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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensioni luglio 2026: assegni più ricchi tra quattordicesima e rimborsi 730, tutte le date dei pagamenti

Luglio 2026 porta ottime notizie per milioni di pensionati italiani: le buste pensione di questo mese saranno più ricche del solito grazie alla quattordicesima mensilità, che spetta ad oltre 3,7 milioni di pensionati a basso reddito, e ai rimborsi fiscali del 730 che l’INPS inizierà ad accreditare direttamente sull’assegno previdenziale a partire da luglio. In questa guida trovi tutte le informazioni su quando arriva la pensione a luglio 2026, quanto vale la quattordicesima per ciascuna fascia di reddito, e quando aspettarti il rimborso delle imposte nella tua busta pensione.

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Date pagamento pensioni luglio 2026: il calendario INPS

Come ogni anno, il pagamento delle pensioni a luglio segue due canali principali: il bonifico bancario/postale e il ritiro allo sportello degli uffici postali. Le date variano in base alla modalità scelta dal pensionato.

Pensioni accreditate in banca e su conto BancoPosta

Per chi riceve la pensione tramite accredito bancario o su conto BancoPosta, il pagamento avviene il primo giorno bancabile del mese. A luglio 2026, il 1° luglio cade di mercoledì, giorno lavorativo a tutti gli effetti: la pensione risulterà quindi accreditata mercoledì 1° luglio 2026.

I tempi effettivi di disponibilità dipendono dall’istituto bancario: alcuni accreditano i fondi nella notte precedente (tecnicamente il 30 giugno sera), altri nelle prime ore del mattino del 1° luglio. In caso di dubbio, è consigliabile consultare l’estratto conto online o contattare la propria banca.

Pensioni ritirate allo sportello Poste Italiane

Per i pensionati che ritirano l’assegno direttamente agli sportelli di Poste Italiane, il pagamento di luglio 2026 seguirà il calendario alfabetico scaglionato, come previsto dall’accordo tra INPS e Poste Italiane per evitare assembramenti:

Cognome (iniziale)Data di pagamentoGiorno
A – B1° luglio 2026Mercoledì
C – D2 luglio 2026Giovedì
E – K3 luglio 2026Venerdì
L – P6 luglio 2026Lunedì
Q – Z7 luglio 2026Martedì
Calendario Poste Italiane luglio 2026 per ritiro pensione allo sportello

Importante: chi possiede una Postepay Evolution o un conto Banco Posta riceverà l’accredito già il 1° luglio 2026, indipendentemente dalla lettera del cognome, poiché si tratta di un pagamento elettronico.

Quattordicesima pensione 2026: chi la riceve e quanto vale

La quattordicesima mensilità è una somma aggiuntiva erogata dall’INPS ogni anno nel mese di luglio ai pensionati con redditi bassi. Non è una mensilità in più nel senso stretto del termine (non è prevista dalla normativa pensionistica generale), ma una somma aggiuntiva introdotta dall’art. 5 del D.Lgs. 84/2007, pensata per sostenere i pensionati a reddito basso.

Chi ha diritto alla quattordicesima

Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che soddisfano tutte le seguenti condizioni:

  • Essere titolari di pensione diretta (vecchiaia, invalidità, anticipata) o indiretta (superstiti)
  • Aver compiuto 64 anni di età entro il 31 luglio 2026 (o entro il 1° agosto se si desidera l’anticipazione)
  • Avere un reddito personale complessivo non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS annuo

Per il 2026, la pensione minima INPS è pari a 611,85 euro mensili (rivalutata dell’1,4% per l’indice di perequazione, secondo il DM MEF del 19 novembre 2025). Pertanto, il limite reddituale per la quattordicesima si calcola su base annua come segue.

Soglie di reddito e importi quattordicesima 2026

L’importo della quattordicesima varia in base agli anni di contribuzione versati e alla fascia di reddito di appartenenza. Ecco il prospetto aggiornato per il 2026:

Fascia di reddito annuoDipendenti (fino a 15 anni contrib.)Dipendenti (15-25 anni contrib.)Dipendenti (oltre 25 anni contrib.)Autonomi (fino a 18 anni contrib.)Autonomi (18-28 anni contrib.)Autonomi (oltre 28 anni contrib.)
Fino a 1,5 volte il minimo (circa 11.015 euro/anno)336 euro420 euro504 euro336 euro420 euro504 euro
Da 1,5 a 2 volte il minimo (fino a circa 14.685 euro/anno)336 euro420 euro504 euro336 euro420 euro504 euro
Importi quattordicesima INPS 2026 per fascia di reddito e anni di contribuzione (art. 5 D.Lgs. 84/2007, aggiornati con perequazione 2026)

In sintesi, gli importi previsti per la quattordicesima 2026 sono:

  • 336 euro per i pensionati con meno anni di contribuzione (lavoratori dipendenti fino a 15 anni; lavoratori autonomi fino a 18 anni)
  • 420 euro per la fascia intermedia (dipendenti 15-25 anni; autonomi 18-28 anni)
  • 504 euro per i pensionati con il maggior numero di anni di contribuzione (dipendenti oltre 25 anni; autonomi oltre 28 anni)

Nota importante: la quattordicesima è esente da IRPEF e da qualsiasi altra trattenuta fiscale. L’importo che leggi nel cedolino pensione corrisponde quindi all’importo netto che riceverai effettivamente.

Chi non riceve la quattordicesima a luglio ma la riceve a dicembre

I pensionati che compiono 64 anni tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026 riceveranno la quattordicesima nel cedolino di dicembre 2026, con il pagamento dell’assegno previdenziale di dicembre. L’importo sarà calcolato pro-quota, in base ai mesi di diritto maturati nell’anno.

Rimborsi 730 in busta pensione: quando arrivano e come funziona

Uno dei motivi per cui la pensione di luglio 2026 sarà più ricca riguarda i rimborsi fiscali derivanti dal modello 730. Ogni anno, i pensionati che presentano la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 ricevono l’eventuale rimborso IRPEF direttamente nella busta pensione.

Come funziona il rimborso 730 per i pensionati

I pensionati che non hanno un sostituto d’imposta datore di lavoro indicano nel modello 730 come sostituto d’imposta l’INPS (o l’ente previdenziale erogatore della pensione). In questo modo, l’Agenzia delle Entrate trasmette all’INPS il risultato della dichiarazione e l’ente previdenziale provvede ad erogare il rimborso o a trattenere le somme dovute direttamente sull’assegno pensionistico.

Il meccanismo funziona così:

  1. Il pensionato presenta il 730 (tramite CAF, commercialista o 730 precompilato) entro il 30 settembre 2026
  2. L’Agenzia delle Entrate elabora la dichiarazione e comunica il risultato all’INPS
  3. L’INPS accredita il rimborso o addebita le imposte direttamente sulla pensione nei mesi successivi

Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione nel 2026

Il calendario dei rimborsi 730 sulla pensione dipende dalla data di presentazione della dichiarazione:

Data presentazione 730Mese rimborso/trattenuta sulla pensione
Entro il 31 maggio 2026Luglio 2026
Dal 1° al 20 giugno 2026Agosto 2026
Dal 21 giugno al 15 luglio 2026Settembre 2026
Dal 16 luglio al 31 agosto 2026Ottobre 2026
Dal 1° settembre al 30 settembre 2026Novembre 2026
Calendario rimborsi/trattenute 730 sulla pensione 2026 (fonte: INPS, Agenzia delle Entrate)

Quindi, i pensionati che hanno presentato il 730 entro il 31 maggio 2026 troveranno già il rimborso nel cedolino di luglio 2026. Chi lo ha presentato in giugno lo riceverà ad agosto, e così via.

Attenzione alle trattenute: se il risultato del 730 è a debito (cioè hai imposte da pagare), l’INPS applicherà le stesse trattenute sulle buste pensione. Le trattenute di importo superiore a determinati limiti vengono dilazionate in più rate mensili per non compromettere la liquidità del pensionato.

Cosa trovi nel cedolino pensione di luglio 2026

Il cedolino pensione di luglio 2026 potrebbe essere quindi più complesso del solito, con diverse voci che si sommano o sottraggono. Ecco le principali voci che potresti trovare:

Voci positive (somme a tuo favore)

  • Importo pensione netta mensile — la tua pensione ordinaria dopo le trattenute IRPEF e addizionali
  • Quattordicesima mensilità — se hai diritto (64 anni compiuti, reddito entro la soglia), importo esentasse di 336/420/504 euro
  • Rimborso IRPEF da 730 — se hai presentato il 730 entro maggio 2026 con risultato a credito
  • Rimborso addizionali regionali e comunali — anch’esse possono essere rimborsate tramite il cedolino se il 730 le comprende

Voci negative (trattenute)

  • IRPEF — la ritenuta fiscale mensile sulla pensione lorda
  • Addizionale regionale IRPEF — trattenuta mensile (1/11 dell’importo annuale, da marzo a novembre)
  • Addizionale comunale IRPEF — come sopra
  • Rate debito 730 — se il risultato del tuo 730 è a debito, troverai la prima rata di trattenuta
  • Eventuale pignoramento o cessione del quinto — se presente

Come leggere il cedolino INPS online

Puoi consultare il tuo cedolino pensione di luglio 2026 direttamente online sul portale INPS:

  1. Accedi a www.inps.it con SPID, CIE o CNS
  2. Vai su «Pensione e Previdenza» → «Cedolino della pensione»
  3. Seleziona il mese di luglio 2026
  4. Verifica tutte le voci in entrata e in uscita

Il servizio è disponibile sul portale INPS nella sezione dedicata ai pensionati. Puoi anche utilizzare l’app INPS Mobile disponibile per Android e iOS. Per approfondire, leggi la nostra guida su come consultare il cedolino pensione luglio 2026.

Rivalutazione ISTAT 2026: quanto valgono le pensioni quest’anno

Un altro elemento che contribuisce a rendere gli assegni pensionistici del 2026 più alti rispetto al 2025 è la rivalutazione automatica (perequazione) applicata a partire da gennaio 2026.

Per il 2026, l’indice di perequazione ISTAT è stato fissato all’1,4% dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 19 novembre 2025. Questo significa che tutte le pensioni hanno ricevuto un adeguamento dell’1,4% rispetto all’importo 2025.

Tuttavia, la perequazione si applica in modo scaglionato in base all’importo della pensione:

  • Pensioni fino a 4 volte il minimo (fino a circa 2.447 euro/mese): rivalutazione al 100% dell’indice = +1,4%
  • Pensioni da 4 a 5 volte il minimo (circa 2.447-3.059 euro/mese): rivalutazione al 90% dell’indice = +1,26%
  • Pensioni da 5 a 6 volte il minimo (circa 3.059-3.671 euro/mese): rivalutazione al 75% dell’indice = +1,05%
  • Pensioni oltre 6 volte il minimo (oltre circa 3.671 euro/mese): rivalutazione al 50% dell’indice = +0,7%

La pensione minima INPS per il 2026 è quindi pari a 611,85 euro mensili, contro i 603,40 euro del 2025.

Pagamenti extra luglio 2026: riepilogo completo

Facciamo un riepilogo di tutte le voci straordinarie che potrebbero arricchire la pensione di luglio 2026:

Voce aggiuntivaA chi spettaImporto indicativoImponibile IRPEF?
Quattordicesima mensilità64+ anni, reddito entro 1,5-2 volte il minimo336 / 420 / 504 euroNo (esentasse)
Rimborso IRPEF da 730Chi ha presentato 730 entro maggio 2026 con creditoVariabileNo
Rimborso addizionale regionaleIncluso nel 730 a creditoVariabileNo
Rimborso addizionale comunaleIncluso nel 730 a creditoVariabileNo
Bonus 100 euro (Bonus Natale pensionati)Requisiti specifici di reddito e carichi familiari100 euroNo
Riepilogo pagamenti extra pensione luglio 2026

Per conoscere le altre date di pagamento INPS di luglio 2026 (NASpI, Assegno Unico, Reddito di Cittadinanza), consulta la nostra guida completa: Luglio 2026, INPS cambia le date: NASpI, Assegno Unico, Bonus e AdI.

Pensionati e modello 730: cosa fare se non hai ancora presentato la dichiarazione

Se sei un pensionato e non hai ancora presentato il modello 730 per l’anno d’imposta 2025, hai ancora tempo: la scadenza definitiva è il 30 settembre 2026. Tuttavia, presentandolo prima otterrai il rimborso (se spettante) in anticipo rispetto a chi lo presenterà a settembre.

In particolare:

  • Presentando il 730 entro il 20 giugno 2026 riceverai il rimborso già ad agosto 2026
  • Presentando il 730 entro il 15 luglio 2026 lo riceverai a settembre 2026
  • Presentando il 730 entro il 31 agosto 2026 lo riceverai a ottobre 2026

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di pensionati nella compilazione del modello 730. Se hai dubbi su detrazioni per spese mediche, interessi sul mutuo, assicurazioni vita o altre deduzioni/detrazioni, contatta il nostro CAF per un appuntamento.

Domande frequenti (FAQ)

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Quando viene pagata la pensione a luglio 2026?

La pensione di luglio 2026 viene accreditata in banca e su BancoPosta il 1° luglio 2026 (mercoledì). Per il ritiro agli sportelli Poste Italiane il calendario è scaglionato per cognome: A-B il 1° luglio, C-D il 2 luglio, E-K il 3 luglio, L-P il 6 luglio, Q-Z il 7 luglio.

La quattordicesima spetta a tutti i pensionati?

No. La quattordicesima INPS spetta solo ai pensionati che hanno almeno 64 anni e un reddito personale annuo non superiore a circa 2 volte il trattamento minimo INPS (soglia che per il 2026 si attesta intorno ai 14.685 euro annui lordi). I pensionati con redditi superiori a questa soglia non ricevono la quattordicesima.

Quanto vale la quattordicesima pensione 2026?

Gli importi della quattordicesima 2026 sono: 336 euro per chi ha meno anni di contribuzione, 420 euro per la fascia intermedia e 504 euro per chi ha il maggior numero di anni contributivi. L’importo è completamente esente da IRPEF.

Come faccio a sapere se ho diritto alla quattordicesima?

Puoi verificarlo consultando il tuo cedolino pensione di luglio 2026 sul portale INPS (myINPS → «Cedolino della pensione»). In alternativa, puoi contattare il CAF o il tuo patronato di fiducia che verificherà i tuoi requisiti reddituali e contributivi.

Il rimborso 730 viene pagato insieme alla pensione di luglio?

Sì, se hai presentato il modello 730 entro il 31 maggio 2026 con un risultato a credito (rimborso), l’importo sarà incluso nel cedolino pensione di luglio 2026. Chi ha presentato il 730 in giugno lo riceverà ad agosto, e così via secondo il calendario progressivo.

Cosa succede se il 730 è a debito? L’INPS trattiene dalla pensione?

Sì. Se il tuo 730 evidenzia imposte da pagare (debito), l’INPS le tratterrà direttamente dalla pensione. Importi fino a determinati limiti vengono trattenuti in un’unica soluzione; importi più elevati vengono dilazionati in più rate mensili per non incidere eccessivamente sul reddito del pensionato.

Posso ricevere sia la quattordicesima sia il rimborso 730 a luglio?

Assolutamente sì. Se hai i requisiti per la quattordicesima (64 anni, reddito entro soglia) e hai presentato il 730 entro maggio 2026 con un credito IRPEF, nel cedolino di luglio 2026 troverai entrambe le somme, che si sommano alla pensione ordinaria mensile.

Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/BOX-PENSIONI.png 788 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-02 06:31:352026-07-02 00:50:57Pensioni luglio 2026: assegni più ricchi tra quattordicesima e rimborsi 730, tutte le date dei pagamenti
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

TFR in Azienda o nel Fondo Pensione: Cosa Cambia Davvero e Dove Conviene nel 2026

Pensione 2026 INPS

Ogni lavoratore dipendente, prima o poi, si trova davanti a una scelta che incide in modo significativo sul proprio futuro economico: lasciare il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione complementare? Una decisione che, troppo spesso, viene presa senza le informazioni giuste — o, peggio ancora, senza scegliere affatto (e quindi lasciando tutto in azienda per inerzia).

In questa guida analizziamo in dettaglio le due opzioni, confrontando tassazione, rendimento storico, liquidita’ in caso di necessita’ e vantaggi fiscali. Con esempi numerici reali e riferimenti alle normative vigenti nel 2026.

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Cos’è il TFR e come funziona

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) — comunemente chiamato «liquidazione» — è una somma che il datore di lavoro accantona ogni anno per ogni lavoratore dipendente. La base normativa è l’articolo 2120 del Codice Civile, integrato dal D.Lgs. 252/2005 per quanto riguarda la destinazione ai fondi pensione.

Ogni anno, il datore di lavoro accantona una quota pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5. Sulla somma accantonata ogni anno viene applicata una rivalutazione pari all’1,5% fisso + 75% dell’aumento dell’indice ISTAT (FOI – famiglie di operai e impiegati) (art. 2120 c.c.), con tassazione sostitutiva del 17% applicata annualmente sulla rivalutazione stessa.

Questo meccanismo garantisce al lavoratore una somma certa, rivalutata nel tempo, che gli verrà corrisposta alla cessazione del rapporto di lavoro — per qualsiasi causa: licenziamento, dimissioni o pensionamento.

TFR in azienda vs TFR al INPS

Per le aziende con meno di 50 dipendenti, il TFR rimane fisicamente in azienda (fondo interno). Per le aziende con 50 o più dipendenti, invece, dal 2007 il TFR non destinato ai fondi pensione viene obbligatoriamente versato al Fondo di Tesoreria INPS (art. 1, c. 755-757, Legge 296/2006). In questo caso il lavoratore non vede differenze pratiche: il TFR viene ugualmente liquidato dall’azienda al momento della cessazione, ma la provvista è presso l’INPS.

Le due scelte: lasciare il TFR o versarlo al fondo pensione

Dal 1° gennaio 2007 (D.Lgs. 252/2005, pienamente operativo dal 2007), ogni lavoratore dipendente del settore privato che inizia un nuovo rapporto di lavoro ha 6 mesi per scegliere dove destinare il TFR futuro:

  • Silenzio-assenso: se non si esprime entro 6 mesi, il TFR viene automaticamente destinato al fondo pensione negoziale di categoria (o, in assenza, al FondInps — il fondo residuale dell’INPS).
  • Scelta esplicita di mantenere il TFR in azienda: il lavoratore compila il modulo TFR2 e il TFR resta in azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS per le grandi imprese).
  • Scelta esplicita di versare al fondo pensione: il TFR fluisce verso il fondo prescelto.

Attenzione: la scelta è irreversibile per il TFR futuro. Una volta deciso di destinare il TFR al fondo, non si può tornare indietro (salvo cambio di datore di lavoro, che apre una nuova finestra di scelta). Chi ha già scelto di mantenere il TFR in azienda può invece decidere di destinarlo al fondo in qualsiasi momento.

