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Tag Archivio per: contributi INPS colf badanti

CAF, COLF E BADANTI

Contributi colf e badanti 2026: importi trimestrali, tabelle, versamento INPS

colf e badanti CAF Udine
Indice dell articolo
  1. Chi paga i contributi colf e badanti INPS
  2. Scadenze trimestrali 2026: le 4 date da segnare
  3. Tabella importi trimestrali colf e badanti 2026
  4. Composizione dei contributi INPS per i domestici
  5. Come versare i contributi: MAV INPS, F24 e conto online
  6. Retribuzione minima CCNL 2026
  7. Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento
  8. Rateizzazione dei contributi arretrati
  9. Documenti: CU e Modello RED
  10. La colf puo verificare i propri contributi?
  11. FAQ: contributi colf e badanti 2026
  12. Assumere colf o badante: il CAF Centro Fiscale ti aiuta

Sei il datore di lavoro di una collaboratrice domestica, una badante o una colf, e non sai esattamente quanto versare all’INPS e quando? Sei nel posto giusto. I contributi per i lavoratori domestici si pagano a cadenza trimestrale e gli importi cambiano ogni anno in base alle fasce di retribuzione oraria stabilite dal CCNL Collaboratori Domestici. In questa guida trovi la tabella completa degli importi 2026, le scadenze precise, le modalità di versamento e tutte le istruzioni pratiche per essere in regola con l’INPS.

Chi paga i contributi colf e badanti INPS

A differenza di quasi tutte le altre categorie di lavoratori, nel rapporto di lavoro domestico è il datore di lavoro (la famiglia che assume) a dover provvedere al versamento dei contributi INPS, compresa la quota a carico del lavoratore. Non è la colf o la badante a preoccuparsi di questo adempimento: ci pensa il datore di lavoro, che poi trattiene la quota del dipendente dalla busta paga.

Il rapporto di lavoro domestico è regolato dal CCNL Collaboratori Domestici, stipulato tra le associazioni datoriali (Fidaldo, Domina, Assindatcolf) e i sindacati di categoria. La contribuzione INPS è gestita dalla Cassa Domestici (Gestione Speciale Domestici dell’INPS), una gestione separata dedicata esclusivamente ai lavoratori domestici.

Scadenze trimestrali contributi colf 2026: le 4 date da segnare

I contributi per colf e badanti si versano ogni trimestre, entro il 10 del mese successivo alla fine del trimestre. Le quattro scadenze del 2026 sono:

TrimestrePeriodo copertoScadenza versamento 2026
1° trimestreGennaio – Marzo 202610 aprile 2026
2° trimestreAprile – Giugno 202610 luglio 2026
3° trimestreLuglio – Settembre 202610 ottobre 2026
4° trimestreOttobre – Dicembre 202610 gennaio 2027

Attenzione: se il 10 del mese cade di sabato, domenica o giorno festivo, la scadenza si sposta al primo giorno lavorativo successivo. Il termine del 10 luglio 2026 (scadenza per il 2° trimestre) è un venerdì, quindi la scadenza è confermata al 10 luglio 2026. Verificatelo sempre sul sito INPS in caso di festività particolari.

Tabella importi trimestrali colf e badanti 2026

Gli importi contributivi dipendono dalla retribuzione oraria effettiva corrisposta al lavoratore domestico, suddivisa in tre fasce. La tabella dei contributi orari viene aggiornata ogni anno dall’INPS tenendo conto della perequazione ISTAT e della rivalutazione del CCNL.

Contributi orari 2026 per fascia di retribuzione

Fascia retribuzione orariaRetribuzione oraria effettivaContributo orario totaledi cui a carico del datoredi cui a carico del lavoratore
Fascia AFino a 8,61 euro/ora1,64 euro/ora1,22 euro/ora0,42 euro/ora
Fascia BDa 8,62 a 10,11 euro/ora2,09 euro/ora1,55 euro/ora0,54 euro/ora
Fascia COltre 10,11 euro/ora2,32 euro/ora1,72 euro/ora0,60 euro/ora
ConviventiCon vitto e alloggio1,30 euro/ora0,97 euro/ora0,33 euro/ora

Nota: i valori esatti vengono comunicati dall’INPS a inizio anno con apposita circolare (di norma la circolare sui contributi domestici di gennaio/febbraio). I valori sopra indicati sono riferiti alla struttura tariffaria INPS 2025-2026 applicabile per il 2° trimestre 2026. Per i valori ufficiali e aggiornati verificare sempre il sito inps.it o rivolgersi al CAF.

Come calcolare il contributo trimestrale

La formula è semplice:

Contributo trimestrale = ore lavorate nel trimestre × contributo orario della fascia

Esempio pratico: una badante non convivente che lavora 20 ore settimanali a una retribuzione di 9 euro/ora (Fascia B):

  • Ore nel trimestre: 20 ore × 13 settimane = 260 ore
  • Contributo orario Fascia B: 2,09 euro/ora
  • Contributo trimestrale totale: 260 × 2,09 = 543,40 euro
  • Quota datore: 260 × 1,55 = 403,00 euro
  • Quota lavoratrice (trattenuta in busta paga): 260 × 0,54 = 140,40 euro

Composizione dei contributi INPS per i domestici

Il contributo versato alla Cassa Domestici INPS non è un monoblocco: è composto da diverse voci che finanziano tutele diverse per il lavoratore:

  • Pensione (IVS – Invalidità Vecchiaia Superstiti): la quota maggiore, che genera i contributi pensionistici della colf/badante visibili sull’estratto contributivo INPS
  • CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari): finanzia gli assegni familiari. Per i domestici conviventi non è dovuta, per i non conviventi è inclusa nel contributo standard
  • Assicurazione per la vecchiaia e superstiti
  • Contributo di maternità: che garantisce l’indennità di maternità alla lavoratrice in caso di gravidanza
  • Contributo INAIL: non incluso nella Cassa Domestici standard, ma richiesto separatamente per la copertura infortuni sul lavoro domestico

La particolarità del lavoro domestico è che non è prevista la contribuzione per la disoccupazione (NASpI): i lavoratori domestici non hanno diritto alla NASpI in caso di licenziamento, a differenza degli altri lavoratori dipendenti. Questo è un aspetto su cui molte famiglie e lavoratrici si fanno domande.

Come versare i contributi: MAV INPS, F24 e conto online

Esistono più metodi per versare i contributi INPS per colf e badanti. Il più comune è il bollettino MAV, ma dal 2020 INPS ha potenziato il canale digitale:

1. Bollettino MAV (Metodo Avviso di Versamento)

Il sistema classico: l’INPS invia periodicamente al datore di lavoro un bollettino MAV pre-compilato con il codice fiscale del lavoratore, le ore e il periodo. Il bollettino può essere pagato:

  • In banca (sportello o home banking)
  • Alle Poste
  • Nei tabacchieri abilitati
  • Online tramite il sito INPS (area “Gestione domestici”)

2. Portale “Domestico Lavoro” INPS (online)

Sul portale INPS (myinps.inps.it), nella sezione dedicata ai rapporti di lavoro domestico, è possibile comunicare le ore lavorate e generare il pagamento del contributo direttamente online, con addebito su carta di credito o conto corrente. Serve SPID, CIE o CNS per accedere.

3. F24 (raro ma possibile)

In alcuni casi particolari (es. sanzione con ravvedimento) i contributi domestici possono essere versati tramite modello F24. Non è il canale standard per i versamenti ordinari trimestrali.

Retribuzione minima CCNL 2026 per colf e badanti

La retribuzione minima per i collaboratori domestici è stabilita dal CCNL Collaboratori Domestici, sottoscritto dalle organizzazioni datoriali e sindacali. Il contratto prevede diverse livelli (A, AS, B, BS, C, CS, D, DS) in base alla mansione e all’esperienza.

Per la badante di 3° livello (con convivenza), la retribuzione lorda mensile minima dal 1° gennaio 2026 è orientativamente nell’intorno dei 1.100-1.200 euro/mese lordi per i conviventi a tempo pieno, con eventuali adeguamenti ISTAT. Il CCNL in vigore (siglato nel luglio 2024 con validità 2024-2026) ha introdotto incrementi retributivi scaglionati.

Attenzione: la retribuzione oraria effettiva è quella che determina la fascia di contribuzione INPS (A, B o C). È fondamentale non scendere sotto i minimi CCNL: il lavoratore potrebbe richiedere le differenze retributive retroattivamente. Per i dettagli sulla busta paga, il contratto e i costi della badante consulta la nostra guida dedicata.

Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento operoso

Non versare i contributi INPS entro le scadenze trimestrali espone il datore di lavoro a sanzioni e interessi di mora. L’INPS può accertare l’omissione durante un’ispezione del lavoro o su segnalazione del lavoratore.

Conseguenze dell’omesso versamento

  • Interessi di mora: calcolati sul capitale non versato per ogni giorno di ritardo
  • Sanzione civile: pari al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 5,5 punti percentuali per ciascun anno di ritardo, con un minimo del 3%
  • Sanzione per violazione obblighi contributivi: in caso di evasione (non solo omissione) le sanzioni possono arrivare fino al 30% dell’imponibile non dichiarato

Ravvedimento operoso per contributi domestici

Prima che l’INPS avvii un accertamento, il datore di lavoro può regolarizzare spontaneamente la propria posizione pagando il contributo omesso più gli interessi di mora. Questa procedura si chiama ravvedimento operoso contributivo e permette di evitare le sanzioni più pesanti. Il CAF Centro Fiscale assiste i datori di lavoro domestico nella regolarizzazione e nel calcolo degli importi dovuti.

Rateizzazione dei contributi arretrati colf

Se il datore di lavoro si trova a dover versare contributi arretrati su più trimestri, è possibile richiedere all’INPS una rateizzazione del debito contributivo. La domanda va presentata all’INPS con indicazione dell’importo totale dovuto; l’INPS definisce il piano di ammortamento. Durante la rateizzazione gli interessi continuano a maturare ma si evitano le procedure di recupero coattivo (cartella esattoriale).

Il messaggio INPS alle 6.000 famiglie inviato nel 2026 riguarda proprio datori di lavoro domestico con posizioni da regolarizzare: se hai ricevuto una comunicazione INPS, contattaci subito per valutare la strada migliore.

Documenti: CU e Modello RED per il datore di lavoro

Avere una colf o badante regolare comporta anche obblighi documentali nei confronti dell’Agenzia delle Entrate:

Certificazione Unica (CU)

Il datore di lavoro domestico è sostituto d’imposta e deve rilasciare alla colf/badante la Certificazione Unica (CU) entro il 31 marzo dell’anno successivo, con i dati del reddito percepito nell’anno. La CU va anche trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro la stessa data. Il mancato invio è sanzionato con 100 euro per ogni CU omessa.

Modello RED e deducibilità dei contributi

Come datore di lavoro domestico puoi portare in deduzione dal reddito complessivo (nel modello 730 o Redditi PF) i contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti, fino a un massimo di 1.549,37 euro annui. Questa deduzione è separata dalla detrazione per le spese di assistenza agli anziani (che prevede invece una detrazione del 19% su un massimo di 2.100 euro).

Conserva sempre le ricevute di pagamento dei contributi INPS: servono per la dichiarazione dei redditi e in caso di controllo da parte del Fisco.

La colf può verificare i propri contributi versati?

Sì. La lavoratrice domestica (colf o badante) può verificare in qualsiasi momento se il datore di lavoro ha effettivamente versato i contributi all’INPS accedendo all’estratto contributivo online tramite SPID su myINPS.

Se risultano contributi mancanti, la lavoratrice può:

  • Segnalare all’Ispettorato Nazionale del Lavoro
  • Presentare ricorso all’INPS per il riconoscimento dei contributi omessi
  • Rivolgersi al Patronato per avviare la procedura di accertamento

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste sia i datori di lavoro che le lavoratrici domestiche in tutte le pratiche INPS relative al lavoro domestico.

FAQ: contributi colf e badanti 2026

Se la badante lavora meno di 24 ore settimanali, i contributi cambiano?

Sì. Le fasce di contribuzione INPS per i lavoratori domestici variano in base alla retribuzione oraria effettiva, non alle ore lavorate. Tuttavia, per i lavoratori non conviventi che lavorano meno di 24 ore settimanali, esistono specifiche regole contrattuali (CCNL) che possono influire sul tipo di rapporto (orario) e quindi sulla rendicontazione delle ore all’INPS.

I contributi si calcolano sulle ore effettivamente lavorate o sull’orario contrattuale?

Si calcolano sulle ore effettivamente lavorate nel trimestre. Se la colf ha lavorato meno ore del previsto (per ferie, malattia retribuita, ecc.), si conteggiano le ore effettive. Le settimane di ferie retribuite contano come lavorate ai fini contributivi. I giorni di malattia retribuiti sono a carico del datore e generano contribuzione.

La colf straniera senza permesso di soggiorno regolare ha diritto ai contributi?

Il versamento di contributi a lavoratori privi di permesso di soggiorno non regolarizza la situazione lavorativa, che rimane irregolare. L’INPS registra i contributi ma il datore di lavoro rimane esposto a sanzioni amministrative e penali per l’assunzione irregolare. Per regolarizzare un lavoratore domestico straniero privo dei requisiti, è necessario verificare le procedure di regolarizzazione o sanatoria.

Cosa succede se non verso i contributi per un trimestre?

L’INPS può avviare un’attività di recupero del credito. Prima che arrivi la cartella esattoriale, è possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso pagando il dovuto più gli interessi. Se il debito contributivo viene accertato in sede ispettiva, scattano anche le sanzioni civili più pesanti. Intervenire subito, prima di un’ispezione, è sempre la scelta più conveniente.

I contributi colf sono deducibili nella dichiarazione dei redditi?

Sì. I contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti sono deducibili dal reddito complessivo fino a 1.549,37 euro annui. Vanno inseriti nel modello 730 o Redditi PF dell’anno successivo. Questa deduzione riduce la base imponibile IRPEF, con un risparmio fiscale effettivo che dipende dallo scaglione di appartenenza.

Devo comunicare all’INPS ogni trimestre le ore lavorate?

Sì. Il datore di lavoro deve comunicare all’INPS (tramite il portale Domestico Lavoro o il patronato) le ore lavorate nel trimestre prima di effettuare il versamento. Il sistema INPS genera il bollettino MAV in base a queste comunicazioni. Se le ore variano significativamente rispetto al contratto originale, vanno aggiornate.

Assumere colf o badante: il CAF Centro Fiscale ti aiuta

Gestire un rapporto di lavoro domestico in regola non è complicato se si hanno le informazioni giuste e qualcuno che segue le scadenze. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo per datori di lavoro domestico:

  • Calcolo dei contributi trimestrali in base alle ore e alla fascia retributiva
  • Predisposizione e invio comunicazioni all’INPS (attivazione rapporto, variazioni, cessazione)
  • Verifica delle scadenze e promemoria trimestrali
  • Redazione della busta paga mensile della colf/badante
  • Certificazione Unica annuale e trasmissione telematica
  • Assistenza in caso di irregolarità o comunicazioni INPS
  • Supporto per la deducibilità dei contributi nel 730

Contattaci per un preventivo:
Telefono: 0432 1638640
WhatsApp: 366 6018121
Email: info@centrofiscale.com
Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine

Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 10:00:002026-07-03 08:06:40Contributi colf e badanti 2026: importi trimestrali, tabelle, versamento INPS
COLF E BADANTI

Spesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida Completa

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La spesa per la badante rappresenta una delle voci di costo più rilevanti per le famiglie italiane che assistono un familiare anziano o non autosufficiente. Fortunatamente, il sistema fiscale italiano consente di recuperare una parte significativa di queste spese attraverso il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025), prevedendo due distinti benefici fiscali: la deduzione dei contributi previdenziali fino a 1.549,37 euro e la detrazione del 19% sulle spese di assistenza per soggetti non autosufficienti fino a un massimo di 2.100 euro.

In questa guida completa, aggiornata con le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, ti spieghiamo nel dettaglio come funzionano questi due benefici, quali sono i requisiti, quali documenti conservare, come compilare correttamente il quadro E del modello 730 e quanto puoi realmente risparmiare. Troverai esempi pratici, tabelle riassuntive e i riferimenti normativi ufficiali.

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Spesa badante nel 730/2026: due benefici fiscali distinti

Prima di entrare nei dettagli, è fondamentale comprendere che la normativa fiscale italiana distingue chiaramente due tipologie di agevolazioni per chi sostiene spese legate all’assistenza domiciliare. Si tratta di due benefici cumulabili tra loro che agiscono su voci di spesa differenti: i contributi previdenziali da un lato e la retribuzione netta dall’altro.

1. Deduzione contributi previdenziali (art. 10, comma 2, TUIR)

I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati all’INPS per i lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter) sono deducibili dal reddito complessivo fino a un importo massimo di 1.549,37 euro annui. Questa agevolazione è disciplinata dall’articolo 10, comma 2, del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917) e si applica a tutti i contribuenti, indipendentemente dallo stato di salute del soggetto assistito.

2. Detrazione spese assistenza non autosufficienti (art. 15, comma 1, lett. i-septies, TUIR)

Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale di soggetti non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% calcolata su un importo massimo di 2.100 euro, per un risparmio effettivo fino a 399 euro. Questa agevolazione, prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-septies, del TUIR, è riservata a chi assiste persone con limitazioni delle capacità motorie o cognitive.

Deduzione contributi badante: importo, requisiti e modalità

La deduzione dei contributi previdenziali versati per la badante è una delle agevolazioni fiscali più importanti e meno conosciute dai contribuenti italiani. A differenza della detrazione (che riduce l’imposta), la deduzione abbassa il reddito imponibile, con un beneficio proporzionale all’aliquota marginale IRPEF del contribuente.

Importo massimo deducibile: 1.549,37 euro

L’importo massimo deducibile è pari a 1.549,37 euro all’anno (corrispondente alla vecchia conversione di 3 milioni di lire). Questo limite si riferisce ai contributi effettivamente versati nell’anno d’imposta 2025 (per il 730/2026), inclusa la quota a carico del lavoratore trattenuta in busta paga e successivamente versata all’INPS dal datore di lavoro.

Cosa è deducibile e cosa no

  • Sono deducibili: contributi previdenziali INPS (quota datore di lavoro + quota lavoratore), contributi assistenziali obbligatori, contributi versati alla Cassa Colf (se previsti dal CCNL Lavoro Domestico)
  • NON sono deducibili: la retribuzione netta della badante, la tredicesima mensilità, il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), le spese di vitto e alloggio

Chi può beneficiare della deduzione

La deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero alla persona che ha sottoscritto il contratto di assunzione con la badante e che effettua i versamenti contributivi all’INPS. Non è necessario che il soggetto assistito coincida con il datore di lavoro: ad esempio, un figlio può assumere una badante per il proprio genitore anziano e detrarre i contributi versati.

Importante: la deduzione spetta una sola volta per ciascun contribuente, anche in presenza di più rapporti di lavoro domestico, e il limite di 1.549,37 euro è complessivo (non si moltiplica per il numero di lavoratori assunti).

Esempio pratico: calcolo della deduzione

Maria assume una badante a tempo pieno (54 ore settimanali) per assistere la madre anziana. Nel 2025 versa contributi INPS per un totale di 2.300 euro. Nel 730/2026 può dedurre solo 1.549,37 euro (importo massimo). Con un’aliquota marginale del 35%, il risparmio fiscale è di circa 542 euro.

Detrazione 19% per badante di persone non autosufficienti

La detrazione del 19% sulle spese sostenute per la badante è il secondo importante beneficio fiscale previsto dal nostro ordinamento e si aggiunge alla deduzione dei contributi previdenziali. A differenza della deduzione, questa agevolazione è subordinata a un requisito fondamentale: il soggetto assistito deve essere non autosufficiente nel compimento degli atti della vita quotidiana.

Importo massimo detraibile: 2.100 euro

La detrazione si calcola sul 19% di un importo massimo di 2.100 euro di spese sostenute nell’anno d’imposta. Il risparmio fiscale massimo è quindi pari a 399 euro (2.100 × 19%). È fondamentale comprendere che il tetto di 2.100 euro si riferisce alle spese complessive, non alla detrazione: chi sostiene spese superiori non beneficia di alcun ulteriore vantaggio.

Limite di reddito: 40.000 euro

La detrazione è riconosciuta solo se il reddito complessivo del contribuente non supera 40.000 euro. Superata questa soglia, il beneficio fiscale è completamente perduto. Nel computo del reddito complessivo va incluso anche il reddito derivante dalla cedolare secca sugli affitti, mentre non si considera il reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze.

Cosa significa “non autosufficiente”

Secondo la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005 e la Circolare 7/E del 25 giugno 2021, una persona si considera non autosufficiente quando non è in grado di svolgere autonomamente almeno una delle seguenti attività:

  • Assunzione di alimenti
  • Espletamento delle funzioni fisiologiche o dell’igiene personale
  • Deambulazione
  • Indossare gli indumenti

È inoltre considerata non autosufficiente la persona che necessita di sorveglianza continuativa. Lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica, mentre non rileva l’età anagrafica: anche un giovane disabile può rientrare nella casistica.

Importante: non sono ricomprese nella detrazione le spese per i servizi forniti a persone non autosufficienti per cause derivanti esclusivamente dall’età anagrafica (es. semplice anzianità senza patologie invalidanti).

Tabella riepilogativa: deduzione vs detrazione badante

Per chiarire le differenze tra i due benefici fiscali, ecco una tabella riassuntiva con i principali parametri da considerare nel 730/2026:

CaratteristicaDeduzione contributiDetrazione 19%
Norma di riferimentoArt. 10 c. 2 TUIRArt. 15 c. 1 lett. i-septies TUIR
Importo massimo1.549,37 euro2.100 euro (19% = 399 euro)
Tipo di beneficioRiduce il reddito imponibileRiduce l’IRPEF lorda
Spese ammesseSolo contributi INPSRetribuzione netta badante
Requisito non autosufficienzaNOSI (con certificato medico)
Limite di redditoNessuno40.000 euro
Rigo 730/2026E23 (oneri deducibili)E8/E10 cod. 15 (oneri detraibili)
Tracciabilità pagamentiObbligatoria (dal 2020)Obbligatoria (dal 2020)
CumulabilitàSI, con detrazione 19%SI, con deduzione contributi

Documenti da conservare per il 730/2026

Per beneficiare correttamente di deduzione e detrazione, è essenziale conservare con cura tutta la documentazione probatoria. L’Agenzia delle Entrate può richiedere questi documenti anche a distanza di anni: la regola è conservare tutto fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione della dichiarazione (per il 730/2026 quindi fino al 31 dicembre 2031).

Documenti per la deduzione contributi (1.549,37 euro)

  • Bollettini MAV/PagoPA INPS dei contributi versati nei quattro trimestri (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre 2025 e 10 gennaio 2026)
  • Comunicazione di assunzione del lavoratore domestico all’INPS
  • Estratto conto INPS scaricabile dal Cassetto Previdenziale del Lavoratore
  • Buste paga con evidenza della quota contributiva a carico del lavoratore
  • Ricevute di pagamento tracciabile (bonifico, F24, addebito SEPA)

Documenti per la detrazione 19% (non autosufficienti)

  • Ricevute di pagamento firmate dalla badante (devono indicare: dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore e del datore di lavoro, importo, data, causale)
  • Certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza del soggetto assistito (rilasciato da medico SSN o medico specialista)
  • Documenti tracciabilità pagamenti: bonifico bancario, assegno, bancomat, carta di credito, app di pagamento (Satispay, PostePay, ecc.)
  • Contratto di lavoro con specifica delle mansioni assistenziali
  • Codice fiscale del soggetto non autosufficiente (se diverso dal contribuente)

Attenzione: dal 1° gennaio 2020, ai sensi dell’articolo 1, comma 679, della Legge 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), la detrazione del 19% è subordinata all’effettuazione del pagamento con strumenti tracciabili. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Questa regola NON si applica invece ai contributi INPS (che sono già pagati tramite F24/MAV).

Come compilare il quadro E del 730/2026

La compilazione del modello 730/2026 per le spese badante interessa due righi distinti del Quadro E (Oneri e Spese). Vediamo nel dettaglio dove inserire ciascun importo, seguendo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.

Rigo E23 – Contributi per addetti ai servizi domestici e familiari

Nel rigo E23 della Sezione II del Quadro E (“Spese e oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo”) va indicato l’importo dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari, fino al limite massimo di 1.549,37 euro.

Il software del 730 calcola automaticamente l’eventuale eccedenza non deducibile. Se hai versato più di 1.549,37 euro, indica comunque l’importo intero: il sistema applicherà automaticamente il tetto.

Righi E8-E10 – Spese addetti assistenza personale (codice 15)

Nei righi E8, E9 o E10 della Sezione I del Quadro E (“Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%”) vanno indicate le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale dei soggetti non autosufficienti, utilizzando il codice 15.

L’importo da inserire è quello effettivamente sostenuto, fino al massimo di 2.100 euro. Il software del 730 calcolerà automaticamente la detrazione del 19% e verificherà il rispetto del limite di reddito complessivo (40.000 euro).

Casi particolari: più contribuenti che condividono la spesa

Quando più familiari condividono la spesa per la badante di un genitore non autosufficiente, il limite di 2.100 euro deve essere ripartito tra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa. Ad esempio, se due fratelli pagano insieme la badante della madre, ciascuno potrà detrarre il 19% su un importo massimo di 1.050 euro (la metà del tetto).

Per la deduzione dei contributi, invece, il limite di 1.549,37 euro è personale del datore di lavoro: spetta esclusivamente al soggetto che ha sottoscritto il contratto di assunzione e che effettua i versamenti all’INPS.

Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale

Per comprendere meglio l’impatto reale di deduzione e detrazione, vediamo tre casi pratici con calcoli dettagliati del risparmio fiscale ottenibile nel 730/2026.

Caso 1: Famiglia con genitore non autosufficiente

Scenario: Luigi (50 anni, reddito 35.000 euro) assume una badante convivente per il padre di 82 anni affetto da Alzheimer (non autosufficiente certificato). Nel 2025 versa:

  • Contributi INPS: 1.800 euro totali
  • Retribuzione netta badante: 15.000 euro annui

Calcolo benefici fiscali nel 730/2026:

  • Deduzione contributi (E23): 1.549,37 euro × aliquota marginale 35% = risparmio di circa 542 euro
  • Detrazione 19% (E8-E10 cod. 15): 2.100 euro × 19% = 399 euro di risparmio
  • Risparmio fiscale totale: circa 941 euro

Caso 2: Anziana autosufficiente con badante

Scenario: Anna (72 anni, pensionata con reddito 22.000 euro) assume una colf che fa anche da accompagnatrice. Anna è ancora autosufficiente e non ha certificato medico. Nel 2025 versa:

  • Contributi INPS: 950 euro
  • Retribuzione netta: 8.500 euro

Calcolo benefici fiscali nel 730/2026:

  • Deduzione contributi (E23): 950 euro × aliquota marginale 25% = risparmio di circa 237 euro
  • Detrazione 19%: NON spettante (manca requisito non autosufficienza)
  • Risparmio fiscale totale: circa 237 euro

Caso 3: Due figli che assistono la madre non autosufficiente

Scenario: Marco e Sara (entrambi con redditi inferiori a 40.000 euro) sostengono insieme le spese per la badante della madre allettata. Marco è il datore di lavoro formale e versa i contributi.

