Assegno Unico 2027, aumenti in arrivo con la rivalutazione ISTAT: quanto si potrebbe ottenere

L’assegno unico 2027 si prepara a un nuovo adeguamento degli importi mensili. Il meccanismo di rivalutazione automatica legato all’inflazione, previsto dalla normativa istitutiva della misura, dovrebbe infatti far salire le cifre erogate alle famiglie con figli a carico. Non sono ancora stati diffusi i decreti ufficiali con i nuovi valori, ma il funzionamento del sistema permette di capire in che direzione si muoveranno gli importi.

Si tratta di una notizia attesa da migliaia di nuclei familiari italiani, dato che l’assegno unico e universale rappresenta ormai il principale sostegno economico per chi ha figli a carico, minorenni o maggiorenni fino a 21 anni se rispettano determinati requisiti. Vediamo nel dettaglio come funziona la rivalutazione, quali sono gli importi attuali presi come riferimento e cosa aspettarsi dal 2027.

Indice dei contenuti

Cos’è l’Assegno Unico e a chi spetta

L’assegno unico e universale (AUU) è una prestazione economica erogata dall’INPS a sostegno delle famiglie con figli a carico. È stato introdotto dal D.Lgs. 230/2021 e ha sostituito diverse misure precedenti, come il bonus bebè e le detrazioni fiscali per figli a carico under 21, semplificando il sistema di aiuti alle famiglie in un’unica prestazione mensile.

Ne hanno diritto le famiglie con figli minorenni a carico, senza limiti di reddito, e con figli maggiorenni fino ai 21 anni se rispettano requisiti specifici (ad esempio se frequentano un percorso di studi, un tirocinio, sono registrati come disoccupati in cerca di lavoro o svolgono il servizio civile universale). Non ci sono soglie di reddito minime per accedere alla misura: cambia però l’importo erogato, che varia in base al valore dell’ISEE del nucleo familiare.

Chi non presenta l’ISEE, o presenta un ISEE superiore alla soglia massima prevista, riceve comunque l’importo minimo garantito dalla normativa. Questo elemento è importante da ricordare: anche le famiglie con redditi più elevati hanno diritto a una quota, seppur ridotta rispetto a chi si trova nelle fasce ISEE più basse.

Come funziona la rivalutazione annuale

Il punto centrale della notizia riguarda proprio il meccanismo di rivalutazione dell’assegno unico. La normativa istitutiva prevede infatti che gli importi vengano aggiornati ogni anno sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo, lo stesso indicatore utilizzato per adeguare pensioni e altre prestazioni sociali all’andamento dell’inflazione.

In parole semplici: se il costo della vita aumenta, aumentano proporzionalmente anche gli importi dell’assegno, in modo da mantenere inalterato il potere d’acquisto del sostegno erogato alle famiglie. Questo adeguamento è già avvenuto per il passaggio dal 2025 al 2026, quando gli importi sono stati rivalutati dello 1,4% circa, e si ripeterà secondo lo stesso schema anche per il passaggio al 2027.

La rivalutazione non riguarda solo l’importo massimo per figlio, ma anche le altre componenti della misura: l’importo minimo, le maggiorazioni per figli con disabilità, la maggiorazione per le famiglie numerose e quella per i nuclei in cui entrambi i genitori lavorano. Tutte queste voci vengono aggiornate percentualmente, mantenendo invariata la struttura complessiva della prestazione.

Gli importi 2026 come riferimento per il 2027

Per capire quali potrebbero essere gli importi del 2027 è utile partire dai valori attualmente in vigore nel 2026, che rappresentano la base di calcolo su cui si applicherà la nuova rivalutazione. Attualmente l’assegno unico prevede questi importi mensili per figlio:

  • Fino a un ISEE di circa 17.468,51 euro: importo massimo di circa 203,80 euro al mese per figlio;
  • Tra la soglia minima e quella massima di ISEE: importo decrescente calcolato in modo progressivo;
  • Con ISEE superiore a circa 45.574 euro, oppure in assenza di ISEE: importo minimo di 57 euro al mese per figlio;
  • Maggiorazione per figli con disabilità: circa 91,42 euro al mese, variabile in base al grado di disabilità riconosciuto;
  • Maggiorazione forfettaria per famiglie con 4 o più figli: circa 150 euro al mese per nucleo (non per singolo figlio);
  • Maggiorazione per nuclei con entrambi i genitori lavoratori: circa 35,68 euro per figlio fino ai 21 anni.

