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Tag Archivio per: contributi colf badanti 2026

CAF, COLF E BADANTI

Contributi colf e badanti 2026: importi trimestrali, tabelle, versamento INPS

colf e badanti CAF Udine
Indice dell articolo
  1. Chi paga i contributi colf e badanti INPS
  2. Scadenze trimestrali 2026: le 4 date da segnare
  3. Tabella importi trimestrali colf e badanti 2026
  4. Composizione dei contributi INPS per i domestici
  5. Come versare i contributi: MAV INPS, F24 e conto online
  6. Retribuzione minima CCNL 2026
  7. Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento
  8. Rateizzazione dei contributi arretrati
  9. Documenti: CU e Modello RED
  10. La colf puo verificare i propri contributi?
  11. FAQ: contributi colf e badanti 2026
  12. Assumere colf o badante: il CAF Centro Fiscale ti aiuta

Sei il datore di lavoro di una collaboratrice domestica, una badante o una colf, e non sai esattamente quanto versare all’INPS e quando? Sei nel posto giusto. I contributi per i lavoratori domestici si pagano a cadenza trimestrale e gli importi cambiano ogni anno in base alle fasce di retribuzione oraria stabilite dal CCNL Collaboratori Domestici. In questa guida trovi la tabella completa degli importi 2026, le scadenze precise, le modalità di versamento e tutte le istruzioni pratiche per essere in regola con l’INPS.

Chi paga i contributi colf e badanti INPS

A differenza di quasi tutte le altre categorie di lavoratori, nel rapporto di lavoro domestico è il datore di lavoro (la famiglia che assume) a dover provvedere al versamento dei contributi INPS, compresa la quota a carico del lavoratore. Non è la colf o la badante a preoccuparsi di questo adempimento: ci pensa il datore di lavoro, che poi trattiene la quota del dipendente dalla busta paga.

Il rapporto di lavoro domestico è regolato dal CCNL Collaboratori Domestici, stipulato tra le associazioni datoriali (Fidaldo, Domina, Assindatcolf) e i sindacati di categoria. La contribuzione INPS è gestita dalla Cassa Domestici (Gestione Speciale Domestici dell’INPS), una gestione separata dedicata esclusivamente ai lavoratori domestici.

Scadenze trimestrali contributi colf 2026: le 4 date da segnare

I contributi per colf e badanti si versano ogni trimestre, entro il 10 del mese successivo alla fine del trimestre. Le quattro scadenze del 2026 sono:

TrimestrePeriodo copertoScadenza versamento 2026
1° trimestreGennaio – Marzo 202610 aprile 2026
2° trimestreAprile – Giugno 202610 luglio 2026
3° trimestreLuglio – Settembre 202610 ottobre 2026
4° trimestreOttobre – Dicembre 202610 gennaio 2027

Attenzione: se il 10 del mese cade di sabato, domenica o giorno festivo, la scadenza si sposta al primo giorno lavorativo successivo. Il termine del 10 luglio 2026 (scadenza per il 2° trimestre) è un venerdì, quindi la scadenza è confermata al 10 luglio 2026. Verificatelo sempre sul sito INPS in caso di festività particolari.

Tabella importi trimestrali colf e badanti 2026

Gli importi contributivi dipendono dalla retribuzione oraria effettiva corrisposta al lavoratore domestico, suddivisa in tre fasce. La tabella dei contributi orari viene aggiornata ogni anno dall’INPS tenendo conto della perequazione ISTAT e della rivalutazione del CCNL.

Contributi orari 2026 per fascia di retribuzione

Fascia retribuzione orariaRetribuzione oraria effettivaContributo orario totaledi cui a carico del datoredi cui a carico del lavoratore
Fascia AFino a 8,61 euro/ora1,64 euro/ora1,22 euro/ora0,42 euro/ora
Fascia BDa 8,62 a 10,11 euro/ora2,09 euro/ora1,55 euro/ora0,54 euro/ora
Fascia COltre 10,11 euro/ora2,32 euro/ora1,72 euro/ora0,60 euro/ora
ConviventiCon vitto e alloggio1,30 euro/ora0,97 euro/ora0,33 euro/ora

Nota: i valori esatti vengono comunicati dall’INPS a inizio anno con apposita circolare (di norma la circolare sui contributi domestici di gennaio/febbraio). I valori sopra indicati sono riferiti alla struttura tariffaria INPS 2025-2026 applicabile per il 2° trimestre 2026. Per i valori ufficiali e aggiornati verificare sempre il sito inps.it o rivolgersi al CAF.

Come calcolare il contributo trimestrale

La formula è semplice:

Contributo trimestrale = ore lavorate nel trimestre × contributo orario della fascia

Esempio pratico: una badante non convivente che lavora 20 ore settimanali a una retribuzione di 9 euro/ora (Fascia B):

  • Ore nel trimestre: 20 ore × 13 settimane = 260 ore
  • Contributo orario Fascia B: 2,09 euro/ora
  • Contributo trimestrale totale: 260 × 2,09 = 543,40 euro
  • Quota datore: 260 × 1,55 = 403,00 euro
  • Quota lavoratrice (trattenuta in busta paga): 260 × 0,54 = 140,40 euro

Composizione dei contributi INPS per i domestici

Il contributo versato alla Cassa Domestici INPS non è un monoblocco: è composto da diverse voci che finanziano tutele diverse per il lavoratore:

  • Pensione (IVS – Invalidità Vecchiaia Superstiti): la quota maggiore, che genera i contributi pensionistici della colf/badante visibili sull’estratto contributivo INPS
  • CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari): finanzia gli assegni familiari. Per i domestici conviventi non è dovuta, per i non conviventi è inclusa nel contributo standard
  • Assicurazione per la vecchiaia e superstiti
  • Contributo di maternità: che garantisce l’indennità di maternità alla lavoratrice in caso di gravidanza
  • Contributo INAIL: non incluso nella Cassa Domestici standard, ma richiesto separatamente per la copertura infortuni sul lavoro domestico

La particolarità del lavoro domestico è che non è prevista la contribuzione per la disoccupazione (NASpI): i lavoratori domestici non hanno diritto alla NASpI in caso di licenziamento, a differenza degli altri lavoratori dipendenti. Questo è un aspetto su cui molte famiglie e lavoratrici si fanno domande.

Come versare i contributi: MAV INPS, F24 e conto online

Esistono più metodi per versare i contributi INPS per colf e badanti. Il più comune è il bollettino MAV, ma dal 2020 INPS ha potenziato il canale digitale:

1. Bollettino MAV (Metodo Avviso di Versamento)

Il sistema classico: l’INPS invia periodicamente al datore di lavoro un bollettino MAV pre-compilato con il codice fiscale del lavoratore, le ore e il periodo. Il bollettino può essere pagato:

  • In banca (sportello o home banking)
  • Alle Poste
  • Nei tabacchieri abilitati
  • Online tramite il sito INPS (area “Gestione domestici”)

2. Portale “Domestico Lavoro” INPS (online)

Sul portale INPS (myinps.inps.it), nella sezione dedicata ai rapporti di lavoro domestico, è possibile comunicare le ore lavorate e generare il pagamento del contributo direttamente online, con addebito su carta di credito o conto corrente. Serve SPID, CIE o CNS per accedere.

3. F24 (raro ma possibile)

In alcuni casi particolari (es. sanzione con ravvedimento) i contributi domestici possono essere versati tramite modello F24. Non è il canale standard per i versamenti ordinari trimestrali.

Retribuzione minima CCNL 2026 per colf e badanti

La retribuzione minima per i collaboratori domestici è stabilita dal CCNL Collaboratori Domestici, sottoscritto dalle organizzazioni datoriali e sindacali. Il contratto prevede diverse livelli (A, AS, B, BS, C, CS, D, DS) in base alla mansione e all’esperienza.

Per la badante di 3° livello (con convivenza), la retribuzione lorda mensile minima dal 1° gennaio 2026 è orientativamente nell’intorno dei 1.100-1.200 euro/mese lordi per i conviventi a tempo pieno, con eventuali adeguamenti ISTAT. Il CCNL in vigore (siglato nel luglio 2024 con validità 2024-2026) ha introdotto incrementi retributivi scaglionati.

Attenzione: la retribuzione oraria effettiva è quella che determina la fascia di contribuzione INPS (A, B o C). È fondamentale non scendere sotto i minimi CCNL: il lavoratore potrebbe richiedere le differenze retributive retroattivamente. Per i dettagli sulla busta paga, il contratto e i costi della badante consulta la nostra guida dedicata.

Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento operoso

Non versare i contributi INPS entro le scadenze trimestrali espone il datore di lavoro a sanzioni e interessi di mora. L’INPS può accertare l’omissione durante un’ispezione del lavoro o su segnalazione del lavoratore.

Conseguenze dell’omesso versamento

  • Interessi di mora: calcolati sul capitale non versato per ogni giorno di ritardo
  • Sanzione civile: pari al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 5,5 punti percentuali per ciascun anno di ritardo, con un minimo del 3%
  • Sanzione per violazione obblighi contributivi: in caso di evasione (non solo omissione) le sanzioni possono arrivare fino al 30% dell’imponibile non dichiarato

Ravvedimento operoso per contributi domestici

Prima che l’INPS avvii un accertamento, il datore di lavoro può regolarizzare spontaneamente la propria posizione pagando il contributo omesso più gli interessi di mora. Questa procedura si chiama ravvedimento operoso contributivo e permette di evitare le sanzioni più pesanti. Il CAF Centro Fiscale assiste i datori di lavoro domestico nella regolarizzazione e nel calcolo degli importi dovuti.

Rateizzazione dei contributi arretrati colf

Se il datore di lavoro si trova a dover versare contributi arretrati su più trimestri, è possibile richiedere all’INPS una rateizzazione del debito contributivo. La domanda va presentata all’INPS con indicazione dell’importo totale dovuto; l’INPS definisce il piano di ammortamento. Durante la rateizzazione gli interessi continuano a maturare ma si evitano le procedure di recupero coattivo (cartella esattoriale).

Il messaggio INPS alle 6.000 famiglie inviato nel 2026 riguarda proprio datori di lavoro domestico con posizioni da regolarizzare: se hai ricevuto una comunicazione INPS, contattaci subito per valutare la strada migliore.

Documenti: CU e Modello RED per il datore di lavoro

Avere una colf o badante regolare comporta anche obblighi documentali nei confronti dell’Agenzia delle Entrate:

Certificazione Unica (CU)

Il datore di lavoro domestico è sostituto d’imposta e deve rilasciare alla colf/badante la Certificazione Unica (CU) entro il 31 marzo dell’anno successivo, con i dati del reddito percepito nell’anno. La CU va anche trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro la stessa data. Il mancato invio è sanzionato con 100 euro per ogni CU omessa.

Modello RED e deducibilità dei contributi

Come datore di lavoro domestico puoi portare in deduzione dal reddito complessivo (nel modello 730 o Redditi PF) i contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti, fino a un massimo di 1.549,37 euro annui. Questa deduzione è separata dalla detrazione per le spese di assistenza agli anziani (che prevede invece una detrazione del 19% su un massimo di 2.100 euro).

Conserva sempre le ricevute di pagamento dei contributi INPS: servono per la dichiarazione dei redditi e in caso di controllo da parte del Fisco.

La colf può verificare i propri contributi versati?

Sì. La lavoratrice domestica (colf o badante) può verificare in qualsiasi momento se il datore di lavoro ha effettivamente versato i contributi all’INPS accedendo all’estratto contributivo online tramite SPID su myINPS.

Se risultano contributi mancanti, la lavoratrice può:

  • Segnalare all’Ispettorato Nazionale del Lavoro
  • Presentare ricorso all’INPS per il riconoscimento dei contributi omessi
  • Rivolgersi al Patronato per avviare la procedura di accertamento

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste sia i datori di lavoro che le lavoratrici domestiche in tutte le pratiche INPS relative al lavoro domestico.

FAQ: contributi colf e badanti 2026

Se la badante lavora meno di 24 ore settimanali, i contributi cambiano?

Sì. Le fasce di contribuzione INPS per i lavoratori domestici variano in base alla retribuzione oraria effettiva, non alle ore lavorate. Tuttavia, per i lavoratori non conviventi che lavorano meno di 24 ore settimanali, esistono specifiche regole contrattuali (CCNL) che possono influire sul tipo di rapporto (orario) e quindi sulla rendicontazione delle ore all’INPS.

I contributi si calcolano sulle ore effettivamente lavorate o sull’orario contrattuale?

Si calcolano sulle ore effettivamente lavorate nel trimestre. Se la colf ha lavorato meno ore del previsto (per ferie, malattia retribuita, ecc.), si conteggiano le ore effettive. Le settimane di ferie retribuite contano come lavorate ai fini contributivi. I giorni di malattia retribuiti sono a carico del datore e generano contribuzione.

La colf straniera senza permesso di soggiorno regolare ha diritto ai contributi?

Il versamento di contributi a lavoratori privi di permesso di soggiorno non regolarizza la situazione lavorativa, che rimane irregolare. L’INPS registra i contributi ma il datore di lavoro rimane esposto a sanzioni amministrative e penali per l’assunzione irregolare. Per regolarizzare un lavoratore domestico straniero privo dei requisiti, è necessario verificare le procedure di regolarizzazione o sanatoria.

Cosa succede se non verso i contributi per un trimestre?

L’INPS può avviare un’attività di recupero del credito. Prima che arrivi la cartella esattoriale, è possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso pagando il dovuto più gli interessi. Se il debito contributivo viene accertato in sede ispettiva, scattano anche le sanzioni civili più pesanti. Intervenire subito, prima di un’ispezione, è sempre la scelta più conveniente.

I contributi colf sono deducibili nella dichiarazione dei redditi?

Sì. I contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti sono deducibili dal reddito complessivo fino a 1.549,37 euro annui. Vanno inseriti nel modello 730 o Redditi PF dell’anno successivo. Questa deduzione riduce la base imponibile IRPEF, con un risparmio fiscale effettivo che dipende dallo scaglione di appartenenza.

Devo comunicare all’INPS ogni trimestre le ore lavorate?

Sì. Il datore di lavoro deve comunicare all’INPS (tramite il portale Domestico Lavoro o il patronato) le ore lavorate nel trimestre prima di effettuare il versamento. Il sistema INPS genera il bollettino MAV in base a queste comunicazioni. Se le ore variano significativamente rispetto al contratto originale, vanno aggiornate.

Assumere colf o badante: il CAF Centro Fiscale ti aiuta

Gestire un rapporto di lavoro domestico in regola non è complicato se si hanno le informazioni giuste e qualcuno che segue le scadenze. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo per datori di lavoro domestico:

  • Calcolo dei contributi trimestrali in base alle ore e alla fascia retributiva
  • Predisposizione e invio comunicazioni all’INPS (attivazione rapporto, variazioni, cessazione)
  • Verifica delle scadenze e promemoria trimestrali
  • Redazione della busta paga mensile della colf/badante
  • Certificazione Unica annuale e trasmissione telematica
  • Assistenza in caso di irregolarità o comunicazioni INPS
  • Supporto per la deducibilità dei contributi nel 730

Contattaci per un preventivo:
Telefono: 0432 1638640
WhatsApp: 366 6018121
Email: info@centrofiscale.com
Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine

Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 10:00:002026-07-03 08:06:40Contributi colf e badanti 2026: importi trimestrali, tabelle, versamento INPS
COLF E BADANTI

Spesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida Completa

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La spesa per la badante rappresenta una delle voci di costo più rilevanti per le famiglie italiane che assistono un familiare anziano o non autosufficiente. Fortunatamente, il sistema fiscale italiano consente di recuperare una parte significativa di queste spese attraverso il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025), prevedendo due distinti benefici fiscali: la deduzione dei contributi previdenziali fino a 1.549,37 euro e la detrazione del 19% sulle spese di assistenza per soggetti non autosufficienti fino a un massimo di 2.100 euro.

