PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOCalcolo Tasse Forfettario 2026: Simulatore Online con Esempi PraticiIl calcolo delle tasse del regime forfettario 2026 è molto più semplice di quanto si pensi: una volta capita la formula, in pochi minuti puoi sapere esattamente quanto pagherai allo Stato. In questa guida ti spieghiamo passo passo come funziona, ti mettiamo a disposizione un simulatore online gratuito e analizziamo 4 esempi pratici concreti per categorie diverse: psicologo, web designer, idraulico e architetto. Tutto aggiornato ai coefficienti 2026 e alle aliquote contributive vigenti.Indice dei contenutiCome si calcolano le tasse del regime forfettarioFormula base del calcolo: la regola in 2 passaggiCoefficienti di redditivita 2026: la tabella completaContributi previdenziali: cosa pagare e quantoAliquota agevolata 5%: i requisiti per la startupAliquota standard 15%: quando si applicaAcconti e saldo: come funzionano i versamentiSimulatore online: calcola le tue tasse forfettario 2026Esempi pratici di calcolo: 4 casi realiCosa non si puo detrarre nel forfettarioCosa si detrae: solo i contributi previdenzialiF24 e codici tributo: come pagareRavvedimento operoso: hai pagato in ritardo?Domande frequenti sul calcolo tasse forfettarioCome si calcolano le tasse del regime forfettarioIl regime forfettario è un sistema fiscale agevolato che sostituisce IRPEF, addizionali regionali, IVA e IRAP con un’unica imposta sostitutiva. Il calcolo segue una logica forfettaria: non si detraggono le spese reali ma si applica un coefficiente di redditività ai compensi incassati.La filosofia del forfettario è semplificare al massimo gli adempimenti: niente registri IVA, niente studi di settore, niente ISA, niente ritenuta d’acconto. Bastano la fattura elettronica e la dichiarazione dei redditi annuale. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Formula base del calcolo: la regola in 2 passaggiL’intero calcolo dell’imposta sostitutiva del forfettario si riassume in due semplici formule. Memorizzale: ti permetteranno di stimare le tasse in qualsiasi momento.Formula 1 – Reddito imponibileCompensi × Coefficiente redditività − Contributi versati = Reddito imponibileFormula 2 – Imposta sostitutivaReddito imponibile × Aliquota (5% o 15%) = Imposta da pagareI tre elementi chiave che entrano in gioco sono:Compensi annui: il totale fatturato nell’anno (massimo 85.000€)Coefficiente di redditività: percentuale fissata per legge in base al codice ATECOContributi previdenziali versati: l’unica voce deducibile dal reddito imponibileCoefficienti di redditività 2026: la tabella completaI coefficienti di redditività sono percentuali fisse stabilite dalla legge in base al gruppo ATECO. Più alto è il coefficiente, più alta è la base imponibile su cui si calcolano le tasse. Ecco la tabella aggiornata 2026:CoefficienteCategoria attivitàEsempi tipici40%Industrie alimentari e bevande, commercioBar, ristoranti take-away, negozi alimentari, e-commerce54%Commercio ambulante prodotti alimentariVenditori ambulanti, mercatari food62%Intermediari del commercioAgenti di commercio, procacciatori, mediatori67%Alloggio e ristorazioneB&B, affittacamere, ristoranti tradizionali78%Attività professionali e tecnicheAvvocati, commercialisti, consulenti, web designer, psicologi, ingegneri86%Costruzioni e attività immobiliariIdraulici, elettricisti, edili, agenti immobiliariIl coefficiente più diffuso è il 78%, perché copre tutta la macro-categoria delle attività professionali e tecniche: dai liberi professionisti iscritti agli albi (avvocati, ingegneri, commercialisti) ai consulenti senza albo (web designer, copywriter, social media manager, marketing specialist).Attenzione: il coefficiente non riflette la redditività reale. Significa che se sei un professionista (78%), lo Stato presume che il 22% dei tuoi compensi siano spese: non importa se in realtà spendi di più o di meno. È il prezzo della semplificazione. Contributi previdenziali: cosa pagare e quantoOltre all’imposta sostitutiva, ogni forfettario versa contributi previdenziali. Sono l’unica voce che si può dedurre dal reddito imponibile, quindi è fondamentale conoscere bene quanto si paga. La cassa di appartenenza dipende dall’attività svolta.Gestione Separata INPSÈ la cassa per i professionisti senza albo e collaboratori. Si applica al reddito imponibile (compensi × coefficiente):26,07%: aliquota piena (chi non ha altra copertura previdenziale)24%: aliquota ridotta (chi ha già un lavoro dipendente o pensione)Non c’è minimale: si paga in proporzione a quanto si fattura. È adatta a chi inizia con compensi bassi.INPS Artigiani e CommerciantiÈ la cassa per idraulici, elettricisti, parrucchieri, estetisti, negozianti, ristoratori. Funziona diversamente:Minimale fisso 2026: circa 4.200€/anno (rateizzato in 4 rate trimestrali) anche con compensi zeroAliquota: 24,48% sul reddito eccedente il minimale (17.504€)Riduzione 35%: i forfettari possono richiedere lo sconto del 35% sui contributiRiduzione 35% artigiani/commercianti: è facoltativa ma molto vantaggiosa nei primi anni. Va richiesta entro il 28 febbraio dell’anno per cui si vuole l’agevolazione tramite cassetto previdenziale INPS. Attenzione: riduce sia i contributi che la pensione futura.Casse professionali (ENPAM, Cassa Forense, ENPAP, Inarcassa, ecc.)Per i professionisti iscritti a un albo (medici, avvocati, psicologi, architetti, ingegneri, geometri, infermieri, commercialisti) c’è una cassa specifica. Le aliquote variano:Cassa Forense (avvocati): 16% soggettivo + 4% integrativo, contributo minimo circa 3.500€ENPAM (medici): 19,50% per quota A + B, contributo minimo variabileENPAP (psicologi): 10% soggettivo + 2% integrativo, contributo minimo 780€Inarcassa (architetti/ingegneri): 14,5% soggettivo + 4% integrativo, minimo 2.555€CIPAG (geometri): 14,5% soggettivo + 5% integrativo, minimo 2.940€ENPAPI (infermieri): 16% soggettivo + 4% integrativo, minimo 1.515€Le casse professionali sono obbligatorie e sostitutive della Gestione Separata: chi è iscritto a un albo non versa anche all’INPS.Aliquota agevolata 5%: i requisiti per la startupNei primi 5 anni di attività l’aliquota può scendere dal 15% al 5%, un risparmio enorme. Ma l’agevolazione è soggetta a 3 requisiti precisi e non derogabili.Requisiti per l’aliquota 5%Nuova attività: il contribuente non deve aver esercitato altra attività professionale o d’impresa nei 3 anni precedentiNon prosecuzione: l’attività non deve essere una semplice prosecuzione di una precedente, anche svolta come lavoro dipendente (con eccezione del praticantato obbligatorio)Limite compensi: in caso di prosecuzione di attività altrui, i compensi del cedente non devono superare 85.000€L’aliquota agevolata dura 5 anni dall’apertura della partita IVA. Dal sesto anno in poi si torna automaticamente al 15%, anche se si rispettano tutti i requisiti del forfettario.Aliquota standard 15%: quando si applicaDopo il quinto anno (o se non si hanno i requisiti startup) si applica l’aliquota standard del 15%. Anche questa è comunque molto conveniente rispetto all’IRPEF ordinaria che, sui medesimi redditi, comporterebbe aliquote del 23-35%.Il 15% è una flat tax sostitutiva: non ci sono scaglioni, non ci sono addizionali regionali e comunali. La percentuale è la stessa che si fatturino 15.000€ o 85.000€.Acconti e saldo: come funzionano i versamentiL’imposta sostitutiva si paga in 3 momenti dell’anno: il saldo dell’anno precedente più due acconti per l’anno in corso. Il meccanismo degli acconti è uguale all’IRPEF.VersamentoScadenzaImportoSaldo anno precedente30 giugnoImposta dovuta meno acconti già versatiPrimo acconto30 giugno40% dell’imposta anno precedenteSecondo acconto30 novembre60% dell’imposta anno precedenteGli acconti complessivi sono il 100% dell’imposta dell’anno precedente. Se l’imposta del 2025 è stata 3.000€, nel 2026 verseremo 1.200€ il 30 giugno (40%) e 1.800€ il 30 novembre (60%) come acconti, oltre al saldo 2025 di 3.000€ sempre il 30 giugno.Soglia minimo acconto: non si versa l’acconto se l’imposta dell’anno precedente è inferiore a 51,65€. Se è inferiore a 257,52€ si versa l’acconto in un’unica soluzione il 30 novembre.Simulatore online: calcola le tue tasse forfettario 2026Usa il simulatore gratuito qui sotto per calcolare in tempo reale quanto pagherai di tasse e contributi nel 2026. Inserisci i tuoi compensi previsti, scegli la categoria di attività e la cassa previdenziale: il sistema ti darà subito reddito netto, tasse e acconti.Calcolatore Tasse Forfettario 2026Inserisci i tuoi dati per stimare imposta e contributi Compensi annui previsti (€) Categoria attività Professionisti e tecnici (78%)Industrie alimentari e commercio (40%)Commercio ambulante (54%)Intermediari del commercio (62%)Alloggio e ristorazione (67%)Costruzioni e immobiliari (86%) Cassa previdenziale Gestione Separata INPS (26,07%)Gestione Separata ridotta (24%)INPS Artigiani/CommerciantiArtigiani con riduzione 35%Cassa Forense (avvocati)ENPAM (medici)ENPAP (psicologi)Inarcassa (architetti/ingegneri)CIPAG (geometri)ENPAPI (infermieri) Anno apertura P.IVA 2026 (startup – 5%)2025 (startup – 5%)2024 (startup – 5%)2023 (startup – 5%)2022 (startup – 5%)Prima del 2022 (15%) Calcola tasse e contributiRisultato del calcoloVuoi una consulenza personalizzata? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta nell’apertura e gestione del forfettario. Chiamaci: 0432 1638640 Disclaimer simulatore: i risultati sono indicativi e basati su aliquote 2026. Per il calcolo definitivo considera anche eventuali deduzioni specifiche, conguagli e variazioni normative. Per una consulenza personalizzata, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Esempi pratici di calcolo: 4 casi realiVediamo ora 4 casi pratici con calcoli completi: psicologo startup, web designer al secondo anno, idraulico artigiano e architetto vicino al limite. Numeri reali, formule esposte passo passo.Esempio 1 – Psicologo startup, compensi 25.000€Profilo: Maria, 28 anni, psicologa appena iscritta all’albo, apre P.IVA forfettaria nel 2026 e fattura 25.000€ nel primo anno.Compensi25.000 €Coefficiente professionale78%Reddito lordo (25.000 × 78%)19.500 €Contributi ENPAP (10% + 2% integrativo)~ 2.450 €Reddito imponibile (19.500 − 2.450)17.050 €Aliquota startup5%Imposta sostitutiva~ 853 €Netto in tasca (compensi − tasse − contributi)~ 21.700 €Maria pagherà 853€ di imposta più 2.450€ di contributi: una pressione fiscale totale del 13% circa, contro il 30%+ di un dipendente con stesso lordo.Esempio 2 – Web designer al 2° anno, compensi 45.000€Profilo: Luca, web designer freelance senza albo, ha aperto P.IVA nel 2025 e nel 2026 (secondo anno) fattura 45.000€. Niente altro lavoro: paga Gestione Separata piena.Compensi45.000 €Coefficiente professionale78%Reddito lordo (45.000 × 78%)35.100 €Contributi Gestione Separata 26,07% su 35.100~ 9.150 €Reddito imponibile25.950 €Aliquota startup (2° anno)5%Imposta sostitutiva~ 1.297 €Netto in tasca~ 34.553 €Nota: se Luca avesse già finito il quinquennio startup, l’aliquota sarebbe 15% e l’imposta salirebbe a circa 3.892€, con netto in tasca di ~31.958€.Esempio 3 – Idraulico artigiano, compensi 65.000€Profilo: Marco, idraulico in regime forfettario dal 2018 (oltre il quinquennio startup). Iscritto INPS Artigiani con riduzione 35%.Compensi65.000 €Coefficiente costruzioni86%Reddito lordo (65.000 × 86%)55.900 €Contributi INPS Artigiani con −35%~ 8.500 €Reddito imponibile47.400 €Aliquota standard15%Imposta sostitutiva~ 7.110 €Netto in tasca~ 49.390 €La riduzione 35% sui contributi fa risparmiare ogni anno circa 4.500€ rispetto al pieno regime, ma riduce anche la pensione futura.Esempio 4 – Architetto vicino al limite, compensi 80.000€Profilo: Sofia, architetto Inarcassa, P.IVA forfettaria dal 2019 (oltre quinquennio). Compensi 80.000€: vicina al limite degli 85.000€.Compensi80.000 €Coefficiente professionale78%Reddito lordo (80.000 × 78%)62.400 €Contributi Inarcassa (14,5% + 4%)~ 11.000 €Reddito imponibile51.400 €Aliquota standard15%Imposta sostitutiva~ 7.710 €Netto in tasca~ 61.290 €Sofia è a 5.000€ dal limite: deve fare attenzione perché superare 85.000€ nel 2026 fa uscire dal forfettario nel 2027 con conseguente aumento delle aliquote. Cosa non si può detrarre nel forfettarioIl regime forfettario è semplificato proprio perché elimina la maggior parte delle detrazioni e deduzioni. Ecco la lista di ciò che NON si può scaricare:Spese di gestione attività: affitto studio, bollette, materiali, attrezzature, software, cancelleria. Tutto sostituito dal coefficiente forfettarioDetrazioni IRPEF: spese mediche, ristrutturazioni, ecobonus, spese scolastiche, mutuo prima casa, oneri detraibiliDetrazione 19% per familiari a carico: il forfettario non beneficia delle detrazioni per coniuge e figli a caricoInvestimenti aziendali: niente ammortamenti, niente super/iper-ammortamentoPerdite: anche in caso di anno con perdite, non si possono compensare con anni futuriSpese di rappresentanza, formazione, viaggi: tutte coperte dal coefficienteConseguenza pratica: se hai molte spese mediche detraibili (ad esempio 5.000€ per cure dentistiche), nel forfettario perdi i 950€ di detrazione 19% che avresti nel regime ordinario. Valuta sempre con il CAF se il forfettario è davvero la scelta migliore.Cosa si detrae: solo i contributi previdenzialiL’unica voce deducibile nel forfettario sono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati. Sono deducibili dal reddito imponibile, abbattendo la base su cui si calcola l’imposta.Cosa si include nei contributi deducibili:Contributi Gestione Separata INPSContributi INPS Artigiani e Commercianti (anche minimale fisso)Contributi alle casse professionali (ENPAM, Cassa Forense, ENPAP, Inarcassa, ecc.)Eventuali contributi versati per riscatti, ricongiunzioniContributi versati ad enti previdenziali esteri equivalentiRegola del cassa: i contributi sono deducibili nell’anno in cui sono effettivamente versati, non nell’anno di competenza. Se versi a gennaio 2027 i contributi del 2026, li dedurrai nella dichiarazione 2027 (anno fiscale 2026).F24 e codici tributo: come pagareI versamenti dell’imposta sostitutiva si effettuano tramite modello F24, lo stesso strumento usato per IRPEF e contributi. I codici tributo specifici per il forfettario sono 4 numeri facili da ricordare:Codice tributoDescrizionePeriodo1790Imposta sostitutiva forfettario – 1° acconto30 giugno1791Imposta sostitutiva forfettario – 2° acconto30 novembre1792Imposta sostitutiva forfettario – Saldo30 giugno1668Interessi rateazione (se rateizzato)MensileEsempio di F24 compilato (saldo + acconto)Vediamo come si compila l’F24 per il saldo 2025 + primo acconto 2026 di un forfettario con imposta annua 3.000€ (saldo da pagare 1.800€ perché ha già versato 1.200€ di acconti):SEZIONE ERARIO – Modello F24 ordinarioCodice tributoRateazioneAnnoImporto a debito1792010120251.800,001790010120261.200,00TOTALE3.000,00Il campo “Rateazione” si compila come 0101 se non si rateizza, oppure come 0106, 0206, … 0606 se si sceglie la rateazione mensile (massimo 6 rate fino a novembre).Rateizzazione del saldoIl saldo e il primo acconto possono essere rateizzati fino a 6 rate mensili (da giugno a novembre). Si applicano interessi dello 0,33% mensili (4% annuo). Il secondo acconto del 30 novembre invece deve essere versato in unica soluzione.Quando conviene rateizzare? Se hai liquidità limitata e l’imposta è elevata (3.000€ o più), la rateizzazione è quasi indolore: gli interessi su 6 rate sono circa 50€ ogni 1.000€. Ma se puoi pagare in un’unica soluzione, risparmi.Ravvedimento operoso: hai pagato in ritardo?Se non hai versato in tempo l’imposta sostitutiva, puoi usare il ravvedimento operoso: paghi tu stesso una sanzione ridotta evitando l’accertamento. Le percentuali della sanzione dipendono dai giorni di ritardo:Tipo ravvedimentoTermineSanzioneSprintEntro 14 giorni0,1% per ogni giorno (max 1,4%)BreveDa 15 a 30 giorni1,5%IntermedioDa 31 a 90 giorni1,67%LungoEntro 1 anno3,75%BiennaleEntro 2 anni4,29%Oltre alla sanzione ridotta, vanno calcolati anche gli interessi legali al tasso vigente (per il 2026: 2%). Il codice tributo per la sanzione è 8911, per gli interessi 1989.Esempio: hai dimenticato di versare 1.000€ entro il 30 giugno 2026 e ti accorgi a settembre. Sono passati ~75 giorni: ravvedimento intermedio 1,67% = 16,70€ di sanzione. Più ~4€ di interessi. Totale ravvedimento: ~20€. Domande frequenti sul calcolo tasse forfettarioQuanto si paga di tasse con un fatturato di 30.000 euro?Dipende da coefficiente, cassa e anno di apertura. Esempio professionista 78% in startup con Gestione Separata: reddito lordo 23.400€ meno 6.100€ di contributi = 17.300€ imponibile. Imposta 5% = 865€. Con aliquota 15% sale a 2.595€.Quando si paga la tassa del forfettario?L’imposta sostitutiva si paga il 30 giugno (saldo dell’anno precedente + primo acconto 40%) e il 30 novembre (secondo acconto 60%). È possibile rateizzare il saldo e il primo acconto fino a 6 rate mensili.Qual è il coefficiente per i web designer e consulenti senza albo?Il coefficiente è 78%, lo stesso dei professionisti iscritti agli albi. La macro-categoria delle “attività professionali e tecniche” copre tutti i lavori intellettuali: web designer, copywriter, social media manager, consulenti, traduttori.Come funziona l’aliquota 5% per le startup?Si applica per 5 anni dall’apertura della partita IVA se non hai esercitato altra attività nei 3 anni precedenti, se la nuova attività non è prosecuzione di una precedente (anche da dipendente) e se non superi i compensi del cedente. Dal 6° anno passi automaticamente al 15%.Devo versare i contributi anche se non fatturo nulla?Dipende dalla cassa: Gestione Separata INPS no (versamento proporzionale al reddito), INPS Artigiani/Commercianti sì (minimale 4.200€/anno indipendentemente dai compensi), casse professionali hanno minimali variabili (ENPAP 780€, Inarcassa 2.555€, ecc.).Posso detrarre le spese mediche o le ristrutturazioni casa?No, il regime forfettario non consente detrazioni IRPEF: niente spese mediche, ristrutturazioni, ecobonus, mutuo prima casa, spese scolastiche o altri oneri detraibili. L’unica deduzione ammessa sono i contributi previdenziali obbligatori versati.Cosa succede se sbaglio il calcolo dell’acconto?Se versi meno del dovuto, scatta una sanzione del 30% (riducibile con ravvedimento operoso). Se versi di più, l’eccedenza diventa credito d’imposta e si compensa nelle dichiarazioni successive. È sempre meglio usare il metodo storico (100% imposta anno precedente) che il previsionale.Il CAF Centro Fiscale può aiutarmi a calcolare le tasse del forfettario?Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i contribuenti forfettari nell’apertura della partita IVA, nella tenuta degli adempimenti annuali (dichiarazione redditi, F24), nella scelta della cassa previdenziale e nel calcolo personalizzato di tasse e contributi. Contattaci al 0432 1638640 per un preventivo gratuito.Affidati al CAF Centro Fiscale di UdineIl calcolo delle tasse del forfettario è semplice in teoria, ma nella pratica ogni situazione ha le sue particolarità: la scelta della cassa, la verifica dei requisiti startup, la richiesta della riduzione 35%, la compilazione dell’F24. Sbagliare costa: dalle sanzioni alla perdita del regime agevolato.Prenota una consulenza al CAF Centro FiscaleI nostri consulenti ti aiutano a calcolare con precisione tasse e contributi, ottimizzare il regime forfettario e non pagare un euro in più del dovuto.CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Chiama: 0432 1638640 WhatsApp: 366 6018121★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. 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PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOImposta sostitutiva 2026: quando la tassazione ordinaria è più convenienteSe sei un lavoratore autonomo o una partita IVA in regime forfettario, probabilmente ti sei chiesto almeno una volta: conviene davvero pagare l’imposta sostitutiva del 15% o, in certi casi, sarebbe meglio passare alla tassazione ordinaria IRPEF? La risposta non è sempre scontata e dipende da molti fattori: il tuo reddito, le spese che sostieni, i carichi familiari, le detrazioni a cui hai diritto.In questo articolo analizziamo nel dettaglio la differenza tra imposta sostitutiva e tassazione ordinaria nel 2026, con esempi pratici e tabelle comparative per aiutarti a capire qual è la scelta più conveniente per la tua situazione specifica.Cos’è l’imposta sostitutiva: spiegazione sempliceL’imposta sostitutiva è una tassa unica che, come suggerisce il nome, sostituisce un insieme di imposte ordinarie. Nel caso del regime forfettario, l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le nuove attività nei primi 5 anni) sostituisce tre imposte che altrimenti dovresti pagare separatamente:IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)Addizionale regionale IRPEFAddizionale comunale IRPEFIn pratica, invece di calcolare la tua aliquota marginale IRPEF, aggiungere le addizionali regionali (che variano da regione a regione, generalmente tra lo 0,7% e il 3,33%) e quella comunale, paghi un’unica aliquota fissa applicata sul reddito imponibile forfettizzato.La base imponibile del forfettario non è il ricavo lordo, ma il reddito imponibile calcolato applicando il coefficiente di redditività alla tipologia di attività svolta. Per esempio, un professionista (commercialista, avvocato, consulente) con coefficiente del 78% che incassa 50.000 euro di ricavi paga l’imposta sostitutiva su 39.000 euro (50.000 × 78%), non sull’intero importo. Come funziona la tassazione ordinaria IRPEF 2026Chi non è in regime forfettario — oppure ha superato i limiti di ricavi (85.000 euro annui, con uscita immediata a 100.000 euro) — entra nella tassazione ordinaria IRPEF. Questo sistema è basato su scaglioni progressivi: più guadagni, più alta è l’aliquota marginale che si applica sulla parte di reddito che supera la soglia.Dal 2024, con la riforma IRPEF (D.Lgs. 216/2023), gli scaglioni sono stati ridotti da quattro a tre:Scaglione di redditoAliquota IRPEF 2026Da 0 a 28.000 euro23%Da 28.001 a 50.000 euro35%Oltre 50.000 euro43%A questi scaglioni si aggiungono le addizionali regionali e comunali che, in media, portano la pressione fiscale effettiva a circa 1-3 punti percentuali in più. Tuttavia, chi è in regime ordinario può beneficiare di numerose detrazioni e deduzioni che abbassano la base imponibile o direttamente l’imposta dovuta: spese mediche, interessi sul mutuo prima casa, figli a carico, spese per istruzione, bonus edilizi e molto altro. Confronto diretto: imposta sostitutiva vs IRPEF ordinariaVediamo ora un confronto pratico tra i due sistemi, partendo da alcune premesse fondamentali.Nel regime forfettario:L’imposta è fissa al 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività)Si applica sul reddito forfettizzato (ricavi × coefficiente di redditività)Non si possono dedurre le spese effettive sostenuteNon si beneficia di detrazioni IRPEF (mutuo, spese mediche, figli, ecc.)I contributi INPS si deducono integralmente dal reddito imponibileNon si applica l’IRAP (salvo casi specifici di utilizzo di lavoro dipendente)Nel regime ordinario:L’imposta è progressiva secondo gli scaglioni IRPEF (23%, 35%, 43%)Si deducono le spese professionali effettive (cancelleria, software, affitti, trasferte, ecc.)Si beneficia di tutte le detrazioni IRPEF: spese mediche, interessi mutuo, figli a carico, ecc.Si pagano le addizionali regionale e comunalePotrebbe applicarsi l’IRAP per alcune categorie Esempio pratico 1: Consulente con ricavi 40.000 euroSupponiamo che Marco sia un consulente informatico con ricavi annui di 40.000 euro e coefficiente di redditività del 78%. Ha spese professionali effettive di circa 5.000 euro l’anno, un mutuo sulla prima casa, due figli a carico e spese mediche per 2.000 euro.VoceRegime ForfettarioRegime OrdinarioRicavi40.000 €40.000 €Reddito imponibile (ante contributi)31.200 € (40.000 × 78%)35.000 € (40.000 – 5.000 spese)Contributi INPS (Gestione Separata 26,07%)~8.134 € (dedotti da imponibile)~8.134 € (dedotti da reddito)Reddito imponibile finale23.066 €26.866 €Imposta sul reddito3.460 € (15% su 23.066)~6.179 € (IRPEF scaglioni)Addizionali regionali/comunali0~600 €Detrazioni (mutuo, figli, spese mediche)0-2.400 € (stima)Imposta netta dovuta~3.460 €~4.379 €In questo esempio, il regime forfettario risulta più conveniente di circa 900 euro l’anno. Tuttavia, se Marco avesse detrazioni molto più elevate (ad esempio un mutuo importante, tre figli, o spese mediche significative), il vantaggio del forfettario potrebbe ridursi o addirittura invertirsi.Quando la tassazione ordinaria può essere più convenienteContrariamente a quello che si potrebbe pensare, non sempre l’imposta sostitutiva al 15% è la scelta ottimale. Esistono alcune situazioni specifiche in cui la tassazione IRPEF ordinaria può risultare più vantaggiosa. Ecco le più comuni. 1. Spese professionali elevate e realiIl regime forfettario non consente di dedurre le spese professionali effettive: vengono sostituite dal coefficiente di redditività che, nella migliore delle ipotesi, presume una quota di spese del 22% (per i professionisti con coefficiente 78%). Se le tue spese reali sono significativamente superiori alla quota forfettizzata — per esempio sei un fotografo con molte attrezzature, un medico con uno studio attrezzato, un artigiano con materiali costosi — il regime ordinario ti permette di dedurre l’eccedenza abbassando la base imponibile effettiva.Esempio: Un architetto con ricavi di 60.000 euro ha spese effettive di 20.000 euro (affitto studio, software, trasferte, assicurazione professionale). Con il forfettario, il reddito imponibile è 60.000 × 78% = 46.800 euro. Con l’ordinario è 60.000 – 20.000 = 40.000 euro. La differenza di base imponibile è 6.800 euro, che all’aliquota ordinaria del 23% vale circa 1.564 euro di risparmio.2. Detrazioni IRPEF molto elevateChi ha un mutuo consistente sulla prima casa, numerosi figli a carico, spese mediche significative, spese per istruzione o bonus edilizi importanti, nel regime ordinario può portare in detrazione queste voci direttamente dall’imposta dovuta. Nel regime forfettario, invece, nessuna di queste detrazioni è applicabile.Le principali detrazioni che si perdono nel forfettario includono:Interessi passivi sul mutuo prima casa (detrazione 19% su max 4.000 euro = fino a 760 euro/anno)Spese mediche e sanitarie (detrazione 19% sulla parte eccedente 129,11 euro)Detrazione per figli a carico oltre 21 anni (950 euro per figlio)Spese per istruzione (rette scolastiche, università)Contributi a fondi pensione integrativi (deducibili fino a 5.164,57 euro)Bonus ristrutturazioni e riqualificazione energeticaSe la somma delle detrazioni a cui hai diritto supera la differenza di imposta tra i due regimi, il regime ordinario diventa più conveniente.3. Redditi molto bassi: la no tax areaPer i lavoratori dipendenti esiste la cosiddetta “no tax area”: una fascia di reddito esente da IRPEF grazie alle detrazioni automatiche per lavoro dipendente. Analogamente, anche per i lavoratori autonomi esistono detrazioni di base che, con redditi molto bassi, possono azzerare o ridurre drasticamente l’IRPEF dovuta in regime ordinario.Se il tuo reddito annuo è molto contenuto (indicativamente sotto i 12.000-15.000 euro), la tassazione effettiva in regime ordinario potrebbe risultare inferiore al 15% dell’imposta sostitutiva forfettaria, grazie alle detrazioni per lavoro autonomo e familiari.Esempio pratico 2: quando il regime ordinario vincePrendiamo il caso di Laura, grafica freelance con ricavi di 45.000 euro, coefficiente 78%, ma con molte spese deducibili: affitto studio (6.000 euro/anno), software e abbonamenti professionali (3.000 euro), attrezzature (2.000 euro/anno), formazione (1.500 euro). Totale spese reali: 12.500 euro. Ha anche un mutuo sulla prima casa con interessi di 3.500 euro e tre figli a carico.VoceRegime ForfettarioRegime OrdinarioRicavi45.000 €45.000 €Reddito ante contributi35.100 € (45.000 × 78%)32.500 € (45.000 – 12.500)Contributi INPS (~26,07%)~9.151 €~8.473 €Reddito imponibile netto25.949 €24.027 €Imposta lorda sul reddito3.892 € (15%)~5.526 € (23% su 24.027)Addizionali regionali/comunali0~550 €Detrazioni: mutuo (19% × 3.500)0-665 €Detrazioni: 3 figli a carico (950 × 3)0-2.850 €Altre detrazioni stimate0-400 €Imposta netta totale3.892 €2.161 €In questo scenario, la tassazione ordinaria fa risparmiare a Laura circa 1.731 euro l’anno. Il regime forfettario, apparentemente più semplice e con aliquota più bassa, in realtà comporta un onere fiscale significativamente maggiore per chi ha figli numerosi e mutuo. Il fattore contributi INPS nel confrontoUn elemento spesso trascurato nel confronto è il trattamento dei contributi INPS. In entrambi i regimi, i contributi INPS sono deducibili dal reddito imponibile ai fini dell’imposta. Tuttavia, per gli artigiani e i commercianti in regime forfettario è prevista una riduzione del 35% sui contributi fissi, il che abbassa ulteriormente il carico contributivo totale nel forfettario.Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, il contributo è del 26,07% (senza altra copertura previdenziale) o del 24% (con altra copertura, ad esempio pensionati). Questo vale sia in regime forfettario che ordinario, quindi non cambia il confronto tra i due sistemi per questa categoria.Il caso speciale: imposta sostitutiva al 5% per le nuove attivitàPer chi avvia una nuova attività senza aver esercitato nei tre anni precedenti un’attività d’impresa o di lavoro autonomo nella stessa forma, il regime forfettario prevede un’aliquota agevolata del 5% per i primi 5 anni. Questo è un vantaggio enorme rispetto alla tassazione ordinaria, che difficilmente può essere compensato da detrazioni e spese deducibili.Con il 5%, l’imposta sostitutiva è così bassa che anche chi ha molte detrazioni raramente trova conveniente la tassazione ordinaria. L’unico caso in cui potrebbe valere la pena valutare l’ordinario anche durante i primi 5 anni è quello di chi ha perdite d’esercizio significative (cosa difficile da verificare nel forfettario dove si usa il coefficiente).Tabella riepilogativa: regime forfettario vs ordinario 2026CaratteristicaRegime ForfettarioRegime OrdinarioAliquota imposta5% (startup) o 15% fisso23% – 35% – 43% progressivoAddizionali regionali/comunaliNOSI (0,7% – 3,33% + comunale)IRAPNO (per la maggior parte)Dipende dall’attivitàDeduzione spese effettiveNO (solo coefficiente forfettario)SI (spese inerenti e documentate)Detrazioni IRPEF (mutuo, mediche, figli)NOSIRiduzione contributi INPS (artig./comm.)SI (-35%)NOIVANon addebitata né detrattaPieno regime IVALimite ricavi85.000 euro (100.000 uscita immediata)Nessun limiteRitenuta d’acconto ricevutaNO (esonero)SI (20%)Semplificazione contabileMassimaContabilità completaAltri fattori da considerare oltre all’impostaIl confronto tra imposta sostitutiva e tassazione ordinaria non riguarda solo il carico fiscale immediato. Ci sono altri aspetti importanti da valutare prima di prendere una decisione. L’IVA: un fattore spesso sottovalutatoNel regime forfettario non si applica l’IVA né sulle fatture emesse né sugli acquisti. Questo può essere un vantaggio se i tuoi clienti sono privati (consumatori finali) che non possono recuperare l’IVA: le tue tariffe appaiono più competitive. Viceversa, se lavori prevalentemente con aziende e professionisti in grado di detrarre l’IVA, la presenza o assenza di IVA in fattura non cambia il costo finale per loro.Attenzione però: se acquisti beni strumentali o servizi con IVA significativa (attrezzature, software, affitti), in regime forfettario non puoi recuperare quella IVA, che diventa un costo aggiuntivo. Questo elemento va aggiunto al calcolo complessivo di convenienza.La semplificazione contabile e i costi del commercialistaIl regime forfettario è molto più semplice da gestire: non hai l’obbligo di tenere i registri contabili tradizionali, non devi liquidare l’IVA periodicamente, e la dichiarazione dei redditi (quadro LM del Modello Redditi PF) è più snella. Questo significa costi di gestione contabile più bassi e meno tempo dedicato agli adempimenti.Chi passa al regime ordinario deve mettere in conto un aumento delle spese per il commercialista e una maggiore complessità burocratica. Questi costi — spesso tra i 1.000 e i 3.000 euro aggiuntivi l’anno rispetto al forfettario — andrebbero sottratti dal risparmio fiscale teorico per avere il vantaggio netto reale.Pensione futura e contributi previdenzialiUn aspetto strategico da non trascurare è l’impatto sulla pensione futura. I contributi INPS versati (sia in regime forfettario che ordinario) determinano il montante contributivo che concorre al calcolo della pensione con il sistema contributivo. La riduzione del 35% sui contributi fissi per artigiani e commercianti forfettari significa contributi più bassi, ma anche una pensione futura potenzialmente ridotta. Chi guarda al lungo periodo potrebbe preferire contributi pieni in regime ordinario.La questione delle perdite fiscaliIn regime forfettario non si generano perdite fiscali riportabili agli anni successivi: anche se hai spese superiori ai ricavi forfettizzati, non puoi sfruttare questo svantaggio nei periodi successivi. In regime ordinario, le perdite d’esercizio del primo triennio di attività sono riportabili integralmente negli anni successivi, e le perdite degli anni seguenti sono deducibili nei limiti dell’80% del reddito. Se stai attraversando un periodo di investimento iniziale con costi elevati, l’ordinario può offrire una migliore gestione delle perdite.Come calcolare la convenienza nel tuo caso specificoData la complessità del confronto, non esiste una risposta valida per tutti. Il calcolo di convenienza tra imposta sostitutiva e tassazione ordinaria deve tenere conto di:Ricavi previsti e loro andamento nel tempoSpese professionali effettive confrontate con il coefficiente di redditivitàCarico familiare: figli, coniuge a carico, anziani a caricoMutuo prima casa: interessi passivi detraibiliSpese mediche e sanitarieContributi a fondi pensioneIVA non recuperabile sugli acquisti professionaliCosti aggiuntivi di gestione contabile in regime ordinarioRiduzione contributi INPS disponibile nel forfettario (solo per artigiani/commercianti)Prospettiva di lungo periodo: crescita ricavi, pensione futuraLa simulazione corretta richiede di calcolare l’imposta effettiva in entrambi i regimi, applicando tutte le detrazioni e deduzioni reali a cui hai diritto, e poi confrontare il netto finale. Questo calcolo è preciso e personalizzato: è il tipo di analisi che i professionisti del CAF Centro Fiscale eseguono quotidianamente per i propri clienti.Il check rapido: la regola del polliceSe vuoi fare una prima valutazione rapida, ecco alcuni indicatori che suggeriscono di approfondire il confronto con la tassazione ordinaria:Hai figli a carico (specialmente più di due)Hai un mutuo sulla prima casa con interessi superiori a 2.000 euro/annoLe tue spese professionali effettive superano significativamente la quota forfettizzataHai spese mediche o per disabilità rilevantiStai investendo molto nell’attività e potresti avere perdite nei primi anniI tuoi ricavi sono inferiori a 15.000-20.000 euro e hai detrazioni familiari significativeSe ti riconosci in almeno due di queste situazioni, vale la pena fare un calcolo dettagliato prima di assumere che il regime forfettario sia automaticamente più conveniente.Come si esce dal regime forfettario e si passa all’ordinarioSe hai deciso che per la tua situazione la tassazione ordinaria è più conveniente, devi sapere come funziona il passaggio. Il regime forfettario è il regime “naturale” per chi ha i requisiti: per uscirne volontariamente si applica il principio dell’opzione.Secondo le norme vigenti, chi vuole applicare la tassazione ordinaria pur avendo i requisiti per il forfettario può farlo per opzione, manifestata con il comportamento concludente (ovvero applicando l’IVA e tenendo la contabilità ordinaria) e confermata nella dichiarazione dei redditi. L’opzione ha effetto per almeno 3 anni: non puoi entrare e uscire dal forfettario ogni anno a piacimento.Al contrario, se superi il limite di ricavi di 85.000 euro (o 100.000 euro con uscita immediata), il passaggio al regime ordinario avviene automaticamente dall’anno successivo (o immediatamente per la soglia dei 100.000 euro).Prima di optare per l’uscita volontaria, è quindi essenziale essere certi che la convenienza economica del regime ordinario sia duratura e non solo relativa a un anno particolare. Domande frequenti (FAQ)L’imposta sostitutiva al 15% è sempre più conveniente dell’IRPEF?No, non sempre. Il 15% dell’imposta sostitutiva sembra basso rispetto al 23% del primo scaglione IRPEF, ma si applica su un reddito forfettizzato (coefficiente di redditività) senza poter detrarre nulla. Chi ha molte detrazioni familiari o professionali può pagare meno con la tassazione ordinaria, nonostante le aliquote apparentemente più alte.Se sono in regime forfettario posso detrarre le spese mediche?No. Nel regime forfettario l’imposta sostitutiva sostituisce l’IRPEF, quindi non puoi beneficiare delle