Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Tag Archivio per: requisiti regime impatriati

CAF

Regime Impatriati 2026: Novità Decreto Fiscale e Requisiti Aggiornati

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il regime impatriati rappresenta una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi decide di rientrare in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero. Con il decreto fiscale 2026, il legislatore ha introdotto importanti novità che ridisegnano i requisiti di accesso, le percentuali di detassazione e la durata dell’agevolazione.

Le modifiche introdotte mirano a rendere l’Italia più attrattiva per lavoratori qualificati, ricercatori, docenti e professionisti che operano all’estero, offrendo una tassazione agevolata dal 50% fino al 90% del reddito da lavoro dipendente e autonomo.

In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale analizza nel dettaglio tutte le novità del decreto fiscale 2026, i requisiti aggiornati, le percentuali di agevolazione, la procedura di accesso e fornisce esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale effettivo.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Regime Impatriati
  2. Novità Decreto Fiscale 2026
  3. Requisiti Aggiornati per Accedere
  4. Agevolazioni e Percentuali di Detassazione
  5. Durata e Proroghe del Regime
  6. Come Accedere: Procedura Completa
  7. Casi Pratici ed Esempi di Calcolo
  8. Cosa Cambia per Chi è Già nel Regime

Cos’è il Regime Impatriati

Il regime degli impatriati, introdotto dall’articolo 16 del Decreto Legislativo n. 147/2015 e successivamente modificato più volte, è un’agevolazione fiscale dedicata a chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero.

L’obiettivo principale di questa misura è favorire il rientro in Italia di lavoratori qualificati, ricercatori, docenti universitari e professionisti, offrendo loro una tassazione ridotta sui redditi prodotti in Italia per un periodo limitato di tempo.

Il meccanismo consiste nell’applicare una riduzione della base imponibile ai fini IRPEF: in pratica, solo una percentuale del reddito viene tassata, mentre la restante parte è esente da imposizione. Questo si traduce in un significativo risparmio fiscale che può arrivare fino a diverse decine di migliaia di euro all’anno per redditi elevati.

A Chi Si Rivolge

Il regime impatriati si rivolge a diverse categorie di soggetti:

  • Lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza in Italia e iniziano a lavorare per aziende italiane
  • Lavoratori autonomi e professionisti che aprono partita IVA in Italia
  • Imprenditori e titolari di impresa che rientrano per gestire attività sul territorio italiano
  • Ricercatori e docenti universitari che svolgono attività di ricerca o insegnamento in Italia
  • Cittadini italiani rimpatriati dopo anni di lavoro all’estero
  • Cittadini stranieri che si trasferiscono in Italia per motivi di lavoro

Novità Decreto Fiscale 2026

Il decreto fiscale 2026 ha apportato modifiche sostanziali al regime degli impatriati, con l’obiettivo di renderlo più selettivo ma anche più vantaggioso per specifiche categorie di lavoratori. Le novità principali riguardano i requisiti di accesso, le percentuali di agevolazione e la durata del beneficio.

1. Nuove Percentuali di Detassazione

La principale novità riguarda le percentuali di reddito escluso da tassazione:

  • 50% di riduzione (tassazione sul 50% del reddito) per la generalità dei lavoratori impatriati
  • 70% di riduzione (tassazione sul 30% del reddito) per chi trasferisce la residenza nelle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia)
  • 90% di riduzione (tassazione sul 10% del reddito) per docenti universitari e ricercatori che rientrano per svolgere attività di ricerca in Italia

2. Modifica dei Requisiti di Residenza Estera

Il decreto fiscale 2026 ha innalzato il periodo minimo di residenza estera richiesto per accedere al regime:

  • Prima del 2026: erano sufficienti 2 anni consecutivi di residenza fiscale all’estero
  • Dal 2026: sono richiesti almeno 3 anni di residenza fiscale all’estero nei 5 anni precedenti il trasferimento in Italia
  • Per docenti e ricercatori rimane confermata la possibilità di accesso con 2 anni di residenza estera se l’attività è continuativa

3. Durata Estesa per Specifiche Categorie

Un’altra importante novità riguarda la durata dell’agevolazione:

  • Durata base: 5 anni di agevolazione fiscale (primo anno di iscrizione all’AIRE + 4 periodi d’imposta successivi)
  • Proroga fino a 10 anni totali per chi ha almeno 1 figlio minorenne o a carico
  • Ulteriore proroga per chi acquista un immobile di tipo residenziale in Italia entro 12 mesi dal trasferimento

4. Nuovo Limite di Reddito per Professionisti Autonomi

Per i lavoratori autonomi e professionisti che aprono partita IVA, il decreto fiscale 2026 ha introdotto un limite di reddito:

  • L’agevolazione si applica solo se il reddito da lavoro autonomo non supera 600.000 euro annui
  • Al di sopra di questa soglia, l’agevolazione decade completamente
  • Il limite non si applica ai lavoratori dipendenti

5. Compatibilità con Regime Forfettario

Una delle novità più attese riguarda la compatibilità con il regime forfettario:

  • I professionisti autonomi che rientrano dall’estero possono ora cumulare il regime impatriati con il regime forfettario
  • In pratica, si applica prima la flat tax del 15% (o 5%) sul reddito forfettario, e poi la detassazione del 50%-70% sul reddito impatriati
  • Questa combinazione può portare a un carico fiscale effettivo molto contenuto, soprattutto nei primi anni di attività

Requisiti Aggiornati per Accedere

Per beneficiare del regime impatriati 2026, è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:

Requisito 1: Residenza Fiscale Estera

Il primo requisito fondamentale è aver avuto la residenza fiscale all’estero per un periodo minimo:

  • Almeno 3 anni consecutivi di residenza fiscale in un altro Stato (non necessariamente nello stesso Paese)
  • Gli anni devono essere immediatamente precedenti il trasferimento in Italia
  • La residenza deve essere effettiva, non solo formale: occorre dimostrare di aver vissuto e lavorato realmente all’estero
  • Per docenti e ricercatori: sufficiente 2 anni di residenza estera per attività continuativa di ricerca o insegnamento

Requisito 2: Trasferimento della Residenza in Italia

È necessario trasferire la propria residenza fiscale in Italia:

  • Iscrizione all’Anagrafe della Popolazione Residente (APR) di un Comune italiano
  • Cancellazione dall’AIRE (se si era iscritti come residente all’estero)
  • La residenza in Italia deve essere mantenuta per tutta la durata dell’agevolazione
  • Occorre avere il domicilio fiscale in Italia per la maggior parte del periodo d’imposta (almeno 183 giorni)

Requisito 3: Svolgimento di Attività Lavorativa in Italia

L’agevolazione si applica solo se si svolge un’attività lavorativa in Italia:

  • Lavoro dipendente presso aziende italiane o presso la sede italiana di multinazionali
  • Lavoro autonomo con apertura di partita IVA in Italia
  • Attività d’impresa sul territorio italiano
  • Attività di ricerca o insegnamento presso università, enti di ricerca pubblici o privati

Non è richiesto che il 100% dell’attività sia svolta in Italia: l’agevolazione si applica anche se parte del lavoro viene svolto all’estero, ma il datore di lavoro o il committente deve essere italiano.

Requisito 4: Nessuna Residenza in Italia nei 2 Anni Precedenti

Un requisito importante è che il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei 2 anni precedenti il trasferimento:

  • Questo requisito serve a evitare abusi (ad esempio, trasferirsi all’estero per 2 anni solo per beneficiare poi dell’agevolazione al rientro)
  • L’Agenzia delle Entrate può verificare l’effettiva residenza estera attraverso controlli incrociati con i Paesi esteri

Requisito 5: Presentazione dell’Opzione

Per accedere al regime, è necessario comunicare formalmente la volontà di avvalersi dell’agevolazione:

  • Per i lavoratori dipendenti: comunicazione al datore di lavoro, che applicherà l’agevolazione direttamente in busta paga
  • Per i lavoratori autonomi: indicazione nella dichiarazione dei redditi del primo anno
  • La comunicazione va fatta entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile

Agevolazioni e Percentuali di Detassazione

Il regime impatriati prevede diverse percentuali di detassazione in base alla categoria di appartenenza del lavoratore e alla località di trasferimento. Vediamo nel dettaglio le agevolazioni disponibili.

Tabella Comparativa: Prima e Dopo il Decreto 2026

La seguente tabella confronta le percentuali di detassazione previste prima e dopo il decreto fiscale 2026:

CategoriaPrima del 2026Dal 2026Note
Lavoratori generici (Nord Italia)70% esente50% esenteRiduzione dell’agevolazione
Lavoratori Sud Italia70% esente70% esenteConfermata
Docenti e ricercatori90% esente90% esenteConfermata
Lavoratori con figli90% esente (con 3+ figli)50-70% esente + proroga durataCambia la modalità

Agevolazione Standard: 50% di Detassazione

La maggior parte dei lavoratori impatriati beneficia di una riduzione del 50% della base imponibile:

  • Solo il 50% del reddito viene tassato con le aliquote IRPEF ordinarie
  • Il restante 50% è esente da imposizione
  • L’agevolazione si applica sia ai redditi da lavoro dipendente che ai redditi da lavoro autonomo
  • Non ci sono limiti di reddito per i dipendenti; per gli autonomi il limite è 600.000 euro

Esempio: Un lavoratore dipendente con reddito lordo di 60.000 euro pagherà le tasse solo su 30.000 euro. Con le aliquote IRPEF medie, questo si traduce in un risparmio fiscale di circa 10.000-12.000 euro all’anno.

Agevolazione Maggiorata: 70% per il Sud Italia

Chi trasferisce la propria residenza in una delle regioni del Sud Italia beneficia di una detassazione del 70%:

  • Regioni ammesse: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia
  • La residenza deve essere effettiva: non basta l’iscrizione anagrafica, occorre vivere e lavorare nel Sud
  • L’agevolazione si applica per tutta la durata del regime (5 anni base + eventuali proroghe)
  • Solo il 30% del reddito viene tassato

Esempio: Un professionista autonomo che si trasferisce in Puglia con reddito di 80.000 euro pagherà le tasse solo su 24.000 euro, con un risparmio fiscale di oltre 20.000 euro all’anno.

Agevolazione Massima: 90% per Docenti e Ricercatori

La detassazione più elevata è riservata a docenti universitari e ricercatori:

  • 90% del reddito esente da tassazione
  • Solo il 10% del reddito viene tassato con le aliquote IRPEF
  • Si applica a chi svolge attività di ricerca o insegnamento presso università, enti di ricerca pubblici o privati accreditati
  • È richiesta la continuità dell’attività di ricerca o insegnamento per almeno 2 anni all’estero

Esempio: Un ricercatore che rientra dall’estero con reddito di 50.000 euro pagherà le tasse solo su 5.000 euro, con un carico fiscale effettivo di circa 1.000 euro (risparmio di oltre 15.000 euro rispetto al regime ordinario).

Agevolazioni Accessorie: Deduzioni e Contributi

Oltre alla detassazione del reddito, il regime impatriati prevede alcune agevolazioni accessorie:

  • Contributi previdenziali ridotti per i primi anni (solo per alcune categorie di lavoratori autonomi)
  • Esenzione IMU sulla prima casa per i primi 5 anni (solo in alcuni Comuni che hanno deliberato l’agevolazione)
  • Detrazioni per spese di trasloco nella dichiarazione dei redditi del primo anno
  • Possibilità di cumulare con altre agevolazioni (ad esempio, regime forfettario per i professionisti)

Durata e Proroghe del Regime

Il regime impatriati ha una durata limitata nel tempo, ma prevede diverse possibilità di proroga in base alla situazione personale e familiare del contribuente.

Durata Base: 5 Anni

La durata standard dell’agevolazione è di 5 periodi d’imposta:

  • Il primo anno corrisponde al periodo d’imposta in cui avviene il trasferimento in Italia
  • L’agevolazione si applica per i 4 anni successivi
  • In totale, quindi, sono 5 anni fiscali di detassazione
  • Non è richiesta alcuna comunicazione per i primi 5 anni: l’agevolazione si applica automaticamente

Esempio: Un lavoratore che trasferisce la residenza in Italia il 15 maggio 2026 beneficerà dell’agevolazione per gli anni fiscali 2026, 2027, 2028, 2029 e 2030.

Proroga di 5 Anni con Figli a Carico

La prima proroga disponibile riguarda i lavoratori con figli minori o fiscalmente a carico:

  • Proroga di ulteriori 5 anni (totale: 10 anni di agevolazione)
  • È sufficiente avere almeno 1 figlio minorenne o fiscalmente a carico
  • Il figlio deve essere residente in Italia insieme al genitore
  • La proroga va richiesta espressamente nella dichiarazione dei redditi del quinto anno
  • Se si hanno figli nati durante i primi 5 anni, è possibile richiedere la proroga retroattivamente

Importante: Con la riforma del 2026, la percentuale di detassazione per i lavoratori con figli resta invariata (50% o 70%), ma si allunga la durata complessiva dell’agevolazione. Prima del 2026, chi aveva 3 o più figli beneficiava del 90% di detassazione per 5 anni.

Proroga con Acquisto Prima Casa

Un’ulteriore possibilità di estensione è legata all’acquisto di un immobile residenziale in Italia:

  • Chi acquista un immobile di tipo residenziale entro 12 mesi dal trasferimento in Italia può ottenere 1 anno aggiuntivo di agevolazione
  • L’immobile deve essere situato in Italia e deve essere adibito a abitazione principale
  • Questa proroga è cumulabile con quella per figli a carico (totale potenziale: 11 anni)
  • La proroga va comunicata nella dichiarazione dei redditi dell’anno di acquisto

Decadenza dal Regime

L’agevolazione decade automaticamente in caso di:

  • Trasferimento della residenza all’estero prima del termine dei 5 anni (o 10 anni in caso di proroga)
  • Cessazione dell’attività lavorativa in Italia senza un nuovo impiego entro 6 mesi
  • Superamento del limite di reddito di 600.000 euro per i lavoratori autonomi
  • Accertamento di false dichiarazioni sui requisiti di accesso

In caso di decadenza, il contribuente non può più beneficiare del regime impatriati e dovrà versare la differenza di imposte per gli anni in cui ha beneficiato indebitamente dell’agevolazione, oltre a sanzioni e interessi.

Come Accedere: Procedura Completa

Accedere al regime impatriati richiede di seguire una procedura specifica e di presentare la documentazione corretta all’Agenzia delle Entrate o al proprio datore di lavoro. Vediamo i passaggi nel dettaglio.

Step 1: Verifica dei Requisiti

Prima di trasferirsi in Italia, è fondamentale verificare di possedere tutti i requisiti:

  • Residenza fiscale estera per almeno 3 anni consecutivi (2 anni per docenti/ricercatori)
  • Nessuna residenza in Italia nei 2 anni precedenti
  • Attività lavorativa da svolgere in Italia (contratto di lavoro o apertura partita IVA)
  • Documentazione che provi la residenza estera (certificati di residenza, contratti di lavoro esteri, dichiarazioni dei redditi estere)

È consigliabile consultare un CAF o un commercialista prima del trasferimento per valutare la propria situazione.

Step 2: Trasferimento della Residenza in Italia

Una volta verificati i requisiti, occorre trasferire formalmente la residenza:

  • Iscrizione all’Anagrafe del Comune italiano dove si intende risiedere
  • Cancellazione dall’AIRE (se iscritti come residenti all’estero)
  • Ottenimento del codice fiscale italiano (se non già in possesso)
  • Apertura di un conto corrente italiano (utile per ricevere lo stipendio o fatturare)

Il trasferimento di residenza va effettuato entro i primi giorni dall’arrivo in Italia per non perdere l’agevolazione per l’intero anno fiscale.

Step 3: Comunicazione al Datore di Lavoro (Lavoratori Dipendenti)

Se si è lavoratori dipendenti, la procedura è più semplice:

  • Comunicare per iscritto al proprio datore di lavoro la volontà di avvalersi del regime impatriati
  • Fornire al datore la documentazione che prova la residenza estera (certificati di residenza, contratti di lavoro precedenti, ecc.)
  • Il datore di lavoro applicherà l’agevolazione direttamente in busta paga, calcolando le ritenute IRPEF solo sul 50% (o 30% o 10%) del reddito
  • Non è necessaria alcuna comunicazione diretta all’Agenzia delle Entrate

Modello di comunicazione: “Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome], nato/a a [Città] il [Data], con la presente comunica di voler esercitare l’opzione per il regime degli impatriati di cui all’art. 16 del D.Lgs. 147/2015, avendo i requisiti previsti dalla normativa. Si allega documentazione attestante la residenza fiscale estera per il periodo [Date].”

Step 4: Apertura Partita IVA e Dichiarazione (Lavoratori Autonomi)

Per i lavoratori autonomi e professionisti, la procedura prevede:

  • Apertura della partita IVA in Italia (tramite modello AA9/12 o tramite commercialista)
  • Scelta del regime fiscale (regime ordinario, semplificato o forfettario)
  • Indicazione dell’opzione per il regime impatriati nella prima dichiarazione dei redditi utile
  • Compilazione del quadro RM (redditi da lavoro autonomo) con l’indicazione del codice specifico per gli impatriati

Attenzione: L’opzione va esercitata entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile. Se si perde questo termine, si perde anche l’agevolazione per quell’anno.

Step 5: Conservazione della Documentazione

È fondamentale conservare tutta la documentazione che prova i requisiti di accesso:

  • Certificati di residenza estera per gli anni richiesti
  • Contratti di lavoro stipulati all’estero
  • Dichiarazioni dei redditi estere (o equivalenti documenti fiscali)
  • Documenti che provano il trasferimento in Italia (iscrizione anagrafe, cancellazione AIRE)
  • Contratti di lavoro o fatture emesse in Italia

L’Agenzia delle Entrate può richiedere questa documentazione in fase di controllo, anche a distanza di anni. La mancata produzione dei documenti può comportare la decadenza dall’agevolazione con obbligo di restituire le imposte non versate.

Step 6: Monitoraggio Annuale e Dichiarazione dei Redditi

Ogni anno, il contribuente deve:

  • Verificare il mantenimento dei requisiti (residenza in Italia, attività lavorativa continuativa)
  • Presentare la dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF) indicando correttamente l’agevolazione
  • Per i lavoratori dipendenti: controllare la busta paga per verificare che l’agevolazione sia stata applicata correttamente
  • Per i lavoratori autonomi: calcolare le imposte applicando la detassazione al reddito dichiarato

Casi Pratici ed Esempi di Calcolo

Per comprendere meglio il funzionamento concreto del regime impatriati, analizziamo alcuni casi pratici con calcoli dettagliati del risparmio fiscale.

Caso 1: Manager Dipendente che Rientra da Londra (Nord Italia)

Situazione:

  • Marco, 38 anni, ha lavorato a Londra per 4 anni come manager presso una multinazionale
  • Nel 2026 accetta un’offerta di lavoro a Milano con reddito lordo annuo di 80.000 euro
  • Trasferisce la residenza a Milano e richiede il regime impatriati
  • Non ha figli

Calcolo senza regime impatriati (regime ordinario):

  • Reddito imponibile: 80.000 euro
  • IRPEF dovuta (aliquote ordinarie): circa 27.000 euro
  • Addizionali regionali e comunali: circa 2.500 euro
  • Totale imposte: 29.500 euro
  • Netto in busta paga: circa 50.500 euro

Calcolo con regime impatriati (50% di detassazione):

  • Reddito imponibile ridotto: 40.000 euro (50% di 80.000)
  • IRPEF dovuta: circa 10.800 euro
  • Addizionali regionali e comunali (su 40.000): circa 1.200 euro
  • Totale imposte: 12.000 euro
  • Netto in busta paga: circa 68.000 euro

Risparmio fiscale annuo: 17.500 euro (29.500 – 12.000)
Risparmio in 5 anni: 87.500 euro

Caso 2: Professionista Autonomo che Rientra in Sicilia

Situazione:

  • Laura, 42 anni, consulente informatica, ha lavorato a Berlino per 5 anni
  • Nel 2026 rientra in Italia e apre partita IVA in Sicilia
  • Sceglie il regime forfettario con aliquota 5% (nuova attività)
  • Fatturato annuo: 50.000 euro
  • Ha 1 figlia minorenne

Calcolo senza regime impatriati (solo forfettario):

  • Reddito imponibile forfettario (78% di 50.000): 39.000 euro
  • Imposta sostitutiva 5%: 1.950 euro
  • Contributi INPS (circa 25%): 9.750 euro
  • Totale oneri: 11.700 euro
  • Reddito netto: circa 38.300 euro

Calcolo con regime impatriati + forfettario (70% detassazione Sud):

  • Reddito imponibile forfettario: 39.000 euro
  • Riduzione del 70% per impatriati: reddito tassabile 11.700 euro (30% di 39.000)
  • Imposta sostitutiva 5% su 11.700: 585 euro
  • Contributi INPS (invariati): 9.750 euro
  • Totale oneri: 10.335 euro
  • Reddito netto: circa 39.665 euro

Risparmio fiscale annuo: 1.365 euro (11.700 – 10.335)
Risparmio in 10 anni (con proroga per figlia): 13.650 euro

Nota: Nel caso di regime forfettario, il risparmio è meno evidente perché l’aliquota di partenza è già molto bassa. Il vantaggio principale è la combinazione con altri benefici (niente IRAP, contabilità semplificata).