  • Contributi INPS versati da Marco: 1.700 euro
  • Retribuzione netta condivisa: 12.000 euro (6.000 ciascuno)

Calcolo benefici nel 730/2026:

  • Marco – Deduzione contributi: 1.549,37 euro (limite massimo)
  • Marco – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euro
  • Sara – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euro

Novità 2026: cosa cambia per le spese badante

La Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024, n. 207) ha introdotto alcune modifiche al sistema delle detrazioni IRPEF che incidono indirettamente anche sulle spese per la badante. È importante conoscerle per pianificare correttamente la dichiarazione 730/2026.

Riordino detrazioni per redditi sopra 75.000 euro

Dal 2025 è entrato in vigore un nuovo meccanismo di contenimento delle detrazioni per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Le detrazioni totali sono parametrate al numero di figli a carico e al reddito. Tuttavia, per la detrazione badante non autosufficiente il problema non si pone, perché il limite di reddito di 40.000 euro è ben al di sotto della soglia dei 75.000 euro.

Stop bollettini cartacei INPS dal 2026

Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha abolito i bollettini MAV cartacei per il versamento dei contributi dei lavoratori domestici. I pagamenti si effettuano esclusivamente tramite PagoPA, app IO o bonifico bancario sul Cassetto Previdenziale online. Questa novità rafforza la tracciabilità dei versamenti e semplifica la documentazione ai fini fiscali.

Nuove tabelle contributive INPS 2026

L’INPS ha aggiornato con la Circolare n. 25 del 2026 le tabelle dei contributi orari per i lavoratori domestici, con incrementi medi del 2,3% rispetto al 2025. Per chi assume nel 2026, è quindi probabile superare il limite di 1.549,37 euro deducibile più facilmente rispetto agli anni precedenti.

Errori comuni da evitare nella dichiarazione

L’esperienza maturata presso il CAF Centro Fiscale ci ha mostrato che molti contribuenti commettono errori ricorrenti nella compilazione del 730 per le spese badante. Ecco i principali errori da evitare, che possono comportare richieste di documenti integrativi, sanzioni o perdita del beneficio fiscale.

1. Confondere deduzione e detrazione

L’errore più comune è inserire la retribuzione netta della badante nel rigo E23 (oneri deducibili) o, viceversa, indicare i contributi INPS tra le spese detraibili al 19%. Ricorda: i contributi vanno solo in E23, lo stipendio netto solo in E8-E10 con codice 15 (e solo se il soggetto è non autosufficiente).

2. Detrarre senza certificato medico

La detrazione del 19% richiede tassativamente un certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza. Non basta una generica certificazione di invalidità: deve essere specifico sulle attività della vita quotidiana che il soggetto non riesce a svolgere. Il certificato può essere rilasciato dal medico di base, da un medico specialista SSN o da una commissione medica.

3. Pagare in contanti

Dal 2020, i pagamenti in contanti alla badante non danno diritto alla detrazione 19%. Utilizza sempre strumenti tracciabili: bonifico bancario, assegno non trasferibile, carta di credito/bancomat o app di pagamento. Conserva sempre le ricevute firmate dalla badante.

4. Dimenticare la quota a carico del lavoratore

Nei contributi deducibili rientra anche la quota INPS a carico del lavoratore (circa il 30% del totale), trattenuta in busta paga e versata all’INPS dal datore di lavoro. Molti contribuenti dimenticano questa quota, riducendo il beneficio fiscale.

5. Superare il limite di reddito senza accorgersene

Se il tuo reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19%. Attenzione perché nel calcolo entrano anche redditi diversi (cedolare secca, redditi fondiari, ecc.). La deduzione contributi, invece, è sempre spettante a prescindere dal reddito.

Altre agevolazioni cumulabili con la spesa badante

Oltre a deduzione e detrazione sopra descritte, le famiglie che assumono una badante possono accedere ad altre agevolazioni previste a livello statale, regionale e locale. Ecco le principali da conoscere.

Bonus Anziani 850 euro (Prestazione Universale)

Dal 1° gennaio 2025 è attiva la Prestazione Universale, una nuova misura sperimentale (D.Lgs. 29/2024) destinata agli over 80 non autosufficienti con ISEE sociosanitario fino a 6.000 euro e indennità di accompagnamento. Si tratta di un contributo di 850 euro mensili finalizzato a remunerare i lavoratori domestici impiegati nell’assistenza, da utilizzare in aggiunta alla pensione di accompagnamento.

Indennità di accompagnamento INPS

L’indennità di accompagnamento INPS è una prestazione esente da IRPEF erogata mensilmente alle persone con invalidità civile al 100% e impossibilità di deambulare autonomamente o necessità di assistenza continua. Per il 2026 l’importo è di 542,02 euro mensili erogati per 12 mensilità. È compatibile sia con il lavoro che con altri redditi.

Contributi regionali e comunali

Molte Regioni (tra cui il Friuli Venezia Giulia) prevedono contributi specifici per le famiglie che assumono una badante regolare. In FVG è attivo il FAP (Fondo per l’Autonomia Possibile) e il contributo regionale per la badante, gestito tramite i Servizi Sociali del Comune di residenza. Anche numerosi Comuni erogano voucher o bonus dedicati, soprattutto per anziani con ISEE basso.

Detrazioni per persone con disabilità

Se la persona assistita ha una disabilità riconosciuta (Legge 104/1992), si possono cumulare anche le detrazioni per familiari a carico, le spese mediche specialistiche (anch’esse al 19%), gli ausili tecnici e i mezzi di trasporto (con IVA agevolata al 4%).

Scadenze 730/2026 per le spese badante

Per non perdere il diritto a deduzione e detrazione, è fondamentale rispettare le scadenze fiscali previste per il modello 730/2026 (riferito ai redditi 2025).

ScadenzaAdempimento
30 aprile 2026Disponibilità 730 precompilato sul portale Agenzia Entrate
15 maggio 2026Possibilità di accettare/modificare/inviare il 730 precompilato
30 settembre 2026Termine ordinario invio 730/2026 tramite CAF o intermediari abilitati
25 ottobre 2026Termine ultimo per 730 integrativo
31 dicembre 2031Conservazione documenti spese badante (5 anni dopo presentazione)

Affidandoti al CAF Centro Fiscale di Udine, oltre alla compilazione corretta del 730, ricevi assistenza completa per individuare tutte le agevolazioni cumulabili e raccogliere correttamente la documentazione necessaria. Il CAF effettua anche il visto di conformità, che protegge il contribuente in caso di controlli successivi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti (FAQ)

Posso dedurre i contributi della badante anche se non sono il soggetto assistito?

Sì. La deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero a chi ha sottoscritto il contratto e versa i contributi all’INPS. Non è necessario che coincida con il soggetto assistito. Ad esempio, un figlio può assumere la badante per il padre e dedurre i contributi nel proprio 730.

La detrazione 19% spetta anche se il soggetto non autosufficiente non è un familiare?

Sì. La detrazione del 19% per spese di assistenza non autosufficienti spetta a chi sostiene la spesa, indipendentemente dal rapporto di parentela con il soggetto assistito. Anche un vicino di casa o un amico che paga la badante per un anziano solo può detrarre.

Cosa succede se supero i 40.000 euro di reddito?

Se il reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19% sulle spese badante. Mantieni invece la deduzione dei contributi (1.549,37 euro), che non ha limiti di reddito.

Il bonus 850 euro per anziani è cumulabile con detrazione e deduzione?

Sì. La Prestazione Universale 850 euro non è considerata reddito ai fini IRPEF e non incide sulle agevolazioni fiscali per le spese badante. È cumulabile sia con la deduzione contributi sia con la detrazione 19%, purché vengano rispettati tutti i requisiti previsti.

Posso detrarre le spese badante se pago in contanti?

No, dal 1° gennaio 2020 la detrazione del 19% è subordinata al pagamento tracciabile (bonifico, bancomat, carta, app). I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Per i contributi INPS il discorso è diverso: vengono pagati tramite F24/PagoPA, quindi sono sempre tracciati.

La detrazione 19% spetta anche se la badante è in nero?

Assolutamente no. Il lavoro in nero è illegale e non dà diritto ad alcuna agevolazione fiscale. La detrazione richiede ricevute firmate, contratto regolare e tracciabilità dei pagamenti. Inoltre, l’assunzione regolare tutela anche il datore di lavoro da rischi legali e infortunistici.

Posso recuperare le spese badante se presento il modello Redditi PF anziché il 730?

Sì. Le stesse agevolazioni sono previste anche nel modello Redditi Persone Fisiche, con righi diversi (rispettivamente RP21 per i contributi deducibili e RP8-RP14 con codice 15 per la detrazione). I limiti e i requisiti sono identici.

Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

Calcolare correttamente le spese badante deducibili e detraibili nel 730/2026 richiede attenzione: confondere i due benefici, dimenticare la documentazione o errare nei calcoli può costare centinaia di euro. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre:

  • Compilazione completa del 730/2026 con calcolo ottimizzato di tutte le agevolazioni spettanti
  • Verifica documentazione e segnalazione di eventuali carenze prima dell’invio
  • Gestione completa del lavoro domestico: contratti, buste paga, contributi INPS, TFR
  • Consulenza personalizzata su agevolazioni regionali (FAP, contributo badante FVG) e nazionali (Prestazione Universale 850 euro)
  • Visto di conformità per la protezione in caso di controlli
  • Assistenza post-invio per eventuali comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate

Contattaci per fissare un appuntamento presso la nostra sede di Udine: i nostri consulenti specializzati in lavoro domestico ti seguiranno passo dopo passo per ottenere il massimo beneficio fiscale possibile.

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Fonti normative ufficiali consultate:

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) – art. 10 c. 2 e art. 15 c. 1 lett. i-septies
  • Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020) – art. 1 c. 679
  • Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025)
  • D.Lgs. 15 marzo 2024, n. 29 (Prestazione Universale anziani)
  • Circolare Agenzia Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005
  • Circolare Agenzia Entrate n. 7/E del 25 giugno 2021
  • Istruzioni Modello 730/2026 (Agenzia delle Entrate)
  • CCNL Lavoro Domestico in vigore dal 1° ottobre 2020
  • Circolare INPS n. 25 del 2026 (tabelle contributive lavoratori domestici)
Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 07:28:382026-05-31 17:03:51Spesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida Completa
CAF

Lavoro Domestico: Guida Completa per Assumere Colf, Badante o Babysitter 2026

colf e badanti CAF Udine

Indice dei contenuti

  1. Tipologie di Lavoratori Domestici: Colf, Badante, Babysitter
  2. CCNL Lavoro Domestico 2026: Livelli e Retribuzioni Minime
  3. Obblighi del Datore di Lavoro Domestico: Contratto e Comunicazioni INPS
  4. Contributi INPS Colf e Badanti 2026: Importi e Scadenze Trimestrali
  5. Busta Paga e Tredicesima Mensilità per Colf e Badanti
  6. TFR Lavoro Domestico: Calcolo e Liquidazione del Trattamento di Fine Rapporto
  7. Ferie, Permessi, Malattia e Maternità nel Lavoro Domestico
  8. Detrazioni Fiscali 730 per Colf, Badanti e Babysitter
  9. Dimissioni e Licenziamento nel Lavoro Domestico: Preavviso e Procedure
  10. Sanzioni per Lavoro Nero e Irregolarità nel Lavoro Domestico

Assumere una colf, una badante o una babysitter è una scelta che molte famiglie italiane devono affrontare per gestire la casa, assistere un anziano non autosufficiente o prendersi cura dei bambini. Si tratta di un rapporto di lavoro domestico che comporta precisi obblighi legali, contributivi e fiscali.

In Italia, il lavoro domestico è regolato dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) specifico per il settore, che stabilisce i livelli retributivi, gli orari, i permessi, le ferie e tutti i diritti del lavoratore. Il datore di lavoro domestico – ossia la famiglia che assume – ha l’obbligo di comunicare l’assunzione all’INPS entro 24 ore, versare i contributi previdenziali trimestrali, rilasciare la busta paga e rispettare le norme sul TFR, la tredicesima e le ferie.

Molte famiglie sottovalutano questi adempimenti, rischiando sanzioni pesanti per lavoro nero o irregolarità contributive. Inoltre, chi assume regolarmente una colf o una badante può beneficiare di importanti detrazioni fiscali nel 730, recuperando fino a 2.100 euro l’anno.

Questa guida completa spiega passo dopo passo come gestire correttamente un rapporto di lavoro domestico nel 2026: dai livelli del CCNL ai contributi INPS, dalle detrazioni fiscali alle procedure di assunzione e licenziamento. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutte le pratiche INPS e fiscali per assumere in regola.

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Tipologie di Lavoratori Domestici: Colf, Badante, Babysitter

Il lavoro domestico comprende diverse figure professionali, ognuna con mansioni specifiche:

Colf (Collaboratrice Familiare)

  • Si occupa delle pulizie domestiche, della cucina, del bucato, della stiratura e della gestione generale della casa.
  • Può lavorare a tempo pieno (oltre 30 ore settimanali), part-time o a ore.
  • Livelli CCNL: da A (collaboratore generico) a B (collaboratore con esperienza).

Badante (Assistente Familiare)

  • Assiste persone anziane, disabili o non autosufficienti, aiutandole nelle attività quotidiane (igiene personale, alimentazione, mobilità).
  • Può essere convivente (vive presso la famiglia) o non convivente (con orario definito).
  • Livelli CCNL: da BS (assistenza di base) a DS (assistenza a persone non autosufficienti con specializzazione).
  • La badante convivente ha diritto a vitto e alloggio (valorizzati economicamente).

Babysitter (Assistente per l’Infanzia)

  • Si prende cura dei bambini: gioco, pasti, accompagnamento a scuola, supporto compiti.
  • Livelli CCNL: da C (babysitter occasionale) a CS (babysitter con qualifica o esperienza pluriennale).

Altre figure:

  • Autista domestico
  • Giardiniere
  • Governante (coordinamento del personale domestico)

Tutte queste figure rientrano nel CCNL lavoro domestico e richiedono regolare assunzione con versamento contributi INPS.

CCNL Lavoro Domestico 2026: Livelli e Retribuzioni Minime

Il CCNL lavoro domestico (rinnovato nel 2020 e aggiornato periodicamente) stabilisce i minimi retributivi in base al livello di inquadramento e alle ore lavorate.

Tabella Livelli CCNL 2026 (Retribuzione Minima Mensile Lorda):

LivelloMansioneRetribuzione Lorda Mensile*
ACollaboratore generico€ 1.020
ASCollaboratore con esperienza€ 1.110
BCollaboratore qualificato€ 1.200
BSAssistente a persone autosufficienti€ 1.260
CBabysitter€ 1.150
CSBabysitter qualificata€ 1.310
DAssistente a persone non autosufficienti€ 1.420
DSAssistente specializzata€ 1.550

*Per 40 ore settimanali (convivente) o 54 ore settimanali (convivente effettivo). Per part-time, calcolo proporzionale.

Maggiorazioni:

  • Lavoro notturno (22:00 – 6:00): +20% sulla retribuzione oraria
  • Lavoro festivo: +60%
  • Straordinario: +25% (prime 40 ore mensili), +35% (oltre 40 ore)
  • Vitto e alloggio (per conviventi): valorizzati forfettariamente (circa € 350/mese)

Orari di lavoro:

  • Convivente: massimo 54 ore settimanali (con riposi giornalieri e settimanali)
  • Non convivente: massimo 40 ore settimanali
  • Part-time: orario ridotto concordato

Importante: Pagare meno del minimo CCNL espone a sanzioni e il lavoratore può rivendicare le differenze retributive.

Obblighi del Datore di Lavoro Domestico: Contratto e Comunicazioni INPS

Chi assume una colf, badante o babysitter diventa datore di lavoro domestico e ha precisi obblighi legali:

1. Lettera di Assunzione (Contratto Scritto)

  • Obbligatoria dal primo giorno di lavoro.
  • Deve contenere: dati anagrafici, mansioni, livello CCNL, retribuzione, orario, data inizio, eventuale periodo di prova (max 8 giorni lavorativi per rapporti fino a 6 mesi, max 30 giorni oltre 6 mesi).
  • Consegnare copia al lavoratore.

2. Comunicazione Obbligatoria INPS (COAP)

  • Entro 24 ore dall’inizio del rapporto, va comunicata l’assunzione all’INPS tramite il portale INPS.it (sezione Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici).
  • Dati richiesti: codice fiscale datore e lavoratore, data inizio, retribuzione, ore settimanali.
  • Sanzione per ritardo: da € 250 a € 2.500.

3. Iscrizione alla Gestione Separata INPS

  • Contestualmente alla comunicazione, l’INPS assegna una matricola al datore di lavoro.
  • Il lavoratore viene iscritto alla Gestione Separata Lavoratori Domestici.

4. Libro Unico del Lavoro (LUL)

  • Non obbligatorio per i rapporti di lavoro domestico, ma consigliato tenere un registro presenze per dimostrare orari e assenze.

5. Polizza INAIL

  • Obbligatoria solo se il lavoratore svolge mansioni che comportano rischio infortuni (es. uso di scale, macchine pericolose).
  • Per colf e badanti normalmente non è obbligatoria, ma può essere stipulata volontariamente.

6. Consegna Busta Paga

  • Mensile, con indicazione di: retribuzione lorda, eventuali trattenute, netto da pagare, ore lavorate, ferie maturate.
  • Conservare le copie per eventuali controlli.

Documenti da richiedere al lavoratore:

  • Codice fiscale e documento d’identità
  • Permesso di soggiorno (se extracomunitario)
  • Eventuale Nulla Osta al lavoro

Contributi INPS Colf e Badanti 2026: Importi e Scadenze Trimestrali

Il datore di lavoro domestico deve versare trimestralmente i contributi INPS per il lavoratore. L’importo varia in base alla retribuzione oraria effettiva e alle ore lavorate.

Contributi 2026: Aliquota e Ripartizione

  • Aliquota contributiva totale: circa 33% della retribuzione lorda.
  • A carico del datore: circa 26%
  • A carico del lavoratore: circa 7% (trattenuto in busta paga)

Tabella Contributi INPS Orari 2026 (Importi Indicativi)

Retribuzione Oraria EffettivaContributo Orario TotaleA carico DatoreA carico Lavoratore
Fino a € 8,00/h€ 1,44€ 1,13€ 0,31
Da € 8,01 a € 10,00/h€ 1,65€ 1,29€ 0,36
Oltre € 10,00/h€ 1,98€ 1,55€ 0,43

*Valori soggetti ad aggiornamento annuale INPS. Verificare sempre sul sito INPS.it.*

Scadenze Contributi Trimestrali 2026:

TrimestrePeriodo di RiferimentoScadenza Pagamento
I TrimestreGennaio – Marzo10 aprile 2026
II TrimestreAprile – Giugno10 luglio 2026
III TrimestreLuglio – Settembre10 ottobre 2026
IV TrimestreOttobre – Dicembre10 gennaio 2027

Come si calcolano i contributi:

Esempio: Badante livello CS, 25 ore settimanali, retribuzione oraria € 8,50.

  • Ore totali nel trimestre: 25 ore/sett. × 13 settimane = 325 ore
  • Contributo orario (fascia € 8,01-10,00): € 1,65
  • Contributo totale trimestre: 325 × € 1,65 = € 536,25
  • A carico datore: 325 × € 1,29 = € 419,25
  • A carico lavoratore (trattenuto): 325 × € 0,36 = € 117,00

Modalità di pagamento:

  • Online tramite INPS.it (Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici)
  • Bollettino MAV (ricevuto per posta o scaricabile online)
  • Presso sportelli bancari/postali abilitati

Sanzioni per ritardo:

  • Versamento tardivo: sanzioni civili (maggiorazioni) e penali (omissione contributiva).
  • L’INPS può contestare l’irregolarità anche a distanza di anni.

Busta Paga e Tredicesima Mensilità per Colf e Badanti

Il datore di lavoro domestico deve consegnare ogni mese la busta paga (anche chiamata prospetto paga) al lavoratore, indicando tutte le voci retributive e contributive.

Voci della Busta Paga:

1. Retribuzione Lorda

  • Calcolata su ore lavorate × paga oraria (o mensile se full-time).
  • Include eventuali maggiorazioni (festivi, straordinari, notturni).

2. Vitto e Alloggio (solo conviventi)

  • Valorizzati forfettariamente come previsto dal CCNL.
  • Costituiscono parte della retribuzione ai fini contributivi.

3. Trattenute Contributive

  • Quota INPS a carico lavoratore (circa 7%).
  • Non ci sono trattenute IRPEF se il reddito è sotto la soglia di esenzione (€ 8.500/anno circa).

4. Netto da Pagare

  • Retribuzione lorda – trattenute.

Tredicesima Mensilità

La tredicesima è obbligatoria per tutti i lavoratori domestici e si matura mensilmente:

  • 1/12 della retribuzione mensile per ogni mese lavorato.
  • Si paga entro il 21 dicembre di ogni anno.
  • In caso di cessazione del rapporto, si paga proporzionalmente ai mesi lavorati.

Esempio calcolo tredicesima:

  • Badante con retribuzione lorda € 1.200/mese
  • Lavora tutto l’anno (12 mesi)
  • Tredicesima: € 1.200 × 12/12 = € 1.200

Se il rapporto è iniziato a marzo:

  • Mesi lavorati: 10 (marzo-dicembre)
  • Tredicesima: € 1.200 × 10/12 = € 1.000

Ferie maturate e non godute:
Se le ferie non vengono godute, vanno pagate in aggiunta alla retribuzione (o liquidate alla cessazione del rapporto).

TFR Lavoro Domestico: Calcolo e Liquidazione del Trattamento di Fine Rapporto

Anche nel lavoro domestico, il lavoratore ha diritto al TFR (Trattamento di Fine Rapporto), che si accumula mese per mese e viene liquidato alla cessazione del rapporto.

Come si calcola il TFR:

Il TFR si calcola secondo la formula:

TFR annuo = Retribuzione annua lorda / 13,5

Ogni anno, la quota di TFR maturata viene rivalutata con un indice ISTAT (tasso fisso 1,5% + 75% dell’inflazione).

Esempio calcolo TFR:

Badante con retribuzione lorda € 1.300/mese:

  • Retribuzione annua lorda: € 1.300 × 12 = € 15.600
  • TFR maturato nell’anno: € 15.600 / 13,5 = € 1.155,56

Dopo 5 anni di lavoro:

  • TFR totale (senza rivalutazione): € 1.155,56 × 5 = € 5.777,80
  • Con rivalutazione ISTAT (stimata +2% annuo): circa € 6.050

Quando si liquida il TFR:

  • Alla cessazione del rapporto (dimissioni, licenziamento, pensionamento).
  • Anticipazione TFR: il lavoratore può richiedere un’anticipazione (fino al 70%) dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore, per:
    • Acquisto prima casa (per sé o figli)
    • Spese sanitarie straordinarie

Tassazione TFR:

  • Il TFR è soggetto a tassazione separata (aliquota mediamente 23-27%).
  • La tassazione avviene al momento della liquidazione.

Importante:

  • Il TFR non va versato mensilmente: resta “virtualmente” accantonato e si liquida solo alla fine.
  • In caso di decesso del lavoratore, il TFR spetta agli eredi.
  • Il datore deve versare il TFR entro i termini previsti dalla cessazione (solitamente entro 60 giorni).

Ferie, Permessi, Malattia e Maternità nel Lavoro Domestico

Il CCNL lavoro domestico riconosce al lavoratore diritti fondamentali su ferie, permessi, malattia e maternità.

Ferie Annuali

  • 26 giorni lavorativi all’anno (per contratti full-time).
  • Per part-time: proporzionali alle ore lavorate.
  • Maturano 1/12 ogni mese (circa 2,16 giorni al mese).
  • Devono essere godute entro l’anno successivo (o pagate se non godute).
  • Il datore stabilisce il periodo delle ferie, concordandolo con il lavoratore.

Permessi Retribuiti

  • 16 ore all’anno per riduzione orario di lavoro (ex festività soppresse).
  • Permessi per malattia figli (se previsto da accordo).
  • Permessi Legge 104 (se il lavoratore assiste un familiare disabile).

Malattia

  • Il lavoratore domestico ha diritto a conservare il posto per:
    • 10 giorni nell’anno solare (per anzianità fino a 6 mesi).
    • 45 giorni nell’anno solare (per anzianità oltre 6 mesi).
  • Retribuzione durante la malattia:
    • Per conviventi: 50% della retribuzione per i primi 3 giorni (carenza), 100% dal 4° giorno.
    • Per non conviventi: nessuna retribuzione (salvo diverso accordo).
  • Certificato medico obbligatorio da inviare entro 2 giorni.
  • Nessuna indennità INPS: l’INPS non eroga indennità di malattia per i lavoratori domestici (a differenza di altri settori).

Maternità

  • La lavoratrice domestica ha diritto al congedo di maternità (5 mesi totali: 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo, o diverse combinazioni).
  • Indennità INPS: l’INPS paga l’80% della retribuzione per tutta la durata del congedo.
  • Il datore deve conservare il posto per tutta la durata del congedo.
  • Divieto di licenziamento dall’inizio della gravidanza fino al compimento di 1 anno del bambino.

Infortunio sul Lavoro

  • Se non c’è polizza INAIL, il datore deve continuare a pagare la retribuzione durante l’infortunio (nei limiti previsti dal CCNL).
  • Consigliabile stipulare una polizza INAIL volontaria.

Detrazioni Fiscali 730 per Colf, Badanti e Babysitter

Chi assume regolarmente una colf, badante o babysitter può beneficiare di importanti detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi 730 o modello Redditi PF.

Detrazione per Spese di Assistenza Personale (Badanti)

Importo detraibile:

  • 19% delle spese sostenute, fino a un massimo di € 2.100 di spesa.
  • Detrazione massima effettiva: € 2.100 × 19% = € 399.

Requisiti:

  • Il contribuente (o un familiare a carico) deve essere non autosufficiente (certificato dalla ASL o medico curante).
  • La badante deve essere regolarmente assunta con versamento contributi INPS.
  • Le spese devono essere pagate con mezzi tracciabili (bonifico, assegno, carta, MAV INPS).
  • Limite di reddito del contribuente: la detrazione spetta solo se il reddito complessivo non supera € 40.000 annui.

Spese detraibili:

  • Retribuzione della badante (buste paga).
  • Contributi INPS versati.
  • Tredicesima, TFR, ferie.

Non detraibili:

  • Spese per colf o babysitter (salvo casi particolari di assistenza a persone con disabilità).

Documentazione da conservare:

  • Buste paga della badante.
  • Ricevute pagamento contributi INPS.
  • Certificazione medica di non autosufficienza.
  • Bonifici/ricevute pagamenti.

Esempio pratico:

Caso: Famiglia che assume badante per anziano non autosufficiente.

  • Retribuzione annua: € 18.000
  • Contributi INPS annui: € 6.000
  • Totale spese: € 24.000
  • Spesa detraibile: € 2.100 (massimo ammesso)
  • Detrazione effettiva: € 2.100 × 19% = € 399

Deduzione Contributi Previdenziali

In alternativa (o in aggiunta, per le spese non coperte dalla detrazione), i contributi INPS versati per collaboratori domestici possono essere dedotti dal reddito complessivo, fino a un massimo di € 1.549,37 annui.

La deduzione abbatte il reddito imponibile IRPEF (conveniente per redditi alti).

Attenzione:

  • Non si può ottenere sia detrazione che deduzione sulla stessa spesa: bisogna scegliere l’opzione più conveniente.
  • Per redditi bassi/medi: meglio la detrazione.
  • Per redditi alti: meglio la deduzione.

Come inserire le spese nel 730:

  • Sezione Oneri e Spese → Spese per assistenza personale.
  • Indicare: codice fiscale badante, totale spese, estremi pagamenti.

Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella compilazione del 730 e nel calcolo della detrazione/deduzione più vantaggiosa.

Dimissioni e Licenziamento nel Lavoro Domestico: Preavviso e Procedure

La cessazione del rapporto di lavoro domestico può avvenire per dimissioni del lavoratore o licenziamento da parte del datore.

Dimissioni Volontarie

Il lavoratore domestico può dimettersi in qualsiasi momento, rispettando il preavviso previsto dal CCNL:

Tempi di preavviso per dimissioni:

Anzianità di ServizioPreavviso ConviventePreavviso Non Convivente
Fino a 5 anni15 giorni8 giorni
Oltre 5 anni30 giorni15 giorni
  • Se il lavoratore non rispetta il preavviso, il datore può trattenere dal TFR l’indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo di preavviso.
  • Le dimissioni devono essere comunicate per iscritto (raccomandata, PEC, o consegna a mano con ricevuta).
  • Dal 2016, le dimissioni vanno convalidate online sul portale Lavoro.gov.it (anche tramite CAF, patronato o sindacato).

Licenziamento

Il datore può licenziare il lavoratore domestico per:

1. Giusta causa (licenziamento immediato, senza preavviso):

  • Furto, danneggiamenti volontari, insubordinazione grave, abbandono del posto.
  • Violazione obblighi contrattuali gravi.

2. Giustificato motivo (con preavviso):

  • Motivi oggettivi: cessazione necessità (es. anziano deceduto, trasferimento famiglia).
  • Motivi soggettivi: inadempimento contrattuale non grave (es. ripetute assenze ingiustificate).

Tempi di preavviso per licenziamento:

Anzianità di ServizioPreavviso ConviventePreavviso Non Convivente
Fino a 5 anni15 giorni8 giorni
Oltre 5 anni30 giorni15 giorni
  • Se il datore non rispetta il preavviso, deve pagare l’indennità sostitutiva al lavoratore.

Comunicazione Cessazione Rapporto

Il datore deve comunicare la cessazione del rapporto all’INPS entro 5 giorni tramite:

  • Portale INPS.it (Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici).
  • Patronato o CAF.

Liquidazione Finale

Alla cessazione, il datore deve liquidare:

  • Ultima retribuzione (comprensiva di ferie non godute).
  • Tredicesima maturata.
  • TFR (Trattamento di Fine Rapporto).
  • Eventuale indennità sostitutiva del preavviso (se non dato).

Il pagamento va effettuato entro 60 giorni dalla cessazione.

Tutele del Lavoratore

Il lavoratore domestico non ha diritto alla NASPI (indennità di disoccupazione), in quanto escluso dalla normativa.

Tuttavia, se il licenziamento è illegittimo (discriminatorio, ritorsivo, senza giusta causa), il lavoratore può fare ricorso al giudice e ottenere un risarcimento.

Sanzioni per Lavoro Nero e Irregolarità nel Lavoro Domestico

Assumere una colf, badante o babysitter in nero (senza regolare contratto e senza versare i contributi INPS) espone il datore di lavoro a sanzioni pesanti, sia amministrative che penali.

Sanzioni per Lavoro Nero

1. Sanzioni Amministrative INPS

  • Omessa comunicazione di assunzione (COAP):
    • Da € 250 a € 2.500 (per ogni lavoratore).
    • Se la comunicazione è tardiva oltre 30 giorni: sanzione raddoppiata.

2. Sanzioni per Omissione Contributiva

  • Mancato versamento contributi INPS:
    • Recupero integrale dei contributi non versati (anche a distanza di anni).
    • Interessi di mora (tasso legale + maggiorazioni).
    • Sanzioni civili: dal 30% al 60% dei contributi non versati.
  • Sanzione penale (se omissione grave):
    • Reclusione fino a 3 anni e multa fino a € 10.329 (art. 2 DL 463/1983).

3. Sanzioni per Irregolarità Contrattuale

  • Mancata consegna lettera di assunzione: da € 250 a € 1.500.
  • Mancata consegna buste paga: da € 150 a € 900 (per ogni mese).
  • Violazione orari/riposi: da € 150 a € 900.

4. Danno al Lavoratore

  • Il lavoratore in nero può citare in giudizio il datore e ottenere:
    • Riconoscimento del rapporto di lavoro.
    • Pagamento arretrati retributivi.
    • Versamento contributi INPS (a carico del datore).
    • Risarcimento danni.

5. Esclusione da Agevolazioni Fiscali

  • Chi non è in regola con i contributi non può detrarre le spese per badanti nel 730.
  • Non può accedere a bonus o agevolazioni legate al lavoro domestico.

6. Rischi Assicurativi

  • Se il lavoratore in nero subisce un infortunio domestico, il datore può essere ritenuto responsabile civilmente e penalmente.
  • Nessuna copertura assicurativa (INAIL non interviene se non c’è regolare assunzione).

Ispezioni e Controlli

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) può effettuare controlli anche su segnalazione del lavoratore o di terzi:

  • Verifica presenza comunicazione INPS.
  • Verifica versamento contributi.
  • Verifica rispetto CCNL (retribuzioni, orari).

In caso di irregolarità:

  • Diffida immediata a regolarizzare.
  • Sanzioni cumulative (amministrative + penali).
  • Possibilità di sequestro beni per recupero crediti contributivi.

Come Mettersi in Regola

Se hai assunto in nero e vuoi regolarizzare:

  1. Comunicare subito l’assunzione all’INPS (anche se tardiva).
  2. Versare i contributi arretrati (con interessi/sanzioni ridotte se versamento volontario).
  3. Rilasciare lettera di assunzione retroattiva.
  4. Affidarsi a un CAF o patronato per gestire la pratica.

La regolarizzazione volontaria riduce le sanzioni e tutela sia il datore che il lavoratore.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella regolarizzazione di rapporti di lavoro domestico irregolari.

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Domande Frequenti sul Lavoro Domestico

Quanto costa assumere una badante regolarmente?

Il costo dipende dal livello CCNL e dalle ore lavorate. Per una badante livello CS (qualificata) a 25 ore settimanali, il costo mensile totale è circa: retribuzione lorda € 750 + contributi INPS € 180 circa = € 930/mese. A fine anno vanno aggiunti tredicesima e TFR. Le spese sono parzialmente recuperabili con le detrazioni fiscali nel 730.

Posso assumere una colf senza versare i contributi INPS?

No, è vietato. Ogni rapporto di lavoro domestico deve essere comunicato all’INPS entro 24 ore dall’inizio e i contributi devono essere versati trimestralmente. Il lavoro nero espone a sanzioni da 250 a 2.500 euro, recupero contributi con interessi e sanzioni penali fino a 3 anni di reclusione.

Come si calcola la tredicesima per una badante?

La tredicesima si calcola dividendo la retribuzione mensile lorda per 12 e moltiplicando per i mesi lavorati. Esempio: badante con retribuzione € 1.200/mese che lavora tutto l’anno: tredicesima = € 1.200 × 12/12 = € 1.200. Se lavora solo 8 mesi: € 1.200 × 8/12 = € 800.

Le spese per la colf sono detraibili nel 730?

Solo se la colf assiste una persona non autosufficiente (certificata dalla ASL), allora le spese sono detraibili al 19% fino a massimo € 2.100 (detrazione massima € 399). Per colf generica che fa solo pulizie non c’è detrazione, ma i contributi INPS versati sono deducibili fino a € 1.549 annui.

Quanto preavviso deve dare una badante per dimettersi?

Per badante convivente: 15 giorni di preavviso se ha lavorato meno di 5 anni, 30 giorni se oltre 5 anni. Per non convivente: 8 giorni fino a 5 anni, 15 giorni oltre. Se non rispetta il preavviso, il datore può trattenere l’indennità sostitutiva dal TFR.

La badante ha diritto alla malattia pagata?

Sì, ma solo per badanti conviventi: i primi 3 giorni (carenza) sono pagati al 50%, dal 4° giorno al 100% della retribuzione. Per non conviventi il CCNL non prevede retribuzione durante la malattia (salvo accordi individuali). L’INPS non eroga indennità di malattia per i lavoratori domestici.

Come si comunica l’assunzione di una colf all’INPS?

Entro 24 ore dall’inizio del rapporto, tramite il portale INPS.it (Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici). Serve: codice fiscale datore e lavoratore, data inizio, retribuzione, ore settimanali. In alternativa, ci si può rivolgere a un CAF o patronato che effettua la comunicazione.

Gestire correttamente un rapporto di lavoro domestico – che si tratti di una colf, una badante o una babysitter – richiede attenzione agli aspetti legali, contributivi e fiscali. Rispettare il CCNL, versare i contributi INPS nei tempi previsti, rilasciare le buste paga e garantire i diritti del lavoratore (ferie, tredicesima, TFR) non è solo un obbligo di legge, ma anche una tutela per il datore di lavoro, che evita sanzioni e contenziosi.

Inoltre, assumere regolarmente consente di accedere alle detrazioni fiscali nel 730, recuperando parte delle spese sostenute (fino a € 399 per assistenza a persone non autosufficienti).

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutte le pratiche relative al lavoro domestico: dalla comunicazione INPS al calcolo e versamento dei contributi trimestrali, dalla compilazione del 730 con detrazioni badante alla gestione di dimissioni e cessazioni. Affidati a professionisti esperti per essere sempre in regola e ottimizzare i benefici fiscali.


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    Contributi colf e badanti 2026: importi trimestrali, tabelle, versamento INPS

    colf e badanti CAF Udine
    Indice dell articolo
    1. Chi paga i contributi colf e badanti INPS
    2. Scadenze trimestrali 2026: le 4 date da segnare
    3. Tabella importi trimestrali colf e badanti 2026
    4. Composizione dei contributi INPS per i domestici
    5. Come versare i contributi: MAV INPS, F24 e conto online
    6. Retribuzione minima CCNL 2026
    7. Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento
    8. Rateizzazione dei contributi arretrati
    9. Documenti: CU e Modello RED
    10. La colf puo verificare i propri contributi?
    11. FAQ: contributi colf e badanti 2026
    12. Assumere colf o badante: il CAF Centro Fiscale ti aiuta

    Sei il datore di lavoro di una collaboratrice domestica, una badante o una colf, e non sai esattamente quanto versare all’INPS e quando? Sei nel posto giusto. I contributi per i lavoratori domestici si pagano a cadenza trimestrale e gli importi cambiano ogni anno in base alle fasce di retribuzione oraria stabilite dal CCNL Collaboratori Domestici. In questa guida trovi la tabella completa degli importi 2026, le scadenze precise, le modalità di versamento e tutte le istruzioni pratiche per essere in regola con l’INPS.

    Chi paga i contributi colf e badanti INPS

    A differenza di quasi tutte le altre categorie di lavoratori, nel rapporto di lavoro domestico è il datore di lavoro (la famiglia che assume) a dover provvedere al versamento dei contributi INPS, compresa la quota a carico del lavoratore. Non è la colf o la badante a preoccuparsi di questo adempimento: ci pensa il datore di lavoro, che poi trattiene la quota del dipendente dalla busta paga.

    Il rapporto di lavoro domestico è regolato dal CCNL Collaboratori Domestici, stipulato tra le associazioni datoriali (Fidaldo, Domina, Assindatcolf) e i sindacati di categoria. La contribuzione INPS è gestita dalla Cassa Domestici (Gestione Speciale Domestici dell’INPS), una gestione separata dedicata esclusivamente ai lavoratori domestici.

    Scadenze trimestrali contributi colf 2026: le 4 date da segnare

    I contributi per colf e badanti si versano ogni trimestre, entro il 10 del mese successivo alla fine del trimestre. Le quattro scadenze del 2026 sono:

    TrimestrePeriodo copertoScadenza versamento 2026
    1° trimestreGennaio – Marzo 202610 aprile 2026
    2° trimestreAprile – Giugno 202610 luglio 2026
    3° trimestreLuglio – Settembre 202610 ottobre 2026
    4° trimestreOttobre – Dicembre 202610 gennaio 2027

    Attenzione: se il 10 del mese cade di sabato, domenica o giorno festivo, la scadenza si sposta al primo giorno lavorativo successivo. Il termine del 10 luglio 2026 (scadenza per il 2° trimestre) è un venerdì, quindi la scadenza è confermata al 10 luglio 2026. Verificatelo sempre sul sito INPS in caso di festività particolari.

    Tabella importi trimestrali colf e badanti 2026

    Gli importi contributivi dipendono dalla retribuzione oraria effettiva corrisposta al lavoratore domestico, suddivisa in tre fasce. La tabella dei contributi orari viene aggiornata ogni anno dall’INPS tenendo conto della perequazione ISTAT e della rivalutazione del CCNL.

    Contributi orari 2026 per fascia di retribuzione

    Fascia retribuzione orariaRetribuzione oraria effettivaContributo orario totaledi cui a carico del datoredi cui a carico del lavoratore
    Fascia AFino a 8,61 euro/ora1,64 euro/ora1,22 euro/ora0,42 euro/ora
    Fascia BDa 8,62 a 10,11 euro/ora2,09 euro/ora1,55 euro/ora0,54 euro/ora
    Fascia COltre 10,11 euro/ora2,32 euro/ora1,72 euro/ora0,60 euro/ora
    ConviventiCon vitto e alloggio1,30 euro/ora0,97 euro/ora0,33 euro/ora

    Nota: i valori esatti vengono comunicati dall’INPS a inizio anno con apposita circolare (di norma la circolare sui contributi domestici di gennaio/febbraio). I valori sopra indicati sono riferiti alla struttura tariffaria INPS 2025-2026 applicabile per il 2° trimestre 2026. Per i valori ufficiali e aggiornati verificare sempre il sito inps.it o rivolgersi al CAF.

    Come calcolare il contributo trimestrale

    La formula è semplice:

    Contributo trimestrale = ore lavorate nel trimestre × contributo orario della fascia

    Esempio pratico: una badante non convivente che lavora 20 ore settimanali a una retribuzione di 9 euro/ora (Fascia B):

    • Ore nel trimestre: 20 ore × 13 settimane = 260 ore
    • Contributo orario Fascia B: 2,09 euro/ora
    • Contributo trimestrale totale: 260 × 2,09 = 543,40 euro
    • Quota datore: 260 × 1,55 = 403,00 euro
    • Quota lavoratrice (trattenuta in busta paga): 260 × 0,54 = 140,40 euro

    Composizione dei contributi INPS per i domestici

    Il contributo versato alla Cassa Domestici INPS non è un monoblocco: è composto da diverse voci che finanziano tutele diverse per il lavoratore:

    • Pensione (IVS – Invalidità Vecchiaia Superstiti): la quota maggiore, che genera i contributi pensionistici della colf/badante visibili sull’estratto contributivo INPS
    • CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari): finanzia gli assegni familiari. Per i domestici conviventi non è dovuta, per i non conviventi è inclusa nel contributo standard
    • Assicurazione per la vecchiaia e superstiti
    • Contributo di maternità: che garantisce l’indennità di maternità alla lavoratrice in caso di gravidanza
    • Contributo INAIL: non incluso nella Cassa Domestici standard, ma richiesto separatamente per la copertura infortuni sul lavoro domestico

    La particolarità del lavoro domestico è che non è prevista la contribuzione per la disoccupazione (NASpI): i lavoratori domestici non hanno diritto alla NASpI in caso di licenziamento, a differenza degli altri lavoratori dipendenti. Questo è un aspetto su cui molte famiglie e lavoratrici si fanno domande.

    Come versare i contributi: MAV INPS, F24 e conto online

    Esistono più metodi per versare i contributi INPS per colf e badanti. Il più comune è il bollettino MAV, ma dal 2020 INPS ha potenziato il canale digitale:

    1. Bollettino MAV (Metodo Avviso di Versamento)

    Il sistema classico: l’INPS invia periodicamente al datore di lavoro un bollettino MAV pre-compilato con il codice fiscale del lavoratore, le ore e il periodo. Il bollettino può essere pagato:

    • In banca (sportello o home banking)
    • Alle Poste
    • Nei tabacchieri abilitati
    • Online tramite il sito INPS (area “Gestione domestici”)

    2. Portale “Domestico Lavoro” INPS (online)

    Sul portale INPS (myinps.inps.it), nella sezione dedicata ai rapporti di lavoro domestico, è possibile comunicare le ore lavorate e generare il pagamento del contributo direttamente online, con addebito su carta di credito o conto corrente. Serve SPID, CIE o CNS per accedere.

    3. F24 (raro ma possibile)

    In alcuni casi particolari (es. sanzione con ravvedimento) i contributi domestici possono essere versati tramite modello F24. Non è il canale standard per i versamenti ordinari trimestrali.

    Retribuzione minima CCNL 2026 per colf e badanti

    La retribuzione minima per i collaboratori domestici è stabilita dal CCNL Collaboratori Domestici, sottoscritto dalle organizzazioni datoriali e sindacali. Il contratto prevede diverse livelli (A, AS, B, BS, C, CS, D, DS) in base alla mansione e all’esperienza.

    Per la badante di 3° livello (con convivenza), la retribuzione lorda mensile minima dal 1° gennaio 2026 è orientativamente nell’intorno dei 1.100-1.200 euro/mese lordi per i conviventi a tempo pieno, con eventuali adeguamenti ISTAT. Il CCNL in vigore (siglato nel luglio 2024 con validità 2024-2026) ha introdotto incrementi retributivi scaglionati.

    Attenzione: la retribuzione oraria effettiva è quella che determina la fascia di contribuzione INPS (A, B o C). È fondamentale non scendere sotto i minimi CCNL: il lavoratore potrebbe richiedere le differenze retributive retroattivamente. Per i dettagli sulla busta paga, il contratto e i costi della badante consulta la nostra guida dedicata.

    Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento operoso

    Non versare i contributi INPS entro le scadenze trimestrali espone il datore di lavoro a sanzioni e interessi di mora. L’INPS può accertare l’omissione durante un’ispezione del lavoro o su segnalazione del lavoratore.

    Conseguenze dell’omesso versamento

    • Interessi di mora: calcolati sul capitale non versato per ogni giorno di ritardo
    • Sanzione civile: pari al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 5,5 punti percentuali per ciascun anno di ritardo, con un minimo del 3%
    • Sanzione per violazione obblighi contributivi: in caso di evasione (non solo omissione) le sanzioni possono arrivare fino al 30% dell’imponibile non dichiarato

    Ravvedimento operoso per contributi domestici

    Prima che l’INPS avvii un accertamento, il datore di lavoro può regolarizzare spontaneamente la propria posizione pagando il contributo omesso più gli interessi di mora. Questa procedura si chiama ravvedimento operoso contributivo e permette di evitare le sanzioni più pesanti. Il CAF Centro Fiscale assiste i datori di lavoro domestico nella regolarizzazione e nel calcolo degli importi dovuti.

    Rateizzazione dei contributi arretrati colf

    Se il datore di lavoro si trova a dover versare contributi arretrati su più trimestri, è possibile richiedere all’INPS una rateizzazione del debito contributivo. La domanda va presentata all’INPS con indicazione dell’importo totale dovuto; l’INPS definisce il piano di ammortamento. Durante la rateizzazione gli interessi continuano a maturare ma si evitano le procedure di recupero coattivo (cartella esattoriale).

    Il messaggio INPS alle 6.000 famiglie inviato nel 2026 riguarda proprio datori di lavoro domestico con posizioni da regolarizzare: se hai ricevuto una comunicazione INPS, contattaci subito per valutare la strada migliore.

    Documenti: CU e Modello RED per il datore di lavoro

    Avere una colf o badante regolare comporta anche obblighi documentali nei confronti dell’Agenzia delle Entrate:

    Certificazione Unica (CU)

    Il datore di lavoro domestico è sostituto d’imposta e deve rilasciare alla colf/badante la Certificazione Unica (CU) entro il 31 marzo dell’anno successivo, con i dati del reddito percepito nell’anno. La CU va anche trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro la stessa data. Il mancato invio è sanzionato con 100 euro per ogni CU omessa.

    Modello RED e deducibilità dei contributi

    Come datore di lavoro domestico puoi portare in deduzione dal reddito complessivo (nel modello 730 o Redditi PF) i contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti, fino a un massimo di 1.549,37 euro annui. Questa deduzione è separata dalla detrazione per le spese di assistenza agli anziani (che prevede invece una detrazione del 19% su un massimo di 2.100 euro).

    Conserva sempre le ricevute di pagamento dei contributi INPS: servono per la dichiarazione dei redditi e in caso di controllo da parte del Fisco.

    La colf può verificare i propri contributi versati?

    Sì. La lavoratrice domestica (colf o badante) può verificare in qualsiasi momento se il datore di lavoro ha effettivamente versato i contributi all’INPS accedendo all’estratto contributivo online tramite SPID su myINPS.

    Se risultano contributi mancanti, la lavoratrice può:

    • Segnalare all’Ispettorato Nazionale del Lavoro
    • Presentare ricorso all’INPS per il riconoscimento dei contributi omessi
    • Rivolgersi al Patronato per avviare la procedura di accertamento

    Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste sia i datori di lavoro che le lavoratrici domestiche in tutte le pratiche INPS relative al lavoro domestico.

    FAQ: contributi colf e badanti 2026

    Se la badante lavora meno di 24 ore settimanali, i contributi cambiano?

    Sì. Le fasce di contribuzione INPS per i lavoratori domestici variano in base alla retribuzione oraria effettiva, non alle ore lavorate. Tuttavia, per i lavoratori non conviventi che lavorano meno di 24 ore settimanali, esistono specifiche regole contrattuali (CCNL) che possono influire sul tipo di rapporto (orario) e quindi sulla rendicontazione delle ore all’INPS.

    I contributi si calcolano sulle ore effettivamente lavorate o sull’orario contrattuale?

    Si calcolano sulle ore effettivamente lavorate nel trimestre. Se la colf ha lavorato meno ore del previsto (per ferie, malattia retribuita, ecc.), si conteggiano le ore effettive. Le settimane di ferie retribuite contano come lavorate ai fini contributivi. I giorni di malattia retribuiti sono a carico del datore e generano contribuzione.

    La colf straniera senza permesso di soggiorno regolare ha diritto ai contributi?

    Il versamento di contributi a lavoratori privi di permesso di soggiorno non regolarizza la situazione lavorativa, che rimane irregolare. L’INPS registra i contributi ma il datore di lavoro rimane esposto a sanzioni amministrative e penali per l’assunzione irregolare. Per regolarizzare un lavoratore domestico straniero privo dei requisiti, è necessario verificare le procedure di regolarizzazione o sanatoria.

    Cosa succede se non verso i contributi per un trimestre?

    L’INPS può avviare un’attività di recupero del credito. Prima che arrivi la cartella esattoriale, è possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso pagando il dovuto più gli interessi. Se il debito contributivo viene accertato in sede ispettiva, scattano anche le sanzioni civili più pesanti. Intervenire subito, prima di un’ispezione, è sempre la scelta più conveniente.

    I contributi colf sono deducibili nella dichiarazione dei redditi?

    Sì. I contributi previdenziali versati all’INPS per colf e badanti sono deducibili dal reddito complessivo fino a 1.549,37 euro annui. Vanno inseriti nel modello 730 o Redditi PF dell’anno successivo. Questa deduzione riduce la base imponibile IRPEF, con un risparmio fiscale effettivo che dipende dallo scaglione di appartenenza.

    Devo comunicare all’INPS ogni trimestre le ore lavorate?

    Sì. Il datore di lavoro deve comunicare all’INPS (tramite il portale Domestico Lavoro o il patronato) le ore lavorate nel trimestre prima di effettuare il versamento. Il sistema INPS genera il bollettino MAV in base a queste comunicazioni. Se le ore variano significativamente rispetto al contratto originale, vanno aggiornate.

    Assumere colf o badante: il CAF Centro Fiscale ti aiuta

    Gestire un rapporto di lavoro domestico in regola non è complicato se si hanno le informazioni giuste e qualcuno che segue le scadenze. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo per datori di lavoro domestico:

    • Calcolo dei contributi trimestrali in base alle ore e alla fascia retributiva
    • Predisposizione e invio comunicazioni all’INPS (attivazione rapporto, variazioni, cessazione)
    • Verifica delle scadenze e promemoria trimestrali
    • Redazione della busta paga mensile della colf/badante
    • Certificazione Unica annuale e trasmissione telematica
    • Assistenza in caso di irregolarità o comunicazioni INPS
    • Supporto per la deducibilità dei contributi nel 730

    Contattaci per un preventivo:
    Telefono: 0432 1638640
    WhatsApp: 366 6018121
    Email: info@centrofiscale.com
    Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine

    Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 10:00:002026-07-03 08:06:40Contributi colf e badanti 2026: importi trimestrali, tabelle, versamento INPS
    COLF E BADANTI

    Spesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida Completa

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La spesa per la badante rappresenta una delle voci di costo più rilevanti per le famiglie italiane che assistono un familiare anziano o non autosufficiente. Fortunatamente, il sistema fiscale italiano consente di recuperare una parte significativa di queste spese attraverso il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025), prevedendo due distinti benefici fiscali: la deduzione dei contributi previdenziali fino a 1.549,37 euro e la detrazione del 19% sulle spese di assistenza per soggetti non autosufficienti fino a un massimo di 2.100 euro.

    In questa guida completa, aggiornata con le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, ti spieghiamo nel dettaglio come funzionano questi due benefici, quali sono i requisiti, quali documenti conservare, come compilare correttamente il quadro E del modello 730 e quanto puoi realmente risparmiare. Troverai esempi pratici, tabelle riassuntive e i riferimenti normativi ufficiali.

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    Spesa badante nel 730/2026: due benefici fiscali distinti

    Prima di entrare nei dettagli, è fondamentale comprendere che la normativa fiscale italiana distingue chiaramente due tipologie di agevolazioni per chi sostiene spese legate all’assistenza domiciliare. Si tratta di due benefici cumulabili tra loro che agiscono su voci di spesa differenti: i contributi previdenziali da un lato e la retribuzione netta dall’altro.

    1. Deduzione contributi previdenziali (art. 10, comma 2, TUIR)

    I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati all’INPS per i lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter) sono deducibili dal reddito complessivo fino a un importo massimo di 1.549,37 euro annui. Questa agevolazione è disciplinata dall’articolo 10, comma 2, del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917) e si applica a tutti i contribuenti, indipendentemente dallo stato di salute del soggetto assistito.

    2. Detrazione spese assistenza non autosufficienti (art. 15, comma 1, lett. i-septies, TUIR)

    Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale di soggetti non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% calcolata su un importo massimo di 2.100 euro, per un risparmio effettivo fino a 399 euro. Questa agevolazione, prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-septies, del TUIR, è riservata a chi assiste persone con limitazioni delle capacità motorie o cognitive.

    Deduzione contributi badante: importo, requisiti e modalità

    La deduzione dei contributi previdenziali versati per la badante è una delle agevolazioni fiscali più importanti e meno conosciute dai contribuenti italiani. A differenza della detrazione (che riduce l’imposta), la deduzione abbassa il reddito imponibile, con un beneficio proporzionale all’aliquota marginale IRPEF del contribuente.

    Importo massimo deducibile: 1.549,37 euro

    L’importo massimo deducibile è pari a 1.549,37 euro all’anno (corrispondente alla vecchia conversione di 3 milioni di lire). Questo limite si riferisce ai contributi effettivamente versati nell’anno d’imposta 2025 (per il 730/2026), inclusa la quota a carico del lavoratore trattenuta in busta paga e successivamente versata all’INPS dal datore di lavoro.

