Regime Impatriati 2026: Novità Decreto Fiscale e Requisiti Aggiornati

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il regime impatriati rappresenta una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi decide di rientrare in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero. Con il decreto fiscale 2026, il legislatore ha introdotto importanti novità che ridisegnano i requisiti di accesso, le percentuali di detassazione e la durata dell’agevolazione.

Le modifiche introdotte mirano a rendere l’Italia più attrattiva per lavoratori qualificati, ricercatori, docenti e professionisti che operano all’estero, offrendo una tassazione agevolata dal 50% fino al 90% del reddito da lavoro dipendente e autonomo.

In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale analizza nel dettaglio tutte le novità del decreto fiscale 2026, i requisiti aggiornati, le percentuali di agevolazione, la procedura di accesso e fornisce esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale effettivo.

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Cos’è il Regime Impatriati

Il regime degli impatriati, introdotto dall’articolo 16 del Decreto Legislativo n. 147/2015 e successivamente modificato più volte, è un’agevolazione fiscale dedicata a chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero.

L’obiettivo principale di questa misura è favorire il rientro in Italia di lavoratori qualificati, ricercatori, docenti universitari e professionisti, offrendo loro una tassazione ridotta sui redditi prodotti in Italia per un periodo limitato di tempo.

Il meccanismo consiste nell’applicare una riduzione della base imponibile ai fini IRPEF: in pratica, solo una percentuale del reddito viene tassata, mentre la restante parte è esente da imposizione. Questo si traduce in un significativo risparmio fiscale che può arrivare fino a diverse decine di migliaia di euro all’anno per redditi elevati.

A Chi Si Rivolge

Il regime impatriati si rivolge a diverse categorie di soggetti:

  • Lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza in Italia e iniziano a lavorare per aziende italiane
  • Lavoratori autonomi e professionisti che aprono partita IVA in Italia
  • Imprenditori e titolari di impresa che rientrano per gestire attività sul territorio italiano
  • Ricercatori e docenti universitari che svolgono attività di ricerca o insegnamento in Italia
  • Cittadini italiani rimpatriati dopo anni di lavoro all’estero
  • Cittadini stranieri che si trasferiscono in Italia per motivi di lavoro

Novità Decreto Fiscale 2026

Il decreto fiscale 2026 ha apportato modifiche sostanziali al regime degli impatriati, con l’obiettivo di renderlo più selettivo ma anche più vantaggioso per specifiche categorie di lavoratori. Le novità principali riguardano i requisiti di accesso, le percentuali di agevolazione e la durata del beneficio.

1. Nuove Percentuali di Detassazione

La principale novità riguarda le percentuali di reddito escluso da tassazione:

  • 50% di riduzione (tassazione sul 50% del reddito) per la generalità dei lavoratori impatriati
  • 70% di riduzione (tassazione sul 30% del reddito) per chi trasferisce la residenza nelle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia)
  • 90% di riduzione (tassazione sul 10% del reddito) per docenti universitari e ricercatori che rientrano per svolgere attività di ricerca in Italia

2. Modifica dei Requisiti di Residenza Estera

Il decreto fiscale 2026 ha innalzato il periodo minimo di residenza estera richiesto per accedere al regime:

  • Prima del 2026: erano sufficienti 2 anni consecutivi di residenza fiscale all’estero
  • Dal 2026: sono richiesti almeno 3 anni di residenza fiscale all’estero nei 5 anni precedenti il trasferimento in Italia
  • Per docenti e ricercatori rimane confermata la possibilità di accesso con 2 anni di residenza estera se l’attività è continuativa

3. Durata Estesa per Specifiche Categorie

Un’altra importante novità riguarda la durata dell’agevolazione:

  • Durata base: 5 anni di agevolazione fiscale (primo anno di iscrizione all’AIRE + 4 periodi d’imposta successivi)
  • Proroga fino a 10 anni totali per chi ha almeno 1 figlio minorenne o a carico
  • Ulteriore proroga per chi acquista un immobile di tipo residenziale in Italia entro 12 mesi dal trasferimento

4. Nuovo Limite di Reddito per Professionisti Autonomi

Per i lavoratori autonomi e professionisti che aprono partita IVA, il decreto fiscale 2026 ha introdotto un limite di reddito:

