Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Tag Archivio per: API fatturazione elettronica

Finanza & Servizi, Software Fatturazione Elettronica

Fatturazione Elettronica B2B 2026: Esigibilità IVA, Sanzioni e Termini di Emissione

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La fatturazione elettronica tra imprese (B2B) nel 2026 è governata da regole precise su termini di emissione, tipo di fattura, esigibilità IVA e sanzioni. Sbagliare — anche involontariamente — può costare da 250 euro in su per ogni fattura omessa o tardiva. Questa guida spiega come funziona la fattura B2B via SDI, quando usare la fattura differita, come gestire l’esigibilità IVA e come ravvedersi in caso di errore.

Indice dei contenuti

  1. B2B, B2C e PA: le differenze nella fattura elettronica
  2. Termini di emissione della fattura B2B: il principio dei 12 giorni
  3. Fattura immediata vs fattura differita (TD24)
  4. Esigibilità IVA nella fattura B2B: tre modalità
  5. Reverse charge nei rapporti B2B: quando si applica
  6. Sanzioni per omessa o tardiva fattura B2B
  7. Ravvedimento operoso: come regolarizzare la fattura omessa o tardiva
  8. Gestione pratica dei contratti B2B: acconti e fatturazione anticipata
  9. Software per la fatturazione B2B: cosa deve saper fare
  10. FAQ
  11. Conclusione: conosci le regole, evita le sanzioni

B2B, B2C e PA: le differenze nella fattura elettronica

La fattura elettronica ha caratteristiche diverse a seconda del destinatario:

TipoDestinatarioCodice destinatarioCaratteristiche principali
B2BImprese e professionisti con P.IVA7 caratteri alfanumerici (codice SDI) o PECObbligo SDI, termini 12gg/15 mese
B2CPrivati consumatori (senza P.IVA)0000000Copia analogica al cliente, no SDI
PAPubblica Amministrazione6 caratteri da IPAObbligo dal 2014, split payment

Questa guida si concentra sul segmento B2B: le transazioni tra soggetti con partita IVA (cessioni di beni o prestazioni di servizi tra imprese e/o professionisti).

Termini di emissione della fattura B2B: il principio dei 12 giorni

Il riferimento normativo è l’art. 21, comma 4, DPR 633/1972. La fattura deve essere emessa:

  • Entro 12 giorni dal momento di effettuazione dell’operazione (per la fattura immediata)
  • Entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione (per la fattura differita, in specifici casi)

Il “momento di effettuazione” varia in base alla natura dell’operazione:

  • Cessioni di beni mobili: al momento della consegna o spedizione
  • Cessioni di beni immobili: alla data dell’atto
  • Prestazioni di servizi: al momento del pagamento del corrispettivo. Se il pagamento è successivo alla prestazione, al momento del pagamento. Se parziale, per la parte pagata.

Esempio pratico: se presti un servizio di consulenza il 10 settembre 2026 e il cliente paga il 25 settembre, il momento di effettuazione è il 25 settembre. Hai tempo fino al 7 ottobre 2026 (12 giorni dopo) per emettere la fattura. Se invece il pagamento avviene entro il giorno della prestazione, la fattura deve essere emessa entro 12 giorni dal 10 settembre.

Fattura immediata vs fattura differita (TD24)

Fattura immediata

La forma più comune: la fattura documenta una singola operazione e viene emessa entro 12 giorni dall’effettuazione. Nel tracciato XML, il tipo documento è TD01.

Fattura differita (TD24)

La fattura differita (tipo documento TD24) permette di fatturare in modo cumulativo le cessioni di beni effettuate nello stesso mese verso lo stesso cliente, a condizione che ogni consegna sia documentata da un DDT (Documento di Trasporto) o documento equivalente. La fattura riepilogativa deve essere emessa entro il 15 del mese successivo.

Quando si usa TD24: tipicamente nei rapporti con forniture ricorrenti di beni (commercio all’ingrosso, forniture industriali). Non si applica alle prestazioni di servizi (che non hanno DDT).

Attenzione: per le prestazioni di servizi, la fattura differita è ammessa solo in casi specifici (es. servizi continuativi in base a contratto). In genere, per i servizi si usa la fattura immediata entro 12 giorni.

Esigibilità IVA nella fattura B2B: tre modalità

L’esigibilità IVA determina il momento in cui l’IVA diventa “esigibile” per il fisco, cioè quando il cedente/prestatore è obbligato a versarla all’Erario. È distinta dal termine di emissione della fattura.

1. Esigibilità immediata (regime ordinario)

L’IVA diventa esigibile al momento di effettuazione dell’operazione (coincide con il momento di emissione della fattura per le fatture immediate). Il cedente deve versare l’IVA nella liquidazione periodica del mese/trimestre in cui l’operazione è stata effettuata.

2. Esigibilità differita (art. 6, comma 5, DPR 633/1972)

Per alcune categorie specifiche di operazioni (principalmente cessioni di beni e prestazioni a soggetti pubblici o a grandi aziende che applicano il split payment), l’esigibilità può essere differita al momento del pagamento. In fattura si indica “esigibilità IVA differita” o il codice specifico.

3. IVA per cassa (regime opzionale — art. 32-bis, DL 83/2012)

L’IVA per cassa (o regime IVA di cassa) permette ai soggetti con volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro di versare l’IVA solo al momento dell’effettivo pagamento da parte del cliente (non all’emissione della fattura). È un’opzione particolarmente utile per chi ha tempi di pagamento lunghi. La detrazione dell’IVA sugli acquisti avviene invece al momento del pagamento al fornitore. Per attivare questo regime, è necessaria una comunicazione in dichiarazione IVA annuale.

Distinzione importante: esigibilità differita (per legge, in specifici casi) e IVA per cassa (per opzione) sono due istituti diversi. Il primo è automatico quando ricorrono le condizioni di legge; il secondo è un’opzione esercitata dal contribuente.

Reverse charge nei rapporti B2B: quando si applica

Il reverse charge (inversione contabile) sposta l’obbligo di versamento dell’IVA dal cedente al cessionario. È obbligatorio in specifici settori (art. 17 DPR 633/72):

  • Subappalti edili (N6.3)
  • Cessioni di fabbricati eseguita da costruttori (N6.4)
  • Cessioni di telefoni cellulari, PC, console (N6.5, N6.6)
  • Servizi di pulizia, demolizione, installazione impianti (N6.7)
  • Settore energetico (N6.8)
  • Altri casi specifici (N6.9)

Quando si applica il reverse charge, il fornitore emette fattura senza IVA indicando il codice natura N6.x e la dicitura “inversione contabile”. Il destinatario integra la fattura e versa l’IVA direttamente all’Erario nella propria liquidazione periodica. Per i codici natura N6 completi, consulta il nostro articolo: Codici natura IVA fattura elettronica 2026 (ID 34178).

Sanzioni per omessa o tardiva fattura B2B

L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 471/1997 stabilisce le sanzioni per chi non emette (o emette in ritardo) le fatture obbligatorie:

  • Sanzione minima: 250 euro per ogni violazione (fattura omessa o tardiva con IVA regolarmente versata)
  • Sanzione massima: 90% dell’IVA non documentata (quando l’omissione comporta anche un’evasione d’imposta)

Nota sulla riforma D.Lgs. 87/2024: il D.Lgs. 87/2024 (Riforma sanzioni tributarie) ha modificato alcune disposizioni in materia sanzionatoria. In particolare, per le violazioni meramente formali (senza effetti sull’imposta dovuta), il regime è stato parzialmente attenuato. Tuttavia, la sanzione minima di 250 euro per fattura omessa resta confermata anche nel 2026.

Ravvedimento operoso: come regolarizzare la fattura omessa o tardiva

Se ti accorgi di non aver emesso (o aver emesso in ritardo) una fattura B2B, puoi regolarizzarti con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), pagando una sanzione ridotta:

Quando regolarizziRiduzione sanzioneSanzione effettiva (su 250 euro)
Entro 30 giorni dalla violazione1/1025 euro
Entro 90 giorni1/9circa 27,78 euro
Entro 1 anno1/831,25 euro
Entro 2 anni1/7circa 35,71 euro
Oltre 2 anni1/6circa 41,67 euro

La sanzione ridotta si versa tramite Modello F24. I codici tributo variano in base alla tipologia di violazione (consulta il tuo commercialista o il CAF per i codici aggiornati 2026). È necessario emettere la fattura omessa contestualmente al versamento del ravvedimento.

Gestione pratica dei contratti B2B: acconti e fatturazione anticipata

Alcuni aspetti pratici frequenti nei rapporti B2B:

Acconto su contratto B2B

Quando si riceve un acconto prima dell’esecuzione della prestazione o della consegna del bene, nasce immediatamente l’obbligo di fatturazione per l’importo dell’acconto ricevuto (entro 12 giorni dalla ricezione). L’acconto fatturato anticipa l’IVA, che diventa esigibile nel periodo in cui l’acconto è stato incassato.

Autofattura

In alcuni casi specifici (es. acquisti da soggetti esteri senza partita IVA italiana, alcune operazioni in reverse charge), il cessionario/committente italiano deve emettere un’autofattura (tipo documento TD20 o altri, a seconda del caso) invece di aspettare la fattura del fornitore.

Software per la fatturazione B2B: cosa deve saper fare

Un buon software di fatturazione elettronica per il B2B deve gestire correttamente:

  • Tipi documento TD01 (immediata), TD24 (differita), TD04 (nota credito), TD05 (nota debito)
  • Codici destinatario a 7 caratteri (inserimento diretto o ricerca dal Registro SDI)
  • Codici natura N6.x per il reverse charge
  • Scelta del regime di esigibilità IVA (immediata/differita/cassa)
  • Gestione degli acconti e saldo
  • Monitoraggio delle scadenze di emissione (alert entro 12 giorni)

Per chi vuole un software che gestisca nativamente tutti questi scenari B2B standard senza configurazioni manuali complesse, fatturazioneitalia.it include tutti i casi standard già nel piano Start, con prezzo bloccato 3 anni.

FAQ

Devo fare fattura immediata anche se non ho ancora ricevuto il pagamento?

Per le cessioni di beni: sì, la fattura va emessa entro 12 giorni dalla consegna/spedizione, indipendentemente dal pagamento. Per le prestazioni di servizi: il momento di effettuazione coincide con il pagamento, quindi tecnicamente la fattura va emessa entro 12 giorni dall’incasso. Tuttavia, in molti rapporti B2B è prassi comune emettere la fattura prima del pagamento (su accordo tra le parti). Verifica la tua situazione con un consulente.

Posso emettere una fattura differita per le prestazioni di servizi?

La fattura differita TD24 è prevista principalmente per le cessioni di beni documentate da DDT. Per le prestazioni di servizi, la fattura differita è ammessa in casi molto specifici (contratti continuativi). In generale, per le prestazioni di servizi si usa la fattura immediata entro 12 giorni.

Il regime IVA per cassa vale anche per il forfettario?

No. Il forfettario non applica IVA (N2.2), quindi il regime IVA per cassa non è applicabile. Il tema della liquidazione IVA è rilevante solo per chi è in regime ordinario.

Cosa succede se il cliente non mi paga e ho già versato l’IVA?