detrazioni IRPEF per spese mediche, mutuo, figli a carico o altri oneri detraibili. Questa è una delle principali limitazioni del regime agevolato.Posso uscire dal forfettario ogni anno per scegliere il regime più conveniente?No. Se esci volontariamente dal regime forfettario (pur avendo i requisiti per restare) per optare per la tassazione ordinaria, l’opzione vincola per almeno 3 anni. Non è possibile fare un confronto annuale e scegliere il regime più conveniente di volta in volta.Qual è il reddito soglia sotto il quale l’ordinario diventa conveniente?Non esiste una soglia universale: dipende dalle detrazioni disponibili e dalla categoria di attività. Indicativamente, con ricavi inferiori a 15.000-18.000 euro e detrazioni familiari significative, la tassazione ordinaria può diventare competitiva. Ma anche con ricavi più alti e spese professionali elevate, il confronto può pendere dalla parte dell’ordinario. Serve sempre una simulazione personalizzata.Se perdo i requisiti del forfettario, torno automaticamente all’IRPEF ordinaria?Sì. Se superi il limite di 85.000 euro di ricavi, dall’anno successivo esci automaticamente dal regime forfettario ed entri nella tassazione ordinaria IRPEF. Se superi i 100.000 euro in corso d’anno, l’uscita è immediata già dall’anno in cui avviene il superamento, con obbligo di applicare l’IVA sulle operazioni successive.I contributi INPS sono deducibili anche nel regime forfettario?Sì. I contributi INPS versati sono deducibili dal reddito imponibile anche nel regime forfettario, prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva. Per gli artigiani e i commercianti forfettari, in aggiunta, è prevista una riduzione del 35% sui contributi previdenziali fissi, che abbassa ulteriormente il carico complessivo.Conclusione: come scegliere il regime fiscale più conveniente per teLa scelta tra imposta sostitutiva al 15% del regime forfettario e tassazione ordinaria IRPEF non è mai automatica né scontata. In molti casi il forfettario è più conveniente grazie all’aliquota fissa bassa, alla semplicità contabile e all’esonero dalle addizionali. Ma esistono situazioni concrete — numerosi figli a carico, mutuo importante, spese professionali elevate, redditi bassi con detrazioni significative — in cui la tassazione ordinaria risulta più vantaggiosa anche per chi avrebbe diritto al regime agevolato.La cosa più importante da ricordare è che un confronto serio tra i due regimi richiede una simulazione personalizzata basata sulla tua situazione fiscale reale: ricavi, spese, carichi familiari, detrazioni disponibili. Non affidarti a regole generali o a calcoli approssimativi.Se vuoi capire quale regime è davvero più conveniente per la tua situazione specifica, il CAF Centro Fiscale di Udine offre una consulenza personalizzata per analizzare il tuo profilo fiscale e aiutarti a prendere la decisione migliore. I nostri esperti possono eseguire la simulazione comparativa tenendo conto di tutti i fattori rilevanti, inclusi quelli che spesso vengono trascurati nel calcolo fai-da-te.Puoi contattarci al 0432 1638640 o scriverci su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine.Leggi anche: Forfettari: si avvicina la scadenza del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposte e IRPEF maggiorazione 2026: scadenza 30 luglio, come pagare senza sanzioni. Luglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 16:07:312026-07-16 15:34:39Imposta sostitutiva 2026: quando la tassazione ordinaria è più conveniente
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOForfettari: si avvicina la scadenza del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposteSe sei un contribuente in regime forfettario, luglio 2026 è un mese cruciale per la tua posizione fiscale. La scadenza del 30 luglio 2026 si avvicina rapidamente e porta con sé due adempimenti fondamentali: il saldo 2025 e il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere per affrontare queste scadenze con serenità: come si calcola l’imposta, quali codici tributo usare nel modello F24, come funziona la maggiorazione dello 0,40% per chi non ha pagato a giugno, e cosa fare se hai difficoltà di liquidità.Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 per i forfettari seguono le stesse regole temporali previste per i contribuenti in regime ordinario: scadenza ordinaria il 30 giugno, con possibilità di differire al 30 luglio aggiungendo una maggiorazione dello 0,40%. Un meccanismo pensato per dare un po’ di respiro a chi in giugno aveva meno liquidità disponibile. Prima di entrare nei dettagli numerici, però, è utile fare un passo indietro e capire di cosa stiamo parlando esattamente.Indice dei contenutiCosa sta per scadere: il quadro delle scadenze di luglio per i forfettariCos’è l’imposta sostitutiva: la tassa unica del regime forfettarioCome si calcola il saldo 2025 dell’imposta sostitutivaCome si calcola il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutivaLa maggiorazione dello 0,40%: pagare entro il 30 luglioCodici tributo F24 per i forfettari: saldo e accontoChi sceglie la rateizzazione: come funziona per i forfettariContributi INPS: le scadenze parallele per artigiani e commerciantiCosa succede se non si paga entro il 30 luglio: ravvedimento operosoTabelle riepilogative: scadenze, codici e calcoli in un colpo d’occhioDomande FrequentiCosa sta per scadere: il quadro delle scadenze di luglio per i forfettariLuglio è storicamente il mese più impegnativo per chi ha una partita IVA in regime forfettario. Sul calendario fiscale di questo mese convivono diverse scadenze che, se non gestite con attenzione, possono portare a ritardi e sanzioni. Vediamo il quadro completo:La scadenza principale è quella del 30 luglio 2026, entro cui chi non ha versato le imposte entro il 30 giugno può farlo con la maggiorazione dello 0,40%. Si tratta di una finestra temporale concessa dalla legge per tutti i contribuenti, compresi i forfettari. Ma non è l’unica data da tenere a mente. Per alcuni soggetti che applicano gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) o che rientrano in particolari categorie professionali, il legislatore può prevedere slittamenti straordinari su date diverse. Questi casi particolari vanno verificati anno per anno: la regola generale resta quella del 30 giugno con possibilità di proroga al 30 luglio con maggiorazione.Le imposte interessate da queste scadenze per i forfettari sono principalmente due: l’imposta sostitutiva (la tassa caratteristica del regime forfettario, che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali) e i contributi previdenziali INPS (per artigiani e commercianti). A queste si aggiungono, per chi ha collaboratori, eventuali adempimenti sul personale. In questa guida ci concentriamo sull’imposta sostitutiva e sui contributi INPS, che sono le voci che riguardano la stragrande maggioranza dei forfettari. Per approfondire il tema delle scadenze di luglio e della gestione della liquidità, ti consiglio di leggere anche il nostro articolo dedicato ai forfettari e alle scadenze fiscali di luglio 2026. Cos’è l’imposta sostitutiva: la tassa unica del regime forfettarioUno dei grandi vantaggi del regime forfettario è la semplicità fiscale. Chi adotta questo regime non paga l’IRPEF ordinaria (con i suoi scaglioni progressivi), né l’IRAP, né le addizionali regionale e comunale. Al loro posto esiste un’imposta sostitutiva: una tassa unica che sostituisce tutte le altre. In parole semplici, invece di dover calcolare e versare imposte separate per ogni tipo di prelievo, il forfettario calcola un’unica imposta sul proprio reddito imponibile.L’aliquota dell’imposta sostitutiva è fissata al 15% per la maggior parte dei contribuenti (art. 1 c. 64 della L. 190/2014). Esiste però un’aliquota ridotta al 5% riservata a chi avvia una nuova attività, valida per i primi 5 anni di applicazione del regime forfettario, a condizione che si tratti di una nuova attività senza aver esercitato attività d’impresa, arte o professione analoga nei 3 anni precedenti. È un incentivo significativo per chi si lancia nel mondo del lavoro autonomo o dell’imprenditoria per la prima volta.La base di calcolo dell’imposta sostitutiva non è il fatturato totale, ma il reddito imponibile, ottenuto applicando ai ricavi o compensi percepiti un coefficiente di redditività. Questo coefficiente, stabilito dalla legge in base al codice ATECO dell’attività svolta, rappresenta in modo forfettario (da qui il nome del regime) la quota di ricavi che si presume sia reddito. Il codice ATECO è il codice numerico che classifica l’attività economica: ogni attività ne ha uno specifico, e i forfettari devono indicarlo nella dichiarazione dei redditi. Per approfondire come funziona la partita IVA in regime forfettario a Udine, puoi affidarti al CAF Centro Fiscale. Come si calcola il saldo 2025 dell’imposta sostitutivaIl saldo 2025 dell’imposta sostitutiva è la somma che il forfettario deve versare come conguaglio finale delle imposte relative all’anno d’imposta 2025. Si tratta dell’importo risultante dalla dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF, quadro LM), al netto degli acconti già versati l’anno scorso. Vediamo passo per passo come si arriva a questo numero.Il calcolo parte dai ricavi o compensi percepiti nel 2025 (anno d’imposta di riferimento). A questi si applica il coefficiente di redditività previsto per la propria attività. Ecco i coefficienti più comuni secondo la normativa vigente (L. 190/2014, tabella allegata):Tipo di attività (macro-categoria)Coefficiente di redditivitàIndustrie alimentari e delle bevande40%Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande40%Commercio ambulante di altri prodotti54%Intermediari del commercio62%Attività dei servizi di alloggio e ristorazione67%Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione78%Altre attività economiche67%Costruzioni e attività immobiliari86%La formula di calcolo è la seguente: Reddito imponibile = Ricavi 2025 × Coefficiente di redditività. Da questo reddito imponibile si sottraggono i contributi previdenziali versati nell’anno (INPS o cassa professionale di appartenenza), ottenendo così la base imponibile netta. Su quest’ultima si applica l’aliquota del 15% (o del 5% per le nuove attività nei primi cinque anni). Il risultato è l’imposta sostitutiva lorda dovuta per il 2025.Dal totale dell’imposta lorda si detraggono gli acconti già versati nel corso del 2025 (in giugno/luglio per il primo acconto e in novembre per il secondo acconto). La differenza — positiva o negativa — è il saldo 2025. Se positiva, devi versare la differenza entro le scadenze di giugno/luglio. Se negativa, hai versato più del dovuto e potrai richiedere il rimborso oppure usare il credito in compensazione. Supponiamo che Giulia, una traduttrice freelance con ricavi 2025 pari a 40.000 euro: il suo reddito imponibile sarà 40.000 × 78% = 31.200 euro. Deducendo ad esempio 4.000 euro di contributi INPS gestione separata, la base netta diventa 27.200 euro. L’imposta sostitutiva al 15% sarà 4.080 euro. Se Giulia ha già versato 3.500 euro di acconti, il saldo 2025 sarà di 580 euro da versare entro il 30 luglio con la maggiorazione. Come si calcola il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutivaContemporaneamente al saldo 2025, i forfettari devono affrontare anche il primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva. Si tratta di un versamento anticipato dell’imposta che si presume dovuta per il 2026, calcolato sulla base dell’anno precedente. Questo meccanismo degli acconti esiste perché lo Stato preferisce incassare le imposte in corso d’anno, senza aspettare che il contribuente le paghi tutte in un’unica soluzione l’anno successivo.Il metodo ordinario per il calcolo degli acconti è il cosiddetto metodo storico: si prende l’imposta sostitutiva dovuta per il 2025 (quella indicata nella dichiarazione) e si calcola su di essa una percentuale. L’acconto totale annuo è pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente. Questo acconto viene suddiviso in due rate: il primo acconto pari al 40% dell’imposta sostitutiva 2025, da versare entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione); il secondo acconto pari al restante 60%, da versare entro il 30 novembre 2026. Attenzione: se l’imposta sostitutiva dovuta per il 2025 è inferiore a 51,65 euro, non si è tenuti a versare gli acconti.Esiste anche il cosiddetto metodo previsionale: se prevedi che nel 2026 i tuoi ricavi saranno significativamente inferiori rispetto al 2025, puoi calcolare gli acconti sulla base dell’imposta che stimi di dover pagare per il 2026, anziché su quella del 2025. Questo metodo può far risparmiare liquidità, ma comporta un rischio: se la stima è troppo ottimistica e alla fine del 2026 l’imposta effettiva risulta maggiore di quanto hai versato come acconto, potresti dover pagare interessi e sanzioni. Per questa ragione, il metodo previsionale va adottato solo con il supporto di un esperto. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare quale metodo è più conveniente per la tua situazione, sia in ufficio che da remoto. Continuando con l’esempio di Giulia: la sua imposta 2025 è 4.080 euro. Il primo acconto 2026 sarà 4.080 × 40% = 1.632 euro, da versare entro il 30 luglio. La maggiorazione dello 0,40%: pagare entro il 30 luglioSe hai saltato la scadenza del 30 giugno per il versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva, non è ancora troppo tardi. La legge (art. 17, comma 2, del DPR 435/2001) consente a tutti i contribuenti, compresi i forfettari, di versare entro i 30 giorni successivi alla scadenza ordinaria aggiungendo una maggiorazione dello 0,40%. In pratica, puoi pagare entro il 30 luglio 2026 con questo piccolo supplemento.È importante capire che questa maggiorazione dello 0,40% non è una sanzione: è semplicemente un interesse che remunera il differimento di un mese. Lo Stato ti offre tempo in più, e in cambio chiede una cifra davvero contenuta. Come puoi verificare dai seguenti esempi, l’importo aggiuntivo è spesso irrisorio rispetto all’imposta principale:Imposta sostitutiva da versareMaggiorazione 0,40%Totale da versare al 30 luglio500 euro2,00 euro502,00 euro1.000 euro4,00 euro1.004,00 euro2.000 euro8,00 euro2.008,00 euro3.500 euro14,00 euro3.514,00 euro5.000 euro20,00 euro5.020,00 euroLa maggiorazione va calcolata separatamente su ogni importo che stai differendo: se devi versare sia il saldo 2025 che il primo acconto 2026, calcoli lo 0,40% su ciascuno dei due importi (non sulla loro somma). Il risultato pratico è lo stesso, ma tecnicamente si tratta di due versamenti distinti con due codici tributo diversi. La scadenza del 30 luglio 2026 cade di giovedì: un giorno lavorativo normale, che non slitta ad alcuna data successiva. Ti consigliamo di organizzarti con qualche giorno di anticipo per non rischiare di perdere anche questa seconda finestra. Per approfondire come funziona la maggiorazione dello 0,40% IRPEF di luglio 2026 in senso generale, leggi il nostro articolo dedicato. Codici tributo F24 per i forfettari: saldo e accontoPer versare correttamente il saldo e l’acconto dell’imposta sostitutiva del regime forfettario, devi compilare il modello F24 con i codici tributo corretti. Usare il codice sbagliato può portare a versamenti non correttamente imputati, con successivi accertamenti o richieste di regolarizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. I codici tributo specifici per l’imposta sostitutiva dei forfettari sono:Tipo versamentoCodice tributoAnno di riferimentoSaldo imposta sostitutiva (regime forfettario/minimi)17902025Primo acconto imposta sostitutiva (regime forfettario/minimi)17922026Secondo acconto imposta sostitutiva (regime forfettario/minimi)17912026Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del modello F24, nella colonna “codice tributo”. Nell’anno di riferimento va indicato l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento: per il saldo 2025, scrivi 2025; per il primo acconto 2026, scrivi 2026. L’errore più comune è invertire i codici 1790 e 1792, oppure indicare l’anno sbagliato: si consiglia di far compilare il modello F24 dal proprio consulente fiscale o dal CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di compilare e inviare il modello F24 per te, in modo che non ci siano errori. Per un quadro completo di tutti i codici tributo che ti possono riguardare come forfettario, leggi la nostra guida ai codici tributo F24 2026.Una precisazione importante: i codici tributo 1790, 1791 e 1792 riguardano l’imposta sostitutiva, ovvero la tassa sui redditi. Non vanno confusi con i codici per i contributi INPS (che sono diversi e che vedremo nel prossimo paragrafo) né con quelli per la marca da bollo sulle fatture (2521-2524). Il modello F24 va presentato esclusivamente per via telematica: se non disponi di un PIN INPS o credenziali Fisconline, puoi rivolgerti al CAF che lo invia per tuo conto.Chi sceglie la rateizzazione: come funziona per i forfettariPer chi ha difficoltà a pagare in un’unica soluzione, esiste la possibilità di rateizzare il saldo e il primo acconto dell’imposta sostitutiva. La rateizzazione è consentita dalla normativa e permette di suddividere l’importo dovuto in un massimo di rate mensili, con aggiunta di un interesse mensile dello 0,33% sulle rate successive alla prima. Questo meccanismo si applica sia al saldo 2025 che al primo acconto 2026.La prima rata deve essere versata entro la scadenza ordinaria (30 giugno) o con la maggiorazione dello 0,40% entro il 30 luglio. Le rate successive scadono il giorno 16 di ciascun mese, fino a un massimo di giugno dell’anno successivo. Il numero massimo di rate dipende da quando si inizia: chi inizia a luglio può rateizzare fino a novembre 2026 (5 rate), chi inizia a giugno può avere fino a 6 rate. Immagina che Roberto, un artigiano forfettario, debba versare in totale 3.000 euro tra saldo e acconto. Optando per la rateizzazione a partire da luglio, può suddividere in 5 rate mensili da circa 600 euro ciascuna, con un piccolo interesse aggiuntivo. Questo gli consente di non svuotare il conto corrente in un unico momento.Un aspetto importante: la rateizzazione non si applica al secondo acconto di novembre, che deve essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre. Inoltre, in caso di mancato pagamento di una o più rate, decade il beneficio della dilazione e l’intero importo diventa immediatamente dovuto. Per scegliere la scelta più adatta alla tua situazione finanziaria e fiscale, affidati al CAF Centro Fiscale di Udine, disponibile sia in ufficio a Viale Giuseppe Tullio 13 che online in tutta Italia. Contributi INPS: le scadenze parallele per artigiani e commerciantiOltre all’imposta sostitutiva, i forfettari che svolgono attività di artigiano o commerciante iscritti alla gestione artigiani/commercianti INPS devono prestare attenzione anche alle scadenze INPS che si sovrappongono al calendario di luglio. Si tratta di adempimenti distinti dall’imposta sostitutiva, ma che possono impattare la liquidità nello stesso periodo.I contributi INPS per artigiani e commercianti in regime forfettario godono di una riduzione del 35% sull’aliquota ordinaria (art. 1 c. 77 L. 190/2014). L’aliquota ordinaria per artigiani e commercianti nel 2026 è del 24,48%, che con la riduzione del 35% scende a circa il 15,91%. I contributi si calcolano sul reddito imponibile del regime forfettario, ossia sui ricavi al netto del coefficiente di redditività e dei contributi stessi (con un meccanismo circolare che nella pratica si risolve con un calcolo iterativo o mediante le tabelle INPS). È presente un contributo minimale annuo pari a circa 4.200 euro, da versare indipendentemente dal reddito prodotto: chi guadagna poco deve comunque coprire questo minimale. Per tutti i dettagli sui contributi INPS di artigiani e commercianti con partita IVA forfettaria, consulta il nostro articolo sul saldo e acconto contributi INPS 2026.I professionisti senza cassa di categoria (medici, avvocati, ingegneri ecc. già iscritti alle rispettive casse previdenziali NON sono tenuti alla gestione separata INPS come tali) e chi svolge attività di lavoro autonomo puro versano invece i contributi alla gestione separata INPS, con aliquota del 26,07% (senza altra copertura previdenziale) o 24% (con altra copertura). Questi contributi si pagano sempre tramite modello F24, ma con codici tributo diversi da quelli dell’imposta sostitutiva (codici 1840 per i contributi gestione separata). Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella verifica della tua posizione previdenziale e nella compilazione dei modelli.Cosa succede se non si paga entro il 30 luglio: ravvedimento operosoSe il 30 luglio 2026 passa senza che tu abbia versato l’imposta sostitutiva e la maggiorazione, non significa che sei perduto: esiste lo strumento del ravvedimento operoso, che permette di regolarizzare i versamenti omessi con sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie. Prima ci si ravvede, meno si paga. Questo principio è sancito dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, che disciplina le modalità e i termini del ravvedimento.Le sanzioni del ravvedimento operoso dipendono da quanto tempo è passato dalla scadenza. Il D.Lgs. 87/2024 ha aggiornato le regole applicabili alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024 in poi. Per un versamento omesso, la sanzione base è pari al 25% dell’imposta non versata. Grazie al ravvedimento, questa sanzione si riduce drasticamente:Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione di 0,0833% per ogni giorno di ritardo (art. 13 c. 1 lett. a-bis D.Lgs. 472/97, post D.Lgs. 87/2024)Ravvedimento breve (dal 15° al 30° giorno): sanzione fissa pari a 1,25% dell’imposta (1/10 della sanzione base 25%)Ravvedimento intermedio (dal 31° al 90° giorno): sanzione fissa pari a 1,39% dell’imposta (1/9 della sanzione base 25%)Ravvedimento lungo (oltre 90 giorni, entro 1 anno): sanzione fissa pari a 3,125% dell’imposta (1/8 della sanzione base 25%)Ravvedimento biennale (oltre 1 anno, entro 2 anni): sanzione fissa pari a 3,572% dell’imposta (1/7 della sanzione base 25%)A queste sanzioni si aggiungono gli interessi legali calcolati sull’importo non versato per i giorni di ritardo. Conviene sempre regolarizzare il prima possibile: più si aspetta, più la sanzione cresce. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di assistenza per il ravvedimento operoso: calcoliamo insieme l’esatto importo dovuto (imposta + sanzione + interessi) e compiliamo il modello F24 corretto. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121, sia di persona a Udine che online da tutta Italia. Tabelle riepilogative: scadenze, codici e calcoli in un colpo d’occhioPer aiutarti a orientarti rapidamente, abbiamo raccolto tutte le informazioni principali in tre tabelle riepilogative. Tienile come riferimento rapido per non perdere nessuna scadenza.Tabella 1 — Scadenze luglio 2026 per i forfettariAdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione 0,40%Saldo imposta sostitutiva 202530 giugno 202630 luglio 2026Primo acconto imposta sostitutiva 2026 (40%)30 giugno 202630 luglio 2026Saldo contributi INPS artigiani/commercianti 202530 giugno 202630 luglio 2026Secondo acconto imposta sostitutiva 2026 (60%)—30 novembre 2026Tabella 2 — Codici tributo F24 per il regime forfettarioCodice tributoDescrizioneSezione F241790Saldo imposta sostitutiva regime forfettario/minimiErario1792Primo acconto imposta sostitutiva regime forfettario/minimiErario1791Secondo acconto imposta sostitutiva regime forfettario/minimiErario1840Contributi INPS gestione separataINPS2521-2524Imposta di bollo fatture elettronicheErarioTabella 3 — Esempio di calcolo completo (professionista forfettario)VoceEsempio (ricavi 2025: 35.000 euro)Ricavi 202535.000 euroCoefficiente di redditività (professionisti: 78%)× 78% = 27.300 euroContributi INPS gestione separata (da sottrarre)– 2.800 euro (stima)Base imponibile netta= 24.500 euroImposta sostitutiva 15%= 3.675 euroAcconti già versati nel 2025– 3.200 euroSaldo 2025 (cod. 1790)= 475 euroPrimo acconto 2026 al 40% (cod. 1792)= 3.675 × 40% = 1.470 euroTotale da versare al 30 luglio1.945 euro (+ maggiorazione 0,40% se differito da giugno)Domande FrequentiEntro quando i forfettari devono versare il saldo 2025 e il primo acconto 2026?La scadenza ordinaria è il 30 giugno 2026. Chi non ha pagato entro quella data può farlo entro il 30 luglio 2026 aggiungendo una maggiorazione dello 0,40%. Dopo il 30 luglio si incorre in sanzioni e si deve ricorrere al ravvedimento operoso.Qual è l’aliquota dell’imposta sostitutiva nel regime forfettario?L’aliquota standard è del 15% sul reddito imponibile (ricavi × coefficiente di redditività − contributi previdenziali). Per chi avvia una nuova attività, nei primi 5 anni si applica un’aliquota ridotta al 5%, a condizione di non aver esercitato attività analoga nei 3 anni precedenti.Quali codici tributo si usano nel modello F24 per i forfettari?I codici tributo per l’imposta sostitutiva del regime forfettario sono: 1790 per il saldo (anno 2025), 1792 per il primo acconto (anno 2026), 1791 per il secondo acconto (anno 2026). Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del modello F24, indicando l’anno di riferimento corretto.Posso rateizzare il saldo e il primo acconto dell’imposta sostitutiva?Sì, è possibile rateizzare in rate mensili con un interesse dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. Chi inizia da luglio può avere fino a 5 rate (luglio-novembre). Il secondo acconto di novembre non può essere rateizzato e va versato in un’unica soluzione.Cosa succede se un forfettario non paga entro il 30 luglio?Scatta l’obbligo del ravvedimento operoso: oltre all’imposta dovuta, si aggiungono interessi legali e una sanzione ridotta che va da 0,0833% al giorno (ravvedimento sprint, entro 14 giorni) al 3,572% (entro 2 anni). Prima si regolarizza, meno si paga. Il CAF Centro Fiscale può calcolare l’esatto importo e compilare il modello F24 per il ravvedimento.I contributi INPS dei forfettari hanno una scadenza diversa dall’imposta sostitutiva?No, le scadenze sono generalmente allineate: anche i contributi INPS di artigiani e commercianti forfettari seguono le stesse date dell’imposta sostitutiva (30 giugno ordinario, 30 luglio con maggiorazione). I codici tributo sono però diversi: per la gestione separata si usa il codice 1840.Hai bisogno di assistenza per il regime forfettario, il calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri esperti si occupano di tutto: dal calcolo dell’imposta alla compilazione del modello F24, fino all’invio telematico. Affidati a noi per evitare errori costosi e dormire sonni tranquilli. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto 17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita 16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Luglio 16, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 15:07:312026-07-16 15:27:09Forfettari: si avvicina la scadenza del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposte
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOForfettari alla Prova del 20 Luglio 2026: Come Gestire Tasse e Liquidità senza AnsiaIl 20 luglio 2026 si avvicina e per migliaia di titolari di partita IVA in regime forfettario si tratta di una delle date più attese — e temute — dell’anno fiscale. In quella giornata scade il termine per versare il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 e il primo acconto 2026, due voci che possono impattare in modo significativo sulla cassa di chi lavora in proprio.Niente panico: con la giusta pianificazione e le informazioni corrette, è possibile affrontare questa scadenza con serenità. In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere: come si calcolano le imposte, quando e come rateizzarle, e quali strategie adottare fin da oggi per non trovarti mai più a corto di liquidità a luglio.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa Scade il 20 Luglio 2026: il Quadro CompletoCome si Calcola l’Imposta Sostitutiva del ForfettarioSimulazioni Pratiche: Quante Tasse Paghi a Luglio?Chi Può Rateizzare? Le Regole della Proroga con MaggiorazioneGestire la Liquidità: il Metodo dell’Accantonamento MensileI 7 Errori Comuni dei Forfettari a LuglioCosa Fare se Sei a Corto di LiquiditàCodici Tributo F24 per il ForfettarioNovità 2026 per i Forfettari: Cosa CambiaIl Ruolo del CAF Centro Fiscale: Non Affrontare il 20 Luglio da SoloDomande Frequenti (FAQ)Cosa Scade il 20 Luglio 2026: il Quadro CompletoIl 20 luglio è il termine di proroga ordinario per i soggetti con partita IVA che non hanno versato entro il 30 giugno la prima rata delle imposte dovute con il Modello Redditi. Questo slittamento comporta però una maggiorazione dello 0,40% sugli importi versati, a titolo di interesse compensativo. Nel 2026 il 20 luglio cade di lunedì, quindi non ci sono ulteriori slittamenti.Per i contribuenti in regime forfettario, le somme da versare entro quella data riguardano:Saldo dell’imposta sostitutiva 2025 (anno d’imposta 2025, dichiarato nel Modello Redditi 2026)Primo acconto 2026 calcolato in base ai redditi 2025Contributi INPS (gestione separata o artigiani/commercianti) se non rateizzatiVedi anche la nostra guida completa sulle scadenze fiscali di luglio 2026 per il quadro generale di tutte le date di questo mese. Come si Calcola l’Imposta Sostitutiva del ForfettarioIl regime forfettario applica un’imposta sostitutiva che prende il posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP e IVA. L’aliquota è:15% per chi è già in attività5% per le nuove attività (startup) nei primi cinque anni, purché non si sia esercitata un’attività analoga nei tre anni precedenti e non si tratti di prosecuzione di un’attività precedenteIl calcolo avviene sulla base imponibile così determinata:Base imponibile = Ricavi/compensi × Coefficiente di redditività − Contributi previdenziali versati nell’annoIl coefficiente di redditività varia in base al codice ATECO dell’attività. I principali sono:Categoria attivitàCoefficienteProfessionisti (legali, sanitari, tecnici, informatici)78%Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%Commercio ambulante alimentari e bevande40%Commercio ambulante altro54%Intermediari del commercio62%Alloggio e ristorazione67%Costruzioni e immobiliari86%Altre attività economiche67%Per approfondire i coefficienti per singolo settore, leggi la nostra guida ai coefficienti di redditività forfettario 2026. Simulazioni Pratiche: Quante Tasse Paghi a Luglio?Vediamo tre scenari concreti per un professionista (coefficiente 78%) in regime forfettario ordinario (aliquota 15%), ipotizzando contributi INPS gestione separata già versati di circa 3.500 euro nel 2025. Scenario A — Ricavi 2025: 45.000 euroVoceImportoRicavi 202545.000 euroCoefficiente redditività (78%)35.100 euroDeduzione contributi INPS– 3.500 euroBase imponibile31.600 euroImposta sostitutiva (15%)4.740 euroPrimo acconto (50% del dovuto)2.370 euroTotale da versare entro il 20 luglio7.110 euro (saldo 2025 + acconto)Nota: il saldo 2025 riduce l’acconto già versato a novembre 2025 (se presente). Il totale qui indicato presuppone che l’acconto di novembre 2025 non fosse stato ancora pagato o che si tratti del primo anno.Scenario B — Ricavi 2025: 65.000 euroVoceImportoRicavi 202565.000 euroCoefficiente redditività (78%)50.700 euroDeduzione contributi INPS– 3.500 euroBase imponibile47.200 euroImposta sostitutiva (15%)7.080 euroPrimo acconto (50% del dovuto)3.540 euroTotale da versare entro il 20 luglio10.620 euroScenario C — Ricavi 2025: 85.000 euro (vicino al limite)VoceImportoRicavi 202585.000 euroCoefficiente redditività (78%)66.300 euroDeduzione contributi INPS– 3.500 euroBase imponibile62.800 euroImposta sostitutiva (15%)9.420 euroPrimo acconto (50% del dovuto)4.710 euroTotale da versare entro il 20 luglio14.130 euroAttenzione: chi ha superato 85.000 euro di ricavi nel 2025 esce dal regime forfettario dall’1 gennaio 2026. Chi ha superato 100.000 euro esce immediatamente, già nell’anno in corso, con obbligo di ricalcolo IVA. Se sei in questa situazione, contatta il CAF Centro Fiscale per una verifica immediata.Chi Può Rateizzare? Le Regole della Proroga con MaggiorazioneLa rateizzazione è uno strumento utilissimo per chi non riesce a versare tutto in un’unica soluzione. Ecco come funziona per i forfettari nel 2026: Proroga dal 30 giugno al 20 luglio (+0,40%)Tutti i contribuenti titolari di partita IVA possono versare entro il 20 luglio anziché il 30 giugno, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’intero importo. Non è necessario presentare alcuna richiesta: basta versare con F24 entro quella data e indicare la maggiorazione nel calcolo.Rateizzazione in 6 rate mensili da luglioSe non riesci a pagare tutto il 20 luglio, puoi rateizzare il saldo e l’acconto in un massimo di 6 rate mensili (luglio-dicembre), con queste caratteristiche:Prima rata: entro il 20 luglio (con maggiorazione 0,40%)Rate successive: entro il 16 di ogni meseInteressi: 4% annuo (pari a circa 0,33% al mese) sulle rate successive alla primaNessuna richiesta formale: basta compilare i campi corrispondenti nel software di dichiarazione o calcolare manualmenteIl piano di rateizzazione si attiva automaticamente in fase di compilazione del Modello Redditi: il software di elaborazione (o il CAF) calcola le singole rate con i relativi interessi e genera i modelli F24 precompilati per ciascuna scadenza.N. rataScadenzaInteressi aggiuntivi1ª20 luglio 2026+ 0,40% (proroga giugno)2ª16 agosto 2026+ 4% annuo (1/12 del 4%)3ª16 settembre 2026+ 4% annuo (2/12 del 4%)4ª16 ottobre 2026+ 4% annuo (3/12 del 4%)5ª16 novembre 2026+ 4% annuo (4/12 del 4%)6ª16 dicembre 2026+ 4% annuo (5/12 del 4%)Gestire la Liquidità: il Metodo dell’Accantonamento MensileLa regola d’oro per non farsi trovare impreparati a luglio è semplice: accantona ogni mese una percentuale dei tuoi incassi in un conto separato dedicato alle tasse. Questo approccio — usato da tutti i professionisti organizzati — trasforma una spesa enorme e improvvisa in un flusso gestibile. Quanto Mettere da Parte?Tipo attivitàAliquota effettiva stimata (imposta + INPS)Percentuale da accantonareProfessionista (coeff. 78%) — aliquota 5% startupcirca 15-18%20-25%Professionista (coeff. 78%) — aliquota 15%circa 28-35%30-35%Commerciante (coeff. 40%) — aliquota 15%circa 18-22%20-25%Artigiano/Commerciante con minimale INPSvariabile25-30%Consiglio pratico: apri un conto corrente dedicato (anche un conto di risparmio senza vincolo) e ogni volta che ricevi un pagamento trasferisci automaticamente il 30% su quel conto. Lo dimentichi fino a luglio. Il giorno della scadenza sei sereno.App e Strumenti UtiliMolti strumenti di gestione finanziaria per freelance e partite IVA permettono di impostare regole automatiche di accantonamento:Conti business separati: Qonto, N26 Business, BBVA Business permettono di creare “vault” o sottoconto tassazioneSoftware di contabilità: Fatture in Cloud, Aruba eInvoice — molti hanno dashboard con stima tasse in tempo realePromemoria F24: imposta alert mensili nel calendario per non dimenticare i versamenti delle rateI 7 Errori Comuni dei Forfettari a LuglioDimenticare la maggiorazione 0,40% — Non basta versare l’importo base entro il 20 luglio: devi aggiungere lo 0,40%. Se dimentichi, ti esponi a sanzioni per versamento insufficiente.Confondere saldo e acconto — Molti credono di dover versare solo le tasse sui redditi 2025. In realtà si versa anche il primo acconto per il 2026 (metodo storico o previsionale).Usare il metodo previsionale senza documentarlo — Se prevedi ricavi 2026 inferiori al 2025 e vuoi usare il metodo previsionale per ridurre l’acconto, devi avere un calcolo preciso e documentato. Se sbagli al ribasso pagi sanzioni.Non dedurre i contributi INPS — I contributi previdenziali versati nel 2025 si deducono dalla base imponibile. Molti li dimenticano e pagano più del dovuto.Ignorare l’uscita dal regime — Se nel 2025 hai superato 85.000 euro sei uscito dal forfettario dal 1° gennaio 2026. Se hai superato 100.000 sei uscito già nel 2025. In entrambi i casi l’imposta da versare è diversa.Perdere la scadenza del 20 luglio — Passato quel giorno, il versamento tardivo comporta sanzioni del 30% con ravvedimento operoso. È sempre meglio rateizzare che saltare la scadenza.Non aggiornare il codice tributo F24 — L’imposta sostitutiva del regime forfettario si versa con codici tributo specifici (non quelli IRPEF). Errori di compilazione dell’F24 vanno corretti tempestivamente.Cosa Fare se Sei a Corto di LiquiditàSe il 20 luglio si avvicina e la cassa non basta, non c’è motivo di andare nel panico. Esistono soluzioni legittime e convenienti: 1. Rateizzazione fino a dicembreCome spiegato sopra, puoi suddividere il debito in 6 rate mensili. Paga la prima il 20 luglio e il resto da agosto a dicembre, con interessi al 4% annuo. È la soluzione più semplice e non richiede autorizzazioni.2. Compensazione con crediti fiscaliSe hai crediti IRPEF, crediti per bonus edilizi, o altri crediti tributari, puoi compensare il debito tramite l’F24. La compensazione orizzontale (crediti e debiti di tributi diversi) è ammessa entro certi limiti