Confronto fiscale: tassazione TFR in azienda vs fondo pensione

Questo e’ il punto piu’ critico — e spesso il piu’ frainteso. Vediamolo con precisione.

Tassazione del TFR rimasto in azienda

Il TFR lasciato in azienda è tassato con il meccanismo della tassazione separata (artt. 17-21 TUIR, D.P.R. 917/1986). La logica è questa:

  • Si calcola un’aliquota media riferita al reddito del quinquennio precedente alla maturazione
  • Su tale aliquota media si applica una riduzione di un terzo per ogni anno oltre il primo (incentivo alla lunga carriera)
  • Il risultato e’ un’aliquota generalmente inferiore all’IRPEF ordinaria, con una soglia minima del 23% (primo scaglione IRPEF)

In pratica: per un lavoratore con reddito medio di 28.000€ annui, l’aliquota media IRPEF sara’ intorno al 25-27%. Per chi ha redditi piu’ bassi (sotto i 15.000€), l’aliquota TFR si avvicina al minimo del 23%. Per redditi elevati (oltre 50.000€), puo’ salire fino al 35-40%.

C’e’ pero’ una caratteristica importante: il datore di lavoro opera una ritenuta a titolo d’acconto al momento della liquidazione, e l’Agenzia delle Entrate ricalcola poi l’imposta definitiva entro i 4 anni successivi, eventualmente richiedendo un conguaglio o rimborsando la differenza.

Tassazione del TFR versato al fondo pensione

Le prestazioni erogate dal fondo pensione (rendita o capitale) derivanti dai versamenti di TFR sono tassate con un’aliquota agevolata massima del 15%, che si riduce ulteriormente con gli anni di iscrizione:

Anni di iscrizione al fondoAliquota fiscale sulla prestazione
Fino a 15 anni15%
Oltre 15 anni (riduzione 0,30%/anno dal 16° anno)dal 14,70% in giu’
Con 35+ anni di iscrizione9% (minimo assoluto)

Fonte: art. 11, c. 6, D.Lgs. 252/2005. La riduzione e’ di 0,30 punti percentuali per ogni anno oltre il 15°, fino al minimo del 9% raggiunto dopo 35 anni di partecipazione (15 + 20 anni aggiuntivi x 0,30% = 6% di riduzione, da 15% a 9%).

Questo significa che un lavoratore che inizia a 25 anni e va in pensione a 67 anni, con 42 anni di contribuzione al fondo, beneficera’ dell’aliquota minima del 9% — contro il 23-40% del TFR lasciato in azienda. Un risparmio fiscale enorme.

Vantaggi fiscali aggiuntivi del fondo pensione: la deducibilita’ dei contributi

Il fondo pensione offre un ulteriore vantaggio fiscale che il TFR in azienda non ha: la deducibilita’ dei contributi volontari dal reddito imponibile.

Ai sensi dell’art. 8, c. 4, D.Lgs. 252/2005, i contributi versati a forme pensionistiche complementari (sia dal lavoratore che dal datore di lavoro, escluso il TFR) sono deducibili dal reddito complessivo IRPEF fino a un massimo di 5.164,57 euro annui.

Esempio pratico: se un lavoratore con reddito di 30.000€ versa 2.000€ aggiuntivi al fondo pensione, il reddito imponibile scende a 28.000€. Con aliquota marginale IRPEF del 35% (scaglione 28.001-50.000€ nel 2026), il risparmio fiscale immediato e’ di 700€ (2.000 x 35%). E’ come se lo Stato co-finanziasse il proprio risparmio previdenziale.

Chi e’ under 35 e inizia a versare al fondo nei primi 5 anni dalla prima occupazione ha un ulteriore beneficio: nei 20 anni successivi ai primi 5, puo’ dedurre fino a 7.746,86€ annui (5.164,57€ base + quota non dedotta nei primi 5 anni, max 2.582,29€ aggiuntivi — art. 8, c. 6, D.Lgs. 252/2005).

Rendimento a confronto: TFR in azienda vs fondo pensione

Rivalutazione TFR in azienda

Il TFR in azienda si rivaluta ogni anno del 1,5% fisso + 75% dell’aumento dell’indice ISTAT (FOI – famiglie di operai e impiegati) (indice FOI — famiglie di operai e impiegati). In anni di inflazione zero o bassa (come 2014-2019), la rivalutazione era minima (circa 1,5-1,7%). In anni di alta inflazione (2022: +8,1%; 2023: +5,9%), la rivalutazione del TFR e’ stata piu’ sostenuta, ma non ha comunque tenuto il passo con l’inflazione reale.

Nel 2024 l’inflazione si e’ attestata intorno al 1,0-1,1% (dati ISTAT provvisori), portando la rivalutazione TFR a circa 1,575% lordo prima della tassazione del 17% sulla rivalutazione stessa, per un rendimento netto di circa 1,3%.

Rendimento storico dei fondi pensione

I fondi pensione complementari italiani hanno registrato rendimenti molto variabili in base alla linea di investimento scelta. Secondo i dati COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), i rendimenti medi annui composti a lungo termine (15-20 anni) sono stati:

Tipo di lineaRendimento medio annuo 10 anni (lordo)Rendimento medio annuo 20 anni (lordo)
Garantita / Obbligazionaria1,5 – 2,5%2,0 – 3,0%
Bilanciata3,0 – 5,0%4,0 – 5,5%
Azionaria5,0 – 8,0%5,5 – 8,0%

Fonte: Relazione annuale COVIP 2024. I dati storici mostrano che le linee bilanciate e azionarie, su orizzonti temporali lunghi (15-20 anni), hanno mediamente sovraperformato la rivalutazione del TFR in azienda — pur con volatilita’ negli anni di crisi (2008, 2020, 2022).

Importante: i rendimenti passati non garantiscono risultati futuri. Per lavoratori con orizzonte temporale breve (meno di 10 anni alla pensione), la linea garantita — che tutela il capitale versato — puo’ essere preferibile a una azionaria.

Anticipazione e liquidabilita’: quando puoi accedere ai soldi

Uno dei timori piu’ comuni e’: «ma se ho bisogno di soldi, posso prenderli?». La risposta e’ si’ per entrambe le opzioni, con regole diverse.

Anticipazione TFR in azienda (art. 2120 c.c.)

Il lavoratore con almeno 8 anni di anzianita’ nello stesso rapporto di lavoro puo’ richiedere un’anticipazione del TFR maturato, nei seguenti casi:

  • Spese sanitarie straordinarie per se’ o familiari: fino al 70% del TFR maturato, senza limiti di frequenza
  • Acquisto o ristrutturazione prima casa: fino al 70% del TFR maturato, una volta sola nella vita
  • Congedo parentale / formazione (D.Lgs. 151/2001 e L. 53/2000): fino al 70% del TFR maturato

L’anticipazione per prima casa e’ concessa nel limite del 4% degli aventi diritto in azienda (limite di contingentamento), il che in pratica puo’ comportare attese.

Anticipazione dal fondo pensione (art. 11, D.Lgs. 252/2005)

I fondi pensione consentono anticipazioni secondo regole proprie, ma la legge prevede minima:

  • Spese sanitarie straordinarie: in qualsiasi momento, fino al 75% della posizione individuale, tassate al 15% (riducibile al 9%) — nessun limite di anni di iscrizione
  • Acquisto o ristrutturazione prima casa: dopo 8 anni di iscrizione, fino al 75% della posizione, tassate al 23%
  • Altre esigenze personali: dopo 8 anni di iscrizione, fino al 30% della posizione, tassate al 23%

Le anticipazioni «per altre esigenze» sono particolarmente flessibili — non richiedono giustificazione specifica — ma sono tassate al 23%, piu’ del minimo del 15% sulle prestazioni previdenziali vere e proprie.

Il contributo del datore di lavoro: il vantaggio nascosto dei fondi negoziali

Molti lavoratori dipendenti non sanno che iscrivendosi al fondo pensione negoziale di categoria (es. Cometa per i metalmeccanici, Fonte per il commercio, Previmoda per il tessile, ecc.) ottengono un vantaggio ulteriore: il contributo del datore di lavoro.

Se il lavoratore versa la quota minima prevista dal CCNL (generalmente tra lo 0,5% e l’1,5% della retribuzione), il datore di lavoro e’ obbligato a versare a sua volta una quota — tipicamente tra lo 0,55% e il 2% della retribuzione. Questo contributo datoriale e’ aggiuntivo rispetto al normale TFR e rappresenta di fatto una remunerazione extra esentasse (non concorre al reddito imponibile del lavoratore).

Esempio: un lavoratore metalmeccanico con RAL di 28.000€ che aderisce a Cometa versando l’1% (280€/anno) riceve dal datore di lavoro il 2% (560€/anno). Questi 560€ aggiuntivi non avrebbe ricevuto in nessun altro modo — sono disponibili solo aderendo al fondo. Chi non aderisce li lascia semplicemente sul tavolo.

Tabella riassuntiva: TFR in azienda vs fondo pensione

CaratteristicaTFR in aziendaFondo pensione complementare
Tassazione finaleTassazione separata, min. 23% (aliquota media IRPEF ridotta)15% (fino al 9% con 35+ anni)
Rivalutazione annua1,5% + 75% inflazione ISTAT (lordo)Variabile: 1,5% – 8% per anno in base alla linea
Deducibilita’ contributiNoSi’, fino a 5.164,57€/anno
Contributo datorialeNoSi’ (solo fondi negoziali, se si versa la quota min.)
Anticipazione prima casaDopo 8 anni, 70%, contingentata al 4%Dopo 8 anni, 75%, tassata al 23%
Anticipazione spese sanitarieDopo 8 anni, 70%Subito, 75%, tassata al 15%
Rischio perdita capitaleZero (garantito dall’azienda/INPS)Variabile: zero per linee garantite, presente per bilanciate/azionarie
Protezione in caso di fallimento aziendaGarantita da INPS/Fondo di Garanzia INPSPatrimonio separato del fondo, non aggredibile

Esempio pratico con calcolo fiscale comparativo

Facciamo un esempio concreto per capire la differenza reale alla fine della carriera.

Scenario: Marco, 30 anni, RAL 28.000€, lavora come dipendente privato per 35 anni fino a 65 anni. Il TFR annuale accantonato e’ circa 28.000 / 13,5 = 2.074€/anno.

Ipotesi A — TFR rimane in azienda

  • TFR accantonato lordo in 35 anni (rivalutazione ipotetica 1,7% annuo): circa 88.000€
  • Aliquota media IRPEF stimata (basata su reddito quinquennio): circa 25%
  • TFR netto incassato: circa 66.000€

Ipotesi B — TFR versato al fondo pensione (linea bilanciata)

  • TFR versato al fondo: 2.074€/anno per 35 anni
  • Rendimento ipotetico 4% annuo composto (linea bilanciata storica): il montante lordo arriva a circa 155.000€
  • Aliquota fiscale con 35 anni di iscrizione: 9%
  • Montante netto incassato: circa 141.000€

Differenza: circa 75.000€ in favore del fondo pensione, a parita’ di contribuzione. La differenza e’ dovuta sia al miglior rendimento della linea bilanciata rispetto alla rivalutazione TFR, sia alla tassazione finale nettamente inferiore (9% vs 25%).

Questo calcolo e’ semplificativo e non tiene conto di inflazione, variazioni retributive e fluttuazioni di mercato. Tuttavia mostra chiaramente l’ordine di grandezza della differenza potenziale.

Quando conviene tenere il TFR in azienda

Nonostante il fondo pensione appaia vantaggioso nella maggior parte dei casi, ci sono situazioni in cui potrebbe essere preferibile mantenere il TFR in azienda:

  • Orizzonte temporale breve: se si prevede di lasciare il lavoro o andare in pensione entro 5-8 anni, la flessibilita’ del TFR in azienda (incassabile subito alla cessazione senza vincoli pensionistici) puo’ essere piu’ utile
  • Necessita’ di liquidita’ imminente: chi sa gia’ di dover accedere ai fondi per un’acquisto casa a breve preferira’ il TFR in azienda (nessun vincolo temporale dopo 8 anni) vs il fondo (serve iscriversi 8 anni prima)
  • Redditi molto bassi: con redditi sotto 15.000€, l’aliquota TFR si avvicina al 23% e il risparmio fiscale della deducibilita’ e’ limitato
  • Avversione assoluta al rischio: chi non sopporta alcuna variabilita’ del proprio patrimonio potrebbe preferire la certezza della rivalutazione TFR rispetto ai fondi (anche se esistono linee garantite)

Il fondo pensione dopo la cessazione del rapporto di lavoro

Una domanda frequente: «Se cambio lavoro, cosa succede al fondo pensione?». La risposta e’ rassicurante: la posizione individuale rimane nel fondo e continua a rivalutarsi. Si hanno queste opzioni (art. 14, D.Lgs. 252/2005):

  • Trasferimento ad altro fondo: si porta tutta la posizione al nuovo fondo senza costi e senza perdere l’anzianita’ di iscrizione (ai fini del conteggio degli anni per l’aliquota decrescente)
  • Mantenimento della posizione nel fondo originario anche senza versare nuovi contributi
  • Riscatto totale (in casi particolari: invalidita’, disoccupazione superiore a 12 mesi, ecc.) — tassato al 23%
  • Riscatto parziale (50% della posizione) in caso di disoccupazione tra 12 e 48 mesi — tassato al 23%

Per approfondire la comparazione tra fondo pensione e altre forme di investimento complementare, leggi anche: Fondo Pensione o Assicurazione Vita: quale conviene nel 2026?

TFR e fondo pensione: le scadenze e i moduli

Sul piano operativo, ecco le cose pratiche da sapere:

  • Modulo TFR1: per destinare il TFR a un fondo pensione specifico
  • Modulo TFR2: per mantenere il TFR in azienda (scelta esplicita)
  • Finestra di scelta: 6 mesi dall’assunzione per i nuovi assunti
  • Silenzio-assenso: se non si compila nessun modulo entro 6 mesi → TFR destinato al fondo negoziale di categoria (o FondInps se non esiste fondo di categoria)
  • Cambio di scelta: chi ha scelto di tenere il TFR in azienda puo’ successivamente scegliere di versarlo al fondo con una comunicazione scritta al datore di lavoro

Per informazioni sulle pensioni e sul calcolo delle prestazioni previdenziali, puoi consultare anche: Tassazione del TFR: l’aliquota media e’ piu’ bassa dell’IRPEF ordinaria

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Domande frequenti su TFR e fondo pensione

Posso versare solo il TFR al fondo pensione senza contributi aggiuntivi?

Si’. Il TFR puo’ essere destinato al fondo senza che il lavoratore versi contributi aggiuntivi propri. In questo caso, pero’, il datore di lavoro non e’ obbligato a versare il proprio contributo (salvo diversa previsione del CCNL). Per ottenere il contributo datoriale, di norma serve versare almeno la quota minima prevista dal contratto.

Il fondo pensione e’ sicuro se fallisce il gestore?

Si’. I fondi pensione hanno un patrimonio separato e autonomo rispetto alla societa’ di gestione. In caso di insolvenza della SGR o dell’ente gestore, il patrimonio degli iscritti non e’ aggredibile dai creditori — a differenza del TFR in azienda che, per le piccole imprese, e’ esposto al rischio di insolvenza aziendale (anche se protetto dal Fondo di Garanzia INPS).

Se prendo un’anticipazione dal fondo pensione, perdo gli anni ai fini dell’aliquota agevolata?

No. L’anticipazione non interrompe il conteggio degli anni di iscrizione ai fini del calcolo dell’aliquota decrescente (15% → 9%). Gli anni continuano a maturare indipendentemente dall’avvenuta anticipazione.

Qual e’ il limite di deducibilita’ dei contributi al fondo pensione nel 2026?

Il limite rimane 5.164,57 euro annui (art. 8, c. 4, D.Lgs. 252/2005). Questo importo comprende sia i contributi volontari del lavoratore che quelli del datore di lavoro (escluso il TFR). Il TFR versato al fondo non rientra in questo limite e non e’ deducibile (perche’ non e’ mai stato tassato come reddito).

Posso cambiare linea di investimento all’interno del fondo pensione?

Si’. La maggior parte dei fondi pensione consente di cambiare linea (da garantita a bilanciata, da bilanciata ad azionaria) almeno una volta all’anno, senza costi o perdita di posizione. E’ consigliabile orientarsi verso linee piu’ aggressive nelle fasi iniziali (lontano dalla pensione) e progressivamente spostarsi su linee piu’ conservative avvicinandosi all’eta’ pensionabile.

Cosa succede al fondo pensione in caso di morte dell’iscritto?

In caso di morte dell’iscritto, la posizione individuale e’ trasferita agli eredi o ai beneficiari designati. Gli eredi ricevono il capitale senza dover pagare imposta di successione (la posizione del fondo pensione non rientra nell’attivo ereditario ai fini dell’imposta di successione — Cass. n. 11421/2022 per i fondi pensione complementari).

Conclusioni: dove conviene davvero?

La risposta, nella quasi totalita’ dei casi, e’: il fondo pensione complementare conviene di piu’. I motivi sono tre:

  • Tassazione inferiore: si parte dal 15% e si arriva al 9% dopo 35 anni, contro il 23-40% del TFR in azienda
  • Contributo datoriale gratuito: nei fondi negoziali, il datore versa una quota aggiuntiva che non si ottiene in nessun altro modo
  • Deducibilita’ dei contributi: risparmio fiscale immediato sull’IRPEF, fino a 5.164,57€/anno

L’unica vera eccezione e’ chi ha un orizzonte temporale brevissimo (meno di 5 anni al pensionamento) o chi necessita con certezza di liquidita’ a breve — ma anche in questi casi si possono scegliere linee garantite che tutelano il capitale.

Se non hai ancora scelto dove destinare il tuo TFR, o vuoi valutare se cambiare scelta, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una consulenza personalizzata. Prenota un appuntamento presso i nostri uffici in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine — oppure chiamaci al 0432 1638640.

Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 05:31:352026-07-02 00:40:23TFR in Azienda o nel Fondo Pensione: Cosa Cambia Davvero e Dove Conviene nel 2026
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NOTIZIE, PATRONATO

Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date

Pensione 2026 INPS

Luglio 2026 porta con sé una serie di importanti appuntamenti per chi riceve prestazioni dall’INPS. Pensioni con l’aggiunta della quattordicesima, Assegno Unico Universale per le famiglie con figli, NASpI e Assegno di Inclusione: ogni bonifico ha la propria data di accredito e, in alcuni casi, regole specifiche che cambiano rispetto agli altri mesi. Questa guida raccoglie tutte le informazioni aggiornate su pagamenti INPS luglio 2026, con il calendario completo, gli importi attesi e i requisiti per la quattordicesima.

