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Forfettari alla Prova del 20 Luglio 2026: Come Gestire Tasse e Liquidità senza Ansia

Regime Forfettario 2026 limiti e controlli

Il 20 luglio 2026 si avvicina e per migliaia di titolari di partita IVA in regime forfettario si tratta di una delle date più attese — e temute — dell’anno fiscale. In quella giornata scade il termine per versare il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 e il primo acconto 2026, due voci che possono impattare in modo significativo sulla cassa di chi lavora in proprio.

Niente panico: con la giusta pianificazione e le informazioni corrette, è possibile affrontare questa scadenza con serenità. In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere: come si calcolano le imposte, quando e come rateizzarle, e quali strategie adottare fin da oggi per non trovarti mai più a corto di liquidità a luglio.

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Cosa Scade il 20 Luglio 2026: il Quadro Completo

Il 20 luglio è il termine di proroga ordinario per i soggetti con partita IVA che non hanno versato entro il 30 giugno la prima rata delle imposte dovute con il Modello Redditi. Questo slittamento comporta però una maggiorazione dello 0,40% sugli importi versati, a titolo di interesse compensativo. Nel 2026 il 20 luglio cade di lunedì, quindi non ci sono ulteriori slittamenti.

Per i contribuenti in regime forfettario, le somme da versare entro quella data riguardano:

  • Saldo dell’imposta sostitutiva 2025 (anno d’imposta 2025, dichiarato nel Modello Redditi 2026)
  • Primo acconto 2026 calcolato in base ai redditi 2025
  • Contributi INPS (gestione separata o artigiani/commercianti) se non rateizzati

Vedi anche la nostra guida completa sulle scadenze fiscali di luglio 2026 per il quadro generale di tutte le date di questo mese.

Come si Calcola l’Imposta Sostitutiva del Forfettario

Il regime forfettario applica un’imposta sostitutiva che prende il posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP e IVA. L’aliquota è:

  • 15% per chi è già in attività
  • 5% per le nuove attività (startup) nei primi cinque anni, purché non si sia esercitata un’attività analoga nei tre anni precedenti e non si tratti di prosecuzione di un’attività precedente

Il calcolo avviene sulla base imponibile così determinata:

Base imponibile = Ricavi/compensi × Coefficiente di redditività − Contributi previdenziali versati nell’anno

Il coefficiente di redditività varia in base al codice ATECO dell’attività. I principali sono:

Categoria attivitàCoefficiente
Professionisti (legali, sanitari, tecnici, informatici)78%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%
Commercio ambulante alimentari e bevande40%
Commercio ambulante altro54%
Intermediari del commercio62%
Alloggio e ristorazione67%
Costruzioni e immobiliari86%
Altre attività economiche67%

Per approfondire i coefficienti per singolo settore, leggi la nostra guida ai coefficienti di redditività forfettario 2026.

Simulazioni Pratiche: Quante Tasse Paghi a Luglio?

Vediamo tre scenari concreti per un professionista (coefficiente 78%) in regime forfettario ordinario (aliquota 15%), ipotizzando contributi INPS gestione separata già versati di circa 3.500 euro nel 2025.

Scenario A — Ricavi 2025: 45.000 euro

VoceImporto
Ricavi 202545.000 euro
Coefficiente redditività (78%)35.100 euro
Deduzione contributi INPS– 3.500 euro
Base imponibile31.600 euro
Imposta sostitutiva (15%)4.740 euro
Primo acconto (50% del dovuto)2.370 euro
Totale da versare entro il 20 luglio7.110 euro (saldo 2025 + acconto)

Nota: il saldo 2025 riduce l’acconto già versato a novembre 2025 (se presente). Il totale qui indicato presuppone che l’acconto di novembre 2025 non fosse stato ancora pagato o che si tratti del primo anno.