    Cosa è deducibile e cosa no

    • Sono deducibili: contributi previdenziali INPS (quota datore di lavoro + quota lavoratore), contributi assistenziali obbligatori, contributi versati alla Cassa Colf (se previsti dal CCNL Lavoro Domestico)
    • NON sono deducibili: la retribuzione netta della badante, la tredicesima mensilità, il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), le spese di vitto e alloggio

    Chi può beneficiare della deduzione

    La deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero alla persona che ha sottoscritto il contratto di assunzione con la badante e che effettua i versamenti contributivi all’INPS. Non è necessario che il soggetto assistito coincida con il datore di lavoro: ad esempio, un figlio può assumere una badante per il proprio genitore anziano e detrarre i contributi versati.

    Importante: la deduzione spetta una sola volta per ciascun contribuente, anche in presenza di più rapporti di lavoro domestico, e il limite di 1.549,37 euro è complessivo (non si moltiplica per il numero di lavoratori assunti).

    Esempio pratico: calcolo della deduzione

    Maria assume una badante a tempo pieno (54 ore settimanali) per assistere la madre anziana. Nel 2025 versa contributi INPS per un totale di 2.300 euro. Nel 730/2026 può dedurre solo 1.549,37 euro (importo massimo). Con un’aliquota marginale del 35%, il risparmio fiscale è di circa 542 euro.

    Detrazione 19% per badante di persone non autosufficienti

    La detrazione del 19% sulle spese sostenute per la badante è il secondo importante beneficio fiscale previsto dal nostro ordinamento e si aggiunge alla deduzione dei contributi previdenziali. A differenza della deduzione, questa agevolazione è subordinata a un requisito fondamentale: il soggetto assistito deve essere non autosufficiente nel compimento degli atti della vita quotidiana.

    Importo massimo detraibile: 2.100 euro

    La detrazione si calcola sul 19% di un importo massimo di 2.100 euro di spese sostenute nell’anno d’imposta. Il risparmio fiscale massimo è quindi pari a 399 euro (2.100 × 19%). È fondamentale comprendere che il tetto di 2.100 euro si riferisce alle spese complessive, non alla detrazione: chi sostiene spese superiori non beneficia di alcun ulteriore vantaggio.

    Limite di reddito: 40.000 euro

    La detrazione è riconosciuta solo se il reddito complessivo del contribuente non supera 40.000 euro. Superata questa soglia, il beneficio fiscale è completamente perduto. Nel computo del reddito complessivo va incluso anche il reddito derivante dalla cedolare secca sugli affitti, mentre non si considera il reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze.

    Cosa significa “non autosufficiente”

    Secondo la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005 e la Circolare 7/E del 25 giugno 2021, una persona si considera non autosufficiente quando non è in grado di svolgere autonomamente almeno una delle seguenti attività:

    • Assunzione di alimenti
    • Espletamento delle funzioni fisiologiche o dell’igiene personale
    • Deambulazione
    • Indossare gli indumenti

    È inoltre considerata non autosufficiente la persona che necessita di sorveglianza continuativa. Lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica, mentre non rileva l’età anagrafica: anche un giovane disabile può rientrare nella casistica.

    Importante: non sono ricomprese nella detrazione le spese per i servizi forniti a persone non autosufficienti per cause derivanti esclusivamente dall’età anagrafica (es. semplice anzianità senza patologie invalidanti).

    Tabella riepilogativa: deduzione vs detrazione badante

    Per chiarire le differenze tra i due benefici fiscali, ecco una tabella riassuntiva con i principali parametri da considerare nel 730/2026:

    CaratteristicaDeduzione contributiDetrazione 19%
    Norma di riferimentoArt. 10 c. 2 TUIRArt. 15 c. 1 lett. i-septies TUIR
    Importo massimo1.549,37 euro2.100 euro (19% = 399 euro)
    Tipo di beneficioRiduce il reddito imponibileRiduce l’IRPEF lorda
    Spese ammesseSolo contributi INPSRetribuzione netta badante
    Requisito non autosufficienzaNOSI (con certificato medico)
    Limite di redditoNessuno40.000 euro
    Rigo 730/2026E23 (oneri deducibili)E8/E10 cod. 15 (oneri detraibili)
    Tracciabilità pagamentiObbligatoria (dal 2020)Obbligatoria (dal 2020)
    CumulabilitàSI, con detrazione 19%SI, con deduzione contributi

    Documenti da conservare per il 730/2026

    Per beneficiare correttamente di deduzione e detrazione, è essenziale conservare con cura tutta la documentazione probatoria. L’Agenzia delle Entrate può richiedere questi documenti anche a distanza di anni: la regola è conservare tutto fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione della dichiarazione (per il 730/2026 quindi fino al 31 dicembre 2031).

    Documenti per la deduzione contributi (1.549,37 euro)

    • Bollettini MAV/PagoPA INPS dei contributi versati nei quattro trimestri (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre 2025 e 10 gennaio 2026)
    • Comunicazione di assunzione del lavoratore domestico all’INPS
    • Estratto conto INPS scaricabile dal Cassetto Previdenziale del Lavoratore
    • Buste paga con evidenza della quota contributiva a carico del lavoratore
    • Ricevute di pagamento tracciabile (bonifico, F24, addebito SEPA)

    Documenti per la detrazione 19% (non autosufficienti)

    • Ricevute di pagamento firmate dalla badante (devono indicare: dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore e del datore di lavoro, importo, data, causale)
    • Certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza del soggetto assistito (rilasciato da medico SSN o medico specialista)
    • Documenti tracciabilità pagamenti: bonifico bancario, assegno, bancomat, carta di credito, app di pagamento (Satispay, PostePay, ecc.)
    • Contratto di lavoro con specifica delle mansioni assistenziali
    • Codice fiscale del soggetto non autosufficiente (se diverso dal contribuente)

    Attenzione: dal 1° gennaio 2020, ai sensi dell’articolo 1, comma 679, della Legge 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), la detrazione del 19% è subordinata all’effettuazione del pagamento con strumenti tracciabili. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Questa regola NON si applica invece ai contributi INPS (che sono già pagati tramite F24/MAV).

    Come compilare il quadro E del 730/2026

    La compilazione del modello 730/2026 per le spese badante interessa due righi distinti del Quadro E (Oneri e Spese). Vediamo nel dettaglio dove inserire ciascun importo, seguendo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.

    Rigo E23 – Contributi per addetti ai servizi domestici e familiari

    Nel rigo E23 della Sezione II del Quadro E (“Spese e oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo”) va indicato l’importo dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari, fino al limite massimo di 1.549,37 euro.

    Il software del 730 calcola automaticamente l’eventuale eccedenza non deducibile. Se hai versato più di 1.549,37 euro, indica comunque l’importo intero: il sistema applicherà automaticamente il tetto.

    Righi E8-E10 – Spese addetti assistenza personale (codice 15)

    Nei righi E8, E9 o E10 della Sezione I del Quadro E (“Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%”) vanno indicate le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale dei soggetti non autosufficienti, utilizzando il codice 15.

    L’importo da inserire è quello effettivamente sostenuto, fino al massimo di 2.100 euro. Il software del 730 calcolerà automaticamente la detrazione del 19% e verificherà il rispetto del limite di reddito complessivo (40.000 euro).

    Casi particolari: più contribuenti che condividono la spesa

    Quando più familiari condividono la spesa per la badante di un genitore non autosufficiente, il limite di 2.100 euro deve essere ripartito tra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa. Ad esempio, se due fratelli pagano insieme la badante della madre, ciascuno potrà detrarre il 19% su un importo massimo di 1.050 euro (la metà del tetto).

    Per la deduzione dei contributi, invece, il limite di 1.549,37 euro è personale del datore di lavoro: spetta esclusivamente al soggetto che ha sottoscritto il contratto di assunzione e che effettua i versamenti all’INPS.

    Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale

    Per comprendere meglio l’impatto reale di deduzione e detrazione, vediamo tre casi pratici con calcoli dettagliati del risparmio fiscale ottenibile nel 730/2026.

    Caso 1: Famiglia con genitore non autosufficiente

    Scenario: Luigi (50 anni, reddito 35.000 euro) assume una badante convivente per il padre di 82 anni affetto da Alzheimer (non autosufficiente certificato). Nel 2025 versa:

    • Contributi INPS: 1.800 euro totali
    • Retribuzione netta badante: 15.000 euro annui

    Calcolo benefici fiscali nel 730/2026:

    • Deduzione contributi (E23): 1.549,37 euro × aliquota marginale 35% = risparmio di circa 542 euro
    • Detrazione 19% (E8-E10 cod. 15): 2.100 euro × 19% = 399 euro di risparmio
    • Risparmio fiscale totale: circa 941 euro

    Caso 2: Anziana autosufficiente con badante

    Scenario: Anna (72 anni, pensionata con reddito 22.000 euro) assume una colf che fa anche da accompagnatrice. Anna è ancora autosufficiente e non ha certificato medico. Nel 2025 versa:

    • Contributi INPS: 950 euro
    • Retribuzione netta: 8.500 euro

    Calcolo benefici fiscali nel 730/2026:

    • Deduzione contributi (E23): 950 euro × aliquota marginale 25% = risparmio di circa 237 euro
    • Detrazione 19%: NON spettante (manca requisito non autosufficienza)
    • Risparmio fiscale totale: circa 237 euro

    Caso 3: Due figli che assistono la madre non autosufficiente

    Scenario: Marco e Sara (entrambi con redditi inferiori a 40.000 euro) sostengono insieme le spese per la badante della madre allettata. Marco è il datore di lavoro formale e versa i contributi.

    • Contributi INPS versati da Marco: 1.700 euro
    • Retribuzione netta condivisa: 12.000 euro (6.000 ciascuno)

    Calcolo benefici nel 730/2026:

    • Marco – Deduzione contributi: 1.549,37 euro (limite massimo)
    • Marco – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euro
    • Sara – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euro

    Novità 2026: cosa cambia per le spese badante

    La Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024, n. 207) ha introdotto alcune modifiche al sistema delle detrazioni IRPEF che incidono indirettamente anche sulle spese per la badante. È importante conoscerle per pianificare correttamente la dichiarazione 730/2026.

    Riordino detrazioni per redditi sopra 75.000 euro

    Dal 2025 è entrato in vigore un nuovo meccanismo di contenimento delle detrazioni per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Le detrazioni totali sono parametrate al numero di figli a carico e al reddito. Tuttavia, per la detrazione badante non autosufficiente il problema non si pone, perché il limite di reddito di 40.000 euro è ben al di sotto della soglia dei 75.000 euro.

    Stop bollettini cartacei INPS dal 2026

    Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha abolito i bollettini MAV cartacei per il versamento dei contributi dei lavoratori domestici. I pagamenti si effettuano esclusivamente tramite PagoPA, app IO o bonifico bancario sul Cassetto Previdenziale online. Questa novità rafforza la tracciabilità dei versamenti e semplifica la documentazione ai fini fiscali.

    Nuove tabelle contributive INPS 2026

    L’INPS ha aggiornato con la Circolare n. 25 del 2026 le tabelle dei contributi orari per i lavoratori domestici, con incrementi medi del 2,3% rispetto al 2025. Per chi assume nel 2026, è quindi probabile superare il limite di 1.549,37 euro deducibile più facilmente rispetto agli anni precedenti.

    Errori comuni da evitare nella dichiarazione

    L’esperienza maturata presso il CAF Centro Fiscale ci ha mostrato che molti contribuenti commettono errori ricorrenti nella compilazione del 730 per le spese badante. Ecco i principali errori da evitare, che possono comportare richieste di documenti integrativi, sanzioni o perdita del beneficio fiscale.

    1. Confondere deduzione e detrazione

    L’errore più comune è inserire la retribuzione netta della badante nel rigo E23 (oneri deducibili) o, viceversa, indicare i contributi INPS tra le spese detraibili al 19%. Ricorda: i contributi vanno solo in E23, lo stipendio netto solo in E8-E10 con codice 15 (e solo se il soggetto è non autosufficiente).

    2. Detrarre senza certificato medico

    La detrazione del 19% richiede tassativamente un certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza. Non basta una generica certificazione di invalidità: deve essere specifico sulle attività della vita quotidiana che il soggetto non riesce a svolgere. Il certificato può essere rilasciato dal medico di base, da un medico specialista SSN o da una commissione medica.

    3. Pagare in contanti

    Dal 2020, i pagamenti in contanti alla badante non danno diritto alla detrazione 19%. Utilizza sempre strumenti tracciabili: bonifico bancario, assegno non trasferibile, carta di credito/bancomat o app di pagamento. Conserva sempre le ricevute firmate dalla badante.

    4. Dimenticare la quota a carico del lavoratore

    Nei contributi deducibili rientra anche la quota INPS a carico del lavoratore (circa il 30% del totale), trattenuta in busta paga e versata all’INPS dal datore di lavoro. Molti contribuenti dimenticano questa quota, riducendo il beneficio fiscale.

    5. Superare il limite di reddito senza accorgersene

    Se il tuo reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19%. Attenzione perché nel calcolo entrano anche redditi diversi (cedolare secca, redditi fondiari, ecc.). La deduzione contributi, invece, è sempre spettante a prescindere dal reddito.

    Altre agevolazioni cumulabili con la spesa badante

    Oltre a deduzione e detrazione sopra descritte, le famiglie che assumono una badante possono accedere ad altre agevolazioni previste a livello statale, regionale e locale. Ecco le principali da conoscere.

    Bonus Anziani 850 euro (Prestazione Universale)

    Dal 1° gennaio 2025 è attiva la Prestazione Universale, una nuova misura sperimentale (D.Lgs. 29/2024) destinata agli over 80 non autosufficienti con ISEE sociosanitario fino a 6.000 euro e indennità di accompagnamento. Si tratta di un contributo di 850 euro mensili finalizzato a remunerare i lavoratori domestici impiegati nell’assistenza, da utilizzare in aggiunta alla pensione di accompagnamento.

    Indennità di accompagnamento INPS

    L’indennità di accompagnamento INPS è una prestazione esente da IRPEF erogata mensilmente alle persone con invalidità civile al 100% e impossibilità di deambulare autonomamente o necessità di assistenza continua. Per il 2026 l’importo è di 542,02 euro mensili erogati per 12 mensilità. È compatibile sia con il lavoro che con altri redditi.

    Contributi regionali e comunali

    Molte Regioni (tra cui il Friuli Venezia Giulia) prevedono contributi specifici per le famiglie che assumono una badante regolare. In FVG è attivo il FAP (Fondo per l’Autonomia Possibile) e il contributo regionale per la badante, gestito tramite i Servizi Sociali del Comune di residenza. Anche numerosi Comuni erogano voucher o bonus dedicati, soprattutto per anziani con ISEE basso.

    Detrazioni per persone con disabilità

    Se la persona assistita ha una disabilità riconosciuta (Legge 104/1992), si possono cumulare anche le detrazioni per familiari a carico, le spese mediche specialistiche (anch’esse al 19%), gli ausili tecnici e i mezzi di trasporto (con IVA agevolata al 4%).

    Scadenze 730/2026 per le spese badante

    Per non perdere il diritto a deduzione e detrazione, è fondamentale rispettare le scadenze fiscali previste per il modello 730/2026 (riferito ai redditi 2025).

    ScadenzaAdempimento
    30 aprile 2026Disponibilità 730 precompilato sul portale Agenzia Entrate
    15 maggio 2026Possibilità di accettare/modificare/inviare il 730 precompilato
    30 settembre 2026Termine ordinario invio 730/2026 tramite CAF o intermediari abilitati
    25 ottobre 2026Termine ultimo per 730 integrativo
    31 dicembre 2031Conservazione documenti spese badante (5 anni dopo presentazione)

    Affidandoti al CAF Centro Fiscale di Udine, oltre alla compilazione corretta del 730, ricevi assistenza completa per individuare tutte le agevolazioni cumulabili e raccogliere correttamente la documentazione necessaria. Il CAF effettua anche il visto di conformità, che protegge il contribuente in caso di controlli successivi.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti (FAQ)

    Posso dedurre i contributi della badante anche se non sono il soggetto assistito?

    Sì. La deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero a chi ha sottoscritto il contratto e versa i contributi all’INPS. Non è necessario che coincida con il soggetto assistito. Ad esempio, un figlio può assumere la badante per il padre e dedurre i contributi nel proprio 730.

    La detrazione 19% spetta anche se il soggetto non autosufficiente non è un familiare?

    Sì. La detrazione del 19% per spese di assistenza non autosufficienti spetta a chi sostiene la spesa, indipendentemente dal rapporto di parentela con il soggetto assistito. Anche un vicino di casa o un amico che paga la badante per un anziano solo può detrarre.

    Cosa succede se supero i 40.000 euro di reddito?

    Se il reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19% sulle spese badante. Mantieni invece la deduzione dei contributi (1.549,37 euro), che non ha limiti di reddito.

    Il bonus 850 euro per anziani è cumulabile con detrazione e deduzione?

    Sì. La Prestazione Universale 850 euro non è considerata reddito ai fini IRPEF e non incide sulle agevolazioni fiscali per le spese badante. È cumulabile sia con la deduzione contributi sia con la detrazione 19%, purché vengano rispettati tutti i requisiti previsti.

    Posso detrarre le spese badante se pago in contanti?

    No, dal 1° gennaio 2020 la detrazione del 19% è subordinata al pagamento tracciabile (bonifico, bancomat, carta, app). I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Per i contributi INPS il discorso è diverso: vengono pagati tramite F24/PagoPA, quindi sono sempre tracciati.

    La detrazione 19% spetta anche se la badante è in nero?

    Assolutamente no. Il lavoro in nero è illegale e non dà diritto ad alcuna agevolazione fiscale. La detrazione richiede ricevute firmate, contratto regolare e tracciabilità dei pagamenti. Inoltre, l’assunzione regolare tutela anche il datore di lavoro da rischi legali e infortunistici.

    Posso recuperare le spese badante se presento il modello Redditi PF anziché il 730?

    Sì. Le stesse agevolazioni sono previste anche nel modello Redditi Persone Fisiche, con righi diversi (rispettivamente RP21 per i contributi deducibili e RP8-RP14 con codice 15 per la detrazione). I limiti e i requisiti sono identici.

    Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

    Calcolare correttamente le spese badante deducibili e detraibili nel 730/2026 richiede attenzione: confondere i due benefici, dimenticare la documentazione o errare nei calcoli può costare centinaia di euro. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre:

    • Compilazione completa del 730/2026 con calcolo ottimizzato di tutte le agevolazioni spettanti
    • Verifica documentazione e segnalazione di eventuali carenze prima dell’invio
    • Gestione completa del lavoro domestico: contratti, buste paga, contributi INPS, TFR
    • Consulenza personalizzata su agevolazioni regionali (FAP, contributo badante FVG) e nazionali (Prestazione Universale 850 euro)
    • Visto di conformità per la protezione in caso di controlli
    • Assistenza post-invio per eventuali comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate

    Contattaci per fissare un appuntamento presso la nostra sede di Udine: i nostri consulenti specializzati in lavoro domestico ti seguiranno passo dopo passo per ottenere il massimo beneficio fiscale possibile.

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    Fonti normative ufficiali consultate:

    • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) – art. 10 c. 2 e art. 15 c. 1 lett. i-septies
    • Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020) – art. 1 c. 679
    • Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025)
    • D.Lgs. 15 marzo 2024, n. 29 (Prestazione Universale anziani)
    • Circolare Agenzia Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005
    • Circolare Agenzia Entrate n. 7/E del 25 giugno 2021
    • Istruzioni Modello 730/2026 (Agenzia delle Entrate)
    • CCNL Lavoro Domestico in vigore dal 1° ottobre 2020
    • Circolare INPS n. 25 del 2026 (tabelle contributive lavoratori domestici)
    Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 07:28:382026-05-31 17:03:51Spesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida Completa
    CAF

    Lavoro Domestico: Guida Completa per Assumere Colf, Badante o Babysitter 2026

    colf e badanti CAF Udine

    Indice dei contenuti

    1. Tipologie di Lavoratori Domestici: Colf, Badante, Babysitter
    2. CCNL Lavoro Domestico 2026: Livelli e Retribuzioni Minime
    3. Obblighi del Datore di Lavoro Domestico: Contratto e Comunicazioni INPS
    4. Contributi INPS Colf e Badanti 2026: Importi e Scadenze Trimestrali
    5. Busta Paga e Tredicesima Mensilità per Colf e Badanti
    6. TFR Lavoro Domestico: Calcolo e Liquidazione del Trattamento di Fine Rapporto
    7. Ferie, Permessi, Malattia e Maternità nel Lavoro Domestico
    8. Detrazioni Fiscali 730 per Colf, Badanti e Babysitter
    9. Dimissioni e Licenziamento nel Lavoro Domestico: Preavviso e Procedure
    10. Sanzioni per Lavoro Nero e Irregolarità nel Lavoro Domestico

    Assumere una colf, una badante o una babysitter è una scelta che molte famiglie italiane devono affrontare per gestire la casa, assistere un anziano non autosufficiente o prendersi cura dei bambini. Si tratta di un rapporto di lavoro domestico che comporta precisi obblighi legali, contributivi e fiscali.

    In Italia, il lavoro domestico è regolato dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) specifico per il settore, che stabilisce i livelli retributivi, gli orari, i permessi, le ferie e tutti i diritti del lavoratore. Il datore di lavoro domestico – ossia la famiglia che assume – ha l’obbligo di comunicare l’assunzione all’INPS entro 24 ore, versare i contributi previdenziali trimestrali, rilasciare la busta paga e rispettare le norme sul TFR, la tredicesima e le ferie.

    Molte famiglie sottovalutano questi adempimenti, rischiando sanzioni pesanti per lavoro nero o irregolarità contributive. Inoltre, chi assume regolarmente una colf o una badante può beneficiare di importanti detrazioni fiscali nel 730, recuperando fino a 2.100 euro l’anno.

    Questa guida completa spiega passo dopo passo come gestire correttamente un rapporto di lavoro domestico nel 2026: dai livelli del CCNL ai contributi INPS, dalle detrazioni fiscali alle procedure di assunzione e licenziamento. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutte le pratiche INPS e fiscali per assumere in regola.

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    Tipologie di Lavoratori Domestici: Colf, Badante, Babysitter

    Il lavoro domestico comprende diverse figure professionali, ognuna con mansioni specifiche:

    Colf (Collaboratrice Familiare)

    • Si occupa delle pulizie domestiche, della cucina, del bucato, della stiratura e della gestione generale della casa.
    • Può lavorare a tempo pieno (oltre 30 ore settimanali), part-time o a ore.
    • Livelli CCNL: da A (collaboratore generico) a B (collaboratore con esperienza).

    Badante (Assistente Familiare)

    • Assiste persone anziane, disabili o non autosufficienti, aiutandole nelle attività quotidiane (igiene personale, alimentazione, mobilità).
    • Può essere convivente (vive presso la famiglia) o non convivente (con orario definito).
    • Livelli CCNL: da BS (assistenza di base) a DS (assistenza a persone non autosufficienti con specializzazione).
    • La badante convivente ha diritto a vitto e alloggio (valorizzati economicamente).

    Babysitter (Assistente per l’Infanzia)

    • Si prende cura dei bambini: gioco, pasti, accompagnamento a scuola, supporto compiti.
    • Livelli CCNL: da C (babysitter occasionale) a CS (babysitter con qualifica o esperienza pluriennale).

    Altre figure:

    • Autista domestico
    • Giardiniere
    • Governante (coordinamento del personale domestico)

    Tutte queste figure rientrano nel CCNL lavoro domestico e richiedono regolare assunzione con versamento contributi INPS.

    CCNL Lavoro Domestico 2026: Livelli e Retribuzioni Minime

    Il CCNL lavoro domestico (rinnovato nel 2020 e aggiornato periodicamente) stabilisce i minimi retributivi in base al livello di inquadramento e alle ore lavorate.

    Tabella Livelli CCNL 2026 (Retribuzione Minima Mensile Lorda):

    LivelloMansioneRetribuzione Lorda Mensile*
    ACollaboratore generico€ 1.020
    ASCollaboratore con esperienza€ 1.110
    BCollaboratore qualificato€ 1.200
    BSAssistente a persone autosufficienti€ 1.260
    CBabysitter€ 1.150
    CSBabysitter qualificata€ 1.310
    DAssistente a persone non autosufficienti€ 1.420
    DSAssistente specializzata€ 1.550

    *Per 40 ore settimanali (convivente) o 54 ore settimanali (convivente effettivo). Per part-time, calcolo proporzionale.

    Maggiorazioni:

    • Lavoro notturno (22:00 – 6:00): +20% sulla retribuzione oraria
    • Lavoro festivo: +60%
    • Straordinario: +25% (prime 40 ore mensili), +35% (oltre 40 ore)
    • Vitto e alloggio (per conviventi): valorizzati forfettariamente (circa € 350/mese)

    Orari di lavoro:

    • Convivente: massimo 54 ore settimanali (con riposi giornalieri e settimanali)
    • Non convivente: massimo 40 ore settimanali
    • Part-time: orario ridotto concordato

    Importante: Pagare meno del minimo CCNL espone a sanzioni e il lavoratore può rivendicare le differenze retributive.

    Obblighi del Datore di Lavoro Domestico: Contratto e Comunicazioni INPS

    Chi assume una colf, badante o babysitter diventa datore di lavoro domestico e ha precisi obblighi legali:

    1. Lettera di Assunzione (Contratto Scritto)

    • Obbligatoria dal primo giorno di lavoro.
    • Deve contenere: dati anagrafici, mansioni, livello CCNL, retribuzione, orario, data inizio, eventuale periodo di prova (max 8 giorni lavorativi per rapporti fino a 6 mesi, max 30 giorni oltre 6 mesi).
    • Consegnare copia al lavoratore.

    2. Comunicazione Obbligatoria INPS (COAP)

    • Entro 24 ore dall’inizio del rapporto, va comunicata l’assunzione all’INPS tramite il portale INPS.it (sezione Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici).
    • Dati richiesti: codice fiscale datore e lavoratore, data inizio, retribuzione, ore settimanali.
    • Sanzione per ritardo: da € 250 a € 2.500.

    3. Iscrizione alla Gestione Separata INPS

    • Contestualmente alla comunicazione, l’INPS assegna una matricola al datore di lavoro.
    • Il lavoratore viene iscritto alla Gestione Separata Lavoratori Domestici.

    4. Libro Unico del Lavoro (LUL)

    • Non obbligatorio per i rapporti di lavoro domestico, ma consigliato tenere un registro presenze per dimostrare orari e assenze.

    5. Polizza INAIL

    • Obbligatoria solo se il lavoratore svolge mansioni che comportano rischio infortuni (es. uso di scale, macchine pericolose).
    • Per colf e badanti normalmente non è obbligatoria, ma può essere stipulata volontariamente.

    6. Consegna Busta Paga

    • Mensile, con indicazione di: retribuzione lorda, eventuali trattenute, netto da pagare, ore lavorate, ferie maturate.
    • Conservare le copie per eventuali controlli.

    Documenti da richiedere al lavoratore:

    • Codice fiscale e documento d’identità
    • Permesso di soggiorno (se extracomunitario)
    • Eventuale Nulla Osta al lavoro

    Contributi INPS Colf e Badanti 2026: Importi e Scadenze Trimestrali

    Il datore di lavoro domestico deve versare trimestralmente i contributi INPS per il lavoratore. L’importo varia in base alla retribuzione oraria effettiva e alle ore lavorate.