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Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tutte le date in un colpo d’occhio

L’INPS stabilisce ogni mese le date di accredito delle principali prestazioni previdenziali e assistenziali. Per luglio 2026, il calendario tiene conto dei giorni lavorativi e dell’esigenza di distribuire i pagamenti in modo da non sovraccaricare i sistemi bancari e postali. Ecco la panoramica completa:

Prestazione INPSData accredito luglio 2026Note
Pensioni (tutte le gestioni)1 luglio 2026 (martedì)Include quattordicesima per aventi diritto
Assegno Unico Universale17 luglio 2026Beneficiari in corso; nuove domande entro fine mese
NASpI / DisCollDal 15 luglio 2026Dipende dalla data di accoglimento domanda
Assegno di Inclusione (AdI)27 luglio 2026Ricarica Carta di Inclusione
Supporto Formazione Lavoro (SFL)27 luglio 2026Contestuale ad AdI
Bonus 100 euro / 500 euroLuglio 2026 (in busta paga)Per lavoratori dipendenti con requisiti IRPEF

Tutte le date si riferiscono all’accredito effettivo sul conto corrente o sul libretto postale del beneficiario. I tempi effettivi possono variare di 1-2 giorni lavorativi a seconda dell’istituto bancario o postale.

Pensioni luglio 2026: accredito il 1° luglio con la quattordicesima

Le pensioni di luglio 2026 vengono accreditate il 1° luglio 2026 (martedì), poiché il 1° luglio cade in un giorno lavorativo. I pensionati che percepiscono la pensione tramite Poste Italiane potranno ritirarla allo sportello o riceverla sul conto BancoPosta/libretto secondo le modalità concordate.

Il mese di luglio è particolarmente atteso dai pensionati perché, per chi ha i requisiti, l’INPS accredita insieme alla pensione ordinaria anche la quattordicesima mensilità, un importo aggiuntivo introdotto dalla Legge 127/2007 a favore dei pensionati a basso reddito. Vediamo nel dettaglio chi ne ha diritto e come viene calcolata.

Per verificare l’importo esatto della propria pensione di luglio, inclusa l’eventuale quattordicesima, i pensionati possono consultare il cedolino INPS online tramite il portale MyINPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. Il cedolino è disponibile di norma qualche giorno prima dell’accredito effettivo. Maggiori dettagli nella nostra guida su come consultare il cedolino pensione luglio 2026.

Cedolino pensione luglio: come scaricarlo

Per scaricare il cedolino della pensione di luglio 2026, il pensionato deve:

  1. Accedere al portale MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Andare nella sezione “Pensione” → “Cedolino della pensione”
  3. Selezionare il mese di luglio 2026
  4. Verificare la voce “Quattordicesima” nell’elenco delle componenti
  5. Scaricare il PDF per conservarlo come documento ufficiale

Quattordicesima pensione 2026: chi ha diritto, requisiti e importi

La quattordicesima mensilità della pensione è una somma aggiuntiva erogata dall’INPS ogni anno con la rata di luglio. Non è automatica per tutti i pensionati: esistono precisi requisiti di età, reddito e anzianità contributiva che devono essere soddisfatti contemporaneamente.

Requisiti anagrafici

Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che abbiano compiuto 64 anni di età entro il 31 luglio 2026 (o che li abbiano già compiuti prima). Chi compie 64 anni dopo il 31 luglio non percepirà la quattordicesima nel 2026, ma la riceverà a partire dall’anno successivo.

Requisiti reddituali: soglie e fasce 2026

Il reddito complessivo del pensionato (comprensivo di pensione e altri redditi assoggettabili a IRPEF) non deve superare determinate soglie, espresse in multipli del trattamento minimo INPS. Per il 2026, il trattamento minimo mensile INPS è pari a 611,85 euro (rivalutazione 1,4% per effetto del DM MEF 19/11/2025), per un valore annuo di 7.954,05 euro (13 mensilità).

Soglia reddituale annuaMultiplo trattamento minimoImporto quattordicesima (lavoratori dipendenti)Importo quattordicesima (autonomi)
Fino a 1,5 volte il minimo (~11.931 euro)1,5x660 euro504 euro
Da 1,5x a 2x il minimo (~15.908 euro)Da 1,5 a 2x410 euro336 euro
Oltre 2x il minimo>2xNessuna quattordicesimaNessuna quattordicesima

Nota: gli importi massimi della quattordicesima (660 euro, 504 euro, 410 euro, 336 euro) sono stabiliti per legge e variano in base all’anzianità contributiva come indicato nella tabella successiva. L’INPS verifica d’ufficio il reddito sulla base della dichiarazione dei redditi e/o dei dati del casellario pensionistico.

Requisiti contributivi per la quattordicesima

Oltre ai requisiti reddituali e anagrafici, la quattordicesima è differenziata in base all’anzianità contributiva maturata:

Anni di contribuzioneCategoriaFascia 1 (fino 1,5x min.)Fascia 2 (1,5x – 2x min.)
Meno di 15 anniLavoratori dipendenti437 euro336 euro
Da 15 a 25 anniLavoratori dipendenti546 euro410 euro
Oltre 25 anniLavoratori dipendenti660 euro410 euro
Meno di 18 anniLavoratori autonomi336 euro270 euro
Da 18 a 28 anniLavoratori autonomi420 euro336 euro
Oltre 28 anniLavoratori autonomi504 euro336 euro

La verifica dei requisiti avviene automaticamente da parte dell’INPS, che incrocia i dati presenti nel casellario delle posizioni previdenziali. I pensionati non devono presentare alcuna domanda: se hanno diritto, la quattordicesima viene accreditata automaticamente con la rata di luglio.

Esempio pratico di calcolo

Prendiamo il caso di Mario, 70 anni, ex lavoratore dipendente con 30 anni di contributi, pensione mensile di 900 euro e nessun altro reddito:

  • Reddito annuo complessivo: 900 euro x 13 = 11.700 euro
  • Soglia 1,5x trattamento minimo 2026: ~11.931 euro annui
  • Il reddito di Mario (11.700 euro) e’ inferiore alla soglia 1,5x: rientra nella prima fascia
  • Anzianità contributiva: 30 anni (oltre 25 anni per lavoratori dipendenti)
  • Quattordicesima spettante: 660 euro

Con la rata di luglio, Mario riceverà quindi: 900 euro (pensione ordinaria) + 660 euro (quattordicesima) = 1.560 euro totali.

Assegno Unico Universale luglio 2026: data di pagamento e importi

L’Assegno Unico Universale (AUU) di luglio 2026 viene accreditato tra il 17 e il 19 luglio 2026 per chi ha già l’ISEE aggiornato e ha presentato domanda nei mesi precedenti. Per i nuovi percettori o chi ha presentato domanda con ritardo, il pagamento potrebbe avvenire entro la fine del mese.

Ricordiamo che l’Assegno Unico Universale è stato introdotto con il D.Lgs. 230/2021 e spetta a tutti i nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni (senza limiti di reddito, ma con importi modulati in base all’ISEE). Per i figli disabili non ci sono limiti di età.

Importi Assegno Unico luglio 2026 per fascia ISEE

ISEE familiareImporto mensile per figlio (0-21 anni)Maggiorazione figli disabili
Fino a 17.090,61 euro (soglia minima)199,40 euro+91,42 euro (importo standard, varia per gravità)
Da 17.090,61 a 45.574,96 euroImporto decrescente (da 199,40 a 57,00 euro)Maggiorazione proporzionale
Oltre 45.574,96 euro o senza ISEE57,00 euro (importo minimo garantito)+maggiorazione disabilità standard

Gli importi 2026 tengono conto della rivalutazione ISTAT applicata a gennaio 2026. Chi non ha presentato l’ISEE o ha un ISEE scaduto percepisce solo la quota minima di 57 euro mensili per figlio.

Maggiorazioni Assegno Unico 2026: gli importi esatti

Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni per situazioni particolari. Ecco i valori aggiornati 2026:

Tipo maggiorazioneImporto mensileCondizioni
Entrambi i genitori lavoratori35,68 euro per figlioPer figli fino a 21 anni
Nuclei con 4 o più figli18 euro per figlioImporto aggiuntivo per ciascun figlio
Madri con meno di 21 anni23,68 euro per figlioEtà madre al momento della nascita
Figli con disabilità91,42 euro (valore base)Varia in base al grado di disabilità

Per verificare l’importo esatto spettante, le famiglie possono accedere al portale MyINPS o all’app INPS Mobile usando SPID, CIE o CNS. L’INPS invia anche notifiche via messaggio quando il pagamento è in elaborazione.

Per informazioni su tutti i pagamenti INPS di luglio 2026, inclusi NASpI, bonus 100/500 euro e AdI, consulta la nostra guida dedicata.

NASpI luglio 2026: quando arriva la disoccupazione

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) di luglio 2026 viene erogata a partire dal 15 luglio 2026. A differenza di pensioni e Assegno Unico, che hanno una data fissa per tutti i beneficiari, la NASpI viene pagata in base alla data di presentazione della domanda: i beneficiari ricevono il pagamento mensile nello stesso giorno del mese in cui è stata accolta la domanda originaria.

Chi ha presentato domanda NASpI il 15 di un mese, riceverà il pagamento mensile intorno al 15 del mese successivo. Sono possibili slittamenti di 1-3 giorni lavorativi legati all’elaborazione interna INPS e ai tempi bancari.

Importo NASpI luglio 2026: come si calcola

L’importo della NASpI è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni, fino a un massimale che per il 2026 è fissato a 1.575,42 euro mensili (D.Lgs. 22/2015, importo rivalutato annualmente). Se la retribuzione media supera il limite di 1.480,30 euro mensili si applica una formula riduttiva: il 75% si calcola sulla soglia e si aggiunge il 25% sulla parte eccedente.

Importante: a partire dal 7° mese di fruizione (dopo il sesto), l’importo della NASpI si riduce del 3% ogni mese. Questo meccanismo di decrescenza è stato introdotto per incentivare la reintegrazione nel mercato del lavoro. La durata massima della NASpI è di 24 mesi (pari a metà delle settimane lavorate nei 4 anni precedenti, con cap a 24 mesi).

Compatibilità NASpI con il lavoro

La NASpI presenta regole precise di compatibilità con eventuali nuove occupazioni durante il periodo di percezione:

  • Lavoro dipendente oltre 8.000 euro annui: decadenza della NASpI
  • Lavoro autonomo oltre 5.000 euro annui: riduzione dell’80% dell’eccedenza dalla NASpI
  • Partita IVA: possibilità di richiedere la NASpI Anticipata in un’unica soluzione

Assegno di Inclusione luglio 2026: ricarica il 27 luglio

L’Assegno di Inclusione (AdI), la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024, viene ricaricato sulla Carta di Inclusione (ex Carta RdC) il 27 luglio 2026. La stessa data vale per il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL).

La ricarica avviene in un’unica soluzione e i fondi sono immediatamente disponibili per prelievi ATM, pagamenti POS e acquisti nei negozi convenzionati. Ricordiamo che con la Carta di Inclusione non è possibile effettuare giochi d’azzardo, acquistare alcolici, sigarette o beni non essenziali in alcune categorie merceologiche.

Importo Assegno di Inclusione 2026

L’importo dell’AdI dipende dalla composizione del nucleo familiare e dalla situazione reddituale/patrimoniale (ISEE). Il beneficio è composto da tre componenti cumulabili:

  • Integrazione al reddito: fino a 6.000 euro annui (500 euro mensili) per il nucleo, moltiplicato per la scala di equivalenza INPS (che tiene conto del numero e della composizione dei componenti)
  • Integrazione affitto: fino a 3.360 euro annui (280 euro mensili) per chi vive in affitto con contratto regolare
  • Integrazione mutuo: fino a 1.800 euro annui (150 euro mensili) per chi ha un mutuo sulla prima casa

Per i nuclei composti esclusivamente da persone con disabilità o anziani over 60, non sono previsti obblighi di partecipazione ai percorsi di attivazione lavorativa.

Pensioni in ritardo o non accreditate: cosa fare

Se al 2 o 3 luglio la pensione non risulta ancora accreditata sul conto, è bene non allarmarsi subito: alcuni istituti bancari accreditano con 1-2 giorni di ritardo rispetto alla data INPS ufficiale. Prima di contattare l’INPS, verificare:

  1. Il cedolino su MyINPS: se compare “in elaborazione” significa che il pagamento è in corso
  2. L’estratto conto bancario aggiornato al giorno attuale
  3. Eventuali avvisi di blocco (pignoramenti, sospensioni per superamento requisiti reddituali)
  4. La correttezza dell’IBAN comunicato all’INPS (verificabile su MyINPS → Dati bancari)

Se dopo 3-4 giorni lavorativi la pensione non è ancora arrivata, è possibile:

  • Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da rete mobile, a pagamento)
  • Aprire un ticket tramite il portale MyINPS nella sezione “Contatti”
  • Recarsi presso uno sportello INPS o un CAF convenzionato per assistenza

Attenzione ai casi di pensioni erogate all’estero: l’INPS può sospendere il pagamento se il pensionato non ha inviato la dichiarazione RedEst annuale richiesta dalla normativa di riferimento.

Domande frequenti sui pagamenti INPS di luglio 2026

Quando viene pagata la pensione di luglio 2026?

La pensione di luglio 2026 viene accreditata il 1° luglio 2026 (martedì). Per i pensionati Poste Italiane che ritirano allo sportello, la distribuzione inizia dal 1° luglio seguendo l’ordine alfabetico per evitare code e assembramenti.

La quattordicesima è tassata?

Sì, la quattordicesima mensilità della pensione è soggetta a tassazione IRPEF come le altre mensilità. Tuttavia, poiché è erogata a pensionati con redditi bassi (al di sotto di 2 volte il trattamento minimo, pari a circa 15.908 euro annui nel 2026), nella pratica molti beneficiari ricadono nelle aliquote più basse o usufruiscono delle detrazioni da pensione, rendendo l’impatto fiscale minimo o nullo.

Cosa succede all’Assegno Unico se non ho rinnovato l’ISEE?

Chi non ha presentato o rinnovato la DSU/ISEE 2026 entro i termini previsti percepisce l’importo minimo garantito dell’Assegno Unico, pari a 57 euro mensili per figlio. Per ottenere l’importo pieno (fino a 199,40 euro) è necessario presentare l’ISEE aggiornato. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per la presentazione della DSU e il calcolo dell’ISEE.

Chi ha diritto alla quattordicesima pensione?

Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che:

  • Abbiano compiuto 64 anni entro il 31 luglio dell’anno in corso
  • Abbiano un reddito complessivo annuo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.908 euro nel 2026)
  • Abbiano almeno 15 anni di contribuzione (per i lavoratori dipendenti) o 18 anni (per gli autonomi)

Posso ricevere sia la pensione che l’Assegno Unico?

Sì, se il pensionato ha figli minori a carico può ricevere contemporaneamente la pensione e l’Assegno Unico Universale. Non vi è incompatibilità tra le due prestazioni. L’Assegno Unico è una misura universale che prescinde dalla natura del reddito del genitore (pensionato, lavoratore dipendente, autonomo, disoccupato).

L’Assegno di Inclusione è compatibile con un lavoro part-time?

Sì, l’AdI è compatibile con un reddito da lavoro dipendente o autonomo entro certi limiti. Se il beneficiario trova un’occupazione, deve comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. I redditi da lavoro vengono considerati nella soglia ISEE e possono ridurre l’importo del beneficio o determinarne la decadenza al superamento delle soglie di legge.

Come verifico lo stato del mio pagamento INPS?

Il modo più rapido è accedere a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS e controllare la sezione “Le mie prestazioni”. In alternativa, si può usare l’app INPS Mobile disponibile per iOS e Android. Per assistenza personalizzata, il CAF Centro Fiscale di Udine può supportare i cittadini nell’accesso ai servizi digitali INPS.

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Conclusioni: un luglio ricco di pagamenti INPS

Luglio 2026 si conferma un mese ricco di erogazioni INPS. I pensionati riceveranno la rata ordinaria già il 1° luglio, con l’aggiunta della quattordicesima per chi ha 64 anni e un reddito sotto la soglia di 2 volte il trattamento minimo (circa 15.908 euro annui nel 2026). Le famiglie con figli aspetteranno tra il 17 e il 19 luglio per l’Assegno Unico Universale, mentre i titolari di Assegno di Inclusione vedranno la ricarica il 27 luglio.

Per qualsiasi dubbio sull’importo ricevuto, sulla quattordicesima spettante o sulla gestione dell’ISEE per l’Assegno Unico, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per una consulenza personalizzata. Puoi contattarci al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121.

Consulta anche la nostra guida completa su tutti i pagamenti INPS di luglio 2026 per una visione d’insieme su NASpI, bonus 100/500 euro e le ultime novità INPS del mese.

Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-02 02:31:352026-07-02 00:10:15Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATO

Estratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisiti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Estratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisiti

L’estratto contributivo INPS e molto piu di un semplice elenco di versamenti: e lo strumento fondamentale per capire quando potrai andare in pensione e quale importo ti aspetta. In questa guida spieghiamo come leggere l’estratto contributivo per verificare i requisiti pensionistici nel 2026, come calcolare l’anzianita contributiva e come simulare la propria pensione futura usando gli strumenti INPS ufficiali.

Per sapere come richiedere l’estratto contributivo e leggerlo, consulta prima la guida completa all’estratto contributivo INPS. Per problemi di errori nell’estratto, leggi invece come correggere gli errori contributivi.

Cosa dice l’estratto contributivo sulla tua pensione

L’estratto contributivo contiene le informazioni essenziali per calcolare i tuoi diritti pensionistici:

  • Anzianita contributiva totale: numero di settimane/anni di contributi accreditati (lavoro effettivo + contributi figurativi + riscatti)
  • Retribuzione pensionabile: base su cui viene calcolata la quota retributiva (se hai contributi precedenti al 1996)
  • Montante contributivo: somma dei contributi versati nel sistema contributivo (post-1996 o interamente contributivi)
  • Gestione di appartenenza: FPLD (lavoratori dipendenti), Gestione Separata, artigiani/commercianti, ecc.

Combinando questi dati con i requisiti pensionistici vigenti nel 2026, puoi determinare se hai gia maturato il diritto alla pensione o quanti anni ti mancano.

