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Tag Archivio per: INPS

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensione anticipata 42 anni e 10 mesi 2026: quanto si perde con la penalizzazione di anticipo

Pensione 2026 INPS
Indice dell articolo
  1. Cos e la pensione anticipata ordinaria 2026
  2. La penalizzazione e stata abolita dal 2018
  3. Quanto si perde davvero: i coefficienti di trasformazione
  4. Pensione anticipata ordinaria vs Quota 103 e Opzione Donna
  5. La finestra mobile di 3 mesi
  6. Calcolo pensione: caso pratico uomo 60 anni
  7. Sistema misto retributivo-contributivo
  8. Cristallizzazione dei requisiti
  9. Come verificare la perdita reale con ECOCERT
  10. Situazioni particolari: invalidi e lavori gravosi
  11. Cosa fare se mancano pochi anni
  12. FAQ sulla pensione anticipata
  13. Calcola la tua pensione con il CAF

Stai cercando di capire quanti anni di contributi servono per andare in pensione anticipata e se esiste davvero una “penalizzazione” sull’assegno? La risposta ti sorprenderà: la penalizzazione per la pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi di contributi è stata abolita dal 1° gennaio 2018. Tuttavia, uscire prima dell’età pensionabile ha comunque un costo reale sul montante contributivo. Scopriamo insieme come funziona, quanto si perde davvero e quali scelte conviene fare nel 2026.

Cos’è la pensione anticipata ordinaria 2026

La pensione anticipata ordinaria è una delle misure previdenziali che consente di lasciare il lavoro senza alcun limite di età anagrafica, a condizione di aver accumulato un numero sufficiente di anni contributivi. La normativa di riferimento è il D.L. 201/2011 (Riforma Fornero) e il successivo D.L. 4/2019 che ha introdotto le finestre mobile.

Nel 2026 i requisiti contributivi per la pensione anticipata ordinaria sono:

  • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.218 settimane)
  • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.166 settimane)

Non è richiesta alcuna età minima: un lavoratore di 58 anni che ha iniziato a lavorare molto presto e accumula 42 anni e 10 mesi di contributi può andare in pensione anticipata. Viceversa, chi arriva a 67 anni senza aver raggiunto questo requisito contributivo accede alla pensione di vecchiaia.

La penalizzazione è stata abolita dal 2018: il grande equivoco

Uno degli errori più diffusi riguarda la cosiddetta “penalizzazione” sulla pensione anticipata ordinaria. Molti lavoratori credono che uscire dal lavoro prima dei 67 anni comporti una riduzione percentuale dell’assegno applicata automaticamente dall’INPS. Questo non è più vero dal 1° gennaio 2018.

La Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017, art. 1 c. 194) ha eliminato definitivamente le penalizzazioni per la pensione anticipata ordinaria per chi matura il requisito a partire dal 2018. Prima di quella data, chi usciva prima dei 62 anni subiva una riduzione dell’1% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni, aumentata al 2% per ogni anno oltre i due.

Oggi, chi raggiunge i 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) non subisce alcuna decurtazione percentuale automatica sull’assegno calcolato secondo le regole ordinarie.

Quanto si perde davvero: i coefficienti di trasformazione

Se non c’è penalizzazione formale, perché si parla di “quanto si perde” anticipando la pensione? La risposta sta nei coefficienti di trasformazione, che sono il meccanismo con cui il sistema contributivo converte il montante accumulato in rendita mensile.

Il principio è semplice: più sei giovane quando vai in pensione, più il montante deve essere spalmato su un numero maggiore di anni attesi di vita, quindi ogni singola rata mensile è più bassa. I coefficienti vengono aggiornati ogni due anni dall’INPS in base alle tavole di sopravvivenza ISTAT.

Tabella coefficienti di trasformazione 2025-2026 (D.M. aprile 2024)

Età all’accessoCoefficienteDifferenza rispetto a 67 anni
57 anni4,186%-27,2%
58 anni4,289%-25,4%
59 anni4,399%-23,5%
60 anni4,515%-21,5%
61 anni4,639%-19,3%
62 anni4,770%-17,1%
63 anni4,910%-14,6%
64 anni5,057%-12,0%
65 anni5,214%-9,3%
66 anni5,382%-6,3%
67 anni5,575%Riferimento

Nota: i coefficienti si applicano alla quota contributiva del montante. Per chi ha contribuzione mista (retributiva + contributiva), la riduzione riguarda solo la parte contributiva.

Come leggere la tabella: un lavoratore che va in pensione a 62 anni con un montante contributivo di 300.000 euro riceve un assegno mensile (quota contributiva) di circa:

  • A 62 anni: 300.000 × 4,770% / 13 = circa 1.101 euro/mese
  • A 67 anni (se avesse aspettato): 300.000 × 5,575% / 13 = circa 1.287 euro/mese
  • Differenza: -186 euro/mese, pari a circa il 14,5% in meno

Pensione anticipata ordinaria vs Quota 103 e Opzione Donna

È fondamentale non confondere la pensione anticipata ordinaria con altre misure che hanno regole di calcolo diverse e che possono portare a una vera e propria penalizzazione dell’assegno:

Quota 103 (non prorogata per il 2026)

La Quota 103 (62 anni di età + 41 anni di contributi) prevedeva, per chi optava per il calcolo contributivo puro non forfettizzato, l’applicazione integrale del sistema contributivo sull’intero montante. Questo significava che i lavoratori con carriera prevalentemente retributiva — ossia assunti prima del 1996 — subivano una riduzione rilevante rispetto al metodo misto o retributivo. Nel 2026 Quota 103 non è stata prorogata nella forma originale.

Opzione Donna

L’Opzione Donna consente alle lavoratrici di accedere alla pensione con requisiti contributivi ridotti (35 anni) e un’età minima di 59-61 anni, ma a condizione di accettare il ricalcolo contributivo integrale dell’intero assegno. Per le lavoratrici con carriera mista (retributiva + contributiva), questo può significare una riduzione del 20-30% rispetto all’assegno calcolato con il metodo misto ordinario.

La pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) non prevede il ricalcolo contributivo integrale: si applica il metodo di calcolo ordinario (retributivo + contributivo per i periodi ante/post 1996).

La finestra mobile di 3 mesi: quando si inizia davvero a ricevere la pensione

Un aspetto che molti trascurano è la finestra mobile prevista dall’art. 15 del D.L. 4/2019: una volta maturato il requisito dei 42 anni e 10 mesi di contributi, non si inizia a ricevere la pensione immediatamente. L’INPS prevede un’attesa di 3 mesi dalla data di maturazione del requisito prima che il pagamento decorra.

Esempio pratico: se un lavoratore matura i 42 anni e 10 mesi di contributi il 15 luglio 2026, il primo assegno pensionistico sarà pagato dal 1° novembre 2026 (3 mesi di finestra + decorrenza dal primo del mese successivo).

Questa attesa di 3 mesi è fissa e vale per tutti, indipendentemente dall’età anagrafica e dalla categoria lavorativa (dipendenti privati, dipendenti pubblici, autonomi).

Calcolo pensione: caso pratico uomo 60 anni con 42 anni e 10 mesi

Vediamo un esempio concreto per capire le opzioni disponibili e la perdita reale nell’anticipare.

Profilo: Mario, 60 anni, lavoratore dipendente nel settore privato, ha iniziato a lavorare a 17 anni. Raggiunge 42 anni e 10 mesi di contributi nel luglio 2026. Il suo montante contributivo maturato dal 1996 è di 250.000 euro. La quota retributiva (pre-1996) ammonta a circa 800 euro netti/mese stimati.

Opzione 1: Pensione anticipata ordinaria a 60 anni (2026)

  • Coefficiente a 60 anni: 4,515%
  • Quota contributiva mensile lorda: 250.000 × 4,515% / 13 = 868 euro
  • Quota retributiva: circa 800 euro
  • Pensione lorda totale stimata: circa 1.668 euro/mese
  • Decorrenza: ottobre 2026 (dopo finestra 3 mesi)
  • Anni di pensione stimati (a 60 anni, aspettativa vita 83 anni): 23 anni

Opzione 2: Aspettare la pensione di vecchiaia a 67 anni

  • Coefficiente a 67 anni: 5,575%
  • Montante contributivo ulteriormente aumentato in 7 anni di lavoro aggiuntivo (stimato +180.000 euro): totale 430.000 euro
  • Quota contributiva mensile lorda: 430.000 × 5,575% / 13 = 1.843 euro
  • Quota retributiva rivalutata: circa 900 euro
  • Pensione lorda totale stimata: circa 2.743 euro/mese
  • Anni di pensione stimati (a 67 anni, aspettativa vita 83 anni): 16 anni

Confronto break-even: Mario percepirebbe circa 1.075 euro/mese in meno aspettando fino a 67 anni, ma riceverebbe la pensione per 23 anni invece di 16. Il “costo” di anticipare è un assegno inferiore; il “vantaggio” è ricevere la pensione per più anni.

Questi sono calcoli esemplificativi. Per il tuo caso specifico, il CAF Centro Fiscale di Udine può elaborare una simulazione personalizzata basata sul tuo estratto contributivo INPS reale.

Sistema misto retributivo-contributivo: chi ne è interessato

Il sistema pensionistico italiano ha subito una riforma profonda nel 1995 con la Legge Dini (L. 335/1995). In base alla data di inizio carriera, i lavoratori si trovano in tre situazioni diverse:

  • Lavoratori con contribuzione intera prima del 31/12/1995 (anzianità contributiva di almeno 18 anni al 31/12/1995): applicano il metodo retributivo fino al 31/12/1995 e il metodo contributivo dalla data del 1° gennaio 1996 in poi
  • Lavoratori con meno di 18 anni di contributi al 31/12/1995: il sistema contributivo si applica dal 1996 in poi, quello retributivo per il periodo precedente
  • Lavoratori che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996: si applica il puro sistema contributivo su tutta la carriera

Per chi ha carriera prevalentemente retributiva (ante 1996), la “perdita” reale nell’anticipare la pensione è meno rilevante rispetto al sistema puramente contributivo, perché la quota retributiva non dipende dai coefficienti di trasformazione.

Cristallizzazione dei requisiti: cosa significa

Un concetto importante è quello della cristallizzazione dei requisiti pensionistici: chi matura i 42 anni e 10 mesi di contributi ha il diritto alla pensione anticipata ordinaria “cristallizzato”, ossia acquisito e non soggetto a revisione al rialzo da parte di futuri interventi normativi.

In pratica, se il Governo dovesse decidere di portare il requisito contributivo a 43 anni, chi ha già maturato 42 anni e 10 mesi prima dell’entrata in vigore della nuova norma mantiene il diritto acquisito con le vecchie regole.

Questo rende particolarmente importante verificare per tempo il proprio estratto contributivo INPS attraverso il servizio MyINPS o tramite il Patronato, soprattutto se si è vicini alla soglia dei 42 anni e 10 mesi.

Come verificare la perdita reale con ECOCERT e la busta arancione INPS

L’INPS mette a disposizione due strumenti fondamentali per stimare l’assegno pensionistico futuro e quindi la perdita reale derivante dall’anticipo:

1. La Busta Arancione INPS (MyINPS)

Accessibile tramite SPID/CIE su myinps.inps.it, la Busta Arancione mostra la proiezione dell’assegno pensionistico stimato a diverse date di uscita. Il sistema calcola automaticamente l’impatto dei coefficienti di trasformazione in base all’età di pensionamento scelta.

2. Il servizio ECOCERT

ECOCERT (Estratto Conto Contributivo) mostra settimana per settimana tutti i contributi versati nel corso della carriera lavorativa. È fondamentale per:

  • Verificare se si hanno effettivamente 42 anni e 10 mesi di contributi accreditati
  • Individuare eventuali buchi contributivi da colmare (riscatto laurea, contributi volontari)
  • Calcolare esattamente quando si raggiungerà il requisito

Se noti discrepanze o periodi non accreditati nel tuo estratto contributivo, il Patronato CAF Centro Fiscale può assisterti nella regolarizzazione tramite domanda di ricostituzione della posizione assicurativa INPS.

Situazioni particolari: invalidi e lavori gravosi

Per alcune categorie di lavoratori esistono percorsi di pensionamento anticipato con requisiti contributivi ridotti rispetto ai 42 anni e 10 mesi:

  • Lavoratori con invalidità pari o superiore al 74%: possono accedere alla pensione di vecchiaia a 61 anni (uomini) o 56 anni (donne) con almeno 20 anni di contributi, oppure alla pensione anticipata con 35 anni di contributi
  • Addetti a lavori gravosi e usuranti: possono accedere all’APE Sociale o al pensionamento con Quota 41 (solo contributi, senza vincolo di età), riservata ai “precoci”

Per queste categorie, la verifica del proprio profilo previdenziale personalizzato è ancora più importante, perché i percorsi disponibili sono molteplici e le condizioni variano caso per caso.

Cosa fare se mancano pochi anni ai 42 anni e 10 mesi

Se ti mancano ancora qualche anno al raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi, hai alcune opzioni per “anticipare” il traguardo:

  • Riscatto della laurea: il periodo universitario può essere riscattato (onere calcolato sul reddito) e conta ai fini del requisito contributivo per la pensione anticipata. Per la pensione conviene verificare la convenienza economica
  • Contributi figurativi: periodi di malattia, maternità, cassa integrazione, disoccupazione sono accreditati figurativamente e contano
  • Ricongiunzione di posizioni previdenziali: se hai contributi in più gestioni INPS o casse professionali, la ricongiunzione li riunisce in un’unica posizione
  • Totalizzazione gratuita: alternativa alla ricongiunzione, permette di sommare i periodi contributivi senza trasferimento monetario, con calcolo pro-quota per ciascuna gestione

FAQ sulla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi

Con 42 anni e 10 mesi di contributi devo aspettare un’età minima?

No. La pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) non prevede alcun limite di età anagrafica. Se hai 55 anni e hai già accumulato quella contribuzione, puoi fare domanda di pensione (ricordando la finestra mobile di 3 mesi).

C’è davvero una penalizzazione sull’assegno pensionistico?

La penalizzazione formale (riduzione percentuale) è stata abolita dal 1° gennaio 2018 per chi matura i requisiti da quella data in poi. Rimane però l’effetto naturale del sistema contributivo: chi anticipa la pensione applica un coefficiente di trasformazione più basso, che riduce la quota contributiva dell’assegno (non quella retributiva). Questo non è una “penalizzazione normativa” ma la logica attuariale del sistema.

Posso lavorare mentre percepisco la pensione anticipata ordinaria?

Sì. La pensione anticipata ordinaria è cumulabile con qualsiasi reddito da lavoro, sia dipendente che autonomo, senza limitazioni. Non si applicano le restrizioni sulla cumulabilità previste per Quota 103 o altre misure sperimentali.

Quanto pesa la finestra mobile di 3 mesi?

La finestra mobile di 3 mesi fa sì che si “perdano” 3 mesi di pensione rispetto alla data di maturazione del requisito. Non si tratta di una perdita sull’assegno mensile, ma di un ritardo nel primo pagamento. Puoi fare domanda di pensione anche qualche mese prima della maturazione del requisito, indicando la data prevista.

Come si conta il periodo di lavoro all’estero ai fini dei 42 anni e 10 mesi?

I periodi lavorati in paesi UE/SEE e in paesi con cui l’Italia ha accordi di sicurezza sociale bilaterali possono essere totalizzati con i contributi italiani ai fini del raggiungimento del requisito contributivo per la pensione anticipata. Il calcolo dell’assegno avviene però pro-quota per ciascun paese.

Vale la pena aspettare i 67 anni per la pensione di vecchiaia?

Dipende dalla situazione personale. Aspettare porta un assegno mensile più alto (grazie a coefficiente di trasformazione maggiore e contribuzione aggiuntiva), ma si riceve la pensione per meno anni. Il “pareggio” (break-even point) statisticamente avviene intorno ai 78-80 anni di vita. Chi ha aspettative di vita superiori alla media potrebbe beneficiare dall’attesa; chi ha problemi di salute o ha iniziato presto a lavorare potrebbe preferire l’anticipo.

Calcola la tua pensione con il CAF Centro Fiscale di Udine

I calcoli previdenziali sono complessi e dipendono da molte variabili personali: la tua storia contributiva, i periodi di discontinuità, eventuali contributi versati in più casse, il tipo di contratto. Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di consulenza previdenziale personalizzata per aiutarti a:

  • Verificare il tuo estratto contributivo INPS
  • Calcolare esattamente quando raggiungi i 42 anni e 10 mesi di contributi
  • Stimare l’assegno pensionistico a diverse date di uscita
  • Valutare se conviene il riscatto laurea o i contributi volontari
  • Presentare la domanda di pensione all’INPS

Contattaci per un appuntamento:
Telefono: 0432 1638640
WhatsApp: 366 6018121
Email: info@centrofiscale.com
Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine

Luglio 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-04 11:00:002026-07-03 08:00:01Pensione anticipata 42 anni e 10 mesi 2026: quanto si perde con la penalizzazione di anticipo
ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

Assegno Unico Luglio 2026: Date di Pagamento, Nuove Tabelle ISTAT e Guida per i Lavoratori Autonomi

ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

L’Assegno Unico Universale di luglio 2026 sta per arrivare: l’INPS ha comunicato le date di pagamento e, grazie alla rivalutazione ISTAT, gli importi hanno subito un aggiornamento che riguarda milioni di famiglie italiane. In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere: quando arrivano i soldi sul conto corrente, quanto puoi ricevere in base al tuo ISEE, e una guida dettagliata per i lavoratori autonomi e le partite IVA, che spesso hanno dubbi su come funziona questo sostegno mensile.

Che tu sia un dipendente, un lavoratore in regime forfettario o un professionista con partita IVA, l’Assegno Unico spetta a tutti i genitori con figli a carico fino a 21 anni (e senza limiti d’età per i figli disabili). Leggi fino in fondo per non perdere nessun dettaglio.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapida
  2. Date di pagamento Assegno Unico luglio 2026
  3. Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTAT
  4. Cosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegno
  5. Assegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completa
  6. Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno corretto
  7. Cosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliato
  8. Assegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinano
  9. Scadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026
  10. Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026
  11. Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Cos’è l’Assegno Unico Universale: una panoramica rapida

L’Assegno Unico Universale (AUU) è un sostegno economico mensile introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed erogato dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico. Ha sostituito i vecchi strumenti come gli Assegni al Nucleo Familiare (ANF), il Bonus Bebè e la detrazione IRPEF per i figli fino a 21 anni.

In parole semplici: se hai figli, hai diritto a ricevere ogni mese una somma di denaro direttamente sul tuo conto corrente, che varia in base al tuo ISEE (la dichiarazione patrimoniale della tua famiglia) e al numero di figli. Non importa se lavori come dipendente, come autonomo o come libero professionista: il beneficio è universale.

Chi ha diritto all’Assegno Unico:

  • Cittadini italiani e UE residenti in Italia
  • Cittadini extra-UE con permesso di soggiorno di lungo periodo
  • Con figli a carico fino a 21 anni (con condizioni lavorative o di studio)
  • Senza limiti di età per i figli con disabilità riconosciuta
  • Con residenza e domicilio in Italia da almeno 2 anni (o titolo di studio con borsa di studio)

Date di pagamento Assegno Unico luglio 2026

L’INPS eroga l’Assegno Unico ogni mese. Per luglio 2026, le date di accredito dipendono dalla tua situazione:

Tipologia beneficiarioData pagamento luglio 2026
Beneficiari con domanda già in corso (rinnovo automatico)17-19 luglio 2026
Nuove domande accolte nel mese di giugno 2026Fine mese (ultimo giorno lavorabile)
Domande con variazioni ISEE presentate entro giugno17-19 luglio 2026 (con conguaglio arretrati)

Secondo la KB normativa INPS, i pagamenti ordinari avvengono tra il 17 e il 19 di ogni mese. Luglio 2026 non fa eccezione: se hai già una domanda attiva e accolta, vedrai l’accredito in questo arco di date.

Per chi ha presentato la domanda per la prima volta (o ha fatto variazioni importanti) nel corso di giugno 2026, il primo pagamento arriverà invece nell’ultimo giorno lavorabile di luglio, che nel 2026 cade il 31 luglio.

Puoi verificare lo stato del tuo pagamento accedendo al portale INPS con SPID, CIE o CNS nella sezione dedicata all’Assegno Unico.

Leggi anche: Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date

Importi Assegno Unico 2026: le tabelle con la rivalutazione ISTAT

Gli importi dell’Assegno Unico vengono rivalutati ogni anno in base all’indice ISTAT (l’indice dei prezzi al consumo che misura l’inflazione). Questo meccanismo serve a mantenere il valore reale del beneficio nel tempo.

Per il 2026, gli importi confermati dalla normativa (D.Lgs. 230/2021 con aggiornamento ISTAT) sono i seguenti:

Importo base per ciascun figlio

Fascia ISEEImporto mensile per figlio
ISEE fino a 17.090 euro199,40 euro
ISEE tra 17.090 e 45.574 euroImporto progressivo (tra 57 e 199,40 euro)
ISEE oltre 45.574 euro oppure senza ISEE57,00 euro

In pratica: se il tuo ISEE è molto basso (sotto i 17.090 euro), ricevi il massimo previsto dalla legge, ossia quasi 200 euro al mese per ogni figlio. Se invece non hai presentato l’ISEE o hai un reddito familiare elevato, il beneficio scende al minimo garantito di 57 euro per figlio.

Per le fasce intermedie, l’importo si calcola con una scala progressiva: man mano che l’ISEE sale, l’assegno diminuisce gradualmente. Non c’è un “gradino” brusco, ma una riduzione continua.

Maggiorazioni previste dalla legge

Oltre all’importo base, la normativa prevede delle maggiorazioni che si sommano al beneficio principale. Ecco le principali per il 2026:

Tipologia maggiorazioneImporto mensile aggiuntivoCondizione
Figlio con disabilitàfino a 91,42 euroDisabilità riconosciuta (importo varia per gravità)
Famiglie con 4 o più figli18,00 euro per ciascun figlioDal quarto figlio in poi
Entrambi i genitori lavoratori35,68 euro per figlioFigli fino a 21 anni, entrambi i genitori con reddito da lavoro
Madri under 2123,68 euro per figlioMadre con età inferiore a 21 anni al momento della richiesta

Esempio pratico. Supponiamo che Giulia e Marco abbiano 2 figli e un ISEE di 20.000 euro. L’importo base per ciascun figlio sarà progressivo (ipotizziamo circa 160 euro per figlio). Poiché entrambi lavorano, hanno diritto alla maggiorazione di 35,68 euro per figlio. Totale mensile stimato: circa (160 + 35,68) × 2 = circa 391 euro al mese.