In regime ordinario con esigibilità immediata, hai già versato l’IVA all’Erario al momento dell’emissione della fattura. Se il cliente non paga, puoi emettere una nota di variazione in diminuzione (TD04) dopo aver avviato una procedura concorsuale nei confronti del cliente (fallimento, concordato, ecc.) o, in alcuni casi, dopo tentativi di recupero del credito documentati. Il recupero dell’IVA già versata richiede una procedura specifica.

Conclusione: conosci le regole, evita le sanzioni

La fatturazione elettronica B2B nel 2026 è regolata da norme precise e sanzioni concrete. Rispettare i termini di emissione (12 giorni per la fattura immediata, 15 del mese successivo per la differita TD24), scegliere il regime di esigibilità IVA corretto e sapere quando applicare il reverse charge sono competenze essenziali per ogni titolare di partita IVA.

Per qualsiasi dubbio sulla tua situazione specifica, CAF Centro Fiscale offre consulenze fiscali personalizzate: prenota un appuntamento o chiama il 0432 1638640.

Articoli correlati: Fatturazione Elettronica 2026: Guida Completa (hub ID 34160) | Fatturazione forfettario 2026: codice N2.2 (ID 34175)

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-17 10:00:002026-09-27 08:43:21Fatturazione Elettronica B2B 2026: Esigibilità IVA, Sanzioni e Termini di Emissione
Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica

Conservazione Fattura Elettronica 10 Anni 2026: Obblighi, Software e Come Scegliere

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Dal 2024 tutti i titolari di partita IVA — compresi i forfettari — devono emettere fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Ma l’obbligo non finisce con l’emissione: la legge impone di conservare ogni fattura elettronica per almeno 10 anni. Sapere come adempiere a questo obbligo, e scegliere la soluzione giusta, ti evita sanzioni salate e problemi in caso di controllo fiscale.

In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: la norma di riferimento, le tre opzioni disponibili (servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate, conservazione tramite software di fatturazione, conservazione proprietaria), i costi e — soprattutto — cosa succede se cambi software a metà strada.

Indice dei contenuti

  1. Obbligo di conservazione 10 anni: cosa dice la legge
  2. Le tre opzioni per conservare le fatture elettroniche
  3. Confronto tra le soluzioni
  4. Requisiti tecnici per la conservazione sostitutiva valida
  5. Cosa succede se cambio software di fatturazione?
  6. Cosa controllare nel contratto del software prima di sottoscrivere
  7. Sanzioni per mancata conservazione
  8. Come regolarizzarsi se non hai mai conservato correttamente
  9. FAQ — Domande frequenti sulla conservazione delle fatture elettroniche
  10. Conclusione: scegli subito la tua soluzione

Obbligo di conservazione 10 anni: cosa dice la legge

L’obbligo di conservazione delle scritture contabili e dei documenti fiscali deriva da due fonti:

  • Art. 2220 del Codice Civile: le scritture contabili obbligatorie devono essere conservate per 10 anni dalla data dell’ultimo atto registrato.
  • Art. 8 del DM 17 giugno 2014 (Decreto Semplificazione Fiscale): specifica le regole tecniche per la conservazione sostitutiva dei documenti informatici a rilevanza tributaria, tra cui le fatture elettroniche.

La norma madre della fatturazione elettronica — il D.Lgs. 127/2015 — conferma che le fatture elettroniche trasmesse via SDI devono essere conservate secondo le modalità previste dal DM 2014. In pratica: non basta archiviare il file XML sul computer. La legge richiede un processo di conservazione sostitutiva che garantisca integrità, autenticità e leggibilità del documento nel tempo.

Cosa si intende per conservazione sostitutiva

La conservazione sostitutiva è un processo informatico che attribuisce valore legale permanente ai documenti digitali. Prevede:

  • Firma digitale del documento da parte del Responsabile della Conservazione
  • Marca temporale (timestamp) che certifica la data del processo
  • Pacchetto di archiviazione (SIP/AIP) conforme allo standard UNI SInCRO
  • Conservazione per almeno 10 anni su supporti che ne garantiscano la leggibilità

Attenzione: semplicemente scaricare i file XML dall’area riservata AdE e salvarli in una cartella sul PC non costituisce conservazione sostitutiva valida ai fini di legge.

Le tre opzioni per conservare le fatture elettroniche

Opzione 1 — Servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate (15 anni)

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio gratuito di conservazione sostitutiva per le fatture elettroniche transitate attraverso lo SDI. Il servizio prevede la conservazione per 15 anni (superiore all’obbligo legale di 10).

Come attivarlo: accedendo all’area riservata sul portale dell’Agenzia delle Entrate (Fatture e Corrispettivi), bisogna aderire esplicitamente all’accordo di servizio. L’adesione non è automatica: se non hai mai accettato i termini, le tue fatture non vengono conservate legalmente dall’AdE.

Vantaggi:

  • Gratuito, senza costi aggiuntivi
  • 15 anni di conservazione (supera il minimo legale)
  • Gestito direttamente dall’ente pubblico

Limiti e attenzioni:

  • Copre solo le fatture transitate via SDI: non include eventuali fatture in formato diverso o documenti analogici
  • L’adesione deve essere rinnovata periodicamente (verificare le condizioni sul portale)
  • Non è possibile accedere con facilità ai file in caso di controllo: bisogna scaricarli dall’area riservata
  • Se hai fatture ante-2019 (periodo in cui l’obbligo non era ancora universale) o fatture su carta, queste non sono incluse

Opzione 2 — Conservazione integrata nel software di fatturazione

La maggior parte dei software di fatturazione elettronica include — o propone come opzione — un modulo di conservazione sostitutiva. In questo caso è il software stesso (o il suo conservatore accreditato AgID) a gestire l’intero processo.

Vantaggi:

  • Automatico: le fatture vengono conservate senza intervento manuale
  • Accesso diretto ai file dall’interfaccia del software
  • Spesso include anche fatture passive (ricevute dai fornitori)
  • Facile ricerca e download in caso di controllo

Quando conviene: se emetti un volume significativo di fatture (anche passive), se hai anche fatture cartacee da conservare, o se vuoi tutto in un unico pannello senza accedere a portali separati.

Costi: varia da software a software. Alcuni includono la conservazione in tutti i piani (es. fatturazioneitalia.it la include senza costi extra, con prezzo bloccato 3 anni), altri la propongono come modulo aggiuntivo a pagamento separato.

Opzione 3 — Conservazione proprietaria (notaio/conservatore aggiuntivo)

Alcune aziende o professionisti con esigenze particolari (es. studi legali, notai, PA) si affidano a un conservatore accreditato AgID indipendente o a un notaio per la conservazione. Questa opzione è generalmente più costosa e adatta a realtà strutturate.

Confronto tra le soluzioni

CriterioServizio AdE gratuitoSoftware fatturazioneConservatore indip.
CostoGratuitoIncluso o modulo extraTariffario separato
Durata conservazione15 anniAlmeno 10 anniAlmeno 10 anni
Fatture passiveSolo se via SDISì (attive + passive)Sì
AttivazioneManuale (accordo AdE)AutomaticaContrattuale
PortabilitàDownload da portale AdEDipende dal softwareContrattuale
Ideale perForfettari, volume bassoProfessionisti e PMIStrutture complesse

Requisiti tecnici per la conservazione sostitutiva valida

Il processo di conservazione sostitutiva, per essere valido ai fini fiscali, deve rispettare le specifiche tecniche del DPCM 3 dicembre 2013 (Regole tecniche in materia di sistema di conservazione) e del Codice del Consumo Digitale (CAD). I requisiti minimi sono:

  1. Firma digitale o firma elettronica qualificata del Responsabile della Conservazione al termine del processo
  2. Marca temporale (timestamp qualificato) per certificare data e ora del pacchetto di archiviazione
  3. Processo di conservazione conforme allo standard UNI SInCRO 11386:2020
  4. Leggibilità garantita nel tempo (obbligo di aggiornamento del formato se il vecchio diventa obsoleto)
  5. Accessibilità in caso di richiesta da parte dell’Amministrazione Finanziaria

I software di fatturazione che offrono conservazione integrata si avvalgono di un conservatore accreditato AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), che gestisce questi passaggi tecnici per conto dell’utente. Questo è il caso più comune per professionisti e PMI.

Cosa succede se cambio software di fatturazione?

Questo è il punto critico che molti professionisti sottovalutano. Se hai conservato le fatture tramite il tuo software di fatturazione e decidi di cambiare fornitore, hai un problema: le fatture conservate restano “prigioniere” nel vecchio sistema.

In pratica, prima di migrare devi verificare:

  1. Export delle fatture conservate: il vecchio software ti consente di scaricare i pacchetti di conservazione (file .zip conformi SInCRO)? Alcuni software rendono questa operazione difficile o a pagamento.
  2. Import nel nuovo software: il nuovo sistema accetta i pacchetti del precedente? Non tutti i formati sono compatibili.
  3. Periodo di sovrapposizione: per le fatture degli anni ancora sotto obbligo, potrebbe essere necessario mantenere attivo l’abbonamento al vecchio software anche dopo la migrazione, esclusivamente per garantire l’accesso al pacchetto di conservazione.

Soluzione alternativa — Servizio AdE come rete di sicurezza: se attivi (o hai attivato) il servizio gratuito AdE in parallelo al software, hai sempre una copia “di riserva” delle fatture attive emesse via SDI, indipendentemente dal software usato.

Questa è una delle ragioni per cui molti professionisti scelgono software che garantiscano portabilità dei dati e stabilità del servizio nel tempo — evitando lock-in che rendono difficile il cambio. Un software con prezzo stabile negli anni (es. fatturazioneitalia.it, prezzo bloccato 3 anni) riduce la necessità di migrazioni forzate da aumenti di prezzo.

Cosa controllare nel contratto del software prima di sottoscrivere

  • La conservazione è inclusa nel piano o è un modulo extra a pagamento?
  • Chi è il conservatore accreditato AgID partner del software?
  • Cosa succede se non rinnovi l’abbonamento: le fatture rimangono accessibili?
  • Come puoi esportare i pacchetti di conservazione?
  • Il piano prevede un limite al numero di fatture conservate?
  • Il prezzo del servizio di conservazione può variare nel tempo?

Sanzioni per mancata conservazione

La mancata o irregolare conservazione delle scritture contabili e dei documenti fiscali può comportare:

  • Sanzione da 1.000 a 8.000 euro (art. 9 D.Lgs. 471/1997) per irregolare tenuta delle scritture contabili
  • Impossibilità di fornire prova in caso di accertamento: se non riesci a produrre le fatture richieste dall’Agenzia delle Entrate, la verifica si complica notevolmente
  • Presunzione di evasione su operazioni non documentate

La conservazione regolare è dunque una delle poche spese che si ripagano da sole in termini di protezione legale.

Come regolarizzarsi se non hai mai conservato correttamente

Se hai emesso fatture elettroniche dal 2019 (inizio obbligo per le partite IVA ordinarie) o dal 2024 (forfettari) senza aver attivato un sistema di conservazione sostitutiva:

  1. Verifica subito se hai aderito al servizio AdE: accedi all’area “Fatture e Corrispettivi” e controlla se l’accordo di servizio è attivo. Se sì, le fatture transitarie dallo SDI sono già conservate.
  2. Attiva immediatamente il servizio AdE o un software con conservazione inclusa per le fatture future.
  3. Per le fatture passate non conservate: consigliamo di rivolgerti a un commercialista o al tuo CAF per valutare la posizione e le possibili azioni correttive.

FAQ — Domande frequenti sulla conservazione delle fatture elettroniche

Devo conservare anche le fatture che ricevo (passive)?

