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Coefficienti di redditivita forfettario 2026: analisi per settore e quanto si paga davvero

Regime Forfettario 2026 limiti e controlli

Se hai una Partita IVA in regime forfettario, sai che non paghi le tasse su tutto cio che incassi. Il meccanismo centrale e il coefficiente di redditivita: una percentuale che trasforma i tuoi ricavi in reddito imponibile. Il problema e che questo coefficiente cambia radicalmente da un settore all’altro, e pochissimi articoli lo spiegano a confronto.

Un commerciante alimentare e un avvocato con lo stesso fatturato di 50.000 euro possono pagare imposte molto diverse. In questo articolo analizziamo tutti i coefficienti di redditivita forfettario 2026 per gruppo ATECO, con tabelle numeriche, esempi pratici e una guida chiara su quando il forfettario conviene davvero.

Forfettario in numeri: 2 milioni di contribuenti, 52% delle Partite IVA

Il regime forfettario non e una nicchia fiscale: e diventato la modalita prevalente di fare impresa individuale in Italia. I dati del Rendiconto Generale dello Stato 2024 elaborato dalla Corte dei Conti fotografano una realta in forte crescita:

  • 2.027.665 contribuenti forfettari nel 2024, in aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente
  • +24,7% dal 2019: in cinque anni il numero di forfettari e cresciuto di quasi un quarto
  • 52% di tutti i titolari di Partita IVA: la maggioranza assoluta dei lavoratori autonomi italiani utilizza questo regime
  • Distribuzione per fascia di ricavi: 936.000 contribuenti sotto i 20.000 euro, 733.000 nella fascia 20.000-50.000 euro
  • 726.000 contribuenti (33%) applicano l’aliquota agevolata del 5% (startup nei primi cinque anni)

Questi numeri raccontano una cosa precisa: il regime forfettario funziona e attrae, perche semplifica enormemente la gestione fiscale e riduce il carico impositivo per chi e nella fascia giusta. Il costo strutturale per l’erario – circa 3,4 miliardi di euro all’anno – e una scelta politica consapevole di sostegno al lavoro autonomo e alle Partite IVA piu piccole.

I settori con il maggior numero di forfettari? La Corte dei Conti identifica avvocati (154.828 = 7,44% del totale), consulenti aziendali (74.462 = 3,58%), psicologi (72.721 = 3,50%), architetti (69.790 = 3,35%) e paramedici (66.304 = 3,19%). Tutti questi professionisti condividono lo stesso coefficiente di redditivita del 78%.

Come funziona il coefficiente di redditivita: la chiave del risparmio

Nel regime forfettario non puoi dedurre i costi reali che hai sostenuto (affitto ufficio, attrezzature, software, formazione). Al loro posto, la legge stabilisce una deduzione forfettaria automatica, espressa come complemento a 100 del coefficiente di redditivita.

  • Il coefficiente di redditivita e la quota dei tuoi ricavi che viene considerata reddito imponibile
  • La quota non tassata (100% meno coefficiente) rappresenta la deduzione forfettaria per i costi
  • Con coefficiente 78%, il 22% dei ricavi e automaticamente escluso dall’imponibile
  • Con coefficiente 40%, il 60% dei ricavi non entra nell’imponibile

La formula completa per calcolare l’imposta e la seguente (art. 1 c. 64 L. 190/2014):

Imposta sostitutiva = (Ricavi x Coefficiente – Contributi previdenziali versati) x Aliquota

Dove:
– Aliquota = 15% (regime standard) oppure 5% (startup, primi 5 anni)
– Contributi previdenziali = importi effettivamente versati nell’anno
– Il risultato non puo essere negativo

Esempio base – professionista con ricavi 30.000 euro e coefficiente 78%:

  • Imponibile lordo: 30.000 x 78% = 23.400 euro
  • Contributi Gestione Separata INPS (24%, altra copertura previdenziale): 30.000 x 24% = 7.200 euro
  • Base imponibile netta: 23.400 – 7.200 = 16.200 euro
  • Imposta sostitutiva al 15%: 16.200 x 15% = 2.430 euro
  • Imposta effettiva sui ricavi: 2.430 / 30.000 = 8,1%

Nota importante: i contributi previdenziali variano significativamente per categoria. Chi e iscritto a una cassa professionale (ENPAM per i medici, ENPAP per gli psicologi, INARCASSA per gli architetti) puo avere aliquote contributive dal 10% al 19,5% e diverse modalita di calcolo rispetto alla Gestione Separata INPS. Per approfondire le differenze tra le casse, consulta la nostra guida comparativa sui contributi previdenziali delle professioni sanitarie 2026.

