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Tag Archivio per: INPS

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, Modello 770 e Certificazione Unica

CU INPS errate per 270mila pensionati: scadenze per correggere il 730

Pensione 2026 INPS

A maggio 2026 l’INPS ha riconosciuto un errore di grande portata: circa 270.000 Certificazioni Uniche (CU) inviate ai pensionati risultano errate. Il problema riguarda principalmente l’esposizione delle ritenute IRPEF e dei conguagli, e impatta direttamente la dichiarazione dei redditi 2026 (Modello 730 o Redditi PF) relativa all’anno d’imposta 2025. Per chi ha già scaricato la precompilata o trasmesso il 730, è cruciale conoscere le scadenze per intervenire in tempo, evitando errori di liquidazione, rimborsi mancati o avvisi di pagamento successivi.

In questa guida ti spieghiamo, in modo semplice e operativo, cosa è successo, come capire se la tua CU è tra quelle errate, quali sono le scadenze tassative per correggere il 730 nel 2026 e come il CAF Centro Fiscale di Udine può seguirti passo passo, anche in modalità integrativa o sostitutiva.

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Indice dei contenuti

  1. CU INPS errate per 270mila pensionati: che cosa è successo
  2. Come capire se la tua CU INPS è tra quelle errate
  3. Impatto sulla dichiarazione precompilata 2026
  4. Scadenze tassative per correggere il 730 nel 2026
  5. 730 integrativo, sostitutivo o Modello Redditi PF
  6. Come richiedere all’INPS la CU corretta
  7. Esempi pratici di correzione
  8. Rischi di non correggere la dichiarazione
  9. Il ruolo del CAF nella correzione del 730
  10. Cosa fare subito: la checklist operativa
  11. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine
  12. Domande frequenti
  13. Conclusioni: muoviti per tempo

CU INPS errate per 270mila pensionati: che cosa è successo

La Certificazione Unica è il documento che il sostituto d’imposta – in questo caso l’INPS, in qualità di sostituto per le pensioni – rilascia ogni anno per certificare i redditi corrisposti e le ritenute fiscali operate. Per i pensionati italiani, è il documento centrale per la dichiarazione dei redditi, perché alimenta automaticamente la dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Nel 2026 l’INPS ha trasmesso oltre 16 milioni di CU per pensionati. Di queste, secondo la comunicazione ufficiale dell’Istituto pubblicata nelle ultime settimane, circa 270.000 risultano errate: il problema riguarda in particolare il calcolo delle ritenute IRPEF, l’esposizione delle addizionali regionali e comunali e, in alcuni casi, la corretta indicazione del cosiddetto bonus IRPEF o del trattamento integrativo.

Le cause tecniche dell’errore

Le cause individuate dall’INPS sono essenzialmente tre:

  • Migrazione di sistema: nel corso del 2025 l’Istituto ha completato il passaggio a un nuovo applicativo per la gestione fiscale dei pensionati, con possibili disallineamenti sulle posizioni di chi ha più trattamenti pensionistici (ad esempio una pensione diretta e una di reversibilità).
  • Conguagli di fine anno non recepiti: per alcuni pensionati gli arretrati e i conguagli operati a dicembre 2025 non sarebbero confluiti correttamente nella CU 2026.
  • Aliquote IRPEF 2025: gli scaglioni IRPEF in vigore dall’1 gennaio 2024 (tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre) hanno modificato i calcoli; gli aggiornamenti dei parametri sui software del sostituto d’imposta possono aver generato errori in alcune posizioni complesse.

Come capire se la tua CU INPS è tra quelle errate

Il primo passo è controllare la CU 2026 ricevuta dall’INPS o scaricabile dal sito istituzionale tramite SPID, CIE o CNS. La CU per i pensionati è disponibile dal cassetto previdenziale online (sezione “Certificazione Unica”) oppure tramite il servizio “Certificazione Unica 2026” del portale INPS.

I 4 controlli essenziali

Quando hai in mano la CU, verifica con attenzione questi quattro elementi:

  1. Reddito di pensione (punto 1 – somme corrisposte): deve corrispondere al totale lordo percepito nel 2025. Confrontalo con i cedolini di pensione mensili (scaricabili dal cassetto previdenziale).
  2. Ritenute IRPEF (punto 21): l’importo deve essere coerente con gli scaglioni IRPEF 2025 (23% / 35% / 43%). Calcolo di massima: per una pensione lorda di 18.000 euro annui, l’IRPEF lorda è 18.000 × 23% = 4.140 euro, da cui si sottraggono detrazioni per redditi da pensione e altre detrazioni spettanti.
  3. Addizionali regionali e comunali (punti 22-27): devono essere calcolate sull’aliquota della regione e del comune di residenza al 1° gennaio 2025 e indicate sia come saldo 2024 sia come acconto 2025 dove dovuto.
  4. Detrazioni applicate: in particolare la detrazione per redditi da pensione e quelle per familiari a carico. La detrazione per coniuge a carico è pari a un massimo di 950 euro (modulata in base al reddito complessivo).

Tabella di confronto rapido

Voce CUPunto/SezioneCosa controllare
Reddito pensionePunto 1 – Parte BTotale dei cedolini mensili 2025
Ritenute IRPEFPunto 21Coerenza con scaglioni 23%/35%/43%
Addizionale regionalePunto 22Saldo 2024 + acconto 2025
Addizionale comunalePunto 25-27Saldo + acconto comune di residenza
Detrazioni pensionePunti 361-365Detrazione redditi pensione + familiari
Bonus IRPEF/Trattamento integrativoPunti 391-395Spettanza ed effettiva erogazione

Se ti accorgi che uno o più valori non corrispondono a quanto effettivamente percepito, la tua CU potrebbe essere tra quelle errate.

L’impatto sulla dichiarazione precompilata 2026

La CU non è solo un documento da conservare: rappresenta la fonte principale dei dati inseriti nella dichiarazione precompilata 2026, messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Nel 2026, infatti, la precompilata 730/Redditi PF è disponibile dal 30 aprile 2026 (data anticipata di 15 giorni: fino al 2025 la disponibilità era il 15 aprile).

Questo significa che chi ha già scaricato e accettato (o trasmesso) la precompilata tra fine aprile e maggio 2026 potrebbe trovarsi con una dichiarazione basata su una CU errata. Le conseguenze possono essere di due tipi:

  • Liquidazione errata in eccesso: il pensionato risulta a debito o riceve un rimborso inferiore a quello spettante (situazione frequente).
  • Liquidazione errata in difetto: la dichiarazione mostra un credito o un rimborso superiore al dovuto, con il rischio di un futuro avviso bonario o accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa succede se la CU viene corretta dopo l’invio del 730

L’INPS, dopo aver individuato l’errore, è tenuto a trasmettere all’Agenzia delle Entrate una CU sostitutiva (o annullata) entro i termini di legge. Quando questo avviene, la dichiarazione precompilata viene aggiornata, ma se il contribuente ha già accettato e inviato il 730, è necessario presentare una dichiarazione integrativa o, in alcuni casi, una dichiarazione sostitutiva.

Le scadenze tassative per correggere il 730 nel 2026

Il calendario fiscale 2026 prevede diverse finestre temporali per intervenire sul 730. È fondamentale conoscerle per scegliere lo strumento giusto.

Tabella scadenze 2026 – Dichiarazione dei redditi

ScadenzaAdempimentoCosa fare
30 aprile 2026Disponibilità precompilata 2026Inizia consultazione e verifica dati CU
20 maggio 2026Possibilità invio 730Invio precompilata accettata o modificata
30 settembre 2026Termine ordinario invio 730/2026Termine ultimo per dichiarazione ordinaria
25 ottobre 2026Termine 730 integrativoCorrezioni a favore tramite 730 integrativo tipo 1
30 novembre 2026Termine invio Modello Redditi PFAlternativa al 730 integrativo per correzioni complete
31 dicembre 2030Termine dichiarazione integrativa tardivaIntegrativa entro 5° anno successivo

Le date chiave da segnare in agenda

  • 30 aprile 2026: data in cui la precompilata viene messa a disposizione. È la prima data utile per scaricarla e iniziare il controllo.
  • 30 settembre 2026: scadenza ordinaria per la trasmissione del 730/2026.
  • 25 ottobre 2026: ultimo giorno per inviare un 730 integrativo (modello correttivo a favore del contribuente).
  • 30 novembre 2026: termine per presentare il Modello Redditi PF, anche come strumento correttivo del 730 già inviato.

730 integrativo, sostitutivo o Modello Redditi PF: quale scegliere

La normativa offre più strumenti per correggere una dichiarazione già presentata. La scelta dipende dal momento in cui ti accorgi dell’errore e dal tipo di errore.

730 integrativo (tipo 1, tipo 2, tipo 3)

Il 730 integrativo è lo strumento più rapido e si presenta entro il 25 ottobre 2026. Si distingue in tre tipologie:

  • Tipo 1: rettifica errori che hanno determinato un minor credito, un maggior debito o un maggior rimborso non spettante. È quello tipico per correggere CU INPS errate quando il pensionato risulta a debito eccessivo.
  • Tipo 2: modifica solo i dati del sostituto d’imposta (es. cambio del datore di lavoro o pensione).
  • Tipo 3: rettifica contemporaneamente dati patrimoniali del sostituto e i dati della liquidazione.

Modello Redditi PF correttivo (entro 30 novembre 2026)

Se l’errore viene scoperto dopo il 25 ottobre 2026 ma entro il 30 novembre 2026, è possibile presentare il Modello Redditi PF in alternativa o a integrazione del 730 già inviato. Questa scelta è obbligatoria quando le correzioni riguardano quadri non presenti nel 730 (es. quadro RW per attività estere).

Dichiarazione integrativa “ultratardiva” (entro 5 anni)

Oltre il 30 novembre 2026, è possibile presentare una dichiarazione integrativa tardiva entro il termine ordinario di accertamento (in genere il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione originaria). Per il 730/2026 il termine ultimo è il 31 dicembre 2030.

Tabella riassuntiva degli strumenti

StrumentoTermine ultimo 2026Quando usarloSanzioni
730 integrativo Tipo 125 ottobre 2026Errori a favore del contribuenteNessuna
730 integrativo Tipo 225 ottobre 2026Modifica sostituto d’impostaNessuna
Modello Redditi PF correttivo30 novembre 2026Correzioni complete o quadri non in 730Nessuna se entro termine ordinario
Integrativa tardiva (a favore)31 dicembre 2030Errori a favore scoperti tardiSolo se a debito: ravvedimento operoso
Integrativa tardiva (a sfavore)31 dicembre 2030Errori a sfavore dell’erarioSanzioni + ravvedimento operoso

Come richiedere all’INPS la CU corretta

Per ottenere una CU rettificata da parte dell’INPS, hai diverse strade:

Canali ufficiali per la richiesta di rettifica

  • Portale INPS online: nel cassetto previdenziale, sezione “Certificazione Unica”, è disponibile un servizio di “Segnalazione errori CU” con form dedicato. Accesso con SPID, CIE o CNS.
  • Contact Center INPS: numero verde 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da mobile). Operatore disponibile dal lunedì al venerdì, 8:00-20:00.
  • Patronato: ogni patronato (incluso quello convenzionato con il CAF Centro Fiscale di Udine) può inoltrare la richiesta di rettifica direttamente per via telematica tramite gli applicativi dedicati.
  • Sede INPS territoriale: presentando la richiesta in modalità sportellistica, su prenotazione.

Tempistiche di emissione della CU rettificata

L’INPS, una volta accertato l’errore, è tenuto a emettere la CU rettificata o sostitutiva in tempi normalmente compresi tra 15 e 45 giorni. La CU corretta è poi trasmessa automaticamente all’Agenzia delle Entrate, che la integra nella precompilata (se ancora non inviata) o la rende disponibile per la dichiarazione integrativa.

Esempi pratici di correzione

Per rendere più concreto il discorso, ecco due esempi reali (con dati di fantasia ma realistici).

Esempio 1: pensionato con CU errata a debito

Mario, 68 anni, pensione lorda annua 22.000 euro. La CU INPS 2026 espone ritenute IRPEF per 3.500 euro, ma in realtà sui cedolini mensili Mario ha effettivamente versato 4.300 euro. Differenza: 800 euro non riconosciuti.

Se Mario presenta il 730 con i dati della CU errata, risulterà a debito per circa 800 euro (perché l’IRPEF dovuta calcolata in dichiarazione sarà maggiore delle ritenute esposte). Soluzione:

  1. Mario si rivolge al CAF Centro Fiscale.
  2. Il CAF verifica la discrepanza confrontando CU e cedolini.
  3. Si attende la CU sostitutiva (o si invia comunque il 730 corretto inserendo i valori reali).
  4. Se il 730 ordinario è già stato trasmesso, si presenta un 730 integrativo Tipo 1 entro il 25 ottobre 2026.

Esempio 2: pensionato con due pensioni e CU non consolidata

Anna, 72 anni, percepisce una pensione diretta di 14.000 euro lordi annui e una di reversibilità di 8.000 euro. La CU 2026 espone solo la pensione diretta. La precompilata, di conseguenza, calcola le imposte solo su 14.000 euro, mostrando un rimborso che in realtà non spetta.

Soluzione: Anna deve attendere la CU integrativa per la reversibilità oppure, se i tempi non lo consentono, integrare il reddito mancante direttamente nel 730 (quadro C – redditi da lavoro dipendente e assimilati). Il CAF gestisce questa integrazione manuale verificando la coerenza fiscale complessiva.

I rischi di non correggere la dichiarazione

Non intervenire su una CU errata può comportare diversi rischi fiscali, anche a distanza di anni.

Avvisi bonari e cartelle di pagamento

Se la dichiarazione risulta a credito non spettante (perché la CU sottostimava il reddito), l’Agenzia delle Entrate può inviare un avviso bonario ai sensi dell’art. 36-bis DPR 600/1973, chiedendo il pagamento dell’imposta non versata con sanzioni ridotte (10%) e interessi.

Se l’avviso bonario non viene saldato entro 30 giorni, parte la cartella di pagamento con sanzioni piene (fino al 30%) e ulteriori interessi.

Mancato rimborso

Al contrario, se la CU sovrastimava le ritenute (quindi avresti diritto a un rimborso maggiore), non correggere significa perdere quel rimborso. Il termine per recuperarlo è 5 anni: oltre, il diritto si prescrive.

Sanzioni per dichiarazione infedele

In casi gravi, una dichiarazione palesemente infedele può comportare sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta non dichiarata, ridotte tramite ravvedimento operoso (a seconda dei tempi di regolarizzazione).

Il ruolo del CAF nella correzione del 730

I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono il canale più diffuso per la presentazione del 730 in Italia. Quando si parla di CU errate, il loro ruolo diventa ancora più strategico, perché:

  • Verificano la coerenza tra CU, cedolini e altri redditi del contribuente.
  • Possono presentare il 730 con i dati corretti, scostandosi dalla precompilata e assumendo il visto di conformità.
  • Gestiscono l’integrativa Tipo 1, 2 o 3 entro il 25 ottobre.
  • Inoltrano segnalazioni all’INPS tramite patronato collegato.
  • Si fanno carico degli eventuali errori dichiarativi: con il visto di conformità, il CAF risponde fiscalmente per gli errori formali commessi nella liquidazione.

Il visto di conformità: una garanzia per il contribuente

Il visto di conformità apposto dal CAF (o da un professionista abilitato) attesta la corrispondenza dei dati esposti in dichiarazione con la documentazione e con le risultanze contabili. È una garanzia non solo per l’Agenzia delle Entrate ma anche per il contribuente, perché trasferisce sul CAF la responsabilità per errori di natura formale.

Cosa fare subito: la checklist operativa

Ecco la sequenza di azioni da seguire oggi stesso se sei un pensionato o se accompagni un familiare in pensione nella dichiarazione 2026:

  1. Scarica la CU 2026 dal portale INPS (cassetto previdenziale) o dall’app INPS.
  2. Recupera i cedolini di pensione 2025 (sempre dal portale INPS o dalle copie cartacee).
  3. Confronta i totali: somma dei lordi mensili vs. punto 1 CU; somma delle ritenute mensili vs. punto 21 CU.
  4. Se trovi discrepanze: segna gli importi corretti e contatta il CAF prima di accettare/inviare la precompilata.
  5. Se hai già inviato il 730: contatta subito il CAF per valutare l’integrativa Tipo 1 (termine: 25 ottobre 2026).
  6. Se sei un familiare/caregiver: porta in CAF la documentazione del pensionato con delega scritta o procura.
  7. Conserva tutta la documentazione (CU, cedolini, eventuali rettifiche INPS) per almeno 5 anni.

Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine, con sede in Viale Giuseppe Tullio 13 (scala B), assiste ogni anno migliaia di pensionati friulani nella dichiarazione dei redditi e nella gestione delle pratiche INPS. Il nostro patronato convenzionato ti permette di gestire in un solo appuntamento sia la correzione della CU sia la presentazione del 730, integrativa compresa.

Per i pensionati che hanno ricevuto una CU sospetta o errata, offriamo un controllo gratuito di pre-diagnosi: in meno di 30 minuti verifichiamo la coerenza tra CU, cedolini e precompilata. Se trovi errori, ti aiutiamo a inoltrare la rettifica all’INPS e a chiudere correttamente la dichiarazione 2026.

Prenota un appuntamento:

  • 📞 Telefono: 0432 1638640
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  • 📍 Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se la mia CU INPS è tra le 270mila errate?

Non c’è un elenco pubblico. Il modo più sicuro è controllare manualmente i dati: confronta il totale lordo dei cedolini di pensione 2025 con il punto 1 della CU e la somma delle ritenute mensili con il punto 21. Se ci sono discrepanze, è probabile che la tua CU sia tra quelle errate.

Se la CU viene corretta dopo l’invio del 730, devo rifare tutto?

Non devi rifare tutto, ma devi presentare una dichiarazione integrativa. Se l’errore è a favore del contribuente e l’integrativa è entro il 25 ottobre 2026, è sufficiente un 730 integrativo Tipo 1. Se i tempi sono superati, si usa il Modello Redditi PF correttivo entro il 30 novembre 2026.

Posso modificare la precompilata prima di inviarla?

Sì. La precompilata accettata “in blocco” si limita a confermare i dati pre-inseriti dall’Agenzia. Se la modifichi (anche solo un dato), perdi l’esonero dai controlli formali ma puoi inserire i valori corretti. La modifica è la strada consigliata se hai dubbi sulla CU.

Quanto tempo ho per chiedere il rimborso di un’imposta pagata in più?

Il termine ordinario per la dichiarazione integrativa “a favore” è il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione originaria. Per la dichiarazione 2026 (relativa al 2025), il termine ultimo è quindi il 31 dicembre 2030.

Quali sono i rischi se non correggo una CU errata?

I rischi dipendono dal tipo di errore. Se la CU sottostimava il reddito, rischi un avviso bonario o una cartella di pagamento dall’Agenzia delle Entrate (anche dopo anni). Se la CU sovrastimava le ritenute, perdi il diritto al rimborso (prescrizione 5 anni). In casi gravi, possono scattare sanzioni per dichiarazione infedele (90-180% dell’imposta non dichiarata).

Posso ricevere assistenza gratuita dal CAF?

Sì. La presentazione del 730 al CAF è gratuita per la maggioranza dei contribuenti (servizio convenzionato con l’Agenzia delle Entrate). Anche il controllo della CU e la gestione delle correzioni rientrano nei servizi base. Per pratiche più complesse (es. Modello Redditi PF, integrative tardive) può essere prevista una tariffa contenuta. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti illustra in modo trasparente i costi prima di ogni attività.

Il CAF può gestire anche la rettifica della CU presso l’INPS?

Sì, tramite il patronato convenzionato. La richiesta di rettifica viene inoltrata telematicamente, con monitoraggio dell’iter fino all’emissione della CU corretta. Questo permette di gestire in un unico contesto sia l’aspetto previdenziale (INPS) sia quello fiscale (dichiarazione e integrativa).

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Conclusioni: muoviti per tempo

L’errore INPS sulle 270mila CU non è solo una notizia: è un problema che può tradursi in imposte non dovute, rimborsi mancati o avvisi a distanza di anni. La buona notizia è che la normativa italiana offre strumenti chiari per intervenire: il 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026, il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026, l’integrativa tardiva fino al 2030.

La differenza la fa il tempo e il controllo a monte. Verifica oggi la tua CU, confrontala con i cedolini, e se hai anche un solo dubbio rivolgiti al CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una diagnosi gratuita della tua CU 2026 e per accompagnarti in tutto il percorso, dalla rettifica INPS alla chiusura del 730 corretto.

Non rimandare: ogni mese che passa avvicina le scadenze. Prenota subito una consulenza al numero 0432 1638640 o su WhatsApp 366 6018121.

Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 17:10:562026-05-31 17:47:35CU INPS errate per 270mila pensionati: scadenze per correggere il 730
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pagamento Pensioni Giugno 2026: Date, Importi e Calendario INPS

Pensione 2026 INPS

Il pagamento delle pensioni di giugno 2026 avviene lunedì 1 giugno 2026, primo giorno lavorativo bancabile del mese. La data è confermata sia per chi riscuote tramite accredito bancario, sia per chi ritira allo sportello postale, che inizia il calendario suddiviso per cognome dallo stesso giorno. Il 2 giugno (Festa della Repubblica) è festivo nazionale ma cade di martedì e non impatta sull’accredito già avvenuto. Il cedolino è disponibile su MyINPS dal 22 maggio 2026 e contiene novità importanti, tra cui le prime informazioni utili per il conguaglio 730/2026 che entrerà sulla pensione tra luglio e agosto. In questa guida trovi date, importi, calendario Poste suddiviso per lettera, trattenute attive a giugno e tutto quello che serve sapere per pianificare il mese.

⚠️ Hai dubbi sulla pensione di giugno o sul conguaglio 730?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a capire ogni voce del cedolino, calcolare il rimborso 730 atteso e prenotare assistenza fiscale. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Indice dei contenuti

  1. Data accredito pensione giugno 2026: lunedì 1 giugno
  2. Calendario ritiro pensione Poste Italiane giugno 2026
  3. Accredito su conto corrente bancario
  4. Importi pensioni giugno 2026 e perequazione
  5. Trattenute giugno 2026: addizionali e conguagli
  6. Conguaglio 730/2026 sui pensionati: tempistiche
  7. Come consultare il cedolino di giugno su MyINPS
  8. Novità cedolino giugno 2026
  9. Assistenza CAF per pensionati
  10. Domande frequenti

Data accredito pensione giugno 2026: lunedì 1 giugno

L’INPS ha confermato che il pagamento della pensione di giugno 2026 avviene lunedì 1 giugno 2026. Si tratta del primo giorno del mese, che cade di lunedì ed è giorno bancabile a tutti gli effetti. Per questo motivo non sono previsti anticipi a fine maggio: l’accredito segue il calendario ordinario.

Il 2 giugno 2026, Festa della Repubblica, cade di martedì ed è giorno festivo nazionale: tuttavia non incide sul pagamento, che è già stato regolarmente accreditato il giorno precedente. Banche e Poste sono chiuse al pubblico solo il 2 giugno; la normale operatività riprende mercoledì 3 giugno.

Riepilogo date utili per giugno 2026:

  • 22 maggio 2026: cedolino di giugno disponibile su MyINPS
  • 1 giugno 2026 (lunedì): accredito sul conto corrente bancario o postale
  • 1 giugno 2026 (lunedì): avvio del calendario di ritiro contante presso gli uffici postali
  • 2 giugno 2026 (martedì): festività nazionale, banche e Poste chiuse
  • 3 giugno 2026 (mercoledì): ripresa operatività ordinaria

Calendario ritiro pensione Poste Italiane giugno 2026

Per i pensionati che ritirano la pensione in contanti allo sportello postale Poste Italiane applica il consueto calendario suddiviso per ordine alfabetico del cognome. La novità di giugno 2026: poiché il martedì 2 giugno è festivo, il calendario salta quel giorno e si svolge su 6 giorni lavorativi tra lunedì 1 e martedì 9 giugno.

Giorno di ritiroCognomi
Lunedì 1 giugnoA – B
Martedì 2 giugnoCHIUSO (Festa della Repubblica)
Mercoledì 3 giugnoC – D
Giovedì 4 giugnoE – K
Venerdì 5 giugnoL – O
Sabato 6 giugno (mattina)P – R
Lunedì 8 giugnoS – Z

Nota importante: il calendario è indicativo e può variare leggermente a seconda dell’ufficio postale. Verifica sempre l’orario del tuo sportello sul sito di Poste Italiane oppure chiamando il numero verde 803 160. Per chi ritira tramite Postamat il pagamento è disponibile dalle ore 00:00 del 1 giugno 2026, senza turnazione.

Accredito su conto corrente bancario

Per chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario, l’importo viene reso disponibile lunedì 1 giugno 2026. Le banche eseguono i bonifici INPS nelle prime ore del mattino: in base alla banca, l’importo può comparire dalle 6:00 alle 12:00 della giornata.

Le principali banche italiane (Intesa Sanpaolo, UniCredit, BPER, Banco BPM, MPS, Crédit Agricole) accreditano simultaneamente. Le banche cooperative del territorio FVG (CrediFriuli, Banca di Cividale) e gli istituti online seguono lo stesso schema. Se al pomeriggio del 1 giugno l’accredito non risulta visibile, contatta la tua filiale.

Importi pensioni giugno 2026 e perequazione

Gli importi delle pensioni di giugno 2026 sono allineati alle mensilità precedenti: la rivalutazione automatica è già stata applicata da gennaio 2026 in base ai dati ISTAT 2025. Il meccanismo di perequazione 2026 prevede:

Fascia importo% rivalutazione
Fino a 4 volte il trattamento minimo (~2.447 €)100%
Da 4 a 5 volte il minimo90%
Da 5 a 6 volte il minimo75%
Oltre 10 volte il minimo22%

La pensione minima giugno 2026 è confermata a 611,85 € mensili (importo lordo), con possibili integrazioni per gli over 70 grazie all’incremento al milione che porta l’importo fino a circa 767,84 € mensili (incremento di 20 € rispetto al 2025). Per approfondire requisiti e procedura della maggiorazione consulta la nostra guida alla maggiorazione sociale 2026.

Importi medi per categoria pensione giugno 2026

Per orientarsi sull’importo netto effettivo della pensione di giugno 2026, ecco una panoramica per le principali tipologie di pensione INPS. I valori sono medi e indicativi; il netto effettivo dipende sempre dalla situazione personale (detrazioni, addizionali, conguagli).

Categoria pensioneLordo medio (€)Netto medio stimato (€)
Pensione di vecchiaia~ 1.450~ 1.215
Pensione anticipata~ 1.880~ 1.530
Pensione di reversibilità~ 760~ 700
Pensione di invalidità~ 530~ 510
Assegno sociale~ 540~ 540
Pensione minima INPS~ 612~ 600

Le pensioni assistenziali (assegno sociale, pensione di invalidità) sono esenti da IRPEF entro determinate soglie e quindi il netto è quasi pari al lordo. Le pensioni dirette di vecchiaia e anticipate, invece, subiscono il prelievo IRPEF mensile e le addizionali, con un netto significativamente inferiore al lordo.

Pensioni in pagamento all’estero

I pensionati italiani residenti all’estero ricevono la pensione tramite Citibank N.A., agente pagatore convenzionato con INPS. Le date di pagamento per giugno 2026 dipendono dal Paese di residenza:

  • Paesi UE e SEE: accredito intorno al 1 giugno 2026 con bonifico SEPA
  • Paesi extra-UE: accredito tra il 2 e il 5 giugno 2026, in base alla valuta locale e al fuso orario
  • Pagamenti in contanti tramite Western Union (per Paesi senza sistema bancario sviluppato): disponibilità dal 5 giugno 2026

Attenzione fiscale per i pensionati AIRE: chi vive stabilmente all’estero (iscritto AIRE) è soggetto a regimi fiscali differenziati. La doppia tassazione tra Italia e Paese di residenza è regolata da convenzioni internazionali. Il CAF Centro Fiscale assiste i pensionati AIRE per la corretta gestione della certificazione di residenza fiscale.

Trattenute giugno 2026: addizionali e conguagli

Sul cedolino di giugno 2026 proseguono le trattenute fiscali iniziate nei mesi precedenti. Ecco le voci attive:

  • IRPEF mensile: 1/12 dell’imposta annua, già al netto delle detrazioni
  • Addizionale regionale IRPEF – 4ª rata su 11 (rate da marzo 2026 a gennaio 2027)
  • Addizionale comunale saldo 2025 – 4ª rata su 9 (rate da marzo a novembre 2026)
  • Addizionale comunale acconto 2026 – 4ª rata su 9 (rate da marzo a novembre 2026)
  • Eventuali recuperi indebiti e rate cessione del quinto attive

A giugno NON è prevista alcuna nuova rata di acconto regionale: l’addizionale regionale è interamente in saldo (i Comuni invece sommano saldo + acconto). Per capire perché la pensione può variare in negativo o in positivo da un mese all’altro, leggi l’approfondimento dedicato alle cause di pensione più bassa nei mesi primaverili.

Conguaglio 730/2026 sui pensionati: tempistiche

Giugno è il mese in cui i pensionati si chiedono quando arriverà il rimborso 730 sulla pensione (oppure quando partirà la trattenuta in caso di debito). L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, applica i conguagli derivanti dal modello 730/2026 secondo un calendario preciso.

Tempistiche conguaglio 730 sulla pensione

Mese di trasmissione 730Mese di rimborso/trattenuta
Entro maggio 2026Luglio o agosto 2026
Entro giugno 2026Agosto 2026
Entro luglio 2026Settembre 2026
Entro settembre 2026Ottobre/novembre 2026

Importante per giugno: sul cedolino di giugno non compaiono ancora le voci del 730 (a meno che non sia un caso di trasmissione anticipatissima). Il rimborso vero e proprio arriva da luglio o agosto. Per gli aspetti tecnici, esempi di calcolo e gestione della rateizzazione del debito, leggi la guida completa al rimborso 730 pensionati 2026.

Quando arriva la quattordicesima? A luglio 2026, non a giugno. Per importi e requisiti consulta la guida alla quattordicesima pensione 2026.

Come consultare il cedolino di giugno su MyINPS

Il cedolino della pensione di giugno 2026 è disponibile dal 22 maggio 2026 sul portale INPS. Tre i modi principali per consultarlo:

  1. MyINPS sul sito INPS: accesso con SPID, CIE o CNS, sezione “Cedolino della pensione”
  2. App INPS Mobile: stesso accesso, comoda per chi usa lo smartphone
  3. Cedolino via email: se attivato, arriva ogni mese in PDF protetto da password

Per la guida dettagliata su come leggere ogni voce del cedolino, dalla pensione lorda al netto effettivo, consulta il nostro approfondimento sul cedolino pensione: come leggerlo riga per riga: la struttura del cedolino è identica anche per giugno.

Novità cedolino giugno 2026

A giugno 2026 si segnalano alcune novità organizzative e fiscali importanti per i pensionati:

  • Avvio invio cedolino via email per nuovi iscritti: chi ha attivato il servizio entro maggio 2026 riceve il primo cedolino digitale a giugno
  • Verifica reddituale annuale: l’INPS sta concludendo le verifiche sui titolari di prestazioni assistenziali (assegno sociale, integrazione al minimo, maggiorazione sociale)
  • Comunicazioni IMU: in vista della scadenza del 16 giugno 2026, alcuni Comuni inviano avvisi bonari ai pensionati sull’acconto IMU
  • Conguaglio 730/2026: se hai presentato il 730 entro maggio, in cedolino di luglio o agosto vedrai le voci di rimborso o trattenuta

Attenzione: i pensionati che non hanno ancora presentato il 730/2026 hanno tempo fino al 30 settembre 2026 per la trasmissione. Tuttavia, anticipare la presentazione conviene perché accelera il rimborso o riduce gli interessi sul debito.

Assistenza CAF per pensionati

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i pensionati di Udine e provincia con servizi gratuiti e a tariffe convenzionate:

  • Lettura e verifica gratuita del cedolino della pensione
  • Compilazione modello 730/2026 (a partire da 30 € per pensionati)
  • Calcolo IMU 2026 e predisposizione modello F24
  • Verifica diritto a quattordicesima e maggiorazione sociale
  • Pratiche di ricostituzione e supplemento di pensione
  • ISEE e servizi di patronato (gratuiti)

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Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Quando viene pagata la pensione di giugno 2026?

La pensione di giugno 2026 è accreditata lunedì 1 giugno 2026, primo giorno bancabile del mese. Non sono previsti anticipi a fine maggio: il calendario è regolare per banche e Poste.

Il 2 giugno (Festa della Repubblica) impatta sul pagamento?

No. Il 2 giugno è festivo ma cade di martedì, quindi il pagamento è già stato effettuato il giorno prima. Banche e Poste sono chiuse solo il 2 giugno; la normale operatività riprende il 3 giugno.

Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione?

Il rimborso 730/2026 arriva sul cedolino della pensione tipicamente nei mesi di luglio o agosto 2026, in funzione del mese di trasmissione del modello. Per chi presenta tardi (settembre), il rimborso slitta a ottobre o novembre.

A giugno c’è la quattordicesima?

No. La quattordicesima delle pensioni viene erogata a luglio 2026, per i pensionati che hanno compiuto 64 anni e rispettano i limiti reddituali. A giugno l’importo è quello ordinario.

Pensione e IMU: quando si paga?

L’acconto IMU 2026 scade il 16 giugno 2026. I pensionati proprietari di seconda casa, fabbricati commerciali o terreni devono pagare il 50% dell’imposta annua. La prima casa di abitazione è esente, salvo i casi di abitazioni di lusso (categorie A/1, A/8, A/9). Per regole complete (esenzione prima casa, comodato, AIRE, codici tributo) consulta la nostra guida IMU 2026 per pensionati.

Come consultare il cedolino di giugno 2026?

Il cedolino è disponibile dal 22 maggio 2026 su MyINPS previo accesso con SPID, CIE o CNS. In alternativa puoi consultarlo dall’app INPS Mobile o riceverlo via email se hai attivato il servizio gratuito.

Quanto è la pensione minima a giugno 2026?

La pensione minima INPS è di 611,85 € mensili per il 2026 (619,80 € con la rivalutazione straordinaria 1,3% sugli assegni minimi). Con la maggiorazione sociale e l’incremento al milione, i pensionati over 70 con redditi sotto i limiti previsti possono raggiungere circa 767,84 € mensili.

Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 08:00:002026-05-31 09:44:17Pagamento Pensioni Giugno 2026: Date, Importi e Calendario INPS
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pagamento Pensioni Giugno 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

Pensione 2026 INPS

Il pagamento pensioni giugno 2026 rappresenta un appuntamento molto atteso da milioni di pensionati italiani. Quando arriva la pensione di giugno? Quali importi aspettarsi? E chi riceverà la quattordicesima? In questa guida completa troverai tutte le informazioni aggiornate: la data di accredito su conto corrente, il calendario alfabetico delle Poste per il ritiro in contanti, gli importi rivalutati con l’adeguamento ISTAT e le trattenute fiscali applicate nel mese di giugno. Se sei un pensionato che vuole pianificare le proprie spese, qui trovi tutto quello che ti serve sapere.

