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Contributi INPS 2026 Artigiani e Commercianti: Saldo, Acconto, Scadenze e Importi

contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

I contributi INPS 2026 per artigiani e commercianti rappresentano uno degli adempimenti previdenziali più importanti per chi gestisce un’attività in proprio. Ogni anno, i titolari di partita IVA iscritti alle Gestioni IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) dell’INPS devono calcolare e versare i propri contributi obbligatori, rispettando scadenze precise e importi minimi fissati dall’Istituto. In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere: aliquote aggiornate, minimale e massimale di reddito, scadenze per il saldo e l’acconto 2026, esempi pratici di calcolo, la riduzione del 35% per il regime forfettario e le sanzioni per ritardi o omissioni.

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Chi deve versare i contributi INPS alla Gestione Artigiani e Commercianti

L’obbligo contributivo riguarda tutte le persone fisiche che svolgono in forma abituale e prevalente un’attività di artigianato (ai sensi della L. 443/1985) o di commercio (ai sensi del D.Lgs. 114/1998), nonché i loro familiari collaboratori. Rientrano nell’obbligo:

  • Artigiani: falegnami, elettricisti, idraulici, meccanici, parrucchieri, estetisti, acconciatori, sarti, panificatori, pittori edili e tutte le attività produttive manuali classificate come artigianato
  • Commercianti: titolari di negozi, esercizi di vicinato, grossisti, agenti e rappresentanti di commercio
  • Coadiuvanti e coadiutori familiari: i familiari (coniuge, figli, genitori) che collaborano nell’impresa con carattere di abitualità e prevalenza
  • Soci lavoratori di società in nome collettivo (SNC) e in accomandita semplice (SAS) che svolgono attività artigiana o commerciale

L’iscrizione avviene automaticamente tramite la Camera di Commercio al momento dell’apertura dell’attività (SCIA/iscrizione albo artigiani). Non è necessario fare una domanda separata all’INPS.

Aliquote contributive INPS 2026 per artigiani e commercianti

Le aliquote per il 2026 sono stabilite annualmente dal Ministero del Lavoro con apposita circolare INPS. La differenza fondamentale tra artigiani e commercianti riguarda lo 0,48% aggiuntivo che i commercianti versano per il finanziamento del Fondo di garanzia trattamento di fine rapporto (INPS Commercio – ex INPDAI).

CategoriaReddito fino al minimaleReddito oltre il minimaleOltre il massimale
Artigiani (titolare < 21 anni)contributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVS
Artigiani (titolare ≥ 21 anni)contributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVS
Commercianti (titolare < 21 anni)contributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVS
Commercianti (titolare ≥ 21 anni)contributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVS
Collaboratori (familiari) artigianicontributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVS
Collaboratori (familiari) commercianticontributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVS

Nota: l’aliquota dello 0,48% aggiuntivo per i commercianti riguarda il contributo alla gestione separata INPS Commercio. I collaboratori familiari ultra 21enni applicano le stesse aliquote del titolare.

Aliquote per i collaboratori under 21

I coadiuvanti e coadiutori familiari con meno di 21 anni di età beneficiano di aliquote IVS ridotte rispetto agli over 21 (indicativamente di circa 0,9 punti percentuali in meno, in base alle circolari INPS degli anni precedenti). La riduzione cessa a partire dal 1° gennaio dell’anno in cui il collaboratore compie 21 anni. Per i valori esatti 2026, consulta la circolare INPS di inizio anno o rivolgiti al CAF Centro Fiscale.

Minimale e massimale di reddito 2026

L’INPS fissa ogni anno due soglie fondamentali che determinano l’importo minimo e massimo dei contributi dovuti.

Il reddito minimale (reddito minimo imponibile)

Il reddito minimale per il 2026 è pari a 18.555 euro (dato da verificare con la circolare INPS di inizio anno). Sul minimale si calcola il contributo fisso annuo, che viene suddiviso in quattro rate trimestrali. Chiunque sia iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti deve versare almeno questo contributo, anche se nell’anno non ha prodotto reddito o ha prodotto un reddito inferiore al minimale.

Il contributo minimo annuo 2026 è di circa 4.200 euro per gli artigiani e di circa 4.292 euro per i commercianti (la differenza è dovuta allo 0,48% aggiuntivo). Questi importi vengono comunicati ufficialmente dall’INPS con apposita circolare, generalmente pubblicata a gennaio/febbraio di ogni anno.

Il reddito massimale

Il massimale di reddito imponibile per il 2026 è pari a 119.650 euro circa (primo scaglione, per contribuenti senza anzianità contributiva al 31/12/1995) e a 84.003 euro circa (per coloro che possono applicare il massimale ridotto). Sul reddito che eccede il massimale non sono dovuti ulteriori contributi IVS. Anche questi valori vengono aggiornati annualmente con circolare INPS.

Tabella riepilogativa 2026

VoceArtigianiCommercianti
Reddito minimale annuo~ 18.555 euro~ 18.555 euro
Contributo minimo annuo~ 4.200 euro~ 4.292 euro
Aliquota IVS su reddito eccedente24,00%24,48%
Massimale reddito imponibile (senza anzianità pre-1996)~ 119.650 euro~ 119.650 euro
Massimale ridotto (con anzianità pre-1996)~ 84.003 euro~ 84.003 euro

Attenzione: i valori del minimale e del massimale vengono aggiornati ogni anno con la rivalutazione automatica basata sull’indice ISTAT. Verifica sempre la circolare INPS di inizio anno (generalmente la Circolare n. 15-20 di gennaio/febbraio).

Come si versano i contributi: il sistema saldo e acconto

Il sistema contributivo per artigiani e commercianti prevede due modalità di versamento, che si sovrappongono nello stesso anno fiscale:

1. Rate fisse trimestrali sul minimale

Il contributo calcolato sul reddito minimale viene suddiviso in quattro rate trimestrali di pari importo, con scadenze fisse:

RataScadenza 2026
1ª rata16 maggio 2026
2ª rata20 agosto 2026
3ª rata16 novembre 2026
4ª rata16 febbraio 2027

Le rate trimestrali vengono versate tramite F24, con i codici tributo specifici comunicati dall’INPS nella circolare annuale. Il pagamento può avvenire online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, tramite banca o ufficio postale.

2. Saldo e acconto collegati alla dichiarazione dei redditi

Oltre alle rate fisse, artigiani e commercianti devono versare:

  • Saldo contributi anno precedente: la differenza tra i contributi effettivamente dovuti sull’intero reddito 2025 e quanto già versato con le rate fisse. Si versa entro il 30 giugno 2026 (o 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%)
  • Primo acconto contributi 2026: pari al 40% dell’acconto totale dovuto, da versare entro il 30 giugno 2026
  • Secondo acconto contributi 2026: pari al restante 60% dell’acconto totale, da versare entro il 30 novembre 2026

Il calcolo del saldo e dell’acconto viene effettuato nella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF o Modello 730 per i forfettari – LM): il software di compilazione calcola automaticamente quanto dovuto in base al reddito dichiarato.

Scadenze 2026 riepilogo completo

AdempimentoScadenzaNote
1ª rata fissa trimestrale16 maggio 2026Contributo sul minimale
Saldo 2025 + 1ª acconto 2026 (40%)30 giugno 2026Con dichiarazione redditi
Saldo 2025 + 1ª acconto 2026 (con proroga)31 luglio 2026Con maggiorazione 0,40%
2ª rata fissa trimestrale20 agosto 2026Contributo sul minimale
2ª acconto 2026 (60%)30 novembre 2026Secondo acconto contributi
3ª rata fissa trimestrale16 novembre 2026Contributo sul minimale
4ª rata fissa trimestrale16 febbraio 2027Contributo sul minimale anno 2026

Esempi pratici di calcolo contributi 2026

Vediamo come funziona il calcolo con casi concreti, così puoi capire esattamente cosa ti aspetta in termini di versamenti.

Esempio 1: Artigiano con reddito sotto il minimale

Situazione: Mario è un artigiano (falegname) con reddito imponibile 2025 di 12.000 euro, inferiore al reddito minimale di 18.555 euro.

Calcolo: Anche se il reddito è inferiore al minimale, Mario deve comunque versare il contributo minimo annuo di circa 4.200 euro (equivalente a quello calcolato sul minimale di 18.555 euro x 24%). Non viene calcolato alcun saldo aggiuntivo perché il reddito reale non supera il minimale.

Rate trimestrali 2026: circa 1.050 euro x 4 rate.

Esempio 2: Commerciante con reddito medio

Situazione: Laura è titolare di un negozio di abbigliamento con reddito imponibile 2025 di 35.000 euro.

Calcolo contributi totali dovuti:

  • Sul reddito minimale (18.555 euro x 24,48%) = circa 4.542 euro (parte fissa)
  • Sul reddito eccedente il minimale (35.000 – 18.555 = 16.445 euro x 24,48%) = circa 4.025 euro
  • Totale contributi dovuti per il 2025: circa 8.567 euro

Versamenti effettuati con le rate fisse 2025: circa 4.292 euro (contributo minimo annuo 2025)

Saldo da versare entro il 30 giugno 2026: 8.567 – 4.292 = circa 4.275 euro

Acconto 2026 (calcolato sul totale contributi 2025): circa 8.567 euro x 100% = 8.567 euro, di cui: primo acconto (40%) = 3.427 euro entro 30/06/2026; secondo acconto (60%) = 5.140 euro entro 30/11/2026.

Esempio 3: Artigiano in regime forfettario

Situazione: Giuseppe è un elettricista in regime forfettario con ricavi 2025 di 40.000 euro. Il coefficiente di redditività per la sua categoria è 86% (costruzioni).

Calcolo reddito imponibile ai fini previdenziali: 40.000 euro x 86% = 34.400 euro

Calcolo contributi senza agevolazione: 18.555 x 24% (fisso) + (34.400 – 18.555) x 24% = circa 4.453 + 3.803 = 8.256 euro

Con riduzione forfettari 35%: 8.256 euro x (1 – 35%) = 8.256 x 65% = circa 5.366 euro

Il risparmio contributivo grazie alla riduzione del 35% è di circa 2.890 euro all’anno.

La riduzione contributiva del 35% per il regime forfettario

I titolari di partita IVA in regime forfettario iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti possono beneficiare di una riduzione contributiva del 35% sull’importo totale dei contributi dovuti, incluso il contributo minimo fisso trimestrale. Si tratta di un’agevolazione strutturale introdotta dalla Legge n. 190/2014 (Legge Stabilità 2015) e confermata per il 2026.

Come richiedere la riduzione del 35%

La riduzione non è automatica: deve essere richiesta presentando apposita comunicazione all’INPS tramite:

  • Il portale INPS online (cassetto previdenziale artigiani e commercianti)
  • Il CAF o il professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro)
  • Il Contact Center INPS (803.164 da fisso gratuito, 06.164.164 da mobile)

La comunicazione deve essere presentata entro il 28 febbraio dell’anno di riferimento per avere effetto da gennaio. Se presentata successivamente, la riduzione decorre dal mese di presentazione. Una volta attivata, la riduzione rimane valida anche negli anni successivi, finché si rimane nel regime forfettario.

Attenzione: la riduzione ha un impatto sulla pensione futura

Versare meno contributi significa anche accumulare meno contribuzione pensionistica. Con la riduzione del 35%, la pensione futura risulterà proporzionalmente più bassa rispetto a un contribuente che versa l’intero importo. È una scelta conveniente nel breve periodo (liquidità immediata), ma va valutata considerando il lungo periodo previdenziale. Ti consigliamo di consultare il tuo estratto contributivo INPS per valutare la situazione personale.

Rateazione dei contributi INPS 2026

Artigiani e commercianti possono rateizzare i contributi dovuti a saldo (con la dichiarazione dei redditi) in caso di difficoltà finanziarie temporanee. La rateazione è possibile nelle seguenti forme:

  • Dilazione ordinaria: i contributi a saldo e le rate di acconto possono essere rateizzati in sede di dichiarazione dei redditi, pagando entro le scadenze ordinarie con eventuali maggiorazioni di interessi
  • Rateazione straordinaria INPS: in caso di debiti contributivi non versati (es. anni precedenti), è possibile presentare domanda di rateazione all’INPS tramite il cassetto previdenziale. La rateazione può arrivare a 60 rate mensili per importi elevati
  • Rottamazione contributi: in presenza di procedure straordinarie di definizione agevolata (come la rottamazione quater o il saldo e stralcio), i contributi INPS possono rientrare in questi benefici

Per le rate fisse trimestrali 2026, non è prevista la rateazione ordinaria: devono essere versate entro le scadenze fisse sopra indicate.

Coordinamento con la dichiarazione dei redditi 2026

I contributi INPS versati nell’anno sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF (art. 10 TUIR). Questo significa che i contributi 2025 versati nell’anno 2026 (saldo e acconti) si deducono nella dichiarazione dei redditi 2026 (relativa al 2025), riducendo la base imponibile IRPEF.

Per i forfettari, la situazione è leggermente diversa: i contributi previdenziali si deducono dal reddito determinato forfettariamente, riducendo direttamente la base imponibile prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le start-up).

Il Quadro RR nella dichiarazione dei redditi

Nella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF), il Quadro RR è dedicato ai contributi previdenziali e assistenziali. In questo quadro vengono riportati:

  • Il reddito imponibile previdenziale (sezione I per artigiani e commercianti)
  • I contributi già versati con le rate fisse
  • Il calcolo del saldo e dell’acconto
  • La riduzione per regime forfettario (se applicabile)

Il software di compilazione (CAF, commercialisti) compila automaticamente il Quadro RR sulla base dei dati inseriti e dei versamenti già effettuati. È importante conservare tutte le ricevute F24 dei versamenti effettuati durante l’anno per evitare discrepanze.

Sanzioni per omesso o tardivo versamento dei contributi

Il mancato o tardivo pagamento dei contributi INPS comporta l’applicazione automatica di sanzioni e interessi. Ecco il quadro sanzionatorio vigente per il 2026:

Sanzioni civili (more)

Le sanzioni civili per omissione/evasione contributiva sono disciplinate dall’art. 116 della L. 388/2000:

TipologiaSanzione civileLimite massimo
Omissione contributiva (obbligo non rispettato per errore, non frode)Tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti (annuale)40% del contributo non versato
Evasione contributiva (occultamento doloso del rapporto di lavoro o del reddito)30% del contributo non versato per anno60% del contributo non versato
Ravvedimento spontaneo (prima di notifica INPS)Sanzione ridotta (see nota)Riduzione fino al 50% in alcuni casi

Il tasso di riferimento BCE (TUR) viene aggiornato dalla Banca Centrale Europea: per il 2026 è necessario verificare il tasso vigente alla data di regolarizzazione.

Come regolarizzare: il ravvedimento operoso

Se hai omesso o tardato un versamento contributivo, puoi regolarizzare la posizione tramite ravvedimento operoso, versando il contributo omesso maggiorato degli interessi calcolati giorno per giorno. Tuttavia, diversamente dal ravvedimento tributario, il ravvedimento sui contributi INPS ha modalità specifiche: ti consigliamo di rivolgerti al CAF o a un consulente del lavoro per calcolare esattamente quanto dovuto e procedere correttamente.

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Domande frequenti (FAQ)

Quando pago le scadenze contributi INPS 2026 come artigiano o commerciante?

Le scadenze principali sono: 16 maggio (1ª rata fissa), 30 giugno (saldo 2025 e 1ª acconto 2026 – 40%), 20 agosto (2ª rata fissa), 30 novembre (2ª acconto 2026 – 60%), 16 novembre (3ª rata fissa), 16 febbraio 2027 (4ª rata fissa).

Qual è l’aliquota INPS 2026 per gli artigiani?

L’aliquota IVS 2026 per gli artigiani è del 24,00% sul reddito eccedente il minimale. Per i commercianti è del 24,48% (0,48% in più per il contributo al Fondo di garanzia TFR). Sul reddito minimo si paga invece un contributo fisso trimestrale.

Quanto pago di contributi INPS se sono in regime forfettario?

Se sei in regime forfettario e iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti, puoi richiedere la riduzione del 35% sui contributi dovuti. La domanda va presentata all’INPS entro il 28 febbraio. Con questa agevolazione, il contributo minimo annuo scende da circa 4.200 euro a circa 2.730 euro per gli artigiani.

Come si calcola il contributo minimo 2026?

Il contributo minimo si calcola applicando l’aliquota IVS (24% artigiani, 24,48% commercianti) al reddito minimale annuo. Per il 2026 il reddito minimale è di circa 18.555 euro, quindi il contributo minimo è di circa 4.200 euro (artigiani) o 4.292 euro (commercianti). Questo importo viene versato in 4 rate trimestrali uguali.

Posso rateizzare i contributi INPS artigiani?

Le rate fisse trimestrali non sono rateizzabili e devono essere versate entro le scadenze previste. Il saldo e l’acconto calcolati in dichiarazione dei redditi possono invece essere rateizzati tramite il modello F24 con le modalità previste. Per debiti contributivi pregressi è possibile richiedere una dilazione all’INPS.

Ho guadagnato meno del minimale: devo comunque pagare?

Sì. Anche se il reddito dell’anno è inferiore al reddito minimale, l’obbligo di versare il contributo minimo fisso rimane. Non è possibile ridurre il contributo in proporzione al reddito effettivo quando questo è sotto il minimale. L’unica eccezione riguarda il primo anno di iscrizione, dove il minimale può essere riproporzionato ai mesi di effettiva attività.

Quali codici tributo F24 si usano per i contributi artigiani e commercianti?

I codici tributo principali (aggiornabili ogni anno con circolare INPS) sono: IVS1 per gli artigiani (contributi fissi), IVS4 per i commercianti (contributi fissi), IVS2 (artigiani, eccedente minimale), IVS5 (commercianti, eccedente minimale). Verifica sempre i codici nella circolare INPS dell’anno in corso o nel cassetto previdenziale online.

Come il CAF Centro Fiscale ti aiuta con i contributi INPS

Gestire i contributi INPS da soli può essere complicato, specialmente per chi non ha familiarità con i calcoli previdenziali. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per artigiani e commercianti:

  • Calcolo preciso dei contributi dovuti per l’anno in corso
  • Predisposizione e invio della richiesta di riduzione 35% forfettari
  • Compilazione e invio del Modello Redditi PF con Quadro RR
  • Verifica della posizione contributiva e dell’estratto INPS
  • Assistenza in caso di irregolarità o cartelle esattoriali
  • Supporto per domande di rateazione contributi

Puoi contattarci al 0432 1638640, via WhatsApp al 366 6018121 o recandoti direttamente presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, Scala B, Udine. Siamo disponibili per un appuntamento e per fornirti tutta l’assistenza necessaria.

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