Tabella completa coefficienti per gruppo ATECO 2026

I coefficienti di redditivita sono definiti dall’Allegato 4 della Legge 190/2014 (Legge di Stabilita 2015, istitutiva del regime forfettario) e non sono stati modificati negli anni successivi. Valgono quindi anche per il 2026.

Gruppo di attivita (Allegato 4 L. 190/2014)CoefficienteQuota non tassataEsempi ATECO
Industrie alimentari e delle bevande / Commercio all’ingrosso e al dettaglio alimentare / Commercio ambulante alimentare e bevande40%60%47.11, 47.21, 56.30, 10-11
Commercio ambulante di prodotti non alimentari54%46%47.81, 47.82, 47.89
Intermediari del commercio62%38%46.1x (agenti e rappresentanti)
Attivita dei servizi di alloggio e ristorazione / Altre attivita economiche67%33%55.10, 56.10, 96.0x
Attivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi78%22%69, 70, 71, 72, 73, 74, 75, 86, 87, 62, 64, 65, 85
Costruzioni e attivita immobiliari86%14%41, 42, 43, 68

Fonte: Allegato 4, L. 190/2014 (Legge di Stabilita 2015). I coefficienti non sono stati modificati da successive leggi di bilancio e rimangono validi per il 2026.

Coefficiente 40%: commercio alimentare e bevande

Il coefficiente del 40% e il piu basso in assoluto, ed e stato calibrato per rispecchiare una realta economica precisa: chi vende cibo, bevande o gestisce attivita di ristorazione ambulante ha costi di acquisto merce molto elevati, che possono assorbire il 50-70% dei ricavi.

  • Industrie alimentari e delle bevande (ATECO sezione C, gruppi 10-11): produzione artigianale di alimenti, panifici, salumifici
  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti alimentari: supermercati, alimentari di quartiere, enoteche (ATECO 47.11, 47.21, 47.22, 47.25)
  • Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande (ATECO 47.81): bancarelle al mercato, furgoni street food
  • Bar e gelaterie (ATECO 56.30, 56.10.20): somministrazione bevande e gelati

Il vantaggio concreto: con coefficiente 40%, il 60% dei tuoi ricavi non entra nell’imponibile. Su 40.000 euro di fatturato, solo 16.000 euro diventano base di calcolo per l’imposta. Chi vende merce con margini ridotti trova nel forfettario una tutela significativa.

Attenzione alla soglia 85.000 euro: anche con coefficienti bassi, il limite di ricavi per restare forfettari e fissato a 85.000 euro annui e 100.000 euro per l’uscita immediata. Per approfondire i limiti e le cause ostative del regime forfettario 2026, leggi la nostra guida dedicata.

Coefficiente 54%: commercio non alimentare e ambulanti

La fascia del 54% si applica esclusivamente al commercio ambulante di prodotti non alimentari. La distinzione rispetto al 40% riflette il fatto che i margini su abbigliamento, accessori, oggetti vari venduti al mercato sono mediamente superiori rispetto al commercio alimentare.

  • Venditori ambulanti su mercati rionali o fieristici di abbigliamento, biancheria, scarpe (ATECO 47.82)
  • Ambulanti di articoli vari non classificati altrove: oggettistica, libri usati, ricambi (ATECO 47.89)
  • Vendita porta a porta di prodotti non alimentari (ATECO 47.99)

Con coefficiente 54%, il 46% dei ricavi e escluso dall’imponibile. Rispetto al 40% del commercio alimentare, la deduzione forfettaria e inferiore di 14 punti percentuali: uno scarto significativo che si traduce in un carico fiscale piu alto a parita di fatturato.

Coefficienti 62-67%: intermediari, alberghi, ristorazione e altre attivita

In questa fascia intermedia troviamo due coefficienti distinti, spesso confusi tra loro.