e richiede che il credito sia indicato in dichiarazione. Verifica con il CAF se hai crediti compensabili.3. Riduzione dell’acconto con metodo previsionaleSe nel 2026 stai fatturando meno rispetto al 2025 (malattia, gravidanza, calo attività), puoi calcolare l’acconto con il metodo previsionale: stima i ricavi 2026, calcola l’imposta attesa e versa il 100% di quella cifra (non del dato storico 2025). Questo riduce subito il pagamento di luglio. Attenzione: se poi i ricavi reali superano la stima, a novembre pagherai la differenza con una piccola sanzione (tramite ravvedimento). È comunque una scelta utile in caso di calo documentato.4. Rateizzazione lunga con l’Agenzia delle EntrateIn caso di grave difficoltà economica, è possibile richiedere all’Agenzia delle Entrate un piano di rateizzazione più lungo (fino a 72 rate mensili, in alcuni casi fino a 120) tramite istanza formale. Questa opzione è riservata a situazioni di reale difficoltà e comporta l’iscrizione a ruolo del debito: è uno strumento di ultima istanza, da valutare con un professionista.Codici Tributo F24 per il ForfettarioPer versare l’imposta sostitutiva del regime forfettario occorre usare i codici tributo corretti nel modello F24. Ecco i principali:CodiceDescrizioneQuando si usa1790Imposta sostitutiva IRPEF e addizionali — saldoSaldo imposta sostitutiva 20251791Imposta sostitutiva IRPEF e addizionali — primo accontoPrimo acconto 2026 (luglio)1792Imposta sostitutiva IRPEF e addizionali — secondo accontoSecondo acconto 2026 (novembre)Per i contribuenti INPS Gestione Separata, i contributi si versano con il codice PXX (saldo) e P10 (primo acconto), aggiornati annualmente dall’INPS. Per artigiani e commercianti si usano codici specifici per le quote mensili e l’eventuale eccedenza sul minimale.Novità 2026 per i Forfettari: Cosa CambiaAnche per il 2026 il regime forfettario rimane sostanzialmente stabile, ma ci sono alcune novità e conferme da tenere a mente:Soglia ricavi confermata a 85.000 euro — nessun cambiamento rispetto al 2025. Chi supera questa soglia esce dal regime dall’anno successivo.Soglia reddito dipendente elevata a 35.000 euro — la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha alzato il limite da 30.000 a 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente/pensione dell’anno precedente. Confermata per il 2026.Fatturazione elettronica obbligatoria — dal 2024 tutti i forfettari devono emettere fattura elettronica via SDI. Nessuna esenzione residua per soglia di ricavi.Limite spese personale ridotto — dal 2025 il limite di spese per lavoratori dipendenti e collaboratori scende da 30.000 a 20.000 euro (causa ostativa).Cause ostative invariate — partecipazione in SRL a controllo diretto, produzione e cessione di beni/servizi al datore di lavoro e simili restano cause di esclusione.Per capire quanto potresti guadagnare netto dal tuo fatturato, consulta la nostra guida allo stipendio netto forfettario 2026 per professione. Il Ruolo del CAF Centro Fiscale: Non Affrontare il 20 Luglio da SoloGestire autonomamente i calcoli di imposta sostitutiva, acconto, deduzioni e rateizzazione è tecnicamente possibile, ma espone a errori costosi. Il CAF Centro Fiscale ti affianca con:Calcolo preciso dell’imposta sostitutiva saldo e acconto, con verifica di tutte le deduzioni applicabiliCompilazione F24 con i codici tributo corretti e gli importi esatti per ogni rataPiano di rateizzazione personalizzato sulla base della tua situazione di liquiditàVerifica requisiti forfettario per evitare sorprese in caso di superamento soglieAssistenza continua durante l’anno per evitare di arrivare a luglio impreparatoContattaci per un preventivo personalizzato sui servizi di assistenza fiscale per partite IVA forfettarie.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti (FAQ) Il 20 luglio 2026 cade di weekend o festivo?No, il 20 luglio 2026 cade di lunedì: non ci sono slittamenti. La scadenza è confermata al 20 luglio 2026.Chi è in regime forfettario startup (5%) come calcola l’acconto?Anche i forfettari con aliquota al 5% devono versare il primo acconto, calcolato sulla base dell’imposta sostitutiva 2025 (a sua volta al 5%). Il meccanismo di calcolo è identico al 15%, cambia solo l’aliquota applicata alla base imponibile.Posso pagare con il 730 precompilato?No. I forfettari presentano il Modello Redditi PF (non il 730) e dichiarano il reddito nel quadro LM. Il 730 è riservato a lavoratori dipendenti e pensionati senza redditi da attività d’impresa autonoma.Se non pago entro il 20 luglio cosa succede?Puoi ricorrere al ravvedimento operoso: il versamento tardivo comporta una sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo. Entro 14 giorni la sanzione è dello 0,0833% al giorno; entro 30 giorni sale all’1,25%; entro 90 giorni all’1,39%. Meglio sempre pagare prima possibile per minimizzare le sanzioni.I contributi INPS vanno versati anche loro entro il 20 luglio?Sì, anche i contributi INPS del saldo 2025 e il primo acconto 2026 seguono le stesse scadenze. Per la Gestione Separata, il versamento avviene in due rate: 40% entro il 20 luglio, 60% entro il 30 novembre (date standard per i titolari di partita IVA).Posso compensare l’imposta forfettaria con un credito IVA?I forfettari non hanno debiti IVA (sono fuori dal campo IVA), quindi non hanno neanche crediti IVA pregressi da compensare. Tuttavia, se hai crediti di altra natura (es. IRPEF da anni precedenti prima dell’accesso al forfettario), rivolgiti al CAF per valutare le opzioni di compensazione.Cosa significa “metodo previsionale” per l’acconto?Il metodo previsionale consente di versare l’acconto basandosi sui redditi che si stima di ottenere nell’anno in corso (2026), anziché sui dati storici del 2025. Se prevedi di fatturare meno, paghi meno acconto adesso. Se invece fatturi di più, integri a novembre (con possibili sanzioni minori rispetto alla dilazione dell’intera somma).Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 06:04:252026-07-03 07:53:35Forfettari alla Prova del 20 Luglio 2026: Come Gestire Tasse e Liquidità senza Ansia
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOForfettario e Familiari a Carico 2026: Detrazioni e Vantaggi Fiscali“Sono in regime forfettario, posso portare a carico mia moglie e i miei figli?” È una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF Centro Fiscale di Udine. La risposta richiede una distinzione importante: avere familiari a carico è una cosa, poter usufruire delle detrazioni IRPEF è un’altra. Il forfettario con familiari a carico si trova in una posizione particolare, perché paga un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF, e questo cambia tutto.In questa guida 2026 spieghiamo in modo chiaro quando ha senso dichiarare i familiari a carico anche se sei forfettario, quali vantaggi ottieni davvero (e quali no), e come ottimizzare la situazione fiscale di una famiglia in cui uno dei coniugi è in regime forfettario.Indice dei contenutiLa domanda tipica: forfettario e familiari a caricoPerché il forfettario non detrae: l’imposta sostitutivaA cosa serve dichiarare familiari a carico se sei forfettarioEsempio pratico: la coppia Marco e AnnaConiuge a carico: limiti di reddito e regole 2026Figli a carico: assegno unico e detrazioniStrategia ottimale per coppia con un forfettarioCasi particolari: doppio forfettario e P.IVA secondariaAssegno unico e ISEE per i forfettariErrori comuni da evitareDomande frequenti★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.La domanda tipica: forfettario e familiari a carico“Sono in forfettario, posso portare a carico moglie e figli?” La risposta breve è sì, ma con una distinzione importante. Il forfettario familiari a carico li può dichiarare, ma il significato di “averli a carico” cambia rispetto a un lavoratore dipendente o a una partita IVA in regime ordinario.Avere un familiare a carico significa due cose ben distinte:Ai fini fiscali (IRPEF): ti permette di detrarre un importo dalla tua imposta sui redditi. Funziona solo se paghi IRPEF.Ai fini extra-fiscali: rileva per ISEE, assegno unico, agevolazioni regionali, bonus famiglia. Funziona indipendentemente dal regime fiscale.Il forfettario non paga IRPEF, ma un’imposta sostitutiva del 5% (per i primi cinque anni se in possesso dei requisiti) o del 15%. Di conseguenza, dichiarare il coniuge o i figli a carico non gli porta alcun risparmio fiscale diretto, ma resta importante per molti altri benefici. Perché il forfettario non detrae: l’imposta sostitutivaPer capire perché il forfettario familiari a carico non beneficia delle detrazioni, bisogna partire dalla natura dell’imposta sostitutiva. Si tratta di una tassa unica che, come dice il nome, sostituisce IRPEF, addizionali regionali, addizionali comunali e IRAP. Si calcola sul reddito imponibile (ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività dell’attività) ed è un’imposta “piatta”: non ha scaglioni e, soprattutto, non prevede detrazioni.Le detrazioni per familiari a carico (coniuge, figli sopra i 21 anni, altri familiari conviventi) sono previste dall’articolo 12 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e si applicano esclusivamente all’IRPEF. Lo stesso vale per:Detrazioni da lavoro dipendente o da pensioneDetrazioni per oneri (spese sanitarie, mutui, scolastiche, ristrutturazioni)Detrazioni per affitti, premi assicurativi, erogazioni liberaliTutte queste agevolazioni operano riducendo l’IRPEF dovuta. Se non si paga IRPEF, non c’è nulla da abbattere. Per il forfettario, quindi, dichiarare il coniuge a carico in dichiarazione dei redditi non genera alcun risparmio: l’imposta sostitutiva del 5% o 15% resta esattamente la stessa.È un tema che genera spesso confusione perché chi proviene da un lavoro dipendente è abituato a “scaricare” il coniuge a carico in busta paga o in 730. Passando al forfettario, questo automatismo viene meno. Non è una penalizzazione, ma una conseguenza diretta del regime semplificato che il forfettario ha scelto. A cosa serve dichiarare familiari a carico se sei forfettarioSe le detrazioni IRPEF non spettano, ha senso comunque dichiarare moglie, marito o figli a carico? Sì, in moltissimi casi. La dichiarazione di familiare a carico è infatti il presupposto per accedere a numerose prestazioni e agevolazioni che nulla hanno a che vedere con l’IRPEF. Vediamo quali sono le più importanti.Assegno unico e benefici INPSL’assegno unico universale per i figli spetta a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dal regime fiscale del genitore. I forfettari ne hanno diritto come tutti gli altri. L’importo dipende dall’ISEE familiare: senza ISEE si riceve la quota minima, con ISEE basso si arriva agli importi massimi. Per ottenere l’assegno corretto è essenziale presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e che i figli siano nello stato di famiglia.ISEE e prestazioni agevolateIl calcolo ISEE considera il reddito di tutti i componenti del nucleo familiare. Per il forfettario, il reddito rilevante ai fini ISEE è il reddito imponibile forfettario (ricavi × coefficiente di redditività), non i ricavi lordi. Avere familiari a carico nel nucleo abbassa l’ISEE pro capite e dà accesso a:Bonus asilo nidoBonus bollette (sociale e idrico)Mensa e trasporto scolastico agevolatiRiduzioni rette universitarieCarta acquisti e altre misure di sostegnoDetrazioni dell’altro coniuge non forfettarioSe il forfettario è sposato con un dipendente, un pensionato o un’altra partita IVA in regime ordinario, l’altro coniuge può portare in detrazione il coniuge forfettario a carico (se ne ha i requisiti reddituali). Inoltre, le spese sanitarie, scolastiche, di mutuo o ristrutturazione sostenute per il forfettario possono essere detratte da chi paga IRPEF, riducendo le tasse della famiglia.Agevolazioni regionali e comunaliMolte regioni e Comuni offrono bonus famiglia, contributi affitto, riduzioni TARI e altre agevolazioni che richiedono la dichiarazione dei familiari a carico. In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, la Carta famiglia regionale prevede sconti su servizi pubblici e privati per i nuclei con figli. Esempio pratico: la coppia Marco e AnnaPer chiarire il funzionamento del forfettario familiari a carico, prendiamo il caso reale di una coppia che si rivolge al nostro CAF di Udine.Marco, 38 anni, è consulente informatico in regime forfettario con compensi annui di 40.000 euro e coefficiente di redditività del 67%. Il suo reddito imponibile forfettario è 26.800 euro, su cui paga il 15% di imposta sostitutiva pari a circa 4.020 euro. Anna, 35 anni, sua moglie, è disoccupata e non percepisce alcun reddito.Marco si chiede: “Posso portare Anna a carico per pagare meno tasse?”. La risposta è no, non può ottenere alcun risparmio fiscale diretto. Marco paga un’imposta sostitutiva fissa del 15% del suo reddito forfettario, che non si riduce con le detrazioni per coniuge a carico. Sarebbe la stessa cifra anche se fosse single.Tuttavia, la coppia ha tutto l’interesse a dichiarare Anna nel nucleo familiare e nello stato di famiglia di Marco. Perché?ISEE familiare: il nucleo conta due persone, anziché una. Anche se Marco ha un reddito medio, l’ISEE pro capite si riduce. Questo apre la porta a bonus bollette, eventuale carta acquisti se l’ISEE scende sotto certe soglie.Eventuale assegno unico: se la coppia ha o avrà figli, Anna deve essere nello stato di famiglia per percepire correttamente l’assegno unico.Spese sanitarie di Anna: le visite mediche e i farmaci pagati per Anna potrebbero essere portati in detrazione… ma solo se qualcuno della famiglia paga IRPEF. Nel caso di Marco e Anna, purtroppo, queste spese sono perse fiscalmente, perché lui non ha IRPEF da abbattere.Bonus regionali FVG: per la Carta famiglia o altre agevolazioni regionali, la composizione del nucleo conta.Ora cambiamo lo scenario: Anna trova lavoro come dipendente con uno stipendio di 22.000 euro lordi annui. La situazione cambia radicalmente. Anna paga IRPEF in busta paga e ha quindi imposta da abbattere. La coppia farà bene a:Intestare ad Anna tutte le spese sanitarie, scolastiche, di mutuo, di ristrutturazioneFar detrarre tutto sul 730 di Anna, recuperando IRPEFMarco non perde nulla, perché comunque non potrebbe scaricare quelle spese Coniuge a carico: limiti di reddito e regole 2026Per essere considerato fiscalmente a carico, il coniuge non deve superare un determinato limite di reddito. Per il 2026 la soglia resta confermata a 2.840,51 euro lordi annui. Si tratta del reddito complessivo del coniuge: stipendi, pensioni, redditi da fabbricati, redditi diversi.Per il forfettario familiari a carico, questo limite è un’informazione che rileva soprattutto in due casi:Marco è forfettario, Anna sotto soglia: Anna è fiscalmente a carico. Marco la dichiara, ma non ottiene detrazioni. Conta per ISEE e altre prestazioni.Anna è dipendente, Marco è forfettario: Marco non è “a carico” di Anna fiscalmente, perché il reddito forfettario si conta per intero (e supera 2.840,51 euro). Anna non potrà avere Marco a carico nel proprio 730.Attenzione: ai fini del calcolo della soglia di 2.840,51 euro, il reddito forfettario rileva integralmente. Anche se Marco paga imposta sostitutiva, il suo reddito imponibile forfettario (es. 26.800 euro) si somma al reddito complessivo della famiglia ai fini del limite. Quindi Marco non può mai essere fiscalmente a carico di Anna se i suoi compensi superano la soglia.Per il calcolo della Reddito di Riferimento ai fini ISEE (RFC) e per altre prestazioni, valgono regole specifiche che il CAF Centro Fiscale può aiutarti a interpretare correttamente. Figli a carico: assegno unico e detrazioniLa gestione dei figli a carico per il forfettario familiari a carico dipende dall’età del figlio. Dal 2022 con l’introduzione dell’assegno unico universale, le regole sono state semplificate ma occorre fare attenzione a due fasce di età.Figli sotto i 21 anni: assegno unicoPer i figli sotto i 21 anni, le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico sono state sostituite dall’assegno unico universale. L’assegno spetta a tutte le famiglie, comprese quelle in cui il genitore è in regime forfettario. L’importo dipende dall’ISEE e dall’età del figlio.In questa fascia di età, il fatto che Marco sia forfettario non comporta alcuna penalizzazione: l’assegno è uguale a quello che riceverebbe se fosse dipendente con lo stesso reddito imponibile.Figli sopra i 21 anni: detrazioniPer i figli con almeno 21 anni di età, l’assegno unico non spetta più (salvo casi specifici di disabilità). Tornano in vigore le detrazioni IRPEF per figli a carico, pari a 950 euro all’anno base, con maggiorazioni se ci sono più figli o condizioni particolari.Anche queste detrazioni, però, sono utilizzabili solo da chi paga IRPEF. Il forfettario non potrà beneficiarne. Se uno dei due genitori è dipendente o pensionato, conviene attribuire la detrazione al 100% al genitore non forfettario, in modo da massimizzare il risparmio familiare.Limite di reddito del figlio per essere a caricoIl limite di reddito per considerare un figlio fiscalmente a carico è di 4.000 euro per i figli fino a 24 anni e di 2.840,51 euro per i figli con più di 24 anni. Questi limiti valgono per la dichiarazione di familiare a carico in generale, indipendentemente dal regime fiscale del genitore. Strategia ottimale per coppia con un forfettarioQuando in una coppia c’è un forfettario e un coniuge che paga IRPEF (dipendente, pensionato, partita IVA in regime ordinario), la strategia fiscale ottimale è chiara: tutte le detrazioni vanno concentrate sul coniuge che ha IRPEF da abbattere. È il principio di base per ottimizzare le tasse della famiglia.Ecco le regole pratiche da seguire:Spese sanitarieVisite specialistiche, farmaci, dentista, occhiali da vista, ticket: tutto andrebbe pagato e fatturato al coniuge non forfettario, che potrà portare in detrazione il 19% della spesa eccedente la franchigia di 129,11 euro. Per i farmaci, conservare gli scontrini parlanti.Mutuo prima casaGli interessi del mutuo prima casa danno diritto a una detrazione del 19% fino a 4.000 euro di interessi. Se il mutuo è cointestato, ciascun coniuge detrae la sua quota. Se il forfettario è cointestatario, perde la sua quota di detrazione, perché non può abbattere imposta sostitutiva. Quando possibile, intestare il mutuo solo al coniuge non forfettario massimizza il risparmio. È una scelta da valutare in fase di acquisto della casa, considerando anche aspetti civilistici e patrimoniali.Spese scolastiche e universitarieMensa, gite, libri, tasse universitarie: pagare con strumenti tracciabili intestati al coniuge