PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOAprire studio legale forfettario 2026: requisiti, costi, software gestioneAprire uno studio legale è il sogno professionale di molti avvocati neoabilitati. Tra esame di Stato superato, iscrizione all’Albo e desiderio di autonomia, il passo successivo è impostare correttamente la struttura fiscale e organizzativa. Il regime forfettario, con la sua semplicità e la sua imposta agevolata, è la scelta più diffusa nelle fasi iniziali. In questa guida operativa trovi tutti i passi concreti per avviare il tuo studio legale nel 2026.Indice dei contenutiRequisiti per aprire uno studio legale nel 2026Forma giuridica: individuale, Studio Associato o STAAprire la partita IVA da avvocato: modello AA9/12 e codice ATECOCosti di avvio: SCIA, arredo, software e PCTSoftware gestione studio legale: Cliens, Kleos e alternativeAntiriciclaggio per avvocati: obblighi anche in forfettarioIscrizioni obbligatorie: Consiglio Ordine, Cassa Forense, PECCAF Centro Fiscale: assistenza completa per l’apertura dello studioRequisiti per aprire uno studio legale nel 2026Prima di poter esercitare la professione forense in modo autonomo e aprire uno studio legale, è necessario soddisfare precisi requisiti previsti dalla Legge 247/2012 (Riforma dell’Ordinamento Forense):Laurea magistrale in Giurisprudenza (LMG/01) o titolo equivalente riconosciutoTirocinio professionale di 18 mesi presso uno studio legale di un avvocato abilitato da almeno 5 anni, oppure svolgimento di una Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali (SSPL)Esame di Stato per l’abilitazione forense: prova scritta (3 elaborati) e orale davanti alla commissione distrettualeIscrizione all’Albo degli Avvocati presso il Consiglio dell’Ordine del circondario in cui si intende esercitarePEC (Posta Elettronica Certificata) personale: obbligatoria per la comunicazione con uffici giudiziari e colleghiPolizza RC professionale: obbligatoria ai sensi dell’art. 12 L. 247/2012Oltre ai requisiti formali, è necessario disporre di un indirizzo professionale (sede dello studio) da comunicare all’Ordine, anche se si tratta di un appartamento privato nelle fasi iniziali.Forma giuridica: individuale, Studio Associato o STALa scelta della forma giuridica è la prima decisione strutturale che un avvocato deve prendere. Ci sono tre opzioni principali:1. Studio individualeÈ la forma più semplice e quella ideale per chi avvia l’attività in regime forfettario. L’avvocato opera come libero professionista individuale: piena autonomia, massima semplicità gestionale, nessun atto costitutivo. La responsabilità è personale e illimitata, ma per la fase di avvio — con clientela ancora in costruzione — è la scelta più efficiente.2. Studio AssociatoUn’associazione tra due o più avvocati che condividono costi, spazi e — in parte — clientela. Lo studio associato non è una persona giuridica distinta dai soci. Attenzione: la partecipazione a uno studio associato con produzione di reddito rientra tra le cause ostative del forfettario. Verificare con attenzione prima di aderire.3. STA – Società Tra AvvocatiIntrodotta dalla L. 247/2012 art. 4-bis, la STA è una forma societaria esclusiva per avvocati. Prevede regole precise su governance, denominazione e responsabilità. I soci devono essere iscritti all’Albo. La STA non è compatibile con il regime forfettario (è una società, non un professionista individuale).Conclusione pratica: per i primi anni di attività e per chi rientra nei limiti del forfettario (ricavi sotto 85.000 euro), lo studio individuale è la scelta ottimale. Permette di beneficiare dell’imposta al 5% o 15% con la massima semplicità.Aprire la partita IVA da avvocato: modello AA9/12 e codice ATECOPer aprire la partita IVA, l’avvocato deve presentare il Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online tramite i servizi telematici oppure presso uno sportello fisico). La comunicazione deve essere effettuata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, che coincide con la data del primo incarico professionale o con l’iscrizione all’Albo (la più recente tra le due).I dati da inserire nel modello:Codice ATECO: 69.10.10 – Attività degli studi legaliRegime fiscale: forfettario (art. 1 c. 54-89 L. 190/2014)Data inizio attivitàComune di esercizio dell’attivitàContestualmente all’apertura della partita IVA, bisogna iscriversi alla Cassa Forense (se non già fatto in fase di iscrizione all’Albo) e, se si assume personale o si aprono collaborazioni, comunicare all’INPS e all’INAIL. Per la guida completa sulla partita IVA da avvocato consulta: Partita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionale.Costi di avvio: SCIA, arredo, software e PCTAprire uno studio legale non richiede investimenti ingenti, specialmente nella fase iniziale in forfettario. Ecco una panoramica dei principali