Coefficiente 62% – Intermediari del commercio (ATECO 46.1x): Si applica ad agenti di commercio e rappresentanti che operano per conto di terzi. Gli agenti percepiscono provvigioni, non ricavi da vendita diretta: i loro costi principali sono trasferte, carburante, campionari.

Coefficiente 67% – Alloggio, ristorazione e altre attivita:

  • Strutture ricettive: alberghi, B&B, affittacamere (ATECO 55.10, 55.20)
  • Ristorazione con somministrazione: ristoranti, trattorie, pizzerie (ATECO 56.10)
  • Catering e servizi di ristorazione (ATECO 56.21): servizi mensa, catering per eventi
  • Altre attivita economiche n.e.c. (ATECO 96): lavanderie, parrucchieri, estetiste, tatuatori, servizi alla persona

Nota importante per parrucchieri ed estetisti: nonostante abbiano costi significativi (prodotti, attrezzature), rientrano nella fascia 67%. Chi opera in questi settori e ha costi reali superiori al 33% del fatturato deve valutare attentamente il confronto con il regime ordinario.

Coefficiente 78%: professioni intellettuali – la categoria piu ampia

Il coefficiente del 78% e quello che interessa la maggioranza assoluta dei professionisti italiani. Come dimostra il Rendiconto Corte dei Conti 2024, questa fascia raccoglie le categorie con il numero piu alto di forfettari.

Rientrano nel coefficiente 78% tutte le attivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi:

  • Avvocati (ATECO 69.10.10): 154.828 contribuenti forfettari – la professione con il maggior numero assoluto
  • Consulenti aziendali e di gestione (ATECO 70.22): 74.462 contribuenti
  • Psicologi e psicoterapeuti (ATECO 86.90.30): 72.721 contribuenti – leggi la guida su Partita IVA Psicologo 2026
  • Architetti e ingegneri (ATECO 71.11, 71.12): 69.790 architetti forfettari – vedi la guida su apertura studio architettura 2026
  • Paramedici e professioni sanitarie (ATECO 86.90.x): 66.304 contribuenti – infermieri, fisioterapisti, logopedisti. Panoramica: Professionisti sanitari con Partita IVA 2026
  • Medici (ATECO 86.21, 86.22): guida a Partita IVA Medico 2026
  • Informatici e sviluppatori (ATECO 62.01, 62.02, 62.09)
  • Designer, grafici, copywriter (ATECO 74.10, 74.30, 73.11)
  • Insegnanti e formatori privati (ATECO 85.59)
  • Consulenti finanziari e assicurativi (ATECO 66.12, 66.22)
  • Commercialisti, fiscalisti, contabili (ATECO 69.20)

Il coefficiente 78% significa che solo il 22% dei tuoi ricavi viene automaticamente escluso dall’imponibile. Per un libero professionista che lavora da casa o in coworking con costi reali limitati, questa deduzione puo essere sufficiente. Per chi ha un ufficio in affitto, collaboratori o attrezzature costose, la valutazione va fatta con cura.

Coefficiente 86%: costruzioni e attivita residuali

Il coefficiente dell’86% e il piu alto e si applica al gruppo delle costruzioni e attivita immobiliari:

  • Imprenditori edili individuali (ATECO 41: costruzione edifici)
  • Lavori di installazione impianti (ATECO 43.21: elettricisti, 43.22: idraulici)
  • Completamenti e rifinitura edilizia (ATECO 43.30: imbianchini, piastrellisti)
  • Agenzie immobiliari (ATECO 68.31) – da non confondere con gli intermediari commercio (62%)

Potrebbe sembrare paradossale: elettricisti e idraulici hanno costi di materiali significativi, eppure si trovano con il coefficiente piu alto. Il legislatore ha ritenuto che i lavori edili e artigianali su commessa incorporino prevalentemente manodopera rispetto ai materiali. In realta, questa valutazione non riflette la situazione di molti artigiani che acquistano materiali in proprio.

La deduzione forfettaria del 14% (100% meno 86%) e la piu bassa in assoluto. Se i tuoi costi reali superano il 14% dei ricavi, il regime forfettario potrebbe non essere conveniente rispetto all’ordinario, a meno di sfruttare l’aliquota al 5% nei primi cinque anni.

