devono usare il Modello Redditi.
      • Immobili locati con cedolare secca: chi ha immobili affittati con cedolare secca può utilizzare il 730 solo se il reddito da cedolare è l’unico reddito aggiuntivo a lavoro dipendente/pensione. Se ci sono altre situazioni complesse, è preferibile il Modello Redditi.
      • Contribuenti non residenti in Italia: i non residenti fiscalmente in Italia che producono redditi in Italia devono presentare il Modello Redditi (se obbligati a presentare dichiarazione).

      Esempi Pratici: Chi Deve Usare il Modello Redditi

      Esempio 1 – Lavoratore dipendente con partita IVA:

      Marco è un dipendente di un’azienda ma ha aperto una partita IVA in regime forfettario per svolgere attività di consulenza nel tempo libero. Anche se il reddito principale è da lavoro dipendente, Marco deve presentare il Modello Redditi PF 2026 per dichiarare sia il reddito da lavoro dipendente che il reddito da partita IVA. Non può utilizzare il 730.

      Esempio 2 – Pensionato con affitti e dividendi esteri:

      Maria è una pensionata che percepisce una pensione INPS e possiede un appartamento in Francia che affitta. Inoltre riceve dividendi da azioni di società francesi. Maria deve presentare il Modello Redditi perché i redditi esteri (affitto francese, dividendi esteri) non possono essere dichiarati con il 730.

      Esempio 3 – Dipendente con plusvalenza da vendita terreno:

      Luca è un lavoratore dipendente che nel 2025 ha venduto un terreno edificabile acquistato 3 anni prima, realizzando una plusvalenza di 50.000 euro. Luca deve presentare il Modello Redditi 2026 per dichiarare la plusvalenza imponibile derivante dalla vendita del terreno entro i 5 anni.

      Come Funziona la Precompilata Modello Redditi 2026

      La precompilata del Modello Redditi 2026 semplifica notevolmente la compilazione della dichiarazione per i contribuenti obbligati a presentare il Modello Redditi anziché il 730. Ecco come funziona il processo passo dopo passo.

      Accesso alla Precompilata Modello Redditi

      Per accedere alla precompilata Modello Redditi 2026 è necessario:

      1. Collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate: www.agenziaentrate.gov.it
      2. Accedere all’area riservata tramite una delle seguenti credenziali:
        • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
        • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
        • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
      3. Selezionare la sezione “Dichiarazione precompilata”
      4. Scegliere “Modello Redditi PF” (anziché 730)
      5. Consultare la dichiarazione precaricata con i dati già disponibili

      La precompilata è disponibile dal 15 aprile 2026 e può essere consultata, modificata e inviata fino alla scadenza del 30 novembre 2026 (salvo proroghe).

      Verifica e Integrazione dei Dati

      Una volta aperta la precompilata, il contribuente deve:

      • Verificare i dati anagrafici: residenza, stato civile, familiari a carico
      • Controllare i redditi precaricati: CU da lavoro dipendente/pensione, redditi da partecipazione, redditi esteri già noti all’Agenzia
      • Verificare le spese detraibili/deducibili: spese mediche, interessi mutuo, premi assicurativi, contributi previdenziali
      • Integrare eventuali dati mancanti: spese sanitarie non tracciate (es. pagate in contanti), spese non comunicate all’Agenzia, altri redditi non precaricati
      • Correggere eventuali errori: dati errati trasmessi da sostituti d’imposta o altri enti

      Attenzione: La precompilata del Modello Redditi è meno completa rispetto alla precompilata del 730. Molti quadri specifici (quadri RL, RG, RT, RW per redditi esteri, ecc.) devono essere compilati manualmente dal contribuente o dal suo intermediario. Per questo motivo è consigliabile rivolgersi a un CAF o commercialista per verificare la correttezza della dichiarazione.