Scenario B — Ricavi 2025: 65.000 euro

VoceImporto
Ricavi 202565.000 euro
Coefficiente redditività (78%)50.700 euro
Deduzione contributi INPS– 3.500 euro
Base imponibile47.200 euro
Imposta sostitutiva (15%)7.080 euro
Primo acconto (50% del dovuto)3.540 euro
Totale da versare entro il 20 luglio10.620 euro

Scenario C — Ricavi 2025: 85.000 euro (vicino al limite)

VoceImporto
Ricavi 202585.000 euro
Coefficiente redditività (78%)66.300 euro
Deduzione contributi INPS– 3.500 euro
Base imponibile62.800 euro
Imposta sostitutiva (15%)9.420 euro
Primo acconto (50% del dovuto)4.710 euro
Totale da versare entro il 20 luglio14.130 euro

Attenzione: chi ha superato 85.000 euro di ricavi nel 2025 esce dal regime forfettario dall’1 gennaio 2026. Chi ha superato 100.000 euro esce immediatamente, già nell’anno in corso, con obbligo di ricalcolo IVA. Se sei in questa situazione, contatta il CAF Centro Fiscale per una verifica immediata.

Chi Può Rateizzare? Le Regole della Proroga con Maggiorazione

La rateizzazione è uno strumento utilissimo per chi non riesce a versare tutto in un’unica soluzione. Ecco come funziona per i forfettari nel 2026:

Proroga dal 30 giugno al 20 luglio (+0,40%)

Tutti i contribuenti titolari di partita IVA possono versare entro il 20 luglio anziché il 30 giugno, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’intero importo. Non è necessario presentare alcuna richiesta: basta versare con F24 entro quella data e indicare la maggiorazione nel calcolo.

Rateizzazione in 6 rate mensili da luglio

Se non riesci a pagare tutto il 20 luglio, puoi rateizzare il saldo e l’acconto in un massimo di 6 rate mensili (luglio-dicembre), con queste caratteristiche:

  • Prima rata: entro il 20 luglio (con maggiorazione 0,40%)
  • Rate successive: entro il 16 di ogni mese
  • Interessi: 4% annuo (pari a circa 0,33% al mese) sulle rate successive alla prima
  • Nessuna richiesta formale: basta compilare i campi corrispondenti nel software di dichiarazione o calcolare manualmente

Il piano di rateizzazione si attiva automaticamente in fase di compilazione del Modello Redditi: il software di elaborazione (o il CAF) calcola le singole rate con i relativi interessi e genera i modelli F24 precompilati per ciascuna scadenza.

N. rataScadenzaInteressi aggiuntivi
20 luglio 2026+ 0,40% (proroga giugno)
16 agosto 2026+ 4% annuo (1/12 del 4%)
16 settembre 2026+ 4% annuo (2/12 del 4%)
16 ottobre 2026+ 4% annuo (3/12 del 4%)
16 novembre 2026+ 4% annuo (4/12 del 4%)
16 dicembre 2026+ 4% annuo (5/12 del 4%)

Gestire la Liquidità: il Metodo dell’Accantonamento Mensile

La regola d’oro per non farsi trovare impreparati a luglio è semplice: accantona ogni mese una percentuale dei tuoi incassi in un conto separato dedicato alle tasse. Questo approccio — usato da tutti i professionisti organizzati — trasforma una spesa enorme e improvvisa in un flusso gestibile.

Quanto Mettere da Parte?

Tipo attivitàAliquota effettiva stimata (imposta + INPS)Percentuale da accantonare
Professionista (coeff. 78%) — aliquota 5% startupcirca 15-18%20-25%
Professionista (coeff. 78%) — aliquota 15%circa 28-35%30-35%
Commerciante (coeff. 40%) — aliquota 15%circa 18-22%20-25%
Artigiano/Commerciante con minimale INPSvariabile25-30%

Consiglio pratico: apri un conto corrente dedicato (anche un conto di risparmio senza vincolo) e ogni volta che ricevi un pagamento trasferisci automaticamente il 30% su quel conto. Lo dimentichi fino a luglio. Il giorno della scadenza sei sereno.

App e Strumenti Utili

Molti strumenti di gestione finanziaria per freelance e partite IVA permettono di impostare regole automatiche di accantonamento:

  • Conti business separati: Qonto, N26 Business, BBVA Business permettono di creare “vault” o sottoconto tassazione
  • Software di contabilità: Fatture in Cloud, Aruba eInvoice — molti hanno dashboard con stima tasse in tempo reale
  • Promemoria F24: imposta alert mensili nel calendario per non dimenticare i versamenti delle rate