Indice dei contenuti

  1. Data accredito pensione giugno 2026
  2. Calendario Poste: ritiro in contanti giugno 2026
  3. Importi pensioni giugno 2026 e rivalutazione ISTAT
  4. Trattenute sulla pensione di giugno 2026
  5. Quattordicesima pensione: chi la riceve a giugno 2026
  6. Cedolino pensione giugno 2026: come consultarlo su MyINPS
  7. Pensione minima e maggiorazione sociale 2026
  8. Tipologie di pensione: vecchiaia, anticipata e reversibilità
  9. FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni giugno 2026

Data accredito pensione giugno 2026

La data di pagamento della pensione di giugno 2026 segue la regola generale stabilita dall’INPS: l’accredito avviene il primo giorno bancabile del mese. Per giugno 2026, il 1° giugno cade di lunedì, quindi è un giorno lavorativo a tutti gli effetti.

Questo significa che la pensione di giugno 2026 verrà accreditata lunedì 1° giugno 2026 per chi riceve il pagamento tramite:

  • Conto corrente bancario – accredito il 1° giugno, disponibile dalla mattina
  • Conto corrente postale (BancoPosta) – accredito il 1° giugno
  • Libretto postale – accredito il 1° giugno, prelevabile in giornata
  • Carta Postepay Evolution – accredito il 1° giugno

Se il primo giorno del mese fosse caduto di sabato, domenica o festivo, il pagamento sarebbe slittato al primo giorno lavorativo successivo. Per giugno 2026 questo problema non si pone: il pagamento arriva puntuale il primo del mese.

Attenzione: in alcuni casi, l’accredito può risultare visibile sul conto nella serata del giorno precedente (31 maggio), soprattutto per i correntisti di alcune banche che anticipano la valuta. Tuttavia, la data ufficiale INPS resta il 1° giugno 2026.

Calendario Poste: ritiro in contanti giugno 2026

Per chi riscuote la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane prevede un calendario scaglionato per ordine alfabetico del cognome. Questa organizzazione, introdotta durante la pandemia, è stata mantenuta per evitare assembramenti e rendere il servizio più efficiente.

Il calendario ritiro pensione giugno 2026 alle Poste segue indicativamente questa suddivisione (le date esatte vengono comunicate da Poste Italiane qualche giorno prima):

GiornoDataCognomi
Lunedì1 giugno 2026A – B
Martedì2 giugno 2026Festa della Repubblica – Uffici chiusi
Mercoledì3 giugno 2026C – D
Giovedì4 giugno 2026E – K
Venerdì5 giugno 2026L – O
Sabato (mattina)6 giugno 2026P – R
Lunedì8 giugno 2026S – Z

Nota importante: il 2 giugno è la Festa della Repubblica, quindi gli uffici postali saranno chiusi. Questo potrebbe modificare leggermente il calendario rispetto ad altri mesi. Ti consigliamo di verificare il calendario definitivo sul sito di Poste Italiane o direttamente presso il tuo ufficio postale di riferimento.

Chi si presenta in un giorno diverso da quello assegnato potrebbe dover attendere più a lungo o essere invitato a tornare nel giorno corretto.

Importi pensioni giugno 2026 e rivalutazione ISTAT

Gli importi delle pensioni di giugno 2026 riflettono la rivalutazione automatica applicata dall’INPS a partire dal 1° gennaio 2026, in base all’indice di inflazione ISTAT. La rivalutazione (detta anche “perequazione automatica”) serve a proteggere il potere d’acquisto dei pensionati dall’aumento del costo della vita.

Per il 2026, il Ministero dell’Economia ha fissato la rivalutazione provvisoria in base ai dati ISTAT sull’inflazione del 2025. Ecco come funziona il meccanismo a scaglioni:

Fascia di pensioneRivalutazione applicataEsempio su pensione lorda
Fino a 4 volte il minimo (circa 2.400 €/mese)100% dell’indice ISTATRivalutazione piena
Da 4 a 5 volte il minimo (2.400 – 3.000 €)90% dell’indice ISTATRivalutazione parziale
Da 5 a 6 volte il minimo (3.000 – 3.600 €)75% dell’indice ISTATRivalutazione ridotta
Oltre 6 volte il minimo (oltre 3.600 €)50% dell’indice ISTATRivalutazione dimezzata

La rivalutazione piena al 100% spetta solo ai trattamenti pensionistici più bassi, fino a circa 2.400 euro lordi mensili. Chi percepisce pensioni più elevate riceve un adeguamento percentuale inferiore. Questo meccanismo è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2026.

Esempio pratico: supponiamo che Mario percepisce una pensione lorda di 1.500 euro al mese e che l’indice ISTAT sia dell’1,6%. L’aumento sarà di 1.500 x 1,6% = 24 euro lordi mensili. A giugno, Mario troverà già la pensione rivalutata nel cedolino.

Trattenute sulla pensione di giugno 2026

Il mese di giugno è particolarmente significativo per le trattenute fiscali sulla pensione. Oltre alle trattenute ordinarie (IRPEF mensile), a giugno l’INPS applica anche trattenute aggiuntive legate al conguaglio fiscale derivante dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.

Ecco le principali voci che possono comparire sul cedolino pensione giugno 2026:

  • IRPEF mensile ordinaria – la trattenuta fiscale standard calcolata in base allo scaglione di reddito
  • Addizionale regionale IRPEF – trattenuta in 11 rate da gennaio a novembre. A giugno sei alla sesta rata
  • Addizionale comunale IRPEF – suddivisa in rate mensili, varia da comune a comune
  • Conguaglio IRPEF 2025 – se dal ricalcolo risulta un debito fiscale per il 2025, l’INPS lo trattiene a partire da giugno (o dal mese in cui elabora il modello 730)
  • Trattenute per cessione del quinto – se hai un prestito con cessione del quinto sulla pensione
  • Quota associativa sindacale – se hai aderito a un sindacato dei pensionati

Importante: se hai presentato il modello 730/2026 tramite il CAF entro le prime scadenze, il conguaglio fiscale (a debito o a credito) potrebbe comparire già nel cedolino di giugno o luglio. In caso di credito IRPEF, riceverai il rimborso direttamente nella pensione. In caso di debito, la trattenuta verrà applicata sulla mensilità.

Quattordicesima pensione: chi la riceve a giugno 2026

La quattordicesima mensilità (o “somma aggiuntiva”) è un bonus economico erogato dall’INPS a favore dei pensionati con reddito complessivo basso. Normalmente viene pagata con la mensilità di luglio, ma in alcuni casi può essere anticipata o erogata in un momento diverso.

Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026?

  • Pensionati con almeno 64 anni di età
  • Titolari di pensione di vecchiaia, anticipata, invalidità o ai superstiti (reversibilità)
  • Con reddito complessivo entro determinati limiti (aggiornati annualmente)

Gli importi della quattordicesima variano in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito:

Anni di contributiImporto (reddito fino a 1,5x minimo)Importo (reddito fino a 2x minimo)
Fino a 15 anni (dipendenti) / 18 (autonomi)437 €336 €
Da 15 a 25 anni (dipendenti) / 18-28 (autonomi)546 €420 €
Oltre 25 anni (dipendenti) / 28 (autonomi)655 €504 €

Quando arriva la quattordicesima a giugno 2026? Di norma, l’INPS eroga la quattordicesima con il cedolino di luglio per chi ha già i requisiti. Tuttavia, per i pensionati che compiono 64 anni nel primo semestre 2026, potrebbe esserci un’erogazione anticipata. Se non la ricevi a luglio e ritieni di averne diritto, puoi presentare domanda tramite il portale INPS o rivolgendoti a un patronato.

Cedolino pensione giugno 2026: come consultarlo su MyINPS

Il cedolino pensione giugno 2026 è il documento che riporta nel dettaglio l’importo lordo, le trattenute e il netto accreditato. Consultarlo è fondamentale per verificare che tutto sia corretto e per capire eventuali variazioni rispetto al mese precedente.

Come accedere al cedolino pensione online:

  1. Vai sul sito www.inps.it
  2. Accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
  3. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati”
  4. Seleziona il mese di giugno 2026
  5. Visualizza o scarica il cedolino in formato PDF

Sul cedolino troverai le seguenti informazioni:

  • Importo lordo della pensione
  • Trattenute IRPEF (aliquota applicata e importo)
  • Addizionali regionali e comunali
  • Detrazioni eventualmente spettanti
  • Importo netto accreditato
  • Eventuali arretrati o conguagli
  • La quattordicesima, se erogata nel mese

Il cedolino di giugno 2026 sarà disponibile indicativamente a partire dal 20-25 maggio 2026. Se non riesci ad accedere al portale INPS, puoi richiedere assistenza al numero verde 803 164 (gratuito da fisso) o al 06 164 164 (da mobile, a pagamento).

Pensione minima e maggiorazione sociale 2026

La pensione minima (o “trattamento minimo”) è l’importo minimo garantito dall’INPS ai pensionati che hanno versato contributi insufficienti per raggiungere una pensione adeguata. Per il 2026, il trattamento minimo è stato rivalutato in base all’inflazione ISTAT.

L’importo della pensione minima 2026 è di circa 603-616 euro al mese (l’importo esatto verrà confermato dall’INPS con la circolare definitiva). Per 13 mensilità si tratta di circa 7.800-8.000 euro annui.

Maggiorazione sociale: i pensionati con redditi molto bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un incremento dell’importo pensionistico previsto dalla legge. La maggiorazione spetta a chi ha compiuto 60 anni e il cui reddito personale (o coniugale, se coniugato) non supera determinati limiti.

  • Maggiorazione per over 60: incremento mensile che porta la pensione a un importo più dignitoso
  • Maggiorazione per over 70: l’incremento è più sostanzioso (fino a circa 700 euro totali al mese)
  • Requisiti reddituali: il reddito personale e quello coniugale non devono superare le soglie fissate annualmente dall’INPS

Se ritieni di avere diritto alla maggiorazione sociale e non la ricevi, è consigliabile rivolgersi a un patronato o al CAF per verificare la tua situazione e presentare domanda.

Tipologie di pensione: vecchiaia, anticipata e reversibilità

Non tutte le pensioni sono uguali. Il sistema previdenziale italiano prevede diverse tipologie di trattamento pensionistico, ciascuna con requisiti e importi differenti. Conoscere la differenza è importante per capire quanto riceverai a giugno e quali regole si applicano al tuo caso.

Pensione di vecchiaia

È la forma più comune di pensione. Spetta a chi raggiunge l’età pensionabile (attualmente 67 anni) con almeno 20 anni di contributi. L’importo dipende dalla retribuzione media e dai contributi versati durante la carriera lavorativa.

Pensione anticipata

Permette di andare in pensione prima dei 67 anni, a patto di aver maturato un numero sufficiente di anni di contributi: 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne. L’importo potrebbe essere leggermente inferiore rispetto alla pensione di vecchiaia, perché si percepisce per un periodo più lungo. Esistono anche altre opzioni come la Quota 103 e Opzione Donna con requisiti specifici.

Pensione di reversibilità (ai superstiti)

Spetta al coniuge superstite (e in alcuni casi ai figli) del pensionato deceduto. L’importo è una percentuale della pensione del defunto:

  • 60% al coniuge solo
  • 80% al coniuge con un figlio a carico
  • 100% al coniuge con due o più figli a carico

Se il reddito del superstite supera determinate soglie, la percentuale viene ridotta (del 25%, 40% o 50%). Anche la pensione di reversibilità viene accreditata il 1° giugno 2026 con le stesse modalità.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni giugno 2026

Quando viene pagata la pensione di giugno 2026?

La pensione di giugno 2026 viene accreditata lunedì 1° giugno 2026 su conto corrente bancario, postale, libretto di risparmio o carta Postepay Evolution. Per il ritiro in contanti alle Poste si segue il calendario alfabetico che inizia sempre dal 1° giugno.

Come faccio a vedere il cedolino pensione di giugno 2026?

Puoi consultare il cedolino pensione di giugno 2026 accedendo al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati” e seleziona il mese di giugno. Il cedolino sarà disponibile indicativamente dal 20-25 maggio 2026.

La pensione di giugno 2026 include la quattordicesima?

Di norma, la quattordicesima viene erogata con il cedolino di luglio. Tuttavia, i pensionati che compiono 64 anni nel primo semestre 2026 potrebbero riceverla in anticipo. Controlla il cedolino di giugno per eventuali importi aggiuntivi.

Perché la pensione di giugno è più bassa del solito?

Se la pensione di giugno risulta più bassa, le cause più comuni sono: il conguaglio IRPEF (trattenuta extra dovuta alla dichiarazione dei redditi 2025), le addizionali regionali e comunali in corso di trattenuta, oppure la cessazione di una detrazione che non spetta più. Controlla il cedolino per capire la voce specifica.

Quanto è la pensione minima a giugno 2026?

La pensione minima 2026 è di circa 603-616 euro al mese (importo rivalutato ISTAT). Chi ha redditi molto bassi può beneficiare della maggiorazione sociale, che incrementa l’importo fino a circa 700 euro mensili per gli over 70.

Il 2 giugno le Poste sono aperte per il ritiro pensione?

No, il 2 giugno 2026 è la Festa della Repubblica e gli uffici postali sono chiusi. Il calendario di ritiro pensioni salta questa giornata e riprende il 3 giugno. Se il tuo cognome rientra nella fascia prevista per il 2 giugno, verifica il calendario aggiornato sul sito di Poste Italiane.

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Hai dubbi sulla tua pensione? Il CAF può aiutarti

Capire il cedolino pensione, verificare le trattenute e controllare se hai diritto alla quattordicesima o alla maggiorazione sociale può sembrare complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

  • Leggere e spiegare il tuo cedolino pensione
  • Verificare se hai diritto alla quattordicesima
  • Controllare la corretta applicazione della rivalutazione
  • Assistenza per la dichiarazione dei redditi (730/2026)
  • Domanda di pensione e pratiche di patronato
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    Maggio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-20 08:00:002026-05-31 17:48:29Pagamento Pensioni Giugno 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
    ASSEGNO UNICO

    Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati

    ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

    L’Assegno Unico Universale rappresenta, anche nel 2026, il principale strumento di sostegno economico per le famiglie italiane con figli a carico. Per il mese di maggio 2026 l’INPS conferma il consueto calendario di pagamenti, con accrediti distribuiti su una finestra temporale precisa per i beneficiari gia in corso di erogazione e modalita differenziate per le nuove domande accolte. In questa guida analizziamo nel dettaglio le date dei pagamenti di maggio 2026, gli importi aggiornati, le maggiorazioni previste e — punto cruciale — le scadenze per richiedere gli arretrati, tema che ogni anno genera grande attenzione tra le famiglie con ISEE in aggiornamento o domande presentate in ritardo.

    Comprendere il meccanismo dei pagamenti e dei recuperi retroattivi e essenziale per non perdere somme spesso significative: l’Assegno Unico, infatti, puo arrivare a superare i 199 euro mensili per figlio nelle fasce ISEE piu basse, con maggiorazioni che cumulate possono raggiungere cifre molto rilevanti. Il termine del 30 giugno 2026 per la presentazione dell’ISEE rappresenta la scadenza piu importante dell’anno per chi intende ricevere l’integrale degli arretrati spettanti da marzo 2026.

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    Date pagamento Assegno Unico maggio 2026: il calendario INPS

    L’INPS conferma anche per maggio 2026 lo schema di pagamento ormai consolidato per l’Assegno Unico Universale, basato su due regole principali a seconda della situazione del beneficiario.

    Per i nuclei familiari gia beneficiari dell’assegno (cioe quelli che hanno ricevuto l’erogazione almeno una volta in precedenza e non hanno subito sospensioni o variazioni significative), i pagamenti di maggio 2026 sono accreditati nella finestra compresa tra il 17 e il 19 maggio 2026. In particolare:

    • Domenica 17 maggio 2026 — primo giorno utile della finestra di pagamento; tuttavia, trattandosi di domenica, gli accrediti sui conti correnti potrebbero essere visibili nei giorni feriali successivi a seconda della banca
    • Lunedi 18 maggio 2026 — giornata di accredito principale per la maggior parte dei beneficiari
    • Martedi 19 maggio 2026 — completamento della finestra di pagamento per i beneficiari in corso

    Per chi ha presentato una nuova domanda o ha subito una variazione nella situazione familiare (nascita di un figlio, modifica nucleo, primo accoglimento), il pagamento avviene nell’ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento della domanda. Per maggio 2026, considerando il calendario, l’ultimo giorno lavorativo utile e venerdi 29 maggio 2026.

    L’INPS non comunica il dettaglio esatto del singolo accredito tramite SMS o email: per verificare la propria situazione e necessario accedere all’area riservata del portale INPS (sezione “Assegno Unico e Universale”) con SPID, CIE o CNS, oppure usare l’app INPS Mobile.

    Importi Assegno Unico 2026: valori per fascia ISEE

    Per il 2026 l’INPS ha confermato la struttura di importi basata sulla fascia ISEE del nucleo familiare, con la consueta rivalutazione annuale collegata al tasso di variazione dei prezzi al consumo (perequazione ISTAT). Gli importi base per ciascun figlio minore a carico sono i seguenti:

    Fascia ISEE 2026Importo mensile per figlio minore
    Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
    Tra 17.090,61 e 45.574,96 euroImporto decrescente in scala progressiva
    Oltre 45.574,96 euro o ISEE non presentato57,00 euro (importo minimo)

    L’importo massimo di 199,40 euro al mese per ciascun figlio spetta esclusivamente alle famiglie con ISEE pari o inferiore a 17.090,61 euro. Per ISEE compresi tra questa soglia e i 45.574,96 euro, l’importo decresce gradualmente seguendo una curva progressiva calcolata automaticamente dall’INPS sulla base del valore ISEE comunicato. Oltre i 45.574,96 euro (oppure in totale assenza di ISEE valido), spetta l’importo minimo di 57 euro al mese per figlio.

    Per i figli maggiorenni fino a 21 anni (purche studenti, tirocinanti, disoccupati registrati al Centro per l’Impiego, impegnati in servizio civile o lavoratori con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui), gli importi sono ridotti: si va da un massimo di 96,90 euro mensili nella fascia ISEE piu bassa fino a un minimo di 28,50 euro oltre i 45.574,96 euro.

    Maggiorazioni Assegno Unico 2026: tutte le integrazioni

    Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni cumulabili, che possono aumentare in modo molto significativo la somma effettivamente percepita. Vediamole in dettaglio.

    Maggiorazione per figli con disabilita

    Per ogni figlio con disabilita riconosciuta e prevista una maggiorazione che, indipendentemente dall’eta del figlio, viene calcolata in funzione del grado di disabilita. L’importo standard di riferimento e di 91,42 euro mensili ed e modulato secondo le seguenti soglie:

    • Disabilita non autosufficiente: maggiorazione massima
    • Disabilita grave: importo intermedio
    • Disabilita media: importo ridotto rispetto alle precedenti due categorie

    Per i figli maggiorenni con disabilita non c’e limite di eta per percepire l’assegno, mentre per quelli di eta inferiore a 21 anni gli importi seguono comunque la scala ISEE.

    Maggiorazione famiglie numerose (4 o piu figli)

    Per i nuclei familiari con 4 o piu figli a carico, e prevista una maggiorazione forfettaria di 150 euro mensili per l’intero nucleo, riconosciuta a prescindere dal numero esatto di figli oltre il quarto.

    Maggiorazione entrambi genitori lavoratori

    Se entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro (dipendente, autonomo o assimilato), e prevista una maggiorazione per ciascun figlio fino a 21 anni. L’importo massimo e di 35,68 euro mensili per figlio, riconosciuto per ISEE fino a 17.090,61 euro, e decresce progressivamente azzerandosi a 45.574,96 euro.

    Maggiorazione madri under 21

    Per le madri di eta inferiore ai 21 anni e prevista una maggiorazione di 23,68 euro mensili per ciascun figlio, indipendentemente dalla fascia ISEE.

    Maggiorazione transitoria

    La maggiorazione transitoria, prevista per i nuclei che percepivano l’assegno al nucleo familiare (ANF) prima della riforma del 2022, e stata progressivamente ridotta negli anni successivi. Per il 2026 risulta ulteriormente attenuata e in molte casistiche non e piu applicabile: occorre verificare il proprio caso specifico tramite il simulatore INPS.

    Arretrati Assegno Unico 2026: scadenze e termini fondamentali

    Il tema degli arretrati e probabilmente il piu delicato dell’intera disciplina dell’Assegno Unico, perche legato a una serie di scadenze inderogabili che, se non rispettate, comportano la perdita definitiva delle somme arretrate. Vediamo nel dettaglio le date da segnare in calendario.

    Scadenza ISEE: 30 giugno 2026

    La data fondamentale e il 30 giugno 2026. Chi presenta o aggiorna la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) entro questo termine ha diritto a ricevere gli arretrati spettanti a partire da marzo 2026, mese di inizio annualita per l’Assegno Unico. Questo significa che, in caso di ISEE presentato entro fine giugno con valori che danno diritto a un importo piu alto rispetto a quello erogato fino a quel momento, l’INPS provvede a conguagliare le mensilita gia pagate con la differenza dovuta.

    Esempio pratico: una famiglia con due figli minori che non aveva presentato ISEE all’inizio del 2026 percepisce, da marzo, l’importo minimo di 57 euro per figlio, ovvero 114 euro mensili totali. Se a giugno 2026 presenta un ISEE pari a 15.000 euro, ha diritto all’importo massimo di 199,40 euro per figlio (398,80 euro totali). L’INPS conguaglia gli arretrati di marzo, aprile, maggio e giugno: la differenza mensile e di 284,80 euro, per un totale di arretrati di circa 1.139 euro erogati in un’unica soluzione.

    ISEE presentato dopo il 30 giugno 2026

    Se l’ISEE viene presentato dopo il 30 giugno 2026, gli importi maggiorati spettano solo a partire dal mese di presentazione, senza diritto agli arretrati delle mensilita precedenti. Restando sull’esempio sopra: se la stessa famiglia presenta l’ISEE a settembre 2026, percepira l’importo pieno solo da settembre in poi, perdendo definitivamente circa 1.700 euro di arretrati per i mesi da marzo ad agosto.

    Termine di decadenza per nuove domande

    Per chi non ha mai presentato domanda di Assegno Unico per il 2026, la presentazione resta possibile in qualunque momento dell’anno, ma con effetti diversi:

    • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: arretrati spettanti da marzo 2026
    • Domanda presentata dopo il 30 giugno 2026: spettanza solo dal mese di presentazione
    • Domanda presentata per figli nati o adottati nel 2026: spettanza dal mese di nascita/adozione, purche la domanda sia presentata entro 120 giorni dall’evento

    Per le nuove nascite, il termine di 120 giorni e particolarmente importante: presentando la domanda oltre questo termine, si perdono gli arretrati relativi ai mesi successivi alla nascita.

    Domande rinnovate automaticamente per il 2026

    Dal 2023 le domande di Assegno Unico sono rinnovate d’ufficio dall’INPS senza necessita di ripresentarle ogni anno. Tuttavia, occorre comunque aggiornare l’ISEE: senza una DSU 2026 valida l’erogazione prosegue con l’importo minimo di 57 euro per figlio. Per recuperare gli importi pieni occorre presentare l’ISEE entro il 30 giugno.

    Come presentare l’ISEE 2026 per l’Assegno Unico

    La presentazione della DSU 2026 e il passaggio chiave per ottenere l’Assegno Unico nella misura piena. Esistono tre modalita principali:

    1. Tramite CAF (Centro di Assistenza Fiscale): modalita assistita, l’operatore raccoglie tutti i documenti, compila la DSU e la trasmette all’INPS. Servizio generalmente gratuito per il cittadino
    2. Tramite portale INPS (servizio DSU precompilata): accesso con SPID/CIE/CNS, la DSU viene precompilata con dati di Agenzia delle Entrate, INPS e altri enti. Necessita di verifica e integrazione
    3. Tramite professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro)

    Documenti necessari per la DSU 2026

    Per la presentazione della DSU 2026 servono:

    • Documento di identita e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
    • Redditi anno 2024: Modello 730/2025, Modello Redditi PF 2025, CU 2025
    • Patrimonio immobiliare al 31/12/2024: visure catastali, atti di proprieta
    • Patrimonio mobiliare al 31/12/2024: saldo e giacenza media di conti correnti, deposito titoli, libretti postali e bancari, conti deposito, polizze vita, fondi comuni
    • Crypto-attivita: valore al 31/12/2024 di portafogli digitali (obbligo dichiarativo introdotto dal 2024)
    • Targhe veicoli intestati ai membri del nucleo (oltre i 500 cc per motocicli o oltre i 250 cc per auto, con eccezioni)
    • Per nuclei con membri disabili: certificazione di invalidita
    • Per nuclei con immobili in locazione: contratto registrato

    ISEE corrente: alternativa in caso di variazione reddituale

    Se la situazione reddituale o lavorativa del nucleo e significativamente peggiorata rispetto al biennio di riferimento (2024), e possibile presentare un ISEE corrente, che considera i redditi degli ultimi 12 mesi. La condizione di accesso e una variazione del reddito superiore al 25% oppure la perdita del lavoro di un componente del nucleo. L’ISEE corrente ha validita di 6 mesi e va rinnovato per mantenere il diritto agli importi aggiornati.

    Modalita di pagamento e canali di accredito

    L’Assegno Unico Universale viene erogato attraverso il canale di pagamento indicato dal richiedente al momento della domanda. Le modalita disponibili sono:

    • Accredito su conto corrente bancario o postale intestato o cointestato al richiedente — modalita prevalente, l’IBAN deve essere valido e accettato dal sistema INPS
    • Accredito su carta prepagata con IBAN (es. Postepay Evolution, carte di pagamento dei principali operatori)
    • Accredito su libretto postale
    • Bonifico domiciliato presso ufficio postale (utilizzato per importi inferiori a 1.000 euro e in mancanza di IBAN)

    E fondamentale verificare che l’IBAN indicato sia ancora valido: in caso di chiusura del conto, gli accrediti vanno in sospeso e occorre comunicare il nuovo IBAN tramite il portale INPS (modello SR163) per sbloccare i pagamenti, inclusi gli eventuali arretrati gia maturati. La comunicazione tardiva non comporta perdita degli importi, ma puo causare significativi ritardi negli accrediti.

    Genitori separati o divorziati: ripartizione dell’assegno

    Per i genitori separati, divorziati o non conviventi, la regola generale prevede la ripartizione al 50% dell’Assegno Unico tra entrambi i genitori, salvo diverso accordo o provvedimento del giudice. La modalita di erogazione si configura quindi come segue:

    • In presenza di affidamento condiviso: l’assegno e ripartito automaticamente al 50% tra i due genitori, ciascuno dei quali deve presentare domanda
    • In caso di affidamento esclusivo: l’intero importo viene erogato al genitore affidatario
    • In caso di diverso accordo: i genitori possono scegliere un diverso criterio di ripartizione, che deve essere comunicato all’INPS

    L’ISEE di riferimento per il calcolo dell’importo e quello del nucleo familiare di ciascun genitore: questo significa che, se i due nuclei hanno ISEE molto differenti, gli importi percepiti dai due genitori per lo stesso figlio possono essere diversi. Ogni genitore percepira il 50% dell’importo calcolato sulla base del proprio ISEE.

    Sospensioni, decadenze e ricorsi

    L’erogazione dell’Assegno Unico puo essere sospesa in diverse situazioni che e bene conoscere per evitare interruzioni inattese.

    Cause di sospensione

    • ISEE difforme: se l’INPS riscontra incongruenze tra i dati DSU e quelli risultanti dalle banche dati (Agenzia Entrate, Anagrafe Tributaria), il pagamento viene sospeso in attesa di regolarizzazione
    • Errori sui dati anagrafici: cambi di residenza non aggiornati, errori sul codice fiscale
    • IBAN non valido: chiusura conto, IBAN errato, IBAN intestato a soggetto diverso dal richiedente
    • Variazioni del nucleo familiare non comunicate (matrimonio, separazione, decesso)
    • Cessazione del diritto: figli che compiono 21 anni senza requisiti di mantenimento, perdita della residenza in Italia

    Come presentare ricorso

    In caso di diniego, sospensione o importo ridotto ritenuto non corretto, il beneficiario puo presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla comunicazione del provvedimento, tramite il portale INPS o un Patronato. Decorsi i 90 giorni senza esito favorevole, e possibile ricorrere al Giudice del Lavoro entro l’ulteriore termine di 90 giorni.

    Particolarmente importante e il ricorso per riesame quando il diniego deriva da incongruenze ISEE: in molti casi, l’integrazione documentale risolve il problema senza necessita di procedure formali.

    Cumulabilita con altri bonus famiglia

    L’Assegno Unico Universale e cumulabile con la maggior parte degli altri sostegni alle famiglie, ma con alcune importanti eccezioni che e fondamentale conoscere per pianificare correttamente le richieste.

    Bonus cumulabili con l’Assegno Unico

    • Bonus asilo nido: pienamente cumulabile, prevede importi fino a 3.000 euro annui per ISEE fino a 25.000 euro
    • Carta “Dedicata a te”: cumulabile per ISEE fino a 15.000 euro
    • Bonus bollette (luce, gas, acqua): cumulabile per ISEE fino a 9.530 euro (20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli)
    • Bonus nascita / bonus mamma: cumulabile
    • Maternita comunale: cumulabile
    • Assegno di inclusione (ADI): cumulabile con calcolo specifico

    Sostegni NON cumulabili (sostituiti dall’Assegno Unico)

    • Assegno al Nucleo Familiare (ANF): abolito per i nuclei con figli a carico dal 1 marzo 2022 (resta solo per nuclei senza figli)
    • Assegno per il terzo figlio (Comuni): assorbito nell’Assegno Unico
    • Premio alla nascita / bonus mamma “domani”: abrogato
    • Detrazioni IRPEF per figli a carico fino a 21 anni: non spettano, sostituite dall’Assegno Unico (restano dai 21 anni in poi)

    Simulazione e calcolo: come stimare l’importo

    Per stimare l’importo spettante a maggio 2026, l’INPS mette a disposizione un simulatore online accessibile dal portale (anche senza autenticazione). Il calcolo richiede l’inserimento di:

    • Valore ISEE 2026 (o stima)
    • Numero figli a carico, distinti per fasce di eta (minori, 18-21 anni, oltre 21)
    • Eventuali figli con disabilita e relativo grado
    • Indicazione se entrambi i genitori sono lavoratori
    • Indicazione se la madre ha meno di 21 anni

    Esempio di calcolo: famiglia con due figli

    VoceImporto mensile
    Famiglia con ISEE 15.000 euro, 2 figli minori, entrambi genitori lavoratori 
    Importo base (199,40 x 2)398,80 euro
    Maggiorazione entrambi lavoratori (35,68 x 2)71,36 euro
    TOTALE MENSILE470,16 euro
    TOTALE ANNUO5.641,92 euro

    Esempio di calcolo: famiglia numerosa

    VoceImporto mensile
    Famiglia con ISEE 16.000 euro, 4 figli minori, entrambi genitori lavoratori 
    Importo base (199,40 x 4)797,60 euro
    Maggiorazione entrambi lavoratori (35,68 x 4)142,72 euro
    Maggiorazione famiglie 4 o piu figli (forfettaria)150,00 euro
    TOTALE MENSILE1.090,32 euro
    TOTALE ANNUO13.083,84 euro

    Errori comuni e come evitarli

    Nella nostra esperienza presso il CAF Centro Fiscale di Udine, alcuni errori si ripetono con frequenza tra i contribuenti che si rivolgono al servizio per problemi relativi all’Assegno Unico. Vediamo i piu importanti:

    1. Ritardare l’ISEE oltre il 30 giugno: e l’errore piu costoso, comporta la perdita di mesi di arretrati senza possibilita di recupero
    2. Non aggiornare l’IBAN dopo cambio banca: blocca completamente l’erogazione
    3. Dimenticare di comunicare nuove nascite: la domanda integrativa va presentata entro 120 giorni
    4. Errori sui dati anagrafici dei figli: codici fiscali errati o nomi scritti male generano sospensioni
    5. Non dichiarare correttamente le crypto-attivita: dal 2024 e obbligatorio nella DSU; l’omissione genera ISEE difforme con conseguente blocco
    6. Non comunicare la separazione: porta a sovrapposizioni di pagamenti che vanno restituiti
    7. Confondere il calendario di erogazione: gli accrediti si concentrano nella finestra 17-19, non sono “tardivi” se arrivano il 19 invece del 17

    Novita 2026 e prospettive future

    Per il 2026, l’INPS ha confermato la rivalutazione ISTAT applicata agli importi base e alle maggiorazioni, con incrementi del +0,8% rispetto al 2025 in linea con l’inflazione registrata nel periodo di riferimento. Le fasce ISEE di accesso ai diversi scaglioni sono state anch’esse adeguate per evitare di penalizzare le famiglie con redditi nominalmente cresciuti per effetto dell’inflazione.

    Tra le novita procedurali piu rilevanti:

    • Integrazione con PagoPA potenziata per la gestione di ricorsi e richieste di chiarimento
    • App INPS Mobile con nuova sezione dedicata al monitoraggio in tempo reale dello stato dei pagamenti
    • DSU precompilata con maggior copertura di dati patrimoniali e finanziari, riducendo il tempo di compilazione
    • Comunicazione preventiva via app/email del rischio di scadenza ISEE per evitare perdita di arretrati

    Sul fronte normativo, restano in discussione possibili modifiche alla struttura delle maggiorazioni, con particolare attenzione al rafforzamento del sostegno alle famiglie numerose e a quelle con figli disabili. Eventuali aggiornamenti saranno introdotti con la Legge di Bilancio 2027.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Conclusioni: cosa fare a maggio 2026

    Maggio 2026 rappresenta un mese chiave per l’Assegno Unico Universale: l’erogazione regolare si concentra nella finestra 17-19 maggio per i beneficiari in corso, mentre per le nuove domande accolte l’accredito avviene entro il 29 maggio. Ma soprattutto, il mese di maggio e l’ultimo “promemoria” prima della scadenza fondamentale del 30 giugno 2026, oltre la quale si perdono in modo definitivo gli arretrati maturati dall’inizio dell’anno per chi non ha ancora aggiornato l’ISEE.

    Per non incorrere in perdite economiche significative — che, come abbiamo visto, possono superare facilmente i 1.000-2.000 euro per nucleo familiare — e fondamentale:

    • Verificare la validita dell’ISEE 2026 nella propria area riservata INPS
    • Se l’ISEE non e stato ancora aggiornato, prenotare immediatamente un appuntamento al CAF per la compilazione della DSU
    • Controllare che l’IBAN comunicato sia attivo
    • Per nuove nascite, presentare domanda entro 120 giorni
    • Per situazioni di reddito peggiorate, valutare l’ISEE corrente

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per la compilazione e trasmissione della DSU, la presentazione delle domande di Assegno Unico, la gestione di eventuali ricorsi e la consulenza sulla cumulabilita con altri bonus famiglia. Contattaci per fissare un appuntamento e mettere in sicurezza il tuo diritto all’Assegno Unico per il 2026.

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    FAQ – Domande frequenti sull’Assegno Unico maggio 2026

    Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

    Per i beneficiari gia in corso, il pagamento e accreditato tra il 17 e il 19 maggio 2026. Per chi ha presentato una nuova domanda o ha avuto variazioni, l’accredito avviene entro l’ultimo giorno lavorabile del mese, ovvero venerdi 29 maggio 2026.

    Qual e l’importo massimo dell’Assegno Unico nel 2026?