Cosa significa “rivalutazione ISTAT” e come cambia l’assegno

Il termine rivalutazione ISTAT può sembrare complicato, ma il concetto è semplice. Ogni anno l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) calcola di quanto sono aumentati i prezzi in Italia rispetto all’anno precedente. Questo dato, chiamato indice di inflazione, viene poi applicato agli importi dell’Assegno Unico per mantenerne il potere d’acquisto.

In pratica: se nel 2025 compravi un carrello della spesa con 100 euro, e l’inflazione è stata del 2%, nel 2026 quello stesso carrello costa circa 102 euro. Senza rivalutazione, l’assegno varrebbe meno in termini reali. Con la rivalutazione, l’importo aumenta per compensare l’inflazione.

Per il 2026, le soglie ISEE di accesso e gli importi dell’Assegno Unico sono stati aggiornati secondo le nuove tabelle ISTAT pubblicate dal Ministero del Lavoro. Le soglie chiave sono:

  • Soglia ISEE minima rivalutata 2026: 17.090 euro (per l’importo massimo di 199,40 euro)
  • Soglia ISEE massima rivalutata 2026: 45.574 euro (oltre la quale si percepisce il minimo di 57 euro)

Queste soglie vengono aggiornate con decreto ministeriale ogni anno sulla base dei dati ISTAT. Se il tuo ISEE è rimasto invariato ma le soglie sono salite, potresti trovarti in una fascia leggermente più favorevole rispetto all’anno scorso.

Assegno Unico per i lavoratori autonomi e le partite IVA: guida completa

Una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF riguarda proprio i lavoratori autonomi e le partite IVA. La buona notizia è che l’Assegno Unico è davvero universale: spetta anche a chi ha una partita IVA, sia in regime ordinario che in regime forfettario.

Vediamo le peculiarità per questa categoria di lavoratori.

Chi ha diritto tra gli autonomi

Hanno diritto all’Assegno Unico tutti i lavoratori autonomi che:

  • Risiedono in Italia da almeno 2 anni consecutivi
  • Hanno figli a carico under 21 (o figli disabili senza limite di età)
  • Sono in regola con i contributi previdenziali
  • Hanno un domicilio fiscale in Italia

Non esistono requisiti di reddito minimo per i lavoratori autonomi: anche chi ha un fatturato basso o ha aperto la partita IVA da poco tempo può presentare domanda.

Come funziona l’ISEE per i lavoratori autonomi

Qui sta la principale differenza rispetto ai dipendenti. Per un lavoratore dipendente, il calcolo dell’ISEE è relativamente semplice: si parte dalla busta paga e dal modello CU. Per un lavoratore autonomo, invece, si considera il reddito imponibile dichiarato nel modello dei redditi dell’anno precedente.

Attenzione per i forfettari: se sei in regime forfettario, il tuo reddito imponibile ai fini ISEE non è il fatturato, ma il reddito imponibile calcolato con il coefficiente di redditività. Ad esempio, se sei un professionista forfettario con un fatturato di 40.000 euro e un coefficiente dell’78%, il tuo reddito imponibile è 31.200 euro (40.000 × 78%). Questo è il valore che viene considerato per il calcolo dell’ISEE.

Il coefficiente di redditività, per chi non lo conosce, è una percentuale fissa stabilita dalla legge (L. 190/2014) che rappresenta la quota del fatturato considerata “reddito”. I valori variano in base all’attività svolta:

Categoria attivitàCoefficiente di redditività
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie78%
Alloggio e ristorazione67%
Commercio all’ingrosso e dettaglio40%
Costruzioni e attività immobiliari86%
Altre attività economiche67%

Leggi anche: Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennità e Procedura INPS

La maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori: come funziona per gli autonomi

La maggiorazione di 35,68 euro per figlio (destinata alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano) spetta anche quando uno o entrambi i genitori sono lavoratori autonomi. La condizione è che entrambi abbiano un reddito da lavoro nell’anno di riferimento, sia esso da lavoro dipendente, autonomo o d’impresa.

Attenzione: la maggiorazione spetta per i figli fino a 21 anni, ma solo se il figlio soddisfa almeno una delle condizioni di frequenza scolastica/lavorativa previste dalla legge (frequenza universitaria, tirocinio, lavoro con reddito inferiore a 8.000 euro annui, disoccupazione con ricerca attiva di lavoro, servizio civile).

Come presentare domanda (o rinnovarla) come lavoratore autonomo

La domanda si presenta tramite il portale INPS (www.inps.it), accedendo con SPID, CIE o CNS. Se hai già una domanda attiva dall’anno precedente, questa si rinnova automaticamente senza che tu debba fare nulla — a patto che la tua situazione non sia cambiata significativamente.

Il consiglio pratico che diamo sempre ai nostri clienti: aggiorna sempre l’ISEE entro il 30 giugno. Chi presenta l’ISEE in ritardo perde gli arretrati. Se presenti l’ISEE a luglio, riceverai l’importo aggiornato solo da luglio in poi, senza recuperare i mesi precedenti.

Per i lavoratori autonomi, il consiglio è ancora più importante: il vostro reddito può variare di anno in anno. Se nel 2025 avete guadagnato meno rispetto al 2024, potreste avere un ISEE più basso e quindi ricevere un assegno più alto. Aggiornare l’ISEE vi permette di ottenere l’importo corretto e, potenzialmente, gli arretrati dall’inizio dell’anno.

Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’assegno corretto

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è la dichiarazione che fotografia la situazione economica del tuo nucleo familiare. Deve essere aggiornato ogni anno perché considera i redditi e i patrimoni dell’anno precedente.

Per il 2026, l’ISEE si calcola sui redditi e patrimoni del 2024 (l’anno fiscale di riferimento). Questo significa che se hai presentato il modello dei redditi 2025 (relativo al 2024), quei dati entrano nel calcolo del tuo ISEE corrente.

Documenti necessari per il calcolo ISEE 2026

  • Documento di identità e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
  • CU 2025 (Certificazione Unica per lavoratori dipendenti e pensionati)
  • Modello Redditi PF 2025 o modello 730/2025 (per lavoratori autonomi e forfettari)
  • Estratto conto bancario e postale al 31 dicembre 2024
  • Visura catastale degli immobili posseduti
  • Dati sulle auto di proprietà
  • Eventuali documentazione su disabilità o non autosufficienza

Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a compilare e presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) necessaria per ottenere l’ISEE. Se non hai ancora aggiornato il tuo ISEE per il 2026, ti consigliamo di farlo subito: anche se è luglio, puoi ancora presentarlo e ottenere l’assegno aggiornato dai mesi successivi.

Leggi anche: Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI

Cosa fare se non ricevi l’Assegno Unico o l’importo è sbagliato

Può capitare che l’assegno non arrivi, che l’importo sia inferiore al previsto, o che ci siano problemi con l’IBAN comunicato all’INPS. Ecco come comportarsi nelle situazioni più comuni.

L’assegno non è arrivato entro il 19 luglio

Se sei un beneficiario consolidato e il 19 luglio non hai ancora ricevuto il pagamento, prima di agitarti attendi fino al 21 luglio: i bonifici bancari a volte impiegano 1-2 giorni lavorativi in più per essere accreditati, specialmente con certe banche. Se dopo il 21 luglio il pagamento non è ancora arrivato:

  • Accedi al portale INPS e verifica lo stato della tua domanda
  • Controlla che l’IBAN comunicato all’INPS sia aggiornato e corretto
  • Verifica che la domanda non sia in stato “sospesa” o “in verifica”
  • Se tutto sembra a posto ma l’assegno non è arrivato, contatta il Contact Center INPS o rivolgiti a un patronato

L’importo ricevuto è inferiore alle aspettative

L’importo può essere diverso da quello atteso per vari motivi:

  • ISEE non aggiornato o assente: senza ISEE valido si riceve solo il minimo di 57 euro per figlio
  • Dati errati nella domanda: numero di figli, presenza di disabilità, lavoro di entrambi i genitori
  • Conguaglio negativo: se l’INPS ha rilevato un pagamento eccessivo nei mesi precedenti, può scalare l’importo
  • Figlio compiuto 21 anni: il beneficio cessa al compimento del 21° anno di età del figlio (eccetto disabili)

In tutti questi casi, puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o con l’assistenza di un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine.

Assegno Unico e altri bonus luglio 2026: come si combinano

L’Assegno Unico è compatibile con molti altri sostegni e bonus previsti per le famiglie nel 2026. Ecco una panoramica di quello che può arrivare nello stesso mese:

PrestazioneData indicativa luglio 2026Compatibile con AUU?
Assegno Unico Universale17-19 luglio—
Pensioni e assegni pensionistici1-2 luglioSì (se figli a carico)
NASpI (indennità di disoccupazione)15-20 luglioSì
Assegno di Inclusione (AdI)27 luglio circaSì (somme differenziate)
Bonus asilo nidoCon l’Assegno UnicoIntegrato

Leggi anche: Detraibilità Spese Asili Nido 2026: Come Fare con il 730 o il Modello PF

Per le pensioni di luglio 2026, ricordiamo che questo è anche il mese della quattordicesima per i pensionati con reddito medio-basso e dei rimborsi 730. Leggi il nostro approfondimento: Pensioni luglio 2026: assegni più ricchi tra quattordicesima e rimborsi 730

Scadenze importanti legate all’Assegno Unico nel secondo semestre 2026

Ecco le date da non dimenticare per gestire correttamente l’Assegno Unico nel resto del 2026:

ScadenzaCosa fare
Entro il 30 settembre 2026Presentare nuova DSU/ISEE per avere l’assegno aggiornato da gennaio 2026 (con arretrati)
Dicembre 2026Verificare la proroga automatica della domanda per il 2027
Gennaio 2027Rinnovo ISEE per il nuovo anno (senza rinnovo si percepisce il minimo da marzo)

Attenzione importante: se presenti la DSU (la dichiarazione necessaria per calcolare l’ISEE) entro il 30 giugno 2026 con ISEE valido, hai diritto agli arretrati dall’1 gennaio 2026. Se la presenti tra luglio e settembre 2026, la maggiorazione parte dal mese successivo alla presentazione. Dopo il 30 settembre, non è più possibile recuperare gli arretrati dei mesi precedenti.

Leggi anche: Scadenze fiscali di luglio 2026 al via: dal 10 al 31 le date per privati, imprese e Partite IVA

Domande frequenti sull’Assegno Unico luglio 2026

Quando arriva l’Assegno Unico di luglio 2026?

Per chi ha già la domanda attiva e confermata, il pagamento avviene tra il 17 e il 19 luglio 2026. Per le nuove domande accolte a giugno, il primo pagamento arriva nell’ultimo giorno lavorabile di luglio (31 luglio 2026).

Quanto ricevo se non ho presentato l’ISEE?

Senza ISEE valido ricevi il minimo garantito dalla legge, che per il 2026 è di 57 euro al mese per ciascun figlio. Puoi aumentare l’importo presentando la DSU per il calcolo dell’ISEE in qualsiasi momento dell’anno.

Spetta l’Assegno Unico ai lavoratori forfettari?

Sì, assolutamente. Il regime fiscale (forfettario, ordinario, dipendente, ecc.) non incide sul diritto all’Assegno Unico. Ciò che cambia è il modo in cui viene calcolato il reddito nell’ISEE: per i forfettari si considera il reddito imponibile (fatturato × coefficiente di redditività), non il fatturato lordo.

Devo rinnovare la domanda ogni anno?

No. La domanda dell’Assegno Unico si rinnova automaticamente. Quello che devi fare ogni anno è aggiornare l’ISEE (presentando la nuova DSU), altrimenti riceverai solo l’importo minimo da marzo in poi. Non è obbligatorio rinnovare la domanda INPS, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE.

L’Assegno Unico si cumula con la NASpI?

Sì, l’Assegno Unico è compatibile con la NASpI. Se stai percependo l’indennità di disoccupazione e hai figli a carico, puoi ricevere entrambi i benefici contemporaneamente. La NASpI non riduce l’importo dell’Assegno Unico, ma il suo importo viene considerato nel calcolo dell’ISEE dell’anno successivo.

Cosa succede se mio figlio compie 21 anni a luglio?

L’Assegno Unico cessa per quel figlio dal mese successivo al compimento del 21° anno di età (eccetto in caso di disabilità). Se tuo figlio compie 21 anni a luglio, il mese di luglio è ancora coperto, ma da agosto 2026 l’assegno non includerà più quel figlio. Fanno eccezione i figli con disabilità riconosciuta, per cui il beneficio non ha limite di età.

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Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutto ciò che riguarda l’Assegno Unico Universale:

  • Calcolo e presentazione dell’ISEE: ti aiutiamo a raccogliere i documenti e compilare la DSU nel modo corretto, evitando errori che possono ridurre l’importo dell’assegno o causare problemi con l’INPS
  • Prima domanda Assegno Unico: se non hai mai richiesto l’assegno, ti guidiamo nel processo passo per passo
  • Variazioni e aggiornamenti: se la tua situazione familiare o lavorativa è cambiata, ti aiutiamo ad aggiornare la domanda e ottenere l’importo corretto
  • Istanze di riesame: se hai ricevuto meno del dovuto o la domanda è stata sospesa, possiamo presentare istanza di riesame per tuo conto
  • Consulenza per lavoratori autonomi: specificamente per partite IVA e forfettari, ti spieghiamo come il tuo reddito impatta sull’ISEE e sull’importo dell’assegno

Per un appuntamento o una consulenza, contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine.

Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 05:04:252026-07-03 07:53:38Assegno Unico Luglio 2026: Date di Pagamento, Nuove Tabelle ISTAT e Guida per i Lavoratori Autonomi
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NOTIZIE, PATRONATO

Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date

Pensione 2026 INPS

Luglio 2026 porta con sé una serie di importanti appuntamenti per chi riceve prestazioni dall’INPS. Pensioni con l’aggiunta della quattordicesima, Assegno Unico Universale per le famiglie con figli, NASpI e Assegno di Inclusione: ogni bonifico ha la propria data di accredito e, in alcuni casi, regole specifiche che cambiano rispetto agli altri mesi. Questa guida raccoglie tutte le informazioni aggiornate su pagamenti INPS luglio 2026, con il calendario completo, gli importi attesi e i requisiti per la quattordicesima.

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Indice dei contenuti

  1. Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tutte le date in un colpo d’occhio
  2. Pensioni luglio 2026: accredito il 1° luglio con la quattordicesima
  3. Quattordicesima pensione 2026: chi ha diritto, requisiti e importi
  4. Assegno Unico Universale luglio 2026: data di pagamento e importi
  5. NASpI luglio 2026: quando arriva la disoccupazione
  6. Assegno di Inclusione luglio 2026: ricarica il 27 luglio
  7. Pensioni in ritardo o non accreditate: cosa fare
  8. Domande frequenti sui pagamenti INPS di luglio 2026
  9. Conclusioni: un luglio ricco di pagamenti INPS

Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tutte le date in un colpo d’occhio

L’INPS stabilisce ogni mese le date di accredito delle principali prestazioni previdenziali e assistenziali. Per luglio 2026, il calendario tiene conto dei giorni lavorativi e dell’esigenza di distribuire i pagamenti in modo da non sovraccaricare i sistemi bancari e postali. Ecco la panoramica completa:

Prestazione INPSData accredito luglio 2026Note
Pensioni (tutte le gestioni)1 luglio 2026 (martedì)Include quattordicesima per aventi diritto
Assegno Unico Universale17 luglio 2026Beneficiari in corso; nuove domande entro fine mese
NASpI / DisCollDal 15 luglio 2026Dipende dalla data di accoglimento domanda
Assegno di Inclusione (AdI)27 luglio 2026Ricarica Carta di Inclusione
Supporto Formazione Lavoro (SFL)27 luglio 2026Contestuale ad AdI
Bonus 100 euro / 500 euroLuglio 2026 (in busta paga)Per lavoratori dipendenti con requisiti IRPEF

Tutte le date si riferiscono all’accredito effettivo sul conto corrente o sul libretto postale del beneficiario. I tempi effettivi possono variare di 1-2 giorni lavorativi a seconda dell’istituto bancario o postale.

Pensioni luglio 2026: accredito il 1° luglio con la quattordicesima

Le pensioni di luglio 2026 vengono accreditate il 1° luglio 2026 (martedì), poiché il 1° luglio cade in un giorno lavorativo. I pensionati che percepiscono la pensione tramite Poste Italiane potranno ritirarla allo sportello o riceverla sul conto BancoPosta/libretto secondo le modalità concordate.

Il mese di luglio è particolarmente atteso dai pensionati perché, per chi ha i requisiti, l’INPS accredita insieme alla pensione ordinaria anche la quattordicesima mensilità, un importo aggiuntivo introdotto dalla Legge 127/2007 a favore dei pensionati a basso reddito. Vediamo nel dettaglio chi ne ha diritto e come viene calcolata.

Per verificare l’importo esatto della propria pensione di luglio, inclusa l’eventuale quattordicesima, i pensionati possono consultare il cedolino INPS online tramite il portale MyINPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. Il cedolino è disponibile di norma qualche giorno prima dell’accredito effettivo. Maggiori dettagli nella nostra guida su come consultare il cedolino pensione luglio 2026.

Cedolino pensione luglio: come scaricarlo

Per scaricare il cedolino della pensione di luglio 2026, il pensionato deve:

  1. Accedere al portale MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Andare nella sezione “Pensione” → “Cedolino della pensione”
  3. Selezionare il mese di luglio 2026
  4. Verificare la voce “Quattordicesima” nell’elenco delle componenti
  5. Scaricare il PDF per conservarlo come documento ufficiale

Quattordicesima pensione 2026: chi ha diritto, requisiti e importi

La quattordicesima mensilità della pensione è una somma aggiuntiva erogata dall’INPS ogni anno con la rata di luglio. Non è automatica per tutti i pensionati: esistono precisi requisiti di età, reddito e anzianità contributiva che devono essere soddisfatti contemporaneamente.

Requisiti anagrafici

Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che abbiano compiuto 64 anni di età entro il 31 luglio 2026 (o che li abbiano già compiuti prima). Chi compie 64 anni dopo il 31 luglio non percepirà la quattordicesima nel 2026, ma la riceverà a partire dall’anno successivo.

Requisiti reddituali: soglie e fasce 2026

Il reddito complessivo del pensionato (comprensivo di pensione e altri redditi assoggettabili a IRPEF) non deve superare determinate soglie, espresse in multipli del trattamento minimo INPS. Per il 2026, il trattamento minimo mensile INPS è pari a 611,85 euro (rivalutazione 1,4% per effetto del DM MEF 19/11/2025), per un valore annuo di 7.954,05 euro (13 mensilità).

Soglia reddituale annuaMultiplo trattamento minimoImporto quattordicesima (lavoratori dipendenti)Importo quattordicesima (autonomi)
Fino a 1,5 volte il minimo (~11.931 euro)1,5x660 euro504 euro
Da 1,5x a 2x il minimo (~15.908 euro)Da 1,5 a 2x410 euro336 euro
Oltre 2x il minimo>2xNessuna quattordicesimaNessuna quattordicesima

Nota: gli importi massimi della quattordicesima (660 euro, 504 euro, 410 euro, 336 euro) sono stabiliti per legge e variano in base all’anzianità contributiva come indicato nella tabella successiva. L’INPS verifica d’ufficio il reddito sulla base della dichiarazione dei redditi e/o dei dati del casellario pensionistico.

Requisiti contributivi per la quattordicesima

Oltre ai requisiti reddituali e anagrafici, la quattordicesima è differenziata in base all’anzianità contributiva maturata:

Anni di contribuzioneCategoriaFascia 1 (fino 1,5x min.)Fascia 2 (1,5x – 2x min.)
Meno di 15 anniLavoratori dipendenti437 euro336 euro
Da 15 a 25 anniLavoratori dipendenti546 euro410 euro
Oltre 25 anniLavoratori dipendenti660 euro410 euro
Meno di 18 anniLavoratori autonomi336 euro270 euro
Da 18 a 28 anniLavoratori autonomi420 euro336 euro
Oltre 28 anniLavoratori autonomi504 euro336 euro

La verifica dei requisiti avviene automaticamente da parte dell’INPS, che incrocia i dati presenti nel casellario delle posizioni previdenziali. I pensionati non devono presentare alcuna domanda: se hanno diritto, la quattordicesima viene accreditata automaticamente con la rata di luglio.

Esempio pratico di calcolo

Prendiamo il caso di Mario, 70 anni, ex lavoratore dipendente con 30 anni di contributi, pensione mensile di 900 euro e nessun altro reddito:

  • Reddito annuo complessivo: 900 euro x 13 = 11.700 euro
  • Soglia 1,5x trattamento minimo 2026: ~11.931 euro annui
  • Il reddito di Mario (11.700 euro) e’ inferiore alla soglia 1,5x: rientra nella prima fascia
  • Anzianità contributiva: 30 anni (oltre 25 anni per lavoratori dipendenti)
  • Quattordicesima spettante: 660 euro

Con la rata di luglio, Mario riceverà quindi: 900 euro (pensione ordinaria) + 660 euro (quattordicesima) = 1.560 euro totali.

Assegno Unico Universale luglio 2026: data di pagamento e importi

L’Assegno Unico Universale (AUU) di luglio 2026 viene accreditato tra il 17 e il 19 luglio 2026 per chi ha già l’ISEE aggiornato e ha presentato domanda nei mesi precedenti. Per i nuovi percettori o chi ha presentato domanda con ritardo, il pagamento potrebbe avvenire entro la fine del mese.

Ricordiamo che l’Assegno Unico Universale è stato introdotto con il D.Lgs. 230/2021 e spetta a tutti i nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni (senza limiti di reddito, ma con importi modulati in base all’ISEE). Per i figli disabili non ci sono limiti di età.