I 7 Errori Comuni dei Forfettari a Luglio

  1. Dimenticare la maggiorazione 0,40% — Non basta versare l’importo base entro il 20 luglio: devi aggiungere lo 0,40%. Se dimentichi, ti esponi a sanzioni per versamento insufficiente.
  2. Confondere saldo e acconto — Molti credono di dover versare solo le tasse sui redditi 2025. In realtà si versa anche il primo acconto per il 2026 (metodo storico o previsionale).
  3. Usare il metodo previsionale senza documentarlo — Se prevedi ricavi 2026 inferiori al 2025 e vuoi usare il metodo previsionale per ridurre l’acconto, devi avere un calcolo preciso e documentato. Se sbagli al ribasso pagi sanzioni.
  4. Non dedurre i contributi INPS — I contributi previdenziali versati nel 2025 si deducono dalla base imponibile. Molti li dimenticano e pagano più del dovuto.
  5. Ignorare l’uscita dal regime — Se nel 2025 hai superato 85.000 euro sei uscito dal forfettario dal 1° gennaio 2026. Se hai superato 100.000 sei uscito già nel 2025. In entrambi i casi l’imposta da versare è diversa.
  6. Perdere la scadenza del 20 luglio — Passato quel giorno, il versamento tardivo comporta sanzioni del 30% con ravvedimento operoso. È sempre meglio rateizzare che saltare la scadenza.
  7. Non aggiornare il codice tributo F24 — L’imposta sostitutiva del regime forfettario si versa con codici tributo specifici (non quelli IRPEF). Errori di compilazione dell’F24 vanno corretti tempestivamente.

Cosa Fare se Sei a Corto di Liquidità

Se il 20 luglio si avvicina e la cassa non basta, non c’è motivo di andare nel panico. Esistono soluzioni legittime e convenienti:

1. Rateizzazione fino a dicembre

Come spiegato sopra, puoi suddividere il debito in 6 rate mensili. Paga la prima il 20 luglio e il resto da agosto a dicembre, con interessi al 4% annuo. È la soluzione più semplice e non richiede autorizzazioni.

2. Compensazione con crediti fiscali

Se hai crediti IRPEF, crediti per bonus edilizi, o altri crediti tributari, puoi compensare il debito tramite l’F24. La compensazione orizzontale (crediti e debiti di tributi diversi) è ammessa entro certi limiti e richiede che il credito sia indicato in dichiarazione. Verifica con il CAF se hai crediti compensabili.

3. Riduzione dell’acconto con metodo previsionale

Se nel 2026 stai fatturando meno rispetto al 2025 (malattia, gravidanza, calo attività), puoi calcolare l’acconto con il metodo previsionale: stima i ricavi 2026, calcola l’imposta attesa e versa il 100% di quella cifra (non del dato storico 2025). Questo riduce subito il pagamento di luglio. Attenzione: se poi i ricavi reali superano la stima, a novembre pagherai la differenza con una piccola sanzione (tramite ravvedimento). È comunque una scelta utile in caso di calo documentato.

4. Rateizzazione lunga con l’Agenzia delle Entrate

In caso di grave difficoltà economica, è possibile richiedere all’Agenzia delle Entrate un piano di rateizzazione più lungo (fino a 72 rate mensili, in alcuni casi fino a 120) tramite istanza formale. Questa opzione è riservata a situazioni di reale difficoltà e comporta l’iscrizione a ruolo del debito: è uno strumento di ultima istanza, da valutare con un professionista.

Codici Tributo F24 per il Forfettario

Per versare l’imposta sostitutiva del regime forfettario occorre usare i codici tributo corretti nel modello F24. Ecco i principali:

CodiceDescrizioneQuando si usa
1790Imposta sostitutiva IRPEF e addizionali — saldoSaldo imposta sostitutiva 2025
1791Imposta sostitutiva IRPEF e addizionali — primo accontoPrimo acconto 2026 (luglio)
1792Imposta sostitutiva IRPEF e addizionali — secondo accontoSecondo acconto 2026 (novembre)

Per i contribuenti INPS Gestione Separata, i contributi si versano con il codice PXX (saldo) e P10 (primo acconto), aggiornati annualmente dall’INPS. Per artigiani e commercianti si usano codici specifici per le quote mensili e l’eventuale eccedenza sul minimale.