  • L’agevolazione si applica solo se il reddito da lavoro autonomo non supera 600.000 euro annui
  • Al di sopra di questa soglia, l’agevolazione decade completamente
  • Il limite non si applica ai lavoratori dipendenti

5. Compatibilità con Regime Forfettario

Una delle novità più attese riguarda la compatibilità con il regime forfettario:

  • I professionisti autonomi che rientrano dall’estero possono ora cumulare il regime impatriati con il regime forfettario
  • In pratica, si applica prima la flat tax del 15% (o 5%) sul reddito forfettario, e poi la detassazione del 50%-70% sul reddito impatriati
  • Questa combinazione può portare a un carico fiscale effettivo molto contenuto, soprattutto nei primi anni di attività

Requisiti Aggiornati per Accedere

Per beneficiare del regime impatriati 2026, è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:

Requisito 1: Residenza Fiscale Estera

Il primo requisito fondamentale è aver avuto la residenza fiscale all’estero per un periodo minimo:

  • Almeno 3 anni consecutivi di residenza fiscale in un altro Stato (non necessariamente nello stesso Paese)
  • Gli anni devono essere immediatamente precedenti il trasferimento in Italia
  • La residenza deve essere effettiva, non solo formale: occorre dimostrare di aver vissuto e lavorato realmente all’estero
  • Per docenti e ricercatori: sufficiente 2 anni di residenza estera per attività continuativa di ricerca o insegnamento

Requisito 2: Trasferimento della Residenza in Italia

È necessario trasferire la propria residenza fiscale in Italia:

  • Iscrizione all’Anagrafe della Popolazione Residente (APR) di un Comune italiano
  • Cancellazione dall’AIRE (se si era iscritti come residente all’estero)
  • La residenza in Italia deve essere mantenuta per tutta la durata dell’agevolazione
  • Occorre avere il domicilio fiscale in Italia per la maggior parte del periodo d’imposta (almeno 183 giorni)

Requisito 3: Svolgimento di Attività Lavorativa in Italia

L’agevolazione si applica solo se si svolge un’attività lavorativa in Italia:

  • Lavoro dipendente presso aziende italiane o presso la sede italiana di multinazionali
  • Lavoro autonomo con apertura di partita IVA in Italia
  • Attività d’impresa sul territorio italiano
  • Attività di ricerca o insegnamento presso università, enti di ricerca pubblici o privati

Non è richiesto che il 100% dell’attività sia svolta in Italia: l’agevolazione si applica anche se parte del lavoro viene svolto all’estero, ma il datore di lavoro o il committente deve essere italiano.

Requisito 4: Nessuna Residenza in Italia nei 2 Anni Precedenti

Un requisito importante è che il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei 2 anni precedenti il trasferimento:

  • Questo requisito serve a evitare abusi (ad esempio, trasferirsi all’estero per 2 anni solo per beneficiare poi dell’agevolazione al rientro)
  • L’Agenzia delle Entrate può verificare l’effettiva residenza estera attraverso controlli incrociati con i Paesi esteri

Requisito 5: Presentazione dell’Opzione

Per accedere al regime, è necessario comunicare formalmente la volontà di avvalersi dell’agevolazione:

  • Per i lavoratori dipendenti: comunicazione al datore di lavoro, che applicherà l’agevolazione direttamente in busta paga
  • Per i lavoratori autonomi: indicazione nella dichiarazione dei redditi del primo anno
  • La comunicazione va fatta entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile

Agevolazioni e Percentuali di Detassazione

Il regime impatriati prevede diverse percentuali di detassazione in base alla categoria di appartenenza del lavoratore e alla località di trasferimento. Vediamo nel dettaglio le agevolazioni disponibili.