Caso pratico: stesso fatturato 50.000 euro, tasse diverse per settore

Per rendere concreta la differenza tra coefficienti, calcoliamo l’imposta sostitutiva per sei contribuenti diversi, tutti con ricavi di 50.000 euro e contributi INPS Gestione Separata (aliquota 24%, altra copertura previdenziale). I contributi GS ammontano a 50.000 x 24% = 12.000 euro.

Nota: per i professionisti iscritti a casse previdenziali (ENPAM, ENPAP, INARCASSA, ecc.) i contributi variano. Il calcolo seguente usa la Gestione Separata come riferimento standardizzato. Per i medici, ad esempio, i contributi ENPAM sono significativamente diversi: approfondisci nella nostra guida ai contributi ENPAM 2026.

SettoreCoeff.Imponibile lordoContributi GSBase imp. nettaImposta 15%Netto finale
Commercio alimentare (bar, alimentari)40%20.000 euro12.000 euro8.000 euro1.200 euro36.800 euro
Commercio ambulante non alimentare54%27.000 euro12.000 euro15.000 euro2.250 euro35.750 euro
Agente di commercio (intermediario)62%31.000 euro12.000 euro19.000 euro2.850 euro35.150 euro
Ristoratore / gestore B&B67%33.500 euro12.000 euro21.500 euro3.225 euro34.775 euro
Professionista intellettuale (avvocato, psicologo, architetto)78%39.000 euro12.000 euro27.000 euro4.050 euro33.950 euro
Artigiano edile / elettricista / idraulico86%43.000 euro12.000 euro31.000 euro4.650 euro33.350 euro

La differenza tra il commerciante alimentare (1.200 euro di imposta) e l’artigiano edile (4.650 euro) a parita di 50.000 euro di fatturato e di 3.450 euro all’anno – quasi 3 volte di piu. Tutto dipende dal coefficiente applicato al proprio codice ATECO.

Vuoi calcolare la tua situazione precisa? Usa il nostro tool Excel gratuito per il calcolo delle tasse forfettario 2026: ti basta inserire ricavi, coefficiente e contributi per ottenere la simulazione personalizzata.

Quando il forfettario diventa svantaggioso: la soglia di pareggio con l’ordinario

Il regime forfettario e conveniente solo se la tua deduzione forfettaria automatica e uguale o superiore ai tuoi costi reali. Quando i costi effettivi superano la deduzione forfettaria, il regime ordinario diventa piu conveniente, perche ti permette di dedurre i costi reali.

Il forfettario e svantaggioso quando: Costi reali > (100% – Coefficiente) x Ricavi

– Professione intellettuale (coeff. 78%): costi reali > 22% dei ricavi
– Artigiano edile (coeff. 86%): costi reali > 14% dei ricavi
– Commercio alimentare (coeff. 40%): costi reali > 60% dei ricavi (raro)

Esempio concreto – professionista intellettuale con ricavi 50.000 euro:

  • Deduzione forfettaria disponibile: 50.000 x 22% = 11.000 euro
  • Se hai costi reali di 8.000 euro (affitto coworking 3.600 + software 600 + formazione 1.800 + assicurazione 2.000): stai sotto gli 11.000 euro – forfettario conveniente
  • Se hai costi reali di 15.000 euro (ufficio in affitto 7.200 + collaboratore part-time 6.000 + altri 1.800): superi gli 11.000 euro – ordinario potenzialmente conveniente

Esempio – artigiano edile con ricavi 50.000 euro (coeff. 86%):

  • Deduzione forfettaria disponibile: 50.000 x 14% = 7.000 euro
  • Se i materiali acquistati valgono 12.000 euro e il furgone costa 4.000 euro/anno: costi reali = 16.000 euro, superiori ai 7.000 – ordinario significativamente conveniente

La Corte dei Conti, nel suo rendiconto 2024, ha sollevato il tema della cosiddetta trappola dimensionale: chi si avvicina alla soglia degli 85.000 euro di ricavi puo trovarsi in una zona grigia dove il confronto tra regime forfettario e regime ordinario va effettuato con attenzione. Chi si avvicina ai 70.000-80.000 euro di fatturato dovrebbe simulare entrambi gli scenari, considerando anche i maggiori oneri amministrativi del regime ordinario.