Sì. L’obbligo riguarda sia le fatture emesse (attive) sia quelle ricevute (passive). Il servizio gratuito AdE conserva solo quelle transitate via SDI in cui sei il destinatario; un software di fatturazione ti permette di gestire entrambe le tipologie.

I forfettari sono obbligati alla conservazione sostitutiva?

Sì. Dal 2024, con l’obbligo di fatturazione elettronica universale esteso ai forfettari, l’obbligo di conservazione sostitutiva si applica anche a loro. Il servizio gratuito AdE è la soluzione più comoda per chi ha un volume basso di fatture.

Posso conservare le fatture su un hard disk esterno?

No, non è sufficiente. Salvare i file XML sul PC o su un hard disk non costituisce conservazione sostitutiva valida. Serve un processo certificato con firma digitale e marca temporale.

Se cambio commercialista, chi deve conservare le fatture?

L’obbligo di conservazione è sempre in capo al titolare della partita IVA (il contribuente). Il commercialista può gestire il processo per conto del cliente, ma la responsabilità legale rimane del contribuente.

Il servizio gratuito AdE copre anche i self-employed con Regime Forfettario?

Sì, se hanno aderito all’accordo di servizio. L’aver usato lo SDI per l’emissione non implica automaticamente che le fatture siano conservate: l’adesione all’accordo è un passaggio separato e volontario.

Conclusione: scegli subito la tua soluzione

L’obbligo di conservare le fatture elettroniche per 10 anni non è una formalità: è un requisito legale con sanzioni concrete. Le tue opzioni sono chiare:

  • Servizio gratuito AdE: ideale per forfettari con pochi documenti, ma richiede attivazione manuale e ha limitazioni sulla portabilità.
  • Software di fatturazione con conservazione inclusa: la scelta più comoda per chi vuole tutto automatizzato. Verifica che sia inclusa nel piano base e che il contratto preveda portabilità dei dati.
  • Conservatore indipendente: per strutture complesse con esigenze specifiche.

Per qualsiasi dubbio sulla tua situazione specifica — specialmente se non hai mai conservato correttamente le fatture degli anni passati — rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata: prenota un appuntamento.

Vuoi un software di fatturazione con conservazione inclusa e prezzo stabile nel tempo? fatturazioneitalia.it include la conservazione sostitutiva in tutti i piani, senza costi aggiuntivi, con prezzo bloccato 3 anni. Scopri di più.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-03 10:00:002026-08-17 11:02:49Conservazione Fattura Elettronica 10 Anni 2026: Obblighi, Software e Come Scegliere
Altri Software (TeamSystem, Danea, Verticali)

DocEasy Fattura Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Pro e Contro

fatturazione elettronica CAF Udine

Stai cercando un software di fatturazione elettronica robusto, pensato per aziende strutturate e studi professionali con esigenze multi-postazione? DocEasy e una delle soluzioni italiane piu longeve sul mercato, con un’offerta che spazia dal piano base per liberi professionisti fino al pacchetto Enterprise con utenze multiple e API per integrazioni gestionali. In questa recensione completa DocEasy 2026 analizziamo prezzi, funzioni, pro e contro, e lo confrontiamo con i principali competitor come Facile Fattura, Fatture in Cloud e Aruba.

Se gestisci una partita IVA in regime forfettario, una SRL con piu utenti, o uno studio professionale con commercialisti e collaboratori, troverai qui tutte le informazioni per capire se DocEasy e la scelta giusta per il tuo business o se conviene valutare alternative.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e DocEasy: il software di fatturazione elettronica italiano
  2. A chi si rivolge DocEasy: target e profilo utente
  3. Come funziona DocEasy: piattaforma cloud e app mobile
  4. Piani e prezzi DocEasy 2026
  5. Funzioni principali di DocEasy
  6. I pro di DocEasy
  7. I contro di DocEasy
  8. Confronto DocEasy vs Facile Fattura, Fatture in Cloud e Aruba
  9. Recensioni utenti DocEasy
  10. A chi e adatto DocEasy
  11. Come attivare DocEasy passo passo
  12. Alternative consigliate a DocEasy
  13. FAQ – Domande frequenti

★ Scelta in evidenza · Sponsor

Qonto: il conto business per Partita IVA

Tra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.

  • ✓ Apertura 100% online in 10 minuti
  • ✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile
  • ✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)
  • ✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software
Visita Qonto e prova gratis →

Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Cos’e DocEasy: il software di fatturazione elettronica italiano

DocEasy e una piattaforma italiana di fatturazione elettronica sviluppata per garantire la piena conformita normativa con i requisiti dell’Agenzia delle Entrate e del Sistema di Interscambio (SdI). Nasce come risposta all’obbligo di fatturazione elettronica esteso a tutte le partite IVA dal 1 gennaio 2024, e si e evoluta nel tempo aggiungendo funzioni di gestione clienti, conservazione sostitutiva e integrazioni con i principali gestionali aziendali.

A differenza di soluzioni piu “consumer” come Fatture in Cloud o Aruba, DocEasy ha un’impostazione piu professionale e orientata alle aziende strutturate: la sua forza e la multi-postazione nativa, la conservazione decennale inclusa e le API per integrarsi con software gestionali, ERP e CRM. Si rivolge soprattutto a chi cerca affidabilita e completezza, accettando in cambio un’interfaccia meno “instagrammabile” rispetto ai competitor piu moderni.

A chi si rivolge DocEasy: target e profilo utente

DocEasy non e un software pensato per il professionista occasionale che emette poche fatture all’anno. Il suo target tipico include:

  • Aziende strutturate con piu utenti operativi (amministrazione, commerciale, contabilita)
  • Studi professionali (commercialisti, consulenti del lavoro, studi legali) che gestiscono molte fatture per conto dei clienti
  • SRL e SPA con esigenze di integrazione gestionale tramite API
  • PMI manifatturiere e commerciali con flussi documentali complessi (DDT, fatture pro forma, riepiloghi IVA)
  • Liberi professionisti evoluti che vogliono uno strumento “che cresca con l’attivita”

Se sei un forfettario alle prime armi e ti basta emettere 2-3 fatture al mese, probabilmente DocEasy e sovradimensionato rispetto alle tue esigenze: in quel caso e meglio orientarsi su soluzioni piu semplici e con piano gratuito (vedi sezione alternative).

Come funziona DocEasy: piattaforma cloud e app mobile

DocEasy si basa su un’architettura 100% cloud: non serve installare software sul computer ne preoccuparsi di backup. L’accesso avviene da browser, con credenziali utente personalizzate, oppure tramite app mobile (iOS e Android) per emettere fatture e consultare lo storico anche fuori ufficio.

Il flusso operativo tipico e questo:

  1. Login con username e password (con possibilita di autenticazione a due fattori per i piani superiori)
  2. Selezione del cliente dall’anagrafica (importabile da CSV o Excel)
  3. Compilazione fattura con righe articolo, IVA, ritenute, eventuali bolli
  4. Anteprima e firma digitale automatica
  5. Invio al SdI con tracciamento dello stato (consegnata, accettata, scartata)
  6. Conservazione sostitutiva automatica per 10 anni

L’app mobile permette di emettere fatture rapide direttamente dal cellulare, scattare foto di scontrini per il primo nota e ricevere notifiche sullo stato delle fatture inviate. E’ una funzione utile soprattutto per chi e spesso in trasferta o lavora in cantiere.

Piani e prezzi DocEasy 2026

DocEasy ha una struttura di prezzi a quattro livelli, pensata per accompagnare la crescita dell’attivita. Tutti i piani includono 30 giorni di trial gratuito senza carta di credito.

Trial gratuito 30 giorni

Per testare la piattaforma DocEasy mette a disposizione un periodo di prova di 30 giorni con accesso a tutte le funzioni del piano Pro. Non e richiesta carta di credito e il rinnovo non e automatico: alla scadenza, se non si attiva un piano a pagamento, l’account viene sospeso ma i dati restano disponibili per il recupero.

Piano Base – circa 6 euro/mese

Il piano Base ha un costo indicativo di circa 6 euro al mese (fatturazione annuale) e include:

  • Numero di fatture limitato (in genere 50-100 fatture/anno)
  • Emissione e ricezione e-fatture
  • Conservazione sostitutiva inclusa
  • 1 utente operativo
  • Supporto via email

E’ adatto a forfettari con poche fatture, professionisti agli inizi o microattivita.

Piano Pro – circa 15 euro/mese

Il piano Pro e il piu venduto: costa circa 15 euro al mese e include:

  • Fatture illimitate in emissione e ricezione
  • Gestione completa di clienti, fornitori, articoli
  • Preventivi, proforma, DDT
  • Riepiloghi IVA per liquidazioni periodiche
  • Conservazione decennale inclusa
  • App mobile completa
  • 1-2 utenti
  • Supporto via email e chat

Piano Business – circa 30 euro/mese

Il piano Business, intorno ai 30 euro al mese, e pensato per aziende con piu collaboratori:

  • Tutto il piano Pro
  • Multi-utente (in genere fino a 5 utenti, con permessi differenziati)
  • Multi-postazione e multi-azienda
  • Gestione magazzino base
  • Esportazione dati per commercialista
  • Supporto telefonico

Piano Enterprise – prezzi su richiesta

Il piano Enterprise ha prezzi personalizzati e si rivolge ad aziende con esigenze specifiche: utenti illimitati, integrazione tramite API con gestionali ERP/CRM, customizzazioni dedicate, account manager dedicato, SLA garantito.

Nota: i prezzi indicati sono indicativi e possono variare. Verifica sempre le tariffe aggiornate sul sito ufficiale DocEasy prima di sottoscrivere un piano.

Funzioni principali di DocEasy

Vediamo nel dettaglio le funzionalita che caratterizzano il software.

Emissione e ricezione e-fatture

DocEasy permette di emettere fatture elettroniche in formato XML conforme alle specifiche dell’Agenzia delle Entrate, con invio automatico al SdI. Ogni fattura e tracciata con ricevute di consegna, accettazione o scarto. La ricezione avviene tramite codice destinatario o PEC, con archiviazione automatica delle fatture passive.

Conservazione sostitutiva 10 anni

La conservazione sostitutiva e inclusa in tutti i piani senza costi aggiuntivi. Le fatture vengono conservate per 10 anni a norma di legge (DPCM 3 dicembre 2013 e DM 17 giugno 2014), garantendo l’opponibilita fiscale e civile dei documenti. E’ un vantaggio importante perche su molti competitor la conservazione e un add-on a pagamento.

Gestione clienti e fornitori

L’anagrafica clienti e fornitori permette di salvare partite IVA, codici destinatari, condizioni di pagamento, sconti applicati. I dati possono essere importati da file CSV/Excel o sincronizzati con gestionali esterni via API.

Preventivi e proforma

Si possono creare preventivi, fatture pro forma, e convertirli in fattura definitiva con un click. Utile per chi lavora con commesse o vendite ricorrenti.

Riepiloghi IVA e liquidazioni

DocEasy genera riepiloghi IVA mensili e trimestrali con calcolo automatico del debito/credito IVA, utili per le liquidazioni periodiche. I dati sono esportabili in formato compatibile con il commercialista.

Multi-postazione e multi-utente

Una delle differenze chiave rispetto ai competitor: DocEasy gestisce nativamente piu utenti contemporaneamente sulla stessa azienda, con permessi granulari (chi puo emettere fatture, chi puo solo consultare, chi puo accedere all’anagrafica clienti).

