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Contributi colf e badanti 2026: importi trimestrali, tabelle, versamento INPS

colf e badanti CAF Udine

Sei il datore di lavoro di una collaboratrice domestica, una badante o una colf, e non sai esattamente quanto versare all’INPS e quando? Sei nel posto giusto. I contributi per i lavoratori domestici si pagano a cadenza trimestrale e gli importi cambiano ogni anno in base alle fasce di retribuzione oraria stabilite dal CCNL Collaboratori Domestici. In questa guida trovi la tabella completa degli importi 2026, le scadenze precise, le modalità di versamento e tutte le istruzioni pratiche per essere in regola con l’INPS.

Chi paga i contributi colf e badanti INPS

A differenza di quasi tutte le altre categorie di lavoratori, nel rapporto di lavoro domestico è il datore di lavoro (la famiglia che assume) a dover provvedere al versamento dei contributi INPS, compresa la quota a carico del lavoratore. Non è la colf o la badante a preoccuparsi di questo adempimento: ci pensa il datore di lavoro, che poi trattiene la quota del dipendente dalla busta paga.

Il rapporto di lavoro domestico è regolato dal CCNL Collaboratori Domestici, stipulato tra le associazioni datoriali (Fidaldo, Domina, Assindatcolf) e i sindacati di categoria. La contribuzione INPS è gestita dalla Cassa Domestici (Gestione Speciale Domestici dell’INPS), una gestione separata dedicata esclusivamente ai lavoratori domestici.

Scadenze trimestrali contributi colf 2026: le 4 date da segnare

I contributi per colf e badanti si versano ogni trimestre, entro il 10 del mese successivo alla fine del trimestre. Le quattro scadenze del 2026 sono:

TrimestrePeriodo copertoScadenza versamento 2026
1° trimestreGennaio – Marzo 202610 aprile 2026
2° trimestreAprile – Giugno 202610 luglio 2026
3° trimestreLuglio – Settembre 202610 ottobre 2026
4° trimestreOttobre – Dicembre 202610 gennaio 2027

Attenzione: se il 10 del mese cade di sabato, domenica o giorno festivo, la scadenza si sposta al primo giorno lavorativo successivo. Il termine del 10 luglio 2026 (scadenza per il 2° trimestre) è un venerdì, quindi la scadenza è confermata al 10 luglio 2026. Verificatelo sempre sul sito INPS in caso di festività particolari.

Tabella importi trimestrali colf e badanti 2026

Gli importi contributivi dipendono dalla retribuzione oraria effettiva corrisposta al lavoratore domestico, suddivisa in tre fasce. La tabella dei contributi orari viene aggiornata ogni anno dall’INPS tenendo conto della perequazione ISTAT e della rivalutazione del CCNL.

Contributi orari 2026 per fascia di retribuzione

Fascia retribuzione orariaRetribuzione oraria effettivaContributo orario totaledi cui a carico del datoredi cui a carico del lavoratore
Fascia AFino a 8,61 euro/ora1,64 euro/ora1,22 euro/ora0,42 euro/ora
Fascia BDa 8,62 a 10,11 euro/ora2,09 euro/ora1,55 euro/ora0,54 euro/ora
Fascia COltre 10,11 euro/ora2,32 euro/ora1,72 euro/ora0,60 euro/ora
ConviventiCon vitto e alloggio1,30 euro/ora0,97 euro/ora0,33 euro/ora

Nota: i valori esatti vengono comunicati dall’INPS a inizio anno con apposita circolare (di norma la circolare sui contributi domestici di gennaio/febbraio). I valori sopra indicati sono riferiti alla struttura tariffaria INPS 2025-2026 applicabile per il 2° trimestre 2026. Per i valori ufficiali e aggiornati verificare sempre il sito inps.it o rivolgersi al CAF.

Come calcolare il contributo trimestrale

La formula è semplice:

Contributo trimestrale = ore lavorate nel trimestre × contributo orario della fascia

Esempio pratico: una badante non convivente che lavora 20 ore settimanali a una retribuzione di 9 euro/ora (Fascia B):

  • Ore nel trimestre: 20 ore × 13 settimane = 260 ore
  • Contributo orario Fascia B: 2,09 euro/ora
  • Contributo trimestrale totale: 260 × 2,09 = 543,40 euro
  • Quota datore: 260 × 1,55 = 403,00 euro
  • Quota lavoratrice (trattenuta in busta paga): 260 × 0,54 = 140,40 euro

Composizione dei contributi INPS per i domestici

Il contributo versato alla Cassa Domestici INPS non è un monoblocco: è composto da diverse voci che finanziano tutele diverse per il lavoratore:

  • Pensione (IVS – Invalidità Vecchiaia Superstiti): la quota maggiore, che genera i contributi pensionistici della colf/badante visibili sull’estratto contributivo INPS
  • CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari): finanzia gli assegni familiari. Per i domestici conviventi non è dovuta, per i non conviventi è inclusa nel contributo standard
  • Assicurazione per la vecchiaia e superstiti
  • Contributo di maternità: che garantisce l’indennità di maternità alla lavoratrice in caso di gravidanza
  • Contributo INAIL: non incluso nella Cassa Domestici standard, ma richiesto separatamente per la copertura infortuni sul lavoro domestico

La particolarità del lavoro domestico è che non è prevista la contribuzione per la disoccupazione (NASpI): i lavoratori domestici non hanno diritto alla NASpI in caso di licenziamento, a differenza degli altri lavoratori dipendenti. Questo è un aspetto su cui molte famiglie e lavoratrici si fanno domande.

