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Guide fiscali per medici chirurghi e odontoiatri: ENPAM, regime forfettario, fatturazione, Sistema TS, adempimenti CAO.

Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Aprire uno Studio Dentistico nel 2026: Guida Completa Costi e Requisiti

regime forfettario partita iva

Aprire uno studio dentistico nel 2026 rappresenta un’opportunità professionale importante per gli odontoiatri che desiderano esercitare in autonomia. Il settore odontoiatrico italiano conta oltre 60.000 professionisti attivi e continua a registrare una domanda costante di servizi di cura e prevenzione dentale.

Tuttavia, l’apertura di uno studio dentistico richiede una pianificazione accurata: dall’iter burocratico agli investimenti economici, dalle autorizzazioni sanitarie alla gestione fiscale e previdenziale. In questa guida completa analizziamo tutti gli aspetti necessari per avviare uno studio odontoiatrico nel 2026.

Requisiti per Aprire uno Studio Dentistico

Prima di aprire uno studio dentistico, è necessario possedere specifici requisiti professionali:

Requisiti professionali obbligatori

  • Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria (6 anni) oppure Laurea in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Odontostomatologia
  • Abilitazione professionale: superamento dell’Esame di Stato
  • Iscrizione all’Albo degli Odontoiatri presso l’Ordine provinciale competente
  • Assicurazione RC professionale: obbligatoria dal 2017 (L. 24/2017 “Gelli-Bianco”)

Nota: I medici chirurghi iscritti all’Albo dei Medici prima del 1985 possono esercitare l’odontoiatria anche senza specializzazione, ma questa eccezione riguarda una platea sempre più ridotta.

Autorizzazione Sanitaria e Requisiti Strutturali

Per aprire uno studio dentistico è necessaria l’autorizzazione sanitaria rilasciata dall’ASL territorialmente competente. I requisiti variano leggermente tra le Regioni, ma esistono standard minimi nazionali.

Requisiti strutturali minimi

AmbienteSuperficie MinimaRequisiti
Sala operativa (riunito)12-15 mqLavabo chirurgico, aerazione, illuminazione 500 lux
Sala d’attesa9-12 mqPosti a sedere, ventilazione
Locale sterilizzazione4-6 mqSeparato, con autoclave classe B
Servizio igienico pazienti–Accessibile a disabili
Servizio igienico personale–Separato (se personale dipendente)

Requisiti impiantistici e attrezzature obbligatorie

  • Riunito odontoiatrico: poltrona, lampada, manipoli, aspiratore
  • Autoclave classe B: per sterilizzazione ferri chirurgici
  • Apparecchio radiografico: endorale o panoramico (richiede autorizzazione specifica)
  • Defibrillatore semiautomatico (DAE): obbligatorio dal 2021
  • Kit emergenze: farmaci salvavita, ossigeno, pallone Ambu

Documentazione per autorizzazione ASL

  • Planimetria dei locali in scala 1:100
  • Relazione tecnica impianti (elettrico, idrico, aerazione)
  • Certificato agibilità locali
  • Certificato prevenzione incendi (se oltre 25 posti)
  • Piano di gestione rifiuti speciali sanitari
  • Nomina responsabile sicurezza (RSPP)

Iter Burocratico Completo per Aprire uno Studio Dentistico

Ecco la sequenza degli adempimenti burocratici per aprire uno studio odontoiatrico:

1. Apertura Partita IVA

Il codice ATECO per l’attività odontoiatrica è:

  • 86.23.00 – Attività degli studi odontoiatrici

L’apertura si effettua tramite modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, indicando il regime fiscale scelto (forfettario o ordinario).

2. SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività)

La SCIA sanitaria va presentata allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) del Comune. Include:

  • Autodichiarazione possesso requisiti
  • Planimetria e relazione tecnica
  • Polizza RC professionale
  • Titolo di possesso locali (proprietà o affitto)

3. Comunicazione ASL e sopralluogo

L’ASL effettua un sopralluogo di verifica entro 60 giorni dalla SCIA per verificare la conformità dei locali e delle attrezzature. In caso di esito positivo, rilascia l’autorizzazione all’esercizio.

4. Iscrizione ENPAM

Gli odontoiatri sono iscritti all’ENPAM nel Fondo Specialisti Odontoiatri (ex ENPAO, confluito in ENPAM dal 2015). L’iscrizione è automatica con l’iscrizione all’Albo.

5. Assicurazione RC professionale

Obbligatoria per legge, deve coprire:

  • Responsabilità civile verso terzi e pazienti
  • Danni da malpractice
  • Massimale minimo consigliato: 1-2 milioni di euro
  • Costo annuo: 1.500-4.000 euro (varia con specializzazioni e massimali)

Costi di Avviamento Studio Dentistico: Budget Realistico 2026

Quanto costa aprire uno studio dentistico? L’investimento iniziale varia significativamente in base alle dimensioni e al livello tecnologico. Ecco un budget dettagliato:

Attrezzature odontoiatriche

AttrezzaturaCosto BaseCosto Premium
Riunito odontoiatrico completo15.000 euro45.000 euro
Autoclave classe B3.000 euro8.000 euro
Radiografico endorale4.000 euro12.000 euro
Ortopantomografo (OPT)15.000 euro35.000 euro
Manipoli e strumentario5.000 euro15.000 euro
Defibrillatore DAE1.000 euro2.500 euro
Software gestionale500 euro/anno2.500 euro/anno
TOTALE ATTREZZATURE43.500 euro120.000 euro

Allestimento locali

VoceCosto Indicativo
Ristrutturazione/adeguamento locali15.000 – 40.000 euro
Impianto elettrico a norma3.000 – 8.000 euro
Impianto idrico-sanitario2.000 – 5.000 euro
Arredi (reception, sala attesa)5.000 – 15.000 euro
Insegna e segnaletica1.000 – 3.000 euro
TOTALE ALLESTIMENTO26.000 – 71.000 euro

Costi fissi mensili

VoceCosto Mensile
Affitto locali (50-80 mq)800 – 2.500 euro
Utenze (luce, acqua, gas)300 – 600 euro
ASO part-time (20 ore)800 – 1.200 euro
Smaltimento rifiuti speciali150 – 300 euro
Materiali di consumo500 – 1.500 euro
Commercialista150 – 300 euro
TOTALE FISSO MENSILE2.700 – 6.400 euro

Budget totale per aprire uno studio dentistico:

  • Studio base (1 riunito): 70.000 – 100.000 euro
  • Studio medio (1-2 riuniti): 120.000 – 180.000 euro
  • Studio premium (2+ riuniti, alta tecnologia): 200.000 – 350.000 euro

Forme Giuridiche per lo Studio Dentistico

Chi vuole aprire uno studio dentistico può scegliere tra diverse forme giuridiche:

Studio individuale (Partita IVA personale)

La forma più semplice: il dentista opera come libero professionista con partita IVA individuale.

  • Vantaggi: Semplicità gestionale, regime forfettario possibile, costi minimi di costituzione
  • Svantaggi: Responsabilità illimitata, difficoltà a crescere

Studio associato tra professionisti

Due o più dentisti condividono struttura e spese mantenendo autonomia professionale.

  • Vantaggi: Divisione costi, condivisione pazienti, flessibilità
  • Svantaggi: Responsabilità solidale, possibili conflitti gestionali

STP – Società Tra Professionisti

Forma societaria introdotta dalla L. 183/2011, può essere SRL, SAS o SNC composta da professionisti iscritti all’Albo.

  • Vantaggi: Responsabilità limitata (SRL), possibilità di soci di capitale (max 1/3), accesso a finanziamenti
  • Svantaggi: Costi di gestione più elevati, obbligo di bilancio, regime forfettario non applicabile

Aspetti Fiscali: Regime Forfettario vs Ordinario per Dentisti

La scelta del regime fiscale influisce significativamente sul guadagno netto del dentista.

Regime forfettario per dentisti

  • Limite ricavi: 85.000 euro/anno
  • Coefficiente redditività: 78%
  • Imposta sostitutiva: 15% (5% primi 5 anni)
  • IVA: Esente (prestazioni sanitarie già esenti art. 10)

Esempio: Dentista con 80.000 euro di fatturato:

  • Reddito imponibile: 80.000 x 78% = 62.400 euro
  • Contributi ENPAM deducibili: circa 14.000 euro
  • Base imposta: 48.400 euro
  • Imposta 15%: 7.260 euro

Quando conviene il regime ordinario

Il regime ordinario conviene quando:

  • Le spese effettive superano il 22% del fatturato (es. alto affitto, molto personale)
  • Si supera il limite degli 85.000 euro
  • Si vuole dedurre integralmente l’acquisto di attrezzature
  • Si opera in forma societaria (STP)

Contributi ENPAM per Dentisti 2026

Gli odontoiatri versano contributi all’ENPAM tramite il Fondo Specialisti Odontoiatri:

Quota A (contributo fisso)

  • Importo 2026: circa 2.057 euro/anno
  • Dovuta da tutti gli iscritti all’Albo, anche se non esercitano
  • Pagamento: rate semestrali o annuale

Quota B (contributo proporzionale)

  • Aliquota 2026: 19,50% del reddito libero-professionale
  • Massimale contributivo: circa 105.000 euro di reddito
  • Per redditi bassi (sotto 24.000 euro): aliquote ridotte progressive

Esempio calcolo contributi: Dentista con reddito 60.000 euro:

  • Quota A: 2.057 euro
  • Quota B: 60.000 x 19,50% = 11.700 euro
  • Totale ENPAM: 13.757 euro/anno

Personale dello Studio Dentistico

Per gestire efficacemente uno studio dentistico è spesso necessario personale di supporto.

ASO – Assistente Studio Odontoiatrico

L’ASO è la figura che assiste il dentista durante le prestazioni cliniche.

  • Qualifica richiesta: Attestato ASO (corso regionale 700 ore)
  • È obbligatoria? Non per legge, ma fortemente consigliata per efficienza e sicurezza
  • Costo lordo: 1.600-2.200 euro/mese full-time (CCNL Studi Professionali)

Igienista dentale

L’igienista dentale (laurea triennale) può effettuare autonomamente sedute di igiene e prevenzione.

  • Modalità: Collaborazione a partita IVA o dipendente
  • Compenso tipico: 35-50% del fatturato generato (P.IVA) o 2.000-2.800 euro/mese (dipendente)

Segretaria/receptionist

Gestisce appuntamenti, accoglienza pazienti, amministrazione base.

  • Costo lordo: 1.400-1.800 euro/mese full-time
  • Alternativa: Software di prenotazione online per ridurre le ore necessarie

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Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

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FAQ: Domande Frequenti su Aprire uno Studio Dentistico

Quanto costa aprire uno studio dentistico nel 2026?

L’investimento iniziale per aprire uno studio dentistico varia da 70.000 a 350.000 euro in base alle dimensioni e al livello tecnologico. Uno studio base con un riunito richiede circa 70.000-100.000 euro, mentre uno studio con 2 riuniti e tecnologie avanzate può superare i 200.000 euro.

Serve l’autorizzazione ASL per aprire uno studio dentistico?

Sì, l’autorizzazione sanitaria ASL è obbligatoria. Si ottiene presentando la SCIA al SUAP comunale, corredata da planimetria, relazione tecnica e documentazione sui requisiti strutturali. L’ASL effettua un sopralluogo di verifica entro 60 giorni.

Un dentista può operare in regime forfettario?