Caso 3: Ricercatore Universitario che Rientra dall’Estero

Situazione:

  • Giovanni, 35 anni, ricercatore presso l’Università di Cambridge per 3 anni
  • Nel 2026 rientra in Italia con un contratto da ricercatore presso l’Università di Bologna
  • Reddito lordo: 45.000 euro
  • Beneficia della detassazione del 90% come ricercatore

Calcolo senza regime impatriati:

  • Reddito imponibile: 45.000 euro
  • IRPEF dovuta: circa 13.500 euro
  • Addizionali: circa 1.400 euro
  • Totale imposte: 14.900 euro
  • Netto: circa 30.100 euro

Calcolo con regime impatriati (90% detassazione):

  • Reddito imponibile ridotto: 4.500 euro (10% di 45.000)
  • IRPEF dovuta: circa 1.035 euro
  • Addizionali (su 4.500): circa 140 euro
  • Totale imposte: 1.175 euro
  • Netto: circa 43.825 euro

Risparmio fiscale annuo: 13.725 euro (14.900 – 1.175)
Risparmio in 5 anni: 68.625 euro

Come si può vedere, per i ricercatori il risparmio fiscale è estremamente significativo, rendendo molto più attrattivo il rientro in Italia.

Confronto Riassuntivo

ProfiloReddito LordoImposte OrdinarieImposte ImpatriatiRisparmio Annuo
Manager Nord Italia (50%)80.000 €29.500 €12.000 €17.500 €
Professionista Sud (70%)50.000 €11.700 €10.335 €1.365 €
Ricercatore (90%)45.000 €14.900 €1.175 €13.725 €

Cosa Cambia per Chi è Già nel Regime

Il decreto fiscale 2026 introduce novità anche per chi sta già beneficiando del regime impatriati. Vediamo nel dettaglio come si applicano le nuove regole.

Chi Ha Iniziato il Regime Prima del 2026

Per i contribuenti che hanno già avviato il regime impatriati negli anni precedenti al 2026, valgono alcune norme di salvaguardia:

  • Le percentuali di detassazione NON cambiano: chi beneficia del 70% continua a beneficiarne fino alla scadenza naturale
  • La durata NON cambia: chi aveva diritto a 5 anni (o 10 con proroghe) li mantiene
  • I requisiti per le proroghe NON cambiano: chi aveva diritto alla proroga per figli con le vecchie regole può ancora richiederla

In sostanza, il decreto fiscale 2026 non penalizza chi è già nel regime, garantendo il mantenimento dei benefici acquisiti.

Lavoratori con Detassazione al 70% (Nord Italia)

Chi ha trasferito la residenza nel Nord Italia negli anni scorsi beneficiando del 70% di detassazione:

  • Mantiene il 70% fino alla scadenza del regime (5 o 10 anni)
  • Non decade per effetto del decreto fiscale 2026
  • Può comunque richiedere le proroghe previste (figli a carico, acquisto casa)
  • Se trasferisce la residenza al Sud durante il periodo di agevolazione, continua con il 70% (non passa al 50%)

Lavoratori con Figli: Nuove Regole per le Proroghe

Per chi ha figli minorenni o a carico, il decreto 2026 modifica le regole delle proroghe:

  • Chi ha già richiesto la proroga con le vecchie regole (90% per chi aveva 3+ figli) la mantiene fino alla scadenza
  • Chi deve ancora richiedere la proroga seguirà le nuove regole (50-70% ma per 10 anni totali invece di 5)
  • Se durante i primi 5 anni nasce un figlio, si può richiedere retroattivamente la proroga di ulteriori 5 anni

Compatibilità con il Regime Forfettario per Autonomi

Una delle novità più importanti del 2026 è la conferma della compatibilità tra regime impatriati e regime forfettario:

  • Chi è già in forfettario può beneficiare dell’ulteriore detassazione impatriati
  • Chi ha aperto partita IVA nel 2025 o prima può scegliere il forfettario anche nel 2026
  • Il limite di 600.000 euro per gli autonomi si applica anche a chi è già nel regime

Controlli e Adempimenti

L’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli sul regime impatriati. Chi è già nel regime deve:

  • Conservare tutta la documentazione che prova la residenza estera e l’attività lavorativa
  • Dichiarare correttamente il reddito agevolato ogni anno
  • Comunicare eventuali cambiamenti (trasferimento residenza, cessazione attività, nascita figli)
  • Rispondere prontamente alle richieste dell’Agenzia delle Entrate

In caso di controlli, è fondamentale poter dimostrare che i requisiti erano effettivamente soddisfatti al momento dell’accesso al regime. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi a un CAF o a un commercialista esperto.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul Regime Impatriati 2026

Quanto dura il regime impatriati?

Il regime impatriati ha una durata base di 5 anni (primo anno di trasferimento + 4 anni successivi). Con la presenza di almeno 1 figlio minorenne o a carico, la durata si estende a 10 anni totali. E possibile ottenere un ulteriore anno di proroga acquistando un immobile residenziale in Italia entro 12 mesi dal trasferimento.

Posso cumulare regime impatriati e regime forfettario?

Si, dal 2026 e confermata la piena compatibilita tra regime impatriati e regime forfettario. Si applica prima la flat tax del 15% (o 5% per nuove attivita) sul reddito forfettario, e poi la detassazione del 50-70% sul reddito impatriati. Il limite di reddito per gli autonomi e 600.000 euro annui.

Cosa succede se perdo i requisiti durante il regime?

Se si perde la residenza in Italia o si cessa l attivita lavorativa prima della scadenza naturale del regime, l agevolazione decade automaticamente. In questo caso, occorre versare la differenza di imposte per gli anni in cui si e beneficiato indebitamente, oltre a sanzioni e interessi. E fondamentale mantenere tutti i requisiti per l intera durata del regime.

Il regime impatriati vale anche per cittadini stranieri?

Si, il regime impatriati non e riservato solo ai cittadini italiani. Possono accedervi anche i cittadini stranieri che trasferiscono la propria residenza in Italia, purche soddisfino tutti i requisiti: residenza estera per almeno 3 anni, trasferimento in Italia, svolgimento di attivita lavorativa sul territorio italiano.

Devo pagare i contributi INPS sul reddito pieno o su quello ridotto?

I contributi previdenziali (INPS) si calcolano sul reddito pieno, non su quello ridotto. La detassazione del 50-70-90% si applica solo ai fini IRPEF, non ai fini contributivi. Quindi, un lavoratore con 60.000 euro di reddito paghera i contributi INPS su 60.000 euro, ma l IRPEF solo su 30.000 euro (con detassazione del 50%).

Posso richiedere il regime impatriati se sono gia rientrato in Italia negli anni scorsi?

No, il regime impatriati si applica solo a chi trasferisce la residenza in Italia a partire dalla data di entrata in vigore della norma. Chi e gia rientrato in Italia prima del 2016 non puo piu beneficiare dell agevolazione. E inoltre necessario non essere stati residenti in Italia nei 2 anni precedenti il trasferimento.

Il regime impatriati vale anche per i pensionati?

No, il regime impatriati si applica solo ai redditi da lavoro dipendente, autonomo o d impresa. Non si applica ai redditi da pensione. Tuttavia, esiste un regime agevolato specifico per i pensionati che trasferiscono la residenza in Italia (regime dei pensionati esteri), con regole e percentuali diverse.


Hai Bisogno di Assistenza per il Regime Impatriati?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la documentazione necessaria e la compilazione della dichiarazione dei redditi con il regime impatriati.

I nostri servizi includono:

  • Verifica preliminare dei requisiti per accedere al regime impatriati
  • Assistenza per la documentazione da presentare (certificati esteri, contratti, ecc.)
  • Compilazione dichiarazione dei redditi con applicazione corretta dell’agevolazione
  • Consulenza fiscale continuativa per tutta la durata del regime
  • Supporto in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate
Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    Approfondimenti Correlati

    Scopri tutti i dettagli nelle nostre guide dedicate:

    • Regime Forfettario 2026: Requisiti e Aliquote – Tutto sul forfettario per professionisti e autonomi
    • Dichiarazione dei Redditi 730: Guida Completa – Come compilare il 730 e ottenere il rimborso
    • ISEE 2026: Guida Completa al Calcolo – Come richiedere l’ISEE e quali documenti servono

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    ECCELLENTE
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    In base a 920 recensioni
    Google
    Pubblicato su Google Google
    Alexandra Bala profile picture
    Alexandra Bala
    04/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
    Pubblicato su Google Google
    paolino servidio profile picture
    paolino servidio
    03/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
    Pubblicato su Google Google
    Lady profile picture
    Lady
    01/09/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
    Pubblicato su Google Google
    Giulia Guida profile picture
    Giulia Guida
    25/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
    Pubblicato su Google Google
    Paola Zilli profile picture
    Paola Zilli
    07/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
    Pubblicato su Google Google
    Jacqueline B. profile picture
    Jacqueline B.
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
    Pubblicato su Google Google
    Maura Masutto profile picture
    Maura Masutto
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
    Pubblicato su Google Google
    Issam Elhefnawi profile picture
    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Molto gentile
    Pubblicato su Google Google
    Sibongile Moyana profile picture
    Sibongile Moyana
    30/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
    Pubblicato su Google Google
    Sabrina Cirina profile picture
    Sabrina Cirina
    23/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Aprile 1, 2026/0 Commenti/da centrofiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 centrofiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png centrofiscale2026-04-01 13:04:432026-09-28 20:56:52Regime Impatriati 2026: Novità Decreto Fiscale e Requisiti Aggiornati
    CAF

    Regime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il regime impatriati è una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi rientra in Italia dall’estero. Nel 2026 continua a garantire benefici fiscali significativi.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Cos’è il Regime Impatriati

    Il regime agevolato riduce la base imponibile IRPEF: tassazione solo su 30% (riduzione 70%) o 10% (riduzione 90%) del reddito.

    Lavoro da Remoto

    OK se datore italiano. Per datore estero serve P.IVA italiana.

    Figli Residenti

    OK maggiorazione 90% anche se figlio già in Italia (Circolare 17/E 2017).

    Requisiti

    1. Residenza fiscale Italia
    2. Residenza estera 2-6 anni
    3. Attività prevalente Italia

    Agevolazioni

    Base 70%: risparmio 11k/anno. Maggiorata 90%: risparmio 13k/anno.

    Come Richiedere

    Verifica requisiti CAF → Trasferisci residenza → Comunica datore → Raccogli docs → Dichiarazione annuale

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    FAQ

    Lavoro remoto azienda estera?

    Si con P.IVA italiana

    Figlio gia in Italia ok 90%?

    Si, basta minorenne


    Assistenza CAF

    WhatsApp

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Tullio 13/B – 0432 1638640


      ARTICOLI CORRELATI

      CAF

      CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: Come Funziona il Servizio da Remoto per 730, ISEE e RED in Tutto il FVG

      Vivi a Trieste, Pordenone, Gorizia, in Carnia o in un comune del Friuli lontano da Udine? Hai una disabilità e spostarti è difficile? Sei un lavoratore con orari difficili da conciliare con quelli degli sportelli? Il CAF Centro Fiscale opera online per tutto il Friuli Venezia Giulia: 730, ISEE, RED, NASPI, dimissioni telematiche, successioni e molte altre pratiche si gestiscono completamente da casa, con la stessa qualità e sicurezza dello sportello fisico. In questa guida spieghiamo come funziona il servizio online del CAF Centro Fiscale, cosa ti serve, e quando invece conviene venire di persona.

      Indice dei contenuti

      1. Il CAF Centro Fiscale Online: Come Funziona
      2. 730 Online: Come Funziona da Casa
      3. ISEE Online: Come Ottenerlo da Casa
      4. RED Pensionati Online: Dichiarazione Reddituale da Remoto
      5. Altri Servizi CAF Disponibili Online in FVG
      6. Online vs Sportello Fisico: Quando Conviene Cosa
      7. Sicurezza e Privacy nel CAF Online
      8. Cosa Ti Serve per Iniziare con il CAF Online
      9. Domande Frequenti sul CAF Udine Online
      10. Contatta il CAF Centro Fiscale: Inizia Subito Online

      Il CAF Centro Fiscale Online: Come Funziona

      Il servizio online del CAF Centro Fiscale si basa sulla piattaforma pratiche.centrofiscale.com, attraverso la quale puoi:

      • Caricare i documenti necessari (foto o PDF) direttamente dal tuo smartphone o computer
      • Firmare i moduli con firma OTP (One Time Password via SMS) o via email, senza bisogno di SPID per tutti i servizi
      • Comunicare con il tuo consulente CAF assegnato via chat o email
      • Ricevere il modello firmato dal CAF in formato digitale
      • Monitorare lo stato di avanzamento della tua pratica

      In alternativa alla piattaforma, molti clienti preferiscono il canale WhatsApp (366 6018121): invii le foto dei documenti via messaggio, il consulente elabora la pratica e ti manda per la firma. Comodo, veloce, accessibile a tutti anche senza dimestichezza con i portali online.

      730 Online: Come Funziona da Casa

      Il modello 730 — la dichiarazione dei redditi per lavoratori dipendenti e pensionati — è uno dei servizi più richiesti al CAF e uno dei più adatti alla gestione da remoto:

      1. Invia i documenti: CU (Certificazione Unica), codice fiscale, documenti spese deducibili (mutuo, spese mediche, scontrini farmacia, spese scolastiche, donazioni, assicurazioni). Puoi fotografarli con lo smartphone e inviarli via WhatsApp o caricarli sul portale
      2. Il consulente CAF elabora il 730: con accesso al precompilato dell’Agenzia delle Entrate (dato il codice fiscale e il consenso), il consulente integra le spese non precaricate e verifica tutto
      3. Firma il modello: ricevi via email o WhatsApp il modello 730 elaborato. Lo firmi digitalmente (OTP via SMS) o — per chi preferisce — lo firmi fisicamente e ce lo rimandi in foto
      4. Invio telematico all’AdE: il CAF trasmette il 730 all’Agenzia delle Entrate e ti invia la ricevuta di trasmissione
      5. Il rimborso arriva direttamente in busta paga (lavoratori dipendenti) o sul conto corrente (pensionati tramite cedolino INPS)

      ISEE Online: Come Ottenerlo da Casa

      • Invia i documenti: CU o 730, estratti conto bancari/postali al 31/12, visura catastale degli immobili, dati ISEE anno precedente se disponibile
      • Il CAF compila la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) sul Portale unico ISEE dell’INPS
      • Firmi la DSU digitalmente (OTP) o via firma cartacea fotografata
      • Ricevi l’ISEE definitivo via email in pochi giorni lavorativi

      RED Pensionati Online: Dichiarazione Reddituale da Remoto

      Il modello RED (Dichiarazione Reddituale) è obbligatorio per i pensionati che ricevono dall’INPS una lettera di richiesta annuale. Si trasmette all’INPS tramite un CAF, che assiste gratuitamente il pensionato, oppure direttamente online con SPID, CIE o CNS (scheda INPS “La dichiarazione della situazione reddituale (RED)”). Per i pensionati anziani che vivono in zone periferiche del FVG (Carnia, Gemonese, bassa friulana) la gestione online è particolarmente preziosa:

      • Il pensionato o un familiare invia via WhatsApp: la lettera INPS di richiesta RED, il codice fiscale, e informazioni sui redditi (CU dell’anno)
      • Il CAF elabora il modello RED e lo invia telematicamente all’INPS
      • La pratica è completata senza spostamenti: il pensionato rimane a casa

      Altri Servizi CAF Disponibili Online in FVG

      ServizioOnlineDocumenti necessari (invio via WhatsApp/portale)
      NASPI (domanda)SÌ (patronato)Lettera licenziamento, CU, CF, IBAN
      Dimissioni online (portale MdL)SÌSPID o delega a CAF, contratto di lavoro
      Assegno Unico UniversaleSÌISEE, CF figli, IBAN
      Invalidità civile (domanda)SÌ per domanda; NO per visita medicaCertificati medici, CF, documenti identità
      Successione sempliceSÌ (per successioni senza immobili complessi)Atto di morte, documenti eredi, inventario beni
      Bonus casa regionale FVG (ISEE)SÌ (ISEE parte online)Vedi sezione ISEE
      Modello UNICO/Redditi PFSÌCU, F24, documenti attività, quadri esteri
      RED pensionatiSÌLettera INPS + CU

      Online vs Sportello Fisico: Quando Conviene Cosa

      Il servizio online è pratico per la maggior parte dei casi, ma ci sono situazioni in cui è preferibile o necessario venire in sede a Udine:

      SituazioneOnlineSportello Udine
      730 standard (dipendente, pensionato)OTTIMOPossibile ma non necessario
      730 con situazioni complesse (coniuge non residente, redditi esteri, criptovalute)FATTIBILEConsigliato per prima consulenza
      ISEE standard nucleo familiareOTTIMONon necessario
      Successione con sistema tavolare FVG (immobili)PARZIALMENTESpesso necessario per documenti catastali originali
      Persona anziana non abituata ai digitaliVia WhatsApp con aiuto familiareSportello con accompagnatore
      Primo contatto / consulenza fiscaleVia telefono o WhatsAppConsigliato per questioni complesse
      Firma di atti notarili o documenti originaliNON possibileNecessario in sede

      Sicurezza e Privacy nel CAF Online

      Inviare documenti personali via WhatsApp o portale web solleva spesso domande sulla sicurezza. Il CAF Centro Fiscale gestisce i tuoi dati in conformità con il GDPR (Regolamento UE 2016/679):

      • I documenti inviati via WhatsApp sono protetti dalla crittografia end-to-end di WhatsApp Business
      • La piattaforma pratiche.centrofiscale.com usa connessioni HTTPS certificate e server italiani
      • I dati personali e fiscali non vengono ceduti a terzi
      • Le informazioni vengono conservate nel rispetto dei termini di legge (10 anni per documenti fiscali) e poi eliminate
      • Ogni operatore CAF ha accesso solo ai dati strettamente necessari per elaborare la tua pratica

      Cosa Ti Serve per Iniziare con il CAF Online

      Per attivare il servizio online del CAF Centro Fiscale ti basta:

      1. Uno smartphone o un computer con connessione internet (anche semplice connessione 4G)
      2. La possibilità di fotografare i documenti: la fotocamera dello smartphone è sufficiente
      3. Un numero di telefono per ricevere l’OTP di firma (SMS) o la conferma via WhatsApp
      4. Un indirizzo email per ricevere le pratiche elaborate e le ricevute di trasmissione

      Non serve SPID per tutti i servizi (per alcuni sì, come le dimissioni online). Non serve firma digitale con smart card. Non serve nulla di speciale: se usi WhatsApp, puoi usare il CAF online.

      Fonti

      • Agenzia delle Entrate – Accesso alla dichiarazione precompilata (delega al CAF)
      • INPS – Scheda servizio “La dichiarazione della situazione reddituale (RED)”
      • INPS – Portale unico ISEE (DSU e attestazione ISEE)
      • Regolamento (UE) 2016/679 del 27 aprile 2016 (GDPR) – EUR-Lex

      Domande Frequenti sul CAF Udine Online

      Abito a Trieste (o Pordenone, o Carnia). Posso rivolgermi al CAF Centro Fiscale di Udine?
      Assolutamente sì. Il CAF Centro Fiscale opera online per tutto il Friuli Venezia Giulia e anche oltre i confini regionali. Non è necessaria la residenza a Udine o nella provincia di Udine per usufruire dei servizi.

      Devo avere SPID per usare il CAF online?
      Per la maggior parte dei servizi CAF (730, ISEE, RED, NASPI), lo SPID non è necessario: ci pensa il CAF ad accedere ai portali con le proprie credenziali di intermediario. Per alcuni servizi come le dimissioni online o alcune pratiche INPS che richiedono la firma del cittadino sul portale, può essere necessario che tu abbia SPID. Il consulente CAF ti dirà in anticipo se hai bisogno di attivarlo.

      I miei documenti vengono conservati in modo sicuro se li invio via WhatsApp?
      WhatsApp Business usa crittografia end-to-end: i messaggi non sono accessibili a terzi durante la trasmissione. I documenti vengono poi gestiti dai sistemi interni del CAF in conformità con il GDPR. Per chi ha dubbi sulla privacy, è disponibile anche la piattaforma sicura pratiche.centrofiscale.com.

      Contatta il CAF Centro Fiscale: Inizia Subito Online

      Che tu sia a Udine, Trieste, Pordenone, Gorizia, Cividale, Lignano o in Carnia, il CAF Centro Fiscale è il tuo centro di assistenza fiscale e patronato a distanza per tutto il FVG.

      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121 (il modo più rapido per iniziare)
      • Portale online: pratiche.centrofiscale.com
      • Sede fisica (per chi preferisce di persona): Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine

      Anche se non sei a Udine, possiamo aiutarti.

      Articolo redatto a giugno 2026. I servizi online del CAF sono continuamente aggiornati: per conoscere le ultime funzionalità disponibili, contattaci direttamente.

      Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

      Ottobre 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-01 15:00:002026-09-29 07:39:18CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG
      CAF, ISEE

      ISEE 2027: Guida Completa a Prima Casa, Redditi, Patrimoni e 10 Documenti da Preparare

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      L’ISEE 2027 è il documento che apre la porta alla maggior parte dei bonus e delle agevolazioni destinate alle famiglie italiane: dall’Assegno unico universale al bonus asilo nido, dal bonus bollette alle rette scolastiche, fino alle borse di studio universitarie e ai servizi sociali comunali. Si tratta dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, cioè un numero che fotografa la reale capacità economica del tuo nucleo familiare mettendo insieme redditi, patrimoni e numero di componenti.

      Ogni anno l’indicatore va rinnovato e, da gennaio, gli uffici sono presi d’assalto. Arrivare preparati fa la differenza: sapere quali documenti servono, come viene valutata la prima casa e quali somme finiscono nel calcolo evita errori, ritardi e soprattutto ISEE più alti del dovuto. In questa guida trovi tutto quello che serve per affrontare l’ISEE 2027 con serenità: cosa cambia rispetto al 2026, quali redditi e patrimoni contano davvero, la checklist completa dei documenti e gli errori più comuni. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo passo, in ufficio e online.

      Indice dei contenuti

      1. ISEE 2027: cos’è e a cosa serve davvero
      2. Quando si rinnova l’ISEE 2027 e quanto dura
      3. Prima casa e ISEE 2027: come viene valutato l’immobile
      4. Quali redditi contano nell’ISEE 2027
      5. Quali patrimoni contano nell’ISEE 2027
      6. Scala di equivalenza: quanto conta la composizione del nucleo
      7. Documenti da preparare per l’ISEE 2027: la checklist completa
      8. Come presentare la DSU per l’ISEE 2027
      9. Cosa cambia nell’ISEE 2027 rispetto al 2026
      10. Errori comuni da evitare nell’ISEE 2027
      11. Approfondimenti correlati sull’ISEE 2027
      12. Domande frequenti sull’ISEE 2027
      13. Affidati al CAF per il tuo ISEE 2027

      ISEE 2027: cos’è e a cosa serve davvero

      L’ISEE 2027 è un indicatore calcolato dall’INPS sulla base dei dati che la famiglia dichiara nella DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica. Il nome spaventa, ma il concetto è semplice: è il modulo in cui il nucleo familiare racconta la propria situazione economica. L’INPS incrocia queste informazioni con quelle dell’Agenzia delle Entrate e dei propri archivi e restituisce l’attestazione ISEE, il documento che poi presenti agli enti per ottenere le agevolazioni.

      La formula, spiegata in parole povere, funziona così: si sommano tutti i redditi del nucleo, si aggiunge il 20% del patrimonio (immobiliare e mobiliare, al netto delle franchigie) e si ottiene l’ISE. Questo valore viene poi diviso per la scala di equivalenza, un coefficiente che cresce con il numero dei componenti: ecco perché due famiglie con lo stesso reddito, ma una con un figlio e l’altra con tre, ottengono un ISEE 2027 molto diverso.

      Le prestazioni collegate all’indicatore sono moltissime. Ecco le principali per cui ti verrà chiesto l’ISEE 2027:

      • Assegno unico universale per i figli a carico, il cui importo cresce al diminuire dell’ISEE
      • Bonus asilo nido e contributi per le rette dei servizi educativi
      • Bonus sociale bollette per luce, gas e acqua, riconosciuto in automatico ai nuclei sotto soglia
      • Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro
      • Borse di studio, tasse universitarie, mense e trasporti scolastici
      • Servizi sociali comunali, assistenza domiciliare e strutture per anziani

      Senza un ISEE 2027 valido molte di queste misure vengono sospese, ridotte all’importo minimo o semplicemente non erogate. È il motivo per cui il rinnovo di gennaio è l’adempimento più importante dell’anno per le famiglie. Se vuoi capire come l’indicatore incide su una delle misure più diffuse, trova un approfondimento nella nostra guida all’Assegno Unico 2027.

      Quando si rinnova l’ISEE 2027 e quanto dura

      L’ISEE 2027 si rinnova a partire dal 1° gennaio 2027 e resta valido fino al 31 dicembre 2027. Non esiste un rinnovo automatico: anche se la tua situazione economica è identica all’anno precedente, devi presentare una nuova DSU. L’attestazione dell’anno prima scade e da quel momento non è più spendibile presso Comuni, INPS, università o gestori delle utenze.

      Un punto che genera molta confusione riguarda i dati utilizzati. L’ISEE 2027 non fotografa la tua situazione di oggi, ma guarda indietro nel tempo secondo due regole diverse:

      • Redditi: si considerano quelli del secondo anno precedente, quindi i redditi del 2025 dichiarati nel 2026
      • Patrimoni: si considera la situazione al 31 dicembre 2025, sia per gli immobili sia per conti correnti e investimenti

      Questo scarto temporale può penalizzare chi ha subito un peggioramento recente. Immagina che Marco abbia perso il lavoro a settembre 2026: il suo ISEE 2027 continuerebbe a basarsi sullo stipendio pieno del 2025, restituendo un valore alto e irrealistico. Per casi come questo esiste l’ISEE corrente, una versione aggiornata che consente di sostituire i redditi datati con quelli degli ultimi mesi, a patto che si sia verificata una variazione della situazione lavorativa oppure una riduzione del reddito superiore al 25%. L’ISEE corrente ha però una validità limitata nel tempo (in linea generale sei mesi, salvo nuovi eventi che ne impongono l’aggiornamento) e richiede documentazione specifica.

      Il consiglio pratico è semplice: non aspettare. Chi presenta la DSU a gennaio ottiene l’ISEE 2027 in tempo utile per le domande di bonus che si aprono nei primi mesi dell’anno, evitando la corsa di primavera. Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine già da dicembre per assicurarti uno slot nelle prime settimane.

      Prima casa e ISEE 2027: come viene valutato l’immobile

      La prima casa è l’elemento che più di ogni altro fa discutere le famiglie proprietarie. Molti si chiedono perché, pur avendo redditi modesti, si ritrovino un ISEE 2027 troppo alto per accedere ai bonus. La risposta sta nel patrimonio immobiliare, che entra nel calcolo anche quando si tratta dell’abitazione in cui vivi.

      Da quale valore si parte

      Il punto di partenza non è il prezzo di mercato dell’immobile, né quello che hai pagato per comprarlo, ma il valore ai fini IMU al 31 dicembre 2025. Si tratta di un valore fiscale, ottenuto rivalutando la rendita catastale e moltiplicandola per un coefficiente che dipende dalla categoria dell’immobile. Nella pratica è quasi sempre molto più basso del valore commerciale, ed è una buona notizia per il tuo ISEE 2027.

      Dal valore così determinato si sottrae il mutuo residuo al 31 dicembre 2025, cioè il debito ancora da rimborsare alla banca. È un passaggio spesso dimenticato che può abbattere in modo significativo l’indicatore: se la tua casa vale 80.000 euro ai fini IMU e hai ancora 50.000 euro di mutuo da pagare, il valore rilevante scende a 30.000 euro. Per questo motivo il certificato del mutuo residuo rilasciato dalla banca è un documento da non trascurare mai.

      La franchigia sulla casa di abitazione

      Sulla casa in cui risiede il nucleo familiare si applica poi una franchigia, cioè una quota di valore che viene semplicemente ignorata. La Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 208) ha innalzato questa franchigia dai precedenti 52.500 euro a 91.500 euro, con un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo; per i nuclei residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane la soglia arriva fino a 120.000 euro. L’eventuale valore che eccede la franchigia non viene comunque conteggiato per intero: rileva solo per due terzi.

      Attenzione a una precisazione fondamentale, spesso taciuta nelle ricostruzioni semplificate: la franchigia potenziata non si applica a tutte le prestazioni, ma è stata prevista per un gruppo specifico di misure, tra cui l’Assegno unico universale, il bonus asilo nido, l’Assegno di inclusione, il Supporto per la formazione e il lavoro e il bonus nuovi nati. Per le altre agevolazioni possono continuare a valere i criteri ordinari. In concreto, la tua attestazione ISEE 2027 può riportare più valori, ciascuno valido per una specifica finalità: è normale e non è un errore.

      E se non sei proprietario? Chi vive in affitto beneficia di un abbattimento del reddito pari al canone annuo effettivamente pagato, entro un tetto massimo maggiorato in presenza di più figli conviventi. Serve il contratto di locazione registrato, con gli estremi di registrazione. Le seconde case, i terreni e gli immobili all’estero seguono invece regole diverse e non godono della franchigia prevista per l’abitazione principale: rientrano nel patrimonio con il loro valore IMU al netto dell’eventuale mutuo.

      Quali redditi contano nell’ISEE 2027

      Nell’ISEE 2027 confluiscono i redditi del 2025 di tutti i componenti del nucleo familiare. Un errore diffuso è pensare che conti solo lo stipendio: in realtà il perimetro è molto più ampio e comprende anche somme che non hai mai dichiarato nel modello 730 perché esenti da IRPEF.

      Ecco le principali componenti che entrano nel calcolo dell’ISEE 2027:

      • Reddito complessivo IRPEF risultante dalla dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025) o dalla Certificazione Unica
      • Redditi a tassazione sostitutiva o separata: cedolare secca sugli affitti, regime forfettario delle partite IVA, premi di risultato detassati
      • Redditi esenti da imposta, come alcune borse di studio o compensi non tassati
      • Trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari esenti IRPEF erogati da enti pubblici: pensioni di invalidità civile, indennità di accompagnamento, assegni sociali
      • Redditi di lavoro prestato all’estero tassati esclusivamente nel Paese estero
      • Redditi figurativi del patrimonio mobiliare, calcolati automaticamente dall’INPS

      La buona notizia è che molti di questi dati non li devi cercare tu: i trattamenti erogati dall’INPS e il reddito complessivo dichiarato all’Agenzia delle Entrate vengono recuperati direttamente dalle banche dati. Vanno invece segnalate le somme percepite da altri enti (Regione, Comune, casse professionali, enti esteri) che gli archivi centrali non conoscono. Ometterle espone al rischio di un ISEE difforme e, nei casi più gravi, alla revoca dei benefici ottenuti.

      Dal totale dei redditi si sottraggono alcune voci che riducono l’ISEE 2027: gli assegni di mantenimento versati all’ex coniuge, le spese sanitarie per disabilità e per l’assistenza personale, il canone di locazione e una franchigia percentuale sui redditi da lavoro dipendente oppure, in alternativa, sui trattamenti pensionistici. Sono deduzioni che l’operatore del CAF Centro Fiscale individua in sede di compilazione e che il fai-da-te spesso lascia sul tavolo.

      Un’ultima raccomandazione: se non hai ancora presentato la dichiarazione dei redditi relativa al 2025 o se hai dubbi sulla sua correttezza, sistemala prima di affrontare l’ISEE 2027. Su questo aspetto può esserti utile la nostra guida alla dichiarazione dei redditi tardiva, perché una dichiarazione mancante o sbagliata si riflette inevitabilmente sull’indicatore.

      Quali patrimoni contano nell’ISEE 2027

      Il patrimonio è la seconda gamba dell’ISEE 2027 e pesa per il 20% del suo valore complessivo, al netto delle franchigie. Si divide in due categorie: patrimonio immobiliare e patrimonio mobiliare. La data di riferimento, lo ripetiamo perché è cruciale, è il 31 dicembre 2025.

      Il patrimonio immobiliare

      Comprende tutti gli immobili e i terreni posseduti in Italia e all’estero da ciascun componente del nucleo, valutati con il criterio IMU e ridotti del mutuo residuo. Rientrano box, cantine autonome, appartamenti ereditati e quote di comproprietà: se possiedi il 50% di una casa, nel tuo ISEE 2027 entra solo la tua metà. Anche i diritti reali come l’usufrutto vanno dichiarati, mentre la nuda proprietà segue regole particolari che è bene far valutare a un operatore esperto.

      Il patrimonio mobiliare

      Qui finisce tutto ciò che è “liquido” o investito: conti correnti, libretti, carte prepagate con IBAN, depositi a risparmio, azioni, obbligazioni, fondi comuni, polizze a capitalizzazione, quote societarie e criptovalute. Per i conti correnti non basta indicare il saldo: occorre riportare sia il saldo al 31 dicembre sia la giacenza media annua, un dato che la banca fornisce su richiesta e che rappresenta la media delle somme presenti sul conto durante l’anno. Chi dichiara solo il saldo rischia un’attestazione con annotazione di omissione o difformità, che alcuni enti rifiutano.

      Anche sul mobiliare esistono franchigie che alleggeriscono il conteggio: la soglia base è di 6.000 euro, aumentata di 2.000 euro per ogni componente successivo al primo fino a un massimo di 10.000 euro, con un ulteriore incremento per le famiglie con più figli. A questa si aggiunge una misura introdotta negli ultimi anni e particolarmente rilevante per i risparmiatori prudenti: gli investimenti in titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale sono esclusi dal patrimonio mobiliare fino a 50.000 euro per nucleo familiare. Una famiglia che tiene i risparmi in BTP o buoni postali, quindi, può vedere un ISEE 2027 sensibilmente più basso rispetto a chi li tiene sul conto corrente.

      Le franchigie e i criteri di computo vengono ritoccati periodicamente dai decreti attuativi: prima di fare calcoli “fai da te” conviene sempre verificare i valori aggiornati con un operatore del CAF o sul sito dell’INPS, perché una stima sbagliata porta a rinunciare a bonus a cui in realtà si avrebbe diritto.

      Scala di equivalenza: quanto conta la composizione del nucleo

      Una volta sommati redditi e quota di patrimonio si ottiene l’ISE. Per trasformarlo in ISEE 2027 si divide per il parametro della scala di equivalenza, che tiene conto del fatto che una stessa cifra sostiene molto meglio una persona sola che una famiglia di cinque. Il parametro parte da 1,00 per il nucleo di un solo componente e cresce progressivamente: 1,57 con due componenti, 2,04 con tre, 2,46 con quattro, 2,85 con cinque, più 0,35 per ogni ulteriore componente.

      A questi valori si aggiungono maggiorazioni che abbassano ulteriormente l’indicatore in presenza di situazioni specifiche: famiglie numerose con tre, quattro o cinque e più figli, nuclei con componenti con disabilità media, grave o non autosufficienza, nuclei con figli minori in cui entrambi i genitori lavorano oppure con un solo genitore lavoratore. La Legge di Bilancio 2026 è intervenuta rafforzando le maggiorazioni per i nuclei con due o più figli, che nell’ISEE 2027 vedono un trattamento più favorevole rispetto al passato: anche in questo caso, però, il beneficio opera soltanto per le prestazioni individuate dalla legge, le stesse a cui si applica la franchigia potenziata sulla prima casa.

      Definire correttamente il nucleo familiare è quindi decisivo. La regola generale è quella dello stato di famiglia anagrafico, ma esistono numerose eccezioni: i coniugi con residenze diverse fanno comunque parte dello stesso nucleo salvo casi tassativi (separazione, divorzio, provvedimenti giudiziari, abbandono documentato), il figlio maggiorenne non convivente ma fiscalmente a carico dei genitori rientra nel loro nucleo se non è coniugato e non ha figli, e per i minori con genitori non conviventi si applica l’ISEE minorenni, che considera anche la posizione del genitore non presente in casa. Sono le situazioni in cui un errore di impostazione stravolge il risultato finale.

      Documenti da preparare per l’ISEE 2027: la checklist completa

      Presentarsi con la documentazione completa è il modo più efficace per ottenere l’ISEE 2027 in un solo appuntamento. Ecco i 10 gruppi di documenti da mettere insieme prima di rivolgerti al CAF.

      1. Documento d’identità valido del dichiarante e codice fiscale (o tessera sanitaria) di tutti i componenti del nucleo
      2. Autocertificazione del nucleo familiare con i dati anagrafici aggiornati alla data di presentazione della DSU
      3. Modello 730 o Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) e Certificazione Unica 2026 di ciascun componente che ha percepito redditi
      4. Documentazione dei redditi esenti e dei trattamenti assistenziali non erogati dall’INPS: contributi regionali o comunali, borse di studio, indennità estere
      5. Dati catastali degli immobili posseduti al 31 dicembre 2025 (visure, atti di acquisto, rogiti, dichiarazione di successione) compresi terreni e immobili all’estero
      6. Certificazione del mutuo residuo al 31 dicembre 2025 rilasciata dalla banca, indispensabile per ridurre il valore della prima casa
      7. Contratto di locazione registrato con estremi di registrazione e importo del canone annuo, per chi vive in affitto
      8. Saldo al 31 dicembre 2025 e giacenza media annua di tutti i conti correnti, libretti, carte con IBAN e depositi, italiani ed esteri
      9. Documentazione degli altri strumenti finanziari: azioni, obbligazioni, titoli di Stato, buoni postali, fondi, polizze vita a capitalizzazione, quote societarie, criptovalute
      10. Certificazioni di disabilità o invalidità (verbali INPS, legge 104) e documentazione delle spese di assistenza personale o di ricovero in strutture residenziali

      A questi si aggiungono, quando presenti, le targhe di autoveicoli, motoveicoli di grossa cilindrata e imbarcazioni intestati ai componenti del nucleo: non concorrono al patrimonio ma vanno indicati nella DSU ai fini dei controlli. Se nel corso del 2025 hai chiuso un conto corrente, conserva comunque la documentazione: va dichiarato ugualmente, con la data di chiusura.

      Un suggerimento pratico: prepara una cartella unica, cartacea o digitale, con tutto il materiale e aggiornala ogni gennaio. Ti farà risparmiare tempo prezioso ogni anno e renderà la compilazione dell’ISEE 2027 molto più rapida.

      Come presentare la DSU per l’ISEE 2027

      Per ottenere l’ISEE 2027 occorre presentare la DSU. Esistono due modalità: la DSU precompilata, in cui una parte dei dati patrimoniali e reddituali viene proposta in automatico dall’INPS, e la DSU ordinaria, compilata integralmente sulla base delle informazioni fornite dalla famiglia.

      La precompilata sembra la strada più comoda, ma nasconde alcune insidie. Richiede che ogni componente maggiorenne del nucleo autorizzi il trattamento dei propri dati, e i valori proposti non sono sempre completi: conti cointestati, rapporti finanziari aperti per pochi mesi, immobili ereditati di recente o patrimoni esteri spesso mancano o sono riportati in modo parziale. Accettare i dati senza verificarli significa rischiare un’attestazione con annotazioni di difformità, che complica l’accesso ai bonus e può richiedere una nuova presentazione. Se vuoi approfondire il funzionamento di questo strumento, abbiamo dedicato una guida alla DSU precompilata e alle novità sul patrimonio.

      La via più sicura resta l’assistenza di un centro autorizzato. Rivolgendoti al CAF Centro Fiscale a Udine l’operatore verifica con te la composizione del nucleo, controlla la documentazione, applica tutte le deduzioni spettanti e trasmette la DSU all’INPS. L’attestazione viene poi rilasciata nel giro di pochi giorni lavorativi e ti viene consegnata pronta all’uso. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online per chi preferisce non spostarsi: la documentazione si invia in formato digitale e la pratica viene gestita a distanza in tutta Italia.

      Per chi vive in Friuli Venezia Giulia c’è un ulteriore motivo per affidarsi a un CAF del territorio: molte prestazioni sono regionali o comunali (contributi per l’abitazione, agevolazioni sulle rette degli asili nido comunali, benefici per il diritto allo studio, misure di sostegno al reddito) e hanno soglie e scadenze proprie, diverse da quelle nazionali. Conoscere i bandi locali del Comune di Udine e della Regione permette di usare l’ISEE 2027 al meglio, senza lasciare opportunità inutilizzate.

      Cosa cambia nell’ISEE 2027 rispetto al 2026

      Veniamo alla domanda che tutti si pongono. Allo stato attuale, l’impianto dell’ISEE 2027 resta quello disegnato dal DPCM 5 dicembre 2013, n. 159 e aggiornato negli ultimi anni: non risultano confermate riforme radicali dell’indicatore. È un punto su cui conviene essere espliciti, perché in rete circolano spesso anticipazioni su “nuovi ISEE” che poi non trovano riscontro nelle norme approvate.

      Le novità reali che il ISEE 2027 eredita dall’anno precedente sono sostanzialmente tre:

      • Franchigia sulla prima casa più alta: da 52.500 a 91.500 euro, fino a 120.000 euro nei comuni capoluogo delle città metropolitane, con incremento per i figli conviventi. Vale però solo per le prestazioni individuate dalla legge
      • Maggiorazioni della scala di equivalenza rafforzate per le famiglie con due o più figli, anch’esse limitate alle prestazioni individuate dalla legge
      • Esclusione dei titoli di Stato e del risparmio postale dal patrimonio mobiliare entro il limite di 50.000 euro per nucleo familiare, misura già operativa dal 2025

      Nel 2026 queste misure hanno richiesto tempi tecnici di adeguamento delle procedure INPS e della DSU precompilata. Con l’ISEE 2027 dovrebbero operare a pieno regime fin dalle prime settimane dell’anno, il che significa attestazioni più coerenti e meno necessità di rifare la pratica in corso d’anno. Restano invece attesi decreti attuativi su alcuni aspetti tecnici, in particolare sui criteri di computo del patrimonio mobiliare estero e delle criptovalute: finché non saranno pubblicati, è prudente non dare per acquisite regole diverse da quelle oggi vigenti.

