PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributiPartita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributiL’ostetrica (o ostetrico) e’ una delle professioni sanitarie con maggior potenziale per la libera professione, grazie alla crescente domanda di assistenza personalizzata in gravidanza, parto e puerperio. Aprire la Partita IVA come ostetrica libera professionista nel 2026 significa scegliere tra un’ampia gamma di attivita’: corsi preparto, assistenza al parto a domicilio, supporto allattamento, consulenza perinatale, monitoraggio gravidanza fisiologica. Questa guida chiarisce ogni aspetto fiscale e previdenziale.L’ostetrica e’ una professione sanitaria regolamentata dalla Legge 1/2002 e dall’albo FNOPO (Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica). Come altre professioni sanitarie della L. 251/2000, non ha una cassa previdenziale dedicata e confluisce nella Gestione Separata INPS.Professione di ostetrica: requisiti per la libera professione Per esercitare come ostetrica libera professionista occorre:Laurea triennale in Ostetricia (o titolo equipollente)Iscrizione all’albo FNOPO (Ordine della Professione di Ostetrica) della propria provinciaPolizza RC professionale obbligatoria (Legge 24/2017 Gelli-Bianco): per chi opera in ambito sanitario e’ obbligatoria per legge con massimali adeguati all’attivita’, incluso il parto a domicilioEventuale autorizzazione comunale/ASL per specifiche attivita’ (parto a domicilio, apertura studio)L’ostetrica lavora in autonomia per le attivita’ di sua competenza (gravidanza fisiologica, parto eutocico, puerperio, allattamento) e in collaborazione con il medico per le situazioni patologiche.Codice ATECO per l’ostetrica libera professionista Codice ATECODescrizioneCoefficiente forfettario86.21.09Servizi degli studi medici generici e ostetrici78%Il codice 86.21.09 copre specificamente l’attivita’ ostetrica, insieme a quella del medico di base. Il coefficiente di redditivita’ e’ il 78%, identico a tutte le professioni sanitarie nel regime forfettario. E’ il codice piu’ corretto per l’ostetrica che svolge assistenza perinatale, corsi preparto e supporto domiciliare.Attivita’ tipiche dell’ostetrica libera professionista Corsi preparto: singoli o di coppia, in studio o domiciliare. Attivita’ con altissima domanda privata, esentabile IVA se resa nell’ambito dell’assistenza perinatale.Assistenza domiciliare in puerperio: visite domiciliari post-partum per cura della mamma e del neonato, supporto allattamento materno. Tra le attivita’ piu’ comuni delle ostetriche libere professioniste.Consulenza pre-concezionale: counseling per coppie che desiderano una gravidanza, valutazione rischi.Monitoraggio gravidanza fisiologica: visite ostetriche, cardiotocografia, ecografia ostetrica (se abilitata).Assistenza al parto a domicilio: attivita’ a piu’ alto rischio clinico, richiede RC professionale ad hoc con massimali specifici. Necessita di autorizzazione in alcune regioni.Corsi di allattamento e supporto post-partum: spesso in associazione con associazioni o consultori privati.Collaborazioni con case maternita’ e birth center privati: come libera professionista su chiamata o in convenzione.Regime forfettario per l’ostetrica: parametri 2026 Soglia ricavi: fino a 85.000 euro/anno nell’anno precedenteUscita immediata: se si superano 100.000 euro nello stesso annoCausa ostativa dipendente: reddito da lavoro dipendente anno precedente > 35.000 euro (L. 207/2024)Coefficiente redditività: 78%Imposta sostitutiva: 15% (5% startup per i primi 5 anni di nuova attivita’)Molte ostetriche lavorano sia come dipendenti in ospedale/clinica che come libere professioniste. Se lo stipendio da dipendente supera 35.000 euro, si perde il diritto al forfettario per la Partita IVA. Con stipendi tipici SSN di un’ostetrica (intorno ai 28.000-32.000 euro iniziali), spesso il forfettario e’ ancora accessibile.Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS L’ostetrica libera professionista non ha una cassa di categoria dedicata. I contributi vanno alla Gestione Separata INPS:26,07% per ostetriche con sola Partita IVA (nessun’altra copertura)24% per ostetriche dipendenti SSN + P.IVA (hanno gia’ INPS dipendenti)In regime forfettario e’ possibile optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva. Con questa opzione: 26,07% diventa circa 16,95%; 24% diventa circa 15,60%. La riduzione abbassa il costo contributivo immediato ma riduce la pensione futura.Per un confronto completo con le altre casse sanitarie: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.IVA e Sistema Tessera Sanitaria per ostetriche Le prestazioni sanitarie dell’ostetrica sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 DPR 633/72, in quanto rese da professionista abilitato nell’esercizio di professione sanitaria soggetta a vigilanza. Questo vale per:Visite ostetriche, monitoraggi, cardiotocografiaCorsi preparto con contenuto clinico-sanitarioAssistenza al parto a domicilioSupporto allattamento e visite puerperaliCodice natura IVA: N4 in regime ordinario, N2.2 in regime forfettario.L’ostetrica e’ obbligata alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria per tutte le prestazioni erogate a persone fisiche (codice SP). La scadenza e’ mensile (entro fine mese successivo). Per la guida completa: Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026.RC professionale: obbligo Legge Gelli-Bianco per il parto domiciliare La Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) rende obbligatoria la RC professionale per tutti i professionisti sanitari. Per l’ostetrica libera professionista e’ particolarmente importante scegliere una polizza che copra tutte le attivita’ effettivamente svolte.Il parto a domicilio e’ un’attivita’ ad alto rischio clinico e assicurativo: molte compagnie assicurative non coprono il parto domiciliare nella polizza standard, o lo coprono solo con massimali molto elevati e premi corrispondenti. Prima di avviare questa attivita’, e’ essenziale verificare la copertura assicurativa specifica. FNOPO mantiene un elenco di compagnie che offrono polizze idonee.Il parto domiciliare richiede inoltre in alcune regioni un’autorizzazione sanitaria specifica. Verificare la normativa regionale prima di avviare questa attivita’.Esempio di calcolo fiscale: ostetrica in forfettario Scenario: ostetrica con sola P.IVA, 35.000 euro di compensi annui, regime forfettario, primo anno di attivita’ (imposta 5%).Compensi lordi: 35.000 euroReddito forfettario (x 78%): 27.300 euroImposta sostitutiva (5% startup): 1.365 euroContributi GS INPS (26,07% su 27.300): 7.117 euroTotale imposte + contributi: 8.482 euroNetto disponibile: circa 26.518 euroCon la riduzione del 35% sui contributi GS INPS: contributi = 4.626 euro, netto disponibile = 29.009 euro. La riduzione contributiva migliora il netto immediato ma riduce la pensione futura: valutare in base alla propria situazione personale.Domande frequenti Posso fare corsi preparto senza aprire la P.IVA se sono dipendente?No. Se i corsi preparto generano compensi con carattere abituale (anche occasionalmente ricorrente), devono essere dichiarati come reddito di lavoro autonomo. Se si tratta di pochissime occasioni nell’anno (< 5.000 euro e carattere occasionale), potrebbero rientrare nelle prestazioni occasionali senza P.IVA, ma e' un confine sottile da valutare con il consulente fiscale.Il corso preparto e’ soggetto a IVA?Se il corso preparto e’ reso da un’ostetrica abilitata nell’ambito della preparazione alla nascita (attivita’ sanitaria preventiva), e’ esente IVA art. 10 n. 18. Se invece il corso ha prevalentemente contenuto educativo/formativo non sanitario, potrebbe essere soggetto a IVA. La distinzione dipende dal contenuto specifico e va valutata caso per caso.Devo trasmettere al Sistema TS anche per i corsi preparto?Si, se i corsi preparto sono qualificati come prestazioni sanitarie e i partecipanti sono persone fisiche. Il codice spesa da usare e’ SP (spesa sanitaria). Le spese per corsi preparto sono detraibili al 19% nel 730 del paziente se ricorrono i presupposti di prestazione sanitaria professionale.Conclusione L’ostetrica libera professionista ha di fronte un mercato in crescita: sempre piu’ famiglie cercano un’assistenza perinatale personalizzata che il SSN non riesce a garantire. Sul piano fiscale e previdenziale, il percorso e’ lineare: ATECO 86.21.09, regime forfettario quasi sempre conveniente, Gestione Separata INPS, esenzione IVA per le prestazioni sanitarie. Il nodo critico e’ la RC professionale per chi assiste i parti a domicilio.Per aprire la P.IVA da ostetrica, gestire la dichiarazione dei redditi e ottimizzare il carico fiscale e previdenziale, il team di CAF Centro Fiscale e’ a disposizione. Richiedi un preventivo personalizzato senza impegno.Leggi anche: Hub Professionisti Sanitari 2026, Partita IVA Infermiere, Sistema Tessera Sanitaria 2026, Aprire Partita IVA 2026.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 09:00:002026-06-14 18:38:57Partita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributi
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA TSRM tecnico radiologia 2026: regime, contributi e fatturazionePartita IVA TSRM tecnico di radiologia medica 2026: regime fiscale, contributi e fatturazioneIl TSRM — Tecnico Sanitario di Radiologia Medica e’ una professione sanitaria regolamentata dalla Legge 251/2000 e soggetta all’Ordine TSRM PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione) istituito dalla Legge 3/2018. Nonostante il riconoscimento ordinistico, il TSRM non ha una cassa previdenziale di categoria dedicata: i contributi vanno versati alla Gestione Separata INPS.Questa guida e’ pensata per i TSRM che valutano o hanno gia’ avviato l’attivita’ libero-professionale parallela o esclusiva rispetto al lavoro dipendente SSN. Chiarisce il codice ATECO corretto, le aliquote contributive 2026, il regime fiscale piu’ conveniente e gli obblighi di fatturazione specifici del settore sanitario.Il TSRM: chi e’ e cosa fa da libero professionista Il TSRM opera nel campo della diagnostica per immagini (radiologia, TC, risonanza magnetica, ecografia), della radioterapia e della medicina nucleare. E’ responsabile dell’esecuzione degli esami strumentali prescritti dal medico radiologo, nel rispetto dei protocolli di radioprotezione e delle normative sulla sicurezza delle radiazioni ionizzanti.Come libero professionista, il TSRM tipicamente opera:In convenzione con studi radiologici privati o poliambulatoriCome sostituto di TSRM dipendenti in strutture privateIn consulenza per strutture che non hanno TSRM dipendenti (es. ambulatori osteopatici, studi odontoiatrici con RX)In libera professione presso strutture accreditate con il SSN (intramoenia allargata)A differenza del fisioterapista o dello psicologo, il TSRM raramente opera in modo del tutto autonomo verso il paziente finale: ha quasi sempre un medico radiologo di riferimento per i refertati. Questo non cambia la qualificazione fiscale: la prestazione tecnica del TSRM e’ comunque una prestazione sanitaria ai fini IVA e Sistema TS.Codice ATECO per il TSRM libero professionista Il codice ATECO corretto per il TSRM che esercita come libero professionista e’:Codice ATECODescrizioneCoefficiente forfettario86.90.29Altre attivita’ paramediche NCA78%Il coefficiente del 78% si applica a tutte le professioni sanitarie, tecnico-scientifiche e assimilate nel regime forfettario. Questo significa che il TSRM in forfettario calcola l’imposta sostitutiva sull’imposta del 78% dei suoi compensi, non sull’intero importo fatturato.Regime forfettario per il TSRM: parametri 2026 Il regime forfettario e’ la scelta ottimale per la maggioranza dei TSRM che avviano la libera professione. I parametri chiave 2026:Soglia ricavi: fino a 85.000 euro/anno nell’anno precedenteUscita immediata: se si superano 100.000 euro nello stesso annoCausa ostativa dipendente: reddito da lavoro dipendente anno precedente superiore a 35.000 euro (L. 207/2024 — soglia elevata da 30.000 a 35.000 dal 2025)Coefficiente redditività: 78%Imposta sostitutiva: 15% (5% startup per i primi 5 anni)Caso tipico TSRM dipendente SSN + libera professione: un TSRM che lavora in ospedale con stipendio di 28.000 euro lordi + 15.000 euro di compensi da libera professione. Stipendio inferiore a 35.000 euro → nessuna causa ostativa → puo’ adottare il forfettario per la P.IVA. Reddito forfettario: 15.000 x 78% = 11.700 euro. Imposta sostitutiva: 1.755 euro (15%). Contributi GS INPS: 24% su 11.700 = 2.808 euro (aliquota ridotta perche’ ha gia’ INPS dipendenti).Contributi previdenziali TSRM: Gestione Separata INPS Il TSRM libero professionista non ha una cassa di categoria: i contributi si versano alla Gestione Separata INPS. Aliquote 2026:26,07% per TSRM con sola Partita IVA (nessuna altra copertura)24% per TSRM dipendente SSN + P.IVA (ha gia’ INPS dipendenti)In regime forfettario e’ possibile optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva (L. 190/2014 c. 77). Con questa opzione l’aliquota effettiva scende a circa 16,95% (26,07% x 65%) o 15,60% (24% x 65%). La riduzione abbassa il costo contributivo corrente ma riduce il montante pensionistico futuro.I contributi GS INPS si versano con F24: acconti a giugno (40%) e novembre (60%), saldo entro il 30 giugno dell’anno successivo. Per confronto con le altre professioni: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.IVA e fatturazione per il TSRM Le prestazioni tecniche del TSRM (esecuzione di esami radiologici, TC, RM, ecografia, radioterapia) sono qualificabili come prestazioni sanitarie esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 del DPR 633/72, se rese da un professionista abilitato nell’esercizio di una professione sanitaria soggetta a vigilanza.In pratica:In regime ordinario: fattura senza IVA, codice natura N4 (esente art. 10 n. 18 DPR 633/72)In regime forfettario: fattura senza IVA, codice natura N2.2Fatture verso strutture radiologiche (non persone fisiche): obbligo fattura elettronica SDI, nessun obbligo Sistema TSPrestazioni verso persone fisiche: obbligo Sistema TS (codice SP) + documento commerciale o fattura SDI con tag TSNella pratica comune il TSRM libero professionista fattura principalmente a strutture (studi radiologici, poliambulatori), non direttamente al paziente. In questo caso l’obbligo Sistema TS non si attiva per le sue fatture (le trasmette la struttura). Ma se ha pazienti privati diretti, l’obbligo TS e’ suo.L’Ordine TSRM PSTRP (Legge 3/2018) La Legge 3/2018 ha istituito gli ordini professionali per 17 professioni sanitarie che ne erano prive, tra cui il TSRM. L’ordine di riferimento e’ l’Ordine TSRM PSTRP (che accorpa TSRM, Tecnici di Laboratorio Biomedico, Tecnici di Neurofisiopatologia, Tecnici Ortopedici, Logopedisti, Podologi, Ortottisti, Fisioterapisti, Terapisti Occupazionali, Educatori Professionali, Tecnici della Prevenzione, Dietisti).L’iscrizione all’albo e’ prerequisito per l’esercizio legale della professione, inclusa la libera professione. Per aprire la P.IVA da TSRM occorre essere regolarmente iscritti all’albo TSRM PSTRP della provincia di appartenenza.Dipendente SSN vs libero professionista: differenze pratiche AspettoTSRM dipendente SSNTSRM libero professionistaPrevidenzaINPS dipendenti (pensione SSN)GS INPS (26,07% o 24%)IVANon si applica (non fattura)N4 (ordinario) o N2.2 (forfettario)OrariContratto CCNL Comparto Sanita’AutonomoRischio economicoStipendio fissoVariabile con commesseIntramoeniaPossibile con autorizzazioneN/ARC professionaleCoperta dall’azienda SSNObbligatoria personale (L. 24/2017)Il TSRM puo’ cumulare attivita’ dipendente SSN e libera professione, con il limite della causa ostativa forfettario (reddito dipendente < 35.000 euro per mantenere il forfettario) e dei vincoli contrattuali del CCNL sanitario sull'attivita' extramuraria.Domande frequenti Devo iscrivermi all’albo TSRM PSTRP prima di aprire la P.IVA?Si. L’iscrizione all’albo TSRM PSTRP e’ obbligatoria per l’esercizio legale della professione, inclusa la libera professione. Senza iscrizione non si puo’ esercitare e non si ha la copertura legale per applicare l’esenzione IVA sanitaria.La struttura per cui lavoro mi chiede di aprire P.IVA: e’ legale?La richiesta e’ legale se il rapporto di lavoro e’ genuinamente autonomo (orari variabili, compenso a prestazione, assenza di vincolo gerarchico continuativo). Se invece si tratta di un rapporto parasubordinato mascherato da P.IVA (orari fissi, dipendenza gerarchica, continuita’ esclusiva), si e’ in presenza di un rapporto di lavoro subordinato mascherato, che espone la struttura a sanzioni. In caso di dubbio, consulta un consulente del lavoro.Posso avere più clienti contemporaneamente come TSRM libero professionista?Si. Il TSRM libero professionista puo’ lavorare per piu’ strutture contemporaneamente: piu’ studi radiologici, poliambulatori, cliniche private. Anzi, avere piu’ clienti e’ un indicatore di genuinita’ del rapporto di lavoro autonomo rispetto a rapporti monocommittenza che possono essere riqualificati come subordinati.Conclusione Il TSRM che apre la Partita IVA nel 2026 ha un percorso abbastanza lineare: ATECO 86.90.29, Gestione Separata INPS, regime forfettario quasi sempre conveniente nella fase iniziale, esenzione IVA per le prestazioni sanitarie. La complessita’ principale e’ nella gestione del cumulo con il lavoro dipendente SSN e nel rispetto della causa ostativa forfettario.Per apertura P.IVA, dichiarazione dei redditi e consulenza previdenziale come TSRM libero professionista, CAF Centro Fiscale offre supporto personalizzato. Richiedi un preventivo senza impegno.Leggi anche: Hub Professionisti Sanitari 2026, Partita IVA Fisioterapista, Contributi previdenziali sanitari, Partita IVA Logopedista.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-18 09:00:002026-06-14 18:38:55Partita IVA TSRM tecnico radiologia 2026: regime, contributi e fatturazione
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA ottico optometrista 2026: codice ATECO, regime fiscale e fatturazionePartita IVA ottico optometrista 2026: codice ATECO, regime fiscale e fatturazioneL’apertura della Partita IVA per un ottico o un optometrista presenta una complessita’ specifica rispetto alle altre professioni sanitarie: la distinzione tra la figura dell’ottico (professione sanitaria regolamentata) e dell’optometrista (titolo accademico non regolamentato come professione sanitaria in Italia) ha conseguenze dirette sul regime fiscale, sull’IVA applicabile e sull’obbligo Sistema Tessera Sanitaria.Inoltre, l’attivita’ di un ottico tipicamente combina due componenti diverse: la vendita di dispositivi ottici (occhiali, lenti a contatto, montature) che e’ attivita’ commerciale, e la prestazione sanitaria (esame visivo, applicazione lenti a contatto) che e’ attivita’ professionale. Questa doppia natura complica la scelta del regime fiscale.Ottico vs optometrista: le differenze normative che contano AspettoOtticoOptometristaBase normativaL. 1044/1934 + Testo Unico Leggi SanitarieTitolo accademico (laurea in optometria), non regolamentato come professione sanitaria in ItaliaEsame di StatoSi (diploma di ottico + abilitazione)No (non e’ professione ordinistica in Italia al 2026)Ordine professionaleNessun albo specifico (ma vigilanza AUSL)Nessun ordine professionale in ItaliaAttivita’ tipicaVendita occhiali/lenti, esame visivo di primo livelloEsami visivi approfonditi, ortottica, gestione ambliopieSistema TSSi per vendita dispositivi ottici (codice AD)Dipende dal riconoscimento sanitarioEsenzione IVANo sulla vendita di occhiali (IVA 22%); si sulla prestazione sanitaria se professionista abilitatoNon certa — l’esenzione IVA richiede professione sanitaria abilitata riconosciutaIn Italia, nel 2026, l’optometria non e’ ancora riconosciuta come professione sanitaria autonoma, a differenza di quanto avviene in altri paesi europei. Chi si laurea in optometria esercita spesso come ottico (se in possesso dell’abilitazione) o come collaboratore di studi ottici/oculistici. L’eventuale riconoscimento professionale e’ in discussione parlamentare da anni.Codici ATECO per ottici e optometristi La scelta del codice ATECO dipende dall’attivita’ prevalente:Codice ATECODescrizioneQuando usarloCoefficiente forfettario47.78.10Commercio al dettaglio di articoli di ottica, fotografia, orologeria, oreficeriaPrevalentemente vendita occhiali/lenti in negozio40% (commercio)86.90.29Altre attivita’ paramediche NCAPrevalentemente prestazioni sanitarie (esami visivi, applicazione lenti)78% (sanitario/professionale)Attenzione alla doppia attivita’: un ottico che gestisce un negozio di occhiali e contemporaneamente esegue esami visivi professionali ha due attivita’ distinte. In regime forfettario e’ possibile avere un unico codice ATECO principale (quello dell’attivita’ prevalente per ricavi), ma la scelta influenza il coefficiente e quindi il reddito imponibile. Con il 47.78.10 (commercio, coefficiente 40%) si paga meno in percentuale ma su una base calcolata diversamente rispetto al 86.90.29 (sanitario, coefficiente 78%).In molti casi, chi gestisce un negozio di ottica con prestazioni accessorie e’ tenuto ad adottare il regime ordinario (per la parte commerciale soggetta a IVA 22%) e non il forfettario, che presuppone attivita’ omogenea.IVA nell’ottica: vendita occhiali vs prestazioni sanitarie Il trattamento IVA nell’attivita’ ottica dipende da cosa si vende o eroga:Vendita di occhiali, lenti a contatto, montature: sono dispositivi medici (classificati CE come DM classe I) soggetti a IVA al 4% se classificati come ausili per disabilita’ visiva, o IVA al 22% per occhiali da sole, accessori non terapeutici. Per gli occhiali da vista con prescrizione medica l’aliquota ridotta al 4% si applica se correttivi per difetti visivi documentati.Esame visivo da ottico abilitato: prestazione sanitaria esente IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 DPR 633/72, se resa da professionista abilitato nell’esercizio di professione sanitaria. Per l’ottico abilitato, l’esame visivo e’ esentabile; per il semplice laureato in optometria non riconosciuto, la questione e’ controversa.Applicazione lenti a contatto da professionista abilitato: esenzione IVA N4 se prestazione sanitaria, soggetta a verifica caso per caso.In pratica, chi gestisce un negozio di ottica si trova spesso a dover applicare IVA diversa sulla stessa fattura: 4% sulla montatura, 22% sugli occhiali da sole, 0% (N4 esente) sulla quota esame visivo. Questo rende quasi obbligatorio il regime ordinario con contabilita’ accurata.Regime forfettario: quando e’ applicabile all’ottico/optometrista? Il regime forfettario puo’ essere applicato nelle seguenti situazioni tipiche:Optometrista freelance che presta solo servizi professionali (esami visivi, training visivo) senza vendita: puo’ aprire P.IVA con ATECO 86.90.29, coefficiente 78%, regime forfettario, GS INPS. Non emette IVA. Sistema TS applicabile se la prestazione e’ riconosciuta sanitaria.Ottico che lavora come collaboratore in uno studio oculistico o ottico altrui: puo’ fatturare prestazioni professionali in regime forfettario se i ricavi restano sotto 85.000 euro e non ha alti costi da dedurre.Ottico con negozio di occhiali: nella maggioranza dei casi il regime forfettario non e’ conveniente o applicabile agevolmente per la componente commerciale (IVA su acquisto merce, ricarico, ecc.).La causa ostativa piu’ rilevante rimane quella del reddito da lavoro dipendente: se nell’anno precedente si e’ percepito piu’ di 35.000 euro come dipendente (L. 207/2024), non e’ possibile adottare il forfettario.Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS Per gli ottici e optometristi che esercitano come liberi professionisti (non come commercianti), la cassa previdenziale e’ la Gestione Separata INPS:26,07% senza altra copertura previdenziale24% con altra copertura (es. dipendente + P.IVA)Se invece l’attivita’ e’ prevalentemente commerciale (negozio di ottica), ci si iscrive come commerciante alla Gestione Commercianti INPS: aliquota 24,48% con minimale annuo (circa 4.200 euro nel 2026), con riduzione del 35% per chi adotta il regime forfettario.La distinzione tra prestatore di servizi (GS artigiani/professionisti) e commerciante (GS commercianti) dipende dalla prevalenza dell’attivita’: se il fatturato e’ principalmente da vendita di prodotti ottici, si e’ commercianti; se e’ principalmente da prestazioni, si e’ professionisti. Per un confronto completo: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.Sistema Tessera Sanitaria per ottici Gli ottici sono obbligati a trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria i dati relativi alla vendita di dispositivi ottici (occhiali da vista, lenti a contatto correttive) perche’ questi costituiscono spese sanitarie detraibili per il paziente (codice spesa AD — dispositivo medico).La trasmissione avviene mensilmente entro fine mese successivo. Ogni negozio di ottica che ha un registratore telematico abilitato al Sistema TS trasmette automaticamente i dati al momento dell’incasso. Per la parte di prestazione professionale (esame visivo), il codice spesa e’ SP.Per approfondire gli obblighi TS: Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026.Domande frequenti Un optometrista senza abilitazione ottica puo’ emettere fatture esenti IVA?E’ una zona grigia normativa. L’esenzione IVA art. 10 n.18 richiede che la prestazione sia resa nell’esercizio di una professione sanitaria soggetta a vigilanza. In Italia l’optometrista non ha ancora un riconoscimento professionale sanitario autonomo. E’ consigliabile verificare con l’Agenzia delle Entrate o con un consulente fiscale la posizione specifica prima di applicare l’esenzione.L’ottico puo’ adottare il regime forfettario se ha anche un negozio?Il regime forfettario e’ pensato per attivita’ relativamente semplici. Se l’ottico gestisce un negozio con acquisto e rivendita di merci (occhiali, lenti), la complessita’ dell’IVA (diverse aliquote, acquisti detraibili) e del magazzino rende piu’ conveniente il regime ordinario semplificato. Il forfettario e’ adatto all’optometrista/ottico che svolge solo prestazioni professionali senza commercio.Quale ATECO scelgo se faccio sia vendita che esami visivi?Il codice ATECO principale deve riflettere l’attivita’ prevalente per ricavi. Se la maggioranza del fatturato viene dalla vendita di occhiali, ATECO 47.78.10 (commercio); se viene dagli esami visivi e prestazioni professionali, ATECO 86.90.29. E’ possibile indicare un’attivita’ secondaria. Consigliamo di verificare con il consulente fiscale la corretta qualificazione della tua attivita’ specifica.Conclusione La Partita IVA per ottici e optometristi e’ una delle piu’ articolate nel settore sanitario per la doppia natura dell’attivita’ (commerciale + professionale) e per la posizione normativa ancora incerta dell’optometria in Italia. La scelta del codice ATECO, del regime fiscale e della gestione IVA richiede una valutazione personalizzata sulla base dell’attivita’ concreta svolta.Per un’analisi precisa della tua situazione e un preventivo personalizzato, contatta il team di CAF Centro Fiscale. Per approfondimenti: Hub Professionisti Sanitari 2026, Contributi previdenziali sanitari.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-12 09:00:002026-06-14 18:38:52Partita IVA ottico optometrista 2026: codice ATECO, regime fiscale e fatturazione