      Invio della Dichiarazione

      Una volta completata la compilazione, il contribuente può procedere all’invio in due modi:

      1. Invio diretto online: tramite l’area riservata del sito Agenzia delle Entrate, il contribuente può inviare autonomamente la dichiarazione. In questo caso, l’Agenzia rilascia immediatamente la ricevuta di avvenuta presentazione.
      2. Invio tramite intermediario: il contribuente può delegare l’invio a un CAF, commercialista o altro intermediario abilitato. L’intermediario verifica la dichiarazione, appone il visto di conformità (se richiesto) e procede all’invio telematico per conto del contribuente.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e invio del Modello Redditi 2026, verificando tutti i dati, integrando le informazioni mancanti e garantendo il rispetto delle scadenze fiscali.

      Scadenze e Modalità di Invio Modello Redditi 2026

      Le scadenze del Modello Redditi 2026 sono diverse da quelle del 730. È fondamentale rispettarle per evitare sanzioni e interessi di mora. Ecco il calendario completo delle scadenze per il Modello Redditi anno d’imposta 2025 (da presentare nel 2026).

      Calendario Scadenze Modello Redditi 2026

      • 15 aprile 2026: disponibilità della precompilata Modello Redditi nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate
      • 30 giugno 2026: scadenza per il versamento del saldo 2025 e primo acconto 2026 delle imposte (IRPEF, addizionali, cedolare secca, ecc.). Chi presenta la dichiarazione tramite intermediario può versare entro il 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%.
      • 30 novembre 2026: scadenza per l’invio telematico del Modello Redditi PF 2026 (salvo proroghe annunciate dal Governo). Questa è la scadenza ordinaria per tutti i contribuenti, sia che presentino autonomamente che tramite intermediario.

      Nota importante: A differenza del 730, che ha scadenza 30 settembre (o 15 ottobre per invii tramite CAF/commercialista), il Modello Redditi ha una scadenza più lunga (30 novembre) ma comporta la necessità di calcolare e versare autonomamente le imposte entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione).

      Modalità di Invio

      Il Modello Redditi 2026 può essere inviato esclusivamente in modalità telematica. Non è più ammesso l’invio cartaceo. Le modalità di invio sono:

      1. Invio autonomo online: il contribuente accede all’area riservata del sito Agenzia delle Entrate, compila o modifica la precompilata e invia autonomamente. Questa modalità è consigliata solo per contribuenti con situazioni fiscali semplici e buona conoscenza della normativa.
      2. Invio tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista, consulente del lavoro): l’intermediario compila o verifica la dichiarazione, appone il visto di conformità (se richiesto) e invia telematicamente per conto del contribuente. Questa è la modalità più sicura e consigliata, soprattutto per dichiarazioni complesse.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’invio telematico del Modello Redditi per migliaia di contribuenti ogni anno, garantendo puntualità, correttezza e assistenza post-invio in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

      Versamenti delle Imposte

      A differenza del 730, dove le imposte vengono trattenute direttamente in busta paga o sulla pensione, con il Modello Redditi il contribuente deve:

      • Calcolare autonomamente le imposte dovute (o farle calcolare dall’intermediario)
      • Versare il saldo 2025 (differenza tra imposte dovute per l’anno 2025 e imposte già versate tramite ritenute/acconti) entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%)
      • Versare il primo acconto 2026 (pari al 40% delle imposte dovute per il 2025, se superiore a 51 euro) entro il 30 giugno 2026
      • Versare il secondo acconto 2026 (pari al 60% delle imposte dovute per il 2025) entro il 30 novembre 2026

      I versamenti si effettuano tramite modello F24 utilizzando i codici tributo specifici per IRPEF, addizionali comunali e regionali, cedolare secca, ecc.

      Vantaggi e Svantaggi del Modello Redditi rispetto al 730

      Scegliere tra Modello Redditi e 730 (quando possibile) richiede una valutazione attenta dei vantaggi e svantaggi di ciascun modello. Ecco una tabella comparativa che riassume le principali differenze.