      Un effetto pratico da tenere d’occhio riguarda le soglie delle prestazioni: anche quando l’ISEE non cambia, possono cambiare gli importi dei bonus e i limiti per accedervi, come accade ogni anno con la rivalutazione degli assegni. Ne parliamo nel dettaglio nell’articolo sugli aumenti dell’Assegno Unico 2027.

      Errori comuni da evitare nell’ISEE 2027

      Nella nostra esperienza quotidiana allo sportello, la maggior parte dei problemi legati all’ISEE 2027 nasce da pochi errori ricorrenti. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.

      • Dimenticare la giacenza media dei conti correnti: è l’omissione numero uno e genera attestazioni difformi
      • Non dichiarare i conti chiusi durante l’anno di riferimento, convinti che non contino più
      • Omettere il mutuo residuo sulla prima casa, rinunciando a un abbattimento importante del patrimonio
      • Sbagliare la composizione del nucleo, soprattutto con coniugi separati, figli maggiorenni a carico o genitori non conviventi
      • Non segnalare la disabilità di un componente, perdendo maggiorazioni e deduzioni che abbassano sensibilmente l’indicatore
      • Presentare la DSU troppo tardi, quando le graduatorie per bonus e servizi sono già chiuse

      C’è poi un errore più sottile: rassegnarsi a un ISEE troppo alto. Se la tua situazione economica è peggiorata dopo il 2025 esiste l’ISEE corrente, se hai figli minori con genitori non conviventi esiste l’ISEE minorenni, se lo studente universitario vive fuori sede esistono regole specifiche per l’ISEE università. Sono strumenti pensati proprio per fotografare meglio la realtà, ma vanno richiesti con la documentazione giusta.

      Infine, ricorda che un ISEE 2027 errato non è solo un’occasione persa: le dichiarazioni non veritiere nella DSU espongono a controlli, revoca dei benefici e restituzione delle somme percepite, oltre alle sanzioni previste per le false dichiarazioni. Meglio una compilazione attenta e assistita che un rimedio tardivo.

      Approfondimenti correlati sull’ISEE 2027

      L’ISEE 2027 non è un documento unico e uguale per tutti: esistono diverse declinazioni pensate per situazioni specifiche, che vale la pena conoscere prima di presentare la DSU.

      • ISEE corrente: aggiorna redditi e, in alcuni casi, patrimonio quando la situazione economica peggiora in modo significativo rispetto all’anno di riferimento
      • ISEE minorenni: si applica quando i genitori del minore non sono coniugati tra loro e non convivono, ed è quello richiesto per il bonus asilo nido
      • ISEE università: serve per tasse universitarie, borse di studio e servizi per il diritto allo studio, con regole particolari per lo studente indipendente
      • ISEE sociosanitario: utilizzato per prestazioni rivolte a persone con disabilità o non autosufficienti, anche in forma ristretta
      • DSU precompilata: la modalità semplificata di presentazione, con dati proposti dall’INPS da verificare con attenzione

      Ognuna di queste varianti può portare a un valore diverso e, in molti casi, più favorevole. Durante l’appuntamento per l’ISEE 2027 l’operatore valuta insieme a te quale sia la tipologia corretta in base alle prestazioni che intendi richiedere: non è raro che una stessa famiglia debba disporre di più attestazioni nello stesso anno.

      Fonti

      • DPCM 5 dicembre 2013, n. 159, regolamento ISEE (Normattiva, testo vigente)
      • Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, comma 208: franchigia prima casa e maggiorazioni per i figli
      • Legge 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, comma 183: esclusione di titoli di Stato e risparmio postale fino a 50.000 euro

      Domande frequenti sull’ISEE 2027

      Quando scade l’ISEE 2027?

      L’ISEE 2027 scade il 31 dicembre 2027, indipendentemente dal mese in cui è stato rilasciato. Dal 1° gennaio 2028 serve una nuova DSU. Fa eccezione l’ISEE corrente, che ha una validità più breve legata alla variazione che lo ha originato.

      Cosa succede se non presento la DSU a gennaio?

      Senza un ISEE 2027 valido le prestazioni collegate vengono erogate nell’importo minimo o sospese. Per l’Assegno unico, ad esempio, l’assenza di ISEE comporta l’importo più basso previsto. Recuperare è possibile, ma alcune misure riconoscono gli arretrati solo entro finestre temporali precise: presentare la DSU nelle prime settimane dell’anno resta la scelta più sicura.

      La prima casa influisce sempre sull’ISEE 2027?

      No. Grazie alla franchigia innalzata dalla Legge di Bilancio 2026, moltissime abitazioni principali restano completamente fuori dal calcolo, soprattutto se gravate da mutuo. Attenzione però: la franchigia potenziata opera per un elenco specifico di prestazioni, per cui la tua attestazione ISEE 2027 potrebbe riportare valori differenti a seconda del beneficio richiesto.

      Devo dichiarare le criptovalute nell’ISEE 2027?

      Sì. Le criptovalute rientrano nel patrimonio mobiliare e vanno indicate con il valore posseduto al 31 dicembre dell’anno di riferimento. Ometterle espone al rischio di difformità in sede di controllo: porta con te la documentazione dell’exchange o del wallet quando vieni al CAF.

      Posso avere un ISEE 2027 più basso se ho perso il lavoro?

      Sì, attraverso l’ISEE corrente, che consente di sostituire i redditi del 2025 con quelli recenti quando si è verificata una variazione della situazione lavorativa o una riduzione del reddito oltre la soglia prevista. Serve documentazione specifica (lettera di licenziamento, cessazione, buste paga o indennità percepite): gli operatori del CAF verificano se ricorrono le condizioni.

      Quanto tempo serve per ottenere l’ISEE 2027?

      Una volta trasmessa la DSU, l’INPS elabora l’attestazione in genere entro pochi giorni lavorativi. I tempi si allungano quando emergono incongruenze con gli archivi dell’Agenzia delle Entrate: è proprio per ridurre questo rischio che conviene far controllare i dati da un operatore prima dell’invio.

      Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


      Affidati al CAF per il tuo ISEE 2027

      L’ISEE 2027 è il documento che determina l’accesso alla quasi totalità dei sostegni per le famiglie: un valore calcolato male, per un dato dimenticato o per una deduzione non applicata, può costare centinaia di euro di bonus persi. Farlo bene, e farlo subito a gennaio, è un investimento di pochi minuti che si ripaga per tutto l’anno.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce ogni anno migliaia di pratiche ISEE e DSU: raccogliamo i documenti, verifichiamo la composizione del nucleo, applichiamo tutte le franchigie e le deduzioni spettanti e trasmettiamo la dichiarazione all’INPS, seguendoti fino al rilascio dell’attestazione. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine sia online, in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità della pratica.

      Hai bisogno di assistenza per l’ISEE 2027 e la compilazione della DSU? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio in Viale Tullio 13 che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento ed evitare le code di gennaio.

      Settembre 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 13:00:002026-09-29 07:36:06ISEE 2027: Guida Completa a Prima Casa, Redditi, Patrimoni e 10 Documenti da Preparare
      CAF, ISEE

      ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e Agevolazioni

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Accedere ai Bonus Regionali e alle Agevolazioni

      L’ISEE che hai elaborato a inizio anno potrebbe non riflettere più la tua situazione economica reale: se hai perso il lavoro, hai terminato la NASPI, sei andato in pensione o hai subito una riduzione significativa del reddito, potresti avere diritto all’ISEE corrente. Questa variante dell’ISEE aggiorna il calcolo agli ultimi 12 mesi (o ai 2 mesi precedenti per il reddito da lavoro dipendente) e può aprirti l’accesso a bonus regionali FVG, agevolazioni comunali e prestazioni INPS che con il vecchio ISEE sarebbero state escluse. In questa guida spieghiamo come funziona l’ISEE corrente in FVG nel 2026 e quando conviene davvero rifarlo.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è l’ISEE Corrente e Come Funziona
      2. Quando Puoi Richiedere l’ISEE Corrente: Le Situazioni Tipiche in FVG
      3. Bonus Regionali FVG Accessibili con ISEE Corrente
      4. ISEE Corrente per le Prestazioni INPS
      5. Documenti Necessari per l’ISEE Corrente 2026
      6. Differenza tra ISEE Corrente e ISEE Ordinario: Riepilogo
      7. Domande Frequenti sull’ISEE Corrente FVG
      8. CAF Centro Fiscale: ISEE Corrente anche Online in Tutto il FVG

      Cos’è l’ISEE Corrente e Come Funziona

      L’ISEE corrente è regolato dal DPCM 159/2013 art. 9. Permette di aggiornare l’indicatore della situazione economica equivalente quando il reddito familiare complessivo dell’anno in corso è diminuito di almeno il 25% rispetto all’anno di riferimento del DSU ordinario.

      Le caratteristiche principali dell’ISEE corrente:

      • Aggiornamento reddituale: sostituisce i dati reddituali del secondo anno precedente (quelli dell’ISEE ordinario) con quelli aggiornati (ultimi 12 mesi o, per reddito da lavoro dipendente/assimilato, ultimi 2 mesi lavorativi)
      • Situazione patrimoniale: se aggiorni solo il reddito, il patrimonio (immobiliare e finanziario) rimane quello dichiarato nel DSU ordinario. Dal 1° aprile di ogni anno, però, l’ISEE corrente può aggiornare anche il patrimonio, se quello riferito all’anno precedente differisce di oltre il 20% da quello dell’ISEE ordinario (in questo caso vale fino al 31 dicembre)
      • Validità: 6 mesi dalla data di presentazione (a differenza dell’ISEE ordinario che vale fino al 31 dicembre dell’anno)
      • Rilascio: può essere richiesto ai CAF o tramite il portale INPS, in qualsiasi momento dell’anno
      • Coesistenza con ISEE ordinario: l’ISEE corrente si presenta in aggiunta al DSU ordinario (non lo sostituisce), e viene usato in luogo dell’ISEE ordinario per le prestazioni richieste durante la sua validità

      Quando Puoi Richiedere l’ISEE Corrente: Le Situazioni Tipiche in FVG

      Serve un ISEE ordinario in corso di validità e, in alternativa, una di queste condizioni: una variazione della situazione lavorativa (perdita, sospensione o riduzione del lavoro dipendente, cessazione dell’attività autonoma), l’interruzione di trattamenti assistenziali o previdenziali non tassati, oppure una variazione del reddito superiore al 25% rispetto a quello dell’ISEE ordinario. Ecco le situazioni più frequenti in FVG:

      • Perdita di lavoro: licenziamento, fine di un contratto a termine. La perdita totale del reddito da lavoro dipendente certamente supera la soglia del 25%
      • Fine NASPI: quando la NASPI termina (dopo 12-24 mesi), il reddito si azzera o si riduce drasticamente. Questo giustifica l’ISEE corrente
      • Riduzione ore di lavoro: passaggio da full-time a part-time, cassa integrazione (CIGS), riduzione orario lavorativo. Se la riduzione supera il 25% del reddito familiare complessivo, si può presentare ISEE corrente
      • Pensionamento: chi è andato in pensione nel corso dell’anno con importo significativamente inferiore al reddito da lavoro precedente
      • Fine contratto di partita IVA: freelance che ha perso i principali committenti e ha ridotto il fatturato di oltre il 25%
      • Separazione o divorzio: che ha ridotto il reddito familiare del nucleo di almeno il 25%

      Bonus Regionali FVG Accessibili con ISEE Corrente

      In Friuli Venezia Giulia, l’ISEE corrente può aprire l’accesso a una serie di prestazioni e agevolazioni che richiedono un ISEE aggiornato:

      • Bonus FVG 25.000 euro: il contributo regionale FVG per ristrutturazioni ha come soglia ISEE 25.000 euro per la percentuale massima. Se il tuo ISEE ordinario era superiore a questa soglia ma l’ISEE corrente lo porta sotto, puoi accedere alla percentuale più alta
      • Carta Famiglia FVG: la tessera regionale per le famiglie con figli ha soglie ISEE per le diverse fasce di agevolazione. L’ISEE corrente aggiornato può spostare la tua famiglia in una fascia più favorevole
      • Contributo affitto regionale: la Regione FVG eroga contributi annuali per l’affitto a famiglie con ISEE basso. Se con l’ISEE corrente rientri nella soglia, puoi presentare domanda
      • Bonus libri scolastici LR FVG: contributo per l’acquisto di libri scolastici per le famiglie con ISEE basso. Alcune edizioni del bando accettano l’ISEE corrente
      • Agevolazioni mensa scolastica comunali: i comuni FVG (es. Udine) calcolano la tariffa mensa in base all’ISEE. Con ISEE corrente più basso, potresti passare a una fascia di tariffa ridotta
      • Contributi sociali comunali: contributi straordinari dei comuni per famiglie in difficoltà economica temporanea (bollette, affitto, spese mediche)

      ISEE Corrente per le Prestazioni INPS

      Oltre ai bonus regionali FVG, l’ISEE corrente è necessario (o conveniente) per diverse prestazioni nazionali INPS:

      • Assegno Unico Universale: l’importo dell’AUU dipende dall’ISEE. Con ISEE corrente più basso, l’importo mensile per ogni figlio può aumentare significativamente
      • Assegno di Inclusione: le soglie ISEE per queste prestazioni sono calcolate sull’ISEE corrente se presentato
      • Bonus asilo nido INPS: importo variabile in base all’ISEE. Con ISEE corrente si può accedere alla fascia di rimborso più alta
      • Esenzione ticket sanitario: le esenzioni per reddito E02-E03 tengono conto dell’ISEE o del reddito. In alcune Regioni si può aggiornare l’esenzione con ISEE corrente

      Documenti Necessari per l’ISEE Corrente 2026

      Per presentare la DSU con richiesta di ISEE corrente, hai bisogno di:

      • DSU precompilata o ordinaria già presentata: l’ISEE corrente si aggiunge alla DSU già esistente per l’anno in corso
      • Documento redditi ultimi 12 mesi: buste paga degli ultimi 2 mesi per redditi da lavoro dipendente; estratto F24 o corrispettivi per autonomi; certificato INPS per NASPI, pensioni, ammortizzatori sociali
      • Documentazione della variazione: lettera di licenziamento, comunicazione fine NASPI, comunicazione cassa integrazione, atto di pensionamento
      • Eventuale Attestazione CU: Certificazione Unica dell’anno precedente per confronto reddituale

      Differenza tra ISEE Corrente e ISEE Ordinario: Riepilogo

      CaratteristicaISEE OrdinarioISEE Corrente
      Reddito di riferimentoSecondo anno precedente (es. 2024 per ISEE 2026)Ultimi 12 mesi / ultimi 2 mesi (lavoro dipendente)
      Patrimonio aggiornatoSì (31/12 del secondo anno precedente)Solo se varia di oltre il 20% (dal 1° aprile)
      ValiditàFino al 31 dicembre dell’anno6 mesi dalla presentazione
      Requisito per richiederloNessuno (tutti possono presentarlo)Variazione lavorativa, interruzione di trattamenti o variazione del reddito oltre il 25%
      Quando convieneSituazione reddituale stabileDopo perdita lavoro, fine NASPI, pensionamento, riduzione orari
      Effetto sul patrimonioPatrimonio al 31/12 del secondo anno precedenteInvariato, salvo variazione oltre il 20%

      Fonti

      • DPCM 5 dicembre 2013, n. 159 (Regolamento ISEE), art. 9 – ISEE corrente
      • DPCM 5 dicembre 2013, n. 159, art. 5 – Indicatore della situazione patrimoniale (patrimonio al 31 dicembre del secondo anno precedente)
      • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, FAQ ISEE corrente

      Domande Frequenti sull’ISEE Corrente FVG

      Posso presentare l’ISEE corrente anche se ho già l’ISEE ordinario valido?
      Sì, e anzi è la procedura corretta: l’ISEE corrente si presenta in aggiunta alla DSU ordinaria, non al suo posto. Puoi presentarli entrambi nello stesso anno. Quando richiedi una prestazione durante i 6 mesi di validità dell’ISEE corrente, questo sostituisce l’ISEE ordinario ai fini di quella prestazione.

      Se ho perso il lavoro a Udine a marzo 2026 e sto percependo la NASPI, quando conviene fare l’ISEE corrente?
      Conviene farlo non appena la NASPI è attiva, perché l’importo della NASPI è solitamente inferiore al reddito da lavoro precedente. Se la riduzione del reddito familiare è almeno del 25%, puoi accedere a tariffe mensa scolastica più basse, contributi affitto regionale e assegno unico più alto immediatamente.

      L’ISEE corrente aggiorna anche il patrimonio immobiliare (casa di proprietà)?
      Di regola no: se aggiorni solo il reddito, il patrimonio immobiliare e finanziario rimane quello indicato nella DSU ordinaria, riferito al 31 dicembre del secondo anno precedente. Dal 1° aprile di ogni anno, però, puoi chiedere l’ISEE corrente anche per il patrimonio, se quello al 31 dicembre dell’anno precedente differisce di oltre il 20%: in questo caso vale fino al 31 dicembre. Una casa comprata o venduta nell’anno in corso, invece, non è riflessa nell’ISEE corrente.

      CAF Centro Fiscale: ISEE Corrente anche Online in Tutto il FVG

      Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE corrente per i cittadini di tutta la regione FVG, anche completamente online. Non devi recarti in sede: puoi inviare i documenti via WhatsApp o email sicura, e ricevere la DSU firmata digitalmente.

      Il CAF ti guida nella scelta del momento migliore per presentare l’ISEE corrente, in base alle scadenze dei bandi regionali FVG (contributo affitto, bonus libri, carta famiglia) e delle prestazioni INPS (assegno unico, bonus asilo nido).

      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121
      • Online: pratiche.centrofiscale.com (anche da Trieste, Pordenone, Gorizia, Carnia)

      Guida aggiornata a giugno 2026 sulla base del DPCM 159/2013 e degli aggiornamenti normativi 2025-2026. Le soglie ISEE dei bandi regionali FVG variano di anno in anno: verifica sempre le condizioni aggiornate prima di presentare domanda.

      Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

      Settembre 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-29 14:00:002026-09-29 07:37:43ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e Agevolazioni
      Pagina 1 di 247123›»

      DICONO DI NOI

      ECCELLENTE
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      In base a 920 recensioni
      Google
      Pubblicato su Google Google
      Alexandra Bala profile picture
      Alexandra Bala
      04/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
      Pubblicato su Google Google
      paolino servidio profile picture
      paolino servidio
      03/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
      Pubblicato su Google Google
      Lady profile picture
      Lady
      01/09/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
      Pubblicato su Google Google
      Giulia Guida profile picture
      Giulia Guida
      25/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
      Pubblicato su Google Google
      Paola Zilli profile picture
      Paola Zilli
      07/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
      Pubblicato su Google Google
      Jacqueline B. profile picture
      Jacqueline B.
      06/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
      Pubblicato su Google Google
      Maura Masutto profile picture
      Maura Masutto
      06/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
      Pubblicato su Google Google
      Issam Elhefnawi profile picture
      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Molto gentile
      Pubblicato su Google Google
      Sibongile Moyana profile picture
      Sibongile Moyana
      30/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
      Pubblicato su Google Google
      Sabrina Cirina profile picture
      Sabrina Cirina
      23/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
      Aprile 1, 2026/0 Commenti/da centrofiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-22 09:30:002026-05-31 18:09:43Regime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026
      CAF

      Regime Impatriati 2026: Novità Decreto Fiscale e Requisiti Aggiornati

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Il regime impatriati rappresenta una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi decide di rientrare in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero. Con il decreto fiscale 2026, il legislatore ha introdotto importanti novità che ridisegnano i requisiti di accesso, le percentuali di detassazione e la durata dell’agevolazione.

      Le modifiche introdotte mirano a rendere l’Italia più attrattiva per lavoratori qualificati, ricercatori, docenti e professionisti che operano all’estero, offrendo una tassazione agevolata dal 50% fino al 90% del reddito da lavoro dipendente e autonomo.

      In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale analizza nel dettaglio tutte le novità del decreto fiscale 2026, i requisiti aggiornati, le percentuali di agevolazione, la procedura di accesso e fornisce esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale effettivo.

      📬

      Resta aggiornato sulle novità fiscali

      Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.



      🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Regime Impatriati
      2. Novità Decreto Fiscale 2026
      3. Requisiti Aggiornati per Accedere
      4. Agevolazioni e Percentuali di Detassazione
      5. Durata e Proroghe del Regime
      6. Come Accedere: Procedura Completa
      7. Casi Pratici ed Esempi di Calcolo
      8. Cosa Cambia per Chi è Già nel Regime

      Cos’è il Regime Impatriati

      Il regime degli impatriati, introdotto dall’articolo 16 del Decreto Legislativo n. 147/2015 e successivamente modificato più volte, è un’agevolazione fiscale dedicata a chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero.

      L’obiettivo principale di questa misura è favorire il rientro in Italia di lavoratori qualificati, ricercatori, docenti universitari e professionisti, offrendo loro una tassazione ridotta sui redditi prodotti in Italia per un periodo limitato di tempo.

