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Tag Archivio per: AIUTO PENSIONE

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026

Pensione 2026 INPS

Indice dei contenuti

  1. Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS
  2. Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)
  3. Variazione tramite app INPS Mobile
  4. Richiesta tramite patronato o CAF
  5. Contact Center INPS: numero 803 164
  6. Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo
  7. Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN
  8. Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato
  9. Limiti di importo e conto cointestato
  10. Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze
  11. Documenti necessari per la variazione
  12. Errori comuni e come evitarli
  13. Domande frequenti

Cambiare il conto corrente di accredito della pensione INPS è un’operazione che interessa migliaia di pensionati ogni anno: si cambia banca, si chiudè un conto diventato oneroso, si passa da Poste Italiane a una banca tradizionale, o semplicemente si vuole accreditare la pensione INPS su un conto più conveniente. La buona notizia e che la variazione delle coordinate bancarie INPS e oggi un’operazione relativamente semplice, eseguibile online in pochi minuti oppure tramite patronato, app mobile o telefono. In questa guida aggiornata al 2026 trovi tutto quello che serve sapere: le procedure passo passo, il modello AP04, le tempistiche, i documenti necessari e gli errori più comuni da evitare.

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Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS

Esistono molteplici situazioni in cui un pensionato si trova nella necessita di cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione. Le più frequenti sono:

  • Chiusura del conto corrente bancario o del libretto postale attualmente accreditato
  • Cambio di banca per spese di gestione più basse o servizi migliori
  • Passaggio a un conto online (es. conto corrente a zero spese)
  • Apertura di un nuovo conto intestato a se stessi, in sostituzione di un conto cointestato
  • Trasferimento all’estero con necessita di accredito su conto SEPA europeo
  • Decesso del cointestatario e necessita di conto intestato solo al pensionato
  • Perdita o furto del libretto postale nominativo

In tutti questi casi, l’INPS consente di aggiornare le coordinate bancarie in modo gratuito, senza costi e senza necessita di recarsi fisicamente agli sportelli dell’istituto. E importante agire tempestivamente: se il pagamento viene inviato su un IBAN non più attivo, si generano complicazioni che possono ritardare l’accredito di uno o più mesi.

Attenzione alle scadenze mensili: la variazione delle coordinate bancarie deve essere comunicata all’INPS entro i termini previsti per il mese in corso. In genere, se la richiesta viene effettuata dopo il 15-20 del mese, sara operativa a partire dal mese successivo. I tempi esatti dipendono dalla procedura utilizzata e sono dettagliati nel paragrafo dedicato alle tempistiche.

Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)

La modalità più rapida e autonoma per cambiare IBAN pensione INPS e quella online, attraverso il portale ufficiale dell’INPS all’indirizzo www.inps.it. Per accedere al servizio sono necessarie le credenziali digitali: SPID (Sistema Pubblico di Identita Digitale), CIE (Carta di Identita Elettronica) oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Il servizio da utilizzare si chiama ufficialmente “Variazione coordinate bancarie” ed e accessibile dall’area riservata del portale INPS. Di seguito la procedura passo per passo:

  1. Accedi a myINPS su www.inps.it utilizzando SPID, CIE o CNS. Nella pagina iniziale clicca su “Accedi a myINPS” in alto a destra.
  2. Vai alla sezione Pensione: una volta autenticato, nel menu principale seleziona “Prestazioni e servizi” e poi cerca il servizio “Variazione coordinate bancarie per il pagamento delle prestazioni”.
  3. Seleziona la prestazione per cui vuoi modificare l’IBAN (la pensione di vecchiaia, invalidita, superstiti, ecc.).
  4. Inserisci il nuovo IBAN: il codice IBAN italiano e composto da 27 caratteri (IT + 2 cifre di controllo + 23 caratteri alfanumerici). Verificalo con cura prima di confermare.
  5. Conferma i dati e invia la richiesta. Il sistema genera una ricevuta con numero di protocollo che e bene conservare.

Verifica del conto intestato: il portale INPS, durante la procedura online, verifica in automatico che il conto corrente comunicato sia intestato o cointestato al pensionato. Non è possibile inserirè un IBAN intestato a un soggetto terzo diverso dal pensionato (fanno eccezione casi particolari come tutela legale o amministrazione di sostegno, che richiedono documentazione aggiuntiva).

Requisito SPID: chi non dispone ancora di SPID puo richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Aruba, Poste Italiane, TIM, Namirial, ecc.) oppure farsi assistere dal CAF o patronato. In alternativa, la CIE di nuova generazione (con chip) e le credenziali CNS rilasciate dalla propria Regione consentono ugualmente l’accesso.

Variazione tramite app INPS Mobile

L’INPS mette a disposizione l’applicazione ufficiale INPS Mobile, disponibile gratuitamente sia per Android (Google Play Store) sia per iOS (Apple App Store). L’app permette di gestire numerosi servizi previdenziali direttamente dallo smartphone, inclusa la variazione delle coordinate bancarie per il pagamento della pensione.

La procedura tramite app e sostanzialmente identica a quella web:

  • Scarica e aggiorna l’app INPS Mobile all’ultima versionè disponibile
  • Accedi con SPID o CIE (le credenziali PIN INPS non sono più supportate dal 1 ottobre 2021)
  • Nella sezione “I miei servizi” o tramite la barra di ricerca, cerca “Variazione coordinate bancarie”
  • Segui la procedura guidata: seleziona la prestazione e inserisci il nuovo IBAN
  • Conferma l’operazione è conserva la ricevuta digitale con il numero di protocollo

L’app INPS Mobile e particolarmente comoda per chi ha già lo SPID configurato sul proprio smartphone, perché consente di completare l’operazione in pochi minuti senza necessita di accedere a un computer. La app permette anche di monitorare lo stato della richiesta e ricevere notifiche sull’avanzamento dell’aggiornamento.

Richiesta tramite patronato o CAF

Per chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali, o semplicemente preferisce essere assistito da un professionista, il patronato e il CAF rappresentano il canale più sicuro e raccomandato per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS. Il servizio e completamentè gratuito per il cittadino: patronati e CAF sono finanziati dall’INPS tramitè un sistema di contribuzione pubblica.

Presso il CAF Centro Fiscale di Udine, gli operatori del patronato sono abilitati a:

  • Verificare la correttezza dell’IBAN da comunicare (intestazione, formato, attività del conto)
  • Accedere al portale INPS in qualita di intermediari abilitati e inviare la richiesta di variazione
  • Monitorare l’esito della richiesta è segnalare eventuali anomalie
  • Assistere nella compilazione del modello AP04 qualora richiesto
  • Comunicare con la sede INPS territorialmente competente in caso di blocchi o anomalie

Documenti da portare in sede:

  • Documento di identita valido (carta di identita o passaporto)
  • Codice fiscale (tesserino o certificato)
  • Codice IBAN del nuovo conto corrente (visibile sull’estratto conto, sull’app della banca o sul documento di apertura conto)
  • Numero del cedolino pensione INPS (sè disponibile, per velocizzare la ricerca della posizione)

Il patronato e particolarmente utile anche nei casi più complessi: pensionati con tutela legale, erede che deve comunicare il decesso e bloccare i pagamenti, pensionati residenti all’estero, o situazioni in cui la procedura automatica online presenti errori o blocchi.

Contact Center INPS: numero 803 164

Un’ulteriore modalità per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS e il Contact Center INPS, raggiungibile al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure allo 06 164 164 (a pagamento da cellulare, tariffa operatore).

Come funziona la procedura telefonica:

  1. Chiama il 803 164 da rete fissa o il 06 164 164 da cellulare
  2. Scegli l’opzione relativa alle prestazioni pensionistiche dal menu vocale
  3. L’operatore verifichera la tua identita chiedendo i tuoi dati anagrafici, codice fiscale e numero di pensione
  4. Comunica il nuovo codice IBAN: scandiscilo lentamente e chiaramente, carattere per carattere
  5. Richiedi il numero di protocollo della richiesta come conferma

Limitazioni del Contact Center: la procedura telefonica e soggetta a volumi di chiamate elevati, con possibili attese. Inoltre, l’operatore potrebbe non essere in grado di completare immediatamente tutte le variazioni più complesse e potrebbe indirizzare a una sede INPS fisica o al patronato. Il Contact Center è attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00.

Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo

Il modello AP04 (o modulo AP04) e il modulo cartaceo ufficiale dell’INPS per la comunicazione o la variazione delle coordinate bancarie relative al pagamento delle prestazioni pensionistiche. Si tratta del tradizionale modulo su carta, oggi progressivamente sostituito dai canali digitali, ma ancora valido e utilizzato in determinate situazioni.

Quando si usa il modello AP04:

  • Quando il pensionato non dispone di credenziali digitali (SPID, CIE, CNS) e preferisce la procedura cartacea
  • Quando il patronato o il CAF lo utilizza come supporto documentale della richiesta telematica
  • In caso di delega a un familiare o a un intermediario abilitato per la presentazione in sede INPS
  • Per pensionati residenti all’estero che presentano la richiesta tramite consolato italiano o patronato estero
  • In presenza di tutela legale o amministrazione di sostegno, dove serve documentazione aggiuntiva

Come si compila il modello AP04:

  • Sezione “Dati anagrafici”: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza
  • Sezione “Dati pensione”: tipo di pensione, numero di trattamento pensionistico
  • Sezione “Coordinate bancarie”: indicare il codice IBAN completo (27 caratteri), denominazione banca/posta, intestatario del conto
  • Firma del pensionato o del rappresentante legale con relativa documentazione
  • In caso di delega: dati del delegato e copia del documento di identita del delegante

Il modulo AP04 puo essere scaricato dal sito INPS (sezione Moduli) o richiesto direttamente presso le sedi territoriali INPS, i patronati e i CAF. Una volta compilato, va presentato allo sportello INPS o consegnato al patronato abilitato.

Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN

Una delle domande più frequenti dei pensionati che richiedono la variazione delle coordinate bancarie e: da quando verra accreditata la pensione sul nuovo IBAN? La risposta dipende da diversi fattori, ma in linea generale bisogna tenere conto di queste indicazioni:

Tempistiche orientative per il cambio IBAN pensione INPS:

Canale di richiestaTempi di attivazioneNote
Portale INPS online (SPID/CIE)1-2 mesi lavorativiOperativo di norma nel secondo mese successivo alla richiesta
App INPS Mobile1-2 mesi lavorativiStesse tempistiche della procedura web
Patronato/CAF1-2 mesi lavorativiLa richiesta è trasmessa telematicamente; le tempistiche sono simili al canale online
Contact Center 803 1642-3 mesiTempi leggermente più lunghi per la gestione manuale
Modulo AP04 cartaceo (sportello)2-4 mesiDipende dal carico di lavoro della sede INPS territoriale

Cosa succede nel mese di transizione? Nel periodo compreso tra la richiesta è l’attivazione del nuovo IBAN, l’INPS continua ad accreditare la pensione sul conto precedente. E quindi fondamentale non chiudere il vecchio conto prima di aver verificato che il nuovo IBAN sia effettivamentè attivo. In caso contrario, il pagamento potrebbe essere respinto dalla banca e restituito all’INPS, generando ulteriori ritardi.