      Tabella Comparativa: Modello Redditi vs 730

      AspettoModello Redditi PFModello 730
      Tipologie di redditi dichiarabili✅ Tutti i tipi di reddito (lavoro dipendente, autonomo, impresa, partecipazioni, finanziari, esteri, diversi)❌ Solo redditi da lavoro dipendente, pensione, alcuni redditi da locazione con cedolare secca, alcuni redditi di capitale
      Partita IVA✅ Obbligatorio per titolari di P.IVA❌ Non utilizzabile se si ha partita IVA
      Redditi esteri✅ Dichiarabili tutti i redditi esteri (quadro RL, RW per investimenti esteri)❌ Limitato a pochi casi specifici
      Scadenza invio30 novembre 202630 settembre 2026 (o 15 ottobre tramite CAF)
      Versamento imposte❌ Calcolo e versamento autonomo tramite F24 (30 giugno saldo+1° acconto, 30 novembre 2° acconto)✅ Trattenuta automatica in busta paga o pensione (rimborso automatico entro pochi mesi)
      Rimborsi fiscali❌ Erogati dall’Agenzia delle Entrate dopo controlli (tempi più lunghi, anche 6-12 mesi)✅ Erogati rapidamente dal datore di lavoro/INPS (2-3 mesi)
      Complessità compilazione❌ Molto complesso, richiede conoscenze fiscali avanzate. Consigliato affidarsi a CAF/commercialista✅ Più semplice, utilizzabile anche autonomamente (se situazione standard)
      Costo assistenza CAF/commercialista❌ Generalmente più elevato (dichiarazione più complessa)✅ Generalmente più economico (per CAF spesso gratuito per casi standard)
      Possibilità di correzione✅ Modello Redditi integrativo entro termini accertamento✅ 730 integrativo entro 30 settembre anno successivo, poi Modello Redditi integrativo
      Visto di conformitàOpzionale (ma consigliato per evitare controlli)Rilasciato automaticamente da CAF (riduce rischio controlli)

      Quando Conviene Scegliere il Modello Redditi (se si ha la scelta)

      In alcuni casi, anche se il contribuente potrebbe utilizzare il 730, può essere conveniente optare per il Modello Redditi:

      • Non si ha un sostituto d’imposta (es. pensionati che hanno cessato la pensione, disoccupati): con il 730 senza sostituto, i rimborsi arrivano dall’Agenzia con tempi simili al Modello Redditi, quindi tanto vale usare il Modello Redditi che permette maggiore flessibilità.
      • Si prevedono perdite fiscali da riportare negli anni successivi: il Modello Redditi permette di gestire meglio le perdite pregresse e il loro riporto.
      • Si hanno situazioni fiscali complesse che richiedono quadri non disponibili nel 730: in questo caso il Modello Redditi è l’unica opzione.

      Quando conviene il 730: Se si è lavoratori dipendenti o pensionati con situazioni fiscali semplici (solo CU, spese mediche, interessi mutuo, nessun reddito da partita IVA o redditi esteri), il 730 è più conveniente perché garantisce rimborsi rapidi e non richiede versamenti autonomi.

      Precompilata Modello Redditi 2026: Novità e Aggiornamenti

      La precompilata Modello Redditi 2026 presenta alcune novità rispetto agli anni precedenti, in linea con le modifiche normative intervenute nel 2025. Ecco le principali novità da conoscere.