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA podologo 2026: guida completa a codice ATECO, contributi e fatturazionePartita IVA podologo 2026: guida completa a codice ATECO, contributi e fatturazioneIl podologo e’ una professione sanitaria a tutti gli effetti: il suo esercizio e’ regolamentato dalla Legge 251/2000 (art. 6), che disciplina le professioni sanitarie infermieristiche e tecniche. Chi apre la Partita IVA come podologo nel 2026 deve conoscere il codice ATECO corretto, la cassa previdenziale di riferimento (Gestione Separata INPS), le regole IVA specifiche del settore sanitario e gli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria.A differenza di medici o psicologi, il podologo non ha una cassa previdenziale di categoria dedicata: i contributi vanno versati alla Gestione Separata INPS. Questo ha implicazioni concrete sulla pianificazione previdenziale e sulla convenienza del regime forfettario.Podologo: professione sanitaria e requisiti per la P.IVA Il podologo esercita la professione sanitaria in autonomia ed e’ responsabile dell’assistenza generale di podologia. Svolge attivita’ di prevenzione, cura e riabilitazione patologie del piede che non richiedono trattamenti chirurgici. L’esercizio della professione richiede:Laurea triennale in Podologia (o titolo equipollente)Iscrizione all’Ordine delle Professioni Sanitarie (sezione podologi — l’ordine di riferimento e’ quello TSRM PSTRP dopo la L. 3/2018)Polizza RC professionale obbligatoria (L. 24/2017 Gelli-Bianco)Una volta in possesso di questi requisiti, l’apertura della Partita IVA e’ possibile attraverso la presentazione del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate.Codice ATECO per il podologo Il codice ATECO per il podologo libero professionista e’:Codice ATECODescrizioneCoefficiente redditività86.90.29Altre attivita’ paramediche NCA (non classificate altrove)78%Il codice 86.90.29 e’ utilizzato da diverse professioni sanitarie senza cassa dedicata: podologi, logopedisti, tecnici di radiologia (TSRM), tecnici di laboratorio biomedico, osteopati, dietisti, tecnici di neurofisiopatologia. Il coefficiente di redditivita’ del 78% si applica a tutte le attivita’ professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie nel regime forfettario.Regime forfettario per il podologo: conviene? Il regime forfettario e’ la scelta piu’ comune per i podologi che iniziano la libera professione. I parametri chiave per il 2026:Soglia di accesso: ricavi/compensi fino a 85.000 euro nell’anno precedenteUscita immediata: se si superano 100.000 euro nello stesso annoCausa ostativa dipendente: reddito da lavoro dipendente o assimilato anno precedente superiore a 35.000 euro (L. 207/2024 — soglia elevata da 30.000 a 35.000 dal 2025)Coefficiente redditività: 78%Imposta sostitutiva: 15% (5% per i primi 5 anni di nuova attivita’)Esempio pratico: un podologo con 40.000 euro di compensi annui ha un reddito imponibile forfettario di 31.200 euro (40.000 x 78%). Imposta sostitutiva: 4.680 euro al 15% (o 1.560 euro al 5% nei primi 5 anni). A questi si aggiungono i contributi GS INPS.Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS Il podologo libero professionista non ha una cassa di categoria dedicata: i contributi previdenziali vanno versati alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026 sono:26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale (podologo con sola P.IVA)24% per chi ha gia’ altra copertura (es. podologo dipendente + P.IVA libera professione)In regime forfettario e’ possibile optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva: l’aliquota effettiva scende a circa 16,95% (26,07% x 65%). Questa riduzione abbassa il costo contributivo immediato, ma riduce anche il montante per la pensione futura. La scelta deve essere ponderata.I contributi GS INPS si versano con F24 alle stesse scadenze dell’imposta sostitutiva: acconto a giugno e novembre, saldo a giugno dell’anno successivo.Per un confronto tra le casse previdenziali di tutte le professioni sanitarie, vedi: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.IVA sulle prestazioni podologiche: esenzione art. 10 n.18 Le prestazioni podologiche rese da un podologo abilitato (laureato e iscritto all’albo) sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 del DPR 633/1972. L’esenzione si applica alle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione della persona svolte nell’esercizio di professioni sanitarie soggette a vigilanza.In pratica:In regime ordinario: la fattura del podologo non porta IVA sulle prestazioni sanitarie tipiche. Il codice natura da usare in fattura elettronica e’ N4 (operazioni esenti).In regime forfettario: non si applica IVA di default. Il codice natura e’ N2.2.Non sanitarie (es. vendita di prodotti per la cura del piede, consulenze estetiche non terapeutiche): soggette a IVA ordinaria al 22%.Sistema Tessera Sanitaria: obbligo per i podologi Il podologo e’ obbligato alla trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria per tutte le prestazioni erogate a persone fisiche residenti in Italia (DL 78/2010 art. 3 c. 3 + DM 31/07/2015). Questo vale indipendentemente dal regime fiscale (ordinario o forfettario).La trasmissione avviene mensilmente entro la fine del mese successivo. Il codice spesa da usare e’ SP (spesa sanitaria). I dati trasmessi finiscono nel 730 precompilato del paziente, consentendo la detrazione del 19% delle spese sanitarie.Per una guida completa al Sistema TS con scadenze e sanzioni, vedi: Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026.Aprire uno studio podologico: requisiti e costi Aprire uno studio podologico richiede il rispetto di una serie di requisiti igienico-sanitari e autorizzativi:Locali idonei: devono rispettare i requisiti minimi previsti dal DPR 14 gennaio 1997 e dalle delibere regionali in materia di strutture sanitarie. Di solito richiedono sala d’attesa, locale trattamenti, servizi igienici.Autorizzazione sanitaria comunale: per gli studi che erogano prestazioni sanitarie al pubblico e’ necessaria un’autorizzazione o SCIA (segnalazione certificata di inizio attivita’) presso il Comune e la ASL di riferimento.RC professionale: obbligatoria per legge (L. 24/2017 Gelli-Bianco) con massimali adeguati all’attivita’ svolta.Attrezzature specifiche: poltrona podologica, strumenti per trattamenti (frese, bisturi monouso, ecc.) — tutti classificati dispositivi medici con tracciabilita’ obbligatoria.Smaltimento rifiuti sanitari: i rifiuti di tipo sanitario (aghi, bisturi usati) devono essere smaltiti secondo le norme sui rifiuti pericolosi (D.Lgs. 152/2006).Per i costi di apertura (locali, attrezzature, assicurazione, software gestionale) consultare un preventivo personalizzato, evitando di affidarsi a stime generiche che variano molto per zona geografica e dimensione dello studio.Confronto regime forfettario vs ordinario per il podologo AspettoRegime ForfettarioRegime OrdinarioImposta sul reddito15% (5% startup) su 78% ricaviIRPEF 23-43% su reddito netto (ricavi – costi effettivi)IVANon si applica (codice N2.2)Esente N4 per prestazioni sanitarie, ma obbligo liquidazione periodicaContributi previdenziali26,07% su reddito forfettario (riduz. 35% facoltativa)26,07% su reddito netto effettivoContabilita’Semplificata (solo registro incassi/pagamenti)Regime semplificato o ordinario con costi deducibili analiticamenteDeducibilita’ contributiGS INPS deducibile nel Quadro LMContributi deducibili integralmenteFatturazione elettronicaObbligatoria via SDI (dal 2024)Obbligatoria via SDILimite ricaviMax 85.000 euro/annoNessun limiteIl regime forfettario conviene quasi sempre nella fase iniziale e fino a ricavi medi. Con compensi vicini all’85.000 euro o con alti costi deducibili (affitto studio, dipendenti, attrezzature) il confronto con il regime ordinario va fatto caso per caso. Richiedi una simulazione personalizzata al CAF.Domande frequenti sulla Partita IVA podologo Il podologo puo’ lavorare anche come dipendente e avere la P.IVA?Si. Il podologo puo’ essere dipendente (SSN, struttura privata accreditata, casa di riposo) e avere contemporaneamente una Partita IVA per attivita’ libero-professionale privata. Se il reddito da dipendente supera 35.000 euro nell’anno precedente, pero’, perde la possibilita’ di adottare il regime forfettario per la P.IVA (causa ostativa L. 207/2024).Come si apre la P.IVA da podologo?L’iter e’: 1) iscrizione all’albo professionale, 2) presentazione modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online o sportello) con codice ATECO 86.90.29, scelta regime (forfettario o ordinario), 3) iscrizione alla Gestione Separata INPS entro 30 giorni dall’inizio attivita’, 4) attivazione casella SDI per fattura elettronica, 5) registrazione al portale sistemats.it. Per una guida dettagliata: Aprire Partita IVA 2026.Quante tasse paga un podologo con 30.000 euro di ricavi in forfettario?Con 30.000 euro di ricavi: reddito imponibile forfettario = 23.400 euro (30.000 x 78%). Imposta sostitutiva = 3.510 euro (15%) o 1.170 euro (5% startup). Contributi GS INPS: circa 6.100 euro al 26,07% (o circa 3.970 con riduzione 35%). Costo fiscale e previdenziale totale: circa 9.600-7.500 euro a seconda dell’opzione contributiva e degli anni di attivita’. Questi sono dati indicativi; richiedi una simulazione al CAF.Conclusione Aprire la Partita IVA da podologo nel 2026 e’ un percorso ben definito: codice ATECO 86.90.29, regime forfettario quasi sempre conveniente nella fase iniziale, Gestione Separata INPS come unica cassa previdenziale, esenzione IVA per le prestazioni sanitarie, obbligo Sistema TS per le prestazioni a persone fisiche. Per l’apertura dello studio, i requisiti igienico-sanitari regionali sono il nodo piu’ delicato da gestire.Per l’apertura della P.IVA, la dichiarazione dei redditi e la gestione di tutti gli adempimenti fiscali da podologo, CAF Centro Fiscale offre assistenza personalizzata. Contattaci per un preventivo senza impegno.Leggi anche: Hub Professionisti Sanitari 2026, Partita IVA Fisioterapista, Contributi previdenziali sanitari 2026.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-04 09:00:002026-06-14 18:38:47Partita IVA podologo 2026: guida completa a codice ATECO, contributi e fatturazione
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariContributi previdenziali professioni sanitarie 2026: ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB, GS INPS a confrontoContributi previdenziali professioni sanitarie 2026: ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB e GS INPS a confrontoPer i professionisti sanitari con Partita IVA, la previdenza e’ uno degli aspetti fiscali piu’ complessi: a differenza di avvocati o ingegneri che hanno tutti la propria cassa dedicata, nel settore sanitario alcune professioni versano i contributi a casse di categoria, mentre altre confluiscono obbligatoriamente nella Gestione Separata INPS. Conoscere le aliquote, i minimali e le deducibilita’ e’ fondamentale per pianificare correttamente il carico fiscale e previdenziale.Questa guida presenta un confronto sistematico delle principali casse previdenziali per professioni sanitarie nel 2026, con particolare attenzione alle differenze tra chi ha una cassa dedicata e chi e’ in GS INPS, e agli effetti del regime forfettario sulla previdenza.Indice dei contenutiTabella master: casse previdenziali per professione sanitaria 2026ENPAM — cassa dei mediciENPAP — cassa degli psicologiENPAPI — cassa degli infermieriENPAB — cassa dei biologi e dietistiGestione Separata INPS: il regime per fisioterapisti, podologi, TSRM, osteopati, ostetriche e logopedistiDoppia iscrizione previdenziale: casistica e gestioneDeducibilita’ dei contributi previdenziali: regime ordinario vs forfettarioRisparmio previdenziale nel regime forfettario: agevolazione del 35%Domande frequenti sui contributi previdenziali dei sanitariConclusione: pianificare la previdenza come professionista sanitarioTabella master: casse previdenziali per professione sanitaria 2026 ProfessioneCassaAliquota soggettivaAliquota integrativaNote principali 2026Medici MMG e specialistiENPAMQuota A fissa annua + Quota B 19,5%Contributo integrativo 2% su fatturatoQuota A obbligatoria anche per dipendenti SSNPsicologiENPAP10% sul reddito professionale netto2% sul volume d’affariMinimale soggettivo annuo: verificare sito ENPAPInfermieriENPAPI16% sul reddito professionale netto4% sul volume d’affariContributo obbligatorio dal 2012 per tutti gli infermieri con P.IVABiologi / DietistiENPAB15% sul reddito professionale netto4% sul volume d’affariI dietisti iscritti a ENPAB dal 2014VeterinariENPAV16% sul reddito professionale nettoContributo variabile su volume d’affariSezione speciale per veterinari dipendenti pubbliciOdontoiatriENPAM (sez. B)12,5% sul reddito professionale netto2% sul fatturatoQuota A fissa annua + Quota BFisioterapistiGS INPS26,07% senza altra copertura—24% se dipendente + libera professioneLogopedistiGS INPS26,07% senza altra copertura—24% se dipendente + libera professionePodologiGS INPS26,07% senza altra copertura—24% se dipendente + libera professioneTSRM tecnici radiologiaGS INPS26,07% senza altra copertura—Ordine TSRM PSTRP (L. 3/2018)OsteopatiGS INPS26,07% senza altra copertura—Riconoscimento sanitario 2026Ostetrici/OstetricheGS INPS26,07% senza altra copertura—Albo FNOPONota: le aliquote GS INPS (26,07% / 24%) sono confermate dalla KB normativa al 2026. Le aliquote delle casse di categoria possono subire aggiornamenti annuali deliberati dai rispettivi enti. Verificare sempre le delibere aggiornate sul sito della propria cassa.ENPAM — cassa dei medici L’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) e’ la piu’ grande cassa previdenziale del settore sanitario. Ha un sistema contributivo articolato:Quota A (fondo di previdenza generale): contributo fisso annuo dovuto da tutti i medici iscritti all’albo, indipendentemente dal reddito. Varia per fascia d’eta’. Anche i medici dipendenti SSN la pagano.Quota B (fondo di previdenza specialistica ambulatoriale e accreditata): 19,5% sul reddito derivante dall’attivita’ libero-professionale e convenzionale. Si calcola sul reddito netto dichiarato nel quadro LM (forfettario) o nel quadro RE (ordinario).Contributo integrativo: 2% applicato sul volume d’affari (importo in fattura). E’ a carico del cliente, che lo paga in aggiunta al compenso.La complessita’ dell’ENPAM sta nel fatto che il medico dipendente SSN che esercita anche libera professione deve gestire contemporaneamente i contributi da dipendente (INPDAP/INPS) e i contributi ENPAM (Quota A obbligatoria + Quota B sul reddito extra). Per una guida completa, vedi Partita IVA Medico 2026.ENPAP — cassa degli psicologi L’ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza degli Psicologi) prevede per il 2026:Contributo soggettivo: 10% sul reddito professionale netto. Serve per costruire la pensione futura.Contributo integrativo: 2% sul volume d’affari. E’ a carico del cliente (addebitato in fattura).Contributo di maternita’: quota fissa annua versata da tutti gli iscritti.Lo psicologo in regime forfettario versa il 10% sul reddito forfettario (ricavi x 78%), con possibilita’ di riduzione del 35% dell’aliquota contributiva (agevolazione forfettari GS/casse). Attenzione: la riduzione del 35% si applica anche agli iscritti ENPAP per la quota soggettiva. Vedi Partita IVA Psicologo 2026.ENPAPI — cassa degli infermieri L’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) e’ operativa dal 2012 per tutti gli infermieri professionisti iscritti all’albo OPI. Prevede:Contributo soggettivo: 16% sul reddito professionale nettoContributo integrativo: 4% sul volume d’affari (addebitato al cliente)Contributo di solidarieta’: piccola quota fissa annuaL’infermiere dipendente SSN che esercita anche libera professione e’ iscritto sia all’INPS dipendenti che all’ENPAPI per la quota libero-professionale. La situazione genera un doppio carico contributivo che e’ importante pianificare. Vedi Partita IVA Infermiere 2026.ENPAB — cassa dei biologi e dietisti L’ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi) e’ la cassa di biologi e dietisti. Per il 2026:Contributo soggettivo: 15% sul reddito professionale nettoContributo integrativo: 4% sul volume d’affariContributo di maternita’ e’ sussidio: quota fissa annuaI dietisti sono entrati nell’ENPAB nel 2014 con il riconoscimento della professione nell’ambito dell’ordine dei biologi. Vedi Partita IVA Dietista e Partita IVA Biologo Nutrizionista.Gestione Separata INPS: il regime per fisioterapisti, podologi, TSRM, osteopati, ostetriche e logopedisti La Gestione Separata INPS e’ la cassa previdenziale residuale per i lavoratori autonomi che non hanno una cassa di categoria dedicata. Nel settore sanitario confluiscono: fisioterapisti, logopedisti, podologi, TSRM tecnici di radiologia, osteopati, ostetrici/ostetriche, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di neurofisiopatologia e altre figure della L. 251/2000 che non hanno una cassa propria.Le aliquote 2026 della Gestione Separata sono:26,07% per i liberi professionisti senza altra copertura previdenziale (es. fisioterapista con sola P.IVA)24% per i liberi professionisti che hanno gia’ un’altra copertura previdenziale obbligatoria (es. fisioterapista dipendente SSN + P.IVA libera professione)L’aliquota si applica al reddito netto da lavoro autonomo (compensi meno costi in regime ordinario) o al reddito forfettario (compensi x 78% in regime forfettario). I contributi GS INPS si versano con F24 alle scadenze IRPEF: acconto a giugno (40%) e novembre (60%), saldo entro il 30 giugno dell’anno successivo.Doppia iscrizione previdenziale: casistica e gestione Un caso frequente nella sanita’ e’ la doppia iscrizione previdenziale: professionisti che hanno sia un rapporto di lavoro dipendente che una Partita IVA per attivita’ libero-professionale.Medico dipendente SSN + libera professione: INPS dipendenti per la quota da lavoro dipendente + ENPAM Quota A (fissa, obbligatoria) + ENPAM Quota B (19,5% sul reddito libero-professionale). Tre flussi distinti.Fisioterapista dipendente + libera professione: INPS dipendenti + GS INPS (con aliquota ridotta 24% perche’ ha gia’ altra copertura). Due flussi.Infermiere dipendente + libera professione: INPS dipendenti + ENPAPI. Due casse diverse.Psicologo dipendente pubblico + studio privato: INPDAP/INPS dipendenti + ENPAP per la quota libero-professionale. Due flussi.In tutti i casi di doppia iscrizione, e’ importante verificare se scatta la causa ostativa al regime forfettario: se il reddito da lavoro dipendente supera 35.000 euro nell’anno precedente, non e’ possibile mantenere il regime forfettario (L. 207/2024). Vedi Forfettario e Lavoro Dipendente 2026.Deducibilita’ dei contributi previdenziali: regime ordinario vs forfettario La deducibilita’ dei contributi previdenziali cambia radicalmente a seconda del regime fiscale:AspettoRegime OrdinarioRegime ForfettarioContributi cassa di categoria (ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB, ENPAV)Deducibili integralmente dal reddito imponibile IRPEF (oneri deducibili art. 10 TUIR)NON deducibili separatamente (gia’ inclusi nel coefficiente 78%)Contributi GS INPSDeducibili integralmente dal reddito imponibileDeducibili nel quadro LM del modello redditi (portano in riduzione il reddito forfettario imponibile)Contributi integrativo (2-4% su fatturato)Non deducibile (e’ a carico del cliente)Non applicabile (nel forfettario il contributo integrativo si addebita al cliente ma e’ irrilevante per l’imposta sostitutiva)Questo e’ un aspetto cruciale nella scelta tra regime ordinario e forfettario per i professionisti sanitari con alte aliquote di cassa (es. medici con ENPAM al 19,5%): nel regime ordinario, la deducibilita’ integrale dei contributi abbatte significativamente l’IRPEF dovuta, riducendo il vantaggio apparente del 15% forfettario.Risparmio previdenziale nel regime forfettario: agevolazione del 35% I professionisti in regime forfettario iscritti alla Gestione Separata INPS possono optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva (art. 1 c. 77 L. 190/2014). Questa agevolazione abbassa l’aliquota effettiva:26,07% diventa circa 16,95% (26,07 x 65%)24% diventa circa 15,60% (24 x 65%)Attenzione: optare per la riduzione del 35% abbassa i contributi versati oggi ma riduce anche la pensione futura, poiche’ i contributi GS INPS alimentano il montante su cui si calcola la rendita pensionistica. E’ una scelta che va ponderata in base all’eta’, al reddito e alla strategia previdenziale individuale.Per le casse di categoria (ENPAP, ENPAPI, ENPAB, ENPAV), la riduzione del 35% non si applica automaticamente: ciascuna cassa ha le proprie regole per i forfettari. Verificare sempre con la propria cassa.Domande frequenti sui contributi previdenziali dei sanitari Posso scegliere di iscrivermi alla GS INPS invece che alla mia cassa?No. L’iscrizione alla cassa di categoria e’ obbligatoria per le professioni che ne hanno una (medici, psicologi, infermieri, biologi, veterinari). Non e’ possibile optare per la GS INPS in alternativa. Le professioni senza cassa dedicata sono invece obbligate alla GS INPS.Il contributo integrativo va sempre addebitato al cliente?Dipende dalla cassa. ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB prevedono un contributo integrativo (2-4%) che per legge va addebitato al cliente in fattura. In regime ordinario appare come voce separata in fattura. In regime forfettario, tecnicamente il contributo integrativo non si applica allo stesso modo (il forfettario non emette IVA), ma alcune casse richiedono comunque di indicarlo o versarlo separatamente. Verifica con la tua cassa specifica.I contributi si pagano anche se non ho fatturato nulla?Per la GS INPS: no, i contributi sono proporzionali al reddito. Se il reddito e’ zero, i contributi sono zero (fatta salva l’eventuale quota fissa minima delle singole casse). Per le casse di categoria, dipende: ENPAM prevede la Quota A (fissa) anche per chi non ha fatturato; ENPAP, ENPAPI e ENPAB hanno minimali annui che scattano anche con bassi redditi. Verificare con la propria cassa.Quando si pagano i contributi GS INPS?I contributi GS INPS per i liberi professionisti si versano con F24, in due acconti: giugno (40% dell’importo stimato) e novembre (60%). Il saldo definitivo e’ entro il 30 giugno dell’anno successivo alla dichiarazione dei redditi. Le scadenze coincidono con quelle dell’imposta sostitutiva forfettaria o dell’IRPEF in regime ordinario.Conclusione: pianificare la previdenza come professionista sanitario La previdenza dei professionisti sanitari e’ uno degli ambiti piu’ articolati della fiscalita’ italiana. La scelta tra regime forfettario e ordinario non dipende solo dall’aliquota sull’imposta sostitutiva, ma anche dagli effetti previdenziali: la deducibilita’ dei contributi in regime ordinario, l’agevolazione del 35% in GS INPS, l’obbligo di minimali nelle casse di categoria.Per una valutazione personalizzata della tua situazione previdenziale come professionista sanitario — confronto regime, ottimizzazione contributiva, pianificazione pensionistica — il team di CAF Centro Fiscale e’ a disposizione. Richiedi un preventivo personalizzato senza impegno.Per approfondire ogni professione: Hub Professionisti Sanitari, Partita IVA Fisioterapista, Partita IVA Infermiere, Partita IVA Psicologo.Richiedi preventivo gratuitoGiugno 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-26 09:00:002026-06-28 00:15:28Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026: ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB, GS INPS a confronto
ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATOContributi INPS 2026 Artigiani e Commercianti: Saldo, Acconto, Scadenze e ImportiI contributi INPS 2026 per artigiani e commercianti rappresentano uno degli adempimenti previdenziali più importanti per chi gestisce un’attività in proprio. Ogni anno, i titolari di partita IVA iscritti alle Gestioni IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) dell’INPS devono calcolare e versare i propri contributi obbligatori, rispettando scadenze precise e importi minimi fissati dall’Istituto. In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere: aliquote aggiornate, minimale e massimale di reddito, scadenze per il saldo e l’acconto 2026, esempi pratici di calcolo, la riduzione del 35% per il regime forfettario e le sanzioni per ritardi o omissioni.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Chi deve versare i contributi INPS alla Gestione Artigiani e Commercianti L’obbligo contributivo riguarda tutte le persone fisiche che svolgono in forma abituale e prevalente un’attività di artigianato (ai sensi della L. 443/1985) o di commercio (ai sensi del D.Lgs. 114/1998), nonché i loro familiari collaboratori. Rientrano nell’obbligo:Artigiani: falegnami, elettricisti, idraulici, meccanici, parrucchieri, estetisti, acconciatori, sarti, panificatori, pittori edili e tutte le attività produttive manuali classificate come artigianatoCommercianti: titolari di negozi, esercizi di vicinato, grossisti, agenti e rappresentanti di commercioCoadiuvanti e coadiutori familiari: i familiari (coniuge, figli, genitori) che collaborano nell’impresa con carattere di abitualità e prevalenzaSoci lavoratori di società in nome collettivo (SNC) e in accomandita semplice (SAS) che svolgono attività artigiana o commercialeL’iscrizione avviene automaticamente tramite la Camera di Commercio al momento dell’apertura dell’attività (SCIA/iscrizione albo artigiani). Non è necessario fare una domanda separata all’INPS.Aliquote contributive INPS 2026 per artigiani e commercianti Le aliquote per il 2026 sono stabilite annualmente dal Ministero del Lavoro con apposita circolare INPS. La differenza fondamentale tra artigiani e commercianti riguarda lo 0,48% aggiuntivo che i commercianti versano per il finanziamento del Fondo di garanzia trattamento di fine rapporto (INPS Commercio – ex INPDAI).CategoriaReddito fino al minimaleReddito oltre il minimaleOltre il massimaleArtigiani (titolare < 21 anni)contributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVSArtigiani (titolare ≥ 21 anni)contributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVSCommercianti (titolare < 21 anni)contributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVSCommercianti (titolare ≥ 21 anni)contributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVSCollaboratori (familiari) artigianicontributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVSCollaboratori (familiari) commercianticontributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVSNota: l’aliquota dello 0,48% aggiuntivo per i commercianti riguarda il contributo alla gestione separata INPS Commercio. I collaboratori familiari ultra 21enni applicano le stesse aliquote del titolare.Aliquote per i collaboratori under 21I coadiuvanti e coadiutori familiari con meno di 21 anni di età beneficiano di aliquote IVS ridotte rispetto agli over 21 (indicativamente di circa 0,9 punti percentuali in meno, in base alle circolari INPS degli anni precedenti). La riduzione cessa a partire dal 1° gennaio dell’anno in cui il collaboratore compie 21 anni. Per i valori esatti 2026, consulta la circolare INPS di inizio anno o rivolgiti al CAF Centro Fiscale.Minimale e massimale di reddito 2026 L’INPS fissa ogni anno due soglie fondamentali che determinano l’importo minimo e massimo dei contributi dovuti.Il reddito minimale (reddito minimo imponibile)Il reddito minimale per il 2026 è pari a 18.555 euro (dato da verificare con la circolare INPS di inizio anno). Sul minimale si calcola il contributo fisso annuo, che viene suddiviso in quattro rate trimestrali. Chiunque sia iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti deve versare almeno questo contributo, anche se nell’anno non ha prodotto reddito o ha prodotto un reddito inferiore al minimale.Il contributo minimo annuo 2026 è di circa 4.200 euro per gli artigiani e di circa 4.292 euro per i commercianti (la differenza è dovuta allo 0,48% aggiuntivo). Questi importi vengono comunicati ufficialmente dall’INPS con apposita circolare, generalmente pubblicata a gennaio/febbraio di ogni anno.Il reddito massimaleIl massimale di reddito imponibile per il 2026 è pari a 119.650 euro circa (primo scaglione, per contribuenti senza anzianità contributiva al 31/12/1995) e a 84.003 euro circa (per coloro che possono applicare il massimale ridotto). Sul reddito che eccede il massimale non sono dovuti ulteriori contributi IVS. Anche questi valori vengono aggiornati annualmente con circolare INPS.Tabella riepilogativa 2026VoceArtigianiCommerciantiReddito minimale annuo~ 18.555 euro~ 18.555 euroContributo minimo annuo~ 4.200 euro~ 4.292 euroAliquota IVS su reddito eccedente24,00%24,48%Massimale reddito imponibile (senza anzianità pre-1996)~ 119.650 euro~ 119.650 euroMassimale ridotto (con anzianità pre-1996)~ 84.003 euro~ 84.003 euroAttenzione: i valori del minimale e del massimale vengono aggiornati ogni anno con la rivalutazione automatica basata sull’indice ISTAT. Verifica sempre la circolare INPS di inizio anno (generalmente la Circolare n. 15-20 di gennaio/febbraio).Come si versano i contributi: il sistema saldo e acconto Il sistema contributivo per artigiani e commercianti prevede due modalità di versamento, che si sovrappongono nello stesso anno fiscale:1. Rate fisse trimestrali sul minimaleIl contributo calcolato sul reddito minimale viene suddiviso in quattro rate trimestrali di pari importo, con scadenze fisse:RataScadenza 20261ª rata16 maggio 20262ª rata20 agosto 20263ª rata16 novembre 20264ª rata16 febbraio 2027Le rate trimestrali vengono versate tramite F24, con i codici tributo specifici comunicati dall’INPS nella circolare annuale. Il pagamento può avvenire online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, tramite banca o ufficio postale.2. Saldo e acconto collegati alla