Sì, il regime forfettario è accessibile ai dentisti con ricavi fino a 85.000 euro annui. Il coefficiente di redditività è del 78% e l’imposta sostitutiva è del 15% (5% nei primi 5 anni). È la scelta più conveniente per la maggior parte dei dentisti che iniziano l’attività.

Che differenza c’è tra studio dentistico e ambulatorio?

Lo studio dentistico è una struttura dove opera un singolo professionista o uno studio associato. L’ambulatorio odontoiatrico è una struttura sanitaria più complessa, spesso in forma societaria, con più professionisti e requisiti autorizzativi più stringenti (accreditamento regionale).

Quanto guadagna un dentista con studio proprio?

Un dentista con studio proprio ben avviato può fatturare 80.000-150.000 euro annui. Al netto di imposte, contributi ENPAM e costi di gestione, il guadagno netto si aggira tra 35.000 e 70.000 euro, con punte superiori per studi specializzati in implantologia o ortodonzia.

Assistenza per Aprire il Tuo Studio Dentistico

Aprire uno studio dentistico richiede competenze fiscali e amministrative specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per odontoiatri:

  • Apertura partita IVA e scelta regime fiscale
  • Gestione adempimenti ENPAM
  • Contabilità e dichiarazione dei redditi
  • Consulenza su forme giuridiche (studio associato, STP)
  • Pianificazione fiscale per ottimizzare il carico tributario

Contattaci per una consulenza gratuita:

  • Sede: Via Mantova 67, 33100 Udine
  • Telefono: 0432 504640
  • Email: info@centrofiscale.com

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Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. I nostri esperti possono aiutarti con tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

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Articolo aggiornato ad aprile 2026 con le ultime normative su autorizzazioni sanitarie, requisiti strutturali e regime fiscale per studi odontoiatrici.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Medico 2026

Aprile 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-11 09:00:002026-06-01 08:17:50Aprire uno Studio Dentistico nel 2026: Guida Completa Costi e Requisiti
Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Quanto Guadagna un Medico con Partita IVA nel 2026: Guida Completa

regime forfettario partita iva

Quanto guadagna un medico con partita IVA nel 2026? È una delle domande più frequenti tra i professionisti sanitari che valutano la libera professione. La risposta non è univoca: il guadagno reale di un medico dipende dalla specializzazione, dal regime fiscale adottato, dalla zona geografica e dalla capacità di gestione fiscale.

In questa guida completa analizziamo nel dettaglio quanto resta netto a un medico libero professionista dopo tasse, contributi ENPAM e spese. Scoprirai le differenze tra regime forfettario e regime ordinario, i guadagni medi per ogni specializzazione medica e le strategie per ottimizzare il reddito professionale.

Guadagno Lordo vs Netto: La Differenza Reale per un Medico

Quando parliamo di quanto guadagna un medico con partita IVA, è fondamentale distinguere tra guadagno lordo e guadagno netto. Questa distinzione è cruciale perché la differenza può arrivare fino al 50% del fatturato.

Il guadagno lordo rappresenta l’insieme di tutti i compensi che il medico fattura nell’anno. Dal fatturato lordo vanno sottratte numerose voci obbligatorie:

  • Imposte sul reddito: 15% in regime forfettario oppure IRPEF 23-43% in regime ordinario
  • Contributi ENPAM Quota A: circa 2.057 euro fissi all’anno (2026)
  • Contributi ENPAM Quota B: 19,50% sul reddito libero-professionale
  • Spese di gestione studio: affitto, utenze, attrezzature, assicurazione RC professionale
  • Commercialista: 800-2.000 euro/anno per gestione contabile

Formula semplificata: Guadagno Netto = Fatturato Lordo – Imposte – Contributi ENPAM – Spese Gestione

Quanto Guadagna un Medico di Base con Partita IVA

Il medico di medicina generale (medico di base) ha una situazione particolare: parte del reddito deriva dalla convenzione con il SSN, mentre può integrare con attività libero-professionale privata.

Reddito da convenzione SSN

Il compenso base per un medico di famiglia convenzionato dipende dal numero di assistiti:

Numero AssistitiCompenso Lordo AnnuoCompenso Mensile Lordo
500 pazienti38.000 – 42.000 euro3.200 – 3.500 euro
1.000 pazienti70.000 – 78.000 euro5.800 – 6.500 euro
1.500 pazienti (massimale)100.000 – 115.000 euro8.300 – 9.600 euro

A questi importi si aggiungono indennità accessorie: quota capitaria, indennità di collaboratore, compensi per prestazioni aggiuntive (vaccini, certificati), indennità di zona disagiata.

Integrazione con attività privata

Molti medici di base integrano il reddito con visite private a pagamento, soprattutto per:

  • Certificati medici non mutuabili (sportivi, patenti, assicurativi)
  • Visite domiciliari fuori orario
  • Consulenze dietologiche o nutrizionali
  • Medicina estetica di base (filler, botulino)

L’integrazione privata può portare 15.000-30.000 euro aggiuntivi all’anno.

Guadagni Medici Specialisti per Branca: Tabella Completa 2026

I medici specialisti in libera professione hanno guadagni molto variabili in base alla specializzazione. Ecco i dati aggiornati al 2026:

SpecializzazioneGuadagno Lordo AnnuoTariffa Media VisitaNetto Stimato (Forfettario)
Cardiologo60.000 – 120.000 euro120 – 180 euro32.000 – 65.000 euro
Dermatologo55.000 – 95.000 euro80 – 150 euro29.000 – 51.000 euro
Ortopedico65.000 – 130.000 euro100 – 200 euro35.000 – 70.000 euro
Ginecologo60.000 – 110.000 euro100 – 180 euro32.000 – 59.000 euro
Oculista55.000 – 100.000 euro80 – 150 euro29.000 – 54.000 euro
Radiologo70.000 – 140.000 euro50 – 200 euro (esame)38.000 – 76.000 euro
Chirurgo plastico/estetico80.000 – 200.000+ euro150 – 500+ euro43.000 – 110.000+ euro
Anestesista75.000 – 150.000 euro200 – 800 euro (intervento)40.000 – 81.000 euro
Psichiatra50.000 – 90.000 euro100 – 150 euro27.000 – 49.000 euro
Medico sportivo40.000 – 70.000 euro60 – 120 euro21.000 – 38.000 euro

Nota: I dati si riferiscono a medici con 5-10 anni di esperienza, attività consolidata e ubicati in città medio-grandi del Nord Italia. Al Sud e nelle zone rurali i compensi possono essere inferiori del 20-30%.

Calcolo Netto Regime Forfettario Medico: Esempio Pratico

Il regime forfettario è la scelta più comune per i medici liberi professionisti con fatturato fino a 85.000 euro. Vediamo come calcolare il guadagno netto partendo dal lordo.

Parametri regime forfettario medici 2026

  • Coefficiente di redditività: 78% (per professioni sanitarie)
  • Imposta sostitutiva: 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività)
  • Contributi ENPAM Quota A: 2.057 euro fissi
  • Contributi ENPAM Quota B: 19,50% del reddito

Esempio: medico con fatturato 80.000 euro

Calcoliamo quanto resta netto a un medico che fattura 80.000 euro l’anno in regime forfettario:

VoceCalcoloImporto
Fatturato lordo–80.000 euro
Reddito imponibile80.000 x 78%62.400 euro
Contributi ENPAM Quota AImporto fisso– 2.057 euro
Contributi ENPAM Quota B62.400 x 19,50%– 12.168 euro
Reddito per imposta62.400 – 14.22548.175 euro
Imposta sostitutiva 15%48.175 x 15%– 7.226 euro
Spese gestione (stimate 15%)80.000 x 15%– 12.000 euro
NETTO FINALE–44.549 euro

Risultato: Su 80.000 euro di fatturato, restano netti circa 44.500 euro, pari al 55,6% del lordo.

Primi 5 anni: aliquota ridotta al 5%

I medici che aprono la partita IVA per la prima volta possono beneficiare dell’aliquota ridotta al 5% per i primi 5 anni (se non hanno esercitato attività professionale nei 3 anni precedenti).

Con lo stesso fatturato di 80.000 euro:

  • Imposta sostitutiva 5%: 48.175 x 5% = 2.409 euro
  • Risparmio rispetto al 15%: 4.817 euro/anno
  • Netto finale primi 5 anni: circa 49.366 euro (61,7% del lordo)

Calcolo Netto Regime Ordinario: Confronto con Forfettario

Il regime ordinario conviene quando le spese reali superano il 22% del fatturato (forfait implicito del forfettario). In questo regime si applica l’IRPEF a scaglioni:

Scaglione IRPEF 2026Aliquota
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

Esempio: stesso medico (80.000 euro) in regime ordinario

Ipotizzando spese documentate per il 30% (24.000 euro):

  • Fatturato: 80.000 euro
  • Spese deducibili: -24.000 euro
  • Contributi ENPAM: -14.225 euro (deducibili)
  • Reddito imponibile IRPEF: 41.775 euro
  • IRPEF dovuta: 6.440 + 4.821 = 11.261 euro
  • Addizionali regionali/comunali (stima 2,5%): 1.044 euro
  • Netto finale: circa 29.470 euro

Confronto: Con lo stesso fatturato di 80.000 euro, il regime forfettario garantisce circa 15.000 euro in più rispetto all’ordinario. Il forfettario conviene quasi sempre fino alla soglia di 85.000 euro.

Fattori che Influenzano il Guadagno di un Medico

Oltre alla specializzazione, diversi fattori influenzano quanto guadagna un medico con partita IVA:

1. Zona geografica

Le tariffe variano significativamente tra Nord e Sud Italia:

  • Milano, Roma, Bologna: tariffe più alte del 20-40%
  • Città medie del Nord: riferimento standard
  • Sud e isole: tariffe inferiori del 15-25%
  • Zone rurali: meno concorrenza ma minore domanda

2. Esperienza e reputazione

Un medico neospecialista guadagna il 30-50% in meno rispetto a un collega con 15-20 anni di esperienza. La reputazione si costruisce con:

  • Passaparola dei pazienti
  • Pubblicazioni scientifiche
  • Partecipazione a congressi
  • Recensioni online (Miodottore, Google)

3. Convenzioni con assicurazioni e fondi sanitari

Essere convenzionati con assicurazioni sanitarie (Unisalute, Previmedical, FASI) e fondi integrativi aziendali garantisce un flusso costante di pazienti. Le tariffe convenzionate sono più basse ma il volume compensa.

4. Modalità operativa

ModalitàProContro
Studio proprioMassima autonomia, 100% compensoCosti fissi elevati, gestione complessa
Poliambulatorio privatoNessun costo fisso, pazienti garantitiPercentuale al centro (30-50%)
Collaborazione mistaDiversificazione rischioComplessità gestionale

Strategie per Aumentare il Fatturato come Medico

Ecco le strategie più efficaci per aumentare il guadagno come medico libero professionista:

1. Diversificazione dei servizi

Non limitarsi alle sole visite: ecografie, elettrocardiogrammi, spirometrie, test allergologici aumentano il fatturato medio per paziente.

2. Telemedicina e consulenze online

Le televisite permettono di raggiungere pazienti in tutta Italia senza limiti geografici. Tariffe medie: 50-80 euro per consulto online di 20-30 minuti.

