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Contributi che Abbassano la Pensione: Come Neutralizzarli per un Assegno Più Alto

Pensione 2026 INPS

Quando si calcola la pensione, non tutti i contributi versati o accreditati hanno lo stesso peso. Alcuni contributi figurativi, infatti, possono abbassare l’importo della pensione invece di aumentarlo. Questo fenomeno, poco conosciuto ma molto rilevante, riguarda soprattutto chi ha periodi di disoccupazione, malattia, maternità o cassa integrazione nel proprio estratto contributivo. La buona notizia? Esiste un rimedio: la neutralizzazione dei contributi.

In questa guida completa scoprirai quali contributi rischiano di penalizzarti, come funziona il meccanismo di neutralizzazione e come richiederlo all’INPS per ottenere un assegno pensionistico più alto. Ti accompagneremo passo dopo passo, con esempi pratici, tabelle comparative e riferimenti normativi aggiornati al 2026.

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Cosa Sono i Contributi “Dannosi” per la Pensione

I cosiddetti contributi “dannosi” sono quegli accrediti contributivi che, pur allungando l’anzianità contributiva, abbassano la retribuzione pensionabile media o il montante contributivo utilizzato per calcolare l’assegno pensionistico.

Si tratta principalmente di contributi figurativi accreditati dall’INPS per periodi in cui il lavoratore non ha svolto attività lavorativa retribuita, come:

  • Disoccupazione (NASPI, ex ASpI, Mobilità)
  • Malattia prolungata
  • Maternità/Paternità obbligatoria e facoltativa
  • Cassa Integrazione Guadagni (CIG ordinaria, straordinaria, in deroga)
  • Servizio militare/civile
  • Assegno ordinario di invalidità

Questi periodi vengono “coperti” con contributi figurativi che, però, sono calcolati su retribuzioni convenzionali spesso inferiori a quelle effettivamente percepite durante i periodi di lavoro attivo. Il risultato? Abbassano la media retributiva (nel sistema retributivo/misto) o contribuiscono con importi ridotti al montante (nel sistema contributivo puro).

Esempio concreto: Un lavoratore che negli ultimi 10 anni ha guadagnato mediamente 30.000 euro lordi annui, ma ha avuto 2 anni di NASPI con retribuzione convenzionale di 15.000 euro, vede la sua media retributiva scendere sensibilmente, con una pensione finale più bassa del 10-15%.

Calcolo Contributivo vs Retributivo: Le Differenze

Per comprendere appieno l’impatto dei contributi figurativi, è fondamentale conoscere i due sistemi di calcolo della pensione in Italia:

Sistema Retributivo (pre-1996)

Applicato ai periodi contributivi maturati fino al 31 dicembre 1995. La pensione si calcola in base alla media delle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro (generalmente gli ultimi 5-10 anni).

Formula semplificata:

Pensione annua = Retribuzione media pensionabile × Aliquota di rendimento (circa 2% per ogni anno di contributi) × Anni di contributi

In questo sistema, i contributi figurativi con retribuzione convenzionale bassa abbassano la media pensionabile, riducendo l’assegno finale.

Sistema Contributivo (post-1996)

Applicato ai periodi contributivi maturati dal 1° gennaio 1996 in poi (e interamente per chi ha iniziato a lavorare dopo tale data). La pensione si calcola sul montante contributivo, cioè la somma di tutti i contributi versati rivalutati annualmente.

Formula semplificata:

Pensione annua = Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione (dipende dall’età di pensionamento)

Anche qui, i contributi figurativi accreditati su importi ridotti contribuiscono poco al montante, penalizzando l’assegno finale.

Sistema Misto

La maggior parte dei lavoratori italiani rientra nel sistema misto: parte della pensione calcolata con il sistema retributivo (contributi pre-1996) e parte con il contributivo (contributi post-1996). Per questi lavoratori, la neutralizzazione può essere particolarmente vantaggiosa nella quota retributiva.

Contributi Figurativi e il Loro Impatto sul Montante

I contributi figurativi sono accrediti contributivi che l’INPS riconosce per periodi in cui il lavoratore non ha versato contributi a causa di eventi tutelati dalla legge (maternità, malattia, disoccupazione involontaria, ecc.).