API per integrazioni

Le API REST di DocEasy permettono di integrare il software con gestionali ERP, e-commerce, CRM o software custom. E’ una funzione fondamentale per aziende che vogliono automatizzare il flusso documentale e che giustifica il piano Enterprise.

I pro di DocEasy

  • Affidabilita comprovata: software italiano con anni di operativita, infrastruttura solida, uptime elevato
  • Conservazione sostitutiva 10 anni inclusa in tutti i piani, senza costi aggiuntivi
  • Supporto multi-utente nativo: ideale per aziende e studi professionali
  • API per integrazioni con gestionali ERP, CRM, e-commerce
  • App mobile per emettere fatture in mobilita
  • Gestione completa di tutto il ciclo passivo e attivo (fatture, DDT, preventivi, proforma)
  • Conformita normativa garantita con aggiornamenti automatici alle modifiche di legge

I contro di DocEasy

  • Interfaccia meno moderna: il design e funzionale ma poco “instagrammabile” rispetto a Fatture in Cloud o Aruba
  • Curva di apprendimento piu ripida: per chi e alle prime armi puo risultare denso di opzioni e meno intuitivo
  • Nessun piano gratuito permanente: oltre il trial di 30 giorni e necessario passare a un piano a pagamento
  • Prezzo non competitivo per i piccoli forfettari: per chi emette poche fatture esistono soluzioni piu economiche
  • Documentazione tecnica talvolta poco aggiornata, soprattutto sulle API

Confronto DocEasy vs Facile Fattura, Fatture in Cloud e Aruba

Per scegliere il software giusto e utile confrontare DocEasy con i principali competitor.

DocEasy vs Facile Fattura

Facile Fattura ha un piano gratuito permanente (con limite fatture) ed e piu indicato per forfettari e microattivita. DocEasy non ha piano free e parte da circa 6 euro/mese, ma offre multi-utente nativo e API che Facile Fattura non ha. Verdetto: Facile Fattura vince per i piccoli, DocEasy per le aziende strutturate.

DocEasy vs Fatture in Cloud

Fatture in Cloud (gruppo TeamSystem) ha un’interfaccia piu moderna e intuitiva, integrazione nativa con strumenti del gruppo (gestione magazzino, contabilita) e una community piu ampia. DocEasy compete su conservazione inclusa e flessibilita multi-azienda. Fatture in Cloud e spesso preferito per chi parte da zero, DocEasy per chi ha gia struttura aziendale.

DocEasy vs Aruba Fatturazione Elettronica

Aruba ha il vantaggio del brand e di prezzi molto competitivi (a partire da 1 euro/mese in promozione), ma il software e piu basico e meno orientato alle aziende multi-utente. DocEasy costa di piu ma offre funzioni avanzate che Aruba non ha (gestione magazzino, multi-postazione, API enterprise).

SoftwarePrezzo basePiano gratuitoMulti-utenteConservazioneAPI
DocEasy~6 euro/meseNo (trial 30gg)Si (nativo)Inclusa 10 anniSi (Enterprise)
Facile Fattura5 euro/meseSi (Free)LimitatoInclusaNo
Fatture in Cloud4-8 euro/meseNo (trial)Si (a pagamento)A pagamentoSi
Aruba1-5 euro/meseNoNoInclusaLimitata

Recensioni utenti DocEasy

Le recensioni di DocEasy raccolte sui principali portali di review (Trustpilot, Capterra, G2) raccontano un quadro coerente:

  • Punti di forza riconosciuti: stabilita, conservazione inclusa, supporto tecnico competente, multi-utente
  • Critiche ricorrenti: interfaccia datata, poca formazione iniziale, app mobile a tratti meno fluida del gestionale web
  • Voto medio: si attesta intorno a 4,0/5, con valutazioni piu alte da parte di aziende strutturate e piu basse da parte di freelance singoli

Le aziende piu soddisfatte sono quelle che hanno valorizzato la multi-postazione e l’integrazione via API con gestionali interni. I clienti meno soddisfatti sono spesso piccoli professionisti che avrebbero potuto scegliere soluzioni piu leggere.

A chi e adatto DocEasy

DocEasy e la scelta giusta se:

  • Hai una SRL o un’azienda con piu collaboratori che devono accedere alle stesse fatture
  • Gestisci uno studio professionale e fatturi per piu clienti/aziende
  • Ti serve la conservazione decennale inclusa senza pagare extra
  • Vuoi integrare la fatturazione con un gestionale ERP, CRM o e-commerce via API
  • Cerchi un software italiano solido e affidabile piu che esteticamente curato

Non e la scelta giusta se:

  • Sei un forfettario con poche fatture e vuoi spendere il minimo
  • Cerchi un’interfaccia moderna e immediata
  • Vuoi un piano completamente gratuito in modo permanente

Come attivare DocEasy passo passo

  1. Vai sul sito ufficiale DocEasy e clicca su “Prova gratis”
  2. Registra un account con email aziendale e dati della partita IVA
  3. Configura l’azienda: ragione sociale, indirizzo, regime fiscale, codice destinatario o PEC
  4. Importa l’anagrafica clienti (opzionale) tramite file CSV/Excel
  5. Emetti la prima fattura di prova per testare il flusso al SdI
  6. Attiva la conservazione sostitutiva dal pannello (e gratuita e in pochi click)
  7. Alla fine del trial di 30 giorni, scegli il piano piu adatto e inserisci i dati di pagamento

Tutta la procedura richiede in genere 15-30 minuti. Il supporto DocEasy mette a disposizione tutorial video e guide in PDF.

Alternative consigliate a DocEasy

Se DocEasy non ti convince o non rispecchia le tue esigenze, ecco alcune alternative valide:

  • Facile Fattura: ideale per forfettari, ha piano gratuito permanente
  • Fatture in Cloud: interfaccia moderna, ecosistema TeamSystem, ottimo per startup
  • Aruba Fatturazione Elettronica: economica, brand affidabile, perfetta per chi cerca il prezzo piu basso
  • Fattura24: equilibrata, buon rapporto qualita/prezzo
  • Libero SiFattura: economica, semplice, indicata per piccoli professionisti

Vuoi un consiglio personalizzato per la tua attivita? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scegliere il software di fatturazione elettronica piu adatto al tuo regime fiscale, alle tue esigenze operative e al tuo budget. Offriamo anche servizi di assistenza alla compilazione e gestione contabile per partite IVA, professionisti e aziende.

Contattaci per una consulenza gratuita o vieni a trovarci nei nostri uffici di Udine.

FAQ – Domande frequenti su DocEasy

DocEasy e adatto ai forfettari?

Si, ma e sovradimensionato per chi emette poche fatture all’anno. Per i forfettari con bassi volumi conviene valutare alternative con piano gratuito come Facile Fattura o Aruba.

La conservazione sostitutiva 10 anni e davvero inclusa?

Si, su tutti i piani DocEasy la conservazione sostitutiva decennale e inclusa nel prezzo, senza add-on. E’ uno dei vantaggi competitivi piu apprezzati.

DocEasy ha un piano gratuito permanente?

No. C’e solo un trial gratuito di 30 giorni, poi e obbligatorio passare a un piano a pagamento.

Posso usare DocEasy con piu utenti?

Si, dal piano Business in su (intorno ai 30 euro/mese) e’ disponibile la gestione multi-utente nativa con permessi differenziati. Anche il piano Pro consente fino a 2 utenti.

DocEasy si integra con il mio gestionale?

Si, tramite le API REST disponibili nel piano Enterprise. E’ possibile integrarlo con ERP, CRM, e-commerce e software custom. Per integrazioni semplici alcune funzionalita sono disponibili anche dai piani Pro/Business.

Come funziona il trial di 30 giorni?

Il trial e completamente gratuito e non richiede carta di credito. Allo scadere, se non si attiva un piano, l’account viene sospeso ma i dati restano disponibili per 30 giorni aggiuntivi prima dell’eventuale cancellazione.

Posso passare da Aruba o Fatture in Cloud a DocEasy?

Si, e possibile importare l’anagrafica clienti e lo storico fatture tramite file CSV/Excel. Il supporto DocEasy assiste nella migrazione, soprattutto per i piani Business ed Enterprise.

Il CAF Centro Fiscale puo aiutarmi nella scelta?

Certo. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza nella scelta del software di fatturazione piu adatto e supporto operativo nella gestione contabile. Contattaci per una valutazione gratuita.

★ Scelta in evidenza · Sponsor

Apri un conto business con Qonto

Una soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.

🇮🇹

IBAN italiano

⚡

Apertura in 10 min

📄

Fattura elettronica

💳

Carta Mastercard

🚀 Visita Qonto e apri il conto →

Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Agosto 12, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-12 08:00:002026-05-24 09:36:31DocEasy Fattura Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Pro e Contro
Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, Software Fatturazione Elettronica

Verifica XML fattura elettronica 2026: strumenti gratuiti e controlli AdE

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Prima di trasmettere una fattura elettronica al Sistema di Interscambio (SDI), verificare il file XML è una buona pratica che evita scarti, sanzioni e perdita di tempo. Un XML malformato o con dati incoerenti viene rifiutato dallo SDI entro 5 giorni lavorativi, costringendo a riemettere il documento — e se si superano i 12 giorni dall’effettuazione, scattano le sanzioni per tardiva emissione.

In questa guida trovi tutti gli strumenti gratuiti per verificare l’XML prima dell’invio, gli errori più comuni che causano lo scarto, come leggere il tracciato FatturaPA e cosa fare se il documento viene rifiutato dallo SDI.

Indice dei contenuti

  1. Indice
  2. Perché verificare l’XML prima dell’invio
  3. Errori più comuni che causano scarto SDI
  4. Strumenti gratuiti per la verifica XML
  5. Formato XML FatturaPA v1.2.2: struttura e campi
  6. Come leggere l’XML per identificare errori
  7. Controllo firma digitale e marca temporale
  8. Codici scarto SDI: bloccanti vs non bloccanti
  9. Notifiche SDI: consegna, scarto, accettazione
  10. Cosa fare in caso di rifiuto SDI
  11. Esempio pratico: verifica XML in 5 minuti
  12. Come ti aiuta il CAF Centro Fiscale

Indice

  • Perché verificare l’XML prima dell’invio
  • Errori più comuni che causano scarto SDI
  • Strumenti gratuiti per la verifica XML
  • Formato XML FatturaPA v1.2.2: struttura e campi
  • Come leggere l’XML per identificare errori
  • Controllo firma digitale e marca temporale
  • Codici scarto SDI: bloccanti vs non bloccanti
  • Notifiche SDI: consegna, scarto, accettazione
  • Cosa fare in caso di rifiuto SDI
  • Esempio pratico: verifica XML in 5 minuti
  • Come ti aiuta il CAF Centro Fiscale

Perché verificare l’XML prima dell’invio

Il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate esegue automaticamente una serie di controlli formali e sostanziali su ogni XML ricevuto. Se uno o più controlli falliscono, il documento viene scartato con una notifica di tipo “NS” (Notifica di Scarto) contenente il codice errore e la descrizione del problema.