Importi Assegno Unico luglio 2026 per fascia ISEE

ISEE familiareImporto mensile per figlio (0-21 anni)Maggiorazione figli disabili
Fino a 17.090,61 euro (soglia minima)199,40 euro+91,42 euro (importo standard, varia per gravità)
Da 17.090,61 a 45.574,96 euroImporto decrescente (da 199,40 a 57,00 euro)Maggiorazione proporzionale
Oltre 45.574,96 euro o senza ISEE57,00 euro (importo minimo garantito)+maggiorazione disabilità standard

Gli importi 2026 tengono conto della rivalutazione ISTAT applicata a gennaio 2026. Chi non ha presentato l’ISEE o ha un ISEE scaduto percepisce solo la quota minima di 57 euro mensili per figlio.

Maggiorazioni Assegno Unico 2026: gli importi esatti

Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni per situazioni particolari. Ecco i valori aggiornati 2026:

Tipo maggiorazioneImporto mensileCondizioni
Entrambi i genitori lavoratori35,68 euro per figlioPer figli fino a 21 anni
Nuclei con 4 o più figli18 euro per figlioImporto aggiuntivo per ciascun figlio
Madri con meno di 21 anni23,68 euro per figlioEtà madre al momento della nascita
Figli con disabilità91,42 euro (valore base)Varia in base al grado di disabilità

Per verificare l’importo esatto spettante, le famiglie possono accedere al portale MyINPS o all’app INPS Mobile usando SPID, CIE o CNS. L’INPS invia anche notifiche via messaggio quando il pagamento è in elaborazione.

Per informazioni su tutti i pagamenti INPS di luglio 2026, inclusi NASpI, bonus 100/500 euro e AdI, consulta la nostra guida dedicata.

NASpI luglio 2026: quando arriva la disoccupazione

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) di luglio 2026 viene erogata a partire dal 15 luglio 2026. A differenza di pensioni e Assegno Unico, che hanno una data fissa per tutti i beneficiari, la NASpI viene pagata in base alla data di presentazione della domanda: i beneficiari ricevono il pagamento mensile nello stesso giorno del mese in cui è stata accolta la domanda originaria.

Chi ha presentato domanda NASpI il 15 di un mese, riceverà il pagamento mensile intorno al 15 del mese successivo. Sono possibili slittamenti di 1-3 giorni lavorativi legati all’elaborazione interna INPS e ai tempi bancari.

Importo NASpI luglio 2026: come si calcola

L’importo della NASpI è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni, fino a un massimale che per il 2026 è fissato a 1.575,42 euro mensili (D.Lgs. 22/2015, importo rivalutato annualmente). Se la retribuzione media supera il limite di 1.480,30 euro mensili si applica una formula riduttiva: il 75% si calcola sulla soglia e si aggiunge il 25% sulla parte eccedente.

Importante: a partire dal 7° mese di fruizione (dopo il sesto), l’importo della NASpI si riduce del 3% ogni mese. Questo meccanismo di decrescenza è stato introdotto per incentivare la reintegrazione nel mercato del lavoro. La durata massima della NASpI è di 24 mesi (pari a metà delle settimane lavorate nei 4 anni precedenti, con cap a 24 mesi).

Compatibilità NASpI con il lavoro

La NASpI presenta regole precise di compatibilità con eventuali nuove occupazioni durante il periodo di percezione:

  • Lavoro dipendente oltre 8.000 euro annui: decadenza della NASpI
  • Lavoro autonomo oltre 5.000 euro annui: riduzione dell’80% dell’eccedenza dalla NASpI
  • Partita IVA: possibilità di richiedere la NASpI Anticipata in un’unica soluzione

Assegno di Inclusione luglio 2026: ricarica il 27 luglio

L’Assegno di Inclusione (AdI), la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024, viene ricaricato sulla Carta di Inclusione (ex Carta RdC) il 27 luglio 2026. La stessa data vale per il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL).

La ricarica avviene in un’unica soluzione e i fondi sono immediatamente disponibili per prelievi ATM, pagamenti POS e acquisti nei negozi convenzionati. Ricordiamo che con la Carta di Inclusione non è possibile effettuare giochi d’azzardo, acquistare alcolici, sigarette o beni non essenziali in alcune categorie merceologiche.

Importo Assegno di Inclusione 2026

L’importo dell’AdI dipende dalla composizione del nucleo familiare e dalla situazione reddituale/patrimoniale (ISEE). Il beneficio è composto da tre componenti cumulabili:

  • Integrazione al reddito: fino a 6.000 euro annui (500 euro mensili) per il nucleo, moltiplicato per la scala di equivalenza INPS (che tiene conto del numero e della composizione dei componenti)
  • Integrazione affitto: fino a 3.360 euro annui (280 euro mensili) per chi vive in affitto con contratto regolare
  • Integrazione mutuo: fino a 1.800 euro annui (150 euro mensili) per chi ha un mutuo sulla prima casa

Per i nuclei composti esclusivamente da persone con disabilità o anziani over 60, non sono previsti obblighi di partecipazione ai percorsi di attivazione lavorativa.

Pensioni in ritardo o non accreditate: cosa fare

Se al 2 o 3 luglio la pensione non risulta ancora accreditata sul conto, è bene non allarmarsi subito: alcuni istituti bancari accreditano con 1-2 giorni di ritardo rispetto alla data INPS ufficiale. Prima di contattare l’INPS, verificare:

  1. Il cedolino su MyINPS: se compare “in elaborazione” significa che il pagamento è in corso
  2. L’estratto conto bancario aggiornato al giorno attuale
  3. Eventuali avvisi di blocco (pignoramenti, sospensioni per superamento requisiti reddituali)
  4. La correttezza dell’IBAN comunicato all’INPS (verificabile su MyINPS → Dati bancari)

Se dopo 3-4 giorni lavorativi la pensione non è ancora arrivata, è possibile:

  • Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da rete mobile, a pagamento)
  • Aprire un ticket tramite il portale MyINPS nella sezione “Contatti”
  • Recarsi presso uno sportello INPS o un CAF convenzionato per assistenza

Attenzione ai casi di pensioni erogate all’estero: l’INPS può sospendere il pagamento se il pensionato non ha inviato la dichiarazione RedEst annuale richiesta dalla normativa di riferimento.

Domande frequenti sui pagamenti INPS di luglio 2026

Quando viene pagata la pensione di luglio 2026?

La pensione di luglio 2026 viene accreditata il 1° luglio 2026 (martedì). Per i pensionati Poste Italiane che ritirano allo sportello, la distribuzione inizia dal 1° luglio seguendo l’ordine alfabetico per evitare code e assembramenti.

La quattordicesima è tassata?

Sì, la quattordicesima mensilità della pensione è soggetta a tassazione IRPEF come le altre mensilità. Tuttavia, poiché è erogata a pensionati con redditi bassi (al di sotto di 2 volte il trattamento minimo, pari a circa 15.908 euro annui nel 2026), nella pratica molti beneficiari ricadono nelle aliquote più basse o usufruiscono delle detrazioni da pensione, rendendo l’impatto fiscale minimo o nullo.

Cosa succede all’Assegno Unico se non ho rinnovato l’ISEE?

Chi non ha presentato o rinnovato la DSU/ISEE 2026 entro i termini previsti percepisce l’importo minimo garantito dell’Assegno Unico, pari a 57 euro mensili per figlio. Per ottenere l’importo pieno (fino a 199,40 euro) è necessario presentare l’ISEE aggiornato. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per la presentazione della DSU e il calcolo dell’ISEE.

Chi ha diritto alla quattordicesima pensione?

Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che:

  • Abbiano compiuto 64 anni entro il 31 luglio dell’anno in corso
  • Abbiano un reddito complessivo annuo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.908 euro nel 2026)
  • Abbiano almeno 15 anni di contribuzione (per i lavoratori dipendenti) o 18 anni (per gli autonomi)

Posso ricevere sia la pensione che l’Assegno Unico?

Sì, se il pensionato ha figli minori a carico può ricevere contemporaneamente la pensione e l’Assegno Unico Universale. Non vi è incompatibilità tra le due prestazioni. L’Assegno Unico è una misura universale che prescinde dalla natura del reddito del genitore (pensionato, lavoratore dipendente, autonomo, disoccupato).

L’Assegno di Inclusione è compatibile con un lavoro part-time?

Sì, l’AdI è compatibile con un reddito da lavoro dipendente o autonomo entro certi limiti. Se il beneficiario trova un’occupazione, deve comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. I redditi da lavoro vengono considerati nella soglia ISEE e possono ridurre l’importo del beneficio o determinarne la decadenza al superamento delle soglie di legge.

Come verifico lo stato del mio pagamento INPS?

Il modo più rapido è accedere a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS e controllare la sezione “Le mie prestazioni”. In alternativa, si può usare l’app INPS Mobile disponibile per iOS e Android. Per assistenza personalizzata, il CAF Centro Fiscale di Udine può supportare i cittadini nell’accesso ai servizi digitali INPS.

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Conclusioni: un luglio ricco di pagamenti INPS

Luglio 2026 si conferma un mese ricco di erogazioni INPS. I pensionati riceveranno la rata ordinaria già il 1° luglio, con l’aggiunta della quattordicesima per chi ha 64 anni e un reddito sotto la soglia di 2 volte il trattamento minimo (circa 15.908 euro annui nel 2026). Le famiglie con figli aspetteranno tra il 17 e il 19 luglio per l’Assegno Unico Universale, mentre i titolari di Assegno di Inclusione vedranno la ricarica il 27 luglio.

Per qualsiasi dubbio sull’importo ricevuto, sulla quattordicesima spettante o sulla gestione dell’ISEE per l’Assegno Unico, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per una consulenza personalizzata. Puoi contattarci al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121.

Consulta anche la nostra guida completa su tutti i pagamenti INPS di luglio 2026 per una visione d’insieme su NASpI, bonus 100/500 euro e le ultime novità INPS del mese.

Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-02 02:31:352026-07-03 07:54:10Pagamenti INPS di luglio 2026: assegno unico, pensioni e quattordicesima in arrivo, le date
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensione luglio 2026: come consultare il cedolino INPS

Pensione 2026 INPS

La pensione di luglio 2026 porta con sé alcune novità importanti rispetto ai mesi precedenti: oltre all’accredito ordinario, molti pensionati riceveranno la quattordicesima mensilità e potrebbero trovare nel cedolino importi diversi rispetto a giugno, a causa di conguagli IRPEF e addizionali regionali e comunali. Capire come consultare il cedolino della pensione INPS è fondamentale per verificare l’esattezza dell’importo ricevuto e comprendere le voci che lo compongono.

In questa guida completa spieghiamo come accedere al cedolino online, cosa significa ogni voce, quali sono le date di pagamento pensioni luglio 2026 e come interpretare le eventuali variazioni di importo.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il cedolino della pensione e perché consultarlo
  2. Come accedere al cedolino pensione INPS online: SPID, CIE e CNS
  3. Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino: la sezione INPS dedicata
  4. Come leggere il cedolino pensione: guida alle voci principali
  5. Date di pagamento pensioni luglio 2026: il calendario completo
  6. Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importi
  7. Conguagli IRPEF a luglio 2026: cosa sono e perché l’importo può variare
  8. Perequazione pensioni 2026: l’aumento dell’1,4%
  9. Cosa fare se il cedolino presenta errori o discrepanze
  10. Cedolino pensione: le domande più frequenti dei pensionati
  11. Riepilogo: guida rapida al cedolino pensione luglio 2026

Cos’è il cedolino della pensione e perché consultarlo

Il cedolino della pensione è il documento mensile emesso dall’INPS che riepiloga tutte le voci che compongono l’importo netto accreditato al pensionato. A differenza di quanto molti credono, non si tratta semplicemente di un’attestazione del pagamento: il cedolino contiene informazioni dettagliate su:

  • Importo lordo della pensione (o delle pensioni, se il pensionato ne percepisce più)
  • Trattenute IRPEF (ritenute d’acconto mensili)
  • Addizionali regionali e comunali all’IRPEF (trattenute a rate da gennaio a novembre)
  • Detrazioni fiscali spettanti (per lavoro, per carichi familiari)
  • Conguagli positivi o negativi (derivanti dalla dichiarazione 730 o dal conguaglio di fine anno precedente)
  • Voci speciali come la quattordicesima mensilità (erogata a luglio)
  • Importo netto effettivamente corrisposto

Consultare il cedolino con regolarità è importante per diversi motivi. In primo luogo, permette di verificare che l’importo accreditato sia corretto e conforme alle aspettative. In secondo luogo, consente di controllare che le detrazioni fiscali siano applicate correttamente. Infine, è uno strumento essenziale per comprendere l’impatto dei conguagli IRPEF che, a luglio, possono far variare significativamente il netto mensile.

Come accedere al cedolino pensione INPS online: SPID, CIE e CNS

L’INPS ha reso disponibile la consultazione del cedolino pensione esclusivamente online, attraverso il proprio portale istituzionale. Per accedere al servizio è necessario disporre di uno dei seguenti strumenti di identità digitale:

1. SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

Lo SPID è lo strumento più diffuso tra i pensionati italiani. Si tratta di un sistema di autenticazione con username, password e codice OTP (One Time Password) inviato al cellulare. I principali provider SPID sono PosteID (Poste Italiane), TIM id, Aruba, Namirial e altri. Il livello minimo richiesto per l’accesso ai servizi INPS è SPID livello 2.

2. CIE (Carta di Identità Elettronica)

La Carta di Identità Elettronica di nuova generazione (con il chip NFC) può essere usata per accedere ai servizi INPS. L’accesso avviene tramite l’app “CieID” scaricabile su smartphone Android o iOS, oppure tramite un lettore NFC collegato al computer. Per accedere sono necessari il PIN della CIE (rilasciato al momento dell’emissione del documento) e il PUK.

3. CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

La CNS è una tessera magnetica (spesso coincide con la Tessera Sanitaria abilitata) che consente l’accesso ai servizi telematici della Pubblica Amministrazione. Richiede un lettore di smart card e l’installazione di specifici software sul proprio computer. È meno diffusa rispetto a SPID e CIE, ma rimane una valida alternativa per chi non dispone degli altri strumenti.

Passaggi per accedere al cedolino sul sito INPS

Una volta in possesso di uno dei sistemi di autenticazione, la procedura per consultare il cedolino è la seguente:

  1. Vai sul sito ufficiale www.inps.it
  2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
  3. Seleziona il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
  4. Completa l’autenticazione seguendo le istruzioni
  5. Una volta nella tua area personale, vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
  6. Seleziona “Cedolino della pensione” (o “Cedolini” nella sezione pensioni)
  7. Scegli il mese che ti interessa (ad esempio luglio 2026)
  8. Scarica o visualizza il cedolino in formato PDF

In alternativa, i pensionati che riscuotono la pensione tramite Poste Italiane possono consultare il cedolino anche tramite l’app PostePay o presso qualsiasi Ufficio Postale, mostrando un documento d’identità valido.

Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino: la sezione INPS dedicata

Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è la sezione del portale INPS che raccoglie tutte le informazioni previdenziali del singolo utente. È accessibile dall’area personale del sito www.inps.it e contiene:

  • La situazione contributiva (estratto conto contributivo)
  • I cedolini della pensione dei mesi correnti e degli anni precedenti
  • Le attestazioni fiscali (CU – Certificazione Unica)
  • Il calendario dei pagamenti previsti
  • Le dichiarazioni di responsabilità (ad esempio per prestazioni legate al reddito)
  • I dati anagrafici e di pagamento (IBAN, indirizzo di riscossione)

Per raggiungere il cedolino dall’interno del Fascicolo Previdenziale, segui questo percorso: “Il tuo Fascicolo” → “Posizioni previdenziali” → “Pensione” → “Cedolino”. Se hai più pensioni (ad esempio una di vecchiaia e una di reversibilità), le visualizzerai entrambe in elenco e potrai selezionare quella che ti interessa.

App INPS Mobile: consulta il cedolino dallo smartphone

L’INPS ha sviluppato un’applicazione ufficiale per smartphone, “INPS Mobile”, disponibile gratuitamente su App Store (iOS) e Google Play (Android). Tramite l’app è possibile:

  • Consultare i cedolini della pensione degli ultimi 24 mesi
  • Visualizzare le date di pagamento delle mensilità future
  • Scaricare il cedolino in formato PDF
  • Accedere al proprio estratto conto contributivo
  • Inviare comunicazioni all’INPS

L’accesso all’app richiede le stesse credenziali del sito web: SPID, CIE o CNS. Una volta effettuato il login, il cedolino del mese corrente è solitamente visualizzabile nella schermata principale nella sezione “Le mie pensioni”.

Come leggere il cedolino pensione: guida alle voci principali

La struttura del cedolino pensione INPS può sembrare complessa a prima vista, ma seguendo la logica delle voci è possibile comprenderla agevolmente. Ecco le principali sezioni e cosa significano.

Sezione 1: Intestazione e dati identificativi

In questa sezione trovi:

  • Nome, cognome e codice fiscale del pensionato
  • Numero di pensione (NGL – Numero Generale del Lavoro)
  • Sede INPS di competenza
  • Tipo di pensione (vecchiaia, anticipata, invalidità, reversibilità, ecc.)
  • Mese e anno di riferimento del cedolino

Sezione 2: Competenze (importi a credito del pensionato)

Le competenze rappresentano tutti gli importi che l’INPS eroga al pensionato:

  • Pensione lorda mensile: l’importo teorico prima di qualsiasi trattenuta
  • Integrazione al minimo: eventuale maggiorazione per portare la pensione al trattamento minimo (611,85 euro nel 2026)
  • Maggiorazione sociale: per pensionati con redditi bassi che hanno compiuto 70 anni
  • Quattordicesima mensilità: presente solo nel cedolino di luglio, per chi ha i requisiti
  • Arretrati: eventuali somme dovute per i mesi precedenti (es. conguaglio perequazione)

Sezione 3: Trattenute fiscali

Le trattenute sono gli importi che l’INPS trattiene dalla pensione lorda per conto del Fisco:

  • IRPEF: la ritenuta d’acconto mensile calcolata sull’importo lordo della pensione, applicando gli scaglioni vigenti (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre)
  • Addizionale regionale IRPEF: varia in base alla regione di residenza (generalmente tra l’1,23% e il 3,33% del reddito imponibile), trattenuta a rate mensili da gennaio a novembre
  • Addizionale comunale IRPEF: stabilita dal singolo Comune, trattenu ta anch’essa a rate mensili
  • Conguaglio IRPEF positivo o negativo: derivante dal ricalcolo delle imposte dell’anno precedente (saldo) o dall’elaborazione del 730

Sezione 4: Detrazioni spettanti

Le detrazioni riducono l’IRPEF da versare e includono:

  • Detrazione per pensione: spetta a tutti i pensionati (uguale a quella per reddito da lavoro dipendente/pensione, con calcolo progressivo)
  • Detrazione per coniuge a carico: se il coniuge ha un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro (o 4.000 euro se sotto i 24 anni)
  • Detrazione per figli a carico: ridotta dal 2022 dall’Assegno Unico Universale, ma ancora applicabile per figli maggiorenni non beneficiari dell’AUU
  • Detrazione per altri familiari a carico

Sezione 5: Importo netto

L’importo netto è la somma che viene effettivamente accreditata sul conto corrente o consegnata allo sportello. Si calcola come:

Netto = Competenze totali – Trattenute totali + Detrazioni applicate

Date di pagamento pensioni luglio 2026: il calendario completo

Le pensioni di luglio 2026 vengono erogate secondo il calendario stabilito dall’INPS. Il pagamento avviene il primo giorno bancabile del mese, ma le modalità di riscossione differenziano le date effettive di accredito.

Modalità di riscossioneData accredito luglio 2026Note
Banca (accredito su conto corrente)1° luglio 2026 (martedì)Accredito diretto sul c/c
Poste Italiane – Libretto di risparmio1° luglio 2026Disponibile dall’1 luglio
Poste Italiane – Sportello (cognomi A-C)1° luglio 2026Turni alfabetici
Poste Italiane – Sportello (cognomi D-K)2 luglio 2026Turni alfabetici
Poste Italiane – Sportello (cognomi L-P)3 luglio 2026Turni alfabetici
Poste Italiane – Sportello (cognomi Q-Z)4 luglio 2026Turni alfabetici
Poste Italiane – BancoPosta o Postepay1° luglio 2026Accredito automatico

Nota importante: il 1° luglio 2026 è martedì (giorno lavorativo bancario), pertanto non si prevedono slittamenti rispetto al primo del mese. I pensionati che riscuotono tramite accredito su conto corrente bancario o postale riceveranno l’accredito in data 1 luglio.

Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importi

Il cedolino di luglio 2026 per molti pensionati include anche la quattordicesima mensilità, un’ulteriore prestazione erogata dall’INPS ai pensionati con redditi bassi. Questa somma aggiuntiva è stata introdotta dalla Legge n. 127/2007 e spetta ai pensionati che soddisfano determinati requisiti anagrafici e reddituali.

Requisiti per ricevere la quattordicesima

  • Età: aver compiuto almeno 64 anni entro il 31 luglio 2026
  • Reddito: reddito personale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS (per il 2026: entro circa 917,78 euro mensili o 10.773 euro annui per la fascia base) o 2 volte il trattamento minimo per la fascia superiore
  • Tipo di pensione: deve essere una pensione a carico delle gestioni pensionistiche obbligatorie (vecchiaia, anzianità, anticipata, invalidità, reversibilità, ecc.)
Anni di contributiImporto massimo (ex dipendenti)Importo massimo (ex autonomi)
Fino a 15 anni437,00 euro ca.335,00 euro ca.
Da 15 a 25 anni546,00 euro ca.437,00 euro ca.
Oltre 25 anni655,00 euro ca.546,00 euro ca.

Nota: gli importi esatti della quattordicesima 2026 vengono rivalutati ogni anno dall’INPS in base alla perequazione. I valori indicati sono orientativi e basati sui dati degli anni precedenti rivalutati dell’1,4% (tasso perequazione 2026 confermato dal DM MEF 19/11/2025).

Conguagli IRPEF a luglio 2026: cosa sono e perché l’importo può variare

Uno degli aspetti che genera più confusione tra i pensionati è la variazione dell’importo netto della pensione a luglio rispetto ai mesi precedenti. Questa variazione è spesso dovuta ai conguagli IRPEF derivanti dall’elaborazione del modello 730 o dal ricalcolo delle imposte di competenza dell’anno precedente.

Conguaglio da 730: come funziona

Se il pensionato ha presentato il modello 730/2026 (dichiarazione dei redditi anno 2025) con l’INPS come sostituto d’imposta, il conguaglio viene applicato direttamente sul cedolino della pensione. In particolare:

  • Se dall’elaborazione del 730 emerge un credito IRPEF (il pensionato ha pagato più imposte del dovuto), la somma viene rimborsata direttamente nella busta paga di luglio (o nel primo cedolino utile dopo la ricezione della dichiarazione dall’INPS)
  • Se invece emerge un debito IRPEF (il pensionato ha pagato meno imposte del dovuto), la trattenuta aggiuntiva viene applicata a partire dalla mensilità di luglio, con la possibilità di rateizzazione fino a novembre se l’importo supera 100 euro

Conguaglio di fine anno precedente

Oltre al conguaglio da 730, a luglio può essere presente anche il conguaglio di fine anno relativo all’anno fiscale precedente. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, ogni anno ricalcola le imposte effettivamente dovute sulla base del reddito complessivo del pensionato e applica le eventuali differenze (in più o in meno) sui cedolini successivi.

Addizionali regionali e comunali: come si calcolano

Le addizionali IRPEF (regionali e comunali) vengono trattenute in dodici rate mensili da gennaio a novembre, con saldo a novembre. L’aliquota varia in base al Comune e alla Regione di residenza. Alcuni esempi per i pensionati residenti in Friuli Venezia Giulia:

  • Addizionale regionale FVG: 1,23% (aliquota base per i redditi fino a 15.000 euro), con possibilità di esenzione per redditi bassi
  • Addizionale comunale Udine: variabile annualmente (verificare sul sito del Comune)

Perequazione pensioni 2026: l’aumento dell’1,4%

Dal 1° gennaio 2026 le pensioni italiane sono state rivalutate del 1,4% in applicazione del meccanismo di perequazione automatica (indicizzazione all’inflazione). Questo aggiornamento, previsto dalla normativa previdenziale italiana, garantisce che le pensioni mantengano il loro potere d’acquisto nel tempo adeguandosi all’andamento del costo della vita (indice FOI rilevato dall’ISTAT).

Il tasso di rivalutazione dell’1,4% per il 2026 è stato confermato dal DM MEF del 19 novembre 2025. La perequazione si applica in modo differenziato in base all’importo della pensione:

Fascia di importo pensionePercentuale rivalutazione 2026
Fino a 4 volte il minimo (2.447,40 euro/mese)100% dell’1,4% = +1,4%
Da 4 a 5 volte il minimo90% dell’1,4% = +1,26%
Da 5 a 6 volte il minimo75% dell’1,4% = +1,05%
Da 6 a 8 volte il minimo50% dell’1,4% = +0,70%
Da 8 a 10 volte il minimo25% dell’1,4% = +0,35%
Oltre 10 volte il minimo0% (nessun adeguamento)

Il trattamento minimo INPS per il 2026 è di 611,85 euro al mese (importo confermato dal DM MEF 19/11/2025 dopo rivalutazione dell’1,4% rispetto al 2025).

Cosa fare se il cedolino presenta errori o discrepanze

Se dopo aver consultato il cedolino di luglio 2026 riscontri importi che non corrispondono alle tue aspettative, o voci che non riesci a interpretare, ecco come procedere.

Verifica preliminare autonoma

Prima di rivolgerti all’INPS, effettua alcune verifiche autonome:

  1. Confronta con i cedolini dei mesi precedenti: verifica se la variazione è compatibile con la quattordicesima, con conguagli 730 o con le addizionali
  2. Controlla se hai presentato il 730: se sì, la variazione di luglio potrebbe essere proprio il conguaglio fiscale
  3. Verifica l’estratto conto contributivo: accessibile sempre dal Fascicolo Previdenziale, ti mostra la storia dei pagamenti ricevuti
  4. Leggi il dettaglio del cedolino: spesso la risposta è nelle singole voci (es. “conguaglio IRPEF a debito” o “rata addizionale regionale”)

Come contattare l’INPS per chiarimenti

Se le verifiche autonome non bastano, puoi rivolgerti all’INPS attraverso i seguenti canali:

  • Portale INPS: tramite il servizio “Contatta l’INPS” nella tua area personale, puoi inviare una richiesta scritta con allegato il cedolino
  • Contact Center INPS: numero verde 803 164 (da fisso, gratuito) oppure 06 164 164 (da cellulare, a pagamento in base al piano tariffario)
  • Sede INPS territoriale: puoi prenotare un appuntamento tramite il portale INPS o presentarti allo sportello
  • Patronato o CAF: rivolgiti al tuo patronato di fiducia o a un Centro di Assistenza Fiscale (come il CAF Centro Fiscale) per un supporto professionale nell’interpretazione del cedolino e nella gestione di eventuali ricorsi o richieste di rettifica

Puoi anche consultare la guida ai Pagamenti INPS Luglio 2026 per avere il calendario completo di tutte le prestazioni (pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI).

Cedolino pensione: le domande più frequenti dei pensionati

Raccogliamo le domande che riceviamo più spesso dai pensionati che si rivolgono al CAF Centro Fiscale di Udine riguardo al cedolino di luglio.

Quando viene pubblicato il cedolino di luglio sul sito INPS?

Il cedolino di luglio 2026 viene solitamente reso disponibile sul portale INPS nella seconda metà di giugno, circa 10-15 giorni prima della data di pagamento. Questo consente al pensionato di verificare in anticipo l’importo che riceverà. Se a fine giugno il cedolino non fosse ancora visibile, è normale: l’INPS lo carica progressivamente per tutte le posizioni.

Perché a luglio la pensione è più alta del solito?

Se la pensione di luglio è più alta rispetto a giugno, la ragione principale è quasi sempre la quattordicesima mensilità, erogata a luglio ai pensionati con requisiti reddituali e anagrafici specifici. Altri motivi possono essere rimborsi da conguaglio 730 o arretrati perequativi.

Perché a luglio la pensione netta è più bassa?

Se invece la pensione netta di luglio è inferiore al normale, la causa più probabile è il conguaglio IRPEF a debito derivante dall’elaborazione del 730 (importi da versare allo Stato per le spese detraibili non sufficienti a coprire il debito d’imposta) o dal conguaglio di fine anno precedente. Anche le rate delle addizionali regionali e comunali, se non correttamente conteggiate nei mesi precedenti, possono incidere.

Posso delegare qualcuno a ritirare la pensione alle Poste?

Sì. I pensionati impossibilitati a recarsi allo sportello postale possono conferire una delega scritta a un familiare o a un’altra persona di fiducia. La delega deve essere accompagnata da copia del documento di identità del delegante e del delegato. In alternativa, è sempre consigliabile richiedere l’accredito diretto su conto corrente (bancario o postale), eliminando la necessità di recarsi fisicamente allo sportello.

Come cambio l’IBAN per l’accredito della pensione?

Per modificare l’IBAN su cui viene accreditata la pensione, è necessario comunicarlo all’INPS tramite:

  • Il portale INPS (area personale, sezione “Dati di pagamento”)
  • Il Contact Center INPS (803 164)
  • La sede INPS territoriale
  • Tramite un patronato o CAF abilitato

La modifica richiede in genere qualche settimana per essere recepita, quindi è consigliabile effettuarla con congruo anticipo rispetto alla data di pagamento.

Cosa significa “NGL” nel cedolino?

NGL sta per Numero Generale del Lavoro: è il codice identificativo univoco della tua pensione presso l’INPS. Ogni pensione ha il suo NGL, che va indicato in tutte le comunicazioni con l’Istituto. Se il pensionato percepisce più pensioni (ad esempio vecchiaia + reversibilità), ogni pensione ha un NGL diverso e un cedolino separato.

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Riepilogo: guida rapida al cedolino pensione luglio 2026

Ecco i punti chiave da ricordare per il cedolino di luglio 2026:

  • Accesso: inps.it con SPID, CIE o CNS oppure app INPS Mobile
  • Sezione: Fascicolo Previdenziale del Cittadino → Cedolino pensione
  • Data pagamento: 1° luglio 2026 (accredito bancario e postale); turni alfabetici agli sportelli postali dall’1 al 4 luglio
  • Quattordicesima: presente per chi ha almeno 64 anni e redditi entro il limite
  • Perequazione 2026: +1,4% applicato da gennaio 2026 (DM MEF 19/11/2025)
  • Trattamento minimo 2026: 611,85 euro al mese
  • Conguagli: possibili variazioni (in più o in meno) per 730 o conguaglio fiscale di fine anno
  • Problemi: Contact Center INPS 803 164 o rivolgiti al tuo CAF/patronato

Se hai bisogno di assistenza per interpretare il tuo cedolino pensione, per presentare domanda di quattordicesima o per gestire i conguagli fiscali, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento.

Giugno 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-27 22:29:322026-06-28 00:08:46Pensione luglio 2026: come consultare il cedolino INPS
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Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e Quattordicesima

Pensione 2026 INPS

Pagamenti INPS luglio 2026: ecco il calendario completo con tutte le date di accredito per pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e quattordicesima. Luglio è un mese particolarmente atteso dai pensionati italiani, perché oltre al rateo mensile arriva anche la quattordicesima mensilità, un bonus che spetta a chi ha redditi entro determinate soglie. Non solo: da luglio partono anche i primi rimborsi del modello 730 direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione. In questa guida trovi tutte le date, gli importi e le istruzioni per verificare i pagamenti sul portale MyINPS.

Indice dei contenuti

  1. Calendario pagamenti INPS luglio 2026
  2. Pensioni luglio 2026: data accredito e quattordicesima
  3. Quattordicesima pensionati luglio 2026: chi la riceve e importi
  4. Assegno Unico luglio 2026: date pagamento
  5. NASpI luglio 2026: quando arriva
  6. ADI Assegno di Inclusione luglio 2026
  7. Rimborsi 730 luglio 2026 in busta paga
  8. Bonus Nido e Bonus Mamme luglio 2026
  9. Come verificare i pagamenti su MyINPS
  10. Domande frequenti

Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tutte le date

Il mese di luglio 2026 è ricco di scadenze e accrediti INPS. Per aiutarti a tenere tutto sotto controllo, ecco la tabella riepilogativa con le date previste per ogni tipo di prestazione. Le date indicate sono indicative e basate sullo storico degli anni precedenti: l’INPS potrebbe variare leggermente i tempi di accredito.

DataPrestazioneNote
1 luglio 2026Pensioni (accredito bancario)Primo giorno bancabile del mese
1 luglio 2026Quattordicesima pensionatiInsieme al rateo pensione di luglio
1-2 luglio 2026Pensioni (ritiro in Posta)In base alla lettera del cognome
1 luglio 2026Rimborsi 730 su pensionePer chi ha inviato il 730 entro fine maggio
10-20 luglio 2026NASpILa data varia in base alla domanda individuale
15 luglio 2026Bonus NidoRimborso mensile per chi ha presentato domanda
16-17-18 luglio 2026Assegno UnicoTre giorni di accredito per tutti i beneficiari
23 luglio 2026Rimborsi 730 in busta pagaPer i lavoratori dipendenti (prima finestra)
27 luglio 2026ADI – Assegno di InclusioneRicarica su carta ADI
Fine luglio 2026Bonus MammeEsonero contributivo per lavoratrici con figli

Pensioni luglio 2026: data accredito e quattordicesima

Le pensioni di luglio 2026 verranno accreditate a partire da mercoledì 1 luglio, che rappresenta il primo giorno bancabile del mese. Per chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario o postale, l’importo sarà disponibile fin dalla mattina del 1° luglio.

Chi invece ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali dovrà seguire il calendario alfabetico stabilito da Poste Italiane, generalmente distribuito tra il 1° e il 2 luglio. L’ordine viene comunicato da Poste Italiane qualche giorno prima della scadenza e si basa sulla lettera iniziale del cognome del pensionato.

Luglio è un mese speciale per i pensionati perché il cedolino della pensione include non solo il rateo ordinario, ma anche la quattordicesima mensilità per gli aventi diritto e, per chi ha presentato il modello 730 entro fine maggio, anche i primi rimborsi IRPEF. Questo significa che molti pensionati riceveranno un accredito sensibilmente più alto rispetto ai mesi precedenti.

Per consultare in anticipo il cedolino della pensione di luglio 2026, puoi accedere al servizio dedicato sul portale INPS. Il cedolino pensione viene generalmente pubblicato online circa 10 giorni prima della data di pagamento, quindi intorno al 20 giugno.

Quattordicesima pensionati luglio 2026: chi la riceve e importi

La quattordicesima mensilità per i pensionati viene erogata con il rateo di luglio ed è una delle prestazioni più attese dell’anno. Si tratta di una somma aggiuntiva, detta anche “bonus pensione estivo”, riservata ai pensionati con reddito complessivo annuo entro determinati limiti. Non tutti i pensionati ne hanno diritto: vediamo nel dettaglio chi può riceverla e quanto spetta.

La quattordicesima pensione 2026 spetta ai pensionati che soddisfano questi requisiti:

  • Età minima: 64 anni compiuti (o da compiere entro il 31 dicembre 2026)
  • Titolarità di una pensione a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) o di fondi sostitutivi, esclusivi, esonerativi
  • Reddito personale complessivo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.900 euro annui per il 2026)

Gli importi della quattordicesima 2026 variano in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Ecco una tabella riepilogativa:

Anni di contributiReddito fino a 1,5x minimoReddito da 1,5x a 2x minimo
Fino a 15 anni (dipendenti) / 18 anni (autonomi)437 euro336 euro
Da 15 a 25 anni (dipendenti) / 18-28 (autonomi)546 euro420 euro
Oltre 25 anni (dipendenti) / 28 anni (autonomi)655 euro504 euro

La quattordicesima viene erogata automaticamente dall’INPS a chi ne ha diritto, senza necessità di presentare domanda. Se ritieni di avere i requisiti ma non l’hai ricevuta, puoi verificare la tua situazione accedendo al fascicolo previdenziale su MyINPS oppure contattare il CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito.

Assegno Unico luglio 2026: date pagamento

L’Assegno Unico di luglio 2026 verrà accreditato nelle giornate del 16, 17 e 18 luglio, come da calendario INPS consolidato. L’importo viene versato direttamente sul conto corrente indicato dal richiedente al momento della domanda.

Ricordiamo che l’importo dell’Assegno Unico Universale dipende dal valore dell’ISEE del nucleo familiare. Per il 2026, gli importi vanno da un minimo di 57 euro per figlio (senza ISEE o con ISEE superiore a 45.574,96 euro) fino a un massimo di 200 euro per figlio (con ISEE fino a 17.090,61 euro). A questi importi base si aggiungono le maggiorazioni previste per:

  • Figli disabili: maggiorazione da 85 a 105 euro per figlio
  • Nuclei con 3 o più figli: maggiorazione di 85 euro dal terzo figlio
  • Madri sotto i 21 anni: maggiorazione di 20 euro per figlio
  • Genitori entrambi lavoratori: maggiorazione fino a 30 euro per figlio (con ISEE fino a 17.090,61 euro)

Se non hai ancora presentato la domanda o se il tuo ISEE è scaduto, è fondamentale aggiornarlo il prima possibile per non perdere le maggiorazioni spettanti. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella preparazione dell’ISEE e nella domanda di Assegno Unico.

NASpI luglio 2026: quando arriva il pagamento

Il pagamento della NASpI di luglio 2026 è previsto indicativamente tra il 10 e il 20 luglio, ma la data esatta dipende dalla situazione individuale del beneficiario. A differenza delle pensioni, la NASpI non ha una data fissa uguale per tutti: l’INPS elabora i pagamenti in base alla data di presentazione della domanda e al giorno di cessazione del rapporto di lavoro.

Per chi percepisce la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), è importante ricordare che l’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (ottavo mese per gli over 55). Questa riduzione progressiva, detta decalage, fa sì che l’importo di luglio possa essere inferiore rispetto a quello dei mesi precedenti.

Se hai dubbi sull’importo della tua NASpI o sulla data di pagamento, puoi verificare lo stato della prestazione direttamente su MyINPS, nella sezione “Prestazioni e servizi” → “NASpI”. In alternativa, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua posizione e, se necessario, aiutarti a presentare la dichiarazione dei redditi per il recupero delle detrazioni spettanti.

ADI Assegno di Inclusione luglio 2026: data ricarica

L’Assegno di Inclusione (ADI) di luglio 2026 verrà accreditato il 27 luglio sulla carta ADI. Si tratta della prestazione che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024, destinata ai nuclei familiari in difficoltà economica con almeno un componente minore, disabile, over 60 o in condizione di svantaggio certificato.

Per ricevere l’ADI è necessario avere un ISEE in corso di validità non superiore a 9.360 euro. L’importo varia in base alla composizione del nucleo familiare e al reddito percepito, con un massimo di 6.000 euro annui (500 euro al mese) integrabili con una componente per l’affitto fino a 3.360 euro annui.

È importante ricordare che i beneficiari dell’ADI devono rispettare gli obblighi di partecipazione attiva, inclusa la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD) e la partecipazione ai percorsi di inclusione sociale o lavorativa. Il mancato rispetto di questi obblighi può comportare la sospensione o la revoca del beneficio.

Rimborsi 730 luglio 2026: primi accrediti in busta paga e pensione

Luglio 2026 segna l’inizio dei rimborsi IRPEF del modello 730, una delle novità più attese da lavoratori dipendenti e pensionati. Se hai presentato il 730 precompilato 2026 o ti sei rivolto a un CAF entro fine maggio, i primi rimborsi arriveranno già con la busta paga di luglio (per i lavoratori dipendenti) o con il cedolino pensione di luglio/agosto (per i pensionati).

Ecco come funziona il meccanismo dei rimborsi:

  • Lavoratori dipendenti: il rimborso viene accreditato nella busta paga di luglio dal datore di lavoro che funge da sostituto d’imposta. La data esatta dipende dalle tempistiche aziendali di elaborazione degli stipendi, generalmente tra il 23 e il 27 luglio
  • Pensionati: il rimborso viene erogato dall’INPS direttamente nel cedolino pensione. Per chi ha inviato il 730 entro fine maggio, il rimborso arriva con la pensione di luglio (1 luglio). Per invii successivi, il rimborso slitterà ai mesi di agosto o settembre
  • Senza sostituto d’imposta: chi ha presentato il 730 senza sostituto riceverà il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempistiche più lunghe (generalmente entro 6 mesi dalla presentazione)

Se dal 730 risulta un debito anziché un credito, le trattenute inizieranno dalla busta paga o dalla pensione di luglio. In caso di importi elevati, è possibile rateizzare il debito in più mesi (massimo 5 rate da luglio a novembre). Non hai ancora presentato il 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti per massimizzare le detrazioni fiscali a cui hai diritto.

Bonus Nido e Bonus Mamme luglio 2026

Oltre alle prestazioni principali, a luglio 2026 l’INPS eroga anche il Bonus Nido e il Bonus Mamme, due misure di sostegno alla genitorialità particolarmente importanti per le famiglie italiane.

Il Bonus Asilo Nido 2026 viene erogato mensilmente come rimborso delle rette pagate per la frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati. L’importo massimo annuo è di 3.600 euro per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro e con un altro figlio sotto i 10 anni. Per le famiglie con ISEE tra 25.001 e 40.000 euro l’importo scende a 2.500 euro, mentre per ISEE superiori o senza ISEE si ha diritto a 1.500 euro annui. Il pagamento di luglio riguarda il rimborso delle rette di maggio-giugno, generalmente accreditato intorno al 15 luglio.

Il Bonus Mamme 2026, ovvero l’esonero contributivo per le lavoratrici madri, continua a essere erogato mensilmente in busta paga. Nel 2026, il beneficio è stato esteso anche alle lavoratrici con 2 figli (il più piccolo sotto i 10 anni), oltre a confermarsi per le mamme con 3 o più figli. L’esonero massimo è di 3.000 euro annui, pari a circa 250 euro al mese di sconto sui contributi. L’accredito avviene con la busta paga di fine luglio.

Come verificare i pagamenti su MyINPS

Per controllare la data esatta del tuo pagamento e l’importo che riceverai, puoi utilizzare il portale MyINPS. Ecco la procedura passo passo per verificare ogni tipo di prestazione:

  1. Accedi a MyINPS: vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
  2. Vai al Fascicolo Previdenziale: dalla homepage, clicca su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
  3. Seleziona la prestazione: nel menu a sinistra, scegli la voce corrispondente:
    • Cedolino pensione → per pensioni e quattordicesima
    • NASpI → per la disoccupazione
    • Assegno Unico → per i pagamenti AUU
    • Assegno di Inclusione → per l’ADI
  4. Controlla la sezione “Pagamenti”: qui trovi lo storico degli accrediti e le date previste per i prossimi

In alternativa, puoi scaricare l’app INPS Mobile disponibile per Android e iOS, che offre le stesse funzionalità del portale web con notifiche push per avvisarti quando un nuovo pagamento è disponibile. Se riscontri problemi nell’accesso o discrepanze negli importi, puoi contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (da rete fissa, gratuito) o 06 164164 (da cellulare, a pagamento).

Domande frequenti sui pagamenti INPS luglio 2026

Quando vengono pagate le pensioni di luglio 2026?

Le pensioni di luglio 2026 verranno accreditate il 1 luglio 2026 per chi ha l’accredito su conto corrente bancario o postale. Per chi ritira in contanti alle Poste, il pagamento è previsto tra il 1 e il 2 luglio, secondo il calendario alfabetico di Poste Italiane.

Chi riceve la quattordicesima a luglio 2026?

La quattordicesima spetta ai pensionati con almeno 64 anni di età e un reddito annuo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.900 euro). L’importo va da 336 a 655 euro, in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito.

Quando arriva l’Assegno Unico di luglio 2026?

L’Assegno Unico di luglio 2026 verrà accreditato nelle giornate del 16, 17 e 18 luglio. L’importo dipende dal valore dell’ISEE: si va da 57 euro a 200 euro per figlio, con maggiorazioni per disabilità, nuclei numerosi e altri casi specifici.

Quando arriva la NASpI di luglio 2026?

La NASpI di luglio 2026 viene generalmente accreditata tra il 10 e il 20 luglio, ma la data esatta varia per ogni beneficiario. Puoi controllare la data precisa del tuo pagamento nella sezione “NASpI” del tuo fascicolo previdenziale su MyINPS.

Come faccio a sapere se ho diritto alla quattordicesima?

Per sapere se hai diritto alla quattordicesima, verifica di avere almeno 64 anni e un reddito personale complessivo non superiore a circa 15.900 euro annui (2 volte il trattamento minimo INPS 2026). La quattordicesima viene erogata automaticamente dall’INPS, senza domanda. Se pensi di averne diritto ma non l’hai ricevuta, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine al 0432 1638640.

I rimborsi 730 arrivano a luglio?

Sì, i primi rimborsi del 730 partono da luglio 2026 per chi ha presentato la dichiarazione entro fine maggio. I lavoratori dipendenti li ricevono nella busta paga di luglio, i pensionati nel cedolino pensione di luglio o agosto. La tempistica dipende da quando è stato inviato il modello e dal tipo di sostituto d’imposta.

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Giugno 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 08:00:002026-04-18 10:48:57Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e Quattordicesima
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, INVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATO

Invalidità 75% pensione anticipata 2026: requisiti, calcolo e domanda INPS

Pensione 2026 INPS

Se hai un’invalidità del 75% (o più) e vuoi andare in pensione prima dell’età ordinaria, nel 2026 esistono percorsi diversi a seconda della tua situazione contributiva e del tipo di riconoscimento che hai ottenuto. Non esiste un’unica “pensione per invalidi al 75%”: ci sono almeno tre misure distinte con requisiti, importi e modalità di domanda completamente diversi.

In questa guida analizziamo l’APE Sociale (anticipo pensionistico per invalidi civili), l’Assegno Ordinario di Invalidità (AOI) e le possibilità di pensione anticipata ordinaria con contribuzione maggiorata. Ti diciamo anche cosa fare praticamente per presentare domanda al Patronato o all’INPS.

Indice dei contenuti

  1. Le tre misure per chi ha invalidità e vuole anticipare la pensione
  2. APE Sociale per invalidi civili 2026: requisiti aggiornati
  3. Assegno Ordinario di Invalidità (AOI): cos’è e come funziona nel 2026
  4. Differenze pratiche: invalidità 75%, 74% e 66%
  5. Pensione anticipata ordinaria e contribuzione figurativa per invalidità
  6. Calcolo dell’importo: quanto si percepisce
  7. Come fare domanda: documenti necessari e iter INPS
  8. Casi pratici: chi può fare cosa nel 2026
  9. Compatibilità con NASPI e lavoro
  10. Domande frequenti sull’invalidità 75% e pensione anticipata
  11. Il Patronato ti aiuta con la domanda di pensione anticipata

Le tre misure per chi ha invalidità e vuole anticipare la pensione

L’espressione “invalidità 75% pensione anticipata” può riferirsi a tre percorsi diversi:

  • APE Sociale: anticipo pensionistico statale per invalidi civili con percentuale uguale o superiore al 74%. Permette di anticipare la pensione a 63 anni e 5 mesi con almeno 30 anni di contributi. Non è tecnicamente una pensione ma un’indennità ponte.
  • Pensione anticipata ordinaria: accessibile a chi ha maturato 41 anni e 10 mesi (donne) o 42 anni e 10 mesi (uomini) di contributi, a qualsiasi età. I periodi di malattia possono aver generato contribuzione figurativa utile.
  • Assegno Ordinario di Invalidità (AOI): non è una pensione anticipata in senso stretto ma una prestazione INPS per chi ha riduzione della capacità lavorativa superiore a 2/3 (66,67%) con soli 3 anni di contributi negli ultimi 5. È provvisoria e revisionabile ogni 3 anni.

APE Sociale per invalidi civili 2026: requisiti aggiornati

L’APE Sociale 2026 è prorogata e consente di ricevere un’indennità mensile sino alla maturazione della pensione di vecchiaia. Per gli invalidi civili i requisiti aggiornati al 2026 sono:

  • Età minima: 63 anni e 5 mesi
  • Contributi versati: almeno 30 anni (sia uomini che donne nella categoria invalidi)
  • Grado di invalidità civile: pari o superiore al 74%, accertato dalla commissione ASL/INPS
  • Stato di non occupazione dipendente: non stai svolgendo attività di lavoro dipendente

Nota importante: la soglia per l’APE Sociale invalidi civili è 74% e non 75%. Chi ha un’invalidità accertata al 75% rientra quindi ampiamente in questa categoria. La soglia del 74% è stata introdotta dalla Legge 232/2016 che ha istituito l’APE Sociale e confermata in tutte le proroghe successive.

Importo APE Sociale 2026: l’indennità corrisponde alla pensione maturata al momento della domanda, con tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili. Non prevede tredicesima né indicizzazione ISTAT. Si percepisce dal mese di accoglimento della domanda fino alla pensione di vecchiaia.

Per i dettagli sulle scadenze per fare domanda, consulta il nostro articolo: APE Sociale 2026 Proroga: Requisiti, Importi e Come Fare Domanda.

Assegno Ordinario di Invalidità (AOI): cos’è e come funziona nel 2026

L’Assegno Ordinario di Invalidità (AOI) non è una pensione anticipata ma la prestazione INPS per chi non riesce a svolgere attività lavorativa proficua a causa di infermità fisica o mentale.

I requisiti per l’AOI nel 2026:

  • Riduzione della capacità lavorativa: superiore a 2/3 (cioè più del 66,67%), accertata dalla commissione medica INPS
  • Requisito contributivo minimo: almeno 5 anni di contributi, di cui 3 negli ultimi 5 anni precedenti la domanda
  • Non aver raggiunto l’età pensionabile: l’AOI decade alla maturazione della pensione di vecchiaia e si trasforma automaticamente in pensione

Differenza chiave con l’APE Sociale: l’APE Sociale richiede 30 anni di contributi ma un assegno dignitoso in attesa della pensione. L’AOI richiede solo 3 anni di contributi negli ultimi 5 e aiuta chi ha una carriera contributiva breve o discontinua. L’importo AOI è però generalmente basso e la prestazione è revisionata ogni 3 anni.

Compatibilità AOI con il lavoro: l’AOI è parzialmente compatibile con attività lavorativa entro i limiti di reddito previsti. Superata la soglia, si perde il diritto alla prestazione.

Differenze pratiche: invalidità 75%, 74% e 66%

  • 66,67% (2/3): soglia minima per l’AOI INPS. Con questa percentuale e almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 puoi richiedere l’AOI.
  • 74%: soglia per l’APE Sociale categoria invalidi civili. Serve questa percentuale riconosciuta dalla commissione ASL/INPS per accedere all’anticipo pensionistico a 63 anni e 5 mesi con 30 anni di contributi.
  • 75%: rientra nella categoria APE Sociale invalidi (soglia superiore al 74% richiesto). Non esiste una misura specifica solo per il 75%; chi ha questa percentuale accede alle stesse misure di chi ha il 74%.
  • 100% con accompagnamento: per i grandi invalidi e i portatori di handicap grave (L. 104/92 art. 3 c. 3) esistono ulteriori agevolazioni, compresa la pensione di inabilità assoluta.

Pensione anticipata ordinaria e contribuzione figurativa per invalidità

Chi ha un’invalidità riconosciuta e una lunga carriera contributiva può maturare la pensione anticipata ordinaria indipendentemente dall’invalidità. Nel 2026 i requisiti sono:

  • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi, a qualsiasi età
  • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi, a qualsiasi età

I periodi di malattia (anche lunghi) possono aver generato contribuzione figurativa accreditata dall’INPS. Se hai avuto lunghi periodi di ricovero o degenza, questi anni potrebbero coprire contributi figurativi utili ai fini della pensione anticipata.

Per verificare i contributi maturati inclusi i figurativi, accedi al tuo estratto contributivo su MyINPS o fatti assistere dal Patronato. Consulta la nostra guida: Pensione Anticipata 2026: Requisiti e Come Fare Domanda.

Calcolo dell’importo: quanto si percepisce

Per l’APE Sociale: l’importo è pari alla pensione maturata al momento della domanda, calcolata con il metodo contributivo o misto. Tetto massimo 1.500 euro lordi mensili.

Per l’AOI: l’importo è calcolato sulla contribuzione effettiva versata. Data la limitata contribuzione richiesta, gli importi AOI sono spesso bassi, talvolta prossimi alla pensione minima INPS.

Per la pensione anticipata ordinaria: il calcolo si basa sull’intera contribuzione versata, con metodo contributivo per i periodi post-1996 e retributivo per quelli pre-1996 (per chi ha almeno 18 anni di contributi ante 1996).

Come fare domanda: documenti necessari e iter INPS

Documenti necessari:

  • Verbale di invalidità civile con percentuale certificata (minimo 74% per APE Sociale)
  • Per l’AOI: verbale della commissione medica INPS che certifica riduzione capacità lavorativa superiore a 2/3
  • Estratto contributivo INPS aggiornato
  • Documento d’identità e codice fiscale
  • Eventuale documentazione medica a supporto (cartelle cliniche, referti)
  • Per l’APE Sociale: dichiarazione di cessazione del rapporto di lavoro

Modalità di domanda:

  • Tramite Patronato (raccomandato): verifica la documentazione e presenta la domanda telematicamente. Metodo più sicuro per prestazioni complesse come AOI e APE Sociale.
  • Tramite MyINPS: puoi presentare autonomamente con SPID o CIE.
  • Tramite Contact Center INPS: numero verde 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile).

Scadenze APE Sociale 2026: tre finestre annuali: entro il 31 marzo, entro il 15 luglio e entro il 30 novembre.

Casi pratici: chi può fare cosa nel 2026

Caso A – Lavoratore 63 anni, 30 anni contributi, invalidità 75%
Rientra nell’APE Sociale 2026 categoria invalidi civili (soglia 74% superata). Può presentare domanda nella finestra più vicina e percepire l’indennità fino alla pensione di vecchiaia. Importo massimo 1.500 euro mensili.

Caso B – Lavoratore 55 anni, 12 anni contributi, invalidità 80%
Non ha i 30 anni per l’APE Sociale né i 41-42 anni per la pensione anticipata ordinaria. Può richiedere l’AOI se ha almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 e riduzione capacità lavorativa superiore ai 2/3.

Caso C – Lavoratrice 61 anni, 42 anni contributi (inclusi figurativi), invalidità 75%
Avendo 41 anni e 10 mesi di contributi come donna, ha già maturato il diritto alla pensione anticipata ordinaria indipendentemente dall’invalidità. Può presentare domanda di pensione anticipata direttamente.

Compatibilità con NASPI e lavoro

  • APE Sociale + lavoro: incompatibile con qualsiasi lavoro dipendente. Ammette solo lavoro autonomo entro soglie molto limitate.
  • AOI + lavoro: parzialmente compatibile entro i limiti di reddito previsti.
  • NASPI + invalidità: NASPI e prestazioni di invalidità non sono cumulabili. Chi percepisce la NASPI e vuole richiedere AOI o APE Sociale deve rinunciare alla NASPI.

Domande frequenti sull’invalidità 75% e pensione anticipata

Con invalidità 75% posso andare in pensione prima dei 60 anni?
Dipende dalla contribuzione. L’APE Sociale è disponibile da 63 anni e 5 mesi. La pensione anticipata ordinaria non ha limiti d’età ma richiede 41-42 anni di contributi. L’AOI non ha limite d’età ma non è una pensione anticipata.

L’invalidità civile e l’invalidità INPS sono la stessa cosa?
No. L’invalidità civile è accertata dalla commissione ASL (usata per APE Sociale). L’invalidità ai fini pensionistici INPS (per l’AOI) è accertata dalla commissione medica INPS. Sono due procedimenti distinti.

Quanti anni di contributi servono per l’AOI?
Almeno 5 anni totali, di cui 3 negli ultimi 5 anni. È il requisito minimo più basso tra tutte le misure previdenziali.

L’APE Sociale si trasforma automaticamente in pensione?
Sì. Alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni), l’APE Sociale cessa automaticamente e diventa pensione INPS. L’INPS agisce d’ufficio.

Il Patronato ti aiuta con la domanda di pensione anticipata

Navigare tra APE Sociale, AOI e pensione anticipata ordinaria non è semplice. I requisiti cambiano con le leggi di bilancio, le scadenze per la domanda sono precise e gli errori nella documentazione possono ritardare l’accoglimento di mesi.

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutto il percorso: verifica la situazione contributiva, individua la misura più adatta al tuo caso, raccoglie la documentazione e presenta la domanda telematica nei termini corretti. Contattaci per un appuntamento. Consulta anche la nostra guida sulla Pensione Anticipata 2026 e sull’estratto contributivo per verifica pensione.

Giugno 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-24 11:00:002026-06-28 00:09:05Invalidità 75% pensione anticipata 2026: requisiti, calcolo e domanda INPS
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Quattordicesima pensione INPS a luglio: ufficiali tutti gli importi 2026

Pensione 2026 INPS

La quattordicesima pensione 2026 sta per arrivare sul cedolino di luglio di milioni di pensionati italiani. Con la Circolare INPS n. 53 del 2026, l’Istituto ha ufficializzato gli importi aggiornati in base ai nuovi limiti reddituali rivalutati per l’anno in corso. Se sei un pensionato e vuoi sapere se hai diritto alla quattordicesima, quanto riceverai esattamente e quando verrà accreditata, sei nel posto giusto.

In questa guida trovi la tabella completa degli importi 2026 per fasce di reddito, i requisiti aggiornati, gli esempi pratici di calcolo e tutte le risposte alle domande più frequenti.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la quattordicesima pensione e da quando esiste
  2. Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026: i requisiti
  3. Importi quattordicesima pensione 2026: la tabella ufficiale
  4. Come si calcola il reddito per la quattordicesima: cosa include e cosa no
  5. Quando viene pagata la quattordicesima pensione 2026
  6. Esempi pratici di calcolo: quanto ricevo?
  7. Quattordicesima pro quota: cosa succede se non si hanno i requisiti per tutto l’anno
  8. La quattordicesima è tassata? Cosa dice la normativa
  9. Cosa fare se non si riceve la quattordicesima: come verificare e reclamare
  10. Differenza tra quattordicesima pensione e assegno di integrazione al minimo
  11. Novità 2026: rivalutazione importi e nuovi limiti reddituali
  12. Domande frequenti (FAQ)

Cos’è la quattordicesima pensione e da quando esiste

La quattordicesima pensione è una somma aggiuntiva che l’INPS eroga ogni anno, nel mese di luglio, ai pensionati con redditi bassi. Non si tratta di una mensilità in più in senso stretto, ma di un bonus una tantum che si aggiunge alla pensione di luglio e viene erogato d’ufficio, senza che il pensionato debba farne richiesta.

La misura è stata introdotta dall’articolo 5 della Legge 127/2007, che ha stabilito per la prima volta il diritto dei pensionati a basso reddito a ricevere questa somma aggiuntiva. Nel corso degli anni, gli importi e i limiti reddituali sono stati periodicamente rivalutati per tenere conto dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita.

È importante non confondere la quattordicesima pensione con la quattordicesima mensilità in busta paga: quella riguarda i lavoratori dipendenti e viene pagata dal datore di lavoro in base al contratto collettivo. Leggi la nostra guida sulla quattordicesima in busta paga se vuoi approfondire questo aspetto.

Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026: i requisiti

Per avere diritto alla quattordicesima pensione 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente due condizioni principali:

  • Età: aver compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026 (o averli già compiuti negli anni precedenti)
  • Reddito: avere un reddito complessivo annuo non superiore ai limiti stabiliti dalla legge, rivalutati ogni anno

Il reddito che conta per la quattordicesima è il reddito complessivo individuale del pensionato, calcolato ai fini IRPEF. Non si guarda al reddito del coniuge o del nucleo familiare, ma solo a quello del singolo pensionato. Il reddito della casa di abitazione non concorre al limite.

I limiti di reddito 2026 sono espressi come multipli del trattamento minimo INPS (la pensione minima garantita dall’INPS). Per il 2026, il trattamento minimo è pari a 611,85 euro mensili, che corrisponde a 7.954,05 euro annui (611,85 x 13 mensilità). Su base annua i limiti sono:

  • Fascia 1: reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo = fino a 11.900 euro annui
  • Fascia 2: reddito da 11.900,01 euro fino a 2 volte il trattamento minimo = fino a 15.870 euro annui

Chi supera la soglia di 2 volte il trattamento minimo (15.870 euro) non ha diritto alla quattordicesima.

Importi quattordicesima pensione 2026: la tabella ufficiale

L’importo della quattordicesima dipende da due fattori: la fascia di reddito del pensionato e gli anni di contributi versati nel corso della vita lavorativa. Chi ha lavorato di più riceve una somma leggermente superiore.

Ecco la tabella completa degli importi 2026, aggiornata con i valori rivalutati dall’INPS:

Categoria lavoratoriAnni di contributiReddito fino a 1,5x minimo (fino a 11.900 €)Reddito da 1,5x a 2x minimo (11.900,01 – 15.870 €)
Lavoratori dipendentiFino a 15 anni437,00 €336,00 €
Lavoratori dipendentiDa 15 a 25 anni546,00 €420,00 €
Lavoratori dipendentiOltre 25 anni655,00 €504,00 €
Lavoratori autonomiFino a 18 anni437,00 €336,00 €
Lavoratori autonomiDa 18 a 28 anni546,00 €420,00 €
Lavoratori autonomiOltre 28 anni655,00 €504,00 €

Fonte: elaborazione su dati INPS 2026. Gli importi sono stati rivalutati rispetto al 2025 in base all’indice di perequazione automatica.

Cosa si intende per lavoratori dipendenti e autonomi? Ai fini della quattordicesima, la classificazione dipende dal tipo di lavoro prevalente svolto durante la vita lavorativa: se il pensionato ha lavorato principalmente come dipendente (impiegato, operaio, insegnante, ecc.) appartiene alla categoria dipendenti; se ha lavorato principalmente in proprio (artigiano, commerciante, agricoltore, libero professionista) appartiene alla categoria autonomi.

Come si calcola il reddito per la quattordicesima: cosa include e cosa no

Capire cosa rientra nel reddito complessivo ai fini della quattordicesima è fondamentale per verificare correttamente il diritto al beneficio. Molti pensionati pensano di non avere diritto perché sommano erroneamente voci che non dovrebbero essere conteggiate.

Redditi che SI computano nel limite:

  • Tutte le pensioni percepite (pensione di vecchiaia, invalidità, reversibilità, ecc.)
  • Redditi da lavoro (se il pensionato svolge ancora attività lavorativa)
  • Redditi da fabbricati (affitti, canoni di locazione)
  • Redditi da capitale (interessi, dividendi)
  • Redditi diversi (plusvalenze, proventi vari)
  • Redditi di impresa e di lavoro autonomo

Redditi che NON si computano nel limite:

  • Il reddito dell’abitazione principale e delle pertinenze (garage, cantina)
  • I trattamenti di famiglia (assegni familiari)
  • Il reddito dei familiari a carico
  • I redditi esenti da IRPEF (es. alcune indennità di invalidità civile)
  • Il TFR e le somme percepite una tantum per fine rapporto di lavoro

Un errore comune è includere il valore della casa in cui si abita. Se sei proprietario dell’appartamento in cui vivi, quella rendita catastale non va sommata al reddito per la quattordicesima.

Quando viene pagata la quattordicesima pensione 2026

La quattordicesima viene pagata insieme alla pensione del mese di luglio 2026. La data esatta di accredito dipende dalla modalità di pagamento scelta dal pensionato:

  • Accredito su conto corrente bancario o postale: il pagamento viene effettuato il 1° luglio 2026 (o il primo giorno lavorativo successivo se il 1° cade di domenica o festivo). Per luglio 2026, il 1° luglio è un mercoledì, quindi l’accredito avverrà regolarmente il 1° luglio.
  • Ritiro in contanti agli sportelli postali: l’INPS scagliona i pagamenti in base alla lettera iniziale del cognome, dal 1° al 31 luglio 2026, per evitare assembramenti agli uffici postali.

Puoi verificare la data esatta del tuo accredito e l’importo della quattordicesima accedendo al cedolino della pensione tramite il portale INPS (MyINPS) oppure tramite il CAF. Consulta il calendario completo dei pagamenti delle pensioni di luglio 2026 per tutti i dettagli sulle date.

Se hai compiuto 64 anni tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, riceverai la quattordicesima in dicembre 2026, con la pensione di quel mese, sempre che il tuo reddito sia nei limiti previsti.

Esempi pratici di calcolo: quanto ricevo?

Vediamo alcuni esempi concreti per capire meglio come funziona il calcolo e l’importo spettante:

Esempio 1 – Maria, ex dipendente, 30 anni di contributi, reddito 9.000 euro/anno

Maria ha 68 anni, ha lavorato come commessa per 30 anni e percepisce una pensione di vecchiaia. Il suo reddito complessivo annuo (solo pensione, non ha altri redditi) è di 9.000 euro, ben al di sotto del limite di 11.900 euro. Avendo oltre 25 anni di contributi da dipendente, riceverà la quattordicesima nella fascia più alta: 655,00 euro.

Esempio 2 – Carlo, ex artigiano, 20 anni di contributi, reddito 13.500 euro/anno

Carlo ha 70 anni, ha gestito una piccola officina per 20 anni (lavoratore autonomo). Il suo reddito complessivo è 13.500 euro annui (pensione + piccolo affitto da un box). Rientra nella fascia tra 1,5x e 2x il trattamento minimo. Con 20 anni di contributi da autonomo (tra 18 e 28 anni), riceverà: 420,00 euro.

Esempio 3 – Giovanna, ex insegnante, 35 anni di contributi, reddito 16.000 euro/anno

Giovanna ha 66 anni e ha insegnato alle scuole elementari per 35 anni. Il suo reddito complessivo è 16.000 euro annui. Superando il limite di 15.870 euro (2 volte il trattamento minimo), non ha diritto alla quattordicesima.

Esempio 4 – Luigi, ex operaio, 12 anni di contributi, reddito 10.000 euro/anno

Luigi ha 72 anni, ha lavorato in fabbrica per 12 anni e poi ha perso il lavoro. Ha una pensione modesta. Il suo reddito è 10.000 euro, nella prima fascia. Con meno di 15 anni di contributi da dipendente, riceverà: 437,00 euro.

Quattordicesima pro quota: cosa succede se non si hanno i requisiti per tutto l’anno

Cosa succede se un pensionato compie 64 anni durante il 2026, o se ha iniziato a percepire la pensione nel corso dell’anno? In questi casi, la quattordicesima viene erogata in misura proporzionale ai mesi per cui si hanno i requisiti.

Ad esempio, se hai compiuto 64 anni a maggio 2026 e il tuo reddito è nei limiti, riceverai la quattordicesima per i mesi da maggio a luglio 2026, quindi 3/12 dell’importo annuo.

Analogamente, chi ha iniziato a percepire la pensione a marzo 2026 riceverà la quattordicesima solo per i mesi da marzo a luglio.

La quattordicesima è tassata? Cosa dice la normativa

Una domanda frequente riguarda la tassazione della quattordicesima pensione. La risposta è: no, la quattordicesima non è soggetta a IRPEF.

La Legge 127/2007, che ha istituito la quattordicesima, stabilisce espressamente che questa somma è esente da imposte. Non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF e non deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi. Ricevi l’importo pieno, senza ritenute fiscali.

Attenzione però: la quattordicesima concorre al reddito complessivo ai fini della verifica del diritto ad altri benefici e agevolazioni fiscali. In altre parole, la somma ricevuta va sommata al tuo reddito per valutare se hai diritto ad altri bonus o detrazioni. Questo è un aspetto tecnico che può sorprendere molti pensionati.

Cosa fare se non si riceve la quattordicesima: come verificare e reclamare

Se ritieni di avere diritto alla quattordicesima ma non la vedi sul cedolino di luglio, ecco cosa fare:

  • Controlla il cedolino: accedi a MyINPS e verifica il cedolino di luglio. La quattordicesima appare come voce separata con la dicitura “Quota aggiuntiva (art. 5, L. 127/2007)”.
  • Verifica i requisiti reddituali: assicurati che il tuo reddito complessivo 2025 (utilizzato per calcolare la quattordicesima 2026) fosse nei limiti previsti.
  • Contatta il CAF: un consulente CAF può accedere alla tua posizione INPS e verificare perché non hai ricevuto la quattordicesima.
  • Presenta istanza di riesame a INPS: se ritieni di avere diritto al beneficio, puoi presentare formale richiesta di riesame tramite il portale INPS o tramite un patronato.

Il termine per la rivalutazione è importante: se non ricevi la quattordicesima a luglio ma maturate i requisiti entro il 31 dicembre 2026, l’INPS effettuerà un conguaglio a dicembre.

Per verificare la tua posizione previdenziale completa e capire se hai diritto alla quattordicesima, puoi rivolgerti al nostro sportello CAF. Il servizio di patronato di Centro Fiscale offre assistenza completa per la gestione della tua pensione. Scopri di più sul pagamento delle pensioni di luglio 2026.

Differenza tra quattordicesima pensione e assegno di integrazione al minimo

Spesso si confonde la quattordicesima con l’integrazione al trattamento minimo. Si tratta di due misure diverse:

CaratteristicaQuattordicesima pensioneIntegrazione al minimo
NaturaSomma aggiuntiva una tantum annuaIntegrazione mensile della pensione
Quando viene pagataUna volta l’anno, a luglio (o dicembre)Ogni mese, sulla pensione mensile
Requisito età64 anni compiutiNessun requisito di età specifico
Requisito redditoFino a 2x il trattamento minimoReddito inferiore al trattamento minimo
Base normativaArt. 5 Legge 127/2007Art. 6 Legge 638/1983

È possibile percepire entrambe le misure contemporaneamente, se si hanno i requisiti per entrambe.

Novità 2026: rivalutazione importi e nuovi limiti reddituali

Per il 2026, gli importi della quattordicesima e i limiti reddituali sono stati rivalutati rispetto all’anno precedente in base all’indice di perequazione automatica delle pensioni, lo stesso meccanismo che si applica alla rivalutazione delle pensioni in generale.

La perequazione automatica è il meccanismo che adegua le pensioni all’inflazione, per proteggere il potere d’acquisto dei pensionati. Ogni anno, l’INPS calcola la variazione dell’indice dei prezzi al consumo (FOI – Famiglie Operai e Impiegati) e adegua di conseguenza sia gli importi delle pensioni sia i limiti reddituali per i benefici accessori come la quattordicesima.

Questo significa che, rispetto al 2025, nel 2026 i limiti di reddito si sono leggermente alzati, permettendo a qualche pensionato in più di rientrare nella soglia e quindi di beneficiare della quattordicesima o di ricevere un importo maggiore. Consulta la guida completa sulla quattordicesima 2026 per tutti i dettagli sulle novità normative.

Domande frequenti (FAQ)

La quattordicesima spetta anche ai pensionati con pensione di reversibilità?

Sì, la quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità, purché abbiano compiuto 64 anni e il loro reddito complessivo sia nei limiti previsti. La pensione di reversibilità viene sommata agli altri redditi per verificare il rispetto del limite.

Devo fare domanda per ricevere la quattordicesima?

No. La quattordicesima viene erogata d’ufficio dall’INPS, automaticamente, a tutti i pensionati che hanno i requisiti. Non è necessario presentare alcuna domanda. L’INPS verifica d’ufficio i requisiti anagrafici e reddituali sulla base dei dati in suo possesso.

Cosa succede se il mio reddito supera di poco il limite?

Se il tuo reddito supera solo di poco il limite di 2 volte il trattamento minimo, purtroppo non hai diritto alla quattordicesima intera. Tuttavia, la legge prevede un meccanismo di attenuazione: se il reddito che riceveresti sommando la quattordicesima supererebbe il limite, ricevi solo la parte della quattordicesima che non fa superare il limite. In pratica, ricevi una quattordicesima ridotta, pari alla differenza tra il limite massimo e il tuo reddito attuale.

La quattordicesima si perde se si lavora ancora?

Non necessariamente. Se sei pensionato e svolgi ancora un’attività lavorativa, i redditi da lavoro si sommano alla pensione per verificare il limite reddituale. Se il totale (pensione + redditi da lavoro) è nei limiti previsti, hai diritto alla quattordicesima. Se superi i limiti, non hai diritto al beneficio.

I pensionati residenti all’estero hanno diritto alla quattordicesima?

I pensionati che percepiscono una pensione INPS ma risiedono all’estero possono avere diritto alla quattordicesima, a condizione che abbiano i requisiti di età e che il loro reddito complessivo, calcolato secondo le regole italiane, sia nei limiti previsti. La verifica del reddito per i residenti all’estero può essere più complessa e conviene rivolgersi a un patronato.

Cosa fa il CAF per i pensionati riguardo alla quattordicesima?

Il CAF Centro Fiscale offre un servizio completo di consulenza previdenziale per i pensionati:

  • Verifica del diritto alla quattordicesima e calcolo dell’importo spettante
  • Controllo del cedolino pensionistico per eventuali errori o omissioni
  • Assistenza nella presentazione di istanze di riesame all’INPS
  • Supporto per l’accesso ai servizi INPS online (MyINPS, fascicolo previdenziale)
  • Consulenza su tutti i benefici accessori collegati alla pensione

Puoi rivolgerti agli sportelli CAF Centro Fiscale nelle nostre sedi. Il servizio patronato è gratuito per i pensionati che presentano il PIN o lo SPID. Approfondisci il tema dei limiti di reddito per la quattordicesima.

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Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-23 20:23:482026-06-28 00:09:19Quattordicesima pensione INPS a luglio: ufficiali tutti gli importi 2026
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Modello 730 2026 Pensionati: Come Verificare i Conguagli Fiscali INPS

Dichiarazione dei redditi 730

Il Modello 730 2026 pensionati è uno degli adempimenti fiscali più attesi da chi percepisce una pensione INPS o da un ente privato. Una volta presentata la dichiarazione dei redditi, l’INPS — in qualità di sostituto d’imposta — calcola il conguaglio fiscale e lo applica direttamente sulla pensione mensile. Ma come funziona esattamente questo meccanismo? Come si verificano i conguagli fiscali INPS e cosa bisogna aspettarsi tra rimborsi e trattenute? In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine troverai tutto quello che devi sapere sul 730 2026 pensionati conguagli fiscali INPS.

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Indice dei contenuti

  1. Modello 730 2026 Pensionati: Come Funziona la Dichiarazione dei Redditi
  2. Conguaglio Fiscale INPS Pensionati 2026: Quando e Come Arriva
  3. Come Verificare i Conguagli Fiscali INPS Online: Guida Passo Passo
  4. Conguaglio a Debito: Quando la Pensione Viene Ridotta per il 730
  5. IRPEF e Scaglioni 2026: Come Cambia il Calcolo per i Pensionati
  6. Documenti Necessari per il 730 2026 dei Pensionati
  7. 730 Integrativo 2026: Cosa Fare se il Conguaglio INPS è Errato
  8. 730 Precompilato 2026 Pensionati: Come Verificare i Dati Prima dell’Invio
  9. Addizionali Regionali e Comunali nel 730 2026 Pensionati: Come Incidono sul Conguaglio
  10. Hai Domande sul Tuo 730 2026? Il CAF Centro Fiscale è Qui per Te
  11. Domande Frequenti sul 730 2026 Pensionati e i Conguagli Fiscali INPS

Modello 730 2026 Pensionati: Come Funziona la Dichiarazione dei Redditi

Il Modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata destinata, tra gli altri, ai pensionati che percepiscono una pensione italiana o estera. Per il 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025), il 730 precompilato è diventato disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026 — una data importante, perché per i pensionati è il punto di partenza per verificare i dati già inseriti dall’Agenzia.

I pensionati che presentano il 730 2026 lo fanno tramite il sostituto d’imposta, che nel loro caso è tipicamente l’INPS o l’ente previdenziale di appartenenza (INPDAP, casse professionali, ecc.). Questo significa che l’INPS si occuperà direttamente di applicare il risultato della dichiarazione sulla pensione mensile, sia in caso di rimborso (restituzione di imposte pagate in eccesso) sia in caso di debito (trattenuta di imposte non sufficientemente versate nel corso dell’anno).

Vediamo nel dettaglio il meccanismo e, soprattutto, come verificare se il conguaglio fiscale INPS applicato alla tua pensione è corretto.

Chi Può Presentare il 730: Pensionati e Requisiti

Possono presentare il Modello 730 2026 i pensionati che, nell’anno d’imposta 2025, avevano un sostituto d’imposta che applicherà il conguaglio. Questo include:

  • Titolari di pensione INPS (pensione di vecchiaia, pensione anticipata, pensione di invalidità)
  • Titolari di pensioni di reversibilità o superstiti
  • Ex dipendenti pubblici in pensione (INPDAP/INPS Gestione Dipendenti Pubblici)
  • Pensionati con pensioni estere (a determinate condizioni)
  • Pensionati che hanno anche altri redditi (affitti, lavoro occasionale, interessi)

Non possono invece presentare il 730 i pensionati che hanno percepito redditi d’impresa, plusvalenze da partecipazioni qualificate o redditi prodotti all’estero che richiedono particolari adempimenti: per loro è necessario il Modello Redditi PF.

Conguaglio Fiscale INPS Pensionati 2026: Quando e Come Arriva

Il conguaglio fiscale è il meccanismo con cui l’INPS (o qualsiasi sostituto d’imposta) ricalcola le imposte effettivamente dovute dal pensionato, confrontandole con quanto già trattenuto durante l’anno tramite le ritenute IRPEF mensili. Il risultato può essere:

  • A credito (rimborso): se le ritenute applicate durante l’anno sono state superiori alle imposte dovute, il pensionato riceve un rimborso direttamente in busta paga/pensione
  • A debito (trattenuta): se le imposte dovute superano quanto già trattenuto, l’importo viene detratto dalla pensione

Per il Modello 730 2026 pensionati, il conguaglio viene tipicamente applicato a partire dalla rata di pensione di luglio 2026 o da agosto 2026 (in base alle tempistiche INPS di elaborazione). Se il 730 viene presentato tramite CAF con scadenza entro fine giugno, il conguaglio arriva quasi sempre a luglio. Per le presentazioni più tardive, invece, potrebbe slittare ad agosto o settembre.

Puoi approfondire tutto sul calendario INPS per i pagamenti consultando il nostro articolo su pagamento pensioni luglio 2026, dove trovi anche le date di accredito aggiornate.

Tempistiche del Conguaglio 730 Pensionati: Il Calendario 2026

Le date principali da tenere a mente per il 730 2026 pensionati conguagli fiscali INPS sono le seguenti:

EventoData 2026
Disponibilità 730 precompilato30 aprile 2026
Scadenza 730 tramite sostituto d’imposta o CAF30 settembre 2026
Scadenza 730 integrativo25 ottobre 2026
Conguaglio luglio (per 730 presentati entro giugno)Luglio 2026
Conguaglio agosto-settembre (730 luglio)Agosto-settembre 2026
Conguaglio ottobre-novembre (730 agosto-settembre)Ottobre-novembre 2026

Tieni presente che la scadenza definitiva per il 730 nel 2026 è il 30 settembre 2026 — data confermata dalla normativa vigente (a differenza del vecchio termine del 23 luglio, ormai abbandonato da anni).

Come Verificare i Conguagli Fiscali INPS Online: Guida Passo Passo

Una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF è: “Come faccio a verificare se il conguaglio INPS è corretto?” La risposta è che esistono più strumenti disponibili, e il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per aiutarti a interpretare i dati.

Il Modello OBIS-M: Lo Strumento Chiave per la Verifica

Il documento principale per verificare il dettaglio della tua pensione e le ritenute applicate è il Modello OBIS-M (Operazioni sul Bilancio Integrato Sulla Metà del mese). Si tratta del cedolino della pensione INPS, che mostra nel dettaglio tutti gli importi lordi, le ritenute IRPEF, le addizionali regionali e comunali, e il conguaglio eventualmente applicato.

Per scaricare il tuo OBIS-M aggiornato e comprendere le voci che contiene, il nostro articolo sul Modello OBIS-M 2026 ti guida passo passo attraverso tutta la procedura.

Nel cedolino della pensione in cui compare il conguaglio troverai una voce specifica denominata “Conguaglio irpef” o “Conguaglio 730”. Se l’importo ha il segno positivo (+) significa rimborso; se ha il segno negativo (–) significa trattenuta.

Come Verificare il Rimborso 730 sulla Pensione

Se dal tuo 730 2026 è emerso un credito d’imposta, l’INPS lo erogherà direttamente sulla pensione. I tempi dipendono da quando il 730 è stato trasmesso. Per capire quanto attenderai e come funziona il meccanismo di erogazione del rimborso, ti consigliamo di consultare il nostro articolo specifico: Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Come Verificare.

In linea generale, i rimborsi vengono accreditati secondo questo schema:

  • 730 presentato entro il 31 maggio: rimborso a luglio 2026
  • 730 presentato dal 1° al 20 giugno: rimborso ad agosto 2026
  • 730 presentato dal 21 giugno al 15 luglio: rimborso a settembre 2026
  • 730 presentato dal 16 luglio al 31 agosto: rimborso a ottobre 2026
  • 730 presentato in settembre: rimborso tra novembre e dicembre 2026

Questi tempi possono variare leggermente in base ai tempi di elaborazione INPS. Per informazioni aggiornate sui tempi precisi di liquidazione, puoi anche consultare l’articolo Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva e Quanto Tempo Attendere.

Conguaglio a Debito: Quando la Pensione Viene Ridotta per il 730

Il caso che preoccupa di più i pensionati è quello del conguaglio a debito: la situazione in cui dal 730 emerge che le imposte dovute sono superiori a quelle già trattenute mensilmente dalla pensione. In questo caso, l’INPS procede con una trattenuta sulla pensione, che può avvenire in un’unica soluzione oppure a rate, in base all’importo.

Perché Può Emergere un Debito nel 730 dei Pensionati?

Esistono diverse situazioni che possono portare a un conguaglio INPS a debito nel 730 2026 pensionati:

  • Doppia fonte di reddito: il pensionato ha percepito anche redditi da lavoro dipendente o autonomo, e le ritenute non sono state coordinate correttamente
  • Detrazioni non spettanti: alcune detrazioni applicate automaticamente dall’INPS (es. detrazione per carichi di famiglia) non spettavano o erano di importo superiore al dovuto
  • Pensioni da più enti: chi percepisce pensioni da più soggetti (es. INPS + cassa professionale) potrebbe avere avuto ritenute non coordinate
  • Redditi da affitto: se il pensionato ha dichiarato redditi da locazione (non in cedolare secca), l’imponibile IRPEF totale è aumentato
  • Variazione dell’aliquota IRPEF: con i 3 scaglioni IRPEF 2026 (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre), il calcolo finale può differire dalle ritenute applicate mensilmente

Rateizzazione del Conguaglio a Debito: Quando Si Può Rateizzare

Quando il conguaglio a debito supera una certa soglia, l’INPS lo suddivide automaticamente in rate mensili (anziché in un’unica trattenuta) per evitare che la pensione del mese venga eccessivamente decurtata. Le rate vengono applicate nei mesi successivi fino a estinzione del debito, con eventuali interessi sull’importo rateizzato (nella misura stabilita dall’INPS per l’anno di riferimento).

Se ritieni che la trattenuta sia errata o sproporzionata, non agire da solo: affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica dei calcoli e per capire se è possibile presentare un 730 integrativo o richiedere chiarimenti all’INPS.

IRPEF e Scaglioni 2026: Come Cambia il Calcolo per i Pensionati

Un elemento fondamentale per comprendere il proprio conguaglio fiscale 730 2026 è la struttura dell’IRPEF vigente. A partire dall’anno d’imposta 2024 (e confermata per il 2025), l’IRPEF si articola in 3 scaglioni (anziché 4 come in passato), in base alla riforma introdotta dal DLgs 216/2023:

Scaglione di redditoAliquota IRPEF 2025
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

I pensionati beneficiano inoltre di detrazioni specifiche che riducono l’imposta lorda. Per il 2025 (anno d’imposta del 730 2026), la detrazione per redditi da pensione vale:

  • Fino a 8.500 euro di pensione: detrazione di 1.955 euro (no tax area per i pensionati)
  • Tra 8.500 e 15.000 euro: detrazione ridotta in modo proporzionale
  • Oltre 15.000 euro: detrazione progressivamente decrescente

Queste detrazioni, applicate dall’INPS mensilmente, possono non coincidere perfettamente con il calcolo definitivo annuale — ed è proprio questa differenza che genera il conguaglio nel 730 2026 pensionati.

Il Trattamento Integrativo nel 730 2026 dei Pensionati

I pensionati con reddito da pensione fino a 28.000 euro che hanno anche redditi da lavoro dipendente potrebbero avere diritto al trattamento integrativo (ex bonus Renzi). Nel 730 2026, questo importo viene ricalcolato con precisione in base al reddito complessivo effettivo, potendo generare un rimborso aggiuntivo o una trattenuta se l’ente erogatore ha applicato il bonus in modo non corretto durante l’anno. Per approfondire, consulta il nostro articolo dedicato al Trattamento integrativo 2026.

Documenti Necessari per il 730 2026 dei Pensionati

Per presentare correttamente il 730 2026 pensionati e verificare che il conguaglio fiscale INPS sia calcolato correttamente, è fondamentale avere a disposizione tutta la documentazione necessaria. Ecco i principali documenti da raccogliere prima di recarti al CAF:

  • Certificazione Unica (CU 2026): rilasciata dall’INPS o dall’ente previdenziale entro marzo 2026, riporta l’importo della pensione percepita nel 2025 e le ritenute IRPEF già operate
  • Documento di identità e codice fiscale
  • IBAN del conto corrente (per l’accredito di eventuali rimborsi)
  • Documentazione detrazioni spettanti: spese mediche, interessi su mutuo, spese per ristrutturazioni, spese funebri
  • Documentazione carichi di famiglia: codici fiscali dei familiari a carico
  • CU di altri enti (se si percepiscono più pensioni o altri redditi)
  • Dati immobili: visura catastale, contratti di locazione

La Certificazione Unica è il documento più importante: è la fotografia di quanto l’INPS ha effettivamente pagato e trattenuto nel corso del 2025. Se i dati della CU non coincidono con quelli del 730 precompilato, è indispensabile verificare la discrepanza con l’aiuto di un esperto.

730 Integrativo 2026: Cosa Fare se il Conguaglio INPS è Errato

Può capitare che il conguaglio fiscale INPS applicato sulla pensione sia superiore o inferiore a quanto atteso. Le ragioni possono essere molteplici: un dato della CU non corretto, una detrazione dimenticata o applicata erroneamente, un reddito non dichiarato. In questi casi, la soluzione è il 730 integrativo.

Come Funziona il 730 Integrativo

Il 730 integrativo è una dichiarazione rettificativa che sostituisce quella originariamente presentata. Per il 2026, può essere presentato entro il 25 ottobre 2026. È possibile presentare un 730 integrativo a favore del contribuente (se si vuole correggere un errore che ha portato a pagare più imposte del dovuto) o a sfavore (se si è dimenticato di dichiarare un reddito).

Il 730 integrativo deve essere presentato tramite CAF o intermediario abilitato — non può essere presentato dal sostituto d’imposta direttamente. Se hai dubbi sulla correttezza del tuo conguaglio, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri esperti analizzeranno la tua situazione e, se necessario, prepareranno il 730 integrativo per correggere eventuali errori.

Casi Frequenti in Cui il Conguaglio INPS Può Risultare Errato

Dall’esperienza del nostro sportello, i casi più frequenti in cui i pensionati si trovano con un conguaglio fiscale INPS inatteso o errato sono:

  • Detrazione per coniuge a carico applicata erroneamente: se il coniuge ha superato la soglia di reddito (2.840,51 euro per l’anno 2025), la detrazione non spettava
  • Cambio di stato civile: separazione, divorzio o decesso del coniuge nel corso del 2025
  • Redditi da lavoro occasionale non dichiarati o dichiarati in modo incompleto
  • Pensione percepita parzialmente nell’anno (es. pensionamento avvenuto in corso d’anno 2025)
  • Errori nella Certificazione Unica emessa dall’ente pensionistico

730 Precompilato 2026 Pensionati: Come Verificare i Dati Prima dell’Invio

Il 730 precompilato è disponibile dall’Agenzia delle Entrate dal 30 aprile 2026. Per i pensionati, questo modello contiene già i dati della Certificazione Unica INPS, le spese sanitarie che passano dal Sistema Tessera Sanitaria, gli interessi su mutui, i premi assicurativi e altri dati trasmessi da banche, assicurazioni e farmacie. Tuttavia, non tutto è sempre corretto o completo.

Prima di accettare il 730 precompilato senza modifiche, è sempre consigliabile verificare attentamente:

  • Che tutti i redditi da pensione siano correttamente riportati (confronta con la CU)
  • Che le detrazioni per carichi familiari corrispondano alla situazione reale
  • Che le spese mediche siano complete (alcune potrebbero non essere arrivate al Sistema TS)
  • Che eventuali redditi da locazione siano correttamente inseriti
  • Che non manchino detrazioni spettanti (ristrutturazioni, risparmio energetico, ecc.)

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa nella verifica e nella presentazione del 730 precompilato, sia in ufficio presso la sede di Viale Tullio 13 a Udine, sia online per i pensionati che non possono spostarsi. Il nostro team si occupa di tutto: dalla raccolta dei documenti alla trasmissione definitiva, garantendo che il calcolo delle imposte e del conguaglio sia corretto e vantaggioso per te.

Addizionali Regionali e Comunali nel 730 2026 Pensionati: Come Incidono sul Conguaglio

Oltre all’IRPEF nazionale, il 730 2026 pensionati include anche il calcolo delle addizionali regionali e comunali IRPEF, che possono incidere significativamente sull’importo del conguaglio.

Le addizionali regionali variano da regione a regione (con aliquote generalmente comprese tra lo 0,7% e il 3,33%), mentre le addizionali comunali dipendono dal Comune di residenza. Questi importi vengono calcolati sull’imponibile IRPEF e trattenuti l’anno successivo: le addizionali relative al 2025 vengono quindi trattenute nel corso del 2026, tipicamente in rate mensili.

Un aspetto spesso trascurato: se un pensionato si è trasferito di comune o di regione nel corso del 2025, le addizionali vengono calcolate in base alla residenza al 1° gennaio 2025, anche se il trasferimento è avvenuto prima della fine dell’anno. Questo può generare situazioni di conguaglio inattese.

Hai Domande sul Tuo 730 2026? Il CAF Centro Fiscale è Qui per Te

Gestire il Modello 730 2026 pensionati e verificare la correttezza dei conguagli fiscali INPS non è sempre semplice, soprattutto quando si hanno più fonti di reddito, detrazioni particolari o situazioni familiari complesse. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata, sia in ufficio che online.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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Domande Frequenti sul 730 2026 Pensionati e i Conguagli Fiscali INPS

Quando arriva il conguaglio del 730 2026 sulla pensione INPS?

Il conguaglio del 730 2026 sulla pensione INPS arriva tipicamente a partire da luglio 2026 per chi ha presentato la dichiarazione entro fine maggio/giugno. Per presentazioni successive, il conguaglio si sposta di uno o due mesi. I rimborsi vengono accreditati direttamente sulla rata mensile della pensione.

Cosa fare se il conguaglio INPS sul 730 sembra errato?

Se ritieni che il conguaglio fiscale INPS applicato alla tua pensione non sia corretto, il primo passo è verificare i dati confrontando la Certificazione Unica con il 730 presentato. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a fare questa verifica e, se necessario, a presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 per correggere eventuali errori.

Un pensionato è obbligato a presentare il 730?

Non sempre. Il pensionato è esonerato dalla dichiarazione dei redditi se ha come unica fonte di reddito la pensione INPS (già tassata alla fonte) e non ha altri redditi, oppure se ha solo redditi esenti o soggetti a ritenuta a titolo definitivo. Tuttavia, presentare il 730 conviene in molti casi perché permette di recuperare le spese detraibili (mediche, interessi su mutuo, ecc.) attraverso il rimborso.

Come funziona il 730 se il pensionato ha più pensioni?

Se il pensionato percepisce pensioni da più enti (es. INPS + ex INPDAP, oppure INPS + cassa professionale), ciascun ente ha applicato le ritenute solo sulla propria quota. Il 730 2026 permette di riunire tutti i redditi e ricalcolare l’imposta complessiva: in questo caso è molto comune che emerga un conguaglio a debito, perché ogni ente ha applicato aliquote e detrazioni senza conoscere i redditi degli altri.

Qual è la scadenza del 730 2026 per i pensionati?

La scadenza per presentare il 730 2026 tramite CAF o intermediario è il 30 settembre 2026. Per il 730 integrativo (in caso di correzioni), la scadenza è il 25 ottobre 2026. È consigliabile presentare la dichiarazione il prima possibile, specialmente se si attende un rimborso, per riceverlo nei mesi estivi.

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-23 18:23:482026-06-28 00:09:21Modello 730 2026 Pensionati: Come Verificare i Conguagli Fiscali INPS
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Quattordicesima Pensionati 2026: a chi spetta, quando arriva, importi e requisiti

pensionati esteri imu

Quattordicesima Pensionati 2026: a chi spetta, quando arriva, importi e requisiti

La quattordicesima pensionati 2026 è una delle misure più attese dall’estate italiana: ogni anno, a luglio, l’INPS accredita una somma aggiuntiva sulle pensioni di importo più basso, come piccolo sostegno al potere d’acquisto. Ma non tutti i pensionati ne hanno diritto: esistono limiti di reddito precisi, requisiti anagrafici e soglie contributive che determinano chi riceve quanto. In questa guida completa troverai tutto quello che devi sapere sulla quattordicesima pensione 2026: chi ha diritto, quando arriva, quanto vale e come verificare la propria situazione.

Se hai dubbi sulla tua situazione specifica o vuoi verificare se hai diritto alla quattordicesima, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per una consulenza personalizzata.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la quattordicesima pensione e chi l’ha introdotta
  2. Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026: i requisiti
  3. Limiti di reddito quattordicesima pensionati 2026: la tabella completa
  4. Importi quattordicesima pensionati 2026: quanto si riceve
  5. Quando arriva la quattordicesima pensionati 2026: date di pagamento
  6. Come verificare se hai diritto alla quattordicesima 2026
  7. Quattordicesima pensionati 2026: esempi pratici di calcolo
  8. Quattordicesima e cedolare secca: attenzione al reddito
  9. Domande frequenti sulla quattordicesima pensionati 2026 (FAQ)
  10. Differenza tra quattordicesima pensionati e tredicesima: non confonderle
  11. Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Cos’è la quattordicesima pensione e chi l’ha introdotta

La quattordicesima mensilità per i pensionati è una somma aggiuntiva erogata dall’INPS una volta l’anno, solitamente a luglio, insieme al rateo ordinario di pensione. È stata istituita dalla Legge n. 127/2007 (il cosiddetto "decreto Prodi", convertito in legge dall’art. 5 del D.L. 81/2007) con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto delle pensioni di importo più basso.

La misura è rivolta esclusivamente ai pensionati con reddito complessivo non superiore a determinate soglie, calcolate in multipli del trattamento minimo INPS. Non si tratta di un bonus una tantum: è una prestazione strutturale, erogata ogni anno a chi mantiene i requisiti.

Attenzione: la quattordicesima pensionati non va confusa con la quattordicesima mensilità dei lavoratori dipendenti, prevista da alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL). Sono due istituti completamente diversi, con regole e plafond differenti. Per saperne di più sulla quattordicesima in busta paga, leggi il nostro articolo su Quattordicesima in busta paga: a chi spetta e come si calcola.

Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026: i requisiti

Per avere diritto alla quattordicesima pensionati 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente questi requisiti:

  • Età: aver compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026 (chi compie 64 anni entro il 31 dicembre 2026 riceve la quattordicesima a dicembre)
  • Residenza: essere residenti in Italia (i pensionati all’estero iscritti all’AIRE di norma non hanno diritto alla prestazione)
  • Tipo di pensione: percepire una pensione diretta a carico dell’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) o delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative, oppure una pensione a carico degli enti previdenziali privatizzati o privati (ex D.Lgs. 509/1994 e D.Lgs. 103/1996) iscritti all’INPS come gestori delle prestazioni
  • Reddito complessivo: non superare i limiti di reddito previsti dalla normativa (vedi tabella sotto)

Non hanno diritto alla quattordicesima:

  • I titolari di pensioni di reversibilità o pensioni indirette
  • I pensionati residenti all’estero (salvo eccezioni previste da accordi bilaterali)
  • Chi percepisce esclusivamente l’assegno sociale o la pensione di invalidità civile
  • Chi supera i limiti di reddito previsti

Il requisito anagrafico: cosa significa "64 anni entro luglio"

Il requisito dei 64 anni è fondamentale. La regola pratica è questa:

  • Se compi 64 anni entro il 31 luglio 2026 → ricevi la quattordicesima a luglio 2026
  • Se compi 64 anni tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026 → ricevi la quattordicesima a dicembre 2026 (con il pagamento della tredicesima mensualità)
  • Se non compi ancora 64 anni nel 2026 → nessuna quattordicesima nel 2026

Esempio pratico: La signora Maria compie 64 anni il 15 agosto 2026. Non riceverà la quattordicesima a luglio, ma la riceverà a dicembre 2026 insieme alla tredicesima. Il signor Giovanni, che ha già compiuto 70 anni, ha diritto alla quattordicesima a luglio 2026, purché rientri nei limiti di reddito.

Limiti di reddito quattordicesima pensionati 2026: la tabella completa

Il diritto alla quattordicesima dipende dal reddito complessivo annuo del pensionato, calcolato secondo le regole IRPEF. I limiti sono espressi come multipli del trattamento minimo INPS. Per il 2026, il trattamento minimo mensile è pari indicativamente a circa 598-605 euro (l’importo esatto viene aggiornato annualmente con rivalutazione ISTAT dall’INPS con apposita circolare; il valore 2024 era 598,61 euro). Su base annua (13 mensilità), il trattamento minimo si aggira intorno a 7.780-7.865 euro.

I limiti di reddito per la quattordicesima sono fissati a:

  • Fascia A: reddito complessivo annuo fino a 1,5 volte il trattamento minimo annuo → circa 11.700 euro (indicativo per il 2026)
  • Fascia B: reddito complessivo annuo tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo → tra circa 11.700 e circa 15.600 euro (indicativo per il 2026)

Chi supera il doppio del trattamento minimo annuo non ha diritto alla quattordicesima.

Come si calcola il reddito ai fini della quattordicesima

Il reddito rilevante per la quattordicesima comprende:

  • Tutti i redditi assoggettabili a IRPEF (pensioni, redditi da lavoro, redditi da fabbricati, ecc.)
  • Le pensioni estere
  • I redditi esenti da IRPEF rilevanti ai fini previdenziali

NON viene conteggiato:

  • La casa di abitazione principale (reddito figurativo dell’abitazione principale)
  • Le rendite INAIL per infortuni sul lavoro
  • L’importo della quattordicesima stessa
  • L’indennità di accompagnamento

Per avere un quadro preciso della propria situazione reddituale e verificare il diritto alla quattordicesima, puoi consultare il nostro approfondimento sui limiti di reddito per la quattordicesima pensione.

Importi quattordicesima pensionati 2026: quanto si riceve

L’importo della quattordicesima varia in base a due fattori:

  • Fascia di reddito (A o B, come indicato sopra)
  • Anni di contribuzione versati durante la vita lavorativa

Di seguito la tabella degli importi 2026 aggiornati con la rivalutazione ISTAT:

Gestione pensionisticaAnni di contributiFascia A (fino a 1,5 min.)Fascia B (da 1,5 a 2 min.)
Lavoratori dipendenti (AGO)Fino a 15 anni437,00 €336,00 €
Lavoratori dipendenti (AGO)Da 15 a 25 anni546,00 €420,00 €
Lavoratori dipendenti (AGO)Oltre 25 anni655,00 €504,00 €
Lavoratori autonomi (artigiani/commercianti)Fino a 18 anni437,00 €336,00 €
Lavoratori autonomi (artigiani/commercianti)Da 18 a 28 anni546,00 €420,00 €
Lavoratori autonomi (artigiani/commercianti)Oltre 28 anni655,00 €504,00 €

Nota: gli importi indicati in tabella corrispondono ai valori delle circolari INPS più recenti disponibili. L’INPS aggiorna annualmente gli importi con rivalutazione ISTAT e li comunica con apposita circolare. Per i valori definitivi 2026, verificare la circolare INPS pubblicata a maggio/giugno 2026.

La maggiorazione introdotta dalla Legge di Bilancio 2023

La Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, art. 1 comma 308) ha ampliato la platea dei beneficiari della quattordicesima, estendendo il diritto anche a chi rientra nella cosiddetta "fascia aggiuntiva": pensionati con redditi compresi tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo. Questa fascia era già prevista dalla normativa originaria del 2007 per i soli iscritti all’INPS, ma la legge del 2023 ha rafforzato e reso strutturale la misura.

Quando arriva la quattordicesima pensionati 2026: date di pagamento

La quattordicesima viene accreditata in due finestre annuali:

  • Luglio 2026: per i pensionati che hanno già compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026. Il pagamento viene erogato insieme alla pensione di luglio, solitamente tra il 1° e il 3 luglio 2026 (per chi riscuote presso Poste Italiane o via bonifico bancario).
  • Dicembre 2026: per i pensionati che compiono 64 anni tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026. Il pagamento arriva con la tredicesima mensilità di dicembre.

Per il calendario preciso degli accrediti di luglio 2026, consulta il nostro articolo su Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPS.

Modalità di riscossione: come viene pagata

La quattordicesima è accreditata automaticamente dall’INPS insieme al rateo ordinario di pensione di luglio (o dicembre). Non occorre fare nessuna domanda: l’INPS verifica autonomamente i requisiti anagrafici e reddituali sulla base dei dati in suo possesso.

Il pagamento avviene nelle stesse modalità della pensione ordinaria:

  • Accredito su conto corrente bancario o postale: di solito il primo giorno lavorativo del mese
  • Riscossione in contanti alle Poste: scaglionata per cognome nei primi giorni lavorativi del mese
  • Libretto di risparmio postale: stesse date dell’accredito in contanti

Come verificare se hai diritto alla quattordicesima 2026

L’INPS effettua il calcolo automatico, ma è utile sapere come fare una verifica preventiva. Ecco i passi:

1. Verifica il tuo reddito complessivo

Recupera il reddito complessivo dell’anno di imposta precedente (2025) dalla dichiarazione dei redditi presentata nel 2026 (modello 730 o Redditi PF). Il reddito rilevante è quello indicato nel quadro RN del modello Redditi o nel rigo 11 del 730.

Ricorda di escludere il reddito dell’abitazione principale e di includere eventuali redditi esteri. Per approfondire, leggi il nostro articolo sul limite di reddito per la quattordicesima pensione.

2. Confronta con i limiti previsti

Controlla se il tuo reddito complessivo rientra nella Fascia A (fino a circa 11.700 euro annui) o nella Fascia B (fino a circa 15.600 euro annui). Le soglie esatte 2026 sono comunicate dall’INPS con circolare annuale. Se superi la Fascia B, non hai diritto alla quattordicesima.

3. Verifica il cedolino di luglio

A luglio, controlla il tuo cedolino pensione tramite il portale INPS (MyINPS) o il portale NoiPA (per i pensionati ex dipendenti pubblici). La quattordicesima apparirà come voce separata nel cedolino, denominata "somma aggiuntiva quattordicesima". Per istruzioni su come leggere il cedolino di luglio con la quattordicesima, consulta il nostro approfondimento sulla Quattordicesima 2026: Calendario Pagamento, Importi Esatti e Chi Ne Ha Diritto.

4. Se non ricevi la quattordicesima: cosa fare

Se pensi di avere diritto alla quattordicesima ma non la ricevi, puoi:

  • Verificare online tramite il servizio di simulazione INPS disponibile sul portale istituzionale
  • Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da cellulare)
  • Rivolgerti a un CAF o Patronato per un controllo della posizione previdenziale

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la verifica del diritto alla quattordicesima e per eventuali richieste di riesame della propria posizione INPS.

Quattordicesima pensionati 2026: esempi pratici di calcolo

Per capire meglio come funziona la quattordicesima, vediamo alcuni esempi concreti con diverse situazioni.

Esempio 1: ex lavoratore dipendente, 38 anni di contributi

Situazione: Mario, 70 anni, ex lavoratore dipendente privato con 38 anni di contributi versati. Pensione mensile lordo: 980 euro. Reddito complessivo annuo: 12.740 euro (solo pensione, nessun altro reddito). Abita in casa di proprietà.

  • Età: 70 anni ✓ (ha già 64 anni)
  • Residenza Italia: ✓
  • Tipo pensione: pensione diretta AGO ✓
  • Reddito 12.740 euro: superiore alla soglia Fascia A (circa 11.700 euro) ma inferiore alla soglia Fascia B (circa 15.600 euro) → Fascia B
  • Anni contributi: 38 (oltre 25 anni) → importo Fascia B colonna "oltre 25 anni"
  • Quattordicesima spettante: 504,00 euro

Esempio 2: ex artigiana, 22 anni di contributi

Situazione: Lucia, 67 anni, ex artigiana con 22 anni di contributi alla Gestione Artigiani INPS. Pensione mensile: 720 euro. Reddito complessivo annuo: 9.360 euro.

  • Età: 67 anni ✓
  • Residenza Italia: ✓
  • Tipo pensione: pensione diretta Gestione Artigiani ✓
  • Reddito 9.360 euro: inferiore alla soglia Fascia A (circa 11.700 euro) → Fascia A
  • Anni contributi: 22 (tra 18 e 28 anni per autonomi) → importo Fascia A colonna "da 18 a 28 anni"
  • Quattordicesima spettante: 546,00 euro

Esempio 3: pensionato con redditi aggiuntivi

Situazione: Roberto, 68 anni, pensionato con 30 anni di contributi da dipendente. Pensione mensile: 1.050 euro. Possiede un piccolo appartamento affittato: reddito da locazione 4.800 euro annui. Reddito complessivo totale: 13.650 + 4.800 = 18.450 euro annui circa.

  • Reddito 18.450 euro: superiore alla soglia Fascia B (circa 15.600 euro) → NESSUN DIRITTO alla quattordicesima

Attenzione: anche i redditi da locazione con cedolare secca concorrono al calcolo del reddito complessivo ai fini della quattordicesima. Questo è un aspetto spesso trascurato che può far perdere il diritto alla prestazione.

Quattordicesima e cedolare secca: attenzione al reddito

Un tema spesso fonte di confusione riguarda il trattamento dei redditi da locazione assoggettati a cedolare secca. Molti pensionati credono erroneamente che i redditi con cedolare secca non rilevino ai fini del diritto alla quattordicesima perché "già tassati separatamente".

In realtà, l’INPS include nel calcolo del reddito complessivo anche i redditi da locazione assoggettati a cedolare secca, perché la norma sulla quattordicesima fa riferimento al reddito complessivo secondo le regole IRPEF, che include le locazioni anche se soggette a regime sostitutivo.

Se hai dubbi su quali redditi includere nel calcolo, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una verifica precisa della tua posizione.

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Domande frequenti sulla quattordicesima pensionati 2026 (FAQ)

La quattordicesima è imponibile ai fini IRPEF?

No. La quattordicesima pensionati è esente da IRPEF. Non è soggetta a ritenuta fiscale e non va indicata nella dichiarazione dei redditi. Si tratta di un beneficio netto, che il pensionato riceve integralmente senza dover pagare imposte su di essa.

La quattordicesima è inclusa nel reddito complessivo per il calcolo dei limiti?

No. L’importo della quattordicesima stessa non viene conteggiato nel reddito complessivo utilizzato per verificare il diritto alla prestazione. Questo è espressamente previsto dalla normativa per evitare un paradosso (chi riceve la quattordicesima non la perde per averla ricevuta).

Cosa succede se l’INPS ha erogato la quattordicesima per errore e il pensionato non aveva diritto?

Se l’INPS verifica a posteriori che la quattordicesima è stata erogata senza averne diritto (ad esempio perché il reddito effettivo superava i limiti), può procedere al recupero delle somme indebitamente percepite. Il recupero avviene di solito mediante trattenuta sulle mensilità successive della pensione, con rate mensili che non possono superare il 20% della pensione netta.

Chi percepisce più pensioni ha diritto alla quattordicesima?

Sì, ma il diritto è valutato sulla somma di tutti i redditi percepiti, incluse tutte le pensioni. La quattordicesima viene erogata una sola volta, di norma sulla pensione principale (la pensione di importo maggiore o quella con anzianità contributiva più alta).

I titolari di pensione di invalidità civile hanno diritto alla quattordicesima?

No. I titolari di pensione di invalidità civile, assegno sociale, pensione di guerra o pensioni ai superstiti (reversibilità/indiretta) non hanno diritto alla quattordicesima INPS. La misura è riservata ai titolari di pensioni dirette a carico dell’AGO o forme equivalenti.

Serve fare domanda all’INPS per ricevere la quattordicesima?

No. La quattordicesima viene erogata automaticamente dall’INPS senza necessità di presentare domanda. L’INPS verifica i requisiti di età e reddito autonomamente, in base ai dati delle dichiarazioni dei redditi e degli archivi previdenziali. Tuttavia, se ritieni di averne diritto ma non la ricevi, puoi presentare richiesta di riesame tramite CAF, Patronato o direttamente tramite il portale INPS.

I pensionati con pensione estera hanno diritto alla quattordicesima INPS?

Non in linea generale. I pensionati residenti all’estero iscritti all’AIRE non hanno diritto alla quattordicesima. Tuttavia, chi è residente in Italia e percepisce anche una pensione estera, deve includere quest’ultima nel calcolo del reddito complessivo, il che potrebbe ridurre o azzerare il diritto alla quattordicesima.

Differenza tra quattordicesima pensionati e tredicesima: non confonderle

È utile chiarire la differenza tra le due prestazioni aggiuntive che i pensionati possono ricevere nel corso dell’anno:

CaratteristicaTredicesima pensionatiQuattordicesima pensionati
Chi ne ha dirittoTutti i pensionatiSolo pensionati con reddito basso (fascia A/B) e almeno 64 anni
Quando arrivaDicembre (con la pensione)Luglio (o dicembre per chi compie 64 anni dopo luglio)
ImportoPari a una mensilità di pensioneFisso per fasce (437-655 euro)
Soggetta a IRPEFSìNo (esente)
NormativaArt. 1 L. 29/1979Art. 5 D.L. 81/2007 (L. 127/2007)

Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutto quanto riguarda la pensione e le prestazioni INPS. In particolare puoi rivolgerti a noi per:

  • Verificare il diritto alla quattordicesima: controlliamo il tuo reddito complessivo e gli anni di contribuzione per stabilire se e quanto ti spetta
  • Contestare un mancato pagamento: se l’INPS non ti ha erogato la quattordicesima pur avendo i requisiti, ti assistiamo nella presentazione del ricorso amministrativo
  • Verificare la posizione previdenziale: estratto contributivo, anni di contributi, gestioni previdenziali
  • Assistenza nella dichiarazione dei redditi: il 730 e il modello Redditi PF per i pensionati, con verifica dei redditi ai fini delle prestazioni INPS
  • Pianificazione pensionistica: valutazione dei requisiti per Quota 103, pensione anticipata, APE Sociale e altre forme di pensionamento anticipato

Per un appuntamento o una consulenza, contattaci:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com
  • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Puoi anche consultare il nostro articolo su Pensione giugno 2026: quando viene pagata, calendario accrediti e cedolino per rimanere aggiornato sui pagamenti INPS.

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2021/11/imu.jpg 351 377 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-23 16:23:482026-07-03 07:55:13Quattordicesima Pensionati 2026: a chi spetta, quando arriva, importi e requisiti
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Quadro RR Redditi 2026: chiarimenti su contributi, Gestione separata e Concordato Preventivo

Dichiarazione dei redditi 730

Il Quadro RR del Modello Redditi PF 2026 è la sezione dedicata ai contributi previdenziali INPS che devono versare gli artigiani, i commercianti e i lavoratori iscritti alla Gestione separata. Per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB), ci sono inoltre regole specifiche che cambiano le basi imponibili di calcolo. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: come si compila, quali aliquote si applicano nel 2026, come si calcolano i contributi minimi e massimi, e come il Concordato Preventivo interagisce con il Quadro RR.

Se hai una partita IVA come artigiano o commerciante, o sei un libero professionista iscritto alla Gestione separata INPS, questo articolo fa per te. Leggi anche: Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo.

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Indice dei contenuti

  1. Che cos’è il Quadro RR del Modello Redditi
  2. Sezione RR1: Contributi Artigiani e Commercianti 2026
  3. Sezione RR2: Contributi Gestione Separata INPS 2026
  4. Sezione RR3: Il Concordato Preventivo Biennale e il Quadro RR
  5. Scadenze di versamento contributi 2026
  6. Deducibilità dei contributi INPS: come abbatte il reddito imponibile
  7. Errori comuni nella compilazione del Quadro RR
  8. Quadro RR e Concordato Preventivo: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate 2026
  9. Come compilare il Quadro RR: guida pratica passo per passo
  10. Domande frequenti sul Quadro RR Redditi 2026
  11. FAQ: Quadro RR Redditi 2026
  12. Perché affidarsi al CAF Centro Fiscale per il Modello Redditi 2026

Che cos’è il Quadro RR del Modello Redditi

Il Quadro RR è una sezione del Modello Redditi PF (Persone Fisiche), il modello dichiarativo che sostituisce il 730 per chi ha redditi da lavoro autonomo o d’impresa. Il quadro RR serve a calcolare e dichiarare i contributi previdenziali INPS dovuti da:

  • Artigiani iscritti alla Gestione Artigiani INPS (Sezione RR1)
  • Commercianti iscritti alla Gestione Commercianti INPS (Sezione RR1)
  • Lavoratori autonomi e collaboratori iscritti alla Gestione separata INPS (Sezione RR2)
  • Soggetti che hanno aderito al Concordato Preventivo Biennale (CPB) e devono calcolare i contributi sul reddito concordato (Sezione RR3)

In pratica, nel Quadro RR dichiari quanti contributi devi versare all’INPS in base al tuo reddito d’impresa o di lavoro autonomo. Non è un quadro opzionale: se sei iscritto all’INPS come artigiano, commerciante o Gestione separata, devi compilarlo obbligatoriamente.

Differenza rispetto al 730: Il 730 è il modello semplificato che usano i lavoratori dipendenti e pensionati. Il Modello Redditi PF è invece per chi ha partita IVA, redditi esteri, partecipazioni in società o situazioni fiscali più articolate. Il Quadro RR esiste solo nel Modello Redditi, non nel 730.

Sezione RR1: Contributi Artigiani e Commercianti 2026

La Sezione RR1 del Quadro RR riguarda gli iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti INPS. Questi contributi finanziano la pensione e le prestazioni previdenziali per chi svolge un’attività artigianale (idraulico, elettricista, falegname, acconciatore, ecc.) o commerciale (negozio, e-commerce, agente di commercio, ecc.).

Aliquote contributive 2026

Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti è pari al 24,48% del reddito d’impresa. Questa percentuale è applicata sia dagli artigiani sia dai commercianti, con lievi differenze di codici INPS ma stessa aliquota base.

CategoriaAliquota 2026Riduzione ForfettariAliquota Netta Forfettari
Artigiani (titolari)24,48%-35%15,91%
Commercianti (titolari)24,48%-35%15,91%
Collaboratori familiari under 2124,48%-35%15,91%
Collaboratori familiari 21+24,48%-35%15,91%

La riduzione del 35% si applica ai titolari in regime forfettario. È una agevolazione molto importante: invece di pagare il 24,48% sul reddito imponibile, i forfettari pagano circa il 15,91%. Questo significa un risparmio contributivo significativo rispetto a chi è in regime ordinario.

Contributo minimo annuo (minimale) 2026

Un concetto fondamentale del Quadro RR è il contributo minimo, detto anche minimale. Si tratta dell’importo minimo che devi versare all’INPS ogni anno, indipendentemente da quanto hai guadagnato. Anche se il tuo reddito è zero, devi comunque pagare il minimale.

Per il 2026, il contributo minimo annuo per artigiani e commercianti è pari a circa 4.200 euro. Questo importo viene rivalutato ogni anno dall’INPS in base all’inflazione (precisamente, in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo).

Come funziona in pratica? Il minimale è calcolato applicando l’aliquota contributiva a un reddito minimale convenzionale stabilito dall’INPS. Se il tuo reddito reale supera questo reddito convenzionale, paghi i contributi sul reddito reale. Se è inferiore, paghi comunque il minimale.

Esempio pratico (Marco, idraulico in regime forfettario):
Marco ha ricavi per 30.000 euro nel 2025. Il coefficiente di redditività del suo codice ATECO è 67%. Il suo reddito imponibile è 30.000 × 67% = 20.100 euro. Con la riduzione del 35%, i contributi INPS si calcolano su 20.100 × 15,91% ≈ 3.198 euro. Poiché questo importo è inferiore al minimale di 4.200 euro, Marco dovrà comunque versare 4.200 euro di contributi minimi.

Contributo massimo (massimale) 2026

Esiste anche un massimale contributivo: una soglia di reddito oltre la quale non si pagano più contributi. Questo tetto è diverso per le Gestioni Artigiani/Commercianti rispetto alla Gestione separata.

Per le Gestioni Artigiani e Commercianti, il massimale di reddito per il 2026 è pari a circa 86.983 euro (primo scaglione) con un’aliquota aggiuntiva dell’1% oltre questa soglia fino al massimale assoluto. Questi valori sono pubblicati ogni anno con circolare INPS.

Sezione RR2: Contributi Gestione Separata INPS 2026

La Gestione separata INPS è la cassa previdenziale dedicata a una vasta platea di lavoratori autonomi che non hanno una cassa professionale propria. Ci rientrano, tra gli altri:

  • Liberi professionisti senza albo o con cassa professionale non obbligatoria (web designer, consulenti, copywriter, fotografi, social media manager)
  • Collaboratori a progetto e lavoratori parasubordinati
  • Amministratori di società e sindaci
  • Venditori a domicilio
  • Dottorandi e assegnisti di ricerca con compensi
  • Alcune categorie di lavoratori autonomi “occasionali” sopra i 5.000 euro annui

La Sezione RR2 del Quadro RR serve a dichiarare e calcolare i contributi dovuti alla Gestione separata.

Aliquote Gestione separata 2026

Le aliquote della Gestione separata dipendono dalla tua situazione previdenziale:

SituazioneAliquota 2026Note
Iscritto solo alla Gestione separata (no altra copertura)26,07%Include base 25% + maternità 0,72% + DIS-COLL 0,35%
Iscritto ad altra cassa previdenziale (es. Cassa Forense, ENPAM)24%Ridotta perché già coperto altrove
Pensionato già in pensione24%Ridotta perché già in godimento pensione

L’aliquota del 26,07% è quella più comune e si applica a chi non ha altra copertura previdenziale. Questa percentuale include:

  • 25% → contributo pensionistico base
  • 0,72% → indennità di maternità/paternità
  • 0,35% → DIS-COLL (indennità di disoccupazione per i collaboratori)

Massimale e minimale Gestione separata 2026

Anche per la Gestione separata esistono soglie minime e massime:

  • Minimale 2026: circa 19.000 euro di reddito (importo indicativo, soggetto a conferma circolare INPS). Attenzione: il minimale per la Gestione separata non funziona come per artigiani/commercianti — non esiste un contributo minimo fisso, ma il reddito minimo per maturare un anno utile ai fini pensionistici
  • Massimale 2026: circa 119.650 euro di reddito. Oltre questa soglia non si versano contributi sulla parte eccedente

Chi paga i contributi alla Gestione separata? La risposta dipende dalla tipologia del rapporto:

  • Collaboratori (co.co.co, co.co.pro): il committente versa i 2/3 del contributo, il lavoratore ne versa solo 1/3 (trattenuto dalla busta paga)
  • Liberi professionisti autonomi: versano il 100% del contributo direttamente tramite F24

Esempio pratico (Sara, graphic designer freelance):
Sara è iscritta alla Gestione separata senza altra copertura previdenziale. Nel 2025 ha guadagnato 28.000 euro di compensi. I suoi contributi INPS sono: 28.000 × 26,07% = 7.299,60 euro da versare tramite F24, in sede di dichiarazione (saldo) e acconti (giugno e novembre). Leggi anche: Partita IVA UX UI Designer 2026.

Sezione RR3: Il Concordato Preventivo Biennale e il Quadro RR

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è uno strumento introdotto dal D.Lgs. 13/2024 che permette a contribuenti con partita IVA — artigiani, commercianti e professionisti — di concordare con il Fisco un reddito predefinito per due anni. In cambio di questa “pace fiscale”, le tasse si pagano sul reddito concordato, indipendentemente da quello effettivo (salvo eventi eccezionali).

Ma come interagisce il CPB con il Quadro RR e i contributi INPS? È qui che molti contribuenti si trovano in difficoltà.

Contributi INPS sul reddito concordato o su quello effettivo?

La regola generale è che i contributi previdenziali INPS si calcolano sul reddito effettivo, non su quello concordato. Questo è un punto cruciale e spesso frainteso.

Tuttavia, il D.Lgs. 13/2024 e le successive istruzioni dell’Agenzia delle Entrate (Provvedimento del 15 giugno 2024 e circolari successive) hanno chiarito che:

  • I contribuenti in CPB possono optare per versare i contributi previdenziali anche sulla parte di reddito concordato che eccede quello effettivo (cosiddetto “adeguamento contributivo volontario”)
  • Questa opzione è vantaggiosa per chi vuole aumentare la propria posizione previdenziale (più contributi = pensione più alta)
  • Chi non esercita l’opzione versa i contributi solo sul reddito effettivo

Attenzione: le istruzioni ufficiali al Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) fornite dall’Agenzia delle Entrate contengono indicazioni specifiche sulla compilazione della Sezione RR3 per i contribuenti CPB. È essenziale fare riferimento a queste istruzioni ufficiali.

Come si compila la Sezione RR3

La Sezione RR3 del Quadro RR è stata introdotta specificamente per i soggetti in CPB. I campi principali da compilare sono:

CampoCosa inserire
RR3, col. 1Reddito concordato comunicato dall’AdE
RR3, col. 2Reddito effettivo dichiarato nell’anno
RR3, col. 3Differenza (se positiva: reddito concordato > effettivo)
RR3, col. 4Contributi calcolati sul differenziale (opzionale)
RR3, col. 5Indicazione dell’opzione per il versamento aggiuntivo

Esempio pratico (Luigi, commerciante in CPB):
Luigi ha concordato con il Fisco un reddito di 45.000 euro per il biennio 2024-2025. Il suo reddito effettivo 2025 è stato invece di 38.000 euro. Nel Quadro RR, Luigi:

  • Inserisce 45.000 euro nel campo del reddito concordato (RR3, col. 1)
  • Inserisce 38.000 euro come reddito effettivo (RR3, col. 2)
  • Il differenziale è 7.000 euro (RR3, col. 3)
  • Se vuole versare contributi aggiuntivi, indica l’opzione e calcola i contributi su 7.000 euro aggiuntivi
  • Se non vuole l’opzione, i contributi si calcolano solo sui 38.000 euro effettivi

Scadenze di versamento contributi 2026

I contributi emergenti dal Quadro RR si versano tramite il modello F24, nelle stesse scadenze del saldo IRPEF. Ecco il calendario per il 2026 (anno di imposta 2025):

ScadenzaCosa si versaNote
30 giugno 2026Saldo contributi 2025 + 1° acconto 2026 (40%)Con eventuale maggiorazione 0,40% se si paga entro il 31 luglio
30 luglio 2026Stessa scadenza con maggiorazione interessi 0,40%Solo per chi non riesce a pagare entro il 30 giugno
30 novembre 20262° acconto contributi 2026 (60%)Non prorogabile di norma

I codici tributo F24 per la Gestione separata sono principalmente:

  • 1840 → Contributi Gestione separata (saldo/acconto)
  • 1841 → Contributi Gestione separata (2° acconto)

Per gli artigiani e commercianti, i codici tributo INPS sono comunicati direttamente dall’INPS con i modelli di pagamento precompilati (MAV) inviati a casa.

Consulta anche il nostro articolo sulle Scadenze Fiscali Luglio 2026 per non dimenticare nessuna data importante.

Deducibilità dei contributi INPS: come abbatte il reddito imponibile

Un aspetto molto importante dei contributi INPS dichiarati nel Quadro RR è la loro deducibilità fiscale. I contributi previdenziali versati sono deducibili dal reddito complessivo, riducendo così la base imponibile IRPEF.

Regime ordinario: deducibilità integrale

Per chi è in regime ordinario (non forfettario), i contributi INPS versati sono interamente deducibili dal reddito complessivo. Questo significa che riducono la base su cui si calcola l’IRPEF. Se hai versato 5.000 euro di contributi, il tuo reddito imponibile scende di 5.000 euro, con un risparmio fiscale pari all’aliquota marginale IRPEF applicata (23%, 35% o 43%).

Regime forfettario: deducibilità parziale (quota forfettaria)

Per i forfettari la situazione è diversa. I contributi INPS sono deducibili dal reddito lordo, ma il calcolo avviene in modo specifico:

  • Si calcola il reddito imponibile (ricavi × coefficiente di redditività)
  • Da questo si sottraggono i contributi previdenziali versati
  • Sul risultato si applica l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le nuove attività nei primi 5 anni)

Quindi i contributi INPS abbassano anche l’imposta sostitutiva del forfettario, non solo l’IRPEF. È un doppio vantaggio: meno contributi rispetto all’ordinario (riduzione 35%) e deducibilità dall’imposta sostitutiva.

Esempio: Giulia è forfettaria, agente di commercio. Ricavi 2025: 50.000 euro. Coefficiente di redditività: 62%. Reddito lordo: 31.000 euro. Contributi INPS versati (con riduzione 35%): circa 4.200 euro (minimale). Reddito netto imponibile: 31.000 – 4.200 = 26.800 euro. Imposta sostitutiva 15%: 26.800 × 15% = 4.020 euro.

Errori comuni nella compilazione del Quadro RR

Ecco gli errori più frequenti che i contribuenti commettono nel compilare il Quadro RR, e come evitarli:

1. Confondere Sezione RR1 e RR2

Artigiani e commercianti compilano la Sezione RR1. I professionisti e collaboratori iscritti alla Gestione separata compilano la Sezione RR2. Non si compilano entrambe, salvo casi particolari (es. chi è contemporaneamente artigiano e ha anche collaborazioni).

2. Dimenticare i contributi versati durante l’anno

I contributi versati come acconti durante l’anno (a giugno e novembre) devono essere riportati nel Quadro RR per il calcolo del saldo. Se dimentichi di inserirli, rischi di pagare più del dovuto o di generare un rimborso non richiesto.

3. Non applicare la riduzione del 35% per i forfettari

I titolari in regime forfettario hanno diritto alla riduzione del 35% sui contributi INPS. È un vantaggio automatico ma bisogna barrare l’apposita casella nel Quadro RR e calcolare correttamente il contributo ridotto.

4. Sbagliare la base imponibile per la Gestione separata

Per la Gestione separata, la base imponibile è il reddito netto di lavoro autonomo (compensi al netto delle spese documentate), non i compensi lordi. Un errore frequente è applicare l’aliquota ai compensi lordi, pagando contributi in eccesso.

5. Omettere la Sezione RR3 per i contribuenti CPB

Chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale deve compilare la Sezione RR3. Omettere questa sezione costituisce un errore nella dichiarazione che può essere oggetto di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quadro RR e Concordato Preventivo: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate 2026

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato diverse circolari e provvedimenti per chiarire l’interazione tra il CPB e il Quadro RR. I chiarimenti principali riguardano:

Reddito concordato e base imponibile contributiva

Come già anticipato, la base imponibile per i contributi INPS resta il reddito effettivo, non quello concordato. Il CPB opera principalmente sul versante fiscale (tasse), non su quello previdenziale. Tuttavia, come spiegato, esiste la possibilità di versare contributi aggiuntivi sul differenziale (opzione volontaria).

Cause di cessazione del CPB e impatto sul Quadro RR

Il CPB decade in caso di eventi eccezionali: fallimento, cessazione dell’attività, modifiche significative dell’attività. In questi casi, il Quadro RR dovrà essere compilato considerando il reddito effettivo per intero, senza riferimento al reddito concordato. È necessario in questi casi verificare se spettano rimborsi sui contributi eventualmente versati in eccesso.

Forfettari e CPB

I contribuenti in regime forfettario nel 2024 potevano aderire al CPB solo con caratteristiche specifiche previste dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Per il biennio 2025-2026, le condizioni di accesso al CPB e i relativi obblighi dichiarativi nel Quadro RR sono stabiliti dalle istruzioni al Modello Redditi PF 2026, che si consiglia di consultare direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Come compilare il Quadro RR: guida pratica passo per passo

Vediamo un riepilogo pratico su come procedere alla compilazione del Quadro RR del Modello Redditi PF 2026:

Step 1: Identifica la sezione corretta

Verifica a quale gestione INPS sei iscritto:

  • Artigiano o commerciante → Sezione RR1
  • Lavoratore autonomo/collaboratore → Sezione RR2
  • Aderente al CPB → Sezione RR3 (in aggiunta alle precedenti)

Step 2: Calcola il reddito imponibile

Il reddito da inserire nel Quadro RR proviene da altri quadri del Modello Redditi:

  • Per artigiani/commercianti → reddito d’impresa dal Quadro RF o RG o LM (se forfettari)
  • Per Gestione separata → reddito da lavoro autonomo dal Quadro RE

Step 3: Applica l’aliquota corretta

Usa l’aliquota appropriata:

  • Artigiani/commercianti regime ordinario: 24,48%
  • Artigiani/commercianti in forfettario: 24,48% ridotto del 35% → circa 15,91%
  • Gestione separata senza altra copertura: 26,07%
  • Gestione separata con altra copertura o pensionati: 24%

Step 4: Verifica il minimale

Se i contributi calcolati risultano inferiori al minimale annuo (circa 4.200 euro per artigiani/commercianti nel 2026), si versa comunque il minimale.

Step 5: Sottrai i contributi già versati

Dal totale dei contributi dovuti, sottrai gli acconti già versati durante l’anno. Il risultato è il saldo da versare entro il 30 giugno 2026 (con possibile proroga al 31 luglio con maggiorazione).

Domande frequenti sul Quadro RR Redditi 2026

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FAQ: Quadro RR Redditi 2026

Il Quadro RR è obbligatorio per tutti?
No. È obbligatorio solo per chi è iscritto alle Gestioni Artigiani, Commercianti o alla Gestione separata INPS. Chi versa contributi solo a una cassa professionale (INPDAP, ENPAM, Cassa Forense, ecc.) non compila il Quadro RR.

Se ho aderito al CPB devo compilare la Sezione RR3?
Sì, è obbligatoria se hai aderito al Concordato Preventivo Biennale per il periodo d’imposta 2025.

Qual è la scadenza per versare i contributi del Quadro RR?
La scadenza ordinaria è il 30 giugno 2026 (saldo 2025 + 1° acconto 2026). Con proroga (e maggiorazione 0,40%) al 30 luglio 2026. Il 2° acconto va invece versato entro il 30 novembre 2026.

I forfettari hanno la riduzione del 35% anche sui contributi della Gestione separata?
No. La riduzione del 35% si applica solo agli artigiani e commercianti in regime forfettario iscritti alle rispettive gestioni INPS. I forfettari iscritti alla Gestione separata versano l’aliquota piena (26,07% o 24% secondo la propria situazione).

Posso rateizzare i contributi emergenti dal Quadro RR?
Sì, è possibile rateizzare in un massimo di 6 rate mensili, a partire dalla scadenza di giugno. La rateizzazione comporta l’applicazione di interessi legali sulle rate successive alla prima.

Cosa succede se non compilo il Quadro RR?
L’omessa compilazione del Quadro RR costituisce un errore nella dichiarazione. L’INPS può emettere avvisi di addebito per i contributi non versati, con sanzioni e interessi. È sempre consigliabile rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato per la compilazione corretta.

Perché affidarsi al CAF Centro Fiscale per il Modello Redditi 2026

La compilazione del Modello Redditi PF, e in particolare del Quadro RR, richiede una conoscenza approfondita della normativa previdenziale e fiscale in continua evoluzione. Errori nella dichiarazione possono portare a pagamenti in eccesso o a sanzioni dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • Compilazione del Modello Redditi PF (compresi tutti i quadri, incluso RR)
  • Calcolo corretto dei contributi INPS per artigiani, commercianti e Gestione separata
  • Gestione del Concordato Preventivo Biennale (Sezione RR3)
  • Verifica delle scadenze e dei codici tributo F24
  • Consulenza sul regime forfettario e sulla convenienza del CPB

Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Puoi contattarci al 0432 1638640 oppure su WhatsApp al 366 6018121. Consulta anche il nostro articolo sul Trattamento integrativo 2026 e sugli Investimenti strumentali nel regime forfettario 2026.

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-23 08:23:482026-06-28 00:15:49Quadro RR Redditi 2026: chiarimenti su contributi, Gestione separata e Concordato Preventivo
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