Tabella Comparativa: Prima e Dopo il Decreto 2026

La seguente tabella confronta le percentuali di detassazione previste prima e dopo il decreto fiscale 2026:

CategoriaPrima del 2026Dal 2026Note
Lavoratori generici (Nord Italia)70% esente50% esenteRiduzione dell’agevolazione
Lavoratori Sud Italia70% esente70% esenteConfermata
Docenti e ricercatori90% esente90% esenteConfermata
Lavoratori con figli90% esente (con 3+ figli)50-70% esente + proroga durataCambia la modalità

Agevolazione Standard: 50% di Detassazione

La maggior parte dei lavoratori impatriati beneficia di una riduzione del 50% della base imponibile:

  • Solo il 50% del reddito viene tassato con le aliquote IRPEF ordinarie
  • Il restante 50% è esente da imposizione
  • L’agevolazione si applica sia ai redditi da lavoro dipendente che ai redditi da lavoro autonomo
  • Non ci sono limiti di reddito per i dipendenti; per gli autonomi il limite è 600.000 euro

Esempio: Un lavoratore dipendente con reddito lordo di 60.000 euro pagherà le tasse solo su 30.000 euro. Con le aliquote IRPEF medie, questo si traduce in un risparmio fiscale di circa 10.000-12.000 euro all’anno.

Agevolazione Maggiorata: 70% per il Sud Italia

Chi trasferisce la propria residenza in una delle regioni del Sud Italia beneficia di una detassazione del 70%:

  • Regioni ammesse: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia
  • La residenza deve essere effettiva: non basta l’iscrizione anagrafica, occorre vivere e lavorare nel Sud
  • L’agevolazione si applica per tutta la durata del regime (5 anni base + eventuali proroghe)
  • Solo il 30% del reddito viene tassato

Esempio: Un professionista autonomo che si trasferisce in Puglia con reddito di 80.000 euro pagherà le tasse solo su 24.000 euro, con un risparmio fiscale di oltre 20.000 euro all’anno.

Agevolazione Massima: 90% per Docenti e Ricercatori

La detassazione più elevata è riservata a docenti universitari e ricercatori:

  • 90% del reddito esente da tassazione
  • Solo il 10% del reddito viene tassato con le aliquote IRPEF
  • Si applica a chi svolge attività di ricerca o insegnamento presso università, enti di ricerca pubblici o privati accreditati
  • È richiesta la continuità dell’attività di ricerca o insegnamento per almeno 2 anni all’estero

Esempio: Un ricercatore che rientra dall’estero con reddito di 50.000 euro pagherà le tasse solo su 5.000 euro, con un carico fiscale effettivo di circa 1.000 euro (risparmio di oltre 15.000 euro rispetto al regime ordinario).

Agevolazioni Accessorie: Deduzioni e Contributi

Oltre alla detassazione del reddito, il regime impatriati prevede alcune agevolazioni accessorie:

  • Contributi previdenziali ridotti per i primi anni (solo per alcune categorie di lavoratori autonomi)
  • Esenzione IMU sulla prima casa per i primi 5 anni (solo in alcuni Comuni che hanno deliberato l’agevolazione)
  • Detrazioni per spese di trasloco nella dichiarazione dei redditi del primo anno
  • Possibilità di cumulare con altre agevolazioni (ad esempio, regime forfettario per i professionisti)

Durata e Proroghe del Regime

Il regime impatriati ha una durata limitata nel tempo, ma prevede diverse possibilità di proroga in base alla situazione personale e familiare del contribuente.

Durata Base: 5 Anni

La durata standard dell’agevolazione è di 5 periodi d’imposta:

  • Il primo anno corrisponde al periodo d’imposta in cui avviene il trasferimento in Italia
  • L’agevolazione si applica per i 4 anni successivi
  • In totale, quindi, sono 5 anni fiscali di detassazione
  • Non è richiesta alcuna comunicazione per i primi 5 anni: l’agevolazione si applica automaticamente

Esempio: Un lavoratore che trasferisce la residenza in Italia il 15 maggio 2026 beneficerà dell’agevolazione per gli anni fiscali 2026, 2027, 2028, 2029 e 2030.

Proroga di 5 Anni con Figli a Carico

La prima proroga disponibile riguarda i lavoratori con figli minori o fiscalmente a carico:

  • Proroga di ulteriori 5 anni (totale: 10 anni di agevolazione)
  • È sufficiente avere almeno 1 figlio minorenne o fiscalmente a carico
  • Il figlio deve essere residente in Italia insieme al genitore
  • La proroga va richiesta espressamente nella dichiarazione dei redditi del quinto anno
  • Se si hanno figli nati durante i primi 5 anni, è possibile richiedere la proroga retroattivamente

Importante: Con la riforma del 2026, la percentuale di detassazione per i lavoratori con figli resta invariata (50% o 70%), ma si allunga la durata complessiva dell’agevolazione. Prima del 2026, chi aveva 3 o più figli beneficiava del 90% di detassazione per 5 anni.