Le conseguenze di uno scarto non gestito correttamente sono:

  • La fattura si considera come non emessa: l’obbligo fiscale non è assolto.
  • Hai 5 giorni lavorativi dalla ricezione della notifica di scarto per riemettere il documento corretto con la data originaria, senza sanzioni.
  • Oltre i 5 giorni (ma entro 12 giorni dall’effettuazione), è ancora possibile riemettere ma si configura una tardiva emissione soggetta a sanzione (da 250 a 2.000 euro per fattura, riducibile con ravvedimento operoso).
  • Superati i 12 giorni, la tardiva emissione comporta sanzioni più elevate (da 90% a 180% dell’IVA per omessa fatturazione).

Verificare preventivamente l’XML elimina quasi completamente il rischio di scarto, soprattutto per chi usa software di fatturazione non aggiornati o compila manualmente il file.

Errori più comuni che causano scarto SDI

Sulla base delle notifiche di scarto più frequenti, questi sono gli errori che causano il maggior numero di rifiuti:

1. Codice destinatario mancante o errato

Il campo CodiceDestinatario deve contenere il codice SDI a 7 caratteri del destinatario (per soggetti IVA italiani) oppure “0000000” se il destinatario ha comunicato la propria PEC. Un campo vuoto o un codice di 6/8 caratteri causa lo scarto immediato con errore 00303.

2. Natura IVA sbagliata o incoerente

Quando l’aliquota IVA nel campo AliquotaIVA è 0,00, è obbligatorio valorizzare il campo Natura con il codice appropriato (N1, N2.1, N2.2, N3.1-N3.6, N4, N5, N6.1-N6.9, N7). Se il campo Natura è assente con aliquota 0 → scarto. Se il campo Natura è valorizzato con aliquota > 0 → scarto.

3. Importi non coerenti tra le sezioni

Il SDI verifica la coerenza matematica: la somma degli imponibili delle righe dettaglio deve corrispondere all’imponibile nel riepilogo IVA. Il totale documento (ImportoTotaleDocumento) deve essere uguale alla somma di imponibile + IVA. Qualsiasi disallineamento, anche di 1 centesimo, causa lo scarto con errore 00415 o 00416.

4. Dati anagrafici errati o partita IVA inesistente

Il SDI verifica che la partita IVA del cedente/prestatore sia valida e registrata nell’Anagrafe Tributaria. Una P.IVA cessata, sospesa o con formato errato (non 11 cifre numeriche per soggetti IT) causa lo scarto con errore 00001 o 00002.

5. Firma digitale invalida o certificato scaduto

Se la firma digitale è presente nel file p7m ma invalida o con certificato scaduto, il SDI scarta il documento. Dal 2019 la firma non è più obbligatoria per la trasmissione al SDI (ma resta obbligatoria per la conservazione a norma). Se la firma è assente, il SDI accetta comunque il file XML.

Strumenti gratuiti per la verifica XML

Esistono diversi strumenti per verificare la correttezza dell’XML prima della trasmissione al SDI. Ecco i più affidabili, tutti accessibili senza costo:

A) Portale AdE “Fatture e Corrispettivi” (strumento ufficiale)

Il Portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un validatore ufficiale gratuito, accessibile con SPID, CIE o CNS. Permette di caricare il file XML o p7m e verificare la conformità al tracciato FatturaPA v1.2.2, la coerenza degli importi, la presenza dei campi obbligatori e la validità della firma digitale (se presente). Il validatore AdE simula esattamente i controlli che eseguirebbe il SDI: un file che supera il validatore difficilmente verrà scartato.

B) Software di fatturazione con validatore integrato

I principali software di fatturazione elettronica italiani integrano un validatore automatico che esegue i controlli prima di inviare al SDI. Tra questi: Aruba Fatturazione Elettronica, Fatture in Cloud (TeamSystem), FatturazionItalia (BeSmart), Zucchetti e Danea Easyfatt. Per un confronto: Fatturazione elettronica 2026: guida completa.

C) Applet gratuita AdE per verifica firma offline

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche una applicazione desktop gratuita scaricabile dal sito AdE per la verifica della firma digitale in modalità offline. Utile per chi deve verificare file p7m senza connessione a internet o senza SPID/CIE.

Formato XML FatturaPA v1.2.2: struttura e campi

Il tracciato ufficiale FatturaPA versione 1.2.2 (in vigore dal 1° ottobre 2020) è la struttura XML che deve rispettare ogni fattura elettronica trasmessa allo SDI in Italia. Le sezioni principali sono:

Sezione XMLContenutoObbligatoria
FatturaElettronicaHeaderDati trasmissione (CodiceDestinatario, FormatoTrasmissione), cedente/prestatore, cessionario/committenteSì
DatiGeneraliDocumentoTipoDocumento (TD01/TD04…), divisa, data, numero, importo totaleSì
DatiBeniServizi / DettaglioLineeDescrizione, quantità, prezzo unitario, aliquota IVA, naturaSì (min. 1 riga)
DatiRiepilogoAliquota IVA, imponibile, imposta, esigibilità IVA, natura se 0%Sì
DatiPagamentoModalità pagamento, importo, data scadenza, IBANCondizionale
AllegatiFile allegati in base64 (max 5MB)No

La versione 1.2.2 ha introdotto rispetto alla precedente 1.2.1: nuovi codici Natura (N2.2 per forfettari, N3.1-N3.6 per non imponibili, N6.1-N6.9 per reverse charge), nuovi TipoDocumento (TD16-TD28 per autofatture e integrazioni), e il campo SoggettoEmittente per le fatture emesse da terzi.

Come leggere l’XML per identificare errori

Aprire un file XML con un editor di testo (anche il Blocco Note di Windows) permette di esaminare direttamente il contenuto della fattura. Ecco come orientarsi:

Verifica rapida del mittente e destinatario

Nella sezione CedentePrestatore controlla: IdFiscaleIVA/IdCodice (la tua P.IVA, 11 cifre), Denominazione o Nome + Cognome e Sede/Indirizzo. Nella sezione CessionarioCommittente: IdFiscaleIVA/IdCodice del cliente e CodiceDestinatario a 7 caratteri.

Verifica importi e coerenza

Nella sezione DatiGeneraliDocumento il campo ImportoTotaleDocumento deve essere la somma di tutti i ImponibileImporto + Imposta nel riepilogo IVA. Verifica anche che TipoDocumento sia corretto (TD01 per fattura, TD04 per nota di credito, TD07 per fattura semplificata).

Verifica natura IVA

In ogni DatiRiepilogo con AliquotaIVA = 0,00, il campo Natura deve essere presente con un codice valido. Per forfettari: N2.2. Per esportazioni: N3.1. Per cessioni intraUE: N3.2. Per la guida completa: Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella N1-N7.

Controllo firma digitale e marca temporale

La firma digitale nel formato p7m (CAdES-BES) non è obbligatoria per la trasmissione al SDI dal 2019, ma è obbligatoria per la conservazione a norma dei documenti fiscali (D.M. 17/06/2014). Per verificare una firma digitale su un file p7m: strumento AdE gratuito (scaricabile dal portale Fatture e Corrispettivi), Dike (InfoCert) o ArubaSign.

Cosa controllare nella firma: certificato non scaduto alla data di apposizione, algoritmo SHA-256 (SHA-1 è deprecato dal 2016), marca temporale integra se presente.

Codici scarto SDI: bloccanti vs non bloccanti

Il SDI distingue tra errori che causano lo scarto definitivo e anomalie non bloccanti. I codici scarto più frequenti:

Codice SDIDescrizione erroreBloccante
00001P.IVA mittente non trovata nell’Anagrafe TributariaSì
00002Codice fiscale mittente erratoSì
00100Certificato di firma scadutoSì
00200Formato file non valido (non XML/p7m)Sì
00303CodiceDestinatario assente o erratoSì
00411Tipo documento non validoSì
00415Importo totale documento non coerenteSì
00416Imponibile/imposta non coerente con righeSì
00423Natura IVA assente con aliquota 0%Sì
00424Natura IVA presente con aliquota > 0%Sì

Per la procedura completa di correzione dopo uno scarto: Errori Fattura Elettronica 2026: Come Correggere e Ravvedimento Operoso.

Notifiche SDI: consegna, scarto, accettazione

Dopo la trasmissione al SDI, il mittente riceve una delle seguenti notifiche: Ricevuta di consegna (RC) — documento consegnato, obbligo assolto; Notifica di mancata consegna (MC) — canale recapito non disponibile, SDI ritenta per 10 giorni; Notifica di scarto (NS) — errori formali, documento non consegnato, 5 giorni per riemettere; Notifica di esito committente (EC) — accettazione/rifiuto del destinatario (entro 15 giorni, facoltativo); Notifica di decorrenza termini (DT) — 15 giorni scaduti senza risposta, fattura si intende accettata.

Cosa fare in caso di rifiuto SDI

Se ricevi una notifica di scarto (NS), segui questa procedura: 1) leggi il codice errore nella notifica; 2) individua il problema nell’XML; 3) correggi il file nel software di fatturazione; 4) riemetti con la data originaria entro 5 giorni dalla notifica NS; 5) verifica con il validatore AdE prima di trasmettere nuovamente. Se la nota di credito scartata era un TD04: consulta la guida TD04 nota di credito fattura elettronica 2026.

Esempio pratico: verifica XML in 5 minuti

Come verificare rapidamente una fattura XML prima dell’invio usando il validatore AdE: 1) accedi a Fatture e Corrispettivi con SPID o CIE; 2) vai in Strumenti → Verifica file; 3) carica il file XML o p7m; 4) il sistema mostra i risultati: OK o lista errori con codice e descrizione; 5) se ci sono errori, correggi nel software e ripeti.

Output positivo: “Verifica completata. Nessun errore riscontrato. Il file è conforme al tracciato FatturaPA versione 1.2.2.”

Output con errore tipico: “Errore 00423: Campo Natura assente. Per AliquotaIVA = 0,00 il campo Natura è obbligatorio. Riga: 1, sezione: DatiRiepilogo.”

Per la guida sul regime forfettario e il codice N2.2: Fatturazione elettronica forfettario 2026: codice N2.2.

Come ti aiuta il CAF Centro Fiscale

La verifica dell’XML e la gestione degli scarti SDI richiedono competenza tecnica e conoscenza delle norme. Il CAF Centro Fiscale di Udine affianca professionisti e imprese nella corretta configurazione dei software di fatturazione, nella risoluzione degli errori SDI e nella conformità normativa.

Hai ricevuto una notifica di scarto o hai dubbi sulla tua fatturazione elettronica? Contattaci per una consulenza.

CAF Centro Fiscale Udine
Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine
Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121
Email: info@centrofiscale.com

Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:15:002026-07-05 08:36:56Verifica XML fattura elettronica 2026: strumenti gratuiti e controlli AdE
Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, Software Fatturazione Elettronica

TD04 nota di credito fattura elettronica 2026: come emetterla, causali e SDI

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La nota di credito elettronica con codice TD04 e’ uno dei documenti piu’ richiesti dalle partite IVA che operano con la fatturazione elettronica SDI. Si usa quando occorre variare in diminuzione una fattura gia’ emessa: per uno sconto accordato dopo la fatturazione, per un reso merce, per stornare una prestazione annullata o per correggere un errore sull’importo.

Nonostante la frequenza d’uso, molti professionisti e commercianti continuano a farsi domande: quando si puo’ ancora emettere il TD04? Quale riferimento normativo bisogna applicare? Come funziona la trasmissione allo SDI? Questa guida risponde a tutto in modo operativo, con esempi pratici e i riferimenti di legge aggiornati al 2026.