      Il meccanismo consiste nell’applicare una riduzione della base imponibile ai fini IRPEF: in pratica, solo una percentuale del reddito viene tassata, mentre la restante parte è esente da imposizione. Questo si traduce in un significativo risparmio fiscale che può arrivare fino a diverse decine di migliaia di euro all’anno per redditi elevati.

      A Chi Si Rivolge

      Il regime impatriati si rivolge a diverse categorie di soggetti:

      • Lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza in Italia e iniziano a lavorare per aziende italiane
      • Lavoratori autonomi e professionisti che aprono partita IVA in Italia
      • Imprenditori e titolari di impresa che rientrano per gestire attività sul territorio italiano
      • Ricercatori e docenti universitari che svolgono attività di ricerca o insegnamento in Italia
      • Cittadini italiani rimpatriati dopo anni di lavoro all’estero
      • Cittadini stranieri che si trasferiscono in Italia per motivi di lavoro



      Novità Decreto Fiscale 2026

      Il decreto fiscale 2026 ha apportato modifiche sostanziali al regime degli impatriati, con l’obiettivo di renderlo più selettivo ma anche più vantaggioso per specifiche categorie di lavoratori. Le novità principali riguardano i requisiti di accesso, le percentuali di agevolazione e la durata del beneficio.

      1. Nuove Percentuali di Detassazione

      La principale novità riguarda le percentuali di reddito escluso da tassazione:

      • 50% di riduzione (tassazione sul 50% del reddito) per la generalità dei lavoratori impatriati
      • 70% di riduzione (tassazione sul 30% del reddito) per chi trasferisce la residenza nelle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia)
      • 90% di riduzione (tassazione sul 10% del reddito) per docenti universitari e ricercatori che rientrano per svolgere attività di ricerca in Italia

      2. Modifica dei Requisiti di Residenza Estera

      Il decreto fiscale 2026 ha innalzato il periodo minimo di residenza estera richiesto per accedere al regime:

      • Prima del 2026: erano sufficienti 2 anni consecutivi di residenza fiscale all’estero
      • Dal 2026: sono richiesti almeno 3 anni di residenza fiscale all’estero nei 5 anni precedenti il trasferimento in Italia
      • Per docenti e ricercatori rimane confermata la possibilità di accesso con 2 anni di residenza estera se l’attività è continuativa

      3. Durata Estesa per Specifiche Categorie

      Un’altra importante novità riguarda la durata dell’agevolazione:

      • Durata base: 5 anni di agevolazione fiscale (primo anno di iscrizione all’AIRE + 4 periodi d’imposta successivi)
      • Proroga fino a 10 anni totali per chi ha almeno 1 figlio minorenne o a carico
      • Ulteriore proroga per chi acquista un immobile di tipo residenziale in Italia entro 12 mesi dal trasferimento

      4. Nuovo Limite di Reddito per Professionisti Autonomi

      Per i lavoratori autonomi e professionisti che aprono partita IVA, il decreto fiscale 2026 ha introdotto un limite di reddito:

      • L’agevolazione si applica solo se il reddito da lavoro autonomo non supera 600.000 euro annui
      • Al di sopra di questa soglia, l’agevolazione decade completamente
      • Il limite non si applica ai lavoratori dipendenti

      5. Compatibilità con Regime Forfettario

      Una delle novità più attese riguarda la compatibilità con il regime forfettario:

      • I professionisti autonomi che rientrano dall’estero possono ora cumulare il regime impatriati con il regime forfettario
      • In pratica, si applica prima la flat tax del 15% (o 5%) sul reddito forfettario, e poi la detassazione del 50%-70% sul reddito impatriati
      • Questa combinazione può portare a un carico fiscale effettivo molto contenuto, soprattutto nei primi anni di attività



      Requisiti Aggiornati per Accedere

      Per beneficiare del regime impatriati 2026, è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:

      Requisito 1: Residenza Fiscale Estera

      Il primo requisito fondamentale è aver avuto la residenza fiscale all’estero per un periodo minimo:

      • Almeno 3 anni consecutivi di residenza fiscale in un altro Stato (non necessariamente nello stesso Paese)
      • Gli anni devono essere immediatamente precedenti il trasferimento in Italia
      • La residenza deve essere effettiva, non solo formale: occorre dimostrare di aver vissuto e lavorato realmente all’estero
      • Per docenti e ricercatori: sufficiente 2 anni di residenza estera per attività continuativa di ricerca o insegnamento

      Requisito 2: Trasferimento della Residenza in Italia

      È necessario trasferire la propria residenza fiscale in Italia:

      • Iscrizione all’Anagrafe della Popolazione Residente (APR) di un Comune italiano
      • Cancellazione dall’AIRE (se si era iscritti come residente all’estero)
      • La residenza in Italia deve essere mantenuta per tutta la durata dell’agevolazione
      • Occorre avere il domicilio fiscale in Italia per la maggior parte del periodo d’imposta (almeno 183 giorni)

      Requisito 3: Svolgimento di Attività Lavorativa in Italia

      L’agevolazione si applica solo se si svolge un’attività lavorativa in Italia:

      • Lavoro dipendente presso aziende italiane o presso la sede italiana di multinazionali
      • Lavoro autonomo con apertura di partita IVA in Italia
      • Attività d’impresa sul territorio italiano
      • Attività di ricerca o insegnamento presso università, enti di ricerca pubblici o privati

      Non è richiesto che il 100% dell’attività sia svolta in Italia: l’agevolazione si applica anche se parte del lavoro viene svolto all’estero, ma il datore di lavoro o il committente deve essere italiano.

      Requisito 4: Nessuna Residenza in Italia nei 2 Anni Precedenti

      Un requisito importante è che il lavoratore non deve essere stato residente fiscalmente in Italia nei 2 anni precedenti il trasferimento:

      • Questo requisito serve a evitare abusi (ad esempio, trasferirsi all’estero per 2 anni solo per beneficiare poi dell’agevolazione al rientro)
      • L’Agenzia delle Entrate può verificare l’effettiva residenza estera attraverso controlli incrociati con i Paesi esteri

      Requisito 5: Presentazione dell’Opzione

      Per accedere al regime, è necessario comunicare formalmente la volontà di avvalersi dell’agevolazione:

      • Per i lavoratori dipendenti: comunicazione al datore di lavoro, che applicherà l’agevolazione direttamente in busta paga
      • Per i lavoratori autonomi: indicazione nella dichiarazione dei redditi del primo anno
      • La comunicazione va fatta entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile



      Agevolazioni e Percentuali di Detassazione

      Il regime impatriati prevede diverse percentuali di detassazione in base alla categoria di appartenenza del lavoratore e alla località di trasferimento. Vediamo nel dettaglio le agevolazioni disponibili.

      Tabella Comparativa: Prima e Dopo il Decreto 2026

      La seguente tabella confronta le percentuali di detassazione previste prima e dopo il decreto fiscale 2026:

      CategoriaPrima del 2026Dal 2026Note
      Lavoratori generici (Nord Italia)70% esente50% esenteRiduzione dell’agevolazione
      Lavoratori Sud Italia70% esente70% esenteConfermata
      Docenti e ricercatori90% esente90% esenteConfermata
      Lavoratori con figli90% esente (con 3+ figli)50-70% esente + proroga durataCambia la modalità

      Agevolazione Standard: 50% di Detassazione

      La maggior parte dei lavoratori impatriati beneficia di una riduzione del 50% della base imponibile:

      • Solo il 50% del reddito viene tassato con le aliquote IRPEF ordinarie
      • Il restante 50% è esente da imposizione
      • L’agevolazione si applica sia ai redditi da lavoro dipendente che ai redditi da lavoro autonomo
      • Non ci sono limiti di reddito per i dipendenti; per gli autonomi il limite è 600.000 euro

      Esempio: Un lavoratore dipendente con reddito lordo di 60.000 euro pagherà le tasse solo su 30.000 euro. Con le aliquote IRPEF medie, questo si traduce in un risparmio fiscale di circa 10.000-12.000 euro all’anno.

      Agevolazione Maggiorata: 70% per il Sud Italia

      Chi trasferisce la propria residenza in una delle regioni del Sud Italia beneficia di una detassazione del 70%:

      • Regioni ammesse: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia
      • La residenza deve essere effettiva: non basta l’iscrizione anagrafica, occorre vivere e lavorare nel Sud
      • L’agevolazione si applica per tutta la durata del regime (5 anni base + eventuali proroghe)
      • Solo il 30% del reddito viene tassato

      Esempio: Un professionista autonomo che si trasferisce in Puglia con reddito di 80.000 euro pagherà le tasse solo su 24.000 euro, con un risparmio fiscale di oltre 20.000 euro all’anno.

      Agevolazione Massima: 90% per Docenti e Ricercatori

      La detassazione più elevata è riservata a docenti universitari e ricercatori:

      • 90% del reddito esente da tassazione
      • Solo il 10% del reddito viene tassato con le aliquote IRPEF
      • Si applica a chi svolge attività di ricerca o insegnamento presso università, enti di ricerca pubblici o privati accreditati
      • È richiesta la continuità dell’attività di ricerca o insegnamento per almeno 2 anni all’estero

      Esempio: Un ricercatore che rientra dall’estero con reddito di 50.000 euro pagherà le tasse solo su 5.000 euro, con un carico fiscale effettivo di circa 1.000 euro (risparmio di oltre 15.000 euro rispetto al regime ordinario).

      Agevolazioni Accessorie: Deduzioni e Contributi

      Oltre alla detassazione del reddito, il regime impatriati prevede alcune agevolazioni accessorie:

      • Contributi previdenziali ridotti per i primi anni (solo per alcune categorie di lavoratori autonomi)
      • Esenzione IMU sulla prima casa per i primi 5 anni (solo in alcuni Comuni che hanno deliberato l’agevolazione)
      • Detrazioni per spese di trasloco nella dichiarazione dei redditi del primo anno
      • Possibilità di cumulare con altre agevolazioni (ad esempio, regime forfettario per i professionisti)



      Durata e Proroghe del Regime

      Il regime impatriati ha una durata limitata nel tempo, ma prevede diverse possibilità di proroga in base alla situazione personale e familiare del contribuente.

      Durata Base: 5 Anni

      La durata standard dell’agevolazione è di 5 periodi d’imposta:

      • Il primo anno corrisponde al periodo d’imposta in cui avviene il trasferimento in Italia
      • L’agevolazione si applica per i 4 anni successivi
      • In totale, quindi, sono 5 anni fiscali di detassazione
      • Non è richiesta alcuna comunicazione per i primi 5 anni: l’agevolazione si applica automaticamente

      Esempio: Un lavoratore che trasferisce la residenza in Italia il 15 maggio 2026 beneficerà dell’agevolazione per gli anni fiscali 2026, 2027, 2028, 2029 e 2030.

      Proroga di 5 Anni con Figli a Carico

      La prima proroga disponibile riguarda i lavoratori con figli minori o fiscalmente a carico:

      • Proroga di ulteriori 5 anni (totale: 10 anni di agevolazione)
      • È sufficiente avere almeno 1 figlio minorenne o fiscalmente a carico
      • Il figlio deve essere residente in Italia insieme al genitore
      • La proroga va richiesta espressamente nella dichiarazione dei redditi del quinto anno
      • Se si hanno figli nati durante i primi 5 anni, è possibile richiedere la proroga retroattivamente

      Importante: Con la riforma del 2026, la percentuale di detassazione per i lavoratori con figli resta invariata (50% o 70%), ma si allunga la durata complessiva dell’agevolazione. Prima del 2026, chi aveva 3 o più figli beneficiava del 90% di detassazione per 5 anni.

      Proroga con Acquisto Prima Casa

      Un’ulteriore possibilità di estensione è legata all’acquisto di un immobile residenziale in Italia:

      • Chi acquista un immobile di tipo residenziale entro 12 mesi dal trasferimento in Italia può ottenere 1 anno aggiuntivo di agevolazione
      • L’immobile deve essere situato in Italia e deve essere adibito a abitazione principale
      • Questa proroga è cumulabile con quella per figli a carico (totale potenziale: 11 anni)
      • La proroga va comunicata nella dichiarazione dei redditi dell’anno di acquisto

      Decadenza dal Regime

      L’agevolazione decade automaticamente in caso di:

      • Trasferimento della residenza all’estero prima del termine dei 5 anni (o 10 anni in caso di proroga)
      • Cessazione dell’attività lavorativa in Italia senza un nuovo impiego entro 6 mesi
      • Superamento del limite di reddito di 600.000 euro per i lavoratori autonomi
      • Accertamento di false dichiarazioni sui requisiti di accesso

      In caso di decadenza, il contribuente non può più beneficiare del regime impatriati e dovrà versare la differenza di imposte per gli anni in cui ha beneficiato indebitamente dell’agevolazione, oltre a sanzioni e interessi.



      Come Accedere: Procedura Completa

      Accedere al regime impatriati richiede di seguire una procedura specifica e di presentare la documentazione corretta all’Agenzia delle Entrate o al proprio datore di lavoro. Vediamo i passaggi nel dettaglio.

      Step 1: Verifica dei Requisiti

      Prima di trasferirsi in Italia, è fondamentale verificare di possedere tutti i requisiti:

      • Residenza fiscale estera per almeno 3 anni consecutivi (2 anni per docenti/ricercatori)
      • Nessuna residenza in Italia nei 2 anni precedenti
      • Attività lavorativa da svolgere in Italia (contratto di lavoro o apertura partita IVA)
      • Documentazione che provi la residenza estera (certificati di residenza, contratti di lavoro esteri, dichiarazioni dei redditi estere)

      È consigliabile consultare un CAF o un commercialista prima del trasferimento per valutare la propria situazione.

      Step 2: Trasferimento della Residenza in Italia

      Una volta verificati i requisiti, occorre trasferire formalmente la residenza:

      • Iscrizione all’Anagrafe del Comune italiano dove si intende risiedere
      • Cancellazione dall’AIRE (se iscritti come residenti all’estero)
      • Ottenimento del codice fiscale italiano (se non già in possesso)
      • Apertura di un conto corrente italiano (utile per ricevere lo stipendio o fatturare)

      Il trasferimento di residenza va effettuato entro i primi giorni dall’arrivo in Italia per non perdere l’agevolazione per l’intero anno fiscale.

      Step 3: Comunicazione al Datore di Lavoro (Lavoratori Dipendenti)

      Se si è lavoratori dipendenti, la procedura è più semplice:

      • Comunicare per iscritto al proprio datore di lavoro la volontà di avvalersi del regime impatriati
      • Fornire al datore la documentazione che prova la residenza estera (certificati di residenza, contratti di lavoro precedenti, ecc.)
      • Il datore di lavoro applicherà l’agevolazione direttamente in busta paga, calcolando le ritenute IRPEF solo sul 50% (o 30% o 10%) del reddito
      • Non è necessaria alcuna comunicazione diretta all’Agenzia delle Entrate

      Modello di comunicazione: “Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome], nato/a a [Città] il [Data], con la presente comunica di voler esercitare l’opzione per il regime degli impatriati di cui all’art. 16 del D.Lgs. 147/2015, avendo i requisiti previsti dalla normativa. Si allega documentazione attestante la residenza fiscale estera per il periodo [Date].”

      Step 4: Apertura Partita IVA e Dichiarazione (Lavoratori Autonomi)

      Per i lavoratori autonomi e professionisti, la procedura prevede:

      • Apertura della partita IVA in Italia (tramite modello AA9/12 o tramite commercialista)
      • Scelta del regime fiscale (regime ordinario, semplificato o forfettario)
      • Indicazione dell’opzione per il regime impatriati nella prima dichiarazione dei redditi utile
      • Compilazione del quadro RM (redditi da lavoro autonomo) con l’indicazione del codice specifico per gli impatriati

      Attenzione: L’opzione va esercitata entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile. Se si perde questo termine, si perde anche l’agevolazione per quell’anno.

      Step 5: Conservazione della Documentazione

      È fondamentale conservare tutta la documentazione che prova i requisiti di accesso:

      • Certificati di residenza estera per gli anni richiesti
      • Contratti di lavoro stipulati all’estero
      • Dichiarazioni dei redditi estere (o equivalenti documenti fiscali)
      • Documenti che provano il trasferimento in Italia (iscrizione anagrafe, cancellazione AIRE)
      • Contratti di lavoro o fatture emesse in Italia

      L’Agenzia delle Entrate può richiedere questa documentazione in fase di controllo, anche a distanza di anni. La mancata produzione dei documenti può comportare la decadenza dall’agevolazione con obbligo di restituire le imposte non versate.

      Step 6: Monitoraggio Annuale e Dichiarazione dei Redditi

      Ogni anno, il contribuente deve:

      • Verificare il mantenimento dei requisiti (residenza in Italia, attività lavorativa continuativa)
      • Presentare la dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF) indicando correttamente l’agevolazione
      • Per i lavoratori dipendenti: controllare la busta paga per verificare che l’agevolazione sia stata applicata correttamente
      • Per i lavoratori autonomi: calcolare le imposte applicando la detassazione al reddito dichiarato



      Casi Pratici ed Esempi di Calcolo

      Per comprendere meglio il funzionamento concreto del regime impatriati, analizziamo alcuni casi pratici con calcoli dettagliati del risparmio fiscale.

      Caso 1: Manager Dipendente che Rientra da Londra (Nord Italia)

      Situazione:

      • Marco, 38 anni, ha lavorato a Londra per 4 anni come manager presso una multinazionale
      • Nel 2026 accetta un’offerta di lavoro a Milano con reddito lordo annuo di 80.000 euro
      • Trasferisce la residenza a Milano e richiede il regime impatriati
      • Non ha figli

      Calcolo senza regime impatriati (regime ordinario):

      • Reddito imponibile: 80.000 euro
      • IRPEF dovuta (aliquote ordinarie): circa 27.000 euro
      • Addizionali regionali e comunali: circa 2.500 euro
      • Totale imposte: 29.500 euro
      • Netto in busta paga: circa 50.500 euro

      Calcolo con regime impatriati (50% di detassazione):

      • Reddito imponibile ridotto: 40.000 euro (50% di 80.000)
      • IRPEF dovuta: circa 10.800 euro
      • Addizionali regionali e comunali (su 40.000): circa 1.200 euro
      • Totale imposte: 12.000 euro
      • Netto in busta paga: circa 68.000 euro

      Risparmio fiscale annuo: 17.500 euro (29.500 – 12.000)
      Risparmio in 5 anni: 87.500 euro

      Caso 2: Professionista Autonomo che Rientra in Sicilia

      Situazione:

      • Laura, 42 anni, consulente informatica, ha lavorato a Berlino per 5 anni
      • Nel 2026 rientra in Italia e apre partita IVA in Sicilia
      • Sceglie il regime forfettario con aliquota 5% (nuova attività)
      • Fatturato annuo: 50.000 euro
      • Ha 1 figlia minorenne

      Calcolo senza regime impatriati (solo forfettario):

      • Reddito imponibile forfettario (78% di 50.000): 39.000 euro
      • Imposta sostitutiva 5%: 1.950 euro
      • Contributi INPS (circa 25%): 9.750 euro
      • Totale oneri: 11.700 euro
      • Reddito netto: circa 38.300 euro

      Calcolo con regime impatriati + forfettario (70% detassazione Sud):

      • Reddito imponibile forfettario: 39.000 euro
      • Riduzione del 70% per impatriati: reddito tassabile 11.700 euro (30% di 39.000)
      • Imposta sostitutiva 5% su 11.700: 585 euro
      • Contributi INPS (invariati): 9.750 euro
      • Totale oneri: 10.335 euro
      • Reddito netto: circa 39.665 euro

      Risparmio fiscale annuo: 1.365 euro (11.700 – 10.335)
      Risparmio in 10 anni (con proroga per figlia): 13.650 euro

      Nota: Nel caso di regime forfettario, il risparmio è meno evidente perché l’aliquota di partenza è già molto bassa. Il vantaggio principale è la combinazione con altri benefici (niente IRAP, contabilità semplificata).

      Caso 3: Ricercatore Universitario che Rientra dall’Estero

      Situazione:

      • Giovanni, 35 anni, ricercatore presso l’Università di Cambridge per 3 anni
      • Nel 2026 rientra in Italia con un contratto da ricercatore presso l’Università di Bologna
      • Reddito lordo: 45.000 euro
      • Beneficia della detassazione del 90% come ricercatore

      Calcolo senza regime impatriati:

      • Reddito imponibile: 45.000 euro
      • IRPEF dovuta: circa 13.500 euro
      • Addizionali: circa 1.400 euro
      • Totale imposte: 14.900 euro
      • Netto: circa 30.100 euro

      Calcolo con regime impatriati (90% detassazione):

      • Reddito imponibile ridotto: 4.500 euro (10% di 45.000)
      • IRPEF dovuta: circa 1.035 euro
      • Addizionali (su 4.500): circa 140 euro
      • Totale imposte: 1.175 euro
      • Netto: circa 43.825 euro

      Risparmio fiscale annuo: 13.725 euro (14.900 – 1.175)
      Risparmio in 5 anni: 68.625 euro

      Come si può vedere, per i ricercatori il risparmio fiscale è estremamente significativo, rendendo molto più attrattivo il rientro in Italia.