3. Marketing sanitario (nei limiti deontologici)

Il Codice Deontologico medico consente la pubblicità informativa. Strumenti efficaci:

  • Sito web professionale con blog informativo
  • Profilo su piattaforme (Miodottore, TopDoctors)
  • Google My Business ottimizzato
  • LinkedIn per networking professionale

4. Formazione continua e sub-specializzazioni

Acquisire competenze in nicchie ad alta richiesta: medicina estetica per dermatologi, ecografia muscolo-scheletrica per ortopedici, ecocardiografia per cardiologi.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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FAQ: Domande Frequenti sul Guadagno dei Medici

Quanto guadagna un cardiologo privato nel 2026?

Un cardiologo privato con attività consolidata guadagna tra 60.000 e 120.000 euro lordi all’anno, che diventano 32.000-65.000 euro netti in regime forfettario. I cardiologi con competenze in ecocardiografia interventistica possono superare i 150.000 euro lordi.

Conviene il regime forfettario per un medico?

Sì, il regime forfettario conviene nella maggior parte dei casi per medici con fatturato fino a 85.000 euro. Vantaggi principali: imposta al 15% (o 5% primi 5 anni), niente IVA, semplificazioni contabili. Conviene meno solo se le spese reali superano il 22% del fatturato.

Quanto resta netto su 100.000 euro di fatturato?

Con 100.000 euro di fatturato in regime ordinario (superato il limite forfettario), dopo IRPEF, contributi ENPAM e spese, restano circa 48.000-55.000 euro netti, pari al 48-55% del lordo. Il carico fiscale aumenta significativamente sopra gli 85.000 euro.

Come si calcolano i contributi ENPAM?

I contributi ENPAM si compongono di due parti: Quota A (fissa, circa 2.057 euro nel 2026) dovuta da tutti gli iscritti all’Albo, e Quota B (19,50% del reddito libero-professionale) dovuta solo da chi esercita attività privata. Per redditi fino a 24.000 euro la Quota B ha aliquota ridotta progressiva.

È possibile fatturare 85.000 euro come medico forfettario?

Sì, il limite del regime forfettario è di 85.000 euro di ricavi/compensi annui. Il contributo ENPAM 2% addebitato in fattura non rientra nel calcolo del limite. Superando anche di poco gli 85.000 euro, si decade automaticamente dal regime dall’anno successivo.

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Articolo aggiornato ad aprile 2026 con i dati più recenti su guadagni, contributi ENPAM e regime fiscale per medici liberi professionisti.

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Aprile 9, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-09 09:00:002026-06-01 08:17:53Quanto Guadagna un Medico con Partita IVA nel 2026: Guida Completa
Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Fatturazione Medico Libero Professionista 2026: Guida Completa

regime forfettario partita iva

La fatturazione medico libero professionista rappresenta uno degli aspetti più delicati della gestione fiscale per chi esercita la professione medica con partita IVA. Tra esenzione IVA, contributi ENPAM, fatturazione elettronica e obblighi verso il Sistema Tessera Sanitaria, sono molti i dettagli da conoscere per emettere fatture corrette ed evitare sanzioni.

In questa guida completa 2026 analizziamo tutti gli aspetti della fatturazione per medici, con esempi pratici, modelli di fattura e le risposte alle domande più frequenti.

Esenzione IVA per Prestazioni Mediche: Art. 10 DPR 633/72

Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da medici sono esenti IVA ai sensi dell’articolo 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72. Questa esenzione si applica a:

  • Visite mediche specialistiche (cardiologiche, ortopediche, dermatologiche, ecc.)
  • Prestazioni di medicina generale
  • Interventi chirurgici
  • Esami diagnostici (ecografie, elettrocardiogrammi, ecc.)
  • Certificati medici obbligatori per legge (idoneità sportiva, patente, ecc.)
  • Prestazioni di psicoterapia se rese da medici abilitati

Prestazioni NON esenti IVA (aliquota 22%)

Alcune prestazioni mediche sono invece soggette ad IVA al 22%:

  • Medicina estetica (filler, botox, liposuzione non ricostruttiva)
  • Certificati non obbligatori (assicurazioni private, uso personale)
  • Perizie medico-legali per assicurazioni o tribunali
  • Consulenze tecniche non terapeutiche
  • Attività formative e docenze

Attenzione: In caso di prestazione mista, è necessario distinguere la parte esente da quella imponibile, emettendo eventualmente fatture separate o indicando chiaramente le due componenti.

Contributo ENPAM 2% in Fattura: Come Funziona

I medici iscritti all’ENPAM (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Medici) possono addebitare in fattura il contributo integrativo del 2% sul compenso lordo. Questa maggiorazione viene versata interamente alla cassa previdenziale.

Caratteristiche del contributo ENPAM in fattura

  • Aliquota: 2% del compenso professionale
  • Natura: È un contributo previdenziale, non un compenso
  • Chi lo paga: Il paziente/cliente lo versa al medico
  • Destinazione: Il medico lo riversa integralmente all’ENPAM
  • Base imponibile: Il 2% si calcola solo sul compenso, non include bolli o altre spese

Nota fiscale: Per i medici in regime forfettario, il contributo ENPAM 2% non concorre a formare il reddito e non rientra nel calcolo del limite di 85.000 euro di ricavi.

Esempio Fattura Medico 2026: Modello Completo

Ecco un esempio pratico di fattura per una visita specialistica da 150 euro, emessa da un medico in regime forfettario:

Intestazione Fattura

FATTURA N. 15/2026                              Data: 15/04/2026

DOTT. MARIO ROSSI
Medico Chirurgo - Specialista in Cardiologia
Via Roma 100 - 33100 Udine
C.F. RSSMRA80A01L483X - P.IVA 02345678901
Iscritto Albo Medici Udine n. 12345
ENPAM Posizione n. 123456789

PAZIENTE:
Sig. Luigi Bianchi
C.F. BNCLGU75B15L483Y
Via Verdi 50 - 33100 Udine

Corpo Fattura

DescrizioneImporto
Visita cardiologica specialistica con ECG€ 150,00
Contributo integrativo ENPAM 2%€ 3,00
Imposta di bollo (art. 13.1 tariffa DPR 642/72)€ 2,00
TOTALE FATTURA€ 155,00

Diciture Obbligatorie

Prestazione sanitaria esente IVA ai sensi dell'art. 10, c. 1, n. 18, DPR 633/72

Operazione effettuata da soggetto in regime forfettario ai sensi
dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 - Non soggetta a ritenuta d'acconto

Imposta di bollo da € 2,00 assolta in modo virtuale -
Autorizzazione Agenzia Entrate n. XXXXX del XX/XX/XXXX
(oppure: Marca da bollo ID XXXXXXXXXXXXX applicata sull'originale)

Pagamento: contanti / bonifico IBAN IT00X0000000000000000000000

Fatturazione Elettronica e Sistema Tessera Sanitaria

I medici hanno obblighi specifici riguardo alla fatturazione elettronica e alla trasmissione dati al Sistema Tessera Sanitaria (TS).

Fatturazione elettronica: quando è obbligatoria

Dal 2024, anche i medici in regime forfettario sono soggetti all’obbligo di fatturazione elettronica. Tuttavia, per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche, vige ancora il divieto di fattura elettronica per tutelare la privacy dei dati sanitari.

Tipo ClienteFattura ElettronicaSistema TS
Persona fisica (paziente privato)❌ Vietata✅ Obbligatorio
Azienda/P.IVA (medicina lavoro)✅ Obbligatoria❌ Non si applica
Pubblica Amministrazione✅ Obbligatoria❌ Non si applica
Assicurazione (per conto paziente)Dipende dal casoSolo se rimborso al paziente

Sistema Tessera Sanitaria: obblighi e scadenze 2026

I medici devono trasmettere al Sistema TS i dati delle spese sanitarie sostenute dai pazienti per la precompilazione della dichiarazione dei redditi.

  • Cosa trasmettere: Tutte le prestazioni sanitarie fatturate a persone fisiche
  • Scadenze 2026: Entro la fine del mese successivo alla data del documento fiscale (es. fattura di gennaio → trasmissione entro 28 febbraio)
  • Come trasmettere: Tramite portale Sistema TS (tessera.sanita.finanze.it) o software gestionali abilitati
  • Opposizione del paziente: Il paziente può opporsi all’invio dei propri dati (annotare in fattura)

Sanzione per omessa trasmissione: 100 euro per ogni comunicazione omessa, con massimo di 50.000 euro annui. È prevista la riduzione a 1/3 se si regolarizza entro 60 giorni.

Fatturazione nel Regime Forfettario: Particolarità per Medici

I medici in regime forfettario godono di significative semplificazioni nella fatturazione:

  • Nessuna IVA: Le fatture sono già esenti IVA (art. 10), quindi nessuna differenza
  • Nessuna ritenuta d’acconto: Non si applica la ritenuta del 20%
  • Imposta di bollo: Obbligatoria da € 2 per fatture superiori a € 77,47
  • Nessun obbligo di registri IVA: Non servono registri acquisti/vendite
  • Coefficiente redditività 78%: Solo il 78% del fatturato è imponibile

Dicitura obbligatoria in fattura per forfettari

Ogni fattura deve riportare:

"Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89,
Legge n. 190/2014 e successive modificazioni.
Non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, L. 190/2014."

Tariffe Indicative Medici Liberi Professionisti 2026

Le tariffe mediche sono libere, ma ecco un riferimento delle tariffe medie di mercato 2026 per le principali prestazioni:

PrestazioneTariffa MediaRange
Visita medica generica€ 80€ 50 – 120
Visita specialistica€ 120€ 80 – 200
Visita cardiologica + ECG€ 150€ 100 – 200
Ecografia€ 100€ 70 – 150
Visita dermatologica€ 100€ 70 – 150
Visita ortopedica€ 120€ 80 – 180
Certificato medico sportivo€ 50€ 40 – 80
Certificato idoneità patente€ 80€ 60 – 100
Visita domiciliare€ 100€ 80 – 150
Guardia medica turistica (giornaliera)€ 300€ 200 – 500

Nota: Le tariffe variano significativamente in base alla zona geografica, alla specializzazione e all’esperienza del medico. Nel Nord Italia e nelle grandi città le tariffe tendono ad essere più elevate.

5 Errori Comuni da Evitare nella Fatturazione Medica

Ecco gli errori più frequenti che i medici commettono nella fatturazione:

1. Dimenticare l’imposta di bollo

Per fatture esenti IVA superiori a € 77,47 è obbligatorio il bollo da € 2. L’omissione comporta sanzioni dal 100% al 500% dell’imposta evasa.

2. Calcolare male il contributo ENPAM

Il 2% si calcola solo sul compenso professionale, non sul totale fattura. Non va applicato sull’imposta di bollo né su eventuali rimborsi spese.

3. Omettere la trasmissione al Sistema TS

La mancata trasmissione dei dati entro le scadenze comporta sanzioni di € 100 per ogni documento omesso.

4. Emettere fattura elettronica a pazienti privati

Per le prestazioni sanitarie a persone fisiche vige il divieto di fattura elettronica. Usare sempre fattura cartacea o PDF.

5. Non distinguere prestazioni esenti da imponibili

Se si erogano sia prestazioni sanitarie (esenti) che non sanitarie (imponibili), vanno separate chiaramente in fattura o emesse fatture distinte.

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FAQ Fatturazione Medici: Domande Frequenti

Devo applicare l’IVA sulle visite mediche?

No, le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72. L’IVA al 22% si applica solo a prestazioni non sanitarie come medicina estetica, perizie e certificati non obbligatori.