Settori dove conviene restare in forfettario vs settori dove valutare l’ordinario

CoefficienteSettori tipiciRaccomandazioneQuando rivalutare
40%Commercio alimentare, bar, gelaterie, produzione alimentareForfettario quasi sempre conveniente sotto soglia 85kSolo se hai costi > 60% del fatturato (raro nel food)
54%Ambulanti non alimentari, vendita porta a portaGeneralmente conveniente, margini di solito bassiSe costi merce > 46% del fatturato
62%Agenti di commercio, rappresentantiValutare anno per anno in base alle spese di trasfertaSe spese trasferte + campionari > 38% del fatturato
67%Ristoranti, alberghi, B&B, parrucchieri, estetisteValutare con attenzione soprattutto per ristoratori con costi elevatiSe costi materie prime + personale > 33% del fatturato
78%Avvocati, consulenti, psicologi, architetti, medici, informatici, designerConveniente se lavori senza struttura fissa (casa/coworking)Se hai ufficio, dipendenti o costi > 22% del fatturato
86%Costruzioni, artigiani edili, elettricisti, idraulici, immobiliariValutare sempre il confronto ordinario, specialmente con materiali elevatiSe costi materiali > 14% del fatturato (frequente nel settore)

Una considerazione finale: il regime forfettario offre un vantaggio non solo fiscale ma anche amministrativo. Niente IVA da gestire, niente ritenute d’acconto, contabilita semplificata. Questi risparmi di tempo e di costi del commercialista sono un beneficio reale che va sommato al confronto puramente fiscale.

Per i contribuenti in zona grigia – con costi elevati o vicini alla soglia degli 85.000 euro – la simulazione professionale e fondamentale. Un errore di valutazione puo costare migliaia di euro all’anno.

Vuoi sapere se il forfettario conviene per il tuo settore?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre una simulazione personalizzata forfettario vs ordinario, tenendo conto del tuo coefficiente ATECO, dei tuoi costi reali e della tua cassa previdenziale.

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Domande frequenti sui coefficienti di redditivita forfettario 2026

I coefficienti di redditivita sono cambiati nel 2026?

No. I coefficienti dell’Allegato 4 della Legge 190/2014 non sono stati modificati da nessuna legge di bilancio successiva, inclusa la L. 207/2024. Rimangono identici per il 2026: 40%, 54%, 62%, 67%, 78%, 86%.

Come faccio a sapere qual e il mio coefficiente?

Dipende dal codice ATECO della tua attivita. Identifica il tuo codice ATECO e confrontalo con i gruppi della tabella dell’Allegato 4 L. 190/2014. Il tuo commercialista o il CAF possono indicarti con certezza il gruppo di appartenenza.

Un freelance IT paga lo stesso di un avvocato in forfettario?

Si, dal punto di vista del coefficiente: entrambi applicano il 78%. La differenza puo emergere dai contributi previdenziali: un informatico in Gestione Separata INPS paga il 24% (con altra copertura) o il 26,07% (senza altra copertura), mentre un avvocato versa i contributi Cassa Forense con aliquota diversa.

Posso scegliere un coefficiente piu basso se il mio non mi conviene?

No. Il coefficiente e determinato automaticamente dal codice ATECO della tua attivita e non e modificabile. Se hai piu attivita con codici ATECO diversi, si applica il coefficiente dell’attivita prevalente (quella con ricavi maggiori).

Il coefficiente vale anche per l’aliquota al 5% delle startup?

Si. Il coefficiente di redditivita funziona allo stesso modo sia con l’aliquota standard al 15% sia con quella agevolata al 5% per le nuove attivita nei primi cinque anni. Cambia solo l’aliquota applicata alla base imponibile, non il coefficiente di calcolo.

Approfondimenti per settore: guide complete 2026

Hai trovato utile questa analisi comparativa dei coefficienti di redditivita? Abbiamo preparato guide complete e aggiornate al 2026 per i due settori piu numerosi nel regime forfettario italiano:

Avvocati – settore #1 con 154.828 forfettari

Consulenti aziendali – settore #2 con 74.462 forfettari

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