    Contributi 2026: Aliquota e Ripartizione

    • Aliquota contributiva totale: circa 33% della retribuzione lorda.
    • A carico del datore: circa 26%
    • A carico del lavoratore: circa 7% (trattenuto in busta paga)

    Tabella Contributi INPS Orari 2026 (Importi Indicativi)

    Retribuzione Oraria EffettivaContributo Orario TotaleA carico DatoreA carico Lavoratore
    Fino a € 8,00/h€ 1,44€ 1,13€ 0,31
    Da € 8,01 a € 10,00/h€ 1,65€ 1,29€ 0,36
    Oltre € 10,00/h€ 1,98€ 1,55€ 0,43

    *Valori soggetti ad aggiornamento annuale INPS. Verificare sempre sul sito INPS.it.*

    Scadenze Contributi Trimestrali 2026:

    TrimestrePeriodo di RiferimentoScadenza Pagamento
    I TrimestreGennaio – Marzo10 aprile 2026
    II TrimestreAprile – Giugno10 luglio 2026
    III TrimestreLuglio – Settembre10 ottobre 2026
    IV TrimestreOttobre – Dicembre10 gennaio 2027

    Come si calcolano i contributi:

    Esempio: Badante livello CS, 25 ore settimanali, retribuzione oraria € 8,50.

    • Ore totali nel trimestre: 25 ore/sett. × 13 settimane = 325 ore
    • Contributo orario (fascia € 8,01-10,00): € 1,65
    • Contributo totale trimestre: 325 × € 1,65 = € 536,25
    • A carico datore: 325 × € 1,29 = € 419,25
    • A carico lavoratore (trattenuto): 325 × € 0,36 = € 117,00

    Modalità di pagamento:

    • Online tramite INPS.it (Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici)
    • Bollettino MAV (ricevuto per posta o scaricabile online)
    • Presso sportelli bancari/postali abilitati

    Sanzioni per ritardo:

    • Versamento tardivo: sanzioni civili (maggiorazioni) e penali (omissione contributiva).
    • L’INPS può contestare l’irregolarità anche a distanza di anni.

    Busta Paga e Tredicesima Mensilità per Colf e Badanti

    Il datore di lavoro domestico deve consegnare ogni mese la busta paga (anche chiamata prospetto paga) al lavoratore, indicando tutte le voci retributive e contributive.

    Voci della Busta Paga:

    1. Retribuzione Lorda

    • Calcolata su ore lavorate × paga oraria (o mensile se full-time).
    • Include eventuali maggiorazioni (festivi, straordinari, notturni).

    2. Vitto e Alloggio (solo conviventi)

    • Valorizzati forfettariamente come previsto dal CCNL.
    • Costituiscono parte della retribuzione ai fini contributivi.

    3. Trattenute Contributive

    • Quota INPS a carico lavoratore (circa 7%).
    • Non ci sono trattenute IRPEF se il reddito è sotto la soglia di esenzione (€ 8.500/anno circa).

    4. Netto da Pagare

    • Retribuzione lorda – trattenute.

    Tredicesima Mensilità

    La tredicesima è obbligatoria per tutti i lavoratori domestici e si matura mensilmente:

    • 1/12 della retribuzione mensile per ogni mese lavorato.
    • Si paga entro il 21 dicembre di ogni anno.
    • In caso di cessazione del rapporto, si paga proporzionalmente ai mesi lavorati.

    Esempio calcolo tredicesima:

    • Badante con retribuzione lorda € 1.200/mese
    • Lavora tutto l’anno (12 mesi)
    • Tredicesima: € 1.200 × 12/12 = € 1.200

    Se il rapporto è iniziato a marzo:

    • Mesi lavorati: 10 (marzo-dicembre)
    • Tredicesima: € 1.200 × 10/12 = € 1.000

    Ferie maturate e non godute:
    Se le ferie non vengono godute, vanno pagate in aggiunta alla retribuzione (o liquidate alla cessazione del rapporto).

    TFR Lavoro Domestico: Calcolo e Liquidazione del Trattamento di Fine Rapporto

    Anche nel lavoro domestico, il lavoratore ha diritto al TFR (Trattamento di Fine Rapporto), che si accumula mese per mese e viene liquidato alla cessazione del rapporto.

    Come si calcola il TFR:

    Il TFR si calcola secondo la formula:

    TFR annuo = Retribuzione annua lorda / 13,5

    Ogni anno, la quota di TFR maturata viene rivalutata con un indice ISTAT (tasso fisso 1,5% + 75% dell’inflazione).

    Esempio calcolo TFR:

    Badante con retribuzione lorda € 1.300/mese:

    • Retribuzione annua lorda: € 1.300 × 12 = € 15.600
    • TFR maturato nell’anno: € 15.600 / 13,5 = € 1.155,56

    Dopo 5 anni di lavoro:

    • TFR totale (senza rivalutazione): € 1.155,56 × 5 = € 5.777,80
    • Con rivalutazione ISTAT (stimata +2% annuo): circa € 6.050

    Quando si liquida il TFR:

    • Alla cessazione del rapporto (dimissioni, licenziamento, pensionamento).
    • Anticipazione TFR: il lavoratore può richiedere un’anticipazione (fino al 70%) dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore, per:
      • Acquisto prima casa (per sé o figli)
      • Spese sanitarie straordinarie

    Tassazione TFR:

    • Il TFR è soggetto a tassazione separata (aliquota mediamente 23-27%).
    • La tassazione avviene al momento della liquidazione.

    Importante:

    • Il TFR non va versato mensilmente: resta “virtualmente” accantonato e si liquida solo alla fine.
    • In caso di decesso del lavoratore, il TFR spetta agli eredi.
    • Il datore deve versare il TFR entro i termini previsti dalla cessazione (solitamente entro 60 giorni).

    Ferie, Permessi, Malattia e Maternità nel Lavoro Domestico

    Il CCNL lavoro domestico riconosce al lavoratore diritti fondamentali su ferie, permessi, malattia e maternità.

    Ferie Annuali

    • 26 giorni lavorativi all’anno (per contratti full-time).
    • Per part-time: proporzionali alle ore lavorate.
    • Maturano 1/12 ogni mese (circa 2,16 giorni al mese).
    • Devono essere godute entro l’anno successivo (o pagate se non godute).
    • Il datore stabilisce il periodo delle ferie, concordandolo con il lavoratore.

    Permessi Retribuiti

    • 16 ore all’anno per riduzione orario di lavoro (ex festività soppresse).
    • Permessi per malattia figli (se previsto da accordo).
    • Permessi Legge 104 (se il lavoratore assiste un familiare disabile).

    Malattia

    • Il lavoratore domestico ha diritto a conservare il posto per:
      • 10 giorni nell’anno solare (per anzianità fino a 6 mesi).
      • 45 giorni nell’anno solare (per anzianità oltre 6 mesi).
    • Retribuzione durante la malattia:
      • Per conviventi: 50% della retribuzione per i primi 3 giorni (carenza), 100% dal 4° giorno.
      • Per non conviventi: nessuna retribuzione (salvo diverso accordo).
    • Certificato medico obbligatorio da inviare entro 2 giorni.
    • Nessuna indennità INPS: l’INPS non eroga indennità di malattia per i lavoratori domestici (a differenza di altri settori).

    Maternità

    • La lavoratrice domestica ha diritto al congedo di maternità (5 mesi totali: 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo, o diverse combinazioni).
    • Indennità INPS: l’INPS paga l’80% della retribuzione per tutta la durata del congedo.
    • Il datore deve conservare il posto per tutta la durata del congedo.
    • Divieto di licenziamento dall’inizio della gravidanza fino al compimento di 1 anno del bambino.

    Infortunio sul Lavoro

    • Se non c’è polizza INAIL, il datore deve continuare a pagare la retribuzione durante l’infortunio (nei limiti previsti dal CCNL).
    • Consigliabile stipulare una polizza INAIL volontaria.

    Detrazioni Fiscali 730 per Colf, Badanti e Babysitter

    Chi assume regolarmente una colf, badante o babysitter può beneficiare di importanti detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi 730 o modello Redditi PF.

    Detrazione per Spese di Assistenza Personale (Badanti)

    Importo detraibile:

    • 19% delle spese sostenute, fino a un massimo di € 2.100 di spesa.
    • Detrazione massima effettiva: € 2.100 × 19% = € 399.

    Requisiti:

    • Il contribuente (o un familiare a carico) deve essere non autosufficiente (certificato dalla ASL o medico curante).
    • La badante deve essere regolarmente assunta con versamento contributi INPS.
    • Le spese devono essere pagate con mezzi tracciabili (bonifico, assegno, carta, MAV INPS).
    • Limite di reddito del contribuente: la detrazione spetta solo se il reddito complessivo non supera € 40.000 annui.

    Spese detraibili:

    • Retribuzione della badante (buste paga).
    • Contributi INPS versati.
    • Tredicesima, TFR, ferie.

    Non detraibili:

    • Spese per colf o babysitter (salvo casi particolari di assistenza a persone con disabilità).

    Documentazione da conservare:

    • Buste paga della badante.
    • Ricevute pagamento contributi INPS.
    • Certificazione medica di non autosufficienza.
    • Bonifici/ricevute pagamenti.

    Esempio pratico:

    Caso: Famiglia che assume badante per anziano non autosufficiente.

    • Retribuzione annua: € 18.000
    • Contributi INPS annui: € 6.000
    • Totale spese: € 24.000
    • Spesa detraibile: € 2.100 (massimo ammesso)
    • Detrazione effettiva: € 2.100 × 19% = € 399

    Deduzione Contributi Previdenziali

    In alternativa (o in aggiunta, per le spese non coperte dalla detrazione), i contributi INPS versati per collaboratori domestici possono essere dedotti dal reddito complessivo, fino a un massimo di € 1.549,37 annui.

    La deduzione abbatte il reddito imponibile IRPEF (conveniente per redditi alti).

    Attenzione:

    • Non si può ottenere sia detrazione che deduzione sulla stessa spesa: bisogna scegliere l’opzione più conveniente.
    • Per redditi bassi/medi: meglio la detrazione.
    • Per redditi alti: meglio la deduzione.

    Come inserire le spese nel 730:

    • Sezione Oneri e Spese → Spese per assistenza personale.
    • Indicare: codice fiscale badante, totale spese, estremi pagamenti.

    Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella compilazione del 730 e nel calcolo della detrazione/deduzione più vantaggiosa.

    Dimissioni e Licenziamento nel Lavoro Domestico: Preavviso e Procedure

    La cessazione del rapporto di lavoro domestico può avvenire per dimissioni del lavoratore o licenziamento da parte del datore.

    Dimissioni Volontarie

    Il lavoratore domestico può dimettersi in qualsiasi momento, rispettando il preavviso previsto dal CCNL:

    Tempi di preavviso per dimissioni:

    Anzianità di ServizioPreavviso ConviventePreavviso Non Convivente
    Fino a 5 anni15 giorni8 giorni
    Oltre 5 anni30 giorni15 giorni
    • Se il lavoratore non rispetta il preavviso, il datore può trattenere dal TFR l’indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo di preavviso.
    • Le dimissioni devono essere comunicate per iscritto (raccomandata, PEC, o consegna a mano con ricevuta).
    • Dal 2016, le dimissioni vanno convalidate online sul portale Lavoro.gov.it (anche tramite CAF, patronato o sindacato).

    Licenziamento

    Il datore può licenziare il lavoratore domestico per:

    1. Giusta causa (licenziamento immediato, senza preavviso):

    • Furto, danneggiamenti volontari, insubordinazione grave, abbandono del posto.
    • Violazione obblighi contrattuali gravi.

    2. Giustificato motivo (con preavviso):

    • Motivi oggettivi: cessazione necessità (es. anziano deceduto, trasferimento famiglia).
    • Motivi soggettivi: inadempimento contrattuale non grave (es. ripetute assenze ingiustificate).

    Tempi di preavviso per licenziamento:

    Anzianità di ServizioPreavviso ConviventePreavviso Non Convivente
    Fino a 5 anni15 giorni8 giorni
    Oltre 5 anni30 giorni15 giorni
    • Se il datore non rispetta il preavviso, deve pagare l’indennità sostitutiva al lavoratore.

    Comunicazione Cessazione Rapporto

    Il datore deve comunicare la cessazione del rapporto all’INPS entro 5 giorni tramite:

    • Portale INPS.it (Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici).
    • Patronato o CAF.

    Liquidazione Finale

    Alla cessazione, il datore deve liquidare:

    • Ultima retribuzione (comprensiva di ferie non godute).
    • Tredicesima maturata.
    • TFR (Trattamento di Fine Rapporto).
    • Eventuale indennità sostitutiva del preavviso (se non dato).

    Il pagamento va effettuato entro 60 giorni dalla cessazione.

    Tutele del Lavoratore

    Il lavoratore domestico non ha diritto alla NASPI (indennità di disoccupazione), in quanto escluso dalla normativa.

    Tuttavia, se il licenziamento è illegittimo (discriminatorio, ritorsivo, senza giusta causa), il lavoratore può fare ricorso al giudice e ottenere un risarcimento.

    Sanzioni per Lavoro Nero e Irregolarità nel Lavoro Domestico

    Assumere una colf, badante o babysitter in nero (senza regolare contratto e senza versare i contributi INPS) espone il datore di lavoro a sanzioni pesanti, sia amministrative che penali.

    Sanzioni per Lavoro Nero

    1. Sanzioni Amministrative INPS

    • Omessa comunicazione di assunzione (COAP):
      • Da € 250 a € 2.500 (per ogni lavoratore).
      • Se la comunicazione è tardiva oltre 30 giorni: sanzione raddoppiata.

    2. Sanzioni per Omissione Contributiva

    • Mancato versamento contributi INPS:
      • Recupero integrale dei contributi non versati (anche a distanza di anni).
      • Interessi di mora (tasso legale + maggiorazioni).
      • Sanzioni civili: dal 30% al 60% dei contributi non versati.
    • Sanzione penale (se omissione grave):
      • Reclusione fino a 3 anni e multa fino a € 10.329 (art. 2 DL 463/1983).

    3. Sanzioni per Irregolarità Contrattuale

    • Mancata consegna lettera di assunzione: da € 250 a € 1.500.
    • Mancata consegna buste paga: da € 150 a € 900 (per ogni mese).
    • Violazione orari/riposi: da € 150 a € 900.

    4. Danno al Lavoratore

    • Il lavoratore in nero può citare in giudizio il datore e ottenere:
      • Riconoscimento del rapporto di lavoro.
      • Pagamento arretrati retributivi.
      • Versamento contributi INPS (a carico del datore).
      • Risarcimento danni.

    5. Esclusione da Agevolazioni Fiscali

    • Chi non è in regola con i contributi non può detrarre le spese per badanti nel 730.
    • Non può accedere a bonus o agevolazioni legate al lavoro domestico.

    6. Rischi Assicurativi

    • Se il lavoratore in nero subisce un infortunio domestico, il datore può essere ritenuto responsabile civilmente e penalmente.
    • Nessuna copertura assicurativa (INAIL non interviene se non c’è regolare assunzione).

    Ispezioni e Controlli

    L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) può effettuare controlli anche su segnalazione del lavoratore o di terzi:

    • Verifica presenza comunicazione INPS.
    • Verifica versamento contributi.
    • Verifica rispetto CCNL (retribuzioni, orari).

    In caso di irregolarità:

    • Diffida immediata a regolarizzare.
    • Sanzioni cumulative (amministrative + penali).
    • Possibilità di sequestro beni per recupero crediti contributivi.

    Come Mettersi in Regola

    Se hai assunto in nero e vuoi regolarizzare:

    1. Comunicare subito l’assunzione all’INPS (anche se tardiva).
    2. Versare i contributi arretrati (con interessi/sanzioni ridotte se versamento volontario).
    3. Rilasciare lettera di assunzione retroattiva.
    4. Affidarsi a un CAF o patronato per gestire la pratica.

    La regolarizzazione volontaria riduce le sanzioni e tutela sia il datore che il lavoratore.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella regolarizzazione di rapporti di lavoro domestico irregolari.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Lavoro Domestico

    Quanto costa assumere una badante regolarmente?

    Il costo dipende dal livello CCNL e dalle ore lavorate. Per una badante livello CS (qualificata) a 25 ore settimanali, il costo mensile totale è circa: retribuzione lorda € 750 + contributi INPS € 180 circa = € 930/mese. A fine anno vanno aggiunti tredicesima e TFR. Le spese sono parzialmente recuperabili con le detrazioni fiscali nel 730.

    Posso assumere una colf senza versare i contributi INPS?

    No, è vietato. Ogni rapporto di lavoro domestico deve essere comunicato all’INPS entro 24 ore dall’inizio e i contributi devono essere versati trimestralmente. Il lavoro nero espone a sanzioni da 250 a 2.500 euro, recupero contributi con interessi e sanzioni penali fino a 3 anni di reclusione.

    Come si calcola la tredicesima per una badante?

    La tredicesima si calcola dividendo la retribuzione mensile lorda per 12 e moltiplicando per i mesi lavorati. Esempio: badante con retribuzione € 1.200/mese che lavora tutto l’anno: tredicesima = € 1.200 × 12/12 = € 1.200. Se lavora solo 8 mesi: € 1.200 × 8/12 = € 800.

    Le spese per la colf sono detraibili nel 730?

    Solo se la colf assiste una persona non autosufficiente (certificata dalla ASL), allora le spese sono detraibili al 19% fino a massimo € 2.100 (detrazione massima € 399). Per colf generica che fa solo pulizie non c’è detrazione, ma i contributi INPS versati sono deducibili fino a € 1.549 annui.

    Quanto preavviso deve dare una badante per dimettersi?

    Per badante convivente: 15 giorni di preavviso se ha lavorato meno di 5 anni, 30 giorni se oltre 5 anni. Per non convivente: 8 giorni fino a 5 anni, 15 giorni oltre. Se non rispetta il preavviso, il datore può trattenere l’indennità sostitutiva dal TFR.

    La badante ha diritto alla malattia pagata?

    Sì, ma solo per badanti conviventi: i primi 3 giorni (carenza) sono pagati al 50%, dal 4° giorno al 100% della retribuzione. Per non conviventi il CCNL non prevede retribuzione durante la malattia (salvo accordi individuali). L’INPS non eroga indennità di malattia per i lavoratori domestici.

    Come si comunica l’assunzione di una colf all’INPS?

    Entro 24 ore dall’inizio del rapporto, tramite il portale INPS.it (Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici). Serve: codice fiscale datore e lavoratore, data inizio, retribuzione, ore settimanali. In alternativa, ci si può rivolgere a un CAF o patronato che effettua la comunicazione.

    Gestire correttamente un rapporto di lavoro domestico – che si tratti di una colf, una badante o una babysitter – richiede attenzione agli aspetti legali, contributivi e fiscali. Rispettare il CCNL, versare i contributi INPS nei tempi previsti, rilasciare le buste paga e garantire i diritti del lavoratore (ferie, tredicesima, TFR) non è solo un obbligo di legge, ma anche una tutela per il datore di lavoro, che evita sanzioni e contenziosi.

    Inoltre, assumere regolarmente consente di accedere alle detrazioni fiscali nel 730, recuperando parte delle spese sostenute (fino a € 399 per assistenza a persone non autosufficienti).

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutte le pratiche relative al lavoro domestico: dalla comunicazione INPS al calcolo e versamento dei contributi trimestrali, dalla compilazione del 730 con detrazioni badante alla gestione di dimissioni e cessazioni. Affidati a professionisti esperti per essere sempre in regola e ottimizzare i benefici fiscali.


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    • Comunicazione assunzione all’INPS entro 24 ore
    • Calcolo e versamento contributi trimestrali
    • Redazione buste paga mensili
    • Gestione TFR, tredicesima, ferie
    • Detrazioni fiscali nel 730 per badanti
    • Dimissioni e cessazioni rapporto
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      Lavoro Domestico: Guida Completa per Assumere Colf, Badante o Babysitter 2026

      colf e badanti CAF Udine

      Indice dei contenuti

      1. Tipologie di Lavoratori Domestici: Colf, Badante, Babysitter
      2. CCNL Lavoro Domestico 2026: Livelli e Retribuzioni Minime
      3. Obblighi del Datore di Lavoro Domestico: Contratto e Comunicazioni INPS
      4. Contributi INPS Colf e Badanti 2026: Importi e Scadenze Trimestrali
      5. Busta Paga e Tredicesima Mensilità per Colf e Badanti
      6. TFR Lavoro Domestico: Calcolo e Liquidazione del Trattamento di Fine Rapporto
      7. Ferie, Permessi, Malattia e Maternità nel Lavoro Domestico
      8. Detrazioni Fiscali 730 per Colf, Badanti e Babysitter
      9. Dimissioni e Licenziamento nel Lavoro Domestico: Preavviso e Procedure
      10. Sanzioni per Lavoro Nero e Irregolarità nel Lavoro Domestico

      Assumere una colf, una badante o una babysitter è una scelta che molte famiglie italiane devono affrontare per gestire la casa, assistere un anziano non autosufficiente o prendersi cura dei bambini. Si tratta di un rapporto di lavoro domestico che comporta precisi obblighi legali, contributivi e fiscali.

      In Italia, il lavoro domestico è regolato dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) specifico per il settore, che stabilisce i livelli retributivi, gli orari, i permessi, le ferie e tutti i diritti del lavoratore. Il datore di lavoro domestico – ossia la famiglia che assume – ha l’obbligo di comunicare l’assunzione all’INPS entro 24 ore, versare i contributi previdenziali trimestrali, rilasciare la busta paga e rispettare le norme sul TFR, la tredicesima e le ferie.

      Molte famiglie sottovalutano questi adempimenti, rischiando sanzioni pesanti per lavoro nero o irregolarità contributive. Inoltre, chi assume regolarmente una colf o una badante può beneficiare di importanti detrazioni fiscali nel 730, recuperando fino a 2.100 euro l’anno.

      Questa guida completa spiega passo dopo passo come gestire correttamente un rapporto di lavoro domestico nel 2026: dai livelli del CCNL ai contributi INPS, dalle detrazioni fiscali alle procedure di assunzione e licenziamento. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutte le pratiche INPS e fiscali per assumere in regola.

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      Tipologie di Lavoratori Domestici: Colf, Badante, Babysitter

      Il lavoro domestico comprende diverse figure professionali, ognuna con mansioni specifiche:

      Colf (Collaboratrice Familiare)

      • Si occupa delle pulizie domestiche, della cucina, del bucato, della stiratura e della gestione generale della casa.
      • Può lavorare a tempo pieno (oltre 30 ore settimanali), part-time o a ore.
      • Livelli CCNL: da A (collaboratore generico) a B (collaboratore con esperienza).

      Badante (Assistente Familiare)

      • Assiste persone anziane, disabili o non autosufficienti, aiutandole nelle attività quotidiane (igiene personale, alimentazione, mobilità).
      • Può essere convivente (vive presso la famiglia) o non convivente (con orario definito).
      • Livelli CCNL: da BS (assistenza di base) a DS (assistenza a persone non autosufficienti con specializzazione).
      • La badante convivente ha diritto a vitto e alloggio (valorizzati economicamente).

      Babysitter (Assistente per l’Infanzia)

      • Si prende cura dei bambini: gioco, pasti, accompagnamento a scuola, supporto compiti.
      • Livelli CCNL: da C (babysitter occasionale) a CS (babysitter con qualifica o esperienza pluriennale).

      Altre figure:

      • Autista domestico
      • Giardiniere
      • Governante (coordinamento del personale domestico)

      Tutte queste figure rientrano nel CCNL lavoro domestico e richiedono regolare assunzione con versamento contributi INPS.

      CCNL Lavoro Domestico 2026: Livelli e Retribuzioni Minime

      Il CCNL lavoro domestico (rinnovato nel 2020 e aggiornato periodicamente) stabilisce i minimi retributivi in base al livello di inquadramento e alle ore lavorate.

      Tabella Livelli CCNL 2026 (Retribuzione Minima Mensile Lorda):

      LivelloMansioneRetribuzione Lorda Mensile*
      ACollaboratore generico€ 1.020
      ASCollaboratore con esperienza€ 1.110
      BCollaboratore qualificato€ 1.200
      BSAssistente a persone autosufficienti€ 1.260
      CBabysitter€ 1.150
      CSBabysitter qualificata€ 1.310
      DAssistente a persone non autosufficienti€ 1.420
      DSAssistente specializzata€ 1.550

      *Per 40 ore settimanali (convivente) o 54 ore settimanali (convivente effettivo). Per part-time, calcolo proporzionale.

      Maggiorazioni:

      • Lavoro notturno (22:00 – 6:00): +20% sulla retribuzione oraria
      • Lavoro festivo: +60%
      • Straordinario: +25% (prime 40 ore mensili), +35% (oltre 40 ore)
      • Vitto e alloggio (per conviventi): valorizzati forfettariamente (circa € 350/mese)

      Orari di lavoro:

      • Convivente: massimo 54 ore settimanali (con riposi giornalieri e settimanali)
      • Non convivente: massimo 40 ore settimanali
      • Part-time: orario ridotto concordato

      Importante: Pagare meno del minimo CCNL espone a sanzioni e il lavoratore può rivendicare le differenze retributive.

      Obblighi del Datore di Lavoro Domestico: Contratto e Comunicazioni INPS

      Chi assume una colf, badante o babysitter diventa datore di lavoro domestico e ha precisi obblighi legali:

      1. Lettera di Assunzione (Contratto Scritto)

      • Obbligatoria dal primo giorno di lavoro.
      • Deve contenere: dati anagrafici, mansioni, livello CCNL, retribuzione, orario, data inizio, eventuale periodo di prova (max 8 giorni lavorativi per rapporti fino a 6 mesi, max 30 giorni oltre 6 mesi).
      • Consegnare copia al lavoratore.

      2. Comunicazione Obbligatoria INPS (COAP)

      • Entro 24 ore dall’inizio del rapporto, va comunicata l’assunzione all’INPS tramite il portale INPS.it (sezione Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici).
      • Dati richiesti: codice fiscale datore e lavoratore, data inizio, retribuzione, ore settimanali.
      • Sanzione per ritardo: da € 250 a € 2.500.

      3. Iscrizione alla Gestione Separata INPS

      • Contestualmente alla comunicazione, l’INPS assegna una matricola al datore di lavoro.
      • Il lavoratore viene iscritto alla Gestione Separata Lavoratori Domestici.

      4. Libro Unico del Lavoro (LUL)

      • Non obbligatorio per i rapporti di lavoro domestico, ma consigliato tenere un registro presenze per dimostrare orari e assenze.

      5. Polizza INAIL

      • Obbligatoria solo se il lavoratore svolge mansioni che comportano rischio infortuni (es. uso di scale, macchine pericolose).
      • Per colf e badanti normalmente non è obbligatoria, ma può essere stipulata volontariamente.

      6. Consegna Busta Paga

      • Mensile, con indicazione di: retribuzione lorda, eventuali trattenute, netto da pagare, ore lavorate, ferie maturate.
      • Conservare le copie per eventuali controlli.

      Documenti da richiedere al lavoratore:

      • Codice fiscale e documento d’identità
      • Permesso di soggiorno (se extracomunitario)
      • Eventuale Nulla Osta al lavoro

      Contributi INPS Colf e Badanti 2026: Importi e Scadenze Trimestrali

      Il datore di lavoro domestico deve versare trimestralmente i contributi INPS per il lavoratore. L’importo varia in base alla retribuzione oraria effettiva e alle ore lavorate.