In questa guida completa, aggiornata con le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, ti spieghiamo nel dettaglio come funzionano questi due benefici, quali sono i requisiti, quali documenti conservare, come compilare correttamente il quadro E del modello 730 e quanto puoi realmente risparmiare. Troverai esempi pratici, tabelle riassuntive e i riferimenti normativi ufficiali.

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Spesa badante nel 730/2026: due benefici fiscali distinti

Prima di entrare nei dettagli, è fondamentale comprendere che la normativa fiscale italiana distingue chiaramente due tipologie di agevolazioni per chi sostiene spese legate all’assistenza domiciliare. Si tratta di due benefici cumulabili tra loro che agiscono su voci di spesa differenti: i contributi previdenziali da un lato e la retribuzione netta dall’altro.

1. Deduzione contributi previdenziali (art. 10, comma 2, TUIR)

I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati all’INPS per i lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter) sono deducibili dal reddito complessivo fino a un importo massimo di 1.549,37 euro annui. Questa agevolazione è disciplinata dall’articolo 10, comma 2, del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917) e si applica a tutti i contribuenti, indipendentemente dallo stato di salute del soggetto assistito.

2. Detrazione spese assistenza non autosufficienti (art. 15, comma 1, lett. i-septies, TUIR)

Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale di soggetti non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% calcolata su un importo massimo di 2.100 euro, per un risparmio effettivo fino a 399 euro. Questa agevolazione, prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-septies, del TUIR, è riservata a chi assiste persone con limitazioni delle capacità motorie o cognitive.

Deduzione contributi badante: importo, requisiti e modalità

La deduzione dei contributi previdenziali versati per la badante è una delle agevolazioni fiscali più importanti e meno conosciute dai contribuenti italiani. A differenza della detrazione (che riduce l’imposta), la deduzione abbassa il reddito imponibile, con un beneficio proporzionale all’aliquota marginale IRPEF del contribuente.

Importo massimo deducibile: 1.549,37 euro

L’importo massimo deducibile è pari a 1.549,37 euro all’anno (corrispondente alla vecchia conversione di 3 milioni di lire). Questo limite si riferisce ai contributi effettivamente versati nell’anno d’imposta 2025 (per il 730/2026), inclusa la quota a carico del lavoratore trattenuta in busta paga e successivamente versata all’INPS dal datore di lavoro.

Cosa è deducibile e cosa no

  • Sono deducibili: contributi previdenziali INPS (quota datore di lavoro + quota lavoratore), contributi assistenziali obbligatori, contributi versati alla Cassa Colf (se previsti dal CCNL Lavoro Domestico)
  • NON sono deducibili: la retribuzione netta della badante, la tredicesima mensilità, il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), le spese di vitto e alloggio

Chi può beneficiare della deduzione

La deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero alla persona che ha sottoscritto il contratto di assunzione con la badante e che effettua i versamenti contributivi all’INPS. Non è necessario che il soggetto assistito coincida con il datore di lavoro: ad esempio, un figlio può assumere una badante per il proprio genitore anziano e detrarre i contributi versati.

Importante: la deduzione spetta una sola volta per ciascun contribuente, anche in presenza di più rapporti di lavoro domestico, e il limite di 1.549,37 euro è complessivo (non si moltiplica per il numero di lavoratori assunti).

Esempio pratico: calcolo della deduzione

Maria assume una badante a tempo pieno (54 ore settimanali) per assistere la madre anziana. Nel 2025 versa contributi INPS per un totale di 2.300 euro. Nel 730/2026 può dedurre solo 1.549,37 euro (importo massimo). Con un’aliquota marginale del 35%, il risparmio fiscale è di circa 542 euro.

Detrazione 19% per badante di persone non autosufficienti

La detrazione del 19% sulle spese sostenute per la badante è il secondo importante beneficio fiscale previsto dal nostro ordinamento e si aggiunge alla deduzione dei contributi previdenziali. A differenza della deduzione, questa agevolazione è subordinata a un requisito fondamentale: il soggetto assistito deve essere non autosufficiente nel compimento degli atti della vita quotidiana.

Importo massimo detraibile: 2.100 euro

La detrazione si calcola sul 19% di un importo massimo di 2.100 euro di spese sostenute nell’anno d’imposta. Il risparmio fiscale massimo è quindi pari a 399 euro (2.100 × 19%). È fondamentale comprendere che il tetto di 2.100 euro si riferisce alle spese complessive, non alla detrazione: chi sostiene spese superiori non beneficia di alcun ulteriore vantaggio.

Limite di reddito: 40.000 euro

La detrazione è riconosciuta solo se il reddito complessivo del contribuente non supera 40.000 euro. Superata questa soglia, il beneficio fiscale è completamente perduto. Nel computo del reddito complessivo va incluso anche il reddito derivante dalla cedolare secca sugli affitti, mentre non si considera il reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze.

Cosa significa “non autosufficiente”

Secondo la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005 e la Circolare 7/E del 25 giugno 2021, una persona si considera non autosufficiente quando non è in grado di svolgere autonomamente almeno una delle seguenti attività:

  • Assunzione di alimenti
  • Espletamento delle funzioni fisiologiche o dell’igiene personale
  • Deambulazione
  • Indossare gli indumenti

È inoltre considerata non autosufficiente la persona che necessita di sorveglianza continuativa. Lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica, mentre non rileva l’età anagrafica: anche un giovane disabile può rientrare nella casistica.

Importante: non sono ricomprese nella detrazione le spese per i servizi forniti a persone non autosufficienti per cause derivanti esclusivamente dall’età anagrafica (es. semplice anzianità senza patologie invalidanti).

Tabella riepilogativa: deduzione vs detrazione badante

Per chiarire le differenze tra i due benefici fiscali, ecco una tabella riassuntiva con i principali parametri da considerare nel 730/2026:

CaratteristicaDeduzione contributiDetrazione 19%
Norma di riferimentoArt. 10 c. 2 TUIRArt. 15 c. 1 lett. i-septies TUIR
Importo massimo1.549,37 euro2.100 euro (19% = 399 euro)
Tipo di beneficioRiduce il reddito imponibileRiduce l’IRPEF lorda
Spese ammesseSolo contributi INPSRetribuzione netta badante
Requisito non autosufficienzaNOSI (con certificato medico)
Limite di redditoNessuno40.000 euro
Rigo 730/2026E23 (oneri deducibili)E8/E10 cod. 15 (oneri detraibili)
Tracciabilità pagamentiObbligatoria (dal 2020)Obbligatoria (dal 2020)
CumulabilitàSI, con detrazione 19%SI, con deduzione contributi

Documenti da conservare per il 730/2026

Per beneficiare correttamente di deduzione e detrazione, è essenziale conservare con cura tutta la documentazione probatoria. L’Agenzia delle Entrate può richiedere questi documenti anche a distanza di anni: la regola è conservare tutto fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione della dichiarazione (per il 730/2026 quindi fino al 31 dicembre 2031).

Documenti per la deduzione contributi (1.549,37 euro)

  • Bollettini MAV/PagoPA INPS dei contributi versati nei quattro trimestri (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre 2025 e 10 gennaio 2026)
  • Comunicazione di assunzione del lavoratore domestico all’INPS
  • Estratto conto INPS scaricabile dal Cassetto Previdenziale del Lavoratore
  • Buste paga con evidenza della quota contributiva a carico del lavoratore
  • Ricevute di pagamento tracciabile (bonifico, F24, addebito SEPA)

Documenti per la detrazione 19% (non autosufficienti)

  • Ricevute di pagamento firmate dalla badante (devono indicare: dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore e del datore di lavoro, importo, data, causale)
  • Certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza del soggetto assistito (rilasciato da medico SSN o medico specialista)
  • Documenti tracciabilità pagamenti: bonifico bancario, assegno, bancomat, carta di credito, app di pagamento (Satispay, PostePay, ecc.)
  • Contratto di lavoro con specifica delle mansioni assistenziali
  • Codice fiscale del soggetto non autosufficiente (se diverso dal contribuente)

Attenzione: dal 1° gennaio 2020, ai sensi dell’articolo 1, comma 679, della Legge 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), la detrazione del 19% è subordinata all’effettuazione del pagamento con strumenti tracciabili. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Questa regola NON si applica invece ai contributi INPS (che sono già pagati tramite F24/MAV).

Come compilare il quadro E del 730/2026

La compilazione del modello 730/2026 per le spese badante interessa due righi distinti del Quadro E (Oneri e Spese). Vediamo nel dettaglio dove inserire ciascun importo, seguendo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.

Rigo E23 – Contributi per addetti ai servizi domestici e familiari

Nel rigo E23 della Sezione II del Quadro E (“Spese e oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo”) va indicato l’importo dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari, fino al limite massimo di 1.549,37 euro.

Il software del 730 calcola automaticamente l’eventuale eccedenza non deducibile. Se hai versato più di 1.549,37 euro, indica comunque l’importo intero: il sistema applicherà automaticamente il tetto.

Righi E8-E10 – Spese addetti assistenza personale (codice 15)

Nei righi E8, E9 o E10 della Sezione I del Quadro E (“Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%”) vanno indicate le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale dei soggetti non autosufficienti, utilizzando il codice 15.

L’importo da inserire è quello effettivamente sostenuto, fino al massimo di 2.100 euro. Il software del 730 calcolerà automaticamente la detrazione del 19% e verificherà il rispetto del limite di reddito complessivo (40.000 euro).

Casi particolari: più contribuenti che condividono la spesa

Quando più familiari condividono la spesa per la badante di un genitore non autosufficiente, il limite di 2.100 euro deve essere ripartito tra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa. Ad esempio, se due fratelli pagano insieme la badante della madre, ciascuno potrà detrarre il 19% su un importo massimo di 1.050 euro (la metà del tetto).

Per la deduzione dei contributi, invece, il limite di 1.549,37 euro è personale del datore di lavoro: spetta esclusivamente al soggetto che ha sottoscritto il contratto di assunzione e che effettua i versamenti all’INPS.

Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale

Per comprendere meglio l’impatto reale di deduzione e detrazione, vediamo tre casi pratici con calcoli dettagliati del risparmio fiscale ottenibile nel 730/2026.

Caso 1: Famiglia con genitore non autosufficiente

Scenario: Luigi (50 anni, reddito 35.000 euro) assume una badante convivente per il padre di 82 anni affetto da Alzheimer (non autosufficiente certificato). Nel 2025 versa:

  • Contributi INPS: 1.800 euro totali
  • Retribuzione netta badante: 15.000 euro annui

Calcolo benefici fiscali nel 730/2026:

  • Deduzione contributi (E23): 1.549,37 euro × aliquota marginale 35% = risparmio di circa 542 euro
  • Detrazione 19% (E8-E10 cod. 15): 2.100 euro × 19% = 399 euro di risparmio
  • Risparmio fiscale totale: circa 941 euro

Caso 2: Anziana autosufficiente con badante

Scenario: Anna (72 anni, pensionata con reddito 22.000 euro) assume una colf che fa anche da accompagnatrice. Anna è ancora autosufficiente e non ha certificato medico. Nel 2025 versa:

  • Contributi INPS: 950 euro
  • Retribuzione netta: 8.500 euro

Calcolo benefici fiscali nel 730/2026:

  • Deduzione contributi (E23): 950 euro × aliquota marginale 25% = risparmio di circa 237 euro
  • Detrazione 19%: NON spettante (manca requisito non autosufficienza)
  • Risparmio fiscale totale: circa 237 euro

Caso 3: Due figli che assistono la madre non autosufficiente

Scenario: Marco e Sara (entrambi con redditi inferiori a 40.000 euro) sostengono insieme le spese per la badante della madre allettata. Marco è il datore di lavoro formale e versa i contributi.

  • Contributi INPS versati da Marco: 1.700 euro
  • Retribuzione netta condivisa: 12.000 euro (6.000 ciascuno)

Calcolo benefici nel 730/2026:

  • Marco – Deduzione contributi: 1.549,37 euro (limite massimo)
  • Marco – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euro
  • Sara – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euro

Novità 2026: cosa cambia per le spese badante

La Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024, n. 207) ha introdotto alcune modifiche al sistema delle detrazioni IRPEF che incidono indirettamente anche sulle spese per la badante. È importante conoscerle per pianificare correttamente la dichiarazione 730/2026.

Riordino detrazioni per redditi sopra 75.000 euro

Dal 2025 è entrato in vigore un nuovo meccanismo di contenimento delle detrazioni per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Le detrazioni totali sono parametrate al numero di figli a carico e al reddito. Tuttavia, per la detrazione badante non autosufficiente il problema non si pone, perché il limite di reddito di 40.000 euro è ben al di sotto della soglia dei 75.000 euro.

Stop bollettini cartacei INPS dal 2026

Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha abolito i bollettini MAV cartacei per il versamento dei contributi dei lavoratori domestici. I pagamenti si effettuano esclusivamente tramite PagoPA, app IO o bonifico bancario sul Cassetto Previdenziale online. Questa novità rafforza la tracciabilità dei versamenti e semplifica la documentazione ai fini fiscali.

Nuove tabelle contributive INPS 2026

L’INPS ha aggiornato con la Circolare n. 25 del 2026 le tabelle dei contributi orari per i lavoratori domestici, con incrementi medi del 2,3% rispetto al 2025. Per chi assume nel 2026, è quindi probabile superare il limite di 1.549,37 euro deducibile più facilmente rispetto agli anni precedenti.

Errori comuni da evitare nella dichiarazione

L’esperienza maturata presso il CAF Centro Fiscale ci ha mostrato che molti contribuenti commettono errori ricorrenti nella compilazione del 730 per le spese badante. Ecco i principali errori da evitare, che possono comportare richieste di documenti integrativi, sanzioni o perdita del beneficio fiscale.

1. Confondere deduzione e detrazione

L’errore più comune è inserire la retribuzione netta della badante nel rigo E23 (oneri deducibili) o, viceversa, indicare i contributi INPS tra le spese detraibili al 19%. Ricorda: i contributi vanno solo in E23, lo stipendio netto solo in E8-E10 con codice 15 (e solo se il soggetto è non autosufficiente).

2. Detrarre senza certificato medico

La detrazione del 19% richiede tassativamente un certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza. Non basta una generica certificazione di invalidità: deve essere specifico sulle attività della vita quotidiana che il soggetto non riesce a svolgere. Il certificato può essere rilasciato dal medico di base, da un medico specialista SSN o da una commissione medica.

3. Pagare in contanti

Dal 2020, i pagamenti in contanti alla badante non danno diritto alla detrazione 19%. Utilizza sempre strumenti tracciabili: bonifico bancario, assegno non trasferibile, carta di credito/bancomat o app di pagamento. Conserva sempre le ricevute firmate dalla badante.

4. Dimenticare la quota a carico del lavoratore

Nei contributi deducibili rientra anche la quota INPS a carico del lavoratore (circa il 30% del totale), trattenuta in busta paga e versata all’INPS dal datore di lavoro. Molti contribuenti dimenticano questa quota, riducendo il beneficio fiscale.

5. Superare il limite di reddito senza accorgersene

Se il tuo reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19%. Attenzione perché nel calcolo entrano anche redditi diversi (cedolare secca, redditi fondiari, ecc.). La deduzione contributi, invece, è sempre spettante a prescindere dal reddito.