Come versare i contributi: MAV INPS, F24 e conto online

Esistono più metodi per versare i contributi INPS per colf e badanti. Il più comune è il bollettino MAV, ma dal 2020 INPS ha potenziato il canale digitale:

1. Bollettino MAV (Metodo Avviso di Versamento)

Il sistema classico: l’INPS invia periodicamente al datore di lavoro un bollettino MAV pre-compilato con il codice fiscale del lavoratore, le ore e il periodo. Il bollettino può essere pagato:

  • In banca (sportello o home banking)
  • Alle Poste
  • Nei tabacchieri abilitati
  • Online tramite il sito INPS (area “Gestione domestici”)

2. Portale “Domestico Lavoro” INPS (online)

Sul portale INPS (myinps.inps.it), nella sezione dedicata ai rapporti di lavoro domestico, è possibile comunicare le ore lavorate e generare il pagamento del contributo direttamente online, con addebito su carta di credito o conto corrente. Serve SPID, CIE o CNS per accedere.

3. F24 (raro ma possibile)

In alcuni casi particolari (es. sanzione con ravvedimento) i contributi domestici possono essere versati tramite modello F24. Non è il canale standard per i versamenti ordinari trimestrali.

Retribuzione minima CCNL 2026 per colf e badanti

La retribuzione minima per i collaboratori domestici è stabilita dal CCNL Collaboratori Domestici, sottoscritto dalle organizzazioni datoriali e sindacali. Il contratto prevede diverse livelli (A, AS, B, BS, C, CS, D, DS) in base alla mansione e all’esperienza.

Per la badante di 3° livello (con convivenza), la retribuzione lorda mensile minima dal 1° gennaio 2026 è orientativamente nell’intorno dei 1.100-1.200 euro/mese lordi per i conviventi a tempo pieno, con eventuali adeguamenti ISTAT. Il CCNL in vigore (siglato nel luglio 2024 con validità 2024-2026) ha introdotto incrementi retributivi scaglionati.

Attenzione: la retribuzione oraria effettiva è quella che determina la fascia di contribuzione INPS (A, B o C). È fondamentale non scendere sotto i minimi CCNL: il lavoratore potrebbe richiedere le differenze retributive retroattivamente. Per i dettagli sulla busta paga, il contratto e i costi della badante consulta la nostra guida dedicata.

Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento operoso

Non versare i contributi INPS entro le scadenze trimestrali espone il datore di lavoro a sanzioni e interessi di mora. L’INPS può accertare l’omissione durante un’ispezione del lavoro o su segnalazione del lavoratore.

Conseguenze dell’omesso versamento

  • Interessi di mora: calcolati sul capitale non versato per ogni giorno di ritardo
  • Sanzione civile: pari al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 5,5 punti percentuali per ciascun anno di ritardo, con un minimo del 3%
  • Sanzione per violazione obblighi contributivi: in caso di evasione (non solo omissione) le sanzioni possono arrivare fino al 30% dell’imponibile non dichiarato

Ravvedimento operoso per contributi domestici

Prima che l’INPS avvii un accertamento, il datore di lavoro può regolarizzare spontaneamente la propria posizione pagando il contributo omesso più gli interessi di mora. Questa procedura si chiama ravvedimento operoso contributivo e permette di evitare le sanzioni più pesanti. Il CAF Centro Fiscale assiste i datori di lavoro domestico nella regolarizzazione e nel calcolo degli importi dovuti.

Rateizzazione dei contributi arretrati colf

Se il datore di lavoro si trova a dover versare contributi arretrati su più trimestri, è possibile richiedere all’INPS una rateizzazione del debito contributivo. La domanda va presentata all’INPS con indicazione dell’importo totale dovuto; l’INPS definisce il piano di ammortamento. Durante la rateizzazione gli interessi continuano a maturare ma si evitano le procedure di recupero coattivo (cartella esattoriale).

Il messaggio INPS alle 6.000 famiglie inviato nel 2026 riguarda proprio datori di lavoro domestico con posizioni da regolarizzare: se hai ricevuto una comunicazione INPS, contattaci subito per valutare la strada migliore.