Il contributo ENPAM 2% è obbligatorio in fattura?

No, è facoltativo. Il medico può decidere di addebitarlo al paziente o assorbirlo nel proprio compenso. Se addebitato, va versato integralmente all’ENPAM.

Quando devo applicare il bollo da 2 euro?

L’imposta di bollo è obbligatoria per tutte le fatture esenti IVA superiori a € 77,47. Può essere applicata come marca da bollo fisica o assolta virtualmente con autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate.

Posso emettere fattura elettronica ai miei pazienti?

No, per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche vige il divieto di fatturazione elettronica a tutela della privacy. Si deve usare fattura cartacea o PDF. La fattura elettronica è invece obbligatoria verso aziende e PA.

Cosa succede se non invio i dati al Sistema Tessera Sanitaria?

La sanzione è di € 100 per ogni documento omesso, fino a un massimo di € 50.000 annui. Se si regolarizza entro 60 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta a un terzo (€ 33,33).

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Articolo aggiornato ad aprile 2026 con le ultime novità normative sulla fatturazione per medici liberi professionisti.

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Aprile 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-07 09:00:002026-06-01 08:17:56Fatturazione Medico Libero Professionista 2026: Guida Completa
Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Contributi ENPAM 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze Medici

regime forfettario partita iva

Se sei un medico o odontoiatra iscritto all’Albo professionale, sei automaticamente soggetto ai contributi ENPAM 2026. L’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici gestisce la previdenza obbligatoria per tutti i professionisti sanitari, garantendo la futura pensione attraverso un sistema contributivo articolato in diverse quote. In questa guida completa scoprirai come calcolare i contributi ENPAM, quali sono le aliquote 2026, le scadenze di versamento e come dedurre fiscalmente gli importi versati.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’ENPAM e chi deve iscriversi
  2. Quota A: il contributo fisso obbligatorio
  3. Quota B: il contributo proporzionale al reddito
  4. Fondi Speciali per medici convenzionati SSN
  5. Scadenze versamenti 2026: calendario completo
  6. Come calcolare i contributi ENPAM: 3 esempi pratici
  7. Agevolazioni e riduzioni per giovani medici
  8. Deducibilità fiscale dei contributi ENPAM
  9. Domande frequenti sui contributi ENPAM

Cos’è l’ENPAM e chi deve iscriversi

La Fondazione ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) è l’ente previdenziale di riferimento per tutti i medici e odontoiatri italiani. Costituita nel 1919, ENPAM gestisce la previdenza obbligatoria per oltre 400.000 professionisti sanitari iscritti agli Ordini professionali.

L’iscrizione all’ENPAM è obbligatoria per tutti i medici e odontoiatri iscritti agli Albi provinciali, indipendentemente dal fatto che esercitino la libera professione o abbiano un rapporto di lavoro dipendente. L’iscrizione avviene automaticamente al momento dell’iscrizione all’Albo professionale e comporta l’obbligo di versamento dei contributi previdenziali ENPAM.

Il sistema contributivo ENPAM si basa su più gestioni separate, tra cui il Fondo Generale (con Quota A e Quota B) e i Fondi Speciali per i medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. Questa struttura garantisce una copertura previdenziale completa, costruendo nel tempo il montante contributivo che determinerà l’importo della pensione futura.

Quota A: il contributo fisso obbligatorio

La Quota A ENPAM è un contributo fisso annuale dovuto da tutti i medici e odontoiatri iscritti all’ENPAM, indipendentemente dal reddito prodotto. Si tratta di un contributo soggettivo che varia in base all’età dell’iscritto e alla sua condizione professionale.

Importi Quota A 2026 per fascia di età

Gli importi della Quota A 2026 sono progressivi e aumentano con l’età del professionista. Ecco la tabella aggiornata con le aliquote vigenti:

Età/CategoriaImporto annuo Quota A 2026
Studenti universitari€ 145,81
Fino a 30 anni€ 291,61
Da 30 a 35 anni€ 566,00
Da 35 a 40 anni€ 1.062,12
Oltre 40 anni fino a pensione€ 1.961,56

A questi importi si aggiunge il contributo di maternità, pari a € 95,54 annui, dovuto da tutti gli iscritti per finanziare le prestazioni di maternità, adozione e interruzione di gravidanza erogate dall’ENPAM.

Come si paga la Quota A

La Quota A ENPAM può essere versata in diverse modalità:

  • Soluzione unica entro il 30 aprile 2026
  • 4 rate trimestrali con scadenze: 30 aprile, 30 giugno, 30 settembre, 30 novembre 2026
  • 8 rate mensili (opzione disponibile per chi sceglie la rateizzazione estesa)

Il pagamento avviene tramite bollettino MAV inviato direttamente dall’ENPAM oppure attraverso l’area riservata del sito ENPAM, dove è possibile generare i bollettini e pagare online con carta di credito o addebito bancario.

Quota B: il contributo proporzionale al reddito

La Quota B ENPAM è il contributo proporzionale calcolato sul reddito netto da libera professione prodotto dal medico o odontoiatra. Si tratta della componente più significativa dei contributi ENPAM, in quanto determina la parte principale del montante contributivo utile per il calcolo della pensione futura.

Aliquota Quota B 2026

L’aliquota contributiva della Quota B per il 2026 è pari a:

  • 19,50% sul reddito netto professionale fino a € 140.000
  • 1% sulla parte di reddito eccedente € 140.000

Questa aliquota si applica al reddito professionale netto, ossia il reddito derivante dall’attività libero-professionale al netto delle spese sostenute per l’esercizio dell’attività. Il reddito da considerare è quello dichiarato ai fini fiscali (rigo RE02 del Modello Redditi o equivalente).

Aliquote ridotte per specifiche categorie

Per alcune categorie di professionisti è prevista un’aliquota ridotta del 9,75% (pari al 50% dell’aliquota ordinaria). Questa agevolazione si applica a:

  • Medici dipendenti che svolgono attività libero-professionale in intramoenia
  • Medici specializzandi iscritti alle scuole di specializzazione
  • Medici convenzionati SSN che esercitano anche attività libero-professionale privata
  • Professionisti già iscritti ad altri enti previdenziali obbligatori

L’aliquota ridotta si applica perché questi professionisti versano già contributi previdenziali per l’attività principale (dipendente o convenzionata) e la Quota B rappresenta una contribuzione integrativa.

Minimale contributivo Quota B

Non esiste un minimale contributivo obbligatorio per la Quota B: se il medico non produce reddito da libera professione, non è tenuto al versamento della Quota B. Tuttavia, l’assenza di versamenti alla Quota B comporta la mancata accumulazione di montante contributivo per quella gestione, riducendo l’importo della futura pensione ENPAM.

Fondi Speciali per medici convenzionati SSN

I medici che lavorano in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sono iscritti ai Fondi Speciali ENPAM, gestioni previdenziali separate dal Fondo Generale. Questi fondi coprono specifiche categorie professionali e prevedono contributi calcolati sul reddito convenzionale.

Fondo Speciale Medicina Convenzionata

Il Fondo Speciale di Medicina Convenzionata copre i seguenti medici:

  • Medici di medicina generale (MMG)
  • Pediatri di libera scelta (PLS)
  • Medici di continuità assistenziale (ex guardia medica)
  • Medici di emergenza territoriale
  • Medici della medicina dei servizi

I contributi per questo fondo sono ripartiti tra il medico e il Servizio Sanitario:

  • Quota a carico del medico: trattenuta direttamente dalla ASL al momento del pagamento dei compensi
  • Quota a carico del SSN: versata direttamente dall’ente convenzionante

Fondo Speciale Medicina Accreditata

Il Fondo Speciale di Medicina Accreditata riguarda i medici specialisti ambulatoriali convenzionati con il SSN. Anche in questo caso, i contributi sono ripartiti tra il professionista e l’ente convenzionante, con trattenuta diretta sui compensi erogati.

I medici iscritti ai Fondi Speciali ENPAM continuano comunque a versare la Quota A del Fondo Generale. Se svolgono anche attività libero-professionale privata, devono dichiarare tale reddito e versare la Quota B con aliquota ridotta al 9,75%.

Quota B: il contributo proporzionale al reddito

La Quota B ENPAM è il contributo proporzionale calcolato sul reddito netto da libera professione prodotto dal medico o odontoiatra. Si tratta della componente più significativa dei contributi ENPAM, in quanto determina la parte principale del montante contributivo utile per il calcolo della pensione futura.

Aliquota Quota B 2026

L’aliquota contributiva della Quota B per il 2026 è pari a:

  • 19,50% sul reddito netto professionale fino a € 140.000
  • 1% sulla parte di reddito eccedente € 140.000

Questa aliquota si applica al reddito professionale netto, ossia il reddito derivante dall’attività libero-professionale al netto delle spese sostenute per l’esercizio dell’attività. Il reddito da considerare è quello dichiarato ai fini fiscali (rigo RE02 del Modello Redditi o equivalente).

Aliquote ridotte per specifiche categorie

Per alcune categorie di professionisti è prevista un’aliquota ridotta del 9,75% (pari al 50% dell’aliquota ordinaria). Questa agevolazione si applica a:

  • Medici dipendenti che svolgono attività libero-professionale in intramoenia
  • Medici specializzandi iscritti alle scuole di specializzazione
  • Medici convenzionati SSN che esercitano anche attività libero-professionale privata
  • Professionisti già iscritti ad altri enti previdenziali obbligatori

L’aliquota ridotta si applica perché questi professionisti versano già contributi previdenziali per l’attività principale (dipendente o convenzionata) e la Quota B rappresenta una contribuzione integrativa.

Minimale contributivo Quota B

Non esiste un minimale contributivo obbligatorio per la Quota B: se il medico non produce reddito da libera professione, non è tenuto al versamento della Quota B. Tuttavia, l’assenza di versamenti alla Quota B comporta la mancata accumulazione di montante contributivo per quella gestione, riducendo l’importo della futura pensione ENPAM.

Fondi Speciali per medici convenzionati SSN

I medici che lavorano in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sono iscritti ai Fondi Speciali ENPAM, gestioni previdenziali separate dal Fondo Generale. Questi fondi coprono specifiche categorie professionali e prevedono contributi calcolati sul reddito convenzionale.

Fondo Speciale Medicina Convenzionata

Il Fondo Speciale di Medicina Convenzionata copre i seguenti medici:

  • Medici di medicina generale (MMG)
  • Pediatri di libera scelta (PLS)
  • Medici di continuità assistenziale (ex guardia medica)
  • Medici di emergenza territoriale
  • Medici della medicina dei servizi

I contributi per questo fondo sono ripartiti tra il medico e il Servizio Sanitario:

  • Quota a carico del medico: trattenuta direttamente dalla ASL al momento del pagamento dei compensi
  • Quota a carico del SSN: versata direttamente dall’ente convenzionante

Fondo Speciale Medicina Accreditata

Il Fondo Speciale di Medicina Accreditata riguarda i medici specialisti ambulatoriali convenzionati con il SSN. Anche in questo caso, i contributi sono ripartiti tra il professionista e l’ente convenzionante, con trattenuta diretta sui compensi erogati.

I medici iscritti ai Fondi Speciali ENPAM continuano comunque a versare la Quota A del Fondo Generale. Se svolgono anche attività libero-professionale privata, devono dichiarare tale reddito e versare la Quota B con aliquota ridotta al 9,75%.