costi da affrontare:SCIA e permessi locali: in molti comuni non è richiesta alcuna SCIA per uno studio professionale in appartamento. Se si affitta un locale commerciale, possono essere necessarie comunicazioni al Comune o permessi edilizi per cambio d’uso. Costo variabile (spesso zero o poche centinaia di euro per i diritti di segreteria).Arredo e attrezzatura: scrivania, archivio, computer, stampante. Investimento iniziale: 1.500-4.000 euro in media. Nel forfettario non sono deducibili direttamente, ma rientrano nel calcolo forfettario del 22%.Software gestione fascicoli: vedi sezione dedicata.PCT – Processo Civile Telematico: kit di firma digitale + lettore di smart card (100-200 euro), più l’abbonamento al software di consolle (es. Slpct, Consolle Avvocati). Costo annuo: 100-300 euro in base al software scelto.PEC: 10-30 euro/anno.Iscrizione all’Albo: tassa annuale al Consiglio dell’Ordine locale, variabile da Ordine a Ordine (mediamente 150-300 euro/anno).Polizza RC professionale: 200-600 euro/anno per uno studio individuale. Obbligatoria ai sensi dell’art. 12 L. 247/2012. Per i dettagli, leggi: Polizze RC professionali obbligatorie.Software gestione studio legale: Cliens, Kleos e alternativeUn buon software di gestione dello studio è fondamentale per tenere traccia dei fascicoli, delle scadenze processuali, delle fatture e dei pagamenti. Ecco i principali:Cliens Studio Legale (Giuffrè Francis Lefebvre): uno dei più diffusi in Italia. Gestione fascicoli, agenda, documenti, fatturazione elettronica integrata. Disponibile in versione cloud. Costo orientativo: 500-1.500 euro/anno in base al numero utenti e funzionalità.Kleos (Wolters Kluwer): soluzione cloud per studi legali, ottima integrazione con PCT e fascicolo telematico. Costo orientativo: 50-150 euro/mese.Software di fatturazione base + gestionale generico: per studi molto piccoli, anche un software di fatturazione elettronica (Aruba, Fatture in Cloud) abbinato a un’agenda digitale (Outlook, Google Calendar) può essere sufficiente nelle prime fasi.Importante: il software di fatturazione elettronica è obbligatorio dal 2024 anche per i forfettari. La fattura elettronica va emessa tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.Antiriciclaggio per avvocati: obblighi anche in forfettarioUno degli aspetti meno noti agli avvocati neoabilitati è che gli obblighi di antiriciclaggio si applicano anche ai forfettari. Il D.Lgs. 231/2007 (aggiornato dal D.Lgs. 90/2017) include gli avvocati tra i soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio quando svolgono determinate attività per conto del cliente:Compravendita di beni immobiliGestione di denaro, strumenti finanziari o altri beniApertura e gestione di conti bancari o titoliOrganizzazione di apporti per costituzione, gestione o amministrazione di societàQuando l’attività rientra in queste fattispecie, l’avvocato deve:Eseguire l’adeguata verifica della clientela (CDD) (artt. 17-30 D.Lgs. 231/2007)Conservare i documenti per 10 anniSegnalare operazioni sospette all’UIF (Unità di Informazione Finanziaria, operativa presso Banca d’Italia)Non applicare le procedure antiriciclaggio quando dovuto espone l’avvocato a sanzioni amministrative e penali significative. Se hai dubbi sull’ambito di applicazione, un consulente specializzato può aiutarti a impostare le procedure corrette.Iscrizioni obbligatorie: Consiglio Ordine, Cassa Forense, PECRiepiloghiamo le iscrizioni obbligatorie da completare entro i primi mesi di attività:Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del circondario: obbligatoria per esercitare. Rinnovo annuale.Cassa Forense: obbligatoria per tutti gli iscritti all’Albo. Domanda di iscrizione entro 30 giorni dall’iscrizione all’Albo.PEC: obbligatoria e comunicata al COA. Essenziale per il PCT (Processo Civile Telematico).REGIndE (Registro Generale degli Indirizzi Elettronici): il sistema ministeriale che associa la PEC dell’avvocato al codice fiscale per le notifiche telematiche.Partita IVA (Agenzia delle Entrate): entro 30 giorni dall’inizio attività.CAF Centro Fiscale: assistenza completa per l’apertura dello studioAprire uno studio legale richiede attenzione su molteplici fronti: fiscale, previdenziale, procedurale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per avvocati che avviano l’attività professionale: apertura partita IVA, scelta del regime fiscale, gestione della Cassa Forense, dichiarazione dei redditi annuale.Per un confronto con altri professionisti in regime forfettario, leggi anche: Coefficienti di redditività forfettario 2026 e Partita IVA Geometra 2026.Prenota una consulenza gratuita:CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, UdineTel. 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 14:00:002026-07-03 07:53:29Aprire studio legale forfettario 2026: requisiti, costi, software gestione