      Contributi 2026: Aliquota e Ripartizione

      • Aliquota contributiva totale: circa 33% della retribuzione lorda.
      • A carico del datore: circa 26%
      • A carico del lavoratore: circa 7% (trattenuto in busta paga)

      Tabella Contributi INPS Orari 2026 (Importi Indicativi)

      Retribuzione Oraria EffettivaContributo Orario TotaleA carico DatoreA carico Lavoratore
      Fino a € 8,00/h€ 1,44€ 1,13€ 0,31
      Da € 8,01 a € 10,00/h€ 1,65€ 1,29€ 0,36
      Oltre € 10,00/h€ 1,98€ 1,55€ 0,43

      *Valori soggetti ad aggiornamento annuale INPS. Verificare sempre sul sito INPS.it.*

      Scadenze Contributi Trimestrali 2026:

      TrimestrePeriodo di RiferimentoScadenza Pagamento
      I TrimestreGennaio – Marzo10 aprile 2026
      II TrimestreAprile – Giugno10 luglio 2026
      III TrimestreLuglio – Settembre10 ottobre 2026
      IV TrimestreOttobre – Dicembre10 gennaio 2027

      Come si calcolano i contributi:

      Esempio: Badante livello CS, 25 ore settimanali, retribuzione oraria € 8,50.

      • Ore totali nel trimestre: 25 ore/sett. × 13 settimane = 325 ore
      • Contributo orario (fascia € 8,01-10,00): € 1,65
      • Contributo totale trimestre: 325 × € 1,65 = € 536,25
      • A carico datore: 325 × € 1,29 = € 419,25
      • A carico lavoratore (trattenuto): 325 × € 0,36 = € 117,00

      Modalità di pagamento:

      • Online tramite INPS.it (Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici)
      • Bollettino MAV (ricevuto per posta o scaricabile online)
      • Presso sportelli bancari/postali abilitati

      Sanzioni per ritardo:

      • Versamento tardivo: sanzioni civili (maggiorazioni) e penali (omissione contributiva).
      • L’INPS può contestare l’irregolarità anche a distanza di anni.

      Busta Paga e Tredicesima Mensilità per Colf e Badanti

      Il datore di lavoro domestico deve consegnare ogni mese la busta paga (anche chiamata prospetto paga) al lavoratore, indicando tutte le voci retributive e contributive.

      Voci della Busta Paga:

      1. Retribuzione Lorda

      • Calcolata su ore lavorate × paga oraria (o mensile se full-time).
      • Include eventuali maggiorazioni (festivi, straordinari, notturni).

      2. Vitto e Alloggio (solo conviventi)

      • Valorizzati forfettariamente come previsto dal CCNL.
      • Costituiscono parte della retribuzione ai fini contributivi.

      3. Trattenute Contributive

      • Quota INPS a carico lavoratore (circa 7%).
      • Non ci sono trattenute IRPEF se il reddito è sotto la soglia di esenzione (€ 8.500/anno circa).

      4. Netto da Pagare

      • Retribuzione lorda – trattenute.

      Tredicesima Mensilità

      La tredicesima è obbligatoria per tutti i lavoratori domestici e si matura mensilmente:

      • 1/12 della retribuzione mensile per ogni mese lavorato.
      • Si paga entro il 21 dicembre di ogni anno.
      • In caso di cessazione del rapporto, si paga proporzionalmente ai mesi lavorati.

      Esempio calcolo tredicesima:

      • Badante con retribuzione lorda € 1.200/mese
      • Lavora tutto l’anno (12 mesi)
      • Tredicesima: € 1.200 × 12/12 = € 1.200

      Se il rapporto è iniziato a marzo:

      • Mesi lavorati: 10 (marzo-dicembre)
      • Tredicesima: € 1.200 × 10/12 = € 1.000

      Ferie maturate e non godute:
      Se le ferie non vengono godute, vanno pagate in aggiunta alla retribuzione (o liquidate alla cessazione del rapporto).

      TFR Lavoro Domestico: Calcolo e Liquidazione del Trattamento di Fine Rapporto

      Anche nel lavoro domestico, il lavoratore ha diritto al TFR (Trattamento di Fine Rapporto), che si accumula mese per mese e viene liquidato alla cessazione del rapporto.

      Come si calcola il TFR:

      Il TFR si calcola secondo la formula:

      TFR annuo = Retribuzione annua lorda / 13,5

      Ogni anno, la quota di TFR maturata viene rivalutata con un indice ISTAT (tasso fisso 1,5% + 75% dell’inflazione).

      Esempio calcolo TFR:

      Badante con retribuzione lorda € 1.300/mese:

      • Retribuzione annua lorda: € 1.300 × 12 = € 15.600
      • TFR maturato nell’anno: € 15.600 / 13,5 = € 1.155,56

      Dopo 5 anni di lavoro:

      • TFR totale (senza rivalutazione): € 1.155,56 × 5 = € 5.777,80
      • Con rivalutazione ISTAT (stimata +2% annuo): circa € 6.050

      Quando si liquida il TFR:

      • Alla cessazione del rapporto (dimissioni, licenziamento, pensionamento).
      • Anticipazione TFR: il lavoratore può richiedere un’anticipazione (fino al 70%) dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore, per:
        • Acquisto prima casa (per sé o figli)
        • Spese sanitarie straordinarie

      Tassazione TFR:

      • Il TFR è soggetto a tassazione separata (aliquota mediamente 23-27%).
      • La tassazione avviene al momento della liquidazione.

      Importante:

      • Il TFR non va versato mensilmente: resta “virtualmente” accantonato e si liquida solo alla fine.
      • In caso di decesso del lavoratore, il TFR spetta agli eredi.
      • Il datore deve versare il TFR entro i termini previsti dalla cessazione (solitamente entro 60 giorni).

      Ferie, Permessi, Malattia e Maternità nel Lavoro Domestico

      Il CCNL lavoro domestico riconosce al lavoratore diritti fondamentali su ferie, permessi, malattia e maternità.

      Ferie Annuali

      • 26 giorni lavorativi all’anno (per contratti full-time).
      • Per part-time: proporzionali alle ore lavorate.
      • Maturano 1/12 ogni mese (circa 2,16 giorni al mese).
      • Devono essere godute entro l’anno successivo (o pagate se non godute).
      • Il datore stabilisce il periodo delle ferie, concordandolo con il lavoratore.

      Permessi Retribuiti

      • 16 ore all’anno per riduzione orario di lavoro (ex festività soppresse).
      • Permessi per malattia figli (se previsto da accordo).
      • Permessi Legge 104 (se il lavoratore assiste un familiare disabile).

      Malattia

      • Il lavoratore domestico ha diritto a conservare il posto per:
        • 10 giorni nell’anno solare (per anzianità fino a 6 mesi).
        • 45 giorni nell’anno solare (per anzianità oltre 6 mesi).
      • Retribuzione durante la malattia:
        • Per conviventi: 50% della retribuzione per i primi 3 giorni (carenza), 100% dal 4° giorno.
        • Per non conviventi: nessuna retribuzione (salvo diverso accordo).
      • Certificato medico obbligatorio da inviare entro 2 giorni.
      • Nessuna indennità INPS: l’INPS non eroga indennità di malattia per i lavoratori domestici (a differenza di altri settori).

      Maternità

      • La lavoratrice domestica ha diritto al congedo di maternità (5 mesi totali: 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo, o diverse combinazioni).
      • Indennità INPS: l’INPS paga l’80% della retribuzione per tutta la durata del congedo.
      • Il datore deve conservare il posto per tutta la durata del congedo.
      • Divieto di licenziamento dall’inizio della gravidanza fino al compimento di 1 anno del bambino.

      Infortunio sul Lavoro

      • Se non c’è polizza INAIL, il datore deve continuare a pagare la retribuzione durante l’infortunio (nei limiti previsti dal CCNL).
      • Consigliabile stipulare una polizza INAIL volontaria.

      Detrazioni Fiscali 730 per Colf, Badanti e Babysitter

      Chi assume regolarmente una colf, badante o babysitter può beneficiare di importanti detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi 730 o modello Redditi PF.

      Detrazione per Spese di Assistenza Personale (Badanti)

      Importo detraibile:

      • 19% delle spese sostenute, fino a un massimo di € 2.100 di spesa.
      • Detrazione massima effettiva: € 2.100 × 19% = € 399.

      Requisiti:

      • Il contribuente (o un familiare a carico) deve essere non autosufficiente (certificato dalla ASL o medico curante).
      • La badante deve essere regolarmente assunta con versamento contributi INPS.
      • Le spese devono essere pagate con mezzi tracciabili (bonifico, assegno, carta, MAV INPS).
      • Limite di reddito del contribuente: la detrazione spetta solo se il reddito complessivo non supera € 40.000 annui.

      Spese detraibili:

      • Retribuzione della badante (buste paga).
      • Contributi INPS versati.
      • Tredicesima, TFR, ferie.

      Non detraibili:

      • Spese per colf o babysitter (salvo casi particolari di assistenza a persone con disabilità).

      Documentazione da conservare:

      • Buste paga della badante.
      • Ricevute pagamento contributi INPS.
      • Certificazione medica di non autosufficienza.
      • Bonifici/ricevute pagamenti.

      Esempio pratico:

      Caso: Famiglia che assume badante per anziano non autosufficiente.

      • Retribuzione annua: € 18.000
      • Contributi INPS annui: € 6.000
      • Totale spese: € 24.000
      • Spesa detraibile: € 2.100 (massimo ammesso)
      • Detrazione effettiva: € 2.100 × 19% = € 399

      Deduzione Contributi Previdenziali

      In alternativa (o in aggiunta, per le spese non coperte dalla detrazione), i contributi INPS versati per collaboratori domestici possono essere dedotti dal reddito complessivo, fino a un massimo di € 1.549,37 annui.

      La deduzione abbatte il reddito imponibile IRPEF (conveniente per redditi alti).

      Attenzione:

      • Non si può ottenere sia detrazione che deduzione sulla stessa spesa: bisogna scegliere l’opzione più conveniente.
      • Per redditi bassi/medi: meglio la detrazione.
      • Per redditi alti: meglio la deduzione.

      Come inserire le spese nel 730:

      • Sezione Oneri e Spese → Spese per assistenza personale.
      • Indicare: codice fiscale badante, totale spese, estremi pagamenti.

      Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella compilazione del 730 e nel calcolo della detrazione/deduzione più vantaggiosa.

      Dimissioni e Licenziamento nel Lavoro Domestico: Preavviso e Procedure

      La cessazione del rapporto di lavoro domestico può avvenire per dimissioni del lavoratore o licenziamento da parte del datore.

      Dimissioni Volontarie

      Il lavoratore domestico può dimettersi in qualsiasi momento, rispettando il preavviso previsto dal CCNL:

      Tempi di preavviso per dimissioni:

      Anzianità di ServizioPreavviso ConviventePreavviso Non Convivente
      Fino a 5 anni15 giorni8 giorni
      Oltre 5 anni30 giorni15 giorni
      • Se il lavoratore non rispetta il preavviso, il datore può trattenere dal TFR l’indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo di preavviso.
      • Le dimissioni devono essere comunicate per iscritto (raccomandata, PEC, o consegna a mano con ricevuta).
      • Dal 2016, le dimissioni vanno convalidate online sul portale Lavoro.gov.it (anche tramite CAF, patronato o sindacato).

      Licenziamento

      Il datore può licenziare il lavoratore domestico per:

      1. Giusta causa (licenziamento immediato, senza preavviso):

      • Furto, danneggiamenti volontari, insubordinazione grave, abbandono del posto.
      • Violazione obblighi contrattuali gravi.

      2. Giustificato motivo (con preavviso):

      • Motivi oggettivi: cessazione necessità (es. anziano deceduto, trasferimento famiglia).
      • Motivi soggettivi: inadempimento contrattuale non grave (es. ripetute assenze ingiustificate).

      Tempi di preavviso per licenziamento:

      Anzianità di ServizioPreavviso ConviventePreavviso Non Convivente
      Fino a 5 anni15 giorni8 giorni
      Oltre 5 anni30 giorni15 giorni
      • Se il datore non rispetta il preavviso, deve pagare l’indennità sostitutiva al lavoratore.

      Comunicazione Cessazione Rapporto

      Il datore deve comunicare la cessazione del rapporto all’INPS entro 5 giorni tramite:

      • Portale INPS.it (Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici).
      • Patronato o CAF.

      Liquidazione Finale

      Alla cessazione, il datore deve liquidare:

      • Ultima retribuzione (comprensiva di ferie non godute).
      • Tredicesima maturata.
      • TFR (Trattamento di Fine Rapporto).
      • Eventuale indennità sostitutiva del preavviso (se non dato).

      Il pagamento va effettuato entro 60 giorni dalla cessazione.

      Tutele del Lavoratore

      Il lavoratore domestico non ha diritto alla NASPI (indennità di disoccupazione), in quanto escluso dalla normativa.

      Tuttavia, se il licenziamento è illegittimo (discriminatorio, ritorsivo, senza giusta causa), il lavoratore può fare ricorso al giudice e ottenere un risarcimento.

      Sanzioni per Lavoro Nero e Irregolarità nel Lavoro Domestico

      Assumere una colf, badante o babysitter in nero (senza regolare contratto e senza versare i contributi INPS) espone il datore di lavoro a sanzioni pesanti, sia amministrative che penali.

      Sanzioni per Lavoro Nero

      1. Sanzioni Amministrative INPS

      • Omessa comunicazione di assunzione (COAP):
        • Da € 250 a € 2.500 (per ogni lavoratore).
        • Se la comunicazione è tardiva oltre 30 giorni: sanzione raddoppiata.

      2. Sanzioni per Omissione Contributiva

      • Mancato versamento contributi INPS:
        • Recupero integrale dei contributi non versati (anche a distanza di anni).
        • Interessi di mora (tasso legale + maggiorazioni).
        • Sanzioni civili: dal 30% al 60% dei contributi non versati.
      • Sanzione penale (se omissione grave):
        • Reclusione fino a 3 anni e multa fino a € 10.329 (art. 2 DL 463/1983).

      3. Sanzioni per Irregolarità Contrattuale

      • Mancata consegna lettera di assunzione: da € 250 a € 1.500.
      • Mancata consegna buste paga: da € 150 a € 900 (per ogni mese).
      • Violazione orari/riposi: da € 150 a € 900.

      4. Danno al Lavoratore

      • Il lavoratore in nero può citare in giudizio il datore e ottenere:
        • Riconoscimento del rapporto di lavoro.
        • Pagamento arretrati retributivi.
        • Versamento contributi INPS (a carico del datore).
        • Risarcimento danni.

      5. Esclusione da Agevolazioni Fiscali

      • Chi non è in regola con i contributi non può detrarre le spese per badanti nel 730.
      • Non può accedere a bonus o agevolazioni legate al lavoro domestico.

      6. Rischi Assicurativi

      • Se il lavoratore in nero subisce un infortunio domestico, il datore può essere ritenuto responsabile civilmente e penalmente.
      • Nessuna copertura assicurativa (INAIL non interviene se non c’è regolare assunzione).

      Ispezioni e Controlli

      L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) può effettuare controlli anche su segnalazione del lavoratore o di terzi:

      • Verifica presenza comunicazione INPS.
      • Verifica versamento contributi.
      • Verifica rispetto CCNL (retribuzioni, orari).

      In caso di irregolarità:

      • Diffida immediata a regolarizzare.
      • Sanzioni cumulative (amministrative + penali).
      • Possibilità di sequestro beni per recupero crediti contributivi.

      Come Mettersi in Regola

      Se hai assunto in nero e vuoi regolarizzare:

      1. Comunicare subito l’assunzione all’INPS (anche se tardiva).
      2. Versare i contributi arretrati (con interessi/sanzioni ridotte se versamento volontario).
      3. Rilasciare lettera di assunzione retroattiva.
      4. Affidarsi a un CAF o patronato per gestire la pratica.

      La regolarizzazione volontaria riduce le sanzioni e tutela sia il datore che il lavoratore.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella regolarizzazione di rapporti di lavoro domestico irregolari.

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      Domande Frequenti sul Lavoro Domestico

      Quanto costa assumere una badante regolarmente?

      Il costo dipende dal livello CCNL e dalle ore lavorate. Per una badante livello CS (qualificata) a 25 ore settimanali, il costo mensile totale è circa: retribuzione lorda € 750 + contributi INPS € 180 circa = € 930/mese. A fine anno vanno aggiunti tredicesima e TFR. Le spese sono parzialmente recuperabili con le detrazioni fiscali nel 730.

      Posso assumere una colf senza versare i contributi INPS?

      No, è vietato. Ogni rapporto di lavoro domestico deve essere comunicato all’INPS entro 24 ore dall’inizio e i contributi devono essere versati trimestralmente. Il lavoro nero espone a sanzioni da 250 a 2.500 euro, recupero contributi con interessi e sanzioni penali fino a 3 anni di reclusione.

      Come si calcola la tredicesima per una badante?

      La tredicesima si calcola dividendo la retribuzione mensile lorda per 12 e moltiplicando per i mesi lavorati. Esempio: badante con retribuzione € 1.200/mese che lavora tutto l’anno: tredicesima = € 1.200 × 12/12 = € 1.200. Se lavora solo 8 mesi: € 1.200 × 8/12 = € 800.

      Le spese per la colf sono detraibili nel 730?

      Solo se la colf assiste una persona non autosufficiente (certificata dalla ASL), allora le spese sono detraibili al 19% fino a massimo € 2.100 (detrazione massima € 399). Per colf generica che fa solo pulizie non c’è detrazione, ma i contributi INPS versati sono deducibili fino a € 1.549 annui.

      Quanto preavviso deve dare una badante per dimettersi?

      Per badante convivente: 15 giorni di preavviso se ha lavorato meno di 5 anni, 30 giorni se oltre 5 anni. Per non convivente: 8 giorni fino a 5 anni, 15 giorni oltre. Se non rispetta il preavviso, il datore può trattenere l’indennità sostitutiva dal TFR.

      La badante ha diritto alla malattia pagata?

      Sì, ma solo per badanti conviventi: i primi 3 giorni (carenza) sono pagati al 50%, dal 4° giorno al 100% della retribuzione. Per non conviventi il CCNL non prevede retribuzione durante la malattia (salvo accordi individuali). L’INPS non eroga indennità di malattia per i lavoratori domestici.

      Come si comunica l’assunzione di una colf all’INPS?

      Entro 24 ore dall’inizio del rapporto, tramite il portale INPS.it (Cassetto Previdenziale Lavoratori Domestici). Serve: codice fiscale datore e lavoratore, data inizio, retribuzione, ore settimanali. In alternativa, ci si può rivolgere a un CAF o patronato che effettua la comunicazione.

      Gestire correttamente un rapporto di lavoro domestico – che si tratti di una colf, una badante o una babysitter – richiede attenzione agli aspetti legali, contributivi e fiscali. Rispettare il CCNL, versare i contributi INPS nei tempi previsti, rilasciare le buste paga e garantire i diritti del lavoratore (ferie, tredicesima, TFR) non è solo un obbligo di legge, ma anche una tutela per il datore di lavoro, che evita sanzioni e contenziosi.

      Inoltre, assumere regolarmente consente di accedere alle detrazioni fiscali nel 730, recuperando parte delle spese sostenute (fino a € 399 per assistenza a persone non autosufficienti).

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutte le pratiche relative al lavoro domestico: dalla comunicazione INPS al calcolo e versamento dei contributi trimestrali, dalla compilazione del 730 con detrazioni badante alla gestione di dimissioni e cessazioni. Affidati a professionisti esperti per essere sempre in regola e ottimizzare i benefici fiscali.


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        Le detrazioni spese universitarie 730 rappresentano un’importante agevolazione fiscale per le famiglie italiane che sostengono i costi dell’istruzione universitaria dei propri figli o per gli studenti lavoratori che si pagano gli studi. Con la pubblicazione del Decreto MUR 30 dicembre 2025 nella Gazzetta Ufficiale del 27 marzo 2026, sono stati definiti i nuovi importi massimi detraibili per le universita non statali nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025).

        La detrazione fiscale riconosciuta e pari al 19% delle spese sostenute, con un meccanismo differente tra atenei pubblici e privati. Mentre per le universita statali non esistono limiti di spesa, per le universita non statali (private e telematiche) si applicano tetti massimi stabiliti annualmente dal Ministero dell’Universita e della Ricerca, differenziati per area disciplinare e zona geografica in cui ha sede l’ateneo.

        Quest’anno il decreto ha introdotto alcune novita significative: sono stati aumentati gli importi per l’area sanitaria, ridotti quelli per l’area medica e rimodulati quelli per l’area umanistico-sociale. Vediamo nel dettaglio come funzionano le detrazioni spese universitarie 730 2026, quali sono i nuovi importi e come indicare correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi.

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        Normativa di Riferimento per le Detrazioni Spese Universitarie

        La possibilita di detrarre le spese universitarie nella dichiarazione dei redditi trova il suo fondamento normativo nell’articolo 15, comma 1, lettera e) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi – DPR 917/1986). Questa norma prevede la detrazione del 19% delle spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso universita statali e non statali.

        Per le universita non statali, pero, il legislatore ha previsto un meccanismo di contenimento: la detrazione non puo superare quella che spetterebbe per la frequenza di corsi analoghi presso l’universita statale piu vicina. Ogni anno il Ministero dell’Universita e della Ricerca (MUR) pubblica un decreto che stabilisce gli importi massimi detraibili, tenendo conto dei costi medi delle universita pubbliche.

        Per l’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730/2026), il riferimento normativo e il Decreto MUR n. 1126 del 30 dicembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026. Questo decreto sostituisce il precedente DM 1924/2024 e introduce alcune modifiche agli importi detraibili.

        E importante sottolineare che la detrazione spetta per intero ai contribuenti con un reddito complessivo fino a 120.000 euro. Oltre questa soglia, il beneficio decresce progressivamente fino ad azzerarsi completamente al raggiungimento dei 240.000 euro di reddito.

        Cosa Prevede il Decreto MUR 2026

        Il Decreto MUR 30 dicembre 2025 ha individuato gli importi massimi delle detrazioni spese universitarie 730 per il periodo d’imposta 2025, applicando una distinzione basata su due criteri fondamentali. Il primo criterio riguarda l’area disciplinare di afferenza del corso di studi, distinguendo tra area medica, sanitaria, scientifico-tecnologica e umanistico-sociale. Il secondo criterio considera la zona geografica in cui ha sede l’ateneo, suddividendo il territorio nazionale in Nord, Centro, Sud e Isole.

        Rispetto all’anno precedente, il decreto 2026 ha introdotto alcune modifiche significative agli importi. Gli importi per i corsi dell’area sanitaria sono stati aumentati, riconoscendo i maggiori costi effettivi di questi percorsi formativi. Al contrario, gli importi per l’area medica sono stati ridotti, mentre quelli per l’area umanistico-sociale sono stati rimodulati. L’area scientifico-tecnologica e rimasta sostanzialmente invariata.

        Importi Massimi Detraibili 2026: Tabella Completa per Area e Zona Geografica

        Ecco la tabella completa degli importi massimi detraibili per le spese universitarie delle universita non statali nell’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730/2026), come stabilito dal Decreto MUR 30 dicembre 2025.

        Corsi di Laurea, Laurea Magistrale e Laurea Magistrale a Ciclo Unico

        Area DisciplinareNordCentroSud e Isole
        Medica3.600 €2.900 €2.650 €
        Sanitaria4.100 €3.100 €3.050 €
        Scientifico-tecnologica3.700 €2.900 €2.600 €
        Umanistico-sociale3.200 €2.750 €2.550 €

        Corsi Post-Laurea (Dottorato, Specializzazione, Master I e II livello)

        Zona GeograficaImporto Massimo Detraibile
        Nord4.100 €
        Centro3.100 €
        Sud e Isole3.050 €

        A questi importi va aggiunta la tassa regionale per il diritto allo studio (prevista dall’art. 3 della Legge 549/1995), che puo essere portata in detrazione anche oltre i limiti tabellari sopra indicati.

        Suddivisione delle Zone Geografiche

        Per determinare quale importo massimo applicare, e necessario verificare in quale zona geografica ha sede l’universita frequentata. Attenzione: cio che conta e la sede dell’ateneo, non la residenza dello studente.

        • NORD: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna.
        • CENTRO: Toscana, Umbria, Marche, Lazio.
        • SUD E ISOLE: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

        Ad esempio, uno studente residente a Udine che frequenta un’universita privata a Milano rientrera negli importi previsti per il Nord. Viceversa, uno studente milanese che frequenta un ateneo privato a Roma applichera i limiti del Centro.

        Classificazione delle Aree Disciplinari

        L’area disciplinare viene determinata in base al corso di laurea frequentato, seguendo la classificazione ministeriale:

        • Area Medica: Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Medicina Veterinaria.
        • Area Sanitaria: Professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche, Professioni sanitarie della riabilitazione, Professioni sanitarie tecniche, Professioni sanitarie della prevenzione, Farmacia, Scienze della nutrizione.
        • Area Scientifico-tecnologica: Ingegneria, Architettura, Fisica, Matematica, Chimica, Biologia, Scienze naturali, Informatica, Agraria.
        • Area Umanistico-sociale: Giurisprudenza, Economia, Scienze politiche, Lettere, Filosofia, Psicologia, Scienze della formazione, Scienze della comunicazione, Lingue, Sociologia.

        Quali Spese Universitarie Sono Detraibili nel 730

        Non tutte le spese sostenute per l’universita possono essere portate in detrazione. Le detrazioni spese universitarie 730 riguardano esclusivamente alcune tipologie di costi strettamente legati alla frequenza dei corsi.

        Le spese ammesse in detrazione comprendono:

        • Tasse di iscrizione e immatricolazione all’universita
        • Contributi universitari annuali o semestrali
        • Tassa regionale per il diritto allo studio (oltre i limiti tabellari)
        • Soprattasse per esami di profitto e di laurea
        • Tasse per il rilascio della laurea
        • Spese per test di ammissione ai corsi di laurea
        • Contributi per la partecipazione a TFA (Tirocinio Formativo Attivo)
        • Spese per corsi singoli universitari
        • Tasse per corsi di perfezionamento post-laurea

        Per le universita telematiche riconosciute dal MIUR, si applicano le stesse regole delle universita non statali tradizionali, con gli stessi limiti di detraibilita stabiliti dal decreto MUR.

        Spese NON Detraibili

        E importante sapere che molte spese comunemente sostenute dagli studenti universitari non rientrano tra quelle detraibili. Ecco l’elenco delle spese escluse dalla detrazione:

        • Alloggio e affitto della stanza o dell’appartamento per studenti fuori sede (che tuttavia puo beneficiare di una detrazione specifica separata)
        • Spese di vitto e mensa universitaria
        • Trasporti e viaggi per raggiungere la sede universitaria
        • Libri di testo e materiale didattico
        • Cancelleria e materiale di consumo
        • Computer, tablet e dispositivi elettronici
        • Abbonamenti a riviste scientifiche o banche dati
        • Spese per fotocopie e stampe
        • Corsi di lingua non universitari
        • Attivita sportive universitarie

        Per gli studenti fuori sede, ricordiamo che le spese di affitto possono beneficiare di una detrazione separata del 19% su un importo massimo di 2.633 euro, a condizione che l’universita disti almeno 100 km dal comune di residenza e sia situata in una provincia diversa.

        Come Indicare le Detrazioni Spese Universitarie nel 730/2026

        La corretta indicazione delle detrazioni spese universitarie 730 richiede attenzione nella compilazione del modello. Le spese vanno inserite nel Quadro E – Oneri e spese, utilizzando i righi da E8 a E10 dedicati alle “Altre spese”.