Novità 2026 per i Forfettari: Cosa Cambia

Anche per il 2026 il regime forfettario rimane sostanzialmente stabile, ma ci sono alcune novità e conferme da tenere a mente:

  • Soglia ricavi confermata a 85.000 euro — nessun cambiamento rispetto al 2025. Chi supera questa soglia esce dal regime dall’anno successivo.
  • Soglia reddito dipendente elevata a 35.000 euro — la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha alzato il limite da 30.000 a 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente/pensione dell’anno precedente. Confermata per il 2026.
  • Fatturazione elettronica obbligatoria — dal 2024 tutti i forfettari devono emettere fattura elettronica via SDI. Nessuna esenzione residua per soglia di ricavi.
  • Limite spese personale ridotto — dal 2025 il limite di spese per lavoratori dipendenti e collaboratori scende da 30.000 a 20.000 euro (causa ostativa).
  • Cause ostative invariate — partecipazione in SRL a controllo diretto, produzione e cessione di beni/servizi al datore di lavoro e simili restano cause di esclusione.

Per capire quanto potresti guadagnare netto dal tuo fatturato, consulta la nostra guida allo stipendio netto forfettario 2026 per professione.

Il Ruolo del CAF Centro Fiscale: Non Affrontare il 20 Luglio da Solo

Gestire autonomamente i calcoli di imposta sostitutiva, acconto, deduzioni e rateizzazione è tecnicamente possibile, ma espone a errori costosi. Il CAF Centro Fiscale ti affianca con:

  • Calcolo preciso dell’imposta sostitutiva saldo e acconto, con verifica di tutte le deduzioni applicabili
  • Compilazione F24 con i codici tributo corretti e gli importi esatti per ogni rata
  • Piano di rateizzazione personalizzato sulla base della tua situazione di liquidità
  • Verifica requisiti forfettario per evitare sorprese in caso di superamento soglie
  • Assistenza continua durante l’anno per evitare di arrivare a luglio impreparato

Contattaci per un preventivo personalizzato sui servizi di assistenza fiscale per partite IVA forfettarie.

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Domande Frequenti (FAQ)

Il 20 luglio 2026 cade di weekend o festivo?

No, il 20 luglio 2026 cade di lunedì: non ci sono slittamenti. La scadenza è confermata al 20 luglio 2026.

Chi è in regime forfettario startup (5%) come calcola l’acconto?

Anche i forfettari con aliquota al 5% devono versare il primo acconto, calcolato sulla base dell’imposta sostitutiva 2025 (a sua volta al 5%). Il meccanismo di calcolo è identico al 15%, cambia solo l’aliquota applicata alla base imponibile.

Posso pagare con il 730 precompilato?

No. I forfettari presentano il Modello Redditi PF (non il 730) e dichiarano il reddito nel quadro LM. Il 730 è riservato a lavoratori dipendenti e pensionati senza redditi da attività d’impresa autonoma.

Se non pago entro il 20 luglio cosa succede?

Puoi ricorrere al ravvedimento operoso: il versamento tardivo comporta una sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo. Entro 14 giorni la sanzione è dello 0,0833% al giorno; entro 30 giorni sale all’1,25%; entro 90 giorni all’1,39%. Meglio sempre pagare prima possibile per minimizzare le sanzioni.

I contributi INPS vanno versati anche loro entro il 20 luglio?

Sì, anche i contributi INPS del saldo 2025 e il primo acconto 2026 seguono le stesse scadenze. Per la Gestione Separata, il versamento avviene in due rate: 40% entro il 20 luglio, 60% entro il 30 novembre (date standard per i titolari di partita IVA).

Posso compensare l’imposta forfettaria con un credito IVA?

I forfettari non hanno debiti IVA (sono fuori dal campo IVA), quindi non hanno neanche crediti IVA pregressi da compensare. Tuttavia, se hai crediti di altra natura (es. IRPEF da anni precedenti prima dell’accesso al forfettario), rivolgiti al CAF per valutare le opzioni di compensazione.

Cosa significa “metodo previsionale” per l’acconto?

Il metodo previsionale consente di versare l’acconto basandosi sui redditi che si stima di ottenere nell’anno in corso (2026), anziché sui dati storici del 2025. Se prevedi di fatturare meno, paghi meno acconto adesso. Se invece fatturi di più, integri a novembre (con possibili sanzioni minori rispetto alla dilazione dell’intera somma).

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