Altre agevolazioni cumulabili con la spesa badante

Oltre a deduzione e detrazione sopra descritte, le famiglie che assumono una badante possono accedere ad altre agevolazioni previste a livello statale, regionale e locale. Ecco le principali da conoscere.

Bonus Anziani 850 euro (Prestazione Universale)

Dal 1° gennaio 2025 è attiva la Prestazione Universale, una nuova misura sperimentale (D.Lgs. 29/2024) destinata agli over 80 non autosufficienti con ISEE sociosanitario fino a 6.000 euro e indennità di accompagnamento. Si tratta di un contributo di 850 euro mensili finalizzato a remunerare i lavoratori domestici impiegati nell’assistenza, da utilizzare in aggiunta alla pensione di accompagnamento.

Indennità di accompagnamento INPS

L’indennità di accompagnamento INPS è una prestazione esente da IRPEF erogata mensilmente alle persone con invalidità civile al 100% e impossibilità di deambulare autonomamente o necessità di assistenza continua. Per il 2026 l’importo è di 542,02 euro mensili erogati per 12 mensilità. È compatibile sia con il lavoro che con altri redditi.

Contributi regionali e comunali

Molte Regioni (tra cui il Friuli Venezia Giulia) prevedono contributi specifici per le famiglie che assumono una badante regolare. In FVG è attivo il FAP (Fondo per l’Autonomia Possibile) e il contributo regionale per la badante, gestito tramite i Servizi Sociali del Comune di residenza. Anche numerosi Comuni erogano voucher o bonus dedicati, soprattutto per anziani con ISEE basso.

Detrazioni per persone con disabilità

Se la persona assistita ha una disabilità riconosciuta (Legge 104/1992), si possono cumulare anche le detrazioni per familiari a carico, le spese mediche specialistiche (anch’esse al 19%), gli ausili tecnici e i mezzi di trasporto (con IVA agevolata al 4%).

Scadenze 730/2026 per le spese badante

Per non perdere il diritto a deduzione e detrazione, è fondamentale rispettare le scadenze fiscali previste per il modello 730/2026 (riferito ai redditi 2025).

ScadenzaAdempimento
30 aprile 2026Disponibilità 730 precompilato sul portale Agenzia Entrate
15 maggio 2026Possibilità di accettare/modificare/inviare il 730 precompilato
30 settembre 2026Termine ordinario invio 730/2026 tramite CAF o intermediari abilitati
25 ottobre 2026Termine ultimo per 730 integrativo
31 dicembre 2031Conservazione documenti spese badante (5 anni dopo presentazione)

Affidandoti al CAF Centro Fiscale di Udine, oltre alla compilazione corretta del 730, ricevi assistenza completa per individuare tutte le agevolazioni cumulabili e raccogliere correttamente la documentazione necessaria. Il CAF effettua anche il visto di conformità, che protegge il contribuente in caso di controlli successivi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti (FAQ)

Posso dedurre i contributi della badante anche se non sono il soggetto assistito?

Sì. La deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero a chi ha sottoscritto il contratto e versa i contributi all’INPS. Non è necessario che coincida con il soggetto assistito. Ad esempio, un figlio può assumere la badante per il padre e dedurre i contributi nel proprio 730.

La detrazione 19% spetta anche se il soggetto non autosufficiente non è un familiare?

Sì. La detrazione del 19% per spese di assistenza non autosufficienti spetta a chi sostiene la spesa, indipendentemente dal rapporto di parentela con il soggetto assistito. Anche un vicino di casa o un amico che paga la badante per un anziano solo può detrarre.

Cosa succede se supero i 40.000 euro di reddito?

Se il reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19% sulle spese badante. Mantieni invece la deduzione dei contributi (1.549,37 euro), che non ha limiti di reddito.

Il bonus 850 euro per anziani è cumulabile con detrazione e deduzione?

Sì. La Prestazione Universale 850 euro non è considerata reddito ai fini IRPEF e non incide sulle agevolazioni fiscali per le spese badante. È cumulabile sia con la deduzione contributi sia con la detrazione 19%, purché vengano rispettati tutti i requisiti previsti.

Posso detrarre le spese badante se pago in contanti?

No, dal 1° gennaio 2020 la detrazione del 19% è subordinata al pagamento tracciabile (bonifico, bancomat, carta, app). I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Per i contributi INPS il discorso è diverso: vengono pagati tramite F24/PagoPA, quindi sono sempre tracciati.

La detrazione 19% spetta anche se la badante è in nero?

Assolutamente no. Il lavoro in nero è illegale e non dà diritto ad alcuna agevolazione fiscale. La detrazione richiede ricevute firmate, contratto regolare e tracciabilità dei pagamenti. Inoltre, l’assunzione regolare tutela anche il datore di lavoro da rischi legali e infortunistici.

Posso recuperare le spese badante se presento il modello Redditi PF anziché il 730?

Sì. Le stesse agevolazioni sono previste anche nel modello Redditi Persone Fisiche, con righi diversi (rispettivamente RP21 per i contributi deducibili e RP8-RP14 con codice 15 per la detrazione). I limiti e i requisiti sono identici.

Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

Calcolare correttamente le spese badante deducibili e detraibili nel 730/2026 richiede attenzione: confondere i due benefici, dimenticare la documentazione o errare nei calcoli può costare centinaia di euro. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre:

  • Compilazione completa del 730/2026 con calcolo ottimizzato di tutte le agevolazioni spettanti
  • Verifica documentazione e segnalazione di eventuali carenze prima dell’invio
  • Gestione completa del lavoro domestico: contratti, buste paga, contributi INPS, TFR
  • Consulenza personalizzata su agevolazioni regionali (FAP, contributo badante FVG) e nazionali (Prestazione Universale 850 euro)
  • Visto di conformità per la protezione in caso di controlli
  • Assistenza post-invio per eventuali comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate

Contattaci per fissare un appuntamento presso la nostra sede di Udine: i nostri consulenti specializzati in lavoro domestico ti seguiranno passo dopo passo per ottenere il massimo beneficio fiscale possibile.

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Fonti normative ufficiali consultate:

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) – art. 10 c. 2 e art. 15 c. 1 lett. i-septies
  • Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020) – art. 1 c. 679
  • Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025)
  • D.Lgs. 15 marzo 2024, n. 29 (Prestazione Universale anziani)
  • Circolare Agenzia Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005
  • Circolare Agenzia Entrate n. 7/E del 25 giugno 2021
  • Istruzioni Modello 730/2026 (Agenzia delle Entrate)
  • CCNL Lavoro Domestico in vigore dal 1° ottobre 2020
  • Circolare INPS n. 25 del 2026 (tabelle contributive lavoratori domestici)
Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 07:28:382026-05-31 17:03:51Spesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida Completa
CAF, COLF E BADANTI

Badanti e Colf: nel 2029 Saranno 2,2 Milioni in Italia, il 69% Stranieri

colf e badanti 3 CAF Udine

Nel 2029, l’Italia conterà oltre 2,2 milioni di lavoratori domestici regolarmente assunti tra colf, badanti e baby sitter. Di questi, il 69% sarà di origine straniera. Lo confermano le proiezioni elaborate da Domina (Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico) in collaborazione con il Censis e con Assindatcolf: l’invecchiamento della popolazione italiana, unito alla crescente necessità di assistenza per gli anziani non autosufficienti, sta alimentando una domanda di lavoro domestico che non accenna a diminuire. Questo articolo offre una panoramica completa e aggiornata sul settore: dalle proiezioni demografiche al CCNL colf e badanti 2025, dai contributi INPS alle detrazioni fiscali, fino alle procedure di assunzione e ai servizi del CAF che possono supportare le famiglie datrici di lavoro.

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Indice dei contenuti

  1. Proiezioni demografiche: 2,2 milioni nel 2029
  2. Chi sono i lavoratori domestici: composizione e nazionalità
  3. CCNL Colf e Badanti 2025: retribuzioni e livelli contrattuali
  4. Costi per il datore di lavoro: contributi, TFR e tredicesima
  5. Detrazioni fiscali: cosa può detrarre la famiglia
  6. Bonus e agevolazioni per la non autosufficienza
  7. Come assumere una colf o badante: procedura passo per passo
  8. Sfide future: invecchiamento, fabbisogno assistenziale e regolarizzazione
  9. Il CAF ti aiuta: servizi per famiglie datrici di lavoro
  10. Domande Frequenti su Colf e Badanti

Proiezioni demografiche: 2,2 milioni nel 2029

Le proiezioni pubblicate da Domina nel Rapporto Annuale sul Lavoro Domestico descrivono un settore in espansione continua. Nel 2023 i lavoratori domestici regolari in Italia erano circa 870.000, ma la stima di chi opera in nero porta il totale reale verso 1,6-1,8 milioni. Con l’aggiornamento più recente elaborato insieme a Censis e IDOS, la previsione per il 2029 fissa la soglia a 2,2 milioni di unità, considerando sia i lavoratori in regola sia una quota di irregolari ancora difficile da eradicare.

Il motore di questa crescita è strutturale: l’invecchiamento demografico italiano è tra i più accentuati d’Europa. Secondo le proiezioni ISTAT, entro il 2030 gli over 65 supereranno il 25% della popolazione totale, mentre gli over 80 raggiungeranno i 4,7 milioni. Una quota crescente di questi anziani non è autosufficiente e necessita di assistenza continuativa, che le strutture residenziali pubbliche non riescono a coprire da sole. La soluzione prevalente resta quella di assumere una badante a domicilio, spesso convivente.

In parallelo, la crescita del lavoro femminile e la riduzione delle reti familiari allargate spingono verso una maggiore domanda di collaboratori domestici per le pulizie, la cura dei figli e la gestione della casa. La traiettoria al 2029 si inserisce dunque in un contesto di domanda strutturalmente sostenuta, con un’offerta di lavoro che proviene in larga misura dall’estero.

Chi sono i lavoratori domestici: composizione e nazionalità

Il dato che colpisce di più nelle proiezioni al 2029 riguarda la composizione per nazionalità: il 69% dei lavoratori domestici sarà straniero. Questa percentuale, già elevata oggi, è destinata ad aumentare ulteriormente con il previsto incremento del volume occupazionale. Le nazionalità più rappresentate storicamente sono:

  • Ucraina e Moldavia: tradizionalmente la prima nazionalità straniera tra le badanti conviventi, con alta presenza femminile
  • Romania: forte presenza sia nelle funzioni di assistenza agli anziani sia come colf nelle grandi città
  • Filippine: storicamente presenti nel Nord Italia, spesso con alta continuità lavorativa nelle famiglie agiate
  • Ecuador e Perù: significativa presenza nelle aree metropolitane, specialmente a Milano e Roma
  • Sri Lanka e Bangladesh: in crescita soprattutto nella cura di bambini e anziani

La componente italiana, pari a circa il 31%, tende a concentrarsi nelle funzioni di colf a ore e baby sitter, mentre le badanti conviventi sono quasi interamente composte da lavoratrici straniere. Secondo l’analisi di Assindatcolf, il fenomeno riflette anche una progressiva uscita dal settore delle lavoratrici italiane, che preferiscono impieghi con orari più regolari e minore impatto sulla vita familiare.

Dal punto di vista di genere, il settore rimane fortemente femminizzato: oltre l’87% dei lavoratori domestici è donna. Il lavoro maschile nel settore, sebbene in crescita, si concentra principalmente nell’assistenza a persone con disabilita gravi e in attivita legate alla manutenzione domestica.

CCNL Colf e Badanti 2025: retribuzioni e livelli contrattuali

Il riferimento normativo per il rapporto di lavoro domestico è il CCNL Lavoro Domestico, sottoscritto da Fidaldo-Domina e dalle principali organizzazioni sindacali. Il contratto disciplina retribuzioni, orari, ferie, malattia, preavviso e tutti gli aspetti del rapporto tra datore di lavoro e lavoratore domestico. I livelli contrattuali sono distinti in base alle mansioni svolte e all’autonomia richiesta.

Di seguito la tabella retributiva mensile aggiornata al 2025 per i lavoratori conviventi (orario pieno, 54 ore settimanali) e non conviventi (25 ore settimanali come riferimento), con i valori minimi stabiliti dal CCNL:

LivelloMansioniRetribuzione mensile lorda (convivente)Retribuzione mensile lorda (non convivente, 25h/sett.)
AMansioni elementari (pulizie semplici, commissioni)circa 924 eurocirca 572 euro
BAssistenza generica anziani/disabili, colf qualificatacirca 981 eurocirca 607 euro
CBadante qualificata, assistenza specifica, somministrazione farmacicirca 1.046 eurocirca 647 euro
CSBadante specializzata (es. assistenza a non autosufficienti gravi)circa 1.100 eurocirca 680 euro
DGovernante, maggiordomo, cuoco con alta qualificazionecirca 1.175 eurocirca 727 euro

Nota importante: Le retribuzioni indicate sono i minimi contrattuali. I datori di lavoro possono corrispondere importi superiori, ed e prassi comune nelle grandi citta dove la concorrenza per trovare una buona badante spinge verso compensi piu elevati. A Milano e Roma, le retribuzioni effettive per una badante convivente di livello C o CS possono raggiungere i 1.200-1.400 euro mensili netti.

Il CCNL prevede inoltre il diritto alla tredicesima mensilita (1/12 della retribuzione annua lorda, maturata mensilmente), il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) pari a circa 8,33% della retribuzione annua, e un minimo di 26 giorni lavorativi di ferie all’anno per i lavoratori conviventi (20 giorni per i non conviventi).

Costi per il datore di lavoro: contributi, TFR e tredicesima

Assumere una colf o una badante regolarmente comporta costi che vanno ben oltre la sola retribuzione netta. Il datore di lavoro deve versare trimestralmente i contributi INPS, accantonare il TFR e corrispondere la tredicesima a dicembre. Comprendere il costo totale e fondamentale per pianificare correttamente il bilancio familiare.

I contributi INPS per il lavoro domestico sono calcolati in misura fissa per fascia oraria e non in percentuale sulla retribuzione. Le aliquote aggiornate al 2025 prevedono quattro fasce in base all’orario settimanale contrattuale. Per le lavoratrici non conviventi, le fasce sono le seguenti:

Orario settimanale contrattualeContributo orario totale (datore + lavoratore)Di cui a carico del datore di lavoro
Fino a 24 orecirca 1,49 euro/oracirca 1,12 euro/ora
Da 25 a 30 orecirca 1,17 euro/oracirca 0,88 euro/ora
Oltre 30 orecirca 1,17 euro/oracirca 0,88 euro/ora
Conviventi (qualsiasi orario)circa 1,17 euro/oracirca 0,88 euro/ora

Esempio pratico – Badante convivente (livello C, 54 ore/settimana):

  • Retribuzione mensile netta: circa 1.046 euro (livello C minimo contrattuale)
  • Contributi INPS mensili a carico del datore (circa 234 ore/mese x 0,88 euro): circa 206 euro/mese
  • Quota mensile TFR (8,33% della retribuzione lorda): circa 87 euro/mese
  • Quota mensile tredicesima (1/12 della retribuzione mensile lorda): circa 87 euro/mese
  • Costo mensile totale stimato del datore di lavoro: circa 1.426 euro

I contributi INPS devono essere versati quattro volte l’anno: entro il 10 gennaio (4° trimestre anno precedente), entro il 10 aprile (1° trimestre), entro il 10 luglio (2° trimestre) ed entro il 10 ottobre (3° trimestre). Per approfondire le scadenze, consulta il nostro articolo sulle scadenze contributi INPS per colf e badanti 2026.