Requisiti pensionistici 2026: riepilogo

Tipo di pensioneRequisito etaRequisito contributivoNote
Pensione di vecchiaia67 anni20 anni di contributiRequisito standard per tutti i regimi
Pensione anticipata ordinariaIndipendente42 anni e 10 mesi (uomini) / 41 anni e 10 mesi (donne)Finestra mobile 3 mesi
Quota 10362 anni41 anni di contributiProrogata al 2025; verifica stato 2026
Quota 41 (precoci)Indipendente41 anni (di cui 1 ante 19esimo anno di eta)Solo per categorie di lavori gravosi/invalidita/disoccupati
APE Sociale63 anni e 5 mesi30-36 anni (in base alla categoria)Solo per caregiver, invalidi, gravosi, disoccupati
Opzione Donna61 anni35 anniSolo lavoratrici, con ricalcolo contributivo

Nota: i requisiti di Quota 103 e APE Sociale per il 2026 sono soggetti a conferma o modifica con la Legge di Bilancio 2026. Verifica lo stato aggiornato sul sito INPS prima di pianificare il pensionamento.

Come calcolare la tua anzianita contributiva dall’estratto

Nell’estratto contributivo, i contributi sono espressi in settimane. Per convertirli in anni:

  1. Somma tutte le settimane accreditate nelle diverse gestioni (se hai contributi in piu gestioni, considera le regole di totalizzazione o cumulo)
  2. Dividi per 52 per ottenere gli anni completi
  3. Aggiungi eventuali periodi da riscatto (laurea, servizio militare, periodi non coperti) se gia pagati o in corso di pagamento
  4. Considera i contributi figurativi gia accreditati (malattia, maternita, disoccupazione)

Esempio pratico: se nell’estratto risultano 2.080 settimane totali, l’anzianita e di circa 40 anni (2.080 / 52 = 40). Con altri 2 anni di riscatto laurea in corso, si arriverebbe a 42 anni.

Cumulo e totalizzazione: quando hai contributi in piu gestioni

Se nel corso della tua vita lavorativa hai versato contributi in piu gestioni INPS (es. lavoratore dipendente per alcuni anni, poi autonomo iscritto alla Gestione Separata), hai due opzioni per sommare i periodi:

  • Cumulo gratuito (L. 228/2012, art. 1 c. 239-248): permette di sommare periodi contributivi non coincidenti in gestioni diverse INPS e Casse professionali, senza penalizzazioni. Il calcolo della pensione avviene pro-quota per ciascuna gestione secondo il proprio sistema (retributivo/contributivo)
  • Totalizzazione (D.Lgs. 42/2006): alternativa al cumulo, ma con calcolo interamente contributivo su tutto il periodo. Piu svantaggiosa nella maggior parte dei casi se hai periodi pre-1996 significativi

La simulazione pensione con il servizio INPS

L’INPS mette a disposizione sul portale myINPS il servizio “La mia pensione futura”, un simulatore che elabora automaticamente i dati del tuo estratto contributivo e ti fornisce:

  • La data stimata di maturazione del diritto alla pensione per ciascuna tipologia
  • L’importo stimato della pensione in vari scenari (pensionamento anticipato, vecchiaia, diverse ipotesi di crescita retributiva)
  • Il tasso di sostituzione: il rapporto tra la pensione stimata e l’ultimo stipendio

Per accedere al simulatore serve SPID, CIE o CNS. Il sistema elabora i dati del tuo estratto contributivo reale, quindi la simulazione e personalizzata sulla tua situazione effettiva.

Quota 103 e Quota 41 nel 2026: cosa sapere

Quota 103 (62 anni di eta + 41 anni di contributi) e stata prorogata nel 2025. Per il 2026, al momento della redazione di questa guida, la misura e ancora in vigore ma potrebbe subire modifiche con la prossima Legge di Bilancio. Chi matura i requisiti nel 2026 ma non ha ancora presentato domanda dovrebbe verificare la situazione attuale sul portale INPS o tramite patronato.

Quota 41 per i lavoratori precoci richiede 41 anni di contributi totali, di cui almeno 1 settimana versata prima del compimento dei 19 anni di eta. E riservata a specifiche categorie: disoccupati (che hanno esaurito la NASPI), invalidi (invalidita >= 74%), caregiver di parenti disabili, addetti a lavori gravosi (list. DM 5 febbraio 2018). Se rientri in una di queste categorie e sei vicino ai 41 anni di contributi, l’estratto contributivo e il documento fondamentale per verificare il requisito del contributo pre-19 anni.

Domande frequenti (FAQ)

Il riscatto della laurea compare nell’estratto contributivo?

Si, ma solo dopo che la pratica di riscatto e stata accettata e (almeno in parte) pagata. I periodi in riscatto appaiono nell’estratto come contributi figurativi da riscatto. Se hai presentato domanda di riscatto ma non hai ancora completato i pagamenti, il periodo potrebbe non essere ancora visibile.

Come faccio a sapere se ho contributi in piu gestioni?

L’estratto contributivo INPS mostra tutte le gestioni di appartenenza: FPLD (dipendenti privati), Gestione Separata (co.co.co., freelance), artigiani, commercianti. Se hai cambiato tipo di lavoro nel corso della carriera, il tuo estratto riporterra contributi in gestioni diverse. Per le casse professionali (es. CASSA FORENSE per avvocati, ENPAM per medici), i dati non sono presenti nell’estratto INPS ma nei propri sistemi di cassa.

Posso aumentare l’anzianita contributiva comprando contributi volontari?

Si. I contributi volontari INPS permettono di coprire periodi non lavorati (ad esempio anni di studio, interruzioni dell’attivita) per avvicinarsi prima alla soglia pensionistica. La domanda si presenta all’INPS e il costo varia in base alla retribuzione di riferimento e al regime pensionistico di appartenenza.

Conclusione: pianifica la pensione con il tuo estratto contributivo

L’estratto contributivo e il punto di partenza per qualsiasi pianificazione pensionistica seria. Conoscere la propria anzianita contributiva effettiva, identificare eventuali buchi da colmare (con riscatti, ricongiunzioni o contributi volontari) e simulare la propria pensione futura sono azioni che si possono fare gia oggi, senza aspettare la soglia dei 60 anni.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza previdenziale personalizzata: verifica gratuita dell’estratto contributivo, analisi dei requisiti pensionistici nel tuo caso specifico e supporto per presentare eventuali istanze INPS. Prenota un appuntamento per pianificare insieme il tuo futuro previdenziale.

Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 08:30:002026-06-02 08:12:56Estratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisiti
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

Quattordicesima Luglio 2026: Arriva Oggi? Importi e Verifica Cedolino

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Oggi, 1° luglio 2026, sul tuo conto arriva la pensione mensile insieme alla quattordicesima per chi ha diritto. Sul cedolino di luglio compare la voce “Somma aggiuntiva pensionati” o la sigla “QU”: ti spieghiamo dove trovarla, come verificare l’importo e cosa fare se non l’hai ricevuta entro 24 ore. Per i pensionati con i requisiti (64 anni + reddito entro 1,5x minimo), l’importo varia da 336 a 655 euro.

Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

1 luglio 2026: pensione + quattordicesima

Mercoledì 1° luglio 2026 INPS accredita simultaneamente la rata di pensione di luglio e la quattordicesima annuale per chi rispetta i requisiti. La quattordicesima compare come voce a credito separata, sommata alla rata ordinaria. Non c’è bisogno di domanda: l’INPS verifica automaticamente i requisiti.

Verifica importo in cedolino luglio (sigla QU)

  1. Accedi a inps.it > Cedolino della pensione > luglio 2026.
  2. Cerca nelle voci a credito la dicitura “Somma aggiuntiva pensionati” o “QU”.
  3. Verifica che l’importo corrisponda alla tua fascia contributiva (336-504 € pieno, fino a 655 € fascia ridotta).
  4. Controlla che il netto totale del cedolino includa rata mensile + quattordicesima.

Calcolo: 3 esempi reali

Esempio 1 – Dipendente con 30 anni contributi, reddito 11.000 €: rata pensione 850 € + quattordicesima 504 € = totale luglio 1.354 €.

Esempio 2 – Autonomo con 25 anni contributi, reddito 13.000 €: rata 900 € + quattordicesima ridotta ~390 € = totale luglio 1.290 € (fascia ridotta).

Esempio 3 – Dipendente con 12 anni contributi, reddito 10.500 €: rata 750 € + quattordicesima 336 € = totale luglio 1.086 €.

Non l’ho ricevuta: cosa fare in 24h

  1. Verifica su MyINPS che la quattordicesima sia stata effettivamente erogata.
  2. Se non c’è: controlla anno di nascita (64 anni compiuti entro 31/07/2026) e reddito personale aggiornato.
  3. Se hai i requisiti ma non l’hai ricevuta: presenta autodichiarazione su MyINPS o vai al patronato.
  4. Per importo errato: contatta numero verde 803.164 o apri pratica al CAF.

Quattordicesima e reversibilità

I titolari di pensione di reversibilità hanno diritto alla quattordicesima alle stesse condizioni (64 anni + soglia reddito). L’importo è calcolato sui contributi versati dal de cuius e proporzionato alla percentuale di reversibilità (60-100%).

Effetto su ISEE e altri bonus

  • La quattordicesima concorre al reddito IRPEF dell’anno (CU 2027 per il 730 dell’anno prossimo).
  • Non rileva immediatamente sull’ISEE (l’ISEE 2026 si basa sui redditi 2024); rileverà sull’ISEE 2027.
  • Non incide su bonus collegati a soglie reddituali immediate (Assegno Unico, bonus sociale).

Quando arriva se domanda tardiva

Se l’autodichiarazione viene presentata dopo luglio, INPS eroga la quattordicesima sulla prima rata utile (es. settembre o ottobre), con gli arretrati maturati dalla data di diritto.

Per la guida generale alla quattordicesima 2026 con tabella importi e requisiti completi.

FAQ

Quattordicesima 2026 in che giorno arriva?

Mercoledì 1° luglio 2026, sul cedolino di luglio insieme alla rata ordinaria.

Cedolino luglio dove vedo quattordicesima?

Nella sezione voci a credito, con dicitura “Somma aggiuntiva pensionati” o sigla “QU”.

Quattordicesima conta per ISEE?

Sì, ma rileva sull’ISEE dell’anno successivo (ISEE 2027 baserà su redditi 2026). Sull’ISEE 2026 non incide.

Posso averla anche con reversibilità?

Sì, se rispetti i requisiti (64 anni + soglia reddito). L’importo è calcolato sui contributi del de cuius e proporzionato alla quota di reversibilità.

Non l’ho ricevuta: cosa fare?

Verifica i requisiti su MyINPS. Se mancano nei dati INPS, presenta autodichiarazione. Per chiarimenti contatta 803.164 o il patronato CAF.

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Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-01 06:30:002026-07-01 06:30:00Quattordicesima Luglio 2026: Arriva Oggi? Importi e Verifica Cedolino
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Cedolino Pensione Luglio 2026: Quando Pagano, Quattordicesima e Come Controllare l’Importo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il mese di luglio 2026 è uno dei più attesi dai pensionati italiani: oltre al normale accredito mensile, molti riceveranno sul cedolino anche la quattordicesima mensilità, un importo aggiuntivo che l’INPS eroga a chi ha una pensione bassa. Ma quando viene pagata esattamente la pensione di luglio? Chi ha diritto alla quattordicesima e per quale importo? E come si controlla il cedolino su MyINPS? In questa guida rispondiamo a tutte le domande più frequenti dei pensionati.

Quando viene pagata la pensione di luglio 2026: la data esatta

L’INPS accredita le pensioni il primo giorno bancabile del mese. Luglio 2026 inizia di mercoledì, quindi il pagamento è previsto per mercoledì 1° luglio 2026. Chi ritira la pensione in contanti agli sportelli di Poste Italiane seguirà invece il calendario scaglionato per cognome, che si estende sui primi giorni lavorativi del mese.

Per i pensionati che hanno il conto corrente bancario o postale collegato all’INPS, l’accredito avviene in modo automatico e di solito è già disponibile sul conto la mattina del 1° luglio. Chi ha la pensione su Poste Italiane BancoPosta o su libretto postale troverà l’importo nello stesso giorno.

Calendario ritiro in contanti (Poste Italiane)

Per chi ritira la pensione allo sportello di Poste Italiane in contanti, il pagamento di luglio 2026 segue questo ordine alfabetico per cognome:

  • Cognomi A–B: 1° luglio 2026
  • Cognomi C–D: 2 luglio 2026
  • Cognomi E–K: 3 luglio 2026
  • Cognomi L–P: 4 luglio 2026
  • Cognomi Q–Z: 7 luglio 2026

Questo calendario scaglionato è pensato per evitare assembramenti agli sportelli postali. Se per qualsiasi motivo non riesci a ritirare il giorno previsto, puoi farlo nei giorni successivi senza perdere il diritto al pagamento.

La quattordicesima pensionati 2026: chi la riceve e a quanto ammonta

La quattordicesima mensilità è un importo aggiuntivo che l’INPS eroga ogni anno nel mese di luglio ai pensionati con redditi bassi. Non è un bonus una tantum: è un diritto stabilito per legge dalla Legge n. 127/2007, che ha introdotto questa misura per sostenere i pensionati con assegni più modesti. Non si chiama “quattordicesima” perché è la quattordicesima mensilità nel senso letterale, ma perché viene pagata in aggiunta alle tredici mensilità ordinarie.

Chi ha diritto alla quattordicesima: i requisiti 2026

Per ricevere la quattordicesima nel luglio 2026 devono essere soddisfatti contemporaneamente questi requisiti:

  • Età: aver compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026
  • Tipo di pensione: essere titolari di pensione diretta (vecchiaia, anticipata, invalidità) o di reversibilità a carico dell’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) o dei fondi sostitutivi ed esclusivi
  • Limite di reddito: il reddito complessivo annuo deve essere entro determinate soglie (vedi tabella sotto)

Il reddito preso in considerazione è quello relativo all’anno precedente (2025), comprensivo di tutte le fonti: pensioni, eventuali redditi da lavoro, affitti, interessi bancari, ecc. Non viene invece conteggiata la casa di abitazione.

Tabella importi quattordicesima luglio 2026

Gli importi della quattordicesima dipendono sia dagli anni di contribuzione versati sia dal reddito complessivo. Ecco la tabella di riferimento aggiornata al 2026:

Anni di contribuzioneReddito fino a 1,5 volte il trattamento minimoReddito da 1,5 a 2 volte il trattamento minimo
Fino a 15 anni (dipendenti) / 18 anni (autonomi)437 euro336 euro
Da 15 a 25 anni (dipendenti) / 18 a 28 anni (autonomi)546 euro420 euro
Oltre 25 anni (dipendenti) / 28 anni (autonomi)655 euro504 euro

Nota: I valori sono indicativi e rivalutati annualmente in base all’indice ISTAT. Il trattamento minimo INPS 2026 è pari a 611,85 euro mensili (rivalutato con DM MEF del 19/11/2025, perequazione +1,4%). Per gli importi esatti relativi alla tua posizione, consulta il cedolino su MyINPS o rivolgiti al CAF.

Le soglie di reddito corrispondono a:

  • 1,5 volte il trattamento minimo: circa 11.931 euro annui nel 2026 (su 13 mensilità)
  • 2 volte il trattamento minimo: circa 15.908 euro annui nel 2026 (su 13 mensilità)

Se il tuo reddito supera 2 volte il trattamento minimo non hai diritto alla quattordicesima. Se ti avvicini alla soglia, l’INPS calcola comunque un importo ridotto per evitare l’effetto “tutto o niente”.

Perché l’importo di luglio potrebbe essere diverso da giugno

Molti pensionati si accorgono che la pensione di luglio ha un importo diverso rispetto ai mesi precedenti. Questo può avvenire per diverse ragioni, tutte riportate nel cedolino:

  • Quattordicesima mensilità: per chi ha diritto, l’importo viene aggiunto direttamente al cedolino di luglio, aumentando l’accredito totale
  • Conguagli IRPEF: l’INPS in quanto sostituto d’imposta applica le ritenute IRPEF mensili e può effettuare conguagli fiscali a luglio (soprattutto per i pensionati che hanno presentato il 730)
  • Addizionali regionali e comunali: vengono trattenute a rate mensili e possono variare nei mesi estivi
  • Variazioni derivanti dal 730/2026: se hai presentato il 730 e hai un rimborso o un debito fiscale, l’INPS può iniziare ad accreditare o trattenere importi già da luglio
  • Rivalutazione automatica: gli assegni pensionistici vengono rivalutati ogni anno in base all’inflazione ISTAT; eventuali rettifiche possono comparire nel cedolino

Se noti una variazione inaspettata nel tuo cedolino, non preoccuparti subito: il motivo è quasi sempre spiegato nella voce di dettaglio del cedolino stesso. Leggi attentamente ogni voce prima di contattare il patronato o il CAF.

Come controllare il cedolino pensione INPS: la guida passo passo

Il cedolino della pensione è il documento ufficiale dell’INPS che riepiloga l’importo lordo, le trattenute fiscali e contributive, e il netto che viene accreditato. Puoi consultarlo online in qualsiasi momento, senza doverti recare allo sportello.

Accesso tramite MyINPS (metodo più rapido)

Il modo più semplice per vedere il cedolino di luglio 2026 è accedere al portale MyINPS all’indirizzo myinps.inps.it. Ecco come fare:

  1. Vai su myinps.inps.it dal tuo computer, tablet o smartphone
  2. Clicca su “Accedi” e scegli il metodo di autenticazione: SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
  3. Una volta dentro, cerca la sezione “Pensione e Previdenza”
  4. Clicca su “Cedolino della pensione”
  5. Seleziona il mese di luglio 2026 dal menu a tendina
  6. Visualizza o scarica il cedolino in formato PDF

Il cedolino diventa disponibile online solitamente verso la metà del mese precedente, quindi il cedolino di luglio dovrebbe essere consultabile già da metà giugno. Se accedi a luglio inoltrato, lo troverai sicuramente disponibile.

Come leggere il cedolino: le voci principali

Il cedolino INPS può sembrare complicato a prima vista, ma le voci principali sono sempre le stesse:

  • Pensione lorda: l’importo complessivo prima delle trattenute
  • IRPEF: la ritenuta fiscale mensile calcolata sul reddito da pensione
  • Addizionale regionale: la quota trattenuta per la regione di residenza
  • Addizionale comunale: la quota trattenuta per il comune di residenza
  • Quattordicesima: visibile come voce separata se ti spetta
  • Importo netto da pagare: quello che trovi sul conto corrente o libretto

Se non riesci ad accedere in autonomia a MyINPS oppure hai difficoltà a interpretare il cedolino, il nostro patronato è a tua disposizione: puoi prenotare un appuntamento presso uno dei nostri sportelli di Udine e provincia per un’assistenza completa.

Come ricevere il cedolino via email o posta

Non tutti i pensionati hanno dimestichezza con il digitale, e l’INPS lo sa. Esistono quindi alternative all’accesso online:

  • Invio via email: puoi richiedere che il cedolino venga inviato automaticamente all’indirizzo email che hai comunicato all’INPS. Per attivare questo servizio, accedi a MyINPS e aggiorna le tue preferenze di comunicazione
  • Contact Center INPS: puoi chiamare il numero gratuito 803 164 (da rete fissa) o 06 164164 (da cellulare, a pagamento) per ricevere informazioni sul cedolino
  • Sportello CAF/Patronato: il modo più comodo per chi non usa internet: ti assistiamo noi direttamente nella consultazione e nella spiegazione del cedolino

Domande frequenti sul cedolino pensione luglio 2026

Ho 63 anni: ho diritto alla quattordicesima?