Scadenze versamenti 2026: calendario completo

Le scadenze ENPAM 2026 variano a seconda della tipologia di contributo. È fondamentale rispettare le date di versamento per evitare sanzioni e interessi di mora. Ecco il calendario completo delle scadenze contributive.

Scadenze Quota A 2026

La Quota A può essere versata in soluzione unica o rateizzata:

Modalità pagamentoScadenze 2026
Soluzione unica30 aprile 2026
4 rate trimestrali30 aprile, 30 giugno, 30 settembre, 30 novembre 2026

Scadenze Quota B 2026

La Quota B viene versata in base al reddito prodotto nell’anno precedente (2025). I contributi possono essere versati in 5 rate bimestrali con le seguenti scadenze:

RataScadenza 2026
1a rata31 ottobre 2026
2a rata31 dicembre 2026
3a rata28 febbraio 2027
4a rata30 aprile 2027
5a rata30 giugno 2027

E importante notare che la dichiarazione del reddito all’ENPAM (tramite Modello D) deve essere presentata entro il 30 settembre 2026 per i redditi prodotti nel 2025. Solo dopo la dichiarazione, ENPAM calcolerà i contributi dovuti e invierà i bollettini di pagamento.

Cosa succede se non si rispettano le scadenze

Il mancato rispetto delle scadenze ENPAM comporta:

  • Interessi di mora calcolati sui giorni di ritardo
  • Sanzioni amministrative in caso di omessa dichiarazione del reddito
  • Possibili conseguenze sulla regolarità contributiva, necessaria per l’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali

In caso di difficoltà economiche temporanee, è possibile richiedere all’ENPAM piani di rateizzazione personalizzati per dilazionare i pagamenti arretrati.

Come calcolare i contributi ENPAM: 3 esempi pratici

Per comprendere meglio il calcolo dei contributi ENPAM, vediamo tre casi pratici con diverse situazioni professionali.

Esempio 1: Medico libero professionista under 35

Situazione: Medico di 32 anni, svolge solo attività libero-professionale privata, reddito netto 2025: 45.000 euro.

Calcolo contributi ENPAM 2026:

  • Quota A: 566 euro (fascia 30-35 anni)
  • Contributo maternità: 95,54 euro
  • Quota B: 45.000 x 19,50% = 8.775 euro
  • Totale contributi ENPAM 2026: 566 + 95,54 + 8.775 = 9.436,54 euro

Esempio 2: Medico dipendente con attività intramoenia

Situazione: Medico ospedaliero di 45 anni, dipendente a tempo pieno, reddito intramoenia 2025: 25.000 euro.

Calcolo contributi ENPAM 2026:

  • Quota A: 1.961,56 euro (oltre 40 anni)
  • Contributo maternità: 95,54 euro
  • Quota B (aliquota ridotta): 25.000 x 9,75% = 2.437,50 euro
  • Totale contributi ENPAM 2026: 1.961,56 + 95,54 + 2.437,50 = 4.494,60 euro

Nota: Il medico dipendente versa già contributi INPS sul reddito da lavoro dipendente, la Quota B ENPAM riguarda solo l’attività intramoenia con aliquota ridotta.

Esempio 3: Libero professionista con reddito elevato

Situazione: Odontoiatra di 50 anni, reddito netto 2025: 180.000 euro.

Calcolo contributi ENPAM 2026:

  • Quota A: 1.961,56 euro (oltre 40 anni)
  • Contributo maternità: 95,54 euro
  • Quota B:
    • 140.000 x 19,50% = 27.300 euro
    • (180.000 – 140.000) x 1% = 400 euro
    • Totale Quota B: 27.700 euro
  • Totale contributi ENPAM 2026: 1.961,56 + 95,54 + 27.700 = 29.757,10 euro

Come si vede dall’esempio, sulla parte di reddito eccedente 140.000 euro si applica l’aliquota ridotta dell’1%, rendendo meno gravoso il carico contributivo sui redditi più elevati.

Agevolazioni e riduzioni per giovani medici

L’ENPAM prevede diverse agevolazioni contributive per sostenere i giovani professionisti nelle fasi iniziali della carriera, quando i redditi sono generalmente più contenuti.

Riduzione Quota A per età

La Quota A è progressiva per età: i medici più giovani beneficiano di importi ridotti. Un medico under 30 paga solo 291,61 euro annui, circa il 15% di quanto versa un medico over 40. Questa agevolazione automatica permette ai giovani professionisti di affrontare costi previdenziali sostenibili nei primi anni di attività.

Esonero contributivo in specifiche situazioni

In alcune situazioni particolari è possibile richiedere l’esonero contributivo temporaneo:

  • Congedo parentale: durante i periodi di astensione per maternità/paternità
  • Malattia grave: in caso di patologie invalidanti certificate
  • Inattività professionale: se il medico non esercita e non produce reddito

L’esonero deve essere richiesto formalmente all’ENPAM presentando la documentazione giustificativa. Durante il periodo di esonero, non si accumulano contributi e quindi non si matura montante pensionistico.

Riscatto anni di laurea

I medici possono riscattare gli anni di corso di laurea ai fini previdenziali ENPAM, aumentando così il montante contributivo e anticipando potenzialmente l’accesso alla pensione. Il costo del riscatto varia in base all’età, al reddito e agli anni da riscattare. Questa opportunità è particolarmente vantaggiosa se effettuata nei primi anni di iscrizione, quando i costi sono più contenuti.

Deducibilita fiscale dei contributi ENPAM

I contributi ENPAM versati sono integralmente deducibili dal reddito imponibile ai fini fiscali. Questa deducibilita rappresenta un importante vantaggio fiscale che riduce l’onere contributivo effettivo.

Come funziona la deduzione fiscale

Sia la Quota A che la Quota B ENPAM sono oneri deducibili ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Nella pratica:

  • I contributi versati riducono il reddito imponibile su cui si calcola l’IRPEF
  • La deduzione opera nell’anno di competenza (anno in cui sono dovuti, non necessariamente pagati)
  • Non c’e limite di importo deducibile: tutti i contributi ENPAM obbligatori sono interamente deducibili

Esempio pratico di risparmio fiscale

Riprendiamo l’Esempio 1 visto sopra (medico libero professionista con reddito 45.000 euro):

  • Reddito netto: 45.000 euro
  • Contributi ENPAM: 9.436,54 euro
  • Reddito imponibile IRPEF: 45.000 – 9.436,54 = 35.563,46 euro

Supponendo un’aliquota IRPEF media del 35%, il risparmio fiscale generato dalla deduzione e: 9.436,54 x 35% = 3.302,79 euro

Grazie alla deducibilita fiscale, il costo reale dei contributi ENPAM si riduce significativamente.

Dichiarazione dei redditi e contributi ENPAM

Nella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF o modello 730), i contributi ENPAM vanno indicati nel Quadro RE (redditi da lavoro autonomo) e Quadro RP (oneri deducibili). Se ti avvali di un CAF o commercialista, i contributi ENPAM saranno automaticamente dedotti.

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Domande frequenti sui contributi ENPAM

Devo pagare i contributi ENPAM se non esercito la professione?

Se sei iscritto all’Albo professionale, devi versare la Quota A ENPAM anche se non eserciti. La Quota A e un contributo soggettivo legato all’iscrizione. La Quota B, invece, e dovuta solo se produci reddito da libera professione.

Posso rateizzare i contributi ENPAM in difficolta economiche?

Si, l’ENPAM prevede piani di rateizzazione personalizzati per chi ha difficolta temporanee. E possibile richiedere dilazioni fino a 60 mesi tramite l’area riservata del sito ENPAM.

I contributi ENPAM danno diritto alla pensione anticipata?

Si, con almeno 40 anni di contributi e possibile accedere alla pensione anticipata ENPAM indipendentemente dall’eta. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a verificare quando potrai andare in pensione.

Come verifico la mia posizione contributiva ENPAM?

Accedi all’area riservata del sito www.enpam.it con SPID, CIE o CNS. Nell’area personale trovi l’estratto conto contributivo aggiornato con tutti i versamenti effettuati e il montante maturato.

Posso dedurre i contributi ENPAM pagati in ritardo?

Si, i contributi ENPAM sono deducibili nell’anno di competenza, indipendentemente dalla data di pagamento. Tuttavia, il ritardo comporta interessi di mora.

Medici specializzandi devono versare contributi ENPAM?

Si, i medici specializzandi devono versare la Quota A ridotta. Se svolgono attivita libero-professionale, versano anche la Quota B con aliquota ridotta al 9,75%.


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Calcolare correttamente i contributi ENPAM richiede competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa ai medici e odontoiatri per calcolo contributi, compilazione Modello D, verifica posizione contributiva e dichiarazione dei redditi.

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Aprile 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Codice ATECO Medico 2026: Guida Completa 86.21.00 e 86.22.09

regime forfettario partita iva

Quando un medico decide di aprire partita IVA, una delle prime questioni da affrontare riguarda la scelta del codice ATECO. Questa sigla identifica l’attività svolta e ha conseguenze dirette su tassazione, contributi previdenziali e obblighi fiscali. La classificazione ATECO 2007, adottata dall’Agenzia delle Entrate e dall’ISTAT, prevede due codici specifici per i medici: il 86.21.00 per i medici di medicina generale e il 86.22.09 per i medici specialisti. In questa guida completa analizziamo le differenze tra questi codici, il coefficiente di redditività del 78%, le procedure per inserirli correttamente e gli errori più comuni da evitare.

Indice dei Contenuti

  1. Cos’è il Codice ATECO e Perché è Importante per i Medici
  2. Codice ATECO 86.21.00 – Medici di Medicina Generale
  3. Codice ATECO 86.22.09 – Medici Specialisti
  4. Coefficiente di Redditività 78%: Come si Calcola il Reddito
  5. Differenze tra i Due Codici ATECO
  6. Come Inserire il Codice ATECO all’Apertura della Partita IVA
  7. Codici ATECO per Attività Mediche Specifiche
  8. Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO
  9. Domande Frequenti

Cos’è il Codice ATECO e Perché è Importante per i Medici

Il codice ATECO (Attività Economiche) è un sistema di classificazione utilizzato dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate per identificare le attività economiche svolte da imprese e professionisti.

Per un medico con partita IVA, il codice ATECO determina diversi aspetti fondamentali della gestione fiscale e previdenziale.

Innanzitutto, il codice ATECO medico influisce sul coefficiente di redditività applicato nel regime forfettario. Questo coefficiente, fissato al 78% per le attività sanitarie, determina l’ammontare del reddito imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva. In pratica, se un medico fattura 50.000 euro all’anno, il suo reddito imponibile sarà di 39.000 euro (50.000 x 78%).

Inoltre, la scelta del codice ATECO corretto è essenziale per accedere al regime forfettario 2026, che prevede un limite di ricavi di 85.000 euro annui e un’aliquota agevolata del 15% (o 5% per i primi 5 anni se si è in possesso dei requisiti per lo start-up). Un codice ATECO sbagliato può comportare problemi con l’Agenzia delle Entrate, l’impossibilità di accedere a determinate agevolazioni o errori nel calcolo dei contributi previdenziali ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici).

Infine, il codice ATECO medico viene richiesto in fase di apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 per i liberi professionisti. Una volta comunicato, può essere modificato presentando una variazione dati, ma è preferibile sceglierlo correttamente fin dall’inizio per evitare complicazioni burocratiche.