A partire dal 2026, l’INPS ha eliminato i bollettini cartacei MAV per il pagamento dei contributi del lavoro domestico. Il pagamento avviene esclusivamente tramite il portale INPS online, con modello F24 telematico o tramite delega alla propria banca. Per chi ha difficolta con i servizi digitali, il CAF offre assistenza completa nella gestione delle pratiche. Maggiori dettagli sul nostro articolo sui contributi lavoro domestico senza bollettini 2026.

Detrazioni fiscali: cosa puo detrarre la famiglia

Le famiglie che assumono regolarmente una colf o una badante hanno accesso a interessanti detrazioni e deduzioni fiscali, che possono alleggerire sensibilmente il costo effettivo del rapporto di lavoro. E fondamentale conoscerle per ottimizzare la propria dichiarazione dei redditi.

1. Deduzione dei contributi previdenziali versati all’INPS

I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati al datore di lavoro per la quota a suo carico sono deducibili dal reddito complessivo (art. 10 del TUIR). Il limite massimo deducibile e fissato a 1.549,37 euro annui. Questa deduzione si applica sia ai contributi INPS versati per la colf che per la badante, indipendentemente dall’eta o dalla condizione di salute del datore di lavoro.

Esempio: Se in un anno hai versato 2.100 euro di contributi INPS per la tua badante, potrai dedurre 1.549,37 euro dal tuo reddito imponibile. Con un’aliquota IRPEF del 23% (primo scaglione), il risparmio fiscale effettivo sara di circa 356 euro.

2. Detrazione del 19% per le spese degli addetti all’assistenza

Quando la badante e assunta per assistere una persona non autosufficiente (anziano, disabile, malato cronico), le spese per gli addetti all’assistenza personale danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% (art. 15, comma 1, lett. i-septies del TUIR). La detrazione si applica su un importo massimo di 2.100 euro annui, per un risparmio fiscale massimo di 399 euro.

Condizioni per accedere alla detrazione:

  • La persona assistita deve essere non autosufficiente (deve essere documentata la condizione di non autosufficienza, ad esempio tramite invalidita riconosciuta o certificazione medica)
  • Il reddito del nucleo familiare che ha sostenuto la spesa non deve superare i 40.000 euro annui
  • La detrazione puo essere ripartita tra piu familiari se le spese sono sostenute da piu persone
  • Le spese devono essere documentate con ricevuta o bonifico intestato all’assistente familiare

Attenzione: Le due agevolazioni (deduzione contributi e detrazione 19% spese) si cumulano e sono indipendenti l’una dall’altra. Una famiglia puo beneficiare di entrambe contemporaneamente, massimizzando il risparmio fiscale complessivo.

Per inserire correttamente queste detrazioni nella tua dichiarazione dei redditi 730, il CAF Centro Fiscale offre assistenza dedicata per le famiglie datrici di lavoro domestico.

Bonus e agevolazioni per la non autosufficienza

Oltre alle detrazioni IRPEF ordinarie, le famiglie con anziani o disabili a carico possono accedere a ulteriori misure di sostegno economico. Il panorama delle agevolazioni per la non autosufficienza e articolato e richiede una valutazione attenta della situazione specifica.

Indennita di accompagnamento INPS

L’indennita di accompagnamento (L. 18/1980) e la prestazione piu rilevante per i non autosufficienti. Viene erogata dall’INPS a favore dei soggetti con invalidita totale (100%) e incapacita di deambulare autonomamente o di compiere gli atti quotidiani della vita. L’importo 2025 e di 531,76 euro mensili (per 12 mesi, quindi 6.381,12 euro annui). Non ha limiti di reddito e non e tassata.

Assegno di cura regionale (Regione FVG)

La Regione Friuli Venezia Giulia prevede specifici contributi regionali per il sostegno alle famiglie che assistono anziani non autosufficienti a domicilio. L’assegno di cura regionale e erogato dalla propria ASS di competenza e puo integrare l’indennita di accompagnamento INPS. L’importo varia in base alla valutazione del bisogno assistenziale e alla condizione ISEE del nucleo familiare. Per aggiornamenti specifici sulla situazione del Friuli Venezia Giulia, contatta il CAF Centro Fiscale o il tuo medico di medicina generale.

Bonus Badante 1.200 euro INPS

A partire dal 2024, l’INPS ha introdotto un bonus una tantum per le famiglie che assumono regolarmente un lavoratore domestico addetto all’assistenza di anziani non autosufficienti. Il bonus, pari a 1.200 euro, e soggetto a specifici requisiti di ISEE e al rispetto delle condizioni contrattuali. Per una guida dettagliata e aggiornata, consulta il nostro articolo dedicato: Bonus Colf e Badanti 1.200 Euro 2026.

Come assumere una colf o badante: procedura passo per passo

Assumere regolarmente una colf, una badante o una baby sitter protegge sia il lavoratore sia la famiglia da rischi legali e contributivi. Il lavoro in nero espone il datore di lavoro a sanzioni anche molto pesanti (fino al pagamento retroattivo di tutti i contributi non versati, maggiorati di interessi e sanzioni). Ecco la procedura corretta da seguire.

Step 1: Accordo e redazione del contratto individuale

Prima dell’inizio del rapporto di lavoro, datore e lavoratore devono concordare: mansioni specifiche (livello contrattuale), orario di lavoro settimanale, eventuale convivenza, retribuzione mensile (non inferiore ai minimi CCNL), modalita di pagamento e periodo di prova (non superiore a 30 giorni lavorativi per i conviventi, a 8 giorni per i non conviventi). Il contratto individuale, anche se non obbligatorio per legge in forma scritta, e fortemente consigliato.

Step 2: Comunicazione preventiva all’INPS (obbligatoria entro le ore 24 del giorno precedente l’inizio)

La comunicazione del rapporto di lavoro domestico all’INPS e obbligatoria e deve essere effettuata entro le ore 24 del giorno precedente all’inizio del rapporto (o entro le ore 24 del venerdi se il rapporto inizia di sabato o domenica). La comunicazione avviene tramite:

  • Portale INPS (myINPS con SPID, CIE o CNS): servizio gratuito direttamente accessibile online
  • Contact center INPS: al numero 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06.164.164 (da cellulare, a tariffazione normale)
  • CAF o patronato: puo effettuare la comunicazione per conto del datore di lavoro

La comunicazione sostituisce, per il lavoro domestico, il modello UNILAV che gli altri datori di lavoro inviano al Centro per l’Impiego. E fondamentale non dimenticarsene: le sanzioni per mancata comunicazione possono essere severe.

Step 3: Calcolo e versamento dei contributi INPS

Una volta avviato il rapporto, il datore di lavoro deve versare i contributi INPS trimestralmente utilizzando il codice fiscale del lavoratore e il codice rapporto di lavoro domestico assegnato dall’INPS in fase di comunicazione. Il versamento avviene tramite modello F24, con le scadenze trimestrali indicate sopra.

Step 4: Libretto famiglia (per prestazioni occasionali)

Per le prestazioni di lavoro domestico di carattere occasionale (pulizie una tantum, babysitting saltuario), esiste uno strumento alternativo al contratto CCNL: il Libretto Famiglia INPS. Consente di retribuire prestatori di lavoro occasionale con un compenso minimo di 9 euro/ora (lordi), con contribuzione semplificata gestita direttamente dall’INPS tramite portale. Il limite massimo per singolo committente e di 5.000 euro annui. Il Libretto Famiglia non e adatto per rapporti continuativi: in quel caso e obbligatorio il contratto CCNL con comunicazione INPS.

Sfide future: invecchiamento, fabbisogno assistenziale e regolarizzazione

Le proiezioni demografiche al 2029 non riguardano solo i numeri, ma sollevano interrogativi di sistema che il Paese dovra affrontare con urgenza. Il settore del lavoro domestico e al centro di tre grandi sfide strutturali.

Il gap tra domanda e offerta di lavoro regolare

La crescita della domanda di assistenti familiari non e accompagnata da un equivalente aumento dell’offerta di lavoro regolare. Il lavoro irregolare nel settore domestico, pur in diminuzione rispetto al picco degli anni 2000, rimane significativo: secondo le stime piu recenti, circa il 40-50% dei rapporti di lavoro domestico e ancora privo di regolare contratto. Questo crea un doppio problema: i lavoratori non hanno tutele previdenziali e sanitarie, e i datori di lavoro si espongono a rischi legali rilevanti.

L’invecchiamento della forza lavoro assistenziale

Non solo gli anziani italiani invecchiano: anche le badanti invecchiano. Molte delle lavoratrici straniere arrivate in Italia negli anni 2000-2010 si avvicinano oggi all’eta pensionabile o hanno gia maturato il diritto alla pensione italiana o del Paese di origine. Questo determina un turnover crescente nel settore e la necessita di nuove politiche di ingresso regolare per lavoratrici dall’estero. Le organizzazioni di settore (Domina, Assindatcolf) chiedono da tempo una revisione delle quote di ingresso per i lavoratori domestici nei decreti flussi, attualmente ritenute insufficienti rispetto alla domanda.

Il welfare pubblico non basta: il ruolo cruciale della famiglia

I posti disponibili nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) pubbliche e convenzionate non sono sufficienti a coprire il fabbisogno degli anziani non autosufficienti, ne lo saranno nel 2029. Le rette delle RSA private, che si aggirano mediamente tra i 2.000 e i 3.500 euro mensili, sono inaccessibili per la maggior parte delle famiglie italiane. La badante a domicilio, pur costosa, resta spesso l’unica alternativa praticabile. Il Governo ha avviato una discussione sulla riforma del sistema di Long Term Care (assistenza a lungo termine), ma i tempi di attuazione rischiano di essere lunghi rispetto all’urgenza demografica.

Il CAF ti aiuta: servizi per famiglie datrici di lavoro

Gestire correttamente un rapporto di lavoro domestico richiede attenzione alle scadenze contributive, ai documenti necessari e alle opportunita di risparmio fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo e personalizzato per le famiglie che assumono colf e badanti:

  • Assistenza nella comunicazione di inizio rapporto all’INPS: ti guidiamo nella procedura online o la effettuiamo direttamente per tuo conto
  • Calcolo e verifica dei contributi trimestrali: controlliamo gli importi dovuti e ti indichiamo come e quando pagarli
  • Elaborazione dei cedolini paga mensili: preparazione della busta paga della tua colf o badante nel rispetto del CCNL
  • Dichiarazione dei redditi 730: inseriamo correttamente le detrazioni fiscali per contributi e spese di assistenza, massimizzando il risparmio IRPEF
  • Calcolo del TFR e della tredicesima: ti aiutiamo a pianificare le erogazioni di fine anno
  • Pratiche per bonus e agevolazioni: verifichiamo l’accesso al Bonus Badante 1.200 euro e ad altre misure regionali
  • Gestione dei contributi non versati: se hai posizioni debitorie INPS, ti supportiamo nella regolarizzazione (vedi il nostro articolo sui contributi colf non versati)
  • Consulenza su licenziamento e cessazione del rapporto: guidiamo le famiglie nella procedura corretta, evitando contestazioni e vertenze (guida completa: lettera di licenziamento colf e badante)

Puoi anche approfondire i temi legati all’ISEE (necessario per alcune agevolazioni), al 730 e alla dichiarazione dei redditi, o informarti sulla NASPI nel caso in cui la tua colf o badante perda il lavoro.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti su Colf e Badanti

Quanto costerebbe avere una badante convivente nel 2025?

Il costo mensile totale per il datore di lavoro di una badante convivente di livello C (il piu comune per l’assistenza agli anziani non autosufficienti) e stimabile in circa 1.400-1.500 euro, comprensivi di retribuzione netta (circa 1.046 euro ai minimi contrattuali), contributi INPS mensili (circa 200 euro a carico del datore), quota mensile TFR (circa 87 euro) e quota mensile tredicesima (circa 87 euro). Le retribuzioni effettive nelle grandi citta sono spesso superiori ai minimi contrattuali.

Quanti giorni di preavviso devo dare alla mia colf se la licenzio?

I termini di preavviso per il licenziamento dipendono dall’anzianita di servizio e dal tipo di rapporto (convivente o non convivente). Per i lavoratori non conviventi con meno di 5 anni di servizio, il preavviso e di 8 giorni di calendario. Con anzianita superiore, il preavviso sale fino a 15 giorni. Per i lavoratori conviventi, i termini sono piu lunghi. In caso di mancato preavviso, occorre corrispondere la relativa indennita sostitutiva. Per la procedura completa consulta la nostra guida sulla lettera di licenziamento colf e badante.

Posso detrarre il costo della badante nel 730?

Si, in due modi distinti: 1) I contributi previdenziali INPS versati come datore di lavoro sono DEDUCIBILI dal reddito complessivo fino a un massimo di 1.549,37 euro annui (deduzione, non detrazione). 2) Se la badante assiste una persona non autosufficiente, le spese per l’assistenza personale danno diritto a una DETRAZIONE IRPEF del 19% su un massimo di 2.100 euro annui, con reddito del contribuente non superiore a 40.000 euro. Le due agevolazioni sono cumulabili.

Come si comunicano all’INPS l’assunzione di una colf o badante?

La comunicazione all’INPS e obbligatoria e va effettuata PRIMA dell’inizio del rapporto di lavoro (entro le ore 24 del giorno precedente). Puo avvenire tramite il portale INPS online con SPID o CIE, tramite il Contact Center INPS al numero 803.164 (gratuito da rete fissa), o tramite CAF o patronato. Questa comunicazione sostituisce il modello UNILAV previsto per gli altri datori di lavoro e attribuisce un codice univoco al rapporto di lavoro domestico.

Cosa succede se non verso i contributi INPS della badante?

I contributi INPS non versati generano un debito previdenziale che l’INPS puo recuperare anche dopo anni, maggiorato di interessi e sanzioni civili. Le sanzioni possono andare dal 5% al 30% dei contributi non versati, a seconda del ritardo. In caso di ispezione, il datore di lavoro rischia sanzioni amministrative anche molto pesanti. E sempre consigliabile regolarizzare al piu presto eventuali posizioni irregolari, eventualmente tramite il CAF che puo assistere nella procedura.


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    Jacqueline B.
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    Maura Masutto
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    Issam Elhefnawi
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    Sibongile Moyana
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 11:47:162026-05-31 17:54:01Badanti e Colf: nel 2029 Saranno 2,2 Milioni in Italia, il 69% Stranieri
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    Contributi colf e badanti 2026: importi trimestrali, tabelle, versamento INPS

    colf e badanti CAF Udine
    Indice dell articolo
    1. Chi paga i contributi colf e badanti INPS
    2. Scadenze trimestrali 2026: le 4 date da segnare
    3. Tabella importi trimestrali colf e badanti 2026
    4. Composizione dei contributi INPS per i domestici
    5. Come versare i contributi: MAV INPS, F24 e conto online
    6. Retribuzione minima CCNL 2026
    7. Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento
    8. Rateizzazione dei contributi arretrati
    9. Documenti: CU e Modello RED
    10. La colf puo verificare i propri contributi?
    11. FAQ: contributi colf e badanti 2026
    12. Assumere colf o badante: il CAF Centro Fiscale ti aiuta

    Sei il datore di lavoro di una collaboratrice domestica, una badante o una colf, e non sai esattamente quanto versare all’INPS e quando? Sei nel posto giusto. I contributi per i lavoratori domestici si pagano a cadenza trimestrale e gli importi cambiano ogni anno in base alle fasce di retribuzione oraria stabilite dal CCNL Collaboratori Domestici. In questa guida trovi la tabella completa degli importi 2026, le scadenze precise, le modalità di versamento e tutte le istruzioni pratiche per essere in regola con l’INPS.