non forfettario per detrarre il 19% (con tetti specifici per ordine e grado).Ristrutturazioni e bonus casaBonus ristrutturazione, ecobonus, sismabonus: la fattura va intestata al coniuge che paga IRPEF, e i bonifici devono partire dal suo conto corrente. Se è il forfettario a sostenere la spesa, la detrazione è di fatto persa, salvo cessione del credito o sconto in fattura quando ancora possibili.Premi assicurativi e previdenzaPremi vita, polizze infortuni, contributi a fondi pensione: vanno intestati e pagati dal coniuge non forfettario per beneficiare delle relative detrazioni e deduzioni. Casi particolari: doppio forfettario e P.IVA secondariaVediamo ora alcune situazioni particolari che meritano un approfondimento, perché spesso fonte di errori e di domande al CAF.Coppia con entrambi i coniugi forfettariSe sia il marito che la moglie sono in regime forfettario, nessuno dei due paga IRPEF. Questo significa che tutte le detrazioni a cui la famiglia avrebbe normalmente diritto (sanitarie, mutuo, scolastiche, mobili, ecc.) sono di fatto perse: non c’è IRPEF da abbattere. È una situazione fiscalmente penalizzante per le famiglie con spese detraibili importanti, e va valutata attentamente prima di decidere il regime fiscale di entrambi i coniugi.Il vantaggio dell’imposta sostitutiva al 5% o 15% deve essere confrontato con la perdita delle detrazioni: in alcune situazioni, mantenere uno dei due in regime ordinario per “salvare” le detrazioni familiari può convenire. Si tratta di calcoli che richiedono una simulazione personalizzata.Forfettario con sostituto d’imposta (P.IVA secondaria)Un caso particolare è quello del lavoratore dipendente che apre una partita IVA forfettaria come attività secondaria (compatibilmente con i limiti previsti dal regime). In questo caso, il contribuente:Sul reddito da lavoro dipendente paga IRPEF normale, con tutte le detrazioni del caso (familiari, lavoro dipendente, oneri)Sul reddito forfettario paga l’imposta sostitutiva, senza detrazioniIn questa situazione, le detrazioni per familiari a carico continuano ad applicarsi sull’IRPEF del lavoro dipendente. La presenza della partita IVA forfettaria non le elimina: continueranno a essere riconosciute in busta paga (o a conguaglio nella CU) e in dichiarazione dei redditi unica.Forfettario con redditi da locazione o altri redditiUn altro caso è quello del forfettario che possiede anche un immobile dato in affitto con cedolare secca (anch’essa imposta sostitutiva) o con tassazione ordinaria IRPEF. Solo i redditi soggetti a IRPEF danno diritto a usare le detrazioni. Se l’unico reddito IRPEF è quello da locazione ordinaria, le detrazioni si applicano solo su quella, fino a capienza dell’imposta dovuta. Assegno unico e ISEE per i forfettariUno degli aspetti che più interessa il forfettario familiari a carico con figli è l’assegno unico universale. La regola di base è semplice: i forfettari hanno diritto all’assegno unico esattamente come tutti gli altri lavoratori. Non esistono esclusioni.L’importo dell’assegno dipende dall’ISEE familiare. Per il 2026, la regola base prevede:Importo massimo: per ISEE fino a circa 17.227 euroImporto decrescente: tra 17.227 euro e circa 45.939 euroImporto minimo: per ISEE oltre la soglia o senza ISEE presentatoPer ottenere l’importo corretto è essenziale presentare la DSU. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste gratuitamente i contribuenti nella presentazione della DSU e nel calcolo ISEE.Come si calcola il reddito del forfettario nell’ISEEAi fini ISEE, il reddito del forfettario è calcolato come ricavi annui per coefficiente di redditività della propria attività ATECO. Non si considerano i ricavi lordi, ma il reddito imponibile forfettario, lo stesso su cui si calcola l’imposta sostitutiva. Esempio: se Marco fattura 40.000 euro e ha coefficiente 67%, il suo reddito ISEE è 26.800 euro.A questo si applicano i normali criteri di calcolo ISEE: somma dei redditi del nucleo, sottrazione di franchigie e detrazioni ISEE, divisione per la scala di equivalenza che tiene conto della numerosità del nucleo. Avere il coniuge nello stato di famiglia aumenta la scala di equivalenza e abbassa l’ISEE finale.Quando conviene presentare l’ISEEPer i forfettari con figli, presentare l’ISEE conviene praticamente sempre, anche se il reddito sembra alto. Le soglie per beneficiare di assegno unico maggiorato, bonus nido, mensa e altre prestazioni sono spesso più alte di quanto si pensi, e perdere queste agevolazioni per non aver presentato la DSU è un peccato che capita spesso. Errori comuni da evitareNella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale di Udine, ricorrono alcuni errori tipici sul tema forfettario familiari a carico. Vediamo i più frequenti per aiutarti a evitarli.Errore 1: pensare di “recuperare” le detrazioni perseAlcuni forfettari pensano che, accumulando detrazioni non utilizzate, le possano “recuperare” su anni successivi o scontare sull’imposta sostitutiva. Non è possibile: le detrazioni IRPEF non utilizzate sono semplicemente perse, non si trasformano in credito spendibile sul forfettario.Errore 2: intestare al forfettario le spese detraibiliSpesso, per abitudine, il forfettario continua a intestarsi visite mediche, mutuo, polizze. Se il coniuge paga IRPEF, è un errore: intestare al coniuge sbagliato significa perdere la detrazione. Va sempre verificato chi sostiene la spesa e quale documento di pagamento (intestazione bonifico, ricevuta) viene rilasciato.Errore 3: non presentare ISEE perché “tanto non serve”Molti forfettari trascurano la DSU pensando che il loro reddito sia troppo alto. In realtà, l’ISEE serve per molte prestazioni con soglie variabili e in alcuni casi anche per assegno unico maggiorato. Non costa nulla presentarla e i benefici possono essere significativi.Errore 4: confondere “a carico” fiscale e ISEE“A carico fiscale” (sotto i 2.840,51 euro) e “componente del nucleo familiare ISEE” sono concetti diversi. Una persona può non essere a carico fiscalmente, ma rientrare ugualmente nel nucleo ISEE. Sono due piani normativi distinti che vanno gestiti separatamente.Errore 5: dimenticare la comunicazione del nucleo a INPSPer l’assegno unico è fondamentale comunicare correttamente la composizione familiare nella domanda INPS e tenerla aggiornata in caso di nascite, matrimoni, separazioni, morti. Variazioni non comunicate possono comportare riduzioni dell’assegno o richieste di restituzione. Domande frequentiSono in regime forfettario, posso portare a carico mia moglie?Sì, puoi dichiararla nello stato di famiglia e ai fini ISEE, ma non ottieni alcuna detrazione IRPEF perché paghi imposta sostitutiva. Avere la moglie a carico, però, ti serve per ISEE, assegno unico, bonus famiglia regionali e altre prestazioni.Il forfettario paga IRPEF?No. Il forfettario paga un’imposta sostitutiva del 5% (per i primi cinque anni con i requisiti) o del 15% del reddito imponibile forfettario. Questa imposta sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. Le detrazioni IRPEF non si applicano.Il forfettario può detrarre le spese sanitarie del coniuge?No, perché non paga IRPEF. Se l’altro coniuge è dipendente o pensionato, è quest’ultimo che dovrebbe sostenere e detrarre quelle spese. Conviene quindi pagare le visite, i farmaci e i ticket con strumenti tracciabili intestati al coniuge che ha IRPEF da abbattere.I forfettari hanno diritto all’assegno unico?Sì, esattamente come tutti gli altri lavoratori. L’importo dipende dall’ISEE familiare. Per il calcolo, il reddito del forfettario è quello imponibile forfettario (ricavi × coefficiente), non i ricavi lordi.Qual è il limite di reddito per essere coniuge a carico nel 2026?Il limite è confermato a 2.840,51 euro di reddito complessivo annuo. Per il forfettario rileva il reddito imponibile forfettario (ricavi × coefficiente), non i ricavi lordi. Quindi un forfettario con compensi anche solo di poche migliaia di euro non può essere a carico del coniuge.Se sia io che mio marito siamo forfettari, perdiamo tutte le detrazioni?Sì, se nessuno dei due paga IRPEF, tutte le detrazioni a cui avreste diritto sono di fatto perse. È una situazione che va valutata attentamente: in alcuni casi può convenire che uno dei due resti in regime ordinario per non perdere le detrazioni familiari di valore. Una simulazione personalizzata al CAF può chiarire qual è l’opzione fiscalmente più vantaggiosa.I figli sotto i 21 anni si possono detrarre dal forfettario?Per i figli sotto i 21 anni, le vecchie detrazioni IRPEF sono state sostituite dall’assegno unico, che spetta a tutti, compresi i forfettari. Per i figli sopra i 21 anni la detrazione IRPEF di 950 euro torna in vigore, ma solo per chi paga IRPEF. Il forfettario non può utilizzarla.Il forfettario paga IRAP e addizionali regionali?No. L’imposta sostitutiva del regime forfettario sostituisce anche IRAP, addizionale regionale IRPEF e addizionale comunale IRPEF. È uno dei vantaggi più rilevanti del regime, che compensa in parte la perdita delle detrazioni.Conviene davvero il forfettario se ho molte spese detraibili in famiglia?Dipende. Se sei l’unico percettore di reddito della famiglia e hai spese detraibili importanti (mutuo, sanitarie, scolastiche), il regime ordinario potrebbe essere più conveniente complessivamente. Se invece hai un coniuge che paga IRPEF e può “assorbire” le detrazioni, il forfettario resta vantaggioso. È un calcolo da fare caso per caso, idealmente con una simulazione fatta dal commercialista o dal CAF.Conclusione: il forfettario non perde tutto, ma serve strategiaIl forfettario familiari a carico non beneficia delle detrazioni IRPEF, perché paga un’imposta sostitutiva. Tuttavia, avere familiari a carico continua a essere fondamentale per ISEE, assegno unico, bonus famiglia, agevolazioni regionali e per consentire all’altro coniuge (se non forfettario) di portare in detrazione le spese sostenute.La vera differenza la fa la strategia di coppia: se uno dei due paga IRPEF, conviene concentrare su di lui tutte le detrazioni. Se entrambi sono forfettari, occorre valutare con attenzione se i risparmi del 5% o 15% di imposta sostitutiva compensino davvero la perdita delle detrazioni familiari.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenze personalizzate per valutare la situazione fiscale di tutta la famiglia, calcolare l’ISEE, gestire la domanda di assegno unico e ottimizzare la dichiarazione dei redditi del coniuge non forfettario. Contattaci per fissare un appuntamento e fare il punto sulla tua situazione.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Giugno 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-24 08:00:002026-05-24 09:54:41Forfettario e Familiari a Carico 2026: Detrazioni e Vantaggi Fiscali
GESTIONE PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOExcel Calcolo Tasse Forfettario 2026: Tool Gratuito Scaricabile per Simulazione ImposteStai cercando un Excel calcolo tasse forfettario 2026 per simulare quanto pagherai di imposte e contributi prima di aprire la partita IVA o per pianificare gli acconti del prossimo anno? In questa guida ti spieghiamo passo passo cosa deve calcolare un foglio Excel forfettario ben fatto, ti mettiamo a disposizione un tool interattivo gratuito per il calcolo immediato e ti diamo la possibilità di richiedere il file Excel scaricabile personalizzato dal CAF Centro Fiscale di Udine.Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato preferito dalle partite IVA italiane fino a 85.000 euro di compensi annui. Ma per pianificare bene il tuo lavoro autonomo serve sapere in anticipo quanto pagherai tra imposta sostitutiva, contributi previdenziali e acconti. Un Excel ben costruito ti aiuta a fare proprio questo.Cosa trovi in questa guidaTool interattivo per calcolo immediato tasse forfettario 2026Tabella completa coefficienti redditività per tutti i codici ATECO4 scenari pre-calcolati per professionisti (20K, 35K, 50K, 75K euro)Come si calcolano gli acconti per l’anno successivoErrori comuni da evitare nel calcolo fai-da-teFile Excel gratuito su richiesta via emailIndice dei contenutiPerché serve un Excel calcolo tasse forfettarioCosa deve calcolare un Excel forfettario completoTabella coefficienti redditività 2026 per codice ATECOTool interattivo: calcola subito le tue tasseScenari pre-calcolati per professionisti (coefficiente 78%)Come si calcolano gli acconti del forfettarioErrori comuni nei calcoli fai-da-teLimiti dell’Excel: quando serve il commercialistaScarica il file Excel gratuitoFAQ: domande frequentiPerché serve un Excel calcolo tasse forfettarioAvere un Excel di calcolo tasse forfettario non è solo questione di curiosità fiscale: è uno strumento operativo di pianificazione che ti permette di prendere decisioni economiche più consapevoli. Vediamo i tre casi d’uso principali.1. Pianificare le tasse durante l’annoNel regime forfettario non c’è ritenuta d’acconto sui compensi (eccetto il caso del “non sostituto d’imposta”): incassi al lordo e devi accantonare tu le somme per pagare le imposte a giugno e novembre. Senza un Excel preciso rischi di trovarti scoperto al momento dei pagamenti F24.Mese per mese, sapere quanto stai accumulando di “debito fiscale” potenziale ti permette di tenere i soldi su un conto separato e arrivare alle scadenze tranquillo.2. Simulare scenari prima di aprire la partita IVAStai pensando di passare da dipendente a libero professionista? Un Excel ti permette di rispondere a domande critiche:Con 35.000 euro di compensi annui, quanto mi resta netto?I primi 5 anni con aliquota startup al 5% quanto mi fanno risparmiare?Conviene davvero passare al forfettario o resto da dipendente?Con il mio codice ATECO (coefficiente 78%) quanta parte del fatturato è “tassata”?3. Calcolare gli acconti per evitare sorpreseA novembre 2026 dovrai pagare il secondo acconto sull’imposta del 2026, calcolato sulla base di quanto hai versato nel 2025 (metodo storico) oppure su una stima del 2026 stesso (metodo previsionale). Un Excel aggiornato ti dice subito qual è la scelta più conveniente. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Cosa deve calcolare un Excel forfettario completoUn Excel calcolo tasse forfettario 2026 ben costruito deve elaborare in sequenza queste 6 grandezze fiscali, partendo dai compensi lordi fino al totale dovuto al fisco. Ti spieghiamo ogni passaggio con la formula corretta.Step 1: Reddito imponibile lordoIl primo calcolo del foglio Excel applica il coefficiente di redditività ai compensi incassati nell’anno (principio di cassa). La formula è:Reddito imponibile = Compensi annui × Coefficiente redditivitàEsempio: un consulente professionista (coefficiente 78%) con 30.000 euro di compensi ha un reddito imponibile lordo di 30.000 × 0,78 = 23.400 euro. Il restante 22% (6.600 euro) è considerato “spesa forfettaria” e non si tassa, indipendentemente dalle spese reali sostenute.Step 2: Contributi previdenziali deducibiliI contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno (Gestione Separata INPS, Artigiani, Commercianti, casse private come Cassa Forense, ENPACL, ENPAM, INARCASSA, ecc.) sono integralmente deducibili dal reddito imponibile.Attenzione: vale il principio di cassa, quindi vanno considerati solo i contributi effettivamente pagati nell’anno (anche se di competenza di anni precedenti). Se a gennaio 2026 paghi il saldo INPS 2025, quel versamento è deducibile dal reddito 2026.Step 3: Reddito imponibile nettoReddito netto = Reddito imponibile lordo − Contributi versatiTornando al consulente con 23.400 euro di reddito lordo: se ha versato 5.500 euro di contributi alla Gestione Separata, il reddito netto su cui calcolerà l’imposta è 17.900 euro.Step 4: Imposta sostitutiva (5% o 15%)Sul reddito netto si applica l’imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP. Le aliquote sono due:5% per i primi 5 anni di attività se ricorrono i requisiti “startup” (no attività precedente nei 3 anni, no continuazione di lavoro dipendente, ecc.)15% in tutti gli altri casi (regime ordinario forfettario)Imposta sostitutiva = Reddito netto × 0,05 (o 0,15)Step 5: Acconti per l’anno successivoSe l’imposta sostitutiva supera 51,65 euro, il forfettario deve versare anche gli acconti per l’anno successivo:Primo acconto (40%) entro il 30 giugno (50% se aliquota è 5%? No: l’acconto è sempre 100% diviso in 40+60, ma il primo acconto è obbligatorio solo se l’imposta dell’anno precedente supera 257,52 euro)Secondo acconto (60%) entro il 30 novembreRegola pratica: se l’imposta dovuta per il 2026 è ad esempio 3.000 euro, gli acconti per il 2027 saranno 100% di 3.000 = 3.000 euro, divisi in 1.200 (giugno) + 1.800 (novembre).Step 6: Totale tasse da pagareTotale F24 = Saldo imposta anno corrente + Acconti anno successivo + Contributi INPSAttenzione: è proprio in questo passaggio che molti forfettari “saltano sulla sedia”. A giugno dell’anno N si paga il saldo dell’anno N-1 + il primo acconto dell’anno N, che spesso supera l’imposta annuale stessa. Un Excel ben fatto ti mostra questo “doppio impatto” in chiaro. Tabella coefficienti redditività 2026 per codice ATECOIl coefficiente di redditività è il cuore del calcolo forfettario: determina quale percentuale dei tuoi compensi è considerata “reddito” da tassare. La legge 190/2014 (art. 1 commi 54-89) li raggruppa in 9 categorie, dal 40% all’86%. Ecco la tabella completa aggiornata al 2026.CoefficienteSettore di attivitàCodici ATECO40%Industrie alimentari e delle bevande10.1, 10.2, 1140%Commercio all’ingrosso e al dettaglio45, 46, 47 (escluso 47.81, 47.82, 47.89)40%Commercio ambulante prodotti alimentari e bevande47.8154%Commercio ambulante altri prodotti47.82, 47.8962%Intermediari del commercio (agenti, rappresentanti)46.167%Servizi di alloggio e ristorazione55, 5678%Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, finanziarie, assicurativeM, N (parz.), Q, P, K (parz.)86%Costruzioni e attività immobiliariF, L67%Altre attività economiche (non comprese nelle precedenti)Categoria residualeImportante: nel tuo Excel devi indicare con precisione il coefficiente che corrisponde al tuo codice ATECO principale. Se hai più codici ATECO con coefficienti diversi, devi calcolare il reddito imponibile separatamente per ciascuna attività e poi sommare.I coefficienti più diffusi nel 2026Le partite IVA forfettarie italiane si concentrano per oltre il 60% nei servizi professionali (78%): consulenti, freelance digitali, designer, traduttori, formatori, psicologi, architetti, avvocati, commercialisti, ingegneri. Subito dopo: commercianti (40%) e artigiani edili (86%). Tool interattivo: calcola subito le tue tasse forfettario 