Codice ATECO 86.21.00 – Medici di Medicina Generale

Il codice ATECO 86.21.00 identifica le attività svolte dai medici di medicina generale, comunemente chiamati medici di base o medici di famiglia. Questo codice comprende tutte le prestazioni di assistenza sanitaria di base fornite alla popolazione, inclusi i servizi di guardia medica e le visite domiciliari.

I medici di medicina generale (MMG) che utilizzano questo codice ATECO svolgono principalmente attività di primo livello assistenziale: visite ambulatoriali, prescrizioni farmacologiche, certificazioni mediche, compilazione di piani terapeutici e coordinamento dell’assistenza territoriale. Il medico di base rappresenta il primo punto di contatto tra il cittadino e il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Va precisato che la maggior parte dei medici di medicina generale opera in convenzione con il SSN e non ha partita IVA, ricevendo un compenso forfettario in base al numero di assistiti. Tuttavia, alcuni MMG possono esercitare anche attività libero-professionale parallela (ad esempio, visite private non convenzionate, certificazioni mediche a pagamento, medicina del lavoro), per la quale è necessaria l’apertura della partita IVA con codice ATECO 86.21.00.

Il coefficiente di redditività per il codice 86.21.00 è del 78%, come per tutti i codici ATECO relativi alle attività sanitarie. Questo significa che se un medico di medicina generale con partita IVA in regime forfettario fattura 40.000 euro all’anno, il suo reddito imponibile sarà di 31.200 euro (40.000 x 78%). Su questa base imponibile si applica l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi anni con i requisiti start-up).

Codice ATECO 86.22.09 – Medici Specialisti

Il codice ATECO 86.22.09 è quello più utilizzato dai medici con partita IVA, poiché comprende tutte le attività svolte dai medici specialisti. Questo codice include un’ampia gamma di specializzazioni mediche: cardiologia, dermatologia, ortopedia, ginecologia, oculistica, otorinolaringoiatria, neurologia, psichiatria, urologia, gastroenterologia, endocrinologia, pneumologia, nefrologia e molte altre.

I medici specialisti che utilizzano il codice ATECO 86.22.09 svolgono attività di secondo livello, con competenze diagnostiche e terapeutiche approfondite in un settore specifico della medicina. Le prestazioni tipiche includono: visite specialistiche, esami diagnostici, procedure ambulatoriali, interventi chirurgici, follow-up post-operatori, prescrizioni di terapie specialistiche e consulenze medico-legali.

A differenza dei medici di medicina generale, la maggior parte degli specialisti esercita la libera professione con partita IVA, sia in regime forfettario che ordinario. Molti medici specialisti operano contemporaneamente in diverse modalità: attività intramoenia presso strutture pubbliche, attività libero-professionale in studi privati, collaborazioni con cliniche e poliambulatori, attività di docenza universitaria o formazione.

Anche per il codice ATECO 86.22.09 si applica il coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario. Ad esempio, un dermatologo con partita IVA forfettaria che fattura 70.000 euro annui avrà un reddito imponibile di 54.600 euro (70.000 x 78%), su cui calcolerà l’imposta sostitutiva del 15%.

È importante notare che il codice 86.22.09 copre tutte le specializzazioni mediche senza distinzione. Non esistono codici ATECO separati per cardiologo, ortopedico o ginecologo: tutti i medici specialisti utilizzano il medesimo codice 86.22.09. La specializzazione viene indicata altrove (ad esempio nell’iscrizione all’Ordine dei Medici o nei documenti ENPAM), ma ai fini del codice ATECO l’unico riferimento è il 86.22.09.

Coefficiente di Redditività 78%: Come si Calcola il Reddito

Il coefficiente di redditività è uno degli elementi chiave del regime forfettario. Per i medici, sia di medicina generale che specialisti, questo coefficiente è fissato al 78%. Ma cosa significa esattamente e come si applica nel calcolo del reddito imponibile?

Il coefficiente di redditività rappresenta la percentuale di reddito netto che il legislatore presume derivi dai ricavi lordi del professionista. In altre parole, l’Agenzia delle Entrate considera che il 78% dei ricavi di un medico costituisca il reddito effettivo, mentre il restante 22% rappresenta i costi forfettari (affitto dello studio, materiale sanitario, assicurazione professionale, formazione, utenze, etc.).

Vediamo un esempio pratico di calcolo per un medico specialista con codice ATECO 86.22.09 in regime forfettario:

  • Ricavi annui: 60.000 euro
  • Coefficiente di redditività: 78%
  • Reddito imponibile: 60.000 x 78% = 46.800 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 46.800 x 15% = 7.020 euro
  • Contributi ENPAM: circa 4.500-5.000 euro (variabili in base al reddito)
  • Reddito netto finale: circa 48.000 euro

Un altro esempio per un medico di base con codice ATECO 86.21.00 che svolge attività libero-professionale parallela:

  • Ricavi annui P.IVA: 30.000 euro
  • Coefficiente di redditività: 78%
  • Reddito imponibile: 30.000 x 78% = 23.400 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 23.400 x 15% = 3.510 euro
  • Contributi ENPAM: circa 2.200-2.500 euro
  • Reddito netto finale: circa 24.000 euro

È fondamentale comprendere che nel regime forfettario non è possibile dedurre le spese effettivamente sostenute. Il coefficiente del 78% sostituisce tutte le deduzioni: non si possono scaricare affitto, acquisto di strumenti diagnostici, corsi di aggiornamento o altre spese professionali. Questo rende il regime forfettario molto vantaggioso per i medici con costi contenuti, ma potenzialmente svantaggioso per chi ha spese elevate (ad esempio, chi gestisce uno studio con apparecchiature costose).

Per i medici con ricavi superiori a 85.000 euro o con spese superiori al 22% dei ricavi, può essere più conveniente il regime ordinario, che permette la deduzione analitica di tutte le spese effettivamente sostenute e documentate.

Differenze tra i Due Codici ATECO

Sebbene entrambi i codici ATECO per medici (86.21.00 e 86.22.09) condividano il medesimo coefficiente di redditività del 78%, esistono differenze importanti che ogni medico deve conoscere prima di scegliere quale utilizzare. Ecco una tabella comparativa che riassume le principali caratteristiche:

CaratteristicaCodice 86.21.00Codice 86.22.09
DenominazioneServizi degli studi medici di medicina generaleAttività dei medici specialisti
Tipologia di mediciMedici di medicina generale, medici di base, guardia medicaTutti i medici specialisti (cardiologo, dermatologo, ortopedico, etc.)
Attività principaleAssistenza sanitaria di base, visite generiche, certificazioniVisite specialistiche, diagnosi e terapie specializzate
Coefficiente di redditività78%78%
Regime fiscale applicabileForfettario o ordinarioForfettario o ordinario
Contributi previdenzialiENPAM (area B se libero professionista)ENPAM (area B se libero professionista)
Quando usarloMedico di base con attività libero-professionale parallelaMedico specialista che esercita libera professione

La scelta tra i due codici dipende essenzialmente dal tipo di attività medica svolta. Un medico di medicina generale che esercita principalmente attività di assistenza territoriale di base (visite ambulatoriali generiche, prescrizioni, certificati di malattia) dovrebbe utilizzare il codice 86.21.00. Questo vale soprattutto per i MMG che svolgono attività libero-professionale non convenzionata, ad esempio medicina del lavoro o visite private.

Al contrario, un medico specialista che ha conseguito una specializzazione post-laurea riconosciuta e svolge attività di secondo livello (visite specialistiche, esami diagnostici, procedure terapeutiche specialistiche) deve utilizzare il codice 86.22.09. Questo codice è indicato per cardiologi, dermatologi, ortopedici, ginecologi, oculisti, psichiatri, urologi e tutte le altre specializzazioni mediche.

Un caso particolare riguarda i medici con doppia attività: ad esempio, un medico con specializzazione che svolge contemporaneamente attività da MMG convenzionato e attività specialistica privata. In questo caso, per la partita IVA relativa all’attività specialistica si utilizzerà il codice 86.22.09, mentre l’attività da medico di base convenzionato rimane esclusa da IVA (rientra nel compenso forfettario corrisposto dal SSN).

Come Inserire il Codice ATECO all’Apertura della Partita IVA

L’inserimento del codice ATECO medico avviene in fase di apertura della partita IVA, tramite la compilazione del modello AA9/12 per i liberi professionisti. Questa procedura può essere effettuata autonomamente sul portale dell’Agenzia delle Entrate (sezione Fisconline o Entratel) oppure affidandosi a un CAF o commercialista che si occuperà di tutti gli adempimenti.

Ecco i passaggi principali per inserire correttamente il codice ATECO:

  1. Identificazione del codice corretto: Prima di aprire la partita IVA, è fondamentale individuare il codice ATECO appropriato. Per i medici di medicina generale si utilizza il 86.21.00, mentre per i medici specialisti il 86.22.09.
  2. Compilazione modello AA9/12: Nel modello di apertura partita IVA per liberi professionisti, nella sezione dedicata all’attività economica, si inserisce il codice ATECO a 6 cifre (ad esempio, 86.22.09).
  3. Indicazione del regime fiscale: Contestualmente si dichiara il regime fiscale prescelto (forfettario o ordinario). Per il regime forfettario è necessario barrare l’apposita casella e verificare il possesso dei requisiti richiesti.
  4. Comunicazione all’ENPAM: Dopo l’apertura della partita IVA, il medico deve comunicare l’avvio dell’attività libero-professionale all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Medici) per l’iscrizione all’area B e il calcolo dei contributi previdenziali.
  5. Iscrizione all’Ordine dei Medici: Il medico deve essere regolarmente iscritto all’Albo dell’Ordine dei Medici della provincia di competenza. Questa iscrizione è obbligatoria per l’esercizio della professione medica.

È importante sottolineare che l’apertura della partita IVA per un medico richiede attenzione particolare a diversi aspetti normativi e fiscali. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i medici in tutte le fasi: dalla scelta del codice ATECO corretto alla compilazione del modello AA9/12, dalla valutazione della convenienza del regime forfettario alla gestione dei rapporti con ENPAM e Ordine dei Medici.

Una volta aperta la partita IVA, il codice ATECO può essere modificato in caso di errore o variazione dell’attività svolta. La modifica si effettua tramite il modello AA7/10 (variazione dati), presentabile online sul portale dell’Agenzia delle Entrate o tramite intermediario abilitato. Tuttavia, è preferibile scegliere il codice corretto fin dall’inizio per evitare complicazioni burocratiche e possibili sanzioni.

Codici ATECO per Attività Mediche Specifiche

Oltre ai due codici principali (86.21.00 e 86.22.09), esistono alcune attività mediche specifiche che potrebbero richiedere l’utilizzo di codici ATECO differenti o complementari. Vediamo i casi più rilevanti:

Chirurgia Estetica

I medici che svolgono chirurgia estetica utilizzano generalmente il codice ATECO 86.22.09 (attività dei medici specialisti), in quanto la chirurgia estetica rientra nelle specializzazioni mediche. Tuttavia, per alcune prestazioni puramente estetiche non terapeutiche (ad esempio, trattamenti di medicina estetica non chirurgica come filler, botox, peeling), alcuni professionisti utilizzano codici ATECO relativi ai servizi estetici. È consigliabile consultare un commercialista specializzato per valutare caso per caso.