        Il codice spesa da utilizzare e il 13, che identifica specificamente le spese per istruzione universitaria. Per ogni spesa sostenuta, occorre indicare l’importo effettivamente pagato, che sara poi confrontato con i limiti massimi detraibili.

        Ecco come procedere nella compilazione:

        1. Identificare il rigo corretto: utilizzare i righi E8, E9 o E10 del Quadro E
        2. Inserire il codice spesa 13 nella prima colonna del rigo
        3. Indicare l’importo sostenuto nella seconda colonna
        4. Se le spese superano il limite massimo detraibile, il CAF o il software di compilazione applichera automaticamente il tetto previsto dal decreto MUR

        Nel caso di piu figli a carico che frequentano l’universita, le spese vanno indicate separatamente per ciascun figlio, sempre con codice 13. Se i righi E8-E10 non sono sufficienti, si possono utilizzare anche i righi da E8 a E12 con il medesimo codice.

        Detrazione nel 730 Precompilato

        Se utilizzi il 730 precompilato, molte spese universitarie potrebbero gia essere presenti grazie alla trasmissione dei dati da parte degli atenei all’Agenzia delle Entrate. E comunque fondamentale verificare la correttezza degli importi e, se necessario, integrarli o modificarli.

        Le universita, infatti, comunicano all’Anagrafe Tributaria i dati relativi alle tasse di iscrizione pagate dagli studenti. Tuttavia, potrebbero mancare alcune voci come i test di ammissione o i contributi per esami. In questi casi, e necessario aggiungere manualmente gli importi mancanti.

        Tracciabilita dei Pagamenti: Requisito Fondamentale

        A partire dal 2020, per beneficiare delle detrazioni spese universitarie 730 e obbligatorio che i pagamenti siano effettuati con strumenti tracciabili. Questa regola, introdotta dalla Legge di Bilancio 2020, si applica a tutte le detrazioni del 19%, comprese quelle per le spese di istruzione.

        I metodi di pagamento ammessi sono:

        • Bonifico bancario o postale
        • Carta di credito o carta di debito
        • Carta prepagata
        • Assegno bancario o circolare
        • PagoPA (sistema preferito dalle universita)
        • MAV (Pagamento Mediante Avviso)
        • Bollettino postale

        Il pagamento in contanti NON e ammesso e comporta la perdita del diritto alla detrazione, anche se la spesa e documentata da regolare ricevuta.

        Molte universita utilizzano il sistema PagoPA per la riscossione delle tasse, che garantisce automaticamente la tracciabilita del pagamento e genera una ricevuta valida ai fini fiscali. Conservare sempre la ricevuta del pagamento PagoPA insieme all’attestazione dell’universita.

        Documentazione Necessaria per le Detrazioni Spese Universitarie

        Per poter beneficiare delle detrazioni spese universitarie 730, e fondamentale conservare tutta la documentazione che attesta le spese sostenute. Il contribuente non deve allegare i documenti alla dichiarazione dei redditi, ma deve conservarli per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate per un periodo di 5 anni dalla presentazione del 730.

        La documentazione da conservare comprende:

        • Ricevute di pagamento delle tasse universitarie (bollettini, MAV, ricevute PagoPA)
        • Estratto conto bancario o della carta che attesti il pagamento tracciabile
        • Attestazione dell’universita che certifichi l’iscrizione e gli importi versati
        • Certificazione delle spese rilasciata dall’ateneo (spesso disponibile nell’area riservata dello studente)
        • Ricevuta del test di ammissione se sostenuto a pagamento
        • Documentazione comprovante il grado di parentela per spese sostenute per familiari a carico (stato di famiglia, certificati)

        Molte universita mettono a disposizione degli studenti, nella propria area riservata online, un documento riepilogativo delle spese sostenute nell’anno, utile ai fini della dichiarazione dei redditi. E consigliabile scaricare e conservare questo documento.

        Esempi Pratici di Calcolo delle Detrazioni Universitarie

        Per comprendere meglio come funzionano le detrazioni spese universitarie 730, vediamo alcuni esempi pratici di calcolo basati sugli importi del decreto MUR 2026.

        Esempio 1: Studente di Medicina a Milano (Nord)

        Marco frequenta il corso di Medicina e Chirurgia presso un’universita privata di Milano. Nell’anno 2025 ha sostenuto le seguenti spese:

        • Tasse di iscrizione: 12.500 €
        • Tassa regionale diritto allo studio: 140 €
        • Test di ammissione: 100 €

        Calcolo della detrazione:

        L’area disciplinare e Medica e la zona geografica e Nord. Il limite massimo detraibile e quindi 3.600 € per le tasse universitarie.

        • Spese universitarie detraibili: 3.600 € (anche se Marco ha pagato 12.600 €, si applica il tetto)
        • Tassa regionale: 140 € (detraibile oltre il limite)
        • Totale base di calcolo: 3.740 €
        • Detrazione 19%: 710,60 €

        Marco potra recuperare 710,60 € nella dichiarazione dei redditi.

        Esempio 2: Studente di Giurisprudenza a Roma (Centro)

        Giulia frequenta Giurisprudenza presso un’universita privata di Roma. Nel 2025 ha pagato:

        • Tasse di iscrizione annuali: 6.800 €
        • Tassa regionale: 140 €

        Calcolo della detrazione:

        L’area disciplinare e Umanistico-sociale e la zona e Centro. Il limite massimo e 2.750 €.

        • Spese universitarie detraibili: 2.750 € (tetto applicato)
        • Tassa regionale: 140 €
        • Totale base di calcolo: 2.890 €
        • Detrazione 19%: 549,10 €

        Giulia recuperera 549,10 € con il 730.

        Esempio 3: Studente di Ingegneria a Napoli (Sud)

        Luca frequenta Ingegneria Informatica presso un ateneo privato di Napoli. Spese 2025:

        • Tasse universitarie: 4.200 €
        • Tassa regionale: 140 €

        Calcolo della detrazione:

        L’area e Scientifico-tecnologica, zona Sud e Isole. Limite: 2.600 €.

        • Spese detraibili: 2.600 € (tetto applicato)
        • Tassa regionale: 140 €
        • Totale: 2.740 €
        • Detrazione 19%: 520,60 €

        Esempio 4: Master in universita del Nord

        Francesca frequenta un Master di II livello presso un’universita privata di Torino. Ha pagato 8.000 € di tasse.

        Calcolo:

        Per i corsi post-laurea al Nord, il limite e 4.100 €.

        • Spese detraibili: 4.100 €
        • Tassa regionale: 140 €
        • Totale: 4.240 €
        • Detrazione 19%: 805,60 €

        La detrazione massima teorica per un corso post-laurea al Nord e quindi di circa 805 euro.

        Detrazioni Spese Universitarie per Familiari a Carico

        Le detrazioni spese universitarie 730 possono essere fruite non solo dallo studente stesso, ma anche dai genitori o da altri familiari che sostengono le spese per un figlio o parente fiscalmente a carico.

        Un familiare e considerato a carico quando possiede un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro (al lordo degli oneri deducibili). Per i figli fino a 24 anni, il limite di reddito sale a 4.000 euro.

        Se le spese sono sostenute per un figlio a carico di entrambi i genitori, la detrazione spetta nella misura del 50% a ciascun genitore. In alternativa, i genitori possono decidere di attribuire l’intera detrazione al genitore con il reddito piu alto, per ottimizzare il risparmio fiscale.

        Nel caso in cui il figlio non sia piu a carico (perche ha superato i limiti di reddito), la detrazione spetta direttamente allo studente, che dovra indicare le spese nel proprio 730 o Modello Redditi PF.

        E importante notare che la detrazione compete a chi ha effettivamente sostenuto la spesa. Se un genitore paga le tasse universitarie del figlio a carico, sara il genitore a beneficiare della detrazione, indicando le spese nel proprio 730.

        Ripartizione della Detrazione tra Genitori

        Quando entrambi i genitori sostengono le spese universitarie del figlio a carico, la detrazione puo essere ripartita secondo diverse modalita:

        Opzione 1 – Ripartizione al 50%: Ciascun genitore detrae il 50% delle spese sostenute complessivamente. Questa e la modalita standard.

        Opzione 2 – Attribuzione al 100% a un genitore: L’intera detrazione viene attribuita al genitore che ha effettivamente sostenuto la spesa o che ha il reddito piu elevato. Questa opzione e conveniente quando un genitore ha reddito basso o incapiente (cioe non ha sufficiente IRPEF da cui detrarre).

        Opzione 3 – Ripartizione proporzionale: Le spese vengono ripartite in proporzione a quanto effettivamente pagato da ciascun genitore.

        La scelta deve essere coerente con la documentazione di pagamento e deve essere annotata nella dichiarazione dei redditi.

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulle Detrazioni Spese Universitarie

        Qual e l’importo massimo detraibile per le spese universitarie nel 730/2026?

        L’importo massimo detraibile varia in base all’area disciplinare e alla zona geografica dell’universita. Il valore piu alto e di 4.100 euro per i corsi dell’area sanitaria al Nord e per i corsi post-laurea (master, dottorato) sempre al Nord. Il valore piu basso e di 2.550 euro per i corsi umanistico-sociali al Sud e Isole. A questi importi si aggiunge sempre la tassa regionale per il diritto allo studio.

        Le spese per le universita telematiche sono detraibili?

        Si, le spese per le universita telematiche riconosciute dal MIUR sono detraibili al 19% con gli stessi limiti previsti per le universita non statali tradizionali. E necessario verificare che l’ateneo telematico sia regolarmente accreditato presso il Ministero dell’Universita e della Ricerca.

        Posso detrarre le spese universitarie se pago in contanti?

        No, dal 2020 e obbligatorio utilizzare strumenti di pagamento tracciabili (bonifico, carta di credito/debito, PagoPA, MAV) per beneficiare della detrazione del 19%. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione, anche se documentati da regolare ricevuta.

        Le spese per l’affitto dello studente fuori sede sono detraibili insieme alle tasse universitarie?

        Le spese di affitto per studenti fuori sede beneficiano di una detrazione separata, diversa da quella per le tasse universitarie. La detrazione per l’affitto e pari al 19% su un importo massimo di 2.633 euro annui, a condizione che l’universita disti almeno 100 km dal comune di residenza e sia in una provincia diversa.

        Chi puo detrarre le spese universitarie: lo studente o i genitori?

        Se lo studente e fiscalmente a carico dei genitori (reddito sotto i 2.840,51 euro, o 4.000 euro per under 24), la detrazione spetta ai genitori che sostengono la spesa, nella misura del 50% ciascuno o al 100% a un solo genitore. Se lo studente non e piu a carico, detrae direttamente le spese nel proprio 730.

        Come faccio a sapere in quale area disciplinare rientra il mio corso di laurea?

        L’area disciplinare e determinata dalla classificazione ministeriale del corso di laurea. Area Medica: Medicina, Odontoiatria, Veterinaria. Area Sanitaria: Professioni sanitarie, Farmacia. Area Scientifico-tecnologica: Ingegneria, Architettura, Scienze. Area Umanistico-sociale: Giurisprudenza, Economia, Lettere, Psicologia. In caso di dubbio, il CAF puo verificare la corretta classificazione.

        Qual e la scadenza per presentare il 730/2026 con le detrazioni universitarie?

        Il modello 730/2026 deve essere presentato entro il 30 settembre 2026. In alternativa, e possibile presentare il Modello Redditi Persone Fisiche entro il 31 ottobre 2026. E consigliabile non attendere l’ultimo momento per avere tempo di raccogliere tutta la documentazione necessaria.

        Conclusione: Affidati al CAF Centro Fiscale per le Detrazioni Universitarie

        Le detrazioni spese universitarie 730 rappresentano un’opportunita concreta di risparmio fiscale per le famiglie che investono nell’istruzione dei propri figli. Con gli importi aggiornati dal Decreto MUR 2026, e possibile recuperare fino a 805 euro per i corsi post-laurea al Nord e importi variabili per i corsi di laurea, a seconda dell’area disciplinare e della zona geografica.

        La corretta compilazione della dichiarazione dei redditi, l’individuazione del limite massimo applicabile e la verifica della documentazione richiedono competenza e attenzione. Un errore nella compilazione potrebbe comportare la perdita del beneficio fiscale o, peggio, contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

        Hai bisogno di assistenza per le detrazioni spese universitarie nel tuo 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori verificano la documentazione, calcolano l’importo corretto della detrazione e compilano il modello 730 garantendo il massimo risparmio fiscale.

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        Aprile 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-11 09:07:332026-05-31 18:04:31Contributi Colf Non Versati: Cosa Fare e Come Recuperarli
        CAF, COLF E BADANTI

        Contributi Colf Non Versati: Cosa Fare e Come Recuperarli

        colf e badanti CAF Udine

        Le detrazioni spese universitarie 730 rappresentano un’importante agevolazione fiscale per le famiglie italiane che sostengono i costi dell’istruzione universitaria dei propri figli o per gli studenti lavoratori che si pagano gli studi. Con la pubblicazione del Decreto MUR 30 dicembre 2025 nella Gazzetta Ufficiale del 27 marzo 2026, sono stati definiti i nuovi importi massimi detraibili per le universita non statali nella dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025).

        La detrazione fiscale riconosciuta e pari al 19% delle spese sostenute, con un meccanismo differente tra atenei pubblici e privati. Mentre per le universita statali non esistono limiti di spesa, per le universita non statali (private e telematiche) si applicano tetti massimi stabiliti annualmente dal Ministero dell’Universita e della Ricerca, differenziati per area disciplinare e zona geografica in cui ha sede l’ateneo.

        Quest’anno il decreto ha introdotto alcune novita significative: sono stati aumentati gli importi per l’area sanitaria, ridotti quelli per l’area medica e rimodulati quelli per l’area umanistico-sociale. Vediamo nel dettaglio come funzionano le detrazioni spese universitarie 730 2026, quali sono i nuovi importi e come indicare correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi.

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        Normativa di Riferimento per le Detrazioni Spese Universitarie

        La possibilita di detrarre le spese universitarie nella dichiarazione dei redditi trova il suo fondamento normativo nell’articolo 15, comma 1, lettera e) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi – DPR 917/1986). Questa norma prevede la detrazione del 19% delle spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso universita statali e non statali.

        Per le universita non statali, pero, il legislatore ha previsto un meccanismo di contenimento: la detrazione non puo superare quella che spetterebbe per la frequenza di corsi analoghi presso l’universita statale piu vicina. Ogni anno il Ministero dell’Universita e della Ricerca (MUR) pubblica un decreto che stabilisce gli importi massimi detraibili, tenendo conto dei costi medi delle universita pubbliche.

        Per l’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730/2026), il riferimento normativo e il Decreto MUR n. 1126 del 30 dicembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026. Questo decreto sostituisce il precedente DM 1924/2024 e introduce alcune modifiche agli importi detraibili.

        E importante sottolineare che la detrazione spetta per intero ai contribuenti con un reddito complessivo fino a 120.000 euro. Oltre questa soglia, il beneficio decresce progressivamente fino ad azzerarsi completamente al raggiungimento dei 240.000 euro di reddito.

        Cosa Prevede il Decreto MUR 2026

        Il Decreto MUR 30 dicembre 2025 ha individuato gli importi massimi delle detrazioni spese universitarie 730 per il periodo d’imposta 2025, applicando una distinzione basata su due criteri fondamentali. Il primo criterio riguarda l’area disciplinare di afferenza del corso di studi, distinguendo tra area medica, sanitaria, scientifico-tecnologica e umanistico-sociale. Il secondo criterio considera la zona geografica in cui ha sede l’ateneo, suddividendo il territorio nazionale in Nord, Centro, Sud e Isole.

        Rispetto all’anno precedente, il decreto 2026 ha introdotto alcune modifiche significative agli importi. Gli importi per i corsi dell’area sanitaria sono stati aumentati, riconoscendo i maggiori costi effettivi di questi percorsi formativi. Al contrario, gli importi per l’area medica sono stati ridotti, mentre quelli per l’area umanistico-sociale sono stati rimodulati. L’area scientifico-tecnologica e rimasta sostanzialmente invariata.

        Importi Massimi Detraibili 2026: Tabella Completa per Area e Zona Geografica

        Ecco la tabella completa degli importi massimi detraibili per le spese universitarie delle universita non statali nell’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730/2026), come stabilito dal Decreto MUR 30 dicembre 2025.

        Corsi di Laurea, Laurea Magistrale e Laurea Magistrale a Ciclo Unico

        Area DisciplinareNordCentroSud e Isole
        Medica3.600 €2.900 €2.650 €
        Sanitaria4.100 €3.100 €3.050 €
        Scientifico-tecnologica3.700 €2.900 €2.600 €
        Umanistico-sociale3.200 €2.750 €2.550 €

        Corsi Post-Laurea (Dottorato, Specializzazione, Master I e II livello)

        Zona GeograficaImporto Massimo Detraibile
        Nord4.100 €
        Centro3.100 €
        Sud e Isole3.050 €

        A questi importi va aggiunta la tassa regionale per il diritto allo studio (prevista dall’art. 3 della Legge 549/1995), che puo essere portata in detrazione anche oltre i limiti tabellari sopra indicati.

        Suddivisione delle Zone Geografiche

        Per determinare quale importo massimo applicare, e necessario verificare in quale zona geografica ha sede l’universita frequentata. Attenzione: cio che conta e la sede dell’ateneo, non la residenza dello studente.

        • NORD: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna.
        • CENTRO: Toscana, Umbria, Marche, Lazio.
        • SUD E ISOLE: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

        Ad esempio, uno studente residente a Udine che frequenta un’universita privata a Milano rientrera negli importi previsti per il Nord. Viceversa, uno studente milanese che frequenta un ateneo privato a Roma applichera i limiti del Centro.

        Classificazione delle Aree Disciplinari

        L’area disciplinare viene determinata in base al corso di laurea frequentato, seguendo la classificazione ministeriale:

        • Area Medica: Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Medicina Veterinaria.
        • Area Sanitaria: Professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche, Professioni sanitarie della riabilitazione, Professioni sanitarie tecniche, Professioni sanitarie della prevenzione, Farmacia, Scienze della nutrizione.
        • Area Scientifico-tecnologica: Ingegneria, Architettura, Fisica, Matematica, Chimica, Biologia, Scienze naturali, Informatica, Agraria.
        • Area Umanistico-sociale: Giurisprudenza, Economia, Scienze politiche, Lettere, Filosofia, Psicologia, Scienze della formazione, Scienze della comunicazione, Lingue, Sociologia.

        Quali Spese Universitarie Sono Detraibili nel 730

        Non tutte le spese sostenute per l’universita possono essere portate in detrazione. Le detrazioni spese universitarie 730 riguardano esclusivamente alcune tipologie di costi strettamente legati alla frequenza dei corsi.

        Le spese ammesse in detrazione comprendono:

        • Tasse di iscrizione e immatricolazione all’universita
        • Contributi universitari annuali o semestrali
        • Tassa regionale per il diritto allo studio (oltre i limiti tabellari)
        • Soprattasse per esami di profitto e di laurea
        • Tasse per il rilascio della laurea
        • Spese per test di ammissione ai corsi di laurea
        • Contributi per la partecipazione a TFA (Tirocinio Formativo Attivo)
        • Spese per corsi singoli universitari
        • Tasse per corsi di perfezionamento post-laurea

        Per le universita telematiche riconosciute dal MIUR, si applicano le stesse regole delle universita non statali tradizionali, con gli stessi limiti di detraibilita stabiliti dal decreto MUR.

        Spese NON Detraibili

        E importante sapere che molte spese comunemente sostenute dagli studenti universitari non rientrano tra quelle detraibili. Ecco l’elenco delle spese escluse dalla detrazione:

        • Alloggio e affitto della stanza o dell’appartamento per studenti fuori sede (che tuttavia puo beneficiare di una detrazione specifica separata)
        • Spese di vitto e mensa universitaria
        • Trasporti e viaggi per raggiungere la sede universitaria
        • Libri di testo e materiale didattico
        • Cancelleria e materiale di consumo
        • Computer, tablet e dispositivi elettronici
        • Abbonamenti a riviste scientifiche o banche dati
        • Spese per fotocopie e stampe
        • Corsi di lingua non universitari
        • Attivita sportive universitarie

        Per gli studenti fuori sede, ricordiamo che le spese di affitto possono beneficiare di una detrazione separata del 19% su un importo massimo di 2.633 euro, a condizione che l’universita disti almeno 100 km dal comune di residenza e sia situata in una provincia diversa.

        Come Indicare le Detrazioni Spese Universitarie nel 730/2026

        La corretta indicazione delle detrazioni spese universitarie 730 richiede attenzione nella compilazione del modello. Le spese vanno inserite nel Quadro E – Oneri e spese, utilizzando i righi da E8 a E10 dedicati alle “Altre spese”.

        Il codice spesa da utilizzare e il 13, che identifica specificamente le spese per istruzione universitaria. Per ogni spesa sostenuta, occorre indicare l’importo effettivamente pagato, che sara poi confrontato con i limiti massimi detraibili.

        Ecco come procedere nella compilazione:

        1. Identificare il rigo corretto: utilizzare i righi E8, E9 o E10 del Quadro E
        2. Inserire il codice spesa 13 nella prima colonna del rigo
        3. Indicare l’importo sostenuto nella seconda colonna
        4. Se le spese superano il limite massimo detraibile, il CAF o il software di compilazione applichera automaticamente il tetto previsto dal decreto MUR

        Nel caso di piu figli a carico che frequentano l’universita, le spese vanno indicate separatamente per ciascun figlio, sempre con codice 13. Se i righi E8-E10 non sono sufficienti, si possono utilizzare anche i righi da E8 a E12 con il medesimo codice.

        Detrazione nel 730 Precompilato

        Se utilizzi il 730 precompilato, molte spese universitarie potrebbero gia essere presenti grazie alla trasmissione dei dati da parte degli atenei all’Agenzia delle Entrate. E comunque fondamentale verificare la correttezza degli importi e, se necessario, integrarli o modificarli.

        Le universita, infatti, comunicano all’Anagrafe Tributaria i dati relativi alle tasse di iscrizione pagate dagli studenti. Tuttavia, potrebbero mancare alcune voci come i test di ammissione o i contributi per esami. In questi casi, e necessario aggiungere manualmente gli importi mancanti.

        Tracciabilita dei Pagamenti: Requisito Fondamentale

        A partire dal 2020, per beneficiare delle detrazioni spese universitarie 730 e obbligatorio che i pagamenti siano effettuati con strumenti tracciabili. Questa regola, introdotta dalla Legge di Bilancio 2020, si applica a tutte le detrazioni del 19%, comprese quelle per le spese di istruzione.

        I metodi di pagamento ammessi sono:

        • Bonifico bancario o postale
        • Carta di credito o carta di debito
        • Carta prepagata
        • Assegno bancario o circolare
        • PagoPA (sistema preferito dalle universita)
        • MAV (Pagamento Mediante Avviso)
        • Bollettino postale

        Il pagamento in contanti NON e ammesso e comporta la perdita del diritto alla detrazione, anche se la spesa e documentata da regolare ricevuta.

        Molte universita utilizzano il sistema PagoPA per la riscossione delle tasse, che garantisce automaticamente la tracciabilita del pagamento e genera una ricevuta valida ai fini fiscali. Conservare sempre la ricevuta del pagamento PagoPA insieme all’attestazione dell’universita.

        Documentazione Necessaria per le Detrazioni Spese Universitarie

        Per poter beneficiare delle detrazioni spese universitarie 730, e fondamentale conservare tutta la documentazione che attesta le spese sostenute. Il contribuente non deve allegare i documenti alla dichiarazione dei redditi, ma deve conservarli per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate per un periodo di 5 anni dalla presentazione del 730.

        La documentazione da conservare comprende:

        • Ricevute di pagamento delle tasse universitarie (bollettini, MAV, ricevute PagoPA)
        • Estratto conto bancario o della carta che attesti il pagamento tracciabile
        • Attestazione dell’universita che certifichi l’iscrizione e gli importi versati
        • Certificazione delle spese rilasciata dall’ateneo (spesso disponibile nell’area riservata dello studente)
        • Ricevuta del test di ammissione se sostenuto a pagamento
        • Documentazione comprovante il grado di parentela per spese sostenute per familiari a carico (stato di famiglia, certificati)

        Molte universita mettono a disposizione degli studenti, nella propria area riservata online, un documento riepilogativo delle spese sostenute nell’anno, utile ai fini della dichiarazione dei redditi. E consigliabile scaricare e conservare questo documento.

        Esempi Pratici di Calcolo delle Detrazioni Universitarie

        Per comprendere meglio come funzionano le detrazioni spese universitarie 730, vediamo alcuni esempi pratici di calcolo basati sugli importi del decreto MUR 2026.

        Esempio 1: Studente di Medicina a Milano (Nord)

        Marco frequenta il corso di Medicina e Chirurgia presso un’universita privata di Milano. Nell’anno 2025 ha sostenuto le seguenti spese:

        • Tasse di iscrizione: 12.500 €
        • Tassa regionale diritto allo studio: 140 €
        • Test di ammissione: 100 €

        Calcolo della detrazione:

        L’area disciplinare e Medica e la zona geografica e Nord. Il limite massimo detraibile e quindi 3.600 € per le tasse universitarie.

        • Spese universitarie detraibili: 3.600 € (anche se Marco ha pagato 12.600 €, si applica il tetto)
        • Tassa regionale: 140 € (detraibile oltre il limite)
        • Totale base di calcolo: 3.740 €
        • Detrazione 19%: 710,60 €

        Marco potra recuperare 710,60 € nella dichiarazione dei redditi.

        Esempio 2: Studente di Giurisprudenza a Roma (Centro)

        Giulia frequenta Giurisprudenza presso un’universita privata di Roma. Nel 2025 ha pagato:

        • Tasse di iscrizione annuali: 6.800 €
        • Tassa regionale: 140 €

        Calcolo della detrazione:

        L’area disciplinare e Umanistico-sociale e la zona e Centro. Il limite massimo e 2.750 €.

        • Spese universitarie detraibili: 2.750 € (tetto applicato)
        • Tassa regionale: 140 €
        • Totale base di calcolo: 2.890 €
        • Detrazione 19%: 549,10 €

        Giulia recuperera 549,10 € con il 730.

        Esempio 3: Studente di Ingegneria a Napoli (Sud)

        Luca frequenta Ingegneria Informatica presso un ateneo privato di Napoli. Spese 2025:

        • Tasse universitarie: 4.200 €
        • Tassa regionale: 140 €

        Calcolo della detrazione:

        L’area e Scientifico-tecnologica, zona Sud e Isole. Limite: 2.600 €.

        • Spese detraibili: 2.600 € (tetto applicato)
        • Tassa regionale: 140 €
        • Totale: 2.740 €
        • Detrazione 19%: 520,60 €

        Esempio 4: Master in universita del Nord

        Francesca frequenta un Master di II livello presso un’universita privata di Torino. Ha pagato 8.000 € di tasse.

        Calcolo:

        Per i corsi post-laurea al Nord, il limite e 4.100 €.

        • Spese detraibili: 4.100 €
        • Tassa regionale: 140 €
        • Totale: 4.240 €
        • Detrazione 19%: 805,60 €

        La detrazione massima teorica per un corso post-laurea al Nord e quindi di circa 805 euro.

        Detrazioni Spese Universitarie per Familiari a Carico

        Le detrazioni spese universitarie 730 possono essere fruite non solo dallo studente stesso, ma anche dai genitori o da altri familiari che sostengono le spese per un figlio o parente fiscalmente a carico.