2026Inserisci i tuoi dati nel simulatore qui sotto e ottieni in tempo reale il calcolo del reddito imponibile, dell’imposta sostitutiva e delle tasse totali da pagare. Il tool è gratuito, non richiede registrazione e funziona direttamente nel browser.Simulatore Tasse Forfettario 2026Compila i campi e visualizza istantaneamente il calcolo Compensi annui lordi (€) Massimo 85.000 euro per restare nel forfettario Categoria attività (coefficiente redditività) 40% — Industrie alimentari / Commercio all’ingrosso e dettaglio / Ambulante alimentari54% — Commercio ambulante altri prodotti62% — Intermediari del commercio67% — Alloggio, ristorazione, altre attivita78% — Professionisti, sanitari, istruzione, servizi tecnici86% — Costruzioni e attivita immobiliari Contributi previdenziali versati nell’anno (€) INPS Gestione Separata, Artigiani, Commercianti o cassa professionale Primi 5 anni di attivita (aliquota 5% startup) Spunta solo se rispetti tutti i requisiti per l’aliquota agevolataRisultato del calcoloReddito imponibile lordo23.400,00 €Contributi deducibili– 5.500,00 €Reddito imponibile netto17.900,00 €Aliquota applicata15%Imposta sostitutiva2.685,00 €Acconti per l’anno successivo (100%)2.685,00 €TOTALE F24 (saldo + acconti)5.370,00 €Il calcolo non include i contributi INPS dell’anno in corso che si aggiungono al totale F24. Prenota una consulenza con il CAF di Udine Come usare il simulatore: modifica uno qualsiasi dei campi per vedere aggiornarsi in tempo reale il risultato. Prova ad esempio a confrontare lo scenario con/senza aliquota startup spuntando la casella “Primi 5 anni”: vedrai immediatamente quanto vale il regime agevolato (-66% di imposta). Scenari pre-calcolati per professionisti (coefficiente 78%)Per i professionisti (consulenti, freelance, sanitari, architetti, ingegneri, avvocati, ecc.) che applicano il coefficiente 78%, ecco quattro scenari tipo che ti danno un’idea immediata del carico fiscale per fasce di compensi.Compensi annuiReddito imponibile (78%)AliquotaImposta sostitutivaPressione effettiva20.000 €15.600 €5% (startup)780 €3,9%35.000 €27.300 €15%4.095 €11,7%50.000 €39.000 €15%5.850 €11,7%75.000 €58.500 €15%8.775 €11,7%Lettura della tabella: gli scenari mostrano l’imposta sostitutiva al lordo dei contributi previdenziali deducibili. Nella realtà, sottraendo dal reddito imponibile i contributi versati (di solito tra il 24% e il 26% del reddito), l’imposta scende ulteriormente. Esempio pratico: con compensi 50.000 euro e contributi 7.000 euro, l’imposta sostitutiva passa da 5.850 a (39.000 – 7.000) × 15% = 4.800 euro.Confronto startup 5% vs ordinario 15%Per chi è nei primi 5 anni di attività e rispetta i requisiti dell’aliquota agevolata, il risparmio è notevole. Esempio per un professionista con 35.000 euro di compensi:Aliquota 5% startup: 27.300 × 5% = 1.365 euro di impostaAliquota 15% ordinaria: 27.300 × 15% = 4.095 euro di impostaRisparmio: 2.730 euro all’anno (= 66,7% in meno) Come si calcolano gli acconti del forfettarioIl calcolo degli acconti è uno degli aspetti che genera più dubbi tra i forfettari, perché richiede di “anticipare” allo Stato un’imposta su un reddito non ancora maturato. Vediamo le due metodologie ammesse e quale conviene.Metodo storicoSi calcolano gli acconti dell’anno N sul 100% dell’imposta sostitutiva pagata nell’anno N-1. È il metodo automatico, quello che ti propone il commercialista o il software gestionale “in default”.Se imposta 2025 = 4.000 euro → acconti 2026 = 4.000 euro totaliPrimo acconto (40%): 1.600 euro entro 30 giugno 2026Secondo acconto (60%): 2.400 euro entro 30 novembre 2026Eccezione: se l’imposta dell’anno precedente è inferiore a 257,52 euro, l’acconto si versa in un’unica soluzione a novembre. Se inferiore a 51,65 euro, non si versa alcun acconto.Metodo previsionaleSi calcolano gli acconti su una stima del reddito che si presume di realizzare nell’anno in corso. È utile quando sai già che il 2026 sarà nettamente peggiore (o migliore) del 2025.Attenzione: con il metodo previsionale, se a fine anno l’imposta effettiva supera quella stimata e gli acconti versati sono insufficienti, scattano sanzioni e interessi per insufficiente versamento (sanzione 30% ridotta con ravvedimento operoso). Quindi il previsionale conviene solo se sei certo che il reddito 2026 sarà più basso del 2025.Esempio pratico di calcolo accontiMaria, consulente psicologa (coefficiente 78%, aliquota 15%) ha avuto nel 2025:Compensi: 38.000 euroReddito imponibile lordo: 38.000 × 78% = 29.640 euroContributi ENPAP versati: 6.500 euroReddito netto: 23.140 euroImposta 2025: 23.140 × 15% = 3.471 euroNel 2026 Maria dovrà versare:30 giugno 2026: saldo 2025 (3.471 €) + primo acconto 2026 (40% di 3.471 = 1.388,40 €) = 4.859,40 euro30 novembre 2026: secondo acconto 2026 (60% di 3.471 = 2.082,60 euro) = 2.082,60 euroTotale tasse 2026: 6.942 euro (escluso INPS e contributi cassa). Un Excel ben fatto deve mostrarti questa “doppia stretta” di giugno (saldo + acconto) per evitare sorprese a metà anno. Errori comuni nei calcoli fai-da-te con ExcelSe costruisci da solo il tuo Excel calcolo tasse forfettario, evita questi 7 errori frequenti che possono portare a versamenti errati e sanzioni dell’Agenzia delle Entrate.1. Confondere fatturato e compensi incassatiNel forfettario vale il principio di cassa: tassi solo i compensi effettivamente incassati nell’anno, non quelli fatturati ma non ancora pagati dal cliente. Una fattura emessa a dicembre 2025 e incassata a gennaio 2026 è reddito 2026, non 2025.2. Includere il bollo in fattura come compensoI 2 euro di marca da bollo addebitati in fattura sopra i 77,47 euro non sono compenso: sono un rimborso spese che non concorre al reddito. Vanno scorporati dai compensi imponibili.3. Dimenticare i contributi pagati nell’annoI contributi previdenziali deducibili sono quelli versati nell’anno, non quelli di competenza. Se nel 2026 paghi anche il saldo INPS 2025, quel versamento è deducibile dal reddito 2026. Molti dimenticano questa “extra deduzione” e pagano più imposta del dovuto.4. Applicare l’aliquota startup senza requisitiL’aliquota 5% si applica solo se rispetti tutti e tre i requisiti: nessuna attività professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti, attività non in continuazione di precedente lavoro dipendente (salvo eccezioni), compensi sotto le soglie ATECO. Sbagliare l’aliquota porta a sanzioni dal 90% al 180% sull’imposta evasa.5. Sbagliare il coefficiente per attività misteSe hai più codici ATECO con coefficienti diversi (es. consulenza 78% + commercio online 40%), devi calcolare il reddito separatamente per ogni attività. Applicare un unico coefficiente medio è un errore comune che falsa il calcolo.6. Calcolare l’INPS sul reddito nettoI contributi INPS dei forfettari (Gestione Separata, Artigiani, Commercianti) si calcolano sul reddito imponibile forfettario (compensi × coefficiente), al lordo dei contributi stessi. Calcolarli sul netto è un errore che porta a versamenti insufficienti.7. Ignorare la riduzione contributiva 35%Gli artigiani e commercianti forfettari possono richiedere la riduzione del 35% sui contributi INPS. Va espressamente domandata entro il 28 febbraio dell’anno di applicazione. Un Excel ben fatto deve avere un’opzione “applica riduzione 35%” da spuntare. Limiti dell’Excel: quando serve il commercialistaUn foglio Excel di calcolo tasse forfettario è uno strumento eccellente per la pianificazione di base e la simulazione, ma non sostituisce la consulenza fiscale professionale in alcuni scenari critici.Casi in cui l’Excel non bastaCause ostative: superamento soglia 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente, partecipazioni in società, controllo di SRL con attività riconducibileSoglia 100.000 euro: uscita immediata dal regime con conseguenze IVA da gestire correttamenteOperazioni con l’estero: clienti UE, reverse charge, esportazioni, prestazioni servizi B2B intracomunitarieAcquisti intracomunitari: superamento soglia 10.000 euro che obbliga a iscriversi al VIES e applicare l’IVAPassaggio dal regime ordinario al forfettario (o viceversa) con rettifiche IVA da gestireAttività professionali con cassa privata: Cassa Forense, INARCASSA, ENPAM, ENPAP hanno regole specifiche di contribuzione minima e massimaErrori dell’anno precedente da correggere: ravvedimento operoso, dichiarazione integrativaAttenzione alle simulazioni semplificate: gli Excel scaricati da blog generalisti spesso non aggiornano i parametri (coefficienti, soglie, aliquote contributive) e non considerano le specificità del tuo settore. Un errore di calcolo del 5% su 50.000 euro di compensi significa 375 euro di tasse sbagliate.Quando affidarsi a un CAFIl CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio dedicato alle partite IVA forfettarie con:Verifica annuale della permanenza nel regime e cause ostativeCalcolo preciso di imposta sostitutiva, INPS e accontiCompilazione e invio modello Redditi PF (quadro LM)Pianificazione fiscale personalizzata in base al tuo codice ATECOPredisposizione F24 con codici tributo corretti (1790 per saldo, 1791 e 1792 per acconti)Supporto in caso di richieste documentali dall’Agenzia delle Entrate Scarica il file Excel calcolo tasse forfettario gratuitoHai utilizzato il simulatore qui sopra e vuoi avere il file Excel completo offline per le tue simulazioni personalizzate? Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione gratuitamente, su richiesta via email, un file Excel pronto all’uso con:Calcolo automatico imposta sostitutiva (5% e 15%)Tabella interattiva con tutti i coefficienti redditività ATECOCalcolo acconti con metodo storico e previsionale a confrontoStima contributi INPS Gestione Separata / Artigiani / CommerciantiPianificazione mensile flussi di cassa per accantonamento tasseConfronto multi-scenario startup 5% vs ordinario 15%Richiedi gratis l’Excel calcolo tasse forfettario 2026Invia una email con oggetto “Richiesta Excel forfettario” all’indirizzo:info@centrofiscale.comRiceverai il file entro 24 ore lavorative direttamente sulla tua casella di posta. Nessun costo, nessuna registrazione.Specifica nel testo della mail il tuo codice ATECO principale (o il settore di attività): ti invieremo la versione dell’Excel pre-impostata con il coefficiente redditività corretto per il tuo caso. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. 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Il simulatore online qui sopra si limita all’imposta sostitutiva.Come faccio se ho compensi sopra 85.000 euro a metà anno?Se superi 85.000 euro durante l’anno ma rimani sotto 100.000, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, esci immediatamente dal regime e devi applicare l’IVA su tutte le operazioni dal momento dello sforamento. In entrambi i casi, l’Excel di calcolo va sostituito con un foglio per il regime ordinario semplificato (calcolo IRPEF + addizionali).Il simulatore considera la flat tax incrementale?No, il simulatore di questa pagina è dedicato al regime forfettario standard. La flat tax incrementale (introdotta nel 2023, prorogata e modificata negli anni successivi) si applica solo a chi è in regime ordinario, non ai forfettari. Per simulare entrambi i regimi a confronto, rivolgiti al CAF.Quanto risparmio passando dal regime ordinario al forfettario?Dipende dai tuoi compensi e dalle tue spese reali. Indicativamente, un professionista con 40.000 euro di compensi e poche spese reali (under 5.000 euro) risparmia tra 3.000 e 5.000 euro all’anno con il forfettario rispetto all’ordinario. Se invece hai spese reali alte (ad esempio 15.000 euro), il regime ordinario potrebbe essere più conveniente. L’Excel completo permette il confronto diretto.Perché l’imposta calcolata nel mio Excel è diversa da quella del commercialista?I motivi più frequenti: hai dimenticato di sottrarre i contributi previdenziali pagati nell’anno, hai applicato un coefficiente sbagliato, hai tassato compensi non incassati (errore principio di cassa), oppure hai applicato erroneamente l’aliquota startup. Confronta i passaggi nel tuo Excel con i 6 step indicati in questa guida.I codici tributo da usare in F24 per pagare le tasse forfettario?I codici tributo principali per il regime forfettario sono:1790: imposta sostitutiva forfettario – Saldo1791: imposta sostitutiva forfettario – Acconto prima rata1792: imposta sostitutiva forfettario – Acconto seconda rataL’Excel completo del CAF integra questi codici nei modelli F24 pre-compilati per facilitarti la vita al momento dei versamenti. In sintesi: pianifica le tasse forfettario senza sorpreseUn buon Excel calcolo tasse forfettario 2026 deve seguire i 6 step fiscali (compensi → reddito imponibile lordo → contributi → reddito netto → imposta → acconti), applicare il coefficiente redditività corretto per il tuo codice ATECO, considerare la doppia stretta di giugno con saldo + primo acconto, ed evitare i 7 errori di calcolo più frequenti. Il simulatore interattivo di questa pagina ti dà una stima immediata; il file Excel scaricabile gratuitamente via email è lo strumento operativo per la pianificazione mensile.Vuoi pianificare le tue tasse forfettario senza errori?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza fiscale specializzata per partite IVA in regime forfettario. Calcolo imposte, acconti, F24 e pianificazione contributiva personalizzata. Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Telefono: 0432 1638640 WhatsApp: 366 6018121 Email: info@centrofiscale.com Prenota un appuntamento★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Maggio 15, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-15 14:00:002026-08-17 10:16:46Excel Calcolo Tasse Forfettario 2026: Tool Gratuito Scaricabile per Simulazione Imposte
NOTIZIEDetassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026 Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di RisultatoChi Può Beneficiare della DetassazioneQuando il Datore Non Applica la DetassazioneCome Recuperare nel 730/2026: ProceduraEsempio Pratico di Risparmio FiscaleScadenze per il RecuperoSe hai ricevuto un premio di risultato nel 2025 e il tuo datore di lavoro non ha applicato la detassazione, puoi recuperare l’agevolazione fiscale nella dichiarazione dei redditi 730/2026. La detassazione dei premi di risultato consente di pagare un’imposta sostitutiva del 5% invece dell’IRPEF ordinaria, con un risparmio significativo per i lavoratori dipendenti.In questa guida, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega come funziona la detassazione, chi può beneficiarne e come recuperarla nel modello 730 se non è stata applicata correttamente in busta paga.Cos’è la Detassazione dei Premi di Risultato La detassazione dei premi di risultato è un’agevolazione fiscale che permette ai lavoratori dipendenti di pagare un’imposta sostitutiva del 5% invece delle aliquote IRPEF ordinarie (che possono arrivare fino al 43%) sui premi di produttività erogati dal datore di lavoro.I premi di risultato sono somme aggiuntive legate al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività o qualità definiti in accordi aziendali o territoriali. La detassazione si applica su importi fino a 3.000 euro annui (4.000 euro per aziende con coinvolgimento paritetico dei lavoratori).Requisiti fondamentali:Reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedentePremio previsto da contrattazione collettiva aziendale o territorialeCollegamento del premio a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazioneChi Può Beneficiare della Detassazione Possono accedere alla detassazione dei premi di risultato i lavoratori dipendenti del settore privato che soddisfano questi criteri:Limite di reddito: reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente (2024 per i premi 2025) non superiore a 80.000 euroContratto collettivo: il premio deve essere previsto da accordi aziendali o territoriali depositati presso la Direzione Territoriale del LavoroLegame con risultati: il premio deve essere collegato a obiettivi misurabili di produttività, qualità o efficienzaEsclusi dalla detassazione:Dirigenti (salvo specifiche eccezioni)Lavoratori con reddito superiore a 80.000 euroPremi non collegati a obiettivi (premi discrezionali, aumenti fissi, mensilità aggiuntive)Quando il Datore Non Applica la Detassazione In alcuni casi, il datore di lavoro potrebbe non applicare l’imposta sostitutiva del 5% in busta paga, tassando il premio con le aliquote IRPEF ordinarie. Questo può accadere per:Errore amministrativo o mancata conoscenza della normativaIncertezza sui requisiti (ad esempio, dubbi sul rispetto del limite di reddito)Mancata verifica della presenza di accordi aziendali validiScelta prudenziale del datore per evitare contestazioniIn questi casi, il lavoratore ha diritto a recuperare la differenza tra l’imposta ordinaria pagata e l’imposta sostitutiva del 5%, presentando la dichiarazione dei redditi 730/2026.Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Per recuperare la detassazione non applicata dal datore di lavoro, è necessario seguire questa procedura:1. Verificare i requisitiControlla di avere tutti i requisiti:Reddito 2024 sotto 80.000 euroPremio previsto da contratto aziendaleCollegamento con obiettivi di produttività2. Raccogliere la documentazioneServe:Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore (disponibile entro marzo 2026)Contratto integrativo aziendale o accordo territoriale che prevede il premioBusta paga con indicazione del premio e della tassazione applicataDichiarazione del datore che attesta il collegamento del premio agli obiettivi3. Compilare il modello 730/2026Nel quadro C del 730, alla colonna 5 (“Somme per premi di risultato”), va indicato:L’importo del premio tassato ordinariamenteLa richiesta di applicazione retroattiva dell’imposta sostitutiva del 5%4. Calcolo del rimborsoL’Agenzia delle Entrate ricalcola l’imposta applicando l’aliquota del 5% e restituisce la differenza con il rimborso 730 o in compensazione.Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica i requisiti, acquisisce la documentazione e compila il 730 per massimizzare il recupero.Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Caso concreto:Mario ha percepito nel 2025:Reddito annuo: 35.000 euroPremio di risultato: 2.000 euroIl datore ha tassato il premio con IRPEF ordinaria (aliquota marginale 35% + addizionali), per un totale di circa 750 euro di imposte sul premio.Con la detassazione nel 730/2026:Imposta sostitutiva 5%: 2.000 × 5% = 100 euroRisparmio fiscale: 750 – 100 = 650 euroMario recupera 650 euro nel rimborso del 730/2026.Altro esempio (premio massimo):Lucia, reddito 40.000 euro, ha ricevuto premio di 3.000 euro tassato ordinariamente (aliquota 35%):Imposte pagate: circa 1.050 euroImposte con detassazione: 3.000 × 5% = 150 euroRisparmio: 900 euroIl risparmio medio per chi recupera la detassazione varia tra 600 e 1.200 euro, a seconda dell’importo del premio e dell’aliquota IRPEF marginale.Scadenze per il RecuperoPer recuperare la detassazione dei premi 2025, le scadenze sono:Entro marzo 2026: il datore rilascia la Certificazione Unica con i dati dei premi erogatiDal 30 aprile 2026: inizio periodo per presentare il 730/2026Entro 30 settembre 2026: scadenza ordinaria per il 730/2026 precompilatoEntro 15 ottobre 2026: scadenza per chi presenta il 730 tramite CAF o professionistaEntro 31 ottobre 2026: scadenza per Redditi Persone Fisiche (in alternativa al 730)Attenzione: il recupero deve essere richiesto entro i termini di presentazione della dichiarazione. Se non viene indicato nel 730/2026, il diritto alla detassazione si perde (salvo presentare dichiarazione integrativa entro i termini di decadenza).📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Detassazione Premi Posso recuperare la detassazione anche se il datore l’ha tassata ordinariamente?Si, se hai i requisiti (reddito sotto 80.000 euro, premio da contratto aziendale, collegamento con produttivita) puoi recuperare la detassazione nel 730/2026, anche se il datore ha applicato IRPEF ordinaria in busta paga.Serve l’autorizzazione del datore per recuperare nel 730?No, non serve autorizzazione, ma e utile avere una dichiarazione del datore che attesta il collegamento del premio agli obiettivi di produttivita previsti dal contratto aziendale.Il CAF puo verificare se ho diritto alla detassazione?Si, il CAF Centro Fiscale verifica i requisiti, esamina la CU e il contratto aziendale, e compila il 730 per recuperare correttamente l’agevolazione.Se non presento il 730, perdo la detassazione?Si, se non richiedi il recupero nella dichiarazione dei redditi entro le scadenze, l’imposta ordinaria gia applicata resta definitiva e non puoi piu recuperare la differenza.La detassazione dei premi di risultato è un’agevolazione importante che permette di risparmiare fino a 1.000 euro o più sulle imposte. Se il tuo datore di lavoro non l’ha applicata in busta paga, puoi recuperarla nel 730/2026 seguendo la procedura corretta.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:Verificare i requisiti di accessoAcquisire la documentazione necessariaCompilare il 730 con il recupero della detassazioneMassimizzare il rimborso fiscaleNon perdere questa opportunità di risparmio: contatta il CAF Centro Fiscale per la tua dichiarazione dei redditi.ARTICOLI CORRELATINOTIZIE ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSIndice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPSNOTIZIE Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026NOTIZIE Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fatturaIndice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? 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PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOFlat Tax Busta Paga 2026: Adempimenti per Premi e BonusLa flat tax in busta paga 2026 rappresenta un’importante agevolazione fiscale per i lavoratori dipendenti che percepiscono premi di risultato e bonus produttività. L’imposta sostitutiva al 5% consente di ridurre significativamente il carico fiscale rispetto alla normale tassazione IRPEF progressiva. Tuttavia, l’applicazione della flat tax richiede il rispetto di specifici adempimenti fiscali sia da parte del datore di lavoro che del lavoratore dipendente. In questa guida approfondita analizziamo tutti gli obblighi, le scadenze e le procedure per beneficiare correttamente della tassazione agevolata. Indice dei contenutiCos’è la Flat Tax in Busta PagaRequisiti per Accedere alla Flat Tax al 5%Adempimenti del Datore di LavoroAdempimenti del Lavoratore DipendenteTabella Riepilogativa Adempimenti e ScadenzeEsempi Pratici di CalcoloFringe Benefit e Flat Tax 2026Sanzioni per Mancato Rispetto degli AdempimentiNovità e Conferme per il 2026Domande FrequentiCos’è la Flat Tax in Busta Paga La flat tax in busta paga è un’imposta sostitutiva del 5% applicabile su specifiche voci retributive erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato. Introdotta per incentivare la produttività aziendale, questa tassazione agevolata sostituisce l’ordinaria aliquota IRPEF progressiva (che può arrivare fino al 43%).La normativa di riferimento è contenuta nell’articolo 1, comma 182, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016), successivamente modificata e prorogata dalle Leggi di Bilancio successive, inclusa la Legge di Bilancio 2026.Beneficiari:Lavoratori dipendenti del settore privatoCon reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superiore a 80.000 euroImpiegati presso aziende che applicano contratti collettivi aziendali o territorialiVoci retributive agevolabili:Premi di risultato legati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazioneSomme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresaFringe benefit (entro specifici limiti annuali)Requisiti per Accedere alla Flat Tax al 5% Per beneficiare della tassazione agevolata al 5%, devono essere soddisfatti contemporaneamente i seguenti requisiti:Requisiti del LavoratoreIl lavoratore dipendente deve:Avere un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente (2025 per la flat tax 2026)Essere titolare di rapporto di lavoro dipendente nel settore privato (escluso pubblico impiego)Prestare attività lavorativa presso l’azienda che eroga il premioRequisiti del PremioIl premio o bonus deve:Essere previsto da contratti collettivi aziendali o territorialiEssere collegato a obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione misurabili e verificabiliEssere erogato in esecuzione di quanto stabilito dal contratto collettivoNon superare il limite annuale di 3.000 euro (o 4.000 euro per aziende con forme di coinvolgimento paritetico dei lavoratori)Requisiti dell’AziendaIl datore di lavoro deve:Aver stipulato contratti collettivi aziendali o territoriali che prevedono l’erogazione di premi di risultatoAver depositato il contratto presso la Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) competente, tramite la piattaforma telematica ministerialeRispettare gli obblighi contributivi e assicurativiAdempimenti del Datore di Lavoro Il datore di lavoro ha specifici obblighi per applicare correttamente la flat tax sui premi erogati:1. Deposito del Contratto CollettivoIl contratto aziendale o territoriale che prevede i premi di risultato deve essere depositato telematicamente presso la Direzione Territoriale del Lavoro tramite il portale del Ministero del Lavoro (SINTESI – Sistema Informativo Nazionale Contrattazione di Secondo Livello).Scadenza: Il deposito deve avvenire prima dell’erogazione del premio. Senza deposito preventivo, la flat tax non è applicabile.2. Verifica dei Requisiti del LavoratorePrima di applicare l’imposta sostitutiva, il datore deve verificare che:Il lavoratore abbia dichiarato un reddito 2025 inferiore a 80.000 euroIl lavoratore non abbia superato il limite di 3.000 euro (o 4.000 euro) di premi nell’annoModalità: Richiesta di autodichiarazione al lavoratore (modulo scritto) in cui attesta il possesso dei requisiti reddituali.3. Applicazione dell’Imposta SostitutivaIn sede di erogazione del premio, il datore di lavoro deve:Calcolare l’imposta sostitutiva del 5% sulla somma lorda erogataTrattenere l’imposta e versarla all’Erario tramite modello F24Indicare correttamente il premio nel cedolino paga con codice specifico4. Versamento dell’Imposta SostitutivaL’imposta trattenuta deve essere versata con modello F24 utilizzando il codice tributo 1053 (“Ritenute su somme erogate per incremento della produttività – Art. 1, comma 182, L. n. 208/2015”).Scadenza: Stesso termine previsto per le ritenute fiscali ordinarie (16 del mese successivo all’erogazione).5. Certificazione Unica (CU)Il datore di lavoro deve indicare nella Certificazione Unica 2027 (relativa ai redditi 2026):L’importo dei premi erogati con tassazione agevolata (punto 451)L’imposta sostitutiva trattenuta (punto 452)Scadenza CU 2027: 16 marzo 2027 (consegna al lavoratore e invio telematico all’Agenzia delle Entrate).Adempimenti del Lavoratore Dipendente Anche il lavoratore ha obblighi e adempimenti da rispettare:1. Autodichiarazione Redditi Anno PrecedenteIl lavoratore deve rilasciare al datore di lavoro una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui attesta:Di aver percepito nel 2025 un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euroDi essere in possesso dei requisiti per beneficiare della tassazione agevolataTermine: Prima dell’erogazione del premio (consigliato: entro gennaio 2026 se il premio è previsto a inizio anno).2. Verifica in Dichiarazione dei RedditiNella dichiarazione dei redditi 2027 (modello 730/2027 o Redditi PF 2027), il lavoratore deve:Verificare la corretta indicazione dei premi tassati con flat tax (precompilati dalla CU)Controllare che l’imposta sostitutiva sia stata correttamente applicataAttenzione: Se il reddito complessivo 2025 risulta superiore a 80.000 euro, il lavoratore dovrà:Comunicarlo al datore di lavoro entro il 28 febbraio 2026Ricalcolare l’imposta dovuta con aliquota IRPEF ordinariaVersare la differenza con ravvedimento operoso3. Monitoraggio del Limite AnnualeIl lavoratore deve tenere traccia dell’ammontare dei premi percepiti:Limite base: 3.000 euro annuiLimite maggiorato: 4.000 euro (se l’azienda ha coinvolgimento paritetico)Oltre questi limiti, l’eccedenza viene tassata con aliquote IRPEF ordinarie.Tabella Riepilogativa Adempimenti e Scadenze SoggettoAdempimentoScadenzaModalitàDatore di LavoroDeposito contratto collettivoPrima erogazione premioPiattaforma SINTESI (Ministero Lavoro)LavoratoreAutodichiarazione redditi 2025Prima erogazione premioDichiarazione scritta al datoreDatore di LavoroTrattenuta imposta sostitutiva 5%Momento erogazione premioCedolino pagaDatore di LavoroVersamento F24 (cod. 1053)16 del mese successivoModello F24 telematicoLavoratoreComunicazione eventuale superamento 80.000€28 febbraio 2026Comunicazione scritta al datoreDatore di LavoroCertificazione Unica 202716 marzo 2027Consegna al lavoratore + invio telematicoLavoratoreDichiarazione redditi 202730 settembre 2027 (730) o 30 novembre 2027 (Redditi PF)730 o Redditi PF online/CAFEsempi Pratici di CalcoloVediamo alcuni casi concreti per comprendere il funzionamento della flat tax in busta paga.Esempio 1: Dipendente con Reddito 2025 di 35.000 EuroSituazione:Reddito 2025: 35.000 euro (sotto la soglia 80.000)Premio produttività erogato a marzo 2026: 2.500 euroContratto collettivo aziendale depositatoCalcolo tassazione agevolata:Premio lordo: 2.500 euroImposta sostitutiva 5%: 2.500 × 5% = 125 euroPremio netto: 2.500 – 125 = 2.375 euroConfronto con tassazione ordinaria IRPEF (aliquota marginale 35%):IRPEF (35%): 2.500 × 35% = 875 euroAddizionali regionali/comunali: circa 60 euroTotale imposte ordinarie: 935 euroPremio netto ordinario: 1.565 euroRisparmio fiscale: 935 – 125 = 810 euro (circa 32% di risparmio)Esempio 2: Dipendente con Reddito 2025 di 75.000 EuroSituazione:Reddito 2025: 75.000 euro (sotto la soglia 80.000)Premio produttività: 3.000 euro (limite massimo)Calcolo flat tax:Imposta sostitutiva 5%: 3.000 × 5% = 150 euroPremio netto: 2.850 euroConfronto con tassazione ordinaria (aliquota marginale 43%):IRPEF (43%): 3.000 × 43% = 1.290 euroAddizionali: circa 90 euroTotale imposte ordinarie: 1.380 euroPremio netto ordinario: 1.620 euroRisparmio fiscale: 1.380 – 150 = 1.230 euro (circa 43% di risparmio)Esempio 3: Dipendente con Reddito 2025 di 85.000 Euro (Fuori Soglia)Situazione:Reddito 2025: 85.000 euro (OLTRE la soglia 80.000)Premio produttività: 2.000 euro⚠️ ATTENZIONE: La flat tax NON è applicabileIl premio viene tassato con aliquota IRPEF ordinaria:IRPEF (43%): 2.000 × 43% = 860 euroAddizionali: circa 60 euroPremio netto: 1.080 euroIl lavoratore deve comunicare al datore entro il 28 febbraio 2026 il superamento della soglia reddituale.Fringe Benefit e Flat Tax 2026 Oltre ai premi di risultato, la flat tax al 5% può essere applicata anche ai fringe benefit, con regole specifiche.Limiti Fringe Benefit 2026La Legge di Bilancio 2026 ha confermato i seguenti limiti di esenzione:Lavoratori senza figli a carico: 1.000 euro annuiLavoratori con figli a carico: 2.000 euro annuiDefinizione figli a carico: Figli fiscalmente a carico ai sensi dell’art. 12 TUIR (reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, o 4.000 euro per figli under 24).Tipologie di Fringe Benefit AgevolabiliRientrano nei fringe benefit:Auto aziendale ad uso promiscuoBuoni carburanteBuoni acquisto (voucher spesa)Rimborso utenze domestiche (luce, gas, acqua, internet)Rimborso affitto o mutuo prima casaServizi di welfare aziendaleApplicazione della Flat Tax sui Fringe BenefitSe il valore dei fringe benefit supera la soglia di esenzione, l’eccedenza può essere tassata:Con flat tax al 5% se rientra nei limiti dei premi di risultato (3.000/4.000 euro complessivi)Con aliquota IRPEF ordinaria oltre i limitiEsempio pratico:Lavoratore con 2 figli a caricoFringe benefit 2026: buoni spesa per 2.800 euroSoglia esenzione: 2.000 euroEccedenza tassabile: 800 euroL’eccedenza di 800 euro può essere tassata al 5% se:Il lavoratore ha reddito 2025 sotto 80.000 euroNon ha già percepito 3.000 euro di premi di risultatoL’azienda ha un contratto collettivo che prevede la tassazione agevolataSanzioni per Mancato Rispetto degli AdempimentiIl mancato rispetto degli adempimenti può comportare sanzioni fiscali e amministrative:Sanzioni per il Datore di Lavoro1. Mancato deposito del contratto collettivo:La flat tax non è applicabileObbligo di applicare aliquote IRPEF ordinariePossibile recupero a tassazione da parte dell’Agenzia delle EntrateSanzione amministrativa da 250 a 1.500 euro (art. 18 D.Lgs. 276/2003)2. Mancato versamento dell’imposta sostitutiva:Sanzione del 30% dell’importo non versato (riducibile al 15% con ravvedimento operoso)Interessi di mora3. Errata compilazione della Certificazione Unica:Sanzione da 258 a 2.065 euro per ogni CU errata (art. 4 D.Lgs. 471/1997)Ridotta a 1/3 se regolarizzata entro 60 giorni dalla scadenzaSanzioni per il Lavoratore1. Falsa autodichiarazione del reddito:Recupero a tassazione dell’importo con aliquota IRPEF ordinariaSanzione dal 100% al 200% della maggiore imposta dovutaInteressi di moraEventuali profili penali per dichiarazione mendace2. Mancata comunicazione superamento soglia 80.000 euro:Sanzione amministrativa da 250 a 2.000 euroRecupero della differenza d’imposta con sanzioni e interessiNovità e Conferme per il 2026 La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 207) ha introdotto alcune novità importanti:Conferme per il 2026Aliquota flat tax al 5% confermataSoglia reddituale 80.000 euro invariataLimite premi 3.000/4.000 euro confermatoFringe benefit 1.000/2.000 euro confermatiNovità 20261. Semplificazione deposito contrattiDal 1° gennaio 2026, la piattaforma SINTESI è stata aggiornata per rendere più veloce il deposito dei contratti collettivi. Ora è possibile:Depositare contratti tramite modulo semplificatoOttenere la ricevuta di deposito in tempo realeVerificare online lo stato del deposito2. Estensione ai lavoratori a tempo parzialeConfermata la piena applicabilità della flat tax anche ai lavoratori part-time, senza riduzioni proporzionali dei limiti.3. Maggiore controllo dell’Agenzia delle EntrateL’Agenzia delle Entrate ha annunciato un piano di controlli rafforzati per il 2026-2027 sui premi di risultato, con focus su:Verifica della corrispondenza tra contratti depositati e premi erogatiControllo delle autodichiarazioni dei lavoratoriRiscontro dei limiti reddituali tramite incrocio banche dati📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. 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Senza deposito preventivo la flat tax non è applicabile.Cosa succede se il lavoratore supera la soglia di 80.000 euro di reddito?Se il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente supera 80.000 euro, il lavoratore non può beneficiare della flat tax al 5%. Deve comunicarlo al datore di lavoro entro il 28 febbraio e il premio verrà tassato con le aliquote IRPEF ordinarie.I fringe benefit possono essere tassati con flat tax al 5%?Sì, l’eccedenza dei fringe benefit oltre le soglie di esenzione (1.000 o 2.000 euro a seconda della presenza di figli a carico) può essere tassata con flat tax al 5%, purché rientrino complessivamente nei limiti dei premi di risultato (3.000 o 4.000 euro) e siano rispettati tutti i requisiti.Entro quando va versata l’imposta sostitutiva del 5%?L’imposta sostitutiva trattenuta dal datore di lavoro deve essere versata con modello F24 (codice tributo 1053) entro il 16 del mese successivo a quello di erogazione del premio, seguendo le stesse scadenze delle ritenute fiscali ordinarie.La flat tax si applica anche ai dipendenti pubblici?No, la flat tax al 5% su premi di risultato è riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti del settore privato. I dipendenti pubblici seguono regole diverse per la tassazione dei premi e degli incentivi.Conclusioni La flat tax in busta paga 2026 rappresenta un’importante opportunità di risparmio fiscale sia per i lavoratori dipendenti che per le aziende che vogliono incentivare la produttività. Tuttavia, il corretto godimento dell’agevolazione richiede il rispetto scrupoloso degli adempimenti e delle scadenze da parte di entrambe le parti del rapporto di lavoro.Il datore di lavoro deve curare il deposito del contratto collettivo, verificare i requisiti dei lavoratori, applicare correttamente l’imposta sostitutiva e compilare con precisione la Certificazione Unica. Il lavoratore, dal canto suo, deve fornire un’autodichiarazione veritiera sul proprio reddito e comunicare tempestivamente eventuali superamenti della soglia degli 80.000 euro.Con le novità 2026 e i controlli rafforzati dell’Agenzia delle Entrate, è ancora più importante affidarsi a professionisti esperti per evitare errori che potrebbero comportare sanzioni e recuperi fiscali.Articoli CorrelatiApprofondisci con le nostre guide:Dichiarazione dei Redditi 730/2027 – Come verificare i premi di risultatoDetrazioni Fiscali 2026 – Tutte le agevolazioni disponibiliRegime Forfettario 2026 – Tassazione agevolata per autonomiFebbraio 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-10 08:02:202026-05-31 22:36:59Flat Tax Busta Paga 2026: Adempimenti per Premi e Bonus