Medicina del Lavoro

I medici competenti che svolgono attività di medicina del lavoro (sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro, visite periodiche ai lavoratori, valutazione dell’idoneità alla mansione) utilizzano il codice ATECO 86.22.09. La medicina del lavoro è considerata una specializzazione medica e rientra quindi nelle attività dei medici specialisti.

Medicina Sportiva

Anche i medici che esercitano medicina sportiva (certificazioni medico-sportive, visite di idoneità agonistica, gestione sanitaria di atleti e società sportive) utilizzano il codice ATECO 86.22.09. La medicina sportiva è una specializzazione riconosciuta e rientra nelle attività specialistiche.

Attività Diagnostica Strumentale

I medici che gestiscono centri diagnostici o svolgono prevalentemente attività di diagnostica strumentale (ecografie, radiografie, elettrocardiogrammi, spirometrie) potrebbero valutare l’utilizzo del codice ATECO 86.90.29 (altre attività paramediche indipendenti). Tuttavia, se l’attività è svolta da un medico specialista che effettua anche diagnosi e refertazione, rimane appropriato il codice 86.22.09.

In tutti questi casi, la scelta del codice ATECO corretto dipende dall’attività prevalente svolta e dalla modalità organizzativa dello studio. Per evitare errori, è fondamentale farsi assistere da un CAF specializzato che conosca le specificità della professione medica e possa guidare nella scelta più appropriata.

Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO

La scelta del codice ATECO sbagliato è uno degli errori più frequenti commessi dai medici in fase di apertura della partita IVA. Questi errori possono avere conseguenze fiscali, previdenziali e amministrative significative. Vediamo i casi più comuni:

1. Confondere il Codice del Medico Generalista con Quello dello Specialista

Molti medici specialisti scelgono erroneamente il codice 86.21.00 (medicina generale) invece del corretto 86.22.09 (attività specialistica). Questo errore può derivare da una scarsa conoscenza della classificazione ATECO o da una compilazione frettolosa del modello AA9/12. Utilizzare il codice sbagliato non comporta variazioni fiscali immediate (il coefficiente di redditività è identico), ma può creare problemi in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate o difficoltà nella comunicazione con ENPAM.

2. Non Aggiornare il Codice ATECO dopo una Specializzazione

Alcuni medici aprono la partita IVA durante il periodo di specializzazione o subito dopo la laurea, utilizzando il codice 86.21.00. Una volta conseguita la specializzazione, è necessario aggiornare il codice ATECO al 86.22.09 tramite variazione dati (modello AA7/10). Dimenticare questo aggiornamento può comportare incongruenze tra l’attività effettivamente svolta e quella dichiarata.

3. Utilizzare Codici ATECO Generici o Non Pertinenti

Alcuni professionisti, per confusione o errore, utilizzano codici ATECO generici come 86.90.29 (altre attività paramediche) o addirittura codici relativi ad altre professioni sanitarie (infermieri, fisioterapisti). Questo errore può essere più grave, in quanto modifica il coefficiente di redditività applicabile e può comportare contestazioni fiscali.

4. Indicare Più Codici ATECO senza Necessità

Un medico può avere più codici ATECO se svolge attività diverse (ad esempio, attività medica + attività di formazione o consulenza). Tuttavia, molti professionisti indicano erroneamente più codici senza reale necessità, complicando la gestione fiscale. Se l’attività è esclusivamente medica, basta un solo codice (86.21.00 o 86.22.09).

5. Non Comunicare il Codice ATECO all’ENPAM

Dopo l’apertura della partita IVA, il medico deve comunicare tempestivamente l’avvio dell’attività libero-professionale all’ENPAM per l’iscrizione all’area B e il calcolo dei contributi previdenziali. Dimenticare questa comunicazione può comportare sanzioni e il mancato riconoscimento dei periodi contributivi.

Per evitare tutti questi errori, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per l’apertura della partita IVA medica: scelta del codice ATECO corretto, valutazione del regime fiscale più conveniente, compilazione e invio del modello AA9/12, comunicazione all’ENPAM e supporto continuo per tutta la gestione fiscale e previdenziale.

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Domande Frequenti sul Codice ATECO Medico

Qual è il codice ATECO per un medico specialista?

Il codice ATECO per i medici specialisti è il 86.22.09 (attività dei medici specialisti). Questo codice comprende tutte le specializzazioni mediche: cardiologia, dermatologia, ortopedia, ginecologia, oculistica, psichiatria e tutte le altre. Non esistono codici ATECO separati per ogni specializzazione.

Posso cambiare il codice ATECO dopo l’apertura della partita IVA?

Sì, è possibile modificare il codice ATECO presentando una variazione dati tramite il modello AA7/10. La modifica può essere effettuata online sul portale dell’Agenzia delle Entrate o tramite un commercialista o CAF. Tuttavia, è preferibile scegliere il codice corretto fin dall’inizio per evitare complicazioni amministrative.

Quale coefficiente di redditività si applica ai medici?

Per i medici, sia di medicina generale (codice 86.21.00) che specialisti (codice 86.22.09), il coefficiente di redditività è del 78%. Questo significa che il reddito imponibile si calcola moltiplicando i ricavi lordi per 0,78. Su questo importo si applica poi l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi anni se si possiedono i requisiti start-up).

Un medico di base può avere la partita IVA?

Sì, un medico di medicina generale può avere partita IVA per svolgere attività libero-professionale parallela non convenzionata con il SSN. Ad esempio, può emettere fatture per visite private, certificazioni mediche a pagamento, medicina del lavoro, consulenze o altre prestazioni mediche. In questo caso utilizzerà il codice ATECO 86.21.00.

Qual è la differenza tra il codice 86.21.00 e 86.22.09?

Il codice 86.21.00 identifica i medici di medicina generale (medici di base, MMG, guardia medica), mentre il codice 86.22.09 identifica i medici specialisti (cardiologi, dermatologi, ortopedici, etc.). Entrambi hanno lo stesso coefficiente di redditività (78%), ma si differenziano per il tipo di attività medica svolta: assistenza sanitaria di base nel primo caso, attività specialistica di secondo livello nel secondo.

Posso usare il regime forfettario con il codice ATECO medico?

Sì, i medici con codice ATECO 86.21.00 o 86.22.09 possono accedere al regime forfettario rispettando i requisiti previsti: ricavi annui entro 85.000 euro, assenza di partecipazioni in società, limite di spesa per collaboratori. Il regime forfettario prevede un’aliquota agevolata del 15% (o 5% per i primi 5 anni con i requisiti start-up) e semplificazioni contabili significative.


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I nostri esperti ti guidano nella scelta tra regime forfettario e regime ordinario, valutano la convenienza fiscale in base ai tuoi ricavi e costi, ti supportano nella compilazione dei modelli AA9/12 e AA7/10, e gestiscono tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali. Offriamo assistenza sia in ufficio a Udine che online, per medici in tutta Italia.

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Aprile 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-02 09:00:002026-06-01 08:18:01Codice ATECO Medico 2026: Guida Completa 86.21.00 e 86.22.09
Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Partita IVA Medico 2026: Guida Completa Regime Forfettario e ENPAM

regime forfettario partita iva


Indice dei contenuti

  1. La Libera Professione Medica in Italia
  2. Requisiti per Aprire Partita IVA da Medico
  3. Come Aprire la Partita IVA: Procedura e Codici ATECO
  4. Regime Forfettario 2026 per Medici
  5. Contributi ENPAM: Quota A, B e C
  6. Calcolo Guadagno Netto: 3 Esempi Pratici
  7. Come Fatturare da Medico: Esenzione IVA
  8. ALPI: Libera Professione Intramuraria
  9. Adempimenti Fiscali e Scadenze
  10. Domande Frequenti

Aprire partita IVA da medico nel 2026 significa accedere alla libera professione sanitaria con opportunità di guadagno e autonomia, ma anche con obblighi fiscali e previdenziali specifici. Che tu sia un medico di medicina generale, uno specialista ambulatoriale o un professionista che affianca l’attività ospedaliera con l’ALPI (Attività Libero Professionale Intramuraria), questa guida completa ti spiega tutto ciò che devi sapere.

In questa guida approfondiamo:

  • I requisiti necessari per aprire partita IVA medico
  • La procedura di apertura e i codici ATECO corretti
  • Il regime forfettario 2026: limiti, aliquote e convenienza
  • I contributi ENPAM obbligatori (Quota A, B e C)
  • 3 esempi pratici di calcolo del guadagno netto
  • Come gestire la fatturazione con esenzione IVA
  • La compatibilità con l’ALPI

La libera professione medica in Italia offre diverse modalità di esercizio: dal medico di base convenzionato al medico specialista che opera in strutture private, fino al professionista che esercita in regime di intramoenia all’interno di ospedali pubblici. Ogni tipologia ha caratteristiche fiscali e previdenziali specifiche.

La Libera Professione Medica in Italia

La partita IVA medico consente di esercitare la professione in modo autonomo, senza vincoli di subordinazione. Le principali forme di esercizio della libera professione medica sono:

Tipologie di Libera Professione Medica

TipologiaDescrizioneCodice ATECO
Medico di Medicina Generale (MMG)Medico di base convenzionato con SSN, può esercitare anche attività libero-professionale86.21.00
Medico SpecialistaSpecialista ambulatoriale (cardiologo, dermatologo, ortopedico, ecc.)86.22.09
ALPI (Intramoenia)Attività libero-professionale intramuraria in strutture pubbliche86.22.09
Medico ChirurgoAttività chirurgica in cliniche private o intramoenia86.22.09

La scelta di aprire la partita IVA medico offre diversi vantaggi:

  • Autonomia professionale: scelta dei pazienti, orari flessibili, tariffe personalizzate
  • Opportunità di guadagno: possibilità di superare i limiti di reddito del lavoro dipendente
  • Regime fiscale agevolato: accesso al regime forfettario con aliquota 5% o 15%
  • Compatibilità con lavoro dipendente: possibile affiancare ALPI o attività ospedaliera

Tuttavia, la libera professione comporta anche responsabilità: obbligo di iscrizione all’ENPAM, gestione della fatturazione elettronica, adempimenti fiscali e previdenziali, stipula di polizza RC professionale.

Requisiti per Aprire Partita IVA da Medico

Per aprire la partita IVA medico nel 2026 è necessario soddisfare requisiti formativi, professionali e assicurativi specifici. Vediamoli nel dettaglio.

Requisiti Obbligatori

RequisitoDescrizioneEnte/Riferimento
Laurea in Medicina e ChirurgiaCorso di laurea magistrale (6 anni) o vecchio ordinamentoUniversità
Abilitazione professionaleSuperamento Esame di Stato per l’abilitazione alla professione medicaUniversità/MIUR
Iscrizione Albo MediciIscrizione all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) provincialeOMCeO
Assicurazione RC ProfessionalePolizza responsabilità civile professionale obbligatoria (Legge Gelli)Compagnia assicurativa
Specializzazione (per specialisti)Diploma di specializzazione post-laurea (4-5 anni) se si opera come specialistaScuola Specializzazione

Assicurazione RC Professionale: Cosa Sapere

La Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017) ha reso obbligatoria la polizza RC professionale per tutti i medici che esercitano la libera professione. Questa assicurazione copre i danni derivanti da errori medici o negligenza professionale.