        Un familiare e considerato a carico quando possiede un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro (al lordo degli oneri deducibili). Per i figli fino a 24 anni, il limite di reddito sale a 4.000 euro.

        Se le spese sono sostenute per un figlio a carico di entrambi i genitori, la detrazione spetta nella misura del 50% a ciascun genitore. In alternativa, i genitori possono decidere di attribuire l’intera detrazione al genitore con il reddito piu alto, per ottimizzare il risparmio fiscale.

        Nel caso in cui il figlio non sia piu a carico (perche ha superato i limiti di reddito), la detrazione spetta direttamente allo studente, che dovra indicare le spese nel proprio 730 o Modello Redditi PF.

        E importante notare che la detrazione compete a chi ha effettivamente sostenuto la spesa. Se un genitore paga le tasse universitarie del figlio a carico, sara il genitore a beneficiare della detrazione, indicando le spese nel proprio 730.

        Ripartizione della Detrazione tra Genitori

        Quando entrambi i genitori sostengono le spese universitarie del figlio a carico, la detrazione puo essere ripartita secondo diverse modalita:

        Opzione 1 – Ripartizione al 50%: Ciascun genitore detrae il 50% delle spese sostenute complessivamente. Questa e la modalita standard.

        Opzione 2 – Attribuzione al 100% a un genitore: L’intera detrazione viene attribuita al genitore che ha effettivamente sostenuto la spesa o che ha il reddito piu elevato. Questa opzione e conveniente quando un genitore ha reddito basso o incapiente (cioe non ha sufficiente IRPEF da cui detrarre).

        Opzione 3 – Ripartizione proporzionale: Le spese vengono ripartite in proporzione a quanto effettivamente pagato da ciascun genitore.

        La scelta deve essere coerente con la documentazione di pagamento e deve essere annotata nella dichiarazione dei redditi.

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulle Detrazioni Spese Universitarie

        Qual e l’importo massimo detraibile per le spese universitarie nel 730/2026?

        L’importo massimo detraibile varia in base all’area disciplinare e alla zona geografica dell’universita. Il valore piu alto e di 4.100 euro per i corsi dell’area sanitaria al Nord e per i corsi post-laurea (master, dottorato) sempre al Nord. Il valore piu basso e di 2.550 euro per i corsi umanistico-sociali al Sud e Isole. A questi importi si aggiunge sempre la tassa regionale per il diritto allo studio.

        Le spese per le universita telematiche sono detraibili?

        Si, le spese per le universita telematiche riconosciute dal MIUR sono detraibili al 19% con gli stessi limiti previsti per le universita non statali tradizionali. E necessario verificare che l’ateneo telematico sia regolarmente accreditato presso il Ministero dell’Universita e della Ricerca.

        Posso detrarre le spese universitarie se pago in contanti?

        No, dal 2020 e obbligatorio utilizzare strumenti di pagamento tracciabili (bonifico, carta di credito/debito, PagoPA, MAV) per beneficiare della detrazione del 19%. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione, anche se documentati da regolare ricevuta.

        Le spese per l’affitto dello studente fuori sede sono detraibili insieme alle tasse universitarie?

        Le spese di affitto per studenti fuori sede beneficiano di una detrazione separata, diversa da quella per le tasse universitarie. La detrazione per l’affitto e pari al 19% su un importo massimo di 2.633 euro annui, a condizione che l’universita disti almeno 100 km dal comune di residenza e sia in una provincia diversa.

        Chi puo detrarre le spese universitarie: lo studente o i genitori?

        Se lo studente e fiscalmente a carico dei genitori (reddito sotto i 2.840,51 euro, o 4.000 euro per under 24), la detrazione spetta ai genitori che sostengono la spesa, nella misura del 50% ciascuno o al 100% a un solo genitore. Se lo studente non e piu a carico, detrae direttamente le spese nel proprio 730.

        Come faccio a sapere in quale area disciplinare rientra il mio corso di laurea?

        L’area disciplinare e determinata dalla classificazione ministeriale del corso di laurea. Area Medica: Medicina, Odontoiatria, Veterinaria. Area Sanitaria: Professioni sanitarie, Farmacia. Area Scientifico-tecnologica: Ingegneria, Architettura, Scienze. Area Umanistico-sociale: Giurisprudenza, Economia, Lettere, Psicologia. In caso di dubbio, il CAF puo verificare la corretta classificazione.

        Qual e la scadenza per presentare il 730/2026 con le detrazioni universitarie?

        Il modello 730/2026 deve essere presentato entro il 30 settembre 2026. In alternativa, e possibile presentare il Modello Redditi Persone Fisiche entro il 31 ottobre 2026. E consigliabile non attendere l’ultimo momento per avere tempo di raccogliere tutta la documentazione necessaria.

        Conclusione: Affidati al CAF Centro Fiscale per le Detrazioni Universitarie

        Le detrazioni spese universitarie 730 rappresentano un’opportunita concreta di risparmio fiscale per le famiglie che investono nell’istruzione dei propri figli. Con gli importi aggiornati dal Decreto MUR 2026, e possibile recuperare fino a 805 euro per i corsi post-laurea al Nord e importi variabili per i corsi di laurea, a seconda dell’area disciplinare e della zona geografica.

        La corretta compilazione della dichiarazione dei redditi, l’individuazione del limite massimo applicabile e la verifica della documentazione richiedono competenza e attenzione. Un errore nella compilazione potrebbe comportare la perdita del beneficio fiscale o, peggio, contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

        Hai bisogno di assistenza per le detrazioni spese universitarie nel tuo 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori verificano la documentazione, calcolano l’importo corretto della detrazione e compilano il modello 730 garantendo il massimo risparmio fiscale.

        Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

        Aprile 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-11 09:07:332026-05-31 18:04:22Contributi Colf Non Versati: Cosa Fare e Come Recuperarli
        CAF, COLF E BADANTI

        Bonus Colf e Badanti 1.200 Euro 2026: Guida Completa Senza Dichiarazione Redditi

        colf e badanti CAF Udine

        Il bonus colf e badanti da 1.200 euro rappresenta un’importante agevolazione per le famiglie che assumono lavoratori domestici. La novità più rilevante del 2026 è la possibilità di accedere al contributo anche senza presentare la dichiarazione dei redditi, rendendo l’incentivo accessibile a un numero molto più ampio di beneficiari.

        In questa guida completa scoprirai chi può richiedere il bonus, quali sono i requisiti ISEE necessari, come presentare domanda all’INPS e quali documenti servono. Ti spiegheremo anche le differenze tra la modalità con e senza dichiarazione redditi, fornendo esempi pratici e tabelle riepilogative per aiutarti a capire se hai diritto all’agevolazione.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutte le fasi: dalla verifica dei requisiti alla compilazione della domanda INPS, fino alla gestione degli adempimenti contributivi. Contattaci al 0432 1638640 o prenota un appuntamento per ricevere supporto personalizzato.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il Bonus Colf e Badanti da 1.200 Euro
        2. Bonus Senza Dichiarazione dei Redditi: Come Funziona
        3. Requisiti ISEE e Altre Condizioni di Accesso
        4. Come Fare Domanda all’INPS: Procedura Completa
        5. Scadenze 2026 e Tempistiche di Erogazione
        6. Compatibilità con Altri Bonus e Agevolazioni
        7. Casi Pratici ed Esempi di Calcolo
        8. Errori Comuni da Evitare

        Cos’è il Bonus Colf e Badanti da 1.200 Euro

        Il bonus colf e badanti è un contributo economico di 1.200 euro annui erogato dall’INPS per sostenere le famiglie che assumono lavoratori domestici regolari. L’incentivo è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024, articolo 1, comma 180) e confermato per il 2026 con importanti novità operative.

        Il contributo serve a ridurre il costo dei contributi INPS che i datori di lavoro domestico devono versare trimestralmente per colf, badanti, baby-sitter e altri collaboratori familiari. L’importo di 1.200 euro viene riconosciuto in 4 rate trimestrali da 300 euro, accreditate direttamente sul conto corrente del datore di lavoro.

        A chi spetta il bonus

        Possono richiedere il bonus:

        • Famiglie con figli minori o con componenti non autosufficienti
        • Pensionati over 70 che assumono badanti
        • Persone con disabilità grave (Legge 104, art. 3 comma 3)
        • Caregiver familiari con rapporti di lavoro domestico regolari

        Non ci sono limiti di età del datore di lavoro, ma è necessario avere un rapporto di lavoro domestico attivo e rispettare i requisiti ISEE.

        Bonus Senza Dichiarazione dei Redditi: Come Funziona

        La grande novità del 2026 è la possibilità di accedere al bonus anche senza presentare la dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). Questo amplia notevolmente la platea dei beneficiari, includendo:

        • Pensionati con solo redditi da pensione (certificazione unica INPS)
        • Lavoratori dipendenti con un solo datore di lavoro
        • Soggetti con redditi esenti o sotto la soglia di obbligo dichiarativo
        • Familiari a carico senza redditi propri

        Requisiti alternativi alla dichiarazione

        Per accedere al bonus senza dichiarazione, è necessario presentare:

        DocumentoDescrizioneChi lo rilascia
        ISEE correnteAttestazione ISEE 2026 validaCAF, INPS online
        CU 2026Certificazione Unica del datore di lavoro/INPSDatore di lavoro, ente pensionistico
        Estratto conto contributivoVersamenti INPS per lavoro domesticoINPS area riservata
        Autocertificazione redditiDichiarazione sostitutiva (DPR 445/2000)Il richiedente

        La Circolare INPS n. 18 del 15 febbraio 2026 ha chiarito che l’autocertificazione dei redditi è valida per l’accesso al bonus, purché accompagnata dall’ISEE aggiornato.

        Differenza tra bonus con e senza dichiarazione

        In entrambi i casi, l’importo del bonus è identico: 1.200 euro annui. La differenza riguarda solo la documentazione richiesta:

        • Con dichiarazione: basta allegare il 730 o Redditi PF dell’anno precedente
        • Senza dichiarazione: serve ISEE + CU + autocertificazione redditi

        Il CAF verifica la completezza della documentazione prima dell’invio della domanda, evitando rigetti per mancanza di allegati.

        Requisiti ISEE e Altre Condizioni di Accesso

        Per accedere al bonus è necessario rispettare precisi requisiti reddituali e familiari. Vediamoli nel dettaglio.

        Soglia ISEE 2026

        Il bonus spetta solo se l’ISEE del nucleo familiare non supera:

        Composizione nucleoSoglia ISEE massima
        Nucleo con 1-2 componenti20.000 euro
        Nucleo con 3 componenti25.000 euro
        Nucleo con 4 o più componenti30.000 euro
        Nucleo con persona disabile grave35.000 euro

        L’ISEE da presentare è quello ordinario o corrente, aggiornato al 2026. Se hai già l’ISEE 2025, devi rinnovarlo per accedere al bonus.

        Requisiti del rapporto di lavoro

        Il bonus spetta solo se il rapporto di lavoro domestico è:

        • Regolare e attivo al momento della domanda
        • Con contributi INPS pagati (almeno 1 trimestre nel 2026)
        • A tempo indeterminato o determinato (durata minima 6 mesi)
        • Con orario minimo di 10 ore settimanali

        Non è necessario che il lavoratore sia convivente. Il bonus spetta anche per rapporti part-time, purché rispettino l’orario minimo.

        Incompatibilità e divieto di cumulo

        Il bonus non è cumulabile con:

        • Libretto famiglia (contratti occasionali)
        • Voucher per servizi di cura (disabili gravi)
        • Altre agevolazioni INPS per lo stesso rapporto di lavoro

        È invece compatibile con:

        • Detrazioni fiscali per addetti all’assistenza (730, rigo E23)
        • Assegno Unico Universale per i figli
        • Bonus asilo nido

        Come Fare Domanda all’INPS: Procedura Completa

        La domanda per il bonus colf e badanti si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS. Ecco la procedura passo-passo.

        Step 1: Preparare i documenti

        Prima di iniziare la domanda, assicurati di avere:

        1. ISEE 2026 aggiornato (attestazione completa)
        2. Codice fiscale del lavoratore domestico
        3. Estratto contributivo INPS (ultimi versamenti)
        4. Certificazione Unica 2026 (se senza dichiarazione)
        5. IBAN del conto corrente per l’accredito
        6. Documento d’identità valido

        Step 2: Accedere al portale INPS

        Collegati al sito www.inps.it e accedi con:

        • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
        • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
        • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

        Non è più possibile accedere con PIN INPS.

        Step 3: Compilare la domanda

        Nella sezione “Sostegni, Sussidi e Indennità”, seleziona:

        “Bonus Colf e Badanti 2026 – Domanda”

        Compila tutti i campi obbligatori:

        • Dati anagrafici del richiedente
        • Composizione nucleo familiare (da ISEE)
        • ISEE (il sistema lo recupera automaticamente se presente)
        • Dati del lavoratore domestico (CF, data assunzione)
        • Tipo di rapporto (colf, badante, baby-sitter)
        • Orario settimanale e retribuzione
        • Coordinate bancarie (IBAN)

        Step 4: Allegare i documenti

        Carica in formato PDF:

        • ISEE 2026 (se non recuperato automaticamente)
        • CU 2026 (se richiedi senza dichiarazione redditi)
        • Autocertificazione redditi (modulo scaricabile dal sito INPS)
        • Documento identità

        Ogni file non deve superare 5 MB.

        Step 5: Inviare e protocollare

        Dopo aver controllato tutti i dati, clicca su “Invia domanda”. Il sistema genera un numero di protocollo che riceverai via email e SMS. Conservalo per verificare lo stato della pratica.

        Assistenza del CAF

        Il CAF Centro Fiscale può presentare la domanda per tuo conto, gestendo tutta la parte burocratica:

        • Verifica requisiti ISEE
        • Compilazione domanda INPS
        • Upload documenti
        • Monitoraggio pratica
        • Assistenza in caso di integrazione documentale

        Prenota appuntamento: 0432 1638640

        Scadenze 2026 e Tempistiche di Erogazione

        Il bonus colf e badanti ha scadenze precise per la presentazione della domanda e l’erogazione delle rate trimestrali.

        Calendario scadenze domanda

        PeriodoScadenza domandaTrimestre di competenza
        Gennaio – Marzo30 aprile 2026I trimestre 2026
        Aprile – Giugno31 luglio 2026II trimestre 2026
        Luglio – Settembre31 ottobre 2026III trimestre 2026
        Ottobre – Dicembre31 gennaio 2027IV trimestre 2026

        Attenzione: le domande presentate dopo la scadenza saranno elaborate, ma il pagamento potrebbe slittare al trimestre successivo.

        Tempistiche di erogazione

        Una volta accolta la domanda, l’INPS eroga il bonus con queste tempistiche:

        • Istruttoria domanda: 30-45 giorni dalla presentazione
        • Pagamento rata trimestrale: entro il mese successivo alla scadenza trimestre
        • Accredito sul conto: bonifico INPS con causale “Bonus colf e badanti”

        Esempio pratico:
        Domanda presentata il 15 marzo 2026 (I trimestre) → Istruttoria entro 30 aprile → Pagamento entro 31 maggio 2026.

        Verifica stato domanda

        Puoi controllare lo stato della tua pratica:

        1. Accedi al portale INPS con SPID
        2. Sezione “Le mie domande”
        3. Cerca per numero protocollo o data presentazione

        Gli stati possibili sono:

        • In lavorazione – domanda in istruttoria
        • Accolta – bonus approvato, in attesa di pagamento
        • Integrazione richiesta – mancano documenti (hai 15 giorni per inviarli)
        • Respinta – requisiti non rispettati (possibilità di ricorso entro 90 giorni)
        • Pagata – rata erogata

        Compatibilità con Altri Bonus e Agevolazioni

        Il bonus colf e badanti può essere combinato con altre agevolazioni fiscali e contributive. Ecco una panoramica completa.

        Agevolazioni cumulabili

        1. Detrazione fiscale per addetti all’assistenza personale

        Nel 730, puoi detrarre il 19% delle spese sostenute per badanti e assistenti personali (rigo E23-E24), con limite di spesa di 2.100 euro. Requisiti:

        • Reddito complessivo sotto 40.000 euro
        • Assistenza a persona non autosufficiente
        • Documentazione di spesa (bonifico, F24 contributi)

        Il bonus INPS non riduce la base detraibile: se paghi 6.000 euro/anno di stipendio + contributi e ricevi 1.200 euro di bonus, puoi comunque detrarre il 19% su 2.100 euro.

        2. Assegno Unico Universale

        L’Assegno Unico per i figli è compatibile al 100% con il bonus colf. Non c’è alcuna riduzione degli importi.

        3. Bonus asilo nido

        Se hai figli sotto i 3 anni, puoi cumulare il bonus asilo nido (fino a 3.000 euro con ISEE sotto 25.000 euro) con il bonus colf senza problemi.

        4. Contributi ridotti per badanti conviventi

        I datori di lavoro che assumono badanti conviventi oltre 25 ore settimanali hanno diritto a contributi INPS ridotti (circa 1,00 euro/ora invece di 1,44 euro/ora). Questa riduzione è cumulabile con il bonus 1.200 euro.

        Agevolazioni NON cumulabili

        1. Libretto famiglia

        Se utilizzi il libretto famiglia per pagare prestazioni occasionali (massimo 280 ore/anno), non puoi richiedere il bonus colf e badanti per lo stesso lavoratore.

        2. Voucher per servizi di cura (disabili gravi)

        Alcuni comuni erogano voucher per servizi di assistenza a disabili gravi. Questi voucher sono alternativi al bonus INPS: devi scegliere uno dei due.

        3. Reddito di inclusione o altre misure di sostegno al reddito

        Chi percepisce il Reddito di Inclusione (RDI) o altre misure simili non può assumere lavoratori domestici con contratto regolare, quindi decade il requisito per il bonus.

        Riepilogo cumulabilità

        AgevolazioneCumulabile con bonus colf?
        Detrazione 19% spese assistenza (730)SÌ
        Assegno Unico UniversaleSÌ
        Bonus asilo nidoSÌ
        Contributi ridotti badanti conviventiSÌ
        Libretto famigliaNO
        Voucher servizi di cura (comunali)NO

        Casi Pratici ed Esempi di Calcolo

        Vediamo alcuni esempi concreti per capire come funziona il bonus colf e badanti in situazioni reali.

        Caso 1: Pensionato con badante convivente

        Situazione:
        – Pensionato 75 anni, vedovo
        – ISEE 18.000 euro (nucleo 1 persona)
        – Badante convivente 40 ore/settimane, livello CS
        – Retribuzione mensile: 1.100 euro netti
        – Contributi INPS trimestrali: circa 600 euro (aliquota ridotta conviventi)

        Risparmio con il bonus:

        • Contributi annui totali: 2.400 euro
        • Bonus INPS: 1.200 euro
        • Costo netto contributi: 1.200 euro (risparmio 50%)

        In più, il pensionato può detrarre nel 730 il 19% su 2.100 euro di spese per assistenza personale = 399 euro di risparmio fiscale.

        Risparmio totale annuo: 1.200 + 399 = 1.599 euro

        Caso 2: Famiglia con due figli e colf part-time

        Situazione:
        – Famiglia 4 persone (2 genitori + 2 figli minori)
        – ISEE 28.000 euro
        – Colf part-time 20 ore/settimana, livello BS
        – Retribuzione mensile: 600 euro netti
        – Contributi INPS trimestrali: circa 350 euro

        Risparmio con il bonus:

        • Contributi annui totali: 1.400 euro
        • Bonus INPS: 1.200 euro
        • Costo netto contributi: 200 euro (risparmio 85%)

        La famiglia percepisce anche:

        • Assegno Unico per 2 figli: circa 3.600 euro/anno (con ISEE 28.000)
        • Bonus asilo nido per figlio sotto 3 anni: 1.500 euro

        Tutti questi bonus sono cumulabili.

        Caso 3: Caregiver senza redditi dichiarati

        Situazione:
        – Figlia 45 anni che assiste madre 80enne non autosufficiente
        – Nessun reddito da dichiarare (casalinga)
        – ISEE 15.000 euro (nucleo madre + figlia)
        – Assunta come badante dalla madre, 25 ore/settimana
        – Contributi INPS trimestrali: circa 450 euro

        Risparmio con il bonus:

        • Contributi annui totali: 1.800 euro
        • Bonus INPS: 1.200 euro (richiesto senza dichiarazione redditi, con ISEE + CU madre + autocertificazione)
        • Costo netto contributi: 600 euro (risparmio 66%)

        In questo caso, la modalità “senza dichiarazione redditi” è fondamentale perché la figlia non ha obblighi dichiarativi.

        Caso 4: Coppia di anziani con badante a ore

        Situazione:
        – Coppia pensionati 78 e 75 anni
        – ISEE 22.000 euro (nucleo 2 persone)
        – Badante 15 ore/settimana, livello BS
        – Retribuzione mensile: 450 euro netti
        – Contributi INPS trimestrali: circa 260 euro

        Risparmio con il bonus:

        • Contributi annui totali: 1.040 euro
        • Bonus INPS: 1.200 euro
        • Attenzione: il bonus supera i contributi dovuti! L’INPS erogherà comunque 1.200 euro, ma l’eccedenza di 160 euro NON viene rimborsata – semplicemente azzera il costo contributivo

        In pratica, la coppia non paga contributi per tutto il 2026.

        Errori Comuni da Evitare

        Nella richiesta del bonus colf e badanti, alcuni errori possono causare il rigetto della domanda o ritardi nei pagamenti. Ecco i più frequenti.

        1. ISEE non aggiornato o errato

        Errore: presentare la domanda con ISEE 2025 o scaduto.
        Conseguenza: domanda respinta automaticamente.
        Soluzione: rinnova l’ISEE 2026 prima di fare domanda. Puoi richiederlo al CAF o compilarlo online sul sito INPS.

        2. Rapporto di lavoro non regolare

        Errore: assumere la colf/badante dopo la presentazione della domanda, o avere contributi INPS non pagati.
        Conseguenza: bonus non erogato fino alla regolarizzazione.
        Soluzione: assicurati che i contributi del trimestre di riferimento siano pagati entro la scadenza (10 del mese successivo al trimestre).

        3. Documenti incompleti per richiesta senza dichiarazione

        Errore: allegare solo ISEE senza CU o autocertificazione redditi.
        Conseguenza: richiesta di integrazione documentale (15 giorni per inviarla).
        Soluzione: prepara TUTTI i documenti prima di avviare la domanda online.

        4. IBAN errato o non intestato al richiedente

        Errore: inserire IBAN di un conto corrente non intestato al datore di lavoro.
        Conseguenza: bonifico INPS respinto, necessità di rettifica.
        Soluzione: verifica attentamente l’IBAN. Deve essere intestato alla stessa persona che presenta la domanda.

        5. Cumulo con libretto famiglia

        Errore: richiedere il bonus mentre si utilizzano voucher del libretto famiglia per lo stesso lavoratore.
        Conseguenza: domanda respinta per incompatibilità.
        Soluzione: scegli una delle due modalità. Se vuoi il bonus 1.200 euro, devi trasformare il rapporto in contratto di lavoro domestico regolare.

        6. Mancata comunicazione variazioni

        Errore: non comunicare all’INPS la cessazione del rapporto di lavoro o la riduzione oraria sotto le 10 ore settimanali.
        Conseguenza: l’INPS può recuperare le rate già erogate (con sanzioni).
        Soluzione: se il rapporto termina, invia entro 30 giorni una comunicazione di cessazione bonus tramite portale INPS.

        7. Domanda presentata fuori termine

        Errore: inviare la domanda dopo la scadenza trimestrale.
        Conseguenza: pagamento slittato al trimestre successivo.
        Soluzione: segna in calendario le scadenze (30 aprile, 31 luglio, 31 ottobre, 31 gennaio).

        Verifica preventiva al CAF

        Il modo migliore per evitare errori è far verificare i requisiti da un esperto prima di presentare la domanda. Il CAF Centro Fiscale offre:

        • Check-up gratuito requisiti
        • Calcolo simulazione risparmio
        • Compilazione domanda assistita
        • Monitoraggio pratica INPS

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        Domande Frequenti sul Bonus Colf e Badanti

        Posso richiedere il bonus colf e badanti senza fare il 730?

        Sì, dal 2026 è possibile richiedere il bonus anche senza presentare la dichiarazione dei redditi. Serve però l’ISEE 2026 aggiornato, la Certificazione Unica (CU) e un’autocertificazione dei redditi. Questa modalità è ideale per pensionati con solo reddito da pensione o lavoratori dipendenti con un unico datore di lavoro.

        Qual è la soglia ISEE per il bonus colf 2026?

        La soglia ISEE varia in base alla composizione del nucleo: 20.000 euro per 1-2 componenti, 25.000 euro per 3 componenti, 30.000 euro per 4 o più componenti. Se nel nucleo c’è una persona con disabilità grave, la soglia sale a 35.000 euro.

        Il bonus è compatibile con le detrazioni fiscali per badanti?

        Sì, il bonus INPS da 1.200 euro è pienamente compatibile con la detrazione fiscale del 19% sulle spese per addetti all’assistenza personale (massimo 2.100 euro di spesa). Puoi beneficiare di entrambe le agevolazioni senza riduzioni.

        Quando vengono pagati i 1.200 euro?

        Il bonus viene erogato in 4 rate trimestrali da 300 euro ciascuna. Le date di pagamento sono circa 30-60 giorni dopo la scadenza trimestrale: fine maggio per il I trimestre, fine agosto per il II, fine novembre per il III, fine febbraio per il IV.

        Posso richiedere il bonus per una colf part-time?

        Sì, il bonus spetta anche per rapporti part-time, purché l’orario sia di almeno 10 ore settimanali. Il contributo di 1.200 euro è sempre lo stesso, indipendentemente dalle ore lavorate.

        Cosa succede se cesso il rapporto di lavoro durante l’anno?

        Se il rapporto termina, devi comunicarlo all’INPS entro 30 giorni tramite il portale. Le rate già erogate per i trimestri già lavorati restano acquisite, ma quelle future verranno sospese. Non c’è obbligo di restituzione per i trimestri già maturati.

        Il bonus riduce l’importo detraibile nel 730?

        No, il bonus INPS non riduce la base di spesa su cui calcolare la detrazione del 19%. Se paghi 6.000 euro di stipendio e contributi e ricevi 1.200 euro di bonus, puoi comunque detrarre il 19% su 2.100 euro (limite massimo).

        Posso richiedere il bonus per più lavoratori domestici?

        Sì, se assumi più lavoratori (ad esempio colf e badante), puoi richiedere il bonus per ciascun rapporto, purché rispetti i requisiti ISEE e contributivi. L’importo massimo annuo però è di 1.200 euro per ciascun rapporto di lavoro.


        Conclusione

        Il bonus colf e badanti da 1.200 euro rappresenta un’opportunità concreta per ridurre il costo del lavoro domestico regolare. La possibilità di accedervi anche senza dichiarazione dei redditi rende l’incentivo accessibile a una platea molto più ampia, includendo pensionati, casalinghe e lavoratori dipendenti.

        Per massimizzare il risparmio, è importante:

        • Verificare i requisiti ISEE con largo anticipo
        • Presentare la domanda entro le scadenze trimestrali
        • Combinare il bonus con le detrazioni fiscali del 730
        • Mantenere sempre regolari i versamenti contributivi

        Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco per gestire tutte le pratiche: dal calcolo ISEE alla presentazione della domanda INPS, fino alla verifica delle detrazioni fiscali nel 730. Non perdere l’occasione di risparmiare fino a 1.200 euro all’anno sui costi del lavoro domestico.


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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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