Proroga con Acquisto Prima Casa

Un’ulteriore possibilità di estensione è legata all’acquisto di un immobile residenziale in Italia:

  • Chi acquista un immobile di tipo residenziale entro 12 mesi dal trasferimento in Italia può ottenere 1 anno aggiuntivo di agevolazione
  • L’immobile deve essere situato in Italia e deve essere adibito a abitazione principale
  • Questa proroga è cumulabile con quella per figli a carico (totale potenziale: 11 anni)
  • La proroga va comunicata nella dichiarazione dei redditi dell’anno di acquisto

Decadenza dal Regime

L’agevolazione decade automaticamente in caso di:

  • Trasferimento della residenza all’estero prima del termine dei 5 anni (o 10 anni in caso di proroga)
  • Cessazione dell’attività lavorativa in Italia senza un nuovo impiego entro 6 mesi
  • Superamento del limite di reddito di 600.000 euro per i lavoratori autonomi
  • Accertamento di false dichiarazioni sui requisiti di accesso

In caso di decadenza, il contribuente non può più beneficiare del regime impatriati e dovrà versare la differenza di imposte per gli anni in cui ha beneficiato indebitamente dell’agevolazione, oltre a sanzioni e interessi.

Come Accedere: Procedura Completa

Accedere al regime impatriati richiede di seguire una procedura specifica e di presentare la documentazione corretta all’Agenzia delle Entrate o al proprio datore di lavoro. Vediamo i passaggi nel dettaglio.

Step 1: Verifica dei Requisiti

Prima di trasferirsi in Italia, è fondamentale verificare di possedere tutti i requisiti:

  • Residenza fiscale estera per almeno 3 anni consecutivi (2 anni per docenti/ricercatori)
  • Nessuna residenza in Italia nei 2 anni precedenti
  • Attività lavorativa da svolgere in Italia (contratto di lavoro o apertura partita IVA)
  • Documentazione che provi la residenza estera (certificati di residenza, contratti di lavoro esteri, dichiarazioni dei redditi estere)

È consigliabile consultare un CAF o un commercialista prima del trasferimento per valutare la propria situazione.

Step 2: Trasferimento della Residenza in Italia

Una volta verificati i requisiti, occorre trasferire formalmente la residenza:

  • Iscrizione all’Anagrafe del Comune italiano dove si intende risiedere
  • Cancellazione dall’AIRE (se iscritti come residenti all’estero)
  • Ottenimento del codice fiscale italiano (se non già in possesso)
  • Apertura di un conto corrente italiano (utile per ricevere lo stipendio o fatturare)

Il trasferimento di residenza va effettuato entro i primi giorni dall’arrivo in Italia per non perdere l’agevolazione per l’intero anno fiscale.

Step 3: Comunicazione al Datore di Lavoro (Lavoratori Dipendenti)

Se si è lavoratori dipendenti, la procedura è più semplice:

  • Comunicare per iscritto al proprio datore di lavoro la volontà di avvalersi del regime impatriati
  • Fornire al datore la documentazione che prova la residenza estera (certificati di residenza, contratti di lavoro precedenti, ecc.)
  • Il datore di lavoro applicherà l’agevolazione direttamente in busta paga, calcolando le ritenute IRPEF solo sul 50% (o 30% o 10%) del reddito
  • Non è necessaria alcuna comunicazione diretta all’Agenzia delle Entrate

Modello di comunicazione: “Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome], nato/a a [Città] il [Data], con la presente comunica di voler esercitare l’opzione per il regime degli impatriati di cui all’art. 16 del D.Lgs. 147/2015, avendo i requisiti previsti dalla normativa. Si allega documentazione attestante la residenza fiscale estera per il periodo [Date].”

