Reddito di Emergenza Badanti Udine

La ministra del lavoro, Nunzia Catalfo, ha annunciato che, per tutti i lavoratori sprovvisti di ammortizzatori sociali, sarà istituito il REM, il Reddito di Emergenza, il cui valore globale di aggirerà attorno ai 3 miliardi di €.

Il reddito di emergenza inserisce anche le badanti e le colf tra le figure che possono chiedere tale misure. Allo studio c’è anche la possibilità di estendere la cassa integrazione in deroga

In caso di perdita del lavoro si potrà quindi chiedere tale contributo che dovrebbe ammontare a 500 € al mese per due mesi. Non è ancora stato chiarito come poter chiedere tali importi e se questi potranno essere richiesti anche dai lavoratori in nero.

La misura si inserisce in quadro difficilissimo, come riportato da diversi patronati, il numero dei licenziamenti delle badanti in questo periodo, nella zona di Udine e provincia, è cresciuto del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questa situazione è generata da una mancanza di risposte da parte del governo: dopo aver esaurito ferie e permessi nel mese di Marzo molti datori di lavoro stanno chiudendo i rapporti di lavoro con le proprie collaboratrici familiari.

L’evoluzione del servizio di assistenza in relazione alla diffusione del Covid 19 è ancora in molto incerto. In questo momento le situazioni di lavoro sono state affrontate in ordine sparso e senza una visione chiara ed univoca.

La situazione relativa ai contagi da coronavirus sta mettendo in seria difficoltà il lavoro della badanti in questo periodo. Non esistono soluzioni di lavoro a distanza ed anzi, il contatto fisico è alla base di ogni tipo di attività.

Il primo problema è relativo all’arrivo delle badanti nelle famiglie. E’ difficile capire la situazione sanitaria sia della lavoratrice che dell’assistito. A questo problema si aggiunge anche quello relativo ai nuovi ingressi in Italia. Dai paesi di origine arrivano spesso, in questi giorni, rifiuti di spostamenti in Italia, sopratutto in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, in questa ultima regione soprattutto nelle zone di Udine e Pordenone.

Il secondo problema è legato alla possibilità che le famiglie, prese dalla paura del contagio, licenzino l’assistente, la quale spesso rimane anche senza tutele. Per questo rischio il sindacato Assindatcolf ha chiesto il sostegno al governo. La richiesta è di inserire anche il settore lavorativo domestico tra quelli su cui si sta lavorando per trovare una soluzione emergenziale.

L’invito in entrambi i casi è alla calma e razionalità. Ogni caso va valutato con estrema chiarezza e nel caso di dubbi, si invitano a contattare i numeri messi a disposizione dalle Regioni e dal Ministero della Salute.