Indice dei contenuti

  1. Indice
  2. Cos’e’ la nota di credito elettronica TD04
  3. Differenza tra TD04, TD01 e TD05
  4. Causali di emissione TD04: quando si usa
  5. Tempistiche: entro quanto emettere il TD04
  6. Contenuto obbligatorio del TD04
  7. TD04 per i forfettari con codice N2.2
  8. Trasmissione al SDI e tempi di consegna
  9. TD04 rifiutato dallo SDI: cosa fare
  10. Contabilizzazione del TD04
  11. Esempi pratici di emissione TD04
  12. Come ti aiuta il CAF Centro Fiscale

Indice

  • Cos’e’ la nota di credito elettronica TD04
  • Differenza tra TD04, TD01 e TD05
  • Causali di emissione TD04: quando si usa
  • Tempistiche: entro quanto emettere il TD04
  • Contenuto obbligatorio del TD04
  • TD04 per i forfettari con codice N2.2
  • Trasmissione al SDI e tempi di consegna
  • TD04 rifiutato dallo SDI: cosa fare
  • Contabilizzazione del TD04
  • Esempi pratici di emissione TD04
  • Come ti aiuta il CAF Centro Fiscale

Cos’e’ la nota di credito elettronica TD04

Il TD04 e’ il codice tipo documento utilizzato nella fatturazione elettronica per emettere una nota di credito, cioe’ un documento che rettifica in diminuzione una fattura precedentemente emessa. La sigla TD sta per “Tipo Documento” ed e’ definita dal tracciato XML FatturaPA versione 1.2.2 gestito dall’Agenzia delle Entrate.

Dal punto di vista civilistico e fiscale, il TD04 corrisponde alla variazione in diminuzione prevista dall’articolo 26 del DPR 633/1972 (Decreto IVA). In sostanza, quando dopo l’emissione di una fattura si verificano eventi che riducono l’imponibile o l’IVA originariamente applicata, il cedente/prestatore deve documentare questa variazione proprio con la nota di credito elettronica.

Il documento viene trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate, esattamente come una normale fattura elettronica, e viene consegnato al destinatario (cessionario/committente) in formato XML.

Differenza tra TD04, TD01 e TD05

I tre codici piu’ usati nella fatturazione elettronica sono TD01, TD04 e TD05. Ecco le differenze essenziali:

CodiceTipo documentoEffetto sull’IVAQuando si usa
TD01Fattura ordinariaAddebita IVA al clienteCessione beni o prestazione servizi
TD04Nota di creditoRiduce l’IVA precedentemente addebitataVariazione in diminuzione post-fattura
TD05Nota di debitoAumenta l’IVA precedentemente addebitataVariazione in aumento post-fattura

La differenza pratica e’ immediata: il TD04 “storna” in tutto o in parte la fattura originaria (TD01), riducendo l’imponibile e l’IVA. Il TD05, invece, serve per incrementare quanto gia’ fatturato (ad esempio se si e’ dimenticato di applicare un supplemento). Il TD04 e’ di gran lunga il piu’ frequente tra i due.

Per approfondire la guida completa sulla fatturazione elettronica, consulta il nostro articolo hub: Fatturazione elettronica 2026: guida completa all’obbligo, software e adempimenti.

Causali di emissione TD04: quando si usa

L’articolo 26 del DPR 633/1972 elenca i casi in cui e’ possibile (o obbligatorio) emettere una variazione in diminuzione. Ecco le causali piu’ comuni nella pratica quotidiana:

1. Reso totale o parziale della merce

Il cliente restituisce in tutto o in parte i beni acquistati. E’ la causale piu’ frequente nel commercio. Il TD04 annulla o riduce l’importo della fattura originaria in misura pari al valore della merce resa.

2. Sconto o abbuono accordato dopo la fatturazione

Se dopo l’emissione della fattura si concede al cliente uno sconto commerciale (ad esempio per pagamento anticipato o per volumi), il fornitore emette una nota di credito TD04 per l’importo dello sconto.

3. Storno di prestazione non erogata o annullata

Se una prestazione professionale o un servizio viene annullato dopo che la fattura e’ gia’ stata emessa e trasmessa allo SDI, occorre emettere un TD04 per stornare integralmente il documento.

4. Correzione di errori nella fattura originaria

Se la fattura originaria conteneva un errore nell’importo (es. prezzo sbagliato, quantita’ errata), la procedura corretta prevede di emettere una nota di credito TD04 per stornare la fattura errata e poi emettere una nuova fattura TD01 corretta.

5. Mancato pagamento in procedure concorsuali

In caso di fallimento o procedure concorsuali del debitore (concordato preventivo, liquidazione giudiziale, accordi di ristrutturazione omologati), il creditore puo’ emettere un TD04 per recuperare l’IVA versata su crediti che non incassera’ piu’. Questa e’ la fattispecie modificata dal D.L. 73/2021 (Decreto Sostegni bis), che ha semplificato le regole (vedi sezione tempistiche).

Tempistiche: entro quanto emettere il TD04

Le tempistiche per l’emissione della nota di credito TD04 dipendono dalla causale:

Entro 12 mesi dalla fattura originaria (regola generale)

Per le variazioni in diminuzione “facoltative” (reso, sconto, accordo contrattuale, risoluzione del contratto), l’art. 26 c. 3 DPR 633/72 prevede che la nota di credito debba essere emessa entro un anno dall’effettuazione dell’operazione originaria. Superato questo termine, la rettifica e’ ancora possibile dal punto di vista contabile ma non genera il recupero dell’IVA (il fornitore ha gia’ versato l’IVA e non puo’ recuperarla).

Senza limite di tempo: procedure concorsuali (novita’ D.L. 73/2021)

Il D.L. 73/2021 (convertito con L. 106/2021) ha modificato in modo significativo l’art. 26 DPR 633/72 per i crediti inesigibili in procedure concorsuali. Dal 26 maggio 2021, il creditore puo’ emettere la nota di credito TD04 per recuperare l’IVA gia’ dall’apertura della procedura concorsuale (fallimento, concordato preventivo, liquidazione giudiziale), senza dover attendere la chiusura o l’infruttuosita’ della procedura. Non vi e’ piu’ limite temporale in questi casi.

Trasmissione SDI: entro 12 giorni dall’effettuazione

Una volta emessa la nota di credito, la trasmissione allo SDI deve avvenire entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione (art. 21 c. 4 DPR 633/72), esattamente come per le fatture ordinarie immediate. L’emissione si considera effettuata nel momento in cui viene concordata la variazione (reso accettato, accordo firmato, ecc.).

Contenuto obbligatorio del TD04

Il tracciato XML FatturaPA 1.2.2 prevede per il TD04 gli stessi campi della fattura ordinaria, con alcune particolarita’:

  • TipoDocumento: deve essere valorizzato con TD04
  • Riferimento alla fattura originaria: nel tag DatiGeneraliDocumento/DatiFattureCollegate occorre indicare numero e data della fattura TD01 di riferimento. Non e’ obbligatorio dal tracciato ma e’ fortemente consigliato per tracciabilita’ e per il confronto in caso di controllo.
  • Importi negativi: l’imponibile e l’IVA vengono indicati con segno negativo (es. imponibile -1.000,00, IVA -220,00). Questo e’ il segnale al SDI che si tratta di una variazione in diminuzione.
  • Natura operazione: se la fattura originaria aveva una natura IVA specifica (es. N2.2 per forfettari), la nota di credito deve riportare la stessa natura.
  • Codice destinatario: il codice SDI del destinatario deve essere identico a quello della fattura originaria.
  • Numerazione: la nota di credito deve avere una propria numerazione progressiva. Molti software usano la serie NC/anno (es. NC0001/2026).

Per i dettagli sui codici natura IVA da applicare, consulta: Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella Completa N1-N7.

TD04 per i forfettari con codice N2.2

I contribuenti in regime forfettario emettono fatture con codice natura N2.2 (operazioni non soggette IVA per regime agevolato) e con la dicitura obbligatoria: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, L. n. 190/2014 – Regime Forfettario”.

Quando un forfettario deve emettere una nota di credito TD04, le regole sono le stesse ma con queste specifiche:

  • Il campo Natura deve essere valorizzato con N2.2 (non si applica IVA).
  • L’imponibile viene indicato con segno negativo (es. -500,00).
  • L’IVA e’ assente (il forfettario non addebita IVA).
  • La dicitura N2.2 deve comparire nel documento esattamente come nella fattura originaria.
  • Il riferimento alla fattura originaria (numero e data) va inserito nel campo DatiFattureCollegate.

Approfondimento: Fatturazione elettronica forfettario 2026: codice natura N2.2 e adempimenti.

Trasmissione al SDI e tempi di consegna

La nota di credito TD04 segue lo stesso iter di trasmissione di una fattura ordinaria:

  1. Il mittente (cedente/prestatore) trasmette il file XML firmato digitalmente al SDI tramite il proprio software di fatturazione.
  2. Il SDI esegue i controlli formali (entro 5 giorni lavorativi): verifica del tracciato XML, partita IVA del mittente, coerenza degli importi.
  3. Se i controlli sono superati, il SDI recapita il TD04 al destinatario e trasmette al mittente la ricevuta di consegna.
  4. Il destinatario visualizza la nota di credito nel proprio cassetto fiscale o nel software di contabilita’.

Il SDI non distingue nel processo di trasmissione tra TD01 e TD04: entrambi seguono lo stesso flusso. La differenza sta nella gestione fiscale a valle (il destinatario registra la nota di credito nel registro acquisti con segno negativo, riducendo il credito IVA maturato).

TD04 rifiutato dallo SDI: cosa fare

Se lo SDI scarta il TD04 (errore formale nel tracciato XML), il mittente riceve una notifica di scarto con il codice errore entro 5 giorni lavorativi. In questo caso:

  • Il documento si considera come non emesso: l’obbligo di emissione non e’ stato assolto.
  • E’ possibile riemettere il TD04 corretto entro 5 giorni dalla notifica di scarto, mantenendo la data originaria (art. 21 c. 4 DPR 633/72), senza incorrere in sanzioni per tardiva emissione.
  • Oltre i 5 giorni, la riemissione e’ comunque possibile ma potrebbe configurare una tardiva emissione, soggetta a sanzione (da 250 a 2.000 euro, ridotta da 1/6 a 1/5 con ravvedimento operoso).

Gli errori piu’ frequenti che causano lo scarto del TD04 sono: importo totale incoerente con la somma delle righe, natura IVA non corrispondente a quella della fattura originaria, codice destinatario errato o mancante. Per un elenco completo degli errori e le procedure di correzione: Errori Fattura Elettronica 2026: Come Correggere e Ravvedimento Operoso.

Contabilizzazione del TD04

Dal punto di vista contabile e fiscale, la nota di credito TD04 va registrata nel registro IVA vendite con segno negativo, riducendo l’IVA a debito del periodo. Le principali scritture contabili sono:

Per il mittente (chi emette il TD04)

  • Riduzione del ricavo (o del costo, in caso di reso su acquisti): nota di credito su registro vendite con importo negativo.
  • Riduzione dell’IVA a debito: l’IVA indicata nel TD04 (con segno negativo) riduce l’IVA dovuta nella liquidazione periodica del mese/trimestre di registrazione.
  • Il credito verso il cliente si riduce (o si annulla se il TD04 e’ totale).