      Nuovi Dati Precaricati nella Precompilata 2026

      L’Agenzia delle Entrate ha ampliato progressivamente le informazioni disponibili nella precompilata. Per il Modello Redditi 2026 (anno d’imposta 2025), i dati precaricati includono:

      • Spese mediche e sanitarie: comunicate direttamente da farmacie, medici, strutture sanitarie tramite il Sistema Tessera Sanitaria
      • Premi assicurativi: premi vita, infortuni, malattia comunicati dalle compagnie assicurative
      • Contributi previdenziali: contributi versati a casse previdenziali, fondi pensione
      • Interessi passivi mutui: interessi su mutui prima casa comunicati dalle banche
      • Spese universitarie: rette e contributi universitari comunicati dagli atenei
      • Bonifici ristrutturazioni ed efficientamento energetico: bonifici per lavori edilizi con detrazioni 50%, 65%, Superbonus (comunicati dalle banche)
      • Erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, enti no profit

      Novità 2026: Dall’anno d’imposta 2025, sono precaricate anche le spese veterinarie per animali da affezione (già introdotte gradualmente negli anni scorsi) e le spese per asili nido (comunicate dai gestori degli asili).

      Modifiche Normative 2025 da Considerare nel Modello Redditi 2026

      Alcune modifiche normative introdotte nel 2025 impattano sul Modello Redditi 2026:

      • Nuove aliquote IRPEF: se nel 2025 sono state introdotte modifiche alle aliquote IRPEF (da verificare nella Legge di Bilancio 2025), queste si riflettono nel calcolo delle imposte nel Modello Redditi 2026.
      • Detrazioni fiscali modificate: eventuali modifiche alle detrazioni per carichi di famiglia, lavoro dipendente, pensione introdotte nel 2025 vanno applicate nella dichiarazione 2026.
      • Regime forfettario 2025: se nel 2025 sono cambiate le soglie o le regole del regime forfettario, queste vanno considerate nel Modello Redditi 2026 per i titolari di partita IVA forfettaria.
      • Crediti d’imposta 2025: nuovi crediti d’imposta introdotti per investimenti, transizione 4.0/5.0, efficientamento energetico vanno dichiarati nel Modello Redditi 2026.

      È fondamentale essere aggiornati sulle novità normative per compilare correttamente il Modello Redditi. Il CAF Centro Fiscale monitora costantemente le modifiche legislative e garantisce la corretta applicazione delle nuove disposizioni.

      Errori Comuni nella Compilazione del Modello Redditi

      La compilazione del Modello Redditi PF è complessa e richiede attenzione per evitare errori che possono causare sanzioni, interessi di mora o controlli fiscali. Ecco gli errori più comuni da evitare.

      1. Omessa Dichiarazione di Redditi Esteri

      Uno degli errori più gravi è non dichiarare redditi esteri percepiti (stipendi esteri, pensioni estere, affitti esteri, dividendi esteri, interessi su conti esteri). I contribuenti residenti fiscalmente in Italia devono dichiarare tutti i redditi worldwide, anche quelli prodotti all’estero. L’omessa dichiarazione di redditi esteri può comportare sanzioni molto elevate (dal 120% al 240% delle imposte evase) e, in casi gravi, configurare reati tributari.

      Come evitarlo: Compilare correttamente il quadro RL (redditi esteri) e il quadro RW (investimenti esteri e attività finanziarie detenute all’estero). Richiedere assistenza a un CAF o commercialista esperto in fiscalità internazionale.

      2. Errata Compilazione del Quadro RW (Monitoraggio Fiscale)

      Il quadro RW deve essere compilato da chi detiene investimenti esteri (conti correnti, depositi, azioni, obbligazioni, immobili) oltre determinate soglie. Molti contribuenti dimenticano di compilarlo o lo compilano in modo errato. Il quadro RW serve per il monitoraggio fiscale (non necessariamente comporta imposte aggiuntive, ma la sua omissione è sanzionata pesantemente).

      Come evitarlo: Verificare se si possiedono attività finanziarie o patrimoniali all’estero (anche ereditate) e compilare il quadro RW con l’assistenza di un esperto.

      3. Omissione di Plusvalenze Finanziarie o Immobiliari

      Le plusvalenze derivanti da vendita di immobili (entro 5 anni dall’acquisto per immobili non prima casa), terreni edificabili, partecipazioni qualificate, criptovalute devono essere dichiarate nel Modello Redditi. Molti contribuenti dimenticano di dichiararle, pensando erroneamente che siano esenti o che nessuno le controlli.

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulla Precompilata Modello Redditi 2026

      Chi deve presentare il Modello Redditi invece del 730?

      Devono presentare il Modello Redditi PF tutti i contribuenti che hanno partita IVA, redditi d’impresa, redditi da partecipazione in societa di persone, plusvalenze finanziarie o immobiliari, redditi esteri non gestibili con il 730, perdite fiscali da compensare. Anche chi non ha un sostituto d’imposta puo scegliere il Modello Redditi al posto del 730 senza sostituto.

      Quando e disponibile la precompilata del Modello Redditi 2026?

      La precompilata del Modello Redditi PF 2026 e disponibile dal 15 aprile 2026 nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate. Si accede con SPID, CIE o CNS. La dichiarazione puo essere consultata, modificata e inviata fino al 30 novembre 2026.

      Come si versano le imposte con il Modello Redditi?

      Con il Modello Redditi il contribuente deve calcolare e versare autonomamente le imposte tramite modello F24. Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 vanno versati entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40 percento). Il secondo acconto 2026 va versato entro il 30 novembre 2026.

      Posso inviare il Modello Redditi autonomamente o devo rivolgermi a un CAF?

      Il Modello Redditi puo essere inviato autonomamente tramite l’area riservata del sito Agenzia delle Entrate oppure tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista). Data la complessita del modello, si consiglia di rivolgersi a un CAF o commercialista, soprattutto se si hanno redditi complessi, redditi esteri, partita IVA.

      Quali dati sono gia precaricati nella precompilata Modello Redditi?

      La precompilata Modello Redditi contiene gia i dati delle CU (Certificazioni Uniche), spese mediche, interessi passivi su mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, spese universitarie, bonifici per ristrutturazioni. Molti quadri specifici (redditi esteri, plusvalenze, redditi d’impresa) devono essere compilati manualmente.

      Se ho partita IVA in regime forfettario devo usare il Modello Redditi?

      Si, chi ha partita IVA in regime forfettario deve obbligatoriamente presentare il Modello Redditi PF, anche se ha solo il reddito da lavoro autonomo forfettario. Il 730 non e utilizzabile per chi ha partita IVA attiva.

      Cosa succede se presento il Modello Redditi in ritardo?

      Se il Modello Redditi viene presentato entro 90 giorni dalla scadenza (30 novembre 2026), si applica una sanzione ridotta di 25 euro. Oltre i 90 giorni la dichiarazione e considerata omessa e le sanzioni sono piu elevate (da 250 a 1.000 euro). Anche i versamenti tardivi comportano sanzioni e interessi di mora.

      Quando arrivano i rimborsi fiscali con il Modello Redditi?

      I rimborsi fiscali derivanti dal Modello Redditi vengono erogati dall’Agenzia delle Entrate dopo i controlli automatici, generalmente entro 6-12 mesi dall’invio della dichiarazione. I tempi sono piu lunghi rispetto al 730, dove i rimborsi arrivano in busta paga o pensione entro 2-3 mesi.


      Hai Bisogno di Assistenza per il Modello Redditi 2026?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione e invio del Modello Redditi PF 2026. Verifichiamo tutti i dati, integriamo le informazioni mancanti e garantiamo il rispetto delle scadenze fiscali.

      I nostri servizi per il Modello Redditi:

      • Compilazione completa Modello Redditi PF (tutti i quadri: RA, RB, RC, RL, RW, ecc.)
      • Dichiarazione redditi esteri e investimenti esteri (quadro RL e RW)
      • Gestione partite IVA in regime forfettario e ordinario
      • Calcolo e versamento imposte (F24 saldo e acconti)
      • Assistenza su plusvalenze finanziarie e immobiliari
      • Visto di conformità per ridurre i controlli fiscali
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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-07 12:57:492026-05-31 18:05:40Precompilata dal 15 aprile 2026 con il Modello Redditi PF: quando serve al posto del 730

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