      Confronto Riassuntivo

      ProfiloReddito LordoImposte OrdinarieImposte ImpatriatiRisparmio Annuo
      Manager Nord Italia (50%)80.000 €29.500 €12.000 €17.500 €
      Professionista Sud (70%)50.000 €11.700 €10.335 €1.365 €
      Ricercatore (90%)45.000 €14.900 €1.175 €13.725 €

      Cosa Cambia per Chi è Già nel Regime

      Il decreto fiscale 2026 introduce novità anche per chi sta già beneficiando del regime impatriati. Vediamo nel dettaglio come si applicano le nuove regole.

      Chi Ha Iniziato il Regime Prima del 2026

      Per i contribuenti che hanno già avviato il regime impatriati negli anni precedenti al 2026, valgono alcune norme di salvaguardia:

      • Le percentuali di detassazione NON cambiano: chi beneficia del 70% continua a beneficiarne fino alla scadenza naturale
      • La durata NON cambia: chi aveva diritto a 5 anni (o 10 con proroghe) li mantiene
      • I requisiti per le proroghe NON cambiano: chi aveva diritto alla proroga per figli con le vecchie regole può ancora richiederla

      In sostanza, il decreto fiscale 2026 non penalizza chi è già nel regime, garantendo il mantenimento dei benefici acquisiti.

      Lavoratori con Detassazione al 70% (Nord Italia)

      Chi ha trasferito la residenza nel Nord Italia negli anni scorsi beneficiando del 70% di detassazione:

      • Mantiene il 70% fino alla scadenza del regime (5 o 10 anni)
      • Non decade per effetto del decreto fiscale 2026
      • Può comunque richiedere le proroghe previste (figli a carico, acquisto casa)
      • Se trasferisce la residenza al Sud durante il periodo di agevolazione, continua con il 70% (non passa al 50%)

      Lavoratori con Figli: Nuove Regole per le Proroghe

      Per chi ha figli minorenni o a carico, il decreto 2026 modifica le regole delle proroghe:

      • Chi ha già richiesto la proroga con le vecchie regole (90% per chi aveva 3+ figli) la mantiene fino alla scadenza
      • Chi deve ancora richiedere la proroga seguirà le nuove regole (50-70% ma per 10 anni totali invece di 5)
      • Se durante i primi 5 anni nasce un figlio, si può richiedere retroattivamente la proroga di ulteriori 5 anni

      Compatibilità con il Regime Forfettario per Autonomi

      Una delle novità più importanti del 2026 è la conferma della compatibilità tra regime impatriati e regime forfettario:

      • Chi è già in forfettario può beneficiare dell’ulteriore detassazione impatriati
      • Chi ha aperto partita IVA nel 2025 o prima può scegliere il forfettario anche nel 2026
      • Il limite di 600.000 euro per gli autonomi si applica anche a chi è già nel regime

      Controlli e Adempimenti

      L’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli sul regime impatriati. Chi è già nel regime deve:

      • Conservare tutta la documentazione che prova la residenza estera e l’attività lavorativa
      • Dichiarare correttamente il reddito agevolato ogni anno
      • Comunicare eventuali cambiamenti (trasferimento residenza, cessazione attività, nascita figli)
      • Rispondere prontamente alle richieste dell’Agenzia delle Entrate

      In caso di controlli, è fondamentale poter dimostrare che i requisiti erano effettivamente soddisfatti al momento dell’accesso al regime. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi a un CAF o a un commercialista esperto.

      📬

      Resta aggiornato sulle novità fiscali

      Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.



      🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sul Regime Impatriati 2026

      Quanto dura il regime impatriati?

      Il regime impatriati ha una durata base di 5 anni (primo anno di trasferimento + 4 anni successivi). Con la presenza di almeno 1 figlio minorenne o a carico, la durata si estende a 10 anni totali. E possibile ottenere un ulteriore anno di proroga acquistando un immobile residenziale in Italia entro 12 mesi dal trasferimento.

      Posso cumulare regime impatriati e regime forfettario?

      Si, dal 2026 e confermata la piena compatibilita tra regime impatriati e regime forfettario. Si applica prima la flat tax del 15% (o 5% per nuove attivita) sul reddito forfettario, e poi la detassazione del 50-70% sul reddito impatriati. Il limite di reddito per gli autonomi e 600.000 euro annui.

      Cosa succede se perdo i requisiti durante il regime?

      Se si perde la residenza in Italia o si cessa l attivita lavorativa prima della scadenza naturale del regime, l agevolazione decade automaticamente. In questo caso, occorre versare la differenza di imposte per gli anni in cui si e beneficiato indebitamente, oltre a sanzioni e interessi. E fondamentale mantenere tutti i requisiti per l intera durata del regime.

      Il regime impatriati vale anche per cittadini stranieri?

      Si, il regime impatriati non e riservato solo ai cittadini italiani. Possono accedervi anche i cittadini stranieri che trasferiscono la propria residenza in Italia, purche soddisfino tutti i requisiti: residenza estera per almeno 3 anni, trasferimento in Italia, svolgimento di attivita lavorativa sul territorio italiano.

      Devo pagare i contributi INPS sul reddito pieno o su quello ridotto?

      I contributi previdenziali (INPS) si calcolano sul reddito pieno, non su quello ridotto. La detassazione del 50-70-90% si applica solo ai fini IRPEF, non ai fini contributivi. Quindi, un lavoratore con 60.000 euro di reddito paghera i contributi INPS su 60.000 euro, ma l IRPEF solo su 30.000 euro (con detassazione del 50%).

      Posso richiedere il regime impatriati se sono gia rientrato in Italia negli anni scorsi?

      No, il regime impatriati si applica solo a chi trasferisce la residenza in Italia a partire dalla data di entrata in vigore della norma. Chi e gia rientrato in Italia prima del 2016 non puo piu beneficiare dell agevolazione. E inoltre necessario non essere stati residenti in Italia nei 2 anni precedenti il trasferimento.

      Il regime impatriati vale anche per i pensionati?

      No, il regime impatriati si applica solo ai redditi da lavoro dipendente, autonomo o d impresa. Non si applica ai redditi da pensione. Tuttavia, esiste un regime agevolato specifico per i pensionati che trasferiscono la residenza in Italia (regime dei pensionati esteri), con regole e percentuali diverse.


      Hai Bisogno di Assistenza per il Regime Impatriati?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti, la documentazione necessaria e la compilazione della dichiarazione dei redditi con il regime impatriati.

      I nostri servizi includono:

      • Verifica preliminare dei requisiti per accedere al regime impatriati
      • Assistenza per la documentazione da presentare (certificati esteri, contratti, ecc.)
      • Compilazione dichiarazione dei redditi con applicazione corretta dell’agevolazione
      • Consulenza fiscale continuativa per tutta la durata del regime
      • Supporto in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate

      Contattaci su WhatsApp

      Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

        Il tuo nome (*)

        La tua email (*)

        Il tuo telefono (*)

        Richiesta (eventuale)

        Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


        Approfondimenti Correlati

        Scopri tutti i dettagli nelle nostre guide dedicate:

        • Regime Forfettario 2026: Requisiti e Aliquote – Tutto sul forfettario per professionisti e autonomi
        • Dichiarazione dei Redditi 730: Guida Completa – Come compilare il 730 e ottenere il rimborso
        • ISEE 2026: Guida Completa al Calcolo – Come richiedere l’ISEE e quali documenti servono

        CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

        ECCELLENTE
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        In base a 920 recensioni
        Google
        Pubblicato su Google Google
        Alexandra Bala profile picture
        Alexandra Bala
        04/09/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
        Pubblicato su Google Google
        paolino servidio profile picture
        paolino servidio
        03/09/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
        Pubblicato su Google Google
        Lady profile picture
        Lady
        01/09/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
        Pubblicato su Google Google
        Giulia Guida profile picture
        Giulia Guida
        25/08/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
        Pubblicato su Google Google
        Paola Zilli profile picture
        Paola Zilli
        07/08/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
        Pubblicato su Google Google
        Jacqueline B. profile picture
        Jacqueline B.
        06/08/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
        Pubblicato su Google Google
        Maura Masutto profile picture
        Maura Masutto
        06/08/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
        Pubblicato su Google Google
        Issam Elhefnawi profile picture
        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Molto gentile
        Pubblicato su Google Google
        Sibongile Moyana profile picture
        Sibongile Moyana
        30/07/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
        Pubblicato su Google Google
        Sabrina Cirina profile picture
        Sabrina Cirina
        23/07/2026
        Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

        Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

        Aprile 1, 2026/0 Commenti/da centrofiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 centrofiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png centrofiscale2026-04-01 13:04:432026-09-28 20:56:52Regime Impatriati 2026: Novità Decreto Fiscale e Requisiti Aggiornati
        CAF

        Regime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Il regime impatriati è una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi rientra in Italia dall’estero. Nel 2026 continua a garantire benefici fiscali significativi.

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.



        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        Cos’è il Regime Impatriati

        Il regime agevolato riduce la base imponibile IRPEF: tassazione solo su 30% (riduzione 70%) o 10% (riduzione 90%) del reddito.



        Lavoro da Remoto

        OK se datore italiano. Per datore estero serve P.IVA italiana.



        Figli Residenti

        OK maggiorazione 90% anche se figlio già in Italia (Circolare 17/E 2017).



        Requisiti

        1. Residenza fiscale Italia
        2. Residenza estera 2-6 anni
        3. Attività prevalente Italia



        Agevolazioni

        Base 70%: risparmio 11k/anno. Maggiorata 90%: risparmio 13k/anno.



        Come Richiedere

        Verifica requisiti CAF → Trasferisci residenza → Comunica datore → Raccogli docs → Dichiarazione annuale

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.



        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        FAQ

        Lavoro remoto azienda estera?

        Si con P.IVA italiana

        Figlio gia in Italia ok 90%?

        Si, basta minorenne


        Assistenza CAF

        WhatsApp

          Il tuo nome (*)

          La tua email (*)

          Il tuo telefono (*)

          Richiesta (eventuale)

          Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Tullio 13/B – 0432 1638640


          ARTICOLI CORRELATI

          CAF

          CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: Come Funziona il Servizio da Remoto per 730, ISEE e RED in Tutto il FVG

          Vivi a Trieste, Pordenone, Gorizia, in Carnia o in un comune del Friuli lontano da Udine? Hai una disabilità e spostarti è difficile? Sei un lavoratore con orari difficili da conciliare con quelli degli sportelli? Il CAF Centro Fiscale opera online per tutto il Friuli Venezia Giulia: 730, ISEE, RED, NASPI, dimissioni telematiche, successioni e molte altre pratiche si gestiscono completamente da casa, con la stessa qualità e sicurezza dello sportello fisico. In questa guida spieghiamo come funziona il servizio online del CAF Centro Fiscale, cosa ti serve, e quando invece conviene venire di persona.

          Indice dei contenuti

          1. Il CAF Centro Fiscale Online: Come Funziona
          2. 730 Online: Come Funziona da Casa
          3. ISEE Online: Come Ottenerlo da Casa
          4. RED Pensionati Online: Dichiarazione Reddituale da Remoto
          5. Altri Servizi CAF Disponibili Online in FVG
          6. Online vs Sportello Fisico: Quando Conviene Cosa
          7. Sicurezza e Privacy nel CAF Online
          8. Cosa Ti Serve per Iniziare con il CAF Online
          9. Domande Frequenti sul CAF Udine Online
          10. Contatta il CAF Centro Fiscale: Inizia Subito Online

          Il CAF Centro Fiscale Online: Come Funziona



          Il servizio online del CAF Centro Fiscale si basa sulla piattaforma pratiche.centrofiscale.com, attraverso la quale puoi:

          • Caricare i documenti necessari (foto o PDF) direttamente dal tuo smartphone o computer
          • Firmare i moduli con firma OTP (One Time Password via SMS) o via email, senza bisogno di SPID per tutti i servizi
          • Comunicare con il tuo consulente CAF assegnato via chat o email
          • Ricevere il modello firmato dal CAF in formato digitale
          • Monitorare lo stato di avanzamento della tua pratica

          In alternativa alla piattaforma, molti clienti preferiscono il canale WhatsApp (366 6018121): invii le foto dei documenti via messaggio, il consulente elabora la pratica e ti manda per la firma. Comodo, veloce, accessibile a tutti anche senza dimestichezza con i portali online.

          730 Online: Come Funziona da Casa



          Il modello 730 — la dichiarazione dei redditi per lavoratori dipendenti e pensionati — è uno dei servizi più richiesti al CAF e uno dei più adatti alla gestione da remoto:

          1. Invia i documenti: CU (Certificazione Unica), codice fiscale, documenti spese deducibili (mutuo, spese mediche, scontrini farmacia, spese scolastiche, donazioni, assicurazioni). Puoi fotografarli con lo smartphone e inviarli via WhatsApp o caricarli sul portale
          2. Il consulente CAF elabora il 730: con accesso al precompilato dell’Agenzia delle Entrate (dato il codice fiscale e il consenso), il consulente integra le spese non precaricate e verifica tutto
          3. Firma il modello: ricevi via email o WhatsApp il modello 730 elaborato. Lo firmi digitalmente (OTP via SMS) o — per chi preferisce — lo firmi fisicamente e ce lo rimandi in foto
          4. Invio telematico all’AdE: il CAF trasmette il 730 all’Agenzia delle Entrate e ti invia la ricevuta di trasmissione
          5. Il rimborso arriva direttamente in busta paga (lavoratori dipendenti) o sul conto corrente (pensionati tramite cedolino INPS)

          ISEE Online: Come Ottenerlo da Casa



          • Invia i documenti: CU o 730, estratti conto bancari/postali al 31/12, visura catastale degli immobili, dati ISEE anno precedente se disponibile
          • Il CAF compila la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) sul Portale unico ISEE dell’INPS
          • Firmi la DSU digitalmente (OTP) o via firma cartacea fotografata
          • Ricevi l’ISEE definitivo via email in pochi giorni lavorativi

          RED Pensionati Online: Dichiarazione Reddituale da Remoto



          Il modello RED (Dichiarazione Reddituale) è obbligatorio per i pensionati che ricevono dall’INPS una lettera di richiesta annuale. Si trasmette all’INPS tramite un CAF, che assiste gratuitamente il pensionato, oppure direttamente online con SPID, CIE o CNS (scheda INPS “La dichiarazione della situazione reddituale (RED)”). Per i pensionati anziani che vivono in zone periferiche del FVG (Carnia, Gemonese, bassa friulana) la gestione online è particolarmente preziosa:

          • Il pensionato o un familiare invia via WhatsApp: la lettera INPS di richiesta RED, il codice fiscale, e informazioni sui redditi (CU dell’anno)
          • Il CAF elabora il modello RED e lo invia telematicamente all’INPS
          • La pratica è completata senza spostamenti: il pensionato rimane a casa

          Altri Servizi CAF Disponibili Online in FVG

          ServizioOnlineDocumenti necessari (invio via WhatsApp/portale)
          NASPI (domanda)SÌ (patronato)Lettera licenziamento, CU, CF, IBAN
          Dimissioni online (portale MdL)SÌSPID o delega a CAF, contratto di lavoro
          Assegno Unico UniversaleSÌISEE, CF figli, IBAN
          Invalidità civile (domanda)SÌ per domanda; NO per visita medicaCertificati medici, CF, documenti identità
          Successione sempliceSÌ (per successioni senza immobili complessi)Atto di morte, documenti eredi, inventario beni
          Bonus casa regionale FVG (ISEE)SÌ (ISEE parte online)Vedi sezione ISEE
          Modello UNICO/Redditi PFSÌCU, F24, documenti attività, quadri esteri
          RED pensionatiSÌLettera INPS + CU

          Online vs Sportello Fisico: Quando Conviene Cosa

          Il servizio online è pratico per la maggior parte dei casi, ma ci sono situazioni in cui è preferibile o necessario venire in sede a Udine:

          SituazioneOnlineSportello Udine
          730 standard (dipendente, pensionato)OTTIMOPossibile ma non necessario
          730 con situazioni complesse (coniuge non residente, redditi esteri, criptovalute)FATTIBILEConsigliato per prima consulenza
          ISEE standard nucleo familiareOTTIMONon necessario
          Successione con sistema tavolare FVG (immobili)PARZIALMENTESpesso necessario per documenti catastali originali
          Persona anziana non abituata ai digitaliVia WhatsApp con aiuto familiareSportello con accompagnatore
          Primo contatto / consulenza fiscaleVia telefono o WhatsAppConsigliato per questioni complesse
          Firma di atti notarili o documenti originaliNON possibileNecessario in sede

          Sicurezza e Privacy nel CAF Online

          Inviare documenti personali via WhatsApp o portale web solleva spesso domande sulla sicurezza. Il CAF Centro Fiscale gestisce i tuoi dati in conformità con il GDPR (Regolamento UE 2016/679):

          • I documenti inviati via WhatsApp sono protetti dalla crittografia end-to-end di WhatsApp Business
          • La piattaforma pratiche.centrofiscale.com usa connessioni HTTPS certificate e server italiani
          • I dati personali e fiscali non vengono ceduti a terzi
          • Le informazioni vengono conservate nel rispetto dei termini di legge (10 anni per documenti fiscali) e poi eliminate
          • Ogni operatore CAF ha accesso solo ai dati strettamente necessari per elaborare la tua pratica

          Cosa Ti Serve per Iniziare con il CAF Online

          Per attivare il servizio online del CAF Centro Fiscale ti basta:

          1. Uno smartphone o un computer con connessione internet (anche semplice connessione 4G)
          2. La possibilità di fotografare i documenti: la fotocamera dello smartphone è sufficiente
          3. Un numero di telefono per ricevere l’OTP di firma (SMS) o la conferma via WhatsApp
          4. Un indirizzo email per ricevere le pratiche elaborate e le ricevute di trasmissione

          Non serve SPID per tutti i servizi (per alcuni sì, come le dimissioni online). Non serve firma digitale con smart card. Non serve nulla di speciale: se usi WhatsApp, puoi usare il CAF online.

          Fonti

          • Agenzia delle Entrate – Accesso alla dichiarazione precompilata (delega al CAF)
          • INPS – Scheda servizio “La dichiarazione della situazione reddituale (RED)”
          • INPS – Portale unico ISEE (DSU e attestazione ISEE)
          • Regolamento (UE) 2016/679 del 27 aprile 2016 (GDPR) – EUR-Lex

          Domande Frequenti sul CAF Udine Online

          Abito a Trieste (o Pordenone, o Carnia). Posso rivolgermi al CAF Centro Fiscale di Udine?
          Assolutamente sì. Il CAF Centro Fiscale opera online per tutto il Friuli Venezia Giulia e anche oltre i confini regionali. Non è necessaria la residenza a Udine o nella provincia di Udine per usufruire dei servizi.

          Devo avere SPID per usare il CAF online?
          Per la maggior parte dei servizi CAF (730, ISEE, RED, NASPI), lo SPID non è necessario: ci pensa il CAF ad accedere ai portali con le proprie credenziali di intermediario. Per alcuni servizi come le dimissioni online o alcune pratiche INPS che richiedono la firma del cittadino sul portale, può essere necessario che tu abbia SPID. Il consulente CAF ti dirà in anticipo se hai bisogno di attivarlo.

          I miei documenti vengono conservati in modo sicuro se li invio via WhatsApp?
          WhatsApp Business usa crittografia end-to-end: i messaggi non sono accessibili a terzi durante la trasmissione. I documenti vengono poi gestiti dai sistemi interni del CAF in conformità con il GDPR. Per chi ha dubbi sulla privacy, è disponibile anche la piattaforma sicura pratiche.centrofiscale.com.

          Contatta il CAF Centro Fiscale: Inizia Subito Online

          Che tu sia a Udine, Trieste, Pordenone, Gorizia, Cividale, Lignano o in Carnia, il CAF Centro Fiscale è il tuo centro di assistenza fiscale e patronato a distanza per tutto il FVG.

          • Telefono: 0432 1638640
          • WhatsApp: 366 6018121 (il modo più rapido per iniziare)
          • Portale online: pratiche.centrofiscale.com
          • Sede fisica (per chi preferisce di persona): Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine

          Anche se non sei a Udine, possiamo aiutarti.

          Articolo redatto a giugno 2026. I servizi online del CAF sono continuamente aggiornati: per conoscere le ultime funzionalità disponibili, contattaci direttamente.

          Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

          Ottobre 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-01 15:00:002026-09-29 07:39:18CAF Udine Online vs Sportello Fisico 2026: 730, ISEE e RED da Remoto in Tutto il FVG
          CAF, ISEE

          ISEE 2027: Guida Completa a Prima Casa, Redditi, Patrimoni e 10 Documenti da Preparare

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          L’ISEE 2027 è il documento che apre la porta alla maggior parte dei bonus e delle agevolazioni destinate alle famiglie italiane: dall’Assegno unico universale al bonus asilo nido, dal bonus bollette alle rette scolastiche, fino alle borse di studio universitarie e ai servizi sociali comunali. Si tratta dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, cioè un numero che fotografa la reale capacità economica del tuo nucleo familiare mettendo insieme redditi, patrimoni e numero di componenti.