Per il destinatario (chi riceve il TD04)

  • Registra la nota di credito nel registro acquisti con segno negativo.
  • Riduzione dell’IVA a credito gia’ maturata sull’acquisto originario.
  • Riduzione del debito verso il fornitore.

Ravvedimento operoso: se il TD04 viene emesso in ritardo rispetto ai 12 giorni previsti, e’ possibile regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso pagando la sanzione ridotta (da 1/9 a 1/5 a seconda della distanza temporale dalla violazione). Per i dettagli sul ravvedimento: Errori Fattura Elettronica e Ravvedimento Operoso 2026.

Esempi pratici di emissione TD04

Esempio 1: Storno prestazione professionale annullata

Un commercialista ha emesso in data 10 giugno 2026 la fattura n. 25/2026 per un compenso di 1.000 euro + IVA 22% (220 euro). Il cliente il 20 giugno annulla l’incarico perche’ ha trovato un altro professionista. Il commercialista deve emettere entro il 2 luglio 2026 (12 giorni dalla data di accordo dello storno) la nota di credito TD04 con:

  • TipoDocumento: TD04
  • Data: 20/06/2026 (data in cui e’ stato raggiunto l’accordo)
  • Importo: -1.000,00 euro (imponibile negativo)
  • IVA: -220,00 euro (IVA negativa)
  • DatiFattureCollegate: n. 25/2026 del 10/06/2026

Esempio 2: Reso merce parziale nel commercio

Un grossista ha venduto 100 pezzi a 50 euro cadauno (imponibile 5.000 euro + IVA 22% = 6.100 euro) con fattura del 15 maggio 2026. Il 10 giugno il cliente restituisce 20 pezzi. Il grossista emette TD04 per:

  • Imponibile: -1.000,00 euro (20 pezzi x 50 euro)
  • IVA: -220,00 euro
  • Totale nota di credito: -1.220,00 euro
  • Riferimento: fattura n. XX/2026 del 15/05/2026

Per ulteriori informazioni sul funzionamento della fatturazione elettronica B2B: Fatturazione Elettronica B2B 2026: Esigibilita’ IVA, Sanzioni e Termini.

Come ti aiuta il CAF Centro Fiscale

La gestione della fatturazione elettronica — note di credito incluse — richiede attenzione ai dettagli normativi e alle tempistiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo per partite IVA e professionisti: dalla configurazione del software di fatturazione alla gestione delle variazioni in diminuzione, dalla verifica dei codici natura IVA al ravvedimento operoso in caso di errori.

Hai domande sul TD04 o sulla tua situazione fiscale specifica? Prenota un appuntamento o contattaci direttamente.

CAF Centro Fiscale Udine
Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine
Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121
Email: info@centrofiscale.com

Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:00:002026-07-05 08:36:54TD04 nota di credito fattura elettronica 2026: come emetterla, causali e SDI
Medici e Odontoiatri, NOTIZIE

Fatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS, Listino e Prima Visita

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La fatturazione dentista 2026 presenta novità importanti che ogni odontoiatra libero professionista deve conoscere. Dal nuovo regime annuale del Sistema Tessera Sanitaria al divieto permanente di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie ai privati, passando per gli adempimenti ENPAM e la gestione del listino prestazioni, il quadro normativo è cambiato in modo strutturale grazie al DLgs 81/2025.

In questa guida completa analizziamo tutti gli aspetti fiscali e contributivi che riguardano lo studio dentistico nel 2026: dal regime fiscale più conveniente alle modalità di trasmissione dei dati al Sistema TS, dalla corretta applicazione del bollo da 2 euro alla scelta del software di fatturazione più adatto. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza ai professionisti sanitari e accompagna i dentisti in ogni adempimento.

Indice dei contenuti

  1. Il regime fiscale del dentista nel 2026
  2. Sistema TS per dentisti: cosa trasmettere
  3. Divieto SdI prestazioni sanitarie ai privati
  4. Listino prestazioni del dentista
  5. Prima visita: come fatturarla
  6. Bollo 2 euro sopra 77,47 euro
  7. Software fatturazione consigliati per dentisti
  8. ENPAM Quota A e Quota B 2026
  9. Domande frequenti

Il regime fiscale del dentista nel 2026

La scelta del regime fiscale è il primo passo nella corretta gestione della fatturazione dentista 2026. L’odontoiatra libero professionista può optare per due strade: il regime forfettario oppure il regime ordinario. La scelta dipende da diversi fattori, tra cui il volume dei ricavi, la presenza di collaboratori e la possibilità di dedurre i costi dello studio.

Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva unica che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. In parole semplici: invece di pagare più imposte separate, paghi una sola tassa con aliquota agevolata. Per i dentisti, il coefficiente di redditività applicabile è del 78%, che rappresenta la percentuale dei ricavi considerata reddito imponibile. Ad esempio, se Marco incassa 70.000 euro, il reddito imponibile sarà di 54.600 euro (70.000 x 78%).

I principali requisiti per il regime forfettario dentisti 2026 sono:

  • Ricavi annui non superiori a 85.000 euro
  • Spese per personale dipendente entro 20.000 euro
  • Assenza di partecipazioni di controllo in società di persone
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 35.000 euro nell’anno precedente

L’aliquota dell’imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività in caso di nuova partita IVA. Il regime ordinario, invece, è conveniente per gli studi dentistici strutturati con elevati costi (affitto locali, attrezzature, materiali, collaboratori) che superano la deduzione forfettaria del 22%. Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la situazione specifica di ogni dentista per individuare il regime più vantaggioso.

Sistema TS per dentisti: cosa trasmettere

Una delle novità più importanti per la fatturazione dentista 2026 riguarda il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS). Dal 2025 la trasmissione dei dati delle spese sanitarie è passata da semestrale ad annuale: i dentisti devono trasmettere tutte le fatture emesse nell’anno precedente entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Per i dati relativi al 2025, la scadenza ordinaria del 31 gennaio 2026 slitta al 2 febbraio 2026 perché cade di sabato.

Il Sistema TS è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze che raccoglie i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini. Questi dati confluiscono poi nella dichiarazione dei redditi precompilata, dove vengono automaticamente inseriti come spese detraibili al 19%. La trasmissione non è facoltativa: è un obbligo di legge per tutti i dentisti.

Cosa deve essere trasmesso al Sistema TS

  • Codice fiscale del paziente
  • Data del documento fiscale
  • Tipologia di spesa (con codice specifico per le prestazioni odontoiatriche)
  • Importo complessivo della prestazione
  • Eventuale presenza di opposizione del paziente al trattamento dei dati

Il paziente ha sempre il diritto di opposizione: può chiedere che la fattura non venga trasmessa al Sistema TS. In quel caso, lo studio dentistico deve apporre sulla fattura la dicitura specifica e conservare la richiesta scritta. La mancata, tardiva o errata trasmissione comporta una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione, con un tetto massimo di 50.000 euro. È ammessa una correzione entro 7 giorni dalla scadenza ordinaria senza penalità.

Per evitare errori che possono costare cari, molti dentisti scelgono di affidarsi a un CAF specializzato come il Centro Fiscale di Udine, che gestisce l’intera procedura di trasmissione al Sistema TS dentisti 2026.

Divieto SdI prestazioni sanitarie ai privati

Una svolta storica della fatturazione dentista 2026 è rappresentata dal divieto permanente di emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche. Fino al 2024 si trattava di una proroga rinnovata di anno in anno; con il DLgs 81/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno 2025, il divieto è diventato strutturale e permanente.

In pratica, il dentista che fattura a un paziente privato (persona fisica) non può e non deve emettere fattura elettronica tramite SdI. La fattura va emessa in formato cartaceo o PDF (con marca da bollo elettronica quando dovuta) e i dati vanno trasmessi separatamente al Sistema TS. La motivazione principale è la tutela della privacy: le prestazioni sanitarie contengono dati sensibili che non devono passare attraverso il flusso pubblico dell’SdI.

Quando il dentista deve emettere fattura elettronica

Il divieto vale solo per i pazienti privati. Il dentista deve invece emettere fattura elettronica tramite SdI nei seguenti casi:

  • Fatturazione verso aziende (B2B), come prestazioni rese a un’impresa per un dipendente
  • Fatturazione verso la Pubblica Amministrazione (B2G)
  • Prestazioni non sanitarie (consulenze, perizie, attività di docenza)
  • Prestazioni rese a soggetti con partita IVA per scopi professionali

La distinzione è cruciale: confondere i flussi comporta sanzioni e violazioni della privacy. Un errore comune è emettere fattura elettronica al paziente privato perché il software lo permette. Questo errore espone lo studio a sanzioni e procedimenti del Garante Privacy.

Listino prestazioni del dentista

La corretta gestione del listino prestazioni è fondamentale per una fatturazione dentista 2026 trasparente verso il paziente e conforme alla normativa. Il listino deve essere esposto in studio (in forma visibile) e ogni prestazione fatturata deve riportare in modo chiaro la descrizione, l’importo unitario e l’eventuale codice di tracciabilità per il Sistema TS.

Esempio di listino prestazioni odontoiatriche

  • Visita odontoiatrica: 50 – 100 euro
  • Igiene dentale professionale: 60 – 120 euro
  • Otturazione: 80 – 200 euro (a seconda del materiale e della complessità)
  • Devitalizzazione: 200 – 500 euro (in base al numero di canali)
  • Estrazione semplice: 80 – 150 euro
  • Impianto dentale: 800 – 2.500 euro (per singolo elemento)
  • Corona protesica: 500 – 1.200 euro
  • Faccette in ceramica: 600 – 1.500 euro per elemento
  • Ortodonzia (apparecchio fisso): 2.500 – 5.000 euro

Queste cifre sono indicative e variano in base alla regione, alla complessità del caso clinico e ai materiali utilizzati. La fattura deve sempre riportare la descrizione analitica delle prestazioni effettuate: una dicitura generica come cure odontoiatriche non è sufficiente per la detrazione fiscale del paziente né per la corretta trasmissione al Sistema TS.

Inoltre, il dentista deve indicare in fattura se la prestazione è detraibile per il paziente: le spese sanitarie sono detraibili al 19% per la parte eccedente la franchigia di 129,11 euro annui. Per le prestazioni del dentista privato (non convenzionato SSN) è obbligatorio il pagamento tracciabile (bancomat, bonifico, assegno bancario) indipendentemente dall’importo, in base alla L. 160/2019 art. 1 c. 679-680: in caso contrario, il paziente perde il diritto alla detrazione.

Prima visita: come fatturarla

La prima visita odontoiatrica rappresenta un caso particolare nella fatturazione dentista 2026. Molti studi la offrono gratuita come servizio di accoglienza, mentre altri la fatturano normalmente. Entrambe le scelte sono legittime, ma comportano implicazioni fiscali differenti.

Prima visita a pagamento

Se il dentista fattura la prima visita, deve emettere regolare fattura sanitaria al paziente (in formato cartaceo o PDF, mai elettronica via SdI). La fattura va trasmessa al Sistema TS e concorre alla determinazione del reddito professionale. Tipicamente la prima visita ha un costo compreso tra 50 e 100 euro, e include un’anamnesi completa, un controllo della bocca e un preventivo per eventuali trattamenti.

Prima visita gratuita

Se la prima visita è offerta gratuitamente come servizio di accoglienza, non si deve emettere alcuna fattura. Tuttavia, è buona prassi consegnare al paziente un documento che attesti la visita effettuata (per fini clinici e di tracciabilità). La gratuità non genera obblighi fiscali, ma deve essere comunicata in modo chiaro al paziente per non creare aspettative errate.