dichiarazione dei redditiOltre alle rate fisse, artigiani e commercianti devono versare:Saldo contributi anno precedente: la differenza tra i contributi effettivamente dovuti sull’intero reddito 2025 e quanto già versato con le rate fisse. Si versa entro il 30 giugno 2026 (o 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%)Primo acconto contributi 2026: pari al 40% dell’acconto totale dovuto, da versare entro il 30 giugno 2026Secondo acconto contributi 2026: pari al restante 60% dell’acconto totale, da versare entro il 30 novembre 2026Il calcolo del saldo e dell’acconto viene effettuato nella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF o Modello 730 per i forfettari – LM): il software di compilazione calcola automaticamente quanto dovuto in base al reddito dichiarato.Scadenze 2026 riepilogo completoAdempimentoScadenzaNote1ª rata fissa trimestrale16 maggio 2026Contributo sul minimaleSaldo 2025 + 1ª acconto 2026 (40%)30 giugno 2026Con dichiarazione redditiSaldo 2025 + 1ª acconto 2026 (con proroga)31 luglio 2026Con maggiorazione 0,40%2ª rata fissa trimestrale20 agosto 2026Contributo sul minimale2ª acconto 2026 (60%)30 novembre 2026Secondo acconto contributi3ª rata fissa trimestrale16 novembre 2026Contributo sul minimale4ª rata fissa trimestrale16 febbraio 2027Contributo sul minimale anno 2026Esempi pratici di calcolo contributi 2026 Vediamo come funziona il calcolo con casi concreti, così puoi capire esattamente cosa ti aspetta in termini di versamenti.Esempio 1: Artigiano con reddito sotto il minimaleSituazione: Mario è un artigiano (falegname) con reddito imponibile 2025 di 12.000 euro, inferiore al reddito minimale di 18.555 euro.Calcolo: Anche se il reddito è inferiore al minimale, Mario deve comunque versare il contributo minimo annuo di circa 4.200 euro (equivalente a quello calcolato sul minimale di 18.555 euro x 24%). Non viene calcolato alcun saldo aggiuntivo perché il reddito reale non supera il minimale.Rate trimestrali 2026: circa 1.050 euro x 4 rate.Esempio 2: Commerciante con reddito medioSituazione: Laura è titolare di un negozio di abbigliamento con reddito imponibile 2025 di 35.000 euro.Calcolo contributi totali dovuti:Sul reddito minimale (18.555 euro x 24,48%) = circa 4.542 euro (parte fissa)Sul reddito eccedente il minimale (35.000 – 18.555 = 16.445 euro x 24,48%) = circa 4.025 euroTotale contributi dovuti per il 2025: circa 8.567 euroVersamenti effettuati con le rate fisse 2025: circa 4.292 euro (contributo minimo annuo 2025)Saldo da versare entro il 30 giugno 2026: 8.567 – 4.292 = circa 4.275 euroAcconto 2026 (calcolato sul totale contributi 2025): circa 8.567 euro x 100% = 8.567 euro, di cui: primo acconto (40%) = 3.427 euro entro 30/06/2026; secondo acconto (60%) = 5.140 euro entro 30/11/2026.Esempio 3: Artigiano in regime forfettarioSituazione: Giuseppe è un elettricista in regime forfettario con ricavi 2025 di 40.000 euro. Il coefficiente di redditività per la sua categoria è 86% (costruzioni).Calcolo reddito imponibile ai fini previdenziali: 40.000 euro x 86% = 34.400 euroCalcolo contributi senza agevolazione: 18.555 x 24% (fisso) + (34.400 – 18.555) x 24% = circa 4.453 + 3.803 = 8.256 euroCon riduzione forfettari 35%: 8.256 euro x (1 – 35%) = 8.256 x 65% = circa 5.366 euroIl risparmio contributivo grazie alla riduzione del 35% è di circa 2.890 euro all’anno.La riduzione contributiva del 35% per il regime forfettarioI titolari di partita IVA in regime forfettario iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti possono beneficiare di una riduzione contributiva del 35% sull’importo totale dei contributi dovuti, incluso il contributo minimo fisso trimestrale. Si tratta di un’agevolazione strutturale introdotta dalla Legge n. 190/2014 (Legge Stabilità 2015) e confermata per il 2026.Come richiedere la riduzione del 35%La riduzione non è automatica: deve essere richiesta presentando apposita comunicazione all’INPS tramite:Il portale INPS online (cassetto previdenziale artigiani e commercianti)Il CAF o il professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro)Il Contact Center INPS (803.164 da fisso gratuito, 06.164.164 da mobile)La comunicazione deve essere presentata entro il 28 febbraio dell’anno di riferimento per avere effetto da gennaio. Se presentata successivamente, la riduzione decorre dal mese di presentazione. Una volta attivata, la riduzione rimane valida anche negli anni successivi, finché si rimane nel regime forfettario.Attenzione: la riduzione ha un impatto sulla pensione futuraVersare meno contributi significa anche accumulare meno contribuzione pensionistica. Con la riduzione del 35%, la pensione futura risulterà proporzionalmente più bassa rispetto a un contribuente che versa l’intero importo. È una scelta conveniente nel breve periodo (liquidità immediata), ma va valutata considerando il lungo periodo previdenziale. Ti consigliamo di consultare il tuo estratto contributivo INPS per valutare la situazione personale.Rateazione dei contributi INPS 2026 Artigiani e commercianti possono rateizzare i contributi dovuti a saldo (con la dichiarazione dei redditi) in caso di difficoltà finanziarie temporanee. La rateazione è possibile nelle seguenti forme:Dilazione ordinaria: i contributi a saldo e le rate di acconto possono essere rateizzati in sede di dichiarazione dei redditi, pagando entro le scadenze ordinarie con eventuali maggiorazioni di interessiRateazione straordinaria INPS: in caso di debiti contributivi non versati (es. anni precedenti), è possibile presentare domanda di rateazione all’INPS tramite il cassetto previdenziale. La rateazione può arrivare a 60 rate mensili per importi elevatiRottamazione contributi: in presenza di procedure straordinarie di definizione agevolata (come la rottamazione quater o il saldo e stralcio), i contributi INPS possono rientrare in questi beneficiPer le rate fisse trimestrali 2026, non è prevista la rateazione ordinaria: devono essere versate entro le scadenze fisse sopra indicate.Coordinamento con la dichiarazione dei redditi 2026I contributi INPS versati nell’anno sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF (art. 10 TUIR). Questo significa che i contributi 2025 versati nell’anno 2026 (saldo e acconti) si deducono nella dichiarazione dei redditi 2026 (relativa al 2025), riducendo la base imponibile IRPEF.Per i forfettari, la situazione è leggermente diversa: i contributi previdenziali si deducono dal reddito determinato forfettariamente, riducendo direttamente la base imponibile prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le start-up).Il Quadro RR nella dichiarazione dei redditiNella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF), il Quadro RR è dedicato ai contributi previdenziali e assistenziali. In questo quadro vengono riportati:Il reddito imponibile previdenziale (sezione I per artigiani e commercianti)I contributi già versati con le rate fisseIl calcolo del saldo e dell’accontoLa riduzione per regime forfettario (se applicabile)Il software di compilazione (CAF, commercialisti) compila automaticamente il Quadro RR sulla base dei dati inseriti e dei versamenti già effettuati. È importante conservare tutte le ricevute F24 dei versamenti effettuati durante l’anno per evitare discrepanze.Sanzioni per omesso o tardivo versamento dei contributi Il mancato o tardivo pagamento dei contributi INPS comporta l’applicazione automatica di sanzioni e interessi. Ecco il quadro sanzionatorio vigente per il 2026:Sanzioni civili (more)Le sanzioni civili per omissione/evasione contributiva sono disciplinate dall’art. 116 della L. 388/2000:TipologiaSanzione civileLimite massimoOmissione contributiva (obbligo non rispettato per errore, non frode)Tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti (annuale)40% del contributo non versatoEvasione contributiva (occultamento doloso del rapporto di lavoro o del reddito)30% del contributo non versato per anno60% del contributo non versatoRavvedimento spontaneo (prima di notifica INPS)Sanzione ridotta (see nota)Riduzione fino al 50% in alcuni casiIl tasso di riferimento BCE (TUR) viene aggiornato dalla Banca Centrale Europea: per il 2026 è necessario verificare il tasso vigente alla data di regolarizzazione.Come regolarizzare: il ravvedimento operosoSe hai omesso o tardato un versamento contributivo, puoi regolarizzare la posizione tramite ravvedimento operoso, versando il contributo omesso maggiorato degli interessi calcolati giorno per giorno. Tuttavia, diversamente dal ravvedimento tributario, il ravvedimento sui contributi INPS ha modalità specifiche: ti consigliamo di rivolgerti al CAF o a un consulente del lavoro per calcolare esattamente quanto dovuto e procedere correttamente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande frequenti (FAQ)Quando pago le scadenze contributi INPS 2026 come artigiano o commerciante?Le scadenze principali sono: 16 maggio (1ª rata fissa), 30 giugno (saldo 2025 e 1ª acconto 2026 – 40%), 20 agosto (2ª rata fissa), 30 novembre (2ª acconto 2026 – 60%), 16 novembre (3ª rata fissa), 16 febbraio 2027 (4ª rata fissa).Qual è l’aliquota INPS 2026 per gli artigiani?L’aliquota IVS 2026 per gli artigiani è del 24,00% sul reddito eccedente il minimale. Per i commercianti è del 24,48% (0,48% in più per il contributo al Fondo di garanzia TFR). Sul reddito minimo si paga invece un contributo fisso trimestrale.Quanto pago di contributi INPS se sono in regime forfettario?Se sei in regime forfettario e iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti, puoi richiedere la riduzione del 35% sui contributi dovuti. La domanda va presentata all’INPS entro il 28 febbraio. Con questa agevolazione, il contributo minimo annuo scende da circa 4.200 euro a circa 2.730 euro per gli artigiani.Come si calcola il contributo minimo 2026?Il contributo minimo si calcola applicando l’aliquota IVS (24% artigiani, 24,48% commercianti) al reddito minimale annuo. Per il 2026 il reddito minimale è di circa 18.555 euro, quindi il contributo minimo è di circa 4.200 euro (artigiani) o 4.292 euro (commercianti). Questo importo viene versato in 4 rate trimestrali uguali.Posso rateizzare i contributi INPS artigiani?Le rate fisse trimestrali non sono rateizzabili e devono essere versate entro le scadenze previste. Il saldo e l’acconto calcolati in dichiarazione dei redditi possono invece essere rateizzati tramite il modello F24 con le modalità previste. Per debiti contributivi pregressi è possibile richiedere una dilazione all’INPS.Ho guadagnato meno del minimale: devo comunque pagare?Sì. Anche se il reddito dell’anno è inferiore al reddito minimale, l’obbligo di versare il contributo minimo fisso rimane. Non è possibile ridurre il contributo in proporzione al reddito effettivo quando questo è sotto il minimale. L’unica eccezione riguarda il primo anno di iscrizione, dove il minimale può essere riproporzionato ai mesi di effettiva attività.Quali codici tributo F24 si usano per i contributi artigiani e commercianti?I codici tributo principali (aggiornabili ogni anno con circolare INPS) sono: IVS1 per gli artigiani (contributi fissi), IVS4 per i commercianti (contributi fissi), IVS2 (artigiani, eccedente minimale), IVS5 (commercianti, eccedente minimale). Verifica sempre i codici nella circolare INPS dell’anno in corso o nel cassetto previdenziale online.Come il CAF Centro Fiscale ti aiuta con i contributi INPS Gestire i contributi INPS da soli può essere complicato, specialmente per chi non ha familiarità con i calcoli previdenziali. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per artigiani e commercianti:Calcolo preciso dei contributi dovuti per l’anno in corsoPredisposizione e invio della richiesta di riduzione 35% forfettariCompilazione e invio del Modello Redditi PF con Quadro RRVerifica della posizione contributiva e dell’estratto INPSAssistenza in caso di irregolarità o cartelle esattorialiSupporto per domande di rateazione contributiPuoi contattarci al 0432 1638640, via WhatsApp al 366 6018121 o recandoti direttamente presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, Scala B, Udine. Siamo disponibili per un appuntamento e per fornirti tutta l’assistenza necessaria.Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 10:08:442026-06-12 08:29:17Contributi INPS 2026 Artigiani e Commercianti: Saldo, Acconto, Scadenze e Importi
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOVersamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla ProceduraDal 1° gennaio 2026, i versamenti volontari INPS si possono effettuare esclusivamente online, tramite il portale istituzionale dell’INPS o attraverso i canali telematici autorizzati. Questa novità — introdotta per semplificare e digitalizzare le procedure contributive — riguarda tutti i lavoratori che hanno ottenuto l’autorizzazione ai contributi volontari e intendono continuare a versare per maturare il diritto alla pensione o per incrementare l’importo dell’assegno previdenziale. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi può fare i versamenti volontari, come funziona la nuova procedura online, quali importi si versano nel 2026 e cosa succede se si saltano le scadenze.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa sono i versamenti volontari INPSChi può fare versamenti volontari INPSLa novità 2026: solo procedura onlineCome eseguire i versamenti online: guida praticaImporti dei versamenti volontari 2026Scadenze e termini di versamentoCome richiedere l’autorizzazione ai contributi volontariEffetti dei versamenti volontari sulla pensioneCasi pratici e simulazioniDomande frequenti Cosa sono i versamenti volontari INPSI versamenti volontari INPS sono contributi previdenziali che il lavoratore versa spontaneamente — ovvero non per obbligo di legge — all’INPS al fine di colmare periodi scoperti di contribuzione, raggiungere i requisiti minimi per la pensione o aumentare l’importo dell’assegno pensionistico futuro. Si tratta di uno strumento fondamentale per chi ha interruzioni nella carriera lavorativa: periodi di disoccupazione, lavoro in nero, lavoro all’estero non coperto da convenzioni bilaterali, maternità non coperta, periodi di studio, oppure semplicemente lacune contributive dovute a lavori saltuari o atipici.I contributi volontari si distinguono da altre forme di copertura contributiva come il riscatto della laurea (che copre gli anni di studio universitario), la ricongiunzione contributiva (che unisce contributi versati in diverse gestioni INPS o casse previdenziali) e la rendita vitalizia per lavoro prestato in età minore. I versamenti volontari riguardano invece periodi di mancata occupazione o contribuzione, e devono essere preceduti da una formale autorizzazione rilasciata dall’INPS.Il meccanismo è semplice: una volta ottenuta l’autorizzazione, il lavoratore versa periodicamente dei contributi calcolati sulla propria media retributiva degli ultimi anni di lavoro. Questi contributi vengono accreditati sul conto previdenziale individuale e concorrono al calcolo della pensione esattamente come i contributi obbligatori versati durante l’attività lavorativa. Chi può fare versamenti volontari INPSNon tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. La normativa prevede requisiti specifici che devono essere verificati prima di presentare la domanda di autorizzazione. In linea generale, possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:Lavoratori dipendenti che hanno cessato o interrotto il rapporto di lavoro e che abbiano maturato almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure, in alternativa, almeno 3 anni di contribuzione (156 settimane) negli ultimi 5 anni precedenti la domandaLavoratori autonomi iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti che abbiano almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domandaLavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.) con almeno 5 anni di contribuzione accumulatiAgricoltori e lavoratori del settore agricolo con requisiti contributivi specifici per la loro gestioneSoggetti con periodi di contribuzione mista, ovvero distribuita su più gestioni INPS, che abbiano complessivamente i requisiti minimi richiestiEsistono però dei casi di esclusione: non possono fare versamenti volontari coloro che sono già pensionati (salvo eccezioni per chi percepisce assegni di invalidità), chi ha già raggiunto i requisiti minimi per la pensione senza aver ancora fatto domanda, e chi risulta ancora occupato con rapporto di lavoro obbligatoriamente assicurato. Anche la Gestione Separata ha regole particolari: i versamenti volontari sono ammessi ma il calcolo degli importi segue modalità diverse rispetto alla gestione ordinaria.Attenzione: il requisito dei 5 anni di contributi (o dei 3 anni nel quinquennio) deve essere verificato con cura prima di presentare domanda. Un errore nella valutazione del requisito porta al rigetto della domanda e alla perdita di tempo prezioso. Per questo motivo, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o CAF per una verifica preliminare gratuita dell’estratto contributivo. La novità 2026: solo procedura onlineLa novità più rilevante del 2026 riguarda le modalità di pagamento dei versamenti volontari INPS. A partire dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha disposto che i contributi volontari possano essere versati esclusivamente tramite canali digitali, eliminando definitivamente la possibilità di pagamento allo sportello fisico degli uffici INPS o presso le sedi postali con il bollettino MAV cartaceo tradizionale.Questa decisione si inquadra nel più ampio processo di digitalizzazione dei servizi previdenziali avviato dall’INPS negli ultimi anni, accelerato dalle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede la progressiva migrazione di tutti i servizi pubblici verso piattaforme digitali. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di lavorazione, eliminare errori di registrazione e rendere più tracciabile il flusso dei contributi versati.In concreto, dal 2026 i canali ammessi per il pagamento dei versamenti volontari INPS sono:Portale MyINPS (myinps.inps.it) con accesso tramite SPID, CIE o CNS, utilizzando il servizio di pagamento integrato con pagoPAApp INPS Mobile disponibile per iOS e Android, con le stesse funzionalità del portale webIntermediari abilitati: CAF, patronati, consulenti del lavoro, che possono effettuare il pagamento per conto del contribuente tramite i propri sistemi gestionaliBanche e istituti di pagamento abilitati al circuito pagoPA, con il codice avviso generato dal sistema INPSPoste Italiane online (portale BancoPosta o app) con il codice pagoPA, ma NON più allo sportello fisico con bollettino cartaceoLa modifica è stata comunicata dall’INPS con la circolare operativa di fine 2025 e ha effetto su tutti i nuovi versamenti a partire dal 2026. I versamenti effettuati con le vecchie modalità (bollettino MAV cartaceo, versamento diretto allo sportello) non saranno più accettati e potrebbero non essere correttamente imputati al conto previdenziale del contribuente. Come eseguire i versamenti online: guida praticaEseguire i versamenti volontari INPS online non è difficile, ma richiede di avere a disposizione gli strumenti giusti e di seguire la procedura corretta. Di seguito trovi una guida passo passo per effettuare il pagamento in autonomia tramite il portale INPS.Passaggio 1: accedi a MyINPS con identità digitaleIl primo requisito è disporre di un’identità digitale per accedere al portale INPS. Le credenziali accettate sono:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore — è la modalità più diffusa e può essere ottenuto gratuitamente presso provider accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, ecc.CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN e lettore NFC — disponibile per chi ha già rinnovato la carta d’identità in formato digitaleCNS (Carta Nazionale dei Servizi) o smart card rilasciata da enti abilitatiSe non disponi ancora di SPID, puoi ottenerlo gratuitamente recandoti presso un ufficio postale, un CAF abilitato o direttamente online tramite riconoscimento video. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per l’attivazione dello SPID.Passaggio 2: trova il servizio “Contributi volontari”Una volta effettuato l’accesso a MyINPS, devi navigare verso la sezione dedicata ai contributi volontari. Il percorso è:Accedi a myinps.inps.it con le tue credenziali SPID/CIE/CNSDal menu principale, seleziona “Pensione e previdenza”Cerca la voce “Versamenti volontari” o usa la barra di ricerca interna con il termine “contributi volontari”Nella sezione dedicata, troverai il tuo fascicolo previdenziale con lo storico dei versamenti e la possibilità di generare nuovi avvisi di pagamentoPassaggio 3: genera l’avviso pagoPAIl cuore del nuovo sistema è la generazione dell’avviso pagoPA. Il portale INPS ti mostra i periodi contributivi da coprire e l’importo corrispondente a ciascun trimestre. Puoi scegliere:Versamento trimestrale: il sistema genera un avviso per ogni trimestre (modalità standard per lavoratori dipendenti)Versamento mensile: possibile per alcune gestioni (Artigiani, Commercianti)Versamento cumulativo: per coprire più periodi arretrati in una sola transazione (soggetto a limiti temporali)Dopo aver selezionato il periodo da coprire, il sistema genera un codice avviso pagoPA con numero IUV (Identificativo Univoco Versamento). Questo codice è fondamentale: non perderlo, perché serve per effettuare il pagamento e per verificarne il buon esito.Passaggio 4: effettua il pagamentoCon il codice avviso pagoPA in mano, puoi pagare attraverso diversi canali:Direttamente sul portale INPS: clic su “Paga ora” e seleziona il metodo di pagamento tra carta di credito/debito, bonifico bancario, o wallet digitalePortale della tua banca: accedi all’homebanking e cerca la funzione “Paga pagoPA” o “F24/pagoPA”, inserisci il codice avvisoApp Poste Italiane o portale BancoPosta: usa la funzione “Pagamenti” e inserisci il codice pagoPATabaccherie e ricevitorie abilitate al circuito Sisal/Lottomatica/MOONEY che supportano pagoPAATM bancari di banche convenzionate con il circuito pagoPAAl termine del pagamento riceverai una ricevuta telematica che costituisce prova dell’avvenuto versamento. Conservala per eventuali verifiche future. Il pagamento viene normalmente registrato sul conto previdenziale entro 2-5 giorni lavorativi. Importi dei versamenti volontari 2026L’importo dei versamenti volontari INPS non è fisso: viene calcolato sulla base della retribuzione media imponibile del lavoratore nel periodo di riferimento, moltiplicata per l’aliquota contributiva vigente per la specifica gestione previdenziale.Calcolo per i lavoratori dipendenti (Gestione IVS)Per i lavoratori dipendenti iscritti alla gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), l’importo trimestrale del versamento volontario si calcola come segue:Base di calcolo = retribuzione media settimanale degli ultimi anni di lavoro effettivo (calcolata dall’INPS in fase di autorizzazione)Aliquota 2026 per lavoratori dipendenti = 33% (aliquota ordinaria IVS, invariata rispetto agli anni precedenti)La formula applicata è: retribuzione media settimanale × 13 settimane (trimestre) × 33%Esempio pratico: se la retribuzione media settimanale è di 500 euro, il versamento trimestrale ammonta a: 500 × 13 × 33% = 2.145 euro per trimestre.Esiste tuttavia un importo minimo: nel 2026 il contributo settimanale minimo per la Gestione IVS non può essere inferiore a quello calcolato sulla retribuzione convenzionale minima settimanale stabilita annualmente dall’INPS con apposita circolare. Per il 2026, tale valore minimo di riferimento è stato aggiornato in base ai coefficienti ISTAT.Calcolo per artigiani e commerciantiPer gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS, il calcolo è leggermente diverso. L’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio dichiarato nelle ultime dichiarazioni dei redditi e sull’aliquota contributiva specifica per la loro categoria. Per il 2026, le aliquote sono:Artigiani: aliquota del 24,48% sul reddito imponibile (inclusa la quota aggiuntiva per l’allineamento delle aliquote)Commercianti: aliquota del 24,78% sul reddito imponibileAnche in questo caso esiste un minimale e un massimale stabiliti annualmente: il versamento non può essere inferiore a quello calcolato sul minimale reddituale INPS (pari al reddito minimo annuo imponibile fissato per il 2026) né superiore a quello calcolato sul massimale contributivo.Calcolo per la Gestione SeparataPer i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori a progetto), l’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio degli ultimi anni di iscrizione alla gestione. L’aliquota applicata per il 2026 è del 35,03% (aliquota ordinaria per i soggetti privi di altra tutela previdenziale).Per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario, ricorda che i versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito complessivo, riducendo la base imponibile ai fini IRPEF: un beneficio fiscale da non trascurare, analogo a quanto previsto per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario. Scadenze e termini di versamentoI versamenti volontari INPS devono essere effettuati entro precisi termini di scadenza. Il mancato rispetto delle scadenze comporta la perdita del trimestre contributivo, che non potrà più essere recuperato (salvo eccezioni specifiche). Ecco le scadenze principali per il 2026:TrimestrePeriodo copertoScadenza pagamento1° trimestreGennaio – Marzo 202630 Giugno 20262° trimestreAprile – Giugno 202630 Settembre 20263° trimestreLuglio – Settembre 202631 Dicembre 20264° trimestreOttobre – Dicembre 202631 Marzo 2027Regola fondamentale: ogni trimestre può essere versato entro i 3 mesi successivi alla fine del trimestre stesso. Questo significa che hai un margine di tempo relativamente ampio, ma non illimitato. Se salti un trimestre, quel periodo andrà in bianco nel tuo estratto conto previdenziale, con conseguente riduzione dell’importo della pensione futura.Versamenti arretrati: esiste la possibilità di versare contributi per trimestri già scaduti, ma solo entro 12 mesi dalla scadenza originaria (c.d. versamenti tardivi). In questo caso, l’INPS applica una maggiorazione per interessi calcolata sulla base del tasso legale vigente. Oltre i 12 mesi, il recupero non è più possibile.Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontariPrima di poter effettuare qualsiasi versamento volontario, è necessario ottenere dall’INPS una formale autorizzazione. Questa autorizzazione certifica che il lavoratore ha i requisiti minimi per accedere ai versamenti volontari e fissa la base imponibile di calcolo dei contributi. Senza autorizzazione, i versamenti non vengono accettati o non vengono correttamente imputati.La domanda di autorizzazione si presenta esclusivamente online — e su questo punto non ci sono novità introdotte nel 2026, la procedura telematica era già obbligatoria da anni — tramite il portale MyINPS seguendo il percorso:Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNSVai su “Pensione e previdenza” → “Contributi” → “Richiesta autorizzazione versamento contributi volontari”Compila il modulo online con i tuoi dati anagrafici, fiscali e contributiviAllega la documentazione richiesta (copia documento identità, estratto conto contributivo se richiesto)Invia la domanda e conserva il numero di protocollo che ti viene assegnatoIn alternativa, la domanda può essere presentata tramite patronato abilitato (come il CAF Centro Fiscale di Udine), che effettua l’operazione in nome e per conto del richiedente. Questa è la modalità consigliata se hai difficoltà con gli strumenti digitali o se vuoi una verifica preventiva dei requisiti.L’INPS elabora la domanda e comunica l’esito entro un termine variabile (generalmente 60-90 giorni, ma in alcuni periodi dell’anno i tempi possono allungarsi). Il provvedimento di autorizzazione indica:Il periodo a partire dal quale è possibile iniziare i versamentiLa retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributiL’importo trimestrale indicativo del versamentoLa gestione previdenziale di pertinenzaValidità dell’autorizzazione: l’autorizzazione ai versamenti volontari ha durata illimitata, salvo che il lavoratore non riprenda un’attività lavorativa obbligatoriamente assicurata o non raggiunga i requisiti per la pensione. In caso di ripresa del lavoro, i versamenti volontari si interrompono automaticamente, ma è possibile riprenderli in caso di nuova cessazione dell’attività. Effetti dei versamenti volontari sulla pensioneCapire l’effetto concreto dei versamenti volontari sulla pensione è fondamentale per valutare se conviene davvero investire in questa forma di contribuzione. Gli impatti sono molteplici e dipendono dalla situazione previdenziale individuale.Effetto sul raggiungimento dei requisiti pensionisticiIl primo effetto, e spesso il più importante, è il raggiungimento dei requisiti minimi per accedere alla pensione. In Italia, le principali forme di pensionamento prevedono:Pensione di vecchiaia: 67 anni di età + 20 anni di contributi (1.040 settimane)Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (indipendentemente dall’età)Quota 103 (prorogata al 2026): 62 anni di età + 41 anni di contributiAPE Sociale: 63 anni e 5 mesi + almeno 30 o 36 anni di contributi (a seconda della categoria)I versamenti volontari contribuiscono al raggiungimento di tutti questi requisiti contributivi, rendendoli uno strumento prezioso per chi si trova a pochi mesi o pochi anni dal traguardo pensionistico. Per informazioni specifiche sull’APE Sociale e i requisiti applicabili, puoi consultare la nostra guida dedicata.Effetto sull’importo della pensioneIl secondo effetto riguarda direttamente l’importo mensile della pensione. Con il sistema contributivo (applicato a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 e, pro-quota, per gli altri), ogni contributo versato aumenta il montante contributivo individuale, che viene poi trasformato in rendita applicando specifici coefficienti di conversione legati all’età al momento del pensionamento.In termini pratici, versare contributi volontari per un anno intero (4 trimestri) può aumentare la pensione futura di alcune decine di euro al mese — un importo che, capitalizzato per tutta la durata della pensione, rappresenta un beneficio economico significativo. Tuttavia, è fondamentale confrontare il costo dei versamenti (l’importo che si paga oggi) con il beneficio atteso (l’aumento della pensione futura), tenendo conto anche dell’aspettativa di vita e dell’attuale tasso di rendimento implicito del sistema previdenziale.Deducibilità fiscale dei versamenti volontariUn vantaggio spesso sottovalutato è la deducibilità fiscale dei versamenti volontari INPS. I contributi versati sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite di importo (a differenza dei fondi pensione integrativi, che hanno un tetto di 5.164,57 euro annui). Questo significa che chi è in uno scaglione IRPEF elevato (23%, 35% o 43%) ottiene un risparmio fiscale proporzionale all’aliquota marginale applicata.Esempio: se versi 8.580 euro di contributi volontari in un anno e sei nello scaglione IRPEF al 35%, risparmierai circa 3.003 euro di imposte, riducendo significativamente il costo netto effettivo del versamento. La deducibilità si esercita in sede di dichiarazione dei redditi 730 o nel Modello Redditi, indicando l’importo nella sezione apposita. Casi pratici e simulazioniPer capire meglio come funzionano i versamenti volontari INPS nella pratica, vediamo alcuni scenari concreti che illustrano le diverse situazioni in cui questo strumento può risultare utile o conveniente.Caso 1: lavoratrice che ha smesso di lavorare per accudire figliScenario: Maria, 52 anni, ha lavorato come dipendente per 15 anni, poi ha smesso di lavorare per occuparsi dei figli. Oggi ha 780 settimane di contributi (15 anni), ma per la pensione di vecchiaia ne servono 1.040 (20 anni). Le mancano 260 settimane, ovvero 5 anni di contribuzione.Soluzione: Maria ottiene l’autorizzazione ai versamenti volontari INPS e inizia a versare ogni trimestre. Con la sua retribuzione media di riferimento (supponiamo 400 euro settimanali), il versamento trimestrale è: 400 × 13 × 33% = 1.716 euro a trimestre, ovvero circa 6.864 euro all’anno. In 5 anni, spenderà circa 34.320 euro in contributi volontari, ma potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni invece di attendere (con solo 15 anni di contributi) la pensione con verifica dei requisiti contributivi minimi.Beneficio aggiuntivo: grazie alla deducibilità, se Maria è nello scaglione al 23%, ogni anno risparmia circa 1.579 euro di IRPEF, riducendo il costo netto a circa 5.285 euro l’anno.Caso 2: freelance con anni di contribuzione bassaScenario: Luca, 45 anni, è un libero professionista iscritto alla Gestione Separata INPS da 10 anni. Ha però avuto 4 anni di redditi molto bassi (sotto il minimale) durante cui ha versato pochissimi contributi. Ha quindi un “buco” di circa 2 anni equivalenti nel suo percorso contributivo.Soluzione: Luca non può recuperare direttamente quei periodi passati con versamenti volontari (i contributi volontari coprono periodi futuri, non passati già trascorsi senza versamento), ma può iniziare a fare versamenti volontari per i periodi attuali di bassa contribuzione o per integrare il montante. In alternativa, può valutare il riscatto di periodi non coperti se ammesso dalla sua gestione.Caso 3: prossimo alla pensione, mancano pochi mesiScenario: Antonio, 66 anni, ha 19 anni e 9 mesi di contributi. Per la pensione di vecchiaia a 67 anni gli mancano 3 mesi di contributi (13 settimane). Non lavora più da 2 anni e ha già l’autorizzazione ai versamenti volontari.Soluzione: Antonio versa 1 solo trimestre di contributi volontari (circa 1.500-2.000 euro a seconda della sua retribuzione di riferimento), raggiunge i 20 anni di contribuzione e può presentare domanda di pensione di vecchiaia, indicando anche le coordinate per l’accredito dell’assegno pensionistico. In questo caso, il versamento di poche migliaia di euro sblocca anni di pensione: la convenienza è indiscutibile.Cosa cambia concretamente con il passaggio al digitaleAl di là degli aspetti tecnici, è utile capire cosa significa nella pratica il passaggio ai versamenti volontari INPS esclusivamente online per le diverse tipologie di contribuenti. Le principali implicazioni sono:Chi è già digitalizzato: nessun cambiamento sostanziale. Chi usava già l’homebanking o i portali digitali per pagare le bollette o le tasse troverà la procedura molto simile. Il sistema pagoPA è lo stesso usato per molti altri pagamenti alla pubblica amministrazioneChi usava il bollettino MAV cartaceo: deve necessariamente adeguarsi e imparare a usare il portale INPS o delegare il pagamento a un intermediario abilitato (CAF, patronato). Il bollettino MAV per i versamenti volontari non viene più emesso dall’INPS dal 2026Chi non ha SPID o dimestichezza digitale: può rivolgersi al patronato per farsi assistere sia nell’ottenere l’identità digitale, sia nell’effettuare i pagamenti tramite intermediarioChi vive all’estero: può effettuare i pagamenti tramite bonifico internazionale alle coordinate bancarie INPS indicate nell’avviso pagoPA, oppure tramite portali bancari online internazionali che supportano il circuito pagoPAImportante per gli anziani o persone con difficoltà digitali: l’INPS ha specificato che i versamenti tramite intermediari abilitati (patronati, CAF) rimangono pienamente validi e accessibili. Rivolgersi al CAF o al patronato di fiducia è quindi la soluzione ideale per chi non riesce a gestire autonomamente le procedure online. Vantaggi e svantaggi dei versamenti volontari INPSCome ogni strumento previdenziale, i versamenti volontari INPS presentano sia vantaggi che svantaggi che è importante valutare prima di decidere se procedere.VantaggiFlessibilità: non c’è obbligo di versare ogni trimestre. Se un mese hai difficoltà economiche, puoi saltare il trimestre (entro i 12 mesi di recupero) senza penalità formaliDeducibilità fiscale piena: i contributi sono interamente deducibili dal reddito, con un risparmio fiscale immediato che riduce il costo nettoEffetto certo sulla pensione: a differenza dei fondi pensione integrativi (soggetti a rischi di mercato), i contributi INPS si traducono in un aumento certo del montante previdenzialeStrumento per raggiungere i requisiti: se ti mancano pochi anni o pochi mesi alla pensione, i versamenti volontari sono spesso l’unico modo per colmare il gapPossibilità di cumulare con altri strumenti come la ricongiunzione contributivaSvantaggiCosto elevato: gli importi trimestrali possono essere significativi (spesso sopra i 1.500-2.000 euro), soprattutto per chi ha avuto redditi elevati in passatoRendimento incerto a lungo termine: se sei ancora giovane e ti mancano molti anni alla pensione, il rendimento implicito del sistema INPS potrebbe essere inferiore ad alternative di investimentoNon recuperabile se interrotto prima: i versamenti già effettuati non vengono rimborsati se si decide di interrompere il programma prima di raggiungere la pensioneSoggezione alle riforme future: le regole pensionistiche possono cambiare nel tempo, e i contributi versati oggi potrebbero avere un valore diverso da quello attesoObbligo digitale dal 2026: per chi non ha familiarità con gli strumenti digitali, la nuova procedura esclusivamente online può rappresentare una barriera📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPSDal 2026 i versamenti volontari INPS sono davvero solo online?Si, dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si effettuano esclusivamente tramite canali digitali: portale MyINPS con pagoPA, app INPS Mobile, banca online o intermediari abilitati (CAF, patronati). Il bollettino MAV cartaceo e i pagamenti allo sportello fisico non sono piu accettati.Quanti contributi ho bisogno per richiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari?Per i lavoratori dipendenti servono almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per artigiani e commercianti bastano 3 anni nel quinquennio. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione totale.I versamenti volontari INPS sono deducibili dalle tasse?Si, i versamenti volontari INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite massimo di importo. Questo significa che chi versa contributi volontari riduce la propria base imponibile e paga meno imposte nell’anno del versamento.Cosa succede se salto un trimestre di versamenti volontari?Se non versi entro la scadenza ordinaria (3 mesi dopo la fine del trimestre), puoi ancora recuperarlo entro 12 mesi con una maggiorazione per interessi. Oltre i 12 mesi, il trimestre e perso definitivamente e non potra essere recuperato.Posso fare i versamenti volontari INPS se non ho SPID?Si. Puoi delegare il pagamento a un patronato o CAF abilitato che effettua l’operazione per conto tuo. In alternativa, puoi ottenere lo SPID gratuitamente con l’assistenza del nostro CAF Centro Fiscale di Udine. Lo SPID si attiva anche in formato digitale senza bisogno di uscire di casa.Hai bisogno di assistenza per i versamenti volontari INPS?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutto il percorso: dalla verifica dei requisiti, alla domanda di autorizzazione, fino al pagamento online dei contributi volontari. Puoi anche affidarci l’intera procedura di versamento.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATINASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO NASPI Part-Time 2026: Come Funziona e Quanto SpettaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-08 06:00:002026-08-17 11:03:00NASPI Part-Time 2026: Come Funziona e Quanto SpettaCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Quota 104 nel 2026: Requisiti e Novità Pensione AnticipataQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-04 06:00:002026-08-17 11:02:51Quota 104 nel 2026: Requisiti e Novità Pensione AnticipataCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a Udine Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a UdineSe percepisci una pensione bassa in Friuli Venezia Giulia, potresti avere diritto a una serie di integrazioni che vanno ben oltre il trattamento minimo INPS. Molti… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-02 09:00:002026-08-17 11:02:44Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a UdineCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleLuglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 10:47:162026-05-31 17:10:28Versamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla Procedura
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PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributiPartita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributiL’ostetrica (o ostetrico) e’ una delle professioni sanitarie con maggior potenziale per la libera professione, grazie alla crescente domanda di assistenza personalizzata in gravidanza, parto e puerperio. Aprire la Partita IVA come ostetrica libera professionista nel 2026 significa scegliere tra un’ampia gamma di attivita’: corsi preparto, assistenza al parto a domicilio, supporto allattamento, consulenza perinatale, monitoraggio gravidanza fisiologica. Questa guida chiarisce ogni aspetto fiscale e previdenziale.L’ostetrica e’ una professione sanitaria regolamentata dalla Legge 1/2002 e dall’albo FNOPO (Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica). Come altre professioni sanitarie della L. 251/2000, non ha una cassa previdenziale dedicata e confluisce nella Gestione Separata INPS.Professione di ostetrica: requisiti per la libera professione Per esercitare come ostetrica libera professionista occorre:Laurea triennale in Ostetricia (o titolo equipollente)Iscrizione all’albo FNOPO (Ordine della Professione di Ostetrica) della propria provinciaPolizza RC professionale obbligatoria (Legge 24/2017 Gelli-Bianco): per chi opera in ambito sanitario e’ obbligatoria per legge con massimali adeguati all’attivita’, incluso il parto a domicilioEventuale autorizzazione comunale/ASL per specifiche attivita’ (parto a domicilio, apertura studio)L’ostetrica lavora in autonomia per le attivita’ di sua competenza (gravidanza fisiologica, parto eutocico, puerperio, allattamento) e in collaborazione con il medico per le situazioni patologiche.Codice ATECO per l’ostetrica libera professionista Codice ATECODescrizioneCoefficiente forfettario86.21.09Servizi degli studi medici generici e ostetrici78%Il codice 86.21.09 copre specificamente l’attivita’ ostetrica, insieme a quella del medico di base. Il coefficiente di redditivita’ e’ il 78%, identico a tutte le professioni sanitarie nel regime forfettario. E’ il codice piu’ corretto per l’ostetrica che svolge assistenza perinatale, corsi preparto e supporto domiciliare.Attivita’ tipiche dell’ostetrica libera professionista Corsi preparto: singoli o di coppia, in studio o domiciliare. Attivita’ con altissima domanda privata, esentabile IVA se resa nell’ambito dell’assistenza perinatale.Assistenza domiciliare in puerperio: visite domiciliari post-partum per cura della mamma e del neonato, supporto allattamento materno. Tra le attivita’ piu’ comuni delle ostetriche libere professioniste.Consulenza pre-concezionale: counseling per coppie che desiderano una gravidanza, valutazione rischi.Monitoraggio gravidanza fisiologica: visite ostetriche, cardiotocografia, ecografia ostetrica (se abilitata).Assistenza al parto a domicilio: attivita’ a piu’ alto rischio clinico, richiede RC professionale ad hoc con massimali specifici. Necessita di autorizzazione in alcune regioni.Corsi di allattamento e supporto post-partum: spesso in associazione con associazioni o consultori privati.Collaborazioni con case maternita’ e birth center privati: come libera professionista su chiamata o in convenzione.Regime forfettario per l’ostetrica: parametri 2026 Soglia ricavi: fino a 85.000 euro/anno nell’anno precedenteUscita immediata: se si superano 100.000 euro nello stesso annoCausa ostativa dipendente: reddito da lavoro dipendente anno precedente > 35.000 euro (L. 207/2024)Coefficiente redditività: 78%Imposta sostitutiva: 15% (5% startup per i primi 5 anni di nuova attivita’)Molte ostetriche lavorano sia come dipendenti in ospedale/clinica che come libere professioniste. Se lo stipendio da dipendente supera 35.000 euro, si perde il diritto al forfettario per la Partita IVA. Con stipendi tipici SSN di un’ostetrica (intorno ai 28.000-32.000 euro iniziali), spesso il forfettario e’ ancora accessibile.Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS L’ostetrica libera professionista non ha una cassa di categoria dedicata. I contributi vanno alla Gestione Separata INPS:26,07% per ostetriche con sola Partita IVA (nessun’altra copertura)24% per ostetriche dipendenti SSN + P.IVA (hanno gia’ INPS dipendenti)In regime forfettario e’ possibile optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva. Con questa opzione: 26,07% diventa circa 16,95%; 24% diventa circa 15,60%. La riduzione abbassa il costo contributivo immediato ma riduce la pensione futura.Per un confronto completo con le altre casse sanitarie: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.IVA e Sistema Tessera Sanitaria per ostetriche Le prestazioni sanitarie dell’ostetrica sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 DPR 633/72, in quanto rese da professionista abilitato nell’esercizio di professione sanitaria soggetta a vigilanza. Questo vale per:Visite ostetriche, monitoraggi, cardiotocografiaCorsi preparto con contenuto clinico-sanitarioAssistenza al parto a domicilioSupporto allattamento e visite puerperaliCodice natura IVA: N4 in regime ordinario, N2.2 in regime forfettario.L’ostetrica e’ obbligata alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria per tutte le prestazioni erogate a persone fisiche (codice SP). La scadenza e’ mensile (entro fine mese successivo). Per la guida completa: Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026.RC professionale: obbligo Legge Gelli-Bianco per il parto domiciliare La Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) rende obbligatoria la RC professionale per tutti i professionisti sanitari. Per l’ostetrica libera professionista e’ particolarmente importante scegliere una polizza che copra tutte le attivita’ effettivamente svolte.Il parto a domicilio e’ un’attivita’ ad alto rischio clinico e assicurativo: molte compagnie assicurative non coprono il parto domiciliare nella polizza standard, o lo coprono solo con massimali molto elevati e premi corrispondenti. Prima di avviare questa attivita’, e’ essenziale verificare la copertura assicurativa specifica. FNOPO mantiene un elenco di compagnie che offrono polizze idonee.Il parto domiciliare richiede inoltre in alcune regioni un’autorizzazione sanitaria specifica. Verificare la normativa regionale prima di avviare questa attivita’.Esempio di calcolo fiscale: ostetrica in forfettario Scenario: ostetrica con sola P.IVA, 35.000 euro di compensi annui, regime forfettario, primo anno di attivita’ (imposta 5%).Compensi lordi: 35.000 euroReddito forfettario (x 78%): 27.300 euroImposta sostitutiva (5% startup): 1.365 euroContributi GS INPS (26,07% su 27.300): 7.117 euroTotale imposte + contributi: 8.482 euroNetto disponibile: circa 26.518 euroCon la riduzione del 35% sui contributi GS INPS: contributi = 4.626 euro, netto disponibile = 29.009 euro. La riduzione contributiva migliora il netto immediato ma riduce la pensione futura: valutare in base alla propria situazione personale.Domande frequenti Posso fare corsi preparto senza aprire la P.IVA se sono dipendente?No. Se i corsi preparto generano compensi con carattere abituale (anche occasionalmente ricorrente), devono essere dichiarati come reddito di lavoro autonomo. Se si tratta di pochissime occasioni nell’anno (< 5.000 euro e carattere occasionale), potrebbero rientrare nelle prestazioni occasionali senza P.IVA, ma e' un confine sottile da valutare con il consulente fiscale.Il corso preparto e’ soggetto a IVA?Se il corso preparto e’ reso da un’ostetrica abilitata nell’ambito della preparazione alla nascita (attivita’ sanitaria preventiva), e’ esente IVA art. 10 n. 18. Se invece il corso ha prevalentemente contenuto educativo/formativo non sanitario, potrebbe essere soggetto a IVA. La distinzione dipende dal contenuto specifico e va valutata caso per caso.Devo trasmettere al Sistema TS anche per i corsi preparto?Si, se i corsi preparto sono qualificati come prestazioni sanitarie e i partecipanti sono persone fisiche. Il codice spesa da usare e’ SP (spesa sanitaria). Le spese per corsi preparto sono detraibili al 19% nel 730 del paziente se ricorrono i presupposti di prestazione sanitaria professionale.Conclusione L’ostetrica libera professionista ha di fronte un mercato in crescita: sempre piu’ famiglie cercano un’assistenza perinatale personalizzata che il SSN non riesce a garantire. Sul piano fiscale e previdenziale, il percorso e’ lineare: ATECO 86.21.09, regime forfettario quasi sempre conveniente, Gestione Separata INPS, esenzione IVA per le prestazioni sanitarie. Il nodo critico e’ la RC professionale per chi assiste i parti a domicilio.Per aprire la P.IVA da ostetrica, gestire la dichiarazione dei redditi e ottimizzare il carico fiscale e previdenziale, il team di CAF Centro Fiscale e’ a disposizione. Richiedi un preventivo personalizzato senza impegno.Leggi anche: Hub Professionisti Sanitari 2026, Partita IVA Infermiere, Sistema Tessera Sanitaria 2026, Aprire Partita IVA 2026.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 09:00:002026-06-14 18:38:57Partita IVA ostetrica 2026: aprire come libera professionista, ATECO e contributi
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA TSRM tecnico radiologia 2026: regime, contributi e fatturazionePartita IVA TSRM tecnico di radiologia medica 2026: regime fiscale, contributi e fatturazioneIl TSRM — Tecnico Sanitario di Radiologia Medica e’ una professione sanitaria regolamentata dalla Legge 251/2000 e soggetta all’Ordine TSRM PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione) istituito dalla Legge 3/2018. Nonostante il riconoscimento ordinistico, il TSRM non ha una cassa previdenziale di categoria dedicata: i contributi vanno versati alla Gestione Separata INPS.Questa guida e’ pensata per i TSRM che valutano o hanno gia’ avviato l’attivita’ libero-professionale parallela o esclusiva rispetto al lavoro dipendente SSN. Chiarisce il codice ATECO corretto, le aliquote contributive 2026, il regime fiscale piu’ conveniente e gli obblighi di fatturazione specifici del settore sanitario.Il TSRM: chi e’ e cosa fa da libero professionista Il TSRM opera nel campo della diagnostica per immagini (radiologia, TC, risonanza magnetica, ecografia), della radioterapia e della medicina nucleare. E’ responsabile dell’esecuzione degli esami strumentali prescritti dal medico radiologo, nel rispetto dei protocolli di radioprotezione e delle normative sulla sicurezza delle radiazioni ionizzanti.Come libero professionista, il TSRM tipicamente opera:In convenzione con studi radiologici privati o poliambulatoriCome sostituto di TSRM dipendenti in strutture privateIn consulenza per strutture che non hanno TSRM dipendenti (es. ambulatori osteopatici, studi odontoiatrici con RX)In libera professione presso strutture accreditate con il SSN (intramoenia allargata)A differenza del fisioterapista o dello psicologo, il TSRM raramente opera in modo del tutto autonomo verso il paziente finale: ha quasi sempre un medico radiologo di riferimento per i refertati. Questo non cambia la qualificazione fiscale: la prestazione tecnica del TSRM e’ comunque una prestazione sanitaria ai fini IVA e Sistema TS.Codice ATECO per il TSRM libero professionista Il codice ATECO corretto per il TSRM che esercita come libero professionista e’:Codice ATECODescrizioneCoefficiente forfettario86.90.29Altre attivita’ paramediche NCA78%Il coefficiente del 78% si applica a tutte le professioni sanitarie, tecnico-scientifiche e assimilate nel regime forfettario. Questo significa che il TSRM in forfettario calcola l’imposta sostitutiva sull’imposta del 78% dei suoi compensi, non sull’intero importo fatturato.Regime forfettario per il TSRM: parametri 2026 Il regime forfettario e’ la scelta ottimale per la maggioranza dei TSRM che avviano la libera professione. I parametri chiave 2026:Soglia ricavi: fino a 85.000 euro/anno nell’anno precedenteUscita immediata: se si superano 100.000 euro nello stesso annoCausa ostativa dipendente: reddito da lavoro dipendente anno precedente superiore a 35.000 euro (L. 207/2024 — soglia elevata da 30.000 a 35.000 dal 2025)Coefficiente redditività: 78%Imposta sostitutiva: 15% (5% startup per i primi 5 anni)Caso tipico TSRM dipendente SSN + libera professione: un TSRM che lavora in ospedale con stipendio di 28.000 euro lordi + 15.000 euro di compensi da libera professione. Stipendio inferiore a 35.000 euro → nessuna causa ostativa → puo’ adottare il forfettario per la P.IVA. Reddito forfettario: 15.000 x 78% = 11.700 euro. Imposta sostitutiva: 1.755 euro (15%). Contributi GS INPS: 24% su 11.700 = 2.808 euro (aliquota ridotta perche’ ha gia’ INPS dipendenti).Contributi previdenziali TSRM: Gestione Separata INPS Il TSRM libero professionista non ha una cassa di categoria: i contributi si versano alla Gestione Separata INPS. Aliquote 2026:26,07% per TSRM con sola Partita IVA (nessuna altra copertura)24% per TSRM dipendente SSN + P.IVA (ha gia’ INPS dipendenti)In regime forfettario e’ possibile optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva (L. 190/2014 c. 77). Con questa opzione l’aliquota effettiva scende a circa 16,95% (26,07% x 65%) o 15,60% (24% x 65%). La riduzione abbassa il costo contributivo corrente ma riduce il montante pensionistico futuro.I contributi GS INPS si versano con F24: acconti a giugno (40%) e novembre (60%), saldo entro il 30 giugno dell’anno successivo. Per confronto con le altre professioni: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.IVA e fatturazione per il TSRM Le prestazioni tecniche del TSRM (esecuzione di esami radiologici, TC, RM, ecografia, radioterapia) sono qualificabili come prestazioni sanitarie esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 del DPR 633/72, se rese da un professionista abilitato nell’esercizio di una professione sanitaria soggetta a vigilanza.In pratica:In regime ordinario: fattura senza IVA, codice natura N4 (esente art. 10 n. 18 DPR 633/72)In regime forfettario: fattura senza IVA, codice natura N2.2Fatture verso strutture radiologiche (non persone fisiche): obbligo fattura elettronica SDI, nessun obbligo Sistema TSPrestazioni verso persone fisiche: obbligo Sistema TS (codice SP) + documento commerciale o fattura SDI con tag TSNella pratica comune il TSRM libero professionista fattura principalmente a strutture (studi radiologici, poliambulatori), non direttamente al paziente. In questo caso l’obbligo Sistema TS non si attiva per le sue fatture (le trasmette la struttura). Ma se ha pazienti privati diretti, l’obbligo TS e’ suo.L’Ordine TSRM PSTRP (Legge 3/2018) La Legge 3/2018 ha istituito gli ordini professionali per 17 professioni sanitarie che ne erano prive, tra cui il TSRM. L’ordine di riferimento e’ l’Ordine TSRM PSTRP (che accorpa TSRM, Tecnici di Laboratorio Biomedico, Tecnici di Neurofisiopatologia, Tecnici Ortopedici, Logopedisti, Podologi, Ortottisti, Fisioterapisti, Terapisti Occupazionali, Educatori Professionali, Tecnici della Prevenzione, Dietisti).L’iscrizione all’albo e’ prerequisito per l’esercizio legale della professione, inclusa la libera professione. Per aprire la P.IVA da TSRM occorre essere regolarmente iscritti all’albo TSRM PSTRP della provincia di appartenenza.Dipendente SSN vs libero professionista: differenze pratiche AspettoTSRM dipendente SSNTSRM libero professionistaPrevidenzaINPS dipendenti (pensione SSN)GS INPS (26,07% o 24%)IVANon si applica (non fattura)N4 (ordinario) o N2.2 (forfettario)OrariContratto CCNL Comparto Sanita’AutonomoRischio economicoStipendio fissoVariabile con commesseIntramoeniaPossibile con autorizzazioneN/ARC professionaleCoperta dall’azienda SSNObbligatoria personale (L. 24/2017)Il TSRM puo’ cumulare attivita’ dipendente SSN e libera professione, con il limite della causa ostativa forfettario (reddito dipendente < 35.000 euro per mantenere il forfettario) e dei vincoli contrattuali del CCNL sanitario sull'attivita' extramuraria.Domande frequenti Devo iscrivermi all’albo TSRM PSTRP prima di aprire la P.IVA?Si. L’iscrizione all’albo TSRM PSTRP e’ obbligatoria per l’esercizio legale della professione, inclusa la libera professione. Senza iscrizione non si puo’ esercitare e non si ha la copertura legale per applicare l’esenzione IVA sanitaria.La struttura per cui lavoro mi chiede di aprire P.IVA: e’ legale?La richiesta e’ legale se il rapporto di lavoro e’ genuinamente autonomo (orari variabili, compenso a prestazione, assenza di vincolo gerarchico continuativo). Se invece si tratta di un rapporto parasubordinato mascherato da P.IVA (orari fissi, dipendenza gerarchica, continuita’ esclusiva), si e’ in presenza di un rapporto di lavoro subordinato mascherato, che espone la struttura a sanzioni. In caso di dubbio, consulta un consulente del lavoro.Posso avere più clienti contemporaneamente come TSRM libero professionista?Si. Il TSRM libero professionista puo’ lavorare per piu’ strutture contemporaneamente: piu’ studi radiologici, poliambulatori, cliniche private. Anzi, avere piu’ clienti e’ un indicatore di genuinita’ del rapporto di lavoro autonomo rispetto a rapporti monocommittenza che possono essere riqualificati come subordinati.Conclusione Il TSRM che apre la Partita IVA nel 2026 ha un percorso abbastanza lineare: ATECO 86.90.29, Gestione Separata INPS, regime forfettario quasi sempre conveniente nella fase iniziale, esenzione IVA per le prestazioni sanitarie. La complessita’ principale e’ nella gestione del cumulo con il lavoro dipendente SSN e nel rispetto della causa ostativa forfettario.Per apertura P.IVA, dichiarazione dei redditi e consulenza previdenziale come TSRM libero professionista, CAF Centro Fiscale offre supporto personalizzato. Richiedi un preventivo senza impegno.Leggi anche: Hub Professionisti Sanitari 2026, Partita IVA Fisioterapista, Contributi previdenziali sanitari, Partita IVA Logopedista.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-18 09:00:002026-06-14 18:38:55Partita IVA TSRM tecnico radiologia 2026: regime, contributi e fatturazione
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA ottico optometrista 2026: codice ATECO, regime fiscale e fatturazionePartita IVA ottico optometrista 2026: codice ATECO, regime fiscale e fatturazioneL’apertura della Partita IVA per un ottico o un optometrista presenta una complessita’ specifica rispetto alle altre professioni sanitarie: la distinzione tra la figura dell’ottico (professione sanitaria regolamentata) e dell’optometrista (titolo accademico non regolamentato come professione sanitaria in Italia) ha conseguenze dirette sul regime fiscale, sull’IVA applicabile e sull’obbligo Sistema Tessera Sanitaria.Inoltre, l’attivita’ di un ottico tipicamente combina due componenti diverse: la vendita di dispositivi ottici (occhiali, lenti a contatto, montature) che e’ attivita’ commerciale, e la prestazione sanitaria (esame visivo, applicazione lenti a contatto) che e’ attivita’ professionale. Questa doppia natura complica la scelta del regime fiscale.Ottico vs optometrista: le differenze normative che contano AspettoOtticoOptometristaBase normativaL. 1044/1934 + Testo Unico Leggi SanitarieTitolo accademico (laurea in optometria), non regolamentato come professione sanitaria in ItaliaEsame di StatoSi (diploma di ottico + abilitazione)No (non e’ professione ordinistica in Italia al 2026)Ordine professionaleNessun albo specifico (ma vigilanza AUSL)Nessun ordine professionale in ItaliaAttivita’ tipicaVendita occhiali/lenti, esame visivo di primo livelloEsami visivi approfonditi, ortottica, gestione ambliopieSistema TSSi per vendita dispositivi ottici (codice AD)Dipende dal riconoscimento sanitarioEsenzione IVANo sulla vendita di occhiali (IVA 22%); si sulla prestazione sanitaria se professionista abilitatoNon certa — l’esenzione IVA richiede professione sanitaria abilitata riconosciutaIn Italia, nel 2026, l’optometria non e’ ancora riconosciuta come professione sanitaria autonoma, a differenza di quanto avviene in altri paesi europei. Chi si laurea in optometria esercita spesso come ottico (se in possesso dell’abilitazione) o come collaboratore di studi ottici/oculistici. L’eventuale riconoscimento professionale e’ in discussione parlamentare da anni.Codici ATECO per ottici e optometristi La scelta del codice ATECO dipende dall’attivita’ prevalente:Codice ATECODescrizioneQuando usarloCoefficiente forfettario47.78.10Commercio al dettaglio di articoli di ottica, fotografia, orologeria, oreficeriaPrevalentemente vendita occhiali/lenti in negozio40% (commercio)86.90.29Altre attivita’ paramediche NCAPrevalentemente prestazioni sanitarie (esami visivi, applicazione lenti)78% (sanitario/professionale)Attenzione alla doppia attivita’: un ottico che gestisce un negozio di occhiali e contemporaneamente esegue esami visivi professionali ha due attivita’ distinte. In regime forfettario e’ possibile avere un unico codice ATECO principale (quello dell’attivita’ prevalente per ricavi), ma la scelta influenza il coefficiente e quindi il reddito imponibile. Con il 47.78.10 (commercio, coefficiente 40%) si paga meno in percentuale ma su una base calcolata diversamente rispetto al 86.90.29 (sanitario, coefficiente 78%).In molti casi, chi gestisce un negozio di ottica con prestazioni accessorie e’ tenuto ad adottare il regime ordinario (per la parte commerciale soggetta a IVA 22%) e non il forfettario, che presuppone attivita’ omogenea.IVA nell’ottica: vendita occhiali vs prestazioni sanitarie Il trattamento IVA nell’attivita’ ottica dipende da cosa si vende o eroga:Vendita di occhiali, lenti a contatto, montature: sono dispositivi medici (classificati CE come DM classe I) soggetti a IVA al 4% se classificati come ausili per disabilita’ visiva, o IVA al 22% per occhiali da sole, accessori non terapeutici. Per gli occhiali da vista con prescrizione medica l’aliquota ridotta al 4% si applica se correttivi per difetti visivi documentati.Esame visivo da ottico abilitato: prestazione sanitaria esente IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 DPR 633/72, se resa da professionista abilitato nell’esercizio di professione sanitaria. Per l’ottico abilitato, l’esame visivo e’ esentabile; per il semplice laureato in optometria non riconosciuto, la questione e’ controversa.Applicazione lenti a contatto da professionista abilitato: esenzione IVA N4 se prestazione sanitaria, soggetta a verifica caso per caso.In pratica, chi gestisce un negozio di ottica si trova spesso a dover applicare IVA diversa sulla stessa fattura: 4% sulla montatura, 22% sugli occhiali da sole, 0% (N4 esente) sulla quota esame visivo. Questo rende quasi obbligatorio il regime ordinario con contabilita’ accurata.Regime forfettario: quando e’ applicabile all’ottico/optometrista? Il regime forfettario puo’ essere applicato nelle seguenti situazioni tipiche:Optometrista freelance che presta solo servizi professionali (esami visivi, training visivo) senza vendita: puo’ aprire P.IVA con ATECO 86.90.29, coefficiente 78%, regime forfettario, GS INPS. Non emette IVA. Sistema TS applicabile se la prestazione e’ riconosciuta sanitaria.Ottico che lavora come collaboratore in uno studio oculistico o ottico altrui: puo’ fatturare prestazioni professionali in regime forfettario se i ricavi restano sotto 85.000 euro e non ha alti costi da dedurre.Ottico con negozio di occhiali: nella maggioranza dei casi il regime forfettario non e’ conveniente o applicabile agevolmente per la componente commerciale (IVA su acquisto merce, ricarico, ecc.).La causa ostativa piu’ rilevante rimane quella del reddito da lavoro dipendente: se nell’anno precedente si e’ percepito piu’ di 35.000 euro come dipendente (L. 207/2024), non e’ possibile adottare il forfettario.Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS Per gli ottici e optometristi che esercitano come liberi professionisti (non come commercianti), la cassa previdenziale e’ la Gestione Separata INPS:26,07% senza altra copertura previdenziale24% con altra copertura (es. dipendente + P.IVA)Se invece l’attivita’ e’ prevalentemente commerciale (negozio di ottica), ci si iscrive come commerciante alla Gestione Commercianti INPS: aliquota 24,48% con minimale annuo (circa 4.200 euro nel 2026), con riduzione del 35% per chi adotta il regime forfettario.La distinzione tra prestatore di servizi (GS artigiani/professionisti) e commerciante (GS commercianti) dipende dalla prevalenza dell’attivita’: se il fatturato e’ principalmente da vendita di prodotti ottici, si e’ commercianti; se e’ principalmente da prestazioni, si e’ professionisti. Per un confronto completo: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.Sistema Tessera Sanitaria per ottici Gli ottici sono obbligati a trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria i dati relativi alla vendita di dispositivi ottici (occhiali da vista, lenti a contatto correttive) perche’ questi costituiscono spese sanitarie detraibili per il paziente (codice spesa AD — dispositivo medico).La trasmissione avviene mensilmente entro fine mese successivo. Ogni negozio di ottica che ha un registratore telematico abilitato al Sistema TS trasmette automaticamente i dati al momento dell’incasso. Per la parte di prestazione professionale (esame visivo), il codice spesa e’ SP.Per approfondire gli obblighi TS: Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026.Domande frequenti Un optometrista senza abilitazione ottica puo’ emettere fatture esenti IVA?E’ una zona grigia normativa. L’esenzione IVA art. 10 n.18 richiede che la prestazione sia resa nell’esercizio di una professione sanitaria soggetta a vigilanza. In Italia l’optometrista non ha ancora un riconoscimento professionale sanitario autonomo. E’ consigliabile verificare con l’Agenzia delle Entrate o con un consulente fiscale la posizione specifica prima di applicare l’esenzione.L’ottico puo’ adottare il regime forfettario se ha anche un negozio?Il regime forfettario e’ pensato per attivita’ relativamente semplici. Se l’ottico gestisce un negozio con acquisto e rivendita di merci (occhiali, lenti), la complessita’ dell’IVA (diverse aliquote, acquisti detraibili) e del magazzino rende piu’ conveniente il regime ordinario semplificato. Il forfettario e’ adatto all’optometrista/ottico che svolge solo prestazioni professionali senza commercio.Quale ATECO scelgo se faccio sia vendita che esami visivi?Il codice ATECO principale deve riflettere l’attivita’ prevalente per ricavi. Se la maggioranza del fatturato viene dalla vendita di occhiali, ATECO 47.78.10 (commercio); se viene dagli esami visivi e prestazioni professionali, ATECO 86.90.29. E’ possibile indicare un’attivita’ secondaria. Consigliamo di verificare con il consulente fiscale la corretta qualificazione della tua attivita’ specifica.Conclusione La Partita IVA per ottici e optometristi e’ una delle piu’ articolate nel settore sanitario per la doppia natura dell’attivita’ (commerciale + professionale) e per la posizione normativa ancora incerta dell’optometria in Italia. La scelta del codice ATECO, del regime fiscale e della gestione IVA richiede una valutazione personalizzata sulla base dell’attivita’ concreta svolta.Per un’analisi precisa della tua situazione e un preventivo personalizzato, contatta il team di CAF Centro Fiscale. Per approfondimenti: Hub Professionisti Sanitari 2026, Contributi previdenziali sanitari.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-12 09:00:002026-06-14 18:38:52Partita IVA ottico optometrista 2026: codice ATECO, regime fiscale e fatturazione
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA podologo 2026: guida completa a codice ATECO, contributi e fatturazionePartita IVA podologo 2026: guida completa a codice ATECO, contributi e fatturazioneIl podologo e’ una professione sanitaria a tutti gli effetti: il suo esercizio e’ regolamentato dalla Legge 251/2000 (art. 6), che disciplina le professioni sanitarie infermieristiche e tecniche. Chi apre la Partita IVA come podologo nel 2026 deve conoscere il codice ATECO corretto, la cassa previdenziale di riferimento (Gestione Separata INPS), le regole IVA specifiche del settore sanitario e gli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria.A differenza di medici o psicologi, il podologo non ha una cassa previdenziale di categoria dedicata: i contributi vanno versati alla Gestione Separata INPS. Questo ha implicazioni concrete sulla pianificazione previdenziale e sulla convenienza del regime forfettario.Podologo: professione sanitaria e requisiti per la P.IVA Il podologo esercita la professione sanitaria in autonomia ed e’ responsabile dell’assistenza generale di podologia. Svolge attivita’ di prevenzione, cura e riabilitazione patologie del piede che non richiedono trattamenti chirurgici. L’esercizio della professione richiede:Laurea triennale in Podologia (o titolo equipollente)Iscrizione all’Ordine delle Professioni Sanitarie (sezione podologi — l’ordine di riferimento e’ quello TSRM PSTRP dopo la L. 3/2018)Polizza RC professionale obbligatoria (L. 24/2017 Gelli-Bianco)Una volta in possesso di questi requisiti, l’apertura della Partita IVA e’ possibile attraverso la presentazione del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate.Codice ATECO per il podologo Il codice ATECO per il podologo libero professionista e’:Codice ATECODescrizioneCoefficiente redditività86.90.29Altre attivita’ paramediche NCA (non classificate altrove)78%Il codice 86.90.29 e’ utilizzato da diverse professioni sanitarie senza cassa dedicata: podologi, logopedisti, tecnici di radiologia (TSRM), tecnici di laboratorio biomedico, osteopati, dietisti, tecnici di neurofisiopatologia. Il coefficiente di redditivita’ del 78% si applica a tutte le attivita’ professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie nel regime forfettario.Regime forfettario per il podologo: conviene? Il regime forfettario e’ la scelta piu’ comune per i podologi che iniziano la libera professione. I parametri chiave per il 2026:Soglia di accesso: ricavi/compensi fino a 85.000 euro nell’anno precedenteUscita immediata: se si superano 100.000 euro nello stesso annoCausa ostativa dipendente: reddito da lavoro dipendente o assimilato anno precedente superiore a 35.000 euro (L. 207/2024 — soglia elevata da 30.000 a 35.000 dal 2025)Coefficiente redditività: 78%Imposta sostitutiva: 15% (5% per i primi 5 anni di nuova attivita’)Esempio pratico: un podologo con 40.000 euro di compensi annui ha un reddito imponibile forfettario di 31.200 euro (40.000 x 78%). Imposta sostitutiva: 4.680 euro al 15% (o 1.560 euro al 5% nei primi 5 anni). A questi si aggiungono i contributi GS INPS.Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS Il podologo libero professionista non ha una cassa di categoria dedicata: i contributi previdenziali vanno versati alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026 sono:26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale (podologo con sola P.IVA)24% per chi ha gia’ altra copertura (es. podologo dipendente + P.IVA libera professione)In regime forfettario e’ possibile optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva: l’aliquota effettiva scende a circa 16,95% (26,07% x 65%). Questa riduzione abbassa il costo contributivo immediato, ma riduce anche il montante per la pensione futura. La scelta deve essere ponderata.I contributi GS INPS si versano con F24 alle stesse scadenze dell’imposta sostitutiva: acconto a giugno e novembre, saldo a giugno dell’anno successivo.Per un confronto tra le casse previdenziali di tutte le professioni sanitarie, vedi: Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026.IVA sulle prestazioni podologiche: esenzione art. 10 n.18 Le prestazioni podologiche rese da un podologo abilitato (laureato e iscritto all’albo) sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 del DPR 633/1972. L’esenzione si applica alle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione della persona svolte nell’esercizio di professioni sanitarie soggette a vigilanza.In pratica:In regime ordinario: la fattura del podologo non porta IVA sulle prestazioni sanitarie tipiche. Il codice natura da usare in fattura elettronica e’ N4 (operazioni esenti).In regime forfettario: non si applica IVA di default. Il codice natura e’ N2.2.Non sanitarie (es. vendita di prodotti per la cura del piede, consulenze estetiche non terapeutiche): soggette a IVA ordinaria al 22%.Sistema Tessera Sanitaria: obbligo per i podologi Il podologo e’ obbligato alla trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria per tutte le prestazioni erogate a persone fisiche residenti in Italia (DL 78/2010 art. 3 c. 3 + DM 31/07/2015). Questo vale indipendentemente dal regime fiscale (ordinario o forfettario).La trasmissione avviene mensilmente entro la fine del mese successivo. Il codice spesa da usare e’ SP (spesa sanitaria). I dati trasmessi finiscono nel 730 precompilato del paziente, consentendo la detrazione del 19% delle spese sanitarie.Per una guida completa al Sistema TS con scadenze e sanzioni, vedi: Fatturazione Sistema Tessera Sanitaria 2026.Aprire uno studio podologico: requisiti e costi Aprire uno studio podologico richiede il rispetto di una serie di requisiti igienico-sanitari e autorizzativi:Locali idonei: devono rispettare i requisiti minimi previsti dal DPR 14 gennaio 1997 e dalle delibere regionali in materia di strutture sanitarie. Di solito richiedono sala d’attesa, locale trattamenti, servizi igienici.Autorizzazione sanitaria comunale: per gli studi che erogano prestazioni sanitarie al pubblico e’ necessaria un’autorizzazione o SCIA (segnalazione certificata di inizio attivita’) presso il Comune e la ASL di riferimento.RC professionale: obbligatoria per legge (L. 24/2017 Gelli-Bianco) con massimali adeguati all’attivita’ svolta.Attrezzature specifiche: poltrona podologica, strumenti per trattamenti (frese, bisturi monouso, ecc.) — tutti classificati dispositivi medici con tracciabilita’ obbligatoria.Smaltimento rifiuti sanitari: i rifiuti di tipo sanitario (aghi, bisturi usati) devono essere smaltiti secondo le norme sui rifiuti pericolosi (D.Lgs. 152/2006).Per i costi di apertura (locali, attrezzature, assicurazione, software gestionale) consultare un preventivo personalizzato, evitando di affidarsi a stime generiche che variano molto per zona geografica e dimensione dello studio.Confronto regime forfettario vs ordinario per il podologo AspettoRegime ForfettarioRegime OrdinarioImposta sul reddito15% (5% startup) su 78% ricaviIRPEF 23-43% su reddito netto (ricavi – costi effettivi)IVANon si applica (codice N2.2)Esente N4 per prestazioni sanitarie, ma obbligo liquidazione periodicaContributi previdenziali26,07% su reddito forfettario (riduz. 35% facoltativa)26,07% su reddito netto effettivoContabilita’Semplificata (solo registro incassi/pagamenti)Regime semplificato o ordinario con costi deducibili analiticamenteDeducibilita’ contributiGS INPS deducibile nel Quadro LMContributi deducibili integralmenteFatturazione elettronicaObbligatoria via SDI (dal 2024)Obbligatoria via SDILimite ricaviMax 85.000 euro/annoNessun limiteIl regime forfettario conviene quasi sempre nella fase iniziale e fino a ricavi medi. Con compensi vicini all’85.000 euro o con alti costi deducibili (affitto studio, dipendenti, attrezzature) il confronto con il regime ordinario va fatto caso per caso. Richiedi una simulazione personalizzata al CAF.Domande frequenti sulla Partita IVA podologo Il podologo puo’ lavorare anche come dipendente e avere la P.IVA?Si. Il podologo puo’ essere dipendente (SSN, struttura privata accreditata, casa di riposo) e avere contemporaneamente una Partita IVA per attivita’ libero-professionale privata. Se il reddito da dipendente supera 35.000 euro nell’anno precedente, pero’, perde la possibilita’ di adottare il regime forfettario per la P.IVA (causa ostativa L. 207/2024).Come si apre la P.IVA da podologo?L’iter e’: 1) iscrizione all’albo professionale, 2) presentazione modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online o sportello) con codice ATECO 86.90.29, scelta regime (forfettario o ordinario), 3) iscrizione alla Gestione Separata INPS entro 30 giorni dall’inizio attivita’, 4) attivazione casella SDI per fattura elettronica, 5) registrazione al portale sistemats.it. Per una guida dettagliata: Aprire Partita IVA 2026.Quante tasse paga un podologo con 30.000 euro di ricavi in forfettario?Con 30.000 euro di ricavi: reddito imponibile forfettario = 23.400 euro (30.000 x 78%). Imposta sostitutiva = 3.510 euro (15%) o 1.170 euro (5% startup). Contributi GS INPS: circa 6.100 euro al 26,07% (o circa 3.970 con riduzione 35%). Costo fiscale e previdenziale totale: circa 9.600-7.500 euro a seconda dell’opzione contributiva e degli anni di attivita’. Questi sono dati indicativi; richiedi una simulazione al CAF.Conclusione Aprire la Partita IVA da podologo nel 2026 e’ un percorso ben definito: codice ATECO 86.90.29, regime forfettario quasi sempre conveniente nella fase iniziale, Gestione Separata INPS come unica cassa previdenziale, esenzione IVA per le prestazioni sanitarie, obbligo Sistema TS per le prestazioni a persone fisiche. Per l’apertura dello studio, i requisiti igienico-sanitari regionali sono il nodo piu’ delicato da gestire.Per l’apertura della P.IVA, la dichiarazione dei redditi e la gestione di tutti gli adempimenti fiscali da podologo, CAF Centro Fiscale offre assistenza personalizzata. Contattaci per un preventivo senza impegno.Leggi anche: Hub Professionisti Sanitari 2026, Partita IVA Fisioterapista, Contributi previdenziali sanitari 2026.Richiedi preventivo gratuitoLuglio 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-04 09:00:002026-06-14 18:38:47Partita IVA podologo 2026: guida completa a codice ATECO, contributi e fatturazione
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariContributi previdenziali professioni sanitarie 2026: ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB, GS INPS a confrontoContributi previdenziali professioni sanitarie 2026: ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB e GS INPS a confrontoPer i professionisti sanitari con Partita IVA, la previdenza e’ uno degli aspetti fiscali piu’ complessi: a differenza di avvocati o ingegneri che hanno tutti la propria cassa dedicata, nel settore sanitario alcune professioni versano i contributi a casse di categoria, mentre altre confluiscono obbligatoriamente nella Gestione Separata INPS. Conoscere le aliquote, i minimali e le deducibilita’ e’ fondamentale per pianificare correttamente il carico fiscale e previdenziale.Questa guida presenta un confronto sistematico delle principali casse previdenziali per professioni sanitarie nel 2026, con particolare attenzione alle differenze tra chi ha una cassa dedicata e chi e’ in GS INPS, e agli effetti del regime forfettario sulla previdenza.Indice dei contenutiTabella master: casse previdenziali per professione sanitaria 2026ENPAM — cassa dei mediciENPAP — cassa degli psicologiENPAPI — cassa degli infermieriENPAB — cassa dei biologi e dietistiGestione Separata INPS: il regime per fisioterapisti, podologi, TSRM, osteopati, ostetriche e logopedistiDoppia iscrizione previdenziale: casistica e gestioneDeducibilita’ dei contributi previdenziali: regime ordinario vs forfettarioRisparmio previdenziale nel regime forfettario: agevolazione del 35%Domande frequenti sui contributi previdenziali dei sanitariConclusione: pianificare la previdenza come professionista sanitarioTabella master: casse previdenziali per professione sanitaria 2026 ProfessioneCassaAliquota soggettivaAliquota integrativaNote principali 2026Medici MMG e specialistiENPAMQuota A fissa annua + Quota B 19,5%Contributo integrativo 2% su fatturatoQuota A obbligatoria anche per dipendenti SSNPsicologiENPAP10% sul reddito professionale netto2% sul volume d’affariMinimale soggettivo annuo: verificare sito ENPAPInfermieriENPAPI16% sul reddito professionale netto4% sul volume d’affariContributo obbligatorio dal 2012 per tutti gli infermieri con P.IVABiologi / DietistiENPAB15% sul reddito professionale netto4% sul volume d’affariI dietisti iscritti a ENPAB dal 2014VeterinariENPAV16% sul reddito professionale nettoContributo variabile su volume d’affariSezione speciale per veterinari dipendenti pubbliciOdontoiatriENPAM (sez. B)12,5% sul reddito professionale netto2% sul fatturatoQuota A fissa annua + Quota BFisioterapistiGS INPS26,07% senza altra copertura—24% se dipendente + libera professioneLogopedistiGS INPS26,07% senza altra copertura—24% se dipendente + libera professionePodologiGS INPS26,07% senza altra copertura—24% se dipendente + libera professioneTSRM tecnici radiologiaGS INPS26,07% senza altra copertura—Ordine TSRM PSTRP (L. 3/2018)OsteopatiGS INPS26,07% senza altra copertura—Riconoscimento sanitario 2026Ostetrici/OstetricheGS INPS26,07% senza altra copertura—Albo FNOPONota: le aliquote GS INPS (26,07% / 24%) sono confermate dalla KB normativa al 2026. Le aliquote delle casse di categoria possono subire aggiornamenti annuali deliberati dai rispettivi enti. Verificare sempre le delibere aggiornate sul sito della propria cassa.ENPAM — cassa dei medici L’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) e’ la piu’ grande cassa previdenziale del settore sanitario. Ha un sistema contributivo articolato:Quota A (fondo di previdenza generale): contributo fisso annuo dovuto da tutti i medici iscritti all’albo, indipendentemente dal reddito. Varia per fascia d’eta’. Anche i medici dipendenti SSN la pagano.Quota B (fondo di previdenza specialistica ambulatoriale e accreditata): 19,5% sul reddito derivante dall’attivita’ libero-professionale e convenzionale. Si calcola sul reddito netto dichiarato nel quadro LM (forfettario) o nel quadro RE (ordinario).Contributo integrativo: 2% applicato sul volume d’affari (importo in fattura). E’ a carico del cliente, che lo paga in aggiunta al compenso.La complessita’ dell’ENPAM sta nel fatto che il medico dipendente SSN che esercita anche libera professione deve gestire contemporaneamente i contributi da dipendente (INPDAP/INPS) e i contributi ENPAM (Quota A obbligatoria + Quota B sul reddito extra). Per una guida completa, vedi Partita IVA Medico 2026.ENPAP — cassa degli psicologi L’ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza degli Psicologi) prevede per il 2026:Contributo soggettivo: 10% sul reddito professionale netto. Serve per costruire la pensione futura.Contributo integrativo: 2% sul volume d’affari. E’ a carico del cliente (addebitato in fattura).Contributo di maternita’: quota fissa annua versata da tutti gli iscritti.Lo psicologo in regime forfettario versa il 10% sul reddito forfettario (ricavi x 78%), con possibilita’ di riduzione del 35% dell’aliquota contributiva (agevolazione forfettari GS/casse). Attenzione: la riduzione del 35% si applica anche agli iscritti ENPAP per la quota soggettiva. Vedi Partita IVA Psicologo 2026.ENPAPI — cassa degli infermieri L’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) e’ operativa dal 2012 per tutti gli infermieri professionisti iscritti all’albo OPI. Prevede:Contributo soggettivo: 16% sul reddito professionale nettoContributo integrativo: 4% sul volume d’affari (addebitato al cliente)Contributo di solidarieta’: piccola quota fissa annuaL’infermiere dipendente SSN che esercita anche libera professione e’ iscritto sia all’INPS dipendenti che all’ENPAPI per la quota libero-professionale. La situazione genera un doppio carico contributivo che e’ importante pianificare. Vedi Partita IVA Infermiere 2026.ENPAB — cassa dei biologi e dietisti L’ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi) e’ la cassa di biologi e dietisti. Per il 2026:Contributo soggettivo: 15% sul reddito professionale nettoContributo integrativo: 4% sul volume d’affariContributo di maternita’ e’ sussidio: quota fissa annuaI dietisti sono entrati nell’ENPAB nel 2014 con il riconoscimento della professione nell’ambito dell’ordine dei biologi. Vedi Partita IVA Dietista e Partita IVA Biologo Nutrizionista.Gestione Separata INPS: il regime per fisioterapisti, podologi, TSRM, osteopati, ostetriche e logopedisti La Gestione Separata INPS e’ la cassa previdenziale residuale per i lavoratori autonomi che non hanno una cassa di categoria dedicata. Nel settore sanitario confluiscono: fisioterapisti, logopedisti, podologi, TSRM tecnici di radiologia, osteopati, ostetrici/ostetriche, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di neurofisiopatologia e altre figure della L. 251/2000 che non hanno una cassa propria.Le aliquote 2026 della Gestione Separata sono:26,07% per i liberi professionisti senza altra copertura previdenziale (es. fisioterapista con sola P.IVA)24% per i liberi professionisti che hanno gia’ un’altra copertura previdenziale obbligatoria (es. fisioterapista dipendente SSN + P.IVA libera professione)L’aliquota si applica al reddito netto da lavoro autonomo (compensi meno costi in regime ordinario) o al reddito forfettario (compensi x 78% in regime forfettario). I contributi GS INPS si versano con F24 alle scadenze IRPEF: acconto a giugno (40%) e novembre (60%), saldo entro il 30 giugno dell’anno successivo.Doppia iscrizione previdenziale: casistica e gestione Un caso frequente nella sanita’ e’ la doppia iscrizione previdenziale: professionisti che hanno sia un rapporto di lavoro dipendente che una Partita IVA per attivita’ libero-professionale.Medico dipendente SSN + libera professione: INPS dipendenti per la quota da lavoro dipendente + ENPAM Quota A (fissa, obbligatoria) + ENPAM Quota B (19,5% sul reddito libero-professionale). Tre flussi distinti.Fisioterapista dipendente + libera professione: INPS dipendenti + GS INPS (con aliquota ridotta 24% perche’ ha gia’ altra copertura). Due flussi.Infermiere dipendente + libera professione: INPS dipendenti + ENPAPI. Due casse diverse.Psicologo dipendente pubblico + studio privato: INPDAP/INPS dipendenti + ENPAP per la quota libero-professionale. Due flussi.In tutti i casi di doppia iscrizione, e’ importante verificare se scatta la causa ostativa al regime forfettario: se il reddito da lavoro dipendente supera 35.000 euro nell’anno precedente, non e’ possibile mantenere il regime forfettario (L. 207/2024). Vedi Forfettario e Lavoro Dipendente 2026.Deducibilita’ dei contributi previdenziali: regime ordinario vs forfettario La deducibilita’ dei contributi previdenziali cambia radicalmente a seconda del regime fiscale:AspettoRegime OrdinarioRegime ForfettarioContributi cassa di categoria (ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB, ENPAV)Deducibili integralmente dal reddito imponibile IRPEF (oneri deducibili art. 10 TUIR)NON deducibili separatamente (gia’ inclusi nel coefficiente 78%)Contributi GS INPSDeducibili integralmente dal reddito imponibileDeducibili nel quadro LM del modello redditi (portano in riduzione il reddito forfettario imponibile)Contributi integrativo (2-4% su fatturato)Non deducibile (e’ a carico del cliente)Non applicabile (nel forfettario il contributo integrativo si addebita al cliente ma e’ irrilevante per l’imposta sostitutiva)Questo e’ un aspetto cruciale nella scelta tra regime ordinario e forfettario per i professionisti sanitari con alte aliquote di cassa (es. medici con ENPAM al 19,5%): nel regime ordinario, la deducibilita’ integrale dei contributi abbatte significativamente l’IRPEF dovuta, riducendo il vantaggio apparente del 15% forfettario.Risparmio previdenziale nel regime forfettario: agevolazione del 35% I professionisti in regime forfettario iscritti alla Gestione Separata INPS possono optare per la riduzione del 35% dell’aliquota contributiva (art. 1 c. 77 L. 190/2014). Questa agevolazione abbassa l’aliquota effettiva:26,07% diventa circa 16,95% (26,07 x 65%)24% diventa circa 15,60% (24 x 65%)Attenzione: optare per la riduzione del 35% abbassa i contributi versati oggi ma riduce anche la pensione futura, poiche’ i contributi GS INPS alimentano il montante su cui si calcola la rendita pensionistica. E’ una scelta che va ponderata in base all’eta’, al reddito e alla strategia previdenziale individuale.Per le casse di categoria (ENPAP, ENPAPI, ENPAB, ENPAV), la riduzione del 35% non si applica automaticamente: ciascuna cassa ha le proprie regole per i forfettari. Verificare sempre con la propria cassa.Domande frequenti sui contributi previdenziali dei sanitari Posso scegliere di iscrivermi alla GS INPS invece che alla mia cassa?No. L’iscrizione alla cassa di categoria e’ obbligatoria per le professioni che ne hanno una (medici, psicologi, infermieri, biologi, veterinari). Non e’ possibile optare per la GS INPS in alternativa. Le professioni senza cassa dedicata sono invece obbligate alla GS INPS.Il contributo integrativo va sempre addebitato al cliente?Dipende dalla cassa. ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB prevedono un contributo integrativo (2-4%) che per legge va addebitato al cliente in fattura. In regime ordinario appare come voce separata in fattura. In regime forfettario, tecnicamente il contributo integrativo non si applica allo stesso modo (il forfettario non emette IVA), ma alcune casse richiedono comunque di indicarlo o versarlo separatamente. Verifica con la tua cassa specifica.I contributi si pagano anche se non ho fatturato nulla?Per la GS INPS: no, i contributi sono proporzionali al reddito. Se il reddito e’ zero, i contributi sono zero (fatta salva l’eventuale quota fissa minima delle singole casse). Per le casse di categoria, dipende: ENPAM prevede la Quota A (fissa) anche per chi non ha fatturato; ENPAP, ENPAPI e ENPAB hanno minimali annui che scattano anche con bassi redditi. Verificare con la propria cassa.Quando si pagano i contributi GS INPS?I contributi GS INPS per i liberi professionisti si versano con F24, in due acconti: giugno (40% dell’importo stimato) e novembre (60%). Il saldo definitivo e’ entro il 30 giugno dell’anno successivo alla dichiarazione dei redditi. Le scadenze coincidono con quelle dell’imposta sostitutiva forfettaria o dell’IRPEF in regime ordinario.Conclusione: pianificare la previdenza come professionista sanitario La previdenza dei professionisti sanitari e’ uno degli ambiti piu’ articolati della fiscalita’ italiana. La scelta tra regime forfettario e ordinario non dipende solo dall’aliquota sull’imposta sostitutiva, ma anche dagli effetti previdenziali: la deducibilita’ dei contributi in regime ordinario, l’agevolazione del 35% in GS INPS, l’obbligo di minimali nelle casse di categoria.Per una valutazione personalizzata della tua situazione previdenziale come professionista sanitario — confronto regime, ottimizzazione contributiva, pianificazione pensionistica — il team di CAF Centro Fiscale e’ a disposizione. Richiedi un preventivo personalizzato senza impegno.Per approfondire ogni professione: Hub Professionisti Sanitari, Partita IVA Fisioterapista, Partita IVA Infermiere, Partita IVA Psicologo.Richiedi preventivo gratuitoGiugno 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-26 09:00:002026-06-28 00:15:28Contributi previdenziali professioni sanitarie 2026: ENPAM, ENPAP, ENPAPI, ENPAB, GS INPS a confronto
ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATOContributi INPS 2026 Artigiani e Commercianti: Saldo, Acconto, Scadenze e ImportiI contributi INPS 2026 per artigiani e commercianti rappresentano uno degli adempimenti previdenziali più importanti per chi gestisce un’attività in proprio. Ogni anno, i titolari di partita IVA iscritti alle Gestioni IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) dell’INPS devono calcolare e versare i propri contributi obbligatori, rispettando scadenze precise e importi minimi fissati dall’Istituto. In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere: aliquote aggiornate, minimale e massimale di reddito, scadenze per il saldo e l’acconto 2026, esempi pratici di calcolo, la riduzione del 35% per il regime forfettario e le sanzioni per ritardi o omissioni.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Chi deve versare i contributi INPS alla Gestione Artigiani e Commercianti L’obbligo contributivo riguarda tutte le persone fisiche che svolgono in forma abituale e prevalente un’attività di artigianato (ai sensi della L. 443/1985) o di commercio (ai sensi del D.Lgs. 114/1998), nonché i loro familiari collaboratori. Rientrano nell’obbligo:Artigiani: falegnami, elettricisti, idraulici, meccanici, parrucchieri, estetisti, acconciatori, sarti, panificatori, pittori edili e tutte le attività produttive manuali classificate come artigianatoCommercianti: titolari di negozi, esercizi di vicinato, grossisti, agenti e rappresentanti di commercioCoadiuvanti e coadiutori familiari: i familiari (coniuge, figli, genitori) che collaborano nell’impresa con carattere di abitualità e prevalenzaSoci lavoratori di società in nome collettivo (SNC) e in accomandita semplice (SAS) che svolgono attività artigiana o commercialeL’iscrizione avviene automaticamente tramite la Camera di Commercio al momento dell’apertura dell’attività (SCIA/iscrizione albo artigiani). Non è necessario fare una domanda separata all’INPS.Aliquote contributive INPS 2026 per artigiani e commercianti Le aliquote per il 2026 sono stabilite annualmente dal Ministero del Lavoro con apposita circolare INPS. La differenza fondamentale tra artigiani e commercianti riguarda lo 0,48% aggiuntivo che i commercianti versano per il finanziamento del Fondo di garanzia trattamento di fine rapporto (INPS Commercio – ex INPDAI).CategoriaReddito fino al minimaleReddito oltre il minimaleOltre il massimaleArtigiani (titolare < 21 anni)contributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVSArtigiani (titolare ≥ 21 anni)contributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVSCommercianti (titolare < 21 anni)contributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVSCommercianti (titolare ≥ 21 anni)contributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVSCollaboratori (familiari) artigianicontributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVSCollaboratori (familiari) commercianticontributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVSNota: l’aliquota dello 0,48% aggiuntivo per i commercianti riguarda il contributo alla gestione separata INPS Commercio. I collaboratori familiari ultra 21enni applicano le stesse aliquote del titolare.Aliquote per i collaboratori under 21I coadiuvanti e coadiutori familiari con meno di 21 anni di età beneficiano di aliquote IVS ridotte rispetto agli over 21 (indicativamente di circa 0,9 punti percentuali in meno, in base alle circolari INPS degli anni precedenti). La riduzione cessa a partire dal 1° gennaio dell’anno in cui il collaboratore compie 21 anni. Per i valori esatti 2026, consulta la circolare INPS di inizio anno o rivolgiti al CAF Centro Fiscale.Minimale e massimale di reddito 2026 L’INPS fissa ogni anno due soglie fondamentali che determinano l’importo minimo e massimo dei contributi dovuti.Il reddito minimale (reddito minimo imponibile)Il reddito minimale per il 2026 è pari a 18.555 euro (dato da verificare con la circolare INPS di inizio anno). Sul minimale si calcola il contributo fisso annuo, che viene suddiviso in quattro rate trimestrali. Chiunque sia iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti deve versare almeno questo contributo, anche se nell’anno non ha prodotto reddito o ha prodotto un reddito inferiore al minimale.Il contributo minimo annuo 2026 è di circa 4.200 euro per gli artigiani e di circa 4.292 euro per i commercianti (la differenza è dovuta allo 0,48% aggiuntivo). Questi importi vengono comunicati ufficialmente dall’INPS con apposita circolare, generalmente pubblicata a gennaio/febbraio di ogni anno.Il reddito massimaleIl massimale di reddito imponibile per il 2026 è pari a 119.650 euro circa (primo scaglione, per contribuenti senza anzianità contributiva al 31/12/1995) e a 84.003 euro circa (per coloro che possono applicare il massimale ridotto). Sul reddito che eccede il massimale non sono dovuti ulteriori contributi IVS. Anche questi valori vengono aggiornati annualmente con circolare INPS.Tabella riepilogativa 2026VoceArtigianiCommerciantiReddito minimale annuo~ 18.555 euro~ 18.555 euroContributo minimo annuo~ 4.200 euro~ 4.292 euroAliquota IVS su reddito eccedente24,00%24,48%Massimale reddito imponibile (senza anzianità pre-1996)~ 119.650 euro~ 119.650 euroMassimale ridotto (con anzianità pre-1996)~ 84.003 euro~ 84.003 euroAttenzione: i valori del minimale e del massimale vengono aggiornati ogni anno con la rivalutazione automatica basata sull’indice ISTAT. Verifica sempre la circolare INPS di inizio anno (generalmente la Circolare n. 15-20 di gennaio/febbraio).Come si versano i contributi: il sistema saldo e acconto Il sistema contributivo per artigiani e commercianti prevede due modalità di versamento, che si sovrappongono nello stesso anno fiscale:1. Rate fisse trimestrali sul minimaleIl contributo calcolato sul reddito minimale viene suddiviso in quattro rate trimestrali di pari importo, con scadenze fisse:RataScadenza 20261ª rata16 maggio 20262ª rata20 agosto 20263ª rata16 novembre 20264ª rata16 febbraio 2027Le rate trimestrali vengono versate tramite F24, con i codici tributo specifici comunicati dall’INPS nella circolare annuale. Il pagamento può avvenire online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, tramite banca o ufficio postale.2. Saldo e acconto collegati alla dichiarazione dei redditiOltre alle rate fisse, artigiani e commercianti devono versare:Saldo contributi anno precedente: la differenza tra i contributi effettivamente dovuti sull’intero reddito 2025 e quanto già versato con le rate fisse. Si versa entro il 30 giugno 2026 (o 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%)Primo acconto contributi 2026: pari al 40% dell’acconto totale dovuto, da versare entro il 30 giugno 2026Secondo acconto contributi 2026: pari al restante 60% dell’acconto totale, da versare entro il 30 novembre 2026Il calcolo del saldo e dell’acconto viene effettuato nella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF o Modello 730 per i forfettari – LM): il software di compilazione calcola automaticamente quanto dovuto in base al reddito dichiarato.Scadenze 2026 riepilogo completoAdempimentoScadenzaNote1ª rata fissa trimestrale16 maggio 2026Contributo sul minimaleSaldo 2025 + 1ª acconto 2026 (40%)30 giugno 2026Con dichiarazione redditiSaldo 2025 + 1ª acconto 2026 (con proroga)31 luglio 2026Con maggiorazione 0,40%2ª rata fissa trimestrale20 agosto 2026Contributo sul minimale2ª acconto 2026 (60%)30 novembre 2026Secondo acconto contributi3ª rata fissa trimestrale16 novembre 2026Contributo sul minimale4ª rata fissa trimestrale16 febbraio 2027Contributo sul minimale anno 2026Esempi pratici di calcolo contributi 2026 Vediamo come funziona il calcolo con casi concreti, così puoi capire esattamente cosa ti aspetta in termini di versamenti.Esempio 1: Artigiano con reddito sotto il minimaleSituazione: Mario è un artigiano (falegname) con reddito imponibile 2025 di 12.000 euro, inferiore al reddito minimale di 18.555 euro.Calcolo: Anche se il reddito è inferiore al minimale, Mario deve comunque versare il contributo minimo annuo di circa 4.200 euro (equivalente a quello calcolato sul minimale di 18.555 euro x 24%). Non viene calcolato alcun saldo aggiuntivo perché il reddito reale non supera il minimale.Rate trimestrali 2026: circa 1.050 euro x 4 rate.Esempio 2: Commerciante con reddito medioSituazione: Laura è titolare di un negozio di abbigliamento con reddito imponibile 2025 di 35.000 euro.Calcolo contributi totali dovuti:Sul reddito minimale (18.555 euro x 24,48%) = circa 4.542 euro (parte fissa)Sul reddito eccedente il minimale (35.000 – 18.555 = 16.445 euro x 24,48%) = circa 4.025 euroTotale contributi dovuti per il 2025: circa 8.567 euroVersamenti effettuati con le rate fisse 2025: circa 4.292 euro (contributo minimo annuo 2025)Saldo da versare entro il 30 giugno 2026: 8.567 – 4.292 = circa 4.275 euroAcconto 2026 (calcolato sul totale contributi 2025): circa 8.567 euro x 100% = 8.567 euro, di cui: primo acconto (40%) = 3.427 euro entro 30/06/2026; secondo acconto (60%) = 5.140 euro entro 30/11/2026.Esempio 3: Artigiano in regime forfettarioSituazione: Giuseppe è un elettricista in regime forfettario con ricavi 2025 di 40.000 euro. Il coefficiente di redditività per la sua categoria è 86% (costruzioni).Calcolo reddito imponibile ai fini previdenziali: 40.000 euro x 86% = 34.400 euroCalcolo contributi senza agevolazione: 18.555 x 24% (fisso) + (34.400 – 18.555) x 24% = circa 4.453 + 3.803 = 8.256 euroCon riduzione forfettari 35%: 8.256 euro x (1 – 35%) = 8.256 x 65% = circa 5.366 euroIl risparmio contributivo grazie alla riduzione del 35% è di circa 2.890 euro all’anno.La riduzione contributiva del 35% per il regime forfettarioI titolari di partita IVA in regime forfettario iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti possono beneficiare di una riduzione contributiva del 35% sull’importo totale dei contributi dovuti, incluso il contributo minimo fisso trimestrale. Si tratta di un’agevolazione strutturale introdotta dalla Legge n. 190/2014 (Legge Stabilità 2015) e confermata per il 2026.Come richiedere la riduzione del 35%La riduzione non è automatica: deve essere richiesta presentando apposita comunicazione all’INPS tramite:Il portale INPS online (cassetto previdenziale artigiani e commercianti)Il CAF o il professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro)Il Contact Center INPS (803.164 da fisso gratuito, 06.164.164 da mobile)La comunicazione deve essere presentata entro il 28 febbraio dell’anno di riferimento per avere effetto da gennaio. Se presentata successivamente, la riduzione decorre dal mese di presentazione. Una volta attivata, la riduzione rimane valida anche negli anni successivi, finché si rimane nel regime forfettario.Attenzione: la riduzione ha un impatto sulla pensione futuraVersare meno contributi significa anche accumulare meno contribuzione pensionistica. Con la riduzione del 35%, la pensione futura risulterà proporzionalmente più bassa rispetto a un contribuente che versa l’intero importo. È una scelta conveniente nel breve periodo (liquidità immediata), ma va valutata considerando il lungo periodo previdenziale. Ti consigliamo di consultare il tuo estratto contributivo INPS per valutare la situazione personale.Rateazione dei contributi INPS 2026 Artigiani e commercianti possono rateizzare i contributi dovuti a saldo (con la dichiarazione dei redditi) in caso di difficoltà finanziarie temporanee. La rateazione è possibile nelle seguenti forme:Dilazione ordinaria: i contributi a saldo e le rate di acconto possono essere rateizzati in sede di dichiarazione dei redditi, pagando entro le scadenze ordinarie con eventuali maggiorazioni di interessiRateazione straordinaria INPS: in caso di debiti contributivi non versati (es. anni precedenti), è possibile presentare domanda di rateazione all’INPS tramite il cassetto previdenziale. La rateazione può arrivare a 60 rate mensili per importi elevatiRottamazione contributi: in presenza di procedure straordinarie di definizione agevolata (come la rottamazione quater o il saldo e stralcio), i contributi INPS possono rientrare in questi beneficiPer le rate fisse trimestrali 2026, non è prevista la rateazione ordinaria: devono essere versate entro le scadenze fisse sopra indicate.Coordinamento con la dichiarazione dei redditi 2026I contributi INPS versati nell’anno sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF (art. 10 TUIR). Questo significa che i contributi 2025 versati nell’anno 2026 (saldo e acconti) si deducono nella dichiarazione dei redditi 2026 (relativa al 2025), riducendo la base imponibile IRPEF.Per i forfettari, la situazione è leggermente diversa: i contributi previdenziali si deducono dal reddito determinato forfettariamente, riducendo direttamente la base imponibile prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le start-up).Il Quadro RR nella dichiarazione dei redditiNella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF), il Quadro RR è dedicato ai contributi previdenziali e assistenziali. In questo quadro vengono riportati:Il reddito imponibile previdenziale (sezione I per artigiani e commercianti)I contributi già versati con le rate fisseIl calcolo del saldo e dell’accontoLa riduzione per regime forfettario (se applicabile)Il software di compilazione (CAF, commercialisti) compila automaticamente il Quadro RR sulla base dei dati inseriti e dei versamenti già effettuati. È importante conservare tutte le ricevute F24 dei versamenti effettuati durante l’anno per evitare discrepanze.Sanzioni per omesso o tardivo versamento dei contributi Il mancato o tardivo pagamento dei contributi INPS comporta l’applicazione automatica di sanzioni e interessi. Ecco il quadro sanzionatorio vigente per il 2026:Sanzioni civili (more)Le sanzioni civili per omissione/evasione contributiva sono disciplinate dall’art. 116 della L. 388/2000:TipologiaSanzione civileLimite massimoOmissione contributiva (obbligo non rispettato per errore, non frode)Tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti (annuale)40% del contributo non versatoEvasione contributiva (occultamento doloso del rapporto di lavoro o del reddito)30% del contributo non versato per anno60% del contributo non versatoRavvedimento spontaneo (prima di notifica INPS)Sanzione ridotta (see nota)Riduzione fino al 50% in alcuni casiIl tasso di riferimento BCE (TUR) viene aggiornato dalla Banca Centrale Europea: per il 2026 è necessario verificare il tasso vigente alla data di regolarizzazione.Come regolarizzare: il ravvedimento operosoSe hai omesso o tardato un versamento contributivo, puoi regolarizzare la posizione tramite ravvedimento operoso, versando il contributo omesso maggiorato degli interessi calcolati giorno per giorno. Tuttavia, diversamente dal ravvedimento tributario, il ravvedimento sui contributi INPS ha modalità specifiche: ti consigliamo di rivolgerti al CAF o a un consulente del lavoro per calcolare esattamente quanto dovuto e procedere correttamente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande frequenti (FAQ)Quando pago le scadenze contributi INPS 2026 come artigiano o commerciante?Le scadenze principali sono: 16 maggio (1ª rata fissa), 30 giugno (saldo 2025 e 1ª acconto 2026 – 40%), 20 agosto (2ª rata fissa), 30 novembre (2ª acconto 2026 – 60%), 16 novembre (3ª rata fissa), 16 febbraio 2027 (4ª rata fissa).Qual è l’aliquota INPS 2026 per gli artigiani?L’aliquota IVS 2026 per gli artigiani è del 24,00% sul reddito eccedente il minimale. Per i commercianti è del 24,48% (0,48% in più per il contributo al Fondo di garanzia TFR). Sul reddito minimo si paga invece un contributo fisso trimestrale.Quanto pago di contributi INPS se sono in regime forfettario?Se sei in regime forfettario e iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti, puoi richiedere la riduzione del 35% sui contributi dovuti. La domanda va presentata all’INPS entro il 28 febbraio. Con questa agevolazione, il contributo minimo annuo scende da circa 4.200 euro a circa 2.730 euro per gli artigiani.Come si calcola il contributo minimo 2026?Il contributo minimo si calcola applicando l’aliquota IVS (24% artigiani, 24,48% commercianti) al reddito minimale annuo. Per il 2026 il reddito minimale è di circa 18.555 euro, quindi il contributo minimo è di circa 4.200 euro (artigiani) o 4.292 euro (commercianti). Questo importo viene versato in 4 rate trimestrali uguali.Posso rateizzare i contributi INPS artigiani?Le rate fisse trimestrali non sono rateizzabili e devono essere versate entro le scadenze previste. Il saldo e l’acconto calcolati in dichiarazione dei redditi possono invece essere rateizzati tramite il modello F24 con le modalità previste. Per debiti contributivi pregressi è possibile richiedere una dilazione all’INPS.Ho guadagnato meno del minimale: devo comunque pagare?Sì. Anche se il reddito dell’anno è inferiore al reddito minimale, l’obbligo di versare il contributo minimo fisso rimane. Non è possibile ridurre il contributo in proporzione al reddito effettivo quando questo è sotto il minimale. L’unica eccezione riguarda il primo anno di iscrizione, dove il minimale può essere riproporzionato ai mesi di effettiva attività.Quali codici tributo F24 si usano per i contributi artigiani e commercianti?I codici tributo principali (aggiornabili ogni anno con circolare INPS) sono: IVS1 per gli artigiani (contributi fissi), IVS4 per i commercianti (contributi fissi), IVS2 (artigiani, eccedente minimale), IVS5 (commercianti, eccedente minimale). Verifica sempre i codici nella circolare INPS dell’anno in corso o nel cassetto previdenziale online.Come il CAF Centro Fiscale ti aiuta con i contributi INPS Gestire i contributi INPS da soli può essere complicato, specialmente per chi non ha familiarità con i calcoli previdenziali. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per artigiani e commercianti:Calcolo preciso dei contributi dovuti per l’anno in corsoPredisposizione e invio della richiesta di riduzione 35% forfettariCompilazione e invio del Modello Redditi PF con Quadro RRVerifica della posizione contributiva e dell’estratto INPSAssistenza in caso di irregolarità o cartelle esattorialiSupporto per domande di rateazione contributiPuoi contattarci al 0432 1638640, via WhatsApp al 366 6018121 o recandoti direttamente presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, Scala B, Udine. Siamo disponibili per un appuntamento e per fornirti tutta l’assistenza necessaria.Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 10:08:442026-06-12 08:29:17Contributi INPS 2026 Artigiani e Commercianti: Saldo, Acconto, Scadenze e Importi
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOVersamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla ProceduraDal 1° gennaio 2026, i versamenti volontari INPS si possono effettuare esclusivamente online, tramite il portale istituzionale dell’INPS o attraverso i canali telematici autorizzati. Questa novità — introdotta per semplificare e digitalizzare le procedure contributive — riguarda tutti i lavoratori che hanno ottenuto l’autorizzazione ai contributi volontari e intendono continuare a versare per maturare il diritto alla pensione o per incrementare l’importo dell’assegno previdenziale. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi può fare i versamenti volontari, come funziona la nuova procedura online, quali importi si versano nel 2026 e cosa succede se si saltano le scadenze.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa sono i versamenti volontari INPSChi può fare versamenti volontari INPSLa novità 2026: solo procedura onlineCome eseguire i versamenti online: guida praticaImporti dei versamenti volontari 2026Scadenze e termini di versamentoCome richiedere l’autorizzazione ai contributi volontariEffetti dei versamenti volontari sulla pensioneCasi pratici e simulazioniDomande frequenti Cosa sono i versamenti volontari INPSI versamenti volontari INPS sono contributi previdenziali che il lavoratore versa spontaneamente — ovvero non per obbligo di legge — all’INPS al fine di colmare periodi scoperti di contribuzione, raggiungere i requisiti minimi per la pensione o aumentare l’importo dell’assegno pensionistico futuro. Si tratta di uno strumento fondamentale per chi ha interruzioni nella carriera lavorativa: periodi di disoccupazione, lavoro in nero, lavoro all’estero non coperto da convenzioni bilaterali, maternità non coperta, periodi di studio, oppure semplicemente lacune contributive dovute a lavori saltuari o atipici.I contributi volontari si distinguono da altre forme di copertura contributiva come il riscatto della laurea (che copre gli anni di studio universitario), la ricongiunzione contributiva (che unisce contributi versati in diverse gestioni INPS o casse previdenziali) e la rendita vitalizia per lavoro prestato in età minore. I versamenti volontari riguardano invece periodi di mancata occupazione o contribuzione, e devono essere preceduti da una formale autorizzazione rilasciata dall’INPS.Il meccanismo è semplice: una volta ottenuta l’autorizzazione, il lavoratore versa periodicamente dei contributi calcolati sulla propria media retributiva degli ultimi anni di lavoro. Questi contributi vengono accreditati sul conto previdenziale individuale e concorrono al calcolo della pensione esattamente come i contributi obbligatori versati durante l’attività lavorativa. Chi può fare versamenti volontari INPSNon tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. La normativa prevede requisiti specifici che devono essere verificati prima di presentare la domanda di autorizzazione. In linea generale, possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:Lavoratori dipendenti che hanno cessato o interrotto il rapporto di lavoro e che abbiano maturato almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure, in alternativa, almeno 3 anni di contribuzione (156 settimane) negli ultimi 5 anni precedenti la domandaLavoratori autonomi iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti che abbiano almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domandaLavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.) con almeno 5 anni di contribuzione accumulatiAgricoltori e lavoratori del settore agricolo con requisiti contributivi specifici per la loro gestioneSoggetti con periodi di contribuzione mista, ovvero distribuita su più gestioni INPS, che abbiano complessivamente i requisiti minimi richiestiEsistono però dei casi di esclusione: non possono fare versamenti volontari coloro che sono già pensionati (salvo eccezioni per chi percepisce assegni di invalidità), chi ha già raggiunto i requisiti minimi per la pensione senza aver ancora fatto domanda, e chi risulta ancora occupato con rapporto di lavoro obbligatoriamente assicurato. Anche la Gestione Separata ha regole particolari: i versamenti volontari sono ammessi ma il calcolo degli importi segue modalità diverse rispetto alla gestione ordinaria.Attenzione: il requisito dei 5 anni di contributi (o dei 3 anni nel quinquennio) deve essere verificato con cura prima di presentare domanda. Un errore nella valutazione del requisito porta al rigetto della domanda e alla perdita di tempo prezioso. Per questo motivo, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o CAF per una verifica preliminare gratuita dell’estratto contributivo. La novità 2026: solo procedura onlineLa novità più rilevante del 2026 riguarda le modalità di pagamento dei versamenti volontari INPS. A partire dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha disposto che i contributi volontari possano essere versati esclusivamente tramite canali digitali, eliminando definitivamente la possibilità di pagamento allo sportello fisico degli uffici INPS o presso le sedi postali con il bollettino MAV cartaceo tradizionale.Questa decisione si inquadra nel più ampio processo di digitalizzazione dei servizi previdenziali avviato dall’INPS negli ultimi anni, accelerato dalle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede la progressiva migrazione di tutti i servizi pubblici verso piattaforme digitali. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di lavorazione, eliminare errori di registrazione e rendere più tracciabile il flusso dei contributi versati.In concreto, dal 2026 i canali ammessi per il pagamento dei versamenti volontari INPS sono:Portale MyINPS (myinps.inps.it) con accesso tramite SPID, CIE o CNS, utilizzando il servizio di pagamento integrato con pagoPAApp INPS Mobile disponibile per iOS e Android, con le stesse funzionalità del portale webIntermediari abilitati: CAF, patronati, consulenti del lavoro, che possono effettuare il pagamento per conto del contribuente tramite i propri sistemi gestionaliBanche e istituti di pagamento abilitati al circuito pagoPA, con il codice avviso generato dal sistema INPSPoste Italiane online (portale BancoPosta o app) con il codice pagoPA, ma NON più allo sportello fisico con bollettino cartaceoLa modifica è stata comunicata dall’INPS con la circolare operativa di fine 2025 e ha effetto su tutti i nuovi versamenti a partire dal 2026. I versamenti effettuati con le vecchie modalità (bollettino MAV cartaceo, versamento diretto allo sportello) non saranno più accettati e potrebbero non essere correttamente imputati al conto previdenziale del contribuente. Come eseguire i versamenti online: guida praticaEseguire i versamenti volontari INPS online non è difficile, ma richiede di avere a disposizione gli strumenti giusti e di seguire la procedura corretta. Di seguito trovi una guida passo passo per effettuare il pagamento in autonomia tramite il portale INPS.Passaggio 1: accedi a MyINPS con identità digitaleIl primo requisito è disporre di un’identità digitale per accedere al portale INPS. Le credenziali accettate sono:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore — è la modalità più diffusa e può essere ottenuto gratuitamente presso provider accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, ecc.CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN e lettore NFC — disponibile per chi ha già rinnovato la carta d’identità in formato digitaleCNS (Carta Nazionale dei Servizi) o smart card rilasciata da enti abilitatiSe non disponi ancora di SPID, puoi ottenerlo gratuitamente recandoti presso un ufficio postale, un CAF abilitato o direttamente online tramite riconoscimento video. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per l’attivazione dello SPID.Passaggio 2: trova il servizio “Contributi volontari”Una volta effettuato l’accesso a MyINPS, devi navigare verso la sezione dedicata ai contributi volontari. Il percorso è:Accedi a myinps.inps.it con le tue credenziali SPID/CIE/CNSDal menu principale, seleziona “Pensione e previdenza”Cerca la voce “Versamenti volontari” o usa la barra di ricerca interna con il termine “contributi volontari”Nella sezione dedicata, troverai il tuo fascicolo previdenziale con lo storico dei versamenti e la possibilità di generare nuovi avvisi di pagamentoPassaggio 3: genera l’avviso pagoPAIl cuore del nuovo sistema è la generazione dell’avviso pagoPA. Il portale INPS ti mostra i periodi contributivi da coprire e l’importo corrispondente a ciascun trimestre. Puoi scegliere:Versamento trimestrale: il sistema genera un avviso per ogni trimestre (modalità standard per lavoratori dipendenti)Versamento mensile: possibile per alcune gestioni (Artigiani, Commercianti)Versamento cumulativo: per coprire più periodi arretrati in una sola transazione (soggetto a limiti temporali)Dopo aver selezionato il periodo da coprire, il sistema genera un codice avviso pagoPA con numero IUV (Identificativo Univoco Versamento). Questo codice è fondamentale: non perderlo, perché serve per effettuare il pagamento e per verificarne il buon esito.Passaggio 4: effettua il pagamentoCon il codice avviso pagoPA in mano, puoi pagare attraverso diversi canali:Direttamente sul portale INPS: clic su “Paga ora” e seleziona il metodo di pagamento tra carta di credito/debito, bonifico bancario, o wallet digitalePortale della tua banca: accedi all’homebanking e cerca la funzione “Paga pagoPA” o “F24/pagoPA”, inserisci il codice avvisoApp Poste Italiane o portale BancoPosta: usa la funzione “Pagamenti” e inserisci il codice pagoPATabaccherie e ricevitorie abilitate al circuito Sisal/Lottomatica/MOONEY che supportano pagoPAATM bancari di banche convenzionate con il circuito pagoPAAl termine del pagamento riceverai una ricevuta telematica che costituisce prova dell’avvenuto versamento. Conservala per eventuali verifiche future. Il pagamento viene normalmente registrato sul conto previdenziale entro 2-5 giorni lavorativi. Importi dei versamenti volontari 2026L’importo dei versamenti volontari INPS non è fisso: viene calcolato sulla base della retribuzione media imponibile del lavoratore nel periodo di riferimento, moltiplicata per l’aliquota contributiva vigente per la specifica gestione previdenziale.Calcolo per i lavoratori dipendenti (Gestione IVS)Per i lavoratori dipendenti iscritti alla gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), l’importo trimestrale del versamento volontario si calcola come segue:Base di calcolo = retribuzione media settimanale degli ultimi anni di lavoro effettivo (calcolata dall’INPS in fase di autorizzazione)Aliquota 2026 per lavoratori dipendenti = 33% (aliquota ordinaria IVS, invariata rispetto agli anni precedenti)La formula applicata è: retribuzione media settimanale × 13 settimane (trimestre) × 33%Esempio pratico: se la retribuzione media settimanale è di 500 euro, il versamento trimestrale ammonta a: 500 × 13 × 33% = 2.145 euro per trimestre.Esiste tuttavia un importo minimo: nel 2026 il contributo settimanale minimo per la Gestione IVS non può essere inferiore a quello calcolato sulla retribuzione convenzionale minima settimanale stabilita annualmente dall’INPS con apposita circolare. Per il 2026, tale valore minimo di riferimento è stato aggiornato in base ai coefficienti ISTAT.Calcolo per artigiani e commerciantiPer gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS, il calcolo è leggermente diverso. L’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio dichiarato nelle ultime dichiarazioni dei redditi e sull’aliquota contributiva specifica per la loro categoria. Per il 2026, le aliquote sono:Artigiani: aliquota del 24,48% sul reddito imponibile (inclusa la quota aggiuntiva per l’allineamento delle aliquote)Commercianti: aliquota del 24,78% sul reddito imponibileAnche in questo caso esiste un minimale e un massimale stabiliti annualmente: il versamento non può essere inferiore a quello calcolato sul minimale reddituale INPS (pari al reddito minimo annuo imponibile fissato per il 2026) né superiore a quello calcolato sul massimale contributivo.Calcolo per la Gestione SeparataPer i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori a progetto), l’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio degli ultimi anni di iscrizione alla gestione. L’aliquota applicata per il 2026 è del 35,03% (aliquota ordinaria per i soggetti privi di altra tutela previdenziale).Per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario, ricorda che i versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito complessivo, riducendo la base imponibile ai fini IRPEF: un beneficio fiscale da non trascurare, analogo a quanto previsto per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario. Scadenze e termini di versamentoI versamenti volontari INPS devono essere effettuati entro precisi termini di scadenza. Il mancato rispetto delle scadenze comporta la perdita del trimestre contributivo, che non potrà più essere recuperato (salvo eccezioni specifiche). Ecco le scadenze principali per il 2026:TrimestrePeriodo copertoScadenza pagamento1° trimestreGennaio – Marzo 202630 Giugno 20262° trimestreAprile – Giugno 202630 Settembre 20263° trimestreLuglio – Settembre 202631 Dicembre 20264° trimestreOttobre – Dicembre 202631 Marzo 2027Regola fondamentale: ogni trimestre può essere versato entro i 3 mesi successivi alla fine del trimestre stesso. Questo significa che hai un margine di tempo relativamente ampio, ma non illimitato. Se salti un trimestre, quel periodo andrà in bianco nel tuo estratto conto previdenziale, con conseguente riduzione dell’importo della pensione futura.Versamenti arretrati: esiste la possibilità di versare contributi per trimestri già scaduti, ma solo entro 12 mesi dalla scadenza originaria (c.d. versamenti tardivi). In questo caso, l’INPS applica una maggiorazione per interessi calcolata sulla base del tasso legale vigente. Oltre i 12 mesi, il recupero non è più possibile.Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontariPrima di poter effettuare qualsiasi versamento volontario, è necessario ottenere dall’INPS una formale autorizzazione. Questa autorizzazione certifica che il lavoratore ha i requisiti minimi per accedere ai versamenti volontari e fissa la base imponibile di calcolo dei contributi. Senza autorizzazione, i versamenti non vengono accettati o non vengono correttamente imputati.La domanda di autorizzazione si presenta esclusivamente online — e su questo punto non ci sono novità introdotte nel 2026, la procedura telematica era già obbligatoria da anni — tramite il portale MyINPS seguendo il percorso:Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNSVai su “Pensione e previdenza” → “Contributi” → “Richiesta autorizzazione versamento contributi volontari”Compila il modulo online con i tuoi dati anagrafici, fiscali e contributiviAllega la documentazione richiesta (copia documento identità, estratto conto contributivo se richiesto)Invia la domanda e conserva il numero di protocollo che ti viene assegnatoIn alternativa, la domanda può essere presentata tramite patronato abilitato (come il CAF Centro Fiscale di Udine), che effettua l’operazione in nome e per conto del richiedente. Questa è la modalità consigliata se hai difficoltà con gli strumenti digitali o se vuoi una verifica preventiva dei requisiti.L’INPS elabora la domanda e comunica l’esito entro un termine variabile (generalmente 60-90 giorni, ma in alcuni periodi dell’anno i tempi possono allungarsi). Il provvedimento di autorizzazione indica:Il periodo a partire dal quale è possibile iniziare i versamentiLa retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributiL’importo trimestrale indicativo del versamentoLa gestione previdenziale di pertinenzaValidità dell’autorizzazione: l’autorizzazione ai versamenti volontari ha durata illimitata, salvo che il lavoratore non riprenda un’attività lavorativa obbligatoriamente assicurata o non raggiunga i requisiti per la pensione. In caso di ripresa del lavoro, i versamenti volontari si interrompono automaticamente, ma è possibile riprenderli in caso di nuova cessazione dell’attività. Effetti dei versamenti volontari sulla pensioneCapire l’effetto concreto dei versamenti volontari sulla pensione è fondamentale per valutare se conviene davvero investire in questa forma di contribuzione. Gli impatti sono molteplici e dipendono dalla situazione previdenziale individuale.Effetto sul raggiungimento dei requisiti pensionisticiIl primo effetto, e spesso il più importante, è il raggiungimento dei requisiti minimi per accedere alla pensione. In Italia, le principali forme di pensionamento prevedono:Pensione di vecchiaia: 67 anni di età + 20 anni di contributi (1.040 settimane)Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (indipendentemente dall’età)Quota 103 (prorogata al 2026): 62 anni di età + 41 anni di contributiAPE Sociale: 63 anni e 5 mesi + almeno 30 o 36 anni di contributi (a seconda della categoria)I versamenti volontari contribuiscono al raggiungimento di tutti questi requisiti contributivi, rendendoli uno strumento prezioso per chi si trova a pochi mesi o pochi anni dal traguardo pensionistico. Per informazioni specifiche sull’APE Sociale e i requisiti applicabili, puoi consultare la nostra guida dedicata.Effetto sull’importo della pensioneIl secondo effetto riguarda direttamente l’importo mensile della pensione. Con il sistema contributivo (applicato a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 e, pro-quota, per gli altri), ogni contributo versato aumenta il montante contributivo individuale, che viene poi trasformato in rendita applicando specifici coefficienti di conversione legati all’età al momento del pensionamento.In termini pratici, versare contributi volontari per un anno intero (4 trimestri) può aumentare la pensione futura di alcune decine di euro al mese — un importo che, capitalizzato per tutta la durata della pensione, rappresenta un beneficio economico significativo. Tuttavia, è fondamentale confrontare il costo dei versamenti (l’importo che si paga oggi) con il beneficio atteso (l’aumento della pensione futura), tenendo conto anche dell’aspettativa di vita e dell’attuale tasso di rendimento implicito del sistema previdenziale.Deducibilità fiscale dei versamenti volontariUn vantaggio spesso sottovalutato è la deducibilità fiscale dei versamenti volontari INPS. I contributi versati sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite di importo (a differenza dei fondi pensione integrativi, che hanno un tetto di 5.164,57 euro annui). Questo significa che chi è in uno scaglione IRPEF elevato (23%, 35% o 43%) ottiene un risparmio fiscale proporzionale all’aliquota marginale applicata.Esempio: se versi 8.580 euro di contributi volontari in un anno e sei nello scaglione IRPEF al 35%, risparmierai circa 3.003 euro di imposte, riducendo significativamente il costo netto effettivo del versamento. La deducibilità si esercita in sede di dichiarazione dei redditi 730 o nel Modello Redditi, indicando l’importo nella sezione apposita. Casi pratici e simulazioniPer capire meglio come funzionano i versamenti volontari INPS nella pratica, vediamo alcuni scenari concreti che illustrano le diverse situazioni in cui questo strumento può risultare utile o conveniente.Caso 1: lavoratrice che ha smesso di lavorare per accudire figliScenario: Maria, 52 anni, ha lavorato come dipendente per 15 anni, poi ha smesso di lavorare per occuparsi dei figli. Oggi ha 780 settimane di contributi (15 anni), ma per la pensione di vecchiaia ne servono 1.040 (20 anni). Le mancano 260 settimane, ovvero 5 anni di contribuzione.Soluzione: Maria ottiene l’autorizzazione ai versamenti volontari INPS e inizia a versare ogni trimestre. Con la sua retribuzione media di riferimento (supponiamo 400 euro settimanali), il versamento trimestrale è: 400 × 13 × 33% = 1.716 euro a trimestre, ovvero circa 6.864 euro all’anno. In 5 anni, spenderà circa 34.320 euro in contributi volontari, ma potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni invece di attendere (con solo 15 anni di contributi) la pensione con verifica dei requisiti contributivi minimi.Beneficio aggiuntivo: grazie alla deducibilità, se Maria è nello scaglione al 23%, ogni anno risparmia circa 1.579 euro di IRPEF, riducendo il costo netto a circa 5.285 euro l’anno.Caso 2: freelance con anni di contribuzione bassaScenario: Luca, 45 anni, è un libero professionista iscritto alla Gestione Separata INPS da 10 anni. Ha però avuto 4 anni di redditi molto bassi (sotto il minimale) durante cui ha versato pochissimi contributi. Ha quindi un “buco” di circa 2 anni equivalenti nel suo percorso contributivo.Soluzione: Luca non può recuperare direttamente quei periodi passati con versamenti volontari (i contributi volontari coprono periodi futuri, non passati già trascorsi senza versamento), ma può iniziare a fare versamenti volontari per i periodi attuali di bassa contribuzione o per integrare il montante. In alternativa, può valutare il riscatto di periodi non coperti se ammesso dalla sua gestione.Caso 3: prossimo alla pensione, mancano pochi mesiScenario: Antonio, 66 anni, ha 19 anni e 9 mesi di contributi. Per la pensione di vecchiaia a 67 anni gli mancano 3 mesi di contributi (13 settimane). Non lavora più da 2 anni e ha già l’autorizzazione ai versamenti volontari.Soluzione: Antonio versa 1 solo trimestre di contributi volontari (circa 1.500-2.000 euro a seconda della sua retribuzione di riferimento), raggiunge i 20 anni di contribuzione e può presentare domanda di pensione di vecchiaia, indicando anche le coordinate per l’accredito dell’assegno pensionistico. In questo caso, il versamento di poche migliaia di euro sblocca anni di pensione: la convenienza è indiscutibile.Cosa cambia concretamente con il passaggio al digitaleAl di là degli aspetti tecnici, è utile capire cosa significa nella pratica il passaggio ai versamenti volontari INPS esclusivamente online per le diverse tipologie di contribuenti. Le principali implicazioni sono:Chi è già digitalizzato: nessun cambiamento sostanziale. Chi usava già l’homebanking o i portali digitali per pagare le bollette o le tasse troverà la procedura molto simile. Il sistema pagoPA è lo stesso usato per molti altri pagamenti alla pubblica amministrazioneChi usava il bollettino MAV cartaceo: deve necessariamente adeguarsi e imparare a usare il portale INPS o delegare il pagamento a un intermediario abilitato (CAF, patronato). Il bollettino MAV per i versamenti volontari non viene più emesso dall’INPS dal 2026Chi non ha SPID o dimestichezza digitale: può rivolgersi al patronato per farsi assistere sia nell’ottenere l’identità digitale, sia nell’effettuare i pagamenti tramite intermediarioChi vive all’estero: può effettuare i pagamenti tramite bonifico internazionale alle coordinate bancarie INPS indicate nell’avviso pagoPA, oppure tramite portali bancari online internazionali che supportano il circuito pagoPAImportante per gli anziani o persone con difficoltà digitali: l’INPS ha specificato che i versamenti tramite intermediari abilitati (patronati, CAF) rimangono pienamente validi e accessibili. Rivolgersi al CAF o al patronato di fiducia è quindi la soluzione ideale per chi non riesce a gestire autonomamente le procedure online. Vantaggi e svantaggi dei versamenti volontari INPSCome ogni strumento previdenziale, i versamenti volontari INPS presentano sia vantaggi che svantaggi che è importante valutare prima di decidere se procedere.VantaggiFlessibilità: non c’è obbligo di versare ogni trimestre. Se un mese hai difficoltà economiche, puoi saltare il trimestre (entro i 12 mesi di recupero) senza penalità formaliDeducibilità fiscale piena: i contributi sono interamente deducibili dal reddito, con un risparmio fiscale immediato che riduce il costo nettoEffetto certo sulla pensione: a differenza dei fondi pensione integrativi (soggetti a rischi di mercato), i contributi INPS si traducono in un aumento certo del montante previdenzialeStrumento per raggiungere i requisiti: se ti mancano pochi anni o pochi mesi alla pensione, i versamenti volontari sono spesso l’unico modo per colmare il gapPossibilità di cumulare con altri strumenti come la ricongiunzione contributivaSvantaggiCosto elevato: gli importi trimestrali possono essere significativi (spesso sopra i 1.500-2.000 euro), soprattutto per chi ha avuto redditi elevati in passatoRendimento incerto a lungo termine: se sei ancora giovane e ti mancano molti anni alla pensione, il rendimento implicito del sistema INPS potrebbe essere inferiore ad alternative di investimentoNon recuperabile se interrotto prima: i versamenti già effettuati non vengono rimborsati se si decide di interrompere il programma prima di raggiungere la pensioneSoggezione alle riforme future: le regole pensionistiche possono cambiare nel tempo, e i contributi versati oggi potrebbero avere un valore diverso da quello attesoObbligo digitale dal 2026: per chi non ha familiarità con gli strumenti digitali, la nuova procedura esclusivamente online può rappresentare una barriera📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPSDal 2026 i versamenti volontari INPS sono davvero solo online?Si, dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si effettuano esclusivamente tramite canali digitali: portale MyINPS con pagoPA, app INPS Mobile, banca online o intermediari abilitati (CAF, patronati). Il bollettino MAV cartaceo e i pagamenti allo sportello fisico non sono piu accettati.Quanti contributi ho bisogno per richiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari?Per i lavoratori dipendenti servono almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per artigiani e commercianti bastano 3 anni nel quinquennio. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione totale.I versamenti volontari INPS sono deducibili dalle tasse?Si, i versamenti volontari INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite massimo di importo. Questo significa che chi versa contributi volontari riduce la propria base imponibile e paga meno imposte nell’anno del versamento.Cosa succede se salto un trimestre di versamenti volontari?Se non versi entro la scadenza ordinaria (3 mesi dopo la fine del trimestre), puoi ancora recuperarlo entro 12 mesi con una maggiorazione per interessi. Oltre i 12 mesi, il trimestre e perso definitivamente e non potra essere recuperato.Posso fare i versamenti volontari INPS se non ho SPID?Si. Puoi delegare il pagamento a un patronato o CAF abilitato che effettua l’operazione per conto tuo. In alternativa, puoi ottenere lo SPID gratuitamente con l’assistenza del nostro CAF Centro Fiscale di Udine. Lo SPID si attiva anche in formato digitale senza bisogno di uscire di casa.Hai bisogno di assistenza per i versamenti volontari INPS?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutto il percorso: dalla verifica dei requisiti, alla domanda di autorizzazione, fino al pagamento online dei contributi volontari. Puoi anche affidarci l’intera procedura di versamento.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATINASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO NASPI Part-Time 2026: Come Funziona e Quanto SpettaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-08 06:00:002026-08-17 11:03:00NASPI Part-Time 2026: Come Funziona e Quanto SpettaCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Quota 104 nel 2026: Requisiti e Novità Pensione AnticipataQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-04 06:00:002026-08-17 11:02:51Quota 104 nel 2026: Requisiti e Novità Pensione AnticipataCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a Udine Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a UdineSe percepisci una pensione bassa in Friuli Venezia Giulia, potresti avere diritto a una serie di integrazioni che vanno ben oltre il trattamento minimo INPS. Molti… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-02 09:00:002026-08-17 11:02:44Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a UdineCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 11, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 10:47:162026-05-31 17:10:28Versamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla Procedura
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO NASPI Part-Time 2026: Come Funziona e Quanto SpettaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-08 06:00:002026-08-17 11:03:00NASPI Part-Time 2026: Come Funziona e Quanto Spetta
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Quota 104 nel 2026: Requisiti e Novità Pensione AnticipataQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-04 06:00:002026-08-17 11:02:51Quota 104 nel 2026: Requisiti e Novità Pensione Anticipata
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a Udine Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a UdineSe percepisci una pensione bassa in Friuli Venezia Giulia, potresti avere diritto a una serie di integrazioni che vanno ben oltre il trattamento minimo INPS. Molti… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-02 09:00:002026-08-17 11:02:44Pensione Minima FVG 2026: Integrazioni Comunali e Assegno Sociale a Udine
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOContributi Previdenziali Deducibili Regime Forfettario 2026: Guida Completa al Risparmio FiscaleI contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario 2026 rappresentano l’unico vero strumento di risparmio fiscale a disposizione di chi opera con la flat tax. A differenza del regime forfettario ordinario dove i costi reali non vengono considerati, i contributi previdenziali godono di un trattamento speciale: si sottraggono direttamente dal reddito imponibile, riducendo la base su cui si calcola l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le nuove attività). In questa guida completa scoprirai come funziona la deduzione dei contributi previdenziali, quanto puoi risparmiare concretamente e come evitare gli errori più comuni nella dichiarazione delle spese deducibili. Indice dei contenutiPerché i contributi previdenziali sono l’unica deduzione nel forfettarioCome funziona la deduzione dei contributi nel regime forfettarioContributi INPS Gestione Separata: aliquote e calcolo 2026Contributi INPS Commercianti e Artigiani nel forfettarioContributi Casse Professionali: ENPAM, Cassa Forense, INARCASSACalcolo pratico: quanto risparmi deducendo i contributiContributi versati in ritardo: sono deducibili?Contributi volontari e riscatto laurea nel forfettarioCome indicare i contributi nel Quadro LM della dichiarazioneErrore comune: contributi nel 730 se sei forfettarioStrategia: conviene versare contributi aggiuntivi?Domande frequentiPerché i contributi previdenziali sono l’unica deduzione nel regime forfettarioIl regime forfettario funziona in modo completamente diverso dal regime ordinario. Mentre nel sistema tradizionale puoi sottrarre tutte le spese sostenute per l’attività (affitto ufficio, cancelleria, utenze, software), nel forfettario i costi vengono determinati in modo forfettario attraverso il coefficiente di redditività. In pratica, lo Stato presume che tu abbia delle spese pari a una certa percentuale dei ricavi, e su quella base calcola il tuo reddito imponibile.Questo significa che non puoi dedurre l’affitto dello studio, il costo del computer o le bollette del telefono. Tuttavia, c’è un’eccezione fondamentale: i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno si deducono dal reddito imponibile già determinato con il coefficiente. È una regola prevista dall’articolo 1, comma 64, della Legge 190/2014 (la legge istitutiva del regime forfettario) e confermata dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 2016.Per capire meglio: se hai ricavi di 50.000 euro e il tuo coefficiente di redditività è del 78% (come per gli avvocati), il reddito lordo forfettario è 39.000 euro. Da qui puoi sottrarre i contributi previdenziali effettivamente versati nell’anno. Se hai pagato 10.000 euro di contributi alla Cassa Forense, il reddito imponibile scende a 29.000 euro, e su questa cifra paghi il 15% di imposta sostitutiva. Come funziona la deduzione dei contributi nel regime forfettarioLa deduzione dei contributi previdenziali nel regime forfettario segue un meccanismo preciso che è importante comprendere per evitare errori. Il punto chiave è questo: i contributi si deducono dal reddito imponibile, non dall’imposta. Questa distinzione è fondamentale.Ecco come funziona il calcolo, passo dopo passo:Calcolo dei ricavi — somma di tutti i compensi/ricavi incassati nell’anno (criterio di cassa)Applicazione del coefficiente di redditività — ogni codice ATECO ha il suo (dal 40% al 86%)Reddito lordo forfettario = ricavi x coefficiente di redditivitàSottrazione dei contributi previdenziali versati nell’annoReddito imponibile netto = reddito lordo – contributi previdenzialiImposta sostitutiva = reddito imponibile netto x 15% (o 5%)Un aspetto cruciale: i contributi previdenziali deducibili si sottraggono dal reddito e non dall’imposta. Questo significa che il risparmio effettivo non corrisponde all’intero importo dei contributi, ma alla percentuale dell’imposta sostitutiva applicata su quell’importo. Se versi 5.000 euro di contributi e paghi il 15% di imposta, il risparmio reale è di 750 euro (5.000 x 15%). Se sei nel regime agevolato al 5%, il risparmio scende a 250 euro.Un’altra regola importante: se i contributi previdenziali superano il reddito forfettario, l’eccedenza non può essere portata in detrazione nel modello 730 o nel modello Redditi PF come reddito complessivo. L’eccedenza si perde, a meno che tu non abbia anche altri redditi soggetti a IRPEF ordinaria (ad esempio, un reddito da lavoro dipendente). Contributi INPS Gestione Separata: aliquote e calcolo 2026La Gestione Separata INPS è la cassa previdenziale di riferimento per i liberi professionisti senza cassa (consulenti, copywriter, web designer, formatori, traduttori e molte altre categorie). Nel 2026, le aliquote contributive della Gestione Separata sono:26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale (aliquota piena)24% per chi ha già un’altra copertura previdenziale (ad esempio, un lavoro dipendente parallelo o iscrizione a un’altra cassa)Questi contributi INPS si calcolano sul reddito imponibile forfettario (ricavi x coefficiente di redditività, prima della deduzione dei contributi stessi). Il calcolo avviene quindi in modo circolare: i contributi riducono il reddito, ma il reddito determina i contributi. Per questo motivo si utilizza una formula matematica che risolve il “circolo”.Esempio pratico con Gestione Separata: Marco è un consulente informatico forfettario con ricavi di 40.000 euro e coefficiente di redditività del 78%. Il suo reddito lordo è 31.200 euro. Con l’aliquota del 26,07%, i contributi INPS ammontano a circa 6.437 euro (calcolati con la formula iterativa). Il reddito imponibile dopo la deduzione scende a 24.763 euro, su cui paga il 15% di imposta sostitutiva: 3.714 euro. Senza la deduzione, l’imposta sarebbe stata 4.680 euro. Il risparmio fiscale grazie alla deduzione dei contributi è di 966 euro. Contributi INPS Commercianti e Artigiani nel forfettarioChi esercita un’attività commerciale o artigianale nel regime forfettario è iscritto alla Gestione Commercianti o Artigiani INPS. Il sistema contributivo per queste categorie è diverso dalla Gestione Separata perché prevede un contributo minimo obbligatorio (i cosiddetti “minimali”), indipendentemente dal reddito effettivo.Nel 2026, i parametri principali sono:Contributo fisso annuo (minimali): circa 4.427 euro per i commercianti e circa 4.385 euro per gli artigiani (importi indicativi, aggiornati annualmente dall’INPS sulla base della variazione ISTAT)Aliquota percentuale: 24,48% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti (+ 0,48% di contributo maternità) sul reddito eccedente il minimale fino al massimaleRiduzione forfettaria del 35%: i forfettari possono richiedere una riduzione del 35% sia sui contributi fissi che sulla percentuale eccedente (art. 1, comma 77, Legge 190/2014)La riduzione del 35% è un vantaggio esclusivo dei forfettari che può essere richiesta all’INPS tramite il cassetto previdenziale. Attenzione però: questa riduzione comporta un accredito contributivo proporzionalmente inferiore ai fini pensionistici. Chi la sceglie accumula meno contributi per la pensione futura.Tutti i contributi versati alla Gestione Commercianti o Artigiani, sia i minimali che l’eventuale percentuale eccedente, sono interamente deducibili dal reddito forfettario. Anche i contributi versati con la riduzione del 35% sono deducibili per l’importo effettivamente pagato. Contributi Casse Professionali: ENPAM, Cassa Forense, INARCASSAI professionisti iscritti a un albo professionale (medici, avvocati, architetti, ingegneri, psicologi, commercialisti, geometri, infermieri) versano i contributi alla propria cassa di previdenza e non all’INPS. Anche questi contributi previdenziali sono interamente deducibili nel regime forfettario, seguendo le stesse regole dei contributi INPS.Ecco le principali casse professionali e le aliquote indicative per il 2026:Cassa Forense (avvocati): contributo soggettivo del 15% sul reddito professionale + contributo integrativo del 4% (quest’ultimo addebitato al cliente in fattura)ENPAM (medici e odontoiatri): Quota A fissa annua (circa 1.500-3.000 euro in base all’età) + Quota B proporzionale (aliquota variabile dal 2% al 24,5%)INARCASSA (architetti e ingegneri): contributo soggettivo del 14,5% + contributo integrativo del 4%ENPAP (psicologi): contributo soggettivo del 10% + contributo integrativo del 2%CIPAG (geometri): contributo soggettivo del 18% circa + contributo integrativoENPAPI (infermieri): contributo soggettivo del 16% + contributo integrativo del 4%Cassa Dottori Commercialisti (CNPADC): contributo soggettivo dal 12% al 100% del reddito + contributo integrativo del 4%Attenzione alla distinzione: il contributo soggettivo è sempre deducibile perché è a carico del professionista. Il contributo integrativo (il famoso 4% o 2% in fattura) è generalmente a carico del cliente e non è deducibile dal reddito del professionista, salvo specifiche eccezioni previste dallo statuto della cassa. Consulta sempre il regolamento della tua cassa o rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per un chiarimento personalizzato.Calcolo pratico: quanto risparmi deducendo i contributiVediamo con esempi concreti quanto si risparmia grazie alla deduzione dei contributi previdenziali nel regime forfettario 2026. Ricorda: il risparmio è pari ai contributi moltiplicati per l’aliquota dell’imposta sostitutiva (15% o 5%). Esempio 1: Consulente con Gestione Separata (aliquota 15%)Ricavi annui: 45.000 euroCoefficiente di redditività: 78%Reddito lordo: 35.100 euroContributi INPS versati (26,07%): circa 7.246 euroReddito imponibile: 35.100 – 7.246 = 27.854 euroImposta sostitutiva (15%): 4.178 euroSenza deduzione, l’imposta sarebbe: 35.100 x 15% = 5.265 euroRisparmio fiscale: 1.087 euroEsempio 2: Avvocato con Cassa Forense (aliquota 15%)Ricavi annui: 60.000 euroCoefficiente di redditività: 78%Reddito lordo: 46.800 euroContributi Cassa Forense versati (soggettivo 15%): circa 7.020 euroReddito imponibile: 46.800 – 7.020 = 39.780 euroImposta sostitutiva (15%): 5.967 euroSenza deduzione: 46.800 x 15% = 7.020 euroRisparmio fiscale: 1.053 euroEsempio 3: Nuova attività con aliquota agevolata al 5%Ricavi annui: 30.000 euroCoefficiente di redditività: 67%Reddito lordo: 20.100 euroContributi INPS versati: circa 4.148 euroReddito imponibile: 20.100 – 4.148 = 15.952 euroImposta sostitutiva (5%): 798 euroSenza deduzione: 20.100 x 5% = 1.005 euroRisparmio fiscale: 207 euroCome puoi notare, il risparmio è proporzionalmente maggiore per chi paga il 15% rispetto a chi gode dell’aliquota agevolata del 5%. In ogni caso, la deduzione dei contributi previdenziali è sempre conveniente e non va mai dimenticata nella dichiarazione dei redditi.Contributi versati in ritardo: sono deducibili?Una domanda molto frequente riguarda i contributi previdenziali versati in ritardo: sono comunque deducibili nel regime forfettario? La risposta è sì, con alcune precisazioni importanti.Il principio fondamentale è il criterio di cassa: i contributi sono deducibili nell’anno in cui vengono effettivamente pagati, indipendentemente dal periodo di competenza. Questo significa che:Se paghi nel 2026 i contributi relativi al 2025 (perché eri in ritardo), li deduci nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno di imposta 2026)Se paghi una rateizzazione INPS con più rate nell’anno, deduci solo le rate effettivamente versate in quell’annoSe paghi sanzioni e interessi per ritardato pagamento, questi non sono deducibili — solo la quota capitale dei contributi è ammessa alla deduzioneAnche i contributi pagati tramite cartella esattoriale (perché non versati spontaneamente) mantengono la deducibilità per la parte relativa ai contributi veri e propri, escludendo sanzioni, interessi e aggio di riscossione. Contributi volontari e riscatto laurea nel forfettarioOltre ai contributi obbligatori, esistono altre forme di contribuzione previdenziale che meritano un approfondimento per chi opera nel regime forfettario.Contributi volontari INPSI contributi volontari sono versamenti che il lavoratore autonomo può effettuare per coprire periodi non lavorati o per integrare la posizione previdenziale. Nel regime forfettario, i contributi volontari autorizzati dall’INPS sono deducibili dal reddito forfettario, a condizione che siano relativi alla propria posizione previdenziale.Riscatto della laureaIl riscatto della laurea è un tema complesso per i forfettari. I contributi versati per il riscatto degli anni di studio universitario sono tecnicamente contributi previdenziali e quindi dovrebbero essere deducibili. Tuttavia, la deducibilità dipende dalla gestione previdenziale:Se il riscatto è nella stessa gestione (es. Gestione Separata INPS) dove versi i contributi da forfettario, è deducibile dal reddito forfettarioSe il riscatto è in una gestione diversa (es. riscatto nella gestione dipendenti per un ex lavoratore subordinato ora forfettario), la questione è controversa. La prassi dell’Agenzia delle Entrate tende a considerarli deducibili dal reddito complessivo IRPEF, ma non dal reddito forfettarioDato che il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva che esclude il reddito dalla base imponibile IRPEF, chi non ha altri redditi IRPEF rischia di perdere la deducibilità del riscatto laurea in una gestione diversa. È un caso in cui rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine può fare la differenza per ottimizzare la scelta.Come indicare i contributi nel Quadro LM della dichiarazioneI contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario si indicano nel Quadro LM del Modello Redditi Persone Fisiche. Ecco i passaggi pratici:Rigo LM22 (colonna 1): indica il totale dei ricavi o compensi percepiti nell’annoRigo LM34: il reddito lordo calcolato applicando il coefficiente di redditivitàRigo LM35: qui si indicano i contributi previdenziali deducibili — l’importo totale dei contributi obbligatori versati nell’anno di imposta (criterio di cassa)Rigo LM36: il reddito netto (rigo LM34 meno rigo LM35) su cui si calcola l’imposta sostitutivaRigo LM37 o LM38: l’imposta sostitutiva calcolata (15% o 5%) Documenti da conservare: per giustificare la deduzione dei contributi, conserva le ricevute di pagamento dei contributi INPS (modelli F24) o le attestazioni della cassa professionale. L’INPS mette a disposizione nel cassetto previdenziale la situazione dei contributi versati, che può servire come riscontro.Eccedenza contributi: se l’importo dei contributi previdenziali (rigo LM35) supera il reddito lordo (rigo LM34), il reddito netto al rigo LM36 sarà pari a zero. L’eccedenza dei contributi non può essere riportata negli anni successivi nel Quadro LM, ma se hai altri redditi soggetti a IRPEF, puoi dedurla nel Quadro RP (sezione II, rigo RP21) dal reddito complessivo.Errore comune: contributi nel 730 se sei forfettarioUno degli errori più frequenti tra i forfettari riguarda il tentativo di dedurre i contributi previdenziali nel modello 730. Chiariamo subito: se sei un forfettario e il tuo unico reddito è quello dell’attività in regime forfettario, non puoi usare il 730.Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali. Di conseguenza, il reddito forfettario non concorre al reddito complessivo IRPEF. Il modello 730 si usa per dichiarare redditi soggetti a IRPEF (lavoro dipendente, pensione, fabbricati, ecc.), e le deduzioni/detrazioni nel 730 funzionano solo su redditi IRPEF.Ecco gli scenari possibili:Solo reddito forfettario: usi il Modello Redditi PF con il Quadro LM. I contributi li deduci al rigo LM35. Non presenti il 730.Reddito forfettario + reddito dipendente/pensione: presenti sia il Modello Redditi PF (Quadro LM per il forfettario) sia il 730 (per il reddito dipendente). I contributi relativi all’attività forfettaria li deduci nel Quadro LM. L’eventuale eccedenza può andare nel 730 (Quadro E/RP).Reddito forfettario + redditi da fabbricati: usi il Modello Redditi PF completo, con Quadro LM per il forfettario e Quadro RB per i fabbricati.Attenzione: un errore nella collocazione dei contributi previdenziali deducibili può generare incongruenze nella dichiarazione e controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per evitare problemi, affidati a un professionista o al CAF Centro Fiscale per la compilazione.Strategia: conviene versare contributi aggiuntivi per abbattere il reddito?Dato che i contributi previdenziali sono l’unica deduzione possibile nel regime forfettario, può sorgere una domanda strategica: conviene versare contributi aggiuntivi per ridurre il reddito imponibile?La risposta dipende dalla tua situazione specifica. Ecco un’analisi dei pro e contro:Quando potrebbe convenireSei vicino alla pensione e vuoi aumentare il montante contributivo per migliorare l’assegno pensionistico futuroHai redditi elevati (vicino agli 85.000 euro di ricavi) e ogni euro di deduzione aiuta a mantenere il carico fiscale sotto controlloVuoi riscattare la laurea nella stessa gestione previdenziale per un doppio vantaggio: deduzione + anni di contribuzioneLa tua cassa professionale prevede contribuzione volontaria aggiuntiva con vantaggi previdenziali significativiQuando non convieneHai appena aperto la partita IVA e sei al 5%: il risparmio fiscale è minimo (solo 5% dei contributi aggiuntivi)Hai bisogno di liquidità: i contributi versati non sono recuperabili nel breve periodoIl rendimento previdenziale è basso: in alcune casse professionali, il rendimento dei contributi volontari è inferiore a quello di investimenti alternativiIn termini numerici, se paghi il 15% di imposta sostitutiva, ogni 1.000 euro di contributi aggiuntivi ti fa risparmiare 150 euro di tasse. Se paghi il 5%, il risparmio è solo di 50 euro. La convenienza va quindi valutata anche in ottica previdenziale, non solo fiscale. Un consulto presso il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a simulare gli scenari e scegliere la strategia più adatta al tuo caso. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande frequenti sui contributi previdenziali deducibili nel forfettarioQuali contributi posso dedurre nel regime forfettario?Puoi dedurre tutti i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno: contributi INPS (Gestione Separata, Commercianti, Artigiani) e contributi alle casse professionali (Cassa Forense, ENPAM, INARCASSA, ecc.). Sono deducibili anche i contributi per maternità e i contributi volontari autorizzati.I contributi si deducono dal reddito o dall’imposta?Si deducono dal reddito imponibile, non dall’imposta. Questo significa che il risparmio effettivo è pari all’importo dei contributi moltiplicato per l’aliquota dell’imposta sostitutiva (15% o 5%). Ad esempio, 8.000 euro di contributi con aliquota 15% generano un risparmio di 1.200 euro.Posso dedurre i contributi previdenziali nel 730 se sono forfettario?No, se il tuo unico reddito è quello da attività forfettaria. I contributi vanno indicati nel Quadro LM del Modello Redditi PF. Solo se hai anche redditi IRPEF (lavoro dipendente, pensione) puoi eventualmente dedurre l’eccedenza nel 730.Cosa succede se i contributi superano il reddito forfettario?Se i contributi previdenziali superano il reddito lordo forfettario, il reddito imponibile diventa zero e non paghi imposta sostitutiva. L’eccedenza non si riporta agli anni successivi nel Quadro LM, ma può essere dedotta dal reddito complessivo IRPEF se hai altri redditi.Il contributo integrativo del 4% in fattura è deducibile?Generalmente no. Il contributo integrativo (4% o 2% a seconda della cassa) è addebitato al cliente ed è un onere a suo carico. È deducibile solo il contributo soggettivo, cioè quello a carico del professionista. Fanno eccezione alcune casse con regolamenti specifici.Come faccio a sapere quanto ho versato di contributi nell’anno?Per i contributi INPS, accedi al cassetto previdenziale su inps.it dove trovi il riepilogo dei versamenti. Per le casse professionali, consulta l’area riservata del sito della tua cassa o richiedi l’attestazione annuale. I modelli F24 con cui hai effettuato i pagamenti sono la prova documentale da conservare.ConclusioneI contributi previdenziali deducibili rappresentano il principale e unico strumento di risparmio fiscale nel regime forfettario 2026. Che tu sia un professionista iscritto a una cassa, un commerciante, un artigiano o un collaboratore con Gestione Separata INPS, conoscere il meccanismo della deduzione ti permette di ottimizzare il carico fiscale e evitare errori nella dichiarazione dei redditi.Ricorda i punti chiave: i contributi si deducono dal reddito (non dall’imposta), valgono quelli effettivamente pagati nell’anno (criterio di cassa), e vanno indicati nel Quadro LM del Modello Redditi PF. Se hai dubbi sulla deducibilità di contributi specifici (riscatto laurea, contributi volontari, contributi in ritardo), non improvvisare: una consulenza professionale può farti risparmiare molto di più di quanto costa.Hai bisogno di aiuto con la deduzione dei contributi previdenziali?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della dichiarazione dei redditi, verificando che tutti i contributi previdenziali siano correttamente dedotti per massimizzare il tuo risparmio fiscale.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Aprile 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-22 08:00:002026-08-17 10:16:15Contributi Previdenziali Deducibili Regime Forfettario 2026: Guida Completa al Risparmio Fiscale
CAFContributi INPS in Busta Paga 2026: Quanto Si Paga e Come FunzionanoOgni mese, guardando la busta paga, noti una voce che riduce il tuo stipendio lordo: i contributi INPS. Ma cosa sono esattamente? Quanto pesano sul tuo stipendio? E soprattutto, a cosa servono? In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio come funzionano i contributi INPS in busta paga nel 2026, con aliquote aggiornate, esempi pratici e tutto quello che devi sapere per leggere correttamente il tuo cedolino. Se vuoi capire anche come si passa dal lordo al netto, ti consigliamo la nostra guida completa al calcolo dello stipendio netto 2026. Indice dei contenutiCosa sono i contributi INPSAliquota IVS: quanto paga il dipendente e quanto l’aziendaCome si calcolano i contributi in busta pagaMinimali e massimali contributivi 2026Contributi per apprendisti, part-time e agricoliDove si vedono i contributi nella busta pagaImpatto dei contributi sullo stipendio nettoDomande frequentiCosa sono i contributi INPSI contributi INPS sono somme di denaro versate all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale per finanziare le prestazioni previdenziali e assistenziali. In parole semplici, sono il prezzo che paghi oggi per avere una pensione domani e per essere tutelato in caso di malattia, maternita o disoccupazione.Si dividono in due grandi categorie:Contributi previdenziali (IVS): servono a costruire la tua futura pensione. La sigla IVS sta per Invalidita, Vecchiaia e Superstiti. Sono la voce principale e piu consistente della busta pagaContributi assistenziali: finanziano ammortizzatori sociali come la NASpI (indennita di disoccupazione), la cassa integrazione, gli assegni familiari e la maternitaUna parte dei contributi e a carico del lavoratore dipendente (viene trattenuta direttamente dalla busta paga), mentre la parte piu consistente e a carico del datore di lavoro. Il lavoratore, quindi, non vede in busta paga l’intero costo contributivo, ma solo la sua quota. Aliquota IVS: quanto paga il dipendente e quanto l’aziendaL’aliquota contributiva IVS totale per i lavoratori dipendenti del settore privato e pari al 33% della retribuzione lorda imponibile. Questa percentuale si suddivide cosi:9,19% a carico del lavoratore: e la quota che vedi trattenuta in busta paga ogni mese23,81% a carico del datore di lavoro: e un costo aziendale che non compare nel tuo cedolino, ma che l’azienda versa all’INPS per tuo contoPer fare un esempio pratico: se il tuo stipendio lordo mensile e di 2.000 euro, i contributi INPS a tuo carico saranno circa 183,80 euro al mese (2.000 x 9,19%). L’azienda, invece, versera ulteriori 476,20 euro (2.000 x 23,81%), per un totale di 660 euro mensili versati all’INPS.Per i dipendenti del settore pubblico, le aliquote possono variare leggermente a seconda della cassa previdenziale di appartenenza (ex INPDAP, ex ENPAS). In generale, la quota a carico del dipendente pubblico e compresa tra l’8,80% e il 9,15%. Come si calcolano i contributi in busta pagaIl calcolo dei contributi INPS in busta paga segue una logica precisa. Ecco i passaggi fondamentali:Si determina l’imponibile previdenziale: e la retribuzione lorda su cui si calcolano i contributi. Comprende lo stipendio base, gli scatti di anzianita, i premi, le maggiorazioni per straordinari e quasi tutti gli elementi retributiviSi applica l’aliquota a carico del dipendente: sull’imponibile previdenziale si calcola il 9,19%. Questo importo viene trattenuto dalla busta pagaSi calcola la quota a carico azienda: il datore applica il 23,81% piu le altre aliquote minori (disoccupazione, maternita, CIG) per determinare il costo totaleEsempio di calcolo completo: Supponiamo che Laura abbia una RAL (Retribuzione Annua Lorda) di 28.000 euro, pari a circa 2.154 euro lordi mensili su 13 mensilita.Imponibile previdenziale mensile: 2.154 euroContributi a carico di Laura: 2.154 x 9,19% = 197,95 euroContributi a carico dell’azienda: 2.154 x 23,81% = 512,86 euroTotale contributi INPS mensili: 710,81 euroI contributi a carico del lavoratore sono deducibili dal reddito: vengono sottratti prima del calcolo dell’IRPEF. Questo significa che, pur riducendo il netto in busta, ti fanno pagare meno tasse. Per approfondire il passaggio dal lordo al netto, consulta la nostra guida al calcolo dello stipendio netto 2026 con tabelle ed esempi. Minimali e massimali contributivi 2026L’INPS fissa ogni anno dei limiti minimi e massimi di retribuzione su cui calcolare i contributi. Questi valori vengono aggiornati in base all’inflazione e sono fondamentali per determinare i versamenti corretti.Minimale contributivo 2026Il minimale giornaliero e la retribuzione minima su cui devono essere calcolati i contributi, anche se il lavoratore percepisce di meno. Per il 2026, il minimale giornaliero e fissato a circa 56,87 euro (valore provvisorio, soggetto a conferma con circolare INPS). Questo significa che, su base mensile, i contributi non possono essere calcolati su una retribuzione inferiore a circa 1.479 euro.Massimale contributivo 2026Il massimale contributivo si applica ai lavoratori il cui primo accredito contributivo e successivo al 31 dicembre 1995 (sistema contributivo puro). Per il 2026 il massimale e fissato a circa 120.607 euro annui. Sulla retribuzione che supera questa soglia non si versano contributi IVS.Per chi ha contributi precedenti al 1996 (sistema misto o retributivo), il massimale non si applica e i contributi si calcolano sull’intera retribuzione. Contributi per apprendisti, part-time e agricoliNon tutti i lavoratori versano contributi con la stessa aliquota. Ecco le principali eccezioni:ApprendistiPer i contratti di apprendistato, la legge prevede aliquote agevolate per incentivare l’assunzione di giovani. L’aliquota a carico dell’apprendista e ridotta al 5,84%, mentre il datore di lavoro paga un’aliquota variabile in base alla dimensione aziendale, generalmente molto piu bassa rispetto al 23,81% standard. Per le aziende fino a 9 dipendenti, il costo contributivo nei primi tre anni e praticamente azzerato.Lavoratori part-timePer i lavoratori part-time, le aliquote contributive sono le stesse del tempo pieno (9,19% + 23,81%). Tuttavia, i contributi vengono calcolati sulla retribuzione effettiva, che e proporzionata alle ore lavorate. Attenzione: anche per il part-time si applica il minimale contributivo, quindi se la retribuzione scende sotto la soglia minima, il datore di lavoro deve comunque versare contributi sul minimale.Lavoratori agricoliI lavoratori agricoli (operai a tempo determinato e indeterminato) hanno un sistema contributivo specifico con aliquote differenziate per zona e tipo di contratto. L’aliquota complessiva e in genere inferiore a quella dell’industria, con agevolazioni per le aziende agricole situate in territori svantaggiati. Dove si vedono i contributi nella busta pagaLa busta paga (o cedolino) e divisa in diverse sezioni. I contributi INPS compaiono in punti specifici che devi imparare a riconoscere:Parte alta: trovi i dati anagrafici, la qualifica, il livello contrattuale e la retribuzione baseParte centrale (corpo): qui compaiono le voci retributive del mese (ore lavorate, straordinari, ferie, ecc.) e l’imponibile previdenzialeParte bassa (piede): e la sezione piu importante per i contributi. Trovi le voci “Contributi c/dipendente” o “Ritenute previdenziali”, con l’importo esatto trattenutoLe voci che puoi trovare nel cedolino includono:Imponibile previdenziale: la base su cui si calcolano i contributiContributi IVS c/dipendente: la quota previdenziale a tuo carico (9,19%)Contributo DS: contributo per la disoccupazione (incluso nella quota azienda)Totale contributi: il riepilogo mensile e progressivo annualeSe hai difficolta a leggere la tua busta paga, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza gratuita: i nostri operatori ti aiuteranno a capire ogni voce del cedolino.Impatto dei contributi sullo stipendio nettoI contributi INPS hanno un doppio effetto sulla tua busta paga:Riducono direttamente il lordo: la quota del 9,19% viene sottratta dalla retribuzione lorda prima del calcolo delle tasseRiducono la base imponibile IRPEF: poiche i contributi sono deducibili, paghi l’IRPEF su un importo inferiore. Questo e un vantaggio fiscale indirettoEsempio pratico con numeri: Prendiamo il caso di Marco, dipendente con stipendio lordo mensile di 2.500 euro:Contributi INPS (9,19%): 2.500 x 9,19% = 229,75 euroImponibile fiscale: 2.500 – 229,75 = 2.270,25 euroIRPEF lorda (aliquota media ~25%): circa 567,56 euroDetrazioni lavoro dipendente: circa -150 euroIRPEF netta: circa 417,56 euroAddizionali regionali e comunali: circa 40 euroNetto in busta: circa 1.812 euroCome vedi, i contributi INPS da soli tolgono quasi 230 euro dal lordo. Tuttavia, senza questa deduzione, l’IRPEF sarebbe piu alta. Per un calcolo preciso del tuo stipendio netto, utilizza la nostra guida al calcolo dello stipendio netto 2026 con tabelle ed esempi per ogni fascia di reddito. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sui contributi INPS in busta pagaQuanto sono i contributi INPS a carico del dipendente?L’aliquota a carico del lavoratore dipendente del settore privato e del 9,19% della retribuzione lorda imponibile. Per un lordo di 1.500 euro, significa circa 137,85 euro al mese di trattenuta.I contributi INPS sono deducibili?Si, i contributi previdenziali a carico del lavoratore sono interamente deducibili dal reddito complessivo. Questo avviene automaticamente in busta paga: l’IRPEF viene calcolata sul lordo gia al netto dei contributi.Posso recuperare i contributi INPS versati?I contributi versati non sono rimborsabili direttamente, ma confluiscono nel tuo montante contributivo che determinera l’importo della tua pensione futura. Puoi verificare la tua posizione contributiva accedendo al portale INPS con SPID o CIE.Cosa succede ai contributi se cambio lavoro?I contributi versati restano nel tuo conto previdenziale personale presso l’INPS. Non si perdono cambiando datore di lavoro. Se passi da un settore all’altro (ad esempio da privato a pubblico), potrebbe essere necessario attivare la ricongiunzione o il cumulo gratuito dei periodi contributivi.Come posso controllare i contributi versati dal mio datore di lavoro?Accedi al portale INPS (inps.it) con le tue credenziali SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Estratto conto contributivo” puoi verificare tutti i versamenti effettuati, mese per mese, da ciascun datore di lavoro. Se noti incongruenze, contatta immediatamente l’INPS o rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza.Hai bisogno di aiuto per capire la tua busta paga o verificare i contributi versati? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.Aprile 8, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-08 09:00:002026-05-31 16:14:09Contributi INPS in Busta Paga 2026: Quanto Si Paga e Come Funzionano