    Chi paga i contributi colf e badanti INPS

    A differenza di quasi tutte le altre categorie di lavoratori, nel rapporto di lavoro domestico è il datore di lavoro (la famiglia che assume) a dover provvedere al versamento dei contributi INPS, compresa la quota a carico del lavoratore. Non è la colf o la badante a preoccuparsi di questo adempimento: ci pensa il datore di lavoro, che poi trattiene la quota del dipendente dalla busta paga.

    Il rapporto di lavoro domestico è regolato dal CCNL Collaboratori Domestici, stipulato tra le associazioni datoriali (Fidaldo, Domina, Assindatcolf) e i sindacati di categoria. La contribuzione INPS è gestita dalla Cassa Domestici (Gestione Speciale Domestici dell’INPS), una gestione separata dedicata esclusivamente ai lavoratori domestici.

    Scadenze trimestrali contributi colf 2026: le 4 date da segnare

    I contributi per colf e badanti si versano ogni trimestre, entro il 10 del mese successivo alla fine del trimestre. Le quattro scadenze del 2026 sono:

    TrimestrePeriodo copertoScadenza versamento 2026
    1° trimestreGennaio – Marzo 202610 aprile 2026
    2° trimestreAprile – Giugno 202610 luglio 2026
    3° trimestreLuglio – Settembre 202610 ottobre 2026
    4° trimestreOttobre – Dicembre 202610 gennaio 2027

    Attenzione: se il 10 del mese cade di sabato, domenica o giorno festivo, la scadenza si sposta al primo giorno lavorativo successivo. Il termine del 10 luglio 2026 (scadenza per il 2° trimestre) è un venerdì, quindi la scadenza è confermata al 10 luglio 2026. Verificatelo sempre sul sito INPS in caso di festività particolari.

    Tabella importi trimestrali colf e badanti 2026

    Gli importi contributivi dipendono dalla retribuzione oraria effettiva corrisposta al lavoratore domestico, suddivisa in tre fasce. La tabella dei contributi orari viene aggiornata ogni anno dall’INPS tenendo conto della perequazione ISTAT e della rivalutazione del CCNL.

    Contributi orari 2026 per fascia di retribuzione

    Fascia retribuzione orariaRetribuzione oraria effettivaContributo orario totaledi cui a carico del datoredi cui a carico del lavoratore
    Fascia AFino a 8,61 euro/ora1,64 euro/ora1,22 euro/ora0,42 euro/ora
    Fascia BDa 8,62 a 10,11 euro/ora2,09 euro/ora1,55 euro/ora0,54 euro/ora
    Fascia COltre 10,11 euro/ora2,32 euro/ora1,72 euro/ora0,60 euro/ora
    ConviventiCon vitto e alloggio1,30 euro/ora0,97 euro/ora0,33 euro/ora

    Nota: i valori esatti vengono comunicati dall’INPS a inizio anno con apposita circolare (di norma la circolare sui contributi domestici di gennaio/febbraio). I valori sopra indicati sono riferiti alla struttura tariffaria INPS 2025-2026 applicabile per il 2° trimestre 2026. Per i valori ufficiali e aggiornati verificare sempre il sito inps.it o rivolgersi al CAF.

    Come calcolare il contributo trimestrale

    La formula è semplice:

    Contributo trimestrale = ore lavorate nel trimestre × contributo orario della fascia

    Esempio pratico: una badante non convivente che lavora 20 ore settimanali a una retribuzione di 9 euro/ora (Fascia B):

    • Ore nel trimestre: 20 ore × 13 settimane = 260 ore
    • Contributo orario Fascia B: 2,09 euro/ora
    • Contributo trimestrale totale: 260 × 2,09 = 543,40 euro
    • Quota datore: 260 × 1,55 = 403,00 euro
    • Quota lavoratrice (trattenuta in busta paga): 260 × 0,54 = 140,40 euro

    Composizione dei contributi INPS per i domestici

    Il contributo versato alla Cassa Domestici INPS non è un monoblocco: è composto da diverse voci che finanziano tutele diverse per il lavoratore:

    • Pensione (IVS – Invalidità Vecchiaia Superstiti): la quota maggiore, che genera i contributi pensionistici della colf/badante visibili sull’estratto contributivo INPS
    • CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari): finanzia gli assegni familiari. Per i domestici conviventi non è dovuta, per i non conviventi è inclusa nel contributo standard
    • Assicurazione per la vecchiaia e superstiti
    • Contributo di maternità: che garantisce l’indennità di maternità alla lavoratrice in caso di gravidanza
    • Contributo INAIL: non incluso nella Cassa Domestici standard, ma richiesto separatamente per la copertura infortuni sul lavoro domestico

    La particolarità del lavoro domestico è che non è prevista la contribuzione per la disoccupazione (NASpI): i lavoratori domestici non hanno diritto alla NASpI in caso di licenziamento, a differenza degli altri lavoratori dipendenti. Questo è un aspetto su cui molte famiglie e lavoratrici si fanno domande.

    Come versare i contributi: MAV INPS, F24 e conto online

    Esistono più metodi per versare i contributi INPS per colf e badanti. Il più comune è il bollettino MAV, ma dal 2020 INPS ha potenziato il canale digitale:

    1. Bollettino MAV (Metodo Avviso di Versamento)

    Il sistema classico: l’INPS invia periodicamente al datore di lavoro un bollettino MAV pre-compilato con il codice fiscale del lavoratore, le ore e il periodo. Il bollettino può essere pagato:

    • In banca (sportello o home banking)
    • Alle Poste
    • Nei tabacchieri abilitati
    • Online tramite il sito INPS (area “Gestione domestici”)

    2. Portale “Domestico Lavoro” INPS (online)

    Sul portale INPS (myinps.inps.it), nella sezione dedicata ai rapporti di lavoro domestico, è possibile comunicare le ore lavorate e generare il pagamento del contributo direttamente online, con addebito su carta di credito o conto corrente. Serve SPID, CIE o CNS per accedere.

    3. F24 (raro ma possibile)

    In alcuni casi particolari (es. sanzione con ravvedimento) i contributi domestici possono essere versati tramite modello F24. Non è il canale standard per i versamenti ordinari trimestrali.

    Retribuzione minima CCNL 2026 per colf e badanti

    La retribuzione minima per i collaboratori domestici è stabilita dal CCNL Collaboratori Domestici, sottoscritto dalle organizzazioni datoriali e sindacali. Il contratto prevede diverse livelli (A, AS, B, BS, C, CS, D, DS) in base alla mansione e all’esperienza.

    Per la badante di 3° livello (con convivenza), la retribuzione lorda mensile minima dal 1° gennaio 2026 è orientativamente nell’intorno dei 1.100-1.200 euro/mese lordi per i conviventi a tempo pieno, con eventuali adeguamenti ISTAT. Il CCNL in vigore (siglato nel luglio 2024 con validità 2024-2026) ha introdotto incrementi retributivi scaglionati.

    Attenzione: la retribuzione oraria effettiva è quella che determina la fascia di contribuzione INPS (A, B o C). È fondamentale non scendere sotto i minimi CCNL: il lavoratore potrebbe richiedere le differenze retributive retroattivamente. Per i dettagli sulla busta paga, il contratto e i costi della badante consulta la nostra guida dedicata.

    Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento operoso

    Non versare i contributi INPS entro le scadenze trimestrali espone il datore di lavoro a sanzioni e interessi di mora. L’INPS può accertare l’omissione durante un’ispezione del lavoro o su segnalazione del lavoratore.

    Conseguenze dell’omesso versamento

    • Interessi di mora: calcolati sul capitale non versato per ogni giorno di ritardo
    • Sanzione civile: pari al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 5,5 punti percentuali per ciascun anno di ritardo, con un minimo del 3%
    • Sanzione per violazione obblighi contributivi: in caso di evasione (non solo omissione) le sanzioni possono arrivare fino al 30% dell’imponibile non dichiarato

    Ravvedimento operoso per contributi domestici

    Prima che l’INPS avvii un accertamento, il datore di lavoro può regolarizzare spontaneamente la propria posizione pagando il contributo omesso più gli interessi di mora. Questa procedura si chiama ravvedimento operoso contributivo e permette di evitare le sanzioni più pesanti. Il CAF Centro Fiscale assiste i datori di lavoro domestico nella regolarizzazione e nel calcolo degli importi dovuti.

    Rateizzazione dei contributi arretrati colf

    Se il datore di lavoro si trova a dover versare contributi arretrati su più trimestri, è possibile richiedere all’INPS una rateizzazione del debito contributivo. La domanda va presentata all’INPS con indicazione dell’importo totale dovuto; l’INPS definisce il piano di ammortamento. Durante la rateizzazione gli interessi continuano a maturare ma si evitano le procedure di recupero coattivo (cartella esattoriale).

    Il messaggio INPS alle 6.000 famiglie inviato nel 2026 riguarda proprio datori di lavoro domestico con posizioni da regolarizzare: se hai ricevuto una comunicazione INPS, contattaci subito per valutare la strada migliore.

    Documenti: CU e Modello RED per il datore di lavoro

    Avere una colf o badante regolare comporta anche obblighi documentali nei confronti dell’Agenzia delle Entrate:

    Certificazione Unica (CU)

    Il datore di lavoro domestico è sostituto d’imposta e deve rilasciare alla colf/badante la Certificazione Unica (CU) entro il 31 marzo dell’anno successivo, con i dati del reddito percepito nell’anno. La CU va anche trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro la stessa data. Il mancato invio è sanzionato con 100 euro per ogni CU omessa.

    Modello RED e deducibilità dei contributi

    Come datore di lavoro domestico puoi portare in deduzione dal reddito complessivo (nel modello 730 o Redditi PF) i contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti, fino a un massimo di 1.549,37 euro annui. Questa deduzione è separata dalla detrazione per le spese di assistenza agli anziani (che prevede invece una detrazione del 19% su un massimo di 2.100 euro).

    Conserva sempre le ricevute di pagamento dei contributi INPS: servono per la dichiarazione dei redditi e in caso di controllo da parte del Fisco.

    La colf può verificare i propri contributi versati?

    Sì. La lavoratrice domestica (colf o badante) può verificare in qualsiasi momento se il datore di lavoro ha effettivamente versato i contributi all’INPS accedendo all’estratto contributivo online tramite SPID su myINPS.

    Se risultano contributi mancanti, la lavoratrice può:

    • Segnalare all’Ispettorato Nazionale del Lavoro
    • Presentare ricorso all’INPS per il riconoscimento dei contributi omessi
    • Rivolgersi al Patronato per avviare la procedura di accertamento

    Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste sia i datori di lavoro che le lavoratrici domestiche in tutte le pratiche INPS relative al lavoro domestico.

    FAQ: contributi colf e badanti 2026

    Se la badante lavora meno di 24 ore settimanali, i contributi cambiano?

    Sì. Le fasce di contribuzione INPS per i lavoratori domestici variano in base alla retribuzione oraria effettiva, non alle ore lavorate. Tuttavia, per i lavoratori non conviventi che lavorano meno di 24 ore settimanali, esistono specifiche regole contrattuali (CCNL) che possono influire sul tipo di rapporto (orario) e quindi sulla rendicontazione delle ore all’INPS.

    I contributi si calcolano sulle ore effettivamente lavorate o sull’orario contrattuale?

    Si calcolano sulle ore effettivamente lavorate nel trimestre. Se la colf ha lavorato meno ore del previsto (per ferie, malattia retribuita, ecc.), si conteggiano le ore effettive. Le settimane di ferie retribuite contano come lavorate ai fini contributivi. I giorni di malattia retribuiti sono a carico del datore e generano contribuzione.

    La colf straniera senza permesso di soggiorno regolare ha diritto ai contributi?

    Il versamento di contributi a lavoratori privi di permesso di soggiorno non regolarizza la situazione lavorativa, che rimane irregolare. L’INPS registra i contributi ma il datore di lavoro rimane esposto a sanzioni amministrative e penali per l’assunzione irregolare. Per regolarizzare un lavoratore domestico straniero privo dei requisiti, è necessario verificare le procedure di regolarizzazione o sanatoria.

    Cosa succede se non verso i contributi per un trimestre?

    L’INPS può avviare un’attività di recupero del credito. Prima che arrivi la cartella esattoriale, è possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso pagando il dovuto più gli interessi. Se il debito contributivo viene accertato in sede ispettiva, scattano anche le sanzioni civili più pesanti. Intervenire subito, prima di un’ispezione, è sempre la scelta più conveniente.

    I contributi colf sono deducibili nella dichiarazione dei redditi?

    Sì. I contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti sono deducibili dal reddito complessivo fino a 1.549,37 euro annui. Vanno inseriti nel modello 730 o Redditi PF dell’anno successivo. Questa deduzione riduce la base imponibile IRPEF, con un risparmio fiscale effettivo che dipende dallo scaglione di appartenenza.

    Devo comunicare all’INPS ogni trimestre le ore lavorate?

    Sì. Il datore di lavoro deve comunicare all’INPS (tramite il portale Domestico Lavoro o il patronato) le ore lavorate nel trimestre prima di effettuare il versamento. Il sistema INPS genera il bollettino MAV in base a queste comunicazioni. Se le ore variano significativamente rispetto al contratto originale, vanno aggiornate.

    Assumere colf o badante: il CAF Centro Fiscale ti aiuta

    Gestire un rapporto di lavoro domestico in regola non è complicato se si hanno le informazioni giuste e qualcuno che segue le scadenze. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo per datori di lavoro domestico:

    • Calcolo dei contributi trimestrali in base alle ore e alla fascia retributiva
    • Predisposizione e invio comunicazioni all’INPS (attivazione rapporto, variazioni, cessazione)
    • Verifica delle scadenze e promemoria trimestrali
    • Redazione della busta paga mensile della colf/badante
    • Certificazione Unica annuale e trasmissione telematica
    • Assistenza in caso di irregolarità o comunicazioni INPS
    • Supporto per la deducibilità dei contributi nel 730

    Contattaci per un preventivo:
    Telefono: 0432 1638640
    WhatsApp: 366 6018121
    Email: info@centrofiscale.com
    Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine

    Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 10:00:002026-07-03 08:06:40Contributi colf e badanti 2026: importi trimestrali, tabelle, versamento INPS
    COLF E BADANTI

    Spesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida Completa

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La spesa per la badante rappresenta una delle voci di costo più rilevanti per le famiglie italiane che assistono un familiare anziano o non autosufficiente. Fortunatamente, il sistema fiscale italiano consente di recuperare una parte significativa di queste spese attraverso il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025), prevedendo due distinti benefici fiscali: la deduzione dei contributi previdenziali fino a 1.549,37 euro e la detrazione del 19% sulle spese di assistenza per soggetti non autosufficienti fino a un massimo di 2.100 euro.

    In questa guida completa, aggiornata con le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, ti spieghiamo nel dettaglio come funzionano questi due benefici, quali sono i requisiti, quali documenti conservare, come compilare correttamente il quadro E del modello 730 e quanto puoi realmente risparmiare. Troverai esempi pratici, tabelle riassuntive e i riferimenti normativi ufficiali.

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    Spesa badante nel 730/2026: due benefici fiscali distinti

    Prima di entrare nei dettagli, è fondamentale comprendere che la normativa fiscale italiana distingue chiaramente due tipologie di agevolazioni per chi sostiene spese legate all’assistenza domiciliare. Si tratta di due benefici cumulabili tra loro che agiscono su voci di spesa differenti: i contributi previdenziali da un lato e la retribuzione netta dall’altro.