Step 4: Apertura Partita IVA e Dichiarazione (Lavoratori Autonomi)

Per i lavoratori autonomi e professionisti, la procedura prevede:

  • Apertura della partita IVA in Italia (tramite modello AA9/12 o tramite commercialista)
  • Scelta del regime fiscale (regime ordinario, semplificato o forfettario)
  • Indicazione dell’opzione per il regime impatriati nella prima dichiarazione dei redditi utile
  • Compilazione del quadro RM (redditi da lavoro autonomo) con l’indicazione del codice specifico per gli impatriati

Attenzione: L’opzione va esercitata entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile. Se si perde questo termine, si perde anche l’agevolazione per quell’anno.

Step 5: Conservazione della Documentazione

È fondamentale conservare tutta la documentazione che prova i requisiti di accesso:

  • Certificati di residenza estera per gli anni richiesti
  • Contratti di lavoro stipulati all’estero
  • Dichiarazioni dei redditi estere (o equivalenti documenti fiscali)
  • Documenti che provano il trasferimento in Italia (iscrizione anagrafe, cancellazione AIRE)
  • Contratti di lavoro o fatture emesse in Italia

L’Agenzia delle Entrate può richiedere questa documentazione in fase di controllo, anche a distanza di anni. La mancata produzione dei documenti può comportare la decadenza dall’agevolazione con obbligo di restituire le imposte non versate.

Step 6: Monitoraggio Annuale e Dichiarazione dei Redditi

Ogni anno, il contribuente deve:

  • Verificare il mantenimento dei requisiti (residenza in Italia, attività lavorativa continuativa)
  • Presentare la dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF) indicando correttamente l’agevolazione
  • Per i lavoratori dipendenti: controllare la busta paga per verificare che l’agevolazione sia stata applicata correttamente
  • Per i lavoratori autonomi: calcolare le imposte applicando la detassazione al reddito dichiarato

Casi Pratici ed Esempi di Calcolo

Per comprendere meglio il funzionamento concreto del regime impatriati, analizziamo alcuni casi pratici con calcoli dettagliati del risparmio fiscale.

Caso 1: Manager Dipendente che Rientra da Londra (Nord Italia)

Situazione:

  • Marco, 38 anni, ha lavorato a Londra per 4 anni come manager presso una multinazionale
  • Nel 2026 accetta un’offerta di lavoro a Milano con reddito lordo annuo di 80.000 euro
  • Trasferisce la residenza a Milano e richiede il regime impatriati
  • Non ha figli

Calcolo senza regime impatriati (regime ordinario):

  • Reddito imponibile: 80.000 euro
  • IRPEF dovuta (aliquote ordinarie): circa 27.000 euro
  • Addizionali regionali e comunali: circa 2.500 euro
  • Totale imposte: 29.500 euro
  • Netto in busta paga: circa 50.500 euro

Calcolo con regime impatriati (50% di detassazione):

  • Reddito imponibile ridotto: 40.000 euro (50% di 80.000)
  • IRPEF dovuta: circa 10.800 euro
  • Addizionali regionali e comunali (su 40.000): circa 1.200 euro
  • Totale imposte: 12.000 euro
  • Netto in busta paga: circa 68.000 euro

Risparmio fiscale annuo: 17.500 euro (29.500 – 12.000)
Risparmio in 5 anni: 87.500 euro

Caso 2: Professionista Autonomo che Rientra in Sicilia

Situazione:

  • Laura, 42 anni, consulente informatica, ha lavorato a Berlino per 5 anni
  • Nel 2026 rientra in Italia e apre partita IVA in Sicilia
  • Sceglie il regime forfettario con aliquota 5% (nuova attività)
  • Fatturato annuo: 50.000 euro
  • Ha 1 figlia minorenne

Calcolo senza regime impatriati (solo forfettario):

  • Reddito imponibile forfettario (78% di 50.000): 39.000 euro
  • Imposta sostitutiva 5%: 1.950 euro
  • Contributi INPS (circa 25%): 9.750 euro
  • Totale oneri: 11.700 euro
  • Reddito netto: circa 38.300 euro

Calcolo con regime impatriati + forfettario (70% detassazione Sud):

  • Reddito imponibile forfettario: 39.000 euro
  • Riduzione del 70% per impatriati: reddito tassabile 11.700 euro (30% di 39.000)
  • Imposta sostitutiva 5% su 11.700: 585 euro
  • Contributi INPS (invariati): 9.750 euro
  • Totale oneri: 10.335 euro
  • Reddito netto: circa 39.665 euro

Risparmio fiscale annuo: 1.365 euro (11.700 – 10.335)
Risparmio in 10 anni (con proroga per figlia): 13.650 euro

Nota: Nel caso di regime forfettario, il risparmio è meno evidente perché l’aliquota di partenza è già molto bassa. Il vantaggio principale è la combinazione con altri benefici (niente IRAP, contabilità semplificata).