Documenti: CU e Modello RED per il datore di lavoro

Avere una colf o badante regolare comporta anche obblighi documentali nei confronti dell’Agenzia delle Entrate:

Certificazione Unica (CU)

Il datore di lavoro domestico è sostituto d’imposta e deve rilasciare alla colf/badante la Certificazione Unica (CU) entro il 31 marzo dell’anno successivo, con i dati del reddito percepito nell’anno. La CU va anche trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro la stessa data. Il mancato invio è sanzionato con 100 euro per ogni CU omessa.

Modello RED e deducibilità dei contributi

Come datore di lavoro domestico puoi portare in deduzione dal reddito complessivo (nel modello 730 o Redditi PF) i contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti, fino a un massimo di 1.549,37 euro annui. Questa deduzione è separata dalla detrazione per le spese di assistenza agli anziani (che prevede invece una detrazione del 19% su un massimo di 2.100 euro).

Conserva sempre le ricevute di pagamento dei contributi INPS: servono per la dichiarazione dei redditi e in caso di controllo da parte del Fisco.

La colf può verificare i propri contributi versati?

Sì. La lavoratrice domestica (colf o badante) può verificare in qualsiasi momento se il datore di lavoro ha effettivamente versato i contributi all’INPS accedendo all’estratto contributivo online tramite SPID su myINPS.

Se risultano contributi mancanti, la lavoratrice può:

  • Segnalare all’Ispettorato Nazionale del Lavoro
  • Presentare ricorso all’INPS per il riconoscimento dei contributi omessi
  • Rivolgersi al Patronato per avviare la procedura di accertamento

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste sia i datori di lavoro che le lavoratrici domestiche in tutte le pratiche INPS relative al lavoro domestico.

FAQ: contributi colf e badanti 2026

Se la badante lavora meno di 24 ore settimanali, i contributi cambiano?

Sì. Le fasce di contribuzione INPS per i lavoratori domestici variano in base alla retribuzione oraria effettiva, non alle ore lavorate. Tuttavia, per i lavoratori non conviventi che lavorano meno di 24 ore settimanali, esistono specifiche regole contrattuali (CCNL) che possono influire sul tipo di rapporto (orario) e quindi sulla rendicontazione delle ore all’INPS.

I contributi si calcolano sulle ore effettivamente lavorate o sull’orario contrattuale?

Si calcolano sulle ore effettivamente lavorate nel trimestre. Se la colf ha lavorato meno ore del previsto (per ferie, malattia retribuita, ecc.), si conteggiano le ore effettive. Le settimane di ferie retribuite contano come lavorate ai fini contributivi. I giorni di malattia retribuiti sono a carico del datore e generano contribuzione.

La colf straniera senza permesso di soggiorno regolare ha diritto ai contributi?

Il versamento di contributi a lavoratori privi di permesso di soggiorno non regolarizza la situazione lavorativa, che rimane irregolare. L’INPS registra i contributi ma il datore di lavoro rimane esposto a sanzioni amministrative e penali per l’assunzione irregolare. Per regolarizzare un lavoratore domestico straniero privo dei requisiti, è necessario verificare le procedure di regolarizzazione o sanatoria.

Cosa succede se non verso i contributi per un trimestre?

L’INPS può avviare un’attività di recupero del credito. Prima che arrivi la cartella esattoriale, è possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso pagando il dovuto più gli interessi. Se il debito contributivo viene accertato in sede ispettiva, scattano anche le sanzioni civili più pesanti. Intervenire subito, prima di un’ispezione, è sempre la scelta più conveniente.

I contributi colf sono deducibili nella dichiarazione dei redditi?

Sì. I contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti sono deducibili dal reddito complessivo fino a 1.549,37 euro annui. Vanno inseriti nel modello 730 o Redditi PF dell’anno successivo. Questa deduzione riduce la base imponibile IRPEF, con un risparmio fiscale effettivo che dipende dallo scaglione di appartenenza.

Devo comunicare all’INPS ogni trimestre le ore lavorate?

Sì. Il datore di lavoro deve comunicare all’INPS (tramite il portale Domestico Lavoro o il patronato) le ore lavorate nel trimestre prima di effettuare il versamento. Il sistema INPS genera il bollettino MAV in base a queste comunicazioni. Se le ore variano significativamente rispetto al contratto originale, vanno aggiornate.

Assumere colf o badante: il CAF Centro Fiscale ti aiuta

Gestire un rapporto di lavoro domestico in regola non è complicato se si hanno le informazioni giuste e qualcuno che segue le scadenze. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo per datori di lavoro domestico:

  • Calcolo dei contributi trimestrali in base alle ore e alla fascia retributiva
  • Predisposizione e invio comunicazioni all’INPS (attivazione rapporto, variazioni, cessazione)
  • Verifica delle scadenze e promemoria trimestrali
  • Redazione della busta paga mensile della colf/badante
  • Certificazione Unica annuale e trasmissione telematica
  • Assistenza in caso di irregolarità o comunicazioni INPS
  • Supporto per la deducibilità dei contributi nel 730

Contattaci per un preventivo:
Telefono: 0432 1638640
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Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine

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