Come verificare l’aggiornamento dell’IBAN: è possibile controllare online attraverso il servizio “Cedolino pensione” disponibile su myINPS, oppure consultando il proprio cedolino pensione, dove compare la modalità di pagamento aggiornata.

Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato

Se dopo aver comunicato il nuovo IBAN la pensione non risulta accreditata, oppure se si accorge di aver inserito un codice errato, è importante agire rapidamente seguendo questi passi:

Pagamento su IBAN sbagliato o inesistente

Se l’IBAN comunicato era errato e il pagamento è stato rifiutato dalla banca (perché il conto non esiste o e chiuso), il bonifico viene di norma restituito all’INPS entro i tempi bancari (solitamente qualche giorno lavorativo). In questo caso:

  1. Verifica tramite myINPS o il Contact Center se il pagamento risulta “sospeso” o “restituito”
  2. Contatta il patronato o la sede INPS per comunicare l’IBAN corretto con urgenza
  3. L’INPS provvedera al rinnovo del pagamento con il nuovo IBAN, di solito nel mese successivo alla correzione
  4. Conserva tutta la documentazione della richiesta di variazione come prova delle comunicazioni effettuate

Pagamento su IBAN di altro soggetto

In rari casi, per errori di digitazione, il pagamento potrebbe finire su un conto di terzi. In questo caso occorre:

  • Presentare immediatamentè una denuncia di indebito accredito alla propria banca e all’INPS
  • Contattare la sede INPS territorialmente competente per avviare il recupero delle somme
  • In caso di mancata restituzione spontanea da parte del ricevente, l’INPS puo attivare le procedure di recupero coattivo

Pagamento non arriva: altri motivi possibili

Se la pensione non risulta accreditata senza evidenti errori di IBAN, le cause più comuni sono:

  • Conto soggetto a fermo amministrativo (pignoramento o blocco): la banca trattiene le somme per debiti del titolare. La pensione è tuttavia impignorabile fino a un certo limite (pari alla quota minima più 50% per le somme eccedenti)
  • Conto non ancora attivo: se si e aperto un conto molto recentemente, potrebbe esserè necessario qualche giorno prima che l’IBAN sia operativo per i bonifici in entrata
  • Variazione non ancora elaborata dall’INPS: attendere i tempi tecnici descritti nel paragrafo precedente
  • Sospensione d’ufficio della pensione per mancato invio del certificato di esistenza in vita (per pensionati residenti all’estero) o per altre verifiche INPS

Limiti di importo e conto cointestato

Una questione spesso trascurata riguarda le regole per l’accredito della pensione su conto cointestato. La normativa antiriciclaggio e le disposizioni INPS prevedono vincoli precisi che è importante conoscere prima di comunicarè un IBAN condiviso.

Soglia dei 1.000 euro e conto intestato

In base alle disposizioni vigenti (art. 49 del D.Lgs. 231/2007 in materia antiriciclaggio), per importi di pensione superiori a 1.000 euro mensili l’accredito deve obbligatoriamente avvenire su un conto corrente intestato esclusivamente al pensionato (o di cui il pensionato sia l’unico titolare). Non è quindi possibile accreditare pensioni elevate su conti cointestati con il coniuge o altri familiari.

In pratica:

  • Pensione fino a 1.000 euro/mese: puo essere accreditata su conto cointestato
  • Pensione oltre 1.000 euro/mese: deve essere accreditata su conto a solo nome del pensionato
  • Per pensioni pagate in rate (es. arretrati), il calcolo si applica all’importo mensile ordinario

Attenzione alle variazioni importo: se la pensione inizialmente inferiore a 1.000 euro viene rivalutata o integrata fino a superare tale soglia, sara necessario aggiornare il conto di accredito con uno intestato solo al pensionato. Il mancato adeguamento puo portare alla sospensione temporanea dei pagamenti da parte dell’INPS.

Carte prepagate con IBAN cointestato

Alcune carte prepagate ricaricabili (es. Postepay Evolution, Hype, Revolut) hanno un IBAN personale e possono essere utilizzate per ricevere l’accredito della pensione INPS, purche rispettino le condizioni di importo descritte sopra. E importante verificare che la carta sia intestata solo al pensionato e che non ci siano limitazioni dell’emittente per i bonifici periodici.

Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze

L’INPS accredita le prestazioni pensionistiche su diversi strumenti di pagamento. Conoscere le differenze aiuta a scegliere la soluzione più conveniente e appropriata.

StrumentoVantaggiSvantaggiLimite cointestazione
Conto corrente bancarioAmpia gamma servizi, accesso ATM, bonifici, app mobileCosti annui se non esenteLimite 1.000 euro/mese
Libretto postale nominativoDiffuso, spesso già usato da anzianiNon ha IBAN; usa coordinate postali specificheSolo intestato al pensionato
Conto corrente postale (BancoPosta)Rete capillare Poste Italiane, spesso agevolato per pensionatiCosti variabili; funzionalita limitate rispetto a banche tradizionaliLimite 1.000 euro/mese
Carta prepagata con IBANZero o bassi costi, apertura rapida, ideale per importi bassiLimiti su prelievi/depositi, meno serviziSolo intestata al pensionato

Nota sul libretto postale: il libretto di risparmio postale nominativo non dispone di un IBAN nel formato standard bancario. Per l’accredito della pensione su libretto postale, le coordinate vengono inserite tramitè un sistema specifico di Poste Italiane (codice conto corrente postale). Il cambio da conto bancario a libretto postale (o viceversa) richiede comunque la procedura di variazione coordinate bancarie INPS.

Documenti necessari per la variazione

Indipendentemente dal canale scelto per la variazione delle coordinate bancarie INPS, è fondamentale avere a portata di mano la documentazione corretta. Una documentazione incompleta o errata è una delle cause più frequenti di ritardi e rigetti della richiesta.

  • Documento di identita in corso di validita: carta di identita (anche quella scaduta e accettata in alcuni casi, ma meglio avere quella valida) o passaporto
  • Codice fiscale: tesserino plastificato o certificato attribuzione del codice fiscale
  • Codice IBAN del nuovo conto: il codice e composto da 27 caratteri per i conti italiani (IT + 2 cifre + 5 cifre ABI + 5 cifre CAB + 12 cifre numero conto). Si trova sull’estratto conto, nell’app della banca, sul documento di apertura conto o richiedendolo allo sportello
  • Prova di intestazione del conto: in alcuni casi potrebbe essere richiesto un documento che attesti che il conto e intestato al pensionato (es. lettera di benvenuto della banca, foglio di apertura conto, estratto conto intestato)
  • Numero di pensione o cedolino INPS (facoltativo ma utile): accelera la ricerca della posizione previdenziale

Per la presentazione tramite patronato e sufficiente portare i documenti sopra elencati: sara l’operatore a gestire tutta la procedura telematica. Per la procedura online autonoma basta avere SPID o CIE funzionanti e il codice IBAN a portata di mano.

Errori comuni e come evitarli

Ecco gli errori più frequenti commessi dai pensionati quando cambiano l’IBAN per l’accredito della pensione INPS, con i relativi consigli per evitarli:

  1. Chiudere il vecchio conto prima che il nuovo IBAN sia attivo: questo e l’errore più grave. Il pagamento finisce su un conto inesistente e viene restituito all’INPS, causando ritardi di 1-2 mesi. Aspetta sempre la conferma dell’attivazione del nuovo IBAN prima di chiudere il precedente conto.
  2. Digitare l’IBAN in modo errato: trascrivere manualmentè un IBAN di 27 caratteri è rischioso. Usa il copia-incolla dall’app della banca, oppure fai verificare il codice all’operatore prima di confermare.
  3. Comunicarè un IBAN di conto cointestato per pensioni superiori a 1.000 euro: la richiesta verra rigettata dall’INPS. Verifica prima se la tua pensione rientra nel limite o apri un conto personale.
  4. Non conservare la ricevuta della richiesta: il numero di protocollo è fondamentale in caso di contestazioni o per verificare lo stato della pratica. Stampa o salva sempre la ricevuta.
  5. Aspettarsi il cambio immediato nel mese in corso: la variazione non ha effetto immediato. Se la tua banca sta chiudendo il conto a fine mese, informa immediatamente il patronato o l’INPS e chiedi di accelerare la procedura.
  6. Usarè un IBAN estero non SEPA: l’INPS paga in area SEPA (Unione Europea + alcuni paesi associati). Per pensionati residenti fuori dall’area SEPA, le modalità di pagamento sono differenti e vanno verificate con la sede INPS competente per l’estero.
  7. Ignorare la comunicazione INPS di sospensione del pagamento: se l’INPS invia una comunicazione di anomalia sul pagamento, è fondamentale rispondere tempestivamente. Le comunicazioni arrivano via raccomandata o tramite il fascicolo previdenziale su myINPS.

Come fare in modo che vada tutto liscio

Cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione INPS non è un’operazione complicata, ma richiede attenzione nei dettagli e tempistiche adeguate. Il consiglio più importante e di non aspettare l’ultimo momento: avvia la procedura di variazione con almeno 2-3 mesi di anticipo rispetto alla chiusura del vecchio conto. In questo modo avrai tutto il tempo per verificare che il nuovo IBAN sia stato correttamente registrato e attivato dall’INPS prima che il vecchio conto venga chiuso.

Se hai dubbi sulla procedura corretta, sulla compatibilita del tuo conto o sull’intestazione, rivolgiti al patronato o al CAF: il servizio è gratuito, veloce e gestito da professionisti esperti nelle pratiche INPS. Il pagamento puntuale della pensione ogni mese dipende dalla correttezza delle coordinate bancarie registrate dall’INPS: non lasciare niente al caso.

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Domande Frequenti su Come Cambiare IBAN Pensione INPS

Quanto tempo ci vuole per cambiare l’IBAN della pensione INPS?

Di norma la variazione del conto di accredito pensione INPS richiede da 1 a 2 mesi lavorativi dalla data della richiesta. La procedura online tramite SPID e generalmente la più rapida. Il modulo cartaceo AP04 presentato allo sportello puo richiedere fino a 3-4 mesi.

Posso accreditare la pensione INPS su un conto cointestato?

Si, ma solo se l’importo mensile della pensione e uguale o inferiore a 1.000 euro. Per importi superiori, la normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) impone che il conto sia intestato esclusivamente al pensionato.

Come faccio a sapere se il mio nuovo IBAN è stato registrato dall’INPS?

Puoi verificare l’aggiornamento dell’IBAN accedendo alla tua area personale su myINPS con SPID o CIE, nella sezione ‘Cedolino pensione’ o ‘Variazione coordinate bancarie’. In alternativa, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 o rivolgerti al patronato.

Posso accreditare la pensione su una carta prepagata con IBAN?

Si, è possibile accreditare la pensione INPS su una carta prepagata con IBAN (come Postepay Evolution, Hype, N26) a condizione che sia intestata solo al pensionato e che l’importo mensile non superi i limiti della carta stessa. Verifica le condizioni specifiche della carta con l’emittente.

Cosa devo fare se ho inserito un IBAN sbagliato?

Se ti accorgi di aver inserito un IBAN errato, contatta immediatamente il patronato o la sede INPS per correggere la richiesta. Se il pagamento e già stato effettuato su un IBAN errato o inesistente, segnalalo all’INPS e alla tua banca: i fondi vengono di norma restituiti all’INPS e riaccreditati nel mese successivo dopo la correzione.

Posso cambiare IBAN pensione INPS senza SPID?

Si. Puoi utilizzare la CIE (Carta di Identita Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per accedere ai servizi INPS online. In alternativa, puoi rivolgerti al patronato o al CAF (gratuitamente), oppure presentare il modello AP04 direttamente allo sportello INPS.

Quanto costa cambiare l’IBAN per la pensione INPS?

La variazione delle coordinate bancarie per l’accredito della pensione INPS e completamente gratuita, sia che si utilizzi il portale online, sia tramite patronato, CAF, app mobile o Contact Center. I patronati sono finanziati dall’INPS e non possono richiedere compensi per questo servizio.


Hai bisogno di assistenza per cambiare IBAN pensione INPS?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza di patronato gratuita per la variazione delle coordinate bancarie INPS, la gestione di pratiche pensionistiche e molto altro. I nostri operatori ti seguono in ogni fase della procedura.

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    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-07 14:00:442026-05-31 16:22:55Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026

    Pensione 2026 INPS

    Indice dei contenuti

    1. Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS
    2. Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)
    3. Variazione tramite app INPS Mobile
    4. Richiesta tramite patronato o CAF
    5. Contact Center INPS: numero 803 164
    6. Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo
    7. Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN
    8. Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato
    9. Limiti di importo e conto cointestato
    10. Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze
    11. Documenti necessari per la variazione
    12. Errori comuni e come evitarli
    13. Domande frequenti

    Cambiare il conto corrente di accredito della pensione INPS è un’operazione che interessa migliaia di pensionati ogni anno: si cambia banca, si chiudè un conto diventato oneroso, si passa da Poste Italiane a una banca tradizionale, o semplicemente si vuole accreditare la pensione INPS su un conto più conveniente. La buona notizia e che la variazione delle coordinate bancarie INPS e oggi un’operazione relativamente semplice, eseguibile online in pochi minuti oppure tramite patronato, app mobile o telefono. In questa guida aggiornata al 2026 trovi tutto quello che serve sapere: le procedure passo passo, il modello AP04, le tempistiche, i documenti necessari e gli errori più comuni da evitare.

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    Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS

    Esistono molteplici situazioni in cui un pensionato si trova nella necessita di cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione. Le più frequenti sono:

    • Chiusura del conto corrente bancario o del libretto postale attualmente accreditato
    • Cambio di banca per spese di gestione più basse o servizi migliori
    • Passaggio a un conto online (es. conto corrente a zero spese)
    • Apertura di un nuovo conto intestato a se stessi, in sostituzione di un conto cointestato
    • Trasferimento all’estero con necessita di accredito su conto SEPA europeo
    • Decesso del cointestatario e necessita di conto intestato solo al pensionato
    • Perdita o furto del libretto postale nominativo

    In tutti questi casi, l’INPS consente di aggiornare le coordinate bancarie in modo gratuito, senza costi e senza necessita di recarsi fisicamente agli sportelli dell’istituto. E importante agire tempestivamente: se il pagamento viene inviato su un IBAN non più attivo, si generano complicazioni che possono ritardare l’accredito di uno o più mesi.

    Attenzione alle scadenze mensili: la variazione delle coordinate bancarie deve essere comunicata all’INPS entro i termini previsti per il mese in corso. In genere, se la richiesta viene effettuata dopo il 15-20 del mese, sara operativa a partire dal mese successivo. I tempi esatti dipendono dalla procedura utilizzata e sono dettagliati nel paragrafo dedicato alle tempistiche.

    Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)

    La modalità più rapida e autonoma per cambiare IBAN pensione INPS e quella online, attraverso il portale ufficiale dell’INPS all’indirizzo www.inps.it. Per accedere al servizio sono necessarie le credenziali digitali: SPID (Sistema Pubblico di Identita Digitale), CIE (Carta di Identita Elettronica) oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

    Il servizio da utilizzare si chiama ufficialmente “Variazione coordinate bancarie” ed e accessibile dall’area riservata del portale INPS. Di seguito la procedura passo per passo:

    1. Accedi a myINPS su www.inps.it utilizzando SPID, CIE o CNS. Nella pagina iniziale clicca su “Accedi a myINPS” in alto a destra.
    2. Vai alla sezione Pensione: una volta autenticato, nel menu principale seleziona “Prestazioni e servizi” e poi cerca il servizio “Variazione coordinate bancarie per il pagamento delle prestazioni”.
    3. Seleziona la prestazione per cui vuoi modificare l’IBAN (la pensione di vecchiaia, invalidita, superstiti, ecc.).
    4. Inserisci il nuovo IBAN: il codice IBAN italiano e composto da 27 caratteri (IT + 2 cifre di controllo + 23 caratteri alfanumerici). Verificalo con cura prima di confermare.
    5. Conferma i dati e invia la richiesta. Il sistema genera una ricevuta con numero di protocollo che e bene conservare.

    Verifica del conto intestato: il portale INPS, durante la procedura online, verifica in automatico che il conto corrente comunicato sia intestato o cointestato al pensionato. Non è possibile inserirè un IBAN intestato a un soggetto terzo diverso dal pensionato (fanno eccezione casi particolari come tutela legale o amministrazione di sostegno, che richiedono documentazione aggiuntiva).

    Requisito SPID: chi non dispone ancora di SPID puo richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Aruba, Poste Italiane, TIM, Namirial, ecc.) oppure farsi assistere dal CAF o patronato. In alternativa, la CIE di nuova generazione (con chip) e le credenziali CNS rilasciate dalla propria Regione consentono ugualmente l’accesso.

    Variazione tramite app INPS Mobile

    L’INPS mette a disposizione l’applicazione ufficiale INPS Mobile, disponibile gratuitamente sia per Android (Google Play Store) sia per iOS (Apple App Store). L’app permette di gestire numerosi servizi previdenziali direttamente dallo smartphone, inclusa la variazione delle coordinate bancarie per il pagamento della pensione.

    La procedura tramite app e sostanzialmente identica a quella web:

    • Scarica e aggiorna l’app INPS Mobile all’ultima versionè disponibile
    • Accedi con SPID o CIE (le credenziali PIN INPS non sono più supportate dal 1 ottobre 2021)
    • Nella sezione “I miei servizi” o tramite la barra di ricerca, cerca “Variazione coordinate bancarie”
    • Segui la procedura guidata: seleziona la prestazione e inserisci il nuovo IBAN
    • Conferma l’operazione è conserva la ricevuta digitale con il numero di protocollo

    L’app INPS Mobile e particolarmente comoda per chi ha già lo SPID configurato sul proprio smartphone, perché consente di completare l’operazione in pochi minuti senza necessita di accedere a un computer. La app permette anche di monitorare lo stato della richiesta e ricevere notifiche sull’avanzamento dell’aggiornamento.

    Richiesta tramite patronato o CAF

    Per chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali, o semplicemente preferisce essere assistito da un professionista, il patronato e il CAF rappresentano il canale più sicuro e raccomandato per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS. Il servizio e completamentè gratuito per il cittadino: patronati e CAF sono finanziati dall’INPS tramitè un sistema di contribuzione pubblica.

    Presso il CAF Centro Fiscale di Udine, gli operatori del patronato sono abilitati a:

    • Verificare la correttezza dell’IBAN da comunicare (intestazione, formato, attività del conto)
    • Accedere al portale INPS in qualita di intermediari abilitati e inviare la richiesta di variazione
    • Monitorare l’esito della richiesta è segnalare eventuali anomalie
    • Assistere nella compilazione del modello AP04 qualora richiesto
    • Comunicare con la sede INPS territorialmente competente in caso di blocchi o anomalie

    Documenti da portare in sede:

    • Documento di identita valido (carta di identita o passaporto)
    • Codice fiscale (tesserino o certificato)
    • Codice IBAN del nuovo conto corrente (visibile sull’estratto conto, sull’app della banca o sul documento di apertura conto)
    • Numero del cedolino pensione INPS (sè disponibile, per velocizzare la ricerca della posizione)

    Il patronato e particolarmente utile anche nei casi più complessi: pensionati con tutela legale, erede che deve comunicare il decesso e bloccare i pagamenti, pensionati residenti all’estero, o situazioni in cui la procedura automatica online presenti errori o blocchi.

    Contact Center INPS: numero 803 164

    Un’ulteriore modalità per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS e il Contact Center INPS, raggiungibile al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure allo 06 164 164 (a pagamento da cellulare, tariffa operatore).

    Come funziona la procedura telefonica:

    1. Chiama il 803 164 da rete fissa o il 06 164 164 da cellulare
    2. Scegli l’opzione relativa alle prestazioni pensionistiche dal menu vocale
    3. L’operatore verifichera la tua identita chiedendo i tuoi dati anagrafici, codice fiscale e numero di pensione
    4. Comunica il nuovo codice IBAN: scandiscilo lentamente e chiaramente, carattere per carattere
    5. Richiedi il numero di protocollo della richiesta come conferma

    Limitazioni del Contact Center: la procedura telefonica e soggetta a volumi di chiamate elevati, con possibili attese. Inoltre, l’operatore potrebbe non essere in grado di completare immediatamente tutte le variazioni più complesse e potrebbe indirizzare a una sede INPS fisica o al patronato. Il Contact Center è attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00.

    Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo

    Il modello AP04 (o modulo AP04) e il modulo cartaceo ufficiale dell’INPS per la comunicazione o la variazione delle coordinate bancarie relative al pagamento delle prestazioni pensionistiche. Si tratta del tradizionale modulo su carta, oggi progressivamente sostituito dai canali digitali, ma ancora valido e utilizzato in determinate situazioni.

    Quando si usa il modello AP04:

    • Quando il pensionato non dispone di credenziali digitali (SPID, CIE, CNS) e preferisce la procedura cartacea
    • Quando il patronato o il CAF lo utilizza come supporto documentale della richiesta telematica
    • In caso di delega a un familiare o a un intermediario abilitato per la presentazione in sede INPS
    • Per pensionati residenti all’estero che presentano la richiesta tramite consolato italiano o patronato estero
    • In presenza di tutela legale o amministrazione di sostegno, dove serve documentazione aggiuntiva

    Come si compila il modello AP04:

    • Sezione “Dati anagrafici”: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza
    • Sezione “Dati pensione”: tipo di pensione, numero di trattamento pensionistico
    • Sezione “Coordinate bancarie”: indicare il codice IBAN completo (27 caratteri), denominazione banca/posta, intestatario del conto
    • Firma del pensionato o del rappresentante legale con relativa documentazione
    • In caso di delega: dati del delegato e copia del documento di identita del delegante

    Il modulo AP04 puo essere scaricato dal sito INPS (sezione Moduli) o richiesto direttamente presso le sedi territoriali INPS, i patronati e i CAF. Una volta compilato, va presentato allo sportello INPS o consegnato al patronato abilitato.

    Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN

    Una delle domande più frequenti dei pensionati che richiedono la variazione delle coordinate bancarie e: da quando verra accreditata la pensione sul nuovo IBAN? La risposta dipende da diversi fattori, ma in linea generale bisogna tenere conto di queste indicazioni:

    Tempistiche orientative per il cambio IBAN pensione INPS:

    Canale di richiestaTempi di attivazioneNote
    Portale INPS online (SPID/CIE)1-2 mesi lavorativiOperativo di norma nel secondo mese successivo alla richiesta
    App INPS Mobile1-2 mesi lavorativiStesse tempistiche della procedura web
    Patronato/CAF1-2 mesi lavorativiLa richiesta è trasmessa telematicamente; le tempistiche sono simili al canale online
    Contact Center 803 1642-3 mesiTempi leggermente più lunghi per la gestione manuale
    Modulo AP04 cartaceo (sportello)2-4 mesiDipende dal carico di lavoro della sede INPS territoriale

    Cosa succede nel mese di transizione? Nel periodo compreso tra la richiesta è l’attivazione del nuovo IBAN, l’INPS continua ad accreditare la pensione sul conto precedente. E quindi fondamentale non chiudere il vecchio conto prima di aver verificato che il nuovo IBAN sia effettivamentè attivo. In caso contrario, il pagamento potrebbe essere respinto dalla banca e restituito all’INPS, generando ulteriori ritardi.

    Come verificare l’aggiornamento dell’IBAN: è possibile controllare online attraverso il servizio “Cedolino pensione” disponibile su myINPS, oppure consultando il proprio cedolino pensione, dove compare la modalità di pagamento aggiornata.

    Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato

    Se dopo aver comunicato il nuovo IBAN la pensione non risulta accreditata, oppure se si accorge di aver inserito un codice errato, è importante agire rapidamente seguendo questi passi:

    Pagamento su IBAN sbagliato o inesistente

    Se l’IBAN comunicato era errato e il pagamento è stato rifiutato dalla banca (perché il conto non esiste o e chiuso), il bonifico viene di norma restituito all’INPS entro i tempi bancari (solitamente qualche giorno lavorativo). In questo caso:

    1. Verifica tramite myINPS o il Contact Center se il pagamento risulta “sospeso” o “restituito”
    2. Contatta il patronato o la sede INPS per comunicare l’IBAN corretto con urgenza
    3. L’INPS provvedera al rinnovo del pagamento con il nuovo IBAN, di solito nel mese successivo alla correzione
    4. Conserva tutta la documentazione della richiesta di variazione come prova delle comunicazioni effettuate

    Pagamento su IBAN di altro soggetto

    In rari casi, per errori di digitazione, il pagamento potrebbe finire su un conto di terzi. In questo caso occorre:

    • Presentare immediatamentè una denuncia di indebito accredito alla propria banca e all’INPS
    • Contattare la sede INPS territorialmente competente per avviare il recupero delle somme
    • In caso di mancata restituzione spontanea da parte del ricevente, l’INPS puo attivare le procedure di recupero coattivo

    Pagamento non arriva: altri motivi possibili

    Se la pensione non risulta accreditata senza evidenti errori di IBAN, le cause più comuni sono:

    • Conto soggetto a fermo amministrativo (pignoramento o blocco): la banca trattiene le somme per debiti del titolare. La pensione è tuttavia impignorabile fino a un certo limite (pari alla quota minima più 50% per le somme eccedenti)
    • Conto non ancora attivo: se si e aperto un conto molto recentemente, potrebbe esserè necessario qualche giorno prima che l’IBAN sia operativo per i bonifici in entrata
    • Variazione non ancora elaborata dall’INPS: attendere i tempi tecnici descritti nel paragrafo precedente
    • Sospensione d’ufficio della pensione per mancato invio del certificato di esistenza in vita (per pensionati residenti all’estero) o per altre verifiche INPS

    Limiti di importo e conto cointestato

    Una questione spesso trascurata riguarda le regole per l’accredito della pensione su conto cointestato. La normativa antiriciclaggio e le disposizioni INPS prevedono vincoli precisi che è importante conoscere prima di comunicarè un IBAN condiviso.

    Soglia dei 1.000 euro e conto intestato

    In base alle disposizioni vigenti (art. 49 del D.Lgs. 231/2007 in materia antiriciclaggio), per importi di pensione superiori a 1.000 euro mensili l’accredito deve obbligatoriamente avvenire su un conto corrente intestato esclusivamente al pensionato (o di cui il pensionato sia l’unico titolare). Non è quindi possibile accreditare pensioni elevate su conti cointestati con il coniuge o altri familiari.

    In pratica:

    • Pensione fino a 1.000 euro/mese: puo essere accreditata su conto cointestato
    • Pensione oltre 1.000 euro/mese: deve essere accreditata su conto a solo nome del pensionato
    • Per pensioni pagate in rate (es. arretrati), il calcolo si applica all’importo mensile ordinario

    Attenzione alle variazioni importo: se la pensione inizialmente inferiore a 1.000 euro viene rivalutata o integrata fino a superare tale soglia, sara necessario aggiornare il conto di accredito con uno intestato solo al pensionato. Il mancato adeguamento puo portare alla sospensione temporanea dei pagamenti da parte dell’INPS.

    Carte prepagate con IBAN cointestato

    Alcune carte prepagate ricaricabili (es. Postepay Evolution, Hype, Revolut) hanno un IBAN personale e possono essere utilizzate per ricevere l’accredito della pensione INPS, purche rispettino le condizioni di importo descritte sopra. E importante verificare che la carta sia intestata solo al pensionato e che non ci siano limitazioni dell’emittente per i bonifici periodici.

    Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze

    L’INPS accredita le prestazioni pensionistiche su diversi strumenti di pagamento. Conoscere le differenze aiuta a scegliere la soluzione più conveniente e appropriata.

    StrumentoVantaggiSvantaggiLimite cointestazione
    Conto corrente bancarioAmpia gamma servizi, accesso ATM, bonifici, app mobileCosti annui se non esenteLimite 1.000 euro/mese
    Libretto postale nominativoDiffuso, spesso già usato da anzianiNon ha IBAN; usa coordinate postali specificheSolo intestato al pensionato
    Conto corrente postale (BancoPosta)Rete capillare Poste Italiane, spesso agevolato per pensionatiCosti variabili; funzionalita limitate rispetto a banche tradizionaliLimite 1.000 euro/mese
    Carta prepagata con IBANZero o bassi costi, apertura rapida, ideale per importi bassiLimiti su prelievi/depositi, meno serviziSolo intestata al pensionato

    Nota sul libretto postale: il libretto di risparmio postale nominativo non dispone di un IBAN nel formato standard bancario. Per l’accredito della pensione su libretto postale, le coordinate vengono inserite tramitè un sistema specifico di Poste Italiane (codice conto corrente postale). Il cambio da conto bancario a libretto postale (o viceversa) richiede comunque la procedura di variazione coordinate bancarie INPS.

    Documenti necessari per la variazione

    Indipendentemente dal canale scelto per la variazione delle coordinate bancarie INPS, è fondamentale avere a portata di mano la documentazione corretta. Una documentazione incompleta o errata è una delle cause più frequenti di ritardi e rigetti della richiesta.

    • Documento di identita in corso di validita: carta di identita (anche quella scaduta e accettata in alcuni casi, ma meglio avere quella valida) o passaporto
    • Codice fiscale: tesserino plastificato o certificato attribuzione del codice fiscale
    • Codice IBAN del nuovo conto: il codice e composto da 27 caratteri per i conti italiani (IT + 2 cifre + 5 cifre ABI + 5 cifre CAB + 12 cifre numero conto). Si trova sull’estratto conto, nell’app della banca, sul documento di apertura conto o richiedendolo allo sportello
    • Prova di intestazione del conto: in alcuni casi potrebbe essere richiesto un documento che attesti che il conto e intestato al pensionato (es. lettera di benvenuto della banca, foglio di apertura conto, estratto conto intestato)
    • Numero di pensione o cedolino INPS (facoltativo ma utile): accelera la ricerca della posizione previdenziale

    Per la presentazione tramite patronato e sufficiente portare i documenti sopra elencati: sara l’operatore a gestire tutta la procedura telematica. Per la procedura online autonoma basta avere SPID o CIE funzionanti e il codice IBAN a portata di mano.

    Errori comuni e come evitarli

    Ecco gli errori più frequenti commessi dai pensionati quando cambiano l’IBAN per l’accredito della pensione INPS, con i relativi consigli per evitarli:

    1. Chiudere il vecchio conto prima che il nuovo IBAN sia attivo: questo e l’errore più grave. Il pagamento finisce su un conto inesistente e viene restituito all’INPS, causando ritardi di 1-2 mesi. Aspetta sempre la conferma dell’attivazione del nuovo IBAN prima di chiudere il precedente conto.
    2. Digitare l’IBAN in modo errato: trascrivere manualmentè un IBAN di 27 caratteri è rischioso. Usa il copia-incolla dall’app della banca, oppure fai verificare il codice all’operatore prima di confermare.
    3. Comunicarè un IBAN di conto cointestato per pensioni superiori a 1.000 euro: la richiesta verra rigettata dall’INPS. Verifica prima se la tua pensione rientra nel limite o apri un conto personale.
    4. Non conservare la ricevuta della richiesta: il numero di protocollo è fondamentale in caso di contestazioni o per verificare lo stato della pratica. Stampa o salva sempre la ricevuta.
    5. Aspettarsi il cambio immediato nel mese in corso: la variazione non ha effetto immediato. Se la tua banca sta chiudendo il conto a fine mese, informa immediatamente il patronato o l’INPS e chiedi di accelerare la procedura.
    6. Usarè un IBAN estero non SEPA: l’INPS paga in area SEPA (Unione Europea + alcuni paesi associati). Per pensionati residenti fuori dall’area SEPA, le modalità di pagamento sono differenti e vanno verificate con la sede INPS competente per l’estero.
    7. Ignorare la comunicazione INPS di sospensione del pagamento: se l’INPS invia una comunicazione di anomalia sul pagamento, è fondamentale rispondere tempestivamente. Le comunicazioni arrivano via raccomandata o tramite il fascicolo previdenziale su myINPS.

    Come fare in modo che vada tutto liscio

    Cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione INPS non è un’operazione complicata, ma richiede attenzione nei dettagli e tempistiche adeguate. Il consiglio più importante e di non aspettare l’ultimo momento: avvia la procedura di variazione con almeno 2-3 mesi di anticipo rispetto alla chiusura del vecchio conto. In questo modo avrai tutto il tempo per verificare che il nuovo IBAN sia stato correttamente registrato e attivato dall’INPS prima che il vecchio conto venga chiuso.

    Se hai dubbi sulla procedura corretta, sulla compatibilita del tuo conto o sull’intestazione, rivolgiti al patronato o al CAF: il servizio è gratuito, veloce e gestito da professionisti esperti nelle pratiche INPS. Il pagamento puntuale della pensione ogni mese dipende dalla correttezza delle coordinate bancarie registrate dall’INPS: non lasciare niente al caso.

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    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti su Come Cambiare IBAN Pensione INPS

    Quanto tempo ci vuole per cambiare l’IBAN della pensione INPS?

    Di norma la variazione del conto di accredito pensione INPS richiede da 1 a 2 mesi lavorativi dalla data della richiesta. La procedura online tramite SPID e generalmente la più rapida. Il modulo cartaceo AP04 presentato allo sportello puo richiedere fino a 3-4 mesi.

    Posso accreditare la pensione INPS su un conto cointestato?

    Si, ma solo se l’importo mensile della pensione e uguale o inferiore a 1.000 euro. Per importi superiori, la normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) impone che il conto sia intestato esclusivamente al pensionato.

    Come faccio a sapere se il mio nuovo IBAN è stato registrato dall’INPS?

    Puoi verificare l’aggiornamento dell’IBAN accedendo alla tua area personale su myINPS con SPID o CIE, nella sezione ‘Cedolino pensione’ o ‘Variazione coordinate bancarie’. In alternativa, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 o rivolgerti al patronato.

    Posso accreditare la pensione su una carta prepagata con IBAN?

    Si, è possibile accreditare la pensione INPS su una carta prepagata con IBAN (come Postepay Evolution, Hype, N26) a condizione che sia intestata solo al pensionato e che l’importo mensile non superi i limiti della carta stessa. Verifica le condizioni specifiche della carta con l’emittente.

    Cosa devo fare se ho inserito un IBAN sbagliato?

    Se ti accorgi di aver inserito un IBAN errato, contatta immediatamente il patronato o la sede INPS per correggere la richiesta. Se il pagamento e già stato effettuato su un IBAN errato o inesistente, segnalalo all’INPS e alla tua banca: i fondi vengono di norma restituiti all’INPS e riaccreditati nel mese successivo dopo la correzione.

    Posso cambiare IBAN pensione INPS senza SPID?

    Si. Puoi utilizzare la CIE (Carta di Identita Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per accedere ai servizi INPS online. In alternativa, puoi rivolgerti al patronato o al CAF (gratuitamente), oppure presentare il modello AP04 direttamente allo sportello INPS.

    Quanto costa cambiare l’IBAN per la pensione INPS?

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      Pensione 2026 INPS

      Il modello ObisM 2026 è il certificato di pensione INPS che ogni anno l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale invia ai pensionati italiani. Si tratta di un documento fondamentale che attesta l’importo della pensione percepita, le ritenute fiscali applicate, le detrazioni riconosciute e i contributi versati nell’anno precedente. In poche parole, è l’equivalente della Certificazione Unica (CU) per i pensionati: un documento indispensabile per presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 o con il modello Redditi PF.

      Nel 2026, il modello ObisM riguarda i redditi pensionistici percepiti nel corso del 2025. L’INPS lo mette a disposizione in formato digitale sul portale MyINPS a partire da gennaio-febbraio, mentre la copia cartacea viene recapitata per posta ai pensionati che non hanno un indirizzo digitale registrato. Capire dove trovare il modello ObisM, come scaricarlo e come utilizzarlo correttamente può fare la differenza tra una dichiarazione dei redditi corretta e una con errori che potrebbero costare sanzioni.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il modello ObisM: la guida completa
      2. Cosa contiene il modello ObisM: tutti i dati
      3. Quando viene rilasciato nel 2026
      4. Come scaricarlo su MyINPS (SPID, CIE, CNS)
      5. Come riceverlo per posta o richiederlo al CAF
      6. Differenza tra modello ObisM e Certificazione Unica (CU)
      7. Come usare il modello ObisM per la dichiarazione dei redditi
      8. Scadenze fiscali 2026 legate al modello ObisM
      9. Errori frequenti e come correggerli
      10. Domande frequenti sul modello ObisM 2026

      Cos’è il modello ObisM: la guida completa

      Il termine ObisM è l’acronimo di Osservatorio Buste paga e Indennità – Sostituto d’imposta (Mensilità). Si tratta del documento ufficiale che l’INPS rilascia annualmente a tutti i pensionati che ricevono una prestazione previdenziale dall’Istituto. Tecnicamente, il modello ObisM è un prospetto di liquidazione della pensione che riassume in modo dettagliato tutti i dati fiscali e previdenziali relativi all’anno di riferimento.

      Va subito chiarita una distinzione importante: il modello ObisM NON è la Certificazione Unica (CU), anche se entrambi i documenti riguardano i redditi da pensione. Il modello ObisM è un documento di supporto, un riepilogo mensile e annuale degli importi erogati, mentre la CU (ex CUD) è la certificazione fiscale ufficiale rilasciata ai sensi della normativa tributaria. Tuttavia, per molti pensionati il modello ObisM è il documento principale con cui si recano al CAF per presentare la dichiarazione dei redditi, perché contiene tutte le informazioni necessarie.

      Il documento viene prodotto dall’INPS in qualità di sostituto d’imposta: questo significa che l’INPS trattiene direttamente dalla pensione le imposte IRPEF dovute, le addizionali regionali e comunali, e applica le detrazioni spettanti. Il modello ObisM certifica quindi non solo quanto il pensionato ha ricevuto, ma anche quanto ha già pagato in tasse e quali detrazioni gli sono state riconosciute nel corso dell’anno.

      Cosa contiene il modello ObisM: tutti i dati

      Il modello ObisM è strutturato in modo da fornire una panoramica completa della situazione fiscale e previdenziale del pensionato. Di seguito le principali sezioni che lo compongono.

      Dati anagrafici e identificativi

      La prima sezione riporta i dati anagrafici del pensionato: nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo di residenza e il numero di posizione assicurativa INPS. Questi dati sono fondamentali per verificare che il documento sia correttamente intestato e che il codice fiscale corrisponda a quello utilizzato nella dichiarazione dei redditi.

      Tipologia e importi della pensione

      Il cuore del documento è la sezione relativa agli importi pensionistici. Vengono indicati:

      • Pensione lorda mensile: l’importo lordo della pensione prima delle ritenute fiscali
      • Tredicesima mensilità: il rateo della tredicesima, anch’essa soggetta a tassazione
      • Arretrati e conguagli: eventuali somme corrisposte in ritardo o aggiustamenti di importo
      • Assegni accessori: ad esempio l’assegno per il nucleo familiare (ANF) se spettante
      • Rivalutazione ISTAT: l’adeguamento annuale delle pensioni al costo della vita
      • Totale pensione lorda annua: la somma di tutte le competenze lorde percepite nell’anno

      Ritenute fiscali: IRPEF e addizionali

      Questa sezione mostra il dettaglio delle imposte trattenute alla fonte dall’INPS come sostituto d’imposta:

      • IRPEF trattenuta: l’imposta sul reddito delle persone fisiche calcolata sulle pensioni percepite, applicando le aliquote per scaglioni (dal 23% al 43%)
      • Addizionale regionale IRPEF: la quota destinata alla Regione di residenza (varia dall’1,23% a circa il 3,33% a seconda della Regione)
      • Addizionale comunale IRPEF: la quota destinata al Comune di residenza (generalmente dallo 0% allo 0,8%)
      • Conguaglio fiscale: l’eventuale conguaglio positivo o negativo effettuato a fine anno dall’INPS

      Detrazioni fiscali applicate

      Una delle sezioni più importanti del modello ObisM riguarda le detrazioni fiscali già riconosciute dall’INPS direttamente sulla pensione. Vengono riportate:

      • Detrazione per redditi da pensione (art. 13 TUIR): spetta a tutti i pensionati con reddito fino a 55.000 euro, con importo decrescente all’aumentare del reddito
      • Detrazioni per carichi di famiglia: coniuge a carico, figli a carico (per le situazioni non coperte dall’assegno unico universale)
      • Detrazioni per altri carichi: genitori anziani a carico, altri familiari
      • Totale detrazioni applicate: la somma complessiva delle detrazioni riconosciute nell’anno

      Quando viene rilasciato nel 2026

      Ogni anno, il modello ObisM relativo all’anno precedente viene reso disponibile dall’INPS secondo un calendario preciso. Per il 2026, il documento certifica i redditi da pensione percepiti nel corso del 2025.

      Calendario di rilascio 2026

      L’INPS segue generalmente questo calendario per la messa a disposizione del modello ObisM:

      • Gennaio 2026: prima rielaborazione dei dati e disponibilità parziale sul portale MyINPS
      • Febbraio 2026: il modello ObisM definitivo è disponibile per la maggior parte dei pensionati sul portale web
      • Febbraio-Marzo 2026: invio per posta agli aventi diritto che non hanno accesso digitale o che lo hanno richiesto
      • Aprile 2026: Certificazione Unica (CU) disponibile sul portale (documento fiscalmente più rilevante per il 730)

      Attenzione: la tempistica può variare leggermente in base alla complessità della posizione previdenziale (chi ha pensioni di diverse gestioni, arretrati o conguagli particolari potrebbe ricevere il documento in ritardo rispetto alla data standard).

      Per quanto riguarda la Certificazione Unica pensionati 2026, l’INPS è tenuto a trasmetterla all’Agenzia delle Entrate e a renderla disponibile al pensionato entro il 16 marzo 2026, come previsto dalla normativa fiscale vigente (art. 4 D.P.R. 322/1998).

      Come scaricarlo su MyINPS (SPID, CIE, CNS)

      Il modo più rapido e autonomo per ottenere il modello ObisM è scaricarlo direttamente dal portale MyINPS (myinps.inps.it), il sistema di accesso personale ai servizi INPS online. Per accedere è necessario disporre di uno dei seguenti sistemi di autenticazione digitale:

      • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): il metodo più diffuso, gratuito e disponibile tramite provider come Poste Italiane, TIM, Aruba, Namirial e altri. Si ottiene con un documento di identità valido e il codice fiscale
      • CIE (Carta di Identità Elettronica): la carta di identità rilasciata dal 2016 dai Comuni italiani, dotata di chip NFC per l’autenticazione online tramite smartphone o lettore di carte
      • CNS (Carta Nazionale dei Servizi): la tessera sanitaria con microchip abilitata per l’accesso ai servizi pubblici online, usata soprattutto da professionisti

      Procedura passo-passo per scaricare il modello ObisM

      1. Accedi a MyINPS: vai su myinps.inps.it e clicca su “Accedi” in alto a destra. Scegli il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
      2. Vai alla sezione pensione: una volta entrato nella tua area personale, clicca su “Le mie prestazioni” oppure cerca direttamente nella barra di ricerca “Cedolino della pensione”
      3. Seleziona il servizio cedolino/ObisM: nella sezione dedicata alla pensione trovi l’accesso al servizio “Cedolino della pensione e Modello ObisM”. Clicca su “Accedi al servizio”
      4. Scegli l’anno di riferimento: nel menu a tendina seleziona l’anno 2025 (per il modello ObisM 2026 relativo ai redditi 2025)
      5. Scarica il documento: il sistema ti mostrerà il documento in formato PDF. Clicca su “Scarica” o “Stampa” per salvarlo sul tuo dispositivo o stamparlo

      Nota pratica: se non riesci ad accedere a MyINPS per problemi tecnici o perché non hai ancora attivato lo SPID, puoi anche contattare il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da rete mobile, a pagamento). Gli operatori possono fornirti informazioni sulla tua posizione previdenziale.

      Come riceverlo per posta o richiederlo al CAF

      Non tutti i pensionati hanno la possibilità o la dimestichezza necessaria per accedere ai servizi digitali dell’INPS. Per questo motivo esistono diverse modalità alternative per ottenere il certificato di pensione ObisM.

      Ricezione per posta ordinaria

      L’INPS invia automaticamente per posta ordinaria il modello ObisM ai pensionati che:

      • Non hanno un’utenza attiva su MyINPS
      • Hanno esplicitamente richiesto la ricezione cartacea
      • Risiedono in zone con scarsa connettività (aree rurali o montane)

      Il documento viene inviato all’indirizzo di residenza anagrafica registrato presso l’INPS. Se hai cambiato residenza e non hai aggiornato l’indirizzo presso l’INPS, il documento potrebbe non arrivare. In questo caso, è necessario aggiornare i propri dati anagrafici sul portale MyINPS o tramite il patronato.

      Richiesta tramite CAF o Patronato

      Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) e il patronato sono i canali più utilizzati dai pensionati per ottenere il modello ObisM senza doversi preoccupare delle procedure digitali. I CAF come il CAF Centro Fiscale di Udine offrono questo servizio con diversi vantaggi:

      • Accesso delegato al portale INPS: il CAF o il patronato, munito di delega firmata dal pensionato, può accedere direttamente al portale INPS per scaricare il modello ObisM per conto del proprio assistito
      • Verifica dei dati: il personale specializzato verifica che tutti i dati del modello siano corretti e che non ci siano errori nell’importo della pensione o nelle ritenute applicate
      • Assistenza per la dichiarazione: una volta ottenuto il modello ObisM, il CAF può immediatamente procedere con la compilazione e la trasmissione del modello 730 o del modello Redditi PF
      • Gestione di situazioni complesse: chi ha più pensioni (pensione diretta + pensione di reversibilità, o pensioni da diverse gestioni INPS) può trovare nel CAF il supporto necessario per gestire situazioni fiscali articolate

      Come richiedere il modello ObisM al CAF: porta con te il documento d’identità in corso di validità, il codice fiscale e, se possibile, il PIN INPS o le credenziali SPID per velocizzare la procedura. Il personale del CAF si occuperà di tutto il resto.

      Differenza tra modello ObisM e Certificazione Unica (CU)

      Uno dei punti di maggiore confusione per i pensionati riguarda la differenza tra il modello ObisM e la Certificazione Unica (CU), nota anche come “CUD” con il vecchio nome. Sebbene entrambi i documenti provengano dall’INPS e riguardino la pensione, hanno funzioni e valori legali diversi.

      CaratteristicaModello ObisMCertificazione Unica (CU)
      Natura giuridicaDocumento informativo/gestionaleDocumento fiscale certificativo ufficiale
      Base normativaCircolare INPS di gestione internaArt. 4 D.P.R. 322/1998
      Trasmissione Agenzia EntrateNoSi (entro 16 marzo)
      Utilizzo per il 730Documento di supporto (dati di riferimento)Documento ufficiale da allegare/usare
      Scadenza rilascioGennaio-FebbraioEntro 16 marzo
      Disponibilità onlineMyINPS – sezione cedolino pensioneMyINPS – sezione CU / portale Agenzia Entrate

      In sintesi: la Certificazione Unica ha maggiore valore fiscale e giuridico, in quanto viene trasmessa direttamente all’Agenzia delle Entrate e costituisce la base per il 730 precompilato. Il modello ObisM è un documento di supporto molto utile per verificare i dettagli mensili degli importi e per risolvere eventuali discrepanze. In molti casi, però, il CAF utilizza entrambi i documenti in modo complementare per garantire la massima accuratezza della dichiarazione dei redditi.

      Come usare il modello ObisM per la dichiarazione dei redditi

      Il modello ObisM è un alleato prezioso per i pensionati che devono presentare la dichiarazione dei redditi. Ecco come utilizzarlo correttamente.

      Per il modello 730 pensionati

      La dichiarazione dei redditi con il modello 730 è obbligatoria o conveniente per la maggior parte dei pensionati. Il modello ObisM ti serve per:

      • Verificare il reddito da pensione da dichiarare: il totale lordo della pensione percepita nell’anno deve essere inserito nel quadro C del 730 come reddito da pensione (tipologia: redditi da pensione)
      • Controllare le ritenute già versate: le ritenute IRPEF mostrate nel modello ObisM devono corrispondere a quelle che il 730 precompilato riporta. Se ci sono differenze, occorre verificare con il CAF
      • Verificare le detrazioni applicate: le detrazioni per pensionato riconosciute dall’INPS devono essere coerenti con la tua situazione familiare. Se hai avuto variazioni (un familiare a carico che non lo è più, o viceversa), il CAF può fare le opportune correzioni
      • Dichiarare eventuali arretrati: se il modello ObisM riporta arretrati di anni precedenti, questi devono essere trattati con la tassazione separata (torbetto) nel 730

      Pensionati esonerati dalla dichiarazione

      Non tutti i pensionati sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi. Sono esonerati dalla presentazione del 730 i pensionati che:

      • Hanno un solo reddito da pensione e non hanno altre fonti di reddito
      • Il reddito da pensione non supera 8.500 euro annui (soglia di esonero aggiornata 2025)
      • Non hanno detrazioni o deduzioni aggiuntive da far valere (spese mediche, interessi sul mutuo, ecc.)
      • Non devono recuperare crediti fiscali

      Attenzione: anche se sei esonerato dall’obbligo, può essere conveniente presentare il 730 se hai sostenuto spese detraibili (spese mediche, interessi sul mutuo, spese funebri, ecc.) che ti permetterebbero di recuperare parte delle imposte pagate. Il CAF può fare una valutazione gratuita della tua situazione.

      Scadenze fiscali 2026 legate al modello ObisM

      Conoscere le scadenze fiscali 2026 è fondamentale per non incorrere in ritardi o sanzioni. Di seguito il calendario delle principali scadenze legate al modello ObisM e alla dichiarazione dei redditi pensionati.

      DataScadenzaCosa fare
      Gennaio-Febbraio 2026Disponibilità modello ObisMScaricarlo da MyINPS o richiederlo al CAF
      16 marzo 2026Certificazione Unica (CU) disponibileVerifica CU su MyINPS o sul portale Agenzia Entrate
      30 aprile 2026730 precompilato disponibileVisualizzazione della dichiarazione precompilata su sito Agenzia Entrate
      Dal 15 maggio 2026Apertura CAF per 730Prenotare appuntamento al CAF per la presentazione del 730
      30 settembre 2026Scadenza 730 tramite CAFUltimo giorno per presentare il 730 tramite CAF o sostituto d’imposta
      Novembre 2026Conguaglio fiscaleINPS effettua il conguaglio sulla pensione (rimborso o trattenuta)

      Consiglio pratico: non aspettare l’ultimo momento per presentare il 730. I CAF tendono ad avere i periodi più intensi tra maggio e luglio. Prenotare per tempo, già da aprile-maggio, consente di essere seguiti con maggiore attenzione e di ricevere il conguaglio fiscale prima.

      Errori frequenti e come correggerli

      Il modello ObisM, pur essendo prodotto automaticamente dall’INPS, non è esente da errori. Ecco i problemi piu comuni che si possono riscontrare e come gestirli.

      Importo pensione errato

      Se il totale della pensione indicato nel modello ObisM non corrisponde agli importi effettivamente percepiti (somma dei cedolini mensili), potrebbe esserci un errore di calcolo. Le cause piu frequenti sono:

      • Rivalutazione non applicata correttamente: l’adeguamento ISTAT potrebbe non essere stato calcolato sull’intero anno
      • Arretrati non inclusi o duplicati: somme pagate in ritardo potrebbero essere state contabilizzate nell’anno sbagliato
      • Sospensione temporanea della pensione: in caso di controlli INPS o variazioni della situazione assicurativa

      Cosa fare: contatta il patronato CAF portando i cedolini mensili e il modello ObisM. Il personale competente confronterà i dati e, se necessario, presenterà un ricorso amministrativo all’INPS per la correzione.

      Detrazioni non riconosciute o errate

      Un errore frequente riguarda le detrazioni per carichi di famiglia: se hai comunicato all’INPS di avere familiari a carico ma non li vedi nel modello ObisM, o se sono stati applicati importi errati, occorre intervenire. Analogamente, se il calcolo della detrazione per redditi da pensione e sbagliato (ad esempio perché il reddito totale e stato calcolato erroneamente), si rischia di pagare piu IRPEF del dovuto.

      Mancata ricezione del documento

      Se non hai ricevuto il modello ObisM ne per posta ne sul portale MyINPS, verifica:

      • Che l’indirizzo di residenza registrato presso l’INPS sia aggiornato
      • Che la tua utenza MyINPS sia attiva e il profilo sia completo
      • Che non ci siano blocchi sulla tua posizione previdenziale (procedimento di revisione, accertamento d’ufficio, ecc.)

      In caso di difficolta, il patronato CAF puo intervenire come intermediario con l’INPS per risolvere il problema e ottenere la documentazione necessaria.

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      Domande frequenti sul modello ObisM 2026

      Cos’è il modello ObisM INPS?

      Il modello ObisM (Osservatorio Buste paga e Indennità – Sostituto d’imposta Mensile) è il certificato di pensione rilasciato annualmente dall’INPS a tutti i pensionati. Riepiloga gli importi lordi percepiti, le ritenute IRPEF trattenute, le addizionali regionali e comunali e le detrazioni fiscali applicate nell’anno di riferimento.

      Dove si scarica il modello ObisM 2026?

      Il modello ObisM 2026 si scarica dal portale MyINPS (myinps.inps.it) accedendo con SPID, CIE o CNS. Una volta autenticati, occorre andare alla sezione ‘Cedolino della pensione’, selezionare l’anno 2025 e scaricare il documento in PDF. In alternativa, il CAF o il patronato possono scaricarlo per conto del pensionato tramite delega.

      Qual è la differenza tra modello ObisM e Certificazione Unica (CU)?

      Il modello ObisM è un documento gestionale e informativo che l’INPS produce per il pensionato. La Certificazione Unica (ex CUD) è invece il documento fiscale ufficiale che l’INPS trasmette all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo e che viene utilizzato per precompilare il modello 730. Entrambi contengono dati simili, ma la CU ha valore fiscale certificativo superiore.

      Ho bisogno del modello ObisM per fare il 730?

      Il modello ObisM non è obbligatorio per la presentazione del 730, perché i dati fiscali ufficiali vengono trasmessi direttamente dall’INPS all’Agenzia delle Entrate tramite la Certificazione Unica. Tuttavia, il modello ObisM è molto utile come documento di controllo e supporto, soprattutto per verificare la correttezza degli importi indicati nel 730 precompilato.

      Quando arriva il modello ObisM per posta nel 2026?

      L’INPS invia il modello ObisM per posta ordinaria tra gennaio e marzo 2026 ai pensionati che non hanno accesso digitale a MyINPS. I tempi esatti dipendono dal volume di invii e dalla localizzazione geografica. Se non lo ricevi entro marzo, puoi richiederlo tramite il Contact Center INPS (803 164) o attraverso il CAF/patronato.


      Hai bisogno del modello ObisM? Il CAF lo recupera per te

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa ai pensionati: recuperiamo il modello ObisM dal portale INPS, verifichiamo la correttezza degli importi e ti assistiamo nella presentazione del modello 730. Il nostro patronato gestisce anche eventuali errori e contestazioni con l’INPS.

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Maggio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-02 09:53:002026-05-31 16:58:20Certificato di Pensione INPS 2026: Cosè il Modello ObisM e Come Scaricarlo
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        Contributi che Abbassano la Pensione: Come Neutralizzarli per un Assegno Più Alto

        Pensione 2026 INPS

        Quando si calcola la pensione, non tutti i contributi versati o accreditati hanno lo stesso peso. Alcuni contributi figurativi, infatti, possono abbassare l’importo della pensione invece di aumentarlo. Questo fenomeno, poco conosciuto ma molto rilevante, riguarda soprattutto chi ha periodi di disoccupazione, malattia, maternità o cassa integrazione nel proprio estratto contributivo. La buona notizia? Esiste un rimedio: la neutralizzazione dei contributi.

        In questa guida completa scoprirai quali contributi rischiano di penalizzarti, come funziona il meccanismo di neutralizzazione e come richiederlo all’INPS per ottenere un assegno pensionistico più alto. Ti accompagneremo passo dopo passo, con esempi pratici, tabelle comparative e riferimenti normativi aggiornati al 2026.

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        Indice dei contenuti

        1. Cosa sono i contributi “dannosi” per la pensione
        2. Calcolo contributivo vs retributivo: le differenze
        3. Contributi figurativi e il loro impatto sul montante
        4. La neutralizzazione dei contributi: cos’è e come funziona
        5. Casi specifici: NASPI, malattia, maternità e CIG
        6. Quando conviene neutralizzare e quando no
        7. Come richiedere la neutralizzazione all’INPS
        8. Documentazione necessaria e tempistiche
        9. Esempi pratici di calcolo con cifre reali
        10. Domande frequenti (FAQ)

        Cosa Sono i Contributi “Dannosi” per la Pensione

        I cosiddetti contributi “dannosi” sono quegli accrediti contributivi che, pur allungando l’anzianità contributiva, abbassano la retribuzione pensionabile media o il montante contributivo utilizzato per calcolare l’assegno pensionistico.

        Si tratta principalmente di contributi figurativi accreditati dall’INPS per periodi in cui il lavoratore non ha svolto attività lavorativa retribuita, come:

        • Disoccupazione (NASPI, ex ASpI, Mobilità)
        • Malattia prolungata
        • Maternità/Paternità obbligatoria e facoltativa
        • Cassa Integrazione Guadagni (CIG ordinaria, straordinaria, in deroga)
        • Servizio militare/civile
        • Assegno ordinario di invalidità

        Questi periodi vengono “coperti” con contributi figurativi che, però, sono calcolati su retribuzioni convenzionali spesso inferiori a quelle effettivamente percepite durante i periodi di lavoro attivo. Il risultato? Abbassano la media retributiva (nel sistema retributivo/misto) o contribuiscono con importi ridotti al montante (nel sistema contributivo puro).

        Esempio concreto: Un lavoratore che negli ultimi 10 anni ha guadagnato mediamente 30.000 euro lordi annui, ma ha avuto 2 anni di NASPI con retribuzione convenzionale di 15.000 euro, vede la sua media retributiva scendere sensibilmente, con una pensione finale più bassa del 10-15%.

        Calcolo Contributivo vs Retributivo: Le Differenze

        Per comprendere appieno l’impatto dei contributi figurativi, è fondamentale conoscere i due sistemi di calcolo della pensione in Italia:

        Sistema Retributivo (pre-1996)

        Applicato ai periodi contributivi maturati fino al 31 dicembre 1995. La pensione si calcola in base alla media delle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro (generalmente gli ultimi 5-10 anni).

        Formula semplificata:

        Pensione annua = Retribuzione media pensionabile × Aliquota di rendimento (circa 2% per ogni anno di contributi) × Anni di contributi

        In questo sistema, i contributi figurativi con retribuzione convenzionale bassa abbassano la media pensionabile, riducendo l’assegno finale.

        Sistema Contributivo (post-1996)

        Applicato ai periodi contributivi maturati dal 1° gennaio 1996 in poi (e interamente per chi ha iniziato a lavorare dopo tale data). La pensione si calcola sul montante contributivo, cioè la somma di tutti i contributi versati rivalutati annualmente.

        Formula semplificata:

        Pensione annua = Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione (dipende dall’età di pensionamento)

        Anche qui, i contributi figurativi accreditati su importi ridotti contribuiscono poco al montante, penalizzando l’assegno finale.

        Sistema Misto

        La maggior parte dei lavoratori italiani rientra nel sistema misto: parte della pensione calcolata con il sistema retributivo (contributi pre-1996) e parte con il contributivo (contributi post-1996). Per questi lavoratori, la neutralizzazione può essere particolarmente vantaggiosa nella quota retributiva.

        Contributi Figurativi e il Loro Impatto sul Montante

        I contributi figurativi sono accrediti contributivi che l’INPS riconosce per periodi in cui il lavoratore non ha versato contributi a causa di eventi tutelati dalla legge (maternità, malattia, disoccupazione involontaria, ecc.).

        Come vengono calcolati?

        • Base di calcolo: La retribuzione/reddito utilizzata come base per l’accredito figurativo è spesso inferiore alla retribuzione effettiva del lavoratore. Ad esempio, per la NASPI si usa il 75% della retribuzione media degli ultimi 4 anni (con massimali INPS).
        • Aliquota contributiva: Non sempre viene applicata l’aliquota piena (33% per dipendenti), ma spesso aliquote ridotte.
        • Rivalutazione: I contributi figurativi vengono rivalutati annualmente come quelli ordinari, ma partendo da una base più bassa.

        Tabella comparativa: Contributo effettivo vs Figurativo

        SituazioneRetribuzione annuaContributi accreditatiImpatto sul montante
        Lavoro attivo30.000 euro~9.900 euro (33%)ALTO
        NASPI (figurativo)18.000 euro (convenzionale)~5.940 euroMEDIO-BASSO
        Malattia (figurativo)15.000 euro (convenzionale)~4.950 euroBASSO

        Come si vede, a parità di anno contributivo, un periodo di NASPI contribuisce al montante con circa il 40% in meno rispetto a un anno di lavoro effettivo a tempo pieno.

        La Neutralizzazione dei Contributi: Cos’è e Come Funziona

        La neutralizzazione dei contributi è un istituto giuridico previsto dalla Legge n. 335/1995 (Riforma Dini) e successive modifiche, che consente di escludere dal calcolo della pensione i periodi di contribuzione figurativa che risultano penalizzanti per il lavoratore.

        Normativa di riferimento

        • Art. 3, comma 7, Legge 335/1995: Prevede la facoltà di neutralizzare i periodi di minor reddito nel calcolo della quota contributiva.
        • Circolare INPS n. 180/2015: Chiarisce le modalità operative per la neutralizzazione dei contributi figurativi.
        • Messaggio INPS n. 1278/2022: Aggiornamento sulle procedure di calcolo e neutralizzazione.
        • Decreto Legislativo 30 dicembre 2023 n. 216: Ulteriori precisazioni sulla neutralizzazione nei casi di CIG e NASPI.

        Come funziona la neutralizzazione

        Il meccanismo è concettualmente semplice:

        1. L’INPS calcola la pensione in due modalità: con i contributi figurativi e senza (neutralizzandoli).
        2. Confronta i due importi.
        3. Assegna al pensionato l’importo più favorevole.

        ATTENZIONE: La neutralizzazione NON elimina i contributi figurativi ai fini del diritto alla pensione (anzianità contributiva minima), ma solo ai fini del calcolo dell’importo. Quindi, se hai 20 anni di contributi di cui 2 di NASPI, mantieni sempre i 20 anni per il diritto alla pensione, ma l’importo viene calcolato come se avessi lavorato solo 18 anni con retribuzioni più alte.

        Quali contributi si possono neutralizzare

        Possono essere neutralizzati i contributi figurativi relativi a:

        • Disoccupazione indennizzata (NASPI, ASpI, Mobilità, ex DS)
        • Cassa Integrazione Guadagni (ordinaria, straordinaria, in deroga)
        • Malattia prolungata (oltre i 6 mesi continuativi)
        • Maternità/Paternità obbligatoria e facoltativa (in alcuni casi specifici)
        • Assegno ordinario di invalidità

        NON possono essere neutralizzati:

        • I contributi volontari (sono già una scelta del lavoratore).
        • I contributi da riscatto (laurea, altri periodi).
        • I contributi figurativi per servizio militare (non penalizzano la retribuzione media).

        Casi Specifici: NASPI, Malattia, Maternità e CIG

        NASPI e Disoccupazione

        La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS. Durante la fruizione della NASPI, l’INPS accredita contributi figurativi calcolati su una retribuzione convenzionale pari al 75% della retribuzione media degli ultimi 4 anni, con un massimale di circa 1.550 euro mensili lordi (dati 2026).

        Impatto sulla pensione: Se la tua retribuzione effettiva era di 2.500 euro/mese, ma la NASPI accredita contributi su 1.550 euro, stai perdendo circa il 38% di contribuzione potenziale per quei mesi.

        Convenienza neutralizzazione: Quasi sempre conveniente se hai avuto periodi lunghi di NASPI (oltre 12 mesi) con retribuzioni precedenti medio-alte.

        Malattia prolungata

        Per periodi di malattia superiori a 6 mesi continuativi, l’INPS accredita contributi figurativi su una retribuzione convenzionale spesso ridotta rispetto a quella effettiva.

        Convenienza neutralizzazione: Valutare caso per caso. Se la malattia è avvenuta in anni di alta retribuzione, neutralizzare può essere vantaggioso.

        Maternità e Paternità

        I contributi figurativi per maternità obbligatoria sono generalmente accreditati sull’ultima retribuzione effettiva, quindi raramente penalizzano. Tuttavia, per la maternità facoltativa (congedo parentale), l’accredito può essere ridotto.

        Convenienza neutralizzazione: Di solito non conveniente per la maternità obbligatoria; da valutare per il congedo parentale prolungato.

        Cassa Integrazione Guadagni (CIG)

        Durante la CIG, l’INPS accredita contributi figurativi calcolati sull’80% della retribuzione persa a causa della riduzione/sospensione dell’attività. Anche qui, la base è ridotta.

        Convenienza neutralizzazione: Molto conveniente se hai avuto periodi lunghi di CIG (es. 12-24 mesi) con CIGO/CIGS a zero ore.

        Quando Conviene Neutralizzare e Quando No

        La neutralizzazione non è sempre conveniente. Ci sono situazioni in cui mantenere i contributi figurativi nel calcolo è più vantaggioso.

        Quando CONVIENE neutralizzare

        • Periodi lunghi di NASPI/CIG (oltre 12 mesi) con retribuzioni precedenti medio-alte.
        • Contributi figurativi negli ultimi 10 anni di carriera (influenzano pesantemente il calcolo retributivo).
        • Differenza significativa tra retribuzione effettiva e convenzionale (oltre il 30%).
        • Sistema misto con quota retributiva elevata (lavoratori con contributi pre-1996).

        Quando NON conviene neutralizzare

        • Periodi brevi di contribuzione figurativa (1-3 mesi).
        • Retribuzione effettiva bassa o simile a quella convenzionale.
        • Rischio di non raggiungere l’anzianità minima per la pensione (es. se hai esattamente 20 anni di contributi e neutralizzi 2 anni, potresti perdere il diritto).
        • Sistema contributivo puro con carriera discontinua: neutralizzare potrebbe ridurre troppo il montante.

        Consiglio pratico: Prima di richiedere la neutralizzazione, chiedi al CAF o al patronato una simulazione comparativa con e senza neutralizzazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio gratuitamente.

        Come Richiedere la Neutralizzazione all’INPS

        La neutralizzazione NON è automatica. Devi richiederla esplicitamente all’INPS al momento della domanda di pensione.

        Procedura passo-passo

        1. Verifica l’estratto contributivo: Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID/CIE/CNS e scarica l’estratto contributivo. Identifica i periodi di contribuzione figurativa (NASPI, CIG, malattia).
        2. Richiedi una simulazione pensione: Utilizza il servizio “La mia pensione futura” sul sito INPS o rivolgiti a un CAF/patronato per una simulazione più accurata.
        3. Compila la domanda di pensione: Nella domanda di pensione online (modulo AP01 o AP03), c’è una sezione specifica dove puoi richiedere la valutazione della neutralizzazione. Spunta la casella “Richiedo la valutazione dei periodi contributivi figurativi ai fini della neutralizzazione”.
        4. Allega documentazione: Se richiesta, fornisci i certificati di malattia, prospetti NASPI/CIG dell’INPS, buste paga dei periodi precedenti.
        5. Attendi il calcolo dell’INPS: L’INPS calcolerà la pensione con e senza neutralizzazione e ti assegnerà automaticamente l’importo più favorevole.

        Canali di presentazione

        • Online: Portale INPS (www.inps.it) → Servizi → Domanda pensione.
        • Tramite CAF/Patronato: Il CAF Centro Fiscale di Udine può compilare e inviare la domanda per tuo conto, verificando tutti i requisiti.
        • Contact Center INPS: Tel. 803 164 (da fisso) o 06 164164 (da mobile, a pagamento).

        Documentazione Necessaria e Tempistiche

        Documenti da preparare

        • Documento d’identità e codice fiscale.
        • Estratto contributivo INPS aggiornato (scaricabile online).
        • Certificati di disoccupazione NASPI con importi percepiti (già in possesso dell’INPS, ma utile averli).
        • Prospetti CIG rilasciati dall’azienda o dall’INPS.
        • Certificati di malattia per periodi superiori a 6 mesi (se richiesti).
        • Buste paga degli anni precedenti ai periodi figurativi (per dimostrare la retribuzione effettiva più alta).
        • Modello CU (Certificazione Unica) degli anni interessati.

        Tempistiche

        • Presentazione domanda pensione: Da presentare almeno 3 mesi prima della data prevista di pensionamento.
        • Valutazione neutralizzazione: L’INPS impiega circa 60-90 giorni per calcolare la pensione e comunicare l’esito.
        • Ricorso in caso di diniego: Se l’INPS nega la neutralizzazione o calcola male, puoi presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla comunicazione.

        Consiglio: Non aspettare l’ultimo momento. Rivolgiti al CAF con almeno 6 mesi di anticipo rispetto alla data prevista di pensionamento per avere tempo di verificare tutto con calma.

        Esempi Pratici di Calcolo con Cifre Reali

        Vediamo due casi concreti per capire l’impatto della neutralizzazione.

        Esempio 1: Mario, sistema misto, 2 anni di NASPI

        Profilo:

        • Età: 67 anni (pensione di vecchiaia 2026)
        • Anzianità contributiva: 38 anni (di cui 18 anni pre-1996, 20 anni post-1996)
        • Retribuzione media ultimi 10 anni: 32.000 euro/anno
        • Periodo NASPI: 2 anni (2023-2024) con retribuzione convenzionale di 18.000 euro/anno

        Calcolo SENZA neutralizzazione:

        • Quota retributiva (18 anni pre-1996): Circa 1.100 euro/mese
        • Quota contributiva (20 anni post-1996, inclusi 2 di NASPI): Circa 650 euro/mese
        • Totale pensione lorda mensile: 1.750 euro

        Calcolo CON neutralizzazione (esclusi 2 anni NASPI):

        • Quota retributiva (18 anni pre-1996): Circa 1.100 euro/mese (invariata)
        • Quota contributiva (18 anni effettivi post-1996, esclusi 2 NASPI): Circa 720 euro/mese
        • Totale pensione lorda mensile: 1.820 euro

        Guadagno con neutralizzazione: +70 euro/mese (circa +910 euro/anno lordi). Su 20 anni di pensione stimata, sono circa 18.200 euro lordi in più!

        Esempio 2: Giulia, sistema contributivo puro, 18 mesi di CIG

        Profilo:

        • Età: 67 anni
        • Anzianità contributiva: 22 anni (tutti post-1996, sistema contributivo puro)
        • Retribuzione media: 28.000 euro/anno
        • Periodo CIG: 18 mesi (2020-2021) con retribuzione convenzionale di 14.000 euro/anno

        Calcolo SENZA neutralizzazione:

        • Montante contributivo totale: Circa 145.000 euro
        • Coefficiente di trasformazione a 67 anni (2026): 5,723%
        • Pensione annua lorda: 145.000 × 5,723% = 8.298 euro (691 euro/mese)

        Calcolo CON neutralizzazione (esclusi 18 mesi CIG):

      • Montante contributivo totale: Circa 150.500 euro (contributi CIG esclusi, ma anni utili ridotti a 20,5)
      • Coefficiente di trasformazione: 5,723%
      • Pensione annua lorda: 150.500 × 5,723% = 8.613 euro (718 euro/mese)
      • Guadagno con neutralizzazione: +27 euro/mese (circa +350 euro/anno lordi).

        Nota: Nel sistema contributivo puro, la neutralizzazione è meno vantaggiosa che nel misto/retributivo, ma comunque utile.

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        Domande Frequenti sulla Neutralizzazione dei Contributi


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        • Simulazione pensione con e senza neutralizzazione
        • Compilazione domanda di pensione online all’INPS
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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

          Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

          Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-14 13:08:352026-05-31 14:05:25Contributi che Abbassano la Pensione: Come Neutralizzarli per un Assegno Più Alto
          NOTIZIE

          Modello ACC.AS/PS INPS: Accertamento su Pensione e Assegno Sociale

          Pensione 2026 INPS

          Il modello ACC.AS/PS INPS è un documento che l’INPS invia ai titolari di pensione sociale o assegno sociale per verificare la permanenza dei requisiti.

          Ricevere questo modulo non significa che c’è un problema: è una procedura standard.

          Quando Arriva e Scadenze

          Il modello arriva generalmente una volta all’anno nei mesi di gennaio-marzo. La scadenza è tassativa.

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          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Come Compilare il Modello

          Il CAF Centro Fiscale può assisterti gratuitamente nella compilazione e invio del modello.

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          Marzo 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-10 07:29:582026-05-31 18:13:59Modello ACC.AS/PS INPS: Accertamento su Pensione e Assegno Sociale
          PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

          PENSIONE DI CITTADINANZA 2020: cos’è e come funziona

          La Pensione di Cittadinanza a Udine o PdC è un aiuto economico rivolto alle famiglie di anziani in difficoltà, ossia che abbiano un’età superiore a 67 anni. Sul punto, è importante evidenziare sin da ora, che tutti i componenti del nucleo familiare e non solo il capofamiglia, devono avere un’età pari o superiore a 67 anni.
          La Pensione di Cittadinanza funziona più o meno allo stesso modo del Reddito di cittadinanza, ma a differenza di quest’ultima, la PdC non comporta adempimenti legati al lavoro, pertanto, una volta ricevuta, il beneficiario non è obbligato a cercare lavoro, quindi potrà goderne per tutto il tempo stabilito dalla legge.

          A chi spetta

          Possono beneficiare della Pensione di Cittadinanza:

          • cittadini italiani e dell’Unione Europea;
          • stranieri a lungo soggiornanto (permesso di soggiorno a tempo indeterminato);
          • stranieri titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, familiari di un cittadino italiano o dell’Unione Europea.

          Oltre ai requisiti appena elencati, è necessario che il richiedente:

          • sia titolare di una pensione inferiore a 780 euro mensili
          • e che abbia compiuto il 67esimo anno di età.

          Per poter accedere alla Pensione di Cittadinanza 2020 a Udine, il nucleo familiare deve possedere redditi e patrimoni, attestabili mediante ISEE, al di sotto di alcuni limiti come:

          • il valore dell’ISEE non deve essere superiore a 9.360 euro;
          • il patrimonio immobiliare non deve oltrepassare le 30.000 euro, senza considerare la casa di abitazione;
          • mentre il patrimonio mobiliare non può superare la soglia di euro 6.000;
          • il valore del reddito familiare non deve superare i 7.560 annui.

          Per quanto riguarda i beni durevoli, il nucleo familiare non deve essere intestatario o avente piena disponibilità di:

          • autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta;
          • autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti;
          • motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti;
          • navi e imbarcazioni da diporto.


          Chi è escluso dalla Pensione di Cittadinanza

          Sono esclusi dal poter richiedere la Pensione di Cittadinanza a Udine  tutti quei nuclei familiari in cui sono presenti soggetti che si sono dimessi volontariamente dal lavoro negli ultimi 12 mesi dalla presentazione della domanda. Sono ammessa invece le dimissioni per giusta causa.

          Come fare domanda di Pensione di Cittadinanza a Udine

          • presso il nostro CAF Centro Fiscale Udine;
          • via web, attraverso il nuovo sito internet messo a punto dal governo (redditodicittadinanza.gov.it);
          • modalità cartacea, presso tutti gli uffici postali avvalendosi del modello di domanda predisposto dall’INPS.

          È necessario, per fare la domanda di Pensione di Cittadinanza Udine, aver presentato unicamente la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE.

          Quanto spetta con la Pensione di Cittadinanza

          L’importo spettante per la Pensione di Cittadinanza si divide in:

          • quota A: che rappresenta la somma di una componente ad integrazione del reddito familiare può arrivare fino ad un massimo di 7.560 euro e viene calcolata tenendo conto del numero e della tipologia di componenti il nucleo;
          • quota B: che consiste in un contributo per l’affitto o per il mutuo, non può essere superiore a 1.800 euro annui pari a 150 euro mensili per la Pdc). In caso di mutuo, la quota B non può superare le 150 euro mensili.

          In ogni caso, complessivamente, non si potrà percepire un importo inferiore a 480 euro annui.

          Quanto dura

          La Pensione di Cittadinanza a Udine viene assegnata al soggetto per un massimo di 18 mesi.

          Domande Frequenti

          Quanto costa aprire una Partita IVA a Udine?

          L’apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate e gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la procedura, la scelta del codice ATECO e del regime fiscale piu conveniente per la tua attivita.

          Quali documenti servono per aprire la Partita IVA?

          Per aprire la Partita IVA sono necessari: documento di identita, codice fiscale, e informazioni sull’attivita da svolgere. Il nostro CAF ti guida nella compilazione del modello AA9/12 per persone fisiche o AA7/10 per societa.

          Conviene il regime forfettario o ordinario?

          Il regime forfettario conviene se prevedi ricavi inferiori a 85.000 euro annui e non hai spese deducibili elevate. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua situazione specifica per consigliarti la scelta migliore.

          Posso aprire Partita IVA online?

          Si, la Partita IVA si puo aprire online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, per evitare errori nella scelta del codice ATECO e del regime fiscale, consigliamo di affidarti a professionisti esperti.

          Approfondimenti

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          • Regime Forfettario 2025: Tutte le Novita
          • Dichiarazione dei Redditi: Guida Completa
          • Contatta il CAF Centro Fiscale

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          Febbraio 25, 2020/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/02/intro.jpg 800 1280 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2020-02-25 12:16:482026-05-30 00:53:23PENSIONE DI CITTADINANZA 2020: cos’è e come funziona

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