Caso 3: Ricercatore Universitario che Rientra dall’Estero

Situazione:

  • Giovanni, 35 anni, ricercatore presso l’Università di Cambridge per 3 anni
  • Nel 2026 rientra in Italia con un contratto da ricercatore presso l’Università di Bologna
  • Reddito lordo: 45.000 euro
  • Beneficia della detassazione del 90% come ricercatore

Calcolo senza regime impatriati:

  • Reddito imponibile: 45.000 euro
  • IRPEF dovuta: circa 13.500 euro
  • Addizionali: circa 1.400 euro
  • Totale imposte: 14.900 euro
  • Netto: circa 30.100 euro

Calcolo con regime impatriati (90% detassazione):

  • Reddito imponibile ridotto: 4.500 euro (10% di 45.000)
  • IRPEF dovuta: circa 1.035 euro
  • Addizionali (su 4.500): circa 140 euro
  • Totale imposte: 1.175 euro
  • Netto: circa 43.825 euro

Risparmio fiscale annuo: 13.725 euro (14.900 – 1.175)
Risparmio in 5 anni: 68.625 euro

Come si può vedere, per i ricercatori il risparmio fiscale è estremamente significativo, rendendo molto più attrattivo il rientro in Italia.

Confronto Riassuntivo

ProfiloReddito LordoImposte OrdinarieImposte ImpatriatiRisparmio Annuo
Manager Nord Italia (50%)80.000 €29.500 €12.000 €17.500 €
Professionista Sud (70%)50.000 €11.700 €10.335 €1.365 €
Ricercatore (90%)45.000 €14.900 €1.175 €13.725 €

Cosa Cambia per Chi è Già nel Regime

Il decreto fiscale 2026 introduce novità anche per chi sta già beneficiando del regime impatriati. Vediamo nel dettaglio come si applicano le nuove regole.

Chi Ha Iniziato il Regime Prima del 2026

Per i contribuenti che hanno già avviato il regime impatriati negli anni precedenti al 2026, valgono alcune norme di salvaguardia:

  • Le percentuali di detassazione NON cambiano: chi beneficia del 70% continua a beneficiarne fino alla scadenza naturale
  • La durata NON cambia: chi aveva diritto a 5 anni (o 10 con proroghe) li mantiene
  • I requisiti per le proroghe NON cambiano: chi aveva diritto alla proroga per figli con le vecchie regole può ancora richiederla

In sostanza, il decreto fiscale 2026 non penalizza chi è già nel regime, garantendo il mantenimento dei benefici acquisiti.

Lavoratori con Detassazione al 70% (Nord Italia)

Chi ha trasferito la residenza nel Nord Italia negli anni scorsi beneficiando del 70% di detassazione:

  • Mantiene il 70% fino alla scadenza del regime (5 o 10 anni)
  • Non decade per effetto del decreto fiscale 2026
  • Può comunque richiedere le proroghe previste (figli a carico, acquisto casa)
  • Se trasferisce la residenza al Sud durante il periodo di agevolazione, continua con il 70% (non passa al 50%)

Lavoratori con Figli: Nuove Regole per le Proroghe

Per chi ha figli minorenni o a carico, il decreto 2026 modifica le regole delle proroghe:

  • Chi ha già richiesto la proroga con le vecchie regole (90% per chi aveva 3+ figli) la mantiene fino alla scadenza
  • Chi deve ancora richiedere la proroga seguirà le nuove regole (50-70% ma per 10 anni totali invece di 5)
  • Se durante i primi 5 anni nasce un figlio, si può richiedere retroattivamente la proroga di ulteriori 5 anni

Compatibilità con il Regime Forfettario per Autonomi

Una delle novità più importanti del 2026 è la conferma della compatibilità tra regime impatriati e regime forfettario:

  • Chi è già in forfettario può beneficiare dell’ulteriore detassazione impatriati
  • Chi ha aperto partita IVA nel 2025 o prima può scegliere il forfettario anche nel 2026
  • Il limite di 600.000 euro per gli autonomi si applica anche a chi è già nel regime

Controlli e Adempimenti

L’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli sul regime impatriati. Chi è già nel regime deve:

  • Conservare tutta la documentazione che prova la residenza estera e l’attività lavorativa
  • Dichiarare correttamente il reddito agevolato ogni anno
  • Comunicare eventuali cambiamenti (trasferimento residenza, cessazione attività, nascita figli)
  • Rispondere prontamente alle richieste dell’Agenzia delle Entrate

In caso di controlli, è fondamentale poter dimostrare che i requisiti erano effettivamente soddisfatti al momento dell’accesso al regime. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi a un CAF o a un commercialista esperto.

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Domande Frequenti sul Regime Impatriati 2026

Quanto dura il regime impatriati?

Il regime impatriati ha una durata base di 5 anni (primo anno di trasferimento + 4 anni successivi). Con la presenza di almeno 1 figlio minorenne o a carico, la durata si estende a 10 anni totali. E possibile ottenere un ulteriore anno di proroga acquistando un immobile residenziale in Italia entro 12 mesi dal trasferimento.

Posso cumulare regime impatriati e regime forfettario?

Si, dal 2026 e confermata la piena compatibilita tra regime impatriati e regime forfettario. Si applica prima la flat tax del 15% (o 5% per nuove attivita) sul reddito forfettario, e poi la detassazione del 50-70% sul reddito impatriati. Il limite di reddito per gli autonomi e 600.000 euro annui.

Cosa succede se perdo i requisiti durante il regime?

Se si perde la residenza in Italia o si cessa l attivita lavorativa prima della scadenza naturale del regime, l agevolazione decade automaticamente. In questo caso, occorre versare la differenza di imposte per gli anni in cui si e beneficiato indebitamente, oltre a sanzioni e interessi. E fondamentale mantenere tutti i requisiti per l intera durata del regime.

Il regime impatriati vale anche per cittadini stranieri?

Si, il regime impatriati non e riservato solo ai cittadini italiani. Possono accedervi anche i cittadini stranieri che trasferiscono la propria residenza in Italia, purche soddisfino tutti i requisiti: residenza estera per almeno 3 anni, trasferimento in Italia, svolgimento di attivita lavorativa sul territorio italiano.

Devo pagare i contributi INPS sul reddito pieno o su quello ridotto?

I contributi previdenziali (INPS) si calcolano sul reddito pieno, non su quello ridotto. La detassazione del 50-70-90% si applica solo ai fini IRPEF, non ai fini contributivi. Quindi, un lavoratore con 60.000 euro di reddito paghera i contributi INPS su 60.000 euro, ma l IRPEF solo su 30.000 euro (con detassazione del 50%).

Posso richiedere il regime impatriati se sono gia rientrato in Italia negli anni scorsi?

No, il regime impatriati si applica solo a chi trasferisce la residenza in Italia a partire dalla data di entrata in vigore della norma. Chi e gia rientrato in Italia prima del 2016 non puo piu beneficiare dell agevolazione. E inoltre necessario non essere stati residenti in Italia nei 2 anni precedenti il trasferimento.

Il regime impatriati vale anche per i pensionati?

No, il regime impatriati si applica solo ai redditi da lavoro dipendente, autonomo o d impresa. Non si applica ai redditi da pensione. Tuttavia, esiste un regime agevolato specifico per i pensionati che trasferiscono la residenza in Italia (regime dei pensionati esteri), con regole e percentuali diverse.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la documentazione necessaria e la compilazione della dichiarazione dei redditi con il regime impatriati.

I nostri servizi includono:

  • Verifica preliminare dei requisiti per accedere al regime impatriati
  • Assistenza per la documentazione da presentare (certificati esteri, contratti, ecc.)
  • Compilazione dichiarazione dei redditi con applicazione corretta dell’agevolazione
  • Consulenza fiscale continuativa per tutta la durata del regime
  • Supporto in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

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