    1. Deduzione contributi previdenziali (art. 10, comma 2, TUIR)

    I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati all’INPS per i lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter) sono deducibili dal reddito complessivo fino a un importo massimo di 1.549,37 euro annui. Questa agevolazione è disciplinata dall’articolo 10, comma 2, del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917) e si applica a tutti i contribuenti, indipendentemente dallo stato di salute del soggetto assistito.

    2. Detrazione spese assistenza non autosufficienti (art. 15, comma 1, lett. i-septies, TUIR)

    Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale di soggetti non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% calcolata su un importo massimo di 2.100 euro, per un risparmio effettivo fino a 399 euro. Questa agevolazione, prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-septies, del TUIR, è riservata a chi assiste persone con limitazioni delle capacità motorie o cognitive.

    Deduzione contributi badante: importo, requisiti e modalità

    La deduzione dei contributi previdenziali versati per la badante è una delle agevolazioni fiscali più importanti e meno conosciute dai contribuenti italiani. A differenza della detrazione (che riduce l’imposta), la deduzione abbassa il reddito imponibile, con un beneficio proporzionale all’aliquota marginale IRPEF del contribuente.

    Importo massimo deducibile: 1.549,37 euro

    L’importo massimo deducibile è pari a 1.549,37 euro all’anno (corrispondente alla vecchia conversione di 3 milioni di lire). Questo limite si riferisce ai contributi effettivamente versati nell’anno d’imposta 2025 (per il 730/2026), inclusa la quota a carico del lavoratore trattenuta in busta paga e successivamente versata all’INPS dal datore di lavoro.

    Cosa è deducibile e cosa no

    • Sono deducibili: contributi previdenziali INPS (quota datore di lavoro + quota lavoratore), contributi assistenziali obbligatori, contributi versati alla Cassa Colf (se previsti dal CCNL Lavoro Domestico)
    • NON sono deducibili: la retribuzione netta della badante, la tredicesima mensilità, il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), le spese di vitto e alloggio

    Chi può beneficiare della deduzione

    La deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero alla persona che ha sottoscritto il contratto di assunzione con la badante e che effettua i versamenti contributivi all’INPS. Non è necessario che il soggetto assistito coincida con il datore di lavoro: ad esempio, un figlio può assumere una badante per il proprio genitore anziano e detrarre i contributi versati.

    Importante: la deduzione spetta una sola volta per ciascun contribuente, anche in presenza di più rapporti di lavoro domestico, e il limite di 1.549,37 euro è complessivo (non si moltiplica per il numero di lavoratori assunti).

    Esempio pratico: calcolo della deduzione

    Maria assume una badante a tempo pieno (54 ore settimanali) per assistere la madre anziana. Nel 2025 versa contributi INPS per un totale di 2.300 euro. Nel 730/2026 può dedurre solo 1.549,37 euro (importo massimo). Con un’aliquota marginale del 35%, il risparmio fiscale è di circa 542 euro.

    Detrazione 19% per badante di persone non autosufficienti

    La detrazione del 19% sulle spese sostenute per la badante è il secondo importante beneficio fiscale previsto dal nostro ordinamento e si aggiunge alla deduzione dei contributi previdenziali. A differenza della deduzione, questa agevolazione è subordinata a un requisito fondamentale: il soggetto assistito deve essere non autosufficiente nel compimento degli atti della vita quotidiana.

    Importo massimo detraibile: 2.100 euro

    La detrazione si calcola sul 19% di un importo massimo di 2.100 euro di spese sostenute nell’anno d’imposta. Il risparmio fiscale massimo è quindi pari a 399 euro (2.100 × 19%). È fondamentale comprendere che il tetto di 2.100 euro si riferisce alle spese complessive, non alla detrazione: chi sostiene spese superiori non beneficia di alcun ulteriore vantaggio.

    Limite di reddito: 40.000 euro

    La detrazione è riconosciuta solo se il reddito complessivo del contribuente non supera 40.000 euro. Superata questa soglia, il beneficio fiscale è completamente perduto. Nel computo del reddito complessivo va incluso anche il reddito derivante dalla cedolare secca sugli affitti, mentre non si considera il reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze.

    Cosa significa “non autosufficiente”

    Secondo la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005 e la Circolare 7/E del 25 giugno 2021, una persona si considera non autosufficiente quando non è in grado di svolgere autonomamente almeno una delle seguenti attività:

    • Assunzione di alimenti
    • Espletamento delle funzioni fisiologiche o dell’igiene personale
    • Deambulazione
    • Indossare gli indumenti

    È inoltre considerata non autosufficiente la persona che necessita di sorveglianza continuativa. Lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica, mentre non rileva l’età anagrafica: anche un giovane disabile può rientrare nella casistica.

    Importante: non sono ricomprese nella detrazione le spese per i servizi forniti a persone non autosufficienti per cause derivanti esclusivamente dall’età anagrafica (es. semplice anzianità senza patologie invalidanti).

    Tabella riepilogativa: deduzione vs detrazione badante

    Per chiarire le differenze tra i due benefici fiscali, ecco una tabella riassuntiva con i principali parametri da considerare nel 730/2026:

    CaratteristicaDeduzione contributiDetrazione 19%
    Norma di riferimentoArt. 10 c. 2 TUIRArt. 15 c. 1 lett. i-septies TUIR
    Importo massimo1.549,37 euro2.100 euro (19% = 399 euro)
    Tipo di beneficioRiduce il reddito imponibileRiduce l’IRPEF lorda
    Spese ammesseSolo contributi INPSRetribuzione netta badante
    Requisito non autosufficienzaNOSI (con certificato medico)
    Limite di redditoNessuno40.000 euro
    Rigo 730/2026E23 (oneri deducibili)E8/E10 cod. 15 (oneri detraibili)
    Tracciabilità pagamentiObbligatoria (dal 2020)Obbligatoria (dal 2020)
    CumulabilitàSI, con detrazione 19%SI, con deduzione contributi

    Documenti da conservare per il 730/2026

    Per beneficiare correttamente di deduzione e detrazione, è essenziale conservare con cura tutta la documentazione probatoria. L’Agenzia delle Entrate può richiedere questi documenti anche a distanza di anni: la regola è conservare tutto fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione della dichiarazione (per il 730/2026 quindi fino al 31 dicembre 2031).

    Documenti per la deduzione contributi (1.549,37 euro)

    • Bollettini MAV/PagoPA INPS dei contributi versati nei quattro trimestri (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre 2025 e 10 gennaio 2026)
    • Comunicazione di assunzione del lavoratore domestico all’INPS
    • Estratto conto INPS scaricabile dal Cassetto Previdenziale del Lavoratore
    • Buste paga con evidenza della quota contributiva a carico del lavoratore
    • Ricevute di pagamento tracciabile (bonifico, F24, addebito SEPA)

    Documenti per la detrazione 19% (non autosufficienti)

    • Ricevute di pagamento firmate dalla badante (devono indicare: dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore e del datore di lavoro, importo, data, causale)
    • Certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza del soggetto assistito (rilasciato da medico SSN o medico specialista)
    • Documenti tracciabilità pagamenti: bonifico bancario, assegno, bancomat, carta di credito, app di pagamento (Satispay, PostePay, ecc.)
    • Contratto di lavoro con specifica delle mansioni assistenziali
    • Codice fiscale del soggetto non autosufficiente (se diverso dal contribuente)

    Attenzione: dal 1° gennaio 2020, ai sensi dell’articolo 1, comma 679, della Legge 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), la detrazione del 19% è subordinata all’effettuazione del pagamento con strumenti tracciabili. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Questa regola NON si applica invece ai contributi INPS (che sono già pagati tramite F24/MAV).

    Come compilare il quadro E del 730/2026

    La compilazione del modello 730/2026 per le spese badante interessa due righi distinti del Quadro E (Oneri e Spese). Vediamo nel dettaglio dove inserire ciascun importo, seguendo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.

    Rigo E23 – Contributi per addetti ai servizi domestici e familiari

    Nel rigo E23 della Sezione II del Quadro E (“Spese e oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo”) va indicato l’importo dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari, fino al limite massimo di 1.549,37 euro.

    Il software del 730 calcola automaticamente l’eventuale eccedenza non deducibile. Se hai versato più di 1.549,37 euro, indica comunque l’importo intero: il sistema applicherà automaticamente il tetto.

    Righi E8-E10 – Spese addetti assistenza personale (codice 15)

    Nei righi E8, E9 o E10 della Sezione I del Quadro E (“Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%”) vanno indicate le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale dei soggetti non autosufficienti, utilizzando il codice 15.

    L’importo da inserire è quello effettivamente sostenuto, fino al massimo di 2.100 euro. Il software del 730 calcolerà automaticamente la detrazione del 19% e verificherà il rispetto del limite di reddito complessivo (40.000 euro).

    Casi particolari: più contribuenti che condividono la spesa

    Quando più familiari condividono la spesa per la badante di un genitore non autosufficiente, il limite di 2.100 euro deve essere ripartito tra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa. Ad esempio, se due fratelli pagano insieme la badante della madre, ciascuno potrà detrarre il 19% su un importo massimo di 1.050 euro (la metà del tetto).

    Per la deduzione dei contributi, invece, il limite di 1.549,37 euro è personale del datore di lavoro: spetta esclusivamente al soggetto che ha sottoscritto il contratto di assunzione e che effettua i versamenti all’INPS.

    Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale

    Per comprendere meglio l’impatto reale di deduzione e detrazione, vediamo tre casi pratici con calcoli dettagliati del risparmio fiscale ottenibile nel 730/2026.

    Caso 1: Famiglia con genitore non autosufficiente

    Scenario: Luigi (50 anni, reddito 35.000 euro) assume una badante convivente per il padre di 82 anni affetto da Alzheimer (non autosufficiente certificato). Nel 2025 versa:

    • Contributi INPS: 1.800 euro totali
    • Retribuzione netta badante: 15.000 euro annui

    Calcolo benefici fiscali nel 730/2026:

    • Deduzione contributi (E23): 1.549,37 euro × aliquota marginale 35% = risparmio di circa 542 euro
    • Detrazione 19% (E8-E10 cod. 15): 2.100 euro × 19% = 399 euro di risparmio
    • Risparmio fiscale totale: circa 941 euro

    Caso 2: Anziana autosufficiente con badante

    Scenario: Anna (72 anni, pensionata con reddito 22.000 euro) assume una colf che fa anche da accompagnatrice. Anna è ancora autosufficiente e non ha certificato medico. Nel 2025 versa:

    • Contributi INPS: 950 euro
    • Retribuzione netta: 8.500 euro

    Calcolo benefici fiscali nel 730/2026:

    • Deduzione contributi (E23): 950 euro × aliquota marginale 25% = risparmio di circa 237 euro
    • Detrazione 19%: NON spettante (manca requisito non autosufficienza)
    • Risparmio fiscale totale: circa 237 euro

    Caso 3: Due figli che assistono la madre non autosufficiente

    Scenario: Marco e Sara (entrambi con redditi inferiori a 40.000 euro) sostengono insieme le spese per la badante della madre allettata. Marco è il datore di lavoro formale e versa i contributi.

    • Contributi INPS versati da Marco: 1.700 euro
    • Retribuzione netta condivisa: 12.000 euro (6.000 ciascuno)

    Calcolo benefici nel 730/2026:

    • Marco – Deduzione contributi: 1.549,37 euro (limite massimo)
    • Marco – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euro
    • Sara – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euro

    Novità 2026: cosa cambia per le spese badante

    La Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024, n. 207) ha introdotto alcune modifiche al sistema delle detrazioni IRPEF che incidono indirettamente anche sulle spese per la badante. È importante conoscerle per pianificare correttamente la dichiarazione 730/2026.

    Riordino detrazioni per redditi sopra 75.000 euro

    Dal 2025 è entrato in vigore un nuovo meccanismo di contenimento delle detrazioni per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Le detrazioni totali sono parametrate al numero di figli a carico e al reddito. Tuttavia, per la detrazione badante non autosufficiente il problema non si pone, perché il limite di reddito di 40.000 euro è ben al di sotto della soglia dei 75.000 euro.

    Stop bollettini cartacei INPS dal 2026

    Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha abolito i bollettini MAV cartacei per il versamento dei contributi dei lavoratori domestici. I pagamenti si effettuano esclusivamente tramite PagoPA, app IO o bonifico bancario sul Cassetto Previdenziale online. Questa novità rafforza la tracciabilità dei versamenti e semplifica la documentazione ai fini fiscali.

    Nuove tabelle contributive INPS 2026

    L’INPS ha aggiornato con la Circolare n. 25 del 2026 le tabelle dei contributi orari per i lavoratori domestici, con incrementi medi del 2,3% rispetto al 2025. Per chi assume nel 2026, è quindi probabile superare il limite di 1.549,37 euro deducibile più facilmente rispetto agli anni precedenti.

    Errori comuni da evitare nella dichiarazione

    L’esperienza maturata presso il CAF Centro Fiscale ci ha mostrato che molti contribuenti commettono errori ricorrenti nella compilazione del 730 per le spese badante. Ecco i principali errori da evitare, che possono comportare richieste di documenti integrativi, sanzioni o perdita del beneficio fiscale.

    1. Confondere deduzione e detrazione

    L’errore più comune è inserire la retribuzione netta della badante nel rigo E23 (oneri deducibili) o, viceversa, indicare i contributi INPS tra le spese detraibili al 19%. Ricorda: i contributi vanno solo in E23, lo stipendio netto solo in E8-E10 con codice 15 (e solo se il soggetto è non autosufficiente).

    2. Detrarre senza certificato medico

    La detrazione del 19% richiede tassativamente un certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza. Non basta una generica certificazione di invalidità: deve essere specifico sulle attività della vita quotidiana che il soggetto non riesce a svolgere. Il certificato può essere rilasciato dal medico di base, da un medico specialista SSN o da una commissione medica.

    3. Pagare in contanti

    Dal 2020, i pagamenti in contanti alla badante non danno diritto alla detrazione 19%. Utilizza sempre strumenti tracciabili: bonifico bancario, assegno non trasferibile, carta di credito/bancomat o app di pagamento. Conserva sempre le ricevute firmate dalla badante.

    4. Dimenticare la quota a carico del lavoratore

    Nei contributi deducibili rientra anche la quota INPS a carico del lavoratore (circa il 30% del totale), trattenuta in busta paga e versata all’INPS dal datore di lavoro. Molti contribuenti dimenticano questa quota, riducendo il beneficio fiscale.

    5. Superare il limite di reddito senza accorgersene

    Se il tuo reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19%. Attenzione perché nel calcolo entrano anche redditi diversi (cedolare secca, redditi fondiari, ecc.). La deduzione contributi, invece, è sempre spettante a prescindere dal reddito.

    Altre agevolazioni cumulabili con la spesa badante

    Oltre a deduzione e detrazione sopra descritte, le famiglie che assumono una badante possono accedere ad altre agevolazioni previste a livello statale, regionale e locale. Ecco le principali da conoscere.

    Bonus Anziani 850 euro (Prestazione Universale)

    Dal 1° gennaio 2025 è attiva la Prestazione Universale, una nuova misura sperimentale (D.Lgs. 29/2024) destinata agli over 80 non autosufficienti con ISEE sociosanitario fino a 6.000 euro e indennità di accompagnamento. Si tratta di un contributo di 850 euro mensili finalizzato a remunerare i lavoratori domestici impiegati nell’assistenza, da utilizzare in aggiunta alla pensione di accompagnamento.