          Ogni anno l’indicatore va rinnovato e, da gennaio, gli uffici sono presi d’assalto. Arrivare preparati fa la differenza: sapere quali documenti servono, come viene valutata la prima casa e quali somme finiscono nel calcolo evita errori, ritardi e soprattutto ISEE più alti del dovuto. In questa guida trovi tutto quello che serve per affrontare l’ISEE 2027 con serenità: cosa cambia rispetto al 2026, quali redditi e patrimoni contano davvero, la checklist completa dei documenti e gli errori più comuni. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo passo, in ufficio e online.

          Indice dei contenuti

          1. ISEE 2027: cos’è e a cosa serve davvero
          2. Quando si rinnova l’ISEE 2027 e quanto dura
          3. Prima casa e ISEE 2027: come viene valutato l’immobile
          4. Quali redditi contano nell’ISEE 2027
          5. Quali patrimoni contano nell’ISEE 2027
          6. Scala di equivalenza: quanto conta la composizione del nucleo
          7. Documenti da preparare per l’ISEE 2027: la checklist completa
          8. Come presentare la DSU per l’ISEE 2027
          9. Cosa cambia nell’ISEE 2027 rispetto al 2026
          10. Errori comuni da evitare nell’ISEE 2027
          11. Approfondimenti correlati sull’ISEE 2027
          12. Domande frequenti sull’ISEE 2027
          13. Affidati al CAF per il tuo ISEE 2027

          ISEE 2027: cos’è e a cosa serve davvero

          L’ISEE 2027 è un indicatore calcolato dall’INPS sulla base dei dati che la famiglia dichiara nella DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica. Il nome spaventa, ma il concetto è semplice: è il modulo in cui il nucleo familiare racconta la propria situazione economica. L’INPS incrocia queste informazioni con quelle dell’Agenzia delle Entrate e dei propri archivi e restituisce l’attestazione ISEE, il documento che poi presenti agli enti per ottenere le agevolazioni.

          La formula, spiegata in parole povere, funziona così: si sommano tutti i redditi del nucleo, si aggiunge il 20% del patrimonio (immobiliare e mobiliare, al netto delle franchigie) e si ottiene l’ISE. Questo valore viene poi diviso per la scala di equivalenza, un coefficiente che cresce con il numero dei componenti: ecco perché due famiglie con lo stesso reddito, ma una con un figlio e l’altra con tre, ottengono un ISEE 2027 molto diverso.

          Le prestazioni collegate all’indicatore sono moltissime. Ecco le principali per cui ti verrà chiesto l’ISEE 2027:

          • Assegno unico universale per i figli a carico, il cui importo cresce al diminuire dell’ISEE
          • Bonus asilo nido e contributi per le rette dei servizi educativi
          • Bonus sociale bollette per luce, gas e acqua, riconosciuto in automatico ai nuclei sotto soglia
          • Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro
          • Borse di studio, tasse universitarie, mense e trasporti scolastici
          • Servizi sociali comunali, assistenza domiciliare e strutture per anziani

          Senza un ISEE 2027 valido molte di queste misure vengono sospese, ridotte all’importo minimo o semplicemente non erogate. È il motivo per cui il rinnovo di gennaio è l’adempimento più importante dell’anno per le famiglie. Se vuoi capire come l’indicatore incide su una delle misure più diffuse, trova un approfondimento nella nostra guida all’Assegno Unico 2027.



          Quando si rinnova l’ISEE 2027 e quanto dura

          L’ISEE 2027 si rinnova a partire dal 1° gennaio 2027 e resta valido fino al 31 dicembre 2027. Non esiste un rinnovo automatico: anche se la tua situazione economica è identica all’anno precedente, devi presentare una nuova DSU. L’attestazione dell’anno prima scade e da quel momento non è più spendibile presso Comuni, INPS, università o gestori delle utenze.

          Un punto che genera molta confusione riguarda i dati utilizzati. L’ISEE 2027 non fotografa la tua situazione di oggi, ma guarda indietro nel tempo secondo due regole diverse:

          • Redditi: si considerano quelli del secondo anno precedente, quindi i redditi del 2025 dichiarati nel 2026
          • Patrimoni: si considera la situazione al 31 dicembre 2025, sia per gli immobili sia per conti correnti e investimenti

          Questo scarto temporale può penalizzare chi ha subito un peggioramento recente. Immagina che Marco abbia perso il lavoro a settembre 2026: il suo ISEE 2027 continuerebbe a basarsi sullo stipendio pieno del 2025, restituendo un valore alto e irrealistico. Per casi come questo esiste l’ISEE corrente, una versione aggiornata che consente di sostituire i redditi datati con quelli degli ultimi mesi, a patto che si sia verificata una variazione della situazione lavorativa oppure una riduzione del reddito superiore al 25%. L’ISEE corrente ha però una validità limitata nel tempo (in linea generale sei mesi, salvo nuovi eventi che ne impongono l’aggiornamento) e richiede documentazione specifica.

          Il consiglio pratico è semplice: non aspettare. Chi presenta la DSU a gennaio ottiene l’ISEE 2027 in tempo utile per le domande di bonus che si aprono nei primi mesi dell’anno, evitando la corsa di primavera. Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine già da dicembre per assicurarti uno slot nelle prime settimane.



          Prima casa e ISEE 2027: come viene valutato l’immobile

          La prima casa è l’elemento che più di ogni altro fa discutere le famiglie proprietarie. Molti si chiedono perché, pur avendo redditi modesti, si ritrovino un ISEE 2027 troppo alto per accedere ai bonus. La risposta sta nel patrimonio immobiliare, che entra nel calcolo anche quando si tratta dell’abitazione in cui vivi.



          Da quale valore si parte

          Il punto di partenza non è il prezzo di mercato dell’immobile, né quello che hai pagato per comprarlo, ma il valore ai fini IMU al 31 dicembre 2025. Si tratta di un valore fiscale, ottenuto rivalutando la rendita catastale e moltiplicandola per un coefficiente che dipende dalla categoria dell’immobile. Nella pratica è quasi sempre molto più basso del valore commerciale, ed è una buona notizia per il tuo ISEE 2027.

          Dal valore così determinato si sottrae il mutuo residuo al 31 dicembre 2025, cioè il debito ancora da rimborsare alla banca. È un passaggio spesso dimenticato che può abbattere in modo significativo l’indicatore: se la tua casa vale 80.000 euro ai fini IMU e hai ancora 50.000 euro di mutuo da pagare, il valore rilevante scende a 30.000 euro. Per questo motivo il certificato del mutuo residuo rilasciato dalla banca è un documento da non trascurare mai.

          La franchigia sulla casa di abitazione

          Sulla casa in cui risiede il nucleo familiare si applica poi una franchigia, cioè una quota di valore che viene semplicemente ignorata. La Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 208) ha innalzato questa franchigia dai precedenti 52.500 euro a 91.500 euro, con un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo; per i nuclei residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane la soglia arriva fino a 120.000 euro. L’eventuale valore che eccede la franchigia non viene comunque conteggiato per intero: rileva solo per due terzi.

          Attenzione a una precisazione fondamentale, spesso taciuta nelle ricostruzioni semplificate: la franchigia potenziata non si applica a tutte le prestazioni, ma è stata prevista per un gruppo specifico di misure, tra cui l’Assegno unico universale, il bonus asilo nido, l’Assegno di inclusione, il Supporto per la formazione e il lavoro e il bonus nuovi nati. Per le altre agevolazioni possono continuare a valere i criteri ordinari. In concreto, la tua attestazione ISEE 2027 può riportare più valori, ciascuno valido per una specifica finalità: è normale e non è un errore.

          E se non sei proprietario? Chi vive in affitto beneficia di un abbattimento del reddito pari al canone annuo effettivamente pagato, entro un tetto massimo maggiorato in presenza di più figli conviventi. Serve il contratto di locazione registrato, con gli estremi di registrazione. Le seconde case, i terreni e gli immobili all’estero seguono invece regole diverse e non godono della franchigia prevista per l’abitazione principale: rientrano nel patrimonio con il loro valore IMU al netto dell’eventuale mutuo.

          Quali redditi contano nell’ISEE 2027

          Nell’ISEE 2027 confluiscono i redditi del 2025 di tutti i componenti del nucleo familiare. Un errore diffuso è pensare che conti solo lo stipendio: in realtà il perimetro è molto più ampio e comprende anche somme che non hai mai dichiarato nel modello 730 perché esenti da IRPEF.

          Ecco le principali componenti che entrano nel calcolo dell’ISEE 2027:

          • Reddito complessivo IRPEF risultante dalla dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025) o dalla Certificazione Unica
          • Redditi a tassazione sostitutiva o separata: cedolare secca sugli affitti, regime forfettario delle partite IVA, premi di risultato detassati
          • Redditi esenti da imposta, come alcune borse di studio o compensi non tassati
          • Trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari esenti IRPEF erogati da enti pubblici: pensioni di invalidità civile, indennità di accompagnamento, assegni sociali
          • Redditi di lavoro prestato all’estero tassati esclusivamente nel Paese estero
          • Redditi figurativi del patrimonio mobiliare, calcolati automaticamente dall’INPS

          La buona notizia è che molti di questi dati non li devi cercare tu: i trattamenti erogati dall’INPS e il reddito complessivo dichiarato all’Agenzia delle Entrate vengono recuperati direttamente dalle banche dati. Vanno invece segnalate le somme percepite da altri enti (Regione, Comune, casse professionali, enti esteri) che gli archivi centrali non conoscono. Ometterle espone al rischio di un ISEE difforme e, nei casi più gravi, alla revoca dei benefici ottenuti.

          Dal totale dei redditi si sottraggono alcune voci che riducono l’ISEE 2027: gli assegni di mantenimento versati all’ex coniuge, le spese sanitarie per disabilità e per l’assistenza personale, il canone di locazione e una franchigia percentuale sui redditi da lavoro dipendente oppure, in alternativa, sui trattamenti pensionistici. Sono deduzioni che l’operatore del CAF Centro Fiscale individua in sede di compilazione e che il fai-da-te spesso lascia sul tavolo.

          Un’ultima raccomandazione: se non hai ancora presentato la dichiarazione dei redditi relativa al 2025 o se hai dubbi sulla sua correttezza, sistemala prima di affrontare l’ISEE 2027. Su questo aspetto può esserti utile la nostra guida alla dichiarazione dei redditi tardiva, perché una dichiarazione mancante o sbagliata si riflette inevitabilmente sull’indicatore.



          Quali patrimoni contano nell’ISEE 2027

          Il patrimonio è la seconda gamba dell’ISEE 2027 e pesa per il 20% del suo valore complessivo, al netto delle franchigie. Si divide in due categorie: patrimonio immobiliare e patrimonio mobiliare. La data di riferimento, lo ripetiamo perché è cruciale, è il 31 dicembre 2025.



          Il patrimonio immobiliare

          Comprende tutti gli immobili e i terreni posseduti in Italia e all’estero da ciascun componente del nucleo, valutati con il criterio IMU e ridotti del mutuo residuo. Rientrano box, cantine autonome, appartamenti ereditati e quote di comproprietà: se possiedi il 50% di una casa, nel tuo ISEE 2027 entra solo la tua metà. Anche i diritti reali come l’usufrutto vanno dichiarati, mentre la nuda proprietà segue regole particolari che è bene far valutare a un operatore esperto.

          Il patrimonio mobiliare

          Qui finisce tutto ciò che è “liquido” o investito: conti correnti, libretti, carte prepagate con IBAN, depositi a risparmio, azioni, obbligazioni, fondi comuni, polizze a capitalizzazione, quote societarie e criptovalute. Per i conti correnti non basta indicare il saldo: occorre riportare sia il saldo al 31 dicembre sia la giacenza media annua, un dato che la banca fornisce su richiesta e che rappresenta la media delle somme presenti sul conto durante l’anno. Chi dichiara solo il saldo rischia un’attestazione con annotazione di omissione o difformità, che alcuni enti rifiutano.

          Anche sul mobiliare esistono franchigie che alleggeriscono il conteggio: la soglia base è di 6.000 euro, aumentata di 2.000 euro per ogni componente successivo al primo fino a un massimo di 10.000 euro, con un ulteriore incremento per le famiglie con più figli. A questa si aggiunge una misura introdotta negli ultimi anni e particolarmente rilevante per i risparmiatori prudenti: gli investimenti in titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale sono esclusi dal patrimonio mobiliare fino a 50.000 euro per nucleo familiare. Una famiglia che tiene i risparmi in BTP o buoni postali, quindi, può vedere un ISEE 2027 sensibilmente più basso rispetto a chi li tiene sul conto corrente.

          Le franchigie e i criteri di computo vengono ritoccati periodicamente dai decreti attuativi: prima di fare calcoli “fai da te” conviene sempre verificare i valori aggiornati con un operatore del CAF o sul sito dell’INPS, perché una stima sbagliata porta a rinunciare a bonus a cui in realtà si avrebbe diritto.

          Scala di equivalenza: quanto conta la composizione del nucleo

          Una volta sommati redditi e quota di patrimonio si ottiene l’ISE. Per trasformarlo in ISEE 2027 si divide per il parametro della scala di equivalenza, che tiene conto del fatto che una stessa cifra sostiene molto meglio una persona sola che una famiglia di cinque. Il parametro parte da 1,00 per il nucleo di un solo componente e cresce progressivamente: 1,57 con due componenti, 2,04 con tre, 2,46 con quattro, 2,85 con cinque, più 0,35 per ogni ulteriore componente.

          A questi valori si aggiungono maggiorazioni che abbassano ulteriormente l’indicatore in presenza di situazioni specifiche: famiglie numerose con tre, quattro o cinque e più figli, nuclei con componenti con disabilità media, grave o non autosufficienza, nuclei con figli minori in cui entrambi i genitori lavorano oppure con un solo genitore lavoratore. La Legge di Bilancio 2026 è intervenuta rafforzando le maggiorazioni per i nuclei con due o più figli, che nell’ISEE 2027 vedono un trattamento più favorevole rispetto al passato: anche in questo caso, però, il beneficio opera soltanto per le prestazioni individuate dalla legge, le stesse a cui si applica la franchigia potenziata sulla prima casa.

          Definire correttamente il nucleo familiare è quindi decisivo. La regola generale è quella dello stato di famiglia anagrafico, ma esistono numerose eccezioni: i coniugi con residenze diverse fanno comunque parte dello stesso nucleo salvo casi tassativi (separazione, divorzio, provvedimenti giudiziari, abbandono documentato), il figlio maggiorenne non convivente ma fiscalmente a carico dei genitori rientra nel loro nucleo se non è coniugato e non ha figli, e per i minori con genitori non conviventi si applica l’ISEE minorenni, che considera anche la posizione del genitore non presente in casa. Sono le situazioni in cui un errore di impostazione stravolge il risultato finale.

          Documenti da preparare per l’ISEE 2027: la checklist completa

          Presentarsi con la documentazione completa è il modo più efficace per ottenere l’ISEE 2027 in un solo appuntamento. Ecco i 10 gruppi di documenti da mettere insieme prima di rivolgerti al CAF.

          1. Documento d’identità valido del dichiarante e codice fiscale (o tessera sanitaria) di tutti i componenti del nucleo
          2. Autocertificazione del nucleo familiare con i dati anagrafici aggiornati alla data di presentazione della DSU
          3. Modello 730 o Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) e Certificazione Unica 2026 di ciascun componente che ha percepito redditi
          4. Documentazione dei redditi esenti e dei trattamenti assistenziali non erogati dall’INPS: contributi regionali o comunali, borse di studio, indennità estere
          5. Dati catastali degli immobili posseduti al 31 dicembre 2025 (visure, atti di acquisto, rogiti, dichiarazione di successione) compresi terreni e immobili all’estero
          6. Certificazione del mutuo residuo al 31 dicembre 2025 rilasciata dalla banca, indispensabile per ridurre il valore della prima casa
          7. Contratto di locazione registrato con estremi di registrazione e importo del canone annuo, per chi vive in affitto
          8. Saldo al 31 dicembre 2025 e giacenza media annua di tutti i conti correnti, libretti, carte con IBAN e depositi, italiani ed esteri
          9. Documentazione degli altri strumenti finanziari: azioni, obbligazioni, titoli di Stato, buoni postali, fondi, polizze vita a capitalizzazione, quote societarie, criptovalute
          10. Certificazioni di disabilità o invalidità (verbali INPS, legge 104) e documentazione delle spese di assistenza personale o di ricovero in strutture residenziali

          A questi si aggiungono, quando presenti, le targhe di autoveicoli, motoveicoli di grossa cilindrata e imbarcazioni intestati ai componenti del nucleo: non concorrono al patrimonio ma vanno indicati nella DSU ai fini dei controlli. Se nel corso del 2025 hai chiuso un conto corrente, conserva comunque la documentazione: va dichiarato ugualmente, con la data di chiusura.

          Un suggerimento pratico: prepara una cartella unica, cartacea o digitale, con tutto il materiale e aggiornala ogni gennaio. Ti farà risparmiare tempo prezioso ogni anno e renderà la compilazione dell’ISEE 2027 molto più rapida.



          Come presentare la DSU per l’ISEE 2027

          Per ottenere l’ISEE 2027 occorre presentare la DSU. Esistono due modalità: la DSU precompilata, in cui una parte dei dati patrimoniali e reddituali viene proposta in automatico dall’INPS, e la DSU ordinaria, compilata integralmente sulla base delle informazioni fornite dalla famiglia.

          La precompilata sembra la strada più comoda, ma nasconde alcune insidie. Richiede che ogni componente maggiorenne del nucleo autorizzi il trattamento dei propri dati, e i valori proposti non sono sempre completi: conti cointestati, rapporti finanziari aperti per pochi mesi, immobili ereditati di recente o patrimoni esteri spesso mancano o sono riportati in modo parziale. Accettare i dati senza verificarli significa rischiare un’attestazione con annotazioni di difformità, che complica l’accesso ai bonus e può richiedere una nuova presentazione. Se vuoi approfondire il funzionamento di questo strumento, abbiamo dedicato una guida alla DSU precompilata e alle novità sul patrimonio.

          La via più sicura resta l’assistenza di un centro autorizzato. Rivolgendoti al CAF Centro Fiscale a Udine l’operatore verifica con te la composizione del nucleo, controlla la documentazione, applica tutte le deduzioni spettanti e trasmette la DSU all’INPS. L’attestazione viene poi rilasciata nel giro di pochi giorni lavorativi e ti viene consegnata pronta all’uso. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online per chi preferisce non spostarsi: la documentazione si invia in formato digitale e la pratica viene gestita a distanza in tutta Italia.

          Per chi vive in Friuli Venezia Giulia c’è un ulteriore motivo per affidarsi a un CAF del territorio: molte prestazioni sono regionali o comunali (contributi per l’abitazione, agevolazioni sulle rette degli asili nido comunali, benefici per il diritto allo studio, misure di sostegno al reddito) e hanno soglie e scadenze proprie, diverse da quelle nazionali. Conoscere i bandi locali del Comune di Udine e della Regione permette di usare l’ISEE 2027 al meglio, senza lasciare opportunità inutilizzate.

          Cosa cambia nell’ISEE 2027 rispetto al 2026

          Veniamo alla domanda che tutti si pongono. Allo stato attuale, l’impianto dell’ISEE 2027 resta quello disegnato dal DPCM 5 dicembre 2013, n. 159 e aggiornato negli ultimi anni: non risultano confermate riforme radicali dell’indicatore. È un punto su cui conviene essere espliciti, perché in rete circolano spesso anticipazioni su “nuovi ISEE” che poi non trovano riscontro nelle norme approvate.

          Le novità reali che il ISEE 2027 eredita dall’anno precedente sono sostanzialmente tre:

          • Franchigia sulla prima casa più alta: da 52.500 a 91.500 euro, fino a 120.000 euro nei comuni capoluogo delle città metropolitane, con incremento per i figli conviventi. Vale però solo per le prestazioni individuate dalla legge
          • Maggiorazioni della scala di equivalenza rafforzate per le famiglie con due o più figli, anch’esse limitate alle prestazioni individuate dalla legge
          • Esclusione dei titoli di Stato e del risparmio postale dal patrimonio mobiliare entro il limite di 50.000 euro per nucleo familiare, misura già operativa dal 2025

          Nel 2026 queste misure hanno richiesto tempi tecnici di adeguamento delle procedure INPS e della DSU precompilata. Con l’ISEE 2027 dovrebbero operare a pieno regime fin dalle prime settimane dell’anno, il che significa attestazioni più coerenti e meno necessità di rifare la pratica in corso d’anno. Restano invece attesi decreti attuativi su alcuni aspetti tecnici, in particolare sui criteri di computo del patrimonio mobiliare estero e delle criptovalute: finché non saranno pubblicati, è prudente non dare per acquisite regole diverse da quelle oggi vigenti.

          Un effetto pratico da tenere d’occhio riguarda le soglie delle prestazioni: anche quando l’ISEE non cambia, possono cambiare gli importi dei bonus e i limiti per accedervi, come accade ogni anno con la rivalutazione degli assegni. Ne parliamo nel dettaglio nell’articolo sugli aumenti dell’Assegno Unico 2027.