Caratteristiche della polizza:

  • Massimale minimo: varia da 1 milione a 5 milioni di euro a seconda della specializzazione
  • Costo annuale: da 500 euro (medicina generale) a 5.000-10.000 euro (chirurgia, ostetricia)
  • Retroattività: importante verificare la copertura di eventi pregressi
  • Estensione territoriale: Italia o estero, a seconda dell’attività

La polizza deve essere attiva prima di iniziare l’attività libero-professionale e va rinnovata annualmente.

Come Aprire la Partita IVA: Procedura e Codici ATECO

L’apertura della partita IVA medico avviene tramite la presentazione del Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. La procedura può essere svolta online o tramite un CAF.

Procedura di Apertura: Step by Step

  1. Compilazione Modello AA9/12: modulo di inizio attività per liberi professionisti
  2. Scelta codice ATECO: 86.21.00 (MMG) o 86.22.09 (specialisti)
  3. Scelta regime fiscale: forfettario o ordinario
  4. Invio telematico: tramite portale Agenzia Entrate o tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista)
  5. Iscrizione ENPAM: entro 90 giorni dall’apertura partita IVA
  6. Attivazione fatturazione elettronica: obbligatoria dal 1° gennaio 2024

Codici ATECO per Medici 2026

Il codice ATECO identifica l’attività svolta e determina il trattamento fiscale e previdenziale. Per i medici, i codici principali sono:

Codice ATECODescrizioneCoefficiente Forfettario
86.21.00Servizi degli studi medici di medicina generale (MMG)78%
86.22.09Attività dei medici specialisti (cardiologi, ortopedici, dermatologi, ecc.)78%
86.90.29Altre attività paramediche indipendenti (se attività integrative)78%

Il coefficiente di redditività del 78% significa che, ai fini fiscali, il reddito imponibile è pari al 78% dei ricavi incassati. Ad esempio, con ricavi di 50.000 euro, il reddito imponibile è 39.000 euro (50.000 x 78%).

Documenti Necessari per l’Apertura

  • Copia documento d’identità e codice fiscale
  • Attestato di laurea in Medicina e Chirurgia
  • Certificato di abilitazione professionale
  • Certificato iscrizione Albo Medici (OMCeO)
  • Polizza RC professionale attiva
  • Eventuale certificato di specializzazione (per specialisti)

Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutta la pratica di apertura, dalla compilazione del modello alla comunicazione ENPAM, garantendo correttezza e velocità.

Regime Forfettario 2026 per Medici

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato più conveniente per i medici in libera professione, con aliquota 5% per le nuove partite IVA o 15% a regime.

Requisiti Regime Forfettario 2026

Per accedere al regime forfettario medico, è necessario rispettare questi limiti:

RequisitoLimite 2026
Ricavi annuiMassimo 85.000 euro
Spese per dipendenti/collaboratoriMassimo 20.000 euro lordi annui
Beni strumentaliValore complessivo massimo 20.000 euro
Partecipazioni in SRLVietate se socio di maggioranza o amministratore

Aliquote Fiscali: 5% vs 15%

Il regime forfettario prevede due aliquote:

  • Aliquota 5% (regime startup): per i primi 5 anni di attività, se:
    • Non hai esercitato attività d’impresa/professionale nei 3 anni precedenti
    • L’attività non costituisce mera prosecuzione di attività precedente
    • Non rilevi attività già avviata (studio medico, ambulatorio)
  • Aliquota 15%: aliquota ordinaria del regime forfettario, applicata dal 6° anno o se non si rispettano i requisiti per il 5%

Il regime forfettario consente un risparmio fiscale di oltre 6.000 euro all’anno rispetto al regime ordinario.

Contributi ENPAM: Quota A, B e C

Tutti i medici in libera professione con partita IVA devono iscriversi all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici) e versare i contributi obbligatori.

Struttura Contributiva ENPAM 2026

Il sistema contributivo ENPAM si articola in tre quote:

QuotaDescrizioneImporto/Aliquota 2026
Quota AContributo soggettivo fisso, obbligatorio per tutti3.838 euro annui (fisso)
Quota BContributo proporzionale al reddito professionale netto19,5% del reddito netto
Quota CContributo integrativo per medici specialisti ambulatoriali2% del fatturato lordo

La Quota A ENPAM è un contributo fisso di 3.838 euro annui, dovuto da tutti i medici iscritti. La Quota B ENPAM è pari al 19,5% del reddito netto professionale. Per i medici in regime forfettario, si calcola: Quota B = (Ricavi x 78%) x 19,5%.

La Quota C del 2% è dovuta solo dai medici specialisti ambulatoriali in convenzione SSN e va addebitata in fattura al committente.

Esempio Pratico Contributi ENPAM

Medico specialista con ricavi annui di 70.000 euro:

ContributoCalcoloImporto
Quota A (fisso)Fisso3.838 euro
Quota B (19,5%)(70.000 x 78%) x 19,5%10.647 euro
Quota C (2%)*70.000 x 2%1.400 euro
Totale ENPAM15.885 euro

*Solo se specialista ambulatoriale in convenzione SSN

Calcolo Guadagno Netto: 3 Esempi Pratici

Vediamo ora 3 esempi realistici di calcolo del guadagno netto per un medico in regime forfettario, considerando imposte e contributi ENPAM.

Esempio 1: Medico Neo-Laureato (Aliquota 5%)

Profilo: Medico di medicina generale, primo anno di attività, regime forfettario startup al 5%.

Ricavi annui: 40.000 euro

VoceCalcoloImporto
Ricavi lordi40.000 euro
Reddito imponibile (78%)40.000 x 78%31.200 euro
IRPEF sostitutiva 5%31.200 x 5%-1.560 euro
Quota A ENPAMFisso-3.838 euro
Quota B ENPAM31.200 x 19,5%-6.084 euro
Totale oneri-11.482 euro
GUADAGNO NETTO40.000 – 11.48228.518 euro
Netto mensile28.518 / 122.376 euro/mese

Incidenza fiscale/previdenziale: 28,7% del fatturato lordo

Esempio 2: Medico Specialista (Aliquota 15%)

Profilo: Medico specialista ambulatoriale (cardiologo), 7° anno di attività, regime forfettario al 15%.

Ricavi annui: 70.000 euro

VoceCalcoloImporto
Ricavi lordi70.000 euro
Reddito imponibile (78%)70.000 x 78%54.600 euro
IRPEF sostitutiva 15%54.600 x 15%-8.190 euro
Quota A ENPAMFisso-3.838 euro
Quota B ENPAM54.600 x 19,5%-10.647 euro
Quota C ENPAM70.000 x 2%-1.400 euro
Totale oneri-24.075 euro
GUADAGNO NETTO70.000 – 24.07545.925 euro
Netto mensile45.925 / 123.827 euro/mese

Incidenza fiscale/previdenziale: 34,4% del fatturato lordo

Esempio 3: Medico al Limite Forfettario

Profilo: Medico specialista (dermatologo), opera in studio privato e ALPI, regime forfettario al 15%.

Ricavi annui: 85.000 euro (limite massimo forfettario)

VoceCalcoloImporto
Ricavi lordi85.000 euro
Reddito imponibile (78%)85.000 x 78%66.300 euro
IRPEF sostitutiva 15%66.300 x 15%-9.945 euro
Quota A ENPAMFisso-3.838 euro
Quota B ENPAM66.300 x 19,5%-12.929 euro
Totale oneri-26.712 euro
GUADAGNO NETTO85.000 – 26.71258.288 euro
Netto mensile58.288 / 124.857 euro/mese

Incidenza fiscale/previdenziale: 31,4% del fatturato lordo

Nota: i calcoli non includono le spese vive sostenute (affitto studio, segretaria, strumentazione, assicurazione RC, ECM).

Come Fatturare da Medico: Esenzione IVA

La fatturazione medica gode di un’importante agevolazione: l’esenzione IVA prevista dall’art. 10 del DPR 633/72. Le prestazioni sanitarie rese da medici sono esenti IVA.

Cosa significa in pratica:

  • Non addebiti IVA al paziente
  • Non devi versare IVA all’Agenzia Entrate
  • In fattura: “Operazione esente IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72”

Contributo ENPAM in Fattura

Nelle fatture verso strutture sanitarie, è obbligatorio indicare il contributo integrativo ENPAM del 2% (Quota C). Dal 1° gennaio 2024, anche i medici in regime forfettario devono emettere fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio.

ALPI: Libera Professione Intramuraria

L’ALPI consente ai medici dipendenti del SSN di esercitare la libera professione all’interno delle strutture pubbliche, percependo compensi aggiuntivi.

Per esercitare l’ALPI allargata, è necessario aprire la partita IVA medico. I compensi ALPI sono compatibili con il regime forfettario e concorrono al limite di 85.000 euro annui. L’ALPI consente di aumentare significativamente il reddito mantenendo la stabilità del lavoro dipendente pubblico.

Adempimenti Fiscali e Scadenze

I medici con partita IVA devono rispettare scadenze precise:

  • 31 gennaio: Quota A ENPAM (1ª rata)
  • 31 maggio: Quota A ENPAM (2ª rata)
  • 30 giugno: Acconto IRPEF
  • 31 luglio: Quota B ENPAM (acconto)
  • 30 settembre: Quota A ENPAM (3ª rata)
  • 30 novembre: Saldo Quota A+B ENPAM
  • 15 ottobre: Dichiarazione Redditi

I medici devono assolvere l’obbligo di ECM: 150 crediti triennali (50 all’anno). Il CAF Centro Fiscale si occupa della compilazione e invio della dichiarazione.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande Frequenti sulla Partita IVA Medico

1. Quanto costa aprire partita IVA da medico?

L’apertura è gratuita se fatta autonomamente. Tramite CAF il costo varia da 100 a 300 euro.

2. Posso aprire partita IVA se sono dipendente ospedaliero?

Sì, è compatibile con il lavoro dipendente per esercitare l’ALPI allargata.

3. Conviene il regime forfettario?

Sì, il risparmio può arrivare a 6.000-10.000 euro all’anno rispetto al regime ordinario.

4. Come si calcolano i contributi ENPAM?

Quota A: 3.838 euro fissi. Quota B: 19,5% del reddito netto. Quota C: 2% fatturato (solo specialisti).

5. Le prestazioni mediche sono esenti IVA?

Sì, ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72.

6. Devo emettere fattura elettronica?

Sì, dal 1° gennaio 2024 è obbligatoria.

7. Cosa succede se supero 85.000 euro?

Esci dal regime forfettario e passi al regime ordinario dall’anno successivo.

8. Quanto guadagna un medico con partita IVA?

  • 40.000 euro ricavi: netto ~28.500 euro/anno (2.375 euro/mese)
  • 70.000 euro ricavi: netto ~45.900 euro/anno (3.825 euro/mese)
  • 85.000 euro ricavi: netto ~58.300 euro/anno (4.860 euro/mese)

Conclusione: Apri la Tua Partita IVA Medico con il CAF

Aprire la partita IVA medico è il primo passo verso l’autonomia professionale. Che tu sia un medico di medicina generale, uno specialista ambulatoriale o un professionista che esercita l’ALPI, il regime forfettario offre vantaggi fiscali significativi.

Hai bisogno di assistenza per aprire la partita IVA medico o per la gestione fiscale e previdenziale? Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza ai professionisti sanitari, sia in ufficio che online in tutta Italia.

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Affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale per gestire con serenità la tua attività libero-professionale medica.

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Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-31 09:00:002026-06-01 08:18:05Partita IVA Medico 2026: Guida Completa Regime Forfettario e ENPAM

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