    Indennità di accompagnamento INPS

    L’indennità di accompagnamento INPS è una prestazione esente da IRPEF erogata mensilmente alle persone con invalidità civile al 100% e impossibilità di deambulare autonomamente o necessità di assistenza continua. Per il 2026 l’importo è di 542,02 euro mensili erogati per 12 mensilità. È compatibile sia con il lavoro che con altri redditi.

    Contributi regionali e comunali

    Molte Regioni (tra cui il Friuli Venezia Giulia) prevedono contributi specifici per le famiglie che assumono una badante regolare. In FVG è attivo il FAP (Fondo per l’Autonomia Possibile) e il contributo regionale per la badante, gestito tramite i Servizi Sociali del Comune di residenza. Anche numerosi Comuni erogano voucher o bonus dedicati, soprattutto per anziani con ISEE basso.

    Detrazioni per persone con disabilità

    Se la persona assistita ha una disabilità riconosciuta (Legge 104/1992), si possono cumulare anche le detrazioni per familiari a carico, le spese mediche specialistiche (anch’esse al 19%), gli ausili tecnici e i mezzi di trasporto (con IVA agevolata al 4%).

    Scadenze 730/2026 per le spese badante

    Per non perdere il diritto a deduzione e detrazione, è fondamentale rispettare le scadenze fiscali previste per il modello 730/2026 (riferito ai redditi 2025).

    ScadenzaAdempimento
    30 aprile 2026Disponibilità 730 precompilato sul portale Agenzia Entrate
    15 maggio 2026Possibilità di accettare/modificare/inviare il 730 precompilato
    30 settembre 2026Termine ordinario invio 730/2026 tramite CAF o intermediari abilitati
    25 ottobre 2026Termine ultimo per 730 integrativo
    31 dicembre 2031Conservazione documenti spese badante (5 anni dopo presentazione)

    Affidandoti al CAF Centro Fiscale di Udine, oltre alla compilazione corretta del 730, ricevi assistenza completa per individuare tutte le agevolazioni cumulabili e raccogliere correttamente la documentazione necessaria. Il CAF effettua anche il visto di conformità, che protegge il contribuente in caso di controlli successivi.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti (FAQ)

    Posso dedurre i contributi della badante anche se non sono il soggetto assistito?

    Sì. La deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero a chi ha sottoscritto il contratto e versa i contributi all’INPS. Non è necessario che coincida con il soggetto assistito. Ad esempio, un figlio può assumere la badante per il padre e dedurre i contributi nel proprio 730.

    La detrazione 19% spetta anche se il soggetto non autosufficiente non è un familiare?

    Sì. La detrazione del 19% per spese di assistenza non autosufficienti spetta a chi sostiene la spesa, indipendentemente dal rapporto di parentela con il soggetto assistito. Anche un vicino di casa o un amico che paga la badante per un anziano solo può detrarre.

    Cosa succede se supero i 40.000 euro di reddito?

    Se il reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19% sulle spese badante. Mantieni invece la deduzione dei contributi (1.549,37 euro), che non ha limiti di reddito.

    Il bonus 850 euro per anziani è cumulabile con detrazione e deduzione?

    Sì. La Prestazione Universale 850 euro non è considerata reddito ai fini IRPEF e non incide sulle agevolazioni fiscali per le spese badante. È cumulabile sia con la deduzione contributi sia con la detrazione 19%, purché vengano rispettati tutti i requisiti previsti.

    Posso detrarre le spese badante se pago in contanti?

    No, dal 1° gennaio 2020 la detrazione del 19% è subordinata al pagamento tracciabile (bonifico, bancomat, carta, app). I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Per i contributi INPS il discorso è diverso: vengono pagati tramite F24/PagoPA, quindi sono sempre tracciati.

    La detrazione 19% spetta anche se la badante è in nero?

    Assolutamente no. Il lavoro in nero è illegale e non dà diritto ad alcuna agevolazione fiscale. La detrazione richiede ricevute firmate, contratto regolare e tracciabilità dei pagamenti. Inoltre, l’assunzione regolare tutela anche il datore di lavoro da rischi legali e infortunistici.

    Posso recuperare le spese badante se presento il modello Redditi PF anziché il 730?

    Sì. Le stesse agevolazioni sono previste anche nel modello Redditi Persone Fisiche, con righi diversi (rispettivamente RP21 per i contributi deducibili e RP8-RP14 con codice 15 per la detrazione). I limiti e i requisiti sono identici.

    Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

    Calcolare correttamente le spese badante deducibili e detraibili nel 730/2026 richiede attenzione: confondere i due benefici, dimenticare la documentazione o errare nei calcoli può costare centinaia di euro. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre:

    • Compilazione completa del 730/2026 con calcolo ottimizzato di tutte le agevolazioni spettanti
    • Verifica documentazione e segnalazione di eventuali carenze prima dell’invio
    • Gestione completa del lavoro domestico: contratti, buste paga, contributi INPS, TFR
    • Consulenza personalizzata su agevolazioni regionali (FAP, contributo badante FVG) e nazionali (Prestazione Universale 850 euro)
    • Visto di conformità per la protezione in caso di controlli
    • Assistenza post-invio per eventuali comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate

    Contattaci per fissare un appuntamento presso la nostra sede di Udine: i nostri consulenti specializzati in lavoro domestico ti seguiranno passo dopo passo per ottenere il massimo beneficio fiscale possibile.

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    Fonti normative ufficiali consultate:

    • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) – art. 10 c. 2 e art. 15 c. 1 lett. i-septies
    • Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020) – art. 1 c. 679
    • Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025)
    • D.Lgs. 15 marzo 2024, n. 29 (Prestazione Universale anziani)
    • Circolare Agenzia Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005
    • Circolare Agenzia Entrate n. 7/E del 25 giugno 2021
    • Istruzioni Modello 730/2026 (Agenzia delle Entrate)
    • CCNL Lavoro Domestico in vigore dal 1° ottobre 2020
    • Circolare INPS n. 25 del 2026 (tabelle contributive lavoratori domestici)
    Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 07:28:382026-05-31 17:03:51Spesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida Completa
    CAF, COLF E BADANTI

    Badanti e Colf: nel 2029 Saranno 2,2 Milioni in Italia, il 69% Stranieri

    colf e badanti 3 CAF Udine

    Nel 2029, l’Italia conterà oltre 2,2 milioni di lavoratori domestici regolarmente assunti tra colf, badanti e baby sitter. Di questi, il 69% sarà di origine straniera. Lo confermano le proiezioni elaborate da Domina (Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico) in collaborazione con il Censis e con Assindatcolf: l’invecchiamento della popolazione italiana, unito alla crescente necessità di assistenza per gli anziani non autosufficienti, sta alimentando una domanda di lavoro domestico che non accenna a diminuire. Questo articolo offre una panoramica completa e aggiornata sul settore: dalle proiezioni demografiche al CCNL colf e badanti 2025, dai contributi INPS alle detrazioni fiscali, fino alle procedure di assunzione e ai servizi del CAF che possono supportare le famiglie datrici di lavoro.

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    Indice dei contenuti

    1. Proiezioni demografiche: 2,2 milioni nel 2029
    2. Chi sono i lavoratori domestici: composizione e nazionalità
    3. CCNL Colf e Badanti 2025: retribuzioni e livelli contrattuali
    4. Costi per il datore di lavoro: contributi, TFR e tredicesima
    5. Detrazioni fiscali: cosa può detrarre la famiglia
    6. Bonus e agevolazioni per la non autosufficienza
    7. Come assumere una colf o badante: procedura passo per passo
    8. Sfide future: invecchiamento, fabbisogno assistenziale e regolarizzazione
    9. Il CAF ti aiuta: servizi per famiglie datrici di lavoro
    10. Domande Frequenti su Colf e Badanti

    Proiezioni demografiche: 2,2 milioni nel 2029

    Le proiezioni pubblicate da Domina nel Rapporto Annuale sul Lavoro Domestico descrivono un settore in espansione continua. Nel 2023 i lavoratori domestici regolari in Italia erano circa 870.000, ma la stima di chi opera in nero porta il totale reale verso 1,6-1,8 milioni. Con l’aggiornamento più recente elaborato insieme a Censis e IDOS, la previsione per il 2029 fissa la soglia a 2,2 milioni di unità, considerando sia i lavoratori in regola sia una quota di irregolari ancora difficile da eradicare.

    Il motore di questa crescita è strutturale: l’invecchiamento demografico italiano è tra i più accentuati d’Europa. Secondo le proiezioni ISTAT, entro il 2030 gli over 65 supereranno il 25% della popolazione totale, mentre gli over 80 raggiungeranno i 4,7 milioni. Una quota crescente di questi anziani non è autosufficiente e necessita di assistenza continuativa, che le strutture residenziali pubbliche non riescono a coprire da sole. La soluzione prevalente resta quella di assumere una badante a domicilio, spesso convivente.

    In parallelo, la crescita del lavoro femminile e la riduzione delle reti familiari allargate spingono verso una maggiore domanda di collaboratori domestici per le pulizie, la cura dei figli e la gestione della casa. La traiettoria al 2029 si inserisce dunque in un contesto di domanda strutturalmente sostenuta, con un’offerta di lavoro che proviene in larga misura dall’estero.

    Chi sono i lavoratori domestici: composizione e nazionalità

    Il dato che colpisce di più nelle proiezioni al 2029 riguarda la composizione per nazionalità: il 69% dei lavoratori domestici sarà straniero. Questa percentuale, già elevata oggi, è destinata ad aumentare ulteriormente con il previsto incremento del volume occupazionale. Le nazionalità più rappresentate storicamente sono:

    • Ucraina e Moldavia: tradizionalmente la prima nazionalità straniera tra le badanti conviventi, con alta presenza femminile
    • Romania: forte presenza sia nelle funzioni di assistenza agli anziani sia come colf nelle grandi città
    • Filippine: storicamente presenti nel Nord Italia, spesso con alta continuità lavorativa nelle famiglie agiate
    • Ecuador e Perù: significativa presenza nelle aree metropolitane, specialmente a Milano e Roma
    • Sri Lanka e Bangladesh: in crescita soprattutto nella cura di bambini e anziani

    La componente italiana, pari a circa il 31%, tende a concentrarsi nelle funzioni di colf a ore e baby sitter, mentre le badanti conviventi sono quasi interamente composte da lavoratrici straniere. Secondo l’analisi di Assindatcolf, il fenomeno riflette anche una progressiva uscita dal settore delle lavoratrici italiane, che preferiscono impieghi con orari più regolari e minore impatto sulla vita familiare.

    Dal punto di vista di genere, il settore rimane fortemente femminizzato: oltre l’87% dei lavoratori domestici è donna. Il lavoro maschile nel settore, sebbene in crescita, si concentra principalmente nell’assistenza a persone con disabilita gravi e in attivita legate alla manutenzione domestica.

    CCNL Colf e Badanti 2025: retribuzioni e livelli contrattuali

    Il riferimento normativo per il rapporto di lavoro domestico è il CCNL Lavoro Domestico, sottoscritto da Fidaldo-Domina e dalle principali organizzazioni sindacali. Il contratto disciplina retribuzioni, orari, ferie, malattia, preavviso e tutti gli aspetti del rapporto tra datore di lavoro e lavoratore domestico. I livelli contrattuali sono distinti in base alle mansioni svolte e all’autonomia richiesta.

    Di seguito la tabella retributiva mensile aggiornata al 2025 per i lavoratori conviventi (orario pieno, 54 ore settimanali) e non conviventi (25 ore settimanali come riferimento), con i valori minimi stabiliti dal CCNL:

    LivelloMansioniRetribuzione mensile lorda (convivente)Retribuzione mensile lorda (non convivente, 25h/sett.)
    AMansioni elementari (pulizie semplici, commissioni)circa 924 eurocirca 572 euro
    BAssistenza generica anziani/disabili, colf qualificatacirca 981 eurocirca 607 euro
    CBadante qualificata, assistenza specifica, somministrazione farmacicirca 1.046 eurocirca 647 euro
    CSBadante specializzata (es. assistenza a non autosufficienti gravi)circa 1.100 eurocirca 680 euro
    DGovernante, maggiordomo, cuoco con alta qualificazionecirca 1.175 eurocirca 727 euro

    Nota importante: Le retribuzioni indicate sono i minimi contrattuali. I datori di lavoro possono corrispondere importi superiori, ed e prassi comune nelle grandi citta dove la concorrenza per trovare una buona badante spinge verso compensi piu elevati. A Milano e Roma, le retribuzioni effettive per una badante convivente di livello C o CS possono raggiungere i 1.200-1.400 euro mensili netti.

    Il CCNL prevede inoltre il diritto alla tredicesima mensilita (1/12 della retribuzione annua lorda, maturata mensilmente), il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) pari a circa 8,33% della retribuzione annua, e un minimo di 26 giorni lavorativi di ferie all’anno per i lavoratori conviventi (20 giorni per i non conviventi).

    Costi per il datore di lavoro: contributi, TFR e tredicesima

    Assumere una colf o una badante regolarmente comporta costi che vanno ben oltre la sola retribuzione netta. Il datore di lavoro deve versare trimestralmente i contributi INPS, accantonare il TFR e corrispondere la tredicesima a dicembre. Comprendere il costo totale e fondamentale per pianificare correttamente il bilancio familiare.

    I contributi INPS per il lavoro domestico sono calcolati in misura fissa per fascia oraria e non in percentuale sulla retribuzione. Le aliquote aggiornate al 2025 prevedono quattro fasce in base all’orario settimanale contrattuale. Per le lavoratrici non conviventi, le fasce sono le seguenti:

    Orario settimanale contrattualeContributo orario totale (datore + lavoratore)Di cui a carico del datore di lavoro
    Fino a 24 orecirca 1,49 euro/oracirca 1,12 euro/ora
    Da 25 a 30 orecirca 1,17 euro/oracirca 0,88 euro/ora
    Oltre 30 orecirca 1,17 euro/oracirca 0,88 euro/ora
    Conviventi (qualsiasi orario)circa 1,17 euro/oracirca 0,88 euro/ora

    Esempio pratico – Badante convivente (livello C, 54 ore/settimana):

    • Retribuzione mensile netta: circa 1.046 euro (livello C minimo contrattuale)
    • Contributi INPS mensili a carico del datore (circa 234 ore/mese x 0,88 euro): circa 206 euro/mese
    • Quota mensile TFR (8,33% della retribuzione lorda): circa 87 euro/mese
    • Quota mensile tredicesima (1/12 della retribuzione mensile lorda): circa 87 euro/mese
    • Costo mensile totale stimato del datore di lavoro: circa 1.426 euro

    I contributi INPS devono essere versati quattro volte l’anno: entro il 10 gennaio (4° trimestre anno precedente), entro il 10 aprile (1° trimestre), entro il 10 luglio (2° trimestre) ed entro il 10 ottobre (3° trimestre). Per approfondire le scadenze, consulta il nostro articolo sulle scadenze contributi INPS per colf e badanti 2026.

    A partire dal 2026, l’INPS ha eliminato i bollettini cartacei MAV per il pagamento dei contributi del lavoro domestico. Il pagamento avviene esclusivamente tramite il portale INPS online, con modello F24 telematico o tramite delega alla propria banca. Per chi ha difficolta con i servizi digitali, il CAF offre assistenza completa nella gestione delle pratiche. Maggiori dettagli sul nostro articolo sui contributi lavoro domestico senza bollettini 2026.