Attenzione: anche se la prima visita è gratuita, eventuali esami diagnostici aggiuntivi (radiografie, ortopantomografie) vanno fatturati separatamente se hanno un costo per lo studio.

Bollo 2 euro sopra 77,47 euro

Un aspetto spesso trascurato nella fatturazione dentista 2026 riguarda l’imposta di bollo. Quando il dentista emette una fattura di importo superiore a 77,47 euro in regime di esenzione IVA (come avviene per le prestazioni sanitarie), è obbligato ad apporre una marca da bollo da 2 euro sull’originale del documento.

L’imposta di bollo è dovuta perché le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72: per compensare la mancata applicazione dell’IVA, lo Stato impone l’apposizione del bollo sui documenti di importo significativo. Il bollo può essere a carico del dentista o, più comunemente, viene addebitato al paziente indicandolo in fattura come voce separata.

Codici tributo F24 per il bollo virtuale

Chi sceglie il regime di bollo virtuale (versamento periodico cumulativo invece dell’apposizione fisica della marca) deve utilizzare i seguenti codici tributo F24:

  • 2521 – Bollo virtuale – rata bimestrale
  • 2522 – Bollo virtuale – acconto
  • 2523 – Bollo virtuale – interessi
  • 2524 – Bollo virtuale – sanzioni

Il regime di bollo virtuale richiede un’autorizzazione preventiva dell’Agenzia delle Entrate ed è consigliato per studi con elevato volume di fatturazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste il dentista nella richiesta di autorizzazione e nella gestione periodica dei versamenti.

Software fatturazione consigliati per dentisti

Scegliere il giusto software di fatturazione dentista 2026 significa risparmiare tempo, evitare errori e garantire la conformità normativa. Lo studio dentistico ha esigenze particolari: gestire fatture cartacee per i pazienti privati, fatture elettroniche per le aziende, trasmettere i dati al Sistema TS, applicare correttamente il bollo. Non tutti i software generalisti coprono questi flussi in modo adeguato.

Fatturazione Italia: la soluzione per studi sanitari

Tra le soluzioni più apprezzate dai professionisti sanitari segnaliamo Fatturazione Italia, un software pensato specificamente per studi medici e odontoiatrici. Tra le caratteristiche distintive:

  • Sistema TS integrato: trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria con un solo click, incluso nel piano Pro (89 euro l’anno IVA inclusa, 500 fatture)
  • Zero-config forfettari: chi è in regime forfettario trova il software già configurato senza necessità di impostazioni complesse
  • Prezzo bloccato 3 anni: la tariffa di sottoscrizione iniziale resta invariata per tre anni dal primo pagamento
  • Prova gratuita 30 giorni senza carta di credito (60 giorni con invito di un amico)
  • CAF Centro Fiscale come partner: assistenza fiscale qualificata per la gestione del regime forfettario

La gestione del divieto SdI per le prestazioni sanitarie ai privati è automatica: il software riconosce il paziente come persona fisica e non invia automaticamente all’SdI, evitando l’errore più comune. Allo stesso tempo, per le fatture B2B il flusso elettronico funziona regolarmente.

Per chi cerca un’alternativa, esistono altri software di fatturazione validi sul mercato. La scelta dipende dalle dimensioni dello studio, dal volume di fatture annue e dall’integrazione con il gestionale clinico. Il CAF Centro Fiscale di Udine può consigliare la soluzione più adatta alle esigenze del singolo dentista.

ENPAM Quota A e Quota B 2026

Ogni dentista iscritto all’Albo è obbligatoriamente iscritto anche all’ENPAM, l’Ente Nazionale di Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri. I contributi previdenziali si dividono in due voci: la Quota A, fissa e dovuta da tutti gli iscritti, e la Quota B, proporzionale al reddito professionale.

ENPAM Quota A 2026 per fasce di età

La Quota A è un contributo fisso annuale che aumenta con l’età del professionista. Per il 2026 gli importi sono i seguenti:

  • Studenti universitari: 152,37 euro
  • Fino a 30 anni: 304,73 euro
  • Da 30 a 35 anni: 591,47 euro
  • Da 35 a 40 anni: 1.109,92 euro
  • Oltre 40 anni fino alla pensione: 2.049,83 euro

A questi importi si aggiunge il contributo di maternità, adozione e interruzione di gravidanza di 84,26 euro annui, dovuto da tutti gli iscritti indipendentemente dal sesso. Il versamento della Quota A avviene tramite bollettini emessi da ENPAM con scadenza ordinaria al 30 aprile.

ENPAM Quota B 2026

La Quota B è il contributo previdenziale calcolato sul reddito netto da libera professione. Per il 2026 l’aliquota standard è del 19,50% sul reddito professionale fino a 150.000 euro, mentre sulla parte eccedente i 150.000 euro si applica un’aliquota ridotta dell’1%.

Per esempio, immaginiamo che la dottoressa Bianchi, dentista libera professionista, abbia dichiarato un reddito netto di 160.000 euro. Il calcolo della Quota B sarà:

  • 150.000 x 19,50% = 29.250 euro
  • 10.000 (eccedenza) x 1% = 100 euro
  • Totale Quota B: 29.350 euro

Su domanda è prevista un’aliquota dimezzata del 9,75% per chi è iscritto ad altra previdenza obbligatoria (ad esempio i medici dipendenti o in formazione specialistica) o è pensionato; l’aliquota ridotta del 2% è riservata invece ai redditi da attività intramoenia e ai tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale. Il dentista deve presentare la dichiarazione del reddito ENPAM entro il 31 luglio dell’anno successivo.

Il CAF Centro Fiscale di Udine cura la presentazione della dichiarazione ENPAM e il calcolo dei contributi dovuti, evitando errori che possono comportare sanzioni e interessi di mora.

Domande frequenti sulla fatturazione dentista 2026

Un dentista può emettere fattura elettronica a un paziente privato?

No. Dal 2026, grazie al DLgs 81/2025, il divieto di emissione di fattura elettronica tramite SdI verso persone fisiche per prestazioni sanitarie è diventato permanente. Il dentista deve emettere fattura cartacea o PDF al paziente privato e trasmettere i dati separatamente al Sistema TS.

Qual è la scadenza per trasmettere i dati al Sistema TS nel 2026?

La scadenza ordinaria è il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di emissione delle fatture. Per le spese del 2025 la scadenza slitta al 2 febbraio 2026 (il 31 gennaio cade di sabato). È possibile inviare correzioni entro 7 giorni successivi senza sanzioni.

Quando va applicato il bollo da 2 euro in fattura?

Il bollo da 2 euro va applicato su ogni fattura di importo superiore a 77,47 euro in regime di esenzione IVA (come avviene per le prestazioni sanitarie ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72). Il bollo può essere addebitato al paziente come voce separata in fattura.

Il regime forfettario conviene a un dentista?

Dipende dal volume dei ricavi e dai costi sostenuti. Per dentisti con ricavi sotto 85.000 euro e costi limitati, il regime forfettario è quasi sempre conveniente grazie all’imposta sostitutiva al 15% (o 5% nei primi 5 anni). Per studi strutturati con elevati costi, il regime ordinario può risultare più vantaggioso. Una consulenza personalizzata al CAF Centro Fiscale risolve il dubbio.

Qual è l’aliquota ENPAM Quota B per i dentisti nel 2026?

L’aliquota standard della Quota B ENPAM 2026 è del 19,50% sul reddito netto professionale fino a 150.000 euro, e dell’1% sulla parte eccedente. Su domanda si può applicare l’aliquota dimezzata del 9,75% (iscritti ad altra previdenza obbligatoria e pensionati), mentre il 2% è riservato ai redditi da intramoenia e ai tirocinanti del corso di Medicina generale.

Conclusione: affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

La fatturazione dentista 2026 richiede attenzione a numerosi aspetti: dalla scelta del regime fiscale alla gestione del Sistema TS, dal corretto trattamento del divieto SdI per i pazienti privati alla puntuale applicazione del bollo, fino agli adempimenti ENPAM. Ogni errore può comportare sanzioni, ritardi e contestazioni che impattano sulla redditività dello studio.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza fiscale a medici e dentisti: ci occupiamo della gestione contabile, della trasmissione al Sistema TS, del calcolo dei contributi ENPAM, della dichiarazione dei redditi e di tutti gli adempimenti correlati. Il nostro team garantisce serenità e correttezza, lasciando al dentista il tempo di concentrarsi sull’attività clinica.

Hai bisogno di assistenza per la fatturazione del tuo studio dentistico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Prenota un appuntamento e scopri come ottimizzare la gestione fiscale del tuo studio.

Giugno 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 09:00:002026-09-27 19:01:38Fatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS, Listino e Prima Visita

Ultime notizie

  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Dichiarazione dei redditi errata: quando è responsabile il commercialista?Settembre 27, 2026 - 7:00 pmin: NOTIZIE
  • Dichiarazione redditi Criptovalute
    Criptovalute Chiusura Anno 2026: Guida alle 7 Mosse Entro il 31 DicembreSettembre 27, 2026 - 6:00 pmin: CAF, CRIPTOVALUTE
  • associazioni sportive dilettantistiche
    Sponsorizzazioni Sportive: Senza Abbinamento è Pubblicità (IVA al 50%)Settembre 27, 2026 - 5:00 pmin: NOTIZIE
Search Search

Seguici su Facebook

Categorie Articoli

Ultimi Articoli

  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Dichiarazione dei redditi errata: quando è responsabile il commercialista?Settembre 27, 2026 - 7:00 pm
  • Dichiarazione redditi Criptovalute
    Criptovalute Chiusura Anno 2026: Guida alle 7 Mosse Entro il 31 DicembreSettembre 27, 2026 - 6:00 pm
  • associazioni sportive dilettantistiche
    Sponsorizzazioni Sportive: Senza Abbinamento è Pubblicità (IVA al 50%)Settembre 27, 2026 - 5:00 pm
  • detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia
    Bonus casa, ultima chiamata del 2026: dal 1° gennaio le detrazioni calanoSettembre 27, 2026 - 2:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Bonus Box Auto 2026: il Garage Privato Fa Risparmiare Anche sulla RC AutoSettembre 27, 2026 - 1:00 pm
  • Imposte di successione 2026 - calcolo aliquote e franchigie per gli erediImposte su successione
    Codici tributo successione: 8 nuovi codici F24 per ravvedimento e revoca prima casaSettembre 27, 2026 - 12:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e FatturaSettembre 27, 2026 - 11:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Chi rateizza le tasse può fare ricorso dopo: fisco e giudici smentitiSettembre 27, 2026 - 10:00 am
CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

Contatti

Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
Email: info@centrofiscale.com
Telefono: 0432 1638640
WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
WhatsApp Patronato: 324 7411699

Ultimi Articoli

  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Dichiarazione dei redditi errata: quando è responsabile il commercialista?Settembre 27, 2026 - 7:00 pm
  • Dichiarazione redditi Criptovalute
    Criptovalute Chiusura Anno 2026: Guida alle 7 Mosse Entro il 31 DicembreSettembre 27, 2026 - 6:00 pm
  • associazioni sportive dilettantistiche
    Sponsorizzazioni Sportive: Senza Abbinamento è Pubblicità (IVA al 50%)Settembre 27, 2026 - 5:00 pm
© Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Rss questo sito
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto