PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariTelemedicina 2026: Come Fatturare le Visite Online (Esenzione IVA, Sistema TS e Detraibilità)Sapere come fatturare le visite online è diventato un adempimento quotidiano per medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri e dietisti: la telemedicina non è più un’eccezione legata all’emergenza, ma una modalità ordinaria di esercizio della professione sanitaria. Il problema è che, dal punto di vista fiscale, una televisita apre tre questioni diverse che vanno risolte insieme: l’esenzione IVA prevista dall’articolo 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972, l’obbligo di trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) e la tracciabilità del pagamento, indispensabile perché il paziente possa portare la spesa in detrazione.In questa guida aggiornata al 2026 vediamo, con parole semplici e qualche esempio concreto, quando la prestazione a distanza è esente IVA e quando invece va fatturata con imposta, quali sono le scadenze del Sistema TS, perché per molte prestazioni sanitarie la fattura elettronica via SdI è vietata e quali errori costano sanzioni. Se vuoi capire una volta per tutte come fatturare le visite online senza rischiare contestazioni, sei nel posto giusto.Indice dei contenutiCos’è la telemedicina ai fini fiscaliFatturare le visite online: quando la prestazione è esente IVAQuando invece la visita online va fatturata con IVASistema TS e telemedicina: obbligo di invio e scadenzeTracciabilità del pagamento e detraibilità per il pazienteCome fatturare le visite online in praticaErrori comuni da evitare quando fatturi le visite onlineDomande frequenti sulla fatturazione in telemedicinaAffidati al CAF Centro Fiscale per la tua partita IVA sanitariaCos’è la telemedicina ai fini fiscaliDal punto di vista sanitario il perimetro è definito dal Decreto del Ministero della Salute del 21 settembre 2022 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 256 del 2 novembre 2022), che ha approvato le linee guida per i servizi di telemedicina. Il decreto distingue diverse tipologie di prestazione a distanza, ciascuna con regole organizzative proprie.Televisita: l’atto medico in cui il professionista interagisce a distanza in tempo reale con il paziente, in sostituzione della visita in presenza.Teleconsulto e teleconsulenza: il confronto a distanza tra professionisti sanitari su un caso clinico.Telemonitoraggio: il controllo a distanza di parametri clinici tramite dispositivi.Teleassistenza: l’assistenza a distanza erogata da professioni sanitarie come infermieri, fisioterapisti e logopedisti.Ai fini fiscali, però, c’è un punto fondamentale da capire subito: non esiste un “regime fiscale della telemedicina”. Il Fisco non guarda al canale con cui eroghi la prestazione (studio, videochiamata, piattaforma dedicata), ma a che cosa fai e chi sei. In altre parole, il collegamento video è solo lo strumento: la prestazione resta quella che sarebbe stata in presenza. Questo significa che, per capire come fatturare le visite online, devi applicare esattamente le stesse regole che useresti per una visita in ambulatorio.La conseguenza è duplice e va tenuta a mente per tutto l’articolo: se una prestazione in presenza è esente IVA, lo resta anche in televisita; se in presenza va inviata al Sistema TS, va inviata anche quando il paziente è collegato da casa. Il digitale non crea nuovi obblighi, ma nemmeno ne cancella.Stai valutando l’apertura di una partita IVA come professionista sanitario? Prima di occuparti della fatturazione in telemedicina, consulta la nostra guida completa: Partita IVA per Professionisti Sanitari 2026: codici ATECO, casse previdenziali, forfettario e Sistema TS. Fatturare le visite online: quando la prestazione è esente IVALa norma di riferimento per fatturare le visite online senza applicare l’imposta è l’articolo 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972, che dichiara esenti da IVA le “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza”. Esente significa che l’operazione rientra nel campo IVA ma la legge non la assoggetta all’imposta: in fattura, quindi, non trovi il 22%, ma la dicitura dell’esenzione.Perché l’esenzione si applichi devono esistere contemporaneamente due requisiti. Manca uno dei due? L’esenzione salta.Requisito oggettivo: la prestazione deve avere una finalità di diagnosi, cura o riabilitazione, cioè deve servire a tutelare la salute della persona.Requisito soggettivo: deve essere resa da un professionista sanitario abilitato, appartenente a una professione o arte sanitaria soggetta a vigilanza ai sensi dell’articolo 99 del R.D. 1265/1934 (il Testo unico delle leggi sanitarie).Questa doppia condizione è stata chiarita già dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/E del 2005 e viene ribadita nella prassi più recente. La buona notizia per chi lavora a distanza è che l’Agenzia ha riconosciuto l’esenzione anche a servizi erogati da remoto: con la Risposta a interpello n. 215 del 26 marzo 2021 ha considerato esente IVA un servizio di teleassistenza infermieristica, confermando che la modalità telematica non altera la natura sanitaria della prestazione.Facciamo un esempio. Marco è un fisioterapista iscritto all’albo e segue un paziente post-operatorio con sedute di teleriabilitazione in videochiamata, con esercizi guidati e valutazione dei progressi. La finalità è riabilitativa e il professionista è abilitato: entrambi i requisiti ci sono, quindi la fattura è esente IVA ex art. 10 n. 18. Se invece lo stesso Marco vendesse online un pacchetto di allenamento generico per il benessere, senza finalità terapeutica, il discorso cambierebbe radicalmente. Attenzione se sei in regime forfettarioMolti professionisti sanitari confondono due cose diverse. Chi applica il regime forfettario emette fattura senza IVA non perché la prestazione è esente, ma per natura del regime agevolato: nella fattura elettronica il codice natura corretto è N2.2 (operazioni non soggette), non N4 (operazioni esenti), che è invece il codice usato da chi opera in regime ordinario per le prestazioni sanitarie esenti. Il risultato per il paziente è lo stesso (non paga IVA), ma la qualificazione fiscale e i riflessi sugli adempimenti sono diversi. Per un quadro completo puoi leggere il nostro approfondimento su IVA sulle prestazioni sanitarie 2026: quando sono esenti.Quando invece la visita online va fatturata con IVAApplicare l’esenzione IVA in modo automatico a tutto ciò che si fa “in video” è uno degli errori più frequenti e più costosi. Ci sono infatti diverse situazioni in cui, anche in telemedicina, la prestazione va fatturata con IVA al 22%.Prestazioni senza finalità di cura: consulenze informative generiche, percorsi di coaching o benessere, servizi di prevenzione non riconducibili a diagnosi o terapia.Attività peritali e medico-legali svolte per finalità assicurative o giudiziali, in cui lo scopo principale non è curare la persona ma fornire una valutazione a un terzo.Servizi tecnologici e di piattaforma: se a fatturare è una società che mette a disposizione software, infrastruttura o servizi di intermediazione, non siamo davanti a una prestazione sanitaria resa da un professionista abilitato.Corsi, webinar, abbonamenti e contenuti digitali venduti al pubblico: sono cessioni di servizi ordinari, non prestazioni di diagnosi e cura.Prestazioni rese da figure che non rientrano tra le professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza ai sensi dell’art. 99 del R.D. 1265/1934: è il caso, secondo la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 9/E del 24 febbraio 2026, di osteopati, chiropratici e chinesiologi, le cui prestazioni sono imponibili IVA al 22% in regime ordinario, anche quando hanno finalità terapeutica, per mancanza del requisito soggettivo; per queste prestazioni la fattura elettronica via SdI resta obbligatoria anche verso i pazienti persone fisiche.Un caso che merita attenzione è quello delle prestazioni miste. Immagina che uno psicologo offra un pacchetto che comprende sedute di psicoterapia online (sanitarie, quindi esenti) e, separatamente, la partecipazione a un corso di formazione registrato. In questi casi occorre distinguere i due elementi e verificare la corretta qualificazione di ciascuno: accorpare tutto in un’unica riga “esente” espone al rischio di rettifica. Prima di impostare il listino dei tuoi servizi online, conviene farsi affiancare da un professionista: è molto più economico impostare bene la fattura oggi che gestire un accertamento domani.Ricorda infine un dettaglio pratico spesso dimenticato: sulle fatture esenti IVA di importo superiore a 77,47 euro è dovuta l’imposta di bollo di 2 euro, che il professionista può addebitare al paziente. È una piccola somma, ma la sua omissione sistematica è una delle irregolarità più facili da individuare in sede di controllo. Sistema TS e telemedicina: obbligo di invio e scadenzeIl secondo pilastro da governare quando devi fatturare le visite online è il Sistema Tessera Sanitaria, cioè la banca dati attraverso cui le spese sanitarie dei cittadini confluiscono nella dichiarazione dei redditi precompilata. In parole semplici: se invii correttamente i dati, il tuo paziente si ritrova la spesa già indicata nel 730 precompilato e può detrarla senza rincorrere le ricevute.L’obbligo riguarda i soggetti individuati dai decreti ministeriali che si sono succeduti negli anni (tra gli altri medici, odontoiatri, psicologi, infermieri, ostetriche, fisioterapisti, dietisti, biologi, tecnici sanitari, farmacie e strutture autorizzate). Anche qui vale la regola d’oro della telemedicina: se la prestazione è soggetta all’invio quando è resa in presenza, lo è anche quando è resa in televisita. Non esiste alcuna esclusione per il fatto che la visita sia avvenuta in videocollegamento. La scadenza: invio annuale dal periodo d’imposta 2025Questa è la novità che molti professionisti non hanno ancora assimilato. La trasmissione dei dati al Sistema TS, che in passato era semestrale, è diventata annuale a partire dal periodo d’imposta 2025: i dati vanno inviati entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa (riferimenti: D.Lgs. 81/2025 e DM MEF del 29 ottobre 2025). In concreto, le spese incassate nel 2026 vanno trasmesse entro il 1° febbraio 2027, perché il 31 gennaio cade di domenica.Il cambio di cadenza sembra una semplificazione, ma nasconde un’insidia: concentrare in un unico invio dodici mesi di fatture significa che eventuali errori di anagrafica, codici fiscali sbagliati o documenti mancanti emergono tutti insieme, a ridosso della scadenza. Per questo è opportuno tenere la contabilità allineata mese per mese e affidare la gestione dell’adempimento a chi lo fa di mestiere. Trovi tutti i dettagli operativi nella nostra guida al Sistema TS per professionisti sanitari.L’opposizione del paziente va annotata in fatturaIl paziente ha il diritto di opporsi all’invio dei dati della sua spesa sanitaria all’Agenzia delle Entrate, per ragioni di riservatezza. Quando esercita questa facoltà al momento della prestazione, il professionista deve annotare l’opposizione sul documento fiscale e non trasmettere i dati di quella fattura. È un passaggio delicato: se il paziente si oppone e tu invii comunque i dati, commetti un trattamento non consentito; se non si oppone e tu non invii, sei tu a essere inadempiente. Anche in telemedicina è quindi buona prassi raccogliere la volontà del paziente in modo tracciabile prima di emettere la fattura.Tracciabilità del pagamento e detraibilità per il pazientePuoi fatturare le visite online in modo impeccabile e vanificare tutto con un incasso sbagliato. Dal 1° gennaio 2020, infatti, l’articolo 1, comma 679, della Legge 160/2019 (Legge di Bilancio 2020) stabilisce che gli oneri detraibili al 19% previsti dall’articolo 15 del TUIR — tra cui le spese sanitarie — danno diritto alla detrazione solo se pagati con strumenti tracciabili.Bonifico bancario o postaleCarte di debito, di credito e prepagateAssegni bancari e circolariAltri sistemi di pagamento elettronici che consentano di ricostruire il flusso del denaroIl comma 680 della stessa legge prevede però alcune eccezioni: l’obbligo di tracciabilità non si applica all’acquisto di medicinali e dispositivi medici, né alle prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale, che restano detraibili anche se pagate in contanti.Traduciamo il tutto nel mondo della telemedicina. Se la televisita è resa da un libero professionista o da una struttura privata non accreditata — la situazione più frequente — il pagamento deve essere tracciabile, altrimenti il paziente perde la detrazione. Supponiamo che Giulia paghi 80 euro per una visita online con una psicologa: se salda con bonifico o carta, potrà indicare la spesa nel modello 730 e recuperare il 19% sulla parte eccedente la franchigia prevista per le spese sanitarie; se paga in contanti, la detrazione non spetta.Nella pratica, la telemedicina gioca a favore: gli incassi avvengono quasi sempre tramite bonifico, carta o sistemi di pagamento digitali, quindi il requisito è soddisfatto in automatico. Il rischio si annida nei casi ibridi, ad esempio quando la prima visita è online e il saldo viene consegnato in contanti in un secondo incontro in studio. Indicare in fattura la modalità di pagamento è una tutela sia per il professionista sia per il paziente. Come fatturare le visite online in praticaVeniamo al lato operativo. Per fatturare le visite online correttamente occorre tenere insieme tre elementi: il formato del documento, il suo contenuto e i tempi di emissione.Partiamo dal punto che genera più confusione: il formato. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche vige un divieto di emissione della fattura elettronica via SdI, introdotto per tutelare la riservatezza dei dati sanitari e reso strutturale dall’articolo 2 del D.Lgs. 81/2025. Il divieto riguarda sia i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema TS (art. 10-bis del DL 119/2018), sia chi non è tenuto a quella trasmissione ma documenta comunque prestazioni sanitarie rese a persone fisiche (art. 9-bis, comma 2, del DL 135/2018). In questi casi la fattura va emessa in formato analogico (cartaceo o PDF consegnato al paziente): non è una scelta, è un obbligo. Approfondiamo il tema nell’articolo dedicato alla fatturazione elettronica delle prestazioni sanitarie.Ne deriva una conseguenza pratica: molti professionisti sanitari emettono documenti di due tipi, fatture analogiche per le prestazioni sanitarie e fatture elettroniche via SdI per tutto il resto (consulenze a società, docenze, prestazioni non sanitarie). In questo scenario la numerazione deve restare unica e progressiva nell’arco dell’anno, in modo da identificare in modo univoco ogni documento emesso, come richiesto dall’articolo 21 del DPR 633/1972.Cosa scrivere nella fattura della televisitaUna fattura per televisita ben fatta contiene, oltre ai dati anagrafici di professionista e paziente (codice fiscale incluso, indispensabile per il Sistema TS), alcuni elementi che è bene non trascurare.La descrizione della prestazione, con indicazione che è stata erogata in modalità di telemedicina (ad esempio “televisita specialistica del…”).Il titolo di esenzione: “operazione esente IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18, DPR 633/1972” oppure, per i forfettari, la dicitura propria del regime.L’imposta di bollo, quando dovuta, con l’eventuale addebito al paziente.La modalità di pagamento tracciabile utilizzata.L’eventuale annotazione dell’opposizione all’invio dei dati al Sistema TS espressa dal paziente.Quanto ai tempi, la fattura immediata va emessa entro 12 giorni dalla data dell’operazione, cioè dal momento del pagamento del compenso. Sul fronte del codice ATECO, infine, non esiste un codice specifico per la telemedicina: si utilizza quello della professione sanitaria effettivamente esercitata secondo la classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° gennaio 2025 e operativa per gli adempimenti dell’Agenzia delle Entrate dal 1° aprile 2025 (ad esempio 86.93.00 per lo psicologo, 86.95.00 per il fisioterapista, 86.94.01 per l’infermiere).Se eserciti in regime forfettario, ricorda che l’assenza di IVA in fattura non ti esonera dagli altri adempimenti sanitari: Sistema TS, divieto di e-fattura per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche e bollo restano pienamente applicabili. Per la gestione ordinata della posizione fiscale puoi affidarti al CAF Centro Fiscale di Udine, che segue quotidianamente partite IVA forfettarie del settore sanitario.Errori comuni da evitare quando fatturi le visite onlineDall’esperienza quotidiana con i professionisti sanitari emergono alcuni errori ricorrenti nel modo di fatturare le visite online. Conoscerli in anticipo è il modo più semplice per non commetterli.Applicare l’esenzione IVA a tutto ciò che avviene in video, comprese consulenze generiche o attività di benessere prive di finalità terapeutica.Emettere fattura elettronica via SdI per una prestazione sanitaria resa a una persona fisica, violando il divieto posto a tutela della privacy sanitaria.Dimenticare l’invio al Sistema TS delle fatture per televisite, credendo erroneamente che l’obbligo riguardi solo le prestazioni in presenza.Incassare in contanti una prestazione che il paziente vorrebbe detrarre, facendogli perdere il beneficio fiscale.Usare numerazioni separate e sovrapposte tra fatture cartacee ed elettroniche, generando duplicati e incoerenze nei registri.Omettere il bollo sulle fatture esenti sopra la soglia di legge o non indicare il codice fiscale del paziente, rendendo impossibile la trasmissione dei dati.C’è poi un errore meno evidente ma altrettanto insidioso: non aggiornarsi. Il quadro normativo della telemedicina e delle prestazioni sanitarie è in rapido movimento, tra la periodicità dell’invio al Sistema TS, l’evoluzione della fatturazione elettronica e la prassi dell’Agenzia delle Entrate su singole categorie professionali. Delegare la parte amministrativa a chi segue queste materie tutto l’anno ti permette di concentrarti sui pazienti, che è il motivo per cui hai aperto lo studio. Domande frequenti sulla fatturazione in telemedicinaLa televisita è esente IVA?Sì, a condizione che ricorrano entrambi i requisiti dell’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972: finalità di diagnosi, cura o riabilitazione e prestazione resa da un professionista sanitario abilitato soggetto a vigilanza. La modalità a distanza, da sola, non fa perdere l’esenzione IVA: lo ha confermato l’Agenzia delle Entrate riconoscendo l’esenzione a un servizio di teleassistenza infermieristica.Devo inviare al Sistema TS anche la fattura di una visita online?Sì. Se rientri tra i soggetti obbligati alla trasmissione, l’obbligo vale indipendentemente dal canale con cui è stata erogata la prestazione. Dal periodo d’imposta 2025 l’invio è annuale, entro il 31 gennaio dell’anno successivo: le spese del 2026 vanno trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Fa eccezione soltanto il caso in cui il paziente abbia esercitato l’opposizione, da annotare in fattura.Il paziente può detrarre la visita in telemedicina?Sì, se la prestazione è una spesa sanitaria detraibile e il pagamento è avvenuto con strumenti tracciabili (bonifico, carta, assegno). La detraibilità della visita online segue le stesse regole della visita in presenza: detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia prevista per le spese sanitarie. I nostri operatori verificano la documentazione in fase di dichiarazione dei redditi.Posso emettere fattura elettronica via SdI per una prestazione sanitaria?No, quando la prestazione sanitaria è resa a una persona fisica: il divieto vale sia se i dati vanno al Sistema TS, sia se il professionista non è tenuto a trasmetterli. In questi casi vige il divieto di fatturazione elettronica via SdI, diventato strutturale, e la fattura va emessa in formato analogico o PDF. La fattura elettronica resta invece obbligatoria per le prestazioni non sanitarie e per quelle rese a imprese ed enti.Serve un codice ATECO specifico per la telemedicina?No. Si utilizza il codice della professione sanitaria esercitata secondo la classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° gennaio 2025. La telemedicina è una modalità di erogazione della stessa attività, non una nuova attività economica. Se hai dubbi sul codice corretto, è preferibile una verifica prima dell’apertura della partita IVA.Se sono in regime forfettario cambia qualcosa per fatturare le visite online?Sì, ma non nel senso che molti immaginano. Nel regime forfettario non esponi l’IVA per natura del regime (codice N2.2) e non per esenzione sanitaria, mentre tutti gli altri obblighi restano: Sistema TS, divieto di e-fattura per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche, imposta di bollo e corretta numerazione dei documenti.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua partita IVA sanitariaGestire una professione sanitaria in telemedicina significa muoversi tra esenzione IVA, Sistema TS, divieto di fattura elettronica e tracciabilità dei pagamenti: quattro regole diverse che devono convivere nello stesso documento. Sapere come fatturare le visite online non è un dettaglio burocratico, è ciò che protegge il tuo studio da sanzioni e i tuoi pazienti dalla perdita delle detrazioni.Il CAF Centro Fiscale di Udine affianca medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri e dietisti nella gestione completa della partita IVA in regime forfettario e negli adempimenti del Sistema TS: apertura della posizione, corretta impostazione della fatturazione in telemedicina, contabilità, dichiarazioni e scadenze. I nostri operatori si occupano di tutto, in ufficio a Udine oppure online in tutta Italia. Se ti serve anche uno strumento per emettere e conservare i documenti, puoi valutare una soluzione software come fatturazioneitalia.it, pensata per la fatturazione elettronica dei professionisti.Vuoi sapere quanto ti costa avere la tua contabilità sanitaria seguita da professionisti? Contattaci per richiedere un preventivo personalizzato e per fissare un appuntamento, in sede o da remoto.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione in telemedicina e per la gestione della tua partita IVA sanitaria? Il CAF Centro Fiscale di Udine (Viale Tullio 13) è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Settembre 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-23 10:00:002026-09-27 00:03:16Telemedicina 2026: Come Fatturare le Visite Online (Esenzione IVA, Sistema TS e Detraibilità)
Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA Odontoiatra 2026: ATECO 86.23.00, ENPAM Quota B e Sistema TSHai appena conseguito l’abilitazione all’esercizio dell’odontoiatria e stai valutando come avviare la tua attività libero-professionale? Aprire la partita IVA da odontoiatra nel 2026 richiede attenzione a diversi adempimenti specifici: il codice ATECO 86.23.00, il regime IVA esente per le prestazioni sanitarie, l’iscrizione a ENPAM con le sue quote A e B e gli obblighi del Sistema TS (Tessera Sanitaria). In questa guida trovi tutto quello che devi sapere, spiegato in modo chiaro e pratico.Indice dei contenutiIscrizione all’Albo Odontoiatri (CAO)Codice ATECO 86.23.00 per l’OdontoiatraIVA esente art. 10 DPR 633/72: cosa significa per l’odontoiatraRegime forfettario per odontoiatri: conviene?Regime ordinario o semplificato: quando sceglierloENPAM: Quota A e Quota B nel 2026Sistema TS (Tessera Sanitaria): obblighi e scadenzeAprire uno studio dentistico: autorizzazioni e requisitiAssicurazione RC professionale obbligatoria (L. 24/2017)Fatturazione elettronica e contabilità dello studioDomande frequenti Iscrizione all’Albo Odontoiatri (CAO)Prima di aprire la partita IVA, l’odontoiatra deve essere iscritto all’Albo degli Odontoiatri, gestito dalla Commissione Albo Odontoiatri (CAO) presso l’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) competente per la propria residenza o domicilio professionale.L’iscrizione all’albo è un requisito imprescindibile e preventivo: senza di essa, l’esercizio dell’attività odontoiatrica è abusivo ed è punito penalmente. I documenti richiesti variano da ordine a ordine ma in genere comprendono:Laurea magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria (o diploma di laurea equipollente)Abilitazione all’esercizio professionale (superamento esame di Stato)Certificato penale del casellario giudizialeMarca da bollo e pagamento della quota di iscrizione annualeContestualmente all’iscrizione all’albo viene automaticamente avviata anche l’iscrizione a ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri), la cassa previdenziale obbligatoria per la categoria. Codice ATECO 86.23.00 per l’OdontoiatraAl momento dell’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, dovrai indicare il codice ATECO che identifica la tua attività. Per gli odontoiatri il codice corretto è:Codice ATECODescrizioneNote86.23.00Attività degli studi odontoiatriciAttività principale per odontoiatri liberi professionisti (ATECO 2025)86.22.02Altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendentiPer medici specialisti non dentisti: NON corretto per odontoiatria86.22.01Trattamenti di chirurgia esteticaNON corretto per odontoiatriaIl codice 86.23.00 è specifico per l’odontoiatria e copre tutte le prestazioni tipiche dello studio dentistico: odontoiatria conservativa, endodonzia, parodontologia, implantologia, ortodonzia e chirurgia orale. Non è necessario aprire codici ATECO secondari per le singole specializzazioni se si tratta di prestazioni erogate dallo stesso professionista nella stessa struttura.Se invece svolgi anche attività didattica (docenza universitaria, corsi ECM) o consulenze tecniche d’ufficio (CTU) per i tribunali, potresti valutare l’aggiunta di un codice ATECO secondario specifico per quelle attività. IVA esente art. 10 DPR 633/72: cosa significa per l’odontoiatraUna delle peculiarità più importanti dell’attività odontoiatrica è il trattamento IVA. Le prestazioni sanitarie a scopo terapeutico erogate da odontoiatri iscritti all’albo sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, DPR 633/72.In parole semplici: le tue parcelle per visita, otturazione, estrazione, impianto dentale o apparecchio ortodontico non devono riportare IVA e il paziente non paga il 22% di imposta sul valore della prestazione.Questa esenzione ha però importanti conseguenze operative che devi conoscere:Non detrai l’IVA sugli acquisti: poltrona da dentista, strumentario, materiali di consumo, radiologico digitale. L’IVA che paghi sui tuoi acquisti è un costo definitivo, non recuperabileNessuna liquidazione periodica IVA: non presenti la dichiarazione IVA annuale né le liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali)Fatture in esenzione IVA: devi indicare in fattura la dicitura “Operazione esente IVA ex art. 10, n. 18, DPR 633/72” con natura N4Marca da bollo: sulle fatture esenti con importo superiore a 77,47 euro devi applicare una marca da bollo da 2 euroAttenzione: alcune prestazioni erogate da studi odontoiatrici possono essere soggette a IVA, come la vendita di dispositivi medici (bite, protesi rimovibili vendute al dettaglio in contesti specifici) o le prestazioni estetiche senza finalità terapeutica. In caso di dubbio, è sempre consigliabile il consulto di un commercialista esperto del settore sanitario.Per approfondimenti sulla gestione della fatturazione elettronica per il tuo studio, consulta anche la nostra guida su Software di Fatturazione per Odontoiatri 2026: Sistema TS e Fattura Elettronica. Regime forfettario per odontoiatri: conviene?Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato pensato per i professionisti con ricavi o compensi annui fino a 85.000 euro. Chi lo sceglie paga una sola imposta sostitutiva (in luogo di IRPEF, IRAP e addizionali regionali e comunali) calcolata su una base imponibile forfettizzata, cioè pari a una percentuale fissa dei compensi incassati.Per gli odontoiatri il coefficiente di redditività è pari al 78% (categoria “Attività professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie”). Significa che se incassi 60.000 euro, il reddito imponibile su cui si calcola l’imposta è 60.000 × 78% = 46.800 euro.L’aliquota d’imposta sostitutiva è:5% per i primi 5 anni di attività (regime di vantaggio per nuovi professionisti)15% dal sesto anno in poiCause ostative al regime forfettario per un odontoiatra:Partecipazione in una società di persone o associazione professionale (studio associato tra odontoiatri)Quota di partecipazione in una S.r.l. odontoiatrica che esercita attività riconducibile alla propriaRedditi da lavoro dipendente superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata da 30.000 a 35.000 dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024 art. 1 c. 12, confermata per il 2026)Superamento della soglia di 85.000 euro di compensi nell’anno precedenteQuando conviene il forfettario per un giovane dentista? Nei primissimi anni di attività, quando i compensi sono ancora contenuti e le spese professionali (strumentario, affitto, collaboratori) sono basse. L’aliquota al 5% per i primi 5 anni può rappresentare un risparmio fiscale significativo rispetto al regime ordinario. Tuttavia è bene ricordare che nel forfettario non si deducono le spese effettive: se hai investito molto in attrezzatura, potrebbe convenire il regime ordinario. Regime ordinario o semplificato: quando sceglierloIl regime ordinario (o semplificato per i professionisti) tassa il reddito effettivo: compensi incassati meno costi effettivamente sostenuti. Per gli studi odontoiatrici strutturati può essere più vantaggioso del forfettario nei seguenti casi:Investimenti rilevanti: acquisto di unità operative (riuniti dentistici), radiologico digitale endorale, CBCT (tomografo volumetrico), laser dentale. Questi beni si deducono tramite ammortamentoSpese correnti elevate: affitto studio, collaboratori, materiali di consumo, sterilizzazione, software gestionaleCompensi superiori a 85.000 euro: il forfettario non è applicabile oltre questa sogliaStudio associato o S.r.l.: strutture societarie richiedono il regime ordinarioCon il regime ordinario puoi anche recuperare parzialmente l’IVA sugli acquisti inerenti all’attività (nei limiti del pro-rata IVA se hai anche operazioni esenti). La scelta tra i due regimi è una decisione che va fatta insieme a un commercialista analizzando la situazione specifica dello studio.ENPAM: Quota A e Quota B nel 2026ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) è la cassa previdenziale obbligatoria a cui sono iscritti tutti gli odontoiatri iscritti all’albo. Il sistema previdenziale ENPAM si articola in due quote distinte: Quota A – contributo fisso obbligatorioLa Quota A è un contributo fisso annuale dovuto da tutti i professionisti iscritti all’albo, indipendentemente dal reddito prodotto. È la quota previdenziale di base che garantisce una pensione modulare minima. L’importo 2026 è suddiviso per fasce d’età:Fascia d’etàQuota A annuale 2026Studenti universitari di odontoiatria152,37 euroFino a 30 anni304,73 euroDa 30 a 35 anni591,47 euroDa 35 a 40 anni1.109,92 euroOltre 40 anni2.049,83 euroLa scadenza di pagamento della Quota A è il 30 aprile di ogni anno. Per i giovani under 30, l’importo ridotto (304,73 euro) rende l’avvio dell’attività economicamente più accessibile.Quota B – contributo percentuale sul reddito libero-professionaleLa Quota B è il contributo previdenziale principale per il libero professionista. Si calcola applicando un’aliquota percentuale al reddito netto della libera professione (non al fatturato lordo). Il reddito di riferimento è quello dichiarato nel Modello Redditi PF tramite il Modello D ENPAM (scadenza 31 luglio di ogni anno).L’aliquota Quota B ENPAM nel 2026 è:19,5% sul reddito netto fino a 150.000 euro (aliquota piena libera professione)1% (contributo di solidarietà) sulla parte di reddito eccedente 150.000 euro9,75% (aliquota dimezzata, su domanda) per chi è iscritto ad altra previdenza obbligatoria o è pensionato (es. odontoiatri anche dipendenti SSN)2% solo per i redditi da attività intramoenia e per i tirocinanti del corso di formazione in Medicina generaleDifferenze pratiche tra Quota A e Quota B:CaratteristicaQuota AQuota BTipo contributoFisso per fascia d’etàPercentuale sul redditoBase di calcoloImporto fisso ENPAM per fasciaReddito netto libera professioneScadenza pagamento30 aprile anno correnteModello D entro 31 luglio; versamento dal 31 ottobre (anche a rate)Deducibilità fiscaleSì (integralmente)Sì (integralmente)Pensione maturataQuota modulare basePensione proporzionale al redditoImportante: i contributi ENPAM (sia Quota A che Quota B) sono integralmente deducibili dal reddito complessivo, sia nel regime ordinario che nel regime forfettario. Questa deducibilità riduce l’imponibile fiscale e abbassa le tasse dovute.Per un confronto con la situazione degli altri professionisti sanitari, consulta anche la nostra guida su Partita IVA Medico 2026: ATECO 86.21.00, ENPAM Quota A/B e Sistema TS.Sistema TS (Tessera Sanitaria): obblighi e scadenzeIl Sistema TS (Tessera Sanitaria) è uno dei pilastri della compliance odontoiatrica. Gli odontoiatri liberi professionisti hanno l’obbligo di trasmettere telematicamente al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle spese sanitarie dei propri pazienti, in modo che questi possano essere precaricati nel modello 730 (precompilato IRPEF).Questa trasmissione serve al paziente per detrarre il 19% delle spese odontoiatriche nella propria dichiarazione dei redditi (entro il limite previsto dalla normativa). Se non trasmetti i dati, il paziente non potrà usufruire automaticamente della detrazione nel 730 precompilato.Cosa trasmettere e quandoDati da trasmettere: per ogni paziente, il codice fiscale, la data e l’importo della spesa sanitaria (prestazione odontoiatrica pagata)Scadenza primo semestre: entro il 30 settembre dell’anno successivo alla spesa (per spese da gennaio a giugno)Scadenza secondo semestre: entro il 28 febbraio dell’anno successivo (per spese da luglio a dicembre)Modalità: via portale web del Sistema TS (tessera-sanitaria.it) o tramite software gestionale dello studio integrato con il sistemaOpposizione del pazienteIl paziente ha il diritto di opporsi alla trasmissione dei propri dati al Sistema TS. In questo caso, l’odontoiatra deve annotare l’opposizione e non trasmettere quei dati. L’opposizione può essere espressa al momento del pagamento o tramite il portale del Sistema TS.Sanzioni per omessa trasmissioneL’omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati al Sistema TS è sanzionata. La sanzione ordinaria è di 100 euro per ogni comunicazione omessa o errata (con un massimo di 50.000 euro per anno). La trasmissione tardiva con correzione spontanea entro i termini può beneficiare di riduzioni. Per un quadro completo, consulta la nostra guida dedicata su Sistema TS per Professionisti Sanitari: obblighi e sanzioni.Aprire uno studio dentistico: autorizzazioni e requisitiAprire uno studio odontoiatrico privato non richiede solo la partita IVA: è necessario ottenere le autorizzazioni sanitarie regionali previste dalla normativa vigente (D.P.R. 14 gennaio 1997 e normativa regionale integrativa).I passaggi principali sono:Individuazione e adeguamento dei locali: il locale deve rispettare i requisiti strutturali e impiantistici previsti dalla normativa regionale (superficie minima, aerazione, impianto idrico, smaltimento rifiuti speciali sanitari)Presentazione SCIA o DIA (Segnalazione/Dichiarazione di Inizio Attività) al Comune competente, che la trasmette alla ASL localeNomina del direttore sanitario: ogni struttura odontoiatrica deve avere un direttore sanitario iscritto all’albo. Se sei l’unico professionista dello studio, puoi essere tu stesso il direttore sanitarioIscrizione nel registro delle strutture sanitarie private della ASL o Regione competenteAdempimenti privacy (GDPR): il registro dei trattamenti e l’informativa ai pazienti sui dati sanitariSmaltimento rifiuti speciali: contratto con ditta autorizzata per rifiuti sanitari pericolosi (aghi, materiali contaminati)Sterilizzazione: autoclave certificata e registri di sterilizzazioneI requisiti specifici variano da Regione a Regione: è indispensabile contattare la ASL locale prima di avviare i lavori di allestimento dello studio. Assicurazione RC professionale obbligatoria (L. 24/2017)La Legge 24/2017 (Legge Gelli-Bianco) sulla responsabilità professionale sanitaria rende obbligatoria la copertura assicurativa per gli esercenti le professioni sanitarie, inclusi gli odontoiatri liberi professionisti.L’odontoiatra deve stipulare un’assicurazione per la responsabilità civile professionale (RC professionale) che copra:Danni causati al paziente durante le prestazioni sanitarie (colpa professionale)Copertura per claims made (richieste di risarcimento pervenute durante la vigenza della polizza) o per loss occurrence, a seconda della struttura contrattualeMassimali adeguati alla tipologia di interventi eseguiti (implantologia e chirurgia orale richiedono massimali più elevati)Il premio assicurativo è un costo deducibile dal reddito professionale. Ricorda che l’obbligo assicurativo riguarda anche gli odontoiatri collaboratori che operano nello studio altrui: ognuno deve avere la propria copertura individuale.Fatturazione elettronica e contabilità dello studioLa fatturazione elettronica per gli odontoiatri presenta una specificità importante rispetto ad altri professionisti: le spese sanitarie verso privati (persone fisiche) sono esonerate dall’obbligo di fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI), a condizione che vengano trasmesse al Sistema TS.In pratica:Prestazioni a privati (pazienti): puoi emettere ricevute fiscali o fatture cartacee/PDF, con trasmissione al Sistema TS. NON è obbligatoria la fattura elettronica SDI verso il paziente fisico (art. 10-bis D.L. 119/2018)Prestazioni a soggetti IVA (aziende, assicurazioni, Fondi sanitari): la fattura elettronica tramite SDI è obbligatoriaPrestazioni a pazienti che si oppongono al Sistema TS: emetti fattura cartacea o elettronica SDI secondo le regole ordinarieDal punto di vista contabile, lo studio odontoiatrico in regime ordinario deve tenere:Il registro cronologico degli incassi e dei pagamenti (contabilità di cassa per professionisti in regime semplificato)Il registro dei beni ammortizzabili (per attrezzature e strumenti)Il registro degli acquisti (per il pro-rata IVA, se applicabile)Affidati a un commercialista esperto in fiscalità sanitaria: le specificità del settore odontoiatrico (IVA esente, Sistema TS, pro-rata, ENPAM) richiedono una competenza specializzata che non tutti i professionisti contabili possiedono.Per la scelta del software di gestione dello studio, consulta la nostra guida su Software di Fatturazione Elettronica per Professionisti Sanitari 2026. Domande frequentiUn odontoiatra neolaureato deve subito aprire la partita IVA?Sì, non appena inizi a svolgere attività professionale retribuita (anche come collaboratore in uno studio altrui), hai l’obbligo di aprire la partita IVA entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. L’apertura avviene tramite dichiarazione di inizio attività (modello AA9/12) all’Agenzia delle Entrate.Posso essere sia dipendente che libero professionista come odontoiatra?Sì, è possibile cumulare un rapporto di dipendenza (ad esempio con il SSN o una struttura clinica privata) con l’attività libero-professionale. Tuttavia, dal 2025 (L. 207/2024) il regime forfettario non è accessibile se i redditi da dipendenza superano 35.000 euro nell’anno precedente. Superata questa soglia, scatta la causa ostativa e si deve passare al regime ordinario.Quanto paga di tasse un odontoiatra forfettario con 50.000 euro di compensi?Con 50.000 euro di compensi e coefficiente 78%, il reddito imponibile è 39.000 euro. Al 15% di imposta sostitutiva (dal sesto anno) si pagano 5.850 euro di tasse. Aggiungendo ENPAM Quota B (circa 7.605 euro al 19,5% su 39.000 euro), il carico complessivo si attesta intorno al 27% del fatturato. Nei primi 5 anni, con aliquota al 5%, il carico fiscale si riduce sensibilmente (circa 1.950 euro di sola imposta sostitutiva).Un odontoiatra in forfettario deve trasmettere al Sistema TS?Sì. L’obbligo di trasmissione al Sistema TS è indipendente dal regime fiscale adottato. Sia il forfettario che il soggetto in regime ordinario devono trasmettere le spese sanitarie dei pazienti entro le scadenze previste.Cosa succede se supero i 85.000 euro da forfettario durante l’anno?Se superi la soglia di 85.000 euro nel corso dell’anno, rimani nel regime forfettario per quell’anno intero ma dal 1° gennaio dell’anno successivo devi passare al regime ordinario. Se invece superi i 100.000 euro in corso d’anno, esci dal forfettario immediatamente e devi applicare l’IVA ordinaria dal mese successivo al superamento.Lo studio dentistico ha bisogno di partita IVA separata dalla mia personale?Se operi come libero professionista individuale, utilizzi la tua partita IVA personale anche per l’attività dello studio. Non è necessaria una partita IVA separata. Se invece vuoi costituire una società odontoiatrica (S.r.l. o S.r.l.s.) per gestire lo studio, quella società avrà la propria partita IVA autonoma.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Gestisci la tua partita IVA con il CAF Centro FiscaleAprire la partita IVA da odontoiatra è solo il primo passo: la gestione fiscale quotidiana — tra IVA esente, ENPAM, Sistema TS e scadenze contabili — richiede un supporto professionale specializzato. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di preventivo personalizzato per odontoiatri e professionisti sanitari che vogliono aprire o riorganizzare la propria attività in modo efficiente e conforme.Contattaci per un appuntamento senza impegno: valuteremo insieme il regime fiscale più adatto alla tua situazione, ti guideremo negli adempimenti ENPAM e Sistema TS e seguiremo la tua contabilità con competenza specifica nel settore sanitario.Errore: Modulo di contatto non trovato. Agosto 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 08:00:002026-09-27 19:11:35Partita IVA Odontoiatra 2026: ATECO 86.23.00, ENPAM Quota B e Sistema TS
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariSistema TS 2027 per Professionisti Sanitari: Guida Completa a Invio, Obblighi e SanzioniIl Sistema TS 2027 (Sistema Tessera Sanitaria) rappresenta uno degli adempimenti fiscali più rilevanti per i professionisti sanitari che esercitano la libera professione. Medici, odontoiatri, fisioterapisti, psicologi, infermieri, ottici, veterinari e decine di altre categorie sanitarie hanno l’obbligo di trasmettere al sistema i dati delle spese sostenute dai propri pazienti. Ma cosa si deve inviare esattamente? Entro quando? E cosa succede se si sbaglia o si omette la trasmissione? Questa guida risponde a tutte le domande sul sistema TS 2027, raccogliendo in un unico riferimento obblighi, scadenze, procedure di opposizione e sanzioni.Che tu sia un medico di base con pazienti privati, un fisioterapista in regime forfettario o un odontoiatra con studio avviato, la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria ti riguarda direttamente. Ignorare questo obbligo espone a sanzioni significative, mentre una gestione corretta contribuisce a semplificare la dichiarazione dei redditi dei tuoi pazienti attraverso il 730 precompilato.Indice dei contenutiArgomenti trattati:Cos’è il Sistema TS e perché riguarda tutti i sanitariChi è obbligato a trasmettere al Sistema TS nel 2027Cosa si deve trasmettere: tipologie di spesa e importiScadenze e modalità di invio 2027Come gestire l’opposizione del pazienteSanzioni per omessa o errata trasmissioneSistema TS e il 730 precompilato: il collegamentoNovità 2027: cosa cambia rispetto agli anni precedentiCome il CAF Centro Fiscale può aiutartiDomande Frequenti sul Sistema TS 2027 Cos’è il Sistema TS e perché riguarda tutti i sanitariIl Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) è una piattaforma informatica gestita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in collaborazione con il Ministero della Salute. Nasce con un obiettivo preciso: raccogliere i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini italiani per alimentare automaticamente il modello 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate.In pratica, quando un paziente paga una visita medica, una seduta di fisioterapia o un’otturazione dal dentista, il professionista sanitario che ha erogato la prestazione deve comunicare al Sistema TS l’importo pagato. Quel dato viene poi trasmesso all’Agenzia delle Entrate, che lo inserisce nel 730 precompilato del paziente come spesa medica potenzialmente detraibile al 19%.La base normativa del sistema TS 2027 è il D.Lgs. 175/2014 art. 3 (Decreto Semplificazioni fiscali), che ha istituito l’obbligo di trasmissione, e il DM 31 luglio 2015, che ne definisce le modalità operative. La norma è stata progressivamente estesa a sempre più categorie di professionisti sanitari: oggi l’obbligo coinvolge praticamente chiunque eroghi prestazioni sanitarie a titolo privato o in regime misto pubblico-privato.Perché questa guida pillar è importante? Perché il sistema TS non riguarda solo i medici di medicina generale: è un adempimento trasversale a tutte le figure della sanità privata, e le sanzioni per chi non trasmette o trasmette in modo errato possono essere significative. Vediamo in dettaglio chi è coinvolto e cosa deve fare. Chi è obbligato a trasmettere al Sistema TS nel 2027L’obbligo di trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria 2027 riguarda una platea molto ampia di soggetti. Non si tratta solo dei medici in senso stretto: l’elenco comprende tutte le figure iscritte agli ordini e alle casse professionali sanitarie che erogano prestazioni a persone fisiche, incluse quelle esenti IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/1972.Ecco le principali categorie obbligate:Medici di medicina generale e pediatri di libera scelta (anche in convenzione SSN, per le prestazioni private)Medici specialisti (chirurghi, cardiologi, dermatologi, ortopedici, ecc.) con attività privataOdontoiatri e dentisti — categoria con il più alto volume di dati trasmessi al Sistema TSFisioterapisti e terapisti della riabilitazione (inclusi i laureat in Scienze Motorie con profilo terapeutico)Psicologi e psicoterapeutiInfermieri professionali con attività libero-professionaleVeterinari — limitatamente alle prestazioni su animali domestici di proprietà di persone fisicheOttici e optometristi per la vendita di occhiali da vista e lenti a contattoLogopedisti, osteopati, nutrizionisti e altre figure sanitarie riconosciute dal Ministero della SaluteFarmacie e parafarmacie per medicinali e dispositivi mediciLaboratori di analisi cliniche e centri diagnosticiStrutture sanitarie private accreditate e non accreditate che emettono ricevute o fatture a privatiUn punto importante: l’obbligo vale indipendentemente dal regime fiscale adottato. Che il professionista sia in regime forfettario o in regime ordinario, l’obbligo di trasmissione al sistema TS rimane invariato. Il regime fiscale incide sulla fatturazione e sull’IVA, ma non esenta dalla comunicazione delle spese al Sistema Tessera Sanitaria.Sono invece esonerati dall’obbligo i soggetti che erogano prestazioni esclusivamente a enti, aziende o persone giuridiche (B2B puro), dove il paziente/fruitore non è una persona fisica. Se invece si serve anche un solo paziente privato persona fisica, l’obbligo scatta. Cosa si deve trasmettere: tipologie di spesa e importiNon tutte le voci che compaiono su una ricevuta o fattura sanitaria vanno trasmesse al sistema TS. Esistono regole precise su cosa comunicare e come classificarlo. Vediamo le principali tipologie di spesa. Tipologie di documento sanitario trasmissibileI documenti di spesa che devono essere comunicati al sistema TS sono:Fatture emesse per prestazioni sanitarie a persone fisicheRicevute fiscali (per chi non è soggetto all’obbligo di fatturazione elettronica o ne è esentato)Scontrini parlanti (farmacia) — contenenti codice fiscale del paziente e natura del prodottoRicevute di pagamento per prestazioni erogate da strutture sanitarieUn aspetto spesso trascurato: per le prestazioni esenti IVA ex art. 10 DPR 633/1972 (tipiche dei professionisti sanitari: visite mediche, sedute di fisioterapia, prestazioni psicologiche), la fattura elettronica tramite SDI è espressamente vietata se il paziente è una persona fisica non titolare di partita IVA. In questi casi si usa la ricevuta o la fattura cartacea/PDF, che però va ugualmente trasmessa al Sistema TS. Per approfondire questo aspetto consulta la nostra guida sulla fatturazione elettronica per prestazioni sanitarie 2026.Dati da includere nella trasmissionePer ciascun documento da trasmettere al sistema tessera sanitaria, il professionista deve comunicare:Codice fiscale del paziente — elemento indispensabile per il collegamento al 730 precompilatoData del pagamento (non dell’emissione della fattura, ma dell’incasso effettivo)Importo pagato dal pazienteTipologia di spesa — classificata secondo il catalogo previsto dal sistema (SP = spesa sanitaria standard, FC = farmaco con obbligo di ricetta, SV = spesa veterinaria, ecc.)Flag di erogazione: se la prestazione è stata effettivamente erogata o è un rimborso/accontoCodice fiscale del soggetto trasmittente (il professionista o la struttura)Il codice fiscale del paziente è il dato più critico: senza di esso, la spesa non può essere abbinata al 730 precompilato del paziente. Il professionista deve sempre richiedere il codice fiscale prima di emettere la ricevuta. In caso di rifiuto del paziente, si configura la fattispecie dell’opposizione, di cui parliamo nella sezione dedicata.Scadenze e modalità di invio 2027Le scadenze di trasmissione al sistema TS 2027 seguono un calendario fisso, strutturato su base semestrale. Il sistema prevede due finestre di invio nell’anno:Entro il 31 gennaio 2027 — per le spese sostenute dai pazienti nel secondo semestre dell’anno precedente (luglio-dicembre 2026)Entro il 31 luglio 2027 — per le spese sostenute dai pazienti nel primo semestre dell’anno in corso (gennaio-giugno 2027)Attenzione: alcune categorie particolari (come le farmacie per gli scontrini parlanti) hanno scadenze mensili anziché semestrali. I professionisti sanitari in senso stretto seguono invece le due finestre semestrali indicate sopra. Come accedere al portale Sistema TSLa trasmissione avviene tramite il portale ufficiale sistemats.sanita.finanze.it. I professionisti possono accedere con:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) — il metodo più diffusoCNS (Carta Nazionale dei Servizi) — con lettore di smart cardCIE (Carta d’Identità Elettronica)Tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista, consulente del lavoro) con delegaUna volta autenticato, il professionista può caricare i dati manualmente (per volumi ridotti) oppure tramite file XML (per volumi elevati di prestazioni, tipico di studi medici strutturati o centri diagnostici). Molti software di fatturazione per sanitari generano automaticamente il file XML nel formato richiesto dal sistema: per una panoramica degli strumenti disponibili, consulta la nostra guida ai software di fatturazione per professionisti sanitari 2026.Inoltre, è possibile delegare la trasmissione al CAF Centro Fiscale di Udine, che gestisce il processo per conto del professionista. Questa opzione è particolarmente conveniente per chi ha un numero limitato di prestazioni o preferisce concentrarsi sulla clinica lasciando gli adempimenti fiscali agli esperti.Come gestire l’opposizione del pazienteLa normativa sul sistema tessera sanitaria riconosce al paziente il diritto di opporsi alla trasmissione dei propri dati. Si tratta di una tutela della privacy: il paziente può non voler che i suoi dati sanitari confluiscano nel 730 precompilato, per esempio per motivi di riservatezza sulla natura delle prestazioni ricevute.Cosa deve fare il professionista in caso di opposizione? La procedura è chiara:Il paziente manifesta l’opposizione prima del pagamento, comunicandola verbalmente o per iscritto al professionistaIl professionista annota l’opposizione e non trasmette quel dato al sistema TSNella fase di trasmissione, il dato viene comunque inviato ma con il flag opposizione = sì, che ne impedisce l’utilizzo per il 730 precompilatoIl professionista non è sanzionato per non aver reso accessibile quel dato al FiscoUn errore frequente è pensare che l’opposizione esenti completamente dalla trasmissione. Non è così: il dato va comunque inviato al sistema TS con il flag corretto, ma viene «mascherato» per il 730 precompilato. Il professionista deve quindi comunque raccogliere il codice fiscale del paziente anche in caso di opposizione, salvo che il paziente si rifiuti esplicitamente anche di fornirlo.È importante anche sapere che l’opposizione può essere manifestata dal paziente anche successivamente al pagamento, accedendo direttamente al portale del Sistema TS con le proprie credenziali SPID. In quel caso, il professionista ha già trasmesso il dato correttamente: non si configura alcuna violazione da parte sua.Sanzioni per omessa o errata trasmissioneLe sanzioni per il sistema TS 2027 sono stabilite dal D.Lgs. 175/2014 e successive modificazioni. Si tratta di sanzioni amministrative che possono raggiungere importi significativi, motivo per cui è fondamentale rispettare le scadenze e le modalità di trasmissione previste. Sanzioni principaliLe principali violazioni sanzionate sono:Omessa trasmissione — mancato invio dei dati entro la scadenza semestrale. La sanzione è pari a 100 euro per ogni comunicazione omessa, con un massimo annuo di 50.000 euro per soggettoTrasmissione con dati errati o incompleti — invio di dati non corretti (importo sbagliato, codice fiscale errato, data errata). La sanzione è pari a 100 euro per ogni comunicazione errataTrasmissione tardiva — invio dopo la scadenza semestrale. Se avviene entro 60 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta a 33,33 euro per comunicazioneEsiste anche la possibilità di ravvedimento operoso: se il professionista si accorge di un errore o di un’omissione e procede spontaneamente alla correzione prima di ricevere una notifica dall’Amministrazione finanziaria, le sanzioni sono ridotte. La riduzione dipende dalla tempistica del ravvedimento e segue le regole generali previste dall’art. 13 del D.Lgs. 472/97, aggiornate dalla riforma delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 87/2024).Un aspetto meno noto: la sanzione si applica per singola comunicazione, non per un importo globale. Questo significa che un professionista che ha omesso di trasmettere i dati di 50 pazienti potrebbe trovarsi di fronte a 50 sanzioni da 100 euro ciascuna, per un totale di 5.000 euro. È una delle ragioni per cui conviene gestire l’adempimento con regolarità e affidarsi a strumenti automatizzati o a un supporto professionale.Quando le sanzioni non si applicanoLa normativa prevede alcune esimenti: le sanzioni non si applicano quando l’omessa trasmissione è dovuta a causa di forza maggiore debitamente documentata (es. interruzione prolungata del servizio informatico del Sistema TS) o quando il professionista ha trasmesso correttamente ma il sistema ha generato un errore tecnico documentato. In questi casi è necessario conservare la documentazione che attesti l’impedimento.Sistema TS e il 730 precompilato: il collegamentoIl sistema TS e il 730 precompilato sono strettamente connessi: i dati trasmessi dai professionisti sanitari vengono elaborati dall’Agenzia delle Entrate e inseriti direttamente nella dichiarazione precompilata del paziente come spese detraibili al 19%.Questo meccanismo ha due implicazioni importanti per il professionista sanitario:Responsabilità nella qualità dei dati: se il professionista trasmette un importo errato (più alto del reale), il paziente potrebbe portare in detrazione una spesa maggiore di quella effettivamente sostenuta. L’Agenzia delle Entrate in caso di controllo potrebbe risalire al professionista. È quindi fondamentale trasmettere importi precisi.Vantaggio per i pazienti: una trasmissione puntuale e corretta significa che i pazienti trovano già precaricate le proprie spese mediche nel 730, senza dover raccogliere e conservare manualmente le ricevute. Questo migliora il servizio percepito e la relazione con il paziente.Per i pazienti che si rivolgono al CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione del 730, il sistema funziona così: il CAF accede al 730 precompilato del cliente, verifica le spese sanitarie già caricate dal sistema TS e controlla se vi sono spese da aggiungere manualmente (per esempio quelle di professionisti che non hanno ancora trasmesso correttamente). È un processo integrato che beneficia di dati di qualità.Novità 2027: cosa cambia rispetto agli anni precedentiIl sistema TS 2027 non presenta stravolgimenti rispetto all’anno precedente, ma ci sono alcune evoluzioni operative che i professionisti sanitari devono conoscere. Estensione delle categorie obbligateNel corso degli ultimi anni il Ministero della Salute ha progressivamente ampliato l’elenco delle figure sanitarie soggette all’obbligo. Dal 2024 sono stati inclusi anche i professionisti iscritti agli albi delle nuove professioni sanitarie (osteopati, naturopati con profilo sanitario riconosciuto, ecc.). Per il 2027 si prevede il completamento di questa estensione con l’inclusione di alcune figure ancora in fase di riconoscimento formale.Interoperabilità con la fattura elettronicaUna delle novità più significative degli ultimi anni è il progressivo avanzamento verso l’interoperabilità tra sistema TS e fatturazione elettronica. Per i professionisti sanitari che emettono fatture B2B (a strutture, a imprese), la fattura elettronica tramite SDI è obbligatoria. Il sistema TS raccoglie invece i dati delle prestazioni B2C (verso persone fisiche).Le discussioni normative in corso puntano a semplificare ulteriormente il processo: si parla di un futuro in cui le ricevute per prestazioni sanitarie a privati potrebbero essere automaticamente acquisite dal sistema TS tramite un canale dedicato, riducendo il lavoro di trasmissione manuale. Ad oggi, però, l’obbligo di trasmissione attiva resta in capo al professionista.Nuovi controlli e incrocio datiL’Agenzia delle Entrate ha incrementato i controlli sui dati trasmessi al sistema TS, incrociandoli con le dichiarazioni dei redditi dei pazienti e con i versamenti dei professionisti sanitari. Chi trasmette in modo sistematicamente incompleto o scorretto può essere oggetto di segnalazione automatica. Questo rende ancora più importante una gestione ordinata dell’adempimento.Come il CAF Centro Fiscale può aiutartiGestire gli adempimenti fiscali da professionista sanitario richiede tempo e attenzione: tra sistema TS, fatturazione (elettronica e non), contributi previdenziali alla propria cassa professionale e dichiarazione dei redditi, il rischio di dimenticare qualcosa o sbagliare una scadenza è concreto.Il CAF Centro Fiscale offre un supporto completo ai professionisti sanitari di Udine e del Friuli Venezia Giulia, nonché in tutta Italia tramite il servizio online:Gestione della trasmissione al Sistema TS per conto del professionista (con delega)Verifica e correzione dei dati già trasmessi in caso di erroriConsulenza fiscale per la scelta del regime più conveniente (forfettario vs ordinario)Dichiarazione dei redditi del professionista sanitario, incluse le deduzioni per contributi previdenziali alla cassa professionaleAssistenza in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle EntratePer un professionista sanitario che vuole approfondire la propria situazione fiscale individuale, ad esempio le regole della propria partita IVA medico ENPAM o della partita IVA infermiere ENPAPI, il CAF Centro Fiscale offre anche consulenza specifica per categoria.Hai bisogno di supporto per il Sistema TS 2027?Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione dei professionisti sanitari per la gestione del Sistema Tessera Sanitaria e di tutti gli adempimenti fiscali correlati. Offriamo il servizio sia in ufficio a Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B) sia online in tutta Italia.Contattaci per un preventivo personalizzato:Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine — Tel. 0432 1638640Domande Frequenti sul Sistema TS 2027Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 14:00:002026-09-27 09:53:02Sistema TS 2027 per Professionisti Sanitari: Guida Completa a Invio, Obblighi e Sanzioni
Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariAprire Partita IVA Medico 2026: ATECO 86.21.00, ENPAM Quota A/B e Sistema TSAprire la partita IVA da medico nel 2026 richiede di fare i conti con tre pilastri fondamentali: il codice ATECO corretto, i contributi previdenziali all’ENPAM (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Medici e Odontoiatri) e gli obblighi legati al Sistema TS (Tessera Sanitaria) per l’invio delle spese mediche al Fisco. Scegliere il regime fiscale giusto fin dall’inizio può fare una differenza enorme sul reddito netto: i medici liberi professionisti, grazie al coefficiente di redditività del 78% e all’imposta sostitutiva agevolata, sono tra le categorie che possono beneficiare di più del regime forfettario.In questa guida trovi tutto quello che serve sapere: dall’iscrizione all’Ordine dei Medici alla gestione dell’ENPAM, dalle regole del Sistema TS alle spese deducibili. Se hai già la specializzazione e stai per avviare l’attività in libera professione, oppure sei un medico dipendente che vuole aprire una partita IVA per le guardie mediche o le consulenze private, questa è la lettura giusta.Indice dei contenutiCodice ATECO per Medico: 86.21.00 e le VariantiENPAM 2026: Quota A (Contributo Fisso) e Quota B (Proporzionale)Regime Forfettario per Medici: Coefficiente 78% e Imposta SostitutivaSistema TS (Tessera Sanitaria): Obbligo, Esclusione e FatturazioneAdempimenti per Aprire la Partita IVA da MedicoSpese Deducibili per il Medico con Partita IVAConvenienza del Regime Forfettario per i Medici nel 2026Domande Frequenti sulla Partita IVA MedicoCodice ATECO per Medico: 86.21.00 e le VariantiIl codice ATECO identifica l’attività economica svolta e viene utilizzato dall’Agenzia delle Entrate, dall’INPS e da tutti gli enti previdenziali per classificare la tua professione. Per i medici il codice principale è il 86.21.00 – Attività di medicina generale (classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025), che si applica ai medici di medicina generale, ai medici di guardia medica e, in generale, a chi esercita la medicina non specialistica in forma libero-professionale.Esistono però varianti importanti in base alla specializzazione. Se sei un chirurgo, uno specialista o un dermatologo che esercita in forma indipendente, il codice corretto è 86.22.02 – Altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendenti (nella vecchia classificazione ATECO 2007 era l’86.22.09). Attenzione: in ATECO 2025 il codice 86.22.01 identifica i trattamenti di chirurgia estetica, non la medicina generale. Le strutture con più professionisti (poliambulatori) hanno invece codici dedicati, da verificare in base all’attività svolta. Per gli odontoiatri esiste invece un codice dedicato, il 86.23.00.Come si sceglie il codice corretto? Segui questa regola pratica:Medico di medicina generale o guardia medica → 86.21.00Medico specialista (cardiologo, dermatologo, ortopedico, ecc.) → 86.22.02Odontoiatra / dentista → 86.23.00Struttura ambulatoriale con più professionisti → codici dedicati alle strutture, da verificare caso per casoIl codice ATECO incide anche sul coefficiente di redditività del regime forfettario (ne parliamo nella sezione dedicata): per tutti i codici 86.xx il coefficiente è del 78%, uno dei più alti tra le categorie agevolate. Questo significa che il reddito imponibile viene calcolato su una quota più ampia dei ricavi rispetto, ad esempio, al commercio.Puoi verificare il codice ATECO corretto oppure affidarti al CAF Centro Fiscale di Udine per l’apertura della partita IVA medico con tutta la documentazione in regola fin dall’inizio. ENPAM 2026: Quota A (Contributo Fisso) e Quota B (Proporzionale)L’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) è la cassa previdenziale di riferimento per tutti i medici iscritti all’Ordine. È la cassa più grande tra quelle dei liberi professionisti italiani, con oltre 350.000 iscritti. L’iscrizione è obbligatoria per i medici che esercitano la libera professione, indipendentemente dal regime fiscale scelto.Il sistema previdenziale ENPAM si articola in due componenti principali: la Quota A, che è un contributo fisso annuale, e la Quota B, che è proporzionale al reddito libero professionale. ENPAM Quota A 2026: il Contributo Fisso per Fascia d’EtàLa Quota A ENPAM è un contributo fisso dovuto da tutti gli iscritti, il cui importo varia in base alla fascia d’età. È il contributo di base che garantisce la copertura previdenziale minima. Per il 2026 gli importi aggiornati sono i seguenti:Studenti universitari iscritti all’Ordine: 152,37 euro annuiMedici fino a 30 anni: 304,73 euro annuiDa 30 a 35 anni: 591,47 euro annuiDa 35 a 40 anni: 1.109,92 euro annuiOltre 40 anni: 2.049,83 euro annuiA questi importi si aggiunge il contributo di maternità di 84,26 euro annui, uguale per tutti gli iscritti. La scadenza per il versamento della Quota A è il 30 aprile di ogni anno. Il pagamento avviene tramite bollettini o MAV inviati direttamente dall’ENPAM.Un aspetto importante: la Quota A è dovuta anche dai medici dipendenti che non svolgono libera professione, come contributo anagrafico minimo di partecipazione alla Fondazione.ENPAM Quota B 2026: il Contributo Proporzionale al RedditoLa Quota B ENPAM è il contributo proporzionale al reddito derivante dalla libera professione medica. Si applica a tutto il reddito professionale dichiarato, non solo alla parte eccedente un minimale. Per il 2026 le aliquote sono:Aliquota piena: 19,5% sul reddito libero-professionale fino a 150.000 euroAliquota di solidarietà: 1% sulla parte di reddito eccedente i 150.000 euroAliquota dimezzata: 9,75%, su domanda, per i medici iscritti ad altra previdenza obbligatoria o pensionati (ad esempio i medici dipendenti SSN che svolgono anche libera professione)Aliquota ridotta: 2% solo per i tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale e per i redditi da attività intramoenia ed equiparataIl reddito da dichiarare all’ENPAM è quello derivante esclusivamente dall’attività libero-professionale: guardie mediche private, visite in studio, consulenze, ecc. La dichiarazione si presenta tramite il Modello D ENPAM, con scadenza al 31 luglio di ogni anno. Il versamento dei contributi Quota B parte dal 31 ottobre, in un’unica soluzione o a rate.Un vantaggio rilevante: i contributi versati all’ENPAM (sia Quota A che Quota B) sono integralmente deducibili dal reddito nella dichiarazione dei redditi, anche per chi è in regime forfettario. Questo riduce il reddito imponibile complessivo e abbassa le imposte dovute.Hai dubbi su come calcolare i tuoi contributi ENPAM o come compilare il Modello D? Il team del CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione fiscale dei professionisti sanitari: contattaci per un preventivo personalizzato.Regime Forfettario per Medici: Coefficiente 78% e Imposta SostitutivaIl regime forfettario è la scelta fiscale più vantaggiosa per molti medici liberi professionisti nel 2026, soprattutto nelle fasi iniziali dell’attività. Funziona in modo semplice: non paghi l’IRPEF ordinaria con i suoi scaglioni progressivi, ma una imposta sostitutiva unica molto più bassa.Ecco come funziona nel concreto per i medici. Il reddito imponibile non è calcolato sulle spese effettivamente sostenute (come nel regime ordinario), ma viene determinato applicando ai tuoi compensi lordi un coefficiente di redditività del 78%. Questo significa che, per definizione, il 22% dei tuoi ricavi è considerato “spesa” (forfettizzata), e le tasse le paghi solo sul restante 78%. Come si Calcolano le Tasse con il Forfettario per i MediciFacciamo un esempio pratico. Supponiamo che il medico Marco, specialista ortopedico, abbia incassato 60.000 euro di compensi in un anno:Reddito imponibile: 60.000 × 78% = 46.800 euroImposta sostitutiva al 15%: 46.800 × 15% = 7.020 euroImposta sostitutiva al 5% (se attività nuova, primi 5 anni): 46.800 × 5% = 2.340 euroA questa imposta si aggiungono i contributi ENPAM (Quota A + Quota B), che come abbiamo visto sono deducibili. L’aliquota al 5% si applica per le nuove attività nei primi cinque anni, a condizione che il medico non abbia esercitato la stessa attività libero-professionale nei tre anni precedenti.Per accedere al regime forfettario occorre rispettare il limite di ricavi di 85.000 euro annui. Chi supera questa soglia esce dal regime dall’anno successivo (o immediatamente se supera i 100.000 euro). Un altro requisito importante: il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non deve superare i 35.000 euro (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025).Per approfondire tutti i requisiti e i limiti, puoi leggere la nostra guida completa al regime forfettario 2026.Medico Dipendente con Partita IVA Forfettaria: Si Può?Molti medici si chiedono se possono aprire la partita IVA in regime forfettario pur lavorando come dipendenti del SSN (Servizio Sanitario Nazionale). La risposta è sì, ma con attenzione. Il regime forfettario è compatibile con il lavoro dipendente a patto che il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superi i 35.000 euro. Per un medico dipendente del SSN a tempo pieno, questo limite viene quasi sempre superato.In questo caso, il medico dipendente che vuole esercitare anche la libera professione (guardie mediche private, visite a pagamento, consulenze) deve aprire la partita IVA in regime ordinario. All’ENPAM potrà chiedere di versare la Quota B con l’aliquota dimezzata del 9,75% (invece del 19,5%), proprio perché ha già una copertura previdenziale tramite la dipendenza; sui redditi da attività intramoenia si applica invece il 2%.Se invece sei un medico precario, un tirocinante o hai un contratto part-time con reddito sotto i 35.000 euro, il forfettario potrebbe essere la scelta giusta. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a fare il calcolo di convenienza preciso per la tua situazione specifica.Sistema TS (Tessera Sanitaria): Obbligo, Esclusione e FatturazioneIl Sistema TS (Tessera Sanitaria) è il sistema telematico gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che permette ai professionisti sanitari di trasmettere al Fisco le spese mediche sostenute dai loro pazienti. Queste informazioni vengono usate per la precompilazione del modello 730.Per i medici liberi professionisti, il Sistema TS crea una situazione particolare e spesso fonte di confusione riguardo alla fatturazione elettronica. Puoi approfondire la gestione del sistema con la nostra guida al software di fatturazione elettronica per sanitari e Sistema TS. L’Obbligo di Invio Dati al Sistema TSI medici e tutti i professionisti sanitari che emettono ricevute o fatture per prestazioni sanitarie a persone fisiche sono obbligati a trasmettere i dati delle spese al Sistema TS entro il mese successivo all’incasso. La trasmissione avviene tramite il portale del Sistema TS con le credenziali ottenute al momento dell’abilitazione.I dati trasmessi comprendono: codice fiscale del paziente, data della prestazione, importo pagato e tipo di prestazione. Questo sistema è stato introdotto proprio per alimentare il 730 precompilato e ridurre gli errori nella detraibilità delle spese mediche.Un dettaglio pratico rilevante: il Sistema TS va usato per le prestazioni verso persone fisiche (pazienti privati). Non si applica alle prestazioni verso enti, ASL, ospedali o aziende.Fatturazione Elettronica per Medici: L’Eccezione TSQui sta il punto più delicato per i medici. A differenza degli altri professionisti, i medici hanno una esenzione dall’obbligo di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche che hanno esercitato il diritto di opposizione alla trasmissione dei dati al Sistema TS.In pratica, quando un paziente si oppone alla trasmissione delle sue spese sanitarie al Fisco (un diritto garantito dalla normativa sulla privacy), il medico non invia i dati al Sistema TS e non emette fattura elettronica tramite SDI per quella prestazione (ma una ricevuta o fattura cartacea).Per le prestazioni verso pazienti che non si oppongono, invece, vige l’obbligo di trasmissione al Sistema TS (che sostituisce di fatto l’obbligo di fattura elettronica verso privati). Per le prestazioni verso soggetti IVA (es. aziende, studi associati), vale invece la regola ordinaria della fattura elettronica tramite SDI.Adempimenti per Aprire la Partita IVA da MedicoAprire la partita IVA medico nel 2026 richiede una serie di adempimenti che vanno completati in un ordine preciso. Non basta la sola apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate: ci sono iscrizioni ad enti, ordini e registri che vanno fatte in parallelo. Ecco il percorso completo.Il primo passo è ovviamente la laurea in Medicina e Chirurgia e il superamento dell’esame di Stato. Questi sono requisiti abilitanti senza cui non è possibile esercitare la professione. Una volta ottenuta l’abilitazione, si procede con questi passaggi:Iscrizione all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) della provincia in cui si intende esercitare. L’iscrizione all’Ordine è obbligatoria per legge per chiunque voglia esercitare la professione medica.Apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate, con la scelta del codice ATECO corretto (86.21.00 per la medicina generale, 86.22.02 per gli specialisti indipendenti) e del regime fiscale.Iscrizione all’ENPAM, che avviene automaticamente tramite comunicazione dell’Ordine dei Medici. Tuttavia, è utile verificare l’avvenuta iscrizione e attivarsi per ricevere i bollettini della Quota A.Abilitazione al Sistema TS sul portale del MEF, per poter trasmettere i dati delle spese sanitarie dei pazienti.Comunicazione all’ASL di riferimento per l’apertura dello studio medico (se si apre un ambulatorio), con eventuali adempimenti SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) comunali per la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).Se lo studio medico richiede apparecchiature particolari (es. RX, ecografi), potrebbero essere necessarie ulteriori autorizzazioni sanitarie regionali. Il percorso burocratico è complesso: il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida in tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Spese Deducibili per il Medico con Partita IVALa gestione fiscale delle spese è uno degli aspetti più rilevanti per la convenienza economica della partita IVA medico. In regime ordinario, il medico può dedurre le spese effettivamente sostenute per l’attività professionale; in regime forfettario, invece, le spese sono forfettizzate tramite il coefficiente del 78% (e quindi non si deducono le spese analiticamente, ma si beneficia della forfettizzazione).Per chi è in regime ordinario, le principali categorie di spese deducibili sono:Affitto dello studio medico o quota dell’immobile di proprietà adibita a studio (calcolata pro quota)Attrezzature mediche e strumentazione: fonendoscopio, elettrocardiografo, ecografo, tavolo operatorio, lampade, autoclavi per sterilizzazione. Le attrezzature con valore superiore a 516,46 euro si ammortizzano in più anni.Materiale di consumo: guanti, mascherine, siringhe, materiale da medicazioneSoftware gestionale e Sistema TS: abbonamenti a software per la gestione dello studio, la fatturazione elettronica e l’invio dati al Sistema TSSpese di aggiornamento professionale: corsi ECM (Educazione Continua in Medicina), congressi, abbonamenti a riviste scientificheAssicurazione professionale RC Medici: obbligatoria per legge, integralmente deducibileCompensi a collaboratori: segretaria, infermiere, receptionist (nei limiti previsti)Un capitolo a parte meritano i contributi ENPAM: Quota A e Quota B sono deducibili dal reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi, indipendentemente dal regime fiscale. Questo vale anche per i forfettari, che pur non deducendo le spese analitiche possono dedurre i contributi previdenziali obbligatori. Anche il conto corrente dedicato all’attività professionale è consigliato per separare le spese personali da quelle professionali: puoi confrontare le opzioni nella nostra guida ai conti business per medici e sanitari 2026.Convenienza del Regime Forfettario per i Medici nel 2026Il regime forfettario conviene davvero a un medico? La risposta dipende dalla situazione specifica, ma in molti casi la risposta è sì, soprattutto nelle fasi iniziali della carriera libero-professionale. Vediamo perché.Con il forfettario al 15% (o al 5% per i primi cinque anni di nuova attività), il medico paga le imposte solo sul 78% dei compensi. Nel regime IRPEF ordinario, invece, ogni euro di reddito professionale è soggetto agli scaglioni IRPEF (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro), più le addizionali regionali e comunali. Quando il Forfettario Non Conviene per i MediciIl regime forfettario ha dei limiti che possono renderlo meno conveniente in alcuni casi specifici:Spese reali molto alte: se il medico ha spese effettive superiori al 22% forfettizzato (attrezzature costose, affitto di studio in zona centrale, personale), nel regime ordinario potrebbe dedurre di più e pagare meno imposte.Ricavi vicini o superiori a 85.000 euro: avvicinarsi al limite comporta il rischio di uscire dal regime. Con ricavi tra 80.000 e 85.000 euro, meglio pianificare con attenzione.Medici dipendenti SSN con reddito da lavoro sopra 35.000 euro: come già detto, in questo caso il forfettario non è accessibile.Perdite nei primi anni: il forfettario non permette di portare avanti le perdite dei primi anni come nel regime ordinario.In ogni caso, la valutazione di convenienza va fatta sulla base dei numeri reali del singolo medico. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre una consulenza personalizzata per aiutarti a scegliere il regime fiscale più vantaggioso per la tua situazione. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Leggi anche la nostra guida completa al regime forfettario 2026 per un confronto dettagliato.Domande Frequenti sulla Partita IVA MedicoQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Apri la Partita IVA da Medico con il CAF Centro FiscaleHai bisogno di assistenza per aprire o gestire la partita IVA da medico nel 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione con un team specializzato nella fiscalità dei professionisti sanitari. Il servizio è disponibile sia in ufficio presso Viale Giuseppe Tullio 13 a Udine, sia online in tutta Italia.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale | Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640 Agosto 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-25 10:44:002026-09-27 19:11:13Aprire Partita IVA Medico 2026: ATECO 86.21.00, ENPAM Quota A/B e Sistema TS
PARTITA IVAMigliori Software Sistema TS 2026: Confronto per Sanitari e Studi MediciScegliere tra i migliori software Sistema TS 2026 è una decisione strategica per ogni sanitario con partita IVA. Medici, dentisti, psicologi, fisioterapisti e altri professionisti della salute hanno un obbligo in più rispetto agli altri lavoratori autonomi: comunicare le spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria, il database collegato all'Agenzia delle Entrate che alimenta il 730 precompilato dei pazienti.Usare un software generalista spesso significa pagare un modulo TS aggiuntivo, gestire manualmente l'opposizione 730 o affrontare procedure macchinose per l'invio dei dati. Un software pensato per sanitari integra invece tutto in un unico flusso. In questa guida confrontiamo i migliori software Sistema TS 2026: criteri di scelta, tabelle comparative e indicazioni per tipologia di professionista, così da capire quale soluzione è davvero adatta alla tua attività. Indice dei contenutiPerché un sanitario ha bisogno di un software con Sistema TS integratoCriteri di scelta dei migliori software Sistema TS 2026I 6 migliori software Sistema TS 2026 a confrontoTabella comparativa dei migliori software Sistema TS 2026Quale software scegliere per tipologia di sanitarioI 3 errori più comuni nella scelta del software Sistema TSDomande frequentiPerché un sanitario ha bisogno di un software con Sistema TS integratoIl Sistema Tessera Sanitaria (abbreviato Sistema TS) è la piattaforma del Ministero dell'Economia che raccoglie i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini italiani. Ogni medico, dentista, psicologo o altro professionista sanitario è obbligato a trasmettere a questo sistema l'elenco delle fatture emesse ai pazienti, con importo, tipologia di prestazione e codice fiscale dell'assistito.Questi dati alimentano il 730 precompilato, permettendo ai pazienti di ritrovare le proprie spese mediche già inserite nella dichiarazione dei redditi. Un servizio comodo per il contribuente, ma un adempimento in più per il professionista.Il problema principale dei software fatturazione generalisti è duplice. Da un lato, molti non includono il modulo Sistema TS nel piano base e lo offrono come componente aggiuntivo a pagamento. Dall'altro, anche quando il modulo è presente, spesso non gestisce in modo nativo l'opposizione 730.Un software con Sistema TS integrato fa tre cose chiave per ogni sanitario:Genera la fattura con i codici corretti per le prestazioni sanitarie (esenzione IVA art. 10 DPR 633/72)Trasmette automaticamente i dati al Sistema TS rispettando le scadenze ministerialiGestisce l'opposizione 730 memorizzando le preferenze del paziente fattura per fatturaLa scelta del gestionale studio medico giusto non è quindi una questione di estetica, ma di tempo risparmiato e rischio di sanzioni evitato. Il Decreto MEF del 29 ottobre 2025 ha inoltre riformato il calendario degli invii, eliminando la scadenza semestrale e introducendo l'invio annuale entro il 31 gennaio dell'anno successivo. Un cambiamento importante che richiede software aggiornati. Criteri di scelta dei migliori software Sistema TS 2026Prima di vedere il confronto vero e proprio, è importante stabilire criteri oggettivi per valutare i migliori software Sistema TS 2026. Ecco i cinque criteri che useremo nel confronto.1. Sistema TS incluso in tutti i piani, non a pagamento aggiuntivo. Molti gestionali fatturazione propongono il modulo TS solo nel piano premium o come add-on. Un buon software per sanitari dovrebbe includere l'invio TS anche nel piano base, perché si tratta di un obbligo di legge, non di un optional.2. Gestione opposizione 730 nativa. L'opposizione del paziente alla trasmissione dei dati è un diritto sancito dall'Agenzia delle Entrate. Il software deve permettere di flaggare la singola fattura come in opposizione senza procedure complicate.3. Gestione invio automatico con calendario aggiornato 2026. Dal 2026 il calendario è cambiato: invio annuale entro il 31 gennaio dell'anno successivo. Il software deve gestire correttamente questa nuova scadenza (per le spese 2025 la finestra di correzione era il 9 febbraio 2026).4. Gestione fatture sanitarie con codici corretti e regole specifiche. Le fatture sanitarie hanno specificità tecniche e due regole distinte che il software deve gestire automaticamente:Tracciabilità del pagamento: dal 2020 (L. 160/2019, art. 1 commi 679-680) tutte le spese sanitarie devono essere pagate con strumenti tracciabili (bonifico, POS, app di pagamento, carte di credito o debito) per essere detraibili al 19% nel 730, indipendentemente dall'importo. Le eccezioni riguardano farmaci, dispositivi medici e prestazioni in strutture pubbliche del SSN o private accreditate.Marca da bollo da 2 euro sopra 77,47 euro: regola separata (DPR 642/1972, Tabella A art. 13) che riguarda la fatturazione delle prestazioni esenti IVA (tipiche del regime forfettario e dei sanitari). Il software deve calcolarla e applicarla automaticamente.5. Prezzo trasparente e bloccato. Il software ideale dovrebbe garantire un prezzo bloccato per più anni, evitando aumenti sorpresa al rinnovo. I 6 migliori software Sistema TS 2026 a confrontoVediamo ora un'analisi onesta dei sei principali software fatturazione sanitari disponibili nel 2026. I prezzi indicati sono fasce orientative da verificare sempre sul sito ufficiale del fornitore.1. Fatturazione ItaliaTra le opzioni più equilibrate per sanitari c'è Fatturazione Italia, un software italiano sviluppato in collaborazione con realtà del mondo CAF. La peculiarità è che include il Sistema TS nel piano Pro (89 euro/anno IVA inclusa, 500 fatture), senza moduli aggiuntivi da attivare.I piani sono Start 49 euro/anno IVA inclusa (150 fatture, senza Sistema TS) e Pro 89 euro/anno IVA inclusa (500 fatture, Sistema TS incluso), con la caratteristica del prezzo bloccato 3 anni per contratto. Offre 30 giorni di prova gratuita senza carta di credito (60 giorni con invito di un amico).Punti di forza: invio TS semplificato con un click, gestione opposizione 730 nativa, supporto telefonico in italiano, integrazione con CAF per la dichiarazione dei redditi.Maggiori info: Fatturazione Italia – Sito ufficiale2. Fatture in Cloud (TeamSystem)Fatture in Cloud, di proprietà del gruppo TeamSystem, è uno dei software fatturazione più diffusi in Italia. Per i sanitari propone un piano dedicato Premium o l'attivazione di un modulo Sistema TS aggiuntivo sui piani standard. Punto debole storico: il canone tende ad aumentare al rinnovo.3. AppuntoOAppuntoO è un software verticale per il mondo sanitario, pensato come gestionale studio medico completo. Include gestione appuntamenti, anagrafica pazienti, cartelle cliniche essenziali e promemoria automatici. Fascia di prezzo: circa 15-25 euro al mese (180-300 euro l'anno).4. KomodoKomodo è una soluzione verticale per medici in libera professione, con focus sulla semplicità d'uso. Sistema TS incluso, gestione fatture sanitarie con codici corretti, interfaccia minimale. Fascia di prezzo: 10-20 euro al mese (circa 120-240 euro l'anno).5. KubikKubik è un gestionale professionale per studi medici e odontoiatrici, con funzionalità avanzate di gestione paziente, scheda clinica, agenda multi-utente e fatturazione con invio Sistema TS integrato. Fascia di prezzo: 20-30 euro al mese.6. FattuSanFattuSan è un software verticale focalizzato sulle fatture sanitarie con invio TS, senza pretese di gestionale studio. Propone un prezzo competitivo e una procedura snella per emissione fattura, trasmissione TS e gestione opposizione 730. Tabella comparativa dei migliori software Sistema TS 2026Per facilitare la scelta, riassumiamo in tabella i sei software fatturazione sanitari con i criteri oggettivi identificati. Tutti i prezzi sono orientativi e da verificare sul sito ufficiale del fornitore.SoftwarePiano base annuoTS inclusoOpposizione 730Gestionale studioFree trialPrezzo bloccatoFatturazione Italia89 euro (Pro)Sì, piano ProNativaNo30 giorniSì, 3 anniFatture in CloudPiano Premium o add-on TSSolo Premium o add-onGestitaLimitatoSìNoAppuntoO180-300 euroSìGestitaSì (completo)Da verificareDa verificareKomodo120-240 euroSìGestitaParzialeSìDa verificareKubik240-360 euroSìGestitaSì (avanzato)SìDa verificareFattuSanCompetitivo (verificare)SìGestitaNoDa verificareDa verificareLa tabella mostra come Fatturazione Italia sia tra le poche soluzioni a includere il Sistema TS nel piano Pro con prezzo bloccato 3 anni, mentre i verticali sanitari (AppuntoO, Komodo, Kubik) offrono valore aggiunto in termini di gestionale studio medico completo. Quale software scegliere per tipologia di sanitarioNon esiste un software universale. La scelta dipende dalla tipologia di attività sanitaria, dal volume di fatture e dalla necessità di gestire appuntamenti o cartelle cliniche.Medico generalista / specialista libero professionista. Per un medico in regime forfettario, la priorità è la semplicità. Soluzioni come Fatturazione Italia o Komodo sono particolarmente adatte.Dentista / odontoiatra. Lo studio dentistico ha esigenze più complesse: preventivi, piani di cura rateizzati, più collaboratori. Software come Kubik o AppuntoO sono ideali. Per la fiscalità specifica del settore, il CAF Centro Fiscale offre consulenza sull'apertura della partita IVA.Fisioterapista. Per il fisioterapista in libera professione la combinazione fatture + appuntamenti è ideale. AppuntoO o Komodo offrono questa integrazione.Psicologo. Lo psicologo ha specificità importanti sull'opposizione 730 (molti pazienti chiedono che la spesa non sia trasmessa al Sistema TS per riservatezza). La gestione opposizione 730 nativa è il criterio chiave.Ostetrica, podologo, logopedista, biologo nutrizionista, dietista. Per queste figure il volume di fatture è generalmente contenuto. Fatturazione Italia o FattuSan sono particolarmente adatti per il rapporto qualità/prezzo.Osteopata. L'osteopata, riconosciuto come professione sanitaria dal 2021, deve gestire correttamente l'invio TS. Soluzioni come Fatturazione Italia o Komodo sono particolarmente adatte. Approfondisci la partita IVA nel settore sanitario con il nostro CAF. I 3 errori più comuni nella scelta del software Sistema TSDopo aver visto i criteri e il confronto, vediamo gli errori più frequenti che i sanitari commettono nella scelta del software.Errore 1: scegliere un software generalista e pagare il Sistema TS a parte. Molti sanitari scelgono software fatturazione famosi senza accorgersi che il modulo Sistema TS non è incluso nel piano base. Soluzione: verificare sempre, prima dell'acquisto, che l'invio TS sia incluso nel piano scelto.Errore 2: sottovalutare la gestione dell'opposizione 730. Se il software non gestisce correttamente la flaggatura della singola fattura come opposizione, il sanitario rischia di trasmettere al Sistema TS spese che il paziente aveva chiesto di escludere, con potenziali problemi di privacy e responsabilità.Errore 3: non controllare l'aumento prezzi al rinnovo. Molti software cloud propongono prezzi molto bassi il primo anno per poi aumentare il canone del 30-50% dal secondo anno. Soluzione: chiedere sempre per iscritto la politica di rinnovo prezzo. Soluzioni con prezzo bloccato per più anni sono preferibili. ConclusioneScegliere tra i migliori software Sistema TS 2026 richiede valutazioni oggettive: inclusione del modulo TS nel piano base, gestione opposizione 730 nativa, calendario invii aggiornato al 2026, prezzo trasparente e bloccato. Non esiste un software universale: ogni soluzione ha un proprio profilo ideale.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i sanitari nella gestione fiscale completa: dall'apertura della partita IVA al regime forfettario, dalla scelta del software gestionale corretto fino alla dichiarazione dei redditi annuale.Domande Frequenti sui migliori software Sistema TS 2026Quali sono i migliori software Sistema TS 2026 per sanitari?I migliori software Sistema TS 2026 includono Fatturazione Italia (TS nel piano Pro a 89 euro/anno IVA inclusa, prezzo bloccato 3 anni), Fatture in Cloud (Premium a 252 euro), AppuntoO, Komodo, Kubik e FattuSan. La scelta migliore dipende dalla tipologia di attivita sanitaria e dal volume di fatture.Il Sistema TS e incluso in tutti i software fatturazione?No. Molti software fatturazione generalisti includono il modulo Sistema TS solo nei piani premium o come add-on a pagamento. I software verticali per sanitari (Fatturazione Italia nel piano Pro, Komodo, AppuntoO, Kubik, FattuSan) lo includono di norma nei piani dedicati ai sanitari.Quando si trasmettono le spese sanitarie al Sistema TS nel 2026?Dal 2026 l invio e annuale: le spese sanitarie sostenute nell anno devono essere trasmesse entro il 31 gennaio dell anno successivo. Per le spese 2025 la scadenza era il 2 febbraio 2026 (con correzioni entro il 9 febbraio 2026). La precedente scadenza semestrale e stata eliminata dal Decreto MEF del 29 ottobre 2025.Cosa significa opposizione 730 per i sanitari?L opposizione 730 e il diritto del paziente di chiedere che la propria spesa sanitaria non venga trasmessa al Sistema TS per motivi di riservatezza. Un software con gestione opposizione 730 nativa permette di flaggare la singola fattura con un click.Quanto costa un software con Sistema TS per sanitari?I prezzi variano da circa 89 euro all anno (piano Pro di Fatturazione Italia, con Sistema TS incluso) a 120-360 euro all anno per gestionali studio medico completi. Attenzione agli aumenti al rinnovo: cerca soluzioni con prezzo bloccato per piu anni.Hai bisogno di assistenza fiscale per il tuo studio sanitario?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione fiscale completa: apertura partita IVA, regime forfettario, dichiarazione dei redditi e scelta del software gestionale. Operativi in sede a Udine e online in tutta Italia.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIGeometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e Fattura Il geometra amministratore di condominio è una figura sempre più diffusa in Italia, e non per caso: chi conosce gli edifici, gli impianti e le pratiche edilizie ha una marcia in più nella gestione di uno stabile. Passare dalla libera professione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 11:00:002026-09-20 15:18:36Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e FatturaPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e Contratto L'affitto poltrona professionisti sanitari è oggi una delle formule più diffuse per iniziare o ampliare l'attività senza affrontare i costi di uno studio interamente proprio. Un fisioterapista, uno psicologo, un odontoiatra o un medico specialista… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 08:57:042026-09-27 08:24:19Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e ContrattoPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 Passare al regime forfettario 2027 è una scelta che si prepara adesso, non a gennaio. Chi oggi lavora in regime ordinario con partita IVA e vuole entrare nel regime forfettario dal 1° gennaio 2027 deve fare i conti entro il 31 dicembre 2026:… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 18:00:002026-09-20 14:55:00Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleSettembre 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-13 09:00:002026-09-27 15:52:52Migliori Software Sistema TS 2026: Confronto per Sanitari e Studi Medici
Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e Fattura Il geometra amministratore di condominio è una figura sempre più diffusa in Italia, e non per caso: chi conosce gli edifici, gli impianti e le pratiche edilizie ha una marcia in più nella gestione di uno stabile. Passare dalla libera professione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 11:00:002026-09-20 15:18:36Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e Fattura
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e Contratto L'affitto poltrona professionisti sanitari è oggi una delle formule più diffuse per iniziare o ampliare l'attività senza affrontare i costi di uno studio interamente proprio. Un fisioterapista, uno psicologo, un odontoiatra o un medico specialista… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 08:57:042026-09-27 08:24:19Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e Contratto
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 Passare al regime forfettario 2027 è una scelta che si prepara adesso, non a gennaio. Chi oggi lavora in regime ordinario con partita IVA e vuole entrare nel regime forfettario dal 1° gennaio 2027 deve fare i conti entro il 31 dicembre 2026:… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 18:00:002026-09-20 14:55:00Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariTelemedicina 2026: Come Fatturare le Visite Online (Esenzione IVA, Sistema TS e Detraibilità)Sapere come fatturare le visite online è diventato un adempimento quotidiano per medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri e dietisti: la telemedicina non è più un’eccezione legata all’emergenza, ma una modalità ordinaria di esercizio della professione sanitaria. Il problema è che, dal punto di vista fiscale, una televisita apre tre questioni diverse che vanno risolte insieme: l’esenzione IVA prevista dall’articolo 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972, l’obbligo di trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) e la tracciabilità del pagamento, indispensabile perché il paziente possa portare la spesa in detrazione.In questa guida aggiornata al 2026 vediamo, con parole semplici e qualche esempio concreto, quando la prestazione a distanza è esente IVA e quando invece va fatturata con imposta, quali sono le scadenze del Sistema TS, perché per molte prestazioni sanitarie la fattura elettronica via SdI è vietata e quali errori costano sanzioni. Se vuoi capire una volta per tutte come fatturare le visite online senza rischiare contestazioni, sei nel posto giusto.Indice dei contenutiCos’è la telemedicina ai fini fiscaliFatturare le visite online: quando la prestazione è esente IVAQuando invece la visita online va fatturata con IVASistema TS e telemedicina: obbligo di invio e scadenzeTracciabilità del pagamento e detraibilità per il pazienteCome fatturare le visite online in praticaErrori comuni da evitare quando fatturi le visite onlineDomande frequenti sulla fatturazione in telemedicinaAffidati al CAF Centro Fiscale per la tua partita IVA sanitariaCos’è la telemedicina ai fini fiscaliDal punto di vista sanitario il perimetro è definito dal Decreto del Ministero della Salute del 21 settembre 2022 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 256 del 2 novembre 2022), che ha approvato le linee guida per i servizi di telemedicina. Il decreto distingue diverse tipologie di prestazione a distanza, ciascuna con regole organizzative proprie.Televisita: l’atto medico in cui il professionista interagisce a distanza in tempo reale con il paziente, in sostituzione della visita in presenza.Teleconsulto e teleconsulenza: il confronto a distanza tra professionisti sanitari su un caso clinico.Telemonitoraggio: il controllo a distanza di parametri clinici tramite dispositivi.Teleassistenza: l’assistenza a distanza erogata da professioni sanitarie come infermieri, fisioterapisti e logopedisti.Ai fini fiscali, però, c’è un punto fondamentale da capire subito: non esiste un “regime fiscale della telemedicina”. Il Fisco non guarda al canale con cui eroghi la prestazione (studio, videochiamata, piattaforma dedicata), ma a che cosa fai e chi sei. In altre parole, il collegamento video è solo lo strumento: la prestazione resta quella che sarebbe stata in presenza. Questo significa che, per capire come fatturare le visite online, devi applicare esattamente le stesse regole che useresti per una visita in ambulatorio.La conseguenza è duplice e va tenuta a mente per tutto l’articolo: se una prestazione in presenza è esente IVA, lo resta anche in televisita; se in presenza va inviata al Sistema TS, va inviata anche quando il paziente è collegato da casa. Il digitale non crea nuovi obblighi, ma nemmeno ne cancella.Stai valutando l’apertura di una partita IVA come professionista sanitario? Prima di occuparti della fatturazione in telemedicina, consulta la nostra guida completa: Partita IVA per Professionisti Sanitari 2026: codici ATECO, casse previdenziali, forfettario e Sistema TS. Fatturare le visite online: quando la prestazione è esente IVALa norma di riferimento per fatturare le visite online senza applicare l’imposta è l’articolo 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972, che dichiara esenti da IVA le “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza”. Esente significa che l’operazione rientra nel campo IVA ma la legge non la assoggetta all’imposta: in fattura, quindi, non trovi il 22%, ma la dicitura dell’esenzione.Perché l’esenzione si applichi devono esistere contemporaneamente due requisiti. Manca uno dei due? L’esenzione salta.Requisito oggettivo: la prestazione deve avere una finalità di diagnosi, cura o riabilitazione, cioè deve servire a tutelare la salute della persona.Requisito soggettivo: deve essere resa da un professionista sanitario abilitato, appartenente a una professione o arte sanitaria soggetta a vigilanza ai sensi dell’articolo 99 del R.D. 1265/1934 (il Testo unico delle leggi sanitarie).Questa doppia condizione è stata chiarita già dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/E del 2005 e viene ribadita nella prassi più recente. La buona notizia per chi lavora a distanza è che l’Agenzia ha riconosciuto l’esenzione anche a servizi erogati da remoto: con la Risposta a interpello n. 215 del 26 marzo 2021 ha considerato esente IVA un servizio di teleassistenza infermieristica, confermando che la modalità telematica non altera la natura sanitaria della prestazione.Facciamo un esempio. Marco è un fisioterapista iscritto all’albo e segue un paziente post-operatorio con sedute di teleriabilitazione in videochiamata, con esercizi guidati e valutazione dei progressi. La finalità è riabilitativa e il professionista è abilitato: entrambi i requisiti ci sono, quindi la fattura è esente IVA ex art. 10 n. 18. Se invece lo stesso Marco vendesse online un pacchetto di allenamento generico per il benessere, senza finalità terapeutica, il discorso cambierebbe radicalmente. Attenzione se sei in regime forfettarioMolti professionisti sanitari confondono due cose diverse. Chi applica il regime forfettario emette fattura senza IVA non perché la prestazione è esente, ma per natura del regime agevolato: nella fattura elettronica il codice natura corretto è N2.2 (operazioni non soggette), non N4 (operazioni esenti), che è invece il codice usato da chi opera in regime ordinario per le prestazioni sanitarie esenti. Il risultato per il paziente è lo stesso (non paga IVA), ma la qualificazione fiscale e i riflessi sugli adempimenti sono diversi. Per un quadro completo puoi leggere il nostro approfondimento su IVA sulle prestazioni sanitarie 2026: quando sono esenti.Quando invece la visita online va fatturata con IVAApplicare l’esenzione IVA in modo automatico a tutto ciò che si fa “in video” è uno degli errori più frequenti e più costosi. Ci sono infatti diverse situazioni in cui, anche in telemedicina, la prestazione va fatturata con IVA al 22%.Prestazioni senza finalità di cura: consulenze informative generiche, percorsi di coaching o benessere, servizi di prevenzione non riconducibili a diagnosi o terapia.Attività peritali e medico-legali svolte per finalità assicurative o giudiziali, in cui lo scopo principale non è curare la persona ma fornire una valutazione a un terzo.Servizi tecnologici e di piattaforma: se a fatturare è una società che mette a disposizione software, infrastruttura o servizi di intermediazione, non siamo davanti a una prestazione sanitaria resa da un professionista abilitato.Corsi, webinar, abbonamenti e contenuti digitali venduti al pubblico: sono cessioni di servizi ordinari, non prestazioni di diagnosi e cura.Prestazioni rese da figure che non rientrano tra le professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza ai sensi dell’art. 99 del R.D. 1265/1934: è il caso, secondo la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 9/E del 24 febbraio 2026, di osteopati, chiropratici e chinesiologi, le cui prestazioni sono imponibili IVA al 22% in regime ordinario, anche quando hanno finalità terapeutica, per mancanza del requisito soggettivo; per queste prestazioni la fattura elettronica via SdI resta obbligatoria anche verso i pazienti persone fisiche.Un caso che merita attenzione è quello delle prestazioni miste. Immagina che uno psicologo offra un pacchetto che comprende sedute di psicoterapia online (sanitarie, quindi esenti) e, separatamente, la partecipazione a un corso di formazione registrato. In questi casi occorre distinguere i due elementi e verificare la corretta qualificazione di ciascuno: accorpare tutto in un’unica riga “esente” espone al rischio di rettifica. Prima di impostare il listino dei tuoi servizi online, conviene farsi affiancare da un professionista: è molto più economico impostare bene la fattura oggi che gestire un accertamento domani.Ricorda infine un dettaglio pratico spesso dimenticato: sulle fatture esenti IVA di importo superiore a 77,47 euro è dovuta l’imposta di bollo di 2 euro, che il professionista può addebitare al paziente. È una piccola somma, ma la sua omissione sistematica è una delle irregolarità più facili da individuare in sede di controllo. Sistema TS e telemedicina: obbligo di invio e scadenzeIl secondo pilastro da governare quando devi fatturare le visite online è il Sistema Tessera Sanitaria, cioè la banca dati attraverso cui le spese sanitarie dei cittadini confluiscono nella dichiarazione dei redditi precompilata. In parole semplici: se invii correttamente i dati, il tuo paziente si ritrova la spesa già indicata nel 730 precompilato e può detrarla senza rincorrere le ricevute.L’obbligo riguarda i soggetti individuati dai decreti ministeriali che si sono succeduti negli anni (tra gli altri medici, odontoiatri, psicologi, infermieri, ostetriche, fisioterapisti, dietisti, biologi, tecnici sanitari, farmacie e strutture autorizzate). Anche qui vale la regola d’oro della telemedicina: se la prestazione è soggetta all’invio quando è resa in presenza, lo è anche quando è resa in televisita. Non esiste alcuna esclusione per il fatto che la visita sia avvenuta in videocollegamento. La scadenza: invio annuale dal periodo d’imposta 2025Questa è la novità che molti professionisti non hanno ancora assimilato. La trasmissione dei dati al Sistema TS, che in passato era semestrale, è diventata annuale a partire dal periodo d’imposta 2025: i dati vanno inviati entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa (riferimenti: D.Lgs. 81/2025 e DM MEF del 29 ottobre 2025). In concreto, le spese incassate nel 2026 vanno trasmesse entro il 1° febbraio 2027, perché il 31 gennaio cade di domenica.Il cambio di cadenza sembra una semplificazione, ma nasconde un’insidia: concentrare in un unico invio dodici mesi di fatture significa che eventuali errori di anagrafica, codici fiscali sbagliati o documenti mancanti emergono tutti insieme, a ridosso della scadenza. Per questo è opportuno tenere la contabilità allineata mese per mese e affidare la gestione dell’adempimento a chi lo fa di mestiere. Trovi tutti i dettagli operativi nella nostra guida al Sistema TS per professionisti sanitari.L’opposizione del paziente va annotata in fatturaIl paziente ha il diritto di opporsi all’invio dei dati della sua spesa sanitaria all’Agenzia delle Entrate, per ragioni di riservatezza. Quando esercita questa facoltà al momento della prestazione, il professionista deve annotare l’opposizione sul documento fiscale e non trasmettere i dati di quella fattura. È un passaggio delicato: se il paziente si oppone e tu invii comunque i dati, commetti un trattamento non consentito; se non si oppone e tu non invii, sei tu a essere inadempiente. Anche in telemedicina è quindi buona prassi raccogliere la volontà del paziente in modo tracciabile prima di emettere la fattura.Tracciabilità del pagamento e detraibilità per il pazientePuoi fatturare le visite online in modo impeccabile e vanificare tutto con un incasso sbagliato. Dal 1° gennaio 2020, infatti, l’articolo 1, comma 679, della Legge 160/2019 (Legge di Bilancio 2020) stabilisce che gli oneri detraibili al 19% previsti dall’articolo 15 del TUIR — tra cui le spese sanitarie — danno diritto alla detrazione solo se pagati con strumenti tracciabili.Bonifico bancario o postaleCarte di debito, di credito e prepagateAssegni bancari e circolariAltri sistemi di pagamento elettronici che consentano di ricostruire il flusso del denaroIl comma 680 della stessa legge prevede però alcune eccezioni: l’obbligo di tracciabilità non si applica all’acquisto di medicinali e dispositivi medici, né alle prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale, che restano detraibili anche se pagate in contanti.Traduciamo il tutto nel mondo della telemedicina. Se la televisita è resa da un libero professionista o da una struttura privata non accreditata — la situazione più frequente — il pagamento deve essere tracciabile, altrimenti il paziente perde la detrazione. Supponiamo che Giulia paghi 80 euro per una visita online con una psicologa: se salda con bonifico o carta, potrà indicare la spesa nel modello 730 e recuperare il 19% sulla parte eccedente la franchigia prevista per le spese sanitarie; se paga in contanti, la detrazione non spetta.Nella pratica, la telemedicina gioca a favore: gli incassi avvengono quasi sempre tramite bonifico, carta o sistemi di pagamento digitali, quindi il requisito è soddisfatto in automatico. Il rischio si annida nei casi ibridi, ad esempio quando la prima visita è online e il saldo viene consegnato in contanti in un secondo incontro in studio. Indicare in fattura la modalità di pagamento è una tutela sia per il professionista sia per il paziente. Come fatturare le visite online in praticaVeniamo al lato operativo. Per fatturare le visite online correttamente occorre tenere insieme tre elementi: il formato del documento, il suo contenuto e i tempi di emissione.Partiamo dal punto che genera più confusione: il formato. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche vige un divieto di emissione della fattura elettronica via SdI, introdotto per tutelare la riservatezza dei dati sanitari e reso strutturale dall’articolo 2 del D.Lgs. 81/2025. Il divieto riguarda sia i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema TS (art. 10-bis del DL 119/2018), sia chi non è tenuto a quella trasmissione ma documenta comunque prestazioni sanitarie rese a persone fisiche (art. 9-bis, comma 2, del DL 135/2018). In questi casi la fattura va emessa in formato analogico (cartaceo o PDF consegnato al paziente): non è una scelta, è un obbligo. Approfondiamo il tema nell’articolo dedicato alla fatturazione elettronica delle prestazioni sanitarie.Ne deriva una conseguenza pratica: molti professionisti sanitari emettono documenti di due tipi, fatture analogiche per le prestazioni sanitarie e fatture elettroniche via SdI per tutto il resto (consulenze a società, docenze, prestazioni non sanitarie). In questo scenario la numerazione deve restare unica e progressiva nell’arco dell’anno, in modo da identificare in modo univoco ogni documento emesso, come richiesto dall’articolo 21 del DPR 633/1972.Cosa scrivere nella fattura della televisitaUna fattura per televisita ben fatta contiene, oltre ai dati anagrafici di professionista e paziente (codice fiscale incluso, indispensabile per il Sistema TS), alcuni elementi che è bene non trascurare.La descrizione della prestazione, con indicazione che è stata erogata in modalità di telemedicina (ad esempio “televisita specialistica del…”).Il titolo di esenzione: “operazione esente IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18, DPR 633/1972” oppure, per i forfettari, la dicitura propria del regime.L’imposta di bollo, quando dovuta, con l’eventuale addebito al paziente.La modalità di pagamento tracciabile utilizzata.L’eventuale annotazione dell’opposizione all’invio dei dati al Sistema TS espressa dal paziente.Quanto ai tempi, la fattura immediata va emessa entro 12 giorni dalla data dell’operazione, cioè dal momento del pagamento del compenso. Sul fronte del codice ATECO, infine, non esiste un codice specifico per la telemedicina: si utilizza quello della professione sanitaria effettivamente esercitata secondo la classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° gennaio 2025 e operativa per gli adempimenti dell’Agenzia delle Entrate dal 1° aprile 2025 (ad esempio 86.93.00 per lo psicologo, 86.95.00 per il fisioterapista, 86.94.01 per l’infermiere).Se eserciti in regime forfettario, ricorda che l’assenza di IVA in fattura non ti esonera dagli altri adempimenti sanitari: Sistema TS, divieto di e-fattura per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche e bollo restano pienamente applicabili. Per la gestione ordinata della posizione fiscale puoi affidarti al CAF Centro Fiscale di Udine, che segue quotidianamente partite IVA forfettarie del settore sanitario.Errori comuni da evitare quando fatturi le visite onlineDall’esperienza quotidiana con i professionisti sanitari emergono alcuni errori ricorrenti nel modo di fatturare le visite online. Conoscerli in anticipo è il modo più semplice per non commetterli.Applicare l’esenzione IVA a tutto ciò che avviene in video, comprese consulenze generiche o attività di benessere prive di finalità terapeutica.Emettere fattura elettronica via SdI per una prestazione sanitaria resa a una persona fisica, violando il divieto posto a tutela della privacy sanitaria.Dimenticare l’invio al Sistema TS delle fatture per televisite, credendo erroneamente che l’obbligo riguardi solo le prestazioni in presenza.Incassare in contanti una prestazione che il paziente vorrebbe detrarre, facendogli perdere il beneficio fiscale.Usare numerazioni separate e sovrapposte tra fatture cartacee ed elettroniche, generando duplicati e incoerenze nei registri.Omettere il bollo sulle fatture esenti sopra la soglia di legge o non indicare il codice fiscale del paziente, rendendo impossibile la trasmissione dei dati.C’è poi un errore meno evidente ma altrettanto insidioso: non aggiornarsi. Il quadro normativo della telemedicina e delle prestazioni sanitarie è in rapido movimento, tra la periodicità dell’invio al Sistema TS, l’evoluzione della fatturazione elettronica e la prassi dell’Agenzia delle Entrate su singole categorie professionali. Delegare la parte amministrativa a chi segue queste materie tutto l’anno ti permette di concentrarti sui pazienti, che è il motivo per cui hai aperto lo studio. Domande frequenti sulla fatturazione in telemedicinaLa televisita è esente IVA?Sì, a condizione che ricorrano entrambi i requisiti dell’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972: finalità di diagnosi, cura o riabilitazione e prestazione resa da un professionista sanitario abilitato soggetto a vigilanza. La modalità a distanza, da sola, non fa perdere l’esenzione IVA: lo ha confermato l’Agenzia delle Entrate riconoscendo l’esenzione a un servizio di teleassistenza infermieristica.Devo inviare al Sistema TS anche la fattura di una visita online?Sì. Se rientri tra i soggetti obbligati alla trasmissione, l’obbligo vale indipendentemente dal canale con cui è stata erogata la prestazione. Dal periodo d’imposta 2025 l’invio è annuale, entro il 31 gennaio dell’anno successivo: le spese del 2026 vanno trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Fa eccezione soltanto il caso in cui il paziente abbia esercitato l’opposizione, da annotare in fattura.Il paziente può detrarre la visita in telemedicina?Sì, se la prestazione è una spesa sanitaria detraibile e il pagamento è avvenuto con strumenti tracciabili (bonifico, carta, assegno). La detraibilità della visita online segue le stesse regole della visita in presenza: detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia prevista per le spese sanitarie. I nostri operatori verificano la documentazione in fase di dichiarazione dei redditi.Posso emettere fattura elettronica via SdI per una prestazione sanitaria?No, quando la prestazione sanitaria è resa a una persona fisica: il divieto vale sia se i dati vanno al Sistema TS, sia se il professionista non è tenuto a trasmetterli. In questi casi vige il divieto di fatturazione elettronica via SdI, diventato strutturale, e la fattura va emessa in formato analogico o PDF. La fattura elettronica resta invece obbligatoria per le prestazioni non sanitarie e per quelle rese a imprese ed enti.Serve un codice ATECO specifico per la telemedicina?No. Si utilizza il codice della professione sanitaria esercitata secondo la classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° gennaio 2025. La telemedicina è una modalità di erogazione della stessa attività, non una nuova attività economica. Se hai dubbi sul codice corretto, è preferibile una verifica prima dell’apertura della partita IVA.Se sono in regime forfettario cambia qualcosa per fatturare le visite online?Sì, ma non nel senso che molti immaginano. Nel regime forfettario non esponi l’IVA per natura del regime (codice N2.2) e non per esenzione sanitaria, mentre tutti gli altri obblighi restano: Sistema TS, divieto di e-fattura per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche, imposta di bollo e corretta numerazione dei documenti.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua partita IVA sanitariaGestire una professione sanitaria in telemedicina significa muoversi tra esenzione IVA, Sistema TS, divieto di fattura elettronica e tracciabilità dei pagamenti: quattro regole diverse che devono convivere nello stesso documento. Sapere come fatturare le visite online non è un dettaglio burocratico, è ciò che protegge il tuo studio da sanzioni e i tuoi pazienti dalla perdita delle detrazioni.Il CAF Centro Fiscale di Udine affianca medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri e dietisti nella gestione completa della partita IVA in regime forfettario e negli adempimenti del Sistema TS: apertura della posizione, corretta impostazione della fatturazione in telemedicina, contabilità, dichiarazioni e scadenze. I nostri operatori si occupano di tutto, in ufficio a Udine oppure online in tutta Italia. Se ti serve anche uno strumento per emettere e conservare i documenti, puoi valutare una soluzione software come fatturazioneitalia.it, pensata per la fatturazione elettronica dei professionisti.Vuoi sapere quanto ti costa avere la tua contabilità sanitaria seguita da professionisti? Contattaci per richiedere un preventivo personalizzato e per fissare un appuntamento, in sede o da remoto.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione in telemedicina e per la gestione della tua partita IVA sanitaria? Il CAF Centro Fiscale di Udine (Viale Tullio 13) è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Settembre 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-23 10:00:002026-09-27 00:03:16Telemedicina 2026: Come Fatturare le Visite Online (Esenzione IVA, Sistema TS e Detraibilità)
Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA Odontoiatra 2026: ATECO 86.23.00, ENPAM Quota B e Sistema TSHai appena conseguito l’abilitazione all’esercizio dell’odontoiatria e stai valutando come avviare la tua attività libero-professionale? Aprire la partita IVA da odontoiatra nel 2026 richiede attenzione a diversi adempimenti specifici: il codice ATECO 86.23.00, il regime IVA esente per le prestazioni sanitarie, l’iscrizione a ENPAM con le sue quote A e B e gli obblighi del Sistema TS (Tessera Sanitaria). In questa guida trovi tutto quello che devi sapere, spiegato in modo chiaro e pratico.Indice dei contenutiIscrizione all’Albo Odontoiatri (CAO)Codice ATECO 86.23.00 per l’OdontoiatraIVA esente art. 10 DPR 633/72: cosa significa per l’odontoiatraRegime forfettario per odontoiatri: conviene?Regime ordinario o semplificato: quando sceglierloENPAM: Quota A e Quota B nel 2026Sistema TS (Tessera Sanitaria): obblighi e scadenzeAprire uno studio dentistico: autorizzazioni e requisitiAssicurazione RC professionale obbligatoria (L. 24/2017)Fatturazione elettronica e contabilità dello studioDomande frequenti Iscrizione all’Albo Odontoiatri (CAO)Prima di aprire la partita IVA, l’odontoiatra deve essere iscritto all’Albo degli Odontoiatri, gestito dalla Commissione Albo Odontoiatri (CAO) presso l’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) competente per la propria residenza o domicilio professionale.L’iscrizione all’albo è un requisito imprescindibile e preventivo: senza di essa, l’esercizio dell’attività odontoiatrica è abusivo ed è punito penalmente. I documenti richiesti variano da ordine a ordine ma in genere comprendono:Laurea magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria (o diploma di laurea equipollente)Abilitazione all’esercizio professionale (superamento esame di Stato)Certificato penale del casellario giudizialeMarca da bollo e pagamento della quota di iscrizione annualeContestualmente all’iscrizione all’albo viene automaticamente avviata anche l’iscrizione a ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri), la cassa previdenziale obbligatoria per la categoria. Codice ATECO 86.23.00 per l’OdontoiatraAl momento dell’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, dovrai indicare il codice ATECO che identifica la tua attività. Per gli odontoiatri il codice corretto è:Codice ATECODescrizioneNote86.23.00Attività degli studi odontoiatriciAttività principale per odontoiatri liberi professionisti (ATECO 2025)86.22.02Altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendentiPer medici specialisti non dentisti: NON corretto per odontoiatria86.22.01Trattamenti di chirurgia esteticaNON corretto per odontoiatriaIl codice 86.23.00 è specifico per l’odontoiatria e copre tutte le prestazioni tipiche dello studio dentistico: odontoiatria conservativa, endodonzia, parodontologia, implantologia, ortodonzia e chirurgia orale. Non è necessario aprire codici ATECO secondari per le singole specializzazioni se si tratta di prestazioni erogate dallo stesso professionista nella stessa struttura.Se invece svolgi anche attività didattica (docenza universitaria, corsi ECM) o consulenze tecniche d’ufficio (CTU) per i tribunali, potresti valutare l’aggiunta di un codice ATECO secondario specifico per quelle attività. IVA esente art. 10 DPR 633/72: cosa significa per l’odontoiatraUna delle peculiarità più importanti dell’attività odontoiatrica è il trattamento IVA. Le prestazioni sanitarie a scopo terapeutico erogate da odontoiatri iscritti all’albo sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, DPR 633/72.In parole semplici: le tue parcelle per visita, otturazione, estrazione, impianto dentale o apparecchio ortodontico non devono riportare IVA e il paziente non paga il 22% di imposta sul valore della prestazione.Questa esenzione ha però importanti conseguenze operative che devi conoscere:Non detrai l’IVA sugli acquisti: poltrona da dentista, strumentario, materiali di consumo, radiologico digitale. L’IVA che paghi sui tuoi acquisti è un costo definitivo, non recuperabileNessuna liquidazione periodica IVA: non presenti la dichiarazione IVA annuale né le liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali)Fatture in esenzione IVA: devi indicare in fattura la dicitura “Operazione esente IVA ex art. 10, n. 18, DPR 633/72” con natura N4Marca da bollo: sulle fatture esenti con importo superiore a 77,47 euro devi applicare una marca da bollo da 2 euroAttenzione: alcune prestazioni erogate da studi odontoiatrici possono essere soggette a IVA, come la vendita di dispositivi medici (bite, protesi rimovibili vendute al dettaglio in contesti specifici) o le prestazioni estetiche senza finalità terapeutica. In caso di dubbio, è sempre consigliabile il consulto di un commercialista esperto del settore sanitario.Per approfondimenti sulla gestione della fatturazione elettronica per il tuo studio, consulta anche la nostra guida su Software di Fatturazione per Odontoiatri 2026: Sistema TS e Fattura Elettronica. Regime forfettario per odontoiatri: conviene?Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato pensato per i professionisti con ricavi o compensi annui fino a 85.000 euro. Chi lo sceglie paga una sola imposta sostitutiva (in luogo di IRPEF, IRAP e addizionali regionali e comunali) calcolata su una base imponibile forfettizzata, cioè pari a una percentuale fissa dei compensi incassati.Per gli odontoiatri il coefficiente di redditività è pari al 78% (categoria “Attività professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie”). Significa che se incassi 60.000 euro, il reddito imponibile su cui si calcola l’imposta è 60.000 × 78% = 46.800 euro.L’aliquota d’imposta sostitutiva è:5% per i primi 5 anni di attività (regime di vantaggio per nuovi professionisti)15% dal sesto anno in poiCause ostative al regime forfettario per un odontoiatra:Partecipazione in una società di persone o associazione professionale (studio associato tra odontoiatri)Quota di partecipazione in una S.r.l. odontoiatrica che esercita attività riconducibile alla propriaRedditi da lavoro dipendente superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata da 30.000 a 35.000 dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024 art. 1 c. 12, confermata per il 2026)Superamento della soglia di 85.000 euro di compensi nell’anno precedenteQuando conviene il forfettario per un giovane dentista? Nei primissimi anni di attività, quando i compensi sono ancora contenuti e le spese professionali (strumentario, affitto, collaboratori) sono basse. L’aliquota al 5% per i primi 5 anni può rappresentare un risparmio fiscale significativo rispetto al regime ordinario. Tuttavia è bene ricordare che nel forfettario non si deducono le spese effettive: se hai investito molto in attrezzatura, potrebbe convenire il regime ordinario. Regime ordinario o semplificato: quando sceglierloIl regime ordinario (o semplificato per i professionisti) tassa il reddito effettivo: compensi incassati meno costi effettivamente sostenuti. Per gli studi odontoiatrici strutturati può essere più vantaggioso del forfettario nei seguenti casi:Investimenti rilevanti: acquisto di unità operative (riuniti dentistici), radiologico digitale endorale, CBCT (tomografo volumetrico), laser dentale. Questi beni si deducono tramite ammortamentoSpese correnti elevate: affitto studio, collaboratori, materiali di consumo, sterilizzazione, software gestionaleCompensi superiori a 85.000 euro: il forfettario non è applicabile oltre questa sogliaStudio associato o S.r.l.: strutture societarie richiedono il regime ordinarioCon il regime ordinario puoi anche recuperare parzialmente l’IVA sugli acquisti inerenti all’attività (nei limiti del pro-rata IVA se hai anche operazioni esenti). La scelta tra i due regimi è una decisione che va fatta insieme a un commercialista analizzando la situazione specifica dello studio.ENPAM: Quota A e Quota B nel 2026ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) è la cassa previdenziale obbligatoria a cui sono iscritti tutti gli odontoiatri iscritti all’albo. Il sistema previdenziale ENPAM si articola in due quote distinte: Quota A – contributo fisso obbligatorioLa Quota A è un contributo fisso annuale dovuto da tutti i professionisti iscritti all’albo, indipendentemente dal reddito prodotto. È la quota previdenziale di base che garantisce una pensione modulare minima. L’importo 2026 è suddiviso per fasce d’età:Fascia d’etàQuota A annuale 2026Studenti universitari di odontoiatria152,37 euroFino a 30 anni304,73 euroDa 30 a 35 anni591,47 euroDa 35 a 40 anni1.109,92 euroOltre 40 anni2.049,83 euroLa scadenza di pagamento della Quota A è il 30 aprile di ogni anno. Per i giovani under 30, l’importo ridotto (304,73 euro) rende l’avvio dell’attività economicamente più accessibile.Quota B – contributo percentuale sul reddito libero-professionaleLa Quota B è il contributo previdenziale principale per il libero professionista. Si calcola applicando un’aliquota percentuale al reddito netto della libera professione (non al fatturato lordo). Il reddito di riferimento è quello dichiarato nel Modello Redditi PF tramite il Modello D ENPAM (scadenza 31 luglio di ogni anno).L’aliquota Quota B ENPAM nel 2026 è:19,5% sul reddito netto fino a 150.000 euro (aliquota piena libera professione)1% (contributo di solidarietà) sulla parte di reddito eccedente 150.000 euro9,75% (aliquota dimezzata, su domanda) per chi è iscritto ad altra previdenza obbligatoria o è pensionato (es. odontoiatri anche dipendenti SSN)2% solo per i redditi da attività intramoenia e per i tirocinanti del corso di formazione in Medicina generaleDifferenze pratiche tra Quota A e Quota B:CaratteristicaQuota AQuota BTipo contributoFisso per fascia d’etàPercentuale sul redditoBase di calcoloImporto fisso ENPAM per fasciaReddito netto libera professioneScadenza pagamento30 aprile anno correnteModello D entro 31 luglio; versamento dal 31 ottobre (anche a rate)Deducibilità fiscaleSì (integralmente)Sì (integralmente)Pensione maturataQuota modulare basePensione proporzionale al redditoImportante: i contributi ENPAM (sia Quota A che Quota B) sono integralmente deducibili dal reddito complessivo, sia nel regime ordinario che nel regime forfettario. Questa deducibilità riduce l’imponibile fiscale e abbassa le tasse dovute.Per un confronto con la situazione degli altri professionisti sanitari, consulta anche la nostra guida su Partita IVA Medico 2026: ATECO 86.21.00, ENPAM Quota A/B e Sistema TS.Sistema TS (Tessera Sanitaria): obblighi e scadenzeIl Sistema TS (Tessera Sanitaria) è uno dei pilastri della compliance odontoiatrica. Gli odontoiatri liberi professionisti hanno l’obbligo di trasmettere telematicamente al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle spese sanitarie dei propri pazienti, in modo che questi possano essere precaricati nel modello 730 (precompilato IRPEF).Questa trasmissione serve al paziente per detrarre il 19% delle spese odontoiatriche nella propria dichiarazione dei redditi (entro il limite previsto dalla normativa). Se non trasmetti i dati, il paziente non potrà usufruire automaticamente della detrazione nel 730 precompilato.Cosa trasmettere e quandoDati da trasmettere: per ogni paziente, il codice fiscale, la data e l’importo della spesa sanitaria (prestazione odontoiatrica pagata)Scadenza primo semestre: entro il 30 settembre dell’anno successivo alla spesa (per spese da gennaio a giugno)Scadenza secondo semestre: entro il 28 febbraio dell’anno successivo (per spese da luglio a dicembre)Modalità: via portale web del Sistema TS (tessera-sanitaria.it) o tramite software gestionale dello studio integrato con il sistemaOpposizione del pazienteIl paziente ha il diritto di opporsi alla trasmissione dei propri dati al Sistema TS. In questo caso, l’odontoiatra deve annotare l’opposizione e non trasmettere quei dati. L’opposizione può essere espressa al momento del pagamento o tramite il portale del Sistema TS.Sanzioni per omessa trasmissioneL’omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati al Sistema TS è sanzionata. La sanzione ordinaria è di 100 euro per ogni comunicazione omessa o errata (con un massimo di 50.000 euro per anno). La trasmissione tardiva con correzione spontanea entro i termini può beneficiare di riduzioni. Per un quadro completo, consulta la nostra guida dedicata su Sistema TS per Professionisti Sanitari: obblighi e sanzioni.Aprire uno studio dentistico: autorizzazioni e requisitiAprire uno studio odontoiatrico privato non richiede solo la partita IVA: è necessario ottenere le autorizzazioni sanitarie regionali previste dalla normativa vigente (D.P.R. 14 gennaio 1997 e normativa regionale integrativa).I passaggi principali sono:Individuazione e adeguamento dei locali: il locale deve rispettare i requisiti strutturali e impiantistici previsti dalla normativa regionale (superficie minima, aerazione, impianto idrico, smaltimento rifiuti speciali sanitari)Presentazione SCIA o DIA (Segnalazione/Dichiarazione di Inizio Attività) al Comune competente, che la trasmette alla ASL localeNomina del direttore sanitario: ogni struttura odontoiatrica deve avere un direttore sanitario iscritto all’albo. Se sei l’unico professionista dello studio, puoi essere tu stesso il direttore sanitarioIscrizione nel registro delle strutture sanitarie private della ASL o Regione competenteAdempimenti privacy (GDPR): il registro dei trattamenti e l’informativa ai pazienti sui dati sanitariSmaltimento rifiuti speciali: contratto con ditta autorizzata per rifiuti sanitari pericolosi (aghi, materiali contaminati)Sterilizzazione: autoclave certificata e registri di sterilizzazioneI requisiti specifici variano da Regione a Regione: è indispensabile contattare la ASL locale prima di avviare i lavori di allestimento dello studio. Assicurazione RC professionale obbligatoria (L. 24/2017)La Legge 24/2017 (Legge Gelli-Bianco) sulla responsabilità professionale sanitaria rende obbligatoria la copertura assicurativa per gli esercenti le professioni sanitarie, inclusi gli odontoiatri liberi professionisti.L’odontoiatra deve stipulare un’assicurazione per la responsabilità civile professionale (RC professionale) che copra:Danni causati al paziente durante le prestazioni sanitarie (colpa professionale)Copertura per claims made (richieste di risarcimento pervenute durante la vigenza della polizza) o per loss occurrence, a seconda della struttura contrattualeMassimali adeguati alla tipologia di interventi eseguiti (implantologia e chirurgia orale richiedono massimali più elevati)Il premio assicurativo è un costo deducibile dal reddito professionale. Ricorda che l’obbligo assicurativo riguarda anche gli odontoiatri collaboratori che operano nello studio altrui: ognuno deve avere la propria copertura individuale.Fatturazione elettronica e contabilità dello studioLa fatturazione elettronica per gli odontoiatri presenta una specificità importante rispetto ad altri professionisti: le spese sanitarie verso privati (persone fisiche) sono esonerate dall’obbligo di fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI), a condizione che vengano trasmesse al Sistema TS.In pratica:Prestazioni a privati (pazienti): puoi emettere ricevute fiscali o fatture cartacee/PDF, con trasmissione al Sistema TS. NON è obbligatoria la fattura elettronica SDI verso il paziente fisico (art. 10-bis D.L. 119/2018)Prestazioni a soggetti IVA (aziende, assicurazioni, Fondi sanitari): la fattura elettronica tramite SDI è obbligatoriaPrestazioni a pazienti che si oppongono al Sistema TS: emetti fattura cartacea o elettronica SDI secondo le regole ordinarieDal punto di vista contabile, lo studio odontoiatrico in regime ordinario deve tenere:Il registro cronologico degli incassi e dei pagamenti (contabilità di cassa per professionisti in regime semplificato)Il registro dei beni ammortizzabili (per attrezzature e strumenti)Il registro degli acquisti (per il pro-rata IVA, se applicabile)Affidati a un commercialista esperto in fiscalità sanitaria: le specificità del settore odontoiatrico (IVA esente, Sistema TS, pro-rata, ENPAM) richiedono una competenza specializzata che non tutti i professionisti contabili possiedono.Per la scelta del software di gestione dello studio, consulta la nostra guida su Software di Fatturazione Elettronica per Professionisti Sanitari 2026. Domande frequentiUn odontoiatra neolaureato deve subito aprire la partita IVA?Sì, non appena inizi a svolgere attività professionale retribuita (anche come collaboratore in uno studio altrui), hai l’obbligo di aprire la partita IVA entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. L’apertura avviene tramite dichiarazione di inizio attività (modello AA9/12) all’Agenzia delle Entrate.Posso essere sia dipendente che libero professionista come odontoiatra?Sì, è possibile cumulare un rapporto di dipendenza (ad esempio con il SSN o una struttura clinica privata) con l’attività libero-professionale. Tuttavia, dal 2025 (L. 207/2024) il regime forfettario non è accessibile se i redditi da dipendenza superano 35.000 euro nell’anno precedente. Superata questa soglia, scatta la causa ostativa e si deve passare al regime ordinario.Quanto paga di tasse un odontoiatra forfettario con 50.000 euro di compensi?Con 50.000 euro di compensi e coefficiente 78%, il reddito imponibile è 39.000 euro. Al 15% di imposta sostitutiva (dal sesto anno) si pagano 5.850 euro di tasse. Aggiungendo ENPAM Quota B (circa 7.605 euro al 19,5% su 39.000 euro), il carico complessivo si attesta intorno al 27% del fatturato. Nei primi 5 anni, con aliquota al 5%, il carico fiscale si riduce sensibilmente (circa 1.950 euro di sola imposta sostitutiva).Un odontoiatra in forfettario deve trasmettere al Sistema TS?Sì. L’obbligo di trasmissione al Sistema TS è indipendente dal regime fiscale adottato. Sia il forfettario che il soggetto in regime ordinario devono trasmettere le spese sanitarie dei pazienti entro le scadenze previste.Cosa succede se supero i 85.000 euro da forfettario durante l’anno?Se superi la soglia di 85.000 euro nel corso dell’anno, rimani nel regime forfettario per quell’anno intero ma dal 1° gennaio dell’anno successivo devi passare al regime ordinario. Se invece superi i 100.000 euro in corso d’anno, esci dal forfettario immediatamente e devi applicare l’IVA ordinaria dal mese successivo al superamento.Lo studio dentistico ha bisogno di partita IVA separata dalla mia personale?Se operi come libero professionista individuale, utilizzi la tua partita IVA personale anche per l’attività dello studio. Non è necessaria una partita IVA separata. Se invece vuoi costituire una società odontoiatrica (S.r.l. o S.r.l.s.) per gestire lo studio, quella società avrà la propria partita IVA autonoma.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Gestisci la tua partita IVA con il CAF Centro FiscaleAprire la partita IVA da odontoiatra è solo il primo passo: la gestione fiscale quotidiana — tra IVA esente, ENPAM, Sistema TS e scadenze contabili — richiede un supporto professionale specializzato. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di preventivo personalizzato per odontoiatri e professionisti sanitari che vogliono aprire o riorganizzare la propria attività in modo efficiente e conforme.Contattaci per un appuntamento senza impegno: valuteremo insieme il regime fiscale più adatto alla tua situazione, ti guideremo negli adempimenti ENPAM e Sistema TS e seguiremo la tua contabilità con competenza specifica nel settore sanitario.Errore: Modulo di contatto non trovato. Agosto 30, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 08:00:002026-09-27 19:11:35Partita IVA Odontoiatra 2026: ATECO 86.23.00, ENPAM Quota B e Sistema TS
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariSistema TS 2027 per Professionisti Sanitari: Guida Completa a Invio, Obblighi e SanzioniIl Sistema TS 2027 (Sistema Tessera Sanitaria) rappresenta uno degli adempimenti fiscali più rilevanti per i professionisti sanitari che esercitano la libera professione. Medici, odontoiatri, fisioterapisti, psicologi, infermieri, ottici, veterinari e decine di altre categorie sanitarie hanno l’obbligo di trasmettere al sistema i dati delle spese sostenute dai propri pazienti. Ma cosa si deve inviare esattamente? Entro quando? E cosa succede se si sbaglia o si omette la trasmissione? Questa guida risponde a tutte le domande sul sistema TS 2027, raccogliendo in un unico riferimento obblighi, scadenze, procedure di opposizione e sanzioni.Che tu sia un medico di base con pazienti privati, un fisioterapista in regime forfettario o un odontoiatra con studio avviato, la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria ti riguarda direttamente. Ignorare questo obbligo espone a sanzioni significative, mentre una gestione corretta contribuisce a semplificare la dichiarazione dei redditi dei tuoi pazienti attraverso il 730 precompilato.Indice dei contenutiArgomenti trattati:Cos’è il Sistema TS e perché riguarda tutti i sanitariChi è obbligato a trasmettere al Sistema TS nel 2027Cosa si deve trasmettere: tipologie di spesa e importiScadenze e modalità di invio 2027Come gestire l’opposizione del pazienteSanzioni per omessa o errata trasmissioneSistema TS e il 730 precompilato: il collegamentoNovità 2027: cosa cambia rispetto agli anni precedentiCome il CAF Centro Fiscale può aiutartiDomande Frequenti sul Sistema TS 2027 Cos’è il Sistema TS e perché riguarda tutti i sanitariIl Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) è una piattaforma informatica gestita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in collaborazione con il Ministero della Salute. Nasce con un obiettivo preciso: raccogliere i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini italiani per alimentare automaticamente il modello 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate.In pratica, quando un paziente paga una visita medica, una seduta di fisioterapia o un’otturazione dal dentista, il professionista sanitario che ha erogato la prestazione deve comunicare al Sistema TS l’importo pagato. Quel dato viene poi trasmesso all’Agenzia delle Entrate, che lo inserisce nel 730 precompilato del paziente come spesa medica potenzialmente detraibile al 19%.La base normativa del sistema TS 2027 è il D.Lgs. 175/2014 art. 3 (Decreto Semplificazioni fiscali), che ha istituito l’obbligo di trasmissione, e il DM 31 luglio 2015, che ne definisce le modalità operative. La norma è stata progressivamente estesa a sempre più categorie di professionisti sanitari: oggi l’obbligo coinvolge praticamente chiunque eroghi prestazioni sanitarie a titolo privato o in regime misto pubblico-privato.Perché questa guida pillar è importante? Perché il sistema TS non riguarda solo i medici di medicina generale: è un adempimento trasversale a tutte le figure della sanità privata, e le sanzioni per chi non trasmette o trasmette in modo errato possono essere significative. Vediamo in dettaglio chi è coinvolto e cosa deve fare. Chi è obbligato a trasmettere al Sistema TS nel 2027L’obbligo di trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria 2027 riguarda una platea molto ampia di soggetti. Non si tratta solo dei medici in senso stretto: l’elenco comprende tutte le figure iscritte agli ordini e alle casse professionali sanitarie che erogano prestazioni a persone fisiche, incluse quelle esenti IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/1972.Ecco le principali categorie obbligate:Medici di medicina generale e pediatri di libera scelta (anche in convenzione SSN, per le prestazioni private)Medici specialisti (chirurghi, cardiologi, dermatologi, ortopedici, ecc.) con attività privataOdontoiatri e dentisti — categoria con il più alto volume di dati trasmessi al Sistema TSFisioterapisti e terapisti della riabilitazione (inclusi i laureat in Scienze Motorie con profilo terapeutico)Psicologi e psicoterapeutiInfermieri professionali con attività libero-professionaleVeterinari — limitatamente alle prestazioni su animali domestici di proprietà di persone fisicheOttici e optometristi per la vendita di occhiali da vista e lenti a contattoLogopedisti, osteopati, nutrizionisti e altre figure sanitarie riconosciute dal Ministero della SaluteFarmacie e parafarmacie per medicinali e dispositivi mediciLaboratori di analisi cliniche e centri diagnosticiStrutture sanitarie private accreditate e non accreditate che emettono ricevute o fatture a privatiUn punto importante: l’obbligo vale indipendentemente dal regime fiscale adottato. Che il professionista sia in regime forfettario o in regime ordinario, l’obbligo di trasmissione al sistema TS rimane invariato. Il regime fiscale incide sulla fatturazione e sull’IVA, ma non esenta dalla comunicazione delle spese al Sistema Tessera Sanitaria.Sono invece esonerati dall’obbligo i soggetti che erogano prestazioni esclusivamente a enti, aziende o persone giuridiche (B2B puro), dove il paziente/fruitore non è una persona fisica. Se invece si serve anche un solo paziente privato persona fisica, l’obbligo scatta. Cosa si deve trasmettere: tipologie di spesa e importiNon tutte le voci che compaiono su una ricevuta o fattura sanitaria vanno trasmesse al sistema TS. Esistono regole precise su cosa comunicare e come classificarlo. Vediamo le principali tipologie di spesa. Tipologie di documento sanitario trasmissibileI documenti di spesa che devono essere comunicati al sistema TS sono:Fatture emesse per prestazioni sanitarie a persone fisicheRicevute fiscali (per chi non è soggetto all’obbligo di fatturazione elettronica o ne è esentato)Scontrini parlanti (farmacia) — contenenti codice fiscale del paziente e natura del prodottoRicevute di pagamento per prestazioni erogate da strutture sanitarieUn aspetto spesso trascurato: per le prestazioni esenti IVA ex art. 10 DPR 633/1972 (tipiche dei professionisti sanitari: visite mediche, sedute di fisioterapia, prestazioni psicologiche), la fattura elettronica tramite SDI è espressamente vietata se il paziente è una persona fisica non titolare di partita IVA. In questi casi si usa la ricevuta o la fattura cartacea/PDF, che però va ugualmente trasmessa al Sistema TS. Per approfondire questo aspetto consulta la nostra guida sulla fatturazione elettronica per prestazioni sanitarie 2026.Dati da includere nella trasmissionePer ciascun documento da trasmettere al sistema tessera sanitaria, il professionista deve comunicare:Codice fiscale del paziente — elemento indispensabile per il collegamento al 730 precompilatoData del pagamento (non dell’emissione della fattura, ma dell’incasso effettivo)Importo pagato dal pazienteTipologia di spesa — classificata secondo il catalogo previsto dal sistema (SP = spesa sanitaria standard, FC = farmaco con obbligo di ricetta, SV = spesa veterinaria, ecc.)Flag di erogazione: se la prestazione è stata effettivamente erogata o è un rimborso/accontoCodice fiscale del soggetto trasmittente (il professionista o la struttura)Il codice fiscale del paziente è il dato più critico: senza di esso, la spesa non può essere abbinata al 730 precompilato del paziente. Il professionista deve sempre richiedere il codice fiscale prima di emettere la ricevuta. In caso di rifiuto del paziente, si configura la fattispecie dell’opposizione, di cui parliamo nella sezione dedicata.Scadenze e modalità di invio 2027Le scadenze di trasmissione al sistema TS 2027 seguono un calendario fisso, strutturato su base semestrale. Il sistema prevede due finestre di invio nell’anno:Entro il 31 gennaio 2027 — per le spese sostenute dai pazienti nel secondo semestre dell’anno precedente (luglio-dicembre 2026)Entro il 31 luglio 2027 — per le spese sostenute dai pazienti nel primo semestre dell’anno in corso (gennaio-giugno 2027)Attenzione: alcune categorie particolari (come le farmacie per gli scontrini parlanti) hanno scadenze mensili anziché semestrali. I professionisti sanitari in senso stretto seguono invece le due finestre semestrali indicate sopra. Come accedere al portale Sistema TSLa trasmissione avviene tramite il portale ufficiale sistemats.sanita.finanze.it. I professionisti possono accedere con:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) — il metodo più diffusoCNS (Carta Nazionale dei Servizi) — con lettore di smart cardCIE (Carta d’Identità Elettronica)Tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista, consulente del lavoro) con delegaUna volta autenticato, il professionista può caricare i dati manualmente (per volumi ridotti) oppure tramite file XML (per volumi elevati di prestazioni, tipico di studi medici strutturati o centri diagnostici). Molti software di fatturazione per sanitari generano automaticamente il file XML nel formato richiesto dal sistema: per una panoramica degli strumenti disponibili, consulta la nostra guida ai software di fatturazione per professionisti sanitari 2026.Inoltre, è possibile delegare la trasmissione al CAF Centro Fiscale di Udine, che gestisce il processo per conto del professionista. Questa opzione è particolarmente conveniente per chi ha un numero limitato di prestazioni o preferisce concentrarsi sulla clinica lasciando gli adempimenti fiscali agli esperti.Come gestire l’opposizione del pazienteLa normativa sul sistema tessera sanitaria riconosce al paziente il diritto di opporsi alla trasmissione dei propri dati. Si tratta di una tutela della privacy: il paziente può non voler che i suoi dati sanitari confluiscano nel 730 precompilato, per esempio per motivi di riservatezza sulla natura delle prestazioni ricevute.Cosa deve fare il professionista in caso di opposizione? La procedura è chiara:Il paziente manifesta l’opposizione prima del pagamento, comunicandola verbalmente o per iscritto al professionistaIl professionista annota l’opposizione e non trasmette quel dato al sistema TSNella fase di trasmissione, il dato viene comunque inviato ma con il flag opposizione = sì, che ne impedisce l’utilizzo per il 730 precompilatoIl professionista non è sanzionato per non aver reso accessibile quel dato al FiscoUn errore frequente è pensare che l’opposizione esenti completamente dalla trasmissione. Non è così: il dato va comunque inviato al sistema TS con il flag corretto, ma viene «mascherato» per il 730 precompilato. Il professionista deve quindi comunque raccogliere il codice fiscale del paziente anche in caso di opposizione, salvo che il paziente si rifiuti esplicitamente anche di fornirlo.È importante anche sapere che l’opposizione può essere manifestata dal paziente anche successivamente al pagamento, accedendo direttamente al portale del Sistema TS con le proprie credenziali SPID. In quel caso, il professionista ha già trasmesso il dato correttamente: non si configura alcuna violazione da parte sua.Sanzioni per omessa o errata trasmissioneLe sanzioni per il sistema TS 2027 sono stabilite dal D.Lgs. 175/2014 e successive modificazioni. Si tratta di sanzioni amministrative che possono raggiungere importi significativi, motivo per cui è fondamentale rispettare le scadenze e le modalità di trasmissione previste. Sanzioni principaliLe principali violazioni sanzionate sono:Omessa trasmissione — mancato invio dei dati entro la scadenza semestrale. La sanzione è pari a 100 euro per ogni comunicazione omessa, con un massimo annuo di 50.000 euro per soggettoTrasmissione con dati errati o incompleti — invio di dati non corretti (importo sbagliato, codice fiscale errato, data errata). La sanzione è pari a 100 euro per ogni comunicazione errataTrasmissione tardiva — invio dopo la scadenza semestrale. Se avviene entro 60 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta a 33,33 euro per comunicazioneEsiste anche la possibilità di ravvedimento operoso: se il professionista si accorge di un errore o di un’omissione e procede spontaneamente alla correzione prima di ricevere una notifica dall’Amministrazione finanziaria, le sanzioni sono ridotte. La riduzione dipende dalla tempistica del ravvedimento e segue le regole generali previste dall’art. 13 del D.Lgs. 472/97, aggiornate dalla riforma delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 87/2024).Un aspetto meno noto: la sanzione si applica per singola comunicazione, non per un importo globale. Questo significa che un professionista che ha omesso di trasmettere i dati di 50 pazienti potrebbe trovarsi di fronte a 50 sanzioni da 100 euro ciascuna, per un totale di 5.000 euro. È una delle ragioni per cui conviene gestire l’adempimento con regolarità e affidarsi a strumenti automatizzati o a un supporto professionale.Quando le sanzioni non si applicanoLa normativa prevede alcune esimenti: le sanzioni non si applicano quando l’omessa trasmissione è dovuta a causa di forza maggiore debitamente documentata (es. interruzione prolungata del servizio informatico del Sistema TS) o quando il professionista ha trasmesso correttamente ma il sistema ha generato un errore tecnico documentato. In questi casi è necessario conservare la documentazione che attesti l’impedimento.Sistema TS e il 730 precompilato: il collegamentoIl sistema TS e il 730 precompilato sono strettamente connessi: i dati trasmessi dai professionisti sanitari vengono elaborati dall’Agenzia delle Entrate e inseriti direttamente nella dichiarazione precompilata del paziente come spese detraibili al 19%.Questo meccanismo ha due implicazioni importanti per il professionista sanitario:Responsabilità nella qualità dei dati: se il professionista trasmette un importo errato (più alto del reale), il paziente potrebbe portare in detrazione una spesa maggiore di quella effettivamente sostenuta. L’Agenzia delle Entrate in caso di controllo potrebbe risalire al professionista. È quindi fondamentale trasmettere importi precisi.Vantaggio per i pazienti: una trasmissione puntuale e corretta significa che i pazienti trovano già precaricate le proprie spese mediche nel 730, senza dover raccogliere e conservare manualmente le ricevute. Questo migliora il servizio percepito e la relazione con il paziente.Per i pazienti che si rivolgono al CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione del 730, il sistema funziona così: il CAF accede al 730 precompilato del cliente, verifica le spese sanitarie già caricate dal sistema TS e controlla se vi sono spese da aggiungere manualmente (per esempio quelle di professionisti che non hanno ancora trasmesso correttamente). È un processo integrato che beneficia di dati di qualità.Novità 2027: cosa cambia rispetto agli anni precedentiIl sistema TS 2027 non presenta stravolgimenti rispetto all’anno precedente, ma ci sono alcune evoluzioni operative che i professionisti sanitari devono conoscere. Estensione delle categorie obbligateNel corso degli ultimi anni il Ministero della Salute ha progressivamente ampliato l’elenco delle figure sanitarie soggette all’obbligo. Dal 2024 sono stati inclusi anche i professionisti iscritti agli albi delle nuove professioni sanitarie (osteopati, naturopati con profilo sanitario riconosciuto, ecc.). Per il 2027 si prevede il completamento di questa estensione con l’inclusione di alcune figure ancora in fase di riconoscimento formale.Interoperabilità con la fattura elettronicaUna delle novità più significative degli ultimi anni è il progressivo avanzamento verso l’interoperabilità tra sistema TS e fatturazione elettronica. Per i professionisti sanitari che emettono fatture B2B (a strutture, a imprese), la fattura elettronica tramite SDI è obbligatoria. Il sistema TS raccoglie invece i dati delle prestazioni B2C (verso persone fisiche).Le discussioni normative in corso puntano a semplificare ulteriormente il processo: si parla di un futuro in cui le ricevute per prestazioni sanitarie a privati potrebbero essere automaticamente acquisite dal sistema TS tramite un canale dedicato, riducendo il lavoro di trasmissione manuale. Ad oggi, però, l’obbligo di trasmissione attiva resta in capo al professionista.Nuovi controlli e incrocio datiL’Agenzia delle Entrate ha incrementato i controlli sui dati trasmessi al sistema TS, incrociandoli con le dichiarazioni dei redditi dei pazienti e con i versamenti dei professionisti sanitari. Chi trasmette in modo sistematicamente incompleto o scorretto può essere oggetto di segnalazione automatica. Questo rende ancora più importante una gestione ordinata dell’adempimento.Come il CAF Centro Fiscale può aiutartiGestire gli adempimenti fiscali da professionista sanitario richiede tempo e attenzione: tra sistema TS, fatturazione (elettronica e non), contributi previdenziali alla propria cassa professionale e dichiarazione dei redditi, il rischio di dimenticare qualcosa o sbagliare una scadenza è concreto.Il CAF Centro Fiscale offre un supporto completo ai professionisti sanitari di Udine e del Friuli Venezia Giulia, nonché in tutta Italia tramite il servizio online:Gestione della trasmissione al Sistema TS per conto del professionista (con delega)Verifica e correzione dei dati già trasmessi in caso di erroriConsulenza fiscale per la scelta del regime più conveniente (forfettario vs ordinario)Dichiarazione dei redditi del professionista sanitario, incluse le deduzioni per contributi previdenziali alla cassa professionaleAssistenza in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle EntratePer un professionista sanitario che vuole approfondire la propria situazione fiscale individuale, ad esempio le regole della propria partita IVA medico ENPAM o della partita IVA infermiere ENPAPI, il CAF Centro Fiscale offre anche consulenza specifica per categoria.Hai bisogno di supporto per il Sistema TS 2027?Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione dei professionisti sanitari per la gestione del Sistema Tessera Sanitaria e di tutti gli adempimenti fiscali correlati. Offriamo il servizio sia in ufficio a Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B) sia online in tutta Italia.Contattaci per un preventivo personalizzato:Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine — Tel. 0432 1638640Domande Frequenti sul Sistema TS 2027Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 14:00:002026-09-27 09:53:02Sistema TS 2027 per Professionisti Sanitari: Guida Completa a Invio, Obblighi e Sanzioni
Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariAprire Partita IVA Medico 2026: ATECO 86.21.00, ENPAM Quota A/B e Sistema TSAprire la partita IVA da medico nel 2026 richiede di fare i conti con tre pilastri fondamentali: il codice ATECO corretto, i contributi previdenziali all’ENPAM (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Medici e Odontoiatri) e gli obblighi legati al Sistema TS (Tessera Sanitaria) per l’invio delle spese mediche al Fisco. Scegliere il regime fiscale giusto fin dall’inizio può fare una differenza enorme sul reddito netto: i medici liberi professionisti, grazie al coefficiente di redditività del 78% e all’imposta sostitutiva agevolata, sono tra le categorie che possono beneficiare di più del regime forfettario.In questa guida trovi tutto quello che serve sapere: dall’iscrizione all’Ordine dei Medici alla gestione dell’ENPAM, dalle regole del Sistema TS alle spese deducibili. Se hai già la specializzazione e stai per avviare l’attività in libera professione, oppure sei un medico dipendente che vuole aprire una partita IVA per le guardie mediche o le consulenze private, questa è la lettura giusta.Indice dei contenutiCodice ATECO per Medico: 86.21.00 e le VariantiENPAM 2026: Quota A (Contributo Fisso) e Quota B (Proporzionale)Regime Forfettario per Medici: Coefficiente 78% e Imposta SostitutivaSistema TS (Tessera Sanitaria): Obbligo, Esclusione e FatturazioneAdempimenti per Aprire la Partita IVA da MedicoSpese Deducibili per il Medico con Partita IVAConvenienza del Regime Forfettario per i Medici nel 2026Domande Frequenti sulla Partita IVA MedicoCodice ATECO per Medico: 86.21.00 e le VariantiIl codice ATECO identifica l’attività economica svolta e viene utilizzato dall’Agenzia delle Entrate, dall’INPS e da tutti gli enti previdenziali per classificare la tua professione. Per i medici il codice principale è il 86.21.00 – Attività di medicina generale (classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025), che si applica ai medici di medicina generale, ai medici di guardia medica e, in generale, a chi esercita la medicina non specialistica in forma libero-professionale.Esistono però varianti importanti in base alla specializzazione. Se sei un chirurgo, uno specialista o un dermatologo che esercita in forma indipendente, il codice corretto è 86.22.02 – Altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendenti (nella vecchia classificazione ATECO 2007 era l’86.22.09). Attenzione: in ATECO 2025 il codice 86.22.01 identifica i trattamenti di chirurgia estetica, non la medicina generale. Le strutture con più professionisti (poliambulatori) hanno invece codici dedicati, da verificare in base all’attività svolta. Per gli odontoiatri esiste invece un codice dedicato, il 86.23.00.Come si sceglie il codice corretto? Segui questa regola pratica:Medico di medicina generale o guardia medica → 86.21.00Medico specialista (cardiologo, dermatologo, ortopedico, ecc.) → 86.22.02Odontoiatra / dentista → 86.23.00Struttura ambulatoriale con più professionisti → codici dedicati alle strutture, da verificare caso per casoIl codice ATECO incide anche sul coefficiente di redditività del regime forfettario (ne parliamo nella sezione dedicata): per tutti i codici 86.xx il coefficiente è del 78%, uno dei più alti tra le categorie agevolate. Questo significa che il reddito imponibile viene calcolato su una quota più ampia dei ricavi rispetto, ad esempio, al commercio.Puoi verificare il codice ATECO corretto oppure affidarti al CAF Centro Fiscale di Udine per l’apertura della partita IVA medico con tutta la documentazione in regola fin dall’inizio. ENPAM 2026: Quota A (Contributo Fisso) e Quota B (Proporzionale)L’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) è la cassa previdenziale di riferimento per tutti i medici iscritti all’Ordine. È la cassa più grande tra quelle dei liberi professionisti italiani, con oltre 350.000 iscritti. L’iscrizione è obbligatoria per i medici che esercitano la libera professione, indipendentemente dal regime fiscale scelto.Il sistema previdenziale ENPAM si articola in due componenti principali: la Quota A, che è un contributo fisso annuale, e la Quota B, che è proporzionale al reddito libero professionale. ENPAM Quota A 2026: il Contributo Fisso per Fascia d’EtàLa Quota A ENPAM è un contributo fisso dovuto da tutti gli iscritti, il cui importo varia in base alla fascia d’età. È il contributo di base che garantisce la copertura previdenziale minima. Per il 2026 gli importi aggiornati sono i seguenti:Studenti universitari iscritti all’Ordine: 152,37 euro annuiMedici fino a 30 anni: 304,73 euro annuiDa 30 a 35 anni: 591,47 euro annuiDa 35 a 40 anni: 1.109,92 euro annuiOltre 40 anni: 2.049,83 euro annuiA questi importi si aggiunge il contributo di maternità di 84,26 euro annui, uguale per tutti gli iscritti. La scadenza per il versamento della Quota A è il 30 aprile di ogni anno. Il pagamento avviene tramite bollettini o MAV inviati direttamente dall’ENPAM.Un aspetto importante: la Quota A è dovuta anche dai medici dipendenti che non svolgono libera professione, come contributo anagrafico minimo di partecipazione alla Fondazione.ENPAM Quota B 2026: il Contributo Proporzionale al RedditoLa Quota B ENPAM è il contributo proporzionale al reddito derivante dalla libera professione medica. Si applica a tutto il reddito professionale dichiarato, non solo alla parte eccedente un minimale. Per il 2026 le aliquote sono:Aliquota piena: 19,5% sul reddito libero-professionale fino a 150.000 euroAliquota di solidarietà: 1% sulla parte di reddito eccedente i 150.000 euroAliquota dimezzata: 9,75%, su domanda, per i medici iscritti ad altra previdenza obbligatoria o pensionati (ad esempio i medici dipendenti SSN che svolgono anche libera professione)Aliquota ridotta: 2% solo per i tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale e per i redditi da attività intramoenia ed equiparataIl reddito da dichiarare all’ENPAM è quello derivante esclusivamente dall’attività libero-professionale: guardie mediche private, visite in studio, consulenze, ecc. La dichiarazione si presenta tramite il Modello D ENPAM, con scadenza al 31 luglio di ogni anno. Il versamento dei contributi Quota B parte dal 31 ottobre, in un’unica soluzione o a rate.Un vantaggio rilevante: i contributi versati all’ENPAM (sia Quota A che Quota B) sono integralmente deducibili dal reddito nella dichiarazione dei redditi, anche per chi è in regime forfettario. Questo riduce il reddito imponibile complessivo e abbassa le imposte dovute.Hai dubbi su come calcolare i tuoi contributi ENPAM o come compilare il Modello D? Il team del CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione fiscale dei professionisti sanitari: contattaci per un preventivo personalizzato.Regime Forfettario per Medici: Coefficiente 78% e Imposta SostitutivaIl regime forfettario è la scelta fiscale più vantaggiosa per molti medici liberi professionisti nel 2026, soprattutto nelle fasi iniziali dell’attività. Funziona in modo semplice: non paghi l’IRPEF ordinaria con i suoi scaglioni progressivi, ma una imposta sostitutiva unica molto più bassa.Ecco come funziona nel concreto per i medici. Il reddito imponibile non è calcolato sulle spese effettivamente sostenute (come nel regime ordinario), ma viene determinato applicando ai tuoi compensi lordi un coefficiente di redditività del 78%. Questo significa che, per definizione, il 22% dei tuoi ricavi è considerato “spesa” (forfettizzata), e le tasse le paghi solo sul restante 78%. Come si Calcolano le Tasse con il Forfettario per i MediciFacciamo un esempio pratico. Supponiamo che il medico Marco, specialista ortopedico, abbia incassato 60.000 euro di compensi in un anno:Reddito imponibile: 60.000 × 78% = 46.800 euroImposta sostitutiva al 15%: 46.800 × 15% = 7.020 euroImposta sostitutiva al 5% (se attività nuova, primi 5 anni): 46.800 × 5% = 2.340 euroA questa imposta si aggiungono i contributi ENPAM (Quota A + Quota B), che come abbiamo visto sono deducibili. L’aliquota al 5% si applica per le nuove attività nei primi cinque anni, a condizione che il medico non abbia esercitato la stessa attività libero-professionale nei tre anni precedenti.Per accedere al regime forfettario occorre rispettare il limite di ricavi di 85.000 euro annui. Chi supera questa soglia esce dal regime dall’anno successivo (o immediatamente se supera i 100.000 euro). Un altro requisito importante: il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non deve superare i 35.000 euro (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025).Per approfondire tutti i requisiti e i limiti, puoi leggere la nostra guida completa al regime forfettario 2026.Medico Dipendente con Partita IVA Forfettaria: Si Può?Molti medici si chiedono se possono aprire la partita IVA in regime forfettario pur lavorando come dipendenti del SSN (Servizio Sanitario Nazionale). La risposta è sì, ma con attenzione. Il regime forfettario è compatibile con il lavoro dipendente a patto che il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superi i 35.000 euro. Per un medico dipendente del SSN a tempo pieno, questo limite viene quasi sempre superato.In questo caso, il medico dipendente che vuole esercitare anche la libera professione (guardie mediche private, visite a pagamento, consulenze) deve aprire la partita IVA in regime ordinario. All’ENPAM potrà chiedere di versare la Quota B con l’aliquota dimezzata del 9,75% (invece del 19,5%), proprio perché ha già una copertura previdenziale tramite la dipendenza; sui redditi da attività intramoenia si applica invece il 2%.Se invece sei un medico precario, un tirocinante o hai un contratto part-time con reddito sotto i 35.000 euro, il forfettario potrebbe essere la scelta giusta. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a fare il calcolo di convenienza preciso per la tua situazione specifica.Sistema TS (Tessera Sanitaria): Obbligo, Esclusione e FatturazioneIl Sistema TS (Tessera Sanitaria) è il sistema telematico gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che permette ai professionisti sanitari di trasmettere al Fisco le spese mediche sostenute dai loro pazienti. Queste informazioni vengono usate per la precompilazione del modello 730.Per i medici liberi professionisti, il Sistema TS crea una situazione particolare e spesso fonte di confusione riguardo alla fatturazione elettronica. Puoi approfondire la gestione del sistema con la nostra guida al software di fatturazione elettronica per sanitari e Sistema TS. L’Obbligo di Invio Dati al Sistema TSI medici e tutti i professionisti sanitari che emettono ricevute o fatture per prestazioni sanitarie a persone fisiche sono obbligati a trasmettere i dati delle spese al Sistema TS entro il mese successivo all’incasso. La trasmissione avviene tramite il portale del Sistema TS con le credenziali ottenute al momento dell’abilitazione.I dati trasmessi comprendono: codice fiscale del paziente, data della prestazione, importo pagato e tipo di prestazione. Questo sistema è stato introdotto proprio per alimentare il 730 precompilato e ridurre gli errori nella detraibilità delle spese mediche.Un dettaglio pratico rilevante: il Sistema TS va usato per le prestazioni verso persone fisiche (pazienti privati). Non si applica alle prestazioni verso enti, ASL, ospedali o aziende.Fatturazione Elettronica per Medici: L’Eccezione TSQui sta il punto più delicato per i medici. A differenza degli altri professionisti, i medici hanno una esenzione dall’obbligo di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche che hanno esercitato il diritto di opposizione alla trasmissione dei dati al Sistema TS.In pratica, quando un paziente si oppone alla trasmissione delle sue spese sanitarie al Fisco (un diritto garantito dalla normativa sulla privacy), il medico non invia i dati al Sistema TS e non emette fattura elettronica tramite SDI per quella prestazione (ma una ricevuta o fattura cartacea).Per le prestazioni verso pazienti che non si oppongono, invece, vige l’obbligo di trasmissione al Sistema TS (che sostituisce di fatto l’obbligo di fattura elettronica verso privati). Per le prestazioni verso soggetti IVA (es. aziende, studi associati), vale invece la regola ordinaria della fattura elettronica tramite SDI.Adempimenti per Aprire la Partita IVA da MedicoAprire la partita IVA medico nel 2026 richiede una serie di adempimenti che vanno completati in un ordine preciso. Non basta la sola apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate: ci sono iscrizioni ad enti, ordini e registri che vanno fatte in parallelo. Ecco il percorso completo.Il primo passo è ovviamente la laurea in Medicina e Chirurgia e il superamento dell’esame di Stato. Questi sono requisiti abilitanti senza cui non è possibile esercitare la professione. Una volta ottenuta l’abilitazione, si procede con questi passaggi:Iscrizione all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) della provincia in cui si intende esercitare. L’iscrizione all’Ordine è obbligatoria per legge per chiunque voglia esercitare la professione medica.Apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate, con la scelta del codice ATECO corretto (86.21.00 per la medicina generale, 86.22.02 per gli specialisti indipendenti) e del regime fiscale.Iscrizione all’ENPAM, che avviene automaticamente tramite comunicazione dell’Ordine dei Medici. Tuttavia, è utile verificare l’avvenuta iscrizione e attivarsi per ricevere i bollettini della Quota A.Abilitazione al Sistema TS sul portale del MEF, per poter trasmettere i dati delle spese sanitarie dei pazienti.Comunicazione all’ASL di riferimento per l’apertura dello studio medico (se si apre un ambulatorio), con eventuali adempimenti SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) comunali per la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).Se lo studio medico richiede apparecchiature particolari (es. RX, ecografi), potrebbero essere necessarie ulteriori autorizzazioni sanitarie regionali. Il percorso burocratico è complesso: il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida in tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Spese Deducibili per il Medico con Partita IVALa gestione fiscale delle spese è uno degli aspetti più rilevanti per la convenienza economica della partita IVA medico. In regime ordinario, il medico può dedurre le spese effettivamente sostenute per l’attività professionale; in regime forfettario, invece, le spese sono forfettizzate tramite il coefficiente del 78% (e quindi non si deducono le spese analiticamente, ma si beneficia della forfettizzazione).Per chi è in regime ordinario, le principali categorie di spese deducibili sono:Affitto dello studio medico o quota dell’immobile di proprietà adibita a studio (calcolata pro quota)Attrezzature mediche e strumentazione: fonendoscopio, elettrocardiografo, ecografo, tavolo operatorio, lampade, autoclavi per sterilizzazione. Le attrezzature con valore superiore a 516,46 euro si ammortizzano in più anni.Materiale di consumo: guanti, mascherine, siringhe, materiale da medicazioneSoftware gestionale e Sistema TS: abbonamenti a software per la gestione dello studio, la fatturazione elettronica e l’invio dati al Sistema TSSpese di aggiornamento professionale: corsi ECM (Educazione Continua in Medicina), congressi, abbonamenti a riviste scientificheAssicurazione professionale RC Medici: obbligatoria per legge, integralmente deducibileCompensi a collaboratori: segretaria, infermiere, receptionist (nei limiti previsti)Un capitolo a parte meritano i contributi ENPAM: Quota A e Quota B sono deducibili dal reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi, indipendentemente dal regime fiscale. Questo vale anche per i forfettari, che pur non deducendo le spese analitiche possono dedurre i contributi previdenziali obbligatori. Anche il conto corrente dedicato all’attività professionale è consigliato per separare le spese personali da quelle professionali: puoi confrontare le opzioni nella nostra guida ai conti business per medici e sanitari 2026.Convenienza del Regime Forfettario per i Medici nel 2026Il regime forfettario conviene davvero a un medico? La risposta dipende dalla situazione specifica, ma in molti casi la risposta è sì, soprattutto nelle fasi iniziali della carriera libero-professionale. Vediamo perché.Con il forfettario al 15% (o al 5% per i primi cinque anni di nuova attività), il medico paga le imposte solo sul 78% dei compensi. Nel regime IRPEF ordinario, invece, ogni euro di reddito professionale è soggetto agli scaglioni IRPEF (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro), più le addizionali regionali e comunali. Quando il Forfettario Non Conviene per i MediciIl regime forfettario ha dei limiti che possono renderlo meno conveniente in alcuni casi specifici:Spese reali molto alte: se il medico ha spese effettive superiori al 22% forfettizzato (attrezzature costose, affitto di studio in zona centrale, personale), nel regime ordinario potrebbe dedurre di più e pagare meno imposte.Ricavi vicini o superiori a 85.000 euro: avvicinarsi al limite comporta il rischio di uscire dal regime. Con ricavi tra 80.000 e 85.000 euro, meglio pianificare con attenzione.Medici dipendenti SSN con reddito da lavoro sopra 35.000 euro: come già detto, in questo caso il forfettario non è accessibile.Perdite nei primi anni: il forfettario non permette di portare avanti le perdite dei primi anni come nel regime ordinario.In ogni caso, la valutazione di convenienza va fatta sulla base dei numeri reali del singolo medico. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre una consulenza personalizzata per aiutarti a scegliere il regime fiscale più vantaggioso per la tua situazione. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Leggi anche la nostra guida completa al regime forfettario 2026 per un confronto dettagliato.Domande Frequenti sulla Partita IVA MedicoQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Apri la Partita IVA da Medico con il CAF Centro FiscaleHai bisogno di assistenza per aprire o gestire la partita IVA da medico nel 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione con un team specializzato nella fiscalità dei professionisti sanitari. Il servizio è disponibile sia in ufficio presso Viale Giuseppe Tullio 13 a Udine, sia online in tutta Italia.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale | Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640 Agosto 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-25 10:44:002026-09-27 19:11:13Aprire Partita IVA Medico 2026: ATECO 86.21.00, ENPAM Quota A/B e Sistema TS
PARTITA IVAMigliori Software Sistema TS 2026: Confronto per Sanitari e Studi MediciScegliere tra i migliori software Sistema TS 2026 è una decisione strategica per ogni sanitario con partita IVA. Medici, dentisti, psicologi, fisioterapisti e altri professionisti della salute hanno un obbligo in più rispetto agli altri lavoratori autonomi: comunicare le spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria, il database collegato all'Agenzia delle Entrate che alimenta il 730 precompilato dei pazienti.Usare un software generalista spesso significa pagare un modulo TS aggiuntivo, gestire manualmente l'opposizione 730 o affrontare procedure macchinose per l'invio dei dati. Un software pensato per sanitari integra invece tutto in un unico flusso. In questa guida confrontiamo i migliori software Sistema TS 2026: criteri di scelta, tabelle comparative e indicazioni per tipologia di professionista, così da capire quale soluzione è davvero adatta alla tua attività. Indice dei contenutiPerché un sanitario ha bisogno di un software con Sistema TS integratoCriteri di scelta dei migliori software Sistema TS 2026I 6 migliori software Sistema TS 2026 a confrontoTabella comparativa dei migliori software Sistema TS 2026Quale software scegliere per tipologia di sanitarioI 3 errori più comuni nella scelta del software Sistema TSDomande frequentiPerché un sanitario ha bisogno di un software con Sistema TS integratoIl Sistema Tessera Sanitaria (abbreviato Sistema TS) è la piattaforma del Ministero dell'Economia che raccoglie i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini italiani. Ogni medico, dentista, psicologo o altro professionista sanitario è obbligato a trasmettere a questo sistema l'elenco delle fatture emesse ai pazienti, con importo, tipologia di prestazione e codice fiscale dell'assistito.Questi dati alimentano il 730 precompilato, permettendo ai pazienti di ritrovare le proprie spese mediche già inserite nella dichiarazione dei redditi. Un servizio comodo per il contribuente, ma un adempimento in più per il professionista.Il problema principale dei software fatturazione generalisti è duplice. Da un lato, molti non includono il modulo Sistema TS nel piano base e lo offrono come componente aggiuntivo a pagamento. Dall'altro, anche quando il modulo è presente, spesso non gestisce in modo nativo l'opposizione 730.Un software con Sistema TS integrato fa tre cose chiave per ogni sanitario:Genera la fattura con i codici corretti per le prestazioni sanitarie (esenzione IVA art. 10 DPR 633/72)Trasmette automaticamente i dati al Sistema TS rispettando le scadenze ministerialiGestisce l'opposizione 730 memorizzando le preferenze del paziente fattura per fatturaLa scelta del gestionale studio medico giusto non è quindi una questione di estetica, ma di tempo risparmiato e rischio di sanzioni evitato. Il Decreto MEF del 29 ottobre 2025 ha inoltre riformato il calendario degli invii, eliminando la scadenza semestrale e introducendo l'invio annuale entro il 31 gennaio dell'anno successivo. Un cambiamento importante che richiede software aggiornati. Criteri di scelta dei migliori software Sistema TS 2026Prima di vedere il confronto vero e proprio, è importante stabilire criteri oggettivi per valutare i migliori software Sistema TS 2026. Ecco i cinque criteri che useremo nel confronto.1. Sistema TS incluso in tutti i piani, non a pagamento aggiuntivo. Molti gestionali fatturazione propongono il modulo TS solo nel piano premium o come add-on. Un buon software per sanitari dovrebbe includere l'invio TS anche nel piano base, perché si tratta di un obbligo di legge, non di un optional.2. Gestione opposizione 730 nativa. L'opposizione del paziente alla trasmissione dei dati è un diritto sancito dall'Agenzia delle Entrate. Il software deve permettere di flaggare la singola fattura come in opposizione senza procedure complicate.3. Gestione invio automatico con calendario aggiornato 2026. Dal 2026 il calendario è cambiato: invio annuale entro il 31 gennaio dell'anno successivo. Il software deve gestire correttamente questa nuova scadenza (per le spese 2025 la finestra di correzione era il 9 febbraio 2026).4. Gestione fatture sanitarie con codici corretti e regole specifiche. Le fatture sanitarie hanno specificità tecniche e due regole distinte che il software deve gestire automaticamente:Tracciabilità del pagamento: dal 2020 (L. 160/2019, art. 1 commi 679-680) tutte le spese sanitarie devono essere pagate con strumenti tracciabili (bonifico, POS, app di pagamento, carte di credito o debito) per essere detraibili al 19% nel 730, indipendentemente dall'importo. Le eccezioni riguardano farmaci, dispositivi medici e prestazioni in strutture pubbliche del SSN o private accreditate.Marca da bollo da 2 euro sopra 77,47 euro: regola separata (DPR 642/1972, Tabella A art. 13) che riguarda la fatturazione delle prestazioni esenti IVA (tipiche del regime forfettario e dei sanitari). Il software deve calcolarla e applicarla automaticamente.5. Prezzo trasparente e bloccato. Il software ideale dovrebbe garantire un prezzo bloccato per più anni, evitando aumenti sorpresa al rinnovo. I 6 migliori software Sistema TS 2026 a confrontoVediamo ora un'analisi onesta dei sei principali software fatturazione sanitari disponibili nel 2026. I prezzi indicati sono fasce orientative da verificare sempre sul sito ufficiale del fornitore.1. Fatturazione ItaliaTra le opzioni più equilibrate per sanitari c'è Fatturazione Italia, un software italiano sviluppato in collaborazione con realtà del mondo CAF. La peculiarità è che include il Sistema TS nel piano Pro (89 euro/anno IVA inclusa, 500 fatture), senza moduli aggiuntivi da attivare.I piani sono Start 49 euro/anno IVA inclusa (150 fatture, senza Sistema TS) e Pro 89 euro/anno IVA inclusa (500 fatture, Sistema TS incluso), con la caratteristica del prezzo bloccato 3 anni per contratto. Offre 30 giorni di prova gratuita senza carta di credito (60 giorni con invito di un amico).Punti di forza: invio TS semplificato con un click, gestione opposizione 730 nativa, supporto telefonico in italiano, integrazione con CAF per la dichiarazione dei redditi.Maggiori info: Fatturazione Italia – Sito ufficiale2. Fatture in Cloud (TeamSystem)Fatture in Cloud, di proprietà del gruppo TeamSystem, è uno dei software fatturazione più diffusi in Italia. Per i sanitari propone un piano dedicato Premium o l'attivazione di un modulo Sistema TS aggiuntivo sui piani standard. Punto debole storico: il canone tende ad aumentare al rinnovo.3. AppuntoOAppuntoO è un software verticale per il mondo sanitario, pensato come gestionale studio medico completo. Include gestione appuntamenti, anagrafica pazienti, cartelle cliniche essenziali e promemoria automatici. Fascia di prezzo: circa 15-25 euro al mese (180-300 euro l'anno).4. KomodoKomodo è una soluzione verticale per medici in libera professione, con focus sulla semplicità d'uso. Sistema TS incluso, gestione fatture sanitarie con codici corretti, interfaccia minimale. Fascia di prezzo: 10-20 euro al mese (circa 120-240 euro l'anno).5. KubikKubik è un gestionale professionale per studi medici e odontoiatrici, con funzionalità avanzate di gestione paziente, scheda clinica, agenda multi-utente e fatturazione con invio Sistema TS integrato. Fascia di prezzo: 20-30 euro al mese.6. FattuSanFattuSan è un software verticale focalizzato sulle fatture sanitarie con invio TS, senza pretese di gestionale studio. Propone un prezzo competitivo e una procedura snella per emissione fattura, trasmissione TS e gestione opposizione 730. Tabella comparativa dei migliori software Sistema TS 2026Per facilitare la scelta, riassumiamo in tabella i sei software fatturazione sanitari con i criteri oggettivi identificati. Tutti i prezzi sono orientativi e da verificare sul sito ufficiale del fornitore.SoftwarePiano base annuoTS inclusoOpposizione 730Gestionale studioFree trialPrezzo bloccatoFatturazione Italia89 euro (Pro)Sì, piano ProNativaNo30 giorniSì, 3 anniFatture in CloudPiano Premium o add-on TSSolo Premium o add-onGestitaLimitatoSìNoAppuntoO180-300 euroSìGestitaSì (completo)Da verificareDa verificareKomodo120-240 euroSìGestitaParzialeSìDa verificareKubik240-360 euroSìGestitaSì (avanzato)SìDa verificareFattuSanCompetitivo (verificare)SìGestitaNoDa verificareDa verificareLa tabella mostra come Fatturazione Italia sia tra le poche soluzioni a includere il Sistema TS nel piano Pro con prezzo bloccato 3 anni, mentre i verticali sanitari (AppuntoO, Komodo, Kubik) offrono valore aggiunto in termini di gestionale studio medico completo. Quale software scegliere per tipologia di sanitarioNon esiste un software universale. La scelta dipende dalla tipologia di attività sanitaria, dal volume di fatture e dalla necessità di gestire appuntamenti o cartelle cliniche.Medico generalista / specialista libero professionista. Per un medico in regime forfettario, la priorità è la semplicità. Soluzioni come Fatturazione Italia o Komodo sono particolarmente adatte.Dentista / odontoiatra. Lo studio dentistico ha esigenze più complesse: preventivi, piani di cura rateizzati, più collaboratori. Software come Kubik o AppuntoO sono ideali. Per la fiscalità specifica del settore, il CAF Centro Fiscale offre consulenza sull'apertura della partita IVA.Fisioterapista. Per il fisioterapista in libera professione la combinazione fatture + appuntamenti è ideale. AppuntoO o Komodo offrono questa integrazione.Psicologo. Lo psicologo ha specificità importanti sull'opposizione 730 (molti pazienti chiedono che la spesa non sia trasmessa al Sistema TS per riservatezza). La gestione opposizione 730 nativa è il criterio chiave.Ostetrica, podologo, logopedista, biologo nutrizionista, dietista. Per queste figure il volume di fatture è generalmente contenuto. Fatturazione Italia o FattuSan sono particolarmente adatti per il rapporto qualità/prezzo.Osteopata. L'osteopata, riconosciuto come professione sanitaria dal 2021, deve gestire correttamente l'invio TS. Soluzioni come Fatturazione Italia o Komodo sono particolarmente adatte. Approfondisci la partita IVA nel settore sanitario con il nostro CAF. I 3 errori più comuni nella scelta del software Sistema TSDopo aver visto i criteri e il confronto, vediamo gli errori più frequenti che i sanitari commettono nella scelta del software.Errore 1: scegliere un software generalista e pagare il Sistema TS a parte. Molti sanitari scelgono software fatturazione famosi senza accorgersi che il modulo Sistema TS non è incluso nel piano base. Soluzione: verificare sempre, prima dell'acquisto, che l'invio TS sia incluso nel piano scelto.Errore 2: sottovalutare la gestione dell'opposizione 730. Se il software non gestisce correttamente la flaggatura della singola fattura come opposizione, il sanitario rischia di trasmettere al Sistema TS spese che il paziente aveva chiesto di escludere, con potenziali problemi di privacy e responsabilità.Errore 3: non controllare l'aumento prezzi al rinnovo. Molti software cloud propongono prezzi molto bassi il primo anno per poi aumentare il canone del 30-50% dal secondo anno. Soluzione: chiedere sempre per iscritto la politica di rinnovo prezzo. Soluzioni con prezzo bloccato per più anni sono preferibili. ConclusioneScegliere tra i migliori software Sistema TS 2026 richiede valutazioni oggettive: inclusione del modulo TS nel piano base, gestione opposizione 730 nativa, calendario invii aggiornato al 2026, prezzo trasparente e bloccato. Non esiste un software universale: ogni soluzione ha un proprio profilo ideale.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i sanitari nella gestione fiscale completa: dall'apertura della partita IVA al regime forfettario, dalla scelta del software gestionale corretto fino alla dichiarazione dei redditi annuale.Domande Frequenti sui migliori software Sistema TS 2026Quali sono i migliori software Sistema TS 2026 per sanitari?I migliori software Sistema TS 2026 includono Fatturazione Italia (TS nel piano Pro a 89 euro/anno IVA inclusa, prezzo bloccato 3 anni), Fatture in Cloud (Premium a 252 euro), AppuntoO, Komodo, Kubik e FattuSan. La scelta migliore dipende dalla tipologia di attivita sanitaria e dal volume di fatture.Il Sistema TS e incluso in tutti i software fatturazione?No. Molti software fatturazione generalisti includono il modulo Sistema TS solo nei piani premium o come add-on a pagamento. I software verticali per sanitari (Fatturazione Italia nel piano Pro, Komodo, AppuntoO, Kubik, FattuSan) lo includono di norma nei piani dedicati ai sanitari.Quando si trasmettono le spese sanitarie al Sistema TS nel 2026?Dal 2026 l invio e annuale: le spese sanitarie sostenute nell anno devono essere trasmesse entro il 31 gennaio dell anno successivo. Per le spese 2025 la scadenza era il 2 febbraio 2026 (con correzioni entro il 9 febbraio 2026). La precedente scadenza semestrale e stata eliminata dal Decreto MEF del 29 ottobre 2025.Cosa significa opposizione 730 per i sanitari?L opposizione 730 e il diritto del paziente di chiedere che la propria spesa sanitaria non venga trasmessa al Sistema TS per motivi di riservatezza. Un software con gestione opposizione 730 nativa permette di flaggare la singola fattura con un click.Quanto costa un software con Sistema TS per sanitari?I prezzi variano da circa 89 euro all anno (piano Pro di Fatturazione Italia, con Sistema TS incluso) a 120-360 euro all anno per gestionali studio medico completi. Attenzione agli aumenti al rinnovo: cerca soluzioni con prezzo bloccato per piu anni.Hai bisogno di assistenza fiscale per il tuo studio sanitario?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione fiscale completa: apertura partita IVA, regime forfettario, dichiarazione dei redditi e scelta del software gestionale. Operativi in sede a Udine e online in tutta Italia.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIGeometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e Fattura Il geometra amministratore di condominio è una figura sempre più diffusa in Italia, e non per caso: chi conosce gli edifici, gli impianti e le pratiche edilizie ha una marcia in più nella gestione di uno stabile. Passare dalla libera professione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 11:00:002026-09-20 15:18:36Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e FatturaPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e Contratto L'affitto poltrona professionisti sanitari è oggi una delle formule più diffuse per iniziare o ampliare l'attività senza affrontare i costi di uno studio interamente proprio. Un fisioterapista, uno psicologo, un odontoiatra o un medico specialista… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 08:57:042026-09-27 08:24:19Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e ContrattoPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 Passare al regime forfettario 2027 è una scelta che si prepara adesso, non a gennaio. Chi oggi lavora in regime ordinario con partita IVA e vuole entrare nel regime forfettario dal 1° gennaio 2027 deve fare i conti entro il 31 dicembre 2026:… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 18:00:002026-09-20 14:55:00Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleAgosto 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-13 09:00:002026-09-27 15:52:52Migliori Software Sistema TS 2026: Confronto per Sanitari e Studi Medici
Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e Fattura Il geometra amministratore di condominio è una figura sempre più diffusa in Italia, e non per caso: chi conosce gli edifici, gli impianti e le pratiche edilizie ha una marcia in più nella gestione di uno stabile. Passare dalla libera professione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 11:00:002026-09-20 15:18:36Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e Fattura
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e Contratto L'affitto poltrona professionisti sanitari è oggi una delle formule più diffuse per iniziare o ampliare l'attività senza affrontare i costi di uno studio interamente proprio. Un fisioterapista, uno psicologo, un odontoiatra o un medico specialista… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 08:57:042026-09-27 08:24:19Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e Contratto
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 Passare al regime forfettario 2027 è una scelta che si prepara adesso, non a gennaio. Chi oggi lavora in regime ordinario con partita IVA e vuole entrare nel regime forfettario dal 1° gennaio 2027 deve fare i conti entro il 31 dicembre 2026:… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 18:00:002026-09-20 14:55:00Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIOpposizione 730 Spese Sanitarie 2026: Come Funziona e Effetti sulla FatturazioneL’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è il diritto che ti permette di impedire che le tue spese mediche compaiano nella dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate. È una facoltà legata alla tutela della privacy: in pratica, se non vuoi che certe prestazioni sanitarie siano visibili a chi accede al tuo 730, puoi chiedere che non vengano trasmesse al Fisco tramite il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS).Attenzione però: opporsi non significa perdere la detrazione. La spesa resta deducibile, ma dovrai inserirla manualmente nel quadro spese sanitarie della tua dichiarazione. In questa guida pratica spieghiamo, sia ai pazienti che ai professionisti sanitari, come funziona l’opposizione 730 spese sanitarie 2026, quali sono le scadenze, le modalità operative e cosa deve fare lo studio medico quando riceve la richiesta. Indice dei contenutiCos’è l’opposizione 730 spese sanitarie e perché esisteChi può fare opposizione e perchéCome funziona l’opposizione 730 nel 2026: le 2 modalitàScadenza opposizione 2026: le date da ricordareCosa deve fare il professionista sanitarioDetrazione possibile in dichiarazione manualeErrori comuni nell’opposizione 730Il ruolo del software di fatturazioneDomande frequentiCos’è l’opposizione 730 spese sanitarie e perché esisteL’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è il diritto di ogni contribuente di impedire l’invio dei propri dati sanitari al Sistema Tessera Sanitaria, che a sua volta li trasmetterebbe all’Agenzia delle Entrate per popolare automaticamente la dichiarazione precompilata. È una facoltà introdotta per bilanciare due esigenze: da un lato la semplificazione fiscale (avere già tutte le spese mediche nel 730), dall’altro la tutela della riservatezza sui dati sanitari, che sono dati personali particolarmente sensibili ai sensi del GDPR.Il riferimento normativo aggiornato è il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 281068/2025, integrato dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 novembre 2025. Questi provvedimenti hanno confermato e ampliato il sistema delle opposizioni, dando più tempo ai cittadini per gestirlo.Privacy: cosa significa concretamenteImmagina che Marco faccia una visita psichiatrica o un trattamento riservato. Se non si oppone, quella spesa apparirà nella precompilata di Marco, visibile a chiunque possa accedere alla sua dichiarazione (per esempio il suo CAF o il commercialista, oppure un familiare che lo aiuta nella gestione fiscale). Con l’opposizione 730 spese sanitarie 2026 Marco impedisce che quella prestazione finisca tra i dati trasmessi, pur mantenendo intatto il diritto a detrarla.Ricorda però una cosa importante: l’opposizione non cancella la spesa. La fattura esiste e la detrazione spetta comunque. Cambia solo il canale: invece di entrare in automatico nella precompilata, dovrà essere inserita manualmente in dichiarazione, con la fattura o ricevuta conservata come giustificativo. Chi può fare opposizione e perchéPuò esercitare l’opposizione 730 spese sanitarie 2026 chiunque abbia sostenuto spese sanitarie comunicate al Sistema TS: visite specialistiche, farmaci, ticket, dispositivi medici, prestazioni odontoiatriche, sedute psicologiche, esami diagnostici e altro. Non servono motivazioni da dichiarare: il diritto è incondizionato e basta esercitarlo nelle forme previste.I motivi più frequenti per cui le persone scelgono di opporsi sono legati a questioni di riservatezza familiare o personale. Pensiamo ad esempio a una persona separata che condivide ancora il calcolo ISEE con l’ex partner, o a un giovane adulto fiscalmente a carico dei genitori che non vuole far apparire visite delicate. Oppure pensiamo a chi sta affrontando patologie sensibili, percorsi terapeutici riservati o problematiche legate a dipendenze.Motivi tipici di opposizionePrivacy familiare: evitare che familiari o coniugi vedano determinate prestazioni nella dichiarazione condivisaEx partner o situazioni di separazione in corso, soprattutto se ci sono figli a caricoPatologie sensibili: psichiatria, oncologia, malattie rare, infettivologia, ginecologiaDipendenze: terapie per disturbi alimentari, dipendenza da sostanze, alcolismoRiservatezza professionale: lavoratori in settori dove certi accertamenti sanitari potrebbero creare implicazioniÈ importante sottolineare che nessuno deve giustificare la propria richiesta di opposizione 730 spese sanitarie 2026. Il professionista sanitario non può chiedere il motivo e il paziente non è tenuto a fornirlo. Si tratta di un diritto soggettivo riconosciuto dalla normativa sulla protezione dei dati personali e dalla disciplina fiscale specifica del Sistema TS. Come funziona l’opposizione 730 nel 2026: le 2 modalitàL’opposizione 730 spese sanitarie 2026 si può esercitare attraverso due modalità principali, che operano su due momenti diversi. La prima è puntuale, riferita alla singola prestazione e fatta al momento della spesa. La seconda è massiva, riferita all’insieme delle spese di un anno e fatta online dopo che il Sistema TS le ha già raccolte. Vediamole nel dettaglio.Modalità 1: Opposizione puntuale al professionistaÈ la modalità più semplice e immediata. Al momento della prestazione (visita medica, fattura del dentista, fattura dell’osteopata, ricevuta del logopedista, ecc.) il paziente comunica al professionista la propria volontà di opporsi. In concreto può farlo in due modi: non comunicando il codice fiscale al momento del pagamento (tipico in farmacia), oppure chiedendo al professionista di annotare l’opposizione sul documento fiscale.In questo secondo caso il professionista sanitario deve apporre sulla fattura una dicitura tipo Il paziente si oppone all’invio dei dati al Sistema TS ai sensi del Provvedimento AE n. 281068/2025, e gestire la trasmissione del dato in modo conforme (di solito trasmettendo l’importo senza il codice fiscale dell’assistito, oppure non trasmettendo affatto, a seconda del software utilizzato).Modalità 2: Opposizione globale onlineLa seconda modalità di opposizione 730 spese sanitarie 2026 avviene online, dopo che le spese sono state già trasmesse al Sistema TS. Si può fare in due passaggi temporali distinti:Tramite Agenzia delle Entrate: comunicazione cumulativa entro il 2 febbraio 2026 (per le spese 2025), con cui il contribuente chiede di non utilizzare nessun dato sanitario ai fini della precompilataTramite portale Sistema TS: dal 9 febbraio all’8 marzo 2026, accedendo con SPID o CIE all’area autenticata e selezionando voce per voce le spese a cui opporsiLa differenza è importante: la modalità via AE è cumulativa (tutto o niente), mentre quella via Sistema TS è analitica e permette di scegliere singole prestazioni. Per la maggior parte dei contribuenti che vogliono escludere solo determinate spese, la seconda è la più sensata. Scadenza opposizione 2026: le date da ricordareLe scadenze opposizione 730 spese sanitarie 2026 sono il cuore operativo della procedura. Sbagliare data significa perdere la possibilità di opporsi per quell’anno e ritrovarsi la spesa nella precompilata. Ecco il calendario completo per le spese sostenute nel 2025 e dichiarate nel 730/2026:ModalitàScadenza 2026A chi/doveOpposizione puntuale al professionistaAl momento della prestazione (entro fine 2025)Medico, dentista, farmacia, struttura sanitariaOpposizione cumulativa via AEEntro il 2 febbraio 2026Agenzia delle Entrate (modulo/PEC/email)Opposizione singole voci via TSDal 9 febbraio all’8 marzo 2026Portale Sistema TS (sistemats1.sanita.finanze.it)Una novità importante del 2026 è che il termine per l’opposizione tramite Agenzia delle Entrate cade il 2 febbraio (e non il 31 gennaio) perché il 31 gennaio è un sabato e la scadenza slitta al primo giorno lavorativo utile. Inoltre, il decreto MEF del 29 ottobre 2025 ha confermato il periodo del Sistema TS dal 9 febbraio all’8 marzo, dando al cittadino circa un mese per gestire l’opposizione su singole voci.Se hai bisogno di supporto per orientarti tra queste date e capire quale modalità conviene nel tuo caso, il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo passo, sia in ufficio che online, anche prima della scadenza per evitare ogni rischio di trasmissione indesiderata. Cosa deve fare il professionista sanitario quando il paziente fa opposizionePer il professionista sanitario (medico, dentista, fisioterapista, osteopata, logopedista, ostetrica, psicologo, infermiere e così via) la gestione dell’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è un adempimento operativo da gestire al momento dell’emissione del documento fiscale. Sbagliare può comportare due tipi di problema: una violazione della privacy del paziente (se trasmetti dati che non dovevi) o una sanzione amministrativa (se non trasmetti dati che dovevi trasmettere senza giustificazione).Procedura corretta in 4 passaggiAnnotare l’opposizione sul documento fiscale: aggiungere una dicitura del tipo Il paziente ha esercitato il diritto di opposizione all’invio dei dati al Sistema TSMarcare la fattura nel software gestionale: la maggior parte dei software di fatturazione sanitaria ha un flag opposizione da spuntareTrasmettere comunque al Sistema TS, ma senza codice fiscale: il provvedimento prevede che i dati vadano trasmessi in forma aggregata e anonima (importo, tipologia, ma senza CF dell’assistito)Conservare il documento: il professionista deve poter dimostrare che l’opposizione è stata effettivamente richiesta dal paziente, in caso di controlliLa regola operativa è: il dato della prestazione va trasmesso comunque (per non alterare le statistiche sanitarie nazionali), ma senza l’associazione al codice fiscale del paziente. In questo modo l’Agenzia delle Entrate riceve l’informazione aggregata ma non può inserirla nella precompilata di una persona specifica.Se sei un professionista sanitario e ti stai chiedendo come gestire concretamente questo flusso, il consiglio è quello di verificare le funzionalità del tuo software gestionale: deve permettere di marcare una fattura come oggetto di opposizione e gestire automaticamente l’invio anonimizzato al Sistema TS. Ne parliamo più avanti. Cosa succede dopo l’opposizione: detrazione possibile in dichiarazione manualeUn equivoco molto comune sull’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è pensare che opporsi significhi rinunciare alla detrazione. Falso. La spesa sanitaria resta sempre detraibile al 19% (sopra la franchigia di 129,11 euro per le spese mediche generiche), indipendentemente dal fatto che sia stata trasmessa o meno al Sistema TS.La differenza è solo nel canale di inserimento:Senza opposizione: la spesa entra in automatico nella dichiarazione precompilata, già pronta nel quadro E rigo E1 (o equivalente)Con opposizione: la spesa NON appare nella precompilata, ma puoi inserirla manualmente in dichiarazione conservando fattura o ricevuta come giustificativoDa un punto di vista fiscale il risultato è identico: stesso importo detraibile, stessa percentuale del 19%, stessa franchigia, stesso quadro della dichiarazione. Cambia solo il livello di automazione: la precompilata vede tutte le spese tranne quelle opposte, e tu dovrai aggiungerle manualmente con l’aiuto del CAF o del tuo intermediario fiscale.Ecco perché è fondamentale conservare con cura tutte le fatture e ricevute sanitarie per cui hai esercitato l’opposizione 730 spese sanitarie 2026: serviranno come prova della spesa in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate, anche perché, non essendo passate dal Sistema TS, il Fisco non ne ha traccia diretta. Errori comuni nell’opposizione 730 e come evitarliNegli anni abbiamo visto ripetersi alcuni errori frequenti sia da parte dei pazienti che dei professionisti. Conoscerli in anticipo ti aiuta a non commetterli e a gestire l’opposizione 730 spese sanitarie 2026 in modo corretto.Errore 1: Pensare che l’opposizione cancelli la detrazioneCome spiegato, la detrazione del 19% spetta in ogni caso. L’opposizione riguarda solo la visibilità del dato nella precompilata, non la sua deducibilità.Errore 2: Opporsi a tutte le spese senza ragioneL’opposizione cumulativa via AE blocca tutte le tue spese sanitarie 2025 dalla precompilata. Se vuoi escludere solo certe prestazioni, conviene usare il portale TS che permette la scelta voce per voce.Errore 3: Dimenticare la richiesta al professionistaSe vuoi essere sicuro al 100% che una prestazione non finisca nel Sistema TS, conviene chiederlo al momento al medico o alla struttura sanitaria. Aspettare fino a marzo per fare opposizione online è più rischioso, perché nel frattempo il dato è stato comunque trasmesso.Errore 4: Opporsi dopo la trasmissione finaleDopo l’8 marzo 2026 non si può più esercitare opposizione per le spese 2025: il Sistema TS chiude la finestra e i dati passano definitivamente all’Agenzia delle Entrate. Le scadenze sono perentorie.Errore 5: Non conservare i documentiAvendo escluso la spesa dalla precompilata, devi conservare fattura o ricevuta per almeno 5 anni (termine ordinario di accertamento), per dimostrare la spesa in caso di controllo formale del 730. Il ruolo del software di fatturazione: gestione corretta dell’opposizionePer i professionisti sanitari, gestire correttamente l’opposizione 730 spese sanitarie 2026 dipende molto dal software di fatturazione utilizzato. Un buon gestionale deve permettere di marcare la singola fattura come oggetto di opposizione e gestire automaticamente la trasmissione al Sistema TS in modalità anonimizzata (importo trasmesso senza codice fiscale del paziente).Fatturazione Italia: opposizione indicata in fatturaTra i software pensati per i sanitari, Fatturazione Italia offre nel piano Pro (89 € l’anno IVA inclusa) la gestione dell’opposizione al Sistema TS: quando emetti la fattura indichi la scelta del paziente, la dicitura viene riportata sul documento e la scelta resta registrata per eventuali controlli.I vantaggi pratici di un gestionale ben configurato per l’opposizione sono:Zero errori manuali: non rischi di trasmettere un codice fiscale che il paziente voleva escludereZero rischi sanzionatori: la procedura segue automaticamente le regole del Provvedimento AE 281068/2025Paziente tutelato: la sua privacy è garantita dal flusso di sistema, non solo da una nota manualeStorico delle opposizioni: in caso di controllo, puoi dimostrare in pochi click chi ha richiesto cosa e quandoSe sei un professionista sanitario e vuoi semplificare la gestione dell’opposizione 730 spese sanitarie 2026 e di tutti gli adempimenti del Sistema TS, puoi valutare Fatturazione Italia, software pensato per partite IVA forfettarie e sanitari, con invio automatico al Sistema TS e gestione opposizioni integrata. Approfondimenti correlati per i professionisti sanitariSe sei un libero professionista del settore sanitario e ti occupi anche degli aspetti fiscali del tuo studio, ti possono interessare le nostre guide dedicate alle singole categorie professionali, utili anche per capire chi è soggetto all’invio dati al Sistema TS:Aprire studio dentistico 2026: guida completa per dentisti e odontoiatri (A6, A7)Partita IVA Osteopata 2026: apertura, regime forfettario e fatturazione (B4)Partita IVA infermiere 2026: utile anche per logopedisti e ostetriche (B1, B3)Spese mediche detraibili 730 2026730/2026 detrazioni spese mediche: guida pratica730 precompilato 2026: disponibile dal 30 aprileDocumenti 730 2026: checklist completaFatturazione medico libero professionista 2026Fatturazione psicologo 2026Domande frequenti sull’opposizione 730 spese sanitarieSe faccio opposizione perdo la detrazione del 19%?No. L’opposizione 730 spese sanitarie 2026 impedisce solo che la spesa entri nella precompilata, ma la detrazione del 19% spetta comunque. Devi però inserire la spesa manualmente nel quadro spese sanitarie della dichiarazione, conservando fattura o ricevuta come giustificativo.Entro quando posso fare opposizione per le spese 2025?Hai tre finestre: al momento della prestazione (entro il 31/12/2025) direttamente al professionista, entro il 2 febbraio 2026 in modo cumulativo via Agenzia delle Entrate, oppure dal 9 febbraio all’8 marzo 2026 voce per voce sul portale del Sistema Tessera Sanitaria.Il professionista può rifiutarsi di accettare l’opposizione?No, è un diritto del paziente riconosciuto dalla legge. Il professionista sanitario deve gestirla seguendo le regole previste dal Provvedimento AE n. 281068/2025: annotare la richiesta sul documento fiscale e trasmettere al Sistema TS senza il codice fiscale dell’assistito.Posso oppormi solo a una visita specifica e non alle altre?Sì, la modalità analitica via portale Sistema TS (dal 9 febbraio all’8 marzo 2026) ti permette di scegliere voce per voce le spese a cui opporti, lasciando passare le altre nella precompilata. È la modalità più flessibile per gestire selettivamente la privacy.Cosa rischia il professionista che non gestisce correttamente l’opposizione?Rischia due tipi di conseguenze: una sanzione amministrativa per violazione delle regole di trasmissione al Sistema TS (importi variabili in base alla gravità), e una contestazione per violazione della privacy da parte del Garante, qualora abbia trasmesso dati che il paziente aveva chiesto di non trasmettere. Per questo è importante avere un software di fatturazione ben configurato. Hai bisogno di aiuto con la precompilata e l’opposizione 730?L’opposizione 730 spese sanitarie 2026 è uno strumento prezioso di tutela della privacy, ma richiede attenzione alle scadenze e alle modalità operative. Sbagliare data o canale significa perdere la possibilità di escludere una spesa dalla precompilata per tutto l’anno.Il CAF Centro Fiscale ti aiuta con la precompilata, l’opposizione 730 e tutte le spese sanitarie: dalla verifica preventiva dei dati trasmessi al Sistema TS, alla gestione dell’opposizione cumulativa o voce per voce, fino all’inserimento manuale delle spese opposte direttamente nella tua dichiarazione dei redditi. Il nostro team segue ogni passaggio per garantirti sia la massima detrazione che la massima riservatezza.Hai bisogno di assistenza per l’opposizione 730 e le spese sanitarie? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleAgosto 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-06 09:00:002026-09-27 15:47:40Opposizione 730 Spese Sanitarie 2026: Come Funziona e Effetti sulla Fatturazione
Osteopati, PARTITA IVAFatturazione Osteopata 2026: Iscrizione Albo, Sistema TS e Inquadramento SanitarioLa fatturazione osteopata 2026 sta vivendo una fase di profonda trasformazione. La Legge 3/2018 ha riconosciuto l’osteopatia come professione sanitaria, il DPR 131/2018 ne ha definito il profilo professionale, ma l’istituzione dell’Albo degli Osteopati è ancora in corso di completamento. Questa transizione ha conseguenze fiscali concrete: dalla scelta del regime fiscale al trattamento IVA delle prestazioni, dall’obbligo del Sistema TS fino alla fattura elettronica.In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine spieghiamo cosa deve fare oggi un osteopata per gestire correttamente la propria fatturazione osteopata 2026, alla luce della recente Risoluzione AdE n. 9 del 24 febbraio 2026 e dei nuovi sviluppi normativi del 2025-2026. Vedremo inquadramento professionale, regime fiscale, IVA, tariffe, software consigliati e cassa previdenziale.Indice dei contenutiL’osteopata come professione sanitaria: lo stato al 2026Inquadramento professionale: chi può chiamarsi osteopataRegime fiscale dell’osteopata: forfettario, ordinario, codice ATECOSistema TS osteopata: obbligo dall’iscrizione all’alboIVA per le prestazioni di osteopatia: esenzione o impostaTariffe dell’osteopata nel 2026Bollo 2 euro sulla fattura forfettariaSoftware di fatturazione consigliati per osteopatiCassa previdenziale dell’osteopataDomande frequenti L’osteopata come professione sanitaria: lo stato al 2026Il percorso di riconoscimento dell’osteopatia parte dalla Legge 11 gennaio 2018 n. 3 (la cosiddetta Legge Lorenzin), che ha inserito l’osteopata tra le professioni sanitarie. Il successivo DPR 7 luglio 2018 n. 131 ha definito l’osteopata come professione sanitaria, individuandone funzioni e ambito di intervento. Tuttavia, perché l’osteopata diventi pienamente operativo come sanitario, mancano ancora alcuni tasselli: l’ordinamento didattico universitario, l’esame di Stato e l’istituzione dell’Albo degli Osteopati.Il 18 dicembre 2025 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il testo aggiornato sul riconoscimento dei titoli pregressi, introducendo correzioni tecniche fondamentali. Lo stato attuale della fatturazione osteopata 2026 è quindi caratterizzato da una fase transitoria: l’osteopata è formalmente professione sanitaria sulla carta, ma operativamente l’Albo Osteopati 2026 non è ancora pienamente attivo.I punti chiave dello stato attuale sono:Liste Speciali transitorie: chi vuole iscriversi deve aver completato o essere iscritto a un corso di formazione in osteopatia entro il 31 agosto 2026;Equipollenza titoli: 6 anni di tempo per ottenere l’equipollenza dei titoli pregressi (estesi rispetto ai 36 mesi della bozza precedente);Scuole private: dal 1° settembre 2025 le scuole private di osteopatia hanno cessato le attività formative; l’unico canale di accesso futuro sarà il corso universitario accreditato dal MUR;Esame finale: l’iscrizione definitiva all’Albo avverrà dopo eventuale recupero CFU e superamento dell’esame di abilitazione universitario.In altre parole, l’osteopata nel 2026 vive ancora una situazione ibrida: professionista sanitario per legge, ma con un albo non ancora operativo a regime. Questo aspetto si riflette direttamente sul trattamento IVA delle prestazioni, come vedremo a breve. Inquadramento professionale: chi può chiamarsi osteopata nel 2026Una delle questioni più delicate dell’inquadramento osteopata 2026 riguarda chi possa effettivamente esercitare e definirsi tale. Nella fase transitoria, possono iscriversi alle Liste Speciali coloro che, entro il 31 agosto 2026, hanno:completato un corso di formazione in osteopatia presso una scuola riconosciuta;oppure sono iscritti e in corso di frequenza a un programma di formazione osteopatica avviato prima della chiusura delle scuole private (1° settembre 2025);una laurea sanitaria (es. fisioterapia, medicina) può facilitare l’accesso all’equipollenza, ma non è sempre obbligatoria nel periodo transitorio.Per gli osteopati partita IVA attualmente operativi, questo significa che il titolo di studio attuale rimane valido ai fini dell’esercizio, ma per essere riconosciuti definitivamente come professione sanitaria con tutti i benefici fiscali (incluso il regime IVA esente) sarà necessario completare il percorso di equipollenza nei prossimi 6 anni. Per questo, oggi, la fatturazione osteopata 2026 deve essere impostata considerando lo status di professione sanitaria in fase di completamento.Il CAF Centro Fiscale di Udine consiglia di documentare con cura il proprio percorso formativo e di valutare con un professionista se la propria posizione rientri tra quelle ammesse alle Liste Speciali. Una corretta categorizzazione oggi evita problemi di inquadramento domani. Regime fiscale dell’osteopata: forfettario, ordinario, codice ATECOIl primo passo per la fatturazione osteopata 2026 è aprire la partita IVA e scegliere il regime fiscale. Il codice ATECO storico per l’osteopata è il 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti nca, appartenente alla sezione Q (Sanità e assistenza sociale). Con la riforma ISTAT del 2025 (allineamento alla classificazione europea NACE), il codice è in fase di transizione verso il nuovo 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a..Per quanto riguarda il regime fiscale, l’osteopata forfettario è la scelta più comune per chi inizia o ha ricavi contenuti. Il regime forfettario 2026 prevede:Limite di ricavi: 85.000 euro annui;Imposta sostitutiva: 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni in caso di nuova attività con requisiti);Coefficiente di redditività per ATECO 86.90.29: 78%;Niente IVA in addebito e niente ritenuta d’acconto;Niente studi di settore e contabilità semplificata.Il coefficiente di redditività è la percentuale del fatturato che lo Stato considera reddito imponibile. In pratica, su 100 euro di fatturato l’osteopata paga le tasse sul 78%, cioè su 78 euro. Sopra gli 85.000 euro si passa al regime ordinario, con contabilità semplificata o ordinaria, aliquote IRPEF progressive e IVA da gestire (se applicabile). La scelta tra forfettario e ordinario va valutata con il commercialista in base al volume d’affari e ai costi sostenuti. Sistema TS osteopata: obbligo dall’iscrizione all’alboIl Sistema TS (Tessera Sanitaria) è la piattaforma del MEF a cui i professionisti sanitari trasmettono i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini, utili per la dichiarazione precompilata e per la detrazione 19% IRPEF. La trasmissione è obbligatoria per tutti i soggetti iscritti a un albo sanitario.Per il Sistema TS osteopata la situazione 2026 è la seguente: l’obbligo di invio scatta dal momento dell’iscrizione effettiva all’Albo degli Osteopati. Finché l’albo non è pienamente operativo e l’osteopata non vi è iscritto, l’invio al Sistema TS non è dovuto come obbligo. Questo non significa però che il paziente perda la possibilità di portare in detrazione la spesa: vedremo nella sezione FAQ come funziona la detrazione 19% nel periodo transitorio.Cosa fare nel frattempo? Il CAF Centro Fiscale di Udine consiglia di:Strutturare la fatturazione già con un software che supporti il Sistema TS, per essere pronti senza migrazioni quando arriverà l’obbligo;Conservare tutti i dati anagrafici dei pazienti (codice fiscale, residenza), perché serviranno per la trasmissione TS;Documentare in fattura la natura sanitaria della prestazione (es. “trattamento osteopatico finalizzato a finalità di cura”);Monitorare l’evoluzione normativa sull’istituzione dell’albo. IVA per le prestazioni di osteopatia: esenzione o impostaQuesto è il punto più delicato della fatturazione osteopata 2026. L’art. 10 del DPR 633/72 prevede l’esenzione IVA per le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da soggetti che esercitano professioni sanitarie soggette a vigilanza ministeriale o identificate da decreto del Ministero della Salute. Servono quindi due requisiti contemporanei:Requisito oggettivo: la prestazione deve essere effettivamente di diagnosi, cura o riabilitazione della persona;Requisito soggettivo: il professionista deve esercitare una professione sanitaria riconosciuta e soggetta a vigilanza, normalmente tramite iscrizione a un albo.Con la Risoluzione n. 9 del 24 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito definitivamente la posizione: in assenza di un quadro completo e di parametri idonei a garantire un livello minimo controllabile di qualifica professionale, le prestazioni rese da osteopati, chiropratici, chinesiologi e massoterapisti NON sono attualmente esenti IVA, nonostante l’evoluzione normativa in corso. Le prestazioni vanno quindi fatturate con aliquota IVA ordinaria al 22%, salvo applicazione del regime forfettario (che non addebita IVA per propria struttura).L’Agenzia precisa che l’esenzione potrà essere applicata solo dopo il completamento dell’iter (istituzione effettiva dell’Albo Osteopati, accordi Stato-Regioni sui criteri di valutazione dei titoli, esame di Stato). Fino a quel momento, l’osteopata in regime ordinario fattura con IVA al 22%, mentre l’osteopata forfettario emette fattura senza IVA ma per la sola natura del regime forfettario (non per esenzione sanitaria). Resta inoltre l’obbligo di fattura elettronica secondo le regole generali, non operando l’esonero specifico previsto per i sanitari che inviano al Sistema TS. Tariffe dell’osteopata nel 2026Le tariffe di un osteopata libero professionista in Italia variano in base alla zona geografica, all’esperienza e al setting (studio privato, poliambulatorio, domicilio). Non esistono tariffari ministeriali vincolanti, ma il mercato 2026 si attesta su valori di riferimento abbastanza condivisi.Indicativamente, per una fatturazione osteopata 2026 coerente con il mercato:Prima visita osteopatica: 50-90 euro (anamnesi e valutazione completa, durata 45-60 minuti);Trattamento singolo: 60-100 euro (seduta di 45-50 minuti);Ciclo di 5 sedute: 300-450 euro (pacchetto scontato);Trattamento a domicilio: maggiorazione 20-40% rispetto al tariffario in studio;Trattamento pediatrico/neonatale: spesso allineato alla seduta singola, talvolta leggermente superiore.Nelle grandi città (Milano, Roma, Bologna) le tariffe medie si avvicinano alla fascia alta, mentre in centri minori la fascia bassa è più diffusa. È importante che l’osteopata esponga il tariffario in studio e nella propria fatturazione, come previsto dalle norme sulla trasparenza dei prezzi nel settore sanitario.Bollo 2 euro sulla fattura forfettariaL’osteopata forfettario, non addebitando IVA, deve applicare la marca da bollo da 2 euro sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro. Questa è una regola generale del DPR 642/1972 che si applica a tutte le fatture senza IVA o con IVA esente.Aspetti pratici da ricordare:Sulla fattura elettronica il bollo si gestisce in modo virtuale: il software permette di indicare “Bollo assolto in modo virtuale” e l’importo viene calcolato e versato successivamente tramite F24;L’osteopata può scegliere se addebitare il bollo al cliente in fattura (riga separata) oppure assorbirlo nel proprio costo;Il versamento avviene trimestralmente tramite F24 con i codici tributo dedicati;L’omessa apposizione comporta sanzioni proporzionali (dal 100% al 500% del tributo non corrisposto).Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa anche di gestire correttamente questi adempimenti per i propri assistiti, evitando errori che possono costare cari in sede di controllo. Software di fatturazione consigliati per osteopatiLa scelta del software fatturazione osteopata è cruciale, perché l’osteopata si trova oggi a metà strada: deve fatturare elettronicamente come un professionista qualsiasi, ma dovrà attivare presto l’invio al Sistema TS non appena l’albo sarà operativo. Il software ideale è quindi quello che copre entrambi gli scenari senza richiedere migrazioni costose.Per gli osteopati che si stanno preparando a diventare sanitari a tutti gli effetti, segnaliamo Fatturazione Italia, un software già pronto con zero-config per il regime forfettario (compila automaticamente i campi giusti), fattura elettronica via SdI (obbligatoria per l’osteopata, Ris. AdE 9/E/2026) e prezzo bloccato per 3 anni, da 49 € l’anno IVA inclusa. Il piano Pro (89 €) include anche il Sistema TS, utile se in futuro l’obbligo di invio diventerà operativo anche per gli osteopati.Caratteristiche chiave da cercare in un software per osteopata partita IVA:Fattura elettronica verso lo SdI inclusa, senza costi aggiuntivi per i flussi;Sistema TS integrato (anche se oggi non obbligatorio, sarà essenziale a breve);Gestione bollo virtuale automatica con calcolo trimestrale;Pacchetti e cicli di sedute: alcuni software permettono di gestire la fatturazione di pacchetti pre-pagati;Anagrafica pazienti con codice fiscale e dati anagrafici completi (richiesti per il TS);Compatibilità con regime forfettario: campi precompilati e righe di esonero corrette.Cassa previdenziale dell’osteopataL’osteopata libero professionista, finché non viene istituita una cassa previdenziale specifica, deve iscriversi alla Gestione Separata INPS. Si tratta della cassa pensionistica per i professionisti senza cassa autonoma, con contributi calcolati in percentuale sul reddito imponibile.Per il 2026, l’aliquota Gestione Separata per i professionisti privi di altra previdenza obbligatoria è del 26,07% sul reddito (25% IVS + 0,72% maternità + 0,35% DIS-COLL). Per chi è già iscritto ad altra forma previdenziale (es. dipendente con secondo lavoro come osteopata) l’aliquota scende al 24%. Importante ricordare che:I contributi si versano con F24 alle scadenze IRPEF (saldo a giugno e acconto a novembre);L’osteopata forfettario calcola i contributi sul reddito imponibile (fatturato × coefficiente 78%);È possibile applicare la rivalsa 4% in fattura al cliente, ma è una facoltà, non un obbligo;Quando sarà istituito l’Albo, potrebbe nascere una cassa previdenziale specifica (come avvenuto per altre professioni sanitarie).Il CAF Centro Fiscale di Udine cura tutti gli adempimenti contributivi degli osteopati assistiti: dall’apertura della posizione INPS al calcolo dei versamenti annuali, fino al monitoraggio delle novità normative quando arriverà l’eventuale cassa dedicata. Un aspetto chiave per tutelare la futura pensione e gestire l’attività in serenità. Domande frequenti sulla fatturazione osteopata 2026L’osteopata può inviare i dati al Sistema TS nel 2026?Sì, ma solo se è iscritto a un albo sanitario. Finché l’Albo Osteopati 2026 non è pienamente operativo, l’invio al Sistema TS non è dovuto come obbligo. Quando l’albo entrerà a regime e l’osteopata vi sarà iscritto, l’invio diventerà obbligatorio.Quando diventa obbligatoria l’iscrizione all’Albo Osteopati?L’obbligo scatterà al completamento dell’iter (esame di Stato, ordinamento universitario, istituzione dell’albo). Nel frattempo, chi vuole iscriversi alle Liste Speciali transitorie deve aver completato o essere iscritto a un corso di formazione in osteopatia entro il 31 agosto 2026. Sono previsti 6 anni per ottenere l’equipollenza definitiva dei titoli pregressi.Le prestazioni di osteopatia sono esenti IVA?Allo stato attuale NO. La Risoluzione AdE n. 9 del 24 febbraio 2026 ha chiarito che le prestazioni di osteopati, chiropratici, chinesiologi e massoterapisti non sono esenti IVA finché non sarà istituito l’albo professionale con i relativi criteri di vigilanza. L’osteopata in regime ordinario applica quindi IVA al 22%; in regime forfettario emette fattura senza IVA per la natura del regime (non per esenzione sanitaria).Devo emettere fattura sanitaria a un paziente privato?L’osteopata emette una fattura elettronica ordinaria verso il Sistema di Interscambio (SdI), seguendo le regole generali. Non opera l’esonero dalla fattura elettronica previsto per i sanitari che inviano al Sistema TS, perché l’osteopata oggi non è soggetto a quell’obbligo. La fattura va indirizzata al paziente con i suoi dati anagrafici completi (codice fiscale incluso).Il paziente può detrarre il 19% delle spese di osteopatia?Sì, il paziente può portare in detrazione il 19% IRPEF delle spese sostenute per prestazioni osteopatiche, a condizione che la prestazione sia documentata come finalizzata a cura e svolta da operatore qualificato. La fattura dovrebbe indicare chiaramente la natura terapeutica della prestazione. Per maggiori dettagli sulle detrazioni fiscali sanitarie il CAF Centro Fiscale di Udine assiste sia osteopati che pazienti. Domande Frequenti sulla Fatturazione Osteopata 2026L’osteopata puo inviare i dati al Sistema TS nel 2026?Solo se iscritto a un albo sanitario. Finche l’Albo Osteopati 2026 non e pienamente operativo, l’invio al Sistema TS non e dovuto come obbligo. Diventa obbligatorio con l’iscrizione effettiva all’albo.Le prestazioni di osteopatia sono esenti IVA?Allo stato attuale NO. La Risoluzione AdE n. 9 del 24 febbraio 2026 ha chiarito che le prestazioni di osteopati non sono esenti IVA finche non sara istituito l’albo professionale. L’osteopata in regime ordinario applica IVA al 22%; in forfettario emette fattura senza IVA per natura del regime.Il paziente puo detrarre il 19% delle spese di osteopatia?Si, il paziente puo portare in detrazione il 19% IRPEF delle spese osteopatiche, a condizione che la prestazione sia documentata come finalizzata a cura e svolta da operatore qualificato. La fattura deve indicare chiaramente la natura terapeutica della prestazione.Quale codice ATECO usa l’osteopata nel 2026?Il codice ATECO storico e il 86.90.29 (Altre attivita paramediche indipendenti nca). Con la riforma ISTAT 2025 e in transizione verso il nuovo 86.99.09. Per l’apertura della partita IVA nel 2026 conviene verificare quale codice accetta l’Agenzia delle Entrate.Quanto paga di contributi INPS un osteopata forfettario?L’osteopata forfettario senza altra previdenza obbligatoria paga il 26,07% sul reddito imponibile alla Gestione Separata INPS (25% IVS + 0,72% maternita + 0,35% DIS-COLL). Il reddito imponibile e il fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditivita 78%.Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua fatturazione osteopata 2026La fatturazione osteopata 2026 richiede oggi competenze specifiche perché si muove su un terreno normativo in evoluzione: Albo Osteopati 2026 in fase di completamento, Risoluzione AdE n. 9/2026 che esclude l’esenzione IVA, Sistema TS in attesa di attivazione, scelta del regime fiscale e del codice ATECO corretto. Sbagliare l’inquadramento può comportare sanzioni, recupero IVA o problemi in sede di controllo.Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza specifica con le professioni sanitarie in fase di riconoscimento (osteopati, logopedisti, dentisti) e accompagna i professionisti dall’apertura della partita IVA fino alla dichiarazione dei redditi annuale, passando per la scelta del software, la gestione del bollo, i contributi INPS e la futura attivazione del Sistema TS quando sarà operativo.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione osteopata 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza dedicata agli operatori del settore sanitario.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione osteopata?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con apertura partita IVA, scelta del regime fiscale, gestione del Sistema TS e dichiarazione dei redditi per osteopati e professionisti sanitari.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIGeometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e Fattura Il geometra amministratore di condominio è una figura sempre più diffusa in Italia, e non per caso: chi conosce gli edifici, gli impianti e le pratiche edilizie ha una marcia in più nella gestione di uno stabile. Passare dalla libera professione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 11:00:002026-09-20 15:18:36Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e FatturaPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e Contratto L'affitto poltrona professionisti sanitari è oggi una delle formule più diffuse per iniziare o ampliare l'attività senza affrontare i costi di uno studio interamente proprio. Un fisioterapista, uno psicologo, un odontoiatra o un medico specialista… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 08:57:042026-09-27 08:24:19Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e ContrattoPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 Passare al regime forfettario 2027 è una scelta che si prepara adesso, non a gennaio. Chi oggi lavora in regime ordinario con partita IVA e vuole entrare nel regime forfettario dal 1° gennaio 2027 deve fare i conti entro il 31 dicembre 2026:… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 18:00:002026-09-20 14:55:00Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleLuglio 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-23 09:00:002026-09-27 15:47:43Fatturazione Osteopata 2026: Iscrizione Albo, Sistema TS e Inquadramento Sanitario
Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e Fattura Il geometra amministratore di condominio è una figura sempre più diffusa in Italia, e non per caso: chi conosce gli edifici, gli impianti e le pratiche edilizie ha una marcia in più nella gestione di uno stabile. Passare dalla libera professione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 11:00:002026-09-20 15:18:36Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e Fattura
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e Contratto L'affitto poltrona professionisti sanitari è oggi una delle formule più diffuse per iniziare o ampliare l'attività senza affrontare i costi di uno studio interamente proprio. Un fisioterapista, uno psicologo, un odontoiatra o un medico specialista… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 08:57:042026-09-27 08:24:19Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e Contratto
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 Passare al regime forfettario 2027 è una scelta che si prepara adesso, non a gennaio. Chi oggi lavora in regime ordinario con partita IVA e vuole entrare nel regime forfettario dal 1° gennaio 2027 deve fare i conti entro il 31 dicembre 2026:… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 18:00:002026-09-20 14:55:00Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOFatturazione Ostetrica 2026: Guida Completa a Sistema TS, Cassa Previdenziale e 7 Tariffe AggiornateIndice dei contenutiL’ostetrica come professione sanitaria 2026Regime fiscale dell’ostetrica libera professione: forfettario o ordinarioSistema TS per ostetriche: trasmissione spese sanitarie 2026Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026Tariffe ostetrica 2026: prestazioni più richiesteVisita domiciliare: gestione fattura e detrazioneBollo 2 euro sulla fattura forfettaria ostetricaSoftware di fatturazione consigliati per ostetricheCassa previdenziale dell’ostetrica e contributi 2026FAQ sulla fatturazione ostetrica 2026La fatturazione ostetrica 2026 richiede attenzione a una serie di adempimenti specifici che ogni ostetrica libera professionista deve conoscere: dal Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) al divieto permanente di emettere fatture elettroniche via SdI verso i pazienti privati, fino alla scelta del regime fiscale più vantaggioso e all’iscrizione alla giusta cassa previdenziale. Se hai aperto o stai per aprire la partita IVA come ostetrica, devi sapere che dal 2026 sono entrate definitivamente a regime alcune regole importanti, come il DLgs 81/2025 che rende permanente il divieto di fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio per le prestazioni sanitarie verso privati. In questa guida pratica sulla fatturazione ostetrica 2026 analizziamo ogni aspetto: regime forfettario o ordinario, tariffe medie del mercato, bollo, software consigliato e contributi previdenziali. Per approfondire l’apertura partita IVA, leggi anche la nostra guida su come aprire la partita IVA. L’ostetrica come professione sanitaria 2026L’ostetrica è una professione sanitaria regolamentata, iscritta a un albo professionale obbligatorio gestito dalla FNOPO (Federazione Nazionale Ordini Professione Ostetrica). Nessuno può esercitare la professione senza laurea triennale in Ostetricia e iscrizione all’Ordine provinciale. Questa iscrizione, oltre a essere obbligatoria, comporta il pagamento di una quota annuale che vedremo essere fiscalmente deducibile.Dal punto di vista fiscale, l’ostetrica libera professione svolge un’attività classificata con il codice ATECO 86.94.02 (Attività delle ostetriche indipendenti), introdotto dalla nuova classificazione ATECO 2025 entrata in vigore dal 1° aprile 2025. Si tratta di un codice specifico dedicato alle ostetriche libere professioniste, che ha sostituito il precedente codice generico 86.90.29. È un dato fondamentale, perché determina il coefficiente di redditività in caso di adesione al regime forfettario: per le attività professionali sanitarie il coefficiente è fissato al 78%. In pratica, significa che il 78% dei tuoi compensi è considerato reddito tassabile, mentre il restante 22% è considerato un costo forfettario.La fatturazione ostetrica 2026 si distingue rispetto a quella di altre partite IVA per due caratteristiche centrali: l’obbligo di trasmissione dati al Sistema TS e l’esenzione IVA ai sensi dell’art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72. Molte ostetriche operano in attività mista: dipendenti pubbliche o private in ospedale e contemporaneamente libere professioniste per visite, consulenze pre e post parto, corsi preparto.Documenti e iscrizioni obbligatoriePer esercitare come ostetrica partita IVA devi avere in regola:Iscrizione all’Ordine FNOPO provinciale (con quota annuale)Apertura partita IVA con codice ATECO 86.94.02Iscrizione INPS entro 30 giorni dall’apertura della partita IVAAssicurazione professionale RC obbligatoria (L. 24/2017, legge Gelli-Bianco)Accreditamento al Sistema TS per la trasmissione dei dati delle spese sanitariePEC e SPID per gli accessi telematici Regime fiscale dell’ostetrica libera professione: forfettario o ordinarioLa scelta del regime fiscale è una delle decisioni più importanti per la fatturazione ostetrica 2026. Le opzioni principali sono due: regime forfettario (con imposta sostitutiva al 5% o 15%) e regime ordinario (con IRPEF a scaglioni). L’imposta sostitutiva è una tassa unica che, in pratica, sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP. Per la maggioranza delle ostetriche libere professioniste, il regime forfettario 2026 è nettamente più conveniente. I requisiti principali sono compensi annui non superiori a 85.000 euro e redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente non oltre 30.000 euro. Per scoprire tutti i dettagli, consulta la nostra guida sul regime forfettario 2026: requisiti e aliquote.Esempio numerico: ostetrica neoiscrittaSupponiamo che Giulia, ostetrica neolaureata, apra partita IVA nel 2026 in regime forfettario. Nel primo anno fattura 28.000 euro tra visite, consulenze allattamento e corsi preparto. I calcoli:Compensi 2026: 28.000 euroCoefficiente di redditività (ATECO 86.94.02 professioni sanitarie): 78%Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euroImposta sostitutiva al 5% (start-up, primi 5 anni): 1.092 euroContributi INPS: circa 4.600-5.100 euroTotale carico fiscale e contributivo: circa 5.700-6.200 euro su 28.000. Una pressione complessiva intorno al 20-22%, molto contenuta. In regime ordinario, sui medesimi compensi, la cifra salirebbe a circa 8.500-9.000 euro.Esempio numerico: ostetrica con attività avviataMarta, ostetrica con 7 anni di libera professione, ha superato lo start-up al 5% e fattura 55.000 euro annui. Applica l’aliquota ordinaria del 15%: reddito imponibile 55.000 x 78% = 42.900 euro, imposta sostitutiva al 15% = 6.435 euro. Anche al 15%, il forfettario resta competitivo. Per chi ha costi reali elevati (studio in affitto, attrezzature), il regime ordinario potrebbe risultare più vantaggioso. Una valutazione personalizzata è sempre necessaria. Sistema TS per ostetriche: trasmissione spese sanitarie 2026Il Sistema TS (Tessera Sanitaria) è il portale telematico gestito da Sogei per conto del MEF a cui ogni ostetrica libera professionista deve trasmettere i dati delle spese sanitarie sostenute dai pazienti. Questi dati confluiscono nella dichiarazione precompilata 730 e permettono ai cittadini di vedersi automaticamente la detrazione del 19% per le spese sanitarie.Novità 2026 fondamentale: dal 2025 la trasmissione è diventata annuale, non più semestrale, in base all’art. 5 del D.Lgs. 81/2025. Il calendario operativo per il biennio 2026/2027 è stato fissato dal DM MEF del 29 ottobre 2025. Per le spese sostenute nel 2026, la scadenza di invio è fissata al 1 febbraio 2027, con seconda finestra fino all’8 febbraio 2027 per rettifiche.Cosa devi trasmettere al Sistema TSCodice fiscale del paziente (salvo opposizione)Importo della spesa sanitariaData del pagamento (non della fattura)Tipologia di spesa con codice TK (prestazioni sanitarie professionali)Numero e data fatturaEventuale opposizione manifestata dal paziente Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026Una delle regole più importanti della fatturazione ostetrica 2026 riguarda il divieto permanente di emettere fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio (SdI) verso pazienti privati. Questo divieto, che fino al 2024 era prorogato di anno in anno, è diventato strutturale e definitivo con il DLgs 81/2025 del 12 giugno 2025. Emettere una fattura elettronica via SdI per una prestazione sanitaria verso un privato non è solo un errore formale, ma una violazione del GDPR sanzionabile dal Garante Privacy.Come si fatturano le prestazioni a privatiFattura cartacea oppure fattura PDF tradizionale (analogica)Da consegnare al paziente in modo diretto (di persona, via email, stampa)Con i dati del paziente per consentire la trasmissione al Sistema TSConservata digitalmente nei propri archivi per 10 anniQuando invece serve la fattura elettronica via SdIIl divieto riguarda solo le prestazioni verso privati cittadini. Restano obbligatorie le fatture elettroniche via SdI per: prestazioni verso cliniche, ospedali, RSA (B2B), consulenze a società e partite IVA (B2B), prestazioni verso la Pubblica Amministrazione come ASL, comuni, scuole (B2G). Molte ostetriche hanno un mix di entrambe le tipologie: il software di fatturazione deve gestire entrambi i canali. Tariffe ostetrica 2026: prestazioni più richiesteLe tariffe ostetrica 2026 non sono regolamentate da un tariffario nazionale obbligatorio: ogni ostetrica libera professione stabilisce liberamente i propri compensi in base a competenze, esperienza, area geografica e tipologia di servizio. Vediamo le tariffe medie di mercato 2026:Visita ostetrica ambulatoriale: 50-80 euroVisita ostetrica domiciliare: 70-110 euro (con maggiorazione km)Consulenza allattamento (in studio o domicilio): 50-80 euroCorso preparto di coppia individuale: 60-100 euro a incontroCorso preparto di gruppo: 200-400 euro a coppia (ciclo 6-10 incontri)Assistenza al parto a domicilio: 1.500-3.000 euro (forfait completo)Massaggio neonatale, ginnastica post parto: 40-60 euro a sedutaMonitoraggio in gravidanza (cardiotocografia): 60-90 euroQueste tariffe sono esenti IVA in quanto prestazioni sanitarie alla persona ex art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72. In fattura va indicato tale riferimento come dicitura di esenzione, e per i forfettari va aggiunta anche la dicitura specifica del regime forfettario. Visita domiciliare: gestione fattura e detrazioneLa visita domiciliare è una delle prestazioni più richieste alle ostetriche libere professioniste, in particolare nelle prime settimane dopo il parto per il sostegno all’allattamento, il controllo della mamma e del neonato e la riabilitazione del pavimento pelvico. Il compenso per la visita domiciliare è generalmente più alto di quello ambulatoriale, perché include il tempo di spostamento. Per ostetriche in regime forfettario non esiste rimborso km separato: tutto è compenso e concorre al limite degli 85.000 euro.Detrazione 19% per il pazienteLa fattura per visita domiciliare dell’ostetrica è una spesa sanitaria detraibile al 19% nella dichiarazione 730 del paziente, oltre la franchigia di 129,11 euro complessivi annui. Per ottenere la detrazione, il pagamento deve essere tracciabile: bonifico, carta, bancomat, app di pagamento. Il contante non è più ammesso per le spese sanitarie verso liberi professionisti (L. 160/2019, art. 1 c. 679). Per approfondire, leggi la nostra guida sulle detrazioni fiscali.Esempio praticoAnna, ostetrica forfettaria, esegue una visita domiciliare a Sara il 15 marzo 2026. Compenso 90 euro pagati con bonifico istantaneo. La fattura andrà emessa in formato cartaceo o PDF (no SdI per privati), trasmessa al Sistema TS entro il 1 febbraio 2027, e apporterà la marca da bollo da 2 euro perché l’imponibile supera 77,47 euro.Bollo 2 euro sulla fattura forfettaria ostetricaUna particolarità della fatturazione ostetrica 2026 in regime forfettario è l’obbligo di apporre la marca da bollo da 2 euro sulle fatture il cui imponibile supera 77,47 euro. Questa regola deriva dal DPR 642/1972. L’ostetrica libera professione è soggetta al bollo perché in regime forfettario non applica IVA (codice N2.2) e in regime ordinario le prestazioni sono esenti IVA art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72 (codice N4). La marca può essere materialmente applicata sulla fattura cartacea oppure assolta in modo virtuale.Chi paga il bollo: ostetrica o paziente?Per legge, l’imposta di bollo è a carico di chi emette la fattura, cioè l’ostetrica. Tuttavia, è prassi consolidata addebitarlo al paziente in fattura, indicando una riga separata: Marca da bollo art. 6 D.M. 17/06/2014 – 2 euro. Questo importo, se addebitato, non concorre alla base imponibile e non si somma ai compensi ai fini del limite forfettario. Per fatture sotto 77,47 euro non occorre il bollo.Software di fatturazione consigliati per ostetricheScegliere il software fatturazione ostetrica giusto fa la differenza tra una gestione fluida e un calvario quotidiano. Le esigenze specifiche dell’ostetrica libera professione sono: integrazione con il Sistema TS, gestione doppio canale fattura (cartacea/PDF per privati, elettronica SdI per cliniche e PA), configurazione regime forfettario pronta all’uso, calcolo automatico bollo da 2 euro, conservazione digitale a norma per 10 anni, fatturazione da smartphone dopo una visita domiciliare.Fatturazione Italia: il software per ostetriche libere professionisteTra le opzioni sul mercato, Fatturazione Italia è particolarmente apprezzata dalle ostetriche perché integra tutte le caratteristiche necessarie: Sistema TS incluso nel piano Pro (89 euro l’anno IVA inclusa, 500 fatture, codice destinatario unico JKKZDGR), zero-config forfettario con diciture ed esenzioni preimpostate, la voce cassa previdenziale gestita direttamente in fattura, prezzo bloccato per 3 anni dalla sottoscrizione, web app responsiva utilizzabile anche da smartphone per fatturare al domicilio del paziente senza installare nulla. Puoi visitare il sito di Fatturazione Italia per verificare le funzionalità. Il CAF Centro Fiscale può affiancarti nella configurazione iniziale. Cassa previdenziale dell’ostetrica e contributi 2026Una delle informazioni più fraintese sulla fatturazione ostetrica 2026 riguarda la cassa previdenziale. Le ostetriche libere professioniste NON sono iscritte a ENPAM. ENPAM è la cassa di medici e odontoiatri. La vecchia cassa ENPAO (Ente Nazionale Previdenza Ostetriche) è stata chiusa nel 1990 dalla Legge 249/1990, che ha assegnato le ostetriche libere professioniste alla Gestione INPS Commercianti.Contributi INPS Commercianti per ostetriche 2026Il quadro previdenziale per il 2026 è stato ufficializzato dalla Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026:Aliquota contributiva 2026: 24,48% sul reddito d’impresaMinimale di reddito 2026: 18.808 euro (Circolare INPS n. 14 del 09/02/2026)Contributo minimo fisso annuo 2026: 4.611,64 euro (4 rate trimestrali)Massimale di reddito 2026: 93.707 euro per iscritti ante 31/12/1995, oppure 122.295 euro per iscritti dal 1° gennaio 1996Riduzione 35% forfettari: richiesta facoltativa per i contributi su minimale e fissoLa riduzione del 35% per i forfettari va richiesta espressamente entro il 28 febbraio di ogni anno tramite il CAF, altrimenti decade. Il contributo minimo annuo passerebbe da 4.611,64 euro a circa 3.000 euro (4.611,64 × 0,65). Attenzione: la riduzione comporta anche una riduzione proporzionale dell’anzianità contributiva ai fini pensionistici. Per approfondire l’iscrizione previdenziale di altre professioni sanitarie, leggi le nostre guide su partita IVA logopedista e partita IVA dentista 2026.Attenzione: ostetriche dipendenti che esercitano anche la libera professioneLe ostetriche che lavorano come dipendenti in ospedale e svolgono in parallelo la libera professione hanno una posizione particolare: il contributo fisso minimo INPS Commercianti non è dovuto se hanno già copertura previdenziale prevalente come dipendenti. In questo caso si paga solo il contributo percentuale sui compensi della libera professione. Una situazione frequente che richiede una valutazione personalizzata da parte del CAF. La fatturazione ostetrica 2026 richiede una gestione attenta di numerosi adempimenti: scelta del regime fiscale, iscrizione alla giusta cassa previdenziale (INPS Commercianti, non ENPAM), gestione del Sistema TS con scadenza annuale, rispetto del divieto di fatturazione elettronica SdI verso privati, applicazione del bollo da 2 euro. Sono regole complesse, ma con il giusto supporto diventano gestibili e ti permettono di concentrarti sulla professione. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le ostetriche libere professioniste in ogni fase: apertura partita IVA, scelta del regime forfettario più adatto, accreditamento al Sistema TS, dichiarazione dei redditi annuale, gestione contributi INPS Commercianti.Domande Frequenti sulla fatturazione ostetrica 2026L’ostetrica libera professione e iscritta a ENPAM?No, le ostetriche non sono iscritte a ENPAM, che e la cassa di medici e odontoiatri. La vecchia cassa ostetriche ENPAO e stata chiusa nel 1990 dalla L. 249/1990. Da allora le ostetriche libere professioniste sono iscritte alla Gestione Commercianti INPS, con aliquota 24,48% e contributo minimo annuo di 4.611,64 euro (Circolare INPS 14/2026).Devo emettere fattura elettronica via SdI ai miei pazienti privati?No. Dal 2026 il divieto di fatturazione elettronica via SdI verso i privati per le prestazioni sanitarie e diventato permanente e definitivo con il DLgs 81/2025. Devi emettere fattura cartacea o PDF tradizionale. La fattura elettronica SdI resta obbligatoria solo per i committenti B2B (cliniche, societa) e B2G (PA).Quando devo inviare i dati al Sistema TS per il 2026?Dal 2025 la trasmissione al Sistema TS e annuale, non piu semestrale, in base all’art. 5 D.Lgs. 81/2025. Per le spese sanitarie del 2026, devi trasmettere i dati entro il 1 febbraio 2027, con seconda finestra fino all’8 febbraio 2027 per rettifiche (calendario fissato dal DM MEF 29/10/2025).Conviene il regime forfettario per un’ostetrica?Nella maggioranza dei casi si. Il regime forfettario 2026 applica un coefficiente di redditivita del 78% per le professioni sanitarie e un’imposta sostitutiva del 5% (primi 5 anni) o 15%. Su 35.000 euro di compensi, il carico fiscale e di circa 1.400 euro (al 5%) o 4.100 euro (al 15%), molto inferiore al regime ordinario. La convenienza dipende pero dai costi reali: una valutazione personalizzata con il CAF e sempre consigliata.Richiedi Assistenza per la Fatturazione OstetricaIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con apertura partita IVA, regime forfettario, accreditamento Sistema TS, dichiarazione dei redditi e contributi INPS Commercianti per ostetriche libere professioniste.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIGeometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e Fattura Il geometra amministratore di condominio è una figura sempre più diffusa in Italia, e non per caso: chi conosce gli edifici, gli impianti e le pratiche edilizie ha una marcia in più nella gestione di uno stabile. Passare dalla libera professione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 11:00:002026-09-20 15:18:36Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e FatturaPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e Contratto L'affitto poltrona professionisti sanitari è oggi una delle formule più diffuse per iniziare o ampliare l'attività senza affrontare i costi di uno studio interamente proprio. Un fisioterapista, uno psicologo, un odontoiatra o un medico specialista… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 08:57:042026-09-27 08:24:19Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e ContrattoPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 Passare al regime forfettario 2027 è una scelta che si prepara adesso, non a gennaio. Chi oggi lavora in regime ordinario con partita IVA e vuole entrare nel regime forfettario dal 1° gennaio 2027 deve fare i conti entro il 31 dicembre 2026:… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 18:00:002026-09-20 14:55:00Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleLuglio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-16 09:00:002026-09-27 09:55:45Fatturazione Ostetrica 2026: Guida Completa a Sistema TS, Cassa Previdenziale e 7 Tariffe Aggiornate
Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e Fattura Il geometra amministratore di condominio è una figura sempre più diffusa in Italia, e non per caso: chi conosce gli edifici, gli impianti e le pratiche edilizie ha una marcia in più nella gestione di uno stabile. Passare dalla libera professione… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 11:00:002026-09-20 15:18:36Geometra Amministratore di Condominio 2026: Guida Completa a Doppia Attività, ATECO, CIPAG e Fattura
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e Contratto L'affitto poltrona professionisti sanitari è oggi una delle formule più diffuse per iniziare o ampliare l'attività senza affrontare i costi di uno studio interamente proprio. Un fisioterapista, uno psicologo, un odontoiatra o un medico specialista… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 08:57:042026-09-27 08:24:19Affitto Poltrona e Studio Condiviso tra Professionisti Sanitari 2026: IVA 22%, Fatturazione e Contratto
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 Passare al regime forfettario 2027 è una scelta che si prepara adesso, non a gennaio. Chi oggi lavora in regime ordinario con partita IVA e vuole entrare nel regime forfettario dal 1° gennaio 2027 deve fare i conti entro il 31 dicembre 2026:… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 18:00:002026-09-20 14:55:00Passare al Regime Forfettario dal 2027: Requisiti, Rettifica IVA e Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026
NOTIZIEFatturazione Podologo 2026: Albo, Sistema TS e Detrazioni PazientiIndice dei contenutiIl podologo come professione sanitaria 2026Regime fiscale del podologo: forfettario, ordinario, semplificatoSistema TS podologo: trasmissione spese sanitarieDetrazione fiscale del 19% per i pazienti del podologoListino tariffe del podologo 2026Fatturazione a pazienti diabetici e croniciBollo da 2 euro sulla fattura del podologo forfettarioSoftware di fatturazione consigliati per podologiLa fatturazione podologo 2026 richiede una conoscenza precisa di obblighi fiscali, deontologici e tecnici che vanno ben oltre la semplice emissione di una ricevuta. Il podologo è una professione sanitaria a tutti gli effetti, iscritta all’albo TSRM-PSTRP, e questo comporta una serie di regole specifiche su esenzione IVA, Sistema Tessera Sanitaria, marca da bollo e detrazione del 19% per i pazienti. Una gestione corretta della fatturazione podologo 2026 significa non solo evitare sanzioni, ma anche permettere ai pazienti, spesso anziani o diabetici, di portare in detrazione le spese sostenute. In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine vediamo come strutturare la fatturazione podologo 2026 in modo conforme: dall’albo professionale al regime forfettario, dal Sistema TS alla scelta del software fatturazione podologo più adatto. Il podologo come professione sanitaria 2026Il podologo è inquadrato come professione sanitaria ai sensi della Legge 3/2018 (Legge Lorenzin) e successivi decreti attuativi. Si tratta di un professionista che diagnostica e tratta autonomamente le patologie del piede di natura non chirurgica, con un percorso universitario specifico (Laurea L/SNT2 in Podologia). Per esercitare è obbligatoria l’iscrizione all’albo dei podologi, gestito dalla FNO TSRM-PSTRP (Federazione Nazionale degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione).La tassa annuale di iscrizione all’albo per il 2026 è di 89 euro più 1,43 euro di costo pagoPA, importo deducibile come spesa professionale. Senza iscrizione all’albo, l’attività è considerata abusivo esercizio della professione sanitaria, con sanzioni penali e impossibilità di accedere all’esenzione IVA.Il codice ATECO 2025 corretto per la fatturazione podologo 2026 è 86.99.09 (“Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.”), come indicato dalla nota ISTAT/FNO TSRM-PSTRP; il codice 86.90.29 era il riferimento della precedente classificazione ATECO 2007 e non va più usato come attuale.Dal punto di vista IVA, le prestazioni del podologo iscritto all’albo sono esenti IVA ex articolo 10 n. 18 del DPR 633/1972, in quanto prestazioni sanitarie rese da soggetti abilitati. In pratica, sulla fattura non si applica l’aliquota IVA al 22%, ma si indica la dicitura di esenzione e si pone la marca da bollo da 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro.Per chi sta aprendo l’attività ex novo, consigliamo di leggere la nostra guida su come aprire la partita IVA per professioni sanitarie. Regime fiscale del podologo: forfettario, ordinario, semplificatoIl podologo forfettario è la scelta più diffusa per chi inizia o per chi mantiene un fatturato contenuto. Il regime forfettario 2026 prevede un limite di ricavi di 85.000 euro annui e applica un’imposta sostitutiva unica che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. In pratica, invece di pagare diverse imposte separate, il podologo partita IVA paga una sola imposta con aliquota agevolata.L’aliquota dell’imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività se sono rispettati i requisiti di novità (non aver esercitato attività professionale nei tre anni precedenti). Il calcolo si basa sul coefficiente di redditività del 78% previsto per il codice ATECO 86.90.29 / 86.99.09: significa che il 78% del fatturato è considerato reddito imponibile, mentre il 22% è la quota forfettaria di costi riconosciuta a forfait.Esempio pratico fatturazione podologo 2026 in forfettario: Marco è podologo a Udine, ha fatturato 50.000 euro nel 2026 ed è al terzo anno di attività (aliquota 5%). Il calcolo:Ricavi: 50.000 euroReddito imponibile (78%): 39.000 euroContributi Gestione Separata INPS versati e dedotti: 6.500 euro (ipotesi)Reddito netto: 32.500 euroImposta sostitutiva (5%): 1.625 euroChi supera la soglia degli 85.000 euro o non rispetta i requisiti accede al regime semplificato o al regime ordinario, con tassazione IRPEF a scaglioni, possibilità di dedurre i costi analitici (locazione studio, attrezzature, formazione) e obbligo di tenere la contabilità completa. Il podologo partita IVA strutturato con studio proprio spesso valuta il regime ordinario quando i costi superano il 22% riconosciuto a forfait.La scelta del regime è strategica: il CAF Centro Fiscale di Udine analizza il tuo caso specifico considerando fatturato previsto, costi di studio, attrezzature, contributi previdenziali e ti consiglia il regime forfettario 2026 o il regime ordinario, in ufficio o online. Sistema TS podologo: trasmissione spese sanitarieIl Sistema TS (Tessera Sanitaria) è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze che raccoglie tutte le spese sanitarie sostenute dai cittadini italiani. La trasmissione consente all’Agenzia delle Entrate di precompilare la dichiarazione dei redditi dei pazienti, inserendo automaticamente le spese mediche detraibili nel modello 730 precompilato.Il Sistema TS podologo è obbligatorio dal DM 1 settembre 2016 e successivo DM 13 marzo 2018, che ha esteso l’obbligo a tutte le professioni sanitarie iscritte agli albi, compresi i podologi iscritti all’albo TSRM-PSTRP.Novità 2026: trasmissione annuale e non più semestrale. Dal 1° gennaio 2025 la trasmissione è diventata annuale. Per le spese sanitarie 2025, l’invio doveva essere effettuato entro il 2 febbraio 2026 (perché il 31 gennaio è caduto di sabato). Per le spese 2026, la scadenza di trasmissione è il 31 gennaio 2027. Si tratta di un cambiamento importante che semplifica gli adempimenti del podologo, ma richiede comunque una gestione ordinata di ogni fattura emessa.Il podologo deve trasmettere tramite Sistema TS:Dati anagrafici del paziente (codice fiscale o tessera sanitaria)Importo della prestazione e modalità di pagamentoData della prestazioneTipologia di spesa con codice corrispondente (visita podologica, trattamento, ortesi)Eventuale flag di opposizione del paziente all’invio dei datiL’opposizione 730 è il diritto del paziente di chiedere che la spesa non venga trasmessa al Sistema TS e quindi non compaia nel 730 precompilato. Il podologo è obbligato a chiedere al paziente se intende esercitare l’opposizione e ad annotarla sulla fattura. Se il paziente si oppone, il dato non viene trasmesso, ma la spesa resta comunque detraibile al 19% indicandola manualmente in dichiarazione.Il mancato o tardivo invio comporta sanzioni: 100 euro per ogni comunicazione errata o omessa, con tetto massimo di 50.000 euro per periodo d’imposta. Per evitare errori, molti podologi scelgono software dedicati che automatizzano la trasmissione. Detrazione fiscale del 19% per i pazienti del podologoLa detrazione 19% podologo è uno dei principali vantaggi che il professionista può offrire ai propri pazienti. Le prestazioni del podologo iscritto all’albo rientrano tra le spese sanitarie detraibili ai sensi dell’articolo 15 comma 1 lettera c) del TUIR (DPR 917/1986). In pratica, il paziente recupera il 19% della spesa sostenuta in sede di dichiarazione dei redditi, sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro annui complessivi per tutte le spese sanitarie.Esempio: la signora Anna, paziente diabetica seguita da un podologo a Udine, spende 800 euro l’anno per controlli e trattamenti. Considerata la franchigia di 129,11 euro, la base detraibile è di 670,89 euro. La detrazione effettiva è circa 127 euro che vengono restituiti come minor IRPEF nella dichiarazione dei redditi.Per agevolare la detrazione 19% podologo, la fatturazione podologo 2026 deve contenere alcuni elementi essenziali:Intestazione completa del paziente con nome, cognome, indirizzo e codice fiscaleDescrizione dettagliata della prestazione sanitaria (es. “trattamento podologico per onicocriptosi”, non semplicemente “visita”)Importo distinto per ciascuna prestazioneModalità di pagamento tracciabile (bonifico, carta, POS, bancomat) – obbligatoria dal 2020 per la detrazioneRiferimento all’iscrizione all’albo TSRM-PSTRP con numero di iscrizioneDicitura di esenzione IVA ex art. 10 n. 18 DPR 633/72Marca da bollo da 2 euro se importo superiore a 77,47 euroLa modalità di pagamento tracciabile è obbligatoria dal 1° gennaio 2020: le spese pagate in contanti non sono detraibili (con eccezione di farmaci, dispositivi medici e prestazioni rese da strutture pubbliche o accreditate SSN). Quindi il podologo libero professionista deve sempre incassare con strumenti tracciabili e indicarlo in fattura.Per i pazienti che vogliono inserire le spese podologiche nel 730 dichiarazione redditi, una corretta fatturazione è quindi essenziale. Puoi approfondire anche la guida sulle detrazioni fiscali disponibili. Listino tariffe del podologo 2026Le tariffe del podologo partita IVA variano in base alla regione, all’esperienza professionale e al tipo di prestazione. Pur non esistendo un tariffario obbligatorio (i minimi tariffari sono stati aboliti dal DL 223/2006 Bersani), gli ordini professionali pubblicano indicazioni orientative che è utile conoscere per impostare un listino congruo.I range di mercato 2026 per le prestazioni più diffuse sono:Visita podologica iniziale: 40 – 70 euroTrattamento di callosità e duroni: 35 – 60 euroOnicocriptosi (unghia incarnita): 50 – 100 euro a sedutaPlantari su misura / ortesi siliconiche: 80 – 200 euro a sedutaControllo periodico paziente diabetico: 35 – 55 euroTrattamento verruche plantari: 50 – 90 euroNella fatturazione podologo 2026 è importante distinguere le prestazioni sanitarie pure (esenti IVA art. 10) dalle eventuali vendite di dispositivi medici (es. plantari prefabbricati, calze tecniche), che possono essere considerate cessioni di beni con regime IVA differente. La maggior parte degli ortesi su misura realizzati dal podologo nell’ambito della prestazione sanitaria resta esente IVA come prestazione professionale.Un aspetto pratico spesso sottovalutato: il podologo forfettario deve indicare in fattura, oltre alla dicitura di esenzione IVA, anche la dicitura del regime forfettario (“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89 della Legge 190/2014 – regime forfettario”). Il forfettario non addebita IVA in fattura, ma non per esenzione, bensì per non assoggettamento al tributo. Fatturazione a pazienti diabetici e croniciI pazienti diabetici rappresentano una fetta significativa della clientela del podologo, perché necessitano di controlli periodici frequenti (in media ogni 2-3 mesi) per prevenire complicanze quali il piede diabetico, ulcere e infezioni. Questo crea esigenze specifiche di fatturazione podologo 2026 che meritano attenzione.Una gestione efficiente prevede l’emissione di una fattura per singola seduta oppure, in alternativa, di una fattura per ciclo di prestazioni (es. pacchetto annuale di 6 controlli). La seconda modalità è apprezzata dai pazienti perché semplifica il pagamento e permette spesso uno sconto fedeltà, ma richiede attenzione nella trasmissione al Sistema TS: ogni singola prestazione deve essere comunque tracciata con la data effettiva di erogazione, non solo con la data del pagamento del pacchetto.Per i pazienti anziani e cronici è particolarmente importante:Verificare sempre il codice fiscale corretto (gli errori sui dati anagrafici impediscono il caricamento nel 730 precompilato)Annotare in modo chiaro l’eventuale opposizione del paziente all’invio dei datiConservare copia firmata del consenso al trattamento dati sanitari (GDPR)Indicare con precisione la tipologia di prestazione (alcune voci specifiche sono già configurate nei tracciati Sistema TS)In ottica fiscale, il podologo libero professionista che lavora prevalentemente con pazienti cronici beneficia di un fatturato ricorrente e prevedibile: questa stabilità rende più semplice la pianificazione fiscale, il calcolo degli acconti e la valutazione tra regime forfettario e regime ordinario. Per la dichiarazione personale del podologo, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste con il 730 e con il modello Redditi PF.Bollo da 2 euro sulla fattura del podologo forfettarioLa marca da bollo da 2 euro sulla fattura del podologo è un obbligo che genera molti dubbi. La regola generale è chiara: la marca da bollo si applica sulle fatture superiori a 77,47 euro quando l’operazione è esente, non imponibile o non soggetta a IVA. Le prestazioni sanitarie del podologo rientrano in questa casistica perché sono esenti IVA ex art. 10 n. 18 DPR 633/72.Per il podologo forfettario vale la stessa regola: anche se il forfettario non addebita IVA, le sue fatture sopra 77,47 euro richiedono la marca da bollo da 2 euro. L’obbligo è quindi indipendente dal regime fiscale e dipende solo dal carattere esente/non imponibile dell’operazione.In pratica:Fattura da 70 euro: nessuna marca da bollo (sotto soglia)Fattura da 80 euro: marca da bollo da 2 euro obbligatoriaFattura da 150 euro: marca da bollo da 2 euro obbligatoriaIl bollo può essere applicato fisicamente sulla copia cartacea della fattura (marca adesiva annullata con data) oppure assolto in modo virtuale in fattura elettronica, indicando l’apposita dicitura e versando l’importo con F24 trimestrale (codice tributo 2521).Per le fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio nel cassetto fiscale che calcola automaticamente l’importo del bollo dovuto su base trimestrale, in base alle fatture per cui è stato indicato il flag bollo.Chi paga il bollo? Civilmente, il bollo è in solido tra emittente e destinatario. Nella prassi, il podologo addebita i 2 euro al paziente in fattura come voce separata (“Imposta di bollo a carico del cliente”). Anche questa quota concorre alla base imponibile dei ricavi nel regime forfettario, quindi va considerata nel calcolo della soglia degli 85.000 euro. Software di fatturazione consigliati per podologiLa scelta del software fatturazione podologo giusto fa la differenza tra una gestione fluida e ore perse ogni mese tra adempimenti, errori e correzioni. Un buon software per fatturazione podologo 2026 deve gestire in modo nativo:Fatturazione elettronica verso il Sistema di Interscambio (SdI)Trasmissione automatica al Sistema TS delle spese sanitarieGestione del regime forfettario con calcolo automatico di imposta sostitutiva e contributiMarca da bollo virtuale e calcolo trimestraleModalità di pagamento tracciabili e flag opposizione 730Numerazione progressiva e archivio digitale a normaFatturazione Italia: la soluzione consigliataTra le piattaforme che meglio rispondono alle esigenze del podologo segnaliamo Fatturazione Italia, software italiano cloud particolarmente adatto ai professionisti sanitari per diversi motivi pratici:Sistema TS: incluso nel piano Pro (89 euro l’anno IVA inclusa, 500 fatture, codice destinatario unico JKKZDGR)Zero-config forfettario: configurazione automatica delle diciture obbligatorie del regime forfettarioPrezzo bloccato 3 anni: tariffa garantita senza aumenti per tre anni dal primo pagamento, utile per il podologo partita IVA appena apertaEsenzione IVA art. 10: gestione nativa delle prestazioni sanitarieMarca da bollo virtuale: calcolo trimestrale automatico, a scelta a carico proprio o del clienteWeb app responsiva: emissione fatture anche da smartphone dopo la visita, senza installare nullaLa scelta del software fatturazione podologo è importante, ma da sola non basta: serve anche un consulente che imposti correttamente l’anagrafica, le aliquote, le diciture e che verifichi periodicamente la coerenza tra fatture emesse, registrate e trasmesse al Sistema TS. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio integrato a podologi e altri professionisti sanitari su tutto il territorio nazionale.ConclusioneLa fatturazione podologo 2026 richiede attenzione a molti dettagli che variano dalla scelta del regime fiscale alla corretta gestione del Sistema TS, dalla detrazione del 19% per i pazienti alla marca da bollo. Per un professionista sanitario che vuole concentrarsi sulla cura del paziente, delegare la gestione fiscale a un partner specializzato non è un lusso, ma una necessità.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione podologo 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Il nostro team è specializzato in fiscalità sanitaria e ti supporta in apertura partita IVA, scelta del regime, fatturazione elettronica, Sistema TS e dichiarazione redditi. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Domande Frequenti sulla Fatturazione del PodologoIl podologo deve fare fattura elettronica nel 2026?Si, dal 1 gennaio 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica e esteso anche ai professionisti sanitari che effettuano prestazioni nei confronti di persone fisiche, ma con una particolarita: le fatture per prestazioni sanitarie trasmesse al Sistema TS NON devono essere inviate al Sistema di Interscambio per il 2024-2025. Per il podologo forfettario sotto i 25.000 euro l’obbligo di fattura elettronica era inizialmente sospeso, ma dal 2024 e stato esteso a tutti i forfettari. Resta valido il divieto di emettere fattura elettronica per prestazioni che vanno al Sistema TS verso persone fisiche, salvo opposizione del paziente.Posso applicare l’aliquota forfettaria del 5% come podologo?Si, se sei al primo anno di attivita e rispetti i requisiti di novita: non aver esercitato attivita professionale, artistica o d’impresa nei tre anni precedenti, anche occasionalmente. L’aliquota del 5% si applica per i primi 5 anni di attivita (anno di inizio + 4 successivi). Dopo, passi automaticamente al 15%. Attenzione: la collaborazione coordinata e continuativa o l’attivita in studi associati puo escludere dal beneficio. Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.Cosa succede se il paziente si oppone all’invio dei dati al Sistema TS?Se il paziente esercita l’opposizione 730, il podologo NON deve trasmettere quella specifica fattura al Sistema TS. La spesa non comparira quindi nella dichiarazione precompilata del paziente, ma resta comunque detraibile al 19%: il paziente potra inserirla manualmente nel 730 o nel modello Redditi PF in sede di dichiarazione. L’opposizione va annotata in fattura e nel registro del podologo. Il diritto all’opposizione e previsto dal Garante Privacy per tutelare i dati sanitari sensibili.Quanto costa aprire la partita IVA come podologo?L’apertura della partita IVA e gratuita all’Agenzia delle Entrate. I costi reali sono: iscrizione all’albo TSRM-PSTRP (89 euro annui per il 2026 + tassa di prima iscrizione una tantum variabile per ordine territoriale, generalmente 100-200 euro), contributi previdenziali ENPAPI (cassa di previdenza per i podologi e altre professioni sanitarie tecniche), eventuale software gestionale e assistenza fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce tutto il pacchetto: dall’apertura alla scelta del regime, dalla fatturazione alla dichiarazione redditi, in ufficio o online in tutta Italia.ARTICOLI CORRELATINOTIZIE Dichiarazione dei redditi errata: quando è responsabile il commercialista? Quando la dichiarazione dei redditi presenta un errore, la prima domanda che si pone il contribuente è sempre la stessa: chi paga? 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CAF, LogopedistiFatturazione Logopedista 2026: Sistema TS, Tariffe e Convenzioni ASLLa fatturazione logopedista 2026 presenta novità importanti che ogni professionista deve conoscere per gestire correttamente la propria partita IVA. Dal nuovo calendario di trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria alle aliquote contributive aggiornate, dalle tariffe medie di mercato fino alle modalità di fatturazione verso ASL e privati: questa guida ti accompagna in tutti gli aspetti pratici della fatturazione logopedista 2026. Il logopedista è oggi una professione sanitaria a pieno titolo, iscritta all’Albo dei Logopedisti istituito con il DM 13 marzo 2018 e regolata dall’Ordine TSRM-PSTRP. Questo significa adempimenti fiscali specifici, obblighi verso il Sistema TS e regole precise sulla fatturazione delle prestazioni. Vediamo insieme cosa cambia nel 2026 e come affrontare al meglio gli aspetti amministrativi della fatturazione logopedista 2026, con esempi pratici e un focus sui software che semplificano la vita di chi esercita la libera professione. Indice dei contenutiIl logopedista come professionista sanitario nel 2026Regime fiscale per logopedisti: forfettario o ordinarioSistema TS per logopedisti: cosa trasmettere nel 2026Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026Tariffe del logopedista nel 2026: range indicativoConvenzioni con ASL: come si fatturanoBollo 2 euro sulla fattura del logopedista forfettarioSoftware fatturazione logopedista: cosa scegliereContributi previdenziali del logopedista: Gestione Separata INPSDomande frequenti sulla fatturazione logopedista 2026Il logopedista come professionista sanitario nel 2026Il logopedista nel 2026 è riconosciuto come professionista sanitario a tutti gli effetti. Con il Decreto Ministeriale 13 marzo 2018, è stato istituito l’Albo dei Logopedisti all’interno dell’Ordine dei TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). L’iscrizione all’Albo è obbligatoria per esercitare la professione, sia in regime di dipendenza sia come libero professionista con partita IVA.Per aprire la partita IVA come logopedista, il codice ATECO 2025 di riferimento è 86.99.09 (“Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.”, nota ISTAT/FNO TSRM-PSTRP). Il codice 86.90.21 era il riferimento nella precedente classificazione ATECO 2007 (superata) e oggi non va più usato come attuale (86.90.21/86.95.00 identifica invece la fisioterapia). Questo codice colloca il logopedista nel comparto delle professioni sanitarie, con conseguenze importanti sul piano fiscale: in particolare, le prestazioni di logopedia sono esenti IVA ai sensi dell’articolo 10 del DPR 633/72.Il logopedista libero professionista può lavorare in diverse modalità:Studio privato proprio o associatoConvenzione diretta con ASL o aziende sanitarie pubblicheCollaborazione con cliniche, RSA, centri di riabilitazione privatiServizi domiciliari per pazienti pediatrici o anzianiConsulenze presso scuole e centri educativiOgnuna di queste modalità ha implicazioni diverse sulla fatturazione logopedista 2026: prestazioni a privati, convenzioni con la Pubblica Amministrazione, collaborazioni continuative con strutture sanitarie seguono regole specifiche che vedremo nei prossimi paragrafi. Regime fiscale per logopedisti: forfettario o ordinarioQuando si avvia l’attività, la scelta tra regime forfettario e regime ordinario è una delle decisioni più importanti. Per molti logopedisti, soprattutto a inizio carriera, il logopedista forfettario rappresenta la soluzione più conveniente.Il regime forfettario 2026 prevede:Limite ricavi annui: 85.000 euroImposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività)Coefficiente di redditività per ATECO 86.99.09: 78%Esonero IVA, esonero fatturazione elettronica per i forfettari sotto soglia (regole specifiche)Niente ritenuta d’acconto in fatturaIl coefficiente di redditività è una percentuale che il Fisco applica al fatturato per determinare il reddito imponibile. In pratica, se incassi 30.000 euro e il coefficiente è del 78%, il tuo reddito imponibile sarà 30.000 x 78% = 23.400 euro. Su questo importo si calcolano poi imposta e contributi.Calcolo imposte e contributiEcco i passaggi del calcolo per una neolaureata che apre la partita IVA logopedista nel 2026 e fattura 25.000 euro nel primo anno:Fatturato lordo: 25.000 euroReddito imponibile (25.000 x 78%): 19.500 euroContributi Gestione Separata INPS (26,07%): circa 5.084 euro deducibiliImponibile dopo contributi: 19.500 – 5.084 = 14.416 euroImposta sostitutiva 5% (nuova attività): 721 euroTotale da versare circa: 5.805 euro tra imposta e contributiNel regime ordinario, invece, si applicano IRPEF a scaglioni (dal 23% al 43%), addizionali regionali e comunali, eventuali studi di settore. Il regime ordinario conviene quando hai molte spese deducibili (affitto studio, attrezzature riabilitative, formazione continua), supereresti la soglia degli 85.000 euro o hai redditi misti consistenti. Per valutare la scelta migliore, ti consigliamo di prenotare una consulenza con il CAF Centro Fiscale di Udine: il nostro team analizza il tuo caso e individua il regime più conveniente. Sistema TS per logopedisti: cosa trasmettere nel 2026Il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) è la piattaforma del MEF che raccoglie tutti i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini. Questi dati alimentano la dichiarazione 730 precompilata e permettono ai pazienti di portare in detrazione le detrazioni fiscali per le spese mediche al 19%.Dal 2026 il sistema TS logopedista presenta una novità rilevante: con il Decreto MEF del 29 ottobre 2025, in attuazione del DLgs 81/2025, la trasmissione dei dati è diventata annuale e non più semestrale. Questa è una semplificazione importante rispetto al passato.Chi è obbligato alla trasmissione: tutti i professionisti sanitari iscritti agli Ordini istituiti dal DM 13/03/2018, logopedisti inclusi. L’obbligo riguarda ogni prestazione sanitaria fatturata a un cittadino privato.Cosa va trasmesso al Sistema TS:Codice fiscale del pazienteImporto della prestazioneTipologia di spesa (prestazione sanitaria SR per logopedia)Data del documento fiscaleEventuale opposizione del paziente alla trasmissioneScadenza per il 2026: i dati relativi a tutte le prestazioni 2025 dovevano essere trasmessi entro il 31 gennaio 2026, slittato al 2 febbraio 2026 perché il 31 cadeva di sabato. Per le prestazioni 2026, la scadenza sarà il 31 gennaio 2027 (o primo giorno feriale utile). È comunque consigliato non aspettare la scadenza ultima: il sistema permette invii parziali progressivi durante tutto l’anno.Opposizione del paziente: il cittadino può chiedere al logopedista di NON trasmettere i dati della prestazione. In questo caso, l’opposizione va annotata in fattura e i dati non vanno comunicati. Sanzioni: in caso di omissione, ritardo o errato invio è prevista una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione, con un tetto massimo di 50.000 euro annui (art. 3, comma 5-bis del DLgs 175/2014). Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026Una regola fondamentale per la fatturazione logopedista 2026 riguarda il divieto di emettere fattura elettronica via Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche. Il divieto, originariamente previsto come misura temporanea, è ormai una norma strutturale a tutela della privacy dei pazienti.Per le prestazioni di logopedia rese a privati si emette esclusivamente:Fattura cartacea consegnata al pazienteFattura in PDF inviata via emailDocumento commerciale per chi usa registratore telematicoAttenzione: il divieto vale solo per le fatture verso privati. Le prestazioni rese a strutture sanitarie, ASL, RSA, cliniche o altre partite IVA vanno sempre fatturate elettronicamente via SdI. Ad esempio, se Luca eroga 20 sedute in una clinica privata, deve emettere fattura elettronica con codice destinatario o PEC della clinica, mentre per i pazienti che paga direttamente nello studio emette solo fattura cartacea o PDF. Tariffe del logopedista nel 2026: range indicativoLe tariffe logopedista 2026 non sono fissate da un tariffario nazionale obbligatorio. I prezzi sono liberi e variano in base a esperienza del professionista, città, complessità del caso, presenza di patologie associate. Ecco un range indicativo di mercato per il 2026:Terapia singola (45-60 minuti): da 30 a 60 euroValutazione iniziale completa: da 60 a 100 euroCiclo di 10 sedute: da 300 a 500 euroTrattamento domiciliare: maggiorazione del 20-30% sul prezzo baseBilancio comunicativo-linguistico bambino: 80-150 euroRelazione/refertazione: 30-80 euro a seconda della complessitàLe tariffe più alte si registrano nei centri urbani del Nord e per logopedisti con specializzazioni avanzate (disfagia, voce, neurologia, autismo). Una regola empirica: il netto in tasca del logopedista forfettario è circa il 50-60% del fatturato, tenendo conto di imposta sostitutiva, contributi previdenziali, costi di studio e formazione continua obbligatoria (ECM). Convenzioni con ASL: come si fatturanoMolti logopedisti lavorano in convenzione diretta con l’ASL, in regime di accreditamento o tramite convenzioni a progetto. In questo caso la fatturazione segue regole specifiche tipiche della Pubblica Amministrazione. Quando si fattura a una ASL o a un ente pubblico, è obbligatoria la fattura elettronica via SdI con queste caratteristiche:Codice destinatario (codice univoco IPA) dell’ente pubblicoIndicazione obbligatoria del CIG (Codice Identificativo Gara) se presenteEventuale CUP (Codice Unico di Progetto) per progetti finanziatiApplicazione del meccanismo dello split payment (scissione dei pagamenti) ai sensi dell’art. 17-ter DPR 633/72Trasmissione tramite portale FatturaPA con firma digitaleLo split payment funziona così: la ASL paga al logopedista solo l’imponibile, mentre l’IVA viene versata direttamente dall’ente all’Erario. Per i logopedisti questo è in genere un aspetto formale perché le prestazioni sanitarie sono esenti IVA. I tempi di pagamento per le pubbliche amministrazioni prevedono 30 giorni dalla data fattura. Ricorda che esiste il diritto agli interessi di mora in caso di ritardo.Bollo 2 euro sulla fattura del logopedista forfettarioUn altro adempimento spesso sottovalutato nella fatturazione logopedista 2026 è l’imposta di bollo. La regola è semplice: sulle fatture esenti, escluse o non soggette a IVA di importo superiore a 77,47 euro, va applicato il bollo da 2 euro. Questa regola si applica praticamente a tutte le fatture del logopedista forfettario perché:Le prestazioni di logopedia sono esenti IVA (art. 10 DPR 633/72)Il regime forfettario non prevede applicazione di IVALa maggior parte delle fatture supera la soglia di 77,47 euroQuando applicare il bolloSeduta singola da 40 euro: NO bollo (sotto 77,47 euro)Valutazione iniziale 80 euro: SI bollo 2 euroPacchetto 10 sedute 350 euro: SI bollo 2 euroDue sedute fatturate insieme 80 euro: SI bollo 2 euroIl bollo può essere applicato come bollo fisico sulla copia cartacea della fattura, oppure come bollo virtuale versato cumulativamente tramite F24 con codice tributo 2501. Il bollo è dovuto dal committente, ma in pratica viene anticipato dal professionista con la dicitura: “Imposta di bollo assolta ai sensi del DM 17/06/2014 – bollo a carico del cliente”. Software fatturazione logopedista: cosa scegliereScegliere il giusto software fatturazione logopedista è cruciale per gestire serenamente partita IVA, Sistema TS, scadenze e adempimenti. Per i professionisti sanitari le funzionalità più importanti sono: l’invio diretto al Sistema Tessera Sanitaria in un click, la gestione automatica del regime forfettario, l’emissione di fatture sia cartacee (per privati) sia elettroniche (per ASL), il calcolo automatico del bollo da 2 euro e il supporto a F24 e contributi previdenziali.Tra le soluzioni più diffuse e adatte ai logopedisti, segnaliamo Fatturazione Italia, software pensato proprio per liberi professionisti e logopedisti forfettari:Sistema TS: incluso nel piano Pro (89 euro l’anno IVA inclusa, 500 fatture, codice destinatario unico JKKZDGR)Zero-config forfettario: già impostato per il regime, con calcolo automatico del coefficiente 78% e dei contributi Gestione SeparataGestione completa di bollo 2 euro (a scelta a carico proprio o del cliente), esenzione IVA, opposizione del paziente al Sistema TSFatturazione elettronica verso ASL e PA con codici destinatario e split paymentPrezzo bloccato per 3 anni: la quota di abbonamento iniziale non sale per tre anni dal primo pagamentoProva gratuita 30 giorni senza carta di credito (60 giorni con invito di un amico)Per scoprire come funziona o attivare il servizio, puoi visitare Fatturazione Italia oppure chiedere informazioni al CAF Centro Fiscale di Udine. Contributi previdenziali del logopedista: Gestione Separata INPSUn punto importante e spesso fonte di confusione: il logopedista NON è iscritto ad ENPAPI. La Cassa ENPAPI, infatti, è riservata esclusivamente a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari. I logopedisti versano i contributi alla Gestione Separata INPS.La Gestione Separata, istituita con la Legge 335/1995 (riforma Dini), è una cassa previdenziale dell’INPS che copre i professionisti senza cassa di categoria. Le aliquote per il 2026 sono:26,07% per i professionisti privi di altra copertura previdenziale (caso più comune dei logopedisti liberi professionisti)24% per professionisti già iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria (es. dipendenti pubblici con seconda attività)Aliquota composta da 25% IVS + 0,72% maternità + 0,35% ISCRO/DIS-COLL = totale 26,07% (Circolare INPS n. 8/2026)I contributi si calcolano sul reddito netto professionale, non sul fatturato lordo. Per un logopedista forfettario, il reddito imponibile previdenziale corrisponde al reddito determinato applicando il coefficiente del 78% al fatturato, prima dell’imposta sostitutiva.Quando si pagano i contributiSaldo 2025 + primo acconto 2026: entro 30 giugno 2026 (con possibilità di proroga al 31 luglio con maggiorazione 0,40%)Secondo acconto 2026: entro 30 novembre 2026Versamento tramite F24 con causale contributo specifica della Gestione SeparataImportante: i contributi versati alla Gestione Separata sono integralmente deducibili dal reddito imponibile, anche per i forfettari. Questo riduce sensibilmente il carico fiscale complessivo. Ti consigliamo di farti seguire dal CAF Centro Fiscale di Udine per il calcolo corretto degli acconti e per evitare omessi versamenti che generano sanzioni e interessi.Domande frequenti sulla fatturazione logopedista 2026Raccogliamo le domande più ricorrenti che i logopedisti pongono al CAF Centro Fiscale di Udine.Il logopedista deve emettere fattura elettronica per i pazienti privati nel 2026?No. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche c’e un divieto strutturale di emissione di fattura elettronica via SdI, a tutela della privacy dei dati sanitari. Il logopedista emette fattura cartacea o PDF e trasmette i dati al Sistema TS. Solo per fatture verso ASL, RSA, cliniche o altre partite IVA e obbligatoria la fattura elettronica.Il logopedista e iscritto ad ENPAPI come gli infermieri?No. ENPAPI e la cassa previdenziale degli infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari. I logopedisti, come fisioterapisti e altri professionisti sanitari senza cassa di categoria, versano i contributi alla Gestione Separata INPS, con aliquota del 26,07% per il 2026 (Circolare INPS n. 8/2026).Quando scade la trasmissione al Sistema TS per il logopedista nel 2026?Dal 2026 la trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria e annuale (non piu semestrale). I dati delle prestazioni 2025 dovevano essere trasmessi entro il 31 gennaio 2026, slittato al 2 febbraio 2026 perche il 31 cadeva di sabato. I dati 2026 si trasmetteranno entro il 31 gennaio 2027. Sono possibili invii parziali progressivi durante l’anno.Devo applicare il bollo da 2 euro sulle fatture del logopedista forfettario?Si, sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro va applicato il bollo da 2 euro perche le prestazioni di logopedia sono esenti IVA e il forfettario non applica IVA. Il bollo puo essere fisico sulla fattura cartacea oppure virtuale tramite F24 (codice tributo 2501) per i forfettari con fatturazione elettronica.La fatturazione logopedista 2026 richiede attenzione a numerosi aspetti tecnici: Sistema TS annuale, divieto di fattura elettronica per privati, contributi alla Gestione Separata INPS (non ENPAPI), imposta di bollo, gestione corretta delle convenzioni ASL e scelta del regime fiscale più conveniente. Errori e ritardi possono costare cari, sia in termini di sanzioni sia di mancate detrazioni per i tuoi pazienti.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione logopedista 2026, l’apertura della partita IVA, la gestione del Sistema TS o il regime forfettario? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione logopedista?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con l’apertura della partita IVA, il regime forfettario, il Sistema TS e tutti gli adempimenti fiscali per logopedisti.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, CRIPTOVALUTE Criptovalute Chiusura Anno 2026: Guida alle 7 Mosse Entro il 31 Dicembre La criptovalute chiusura anno 2026 non è un adempimento da fare a primavera: è una fase di pianificazione fiscale che si gioca tutta entro il 31 dicembre. Il motivo è semplice: il Fisco italiano scatta una vera e propria fotografia fiscale… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 18:00:002026-09-21 13:24:43Criptovalute Chiusura Anno 2026: Guida alle 7 Mosse Entro il 31 DicembreCAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Imposta di Soggiorno Comuni FVG 2026: Chi Paga, Quanto e Come Versarla Imposta di Soggiorno Comuni FVG 2026: Chi Paga, Quanto Costa e Come Versarla (Turisti e Strutture Ricettive)Se hai soggiornato in un hotel, B&B o casa vacanza in Friuli Venezia Giulia, probabilmente ti è stata addebitata un'imposta di… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-27 09:00:002026-08-17 11:03:53Imposta di Soggiorno Comuni FVG 2026: Chi Paga, Quanto e Come VersarlaCAF, SUCCESSIONI Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di Decadenza La prima casa in successione 2026 è uno degli argomenti che genera più dubbi tra gli eredi, e non a caso: quando si eredita un immobile, la differenza tra pagare qualche centinaio di euro e pagarne diverse migliaia dipende da una semplice… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-26 11:00:002026-09-19 12:50:18Prima Casa in Successione 2026: Guida a Imposte Fisse, Requisiti e 3 Casi di DecadenzaCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleLuglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 09:00:002026-09-27 09:55:52Fatturazione Logopedista 2026: Sistema TS, Tariffe e Convenzioni ASL
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