No. La quattordicesima spetta solo ai pensionati che hanno compiuto (o compiono) 64 anni entro il 31 luglio 2026. Se compi 64 anni dopo il 31 luglio, la riceverai a partire dal luglio dell’anno successivo.

Non ho ricevuto la quattordicesima: cosa faccio?

Prima verifica i requisiti: hai compiuto 64 anni entro luglio 2026 e il tuo reddito 2025 è entro le soglie previste? Se sì, controlla il cedolino su MyINPS per verificare se la voce “quattordicesima” è presente. Se non lo è e ritieni di averne diritto, puoi presentare domanda di riesame al tuo patronato di fiducia.

La pensione di luglio risulta più bassa del solito: è normale?

Può succedere se l’INPS sta trattenendo importi per conguagli fiscali legati al 730/2026 oppure per addizionali regionali o comunali. Controlla il cedolino per vedere quali voci sono aumentate rispetto al mese precedente. Se hai presentato il 730 con un debito IRPEF, la trattenuta può essere spalmata in più rate a partire da luglio.

Posso delegare qualcuno a ritirare la pensione in posta per me?

Sì. Poste Italiane consente la delega a un familiare o a un terzo di fiducia per il ritiro della pensione in contanti. È necessario presentare allo sportello il documento del delegante e del delegato, insieme all’apposito modulo di delega reperibile sul sito di Poste Italiane o direttamente allo sportello.

Quando viene pubblicato il cedolino di luglio su MyINPS?

Il cedolino di luglio viene di norma caricato su MyINPS nella seconda metà di giugno. Accedendo a MyINPS dal 15-20 giugno in poi puoi già visualizzare il documento relativo al mese successivo.

La quattordicesima è tassata?

Sì. La quattordicesima mensilità è soggetta a IRPEF come il normale reddito da pensione. L’INPS applica direttamente le ritenute sul cedolino di luglio, quindi l’importo che ricevi in accredito è già al netto delle imposte.

Articoli correlati sul cedolino e sulle pensioni di luglio 2026

Se vuoi approfondire ulteriori aspetti legati alle pensioni di luglio 2026, ti consigliamo di leggere anche:

  • Pagamento pensioni luglio 2026: date di accredito, quattordicesima
  • Quattordicesima pensionati 2026: a chi spetta, quando arriva
  • Quattordicesima pensione INPS: tutti gli importi ufficiali
  • Modello OBIS-M 2026: cos’è e come scaricarlo

Hai dubbi sul cedolino? Il CAF Centro Fiscale ti aiuta

Il cedolino INPS contiene molte voci e può essere difficile da interpretare, soprattutto quando compaiono trattenute inaspettate o variazioni di importo. Il nostro patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per:

  • Verificare il cedolino e spiegare ogni voce
  • Controllare se hai diritto alla quattordicesima
  • Presentare domanda di riesame in caso di quattordicesima non ricevuta
  • Assistenza per l’accesso a MyINPS con SPID o CIE
  • Verifica dei conguagli fiscali del 730 sulla pensione

Prenota un appuntamento presso i nostri sportelli: siamo a tua disposizione per offrire un’assistenza competente e accessibile, senza costi nascosti.

Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 10:00:002026-06-30 12:10:55Cedolino Pensione Luglio 2026: Quando Pagano, Quattordicesima e Come Controllare l’Importo
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensione luglio 2026: come consultare il cedolino INPS

Pensione 2026 INPS

La pensione di luglio 2026 porta con sé alcune novità importanti rispetto ai mesi precedenti: oltre all’accredito ordinario, molti pensionati riceveranno la quattordicesima mensilità e potrebbero trovare nel cedolino importi diversi rispetto a giugno, a causa di conguagli IRPEF e addizionali regionali e comunali. Capire come consultare il cedolino della pensione INPS è fondamentale per verificare l’esattezza dell’importo ricevuto e comprendere le voci che lo compongono.

In questa guida completa spieghiamo come accedere al cedolino online, cosa significa ogni voce, quali sono le date di pagamento pensioni luglio 2026 e come interpretare le eventuali variazioni di importo.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il cedolino della pensione e perché consultarlo
  2. Come accedere al cedolino pensione INPS online: SPID, CIE e CNS
  3. Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino: la sezione INPS dedicata
  4. Come leggere il cedolino pensione: guida alle voci principali
  5. Date di pagamento pensioni luglio 2026: il calendario completo
  6. Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importi
  7. Conguagli IRPEF a luglio 2026: cosa sono e perché l’importo può variare
  8. Perequazione pensioni 2026: l’aumento dell’1,4%
  9. Cosa fare se il cedolino presenta errori o discrepanze
  10. Cedolino pensione: le domande più frequenti dei pensionati
  11. Riepilogo: guida rapida al cedolino pensione luglio 2026

Cos’è il cedolino della pensione e perché consultarlo

Il cedolino della pensione è il documento mensile emesso dall’INPS che riepiloga tutte le voci che compongono l’importo netto accreditato al pensionato. A differenza di quanto molti credono, non si tratta semplicemente di un’attestazione del pagamento: il cedolino contiene informazioni dettagliate su:

  • Importo lordo della pensione (o delle pensioni, se il pensionato ne percepisce più)
  • Trattenute IRPEF (ritenute d’acconto mensili)
  • Addizionali regionali e comunali all’IRPEF (trattenute a rate da gennaio a novembre)
  • Detrazioni fiscali spettanti (per lavoro, per carichi familiari)
  • Conguagli positivi o negativi (derivanti dalla dichiarazione 730 o dal conguaglio di fine anno precedente)
  • Voci speciali come la quattordicesima mensilità (erogata a luglio)
  • Importo netto effettivamente corrisposto

Consultare il cedolino con regolarità è importante per diversi motivi. In primo luogo, permette di verificare che l’importo accreditato sia corretto e conforme alle aspettative. In secondo luogo, consente di controllare che le detrazioni fiscali siano applicate correttamente. Infine, è uno strumento essenziale per comprendere l’impatto dei conguagli IRPEF che, a luglio, possono far variare significativamente il netto mensile.

Come accedere al cedolino pensione INPS online: SPID, CIE e CNS

L’INPS ha reso disponibile la consultazione del cedolino pensione esclusivamente online, attraverso il proprio portale istituzionale. Per accedere al servizio è necessario disporre di uno dei seguenti strumenti di identità digitale:

1. SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

Lo SPID è lo strumento più diffuso tra i pensionati italiani. Si tratta di un sistema di autenticazione con username, password e codice OTP (One Time Password) inviato al cellulare. I principali provider SPID sono PosteID (Poste Italiane), TIM id, Aruba, Namirial e altri. Il livello minimo richiesto per l’accesso ai servizi INPS è SPID livello 2.

2. CIE (Carta di Identità Elettronica)

La Carta di Identità Elettronica di nuova generazione (con il chip NFC) può essere usata per accedere ai servizi INPS. L’accesso avviene tramite l’app “CieID” scaricabile su smartphone Android o iOS, oppure tramite un lettore NFC collegato al computer. Per accedere sono necessari il PIN della CIE (rilasciato al momento dell’emissione del documento) e il PUK.

3. CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

La CNS è una tessera magnetica (spesso coincide con la Tessera Sanitaria abilitata) che consente l’accesso ai servizi telematici della Pubblica Amministrazione. Richiede un lettore di smart card e l’installazione di specifici software sul proprio computer. È meno diffusa rispetto a SPID e CIE, ma rimane una valida alternativa per chi non dispone degli altri strumenti.

Passaggi per accedere al cedolino sul sito INPS

Una volta in possesso di uno dei sistemi di autenticazione, la procedura per consultare il cedolino è la seguente:

  1. Vai sul sito ufficiale www.inps.it
  2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
  3. Seleziona il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
  4. Completa l’autenticazione seguendo le istruzioni
  5. Una volta nella tua area personale, vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
  6. Seleziona “Cedolino della pensione” (o “Cedolini” nella sezione pensioni)
  7. Scegli il mese che ti interessa (ad esempio luglio 2026)
  8. Scarica o visualizza il cedolino in formato PDF

In alternativa, i pensionati che riscuotono la pensione tramite Poste Italiane possono consultare il cedolino anche tramite l’app PostePay o presso qualsiasi Ufficio Postale, mostrando un documento d’identità valido.

Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino: la sezione INPS dedicata

Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è la sezione del portale INPS che raccoglie tutte le informazioni previdenziali del singolo utente. È accessibile dall’area personale del sito www.inps.it e contiene:

  • La situazione contributiva (estratto conto contributivo)
  • I cedolini della pensione dei mesi correnti e degli anni precedenti
  • Le attestazioni fiscali (CU – Certificazione Unica)
  • Il calendario dei pagamenti previsti
  • Le dichiarazioni di responsabilità (ad esempio per prestazioni legate al reddito)
  • I dati anagrafici e di pagamento (IBAN, indirizzo di riscossione)

Per raggiungere il cedolino dall’interno del Fascicolo Previdenziale, segui questo percorso: “Il tuo Fascicolo” → “Posizioni previdenziali” → “Pensione” → “Cedolino”. Se hai più pensioni (ad esempio una di vecchiaia e una di reversibilità), le visualizzerai entrambe in elenco e potrai selezionare quella che ti interessa.

App INPS Mobile: consulta il cedolino dallo smartphone

L’INPS ha sviluppato un’applicazione ufficiale per smartphone, “INPS Mobile”, disponibile gratuitamente su App Store (iOS) e Google Play (Android). Tramite l’app è possibile:

  • Consultare i cedolini della pensione degli ultimi 24 mesi
  • Visualizzare le date di pagamento delle mensilità future
  • Scaricare il cedolino in formato PDF
  • Accedere al proprio estratto conto contributivo
  • Inviare comunicazioni all’INPS

L’accesso all’app richiede le stesse credenziali del sito web: SPID, CIE o CNS. Una volta effettuato il login, il cedolino del mese corrente è solitamente visualizzabile nella schermata principale nella sezione “Le mie pensioni”.

Come leggere il cedolino pensione: guida alle voci principali

La struttura del cedolino pensione INPS può sembrare complessa a prima vista, ma seguendo la logica delle voci è possibile comprenderla agevolmente. Ecco le principali sezioni e cosa significano.

Sezione 1: Intestazione e dati identificativi

In questa sezione trovi:

  • Nome, cognome e codice fiscale del pensionato
  • Numero di pensione (NGL – Numero Generale del Lavoro)
  • Sede INPS di competenza
  • Tipo di pensione (vecchiaia, anticipata, invalidità, reversibilità, ecc.)
  • Mese e anno di riferimento del cedolino

Sezione 2: Competenze (importi a credito del pensionato)

Le competenze rappresentano tutti gli importi che l’INPS eroga al pensionato:

  • Pensione lorda mensile: l’importo teorico prima di qualsiasi trattenuta
  • Integrazione al minimo: eventuale maggiorazione per portare la pensione al trattamento minimo (611,85 euro nel 2026)
  • Maggiorazione sociale: per pensionati con redditi bassi che hanno compiuto 70 anni
  • Quattordicesima mensilità: presente solo nel cedolino di luglio, per chi ha i requisiti
  • Arretrati: eventuali somme dovute per i mesi precedenti (es. conguaglio perequazione)

Sezione 3: Trattenute fiscali

Le trattenute sono gli importi che l’INPS trattiene dalla pensione lorda per conto del Fisco:

  • IRPEF: la ritenuta d’acconto mensile calcolata sull’importo lordo della pensione, applicando gli scaglioni vigenti (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre)
  • Addizionale regionale IRPEF: varia in base alla regione di residenza (generalmente tra l’1,23% e il 3,33% del reddito imponibile), trattenuta a rate mensili da gennaio a novembre
  • Addizionale comunale IRPEF: stabilita dal singolo Comune, trattenu ta anch’essa a rate mensili
  • Conguaglio IRPEF positivo o negativo: derivante dal ricalcolo delle imposte dell’anno precedente (saldo) o dall’elaborazione del 730

Sezione 4: Detrazioni spettanti

Le detrazioni riducono l’IRPEF da versare e includono:

  • Detrazione per pensione: spetta a tutti i pensionati (uguale a quella per reddito da lavoro dipendente/pensione, con calcolo progressivo)
  • Detrazione per coniuge a carico: se il coniuge ha un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro (o 4.000 euro se sotto i 24 anni)
  • Detrazione per figli a carico: ridotta dal 2022 dall’Assegno Unico Universale, ma ancora applicabile per figli maggiorenni non beneficiari dell’AUU
  • Detrazione per altri familiari a carico

Sezione 5: Importo netto

L’importo netto è la somma che viene effettivamente accreditata sul conto corrente o consegnata allo sportello. Si calcola come:

Netto = Competenze totali – Trattenute totali + Detrazioni applicate

Date di pagamento pensioni luglio 2026: il calendario completo

Le pensioni di luglio 2026 vengono erogate secondo il calendario stabilito dall’INPS. Il pagamento avviene il primo giorno bancabile del mese, ma le modalità di riscossione differenziano le date effettive di accredito.

Modalità di riscossioneData accredito luglio 2026Note
Banca (accredito su conto corrente)1° luglio 2026 (martedì)Accredito diretto sul c/c
Poste Italiane – Libretto di risparmio1° luglio 2026Disponibile dall’1 luglio
Poste Italiane – Sportello (cognomi A-C)1° luglio 2026Turni alfabetici
Poste Italiane – Sportello (cognomi D-K)2 luglio 2026Turni alfabetici
Poste Italiane – Sportello (cognomi L-P)3 luglio 2026Turni alfabetici
Poste Italiane – Sportello (cognomi Q-Z)4 luglio 2026Turni alfabetici
Poste Italiane – BancoPosta o Postepay1° luglio 2026Accredito automatico

Nota importante: il 1° luglio 2026 è martedì (giorno lavorativo bancario), pertanto non si prevedono slittamenti rispetto al primo del mese. I pensionati che riscuotono tramite accredito su conto corrente bancario o postale riceveranno l’accredito in data 1 luglio.

Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importi

Il cedolino di luglio 2026 per molti pensionati include anche la quattordicesima mensilità, un’ulteriore prestazione erogata dall’INPS ai pensionati con redditi bassi. Questa somma aggiuntiva è stata introdotta dalla Legge n. 127/2007 e spetta ai pensionati che soddisfano determinati requisiti anagrafici e reddituali.

Requisiti per ricevere la quattordicesima

  • Età: aver compiuto almeno 64 anni entro il 31 luglio 2026
  • Reddito: reddito personale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS (per il 2026: entro circa 917,78 euro mensili o 10.773 euro annui per la fascia base) o 2 volte il trattamento minimo per la fascia superiore
  • Tipo di pensione: deve essere una pensione a carico delle gestioni pensionistiche obbligatorie (vecchiaia, anzianità, anticipata, invalidità, reversibilità, ecc.)
Anni di contributiImporto massimo (ex dipendenti)Importo massimo (ex autonomi)
Fino a 15 anni437,00 euro ca.335,00 euro ca.
Da 15 a 25 anni546,00 euro ca.437,00 euro ca.
Oltre 25 anni655,00 euro ca.546,00 euro ca.

Nota: gli importi esatti della quattordicesima 2026 vengono rivalutati ogni anno dall’INPS in base alla perequazione. I valori indicati sono orientativi e basati sui dati degli anni precedenti rivalutati dell’1,4% (tasso perequazione 2026 confermato dal DM MEF 19/11/2025).

Conguagli IRPEF a luglio 2026: cosa sono e perché l’importo può variare

Uno degli aspetti che genera più confusione tra i pensionati è la variazione dell’importo netto della pensione a luglio rispetto ai mesi precedenti. Questa variazione è spesso dovuta ai conguagli IRPEF derivanti dall’elaborazione del modello 730 o dal ricalcolo delle imposte di competenza dell’anno precedente.

Conguaglio da 730: come funziona

Se il pensionato ha presentato il modello 730/2026 (dichiarazione dei redditi anno 2025) con l’INPS come sostituto d’imposta, il conguaglio viene applicato direttamente sul cedolino della pensione. In particolare:

  • Se dall’elaborazione del 730 emerge un credito IRPEF (il pensionato ha pagato più imposte del dovuto), la somma viene rimborsata direttamente nella busta paga di luglio (o nel primo cedolino utile dopo la ricezione della dichiarazione dall’INPS)
  • Se invece emerge un debito IRPEF (il pensionato ha pagato meno imposte del dovuto), la trattenuta aggiuntiva viene applicata a partire dalla mensilità di luglio, con la possibilità di rateizzazione fino a novembre se l’importo supera 100 euro

Conguaglio di fine anno precedente

Oltre al conguaglio da 730, a luglio può essere presente anche il conguaglio di fine anno relativo all’anno fiscale precedente. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, ogni anno ricalcola le imposte effettivamente dovute sulla base del reddito complessivo del pensionato e applica le eventuali differenze (in più o in meno) sui cedolini successivi.

Addizionali regionali e comunali: come si calcolano

Le addizionali IRPEF (regionali e comunali) vengono trattenute in dodici rate mensili da gennaio a novembre, con saldo a novembre. L’aliquota varia in base al Comune e alla Regione di residenza. Alcuni esempi per i pensionati residenti in Friuli Venezia Giulia:

  • Addizionale regionale FVG: 1,23% (aliquota base per i redditi fino a 15.000 euro), con possibilità di esenzione per redditi bassi
  • Addizionale comunale Udine: variabile annualmente (verificare sul sito del Comune)

Perequazione pensioni 2026: l’aumento dell’1,4%

Dal 1° gennaio 2026 le pensioni italiane sono state rivalutate del 1,4% in applicazione del meccanismo di perequazione automatica (indicizzazione all’inflazione). Questo aggiornamento, previsto dalla normativa previdenziale italiana, garantisce che le pensioni mantengano il loro potere d’acquisto nel tempo adeguandosi all’andamento del costo della vita (indice FOI rilevato dall’ISTAT).

Il tasso di rivalutazione dell’1,4% per il 2026 è stato confermato dal DM MEF del 19 novembre 2025. La perequazione si applica in modo differenziato in base all’importo della pensione:

Fascia di importo pensionePercentuale rivalutazione 2026
Fino a 4 volte il minimo (2.447,40 euro/mese)100% dell’1,4% = +1,4%
Da 4 a 5 volte il minimo90% dell’1,4% = +1,26%
Da 5 a 6 volte il minimo75% dell’1,4% = +1,05%
Da 6 a 8 volte il minimo50% dell’1,4% = +0,70%
Da 8 a 10 volte il minimo25% dell’1,4% = +0,35%
Oltre 10 volte il minimo0% (nessun adeguamento)

Il trattamento minimo INPS per il 2026 è di 611,85 euro al mese (importo confermato dal DM MEF 19/11/2025 dopo rivalutazione dell’1,4% rispetto al 2025).

Cosa fare se il cedolino presenta errori o discrepanze

Se dopo aver consultato il cedolino di luglio 2026 riscontri importi che non corrispondono alle tue aspettative, o voci che non riesci a interpretare, ecco come procedere.

Verifica preliminare autonoma

Prima di rivolgerti all’INPS, effettua alcune verifiche autonome:

  1. Confronta con i cedolini dei mesi precedenti: verifica se la variazione è compatibile con la quattordicesima, con conguagli 730 o con le addizionali
  2. Controlla se hai presentato il 730: se sì, la variazione di luglio potrebbe essere proprio il conguaglio fiscale
  3. Verifica l’estratto conto contributivo: accessibile sempre dal Fascicolo Previdenziale, ti mostra la storia dei pagamenti ricevuti
  4. Leggi il dettaglio del cedolino: spesso la risposta è nelle singole voci (es. “conguaglio IRPEF a debito” o “rata addizionale regionale”)

Come contattare l’INPS per chiarimenti

Se le verifiche autonome non bastano, puoi rivolgerti all’INPS attraverso i seguenti canali:

  • Portale INPS: tramite il servizio “Contatta l’INPS” nella tua area personale, puoi inviare una richiesta scritta con allegato il cedolino
  • Contact Center INPS: numero verde 803 164 (da fisso, gratuito) oppure 06 164 164 (da cellulare, a pagamento in base al piano tariffario)
  • Sede INPS territoriale: puoi prenotare un appuntamento tramite il portale INPS o presentarti allo sportello
  • Patronato o CAF: rivolgiti al tuo patronato di fiducia o a un Centro di Assistenza Fiscale (come il CAF Centro Fiscale) per un supporto professionale nell’interpretazione del cedolino e nella gestione di eventuali ricorsi o richieste di rettifica

Puoi anche consultare la guida ai Pagamenti INPS Luglio 2026 per avere il calendario completo di tutte le prestazioni (pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI).

Cedolino pensione: le domande più frequenti dei pensionati

Raccogliamo le domande che riceviamo più spesso dai pensionati che si rivolgono al CAF Centro Fiscale di Udine riguardo al cedolino di luglio.

Quando viene pubblicato il cedolino di luglio sul sito INPS?

Il cedolino di luglio 2026 viene solitamente reso disponibile sul portale INPS nella seconda metà di giugno, circa 10-15 giorni prima della data di pagamento. Questo consente al pensionato di verificare in anticipo l’importo che riceverà. Se a fine giugno il cedolino non fosse ancora visibile, è normale: l’INPS lo carica progressivamente per tutte le posizioni.

Perché a luglio la pensione è più alta del solito?

Se la pensione di luglio è più alta rispetto a giugno, la ragione principale è quasi sempre la quattordicesima mensilità, erogata a luglio ai pensionati con requisiti reddituali e anagrafici specifici. Altri motivi possono essere rimborsi da conguaglio 730 o arretrati perequativi.

Perché a luglio la pensione netta è più bassa?

Se invece la pensione netta di luglio è inferiore al normale, la causa più probabile è il conguaglio IRPEF a debito derivante dall’elaborazione del 730 (importi da versare allo Stato per le spese detraibili non sufficienti a coprire il debito d’imposta) o dal conguaglio di fine anno precedente. Anche le rate delle addizionali regionali e comunali, se non correttamente conteggiate nei mesi precedenti, possono incidere.

Posso delegare qualcuno a ritirare la pensione alle Poste?

Sì. I pensionati impossibilitati a recarsi allo sportello postale possono conferire una delega scritta a un familiare o a un’altra persona di fiducia. La delega deve essere accompagnata da copia del documento di identità del delegante e del delegato. In alternativa, è sempre consigliabile richiedere l’accredito diretto su conto corrente (bancario o postale), eliminando la necessità di recarsi fisicamente allo sportello.

Come cambio l’IBAN per l’accredito della pensione?

Per modificare l’IBAN su cui viene accreditata la pensione, è necessario comunicarlo all’INPS tramite:

  • Il portale INPS (area personale, sezione “Dati di pagamento”)
  • Il Contact Center INPS (803 164)
  • La sede INPS territoriale
  • Tramite un patronato o CAF abilitato

La modifica richiede in genere qualche settimana per essere recepita, quindi è consigliabile effettuarla con congruo anticipo rispetto alla data di pagamento.

Cosa significa “NGL” nel cedolino?

NGL sta per Numero Generale del Lavoro: è il codice identificativo univoco della tua pensione presso l’INPS. Ogni pensione ha il suo NGL, che va indicato in tutte le comunicazioni con l’Istituto. Se il pensionato percepisce più pensioni (ad esempio vecchiaia + reversibilità), ogni pensione ha un NGL diverso e un cedolino separato.

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Riepilogo: guida rapida al cedolino pensione luglio 2026

Ecco i punti chiave da ricordare per il cedolino di luglio 2026:

  • Accesso: inps.it con SPID, CIE o CNS oppure app INPS Mobile
  • Sezione: Fascicolo Previdenziale del Cittadino → Cedolino pensione
  • Data pagamento: 1° luglio 2026 (accredito bancario e postale); turni alfabetici agli sportelli postali dall’1 al 4 luglio
  • Quattordicesima: presente per chi ha almeno 64 anni e redditi entro il limite
  • Perequazione 2026: +1,4% applicato da gennaio 2026 (DM MEF 19/11/2025)
  • Trattamento minimo 2026: 611,85 euro al mese
  • Conguagli: possibili variazioni (in più o in meno) per 730 o conguaglio fiscale di fine anno
  • Problemi: Contact Center INPS 803 164 o rivolgiti al tuo CAF/patronato

Se hai bisogno di assistenza per interpretare il tuo cedolino pensione, per presentare domanda di quattordicesima o per gestire i conguagli fiscali, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento.

Giugno 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-27 22:29:322026-06-28 00:08:46Pensione luglio 2026: come consultare il cedolino INPS
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensione INPS all’estero, RedEst al via per evitare la sospensione

Pensione 2026 INPS

Se sei un pensionato italiano che vive all’estero — o se hai un familiare che percepisce la pensione INPS fuori dall’Italia — il nome RedEst è fondamentale da conoscere. Si tratta della procedura annuale con cui l’INPS verifica che i propri pensionati residenti all’estero siano ancora in vita, e senza di essa la pensione può essere sospesa e poi revocata.

Nel 2026, la campagna RedEst è ufficialmente al via: Citibank — il partner internazionale incaricato da INPS — ha già avviato l’invio dei questionari di accertamento dell’esistenza in vita. Ignorare questi questionari può costare la pensione. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: cos’è RedEst, come compilarlo, le scadenze per ciascun paese e cosa fare se la pensione è già stata sospesa.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il RedEst INPS e perché è obbligatorio
  2. Come funziona la campagna RedEst 2026: Citibank e il questionario
  3. Scadenze RedEst 2026 per area geografica: la tabella completa
  4. Paesi con accordi bilaterali: le eccezioni alla regola RedEst
  5. Cosa succede se non rispondi al questionario RedEst: la procedura di sospensione
  6. Come compilare e restituire il questionario RedEst: istruzioni passo passo
  7. Alternative al questionario cartaceo: digitalizzazione e patronati
  8. La pensione INPS all’estero è tassata? Aspetti fiscali da conoscere
  9. Cosa fare se la pensione INPS è già stata sospesa: procedura di riattivazione
  10. Aggiornamento indirizzo estero e variazioni anagrafiche: come comunicarle a INPS
  11. Il ruolo del CAF per i pensionati INPS all’estero: cosa possiamo fare per te
  12. Domande frequenti (FAQ) su RedEst e pensione INPS all’estero

Cos’è il RedEst INPS e perché è obbligatorio

Il RedEst (acronimo di Redditi Esteri, ma nella pratica usato come sinonimo di campagna di accertamento esistenza in vita all’estero) è la procedura annuale obbligatoria gestita da INPS tramite Citibank N.A., l’istituto bancario internazionale incaricato di svolgere questa verifica nei confronti dei pensionati italiani residenti fuori dall’Italia.

L’INPS paga ogni anno pensioni a circa 300.000 pensionati italiani residenti all’estero in oltre 160 paesi. Per evitare di erogare assegni a persone decedute — una forma di frode previdenziale — la normativa prevede che periodicamente ogni beneficiario dimostri di essere ancora in vita.

In termini tecnici questa verifica si chiama accertamento dell’esistenza in vita o proof of life. Se il pensionato non risponde entro la scadenza prevista, l’INPS prima sospende il pagamento della pensione e poi, dopo ulteriori mesi senza risposta, ne dispone la revoca definitiva.

La base normativa è solida: l’INPS è tenuto a verificare periodicamente la permanenza del diritto alle prestazioni pensionistiche in base al proprio Statuto e alle disposizioni del D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 479 (riordino degli enti previdenziali) e successive modifiche, oltre che ai protocolli di controllo previsti dalle circolari INPS aggiornate annualmente. La collaborazione con Citibank N.A. per l’accertamento dell’esistenza in vita all’estero è regolamentata da apposite convenzioni operative e comunicata tramite messaggi INPS specifici ogni anno.

Come funziona la campagna RedEst 2026: Citibank e il questionario

Il meccanismo è semplice ma rigoroso. Ogni anno, a partire dai mesi di ottobre-novembre, Citibank invia a ogni pensionato INPS residente all’estero un questionario cartaceo (accompagnato da una busta pre-affrancata per la risposta) all’indirizzo risultante dagli archivi INPS.

Il questionario chiede al pensionato di:

  • Confermare i propri dati anagrafici e l’indirizzo estero attuale
  • Dichiarare il proprio stato civile aggiornato
  • Indicare se ci sono stati cambiamenti nella composizione familiare rilevanti per la pensione
  • Firmare il modulo (firma autografa obbligatoria)
  • Far autenticare la firma o allegare copia del documento d’identità (a seconda del paese)

Il questionario compilato va restituito a Citibank entro la scadenza prevista per il proprio paese. In alternativa, per alcune nazioni, esiste la possibilità di effettuare la verifica di persona presso banche corrispondenti di Citibank, presso consolati o patronati italiani all’estero.

Attenzione: Citibank non chiede mai denaro per questa procedura. Qualsiasi richiesta di pagamento è una truffa. La procedura è completamente gratuita per il pensionato.

Scadenze RedEst 2026 per area geografica: la tabella completa

Le scadenze RedEst variano in base all’area geografica di residenza del pensionato. L’INPS, in coordinamento con Citibank, ha definito un calendario a scaglioni per gestire i flussi di risposta. Ecco la tabella delle scadenze tipiche per il 2026 (le date esatte vengono comunicate da Citibank nel questionario inviato al pensionato):

Area geografica / PaesePeriodo invio questionariScadenza risposta
Europa (paesi UE e SEE)Ottobre – Novembre 2025Gennaio 2026
America Settentrionale (USA, Canada)Ottobre – Novembre 2025Febbraio 2026
America Latina (Argentina, Brasile, Venezuela, ecc.)Novembre – Dicembre 2025Marzo 2026
Australia e OceaniaNovembre – Dicembre 2025Febbraio 2026
Africa e Medio OrienteDicembre 2025 – Gennaio 2026Aprile 2026
Asia (incluse Filippine, Cina, India)Dicembre 2025 – Gennaio 2026Marzo – Aprile 2026

Nota: le date esatte sono comunicate da Citibank nel singolo questionario. Se non hai ricevuto il questionario entro la scadenza del tuo paese, contatta Citibank o il patronato INCA-CGIL / ACLI / INAS CISL all’estero.

Paesi con accordi bilaterali: le eccezioni alla regola RedEst

Non tutti i pensionati INPS all’estero seguono il processo Citibank. Esistono importanti eccezioni legate agli accordi bilaterali di sicurezza sociale stipulati dall’Italia con alcuni paesi.

In questi casi, l’accertamento dell’esistenza in vita non avviene tramite Citibank ma attraverso lo scambio diretto di dati tra gli enti previdenziali dei due paesi. I principali paesi con accordo bilaterale che include la verifica automatica dell’esistenza in vita sono:

  • Germania: la Deutsche Rentenversicherung (DRV) scambia dati con INPS
  • Francia: l’CNAV e le casse complementari comunicano i decessi all’INPS
  • Svizzera: l’AVS/AHV aggiorna l’INPS tramite protocollo bilaterale
  • Belgio: coordinamento tramite l’ONSS/RSZ
  • Lussemburgo: accordo con il CNAP lussemburghese
  • San Marino: ISS San Marino comunica con INPS

Anche se risiedi in un paese con accordo bilaterale, è buona norma verificare che l’INPS abbia il tuo indirizzo aggiornato e non ignorare eventuali comunicazioni. Gli accordi bilaterali non sempre coprono al 100% tutte le tipologie di pensione INPS.

Cosa succede se non rispondi al questionario RedEst: la procedura di sospensione

Se il questionario non viene restituito entro la scadenza, la procedura di sospensione si attiva in modo automatico e segue fasi precise:

  1. Primo sollecito (30-60 giorni dopo la scadenza): Citibank invia un secondo avviso al pensionato all’indirizzo registrato. In alcuni casi viene anche contattato telefonicamente.
  2. Sospensione del pagamento (dopo ulteriori 60-90 giorni): L’INPS emette un provvedimento di sospensione del pagamento della pensione. Il pensionato ne viene informato tramite raccomandata. La pensione smette di essere accreditata sul conto corrente estero.
  3. Comunicazione al patronato di riferimento: L’INPS notifica la sospensione anche ai patronati italiani abilitati, che possono intervenire per conto del pensionato.
  4. Riattivazione: Il pensionato può riattivare la pensione inviando il questionario compilato o documentazione equivalente. Le rate sospese vengono recuperate integralmente una volta ripristinata l’erogazione, a condizione che il periodo di sospensione non superi determinate soglie.
  5. Revoca definitiva (casi estremi): In caso di assenza di risposta prolungata (oltre 12-18 mesi), l’INPS può procedere alla revoca definitiva della prestazione. In questo caso il recupero delle somme arretrate è più complesso e richiede una procedura specifica.

Quanto tempo si ha per riattivare la pensione sospesa? Non esiste un termine fisso unico: dipende dalla tipologia di pensione e dall’anzianità del sospeso. In linea generale, entro 6 mesi dalla sospensione è possibile regolarizzare senza perdere le rate arretrate. Oltre quel termine, alcune rate potrebbero essere soggette a prescrizione.

Come compilare e restituire il questionario RedEst: istruzioni passo passo

Compilare il questionario RedEst è semplice, ma bisogna seguire le istruzioni alla lettera per evitare che venga respinto. Ecco cosa fare:

  1. Ricevi il questionario per posta: Arriva all’indirizzo estero registrato presso INPS. Se non lo ricevi entro dicembre, contatta Citibank o il patronato locale.
  2. Leggi attentamente le istruzioni nella lingua del paese di residenza (Citibank le invia in italiano e nella lingua locale).
  3. Compila tutti i campi: nome, cognome, data di nascita, codice fiscale italiano, indirizzo attuale. Non lasciare campi vuoti.
  4. Firma il modulo di persona (firma autografa, non digitale). La firma deve corrispondere a quella registrata presso INPS.
  5. Autentica la firma se richiesto: Alcuni paesi richiedono che la firma sia autenticata da un notaio locale, dall’ambasciata/consolato italiano o da un funzionario pubblico riconosciuto. Le istruzioni nel questionario indicano esattamente cosa serve per il tuo paese.
  6. Allega copia del documento d’identità: In molti casi è sufficiente allegare una fotocopia del passaporto o della carta d’identità valida invece dell’autenticazione.
  7. Spedisci il questionario usando la busta pre-affrancata fornita da Citibank, oppure invialo direttamente al seguente indirizzo:
    Citibank N.A. – INPS Pensioners Service
    c/o Citibank Europe plc
    [indirizzo del centro di raccolta per area geografica — indicato nel questionario]
  8. Conserva una copia del questionario compilato e la ricevuta di spedizione, nel caso in cui Citibank o INPS chiedesse conferma dell’invio.

Alternative al questionario cartaceo: digitalizzazione e patronati

Non è obbligatorio usare il questionario cartaceo. Esistono alternative ufficiali che semplificano la procedura:

1. Sportelli Citibank nel paese di residenza

In diversi paesi, Citibank ha sportelli o agenzie corrispondenti autorizzate dove è possibile presentarsi di persona con un documento d’identità valido e completare la verifica dell’esistenza in vita senza compilare il questionario cartaceo. Questa opzione è disponibile soprattutto in Argentina, Brasile, USA, Australia e nelle principali città europee.

2. Consolati e ambasciate italiane

I consolati italiani all’estero possono attestare l’esistenza in vita del pensionato e trasmettere la documentazione necessaria a INPS. È una delle soluzioni più sicure, particolarmente raccomandata per i paesi dove la rete Citibank è limitata.

3. Patronati italiani all’estero (INCA, ACLI, INAS, ENASCO, EPASA)

I patronati italiani operano in quasi tutti i paesi del mondo e offrono assistenza gratuita ai pensionati INPS per la procedura RedEst. Possono:

  • Assistere nella compilazione del questionario
  • Autenticare la firma del pensionato
  • Trasmettere la documentazione direttamente a INPS o Citibank
  • Intervenire in caso di sospensione per avviare la procedura di riattivazione

Per trovare il patronato italiano più vicino, consulta il sito del Ministero degli Affari Esteri o direttamente i siti di INCA-CGIL, ACLI o INAS-CISL.

4. Servizio online tramite MyINPS (sperimentale)

INPS ha avviato un progetto di digitalizzazione della procedura. Tramite il portale MyINPS (accessibile con SPID o CIE), il pensionato può, in alcuni casi, effettuare la dichiarazione di esistenza in vita in formato digitale. Questa opzione è ancora in fase di espansione e non è disponibile per tutti i paesi. Verifica sul sito INPS.it se il tuo paese è abilitato.

La pensione INPS all’estero è tassata? Aspetti fiscali da conoscere

La procedura RedEst riguarda l’accertamento dell’esistenza in vita, ma molti pensionati all’estero si chiedono anche come vengono tassate le pensioni INPS percepite fuori dall’Italia. La risposta dipende dalla convenzione contro la doppia imposizione stipulata dall’Italia con il paese di residenza del pensionato.

In linea generale esistono tre situazioni:

  • Tassazione esclusiva in Italia: Se il paese di residenza non ha una convenzione con l’Italia (o se la convenzione prevede tassazione alla fonte), INPS applica una ritenuta d’acconto sull’importo lordo della pensione. L’aliquota varia in base al paese e alla tipologia di pensione.
  • Tassazione esclusiva nel paese di residenza: In alcuni accordi bilaterali (es. con Australia, Canada, USA) la pensione INPS privata è tassata solo nel paese di residenza e l’INPS eroga il lordo senza ritenuta.
  • Tassazione condivisa: In rari casi entrambi i paesi possono tassare la pensione, con credito d’imposta nel paese di residenza per evitare la doppia tassazione.

Per verificare il regime fiscale applicabile alla tua pensione, consulta il tuo Cedolino di pensione INPS (disponibile su MyINPS) o contatta un CAF o consulente fiscale specializzato in fiscalità internazionale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza anche per le pratiche fiscali dei pensionati italiani all’estero e dei loro familiari residenti in Italia.

Leggi anche: Pensioni di luglio più ricche con la quattordicesima, a chi spetta: la tabella degli importi

Cosa fare se la pensione INPS è già stata sospesa: procedura di riattivazione

Se hai ricevuto la comunicazione di sospensione della pensione INPS — o se il pagamento sul conto corrente estero ha semplicemente smesso di arrivare — ecco i passi da seguire per riattivare l’erogazione nel minor tempo possibile:

  1. Contatta immediatamente Citibank: il numero verde internazionale e l’indirizzo email per i pensionati INPS all’estero sono indicati nel sito ufficiale di Citibank e nella comunicazione di sospensione ricevuta.
  2. Richiedi il modulo di esistenza in vita: Se non hai mai ricevuto il questionario o non riesci a trovarlo, Citibank può inviarlo nuovamente per posta o, in alcuni casi, per email.
  3. Compila il modulo e fai autenticare la firma come descritto nella sezione precedente.
  4. Invia il modulo con urgenza (raccomandata con ricevuta di ritorno) e conserva tutta la documentazione.
  5. Contatta il patronato italiano: In caso di difficoltà, un patronato italiano abilitato può intervenire direttamente presso INPS per accelerare la riattivazione.
  6. Verifica i tempi di riattivazione: Una volta ricevuta la documentazione, INPS richiede solitamente 30-60 giorni lavorativi per elaborare la pratica e riprendere i pagamenti. Le rate sospese vengono corrisposte in un’unica soluzione o rateizzate sul primo pagamento utile.

Attenzione alle truffe: Esistono soggetti non autorizzati che si spacciano per intermediari per riattivare la pensione sospesa, chiedendo compensi. I patronati italiani abilitati offrono questo servizio gratuitamente. Non pagare mai intermediari non accreditati.

Aggiornamento indirizzo estero e variazioni anagrafiche: come comunicarle a INPS

Uno dei motivi più frequenti per cui il questionario RedEst non arriva è il mancato aggiornamento dell’indirizzo estero negli archivi INPS. Se ti sei trasferito in un altro paese o hai cambiato indirizzo, è fondamentale comunicarlo prima dell’inizio della campagna RedEst.

Come aggiornare i propri dati presso INPS:

  • Online tramite MyINPS (con SPID o CIE): accedi alla sezione “Gestione dati anagrafici” e aggiorna l’indirizzo estero. È il metodo più rapido.
  • Tramite patronato: Un patronato italiano abilitato può aggiornare i tuoi dati presso INPS tramite i propri canali istituzionali.
  • Tramite consolato italiano: Il consolato può inviare la comunicazione di cambio residenza all’INPS.
  • Tramite CAF o professionista: Con delega scritta, un CAF o consulente autorizzato può aggiornare i dati per tuo conto.

Oltre all’indirizzo, è importante aggiornare tempestivamente anche:

  • Il conto corrente estero di accredito (cambio di banca o IBAN)
  • Lo stato civile (matrimonio, divorzio, vedovanza) che può incidere su eventuali supplementi o quote di reversibilità
  • La presenza di familiari a carico che potrebbe dare diritto a integrazioni della pensione

Leggi anche: Lavori gravosi e pensione anticipata 2026: nuova tabella INPS, requisiti e Ape sociale

Il ruolo del CAF per i pensionati INPS all’estero: cosa possiamo fare per te

Il CAF Centro Fiscale di Udine — punto di riferimento per i cittadini del Friuli Venezia Giulia e non solo — offre una gamma completa di servizi per i pensionati italiani che vivono all’estero e per i loro familiari rimasti in Italia:

  • Assistenza per la procedura RedEst: Ti aiutiamo a capire cosa fare, a compilare correttamente la documentazione necessaria e a coordinarci con patronati esteri o consolati italiani.
  • Verifica della posizione pensionistica INPS: Accediamo al tuo fascicolo previdenziale tramite le deleghe di patronato e verifichiamo che tutto sia in regola.
  • Pratiche di pensione all’estero: Domande di pensione di vecchiaia, pensione anticipata o pensione di reversibilità per pensionati residenti fuori dall’Italia.
  • Dichiarazione dei redditi: Se sei ancora soggetto alle obbligazioni fiscali italiane (perché hai redditi in Italia o rientri nel regime ordinario), possiamo assisterti nella compilazione del modello 730 o Redditi PF.
  • Consulenza su trattati contro la doppia imposizione: Ti aiutiamo a capire in quale paese devi pagare le tasse sulla tua pensione INPS.

Hai bisogno di assistenza? Contatta il CAF Centro Fiscale per un appuntamento. Operiamo anche da remoto per chi vive all’estero o ha familiari fuori sede.

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Domande frequenti (FAQ) su RedEst e pensione INPS all’estero

Cos’è il RedEst INPS?

Il RedEst è la campagna annuale dell’INPS — gestita operativamente da Citibank N.A. — per accertare l’esistenza in vita dei pensionati italiani residenti all’estero. Ogni anno viene inviato un questionario che il pensionato deve compilare, firmare e restituire entro la scadenza prevista per il proprio paese. Senza questo adempimento, la pensione viene sospesa.

Chi deve partecipare al RedEst?

Tutti i pensionati INPS (pensione di vecchiaia, anticipata, di invalidità, di reversibilità) che risiedono stabilmente all’estero e il cui paese di residenza non è coperto da un accordo bilaterale automatico con l’Italia. In caso di dubbio, è meglio rispondere al questionario anche se si ritiene di essere esonerati.

Ho perso il questionario RedEst: cosa faccio?

Contatta direttamente Citibank al numero verde internazionale indicato sul sito INPS o rivolgiti al patronato italiano più vicino. Citibank può inviare un duplicato del questionario o indicare come procedere alternativamente (sportello di persona, invio tramite consolato, ecc.).

Quanto tempo ho per rispondere al questionario RedEst?

La scadenza è indicata nel questionario inviato da Citibank e varia per area geografica (vedi tabella nella sezione specifica). In genere le scadenze vanno da gennaio ad aprile 2026. Non aspettare l’ultimo momento: i tempi postali internazionali possono essere lunghi.

Se la mia pensione viene sospesa, perdo le rate arretrate?

No, in linea generale. Le rate sospese vengono recuperate una volta che la procedura di riattivazione è completata, purché ci si attivi entro tempi ragionevoli (entro 6 mesi dalla sospensione è il termine consigliato per evitare problemi di prescrizione). Le rate vengono corrisposte in arretrato sul primo pagamento disponibile dopo la riattivazione.

Ho un familiare all’estero che non riesce a compilare il questionario da solo: posso farlo io per lui?

Non direttamente: la firma del questionario deve essere quella del pensionato stesso (o del tutore legale in caso di incapacità accertata). Tuttavia, puoi aiutare il tuo familiare contattando un patronato italiano nel paese in cui risiede: il patronato può recarsi al domicilio del pensionato, assistere nella compilazione e autenticare la firma. In caso di pensionato non autosufficiente, il tutore legale può firmare previo accertamento medico formale.

La pensione INPS all’estero viene tassata?

Dipende dalla convenzione fiscale tra Italia e il paese di residenza. In alcuni casi la pensione INPS è tassata solo in Italia (con ritenuta applicata da INPS), in altri solo nel paese estero, in altri ancora con criteri misti. Il cedolino INPS indica sempre le ritenute applicate. Per una verifica specifica, rivolgiti al CAF o a un consulente fiscale internazionale.

Giugno 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-27 19:29:322026-06-28 00:15:23Pensione INPS all’estero, RedEst al via per evitare la sospensione
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensioni di luglio più ricche con la quattordicesima, a chi spetta: la tabella degli importi

Con il cedolino di luglio 2026, molti pensionati si accorgeranno di ricevere un importo superiore al solito. La causa è la quattordicesima mensilità, una somma aggiuntiva erogata dall’INPS ogni anno nel mese di luglio ai pensionati con redditi bassi. Si tratta di un sostegno economico istituito dalla Legge 127/2007 (art. 5) e poi ampliato dalla Legge 232/2016 (commi 187 e seguenti), che ha esteso la platea dei beneficiari includendo fasce reddituali più alte. In questa guida completa trovi la tabella degli importi aggiornata al 2026, i requisiti per riceverla, come viene calcolata e cosa fare se non la ricevi pur avendone diritto.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la quattordicesima pensione INPS
  2. A chi spetta la quattordicesima pensione 2026: i requisiti
  3. La tabella completa degli importi quattordicesima 2026
  4. Come si calcola: le soglie reddituali nel dettaglio
  5. Esempi pratici di calcolo
  6. Quando arriva la quattordicesima 2026: date di pagamento
  7. Come verificare di avere diritto alla quattordicesima
  8. Cosa fare se non ricevi la quattordicesima pur avendone diritto
  9. Quattordicesima e tassazione: è soggetta a IRPEF?
  10. Riferimenti normativi e circolari INPS
  11. Domande frequenti sulla quattordicesima pensione 2026

Cos’è la quattordicesima pensione INPS

La quattordicesima pensione è una somma aggiuntiva una tantum corrisposta ogni anno ai pensionati con reddito basso, erogata direttamente dall’INPS insieme alla rata di luglio. Non si tratta di un aumento strutturale della pensione, ma di un bonus annuale il cui importo varia in base a due criteri fondamentali:

  • Il reddito complessivo del pensionato (calcolato su base annua)
  • Gli anni di contribuzione versati durante la vita lavorativa

La misura è stata introdotta originariamente dall’art. 5 della Legge 127/2007 per i pensionati con reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo INPS. Con la Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016, commi 187-189) la platea è stata estesa anche ai pensionati con reddito fino a 2 volte il trattamento minimo, sia pure con importi ridotti. Questa estensione è rimasta in vigore anche per il 2026.

Il pagamento avviene in un’unica soluzione: chi ha diritto alla quattordicesima la riceve automaticamente nel cedolino di luglio, senza dover presentare alcuna domanda. L’INPS verifica d’ufficio il possesso dei requisiti sulla base delle dichiarazioni reddituali disponibili.

A chi spetta la quattordicesima pensione 2026: i requisiti

Per avere diritto alla quattordicesima pensione nel 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente tutti i seguenti requisiti:

  1. Aver compiuto 64 anni di età entro il 31 luglio 2026 (o averli già compiuti in anni precedenti)
  2. Essere titolare di una pensione INPS (diretta o indiretta, ad eccezione delle sole pensioni di invalidità civile erogate dal Ministero dell’Interno)
  3. Avere un reddito complessivo annuo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS in vigore per l’anno 2026

Il trattamento minimo INPS viene rivalutato ogni anno in base all’inflazione ISTAT. Il valore 2025 era pari a 617,90 euro mensili; per il 2026 l’INPS ha pubblicato la rivalutazione ufficiale con apposita circolare (da consultare per il valore esatto aggiornato). Sulla base di questo importo le soglie reddituali risultano indicativamente:

  • Fascia piena (fino a 1,5 volte il minimo): reddito annuo fino a circa 11.100-11.200 euro (valore esatto dipendente dalla rivalutazione 2026)
  • Fascia ridotta (da 1,5 a 2 volte il minimo): reddito annuo da circa 11.100-11.200 euro fino a circa 14.800-15.000 euro (valore esatto da circolare INPS 2026)

Nota importante: nel calcolo del reddito si considera il reddito complessivo ai fini IRPEF, esclusi i redditi esenti, l’abitazione principale e le relative pertinenze. Sono invece inclusi tutti i redditi da lavoro, da pensione, da fabbricati (eccetto l’abitazione principale), da capitale e diversi.

La tabella completa degli importi quattordicesima 2026

L’importo della quattordicesima varia in base a due variabili: la fascia di reddito e gli anni di contribuzione. A differenza del trattamento minimo (aggiornato ogni anno), gli importi della quattordicesima sono rimasti invariati rispetto all’istituzione originaria del 2007. La tabella che segue riporta i valori vigenti, che si applicano anche per il 2026. Si tratta di importi lordi, soggetti a tassazione IRPEF secondo le aliquote ordinarie del beneficiario.

Lavoratori dipendenti (settore privato e pubblico)

Anni di contribuzioneReddito fino a 1,5 volte il minimo
(Fascia A – importo pieno)
Reddito da 1,5 a 2 volte il minimo
(Fascia B – importo ridotto)
Fino a 15 anni336,00 euro168,00 euro
Da 15 a 25 anni420,00 euro210,00 euro
Oltre 25 anni504,00 euro252,00 euro

Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)

Anni di contribuzioneReddito fino a 1,5 volte il minimo
(Fascia A – importo pieno)
Reddito da 1,5 a 2 volte il minimo
(Fascia B – importo ridotto)
Fino a 18 anni336,00 euro168,00 euro
Da 18 a 28 anni420,00 euro210,00 euro
Oltre 28 anni504,00 euro252,00 euro

Attenzione: le soglie di contribuzione per i lavoratori autonomi sono differenziate rispetto ai dipendenti per tener conto delle diverse aliquote contributive storicamente applicate alle gestioni artigiani e commercianti INPS.

Come si calcola: le soglie reddituali nel dettaglio

Per capire a quale fascia appartieni, è necessario calcolare correttamente il reddito complessivo annuo. Ecco i passaggi:

  1. Somma tutti i redditi: pensione lorda annua + eventuali altri redditi (lavoro occasionale, affitti, rendite finanziarie, ecc.)
  2. Escludi: reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze; redditi esenti da imposta (es. indennità di accompagnamento, invalidità civile)
  3. Confronta con le soglie: verifica a quale fascia corrisponde il totale ottenuto rispetto al trattamento minimo INPS vigente

Il trattamento minimo INPS viene rivalutato ogni anno. Sulla base del valore 2025 (617,90 euro/mese) e considerando la rivalutazione per il 2026, le soglie indicative sono:

FasciaReddito annuo (indicativo 2026)Importo quattordicesima
Fascia A (piena)Fino a ~11.100-11.200 euro336 / 420 / 504 euro
Fascia B (ridotta)Da ~11.100 a ~14.800-15.000 euro168 / 210 / 252 euro
Oltre fascia BOltre ~14.800-15.000 euroNessuna quattordicesima

Nota: i valori delle soglie sono indicativi e dipendono dall’importo del trattamento minimo INPS per il 2026, pubblicato con apposita circolare. Per il valore esatto, consulta il sito INPS o contatta un Patronato.

Esempi pratici di calcolo

Per rendere più chiaro il meccanismo, ecco tre esempi concreti:

Esempio 1 — Maria, pensionata dipendente con 30 anni di contributi

Maria ha 68 anni, ha lavorato come impiegata per 30 anni e riceve una pensione mensile lorda di 820 euro (9.840 euro annui). Non ha altri redditi, possiede solo l’abitazione principale (esclusa dal reddito). Reddito complessivo: 9.840 euro annui, ampiamente sotto la soglia fascia A. Anni di contribuzione: oltre 25 anni (lavoratrice dipendente). Quattordicesima spettante: 504 euro.

Esempio 2 — Giuseppe, artigiano pensionato con 20 anni di contributi

Giuseppe ha 71 anni, ha gestito un laboratorio artigianale per 20 anni versando contributi alla Gestione Artigiani INPS. Riceve una pensione di 800 euro mensili (9.600 euro annui). Oltre alla pensione, affitta un box auto per 1.500 euro annui. Reddito totale: 11.100 euro circa. Se tale importo risulta inferiore alla soglia fascia A (1,5 volte il minimo 2026), rientra in fascia A. Anni di contribuzione: da 18 a 28 anni (lavoratore autonomo). Quattordicesima spettante: 420 euro.

Esempio 3 — Anna, pensionata con pensione di reversibilità

Anna ha 66 anni e percepisce una pensione di reversibilità del marito di 700 euro mensili (8.400 euro annui), più una piccola pensione diretta di 250 euro mensili (3.000 euro annui). Totale reddito da pensioni: 11.400 euro annui. Tale importo potrebbe collocarsi in fascia B (tra le due soglie), a seconda dell’esatto valore del trattamento minimo 2026. La pensione di reversibilità è una pensione indiretta che dà diritto alla quattordicesima se il beneficiario ha compiuto 64 anni. Per gli anni di contribuzione si considerano quelli del defunto coniuge (supponiamo 22 anni da dipendente). Quattordicesima spettante: 420 euro (fascia A) o 210 euro (fascia B), da verificare con circolare INPS 2026.

Quando arriva la quattordicesima 2026: date di pagamento

La quattordicesima viene corrisposta insieme alla rata di pensione di luglio 2026. Le date di accredito dipendono dall’istituto attraverso cui si riceve la pensione:

  • Banca/conto corrente: la pensione di luglio viene accreditata il 1° luglio 2026 (il 1° luglio cade di mercoledì, l’accredito è confermato per quella data)
  • Ufficio postale (sportello): il pagamento è scaglionato in base all’iniziale del cognome, secondo il calendario che Poste Italiane pubblica ogni mese. Per luglio 2026 il primo giorno utile è il 1° luglio
  • BancoPosta / Libretto postale: accredito il 1° luglio 2026, stesso giorno delle banche

Per sapere esattamente quando arriva il tuo cedolino, consulta l’articolo dedicato: Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e Quattordicesima.

Come verificare di avere diritto alla quattordicesima

L’INPS verifica automaticamente i requisiti attingendo ai dati fiscali dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, è bene che ogni pensionato verifichi autonomamente la propria situazione, specialmente se:

  • Ha compiuto 64 anni nel corso del 2026 (è il primo anno in cui potrebbe maturare il diritto)
  • Ha avuto variazioni di reddito nell’anno precedente (nuovi affitti, cessazione di attività, ecc.)
  • Non ha ricevuto la quattordicesima negli anni precedenti pur rientrando nei requisiti

Per verificare, accedi al portale myINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS e consulta il cedolino di luglio. Troverai l’importo della quattordicesima indicato come voce separata rispetto alla pensione mensile. In alternativa, puoi contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da cellulare, a pagamento). Leggi anche: Quattordicesima Pensionati 2026: a chi spetta, quando arriva, importi e requisiti.

Cosa fare se non ricevi la quattordicesima pur avendone diritto

Se ritieni di avere tutti i requisiti ma non vedi la quattordicesima nel cedolino di luglio, le cause più comuni sono:

  • Dati reddituali non aggiornati: l’INPS utilizza i redditi dell’anno precedente comunicati dall’Agenzia delle Entrate. Se hai avuto variazioni rilevanti, potrebbe esserci uno sfasamento
  • Reddito appena sopra la soglia: verifica attentamente che nel calcolo non siano stati inclusi redditi esenti o l’abitazione principale
  • Pensione erogata da ente diverso: alcune categorie (es. pensionati ex dipendenti pubblici in gestione INPS, militari, magistrati) potrebbero avere casistiche particolari
  • Errore amministrativo: raro, ma possibile; è opportuno verificare prima di presentare istanza

In caso di mancato pagamento ingiustificato, è possibile presentare un’istanza di riesame tramite il portale INPS o rivolgersi a un Patronato. Il CAF Centro Fiscale offre assistenza per verificare la situazione previdenziale e presentare eventuali ricorsi o domande di riliquidazione. Puoi richiedere una consulenza personalizzata chiamando il numero 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

Quattordicesima e tassazione: è soggetta a IRPEF?

Sì, la quattordicesima pensione è soggetta a tassazione IRPEF ordinaria, esattamente come la pensione mensile. L’INPS applica le ritenute fiscali direttamente sulla somma erogata, applicando le stesse aliquote e detrazioni già utilizzate per il calcolo dell’imposta sulla pensione.

In pratica, gli importi indicati nelle tabelle sono lordi: il netto effettivamente accreditato sarà inferiore in base all’aliquota IRPEF marginale del pensionato e alle eventuali detrazioni spettanti (detrazione da pensione, detrazioni per familiari a carico). Per la maggior parte dei pensionati in fascia A (reddito molto basso, spesso sotto la soglia di capienza IRPEF), l’imposta potrebbe essere molto ridotta o nulla grazie alle detrazioni per reddito da pensione.

Riferimenti normativi e circolari INPS

Per approfondire la normativa di riferimento sulla quattordicesima pensione, ecco i documenti ufficiali più importanti:

  • Legge 127/2007, art. 5: istituzione della quattordicesima per i pensionati a basso reddito; fissa importi, soglie di anni di contribuzione e requisito anagrafico (64 anni)
  • Legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017), commi 187-189: estensione della platea ai pensionati con reddito fino a 2 volte il trattamento minimo, con importi pari alla metà di quelli della fascia originaria
  • Circolari INPS annuali: ogni anno l’INPS pubblica una circolare con gli importi del trattamento minimo aggiornati (rivalutazione ISTAT), i limiti reddituali esatti e le istruzioni operative per il pagamento della quattordicesima

Per consultare le circolari ufficiali, accedi alla sezione Normativa del sito INPS (inps.it) oppure alla banca dati normativa del Ministero del Lavoro. Vuoi sapere di più sulle pensioni di luglio? Leggi anche: Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPS.

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Domande frequenti sulla quattordicesima pensione 2026

La quattordicesima spetta anche ai pensionati che lavorano?

Dipende dal reddito complessivo. Se un pensionato svolge ancora un’attività lavorativa, il reddito da lavoro si somma alla pensione. Se il totale supera la soglia di 2 volte il trattamento minimo INPS 2026, non si ha diritto alla quattordicesima. Se invece il totale rientra nelle fasce previste, la quattordicesima spetta regolarmente.

Chi ha compiuto 64 anni in luglio riceve la quattordicesima?

Sì. Il requisito dell’età è soddisfatto se si compiono 64 anni entro il 31 luglio 2026. Quindi anche chi compie 64 anni nel corso di luglio 2026 ha diritto alla quattordicesima per il 2026, purché rispetti gli altri requisiti reddituali e previdenziali.

La quattordicesima spetta alle pensioni di invalidità?

Le pensioni INPS di invalidità (assegno ordinario di invalidità, pensione di inabilità) danno diritto alla quattordicesima se il titolare ha almeno 64 anni e soddisfa i requisiti reddituali. Le indennità di accompagnamento e le pensioni di invalidità civile erogate dal Ministero dell’Interno sono invece escluse dal computo del reddito ai fini della quattordicesima (sono esenti da IRPEF).

Come si conta il reddito se si hanno più pensioni?

Se il pensionato riceve più trattamenti (es. pensione diretta + pensione di reversibilità), i redditi si sommano tutti per verificare il superamento o meno delle soglie. L’INPS aggrega automaticamente tutti i trattamenti erogati dalla propria gestione, mentre deve fare affidamento sulle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate per i redditi di fonte esterna.

È possibile richiedere la quattordicesima in ritardo se non l’ho ricevuta negli anni precedenti?

Sì. Se negli anni precedenti non hai ricevuto la quattordicesima pur avendone diritto, puoi presentare un’istanza di riliquidazione all’INPS. I termini di prescrizione per i crediti previdenziali sono generalmente di 5 anni. È consigliabile rivolgersi a un Patronato o a un CAF per verificare la situazione e presentare la domanda di riliquidazione in modo corretto.

Gli importi della quattordicesima aumentano ogni anno?

No. Gli importi fissi (336, 420, 504 euro per fascia A; 168, 210, 252 euro per fascia B) non vengono rivalutati annualmente e sono rimasti invariati sin dall’introduzione nel 2007. Quello che cambia ogni anno sono le soglie reddituali, che dipendono dal trattamento minimo INPS e vengono aggiornate con la rivalutazione ISTAT.

Giugno 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/BOX-PENSIONI.png 788 940 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-27 17:29:322026-06-28 00:08:53Pensioni di luglio più ricche con la quattordicesima, a chi spetta: la tabella degli importi
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Lavori gravosi e pensione anticipata 2026: nuova tabella INPS, requisiti e Ape sociale

Pensione 2026 INPS

Hai lavorato tutta la vita svolgendo un’attività fisicamente impegnativa o in condizioni difficili? Nel 2026 esistono percorsi previdenziali dedicati che ti permettono di andare in pensione prima dell’età ordinaria. La nuova tabella dei lavori gravosi è stata ampliata negli ultimi anni e include oggi decine di categorie di lavoratori che possono accedere a forme di anticipo pensionistico con requisiti ridotti.

In questa guida analizziamo la tabella aggiornata al 2026 dei lavori gravosi, i requisiti per l’APE Sociale e la Quota 41 precoci, la differenza con i lavori usuranti e le modalità di domanda. Una guida operativa per chi vuole capire se la propria attività rientra tra quelle agevolate e come agire concretamente.

Indice dei contenuti

  1. Lavori gravosi e lavori usuranti: qual è la differenza?
  2. La nuova tabella lavori gravosi INPS 2026: mansioni aggiornate
  3. APE Sociale per lavori gravosi 2026: requisiti aggiornati
  4. Quota 41 per lavoratori precoci con mansioni gravose
  5. Opzione Donna 2026: stato attuale
  6. Come presentare domanda APE Sociale: scadenze 2026
  7. Documentazione richiesta: come certificare il lavoro gravoso
  8. Calcolo e importo della pensione per lavori gravosi
  9. Casi pratici: chi può accedere nel 2026
  10. Domande frequenti sui lavori gravosi e la pensione anticipata
  11. Il Patronato ti aiuta a verificare i requisiti e presentare la domanda

Lavori gravosi e lavori usuranti: qual è la differenza?

Prima di tutto è fondamentale chiarire la distinzione tra due categorie spesso confuse:

Lavori usuranti (DM 19/05/1999 e D.Lgs. 67/2011): le attività più gravose in assoluto, elencate in modo tassativo. Includono lavori notturni continuativi (almeno 6 ore tra mezzanotte e le 5 per almeno 64 giorni l’anno), lavori in catena di montaggio, autisti di veicoli pesanti, addetti all’edilizia su ponteggi, lavoratori in cave e miniere. Per i lavori usuranti si applica una riduzione dell’età pensionabile più significativa, ma i requisiti di accesso sono più severi: bisogna dimostrare di aver svolto l’attività usurante per la maggior parte della vita lavorativa (almeno 7 anni negli ultimi 10 o la metà dell’intera vita lavorativa).

Lavori gravosi (DM 5/2/2018 e successive modifiche con L. Bilancio 2022, 2023, 2024): un insieme più ampio di attività che comportano notevole sforzo fisico, rischio per la salute o condizioni di lavoro particolarmente difficili. L’elenco è stato progressivamente ampliato. Per i lavori gravosi si accede principalmente all’APE Sociale con requisiti specifici. Il regime è meno restrittivo rispetto agli usuranti.

La nuova tabella lavori gravosi INPS 2026: mansioni aggiornate

La tabella dei lavori gravosi per l’accesso all’APE Sociale (e in parte alla Quota 41 precoci) è stata ampliata significativamente dalle Leggi di Bilancio degli ultimi anni. Le mansioni riconosciute come gravose nel 2026:

  • Operai edili: muratori, carpentieri, piastrellisti, imbianchini e lavoratori del settore costruzioni (codice ATECO sezione F)
  • Conducenti di veicoli pesanti adibiti al trasporto pubblico locale (TPL): autisti di autobus, tram, metropolitana
  • Infermieri e ostetriche: con turni notturni (almeno 6 ore tra le 24 e le 6, per almeno 64 notti l’anno)
  • Addetti all’assistenza personale di persone non autosufficienti: badanti, assistenti familiari, operatori sociosanitari (OSS) in attività di cura diretta
  • Maestre e insegnanti della scuola dell’infanzia (incluse le educatrici degli asili nido)
  • Facchini, addetti allo spostamento merci e portabagagli
  • Operatori ecologici (netturbini) e addetti alla raccolta rifiuti
  • Gruisti e operatori di gru o macchinari fissi per la perforazione nelle costruzioni
  • Conciatori di pelli e pellicce
  • Pescatori della pesca costiera, lagunare e delle acque interne
  • Lavoratori agricoli svantaggiati: operai agricoli con mansioni pesanti nei campi
  • Siderurgici di prima e seconda fusione e addetti alla lavorazione del vetro cavo
  • Addetti alla macellazione e spazzini

Non basta svolgere una delle mansioni elencate: è necessario dimostrare di averla svolta per il periodo minimo richiesto (7 anni negli ultimi 10, o 6 anni negli ultimi 7 per alcune categorie).

APE Sociale per lavori gravosi 2026: requisiti aggiornati

L’APE Sociale per lavoratori gravosi nel 2026 richiede:

  • Età minima: 63 anni e 5 mesi
  • Anni di contribuzione: almeno 36 anni (contro i 30 richiesti per gli invalidi civili)
  • Svolgimento dell’attività gravosa: per almeno 7 anni negli ultimi 10 (o 6 anni negli ultimi 7 per alcune categorie)
  • Cessazione del lavoro dipendente: non stai lavorando come dipendente al momento della domanda

Importo APE Sociale lavori gravosi 2026: pari alla pensione maturata al momento della domanda, tetto massimo 1.500 euro lordi mensili. Nessuna tredicesima, nessuna rivalutazione. Si percepisce fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia (67 anni) e poi si trasforma automaticamente in pensione.

Per tutti i dettagli sulle domande e proroghe, leggi: APE Sociale 2026 Proroga: Requisiti, Importi e Come Fare Domanda.

Quota 41 per lavoratori precoci con mansioni gravose

La Quota 41 per lavoratori precoci consente l’anticipo pensionistico a chi rientra in determinate categorie svantaggiate, inclusi i lavoratori gravosi. Nel 2026 i requisiti sono:

  • Almeno 12 mesi di contribuzione effettiva (non figurativa) prima del compimento dei 19 anni di età. Questa è la condizione per essere considerato “lavoratore precoce”.
  • Almeno 41 anni totali di contributi versati
  • Rientrare in una delle categorie protette: disoccupati da almeno 3 mesi (con esaurimento NASPI/DIS-COLL), caregivers (assistenza a familiare disabile L.104/92), invalidi civili con almeno 74%, oppure lavoratori gravosi da almeno 6 anni negli ultimi 7

Vantaggio Quota 41 rispetto all’APE Sociale: non c’è limite d’età minimo e l’importo non ha il tetto di 1.500 euro. Si percepisce direttamente la pensione intera calcolata sulla contribuzione complessiva.

Svantaggio: il requisito dei 41 anni di contributi è molto alto, specie per chi ha iniziato a lavorare tardi o ha avuto carriere discontinue.

Opzione Donna 2026: stato attuale

L’Opzione Donna nel 2026 rimane disponibile ma con requisiti più selettivi rispetto agli anni passati. Accessibile a donne lavoratrici che:

  • Abbiano almeno 35 anni di contributi
  • Si trovino in una delle condizioni protette: caregiver, invalida civile (almeno 74%), lavoratrice di impresa in crisi o cessata
  • Abbiano almeno 60 anni di età

L’Opzione Donna prevede il ricalcolo della pensione interamente con il metodo contributivo, il che comporta spesso una riduzione significativa dell’assegno. Conviene valutarla attentamente prima di aderire.

Come presentare domanda APE Sociale: scadenze 2026

L’APE Sociale non parte automaticamente: bisogna fare domanda nei termini stabiliti. Nel 2026 le tre finestre di domanda sono:

  • Entro il 31 marzo 2026: prestazione decorrente da aprile
  • Entro il 15 luglio 2026: seconda finestra, per domande da accogliere nel secondo semestre
  • Entro il 30 novembre 2026: terza e ultima finestra dell’anno

Procedura:

  • Raccogliere la documentazione: estratto contributivo INPS, busta paga, certificazioni del datore di lavoro (lettera mansioni, LUL), curriculum lavorativo
  • Presentare la domanda tramite Patronato (raccomandato) o direttamente su MyINPS con SPID
  • Attendere l’esito dell’istruttoria INPS (normalmente 30-60 giorni)
  • In caso di accoglimento: la prestazione parte il mese successivo

Documentazione richiesta: come certificare il lavoro gravoso

  • Lettera di mansioni del datore di lavoro: attestazione scritta specifica e dettagliata delle mansioni svolte e del periodo
  • LUL (Libro Unico del Lavoro): estratto con le qualifiche ricoperte negli anni
  • Buste paga: utili per dimostrare la qualifica in un certo periodo
  • Contratto di lavoro: specialmente per mansioni specifiche (es. infermieri notturni)
  • Per infermieri notturni: documentazione delle turnazioni (tabella turni, attestazione reparto)
  • Estratto contributivo INPS: per verificare i periodi lavorativi riconosciuti

Calcolo e importo della pensione per lavori gravosi

L’APE Sociale per lavori gravosi eroga un importo che corrisponde alla pensione maturata al momento della domanda, con tetto di 1.500 euro lordi mensili:

  • Se la tua pensione maturata è 1.200 euro a 63 anni e 5 mesi, ricevi 1.200 euro mensili fino ai 67 anni
  • Se la tua pensione maturata è 1.800 euro, ricevi comunque solo 1.500 euro (tetto) durante l’APE Sociale, poi 1.800 euro dalla pensione di vecchiaia
  • La rinuncia agli anni di lavoro tra 63 e 67 anni riduce l’anzianità contributiva finale

Prima di fare domanda, è fondamentale una simulazione personalizzata. Il Patronato può calcolare sia l’importo APE Sociale sia la pensione di vecchiaia definitiva.

Casi pratici: chi può accedere nel 2026

Caso 1 – Operaio edile 63 anni e 8 mesi, 36 anni di contributi
Ha lavorato come muratore per tutta la vita. Con 36 anni di contributi e più di 63 anni e 5 mesi di età, accede all’APE Sociale. Domanda entro il 15 luglio o il 30 novembre 2026.

Caso 2 – Infermiera 63 anni, 36 anni di contributi, turni notturni
Ha svolto turni notturni per più di 64 notti l’anno negli ultimi 10 anni. Rientra nella categoria lavori gravosi infermieri notturni. Accede all’APE Sociale.

Caso 3 – Badante 64 anni, 36 anni di contributi
Ha lavorato come assistente familiare per persone non autosufficienti. Rientra tra le categorie gravose. Documenta con contratto CCNL domestico e attestazione del datore privato.

Caso 4 – Autista TPL 62 anni, 38 anni di contributi
Rientra tra i conducenti TPL (categoria gravosa). Tuttavia ha solo 62 anni: manca l’età minima di 63 anni e 5 mesi. Deve attendere prima di fare domanda.

Caso 5 – Maestra scuola infanzia 63 anni, 38 anni contributi
Solo gli ultimi anni di insegnamento nella scuola dell’infanzia contano come lavoro gravoso. Se ha 7 anni di attività gravosa negli ultimi 10, soddisfa il requisito e accede all’APE Sociale.

Domande frequenti sui lavori gravosi e la pensione anticipata

Come faccio a sapere se la mia mansione è gravosa?
Devi verificare che il tuo codice professionale (ISTAT CP2011) o la descrizione della tua mansione rientri nell’elenco ufficiale dei lavori gravosi. Il Patronato può aiutarti a fare questa verifica sui documenti lavorativi.

Vale anche per i lavoratori autonomi?
L’APE Sociale nella categoria lavori gravosi si applica principalmente ai lavoratori dipendenti. I lavoratori autonomi non rientrano generalmente in questa categoria, salvo eccezioni specifiche.

Se cambio lavoro nell’ultimo anno perdo il requisito gravoso?
Non necessariamente. Il requisito è 7 anni negli ultimi 10: se hai svolto l’attività gravosa per almeno 7 anni su 10, anche se nell’ultimo anno hai cambiato mansioni, il requisito è soddisfatto.

L’APE Sociale riduce la pensione finale?
Sì, indirettamente. Smettendo di lavorare prima non versi contributi per quegli anni, quindi la pensione definitiva sarà calcolata su una contribuzione inferiore. Va valutato caso per caso.

Il Patronato ti aiuta a verificare i requisiti e presentare la domanda

Verificare se la tua mansione rientra tra i lavori gravosi, raccogliere la documentazione corretta e presentare la domanda nei termini giusti richiede competenza e attenzione. Un errore può portare a un rigetto e all’attesa della finestra successiva.

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno lavoratori di tutta la regione FVG nella presentazione di domande APE Sociale, Quota 41 e pensione anticipata. Contattaci per un appuntamento di consulenza previdenziale.

Puoi approfondire anche la guida sulla Pensione Anticipata 2026, quella sull’APE Sociale 2026 Proroga, l’articolo sull’Estratto Contributivo per verifica pensione e la guida su Invalidità 75% e pensione anticipata 2026.

Giugno 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-26 11:00:002026-06-28 00:08:57Lavori gravosi e pensione anticipata 2026: nuova tabella INPS, requisiti e Ape sociale
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