Come vengono calcolati?

  • Base di calcolo: La retribuzione/reddito utilizzata come base per l’accredito figurativo è spesso inferiore alla retribuzione effettiva del lavoratore. Ad esempio, per la NASPI si usa il 75% della retribuzione media degli ultimi 4 anni (con massimali INPS).
  • Aliquota contributiva: Non sempre viene applicata l’aliquota piena (33% per dipendenti), ma spesso aliquote ridotte.
  • Rivalutazione: I contributi figurativi vengono rivalutati annualmente come quelli ordinari, ma partendo da una base più bassa.

Tabella comparativa: Contributo effettivo vs Figurativo

SituazioneRetribuzione annuaContributi accreditatiImpatto sul montante
Lavoro attivo30.000 euro~9.900 euro (33%)ALTO
NASPI (figurativo)18.000 euro (convenzionale)~5.940 euroMEDIO-BASSO
Malattia (figurativo)15.000 euro (convenzionale)~4.950 euroBASSO

Come si vede, a parità di anno contributivo, un periodo di NASPI contribuisce al montante con circa il 40% in meno rispetto a un anno di lavoro effettivo a tempo pieno.

La Neutralizzazione dei Contributi: Cos’è e Come Funziona

La neutralizzazione dei contributi è un istituto giuridico previsto dalla Legge n. 335/1995 (Riforma Dini) e successive modifiche, che consente di escludere dal calcolo della pensione i periodi di contribuzione figurativa che risultano penalizzanti per il lavoratore.

Normativa di riferimento

  • Art. 3, comma 7, Legge 335/1995: Prevede la facoltà di neutralizzare i periodi di minor reddito nel calcolo della quota contributiva.
  • Circolare INPS n. 180/2015: Chiarisce le modalità operative per la neutralizzazione dei contributi figurativi.
  • Messaggio INPS n. 1278/2022: Aggiornamento sulle procedure di calcolo e neutralizzazione.
  • Decreto Legislativo 30 dicembre 2023 n. 216: Ulteriori precisazioni sulla neutralizzazione nei casi di CIG e NASPI.

Come funziona la neutralizzazione

Il meccanismo è concettualmente semplice:

  1. L’INPS calcola la pensione in due modalità: con i contributi figurativi e senza (neutralizzandoli).
  2. Confronta i due importi.
  3. Assegna al pensionato l’importo più favorevole.

ATTENZIONE: La neutralizzazione NON elimina i contributi figurativi ai fini del diritto alla pensione (anzianità contributiva minima), ma solo ai fini del calcolo dell’importo. Quindi, se hai 20 anni di contributi di cui 2 di NASPI, mantieni sempre i 20 anni per il diritto alla pensione, ma l’importo viene calcolato come se avessi lavorato solo 18 anni con retribuzioni più alte.

Quali contributi si possono neutralizzare

Possono essere neutralizzati i contributi figurativi relativi a:

  • Disoccupazione indennizzata (NASPI, ASpI, Mobilità, ex DS)
  • Cassa Integrazione Guadagni (ordinaria, straordinaria, in deroga)
  • Malattia prolungata (oltre i 6 mesi continuativi)
  • Maternità/Paternità obbligatoria e facoltativa (in alcuni casi specifici)
  • Assegno ordinario di invalidità

NON possono essere neutralizzati:

  • I contributi volontari (sono già una scelta del lavoratore).
  • I contributi da riscatto (laurea, altri periodi).
  • I contributi figurativi per servizio militare (non penalizzano la retribuzione media).

Casi Specifici: NASPI, Malattia, Maternità e CIG

NASPI e Disoccupazione

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS. Durante la fruizione della NASPI, l’INPS accredita contributi figurativi calcolati su una retribuzione convenzionale pari al 75% della retribuzione media degli ultimi 4 anni, con un massimale di circa 1.550 euro mensili lordi (dati 2026).

Impatto sulla pensione: Se la tua retribuzione effettiva era di 2.500 euro/mese, ma la NASPI accredita contributi su 1.550 euro, stai perdendo circa il 38% di contribuzione potenziale per quei mesi.