    L’importo base massimo e di 199,40 euro mensili per ciascun figlio minore, riconosciuto alle famiglie con ISEE fino a 17.090,61 euro. Con le maggiorazioni (figli disabili, famiglie numerose, entrambi genitori lavoratori), il totale per nucleo puo superare significativamente questa cifra.

    Entro quando bisogna presentare l’ISEE per gli arretrati?

    L’ISEE deve essere presentato entro il 30 giugno 2026 per avere diritto agli arretrati spettanti da marzo 2026. Dopo questa data, gli importi maggiorati spettano solo dal mese di presentazione, senza recupero dei mesi precedenti.

    Bisogna rifare la domanda di Assegno Unico ogni anno?

    No, dal 2023 le domande sono rinnovate d’ufficio dall’INPS. E pero indispensabile aggiornare annualmente l’ISEE per mantenere l’importo pieno: senza una DSU valida 2026, l’erogazione prosegue al minimo di 57 euro per figlio.

    Cosa succede se non presento l’ISEE?

    In assenza di ISEE valido per il 2026, si percepisce l’importo minimo di 57 euro mensili per figlio. La differenza rispetto all’importo spettante in base alla reale situazione economica e definitivamente persa se l’ISEE non viene presentato entro il 30 giugno 2026.

    Come funziona l’Assegno Unico per genitori separati?

    In caso di affidamento condiviso, l’assegno e ripartito al 50% tra i due genitori, calcolato sulla base dell’ISEE di ciascun nucleo. In caso di affidamento esclusivo, l’intero importo spetta al genitore affidatario. I genitori possono concordare diversamente comunicandolo all’INPS.

    L’Assegno Unico e cumulabile con il bonus asilo nido?

    Si, l’Assegno Unico e pienamente cumulabile con il bonus asilo nido, che prevede contributi fino a 3.000 euro annui per ISEE fino a 25.000 euro. Anche carta “Dedicata a te”, bonus bollette e bonus nascita sono cumulabili con l’Assegno Unico.

    Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 13:28:382026-05-31 17:49:26Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati
    ASSEGNO UNICO

    Assegno unico maggio 2026, le date dei pagamenti e le scadenze per gli arretrati

    ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

    L’Assegno Unico Universale per i figli a carico continua a rappresentare nel 2026 il principale sostegno economico erogato dall’INPS alle famiglie italiane. Anche per il mese di maggio 2026, milioni di nuclei familiari attendono l’accredito dell’importo, che varia in base all’ISEE e alla composizione del nucleo. In questo articolo trovi tutte le date dei pagamenti di maggio 2026, le indicazioni per le nuove domande, le scadenze per gli arretrati e le maggiorazioni previste dal D.Lgs. 230/2021.

    Indice dei contenuti

    1. Date pagamenti Assegno Unico maggio 2026
    2. Nuove domande: quando arriva il pagamento
    3. Arretrati Assegno Unico: scadenze e diritto al recupero
    4. Importi 2026: dalla soglia minima al massimo
    5. Maggiorazioni 2026: disabilità, famiglie numerose, madri under 21
    6. ISEE 2026: rinnovo entro il 30 giugno per non perdere arretrati
    7. Come verificare il pagamento sul portale INPS
    8. Cosa fare in caso di mancato pagamento
    9. FAQ – Domande frequenti

    Date pagamenti Assegno Unico maggio 2026

    L’INPS ha confermato il consueto calendario dei pagamenti per l’Assegno Unico Universale anche per il mese di maggio 2026. Per i nuclei familiari che percepiscono già la prestazione e che hanno un’ISEE valido, l’accredito avviene tra il 17 e il 19 di ogni mese. Tuttavia, nel mese di maggio 2026 il 17 cade di domenica: per questo motivo, i pagamenti saranno effettuati nei giorni lavorativi immediatamente successivi.

    Le date di pagamento previste per maggio 2026 sono dunque:

    • Lunedì 18 maggio 2026 – primo giorno utile di pagamento per i beneficiari in corso
    • Martedì 19 maggio 2026 – secondo giorno di accrediti
    • Mercoledì 20 maggio 2026 – completamento dei pagamenti per i beneficiari “storici”

    Il pagamento avviene tramite bonifico sull’IBAN comunicato all’INPS dal genitore o tutore richiedente. È bene ricordare che, in caso di IBAN cointestato, è necessario che sia indicato anche il genitore richiedente come intestatario, altrimenti l’importo viene sospeso.

    Nuove domande: quando arriva il pagamento

    Discorso diverso per chi ha presentato la domanda di Assegno Unico nel mese di maggio 2026 o nei mesi immediatamente precedenti senza essere ancora entrato a regime. In questi casi il pagamento non segue il calendario 17-19, ma viene effettuato nell’ultimo giorno lavorativo del mese di accoglimento della domanda.

    Per maggio 2026 l’ultimo giorno lavorativo è venerdì 29 maggio 2026: chi vede la propria domanda accolta entro questa data riceverà l’accredito proprio in quella giornata. Dal mese successivo, una volta diventato “beneficiario in corso”, il pagamento rientrerà nel calendario ordinario 17-19.

    È importante sottolineare un aspetto pratico: tra la data di protocollazione della domanda e la data di accoglimento da parte dell’INPS possono passare alcune settimane. Per questo motivo, se la domanda è stata presentata negli ultimi giorni di aprile o nei primi giorni di maggio, è possibile che il primo accredito arrivi solo a fine maggio o, in alcuni casi, a giugno 2026, con gli arretrati delle mensilità maturate.

    Arretrati Assegno Unico: scadenze e diritto al recupero

    Uno dei dubbi più frequenti riguarda gli arretrati dell’Assegno Unico. La regola generale stabilita dal D.Lgs. 230/2021 è chiara: le famiglie possono richiedere l’AUC anche dopo l’inizio del periodo di competenza, ma esistono scadenze precise da rispettare per non perdere parte degli importi.

    • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: la famiglia ha diritto a tutti gli arretrati a partire da marzo 2026 (mese di inizio del periodo di competenza che va da marzo 2026 a febbraio 2027).
    • Domanda presentata dopo il 30 giugno 2026: l’assegno spetta solo a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda. Si perdono quindi le mensilità precedenti.

    Questa regola si applica sia alle nuove domande, sia ai nuclei che non hanno presentato l’ISEE entro il 30 giugno: come vedremo nella sezione dedicata, anche il rinnovo della DSU rispetta lo stesso termine per garantire gli arretrati.

    Importi 2026: dalla soglia minima al massimo

    Gli importi dell’Assegno Unico 2026 dipendono direttamente dall’ISEE in corso di validità. Si va da un minimo per le famiglie con ISEE alto (o senza ISEE) a un massimo per le famiglie a basso reddito.

    • ISEE fino a 17.090 euro: 199,40 euro mensili per ogni figlio minore (importo massimo)
    • ISEE tra 17.090 e 45.574 euro: importo decrescente secondo scala progressiva
    • ISEE oltre 45.574 euro o ISEE assente: 57 euro mensili per ogni figlio minore (importo minimo)

    Per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni che studiano, fanno tirocinio, sono disoccupati registrati o svolgono servizio civile universale, gli importi sono ridotti rispetto a quelli dei figli minori, sempre secondo la stessa logica ISEE. Per il dato esatto è consigliabile consultare la circolare INPS in vigore o rivolgersi al CAF.

    È utile ricordare che, se la famiglia non presenta l’ISEE, riceverà comunque l’importo minimo di 57 euro per figlio: nessuna famiglia con domanda accolta resta a “zero”, ma per ottenere l’importo pieno è indispensabile avere una DSU/ISEE valida e aggiornata.

    Maggiorazioni 2026: disabilità, famiglie numerose, madri under 21

    Sull’importo base dell’Assegno Unico si possono cumulare diverse maggiorazioni, espressamente previste dal D.Lgs. 230/2021 e dai successivi aggiornamenti dell’INPS:

    • Figli con disabilità: maggiorazione di 91,42 euro mensili (importo standard, modulato in base alla gravità della disabilità – non autosufficienza, grave o media)
    • Famiglie con 4 o più figli: maggiorazione forfettaria di 18 euro al mese per ciascun figlio
    • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione di 35,68 euro al mese per ogni figlio fino a 21 anni
    • Madri di età inferiore ai 21 anni: maggiorazione di 23,68 euro mensili per ciascun figlio

    Le maggiorazioni vengono riconosciute automaticamente dall’INPS sulla base dei dati presenti nella domanda e nella DSU/ISEE. Per la disabilità è necessario che il verbale di invalidità sia stato trasmesso correttamente all’INPS; se il riconoscimento arriva successivamente, si possono richiedere gli arretrati a decorrere dalla data di efficacia del verbale.

    ISEE 2026: rinnovo entro il 30 giugno per non perdere arretrati

    L’ISEE ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio. Per non perdere gli importi pieni dell’Assegno Unico, ogni famiglia deve rinnovare la DSU entro il 30 giugno 2026.

    Cosa succede se l’ISEE viene rinnovato in ritardo?

    • DSU presentata entro il 30 giugno 2026: l’importo viene ricalcolato retroattivamente da marzo 2026 e i nuclei ricevono eventuali arretrati sulle mensilità precedenti.
    • DSU presentata dopo il 30 giugno 2026: l’importo aggiornato decorre solo dal mese successivo alla presentazione. Le mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno restano calcolate con l’importo minimo (57 euro), perdendo eventuali maggiorazioni.

    Per le famiglie che hanno percepito l’importo minimo nei primi mesi del 2026 in attesa del rinnovo, il conguaglio arriva tipicamente nel mese successivo alla presentazione della DSU, in un’unica soluzione insieme alla mensilità ordinaria.

    Come verificare il pagamento sul portale INPS

    Per verificare l’effettivo accredito dell’Assegno Unico di maggio 2026, l’INPS mette a disposizione il servizio “Assegno Unico e Universale per i figli a carico” sul portale ufficiale. Per accedere è necessario disporre di credenziali SPID, CIE o CNS.

    I passaggi per consultare il dettaglio dei pagamenti sono i seguenti:

    1. Accedere a inps.it con SPID/CIE/CNS
    2. Aprire la sezione “Assegno Unico e Universale per i figli a carico”
    3. Cliccare su “Consultazione domanda”
    4. Selezionare la domanda attiva e aprire il dettaglio dei pagamenti mensili

    In questa sezione è possibile verificare l’importo erogato per ogni mese, lo stato del pagamento, l’IBAN su cui è avvenuto l’accredito ed eventuali sospensioni o rigetti di mensilità, con la relativa motivazione. È buona norma controllare il dettaglio anche per individuare eventuali conguagli a debito generati da ISEE rettificati.

    Cosa fare in caso di mancato pagamento

    Se entro il 21 maggio 2026 non hai ancora ricevuto l’accredito (per i beneficiari in corso) o se la domanda accolta non risulta liquidata entro fine mese, è opportuno seguire questi passaggi:

    • Verifica IBAN: assicurati che l’IBAN comunicato all’INPS sia attivo e che il richiedente sia intestatario o cointestatario.
    • Stato ISEE: controlla che la DSU sia in corso di validità e che non sia uscita “omissioni/difformità”.
    • Posizione anagrafica: verifica che i dati del nucleo familiare siano allineati tra Anagrafe Comunale e INPS.
    • Variazioni nucleo: comunica eventuali nuove nascite, separazioni o cambi di residenza tramite il modulo “Variazione nucleo” sul portale INPS.

    In caso di problemi persistenti, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie nella verifica della domanda, nel rinnovo della DSU/ISEE e nella presentazione di eventuali ricorsi amministrativi in caso di rigetto o sospensione ingiustificata della prestazione.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    FAQ – Domande frequenti su Assegno Unico maggio 2026

    Quando viene pagato l’Assegno Unico a maggio 2026?

    Per i beneficiari in corso, i pagamenti di maggio 2026 sono previsti dal 18 al 20 maggio 2026, dato che il 17 cade di domenica. Per le nuove domande accolte nel mese, il pagamento avviene il 29 maggio 2026, ultimo giorno lavorativo del mese.

    Entro quando devo presentare la domanda per avere gli arretrati?

    Per avere diritto agli arretrati a partire da marzo 2026, la domanda deve essere presentata entro il 30 giugno 2026. Dopo questa data, l’assegno decorre dal mese successivo alla presentazione.

    Se non ho ISEE, ricevo comunque l’Assegno Unico?

    Sì, ma riceverai l’importo minimo di 57 euro mensili per ogni figlio. Per ottenere l’importo pieno (fino a 199,40 euro) è necessario presentare una DSU/ISEE valida.

    Devo rifare la domanda ogni anno?

    No. La domanda di Assegno Unico, una volta presentata, è valida fino a revoca o cessazione dei requisiti. Va però aggiornata la DSU/ISEE ogni anno entro il 30 giugno per non perdere maggiorazioni e arretrati.

    Il pagamento è cumulabile con altri sostegni?

    Sì, l’Assegno Unico è compatibile con altre prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, bonus asilo nido, indennità di accompagnamento per figli disabili), salvo eccezioni specifiche. Non è invece più cumulabile con le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico minori di 21 anni.

    Hai bisogno di assistenza? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

    Il calendario di maggio 2026 dell’Assegno Unico conferma il consueto schema: pagamenti dal 18 al 20 maggio per chi è già beneficiario, accredito il 29 maggio per le nuove domande, e termine ultimo del 30 giugno 2026 per garantire gli arretrati e l’importo pieno tramite ISEE aggiornata.

    Se non hai ancora presentato la DSU 2026, se devi aggiornare il nucleo familiare o se vuoi verificare con un professionista la correttezza dell’importo che ricevi mensilmente, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori ti aiutano a presentare la domanda, calcolare l’ISEE, gestire eventuali maggiorazioni per disabilità e seguire l’iter completo, incluso il recupero degli arretrati.

    Riferimenti normativi: D.Lgs. 230/2021; circolari INPS in materia di Assegno Unico e Universale.

    Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 10:53:422026-05-31 17:50:02Assegno unico maggio 2026, le date dei pagamenti e le scadenze per gli arretrati
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Importi

    Dichiarazione dei redditi 730

    Il rimborso 730 pensionati 2026 arriva direttamente sulla pensione INPS, tipicamente nei mesi di luglio o agosto 2026: l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, esegue automaticamente il conguaglio derivante dal modello 730/2026 trasmesso entro maggio. Se il 730 chiude a credito, vedi una somma in più sul cedolino; se chiude a debito, l’INPS trattiene rateizzando l’importo da luglio a novembre. In questa guida ti spieghiamo tempistiche precise, esempi di calcolo, gestione degli importi superiori a 100 € e come evitare errori che ritardano il rimborso.

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    Indice dei contenuti

    1. Conguaglio 730 sulla pensione: come funziona
    2. Tempistiche 2026: dal mese di luglio o agosto
    3. Rimborso a credito: importo in più sulla pensione
    4. Trattenuta a debito: rateazione da luglio a novembre
    5. Rateazione automatica per importi oltre 100 €
    6. Esempi pratici: rimborso, debito, ricalcolo
    7. Errori comuni e correzioni
    8. Assistenza 730 al CAF Centro Fiscale
    9. Domande frequenti

    Conguaglio 730 sulla pensione: come funziona

    Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata utilizzata da pensionati e dipendenti. La sua principale comodità è che il conguaglio (rimborso o debito) viene gestito direttamente dal sostituto d’imposta: per i pensionati questo sostituto è l’INPS.

    In pratica, dopo che hai trasmesso il 730/2026 (tu, il commercialista o il CAF), l’Agenzia delle Entrate calcola se ti spetta un rimborso o se devi versare imposte aggiuntive. Trasmette quindi il risultato all’INPS, che applica il conguaglio sulla pensione mensile a partire dal mese stabilito dalla normativa.

    Vantaggi del 730 per il pensionato:

    • Nessun versamento autonomo da effettuare (no F24)
    • Il rimborso arriva automaticamente sulla pensione
    • Il debito è rateizzato automaticamente, senza bisogno di richiesta
    • Possibilità di scaricare detrazioni (sanitarie, ristrutturazioni, mutui) e dedurre oneri

    Per il quadro generale del calendario di giugno e per pianificare i pagamenti del trimestre estivo consulta la guida al pagamento delle pensioni di giugno 2026.

    Tempistiche 2026: quando arriva il rimborso 730 sulla pensione

    Le tempistiche del conguaglio 730/2026 sulla pensione dipendono dal mese in cui viene trasmesso il modello all’Agenzia delle Entrate. La regola generale: il rimborso (o l’avvio della trattenuta) compare sulla pensione del secondo mese successivo alla trasmissione.

    Trasmissione 730/2026Mese di rimborso/trattenutaNote
    Entro il 31 maggio 2026Luglio o agosto 2026Caso tipico per chi presenta in tempo
    Entro il 30 giugno 2026Agosto 2026Slittamento di un mese
    Entro il 31 luglio 2026Settembre 2026In tempo per primo conguaglio
    Entro il 31 agosto 2026Ottobre 2026Possibili interessi sul debito
    Entro il 30 settembre 2026Novembre 2026Termine ultimo trasmissione 730

    Importante: il termine finale per la trasmissione del 730/2026 è il 30 settembre 2026. Oltre questa data si deve passare al modello Redditi PF, con tempistiche e modalità diverse.

    Rimborso a credito: importo in più sulla pensione

    Se il 730 chiude a credito (cioè hai diritto a un rimborso), l’INPS accredita l’importo direttamente sulla pensione del mese di erogazione. Il rimborso compare con la voce “Conguaglio 730 a credito” sul cedolino.

    Esempi tipici di credito per i pensionati:

    • Spese sanitarie (visite specialistiche, farmaci, ticket): detrazione 19% oltre franchigia di 129,11 €
    • Ristrutturazioni edilizie: rate annue del Bonus Casa 50%
    • Bonus mobili ed elettrodomestici: detrazione 50% su spese fino a 5.000 €
    • Spese funebri: detrazione 19% fino a 1.550 € per ciascun decesso
    • Premi assicurativi (vita, infortuni): detrazione 19% fino a 530 €
    • Erogazioni liberali a ONLUS, partiti politici, associazioni

    L’importo del rimborso non ha limite massimo: se hai sostenuto spese significative (per esempio una ristrutturazione importante della casa) il rimborso può superare anche i 1.000 €.

    Trattenuta a debito: rateazione da luglio a novembre

    Se invece il 730 chiude a debito, l’INPS trattiene l’importo dalla pensione. La trattenuta compare con la voce “Conguaglio 730 a debito” sul cedolino e segue queste regole:

    • Se l’importo è fino a 100 €: trattenuta in un’unica soluzione (mese di luglio o agosto)
    • Se l’importo è oltre 100 €: rateazione automatica fino a novembre 2026 (massimo 5 rate)
    • Sulle rate a debito si applicano interessi dello 0,33% mensile a partire dalla seconda rata

    Casi tipici di debito per i pensionati:

    • Redditi aggiuntivi non comunicati al sostituto d’imposta (es. locazioni, lavoro autonomo)
    • Doppia pensione (INPS + Casse private) con conguaglio IRPEF a sfavore
    • Recupero di detrazioni non spettanti per superamento del limite reddituale
    • Cedolare secca su locazioni che genera saldo positivo

    Rateazione automatica per importi oltre 100 €

    La rateazione automatica del 730 a debito è un meccanismo di tutela del pensionato: l’INPS divide l’importo in più rate per evitare che la pensione di un singolo mese venga ridotta drasticamente.

    Esempio di calcolo rateazione (debito di 750 € su 730/2026 trasmesso in maggio):

    RataMeseImporto (€)Interessi (€)
    1Luglio 2026150,000,00
    2Agosto 2026150,000,50
    3Settembre 2026150,000,99
    4Ottobre 2026150,001,49
    5Novembre 2026150,001,98
    Totale750,004,96

    Gli interessi sono modesti rispetto al beneficio della rateizzazione. Se l’importo del debito è significativo (oltre 1.500 €), il CAF può valutare strategie di pianificazione fiscale per gli anni successivi (modulazione delle ritenute, scelta di un sostituto d’imposta diverso).

    Esempi pratici: rimborso, debito, ricalcolo

    Esempio 1: pensionato con rimborso 320 €

    Carlo, 71 anni, pensione da 1.300 €/mese. Nel 2025 ha sostenuto spese mediche per 1.500 € (oltre franchigia 129,11 € → 1.370 € detraibili al 19% = 260 €) e premi RCA detraibili per 60 €.

    • Trasmette 730/2026 al CAF entro il 15 maggio 2026
    • Risultato: rimborso di 320 € a credito
    • Vede il rimborso sulla pensione di luglio 2026: importo netto +320 €

    Esempio 2: pensionato con doppia pensione e debito 480 €

    Anna, 68 anni, percepisce pensione INPS (1.100 €) + pensione integrativa fondo privato (600 €). Le due ritenute alla fonte non hanno tenuto conto del cumulo, generando un debito di 480 €.

    • Trasmette 730/2026 entro il 30 maggio 2026
    • Debito 480 € rateizzato in 4 rate da 120 €
    • Rate da luglio a ottobre 2026 + piccoli interessi

    Esempio 3: ricalcolo per omissione

    Mario presenta il 730/2026 ad agosto (in ritardo) e dimentica di indicare un canone di locazione percepito. Riceve un avviso bonario dell’Agenzia Entrate. Il CAF può presentare un 730 integrativo (entro il 25 ottobre) per correggere l’errore: la nuova trattenuta si applica entro fine anno.

    Errori comuni e correzioni

    Gli errori che ritardano il rimborso 730 o creano problemi col conguaglio sono:

    • Codice fiscale del sostituto d’imposta errato: l’INPS non riconosce la pratica. Verifica sempre che il codice INPS sia corretto (80078750587)
    • Indicazione del sostituto sbagliato: chi ha più sostituti (es. doppia pensione) deve scegliere l’INPS principale per ricevere il rimborso
    • Documenti spesa mancanti: assenza di scontrino parlante o ricevuta deduce automaticamente la spesa
    • 730 precompilato non confermato: anche se aderisci al precompilato, devi confermarlo o modificarlo entro le scadenze
    • Importi superiori a 4.000 €: scattano controlli preventivi che possono ritardare il rimborso fino a 6 mesi

    Correzioni post-trasmissione: il 730 integrativo si presenta entro il 25 ottobre 2026 per modifiche a favore del contribuente. Per modifiche a sfavore (omissione di redditi) bisogna usare il modello Redditi PF.

    Assistenza 730 al CAF Centro Fiscale

    Il CAF Centro Fiscale di Udine compila il modello 730/2026 per pensionati e dipendenti con queste tariffe convenzionate:

    • 730 base pensionato single: a partire da 30 €
    • 730 con coniuge: a partire da 50 €
    • 730 con detrazioni complesse (ristrutturazioni, sismabonus, ecobonus): da 60 €
    • 730 con redditi esteri o cedolare secca: preventivo personalizzato

    Il servizio include: raccolta documenti, controllo precompilato, compilazione, trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate, archiviazione dei documenti per 5 anni e supporto in caso di controlli successivi.

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    Servizio Modello 730

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    Domande frequenti

    Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione nel 2026?

    Il rimborso 730/2026 arriva sulla pensione INPS tipicamente nei mesi di luglio o agosto 2026, se il modello viene trasmesso entro maggio. Per chi presenta più tardi, il rimborso slitta proporzionalmente.

    Cosa succede se il 730 chiude a debito?

    L’INPS trattiene l’importo dalla pensione. Se il debito supera 100 €, viene rateizzato automaticamente fino a novembre 2026 con piccoli interessi dello 0,33% mensile.

    Posso scegliere a quale sostituto d’imposta inviare il 730?

    Sì. Se hai più sostituti d’imposta (per esempio pensione INPS + Casse private), puoi indicare quello su cui ricevere il conguaglio. Conviene scegliere quello con importo mensile più alto per evitare problemi di capienza.

    Quanto costa fare il 730 al CAF?

    Al CAF Centro Fiscale il 730 base per pensionati parte da 30 €. Il prezzo aumenta in funzione di numero di familiari, complessità delle detrazioni e presenza di redditi particolari (locazioni, redditi esteri).

    Cosa succede se non ho un sostituto d’imposta?

    Se sei pensionato senza sostituto (caso raro: si verifica per esempio se l’INPS non eroga più la pensione), devi usare il modello “730 senza sostituto“. Il rimborso arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente entro il 31 dicembre.

    Le spese mediche del 2025 vanno nel 730/2026?

    Sì. Nel 730/2026 si dichiarano i redditi e le spese sostenute nel 2025. Conserva scontrini parlanti, fatture e ricevute: il CAF le verifica e le inserisce nei quadri E (oneri detraibili e deducibili).

    Posso modificare il 730 dopo averlo presentato?

    Sì. Per modifiche a tuo favore (per esempio se ti accorgi di aver dimenticato una detrazione), puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Per modifiche a sfavore (omissione di redditi) bisogna usare Redditi PF.

    Maggio 18, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-18 08:00:002026-05-31 17:51:25Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Importi
    PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

    Assegno di Inclusione di Maggio, Quando Arriva il Pagamento: il Calendario INPS

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    L’Assegno di Inclusione (ADI) di maggio 2026 è una delle prestazioni più attese dai nuclei familiari che ne hanno diritto. Ogni mese, milioni di beneficiari attendono con ansia la data di accredito dell’ADI per gestire le spese quotidiane. Il calendario dei pagamenti INPS per maggio 2026 prevede scadenze precise che è importante conoscere in anticipo. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: la data esatta di pagamento dell’Assegno di Inclusione a maggio 2026, gli importi aggiornati per composizione del nucleo familiare, le quote A e B (componente affitto), le modalità per verificare lo stato del pagamento su MyINPS e App IO, e cosa fare se il bonifico non arriva nei tempi previsti.

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    Indice dei contenuti

    1. Quando arriva l’ADI di maggio 2026: la data esatta
    2. Come funziona il pagamento dell’Assegno di Inclusione
    3. Importi ADI 2026: quanto spetta al tuo nucleo familiare
    4. Quote A e Quote B: la componente affitto
    5. Requisiti ISEE e patrimoniali per l’ADI 2026
    6. Come verificare il pagamento su MyINPS e App IO
    7. Cosa fare se il pagamento ADI non arriva
    8. Sospensioni e decadenze dell’Assegno di Inclusione
    9. ADI vs Reddito di Cittadinanza: le principali differenze
    10. Domande frequenti sull’ADI di maggio 2026

    Quando arriva l’ADI di maggio 2026: la data esatta

    La domanda più frequente tra i beneficiari è: quando arriva l’Assegno di Inclusione di maggio 2026? Secondo il calendario INPS per maggio 2026, i pagamenti dell’ADI vengono accreditati entro la fine del mese di competenza, generalmente tra il 25 e il 27 del mese. Per maggio 2026, la data di accredito prevista è il 27 maggio 2026 per i beneficiari che ricevono il pagamento tramite Carta di Inclusione (ex Carta RdC), rilasciata da Poste Italiane.

    Tuttavia, è importante distinguere tra due tipologie di beneficiari:

    • Nuovi beneficiari (prima erogazione): il pagamento viene accreditato entro il mese successivo alla firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD) e alla verifica da parte dell’INPS di tutti i requisiti. I tempi possono variare da 30 a 60 giorni dalla presentazione della domanda.
    • Beneficiari consolidati (rinnovi mensili): l’accredito avviene in modo automatico, di norma entro il 27 del mese, senza necessità di ulteriori adempimenti, purché non siano intervenute cause di sospensione o decadenza.

    Il calendario completo dei pagamenti ADI di maggio 2026 è il seguente:

    Tipo di BeneficiarioData Accredito PrevistaModalità di Pagamento
    Beneficiari consolidati (rinnovo mensile)27 maggio 2026Carta di Inclusione (Poste Italiane)
    Nuovi beneficiari (prima erogazione)Entro fine maggio / inizio giugno 2026Carta di Inclusione (attivazione nuova carta)
    Componente affitto (Quota B)27 maggio 2026 (contestuale)Bonifico bancario diretto

    Nota importante: il pagamento del 27 maggio 2026 potrebbe subire lievi variazioni in caso di festività o problemi tecnici del sistema INPS. In tal caso, l’accredito viene spostato al primo giorno lavorativo utile successivo. L’INPS comunica eventuali variazioni tramite il sito istituzionale e il servizio MyINPS.

    Come funziona il pagamento dell’Assegno di Inclusione

    Il pagamento dell’Assegno di Inclusione avviene tramite la Carta di Inclusione, uno strumento di pagamento prepagato emesso da Poste Italiane su richiesta dell’INPS. Questa carta funziona come una normale carta di debito e permette di effettuare acquisti, prelievi di contanti e pagamenti di utenze domestiche, con alcune limitazioni specifiche previste dalla normativa.

    Ecco come si articola il meccanismo di accredito mensile dell’ADI:

    • Quota A (sostegno al reddito): viene accreditata automaticamente sulla Carta di Inclusione entro il 27 del mese. L’importo varia in base alla composizione e al reddito del nucleo familiare, con un minimo garantito e un massimo determinato dalla scala di equivalenza ADI.
    • Quota B (componente affitto): viene erogata tramite bonifico bancario direttamente all’intestatario della locazione o al beneficiario, contestualmente alla Quota A. Spetta solo ai nuclei in affitto con contratto regolarmente registrato.
    • Aggiornamento mensile automatico: l’INPS aggiorna automaticamente l’importo mensile in base alle eventuali variazioni della situazione reddituale del nucleo, delle componenti del nucleo (nascite, decessi, variazioni) e delle comunicazioni ricevute dagli enti competenti.

    La Carta di Inclusione viene caricata il giorno di accredito e l’importo rimane disponibile per tutto il mese. È possibile verificare il saldo direttamente allo sportello automatico di Poste Italiane, tramite l’app Postepay o al telefono al numero dedicato riportato sul retro della carta.

    Importi ADI 2026: quanto spetta al tuo nucleo familiare

    Gli importi dell’Assegno di Inclusione per il 2026 sono determinati in base alla composizione del nucleo familiare e al reddito dichiarato nell’ISEE. La misura è strutturata per integrare il reddito del nucleo fino a una soglia massima, calcolata con la scala di equivalenza ADI, che assegna un peso diverso a ciascun membro del nucleo in base all’età e alle condizioni particolari (disabilità, presenza di minori, ecc.).

    La formula di calcolo dell’ADI è la seguente:

    Importo mensile ADI = Soglia massima – Reddito mensile del nucleo familiare

    La soglia massima della Quota A per i principali tipi di nucleo familiare è la seguente:

    Composizione del Nucleo FamiliareScala di EquivalenzaSoglia Massima Mensile (Quota A)
    1 adulto (nucleo singolo)1,00500 euro/mese
    2 adulti1,40700 euro/mese
    2 adulti + 1 minore1,57785 euro/mese
    2 adulti + 2 minori1,74870 euro/mese
    Nucleo con componente disabile grave (art. 3 c.3 L. 104/1992)+0,50 per ogni disabileMaggiorazione aggiuntiva
    Nucleo con almeno 3 minori (famiglia numerosa)Scala specialeFino a 900 euro/mese

    Importo minimo garantito: l’ADI non viene erogata se l’importo calcolato è inferiore a 30 euro mensili. In tal caso, la prestazione non viene attivata o viene sospesa se già in corso.

    Durata massima: l’ADI viene erogata per un massimo di 18 mesi consecutivi, con possibilità di rinnovo dopo un mese di sospensione, per un ulteriore periodo di 12 mesi, previa verifica dei requisiti. La durata totale massima complessiva è di 18 + 12 = 30 mesi per ogni ciclo.

    Quote A e Quote B: la componente affitto

    L’Assegno di Inclusione è composto da due quote distinte, ognuna con proprie caratteristiche e modalità di erogazione:

    Quota A: il sostegno al reddito

    La Quota A è la componente principale dell’ADI. Si tratta di un contributo mensile finalizzato all’integrazione del reddito del nucleo familiare. Viene accreditata sulla Carta di Inclusione e può essere utilizzata per acquisti di generi alimentari, beni di prima necessità, pagamento di bollette di luce e gas, e altri utilizzi consentiti dalla normativa.

    L’importo della Quota A dipende da due fattori:

    • Reddito familiare mensile: calcolato dividendo il reddito ISEE annuale per 12, con le eventuali rettifiche previste dalla normativa ADI
    • Scala di equivalenza: coefficiente che aumenta al crescere del numero di componenti e in presenza di specifiche condizioni (disabilità, minori, over 60)

    Quota B: il contributo per l’affitto

    La Quota B è una componente aggiuntiva dell’ADI riservata ai nuclei familiari in locazione. Viene riconosciuta automaticamente in presenza di un contratto di affitto regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e di un nucleo familiare residente nell’immobile in locazione.

    Gli importi della Quota B per il 2026 sono:

    Tipo di nucleoImporto mensile Quota BModalità di erogazione
    Nucleo familiare standard in affitto280 euro/meseBonifico bancario diretto
    Nucleo con almeno un componente over 67 o disabile grave in affitto150 euro/mese (aggiuntivi rispetto alla Quota A)Bonifico bancario diretto

    Condizioni per ricevere la Quota B:

    • Presenza di un contratto di locazione registrato all’Agenzia delle Entrate
    • Residenza effettiva del nucleo nell’immobile in affitto
    • Il canone annuo del contratto deve essere inferiore alla soglia massima prevista
    • L’immobile in locazione non deve essere di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9)
    • La Quota B non si cumula con altri contributi per l’affitto erogati dallo stesso ente

    Requisiti ISEE e patrimoniali per l’ADI 2026

    Per accedere all’Assegno di Inclusione nel 2026, il nucleo familiare deve rispettare una serie di requisiti ISEE, reddituali e patrimoniali. È fondamentale verificare di soddisfare tutti i requisiti prima di presentare la domanda, poiché la mancanza anche di uno solo comporta il diniego o la revoca della prestazione.

    Requisiti ISEE

    • ISEE non superiore a 10.140 euro annui (soglia aggiornata per il 2026, confermata con la Legge di Bilancio)
    • L’ISEE deve essere in corso di validità al momento della presentazione della domanda e durante tutto il periodo di erogazione
    • È necessario rinnovare l’ISEE entro il 31 gennaio di ogni anno per non interrompere il pagamento

    Requisiti reddituali

    • Reddito familiare annuo non superiore a 6.000 euro (moltiplicato per la scala di equivalenza ADI corrispondente alla composizione del nucleo)
    • Per i nuclei con componenti disabili gravi o non autosufficienti, la soglia reddituale è elevata a 7.560 euro annui
    • Per i nuclei con almeno un componente con età pari o superiore a 67 anni, la soglia è elevata a 7.560 euro annui

    Requisiti patrimoniali

    • Patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro (esclusa la prima casa di abitazione, con valore IMU superiore a 150.000 euro)
    • Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per i nuclei con un solo componente, incrementato di 2.000 euro per ogni componente aggiuntivo fino a un massimo di 10.000 euro; incremento ulteriore di 1.000 euro per ogni componente minore oltre il secondo
    • Per i nuclei con componenti disabili gravi, il limite mobiliare è elevato a 10.000 euro
    • Nessun componente del nucleo deve essere intestatario di autoveicoli immatricolati da meno di 3 anni con cilindrata superiore a 1.600 cc o motocicli con cilindrata superiore a 250 cc immatricolati da meno di 2 anni

    Requisiti soggettivi

    Per accedere all’ADI, il nucleo familiare deve avere almeno un componente appartenente a una delle seguenti categorie:

    • Soggetto con disabilità (ai sensi del D.Lgs. 62/2024 o della L. 104/1992)
    • Minore di 18 anni (il nucleo deve avere almeno un minore a carico)
    • Soggetto con età pari o superiore a 60 anni
    • Soggetto in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione

    Nota: i soggetti tra i 18 e i 59 anni non appartenenti alle categorie protette non possono essere componenti del nucleo ADI ai fini del calcolo dell’importo. Possono però essere inclusi nel nucleo familiare anagrafico e quindi nell’ISEE.

    Come verificare il pagamento su MyINPS e App IO

    Esistono diversi strumenti digitali messi a disposizione dall’INPS per verificare lo stato del pagamento dell’Assegno di Inclusione. Utilizzarli è fondamentale per tenere sotto controllo la situazione della prestazione ed essere avvisati tempestivamente di eventuali variazioni.

    Verifica tramite MyINPS

    Il portale MyINPS (accessibile all’indirizzo myinps.inps.it) è il canale ufficiale per la gestione di tutte le prestazioni INPS. Per verificare il pagamento ADI tramite MyINPS:

    1. Accedi a MyINPS con le tue credenziali SPID, CIE o CNS
    2. Vai alla sezione “Prestazioni e Servizi”
    3. Seleziona “Assegno di Inclusione”
    4. Clicca su “Cedolino di Pagamento” per visualizzare l’importo del mese corrente e lo storico dei pagamenti
    5. In caso di pagamento non effettuato, visualizzerai la motivazione (sospensione, revoca, esaurimento periodo, ecc.)

    Verifica tramite App IO

    L’App IO è l’applicazione ufficiale dei servizi pubblici digitali italiani. L’INPS ha integrato le notifiche dei pagamenti ADI direttamente su IO. Per ricevere gli avvisi:

    1. Scarica l’app IO dal Google Play Store o dall’Apple App Store
    2. Accedi con le tue credenziali SPID o CIE
    3. Abilita le notifiche per i messaggi INPS
    4. Quando il pagamento viene disposto, riceverai un messaggio automatico con l’importo e la data valuta

    Verifica tramite il numero verde INPS

    Per chi non ha confidenza con gli strumenti digitali, è possibile verificare lo stato del pagamento ADI chiamando il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164164 (da rete mobile, a pagamento). Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:00 alle ore 20:00, e il sabato dalle 8:00 alle 14:00.

    Cosa fare se il pagamento ADI non arriva

    Se il pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 non arriva nella data prevista, non occorre allarmarsi immediatamente. Esistono delle cause comuni che possono ritardare o bloccare temporaneamente l’accredito, e delle procedure da seguire per risolvere il problema.

    Cause comuni del mancato pagamento

    • ISEE scaduto o non rinnovato: se l’ISEE in corso di validità è scaduto, il pagamento ADI viene automaticamente sospeso. È necessario presentare un nuovo ISEE aggiornato al CAF entro i termini
    • Mancata firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD): il PAD deve essere firmato entro 30 giorni dall’accettazione della domanda. Se il PAD non è stato firmato o è scaduto senza rinnovo, il pagamento viene bloccato
    • Mancata presentazione al servizio sociale o al centro per l’impiego: i beneficiari ADI sono tenuti a presentarsi periodicamente presso i servizi competenti. La mancata presentazione senza giustificato motivo può comportare la sospensione
    • Variazione della situazione reddituale o familiare: se uno o più componenti del nucleo hanno avviato un’attività lavorativa o si è verificata una variazione della composizione familiare non comunicata, l’INPS può sospendere il pagamento in attesa di verifica
    • Comunicazione INPS di richiesta documentazione: in caso di controllo a campione, l’INPS può richiedere documentazione integrativa. Se non viene fornita nei termini, il pagamento viene sospeso
    • Problemi tecnici sulla Carta di Inclusione: la carta potrebbe essere bloccata per mancato utilizzo o per altri problemi tecnici gestiti da Poste Italiane

    Cosa fare concretamente

    1. Controlla MyINPS: accedi al portale e verifica se ci sono messaggi di comunicazione da parte dell’INPS relativi alla tua pratica ADI
    2. Verifica la scadenza dell’ISEE: controlla che il tuo ISEE sia ancora valido. Se scaduto, contatta immediatamente il tuo CAF di riferimento per il rinnovo
    3. Controlla la Carta di Inclusione: verifica che la carta sia attiva e funzionante contattando Poste Italiane al numero dedicato
    4. Rivolgiti al tuo CAF: i CAF abilitati come il CAF Centro Fiscale di Udine possono assisterti nel verificare la situazione della tua pratica ADI, rinnovare l’ISEE e comunicare eventuali variazioni all’INPS
    5. Contatta il Contact Center INPS: chiama il numero verde 803 164 per ricevere informazioni sullo stato del pagamento

    Sospensioni e decadenze dell’Assegno di Inclusione

    La normativa sull’ADI prevede una serie di cause di sospensione (temporanea interruzione del pagamento) e di decadenza (cessazione definitiva della prestazione). Conoscerle è fondamentale per evitare di perdere il diritto all’Assegno di Inclusione.

    Cause di sospensione temporanea

    CausaDurata sospensioneCosa fare per ripristinare
    ISEE scaduto non rinnovatoFino al rinnovoRinnovare ISEE al CAF
    Mancata presentazione ai servizi (prima convocazione)1 mesePresentarsi entro 30 giorni
    Variazione non comunicata della composizione familiareFino alla comunicazioneComunicare variazione a INPS
    Carcerazione di un componente (meno di 6 mesi)Per il periodo di carcerazioneComunicazione automatica INPS-DAP

    Cause di decadenza definitiva

    • Dichiarazioni false o omissive per ottenere o mantenere la prestazione (con eventuale obbligo di restituzione delle somme percepite)
    • Superamento delle soglie ISEE durante il periodo di erogazione
    • Mancata firma del PAD entro 30 giorni dalla notifica
    • Mancata presentazione per due convocazioni consecutive senza giustificato motivo
    • Mancato utilizzo della Carta di Inclusione per 2 mesi consecutivi
    • Esaurimento del periodo massimo di erogazione (18 mesi + eventuale rinnovo di 12 mesi)
    • Trasferimento della residenza all’estero per uno o più componenti del nucleo
    • Carcerazione di un componente per più di 6 mesi

    Importante: in caso di decadenza per dichiarazioni false o omissive, l’INPS procede al recupero di tutte le somme indebitamente percepite. Questa azione può avvenire tramite compensazione su future prestazioni INPS oppure tramite azione di recupero coattivo.

    ADI vs Reddito di Cittadinanza: le principali differenze

    L’Assegno di Inclusione (ADI) è entrato in vigore il 1 gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza (RdC), abrogato con la Legge n. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) e poi con il D.L. n. 48/2023 (decreto Lavoro). Le differenze tra i due strumenti sono significative e riguardano sia i requisiti di accesso sia le modalità di erogazione.

    CaratteristicaReddito di Cittadinanza (RdC)Assegno di Inclusione (ADI)
    Entrata in vigoreAprile 2019Gennaio 2024
    ISEE richiestoFino a 9.360 euroFino a 10.140 euro
    DestinatariTutti i nuclei in povertàSolo nuclei con almeno un componente fragile (minori, disabili, over 60, SAS)
    Lavoratori attivi 18-59Inclusi (con obbligo di ricerca lavoro)Esclusi (destinati al SFL – Supporto Formazione e Lavoro)
    Durata massima18 mesi + rinnovi illimitati18 mesi + 12 mesi (massimo)
    Importo massimo780 euro/mese (singolo)500 euro/mese (singolo, Quota A)
    Componente affittoInclusa nella Quota B (280 euro)Inclusa nella Quota B (280 euro)
    Strumento di pagamentoCarta RdC (Poste Italiane)Carta di Inclusione (Poste Italiane)
    Patto di attivazionePatto per il Lavoro / Patto per Inclusione SocialePatto di Attivazione Digitale (PAD) + Patto per Inclusione Attiva

    La principale differenza è quindi la platea dei destinatari: mentre il Reddito di Cittadinanza era aperto a tutti i nuclei in povertà, l’ADI è riservata ai nuclei più vulnerabili. I lavoratori in età attiva (18-59 anni) senza condizioni di svantaggio non possono accedere all’ADI ma possono richiedere il Supporto Formazione e Lavoro (SFL), uno strumento diverso finalizzato alla riqualificazione professionale.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Conclusioni: pianifica con il calendario ADI di maggio 2026

    Conoscere le date di pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 è fondamentale per organizzare al meglio le finanze familiari. Il calendario INPS prevede l’accredito entro il 27 maggio 2026 per i beneficiari consolidati, mentre per le nuove domande i tempi possono allungarsi. Assicurati di avere l’ISEE aggiornato e valido, di aver firmato il Patto di Attivazione Digitale e di aver rispettato tutti gli obblighi previsti dalla normativa ADI per evitare sospensioni.

    Se hai dubbi sulla tua situazione, hai necessità di rinnovare l’ISEE o vuoi verificare il tuo diritto all’ADI, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori specializzati possono assisterti gratuitamente in tutte le pratiche legate all’Assegno di Inclusione, dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda, dal rinnovo dell’ISEE alla gestione di eventuali problemi con i pagamenti.

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    Domande Frequenti sull’Assegno di Inclusione di Maggio 2026

    Quando arriva l’Assegno di Inclusione a maggio 2026?

    Per i beneficiari consolidati (rinnovo mensile automatico), il pagamento dell’ADI di maggio 2026 e previsto per il 27 maggio 2026, con accredito sulla Carta di Inclusione rilasciata da Poste Italiane. Per i nuovi beneficiari, i tempi variano da 30 a 60 giorni dalla firma del Patto di Attivazione Digitale e dall’approvazione della domanda INPS.

    Quanto spetta di Assegno di Inclusione a un nucleo di 3 persone?

    Per un nucleo familiare composto da 2 adulti e 1 minore, la soglia massima della Quota A dell’ADI e di 785 euro al mese (scala di equivalenza 1,57 x 500 euro). L’importo effettivo si calcola sottraendo il reddito mensile familiare dalla soglia massima. A questo si aggiunge eventualmente la Quota B di 280 euro al mese se il nucleo e in affitto con contratto registrato.

    L’ADI si cumula con altri bonus o prestazioni INPS?

    L’Assegno di Inclusione non si cumula con il Supporto Formazione e Lavoro (SFL). Puo invece coesistere con l’Assegno Unico Universale per i figli, con pensioni di invalidita civile e con altri contributi assistenziali, a condizione che non superino le soglie ISEE previste. La percezione di redditi da lavoro non comporta automaticamente la decadenza ma riduce l’importo ADI fino a capienza.

    Cosa succede se non rinnovo l’ISEE in tempo?

    Se l’ISEE scade e non viene rinnovato, l’INPS sospende automaticamente il pagamento dell’ADI dal mese successivo alla scadenza. E fondamentale rinnovare l’ISEE entro gennaio di ogni anno (o prima, se si e prossimi alla scadenza) recandosi al proprio CAF. Il pagamento viene ripristinato retroattivamente solo in alcuni casi, quindi il rinnovo tempestivo evita periodi di mancato accredito.

    Posso verificare online quando arriva il pagamento ADI?

    Si. Puoi verificare lo stato e la data del pagamento ADI accedendo al portale MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS, nella sezione Prestazioni e Servizi > Assegno di Inclusione > Cedolino di Pagamento. In alternativa, l’App IO (scaricabile su smartphone) invia notifiche automatiche quando il pagamento viene disposto dall’INPS.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste con la presentazione della domanda ADI, il rinnovo dell’ISEE, la verifica dei requisiti e la gestione di sospensioni o variazioni della prestazione.

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-15 09:33:532026-05-31 16:55:09Assegno di Inclusione di Maggio, Quando Arriva il Pagamento: il Calendario INPS
      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, Modello 770 e Certificazione Unica

      CU INPS errate per 270mila pensionati: scadenze per correggere il 730

      Pensione 2026 INPS

      A maggio 2026 l’INPS ha riconosciuto un errore di grande portata: circa 270.000 Certificazioni Uniche (CU) inviate ai pensionati risultano errate. Il problema riguarda principalmente l’esposizione delle ritenute IRPEF e dei conguagli, e impatta direttamente la dichiarazione dei redditi 2026 (Modello 730 o Redditi PF) relativa all’anno d’imposta 2025. Per chi ha già scaricato la precompilata o trasmesso il 730, è cruciale conoscere le scadenze per intervenire in tempo, evitando errori di liquidazione, rimborsi mancati o avvisi di pagamento successivi.

      In questa guida ti spieghiamo, in modo semplice e operativo, cosa è successo, come capire se la tua CU è tra quelle errate, quali sono le scadenze tassative per correggere il 730 nel 2026 e come il CAF Centro Fiscale di Udine può seguirti passo passo, anche in modalità integrativa o sostitutiva.

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      Indice dei contenuti

      1. CU INPS errate per 270mila pensionati: che cosa è successo
      2. Come capire se la tua CU INPS è tra quelle errate
      3. Impatto sulla dichiarazione precompilata 2026
      4. Scadenze tassative per correggere il 730 nel 2026
      5. 730 integrativo, sostitutivo o Modello Redditi PF
      6. Come richiedere all’INPS la CU corretta
      7. Esempi pratici di correzione
      8. Rischi di non correggere la dichiarazione
      9. Il ruolo del CAF nella correzione del 730
      10. Cosa fare subito: la checklist operativa
      11. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine
      12. Domande frequenti
      13. Conclusioni: muoviti per tempo

      CU INPS errate per 270mila pensionati: che cosa è successo

      La Certificazione Unica è il documento che il sostituto d’imposta – in questo caso l’INPS, in qualità di sostituto per le pensioni – rilascia ogni anno per certificare i redditi corrisposti e le ritenute fiscali operate. Per i pensionati italiani, è il documento centrale per la dichiarazione dei redditi, perché alimenta automaticamente la dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

      Nel 2026 l’INPS ha trasmesso oltre 16 milioni di CU per pensionati. Di queste, secondo la comunicazione ufficiale dell’Istituto pubblicata nelle ultime settimane, circa 270.000 risultano errate: il problema riguarda in particolare il calcolo delle ritenute IRPEF, l’esposizione delle addizionali regionali e comunali e, in alcuni casi, la corretta indicazione del cosiddetto bonus IRPEF o del trattamento integrativo.

      Le cause tecniche dell’errore

      Le cause individuate dall’INPS sono essenzialmente tre:

      • Migrazione di sistema: nel corso del 2025 l’Istituto ha completato il passaggio a un nuovo applicativo per la gestione fiscale dei pensionati, con possibili disallineamenti sulle posizioni di chi ha più trattamenti pensionistici (ad esempio una pensione diretta e una di reversibilità).
      • Conguagli di fine anno non recepiti: per alcuni pensionati gli arretrati e i conguagli operati a dicembre 2025 non sarebbero confluiti correttamente nella CU 2026.
      • Aliquote IRPEF 2025: gli scaglioni IRPEF in vigore dall’1 gennaio 2024 (tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre) hanno modificato i calcoli; gli aggiornamenti dei parametri sui software del sostituto d’imposta possono aver generato errori in alcune posizioni complesse.

      Come capire se la tua CU INPS è tra quelle errate

      Il primo passo è controllare la CU 2026 ricevuta dall’INPS o scaricabile dal sito istituzionale tramite SPID, CIE o CNS. La CU per i pensionati è disponibile dal cassetto previdenziale online (sezione “Certificazione Unica”) oppure tramite il servizio “Certificazione Unica 2026” del portale INPS.

      I 4 controlli essenziali

      Quando hai in mano la CU, verifica con attenzione questi quattro elementi:

      1. Reddito di pensione (punto 1 – somme corrisposte): deve corrispondere al totale lordo percepito nel 2025. Confrontalo con i cedolini di pensione mensili (scaricabili dal cassetto previdenziale).
      2. Ritenute IRPEF (punto 21): l’importo deve essere coerente con gli scaglioni IRPEF 2025 (23% / 35% / 43%). Calcolo di massima: per una pensione lorda di 18.000 euro annui, l’IRPEF lorda è 18.000 × 23% = 4.140 euro, da cui si sottraggono detrazioni per redditi da pensione e altre detrazioni spettanti.
      3. Addizionali regionali e comunali (punti 22-27): devono essere calcolate sull’aliquota della regione e del comune di residenza al 1° gennaio 2025 e indicate sia come saldo 2024 sia come acconto 2025 dove dovuto.
      4. Detrazioni applicate: in particolare la detrazione per redditi da pensione e quelle per familiari a carico. La detrazione per coniuge a carico è pari a un massimo di 950 euro (modulata in base al reddito complessivo).

      Tabella di confronto rapido

      Voce CUPunto/SezioneCosa controllare
      Reddito pensionePunto 1 – Parte BTotale dei cedolini mensili 2025
      Ritenute IRPEFPunto 21Coerenza con scaglioni 23%/35%/43%
      Addizionale regionalePunto 22Saldo 2024 + acconto 2025
      Addizionale comunalePunto 25-27Saldo + acconto comune di residenza
      Detrazioni pensionePunti 361-365Detrazione redditi pensione + familiari
      Bonus IRPEF/Trattamento integrativoPunti 391-395Spettanza ed effettiva erogazione

      Se ti accorgi che uno o più valori non corrispondono a quanto effettivamente percepito, la tua CU potrebbe essere tra quelle errate.

      L’impatto sulla dichiarazione precompilata 2026

      La CU non è solo un documento da conservare: rappresenta la fonte principale dei dati inseriti nella dichiarazione precompilata 2026, messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Nel 2026, infatti, la precompilata 730/Redditi PF è disponibile dal 30 aprile 2026 (data anticipata di 15 giorni: fino al 2025 la disponibilità era il 15 aprile).

      Questo significa che chi ha già scaricato e accettato (o trasmesso) la precompilata tra fine aprile e maggio 2026 potrebbe trovarsi con una dichiarazione basata su una CU errata. Le conseguenze possono essere di due tipi:

      • Liquidazione errata in eccesso: il pensionato risulta a debito o riceve un rimborso inferiore a quello spettante (situazione frequente).
      • Liquidazione errata in difetto: la dichiarazione mostra un credito o un rimborso superiore al dovuto, con il rischio di un futuro avviso bonario o accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

      Cosa succede se la CU viene corretta dopo l’invio del 730

      L’INPS, dopo aver individuato l’errore, è tenuto a trasmettere all’Agenzia delle Entrate una CU sostitutiva (o annullata) entro i termini di legge. Quando questo avviene, la dichiarazione precompilata viene aggiornata, ma se il contribuente ha già accettato e inviato il 730, è necessario presentare una dichiarazione integrativa o, in alcuni casi, una dichiarazione sostitutiva.

      Le scadenze tassative per correggere il 730 nel 2026

      Il calendario fiscale 2026 prevede diverse finestre temporali per intervenire sul 730. È fondamentale conoscerle per scegliere lo strumento giusto.

      Tabella scadenze 2026 – Dichiarazione dei redditi

      ScadenzaAdempimentoCosa fare
      30 aprile 2026Disponibilità precompilata 2026Inizia consultazione e verifica dati CU
      20 maggio 2026Possibilità invio 730Invio precompilata accettata o modificata
      30 settembre 2026Termine ordinario invio 730/2026Termine ultimo per dichiarazione ordinaria
      25 ottobre 2026Termine 730 integrativoCorrezioni a favore tramite 730 integrativo tipo 1
      30 novembre 2026Termine invio Modello Redditi PFAlternativa al 730 integrativo per correzioni complete
      31 dicembre 2030Termine dichiarazione integrativa tardivaIntegrativa entro 5° anno successivo

      Le date chiave da segnare in agenda

      • 30 aprile 2026: data in cui la precompilata viene messa a disposizione. È la prima data utile per scaricarla e iniziare il controllo.
      • 30 settembre 2026: scadenza ordinaria per la trasmissione del 730/2026.
      • 25 ottobre 2026: ultimo giorno per inviare un 730 integrativo (modello correttivo a favore del contribuente).
      • 30 novembre 2026: termine per presentare il Modello Redditi PF, anche come strumento correttivo del 730 già inviato.

      730 integrativo, sostitutivo o Modello Redditi PF: quale scegliere

      La normativa offre più strumenti per correggere una dichiarazione già presentata. La scelta dipende dal momento in cui ti accorgi dell’errore e dal tipo di errore.

      730 integrativo (tipo 1, tipo 2, tipo 3)

      Il 730 integrativo è lo strumento più rapido e si presenta entro il 25 ottobre 2026. Si distingue in tre tipologie:

      • Tipo 1: rettifica errori che hanno determinato un minor credito, un maggior debito o un maggior rimborso non spettante. È quello tipico per correggere CU INPS errate quando il pensionato risulta a debito eccessivo.
      • Tipo 2: modifica solo i dati del sostituto d’imposta (es. cambio del datore di lavoro o pensione).
      • Tipo 3: rettifica contemporaneamente dati patrimoniali del sostituto e i dati della liquidazione.

      Modello Redditi PF correttivo (entro 30 novembre 2026)

      Se l’errore viene scoperto dopo il 25 ottobre 2026 ma entro il 30 novembre 2026, è possibile presentare il Modello Redditi PF in alternativa o a integrazione del 730 già inviato. Questa scelta è obbligatoria quando le correzioni riguardano quadri non presenti nel 730 (es. quadro RW per attività estere).

      Dichiarazione integrativa “ultratardiva” (entro 5 anni)

      Oltre il 30 novembre 2026, è possibile presentare una dichiarazione integrativa tardiva entro il termine ordinario di accertamento (in genere il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione originaria). Per il 730/2026 il termine ultimo è il 31 dicembre 2030.

      Tabella riassuntiva degli strumenti

      StrumentoTermine ultimo 2026Quando usarloSanzioni
      730 integrativo Tipo 125 ottobre 2026Errori a favore del contribuenteNessuna
      730 integrativo Tipo 225 ottobre 2026Modifica sostituto d’impostaNessuna
      Modello Redditi PF correttivo30 novembre 2026Correzioni complete o quadri non in 730Nessuna se entro termine ordinario
      Integrativa tardiva (a favore)31 dicembre 2030Errori a favore scoperti tardiSolo se a debito: ravvedimento operoso
      Integrativa tardiva (a sfavore)31 dicembre 2030Errori a sfavore dell’erarioSanzioni + ravvedimento operoso

      Come richiedere all’INPS la CU corretta

      Per ottenere una CU rettificata da parte dell’INPS, hai diverse strade:

      Canali ufficiali per la richiesta di rettifica

      • Portale INPS online: nel cassetto previdenziale, sezione “Certificazione Unica”, è disponibile un servizio di “Segnalazione errori CU” con form dedicato. Accesso con SPID, CIE o CNS.
      • Contact Center INPS: numero verde 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da mobile). Operatore disponibile dal lunedì al venerdì, 8:00-20:00.
      • Patronato: ogni patronato (incluso quello convenzionato con il CAF Centro Fiscale di Udine) può inoltrare la richiesta di rettifica direttamente per via telematica tramite gli applicativi dedicati.
      • Sede INPS territoriale: presentando la richiesta in modalità sportellistica, su prenotazione.

      Tempistiche di emissione della CU rettificata

      L’INPS, una volta accertato l’errore, è tenuto a emettere la CU rettificata o sostitutiva in tempi normalmente compresi tra 15 e 45 giorni. La CU corretta è poi trasmessa automaticamente all’Agenzia delle Entrate, che la integra nella precompilata (se ancora non inviata) o la rende disponibile per la dichiarazione integrativa.

      Esempi pratici di correzione

      Per rendere più concreto il discorso, ecco due esempi reali (con dati di fantasia ma realistici).

      Esempio 1: pensionato con CU errata a debito

      Mario, 68 anni, pensione lorda annua 22.000 euro. La CU INPS 2026 espone ritenute IRPEF per 3.500 euro, ma in realtà sui cedolini mensili Mario ha effettivamente versato 4.300 euro. Differenza: 800 euro non riconosciuti.

      Se Mario presenta il 730 con i dati della CU errata, risulterà a debito per circa 800 euro (perché l’IRPEF dovuta calcolata in dichiarazione sarà maggiore delle ritenute esposte). Soluzione:

      1. Mario si rivolge al CAF Centro Fiscale.
      2. Il CAF verifica la discrepanza confrontando CU e cedolini.
      3. Si attende la CU sostitutiva (o si invia comunque il 730 corretto inserendo i valori reali).
      4. Se il 730 ordinario è già stato trasmesso, si presenta un 730 integrativo Tipo 1 entro il 25 ottobre 2026.

      Esempio 2: pensionato con due pensioni e CU non consolidata

      Anna, 72 anni, percepisce una pensione diretta di 14.000 euro lordi annui e una di reversibilità di 8.000 euro. La CU 2026 espone solo la pensione diretta. La precompilata, di conseguenza, calcola le imposte solo su 14.000 euro, mostrando un rimborso che in realtà non spetta.

      Soluzione: Anna deve attendere la CU integrativa per la reversibilità oppure, se i tempi non lo consentono, integrare il reddito mancante direttamente nel 730 (quadro C – redditi da lavoro dipendente e assimilati). Il CAF gestisce questa integrazione manuale verificando la coerenza fiscale complessiva.

      I rischi di non correggere la dichiarazione

      Non intervenire su una CU errata può comportare diversi rischi fiscali, anche a distanza di anni.

      Avvisi bonari e cartelle di pagamento

      Se la dichiarazione risulta a credito non spettante (perché la CU sottostimava il reddito), l’Agenzia delle Entrate può inviare un avviso bonario ai sensi dell’art. 36-bis DPR 600/1973, chiedendo il pagamento dell’imposta non versata con sanzioni ridotte (10%) e interessi.

      Se l’avviso bonario non viene saldato entro 30 giorni, parte la cartella di pagamento con sanzioni piene (fino al 30%) e ulteriori interessi.

      Mancato rimborso

      Al contrario, se la CU sovrastimava le ritenute (quindi avresti diritto a un rimborso maggiore), non correggere significa perdere quel rimborso. Il termine per recuperarlo è 5 anni: oltre, il diritto si prescrive.

      Sanzioni per dichiarazione infedele

      In casi gravi, una dichiarazione palesemente infedele può comportare sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta non dichiarata, ridotte tramite ravvedimento operoso (a seconda dei tempi di regolarizzazione).

      Il ruolo del CAF nella correzione del 730

      I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono il canale più diffuso per la presentazione del 730 in Italia. Quando si parla di CU errate, il loro ruolo diventa ancora più strategico, perché:

      • Verificano la coerenza tra CU, cedolini e altri redditi del contribuente.
      • Possono presentare il 730 con i dati corretti, scostandosi dalla precompilata e assumendo il visto di conformità.
      • Gestiscono l’integrativa Tipo 1, 2 o 3 entro il 25 ottobre.
      • Inoltrano segnalazioni all’INPS tramite patronato collegato.
      • Si fanno carico degli eventuali errori dichiarativi: con il visto di conformità, il CAF risponde fiscalmente per gli errori formali commessi nella liquidazione.

      Il visto di conformità: una garanzia per il contribuente

      Il visto di conformità apposto dal CAF (o da un professionista abilitato) attesta la corrispondenza dei dati esposti in dichiarazione con la documentazione e con le risultanze contabili. È una garanzia non solo per l’Agenzia delle Entrate ma anche per il contribuente, perché trasferisce sul CAF la responsabilità per errori di natura formale.

      Cosa fare subito: la checklist operativa

      Ecco la sequenza di azioni da seguire oggi stesso se sei un pensionato o se accompagni un familiare in pensione nella dichiarazione 2026:

      1. Scarica la CU 2026 dal portale INPS (cassetto previdenziale) o dall’app INPS.
      2. Recupera i cedolini di pensione 2025 (sempre dal portale INPS o dalle copie cartacee).
      3. Confronta i totali: somma dei lordi mensili vs. punto 1 CU; somma delle ritenute mensili vs. punto 21 CU.
      4. Se trovi discrepanze: segna gli importi corretti e contatta il CAF prima di accettare/inviare la precompilata.
      5. Se hai già inviato il 730: contatta subito il CAF per valutare l’integrativa Tipo 1 (termine: 25 ottobre 2026).
      6. Se sei un familiare/caregiver: porta in CAF la documentazione del pensionato con delega scritta o procura.
      7. Conserva tutta la documentazione (CU, cedolini, eventuali rettifiche INPS) per almeno 5 anni.

      Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

      Il CAF Centro Fiscale di Udine, con sede in Viale Giuseppe Tullio 13 (scala B), assiste ogni anno migliaia di pensionati friulani nella dichiarazione dei redditi e nella gestione delle pratiche INPS. Il nostro patronato convenzionato ti permette di gestire in un solo appuntamento sia la correzione della CU sia la presentazione del 730, integrativa compresa.

      Per i pensionati che hanno ricevuto una CU sospetta o errata, offriamo un controllo gratuito di pre-diagnosi: in meno di 30 minuti verifichiamo la coerenza tra CU, cedolini e precompilata. Se trovi errori, ti aiutiamo a inoltrare la rettifica all’INPS e a chiudere correttamente la dichiarazione 2026.

      Prenota un appuntamento:

      • 📞 Telefono: 0432 1638640
      • 📱 WhatsApp: 366 6018121
      • ✉️ Email: info@centrofiscale.com
      • 📍 Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti

      Come faccio a sapere se la mia CU INPS è tra le 270mila errate?

      Non c’è un elenco pubblico. Il modo più sicuro è controllare manualmente i dati: confronta il totale lordo dei cedolini di pensione 2025 con il punto 1 della CU e la somma delle ritenute mensili con il punto 21. Se ci sono discrepanze, è probabile che la tua CU sia tra quelle errate.

      Se la CU viene corretta dopo l’invio del 730, devo rifare tutto?

      Non devi rifare tutto, ma devi presentare una dichiarazione integrativa. Se l’errore è a favore del contribuente e l’integrativa è entro il 25 ottobre 2026, è sufficiente un 730 integrativo Tipo 1. Se i tempi sono superati, si usa il Modello Redditi PF correttivo entro il 30 novembre 2026.

      Posso modificare la precompilata prima di inviarla?

      Sì. La precompilata accettata “in blocco” si limita a confermare i dati pre-inseriti dall’Agenzia. Se la modifichi (anche solo un dato), perdi l’esonero dai controlli formali ma puoi inserire i valori corretti. La modifica è la strada consigliata se hai dubbi sulla CU.

      Quanto tempo ho per chiedere il rimborso di un’imposta pagata in più?

      Il termine ordinario per la dichiarazione integrativa “a favore” è il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione originaria. Per la dichiarazione 2026 (relativa al 2025), il termine ultimo è quindi il 31 dicembre 2030.

      Quali sono i rischi se non correggo una CU errata?

      I rischi dipendono dal tipo di errore. Se la CU sottostimava il reddito, rischi un avviso bonario o una cartella di pagamento dall’Agenzia delle Entrate (anche dopo anni). Se la CU sovrastimava le ritenute, perdi il diritto al rimborso (prescrizione 5 anni). In casi gravi, possono scattare sanzioni per dichiarazione infedele (90-180% dell’imposta non dichiarata).

      Posso ricevere assistenza gratuita dal CAF?

      Sì. La presentazione del 730 al CAF è gratuita per la maggioranza dei contribuenti (servizio convenzionato con l’Agenzia delle Entrate). Anche il controllo della CU e la gestione delle correzioni rientrano nei servizi base. Per pratiche più complesse (es. Modello Redditi PF, integrative tardive) può essere prevista una tariffa contenuta. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti illustra in modo trasparente i costi prima di ogni attività.

      Il CAF può gestire anche la rettifica della CU presso l’INPS?

      Sì, tramite il patronato convenzionato. La richiesta di rettifica viene inoltrata telematicamente, con monitoraggio dell’iter fino all’emissione della CU corretta. Questo permette di gestire in un unico contesto sia l’aspetto previdenziale (INPS) sia quello fiscale (dichiarazione e integrativa).

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      Conclusioni: muoviti per tempo

      L’errore INPS sulle 270mila CU non è solo una notizia: è un problema che può tradursi in imposte non dovute, rimborsi mancati o avvisi a distanza di anni. La buona notizia è che la normativa italiana offre strumenti chiari per intervenire: il 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026, il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026, l’integrativa tardiva fino al 2030.

      La differenza la fa il tempo e il controllo a monte. Verifica oggi la tua CU, confrontala con i cedolini, e se hai anche un solo dubbio rivolgiti al CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una diagnosi gratuita della tua CU 2026 e per accompagnarti in tutto il percorso, dalla rettifica INPS alla chiusura del 730 corretto.

      Non rimandare: ogni mese che passa avvicina le scadenze. Prenota subito una consulenza al numero 0432 1638640 o su WhatsApp 366 6018121.

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      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

      Pagamento Pensioni Giugno 2026: Date, Importi e Calendario INPS

      Pensione 2026 INPS

      Il pagamento delle pensioni di giugno 2026 avviene lunedì 1 giugno 2026, primo giorno lavorativo bancabile del mese. La data è confermata sia per chi riscuote tramite accredito bancario, sia per chi ritira allo sportello postale, che inizia il calendario suddiviso per cognome dallo stesso giorno. Il 2 giugno (Festa della Repubblica) è festivo nazionale ma cade di martedì e non impatta sull’accredito già avvenuto. Il cedolino è disponibile su MyINPS dal 22 maggio 2026 e contiene novità importanti, tra cui le prime informazioni utili per il conguaglio 730/2026 che entrerà sulla pensione tra luglio e agosto. In questa guida trovi date, importi, calendario Poste suddiviso per lettera, trattenute attive a giugno e tutto quello che serve sapere per pianificare il mese.

      ⚠️ Hai dubbi sulla pensione di giugno o sul conguaglio 730?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a capire ogni voce del cedolino, calcolare il rimborso 730 atteso e prenotare assistenza fiscale. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      Indice dei contenuti

      1. Data accredito pensione giugno 2026: lunedì 1 giugno
      2. Calendario ritiro pensione Poste Italiane giugno 2026
      3. Accredito su conto corrente bancario
      4. Importi pensioni giugno 2026 e perequazione
      5. Trattenute giugno 2026: addizionali e conguagli
      6. Conguaglio 730/2026 sui pensionati: tempistiche
      7. Come consultare il cedolino di giugno su MyINPS
      8. Novità cedolino giugno 2026
      9. Assistenza CAF per pensionati
      10. Domande frequenti

      Data accredito pensione giugno 2026: lunedì 1 giugno

      L’INPS ha confermato che il pagamento della pensione di giugno 2026 avviene lunedì 1 giugno 2026. Si tratta del primo giorno del mese, che cade di lunedì ed è giorno bancabile a tutti gli effetti. Per questo motivo non sono previsti anticipi a fine maggio: l’accredito segue il calendario ordinario.

      Il 2 giugno 2026, Festa della Repubblica, cade di martedì ed è giorno festivo nazionale: tuttavia non incide sul pagamento, che è già stato regolarmente accreditato il giorno precedente. Banche e Poste sono chiuse al pubblico solo il 2 giugno; la normale operatività riprende mercoledì 3 giugno.

      Riepilogo date utili per giugno 2026:

      • 22 maggio 2026: cedolino di giugno disponibile su MyINPS
      • 1 giugno 2026 (lunedì): accredito sul conto corrente bancario o postale
      • 1 giugno 2026 (lunedì): avvio del calendario di ritiro contante presso gli uffici postali
      • 2 giugno 2026 (martedì): festività nazionale, banche e Poste chiuse
      • 3 giugno 2026 (mercoledì): ripresa operatività ordinaria

      Calendario ritiro pensione Poste Italiane giugno 2026

      Per i pensionati che ritirano la pensione in contanti allo sportello postale Poste Italiane applica il consueto calendario suddiviso per ordine alfabetico del cognome. La novità di giugno 2026: poiché il martedì 2 giugno è festivo, il calendario salta quel giorno e si svolge su 6 giorni lavorativi tra lunedì 1 e martedì 9 giugno.

      Giorno di ritiroCognomi
      Lunedì 1 giugnoA – B
      Martedì 2 giugnoCHIUSO (Festa della Repubblica)
      Mercoledì 3 giugnoC – D
      Giovedì 4 giugnoE – K
      Venerdì 5 giugnoL – O
      Sabato 6 giugno (mattina)P – R
      Lunedì 8 giugnoS – Z

      Nota importante: il calendario è indicativo e può variare leggermente a seconda dell’ufficio postale. Verifica sempre l’orario del tuo sportello sul sito di Poste Italiane oppure chiamando il numero verde 803 160. Per chi ritira tramite Postamat il pagamento è disponibile dalle ore 00:00 del 1 giugno 2026, senza turnazione.

      Accredito su conto corrente bancario

      Per chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario, l’importo viene reso disponibile lunedì 1 giugno 2026. Le banche eseguono i bonifici INPS nelle prime ore del mattino: in base alla banca, l’importo può comparire dalle 6:00 alle 12:00 della giornata.

      Le principali banche italiane (Intesa Sanpaolo, UniCredit, BPER, Banco BPM, MPS, Crédit Agricole) accreditano simultaneamente. Le banche cooperative del territorio FVG (CrediFriuli, Banca di Cividale) e gli istituti online seguono lo stesso schema. Se al pomeriggio del 1 giugno l’accredito non risulta visibile, contatta la tua filiale.

      Importi pensioni giugno 2026 e perequazione

      Gli importi delle pensioni di giugno 2026 sono allineati alle mensilità precedenti: la rivalutazione automatica è già stata applicata da gennaio 2026 in base ai dati ISTAT 2025. Il meccanismo di perequazione 2026 prevede:

      Fascia importo% rivalutazione
      Fino a 4 volte il trattamento minimo (~2.447 €)100%
      Da 4 a 5 volte il minimo90%
      Da 5 a 6 volte il minimo75%
      Oltre 10 volte il minimo22%

      La pensione minima giugno 2026 è confermata a 611,85 € mensili (importo lordo), con possibili integrazioni per gli over 70 grazie all’incremento al milione che porta l’importo fino a circa 767,84 € mensili (incremento di 20 € rispetto al 2025). Per approfondire requisiti e procedura della maggiorazione consulta la nostra guida alla maggiorazione sociale 2026.

      Importi medi per categoria pensione giugno 2026

      Per orientarsi sull’importo netto effettivo della pensione di giugno 2026, ecco una panoramica per le principali tipologie di pensione INPS. I valori sono medi e indicativi; il netto effettivo dipende sempre dalla situazione personale (detrazioni, addizionali, conguagli).

      Categoria pensioneLordo medio (€)Netto medio stimato (€)
      Pensione di vecchiaia~ 1.450~ 1.215
      Pensione anticipata~ 1.880~ 1.530
      Pensione di reversibilità~ 760~ 700
      Pensione di invalidità~ 530~ 510
      Assegno sociale~ 540~ 540
      Pensione minima INPS~ 612~ 600

      Le pensioni assistenziali (assegno sociale, pensione di invalidità) sono esenti da IRPEF entro determinate soglie e quindi il netto è quasi pari al lordo. Le pensioni dirette di vecchiaia e anticipate, invece, subiscono il prelievo IRPEF mensile e le addizionali, con un netto significativamente inferiore al lordo.

      Pensioni in pagamento all’estero

      I pensionati italiani residenti all’estero ricevono la pensione tramite Citibank N.A., agente pagatore convenzionato con INPS. Le date di pagamento per giugno 2026 dipendono dal Paese di residenza:

      • Paesi UE e SEE: accredito intorno al 1 giugno 2026 con bonifico SEPA
      • Paesi extra-UE: accredito tra il 2 e il 5 giugno 2026, in base alla valuta locale e al fuso orario
      • Pagamenti in contanti tramite Western Union (per Paesi senza sistema bancario sviluppato): disponibilità dal 5 giugno 2026

      Attenzione fiscale per i pensionati AIRE: chi vive stabilmente all’estero (iscritto AIRE) è soggetto a regimi fiscali differenziati. La doppia tassazione tra Italia e Paese di residenza è regolata da convenzioni internazionali. Il CAF Centro Fiscale assiste i pensionati AIRE per la corretta gestione della certificazione di residenza fiscale.

      Trattenute giugno 2026: addizionali e conguagli

      Sul cedolino di giugno 2026 proseguono le trattenute fiscali iniziate nei mesi precedenti. Ecco le voci attive:

      • IRPEF mensile: 1/12 dell’imposta annua, già al netto delle detrazioni
      • Addizionale regionale IRPEF – 4ª rata su 11 (rate da marzo 2026 a gennaio 2027)
      • Addizionale comunale saldo 2025 – 4ª rata su 9 (rate da marzo a novembre 2026)
      • Addizionale comunale acconto 2026 – 4ª rata su 9 (rate da marzo a novembre 2026)
      • Eventuali recuperi indebiti e rate cessione del quinto attive

      A giugno NON è prevista alcuna nuova rata di acconto regionale: l’addizionale regionale è interamente in saldo (i Comuni invece sommano saldo + acconto). Per capire perché la pensione può variare in negativo o in positivo da un mese all’altro, leggi l’approfondimento dedicato alle cause di pensione più bassa nei mesi primaverili.

      Conguaglio 730/2026 sui pensionati: tempistiche

      Giugno è il mese in cui i pensionati si chiedono quando arriverà il rimborso 730 sulla pensione (oppure quando partirà la trattenuta in caso di debito). L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, applica i conguagli derivanti dal modello 730/2026 secondo un calendario preciso.

      Tempistiche conguaglio 730 sulla pensione

      Mese di trasmissione 730Mese di rimborso/trattenuta
      Entro maggio 2026Luglio o agosto 2026
      Entro giugno 2026Agosto 2026
      Entro luglio 2026Settembre 2026
      Entro settembre 2026Ottobre/novembre 2026

      Importante per giugno: sul cedolino di giugno non compaiono ancora le voci del 730 (a meno che non sia un caso di trasmissione anticipatissima). Il rimborso vero e proprio arriva da luglio o agosto. Per gli aspetti tecnici, esempi di calcolo e gestione della rateizzazione del debito, leggi la guida completa al rimborso 730 pensionati 2026.

      Quando arriva la quattordicesima? A luglio 2026, non a giugno. Per importi e requisiti consulta la guida alla quattordicesima pensione 2026.

      Come consultare il cedolino di giugno su MyINPS

      Il cedolino della pensione di giugno 2026 è disponibile dal 22 maggio 2026 sul portale INPS. Tre i modi principali per consultarlo:

      1. MyINPS sul sito INPS: accesso con SPID, CIE o CNS, sezione “Cedolino della pensione”
      2. App INPS Mobile: stesso accesso, comoda per chi usa lo smartphone
      3. Cedolino via email: se attivato, arriva ogni mese in PDF protetto da password

      Per la guida dettagliata su come leggere ogni voce del cedolino, dalla pensione lorda al netto effettivo, consulta il nostro approfondimento sul cedolino pensione: come leggerlo riga per riga: la struttura del cedolino è identica anche per giugno.

      Novità cedolino giugno 2026

      A giugno 2026 si segnalano alcune novità organizzative e fiscali importanti per i pensionati:

      • Avvio invio cedolino via email per nuovi iscritti: chi ha attivato il servizio entro maggio 2026 riceve il primo cedolino digitale a giugno
      • Verifica reddituale annuale: l’INPS sta concludendo le verifiche sui titolari di prestazioni assistenziali (assegno sociale, integrazione al minimo, maggiorazione sociale)
      • Comunicazioni IMU: in vista della scadenza del 16 giugno 2026, alcuni Comuni inviano avvisi bonari ai pensionati sull’acconto IMU
      • Conguaglio 730/2026: se hai presentato il 730 entro maggio, in cedolino di luglio o agosto vedrai le voci di rimborso o trattenuta

      Attenzione: i pensionati che non hanno ancora presentato il 730/2026 hanno tempo fino al 30 settembre 2026 per la trasmissione. Tuttavia, anticipare la presentazione conviene perché accelera il rimborso o riduce gli interessi sul debito.

      Assistenza CAF per pensionati

      Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i pensionati di Udine e provincia con servizi gratuiti e a tariffe convenzionate:

      • Lettura e verifica gratuita del cedolino della pensione
      • Compilazione modello 730/2026 (a partire da 30 € per pensionati)
      • Calcolo IMU 2026 e predisposizione modello F24
      • Verifica diritto a quattordicesima e maggiorazione sociale
      • Pratiche di ricostituzione e supplemento di pensione
      • ISEE e servizi di patronato (gratuiti)

      Prenota assistenza al CAF Centro Fiscale

      Cedolino, 730 dei pensionati, IMU di giugno: ti aiutiamo a gestire ogni adempimento di giugno 2026.

      📞 Telefono: 0432 1638640
      💬 WhatsApp: 366 6018121
      📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

      Servizio Pensioni

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      Ricevi via email il calendario mensile delle pensioni, le scadenze fiscali e le guide pratiche del CAF Centro Fiscale. 🔒 I tuoi dati sono al sicuro: nessuno spam.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti

      Quando viene pagata la pensione di giugno 2026?

      La pensione di giugno 2026 è accreditata lunedì 1 giugno 2026, primo giorno bancabile del mese. Non sono previsti anticipi a fine maggio: il calendario è regolare per banche e Poste.

      Il 2 giugno (Festa della Repubblica) impatta sul pagamento?

      No. Il 2 giugno è festivo ma cade di martedì, quindi il pagamento è già stato effettuato il giorno prima. Banche e Poste sono chiuse solo il 2 giugno; la normale operatività riprende il 3 giugno.

      Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione?

      Il rimborso 730/2026 arriva sul cedolino della pensione tipicamente nei mesi di luglio o agosto 2026, in funzione del mese di trasmissione del modello. Per chi presenta tardi (settembre), il rimborso slitta a ottobre o novembre.

      A giugno c’è la quattordicesima?

      No. La quattordicesima delle pensioni viene erogata a luglio 2026, per i pensionati che hanno compiuto 64 anni e rispettano i limiti reddituali. A giugno l’importo è quello ordinario.

      Pensione e IMU: quando si paga?

      L’acconto IMU 2026 scade il 16 giugno 2026. I pensionati proprietari di seconda casa, fabbricati commerciali o terreni devono pagare il 50% dell’imposta annua. La prima casa di abitazione è esente, salvo i casi di abitazioni di lusso (categorie A/1, A/8, A/9). Per regole complete (esenzione prima casa, comodato, AIRE, codici tributo) consulta la nostra guida IMU 2026 per pensionati.

      Come consultare il cedolino di giugno 2026?

      Il cedolino è disponibile dal 22 maggio 2026 su MyINPS previo accesso con SPID, CIE o CNS. In alternativa puoi consultarlo dall’app INPS Mobile o riceverlo via email se hai attivato il servizio gratuito.

      Quanto è la pensione minima a giugno 2026?

      La pensione minima INPS è di 611,85 € mensili per il 2026 (619,80 € con la rivalutazione straordinaria 1,3% sugli assegni minimi). Con la maggiorazione sociale e l’incremento al milione, i pensionati over 70 con redditi sotto i limiti previsti possono raggiungere circa 767,84 € mensili.

      Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 08:00:002026-05-31 09:44:17Pagamento Pensioni Giugno 2026: Date, Importi e Calendario INPS
      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

      Pagamento Pensioni Giugno 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

      Pensione 2026 INPS

      Il pagamento pensioni giugno 2026 rappresenta un appuntamento molto atteso da milioni di pensionati italiani. Quando arriva la pensione di giugno? Quali importi aspettarsi? E chi riceverà la quattordicesima? In questa guida completa troverai tutte le informazioni aggiornate: la data di accredito su conto corrente, il calendario alfabetico delle Poste per il ritiro in contanti, gli importi rivalutati con l’adeguamento ISTAT e le trattenute fiscali applicate nel mese di giugno. Se sei un pensionato che vuole pianificare le proprie spese, qui trovi tutto quello che ti serve sapere.

      Indice dei contenuti

      1. Data accredito pensione giugno 2026
      2. Calendario Poste: ritiro in contanti giugno 2026
      3. Importi pensioni giugno 2026 e rivalutazione ISTAT
      4. Trattenute sulla pensione di giugno 2026
      5. Quattordicesima pensione: chi la riceve a giugno 2026
      6. Cedolino pensione giugno 2026: come consultarlo su MyINPS
      7. Pensione minima e maggiorazione sociale 2026
      8. Tipologie di pensione: vecchiaia, anticipata e reversibilità
      9. FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni giugno 2026

      Data accredito pensione giugno 2026

      La data di pagamento della pensione di giugno 2026 segue la regola generale stabilita dall’INPS: l’accredito avviene il primo giorno bancabile del mese. Per giugno 2026, il 1° giugno cade di lunedì, quindi è un giorno lavorativo a tutti gli effetti.

      Questo significa che la pensione di giugno 2026 verrà accreditata lunedì 1° giugno 2026 per chi riceve il pagamento tramite:

      • Conto corrente bancario – accredito il 1° giugno, disponibile dalla mattina
      • Conto corrente postale (BancoPosta) – accredito il 1° giugno
      • Libretto postale – accredito il 1° giugno, prelevabile in giornata
      • Carta Postepay Evolution – accredito il 1° giugno

      Se il primo giorno del mese fosse caduto di sabato, domenica o festivo, il pagamento sarebbe slittato al primo giorno lavorativo successivo. Per giugno 2026 questo problema non si pone: il pagamento arriva puntuale il primo del mese.

      Attenzione: in alcuni casi, l’accredito può risultare visibile sul conto nella serata del giorno precedente (31 maggio), soprattutto per i correntisti di alcune banche che anticipano la valuta. Tuttavia, la data ufficiale INPS resta il 1° giugno 2026.

      Calendario Poste: ritiro in contanti giugno 2026

      Per chi riscuote la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane prevede un calendario scaglionato per ordine alfabetico del cognome. Questa organizzazione, introdotta durante la pandemia, è stata mantenuta per evitare assembramenti e rendere il servizio più efficiente.

      Il calendario ritiro pensione giugno 2026 alle Poste segue indicativamente questa suddivisione (le date esatte vengono comunicate da Poste Italiane qualche giorno prima):

      GiornoDataCognomi
      Lunedì1 giugno 2026A – B
      Martedì2 giugno 2026Festa della Repubblica – Uffici chiusi
      Mercoledì3 giugno 2026C – D
      Giovedì4 giugno 2026E – K
      Venerdì5 giugno 2026L – O
      Sabato (mattina)6 giugno 2026P – R
      Lunedì8 giugno 2026S – Z

      Nota importante: il 2 giugno è la Festa della Repubblica, quindi gli uffici postali saranno chiusi. Questo potrebbe modificare leggermente il calendario rispetto ad altri mesi. Ti consigliamo di verificare il calendario definitivo sul sito di Poste Italiane o direttamente presso il tuo ufficio postale di riferimento.

      Chi si presenta in un giorno diverso da quello assegnato potrebbe dover attendere più a lungo o essere invitato a tornare nel giorno corretto.

      Importi pensioni giugno 2026 e rivalutazione ISTAT

      Gli importi delle pensioni di giugno 2026 riflettono la rivalutazione automatica applicata dall’INPS a partire dal 1° gennaio 2026, in base all’indice di inflazione ISTAT. La rivalutazione (detta anche “perequazione automatica”) serve a proteggere il potere d’acquisto dei pensionati dall’aumento del costo della vita.

      Per il 2026, il Ministero dell’Economia ha fissato la rivalutazione provvisoria in base ai dati ISTAT sull’inflazione del 2025. Ecco come funziona il meccanismo a scaglioni:

      Fascia di pensioneRivalutazione applicataEsempio su pensione lorda
      Fino a 4 volte il minimo (circa 2.400 €/mese)100% dell’indice ISTATRivalutazione piena
      Da 4 a 5 volte il minimo (2.400 – 3.000 €)90% dell’indice ISTATRivalutazione parziale
      Da 5 a 6 volte il minimo (3.000 – 3.600 €)75% dell’indice ISTATRivalutazione ridotta
      Oltre 6 volte il minimo (oltre 3.600 €)50% dell’indice ISTATRivalutazione dimezzata

      La rivalutazione piena al 100% spetta solo ai trattamenti pensionistici più bassi, fino a circa 2.400 euro lordi mensili. Chi percepisce pensioni più elevate riceve un adeguamento percentuale inferiore. Questo meccanismo è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2026.

      Esempio pratico: supponiamo che Mario percepisce una pensione lorda di 1.500 euro al mese e che l’indice ISTAT sia dell’1,6%. L’aumento sarà di 1.500 x 1,6% = 24 euro lordi mensili. A giugno, Mario troverà già la pensione rivalutata nel cedolino.

      Trattenute sulla pensione di giugno 2026

      Il mese di giugno è particolarmente significativo per le trattenute fiscali sulla pensione. Oltre alle trattenute ordinarie (IRPEF mensile), a giugno l’INPS applica anche trattenute aggiuntive legate al conguaglio fiscale derivante dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.

      Ecco le principali voci che possono comparire sul cedolino pensione giugno 2026:

      • IRPEF mensile ordinaria – la trattenuta fiscale standard calcolata in base allo scaglione di reddito
      • Addizionale regionale IRPEF – trattenuta in 11 rate da gennaio a novembre. A giugno sei alla sesta rata
      • Addizionale comunale IRPEF – suddivisa in rate mensili, varia da comune a comune
      • Conguaglio IRPEF 2025 – se dal ricalcolo risulta un debito fiscale per il 2025, l’INPS lo trattiene a partire da giugno (o dal mese in cui elabora il modello 730)
      • Trattenute per cessione del quinto – se hai un prestito con cessione del quinto sulla pensione
      • Quota associativa sindacale – se hai aderito a un sindacato dei pensionati

      Importante: se hai presentato il modello 730/2026 tramite il CAF entro le prime scadenze, il conguaglio fiscale (a debito o a credito) potrebbe comparire già nel cedolino di giugno o luglio. In caso di credito IRPEF, riceverai il rimborso direttamente nella pensione. In caso di debito, la trattenuta verrà applicata sulla mensilità.

      Quattordicesima pensione: chi la riceve a giugno 2026

      La quattordicesima mensilità (o “somma aggiuntiva”) è un bonus economico erogato dall’INPS a favore dei pensionati con reddito complessivo basso. Normalmente viene pagata con la mensilità di luglio, ma in alcuni casi può essere anticipata o erogata in un momento diverso.

      Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026?

      • Pensionati con almeno 64 anni di età
      • Titolari di pensione di vecchiaia, anticipata, invalidità o ai superstiti (reversibilità)
      • Con reddito complessivo entro determinati limiti (aggiornati annualmente)

      Gli importi della quattordicesima variano in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito:

      Anni di contributiImporto (reddito fino a 1,5x minimo)Importo (reddito fino a 2x minimo)
      Fino a 15 anni (dipendenti) / 18 (autonomi)437 €336 €
      Da 15 a 25 anni (dipendenti) / 18-28 (autonomi)546 €420 €
      Oltre 25 anni (dipendenti) / 28 (autonomi)655 €504 €

      Quando arriva la quattordicesima a giugno 2026? Di norma, l’INPS eroga la quattordicesima con il cedolino di luglio per chi ha già i requisiti. Tuttavia, per i pensionati che compiono 64 anni nel primo semestre 2026, potrebbe esserci un’erogazione anticipata. Se non la ricevi a luglio e ritieni di averne diritto, puoi presentare domanda tramite il portale INPS o rivolgendoti a un patronato.

      Cedolino pensione giugno 2026: come consultarlo su MyINPS

      Il cedolino pensione giugno 2026 è il documento che riporta nel dettaglio l’importo lordo, le trattenute e il netto accreditato. Consultarlo è fondamentale per verificare che tutto sia corretto e per capire eventuali variazioni rispetto al mese precedente.

      Come accedere al cedolino pensione online:

      1. Vai sul sito www.inps.it
      2. Accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
      3. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati”
      4. Seleziona il mese di giugno 2026
      5. Visualizza o scarica il cedolino in formato PDF

      Sul cedolino troverai le seguenti informazioni:

      • Importo lordo della pensione
      • Trattenute IRPEF (aliquota applicata e importo)
      • Addizionali regionali e comunali
      • Detrazioni eventualmente spettanti
      • Importo netto accreditato
      • Eventuali arretrati o conguagli
      • La quattordicesima, se erogata nel mese

      Il cedolino di giugno 2026 sarà disponibile indicativamente a partire dal 20-25 maggio 2026. Se non riesci ad accedere al portale INPS, puoi richiedere assistenza al numero verde 803 164 (gratuito da fisso) o al 06 164 164 (da mobile, a pagamento).

      Pensione minima e maggiorazione sociale 2026

      La pensione minima (o “trattamento minimo”) è l’importo minimo garantito dall’INPS ai pensionati che hanno versato contributi insufficienti per raggiungere una pensione adeguata. Per il 2026, il trattamento minimo è stato rivalutato in base all’inflazione ISTAT.

      L’importo della pensione minima 2026 è di circa 603-616 euro al mese (l’importo esatto verrà confermato dall’INPS con la circolare definitiva). Per 13 mensilità si tratta di circa 7.800-8.000 euro annui.

      Maggiorazione sociale: i pensionati con redditi molto bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un incremento dell’importo pensionistico previsto dalla legge. La maggiorazione spetta a chi ha compiuto 60 anni e il cui reddito personale (o coniugale, se coniugato) non supera determinati limiti.

      • Maggiorazione per over 60: incremento mensile che porta la pensione a un importo più dignitoso
      • Maggiorazione per over 70: l’incremento è più sostanzioso (fino a circa 700 euro totali al mese)
      • Requisiti reddituali: il reddito personale e quello coniugale non devono superare le soglie fissate annualmente dall’INPS

      Se ritieni di avere diritto alla maggiorazione sociale e non la ricevi, è consigliabile rivolgersi a un patronato o al CAF per verificare la tua situazione e presentare domanda.

      Tipologie di pensione: vecchiaia, anticipata e reversibilità

      Non tutte le pensioni sono uguali. Il sistema previdenziale italiano prevede diverse tipologie di trattamento pensionistico, ciascuna con requisiti e importi differenti. Conoscere la differenza è importante per capire quanto riceverai a giugno e quali regole si applicano al tuo caso.

      Pensione di vecchiaia

      È la forma più comune di pensione. Spetta a chi raggiunge l’età pensionabile (attualmente 67 anni) con almeno 20 anni di contributi. L’importo dipende dalla retribuzione media e dai contributi versati durante la carriera lavorativa.

      Pensione anticipata

      Permette di andare in pensione prima dei 67 anni, a patto di aver maturato un numero sufficiente di anni di contributi: 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne. L’importo potrebbe essere leggermente inferiore rispetto alla pensione di vecchiaia, perché si percepisce per un periodo più lungo. Esistono anche altre opzioni come la Quota 103 e Opzione Donna con requisiti specifici.

      Pensione di reversibilità (ai superstiti)

      Spetta al coniuge superstite (e in alcuni casi ai figli) del pensionato deceduto. L’importo è una percentuale della pensione del defunto:

      • 60% al coniuge solo
      • 80% al coniuge con un figlio a carico
      • 100% al coniuge con due o più figli a carico

      Se il reddito del superstite supera determinate soglie, la percentuale viene ridotta (del 25%, 40% o 50%). Anche la pensione di reversibilità viene accreditata il 1° giugno 2026 con le stesse modalità.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni giugno 2026

      Quando viene pagata la pensione di giugno 2026?

      La pensione di giugno 2026 viene accreditata lunedì 1° giugno 2026 su conto corrente bancario, postale, libretto di risparmio o carta Postepay Evolution. Per il ritiro in contanti alle Poste si segue il calendario alfabetico che inizia sempre dal 1° giugno.

      Come faccio a vedere il cedolino pensione di giugno 2026?

      Puoi consultare il cedolino pensione di giugno 2026 accedendo al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati” e seleziona il mese di giugno. Il cedolino sarà disponibile indicativamente dal 20-25 maggio 2026.

      La pensione di giugno 2026 include la quattordicesima?

      Di norma, la quattordicesima viene erogata con il cedolino di luglio. Tuttavia, i pensionati che compiono 64 anni nel primo semestre 2026 potrebbero riceverla in anticipo. Controlla il cedolino di giugno per eventuali importi aggiuntivi.

      Perché la pensione di giugno è più bassa del solito?

      Se la pensione di giugno risulta più bassa, le cause più comuni sono: il conguaglio IRPEF (trattenuta extra dovuta alla dichiarazione dei redditi 2025), le addizionali regionali e comunali in corso di trattenuta, oppure la cessazione di una detrazione che non spetta più. Controlla il cedolino per capire la voce specifica.

      Quanto è la pensione minima a giugno 2026?

      La pensione minima 2026 è di circa 603-616 euro al mese (importo rivalutato ISTAT). Chi ha redditi molto bassi può beneficiare della maggiorazione sociale, che incrementa l’importo fino a circa 700 euro mensili per gli over 70.

      Il 2 giugno le Poste sono aperte per il ritiro pensione?

      No, il 2 giugno 2026 è la Festa della Repubblica e gli uffici postali sono chiusi. Il calendario di ritiro pensioni salta questa giornata e riprende il 3 giugno. Se il tuo cognome rientra nella fascia prevista per il 2 giugno, verifica il calendario aggiornato sul sito di Poste Italiane.

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      Capire il cedolino pensione, verificare le trattenute e controllare se hai diritto alla quattordicesima o alla maggiorazione sociale può sembrare complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

      • Leggere e spiegare il tuo cedolino pensione
      • Verificare se hai diritto alla quattordicesima
      • Controllare la corretta applicazione della rivalutazione
      • Assistenza per la dichiarazione dei redditi (730/2026)
      • Domanda di pensione e pratiche di patronato
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        Maggio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-20 08:00:002026-05-31 17:48:29Pagamento Pensioni Giugno 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
        ASSEGNO UNICO

        Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati

        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

        L’Assegno Unico Universale rappresenta, anche nel 2026, il principale strumento di sostegno economico per le famiglie italiane con figli a carico. Per il mese di maggio 2026 l’INPS conferma il consueto calendario di pagamenti, con accrediti distribuiti su una finestra temporale precisa per i beneficiari gia in corso di erogazione e modalita differenziate per le nuove domande accolte. In questa guida analizziamo nel dettaglio le date dei pagamenti di maggio 2026, gli importi aggiornati, le maggiorazioni previste e — punto cruciale — le scadenze per richiedere gli arretrati, tema che ogni anno genera grande attenzione tra le famiglie con ISEE in aggiornamento o domande presentate in ritardo.

        Comprendere il meccanismo dei pagamenti e dei recuperi retroattivi e essenziale per non perdere somme spesso significative: l’Assegno Unico, infatti, puo arrivare a superare i 199 euro mensili per figlio nelle fasce ISEE piu basse, con maggiorazioni che cumulate possono raggiungere cifre molto rilevanti. Il termine del 30 giugno 2026 per la presentazione dell’ISEE rappresenta la scadenza piu importante dell’anno per chi intende ricevere l’integrale degli arretrati spettanti da marzo 2026.

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        Date pagamento Assegno Unico maggio 2026: il calendario INPS

        L’INPS conferma anche per maggio 2026 lo schema di pagamento ormai consolidato per l’Assegno Unico Universale, basato su due regole principali a seconda della situazione del beneficiario.

        Per i nuclei familiari gia beneficiari dell’assegno (cioe quelli che hanno ricevuto l’erogazione almeno una volta in precedenza e non hanno subito sospensioni o variazioni significative), i pagamenti di maggio 2026 sono accreditati nella finestra compresa tra il 17 e il 19 maggio 2026. In particolare:

        • Domenica 17 maggio 2026 — primo giorno utile della finestra di pagamento; tuttavia, trattandosi di domenica, gli accrediti sui conti correnti potrebbero essere visibili nei giorni feriali successivi a seconda della banca
        • Lunedi 18 maggio 2026 — giornata di accredito principale per la maggior parte dei beneficiari
        • Martedi 19 maggio 2026 — completamento della finestra di pagamento per i beneficiari in corso

        Per chi ha presentato una nuova domanda o ha subito una variazione nella situazione familiare (nascita di un figlio, modifica nucleo, primo accoglimento), il pagamento avviene nell’ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento della domanda. Per maggio 2026, considerando il calendario, l’ultimo giorno lavorativo utile e venerdi 29 maggio 2026.

        L’INPS non comunica il dettaglio esatto del singolo accredito tramite SMS o email: per verificare la propria situazione e necessario accedere all’area riservata del portale INPS (sezione “Assegno Unico e Universale”) con SPID, CIE o CNS, oppure usare l’app INPS Mobile.

        Importi Assegno Unico 2026: valori per fascia ISEE

        Per il 2026 l’INPS ha confermato la struttura di importi basata sulla fascia ISEE del nucleo familiare, con la consueta rivalutazione annuale collegata al tasso di variazione dei prezzi al consumo (perequazione ISTAT). Gli importi base per ciascun figlio minore a carico sono i seguenti:

        Fascia ISEE 2026Importo mensile per figlio minore
        Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
        Tra 17.090,61 e 45.574,96 euroImporto decrescente in scala progressiva
        Oltre 45.574,96 euro o ISEE non presentato57,00 euro (importo minimo)

        L’importo massimo di 199,40 euro al mese per ciascun figlio spetta esclusivamente alle famiglie con ISEE pari o inferiore a 17.090,61 euro. Per ISEE compresi tra questa soglia e i 45.574,96 euro, l’importo decresce gradualmente seguendo una curva progressiva calcolata automaticamente dall’INPS sulla base del valore ISEE comunicato. Oltre i 45.574,96 euro (oppure in totale assenza di ISEE valido), spetta l’importo minimo di 57 euro al mese per figlio.

        Per i figli maggiorenni fino a 21 anni (purche studenti, tirocinanti, disoccupati registrati al Centro per l’Impiego, impegnati in servizio civile o lavoratori con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui), gli importi sono ridotti: si va da un massimo di 96,90 euro mensili nella fascia ISEE piu bassa fino a un minimo di 28,50 euro oltre i 45.574,96 euro.

        Maggiorazioni Assegno Unico 2026: tutte le integrazioni

        Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni cumulabili, che possono aumentare in modo molto significativo la somma effettivamente percepita. Vediamole in dettaglio.

        Maggiorazione per figli con disabilita

        Per ogni figlio con disabilita riconosciuta e prevista una maggiorazione che, indipendentemente dall’eta del figlio, viene calcolata in funzione del grado di disabilita. L’importo standard di riferimento e di 91,42 euro mensili ed e modulato secondo le seguenti soglie:

        • Disabilita non autosufficiente: maggiorazione massima
        • Disabilita grave: importo intermedio
        • Disabilita media: importo ridotto rispetto alle precedenti due categorie

        Per i figli maggiorenni con disabilita non c’e limite di eta per percepire l’assegno, mentre per quelli di eta inferiore a 21 anni gli importi seguono comunque la scala ISEE.

        Maggiorazione famiglie numerose (4 o piu figli)

        Per i nuclei familiari con 4 o piu figli a carico, e prevista una maggiorazione forfettaria di 150 euro mensili per l’intero nucleo, riconosciuta a prescindere dal numero esatto di figli oltre il quarto.

        Maggiorazione entrambi genitori lavoratori

        Se entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro (dipendente, autonomo o assimilato), e prevista una maggiorazione per ciascun figlio fino a 21 anni. L’importo massimo e di 35,68 euro mensili per figlio, riconosciuto per ISEE fino a 17.090,61 euro, e decresce progressivamente azzerandosi a 45.574,96 euro.

        Maggiorazione madri under 21

        Per le madri di eta inferiore ai 21 anni e prevista una maggiorazione di 23,68 euro mensili per ciascun figlio, indipendentemente dalla fascia ISEE.

        Maggiorazione transitoria

        La maggiorazione transitoria, prevista per i nuclei che percepivano l’assegno al nucleo familiare (ANF) prima della riforma del 2022, e stata progressivamente ridotta negli anni successivi. Per il 2026 risulta ulteriormente attenuata e in molte casistiche non e piu applicabile: occorre verificare il proprio caso specifico tramite il simulatore INPS.

        Arretrati Assegno Unico 2026: scadenze e termini fondamentali

        Il tema degli arretrati e probabilmente il piu delicato dell’intera disciplina dell’Assegno Unico, perche legato a una serie di scadenze inderogabili che, se non rispettate, comportano la perdita definitiva delle somme arretrate. Vediamo nel dettaglio le date da segnare in calendario.

        Scadenza ISEE: 30 giugno 2026

        La data fondamentale e il 30 giugno 2026. Chi presenta o aggiorna la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) entro questo termine ha diritto a ricevere gli arretrati spettanti a partire da marzo 2026, mese di inizio annualita per l’Assegno Unico. Questo significa che, in caso di ISEE presentato entro fine giugno con valori che danno diritto a un importo piu alto rispetto a quello erogato fino a quel momento, l’INPS provvede a conguagliare le mensilita gia pagate con la differenza dovuta.

        Esempio pratico: una famiglia con due figli minori che non aveva presentato ISEE all’inizio del 2026 percepisce, da marzo, l’importo minimo di 57 euro per figlio, ovvero 114 euro mensili totali. Se a giugno 2026 presenta un ISEE pari a 15.000 euro, ha diritto all’importo massimo di 199,40 euro per figlio (398,80 euro totali). L’INPS conguaglia gli arretrati di marzo, aprile, maggio e giugno: la differenza mensile e di 284,80 euro, per un totale di arretrati di circa 1.139 euro erogati in un’unica soluzione.

        ISEE presentato dopo il 30 giugno 2026

        Se l’ISEE viene presentato dopo il 30 giugno 2026, gli importi maggiorati spettano solo a partire dal mese di presentazione, senza diritto agli arretrati delle mensilita precedenti. Restando sull’esempio sopra: se la stessa famiglia presenta l’ISEE a settembre 2026, percepira l’importo pieno solo da settembre in poi, perdendo definitivamente circa 1.700 euro di arretrati per i mesi da marzo ad agosto.

        Termine di decadenza per nuove domande

        Per chi non ha mai presentato domanda di Assegno Unico per il 2026, la presentazione resta possibile in qualunque momento dell’anno, ma con effetti diversi:

        • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: arretrati spettanti da marzo 2026
        • Domanda presentata dopo il 30 giugno 2026: spettanza solo dal mese di presentazione
        • Domanda presentata per figli nati o adottati nel 2026: spettanza dal mese di nascita/adozione, purche la domanda sia presentata entro 120 giorni dall’evento

        Per le nuove nascite, il termine di 120 giorni e particolarmente importante: presentando la domanda oltre questo termine, si perdono gli arretrati relativi ai mesi successivi alla nascita.

        Domande rinnovate automaticamente per il 2026

        Dal 2023 le domande di Assegno Unico sono rinnovate d’ufficio dall’INPS senza necessita di ripresentarle ogni anno. Tuttavia, occorre comunque aggiornare l’ISEE: senza una DSU 2026 valida l’erogazione prosegue con l’importo minimo di 57 euro per figlio. Per recuperare gli importi pieni occorre presentare l’ISEE entro il 30 giugno.

        Come presentare l’ISEE 2026 per l’Assegno Unico

        La presentazione della DSU 2026 e il passaggio chiave per ottenere l’Assegno Unico nella misura piena. Esistono tre modalita principali:

        1. Tramite CAF (Centro di Assistenza Fiscale): modalita assistita, l’operatore raccoglie tutti i documenti, compila la DSU e la trasmette all’INPS. Servizio generalmente gratuito per il cittadino
        2. Tramite portale INPS (servizio DSU precompilata): accesso con SPID/CIE/CNS, la DSU viene precompilata con dati di Agenzia delle Entrate, INPS e altri enti. Necessita di verifica e integrazione
        3. Tramite professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro)

        Documenti necessari per la DSU 2026

        Per la presentazione della DSU 2026 servono:

        • Documento di identita e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
        • Redditi anno 2024: Modello 730/2025, Modello Redditi PF 2025, CU 2025
        • Patrimonio immobiliare al 31/12/2024: visure catastali, atti di proprieta
        • Patrimonio mobiliare al 31/12/2024: saldo e giacenza media di conti correnti, deposito titoli, libretti postali e bancari, conti deposito, polizze vita, fondi comuni
        • Crypto-attivita: valore al 31/12/2024 di portafogli digitali (obbligo dichiarativo introdotto dal 2024)
        • Targhe veicoli intestati ai membri del nucleo (oltre i 500 cc per motocicli o oltre i 250 cc per auto, con eccezioni)
        • Per nuclei con membri disabili: certificazione di invalidita
        • Per nuclei con immobili in locazione: contratto registrato

        ISEE corrente: alternativa in caso di variazione reddituale

        Se la situazione reddituale o lavorativa del nucleo e significativamente peggiorata rispetto al biennio di riferimento (2024), e possibile presentare un ISEE corrente, che considera i redditi degli ultimi 12 mesi. La condizione di accesso e una variazione del reddito superiore al 25% oppure la perdita del lavoro di un componente del nucleo. L’ISEE corrente ha validita di 6 mesi e va rinnovato per mantenere il diritto agli importi aggiornati.

        Modalita di pagamento e canali di accredito

        L’Assegno Unico Universale viene erogato attraverso il canale di pagamento indicato dal richiedente al momento della domanda. Le modalita disponibili sono:

        • Accredito su conto corrente bancario o postale intestato o cointestato al richiedente — modalita prevalente, l’IBAN deve essere valido e accettato dal sistema INPS
        • Accredito su carta prepagata con IBAN (es. Postepay Evolution, carte di pagamento dei principali operatori)
        • Accredito su libretto postale
        • Bonifico domiciliato presso ufficio postale (utilizzato per importi inferiori a 1.000 euro e in mancanza di IBAN)

        E fondamentale verificare che l’IBAN indicato sia ancora valido: in caso di chiusura del conto, gli accrediti vanno in sospeso e occorre comunicare il nuovo IBAN tramite il portale INPS (modello SR163) per sbloccare i pagamenti, inclusi gli eventuali arretrati gia maturati. La comunicazione tardiva non comporta perdita degli importi, ma puo causare significativi ritardi negli accrediti.

        Genitori separati o divorziati: ripartizione dell’assegno

        Per i genitori separati, divorziati o non conviventi, la regola generale prevede la ripartizione al 50% dell’Assegno Unico tra entrambi i genitori, salvo diverso accordo o provvedimento del giudice. La modalita di erogazione si configura quindi come segue:

        • In presenza di affidamento condiviso: l’assegno e ripartito automaticamente al 50% tra i due genitori, ciascuno dei quali deve presentare domanda
        • In caso di affidamento esclusivo: l’intero importo viene erogato al genitore affidatario
        • In caso di diverso accordo: i genitori possono scegliere un diverso criterio di ripartizione, che deve essere comunicato all’INPS

        L’ISEE di riferimento per il calcolo dell’importo e quello del nucleo familiare di ciascun genitore: questo significa che, se i due nuclei hanno ISEE molto differenti, gli importi percepiti dai due genitori per lo stesso figlio possono essere diversi. Ogni genitore percepira il 50% dell’importo calcolato sulla base del proprio ISEE.

        Sospensioni, decadenze e ricorsi

        L’erogazione dell’Assegno Unico puo essere sospesa in diverse situazioni che e bene conoscere per evitare interruzioni inattese.

        Cause di sospensione

        • ISEE difforme: se l’INPS riscontra incongruenze tra i dati DSU e quelli risultanti dalle banche dati (Agenzia Entrate, Anagrafe Tributaria), il pagamento viene sospeso in attesa di regolarizzazione
        • Errori sui dati anagrafici: cambi di residenza non aggiornati, errori sul codice fiscale
        • IBAN non valido: chiusura conto, IBAN errato, IBAN intestato a soggetto diverso dal richiedente
        • Variazioni del nucleo familiare non comunicate (matrimonio, separazione, decesso)
        • Cessazione del diritto: figli che compiono 21 anni senza requisiti di mantenimento, perdita della residenza in Italia

        Come presentare ricorso

        In caso di diniego, sospensione o importo ridotto ritenuto non corretto, il beneficiario puo presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla comunicazione del provvedimento, tramite il portale INPS o un Patronato. Decorsi i 90 giorni senza esito favorevole, e possibile ricorrere al Giudice del Lavoro entro l’ulteriore termine di 90 giorni.

        Particolarmente importante e il ricorso per riesame quando il diniego deriva da incongruenze ISEE: in molti casi, l’integrazione documentale risolve il problema senza necessita di procedure formali.

        Cumulabilita con altri bonus famiglia

        L’Assegno Unico Universale e cumulabile con la maggior parte degli altri sostegni alle famiglie, ma con alcune importanti eccezioni che e fondamentale conoscere per pianificare correttamente le richieste.

        Bonus cumulabili con l’Assegno Unico

        • Bonus asilo nido: pienamente cumulabile, prevede importi fino a 3.000 euro annui per ISEE fino a 25.000 euro
        • Carta “Dedicata a te”: cumulabile per ISEE fino a 15.000 euro
        • Bonus bollette (luce, gas, acqua): cumulabile per ISEE fino a 9.530 euro (20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli)
        • Bonus nascita / bonus mamma: cumulabile
        • Maternita comunale: cumulabile
        • Assegno di inclusione (ADI): cumulabile con calcolo specifico

        Sostegni NON cumulabili (sostituiti dall’Assegno Unico)

        • Assegno al Nucleo Familiare (ANF): abolito per i nuclei con figli a carico dal 1 marzo 2022 (resta solo per nuclei senza figli)
        • Assegno per il terzo figlio (Comuni): assorbito nell’Assegno Unico
        • Premio alla nascita / bonus mamma “domani”: abrogato
        • Detrazioni IRPEF per figli a carico fino a 21 anni: non spettano, sostituite dall’Assegno Unico (restano dai 21 anni in poi)

        Simulazione e calcolo: come stimare l’importo

        Per stimare l’importo spettante a maggio 2026, l’INPS mette a disposizione un simulatore online accessibile dal portale (anche senza autenticazione). Il calcolo richiede l’inserimento di:

        • Valore ISEE 2026 (o stima)
        • Numero figli a carico, distinti per fasce di eta (minori, 18-21 anni, oltre 21)
        • Eventuali figli con disabilita e relativo grado
        • Indicazione se entrambi i genitori sono lavoratori
        • Indicazione se la madre ha meno di 21 anni

        Esempio di calcolo: famiglia con due figli

        VoceImporto mensile
        Famiglia con ISEE 15.000 euro, 2 figli minori, entrambi genitori lavoratori 
        Importo base (199,40 x 2)398,80 euro
        Maggiorazione entrambi lavoratori (35,68 x 2)71,36 euro
        TOTALE MENSILE470,16 euro
        TOTALE ANNUO5.641,92 euro

        Esempio di calcolo: famiglia numerosa

        VoceImporto mensile
        Famiglia con ISEE 16.000 euro, 4 figli minori, entrambi genitori lavoratori 
        Importo base (199,40 x 4)797,60 euro
        Maggiorazione entrambi lavoratori (35,68 x 4)142,72 euro
        Maggiorazione famiglie 4 o piu figli (forfettaria)150,00 euro
        TOTALE MENSILE1.090,32 euro
        TOTALE ANNUO13.083,84 euro

        Errori comuni e come evitarli

        Nella nostra esperienza presso il CAF Centro Fiscale di Udine, alcuni errori si ripetono con frequenza tra i contribuenti che si rivolgono al servizio per problemi relativi all’Assegno Unico. Vediamo i piu importanti:

        1. Ritardare l’ISEE oltre il 30 giugno: e l’errore piu costoso, comporta la perdita di mesi di arretrati senza possibilita di recupero
        2. Non aggiornare l’IBAN dopo cambio banca: blocca completamente l’erogazione
        3. Dimenticare di comunicare nuove nascite: la domanda integrativa va presentata entro 120 giorni
        4. Errori sui dati anagrafici dei figli: codici fiscali errati o nomi scritti male generano sospensioni
        5. Non dichiarare correttamente le crypto-attivita: dal 2024 e obbligatorio nella DSU; l’omissione genera ISEE difforme con conseguente blocco
        6. Non comunicare la separazione: porta a sovrapposizioni di pagamenti che vanno restituiti
        7. Confondere il calendario di erogazione: gli accrediti si concentrano nella finestra 17-19, non sono “tardivi” se arrivano il 19 invece del 17

        Novita 2026 e prospettive future

        Per il 2026, l’INPS ha confermato la rivalutazione ISTAT applicata agli importi base e alle maggiorazioni, con incrementi del +0,8% rispetto al 2025 in linea con l’inflazione registrata nel periodo di riferimento. Le fasce ISEE di accesso ai diversi scaglioni sono state anch’esse adeguate per evitare di penalizzare le famiglie con redditi nominalmente cresciuti per effetto dell’inflazione.

        Tra le novita procedurali piu rilevanti:

        • Integrazione con PagoPA potenziata per la gestione di ricorsi e richieste di chiarimento
        • App INPS Mobile con nuova sezione dedicata al monitoraggio in tempo reale dello stato dei pagamenti
        • DSU precompilata con maggior copertura di dati patrimoniali e finanziari, riducendo il tempo di compilazione
        • Comunicazione preventiva via app/email del rischio di scadenza ISEE per evitare perdita di arretrati

        Sul fronte normativo, restano in discussione possibili modifiche alla struttura delle maggiorazioni, con particolare attenzione al rafforzamento del sostegno alle famiglie numerose e a quelle con figli disabili. Eventuali aggiornamenti saranno introdotti con la Legge di Bilancio 2027.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Conclusioni: cosa fare a maggio 2026

        Maggio 2026 rappresenta un mese chiave per l’Assegno Unico Universale: l’erogazione regolare si concentra nella finestra 17-19 maggio per i beneficiari in corso, mentre per le nuove domande accolte l’accredito avviene entro il 29 maggio. Ma soprattutto, il mese di maggio e l’ultimo “promemoria” prima della scadenza fondamentale del 30 giugno 2026, oltre la quale si perdono in modo definitivo gli arretrati maturati dall’inizio dell’anno per chi non ha ancora aggiornato l’ISEE.

        Per non incorrere in perdite economiche significative — che, come abbiamo visto, possono superare facilmente i 1.000-2.000 euro per nucleo familiare — e fondamentale:

        • Verificare la validita dell’ISEE 2026 nella propria area riservata INPS
        • Se l’ISEE non e stato ancora aggiornato, prenotare immediatamente un appuntamento al CAF per la compilazione della DSU
        • Controllare che l’IBAN comunicato sia attivo
        • Per nuove nascite, presentare domanda entro 120 giorni
        • Per situazioni di reddito peggiorate, valutare l’ISEE corrente

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per la compilazione e trasmissione della DSU, la presentazione delle domande di Assegno Unico, la gestione di eventuali ricorsi e la consulenza sulla cumulabilita con altri bonus famiglia. Contattaci per fissare un appuntamento e mettere in sicurezza il tuo diritto all’Assegno Unico per il 2026.

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        FAQ – Domande frequenti sull’Assegno Unico maggio 2026

        Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

        Per i beneficiari gia in corso, il pagamento e accreditato tra il 17 e il 19 maggio 2026. Per chi ha presentato una nuova domanda o ha avuto variazioni, l’accredito avviene entro l’ultimo giorno lavorabile del mese, ovvero venerdi 29 maggio 2026.

        Qual e l’importo massimo dell’Assegno Unico nel 2026?

        L’importo base massimo e di 199,40 euro mensili per ciascun figlio minore, riconosciuto alle famiglie con ISEE fino a 17.090,61 euro. Con le maggiorazioni (figli disabili, famiglie numerose, entrambi genitori lavoratori), il totale per nucleo puo superare significativamente questa cifra.

        Entro quando bisogna presentare l’ISEE per gli arretrati?

        L’ISEE deve essere presentato entro il 30 giugno 2026 per avere diritto agli arretrati spettanti da marzo 2026. Dopo questa data, gli importi maggiorati spettano solo dal mese di presentazione, senza recupero dei mesi precedenti.

        Bisogna rifare la domanda di Assegno Unico ogni anno?

        No, dal 2023 le domande sono rinnovate d’ufficio dall’INPS. E pero indispensabile aggiornare annualmente l’ISEE per mantenere l’importo pieno: senza una DSU valida 2026, l’erogazione prosegue al minimo di 57 euro per figlio.

        Cosa succede se non presento l’ISEE?

        In assenza di ISEE valido per il 2026, si percepisce l’importo minimo di 57 euro mensili per figlio. La differenza rispetto all’importo spettante in base alla reale situazione economica e definitivamente persa se l’ISEE non viene presentato entro il 30 giugno 2026.

        Come funziona l’Assegno Unico per genitori separati?

        In caso di affidamento condiviso, l’assegno e ripartito al 50% tra i due genitori, calcolato sulla base dell’ISEE di ciascun nucleo. In caso di affidamento esclusivo, l’intero importo spetta al genitore affidatario. I genitori possono concordare diversamente comunicandolo all’INPS.

        L’Assegno Unico e cumulabile con il bonus asilo nido?

        Si, l’Assegno Unico e pienamente cumulabile con il bonus asilo nido, che prevede contributi fino a 3.000 euro annui per ISEE fino a 25.000 euro. Anche carta “Dedicata a te”, bonus bollette e bonus nascita sono cumulabili con l’Assegno Unico.

        Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 13:28:382026-05-31 17:49:26Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati
        ASSEGNO UNICO

        Assegno unico maggio 2026, le date dei pagamenti e le scadenze per gli arretrati

        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

        L’Assegno Unico Universale per i figli a carico continua a rappresentare nel 2026 il principale sostegno economico erogato dall’INPS alle famiglie italiane. Anche per il mese di maggio 2026, milioni di nuclei familiari attendono l’accredito dell’importo, che varia in base all’ISEE e alla composizione del nucleo. In questo articolo trovi tutte le date dei pagamenti di maggio 2026, le indicazioni per le nuove domande, le scadenze per gli arretrati e le maggiorazioni previste dal D.Lgs. 230/2021.

        Indice dei contenuti

        1. Date pagamenti Assegno Unico maggio 2026
        2. Nuove domande: quando arriva il pagamento
        3. Arretrati Assegno Unico: scadenze e diritto al recupero
        4. Importi 2026: dalla soglia minima al massimo
        5. Maggiorazioni 2026: disabilità, famiglie numerose, madri under 21
        6. ISEE 2026: rinnovo entro il 30 giugno per non perdere arretrati
        7. Come verificare il pagamento sul portale INPS
        8. Cosa fare in caso di mancato pagamento
        9. FAQ – Domande frequenti

        Date pagamenti Assegno Unico maggio 2026

        L’INPS ha confermato il consueto calendario dei pagamenti per l’Assegno Unico Universale anche per il mese di maggio 2026. Per i nuclei familiari che percepiscono già la prestazione e che hanno un’ISEE valido, l’accredito avviene tra il 17 e il 19 di ogni mese. Tuttavia, nel mese di maggio 2026 il 17 cade di domenica: per questo motivo, i pagamenti saranno effettuati nei giorni lavorativi immediatamente successivi.

        Le date di pagamento previste per maggio 2026 sono dunque:

        • Lunedì 18 maggio 2026 – primo giorno utile di pagamento per i beneficiari in corso
        • Martedì 19 maggio 2026 – secondo giorno di accrediti
        • Mercoledì 20 maggio 2026 – completamento dei pagamenti per i beneficiari “storici”

        Il pagamento avviene tramite bonifico sull’IBAN comunicato all’INPS dal genitore o tutore richiedente. È bene ricordare che, in caso di IBAN cointestato, è necessario che sia indicato anche il genitore richiedente come intestatario, altrimenti l’importo viene sospeso.

        Nuove domande: quando arriva il pagamento

        Discorso diverso per chi ha presentato la domanda di Assegno Unico nel mese di maggio 2026 o nei mesi immediatamente precedenti senza essere ancora entrato a regime. In questi casi il pagamento non segue il calendario 17-19, ma viene effettuato nell’ultimo giorno lavorativo del mese di accoglimento della domanda.

        Per maggio 2026 l’ultimo giorno lavorativo è venerdì 29 maggio 2026: chi vede la propria domanda accolta entro questa data riceverà l’accredito proprio in quella giornata. Dal mese successivo, una volta diventato “beneficiario in corso”, il pagamento rientrerà nel calendario ordinario 17-19.

        È importante sottolineare un aspetto pratico: tra la data di protocollazione della domanda e la data di accoglimento da parte dell’INPS possono passare alcune settimane. Per questo motivo, se la domanda è stata presentata negli ultimi giorni di aprile o nei primi giorni di maggio, è possibile che il primo accredito arrivi solo a fine maggio o, in alcuni casi, a giugno 2026, con gli arretrati delle mensilità maturate.

        Arretrati Assegno Unico: scadenze e diritto al recupero

        Uno dei dubbi più frequenti riguarda gli arretrati dell’Assegno Unico. La regola generale stabilita dal D.Lgs. 230/2021 è chiara: le famiglie possono richiedere l’AUC anche dopo l’inizio del periodo di competenza, ma esistono scadenze precise da rispettare per non perdere parte degli importi.

        • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: la famiglia ha diritto a tutti gli arretrati a partire da marzo 2026 (mese di inizio del periodo di competenza che va da marzo 2026 a febbraio 2027).
        • Domanda presentata dopo il 30 giugno 2026: l’assegno spetta solo a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda. Si perdono quindi le mensilità precedenti.

        Questa regola si applica sia alle nuove domande, sia ai nuclei che non hanno presentato l’ISEE entro il 30 giugno: come vedremo nella sezione dedicata, anche il rinnovo della DSU rispetta lo stesso termine per garantire gli arretrati.

        Importi 2026: dalla soglia minima al massimo

        Gli importi dell’Assegno Unico 2026 dipendono direttamente dall’ISEE in corso di validità. Si va da un minimo per le famiglie con ISEE alto (o senza ISEE) a un massimo per le famiglie a basso reddito.

        • ISEE fino a 17.090 euro: 199,40 euro mensili per ogni figlio minore (importo massimo)
        • ISEE tra 17.090 e 45.574 euro: importo decrescente secondo scala progressiva
        • ISEE oltre 45.574 euro o ISEE assente: 57 euro mensili per ogni figlio minore (importo minimo)

        Per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni che studiano, fanno tirocinio, sono disoccupati registrati o svolgono servizio civile universale, gli importi sono ridotti rispetto a quelli dei figli minori, sempre secondo la stessa logica ISEE. Per il dato esatto è consigliabile consultare la circolare INPS in vigore o rivolgersi al CAF.

        È utile ricordare che, se la famiglia non presenta l’ISEE, riceverà comunque l’importo minimo di 57 euro per figlio: nessuna famiglia con domanda accolta resta a “zero”, ma per ottenere l’importo pieno è indispensabile avere una DSU/ISEE valida e aggiornata.

        Maggiorazioni 2026: disabilità, famiglie numerose, madri under 21

        Sull’importo base dell’Assegno Unico si possono cumulare diverse maggiorazioni, espressamente previste dal D.Lgs. 230/2021 e dai successivi aggiornamenti dell’INPS:

        • Figli con disabilità: maggiorazione di 91,42 euro mensili (importo standard, modulato in base alla gravità della disabilità – non autosufficienza, grave o media)
        • Famiglie con 4 o più figli: maggiorazione forfettaria di 18 euro al mese per ciascun figlio
        • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione di 35,68 euro al mese per ogni figlio fino a 21 anni
        • Madri di età inferiore ai 21 anni: maggiorazione di 23,68 euro mensili per ciascun figlio

        Le maggiorazioni vengono riconosciute automaticamente dall’INPS sulla base dei dati presenti nella domanda e nella DSU/ISEE. Per la disabilità è necessario che il verbale di invalidità sia stato trasmesso correttamente all’INPS; se il riconoscimento arriva successivamente, si possono richiedere gli arretrati a decorrere dalla data di efficacia del verbale.

        ISEE 2026: rinnovo entro il 30 giugno per non perdere arretrati

        L’ISEE ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio. Per non perdere gli importi pieni dell’Assegno Unico, ogni famiglia deve rinnovare la DSU entro il 30 giugno 2026.

        Cosa succede se l’ISEE viene rinnovato in ritardo?

        • DSU presentata entro il 30 giugno 2026: l’importo viene ricalcolato retroattivamente da marzo 2026 e i nuclei ricevono eventuali arretrati sulle mensilità precedenti.
        • DSU presentata dopo il 30 giugno 2026: l’importo aggiornato decorre solo dal mese successivo alla presentazione. Le mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno restano calcolate con l’importo minimo (57 euro), perdendo eventuali maggiorazioni.

        Per le famiglie che hanno percepito l’importo minimo nei primi mesi del 2026 in attesa del rinnovo, il conguaglio arriva tipicamente nel mese successivo alla presentazione della DSU, in un’unica soluzione insieme alla mensilità ordinaria.

        Come verificare il pagamento sul portale INPS

        Per verificare l’effettivo accredito dell’Assegno Unico di maggio 2026, l’INPS mette a disposizione il servizio “Assegno Unico e Universale per i figli a carico” sul portale ufficiale. Per accedere è necessario disporre di credenziali SPID, CIE o CNS.

        I passaggi per consultare il dettaglio dei pagamenti sono i seguenti:

        1. Accedere a inps.it con SPID/CIE/CNS
        2. Aprire la sezione “Assegno Unico e Universale per i figli a carico”
        3. Cliccare su “Consultazione domanda”
        4. Selezionare la domanda attiva e aprire il dettaglio dei pagamenti mensili

        In questa sezione è possibile verificare l’importo erogato per ogni mese, lo stato del pagamento, l’IBAN su cui è avvenuto l’accredito ed eventuali sospensioni o rigetti di mensilità, con la relativa motivazione. È buona norma controllare il dettaglio anche per individuare eventuali conguagli a debito generati da ISEE rettificati.

        Cosa fare in caso di mancato pagamento

        Se entro il 21 maggio 2026 non hai ancora ricevuto l’accredito (per i beneficiari in corso) o se la domanda accolta non risulta liquidata entro fine mese, è opportuno seguire questi passaggi:

        • Verifica IBAN: assicurati che l’IBAN comunicato all’INPS sia attivo e che il richiedente sia intestatario o cointestatario.
        • Stato ISEE: controlla che la DSU sia in corso di validità e che non sia uscita “omissioni/difformità”.
        • Posizione anagrafica: verifica che i dati del nucleo familiare siano allineati tra Anagrafe Comunale e INPS.
        • Variazioni nucleo: comunica eventuali nuove nascite, separazioni o cambi di residenza tramite il modulo “Variazione nucleo” sul portale INPS.

        In caso di problemi persistenti, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie nella verifica della domanda, nel rinnovo della DSU/ISEE e nella presentazione di eventuali ricorsi amministrativi in caso di rigetto o sospensione ingiustificata della prestazione.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        FAQ – Domande frequenti su Assegno Unico maggio 2026

        Quando viene pagato l’Assegno Unico a maggio 2026?

        Per i beneficiari in corso, i pagamenti di maggio 2026 sono previsti dal 18 al 20 maggio 2026, dato che il 17 cade di domenica. Per le nuove domande accolte nel mese, il pagamento avviene il 29 maggio 2026, ultimo giorno lavorativo del mese.

        Entro quando devo presentare la domanda per avere gli arretrati?

        Per avere diritto agli arretrati a partire da marzo 2026, la domanda deve essere presentata entro il 30 giugno 2026. Dopo questa data, l’assegno decorre dal mese successivo alla presentazione.

        Se non ho ISEE, ricevo comunque l’Assegno Unico?

        Sì, ma riceverai l’importo minimo di 57 euro mensili per ogni figlio. Per ottenere l’importo pieno (fino a 199,40 euro) è necessario presentare una DSU/ISEE valida.

        Devo rifare la domanda ogni anno?

        No. La domanda di Assegno Unico, una volta presentata, è valida fino a revoca o cessazione dei requisiti. Va però aggiornata la DSU/ISEE ogni anno entro il 30 giugno per non perdere maggiorazioni e arretrati.

        Il pagamento è cumulabile con altri sostegni?

        Sì, l’Assegno Unico è compatibile con altre prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, bonus asilo nido, indennità di accompagnamento per figli disabili), salvo eccezioni specifiche. Non è invece più cumulabile con le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico minori di 21 anni.

        Hai bisogno di assistenza? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

        Il calendario di maggio 2026 dell’Assegno Unico conferma il consueto schema: pagamenti dal 18 al 20 maggio per chi è già beneficiario, accredito il 29 maggio per le nuove domande, e termine ultimo del 30 giugno 2026 per garantire gli arretrati e l’importo pieno tramite ISEE aggiornata.

        Se non hai ancora presentato la DSU 2026, se devi aggiornare il nucleo familiare o se vuoi verificare con un professionista la correttezza dell’importo che ricevi mensilmente, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori ti aiutano a presentare la domanda, calcolare l’ISEE, gestire eventuali maggiorazioni per disabilità e seguire l’iter completo, incluso il recupero degli arretrati.

        Riferimenti normativi: D.Lgs. 230/2021; circolari INPS in materia di Assegno Unico e Universale.

        Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 10:53:422026-05-31 17:50:02Assegno unico maggio 2026, le date dei pagamenti e le scadenze per gli arretrati
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Importi

        Dichiarazione dei redditi 730

        Il rimborso 730 pensionati 2026 arriva direttamente sulla pensione INPS, tipicamente nei mesi di luglio o agosto 2026: l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, esegue automaticamente il conguaglio derivante dal modello 730/2026 trasmesso entro maggio. Se il 730 chiude a credito, vedi una somma in più sul cedolino; se chiude a debito, l’INPS trattiene rateizzando l’importo da luglio a novembre. In questa guida ti spieghiamo tempistiche precise, esempi di calcolo, gestione degli importi superiori a 100 € e come evitare errori che ritardano il rimborso.

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine compila il tuo 730 a partire da 30 € per i pensionati. Più presto presenti, prima arriva il rimborso. Chiamaci allo 0432 1638640 o WhatsApp 366 6018121.

        Indice dei contenuti

        1. Conguaglio 730 sulla pensione: come funziona
        2. Tempistiche 2026: dal mese di luglio o agosto
        3. Rimborso a credito: importo in più sulla pensione
        4. Trattenuta a debito: rateazione da luglio a novembre
        5. Rateazione automatica per importi oltre 100 €
        6. Esempi pratici: rimborso, debito, ricalcolo
        7. Errori comuni e correzioni
        8. Assistenza 730 al CAF Centro Fiscale
        9. Domande frequenti

        Conguaglio 730 sulla pensione: come funziona

        Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata utilizzata da pensionati e dipendenti. La sua principale comodità è che il conguaglio (rimborso o debito) viene gestito direttamente dal sostituto d’imposta: per i pensionati questo sostituto è l’INPS.

        In pratica, dopo che hai trasmesso il 730/2026 (tu, il commercialista o il CAF), l’Agenzia delle Entrate calcola se ti spetta un rimborso o se devi versare imposte aggiuntive. Trasmette quindi il risultato all’INPS, che applica il conguaglio sulla pensione mensile a partire dal mese stabilito dalla normativa.

        Vantaggi del 730 per il pensionato:

        • Nessun versamento autonomo da effettuare (no F24)
        • Il rimborso arriva automaticamente sulla pensione
        • Il debito è rateizzato automaticamente, senza bisogno di richiesta
        • Possibilità di scaricare detrazioni (sanitarie, ristrutturazioni, mutui) e dedurre oneri

        Per il quadro generale del calendario di giugno e per pianificare i pagamenti del trimestre estivo consulta la guida al pagamento delle pensioni di giugno 2026.

        Tempistiche 2026: quando arriva il rimborso 730 sulla pensione

        Le tempistiche del conguaglio 730/2026 sulla pensione dipendono dal mese in cui viene trasmesso il modello all’Agenzia delle Entrate. La regola generale: il rimborso (o l’avvio della trattenuta) compare sulla pensione del secondo mese successivo alla trasmissione.

        Trasmissione 730/2026Mese di rimborso/trattenutaNote
        Entro il 31 maggio 2026Luglio o agosto 2026Caso tipico per chi presenta in tempo
        Entro il 30 giugno 2026Agosto 2026Slittamento di un mese
        Entro il 31 luglio 2026Settembre 2026In tempo per primo conguaglio
        Entro il 31 agosto 2026Ottobre 2026Possibili interessi sul debito
        Entro il 30 settembre 2026Novembre 2026Termine ultimo trasmissione 730

        Importante: il termine finale per la trasmissione del 730/2026 è il 30 settembre 2026. Oltre questa data si deve passare al modello Redditi PF, con tempistiche e modalità diverse.

        Rimborso a credito: importo in più sulla pensione

        Se il 730 chiude a credito (cioè hai diritto a un rimborso), l’INPS accredita l’importo direttamente sulla pensione del mese di erogazione. Il rimborso compare con la voce “Conguaglio 730 a credito” sul cedolino.

        Esempi tipici di credito per i pensionati:

        • Spese sanitarie (visite specialistiche, farmaci, ticket): detrazione 19% oltre franchigia di 129,11 €
        • Ristrutturazioni edilizie: rate annue del Bonus Casa 50%
        • Bonus mobili ed elettrodomestici: detrazione 50% su spese fino a 5.000 €
        • Spese funebri: detrazione 19% fino a 1.550 € per ciascun decesso
        • Premi assicurativi (vita, infortuni): detrazione 19% fino a 530 €
        • Erogazioni liberali a ONLUS, partiti politici, associazioni

        L’importo del rimborso non ha limite massimo: se hai sostenuto spese significative (per esempio una ristrutturazione importante della casa) il rimborso può superare anche i 1.000 €.

        Trattenuta a debito: rateazione da luglio a novembre

        Se invece il 730 chiude a debito, l’INPS trattiene l’importo dalla pensione. La trattenuta compare con la voce “Conguaglio 730 a debito” sul cedolino e segue queste regole:

        • Se l’importo è fino a 100 €: trattenuta in un’unica soluzione (mese di luglio o agosto)
        • Se l’importo è oltre 100 €: rateazione automatica fino a novembre 2026 (massimo 5 rate)
        • Sulle rate a debito si applicano interessi dello 0,33% mensile a partire dalla seconda rata

        Casi tipici di debito per i pensionati:

        • Redditi aggiuntivi non comunicati al sostituto d’imposta (es. locazioni, lavoro autonomo)
        • Doppia pensione (INPS + Casse private) con conguaglio IRPEF a sfavore
        • Recupero di detrazioni non spettanti per superamento del limite reddituale
        • Cedolare secca su locazioni che genera saldo positivo

        Rateazione automatica per importi oltre 100 €

        La rateazione automatica del 730 a debito è un meccanismo di tutela del pensionato: l’INPS divide l’importo in più rate per evitare che la pensione di un singolo mese venga ridotta drasticamente.

        Esempio di calcolo rateazione (debito di 750 € su 730/2026 trasmesso in maggio):

        RataMeseImporto (€)Interessi (€)
        1Luglio 2026150,000,00
        2Agosto 2026150,000,50
        3Settembre 2026150,000,99
        4Ottobre 2026150,001,49
        5Novembre 2026150,001,98
        Totale750,004,96

        Gli interessi sono modesti rispetto al beneficio della rateizzazione. Se l’importo del debito è significativo (oltre 1.500 €), il CAF può valutare strategie di pianificazione fiscale per gli anni successivi (modulazione delle ritenute, scelta di un sostituto d’imposta diverso).

        Esempi pratici: rimborso, debito, ricalcolo

        Esempio 1: pensionato con rimborso 320 €

        Carlo, 71 anni, pensione da 1.300 €/mese. Nel 2025 ha sostenuto spese mediche per 1.500 € (oltre franchigia 129,11 € → 1.370 € detraibili al 19% = 260 €) e premi RCA detraibili per 60 €.

        • Trasmette 730/2026 al CAF entro il 15 maggio 2026
        • Risultato: rimborso di 320 € a credito
        • Vede il rimborso sulla pensione di luglio 2026: importo netto +320 €

        Esempio 2: pensionato con doppia pensione e debito 480 €

        Anna, 68 anni, percepisce pensione INPS (1.100 €) + pensione integrativa fondo privato (600 €). Le due ritenute alla fonte non hanno tenuto conto del cumulo, generando un debito di 480 €.

        • Trasmette 730/2026 entro il 30 maggio 2026
        • Debito 480 € rateizzato in 4 rate da 120 €
        • Rate da luglio a ottobre 2026 + piccoli interessi

        Esempio 3: ricalcolo per omissione

        Mario presenta il 730/2026 ad agosto (in ritardo) e dimentica di indicare un canone di locazione percepito. Riceve un avviso bonario dell’Agenzia Entrate. Il CAF può presentare un 730 integrativo (entro il 25 ottobre) per correggere l’errore: la nuova trattenuta si applica entro fine anno.

        Errori comuni e correzioni

        Gli errori che ritardano il rimborso 730 o creano problemi col conguaglio sono:

        • Codice fiscale del sostituto d’imposta errato: l’INPS non riconosce la pratica. Verifica sempre che il codice INPS sia corretto (80078750587)
        • Indicazione del sostituto sbagliato: chi ha più sostituti (es. doppia pensione) deve scegliere l’INPS principale per ricevere il rimborso
        • Documenti spesa mancanti: assenza di scontrino parlante o ricevuta deduce automaticamente la spesa
        • 730 precompilato non confermato: anche se aderisci al precompilato, devi confermarlo o modificarlo entro le scadenze
        • Importi superiori a 4.000 €: scattano controlli preventivi che possono ritardare il rimborso fino a 6 mesi

        Correzioni post-trasmissione: il 730 integrativo si presenta entro il 25 ottobre 2026 per modifiche a favore del contribuente. Per modifiche a sfavore (omissione di redditi) bisogna usare il modello Redditi PF.

        Assistenza 730 al CAF Centro Fiscale

        Il CAF Centro Fiscale di Udine compila il modello 730/2026 per pensionati e dipendenti con queste tariffe convenzionate:

        • 730 base pensionato single: a partire da 30 €
        • 730 con coniuge: a partire da 50 €
        • 730 con detrazioni complesse (ristrutturazioni, sismabonus, ecobonus): da 60 €
        • 730 con redditi esteri o cedolare secca: preventivo personalizzato

        Il servizio include: raccolta documenti, controllo precompilato, compilazione, trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate, archiviazione dei documenti per 5 anni e supporto in caso di controlli successivi.

        Prenota il tuo 730/2026

        Compilazione professionale del 730 con il CAF Centro Fiscale di Udine. A partire da 30 € per pensionati. Massimizziamo il tuo rimborso.

        📞 Telefono: 0432 1638640
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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande frequenti

        Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione nel 2026?

        Il rimborso 730/2026 arriva sulla pensione INPS tipicamente nei mesi di luglio o agosto 2026, se il modello viene trasmesso entro maggio. Per chi presenta più tardi, il rimborso slitta proporzionalmente.

        Cosa succede se il 730 chiude a debito?

        L’INPS trattiene l’importo dalla pensione. Se il debito supera 100 €, viene rateizzato automaticamente fino a novembre 2026 con piccoli interessi dello 0,33% mensile.

        Posso scegliere a quale sostituto d’imposta inviare il 730?

        Sì. Se hai più sostituti d’imposta (per esempio pensione INPS + Casse private), puoi indicare quello su cui ricevere il conguaglio. Conviene scegliere quello con importo mensile più alto per evitare problemi di capienza.

        Quanto costa fare il 730 al CAF?

        Al CAF Centro Fiscale il 730 base per pensionati parte da 30 €. Il prezzo aumenta in funzione di numero di familiari, complessità delle detrazioni e presenza di redditi particolari (locazioni, redditi esteri).

        Cosa succede se non ho un sostituto d’imposta?

        Se sei pensionato senza sostituto (caso raro: si verifica per esempio se l’INPS non eroga più la pensione), devi usare il modello “730 senza sostituto“. Il rimborso arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente entro il 31 dicembre.

        Le spese mediche del 2025 vanno nel 730/2026?

        Sì. Nel 730/2026 si dichiarano i redditi e le spese sostenute nel 2025. Conserva scontrini parlanti, fatture e ricevute: il CAF le verifica e le inserisce nei quadri E (oneri detraibili e deducibili).

        Posso modificare il 730 dopo averlo presentato?

        Sì. Per modifiche a tuo favore (per esempio se ti accorgi di aver dimenticato una detrazione), puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Per modifiche a sfavore (omissione di redditi) bisogna usare Redditi PF.

        Maggio 18, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-18 08:00:002026-05-31 17:51:25Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Importi
        PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

        Assegno di Inclusione di Maggio, Quando Arriva il Pagamento: il Calendario INPS

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        L’Assegno di Inclusione (ADI) di maggio 2026 è una delle prestazioni più attese dai nuclei familiari che ne hanno diritto. Ogni mese, milioni di beneficiari attendono con ansia la data di accredito dell’ADI per gestire le spese quotidiane. Il calendario dei pagamenti INPS per maggio 2026 prevede scadenze precise che è importante conoscere in anticipo. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: la data esatta di pagamento dell’Assegno di Inclusione a maggio 2026, gli importi aggiornati per composizione del nucleo familiare, le quote A e B (componente affitto), le modalità per verificare lo stato del pagamento su MyINPS e App IO, e cosa fare se il bonifico non arriva nei tempi previsti.

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        Indice dei contenuti

        1. Quando arriva l’ADI di maggio 2026: la data esatta
        2. Come funziona il pagamento dell’Assegno di Inclusione
        3. Importi ADI 2026: quanto spetta al tuo nucleo familiare
        4. Quote A e Quote B: la componente affitto
        5. Requisiti ISEE e patrimoniali per l’ADI 2026
        6. Come verificare il pagamento su MyINPS e App IO
        7. Cosa fare se il pagamento ADI non arriva
        8. Sospensioni e decadenze dell’Assegno di Inclusione
        9. ADI vs Reddito di Cittadinanza: le principali differenze
        10. Domande frequenti sull’ADI di maggio 2026

        Quando arriva l’ADI di maggio 2026: la data esatta

        La domanda più frequente tra i beneficiari è: quando arriva l’Assegno di Inclusione di maggio 2026? Secondo il calendario INPS per maggio 2026, i pagamenti dell’ADI vengono accreditati entro la fine del mese di competenza, generalmente tra il 25 e il 27 del mese. Per maggio 2026, la data di accredito prevista è il 27 maggio 2026 per i beneficiari che ricevono il pagamento tramite Carta di Inclusione (ex Carta RdC), rilasciata da Poste Italiane.

        Tuttavia, è importante distinguere tra due tipologie di beneficiari:

        • Nuovi beneficiari (prima erogazione): il pagamento viene accreditato entro il mese successivo alla firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD) e alla verifica da parte dell’INPS di tutti i requisiti. I tempi possono variare da 30 a 60 giorni dalla presentazione della domanda.
        • Beneficiari consolidati (rinnovi mensili): l’accredito avviene in modo automatico, di norma entro il 27 del mese, senza necessità di ulteriori adempimenti, purché non siano intervenute cause di sospensione o decadenza.

        Il calendario completo dei pagamenti ADI di maggio 2026 è il seguente:

        Tipo di BeneficiarioData Accredito PrevistaModalità di Pagamento
        Beneficiari consolidati (rinnovo mensile)27 maggio 2026Carta di Inclusione (Poste Italiane)
        Nuovi beneficiari (prima erogazione)Entro fine maggio / inizio giugno 2026Carta di Inclusione (attivazione nuova carta)
        Componente affitto (Quota B)27 maggio 2026 (contestuale)Bonifico bancario diretto

        Nota importante: il pagamento del 27 maggio 2026 potrebbe subire lievi variazioni in caso di festività o problemi tecnici del sistema INPS. In tal caso, l’accredito viene spostato al primo giorno lavorativo utile successivo. L’INPS comunica eventuali variazioni tramite il sito istituzionale e il servizio MyINPS.

        Come funziona il pagamento dell’Assegno di Inclusione

        Il pagamento dell’Assegno di Inclusione avviene tramite la Carta di Inclusione, uno strumento di pagamento prepagato emesso da Poste Italiane su richiesta dell’INPS. Questa carta funziona come una normale carta di debito e permette di effettuare acquisti, prelievi di contanti e pagamenti di utenze domestiche, con alcune limitazioni specifiche previste dalla normativa.

        Ecco come si articola il meccanismo di accredito mensile dell’ADI:

        • Quota A (sostegno al reddito): viene accreditata automaticamente sulla Carta di Inclusione entro il 27 del mese. L’importo varia in base alla composizione e al reddito del nucleo familiare, con un minimo garantito e un massimo determinato dalla scala di equivalenza ADI.
        • Quota B (componente affitto): viene erogata tramite bonifico bancario direttamente all’intestatario della locazione o al beneficiario, contestualmente alla Quota A. Spetta solo ai nuclei in affitto con contratto regolarmente registrato.
        • Aggiornamento mensile automatico: l’INPS aggiorna automaticamente l’importo mensile in base alle eventuali variazioni della situazione reddituale del nucleo, delle componenti del nucleo (nascite, decessi, variazioni) e delle comunicazioni ricevute dagli enti competenti.

        La Carta di Inclusione viene caricata il giorno di accredito e l’importo rimane disponibile per tutto il mese. È possibile verificare il saldo direttamente allo sportello automatico di Poste Italiane, tramite l’app Postepay o al telefono al numero dedicato riportato sul retro della carta.

        Importi ADI 2026: quanto spetta al tuo nucleo familiare

        Gli importi dell’Assegno di Inclusione per il 2026 sono determinati in base alla composizione del nucleo familiare e al reddito dichiarato nell’ISEE. La misura è strutturata per integrare il reddito del nucleo fino a una soglia massima, calcolata con la scala di equivalenza ADI, che assegna un peso diverso a ciascun membro del nucleo in base all’età e alle condizioni particolari (disabilità, presenza di minori, ecc.).

        La formula di calcolo dell’ADI è la seguente:

        Importo mensile ADI = Soglia massima – Reddito mensile del nucleo familiare

        La soglia massima della Quota A per i principali tipi di nucleo familiare è la seguente:

        Composizione del Nucleo FamiliareScala di EquivalenzaSoglia Massima Mensile (Quota A)
        1 adulto (nucleo singolo)1,00500 euro/mese
        2 adulti1,40700 euro/mese
        2 adulti + 1 minore1,57785 euro/mese
        2 adulti + 2 minori1,74870 euro/mese
        Nucleo con componente disabile grave (art. 3 c.3 L. 104/1992)+0,50 per ogni disabileMaggiorazione aggiuntiva
        Nucleo con almeno 3 minori (famiglia numerosa)Scala specialeFino a 900 euro/mese

        Importo minimo garantito: l’ADI non viene erogata se l’importo calcolato è inferiore a 30 euro mensili. In tal caso, la prestazione non viene attivata o viene sospesa se già in corso.

        Durata massima: l’ADI viene erogata per un massimo di 18 mesi consecutivi, con possibilità di rinnovo dopo un mese di sospensione, per un ulteriore periodo di 12 mesi, previa verifica dei requisiti. La durata totale massima complessiva è di 18 + 12 = 30 mesi per ogni ciclo.

        Quote A e Quote B: la componente affitto

        L’Assegno di Inclusione è composto da due quote distinte, ognuna con proprie caratteristiche e modalità di erogazione:

        Quota A: il sostegno al reddito

        La Quota A è la componente principale dell’ADI. Si tratta di un contributo mensile finalizzato all’integrazione del reddito del nucleo familiare. Viene accreditata sulla Carta di Inclusione e può essere utilizzata per acquisti di generi alimentari, beni di prima necessità, pagamento di bollette di luce e gas, e altri utilizzi consentiti dalla normativa.

        L’importo della Quota A dipende da due fattori:

        • Reddito familiare mensile: calcolato dividendo il reddito ISEE annuale per 12, con le eventuali rettifiche previste dalla normativa ADI
        • Scala di equivalenza: coefficiente che aumenta al crescere del numero di componenti e in presenza di specifiche condizioni (disabilità, minori, over 60)

        Quota B: il contributo per l’affitto

        La Quota B è una componente aggiuntiva dell’ADI riservata ai nuclei familiari in locazione. Viene riconosciuta automaticamente in presenza di un contratto di affitto regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e di un nucleo familiare residente nell’immobile in locazione.

        Gli importi della Quota B per il 2026 sono:

        Tipo di nucleoImporto mensile Quota BModalità di erogazione
        Nucleo familiare standard in affitto280 euro/meseBonifico bancario diretto
        Nucleo con almeno un componente over 67 o disabile grave in affitto150 euro/mese (aggiuntivi rispetto alla Quota A)Bonifico bancario diretto

        Condizioni per ricevere la Quota B:

        • Presenza di un contratto di locazione registrato all’Agenzia delle Entrate
        • Residenza effettiva del nucleo nell’immobile in affitto
        • Il canone annuo del contratto deve essere inferiore alla soglia massima prevista
        • L’immobile in locazione non deve essere di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9)
        • La Quota B non si cumula con altri contributi per l’affitto erogati dallo stesso ente

        Requisiti ISEE e patrimoniali per l’ADI 2026

        Per accedere all’Assegno di Inclusione nel 2026, il nucleo familiare deve rispettare una serie di requisiti ISEE, reddituali e patrimoniali. È fondamentale verificare di soddisfare tutti i requisiti prima di presentare la domanda, poiché la mancanza anche di uno solo comporta il diniego o la revoca della prestazione.

        Requisiti ISEE

        • ISEE non superiore a 10.140 euro annui (soglia aggiornata per il 2026, confermata con la Legge di Bilancio)
        • L’ISEE deve essere in corso di validità al momento della presentazione della domanda e durante tutto il periodo di erogazione
        • È necessario rinnovare l’ISEE entro il 31 gennaio di ogni anno per non interrompere il pagamento

        Requisiti reddituali

        • Reddito familiare annuo non superiore a 6.000 euro (moltiplicato per la scala di equivalenza ADI corrispondente alla composizione del nucleo)
        • Per i nuclei con componenti disabili gravi o non autosufficienti, la soglia reddituale è elevata a 7.560 euro annui
        • Per i nuclei con almeno un componente con età pari o superiore a 67 anni, la soglia è elevata a 7.560 euro annui

        Requisiti patrimoniali

        • Patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro (esclusa la prima casa di abitazione, con valore IMU superiore a 150.000 euro)
        • Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per i nuclei con un solo componente, incrementato di 2.000 euro per ogni componente aggiuntivo fino a un massimo di 10.000 euro; incremento ulteriore di 1.000 euro per ogni componente minore oltre il secondo
        • Per i nuclei con componenti disabili gravi, il limite mobiliare è elevato a 10.000 euro
        • Nessun componente del nucleo deve essere intestatario di autoveicoli immatricolati da meno di 3 anni con cilindrata superiore a 1.600 cc o motocicli con cilindrata superiore a 250 cc immatricolati da meno di 2 anni

        Requisiti soggettivi

        Per accedere all’ADI, il nucleo familiare deve avere almeno un componente appartenente a una delle seguenti categorie:

        • Soggetto con disabilità (ai sensi del D.Lgs. 62/2024 o della L. 104/1992)
        • Minore di 18 anni (il nucleo deve avere almeno un minore a carico)
        • Soggetto con età pari o superiore a 60 anni
        • Soggetto in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione

        Nota: i soggetti tra i 18 e i 59 anni non appartenenti alle categorie protette non possono essere componenti del nucleo ADI ai fini del calcolo dell’importo. Possono però essere inclusi nel nucleo familiare anagrafico e quindi nell’ISEE.

        Come verificare il pagamento su MyINPS e App IO

        Esistono diversi strumenti digitali messi a disposizione dall’INPS per verificare lo stato del pagamento dell’Assegno di Inclusione. Utilizzarli è fondamentale per tenere sotto controllo la situazione della prestazione ed essere avvisati tempestivamente di eventuali variazioni.

        Verifica tramite MyINPS

        Il portale MyINPS (accessibile all’indirizzo myinps.inps.it) è il canale ufficiale per la gestione di tutte le prestazioni INPS. Per verificare il pagamento ADI tramite MyINPS:

        1. Accedi a MyINPS con le tue credenziali SPID, CIE o CNS
        2. Vai alla sezione “Prestazioni e Servizi”
        3. Seleziona “Assegno di Inclusione”
        4. Clicca su “Cedolino di Pagamento” per visualizzare l’importo del mese corrente e lo storico dei pagamenti
        5. In caso di pagamento non effettuato, visualizzerai la motivazione (sospensione, revoca, esaurimento periodo, ecc.)

        Verifica tramite App IO

        L’App IO è l’applicazione ufficiale dei servizi pubblici digitali italiani. L’INPS ha integrato le notifiche dei pagamenti ADI direttamente su IO. Per ricevere gli avvisi:

        1. Scarica l’app IO dal Google Play Store o dall’Apple App Store
        2. Accedi con le tue credenziali SPID o CIE
        3. Abilita le notifiche per i messaggi INPS
        4. Quando il pagamento viene disposto, riceverai un messaggio automatico con l’importo e la data valuta

        Verifica tramite il numero verde INPS

        Per chi non ha confidenza con gli strumenti digitali, è possibile verificare lo stato del pagamento ADI chiamando il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164164 (da rete mobile, a pagamento). Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:00 alle ore 20:00, e il sabato dalle 8:00 alle 14:00.

        Cosa fare se il pagamento ADI non arriva

        Se il pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 non arriva nella data prevista, non occorre allarmarsi immediatamente. Esistono delle cause comuni che possono ritardare o bloccare temporaneamente l’accredito, e delle procedure da seguire per risolvere il problema.

        Cause comuni del mancato pagamento

        • ISEE scaduto o non rinnovato: se l’ISEE in corso di validità è scaduto, il pagamento ADI viene automaticamente sospeso. È necessario presentare un nuovo ISEE aggiornato al CAF entro i termini
        • Mancata firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD): il PAD deve essere firmato entro 30 giorni dall’accettazione della domanda. Se il PAD non è stato firmato o è scaduto senza rinnovo, il pagamento viene bloccato
        • Mancata presentazione al servizio sociale o al centro per l’impiego: i beneficiari ADI sono tenuti a presentarsi periodicamente presso i servizi competenti. La mancata presentazione senza giustificato motivo può comportare la sospensione
        • Variazione della situazione reddituale o familiare: se uno o più componenti del nucleo hanno avviato un’attività lavorativa o si è verificata una variazione della composizione familiare non comunicata, l’INPS può sospendere il pagamento in attesa di verifica
        • Comunicazione INPS di richiesta documentazione: in caso di controllo a campione, l’INPS può richiedere documentazione integrativa. Se non viene fornita nei termini, il pagamento viene sospeso
        • Problemi tecnici sulla Carta di Inclusione: la carta potrebbe essere bloccata per mancato utilizzo o per altri problemi tecnici gestiti da Poste Italiane

        Cosa fare concretamente

        1. Controlla MyINPS: accedi al portale e verifica se ci sono messaggi di comunicazione da parte dell’INPS relativi alla tua pratica ADI
        2. Verifica la scadenza dell’ISEE: controlla che il tuo ISEE sia ancora valido. Se scaduto, contatta immediatamente il tuo CAF di riferimento per il rinnovo
        3. Controlla la Carta di Inclusione: verifica che la carta sia attiva e funzionante contattando Poste Italiane al numero dedicato
        4. Rivolgiti al tuo CAF: i CAF abilitati come il CAF Centro Fiscale di Udine possono assisterti nel verificare la situazione della tua pratica ADI, rinnovare l’ISEE e comunicare eventuali variazioni all’INPS
        5. Contatta il Contact Center INPS: chiama il numero verde 803 164 per ricevere informazioni sullo stato del pagamento

        Sospensioni e decadenze dell’Assegno di Inclusione

        La normativa sull’ADI prevede una serie di cause di sospensione (temporanea interruzione del pagamento) e di decadenza (cessazione definitiva della prestazione). Conoscerle è fondamentale per evitare di perdere il diritto all’Assegno di Inclusione.

        Cause di sospensione temporanea

        CausaDurata sospensioneCosa fare per ripristinare
        ISEE scaduto non rinnovatoFino al rinnovoRinnovare ISEE al CAF
        Mancata presentazione ai servizi (prima convocazione)1 mesePresentarsi entro 30 giorni
        Variazione non comunicata della composizione familiareFino alla comunicazioneComunicare variazione a INPS
        Carcerazione di un componente (meno di 6 mesi)Per il periodo di carcerazioneComunicazione automatica INPS-DAP

        Cause di decadenza definitiva

        • Dichiarazioni false o omissive per ottenere o mantenere la prestazione (con eventuale obbligo di restituzione delle somme percepite)
        • Superamento delle soglie ISEE durante il periodo di erogazione
        • Mancata firma del PAD entro 30 giorni dalla notifica
        • Mancata presentazione per due convocazioni consecutive senza giustificato motivo
        • Mancato utilizzo della Carta di Inclusione per 2 mesi consecutivi
        • Esaurimento del periodo massimo di erogazione (18 mesi + eventuale rinnovo di 12 mesi)
        • Trasferimento della residenza all’estero per uno o più componenti del nucleo
        • Carcerazione di un componente per più di 6 mesi

        Importante: in caso di decadenza per dichiarazioni false o omissive, l’INPS procede al recupero di tutte le somme indebitamente percepite. Questa azione può avvenire tramite compensazione su future prestazioni INPS oppure tramite azione di recupero coattivo.

        ADI vs Reddito di Cittadinanza: le principali differenze

        L’Assegno di Inclusione (ADI) è entrato in vigore il 1 gennaio 2024 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza (RdC), abrogato con la Legge n. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) e poi con il D.L. n. 48/2023 (decreto Lavoro). Le differenze tra i due strumenti sono significative e riguardano sia i requisiti di accesso sia le modalità di erogazione.

        CaratteristicaReddito di Cittadinanza (RdC)Assegno di Inclusione (ADI)
        Entrata in vigoreAprile 2019Gennaio 2024
        ISEE richiestoFino a 9.360 euroFino a 10.140 euro
        DestinatariTutti i nuclei in povertàSolo nuclei con almeno un componente fragile (minori, disabili, over 60, SAS)
        Lavoratori attivi 18-59Inclusi (con obbligo di ricerca lavoro)Esclusi (destinati al SFL – Supporto Formazione e Lavoro)
        Durata massima18 mesi + rinnovi illimitati18 mesi + 12 mesi (massimo)
        Importo massimo780 euro/mese (singolo)500 euro/mese (singolo, Quota A)
        Componente affittoInclusa nella Quota B (280 euro)Inclusa nella Quota B (280 euro)
        Strumento di pagamentoCarta RdC (Poste Italiane)Carta di Inclusione (Poste Italiane)
        Patto di attivazionePatto per il Lavoro / Patto per Inclusione SocialePatto di Attivazione Digitale (PAD) + Patto per Inclusione Attiva

        La principale differenza è quindi la platea dei destinatari: mentre il Reddito di Cittadinanza era aperto a tutti i nuclei in povertà, l’ADI è riservata ai nuclei più vulnerabili. I lavoratori in età attiva (18-59 anni) senza condizioni di svantaggio non possono accedere all’ADI ma possono richiedere il Supporto Formazione e Lavoro (SFL), uno strumento diverso finalizzato alla riqualificazione professionale.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Conclusioni: pianifica con il calendario ADI di maggio 2026

        Conoscere le date di pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 è fondamentale per organizzare al meglio le finanze familiari. Il calendario INPS prevede l’accredito entro il 27 maggio 2026 per i beneficiari consolidati, mentre per le nuove domande i tempi possono allungarsi. Assicurati di avere l’ISEE aggiornato e valido, di aver firmato il Patto di Attivazione Digitale e di aver rispettato tutti gli obblighi previsti dalla normativa ADI per evitare sospensioni.

        Se hai dubbi sulla tua situazione, hai necessità di rinnovare l’ISEE o vuoi verificare il tuo diritto all’ADI, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori specializzati possono assisterti gratuitamente in tutte le pratiche legate all’Assegno di Inclusione, dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda, dal rinnovo dell’ISEE alla gestione di eventuali problemi con i pagamenti.

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        Domande Frequenti sull’Assegno di Inclusione di Maggio 2026

        Quando arriva l’Assegno di Inclusione a maggio 2026?

        Per i beneficiari consolidati (rinnovo mensile automatico), il pagamento dell’ADI di maggio 2026 e previsto per il 27 maggio 2026, con accredito sulla Carta di Inclusione rilasciata da Poste Italiane. Per i nuovi beneficiari, i tempi variano da 30 a 60 giorni dalla firma del Patto di Attivazione Digitale e dall’approvazione della domanda INPS.

        Quanto spetta di Assegno di Inclusione a un nucleo di 3 persone?

        Per un nucleo familiare composto da 2 adulti e 1 minore, la soglia massima della Quota A dell’ADI e di 785 euro al mese (scala di equivalenza 1,57 x 500 euro). L’importo effettivo si calcola sottraendo il reddito mensile familiare dalla soglia massima. A questo si aggiunge eventualmente la Quota B di 280 euro al mese se il nucleo e in affitto con contratto registrato.

        L’ADI si cumula con altri bonus o prestazioni INPS?

        L’Assegno di Inclusione non si cumula con il Supporto Formazione e Lavoro (SFL). Puo invece coesistere con l’Assegno Unico Universale per i figli, con pensioni di invalidita civile e con altri contributi assistenziali, a condizione che non superino le soglie ISEE previste. La percezione di redditi da lavoro non comporta automaticamente la decadenza ma riduce l’importo ADI fino a capienza.

        Cosa succede se non rinnovo l’ISEE in tempo?

        Se l’ISEE scade e non viene rinnovato, l’INPS sospende automaticamente il pagamento dell’ADI dal mese successivo alla scadenza. E fondamentale rinnovare l’ISEE entro gennaio di ogni anno (o prima, se si e prossimi alla scadenza) recandosi al proprio CAF. Il pagamento viene ripristinato retroattivamente solo in alcuni casi, quindi il rinnovo tempestivo evita periodi di mancato accredito.

        Posso verificare online quando arriva il pagamento ADI?

        Si. Puoi verificare lo stato e la data del pagamento ADI accedendo al portale MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS, nella sezione Prestazioni e Servizi > Assegno di Inclusione > Cedolino di Pagamento. In alternativa, l’App IO (scaricabile su smartphone) invia notifiche automatiche quando il pagamento viene disposto dall’INPS.


        Hai bisogno di assistenza per l’Assegno di Inclusione?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste con la presentazione della domanda ADI, il rinnovo dell’ISEE, la verifica dei requisiti e la gestione di sospensioni o variazioni della prestazione.

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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Maggio 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-15 09:33:532026-05-31 16:55:09Assegno di Inclusione di Maggio, Quando Arriva il Pagamento: il Calendario INPS
          CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

          Maggiorazione Sociale Pensione 2026: Importi, Requisiti Over 60-65-70 e Domanda

          Pensione 2026 INPS

          La maggiorazione sociale 2026 è un incremento mensile della pensione INPS riservato ai titolari di trattamenti minimi e alle persone con redditi bassi, suddiviso in tre fasce d’età (over 60, over 65 e over 70) con importi crescenti. Per i pensionati over 70 si aggiunge anche l’incremento al milione, che porta l’importo mensile fino a circa 767,84 € al mese per 13 mensilità. In questa guida trovi importi aggiornati al 2026, requisiti reddituali, esempi di calcolo e procedura di domanda.

          ⚠️ Hai più di 60 anni e una pensione bassa?

          La maggiorazione sociale può aggiungere fino a 200 € al mese alla tua pensione. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente se hai diritto e ti aiuta a presentare la domanda.

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          Indice dei contenuti

          1. Cos’è la maggiorazione sociale e a chi spetta
          2. Importi 2026 per fascia d’età
          3. Requisiti reddituali 2026: limite personale e coniugale
          4. Incremento al milione (over 70)
          5. Calcolo: 3 esempi pratici
          6. Domanda: documenti e procedura
          7. Perdita del diritto: cosa cambia se aumenta il reddito
          8. Assistenza CAF Centro Fiscale
          9. Domande frequenti

          Cos’è la maggiorazione sociale e a chi spetta

          La maggiorazione sociale è una prestazione assistenziale erogata dall’INPS che integra le pensioni di importo basso. È stata introdotta con la Legge 544/1988 ed è oggi disciplinata dalla Legge 448/2001 (art. 38). Si tratta di un aumento non contributivo, finanziato dalla fiscalità generale, che si somma al trattamento pensionistico mensile.

          Hanno diritto alla maggiorazione i titolari di:

          • Pensione di vecchiaia, anzianità o anticipata con importo basso
          • Pensione di reversibilità o indiretta
          • Pensione sociale e assegno sociale
          • Pensione di invalidità civile per ciechi e sordi

          Età minima: 60 anni (con eccezione per invalidi al 100% che possono accedere a 18 anni). Gli importi e i requisiti reddituali variano in base alla fascia d’età. Per il quadro complessivo del pagamento della pensione di maggio puoi leggere la nostra guida al pagamento delle pensioni di maggio 2026.

          Importi 2026 per fascia d’età

          Gli importi della maggiorazione sociale aumentano in base all’età del pensionato. Ecco i valori indicativi per il 2026, calcolati sulla rivalutazione delle prestazioni assistenziali.

          EtàImporto mensile (€)Importo annuo (13 mens.) (€)Note
          Da 60 a 64 anni25,83335,79Solo per categorie protette (invalidi, sordi)
          Da 65 a 69 anni136,441.773,72Spetta a tutti (con requisiti reddituali)
          Da 70 anni in su200,732.609,49Comprende incremento al milione

          Nota: gli importi sono indicativi e soggetti a perequazione automatica annuale ISTAT. Per gli over 70 l’importo finale tiene conto dell’incremento al milione (Legge 448/2001) che porta la pensione complessiva (pensione + maggiorazioni) a circa 767,84 € al mese.

          Requisiti reddituali 2026: limite personale e coniugale

          L’INPS verifica due limiti reddituali, indipendentemente dall’età:

          1. Limite personale: il reddito del pensionato (esclusa la sua pensione) deve essere inferiore alla soglia annua
          2. Limite coniugale: se sposato, anche il reddito complessivo della coppia deve restare sotto soglia

          Per il 2026, i limiti indicativi sono i seguenti (importi rivalutati su base annua):

          BeneficiarioLimite personale (€/anno)Limite coniugale (€/anno)
          Maggiorazione sociale 65-69 anni~ 8.870~ 15.130
          Incremento al milione (over 70)9.721,9216.724,89

          Cosa rientra nel reddito: tutti i redditi assoggettabili a IRPEF (lavoro, pensioni, locazioni), redditi esenti, rendite finanziarie. Esclusi: casa di abitazione, trattamento di fine rapporto, indennità di accompagnamento.

          Importante: se il limite coniugale viene superato ma quello personale no, la maggiorazione sociale non spetta. È la regola che lascia fuori molte coppie di pensionati con un reddito complessivo medio.

          Incremento al milione (over 70)

          L’incremento al milione è una maggiorazione speciale prevista dalla Legge 448/2001 art. 38, pensata per garantire ai pensionati over 70 un reddito mensile minimo pari a 1 milione di vecchie lire mensili rivalutato, che corrisponde oggi a circa 767,84 € al mese per 13 mensilità (importo aggiornato dalla Legge di Bilancio 2026, che ha incrementato la maggiorazione di 20 € mensili rispetto al 2025).

          L’incremento si calcola come differenza tra l’importo “obiettivo” (767,84 €/mese) e la pensione effettivamente percepita. Esempio:

          • Pensione di partenza: 480 € mensili
          • Importo obiettivo: 767,84 €
          • Incremento al milione: 287,84 € al mese
          • Pensione finale lorda: 767,84 € al mese

          Età anticipata a 70 anni: dal 2002 si può accedere all’incremento già dai 70 anni con almeno 5 anni di contributi, oppure prima per chi ha cumulato 20 anni di contributi.

          Calcolo: 3 esempi pratici

          Esempio 1: pensionato single 67 anni, pensione 480 €

          Marco, residente a Udine, ha 67 anni, è celibe, percepisce pensione di vecchiaia di 480 €/mese (6.240 € annui). Non ha altri redditi.

          • Reddito personale: 6.240 € → sotto soglia 8.870 € ✅
          • Maggiorazione fascia 65-69: +136,44 € al mese
          • Pensione finale lorda: 616,44 € mensili

          Esempio 2: pensionato 72 anni con coniuge, pensione 500 €

          Giulia, 72 anni, sposata. Pensione 500 €/mese (6.500 € annui). Il marito percepisce pensione di reversibilità di 700 €/mese (9.100 €). Reddito coniugale totale: 15.600 €.

          • Reddito personale: 6.500 € → sotto soglia 9.721,92 € ✅
          • Reddito coniugale: 15.600 € → sotto soglia 16.724,89 € ✅
          • Spetta incremento al milione: 767,84 – 500 = +267,84 € al mese
          • Pensione finale lorda: 767,84 € mensili per 13 mensilità

          Esempio 3: pensionata 68 anni con coniuge, redditi superiori

          Anna, 68 anni, sposata. Pensione 600 €/mese (7.800 € annui). Il marito percepisce 1.300 €/mese (16.900 €). Reddito coniugale: 24.700 €.

          • Reddito personale Anna: 7.800 € → sotto soglia ✅
          • Reddito coniugale: 24.700 € → SOPRA soglia 15.130 € ❌
          • Maggiorazione NON spettante (per superamento limite coniugale)

          Vuoi sapere se hai diritto alla maggiorazione?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente i requisiti e prepara la domanda all’INPS in pochi minuti. Servizio di patronato senza costi.

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          Servizio Pensioni

          Domanda: documenti e procedura

          La maggiorazione sociale viene concessa d’ufficio dall’INPS quando emerge dai dati reddituali in possesso dell’Istituto (dichiarazione dei redditi). Tuttavia in molti casi la verifica non avviene automaticamente: conviene quindi presentare domanda esplicita per accelerare i tempi e recuperare gli arretrati.

          Documenti necessari

          • Documento d’identità in corso di validità
          • Codice fiscale
          • Tessera sanitaria
          • Cedolino pensione recente
          • Modello CU 2026 (per redditi 2025)
          • Eventuale 730 o Redditi PF
          • Documenti reddituali del coniuge (se sposato)
          • Stato di famiglia o autocertificazione

          Procedura

          1. Online tramite MyINPS: accedi con SPID, sezione “Domanda di prestazioni a sostegno del reddito”
          2. Tramite patronato: il CAF Centro Fiscale presenta la domanda gratuitamente, raccoglie i documenti e segue la pratica fino all’esito
          3. Contact center INPS: 803 164 (numero verde) o 06 164 164 (cellulare)

          Tempi di erogazione: da 60 a 90 giorni per la liquidazione. Gli arretrati vengono pagati dalla data di compimento dell’età anagrafica (60, 65 o 70 anni a seconda dei casi), non dalla data di domanda.

          Perdita del diritto: cosa cambia se aumenta il reddito

          La maggiorazione sociale è una prestazione condizionata al reddito: se nei controlli annuali emerge un reddito superiore alle soglie, l’INPS sospende la maggiorazione e può chiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite.

          Le situazioni più comuni che fanno perdere il diritto:

          • Aumento delle locazioni o vendita di un immobile
          • Coniuge che inizia a percepire una pensione di reversibilità
          • Eredità con redditi (titoli, locazioni)
          • Rivalutazione della pensione coniugale che fa superare il limite

          Obbligo di comunicazione: il pensionato deve comunicare all’INPS le variazioni reddituali entro 30 giorni. La mancata comunicazione comporta l’obbligo di restituzione integrale della maggiorazione percepita indebitamente.

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          • Presentazione della domanda all’INPS
          • Monitoraggio dell’iter e sollecito in caso di ritardi
          • Gestione di eventuali ricorsi e riesami
          • Comunicazione delle variazioni reddituali annuali

          L’assistenza tramite patronato è completamente gratuita per il cittadino, perché finanziata dal Ministero del Lavoro tramite convenzione con gli enti di patronato.

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          Domande frequenti

          Quanto vale la maggiorazione sociale 2026 a 70 anni?

          Per gli over 70 la maggiorazione, comprensiva dell’incremento al milione, può portare la pensione mensile fino a circa 767,84 € lordi per 13 mensilità (importo aggiornato dalla Legge di Bilancio 2026 con incremento di 20 € rispetto al 2025).

          La maggiorazione sociale spetta anche all’assegno sociale?

          Sì. I titolari di assegno sociale hanno diritto alla maggiorazione al raggiungimento dei 65 anni, con i medesimi limiti reddituali previsti per le altre prestazioni.

          Si può chiedere la maggiorazione anche se ho un piccolo lavoro autonomo?

          Sì, purché il reddito complessivo (pensione + lavoro) non superi i limiti personali e coniugali. È necessario dichiarare correttamente il reddito da lavoro per evitare richieste di restituzione.

          Cosa succede se il coniuge inizia a lavorare?

          Bisogna comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. Se il reddito coniugale supera la soglia, la maggiorazione viene sospesa dall’anno successivo. Le somme percepite oltre la soglia possono essere richieste indietro.

          La casa di abitazione conta nel calcolo del reddito?

          No. La rendita catastale della casa di abitazione e delle relative pertinenze è esclusa dal computo dei redditi rilevanti per la maggiorazione sociale.

          Posso chiedere arretrati per anni passati?

          Sì. Se la maggiorazione era spettante dal compimento dell’età anagrafica ma non è stata erogata, l’INPS riconosce gli arretrati fino a 5 anni indietro (prescrizione quinquennale). Conviene quindi presentare domanda anche tardivamente.

          Maggio 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-12 08:00:002026-05-31 14:14:39Maggiorazione Sociale Pensione 2026: Importi, Requisiti Over 60-65-70 e Domanda
          CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

          Versamenti Volontari INPS, dal 2026 Saranno Solo Online: Come Eseguirli

          Pensione 2026 INPS

          Dal 1° gennaio 2026 i versamenti volontari INPS possono essere effettuati esclusivamente online: addio definitivo ai bollettini postali cartacei e al modello F24 presso gli sportelli fisici. La novità, introdotta con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025, rappresenta un cambiamento sostanziale per tutti i lavoratori che usano la contribuzione volontaria per colmare i buchi contributivi e raggiungere i requisiti pensionistici. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi può versare volontariamente, come fare domanda di autorizzazione, gli importi e le aliquote 2026, le scadenze trimestrali e i canali digitali da utilizzare.

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          Indice dei contenuti

          1. Cosa sono i versamenti volontari INPS
          2. Novità 2026: pagamento esclusivamente online
          3. Chi può versare volontariamente: requisiti e categorie
          4. Come fare la domanda di autorizzazione INPS
          5. Come eseguire i versamenti online dal 2026
          6. Importi e aliquote 2026 per gestione
          7. Scadenze trimestrali: quando pagare
          8. Vantaggi e svantaggi dei contributi volontari
          9. Differenze con riscatto, pace contributiva e ricongiunzione
          10. Errori da evitare
          11. Domande frequenti

          Cosa sono i versamenti volontari INPS

          I versamenti volontari INPS (denominati anche contributi volontari) sono contributi previdenziali che il lavoratore paga autonomamente, di propria iniziativa, per coprire periodi in cui non ha svolto attività lavorativa e quindi non ha maturato contribuzione obbligatoria. Si tratta di uno strumento pensionistico fondamentale per chi ha avuto interruzioni di carriera, periodi di disoccupazione, lavoro part-time o attività non coperte da contribuzione INPS.

          L'obiettivo principale è raggiungere il numero di anni contributivi necessari per accedere alla pensione oppure aumentare l'importo dell'assegno pensionistico. I contributi volontari confluiscono nella gestione previdenziale di appartenenza del lavoratore (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, Gestione Separata, Gestione Artigiani e Commercianti) e producono gli stessi effetti dei contributi obbligatori ai fini pensionistici.

          Non si tratta di una soluzione per tutti: per poter versare volontariamente occorre essere stati preventivamente autorizzati dall'INPS e aver maturato una minima anzianità contributiva pregressa. L'autorizzazione ha effetto retroattivo dalla data della domanda e non si prescrive: una volta ottenuta, l'assicurato può versare in qualsiasi momento.

          Novità 2026: pagamento esclusivamente online

          Il cambiamento più significativo del 2026 riguarda le modalità di pagamento. Con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025, l'Istituto ha comunicato che, a partire dal 1° gennaio 2026, i versamenti dei contributi volontari devono essere effettuati esclusivamente attraverso canali telematici. Vengono definitivamente eliminati:

          • Bollettini postali cartacei (modello MAV e bollettino Freccia): non più accettati dagli uffici postali
          • Modello F24 in forma cartacea consegnato presso sportelli bancari o postali senza conto corrente
          • Pagamenti allo sportello INPS in contanti o assegno

          La digitalizzazione forzata del processo rientra nel più ampio piano di modernizzazione dei servizi INPS avviato negli ultimi anni, in linea con le direttive del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e con la transizione al digitale della Pubblica Amministrazione. L'INPS ha gradualmente eliminato i canali cartacei per quasi tutti i versamenti contributivi: i versamenti volontari erano uno degli ultimi a non essere stati completamente digitalizzati.

          Cosa cambia nella pratica? Gli assicurati autorizzati ai contributi volontari ricevono ogni trimestre il piano di versamento telematico attraverso il portale MyINPS o via email (se hanno attivato le notifiche). Il pagamento avviene esclusivamente tramite i canali digitali indicati nella sezione dedicata di questo articolo.

          Chi può versare volontariamente: requisiti e categorie

          Non tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. È necessario soddisfare specifici requisiti contributivi minimi che variano in base alla gestione previdenziale di appartenenza. Ecco le categorie ammesse e i requisiti:

          Lavoratori dipendenti (FPLD)

          Per i lavoratori iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, il requisito minimo è di 5 anni di contribuzione effettiva (260 settimane) oppure, per chi non ha raggiunto questo limite, almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda. Sono ammessi sia i lavoratori che hanno interrotto temporaneamente il rapporto di lavoro, sia coloro che hanno cessato definitivamente l'attività.

          Lavoratori autonomi (artigiani e commercianti)

          Gli artigiani e i commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS possono richiedere l'autorizzazione ai versamenti volontari dopo aver maturato almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione alla gestione di riferimento. L'autorizzazione è necessaria anche per chi ha cessato l'attività autonoma e desidera proseguire la contribuzione.

          Iscritti alla Gestione Separata

          I lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori occasionali) devono aver versato contributi per almeno 5 anni di contribuzione effettiva. La base imponibile per il calcolo dei contributi volontari viene determinata sulla media dei redditi imponibili degli ultimi 12 mesi di attività.

          Casalinghe e casalinghi

          Una categoria spesso trascurata ma importante: anche chi svolge lavoro di cura domestica non retribuito può iscriversi al Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavoro di cura non retribuito (il cosiddetto "fondo casalinghe"), versando contributi volontari a partire da 25,82 euro al mese. Non è richiesta contribuzione pregressa per questa gestione specifica.

          Attenzione: i periodi coperti da versamenti volontari non sono compatibili con periodi di lavoro subordinato o autonomo per i quali vige l'obbligo assicurativo. In altre parole, non puoi versare volontariamente per un periodo in cui hai lavorato e hai già contributi obbligatori.

          Come fare la domanda di autorizzazione INPS

          Prima di poter effettuare qualsiasi versamento, è obbligatorio ottenere l'autorizzazione dall'INPS. Senza autorizzazione preventiva, i versamenti non vengono riconosciuti ai fini pensionistici. Ecco la procedura passo per passo.

          Procedura online (unica modalità dal 2026)

          1. Accedi al portale MyINPS su www.inps.it con SPID, CIE o CNS
          2. Vai alla sezione “Prestazioni e servizi” → “Servizi” → “Contributi volontari”
          3. Seleziona “Domanda di autorizzazione ai versamenti volontari”
          4. Compila il modulo indicando la gestione di appartenenza e i periodi da coprire
          5. Allega la documentazione richiesta (estratto contributivo, eventuale documentazione del periodo da coprire)
          6. Invia la domanda e attendi la comunicazione di accoglimento

          L'INPS esamina la domanda e verifica il possesso dei requisiti. Se l'autorizzazione viene concessa, viene comunicata per iscritto all'assicurato. L'autorizzazione decorre dalla data di presentazione della domanda: è importante presentarla tempestivamente, poiché retroattivamente non potrai coprire periodi antecedenti alla data di protocollo della domanda (con alcune eccezioni per contribuzione figurativa).

          Hai bisogno di assistenza per la domanda di autorizzazione? Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta il patronato per la presentazione della domanda all'INPS, la verifica dei requisiti contributivi e la stima dei vantaggi pensionistici. Contattaci per una consulenza personalizzata.

          Come eseguire i versamenti online dal 2026

          Una volta ottenuta l'autorizzazione, ogni trimestre l'INPS mette a disposizione il piano di versamento telematico con gli importi dovuti. Dal 2026 i canali abilitati per il pagamento sono esclusivamente i seguenti.

          Portale MyINPS

          Il canale principale è il portale MyINPS (myinps.inps.it). Dopo l'accesso con SPID, CIE o CNS, nella sezione “Contributi volontari” → “Paga contributi volontari” trovi i bollettini trimestrali precompilati con gli importi esatti. Il pagamento avviene direttamente online tramite:

          • Carta di credito/debito (Visa, Mastercard, Maestro)
          • Bonifico bancario online
          • PagoPA (il sistema unificato di pagamento alla PA)

          App IO

          La app IO (il wallet digitale del cittadino per i servizi pubblici) consente di ricevere notifiche di scadenza e pagare i contributi volontari INPS direttamente dallo smartphone. Nella sezione “Pagamenti” dell'app trovi i bollettini INPS e puoi saldarli con carta o con il saldo prepagato dell'app. È il metodo più comodo per chi vuole gestire tutto da mobile.

          PagoPA (canale bancario online)

          In alternativa, puoi pagare tramite PagoPA attraverso il home banking della tua banca o posta, inserendo il codice di avviso che trovi nel piano di versamento. Quasi tutte le banche italiane supportano PagoPA: cerca la voce “Pagamenti PA” o “PagoPA” nell'area pagamenti del tuo internet banking. Anche Poste Italiane supporta il pagamento PagoPA tramite app BancoPosta o sito postepay.it.

          Modello F24 online (ancora ammesso)

          Il modello F24 rimane valido, ma solo nella versione telematica: tramite i servizi dell'Agenzia delle Entrate (F24 Web su Entratel/Fiscoline) oppure attraverso il proprio istituto bancario tramite home banking. Il codice tributo da utilizzare varia in base alla gestione di appartenenza. L'F24 cartaceo consegnato allo sportello è invece definitivamente abolito per questi versamenti dal 2026.

          Cosa fare se non si è pratici di strumenti digitali? È possibile delegare un CAF, un patronato o un consulente a effettuare i pagamenti per proprio conto. Il CAF Centro Fiscale fornisce assistenza completa anche per la gestione dei pagamenti telematici dei contributi volontari.

          Importi e aliquote 2026 per gestione

          Il calcolo degli importi dei versamenti volontari 2026 dipende dalla gestione previdenziale di appartenenza, dalla retribuzione o reddito di riferimento e dall'aliquota contributiva applicabile. Vediamo i dettagli per ciascuna categoria.

          Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD)

          Per i lavoratori dipendenti, la base di calcolo è la retribuzione media settimanale degli ultimi 12 mesi di lavoro retribuito (o degli ultimi 24 mesi se più favorevole). L'aliquota applicata è quella in vigore per i lavoratori dipendenti, pari al 33% della retribuzione imponibile. Tale aliquota, nei contributi obbligatori suddivisa tra datore e lavoratore, viene pagata interamente dall'assicurato nei versamenti volontari.

          La retribuzione settimanale minima per il 2026, che rappresenta la base minima di calcolo, è aggiornata annualmente dall'INPS in base alla variazione del costo della vita. Per il 2026 la retribuzione convenzionale minima giornaliera è fissata in circa 51,83 euro (aggiornamento con circolare INPS inizio anno).

          Gestione Artigiani

          Per gli artigiani, i contributi volontari si calcolano applicando le stesse aliquote dei contributi obbligatori al reddito medio degli ultimi 12 mesi di attività. Le aliquote 2026 per la Gestione Artigiani sono:

          • 24% del reddito imponibile (quota IVS – Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) per i titolari
          • Aliquota aggiuntiva dello 0,48% per la maternità e malattia
          • Minimale 2026: circa 3.983 euro trimestrali (contributo fisso sul minimale di reddito)

          Gestione Commercianti

          Per i commercianti, le aliquote 2026 sono lievemente superiori:

          • 24,48% del reddito imponibile (quota IVS) per i titolari
          • Aliquota aggiuntiva dello 0,48% per malattia
          • Minimale 2026: circa 4.054 euro trimestrali

          Gestione Separata

          Per gli iscritti alla Gestione Separata, l'aliquota per i versamenti volontari è quella applicata ai collaboratori e professionisti senza altra previdenza obbligatoria. Per il 2026 l'aliquota è del 26,23% (comprensiva di aliquota DIS-COLL e maternità). La base imponibile è la media dei redditi da lavoro degli ultimi 12 mesi di contribuzione effettiva.

          Tabella riepilogativa delle aliquote 2026:

          Gestione INPSAliquota IVS 2026Base di calcolo
          Lavoratori dipendenti (FPLD)33%Retribuzione media settimanale ultimi 12/24 mesi
          Artigiani24%Reddito medio ultimi 12 mesi
          Commercianti24,48%Reddito medio ultimi 12 mesi
          Gestione Separata26,23%Media redditi ultimi 12 mesi di contribuzione
          Fondo casalingheFissoDa 25,82 a 51,65 euro al mese

          Scadenze trimestrali: quando pagare

          I versamenti volontari INPS hanno cadenza trimestrale. Ogni trimestre è riferito a un periodo specifico dell'anno e deve essere pagato entro una data precisa. Il rispetto delle scadenze è fondamentale: i versamenti effettuati fuori termine non vengono riconosciuti per i periodi corrispondenti.

          Trimestre di riferimentoScadenza di pagamento
          1° trimestre (gennaio-marzo)Entro il 30 giugno
          2° trimestre (aprile-giugno)Entro il 30 settembre
          3° trimestre (luglio-settembre)Entro il 31 dicembre
          4° trimestre (ottobre-dicembre)Entro il 31 marzo dell'anno successivo

          In sintesi, ogni versamento va effettuato entro il terzo mese successivo alla fine del trimestre di riferimento. Esempio pratico: il contributo per il primo trimestre 2026 (gennaio-marzo 2026) deve essere pagato entro il 30 giugno 2026.

          Versamenti tardivi o parziali: se si salta un trimestre, non è possibile recuperarlo versando in un trimestre successivo. L'INPS valuta la continuità dei versamenti: periodi non coperti rimangono scoperti e non contribuiscono al maturare del diritto pensionistico. Tuttavia, non esiste un obbligo di versare ogni trimestre: l'autorizzazione non decade se si salta un periodo, ma ovviamente quel trimestre non sarà coperto contributivamente.

          Vantaggi e svantaggi dei contributi volontari

          Prima di decidere se conviene avviare i versamenti volontari INPS, è utile fare una valutazione costi-benefici onesta. Non sempre è la scelta più conveniente: dipende da età, situazione lavorativa, reddito e obiettivi pensionistici.

          Vantaggi

          • Copertura dei buchi contributivi: permette di raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata colmando anni di contribuzione mancanti
          • Aumento dell'assegno pensionistico: più contributi equivalgono a una pensione più alta nel sistema contributivo
          • Deducibilità fiscale IRPEF: i contributi volontari versati all'INPS sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF (art. 10, comma 1, lett. e) del TUIR). Ogni euro versato riduce l'imponibile fiscale, con un risparmio proporzionale alla tua aliquota marginale IRPEF
          • Nessun vincolo di versamento continuo: puoi saltare trimestri senza perdere l'autorizzazione
          • Cumulabilità con la NASPI: in molti casi compatibile con l'indennità di disoccupazione (verifica caso per caso con il CAF)

          Svantaggi

          • Costo elevato: soprattutto per i dipendenti (aliquota 33%), il costo per coprire un anno intero può superare i 10.000 euro, a seconda della retribuzione di riferimento
          • Rendimento incerto: nel sistema contributivo il valore della pensione dipende dai coefficienti di trasformazione e dall'età di pensionamento. Versare oggi non garantisce un ritorno proporzionale
          • Non recupera periodi antecedenti la domanda: l'autorizzazione vale dalla data di presentazione, non può coprire periodi già passati
          • Alternativa al riscatto più costosa per alcuni periodi: per la laurea o il servizio militare, il riscatto agevolato può essere più conveniente
          • Digitalizzazione obbligatoria dal 2026: serve SPID o CIE attivo, o appoggiarsi a un intermediario abilitato

          Consiglio del CAF: prima di avviare i versamenti volontari, è fondamentale richiedere all'INPS il proprio estratto contributivo aggiornato e farsi fare una simulazione pensionistica. In questo modo potrai valutare quanti anni mancano, quanto costerebbe la contribuzione volontaria e se alternative come la pensione anticipata siano più adatte alla tua situazione.

          Differenze con riscatto, pace contributiva e ricongiunzione

          I versamenti volontari non sono l'unico strumento per integrare la contribuzione previdenziale. È importante conoscere le differenze con gli altri istituti disponibili, per scegliere quello più adatto alla propria situazione.

          Riscatto dei periodi

          Il riscatto permette di far valere ai fini pensionistici periodi che non sono coperti da contribuzione obbligatoria ma che sono stati ufficialmente riconosciuti (es. anni di laurea, servizio militare, anni di aspettativa non retribuita). A differenza dei versamenti volontari:

          • Il riscatto riguarda periodi specifici e predefiniti, non periodi generici
          • Il costo del riscatto si calcola sulla retribuzione attuale moltiplicata per l'aliquota e gli anni da riscattare
          • Il riscatto della laurea ha una versione agevolata con aliquota ridotta per chi è nel sistema contributivo puro
          • È possibile rateizzare il pagamento del riscatto fino a 10 anni senza interessi

          Pace contributiva (riscatto agevolato dei periodi vuoti)

          La pace contributiva consente di riscattare, con un costo agevolato, i periodi di vuoto contributivo compresi tra il 1° gennaio 1996 e il 31 dicembre 2023, fino a un massimo di 5 anni. A differenza dei versamenti volontari:

          • Si possono coprire periodi già passati (retroattività totale fino a 5 anni, nel limite temporale previsto)
          • Il costo è calcolato con l'aliquota della gestione moltiplicata per il reddito dell'anno precedente
          • È detraibile al 50% dall'IRPEF (non deducibile, a differenza dei versamenti volontari)
          • Non richiede la stessa anzianità contributiva minima dei versamenti volontari

          Ricongiunzione

          La ricongiunzione è uno strumento per unificare contributi versati in diverse gestioni previdenziali (es. hai lavorato come dipendente e poi come autonomo, oppure hai contributi in una cassa professionale e nell'INPS). La ricongiunzione trasferisce tutti i contributi in un'unica gestione:

          • Può essere onerosa (a pagamento) o gratuita a seconda dei casi
          • Non aggiunge contributi: sposta quelli già esistenti da una gestione all'altra
          • È alternativa al cumulo contributivo gratuito (legge Fornero) che in molti casi è più conveniente

          In estrema sintesi: i versamenti volontari coprono periodi futuri e vuoti recenti; il riscatto e la pace contributiva coprono periodi passati specifici; la ricongiunzione consolida contributi già esistenti. Spesso la strategia ottimale combina più strumenti. Affidati al CAF Centro Fiscale per una valutazione complessiva della tua posizione previdenziale, anche in vista della dichiarazione dei redditi 730 dove potrai dedurre i contributi versati.

          Errori da evitare con i versamenti volontari INPS

          Dalla nostra esperienza come CAF e patronato, ecco gli errori più frequenti che i lavoratori commettono nella gestione dei versamenti volontari INPS:

          1. Versare senza autorizzazione: i contributi versati prima di ottenere l'autorizzazione INPS non vengono riconosciuti. Presentate sempre prima la domanda
          2. Confondere la data di decorrenza: l'autorizzazione vale dalla data di presentazione della domanda, non da quando si inizia a versare. Ogni giorno di ritardo nella domanda è un periodo coperto in meno
          3. Versare per periodi già coperti da contribuzione obbligatoria: il versamento verrebbe rimborsato ma senza interessi, con perdita di tempo e burocrazia
          4. Non verificare la prescrizione dei periodi: in alcuni casi i periodi possono essere già prescritti (10 anni per le gestioni autonome)
          5. Dal 2026: tentare di pagare con bollettini cartacei: il pagamento non sarà accettato. Assicurati di avere SPID o CIE attivi prima delle scadenze trimestrali
          6. Non portare in deduzione i contributi volontari: molti dimenticano di indicarli nella dichiarazione dei redditi 730. Si perde un risparmio fiscale IRPEF importante
          7. Non fare una simulazione pensionistica prima: versare per anni scoprendo poi che non conviene è uno spreco di risorse. Richiedi prima una consulenza al CAF Centro Fiscale

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          Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPS

          Dal 2026 come si pagano i versamenti volontari INPS?

          Dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si pagano esclusivamente online: tramite il portale MyINPS, l’app IO, il sistema PagoPA attraverso la propria banca online, oppure con modello F24 telematico. I bollettini postali cartacei e il modello F24 cartaceo agli sportelli non sono piu accettati. La modifica e stata introdotta con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025.

          Quanti anni di contributi servono per l’autorizzazione ai versamenti volontari?

          Per i lavoratori dipendenti (FPLD) servono almeno 5 anni di contribuzione effettiva (260 settimane), oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per gli autonomi (artigiani e commercianti) servono 5 anni di iscrizione e contribuzione alla gestione. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione effettiva.

          I versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito?

          Si, i contributi volontari versati all’INPS sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Vanno indicati nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) nel quadro degli oneri deducibili. Il risparmio fiscale e proporzionale all’aliquota marginale IRPEF del contribuente.

          Cosa succede se salto il pagamento di un trimestre?

          L’autorizzazione rimane valida a tempo indeterminato. Semplicemente quel trimestre non sara coperto da contribuzione e non contribuira alla maturazione del diritto pensionistico. Non e possibile recuperare il trimestre saltato versando importi maggiori in seguito. L’autorizzazione non decade per omissione di versamenti.

          Qual e la differenza tra versamenti volontari e riscatto della laurea?

          I versamenti volontari coprono periodi di vuoto contributivo dalla data di autorizzazione in poi. Il riscatto della laurea permette di far valere gli anni di studio universitario come contribuzione, indipendentemente da quando si e conseguita. Il riscatto agevolato della laurea ha un costo ridotto per chi e nel sistema contributivo puro ed e rateizzabile. I due strumenti sono complementari, non alternativi.


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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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            Pagamento Assegno Unico Giugno 2026: Date INPS, Importi e Calendario

            ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

            Quando arriva l’Assegno Unico di giugno 2026? Se stai aspettando il pagamento mensile per i tuoi figli a carico, in questa guida trovi tutte le date di pagamento INPS aggiornate, gli importi per ogni fascia ISEE, le maggiorazioni previste e le istruzioni per verificare lo stato della tua domanda. L’Assegno Unico e Universale (AUU) viene erogato ogni mese dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni, ed è il principale strumento di sostegno alla genitorialità in Italia.

            Indice dei contenuti

            1. Date di Pagamento Giugno 2026
            2. Calendario Dettagliato: Chi Riceve e Quando
            3. Importi per Fascia ISEE 2026
            4. Maggiorazioni: Disabilità, Famiglie Numerose e Genitori Lavoratori
            5. Conguagli di Giugno: Cosa Aspettarsi
            6. Come Verificare il Pagamento su MyINPS
            7. Cosa Fare Se il Pagamento Non Arriva
            8. Scadenza ISEE: Perché Presentarlo Entro Giugno
            9. Domande Frequenti

            Date di Pagamento Assegno Unico Giugno 2026

            L’INPS segue un calendario ormai consolidato per l’erogazione dell’Assegno Unico. Per giugno 2026, le date previste sono:

            • 17-18-19 giugno 2026: pagamento per i beneficiari che già percepiscono l’Assegno Unico con domanda in essere e ISEE regolarmente rinnovato. Questa è la finestra principale che riguarda la stragrande maggioranza delle famiglie
            • Fine giugno 2026 (26-30 giugno): pagamento per le nuove domande presentate nei mesi precedenti e per i casi che hanno richiesto verifiche aggiuntive da parte dell’INPS
            • Pagamenti straordinari: eventuali conguagli legati al nuovo ISEE 2026, arretrati e ricalcoli possono essere accreditati in qualsiasi momento del mese

            Nota importante: le date possono variare di 1-2 giorni lavorativi in base all’istituto bancario o postale del beneficiario. Poste Italiane generalmente accredita con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche tradizionali. Se hai un conto presso una banca online, i tempi di accredito potrebbero essere ancora più rapidi.

            Calendario Dettagliato: Chi Riceve e Quando

            Non tutte le famiglie ricevono il pagamento nella stessa data. Ecco come funziona il calendario dei pagamenti INPS per giugno 2026:

            Tipologia beneficiarioData previstaNote
            Beneficiari in corso (ISEE aggiornato)17-18-19 giugnoPagamento regolare mensile
            Nuove domande (presentate entro maggio)26-30 giugnoUltimo giorno lavorativo del mese
            Domande con ISEE presentato dopo marzo17-19 giugnoCon eventuale conguaglio arretrati
            Beneficiari senza ISEE 202617-19 giugnoImporto minimo (57 euro/figlio)
            Conguagli e arretratiVariabilePossibili in qualsiasi momento del mese

            Se hai presentato una nuova domanda tra aprile e maggio 2026, il primo pagamento arriverà verso fine giugno. L’INPS impiega generalmente 30-45 giorni per elaborare le nuove richieste.

            Importi Assegno Unico Giugno 2026 per Fascia ISEE

            Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati rivalutati dello 0,8% rispetto al 2025, in linea con l’adeguamento annuale ISTAT al costo della vita. Ecco la tabella aggiornata degli importi mensili per ciascun figlio a carico:

            Fascia ISEEImporto mensile per figlio
            Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
            Da 17.090,62 a 20.000 euroDa 199,40 a 175 euro (decrescente)
            Da 20.001 a 25.000 euroDa 175 a 145 euro
            Da 25.001 a 30.000 euroDa 145 a 120 euro
            Da 30.001 a 35.000 euroDa 120 a 100 euro
            Da 35.001 a 40.000 euroDa 100 a 80 euro
            Da 40.001 a 45.810,71 euroDa 80 a 57 euro
            Oltre 45.810,71 euro o senza ISEE57 euro (importo minimo)

            Esempio pratico: una famiglia con ISEE di 22.000 euro e 2 figli minorenni riceve circa 160 euro per figlio, per un totale di circa 320 euro al mese. Se la stessa famiglia non avesse presentato l’ISEE, riceverebbe soltanto 114 euro totali (57 euro per figlio). La differenza è enorme: ecco perché rinnovare l’ISEE è fondamentale.

            Maggiorazioni Assegno Unico Giugno 2026: Chi Ha Diritto a Importi Più Alti

            Oltre all’importo base calcolato sulla fascia ISEE, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni che possono aumentare significativamente l’importo mensile. Ecco tutte quelle in vigore a giugno 2026:

            Maggiorazione per figli con disabilità

            • Figli minorenni con disabilità: da 91,20 a 113,50 euro in più per figlio, in base al grado di disabilità (non autosufficienza, disabilità grave o media)
            • Figli maggiorenni 18-20 anni con disabilità: maggiorazione fissa di 96,90 euro
            • Figli disabili oltre i 21 anni: importo base di 91,20 euro mensili (senza limiti di età)

            Per approfondire, leggi la nostra guida completa sull’Assegno Unico Figli Disabili 2026.

            Maggiorazione per famiglie numerose (3 o più figli)

            • Dal terzo figlio in poi: maggiorazione da 17,10 a 91,20 euro per figlio (in base all’ISEE)
            • Nuclei con 4 o più figli: ulteriore forfait aggiuntivo di 150 euro al mese per l’intero nucleo familiare, indipendentemente dall’ISEE

            Maggiorazione per genitori entrambi lavoratori

            • Entrambi i genitori con reddito da lavoro: maggiorazione fino a 34,10 euro per figlio per le famiglie con ISEE fino a 17.090,61 euro. L’importo decresce fino ad azzerarsi per ISEE superiori a 45.810,71 euro
            • Madri con meno di 21 anni: maggiorazione fissa di 22,80 euro per figlio

            Conguagli di Giugno 2026: Cosa Aspettarsi

            Giugno è un mese particolarmente importante per i conguagli dell’Assegno Unico. Ecco perché:

            • Nuovo ISEE presentato tra marzo e maggio: se hai rinnovato l’ISEE nei mesi scorsi, l’INPS potrebbe aver già ricalcolato l’importo. A giugno potresti ricevere, insieme alla rata mensile, anche gli arretrati relativi ai mesi in cui hai percepito l’importo minimo in attesa del nuovo ISEE
            • Variazioni del nucleo familiare: nascita di un nuovo figlio, separazione, cambio di residenza o altre variazioni comunicate all’INPS possono generare conguagli positivi o negativi
            • Correzioni ISEE: se hai presentato un ISEE corrente (in caso di variazione significativa del reddito rispetto al 2024), l’INPS ricalcola l’importo e versa la differenza

            Come riconoscere un conguaglio: nel fascicolo previdenziale di MyINPS, il pagamento avrà una voce specifica come “conguaglio AUU” o “arretrati AUU”. L’importo sarà superiore alla rata mensile standard. Per saperne di più, consulta la nostra guida sugli Arretrati Assegno Unico 2026.

            Come Verificare il Pagamento su MyINPS

            Se vuoi controllare lo stato del pagamento dell’Assegno Unico di giugno 2026, puoi farlo facilmente attraverso il portale MyINPS. Ecco la procedura passo per passo:

            1. Accedi a MyINPS: vai su myinps.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
            2. Cerca “Assegno Unico”: nella barra di ricerca digita “Assegno Unico” oppure vai su “Prestazioni e servizi” e poi “Assegno Unico e Universale”
            3. Controlla lo stato della domanda: verifica che la tua domanda risulti in stato “Accolta” e che l’ISEE sia aggiornato al 2026
            4. Consulta i pagamenti: nella sezione “Pagamenti” troverai lo storico di tutti gli accrediti effettuati, con date e importi
            5. Verifica il fascicolo previdenziale: per un dettaglio ancora più completo, accedi al “Fascicolo previdenziale del cittadino” dove troverai le disposizioni di pagamento con la data esatta dell’accredito

            Consiglio pratico: attiva le notifiche push sull’app INPS Mobile per ricevere un avviso automatico quando il pagamento viene disposto. In questo modo non dovrai controllare manualmente ogni giorno.

            Cosa Fare Se il Pagamento di Giugno Non Arriva

            Se entro il 22-23 giugno non hai ancora ricevuto l’accredito dell’Assegno Unico (e sei un beneficiario in corso), non farti prendere dal panico. Ecco cosa verificare e come agire:

            • Controlla l’IBAN: accedi a MyINPS e verifica che l’IBAN registrato sia corretto e ancora attivo. Se hai cambiato conto corrente, aggiorna immediatamente i dati
            • Verifica lo stato della domanda: assicurati che la domanda risulti “Accolta” e non “Sospesa” o “In evidenza”. Se è sospesa, potrebbe mancare un documento
            • Controlla l’ISEE: se l’ISEE risulta scaduto o con anomalie (ad esempio, omissioni o difformità), l’INPS potrebbe aver sospeso il pagamento
            • Verifica eventuali comunicazioni INPS: controlla la casella postale di MyINPS per eventuali richieste di integrazione documentale
            • Attendi fino a fine mese: in alcuni casi, specialmente dopo variazioni della domanda, il pagamento può slittare alla seconda finestra (26-30 giugno)

            Se dopo il 30 giugno non hai ricevuto nulla: contatta l’INPS tramite il Contact Center al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile, a pagamento), oppure recati al patronato più vicino. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica della pratica e nell’eventuale reclamo: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

            Scadenza ISEE: Perché Presentarlo Entro Giugno 2026

            Giugno è un mese cruciale per chi non ha ancora rinnovato l’ISEE 2026. Ecco cosa devi sapere:

            • Senza ISEE aggiornato ricevi solo l’importo minimo di 57 euro per figlio, indipendentemente dalla tua situazione economica reale
            • Presentando l’ISEE entro il 30 giugno 2026, hai diritto agli arretrati dalla data di decorrenza della domanda (o dal 1° marzo se la domanda era già attiva). L’INPS ricalcola automaticamente gli importi e versa la differenza
            • Attenzione alla scadenza: più tardi presenti l’ISEE, più tardi riceverai gli arretrati. Inoltre, se l’ISEE viene presentato dopo il 30 giugno, potresti perdere una parte degli arretrati relativi al primo semestre

            Dove presentare l’ISEE: puoi farlo autonomamente tramite il portale INPS (DSU precompilata) oppure rivolgendoti a un CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente: scopri di più sulla scadenza ISEE e l’Assegno Unico.

            Esempio pratico: se hai 2 figli e un ISEE di 15.000 euro, con l’ISEE aggiornato ricevi 398,80 euro al mese (199,40 euro per figlio). Senza ISEE, ricevi solo 114 euro. La differenza è di 284,80 euro al mese. In 6 mesi di ritardo, perdi potenzialmente oltre 1.700 euro.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sull’Assegno Unico Giugno 2026

            Quando viene pagato l’Assegno Unico di giugno 2026?

            Per i beneficiari con domanda già attiva e ISEE aggiornato, il pagamento è previsto tra il 17 e il 19 giugno 2026. Per le nuove domande, il pagamento avviene nell’ultima settimana del mese (26-30 giugno).

            Quanto prendo di Assegno Unico a giugno 2026?

            L’importo dipende dalla fascia ISEE: si va da un massimo di 199,40 euro per figlio (ISEE fino a 17.090,61 euro) a un minimo di 57 euro per figlio (ISEE oltre 45.810,71 euro o senza ISEE presentato). A questo importo base si sommano eventuali maggiorazioni per disabilità, famiglie numerose e genitori lavoratori.

            Devo rinnovare la domanda di Assegno Unico ogni anno?

            No, la domanda di Assegno Unico non va rinnovata: una volta presentata, resta valida fino a quando sussistono i requisiti. Quello che devi rinnovare ogni anno è l’ISEE (entro il 28 febbraio per non perdere arretrati, ma puoi presentarlo anche dopo). Senza ISEE aggiornato ricevi l’importo minimo.

            Cosa succede se presento l’ISEE a giugno?

            Se presenti l’ISEE 2026 a giugno, l’INPS ricalcola l’importo dell’Assegno Unico in base alla nuova attestazione. Riceverai gli arretrati dalla data di decorrenza: se la domanda era già attiva, gli arretrati partono dal mese di marzo 2026 (con l’importo pieno anziché il minimo). Il conguaglio viene generalmente erogato entro 1-2 mesi dalla presentazione dell’ISEE.

            L’Assegno Unico di giugno arriva prima con Poste Italiane?

            Sì, storicamente Poste Italiane accredita il pagamento con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche tradizionali. Quindi se la data di pagamento INPS è il 17 giugno, chi ha il conto alle Poste potrebbe vedere l’accredito già il 15-16 giugno.

            Posso ricevere l’Assegno Unico su una carta prepagata?

            Sì, l’Assegno Unico può essere accreditato su qualsiasi IBAN italiano, incluse carte prepagate dotate di IBAN (come PostePay Evolution, Hype, N26 e simili). L’importante è che l’IBAN sia intestato o cointestato al richiedente.


            Hai bisogno di assistenza per la domanda di Assegno Unico, il rinnovo dell’ISEE o la verifica dei pagamenti? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza gratuita. Contattaci al 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 o invia una email a info@centrofiscale.com. Ci trovi in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.

            Leggi anche: Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS | Assegno Unico Marzo 2026: Quando Arriva | Calcolo Assegno Unico 2026: Simulatore e Esempi

            Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 08:00:002026-05-31 13:06:45Pagamento Assegno Unico Giugno 2026: Date INPS, Importi e Calendario
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