    Detrazioni fiscali: cosa puo detrarre la famiglia

    Le famiglie che assumono regolarmente una colf o una badante hanno accesso a interessanti detrazioni e deduzioni fiscali, che possono alleggerire sensibilmente il costo effettivo del rapporto di lavoro. E fondamentale conoscerle per ottimizzare la propria dichiarazione dei redditi.

    1. Deduzione dei contributi previdenziali versati all’INPS

    I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati al datore di lavoro per la quota a suo carico sono deducibili dal reddito complessivo (art. 10 del TUIR). Il limite massimo deducibile e fissato a 1.549,37 euro annui. Questa deduzione si applica sia ai contributi INPS versati per la colf che per la badante, indipendentemente dall’eta o dalla condizione di salute del datore di lavoro.

    Esempio: Se in un anno hai versato 2.100 euro di contributi INPS per la tua badante, potrai dedurre 1.549,37 euro dal tuo reddito imponibile. Con un’aliquota IRPEF del 23% (primo scaglione), il risparmio fiscale effettivo sara di circa 356 euro.

    2. Detrazione del 19% per le spese degli addetti all’assistenza

    Quando la badante e assunta per assistere una persona non autosufficiente (anziano, disabile, malato cronico), le spese per gli addetti all’assistenza personale danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% (art. 15, comma 1, lett. i-septies del TUIR). La detrazione si applica su un importo massimo di 2.100 euro annui, per un risparmio fiscale massimo di 399 euro.

    Condizioni per accedere alla detrazione:

    • La persona assistita deve essere non autosufficiente (deve essere documentata la condizione di non autosufficienza, ad esempio tramite invalidita riconosciuta o certificazione medica)
    • Il reddito del nucleo familiare che ha sostenuto la spesa non deve superare i 40.000 euro annui
    • La detrazione puo essere ripartita tra piu familiari se le spese sono sostenute da piu persone
    • Le spese devono essere documentate con ricevuta o bonifico intestato all’assistente familiare

    Attenzione: Le due agevolazioni (deduzione contributi e detrazione 19% spese) si cumulano e sono indipendenti l’una dall’altra. Una famiglia puo beneficiare di entrambe contemporaneamente, massimizzando il risparmio fiscale complessivo.

    Per inserire correttamente queste detrazioni nella tua dichiarazione dei redditi 730, il CAF Centro Fiscale offre assistenza dedicata per le famiglie datrici di lavoro domestico.

    Bonus e agevolazioni per la non autosufficienza

    Oltre alle detrazioni IRPEF ordinarie, le famiglie con anziani o disabili a carico possono accedere a ulteriori misure di sostegno economico. Il panorama delle agevolazioni per la non autosufficienza e articolato e richiede una valutazione attenta della situazione specifica.

    Indennita di accompagnamento INPS

    L’indennita di accompagnamento (L. 18/1980) e la prestazione piu rilevante per i non autosufficienti. Viene erogata dall’INPS a favore dei soggetti con invalidita totale (100%) e incapacita di deambulare autonomamente o di compiere gli atti quotidiani della vita. L’importo 2025 e di 531,76 euro mensili (per 12 mesi, quindi 6.381,12 euro annui). Non ha limiti di reddito e non e tassata.

    Assegno di cura regionale (Regione FVG)

    La Regione Friuli Venezia Giulia prevede specifici contributi regionali per il sostegno alle famiglie che assistono anziani non autosufficienti a domicilio. L’assegno di cura regionale e erogato dalla propria ASS di competenza e puo integrare l’indennita di accompagnamento INPS. L’importo varia in base alla valutazione del bisogno assistenziale e alla condizione ISEE del nucleo familiare. Per aggiornamenti specifici sulla situazione del Friuli Venezia Giulia, contatta il CAF Centro Fiscale o il tuo medico di medicina generale.

    Bonus Badante 1.200 euro INPS

    A partire dal 2024, l’INPS ha introdotto un bonus una tantum per le famiglie che assumono regolarmente un lavoratore domestico addetto all’assistenza di anziani non autosufficienti. Il bonus, pari a 1.200 euro, e soggetto a specifici requisiti di ISEE e al rispetto delle condizioni contrattuali. Per una guida dettagliata e aggiornata, consulta il nostro articolo dedicato: Bonus Colf e Badanti 1.200 Euro 2026.

    Come assumere una colf o badante: procedura passo per passo

    Assumere regolarmente una colf, una badante o una baby sitter protegge sia il lavoratore sia la famiglia da rischi legali e contributivi. Il lavoro in nero espone il datore di lavoro a sanzioni anche molto pesanti (fino al pagamento retroattivo di tutti i contributi non versati, maggiorati di interessi e sanzioni). Ecco la procedura corretta da seguire.

    Step 1: Accordo e redazione del contratto individuale

    Prima dell’inizio del rapporto di lavoro, datore e lavoratore devono concordare: mansioni specifiche (livello contrattuale), orario di lavoro settimanale, eventuale convivenza, retribuzione mensile (non inferiore ai minimi CCNL), modalita di pagamento e periodo di prova (non superiore a 30 giorni lavorativi per i conviventi, a 8 giorni per i non conviventi). Il contratto individuale, anche se non obbligatorio per legge in forma scritta, e fortemente consigliato.

    Step 2: Comunicazione preventiva all’INPS (obbligatoria entro le ore 24 del giorno precedente l’inizio)

    La comunicazione del rapporto di lavoro domestico all’INPS e obbligatoria e deve essere effettuata entro le ore 24 del giorno precedente all’inizio del rapporto (o entro le ore 24 del venerdi se il rapporto inizia di sabato o domenica). La comunicazione avviene tramite:

    • Portale INPS (myINPS con SPID, CIE o CNS): servizio gratuito direttamente accessibile online
    • Contact center INPS: al numero 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06.164.164 (da cellulare, a tariffazione normale)
    • CAF o patronato: puo effettuare la comunicazione per conto del datore di lavoro

    La comunicazione sostituisce, per il lavoro domestico, il modello UNILAV che gli altri datori di lavoro inviano al Centro per l’Impiego. E fondamentale non dimenticarsene: le sanzioni per mancata comunicazione possono essere severe.

    Step 3: Calcolo e versamento dei contributi INPS

    Una volta avviato il rapporto, il datore di lavoro deve versare i contributi INPS trimestralmente utilizzando il codice fiscale del lavoratore e il codice rapporto di lavoro domestico assegnato dall’INPS in fase di comunicazione. Il versamento avviene tramite modello F24, con le scadenze trimestrali indicate sopra.

    Step 4: Libretto famiglia (per prestazioni occasionali)

    Per le prestazioni di lavoro domestico di carattere occasionale (pulizie una tantum, babysitting saltuario), esiste uno strumento alternativo al contratto CCNL: il Libretto Famiglia INPS. Consente di retribuire prestatori di lavoro occasionale con un compenso minimo di 9 euro/ora (lordi), con contribuzione semplificata gestita direttamente dall’INPS tramite portale. Il limite massimo per singolo committente e di 5.000 euro annui. Il Libretto Famiglia non e adatto per rapporti continuativi: in quel caso e obbligatorio il contratto CCNL con comunicazione INPS.

    Sfide future: invecchiamento, fabbisogno assistenziale e regolarizzazione

    Le proiezioni demografiche al 2029 non riguardano solo i numeri, ma sollevano interrogativi di sistema che il Paese dovra affrontare con urgenza. Il settore del lavoro domestico e al centro di tre grandi sfide strutturali.

    Il gap tra domanda e offerta di lavoro regolare

    La crescita della domanda di assistenti familiari non e accompagnata da un equivalente aumento dell’offerta di lavoro regolare. Il lavoro irregolare nel settore domestico, pur in diminuzione rispetto al picco degli anni 2000, rimane significativo: secondo le stime piu recenti, circa il 40-50% dei rapporti di lavoro domestico e ancora privo di regolare contratto. Questo crea un doppio problema: i lavoratori non hanno tutele previdenziali e sanitarie, e i datori di lavoro si espongono a rischi legali rilevanti.

    L’invecchiamento della forza lavoro assistenziale

    Non solo gli anziani italiani invecchiano: anche le badanti invecchiano. Molte delle lavoratrici straniere arrivate in Italia negli anni 2000-2010 si avvicinano oggi all’eta pensionabile o hanno gia maturato il diritto alla pensione italiana o del Paese di origine. Questo determina un turnover crescente nel settore e la necessita di nuove politiche di ingresso regolare per lavoratrici dall’estero. Le organizzazioni di settore (Domina, Assindatcolf) chiedono da tempo una revisione delle quote di ingresso per i lavoratori domestici nei decreti flussi, attualmente ritenute insufficienti rispetto alla domanda.

    Il welfare pubblico non basta: il ruolo cruciale della famiglia

    I posti disponibili nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) pubbliche e convenzionate non sono sufficienti a coprire il fabbisogno degli anziani non autosufficienti, ne lo saranno nel 2029. Le rette delle RSA private, che si aggirano mediamente tra i 2.000 e i 3.500 euro mensili, sono inaccessibili per la maggior parte delle famiglie italiane. La badante a domicilio, pur costosa, resta spesso l’unica alternativa praticabile. Il Governo ha avviato una discussione sulla riforma del sistema di Long Term Care (assistenza a lungo termine), ma i tempi di attuazione rischiano di essere lunghi rispetto all’urgenza demografica.

    Il CAF ti aiuta: servizi per famiglie datrici di lavoro

    Gestire correttamente un rapporto di lavoro domestico richiede attenzione alle scadenze contributive, ai documenti necessari e alle opportunita di risparmio fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo e personalizzato per le famiglie che assumono colf e badanti:

    • Assistenza nella comunicazione di inizio rapporto all’INPS: ti guidiamo nella procedura online o la effettuiamo direttamente per tuo conto
    • Calcolo e verifica dei contributi trimestrali: controlliamo gli importi dovuti e ti indichiamo come e quando pagarli
    • Elaborazione dei cedolini paga mensili: preparazione della busta paga della tua colf o badante nel rispetto del CCNL
    • Dichiarazione dei redditi 730: inseriamo correttamente le detrazioni fiscali per contributi e spese di assistenza, massimizzando il risparmio IRPEF
    • Calcolo del TFR e della tredicesima: ti aiutiamo a pianificare le erogazioni di fine anno
    • Pratiche per bonus e agevolazioni: verifichiamo l’accesso al Bonus Badante 1.200 euro e ad altre misure regionali
    • Gestione dei contributi non versati: se hai posizioni debitorie INPS, ti supportiamo nella regolarizzazione (vedi il nostro articolo sui contributi colf non versati)
    • Consulenza su licenziamento e cessazione del rapporto: guidiamo le famiglie nella procedura corretta, evitando contestazioni e vertenze (guida completa: lettera di licenziamento colf e badante)

    Puoi anche approfondire i temi legati all’ISEE (necessario per alcune agevolazioni), al 730 e alla dichiarazione dei redditi, o informarti sulla NASPI nel caso in cui la tua colf o badante perda il lavoro.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti su Colf e Badanti

    Quanto costerebbe avere una badante convivente nel 2025?

    Il costo mensile totale per il datore di lavoro di una badante convivente di livello C (il piu comune per l’assistenza agli anziani non autosufficienti) e stimabile in circa 1.400-1.500 euro, comprensivi di retribuzione netta (circa 1.046 euro ai minimi contrattuali), contributi INPS mensili (circa 200 euro a carico del datore), quota mensile TFR (circa 87 euro) e quota mensile tredicesima (circa 87 euro). Le retribuzioni effettive nelle grandi citta sono spesso superiori ai minimi contrattuali.

    Quanti giorni di preavviso devo dare alla mia colf se la licenzio?

    I termini di preavviso per il licenziamento dipendono dall’anzianita di servizio e dal tipo di rapporto (convivente o non convivente). Per i lavoratori non conviventi con meno di 5 anni di servizio, il preavviso e di 8 giorni di calendario. Con anzianita superiore, il preavviso sale fino a 15 giorni. Per i lavoratori conviventi, i termini sono piu lunghi. In caso di mancato preavviso, occorre corrispondere la relativa indennita sostitutiva. Per la procedura completa consulta la nostra guida sulla lettera di licenziamento colf e badante.

    Posso detrarre il costo della badante nel 730?

    Si, in due modi distinti: 1) I contributi previdenziali INPS versati come datore di lavoro sono DEDUCIBILI dal reddito complessivo fino a un massimo di 1.549,37 euro annui (deduzione, non detrazione). 2) Se la badante assiste una persona non autosufficiente, le spese per l’assistenza personale danno diritto a una DETRAZIONE IRPEF del 19% su un massimo di 2.100 euro annui, con reddito del contribuente non superiore a 40.000 euro. Le due agevolazioni sono cumulabili.

    Come si comunicano all’INPS l’assunzione di una colf o badante?

    La comunicazione all’INPS e obbligatoria e va effettuata PRIMA dell’inizio del rapporto di lavoro (entro le ore 24 del giorno precedente). Puo avvenire tramite il portale INPS online con SPID o CIE, tramite il Contact Center INPS al numero 803.164 (gratuito da rete fissa), o tramite CAF o patronato. Questa comunicazione sostituisce il modello UNILAV previsto per gli altri datori di lavoro e attribuisce un codice univoco al rapporto di lavoro domestico.

    Cosa succede se non verso i contributi INPS della badante?

    I contributi INPS non versati generano un debito previdenziale che l’INPS puo recuperare anche dopo anni, maggiorato di interessi e sanzioni civili. Le sanzioni possono andare dal 5% al 30% dei contributi non versati, a seconda del ritardo. In caso di ispezione, il datore di lavoro rischia sanzioni amministrative anche molto pesanti. E sempre consigliabile regolarizzare al piu presto eventuali posizioni irregolari, eventualmente tramite il CAF che puo assistere nella procedura.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con contratti, contributi INPS, buste paga, detrazioni fiscali e tutte le pratiche legate al lavoro domestico.

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      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      ECCELLENTE
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      In base a 920 recensioni
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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 11:47:162026-05-31 17:54:01Badanti e Colf: nel 2029 Saranno 2,2 Milioni in Italia, il 69% Stranieri
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      Contributi Colf e Badanti 2026: Scadenza Prima Rata 10 Aprile

      colf e badanti CAF Udine

      Il 10 aprile 2026 rappresenta una data cruciale per tutti i datori di lavoro domestico in Italia: è il termine ultimo per versare la prima rata trimestrale dei contributi INPS per colf e badanti. Il mancato rispetto di questa scadenza comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora che possono incidere significativamente sull’importo finale da versare. In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine analizza tutti gli aspetti contributivi per il 2026: scadenze, calcolo degli importi, modalità di pagamento, sanzioni per ritardi e detrazioni fiscali a cui hanno diritto i datori di lavoro.

      La corretta gestione dei contributi per il lavoro domestico non è solo un obbligo normativo, ma anche una garanzia di tutela sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. I contributi versati regolarmente consentono infatti alla colf o alla badante di maturare diritti pensionistici, indennità di maternità, malattia e disoccupazione, oltre a permettere al datore di accedere alle detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi.

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      Indice dei contenuti

      1. Calendario Scadenze Contributi 2026
      2. Come Calcolare i Contributi: Tabelle INPS 2026
      3. Modalità di Pagamento: Bollettini, Online e PagoPA
      4. Sanzioni e Interessi per Pagamenti in Ritardo
      5. Detrazioni Fiscali per Datori di Lavoro Domestico
      6. Novità Contributive 2026
      7. Domande Frequenti

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Aprile 8, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-08 07:42:182026-05-31 18:05:08Contributi Colf e Badanti 2026: Scadenza Prima Rata 10 Aprile

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      Email: info@centrofiscale.com
      Telefono: 0432 1638640
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