          Errori comuni da evitare nell’ISEE 2027

          Nella nostra esperienza quotidiana allo sportello, la maggior parte dei problemi legati all’ISEE 2027 nasce da pochi errori ricorrenti. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.

          • Dimenticare la giacenza media dei conti correnti: è l’omissione numero uno e genera attestazioni difformi
          • Non dichiarare i conti chiusi durante l’anno di riferimento, convinti che non contino più
          • Omettere il mutuo residuo sulla prima casa, rinunciando a un abbattimento importante del patrimonio
          • Sbagliare la composizione del nucleo, soprattutto con coniugi separati, figli maggiorenni a carico o genitori non conviventi
          • Non segnalare la disabilità di un componente, perdendo maggiorazioni e deduzioni che abbassano sensibilmente l’indicatore
          • Presentare la DSU troppo tardi, quando le graduatorie per bonus e servizi sono già chiuse

          C’è poi un errore più sottile: rassegnarsi a un ISEE troppo alto. Se la tua situazione economica è peggiorata dopo il 2025 esiste l’ISEE corrente, se hai figli minori con genitori non conviventi esiste l’ISEE minorenni, se lo studente universitario vive fuori sede esistono regole specifiche per l’ISEE università. Sono strumenti pensati proprio per fotografare meglio la realtà, ma vanno richiesti con la documentazione giusta.

          Infine, ricorda che un ISEE 2027 errato non è solo un’occasione persa: le dichiarazioni non veritiere nella DSU espongono a controlli, revoca dei benefici e restituzione delle somme percepite, oltre alle sanzioni previste per le false dichiarazioni. Meglio una compilazione attenta e assistita che un rimedio tardivo.

          Approfondimenti correlati sull’ISEE 2027

          L’ISEE 2027 non è un documento unico e uguale per tutti: esistono diverse declinazioni pensate per situazioni specifiche, che vale la pena conoscere prima di presentare la DSU.

          • ISEE corrente: aggiorna redditi e, in alcuni casi, patrimonio quando la situazione economica peggiora in modo significativo rispetto all’anno di riferimento
          • ISEE minorenni: si applica quando i genitori del minore non sono coniugati tra loro e non convivono, ed è quello richiesto per il bonus asilo nido
          • ISEE università: serve per tasse universitarie, borse di studio e servizi per il diritto allo studio, con regole particolari per lo studente indipendente
          • ISEE sociosanitario: utilizzato per prestazioni rivolte a persone con disabilità o non autosufficienti, anche in forma ristretta
          • DSU precompilata: la modalità semplificata di presentazione, con dati proposti dall’INPS da verificare con attenzione

          Ognuna di queste varianti può portare a un valore diverso e, in molti casi, più favorevole. Durante l’appuntamento per l’ISEE 2027 l’operatore valuta insieme a te quale sia la tipologia corretta in base alle prestazioni che intendi richiedere: non è raro che una stessa famiglia debba disporre di più attestazioni nello stesso anno.



          Fonti

          • DPCM 5 dicembre 2013, n. 159, regolamento ISEE (Normattiva, testo vigente)
          • Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, comma 208: franchigia prima casa e maggiorazioni per i figli
          • Legge 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, comma 183: esclusione di titoli di Stato e risparmio postale fino a 50.000 euro

          Domande frequenti sull’ISEE 2027

          Quando scade l’ISEE 2027?

          L’ISEE 2027 scade il 31 dicembre 2027, indipendentemente dal mese in cui è stato rilasciato. Dal 1° gennaio 2028 serve una nuova DSU. Fa eccezione l’ISEE corrente, che ha una validità più breve legata alla variazione che lo ha originato.

          Cosa succede se non presento la DSU a gennaio?

          Senza un ISEE 2027 valido le prestazioni collegate vengono erogate nell’importo minimo o sospese. Per l’Assegno unico, ad esempio, l’assenza di ISEE comporta l’importo più basso previsto. Recuperare è possibile, ma alcune misure riconoscono gli arretrati solo entro finestre temporali precise: presentare la DSU nelle prime settimane dell’anno resta la scelta più sicura.

          La prima casa influisce sempre sull’ISEE 2027?

          No. Grazie alla franchigia innalzata dalla Legge di Bilancio 2026, moltissime abitazioni principali restano completamente fuori dal calcolo, soprattutto se gravate da mutuo. Attenzione però: la franchigia potenziata opera per un elenco specifico di prestazioni, per cui la tua attestazione ISEE 2027 potrebbe riportare valori differenti a seconda del beneficio richiesto.

          Devo dichiarare le criptovalute nell’ISEE 2027?

          Sì. Le criptovalute rientrano nel patrimonio mobiliare e vanno indicate con il valore posseduto al 31 dicembre dell’anno di riferimento. Ometterle espone al rischio di difformità in sede di controllo: porta con te la documentazione dell’exchange o del wallet quando vieni al CAF.

          Posso avere un ISEE 2027 più basso se ho perso il lavoro?

          Sì, attraverso l’ISEE corrente, che consente di sostituire i redditi del 2025 con quelli recenti quando si è verificata una variazione della situazione lavorativa o una riduzione del reddito oltre la soglia prevista. Serve documentazione specifica (lettera di licenziamento, cessazione, buste paga o indennità percepite): gli operatori del CAF verificano se ricorrono le condizioni.

          Quanto tempo serve per ottenere l’ISEE 2027?

          Una volta trasmessa la DSU, l’INPS elabora l’attestazione in genere entro pochi giorni lavorativi. I tempi si allungano quando emergono incongruenze con gli archivi dell’Agenzia delle Entrate: è proprio per ridurre questo rischio che conviene far controllare i dati da un operatore prima dell’invio.

          Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


          Affidati al CAF per il tuo ISEE 2027

          L’ISEE 2027 è il documento che determina l’accesso alla quasi totalità dei sostegni per le famiglie: un valore calcolato male, per un dato dimenticato o per una deduzione non applicata, può costare centinaia di euro di bonus persi. Farlo bene, e farlo subito a gennaio, è un investimento di pochi minuti che si ripaga per tutto l’anno.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce ogni anno migliaia di pratiche ISEE e DSU: raccogliamo i documenti, verifichiamo la composizione del nucleo, applichiamo tutte le franchigie e le deduzioni spettanti e trasmettiamo la dichiarazione all’INPS, seguendoti fino al rilascio dell’attestazione. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine sia online, in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità della pratica.

          Hai bisogno di assistenza per l’ISEE 2027 e la compilazione della DSU? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio in Viale Tullio 13 che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento ed evitare le code di gennaio.



          Settembre 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-30 13:00:002026-09-29 07:36:06ISEE 2027: Guida Completa a Prima Casa, Redditi, Patrimoni e 10 Documenti da Preparare
          CAF, ISEE

          ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e Agevolazioni

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Accedere ai Bonus Regionali e alle Agevolazioni

          L’ISEE che hai elaborato a inizio anno potrebbe non riflettere più la tua situazione economica reale: se hai perso il lavoro, hai terminato la NASPI, sei andato in pensione o hai subito una riduzione significativa del reddito, potresti avere diritto all’ISEE corrente. Questa variante dell’ISEE aggiorna il calcolo agli ultimi 12 mesi (o ai 2 mesi precedenti per il reddito da lavoro dipendente) e può aprirti l’accesso a bonus regionali FVG, agevolazioni comunali e prestazioni INPS che con il vecchio ISEE sarebbero state escluse. In questa guida spieghiamo come funziona l’ISEE corrente in FVG nel 2026 e quando conviene davvero rifarlo.

          Indice dei contenuti

          1. Cos’è l’ISEE Corrente e Come Funziona
          2. Quando Puoi Richiedere l’ISEE Corrente: Le Situazioni Tipiche in FVG
          3. Bonus Regionali FVG Accessibili con ISEE Corrente
          4. ISEE Corrente per le Prestazioni INPS
          5. Documenti Necessari per l’ISEE Corrente 2026
          6. Differenza tra ISEE Corrente e ISEE Ordinario: Riepilogo
          7. Domande Frequenti sull’ISEE Corrente FVG
          8. CAF Centro Fiscale: ISEE Corrente anche Online in Tutto il FVG

          Cos’è l’ISEE Corrente e Come Funziona



          L’ISEE corrente è regolato dal DPCM 159/2013 art. 9. Permette di aggiornare l’indicatore della situazione economica equivalente quando il reddito familiare complessivo dell’anno in corso è diminuito di almeno il 25% rispetto all’anno di riferimento del DSU ordinario.

          Le caratteristiche principali dell’ISEE corrente:

          • Aggiornamento reddituale: sostituisce i dati reddituali del secondo anno precedente (quelli dell’ISEE ordinario) con quelli aggiornati (ultimi 12 mesi o, per reddito da lavoro dipendente/assimilato, ultimi 2 mesi lavorativi)
          • Situazione patrimoniale: se aggiorni solo il reddito, il patrimonio (immobiliare e finanziario) rimane quello dichiarato nel DSU ordinario. Dal 1° aprile di ogni anno, però, l’ISEE corrente può aggiornare anche il patrimonio, se quello riferito all’anno precedente differisce di oltre il 20% da quello dell’ISEE ordinario (in questo caso vale fino al 31 dicembre)
          • Validità: 6 mesi dalla data di presentazione (a differenza dell’ISEE ordinario che vale fino al 31 dicembre dell’anno)
          • Rilascio: può essere richiesto ai CAF o tramite il portale INPS, in qualsiasi momento dell’anno
          • Coesistenza con ISEE ordinario: l’ISEE corrente si presenta in aggiunta al DSU ordinario (non lo sostituisce), e viene usato in luogo dell’ISEE ordinario per le prestazioni richieste durante la sua validità

          Quando Puoi Richiedere l’ISEE Corrente: Le Situazioni Tipiche in FVG



          Serve un ISEE ordinario in corso di validità e, in alternativa, una di queste condizioni: una variazione della situazione lavorativa (perdita, sospensione o riduzione del lavoro dipendente, cessazione dell’attività autonoma), l’interruzione di trattamenti assistenziali o previdenziali non tassati, oppure una variazione del reddito superiore al 25% rispetto a quello dell’ISEE ordinario. Ecco le situazioni più frequenti in FVG:

          • Perdita di lavoro: licenziamento, fine di un contratto a termine. La perdita totale del reddito da lavoro dipendente certamente supera la soglia del 25%
          • Fine NASPI: quando la NASPI termina (dopo 12-24 mesi), il reddito si azzera o si riduce drasticamente. Questo giustifica l’ISEE corrente
          • Riduzione ore di lavoro: passaggio da full-time a part-time, cassa integrazione (CIGS), riduzione orario lavorativo. Se la riduzione supera il 25% del reddito familiare complessivo, si può presentare ISEE corrente
          • Pensionamento: chi è andato in pensione nel corso dell’anno con importo significativamente inferiore al reddito da lavoro precedente
          • Fine contratto di partita IVA: freelance che ha perso i principali committenti e ha ridotto il fatturato di oltre il 25%
          • Separazione o divorzio: che ha ridotto il reddito familiare del nucleo di almeno il 25%

          Bonus Regionali FVG Accessibili con ISEE Corrente



          In Friuli Venezia Giulia, l’ISEE corrente può aprire l’accesso a una serie di prestazioni e agevolazioni che richiedono un ISEE aggiornato:

          • Bonus FVG 25.000 euro: il contributo regionale FVG per ristrutturazioni ha come soglia ISEE 25.000 euro per la percentuale massima. Se il tuo ISEE ordinario era superiore a questa soglia ma l’ISEE corrente lo porta sotto, puoi accedere alla percentuale più alta
          • Carta Famiglia FVG: la tessera regionale per le famiglie con figli ha soglie ISEE per le diverse fasce di agevolazione. L’ISEE corrente aggiornato può spostare la tua famiglia in una fascia più favorevole
          • Contributo affitto regionale: la Regione FVG eroga contributi annuali per l’affitto a famiglie con ISEE basso. Se con l’ISEE corrente rientri nella soglia, puoi presentare domanda
          • Bonus libri scolastici LR FVG: contributo per l’acquisto di libri scolastici per le famiglie con ISEE basso. Alcune edizioni del bando accettano l’ISEE corrente
          • Agevolazioni mensa scolastica comunali: i comuni FVG (es. Udine) calcolano la tariffa mensa in base all’ISEE. Con ISEE corrente più basso, potresti passare a una fascia di tariffa ridotta
          • Contributi sociali comunali: contributi straordinari dei comuni per famiglie in difficoltà economica temporanea (bollette, affitto, spese mediche)

          ISEE Corrente per le Prestazioni INPS

          Oltre ai bonus regionali FVG, l’ISEE corrente è necessario (o conveniente) per diverse prestazioni nazionali INPS:

          • Assegno Unico Universale: l’importo dell’AUU dipende dall’ISEE. Con ISEE corrente più basso, l’importo mensile per ogni figlio può aumentare significativamente
          • Assegno di Inclusione: le soglie ISEE per queste prestazioni sono calcolate sull’ISEE corrente se presentato
          • Bonus asilo nido INPS: importo variabile in base all’ISEE. Con ISEE corrente si può accedere alla fascia di rimborso più alta
          • Esenzione ticket sanitario: le esenzioni per reddito E02-E03 tengono conto dell’ISEE o del reddito. In alcune Regioni si può aggiornare l’esenzione con ISEE corrente

          Documenti Necessari per l’ISEE Corrente 2026



          Per presentare la DSU con richiesta di ISEE corrente, hai bisogno di:

          • DSU precompilata o ordinaria già presentata: l’ISEE corrente si aggiunge alla DSU già esistente per l’anno in corso
          • Documento redditi ultimi 12 mesi: buste paga degli ultimi 2 mesi per redditi da lavoro dipendente; estratto F24 o corrispettivi per autonomi; certificato INPS per NASPI, pensioni, ammortizzatori sociali
          • Documentazione della variazione: lettera di licenziamento, comunicazione fine NASPI, comunicazione cassa integrazione, atto di pensionamento
          • Eventuale Attestazione CU: Certificazione Unica dell’anno precedente per confronto reddituale

          Differenza tra ISEE Corrente e ISEE Ordinario: Riepilogo

          CaratteristicaISEE OrdinarioISEE Corrente
          Reddito di riferimentoSecondo anno precedente (es. 2024 per ISEE 2026)Ultimi 12 mesi / ultimi 2 mesi (lavoro dipendente)
          Patrimonio aggiornatoSì (31/12 del secondo anno precedente)Solo se varia di oltre il 20% (dal 1° aprile)
          ValiditàFino al 31 dicembre dell’anno6 mesi dalla presentazione
          Requisito per richiederloNessuno (tutti possono presentarlo)Variazione lavorativa, interruzione di trattamenti o variazione del reddito oltre il 25%
          Quando convieneSituazione reddituale stabileDopo perdita lavoro, fine NASPI, pensionamento, riduzione orari
          Effetto sul patrimonioPatrimonio al 31/12 del secondo anno precedenteInvariato, salvo variazione oltre il 20%

          Fonti

          • DPCM 5 dicembre 2013, n. 159 (Regolamento ISEE), art. 9 – ISEE corrente
          • DPCM 5 dicembre 2013, n. 159, art. 5 – Indicatore della situazione patrimoniale (patrimonio al 31 dicembre del secondo anno precedente)
          • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, FAQ ISEE corrente

          Domande Frequenti sull’ISEE Corrente FVG

          Posso presentare l’ISEE corrente anche se ho già l’ISEE ordinario valido?
          Sì, e anzi è la procedura corretta: l’ISEE corrente si presenta in aggiunta alla DSU ordinaria, non al suo posto. Puoi presentarli entrambi nello stesso anno. Quando richiedi una prestazione durante i 6 mesi di validità dell’ISEE corrente, questo sostituisce l’ISEE ordinario ai fini di quella prestazione.

          Se ho perso il lavoro a Udine a marzo 2026 e sto percependo la NASPI, quando conviene fare l’ISEE corrente?
          Conviene farlo non appena la NASPI è attiva, perché l’importo della NASPI è solitamente inferiore al reddito da lavoro precedente. Se la riduzione del reddito familiare è almeno del 25%, puoi accedere a tariffe mensa scolastica più basse, contributi affitto regionale e assegno unico più alto immediatamente.

          L’ISEE corrente aggiorna anche il patrimonio immobiliare (casa di proprietà)?
          Di regola no: se aggiorni solo il reddito, il patrimonio immobiliare e finanziario rimane quello indicato nella DSU ordinaria, riferito al 31 dicembre del secondo anno precedente. Dal 1° aprile di ogni anno, però, puoi chiedere l’ISEE corrente anche per il patrimonio, se quello al 31 dicembre dell’anno precedente differisce di oltre il 20%: in questo caso vale fino al 31 dicembre. Una casa comprata o venduta nell’anno in corso, invece, non è riflessa nell’ISEE corrente.

          CAF Centro Fiscale: ISEE Corrente anche Online in Tutto il FVG

          Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE corrente per i cittadini di tutta la regione FVG, anche completamente online. Non devi recarti in sede: puoi inviare i documenti via WhatsApp o email sicura, e ricevere la DSU firmata digitalmente.

          Il CAF ti guida nella scelta del momento migliore per presentare l’ISEE corrente, in base alle scadenze dei bandi regionali FVG (contributo affitto, bonus libri, carta famiglia) e delle prestazioni INPS (assegno unico, bonus asilo nido).

          • Telefono: 0432 1638640
          • WhatsApp: 366 6018121
          • Online: pratiche.centrofiscale.com (anche da Trieste, Pordenone, Gorizia, Carnia)

          Guida aggiornata a giugno 2026 sulla base del DPCM 159/2013 e degli aggiornamenti normativi 2025-2026. Le soglie ISEE dei bandi regionali FVG variano di anno in anno: verifica sempre le condizioni aggiornate prima di presentare domanda.

          Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

          Settembre 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-29 14:00:002026-09-29 07:37:43ISEE Corrente FVG 2026: Quando Conviene Rifarlo per Bonus Regionali e Agevolazioni
          Pagina 1 di 247123›»

          DICONO DI NOI

          ECCELLENTE
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          In base a 920 recensioni
          Google
          Pubblicato su Google Google
          Alexandra Bala profile picture
          Alexandra Bala
          04/09/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
          Pubblicato su Google Google
          paolino servidio profile picture
          paolino servidio
          03/09/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
          Pubblicato su Google Google
          Lady profile picture
          Lady
          01/09/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
          Pubblicato su Google Google
          Giulia Guida profile picture
          Giulia Guida
          25/08/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
          Pubblicato su Google Google
          Paola Zilli profile picture
          Paola Zilli
          07/08/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
          Pubblicato su Google Google
          Jacqueline B. profile picture
          Jacqueline B.
          06/08/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
          Pubblicato su Google Google
          Maura Masutto profile picture
          Maura Masutto
          06/08/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
          Pubblicato su Google Google
          Issam Elhefnawi profile picture
          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Molto gentile
          Pubblicato su Google Google
          Sibongile Moyana profile picture
          Sibongile Moyana
          30/07/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
          Pubblicato su Google Google
          Sabrina Cirina profile picture
          Sabrina Cirina
          23/07/2026
          Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

          Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-22 09:30:002026-05-31 18:09:43Regime Impatriati: Ok Lavoro Remoto e Figli Residenti 2026

          Ultime notizie

          • aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni
            Acconto IRPEF 2026 a Novembre: Busta Paga Più Bassa, Ecco PerchéOttobre 5, 2026 - 12:30 pmin: NOTIZIE
          • Dichiarazione dei redditi 730
            730 scaduto il 30 settembre: come recuperare bonus e rimborsoOttobre 5, 2026 - 10:30 amin: NOTIZIE
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 amin: NOTIZIE
          Search Search

          Seguici su Facebook

          Categorie Articoli

          Ultimi Articoli

          • aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni
            Acconto IRPEF 2026 a Novembre: Busta Paga Più Bassa, Ecco PerchéOttobre 5, 2026 - 12:30 pm
          • Dichiarazione dei redditi 730
            730 scaduto il 30 settembre: come recuperare bonus e rimborsoOttobre 5, 2026 - 10:30 am
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 am
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaOttobre 4, 2026 - 9:00 am
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiOttobre 4, 2026 - 7:00 am
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Bonus edilizi dopo il decesso: a quale erede passa la detrazioneOttobre 3, 2026 - 11:00 am
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Sanzione disciplinare ingiusta al lavoro: come contestarlaOttobre 3, 2026 - 9:00 am
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?Ottobre 3, 2026 - 7:00 am
          CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

          Contatti

          Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
          Email: info@centrofiscale.com
          Telefono: 0432 1638640
          WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
          WhatsApp Patronato: 324 7411699

          Ultimi Articoli

          • aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni
            Acconto IRPEF 2026 a Novembre: Busta Paga Più Bassa, Ecco PerchéOttobre 5, 2026 - 12:30 pm
          • Dichiarazione dei redditi 730
            730 scaduto il 30 settembre: come recuperare bonus e rimborsoOttobre 5, 2026 - 10:30 am
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 am
          © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
          mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
          • Collegamento a Facebook
          • Collegamento a Instagram
          • Collegamento a Rss questo sito
          Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto