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Fatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS, Listino e Prima Visita

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La fatturazione dentista 2026 presenta novità importanti che ogni odontoiatra libero professionista deve conoscere. Dal nuovo regime annuale del Sistema Tessera Sanitaria al divieto permanente di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie ai privati, passando per gli adempimenti ENPAM e la gestione del listino prestazioni, il quadro normativo è cambiato in modo strutturale grazie al DLgs 81/2025.

In questa guida completa analizziamo tutti gli aspetti fiscali e contributivi che riguardano lo studio dentistico nel 2026: dal regime fiscale più conveniente alle modalità di trasmissione dei dati al Sistema TS, dalla corretta applicazione del bollo da 2 euro alla scelta del software di fatturazione più adatto. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza ai professionisti sanitari e accompagna i dentisti in ogni adempimento.

Indice dei contenuti

  1. Il regime fiscale del dentista nel 2026
  2. Sistema TS per dentisti: cosa trasmettere
  3. Divieto SdI prestazioni sanitarie ai privati
  4. Listino prestazioni del dentista
  5. Prima visita: come fatturarla
  6. Bollo 2 euro sopra 77,47 euro
  7. Software fatturazione consigliati per dentisti
  8. ENPAM Quota A e Quota B 2026
  9. Domande frequenti

Il regime fiscale del dentista nel 2026

La scelta del regime fiscale è il primo passo nella corretta gestione della fatturazione dentista 2026. L’odontoiatra libero professionista può optare per due strade: il regime forfettario oppure il regime ordinario. La scelta dipende da diversi fattori, tra cui il volume dei ricavi, la presenza di collaboratori e la possibilità di dedurre i costi dello studio.

Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva unica che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. In parole semplici: invece di pagare più imposte separate, paghi una sola tassa con aliquota agevolata. Per i dentisti, il coefficiente di redditività applicabile è del 78%, che rappresenta la percentuale dei ricavi considerata reddito imponibile. Ad esempio, se Marco incassa 70.000 euro, il reddito imponibile sarà di 54.600 euro (70.000 x 78%).

I principali requisiti per il regime forfettario dentisti 2026 sono:

  • Ricavi annui non superiori a 85.000 euro
  • Spese per personale dipendente entro 20.000 euro
  • Assenza di partecipazioni di controllo in società di persone
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 35.000 euro nell’anno precedente

L’aliquota dell’imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività in caso di nuova partita IVA. Il regime ordinario, invece, è conveniente per gli studi dentistici strutturati con elevati costi (affitto locali, attrezzature, materiali, collaboratori) che superano la deduzione forfettaria del 22%. Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la situazione specifica di ogni dentista per individuare il regime più vantaggioso.

Sistema TS per dentisti: cosa trasmettere

Una delle novità più importanti per la fatturazione dentista 2026 riguarda il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS). Dal 2025 la trasmissione dei dati delle spese sanitarie è passata da semestrale ad annuale: i dentisti devono trasmettere tutte le fatture emesse nell’anno precedente entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Per i dati relativi al 2025, la scadenza ordinaria del 31 gennaio 2026 slitta al 2 febbraio 2026 perché cade di sabato.

Il Sistema TS è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze che raccoglie i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini. Questi dati confluiscono poi nella dichiarazione dei redditi precompilata, dove vengono automaticamente inseriti come spese detraibili al 19%. La trasmissione non è facoltativa: è un obbligo di legge per tutti i dentisti.

Cosa deve essere trasmesso al Sistema TS

  • Codice fiscale del paziente
  • Data del documento fiscale
  • Tipologia di spesa (con codice specifico per le prestazioni odontoiatriche)
  • Importo complessivo della prestazione
  • Eventuale presenza di opposizione del paziente al trattamento dei dati

Il paziente ha sempre il diritto di opposizione: può chiedere che la fattura non venga trasmessa al Sistema TS. In quel caso, lo studio dentistico deve apporre sulla fattura la dicitura specifica e conservare la richiesta scritta. La mancata, tardiva o errata trasmissione comporta una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione, con un tetto massimo di 50.000 euro. È ammessa una correzione entro 7 giorni dalla scadenza ordinaria senza penalità.

Per evitare errori che possono costare cari, molti dentisti scelgono di affidarsi a un CAF specializzato come il Centro Fiscale di Udine, che gestisce l’intera procedura di trasmissione al Sistema TS dentisti 2026.

Divieto SdI prestazioni sanitarie ai privati

Una svolta storica della fatturazione dentista 2026 è rappresentata dal divieto permanente di emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche. Fino al 2024 si trattava di una proroga rinnovata di anno in anno; con il DLgs 81/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno 2025, il divieto è diventato strutturale e permanente.

In pratica, il dentista che fattura a un paziente privato (persona fisica) non può e non deve emettere fattura elettronica tramite SdI. La fattura va emessa in formato cartaceo o PDF (con marca da bollo elettronica quando dovuta) e i dati vanno trasmessi separatamente al Sistema TS. La motivazione principale è la tutela della privacy: le prestazioni sanitarie contengono dati sensibili che non devono passare attraverso il flusso pubblico dell’SdI.

Quando il dentista deve emettere fattura elettronica

Il divieto vale solo per i pazienti privati. Il dentista deve invece emettere fattura elettronica tramite SdI nei seguenti casi:

  • Fatturazione verso aziende (B2B), come prestazioni rese a un’impresa per un dipendente
  • Fatturazione verso la Pubblica Amministrazione (B2G)
  • Prestazioni non sanitarie (consulenze, perizie, attività di docenza)
  • Prestazioni rese a soggetti con partita IVA per scopi professionali

La distinzione è cruciale: confondere i flussi comporta sanzioni e violazioni della privacy. Un errore comune è emettere fattura elettronica al paziente privato perché il software lo permette. Questo errore espone lo studio a sanzioni e procedimenti del Garante Privacy.

Listino prestazioni del dentista

La corretta gestione del listino prestazioni è fondamentale per una fatturazione dentista 2026 trasparente verso il paziente e conforme alla normativa. Il listino deve essere esposto in studio (in forma visibile) e ogni prestazione fatturata deve riportare in modo chiaro la descrizione, l’importo unitario e l’eventuale codice di tracciabilità per il Sistema TS.

Esempio di listino prestazioni odontoiatriche

  • Visita odontoiatrica: 50 – 100 euro
  • Igiene dentale professionale: 60 – 120 euro
  • Otturazione: 80 – 200 euro (a seconda del materiale e della complessità)
  • Devitalizzazione: 200 – 500 euro (in base al numero di canali)
  • Estrazione semplice: 80 – 150 euro
  • Impianto dentale: 800 – 2.500 euro (per singolo elemento)
  • Corona protesica: 500 – 1.200 euro
  • Faccette in ceramica: 600 – 1.500 euro per elemento
  • Ortodonzia (apparecchio fisso): 2.500 – 5.000 euro

Queste cifre sono indicative e variano in base alla regione, alla complessità del caso clinico e ai materiali utilizzati. La fattura deve sempre riportare la descrizione analitica delle prestazioni effettuate: una dicitura generica come cure odontoiatriche non è sufficiente per la detrazione fiscale del paziente né per la corretta trasmissione al Sistema TS.

Inoltre, il dentista deve indicare in fattura se la prestazione è detraibile per il paziente: le spese sanitarie sono detraibili al 19% per la parte eccedente la franchigia di 129,11 euro annui. Per le prestazioni del dentista privato (non convenzionato SSN) è obbligatorio il pagamento tracciabile (bancomat, bonifico, assegno bancario) indipendentemente dall’importo, in base alla L. 160/2019 art. 1 c. 679-680: in caso contrario, il paziente perde il diritto alla detrazione.

Prima visita: come fatturarla

La prima visita odontoiatrica rappresenta un caso particolare nella fatturazione dentista 2026. Molti studi la offrono gratuita come servizio di accoglienza, mentre altri la fatturano normalmente. Entrambe le scelte sono legittime, ma comportano implicazioni fiscali differenti.

Prima visita a pagamento

Se il dentista fattura la prima visita, deve emettere regolare fattura sanitaria al paziente (in formato cartaceo o PDF, mai elettronica via SdI). La fattura va trasmessa al Sistema TS e concorre alla determinazione del reddito professionale. Tipicamente la prima visita ha un costo compreso tra 50 e 100 euro, e include un’anamnesi completa, un controllo della bocca e un preventivo per eventuali trattamenti.

Prima visita gratuita

Se la prima visita è offerta gratuitamente come servizio di accoglienza, non si deve emettere alcuna fattura. Tuttavia, è buona prassi consegnare al paziente un documento che attesti la visita effettuata (per fini clinici e di tracciabilità). La gratuità non genera obblighi fiscali, ma deve essere comunicata in modo chiaro al paziente per non creare aspettative errate.

Attenzione: anche se la prima visita è gratuita, eventuali esami diagnostici aggiuntivi (radiografie, ortopantomografie) vanno fatturati separatamente se hanno un costo per lo studio.

Bollo 2 euro sopra 77,47 euro

Un aspetto spesso trascurato nella fatturazione dentista 2026 riguarda l’imposta di bollo. Quando il dentista emette una fattura di importo superiore a 77,47 euro in regime di esenzione IVA (come avviene per le prestazioni sanitarie), è obbligato ad apporre una marca da bollo da 2 euro sull’originale del documento.

L’imposta di bollo è dovuta perché le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72: per compensare la mancata applicazione dell’IVA, lo Stato impone l’apposizione del bollo sui documenti di importo significativo. Il bollo può essere a carico del dentista o, più comunemente, viene addebitato al paziente indicandolo in fattura come voce separata.

Codici tributo F24 per il bollo virtuale

Chi sceglie il regime di bollo virtuale (versamento periodico cumulativo invece dell’apposizione fisica della marca) deve utilizzare i seguenti codici tributo F24:

  • 2521 – Bollo virtuale – rata bimestrale
  • 2522 – Bollo virtuale – acconto
  • 2523 – Bollo virtuale – interessi
  • 2524 – Bollo virtuale – sanzioni

Il regime di bollo virtuale richiede un’autorizzazione preventiva dell’Agenzia delle Entrate ed è consigliato per studi con elevato volume di fatturazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste il dentista nella richiesta di autorizzazione e nella gestione periodica dei versamenti.

Software fatturazione consigliati per dentisti

Scegliere il giusto software di fatturazione dentista 2026 significa risparmiare tempo, evitare errori e garantire la conformità normativa. Lo studio dentistico ha esigenze particolari: gestire fatture cartacee per i pazienti privati, fatture elettroniche per le aziende, trasmettere i dati al Sistema TS, applicare correttamente il bollo. Non tutti i software generalisti coprono questi flussi in modo adeguato.

Fatturazione Italia: la soluzione per studi sanitari

Tra le soluzioni più apprezzate dai professionisti sanitari segnaliamo Fatturazione Italia, un software pensato specificamente per studi medici e odontoiatrici. Tra le caratteristiche distintive:

  • Sistema TS integrato: trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria con un solo click, inclusa in tutti i piani
  • Zero-config forfettari: chi è in regime forfettario trova il software già configurato senza necessità di impostazioni complesse
  • Prezzo bloccato 5 anni: la tariffa di sottoscrizione iniziale viene mantenuta per cinque anni
  • Free trial 30 giorni: prova gratuita senza vincoli
  • CAF come partner: assistenza fiscale qualificata grazie alla rete di CAF convenzionati

La gestione del divieto SdI per le prestazioni sanitarie ai privati è automatica: il software riconosce il paziente come persona fisica e non invia automaticamente all’SdI, evitando l’errore più comune. Allo stesso tempo, per le fatture B2B il flusso elettronico funziona regolarmente.

Per chi cerca un’alternativa, esistono altri software di fatturazione validi sul mercato. La scelta dipende dalle dimensioni dello studio, dal volume di fatture annue e dall’integrazione con il gestionale clinico. Il CAF Centro Fiscale di Udine può consigliare la soluzione più adatta alle esigenze del singolo dentista.

ENPAM Quota A e Quota B 2026

Ogni dentista iscritto all’Albo è obbligatoriamente iscritto anche all’ENPAM, l’Ente Nazionale di Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri. I contributi previdenziali si dividono in due voci: la Quota A, fissa e dovuta da tutti gli iscritti, e la Quota B, proporzionale al reddito professionale.

ENPAM Quota A 2026 per fasce di età

La Quota A è un contributo fisso annuale che aumenta con l’età del professionista. Per il 2026 gli importi sono i seguenti:

  • Studenti universitari: 152,37 euro
  • Fino a 30 anni: 304,73 euro
  • Da 30 a 35 anni: 591,47 euro
  • Da 35 a 40 anni: 1.109,92 euro
  • Oltre 40 anni fino alla pensione: 2.049,83 euro

A questi importi si aggiunge il contributo di maternità, adozione e interruzione di gravidanza di 84,26 euro annui, dovuto da tutti gli iscritti indipendentemente dal sesso. Il versamento della Quota A avviene tramite bollettini emessi da ENPAM con scadenza ordinaria al 30 aprile.

ENPAM Quota B 2026

La Quota B è il contributo previdenziale calcolato sul reddito netto da libera professione. Per il 2026 l’aliquota standard è del 19,50% sul reddito professionale fino a 140.000 euro, mentre sulla parte eccedente i 140.000 euro si applica un’aliquota ridotta dell’1%.

Per esempio, immaginiamo che la dottoressa Bianchi, dentista libera professionista, abbia dichiarato un reddito netto di 160.000 euro. Il calcolo della Quota B sarà:

  • 140.000 x 19,50% = 27.300 euro
  • 20.000 (eccedenza) x 1% = 200 euro
  • Totale Quota B: 27.500 euro

È prevista un’aliquota ridotta del 9,75% per i medici dipendenti con attività intramoenia, i medici in formazione specialistica, i medici convenzionati SSN con attività libero-professionale e gli iscritti ad altre casse previdenziali obbligatorie. Il dentista deve presentare la dichiarazione del reddito ENPAM entro il 31 luglio dell’anno successivo.

Il CAF Centro Fiscale di Udine cura la presentazione della dichiarazione ENPAM e il calcolo dei contributi dovuti, evitando errori che possono comportare sanzioni e interessi di mora.

Domande frequenti sulla fatturazione dentista 2026

Un dentista può emettere fattura elettronica a un paziente privato?

No. Dal 2026, grazie al DLgs 81/2025, il divieto di emissione di fattura elettronica tramite SdI verso persone fisiche per prestazioni sanitarie è diventato permanente. Il dentista deve emettere fattura cartacea o PDF al paziente privato e trasmettere i dati separatamente al Sistema TS.

Qual è la scadenza per trasmettere i dati al Sistema TS nel 2026?

La scadenza ordinaria è il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di emissione delle fatture. Per le spese del 2025 la scadenza slitta al 2 febbraio 2026 (il 31 gennaio cade di sabato). È possibile inviare correzioni entro 7 giorni successivi senza sanzioni.

Quando va applicato il bollo da 2 euro in fattura?

Il bollo da 2 euro va applicato su ogni fattura di importo superiore a 77,47 euro in regime di esenzione IVA (come avviene per le prestazioni sanitarie ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72). Il bollo può essere addebitato al paziente come voce separata in fattura.

Il regime forfettario conviene a un dentista?

Dipende dal volume dei ricavi e dai costi sostenuti. Per dentisti con ricavi sotto 85.000 euro e costi limitati, il regime forfettario è quasi sempre conveniente grazie all’imposta sostitutiva al 15% (o 5% nei primi 5 anni). Per studi strutturati con elevati costi, il regime ordinario può risultare più vantaggioso. Una consulenza personalizzata al CAF Centro Fiscale risolve il dubbio.

Qual è l’aliquota ENPAM Quota B per i dentisti nel 2026?

L’aliquota standard della Quota B ENPAM 2026 è del 19,50% sul reddito netto professionale fino a 140.000 euro, e dell’1% sulla parte eccedente. È prevista un’aliquota ridotta del 9,75% per medici dipendenti con intramoenia, specializzandi e convenzionati SSN.

Conclusione: affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

La fatturazione dentista 2026 richiede attenzione a numerosi aspetti: dalla scelta del regime fiscale alla gestione del Sistema TS, dal corretto trattamento del divieto SdI per i pazienti privati alla puntuale applicazione del bollo, fino agli adempimenti ENPAM. Ogni errore può comportare sanzioni, ritardi e contestazioni che impattano sulla redditività dello studio.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza fiscale a medici e dentisti: ci occupiamo della gestione contabile, della trasmissione al Sistema TS, del calcolo dei contributi ENPAM, della dichiarazione dei redditi e di tutti gli adempimenti correlati. Il nostro team garantisce serenità e correttezza, lasciando al dentista il tempo di concentrarsi sull’attività clinica.

Hai bisogno di assistenza per la fatturazione del tuo studio dentistico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Prenota un appuntamento e scopri come ottimizzare la gestione fiscale del tuo studio.

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