Questi valori, aggiornati per il 2026 con una rivalutazione di circa l’1,4% rispetto all’anno precedente, costituiscono il punto di partenza sul quale verrà applicata la percentuale di adeguamento per il 2027. È importante sottolineare che si tratta di importi di riferimento attuali, non ancora dei nuovi valori 2027.

Cosa cambia con l’Assegno Unico 2027

Per il 2027 ci si attende quindi un nuovo incremento degli importi dell’assegno unico, in linea con l’andamento dell’inflazione registrato nel corso del 2026. Al momento non esiste però una percentuale ufficiale di rivalutazione, né un decreto che stabilisca in modo definitivo i nuovi importi: questi dati vengono normalmente comunicati dall’INPS con una circolare dedicata, generalmente pubblicata verso la fine dell’anno o nei primi mesi di quello successivo.

Sulla base del meccanismo di calcolo previsto dalla normativa, è ragionevole ipotizzare che gli importi massimi e minimi dell’assegno unico 2027 possano salire leggermente rispetto ai valori 2026, così come è accaduto negli anni precedenti. Non è però possibile, allo stato attuale, indicare cifre precise: qualsiasi stima circolata in questa fase va considerata provvisoria, in attesa di conferma ufficiale da parte di INPS e MEF.

Un altro elemento da monitorare riguarda le eventuali novità che potrebbero essere introdotte con la prossima Legge di Bilancio, che talvolta ha previsto interventi aggiuntivi rispetto alla semplice rivalutazione ISTAT, ad esempio maggiorazioni specifiche per particolari categorie di famiglie o soglie ISEE riviste. Anche in questo caso, si tratta di ipotesi che potranno essere confermate solo con la pubblicazione dei testi normativi definitivi.

Tempistiche e domande frequenti

Per quanto riguarda le tempistiche, l’adeguamento degli importi dell’assegno unico 2027 dovrebbe avvenire, come consuetudine, tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, con l’INPS che pubblicherà la circolare esplicativa contenente i nuovi valori mensili. I pagamenti ai beneficiari già titolari della prestazione avvengono generalmente tra il 17 e il 19 di ogni mese, mentre per le nuove domande accolte il pagamento arriva entro l’ultimo giorno lavorativo del mese di accoglimento.

Quando arriveranno i nuovi importi dell’assegno unico 2027?

Gli importi aggiornati vengono generalmente comunicati dall’INPS tra la fine dell’anno in corso e i primi mesi di quello successivo, attraverso una circolare dedicata alla rivalutazione annuale.

Di quanto aumenterà l’assegno unico nel 2027?

Non esiste ancora una percentuale ufficiale. L’aumento dipenderà dalla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo registrata nel corso del 2026, quindi al momento si può parlare solo di stime prudenti in attesa di conferma ufficiale.

Serve presentare un nuovo ISEE per ricevere l’importo aggiornato?

Sì. L’ISEE ha validità dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno: per continuare a ricevere l’importo calcolato in base alla propria situazione economica è necessario presentare una nuova DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) valida per l’anno di riferimento.

Chi non presenta l’ISEE perde l’assegno unico?

No, ma senza ISEE valido si riceve l’importo minimo previsto dalla normativa, quello riservato anche a chi ha un ISEE superiore alla soglia massima.

Fino a che età spetta l’assegno unico per i figli?

Spetta senza limiti di reddito per i figli minorenni, mentre per i figli maggiorenni è previsto fino ai 21 anni, a condizione che frequentino un percorso di studi o di formazione, svolgano un tirocinio, siano registrati come disoccupati e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego, oppure svolgano un’attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui, oppure svolgano il servizio civile universale.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

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