Convenienza neutralizzazione: Quasi sempre conveniente se hai avuto periodi lunghi di NASPI (oltre 12 mesi) con retribuzioni precedenti medio-alte.

Malattia prolungata

Per periodi di malattia superiori a 6 mesi continuativi, l’INPS accredita contributi figurativi su una retribuzione convenzionale spesso ridotta rispetto a quella effettiva.

Convenienza neutralizzazione: Valutare caso per caso. Se la malattia è avvenuta in anni di alta retribuzione, neutralizzare può essere vantaggioso.

Maternità e Paternità

I contributi figurativi per maternità obbligatoria sono generalmente accreditati sull’ultima retribuzione effettiva, quindi raramente penalizzano. Tuttavia, per la maternità facoltativa (congedo parentale), l’accredito può essere ridotto.

Convenienza neutralizzazione: Di solito non conveniente per la maternità obbligatoria; da valutare per il congedo parentale prolungato.

Cassa Integrazione Guadagni (CIG)

Durante la CIG, l’INPS accredita contributi figurativi calcolati sull’80% della retribuzione persa a causa della riduzione/sospensione dell’attività. Anche qui, la base è ridotta.

Convenienza neutralizzazione: Molto conveniente se hai avuto periodi lunghi di CIG (es. 12-24 mesi) con CIGO/CIGS a zero ore.

Quando Conviene Neutralizzare e Quando No

La neutralizzazione non è sempre conveniente. Ci sono situazioni in cui mantenere i contributi figurativi nel calcolo è più vantaggioso.

Quando CONVIENE neutralizzare

  • Periodi lunghi di NASPI/CIG (oltre 12 mesi) con retribuzioni precedenti medio-alte.
  • Contributi figurativi negli ultimi 10 anni di carriera (influenzano pesantemente il calcolo retributivo).
  • Differenza significativa tra retribuzione effettiva e convenzionale (oltre il 30%).
  • Sistema misto con quota retributiva elevata (lavoratori con contributi pre-1996).

Quando NON conviene neutralizzare

  • Periodi brevi di contribuzione figurativa (1-3 mesi).
  • Retribuzione effettiva bassa o simile a quella convenzionale.
  • Rischio di non raggiungere l’anzianità minima per la pensione (es. se hai esattamente 20 anni di contributi e neutralizzi 2 anni, potresti perdere il diritto).
  • Sistema contributivo puro con carriera discontinua: neutralizzare potrebbe ridurre troppo il montante.

Consiglio pratico: Prima di richiedere la neutralizzazione, chiedi al CAF o al patronato una simulazione comparativa con e senza neutralizzazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio gratuitamente.

Come Richiedere la Neutralizzazione all’INPS

La neutralizzazione NON è automatica. Devi richiederla esplicitamente all’INPS al momento della domanda di pensione.

Procedura passo-passo

  1. Verifica l’estratto contributivo: Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID/CIE/CNS e scarica l’estratto contributivo. Identifica i periodi di contribuzione figurativa (NASPI, CIG, malattia).
  2. Richiedi una simulazione pensione: Utilizza il servizio “La mia pensione futura” sul sito INPS o rivolgiti a un CAF/patronato per una simulazione più accurata.
  3. Compila la domanda di pensione: Nella domanda di pensione online (modulo AP01 o AP03), c’è una sezione specifica dove puoi richiedere la valutazione della neutralizzazione. Spunta la casella “Richiedo la valutazione dei periodi contributivi figurativi ai fini della neutralizzazione”.
  4. Allega documentazione: Se richiesta, fornisci i certificati di malattia, prospetti NASPI/CIG dell’INPS, buste paga dei periodi precedenti.
  5. Attendi il calcolo dell’INPS: L’INPS calcolerà la pensione con e senza neutralizzazione e ti assegnerà automaticamente l’importo più favorevole.

Canali di presentazione

  • Online: Portale INPS (www.inps.it) → Servizi → Domanda pensione.
  • Tramite CAF/Patronato: Il CAF Centro Fiscale di Udine può compilare e inviare la domanda per tuo conto, verificando tutti i requisiti.
  • Contact Center INPS: Tel. 803 164 (da fisso) o 06 164164 (da mobile, a pagamento).

Documentazione Necessaria e Tempistiche

Documenti da preparare

  • Documento d’identità e codice fiscale.
  • Estratto contributivo INPS aggiornato (scaricabile online).
  • Certificati di disoccupazione NASPI con importi percepiti (già in possesso dell’INPS, ma utile averli).
  • Prospetti CIG rilasciati dall’azienda o dall’INPS.
  • Certificati di malattia per periodi superiori a 6 mesi (se richiesti).
  • Buste paga degli anni precedenti ai periodi figurativi (per dimostrare la retribuzione effettiva più alta).
  • Modello CU (Certificazione Unica) degli anni interessati.

Tempistiche

  • Presentazione domanda pensione: Da presentare almeno 3 mesi prima della data prevista di pensionamento.
  • Valutazione neutralizzazione: L’INPS impiega circa 60-90 giorni per calcolare la pensione e comunicare l’esito.
  • Ricorso in caso di diniego: Se l’INPS nega la neutralizzazione o calcola male, puoi presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla comunicazione.

Consiglio: Non aspettare l’ultimo momento. Rivolgiti al CAF con almeno 6 mesi di anticipo rispetto alla data prevista di pensionamento per avere tempo di verificare tutto con calma.

Esempi Pratici di Calcolo con Cifre Reali

Vediamo due casi concreti per capire l’impatto della neutralizzazione.

Esempio 1: Mario, sistema misto, 2 anni di NASPI

Profilo:

  • Età: 67 anni (pensione di vecchiaia 2026)
  • Anzianità contributiva: 38 anni (di cui 18 anni pre-1996, 20 anni post-1996)
  • Retribuzione media ultimi 10 anni: 32.000 euro/anno
  • Periodo NASPI: 2 anni (2023-2024) con retribuzione convenzionale di 18.000 euro/anno

Calcolo SENZA neutralizzazione:

  • Quota retributiva (18 anni pre-1996): Circa 1.100 euro/mese
  • Quota contributiva (20 anni post-1996, inclusi 2 di NASPI): Circa 650 euro/mese
  • Totale pensione lorda mensile: 1.750 euro

Calcolo CON neutralizzazione (esclusi 2 anni NASPI):

  • Quota retributiva (18 anni pre-1996): Circa 1.100 euro/mese (invariata)
  • Quota contributiva (18 anni effettivi post-1996, esclusi 2 NASPI): Circa 720 euro/mese
  • Totale pensione lorda mensile: 1.820 euro

Guadagno con neutralizzazione: +70 euro/mese (circa +910 euro/anno lordi). Su 20 anni di pensione stimata, sono circa 18.200 euro lordi in più!

Esempio 2: Giulia, sistema contributivo puro, 18 mesi di CIG

Profilo:

  • Età: 67 anni
  • Anzianità contributiva: 22 anni (tutti post-1996, sistema contributivo puro)
  • Retribuzione media: 28.000 euro/anno
  • Periodo CIG: 18 mesi (2020-2021) con retribuzione convenzionale di 14.000 euro/anno

Calcolo SENZA neutralizzazione:

  • Montante contributivo totale: Circa 145.000 euro
  • Coefficiente di trasformazione a 67 anni (2026): 5,723%
  • Pensione annua lorda: 145.000 × 5,723% = 8.298 euro (691 euro/mese)

Calcolo CON neutralizzazione (esclusi 18 mesi CIG):

  • Montante contributivo totale: Circa 150.500 euro (contributi CIG esclusi, ma anni utili ridotti a 20,5)
  • Coefficiente di trasformazione: 5,723%
  • Pensione annua lorda: 150.500 × 5,723% = 8.613 euro (718 euro/mese)
  • Guadagno con neutralizzazione: +27 euro/mese (circa +350 euro/anno lordi).

    Nota: Nel sistema contributivo puro, la neutralizzazione è meno vantaggiosa che nel misto/retributivo, ma comunque utile.

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    Domande Frequenti sulla Neutralizzazione dei Contributi


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    • Simulazione pensione con e senza neutralizzazione
    • Compilazione domanda di pensione online all’INPS
    • Verifica estratto contributivo e calcolo contributi figurativi
    • Assistenza su APE Sociale, Quota 103, pensione anticipata
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